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Ci Prendiamo un Buon Caffè (Zapatista)? Enrico Massetti ISBN: 978-1-312-02110-5 (c) 2014 Enrico Massetti


Volete sostenere una società libertaria bevendo caffè? "Signore, Signora, vi piacerebbe bere un buon caffè per sostenere la lotta del popolo Maya messicano che lo ha prodotto e per aiutarlo ad uscire dalla povertà? Loro non vogliono essere costretti a emigrare illegalmente negli Stati Uniti, e non vogliono avere padroni, ma producono un caffè molto buono, è il migliore caffè biologico del mondo! E a voi costa meno del caffè che acquistate al supermercato! Volete provarlo?"

Il North American Free Trade Agreement (NAFTA), firmato il 1 gennaio 1994, è stato presentato come l’ascesa del Messico in un moderno stato del primo mondo. Ma, nello stato meridionale del Chiapas in quel Capodanno, una "rivolta armata dei popoli indigeni ha rubato i riflettori dei media, esponendo le enormi disuguaglianze sociali del Messico e l'esclusione della popolazione indigena del paese dal suo sviluppo economico", (latino-american Press, gennaio 20,1994).

Questi ribelli che si fanno chiamare Esercito Zapatista di Liberazione Nazionale (EZLN) hanno sostenuto che stavano combattendo per i diritti dei messicani indigeni quando hanno catturato quattro città in Chiapas (dove si concentrano i discendenti dei Maya). Il governo messicano aveva fino a quel punto negato l'esistenza di un movimento di guerriglia nel tentativo di presentarsi come stato stabile e prospero durante i negoziati del NAFTA. Quando l'attenzione dei media mondiali si è concentrata sul Messico a causa del NAFTA, l'EZLN ha strategicamente scelto questo momento per alzarsi e dire al mondo che il NAFTA è un certificato di morte per la popolazione etnica del Messico. Come il Comandante zapatista Ramona ha detto: "Non siamo stati presi in considerazione quando il NAFTA è stato negoziato, mai più ci sarà un Messico senza di noi!" I problemi con il NAFTA e l’Underclass messicana Perché il NAFTA sia avviato, il Messico deve rispettare i Programmi di aggiustamento strutturale (PAS) che consentono ai paesi di beneficiare di prestiti della Banca Mondiale. Il problema con i PAS in relazione agli Zapatisti sono che richiedono la privatizzazione di tutti i terreni (petrolio, miniere, servizi telefonici, ecc.), profondi tagli alla spesa sociale, (salute, istruzione, alloggi), e l'accento sulla produzioni destinate all'esportazione (eliminano quasi tutti i prestiti a favore di quelli che producono beni per il consumo interno). La privatizzazione di tutto il terreno avrà un effetto drammatico sugli zapatisti. In precedenza la costituzione messicana ha protetto le terre comunali (ejidos) detenute dalla popolazione indigena. Nello


stato del Chiapas (70% della popolazione indigena), questo comporterĂ  l'espulsione di 1,5 milioni di persone dalla loro terra. Non solo queste persone perderanno la loro terra, ma l'ambiente subirĂ  un irresponsabile tasso di deforestazione. L'EZLN ritiene che il furto delle loro terre sia un tentativo di distruggere la cultura dei Maya attraverso la loro assimilazione.


Cafè Zapatista Solidarietá con gli Zapatista

Il caffè Zapatista Il caffè è, dopo il petrolio, il secondo prodotto sul mercato mondiale delle esportazioni, il volume del suo mercato di circa 10 miliardi di dollari. Nella sua coltivazione, lavorazione e vendita sono occupati circa 25 milioni di persone nel sud del mondo. Queste basano la loro sopravvivenza su questa attività, dipendendo quotidianamente dall'andamento del prezzo determinato dalla Borsa di New York. Il Messico produce uno dei migliori caffè del mondo, coltivato soprattutto nelle montagne. Il caffè il primo prodotto che esporta, ne è infatti il quarto produttore mondiale ed il primo produttore mondiale di caffè biologico. In Messico più di tre milioni di persone vivono grazie alla sua coltivazione ed esportazione. Il 91,7% sono piccoli produttori con meno di 5 ettari di terreno e più del 60% sono indigeni. Gli altri stanno su un piccolo numero di grandi latifondi di enorme estensione, frutto dell'occupazione delle terre delle comunità indigene, permessa e sostenuta del governo. Intere famiglie che basavano la propria precaria sussistenza su un piccolo appezzamento di terra sono così divenute braccianti costretti a lavorare in condizioni disumane al servizio del nuovo padrone il finquero. Nei latifondi delle ricche famiglie dell'oligarchia nazionale e degli imprenditori stranieri si conta sugli alti rendimenti derivanti dalle tecnologie moderne e dal lavoro di un'ingente quantità di manodopera sottopagata.


I piccoli produttori invece producono senza adeguate conoscenze tecniche e strumenti, e senza il necessario supporto creditizio, e naturalmente non riescono con le proprie forze a lavorare e commercializzare il prodotto finito. Le coltivazioni si trovano spesso in zone isolate e, dopo un trasporto rudimentale e molto faticoso, arrivati alla strada piÚ vicina, vendono il prodotto ai coyotes. Questi sono i primi della intricata e meschina rete commerciale di intermediari che grazie a bilance false e a menzogne sul reale prezzo di mercato lascia ai produttori solo le briciole di questo grande business. Le macropolitiche economiche globali del mercato del caffè basate su nuovi soggetti e sovrapproduzione hanno determinato in questo ultimo anno il minimo storico del prezzo della borsa di New York. Ma la dipendenza dei paesi del sud del mondo da un solo prodotto e l'impossibilità di incidere sul suo prezzo hanno causato una completa sottomissione alle politiche e alle strategie dei ricchi paesi importatori e delle grandi istituzioni finanziarie (FMI, BM, WTO ecc.)


Concretamente questo ha significato la disperazione per non riuscire a coprire neanche i costi di produzione e lo sradicamento della cultura e dei legami comunitari delle popolazioni indigene. Anche per cambiare questa situazione l'EZLN ha sviluppato il suo progetto sociale e politico: costruire dal basso una società in cui la popolazione maya possa godere di una reale autonomia, tutelare la propria lingua e cultura e autorganizzare attraverso forme di democrazia diretta il proprio accesso all'educazione, alla salute, alla terra e a una vita degna. Le cooperative di piccoli produttori come quella che ha raccolto il cafè zapatista sono una delle forme di questo progetto. Nelle cooperative si uniscono le forze per migliorare le proprie forme di organizzazione, per difendere un più sicuro accesso alla terra, e per migliorare le proprie condizioni di vita. Per queste ragioni abbiamo sviluppato questo nuovo progetto di lotta comune insieme alle comunità ribelli in resistenza e distribuiamo questi chicchi di caffè ribelle. Tagli drastici alle spese sociali sono un ulteriore danno per le popolazioni indigene del Messico. Si dovranno chiudere le scuole e ridurre al minimo la disponibilità di un medico. Allo stato attuale il 46,6% della popolazione del Chiapas soffre di malnutrizione rispetto al 5,5% per il resto del paese. Così, si sono organizzati sulla base della tradizionale cultura Maya e hanno fondato le cooperative per liberarsi dal costo elevato della intermediazione tipica nella distribuzione del loro prodotto principale: il caffè. Erano e sono aiutati da un diffuso movimento internazionale che adesso sostiene la distribuzione diretta del loro caffè in tutto il mondo. Il presente dossier è centrato su questi temi, e su come anche voi potete aiutare questo popolo orgoglioso a sopravvivere e prosperare, chiedendo al vostro barista di utilizzare il caffè zapatista, acquistandolo per il vostro uso personale, raccontando di lui ai vostri amici, vendendolo nella vostra area: tutte le informazioni su cosa potete fare sono incluse qui!


Ci prendiamo un buon caffè Zapatista