Consigli pratici per le manifestazioni zootecniche
Caterina Donati conduce con naturalezza uno dei suoi alani tra lo stupore del pubblico presente a bordo ring
Esposizioni, l’arte della bellezza
Sino da fine Ottocento le esposizioni di bellezza hanno caratterizzato la nascita e l’evolversi di una cultura che ha attraver sato la nostra storia e che continua a cam minare portando con sé migliaia di appas sionati, innamorati di un animale che nelle sue centinaia di varietà risulta essere una splendida “anomalia” nel campo della zo ologia: il cane. Passate quasi indenni attraverso le due Guerre Mondiali che hanno devastato il nostro Paese, le esposizioni di bellezza hanno determinato una svolta culturale nella valutazione dei cani ai fini dell’alle vamento e della conservazione delle prin cipali caratteristiche descritte poi dagli standard. Definite, a rigor di logica, “manifestazioni zootecniche” hanno sempre affascinato espositori e spettatori che non hanno mai smesso di manifestare il loro interesse a
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cavallo dei secoli. A tal proposito, basta osservare alcune foto di fine Ottocento pubblicate nel libro edito dall’ENCI (di Rodolfo Grassi e Abele Barbati) L’ENCI E LA SUA GENTE, per no tare con quanto impegno alcuni “gentiluo mini” e allevatori di allora si accingevano a presentare i loro cani ai giudici. Un mestiere difficile quello degli allevatori che si devono confrontare con delle varia bili insidiose, perché si sa che la genetica può essere studiata e sperimentata ma non è soggetta a rigidi calcoli matematici. Allevare è un’arte difficile che, se non so stenuta da passione, rispetto, conoscenza e ricerca continua, rischia di diventare un mestiere come tanti, un mercimonio, dove l’obiettivo primario è solo un tornaconto in denaro. Attraverso i secoli, anche le esposizioni di bellezza si sono lentamente trasformate
per stare al passo coi tempi. Se lo scopo è rimasto invariato – la valuta zione morfo funzionale del soggetto si sono evoluti alcuni aspetti che hanno de terminato nel tempo una vera e propria rivoluzione nella presentazione dei cani davanti a quelli che ora sono gli Esperti Giudici che, in Italia, hanno una forma zione lunga e articolata difficilmente ri scontrabile in altri Paesi.
LA CURA DEI MANTELLI Se un tempo era sufficiente portare i cani nel ring dopo una vigorosa spazzolatura, utilizzando spazzole di saggina impiegate per strigliare i cavalli, ai giorni nostri, pur troppo con alcune esagerazioni, non ba sterebbe un’intera pagina per elencare i prodotti utili a mettere in risalto l’aspetto morfologico. Un mantello ben curato e voluminoso è