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ROMA XI · FREE PRESS · ANNO 1 · NUMERO 0.9 · GENNAIO / FEBBRAIO 2010

Editoriale

Un CORE nuovo di zecca

foto di Francesco Cafaro

LORENZO ANZI

Roma e la nuova questione abitativa

Il cambiamento era nell’aria. Durante questo primo anno di pubblicazioni abbiamo raccolto consigli, rielaborato critiche, vagliato proposte. Il frutto finale è questa prima metamorfosi di CORE: un cambio di formato, un nuovo progetto grafico e un diverso approccio alla stesura dei testi sono i cardini essenziali di questo cambiamento. L’ultima parola, come sempre, spetta a voi lettori; speriamo sarete soddisfatti del risultato. Noi di CORE, in ogni caso, continueremo a cercare di intercettare ogni possibile spunto di miglioramento. Nel frattempo godetevi questo nuovo numero zero, in cui troverete uno speciale sulla spinosa questione dell’abitare, a Roma e nel nostro Municipio. Nelle altre pagine approfondimenti sulle ricadute nel territorio del nuovo piano del traffico cittadino, un articolo sulla strana performance del Pd sul tema del Registro delle unioni civili, e ancora aggiornamenti su Medicina Solidale, interviste, pezzi di memoria e di sport dai nostri quartieri. Non mi resta che augurarvi buona lettura.

SANITÀ Medicina solidale: ora c’è la convenzione con la ASL

Case di carta, speculazioni edilizie, leggi che contraddicono altre leggi. Viaggio di CORE in una città dove, troppo spesso, abitare può voler dire sopravvivere. Approfondimenti e analisi con un occhio di riguardo alle vicende dei nostri quartieri, mai risparmiati dallo scempio SABA CAMILLETTI, ANDREA CELIBERTI E ENZO LOMBARDI Y pagg. 4&5

Nuovo piano traffico Roma sceglie l’asfalto

Stop al registro delle unioni civili Esponenti del Pd tra i firmatari e gli affossatori della proposta

ANDREA CELIBERTI Y pag. 2

L

a giunta Alemanno ha finalmente approvato “il piano strategico per la mobilità sostenibile”. Soluzione dell’amministrazione cittadina agli attuali problemi di traffico che ben presto verranno esasperati dalla prevista costruzione di 300.000 nuove case nella capitale. Le linee guida contenute nel testo sono due: da un lato si parla

Dopo mesi di operatività, la ASLRMC ha siglato l’accordo che riconosce ufficialmente le attività sanitarie dei volontari del presidio di via Mantegna BONNIE&CLYDE Y pag. 2

di migliorare le infrastrutture e dall’altro di spingere i cittadini ad utilizzare di più i mezzi pubblici. Nell’immaginario di un cittadino moderno, di un cittadino di una delle più grandi capitali europee, ciò non può che tradursi nella costruzione di nuove strade ferrate, sotterranee, soprelevate o a raso.

Roma3

Amianto: botta e risposta a Ingegneria

MEMORIA San Paolo, tra scempi edilizi e progetti incompiuti

NICOLETTA ORPOS Y pag. 2

L’intervista

Alberto Attanasio: “Emma può vincere”

La lettera aperta degli studenti e la risposta della presidenza

L’Assessore a tutto campo su priorità del territorio ed elezioni regionali

Frammenti di storia di un quartiere in cerca d’identità. Da possibile borgata-giardino alla speculazione edilizia della seconda metà del ‘900

Y pag. 3

CLAUDIO MAROTTA Y pag. 3

MATTEO PICCONI Y pag. 6


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Territorio foto di Francesco Cafaro

Mobilità Le trasformazioni che colpiranno le nostre strade

Nuovo piano traffico Roma sceglie l’asfalto Le ripercussioni nei nostri quartieri dell’ultimo piano strategico per la mobilità sostenibile

ANDREA CELIBERTI - segue dalla prima

Y

Andando a leggere attentamente il piano, però, la realtà è ben diversa. Per quanto riguarda la nostra fetta di città, quella che subirà il maggior numero di costruzioni, effettivamente non è previsto neanche un tram. I nostri amministratori avanguardisti hanno tagliato la testa al toro. Non c’è bisogno di ferro, ma di asfalto. Il piano diabolico del Comune prevede infatti la costruzione di due tangenziali a quattro corsie che attraverseranno con la loro imponenza i quartieri di Cecchignola Sud, Fonte Meravigliosa, Giuliano Dalmata, Colle di Mezzo, Ottavo Colle, Tintoretto, Roma 70 e Grotta Perfetta. Il progetto è nato da uno studio eseguito dall’Agenzia per la Mobilità del Comune di Roma (STA), che si è basata su previsioni di incremento della popolazione e simulazioni dei flussi sulle reti di trasporto. A seguito di questo studio è stato proposto un programma di mobilità che prevedeva: un sistema tangenziale esterno (GRA), un sistema tangenziale interno (un anello interno alla città) e un sistema radiale di strade consolari e di nuove strade di scorrimento che avrebbe permesso il collegamento dei primi due. Le tangenziali che ci riguardano fanno parte

dell’anello interno. La prima è la strada denominata “Ex asse attrezzato”, che collegherà la Via Laurentina con la “circonvallazione verde”, passando per Colle di Mezzo, attraversando via di Vigna Murata e via del Tintoretto. La seconda è l’attuale via Kobler, che collegherà l’ex asse attrezzato, all’altezza di Colle di Mezzo, con via della Cecchignola. Per quanto riguarda la prima strada è chiaro che il decongestionamento sarà possibile solo successivamente all’apertura della “circonvallazione verde”, su cui ricadrà il flus-

Per quanto riguarda la nostra fetta di città, quella che subirà il maggior numero di costruzioni, effettivamente non è previsto neanche un tram so di traffico. Fino a quella data l’intasamento si sposterà semplicemente dall’incrocio tra via Laurentina e via del Serafico, a quello successivo, ovvero lo svincolo delle Tre Fontane, cosa che porterà al congestionamento anche di via del Tintoretto e via Ballarin. Se non bastano i problemi di traffico a mettere in evidenza la follia del progetto,

basta aggiungere che uno studio dell’Istituto Superiore per la Prevenzione e la Ricerca Ambientale (ISPRA) ha evidenziato che i soli due chilometri di ex asse attrezzato produrranno polveri sottili pari ad un inceneritore da 200 tonnellate al giorno e monossido di carbonio pari ad uno da 10.000. Per quanto riguarda la seconda strada, invece,�� bisogna notare che il traffico che intasa la via Ardeatina, è dovuto per la maggior parte a flussi pendolari e commerciali verso le aree centrali della città e fornire nuove vie di accesso non farà che aumentare in breve tempo i flussi. Senza considerare che il Piano Generale del Traffico Urbano indica come assolutamente prioritario scoraggiare tali flussi centripeti dall’utilizzo del mezzo su gomma per trasferirli su ferro. Il Municipo Roma XI si è espresso favorevolmente al Piano di Mobilità del Comune, ma con delle riserve. Secondo il presidente Andrea Catarci e l’assessore alla mobilità Alberto Attanasio il parere è vincolato all’adozione da parte della giunta Alemanno di uno studio sulla fattibilità del progetto per la realizzazione della “metro E”, per collegare la linea Piramide-Ostia Lido alla Roma Nord, attraverso la costruzione di

Lavori in corso nel quartiere S.Paolo

un tunnel di soli 5 chilometri; e della realizzazione della metro D fino a Roma 70, come previsto dal Nuovo Piano Regolatore Generale e non, come prospettato, concludendo le corse a piazzale dell’Agricoltura.

I soli due chilometri di ex- asse attrezzato produrranno polveri sottili pari ad un inceneritore da 200 tonnellate al giorno Diversi comitati di quartiere si stanno battendo contro questo progetto proponendo alternative fattibili che avranno un minor impatto sulla vivibilità dei quartieri dei Municipi coinvolti. Uno di questi è l’Ampliparco

Autogol in Municipio: stop al registro delle unioni civili

Medicina Solidale avanti tutta: ora c’è la convenzione ASL

Protagonisti gli esponenti del Pd, firmatari e affossatori della proposta

Siglato l’accordo che riconosce ufficialmente le attività del presidio

NICOLETTA ORPOS Tira il sasso e nasconde la mano. Il Pd ha fatto un passo indietro in XI municipio rispetto all’istituzione del Registro delle Unioni Civili. Nonostante la firma sul documento presentato al consiglio, al momento di votarlo si è tirato indietro. Con il risultato che la proposta non è passata. Tecnicamente si tratta di una bocciatura, visto che i voti favorevoli era nove, così come i contrari. Nella sostanza rimane che al “no” di PdL e Udc si è aggiunta l’assenza dall’Aula dei democratici e l’astensione del consigliere del Pd Antonio Bertolini. Un voto quest’ultimo che sarebbe stato determinante per l’approvazione. “Ha pesato l’atteggiamento ostruzionistico voluto da alcuni dirigenti cittadini, che hanno giudicato inopportuno, a mio avviso compiendo un grave errore, approvare un atto così significativo nell’imminenza della campagna elettorale per le regionali”, ha commentato il presidente del municipio Andrea Catarci. Che però aggiunge: “Il pareggio non compromette nulla, resta però l’amarezza per le interferenze, per di più ad atto già calendarizzato, che hanno arrecato un evitabile danno alla maggioranza municipale e hanno momentaneamente impedito di raggiungere un altro importante obiettivo nell’azione di amplia-

mento”, conclude “e tutela delle libertà personali e civili”. Da parte sua Sinistra ecologia e Liberta, attraverso i consiglieri Donato Mattei e Paola Angelucci, pretende che “i quadri del partito democratico, che nulla hanno a che spartire con il territorio, ma che non perdono occasione per intervenire a gamba tesa ogni qual volta si urtano le notabili suscettibilità dell’equilibrismo interno, si astengano da ogni forma di ingerenza”. Dal Pd, però, non è arrivata nessuna giustificazione, nessun commento. Neanche quando è stato attaccato dall’Arcigay di Roma e dal circolo di cultura omosessuale Mario Mieli che hanno registrato nel comportamento del Pd, “il diffuso disinteresse a questioni, che in pre-campagna elettorale, sembrano risultare scomode”. Il presidente Fabrizio Marrazzo, denunciando la gravità del comportamento dei democratici, ha annunciato, proprio a partire dall’XI municipio “iniziative in tutta la città, insieme alle coppie gay che chiedono solo di essere uguali a tutte le altre”. L’istituzione del Registro delle Unioni Civili avrebbe permesso alla popolazione residente in XI municipio di potersi iscrivere al registro, un puro atto formale al momento, ma che avrebbe dato il segno della volontà del territorio per l’estensione dei diritti civili.

BONNIE&CLYDE Nello scorso numero avevamo intervistato i dottori e gli specializzandi del servizio di Medicina Solidale e delle Migrazioni. Si tratta di volontari che hanno aperto, dall’ aprile 2009, un presidio sanitario di base ospitato dai locali della parrocchia di Nostra Signora di Lourdes in via Mantegna. Il presidio nel Municipio XI emula un’esperienza analoga nel territorio di Tor Bella Monaca, che dal 2004 ad oggi ha avuto un notevole sviluppo nel fornire una prima assistenza sanitaria alle comunità del territorio attiguo, raggiungendo soprattutto i migranti, cui troppo spesso risulta difficile l’accesso a ospedali e ambulatori. L’azione di Medicina Solidale (MS) trova sostegno nell’accordo con le istituzioni di prossimità di riferimento, come le Aziende Sanitarie Locali, il Comune e il vicariato di Roma, le cui parrocchie hanno finora messo a disposizione i locali. Lo scorso dicembre è stato siglato un accordo di convenzione tra la ASL RMC, cui compete la giurisdizione sui Municipi VI, IX e XII, oltre che sull’XI Circoscrizione, e MS, riconoscendo ufficialmente le attività sanitarie di quest’ultima sul territorio. Dall’accordo emerge la chiara volontà dell’ASL

che sul suo sito internet propone la “il ripristino del collegamento diretto tra Via Laurentina e Via di Vigna Murata anche in entrata e la realizzazione di una linea di trasporto su ferro, di collegamento tra la Stazione metro Laurentina e le nuove aree edificate”; un altro esempio è quello del coordinamento Stop-i60 che nel suo sito propone la preventiva realizzazione della metro D fino all’I-60 e del prolungamento della mentro B fino al GRA. Nonostante le apprezzabili lotte al giorno d’oggi abbiamo una sola certezza. Roma, ancora una volta, ha scelto l’asfalto.

di investire con decisione sul progetto di MS, anche perché – come riferiscono le nostre fonti – si crede di poter ripetere la situazione di Tor Bella Monaca, dove l’accesso al pronto soccorso di quel territorio da parte delle persone migranti si è notevolmente ridotto, rappresentando un fattore di convenienza sul piano socio-economico-sanitario. Lasciamo ovviamente ai lettori le considerazioni sui vari motivi, forse anche poco etici, che spingono la ASL RMC ad appoggiare un servizio onorabilissimo. Ad ogni modo l’accordo di convenzione siglato in riferimento a questo territorio vedrà coinvolti, oltre alla ASL RMC e Medicina Solidale Onlus, il Comune di Roma, il Vicariato e la Tavola dei Valdesi, questi ultimi in veste di finanziatori. Tra le intese approvate, risulta molto interessante il progetto di “sorveglianza nutrizionale”, iniziato questo gennaio nel campo nomadi di via di Decima, XII Municipio. La carica innovativa del progetto, che parte dal nostro Municipio come progetto pilota per tutta Roma, è data dall’integrazione tra sanità pubblica, volontariato e istituzioni e può essere, a nostro avviso, uno strumento di maggior integrazione delle comunità migranti che cercano una vita degna in Italia. Un segnale forte dunque, di cui c’è bisogno soprattutto all’indomani dei tristi fatti di Rosarno.


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Circuiti Organizzati Resistenze Editoriali Gennaio / Febbraio 2010

Territorio Ingegneria La questione del presunto pericolo dell’amianto trattato in facoltà

Botta e risposta a Roma III

Pubblichiamo l’allarmante lettera aperta del laboratorio Ingegneria non dorme. CORE ha chiesto spiegazioni: ecco la risposta

La lettera degli studenti LAB. INGEGNERIA NON DORME Gentile Preside Paolo Mele, vorremmo portare alla Sua attenzione una situazione poco chiara e che ci preoccupa non poco. Siamo venuti a conoscenza del fatto che dentro i laboratori del dipartimento di ingegneria meccanica vengono svolte attività di incapsulamento dell’amianto; come Lei di certo saprà, secondo quanto previsto dai DDMM del 6.9.1994 e del 20.8.1999, le procedure di incapsulamento devono OBBLIGATORIAMENTE essere sottoposte a controlli periodici per valutarne l’effettiva conformità. Inoltre è prevista la designazione di un responsabile con compiti di controllo e di coordinamento delle attività manutentive, è obbligatorio rendere consapevoli gli utenti della struttura dei rischi potenziali dovuti alla presenza di amianto nello stabile e, non per ultimo, l’edificio deve essere sottoposto ad ispezione annuale con relativo rapporto da trasmettere alla USL di competenza. Ci chiediamo se tutto questo venga realmente fatto in sicurezza e in più ci chiediamo come mai una cosa potenzialmente così pericolosa venga fatta in una struttura in cui transitano più di 4000 studenti, senza informare neanche il personale addetto.

Per di più non abbiamo potuto fare a meno di notare che in occasione del crollo di una parte della ex-vasca navale, avvenuto il 2 novembre u.s., si sia alzata una colonna di polveri e detriti con una possibile presenza di materiale dannoso. Sperando che in quell’occasione non si siano liberate fibre di amianto, data la particolare struttura dell’edificio in questione, ci chiediamo come mai non siano seguite rassicurazioni di sorta. Aspettiamo delucidazioni in materia sperando che la salute di tutti gli utenti della facoltà non passi in secondo piano.

La risposta della presidenza PAOLO MELE In merito a notizie infondate fatte circolare da chi è intenzionato a creare turbative al sereno svolgimento delle attività in Facoltà, do ampia pubblicità a quanto comunicatomi dal responsabile del Servizio Tecnico Logistico dell’Ateneo. Gentile Preside, in merito alla richiesta di chiarimenti inerente i recenti lavori di controllo della copertura dei laboratori di Ingegneria presso l’ex OMI, comunico quanto segue:

1) Le lastre in fibrocemento presenti all’interno della copertura dei laboratori di Ingegneria Meccanica Industriale e di Scienze dell’Ingegneria Civile, sono state incapsulate e confinate nel corso dell’intervento eseguito nel 2001 al termine del quale sono state effettuati n. 15 monitoraggi ambientali per la restituzione dei locali agli utenti. Tali monitoraggi hanno attestato l’assenza di fibre aerodisperse 2) Una seconda serie di monitoraggi (n. 40 prelievi), eseguita in data 23 e 24 luglio 2009, eseguita preliminarmente all’esecuzione dei lavori di manutenzione del sistema di confinamento delle lastre, ha confermato l’assenza di fibre aerodisperse nei laboratori pesanti di pertinenza dei Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale, Scienze dell’Ingegneria Civile e Strutture. Scopo dei lavori di manutenzione   ordinaria era quello di verificare lo stato di tenuta del sistema di incapsulamento e confinamento delle lastre. Sono state eseguite delle nuove  sigillature che non hanno alterato le precedenti - la cui tenuta era confermata dalle analisi ambientali – con il fine precipuo di aumentare le garanzie circa la capacità di sconfinamento nel tempo. 3) Una nuova serie di monitoraggi ambientali, eseguiti in data 24 novembre 2009 e successivi all’ultimazione dei lavori di manutenzione ordinaria del sistema di confinamento delle lastre, ha

foto di Francesco Cafaro

nuovamente confermato l’assenza di fibre aerodisperse nei laboratori pesanti di pertinenza dei Dipartimento di Ingegneria Meccanica e Industriale, Scienze dell’Ingegneria Civile e Strutture e certificato la piena agibilità dei locali. 4) I direttori dei dipartimenti interessati dalle attività di manutenzione del sistema di incapsulamento e sconfinamento delle lastre in cemento amianto sono stati tempestivamente informati sull’esecuzione dei monitoraggi ambientali[...] (NDR: segue elenco protocolli).  Informo altresì che il recente crollo di una parte della vasca navale ha interessato la vetusta struttura in cemento armato e parte delle tamponature in mattoni. Il materiale crollato non risulta contenente materiali nocivi.   Cordiali saluti Luciano Scacchi

L’intervista Il vicepresidente del Municipio

“Emma può vincere”

Attanasio: “Le priorità sono mobilità locale e sostenibilità” CLAUDIO MAROTTA

Alberto Attanasio è “uno che conta” nel nostro municipio. Vicepresidente e Assessore ai lavori pubblici, all’urbanistica e alla mobilità può offrirci un quadro chiaro sulle maggiori trasformazioni urbane che insistono sul territorio. Attanasio è anche uno degli esponenti più autorevoli del Pd locale, che nell’undicesimo raccoglie più voti che in tutto il resto di Roma. E allora partiamo da qui e dall’attualità poltica. Fino a pochi giorni fa nel Lazio la partita contro la destra sembrava una sfida impossibile. Ma il nome della Bonino sembra aver sparigliato le carte. L’esito delle regionali è ad oggi molto incerto. Il profilo delle candidate è inusuale e complesso. Penso che la Bonino ha tutte le carte a posto per vincere, è una donna esperta che ha “carattere” e soprattutto una vita politica lunga e riconoscibile. Penso che il Pd abbia fatto bene a scegliere una donna competente e ritengo che ha grandi possibilità di vittoria.

Veniamo alla nostra attualità territoriale. Ci sono molti progetti che interessano il municipio XI: partiamo dall’ex Fiera. Sembra regnare l’incertezza sul futuro dell’area. Oggi l’ex Fiera di Roma è un vuoto urbano indistinto che rischia di diventare un contenitore indefinito di  emergenze. Non penso che questo possa essere il ruolo definitivo di quest’area. Come municipio abbiamo redatto una proposta condivisa con i comitati e le associazioni che prevede un netto abbattimento della cubatura esistente. Ritengo che l’area della ex fiera non possa rimanere abbandonata, è necessario avviare da subito un processo condiviso che definisca le linee d’intervento, le dimensioni e il profilo urbanistico che si vuole dare a questa importante preesistenza urbana. Punti fondamentali dovranno essere la sostenibilità dell’intervento,il suo inserimento in un piano più complessivo che abbia al proprio interno tutti gli interventi previsti nell’area – in particolare il piano di assetto di piazza dei Navigatori - e la costruzione di un processo di condivisione con il territorio.

Poi c’è l’I-60: tra cubature e megatangenziali non rischiamo una valanga di cemento senza un effettivo miglioramento della mobilità locale? Il Municipio sta svolgendo un ruolo di tutela del territorio o è favorevole a certe politiche? Sulle vicende dell’I-60 siamo molto preoccupati. Abbiamo sollevato molti problemi in fase di approvazione proprio sul tema della mobilità locale, in particolare su l’allaccio viabilistico previsto su via Berto. Siamo in attesa di conoscere l’ultima versione del progetto per riaprire il tavolo di discussione con l’amministrazione comunale su tutto il progetto e in particolare su i temi della mobilità. Per quanto riguarda le questioni di livello urbano come il sottopasso dell’Appia Antica ad oggi sembra tutto fermo, penso che la nuova Giunta comunale stia pensando di modificare radicalmente il tracciato proposto. Il prolungamento del percorso della Metro D fino ai Granai è un successo tutto municipale, infatti proprio grazie ad un nostro emendamento al Piano Regolatore Generale è stato previsto

questo nuovo tratto. Purtroppo è ancora lontana la realizzazione di questa importante infrastruttura che sarebbe salutare per tutto il quadrante Roma 70 – Ottavo Colle I Mercati Generali sono in un completo stato di abbandono. Come mai? Anche questo progetto, come altri, è fermo. L’amministrazione comunale sembra non farsi carico delle questioni legate alla riqualificazione della città. Ad oggi non sappiamo formalmente se il piano d’intervento previsto andrà avanti o è stato cancellato. Anche in questa area siamo molto preoccupati per la mobilità, i nuovi mercati generali sono, sul piano strategico, uno degli interventi più importanti di Roma sud, e da quello che sappiamo non è stato fatto un  piano trasportistico efficace e risolutivo. Prima che ripartano i lavori pretendiamo che siano risolti tutti i problemi di compatibilità con il territorio.

in Pillole MUNICIPIO Un’assemblea pubblica sul ruolo dell’Agenzia Diritti L’8 febbraio, presso la sala del Consiglio Municipale di via B. Croce 30, si terrà un’ assemblea pubblica sulle politiche di accoglienza, forme di tutela nel disagio, e il ruolo dell’Agenzia diritti. Quest’ultimo è uno spazio di partecipazione attiva, di confronto, di accoglienza e tutela rivolto ai cittadini/e del quartiere, per problematiche relative alla CASA, al LAVORO, ai DIRITTI DELL’IMMIGRAZIONE, con l’offerta di assistenza legale penale e civile gratuita. Parteciperanno il Presidente del Municipio A. Catarci, gli assessori alle politiche sociali C. Di Veroli, A. Beccari, le associazioni di quartiere e i cittadini interessati, per discutere delle politiche di accoglienza, delle forme di tutela nel disagio e del ruolo dell’Agenzia Diritti nel teritorio. aperture settimanali dell’ Agenzia: martedì 12-17 e giovedì 10-17.

SANITÀ Salvataggio in corner per la clinica Santa Lucia Si riaccende la speranza per lavoratori e utenti della clinica Santa Lucia. E’ del 22 Gennaio, infatti, la notizia che il Commissario alla Sanità della Regione, Elio Guzzanti, ha varato un decreto che dovrebbe revocare la parte normativa delle delibere regionali responsabili del rischio chiusura per la struttura sanitaria. Dopo serrate trattative tra i responsabili della Fondazione s. Lucia e rappresentanti e tecnici della regione, si è decisa la promulgazione di un ulteriore decreto per fissare alcuni aspetti tecnici. Il Direttore generale della S. Lucia, non appena emanato il decreto, provvederà a revocare immediatamente i licenziamenti annunciati. Facendo tirare un sospiro di sollievo ai circa 200 lavoratori coinvolti, che prudentemente rimangono comunque in stato di mobilitazione.

GARBATELLA Air Terminal Ostiense: “Ennesima emergenza per i Profughi afghani” “E’ iniziata una nuova odissea per i profughi afgani dell’Air Terminal Ostiense”. A parlare è Andrea Catarci, Presidente del Municipio XI. “Nella zona dove avevano trovato un precario rifugio circa 60 persone, si sono presentate le ruspe per dei lavori di riqualificazione, costringendoli ad una vera e propria fuga alla ricerca di un riparo all’asciutto.” Da anni profughi e richiedenti asilo hanno come punto di riferimento la Stazione Ostiense. Si è così creata una situazione costantemente emergenziale, che richiede interventi permanenti. Purtroppo senza alcun aiuto dal parte del comune è invece venuto meno il centro SAIDA, un’esperienza di solidarietà ed accoglienza volontaria e autogestita da alcune associazioni, prima fra tutti Medici per i Diritti Umani.


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Focus Diritto all’abitare Quando come e perchè le case sono diventate di carta e immesse sul mercato finanziario

Roma e la nuova questione abitativa Liberamente tratto da uno studio di Giovanni Caudo, ricercatore presso il Dip. di Studi Urbani dell’Università di Roma Tre, e Sofia Sebastianelli, dottoranda

Valori in percentuale sui finanziamenti (Banca Italia)

Acquisto immobili

Cresce il numero delle case e cresce il disagio abitativo. Un paradosso? No, se il mercato immobiliare non incrocia i bisogni aumentate tra il 2001 e il 2005 di 143.000 unità, quasi 8 ogni 10. Gli affitti sono quasi totalmente di libero mercato (il 76%) anche perchè l’offerta delle case popolari è in realtà una non-offerta per la progressiva dismissione del patrimonio e l’assoluta rigidità nel suo uso. Nel 2002 Action, Agenzia Comunitaria Diritti, occupò uno stabile in via dei Reti per alloggiare sei famiglie che si

È ancora una volta interesse delle banche intervenire per agevolare le famiglie italiane ad accedere a un mutuo e ad indebitarsi per anni fisso (che non c’è più), si ottiene un miglioramento dell’immagine senza aver minimamente innovato il prodotto e un’immediata entrata di liquidi. In secondo luogo, la società satellite, detta spin-off, ha il compito di fare utili. Poiché non produce alcunchè, le entrate vengono proprio dal capitale fisso, gli immobili. Questi vengono immessi sul merca-

La speculazione edilizia a Roma Sud Parla Silvio Talarico, giornalista che ha fatto dell’urbanistica il fulcro del suo lavoro ANDREA CELIBERTI Com’è nato il tuo interesse per l’urbanistica? Sono cresciuto nella magliana degli anni 70, si può dire che ho vissuto quello che Pasolini scriveva nei “Ragazzi di vita”. Guardandosi intorno sorgeva spontaneo chiedersi “ma perché non c’è un parco o un campo di calcio?” Avevamo solo il cemento che ci circondava e a guardarlo con gli occhi di un bambino sembrava un’immensa prigione . Dopo aver vissuto a Magliana, comunque, mi sono spostato alla Cecchignola, che allora era circondata dal verde, poi arrivò il progetto di Barucci dei Ponti del Laurentino e per me fu un secondo trauma, mi sembrava un alveare. La mia scelta di scrivere di urbanistica nasce proprio da un desiderio di riscatto per le sofferenze vissute. In proposito, uno dei grandi problemi secondo molti urbanisti è quello del gran numero di abitazioni che saranno a breve costruite nella città, tra l’altro sfruttando il sistema della compensazione edilizia. Ti trovi d’accordo con la loro posizione? Senza dubbio mi trovo d’accordo con gli urbanisti sul sovrannumero

delle case a Roma, io penso che si dovrebbe costruire di meno, ma soprattutto con criteri di qualità. La Corte di Cassazione di Perugia ha negato la legittimità di qualsiasi tipo di compensazione, noi abbiamo 20.000 appartamenti sfitti secondo i dati Eurispes, il Comune di Roma prevede un’esigenza abitativa pari a 50.000 alloggi, ma allo stesso tempo ci sono 600.000 appartamenti in procinto di essere costruiti, di cui il 99% destinati al privato e l’1% all’edilizia popolare, a ben vedere i conti non tornano. C’è necessita di costruire intorno a Roma case sufficienti ad ospitare l’intera popolazione dell’Umbria? No, perché come ci dimostrano i dati non ci sono tutte queste persone che cercano casa. Due terzi delle costruzioni avverranno nell’XI e nel XII municipio. Sono pronte le strutture viarie a reggere l’impatto con tutte queste costruzioni? Avremo un aumento incredibile di cubature con le infrastrutture di Mussolini. Si sta realizzando il sogno del regime di far arrivare Roma al mare, però senza alcun cambiamento rispetto a quelle che erano le vie di comunicazione degli anni quaranta. Non c’è nessun interesse nel costruire infrastrutture che

siano parchi o centri civici, si vuole solo avere il massimo profitto. Un caso emblematico è quello di Tor Pagnotta. Si, a Tor Pagnotta erano previste 3 scuole e un centro civico, il progetto iniziale del 1986 era all’avanguardia, al pari dei migliori progetti urbanistici europei. Però si è dovuto lasciare spazio per Leroy Merlin e tre grandi parcheggi previsti nel progetto sono stati cancellati, al posto delle scuole sono state costruite case, al punto che al giorno d’oggi gli studenti delle scuole medie non possono studiare in spazi omologati per loro, perché sono costretti a usare le aule della scuola elementare. Dov’era previsto un parco è stato costruito un centro sportivo per il tiro con l’arco e ovviamente il centro civico è stato cancellato. Tutto ciò per favorire l’interesse di pochi privati. Un ultima domanda: vedi una via d’uscita? Una rivoluzione, un cataclisma. Dovrebbero cominciare a lavorare persone competenti nelle strutture pubbliche. Invece in Italia gli appalti vanno sempre ai soliti noti: Caltagirone, Ligresti, Parnasi e compagnia bella, che comandano i fili della politica come marionette.

29,2%

25% 20% 15,8%

15% 10%

dicembre

settembre

marzo

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2004 dicembre

settembre

marzo

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2003 dicembre

settembre

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2002 dicembre

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2001 dicembre

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1999 dicembre

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1998

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1997 marzo

5%

10,8%

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sima situazione in tre eventi scatenanti, generati da altrettanti soggetti : lo stato, che con la legge 431 del 1998 abolisce quella sull’equo canone, consentendo l’impennarsi degli affitti e la redditività degli alloggi; le banche, che sempre dal 1997 improvvisamente iniziano a concedere mutui a lungo termine e a tassi agevolati alle famiglie; ed infine le grandi aziende italiane, che attraverso il meccanismo finanziario della Asset backed securitization, iniziano ad esternalizzare i patrimoni immobiliari vendendoli a società satellite. Operazione che ha due obiettivi: in primis, poiché la redditività di un’impresa si misura dividendo il fatturato per il capitale

dicembre

L’

emergenza abitativa oggi a Roma coinvolge circa 100 mila persone. Ma è un fenomeno più articolato di quello di ieri quando bastava costruire più case. Oggi, infatti, si costruiscono più case, ma solo in libero mercato. Quasi 7 mila nuovi alloggi all’anno. Cresce il numero delle case e cresce il disagio abitativo. Un paradosso? No, perchè il ciclo espansivo del mercato immobiliare non incrocia i bisogni. A Roma, le famiglie che abitano in una casa di proprietà sono

trovavano in emergenza abitativa. E’ così che a Roma si è tornati a parlare del problema. Lo scontro che ne é seguito ha posto la questione politica della divergenza tra gli interessi dei privati che preferiscono mantenere vuoti gli alloggi, e i bisogni del numero crescente di famiglie soggette agli sfratti, che solo nel primo semestre del 2005 sono stati 1.523, di cui il 60% per morosità. Il dato segnala la crescente vulnerabilità delle famiglie, la linea della povertà che avanza verso l’alto raggiungendo anche il cosiddetto ceto medio. Tra il 1998 e il 2004 gli affitti hanno registrato un incremento di valori del 91%. Il canone medio per un alloggio di 75 mq è di 1.089 euro mentre lo stipendio medio per un impiegato pubblico intorno ai 1.200 euro. Conviene pagare la rata del mutuo, ed infatti dal 2002 i mutui superiori ai 200 mila euro e ai 30 anni sono aumentati del 10% e si sta verificando un declassamento delle famiglie attraverso l’espulsione dalla città, con i comuni intorno a Roma che registrano aumenti netti di transazioni immobiliari così come Roma un calo dei residenti. Il centro della città è prerogativa di un’elite benestante. Ma per poter intervenire, bisogna comprendere le cause. Guardando i dati si individua l’inizio di questo ciclo positivo dei valori immobiliari nel 1997. Questa ricerca individua le radici di questa gravis-

Macchine, attr.

settembre

SABA CAMILLETTI

Costruzioni

30%

Finanziamenti oltre il breve termine e destinazione economica dell’investimento

to, affittati e venduti, e ovviamente è auspicabile che i valori immobiliari o i canoni di locazione crescano a dismisura. Ma dove ha preso questa società i soldi per pagare le proprietà che gli ha ceduto l’impresa madre? Ovviamente dalle banche. E queste, che hanno fatto credito a questo nuovo soggetto, che a sua volta ha ‘rifinanziato’ l’impresa madre, hanno tutto l’interesse che esso restituisca il prestito. Bisogna trovare soggetti in grado di comprare o affittare immobili ed incentivarli. E quale soggetto più numericamente disponibile e risparmiatore di una famiglia? E’ ancora una volta interesse tutto delle banche intervenire per agevolare le famiglie italiane ad accedere ad un mutuo e ad inde-

bitarsi per anni rifinanziando con i propri risparmi le imprese italiane sull’orlo del collasso. Così agendo le banche si assicurano che la società spin-off sia in grado di saldare, e si garantiscono doppi interessi. E’ perciò la concatenazione (casuale?) di queste tre manovre ad aver consolidato l’attuale situazione, a Roma come in Italia. Le case sono diventate di ‘carta’, immesse sul mercato finanziario per produrre redditività e sostenere il sistema economico, calpestando un diritto fondamentale come l’abitare.

sabetta.c@libero.it

Tor Pagnotta

I-60

Il progetto di Tor Pagnotta, del lontano 1986, seguiva tutti gli standard urbanistici europei. Dopo ben 7 varianti, ecco il bel risultato: Eliminazione parco centrale per inserire due edifici non residenziali. Eliminazione scuole e parcheggi pubblici per far posto a un grande centro commerciale. Costruzione scuole con ritardo su una superficie ben più ridotta Inserimento ville e villette al posto del secondo sbocco viario su via Castel di Leva.

Il progetto I-60 prevede la costruzione di 400.000 metri cubi di cemento in un area di 20 ettari a ridosso di Grotta Perfetta. Il risultato sarà: Distruzione del verde pregiato dell’agro romano Aumento traffico urbano per mancanza di infrastrutture di trasporto pubblico su ferro (i dati sul traffico analizzati per la fattibilità del progetto sono del 2003) Inizio lavori senza aver verificato gli impatti ambientali (non si è ritenuto di dover applicare la VIA)

Progetto realizzato con il contributo della Provincia di Roma DGP n. 1067/44 del 2 dic 2009

Mensile di informazione territoriale anno 1 n°0.9 | Gennaio\Febbraio 2010 Direttore responsabile: Lorenzo Anzi (direttore@coreonline.it) Progetto grafico e impaginazione: Roberto Arista Responsabile della fotografia: Francesco Cafaro Redazione: Roberto Arista, Fulvio Benelli, Saba Camilletti, Andrea Celiberti, Amedeo Ciaccheri, Alice Corte, Claudio d’Aguanno, Fabio Ferrari, Enzo Lombardi, Adriano Manna, Claudio Marotta, Daniele Marzo, Gianfranco Mingione, Simona Orlandi Posti, Francesco Sorricaro, Nicoletta Orpos, Fabia Pazzaglia www.coreonline.it | redazione@coreonline.it Stampato presso la Tipolitografia 5M (RM) | tiratura: 5000 copie In attesa di registrazione presso il tribunale di Roma


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Circuiti Organizzati Resistenze Editoriali Gennaio / Febbraio 2010

Focus Intesa tra Governo e Regioni

PIANO CASA

E’ volta a rilanciare l’economia del paese attraverso l’attività edilizia. Entro 90 gg le Regioni devono adottare proprie leggi, mentre il Governo deve emanare entro 10 gg un decreto legislativo volto a semplificare alcune procedure di competenza dello Stato.

Gli obiettivi dell’Intesa

Permettere, attraverso l’emanazione di leggi regionali, l’ampliamento del 20% del volume delle case uno-bi familiari. In caso di ricostruzione dell’intero fabbricato l’ampliamento è del 35 % del volume preesistente. Gli interventi possono derogare i piani regolatori.

Le leggi regionali

Profili di incostituzionalità

del Piano Casa non rimarrebbe, quindi, nelle aule dei tribunali, ma avrebbe ripercussioni dirette sulla vita dei cittadini. Sarebbe questo il secondo profilo di incostituzionalità delle Leggi Regionali che “nello stabilire deroghe, quantomeno agli strumenti urbanistici vigenti nei singoli comuni, escludono la punibilità di condotte che il legislatore nazionale ha invece previsto come fattispecie penalmente sanzionate”. Il procuratore Morichini avverte che “la violazione del principio della riserva alla legge statale della materia penale e, quindi, dell’illegittimità costituzionale, sotto tale profilo, delle leggi regionali in questione per contrasto con l’art. 25 della Costituzione, appare difficilmente contestabile”.

Dopo le parole arrivano i fatti. L’associazione ambientalista Italia Nostra ha impugnato davanti al Tar del Lazio il Piano Casa della regione Umbria, chiedendo l’annullamento dell’intesa del 31 marzo 2009. Il ricorso potrebbe mandare in fumo i sogni dei proprietari di case del nostro paese, in quanto chiede di rimettere alla Corte Costituzionale la valutazione dell’accordo siglato tra Governo e Regioni. La conseguenza di un’eventuale esito positivo era già stata prevista dal professore di Diritto Amministrativo Luca De Lucia. “Si dimostrerà che il Piano Casa è, in realtà, un’impostura. Il tutto, come spesso accade, a spese del territorio”.

Ogni regione ha attuato l’intesa attraverso una propria legge. Secondo la pagella stilata da Legambiente solo la regione Toscana ha rispettato il Piano regolatore comunale. Mentre la provincia di Bolzano è l’unica che prevede gli standard energetici CasaClima C.

Contrasto con l’art 117 comma 3 della Cost. con riferimento alla materia del Governo del Territorio. Contrasto con l’art 25 della Cost con riferimento alla riserva di legge in materia penale.

foto di Francesco Cafaro

La partita è ancora aperta Piano Casa: il Procuratore di Oristano denuncia l’incostituzionalità del provvedimento ENZO LOMBARDI

S

penti i riflettori dell’ opinione pubblica, il Piano Casa passa nelle mani della Magistratura. Andrea Padalino Morichini, Procuratore della Repubblica di Oristano, affida ad una breve nota, pubblicata su internet, il compito di illustrare i profili di incostituzionalità della normativa che avrebbe dovuto rilanciare l’economia del paese. Le parole del magistrato sardo descrivono un provvedimento dal corpo snello, ma senza testa. La decapitazione è opera del Governo, che non ha mantenuto le promesse fatte in sede di conferenza unificata con Regioni ed Enti Locali. L’intesa raggiunta il 31 marzo 2009 prescriveva alle Regioni di regolamentare gli interventi volti all’ampliamento o alla ricostruzione di edifici residenziali. Il Governo doveva emanare entro dieci giorni un decreto legge “con l’obiettivo precipuo di semplificare alcune procedure di competenza esclusiva dello Stato, al fine di rendere più rapida ed efficace l’azione amministrativa

di disciplina dell’attività edilizia”. L’esito dell’accordo è noto a tutti. Mentre le Regioni hanno disciplinato in modo variegato il settore edilizio, il Governo ha abbandonato all’oblio i propri impegni. La dimenticanza non è di poco conto in quanto “ l’edilizia e l’urbanistica rientrano nella materia del “governo del territorio”, elencata fra quelle appartenenti alla legislazione concorrente dello Stato e delle Regioni nell’art. 117 della Cost.”. Il

Le leggi regionali sembrano essere in contrasto con i principi fondamentali desumibili dalla legislazione nazionale magistrato Morichini aggiunge che “in tali materie spetta alle Regioni a statuto ordinario la potestà legislativa, salvo che per la determinazione dei principi fondamentali, riservata alla legislazione dello Stato”. In caso di inerzia del Parlamento, le linee guida della normativa regionale devono essere estrapolate dalle leggi statali vigenti. “ Ed è proprio in conseguenza di questa ripartizione di competenze che tutte le leggi re-

Gabriele

gionali sul Piano Casa suscitano”, secondo il procuratore di Oristano, “ un primo dubbio di costituzionalità per contrasto con l’art. 117 della Cost.”. Infatti le leggi regionali sembrano essere in contrasto con i principi fondamentali desumibili dalla legislazione nazionale. Anche se la disciplina urbanistica si presenta spoglia di punti cardinali, Giovanni Losavio, presidente di Italia Nostra e giudice della corte di Cassazione, sostiene “che a partire dalla legge “ponte” del 1967, il sistema legislativo del governo delle trasformazioni urbane e territoriali si è consolidato sull’essenziale principio per cui tutte le trasformazioni anche edilizie debbono essere previste in strumenti generali di pianificazione che ne valutino la rispondenza agli interessi generali degli insediamenti. E contro questo principio si sono per certo poste tutte le leggi regionali del Piano Casa, che hanno sospeso a tempo l’applicazione dei piani regolatori, consentendo interventi di trasformazione edilizia non previsti, quindi vietati, nei vigenti strumenti urbanistici”. Secondo Andrea Padalino Morichini “la violazione di tale principio è addirittura penalmente sanzionata”. L’illegittimità

Sofia

Nadia

Giuseppe

31 anni

34 anni

35 anni

72 anni

Lavoratore fuori sede nell’ambito della produzione cinematografica

Urbanista, inoccupata

Mamma, assistente sociale

Pensionato, ex-impiegato di una casa editrice

Dove abiti? A Tor Marancia, XI municipio Dove sei nata? A Roma. Che lavoro fai? Sono un’assistente sociale. Mi hanno assunta a tempo indeterminato quest’anno dopo sei anni di contratti a scadenza. Quanto paghi per abitare? Pago un mutuo da 790 euro mensili a 30 anni, stipulato da un anno, più 90 euro al mese di condominio. Divido le spese con il mio compagno Emiliano, padre di mio figlio, che lavora in nero in un cantiere navale, e d’estate fa lo skipper. Per ottenere il mutuo abbiamo avuto bisogno della garanzia di mia suocera, e tra l’altro ci siamo dovuti sbrigare, visto che come garante ci hanno chiesto non avesse più di sessant’anni. Pur avendo dato quasi 350 mila euro di anticipo nessuno ci ha stipulato un mutuo senza la garanzia di un’altra busta paga. Quali prospettive nel tuo futuro? Pagare la rata del mutuo per altri 29 anni. Se non avessi trovato la sistemazione attuale, dove abiteresti? Avremmo cercato casa fuori Roma, perchè non riuscivamo più a stare in affitto a 1100 euro al mese.

Dove abiti? All’ Ostiense, XI municipio. Dove sei nato? Sono nato a Trieste ma sono a Roma dal 1957. Che lavoro fai? Sono in pensione da 11 anni, ma ho svolto lavoro autonomo fino a giugno 2009, ero funzionario di una casa editrice. Quanto paghi per abitare? Sono in affitto fin da quando sono arrivato a Roma. Per un breve periodo ho avuto una casa di proprietà ma ci ha abitato mio figlio. Attualmente pago 850 euro mensili più circa 40 euro di condominio. Quali prospettive nel tuo futuro? Dipende dalle intenzioni del proprietario e dalla possibilità di fare fronte economicamente a un aumento del canone. Penso comunque che ora che ho concluso definitivamente di lavorare mi trasferirò in un centro più piccolo, dove gli affitti sono più bassi. Se non avessi trovato la sistemazione attuale, dove abiteresti? Come dicevo ho intenzione di trasferirmi, tra le altre cose anche per i costi troppi alti dell’abitazione, probabilmente tornerò al nord, ma in qualche cittadina meno cara e più vivibile.

Dove abiti? A Roma 70, XI municipio. Dove sei nato? Costiera Amalfitana Che lavoro fai? Sono nel campo dello spettacolo, non ho un reddito fisso, ma a progetto. Quanto paghi per abitare? Fortunatamente ora nulla, sono da un paio d’anni ospite di una cara amica che ha una casa di proprietà, e con lei divido le spese. Quali prospettive nel tuo futuro? Non ne ho idea, conto di rimanere a Roma e grandi prospettive non ce sono. Fare un mutuo, anche con un reddito come il mio, che non è poi così basso superando i 1000 euro mensili, è impossibile; è una schiavitù e in ogni caso senza contratto fisso dovrei comunque chiedere un aiuto ed una garanzia alla mia famiglia. Se non avessi la sistemazione attuale, dove abiteresti? Non mi resterebbe altra scelta che tornare nella condizione di studente e condividere un appartamento, magari con altri lavoratori che non possono permettersi un affitto da soli.

Dove abiti? Alle CaSette, un’occupazione a scopo abitativo in via delle Sette Chiese, XI municipio. Dove sei nata? A Roma. Che lavoro fai? Attualmente sono inoccupata. Quanto paghi per abitare? Ogni nucleo abitativo, siamo in totale 9, paga mensilmente 60 euro che vanno nella cassa comune: servono per pagare le bollette della luce e dell’acqua più l’avvocato che si occupa delle denunce che il nostro movimento di lotta per la casa colleziona! Quali prospettive nel tuo futuro? Da Agosto scorso abito fissa alle CaSette, per reclamare il mio diritto all’abitare. E’ una forma di lotta, non aspiro al possesso dell’alloggio. Per me la casa è un bene d’uso, ma non giudico chi invece desidera possederne una. La scelta di acquistare una casa risponde al bisogno di sicurezza del sistema attuale. Se sei in affitto non sei sicuro, in questo nostro mercato immobiliare. Se non avessi trovato la sistemazione attuale, dove abiteresti? Credo con i miei genitori.


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Memoria&Cultura foto di Matteo Picconi

San Paolo Frammenti di storia di un quartiere in cerca d’identità

Tra scempi edilizi e progetti incompiuti Da possibile borgata-giardino alla speculazione edilizia della seconda metà del ‘900

MATTEO PICCONI

A

lla fine degli anni ’50 il boom economico ed il processo di urbanizzazione selvaggia investirono le periferie di Roma, tra le quali il quartiere S.Paolo, che perse le sue caratteristiche originarie. Scomparvero colline, vigneti, vecchi casali, tutto sommerso dalle tonnellate di cemento che vediamo oggi. La vallata di S.Paolo, agli inizi del ‘900, offriva ancora un paesaggio prevalentemente agricolo. Scarsi erano gli agglomerati abitativi. Tra i molti, anche storici, casali c’era quello ancora oggi erroneamente denominato “Garibaldi” (l’attuale Città dell’Utopia), risalente alla prima metà del ’800. Ma l’area dell’Ostiense aveva assunto anche una “vocazione” marinara (molti nomi di strade ancora oggi lo ricordano), dovuta al fatto che proprio in quegli anni di inizio secolo l’ing. Paolo Orlando si era fatto promotore di un progetto che, riducendo la distanza tra la città ed il mare, avrebbe facilitato lo sviluppo urbanistico della città verso sud. Il pro-

getto prevedeva la costruzione di un piccolo porto nella zona dell’ansa del Tevere (da qui il nome di via della Vasca Navale) che avrebbe collegato, tramite un canale parallelo al fiume, il quartiere S.Paolo con il porto di Nuova Ostia. I presupposti storici c’erano tutti: la sponda era stata utilizzata anche nella Roma antica come porto intermedio, ubicato vicino alla storica via Ostiense. Nel 1922 l’amministrazione fascista, forse per difficoltà realizzative, abbandonò definitivamente il pro-

Il “borgo S.Paolo” avrebbe dovuto estendersi parallelo alla via Ostiense, dai pressi della Basilica alle case del “Ponticello”, dove inizia la via Laurentina. getto avviato da Orlando per intraprendere la via industriale, già avviata e più semplice. La comparsa di fabbriche nella zona pose in primo piano il problema abitativo, rimasto in sospeso, per i nascenti quartieri di Concordia (poi denominata Garbatella) e S.Paolo. Le risoluzioni urbanistiche ebbero però risposte diverse nei due quartieri. Per la pri-

Cinema

ma le case-giardino furono sostituite dalle più economiche casette a schiera, denominate all’epoca “case rapide”. Per il secondo invece le cose andarono diversamente e le conseguenze si vedono ancora oggi. Il “borgo S.Paolo”, progettato con le stesse caratteristiche riconoscibili ancora oggi nel quartiere Garbatella, avrebbe dovuto estendersi parallelo alla via Ostiense, dalla rupe vicino alla Basilica alle case del “Ponticello”, dove ha inizio la via Laurentina. La strada principale sarebbe stata l’antica via di Grotta Perfetta che all’epoca cominciava sulla via Ostiense, all’altezza della Basilica. Quindi, dopo il progetto marittimo, fu abbandonato anche quello del “borgo”di S.Paolo. Rimangono solo piccoli frammenti di quello che questo quartiere poteva diventare: l’esempio maggiore è fornito dalle casette della collina Volpi, situate su un’altura fiancheggiata all’epoca dalla già menzionata via di Grotta Perfetta. La collina porta il nome di un nucleo familiare molto importante del luogo, i Volpi, prima proprietari e poi gestori fino agli anni ‘30 del casale “Garibaldi”, all’epoca una storica trattoria, fortunatamente sopravissuto. La costruzione degli edifici dell’attuale viale Leonardo da

Vinci, ha dimezzato una parte della collina, deturpando definitivamente il paesaggio e distruggendo una parte delle abitazioni, compresa quella della stessa famiglia Volpi. Ma lo scempio edilizio non si è limitato a questo. Oggetto di deturpazione è stato anche l’antico vicolo delle Statue dove era visibile l’alternanza di casali e campi coltivati. Non fu meno dannosa la costruzione, iniziata alla fine degli anni ’40, della chiesa “Regina Apostolorum”, sorta su un’altura ricca di vegetazione adiacente alla stessa collina Volpi. Ai suoi piedi c’era la marrana di Grotta Perfetta che, nei periodi più piovosi, assumeva tutte le caratteristiche di un affluente del fiume capitolino. Una marrana solo apparentemente scomparsa, perché sulla stessa furono poi costruiti, negli anni ’50, edifici inevitabilmente instabili. Un esempio clamoroso ci è dato dai “palazzi storti” di via Alessandro Severo, abbattuti per motivi di sicurezza solo qualche anno fa. Quantomeno sconfortante inoltre è constatare come le catacombe di S.Tecla, tra gli insediamenti più

Letteratura

antichi di tutta la zona, siano oggi interamente coperte dagli uffici di via Silvio D’Amico e di conseguenza difficilmente visitabili. Ma questa è solo una piccola parte di quello che la speculazione edilizia è stata capace di fare negli anni ’50 e ’60 al quartiere S.Paolo. Infine un ultimo dato, significativo dell’insensibilità nei confronti del territorio, è fornito da uno dei tanti (troppi) McDonald’s disseminati per la città, come quello sorto due anni fa al posto della vecchia trattoria “Vallombrosa”, un altro pezzo di storia del quartiere perduto per sempre. Segno che lo scempio graduale del territorio è un processo che non avrà mai fine. Tutte le testimonianze del nostro passato, che siano un casale o un semplice albero secolare, rappresentano la memoria stessa delle nostre origini da cui non ci si dovrebbe staccare mai, a prezzo di perdere le proprie radici, il senso di un’appartenenza, di un’identità da tramandare alle future generazioni.

Musica

Welcome

L’uomo verticale

S(u)ono diverso

Regia e sceneggiatura: Philippe Lioret

Autore: Davide Longo

Autore: Er Piotta

Attori protagonisti: Vincent Lindon, Phirat

Editore: Fandango

Etichetta: La grande onda / Universal

Ayverdi, Audrey Dana

Costo: 18€

Costo: 15.90€

Genere: Drammatico

Anno: 2010

Durata: 110min

Pagine: 404

“Vuole attraversare la Manica per rivederla. E io neanche riesco ad attraversare la strada per fermarti” Raccontare il viaggio, il tema dell’incontro e, spesso, dello scontro tra culture diverse è opera assai delicata e spesso naufragata a causa del frequente ricorso a stereotipi e cliché. Non è il caso del film francese Welcome, pregevole racconto cinematografico imperniato sulla storia del giovane curdo Bilal, deciso ad attraversare a nuoto la Manica per rivedere la sua amata. C’è un uomo ad aiutarlo in questa impresa epica: l’istruttore di nuoto, un francese. Proprio come le bracciate innescate dal contatto fra l’uomo e l’acqua il contatto tra i due si sviluppa forte e ricco di valori. Un invito per il francese a riflettere, una speranza per il giovane rivolta ad un mondo diverso, migliore. Il film è un invito a ripensare i rapporti con l’altro e a non punire chi, andando contro leggi sull’immigrazione per diversi aspetti incomprensibili, vuole aiutare il prossimo in difficoltà. Come ha dichiarato il regista Philippe Lioret, “Quel che accade oggi a Calais mi ricorda ciò che è accaduto in Francia durante l’occupazione tedesca: aiutare un clandestino è come aver nascosto un ebreo nel ’43, si rischia il carcere”. Nel mese del giorno della memoria non è possibile dimenticare. Colpiscono le intense musiche del maestro Nicola Piovani. Uno di quei film da far vedere a tutti.

Con L’uomo verticale Davide Longo tratteggia l’Italia contemporanea, legata al proprio passato e incapace di guardare al futuro. In un clima da racconto postapocalittico  la realtà implode nel proprio abulismo di egoismi fino a creare realtà parallele, amare ma purtroppo possibili. La provincia italiana apparentemente silenziosa ma quanto mai “astorica” e famelica si fa epicentro di un terremoto culturale, che ha radici ben più lontane e forse anche riscontrabili in fasi ben precise della nostra storia, e di un clima tra la rivoluzione e la guerra civile. Il passato felice del protagonista, Leonardo (ex-docente innamorato della propria donna e del proprio percorso), è il passato felice di un paese alla deriva: ma gli amori, le motivazioni, i soldi finiscono e, tra dubbi e verità mai ascoltate, lo scorrere del tempo diventa una morsa feroce da cui liberarsi. La lotta con e contro se stesso si oppone alla lotta vera, quella armata: le sopraffazioni diventano la sintesi di una deflagrazione senza precedenti. Vertice estremo di un imbarbarimento culturale e sociale questa guerra “intestina” fertile di paure (e di ignoranze) non durerà il tempo di una stagione di sommosse ma il logorio degli anni. Non resta che la fuga. Una fuga dal mondo, dalle proprio radici, da se stessi: andarsene per non marcire, per spiegare la propria esistenza su questa terra.

GIANFRANCO MINGIONE

MATTEO CHIAVARONE

Le recensioni di CORE

subroma@Ymail.com

Fiero di rappresentare un’alternativa, orgoglioso di una diversità che è sempre più indispensabile ostentare, nella società dell’omologazione. Tommaso Zanello aka “er Piotta” predica pluralismo culturale nel deserto dell’indifferenza sociale, dei rigurgiti razzisti, della carestia di punti di riferimento, delle ingiustizie, delle ipocrisie e dei sorrisi di plastica. Lo fa con un disco che, mettendo a frutto anni importanti di riconoscimenti ed esperienze a livello nazionale ed internazionale, presenta una tavolozza di generi musicali che spazia dall’hip-hop, al rock, all’elettronica, e che può contare sulla partecipazione di amici vecchi e nuovi del calibro di Roy Paci, Lucariello, Ska-P, Assalti Frontali e Rezophonic. Un mix divertente ed esplosivo per denunciare a gran voce l’aridità dei tempi in cui viviamo, troppo spesso influenzati dalla scatola televisiva che ci insegna volgarità e mercificazione del corpo, quando invece dovremmo tutti ricominciare a parlare e discutere tra noi per il bene comune, sforzandoci di andare oltre la superficie delle persone che ci stanno accanto. Le liriche del Piotta, si fanno così propulsori di un desiderio non solo “grillesco”, ma ormai condiviso da molti, di una democrazia più partecipata che non debba più dipendere da rappresentanti spesso imbarazzanti e troppo spesso privi di scrupoli. Ancora un bel passo nell’evoluzione di un artista nel pieno della sua maturità. FRANCESCO SORRICARO


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Circuiti Organizzati Resistenze Editoriali Gennaio / Febbraio 2010

Cultura&Memoria

Pensieri alla guida

CSOA La Strada Nasce un nuovo progetto per giovani artisti

Laboratorio espositivo Stradart

Ecco l’ultima puntata del racconto inviatoci da un nostro lettore. Per mandarci i vostri scrivete a redazione@coreonline.it

Nuove proposte per l’arte del territorio. A Garbatella un calendario ricco di eventi all’insegna della creatività. Parallelamente, all’ex-cinodromo, s’inaugura la rassegna “Acrobax Expo” foto di Francesco Cafaro

GIANLUCA SGUEO AMEDEO CIACCHERI Il nuovo anno inizia all’insegna dell’espressione artistica e della creatività dalle parti di Garbatella; o almeno sembra così a giudicare dal successo del nuovo progetto che vede coinvolto il csoa La Strada e giovani artisti del nostro Municipio presentato negli spazi di via Passino 24, tra il 14 e il 16 gennaio scorsi. Parte Stradart, laboratorio per fantasiosi, che vogliano esibirsi, portando avanti insieme un discorso sull’arte, che essa si esprima attraverso un film o un improvvisazione teatrale. Tutto nasce quando durante lo scorso novembre, la serata “lo spazio e il tempo fuor di sesto” organizzata sempre all’interno del centro sociale, aveva dato il via ai primi passi di un progetto dalle grandi potenzialità; in quell’occasione l’esposizione dei disegni di Damiano Bonforti e di Olmo Amato, assieme alla proiezione in anteprima del film di Samuele Sestieri “ Gli Argonauti”, aveva raccolto i consensi dei centinaia di

spettatori che avevano partecipato alla serata. Da questi tre ragazzi è partita l’avventura, materializzatasi in un primo evento nelle tre giornate di Gennaio: durante le tre serate è stato infatti possibile godere delle esposizioni di diversi artisti visivi, tra disegni, dipinti e vere e proprie istallazioni; nel frattempo nella sala grande del csoa, si

Offrire uno spazio espositivo che raccolga e stimoli la creatività di ragazze e ragazzi, alla loro prima esperienza in campo artistico sono alternati momenti musicali, condotti dal Laboratorio interculturale Otiskuri o da improvvisate jam session, a proiezioni. Tra gli altri, hanno partecipato alle serate gli allievi della scuola di cinema Act Multimedia e OFFline con i loro inediti cortometraggi, confermando lo spirito con cui nasce l’iniziativa Stradart: offrire uno spazio esposi-

Mangiare con lentezza La lumaca è parte integrante della cultura culinaria romana FABIA PAZZAGLIA L’arte di mangiar lumache nasce proprio a Roma e ha attraversato, pressoché intatta, la storia gastronomica della città eterna e dintorni. Ecco la ricetta proposta dal ristorante Adriano, di Villa Adriana, a Tivoli: “lasciate le lumache in un cesto di vimini per due giorni con pezzetti di pane bagnati nel vino. Mettete le chiocciole sul fuoco, in una pentola d’acqua, e aspettate che escano dal guscio. In un tegame a parte riscaldate olio aglio, pepe macinato, peperoncino, alcune foglioline di menta fresca e i pomodori pelati tagliati a pezzetti. Aggiungete quindi le lumache e cuocete per l’ultimo quarto d’ora.” Del resto già Apicio, nel I sec. d.c., le spurgava nel latte prima della cottura. Plinio il Giovane racconta che i ricchi ne mangiavano molte provenienti da allevamenti in cui le bestiole venivano ingrassate con farine di cereali ed erbe aromatiche. L’inventore di tali allevamenti fu, nel 49 a.C., tal Fulvio Lippino, che importava chiocciole da tutte le parti del mondo allora conosciuto. Creò addirittura un servizio di traghetti, per il trasporto a Roma delle lumache fresche dalla Sardegna, dalla Sicilia, da Capri, dalle coste spagnole

e nord-africane. L’idea fu presto copiata ed esportata: “Caput mundi” anche in questo, Roma insegnò alle popolazioni delle Gallie come degustare le chiocciole. E i francesi, come si sa, non hanno dimenticato la lezione. Ma mentre lì è diventato piatto nazionale, qui il suo consumo si è andato via via riducendo, come tradizione vuole, alla festa di San Giovanni. Nella notte del 24 giugno i romani si difendevano da spiriti e demoni con esorcismi e rituali magici. Piazza San Giovanni era illuminata con fiaccole colorate e, proprio durante quelle celebrazioni, venivano portate teglie giganti contenenti lumache cotte. Perché per i nostri avi mangiare lumache era il metodo migliore eliminate le avversità, in quanto i molluschi simboleggiano la discordia. Chiedere conferma al personaggio letterario più famoso di Italo Calvino, Cosimo Piovasco di Rondò, alias il Barone Rampante, che decide di trascorrere il resto della sua vita sugli alberi pur di non mangiare le povere lumachine presentategli nel piatto. “Tirava vento dal mare, ricordo, e si muovevano le foglie. Cosimo disse: - Ho detto che non voglio e non voglio! – e respinse il piatto di lumache. Mai s’era vista disubbidienza più grave”.

tivo che raccolga e stimoli la creatività di ragazze e ragazzi, alla loro prima esperienza in campo artistico ma desiderosi di un confronto collettivo sul proprio lavoro. Per facilitare il lavoro di comunicazione e ricezione di proposte artistiche il collettivo Stradart ha aperto un blog per gli internauti http://stradart.blogspot.com, uno strumento in più per rafforzare un percorso che mira ad andare lontano. Il successo delle iniziativa di gennaio conferma l’intuizione iniziale di questi giovani artisti che attraverso il supporto del csoa La Strada, hanno rimarcato un’esigenza di questo territorio; esigenza a cui cerca di sopperire in qualche modo anche AcrobaxExpo, dall’altro lato dell’ostiense, che vede il 6 febbraio una grande inziativa con decine e decine di artisti negli spazi di via della vasca navale 6. Un’aria nuova si respira in XI Municipio, dove la creatività è di casa, dai murales per le vie, ai giovani artisti degli spazi sociali. Lunga vita a queste iniziative, da cui attendiamo nuove strabilianti sorprese.

Ma il cane, lui sì che merita i miei pensieri. Sono davvero vicino alla meta e questo, forse, lo salva dall’essere vittima dei miei brutti pensieri da traffico. Ma come poter mandar giù il magone che provo mentre lo vedo zampettare affannandosi per fare 4 metri. È sciocco, è innaturale, è stupido. Non che i cani debbano essere tutti cavalli che abbaiano, ma l’inutilità di queste bestioline pelose è seconda solamente alla stizza che suscitano in me. Non fanno la guardia, non mostrano segni di particolare intelligenza, non sanno fare altro che abbaiare forsennatamente alla vista di qualsiasi cosa che li spaventi (cioè tutto, date le dimensioni), agitando quel ridicolo pezzetto di peli e carne che qualcuno si ostina a chiamare coda mentre si accompagnano a beceri proprietari. Ecco, forse è questa la colpa che non perdono loro. Perché poi, se mi restano lontani e si lasciano ignorare le nostre esistenze potrebbero protarsi pacificamente, ma non perdono loro i padroni: vecchie sclerotiche che li rimpinzano di

dolcetti o signore che si ostinano a tenerli in braccio, ovunque vadano. Ed allora è forse il disprezzo che suscitano questi personaggi a rendere i loro animali domestici una propaggine delle loro esistenze, così vuote da apparire ai miei occhi ed il mio cervello, che io riempio presuntuosamente di bei pensieri, inutili. Certo non è un bel mondo questo che si appresta a vivere. Un’ultima frenata ed eccomi arrivato, l’ospedale era lì davanti a me. Apro lo sportello, corro ad aprirlo a lei, corriamo sulle scale, “presto, presto, è un’emergenza”. Barella, generalità, “no non abbiamo chiamato prima”, “no che non resto qui in attesa, è mia moglie!”. Resto in attesa. Figlio mio, o figlia mia, chiunque tu sia, se questo è il mondo nel quale stai per nascere, beh ti auguro che tu sappia cambiarlo e possa godere di una corsa in automobile, senza che il prodigio umano sappia negativamente stupirti come al tuo giovane papà, che agita nervoso il cappello, stropicciandolo, mentre attende il tuo arrivo, ed intanto, pensa.

Agenda MUSICA

MUSICA

INTERNAZIONALISMO&GASTRONOMIA

Ven 05-02-10\\ h 22.00

Ven 12-02-09 \\ h 22.00

GIO 18-02-10 \\ h 20.00

Serata Reggae a sostegno di RadioOndaRossa

LadyFlavia e OsixBand ft RedStripe

Racconti dalla Palestina + Cena sociale

Per finanziare la storica radio romana, tutti i dj’s di ROR parteciperanno alla serata dalle sonorità in battere e levare

Concerto live di una delle voci femminili del reggae romano, preceduta dalla band Redstripes. Intro by DAJE PURE TE.

Cena sociale per finanziare la costruzione dell’asilo nel campo profughi di Aida

csoa La Strada via Passino, 24 - Garbatella

csoa La Strada via Passino, 24 - Garbatella

LOA Acrobax via della vasca navale, 6 - Marconi

MUSICA&GASTRONOMIA

MUSICA

MUSICA

Ven 05-02-10\\ h 22.00

Sab 13-01-09 \\ h 22.00

Ven 19-02-10 \\ h 23.00

Concerto Hip-Hop + Trattoria

DownTown Rockers ft Mr. PushMan

AltroVerso Night from RadioOndaRossa

Checkpoint Charlie feat. bg’s team+Mentenguerra (Spagna)+La K-bin (Francia)

Lo storico sound romano ospita mr Pushman da Foggia. Ad accogliere i ballerini ci sarà il sound system targato Baracca

Serata elettronica nel cuore di Garbatella accompagnati dai dj’s della radio libera romana

LOA Acrobax via della vasca navale, 6 - Marconi

csoa La Strada via Passino, 24 - Garbatella

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CULTURA

CULTURA

NOTTE DI FOLLIA

Gio 11-02-10\\ h 22.00

Mar 16-02-10 \\ h 17.00

Sab 27-02-10 \\ h 22.00

Wine Bar + presentazione libro

Percorsi di Garbatella intinerari turistici

BB Night (Borghetta&Baracca)

Presentazione libro “Nucleare: se lo conosci lo eviti” di M.Bersani ed Alegre

Presentazione della guida turistica fatta in collaborazione con le scuole elementari.

L’appuntamento con la musica anni ‘ 90 si tinge di sonorità jamaicane. Borghetta Stile e Baracca Sound insieme sul palco

LOA Acrobax via della vasca navale, 6 - Marconi

Teatro 15 p.zza Triora - Garbatella

csoa La Strada via Passino, 24 - Garbatella


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Ultima pagina Sport Una panoramica della situazione cestistica sul territorio

Santa Galla: storie di ordinaria noncuranza

Rimbalzi e canestri vincenti Tra diffusione della pratica sportiva amatoriale ed attività agonistica, ecco un’analisi della ricca offerta per gli appassionati della pallacanestro del nostro Municipio

A cinque anni dal trasferimento di don Franco, dov’è finito il progetto per l’ospizio? ALICE CORTE

ADRIANO MANNA

È

un rapporto profondo quello che lega il nostro territorio alla pratica della pallacanestro, un legame vecchio di decenni, fatto di passione, sacrificio e spesso anche di risultati. La prima volta che questo sport si affacciò dalle parti nostre fu nel ’59, quando sul campo di San Saba (appena fuori il nostro Municipio) si svolse un torneo organizzato da Padre Libero. Da allora ne è passata parecchia di acqua sotto i ponti, ed oggi il nostro Municipio può vantare, oltre alla presenza di varie associazioni sportive operanti nel settore del Minibasket e della pratica sportiva non agonistica, ben due società che rappresentano dei veri e propri poli di eccellenza per tutto il movimento cestistico capitolino: l’Eurobasket ed il San Paolo. L’Eurobasket nasce sostanzialmente dalla collaborazione tra la storica Polisportiva “Città Futura” della Garbatella ed il “San Raffaele” del Trullo.

Oggi la società di Via dell’Arcadia può vantare ben due squadre in serie C2, di cui una gioca ancora col nome di “Città Futura” mentre l’altra, composta interamente da ragazzi delle annate ’91-’92, occupa stabilmente la parte alta della classifica, e si candida senza dubbio per un posto nei prossimi play-off promozione. Questo stesso gruppo di giovanissimi è impegnato nel campionato giovanile di Eccellenza per la categoria Under 19 dove, dopo aver conseguito il titolo regionale, sembra ben avviato a conquistare anche l’accesso per le finali nazionali, dove dovrà vedersela con corazzate del calibro di Benetton Treviso o Montepaschi Siena. A dimostrazione che questo gruppo di giovani promesse non è una goccia nel deserto, ma il frutto di una attenta e oculata programmazione ci sono i risultati conseguiti da un altro gruppo giovanile: l’Under 17 (classe ’93-’94) anch’essa impegnata nel suo campionato d’Eccellenza con risultati lusinghieri. Ancora più antica la storia del “San Paolo Ostiense Basket”, fondata negli anni ’60 e che dal ’71 ha trovato

pianta stabile nell’impianto situato all’interno dell’Oratorio di San Paolo. Il “San Paolo” può vantare anch’esso una squadra in serie C2, un buon mix di gioventù ed esperienza che non a caso occupa insieme all’Eurobasket il secondo posto nel proprio girone, facendo presagire anch’essa di poter essere una delle protagoniste per la corsa verso la promozione. Nell’Oratorio di Viale S.Paolo sono oltre 300 i ragazzi che praticano la pallacanestro con buoni risultati nei campionati giovanili, senza dimenticare che qualche anno fa, con la classe ’86, anche questa società è riuscita ad arrivare alle finali nazionali di categoria, unica società dilettantistica tra le tante giovanili dei grandi club di Serie A. Insomma quello della nostra pallacanestro è un vero e proprio piccolo tesoro, talvolta anche di rilievo nazionale, che sarebbe bene conoscere, apprezzare e valorizzare fino in fondo.

adrianomanna@fastwebnet.it

Wi-Fi gratuito alla Garbatella

Inaugurato nel parco “Cavallo Pazzo” il secondo degli hot spot wireless finanziati dalla Provincia foto di Francesco Cafaro

SIMONA ORLANDI POSTI Il parco Cavallo Pazzo, sito in Via Magnaghi-Via Ignazio Persico, alla Garbatella, dal mese di dicembre è diventato un punto Wi-Fi della Provincia di Roma. Grazie alla sollecitazione del collettivo Casetta Rossa e del Consigliere Provinciale Gianluca Peciola la Provincia di Roma ha installato un punto hotspot all’interno del parco attraverso il quale è possibile la connessione libera per navigare sul web senza fili. Il servizio è completamente gratuito per i fruitori, basta registrarsi al sito della Provincia. Dopo la registrazione viene inviata all’utente, tramite sms, una password con cui si potrà navigare. La password vale per l’accesso non solo nel parco Cavallo Pazzo, ma per tutti gli hotspot sparsi per Roma e Provincia e dentro gli atenei romani. Si tratta di una grande conquista per il nostro quartiere. Gli Hot spot che saranno sparsi in tutta la provincia saranno circa 250 e quello installato nel quartiere Garbatella è stato il secondo. Nel Municipio Roma XI ne sono previsti altri 3, uno alla Montagnola, uno a Roma 70 e uno a San Paolo. Considerando che all’interno dell’Ateneo Roma 3 il servizio è già attivo, il nostro municipio diventerà

un “Municipio Wi-Fi” a tutti gli effetti, soddisfacendo quella che negli anni passati era stata una richieste da parte dei cittadini all’interno del processo del Bilancio Partecipativo. In quasi tutti i quartieri, infatti, era emersa questa necessità da parte dei cittadini. Rimandato per tre anni per mancanza di fondi, finalmente Internet Gratuito è diventato una realtà. Il Wireless, inoltre, acquista valore anche nella logica della lotta al carovita che da più di un anno i GAP stanno portando avanti. “Vogliamo il pane e pure le rose, un miglioramento della qualità della vita e un risparmio notevole per tutti coloro che vogliono navigare in internet e non hanno la connessione

a casa, o semplicemente per gli studenti che scelgono di studiare in un posto pubblico” così Dora Pasodotto del collettivo casetta rossa commenta l’istallazione dell’hot spot. In seguito all’inaugurazione, avvenuta il 22 dicembre 2009 alla presenza del Presidente Zingaretti, gli utenti che si sono registrati sono già più di 350. Il servizio è attivo tutti i giorni, a tutte le ore. Si prevede che durante la bella stagione saranno moltissimi gli studenti che sceglieranno di usufruirne.

Un progetto di collaborazione con il Municipio XI per l’assistenza agli anziani del quartiere. Un ospizio con una tradizione storica che fosse un punto di riferimento per il quartiere, dal lato della fruizione e del volontariato. Locali per la cura di malati di Alzheimer, attualmente in degenza al Sant’Eugenio. A cinque anni da quando don Franco Amatori è stato trasferito dalla parrocchia di Santa Galla, tutti questi propositi sono caduti nel dimenticatoio, nel migliore dei casi confluiti nell’opera di assistenza della Caritas. Don Franco e la sua parrocchia si erano impegnati nella costruzione di un ospizio che potesse ospitare circa quaranta anziani e che potesse fornire dei servizi ricreativi anche per quanti non vi fossero andati a vivere. Un’idea che si riallacciava a una lunga tradizione legata alla storia di Roma, in quanto già prima del ‘600 la parrocchia di Santa Galla aveva gestito dei ricoveri, utilizzati nell’ultimo periodo per l’appunto come ospizi, ma che avevano ospitato anche malati di peste o i più poveri. Queste strutture erano andate perdute con gli smembramenti attuati in epoca fascista per costruire via Petroselli e la ricostruzione fatta a Garbatella della parrocchia e dell’ospizio era stata compiuta in maniera approssimativa: solamente la chiesa era però stata ristrutturata (per quanto conservi ancora la pendenza) e fu abbattuto l’ospizio, situato dove ora si trova il giardino. Per rimettere in piedi il progetto, la

parrocchia aveva già ottenuto quasi metà del denaro necessario, che sarebbe bastato per mettere in piedi parte della struttura d’assistenza e renderla già funzionale, e i permessi necessari. Era stata costituita un’associazione, “Il Porto”, che avrebbe stabilito dei contatti con il Municipio per le opere sociali e molti parrocchiani erano attivi nel volontariato con gli anziani, presso l’istituto romano san Michele, in via Tosti, che già ospita alcuni anziani. Ma tanta attività del parroco, in collaborazione con un municipio di sinistra, unita alla partecipazione alle manifestazioni pacifiste del 2003, ha portato le autorità ecclesiastiche a spostare il parroco da santa Galla alla chiesa di Santa Maria in via Lata, nel centro di Roma e nella quale non ha più parrocchiani. “Sono profondamente dispiaciuto”, ha detto don Franco, “Perché nonostante il mio trasferimento speravo che il progetto fosse portato a termine, invece qualsiasi tentativo è stato bloccato e abbiamo quindi restituito i soldi che avevamo ricevuto”. Fermare il progetto però non è stato senza conseguenze, infatti secondo quanto ci riferisce don Franco ben 100.000 euro sono andati perduti, spesi nei rilevamenti sul terreno su cui sarebbe sorto l’edificio, per altro non più edificabile dopo l’approvazione dell’ultimo piano regolatore. Un vero peccato per il quartiere e per chi ha speso per la realizzazione tempo e denaro.

Il Glutammato: dagli scarichi industriali al dado della minestra

I

l sale sodico dell’acido glutammico o glutammato è un amminoacido responsabile del cosiddetto “quinto gusto”, o umami, che insieme al dolce, salato, amaro e acido costituisce i cinque gusti percepibili dall’uomo. Esiste sulla lingua un recettore specifico per questa sostanza, in grado di rendere più intensi i sapori creando un complesso di sensazioni di appetibilità. Proprio per questo è facile trovarlo in molte etichette dei cibi confezionati. Ma ci sono anche molti prodotti che specificano in bella vista di esserne privi. Come mai? Il glutammato è contenuto naturalmente in tutte le proteine degli alimenti (formaggi, carne, pesce e molti vegetali) ma si è diffuso nell’industria alimentare perchè si ricava facilmente dagli scarti delle acque di fermentazione di melasse e degli sciroppi di glucosio (barbabietola da zucchero). Poco costoso e disponibile in grandi quantità è quindi una sostanza che denota sempre una bassissima qualità del prodotto a cui è aggiunta in quanto serve a coprirne, o a darne, il sapore, sostituendo quello delle materie prime e non avendo però alcuna utilità nutrizionale. Che non sia un ingrediente è chiarito anche dall’essere classificato come additivo con la sigla E621. L’Organizzazione Mondiale per la Sanità non ha stabilito una dose massima assumibile ma l’Unione Europea lo ha proibito dagli alimenti per l’infanzia e molti marchi alimentari lo hanno completamente eliminato nonostante sostituirlo alle materie prime per insaporire minestre o dadi o altri cibi in scatola faccia risparmiare quasi il 15%. Molti soggetti soffrono di particolare sensibilità al glutammato, che causa la cosiddetta ‘sindrome da ristorante cinese’, cefalea e nausea, ed è molto comune che sensibili si diventi col tempo non potendone quantificare l’assunzione. Alcuni studi sostengono la tesi che l’eccesso di glutammato sia alla base di malattie neurodegenerative. Altri studi meno recenti dimostrarono che produce danni irreversibili alla retina: in topi di laboratorio, nutriti per sei mesi con alimenti a base di glutammato, alcuni strati di retina si sono assottigliati del 75% e la vista risultava gravemente compromessa. SABA CAMILLETTI


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