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pubbliche assistenze toscane

PROTEZIONE CIVILE L’intervento nei luoghi colpiti dal sisma in Emilia

L’intervista Farnesi: “Porteremo i nostri valori tra la gente”

Pari opportunità i-Dea Donna, a Empoli il sacro in rosa

MAY DAYS I perché di un rinvio Il dibattito sull’etica


Quando l’abito fa un po’ il monaco “Notizie Anpas” cambia veste; la scelta di modificare alcune sue parti non è una

questione solo formale, ma è il frutto di una attività che si è dipanata nel corso degli ultimi mesi a cavallo del Congresso di Arezzo. In questo percorso il Gruppo della Comunicazione formato dopo il Congresso, ha lavorato sulle rilevazioni svolte e ascoltando le valutazioni e richieste avanzate dalle Zone e dalle Associazioni. Ecco una prima novità positiva: c’è un gruppo che ha lavorato! Da qui la possibilità di realizzare prodotti meno autoreferenziali e più partecipati realizzando nel contempo una “formazione sul campo” dei Volontari impegnati nelle attività insieme con i professionisti. “Notizie Anpas”, alla fine di questo percorso, esce mantenendo la caratteristica originaria di presentare le Pubbliche Assistenze alla società toscana. Una presentazione adeguata alla dimensione e qualità del movimento che raggruppa così tante Associazioni di così grande importanza per la qualita del vivere. Il Gruppo ha scelto, insieme ad alcuni aggiustamenti sulle pagine interne, di cambiare la prima pagina dando più visibilità alla testata “Notizie Anpas”; la foto, che rimane un componente importante, non determinerà più una difficoltà nella sua identificazione. La seconda scelta importante riguarda l’uso della carta ecocompatibile che, pur mantenendo la qualità di stampa, ha gli stessi costi sostenuti in precedenza. Il Comitato Regionale con questo rinnovamento del giornale si muove coerentemente alla attenzione ai temi ambientali come parte fondamentale dell’attenzione alle persone. Vareno Cucini Responsabile Gruppo Comunicazione

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I nostri valori più forti dell’intolleranza «Heil Hitler». Scandito, chiaro, urlato quasi con pronuncia perfetta. Un citta-

dino dell’est Europa, guardava quasi incredulo un emiliano che aveva alzato il braccio destro nell’inconfondibile saluto che evoca morte, razzismo, distruzione. È successo fuori da uno dei campi allestiti nel modenese per dare sostegno ai senza tetto dal volontariato toscano. È successo in un amen. Senza che nessuno potesse capire in anticipo i semi del contendere, per provare ad arginare l’odioso rigurgito nazista. Popolazione esasperata dal sisma? Sicuro. Ma tutti però. Gli emiliani. Tutti gli emiliani, senza distinzioni di passaporto. Ho assistito alla scena bloccato, quasi al rallentantore. Probabilmente una coda per una visita medica, o chissà cos’altro. «Vattene a casa tua» fa l’indigeno. Il migrante ha provato a metterla sull’ironico: «E come faccio? È lesionata». L’altro si spazientisce: «No, che hai capito, tornatene nella tua terra». La risposta è un po’ più stizzita, ma giusta: «La terra non è mia o tua, è di tutti». «Ma vaff». «Vaff a me? Tu sei solo un razzista». Poi quel braccio alzato, a conclusione della lite, il migrante stupito, la moglie dell’aspirante nazista che cercava di portarlo via. Quell’urlo è suonato come un allarme: i volontari tutti girati, i carabinieri che erano all’ingresso della tendopoli avevano aperto gli occhi per cercare di capire come sarebbe andata a finire. Un urlo irrazionale, di quelli che ci hanno insegnato a non ripetere mai. E che pure a volte ci tocca sentire. Valori. Servono i valori. E il volontariato, lo dice anche il presidente Farnesi, deve esserne portatore privilegiato. Perché tende, cucine, e aiuto non bastano. Serve la forza del volontariato. Serve l’esempio che anche in Emilia i nostri volontari stanno dando; aiutano a combattere con le loro azioni anche il ritorno di una follia per molti estinta, ma che invece è chiusa in una cassa e ogni tanto fa sentire che può ancora urlare. Fabrizio Morviducci 3


L’indifferenza L’intolleranza nuoce uccide alla salute

Sommario Notizie

PRIMO PIANO

May Days

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Sisma in Emilia, il nostro intervento

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Etica e volontariato, il dibattito

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Un giorno nei campi, la fotocronaca

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I perché di un rinvio

Per sconfiggerla, diventa volontario.

ASSEMBLEA CONGRESSUALE

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pubbliche assistenze toscane

Donatori

PROTEZIONE CIVILE L’intervento nei luoghi colpiti dal sisma in Emilia

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Farnesi: “I nostri valori sono centrali”

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Tutte le cariche e il documento delle zone

L’intervista Farnesi: “Porteremo tra la gente anche i nostri valori”

Pari opportunità i-dea Donna, a Empoli il sacro in rosa

MAY DAYS I perché di un rinvio, il dibattito sull’etica

ANNO XVI/NUMERO 1 luglio 2012 DIRETTORE Attilio Farnesi

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A Siena la giornata dei donatori della Regione Toscana

DIRETTORE RESPONSABILE Fabrizio Morviducci REDAZIONE Vareno Cucini, Donatella Perna

Sociale

Hanno collaborato Lucia Casarin, Anna Marzi, Vito Genna Sara Rosato, Valentina Di Gianni, Luigi Remaschi, Giulia Quaranta, Alessandra Ricco, Maurizio Raugi per la fotocronaca da Aulla

Normative

Progetto grafico e impaginazione anteprimaadv Stampa Tipografia Tommasi - Lucca

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Rossella Urru libera

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i-dea donna, spiritualità al femminile

Stampato su carta Reprint DeLuxe, carta riciclata con marchio EcoLabel e prodotta con fibre provenienti da foreste gestite responsabilmente dalla cartiera Arjo Wiggins

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Legge 70, gli ultimi adempimenti

Chiuso in redazione il 5 luglio 2012

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Bilancio, i grafici con tutte le cifre


PRIMO PIANO

Sisma

Foto di Marco Mori, agenzia New Press Photo

fra la via Emilia e il (far) west L’impegno dei volontari delle Pubbliche Assistenze toscane nelle tendopoli in aiuto ai senza tetto e nelle città rimaste vuote dopo le scosse

6 PRIMO PIANO

N

di Fabrizio Morviducci

ella tazzina c’è ancora un velo di caffè. Sul tavolo del bar all’aperto, sono rimasti il contenitore con le bustine di zucchero e la copia di un giornale del 29 maggio. Nel centro storico di Mirandola, il tempo si è cristallizzato su quella maledetta seconda scossa. Biciclette neanche chiuse col lucchetto, abbandonate davanti ai negozi, che hanno quasi tutti la luce ancora accesa. L’effetto del terrore: borse della spesa piene, lasciate sul selciato ricoperto da uno strato di polvere di calcinaccio, alto un paio di centimetri. Sembra abbia nevicato, accanto alle chiese distrutte dal sisma. A Cavezzo la gente del posto cammina lungo la strada principale del paese, in mezzo alle macerie. Molti anziani in bicicletta, che sarebbe un must in questi paesi della bassa modenese. Ma Guareschi è lontano, offuscato dal dolore, dalla morte, dalla distruzione che il terremoto ha seminato tra la gente. Qualcuno viola le transenne della zona rossa per rendersi conto di persona di quello che sta accadendo. La devastazione del sisma, e ora la necessità di ripartire, di ricostruire. Tra i monumenti che non ci sono più, e i capannoni industriali crol-

lati. Tra le gru dei vigili del fuoco che issano tecnici sui tetti per le verifiche, e i campi del volontariato che ospitano i senza tetto. Anche la regione Toscana si è mobilitata per sostenere l’Emilia Romagna in ginocchi dopo il terremoto. A San Possidonio tra Mirandola e Cavezzo, la colonna regionale di protezione civile composta dal volontariato e dai tecnici regionali ha allestito un campo dove trovano ospitalità 320 senza tetto. Anche le Pubbliche Assistenze non si sono tirate indietro. A San Possidonio e in proprio nei campi nazionali a Novi di Modena e Mirandola. Quando siamo arrivati a San Possidonio, il responsabile per la Regione Toscana era Agostino Lovallo: «Il nostro compito – racconta il funzionario della Regione – è dare assistenza per dormire e mangiare a tutte le persone nostre ospiti. La cucina fa tra tre e quattro turni per soddisfare tutte

Foto di Marco Mori, agenzia New Press Photo

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le richieste. Al campo c’è anche un punto medico infermieristico; i volontari cercano di fare l’impossibile per tenere tutti tranquilli, ma è chiaro che la seconda scossa ha cambiato drasticamente gli scenari. La scossa del 29 maggio ha determinato un’escalation nella gravità dell’emergenza. «Alla partenza il 20 maggio scorso – dice Massimo Martinelli della Vab, referente del Comitato organizzativo del volontariato toscano a San Possidonio – avevamo un tipo di emergenza da fronteggiare; il 29 invece ci siamo trovati di fronte a un nuovo evento. La cifra di questo fatto, deriva dagli oltre 75 servizi fatti dal punto medico supportato dai medici di base. Abbiamo curato feriti anche gravi, persone anche appartenenti al campo che si erano allontanate per vedere le loro case. Situazione difficile da gestire, abbiamo cercato di avere i nervi saldi per dare tutto quello che potevamo alla popolazione». «Il volontariato toscano è ben accetto – ha detto Andrea Lavecchia referente Anpas per il campo San Possidonio – all’inizio abbiamo avuto qualche piccolo problema all’integrazione fra le varie etnie ma è stata gestita senza problemi. Noi abbiamo contribuito con un innovativo sistema di impiantistica da campo, che ci ha permesso di allestire la tendopoli in tre ore. Ora aspettiamo che si plachi lo sciame sismico. I grandi ormai non le sentono quasi più le scosse, ma i bambini ci fanno caso e nelle facce si vede che non hanno la tranquillità che dovrebbero avere». Il coordinamento del volontariato toscano è costituito da Misericordie, Pubbliche Assistenze, Croce Rossa e Vab. Al campo di San Possidonio lavorano però anche volontari di associazioni regionali più piccole. Con la nuova scossa, tante persone in più si sono riversate nei campi: per questo si lavora per accrescere ricettività e potenzialità operativa della mensa. Molti emiliani però si organizzano per conto loro. In quest’area che non è solo industrie d’avanguardia, ma anche tanti campi coltivati e cascine in mezzo ai frutteti, le tende e i camper si montano e parcheggiano in giardino, per dormire tranquilli e sorvegliare la casa.

TANTE EMOZIONI IN UNO SCATTO Disperazione, speranza, impegno, voglia di ripartire. Tutte emozioni che trasudano dalla fotocronaca di Marco Mori dell’agenzia New Press Photo, che ci ha accompagnato nel reportage sui luoghi del sisma in Emilia. Marco, collega di tante notti di cronaca e amico delle Pubbliche Assistenze Toscane, ha realizzato queste foto concedendocele per la nostra rivista, come aveva già fatto anche all’Aquila. Da tutto il movimento un grazie sentito.

Al via la raccolta fondi: finanzierà la rinascita delle Pubbliche Assistenze emiliane distrutte dal sisma «Non servono vestiario o generi alimentari a favore dei terremotati in Emilia». Così il presidente di Anpas Toscana, Attilio Farnesi a più di venti giorni dal terremoto che ha squassato l’Emilia, mentre prosegue l’impegno dei volontari nei campi gestiti in proprio o dalla Regione Toscana. Farnesi si è recato personalmente nelle zone colpite dal sisma per ringraziare le donne e gli uomini di Anpas Toscana, per la loro generosità nell’intervento. Insieme al responsabile di protezione civile Sandro Moni e al presidente nazionale Fausto Casini. «Il nostro appello è quello di raccogliere fondi a favore della ricostruzione – ha detto ancora Farnesi – in particolare per il nostro movimento, finalizzeremo il danaro raccolto alla ricostruzione e messa in sicurezza delle Pubbliche Assistenze emiliane danneggiate dal sisma. Molti dei paesi terremotati hanno perso un presidio per la socialità, la sanità, il welfare. E vorremmo restituirglielo quanto prima, e restituirlo anche ai volontari emiliani che da sempre si impegnano come noi su questi campi» Anpas Toscana ha attivato un conto corrente; i fondi saranno girati direttamente ad Anpas Emilia Romagna. Per chi volesse donare: A.N.P.AS TOSCANA SOLIDARIETÀ IBAN IT 51 T 01030 02854 00000 1500047 MONTE DEI PASCHI DI SIENA Nessuna commissione sui bonifici (disposti dallo sportello bancario) verrà applicata dal MPS 8 PRIMO PIANO

9 PRIMO PIANO


L’intervista

Come si può fronteggiare la crisi economica? Le nostre associazioni svolgono storicamente servizi come il trasporto sanitario e la protezione civile. Ma nel tempo hanno consolidato anche attività non meno strategiche surrogando le autonomie locali ad esempio nel campo sociale e nell’aiuto delle persone: sostegno agli anziani, consegna a domicilio farmaci, supporto di persone che hanno necessità. In momenti così difficili conta per le persone in difficoltà avere anche un punto di socializzazione. E tutto questo fa sì che il volontariato rappresenti un elemento di coesione fortissimo proprio in questo senso. 
 Ma il volontariato deve essere anche un interlocutore per la politica? Coi tagli delle amministrazioni, con il rigore imposto dal governo nazionale, non mancano le difficoltà economiche. Per questo pensiamo che il volontariato debba essere vicino alle istituzioni per segnalare che, stante la crisi, non è possibile derogare alla solidarietà e che si debba porre massima attenzione alle fasce più deboli. Proprio su questo pensiamo di essere interlocutori autorevoli e vogliamo svolgere il ruolo di stimolo e di discussione sulle necessità della società. Con la Regione, nonostante la crisi per i tagli pesantissimi sul sociale e sull’assistenza all’handicap, continuiamo ad avere un confronto aperto e costruttivo. La Regione ha ben presente qual è il ruolo del volontariato in Toscana, che è un attore fondamentale all’interno della società civile.

Solidarietà e cittadinanza attiva Il cuore dei nostri valori

Obiettivi e programmi nell’intervista al presidente Attilio Farnesi per un nuovo ruolo delle Pubbliche Assistenze toscane

Q

ual è la sfida per il prossimo triennio? Abbiamo un compito importante davanti come consiglio regionale. Abbiamo l’obbligo di guardare al futuro dando una interpretazione in chiave solidaristica delle tante problematiche che abbiamo di fronte. Un compito individuato anche dal documento programmatico congressuale, che parte da un’analisi oggettiva: non possiamo non tener conto della situazione economica sociale politica del nostro paese. E su questo dobbiamo misurarci e confrontarci. Come volontariato abbiamo il dovere di ribadire i nostri valori di solidarietà e difesa fasce più deboli. Valori che sono peculiari del nostro movimento, e che devono essere affermati non solo sul territorio nazionale, ma anche in Europa. La Toscana è un punto di riferimento per quanto riguarda la coesione sociale, e con soddisfazione vediamo che diverse esperienze nell’Unione puntano proprio a una valorizzazione massiccia del volontariato. Su questo possiamo fare certo scuola. 10 L’intervista

Quale sarà il futuro delle Pubbliche Assistenze? Insieme a tutta una serie di passaggi che stiamo portando avanti per garantire le richieste delle nostre associazioni, uno degli obiettivi che ho sottoposto al consiglio regionale è tornare a parlare di etica e valori. Ai volontari, alle associazioni e tutti i cittadini. Questo è lo spartiacque che divide il volontariato dalla politica. In una democrazia radicata come quella italiana il ruolo dei partiti è fondamentale e insostituibile, ma in questa crisi di valori e di fiducia nella classe politica fa anche piacere sapere che alcune persone si rifanno ai valori, all’etica, all’uso dei beni comuni, al buon comportamento. E quindi ci mettiamo in discussione. Occorre trovare quella spinta morale e di onestà che abbiamo sempre avuto ma che ogni tanto è necessario verificare. Il volontariato del futuro deve avere più valori che affondano nelle proprie radici e offrire servizi alla popolazione con forme che stanno venendo fuori grazie alla crisi. Noi siamo portatori di valori. Se dimentichiamo da dove veniamo e qual è la nostra storia perdiamo forza. E non possiamo permettercelo. In un clima di instabilità e incertezza economica, i giovani hanno difficoltà a trovare un lavoro. E anche il volontariato, senza valori, può perdere capacità attrattiva. Non c’è tranquillità e quindi è più difficile donare il proprio tempo. Per questo è necessario intercettare le nuove esigenze con servizi per le collettività e attrezzarsi La prossima iniziativa?
 Organizziamo a ottobre novembre un dibattito sulle ipotesi di tagli e spending review sulla sanità. Si parla di circa 200 milioni di euro per la Toscana. Vogliamo cominciare a ragionarne con la regione e le forze politiche in termini di valutazione di quello che è giusto tagliare e di quello che è giusto non tagliare. Vedere tagli pesanti sulle disabilità sulla sanità sul sociale è una cosa non accettabile, visto che nel nostro Paese si spende ancora molto per politica e altri costi di amministrazione. Fabrizio Morviducci

11 L’intervista


ASSeMBLeA cONGReSSUALe

Il documento delle zone Tutte le nuove cariche

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responsabili di Zona, che coordinano le Zone, come si cita nell’articolo 25 dello Statuto Regionale,si sono riuniti per la prossimità della VIII Assemblea Congressuale e, in maniera concorde, hanno stilato un documento di sintesi, che vorranno proporre, appunto, in sede Assembleare. È da tenere presente che le Zone sono un “organo” del Comitato Regionale, che le vede come sua articolazione territoriale. Questo documento, molto sintetico, è visto dai Responsabili di Zona anche come proposta al nuovo Consiglio Regionale, tenendo comunque presente che lo Statuto Regionale rimarca l’importanza che le Zone medesime operino “nelle linee di lavoro stabilite dal Consiglio, nell’ambito dei piani operativi predisposti dalla Direzione Regionale” ( art. 25). 1. Il consiglio deve valutare, alla luce della riorganizzazione del Sistema Sanitario Toscano, dopo l’introduzione dei tickets, come rapportarsi con le associazioni che

hanno o stanno predisponendo servizi alternativi di rilevanza anche sociale che stanno creando un’alternativa agli stessi servizi pubblici. Quindi il Consiglio deve cercare di dare un indirizzo unitario alle associazioni impostando una linea chiara su quel tipo di attività. 2. Il Consiglio e la direzione Regionale dovranno incrementare ulteriormente il rapporto con le zone ed organizzare un sistema di supporto con personale qualificato, e personale dipendente, che si rechi anche su territorio con la frequenza necessaria.

Il nuovo organigramma per i prossimi tre anni La direzione Attilio Farnesi, Presidente; Maurizio Stefano Tusini, Vice presidente e Coordinatore Commissione Formazione; Alessandro Moni, Consigliere delegato e Coordinatore commissione Protezione Civile; Patrizio Ugolini, Coordinatore della commissione Sanità; Valentino Patussi, Coordinatore della commissione Sociale; Marco Agostini, Coordinatore commissioni Servizio Civile; Adriana Bonaldi, Referente in Direzione per il rapporto con Le Zone. Consiglio Regionale Marco Agostini, Fabio Barbieri, Dimitri Bettini, Chiara Bianchi, Adriana Bonaldi, Valerio Calderini, Nilo Carpita, Alberto Ceccherini, Vareno Cucini, Attilio Farnesi, Ernesto Ferrini, Filippo Fiorani, Duccio Giannettoni, Andrea Lavecchia, Paolo Magagnini, Giovanni Meniconi, Alessandro Moni, Lamberto Moretti, Graziano Pacini, Mario Pacinotti, Valentino Patussi, Roberto Poggiani, Andrea Ricci, Maurizio Stefano Tusini, Alberto Valentini. Revisori dei conti Riccardo Bianchi, Angelo Nicoletti, Nadia Vannucci. Probiviri Massimiliano Corsi, Franco Franchini, Giorgio Zanieri

12 ASSEMBLEA CONGRESSUALE

13 ASSEMBLEA CONGRESSUALE


3. Nelle riunioni della direzione regionale dovrà esserci una presenza dei coordinatori di zona, che a rotazione di due/tre collaborino ai lavori e riferiscano ai colleghi, come previsto già dallo statuto regionale all’ultimo capoverso dell’art. 25 Si raccomanda inoltre una collaborazione più stretta tra la Direzione e il Consiglio, con una maggiore partecipazione dei consiglieri alle scelte decisionali della direzione. 4. I responsabili delle commissioni dovranno nominare i vice, che possono essere anche non interni al Consiglio, perché le associazioni possano avere sempre un referente disponibile.

SOcIALe

ROSSELLA URRU

5. È opportuno che i responsabili di zona siano informati, via mail o lettera relativamente alle riunioni delle commissioni, per poter garantire alle stesse una presenza da parte della zona. 6. Per la formazione sanitaria si richiede un potenziamento nonché un coordinamento nazionale al fine che tutte le nostre associazioni lavorino sugli stessi standard. Dovranno essere maggiormente sviluppati percorsi formativi che abbraccino tutte le attività Anpas. 7. È opportuno incrementare ulteriormente la struttura relativa alla donazione del sangue e degli organi. 8. Si ritiene importante dare maggior sviluppo ad una struttura capace di promuovere progettualità collegata ai fondi messi a disposizione dalla comunità europea, regione o provincia e a creare progetti finalizzati a produrre risorse per le associazioni e rapportarsi con gli enti pubblici. 9. Migliorare l’immagine del movimento attraverso una idonea identificazione dello stesso, in modo da dare un’immagine univoca delle associazioni Anpas e delle loro attività, divise, filmati etc etc. Suggeriamo una struttura di indirizzo per quanto riguarda acquisti di divise, attrezzature, polizze assicurative, autoveicoli, carburante, materiali formativi e pubblicitari. 10. Ci sembra opportuno ampliare la rete telefonica mobile Anpas anche alle zone. 11. Anpas Toscana dovrà monitorare i contributi che vengono erogati alle zone nell’anno, in base ai fondi destinati da bilancio, verificando che gli stessi siano stati utilizzati ai fini progettuali delle associazione interne alla zona stessa. Nel caso in cui le zone accumulino fondi, prendere anche in esame la possibilità di recupero degli stessi. 12. In caso di nuove assunzioni di personale dipendente, i responsabili di zona ritengono importante un maggior coinvolgimento delle associazioni. 13. Infine i responsabili di zona, a maggioranza non approvano comportamenti difformi alle linee guida del movimento da parte di singole associazioni che non seguono le linee di indirizzo sopra citate. 14 ASSEMBLEA CONGRESSUALE

Indipendenza al popolo saharawi

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ue richieste delle Pubbliche Assistenze Toscane, associazioni di volontariato da anni impegnate negli aiuti al popolo Saharawi, con progetti attivati proprio là dov’è avvenuto il rapimento di Rossella Urru il 23 ottobre scorso. Dopo la liberazione della toscana, Maria Sandra Mariani, rapita nel deserto algerino il 2 febbraio scorso, è arrivato il momento di sostenere con forza la necessità di fare quanto possibile e anche di più per restituire la cooperante ai suoi affetti e alla sua vita. Il grave attentato alla libertà di cooperazione non è stato certo ininfluente sugli aiuti, necessari di continuo, a un popolo in esilio forzato da ormai ben 35 anni: «Un’era geologica – dice Graziano Pacini Anpas Toscana Responsabile Commissione Internazionale – se paragonati all’accelerazione della storia che si è riscontrata ad esempio con i recenti fatti della “primavera araba” cui proprio i Sahrawi hanno dato avvio nell’ottobre 2010. L’incapacità della comunità internazionale, dell’ONU e della Comunità Europea in particolare, è ormai drammaticamente evidente in tutti i focolai presenti nel mondo. Ma ancora più evidente e grave è l’inerzia e la scarsa determinazione nel far attuare il referendum di autodeterminazione del popolo Saharawi, previsto da una risoluzione ONU di oltre 20 anni fa e da allora ribadita burocraticamente il 30 aprile di ogni anno dal Consiglio di Sicurezza, senza esiti concreti non essendo accompagnata da necessarie azioni politiche di sostegno». Le Associazioni di volontariato, in particolare l’ANPAS presente da anni anche con molte Pubbliche Assistenze locali con invio nel deserto di viveri, indumenti, medicine, ambulanze, oppure con progetti importanti come “tessere la Libertà” o l’accoglienza estiva di bambini, hanno ben valide ragioni di protestare per la mancata soluzione politica del problema. «Gli aiuti – ha concluso Pacini – in queste condizioni così dilazionate in cui non si intravede il momento del ritorno in patria degli esuli saharawi liberi, finiscono con il rarefarsi e il dilazionarsi con gravi conseguenze per le loro già proibitive condizioni di vita nel deserto e, per la continua violazione dei diritti umani, negli stessi territori occupati». Nel febbraio 2012 personale di Anpas Toscana congiuntamente ad alcuni volontari e dirigenti della Pubblica Assistenza di Campi Bisenzio che con l’occasione, presente l’Assessore Nadia Conti del medesimo comune di Campi, hanno inaugurato proprio una sede distaccata di volontariato direttamente nel deserto con volontari saharawi opportunamente addestrati.


I PERCHÉ DI UN RINVIO

MAY DAYS

2012

La direzione di Anpas Toscana ha deciso di rinviare il May Days a data da destinare. Le motivazioni che hanno portato a questa scelta sono legate alla grave situazione che si è creata a seguito del terremoto in Emilia con la partenza di volontari ed attrezzatura alla volta dei paesi colpiti. Siamo partecipi della difficile situazione che colpisce la popolazione emiliana e riteniamo in questo momento poco opportuno continuare nell’organizzazione dell’iniziativa, che perderebbe di significato e risulterebbe forzata per tutti. Con le parole del Presidente Attilio Farnesi e del vicepresidente Tusini: “Abbiamo sempre sperato che gli eventi in Emilia e Romagna si potessero risolvere in tempi rapidi, per il bene delle popolazioni così duramente coinvolte, per l’attività dei nostri volontari, per consentirci di mantenere gli impegni presi per l’organizzazione del May Days. Purtroppo i fatti ci hanno dimostrato che le nostre speranze erano vane. L’emergenza sisma in Emilia sarà più lunga del previsto, e la nostra presenza è aumentata dopo la seconda scossa portando a tre il numero dei campi dove il volontariato Anpas toscana è molto presente. Come era doveroso, abbiamo dato la massima disponibilità alla colonna mobile Nazionale e Regionale che opera in Emilia fin dalle prime scosse, impegnando mezzi, strutture, attrezzature ed uomini in modo consistente e continuo. In questa situazione abbiamo reputato, per i motivi sovraesposti e perchè ci sembra inopportuno fare “festa” in un periodo che vede ancora tante persone in stato di estremo disagio, di sospendere ulteriormente il May Days, ipotizzato per il 22-24 giugno, a data da destinarsi ma sicuramente non prima della metà di settembre”.

Convegno aulla “N on c’è libertà senza morale: etica e volontariato nel mondo che cambia”, con questo titolo assai impegnativo si è tenuto un interessante convegno nella sala consiliare del municipio di Aulla. L’iniziativa rientrava nell’ambito di “May Days” 2012 la festa delle Pubbliche Assistenze toscane. Al dibattito che ha visto come moderatore Vareno Cucini, membro del consiglio regionale Anpas hanno preso parte diverse autorità locali e regionali: Roberto Simoncini, sindaco di Aulla; il presidente della Provincia di Massa Carrara Osvaldo Angeli; il prefetto di Massa Carrara Giuseppe Merendino ed il vescovo della diocesi di Massa Carrara mons. Giovanni Santucci. Naturalmente non sono mancati i vertici di Anpas Toscana col vicepresidente regionale Stefano Tusini che ha aperto i lavori, ed il presidente Attilio Farnesi che li ha chiusi. Nel mezzo il presidente nazionale Fausto Casini. Infine non poteva non essere parte di una così qualificata tavola rotonda una voce importante del mondo accademico quella di Raffaello Ciucci professore ordinario nella

16 MAY DAYS

Facoltà di Scienze Politiche dell’Università di Pisa. Le parole del professore hanno fatto una panoramica sul mondo che cambia intorno al volontariato, offrendo agli interlocutori interessanti spunti di discussione. Il rappresentante della Regione Toscana, Loris Rossetti, ha invece, lanciato una sorta di monito dicendo: “in un momento di enormi difficoltà e di razionalizzazione della spesa pubblica c’è il rischio che i tagli vadano a colpire tutti, anche i virtuosi, in maniera indiscriminata”. Poi ha concluso il suo intervento accennando al nuovo piano sociosanitario regionale. Il Presidente Attilio Farnesi ha esposto i motivi che lo hanno spinto a promuovere il dibattito su argomenti etici. “Il presupposto – ha spiegato – sta in quello che diceva il professor Ciucci, ovvero che la convenzione è una parte importante ma non è il motivo ispiratore che dà la rotta al volontariato. Esso è guidato da qualcosa che è al di fuori del ragionare quotidiano del volontario. Ecco il perché di tavole rotonde a tema. Su certe questioni, sui temi di fondo, è assolutamente indispensabile ragionare per capire come il volontariato ed Anpas si devono porre di fronte ai cambiamenti del mondo che li circonda”.

17 MAY DAYS


Le associazioni

I rapporti umani contano più delle convenzioni L’intervento di maggior spessore, del convegno di Aulla è stato quello del professor Raffaello Ciucci, ordinario all’università di Pisa. Insieme a lui abbiamo approfondito alcuni temi. Come è cambiato il mondo negli ultimi anni? “Il cambiamento – spiega – si fa risalire alla fine del 1989 col crollo del muro di Berlino e l’inizio della cosiddetta Globalizzazione. Da allora è cominciato un lungo periodo nel quale gli equilibri mondiali sono mutati radicalmente e si è attuata una gigantesca operazione di conquista dei mercati che conduce alla situazione attuale. Alla dimensione globale del dominio della finanza mondiale. La promessa di sviluppo e crescita legata alla fase post 1989, una volta disattesa, ci ha portato una crisi spaventosa peggiore di quella del 1929 perché oggi c’è un’interdipendenza tale del sistema economico per cui il crollo di un pezzo origina un effetto domino che abbatte tutto il resto”. In tale scenario i valori etici sono ancora necessari? “L’etica è sempre e comunque un elemento dal quale non possiamo prescindere. Può essere buona o distruttiva ed individualistica. Ma siamo sempre e comunque di fronte a norme che regolano i comportamenti. L’inganno è stato, che ci hanno fatto credere che il comportamento eticamente corretto era quello dell’individuo che non ha bisogno dell’altro. Gli altri erano visti come un intralcio. Questa etica è stato il fattore che ha distrutto i legami sociali che costruiscono fedeltà, cooperazione e solidarietà”. Perché non c’è libertà senza morale? Essa limita la tendenza all’anarchia in favore di un mondo fatto di libertà compossibili? “La libertà è legata strettamente all’autorità. Non sono due concetti, ma due esperienze legate alle nostre esistenze. La libertà autentica non è quella di fare quello che voglio quando voglio e contro chiunque. È reale solo quando segue un percorso che ha un principio superiore di autorità. Il problema è che al nostro tempo l’autorità è caduta e la libertà ha preso tutto lo spazio possibile a danno dell’altro”. Date le premesse, il volontariato come si colloca? Va ripensato? “Alla fine delle società liberali o capitalistiche che dir si voglia, noi sperimentiamo che è caduto qualsiasi riferimento alla gratuità nelle relazioni. Al dono. Visto che il volontariato è fondato proprio sul principio di gratuità, è un dono del tempo fatto per motivi sociali, è certo che non rientra negli schemi dominanti. Non credo vada rivisto il volontariato, semmai alcune sue storture. Le associazioni troppo spesso sono più interessate a coprire i costi e stipulare convenzioni, piuttosto che a migliorare le relazioni umane al proprio interno ed esternamente”. È chi fa le regole che deve riscoprire i valori etici oppure coloro che li hanno presenti devono indicare una strada diversa di sviluppo socioeconomico? “Certamente la risposta alla domanda: ‘chi fa le leggi’, è abbastanza facile. In larghissima misura il potere della finanza globale, non solo dell’economia, ma dei grandi gruppi finanziari, domina sia l’economia sia la politica. È come se si potesse riassumere così: la finanza domina l’economia; insieme dominano la politica. Questo è uno schema semplice e rende l’idea, però le cose sono ancor più complicate. La società ha anche la possibilità di ribellarsi e nel nostro caso ha reagito. La distruzione dei valori non è passata come nulla fosse, ma è stata controbattuta e contrastata. Oggi assistiamo al ritorno sulla scena dell’opinione pubblica e ad una riappropriazione di valori che erano stati messi da parte, nel momento del dominio delle lobby. Dal basso è ritornato un desiderio ed un bisogno di partecipazione, moralità, eticità, giustizia e solidarietà che sono il punto di forza su cui può agire il volontariato. È questo che ne fa un soggetto importante e fortemente innovativo. Esso ha un’altra visione etica, rispetto a quella dominante. È in grado, con la sua forma di organizzazione interna, di diventare un modello di trasformazione delle istituzioni. Inoltre è un buon esempio per una riforma politica perché il modo di partecipare che prospetta è diverso. Più sciolto, flessibile e libero”. Per concludere ha ancora senso ed è utile avere dei valori? “Non solo ha senso ed è utile ma non possiamo farne a meno. Possiamo distorcerli o stravolgerli, ma alla fine sappiamo che riemerge una richiesta di valori. L’uomo cerca sempre un senso nella vita. I valori esistono e fanno parte della nostra umanità e delle nostre società. Si possono eclissare per dei periodi, ma ne abbiamo bisogno come dell’aria che respiriamo”. 18 Sociale

Aulla

Cinque Terre, il lungo inverno delle tute arancio di Giulia Quaranta

V

olontari, infermieri, medici e vigili del fuoco. Tutti per aiutare Aulla a rialzarsi. Un disastro naturale tremendo, quello della Lunigiana e delle Cinque Terre. La violenza della natura è stata inaudita. Immagini nitide nella mente delle persone e dei volontari, arrivati per combattere contro la catastrofe, cercare di contrastarne gli effetti infilandosi nel fango mani e piedi. Sono i volontari, i soccorritori, i medici, i vigili del fuoco. Le associazioni sono arrivate tutte, fianco a fianco per dare il proprio contributo: a supportare la protezione civile tutti i volontari di provincia, regione, d’Italia. Il nucleo regionale è arrivato fin dal primo momento. Il Corv, il Coordinamento Regionale del Volontariato, di cui fanno parte Anpas, Misericordie Croce Rossa e Vab ha lavorato fin dall’inizio. L’Anpas è stata mobilitata con uomini e mezzi. La prima bomba d’acqua della storia è stata a Stazzema e Cardoso. Molti di quegli stessi uomini arrivati ad Aulla sono quelli che hanno raccolto i feriti in Alta Versilia, che hanno fronteggiato per primi il monsone mortifero. Ora Aulla ricomincia a vivere. Ma l’attenzione resta ancora alta, così come nelle Cinque Terre, devastate dal fiume di fango sceso a valle, dove ugualmente Anpas Toscana è intervenuta insieme ad Anpas Nazionale per portare sollievo alle popolazioni colpite. 19 LE ASSOCIAZIONI


Il reportage da Aulla di Maurizio Raugi dell’Svs di Livorno. Volontario impegnato in zona, ha scattato foto che rendono la drammaticità del momento e la gravità dei danni provocati dall’acqua

Le ASSOcIAzIONI

Psicologia in emergenza nasce il coordinamento

C

LETTERA APERTA

Grazie del sostegno morale, piano piano AULLA sta’ risorgendo, grazie ai volontari di ANPAS-PROTEZIONE CIVILE e di tutte le associazioni intervenute dalla toscana. Ma secondo me un grazie speciale va a tutti quei volontari giovani e giovanissimi che sono intervenuti a spalare fango e detritii, veramente ammirevole, nessuno se l’aspettava una solidarieta’ così da parte dei giovani. Inoltre molti hanno fatto richiesta di iscrizione alle assocciazioni di volontariato presenti sul territorio, e questo è molto bello. firmato un volontario della P.A. CROCE AZZURRA COMANO 20 LE ASSOCIAZIONI

urare il benessere di volontari e cittadini inseriti in un contesto di emergenza. È l’obiettivo del Coordinamento di psicologi che operano all’interno delle Pubbliche Assistenze toscane (Settore Promozione della Salute) costituitosi nel maggio scorso. Fanno parte del coordinamento anche le psicologhe che, insieme ai responsabili della pubblica assistenza di Fucecchio, hanno fatto da apripista con l’ULPE a questa nuova attività svolta dalle Pubbliche assistenze toscane. L’Ulpe nasce nel 2010 dalla collaborazione tra i responsabili della Pubblica Assistenza di Fucecchio ed un gruppo di psicologhe: le dottoresse Elisa Bongini, Cristiana Conti e dott. Ilaria Gradassi. Nel gennaio 2011 il gruppo ha ottenuto il pieno riconoscimento da parte di Anpas Toscana, nei settori Sociale e Protezione Civile, con nomina ufficiale di “primo” gruppo toscano delle Pubbliche Assistenze a occuparsi di psicologia dell’emergenza. Oggi il coordinamento, promuove progetti ed attività volti alla Promozione della Salute dei volontari e della comunità, attraverso formazione ed interventi in contesti di emergenza. Alcuni membri del coordinamento stanno intervenendo nei campi di protezione civile in Emilia. L’assistenza si rivolge al Soccorritore, sia come singola persona che come membro di un gruppo e pone particolare attenzione ai vissuti emotivi che egli si trova a sperimentare di fronte a situazioni potenzialmente traumatiche, alle dinamiche che si vengono a creare tra volontari, alle difficoltà, ma soprattutto alle risorse che questi possono utilizzare durante e dopo una situazione di crisi. Il riconoscimento dei rischi legati all’attività del volontario e delle possibili conseguenze sul piano psicologico derivanti da tali attività è di primaria importanza, sia per il singolo soccorritore che per le organizzazioni che si occupano di soccorso. Ma ugualmente c’è necessità di sostegno anche per le persone colpite dalla calamità naturale, che subiscono traumi, che spesso perdono tutti i loro punti di riferimento. L’obiettivo è promuovere le buone pratiche in ambito di psicologia nel contesto di interventi di cooperazione e assistenza e sostiene la possibilità di incontro e collaborazione tra operatori della relazione di aiuto a livello locale, regionale e nazionale, così da contribuire alla condivisione del sapere e allo sviluppo di una cultura psicologica condivisa e partecipata. 21 LE ASSOCIAZIONI


SOcIALe

i-Dea donna la spiritualità al femminile

di Giulia Quaranta

L

s n ia sio ne a a beatitufdorinzea dolc i ormca amc agia cooscenzaazia o r p q raz fiamazioneupa naturaregnità op poes z ion ma ace se cita ran s e p arolaagpgezza rainzaisone spe artecip

A m pa t i tà pvità gizoa azien bilitmaternità danzicer à e cos cons fermezza rtrasf za it apevolezza ez t a g sem pàl espressività ricchità at ener icità divinità uman osità l uce

a im i r ccog l e m o n i a f el i d zza icalit c ea mus com d r orp scoperta me i t ttu oreità energia err a ca indivnità calma gloria fterma pli o n temidualizzazione aifa com plazione audac

a spiritualità femminile. È stato questo il titolo e il tema dell’incontro che si è svolto domenica 10 giugno nella Sala degli Agostiniani a Empoli. “Hanno partecipato 50 donne – dice Livia Paganetto di i-Dea Donna – e c’è stata molta partecipazione emotiva da parte di tutte. Stiamo avendo ancora riscontri positivi sulla nostra pagina Facebook e molte donne ci richiedono un nuovo appuntamento”. Nel corso della giornata sono stati approfonditi, insieme alla scrittrice e condirettore dell’Istituto di Muatsu, Giulia Jordan, e alla naturopata Simona Oberhammer, i temi della spiritualità, e della mistica femminile, anche attraverso la partecipazione a laboratori pratici. “È stata un’esperienza davvero interessante – racconta Tiziana Fanucchi, una delle partecipanti – durante l’incontro si è lavorato su temi femminili, in particolare affrontando la questione della valorizzazione di aspetti propri della donna, come la sacralità, non legati alla sessualità o alla sensualità che oggi i modelli sociali incentivano. La figura femminile è stata rappresentata come Dea, secondo un approccio più emotivo alla vita rispetto alla razionalità maschile. Abbiamo avuto occasione di fare due esperienze diverse nell’incontro. Con Simona Oberhammer si è lavorato molto sulle differenze tra natura femminile e natura maschile, facendo anche delle attivazioni nel pomeriggio, mentre con Giulia Jordan si è sperimentato il metodo Costellazioni della Gioia, che rappresentano un’evoluzione delle Costellazioni familiari di Bert Hellinger. Insomma è stato un incontro che ha suscitato molte emozioni e il clima di partecipazione che si è creato nel gruppo ha consentito un’ottima riuscita della giornata”.

a co citàenza crea li a à unio sessuaspir ituamoressi à li t i n t f le on a a e zio ariazione csoolidar ietaà vibrazei gio ra cità ne luna scienz igion cu z sobrpotenza libertà guatrenzioneenerez ietà e vitalità at ione t mpatia r if less

22

23

SOCIALE

SOCIALE


Sociale

Giovani sì e servizio civile Ecco gli infopoint

S

ono aperti i primi 21; entro un anno se ne aggiungeranno altri 29, distribuiti sull’intero territorio toscano. Sono i Giovanisì Infopoint, spazi informativi nei quali le nuove generazioni toscane potranno trovare informazioni e supporti rispetto alle tante azioni del progetto che Regione Toscana ha voluto per favorire la loro autonomia. Ciascun Infopoint sarà aperto almeno 18 ore settimanali. Indirizzi e orari sono reperibili su www.giovanisi.it. La rete informativa si stende su tutte le province toscane: 2 gli Info nell’aretino (Arezzo e Sansepolcro); 4 nella provincia di Firenze (Firenze, Campi Bisenzio, Empoli, San Casciano Val di Pesa); 2 nel grossetano (Grosseto e Castel del Piano); 2 a Livorno (Livorno e Portoferraio); 2 a Lucca (Lucca e Pietrasanta); 2 a Massa (Massa e Fivizzano); e sempre due nel pisano (Pisa e Pomarance), nel pratese (Prato e Vernio), nel senese (Siena e Chiusi). In provincia di Pistoia è aperto, per ora, solo l’Info nel capoluogo. L’allestimento di ciascun Infopoint è stato curato dalla Fondazione Sistema Toscana. Oltre a questi 21 punti, Upi Toscana svolgerà sul territorio un’attività di comunicazione ed informazione sul progetto Giovanisì per i comuni non coperti dalla rete degli

Infopoint, al fine di garantire al maggior numero di giovani interessati la possibilità di accedere alle opportunità offerte dal progetto regionale. Si tratta della conseguenza di un accordo che fa seguito a un protocollo firmato, in maggio, dal presidente Enrico Rossi con i presidenti di Upi, Anci e Uncem toscani (non solo “per informare, supportare e interessare le giovani generazioni alle azioni attivate attraverso il progetto” ma anche per “eventualmente riorientare, attraverso scambi diretti che tengano conto anche delle proposte effettuate dai giovani, le stesse azioni regionali”). Un particolare, quest’ultimo, che piace molto alla vicepresidente Stella Targetti, secondo cui “è del tutto evidente l’importanza del messaggio che vogliamo dare ai giovani favorendo politiche, nei loro confronti, non calate dall’alto di chissà quale saggezza ma capaci di modificarsi proprio in base al racconto che i giovani tracciano di loro stessi”. Importante, negli Infopoint, anche il ruolo degli enti locali: questi si impegnano in ulteriori azioni di accompagnamento e di animazione territoriale. Fra gli esempi di buone pratiche da svolgere nella rete degli Info: consulenze su azioni che i giovani intendano avviare sul progetto regionale, accompagnamenti nella compilazione della modulistica, infoday e focus tematici. Più in generale, per quanto riguarda il progetto Giovanisì, ecco lo stato dell’arte su alcuni dei fronti aperti. Servizio Civile. Sul bando scaduto il 27 aprile, sono 1.160 i giovani toscani che stanno avviandosi a svolgere questa specifica forma di servizio. I primi 570 partiranno a luglio, i restanti 590 a settembre. Tutti giovani, in genere under 30 (tranne i portatori di handicap per i quali l’età è alzata a 35), che presteranno servizio in 4 aree tematiche: generale, giudiziaria, immigrazione, Carta Sanitaria Elettronica. Ciò con un contributo individuale di 433 euro mensili per 12 mesi. Tirocini. Per offrire ai giovani la possibilità di prepararsi al mondo del lavoro attraverso una formazione il più possibile adeguata, la Regione co-finanzia 300 degli almeno 500 euro mensili obbligatori per l’attivazione di un tirocinio (da un minimo di 2 mesi fino a 6 con proroghe fino ad arrivare, in certi casi, a 12 mesi e a 24 per i disabili). Se poi l’azienda decide di assumere il giovane con un contratto a tempo indeterminato, la Regione mette a disposizione incentivi di 8 mila euro (elevabili, in certi casi, a 10 mila). Dal giugno 2011 sono ben 2.100 i tirocini attivati con il rimborso di Regione Toscana. Tirocini presso strutture della Giunta regionale. Sta per uscire un nuovo bando per attivare altri 50 tirocini formativi, rivolti a giovani laureati, presso strutture della Giunta regionale (le 5 Direzioni Generali e l’Avvocatura). A ogni tirocinante sarà attribuito un rimborso spese pari a 500 euro mensili lordi per 6 mesi. Accordi con le professioni. Attraverso accordi specifici con le professioni (ordinistiche e non) e con le Università, la Regione promuove anche praticanti finalizzati all’accesso nelle professioni e alcuni tirocini curriculari. A studi professionali e a enti che attivino tirocini di almeno 500 euro, Regione Toscana offre un rimborso di 300 euro mensili. Assegni di ricerca per giovani under 35. L’importo è di 60 mila euro lordi in due anni per 200 assegni (12 milioni di risorse investite, 6 delle quali dalla Regione, 3 dalle Università, 3 dalle imprese). Saranno attivati entro il 6 novembre 2012. Si tratta di 200 assegni di ricerca per finanziare percorsi di alta formazione di giovani ricercatori presso Università ed enti di ricerca toscani.

Progetti approvati di Anpas Toscana Dopo le graduatorie per 1159 giovani, i primi sono già partiti a luglio, i restanti 598 partiranno invece a settembre Diverso da Chi? Ireos 2 volontari Augustus Val d’Arno Gaib 4 volontari Augustus Val di Cecina Pa Alta Val di Cecina 2 volontari Camminando insieme Pa Monsummano 4 volontari Diamoci una mano Pa Larciano 2 volontari Imparando a soccorrere Croce Verde Pistoia 10 volontari Ippocrate Croce Azzurra Pontassieve 10 volontari Soccorso in Lunigiana Croce Bianca Aulla 2 volontari Grassina Solidale PA Grassina 10 volontari I ragazzi del sole Cui 4 volontari

24

25

Sociale

Sociale


DONAtORI

Donazioni

del sangue cresciute del 2% nel 2011 di Filippo Masi

È

un trend sempre più in costante crescita quello delle donazioni di sangue in Toscana. Nel 2011 si è registrato un aumento del 2% rispetto al 2010 con ben 245252 trasfusioni. Sabato 16 giugno nel complesso museale di Santa Maria della Scala a Siena, è stato ospitata la Giornata regionale del sangue, organizzata ogni anno dal Centro regionale sangue in collaborazione con tutte le associazioni di volontariato della donazione (Avis, Fratres, Anpas, Cri, Adisco, Admo). Quest’anno il tema principale era la comunicazione come si poteva evincere dal titolo “ComunicAzione prove E tecniche di trasmissione”. Infatti questa è fondamentale, quando si tratta di donazioni, per spiegare quello che il sistema fa, per trasmetterne i valori e per raggiungere nuovi destinatari. In Toscana i donatori sono già oltre 160000. Ogni giorno circa 680 persone si recano a donare il sangue e questo fa della nostra regione una di quelle con il maggior numero di trasfusioni. Ma per raggiungere l’autosufficienza regionale ne servirebbero 50 in più ogni giorno. Infatti l’uso del sangue è massiccio e questo sta a testimoniare anche l’alto livello quali-quantitativo che la sanità to26 DONATORI

scana ha raggiunto. Questo sempre maggiore bisogno è dovuto all’incremento delle attività di eccellenza (trapianti, interventi chirurgici maggiori, cardiochirurgia, centro ustioni di Pisa, centro emofilici di Careggi), dell’attività di assistenza alla patologia oncologica, del continuo aumento dell’attrazione di pazienti da altre regioni, oltre al progressivo aumento dell’età media della popolazione. “L’apprezzamento per il lavoro fatto in questi anni dai trasfusionisti e dalle associazioni di volontariato di concerto con il Centro regionale sangue è un dato acquisito e lo considero un ottimo punto di partenza per il lavoro che dovremo fare nei prossimi mesi – ha detto l’assessore al diritto alla salute Luigi Marroni, che ha partecipato ai lavori – Giornate come questa sono occasioni preziose di confronto, di crescita, di progettualità. Riorganizzazione, appropriatezza, spending review e sostenibilità sono le parole guida alle quali dovremo fare sempre più riferimento per tutte le scelte che saremo chiamati a compiere nei prossimi mesi, non solo in conseguenza della situazione economica generale, ma anche come scelta strategica per assicurare un uso etico e appropriato delle risorse a disposizione”. “Il sistema trasfusionale toscano sta affrontando una delle trasformazioni più importanti e profonde di tutto il sistema sanitario – ha detto Simona Carli, direttrice del Centro regionale sangue – rappresentato dal percorso di adeguamento alle norme europee di accreditamento per tutte le strutture pubbliche e associative entro il 31 dicembre 2014, accompagnato da un percorso di riorganizzazione che porterà alla completa centralizzazione sia della fase di validazione che di quella di lavorazione di tutti gli emocomponenti in 3 officine trasfusionali di Area Vasta. Un percorso che consentirà al sistema trasfusionale toscano di essere in linea con le normative europee, e in grado di operare ai massimi livelli di qualità, sicurezza ed efficienza”. Durante la giornata si è parlato anche di altre forme di donazione come il sangue da cordone ombelicale e le cellule staminali da midollo osseo. Il primo adesso si può donare sempre, grazie all’apertura 365 giorni l’anno delle sedi di Firenze e Pisa della Banca del sangue da cordone ombelicale. 27 DONATORI


Normative del loro ruolo imprescindibile, della loro capillare diffusione territoriale e del loro radicamento in Toscana. Il volontariato è dunque inserito nel circuito di programmazione regionale e aziendale, protagonista anche nella Conferenza regionale permanente con funzione di indirizzo, coordinamento e verifica del sistema di emergenza urgenza territoriale. Tra le novità introdotte dalla legge, oltre all’istituzione di un elenco dei soggetti in possesso dei necessari requisiti, il cambio della rendicontazione col modello dei rimborsi per prestazione che viene sostituito con il sistema del budget, strutturato sulla base dei diversi livelli di attività e del relativo fabbisogno sanitario, con particolare attenzione ai comuni montani e disagiati. In questo modo la Regione Toscana ha tentato di far fronte a una sentenza della Corte di giustizia europea, secondo la quale per il trasporto sanitario si renderebbero necessarie delle gare pubbliche: questo rischiava di far saltare l’intero sistema toscano, che si basa su una rete di solidarietà nata secoli fa e unica nel nostro paese.

Legge 70

gli ultimi adempimenti

E

ntro il 30 giugno tutte le associazioni hanno mandato comunicazione alla Regione per essere inserite nell’elenco regionale per le associazioni che svolgono servizio sanitario. Entro il 6 agosto infine dovrebbero arrivare le nomine della Conferenza regionale permanente, col volontariato tra i soggetti in prima fila per impegno e pianificazione. «Occorre molta attenzione – ha detto il presidente di Anpas Toscana, Attilio Farnesi – riguardo l’assegnazione dei budget alle aziende sanitarie, ma serve anche un monitoraggio stretto sull’approprietezza del trasporto sanitario e la messa in piena funzione della legge regionale e del regolamento. Occorre tenere conto che senza un riscontro quotidiano sulla spesa per il trasporto sanitario tutti i nostri sforzi fallirebbero. Un monitoraggio continuo permette l’arrivo in tempo reale dei dati sul trasporto sanitario alle Asl per i correttivi necessari con numeri sempre freschi». Nel nuovo testo normativo, le associazioni di volontariato e la Croce rossa italiana sono inquadrate come parte integrante del sistema. Al volontariato sono state affidate precise competenze sulle attività di soccorso-trasporto sanitario, in considerazione 28 Normative

29 Normative


NORMAtIve

approvazione del bilancio

COMMISSIONE POLITICHE SOCIALI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

POLITICHE SOCIALI

€ 500000,000

€ 80000,000 € 70000,000

€ 400000,000

€ 60000,000

Passano dopo la relazione del presidente Farnesi, consuntivo 2011 e preventivo 2012

€ 50000,000

€ 300000,000

€ 40000,000

€ 200000,000

€ 30000,000

D

€ 20000,000

alla relazione del presidente alcuni spunti, per i numeri la grafica. «L’approvazione annuale dei bilanci oltre che un doveroso adempimento statutario, è anche un momento assembleare in cui tutto il nostro movimento mette a frutto l’eccezionale patrimonio di cui è produttore e fatto di passioni, ideali, storie individuali e memoria collettiva, solidarietà, attitudine al fare e non da ultimo, la visione di “un altro mondo possibile”. Ritengo che noi volontari siamo, all’interno di una fase storica difficile ed inquietante, uno degli elementi determinanti di contrasto al predominio del profitto, della dimensione individuale, del mercato libero e senza regole. Il punto problematico è, oggi più che mai, sintetizzato in una domanda: come conservare e sviluppare l’autonomia del volontariato (anzi delle associazioni di volontariato) di fronte all’incalzare della crisi socio-economica, ma anche etico-culturale e politico-istituzionale?». E ancora: «In tale scenario la dimensione economica ed amministrativo-gestionale evidenzia tratti confortanti di correttezza, efficacia, appropriatezza, non solo relativamente ai pur doverosi adempimenti contabili, ma soprattutto in relazione al raggiungimento degli obiettivi, alle modalità di garantire a tutte le associazioni risposte, interventi competenti e tempestivi per facilitarle e supportarle ad un completo svolgimento del proprio ruolo e della propria missione».

€ 4000000,000

COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

€ 90000,000

L’assemblea dice sì

COMMISSIONE POLITICHE SOCIALI E COOPERAZIONE INTERNAZIONALE

€ 100000,000

€ 10000,000 €ENTRATE USCITE

2008

2009

2010

2011

€ 54123,000

€ 32329,5000

€ 17803,4000

€ 15683,89000

€ 84840,18000

€ 64939,86000

€ 50358,79000

€ 26639,45000

€ENTRATE USCITE

AGENZIA FORMATIVA € 450000,000

€ 200000,000 € 400000,000

2008

2009

2010

2011

€ 8678,000

€ 5000,000

€ 363600,000

€ 70000,000

€ 26840,57000

€ 14660,67000

€ 399615,67000

€ 90349,17000

COMMISSIONE COMUNICAZIONE E IMMAGINE

€ 180000,000

€ 350000,000

€ 160000,000

€ 300000,000

€ 140000,000

€ 250000,000

€ 120000,000 € 100000,000

€ 200000,000

€ 80000,000 € 150000,000

€ 60000,000

€ 100000,000

€ 40000,000

€ 50000,000

€ 20000,000

€-

€-

2008

2009

2010

2011

AG.FORMATIVA ENTRATE

€ 423416,000

€ 211592,84000

€ 56735,28000

€ 134310,000

ENTRATE

AG.FORMATIVA USCITE

€ 425036,000

€ 214472,84000

€ 54860,000

€ 136004,000

USCITE

2008

2009

2010

2011

€ 74391,89000

€ 182958,07000

€ 60928,52000

€ 311,000 € 85696,61000

GENERALE COMMISSIONE PROTEZIONE CIVILE

COMMISSIONE SANITA'

€ 900000,000

€ 3000000,000

€ 2000000,000 € 800000,000

€ 700000,000

€ 1500000,000

€ 2000000,000

€ 600000,000

€ 500000,000

€ 1000000,000

€ 400000,000

€ 1000000,000 € 500000,000

€ 300000,000

€ 200000,000

€-

30 NORMATIvE

2009

2010

2011

ENTRATE

€ 2519572,58000

€ 3158915,92000

€ 3168506,85000

USCITE

€ 2520836,69000

€ 2788786,68000

€ 2959260,91000

€-

€ 100000,000

€-

ENTRATE 2008

2009

2010

2011

PROT.CIVILE ENTRATE

€ 275071,57000

€ 349244,22000

€ 410398,34000

€ 810276,23000

PROT.CIVILE USCITE

€ 342485,37000

€ 417105,33000

€ 507579,58000

€ 697807,79000

USCITE

2008

2009

2010

2011

€ 1472123,67000

€ 1502628,3000

€ 1845872,86000

€ 1661371,24000

€ 21596,1000

€ 31025,18000

€ 3750,85000

€ 2602,000

31 NORMATIvE


COMMISSIONE GIOVANI SERVIZIO CIVILE

GRUPPO DI LAVORO RADIO COMUNICAZIONI € 40000,000

€ 100000,000 € 90000,000 € 80000,000

€ 30000,000

€ 70000,000 € 60000,000 € 50000,000

€ 20000,000

€ 40000,000 € 30000,000

€ 10000,000

€ 20000,000 € 10000,000 €-

€-

2008

2009

2010

2011

ENTRATE USCITE

€ 24945,87000

€ 37308,76000

€ 31151,66000

€ 30820,85000

2009

2010

2011

ENTRATE

€ 17326,66000

€ 47640,000

€ 89845,77000

€ 64660,67000

USCITE

€ 8177,23000

2008

€ 45702,45000

€ 51211,8000

€ 63808,14000

GRUPPO LAVORO SANGUE

PROGETTI PRESIDENZA € 250000,000

€ 90000,000 € 80000,000

€ 200000,000

€ 70000,000 € 60000,000

€ 150000,000

€ 50000,000 € 40000,000

€ 100000,000

€ 30000,000 € 20000,000

€ 50000,000

€ 10000,000 €-

€-

2008

ENTRATE USCITE

2009

2010

2011

€ 39079,5000

€ 8004,54000

€ 32360,000

€ 18760,000

€ 201805,73000

€ 224358,38000

€ 232292,39000

€ 188938,61000

ENTRATE USCITE

2008

2009

2010

2011

€ 75000,000

€ 72179,78000

€ 83123,7000

€ 83000,000

€ 27272,39000

€ 33321,96000

€ 42002,42000

€ 39638,73000

IMMOBILIZZAZIONI

PATRIMONIO NETTO

€ 4000000,000 € 3800000,000 € 3600000,000

€ 2500000,000

€ 3400000,000 € 3200000,000 € 3000000,000

€ 2000000,000

€ 2800000,000 € 2600000,000 € 2400000,000

immobilizz.materiali

€ 2200000,000

immobilizz.immateriali

€ 2000000,000

€ 1500000,000

€ 1800000,000 € 1600000,000 € 1400000,000

€ 1000000,000

€ 1200000,000 € 1000000,000 € 800000,000 € 600000,000

€ 500000,000

€ 400000,000 € 200000,000 €2002

2003

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

€2003

32 NORMATIvE

2004

2005

2006

2007

2008

2009

2010

2011

patrimonio netto


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AS P N A ER P S A P AN

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Anpas toscana Magazine  
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luglio2012

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