RADUNO NAZIONALE DELLE RAZZE ITALIANE VOLTA MANTOVANA – STORIA E CINOFILIA - LA CINOFILIA Il 6 giugno 2010, presso i giardini rinascimentali di Villa Gonzaga, sede dell’amministrazione comunale di Volta Mantovana si terrà la 6° edizione del raduno nazionale delle razze italiane. La manifestazione è pertanto riservata alle seguenti razze: pastore bergamasco, pastore maremmano abruzzese, cane corso, mastino napoletano, cirneco dell’Etna, volpino italiano, segugio italiano a pelo forte, segugio italiano a pelo raso, segugio maremmano, segugio dell’Appennino (pelo raso e pelo forte), bracco italiano, spinone italiano, lagotto romagnolo, maltese e piccolo levriero italiano. Sono previsti i seguenti raggruppamenti:
Gruppi di Allevamento – Coppie – Veterani – Baby – Juniores – Giovani - Best in Show
Un Premio Speciale offerto al miglior Giovane Spinone offerto dal Sig. Bertagna Roberto. Premi al Miglior soggetto, ai CAC, alla miglior coppia, gruppo, giovane e juniores. La giuria sarà pubblicata sul sito del comitato organizzatore. Le iscrizione devono pervenire a:
Gruppo cinofilo Virgiliano
C/o Strada Provinciale ovest 29 - 46020 Pegognaga (MN) Tel. 0376/558272 Fax 0376/894855 - e-mail: info@gruppocinofilovirgiliano.it Iscrizioni on line sul sito: www.gruppocinofilovirgiliano.it (scelta consigliata!) ISCRIZIONI GRATUITE
LA STORIA: GUIDA A PALAZZO GONZAGA - VOLTA MANTOVANA Volta nel Medio evo era costituita da un centro fortificato. La cinta muraria era abbastanza ampia ed aveva due porte: Porta Leonis e Porta Mantovana. Attorno alle mura vi era un fossato: all’interno del castrum c’erano delle case, la Pieve o Chiesa Parrocchiale e le torri che controllavano la pianura circostante. Nella seconda metà del 1400 i Gonzaga possedevano molte campagne e case nel territorio di Volta, alcune anche all’interno delle mura. Da questo nucleo di case e da parte della fortificazione ha avuto inizio la costruzione del Palazzo Gonzaga. Infatti nel 1466 Barbara di Brandeburgo, moglie del Marchese Ludovico, decide di far costruire per sé e la sua famiglia un’abitazione all’interno delle mura dove già c’erano le sue proprietà. Questo palazzo fu utilizzato dai Gonzaga per controllare il territorio e in questo luogo tranquillo potevano venire anche per riposarsi, fuggendo dal clima umido e malsano di Mantova. Nel 1478, infatti, i figli del Marchese Federico raggiunsero le nostre colline per fuggire dalla peste che infuriava a Mantova e per riconquistare la salute. Nel 1515 il Palazzo viene donato dai figli di Rodolfo Gonzaga,alla famiglia Guerrieri in segno di riconoscenza per l’aiuto militare ricevuto. Questi signori abbelliscono l’edificio con affreschi e soffitti lignei e aggiungono nuovi ambienti come le scuderie, la stanza del gioco della palla corda e i giardini. Questa nobile dimora rimane proprietà dei Guerrieri fino alla metà dell’800, quando viene ceduta ad Achille Gonzaga di Vescovato. Nel Risorgimento, qui si insediarono più volte i quartieri generali ora del Piemonte, ora dell’Austria. Nel 1848, Carlo Alberto assegna anche alla marina da guerra la bandiera tricolore, come ricorda l’epigrafe sulla facciata. Nel 1859, Francesco Giuseppe, imperatore d’Austria, ha nel Palazzo il quartiere durante la battaglia di Solferino e da qui fugge verso Verona; infine in occasione della battaglia di Custoza, nel 1866, questo era il punto di osservazione per i generali piemontesi. Nel 1929 la proprietà passa ai marchesi Cavriani e, nel 1981, viene acquistato dal Comune di Volta che ne fa la sede municipale.
GIARDINI
I Giardini vennero costruiti nel 1527 sulle fosse ormai inutili che circondavano la fortificazione. In questo modo la Villa diventa un luogo che esalta la ricchezza, il buon gusto e la nobiltà dei proprietari. Nel 1600 i Giardini avevano due terrazze, quella superiore, aveva tre loggiati formati da colonne di rovere su cui si arrampicavano rose e gelsomini. Il giardino era studiato per creare un effetto di colori. Nei vasi di terracotta c’erano gelsomini, oleandri, garofani e, lungo i viali, siepi di mortella. Completavano la scenografia 24 cipressi grandi, accompagnati da 150 piccoli. Nel giardino inferiore, vi erano una loggia ed una fontana di marmo con in mezzo un Nettuno che, con un tridente dorato in mano, stava sopra a un delfino. Vi erano poi delle pergole con melograni dai colori rossi, che creavano splendide scenografie. Dalla balaustra di fronte, si osservano verso est le colline fino a Valeggio sul Mincio, Custoza e Peschiera. Scendendo le scale, ci troviamo di fronte ad un’esedra, che costituiva una scenografia per il teatro all’aperto dei signori del Palazzo. In fondo al giardino c’è una loggia che poggia su tre archi, che rappresentava il palcoscenico per il teatro all’aperto. Sulla parete che sta dietro sono ancora visibili tracce di affresco con scorci architettonici. Il muro di sassi, fa parte delle mura medioevali del castello. La facciata del Palazzo è costruita proprio su queste mura. Infine vi sono le ultime due balze, di più recente costruzione, dove i marchesi Cavriani avevano collocato un campo da tennis e un maneggio per i cavalli con giostra di platani, secondo la moda del tempo.