Letture In Viaggio Educazione Civica 5 - Divina Commedia

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e r u t t e lin viaggio

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Germana Bruno Manuela Trombetta

LIBRO DIGITALE

LA DIVINA COMMEDIA PER PARLARE DI…

EDUCAZIONE CIVICA ARTE e A C I S U M 24 CANTI

DELLA DIVINA COMMEDIA SEMPLIFICATI in allegri testi in rima

Il piacere di apprendere

Gruppo Editoriale ELi


e r u t t e lin viaggio LA DIVINA COMMEDIA SI FA PICCOLA PER ARRIVARE AI BAMBINI E ALLE BAMBINE Questo volume nasce dall’idea di avvicinare i bambini e le bambine ai pilastri dell’Educazione Civica attraverso un percorso direttamente collegato alla Divina Commedia del Sommo Poeta Dante Alighieri.

La Divina Commedia è davvero uno dei più grandi capolavori della letteratura di tutti i tempi, denso di emozioni e sentimenti contrastanti, di dolore, odio, disperazione, ma anche di amore e speranza, ed è per questo che tutti lo dovrebbero conoscere. Oggi quest’opera potrebbe essere considerata come appartenente al genere “fantasy”, un genere che tanto appassiona i più giovani e le più giovani. Con le sue molteplici e affascinanti storie, essa può favorire il pensiero creativo e critico nei bambini e nelle bambine conducendoli a porsi delle domande, a sognare, a fantasticare. È tutta per loro, quindi, la “Piccola Commedia Divina”, una selezione di canti rielaborati e riscritti con un linguaggio e delle rime il più semplici possibile.

LA DIVINA COMMEDIA COME RISORSA PER PARLARE DI EDUCAZIONE CIVICA, ARTE E MUSICA Il viaggio del Sommo Poeta attraverso i tre regni dell’oltretomba altro non è che la metafora del viaggio dell’umanità verso il Bene. I bambini e le bambine sono stimolati a ragionare e ad avvicinarsi ai concetti fondamentali della vita, così da sviluppare in maniera induttiva una propria coscienza civica. Distinguere il bene dal male, ciò che è giusto da ciò che è sbagliato; riflettere sui risvolti positivi delle buone azioni, comprendendo che i cattivi comportamenti sono solo fonte di dolore e causano segni difficili da cancellare nel tempo; capire l’importanza di avere una buona guida e avere l’umiltà di ascoltarne i consigli; riflettere sulla differenza tra egoismo, avarizia, amore e generosità… sono solo alcuni dei tanti temi trattati nel volume. Il tutto in un armonico aggancio anche all’arte e alla musica. uesto percorso interdisciplinare rientra nelle attività promosse e sviluppate da FairPlay4U, Q format nato per fornire ai giovani lettori e alle giovani lettrici, oltre che ai loro insegnanti e alle loro insegnanti, materiali didattici e spunti di riflessione sui valori veri della vita partendo dai valori dello sport. Il rispetto delle regole, il rispetto dell’altro, l’onestà, l’impegno e l’amore per la conoscenza, la salute, la non violenza verso persone, animali o cose sono valori assoluti da applicare non solo nello sport, ma da cui partire per costruire una società migliore.


INDICE 2 La Divina Commedia per parlare di… Educazione Civica, Arte, Musica

Educazione Civica 4 Un’amica di valore 5 Due facce della stessa medaglia 6 La Costituzione, un documento prezioso 7 La Costituzione e i doveri 8 E se si sbaglia? 9 L’intenzione fa la differenza? 10 Rosso o nero? 12 Una buona guida è oro 13 L’umiltà, una dote importante 14 La Costituzione è la nostra guida 15 Un buon comportamento tira l’altro 16 Che cosa è la felicità? 17 Il bene è contagioso! 18 Empatia per essere felici 19 Empatia verso il nostro Pianeta 20 Una metafora per capire 21 La vita sott’acqua 22 Generosità, l’amica più bella 23 Tanti modi per essere generosi 24 Il giusto equilibrio

25 Avarizia e avidità vanno a braccetto 26 Generosità nell’Agenda 2030 27 Con rispetto, dico la mia! 28 Conosci meglio i tuoi gusti 29 Metti alla prova la tua assertività 30 Regole importantissime 32 L’amore è una grande forza 33 L’amore e l’amicizia 34 La forza del perdono 35 La nostra Costituzione è innamorata? 36 I presuntuosi 37 I superbi 38 La natura si ribella 39 Agire per il Pianeta 40 I golosi 41 Gli alleati della tua salute 42 Golosi di Internet?

Arte e Immagine 44 La Divina Commedia è un’opera d’arte! 45 L’arte chiama l’arte 46 La tecnica dei colori 48 Un grande artista: Sandro Botticelli 49 Esplorare nuovi mondi, che passione! 50 Botticelli e i volti femminili

51 A prova di detective! 52 Personaggi, simboli, significati nascosti 53 Curiosando qua e là 54 Dipinti intrusi 55 Un ricordo di Botticelli 56 La primavera vista da altri artisti 57 Realismo e astrattismo

Musica 58 La primavera in campo musicale 60 Pierino e il Lupo 62 Gli strumenti

63 Viva il lupo! 64 Un santo e un lupo

La Piccola Commedia Divina inferno 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77

La selva oscura La porta dell’Inferno Il limbo I lussuriosi Gli ingordi e i golosi Gli avari e i prodighi Gli iracondi e gli accidiosi Gli eretici e i profanatori I violenti e i traditori L’incontro con Ulisse Il pozzo dei giganti L’incontro con Lucifero

Purgatorio 78 L’incontro con Catone e Casella 79 L’incontro con Pia de’ Tolomei 80 L’angelo portinaio 82 Le sette balze (I sette peccati capitali) 83 L’ultima pena

Paradiso 84 Il Paradiso terrestre 86 L’incontro con l’amata Beatrice 88 L’incontro con Giustiniano 89 L’incontro con Tommaso d’Aquino 90 San Francesco d’Assisi 92 Il giudizio divino 94 La candida rosa 96

Vocabolario della Piccola Commedia Divina


A N I V I LA D A I D E M M O re di. . . a C l r a p per

Ciao Dante, benvenuto fra noi!

Sei proprio famoso, ogni occasione è buona per ricordarti! Come quando, nel 2021, abbiamo celebrato i 700 anni dalla tua morte! Leggi anche tu il nostro libro?

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Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura, ché la diritta via era smarrita.


EDUCAZIONE CIVICA M USICA A RTE Sì! Che bella idea trasformare i miei versi in filastrocche per parlare di Educazione Civica, Arte e Musica!

Insieme a te impareremo a diventare brave cittadine e bravi cittadini e scopriremo come la tua arte letteraria abbia ispirato pittori e musicisti.

E tu, petti? che cosa as a noi! i it c s i n u , i Da

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Educazione Civica

UN’AMICA DI VALORE

La Divina Commedia è una bellissima opera letteraria e una preziosa amica che ci aiuta a riflettere sui valori della vita. Nelle prossime pagine te ne accorgerai!

Andando avanti nel buio sentiero, potrai scoprire ciò che è giusto e vero. (Inferno, La selva oscura, pag. 66)

Saper riconoscere le azioni giuste da quelle sbagliate è sempre importante. Vivere in una società civile significa rispettare gli altri per essere rispettati a nostra volta. È la regola base per distinguere ciò che è bene da ciò che è male!

Che cosa è bene? Bene è:   tutto ciò che è a mio vantaggio.   agire in modo da non recare danno agli altri, né fisico né morale. Anche gli animali hanno dei sentimenti, provano gioia o dolore come te. Rispettali sempre!

Che cosa è male? È certamente male offendere i sentimenti altrui o non rispettare ciò che ti circonda: persone, animali, piante. Anche le cose inanimate devono essere rispettate?   Certo, soprattutto se hanno un valore per qualcuno.   Dipende, se sono belle o brutte.   No, sono oggetti e non hanno sentimenti.

Hai mai pensato quanto sei ricco o ricca? Tu possiedi tutti i beni artistici presenti nel nostro Paese! Sì, li possiedi anche tu! Quindi è importante custodirli e non rovinarli mai! 4


Orientiamoci al

DUE FACCE DELLA STESSA MEDAGLIA

bene

Per capire se un comportamento è giusto o sbagliato, devi pensare se quello che stai per fare contrasta con i diritti di ciascuno oppure se corrisponde a un dovere che hai verso gli altri, verso te stesso o te stessa. Sono giusti i comportamenti che non violano i diritti altrui e che corrispondono ai tuoi doveri verso le persone, le cose o gli animali che ti circondano. Ogni animale ha il diritto di vivere ed essere rispettato. Dare un calcio o fare male a un animale indifeso è un atto grave.

Completa le frasi come nell’esempio. Scegli tra: rispettare i sentimenti e le opinioni altrui le aree comuni le diversità degli altri non danneggiare o picchiare i miei coetanei non oltraggiare nessuno Ho il diritto di esprimere i miei sentimenti o una mia opinione; ho il dovere di rispettare i sentimenti e le opinioni altrui. Ho il diritto di essere protetto o protetta da chi vuole farmi del male; ho il dovere di ............... ..............................................................................................................................................................................

Ho il diritto di avere uno spazio per i miei oggetti; ho il dovere di rispettare ................................ ..............................................................................................................................................................................

Ho il diritto di essere rispettato o rispettata indipendentemente dalla mia cultura, dal mio genere, dalle mie origini, dalla mia salute, dalla mia lingua o religione; ho il dovere di rispettare ...................................................................................................................................................... Ho il diritto di non essere offeso o offesa; ho il dovere di ................................................................. ..............................................................................................................................................................................

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Educazione Civica

LA COSTITUZIONE, UN DOCUMENTO PREZIOSO La nostra Costituzione è affascinante: è nata nel 1948, ben 650 anni dopo Dante Alighieri, parla di diritti, doveri e rispetto per aiutarci a distinguere quello che è giusto da quello che è sbagliato.

L’Italia è una Repubblica democratica

SCOPRI di più Le parole Repubblica democratica vengono dal latino: res cosa publica di tutti demos popolo cratos potere

SCOPRI di più L’articolo 2 della Costituzione dice che ogni persona gode di diritti inviolabili di cui non può essere privata. Hai il diritto di vivere, di pensare e dire quel che vuoi (senza offendere le altre persone), di professare la tua religione, di avere dei figli. Completa la frase segnando con una . I diritti inviolabili:   sono quelli legati alla tua persona e non li perdi neanche quando fai parte di un’associazione.   sono quelli che ti permettono di fare sempre ciò che vuoi, sia a scuola sia a casa.

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Quindi la Repubblica è:   la forma di governo in cui il potere è nelle mani di una sola persona e il potere si tramanda di padre in figlio.   la forma di governo in cui il potere appartiene al popolo che elegge i suoi rappresentanti.


Orientiamoci al

LA COSTITUZIONE E I DOVERI La Costituzione dice che hai anche dei doveri.

Sarebbe bella una società con soli diritti o con solo doveri?

Sarebbe impossibile vivere in una società con soli diritti perché ognuno sosterrebbe solo le proprie ragioni a scapito degli altri!

bene

Sarebbe una vera noia una società di soli doveri: non saremmo liberi di fare nulla, nemmeno di praticare il nostro sport preferito se non fosse deciso per legge!

La libertà di essere diversi gli uni dagli altri è ciò che ci permette di incontrarci nel rispetto reciproco, per diventare migliori. I “doveri” indicati nella Costituzione li devi intendere come una forma di solidarietà verso gli altri cittadini e le altre cittadine.

UNA METAFORA PER CAPIRE: SIAMO TUTTI ANELLI Immagina che la società sia come una rete tesa fatta di tanti anelli, uno unito all’altro. Ci possono essere anelli più forti e più grandi, altri più deboli, altri più piccoli, alcuni più rigidi, alcuni più flessibili. Ognuno con una sua funzione o con le sue caratteristiche. Se ciascun anello continua a fare il proprio dovere, e se gli anelli più forti aiutano quelli più deboli, la rete non si rompe e la società si mantiene integra. Tutti gli anelli, cioè i cittadini e le cittadine, ne trarranno beneficio.

Segna con una se le affermazioni sono vere (V) o false (F). Ci sono persone che non hanno doveri verso V F la collettività. Le società ideali sono quelle formate da persone tutte uguali, con aspirazioni simili, così V F non litigano tra loro. Pagare le tasse è un dovere che permette allo Stato di avere i soldi per offrire i servizi a tutti i cittadini e a tutte V F le cittadine.

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Educazione Civica

E SE SI SBAGLIA? Urla e lamenti l’orecchio mio ora sente, al naso giunge un olezzo puzzolente, alla mia vista milioni di persone, che in vita mai fecer cose buone. (Inferno, La porta dell’Inferno, pag.

Può capitare di sbagliare, a volte poco, altre volte tanto.

Per ogni azione c’è sempre una conseguenza!

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DISCUTI in classe Riflettete insieme. Quali potrebbero essere le conseguenze se… getti nel mare plastica e rifiuti? giochi tutto il pomeriggio con lo smartphone anziché studiare? un bullo o una bulla strattona un compagno o una compagna per le scale?

A volte gli adulti commettono sbagli molto gravi che comportano il carcere. Dante mette tutti all’Inferno, ma… che cosa dice la Costituzione Italiana? La Costituzione ci insegna che è importante avere rispetto anche per chi si trova in carcere. Anzi, bisogna aiutare queste persone a comprendere i propri errori per non ripeterli più. Ogni essere vivente, infatti, ha a disposizione solo una vita: dobbiamo averne sempre cura!

SCOPRI di più L’articolo 27 della Costituzione dice che ciascuno di noi risponde personalmente dei propri errori e che nessuno è colpevole fino a quando non viene condannato nell’ultimo grado di giudizio (i gradi di giudizio sono ben tre!). Le pene non possono essere inumane e non è ammessa la pena di morte.

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DISCUTI in classe Secondo voi, la tortura rientra tra le pene accettate dalla nostra Costituzione?


Ef fetto domino dell

L’INTENZIONE FA LA DIFFERENZA?

e azioni

È più grave fare del male a qualcuno volontariamente e meno grave farlo senza volerlo. Ma attenzione, le conseguenze restano in entrambi i casi! Osserva. Quale fra le due azioni è più grave? Meritano la stessa punizione?

Segna con una se le affermazioni sono vere (V) o false (F). Per fare le scelte giuste: devo sempre pensare prima di agire o di parlare. devo andare per la mia strada senza far caso a chi mi sta intorno. devo mettermi nei panni di chi ho davanti. devo fare sempre il contrario di quello che mi consigliano.

V V V V

F F F F

SCOPRI di più Scopri quali sono i tre gradi di giudizio previsti dalla Costituzione Italiana: trova le tre parole nascoste, scritte in alfabeto Braille.

A B C D E

F G H

I

J

K L M

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N O P Q R S T U V W X Y Z ....................................................................................

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Educazione Civica

ROSSO O NERO?

Immagina di avere una penna magica che cambia il colore in base a quello che scrivi: la penna scrive in nero, come il buio, se descrivi un’azione che ha ferito o causato dolore a qualcuno, in rosso, come il cuore, se l’azione descritta è buona. Ora, immagina di dover appuntare ogni giorno su un diario ciò che dici o fai. Che cosa hai fatto nell’ultima settimana? Scrivi un’azione che potrebbe avere il colore nero e una il colore rosso. Poi confrontale con i compagni e le compagne. La mia frase nera .........................................................

La mia frase rossa .......................................................

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DISCUTI in classe Riflettete insieme. Quali sono le conseguenze che le azioni descritte potrebbero aver avuto sugli altri? Leggi questo racconto: è una metafora che ti aiuta a capire meglio.

CHIODI DA NON PIANTARE C’era una volta un bambino che rispondeva male a tutti, offendeva ed era cattivo con chi gli stava attorno. Tutti soffrivano ed erano arrabbiati con lui perché feriva i sentimenti delle persone. Un giorno il bambino decise di cambiare: qualcosa dentro di lui gli faceva provare vergogna per come si comportava. Desiderava diventare un bambino buono! Andò dal nonno e gli chiese: – Nonno, che cosa posso fare per diventare più buono? Il nonno, che era un signore molto saggio e gentile, decise di aiutarlo in un modo molto particolare. – Guarda quella staccionata laggiù. Ogni volta che ti capiterà di fare o dire una cattiveria ai danni di qualcuno, vai lì e pianta un chiodo con un martello.

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Ef fetto domino dell

e azioni

Il bambino rimase molto stupito del consiglio, non capiva, ma decise di fare come il nonno gli aveva suggerito. Nei giorni seguenti, anche se provava a essere più rispettoso verso gli altri, si trovò spesso a piantare chiodi nella staccionata. Ma, con il passare del tempo, riuscì a non piantare nessun chiodo. Con grande soddisfazione corse dal nonno e gli disse: – Nonno, finalmente ci sono riuscito! Non faccio più cattive azioni! Però, caro nonno, non mi sento ancora del tutto buono… perché? Il nonno, che aspettava quel giorno, diede al nipotino un cacciavite e gli disse: – Domani mattina togli tutti i chiodi che hai piantato nella staccionata. E così fece. Il mattino seguente tolse tutti i chiodi e poi tornò dal nonno. – Osserva il legno della recinzione, che cosa noti? Il bambino rispose: – Tantissimi buchi! Il nonno sorrise: – Vedi, ogni buco è il male che hai provocato. Per sentirsi buoni non basta evitare di compiere cattive azioni. Si devono togliere i chiodi dalla nostra personale staccionata e controllare quanto sono profondi i buchi che abbiamo lasciato. Può capitare che questi buchi si richiudano grazie al passare del tempo; altre volte sono così profondi che neanche il tempo riesce a richiuderli. Infine, ci sono le volte che decidiamo di non togliere neanche i chiodi. Devi capire che la staccionata rappresenta la nostra coscienza. A volte facciamo finta di non ascoltarla, ma lei è lì paziente e spera che quei chiodi vengano tolti e i buchi si riparino. Ricorda: è molto più facile piantare un chiodo che toglierlo con il cacciavite! adatt. da I chiodi, i buchi e il bambino che voleva essere buono, www.aforismi.meglio.it

Cerca sempre di riempire il diario della tua vita solo con frasi rosse, fatte di amore e rispetto verso gli altri! 11


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UNA BUONA GUIDA È ORO ... ed io con lui mi sento più tranquillo... 6) (Inferno, La selva oscura, pag. 6

Lo dice Dante quando sta per entrare nell’Inferno, riferendosi a Virgilio, la sua guida spirituale. Perché, secondo te, Dante si sente più tranquillo accanto a Virgilio? Crescere è come camminare lungo un sentiero di montagna: a volte si cammina in salita, altre in discesa, a volte sul ciglio di un precipizio, altre su ampi altipiani. Puoi incontrare animali, piante, altre persone e tante situazioni diverse. Dovrai fare delle scelte, a volte anche difficili!

Avere al tuo fianco una buona guida rende tutto più facile!

Una guida è un dono prezioso da custodire!

Scopri come si comporta una buona guida. Completa il testo con le parole giuste. Scegli tra: felice interpretare doppi fini aiutarti sbagliare sicuro giudicarti ti consiglia Una buona guida ................................................................... pensando sempre al tuo bene, senza ................................................................... e soprattutto senza ................................................................... . Vuole solo ............................................................ a ............................................................ la realtà nel modo giusto. Perché vuole vederti ......................................................... e non farti ........................................................... . Non ti sentirai mai solo o sola, ma sempre al ................................................................... perché sarà lì con te, per ascoltarti e consigliarti! Illuminerà la tua strada quando diventa buia e senti che potresti inciampare.

Tutti abbiamo bisogno di avere accanto una persona di riferimento. Qual è la tua? Un amico o un’amica. L’insegnante. Un familiare. ..........................................................

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Racconta qual è la sua qualità migliore e quando ti ha aiutato o aiutata a evitare uno sbaglio.


Una buona guida

è oro

L’UMILTÀ, UNA DOTE IMPORTANTE Sai chiedere un consiglio a chi ne sa più di te?

È un segno di grande intelligenza e umiltà!

L’umiltà è una dote fra le più preziose: ti permette di scoprire i tuoi punti di forza e i tuoi punti di debolezza.

DISCUTI in classe Racconta un tuo punto di forza e un tuo punto di debolezza. Poi confrontali con quelli dei compagni e delle compagne. Punto di forza: ................................................................. ............................................................................................. ............................................................................................. .............................................................................................

Quale guida sceglieresti in base alla frase che dice?   “Non ho pazienza per i problemi degli altri!” “Il rispetto innanzitutto!”   “Mi fa piacere indicarti la strada che tu non vedi.”

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Tra questi amici, quale potrebbe diventare una buona guida?

Punto di debolezza: ........................................................

Il più forte della classe, così può picchiare chi mi tratta male.   Chi sa aiutarmi a raggirare le regole, così da poter fare ciò che voglio.   Chi si rifiuta di passarmi le soluzioni dei compiti, ma mi spiega come farli.

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Non temere di chiedere un consiglio: a molte persone piace aiutare gli altri! 13


Educazione Civica

LA COSTITUZIONE È LA NOSTRA GUIDA

La Costituzione è la “legge delle leggi”! I suoi articoli sono una guida a cui ogni cittadino e ogni cittadina devono ispirarsi per capire che cosa è giusto e che cosa è sbagliato. Completa il testo con le parole giuste. Scegli tra: convivere regole comportamenti

diritti umani

La Costituzione indirizza i .............................................. delle persone e delle Istituzioni, definendo i .............................................. e le .............................................. da seguire per .............................................. civilmente.

Articoli della Costituzione italiana e francese Costituzione italiana: Art. 1 L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro. La sovranità appartiene al popolo, che la esercita nelle forme e nei limiti della Costituzione. Art. 3 Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione […] Costituzione francese: Art. 1 La Francia è una Repubblica indivisibile, laica, democratica e sociale. Essa assicura l’eguaglianza dinanzi alla legge a tutti i cittadini senza distinzione di origine, di razza o di religione. Essa rispetta tutte le credenze. Art. 3 La sovranità nazionale appartiene al popolo che la esercita attraverso i suoi rappresentanti e mediante referendum […] I valori espressi nella Costituzione italiana e francese sono:   simili.   diversi.

Colora la bandiera francese (bianca, rossa e blu) e quella italiana (bianca, rossa e verde), ricordando che in entrambi i casi il colore rosso è sulla parte esterna, lontano dall’asta.

Ogni Nazione ha la sua Costituzione e le sue regole. Viaggiare e conoscere nuove culture ti permette di comprendere meglio le abitudini degli altri. 14


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UN BUON COMPORTAMENTO TIRA L’ALTRO

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Che spettacolo triste e disgustoso, io guardo altrove e son meno speranzoso; e sulla riva di un fiume tanta gente, Caronte, il barcaiolo, triste attende. . 67) (Inferno, La porta dell’Inferno, pag

Come Dante, anche tu potresti avere incontrato persone così, oppure averne sentito raccontare le loro brutte azioni al telegiornale. Sarebbe bello avere notiziari che raccontino solo buone notizie e bei comportamenti che ci facciano stare bene e che non mettano a rischio il Pianeta in cui viviamo. Potresti domandarti: “Ma che cosa posso fare io da solo o da sola?”. Rifletti: l’oceano, così immenso, è fatto di tante piccole gocce e senza quelle gocce non esisterebbe. Allo stesso modo tu, che vivi nella società insieme ai tuoi amici, alle tue amiche e a tante altre persone, sei come quella goccia: contribuisci a formare la società.

Potrai cambiare le cose:   solo dopo che i Governi faranno leggi comuni per migliorare la situazione.   iniziando ogni giorno a rendere migliori i luoghi che frequenti. mai, non si possono cambiare le cose.

Il bene è contagioso… sembra che non si faccia sentire, ma spesso urla più forte del male! Basta tendere l’orecchio e imparare ad ascoltare. 15


Educazione Civica

CHE COSA È LA FELICITÀ?

Gentilezza e felicità sono profondamente legate.

LA POTENZA DELLA FELICITÀ Ero in vacanza con la mia famiglia su un’isola straniera dove non era semplice trovare dei giocattoli come bambole, videogiochi, costruzioni... Ci eravamo persi in aperta campagna e abbiamo dovuto chiedere indicazioni per raggiungere la città. Ci hanno aiutati una signora, la sua bambina e il cuginetto; erano vestiti molto umilmente, ma sono stati gentili e disponibili. Li abbiamo ringraziati e stavamo per andare via quando i miei occhi si sono soffermati su quelli della bambina, che mi guardava incuriosita ma seria, con uno sguardo forse un po’ malinconico. Avevo un piccolo peluche in automobile, un orsetto che mi avevano regalato in Italia e che mi piaceva molto. Mi venne assolutamente naturale prendere quel peluche e darlo alla bambina. Un dono inaspettato per lei, speciale perché introvabile nel suo Paese. Un regalo tutto per lei! Nel momento in cui il peluche passò dalle mie mani alle sue, vidi gli occhi della bambina cambiare totalmente, illuminarsi e prendere la forma degli occhi felici. E con un grande sorriso mi disse grazie nella sua lingua: sentivo tutta la potenza di quella felicità. Con così poco, avevo dato così tanto! È stata una delle più belle emozioni provate in vita mia. La vacanza continuò ancora meglio.

DISCUTI in classe Confrontatevi e rispondete alle domande. Quali sentimenti riconosci in questo racconto? Associa le parole ai vari momenti del racconto: generosità, gentilezza, solidarietà, umiltà, riconoscenza, educazione, empatia, sorpresa. Perché alla fine l’autrice dice che la sua vacanza migliorò? Che emozione ha provato la bambina che ha ricevuto il peluche? Secondo te, che cosa ha fatto una volta tornata tra i suoi amici e le sue amiche?

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IL BENE È CONTAGIOSO!

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Osserva il disegno: rappresenta il circolo virtuoso delle buone azioni.

A

buona azione

D

emozione positiva riflessa

B

C

emozione positiva

esternazione per la riconoscenza

Il bene chiama il bene, a volte non subito, ma prima o poi arriva. Quando aiuti il prossimo, pur credendo di farlo per rendere felici gli altri, in realtà stai rendendo felice anche te stesso o te stessa. Completa la frase segnando con una . Ogni essere umano è un “animale sociale”, cioè:   adora le feste e stare in compagnia tutti i giorni.   sa come comportarsi in società.   ha una parte della sua anima che ama aiutare gli amici, i familiari e persino gli sconosciuti.

Non ci sono persone totalmente malvagie, anche le più cattive hanno dentro una piccola parte buona. Per risvegliarla a volte basta poco, altre volte è più complicato e serve “urlare più forte”. Solo dando l’esempio si può aiutare a risvegliare la parte buona di chi è solito sbagliare. 17


Educazione Civica

EMPATIA PER ESSERE FELICI

Rifletti: che cosa significa “empatia”? Segna con una .   Empatia è capire e intuire i sentimenti degli altri, mettendosi nei loro panni.   Empatia è imitare gli altri, anche facendo cose che non ci piacciono.   Empatia è fare agli altri quello che vorresti fosse fatto a te.

Qualsiasi tua azione suscita, in chi ti sta accanto, un’emozione positiva o negativa, piccola o grande. Le emozioni grandi si ricordano più facilmente, quelle piccole potrebbero essere dimenticate. Cerca di suscitare sempre emozioni positive: gli altri si ricorderanno di te con gioia e piacere. Questo ti arricchirà molto e ti renderà felice!

Possedere la vita è un privilegio, per questo è importante non sprecarla. Essa è il più grande regalo che abbiamo ricevuto: prenditi cura non solo della tua vita, ma anche di quella degli esseri viventi che ti circondano.

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EMPATIA VERSO IL NOSTRO PIANETA

i

A proposito di esseri viventi, di oceani, di Pianeta… Dante non aveva questi problemi, ma oggi il nostro Pianeta ha molto bisogno delle nostre azioni buone. Se lo trattiamo bene, lo curiamo e lo rispettiamo, esso ci ripagherà suscitando in noi emozioni positive.

Completa il testo con le parole giuste. Scegli tra: piante barriera corallina paesaggio l’ambiente boschi e foreste

prodotti tossici aria pulita colorata biodiversità

Se non sporcheremo ............................................................................................................... con i nostri rifiuti, il Pianeta ci ripagherà con la bellezza di un ....................................................................................... incontaminato. Se non butteremo ............................................................................................................... in mare, il Pianeta ci farà godere della sua ............................................................................................................... e della meravigliosa ............................................................................................................... . Se non bruceremo ............................................................................................................... , il Pianeta ci ripagherà con ............................................................................................................... e tante ............................................................................................................... dalle mille forme e funzioni.

Il Pianeta ha una grande energia vitale: la vediamo osservando la vegetazione, gli animali, il fuoco, l’aria, l’acqua, il mare e tutto quello che di naturale troviamo intorno a noi. Quando utilizziamo le risorse naturali, il Pianeta deve crearne di nuove attraverso un lento processo che ha bisogno di molto tempo. Dobbiamo quindi essere rispettosi, e ricordarci che le generazioni future hanno il diritto di goderne nella stessa misura.

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Educazione Civica

UNA METAFORA PER CAPIRE

Immagina che i tuoi genitori aspettino degli ospiti tra una settimana per festeggiare un compleanno, ma che abbiano comperato oggi gli ingredienti per fare una torta al cioccolato. Immagina di aprire il frigo e mangiare insieme ai tuoi amici e alle tue amiche metà del cioccolato che trovi, creando anche un bel po’ di disordine in salotto. Se non acquisterai nuovamente il cioccolato consumato e se non riordinerai il salotto in tempo, i tuoi genitori non avranno gli ingredienti per fare la torta e gli ospiti non solo dovranno rinunciare al dolce, ma saranno costretti a stare in mezzo al disordine creato da te, dai tuoi amici e dalle tue amiche. Ti sembra giusto?

Sai come si chiama un comportamento che rispetta le generazioni future? Risolvi le operazioni, sostituisci il numero con la lettera corrispondente dell’alfabeto e lo scoprirai. Segui l’esempio.

3×5+2 17

S

5 × 8 – 31 ........

........

9 × 8 – 59

7 × 4 – 11

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........

2×0+2 ........

........

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4×4+2 ........

........

6 × 7 – 37 ........

6 × 4 – 15

7 × 9 – 53

8 × 8 – 59

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........

L’energia del Pianeta non è infinita! È per questo che nel 2015 è stata creata l’Agenda 2030 per lo Sviluppo Sostenibile sottoscritta da 193 Paesi membri dell’ONU che hanno fissato gli obiettivi (goals) da raggiungere tutti insieme entro l’anno 2030. Questi obiettivi riguardano azioni a favore delle persone, del Pianeta e della prosperità in generale. Una vera gentilezza verso tutti noi!

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2×6 ........

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LA VITA SOTT’ACQUA

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i

L’Obiettivo 14 dell’Agenda 2030 pone attenzione al mare. Per quale motivo? Perché anche il mare ha i suoi diritti, il mare è vivo! Tre quarti del Pianeta è ricoperto dagli oceani e gli astronauti, dallo spazio, lo hanno soprannominato il Pianeta Blu!

SCOPRI di più Il 97% dell’acqua presente sulla Terra sta proprio negli oceani. Dove si trova il restante 3% dell’acqua? .........................................................................................................................

Il mare va considerato un amico generoso da proteggere sempre. Nelle sue acque c’è un’incredibile biodiversità (da bios = vita) con tantissime specie viventi. Fino a oggi gli scienziati e le scienziate ne hanno identificate ben 200 000, ma i numeri reali potrebbero raggiungere anche diversi milioni… Negli abissi marini non si va molto spesso a controllare!

Abitudini da cambiare Se togli dall’acqua le stelle marine, anche per pochi minuti, possono morire anche a distanza di giorni. Non importa se le rimetti subito in mare. L’acqua nei secchielli si riscalda in poco tempo e perde ossigeno: una situazione letale per questi delicatissimi animali, che morirebbero dopo una lenta agonia. Quando sei al mare, non farlo!

SCOPRI di più Nelle reti da pesca rimangono spesso intrappolati pesci troppo giovani, che non hanno avuto modo di riprodursi, alterando così l’ecosistema marino. Quali altri pesci, mammiferi marini e rettili marini rimangono intrappolati nelle reti da pesca? .................................................................. .................................................................. ..................................................................

Conosci questo simbolo? Che cosa significa? Può essere utile cercarlo quando si va a fare la spesa? Dove potresti trovarlo?

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Educazione Civica

GENEROSITÀ, L’AMICA PIÙ BELLA Sono gli avari col pugno chiuso stretto che oro e denaro tennero protetto, e al senso opposto son gli spendaccioni, che hanno speso i capelli oltre ai fiorini. (Inferno, Gli avari e i prodighi, pag. 7

Vorrei convivere felicemente con chi ho accanto...

1)

Allora cerca di dare molto valore all’altruismo!

C’è una dote del nostro animo molto preziosa che si chiama generosità. Non tutti sono così fortunati da averla, ma tutti possono imparare a coltivarla. Come prima cosa, inizia con un gran sorriso! Un grandissimo sorriso alla vita è il modo giusto per predisporsi alla generosità. Se sei una persona positiva, aperta ad ascoltare gli altri con gentilezza, allora hai la possibilità di diventare generoso o generosa! Devi essere felice di quello che hai, poco o tanto che sia: in questo modo il tuo animo sarà libero da pensieri negativi che ti impediscono di ascoltare le richieste di aiuto.

SCOPRI di più I generosi non sono mai distratti… Potranno qualche volta perdere lo zaino o dimenticare il quaderno a casa, ma non saranno mai distratti nell’ascoltare la persona che hanno davanti. Capiranno subito se possono dare il loro aiuto e si offriranno spontaneamente per farlo! Sono altruisti! Chi è generoso o generosa è sempre disponibile ad aiutare senza aspettarsi nulla in cambio. Anzi, adora farlo! È come una sfida… ma una sfida che “sa di buono”!

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TANTI MODI PER ESSERE GENEROSI

G e n e r o s it à , l ' a m i c a

più bella

La generosità è una virtù che ha permesso alla nostra specie di continuare a esistere. Se oggi esistiamo è anche perché in passato qualcuno ha “dato”, rinunciando a ricevere qualcosa in cambio. È quello che quotidianamente fa chi si occupa di te: ti accudisce senza aspettarsi nulla, con il solo desiderio di vederti crescere felice e in buona salute. Con i compagni e le compagne e con l’aiuto dell’insegnante, fai una ricerca in Internet su Albert Bruce Sabin e scopri che grande atto di generosità fece per l’intera umanità. Poi, completa la sua famosa dichiarazione: “È il mio regalo a ................................................................................................... ” Pensa ad altri esempi di generosità di cui sei stato o sei stata protagonista. Confrontali con quelli dei compagni e delle compagne e votate in classe il gesto secondo voi più meritevole. Create un torneo di generosità ed eleggete il vincitore o la vincitrice ogni settimana.

DISCUTI in classe Alcuni comportamenti sono generosi, altri no. Esegui l’attività seguente, poi confrontati con i compagni e le compagne. Per ogni situazione, segna con una il comportamento che ti sembra generoso. “Mi sento triste oggi, vorrei parlare con qualcuno.”   “Raccontami quel che accade, a giocare vado dopo.”   “Mi spiace, passerà! Ci vediamo domani!” “Mi hanno rubato la bicicletta e domani non posso andare a fare la passeggiata con gli amici.”   “Non preoccuparti, prendi la mia. Io devo studiare e mi fa piacere se la usi tu.”   “Che sfortuna! Ti perderai una bellissima giornata!”

“Ciao nonno, sono venuto a trovarti...”   “Volevo sapere come stai. Perché non mi racconti le tue avventure da giovane?”   “Tutto ok? Mi compreresti un gioco?” Continua tu: immagina altre due situazioni in cui puoi dimostrare la tua generosità! ............................................................................................... ............................................................................................... ............................................................................................... ............................................................................................... ............................................................................................... ............................................................................................... ............................................................................................... ...............................................................................................

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Educazione Civica

IL GIUSTO EQUILIBRIO

Una vita dedicata solo a noi stessi e a noi stesse, senza provare pietà o empatia per chi ha bisogno né rispetto per il prossimo è una vita che ci fa restare soli e sole, senza veri affetti. Essere generosi e generose, però, non significa sprecare o rinunciare a tutto quel che hai. Perché la generosità vale anche verso te stesso e te stessa. Devi ricordare che per ottenere le cose che possiedi ci sono voluti i sacrifici e l’impegno di qualcuno. Per questo devi averne cura e non sprecarle. Ma allora, devo dare oppure no?

SCOPRI di più L’opposto della generosità è l’egoismo e, se ci si riferisce al denaro, è l’avarizia. Egoista è la persona sempre concentrata su se stessa, che non ama offrire agli altri le proprie cose o il proprio tempo per paura di rimanerne priva o per semplice disattenzione verso la sensibilità degli altri. Avara, invece, è la persona che non usa o non condivide i propri beni per paura di rovinarli o sprecarli perché è concentrata solo su se stessa e non le importa essere gentile.

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La soluzione sta nel giusto equilibrio: gli eccessi sono sempre sbagliati!

Non ho capito nulla della lezione di matematica!

Non preoccuparti, rinuncio alla ricreazione per spiegarti quello che so.


G e n e r o s it à , l ' a m i c a

Le persone felici si concentrano su quello che hanno.

AVARIZIA E AVIDITÀ VANNO A BRACCETTO Avida è la persona che non ha una visione positiva della vita, vede il bicchiere sempre mezzo vuoto, le manca sempre qualcosa… per questo cerca di avere e accumulare sempre di più.

più bella

Le persone infelici si concentrano su quello che manca.

DISCUTI in classe Riflettete sulla differenza tra avarizia e avidità. Quale di questi difetti secondo voi è peggiore? Una persona ricca e avara è anche povera. Sapete spiegare perché?

Quali di questi verbi possono essere utilizzati per compiere azioni generose?   Prestare   Tenere nascosto

Donare   Insegnare

Aiutare   Trattenere

Scrivi delle frasi “generose” utilizzando i verbi giusti. .................................................................................................................................... .................................................................................................................................... .................................................................................................................................... .................................................................................................................................... .................................................................................................................................... .................................................................................................................................... .................................................................................................................................... .................................................................................................................................... .................................................................................................................................... .................................................................................................................................... .................................................................................................................................... ....................................................................................................................................

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Educazione Civica

GENEROSITÀ NELL’AGENDA 2030

Avarizia e desiderio di guadagno sono le cause di molte guerre. Un po’ di generosità unita a un pizzico di buon senso potrebbe essere la ricetta per migliorare il nostro Pianeta e salvare dalla miseria e dalla povertà molti popoli più sfortunati. Anche l’Agenda 2030, il piano che i Paesi del mondo hanno stabilito per migliorare la vita del nostro Pianeta entro l’anno 2030, parla nei suoi primi due obiettivi di Sconfiggere la povertà

e Sconfiggere la fame

.

Generosità nella nostra Costituzione Anche la nostra Costituzione è generosa, in più articoli! L’Art. 24 dice che ognuno di noi può rivolgersi alla giustizia per tutelare i propri diritti, perché il diritto alla difesa è tra quelli inviolabili. È assicurato anche alle persone povere che non possono sostenere le spese di un giudizio. In questo caso è lo Stato che paga loro gli avvocati. L’Art. 32 ricorda che la nostra Repubblica tutela la salute di tutti, nell’interesse del singolo e dell’intera collettività. E se qualcuno non ha abbastanza soldi per curarsi, lo Stato gli garantirà cure gratuite. L’Art. 38 assicura il mantenimento e l’assistenza sociale a chi non può lavorare e mantenersi da solo. L’Art. 11 afferma che l’Italia ripudia la guerra ed è disposta, se lo stesso fanno anche gli altri Stati, a limitare la propria sovranità in nome della pace e della giustizia tra i popoli.

DISCUTI in classe Cercate sul dizionario la definizione di povertà, fate una ricerca su quali sono i Paesi più poveri al mondo e discutetene in classe. Vi viene in mente un personaggio che ha rinunciato a tutte le sue ricchezze preferendo vivere in povertà? Ne trovi un esempio a pagina 64. Avreste avuto lo stesso coraggio?

I nostri padri Costituenti, coloro che hanno scritto la Costituzione, hanno fatto proprio un buon lavoro! 26


C o n r i s p et t o , d i c o

la mia!

CON RISPETTO, DICO LA MIA! In corsa eterna dietro una bandiera si spostano... 67) (Inferno, La porta dell’Inferno, pag.

Dante ne fa cenno, ma forse qualche volta le hai incontrate anche tu: sono le persone che dicono e fanno solo quello che pensano e dicono gli altri e non prendono mai una posizione loro! Secondo me questo murales è bellissimo!

Anche secondo me!

Anche io la penso così! Belloooo!

È veramente bello questo murales? Perché secondo te tutti assecondano il compagno?

? Nella vita dovrai prendere tante decisioni ed esprimere spesso la tua opinione: dovrai usare il TUO cervello!

DISCUTI in classe C’è bisogno di aggredire e offendere per farsi rispettare? I veri leader non urlano e non usano la forza. Tu sarai un leader o una leader se verrai riconosciuto o riconosciuta tale per le tue idee, se saprai esprimerle con rispetto e sarai disponibile al confronto con gli altri. Non devi temere di esprimere quello che pensi. Le tue opinioni valgono come quelle degli altri. L’importante è parlare sinceramente e con educazione.

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Educazione Civica

CONOSCI MEGLIO I TUOI GUSTI

Quando qualcuno vuole convincerti a fare qualcosa di sbagliato, bisogna essere molto decisi.

Dai, che aspetti? Scavalca anche tu!

No! È una cosa sbagliata e pericolosa!

Per essere decisi e non farsi influenzare, bisogna volersi bene e avere stima di se stessi e di se stesse. Per rafforzare la propria autostima il primo passo è capire che cosa ci piace. C’è qualcosa che ti annoia o ti diverte? Che cosa ritieni giusto o sbagliato? Hai un sogno nel cassetto? Una volta che avrai imparato a conoscerti meglio, riuscirai a esprimere le tue idee con assertività.

Che cosa vuol dire “assertività”? Assertiva è una persona che ha un’opinione positiva di sé e dà valore a quello che pensa pur mettendo in conto che a volte potrebbe sbagliare! Devi coltivare la tua autostima, ricordando che devi mantenere una buona opinione di te anche quando sbagli… perché a tutti capita di sbagliare ogni tanto! Osserva i disegni e leggi i dialoghi. Quale risposta è corretta se vuoi esprimere la tua personalità?

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Perché non comperi le scarpe da ginnastica blu che abbiamo tutti?

Non le compro blu perché il rosso è il mio colore preferito.

Va bene, lo farò. Anche se le avrei preferite rosse...


C o n r i s p et t o , d i c o

METTI ALLA PROVA LA TUA ASSERTIVITÀ

la mia!

Osserva queste immagini ed esprimi il tuo giudizio in classe. Se qualcuno non la pensa come te, confrontatevi spiegando le vostre ragioni. Ti piace questo dipinto? Si intitola “I bari” e lo ha dipinto Caravaggio. C’è qualcuno dei tre protagonisti che vorresti imitare? Perché?

Che cosa pensi del colore dei capelli di questa bambina? Ti piacciono? Perché?

Possedere un proprio pensiero e una propria personalità ci rende forti e interessanti agli occhi degli altri! È importante sapere prendere una posizione in alcuni casi. Tu avresti il coraggio di farlo? Che cosa diresti agli autori di questi comportamenti?

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Educazione Civica

REGOLE IMPORTANTISSIME

Ti sarà capitato qualche volta che mamma, papà oppure un fratello o una sorella maggiore ti abbiano lasciato utilizzare il loro smartphone per chiamare un familiare, scattare una fotografia o inviare un semplice messaggio. Alla tua età è bene, infatti, non possederne ancora uno proprio. Ma se ti capita di utilizzarlo più spesso devi fare molta attenzione.

La prima regola Osserva il disegno. Secondo te, il bambino che sta riprendendo la scena è un leader? Che cosa sta accadendo?

Dante avrebbe portato con sé uno smartphone durante il suo viaggio straordinario? Sicuramente no! Lo smartphone può essere utile e divertente, ma è anche uno strumento che bisogna imparare a utilizzare! È come una porta magica attraverso cui affacciarsi sul mondo: permette di comunicare facilmente con amici, amiche, conoscenti e parenti, ma anche con persone a cui è bene non dare confidenza… Bisogna prestare sempre attenzione! Con i social tu puoi guardare loro...

... ma loro possono guardare te!

Invio messaggio

Devi ricordare che ciò che scegli di inviare, per esempio un messaggio, anche a una sola persona, non potrai più controllarlo. Infatti, il tuo amico o la tua amica potrebbe decidere di inoltrarlo ad altri amici e loro ad altri ancora, così che tu ne perderesti le tracce.

Lo smartphone è come uno straordinario megafono capace di ingrandire l’effetto del tuo messaggio a dismisura: NON usarlo per mentire, prendere in giro o ingannare un altro essere umano. 30


C o n r i s p et t o , d i c o

la mia!

La seconda regola Non partecipare a conversazioni che possono fare del male a qualcuno. Sii un buon amico o una buona amica e prima di condividere qualcosa pensa sempre alle conseguenze. Se il messaggio, la fotografia o il video potrebbe dispiacerti o far dispiacere a qualcuno, non inviarlo!

Che cosa, secondo te, è giusto scrivere in un messaggio? Segna con una

SÌ oppure NO.

Ci sono persone che non hanno doveri verso la collettività.

NO

Ieri ho incontrato Francesca, era molto carina.

NO

Hai visto quanto è vestito male il nuovo compagno?

NO

Ieri la nonna ha cucinato una super torta che è già finita; speriamo ne faccia un’altra!

NO

Partiremo per le vacanze e staremo fuori casa per due mesi esatti.

NO

Vi presento il mio bel cagnone mentre fa la passeggiata!

NO

Ti invito alla festa del mio compleanno, ma non dirlo a nessuno!

NO

Scrivi sempre in un messaggio quello che diresti davanti a tutti di persona. Non pensare di essere nascosto o nascosta dietro la tastiera: tutti possono vedere quello che dici! 31


Educazione Civica

L’AMORE È UNA GRANDE FORZA ... qual è la forza che nel dolore unisce? [...] Chiedo al Maestro, che svela a me il mistero: Amore è quella forza, Amore vero... (Inferno, I lussuriosi, pag. 69)

Dante provava un amore infinito per Beatrice e alla fine del suo lungo viaggio la incontra in Paradiso. Che cosa è l’amore? Dell’amore si parla da secoli e molti si sono posti questa domanda. Il dizionario lo definisce un sentimento intenso di affetto o di simpatia verso una persona, un animale, un oggetto o anche verso un ideale. Però l’amore è anche molto di più! È un’emozione che riempie le tue giornate, ti fa ridere, a volte ti fa piangere, ma sicuramente senza amore nessuno di noi può vivere. Prova a dare la tua definizione di amore pensando ai valori in cui credi o a come vivi le relazioni con gli altri. Amore è .......................................................................................................................................................................... .

DISCUTI in classe 1

Rispetto le tue idee, anche se non sono d’accordo!

2

Non voglio cambiarti, anche se hai dei difetti!

3

Non voglio nulla da te in cambio del mio affetto!

Se ami, ragioni con il cuore e desideri donare all’altro o all’altra per la semplice gioia di dare. 32

Ti sei mai espresso o espressa in questo modo? Racconta la tua esperienza.


L'amore è una gra

L’AMORE E L’AMICIZIA Come posso dimostrare amore?

Sicuramente donando la tua amicizia!

L’amicizia è uno dei sentimenti più nobili e preziosi. Avere amiche e amici veri su cui contare è la cosa più bella!

nde forza

SCOPRI di più L’amicizia è condivisione. L’amicizia non conosce invidia. Non è mai violenta, né nei gesti né nelle parole. L’amicizia è stare insieme allegramente, gioendo delle nostre diversità. L’amicizia è il sostegno dato o ricevuto, nel momento del bisogno. L’amicizia non giudica e non tradisce mai. L’amicizia sa dire “scusa” quando si sbaglia e sa sempre come rimediare.

L’amicizia si conquista nel tempo, attraverso i comportamenti di ciascuno, giorno dopo giorno. Se hai un amico vero o un’amica vera, dimostra sempre con i tuoi comportamenti che tieni alla sua amicizia. Con un amico o un’amica al fianco ci si sente più forti nell’affrontare le prove più difficili. L’amicizia non deve mai essere sprecata, un po’ come accade con l’acqua!

DISCUTI in classe Osserva con i compagni e le compagne le situazioni raccontate in questi disegni: esprimono diverse forme di amicizia. Confrontatevi e, insieme, trovatene altre.

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Educazione Civica

LA FORZA DEL PERDONO Minosse, metà toro e metà uomo, non conosce la pietà e il perdono... (Inferno, I lussuriosi, pag. 69)

Minosse è un personaggio che di amore sa ben poco! Perché amore e perdono non possono vivere separati. Te lo dimostrano le persone a te più strette quando fai un errore o ti comporti male: non smettono mai di amarti.

DISCUTI in classe Pensa a un’occasione in cui hai compiuto un bel gesto di amicizia oppure lo hai ricevuto da qualcuno. Raccontalo ai compagni e alle compagne, poi confrontatevi ed eleggete il gesto più bello. Quale di questi sentimenti o emozioni è compatibile con il perdono? Segna con una . Allegria Rabbia

Tristezza Comprensione

Gioia Gelosia

Amicizia Paura

SCOPRI di più Scopri la frase di Indira Gandhi, importante politica indiana: trova le parole nascoste scritte in alfabeto Braille.

A B C D E

F G H

I

J

...............................................................................................

...............................................................................................

K L M N O P Q R S T U V W X Y Z

...............................................................................................

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L'amore è una gra

LA NOSTRA COSTITUZIONE È INNAMORATA?

nde forza

Lo puoi scoprire leggendo questi suoi articoli.

Art. 13 La libertà personale è inviolabile. Non è possibile incarcerare, ispezionare o perquisire una persona, né limitare la sua libertà personale, se non in casi motivati dall’Autorità giudiziaria e con i modi previsti dalla legge. Art. 31 La Repubblica protegge la maternità, l’infanzia e la gioventù, favorendo gli istituti necessari a tale scopo. Art. 33 L’arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento. Art. 34 La scuola è aperta a tutti. L’istruzione inferiore, impartita per almeno otto anni, è obbligatoria e gratuita. I capaci e meritevoli, anche se privi di mezzi economici, hanno diritto di raggiungere i gradi più alti degli studi.

DISCUTI in classe In quale modo la Costituzione dimostra il suo amore? Verso chi lo rivolge? Discutetene in classe.

Scrivi sul quaderno cinque cose che puoi fare per dimostrare amore: alla tua città; al tuo animale domestico; alla tua famiglia;

a un amico o un’amica; a un insegnante; al mare o alla montagna.

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Educazione Civica

I PRESUNTUOSI ... quel colosso costruì la Torre di Babele. L’insana voglia sua di raggiungere il Cielo restò per lui e per altri soltanto un desiderio, perché Iddio punì la loro presunzione e fra tutte le lingue generò confusione. [...] furon pieni di sé, credevan d’essere loro in terra i re dei re. ti, pag. 7 (Inferno, Il pozzo dei Gigan

6)

Dante nell’Inferno incontra uomini grandi come giganti che avevano cercato di costruire un’altissima torre per raggiungere Dio. Furono puniti per la loro presunzione e condannati a parlare lingue incomprensibili. Un po’ quel che succede quando ti trovi davanti a chi si crede molto importante: usa paroloni per descriversi che non capisci e ti racconta di quanto è stato bravo o è stata brava. Chi si riempie di complimenti e crede di non poter sbagliare mai è presuntuoso: pensa di avere dei meriti che non ha e le sue frasi spesso iniziano con “Io ho fatto… Io ho detto…”. Completa ogni coppia di frasi con le parole giuste. Poi scrivi nel quadratino A se la frase è stata detta da chi ha una buona autostima, P se è stata detta da un presuntuoso o da una presuntuosa. come te alcune cose allenamento più bravo di tutti impegno quasi sempre bene genio capisco difficili problema sicuramente risultati studiare risolvere allenatrice   Risolvere i problemi di matematica mi riesce .................................................................................................. , perché mi piace ........................................................................................ .   Sono un vero ....................................................................... non c’è ....................................................................... che io non riesca a ................................................................................... !   ...................................................................................................... al volo quello che spiega l’insegnante, non ................................................................................................................ !   Capisco quel che spiega l’insegnante, anche se ...................................................................................... sono proprio ............................................................................................... !   Sono il bambino ...................................................................................................................... nello sport, l’............................................................................ mi sceglierà ............................................................................... !   Dopo tanto ...................................................................... , sbagli e .......................................................................... abbiamo ottenuto ................................................................................. eccellenti, che bello!

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I SUPERBI

Rispetto le persone

e il Pianet

a

“In vita” dice “ho preteso inchini e onore, ma ora so che non hanno alcun valore... 88) (Paradiso, L’incontro con Giustiniano, pag.

Quando una persona presuntuosa disprezza gli altri o li considera inferiori pretendendo la loro sottomissione o un pegno da pagare, ecco che si trasforma in un superbo! I superbi pensano di essere superiori agli altri, di non dover rispettare le persone, le leggi o ciò che li circonda perché hanno la convinzione di valere più di chiunque. Ma questo non è mai vero: ognuno di noi ha un proprio talento e un proprio valore che ci rende diversi e unici al mondo. Siamo, infatti, tutti preziosi! Impara ad apprezzare le persone che hai accanto e impara a valorizzare le loro qualità: avrai tanti amici e tante amiche!

DISCUTI in classe Per ogni compagno e compagna di classe, descrivi almeno una qualità. Controlla se le qualità che hai individuato corrispondono a quelle individuate dagli altri e discutetene in classe con l’aiuto dell’insegnante. Natura e animali hanno delle qualità? Quali?

Leggi le frasi: secondo te chi si comporta da superbo o superba? Segna con una .   Io sono la più brava della classe, non puoi essere mia amica perché non sei brava come me!   Io sono bravo in matematica, ma è altrettanto brava la mia compagna di banco: insieme facciamo una bella squadra!   Hai visto che bel gioco mi hanno regalato? È molto più bello dei tuoi!

Presunzione e superbia non aiutano a farsi degli amici e delle amiche. Nessuno desidera accanto una persona che non ci aiuta quando abbiamo bisogno e ci prende in giro, sminuendo le nostre qualità, mostrando invece quel che ha o che pensa di sapere.

Avere autostima e un buon giudizio di te è una cosa buona! Ma farlo pesare a chi ti sta vicino o vicina e vantarti per i tuoi meriti non piace a nessuno! 37


Educazione Civica

LA NATURA SI RIBELLA

A volte gli uomini pensano di avere un potere illimitato sulla natura, che silenziosamente sembra tollerare la loro superbia. Ma giorno dopo giorno, da madre amorevole che ci fornisce quello di cui abbiamo bisogno, la natura si ribella. Molte catastrofi naturali e cambiamenti climatici dipendono proprio dai nostri comportamenti sbagliati! Per questo l’Agenda 2030 ci raccomanda di rimanere umili davanti agli elementi naturali. Sai quali sono i quattro elementi naturali? Trova la strada che porta all’uscita del labirinto, leggi in ordine le lettere che incontri e lo scoprirai. ............................................................................ ............................................................................

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L’inquinamento e le fonti energetiche Ci sono fonti energetiche che, man mano che vengono consumate, non si esauriscono, ma si rinnovano immediatamente così da rimanere disponibili sempre nella stessa quantità. Queste fonti, come ad esempio il sole e il vento, danno vita all’energia rinnovabile. Alcune di esse sono anche fonti di energia pulita, perché non immettono nell’atmosfera sostanze inquinanti che potrebbero alterare il clima. Quali sono le cause dell’aumento dell’anidride carbonica o dei gas serra? Segna con una .   I gas di scarico delle automobili.   I riscaldamenti elettrici.

Gli allevamenti di bestiame.   La coltivazione dei fiori.   La deforestazione.

L’utilizzo di fertilizzanti nocivi.   L’agricoltura a km zero, quando l’alimento è prodotto vicino a chi lo consuma.

Un buon modo per rispettare la natura è scegliere di usare energia rinnovabile, come consiglia l’Obiettivo 7 dell’Agenda 2030: assicurare a tutti e a tutte energia pulita. 38


Rispetto le persone

AGIRE PER IL PIANETA

e il Pianet

a

L’utilizzo di fonti rinnovabili pulite ci aiuta anche a raggiungere l’Obiettivo 13 dell’Agenda 2030: lottare contro i cambiamenti climatici. Collega ciascuna fonte energetica pulita all’immagine corrispondente. acqua

calore

vento

sole

Quali sono le tradizionali fonti fossili di energia non rinnovabile? 1. ........................................................... 2. ........................................................... 3. ............................................................

SCOPRI di più Esiste un’altra fonte di energia non rinnovabile. In Italia la produzione di questa energia è stata vietata a seguito di un referendum dopo il disastro accaduto a Chernobyl, in Ucraina.

Sai di quale energia si tratta? Che cosa è accaduto a Chernobyl? Fai una ricerca su Internet.

Anche tu puoi fare la differenza risparmiando energia! Spegni la luce quando non sei in una stanza, non lasciare la TV o il computer in stand by, non giocare troppo tempo con il tablet o lo smartphone, mangia frutta e verdura del tuo territorio evitando prodotti che provengono da Paesi lontani. 39


Educazione Civica

I GOLOSI ... col fango lo sazia il mio Maestro. È questo il cerchio di ingordi e di golosi... 70) (Inferno, Gli ingordi e i golosi, pag.

Ci sono cibi per cui vai ghiotto o ghiotta e che non sono molto sani? Dolci, patatine fritte, caramelle. Probabilmente sì! Ma non per questo Dante ti avrebbe collocato nel cerchio dei golosi e degli ingordi… Qualche sfizio, ogni tanto, è consentito! Il giusto equilibrio è la soluzione corretta in ogni occasione, anche quando si è a tavola. Chi sono i golosi? Segna con una

Se mangi poco, potrebbe mancarti l’energia per studiare e giocare; se mangi troppo, rischi di andare in sovrappeso e affaticare i tuoi organi. La virtù sta sempre nel mezzo, lo sapevi?

vero (V) o falso (F).

Sono coloro che non si stancano mai di mangiare un certo cibo. V F V F Sono coloro che evitano di mangiare un certo cibo. V F Sono coloro che mangiano solo un tipo di cibo.

Gli ingordi, invece, sono coloro che ne vogliono sempre di più senza lasciarne agli altri. L’ingordo è un po’ come l’avido, ma di cibo.

DISCUTI in classe È giusto che alcune persone soffrano la fame e altre sprechino il cibo? L’Agenda 2030 ne parla nell’Obiettivo 2: sconfiggere la fame. Fai degli esempi che hai visto nella tua città e prova a immaginare qualche soluzione insieme ai compagni e alle compagne.

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Rispetto le persone

e il Pianet

GLI ALLEATI DELLA TUA SALUTE

a

Anche l’Agenda 2030 nell’Obiettivo 3 ci invita a prenderci cura della nostra salute. Per stare in salute ricorda di variare sempre il cibo che metti nel piatto.

Scopri le funzioni dei singoli nutrienti. Completa le frasi con la parola giusta. Scegli tra: fibre sali minerali acqua vitamine carboidrati proteine grassi I ............................................. (o zuccheri) ti danno immediata energia. I ............................................. ti aiutano ad assimilare alcune vitamine, rendono elastici i tuoi tessuti, ti proteggono dal freddo e sono le tue riserve di energia. Le ............................................. costituiscono i tuoi muscoli e rinnovano ogni tessuto del tuo corpo. I ............................................. hanno una funzione di controllo e regolazione dell’organismo e servono, ad esempio, a rinforzare le ossa, mantenere in forma il sistema nervoso e regolare l’acqua nelle tue cellule.

Così assumerai tutti i nutrienti di cui hai bisogno!

SCOPRI di più Se assumi troppi zuccheri, essi si trasformano in grassi! Aumenterai così il tuo peso e affaticherai il cuore. Ci sono cibi che non fanno bene: sono i cibi ricchi di zuccheri e grassi, come le bibite gassate e zuccherate, le merendine confezionate, le patatine fritte, gli hamburger con la maionese… Ricorda di mangiarne sempre pochi!

Le ............................................. rafforzano il tuo sistema immunitario. Le ............................................. puliscono il tuo intestino. L’............................................. idrata ogni cellula del tuo corpo.

Impara a mangiare regolarmente frutta e verdura: sono ricche di vitamine, carboidrati, fibre, sali minerali e ovviamente acqua: un tesoro a portata di mano! 41


Educazione Civica

GOLOSI DI INTERNET?

C’è un luogo in cui devi fare attenzione. È il mondo del Web, quel mondo virtuale dove ti basta digitare poche parole e accedere liberamente a giochi, cartoni animati, video, canzoni, curiosità.

Il computer, il tablet e lo smartphone possono essere divertenti, però devi imparare a utilizzarli bene per non trovarti in situazioni difficili o pericolose.

La prima regola è... Chiedere sempre il permesso a un adulto prima di navigare in Internet! Ottenuto il permesso, devi rispettare la seconda importantissima regola.

La seconda regola è... Non devi mai dare confidenza a chi non conosci. MAI! Non importa se ti assicura che è una ragazza o un ragazzo come te, se è amico di un amico: potrebbe mentire e avere brutte intenzioni. Se non lo conosci di persona, non dargli mai confidenza.

Ricorda: non dare confidenza a chi non conosci di persona. Niente chat, niente messaggi, niente foto: ignoralo o ignorala. Mi raccomando!

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Rispetto le persone La terza regola è...

e il Pianet

a

Non essere goloso/a né ingordo/a di Internet! Limita a un massimo di due ore al giorno la tua presenza davanti al computer, al tablet o allo smartphone.

DISCUTI in classe Sai che cosa sono le fake news? Prova a rispondere segnando con una , poi parlatene in classe con l’insegnante.   Delle notizie dolci come una torta.   Delle notizie false che girano nel Web. Delle notizie volgari. Sai quando è nato Internet e che cosa significa “www”? Che cos’è un sito Web o una e-mail? Insieme ai compagni e alle compagne e con l’aiuto dell’insegnante, fate una ricerca, raccogliete e scrivete tutte le informazioni che vi sembrano importanti per descrivere Internet. ................................................................................................................................................................. ................................................................................................................................................................. ................................................................................................................................................................. .................................................................................................................................................................

Giocare a casa o al parco con i tuoi amici e le tue amiche sarà sempre più bello che passare il tempo con il computer, il tablet o lo smartphone e, soprattutto, non ti rovinerai la vista e la colonna vertebrale! 43


Arte e Immagine

LA DIVINA COMMEDIA È UN’OPERA D’ARTE! ... scrivi ogni cosa e ai posteri tramanda la tua esperienza, risposta a ogni domanda. Insegna agli uomini a guardare avanti e in alto, con la tua opera ciò può esser fatto. . 94) (Paradiso, La candida rosa, pag

Molti pensano che la Divina Commedia sia una vera e propria opera d’arte! Che cos’è l’Arte per te? Prova a rispondere segnando con una .   È un modo per esprimere la creatività umana.   Sono ornamenti, immagini e statue che emozionano e rendono più bello l’ambiente.   Sono le opere considerate sorprendenti e innovative.   Sono suoni o parole che mi piace ascoltare e che mi fanno sognare.   Sono opere che rappresentano miti o divinità, che celebrano avvenimenti, ricordano fatti o persone.   Sono opere che hanno un loro messaggio e mi insegnano a vedere il mondo da una nuova prospettiva.   Sono le opere difficili da realizzare, che ci fanno capire il grande talento dell’artista.

Qualsiasi risposta tu abbia dato è quella giusta! L’Arte, infatti, è tutto questo e la Divina Commedia è una vera opera d’arte letteraria! Dante ha dimostrato di avere un grande talento: la sua creatività e la sua capacità di scrittura suscitano nel lettore grandi emozioni. Dante ha immaginato di fare un viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso… che idea incredibile! La Divina Commedia ci permette di riflettere su argomenti importanti della vita, e ci fa guardare il mondo e le nostre azioni in maniera diversa.

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SCOPRI di più Quali sono le principali forme d’arte riconosciute nel mondo? Architettura, Pittura, Scultura, Letteratura o Poesia, Musica, Danza, Cinema. Nel 1964 furono aggiunte la Radio-televisione e il Fumetto. Oggi ce ne sono altre tre: il Teatro, la Fotografia, il Videogioco.


La Divina Commedia e un'o

L’ARTE CHIAMA L’ARTE

pera d'art

e!

Come spesso accade, il bene chiama il bene. E così, l’arte poetica di Dante ha ispirato altri artisti e ha fatto nascere altre opere. Un esempio? Il ritratto di Dante dipinto da Sandro Botticelli (ne parleremo nelle prossime pagine) nel 1495. Descrivi il volto di Dante. Segui la traccia. Com’è il suo naso? E i suoi occhi? È allegro? A che cosa sta pensando? Com’è vestito?

Ha i capelli? Quale altro particolare noti?

Ora, libera il tuo talento e disegna il volto di Dante nelle stesse proporzioni.

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Arte e Immagine

LA TECNICA DEI COLORI Dentro la rosea nube fiorita, spunta una donna di rosso vestita, un verde mantello lungo l’avvolge ed il mio sguardo a lei si rivolge. g. 86) (Paradiso, L’incontro con l’amata Beatrice, pa

Colori primari e secondari I colori primari si chiamano così perché non si ottengono da nessun altro colore. Sono il rosso , il blu e il giallo . Quanti colori primari vedi nel ritratto di Dante, alla pagina precedente? Un pittore sulla sua tavolozza non può fare a meno dei colori primari, con l’aggiunta del bianco e del nero che vengono detti colori acromatici, cioè senza un reale colore. Unendo bianco e nero si ottiene un altro colore acromatico: il grigio . Nel ritratto di Dante vedi anche colori secondari? I colori secondari si formano mischiando fra loro i colori primari nelle stesse quantità. rosso + blu = viola

rosso + giallo = arancione

blu + giallo = verde

Colori terziari Ci sono poi i colori terziari che si formano aggiungendo ai colori secondari uno dei due colori primari che li compongono.

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Fai una prova! Colora i quadratini come indicato. blu + rosso + rosso = rosso violaceo

rosso + giallo + giallo = giallo aranciato

blu + giallo + giallo = verde giallognolo

rosso + blu + blu = viola bluastro

giallo + blu + blu = blu verdastro

giallo + rosso + rosso = rosso aranciato


La tecnica dei Esistono poi i colori caldi (rosso, giallo, arancione) che sono associati alla passione, al calore, all’energia, alla luce del Sole. Ci sono anche i colori freddi (blu, verde, viola) che sono associati al cielo, al mare, al riposo, al freddo.

co l o r i

Nel ritratto di Dante a pagina 45 vedi colori caldi, freddi o entrambi? Dove? Osserva bene i più piccoli particolari.

Il bianco di Isaac Newton Il fisico Isaac Newton nel 1666 dimostrò che il bianco è dato dalla somma di sette colori: rosso

arancione

giallo

verde

blu

indaco

violetto

Fai una prova! Fai passare la luce bianca solare attraverso un prisma di cristallo, vedrai apparire un arcobaleno con la gamma completa dei sette colori indicati da Newton. L’arcobaleno che vedi nel cielo si forma per questo motivo: le goccioline di pioggia sparse nell’aria filtrano la luce bianca del sole e ti mostrano i colori di cui è composta.

Ancora non ci credi? Crea il tuo personale disco di Newton con un piattino. Segui le fasi, è semplice! 1. Appoggia su un foglio di carta A4 il piattino con il verso capovolto. 2. Con la matita disegna il contorno del piattino, per avere un cerchio. 3. Con il righello e la matita traccia il diametro in senso verticale e il diametro in senso orizzontale: il punto in cui si incontrano è il centro del cerchio. 4. Ora che hai trovato il centro, cancella le due diagonali e dividi il cerchio in 7 parti uguali. 5. Colora ogni spicchio con i 7 colori indicati da Newton, poi ritaglia il cerchio e fallo girare tenendolo per il centro: apparirà un unico cerchio colorato di bianco!

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Arte e Immagine

UN GRANDE ARTISTA: SANDRO BOTTICELLI Io sono certo che questo splendore sia accompagnato da un gentile cuore... ) (Paradiso, Il Paradiso terrestre, pag. 84

Chi è Sandro Botticelli?

È un pittore vissuto nel periodo chiamato Rinascimento italiano. Nacque nel 1445 e morì nel 1510, a soli 65 anni.

Il suo vero cognome era Filipepi, ma tutti lo chiamavano Botticelli. Per quale motivo? Insieme ai compagni e alle compagne fai una ricerca e segna con una Tutti lo chiamavano Botticelli perché:

la risposta corretta.

il fratello era robusto come una piccola botte. come il fratello era un orafo e a Firenze gli orafi si chiamavano “battigelli”. probabilmente entrambi i motivi.

Michelangelo Buonarroti

Sandro Botticelli

Per impreziosire i suoi disegni Botticelli aggiungeva dettagli molto elaborati e, per esagerare, li colorava con polvere d’oro! Adorava dipingere favole antiche e inserire nei suoi quadri significati nascosti, tutti da scoprire. Insieme a Michelangelo, artista altrettanto famoso, ha anche realizzato degli affreschi nella Cappella Sistina in Vaticano.

Come tutti, Botticelli aveva un vicino di casa, ma il suo era molto ricco e si chiamava Antonio Vespucci che era parente di Amerigo, famoso viaggiatore. Sai chi era? Scoprilo alla pagina successiva.

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Storie d’aut

ESPLORARE NUOVI MONDI, CHE PASSIONE!

ore

L’America fu chiamata così proprio in onore di Amerigo Vespucci che fu il primo a capire che Cristoforo Colombo, nel 1492, aveva scoperto un nuovo continente: l’America! Navigò verso l’America ben quattro volte e fu un esploratore dei mari così appassionato che la Marina Militare Italiana, nel 1931, ha chiamato la sua meravigliosa nave scuola proprio “Amerigo Vespucci”! Se un giorno deciderai di diventare ufficiale della Marina Militare dovrai salpare su questa nave che ti insegnerà come in mare, così come nella vita, sia importante collaborare e agire per il bene comune, pensando all’intero equipaggio e non solo a noi stessi e a noi stesse.

SCOPRI di più Il codice del mare impone che quando due navi si incontrano, la precedenza venga data all’imbarcazione a vela o a quella che ha più difficoltà di manovra. E quando in acqua si incrociano due navi militari, quella più moderna deve fare gli onori a quella più antica! Tutto il mondo ama e rispetta la nostra “regina dei mari”, il nostro meraviglioso e antichissimo “Amerigo Vespucci”, veliero a tre alberi (più uno più piccolo sporgente a prua) che ancora oggi solca gli oceani! Se lo dovessi incontrare in qualche porto, mettiti sull’attenti e lasciati affascinare dalla sua bellezza.

Questo codice del mare ci ricorda diverse regole da seguire quando si incontra una persona più anziana. Quali? Secondo te, questo veliero può essere considerato un’opera d’arte? Sarebbe degno di stare in un museo? Perché?

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Arte e Immagine

BOTTICELLI E I VOLTI FEMMINILI

Sandro Botticelli era molto legato alla famiglia Vespucci, che lo presentò a Lorenzo de’ Medici, un ricco mecenate (cioè protettore delle arti e degli artisti) di Firenze che chiedeva a molti artisti di creare per lui opere d’arte. E Botticelli non fu da meno, e infatti realizzò moltissimi dipinti! Alcuni con figure mitologiche, altri con giovani donne, tutti per sottolineare la ricchezza e il prestigio della famiglia de’ Medici. Agli occhi attenti degli studiosi, però, non è sfuggito un particolare ricorrente che rivela un segreto: Sandro Botticelli era innamorato di una fanciulla molto ammirata a Firenze, la bellissima Simonetta Vespucci! Osserva questi due ritratti: ogni volta che Botticelli ritraeva un volto femminile, ecco che appariva Simonetta! Secondo te, c’è somiglianza fra i due ritratti? ............... Raffigurano la stessa donna? ...............

Sandro Botticelli, Ritratto di giovane donna

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Sandro Botticelli, Ritratto di Simonetta Vespucci


Storie d’aut

A PROVA DI DETECTIVE!

ore

Osserva bene i due più famosi quadri di Botticelli, Primavera e Nascita di Venere: sono ritratte molte figure mitologiche.

Sandro Botticelli, Primavera, dipinto su tavola di legno con colori a tempera

Sandro Botticelli, Nascita di Venere, dipinto su tela di lino, con colori a tempera e polvere di alabastro

Osserva con attenzione i volti delle figure femminili: si somigliano molto. Sono la stessa persona? ............ Potrebbe essere Simonetta Vespucci? ............

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Arte e Immagine

PERSONAGGI, SIMBOLI, SIGNIFICATI NASCOSTI

Quali di queste affermazioni si riferiscono a “Primavera” (P) e quali a “Nascita di Venere” (V)? Osserva ancora le due opere alla pagina precedente e segna con una . Una conchiglia galleggia sotto i piedi della protagonista. Il prato è fiorito sotto i piedi dei protagonisti. Celebra la nascita di una dea. Due venti, Zefiro e Auro, soffiano e increspano il mare con le onde. La dea della bellezza e dell’amore è al centro della scena con i capelli pettinati e raccolti. La Primavera accoglie la dea, porgendole un telo. Mercurio, dio alato, scaccia le nuvole e coglie un frutto.

P P P P P P P

V V V V V V V

SCOPRI di più Botticelli inseriva nei quadri significati nascosti. “Primavera” racconta una storia che puoi scoprire leggendo il quadro da destra a sinistra. Conta quanti simboli ci sono!   Zefiro, simbolo del vento di primavera, si unisce a Clori. Nasce così Flora con il suo

abito a fiori. Secondo te, di che cosa è simbolo l’abito a fiori? Il nome Flora si riferisce a Firenze, che in latino si dice Florentia, ma anche ai fiori stessi, come buon augurio alla città tanto amata da Botticelli.   Cupido, con la sua freccia, fa innamorare una

delle tre Grazie: è proprio sopra la testa di Venere che, infatti, è la dea dell’amore! Vuoi vedere che l’opera è un regalo per le nozze tra Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici e Semiramide Appiani? Amore e Primavera sono simboli di vita… quale miglior augurio per festeggiare un matrimonio! E vuoi vedere che Cupido sta puntando proprio la futura sposa? Pierfrancesco de’ Medici

Mercurio, infine, sta per cogliere il frutto di

un arancio: i fiori d’arancio sono simbolo delle nozze! Mercurio potrebbe simboleggiare il futuro sposo… tu che cosa ne pensi? Particolare di Mercurio, in Primavera

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Osserva il volto di Mercurio e il ritratto di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici: si somigliano? ...............


CURIOSANDO QUA E LÀ

Storie d’aut

ore

A proposito di Lorenzo di Pierfrancesco de’ Medici, pare che Botticelli lo abbia ritratto anche in questo dipinto. Non si conosce con certezza il significato del tondo che tiene in mano, ma a gennaio 2021 lo hanno battuto all’asta per ben 92 milioni di euro!

Osserva il telo che porge la dea della primavera: c’è chi è sicuro di vedere un polmone umano destro, simbolo del soffio vitale che avrebbe fatto nascere la bellissima dea dell’amore. Sei d’accordo, ritrovi una somiglianza nella forma?

Osserva una moneta di 10 centesimi di euro: riconosci il volto raffigurato?

E ora, metti alla prova il tuo senso critico! Osserva ancora a pagina 51 i dipinti “Primavera” e “Nascita di Venere”: trova i particolari che corrispondono alle singole descrizioni dello stile di Botticelli. Descrive linee eleganti e ondulate, forme aggraziate e morbide. Ritrae figure ideali alte, sottili, con lo sguardo dolce. Ama dipingere capelli biondi sciolti al vento per dare il senso di movimento. Ama dipingere raffinate acconciature. Intinge il pennello nella polvere d’oro per accentuare la luminosità. Per fare un omaggio ai suoi clienti, Botticelli dipinge i loro volti accanto a quelli di personaggi sacri o mitologici.

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Arte e Immagine

DIPINTI INTRUSI

Ora che conosci le caratteristiche dello stile di Sandro Botticelli, osserva questi cinque dipinti. Ci sono tre opere intruse che non sono state realizzate da lui, ma da Caravaggio, Renoir e Giotto. Osserva i dipinti e prova a scoprire quali sono e perché si differenziano da quelli di Botticelli. Poi completa le didascalie con il nome dell’autore.

............................................................................., Venere e Marte   ...................................................................., Compianto sul Cristo morto

........................................................................................., Calunnia

......................................... ........................................., Ragazzo morso da ramarro   ...................................................................., Gli ombrelli

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Storie d’aut

UN RICORDO DI BOTTICELLI

ore

Quando Lorenzo de’ Medici morì, per Botticelli finì un’epoca felice. Si trovò senza lavoro e diventò povero fino alla sua morte, nel 1510. Crea il tuo biglietto pop-up della “Nascita di Venere” del Botticelli e fai dire alla dea dell’amore una frase legata a uno dei valori che ti ha insegnato Dante con la sua Divina Commedia.

1. Dividi in due parti un cartoncino A4 e fai due tagli paralleli al centro di circa 5 cm di lunghezza e distanti tra loro 2 cm: formeranno una linguetta.

2. Apri il cartoncino e, con il dito o con l’aiuto di una matita, spingi la linguetta verso di te, alzandola. Piega bene ogni piegatura del cartoncino.

3. Su un nuovo foglio di carta A4 ricalca o ricopia la Venere di Botticelli insieme alla conchiglia e colorale. In alternativa, puoi fotocopiare un’immagine del quadro poco più piccola del tuo foglio e ritagliare insieme la Venere e la conchiglia. Fai in modo che l’altezza dell’immagine che ritaglierai sia poco più piccola della metà del cartoncino così da non uscire fuori quando il cartoncino è chiuso.

4. Decora o ridisegna lo sfondo del quadro su una delle due facce interne del cartoncino, lasciando bianca la linguetta. 5. Incolla la Venere e la conchiglia sulla linguetta. 6. Scrivi nell’altra parte bianca del cartoncino una frase che fai dire alla Venere del Botticelli per ricordare uno degli insegnamenti che hai imparato grazie alla Divina Commedia scritta da Dante Alighieri. 7. Chiudi il cartoncino pop-up e colora la copertina a tuo piacere. Regalalo a chi vuoi!

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Arte e Immagine

LA PRIMAVERA VISTA DA ALTRI ARTISTI ... qui stanno spiriti che han fatto cose grandi, ma per la voglia di essere importanti. g. 88) (Paradiso, L’incontro con Giustiniano, pa

La primavera è una stagione molto bella: finisce il freddo, sbocciano i fiori, in particolare le rose. Dante l’ha celebrata con i suoi versi. Nella Divina Commedia la primavera è la stagione del Purgatorio, il luogo in cui l’uomo fa pace con Dio. Dante arriva nel Purgatorio il giorno di Pasqua, probabilmente è aprile, all’alba e vede il sole sorgere in un cielo limpidissimo. Botticelli, invece, l’ha rappresentata attraverso i suoi dipinti. Lo hanno fatto anche altri artisti, ma con stili e tecniche molto diverse.

Pierre-Auguste Renoir, stile impressionista

Gustav Klimt, stile Art Nouveau

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René Magritte, stile surrealista

Vincent Van Gogh, stile post-impressionista, espressionista


A ciascuno la sua

REALISMO E ASTRATTISMO

creativit

a

Hai notato quanti stili artistici esistono? Botticelli dipingeva con uno stile realistico, cioè riproduceva le cose, le persone, i paesaggi il più possibile simili alla realtà. Era tipico nel periodo storico in cui visse. Voleva essere il fotografo del suo tempo! Nei primi anni del 1900 nacque un nuovo stile di pittura che fu chiamato astrattismo: gli artisti dipingevano forme, colori e linee così da emozionare o rappresentare i sentimenti degli artisti senza riprodurre fedelmente quel che vedevano nella realtà. Ecco alcuni esempi di quadri astratti.

Wassily Kandinsky, Composizione VIII

Lucio Fontana, Attesa

Paul Klee, Insula dulcamara

Mark Rothko, Rosso

Joan Miró, Portrait II

Anche Rothko dipinse quadri astratti. Per lui l’arte era un modo per esprimere le sue emozioni, un po’ come parlare o cantare. Aveva una grande stima di tutti i bambini del mondo! Diceva infatti: “Questi bambini hanno tante idee, spesso belle, e le esprimono in modo luminoso, così da farci sentire ciò che provano. I loro disegni sono nella loro essenza vere opere d’arte!”.

E allora, che cosa aspetti? Prendi tutti i colori che trovi, libera la tua creatività e rappresenta anche tu una primavera con lo stile che più ti piace! 57


Musica

LA PRIMAVERA IN CAMPO MUSICALE In lui riconosco l’amico Casella che mi delizia con la sua musica bella, ma ad un tratto Catone, un po’ scorretto, urla che non è l’ora di far concerto. (Purgatorio, L’incontro con Catone e Casella, pa

Nel 1678 nacque a Venezia un bambino che divenne un grande compositore: Antonio Vivaldi.

In realtà Vivaldi compose anche “L’Estate”, “L’Autunno” e “L’Inverno” e chiamò la sua opera “Le Quattro Stagioni”. Insieme ai compagni e alle compagne cercale su Internet e ascoltale!

g. 78)

Amavo la natura. Per questo dedicai alla primavera un sonetto e un intero concerto per archi!

Ora chiudi gli occhi e immagina che la musica prenda forma...

Ascolta il brano “La Primavera” e abbina correttamente le tre azioni descritte alle tre diverse melodie. Scegli tra: La danza delle ninfe Il canto degli uccelli e il temporale Il riposo del pastore con il suo cane

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RITMO

Nella parte iniziale Vivaldi descrive ..........................................................................................

(allegro)

Nella parte centrale Vivaldi descrive .......................................................................................

(largo)

Nella parte finale Vivaldi descrive ............................................................................................

(allegro)


Arte in no te Leggi il sonetto di Vivaldi. Giunt’è la Primavera e festosetti La Salutan gl’Augei con lieto canto E i fonti allo Spirar de’ Zeffiretti Con dolce mormorìo Scorrono intanto: Vengon’ coprendo l’aer di nero amanto; E Lampi, e tuoni ad annuntiarla eletti Indi tacendo questi, gl’Augelletti Tornan di nuovo al lor canoro incanto.

È giunta la Primavera e gli uccelli la salutano festosi con il loro canto e i ruscelli scorrono con dolce mormorio allo spirare dei venti: l’aria viene coperta di un manto nero; ad annunciarla lampi e tuoni poi tacendo questi (cioè i tuoni) gli uccellini tornano di nuovo come d’incanto al loro cinguettio.

E quindi sul fiorito ameno prato Al caro mormorio di fronde e piante Dorme ‘l Caprar col fido can’ à lato.

E così sul prato fiorito e piacevole mentre si sente il caro mormorio di foglie e piante il pastore di pecore dorme con accanto il fedele cane.

Di pastoral Zampogna al suon festante Danzan Ninfe e Pastor nel tetto amato Di primavera all’apparir brillante.

Al suono festoso di una zampogna danzano festosi ninfe e pastori nel luogo dove la primavera si mostra brillante.

La musica di Vivaldi è un bellissimo esempio di musica descrittiva, in cui la melodia corrisponde a delle immagini. Riordina i disegni e ricomponi il sonetto di Vivaldi. Numera da 1 a 4.

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Musica

PIERINO E IL LUPO È stato solo un sogno, per fortuna, appisolato mi ero con la luna. “Però quel sogno aveva un po’ di vero” – dice Virgilio – “Lucia è scesa dal cielo”. io, pag (Purgatorio, L’angelo portina

. 80)

Esistono altri esempi di musica descrittiva. “Pierino e il Lupo” è una fiaba pensata per piacere a tutti i bambini e a tutte le bambine del mondo: racconta di un bambino di nome Pierino che con l’aiuto di un uccellino cattura un lupo che stava mettendo in pericolo i suoi amici. Ogni personaggio (Pierino, il nonno, il lupo, l’uccellino, il gatto, l’anatra e i cacciatori) è rappresentato da uno o più strumenti musicali. È molto divertente! È stata scritta da un pianista e compositore russo: Sergej Prokof’ev (si pronuncia Serghei Procofief). Sergej scrisse la sua prima composizione a soli 5 anni… un talento come Mozart, che lo fece a 4 anni! Amava molto i suoi due figli, con i quali trascorreva tanto tempo a giocare. Spesso li portava al Teatro Centrale di Mosca e, proprio parlando con la direttrice del teatro, decise di iniziare a scrivere opere per i più piccoli. L’opera “Pierino e il Lupo” nacque ad aprile del 1936. Insieme ai compagni e alle compagne cerca su Internet l’opera “Pierino e il Lupo”. Leggi la trama, poi ascolta e immagina i protagonisti in azione.

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Una f iaba che in

segna

Collega il disegno del personaggio alla definizione.

Il “cattivo” che si vuole mangiare tutti.

Il protagonista della fiaba.

Il personaggio che fa una brutta fine.

Un vecchietto che borbottando cerca di dare buoni consigli al piccolo nipote.

L’amico che va in aiuto di Pierino.

Cercano il lupo perché vogliono ucciderlo.

Uno degli amici di Pierino.

DISCUTI in classe Secondo te, Pierino che tipo è? Rispondi, poi confrontati con i compagni e le compagne. Un bambino molto curioso. Un ribelle. Un amico leale.

Un bambino coraggioso come un leone. .......................................................... ..........................................................

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Musica

GLI STRUMENTI Gli archi

Sono importantissimi in ogni orchestra e possono essere di quattro tipi in base alla loro dimensione: il più piccolo è il violino, poi c’è la viola, il violoncello e infine il grande contrabbasso che bisogna tenere ben fissato a terra!

Il flauto traverso

È nato nel 1800 in Germania e appartiene alla famiglia degli strumenti di legno, anche se oggi è fatto quasi sempre di metallo! Il suono del flauto è molto chiaro.

L’oboe

È uno strumento a fiato nato nel 1600. È fatto di un legno nero e molto duro, originario dell’Asia e chiamato ebano. L’oboe emette un suono dolce e nasale. Spesso è impiegato per melodie tristi.

Il clarinetto

È nato in Germania nel 1700. È uno strumento a fiato in legno di ebano che somiglia molto all’oboe. Il clarinetto è usato in brani di musica Classica e musica Jazz. Il suo suono è dolce e vellutato.

Il corno

È uno strumento della famiglia degli ottoni. In antichità era fatto con i corni degli animali. Il corno ha un suono profondo e caldo.

Il timpano

Il fagotto

È un altro strumento a fiato in legno di palissandro o di ebano nato in Germania nel 1600. Ha un suono profondo, ma sa essere anche molto scherzoso e buffo quando è suonato velocemente.

È uno strumento antico a percussione detto membranofono, cioè che suona grazie alla sua membrana che viene fatta vibrare. I timpani si conoscevano nell’antico Egitto, in Africa, nelle Americhe, in Asia e in Europa. Tuoni e colpi di fucili sono spesso proprio rappresentati con i timpani!

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VIVA IL LUPO!

Una f iaba che in

segna

Il lupo generalmente appare come il cattivo. Nella realtà è un animale meraviglioso che vive in branchi con un codice sociale molto chiaro. Un lupo solitario, infatti, in natura ha poche possibilità di sopravvivere. In Italia è uno degli animali simbolo che vive nelle nostre montagne, in particolare negli Appennini. Nel 1970 erano rimasti solo un centinaio di esemplari, ma per fortuna il WWF e il Parco Nazionale d’Abruzzo hanno lanciato l’Operazione San Francesco, salvando il lupo da estinzione certa! È stato molto difficile far convivere all’interno dello stesso territorio questo predatore con gli allevatori di bestiame, che temevano per la vita dei loro animali. Ma fortunatamente oggi i lupi non sono più in pericolo di estinzione, e ne sono stati contati ben 1600 esemplari, soprattutto negli Appennini! Bravi! Hanno preceduto di ben 45 anni l’Agenda 2030 che oggi, con l’Obiettivo 15, protegge ogni forma di biodiversità e ci ricorda l’importanza di salvare gli animali in via di estinzione!

SCOPRI di più In bocca al lupo!

Viva il lupo!

Lo sai perché è giusto rispondere così? Perché mamma lupo trasporta i suoi cuccioli prendendoli in bocca. Chi oserebbe mai minacciarli? Se la vedrebbe con una mamma molto determinata… e non sarebbe una cosa gradevole! Sono ben protetti! Quando ti dicono “In bocca al lupo!” ringrazia e augura a mamma lupo una lunga vita!

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Musica

UN SANTO E UN LUPO Prima di andare su in Paradiso, Francesco disse [...] di protegger sua sposa, la Poverta, moglie amata e preziosa. (Paradiso, San Francesco d’Assisi, pag.

91)

“Operazione San Francesco”: perché si chiama così? Perché San Francesco, in un suo Fioretto, racconta di aver salvato la città di Gubbio da un lupo che si ostinava a mettere in pericolo persone e animali. Gli parlò e lo convinse a comportarsi bene, in cambio i cittadini e le cittadine lo avrebbero sfamato senza più dargli la caccia. Il lupo accettò e vissero tutti in pace.

SCOPRI di più San Francesco fu un uomo giusto e gentile, divenne simbolo di umiltà, l’esatto opposto dell’avarizia e dell’avidità. Infatti il suo papà era ricchissimo e lui avrebbe potuto vivere quindi tra agi e lusso… Invece rinunciò a tutto. Decise che era meglio essere povero e aiutare gli altri: un vero eroe! Proprio per questo Dante nella Divina Commedia lo incontra in Paradiso!

Siamo arrivati alla fine del nostro viaggio.

La Divina Commedia ci ha portato lontano

e ora sai quanto preziosa e varia possa essere l’arte. Scrivere, scolpire, cantare, suonare, dipingere… sono linguaggi diversi che puoi utilizzare

per lasciare il tuo segno positivo nel mondo

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e magari essere ricordata o ricordato nella Storia.


La Piccola Commedia Divina di

Germana Bruno


Inferno

la selva oscura os’è successo, ahimè, tutto d’un tratto: mi sono perso o solo un po’ distratto? In questo strano, buio e triste posto, temo che tanto orrore sia nascosto.

C

Così mi dice e fa cenno di seguirlo ed io con lui mi sento più tranquillo: senza voltarmi, mi faccio più coraggio, mentre da un colle intravedo un raggio.

A tutto questo non sono preparato, ma grazie al Cielo Virgilio è arrivato; con un gran salto più lungo di un millennio, ora ho davanti il poeta più degno.

E dopo incontri da far rabbrividire, bestie malvagie pronte a divorare, seguo il consiglio del mio grande Maestro e vado avanti seguendolo più lesto.

“Non è per caso che qui tu sei finito, da ogni colpa devi esser ripulito! Andando avanti nel buio sentiero, potrai scoprire ciò che è giusto e vero”.

“Per tua salvezza qui io sono giunto, ma per uscir da questo tetro punto solo un sentiero potremo calpestare, l’intero Inferno dovremo attraversare”.

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Inferno

la porta dell' dell 'inferno osì Virgilio, prendendomi per mano, mi fa coraggio e intravedo da lontano, oltre la selva più oscura e contorta, una inquietante robustissima porta.

C

Che spettacolo triste e disgustoso, io guardo altrove e son meno speranzoso; e sulla riva di un fiume tanta gente, Caronte, il barcaiolo, triste attende.

Sull’architrave, impresse con il fuoco, stanno parole che turbano non poco: da quella porta si va al dolore eterno e si sprofonda giù fino all’Inferno.

Questo mi guarda con fare minaccioso, della presenza mia pare dubbioso, ma la mia guida, pronta, ora interviene: “Per volere del Ciel qui egli viene!”

Questo non sembra un cortese “Benvenuto” e più di prima mi sento impaurito: così Virgilio mi tira per la mano e mi trascina da lì ancora più lontano.

Così il vecchio da me toglie lo sguardo e mostra di non aver alcun riguardo per le migliaia di impauriti dannati che or rimpiangono di essere nati.

Ma non ci sta una strada nei dintorni che dritta dritta a Firenze presto torni? Virgilio sospirando fissa il mio viso: “Qualcuno poi ti aspetta in Paradiso!”

Trema la terra sotto i piedi nostri, una raffica di vento pare ci sposti, un fulmine rischiara la tempesta, le gambe tremano e gira la mia testa.

A questo punto mi sento assai felice: certo avrei visto l’amata mia Beatrice! Con la Madonna e Santa Lucia sta di sicuro la pura Donna mia. Urla e lamenti l’orecchio mio ora sente, al naso giunge un olezzo puzzolente, alla mia vista milioni di persone, che in vita mai fecer cose buone. In corsa eterna dietro una bandiera si spostano, in una nuvolona nera di insetti intenti loro a punzecchiare, perché non vollero mai collaborare.

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Inferno

il limbo

C

ado svenuto e niente più ricordo, or mi risveglio dell’abisso al bordo, ed ai miei occhi spiriti silenziosi, senza tormenti, annoiati e oziosi. “È il primo cerchio, questo, dell’Inferno, e ci sta gente col desiderio eterno di veder Dio come per incantesimo, loro, privati del santo battesimo. È questo il luogo chiamato Limbo, dove puoi trovar l’adulto e il bimbo che certamente non per colpa loro son qui con quell’eterno desiderio”. Così mi dice il grande Virgilio e scorgo una luce che par venga dal cielo, inattesa per essere all’Inferno, vedo un castello illuminato all’esterno. “Abitano in questo enorme maniero filosofi e poeti grandi come Omero; sono vissuti ben prima di Cristo, che nessuno conosceva, né aveva visto”.

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Inferno

i lussuriosi

M

i disse: “Andiamo, è lungo questo viaggio e sarà pieno di enorme disagio”. Un po’ più sotto c’è il secondo cerchio e un terribile mostro tende il suo orecchio, a chi confessa tutti i peccati fatti in vita che prima di pentirsi era già finita. Minosse, metà toro e metà uomo, non conosce la pietà e il perdono e, ringhiando di rabbia, urla severo: “Dimmi tutte le colpe, dimmi il vero!” Dopo questa tremenda confessione, decide per ognun la postazione e, con la coda più volte attorcigliata, dà inizio a quella rovinosa caduta. “Avanti un altro!” urla, ed è il mio turno, ma lui mi dice: “Togliti di torno! Non è il momento e nemmeno ti conviene, quaggiù si soffron le più grandi pene”. In questo luogo qualcosa mi colpisce: qual è la forza che nel dolore unisce? Vedo due spiriti dal vento trasportati, restano sempre uniti ed abbracciati. Chiedo al Maestro, che svela a me il mistero: Amore è quella forza, Amore vero: Francesca e Paolo son quelli che hai davanti e nella vita furon clandestini amanti. Presi da forte e indomabile passione, contro chiunque fu la loro unione e adesso stanno qui tra i lussuriosi trascinati da uragani spaventosi.

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Inferno

gli ingordi e i golosi

N

eve, grandine e pioggia a cascata mi viene addosso come gran secchiata e c’è un odore forte e nauseabondo, dinanzi a me un grande mostro immondo. Ha occhi di fuoco in tre canine teste, semina più terrore della peste e, mentre abbaia dimenandosi arrabbiato sbrana vorace un per un dannato. È Cerbero custode dell’Averno, degno di stare nel profondo Inferno e, prima che di me lui faccia pasto, col fango lo sazia il mio Maestro. È questo il cerchio di ingordi e di golosi, costretti adesso, luridi e puzzosi, come maiali nel fango a rotolare, a mangiar melma e farsi divorare. Incontro qui d’un tratto un paesano, si chiama Ciacco e a lui chiedo il destino della Firenze a me davvero cara e lui predice ad essa sorte amara. Nel mezzo di mia vita, in bui tempi, mi son trovato tra tanti tormenti, e, preso da tristezza e nostalgia, vorrei tornare presto a casa mia.

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Inferno

gli avari e i prodighi

N

el quarto cerchio c’è a far da guardia un brutto demone con aria assai beffarda, che, pronunciando parole senza senso, invoca forte il Signore del Tormento. Se ‘can che abbaia non morde’, chi lo sa, cane che parla cosa mai farà, quel gran cagnaccio feroce e ciarlatano, nelle fattezze sembra quasi umano. La bestia urla, e Virgilio, indifferente, dice al suo orecchio cosa che lui sente e gli procura un portentoso effetto, stramazza al suolo dopo quanto detto. Solo al sentire che è voler di Dio, quell’incredibile, precoce viaggio mio, lui non ha retto e, dalla rabbia preso, come uno straccio a terra adesso è steso. File infinite di anime dannate spingono massi di misure esagerate, qualcuno sale e c’è chi invece scende e insulti e offese ognuno all’altro rende. Sono gli avari col pugno chiuso stretto che oro e denaro tennero protetto, e al senso opposto son gli spendaccioni, che hanno speso i capelli oltre ai fiorini. Avari e prodighi, costretti all’infinito a andar su e giù e ripeter questo rito, spingono massi da valle fino in cima per poi rifare ciò che han fatto prima.

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Inferno

gli iracondi e gli accidiosi

D

entro una barca piccola e stretta, costretti a stare in posizione eretta, noi navighiamo nella palude dello Stige, fra le sue onde di fango nere e grigie. Bolle continue di diversa misura affiorano sulla superficie oscura e dalle acque putride e profonde escono anime che fan cose immonde. Nel tentativo di prendere respiro, residuo del ricordo d’esser vivo, si fanno spazio con mani, unghie e denti e non è il caso che ancora vi racconti.

Son gli iracondi, di rabbia pervasi, sul fondo, invece, stanno gli accidiosi, che con pigrizia, lentezza ed indolenza, producono questa continua effervescenza. Dal fango spunta uno spirito sporco, la sofferenza sua salta al mio occhio e riconosco, sotto tanto fango, un mio nemico, non più pieno di vanto. Quand’era in vita, Cavacciuli Filippo, andava fiero e vanesio al galoppo, era dei Neri, nemico di noi Bianchi e si appellava, allor, Filippo Argenti. Ricordo bene i suoi insulti e le offese e adesso quelle sue braccia verso me tese non mi commuovono, per quello che mi ha fatto, e nella melma lui affoga tutt’a un tratto.

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Inferno

gli eretici e i profanatori el mio Maestro la voce sicura mi dice che siam di Dite alle mura, della città il demonio è padrone, da fiamme è avvolta la sua recinzione.

D

Subito dopo, a disastro scansato, vedo innanzi a me un essere alato: lui, circondato da un bagliore forte, ci ha spalancato di Dite le porte.

Giunti alla porta, ce la sbattono in faccia, pare che proprio io a lor non piaccia, ma lì Virgilio, senza fare piega, che passerem di sicuro mi spiega.

Un cimitero tetro ci accoglie, le tombe aperte, ma prive di spoglie: solo le fiamme ne vengono fuori, lì stan gli eretici e i profanatori.

Sopra le mura rosse e roventi, ci son tre donne che han sopra serpenti, si fanno graffi con le unghie arcuate e in tutto il corpo sono insanguinate.

Qualcuno triste sembra mi invochi: “Ti riconosco, sei dei miei luoghi, sei di Firenze, città che ho amato forse non quanto abbia lei meritato”.

Son le tre Furie, mi svela il Maestro, e io non so se dormo oppur son desto: urlano forte e non hanno posa, invocano il nome di Medusa.

Sento ora il sangue gelarmi da dentro e io d’istinto gli vado incontro, e Farinata, questo è il suo nome, si è sollevato fino al cinturone.

Se ben ricordo, questa creatura può trasformarmi in una pietra dura: sol con lo sguardo suo sopra piantato, può render chiunque bell’e pietrificato.

Dei Ghibellini egli fu guida, la mia famiglia a lui fu nemica, carico d’odio, mi maledice ed il mio esilio aspro predice.

Non credo proprio sia giunto il momento di farmi statua per un monumento, ma se distolgo da essa lo sguardo potrò magari uscirne, forse, salvo.

Ma d’improvviso cambia il suo tono, lascia la rabbia e chiede perdono e rivedo in lui quel gran Fiorentino nobile, coraggioso e fedele cittadino. 73


Inferno

i violenti e i traditori

È

l’ora di riprendere il cammino, Virgilio mi chiama, gli vado vicino e mi ritrovo in un bosco strano, di secchi alberi e spine col veleno.

“In vita sono stato fedele servitore di Federico II, il grande imperatore, ma, per fare giustizia e punire i traditori, finii, per calunnia, dalla parte dei malfattori.

Su sporchi nidi, malconci e puzzolenti, covan bestiacce brutte e impressionanti, insieme donne e uccelli spennacchiati, ma non vedo ombra alcuna di dannati.

L’ingiustizia subita mi lacerò il cuore ché persi la fiducia dell’amato imperatore; così, per riparare a un male mai commesso, feci alla mia persona un atto disonesto”.

Il Maestro, attento, mi legge nel pensiero, ed è con me schietto e sincero: “Del cerchio dei violenti è questa parte, e ci stan quelli che si diedero la morte”.

Il ramo adesso tace e io son tanto triste, guardando tutto intorno ancora mi stupisce che in ogni ramo secco, ritorto e sofferente, c’è l’anima che piange di tanta e tanta gente.

Appena poco prima, oltrepassata Dite, paludi di sangue abbiamo attraversate, in esse erano immerse le anime violente che avevan torturato in vita tanta gente. Adesso – è molto strano – si sentono lamenti, però non si distinguono i corpi dei violenti; Virgilio allor mi invita a rompere un rametto ed ecco, all’improvviso, di sangue uscire un getto. Non può esser Pinocchio, è ancora un po’ prestino, eppure ora quel legno parla come il burattino: “Perchè mi spezzi?” dice, urlando di dolore, e sangue e voce escono con grande mio stupore. Svelato il mistero agli occhi miei è d’un tratto: è un uomo e non un pero, pur se così è fatto; allora chiedo scusa e ascolto la sua storia: è Piero della Vigna, poeta che ebbe gloria.

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Inferno

l 'incontro con ulisse on più tetri scenari, ma valle illuminata da lucciole cui luce è l’anima dannata; sembra primavera con la natura sveglia, uccelli s’alzan in volo e di cantare han voglia.

N

Son più vicine a noi quelle lucine adesso, e restan sempre unite, passo dopo passo, sono indivisibili e in punta hanno due corni, quello più grande narra a noi dei suoi giorni.

Andiamo passeggiando sopra un ponticello, ma devo stare attento, pur se sembra bello: quel che fa luce, infatti, non sempre oro è e pure lì io vedo il gran dolor che c’è.

Lui è Ulisse, eroe di madre terra greca: tra le avventure sue ci parla di una maga, di nome Circe, bella, però dal cuore sporco, che tramutò ogni suo compagno in porco.

Tra le infinite luci, una sembra diversa, pare sia una sola, ma ha due fuochi in testa. Subito il Maestro mi chiarisce ogni dubbio: non una, ma son due le anime in connubio.

Conoscer nuovi posti ed ogni meraviglia era suo desiderio e viaggiò per tante miglia; pure vecchio e stanco ebbe la stessa voglia e giunse in fondo al mondo fino alla soglia.

Ulisse e Diomede insieme stan bruciando, perché presero Troia traendola in inganno; quel cavallo di legno, stupendo e maestoso, scambiato fu per dono, ma assai fu disastroso.

Tutto lì aveva fine, il mare e anche la terra, oltre non c’era nulla, né vita né più guerra; le sue colonne Ercole aveva là innalzato perché quello era il punto di fine del Creato.

Siamo nel cerchio, ora, di quelli fraudolenti, ladri, ruffiani, ipocriti, falsari e gabbanti, che hanno avuto posto nei dieci fossati e vengon suddivisi in base ai lor peccati.

Ulisse non credeva che questo fosse vero e di scoprire il trucco aveva il desiderio; così volle sfatare il mistero mai svelato e andare alla scoperta del luogo mai trovato.

I demoni malvagi, intenti a tormentarli, stanno sempre lì, instancabili, a sbranarli e sembra si divertano davvero come matti, di più se poi li vedono tristissimi e distrutti.

A lungo navigarono vedendo solo mare e un furioso vento li faceva turbinare: prua diretta al fondo e poppa al cielo nero, vennero inghiottiti dal grande mare scuro. 75


Inferno

il pozzo dei giganti

D

a questo punto vedo il fondo dell’Inferno, è un pozzo profondissimo questo tormento eterno, mi pare di vedere più torri all’orizzonte, ma il mio Maestro dice che ognuna è un gigante. Ed io in effetti vedo uomini grossi e grandi, a star lì attorno al pozzo son proprio dei giganti, e uno di loro, quello che a noi sta più vicino, con un grande corno produce un forte tuono. Ci avviciniamo a lui ancora un altro po’ e questi dice cose che proprio io non so, che ancora non so dire e non vi so spiegare, tanto era strano e astruso il suo modo di parlare. Ed ecco che Virgilio sempre pronto ad aiutarmi, puntuale anche stavolta, inizia a spiegarmi, mi dice che in passato, nelle remote ere, quel colosso costruì la Torre di Babele. L’insana voglia sua di raggiungere il Cielo restò per lui e per altri soltanto un desiderio, perché Iddio punì la loro presunzione e fra tutte le lingue generò confusione. Nembrot, è questo il nome del gigante, qui nell’Inferno di parole ne dice tante, ma adesso, povero lui, per dura penitenza, non riesce a dire più quel che davvero pensa.

A questo punto, nell’andar più in basso, vedo una cosa che mi lascia di sasso, Anteo in persona ci solleva con la mano e ci fa scendere giù di qualche piano.

Facciamo ancora altri quattro passi ed incontriamo avanti due nuovi colossi, Fialte e Anteo, che troppo furon pieni di sé, credevan d’essere loro in terra i re dei re.

Quaggiù fa freddo come fosse il Polo, c’è pure il ghiaccio e non vorrei far volo, ancora i pattini non li hanno progettati ed è un miracolo che non siamo scivolati.

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Inferno

l 'incontro con lucifero

S

iamo alla fine giunti per davvero di questo luogo avvolto nel mistero, la valle del Cocito è già finita, non posso dir che agevole sia stata.

Uno spettacolo brutto e ripugnante, gli colan lacrime e bava sanguinante, come stecchini ha nelle bocche conficcati, i peccatori lentamente masticati.

Virgilio mi indica, con la mano, Lucifero, il capo di ogni demonio: il più bell’angelo, ma a Dio ribelle, precipitò per ciò giù dalle stelle.

Sembra provare più divertimento nel masticar con la sua bocca che sta al centro, dove un poveretto invano si dimena e lui è intento a strappargli la schiena.

Ora che ha perso il fascino antico, è orripilante che io non vi dico, è gigantesco come nessuno, egli ha tre volti ed è orrendo ognuno.

Quello, dice il Maestro, è l’Iscariota, di Cristo è il traditore, è storia nota, dall’altra bocca invece, a penzoloni, pendono Cassio e Bruto, mascalzoni.

Le grandi ali come vele spiegate, non certo bianche e nemmeno piumate, ma viola viscide e molli, sembrano quelle dei pipistrelli.

Penso “Vorrei fuggir da questo inferno” e sulle ali di Lucifero voliam verso l’esterno; lui lo lasciamo al centro della Terra, in una situazione più brutta della guerra. Adesso una capriola, quella che fai in palestra, e dove c’erano i piedi ora ci sta la testa: dal tunnel lungo e scuro al caro mondo, di nuovo cielo e stelle, si torna dal profondo.

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Purgatorio

l 'incontro con catone e casella

asciamo il peggio dietro nell’imbuto, speriamo che sia ormai tutto passato; vi canto adesso del secondo regno, dov’è che il cuor si purga e divien degno.

L

A questo punto lui par si è deciso, per esser libero, un dì, questi si è ucciso; in carne ed ossa, dai si fa per dire, egli è Catone e lì andò a finire.

Tutto è sereno e brillano le stelle, c’è il mare con le onde fresche e belle, io sono più tranquillo, anche il Maestro, lo trovo più sereno e meno mesto.

Ci invita, allora, a salire sopra il monte, ma di umiltà devo cingermi con fronde e poi lavarmi devo anche la faccia, perché d’Inferno non ci sia più traccia.

Un uomo si presenta al mio cospetto, barba e capelli lunghi fino al petto, ci chiede con fare prepotente: “Cosa ci fate qui, dannata gente?”

Quel gran brav’uomo è sparito tosto e il giunco è rinato lì al suo posto; sopra quel verde fitto e rinfrescante, appare una scia di luce accecante.

Virgilio mi fa presto inginocchiare, chi mai è costui che devo io onorare? “Il nostro viaggio” dice a lui “dal Ciel è voluto” e poi aggiunge che non sono deceduto.

È un angelo e di una nave ha il comando, con un carico di anime sta navigando, Virgilio s’inginocchia e a lui mi tira, perché in ginocchio un angelo si ammira. Nel Purgatorio entran dalla riva e si spaventan nel vedere anima viva, uno di loro, però ha più coraggio, mi viene incontro e offre a me un abbraccio. In lui riconosco l’amico Casella che mi delizia con la sua musica bella, ma ad un tratto Catone, un po’ scorretto, urla che non è l’ora di far concerto.

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Purgatorio

l 'incontro con pia de' de ' tolomei

A

ppoggiàti alla roccia, fermi e inerti, stanno i pigri seduti e mai eretti, freschi freschi, all’ombra di un masso, mentre noi fatichiamo ad ogni passo.

Ma la sua storia, da tutti conosciuta, in prosa e in rima è stata raccontata: girava allegra facendosi notare, pensavan tutti “Questa finirà male”.

Se si può, tra tutti ce n’è uno, che pigro come lui non c’è nessuno, però, a sentirsi così da noi osservato, ci guarda un po’ stupito e frastornato.

Qualcuno che era strega disse ancora, ma lei a ciò non dava alcuna cura, tanti avevano chiesto la sua mano, lo fecero, poveri loro, sempre invano.

“Andate avanti che mi sento affranto”, lo dice a me che son distrutto e arranco, lo riconosco, fu il più pigro al mondo, diceva sempre a tutti d’esser stanco.

Quando da due amici lei fu corteggiata, si sentì per un po’ disorientata, se l’uno o l’altro non sapeva dire perché erano entrambi belli e di valore.

Duccio Belacqua, mio concittadino, pigro, più pigro pure di un bambino, dice che è suo compito aspettare, lì accovacciato senza nulla fare.

Ma quando uno di essi con l’inganno volle al suo amico procurare danno, Pia prese subito la sua decisione, e scelse l’altro per la sua eterna unione.

Vado più avanti, pure se ansimante, resto incantato da un volto affascinante, non la conosco, ma mi colpisce il garbo, come chiedesse sempre scusa del disturbo.

Ma quello mai nel cuor si dette pace e fu ancora più infame e più tenace, con la calunnia distrusse quell’amore e Pia morì nel più grande dolore. 79


Purgatorio

l 'angelo portinaio

S

embra che l’aquila di mira m’abbia preso, gira e rigira ed io mi sento teso, ce l’ha con me, se no, con chi ce l’ha? Forse va a caccia, ma gira sempre qua. Ora d’un tratto a picco essa si getta, ce l’ha con me e pare una saetta, presto mi afferra con quei curvi artigli per sollevarmi: sembra che mi pigli. Io sono in volo e non sto niente bene, ho le vertigini, speriamo che mi tiene, ha penne d’oro e vola verso un fuoco, lei non si brucia, ma io ho caldo un poco. Non riesco a urlare, son terrorizzato, ma per fortuna or mi son svegliato: accanto a me c’è ancora il mio Maestro, che gran piacere vederlo appena desto. È stato solo un sogno, per fortuna, appisolato mi ero con la luna. “Però quel sogno aveva un po’ di vero” – dice Virgilio – “Lucia è scesa dal cielo”. La grande Santa, con la sua luce forte, del Purgatorio condotti ci ha alle porte; qui mentre dormi può accader di tutto: stavi per terra e ti trovi sopra un tetto. A far da guardia un angelo all’ingresso, con una spada che manda un gran riflesso, rimane immerso in accecante luce e ci domanda cos’è che ci conduce.

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Purgatorio

Virgilio, con la sua solita flemma, pure se stanco, non ne fa un dramma e ancora, dopo cento, mille volte, risponde alle domande a lui rivolte. Prima della porta ci sono tre gradini, il primo, in marmo, pare abbia i brillantini, il secondo è già più consumato e il terzo rosso sangue è tinteggiato. Mi inginocchio davanti allo splendore, chiedo perdono del mio esser peccatore, l’angelo mi viene incontro con la spada e la usa come fosse una matita: sulla fronte mi incide sette P, sono i peccati da purificare qui. Dalle ferite che mi ha procurato, nella salita sarò poi sanato; questo è posto di purificazione per preparare alla beatificazione. Per entrare in questo nuovo luogo, come vedo, non ci vuole poco: c’è una porta che sembra blindata e ha due chiavi, una d’argento e una dorata. Spiega l’angelo a noi di esser prudenti e nell’inserir le chiavi stare attenti poiché, solo se messe un poco storte, sarebbe cambiata, ahimè, la nostra sorte. E se questo ancor vi sembra poco, vi dirò che non è per nulla un gioco: quelle chiavi, da San Pietro custodite, aprono solo alle anime pentite. Ma volere, si sa, è anche potere, e se le anime, poi, sono sincere, si può aprire davvero ogni porta pur se la chiave sarà un poco storta. 81


Purgatorio

le sette balze (i sette peccati capitali)

S

otto il peso di un enorme masso, costretti a fissare sempre in basso, avanzano i superbi che, con presunzione, hanno guardato in alto ignorando le persone. Chi con invidia gli altri ha guardato, ha le palpebre cucite col ferro filato, mentre chi in Terra ha peccato di ira avvolto dal fumo non vede e non respira. È disposta in un sentiero in salita ogni anima peccatrice ora pentita, destinata a un peccato è ogni balza, a seconda la pena che gli calza. Nella quarta balza son presenti gli accidiosi insieme agli indolenti, condannati fin quando loro basta a far corse come fossero in pista. Nella quinta balza, prodighi ed avari, che han tenuto stretti i lor tesori, mani e piedi forte hanno legati, a star con bocca in terra condannati.

Han vissuto attaccati ai propri beni, non di spirito, ma a quelli terreni, pagano una pena che è adeguata alla colpa che dev’essere scontata. Nella sesta balza fan digiuno tutti quelli che, ad uno ad uno, al dolcetto e a ogni piatto prelibato non han mai per nulla rinunciato. Ora magri, affamati e derelitti, fan di tutto per afferrare i frutti di alti alberi bellissimi e strapieni di bei pomi succulenti e sani. In due schiere divisi e ordinati, sulle fiamme camminano pentiti quelli che amore hanno vissuto in un modo insano e sbagliato. Ogni volta che fra loro c’è incrocio, fanno scambio di un innocente bacio, che è sincero, rapido e affettuoso, e attendono cantando il Paradiso.

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Purgatorio

l 'ultima pena

S

tare avvolti da queste alte fiamme segna fine di tutte le condanne: qui si brucia fino all’ultimo residuo di un peccato brutto e ora antico. Un angelo lucente ancor ci accoglie, finalmente l’ultima P questi mi toglie; però dice che, se vogliam passare, pure noi, come tutti, dobbiam bruciare. Resto fermo, un poco titubante, non mi pare sia molto incoraggiante e, pure se Virgilio mi rassicura, non vedo una buona sorte futura. “Questa fiamma è molto speciale, non brucerà, farà solo un po’ male”: così dice il Maestro ed io gli credo, ma il motivo di provare non lo vedo. Lui però dice che, se io non provo, mai più la mia Beatrice vedo e trovo, e mi getto, a quel punto, tra le fiamme: supererei per lei le più atroci condanne. Solo per avere l’assoluta certezza di andare incontro a tanta bellezza, supererò questo muro infuocato per rivedere chi tanto io ho amato.

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Paradiso

il paradiso terrestre

N

el bel giardino che fu di Eva e Adamo, siamo arrivati e ancora camminiamo, ricco di verde e di freschi profumi, cantan gli uccelli che han nidi sui rami. Di cosa insolita, però, mi rendo conto, dietro è Virgilio, né davanti o accanto, eppure sono tranquillo e anche sicuro e non ho in testa proprio alcun pensiero. Sosto a un ruscello limpido e fresco, ad ammirarlo per un attimo io resto e la mia vista d’un tratto vien colpita da una bellezza dolce ed infinita. Io sono certo che questo splendore sia accompagnato da un gentile cuore, con passo di danza ella si avvicina, tra i fiori sorride, è più bella di prima.

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Paradiso

Le chiedo chi sia e dov’è la sorgente, “Mi chiamo Matelda” gentile risponde, “Questo fiume non nasce come un fiume terreno, ma per volere del Sommo Divino. E questa pura sorgente, in realtà, a due diversi fiumi origine poi dà: uno per scordare ogni brutto peccato, l’altro perché il bene non sia dimenticato. Lete ed Eunoè scorrono pacati, immergo in essi gli spiriti purificati, perché dimentichino le cose brutte e quelle buone le ricordino tutte”. Lei canta e va e noi la seguiamo, ma non so proprio verso dove andiamo; Virgilio mi guarda, sorride e mi dice: “Credo ti porti dalla tua Beatrice!”

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Paradiso

l 'incontro con l'l 'amata beatrice occioli sparsi da angeli in schiera, danzan leggeri e dipingono l’aria, da un lieve vento son trasportati, se li vedeste rimarreste incantati.

B

Un velo candido dal capo le scende, foglie d’ulivo circondan la fronte, io resto immobile, son frastornato, quella è la donna che ho sempre amato.

Trainato è un carro da un gran Tritone, per metà aquila e per metà leone, e, sullo sfondo di un bel cielo azzurro, un roseo e morbido splendido cirro.

Mi giro di scatto in cerca d’aiuto, ma il mio Maestro si è dileguato, lui mi ha lasciato in questo momento, a missione compiuta è tornato nel Limbo.

Sembra l’inizio di un’alba serena, quando a spuntare il bel sole si allena, come una splendida processione, questo m’appare come visione.

“Guardami in faccia” ella mi dice “Guarda di fronte, sono Beatrice, come mai hai osato salire fin qua? Sai che questo è il luogo dell’eterna felicità?”

Dentro la rosea nube fiorita, spunta una donna di rosso vestita, un verde mantello lungo l’avvolge ed il mio sguardo a lei si rivolge.

La sua ironia mi era già nota, l’avevo più volte io ben conosciuta, con quel suo tono voleva dire: “Era il momento che ti degnassi a venire!”

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Paradiso

Ora io sono per lei trasparente e non potrei più nasconderle niente, mi legge il pensiero, ciò mi lascia turbato, un angelo chiede cosa mi ha imbarazzato.

“Di cosa sei mai tu pentito?” lei chiede e io ho già tutto scordato, mi rendo conto, ed è sorprendente, che io di mal non ricordo più niente.

Vorrei non fosse mai intervenuto, temo che a lui venga svelato, da Beatrice, che ora sa di me tutto, ogni peccato che io in Terra ho fatto.

“È naturale” mi dice col cuore “che tu non ricordi che sei peccatore, poiché Matelda ti ha fatto bagnare con l’acqua del fiume che fa dimenticare”.

Ma per fortuna, l’amata Beatrice, delle mie colpe nulla gli dice, racconta solo che, per salvarmi, lì il gran Maestro ha dovuto mandarmi.

“Nulla è più come fu un tempo” sussurra poi con un certo sgomento. Cosa succede? Son preoccupato! Continua e dice: “Non sei più il mio amato!”

Allora è certo, non è cosa dubbia che la mia sorte a cuore lei abbia, all’improvviso qualcuno mi acchiappa ed io finisco a mollo nell’acqua.

Son disperato, un colpo mi ha inflitto e nel mio cuore ha mirato dritto, ma lei mi spiega che è tutto normale e qui ogni cosa ha un altro sapore.

Chi fa uno scherzo così impertinente? Ma sì, è Matelda che immerge la gente, bagnato fradicio come un pulcino, ritorno ancora a Beatrice vicino.

Quel sentimento che Amore è chiamato, nel Paradiso ha un suo significato, Amore è quello che si prova e si sente, per Dio, per il mondo, per tutta la gente.

Sotto quell’albero famoso di mele, che in sè racchiude il bene ed il male, vorrei qui adesso dirle il mio amore, ma poi di farlo provo timore.

Matelda ci aspetta vicino al fiume, bevo le acque e si accende in me un lume, tutto più chiaro adesso mi appare, anche quel senso diverso d’amare.

Però lei è dolce e comprensiva, non più distante e nemmeno schiva, così le dico quello che sento e le dimostro il mio pentimento.

Così quelle acque fresche e pulite, che in abbondanza ho deglutite, or mi hanno reso come piante novelle e sono pronto a salir fino alle stelle. 87


Paradiso

l 'incontro con giustiniano

A

l ciel di Mercurio adesso siam saliti, son più leggero, non sento più i vestiti: qui stanno spiriti che han fatto cose grandi, ma per la voglia di essere importanti. Ciò che li spinse non fu senza interesse, ma perché onore e gloria a loro desse, più illuminati li vedo e più contenti delle anime al Ciel di Luna appartenenti. Uno di questi spiriti ha voglia di parlare: “Dimmi qual desiderio ti posso soddisfare”, lo spirito assai gentile, di luce risplendente, a me che son sperduto la sua mano tende.

“In vita” dice “ho preteso inchini e onore, ma ora so che non hanno alcun valore, ma ormai è acqua passata, mi son purificato e questo mio peccato ora è dimenticato”.

“Chi sei?” gli chiedo con fare assai cordiale, disse che in vita ebbe l’aquila imperiale; dunque mi inchino al suo cospetto: è un imperatore e mostro il mio rispetto.

Chi mai è costui? Ancor non si rivela e di scoprirlo, adesso, il cuore mio lo spera: “Dell’Impero d’Oriente io fui imperatore, di Costantino potente successore”. Così a me si presenta e mi fa sapere che fece tutto per Divino volere e per non disperdere le leggi romane, lui realizzò un lavoro immane. Ora ho capito chi è questo signore, è Giustiniano, che fu imperatore, la sua raccolta, ordinata e sapiente, preziosa risulta ancora a tanta gente. Si è dedicato in vita alla cultura più che alla guerra violenta e dura, molte vittorie, afferma, furon vane e causa solo di morte e distruzione.

88


Paradiso

l 'incontro con tommaso d' d 'aquino a quino on la mia donna riprendo a volare, nel quarto ciel c’è l’infinito amore, Beatrice diventa ancora più bella, qui, in questo cielo della grande stella.

C

Così questo spirito, che mi danza vicino, mi dice: “Sono Tommaso d’Aquino”; nessuna parola ho pronunciato, ma lui sa bene cosa avrei domandato.

Dodici spiriti ci danzano attorno, mano per mano, si accordano al canto, un sottofondo di rara armonia, ma in Paradiso è normale che sia.

Chiarisce ogni mio dubbio ed incertezza su ciò che non ho colto per mia limitatezza e con tutti gli umani vengo da lui ammonito a non esser nei giudizi troppo affrettato.

Di una ghirlanda hanno la parvenza, le vesti son petali che muove la danza, con saio e tonaca sono vestiti, tutti gli spiriti che son frati e preti.

Sono confuso per tanta emozione, il grande filosofo dell’altra generazione mi sta di fronte e, a dire il vero, ho sempre sostenuto il suo pensiero.

Emanano divina luce splendente, che di scrutare i pensieri consente, ed è per questo che mi leggono dentro ogni pensiero, quel che provo e che sento.

Tommaso da sé distoglie l’attenzione e passa a un’altra presentazione: vuole parlarmi del Santo di Assisi che sparse amore, pace e sorrisi. 89


Paradiso

san francesco d' d 'assisi

S

puntò un bel giorno un sole nascente, da una francese e da un ricco mercante, venne alla luce, anzi la diede, un bimbo unico, il loro erede.

Così, alla ricerca della fortuna, s’incamminò, voleva la luna. Cosa poi accadde non è proprio chiaro, certo qualcosa di unico e raro.

Detto Francesco, ma di nome Giovanni, cresce vivace nei suoi primi anni, intelligente e assai perspicace, però a quel bimbo studiare non piace.

Nella sua testa un pensiero fu fisso, sempre presente l’effigie di Cristo, l’uomo a cui mai interessò la ricchezza e in povertà trovava bellezza.

Il suo bel sogno, state a sentire, era di essere un gran cavaliere, niente più scuola, ma lancia e spada, questa divenne, così, la sua strada.

Ora, si disse, che Cristo non c’era, la Povertà da sola piangeva, nemmeno i preti volevan sposarla e lui per questo volle provarla.

La bella vita, gli amici, il buon cibo, valevan di più della penna o di un libro, spendeva il denaro senza ritegno e sperperava il paterno guadagno. Andava in guerra come per gioco, ma questo si sa quanto duri poco, però non si arrese neppur prigioniero, voleva ricchezze, possedere un maniero.

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Paradiso

In una grotta, vecchio e ormai stanco, si ritirò poi con qualche compagno e lì si narra che ricevette le stigmate che Croce a Cristo dette. Prima di andare su in Paradiso, Francesco disse, fermo e deciso, ai suoi fratelli, di protegger sua sposa, la Povertà, moglie amata e preziosa. Così finisce il suo racconto Tommaso, che mi ha colpito e non mi ha deluso, ma un’altra corona di spiriti danza ed una luce, tra le altre, ora avanza. “Voglio lasciare questa vita insana e darmi in sposo alla donna più buona, è Povertà il nome suo santo e io con lei voglio vivere accanto.

“Io voglio narrarti di un Domenicano: compì un cammino lodevole e sano”. È un Francescano chi parla, di certo, ma non lo vedo pur se mi è dirimpetto.

Cristo era povero ed era felice e nel Vangelo questo si dice; in cerca di un mondo onesto e pulito me ne andrò finché non l’avrò trovato”.

Così continua narrando le storie di quel bambino che fu del Signore. Veniva spesso per terra trovato, perchè, diceva, per quello era nato.

Così divenne ‘il poverello’, senza vestiti, senza castello, e lasciò al padre tutti i suoi averi dicendo: “È Dio il Padre mio e sta nei cieli!”

Si ferma un attimo quella figura, poi dice: “Sono Bonaventura” e riconosco in lui il cardinale partecipe di una scoperta eccezionale:

Il suo esempio fu da tanti seguito, nuova famiglia aveva formato: padre Francesco, madre Povertà, nel nome della pace e dell’umiltà.

Bonaventura di Bagnoregio, uno studioso grande ed egregio, insieme ad altri affermò l’esistenza del Purgatorio, luogo di penitenza. 91


Paradiso

il giudizio divino hi gente governa, sia re o imperatore, della giustizia fa il suo grande amore”, qui nel sesto cielo i giusti e i giudicanti formano questa frase con luci abbaglianti.

“C

Non bisogna mai stupirsi del Divino, per bontà lui può cambiare anche il destino: ed è questo di Traiano un esempio, che seppure non cristiano entrò nel regno.

Una M luminosa il volo prende, un’aquila diventa e mi sorprende, e, aprendo lentamente le grandi ali, mi dice che conosce tutti i miei mali.

Il giudizio, quello vero, giusto e sano, è soltanto, ora ho la prova, del Divino: “Non giudicare e non sarai tu giudicato, perdona sempre e ti sarà poi perdonato”.

Ha colto subito nella debole mia mente quel dubbio che la rode e la confonde: non mi sembra affatto giusto né coerente non trovar qui il saggio a Cristo antecedente.

Nel settimo cielo si trova chi è felice, è quello che al mondo qualcuno a volte dice, e lì stanno gli spiriti che tanto hanno pregato, percorrono una scala che sfiora l’infinito.

Ora non voglio certo far protesta, ma questa cosa qui mi frulla in testa: perché chi è stato retto e ben si è comportato deve pagare colpa che lui non si è cercato?

Nel cielo di Saturno una stella vien vicino, è la più risplendente, è un frate benedettino: il santo si presenta, si chiama Benedetto, mi narra la sua vita, lo ascolto con rispetto.

“Il Divino pensier vorresti tu capire? Tu sei meno di niente e mai puoi giudicare quel che da te è distante più di mille miglia: che assurda presunzione adesso qui ti piglia?” Hai presente quel momento deprimente, che un adulto ti riduce men di niente? Ecco, questo io provo qui ad un tratto, ora che l’aquila tutto ciò mi ha detto. Mente mia non può comprendere davvero, è impossibile esplorare il divino mistero, ma lo stesso mi è sembrato molto strano constatar che lì nel ciel c’era Traiano.

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Paradiso

Il popolo pagano sul monte ha convertito ed i villaggi intorno ha evangelizzato, vorrei vederlo meglio, guardarlo negli occhi, ma pare che la cosa ancora non mi tocchi.

Beatrice mi sorride, le faccio tenerezza, quel punto piccinino, lì, nella sua pochezza, è la mia amata Terra, può star tra le mie mani: pensare che per essa, si fanno guerre infami!

Un poco di pazienza mi incita ad avere, perché nell’empireo poi lo potrò vedere, in quel luogo di luce vedrò ogni beato, quel grande privilegio a me sarà donato.

“Ed ora, guarda in su!” mi esorta Beatrice; lo faccio e in alto vedo una gran bella luce, è Cristo di sicuro, sobbalza il cuore in petto, poi guardo Beatrice e mi sento più protetto.

Beatrice ancora nel viaggio mi è compagna, credo di trovarmi in cima a una montagna, non so bene più quanto abbia camminato da qui scorgo i pianeti e ogni cielo superato.

Saliamo ancora un po’ ed è sempre più bella, la guardo, lei sorride, del cielo sembra stella e continuiamo il viaggio verso la grande luce che, se la cogli in Terra, a Dio ti conduce.

In basso ce n’è uno, talmente piccolino, che più che un pianeta, pare un bel giardino, non colgo vita umana e tutto sembra in pace, quel mondo piccolino a dire il ver mi piace.

Siam giunti al nono cielo che vorticoso gira, un cielo cristallino che tutti gli altri attira e con la sua energia li mette in movimento: a questo punto, io, gioia profonda sento. 93


Paradiso

la candida rosa n corso di luce, come un torrente, sprizza scintille e tra i fiori discende: questi si adagiano e sembran rubini, i beati son fiori, scintille i cherubini.

U

Al posto di lei mi sorride un anziano, che nota il mio sguardo perduto lontano, in cerca di quel che avevo trovato, dopo tanti anni d’amor disperato.

La scena dinnanzi, è cosa grandiosa, quegli angeli e i fiori son candida rosa, nessuna parola può darvi l’idea, di quello che Dio immagina e crea.

“Tu cerchi Beatrice?” mi chiede il vegliardo “è su, puoi vederla se alzi il tuo sguardo, tra i tanti beati della candida rosa, lei sta, incoronata da un’aura luminosa”.

Come candida rosa, la milizia di Cristo, regala al mio sguardo, spettacolo mai visto: son petali bianchi quei posti occupati dai puri e lucenti spiriti beati.

“Beatrice, mi hai reso libero da schiavo, hai fatto di più di quanto meritavo, l’anima mia, che tu hai ripulita, sia ora tanto pura da esserti gradita”.

Ci son seggi vuoti in quel cerchio di luce, io resto perplesso, ma spiega Beatrice: “Son quelli in attesa di spiriti buoni che, ancora in Terra, elargiscono doni”.

“Dante” mi dice “non più ora io taccio e ti rivelo il motivo del tuo viaggio”, e, con quel potere che lì ha il pensiero, ora conosco finalmente il mistero.

Ancora una volta ammiro incantato, la candida rosa ed ogni beato; la mia distrazione, seppur motivata, mi reca dolore: Beatrice è sparita.

“Tornando giù nel mondo, a tutti fai sapere, quel che i tuoi occhi han potuto qui vedere: scrivi ogni cosa e ai posteri tramanda la tua esperienza, risposta a ogni domanda. Insegna agli uomini a guardare avanti e in alto, con la tua opera ciò può esser fatto”.

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Paradiso

Certo, ai miei tempi, si può ancor sperare che qualcuno davanti e in alto stia a guardare, però nel tempo in cui tu stai leggendo, le mie sono parole dette al vento.

Quanta bellezza, quanta santità può avere donna che a Cristo luce dà? E continuiamo senza sosta la preghiera, finché visione di Dio diventa vera.

Coi vostri sguardi in giù sul cellulare, vi perderete le stelle, la luna e il mare e vana sarà, così, di Beatrice la speranza, perché di vero e bello non vedrete abbastanza.

L’ho visto, son sicuro, è cosa certa, e la mia mente è come si sia aperta: poi l’immagine via, presto è volata, pur se una gioia immensa l’ha lasciata.

“Quella è Maria!”, mi ridesta San Bernardo, quell’uomo anzian che intenerì al mio sguardo. “Son qui per prepararti alla visione di Dio, che è autore della Creazione”.

Son qui tornato al mondo a raccontare quello che ho visto, ma non ci son parole: quella gran luce, quel bene tanto grande sono la sola cosa che è importante.

Continua poi dicendo che ora è l’ora di pregare con lui Nostra Signora. Mi sta davanti bellissima e radiosa, intorno a Lei danza e musica festosa.

Per grazia divina io ho visto tutto questo e or devo narrarlo chiaro e presto: racconterò di questo viaggio intenso, sperando di saper dargli il giusto senso. 95


Vocabolario della Piccola Commedia Divina

inferno Architrave: trave orizzontale sostenuta da due elementi verticali, come pilastri o colonne, che serve a reggere il peso della struttura che sta sopra a un’apertura. Astruso: di difficile comprensione, complicato. Ciarlatano: impostore, imbroglione, che vuol far credere cose non vere. Clandestini amanti: coppia il cui legame è nascosto agli altri. Connubio: stretto legame, unione, alleanza. Eretico: colui che, pur avendo ricevuto il battesimo, nega le verità o esprime dubbi su ciò che si deve credere per fede divina o cattolica. Falsario: chi commette il reato di falsificare documenti o monete. Fiorino: moneta d’oro coniata (stampata) per la prima volta a Firenze nel 1252. Fraudolento: colui che agisce con inganno, che ha l’abitudine di truffare; imbroglione. Gabbante: chi agisce in modo sleale, imbroglia, truffa o prende in giro e deride il prossimo. Indolenza: mancanza di volontà, di interesse, di impegno e di attenzione; pigrizia. Ipocrita: persona falsa che finge di agire per buoni sentimenti e amicizia, ma in realtà lo fa per ingannare gli altri o per guadagnarsene i favori. Lesto: pronto nel muoversi, agile, svelto, veloce. Maniero: castello o palazzo nobiliare del Medioevo. Olezzo: profumo, fragranza. Spesso è usato con ironia col significato di puzzo, cattivo odore. Ozioso: fannullone, pigro, che non ha voglia di far nulla che comporti fatica. Pervaso: pieno, colmo. Peste: gravissima malattia infettiva e contagiosa. Poppa: parte posteriore di un’imbarcazione. Prodigo: che spende o dona senza misura; sprecone, che sperpera il denaro.

Profanatore: chi non rispetta ciò che è ritenuto sacro. Prua: parte anteriore di un’imbarcazione. Rovinosa: che può causare un danno gravissimo. Ruffiano: chi mostra atteggiamenti di eccessiva disponibilità e sottomissione ed esagera nei complimenti nei confronti di un’altra persona per ottenere denaro o favori personali. Selva: grande distesa di piante e alberi posti uno accanto all’altro; bosco, foresta. Tetro: che ha poca luce, oscuro, cupo, che mette tristezza. Turbinare: girare vorticosamente, in modo impetuoso. Vanesio: vanitoso che con sciocco compiacimento si vanta di meriti che non ha.

Purgatorio Accidioso: pigro, svogliato soprattutto nel fare cose utili e buone. Affranto: sfinito dalla stanchezza, distrutto. Avaro: attaccato al denaro, non disposto a donare al prossimo. Calunnia: bugia, falsità con cui si dà la colpa a qualcuno di qualcosa che non ha commesso per farlo punire o per far credere agli altri che sia una cattiva persona. Deceduto: morto, defunto. Degno: meritevole di essere apprezzato e rispettato. Derelitto: in condizioni di abbandono e miseria. Flemma: calma, lentezza. Indolente: insensibile, senza alcun interesse verso tutto ciò che avviene intorno a sé. Inerte: che non compie alcuna azione, immobile. Infame: che compie azioni molto cattive. Invano: inutilmente. Ira: sentimento di rabbia improvviso e violento. Mesto: triste. Presunzione: convinzione non

giustificata di essere superiori, migliori di altri. Purificare: rendere spiritualmente puro liberando da colpe o da peccati. Si purga: si purifica eliminando da sé ogni peccato. Tosto: presto, veloce.

Paradiso Cardinale: titolo dei più alti sacerdoti della Chiesa cattolica; nominati dal papa, sono suoi collaboratori e consiglieri nel governo della Chiesa. Cirro: nube d’alta quota, arricciata e leggera. Dirimpetto: davanti, di fronte, sul lato opposto. Egregio: chi ha molti pregi; persona straordinaria da prendere ad esempio. Elargire (Elargiscono): donare distribuendo con generosità e in abbondanza. Empireo: il più alto dei cieli, luogo della presenza fisica di Dio, dove risiedono gli angeli e le anime accolte in Paradiso. Filosofo: pensatore che mostra amore per la conoscenza ponendosi domande e cercando le risposte per comprendere idee e concetti quali la felicità, l’esistenza, il senso della vita e della morte. Immane: smisurato, enorme, gigantesco. Pacato: tranquillo, calmo, pacifico. Pagano: di cultura e religione diversa da quella ebraica o cristiana; infedele. Perspicace: intelligente, che mostra prontezza nel comprendere e nel risolvere situazioni. Posteri: discendenti; l’insieme degli uomini e delle donne che vivranno dopo di noi. Schivo: riservato, poco socievole. Sommo Divino: l’Altissimo Dio. Stigmate: ferite sul corpo di Cristo in conseguenza della crocifissione. Vano: inutile.


letture in viaggio

La Divina Commedia per parlare di… educazione civica, arte e musica 5 Responsabile editoriale: Mafalda Brancaccio Coordinamento redazionale: Clara Ragni Redazione: Clara Ragni, Camilla Di Majo Responsabile di produzione: Francesco Capitano Progetto grafico e impaginazione: Monica Marzaioli Illustrazioni: Silvia Baroncelli Copertina: Barbara Cherici per Equilibri servizi editoriali Si ringrazia Chiara Alivernini per il prezioso contributo. Stampa: Tecnostampa – Pigini Group Printing Division Loreto – Trevi 22.83.058.0

Per esigenze didattiche i testi sono stati quasi tutti ridotti e/o adattati. L’editore è a disposizione degli aventi diritto tutelati dalla legge per eventuali e non volute omissioni o errori di attribuzione. È assolutamente vietata la riproduzione totale o parziale di questa pubblicazione, così come la trasmissione sotto qualsiasi forma o con qualunque mezzo, senza l’autorizzazione della Casa Editrice. Produrre un testo scolastico comporta diversi e ripetuti controlli a ogni livello, soprattutto relativamente alla correttezza dei contenuti. Ciononostante, a pubblicazione avvenuta, è possibile che errori, refusi, imprecisioni permangano. Ce ne scusiamo fin da ora e vi saremo grati se vorrete segnalarceli al seguente indirizzo: redazione@elionline.com

Tutti i diritti riservati © 2022 La Spiga, Gruppo Editoriale ELi info@gruppoeli.it EquiLibri • Progetto Parità è un percorso intrapreso dal Gruppo Editoriale ELi, in collaborazione con l’Università di Macerata, per promuovere una cultura delle pari opportunità rispettosa delle differenze di genere, della multiculturalità e dell’inclusione. Si tratta di un progetto complesso e in continuo divenire, per questo ringraziamo anticipatamente il corpo docente e coloro che vorranno contribuire con i loro suggerimenti al fine di rendere i nostri testi liberi da pregiudizi e sempre più adeguati alla realtà.


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4

ISBN per l’adozione: 978-88-468-4271-8

• Letture 4: 264 pagine • Riflessione linguistica 4: 192 pagine • Gramma zip • Grammatica in chiaro 4-5: 120 pagine • Laboratorio di scrittura 4: 144 pagine • Marcovaldo per parlare di… Educazione civica, Arte e Musica 4: 72 pagine

classe

5

ISBN per l’adozione: 978-88-468-4272-5

• Letture 5: 288 pagine • Riflessione linguistica 5: 192 pagine • Laboratorio di scrittura 5: 168 pagine • L a Divina Commedia per parlare di… Educazione civica, Arte e Musica : 96 pagine

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Allegato a Letture in Viaggio 5 Non vendibile separatamente