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quaderni a quadretti ERODOTO108 • 14

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Guido Scarabottolo

VIAGGIo In ISLAnDA testo di Andrea rauch

Visitare l’Islanda? Boh, forse, anche no. Perchè non c'è bisogno di andarci, basta figurarsela. Si ricorre ai luoghi comuni (che oggi si chiamano 'immaginario collettivo') e si snocciolano, uno dietro l’altro i geyser, gli iceberg, il vulcano, il mare, le papere e le balene. c’è altro? Pensiamo di sì. c’è chi c'è stato davvero, in Islanda, e ne dice meraviglie ma, dopo aver raccontato dei geyser, degli iceberg, dei vulcani e delle balene la conversazione langue. Guido Scarabottolo ha preso la cosa di punta e a costruito un carnet de voyage senza voyage. nel senso che l’Islanda non l’ha visitata proprio. Però l’ha disegnata. E l’ha descritta senza parole. Un testo per ipovedenti che strizzano gli occhi per leggere le righe, ma che non riescono a separare le parole che si confondono in lunghe righe di formichine nere. Il carnet di Scarabottolo definisce l'indicibile e rappresenta l’invisibile. Indicibile per noi che non abbiamo niente da dire e invisibile per noi che non abbiamo visto niente. Lui comunque ha scelto di “rappresentare cose mai viste con strumenti inadeguati (grossi pennelli di cattiva qualità e inchiostro per timbri, in questo caso) usando una carta bellissima che da qualche anno non viene più fabbricata. che sarebbe più o meno come imporsi di girare l’Islanda coi pattini a rotelle.” Viaggio in Islanda, di Guido Scarabottolo, edizioni La Grande Illusion.

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Erodoto108 n°19  

Allo studioso dell’Orientale di Napoli che chiese agli ultimi otto membri di una tribù dell’Omo Valley nel Corno d’Africa ‘Che ne sarà della...

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