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fashion moda

20 Jimmy Choo for H&M:

ALTA MODA A PICCOLI PREZZI high fashion at low prices

Jimmy Choo for H&M, è la collezione di lussuosi sandali, abiti ed accessori, creati dallo stilista malesiano esclusivamente per la casa di moda svedese, che si distingue per l’ offerta di collezioni glamour dai prezzi competitivi. Jimmy Choo for H&M, is the collection of luxury sandals, clothes and accessories created by the Malaysian designer only for the Swedish fashion brand proposing a series of glamour items at competitive prices.

24 Per una comunicazione corporate innovativa: l’esperienza di Museum. Per una comunicazione corporate innovativa: l’esperienza di Museum. 33

Oakley Un must per gli sportivi di lusso. Oakley, a must for luxury athletes.

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Luxury CRHISTMAS MARRY FASHION WOMAN MARRY FASHION MAN from all over the world moda

42 The Cloud, una nuvola sulla City. A cloud on the City. 44 HAPPY new year! 53 Monna Lisa si sveste? Mona Lisa gets undressed?


interview

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I nuovi leader del Vehicle Relationship Management Automotive The new leaders in the Vehicle Relationship Management Automotive

il Gruppo Palmesano testimonia ancora una volta la vitale importanza dei family business per l’economia italiana.

66 Un’economia sul tappeto volante. Intervista esclusiva a Mohamed Al-Sawan, la mente finanziaria dell’Emirato più ricco del Mondo. An economy riding the flying carpet The “one and only” interview to Mohamed Al-Sawan, financial mind of the Wealthiest emirate of the world. economy & management

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STRALCI DI UNA NOTA DELL’AMBASCIATORE DI ΑΡΙΘΜΌΣ A OECONOMICUS Excerpts of a note by the Ambassador of ΑΡΙΘΜΌΣ to OECONOMICUS

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IL logo nasce prima del prodotto. Il caso A-Style. The logo originates before the product. The A-style case.

Palmesano Group proves once more the importance of the family business in the Italian economy.


wonderful world

108 VIAGGIO OLTRE I CONFINI DEL MONDO: Nasce il primo albergo spaziale. A JOUNREY BEYOND WORLD BORDERS: THE FIRST SPACE HOTEL. 111 La magia del Natale nelle più belle piazze d’Italia e d’Europa. Christmas magic in the most beautiful Italian and European squares. design

86 L’ARTE PAZZA DI THOMAS HOFFMANN Thomas Hoffman’s crazy art 93 Uno smeraldo che solca gli oceani emerald sailing the oceans wonderful world

96 Antichità spagnole a Napoli: tracce salienti di cultura. Spanish antiquities in Naples: significant traces of culture. 102 La tazza: cifra artistica di Matilde Domestico. The cup: artistic characteristic by Matilde Domestico.

fashion food

118 Cosa è D&B, perché D&B What is D&B, why D&B high tech

123 un TOCCO DI MAGIA NELLA VOSTRA CASA? A magic touch in your house? 124 La città verticale The vertical city charity

129 IL NATALE E LE OPPORTUNITÀ BENEFICHE Da Gucci a Barbie passando per Bulgari CHRISTMAS AND CHARITABLE OPPORTUNITIES. From Gucci to Barbie passing by Bulgari.


colophon

EM/ME Economia Moda Marketing Entertainment rivista bimestrale numero due dicembre 2009 -gennaio 2010 Direttore Responsabile Chiara Nespoli chiara.nespoli@gruppoichnos.it Capo sezione - Meraviglie dal mondo Assia Gilardi Redazione Agnese Amoruso Mariano Bonavolontà Vincenzo Coppola Maria Teresa D’Agostino Paola Del Prete Giovanna Iannone Filippo Laezza Maria Pina Mangiri Teresa Petrellese Gilda Ruzzi Maria Rita Tucci Valeria Vittozzi Segreteria di redazione Maria Pina Mangiri telefono 0825871658 / 08125845 emme@emmemag.it Contributi speciali Carlo Carmelingo Vinvenzo D’Antonio Phyllis De Stavola Professional translator Dott.ssa Viviana Padovano vpadovano@hotmail.com

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Progetto grafico iknstudio www.iknstudio.com Direzione Creativa Igor Grassi igor.grassi@gruppoichnos.it Ufficio grafico Nico Vece Mino Sebastiano Camillo Lo Sasso Stampatore Grafiche Lucarelli Via XXV Aprile, 4 83031 Ariano Irpino /Av grafichelucarelli.it

Proprietario ed editore Ichnos srl via Salvator Rosa, 345 80135 Napoli tel/fax 081 5788247 gruppoichnos.it ROC - n. 18844 Amministratore Unico Manlio Del Giudice manlio.delgiudice@unina2.it Pubblicità via Guglielmo Marconi, 49 83031 Ariano Irpino (Av) tel/fax 0825 828168 gruppoichnos.it Direttore Generale Gianluca Tucci Direttore Marketing Veronica Scuotto veronica.scuotto@gruppoichnos.it Account Ivan Picari

International editorial board Dr Mohamed Al-Sawan (Ali Sons Co., Emirati Arabi Uniti) Prof. Thomas Andersson (Jönköping University, Sweden) Prof. Elias Carayannis (George Washington University, USA) Prof. Martin Curley (Intel Corporation, National University of Ireland, Eire) Prof. Marcello Curzio (Scuola di Giornalismo, Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa”) Prof. Luigi Del Giudice (IGB-ABT, Consiglio Nazionale delle Ricerche, Napoli) Prof. Davide Dell’Anno (Facoltà Studi Politici e per l’Alta Formazione “Jean Monnet”, Seconda Università di Napoli) Mr John Edmondson (Ip Publishing, London, UK) Dr Nicola Farronato (YEAM Group Berlin, Young European Avantgarde Minds, Germany) Prof. Piero Formica (International Entrepreneurship Academy, Jönköping University, Sweden) Prof. Jan Grundling (Centre for Entrepreneurship, Tshwane University of Technology, South Africa) Dr Michelangelo Iossa (Università degli Studi di Napoli “Suor Orsola Benincasa”) Prof. Paul Magelli (Kauffmann Foundation, USA) Prof. Vincenzo Maggioni (Facoltà di Economia, Seconda Università degli Studi di Napoli) Prof. Mathew Manimala (Indian Institute of Management, Bangalore, India) Prof. Pauric Mc Gowan (Northern Ireland Centre for Entrepreneurship, UK) Prof. Jens Mueller (Waikato Management School, Hamilton, New Zealand)

Prof. Michel Polski (Graduate School of Business Grenoble, Group ESC, France) Prof. Ludovico Solima (Facoltà di Economia, Seconda Università degli Studi di Napoli) Dr Lizl Steynberg (Tshwane University of Technology, South Africa) Prof. Robert Valli (Cambridge University, UK) Prof. Peter Van der Sijde (VU University, Amsterdam, The Netherlands) Prof. Urmas Varblane (Tartu University, Estonia) Prof. Ortensio Zecchino (Biogem) In copertina foto (cc) di Miss Rouge / flickr Crediti fotografici. L’editore dichiara di aver ricercato con ogni mezzo, ma invano, i titolari dei diritti fotografici delle immagini sprovviste di crediti e figuranti nella presente edizione, senza riuscire a reperirli. Si dichiara naturalmente disponibile all’assolvimento, nei termini previsti dalla legge, dei suddetti diritti qualora i destinatari e legittimi proprietari dovessero farne esplicita richiesta alla redazione. ISSN 2037-0237 Registro Periodici Tribunale di Ariano Irpino N° 4/09


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chiara nespoli

illustrazione di Camillo Lo Sasso

La fine di novembre mette in mente un sol pensiero: quanti giorni mancano al Natale? Il countdown comincia ogni anno sempre prima, perché ammettiamolo, le luci e gli addobbi a festa nelle case e nelle città riscaldano anche i cuori più gelidi. Per noi mediterranei, poi, è il modo per difenderci dal freddo invernale che poco tolleriamo! I critici osservatori noteranno che si tratta di un periodo dell’anno come l’altro, che solo per talune religioni si tratta di giorni festivi e la comun critica concerne il consumismo che alberga nelle feste. È innegabile riscontrare una matrice consumistica, tuttavia al di là delle religioni e dei propositi, si provi a rinvenire un fil rouge che lega usanze e comportamenti: il desiderio di stare insieme. Si tratti della famiglia, della persona cara, degli amici, ma i momenti solenni e non solo si spendono in un clima conviviale a cui noi moderni uomini, impegnati a far si che le dodici ore della nostra giornata si moltiplichino e ci offrano modo di lavorare in più e correre meno, non siamo più abituati. Sedere per pranzo ad una tavola imbandita è un desiderio che molti businessman/ woman coltivano durante l’anno e scambiare pensieri e parole, mentre si partecipa ad uno dei giochi da tavola della tradizione, in cui poco contano l’erudizione, le qualità intellettive, ma è solo la Dea bendata a decretare il vincitore rende tutti partecipi della mutevolezza del destino. Lo scambio dei doni, visto nefastamente, a mio parere, da coloro i quali non amano spendersi per gli altri, può essere inteso

sotto una luce di comunione laddove non è il regalo costoso a farla da padrone, ma il dono speciale, esattamente quello che si cercava, proprio quello calzato apposta. Questa festività ci invita a godere di un periodo di vacanza, anche se breve, dalla routine, dagli impegni e dal nostro ego: “Se il Natale non esistesse già, l’uomo dovrebbe inventarlo. Ci deve essere almeno un giorno all’anno a ricordarci che stiamo su questa terra per qualcos’altro oltre che per la nostra generale ostinazione”. Eric Sevareid

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t The end of November our minds are concentrate only on one thought: how many days before Christmas? Each year, the countdown starts always earlier because – we have to admit it – lights and festive ornaments in houses and cities warm up even the coldest hearts. For us living in the Mediterranean, it is the way to protect ourselves from the winter cold that we very little tolerate. Critical observers will notice that this is a period of the year equal to others and that only some religions recognize these days as festive. The common criticism is for consumerism of these holidays. However, a consumerist attitude cannot be denied, beyond religions and proposition, the underlying theme connecting traditions and behaviours can be the desire of company. It can be our family, our dear ones, our friends but solemn moments are spent in a convivial atmosphere and

us, modern individuals, who try to be productive for 12 hours of our day by working more and running less, are no more used to it. To be seated at a lunch at a sumptuously laid table is a desire cultivated by many businessman/woman during the year, to have the opportunity to exchange opinions and words while playing one of the tradition table games where culture and intellectual skills do not count but it’s only a matter of luck that designates the winner. The exchange of gifts – considered negatively – in my opinion from those who don’t like spending money for others – can be seen as a sign of sharing where the special gift – exactly what you were looking for is dominating the scene versus the expensive one. This festivity invites us to enjoy a brief period of holiday from our routine, commitments and ego: “If Christmas did not exist already, man would invent it. There must be at least one day a year to remind us that we live for something else besides our general obstinacy”. Eric Sevareid

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illustrazione di Camillo Lo Sasso


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Jimmy Choo For H&M

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alta moda a piccoli prezzi Valeria Vittozzi

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hoes addicited e fashion victim, socchiudete gli occhi ed immaginate di essere nel mondo più chic che abbiate mai immaginato: centinaia di abiti superglam dai colori e fantasie più trendy, migliaia di accessori da sfilata, ed un numero incalcolabile di sandali, decolté, stivali: il tutto sembrerebbe irrealizzabile soprattutto, se abbassando gli occhi, scorgete ai vostri piedi un favoloso paio di Jimmy Choo. È un solo un sogno? Forse no. Se siete state tra le fortunate che si sono messe in fila dal 14 Novembre presso uno dei punti vendita H&M di tutto il mondo, allora potete stare tranquille, il vostro sogno fashion è diventato realtà. Jimmy Choo for H&M, è la collezione di lussuosi sandali, abiti ed accessori, creati dallo stilista malesiano esclusivamente per la casa di moda svedese, che si distingue per l’ offerta di collezioni glamour dai prezzi competitivi. Dopo Madonna, Victor & Rolf e l’italianissimo Roberto Cavalli, che aveva regalato tutto il suo stile accattivante e sensuale ad H&M, la multinazionale conferma la sua propensione alla stipulazione di alleanze con stilisti di alto calibro. Per celebrare l’ accordo, Jimmy Choo ha disegnato una collezione fashion che offre un vasto catalogo di tessuti e ambientazioni, stampe animal printed, basic colour, sandali in vernice, cristalli e borchie in perfetto stile rock’n’ roll. Il tempo di permanenza di abiti ed accessori negli H&M franchising? Poco più di un giorno. Le appassionate di moda hanno effettuato una “veglia” all’esterno dei duecento negozi selezionati di tutta Europa e del mondo, per potersi assicurare di essere finalmente proprietarie di una piccola opera d’arte, caratterizzata da un prezzo medio di circa 100 euro. Una perfetta coesione tra la qualità dell’ haute couture e la moda low cost di H&M, che ancora una volta centra l’obiettivo,valorizzando la sua brand image.

Jimmy Choo for H&M: high fashion at low prices Shoes addicted and fashion victims, close your eyes and think of being in the more elegant world you have ever imagined: >

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hundreds of super glam clothes of the trendiest colors and patterns, thousands of luxury accessories and a countless number of sandals, court shoes and boots: it would be an unreal dream if, by lowering your eyes, you would see a fabulous pair of Jimmy Choo. Is this only a dream? Maybe not. If you are among the lucky ones who have been lining up in one of the H&M stores in the world since November 14, you can then expect your fashion dream to come true. Jimmy Choo for H&M, is the collection of luxury sandals, clothes and accessories created by the Malaysian designer only for the Swedish fashion brand proposing a series of glamour items at competitive prices. After Madonna, Victor & Rolf and the Italian Roberto Cavalli, who had given all his appealing and sexy style to H&M, the multinational company confirms its tendency in cutting alliances with high caliber designers. To celebrate the agreement, Jimmy Choo designed a fashion collection with a vast choice of fabrics and settings, animal printed and basic colors patterns, patent leather sandals, crystals and studs to reproduce the perfect rock and roll style. How long these items lasted in H&M stores? Less than a day.Fashion addicted held a “vigil� outside the two hundreds stores selected in Europe and the world to make sure to become the owner of a small piece of art at the average price of 100 euro. A perfect example of cohesion between haute couture and H&M low cost strategy that centered its goal once again by strengthening its brand image. //

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Per una comunicazione corporate innovativa: l’esperienza di Museum.

Per una comunicazione corporate innovativa: l’esperienza di Museum. Mariano Bonavolontà

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A quanto pare, non tutti i mali vengon per nuocere. L’inverno, odiato da molti, amato dai più sensibili, rischiara i caldi e poetici colori affascinanti dell’autunno. Il bianco della neve, il freddo, l’aria frizzante, la sensazione di purezza sono i benefici di questa stagione. E nell’abbigliamento si moltiplicano le possibilità di giocare con accessori, tessuti e capi diversi. La lana inizia a farsi apprezzare, nelle sue declinazioni preziose o meno; le sciarpe cominciano ad attorcigliarsi attorno ai nostri colli in abbracci colorati; cappelli e guanti coprono le parti più esposte in un turbinio di modelli, a volte eleganti, a volte eccentrici; gli occhiali da sole si schiarisco-


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no, i colletti si alzano, i piedi abbandonano le libertà dei sandali in favore di stivali e scarpe antipioggia, gli ombrelli, economici, costosi, colorati, monocromi, diventano compagni fidati di viaggio colorando le vie del centro. E ad imperare su tutto, c’è il capospalla, che acquisisce un’importanza straordinaria dell’abbigliamento winter, essendo la prima cosa che viene notata, il nostro nuovo bigliettino da visita nelle fredde giornate invernali. C’è chi opta per l’intramontabile cappotto, principe dell’urbanizzazione, chi invece preferisce un tocco glam senza rinunciare alla comodità: ed ecco che così l’industria della moda si è adoperata per venire incontro a queste esigenze. Da ormai un lustro, i comunemente chiamati “giubbini” hanno abbandonato quel loro carattere “eretico”, e sono diventati sempre più apprezzati anche dai fashionisti, rassicurati dal fatto che la sportività estrema – ed a volte anche eccessivamente consistente – abbia cortesemente ceduto il passo all’eleganza. Questo articolo, il giubbino, si ingentilisce, ammiccando a dettagli, tessuti, colori e rifiniture sconosciute sino ad allora. Tra molti marchi presenti in questo particolare settore, uno di essi spicca per originalità: Museum, dell’azienda vicentina Interpool SpA, guidata dalla famiglia Ambrosini. La Mission? Dare forma ad un nuovo concetto di sportswear di alto livello. La volontà di creare dei capi spalla che vadano a conciliare un imprinting “artico” con l’urbanizzazione si è rivelato il giusto mix vincente per la famiglia Ambrosini, che vede i propri prodotti venduti in 700 punti vendita uomo, 600 donna in Italia e 100 all’estero tra i più esclusivi. In realtà, l’impostazione high level è percepita sin dal claim del brand, il

motto dello storico Order of Canada, Desiderantes Meliorem Patriam, il cui significato è la condivisione di un ideale profondamente sentito rivolto al miglioramento del proprio mondo e della propria patria. Una continua scissione, quasi una schizofrenia, dunque, tra tecnologia e Corporate Social Responsibility, fra tradizioni granitiche ed innovazione. E quest’ultima, l’innovazione, pervade ogni ambito dell’azienda, in primis nel suo orientamento al marketing ed alla comunicazione, guidato dal vulcanico Edoardo Ambrosini, responsabile marketing dell’azienda di famiglia (suo padre, Giuliano, è il Presidente, mentre suo fratello Stefano è il direttore creativo della maison). In base alle sue direttive, Museum

è contornata da un’attività di comunicazione che integra on ed off line, nonché strategie creative di marketing, come “viaggi su misura”. Ma andiamo per ordine, seguendo le sue risposte. Già dagli annunci stampa si comprende un orientamento all’innovazione nella comunicazione e nel marketing: vi è un QRCode? «Quella del QRCode è uno strumento già molto usato in Giappone, ad esempio, ed è molto interessante in quanto permette una convergenza tra il nostro sito tradizionale e quello su piattaforma mobile». >

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Heritage, colore, praticità, alta tecnologia nei tessuti, cura maniacale per i dettagli. Ecco la nuova collezione di Museum, divisa in tre parti: Urban, Sportiva ed Heritage, appunto. Accenti più glam sono per lui le bande rinforzate sulle spalle proprio come quelle usate per le operazioni di salvataggio; per lei tasche oversize. Per entrambi la tasca, allora porta ID, oggi porta iPod.

Heritage, colour, high technology for textures, maniacal care for details. This is the new collection of Museum, which is divided into three parts: Urban, Sport and Heritage. The most glam touches are: for him reinforced belts which were used in the emergency operations; for her oversize pockets. For both the ID pocket, a contemporary iPod compartment.

Ma non è l’unica novità rispetto alla comunicazione “tradizionale”. Vi sono anche i cortometraggi. «Allo stato attuale sono due i cortometraggi che abbiamo realizzato insieme ad uno staff di creativi: il primo, “Time’s up”, un corto sul tempo, sulla sua capacità di farci vivere nel presente e la ossessiva proiezione nel nostro passato e futuro, e “Face to faith”, che invece racconta della partita a scacchi che ognuno di noi fa con il proprio destino: il messaggio

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è che noi siamo artefici del nostro destino. Usiamo Facebook ed il nostro canale su Youtube per trasmetterli. La nostra è una comunicazione di tipo corporate: non comunichiamo solo il prodotto, ma la nostra filosofia. Così possiamo comunicare di più, più concetti, più immagini». Una comunicazione emozionale, anche molto alta (come non intravvedere nella partita a scacchi un’eco de “Il settimo

sigillo”) ma anche molto complessa. La vita è il presente ed il tempo è ciò che ci permette di vivere, oppure il nostro destino dipende solo da noi. Non è un rischio tale levatura? «Assolutamente no. Già il nostro prodotto comunica la sua qualità. Noi comunichiamo quello che vi sta alla base, ovvero il nostro punto di vista. E questo vale sia per il nostro motto, preso in prestito dai canadesi, sia per i nostri cortometraggi. È vero, si può non


capire, ma è un rischio che corriamo pur di puntare sulla qualità e non sulla quantità». Ma tutto questo web e niente e-commerce? «No, niente e-commerce. Meglio la distribuzione tradizionale. Potremmo usare il canale di e-commerce per una special edition, ma è ancora un’ipotesi». Tuttavia anche le vostre relazioni pubbliche non sono tralasciate. «Ovviamente no. La nostra comunicazione così originale non dimentica mai gli asset principali della comunicazione d’azienda, tra cui le RP. A parte le media relations, curiamo anche molto le nostre presentazioni, a Milano, ed a Pitti, che io considero come una delle migliori fiere dello sportswear a livello di sicuro nazionale ma anche internazionale». E dal punto di vista del marketing? Quale innovazione propone? «Marketing e comunicazione sono così collegate da alcuni punti di vista che è difficile a volte distinguere l’uno dall’altra. Certo è che vi deve essere un’estrema coerenza tra i due ambiti. Tento sempre di aumentare la costanza tra tutti i materiali di comunicazione, anche estetica, cromatica, grafica, e, ovviamente, di contenuti. Ma proprio parlando di innovazione, abbiamo creato una partnership con Bradipo, un’agenzia di travel design». Travel design? «Sì, creano dei viaggi su misura, tailor made. E visto che noi, come Museum, siamo estremamente orientati al tema del viaggio, che è un fenomeno che è molto attinente alla

nostra philosophy, abbiamo creato una bella operazione: offrire tre tipologie di viaggi, e ad ognuno viene associato un capo specifico, uno per uomo ed uno per donna». Dunque estremo dinamismo viene percepito all’esterno. Ma all’interno dell’azienda, questa innovazione nella comunicazione come si concretizza nella gestione delle HR e nella comunicazione interna? «Da questo punto di vista, noi ci consideriamo una lean organization, con tutti i vantaggi anche di velocità di comunicazione interna che derivano da questo nostro assetto. A favore di ciò è anche la nostra forte collocazione territoriale, un territorio che è un ottimo milieu culturale per le attività imprenditoriali del genere». Quali sono i progetti futuri? «Dal punto di vista della comunicazione, vorrei concentrarmi anche sulle immagini statiche, sull’arte fotografica. Un ambito di sperimentazione che si apre a molte declinazioni». E qui il cerchio si chiude, il futuro in realtà è già arrivato (per riprendere un po’ “Time’s up”), dato che le sperimentazioni sulle fotografie già sono effettuate con il QRCode. Ricerche ed innovazioni, dunque, che nella loro violabilità hanno dato ottimi frutti, molto “tangibili”: l’indiscutibile apprezzamento del mercato e i 15,5 milioni di euro di fatturato nel 2007, in crescita del 10,7% rispetto all’esercizio precedente. Si conferma la teoria dell’innovazione, che non deve invadere solo il prodotto, ma anche il servizio e la comunicazione.

Ma ciò che ripaga è anche la fiducia posta nei confronti del consumatore, visto come soggetto attivo, che è capace di comprendere significati alti, di fare connessioni tra i concetti e l’azienda che li promuove, di trasferire l’asset intangibile del brand e la sua CSR stessa nel prodotto, in questo caso un ineccepibile capospalla. È un rischio, è vero, ma offre delle enormi potenzialità da sfruttare, che possono modificare completamente l’andamento di un’impresa. Perché noi siamo gli artefici del nostro destino.

For an innovative corporate communication: the Museum experience. Every cloud has a silver lining. Winter, hated by many, and loved by the most sensitive ones enlightens the warm and poetic charming autumn colours. White for snow, cold, chilly air, the sensation of purity..these are the benefits of this season. As far as clothing, the possibilities of playing with accessories, patterns and different clothes are numerous. You can appreciate wool in all its precious versions; scarves begin to surround around necks like colourful embraces; hats and gloves cover the most exposed parts in the most various models, sometimes elegant, some >

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Capi Museum- collezione autunno-inverno. Museum’s articles, fall winter collection

others eccentric; sunglasses become clearer, collars are up, feet abandon the freedom of sandals in favour of boots and anti rain shoes, cheap, expensive, colourful or monochrome umbrellas become our trusted friends by colouring the streets of the city centre. But the dominant element becomes the capospalla (a shoulder cover accessory. NDT) that acquires an extraordinary importance in winter clothing being the first thing to be noticed. It’s our new business card for winter days. There are still those who opt for a classical coat, very urban touch, or those who prefer a glamorous touch without giving up comfortableness: so here it is the fashion industry

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at work to meet these expectations. It’s been a lustre by now, the so-called “jackets” have abandoned their heretical characteristic and have been more and more appreciated by fashion addicted since their extreme sports look has been kindly replaced by elegance. This item, the jacket, becomes more gentle using details, pattern, colours and dressings that were unknown so far. Among the many brands operating in this sector, the rising one for its originality is Museum, the Interpool SpA firm from Vicenza, led by the Ambrosini family. What is its mission? To create a new concept of sportswear. Their will of creating shoulder items giving an “artic” imprinting within an

urban context has been the winning element for the Ambrosini family whose items are sold in 700 sales stores for men, 600 women stores in Italy and about 100 abroad among the most exclusive ones. In practice, the high level pre-requisite is already perceived from the brand and by the motto of the Historic Order of Canada which says “Desiderantes Meliorem Patriam” that means sharing a heartfelt ideal aiming at improving your own world and your own country. A continuous split, almost schizophrenic, between technology and Corporate Social Responsibility, between old traditions and innovation. And the latter, innovation, is perceived everywhere in the firm and especially characterizes its communication and marketing strategies led by the creative Edocado Ambrosini, Responsible for the family business marketing operations (his father Giuliano is the President while his brother Stefano is the business creative Director). Following Edoardo’s guidelines, Museum has an integrated on and off line communication strategy and creative marketing operations like customized journeys. But let’s go in order following his answers. From press releases it seems there is a new tendency towards innovation in your communication and marketing strategy: is there a ORCode? «ORCode is a tool used very much in Japan, for example, and it is very interesting because it allows to converge our traditional web site with the on a mobile platform». However, this is not the only new element with respect to “traditional” communica-


tion. There are also the short movies. «There are currently two short movies that we have carried out with a staff of creative people: the first “Time’s up”, is a movie on time, on its capacity of making us live the present and the obsessive projection in our past and future, and “Face to faith”, instead, talking about a chess match that everybody plays with his own destiny. The message is that we are the makers of our destiny. We use Facebook and our You Tube channel to show them. Our communication reflects the corporate mission: we do not promote only the product but our philosophy too. In this way, we can communicate more, with more images and ideas.

A very emotional, sophisticated (how could you not see in the chess game an eco of “The Seventh Seal”) but also complex communication strategy. Life is the present and time is what allows us to live, or destiny depends on us. This calibre, isn’t it too risky? «Absolutely no. Our product already communicates its quality. We communicate the basics that is our point of view. And this is true both for our motto, borrowed from the Canadians and for our short movies. It is true that it cannot be understood but this is the risk that we run because we aim at quality and not quantity».

All this web and no e-commerce? «No, no e-commerce. Much better the traditional distribution. We could use the e-commerce channel for a special edition but this is only an hypothesis». However, you don’t neglect public relations. «Obviously no. Our original communication strategy does not forget the main assets of the business communications thus the public relations. Besides relations with the media, we are very careful with our presentations in Milan and at the Pitti Palace which I consider one of the best sportswear >

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fairs at a national level – for sure – but also internationally». And from the marketing standpoint? What innovating element are you proposing? «Marketing and communication are very tied to each other that it is very difficult to think of the two as separate channels. There must be consistency between the two fields. I try to increase the substance of all the communication materials, even the chromatic, graphic and content aesthetics. Speaking of innovation, we have just created a partnership with Bradipo, a travel design agency». Travel design? «Yes, they create customized travels. And since we, in Museum, are extremely oriented towards travel, a theme very much in line with our philosophy, we have created a nice operation: three options of trips, and for each one we associate a specific clothing item, one for men and one for women». So, a lot of dynamism is perceived outside the firm but internally, how this innovative communication strategy impacts on Human Resources managing and internal communication? «From this point of view, we consider ourselves as a lean organization with all the advantages of a quick internal communication deriving from this asset. Another favourable element is our strong presence on the territory which represents an excellent cultural milieu for such entrepreneurial activities». Any projects for the future? «From the communication point of view,

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I would like to concentrate also on static images, on photographic art. This is a field that allows many experiments and remains open to as many possibilities». And here the loop is closed. In practice, the future has already arrived (to paraphrase a bit “Time’s up”) since experiments on photographs have already been made with the ORCode. Researches and innovations have produced excellent and tangible results in their violability: the unquestionable appreciation of the market and the 15,5 million euro of sales in 2007 with an increase of 10.7% with respect to the past. The theory of innovation that has not to invade only the product but also the service and communication is confirmed. But what pays back is the trust in the consumer seen as the active subject, as the one able to understand high messages and to connect theories with the promoting business firm and to transfer intangible asset of the brand and in its CSR in the product itself as in the case of the capospalla (shoulder cover). It’s a risk, it’s true, but it offers enormous potentials with

the power of modifying the business trend. Because we are the makers of our destiny. //


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Occhiali da sole Oakley Ultra Premium Colletion, un must per gli sportivi di lusso. Sunglasses Oakley, Ultra Premium Collection, a must for luxury athletes.

Sin dalla sua costituzione nel 1975, la Oakley ha guadagnato più di seicento brevetti per prodotti caratterizzati da tecnologie avanzate, che l’hanno portata a divenire leader nel settore dell’innovazione.

Since its creation in 1975, Oakley has gained more than six hundreds patents for products characterized by advanced technologies that led it to become a leader in the innovation industry.

Della Ultra premium Collection Elite fanno parte i modelli Oakley elite C SIX Alluminum, C SIXe Pit Boss.

Models like the Oakley elite C SIX Aluminium, C SIX and Pit Boss are part of the Ultra premium Collection Elite. The name C SIX derives from the location of carbon in the periodic table. C is the denomination of carbon which is the sixth element of the periodic table. Subtle as a human hair, the carbon fibre is more resistant than steel.

Il nome C SIX deriva dalla collocazione del carbonio nella tavola periodica, C la denominazione del carbonio che è il sesto elemento 6 nella Tavola periodica. Sottile quanto un capello umano , la fibra di carbonio è più resistente dell’acciaio.

Valeria Vittozzi

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li occhiali, inventati in Italia nel XIV secolo, presero il nome di dischi per gli occhi e servivano esclusivamente per correggere gravi imperfezioni della vista. Nel corso del tempo si sono trasformati da un semplice strumento funzionale ad uno status symbol, sono cambiati il design, i colori, i materiali , ciò che, però, è rimasta immutata è la loro capacità di dotare coloro che li indossano di una specifica identità. Ma Oakley si spinge oltre presentando l’Ultra-Premium collection Elite: l’azienda leader nel settore della produzione di occhiali da sole sportivi, lancia una limited edition caratterizzata da sofisticate rivoluzioni, sia per le

componenti che per la tecnologia utilizzata, alla ricerca di una perfetta sintesi tra edonismo e innovazione. I materiali risultano da un costante e maniacale impegno nella divisione Ricerca & Sviluppo, che ha premesso di sperimentare la resistenza e la compattezza del carbonio. I modelli sono infatti realizzati con ottanta strati di costosa fibra di carbonio, lo stesso elemento chimico utilizzato in ambito aerospaziale. Tra i motivi che rendono la Ultra premium collection inaccessibile ai più, vi sono i lunghi tempi di lavorazione e di assemblaggio a mano, circa novanta ore in totale. >

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Il telaio degli esemplari si rivela particolarmente leggero, confortevole e flessibile, ideale per gli sportivi più attenti alle caratteristiche strutturali dei propri occhiali da sole. La vendita inizierà con l’ inizio del nel nuovo anno e il costo dei prodotti si aggirerà intorno ai 4.000 dollari. La Oakley realizza con questo progetto la linea più costosa che abbia mai concepito, regalando agli sportivi di lusso degli occhiali da sole unici e inimitabili.

Sunglasses Oakley, Ultra Premium Collection, a must for luxury athletes. Glasses, invented in Italy in the XIV century, were initially called eyes disks and served exclusively to correct serious imperfections of the sight. In the course of time, from a simple functional tool, they became a status symbol. Design, colours, materials have changed unlike their capacity of enabling – those who wear them – of a specific identity. But Oakley goes beyond by presenting the Ultra Premium Collection Elite. The firm leader in the glasses production industry

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launches a limited edition collection characterized by sophisticated revolutions both for its components and the used technology aiming at a perfect synthesis between hedonism and innovation. Materials result from a constant and maniac commitment of the R&D division that tried carbon’s resistance and thickness. Models are in fact made by eighty layers of expensive carbon’s fibre, the same chemical element used in the aerospace field. One of the reasons that make the Ultra Premium collection not accessible to everybody is the long working time of manual assembling, about ninety hours total. The structure of the samples is particularly light, comfortable and flexible, ideal for athletes who are very careful to the structural characteristics of their sunglasses. Sales will start at the beginning of the new year and the cost of the products will be about 4.000 dollars. With this project, Oakley realizes the most expensive collection of ever and will give to luxury athletes unique and matchless sunglasses. //


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Luxury CRHISTMAS a cura di Mariateresa D’Agostino Felisi 1// Cartella di coccodrillo, vero coccodrillo. Crododile briefcase, made of real crocodile. Prezzo su richiesta Price upon request

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2// Cartella in cuio. conciato al vegetale e soffietti in nylon color terracotta. Leather briefcase, Leather briefcase vegetable tanned, with clay coloured nylon bellows. 630 Euro /////////////////////////// Parker Premier 3 // Deluxe GT Stilografica oro, realizzata con materiali preziosi e da artigiani esperti. Gold fountain pen, a fine writing accessory made by experts craftsmen with exclusive materials. 360 Euro /////////////////////////// Collezioni Dalia designer Elisabetta Scheggi 4 // Flower gold in metallo dorato con ricami di perline. Gold Flower in golden metal with needlework of beads. 400 Euro 5 // Collana Mare in metallo argentato e cristalli. Necklace “Sea”, in silver metal and crystals 480 Euro /////////////////////////// Post & Co 6// Bracciali, lavorati a mano, grattati e bucati all’estremo... garantendo un effetto vintage. Handmade bracelets, scraped and punctured to the extreme ... ensuring a perfect vintage effect. Price upon request Prezzo su richiesta Price upon request 7//Cinture, realizzate con pelle sottoposta ad un lavaggio stone-washed con inserti di materiali pregiati completati da fibbie preziose. Belts, made of with stonewashed skin with inserts of fine materials, supplemented by precious buckles. Prezzo su richiesta Price upon request


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Favero 8 // Pendenti Aurora 18K bianco e rosa con diamanti. Aurora pendants 18kt white and rose pendants with diamonds 3.560 Euro 9 // Girocollo Minerva, in oro bianco con diamanti e pietre di luna colorate. Minerva necklace 18kt white gold necklace with brilliant cut Diamonds and colored Moonstone. 71.320 Euro 10 // Anello Minerva 18 KT oro rosa con diamanti e pietra marrone. Minerva ring 18kt rose gold ring with diamonds and brown moonstone. 4.320 Euro /////////////////////////// Misis 11 // Collana onice con libellula in argento placcato in oro e ricoperta da zirconi. Onyx necklace with silver dragonfly, gold plated and zircons covered. 240 Euro 13 // Anello in argento placcato in oro ricoperto da zirconi. Silver ring, gold plated and zircons covered. 218 Euro

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15 // Sfera natalizia in argento placcata in oro, abbellita da una catenina di zirconi. Ogni parte può essere usata, anche, singolarmente. In edizione limitata. Silver Christmas Ball, gold plated, embellished with a little chain made of zircons. Each part can be used, even individually. Limited edition. 500 Euro /////////////////////////// V_Ran www.v-ran.com 12 // Code anello, realizzato con ceramica nera di alta lucentezza. Code ring. Made from black high-gloss V-RAN ceramic. 14.500 Euro /////////////////////////// Waterman Elegance 14 // Ivory. Disponibile sia versione stilografica con pennino 18kt  sia in versione Roller. Available either the 18kt fountain pen or the Roller one. 430 Euro

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Bliss Collezione Emma 1 // Anello in oro bianco con rubino. White gold ring with ruby. 765 Euro 2 // Girocollo in oro bianco con rubino. White gold necklace with ruby. 765 Euro 3 // Orecchini in oro bianco con rubino. White gold earrings with ruby. 865 Euro /////////////////////////// Normaluisa 4 // Abito Bustier nero con piume struzzo. Bustier Dress black with ostrich feathers. 400 Euro

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5 // Cappotto rosso misto cachemire. Red coat, mix cachemire. 623 Euro /////////////////////////// Aruna Seth 6 // Pochette con farfalla swarovski. Pochette with swarovski butterfly details. 384 Euro 7 // Scarpe di classe impreziosite da swarovski e dettagli stilistici. Shoes with swarovski butterfly details. 484 Euro /////////////////////////// Sthendal 8 // Profumo Elixir Noir Stendhal: il carattere, il rigore e la raffinatezza del nero, il colore e il prestigio dell’oro incarnano questo Eau de Parfum. The character, the severity and the elegance of black colour, melted with the prestige of the gold to exemplify this unique and only Eau de Parfum. 40ml 62 Euro 90ml 95 Euro

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Bliss Collezione Life 1 // Cronografo Diver con cassa in acciaio inossidabile e ghiera minuti track colorato. Diver Chronograph with stainless steel case and coloured bezel. 195 Euro /////////////////////////// Felisi 2 // Shopping uomo pitone: realizzata interamente in pitone opaco color cuoio con fibbia in ottone. Man python Shopping bag: entirely made of mat python with brass buckle. 1.280 Euro /////////////////////////// Palzileri 3// Pantalone, in velluto 2000 righe in puro cotone, ruggine. Velvet Trousers 2000 lines made of pure cotton, rust. 127,5 Euro Cintura in pelle nera con fibbia finitura silver. Black Leather Belt with silver buckle. 122 Euro Cappotto in flanella melange in lana cachemire double con over check ruggine, all’interno grigio antracite, bordatura interna color ruggine, modello 3 bottoni con ticket pocket. Cashmere double coat with over check in rust colour, anthracite gray inside, internal edging rustcoloured, three buttons with ticket pocket. 1.005 Euro

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Fedeli 4 // Maglione in cachemire dedicato al famoso sciatore Leo Gasperi. Edizione limitata. Cashmere sweater, dedicated to the famous skier Leo Gasperi. Limited edition. 560 Euro /////////////////////////// Cit Luxury 5 // Camicia classica con fit asciutti, colli importanti e polsi doppi con gemelli. Classic shirt with fit shirt, double wrists with cuff-links. Prezzo su richiesta Price upon request ////////////////////////// Cappelletti designer Neil Barrett 6 // Sintesi della classica scarpa british brogue e del mocassino di vitello. British brogue classic shoe and calf leather mocassin. Prezzo su richiesta Price upon request

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The Cloud, una nuvola sulla City La struttura digitale, autentica celebrazione alla tecnologia, aleggerebbe su Londra in occasione delle Olimpiadi del 2012. La sua anima è anche Made in Italy. Agnese Amoruso

The Cloud, la nuvola. Un’avveniristica nube probabilmente aleggerà sullo skyline della capitale inglese durante le Olimpiadi previste nel 2012. Si tratta di una struttura artificiale, composta da una torre alta circa 120 metri, su cui sarà sollevata una densa rete di enormi bolle di plastica super-tecnologica. Il risultato finale del progetto presentato sarà quello di una nuvola gigante in cui verranno creati giochi di luci ed ombre. Addirittura sulla nuvola sarà possibile invitare i turisti a fare una breve passeggiata per osservare il panorama e far scorrere informazioni live sul meteo, sui risultati delle diverse sfide e quant’altro. L’ideazione ha uno spirito anche un po’ italiano. Umberto Eco infatti, noto letterato italiano di fama internazionale, avrà un posto nel comitato scientifico. Non solo lui ma anche Carlo Ratti, direttore del Senseable City Lab del MIT di Boston, offrirà un sensibile contributo Made in Italy alla modernissima creazione. Nella partnership degli addetti ai lavori si fa avanti anche Google. Il colosso si è infatti già offerto per proiettare il flusso di ricerche sulle Olimpiadi sulla rete di bolle, in modo tale da rendere disponibile in tempo reale l’umore della City. Ma la novità del progetto, come ha spiegato alla stampa Carlo Ratti, sta nella prassi del finanziamento. Un finanziamento che viene dal basso. È stato infatti elaborato un programma di finanziamento che permetterà a tutti coloro che vorranno partecipare alla creazione di The Cloud, di contribuire attivamente. È stato già lanciato un sito internet su cui a breve gli interessati potranno effettuare delle micro donazioni a partire da una sterlina. «Un monumento al crowdsourcing», come lo ha definito il direttore del Senseable City Lab del Mit di Boston riferendosi ad un concetto usato spesso per indicare l’attività svolta online dalla folla di utenti disseminati per il pianeta. Uno dei casi crescenti di high tech a impatto zero. The Cloud è stata infatti progettata, in linea con le politiche internazionali attuali, con un’attenzione particolare ai consumi energetici. Saranno infatti istallati, all’interno della grande nuvola, dei pannelli solari che garantiranno autonomia per l’alimentazione elettrica. Ma non solo. Per eludere eventuali incidenti dovuti al tempo ballerino della City, sono state implemen-

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tate tecnologie antisismiche importate dal Giappone. Ma l’impatto, quello forte, sarà senza alcuna ombra di dubbio quello visivo. Attualmente non è ancora certo se The Cloud sarà l’oggetto simbolo delle olimpiadi londinesi, ma il primo cittadino della City sceglierà a breve tra un elenco di progetti presentati da artisti di fama internazionale.

A cloud on the City On the occasion of the 2012 Olympic Games, the digital structure, true celebration of technology, would hover on London. Its soul is made in Italy too. The cloud is a futurist cloud that will probably hover on the skyline of the English Capital during the 2012 Olympic games. This is an artificial device, made of a 120 meters tall tower which will be carrying a dense network of huge balloons of super-technological plastic. The final result of the presented project will be that of a giant cloud in which light and shades effects will be created. It will even be possible to take tourists for a short walk to enjoy the view and to scroll live weather forecast or results of the different matches and others. The idea has also an Italian soul. Umberto Eco, in fact, well-known Italian writer at an international level, will be one of the members of the scientific committee. Also Carlo Ratti, director of the Seseable City Lab at the MIT in Boston, will give his contribution to the Made in Italy of this very modern creation. Even Google came


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forward in the partnership. The colossus has offered to project the flux of researches about the Olympic Games on the balloon network so to make available – in real time – the beat of the City. But the innovative aspect of the project, as Carlo Ratti explained to the press, is in the financial method. A funding coming from the bottom. It has, in fact, been created a financial plan that will allow anybody interested in participating in the creation of the Cloud to actively give a contribution. A web site where interested individuals could make their micro donations – starting from a pound – has just been launched. «A tribute to crowd-sourcing», as the director of the Seseable City Lab of Boston MIT has defined it making a reference to the concept often used to indicate an online activity from the crowd of users all over the world. It’s one of the increasing high tech cases at zero impact. The Cloud has been, in fact, projected in line with the current international policies paying particular attention to energetic consumptions. Solar panels will be installed within the big cloud. They should grant autonomy for power supply. And not only that. In order to avoid likely incidents due to the unstable weather of the City, earthquake proof technologies from Japan have been implemented. However, the strong impact will be the visual one. Now, it is not yet certain that the Cloud will be the symbol of the London Games but the first citizen will shortly make his choice among a list of projects presented by international artists.

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foto (cc) di Lee Carson /flickr

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2009 IN AEREO, 2010 CON LA BICIcletta: PEDALARE A CAPODANNO

2009 BY PLANE, 2010 BY BIKE: PEDALING ON NEW YEAR’S DAY

26 dicembre 2009, da Milano Malpensa, un aereo decollerà per atterrare direttamente sulla splendida terra dei Carabi. Ma i passeggeri non sono affatto dei pigroni: il loro countdown per il nuovo anno che verrà, sarà atteso in bicicletta! Avventura e natura, saranno gli ingredienti del Capodanno a Cuba proposto da Girolibero. Basterà una quota individuale di 1.750 Euro (più tasse aeroportuali) per vivere i tredici giorni di viaggio, tutti mozzafiato dinanzi a vedute indimenticabili, ma anche per le lunghe pedalate! L’accompagnatore del tour sarà la guida del luogo che aiuterà a scoprire i ritmi calienti di Cuba, le sue memorie rivoluzionarie; vivere la vigorosa Havana e le sue antiche distillerie, in contrasto con l’atmosfera calma che si respira a Pinar del Rio, nelle famose piantagioni di tabacco. Sempre fra una pedalata e l’altra si ammireranno incantevoli spiagge, giardini di orchidee, ma a sosta meritata, pietanze dai sapori deliziosi, sapranno ridare la giusta grinta per ripartire, perché… chi pedala a capodanno, pedalerà tutto l’anno! Feliz año nuevo!!

On 26 December 2009, from Milan Malpensa, a plane will take off and land directly in the wonderful Caribbean. But the passengers aren’t lazy at all: they’ll wait on their bikes for the new year countdown! Adventure and nature will be the ingredients of the New Year’s Day in Cuba as offered by Girolibero. You only need an individual fee of 1.750 Euro (plus airport taxes) to live a totally breathtaking thirteen day trip in front of unforgettable views, but also to have long bike rides! The travel courier will be the local guide who will help you discover Cuba’s hot rhythms, its revolutionary memories, live vigorous Havana and its ancient distilleries, in opposition to the quiet atmosphere you can breathe in Pinar del Rio, in its famous tobacco plantations. Always between a ride and another, you’ll admire enchanting beaches and orchid gardens, but when you get your deserved break, deliciously tasting dishes will give you the right drive to restart, because... who pedals on New Year’s Day will pedal all the year away! Feliz año nuevo! www.girolibero.it

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foto (cc) di Sheila Tostes /flickr, Octopuzz /flickr

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LA ROSA NEL DESERTO PER UN CAPODANNO DAVVERO RARO!

THE ROSE IN THE DESERT FOR A TRULY UNIQUE NEW YEAR’S DAY!

Lontano dal caos e da luci scintillanti, ma solo radiotrasmittenti e cielo stellato. Niente smog, ma venti di sabbia. Un fuoristrada oppure un quad noleggiato, spirito d’avventura e niente paura sono gli indumenti per essere davvero alternativi almeno a Capodanno. Viaggi4x4 propone la chiave giusta per aprire il nuovo anno, anzi, la Porta del Deserto! Dal 26 dicembre al 4 gennaio, al costo di 1.300 euro, è possibile vivere sensazioni irripetibili proprio nel cuore del Sahara, esplorando l’immensa distesa di dune, i cordoni dell’Erg Zmilet, l’oasi di Ksar Ghilane. Ma fra i 1500 km da percorrere durante tutto il tour, la visita ai laghi salati ed affascinanti escursioni, ciò che catturerà maggiormente l’attenzione dei visitatori saranno le Rose di Sabbia a base di gesso dal colore giallo-arancione. Beh, anche nel deserto si può essere romantici: si coglie una rosa, la si dona, e allo scoccare della mezzanotte, un brindisi al chiaro di luna non può che essere di buon auspicio per augurarsi un felice anno nuovo!

Away from the chaos and the sparkling lights, but only transmitters and a starry sky. No smog, but winds of sand. An off-roader or a rented quad, spirit of adventure and no fear are the clothes to be truly alternative at least on New Year’s Day. Viaggi4x4 offers the right key to “open” the new year, or better still, the Gate to the Desert! From 26 December to 4 January, at the price of 1.300 euro, it is possible to live one-time sensations right in the heart of the Sahara, exploring the huge expanse of dunes, the cords of the Erg Zmilet, the oasis of Ksar Ghilane. But among the 1.500 km to be covered during the whole tour, the visit to the salty lakes and fascinating excursions, what will mainly catch visitors’ attention will be the Roses of Sand containing yelloworange coloured chalk. Well, even in the desert you can be romantic: you pick a rose, you give it as a gift, and as midnight strikes, a toast in the moonlight will surely be a good omen to wish a happy new year!

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www.viaggi4x4.it

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CARO BABBO NATALE, SONO COSì BRAVO CHE QUEST’ANNO VENGO IO A TROVARE TE!

DEAR FATHER CHRISTMAS, I’M SO GOOD I’LL BE COMING TO FIND YOU THIS YEAR!

Per grandi e piccini un’unica meta: la Finlandia. Freddo polare e magia del Natale, creano l’atmosfera più suggestiva che si possa vivere in attesa della notte più desiderata dell’anno. Il Capodanno in Lapponia, la località che meglio unisce fantasia e realtà. A Kemy, sarà sorprendente la crociera sull’unica rompighiaccio passeggeri al mondo, la quale con incredibile facilità taglierà la banchisa di ghiaccio dando la possibilità ai più coraggiosi di tuffarsi nelle gelide acque. A Rovaniemi invece, almeno una volta nella vita, si può credere di aver visto Babbo Natale! È prevista la visita nel suo ufficio, la consegna della lettera, accarezzare le sue renne e perfino fare un giro in slitta! Ma dopo tanto freddo, gli accoglienti hotel, previsti dal pacchettoviaggio offerto da Vela Tour Operator, al prezzo di 1.679 euro in camera doppia, sapranno coccolare i loro ospiti a sorsi di glogg e saune finlandesi. Tende e falò, balli e canti tipici, tanta allegria renderanno davvero indimenticabile la prima notte del 2010!

For grown-ups and children one and only destination: Finland. Polar cold and Christmas magic create the most evocative atmosphere you can live, while you await the most desired night of the year. New Year’s Day in Lapland is the place that best unites fantasy and reality. In Kemy you’ll be surprised by the cruise on the only ice-breaker liner in the world, which, with incredible ease, will cut the icepack, allowing the most brave to dive in the freezing water. In Rovaniemi, instead, at least once in lifetime, you can believe you’ve seen Father Christmas! It is planned to visit his office, deliver the letter, stroke his reindeers and even take a ride on the sledge! But after so much cold, the comfortable hotels provided by the package tour offered by Vela Tour Operator, at the price of 1.679 euro for a double room, will know how to cuddle their guests with a shot of glogg and the Finnish saunas. Tents and bonfires, dances and typical songs, a lot of fun will make the first night of 2010 really unforgettable!

www.velatour.it

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foto (cc) di Matti Mattila /flickr, Katerina t /flickr

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CORRE L’ANNO 2010: UNA NOTTE D’ALTRI TEMPI

YEAR 2010 IS ON THE GO: A NIGHT OF OTHER TIMES

L’atmosfera rinascimentale, l’antichità della storia e la cultura dei luoghi toscani, rappresentano la location ideale per trascorrere una sera di Gran Gala presso il Palazzo Budini Gattai di Firenze. Proprio nella notte che darà inizio al nuovo anno, si tornerà indietro nel tempo: preziosi costumi dell’epoca verranno indossati dagli ospiti e brani poetici immortalati da grandi autori del passato, faranno da sfondo ad un’esperienza indimenticabile. Cenone a lume di candela e tradizionale brindisi di mezzanotte, daranno un tocco di classe all’anno che verrà. Dal 31 dicembre al 2 gennaio al costo di 706 euro per camera doppia, nell’incantevole Palazzo Ricasoli, i sogni potranno diventare realtà, la poesia baciare l’eleganza ed il fascino dell’arte continuare a cullare gli appassionati, nella storica città di Firenze.

The Renaissance atmosphere, the antiquity of history and the culture of the Tuscan sites represent the ideal location to spend a Grand Gala evening at the Budini Gattai Palace in Florence. Right in the night that will set out the new year, you’ll go back in time: precious costumes of that age will be worn by the guests and pieces of poetry, immortalized by great authors of the past, will be the background of an unforgettable experience. The dinner by candlelight and the traditional midnight toast will give a touch of class to the coming year. From 31 December to 2 January at the price of 706 euro for a double room in the enchanting Ricasoli Palace, dreams may become reality, poetry may kiss elegance and the glamour of the arts may continue to cuddle the fans in the historical city of Florence.

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www.merivaviaggi.com

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CAPODANNO DA URLO!

A REALLY FANTASTIC NEW YEAR’S DAY!!

Evento thriller per la notte di San Silvestro. L’ultimo dell’anno più misterioso ed inusuale, è offerto da Meriva Viaggi, ad un costo di 408 euro in camera doppia, presso il caratteristico Borgo Medievale di Ancona, nei giorni del 31 dicembre 2009 al 1 gennaio 2010. Una toccata e fuga nelle Marche per svelare il mistero di quella lettera scomparsa! La trama della serata sarà rivelare chi è l’assassino dell’anziana signora e quale segreto si cela nella sua antica e ricca dimora. Tutti gli ospiti diventeranno protagonisti di questo giallo, avranno compiti ed indizi, scopriranno segreti e proveranno un pizzico di paura, ma l’appetitoso cenone nell’hotel ristorante, renderà l’atmosfera molto intrigante. Il brindisi di mezzanotte darà luce all’ombra che si cela dietro il mistero. Nulla di più accattivante, se si desidera chiudere il vecchio anno all’insegna del thriller.

A thriller event on Saint Sylvester’s night. The most mysterious and unusual end of the year is offered by Meriva Viaggi, at the price of 408 euro for a double room, at the quaint Medieval District in Ancona, during the days of 31 December 2009 and 1 January 2010. A touch and go in Marche to unveil the mystery of that vanished letter! The storyline of the evening will be to unmask the killer of the old woman and the secret hidden is her ancient and rich home. Every guest will become protagonist of this detective story, will have tasks and clues, will discover secrets and feel a hint of fear, but the delicious dinner in the restaurant’s hotel will make the atmosphere very intriguing. The midnight toast will shed light on the shadow that hides behind the mystery. Nothing more beguiling, if you wish to close the old year living the thriller.

www.merivaviaggi.com

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foto (cc) di Graham /flickr, Pedrosimoes /flickr

HAPPY new year!


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VENEZIA LOVE 2010: CAPODANNO D’AMORE

VENICE LOVE 2010: A NEW YEAR’S DAY OF LOVE

Fra isole e canali della laguna più famosa al mondo, si salpa a Venezia per festeggiare il capodanno più amoroso che ci sia! La meta italiana scelta per rendere romantica, indimenticabile ed originale la notte più attesa dell’anno, è Venezia. La cena sullo storico Galeone, la bellissima Piazza San Marco ed un’incredibile pioggia di fuochi artificiali, saranno la cornice perfetta per brindare al rintocco della mezzanotte e salutare l’anno appena passato. Festa e baldoria, sorprese gastronomiche e free bar per tutto il tempo trascorso a bordo del galeone, con il format Vieni a baciarti in piazza, saranno l’occasione unica per esternare tutta la gioia di stare insieme. Con 680 euro e pernottamento in camera doppia nell’Hotel Poppi a quattro stelle, situato nella Riviera del Brenta, a Mira, si avrà l’occasione per amarsi a Capodanno e, ci si augura, stare insieme tutto l’anno!

Among islands and canals of the most famous lagoon in the world, you sail off to Venice to celebrate the most loving new year’s day of all! The Italian destination chosen to make romantic, unforgettable and original the most awaited night of the year is Venice. The dinner on the historical Galleon, the beautiful San Marco Square and an incredible shower of fireworks will be the perfect frame to toast as the midnight strikes and to say good-bye to the year just gone away. Joy and revelry, gastronomic surprises and free bar for all the time spent on board galleon, with the format Come to kiss in the square, will be the unique occasion to express all the joy of being together. With 680 euro for a double room at the four star Hotel Poppi, located on the Brenta Riviera, in Mira, you’ll have the chance of loving each other on New Year’s Day and, we wish, to be together all the year around!

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www.merivaviaggi.com

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Monna Lisa si sveste? Agnese Amoruso

foto (cc) di King Chimp /flickr

Due Gioconda. Una vestita. L’altra desnuda. posa della Gioconda a noi nota. Un dipinto A sostenerlo è Renzo Manetti, uno realizzato nel cosiddetto periodo romano studioso fiorentino, dell’artista, periodo architetto e scrittore in cui era immerso Secondo lo studioso Renzo Manetti, ed esperto di negli studi esoterici Leonardo avrebbe dipinto, oltre a quella iconologia. Manetti e filosofici. Secondo esposta al Louvre, anche una Gioconda è anche l’autore la teoria del Manetti, senza veli. del saggio Il velo l’opera sarebbe andata della Gioconda. perduta nel tempo, ma Leonardo segreto, esisterebbero decine la controversa opera in cui espone questa e decine di copie dello stesso dipinto teoria. Non solo la Gioconda esposta al riprodotto da artisti ed allievi di Leonardo Louvre quindi, ma anche una Gioconda che permetterebbero di risalire a quella nuda, che Leonardo avrebbe dipinto con lo originale. Lo studioso si riferisce ai dipinti scopo di formare un dittico e di omaggiare come Monna Vanna di Gian Giacomo anche il volto scoperto della stessa divinità, Caprotti, detto il Adel Salai più chiacchieraVenere. L’opera ritrarrebbe una donna to, detto da molti Gioconda nuda. Seppure nuda che, col seno scoperto, siederebbe criticato per la non perfetta esecuzione ad un balcone, più o meno nella stessa di alcuni particolari, il dipinto, è stato a

lungo attribuito a Leonardo. Attualmente è conservato in Svizzera e recenti esami spettrografici hanno rivelato significativi tratti che confermerebbero proprio l’intervento di più mani. Anche Raffaello nelle sue opere La Velata, che ritrae una donna ricoperta solo di un velo, e La fornarina, una donna seminuda, si sarebbe ispirato alla doppia versione di Leonardo. Tra le due opere infatti, per il Manetti, ci sarebbe un legame definito: Venere celeste e Venere volgare. Due facce diverse del genere umano. Un vezzo degli artisti di quel tempo che abitualmente ritraevano, omaggiando la dea, i due lati della sua indole. Un sorriso enigmatico, un’identità mai svelata in modo definitivo, il dipinto più discusso al mondo e in tutti i tempi non avrebbe dunque una >

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sola versione. Il dipinto più riprodotto e più caricaturato, serigrafato. Chissà cosa ne penserebbe l’enigmatica modella del Leonardo se venisse a conoscenza della sua gemella senza veli.

Mona Lisa gets undressed? According to the scholar Renzo Manetti, Leonardo would have painted also a Gioconda in the buff, a part from the one displayed at the Louvre.

Two Giocondas. One dressed. The other naked. Who asserts this is Renzo Manetti, a Florentine scholar, architect, writer and iconology expert. Manetti is also the author of the essay “The veil of the Gioconda. The secret Leonardo”, the controversial work which explains his theory.

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Thus, not only the Gioconda displayed at the Louvre, but also a naked Gioconda, that Leonardo would have painted with the aim of creating a diptych and also to pay tribute to the unveiled face of the divinity itself, Venus. The work seems to portray a naked woman who, with her unveiled breast, is sitting on a balcony, more or less in the same position as the Gioconda we well know. A painting completed in the so-called roman period of the artist, when he was absorbed in esoteric and philosophical studies. According to Manetti’s theory, the work would have got lost in time, but dozens of copies of the same painting should exist, reproduced by artists and by Leonardo’s pupils, that would allow us to trace back the original one. The scholar refers to paintings such as Mona Vanna by Gian Giacomo Caprotti, known as the most quoted Adel Salai, called by many The Naked Gioconda. Despite being criticized for the non perfect realization of a few details, the painting has been for long time ascribed to Leonardo. At this moment it is stored in Switzerland and recent spectrographic exams have revealed significant marks that would just confirm

the intervention of more than one hand. Also Raphael in his works “La Velata”, that portrays a woman covered only by a veil, and “La Fornarina”, a partially naked woman, seems to have inspired himself to Leonardo’s double version. Between the two works, in fact, according to Manetti, there seems to be a definite link: the heavenly Venus and the vulgar Venus. Two different faces of mankind. A habit of the artists of those times, who, as a tribute to the goddess, used to portray the two sides of her nature. An enigmatic smile, an identity that has never been definitively unveiled; thus, the most debated painting in all the world and in all times doesn’t seem to have only one version. The most reproduced and caricatured, the most serigraphed painting. Who knows what Leonardo’s enigmatic model would think about it, if she gained knowledge of having a twin in the buff //

foto (cc) di King Chimp /flickr

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foto (cc) di Hugo90a /flickr


interview

I nuovi leader del Vehicle Relationship Management Automotive

Il Gruppo Palmesano stupisce con i suoi principi gestionali ispirati al knowledge management e ad una visione market-driven. In una delle SBU pi첫 estese di italia

The new leaders in the Vehicle Relationship Management Automotive

the Palmesano Group astonishes with its managerial philosophy inspired by knowledge management and by a market-driven vision. Inside one of the most extended SBU in Italy Manlio Del Giudice

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interview

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l viaggio di EM/ME alla scoperta delle eccellenze economiche locali fa approdare, per questo numero, al settore automotive, consentendo di scoprire un vero leader nel Mezzogiorno, il Gruppo Palmesano, family business alla terza generazione. La provincia di Caserta rappresenta, inaspettatamente, una delle SBU locali più estese d’Italia del settore: e forte di una quota di mercato del 32%, un fatturato annuo di circa 120 milioni di euro, una forte presenza sul territorio con 8 sedi di vendita, il Gruppo Palmesano testimonia ancora una volta la vitale importanza dei family business per l’economia italiana. La formula imprenditoriale? Fondersi con il territorio puntando sull’innovazione e sui mobility services: ne è testimonianza il “Fiat Cafè”, la punta di diamante del Gruppo, che accosta al design futuristico una vocazione polivalente, creata con l’idea di realizzare sinergie un tempo impensabili tra le concessionarie ed i servizi di accoglienza. Un traitd’union tra business ed event management, con un occhio alla clientela tradizionale ed un altro al turismo in transito verso la Reggia di Caserta. Ed ancora, in linea con le best practices europee, tanto Customer Relationship Management, Vehicle Relationship Management, servizi complementari, business management intra-canale, merchandising, brand awareness, loyalty management attraverso il programma “Fiat Link”, investimenti in pubbliche relazioni e progetti congiunti di knowledge management con le Facoltà universitarie del territorio. Ne parliamo con il Direttore

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A destra un’immagine della sede Palmesano di Capua. In basso Giovanni Palmesano in un meeting.

Marketing del Gruppo: il Dott. Vincenzo D’Antonio, che ci ha catapultati alla scoperta dei retroscena di un family business, tradizionalmente votato al futuro.

on the right, an image of the Palmesano headquarters in Capua. On the left, Giovanni Palmesano in a meeting.

Come nasce e come è cambiata nel tempo l’organizzazione aziendale del Gruppo Palmesano? «Storicamente il Gruppo Palmesano nasce come venditore dell’usato alla fine degli anni ’50, periodo in cui l’Italia si avvia verso il primo boom economico. Siamo nella fase della prima generazione, quella cioè

Con la seconda generazione invece, subentra alla guida del Gruppo, il Dott. Giovanni Palmesano. A questo punto si verificano diversi eventi fondamentali, tra cui in primis, il fatto che l’azienda si trova per così dire la Fiat in casa senza volerlo, e questa volta, non più come marchio di massa. Inizia così a nascere la necessità di darsi struttura e organigramma da vera azienda: non vi è più un capo ed un gruppo da lavoro, ma un imprenditore che comincia a dare alla sua impresa delle precise linee guida. Naturalmente a ciò segue anche una

che molto meritoriamente e molto virtuosamente viene definita “del marciapiede”, proprio perché le automobili si vendevano letteralmente sui marciapiedi delle strade.

forte strutturazione del sistema di vendite: nascono così, le figure del responsabile di sede, del responsabile di marchio e dei singoli venditori.».


ma addirittura di deliziarlo cercando di dare soluzione ad un bisogno che si è innescato. Soddisfatta la prima esigenza, è sorta la necessità di conoscere meglio anche il territorio nel quale l’azienda si trova ad operare: la Provincia di Caserta attraverso trentasei indicatori, è stata quindi cellularizzata. Questa precisa conoscenza del territorio, va considerata come trama principale sulla quale inserire la SRM suddetta; ed è chiaro a questo punto come per ogni azione di comunicazione, l’azienda sia perfettamente in grado di ragionare secondo precisi profili di cliente». Passaggio generazionale: come sono mutate le strategie competitive del Gruppo Palmesano? «Con il passaggio dalla prima alla seconda generazione accanto alla primaria esigenza di ristrutturazione, obiettivo principale dell’azienda è diventato quello di plurilocalizzarsi. Capua ha smesso di essere sede unica oltre che sede operativa e showroom e, sono state inaugurate due nuove sedi: Caserta in attività da circa cinque anni ed Aversa. A onor del vero esiste anche una quarta sede, quella di Santa Maria Capua Vetere che però, per una sorta di ritualità interna non assurge a rango di sede perché troppo vicina a quella principale. La struttura dell’azienda si è oramai chiaramente definita e vede il Gruppo Palmesano, attualmente costituito da tre marchi e con un mercato di riferimento quale quello dell’intero territorio della Provincia di Caserta. Ciò vuol dire che non può più solo funzionare il mercato di prossimità ma, è

stato necessario dar luogo anche ad un’attività di visibilità incrementale sui territori. È cioè iniziata una forte ed importante azione volta a gestire e sfruttare al meglio il knowledge management». A proposito di knowledge management, quali strumenti utilizza l’azienda? «Il Gruppo Palmesano comprende a pieno la necessità di acquisire una brand image, per incrementare la brand awareness nei consumatori. È forte la necessità di creare un profilo preciso dei propri clienti e per rispondere a questa esigenza, è stato utilizzato lo Stakeholders Relationship Management (SRM). Nello specifico, attraverso un’analisi psicografica, sono stati individuati dodici profili di cliente. In questo modo l’azienda comincia a non parlare più alla massa, ma ad avere degli atteggiamenti privati verso i propri clienti. Il Gruppo Palmesano si avvicina a quella che è stata poi definita Customer Delight: all’esigenza cioè, non più solo di soddisfare il cliente,

Il settore automobilistico è, di fatto, in crisi e guarda, ad oggi, ad una ripresa che si preannuncia piuttosto lontana. Quali step il Gruppo Palmesano affronterà per rimanere un’eccellenza nel proprio settore? «Tutte le riviste di settore e i centri studi, affermano che solo nel 2014 si avrà una sostanziale ripresa, raggiungendo i numeri registrati nel 2002, considerato, in questo scorcio di secolo, l’anno migliore. A questo punto la nostra azienda ha percepito l’importanza e la necessità di esternalizzare una serie di attività e di lavorare molto di più sull’analisi make or buy in base a quelli che sono i needs dell’istante. È palese che rendere flessibili i costi, consente all’azienda di sopravvivere in caso di cali di fatturato, ma non di profitti. Si è nelle condizioni di avere calo di fatturato senza avere un calo di profitti, solo nel momento in cui un’azienda non vende prodotti, ma eroga servizi, >

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nel caso specifico, servizi di mobilità. Nel nostro caso, il servizio più probante e tangibile è sicuramente il noleggio, ma ce ne sono molti altri da offrire ai nostri clienti, tra cui, per esempio, l’assicurazione, i finanziamenti per l’acquisto della vettura, l’accessoristica». Parliamo nello specifico delle strategie competitive messe in campo. «Le nostre strategie consistono fondamentale in una confidenza col social networking, tale che venga garantita la relazione stabile con i clienti e con i prospect. Laddove è

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vantaggioso trasmettere ai clienti notizia di ogni evento organizzato dall’azienda con lo scopo di creare fidelizzazione, loyalty e convivialità; inoltre è rilevante provare a rispondere ad ogni esigenza in itinere della vettura acquistata o noleggiata presso il Gruppo Palmesano. Se in fase di acquisto si sono interiorizzate al meglio le esigenze dei clienti, saremo in grado di sapere esattamente, quanti kilometri verranno percorsi in un mese, con un margine di errore massimo del 3%. A questo punto sarà l’azienda a chiamare il proprio cliente per avvisarlo dell’imminente tagliando, o del

cambio d’olio da effettuare e, magari proponendogli anche la possibilità di avere in un determinato giorno l’auto di cortesia. La relationship deve essere facile, veloce, agile, suadente ed economica per le parti. Si prospetta un servizio disposto anywhen and anywhere: l’anywhen significherà stare aperti dodici ore al giorno per sette giorni, mantenendo sempre le porte aperte per offrire un miglior servizio al cliente. L’anywhere si risolve invece col social networking di cui accennavo prima». Come sono cambiate le esigenze di


mobilità nell’ultimo periodo? E come si anche un connesso rapporto con l’Uniintende rispondere alle nuove esigenze versità, nella fattispecie con la Facoltà emerse? di Economia della Seconda Università di «Oggi siamo in una situazione in cui Napoli, a Capua. Come si sviluppa, come è vincente il propositore che si reca al viene incrementato e soprattutto quali cospetto della domanda, sia essa espressa o prospettive salienti si vogliono provare latente, piuttosto che viceversa. Le esigenze per accrescere questa partnership? di mobilità sono cambiate nella misura in «Il Gruppo Palmesano attualmente ospita cui sono esse esigenze più eclettiche, più diversi stagisti della Facoltà di Economia mutevoli, giammai durature nel tempo, e di Capua, con l’obiettivo futuro di fare leva soprattutto fanno perdere dei paradigmi di sui giovani talenti a beneficio dell’aziende riferimento. Provando a fare un esempio, di automotive della Provincia di Caserta. immaginiamo che l’auto di gamma sia A nostro parere è necessario adottare attrattiva per il professionista, l’imprendito- un’ottica sistemica, nella convinzione che re, l’abbiente. È così, ma guai se lo leggessimo i concorrenti del Gruppo Palmesano non solo in tal senso, sono le altre conperderemmo delle cessionarie della Il Gruppo Palmesano attualmente ospita opportunità, e quindi Provincia, quanto diversi stagisti della Facoltà di valore. L’abbiente per piuttosto coloro che Economia di Capua, con l’obiettivo futuro esempio, potrebbe lavorano male (i di fare leva sui giovani talenti a beneficio aver bisogno tanto di concessionari non dell’aziende di automotive. acquistare una cinqueufficiali), coloro cento abarth perché gli cioè che sviliscono ricorda la sua gioventù, la reputazione del quanto di noleggiare un ducato extra lusso sistema leader sul territorio. per le sue due settimane bianche. Detto La nostra azienda, si sente in grado di fare ciò è chiaro che le esigenze di mobilità da capofila di una nuova tendenza, che ha vanno lette nella loro mutevolezza e nella come scopo quello di far in modo che in loro connotazione stagionale. Esse infatti, tutte le concessionarie della Provincia di dipendono innanzitutto dalla distinzio- Caserta, e non solo nella nostra azienda, ne tra possesso e fruizione, e inoltre sono possano lavorare risorse competenti e che anche desunte dal fatto che il cittadino con- produrranno valore aggiunto al settore». sapevole, adesso, ragiona anche tenendo conto della mobilità nelle sue sfaccetta- Come si inserisce il Gruppo Palmesano nel ture, e quindi della mobilità su ferro su moderno scenario della green economy? gomma e su cielo. Il gruppo Palmesano, ha «Posso affermare con soddisfazione che quindi l’obiettivo di diventare consulente grazie agli sforzi della Casa Madre, oggi la di mobilità, solo in questo modo l’azienda gamma più green del mondo è sicuramente potrà resistere nel tempo». la Fiat. Fotografando la situazione attuale e tenuto conto dei limiti dell’oggi, le autovetNell’ottica knowledge intensive verso ture italiane sono le più ecocompatibili del cui si dirige il Gruppo Palmesano, vi è mercato».

Uno sguardo al futuro: su quali sono gli strumenti si intende puntare per affermarsi sempre di più come eccellenza nel proprio mercato di riferimento? «Nell’ottica di essere sempre al passo coi tempi e di essere flessibili e dinamici, l’obiettivo è quello di essere presenti su twitter, uno dei social network più famosi e visitati del mondo. Mediante twitter infatti, si cercherà di generare una serie di contatti uno a molti o uno a uno per trasmettere notizie dell’istante e se possibile, di intercettare le esigenze del cliente ancor prima che egli stesso ne prenda consapevolezza. L’obiettivo del gruppo è quello di essere percepito come erogatore di servizi di mobilità, perseguendo una politica di personalizzazione degli stessi: si mira a brandizzare i propri servizi e prodotti per far si che clienti e competitors riconoscano la autovetture del gruppo come a marchio Palmesano. Per inseguire questo arduo obiettivo si è avviata una partnership con un noto gruppo consulenziale, ma di questo ne daremo notizia nel prossimo numero».

L’ECCELLENZA NELL’ESPERIENZA DEL GRUPPO PALMESANO. In this edition, EM/ME’s   journey to the discovery of local economic excellences leads us to the automotive sector and enables us to discover a real leader in Southern Italy, the Palmesano Group, a family business that has reached its third generation.  The Caserta Province represents, unexpectedly one of the largest >

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Italian SBU in this sector. Owner of a market share of 32%, an annual billing of about 120 million euros, and eight sales departments, the Palmesano Group proves once more the importance of the family business in the Italian economy. What is the entrepreneurial formula? Living in synergy with the territory and focusing on innovation and mobility services as shown by the “Fiat Cafè”, the Group’s diamond point which merges a futuristic design with a versatile vocation created with the idea of executing synergies among car dealers and customer services considered unlikely in the past. A liaison between business and event management monitoring both the traditional client and the in-transit tourism flow towards the Caserta Royal Palace. And more in line with the European best practices, the “Fiat Link” program offering Customer Relationship Management, Vehicle Relationship Management, collateral services, transversal business management, merchandising, brand awareness and investments in public relations and joint collaborations on knowledge management with the local universities faculties. Following an interview with the Group Marketing Director, Dr. Vincenzo D’Antonio, who is going to disclose backstage information on a traditionally innovative family business. How was the business organization of the Palmesano Group born and how has it changed over time? «Historically the Palmesano Group was born as a second-hand retailer at the end of the Fifties, the period when Italy was set

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off towards the first economic boom. We are in the phase of the first generation, that is the one that, in a very meritorious and virtuous way, is defined as the phase “of the pavement”, precisely because cars used to be sold on the street pavements. With the second generation, instead, Dr. Giovanni Palmesano takes over the leadership of the Group. At this point various fundamental events occur, among which, first and foremost, the fact that, so to speak, the company finds Fiat in its home without wanting it, and this time no more as a mass brand. Therefore, the need arose of taking on a structure and an organization chart as a real company: there are no more a boss and a work-group, but an entrepreneur who starts to give precise guidelines to his enterprise. Naturally follows a strong structuring of the sales system: thus, the figures of the head office manager, of the brand manager and of the single sellers were born». Have the competitive strategies of the Palmesano Group changed passing from a generation to another? «Passing from the first to the second generation, besides the primary need of restructuring, the company’s main target has become to multi-locate itself. Capua has stopped being the only centre, apart from being the operational centre and showroom and two new sites have been inaugurated: Caserta in activity for about five years and Aversa. To tell the truth also a fourth centre exists, the one in Santa Maria Capua Vetere, but for a sort of internal rituality it doesn’t rise to the rank of centre, because it is too close to the main one. By now

the company’s structure has been clearly defined and it regards the Palmesano Group as currently represented by three brands and with the entire territory of the Province of Caserta as reference market. This means that the proximity market cannot work only by itself, but it is has been also essential to promote an activity of increasing visibility on the territories. That means that a strong an important action has started in order to manage and exploit at best knowledge management». With regard to knowledge management, what are the instruments used by the company? «The Palmesano Group fully understands the need of acquiring a brand image, to increase the brand awareness among consumers. The need of creating a precise profile of its own customers is strong and to respond to this demand the Stakeholders Relationship Management (SRM) has been used. Specifically, by means of a psychographic analysis, twelve customer profiles have been identified. In this way the company begins to not speak to the mass anymore, but to have private attitudes towards its own customers. The Palmesano Group gets close to what has been later defined as Customer Delight: that is no more and only the need of satisfying the customer, but even of delighting him, trying to solve a need which has been triggered. After satisfying the first requirement, the need to know better also the territory where the company is operating arose: therefore, the Province of Caserta has been cellularized through thirty-six indicators. This precise knowledge of the territory has to be


Una immagine dello storico modello di Fiat 500.

An image of the Fiat 500 historical model.

considered as the main texture on which the above mentioned SRM should be inserted; and it is clear, at this stage, as for every communication action, the company is perfectly able to reason according to precise customer profiles». The automotive sector is in the doldrums, with a recovery that is forecast quite far. What is the behaviour the Palmesano Group intends to assume to remain an excellence in its own sector? «All the sector journals and study centres assert that only in 2014 there will be a substantial upturn, reaching the numbers recorded in 2002, which has been considered, in this brief part of the century, the best year. At this point our company has perceived the importance and need of externalizing a series of activities and of working a lot more on the make or buy analysis, on the basis of the needs of the moment. It is evident that making the costs flexible allows the company to survive in case of a fall in the turnover, but not in the profits. You are in the condition of having a fall in the turnover without having a fall in the profits only at the time that a company doesn’t sell products, but supplies services, and in this specific case, mobility services. In our case, the most proving and tangible service is surely car rental, but there are many other services we can offer to our customers, among which, for example, insurance, loans for car purchase, accessories». Can you specifically outline the competitive strategies which have been forwarded? «Fundamentally our strategies consist in a confidence with social networking, to

assure a committed relationship with the customers and the prospects. Whereas it is convenient to transmit to the customers news about every single event organized by the company in order to create customer retention, loyalty and conviviality; moreover it is important to try to respond along the way to every need of the car that has been purchased or rented from the Palmesano Group. If during the purchase phase the customer needs have been interiorized at best, we will be able to know exactly how many kilometres will be covered in a month, with a margin of error of maximum 3%.At this point the company will call its customer to advice him of the oncoming MOT or that he has to change the oil and maybe offering him also the possibility of having a courtesy car in a certain day. The relationship must be easy, fast, agile, persuasive and cheap for the parts. We outline a service arranged anywhen and anywhere: anywhen will mean being open twelve hours a day for seven days, keeping the doors always open

to offer a better service to the customer. Anywhere instead turns into the social networking I mentioned before». How have the mobility needs changed over the last period? And how do you intend to respond to the new needs which have emerged? «Today we are in a situation in which the winner is the proposer who moves in the presence of the demand, both express or latent, rather than vice versa. Mobility needs have changed insofar as they are more eclectic, more changeable needs, never long-lasting, and moreover they make you lose reference paradigms. Trying to give an example, lets imagine that a high range car is attractive to professionals, entrepreneurs, wealthy people. It is like this, but we would be sorry if we read it only that way, we would lose some opportunities, and therefore value. The wealthy man, for example, may have both the need of purchasing a >

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cinquecento abarth because it reminds him of his youth and to rent an extra luxury ducato for his two week sky holiday. This said, it is clear mobility needs have to be read in their changeability and in their seasonal connotation. In fact, first of all they depend on the distinction between ownership and fruition, and moreover they are also inferred by the fact that a conscious citizen now reasons also considering mobility in its facets, and thus mobility by rail, road and sky. Therefore, the Palmesano Group has the aim of becoming a mobility advisor; only like this the company will be able to resist over time». In the knowledge intensive view towards which the Palmesano Group is directed, there is also a joined relationship with University, and in this case the Faculty of Economics of Capua. How does it develop, how is it increased and above all what outstanding prospects you want to try in order to increase this partnership? «In this moment the Palmesano Group hosts various trainees from the Faculty of Economics of Capua, with the future aim

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Fiat cafè: relax & entertainment.

of leveraging the young talents to give a benefit to the automotive companies of the Province of Caserta. According to us you need to adopt a systemic view, in the belief that the competitors of the Palmesano Group are not the other dealers in the Province, but rather those who work bad (the non official dealers), that is those who debase the reputation of the leader system on the territory. Our company feels to be able to be leader of a new trend, which has the aim of seeing that in all the dealers in the Province of Caserta, and not only in our company, qualified resources can work and produce added value for the sector». A glance to the future: what are the instruments you intend to rely on to establish yourself always more as an excellence in your own reference market? «In the perspective of being in step with the times, flexible and dynamic, the aim is to be present on twitter, one of the most famous and visited social networks in the world. Through twitter in fact we will try to generate a series of one-to-many or one-to-one

Fiat cafè: relax and entertainment.

contacts to transmit news instantly and, if possible, intercept the customer’s needs even before he himself has becomes aware of them. The group’s aim is to be perceived as a mobility service supplier, pursuing a personalization policy of the services themselves: we aim at branding our own services and products in order to make customers and competitors recognize the group’s cars as bearing the Palmesano brand. To pursue this difficult aim a partnership with a well-known consulting group has been started, but we will give news of this in the next issue». //


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foto (cc) di Child Light /flickr

Un’economia sul tappeto volante. Intervista esclusiva a Mohamed Al-Sawan, la mente finanziaria dell’Emirato più ricco del Mondo Manlio Del Giudice

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An economy riding the flying carpet The “one and only” interview to Mohamed Al-Sawan, financial mind of the wealthiest emirate of the world


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li Emirati Arabi Uniti (EAU) non hanno bisogno di statistiche: un’esplosione di costruzioni, un settore manifatturiero in costante espansione ed un terziario ai massimi livelli stanno contribuendo a diversificare l’economia del Paese. In tutta la nazione sono attualmente investiti ben 350 miliardi di dollari per la realizzazione di progetti in corso. Il PIL pro capite è al ventitreesimo posto nella classifica mondiale, terzo in Medio Oriente dopo Qatar e Kuwait, come valutato dal CIA World Factbook. Negli ultimi anni le importazioni sono cresciute principalmente nel settore dei manufatti, dei macchinari e delle attrezzature per il trasporto, arrivando a totalizzare ben l’80% dell’attività totale di import. Senza contare il fatto che l’Investment Authority di Abu Dhabi, re-

sponsabile degli investimenti nell’omonimo emirato, gestisce ogni anno 360 miliardi di dollari in investimen-

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ti esteri e 900 miliardi di dollari in attività commerciali. Le statistiche, ma anche l’evidenza dei fatti, parlano chiaro: gli Emirati Arabi, di diritto nella rosa dei Paesi più sviluppati del globo, continuano a far registrare uno dei trend economici di crescita più veloci al mondo, nonostante la recentissima crisi di Dubai World. Ma quanto è difficile essere un leader e diventare un self made man di successo in questo “angolo d’oro” del mondo? In esclusiva per il magazine EM/ME, Mohamed Al-Sawan, top manager e, da pochissimo, mente finanziaria della Municipality di Abu Dhabi, l’emirato più ricco delle “Gazzelle”, ci proporrà la sua formula del successo. Proattivo ed orientato verso i risultati, un leader ambizioso e coinvolgente, apprezzato e stimato per la sua flessibilità ed adattabilità, Mohamed Al Sawan, classe 1964, ama essere conosciuto dalle persone e dai suoi amici come un self-made top manager: un top manager che si “è fatto da sé”. Personalmente, quando lo incontrai per la prima volta, nel Febbraio del 2008 ad Abu Dhabi, rimasi colpito dalla sua estrema gentilezza ma anche dalla sua grande informalità: non ebbi la sensazione di avere dinanzi a me una vera e proprio icona degli Emirati Arabi, con una rete di contatti incredibilmente ampia e diversificata (più di 2000 contatti al giorno da tutto il mondo, solo sul suo cellulare “di tutti i giorni”), ma semplicemente un arabo, elegante ed ospitale, con un’enorme conoscenza ed uno spiccato humor sense. I suoi oltre 20 anni di esperienza sintetizzano perfettamente il modo di “fare affari” ed essere imprenditori ai massimi livelli, oggi, negli Emirati Arabi: un’eccellente conoscenza degli strumenti e delle tecnologie informatiche, una fortissima esperienza sul campo coniugata con spiccate doti pratiche di negoziazione e di comunicazione, il tutto sommato a competenze personali nei campi più disparati, per poter interloquire con le


più varie tipologie sociali, naturalmente anche dal punto di vista multiculturale. Ma anche, ancora, molta formazione continua, nonostante le miriadi di impegni quotidiani: un Master in innovazione ed imprenditorialità conseguito nel 2007 e numerosissimi corsi di specializzazione in pianificazione strategica e business management; un leader a “tutto tondo”, insomma, in grado di coordinare un ampio spettro di progetti anche molto diversi tra loro, spaziando dalla sfera governativa al mondo delle imprese private. Ed ora, dopo aver guidato, nel ruolo di Assistant Managing Director, più di 3.000 dipendenti verso il raggiungimento degli obiettivi strategici di uno dei gruppi di holding più dinamici e diversificati del mondo arabo di aziende, la Ali Sons Company LLC, impegnata, attraverso 19 sub-holding, in settori fortemente eterogenei tra di loro (dall’automobilistico al commercio all’ingrosso, dal petrolio e gas alla GDO, dall’intermediazione finanziaria al Real Estate ed al Property Management, dal manifatturiero all’IT ed al Merchant Banking), da pochissimo Mohamed Al-Sawan è diventato il Direttore del Projects Management Office (PMO) dell’Emirato di Abu Dhabi. Dunque, il leader incontrastato degli investimenti e della pianificazione finanziaria di Abu Dhabi; leader di un gruppo che ha come obiettivo governativo far diventare Abu Dhabi una delle prime cinque città del mondo. Il suo piatto forte? La sua comprovata capacità nel realizzare al contempo progetti pubblici e privati, e la sua esperienza nello sviluppo sostenibile dell’impresa e nella massimizzazione dei profitti grazie ad un costante controllo di gestione e procedure “top secret” di ottimizzazione di produttività ed efficienza. Il lato del suo carattere più apprezzato dagli altri? Probabilmente il suo forte senso di responsabilità sociale, sin da quando per primo scelse di occuparsi, in prima linea, volontariamente, dell’Emirates Science Club di Dubai. >

Dubai Shopping Festival 2010: Intrattenimento, cultura e spettacolo Anche il prossimo anno, la Perla del Golfo Persico, capitale del lusso e famosa per la presenza di architetture futuristiche ospiterà il Dubai Shopping Festival 2010. L’evento consacrato allo shopping di lusso si protrarrà per almeno trenta giorni ( dal metà Gennaio a metà Febbraio 2010), durante i quali i capi d’abbigliamento più costosi saranno offerti a prezzi convenienti. La prima edizione del Dubai Shopping Festival, conosciuto in arabo come “Layali Dubai”, si tenne nel 1996 e fu fortemente voluta dal governo di Dubai, per incentivare la vendita al dettaglio con il fine di promuovere gli scambi commerciali. Da allora il DSF è diventato l’atteso evento di shopping annuale che attira più di 2.000.000 di visitatori da ogni parte del mondo , con i 2.300 punti vendita che partecipano al villaggio dello shopping, offrendo i prodotti più desiderati. Il programma si è arricchito di eventi e appuntamenti da non perdere come concerti, rappresentazioni teatrali, mostre d’ arte di pittori e artigiani, spettacoli pirotecnici e sfilate di moda internazionali. Ed è proprio la perfetta coesione di shopping, intrattenimento e cultura che ha permesso al “Layali Dubai” di divenire negli anni un tributo all’ambizione e alla forza distintiva degli Emirati Arabi Uniti.

Dubai Shopping Festival 2010: Entertainment, Culture and Show Even next year, the Pearl of the Persian Gulf, capital of luxury and famous for the presence of futuristic architecture, will host the Dubai Shopping Festival 2010. The event devoted to luxury shopping will go on for at least thirty days (from mid-January to mid-February 2010), when the most expensive clothing items will be offered at affordable prices. The first edition of the Dubai Shopping Festival, known in Arabic as “Layali Dubai”, was held in 1996 and was strongly wanted by the Dubai government to support retail sales in order to promote trade exchanges. Since then the DSF has become the awaited annual shopping event that attracts more than two million visitors from all over the world, with the 2.300 dealers that take part in the shopping village, offering the most desired products. The programme has been enriched by events and appointments not to be missed, such as concerts, plays, art exhibitions by painters and artisans, firework displays and international fashion shows. And indeed it is the perfect cohesion of shopping, entertainment and culture that has enabled the “Layali Dubai” to become over the years a tribute to the ambition and the distinctive strength of the United Arab Emirates.

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FERRARI WORLD ABU DHABI LA STORIA DELLA FERRARI RAPPRESENTATA IN UN PARCO Il più grande degli Emirati Arabi Uniti rivendica il suo status, oscurato a volte dalla capitale del lusso Dubai, e lo fa con un progetto davvero ambizioso: Il Ferrari World Abu Dhabi. Dopo il successo per la costruzione del circuito di Formula 1, ultima tappa del mondiale 2009 appena concluso, e dell’ Hotel correlato, nel 2010 raddoppierà con il parco tematico più avveniristico che sia mai esistito.Il parco indoor,interamente dedicato al mondo Ferrrari, si estenderà per una superficie di oltre 2.000.000 metri quadrati: la sua peculiare caratteristica? Il tetto rosso della struttura che

riproduce il profilo della Ferrari GT, con un cavallino rampante di 66 metri di diametro. Quest ”oasi in rosso”, accoglierà oltre venti giostre ed attrazioni , tra le quali la montagna russa più veloce al mondo, quasi 200 kn/h,ideata per permettere ai visitatori di vivere l’ ebrezza della velocità di una monoposto. Ferrari World Abu Dhabi sarà gestito da Farah Leisure Park Management LLC, una joint venture tra Aldar e ProFun Management Group.

Abu Dhabi (in arabo ‫يبظ وبأ‬, letteralmente “Padre della gazzella”), emirato situato su un’isola a forma di T, affacciata sul Golfo d’Arabia, dalla costa centro-occidentale, è la capitale degli Emirati Arabi Uniti. Quali imprese, al momento, sono qualificate come “gazzelle” nell’emirato più ricco? In che modo e perché? «Al momento, le uniche gazzelle sono quelle con disponibilità immediata di denaro contante, a prescindere dal settore di riferimento… dopo la crisi finanziaria, l’unico re è il cash...» La Sua esperienza manageriale si estende dal Governo al settore privato. Com’è riuscito (e come riesce) a gestire così tanti progetti diversi? C’è un’unica formula manageriale per avere successo negli Emirati Arabi? «Credo che la formula sia la stessa in tutto il mondo. Per avere successo, è necessario avere ben chiari alcuni aspetti: •

il sistema legale del Paese (in cui si

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decide fare business, n.d.r.); le procedure necessarie per lo start up di un’impresa nel Paese di riferimento; la cultura e le abitudini del popolo; l’economia, le fonti di reddito ed il mercato..

Solo avendo ben chiari questi punti è possibile capire se avviare o meno un’impresa o iniziare un business». Dal settore privato a quello pubblico: quali differenze, dal punto di vista finanziario e gestionale, nel gestire gli investimenti e le strategie competitive di un gruppo di holding e quelle di una città? «In tutta sincerità la differenza tra le due realtà è abbastanza grande; gli obiettivi di fondo sono differenti ma le regole base su come investire rimangono le stesse. È bene, in ogni caso tener presente che nel settore privato il principale “tallone di Achille” è generalmente l’equilibrio finanziario, laddove nel settore pubblico diventa molto più delicata la comunicazione tra le

persone. Per cui bisogna essere flessibili ma razionali se si vogliono raggiungere in tempo gli obiettivi prefissatisi. Avviare un’impresa ad Abu Dhabi. Cinque consigli ai giovani imprenditori. «Vorrei suggerire ai giovani aspiranti imprenditori di tener d’occhio i quattro punti precedentemente messi in luce ed aggiungere a questi la necessità di avere una mentalità molto aperta. Osservare, guardarsi intorno ed essere pronti a cogliere le opportunità offerte dagli Emirati Arabi». Gli Emirati Arabi “lo fanno meglio”; e, probabilmente, non è solo una questione di petrolio e gas, contrariamente a quanto si vorrebbe immaginare. Quale è la Sua opinione in merito? «Beh, effettivamente non si tratta solo di petrolio e gas; da noi, infatti, è l’edilizia a contribuire, in gran parte, allo sviluppo economico. E sebbene le industrie connesse allo sfruttamento di fonti energetiche continueranno a rimanere le più grandi nel


FERRARI WORLD ABU DHABI: THE HISTORY OF FERRARI REPRESENTED IN A PARK The largest of the United Arab Emirates claims its status, obscured at times by the capital of luxury Dubai, and it does it with a really ambitious project: the Ferrari World Abu Dhabi. After the success of building the Formula 1 circuit, last stage of the 2009 world championship recently concluded, and of the Hotel related to it, it will double in 2010 with the most futuristic thematic park ever existed. The indoor park, entirely devoted to the Ferrari world, will extend on a surface of over two million square metres. Its peculiar feature? The red roof on the top of the structure which reprodu-

nostro sistema, pur tuttavia anche l’industria leggera inizia a fare passi da gigante. Recentemente, poi, si stanno sviluppando in modo consistente anche i servizi alle imprese ed i business versanti negli aspetti più soft del terziario, come l’interior design, la consulenza in ogni tipologia di settori e così via. Parliamo delle aziende emergenti di Abu Dhabi. Quali sono gli investimenti e le opportunità imprenditoriali? «Abu Dhabi si sta attualmente espandendo e sviluppando in numerosissimi settori; è stata fatta una pianificazione economica e finanziaria con obiettivi che arrivano fino al 2030, anche se Abu Dhabi è tuttora uno dei cinque principali produttori di petrolio, tuttavia con il progetto di MASDAR CITY sta diventando anche la prima città al mondo completamente libera dall’utilizzo del carbone come fonte di energia. L’edilizia, come dicevo, è uno dei settori che sta vivendo lo sviluppo più forte (attualmente il 23% delle gru per edilizia nel mondo sono

ces the profile of a Ferrari GT, with a prancing horse 66 metres in diameter. This “oasis in red” will welcome more than twenty carousels and attractions, among which the fastest rollercoaster in the world, nearly 200 km/h, created to allow visitors to live the thrill of speed of a single-seater. Ferrari World Abu Dhabi will be managed by the Farah Leisure Park Management LLC, a joint venture between Aldar and ProFun Management Group.

impiegate negli Emirati Arabi, n.d.r.), ma molti altri progetti sono in corso e ancora molti altri sono da avviare e sono solo stati da noi programmati a livello governativo. Un altro settore in via di sviluppo è, poi, il turismo: il Louvre ed il Guggenheim sono giunti anche ad Abu Dhabi! Tutto questo fa, oggi, di Abu Dhabi una città unica per realizzare i propri investimenti a più alto valore aggiunto». E per il futuro, quali settori possono essere più interessanti per gli investitori italiani, sia per i privati che per le imprese? «Nell’immediato presente sono convinto che siano le costruzioni; nell’immediato futuro credo siano le industrie impegnate nel settore dello sfruttamento delle fonti energetiche». Parliamo di management interculturale. Quali sono le maggiori difficoltà per un leader d’impresa nell’approccio con culture diverse dei propri dipendenti e manager? E quali sono i vantaggi più

intriganti? «Credo che comprendere le differenti culture presenti in un’impresa e le ragioni che stanno dietro i comportamenti umani ad esse collegati sia la problematica di management più attuale e spinosa. Ma, rovescio della medaglia, il vantaggio più intrigante, in questo sforzo di comprensione da parte del leader, sta proprio nello scoprire le tipicità di quei meccanismi comportamentali e di fare in modo che la loro eterogeneità rispetto al modello del leader possa conferire un valore aggiunto nel raggiungimento degli obiettivi della propria impresa». Per concludere, la famiglia continua a giocare un ruolo fondamentale in una vita dinamica come la Sua. Quali sono i Suoi consigli per conciliare la vita privata con gli impegni aziendali e di Governo? «Onestamente, credo di non essere la persona migliore per rispondere a questa domanda, ma mi piacerebbe rivolgerla >

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alla mia famiglia per chieder loro quanto sostegno mi hanno dato per arrivare dove sono ora. Infatti, sono convinto che senza il supporto della mia famiglia non sarei riuscito ad essere quello che sono ora». …inshallah…

An economy riding the flying carpet The “one and only” interview to Mohamed Al-Sawan, financial mind of the wealthiest emirate of the world The United Arab Emirates (UAE) do not need of statistics: a massive construction boom, an expanding manufacturing base, a thriving services sector are helping the UAE diversify its economy. Nationwide, there is currently $350 billion worth of active construction projects. The GDP per capita is currently the 23th in the world and 3rd in the Middle East after Qatar and Kuwait as measured by the CIA World Factbook. During last years, major increases in imports occurred in manufactured goods, machinery, and transportation equipment, which together accounted for 80% of total imports. And above all, the Abu Dhabi Investment Authority, which is responsible for the investments of Abu Dhabi manages an estimated $360 billion in overseas investments and an estimated $900 billion in assets. Therefore, all available statistics indicate that the UAE currently has one of the fastest growing economies in the world and that is one of the most developed countries in the world. But how hard is to get the leadership and to become a successful self made man in that “golden corner” of the world? How do you should “move” to make it happen? Exclusively for Em/me magazine, Mohamed Al-Sawan, leading top manager and, currently, financial mind of the Abu Dhabi Municipality, the wealthiest emirate, will suggest his own formula to us. Proactive and result oriented, an ambitious leader and motivator of people well-recognized for his flexibility and adaptability, Mohamed Al-Sawan, born in 1964, loves to be known from the people and from his friends like a self-made top manager. Personally, first time I met him in Abu Dhabi, on February 2008, I got impressed of his kindness and wide informality: I was not feeling like having in front of me a leading icon of the UAE, with a vastly diversified

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network of contacts (more than 2.000 contacts from worldwide just on his own daily mobile), but just a friendly and elegant Arabian with huge knowledge and a wide sense of humor. His over 20 years of experience symbolize and summarize the UAE’s way of doing businesses and entrepreneurship at the highest levels: an excellent computer literacy and an hands-on experience topped with effective negotiation capabilities, interpersonal skills that enabled him to communicate effectively and tactfully with all types and levels of personnel and people, always showing a broad crosscultural approach; a Masters in Innovation and Entrepreneurship (MIE) in 2007, and many short courses in strategic planning and many others related to business management; a wide experience in leading several heterogeneous projects and setups, activities within the government and the private sectors. ( And now, after being the Assistant Managing Director, leading a group of more than 3.000 employees set in a very dynamic and diversified group of companies to achieve their strategic targets (the Ali Sons Company L.L.C., a group with a well established presence in the Automobile Sector, Commercial, Oil & Gas, Retailing, Contracting, Property Management, Manufacturing, Information Technology and Merchant Banking, managing the operations of 19 subsidiaries and associate companies), he is now the PMO (Projects Management Office) director and leading the Investment and the financial planning with a team leading Abu Dhabi Municipality to be one of the top five cities in the world. His most precious skill? A proven ability to accommodate both government and private projects and a widespread managerial expertise in committing to budgets and exceeding targeted net income hence impacting business growth and maximizing profits, through operation improvements, cost reduction, productivity and efficiency maximizing. His most beloved distinctive oddity? Probably his strong social responsibility, since he firstly volunteered to manage the Emirates Science Club in Dubai. Abu Dhabi (arabic ‫يبظ وبأ‬, literally Father of gazelle), lying on a T-shaped island jutting into the Arabian Gulf from the central western coast, is the capital of the UAE. Which firms, at the moment, are acting as “gazelles” in the wealthiest emirate? How and why? «At the moment the Gazelles are the ones with liquid cash!! As you know after the Credit Crunch cash is the king». Your managerial experience range from government to private sectors. How did you manage so many different projects? Is


BURJ DUBAI IL GRATTACIELO PIÙ ALTO AL MONDO

BURJ DUBAI THE HIGHEST SKYSCRAPER IN THE WORLD

Verrà inaugurato a Dubai, il prossimo 4 Gennaio 2010 il grattacielo più alto del mondo.Il “Burj Dubai” si innalza per circa 818 metri d’altezza e la sua forma richiama quella del fiore Hymenocallis. L’ intero grattacielo consta di 160 piani raggiungibili con ascensori, che sostengono la velocità di 65Km/h, il progetto iniziato nell’anno 2004 si è concluso ufficialmente ad inizio Dicembre. Una nuova icona per rappresentare la crescita e lo sviluppo, progettata da Skidmore , Owings e Merrill, già impegnati in passato nella progettazione della Sears Tower di Chigaco e della Freedom Tower di New York City. La cerimonia di inaugurazione avverrà nel cuore della città, lungo la Sheikh Zayed road: solo allora agli Emirati Arabi sarà attribuito un ulteriore record, quello del grattacielo più alto al mondo, che per ora spetta al Taipei 101 situato a Taiwan.

The highest skyscraper in the world will be inaugurated in Dubai the next 4 January 2010.

there a unique managerial formula to act successfully in the UAE? «I believe the formula is the same all over the world!! You need to understand the following:

With the above understanding you’ll be able to decide whether it is suitable for you to start up or not

the governmental sector the people are the most difficult, so you need to be flexible to be able to deliver your goals on time».

From the private sector to the governmental sector: which differences, from the financial and managerial side, in leading the investments and the strategies of a group of companies and of a city? «To be honest the difference is quite vast, in fact the focus is different, but the basics of the investment remain the same. Hence the biggest pressuring point at the private sector is usually the financial aspect but in

Starting a business in Abu Dhabi. Five advices to young entrepreneurs-to-be. «Same as Q2 and will add the open mind set to be able to find an opportunity in UAE».

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The legal system in the country The procedures and the process followed in the country required to start up a business The culture and the ahbits of the people The economics, sources of income, and the streams of expenditure

The “Burj Dubai” rises about 818 metres in height and its shape recalls the Hymenocallis flower. The whole skyscraper is made of 160 floors which can be reached by lifts, that speed up to 65 Km/h; the project, which was started in the year 2004, was officially completed at the beginning of December.A new icon to represent growth and development, designed by Skidmore, Owings and Merrill, already engaged in the past in planning the Sears Tower in Chicago and the Freedom Tower in New York City. The inauguration ceremony will take place in the heart of the city, along the Sheikh Zayed road: only then the United Emirates will have achieved another record, the highest skyscraper in the world, which now belongs to the Taipei 101 located in Taiwan.

UAE “do it better” and, probably, it is not only an oil & gas matter. Which is your opinion on this? «Well as I mentioned earlier it is not only Oil and Gas in fact construction is a big

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chunk of the development, energy related industries will remain the biggest though, light industry is also very strong, and then we have services, and soft issues related business, such as design and interior design, consultancies in a number of areas and so on». Let’s speak about Abu Dhabi’s emerging businesses. Which investment and entrepreneurial opportunities? «Abu Dhabi now is expanding, and developing in many areas, with a vision planed to be reached at 2030, and, although Abu Dhabi is one of the five leading oil producers yet it initiated (MASDAR CITY), to mark the first CARBON FREE city in the world. Construction is one of those areas, many projects are underway and yet many others are in the pipe line. Tourism, is also another area that Abu Dhabi is developing in, the Louvre, Guggenheim are also coming to Abu Dhabi. All this to make Abu Dhabi

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a destination looked at and wanted for investment». And for the immediate future, which sectors can be the most interesting ones for the Italian investors, both privates and firms? «I believe the construction and the energy related industries would be the most immediate ones». Let’s speak about cross-cultural management. Which are the major difficulties for a general manager in dealing with different cultures? And which the most intriguing advantages? «I believe understanding the culture and the reasons behind the behaviours of the culture is the most difficult issue, and in fact it is the exact same issue that plays an intriguing advantage if you get to understand it well and then use it to manage and achieve your targets».

Family still plays a pivotal role in life dynamic like yours. Which your advices to conciliate private life with corporate and government engagements? «To be honest I believe I’m not the best person to be asked this question, and I’d like to have this question asked to my family asking them how much support they’ve given for me to reach where I am now. In fact without the support of my family I wouldn’t be where I’m at now». …inshallah… //


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STRALCI DI UNA NOTA DELL’AMBASCIATORE DI ΑΡΙΘΜΌΣ A OECONOMICUS Piero Formica

Nell’archivio del Ministero degli Esteri di Αριθμόσ, il paese dei numeri, abbiamo trovato una nota del suo ambasciatore a Oeconomicus, la capitale dell’omonimo paese: il paese dell’economia in cui quel diplomatico era vissuto al tempo della Grande Recessione. Una stagione da freddo record. Solo i più vecchi fra gli abitanti di Oeconomicus andavano con la memoria a una lunghissima stagione ancora più gelida, quella della Grande Depressione iniziata nel 1929.

dell’arte. Mi sono chiesto: chi mai tra i suoi politici, alti burocrati, top manager delle grandi imprese, consulenti di fama e lobbisti avrebbe chiesto a sconosciuti come Bill Gates (Microsoft), Michael O’Leary (Ryanair) e Jeff Bezos (Amazon) la loro visione del futuro, rispettivamente, dell’industria dei computer, del trasporto aereo in Europa e delle vendite al dettaglio? Numeri tendenziali

Di quella relazione abbiamo scelto e tradotto gli stralci più salienti che offriamo qui al lettore. I numeri di mercato Poche battute con gli alti funzionari del Ministero dell’Economia mi hanno convinto che l’economia di mercato di Oeconomicus è in preda di numeri impazziti. Quelli che portano il nome di “prezzi” mandano segnali deboli, opachi e distorti. Nulla a che vedere con quanto accade in Αριθμόσ dove il meccanismo dei prezzi fa da guida a un’allocazione delle risorse efficiente ed efficace. In ambascia vivono i numeri del ”cambiamento”, quelli che indicano lo stato di salute del mercato, misurando velocità, intensità e direzione di quel caotico processo di sperimentazione innescato dal mercato stesso e indirizzato a creare le industrie di domani. Questa categoria di numeri soggiace ad un’altra: quella dei numeri che esprimono il “miglioramento” delle cose che già si sanno fare. Che l’economia vada bene o che sia in grave sofferenza, come lo è stata nel corso della mia missione diplomatica, posso quindi dire che Oeconomicus vuole migliorare, non cambiare. A godere di ottima salute sono i numeri “parassiti” che corrodono l’organismo del mercato tanto da impedirgli la diffusione del potere politico ed economico. Quei numeri dicono chiaramente che la via maestra dell’abitante tipo di Oeconomicus non è creare ricchezza, ma appropriarsi di quella prodotta da altri. I numeri che ancora non ci sono Funzionando il mercato poco e male, è sparuta la schiera dei nuovi entranti portatori di iniziative imprenditoriali dirompenti. Né in Oeconomicus hanno voce i nuovi imprenditori che cambiano lo stato

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Gli abitanti di Oeconomicus vanno pazzi per le tendenze tracciate dai dati storici. Il trend detta la loro linea di condotta. Quando c’è un boom, la produzione di Oeconomicus è sopra il trend. Non essendo sostenibile quella linea di condotta, il bilancio pubblico la contrasta portandosi in attivo. Al contrario, nel clima della recessione, si viaggia sotto il trend: ciò che fa cambiare in rosso il colore del bilancio pubblico. I numeri tendenziali fanno vedere agli abitanti di Oeconomicus un mondo simmetrico. Disgraziatamente, è questo un ambiente che non esiste. Soprattutto nel corso di una Grande Recessione, che è tale anche perché l’economia è stata infettata dal virus della crisi finanziaria, i fatti sono lì a dire che è permanente la produzione persa durante il crollo, e che il treno, deragliato, dell’economia non tornerà sui vecchi binari. Addio, insomma, al trend storico. In una precedente visita a Oeconomicus, Samuel Brittan aveva già annotato un’osservazione molto simile a questa nel suo diario di viaggio (Samuel Brittan, Goodbye to the pre-crisis trend line, Financial Times, 29 ottobre 2009).

Numeri di coda Oeconomicus sta vivendo il tempo dei numeri di coda, quelli che fotografano eventi rari ma particolarmente disastrosi. Sono numeri che si trovano nella parte bassa (la “lunga coda”) di una curva che nella parte alta (la “testa corta”) raggruppa eventi di piccola portata ma molto frequenti. I numeri di coda dicono, inequivocabilmente, che in Oeconomicus sono in abbondanza i segni “meno” e “diviso”, ma non c’è traccia del segno “per”: la fiducia. Al moltiplicatore di fiducia non si crede o non si presta attenzione. È una felice


economics & management

eccezione il governatore della Banca Centrale. Nella sua ultima relazionale annuale egli ha scritto: “Occorre sanare la ferita che la crisi ha aperto nella fiducia collettiva: fiducia nei mercati, nei loro protagonisti, nel futuro di milioni di persone, nel contratto sociale che ci lega. Uscire dalla crisi significa ricostruire questa fiducia”. Ebbene, la mongolfiera di Oeconomicus potrà nuovamente prendere quota se e quando il paese saprà ricostruire il suo capitale sociale, inteso come abilità delle persone a lavorare insieme, in gruppi ed organizzazioni, allo scopo di raggiungere obiettivi comuni. Le forze intellettuali, sociali e imprenditoriali del paese sono chiamate a compiere uno sforzo comune senza trovarsi coinvolti, per collaborare, nell’estenuante pratica della ricerca di un consenso privo di contenuti innovativi. Solo grazie alla crescita del capitale sociale, quelle forze potranno agire contestualmente sulle leve del self-interest e dell’altruismo, della concorrenza e della cooperazione. Oltre la siepe della crisi si trovano obiettivi condivisi tra persone che collaborano liberamente e spontaneamente. Ciascuno facendo ciò che deve essere fatto per il bene della comunità nazionale anteposto al senso d’appartenenza a una corporazione.

Market numbers

Excerpts of a note by the Ambassador of ΑΡΙΘΜΌΣ to OECONOMICUS

Invisible numbers

In Αριθμόσ Minister of Foreign Affairs’ archive, the country of numbers, we found a note of its Ambassador to Oeconomicus, the capital of the same country: the country of economics where that diplomat had lived at the time of the Great Recession. A very cold season. Only the oldest people of Oeconomicus remembered another very long and even colder season, that of the Great Depression started in 1929.

A rapid exchange of views with high officials of the Ministry of Economics convinced me that Oeconomicus market economy is in the grip of crazy numbers. Those who are labeled as “prices” give weak, shady and distorted signals. There is no relation at all with what is happening in Api….where the price mechanism leads to an efficient and productive allocation of resources. The numbers of “change” are in despair. They are the ones indicating the market health conditions by measuring speed, intensity and direction of a chaotic process of experimentation boosted by the market itself and addressed to the industries to be created. This category of numbers is subject to that of numbers expressing “improvement” of things already known. Whether economy is good or bad, as it has been during my diplomatic mandate, I can then state that Oeconomicus wants to improve and not to change. The “parasite” numbers are those in excellent health. They corroborate the market organism to the point of preventing it from spreading its political and economic powers. Those numbers clearly indicate the lead way followed by Oeconomicus model citizen is not that of generating wealth but to obtain thae wealth produced by others.

Given the market malfunctioning, the group of new entries who can bring motivated entrepreneurial initiatives is very small. And in Oeconomicus, new entrepreneurs who can change the state of the art are not taken into consideration. I wonder who among his/her politicians, high bureaucrats, top managers of big firms, well-known counsellors and lobbyists would have asked to unknown people like Bill Gates (Microsoft), Michael O’Leary (Ryanair) and Jeff Bezos (Amazon) their vision of the future respectively for the computer industry, air transportation in Europe and retailer sales? >

We made a selection of some of the most significant excerpts of that note that we now offer to our readers.

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Tendential numbers Oeconomicus citizens are crazy for trends dictated by historic data. The trend controls their conduct. When there is a boom, the production in Oeconomicus is above the trend. The public budget – with no skills to sustain that conduct – works against it by being in credit. On the contrary, in times of recession, life is below the trend thus changing to red the colour of the public budget. Tendential numbers show a symmetric world to Oeconomcus’ citizens. Unfortunately, this world does not exist especially during a Great Recession period where economy is infected by the financial crisis virus, facts show that the fall of production during the crisis is permanent and that the train of economy gone off the rails will not go back on the old tracks. So, goodbye to the historic trend. In a former visit to Oeconomics, Samuel Brittan had already annotated an observation very similar to this one in his journal (Samuel Brittan, Goodbye to the pre-crisis trend line, Financial Times, 29 October 2009). End numbers Oeconomicus is now living the time of end numbers, those that portrait rare but particularly devastating events. These are numbers that can be found in the bottom part (the “long end”) of a curve that in its top part (the “short head”) groups small but very frequent events. End numbers unequivocally show that, in Oeconomicus, there are many “minus” and “divided” signs but there is no “by” sign which represents trust. Nobody believes or cares for the trust multiplier. Only the Governor of the Central Bank is a happy exception. In his last annual report, he wrote: ”the wound open by the crisis must be healed through collective trust: trust in the markets, in their actors, in the future of millions of people, in the social difference that ties each other. To get out of the crisis means to build this trust again”. So, Oeconomicus hot-air balloon will be able to fly again if and when the country will understand how to rebuild its social capital meant as the ability of people to work together, in groups or organizations aiming at reaching the same goals. Intellectual, social and entrepreneurial forces of the country are called to make the common

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effort without involving themselves, to collaborate in the ongoing search of a consensus with no innovative contents. Only with the growth of the social capital, those forces will be able to act respectively on self-interest and altruism, competition and cooperation. Beyond the edge of crisis, there are goals shared by people who collaborate freely and spontaneously, each making the right think for the national community’s sake before the sense of belonging to a specific corporation. //


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Il logo nasce prima del prodotto. Il caso A-Style. Carlo Camerlingo, Phyllis De Stavola

A-Style è un marchio di abbigliamento nato commercialmente nel 1999 da un’idea di Marco Bruns. Il suo particolare logo, una A con due punti a sinistra, stilizza in maniera non poco ambigua, un rapporto sessuale da tergo. Il logo nacque ben prima della linea di abbigliamento, fu disegnato nel 1989 e commercializzato in Italia a partire dal 1999. Fu infatti una trovata del suo ideatore che iniziò ad attaccare ovunque nelle principali città italiane ed europee degli adesivi su sfondo giallo raffigurante la particolare A doppio puntata. Dopo Milano e Roma, seguirono altre città tra le quali Miami, Mosca e Londra. I giornali e la televisione iniziarono ad interessarsi alle strane apparizioni di adesivi e fu così che iniziò la commercializzazione di prodotti con il marchio A-Style. La società produttrice ha raggiunto il ragguardevole traguardo dei venti milioni di euro di fatturato. Oggi il marchio A-Style compare su un’infinità di differenti prodotti dai capi di abbigliamento ai prodotti di cartoleria, dai caschi per le motociclette alle calzature. Ultima novità della A doppio puntata la A-Style Beer, una particolare birra alla canapa commercializzata in una caratteristica bottiglia blu con etichetta e tappo personalizzati. Il lancio del prodotto è forse il più classico esempio di guerriglia marketing, definizione coniata dal pubblicitario statunitense Jay Conrad Levinson nel 1984 nel suo libro omonimo per indicare una forma di promozione pubblicitaria non convenzionale e a basso budget ottenuta attraverso l’utilizzo creativo di mezzi e strumenti aggressivi che fanno leva sull’immaginario e sui meccanismi psicologici degli utenti finali più che sulla loro esperienza e capacità di giudizio. Una medesima affermazione si può applicare sia alla teoria della forma sia alla teoria dei sistemi: “il totale è maggiore della somma delle parti”. La differenza è data dal “funzionamento” come sistema, nel caso della Gestalt come “sistema di significazione”, “macchina per produrre significati”. Nel caso A-Style, il logo di questo noto produttore di abbigliamento e accessori dedicati a un target giovanile rimanda, con efficace sintesi grafica, alla problematica dell’amore – anche fisico – così centrale nell’esperienza della fascia di età compresa tra l’adolescenza e la prima età adulta. La costruzione del logo esemplifica i concetti sia di buona forma sia di sistema (in questo caso di significazione). Osserviamo i tre elementi geometrici che costituiscono il logo A-style (fig. 1). Notiamo che ciascuno di essi, da solo, ha un significato meno ampio rispetto alla loro combinazione: questi tre elementi, oppor-

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Fig. 1 - Triangolo, Trapezio isoscele con semibasi estroverse e Circonferenza

tunamente accostati, creano un campo di significato. Il loro significato individuale (somma delle parti) viene accresciuto dalla disposizione in un sistema (totale). In un sistema il tutto è maggiore della somma delle parti. La differenza in più, in questo


economics & management

caso, si misura in termini di significato. Si tratta di un vero e proprio campo di attrazione magnetica che polarizza la naturale tendenza della mente umana a trovare significato portando a convergenza e dando continuità a elementi discreti, singoli, staccati. La figura così creata gode – tra l’altro – di un’altra proprietà dei sistemi, quella per cui non è possibile modificare una parte del sistema senza determinare cambiamenti in tutto il sistema. L’ambiguità di significato del predicato [= verbo] gode, che nella frase precedente è intenzionale, nella enunciazione dei teoremi è

utilizzata correntemente e in questo esempio acquista un doppio collegamento con la figura: rispetto all’enunciato di una teoria – quella dei sistemi - e rispetto al riferimento a un atto che dovrebbe preludere al godimento sessuale. L’eliminazione di una delle due circonferenze/teste renderebbe illeggibile la figura o ne cambierebbe il significato; ad esempio se fosse eliminata quella del personaggio in piedi ne potrebbe risultare un solo personaggio (e non due) posizionato carponi e schiacciato sotto il peso di un pesante carico di forma piramidale (il triangolo). Posizionare le due “teste” entrambe più in alto (o più in basso) rimanda a un significato di condivisione del momento e quindi di condivisione del sentimento, in qualche modo di empatia tra le due figure. Una testa in alto e una in basso rimanda a diversi stati d’animo: ad esempio la testa in basso del personaggio sottomesso e quella in alto dell’altro può rimandare a un rapporto di violenza esercitato dal secondo sul primo. Anche altri aspetti squisitamente tecnici (per esempio il passaggio da un tratto fine ad uno più marcato) contribuiscono ad un incremento di significato: un tratto più corposo dà maggiormente l’idea di due corpi. Le parole hanno veramente senso: basti pensare ai corpi – all’importanza che hanno nella pittura del Manierismo o nella Cappella Sistina di Michelangelo. L’analisi di questo prodotto della grafica pubblicitaria (il marchio A-Style, non la Cappella Sistina…) ci consente quindi di riflettere su alcuni aspetti di due importanti teorie e di verificare come la buona forma sia tale in quanto determina un campo di significazione che ciascuno riempie di contenuti sia oggettivi – in quanto condivisi e condivisibili da parte della maggior parte degli osservatori – sia personali, in quanto attinti alla storia individuale di ciascuno (aspetti genetici, ambientali e legati alle vicende e ai vissuti dei singoli individui). Così, ad esempio, alla comune attribuzione di significato che individua nella forma stilizzata il rimando alla rappresentazione di un atto sessuale può seguire una successiva attribuzione di significato differente da persona a persona quando si debba rispondere alla domanda. Chi sono i personaggi? Sono di sesso diverso o dello stesso sesso? Che età hanno? È un rapporto volontario o c’e della violenza? Ecc. Per collegamento i test psicologici e in particolare i test di personalità (e.g. le macchie di Rorschach) cosiddetti proiettivi, basati >

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su stimoli poco strutturati che quindi richiedono per la loro interpretazione che il soggetto attinga agli strati profondi della sua esperienza esistenziale e alle strutture portanti di personalità (più o meno patologica). Nel logo A-style, il potere evocativo viene prima del prodotto (o meglio della serie di prodotti, nel settore abbigliamento, accessori, gioielli). Nome e logo vengono proposti prima che i prodotti siano lanciati sul mercato sfruttando l’attesa determinata da una campagna di marketing preventiva e innovativa. Come se, nell’esperimento pavloviano, lo stimolo incondizionato fosse il campanello e non il cibo e la catena associativa ripartisse all’incontrario: è il nome che, in quanto marchio, merita di essere posseduto veicolato su prodotti anche diversi fra loro. Il valore d’uso del prodotto è completamente sopraffatto dal valore di scambio emotivo, transazionale, dal valore consistente nel consentire o facilitare l’appartenenza a una comunità di pari età. Il marchio A-style è una figura ambigua. A è la prima lettera dell’alfabeto, che rimanda all’essere il primo; style è lo stile. Il messaggio sottinteso è essere il primo, vestendo con stile. Ma il principale valore di scambio emotivo per i consumatori dei prodotti A-style da parte del mercato-target, costituito da teen-ager, consiste nella qualità di esporre un simbolo (non palese perché stilizzato) di consenso alla trasgressione, un emblema di devianza (fuoruscita dal consorzio umano delle regole e della convenzionalità), di attrazione verso ciò che è bandito e inoltre, di complicità tra coetanei. La prima soddisfazione è legata alla comune capacità di decodifica dell’ambiguità della figura, come per il vaso di Rubin (Fig. 2), in cui si può vedere un vaso bianco nella parte centrale o il profilo di due volti speculari nel contorno nero. Un noto caso italiano di illusione ottica percettiva è quello del logo RAI, farfalla bianca disposta trasversalmente e al contempo due volti simmetrici. Nel caso A-style, il logo nasce prima del prodotto ed è il fattore decisivo nella scelta d’acquisto da parte dei consumatori. Il bene acquistato è il valore emotivo di consenso alla trasgressione e di complicità nel vedere-decodificare-sogghignare-mostrare-tacere in una fascia d’età che è quella della scoperta del sesso e delle prime esperienze erotiche, mix di suggestione, discrezione e gioco.

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Fig. 2 - Il vaso di Rubin

The logo originates before the product. The A-style case. A-Style is a clothing brand commercially born in 1999 from an idea by Marco Bruns. Its particular logo, the letter A with two dots on the left side, represents a sexual intercourse from behind. The logo was created much earlier than the clothing collection, it was drawn in 1989 and commercialized in Italy in 1999. This was a genial idea of his creator who started sticking – in the main Italian and European cities – yellow stickers with the particular doubled dotted A. After Milan and Rome, other cities like Miami, Moscow and London followed. Newspapers and media started to report


about the weird appearance of the stickers marking the beginning of the commercialization of the A-style products. The producing company reached twenty million euro billing. Today, the A-Style logo appears on many different products from clothes to office supplies, to motorcycle helmets and shoes. The latest doubled dotted A’s innovation is a particular hemp flavored beer commercialized in a blue bottle with customized label and cap. The launch of the product is maybe the classical example of “marketing war”, a definition created by the American advertising agent Jay Conrad Levinson in 1984 in his homonymous book. It indicates a way of non-conventional advertising promotion at low cost obtained by using creative and aggressive tools impacting more on the users’ imagination and psychological mechanisms rather than on their experience and judgment. We can apply that same statement both to the theory of form and of systems: “the total is greater than the sum of the parts”. The difference is given by the “functioning” of the system, in the Gestalt case, “the system of meaning”, “a tool that produces meanings”. In the “A-Style” case, the logo of this known clothes and accessories producer aimed at a juvenile target, focuses, thanks to its graphics, on the question of “love” – even from a physical point of view – which is central in an age phase between adolescence and adult ship. The logo composition simplifies both the concepts of “nice form” and “system” (in this case “of meaning”). If we observe the three geometrical elements characterizing the “A-style” logo:

the parties”. In this case, the difference is given by the “meaning”. This case is a true “field of magnetic attraction” which polarizes the “natural” tendency of the human mind to “look for” the meaning converging and giving continuity to “discreet”, “single” and “isolated” elements. In addition, the so created picture enjoys another systemic property, the one that does not allow modifying a part of the system without impacting the whole system. The ambiguity of the meaning of the verb “enjoys”, used intentionally in the former sentence, it is used correctly in the enunciation of theorems. In this example, it acquires a double connection with the picture: with the respect to the enunciation of a theorem – proper to systems – and in relation with an act alluding to sexual pleasure. Eliminating one of the two circles – the heads – would prevent from reading the picture and would change its meaning; for instance, by eliminating the head of the standing individual, it would result one person (and not two) holding a crawling position and under the weight of a heavy pyramidal form (the triangle). By positioning the two “heads” both in a higher position (or lower) would imply a meaning of sharing. In a way, sharing a moment, a feeling would communicate empathy between the two figures. One head up and one down might represent different moods: for example, a lowered head of the subjected individual and one facing upward of the other could represent a violent act exercised by the second on the first. There also other “technical” aspects (for example, shifting from a “finer” to a “thicker” trait) giving additional value to the meaning: a “thicker” trait better fits the idea of “two bodies”.

Triangle, Isosceles trapezoid with extroverted half bases, Circle

we notice that each of them, taken alone, has a less “wide” meaning with respect to their combination: these three elements, united in the proper way, create a “field of meaning”. Their individual meaning (sum of the parties) becomes “wider” thanks to the configuration of a “system” (total). In a system, “the total is the sum of

Words truly express a meaning: think of the word “bodies” – and the importance that they have in the paintings of the Mannerism Age or in the Sistine Chapel by Michelangelo. The analysis of this advertising graphics product (the A-style logo and not the Sistine Chapel) enables us to think about some aspects of two important theories and to verify the goodness of the form as such since it determines a field of meaning filled with contents both “objective” – because >

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economics & management

shared and shareable from the majority of the observers – and personal because bound to everybody’s personal history (of genetic, environmental aspects or connected to individual lives’ situation).

as in the “Rubin’s vase” case, where you can see a white vase in the centre and two mirror faces in the black profile. A popular Italian case of optic illusion is the RAI logo, a white transversal butterfly representing at the same time two symmetrical faces.

So, for example, considering the meaning of the stylized from of a sexual intercourse, the meaning can change from person to person when asked to answer a question. Who are the characters? Are they of the same sex? How old are they? Is this a voluntary act or is there any violence? Etc. Using the connection parameter, psychological tests and – in particular those on personality (i.e. “Rorschach Inkblot test) and so-called “projective” are based on less structured stimulations thus requiring – for their interpretation – that the subject gets his information from his/her life experience and from the main structure of his/her personality (more or less pathological). In the A-style logo, the evocative power comes before the product (or to better say, before the series of products, clothing, accessories and jewels). Name and logo are proposed before the launch of the products on the market and by taking advantage of the “suspense” determined by a preventive and innovative marketing campaign. As if, in the Pavlov’s experiment, the unconditioned stimulus were the bell and not the food and the associative chain would start in a reverse way: it’s the name that, as brand, deserves to be “owned” and sold on products even different among them. The value of usage of the product is completely overcome by the value of emotional and transactional exchange consisting in allowing or facilitating belonging to a community of peers. The A-style brand is ambiguous. “A” is the first letter of the alphabet which can also mean “to be the first”; “style” is style. The implied message is “to be the first to dress with style”. However, the main value of emotional exchange for A-style consumers, mainly made by teen-agers, is the quality of exposing a symbol (not evident because stylized) expressing consensus to breaking the rules. A symbol of deviance (to be out of the common rules and conventions), of attraction towards what is prohibited and – what’s more – represents complicity among peers. The first satisfaction is tied to the common capacity of decoding the ambiguity of the picture,

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Rubin vase

In the A-style case, the logo is created before the product and it’s the determining factor of the consumer’s choice to buy. The acquired goods becomes the emotional value, the consensus to breaking the rules, the complicity of seeing-decoding-grinning-showing and to be silent in an age phase discovering sex and the first erotic experiences, a mixture of suggestion, discretion and game. //


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Filippo Laezza

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ppopotami che fumano, scatole a forma di gatto o gatti a forma di scatole, polpo candelabro, elefanti che fanno da tavolo: sono solo alcuni esempi della Pazza Arte proposta dall’eccentrico artista tedesco Thomas Hoffmann, cofondatore con il socio Arno Mueller nel 1988 della Tom’s company. Da Sulzbach/Sarre (Germania) nascono oggetti di arredo fuori dal comune, complementi in grado di dare un tocco di particolarità e stravaganza a qualunque ambiente domestico e non. Le Drags sono opere eccentriche, ricche di colore e vivacità. Nate come personale risposta dell’artista alla tragedia dell’11 settembre 2001, che ha marcato una delle pagine più scure della storia recente. >

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design

Thomas Hoffman’s crazy art Filippo Laezza

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design

Le opere di Thomas Hoffmann sono realizzate tramite l’utilizzo di un inedito materiale: marmorino, composto da marmo e resina sintetica. L’unione di queste due sostanze rende puri i colori dell’opera, in quanto la superficie somiglia ad una ceramica malleabile, su cui gli scultori, sotto il vigile controllo dell’artista, possono modellare la materia seguendo il prototipo originale. Una lunga essicazione precede la fase finale di rifinitura a mano, in cui la cura dei minimi dettagli rende ogni oggetto un pezzo unico. The works by Thomas Hoffmann are made of an unusual material: dye marble, a mixture of marble and synthetic resin. Mixing those materials gives back pure colours to his works, because the surface looks like a kind of yielding ceramic, on which the sculptors, supervised by the artist, can model the raw material by following the original prototype. A long drying up time comes before the final handmade finish, when the care of the artist for each minimal detail makes each object a unique piece of art.

«Con le Drags», racconta l’artista, che cura completamente a mano le sue creazioni fin nel più insignificante dettaglio, «desidero trasmettere buon umore e spingere la gente a sorridere». Difatti Hoffmann intendeva in questo modo risvegliare il silente ottimismo e la voglia di vivere di alcuni amici: le prime opere sono state concepite come regali esclusivi, ma in seguito a notevoli successi raccolti, si è avviata una linea di produzione e commercializzazione estremamente innovativa ed inusuale. Le Tom’s Drag oggi annoverano fan in ogni parte del mondo, la distribuzione copre Europa e America, attraverso prescelti, esclusivi rivenditori. Il successo dell’iniziativa è talmente clamoroso che diverse gallerie d’arte e musei contemporanei aspirano ad ospitare un modello, che da oggetto di design inusuale diviene >

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Esempi delle singolari creazioni Tom’s.

Examples of unusual Tom’s creations.

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una vera e propria opera d’arte. I collezionisti, infatti, scorgono tutti gli elementi essenziali affinchè anche rospi fashion e armadietti con tacchi a punta possano essere considerati a tutti gli effetti arte, anche se pazza!

Thomas Hoffman’s crazy art Smoking hippopotamus, cat shaped boxes or cats shaped as boxes, an octopus as chandelier, tables as elephants: these are only some of the example of the Crazy Art proposed by the eccentric German artist Thomas Hoffmann, co-founder with his partner, Arno Mueller in 1998, of the Tom’s company. Out of the common interior decorations are created in Suzbach/ Sarre (Germany) with the intention of giving a peculiar and extravagant touch to any environment, familiar and not. Drags are eccentric, colorful and lively pieces of art that were created by the artist in response to one of the darkest pages of our history: 9/11 tragedy. «Through Drags» says the artists - who hand makes his creation in its more meaningful detail - «I wish to communicate positive vibes and encourage people to smile». In fact, Hoffman meant to wake up the silent optimism and the desire to live of some friends: his first pieces of art had been conceived as exclusive gifts but later on, following their great success, he started a production line together with an extremely innovative and unusual commercialization. Nowadays, Tom’s Drags have fans worldwide and they are distribu-

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ted in Europe and America through selected and exclusive retailers. This initiative has been so successful that several art galleries and contemporary art museums long to exhibit some work that from an unusual design of an object becomes a true piece of art. Collectors, in fact, who notice all the essential details, would accept fashion frogs or cabinets with heels as true pieces of a crazy form of art. //


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design

Uno smeraldo che solca gli oceani Filippo Laezza Riecheggia la forma di un delfino, sottrae all’oceano il colore più puro delle sue acque, tanto da potersi confondere con esse se il cielo non è particolarmente limpido, l’Ocean Emerald è il primo di un serie di luxury yacht progettato da Sir Normann Foster, costruito presso i cantieri italiani Rodriquez Cantieri Navali, per la Società londinese YachtPlus. L’imbarcazione lunga quarantuno metri, prevede la presenza di dodici ospiti divisi in cinque suite extralusso, più un equipaggio di sette persone. Massima cura è stata dedicata alla progettazione delle zone esterne ed interne, in cui tutti gli arredi e gli accessori sono forniti dal produttore italiano Cassina e la cucina e le attrezzature culinarie dal noto marchio Schiffini. Ridotto al minimo l’impatto inquinante, sono messi in risalto tutti i punti di luce per poter sfruttare al meglio l’illuminazione naturale di giorno e creare un ambiente confortevole a sera. La scala interna che collega i diversi ponti è costruita in vetro per illuminare in modo naturale i ponti inferiori e le cabine, mentre la scala esterna enfatizza le curve dello yacht, massimizzando lo spazio dispo-

nibile delle terrazze. Questa bellezza dell’architettura navale non sarà però ad esclusiva proprietà di un unico fortunato compratore, bensì opzionabile secondo lo schema della multiproprietà o fractional ownership,

desiderano avere prodotti di lusso, la multiproprietà incontra sempre maggiori favori, consentendo una maggiore tranquillità economica a chi vi partecipa, determinando anche un frazionamento delle spese di

difatti la proprietà è stata divisa in otto quote con il prezzo d’acquisto di 1,8 milioni di euro a cui si aggiungono 230 mila euro annui di spese fisse per altrettanti armatori, i quali potranno beneficiare dell’Ocean Emerald di trentaquattro giorni all’anno per otto anni, da spendere in undici giorni nel Mediterraneo per il periodo estivo, undici giorni nei Caraibi durante l’inverno e due crociere a scelta di sei giorni. Non misura anticrisi, ma nuova moda o modo più logico da seguire per coloro che

gestione. È però garantita una massima flessibilità per realizzare un’adeguata personalizzazione interna in modo da rispondere alle esigenze dei proprietari, che potranno scegliere anche stoviglie, posate e tessuti per il loro periodo di permanenza. All’Ocean Emerald seguiranno almeno altri quattro modelli, tra i quali sono in costruzione Ocean Pearl e Ocean Sapphire, legare nomi di gemme a yacht marca l’aspetto extra luxury e ricalca una forte identità di marca, >

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con la quale la YachtPlus mira a conquistare un mercato molto competitivo come quello della navigazione di lusso.

It reminds the shape of a dolphin, it deprives the ocean from the clearer colour of its waters to the point of mingling with them if the sky is not particularly clean. The Ocean Emerald is the first of a series of luxury yachts designed by Sir Normann Foster

and external areas have been designed with the maximum care for details. Furniture and accessories have been provided by the Italian producer Cassina while the kitchen and its tools by the popular brand Schiffini. With a minimum environmental impact, all the light sources have been singled out to be able to take advantage of the natural daylight and to create a comfortable space at night. The internal ladder connecting the different bridges is made of glass in order to enlighten – in a natural way – the lower bridges and the cabins, while the external one stresses the yachts curves capitalizing

and built in the Italian Rodriquez shipyards for the London based company YachtPlus. The boat, forty-one meters long, can host up to twelve guests in five extra luxury suites and a crew of seven individuals. All internal

the available space of the terraces. This beauty of naval architecture will not be an exclusive prerogative of a single lucky owner. Following the scheme of the time-share property or of the fractional ownership, the property has been divided in eight shares at the acquiring price of 1,8 million euros plus 230 thousands euro of utilities for as many ship-owners who could benefit of the Ocean Emerald for thirty-four days a year for eight years to spend in eleven days in the Mediterranean

emerald sailing the oceans

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in summer, eleven days in the Caribbean’s in winter and two six days cruises at their choice. This is not anti crisis measure but a new trend or a more logical way to manage luxury items. The concept of time-share ownership always meets more favours and allows a bigger economic stability to the participants by determining also a sharing of the operating costs. However, it is granted a maximum flexibility to make an adequate internal customization so to meet the owners’ expectations. They will be able to chose even tableware, cutlery and sheets during their term. Other four models will be created after the Ocean Emerald among which the Ocean Pearl and the Ocean Sapphire are under construction. Bounding the name of a gem to a yacht emphasis the extra luxury aspect and stresses a strong brand image, through which the YachtPlus aims at conquering the very competitive market of luxury boats.. //


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foto (cc) di alterdimaggio 1957 /flickr


art

AntichitĂ  spagnole a Napoli: tracce salienti di cultura. Spanish antiquities in Naples: significant traces of culture.

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art

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a memoria storica di una città, le tracce del suo passato, i ricordi di eventi che hanno segnato la cultura rappresentano dei segni indelebili di una tradizione che pervade il presente e stratifica il futuro. La conclamata capitale del Mezzogiorno italiano, la città dai mille volti e dalle svariate contraddizioni, Napoli, deve parte del suo indescrivibile fascino alle dominazioni che si sono susseguite nei lunghi secoli addietro. Bizantini, angioini, aragonesi bramavano la conquista del capoluogo

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campano, che per clima piacevole, posizione strategica e bellezze naturali rappresentava un tassello sostanziale nella Penisola italiana. Le tracce evidenti di questi domini si rinvengono nelle opere d’arte, nelle statue, nei quadri, che suggestivamente adornano palazzi e luoghi di culto. In particolare si annoverano chiese, basiliche la cui costruzione o ampliamento risale alla dominazione spagnola come la Pontificia Reale Basilica di San Giacomo degli Spagnoli, la chiesa di Sant’Anna dei Lombardi e la chiesa di San Pietro a Majella. La

Opera scultorea, chiesa dei Girolamini. Foto di Enzo Barbieri vincitore del premio Megari per la Cultura 2009.

Sculpturesque work, Church of Gerolamini. Picture of Enzo Barbieri winner of Menegari Award for Culture 2009.

foto (cc) di Perrimoon /flickr

La memoria storica di una città, le tracce del suo passato, i ricordi di eventi che hanno segnato la cultura rappresentano dei segni indelebili di una tradizione che pervade il presente e stratifica il futuro.


Piazza Trieste e Trento vista da Piazza Plebiscito.

prima si erge nel centro città, a Piazza Municipio, la sua costruzione risale al 1540, per opera del Vicerè spagnolo Don Pedro da Toledo, di cui si conserva il monumento sepolcrale, oltre ad altri antichi complessi scultorei. La chiesa di Sant’Anna, edificata nel 1411 e sottoposta a lavori di ingrandimento dal re Alfonso I di Aragona, divenne tra le favorite dei regali ispanici, che indussero la realizzazione delle due cappelle poste all’inizio della navata centrale, significative dal punto di vista architettonico e per le opere d’arte conservate. Le tracce

spagnole nella chiesa di San Pietro a Majella sono rintracciabili nella cappella Leonessa e nelle opere d’arte quali il Cristo Deposto, il Crocifisso posto sull’altare maggiore. Queste e molte altre opere di indiscusso valore artistico vengono, di sovente, dimenticate dagli stessi partenopei, che non riservano loro l’attenzione giusta. Alla scoperta di queste antichità preziose si pone EM/ME, desideroso di mostrare al lettore una serie di tesori nascosti.

Trieste and Trento square seen from Plebiscito’s square.

Spanish antiquities in Naples: significant traces of culture The historical memory of a city, traces of its past, memories of the events that have marked the culture represent indelible signs of a tradition that permeates the >

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art

La deposizione di Gesù Guido Mazzoni della Corte Reale Estense. Foto di Enzo Barbieri vincitore del premio Megari per la Cultura 2009.

The Deposition of Jesus, Guido Mazzoni of the Royal Court of Estenses. Picture of Enzo Barbieri winner of Menegari Award for Culture 2009.

In basso: Chiesa di Sant’Anna dei Lombardi.

Below: Church of Sant’Anna dei Lombardi.

present and stratifies the future. The acknowledged capital of Southern Italy, Naples, the city with thousand faces and varied contradictions, owes part of its indescribable appeal to the dominations which have come one after another in the long past centuries. The Byzantines, the Angioines, the Aragonese longed for the conquer of Campania’s capital, that represented a substantial wedge in the Italian peninsula, for its pleasant climate, its strategic position and its natural beauties. Evident traces of these dominions are found in the works of art, statues, pictures, that suggestively adorn palaces and places of worship. In particular, we may include the churches, basilicas whose construction or expansion date

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back to the Spanish domination, such as the Royal Papal Basilica of St. James of the Spanish, the church of St. Anne of the Lombards and the church of St. Peter in Majella. The first stands in the city centre, in Piazza Municipio (City Hall Square); its construction dates back to 1540, at the hands of the Spanish Viceroy Don Pedro de Toledo, whose sepulchral monument is preserved besides other ancient sculpted complexes. The Church of St. Anne, built in 1411 and subject to extension works by King Alphonse II of Aragon, became one of the favourite by the Hispanic royals, who induced the construction of the two chapels located at the beginning of the nave, significant from an architectural point of view and for the works

of art preserved there. The Spanish traces in the Church of St. Peter in Majella can be found in the Leonessa chapel and in the works of art, such as the Deposed Christ and the Crucifix placed on the main altar. These and many other works of undisputed artistic value are often “forgotten” by the Nea-

politans themselves, who don’t reserve them the right attention: to the discovery of these precious antiquities EM/ME is set off, eager to show the reader a series of hidden treasures. //

foto (cc) di Armando Mancini Sanna /flickr

The historical memory of a city, traces of its past, memories of the events that have marked the culture represent indelible signs of a tradition that permeates the present and stratifies the future.


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La tazza: cifra artistica di Matilde Domestico. Maurizio Vitiello

The cup: artistic characteristic by Matilde Domestico.

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el mio continuo, e per la verità, stimolante ed interessante viaggio critico ho frequentato l’opera di Matilde Domestico. Le opere di Matilde Domestico le ricordo in qualche esposizione, in qualche pubblicazione e su alcune riviste. Mi colpì, tempo fa, e mi continua a suscitare un sorriso di convinzione. L’artista che trova un segno, una particolare cifra estetica che può passare, oltrepassare e bucare l´immaginario ed essere fruito, senza problemi, ha già fatto un bel percorso. Matilde Domestico si trova nelle migliori condizioni per essere accettata, perché una stilizzata ironia permea le sue costruzioni, le sue installazioni, le sue elaborazioni di tratto domestico, che di allocazione ambientale, il che non guasta, proprio.

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L’artista può costruire quasi qualsiasi architettura, tra archi e strutture tornite che danno un senso di mobilità sino a ludiche interpretazioni dell’esistente o del futuribile divenire. Vidi a Villa Pignatelli, a Napoli, nel 1988, una mostra di Aldo Mondino con elaborazioni di cioccolato e zucchero; ora mi dico: che peccato che non ci fosse come giusto pendant un’architettura di Matilde Domestico. Il Muro del Pianto in zucchero con un’installazione di sei metri fu presentata da Aldo Mondino per la prima volta proprio a Villa Pignatelli di Napoli. Le opere di Matilde Domestico mi ricordano anche le opere plastiche di Carlos Poveda, artista del Costa Rica, che ha lavorato per trent’anni in Venezuela, ora stabilitosi in

Francia, ed attualmente vicino a Parigi. Al Centro d’Arte Contemporanea Passaggio Bianco, allocato a Palazzo Serra di Cassano, a Napoli, presentai una sua mostra, nel 1998, intitolata Paisajes domésticos. In fondo, fantasia ed amabilità visiva si coniugano nelle attraenti e, talvolta, ardite interpretazioni curvilinee realizzate da Matilde Domestico, che segnala: «Opero nel campo dell’arte da molti anni e  la mia ricerca ha come filo conduttore un oggetto di uso quotidiano, la tazza che da sempre ci accompagna durante la giornata scandendone i tempi e ritmi. Attraverso l´assemblaggio, la sovrapposizione di centinaia di tazzine, piattini, realizzo installazioni di dimensioni ambientali come >


art

Matilde Domestico

“Onda su onda” 2007 porcellana IPA, ferro  dimensioni ambientali Courtesy Ermanno Tedeschi Gallery.

“Wave on Wave” 2007: IPA porcelain, iron, environmental dimensions, courtesy of Ermanno Tedeschi Gallery.

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art

le Arcatazze, Colonnazze, Cioccolatazze. Le tazze che utilizzo provengono dagli scarti della produzione industriale di una grande azienda di porcellane, la IPA che da molti anni sostiene la mia attività  e gentilmente mi fornisce il materiale necessario. Negli ultimi anni sto collaborando con il gallerista Ermanno Tedeschi presente con una galleria sia a Torino che Roma e Milano». L’artista merita attenzione per la sua voglia di stupire, grazie ad un oggetto quotidiano quanto insolitamente sorprendente, se usato con una forte dose di arguta, singolare e  creativa immaginazione. La serietà

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dell’operazione di Matilde Domestico è tutta nella costruzione ludica ed impertinente di ordini complessi o quanto ironici di assetti. Matilde Domestico è un’artista da seguire. The cup: artistic characteristic by Matilde Domestico.

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n my continuous and, to say the truth, motivating and interesting critical journey, I met Matilde Domestico’s art. I recall her creations in some exhibits, publications and on some magazines. I was

struck by them and they continue to cause me a convincing smile. The artist who finds a sign, a particular aesthetic characteristic able to pass, overcome and penetrate the collective imagination and who’s understood with no problems has already done a good job. It is now time for Matilde Domestico to be accepted because a refined irony permeates her constructions, installations and works of domestic trait also with a real size allocation serving the purpose. The artist can build any architecture, from arches to well-shaped structures conveying a dynamic message to playful interpreta-


“Arcatazze” 1996 h.cm 240 dimensioni ambientali porcellana IPA, ferro.

“Tazze e Narciso” 2007 porcellana IPA, ferro, specchio cm 50x50x60

“Cioccolatazze” 2005 h. cm 60 circa porcellana IPA, resina, ferro.

environmental dimensions, IPA porcelain, iron.

IPA porcelain, iron, mirror 50x50x60 Courtesy of Ermanno Tedeschi Gallery.

IPA porcelain, resin, iron.

tion of the living and possible becoming. In 1998, at Villa Pignatelli in Naples, I saw an exhibit by Aldo Mondino with works of chocolate and sugar; now I say: too bad Matilde Domestico’s architecture was not there as the perfect match. Aldo Mondino presented for the first time at Villa Pignatelli in Naples a six foot installation of the Wailing Wall made by salt. Matilde Domestico’s work remind me those of Carlos Povera, an artist from Costa Rica who has worked for thirty years in Venezuela and now lives in France, close to Paris. I presented one of his exhibits in 1998 at the Contempora-

ry Art Center Passaggio Bianco in Palazzo Serra di Cassano in Naples. The title of the exhibit was Paisajes domesticos. After all, imagination and visual amiability converge in attractive and sometimes brave winding interpretations created by Matilde Domestico who says: «I have been in the art world for many years and the underlying theme of my search is an object of daily use, the cup that always accompanies us during the day marking times and rhythms. By assembling, overlapping hundreds of coffee cups and saucers, I make real size installations like arcatazze, colonnazze, cioccolatazze. The

cups that I use come from the rejected items of the industrial production of a big porcelain firm, IPA that has been supporting my activity for many years and kindly passes me the material needed. In the recent years, I have been collaborating with the gallerist Ermanno Tedeschi who has a gallery in Turin, Rome and Milan». The artist deserves attention for her will of surprising with a common object that if used with a great deal of creative imagination can become astonishing in an >

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art

unusual way. The seriousness of the Matilde Domestico’s work lies in the playful and impertinent construction of complex orders or ironical lay-outs. Matilde Domestico is an artist to follow. //

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“Portami il tramonto in una tazza” 2008 dimensioni ambientali carta, punti metallici, cocci di porcellana. “Bring me the sunset in a cup”, 2008, real dimensions, paper, metallic dots, pottery.

Allestimento mostra “Bonjour douceur!” Spazio Borsalino / Parigi 2005 “Bonjour douceur!” exhibition staging Borsalino Space / Paris 2005


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VIAGGIO OLTRE I CONFINI DEL MONDO: Nasce il primo albergo spaziale. Paola Del Prete

Dal mondo dei viaggi arrivano continuamente strane novità, ma quella del turismo cosmico è forse la più particolare. In Spagna, infatti, è stato presentato un progetto davvero stellare. La particolare idea della Galactic Suite Limited, una società privata attiva nel settore del turismo cosmico, è quella di inaugurare nel 2012 il primo albergo nello spazio: il Galactic Suite Space Resort. Il singolare albergo orbiterà a 450 km dalla Terra alla velocità di 30000 km/h, e permetterà ai fortunati ospiti di vivere un’estasiante esperienza ai confini della

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realtà, con diversi comfort e un panorama mozzafiato sul nostro Pianeta. L’architetto spagnolo Xavier Claramunt, ideatore del progetto, pensando al resort come ad un ventre materno, ha creato una struttura costituta da un nucleo centrale attorno a cui si snodano i diversi ambienti: stanze per quattro persone, una hall e un’area adibita agli allenamenti fisici. Il viaggio costerà tre milioni di euro, comprensivi di tre notti da trascorrere nell’albergo spaziale, e otto settimane di addestramento in un’isola tropicale. Durante la permanenza in orbita, gli ospiti vedranno il

sole sorgere quindici volte ogni ventiquattro ore e gireranno intorno al mondo ogni ottanta minuti. Per arrivare nello spazio i turisti saranno lanciati con razzi russi, che partiranno da uno spaceport costruito appositamente su un’isola caraibica. Nonostante la struttura sia ancora inesistente, il Galactic Suite Space Resort ha già ricevuto una quarantina di prenotazioni da artisti e vip, a testimonianza che esplorato il suolo terreste c’è ancora ben altro da visitare! Per i fortunati e benestanti ospiti di questo albergo unico al mondo, vi è una sola una certezza: quella di vivere un’espe-


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rienza esclusiva e irripetibile ai confini del mondo.

A JOUNREY BEYOND WORLD BORDERS: THE FIRST SPACE HOTEL.

The tourists will be literally launched in the space in Russians rockets departing a spaceport specifically built on one of the Caribbean islands. Despite the fact that the resort has not been built yet, the Galactic Suite Space Resort has already received about forty reservations by artists and VIPs to prove that beyond the earth there is still something to visit. The lucky and wealthy guests of this hotel - unique in the world have only one certainty, that of living an exclusive and non-repeatable experience at the ends of the world.

Strange offers continue to arrive from the tourist sector but that of a cosmic tourism is maybe the most bizarre one. A truly stellar project has, in fact, been presented in Spain. The extravagant idea of the Galactic Suite Limited – a private company active in cosmic tourism – is that of inaugurating the first space hotel: the Galactic Suite Space Resort in 2012. The unique hotel will orbit at 450 km from Earth at 30000 km/h speed and will allow the lucky guests to make a fantastic experience at the ends of the earth with different comforts and a breathtaking view of our Planet. The inventor of the project, the Spanish architect Xavier Claramunt, imagining the resort as a maternal belly, has created a central structure surrounded by different zones: rooms for four guests, a hall and a gym. The journey will cost three million euros, including three nights in the space hotel and eight weeks of training on a tropical island. During their stay, the guests will see the sun rising fifteen times every twenty-four hours and will go around the world every eighty minutes.

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wonderful world

La magia del Natale nelle più belle piazze d’Italia e d’Europa. Assia Gilardi

foto (cc) di Grrengymdog /flickr

Luci, colori, sapori e costumi inondano dai primi di dicembre le più belle città di Italia e d’Europa, liberando l’atmosfera fatata che alcune piazze posseggono. La cornice natalizia rende sfavillanti ed incantevoli ponti, strade, viottoli, il cuore della città emerge nella sua piena connotazione ed ogni angolo si tinge a festa. Si ritrovano i vecchi usi, si abbracciano gli eterni valori e riacquista nuova veste la tradizione, essenziale principio in cui spendere i giorni solenni. La ricerca della tradizione e degli antichi usi e costumi passa per i mercatini di Natale, simboli di questo ritrovato, intenso connubio tra festa e città, tra arte e popolare e novità, rappresenta difatti un modo per vivere uno dei momenti più belli dell’anno in stretto contatto con la storia, la monumentalità dei Paesi. Esplorando l’Europa e l’Italia sono diversi i mercatini di Natale che, per tradizione, antichità e folklore attirano turisti da ogni parte del mondo, guardando in primis alla Penisola, ritroviamo lungo lo Stivale le incantate piazze di Bolzano, Bressano, Levico, Napoli, mentre esplorando il Vecchio Continente annoveriamo per storicità Salisburgo, Vienna, Stoccarda e Francoforte. >

Christmas magic in the most beautiful Italian and European squares. Lights, colours, flavours and traditions inundate the most beautiful Italian and European cities thus releasing a magic atmosphere, typical of some squares. The Christmas frame makes bridges, streets and paths lively and enchanting; the city centre emerges in its full characteristic and every corner is in feast. Old habits and eternal values come back and tradition – essential principle of these solemn days - acquires a new form. The search for tradition and old habits and values is in Christmas markets, symbols of this renewed, intense mix between the feast and the city, popular art and modernity. It represents, in fact, a way to experience one of the most beautiful moments of the year in very close contact with history, the monumentality of countries. Looking at Europe and Italy there are several Christmas markets that, by tradition, antiquity and folklore attract tourists from all over the world. In Italy, we find the squares of Bozen, Bressanone, Levico and Naples while in the Old Continent the oldest ones are Salzburg, Wien, Stoccarda and Frankfurt. >

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Un tuffo nell’Alto Adige regala la sensazione di godere di una spruzzata di neve in una città a cavallo tra la cultura mediterranea e mitteleuropea in cui a Piazza Walther, Bolzano, dal 27 novembre al 23 dicembre è possibile visitare le famose casette in legno del Christkindlmarkt. Composto da circa cento diversi espositori, il mercatino

di Bolzano propone oggetti caratteristici della tradizione alto atesina, come addobbi di ogni tipo e realizzati con diversi materiali quali: ceramica, vetro, legno; inoltre si offre la degustazione di specialità gastronomiche tipiche e dolci di Natale come il famoso “zelten”, dolce a base di frutta secca e canditi. La città, oltre al fascino dei mercatini, offre anche intrattenimenti a tema come la Sfilata di San Nicola, la Festa delle Alpi, giornata di incontri, musica e gastronomia, la Lunga Notte dei Musei in cui sarà garantito l’ingresso gratuito ai principali musei cittadini o l’ Ice Galà 2009, serata di pattinaggio artistico. A dive in Alto Adige gives the

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sensation of enjoying a sprinkling of snow in a city between the Mediterranean and Middle European culture where in Walther square, in Bolzano, from 27th November to 23rd December you can visit the famous Christkindlmarkt wooden houses. Made of about one hundred different stands, the Bolzano market offers typical objects of the alto atesina tradition like ornaments made of different materials such as ceramics, glass and wood; in addition, you can taste typical food specialties and Christmas sweets like the popular “zelten”, a cake with dried and candied fruits. Besides the markets charm, the city offers several entertainments like the Saint Nicholas’ Parade, the Alps’ Party, days of workshops, concerts and food tasting, the Long Museum Night where access is granted to the main city museums or the 2009 Ice Galà, an evening of figureskating.

Bressanone A Bressanone, nel Sud Tirolo, vi è una forte tradizione per la costruzione dei presepi, riscontrabile nel mercatino che dal 26 novembre al 6 gennaio riempie il centro città. L’atmosfera fatata e le incantevoli luci natalizie regalano alle antichità medievali un sapore unico, concretizzato nei caratteristici addobbi artigianali. La scoperta

26th to January 6th in the city centre. A magic atmosphere and delightful Christmas lights give a unique flavour to the medieval antiquities made true by the typical handicraft ornaments. The discovery of tradition is also represented by food specialties. In fact, it is possible to taste typical specialties of the D’Isacco Valley like the gulasch soup, the

della tradizione passa naturalmente anche per la cucina, difatti si potranno degustare le specialità culinarie della Val d’Isacco, quali la zuppa di gulasch, e la zuppa d’orzo con carne affumicata, e i famosi Tirtln ripieni di spinaci o crauti e diversi tipi di canederli. Per i più golosi non mancheranno di certo i Krapfen, ripieni di diversi tipi di marmellata e i Buchteln con crema di vaniglia. In Bressanone, in Southern Tyrol, there is a long tradition for the making of crèches especially in the market open from November

barley soup with smoked meat and the famous Titlin stuffed with spinach or sauerkraut and different types of canederli (special local pasta). For sweets fans, there are Krapfen filled with different kinds of jams and the Buchteln with vanilla cream. foto (cc) di Sdarvina /flickr, Punk Jazz /flickr

Bolzano / Bozen


Levico A Levico, immerso nel Parco secolare degli Asburgo, dal 21 novembre al 6 gennaio adulti e bambini potranno godere al meglio dei giorni di festa: piste da sci sempre aperte, mercatini in cui a sera le luci soffuse illuminano le tradizionali casette di legna e la fattoria degli animali per strada con dolcissimi pony, pecore, asini da accarezzare. Non sarà raro incontrare anche Babbo Natale, che scorazza per le vie del centro storico con carrozza e renne, fermandosi ad ascoltare i racconti e desideri dei più piccoli. Sono previsti, inoltre, spettacoli pirotecnici e feste culinarie dedicate alle specialità di casa: latte e polenta. Tra le bancarelle oltre a prodotti artigianali realizzati da esperti fabbricanti è acquistabile la Grappa dell’Avvento, bevanda di ottima distillazione, prodotta in quantità limitate e di qualità garantita. In Levico, in the old Hasburg’s Park, from November 21st to January 6th,adults and children can very much enjoy their holidays: ski slopes always open, markets where at night soft lights enlighten the tradition wooden houses and the animal farm in the street with sweet ponies, sheeps and donkeys to stroke. It will not be difficult to meet Santa Claus who goes around the historic centre on a coach with reindeers to stop and listen the youngest’ wishes.

Napoli / Naples The program includes fireworks shows and culinary parties dedicated to the local specialties: milk and polenta. Besides handicraft products made by expert artists, among the stands, you can buy the Advent grappa, a drink of excellent distillation, produced in limited quantities and granted quality.

Una delle tradizioni artigianali più antiche risiede nel presepe di Napoli: Spaccanapoli, strada così denominata in quanto divide in due il capoluogo partenopeo, e San Gregorio Armeno sono meta di migliaia di turisti che affollano il borgo. L’arte del presepe partenopea risulta un po’ atipica, difatti oltre ai personaggi della tradizione, si

osservano statuine caricaturali di personaggi famosi di ieri e di oggi dall’immancabile Totò a Sofia Loren, dal Presidente del Consiglio in carica sino al goleador partenopeo di turno. Chi scegliesse di visitare la tradizione napoletana, non manchi di assaggiare non solo la famosissima pizza, ma assapori anche il ricchissimo paniere di dolci natalizi: dai mustacciuoli (dalla forma romboidale  ricoperti di glassa al cioccolato) ai roccocò (ciambelle idonee solo per denti affidabili data la durezza),

passando per struffoli (sfere ricoperte di miele) e zeppole (ciambelline fritte condite con miele, confettini e scorzette d’arancia). One of the oldest handicraft traditions in crèches making is in Naples. Spaccanapoli, the street named this way because it splits in two the capital city, and San Gregorio Armeno are the destinations of thousands of tourists that fill in the area. The Neapolitan art of crèches is a bit outside the common because, besides the traditional figurines, you can find caricatures of famous peoples of the past and the present. From Totò to Sofia Loren, to the Prime Minister in charge or the best player of the Neapolitan football team of the moment. For those who decide to visit Naples, besides the famous pizza, they should try the rich basket of Christmas sweets: from Mustacciuoli (chocolate diamond shaped cookies) to roccocò (hard doughnuts), or struffoli (honey balls) and zeppole (small fried doughnuts with honey, confetti and orange skins).

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Salisburgo / Salzburg

Vienna / Wien

La città di Mozart, Salisburgo, addobbata a festa, incanta con il suo splendido paesaggio innevato. L’offerta natalizia è oltremodo vasta difatti ogni piazza principale ha un suo mercatino come il centro storico con Piazza del Duomo e della Resistenza o il Cortile della Fortezza di Hohensalzburg, Piazza di Mirabell e l’incanto

forma le tre colline della città.

dell’avvento a Hellbrunn. Non mancheranno musica e canti, dal dolce suono delle campane delle varie chiese salisburghesi a concerti corali, organizzati all’aperto o in ambienti chiusi, passando per gli irrinunciabili concerti di musica classica natalizia, mentre nel fine settimana si svolgono i Turmblasen, caratteristici concerti con trombette. I palati più golosi potranno, inoltre, degustare i Salzburger Nockerl o Gnocchi dolci di Salisburgo, che rappresentano nella loro

burg’s Fortress Inner Court, Mirabell square and the charm of Hellbrunn’s Advent. There will also be music and carols made by the sweet sound of the bells of the different Salzburg churches, concerts organized in open or closed spaces, classical Christmas music concerts while at weekends, Turmblasen – typical concerts with trumpets – take place. Sweets amateurs will be able to taste Salzburger nockerl or sweet Salzburg gnocchi which represent the three hills of the city.

Per Natale Vienna è considerata uno dei luoghi immancabili se si vuole respirare a pieno l’atmosfera fatata della capitale austriaca, ricca di storia e tradizione. Dal 14 novembre al 24 dicembre il Wiener Adventzauber (la Magia dell’Avvento Viennese) avviene nella piazza del Municipio, dove viene allestito un gigantesco albero natalizio, attorno al quale più di cento espositori propongono diversi addobbi natalizi viennesi fatti in legno, paglia, feltro, vetro, giocattoli di latta, e i caratteristici Klosterarbeiten, miniature floreali realizzate interamente a mano. Per i bambini viene allestito uno spazio ricco di attrazioni come giostre e mostre di presepi, curati da artigiani del luogo, inoltre nella sala grande del Municipio (Volkshalle) i più piccoli avranno la possibilità di realizzare manualmente i loro regali di Natale per genitori e parenti o improvvisarvi provetti cuochi impasticciando dolci della tradizione come il panpepato, le mandorle e il miele. A rendere davvero incantevole lo scenario è la cornice del castello di Schönbrunn, reggia in stile barocco.

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At Christmas, Wien is considered one of the inevitable places to visit if you want to breath the magic atmosphere of the Austrian capital, rich in history and tradition. From November 14th to December 24th, the

foto (cc) di Rob inh00d /flickr, Claus Rebler /flickr

Salzburg, Mozart’s city, has its particular charm thanks to its snowy landscape. The Christmas offer is various thanks to the presence of a market in every main square like the one in the historic centre with the Cathedral Square, Resistance Square or the Hohensalz-

Wiener Adventzauber (the Magic Viennese Advent) takes place in the City Hall square where a gigantic Christmas tree is set. Around it, more than one hundreds stands offer different Christmas Viennese ornaments made of wood, straw, felt, glass, tinned toys and the typical Klosterarbeiten – flower miniatures entirely hand made. A space with merry go rounds and exhibits of crèches curated by local artisans is set for children. In addition, in the large hall of the city Hall (Volkshalle), the youngest ones will be able to make their own Christmas presents for their parents and relatives or become chefs by making traditional cakes like almonds, honey or panpepato (a cake made with flour, almonds, honey and candied fruit). The background of the Schonbrunn Castle, a baroque royal palace, makes the whole scene very charming.


Il Museo di Storia Naturale di Vienna

Museum of Natural History Vienna

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wonderful world

Dal 23 novembre al 23 dicembre Stoccarda perde la sua connotazione di metropoli tecnologica e trafficata per trasformarsi in uno scintillante paesaggio natalizio. Il Weihnachtsmarkt con più di 250 stand inonda le vie del centro storico ed il profumo del vin brulè, della cannella e di vaniglia invade ogni casa. Le splendide decorazioni

From November 23rd to December 23rd , Stuttgart loses its connotation of technological and chaotic city to become a sparkling Christmas landscape. The Weihnachtsmarkt with more than 250 stands inundates the city centre streets and the perfume of vin brulè, of cinnamon and vanilla enters every house.

natalizie, il luccichio dei cristalli creano uno scenario incantato, nella vecchia Rocca, sulla Schillerplatz e sulla Marktplatz  le tipiche abitazioni in legno sembrano essere il domicilio di fate e folletti. L’incanto dei luoghi rispecchia anche un incanto del palato, difatti non mancano prelibatezze di ogni genere dalle caldarroste ai Lebkuchen (biscotti natalizi speziati), oppure si assaggino i bratwürst salsiccia composta da carni suine, bovine e ogni tanto anche carne di vitello.

The wonderful Christmas decorations and the lights of crystals create an enchanted background in the old Fortress while on Schillerplatz and Marktplatz the typical wooden houses seem to host fairies and elfs. These charming places reflect charming tastes, in fact, it is possible to try all kinds of delicatessen from roast chestnuts to Lebkuchen (spiced Christmas cookies), or bratwurst, sausage made of pork, bovine and sometimes veal meat.

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Francoforte / Frankfurt Il mercatino di Natale di Francoforte è uno dei più antichi al mondo, nasce infatti nel 1393 ed ogni anno attrae circa tre milioni di turisti da ogni parte del mondo. Intorno alla Römerberg, alla Paulsplatz ed alla Mainkai oltre 200 espositori propongono oggetti artigianali e prelibatezze gastronomiche come giocattoli in legno, Dippe (casseruole in terraglia), Brenten (caratteristici biscotti speziati), Bethmannchen (dolci ripieni di marzapane), mele al forno, panpepato, salsicce e Quetschenmannchen (omini di prugne secche). Oltre alla bellezza del grandissimo abete addobbato alto trenta metri, incanta grandi e bambini la meravigliosa melodia del carillon riposto affianco. Le attrazioni sono davvero tante, ma la musica fa da padrona con concerti di musica classica natalizia e flauti svolti nella chiesa di San Nicola, e il concerto dell’Avvento: “Natale Internazionale” organizzato presso Römerberg stage, ogni Venerdì, Sabato e Domenica alle 17.00. Frankfurt Christmas Market is one of the oldest in the world. It dates back to 1393 and every year it attracts about three million tourists from all over the world. Around Romerberg, Paulsplatz and Mainkai squares more than 200 stands propose handicraft

objects and gastronomic specialties like wooden toys, Dippe (casseroles in pottery), Brenten (spiced typical cookies), Bethmannchen (cakes filled with marzipan), baked apples, panpepato, sausages and Quetschenmannchen (dried plums little men). Besides the beauty of the big Christmas decorated tree , 30 meters tall, what enchants adults and children is the wonderful melody of the carillon placed next to it. There are many attractions but music remains the main one with Christmas classical concerts and flutes in the Saint Nicholas Church and the Advent concert: “International Christmas” organized at Romerberg every Friday, Saturday and Sunday at 5:00 p.m.

foto (cc) di Arne Boell /flickr

Stoccarda / Stuttgart


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Vincenzo D’Antonio

Chiuso Domenica sera, mercoledì tutto il giorno, lunedì e giovedì a pranzo.

Cosa è D&B, perché D&B C’era una volta . . . . l’albergo. Camere più o meno dignitose, atte a soddisfare il fisiologico bisogno del riposo notturno, a contorno ponendo un individuabile set di condizioni di comfort. Condizioni, queste, in gran parte deducibili ex-ante dalla classificazione dell’albergo, cioè dalle stelle ad esso attribuite secondo criteri che sovente mescolano il misurabile con l’intangibile, e condizioni in parte lette ex-post, cioè a servizio fruito ed in funzione della qualità percepita; rara l’assenza di gap rispetto alla qualità erogata. Molto frequente il servizio di prima colazione, frequente alquanto l’esistenza di un annesso ristorante, aperto a clienti esterni in molti casi. E come si mangia in questo ristorante annesso ? Discretamente bene, certo mica male come si assumeva by default un tempo quando si parlava di ristorazione alberghiera, certo mica proprio bene, come si presume accada nei non pochi eccellenti ristoranti dislocati in tutto il nostro Bel Paese. Ma perché . . c’era una volta ?!? L’albergo così descritto esiste ancora, altroché se esiste. E poi c’era una volta, e c’è ancora (vorrei vedere non ci fosse !), il ristorante tout court. Di quelli che sì, a pranzo, ma vuoi mettere . . a cena ?!?! Dai, lì si va per cenare, per avere tanto tempo dinnanzi e per abbandonarsi ai “piacevoli conversari” di gozzaniana memoria. Ma si va, beninteso, soprattutto perché si mangia bene, ma di un bene! Però è lontano, però è fuori mano; però potrebbe diventare meta di un viaggio, di una gita, tappa di un tour delizioso.

CASA VISSANI Parlare di Vissani è come parlare della nazionale di calcio. Ci sentiamo tutti autorizzati a dire la nostra (e va bene così), a sancire, pontificare, stroncare

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CASA VISSANI Località Cannitello , 294 s.s 448 Todi-Baschi Tel. 0744 950206 www.casavissani.it

Closed on Sunday evenings, all day on Wednesdays, at lunch on Mondays and Thursdays

E allora, se il ristorante è tutto ciò e se la cena ivi consumata diviene, come si spera, quella deliziosa esperienza cognitiva ed emozionale, mi chiedo quanto possa venirmi lenita la gioiosità di questa deliziosa esperienza dalla sola idea di dovermi rimettere in macchina per tornare a casa od anche in albergo, insomma frapporre distanze non colmabili con i soli, addirittura provvidenziali, pochi passi. Mi chiedo cosa ne è dell’autista di turno che non può gioire di calici resi vuoti; mi chiedo quanto peggio sarebbe se l’autista di turno di ciò non si curasse. E allora? E allora un’ottima cena deve poter avere un suo degno epilogo con un riposo notturno di pari standing, in una struttura che sia tutt’uno con il ristorante o ad esso annessa. Occhio, quindi, non stiamo cercando l’albergo con annesso ristorante. Stiamo gioiosamente cercando quell’ottimo ristorante la cui eccellenza possa sortire anche dal saper offrire un adeguato servizio di albergo, ovvero poche confortevoli camere. Ecco. E l’acronimo diviene D&B, ovvero Dinner & Bed, intesi tali sia in successione cronologica sia in ranking di attese. Ce ne sono in Italia D&B ? Certo che ce ne sono e sono apoteosi di quel wellness made in Italy che tanto appealing genera nel visitatore del ventunesimo secolo. E qui si racconta di D&B.

ed emettere sentenze. Sentenziare su Vissani è diventata moda. Ci piacerebbe sapere quanti tra coloro che parlano di Vissani siano stati almeno una volta a cena da Vissani. Fa chic parlarne non necessariamente bene. Chissà perché in tali frangenti a me sovviene Fedro, la sua “La volpe e l’uva”

e quindi: “nondum matura est, nolo acerbam sumere”. Tant’è ! Siamo in quell’area della verde ed ubertosa Umbria, laddove azzurro specchio lacustre (ma non è il Trasimeno) ancor più genera, soprattutto in giornate solatie, quel volano di gioiosità interiore che nobili laudi al santo Francesco ispirarono,

su quelle di Jacopone qui glissando. Io non so come possa accadere e se pertanto davvero Gianfranco Vissani possieda il dono dell’ubiquità. Vero è che potreste averlo visto in una trasmissione in diretta TV, e nello stesso giorno la sera è baldanzoso in cucina, la sala oramai stabilmente affidata


fashion food

al prode figlio Luca che della qualità del servizio e della continua tensione all’eccellenza ha fatto il suo lifestyle. Nel prenotare opto per la proposta Giorno e Notte scegliendo una Deluxe uso singolo al congruo prezzo di 250 Euro. Le camere in totale sono sette, classificate da Vissani in deluxe e junior suite. Il personale di sala è naturalmente gentile, ovvero, intendo dire, è gentile con naturalezza

ed ha l’eleganza comportamentale dell’understatement. Dal tavolo, al quale giungo accompagnato dall’impeccabile maitre Giuseppe Vicario, godo della vista di uno spicchio di cucina, sufficiente per ammirare la celebrazione di movimenti sincroni del team, con sorprendenti mutazioni di un immaginato

ma non percepito sonoro che va dal silenzio surreale ad un concitato quanto breve vociare. L’ambiente è di vera eleganza. La carta mi trascina fanciullino e diviene per me la carta delle meraviglie: tali e tante le proposte che mi sorprendo a chiedermi se possa mai scovare un piatto... normale. Ma qui, mi dico, è normale generare stupore. E lo stupore, sia detto, è già imperante alla sola vista del

tovagliato e della mise en place. Un po’ stordito dalla lettura della carta, giammai volendo abusare della serafica pazienza del personale, a metà tra l’azzardo random e suggerimenti dell’istinto, scelgo questa proposta: capellini al limone e rancetto con battuto di scampi, mousse di melanzana, uovo

all’occhio di bue e salsa di albicocche. Come definirlo? Un primo piatto? Forse sì. Obbligati fossimo ad adusa catalogazione, lo porremmo tra i primi piatti. Ma, diciamolo chiaramente, qui il concetto della successione delle portate è fantasiosamente superato ed il capolavoro è raggiunto. Orto, aia, mare, stalla, frutteto: tutto insieme, ogni ingrediente servente l’altro e nessuna stonatura. Tutt’altro, perfetta la sinfonia così ottenuta. Il percorso di ricerca, a beneficio del mio palato, prosegue con scampi serviti con una salsa di panna ed alici e dei cappellacci con ripieno di cicoria. Ricordate le laudi di cui dicevo? Ecco, le sto componendo estemporaneamente ed esse prorompono con invito alla sala di far giungere i complimenti in cucina. Lo so che a ciò la brigata è di certo abituata, ma non riesco ad esirmene. Proseguo individuando una pietanza che si correli al territorio umbro. Mi giunge perciò una sontuosa chianina con marmellata di cipolla di Cannara e cicoria con gelo di anguria. Il pane viene servito tra una portata e l’altra. Ho assaggiato quello con patate e rosmarino e quello con finocchio e arancio. Non volendo navigare tra vini diversi, mi attengo ad un savio suggerimento, espresso solo dopo mia richiesta in tal senso, e mi giovo perciò di un gradevole Falesco Marciliano 2003. Il dessert lo si degusta in altra sala. Opto per un soufflé di ciliegie al profumo di timo con gratin di favetta. Ad ammiccane supporto, meditati sorsi di Recioto di Soave. La

cena volge così a compimento. Volessi caparbiamente cercare punti di caduta, debolezze, francamente non ne troverei.Tutto è stato impeccabile e, soprattutto, nulla nel servizio ha dato il senso dello stucchevole e dell’artificioso. La camera è in sintonia con il messaggio che figlio Luca e papà Gianfranco vogliono coerentemente trasmettere: un lusso che vuole essere fruizione di servizi di eccellenza, suadentemente assunti e giammai vistosamente esibiti. Comfort che di più forse non si può e nulla che ecceda e scantoni in esagerate frivolezze. Il conto della cena è ragguardevole ma non esagerato e di certo in sintonia con il concetto del value for money: 202 Euro.

What is D&B, why D&B Once upon a time....the hotel. Rooms more or less comfortable with the purpose of fulfilling the physiological need of a night rest and with set terms and comforts. Terms that can be identified prior to the selection of the hotel, usually expressed in stars which are often given according to criteria that combine what can be measured with the intangible. And terms resulting from the service received and functional to the quality received; it is rare the absence of a gap with respect to the given quality. Breakfast service is very frequent as well as the presence of an annexed >

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fashion food

restaurant which, in many cases, is open to outside customers. And what is the food like in the annexed restaurant? Quite good. Certainly, it’s not bad as one could think by default when talking about hotel food. Certainly, not really good, as it happens in the many excellent restaurants spread all over our country. So, why saying....once upon a time?!? Such a description of a hotel is still very much true. And then once upon a time (and I am curious to see if it wasn’t there), the restaurant tout court still exists. Yes, those good for lunch, but at dinner... Come on, you go there for dinner, to have a lot of time and to let yourself go before “pleasant conversions” recalling fishing memories. However, you go there above all because the food is good, excellent! But it’s far away, it’s outside the city; yet it could become the destination of a trip, of an excursion of a delicious tour. So, if the restaurant and the dinner become, as you may wish, that delicious cognitive and emotional experience, I wonder how much the idea of going back home - or even to a hotel - by car would impact the joyousness of such an experience. Why putting distances that cannot be filled by simple, sometimes providential, walking. I wonder how the designated driver for that night might react before empty glasses; I wonder how worse this would be if the designated driver would not care about this. And so? So, an excellent dinner must have an adequate end with a night rest in the same facility of the

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and junior suites. Waiters are naturally kind; I mean kind in a natural way with a very elegant and modest behavior. The impeccable maitre Giuseppe Vicario accompanies me to my table from which I enjoy the view of a kitchen’s corner, enough to admire the celebration of synchronized movements of the staff following an imagined but not perceived sound that goes from an unreal silence to an excited but short talking. It is a very elegant place. Glancing at the menu I feel like a child, it becomes for me the menu of wonders: there are so many proposals that I catch myself wondering whether I could find

Talking about Vissani is like talking about the soccer national team. We feel as we can all express our own opinion (which is fair), to sanction, to

It would be nice to know how many – among those who talk about Vissani – have had dinner at his restaurant, though. It’s certainly chic to criticize him. I don’t why but in this cases, I recall Phaedrus and his “fox and grapes” and so :”………..” That’s it! We find ourselves in that green and fertile part of Umbria where a light blue lake (not the Trasimeno) generates, especially on sunny days, the interior joy which was source of inspiration for Saint Francis and James (from Todi). I don’t know how this can be possible and if Gianfranco Vissani has the gift of ubiquity. However, it can happen that you see him on a live TV show and in the evening of the same day, he’s cooking at his restaurant. The room is managed by his son Luca who made quality of service and excellence his own lifestyle. In making a reservation, I would opt for the offer Day and Night in a Deluxe, single

pontificate, to tear apart and to issue rulings. Giving an opinion about Vissani is very trendy.

use, at the price of Euro 250. There are seven rooms total, classified by Vissani as deluxe

a ....normal meal. But here, I say to myself, it is normal to generate wonder. You can perceive it by

restaurant or annexed to it. Be careful then, we’re not looking for a hotel with an annexed restaurant. We’re joyfully looking for that great restaurant whose excellence could offer an adequate hotel service like a few comfortable rooms. So the acronym becomes D&B, Dinner & Bed – in the respective chronological order and for expectations. Are there any D&B in Italy? Sure! And they represent the triumph of the wellness made in Italy very appealing to the twenty-first century tourist. And here we are speaking of D&B.

CASA VISSANI


only looking at the table linen and the mise en place. A bit confused by the menu, and not with the intention of abusing of the staff’s patience, I make the following choice between a random risk and an input from my instinct: capellini with lemon and rancetto with chopped prawns, eggplants mousse, fried egg and apricot sauce. How would this be defined? A main course? Maybe. Forced to classify it, we would include it among main courses. But, frankly speaking, here the concept of courses is overcome by fantasy and the masterpiece is done. Vegetable garden, farmyard, sea, barn, orchard:

palate’s sake, continues with prawns served with cream and anchovy’s sauce and cappellacci (tortellini) stuffed with chicory. Do you remember the praises I mentioned before? Well, I am making them right now in a very spontaneous way and with the intention of informing the staff in the kitchen. I know that the team is used to it, but I can’t resist it. I continue with a meal that can be related to the Umbrian territory. So I receive a superb chianina (particular Italian breed of beef cattle) with Cannara’s onion jam and chicory with iced watermelon. Bread is served between one course and the other. I try the

not trying different wines, and following a wise advice, that I had specifically requested, I enjoy a pleasant 2003 Falesco Marciliano. Dessert is served in another room. I choose a cherry soufflé perfumed with thyme and broad bins gratin accompanied by a sip of Reciotto di Soave. The dinner is then at its end. Even if I wanted to find weaknesses or down points, I couldn’t find any. Everything was perfect and, above all, the service was not artificial or sugary at all. The room is in tune with the message that father Gianfranco and his son Luca want to convey consistently: luxury in an excellent

altogether, each ingredient serving the other with no clash. The search for taste, for my own

one with potatoes and rosemary and the one with fennel and orange. With the intention of

service and not in a loud way. You cannot desire any more comfort than this without

exceeding in frivolity. The bill is remarkable but not exaggerated and certainly in tune with the concept of value of money: Euro 202. //

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un TOCCO DI MAGIA NELLA VOSTRA CASA? Paola Del Prete

Agitare una bacchetta magica per esaudire un desiderio è un sogno di molti. E se negli ultimi tempi vi fosse capitato di vederla realmente nella mani di qualcuno, non siete finiti in una futuristica sceneggiatura di un film americano. Dal Regno Unito infatti, è arrivata una fantastica novità: Kymera Magic Wand. Si tratta di un tecnologico telecomando a raggi infrarossi che ha la forma di una vera bacchetta magica: certo non esaudirà nessun desiderio, se non quello di cambiar canale, ma dà l’idea al suo possessore di divenire una moderna fata o un potente mago. Unica nel suo genere, è oltretutto agevole da usare: è sufficiente farla girare in senso orario per alzare il volume, e nel senso opposto per abbassarlo. Se invece si desidera cambiare canale, allora bisognerà semplicemente muovere la bacchetta verso l’alto o verso il basso. Kymera Magic Wand distingue tredici

diversi movimenti definiti a piacere da chi la utilizza. Il suo funzionamento è dovuto alla presenza, al suo interno, di un accelerometro capace di percepire il movimento dell’oggetto stesso. Se la bacchetta non viene utilizzata per circa un minuto, va automaticamente in standby; a questo punto per riattivarla basterà semplicemente prenderla in mano e scuoterla per tre volte. Dopo aver imparato ad usarla, Kymera Magic Wand è capace di dare comandi a qualunque dispositivo elettronico che funziona a raggi infrarossi. Insomma con un po’ di pratica sarà possibile stupire amici e parenti. Per chiunque avesse pensato di acquistarla, è possibile farlo unicamente sul sito della Wand Company (thewandcompany.com), al costo di circa 50 sterline, circa 55 euro, e in poco tempo sarà consegnata, >

Dal Regno Unito arriva un supertecnologico telecomando bacchetta magica. A super technological remote controller, a magic wand.

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high tech

in una raffinata confezione, una Magic Wand in edizione rigorosamente limitata.

A magic touch in your house? Many have dreamt of using a magic wand to make a wish come true. And if recently, you would have happen to see it in somebody’s hands, you are not on the set of an American

futuristic movie. A fantastic new item has arrived from the United Kingdom: Kymera Magic Wand. It is a technological infrared rays remote controller shaped as a real magic wand: certainly, it will not make any wish come true but for that of changing channel and make the user think he or she is a modern powerful fairy or wizard. Unique in its genre, it is very easy to use: it is sufficient to rotate it clockwise to increase the volume and in the opposite direction

to lower it. If you wish to change channel, instead, you will simply move the wand up or down. Kymera Magic Wand has thirteen different movements freely defined by the user. It functions thanks to the presence of an internal accelerometer able to perceive any movement of the object. If the wand is not used for about a minute, it automatically goes in stand-by; at this point, it is necessary to shake it for three times in order to reactivate it. After learning how to use it,

La cittĂ  verticale The vertical city Enzo Coppola

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Kymera Magic Wand is able to control any infrared rays electronic device. So, with little practice it is possible to impress friends and relatives. For those interested in buying it, it is possible to do it only on the Wand Company website (thewandcompany.com) at the price of 50 English pounds (about 55 Euro), and it will be shortly delivered in a very nice package and in a limited edition version. //

Con l’avvento del nuovo millennio l’incremento demografico, il sovraffollamento dei centri urbani e ciò che ne consegue in termini di congestione del traffico e d’inquinamento, sono ormai realtà tangibili che impongono la ricerca di soluzioni efficaci e definitive a tali problemi. Già nel 1989 la Takenaka Corporation di Osaka propose per la prima volta un ambizioso, quanto ciclopico, progetto architettonico che avrebbe rivoluzionato, in chiave futuristica, il concetto di urbanizzazione. Sky City è un maestoso esempio di architettura organica, ovvero una combinazione armoniosa fra ambiente costruito e

ambiente naturale (d’ispirazione Wrightiana); una mega torre larga 400 metri, composta da quattordici livelli sovrapposti che vanno gradatamente a rastremarsi fino a raggiungere un’altezza di circa mille metri. Una vera e propria città verticale, capace di ospitare 35.000 residenti e 100.000 lavoratori, fornita di un complesso sistema di ascensori multipli capaci di trasportare fino a 70 persone e una monorotaia ad alta velocità, alimentata con energia pulita. >

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high tech

La struttura prevede al suo interno, oltre alle abitazioni per i residenti, uffici, attività commerciali, scuole, teatri, cinema, strutture sportive, zone verdi per il relax e altri comfort moderni. Particolarmente suggestive sono le immagini artificialmente prodotte al computer che mostrano Sky City troneggiare sulla città di Tokio ma, nella realtà, sono ancora in fase di studio, in quanto persistono alcune problematiche quali la resistenza che l’edificio oppone al vento, il manifestarsi di eventi sismici e la capacità d’intervento in caso d’incendio o evacuazione. Inoltre, l’enorme quantità di acciaio, cemento e altri materiali da impiegare nella realizzazione del progetto avranno un costo considerevolmente alto, ma in molti auspicano che l’opera possa essere avviata e compiuta entro i prossimi 10 anni.

the vertical city With the advent of the new millennium, the increase in population, the overcrowding of the urban centres and the consequences in terms of traffic congestion and pollution are almost tangible realities that require the research of effective and definitive solutions to such problems. Already in 1989 Takenaka Corporation in Osaka presented for the

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first time an ambitious and gigantic architectural project, that would have revolutionized, in a futuristic perspective, the concept of urbanization. Sky City is a majestic example of organic architecture, that is an harmonic combination between built environment and natural environment (as inspired by Wright); a huge tower 400 metres wide, made of fourteen overlapping levels, that gradually taper till they reach a height of about one thousand metres. A real vertical city, capable of hosting 35.000 residents and 100.000 workers, provided with a complex

system of multiple lifts, capable of carrying up to 70 people, and a high-speed monorail, powered by clean energy. The structure includes, apart from the houses for the residents, offices, commercial activities, schools, theatres, cinemas, sport structures, green areas for relaxing and other modern comforts. Particularly striking are the pictures artificially created with the computer that show Sky City towering over the city of Tokyo, but, in point of fact, they are still in course of study, because some problems still persist, such as the resistance the building offers to the wind,

CN Tower - 553 m

Empire State Building - 443 m

Canary Wharf - 244 m

the occurring of seismic events and the capability of intervening in case of fire or evacuation. Moreover, the huge quantity of steel, cement and other material used for the realization of the project will have a considerably high cost, but many people wish the work could be started and completed within the next 10 years. // Sky City - 1000 m


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charity

IL NATALE E LE OPPORTUNITÀ BENEFICHE Da Gucci a Barbie passando per Bulgari Giovanna Iannone Natale si avvicina e, come ogni anno diventano sempre più numerose le iniziative charity che le brand deluxe propongono per l’occasione, iniziative che spaziano dalle limited edition alle creazioni artistiche griffate. Basti pensare al sodalizio ormai quinquennale tra la maison Gucci e l’UNICEF. Ogni anno nel periodo natalizio Gucci crea una collezione inedita di cui il 25% dei proventi va all’UNICEF. Quest’anno, Frida Giannini, direttore creativo della maison si è ispirata per la creazione al libro Snowman in Africa di Micheal Roberts. In questi cinque anni Gucci è riuscita a donare oltre sette milioni di dollari all’UNICEF. Sulla stessa scia, Furla che per il terzo anno in vista del Natale, lancia una nuova edizione limitata di accessori a sostegno di Love Difference, associazione fondata da Michelangelo Pistoletto attiva nella creazione di una rete di cooperazioni e impegnata nella promozione di un dialogo interculturale. Ancora, in occasione dei 125 anni dalla fondazione della maison, Bulgari ha deciso di collaborare con l’associazione Save the Children alla campagna riscriviamo il futuro, il cui scopo è quello di garantire ai bambini martoriati dalla guerra un futuro migliore attraverso l’educazione. La maison ha creato due gioielli in argento in vendita in tutte le boutique Bulgari del mondo fino a fine anno. A conclusione di questa collaborazione non mancherà un’asta benefica di undici creazioni di alta gioielleria e sette pezzi di alta orologeria in edizione limitata, che saranno battuti da Christie’s a New York l’8 dicembre. Anche Barbie si mette all’asta e, dopo un anno di festeggiamenti per il suo cinquantesimo compleanno, si dedica alla

beneficenza, la Mattel ha, infatti, selezionato una serie di oggetti cult per batterli in un asta benefica e tutti i proventi derivanti dalla vendita andranno a Save the Children. È proprio il caso di dirlo a Natale siamo tutti più buoni!

CHRISTMAS AND CHARITABLE OPPORTUNITIES. From Gucci to Barbie passing by Bulgari. Christmas is getting near and, as it happens every year, deluxe brands offer for the occasion charitable initiatives which are becoming always more frequent: these range from limited editions to art design creations. One need only to think of the association between Gucci Fashion House and UNICEF, which has taken over five years so far. Every year at Christmas time Gucci creates an original collection and 25% of the proceeds go to UNICEF. This year, Frida Giannini, creative director of the fashion house, was inspired for the creation by the book Snowman in Africa by Michael Roberts. In these five years Gucci has been able to donate over seven million dollars to UNICEF. In the same line, for the third year Furla has launched for Christmas a new limited edition of accessories supporting Love Difference, an association established by Michelangelo Pistoletto, which is active in the creation of a network of cooperation

and is engaged in promoting intercultural dialogue. Again, on the occasion of the 125th anniversary of the establishment of the fashion house, Bulgari has decided to collaborate with the association Save the Children in the campaign rewrite the future, the aim of which is to assure through education a better future to the children tormented by the war. The fashion house has created two silver jewels on sale in every Bulgari boutique world-wise till the end of the year. At the end of this collaboration a charity auction of eleven high jewelry creations and seven limited edition high watch-making pieces won’t be missing and they’ll come under the hammer at Christie’s in New York on December 8th. Also Barbie is up for auction and, after a year of celebrations for her fiftieth birthday, she dedicates herself to charity: in fact, Mattel has selected a series of cult objects which will be sold at charity auction and all the proceeds deriving from the sales will go to Save the Children. It bears saying that at Christmas we are all better people!

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