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Questo lavoro è rivolto a coloro che operano professionalmente nell’ambito delle malattie terminali ma riteniamo possa essere un valido spunto di riflessione anche per chi si trova ad accompagnare un proprio caro, una persona amata. Ci proponiamo di parlare dell’ipnosi come di una possibilità, per chi assiste, di sviluppare alcune capacità per utilizzare al meglio se stessi e per accedere alle proprie risorse al fine di metterle al servizio della persona e della famiglia che si sta accompagnando. Nel primo capitolo si introdurranno brevemente i concetti principali dell’ipnosi, ripercorrendo l’iter storico che ha portato all’approccio ericksoniano. Nel secondo capitolo verranno evidenziate alcune specificità dell’incontro con il morente ed i familiari, e le possibilità offerte dall’ipnosi come strumento di cura e di aiuto. Nel terzo capitolo si citeranno alcuni casi clinici, particolarmente significativi, di pazienti trattati con l’ipnosi. Tutti i casi riportati sono tratti da situazioni reali ma sono stati modificati per tutelare la privacy delle persone e delle famiglie delle quali narriamo istanti e percorsi. Infine, abbiamo ritenuto importante aggiungere, in appendice, una sezione sulla neuroanatomia dello stato ipnotico. Siamo consapevoli che l’ipnosi sia uno strumento ricco di potenzialità, utile per chi opera professionalmente in questi contesti. Altrettanto forte in noi è la convinzione che nell’incontro esistenziale con l’altro, in qualunque momento della nostra vita, ognuno porti se stesso con le proprie qualità distintive, il proprio modo di essere: questo, più di ogni altra cosa, dà forma alle nostre esperienze.

Nicoletta Gava

ACCOMPAGNARE ~ ipnosi ericksoniana e malattia terminale

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