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La Redazione Vito Finocchiaro direttore

Claudia Bobond redattore Teresa Gangemi redattore Marco Scintilla progetto grafico

Foto di copertina: Makoto SAITO, Position Tutte le foto e i testi sono presenti in questa pubblicazione sono di proprietà di Eikon Culture e dei relativi autori. Ogni riproduzione, anche parziale, è vietata. Per contattare la redazione scriveteci a: eikonculture@gmail.com

www.eikonculture.com

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Editoriale “Fotografare significa raccontare qualcosa. Scattare una fotografia vuol dire comunicare un messaggio a chi guarda un’immagine....” EikonCultureMagazine, pubblicata online ogni tre mesi, nasce con lo scopo di diffondere l’interesse per la fotografia intesa come parte integrante della cultura, dell’arte e dei costumi del nostro tempo. Il Magazine vuole essere un punto di incontro e di approfondimento per fotografi professionisti e amatori di tutto il mondo attraverso il racconto e la condivisione delle proprie esperienze. Vuole essere un mezzo per capire la vera essenza della fotografia e il significato di racconto fotografico. In questo numero: • La copertina e gli scatti di MAKOTO SAITO, straordinario artista che esprime in maniera del tutto libera e senza misure il concetto delle cose e del tempo, che sembrano fluttuare nella sua mente come corpi in assenza di gravità; • L’isola di Lampedusa raccontata nella sua “essenza” da Marco Scintilla; • L’Altipiano dell’Argimusco, in provincia di Messina, la Stonehenge d’Italia, nel racconto di Saro Sgroi e Leo Pappalardo. Un luogo, dove, avvolte dal silenzio, hanno il loro incontrastato dominio un insieme unico di pietre millenarie che il vento e l’acqua hanno plasmato, regalando loro forme antropomorfe e zoomorfe; • La fotografia di Auguste Naude, artista di Pretoria, che attraverso piccole cose segna momenti speciali e suscita emozioni vere; • Ritratti surreali, interpretati in chiave ironica e ispirati all'adolescenza e riconducibili al pensiero e all’opera di Magritte, in I AM A DREAMER di Carmelita Iezzi, vincitrice al Sony World Photography; • I luoghi scollegati dal tempo, dove nessun elemento o evento rende imperdibile la scena, ne LA VALLE SILENTE di Chiara Paolucci. • IL SUONO DEL SILENZIO, del cileno Eduardo Asenjo Matus, che cattura le relazioni dell’urbano e i movimenti che fluiscono sia dalle città sia dalle persone che la compongono; • Il toccante reportage di Gili Yari sulla CRISI DEI MIGRANTI bloccati negli accampamenti improvvisati in Grecia; • La straordinaria sperimentazione fotografica, per penetrare nelle coscienze umane, di Hideki Takemoto con Elementary particle of the consciousness; • SOTTO L’OMBRA DEL SOLE di Nadir Bucan, un viaggio di sei anni attraverso la regione di Van in Turchia. Una documentazione sull’assenza di qualsiasi forma di tecnologia che non arreca alcun disagio nelle vite nascoste di questi popoli; • MORTE e RINASCITA, nelle tragiche ed emozionanti immagini del Carnevale di Lula, piccolo paese della Barbagia in Sardegna, di Roberta Marras.; • Le piccole imbarcazioni dei pescatori di merluzzi che trovano riparo alle isole Lofoten è il tema di NORD di Rolando Paoletti. La percezione di essere in un luogo ai confini del mondo; • MINIMAL lo straordinario progetto sulla fotografia di architettura di Andrea Rollo; • Il reportage di Sayan Hazra sul potenziamento della rete elettrica in alcuni villaggi remoti dell’India.

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Entra anche Tu a far parte di Eikon Culture Join Eikon Culture EikonCultureVisualReflections promuove la diffusione dell’interesse per la fotografia intesa come parte integrante della cultura, dell’arte e del costume del nostro tempo. La rivista offre la possibilità a tutti di dare visibilità ai propri progetti. Come partecipare: Per proporre la pubblicazione di un progetto è necessario inviare una selezione di fotografie accompagnate da un testo, utilizzando Wetransfer e indirizzando a eikonculture@gmail.com Ogni proposta deve possedere i seguenti requisiti: – originalità dell’opera. – piena titolarità dei diritti d’autore e di ogni altro diritto. – eventuali liberatorie dei soggetti ripresi.

L’autore, con l’invio delle immagini, si assume la responsabilità del proprio lavoro riguardo ai suddetti requisiti, escludendo da ogni responsabilità in proposito lo Staff di EikonCultureMagazine.

Ogni progetto dovrà essere composto da: – da 15 a 25 immagini, jpg 1500 lato lungo. – un testo di massimo 4.000 caratteri spazi inclusi (Il testo dovrà fornire al lettore il contesto dei fatti, senza contenere analisi o giudizi). – didascalie per ogni singola foto massimo 2000 caratteri spazi inclusi. – scheda tecnica con nome, cognome, Paese, website dell’autore, camera e ottiche utilizzate. I diritti d’autore delle immagini rimangono di proprietà del fotografo.

EikonCultureVisualReflections promotes the spread of interest in photography as an integral part of the culture, art and customs of our time. The magazine offers everyone the opportunity to give visibility to their projects. How to participate: To propose the publication of a project it’s necessary to send a selection of photographs accompanied by a description, using Wetransfer and directing to eikonculture@gmail.com Each proposal must meet the following requirements: - originality of the work. - full ownership of copyrights and all other rights. - possible releases of the subjects taken back. The author, by sending the images, assumes responsibility for his work regarding the aforementioned requirements, excluding the EikonCultureMagazine staff from any responsibility in this regard. Each project must be composed of: - from 15 to 25 images, jpg 1500 long side. - a text of up to 4,000 characters including spaces (The text must provide the reader with the context of the facts, without containing analyzes or judgments). - captions for every single photo maximum 2000 characters including spaces. - data sheet with name, surname, country, website of the author, camera and optics used. The copyright of the images remain the property of the photographer.

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Makoto Saito Martine Franck Gili Yaari - Bloccati in Grecia, la crisi di migranti Marco Scintilla - Lampedusa “essenza” Carmelita Iezzi - I am a dreamer Saro Sgroi e Leo Pappalardo - L’altipiano dell’Argimusco Nadir Bucan - Sotto l’ombra del sole Roberta Marras - MORTE e RINASCITA: Il rito di Battileddu Chiara Paolucci - La Valle Silente Eduardo Asenjo Matus - Il Suono del silenzio Andrea Rollo - Minimal

Rolando Paoletti - NORD Sayan Hazra - Energia solare per migliorare i villaggi Auguste Naude Le selezioni di Eikon Eventi La libreria di Eikon

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Makoto Saito

La copertina di EikonMagazine è dedicata questo mese all’artista giapponese Makoto Saito. Settant’anni, classe 1948. Decide di fare il pittore, ma si occupa di fotografia ormai da quarant’anni. Molti definiscono il suo stile surrealista e anche se lui non ne è mai stato pienamente convinto non lo nega in maniera categorica, visti i temi delle sue opere. Makoto Saito si esprime in maniera del tutto libera senza misura e concetto delle cose e del tempo, che sembrano fluttuare nella sua mente come corpi in assenza di gravità.

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Martine Franck “Una fotografia non è necessariamente una menzogna, ma allo stesso tempo non è certo la verità. Si tratta più che altro di un’impressione, soggettiva e fugace. Quel che mi piace della fotografia è il momento preciso che non può essere anticipato; bisogna stare sempre all’erta, pronti ad afferrare l’inatteso”

Biografia Nata ad Anversa nel 1938, fotografa innamorata del bianco e nero, dei paesaggi invernali e soprattutto della gente. Dagli studi geometrici dei suoi paesaggi, ai ritratti espressivi e vibranti, la sua fotografia si serve del bianco e nero per liberarci dalla distrazione del colore e dal superfluo. Dopo aver studiato storia dell’arte all’Università di Madrid e all’Ecole du Louvre, inizia la carriera di fotografa come assistente di Eliot Elisofon e di Gjon Mili, presso la rivista LIFE. Diventa fotografa ufficiale del “Théatre du Soleil” nel 1964, collabora come freelance per il New York Times e Vogue. Nel 1970 sposa H. Cartier-Bresson, diventando membro dell’Agence Vu e contribuendo anche alla fondazione dell’agenzia Viva. Nel 1980 è tra le prime donne ad entrare nell’agenzia Magnum Photos, diventandone membro effettivo tre anni dopo. Fotografa di grande sensibilità, Martine Franck tocca con delicatezza la semplicità del quotidiano. Le sue immagini ci permettono di entrare in un mondo quasi sospeso. Esse hanno il merito di distogliere lo sguardo da focali di sicuro impatto, per portarlo su particolari intensamente simbolici. Martine crea un meccanismo visivo che, attraverso la cura costante del rapporto tra contenuto e forma, genera immagini di singolare bellezza. Attraverso la fotografia la Franck comunica emozioni, passando dai ritratti di alcuni tra i più importanti artisti e scrittori all’impegno sociale focalizzato a dare voce agli sfollati e agli emarginati. Tutte le sue foto rivelano una profonda cura della composizione e una potenza artistica fuori del comune.

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Gili Yaari

La Grecia, nell’ultimo anno, è diventata un punto critico per la crisi dei migranti in Europa. Più di 1 milione di persone ha attraversato illegalmente l'Europa solo nel 2015, e circa 800.000 di loro sono arrivati attraverso la Grecia. La maggior parte dei migranti proveniva dalla Siria, dall'Afghanistan e dall'Iraq, ma anche da altri paesi. Tutti fuggono da guerre e violenze nei loro paesi d'origine con la speranza di un futuro migliore. La situazione in Grecia si è complicata a seguito di un accordo tra l'UE e la Turchia nel marzo 2016 che stabilisce che tutti i nuovi arrivi in Grecia devono richiedere asilo nel paese o rischiare di essere rimandati in Turchia. L'accordo ha causato un rallentamento del flusso migratorio, in particolare lungo il confine con la Macedonia, in un accampamento di fortuna nel villaggio di Idomeni, ma anche in molti altri luoghi in Grecia. Accampamenti improvvisati di rifugiati sono stati allestiti in tutto il paese nel porto del Pireo, in stazioni di servizio ed edifici abbandonati. Le autorità greche hanno iniziato anche a creare accampamenti per i migranti in campi militari, al fine di ospitare i migranti in quei campi. Il futuro di questi migranti non è chiaro, non avendo una casa dove tornare e nessun posto dove andare. Dipendono da ONG e volontari, provenienti da tutto il mondo, che forniscono loro tende, cibo, medicine e cure fisiche. Gestire la crisi dei migranti in Grecia, come parte della crisi dei migranti in Europa, rappresenta una grande sfida per l'intera comunità europea. Tocca i punti sensibili e le cicatrici dei lontani periodi bui della storia europea. Il tempo ci dirà come l'Europa gestirà questa crisi, la più grande dai tempi della seconda guerra mondiale.

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Marco Scintilla

Nel 2015 Marco Scintilla torna a Lampedusa dopo un’assenza di due anni. Questa volta ritorna sull’Isola non per lavoro, un lavoro che lo ha visto impegnato in prima fila nelle emergenze legate all’immigrazione. Un ritorno da viaggiatore, con l’intento di viverla e raccontarla nella sua essenza, nel suo quotidiano, attraverso i gesti e i luoghi comuni di chi la popola, siano essi lampedusani o turisti. Un viaggio tra colori, odori e sapori isolani, lontano dagli stereotipi narrativi legati al fenomeno dell’immigrazione proveniente dalle coste nordafricane. Un racconto attraverso sensazioni ed emozioni che solo quel lembo di terra in mezzo al Mediterraneo sa regalare. Questa è la “sua” Lampedusa!

https://marcoscintilla.wordpress.com/

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La fotografia non è fatta solo di colori e forme, in essa trovi anche emozioni, stati d’animo, sensazioni. In una fotografia puoi ritrovare una sensazione vissuta, come il sapore salato che ha l’acqua di Lampedusa. Marco Scintilla

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Carmelita Iezzi

"I am a Dreamer" è un nuovo progetto iniziato nel 2017, è una serie concettuale di ritratti surreali interpretati in chiave ironica e ispirati all'adolescenza che riconduce un po’ anche al pensiero e all’opera di Magritte. E’ una serie nata un po per gioco, ispirata da mio figlio e da tutti gli adolescenti, una riflessione anche sulla metafora della vita intesa come crescita e cambiamento, guardando il mondo attraverso gli occhi di un bambino che contempla la natura e contempla il futuro. L'adolescenza è un momento cruciale in cui le identità vengono messe alla prova dove i giovani trascorrono del tempo con loro stessi e imparano ad accettarsi nel loro aspetto interiore ed esteriore. L'ambiente informale e selvaggio vicino al mare e all'aria aperta ha creato un'atmosfera rilassante e suggestiva che ci ha incoraggiati ad interpretare i personaggi in modo divertente e surreale. I bambini contemplano il mondo con gli occhi della fantasia immaginando i personaggi dei fumetti o delle favole e identificandosi in essi come fanno con la vita, così un pallone si trasforma in una persona ed è pronto a volare, la società spesso però ci impone di crescere con il cervello in scatola, o ci invita ad indossare maschere, attraverso le esperienze si esprimono le paure e sogni della crescita. E’ la scoperta del mondo attraverso l'esperienza personale e creativa con senso dell'umorismo e della giocosità con un tocco di poesia surreale.

About Carmelita Iezzi

Carmelita Iezzi è una fotografa freelance e graphic designer professionista che vive e lavora in Italia. Ha conseguito riconoscimenti internazionali, nel 2018 è stata premiata con il prestigioso Sony World Photography Award con un'opera per il progetto "I am a dreamer" ed ha ricevuto il Primo posto assoluto e l'oro nella categoria Fine Art al Tokyo Foto Awards. La passione per l'arte è iniziata all'età di 14 anni. La sua passione iniziale è stata il reportage e i viaggi, che hanno influenzato il suo background culturale e artistico motivando la sua creatività. Ha avuto il privilegio di conoscere il grande maestro Mario Giacomelli che ha influenzato molto il suo stile privilegiando la poesia del bianco e nero.

Carmelita ha sviluppato il suo stile negli anni concentrandosi sulla fotografia di paesaggio e sul ritratto concettuale. Il suo stile particolare è surreale e onirico, ricco di emozione. Attraverso la contemplazione del paesaggio ricrea storie che uniscono la natura e la figura umana in una visione unica e poetica. 72


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L’ALTOPIANO DELL’ARGIMUSCO

Poco più a nord dell’Etna, al confine tra Nebrodi e Peloritani, in provincia di Messina, su un vasto altopiano compreso tra i 1165 ed i 1230 metri s.l.m., si estende l’area dell’Argimusco, la Stonehenge d’Italia. In questo luogo, avvolte dal silenzio, hanno il loro incontrastato dominio un insieme unico di pietre millenarie. Il vento e l’acqua, con la loro azione erosiva, le hanno plasmate, regalando loro forme antropomorfe e zoomorfe. Un luogo considerato sacro, dove l’uomo ha osservato il cielo decifrando i movimenti degli astri, ha scoperto l’alternarsi delle stagioni e creato una sorta di calendario primitivo. Su questo altipiano, dove si respira il connubio tra cielo e terra, il sibilo del vento trasporta i suoni e il mistero di antichi riti propiziatori. Le straordinarie sagome di pietra catturano i sensi di quanti si aggirano tra questi megaliti, regalando emozioni contrastanti: il Maschio e la

Femmina, il Teschio, la Civetta, ma soprattutto la Dea Orante che regala la sua immagine spettacolare solo da una specifica prospettiva.

Immagini di Saro Sgroi e Leo Pappalardo

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Nadir Bucan

Mi sono trasferito nella regione di Van in Turchia nel 2010 per lavorare come docente di fotografia presso l'Università YuzuncuYil. Naturalmente ero anche consapevole del fatto che Van ha visto molte culture e popoli che hanno profondamente influenzato i suoi villaggi tradizionali, le montagne,i laghi e le isole. Come fotografo, questo era un luogo che sicuramente volevo esplorare. E poi c'era il sole sempre presente, che ha ispirato il vecchio Urartu quando hanno chiamato la regione 'Tusba' (la città del sole). E così nel 2011 ho intitolato il mio progetto Under the Shadow of the Sun e ho iniziato a esplorare vite nascoste. Uso la parola nascosta, perché una volta attraversato i ripidi sentieri e raggiunto villaggi remoti come Toreli, Alacayar, Bilgi e Uzuntekne, sono stato accolto con una specie di stile di vita che pochi di noi hanno mai visto. Vedo davvero queste vite nascoste come l'antitesi della nostra cultura guidata dalla tecnologia. Ho vagato per sei anni tra i remoti villaggi di montagna della regione di Van della Turchia, documentando ogni momento di disagio e di bellezza nel mezzo della presenza assoluta della natura. Una delle cose che mi ha colpito di più è che il profondo disagio che deriva dalla vita moderna è completamente assente in questi villaggi. E una delle cose più importanti che ho imparato è che l'ideologia della progressione umana, e le sue conseguenti scoperte tecnologiche, non hanno reso l'umanità più felice e hanno invece diminuito le esperienze genuine e umane.

ABOUT Nadir Bucan Nadir Bucan si definisce sia un accademico che un fotografo documentarista. Ha iniziato a fotografare con una macchina fotografica analogica nel 1999, quando la fotografia digitale non aveva ancora affermato il proprio predominio. Ha usato le pellicole fino al 2009 e ha partecipato a ogni fase della fotografia dal bagno chimico alla stampa. Le sue opere sono state esposte nelle principali città del mondo come New York, Parigi, Londra, Barcellona, Berlino, Pechino e pubblicate su riviste nazionali e internazionali come İz, Kwerfeldein, TuttiFotografi, İgnant, Les Others, My Modern Met e LensCulture. Recentemente è stato

invitato a La Quatriéme Image International Photography Festival per esporre il suo ultimo lavoro a Parigi e selezionato come vincitore al Barcelona International Photography Awards BIPA 2018. Bucan vive in Turchia e tiene corsi di fotografia presso la Facoltà di Belle Arti dell'Università Van YuzuncuYil.

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Roberta Marras MORTE e RINASCITA: Il rito di Battileddu Lula-Barbagia-Sardegna Battileddu è il Protagonista di un Rito che si celebra nel Carnevale di Lula, piccolo paese della Barbagia. Il Carnevale in Sardegna ha connotazioni diverse rispetto a quelle presenti nel Carnevale tradizionale di molte Regioni Italiane, benchè non siano assenti i momenti dei festeggiamenti allegri e gioiosi, esso è essenzialmente un momento importante e con chiare funzioni sociali nella vita delle comunità agro-pastorali. In Barbagia,per ragioni storiche e geografiche, il Carnevale ha mantenuto l’aspetto tragico da cui traeva origine, la commemorazione di Dioniso, il Dio della vegetazione e della fertilità. Il culto di Dioniso, penetrato in Sardegna in epoca prenuragica con le migrazioni greche e micenee, è caratterizzato dalla presenza di una vittima sacrificale dall’aspetto zoomorfo, poichè essa era la raffigurazione più diffusa del Dio e ricorda il tragico sacrificio di Dioniso sbranato dai Titani. Le vittime indossano pelli di montone e cinture di campanacci, nascondono il viso con maschere lignee o con la fuliggine di sughero, procedono verso il sacrificio legate a lunghe funi di cuoio con le quali i guardiani impediscono la fuga. Battileddu, il cui nome trae origine dal greco bathileios, ricco di messi, è l’incarnazione di Dioniso, forza vitale primordiale. E’ vestito di pelli di montone, ha il volto ricoperto di fuliggine e sangue, sul capo un fazzoletto nero femminile sormontato da lunghe corna di cervo tra le quali è infilzato uno stomaco di capra. Sul petto pendono i campanacci e sulla cintola porta uno stomaco di bue pieno di sangue che, durante il percorso che lo condurrà alla morte, irrorerà la terrà e fertilizzerà i campi. Avanza legato con lunghe funi di cuoio con le quali i suoi guardiani, uomini vestiti da vedove che indossano gambali maschili, lo tengono a freno per impedirgli di fuggire e lo percuotono ripetutamente fino a provocarne la morte. Il Rito culmina nel momento in cui Battileddu si accascia esanime, lo stomaco viene squarciato e il sangue che sgorga feconda la terra. Il corpo senza vita viene caricato su un carro ed esibito lungo le strade del paese. La finzione viene presto svelata, Battileddu, rianimato da abbondanti libagioni riprende vita, e la Rinascita viene celebrata da una folla festante che con un forte coinvolgimento emotivo ha assistito a tutte le fasi di questo affascinante rito propiziatorio.

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Chiara Paolucci La Valle Silente Il territorio è pianeggiante, gli aspetti naturali sono fortemente vincolati dall’intervento umano. Interventi volti ad esasperare la vocazione agricola e industriale e lo sviluppo urbanistico. L’atmosfera è carica di umidità, la foschia rende l’orizzonte opaco, il cielo quasi mai veramente azzurro. Risulta essere tra le zone più inquinate d’Europa. Un territorio funzionale al solo scopo di produrre, che si attraversa senza aspettative. La meta è sempre altrove, non vi sono punti panoramici, è un territorio difficile da mettere in posa, tanti gli elementi di disturbo. Non si è abituati a vederne il lato panoramico, non vi sono bellezze naturali o opere architettoniche di

particolare richiamo, a tratti non vi sono che campi a perdita d’occhio e vecchie strutture in rovina. In queste rovine e nelle strade secondarie che attraversano la pianura ho trovato il motivo per cui fotografo. Non vi è nostalgia per un passato che non ho vissuto, né denuncia per certi stati di abbandono, le mie immagini sono ritratti di un territorio. Influenzata dalle luci dei vedutisti del ‘700 e dal “sentimento del luogo” che animava questo stile pittorico, agisco al limite dell’immaginifico, creando immagini di luoghi scollegati dal tempo. Nessun elemento o evento rende imperdibile la scena, non sta succedendo niente da anni ed è in questa immobilità il momento giusto. Evito la presenza umana, non serve, le campagne che fotografo stanno trattenendo il meglio dell’umanità che le ha vissute. Territori: bassa pianura padana, nelle province di Modena, Ferrara, Rovigo.

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Hideki Takemoto PARTICELLE ELEMENTARI DELLA COSCIENZA Hideki Takemoto Freelance photographer, Director, Filmmaker

Dalla serie "Inner voice" di Hideki Takemoto “Il futuro quando è nostalgico. Il passato quando è nuovo. La mia fotografia è condivisa con la tua memoria. Cosa provi quando vedi le mie fotografie? Desidero la pace del mondo usando le mie fotografie” 138


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Eduardo Asenjo Matus Il suono del silenzio Temi che fotografo costantemente sono le relazioni dell'urbano, catturando il movimento che fluisce sia dalla città che dalle persone che la compongono, in momenti specifici di azioni in relazione agli spostamenti tra gli stessi. Volevo fare qualcosa di diverso, per mostrare il modo in cui vedo la città, ecco perché ho continuato a studiare in modo indipendente. Ho problemi di udito e questo è il modo in cui "ascolto la città". Rappresentando il rumore con il movimento e la sfocatura dell'immagine, la parte che si concentra sulla foto è la persona che cerco di ascoltare. Eduardo Asenjo

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Andrea Rollo Minimal Andrea Rollo nasce a Lecce dove attualmente lavora come fotografo freelance collaborando con varie agenzie fotogiornalistiche nazionali tra cui Lapresse, Luzphoto, Olycome Italy Photo Press. Inizia la carriera fotografica nel campo della moda dove documenta le sfilate di moda AltaModa AltaRoma, pubblicandole sui siti del settore tra cui Vogue.it. Dopo un anno vissuto a Roma, ritorna a Lecce per iniziare la sua attività fotogiornalistica e di reportage con ottimi risultati e pubblicazioni su riviste, quotidiani e siti internet nazionali ed internazionali. Espone alcuni suoi lavori in mostre collettive e personali. Attualmente si occupa principalmente di fotografia di architettura ed interni realizzando servizi per diverse aziende. Riceve come ultimi attestati, tre Honorable Mention al Prix de la Photographie Paris, la vittoria al Mediterraneo Foto Festival 2015, quattro Honorable Mention al Moscow photo awards e una Honorable Mention all’IPA di New York e la vittoria al Premio Matroneo 2016. A Dicembre 2015 è selezionato, dal FIOF, tra i 42 fotografi che rappresentano l’ Italia della fotografia a Lishui in Cina, per il progetto Imago, dove espone 5 sue opere insieme a fotografi del calibro di Podavini, Galimberti, Buzzi, Finocchiaro e Bispuri. A Febbraio 2017 entra a far parte dell’ agenzia foto giornalistica Luz photo e arriva in finale ai FIIPA awards. A Febbraio 2018 è selezionato tra i finalisti, nella categoria Architettura, ai Sony Awards, scelto tra 130.000 fotografie.

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Rolando Paoletti NORD Ci sono luoghi in cui prepotente sorge nell’animo la percezione di essere ai confini del mondo. Le isole Lofoten, oltre il circolo polare artico, sono uno di questi. Adagiate, come vascelli primordiali sul burrascoso Mar di Norvegia, offrono riparo a minuscoli pescherecci che affrontano i flutti per la pesca del merluzzo che, essiccato all’aria aperta, arriva sulle nostre tavole sotto forma di stoccafisso, mentre le teste dei pesci, essiccate anch’esse, sono vendute alle popolazioni africane per la preparazione di misteriose zuppe. Un senso di attesa pervade i porticcioli, un timore per la natura ostile e bellissima pervade l’anima.

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Sayan Hazra Energia solare per migliorare i villaggi Sebbene l'India sia una delle economie in più rapida crescita al mondo, le interruzioni di corrente sono dilaganti e il consumo di elettricità pro capite è pari a circa un terzo del consumo globale. L'India ha un enorme bisogno di elettricità dove circa 300 milioni di persone sono ancora senza di essa. Quindi l'energia solare ha un enorme potenziale in India. Quasi il 40% di tutta la nuova capacità energetica in India quest'anno è solare. L'energia solare sta guadagnando una quota maggiore nel paniere energetico indiano. L'India ha ora una capacità solare totale di circa 14,7 gigawatt (GW, 1 GW = 1.000 MW) a partire da settembre 2017. Nonostante l'aumento della produzione di energia solare centralizzata, raggiungere i villaggi remoti rimane una sfida a causa della notevole perdita di distribuzione. La maggior parte di coloro che non hanno elettricità vive nel 99% dei villaggi, il che è improbabile che ottenga più sei ore di elettricità al giorno con frequenti perdite di tensione. L'installazione di mini-griglie locali risolve questo problema. Banadur, Kokarewada, Dhruparthiwada, Amboli Dhangarwada, sono alcuni di questi villaggi nel distretto di Dharward del Karnataka, in India, che ricevono la loro fornitura illimitata di energia sostenibile per l'illuminazione di base e l'impianto di e-learning a scuola dalla mini rete solare installata da Namma Mitra Foundation, una giovane ONG con sede in Karnataka. I lampioni solari migliorano la visibilità notturna in termini di sicurezza delle donne. Stanno anche usando lanterne solari. Ciò promuove anche le piccole imprese, creando posti di lavoro locali e economie edilizie. Kasturi, 38 anni, uno degli abitanti del villaggio di Banadur, ha avviato un piccolo negozio di tè all'incrocio tra il villaggio e la strada principale alcuni anni fa. Inizialmente Kasturi ha dovuto chiudere il negozio subito dopo il tramonto perché non c'era elettricità. Ma il problema è stato risolto con l'energia solare basata sulla mini-rete e ora Kasturi mantiene aperto il negozio fino a tarda notte. Questo dimostra il potenziale dell'energia solare che non solo può migliorare il tenore di vita degli abitanti del villaggio, ma può anche svolgere un ruolo importante nell'emancipazione delle donne. 192


About Sayan Hazra

Sayan Hazra è un fotografo documentarista indipendente che sta fotografando l'India concentrandosi sull'aspetto umanitario. Ha anche un particolare interesse nel raccontare storie poco conosciute di problemi sociali e ingiustizie. Nato e cresciuto in India, Sayan fin dall'infanzia è stato incline a viaggiare, ascoltare musica, osservare le persone, conoscere culture diverse e incontrare nuove persone. Dal 2011 la fotografia è diventata parte integrante della sua vita.

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AUGUSTE NAUDE Imparare dal mio defunto padre, dalla fotografia e dalle arti in generale, era diventato “L’altro mio mondo” dall'età di dieci anni. Nei successivi quattro decenni, questo "altro mondo" ha continuato a crescere e ad espandersi e impiegato molto tempo in esso, anche mentre stavo costruendo una carriera di successo nel mondo delle imprese ICT. Per tutti questi anni ho imparato ad apprezzare le piccole cose che definiscono i mondi e le esperienze degli altri ... Questo è ciò che cerco di catturare attraverso il mio obiettivo: quelle piccole cose che segnalano momenti speciali e trovano negli occhi emozioni vere...

Auguste Naude

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Le Selezioni di EikonCulture

Š Zurab Getsadze

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Š Davide Capponi

Š Tanase Dumitru Cristian 217


Š Alberto Cicchini

Š Maribel Jimenez Jimennez

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Š Marysia Bieniaszewska

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© Zizi Lisboa

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Š Giuseppe Brunelli

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© Luca Faranfa

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Š Mirco Pennacchi

Š Roberto Burchi

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Š Metin Bektas

Š Morgaine La Fay 224


© Apple Law

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Š Morena Bellini

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Š Federico Forcoppola Moschi

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© Ottavia Tagliatti

© Saro Sgroi

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© Татьяна Гурковская

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Š Angelo Ferlisi

Š Antonella Losso

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© Cristina Secci

© Rosario Almeida

231


Š Maresa Jung

Š Sonja Marinsek

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© Franck Robin

© Giovanni Lo Zito

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© Claudio Ruggeri

© Eduardo Meraner 234


© Felix Yank 235


Eventi

INCONTRO CON L’AUTORE Una serie di Incontri con fotografi del panorama nazionale che, attraverso esperienze e progetti, condurranno gli spettatori nel coinvolgente mondo della fotografia.

Venerdì 18 maggio, si è tenuto, il primo, dei tanti in programma, “Incontro con l’Autore” di EikonCulture. Nella sala affollata dell’Open Space di Mascali, Alessandro Ingoglia, ha condiviso, con un pubblico variegato, attento e interessato, i suoi Appunti di Reportage. A contatto da sempre con l’arte, dalla pittura alla musica, Alessandro preferisce, oggi, esprimersi con la fotografia per raccontare ciò che gli accade intorno. Un racconto del Mondo a trecentosessanta gradi, il suo, dove, la quotidianità fa cogliere allo spettatore quella che è la vera anima di un luogo. Grande plauso del pubblico al suo reportage sulla Cina, vincitore nel 2016, del concorso Diario di Viaggio del National Geographic Italia. Prossimo appuntamento, venerdì 22 giugno, con Michele Di Donato che si racconterà attraverso “NON LUOGHI: DALL’ALTRA PARTE DELLO SPAZIO”. Con questo Progetto“l’autore ha voluto rappresentare proprio i luoghi senza storia e senza futuro progettati per una vita di consumo, veloce, frutto di una società dell’effimero, dove l’uomo non è più unità di misura della città ideale. Straordinaria parabola discendente della città rinascimentale, che, figlia dell’uomo leonardesco, diventa scatola indistinta, contenitore anonimo di funzioni, senza il capitale umano."

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La Libreria di EikoCulture In questa rubrica diamo spazio e visibilità alle pubblicazioni dei nostri autori. Vi invitiamo a segnalarci le vostre pubblicazioni scrivendoci a eikonculture@gmail.com

Sebastiano Gesù L’ARTE DEL SILENZIO Le origini del Cinema in Sicilia Presentazione di Alessandro De Filippo 40due edizioni

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Una pubblicazione sulle origini del Cinema in Sicilia, da sempre considerata location perfetta per tantissimi set cinematografici. Un profondo percorso, dalle sperimentazioni del precinema, alle proiezioni degli ambulanti, fino alla nascita delle sale cinematografiche stabili. Una panoramica su un periodo storico (dal Cinema dei fratelli Lumiere a dopo la prima guerra mondiale) che inevitabilmente ha dovuto fare i conti con l’emergente Arte del Silenzio, fino alla nascita del sonoro che ha portato alla rivoluzione della cinematografia mondiale. Una pubblicazione che rispecchia uno spaccato della società siciliana, paradigma del cinema italiano ed internazionale.

ABOUT Sebastiano Gesù Nasce a Santa Venerina, Catania, il 11 gennaio 1946, è critico cinematografico e storico del cinema italiano. Docente a contratto di Storia e Critica del Cinema alla Facoltà di Lingue e Letterature Straniere dell'Università degli Studi di Catania e del Centro Sperimentale di Cinematografia nella sede di Palermo, svolge da tempo attività di ricerca sul rapporto tra la Sicilia e il Cinema. Consigliere nazionale del Centro Studi Cinematografici di Roma, ha diretto numerosi festival di cinema ed è attualmente vice-direttore artistico del Festival Internazionale del Cinema di Frontiera di Marzamemi. Ha fatto parte dell’Etna Filmcommission della Provincia Regionale di Catania ed è stato Direttore Artistico della Sezione Cinema di Etnafest. Collabora con riviste specializzate e pagine culturali di quotidiani come La Sicilia di Catania e La Repubblica di Palermo. Ha al suo attivo numerose pubblicazioni. 239


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EikonCultureMagazine giugno '18  

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