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DM Magazine Gennaio 2026

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ANNO XIV – GENNAIO 2026

MAGAZINE

SUCCESSI Gruppo Selex supera i 22 miliardi di fatturato e definisce il piano di INTERVISTA Coralis: Mdd e sviluppo 2026 identità territoriale al centro della strategia

IL NEUROMARKETING

cambia il marketing del retail


ANNO XIV – GENNAIO 2026

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SUCCESSI Gruppo Selex supera i 22 miliardi di fatturato e definisce il piano di INTERVISTA Coralis: Mdd e sviluppo 2026 identità territoriale al centro della strategia

IL NEUROMARKETING

cambia il marketing del retail


SOMMARIO DMM

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Editoriale Domenica chiusi: davvero vogliamo tornare al passato?

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Cover Il neuromarketing cambia il marketing del retail

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Intervista Coralis: Mdd e identità territoriale al centro della strategia

16 Successi Gruppo Selex supera i 22 miliardi di fatturato e definisce il piano di sviluppo 2026 17

Imprese Crai accelera sull'innovazione: nuovi servizi, hubquarter e format di prossimità

18 Mercati Gelati, il gusto prima di tutto 26 L’analisi Focus Research Analisi delle attività promozionali sui gelati: coni gelato (confezioni multiple)

32 Customer Micro trend 2025: age of disorder 34 Mercati Healthy food: quando buono fa rima con sano 46 Retail Real Estate NewPrinces–Carrefour: quando l’integrazione verticale ridisegna la mappa del retail italiano 48 Digital club/Retail Il secondo schermo: quando la distrazione diventa strategia 50 Mercati Fuori pasto dolci, l’inflazione frena i consumi 58 Tecnologistica Bancomat e Visa annunciano un progetto pilota per l’estensione di Bancomat Pay Ctp entra nel mercato italiano con investimenti da 1 miliardo di euro

28 Persone 29 Social&Pr strategies Cosa aspetta i marketer nel 2026 30 Retail Innovation Blue Banana - Barcellona, Spagna

60 News 61 Video e podcast 63

Prossimamente

Dal packaging al layout, dalla musica in store alla user experience digitale, fino alla definizione delle ricette, il neuromarketing entra sempre più nelle strategie di Gdo e industria. DM Magazine Supplemento mensile di Distribuzione Moderna Testata giornalistica registrata presso il Tribunale di Milano Registrazione n° 52 del 30/1/2007

Direttore responsabile Armando Brescia Direttrice editoriale Maria Teresa Manuelli

Responsabile redazione EDM Claudia Scorza Responsabile publishing Stefania Colasuono Redattori Federica Bartoli, Alberto Deiana, Veronica Fumarola, Maddalena Marconi, Paolo Pelloni, Jessika Pini, Michele Rinaldi, Fabrizio Valente, Marco Zanardi

Editore Edizioni DM Srl Via G. Piazzi, 2/4 20159 Milano P. Iva 08954140961

Contatti Tel. 02/20480344 redazionedm@edizionidm.it Pubblicità Ufficio commerciale Tel: 02/20480344 commerciale@edizionidm.it

Progetto grafico Silvia Ballarin

L’invio di materiale (testi, articoli, notizie, immagini, dati, grafiche, ricerche ecc.) da parte di autori esterni alla Redazione non garantisce che esso venga pubblicato, né in parte, né nella sua forma originale. Lo stesso, peraltro, potrebbe essere pubblicato in forma rimaneggiata per necessità di carattere editoriale. Si precisa altresì che l’invio del suddetto materiale costituisce automatica autorizzazione da parte di Edizioni DM Srl alla pubblicazione a titolo gratuito su tutte le proprie testate.


in ITALIANO e in INGLESE

Marca 2026 come osservatorio sull’evoluzione della private label: nuovi consumi, digitalizzazione, sostenibilità. Dati, strategie e le voci di chi costruisce la Mdd ogni giorno.

Il futuro della Mdd comincia da qui

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EDITORIALE DMM

Domenica chiusi: davvero vogliamo tornare al passato? Maria Teresa Manuelli, direttrice editoriale Edizioni DM

La proposta di Coop Italia di chiudere i supermercati la domenica ha riacceso un dibattito che pareva archiviato. Ernesto Dalle Rive, presidente di Ancc-Coop, ha lanciato l'idea con toni pragmatici: risparmiare tra 2,3 e 2,6 miliardi di euro all'anno per la grande distribuzione, tagliando i costi delle maggiorazioni salariali domenicali e restituendo il weekend ai dipendenti. Dietro c'è un 2025 chiuso in affanno, con volumi di vendita in calo e margini sotto pressione. La soluzione? Tornare al periodo pre-2012, quando il decreto Salva Italia liberalizzò tutto: 24 ore su 24, sette giorni su sette. Le aperture domenicali erano partite timide con la Legge Bersani del 1998, limitate a dicembre e zone turistiche. Il vero cambio di passo arrivò con il decreto 201/2011, che eliminò ogni vincolo nell'idea di stimolare consumi e concorrenza. Gli studi di Bankitalia certificano effetti positivi sull'occupazione (+3%) e sui guadagni dei lavoratori. Ma la medaglia ha il suo rovescio: oltre 55mila piccoli negozi sono scomparsi tra 2011 e 2017, schiacciati dalla grande distribuzione. Ora Coop propone di tornare a sei giorni di apertura. I vantaggi? Contenimento dei costi del lavoro, maggiore equilibrio vita-lavoro per i dipendenti, possibilità di reinvestire i risparmi in promozioni negli altri giorni. Secondo i dati Coop, già un italiano su tre non fa la spesa la domenica. Gli svantaggi? Evidenti per chi lavora tutta settimana e vede nella domenica l'unica finestra per commissioni e spesa. E poi c'è il rischio, sollevato da Confcommercio, di favorire ulteriormente l'e-commerce a scapito del commercio fisico. Le reazioni non si sono fatte attendere. Federdistribuzione e altre associazioni di categoria hanno bocciato la proposta, sottolineando che la domenica è una giornata chiave per gli incassi e che una chiusura generalizzata potrebbe comportare la perdita di circa 40mila posti di lavoro. Il presidente Carlo Buttarelli ha definito l'iniziativa «antistorica contro le imprese e i clienti». Più articolata la posizione di Uiltucs, il sindacato del terziario, che plaude all'idea di ridurre le aperture domenicali, ma mette un paletto chiaro: chi continuerà a lavorare nei festivi dovrà essere pagato molto di più, dal 50% per il lavoro domenicale fino al 100% per quello festivo, ben oltre l'attuale 30% previsto dal contratto nazionale. Insomma, la proposta Coop riapre un confronto più ampio sul modello di consumo italiano. Sarà una scelta temporanea dettata dalla crisi o l'occasione per ripensare il lavoro nella grande distribuzione? Per ora, la partita è ancora aperta. E il 2026, con consumi previsti in crescita minima, si preannuncia come l'anno in cui si comprerà meno "perché si vuole" e più "perché serve". Chiusi o aperti la domenica, non sembra il vero problema. DM MAGAZINE 3


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neuromarketing

Il cambia il marketing del retail

Dal packaging al layout, dalla musica in store alla user experience digitale, fino alla definizione delle ricette, il neuromarketing entra sempre più nelle strategie di Gdo e industria. di Veronica Fumarola

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el marketing contemporaneo non è più sufficiente sapere che cosa acquista il consumatore: la vera sfida è comprendere perché lo fa. In questo contesto il neuromarketing si sta affermando come uno degli strumenti più interessanti per leggere in profondità i comportamenti d’acquisto. Integrando neuroscienze e marketing, questa disciplina consente di analizzare le risposte cerebrali, emotive e fisiologiche dei consumatori di fronte a stimoli come packaging, prezzo, layout e comunicazione, offrendo alle aziende dati concreti su ciò che realmente cattura l’attenzione, genera coinvolgimento e orienta la decisione finale. Un approccio scientifico che supera il marketing tradizionale e apre nuove opportunità di competitività per il retail e il food & beverage. In questo articolo cerchiamo di approfondire i casi più recenti di utilizzo del neuromarketing in Italia da parte della Gdo e dell’industria di marca e le tecnologie utilizzate.

Sguardo, emozioni, battito cardiaco C.Next, attraverso il laboratorio Next Marketing Lab situato a Lomazzo (Co), offre la possibilità di indagare con precisione i comportamenti dei consumatori dimostrando le applicazioni di diverse tecnologie al marketing, tra cui il neuromarketing. In ambito retail, ad esempio, permette di registrare il movimento dello sguardo dei consumatori grazie all’utilizzo di occhiali di eye tracking che identificano i punti focali dell’attenzione; attraverso sensori in grado di misurare parametri fisiologici come la microsudorazione, il battito cardiaco e le variazioni delle onde cerebrali in risposta agli stimoli, consente di registrare e interpretare le emozioni che provano di fronte a specifici

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prodotti. «I cambiamenti nell’attività cerebrale indicano variazioni dello stato emotivo e cognitivo, fornendo informazioni preziose sull’interazione della persona con il prodotto e sull’intensità della risposta generata – spiega Max Bancora, responsabile Next Innovation di C.Next –. Attraverso il neuromarketing è possibile quindi comprendere come il consumatore percepisce un packaging rispetto a un altro, se il prezzo proposto è coerente con le aspettative, se l’offerta può essere migliorata e in che modo differenziarsi rispetto ai competitor».

La (grande) influenza del packaging Le ricerche condotte da C.Next confermano il ruolo decisivo del packaging e dell’etichetta nelle scelte di acquisto del consumatore. Il colore è uno dei primi fattori che incidono sulla percezione del prodotto, ma contano anche altri aspetti, come i materiali, ad esempio la texture della carta, e il font utilizzato. La conferma arriva anche da Loacker e da La Linea Verde, che hanno utilizzato il neuromarketing per il rebranding negli ultimi anni. Loacker, per il redesign del packaging e del logo in occasione della riformulazione delle ricette nel 2021 – ha condotto una ricerca di neuromarketing in Italia e in altri mercati chiave con l’intento di comprendere quali elementi del brand generassero reazioni più istintive e positive e 6 DM MAGAZINE


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Credits foto: C.Next

di individuare la proposta di design con il maggiore potenziale prima di procedere ai test reali a scaffale. «L’analisi di indicatori come battito cardiaco, elettroencefalogramma, riflesso psicogalvanico (reazione fisiologica a diverse stimolazioni psichiche consistente nella variazione della conducibilità elettrica della cute, ndr) ed eye tracking ci ha permesso di identificare i design più immediati da decodificare e quelli capaci di suscitare una risposta emotiva più forte. È stato inoltre fondamentale verificare le performance delle soluzioni in un contesto di scaffale virtuale, navigato dagli intervistati tramite realtà aumentata, con possibilità di scelta del prodotto», sottolinea Yvonne Profanter, head of communication di Loacker. La Linea Verde, invece, ha utilizzato il neuromarketing per il restyling delle zuppe fresche DimmidiSì per selezionare la veste grafica più efficace in termini di riconoscibilità, impatto emotivo e coerenza con i valori del brand. «Abbiamo strutturato un percorso di ricerca in due fasi complementari – spiega Matteo Laconi, direttore marketing e comunicazione de La Linea Verde –. La prima, realizzata con Demoskopea su un campione quantitativo di 1.200 panelisti, suddivisi tra user e non user, ci ha permesso di valutare le diverse proposte grafiche sulla base di indicatori dichiarati: percezione di naturalità, gusto, armonia e affidabilità. Questi elementi hanno confermato una chiara preferenza verso la nuova identità visiva. La seconda fase, condotta in collaborazione con Thimus, azienda italiana attiva nella sensory neuroscience, ci ha consentito di andare oltre il dichiarato. Grazie alla misurazione di risposte neurofisiologiche, sensoriali, emozionali e culturali di oltre cento consumatori,

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abbiamo potuto osservare in modo oggettivo come le diverse grafiche venissero realmente processate in termini di attenzione, familiarità, coinvolgimento e piacevolezza. L’integrazione dei due livelli di analisi, quantitativo e neurofisiologico, ci ha offerto un quadro completo e solido per scegliere la soluzione più performante. Il neuromarketing, in questo senso, è stato determinante perché ci ha permesso di validare il design non solo per ciò che i consumatori dicono, ma anche per ciò che sentono in modo implicito. Se l’indagine demoscopica ci ha supportato nel cogliere quali elementi grafici venivano associati a naturalità, gusto e freschezza, permettendoci di affinare colori, composizioni e gerarchie visive per rendere immediata la promessa di qualità del brand, l’analisi neuroscientifica ha aggiunto un livello decisivo: ci ha mostrato come alcune soluzioni generassero una risposta emotiva più coerente con i valori DimmidiSì, attivando una sensazione di familiarità e fiducia già nei primi istanti di osservazione del pack».

Un’opportunità per migliorare l’user experience Una delle realtà retail italiane che utilizza il neuromarketing è Megamark, come racconta Fabio Storelli, responsabile marketing del Gruppo Megamark. «Nei punti vendita, soprattutto nei Famila, ad esempio, il layout dell’ingresso è studiato per stimolare vista e olfatto: all’ingresso posizioniamo sempre l’ortofrutta e tendenzialmente il reparto forneria e cucina con prodotti bakery. Inoltre, il Bistrò, presente all’ingresso in alcuni dei nostri Famila, invita i clienti a una sosta gustosa. L’illuminazione nei reparti è calibrata in funzione della merce esposta per valorizzarla al meglio. Anche il digital signage segue principi neuroscientifici, con testi molto brevi, un concetto per schermata e motion minimali o azzerate per evitare stress visivo. Sui social applichiamo logiche in linea con i principi del neuromarketing, come l’avversione alla perdita, e utilizziamo ancoraggi visivi per i prezzi. Per la Mdd, infine, ricorriamo a micro-narrativi che attivano la memoria episodica, come “sapevi che il prodotto Selex x è realizzato dalla nota industria y?”. Queste scelte ci permettono di migliorare l’esperienza sensoriale, favorire la permanenza in store e rendere più efficace la comunicazione». Despar Nord, invece, ha scelto di utilizzare il neuromarketing nel progetto di restyling dell’app Despar Tribù. In occasione del decimo compleanno, l’azienda ha valutato in profon88 DM MAGAZINE DM MAGAZINE


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dità l’user experience generale degli utenti, per un aggiornamento realmente migliorativo. «L’analisi ha evidenziato alcuni aspetti chiave su cui intervenire e questi insight sono stati recepiti prima del lancio della nuova versione – racconta Eros Bordin, responsabile digital marketing di Despar Nord –. La conferma più significativa è arrivata dagli utenti stessi, che hanno premiato il restyling con un miglioramento del rating negli store e feedback molto positivi sull’utilizzo quotidiano. Il contributo più evidente è stato un incremento della soddisfazione dei clienti rispetto alla nuova versione dell’app. Monitorando l’utilizzo e i comportamenti all’interno dell’applicazione, abbiamo riscontrato pattern coerenti con le nostre ipotesi iniziali: una navigazione più fluida, un uso più consapevole delle funzionalità e un coinvolgimento maggiore. Tutto ciò si traduce in un rafforzamento della relazione complessiva tra consumatore e brand, anche in continuità con l’esperienza vissuta nel punto vendita».

La musica aumenta l’awareness Anche la musica in store rientra tra le attività di neuromarketing. La start up Totally Innovation ha lanciato Totally In Store, una piattaforma di gestione della musica e della comunicazione audio all’interno dei punti vendita, che utilizza, quando

SPICE VIBE TRASFORMA L’AROMA DELLE SPEZIE IN UN’ESPERIENZA EMOTIVA

Grazie alla collaborazione tra Vitaletti Academy - Italpepe e MindScents, agenzia di neuromarketing e comunicazione olfattiva, le spezie smettono di essere semplici ingredienti e diventano attivatori di stati d’animo. Nasce così il progetto Spice Vibe che, attraverso lo studio delle molecole aromatiche, identifica otto famiglie olfattive, che evocano una specifica emozione: agrumata (energia, slancio, creatività); erbacea (ordine, equilibrio, concentrazione); balsamica (calma); pasticceria (affetto, sicurezza); speziata (forza, carattere, coraggio); fruttata (piacere, vivacità, spensieratezza); legnosa (stabilità, radicamento, tenacia); floreale (delicatezza, armonia e intuito).

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opportuno, il neuromarketing: «In alcuni ambienti, ad esempio retail ad alto traffico, hospitality, luoghi di attesa o spazi dove l’atmosfera ha un impatto diretto sul comfort, può avere senso integrare principi consolidati delle neuroscienze, come la regolazione dell’arousal (livello di attivazione psicofisiologica, ndr), la riduzione dello stress percepito o la coerenza cognitiva – specifica Biagio Biolchini, cmo di Totally Innovation –. Quando li utilizziamo, non lo facciamo in modo invasivo o manipolativo. Il neuromarketing diventa semplicemente una guida per progettare atmosfere più fluide, accoglienti e coerenti con l’identità del brand. Lavoriamo principalmente su tre livelli: la percezione della qualità dell’ambiente, il tempo di permanenza e la coerenza dell’identità di marca. In molti progetti, dopo l’introduzione di un’atmosfera sonora più equilibrata, i clienti descrivono lo spazio come più accogliente e più curato; questo si riflette anche nella brand awareness, perché un ambiente gradevole e coerente tende a essere ricordato meglio. Allo stesso modo, confrontando i periodi prima e dopo l’implementazione, osserviamo in diversi casi un aumento del tempo di permanenza, uno degli indicatori più riconosciuti per valutare l’efficacia di un ambiente commerciale. Non presentiamo questi risultati come “effetti neuroscientifici”, ma come conseguenze naturali di un’esperienza più fluida e meno stressante. E questo è, in fondo, anche il contributo realistico del neuromarketing in questo ambito: non una tecnica invasiva, ma una cornice concettuale che aiuta a progettare spazi più intuitivi, più confortevoli e più coerenti con l’identità del brand».

Potenzialità future In un contesto di mercato sempre più guidato dai dati e dalla centralità dell’esperienza di acquisto, il neuromarketing si candida a diventare una leva strategica per interpretare in modo più profondo i comportamenti dei consumatori e orientare le scelte di retail e industria. Per Eros Bordin di Despar Nord, il neuromarketing è destinato a diventare uno strumento sempre più rilevante per migliorare l’esperienza utente, online e in-store. «Le sue applicazioni nel retail fisico spaziano dall’ottimizzazione dei 10 DM MAGAZINE


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layout alla navigazione a scaffale, fino al supporto strategico nelle fasi iniziali di ideazione delle campagne, guidando decisioni più consapevoli e orientate ai comportamenti reali dei consumatori». Anche per il Gruppo Megamark il neuromarketing apre nuove opportunità, in particolare per la Mdd, favorendo packaging più chiari e meno complessi a scaffale, capaci di ridurre l’overload informativo. «L’integrazione tra dati loyalty, intelligenza artificiale e osservazione dei comportamenti instore potrà inoltre abilitare promozioni più personalizzate e ambienti di acquisto più confortevoli», aggiunge Fabio Storelli. Dal punto di vista dell’industria, Yvonne Profanter di Loacker sottolinea come il neuromarketing possa diventare un alleato strategico per innovare la marca e rafforzare il dialogo con i retailer, fornendo dati oggettivi sull’efficacia di packaging e comunicazione nel punto vendita. «Il neuromarketing – conclude Max Bancora – non va considerato solo nella fase finale, ma integrato fin dall’inizio nello sviluppo del prodotto, aprendo nuove opportunità per retail e industria».n

AI VS NEUROMARKETING E NEUROSCIENZE

Max Bancora di C.Next sottolinea la differenza tra AI, neuromarketing e neuroscienze. «L’intelligenza artificiale può offrire spunti interessanti, ma spesso si basa su modelli predittivi che non sempre sono verificati sul comportamento reale del consumatore. Il neuromarketing e le neuroscienze, invece, adottano un approccio scientifico fondato sulla rilevazione di dati oggettivi e misurabili, che restituiscono una fotografia concreta delle reazioni del consumatore a stimoli specifici. Si tratta, quindi, di due approcci profondamente diversi: da un lato strumenti che suggeriscono possibili direzioni, dall’altro metodologie scientifiche che permettono alle aziende di basare le proprie decisioni su evidenze reali piuttosto che su semplici sensazioni. Questo consente di definire in modo più efficace strategie, prodotti e servizi».

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Russo (Iulm): «Il packaging agisce come stimolo multisensoriale, orientando la scelta prima ancora che il consumatore elabori le informazioni» assume un ruolo strategico perché il valore del prodotto è spesso legato a componenti esperienziali, identitarie ed emozionali. Come le neuroscienze stanno trasformando il marketing tradizionale? Le neuroscienze permettono di analizzare il comportamento d’acquisto nel momento stesso in cui avviene, osservando le risposte neurali e fisiologiche agli stimoli di marketing. Questo cambio di prospettiva consente di passare da un modello descrittivo a un modello predittivo. Un ulteriore contributo delle neuroscienze riguarda la ridefinizione del concetto di razionalità del consumatore.

Vincenzo Russo, professore ordinario di psicologia dei consumi e neuromarketing, fondatore e coordinatore del Centro di ricerca di neuromarketing “Behavior and brain Lab Iulm”, fa il punto su potenzialità presenti e future del neuromarketing. Perché il neuromarketing è una leva strategica per il settore? Perché consente di comprendere e prevedere il comportamento del consumatore andando oltre le dichiarazioni razionali e auto-riportate. Per il settore food, i nostri studi evidenziano come le scelte alimentari siano fortemente guidate da emozioni, aspettative sensoriali e associazioni simboliche, più che da valutazioni nutrizionali razionali. Colori, forme, immagini e claim attivano specifiche risposte neurali legate al piacere, alla fiducia e alla percezione di qualità. Anche nel non food, in particolare nei settori fashion, tecnologia e cura della persona, il neuromarketing 12 DM MAGAZINE

Cosa ci dicono le neuroscienze sul consumatore contemporaneo? Il consumatore contemporaneo appare meno deliberativo e più reattivo, orientato a minimizzare lo sforzo cognitivo e a massimizzare il benessere emotivo. Le ricerche con eye-tracking ed Eeg (elettroencefalografia, ndr) evidenziano come attenzione visiva ed emozione siano due dimensioni centrali nel guidare le scelte di acquisto, soprattutto nei contesti retail ad alta densità di prodotti. Quali sono le prossime opportunità che le neuroscienze offriranno a retail e industria? L’integrazione tra conoscenza del cervello, progettazione dell’esperienza e sviluppo delle competenze relazionali e commerciali, superando una visione puramente tecnica del neuromarketing. Una prima grande opportunità è rappresentata dall’evoluzione del neuroselling, inteso non come insieme di tecniche persuasive, ma come capacità di comprendere i meccanismi neurocognitivi che regolano la relazione tra venditore e cliente.


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Bonetti (Consilia): «Sono convinta che il settore possa beneficiare con il neuromarketing di un approccio più scientifico, meno dispersivo e più attento a coinvolgere il consumatore» a fine 2025, anche grazie alla strategia di marketing communication.

La comunicazione di Consilia – marca del distributore di Consorzio Sun, parte del Gruppo Selex – applica in tutte le sue manifestazioni basi di neuromarketing e, in particolare, il behavioral economics. Ne parliamo con Michela Bonetti, responsabile marketing e comunicazione di Consilia. Nel 2022 avete utilizzato il neuromarketing nella campagna di comunicazione dei prodotti Consilia. Quali risultati avete ottenuto? All’inizio del lavoro strategico di posizionamento di Consilia nel 2022 abbiamo condotto una ricerca di neuromarketing per valutare idee e realizzazioni: con indicazioni puntuali, sono stati evidenziati gli elementi visuali e testuali più efficaci da utilizzare e quelli da abbandonare, per massimizzare i ritorni. L’approccio ha dato buoni risultati. La marca è cresciuta: stimiamo del 4,3% anno su anno, da inizio attività di comunicazione

Ci sono altre attività per cui state utilizzando il neuromarketing? Collaboriamo con l’agenzia Mind:In, la prima in Italia a integrare il neuromarketing e le scienze comportamentali nell’ideazione creativa. L’agenzia è nostro partner sin dall’inizio di questo percorso. Di fatto, la comunicazione di Consilia poggia sulla volontà di “accendere” l’interesse per emergere dal caos cognitivo in cui, una marca come la nostra, si trova inevitabilmente a competere. Anche nelle campagne di lancio di nuovi prodotti siamo attenti a non deviare mai dal percorso tracciato. E i risultati di considerazione e vendita ci danno ragione. In che modo il neuromarketing ha aiutato a migliorare la relazione con il consumatore all’interno dei punti vendita della Gdo? Il tema è complesso: Consilia nasce dalla volontà di cinque grandi insegne della Gdo consorziate in Sun che, a sua volta, fa parte della grande famiglia del Gruppo Selex. Consilia non incide sulle politiche di layout e di facing nei punti vendita, gestiti direttamente dal marketing di ogni insegna, che è autonoma nella definizione delle proprie strategie. Certo è che Consilia in questi anni ha visto crescere la sua notorietà e apprezzamento nei singoli territori in modo esponenziale. Credo che l’efficacia dello strumento utilizzato abbia contribuito, insieme alle altre leve di marketing, in modo significativo al risultato complessivo. DM MAGAZINE 13


INTERVISTA DMM

Coralis: Mdd e identità territoriale al centro della strategia

Il 2025 è stato un anno positivo per il Consorzio, caratterizzato da diverse aperture in Italia e in Uk, ma anche dall’implementazione dei prodotti a marchio con l’introduzione del progetto Le Collezioni.

di Veronica Fumarola

Ventisette soci, 390 punti vendita, 16 cash & carry, 18 Cedi: sono i numeri che raccontano il Consorzio Coralis. Un gruppo che crede nella piccola impresa italiana a conduzione familiare e nel forte legame con il territorio, quindi nella diversità, che per la presidente e ad Eleonora Graffione rappresenta uno dei principali punti di forza. Con lei abbiamo fatto il punto su risultati, sfide e prospettive della grande distribuzione italiana.

Che anno è stato il 2025 per il Consorzio Coralis? Coralis cresce progressivamente grazie all’apertura di nuovi punti vendita da parte di alcuni soci. Le aperture nel 2025 ytd Italia e Uk sono state sette, con un trend di crescita a parità di rete del 3%. Le aziende che rappresentiamo sono realtà con profonde radici nel territorio in cui operano. Non sono sicuramente imprese di grandi dimensioni, ma sono aziende in cui l’imprenditore fa la differenza. In generale, il 2025 è stato un anno positivo per Coralis dal punto di vista delle performance e per l’introduzione delle Mdd Le Collezioni.

Cosa differenzia le vostre private label? Le Collezioni si declinano in Bontò e Todo, linee mainstream in collaborazione con Crai Secom, per la scelta dei fornitori e le ricette. La grafica è volutamente pulita ed essenziale. Bontà Artigiana propone sapori speciali per giorni di festa. Verdeblu, invece, è un progetto di interscambio di prodotti locali selezionati dai nostri soci, che si inserisce negli assortimenti e promuove le tipicità e i produttori di cui il socio stesso è il promotore. Il tutto accompagnato da una campagna di comunicazione che racconta i territori, i prodotti e le persone. Il 2026 sarà l’anno della grande divulgazione e dell’aumento delle referenze per le nostre Mdd. 14 DMMAGAZINE MAGAZINE 14 DM


INTERVISTA DMM

Coralis si definisce “fautore della diversità italiana”. In che modo riuscite a far convivere sotto lo stesso tetto tante identità locali? Siamo cultori delle differenze, che rappresentano per noi un valore e non un ostacolo. Abbiamo da sempre favorito le diversità perché siamo convinti che non ci possa essere omologazione, laddove i territori, le persone e le abitudini sono diverse. I nostri imprenditori rappresentano i loro territori al meglio. Attraverso la loro rete, hanno costruito un luogo dove i clienti si riconoscono, trovando servizio, qualità e il ritorno alla comunità. Crediamo fortemente nella prossimità come fautrice della ricostruzione di tessuti sociali, la nostra recente campagna recita “Effetti speciali, effetti sociali”. Coralis è un contenitore dove l’interscambio tra le diverse culture aziendali si trasforma in esperienza condivisa e crescita.

Il vostro è un modello di impresa partecipata e collaborativa. Quali sono i punti di forza che Consorzio Coralis offre a un imprenditore interessato ad associarsi? Siamo a tutti gli effetti una centrale d’acquisto che offre contratti Idm attraverso Crai/ Forum, ma il nostro reale valore e la nostra reale forza è la condivisione, l’interscambio di esperienze. Il Consorzio offre anche corsi di formazione, cultura e visione strategica attraverso consulenti consolidati che hanno accompagnato la crescita del gruppo e il suo posizionamento.

Guardando al futuro, quali sono, secondo lei, le principali sfide che attendono la Gdo? In ottica futura e guardando anche al nostro gruppo, credo che ostinarsi sui volumi sia un errore, anche per l’evidente dato demografico. Sul lato dell’efficienza, invece, penso ci siano grandi opportunità di crescita e sviluppo a partire dai sistemi integrati che si avvicinino attraverso standard condivisi. Prioritari sono anche la logistica e gli scambi EDI (Electronic Data Interchange).

Strategie prioritarie per il 2026? Sicuramente lo sviluppo della Mdd attraverso Le Collezioni è tra gli obiettivi principali per il prossimo futuro, ma non solo. Stiamo costruendo un modello per coinvolgere altri imprenditori indipendenti che possano riconoscersi nella nostra organizzazione. Inoltre, per il 2026 intendiamo introdurre servizi come l’Odl in collaborazione con il nostro partner Crai ed effettuare anche nuove aperture.n Leggi l’intervista completa

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SUCCESSI DMM

Gruppo Selex supera i 22 miliardi di fatturato e definisce il piano di sviluppo 2026

L’assemblea dei soci, che si è tenuta il 28 novembre scorso e ha riunito le 18 imprese del Gruppo, è stata l’occasione per presentare i risultati 2025, definire le direttrici strategiche per il 2026 e delineare gli scenari evolutivi del settore.

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ruppo Selex conferma la propria traiettoria di sviluppo e chiude il 2025 con performance positive: il fatturato al consumo si attesta a 22,2 miliardi di euro, segnando un incremento del 5,5% sull'anno precedente. Al centro del piano di investimenti significativi di 590 milioni di euro, l'inaugurazione di 60 nuovi punti vendita e la ristrutturazione di 96 negozi, in un'ottica di rafforzamento della rete e miglioramento dell'esperienza cliente. Le aspettative 2026 confermano il trend di crescita, con una stima di fatturato pari a 23,2 miliardi di euro e un incremento atteso del 4,5%. Il 2025 conferma anche il ruolo strategico delle marche del distributore, che si consolidano come leva competitiva per rispondere ai bisogni di qualità, convenienza e innovazione da parte dei consumatori. Il fatturato alla vendita delle Mdd del Gruppo, infatti, continua a crescere con una stima superiore a 2,3 miliardi di euro, con un incremento del 7% rispetto al 2024. L’incidenza della marca del distributore nelle categorie presidiate varia tra le imprese socie, con punte che raggiungono quasi il 30%, a testimonianza di un modello efficace e ben radicato nei diversi territori. Supportata da un portafoglio prodotti sempre più articolato e in evoluzione, la Mdd continuerà a rappresentare uno degli assi strategici del 2026, puntando su un ulteriore ampliamento della gamma, distintività e posizionamento, consolidando il ruolo del Gruppo come riferimento di qualità, convenienza e innovazione nella distribuzione moderna organizzata. Lanciato nel 2025 come primo progetto retail media proprietario e indipendente nel settore della distribuzione moderna organizzata italiana, inoltre, Selex Media si conferma un'innovazione di successo destinata a consolidarsi come riferimento per il mercato, capace, nei primi quattro mesi di vita, di erogare 30 campagne pubblicitarie dei brand partner sui 4mila schermi installati in 250 supermercati del Gruppo, il circuito radio in-store e i siti e app proprietari delle imprese socie.n Leggi anche: “Risparmio Casa accelera all’estero e punta a 400 negozi nei prossimi cinque anni”

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IMPRESE DMM

CRAI accelera sull'innovazione:

servizi, hubquarter e format di prossimità Nella conferenza stampa dello scorso 11 dicembre, il Gruppo Crai ha presentato le ultime novità: dai servizi di telefonia ed energia al nuovo hubquarter, passando per il format CraiGo!.

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’hubquarter di Crai è il nuovo spazio aziendale progettato per riunire persone, idee e competenze in un ambiente aperto, condiviso e radicato nel territorio. Un luogo pensato per favorire collaborazione e connessione, che riflette la visione alla base del percorso del Gruppo verso il modello di azienda unica. In prossimità dell’hubquarter, al pianterreno, apre CraiGo!, un convenience store di 220 mq pensato per chi vive la città in movimento. La scelta di integrare un punto vendita direttamente nella sede aziendale introduce un approccio inedito per una realtà della Gdo associativa, avvicinando ogni giorno i team strategici alla vita dei negozi e alle abitudini dei clienti. All’interno del negozio l’offerta è pensata per un’esperienza di acquisto rapida e funzionale: un banco ricco di pasti pronti dalla colazione all’aperitivo, piatti e proposte take away, come insalate e frutta fresca tagliata preparate ogni giorno, ma anche wrap e panini farciti. Oltre a bibite fresche, smoothies e centrifugati, la partnership con Lavazza consente di gustare caffè e bevande calde di qualità in modalità take-away, scegliendo la miscela e la preparazione preferite. Tutto è concepito per sostenere un percorso d’acquisto e di fruizione totalmente self-service. Crai amplia anche i servizi con Crai Voce, un’offerta possibile grazie alla collaborazione con Tiscali, società del Gruppo Tessellis, che si inserisce nel più ampio progetto di costruzione di una piattaforma integrata di prodotti e servizi pensati per accompagnare le famiglie oltre la spesa. Il Gruppo, inoltre, ha annunciato la creazione di Crai Energy. La nuova società nasce attraverso una joint venture con Enet Energy Sa, trader svizzero attivo nel mercato europeo del gas naturale, del trading e dell’ottimizzazione logistica. Con questa operazione il Gruppo compie il proprio ingresso diretto nel mercato della fornitura di energia elettrica e gas: in questo modo, Crai sarà il primo operatore della Gdo a dar vita a una struttura societaria dedicata, con l’obiettivo di operare in autonomia e su scala nazionale come fornitore di energia, superando i tradizionali modelli basati su accordi commerciali o attività di co-branding.n Leggi anche: “Metro Group, ricavi a 32,4 miliardi (+4,6%). Italia a 2,13 miliardi (+5,9%)”

DM MAGAZINE 17


MERCATI DMM

Con il supporto di

Gelati, il gusto prima di tutto Per dare impulso al comparto, le aziende puntano sull’innovazione di prodotto e sulle partnership con il settore dolciario. di Jessika Pini

18 DM MAGAZINE


MERCATI DMM

N

ell'anno terminante a novembre 2025, il mercato dei gelati ha mostrato un andamento sostanzialmente stabile, con una leggera flessione dello 0,8% dei volumi su base annua. Complessivamente sono stati venduti oltre 204,7 milioni di chilogrammi di prodotto con un fatturato di 1,5 miliardi di euro, in incremento dello 0,5% per effetto dell’inflazione (dati Circana, Totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount). Aree geografiche e canali distributivi

La distribuzione geografica delle vendite a volume vede un testa a testa tra il Sud (29% a vol. e 27,8% a val.) e il Nord-Ovest (28,1% a vol. e 28,2% a val.). Seguono il Centro+Sardegna, che incide per il 23,1% sui volumi e per il 24,3% sul valore, e il Nord Est, con una quota del 19,8% a volume e del 19,7% a valore. Per quanto riguarda i canali distributivi, i supermercati confermano la loro centralità assoluta, gestendo il 52,5% dei volumi e il 56,8% del valore di mercato. I discount rappresentano il secondo canale per importanza (30,4% a vol. e 23,8% a val.), seguiti dai liberi servizi con il 10,8% a volume e il 12,6% a valore. In ultima posizione si collocano gli ipermercati, con quote pari al 6,3% dei volumi e al 6,8% del valore.

Elaborazioni DM su dati Circana, totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount, a.t. novembre 2025

Trend vendite a valore (%)

+0,5

1,5 mld/€

Trend vendite a volume (%)

-0,8

204,7 mln/kg DM MAGAZINE 19


MERCATI DMM

Andamento dei segmenti

All'interno del mercato, i diversi segmenti mostrano dinamiche molto differenti: i gelati impulso sono l'unico segmento in forte espansione, con una crescita a doppia cifra sia nei volumi (+21,5%) sia nel valore (+12,5%). I gelati dessert, invece, subiscono una contrazione dell’1,4% dei volumi, ma un significativo incremento a valore del 14,4%. I gelati multipack rappresentano in valori assoluti la parte più consistente del mercato con un fatturato di 924,7 milioni di euro e 107,4 chilogrammi venduti, ma i volumi sono in contrazione del 3,5% e il valore dell’1%. Infine, i gelati in vaschetta registrano una lieve flessione generalizzata, con -1,6% nei volumi e -0,1% nel valore. Il panorama competitivo è caratterizzato da una forte presenza della private label, che da sola detiene ben il 40,9% del valore del mercato. I primi tre player - The Magnum Ice Cream Company (precedentemente Unilever Ice Cream), Sammontana, Froneri - coprono complessivamente il 41,9% del mercato a valore. Alla ricerca di esperienze sensoriali uniche

In un mercato maturo come quello del consumo domestico di gelato confezionato, i player si sfidano sull’eccellenza sensoriale, coniugando tradizione, salute e innovazione di prodotto. La centralità del piacere organolettico è confermata da Sammontana, che rileva come il consumatore italiano, pur essendo molto fedele ai grandi classici che sostengono i volumi, mostri un’elevata curiosità verso le novità e gli ingredienti contemporanei come il mango o il pistacchio. Trend come riduzione di zuccheri o arricchimenti proteici sono presenti ma marginalmente. «Per noi l’innovazione di prodotto resta il principale motore di crescita – afferma

VARIAZIONI VENDITE SEGMENTI (%)

Val.

Vol.

Gelati dessert

+14,4

-1,4

Gelati impulso

+12,5

+21,5

Gelati multipack

-1

-3,5

Gelati vaschette

-0,1

-1,6

Elaborazioni DM su dati Circana, totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount, a.t. novembre 2025

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MERCATI DMM RANKING PRIMI 3 PLAYER A VALORE (%): 41,9 The Magnum Ice Cream Company 22,8

Sammontana 11,7

Froneri 7,5

40,9 PRIVATE LABEL A VALORE (%) Elaborazioni DM su dati Circana, totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount, a.t. novembre 2025

Paolo Malvaldi, brand manager di Sammontana Gelati all'italiana –: l’innovazione nel 2025 ha rappresentato oltre il 10% del fatturato complessivo della categoria. Puntiamo su un equilibrio tra i nostri grandi classici e novità capaci di dare energia all’offerta. A questo affianchiamo un’attenzione costante alla qualità della presenza nel punto vendita: dalla scelta dei canali, alla cura dell’esposizione e della comunicazione. Lavoriamo inoltre per ampliare la stagionalità dei consumi e intercettare gli acquisti d’impulso, grazie a una distribuzione sempre più capillare e a proposte mirate a target ed esigenze diverse». Tonitto 1939 per sorprendere i consumatori con nuove esperienze sensoriali ha stretto alcune partnership con importanti brand del mondo dolciario: «Tra le novità che stanno riscuotendo maggiore interesse – dichiara Alberto Piscioneri, general manager dell’azienda – ci sono le collaborazioni con brand iconici come Grisbì (Gruppo Vicenzi) ed Elah (Gruppo Elah Dufour Novi), che fanno il loro ingresso nel mondo gelato con referenze inedite e dal carattere fortemente distintivo. Si tratta di prodotti “irresistibili” per gusto e concept, ca-

IL PRIMO SPOT REALIZZATO CON L’AI

Tonitto 1939 introdurrà a breve una novità assoluta nel mondo del gelato: il primo spot realizzato interamente con l’AI, a conferma della volontà dell’azienda di innovare non solo nei prodotti ma anche nei modi di comunicare. «In generale l’obiettivo della strategia di comunicazione – spiega Alberto Piscioneri – è unire tradizione e innovazione, raccontando la qualità e la creatività dei prodotti con strumenti moderni, coinvolgenti e sempre in linea con le tendenze internazionali del marketing nel food. Ci concentriamo principalmente sul target B2b, con un’attenzione particolare alle fiere specializzate, e parallelamente stiamo potenziando gli strumenti digitali».

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MERCATI DMM

SCHEDE PRODOTTI Eurovo/Le Naturelle Nome prodotto: Gelato Le Naturelle Caratteristiche: gelato ricco di proteine (30 g per vasetto da 250 g) e naturalmente senza lattosio. A basso contenuto di zuccheri e grassi e fonte di fibre. È disponibile nei gusti vaniglia e cioccolato.

Sammontana Italia Società Benefit/ Sammontana - Gelati all’Italiana Nome prodotto: Barattolino Yogurt e Mango Caratteristiche: referenza che fa parte della celebre linea di gelati, disponibili in un’ampia gamma di gusti classici e contemporanei. Barattolino è un punto di riferimento nel mercato grazie alla forma distintiva, da cui deriva il nome, e alle ricette di alta qualità.

Tonitto 1939 Nome prodotto: Gelato Grisbì al cioccolato Caratteristiche: per la prima volta l’iconica frolla ripiena di crema diventa gelato, dando vita a una proposta che riproduce l’equilibrio caratteristico tra croccantezza esterna e morbidezza interna.

Valsoia/Valsoia Bontà e Salute Nome prodotto: Cono Zero Zero zuccheri aggiunti Caratteristiche: cialda senza zuccheri aggiunti, gelato naturalmente dolce a base di riso e cocco, variegatura al cacao e topping di nocciole tostate, con soli 3 g di zucchero ogni 100 g.

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: DIT - DISTRIBUZIONE ITALIANA

Dit - Distribuzione Italiana presidia con i brand Sigma e Sisa la categoria dei gelati sia nel segmento dei multipack che delle vaschette e dessert. Il segmento dei multipack rappresenta da sempre la fetta più importante della categoria con un assortimento di oltre 20 referenze a marchio Sigma e Sisa. «A seguire, per rilevanza – dichiara Giulia Servici, category manager Mdd dell'iinsegna -, proponiamo un’ampia scelta di vaschette a marca privata in formati che variano da 400 g a 1.000 g, con una gamma che spazia dai gusti classici a quelli più innovativi e un assortimento composto da circa 10 referenze. Le opportunità di sviluppo per i nostri brand nella categoria sono due: da un lato, puntiamo sull’ampliamento dell’offerta nel segmento delle vaschette, con gusti più ricercati e gourmet, privilegiando ingredienti del territorio all’interno della nostra linea premium dedicata Gusto&Passione; dall’altro, stiamo studiando un ampliamento dell’offerta che includa proposte proteiche, free-from e biologiche all’interno della nostra linea salutistica Equilibrio&Piacere».

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MERCATI DMM

paci di rappresentare perfettamente le tendenze attuali: qualità premium, innovazione di ricetta, esperienzialità e un posizionamento che va oltre la stagionalità. Sono questi i driver fondamentali su cui l’azienda continuerà a puntare per sostenere la propria crescita in Italia e all’estero». Le aspettative di gusto sono imprescindibili anche quando si entra nel mondo delle intolleranze e di scelte alimentari vegane o vegetariane, dove la componente salutistica è molto attenzionata: «I nostri gelati rispondono proprio a questa esigenza – afferma Filippo Taveri, senior marketing manager di Valsoia –, coniugando bontà e salute. L’innovazione e la qualità di prodotto sono i nostri driver principali, che ci permettono di offrire una grande varietà di gusti e formati di gelati 100% vegetali, garantendo gusto e piacere, nel rispetto di un’alimentazione equilibrata».n

SALES LOCATION (%)

Val.

Vol.

Iper

6,8

6,3

Super

56,8

52,5

Lsp

12,6

10,8

Discount

23,8

30,4

Elaborazioni DM su dati Circana, totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount, a.t. novembre 2025

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L'ANALISI FOCUS RESEARCH DMM

Analisi delle attività promozionali sui gelati:

coni gelato (confezioni multiple) A cura di: Team Focus Italia Focus Research South East/Focus Rappresentanza Italia

F

ocus Research è una delle agenzie leader in Europa che si occupa di ricerche di mercato e consulenza. Da 30 anni fornisce ai propri clienti soluzioni di dati, sistemi e software per l'elaborazione dei dati in 35 Paesi europei. La sua attenzione si rivolge soprattutto all’analisi qualitativa e quantitativa delle attività promozionali dei volantini della grande distribuzione e di catene specializzate. Le quote qualitative sono orientate al GAV-valore pubblicitario lordo. Le attività promozionali posizionate in prima pagina, con un'immagine di dimensioni importanti pubblicati all’interno di volantini con un raggio d’azione lordo (Gross Reach) significativo, hanno un impatto maggiore sul consumatore. Di conseguenza queste promozioni risultano vantaggiose in termini del ritorno degli investimenti. In questo caso abbiamo elaborato i dati dei volantini dei rivenditori di beni di largo consumo italiani e preparato un'analisi che confronta i dati dal 2023 al 2025 (da gennaio a settembre, 9 mesi, year to date). Le analisi si basano sul valore pubblicitario qualitativo (GAV=Gross Advertising Value) nei volantini per la categoria gelati - coni gelato (confezioni multiple).

TOP BRANDS GELATI: CONI GELATO (CONFEZIONI MULTIPLE)

Slide 1: Gennaio – Settembre; Valore pubblicitario lordo (GAV) 60% 5 8 ,2 % 5 9 ,2 % 5 4 ,3 %

50%

40% 30% 2 4 ,7 %

20%

2 2 ,9 % 2 4 ,0 %

10% 5 ,4 % 6 ,3 %

0%

Private Label

Algida (Unilever)

26 DM MAGAZINE

2 ,4 % 3 ,6 %

Sammontana

2025 FOCUS – be ahead!

8 ,0 %

2024

© FOCUS 2026

Kit-Kat (Froneri Italia)

1 ,5 % 3 ,7 % 5 ,3 %

Kinder Bueno (Ferrero)

2023 1


L'ANALISI FOCUS RESEARCH DMM

Il grafico illustra l’andamento delle quote degli investimenti pubblicitari lordi (GAV) dei principali marchi di coni gelato, nel periodo gennaio-settembre, confrontando gli anni 2023, 2024 e 2025. Le private label si confermano nettamente dominanti, rappresentando oltre la metà degli investimenti in tutti e tre gli anni. Dopo una crescita dal 54,3% del 2023 al 59,2% del 2024, mostrano nel 2025 una lieve flessione, pur mantenendosi su livelli elevati (58,2%). Tra i marchi industriali, Algida segna le quote GAV più alte. Dopo una contrazione nel 2024 (22,9%), recupera quota nel 2025 raggiungendo il valore più alto del triennio, pari al 24,7%. Sammontana evidenzia un progressivo ridimensionamento: la quota passa dall’8% del 2023 al 6,3% del 2024, fino al 5,4% del 2025. Kit-Kat registra nel 2025 una riduzione al 2,4%, dopo una quota nel 2024 del 3,6%. Infine, Kinder Bueno segna una contrazione più marcata: partendo dal 5,3% del 2023, si riduce al 3,7% nel 2024 fino a raggiungere l’1,5% nel 2025.

TOP BRANDS GELATI: CONI GELATO IN TOP RETAILERS Slide 2: Gennaio- Settembre 2025; Valore pubblicitario lordo (GAV) Aldi

7 7 ,1 %

Carrefour

1 2 ,1 %

1 9 ,2 % 6 4 ,4 %

Conad

1 0 ,6 %

4 0 ,5 %

3 6 ,3 %

Coop 3,0% Despar

5 2 ,2 %

1 2 ,7 %

2 ,0 %

1 5 ,9 %

6 9 ,6 %

Eurospin

6 ,9 %

1 ,2 %

1 7 ,9 %

5 8 ,8 %

Esselunga

4 ,9 %

1 2 ,0 % 1 6 ,6 %

3 ,7 %

4 ,1 %

1 4 ,5 %

4 ,3 %

1 8 ,1 %

2 ,7 %

5 ,8 %

5 ,8 %

100,0%

Lidl

6 7 ,8 %

Pam

4 4 ,2 %

1 5 ,0 %

Penny

1 2 ,1 %

8 4 ,5 %

0%

10% Private Label

FOCUS – be ahead!

20%

30% Algida (Unilever)

40%

1 5 ,5 %

50% Sammontana

60%

70%

Kinder Bueno (Ferrero)

80%

90%

100%

Kit-Kat (Froneri Italia)

© FOCUS 2026

2

Il grafico mostra la ripartizione degli investimenti pubblicitari lordi (GAV) per marchio all’interno dei principali retailer nel periodo gennaio-settembre 2025. Nei discount emerge una forte predominanza di quota GAV dei propri marchi: Eurospin dedica il 100%, Penny l’84,5%, Aldi il 77,1% e Lidl il 67,8%. Algida risulta il marchio con la maggiore incidenza sugli investimenti GAV, registrando le quote più elevate presso Esselunga (69,6%), Carrefour (64,4%), Despar (58,8%) e Coop (52,2%). Sammontana, invece, ottiene una presenza significativa in alcuni retailer, in particolare presso Coop (16,6%), Despar (15,9%) e Pam (15%). Kinder Bueno raggiunge la quota più alta presso Pam (12,1%), mantenendo quote marginali negli altri retailer. Kit-Kat, invece, registra la performance migliore presso Coop con il 17,9%, mentre nei restanti rivenditori mostra valori ridotti.n

www.focusmr.com - E-mail rappresentante Italia: a.klucken@focusmr.com

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PERSONE DMM

Massimiliano Silvestri sarà il country managing director di Aldi Italia dal 1° novembre 2026 Massimiliano Silvestri, ex ceo di Lidl Italia, assumerà l’incarico di country managing director di Aldi Italia a partire dal 1° novembre 2026. La continuità di business verrà garantita dall’attuale leadership team di Aldi Italia: Peter Rieger, head of operations, Michael Postinghel, head of supply chain and real estate, e Martin Shields, head of commercial.

Cambio al vertice in Altromercato: Marta Fracasso presidente, Fausto Zendron ad

Sammontana Italia

Cambio al vertice in Altromercato: l’assemblea dei soci ha eletto il nuovo consiglio di amministrazione per il triennio 2025-2028 con Marta Fracasso presidente e Fausto Zendron amministratore delegato. Il 29 novembre scorso a Verona si è tenuta l’assemblea che chiama gli 85 soci a votare le attività, le strategie in atto ed eleggere sei degli otto membri del Cda.

Sammontana Italia comunica la nuova nomina di Mattia Tipaldi a chief commercial officer del Gruppo a partire da gennaio 2026. Precedentemente in carica come chief commercial officer estero per Sammontana Italia e, prima ancora, presso il Gruppo FdA, Tipaldi ha lavorato nel settore food & beverage per oltre quindici anni, come business unit director in Est Europa e in Sud America per il Gruppo Lavazza, dopo un ruolo di responsabilità nel marketing horeca.

Leroy Merlin Italia: Ignacio Sánchez Villares nominato direttore generale

annuncia il passaggio di Mattia Tipaldi a chief commercial officer del Gruppo

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Leroy Merlin Italia, azienda multi-specialista per il miglioramento della casa, comunica la nomina di Ignacio Sánchez Villares a direttore generale, con decorrenza dal 1° gennaio 2026. Negli ultimi cinque anni, Sánchez Villares ha accompagnato con successo Leroy Merlin Brasile. In Italia, la sua missione principale sarà continuare il consolidamento della leadership dell’azienda in un mercato in rapida evoluzione.


SOCIAL & PR STRATEGIES DMM

Cosa aspetta i marketer nel 2026 Eccoci, dunque, come ogni anno al momento delle previsioni contenute nel report annuale di Kantar su trend e info utili per le nostre strategie di marketing 2026.

T

ra i vari spunti presi in considerazione vedo tre direttrici che non possiamo ignorare.

Prima: l’adozione massiccia di assistenti di acquisto basati su AI, oggi già utilizzati da circa il 24% di chi impiega l’intelligenza artificiale. I consumatori utilizzano i motori di risposte basati sui modelli linguistici di grandi dimensioni (LLM) per formare le proprie opinioni su aziende e prodotti: vanno conquistati con dati di qualità, presenza coerente e contenuti che sappiano dialogare con algoritmi e umanità insieme. Seconda: l’inclusività autentica non è più un “nice to have”. Con il 65% delle persone che premia i brand che scommettono su diversità e rappresentazione reale, nel 2026 chi vincerà sarà chi saprà tradurre quei valori in azioni concrete, siano esse interne o esterne. In ambito Fmcg, significa packaging inclusivo, comunicazione attenta a culture e segmenti diversi, prodotti che sappiano parlare a chiunque. Terza: la capacità di sperimentare, di trasformare l’ottimizzazione in “intelligenza creativa” e di investire su nuovi canali come il Retail Media, i contenuti UGC e le micro-comunità. È in queste leve che trovo terreno fertile per campagne che non inseguono solo volume e copertura ma costruiscono fiducia, desiderio e relazione. In sintesi: il 2026 chiede ai brand di unire dati e umanità, tecnologia e cultura, velocità e coerenza. Hai detto niente.n Michele Rinaldi, head of strategy c/o Soluzione Group

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RETAIL INNOVATION DMM

Caso tratto dalla ricerca Retail Innovations 20 di Kiki Lab – Ebeltoft Group

Blue Banana Barcellona, Spagna

Un brand cool e carbon-negative, nato online e ora phygital, che grazie al recente flagship-hub coinvolge i fan nelle passioni del proprio Dna: uno skatepark per lo street e una parete da arrampicata per l’outdoor. Area chiave: Feel & Link Chiave complementare: Sustain Info chiave Flagship esperienziale lifestyle 2024: apertura flagship 450 mq: · 200 mq di esposizione prodotti · 250 mq di spazi esperienziali Blue Banana 2016: inizio e-commerce 2020: primo negozio monomarca 2025: 25 negozi monomarca in Spagna, Portogallo e Messico 8 corner in El Corte Inglès Blue Banana è un brand di streetwear e outdoor lanciato online nel 2016 da due amici spagnoli. Fin dall’inizio l’impresa si è connotata in modo sostenibile, riuscendo ad arrivare a un saldo negativo di Co2, grazie a numerose scelte a basso impatto, come l’uso del 30 DM MAGAZINE


RETAIL INNOVATION DMM

cotone organico e del poliestere riciclato. Dal 2020 ha integrato all’e-commerce anche i negozi, che oggi sono oltre 40, includendo i corner di El Corte Inglès. La rete si è sviluppata, oltre che in Spagna, in Portogallo e Messico. Nel 2024 l’azienda ha aperto a Barcellona un innovativo flagship esperienziale, dove la maggior parte dello spazio non è per i prodotti – comunque esposti in modo accattivante con un visual merchandising che valorizza stile e colori – ma dedicata alle esperienze. Rispecchiando il Dna del brand, le esperienze offerte sono dedicate all’outdoor, con una parete per arrampicata, e al mondo street, con uno skatepark, aperto in partnership con Redbull. Il flagship è un vero e proprio hub e un luogo d’incontro per gli appassionati di street e outdoor. L’area esperienziale è decorata con una parete piena di fotografie spettacolari, che mostrano escursioni e scalate estreme, e comprende una sala dedicata agli eventi, con un programma di incontri con atleti e ambassador del brand. Interessante il programma fedeltà con i punti Equis (“X” in spagnolo, riprendendo il simbolo grafico del brand), che offre vantaggi immateriali come inviti esclusivi a eventi.

Chiavi dell’innovazione ● Flagship – hub con più spazio per le esperienze che per i prodotti ● Brand Carbon-negative Retail is detail ● Programma loyalty con inviti esclusivi Commento Kiki Lab Le ricerche stanno confermando l’importanza delle esperienze fisiche anche per i target di consumatori più giovani e quindi di un approccio phygital per i retailer, anche per migliorare fedeltà e risultati economici. Blue Banana ha cavalcato con successo questa tendenza e, con il recente flagship, ha fatto un passo in più, dedicando il nuovo hub più alle esperienze che ai prodotti. In questo modo riesce a trasformarsi in uno spazio di riferimento e di incontro per il target dei fan, che diventano sempre più ambassador del brand oltre che clienti fedeli.n Fabrizio Valente, founder e amministratore di Kiki Lab (Gruppo Promotica)

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CUSTOMER DMM

2025:

Micro trend age of disorder

Nelle società occidentali sta crescendo l’attenzione verso il benessere collettivo e la giustizia sociale. I cittadini partecipano in modo sempre più attivo alla vita pubblica, promuovendo dialogo, trasparenza e miglioramento continuo.

Q

uesto impegno condiviso favorisce l’emergere di nuovi standard e apre opportunità significative per i decisori politici e per le imprese, chiamati a contribuire in modo responsabile allo sviluppo sociale. L’idea di un consumatore “standard” lascia progressivamente spazio al riconoscimento della pluralità delle persone e dei loro bisogni. Le differenze vengono valorizzate e affrontate con attenzione, mentre cresce la sensibilità verso l’equità e le pari opportunità. Comunità e gruppi che in passato erano poco rappresentati stanno conquistando visibilità e partecipazione, arricchendo il dibattito pubblico. Prodotti, servizi e infrastrutture vengono sempre più progettati per essere accessibili a tutti. L’equità digitale e il design inclusivo diventano principi guida fin dalle prime fasi. Le donne rafforzano la propria voce collettiva, promuovendo autodeterminazione, parità retributiva e relazioni fondate sul rispetto. I social media si affermano come spazi di attivazione civica e di connessione, favorendo la condivisione di valori e iniziative. I consumatori dialogano in modo più consapevole con le aziende, incoraggiandole ad assumere posizioni chiare e coerenti. Molte persone scelgono di riunirsi in comunità affini, trovando supporto e senso di appartenenza. In un contesto complesso e in continua evoluzione, queste reti rafforzano l’identità, contrastano la solitudine e stimolano l’impegno verso interessi comuni e cause sociali o politiche, alimentando un diffuso senso di autoefficacia.

Amazon lancia un'app per sconti Amazon ha lanciato una nuova app per sconti chiamata "Amazon Bazaar", dedicata a prodotti lifestyle, arredamento per la casa 32 DM MAGAZINE


CUSTOMER DMM

e articoli di moda a prezzi accessibili, rivolta a clienti attenti al prezzo. Bazaar offre una gamma di prodotti estremamente convenienti, principalmente articoli sotto i 10 dollari. L'app è inizialmente disponibile in 14 Paesi, tra cui Hong Kong, Filippine, Taiwan, Qatar, Oman, Perù, Ecuador, Giamaica e Nigeria. Con l'app indipendente, Amazon sta espandendo le sue offerte Amazon Haul e Bazaar, già disponibili, ad altri Paesi e sta rispondendo strategicamente al successo di piattaforme cinesi come Temu e Shein per posizionarsi ulteriormente nel segmento low-cost.

App di shopping gamificata per l'inventario in eccesso La start-up Yaysay ha lanciato un'app di shopping gamificata per trasformare l'esperienza di acquisto a prezzi scontati. L'app si ispira ai social media, alle app di incontri e alle interfacce di gioco. Mira a offrire un'esperienza di acquisto unica combinando competizione, fortuna e disponibilità limitata. "Yaysay" combina la personalizzazione basata sull'intelligenza artificiale con la gamification, presentando agli utenti un feed di moda personalizzato con articoli pertinenti. Gli utenti hanno solo 30 minuti al giorno per fare acquisti e possono assicurarsi prodotti in eccesso da marchi come Chloé e Isabel Marant a un prezzo molto basso. Il servizio di consegna testa cani robot autonomi Just Eat Takeaway ha collaborato con l'azienda svizzera Rivr per testare cani robot autonomi per la consegna di cibo a Zurigo. I robot sono progettati per lunghe distanze, combinano ruote per gli spostamenti con gambe per salire scale e marciapiedi e possono raggiungere una velocità di circa 15 chilometri all'ora. Sono resistenti alle intemperie, hanno una capacità di 40 litri e sono dotati di un meccanismo di bloccaggio per una consegna sicura degli ordini. Ogni consegna è monitorata in tempo reale da una centrale di monitoraggio. Just Eat Takeaway prevede di introdurre i robot anche in altre città europee.n Marco Zanardi, president Retail Institute Italy, vicepresidente Confindustria Intellect, presidente Iodounamano, partner Beready

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MERCATI DMM

Healthyfood:

Con il supporto di

quando buono fa rima con sano di Maddalena Marconi

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MERCATI DMM

Lungi dal rappresentare solo una moda, i prodotti salutisti sono oggi un comparto molto vario ed esteso, in grado di soddisfare le aspettative e le esigenze di una vasta fetta di consumatori sempre più consapevoli e attenti.

I

l trend del “mangiare sano” non conosce rallentamenti. Il comparto healthy food – inteso come paniere di prodotti senza glutine, prodotti alternativi al latte vaccino, sostitutivi vegetali e yogurt funzionale – continua a espandersi con forza. Dopo il +6,8% registrato lo scorso anno, nell’anno terminante il 26 ottobre 2025, il suo giro d’affari ha sfiorato 1,7 miliardi di euro a livello nazionale (dati NIQ, Totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount), segnando un ulteriore +8,7% sull’anno precedente. La spinta è evidente anche nei volumi: quasi 842 milioni di unità vendute, pari a una crescita del 10,8%. «Oltre il 40% di questo trend è trainato dallo yogurt funzionale – chiarisce Matilde Ciroldi di NIQ –, che raggiunge 602,7 milioni di euro di fatturato a livello nazionale e più che triplica la velocità di crescita dello scorso anno. Il macro-segmento si espande infatti a doppia cifra sia a valore (+10,7%) sia a confezione (+14,9%). Seguono, per contributo, i prodotti senza glutine, che arrivano a 370,7 milioni di fatturato,

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MERCATI DMM Elaborazione DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 26/10/2025

+8,7

Trend vendite a valore (%)

1,7 mld/€

con un trend del +8,6% a valore e +8,3% a confezione, e i prodotti appartenenti alla gastronomia vegetale sostitutiva, che toccano i 295,1 milioni di giro d’affari, con un incremento del 9,6% a valore e del 12,2% a confezione (dopo un 2024 che aveva visto avanzamenti di oltre il 25%). Infine, i prodotti alternativi al latte vaccino sfiorano i 424,8 milioni di euro, con un andamento del +5,6% a valore e +6,1% a confezione». Aree geografiche e canali distributivi

A livello geografico, l’Area 4 guida la crescita e, pur rappresentando solo il 20,8% del fatturato, contribuisce per circa un terzo all’incremento complessivo grazie a una performance a doppia cifra (+12,6% a val. e +14,2% a conf.), unica sopra la media nazionale. Segue l’Area 1, che registra un trend sotto la media (+7,4% a val. e +9,8% a conf.), ma apporta un contributo alla crescita simile a quello del Sud, trattandosi dell’area più rilevante per peso (31,9% del giro d’affari totale). In terza e quarta posizione, rispettivamente, l’Area 3, che vale il

+10,8

Trend vendite a confezione (%)

842 mln/unità

SCHEDE PRODOTTI DANONE/ACTIVIA Nome prodotto: Activia Kéfir Caratteristiche: con 16 ceppi vivi tra cui gli autentici lieviti del kefir uniti ai 4 miliardi di probiotico Bifidus Actiregularis. Da gustare al cucchiaio, è senza zuccheri aggiunti ed è adatto a chi è sensibile al lattosio.

DIEMME FOOD/ALTROFOOD Nome prodotto: Altro Eggs Mix Caratteristiche: preparato vegetale alternativo alle uova. Versatile e pratico, con shelf life di 18 mesi a temperatura ambiente, può essere usato per ricette salate e dolci.

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MERCATI DMM Elaborazione DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 26/10/2025

PESO SEGMENTI E TREND (%)

Val.

Conf.

Senza glutine

21,9 (+8,6)

16,7 (+8,3)

Prodotti alternativi al latte vaccino

25,1 (+5,6)

27,6 (+6,1)

Yogurt funzionale

35,6 (+10,7)

40,8 (+14,9)

Gastronomia vegetale sostitutiva

17,4 (+9,6)

14,9 (+12,2)

25% del mercato e aumenta in linea con la media nazionale (+8,5% a val. e +10,8% a conf.), e infine l’Area 2, che sviluppa il 22,4% del fatturato e registra incrementi più moderati (+7,4% a val. e +9,1% a conf.). Tra i format distributivi, i supermercati confermano il ruolo di leader: da soli generano il 45,1% del fatturato totale, superando i 763,4 milioni di euro nell’ultimo anno, con una spinta del +8,9% a valore e +12,1% a confezione. Segue il discount, che contribuisce per circa un quarto alla crescita complessiva e raggiunge il 19,7% di quota, grazie a un trend sopra la media (+11,7% a val. e +10,1% a conf.). All’interno della distribuzione moderna restano rilevanti anche gli ipermercati, che pesano per il 27,2% e incrementano del 6,7% a valore e del 9,6% a confezione. Infine, i liberi servizi, con un peso dell’8%, tornano a crescere in linea con la media (+7,4% a val. e +10,7% a unità), dopo un 2024 sottotono (+0,6% a val. e +3,2% a unità).

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MERCATI DMM UNA TECNICA CHE PRESERVA SAPORE E SICUREZZA Come comunicare l’impiego di una tecnologia che comporta costi industriali particolarmente significativi? È il caso del trattamento ad alte pressioni (Hpp - High Pressure Processing), una tecnica di conservazione che inattiva i microrganismi patogeni e di alterazione senza ricorrere al calore, che utilizza OrtoRomi per i suoi estratti funzionali freschi. «Stiamo lavorando sul trasmettere il valore della tecnologia a freddo, che preferiamo alla pastorizzazione classica perché ci consente di preservare il profumo e le proprietà nutritive della frutta – dichiara Martina Boromello –. Spieghiamo ai consumatori che il processo Hpp costituisce una garanzia di freschezza, perché vogliamo chiarire che il prezzo più alto riflette una qualità superiore e una sicurezza alimentare senza compromessi».

Andamento dei segmenti

«All’interno degli yogurt funzionali, macro-segmento core che vale il 35,6% del comparto – approfondisce Matilde Ciroldi –, la crescita è spinta quasi interamente dal segmento altre funzionalità, prodotti che non puntano su benefici specifici come regolarità intestinale, anticolesterolo o difese immunitarie, ma intercettano trend più ampi grazie alle proposte rich in (in particolare, alto contenuto proteico) e free from/low in (senza lattosio, ridotto contenuto calorico, alta digeribilità). Questo segmento conquista il 15,4% di quota (+2,5 punti) e più che raddoppia la velocità di crescita rispetto allo scorso anno, con +29,5% a valore e +26,5% a confezione. La performance è sostenuta dall’aumento della domanda e da un’offerta sempre più ampia: in media 16,6 referenze a livello nazionale. Tra gli altri segmenti degli yogurt funzionali, si registrano incrementi più contenuti per i segmenti regolarità (+1,3% a val., ma -0,6% a conf.) e anticolesterolo (+2,6% a val. e +1,4% a unità), mentre continua la contrazione del segmento rinforza/difesa (-3,4% a val. e -1,5% a unità)». Il macro-segmento dei prodotti senza glutine, che rappresenta il 21,9% del comparto, vede oltre metà del contributo al trend provenire dai prodotti da forno e cereali senza glutine (+16,4% a val. e +16% a conf.), che raggiungono una quota del 6,8% sul fatturato totale. All’interno di questa macrocategoria spiccano gli snack, con oltre 16 milioni di euro di giro d’affari e una performance straordinaria (+45,6% a val. e +30,6% a conf.). Tra i prodotti senza glutine, segue

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fatto con il meglio delle farine integrali senza glutine. La nuova gamma integrale Schär è ancora più ricca! Rustiche mini baguette, soffice pane a fette, delizioso biscotto all’avena, fragranti fette biscottate e i nuovi irresistibili crackers ai cereali. Ingredienti selezionati e un alto contenuto di fibre per offrirti gusto e benessere in ogni momento della giornata.

TÀ NOVI


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per importanza la performance della pasta senza glutine, mercato da circa 69,3 milioni di euro che ha chiuso con +7,8% a valore e +6,7% a confezione, e la macrocategoria dei surgelati, che raggiunge i 78,8 milioni di euro e incrementa del 3,2% a valore e del 4% a confezione. Tra i surgelati, il maggior contributo è determinato dalle pizze. Bene anche la performance delle basi fresche (+12,5% a val. e +18,2% a conf.), che superano gli 11,8 milioni di fatturato, i pani morbidi, i prodotti da ricorrenza e, infine, i cracker. Per quanto riguarda invece il macro-segmento della gastronomia vegetale sostitutiva, che rappresenta il 17,4% del comparto, vede oltre metà della crescita provenire dalla categoria dei piatti pronti vegetali (+6,8% a val. e +9,9% a unità) che, con un peso del 11,9% a valore, aumenta in linea con la media del comparto, dopo i trend a doppia cifra dello scorso anno, e continua ad ampliare l’assortimento (11,1 referenze vendute in media a totale Italia, +0,8 punti). Il maggior contributo alla performance dei piatti pronti arriva da burger e crocchette, che superano i 121 milioni di fatturato e crescono del 4,5% a valore e del 6,8% a confezione. Sempre all’interno della gastronomia vegetale sostitutiva, la categoria delle salse fresche pronte – che include l’hummus – segue per contributo al fatturato (+19,8% a val. e +16,1% a conf.), raggiungendo il 2,3% di quota di mercato, mentre i sughi freschi pronti registrano una contrazione. Un’altra categoria che continua a crescere mantenendo trend a doppia cifra è quella dei salumi vegetali, che raggiunge quasi 21,2 milioni di euro e aumenta del 22,3% a valore e del 29,8% a unità. Crescono continuativamente anche gli ingredienti vegetali di base, tra cui tofu e seitan, che raggiungono rispettivamente i 18,4 milioni e 9,1 milioni di fatturato a totale Italia. Il macro-segmento dei prodotti alternativi al latte vaccino, che rappresenta il 25,1% del comparto, concentra oltre il 65% della crescita nei sostitutivi del latte Uht (+4,7% a val. e +5,2% a unità), che veicolano il 19,4% del fatturato del mercato. Tra essi, spicca il latte di avena. Seguono, per contributo positivo, i prodotti a base mandorla e quelli a base cocco, mentre quelli a base soia e riso continuano a segnare una contrazione. All’interno della macro-categoria delle referenze con ingredienti base alternativi al latte vaccino, il secondo contributo alla crescita arriva dai sostitutivi del formaggio, che generano 21,4 milioni di euro di giro d’affari e registrano un trend brillante: +20,6% a valore e +20,4% a confezione. Positiva anche la DM MAGAZINE 41


MERCATI DMM

Peso canali e trend (%)

Val.

Conf.

Iper

27,2 (+6,7)

24,7 (+9,6)

Super

45,1 (+8,9)

42,3 (+12,1)

Liberi servizi

8 (+7,4)

7,6 (+10,7)

Discount

19,7 (+11,7)

25,4 (+10,1)

Elaborazione DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 26/10/2025

performance dei sostitutivi dello yogurt (+5,5% a valore, +7% a unità), che rappresentano il 4% del comparto. All’interno di questa categoria spiccano gli yogurt a base di latte di pecora o capra, con una crescita eccezionale (+32,9% a val. e +38,3% a conf.) e oltre 9,8 milioni di fatturato, seguiti dagli yogurt a base vegetale (esclusa la soia), in aumento del +14,2% a valore e del +18% a unità. Al contrario, gli yogurt a base soia mostrano una dinamica più debole (-0,8% a val. e +0,8% a conf.). Salute pronta all’uso

La predilezione per scelte alimentari salutiste è in cima ai pensieri della maggior parte dei consumatori. Il mercato dell’healthy food si sta di conseguenza evolvendo in modo strutturale e duraturo, non come risposta a mode passeggere, ma in quanto espressione di un bisogno profondo di alimenti capaci di offrire un riscontro alla crescente esigenza di benessere. Con un’offerta sempre più vasta, ogni persona può scegliere di acquistare i prodotti che meglio soddisfano le sue specifiche esigenze e, in contrasto con i 42 DM MAGAZINE


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vecchi cliché, questi sanno spesso integrare la praticità e velocità di preparazione con le esigenze di salute e genuinità. In tale panorama dinamico, l’ingresso di Baule Volante nel Gruppo Probios, avvenuto nel 2024, rafforza un posizionamento strategico coerente con l’evoluzione in atto. «Oggi i consumatori cercano alimenti con ingredienti chiari, materie prime tracciabili e soluzioni free from che rispondano alle esigenze funzionali senza rinunciare al piacere – dichiara Renato Calabrese, amministratore delegato del Gruppo –. Emerge il desiderio di prodotti autentici, capaci di coniugare benessere e gusto attraverso sapori familiari e preparazioni semplici. Baule Volante interpreta questo cambiamento, per esempio, con la Cicoria Tostata Solubile, un prodotto biologico che non si limita a essere naturalmente senza caffeina, senza glutine e senza zuccheri aggiunti, ma propone un’alternativa consapevole ai classici momenti di consumo quotidiano». Sono 100% naturali, con una clean label senza zuccheri aggiunti, senza acqua e conservanti, anche gli estratti freschi Hpp di OrtoRomi. «I consumatori sono interessati a referenze che offrono benefici funzionali chiari – spiega Martina Boromello, direttrice marketing e comunicazione dell’azienda –. Intendiamo trasformare l’estratto da acquisto d’impulso a scelta nutrizionale programmata. La tendenza dominante è quella che vede il passaggio dal concetto di praticità (convenience) a quello di salute pronta all’uso (health-convenience). Vi è poi la richiesta di cibi-alleati per rispondere a obiettivi specifici: cercare proteine vegetali, sali minerali o vitamine, come quelli che possiamo trovare nei prodotti della nostra linea Estratti Più, riflette il desiderio di soddisfare le esigenze di integrazione nella maniera più naturale possibile». Attenzione al “secondo cervello”

Le ottime performance registrate dalla macrocategoria degli yogurt funzionali confermano in maniera decisa queste tendenze, lo sanno bene in Danone Italia. «Portare la salute attraverso gli alimenti al maggior numero possibile di persone è la DM MAGAZINE 43


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nostra missione – dice Lucia Chevallard, direttrice marketing dell’azienda –. Il microbiota intestinale è oggi al centro dell’attenzione: l’intestino è il nostro “secondo cervello” e il suo buon funzionamento influisce su umore, energia e persino sulle capacità cognitive. In questo contesto, il kefir si conferma come uno dei fermentati più completi, grazie al suo ricco profilo di probiotici. In questo segmento di mercato spicca il nostro Activia Kefir, che porta nel mondo del benessere intestinale l’unione di lieviti autentici e una ricca varietà di fermenti vivi, tra cui gli esclusivi 4 miliardi di probiotico Bifidus, che caratterizzano la linea Activia e lavorano in sinergia per sostenere il microbiota». Tra i brand salutistici con cui Danone opera in questo mercato spicca la linea HiPro, che affianca vitamine e magnesio a una ricetta ricca di proteine. Sempre in tema di proteine, emerge anche Skyr, caratterizzato da un ridotto tenore di grassi. A questi si aggiunge Actimel che, con Tripla Azione, aggiunge i vantaggi delle vitamine D, C e del magnesio alla riduzione del colesterolo. Nell’offerta healthy di Danone Italia ha

SCHEDE PRODOTTI DR. SCHÄR/SCHÄR Nome prodotto: Crackers ai Cereali Integrali Caratteristiche: crackers gustosi, ricchi di fibre, senza glutine, lattosio e frumento. Con farina integrale di miglio e riso, cereali, semi e altri ingredienti di qualità. Formato da 210 g.

ORTOROMI Nome prodotto: Linea Estratti Più Caratteristiche: estratti funzionali sviluppati con esperti di nutrizione, ottenuti da frutta fresca estratta a freddo. Senza coloranti, conservanti e zuccheri aggiunti.

PROBIOS GROUP/BAULE VOLANTE Nome prodotto: Cicoria Tostata Solubile Caratteristiche: una bevanda gradevole dal gusto tostato, veloce da preparare con acqua calda o sostituti vegetali del latte. Senza caffeina, biologica e senza zuccheri aggiunti.

poi un ruolo di primo piano il brand Alpro, pioniere nelle alternative vegetali e che ora ha ricette più complete dal punto di vista nutrizionale, con proteine, calcio e vitamine del gruppo B e D. Free from sì, ma con gusto

È invece specializzata esclusivamente in alternative vegetali alle proteine animali l’azienda AltroFood. «Gli alimenti plant based – spiega Fabio Daviddi, sales manager della società – sono percepiti come più leggeri, sostenibili e in linea con uno stile di vita moderno. A convincere non è solo l’aspetto etico-ambientale, ma anche 44 DM MAGAZINE


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L’INDISSOLUBILE LEGAME TRA PIACERE E FILIERA PRODUTTIVA Valorizzare la capacità di abbinare qualità e gusto: è questo l’obiettivo del piano di comunicazione di Schär, che prevede due momenti strategici nell’anno e contempla diversi touch point. «La campagna primaverile – spiega William Galletti – punta sull’identità di Schär e sui suoi valori fondativi, raccontando la passione e l’impegno che da sempre guidano il nostro processo produttivo fino ad arrivare allo scaffale. L’attività di comunicazione autunnale, invece, è incentrata sul piacere di mangiare senza glutine e invita i consumatori a sperimentare l’eccellenza del gusto, della consistenza e dell’aroma dei nostri prodotti, frutto di un approccio totale alla qualità, che è al centro di ogni fase della filiera, dalla produzione delle materie prime alla tavola».

il lato pratico, perché i semilavorati vegetali hanno spesso una shelf life più lunga e stabile, riducendo sprechi e facilitando la gestione in cucina. La tendenza dominante è quella verso prodotti versatili, affidabili e facili da integrare nella quotidianità, che permettano di preparare ricette tradizionali senza dover rinunciare a gusto e performance. Un orientamento che sta ampliando il pubblico delle alternative vegetali oltre i consumatori “veg”». Nel mondo del free from senza rinunce in termini di gusto emerge Schär, specializzata nel senza glutine. «I consumatori di oggi sono sempre più consapevoli e attenti – illustra William Galletti, head of sales retail Italia dell’azienda –: non ricercano solo risposte a specifiche esigenze nutrizionali, ma alimenti che soddisfino nuove aspettative anche in termini di qualità e gusto. Utilizziamo un’ampia varietà di cereali privi di glutine, che conferiscono ai nostri prodotti un gusto e un aroma speciali insieme a valori nutrizionali bilanciati. Allo stesso tempo, adottiamo un approccio responsabile agli additivi, limitandone il più possibile l’utilizzo ed evitando aromi artificiali, coloranti e conservanti sintetici. Massima espressione del nostro impegno per la qualità è la linea integrale, una selezione di prodotti che, con i Crackers ai cereali, è arrivata oggi a comprendere cinque referenze. L’attenzione alla salute è comunque (e sempre) la nostra priorità assoluta».n DM MAGAZINE 45


RETAIL REAL ESTATE DMM

NewPrinces–Carrefour:

quando l’integrazione verticale ridisegna la mappa del retail italiano La chiusura dell’acquisizione di Carrefour Italia da parte di NewPrinces Group segna uno dei passaggi più rilevanti degli ultimi anni nella Gdo nazionale.

L

’operazione, autorizzata dalla Commissione europea e del valore di circa un miliardo di euro, trasferisce al gruppo italiano l’intera rete: ipermercati, supermercati, convenience store, cash & carry e piattaforme logistiche. Un cambio di proprietà che non esaurisce la sua portata nel perimetro finanziario, ma apre una riflessione più ampia sul futuro del retail alimentare e della sua infrastruttura immobiliare. Negli ultimi anni Carrefour Italia aveva avviato un articolato percorso di trasformazione, formalizzato nel 2022 con il piano di trasformazione e rilancio, incentrato su diversificazione dei formati, rafforzamento del franchising, competitività sui prezzi e riorganizzazione interna. Era la declinazione nazionale della linea dettata a livello globale dal ceo Alexandre Bompard, orientata a recuperare marginalità e posizionamento in mercati maturi. Il rilancio della rete, tuttavia, si è scontrato con una crescente pressione competitiva, l’avanzata dei discount e un contesto in cui la leva del prezzo è diventata decisiva per la percezione del cliente. L’ingresso di NewPrinces chiude quella fase e ne apre una nuova, fondata su un concetto chiave: l’integrazione verticale. Il gruppo, già attivo nella trasformazione alimentare e nei marchi industriali, punta a un modello “dal produttore allo scaffale”, accorciando la filiera, aumentando il peso della private label e sfruttando sinergie logistiche e commerciali. Per un operatore industriale, la rete vendita non è un fine in sé, ma uno strumento per valorizzare la produzione,

46 DM MAGAZINE


RETAIL REAL ESTATE DMM

stabilizzare i margini e presidiare il mercato. Per gli operatori del real estate commerciale questo scenario è particolarmente significativo. La rete Carrefour italiana comprende asset molto diversi: location primarie, ipermercati in bacini maturi, negozi di prossimità ad alta pedonalità, format in franchising. Un acquirente industriale guarda a questa rete con criteri differenti rispetto a un investitore finanziario: la domanda di superfici si lega alla funzionalità logistica, alla coerenza dei format e alla sostenibilità delle performance, più che alla sola redditività locativa. Questo può tradursi in layout rivisti, razionalizzazioni selettive e un riequilibrio dei format più coerenti con la nuova catena del valore. Nel piano industriale diffuso dopo il closing, NewPrinces ha indicato l’intenzione di rilanciare progressivamente lo storico marchio Gs, affiancandolo all’insegna Carrefour per accompagnare il riposizionamento della rete. Nei contesti urbani ad alta densità si può prevedere un rafforzamento della prossimità, mentre gli ipermercati meno performanti rappresentano i candidati naturali per ripensamenti o diversificazioni d’uso. In tutti i casi, la logica è quella dell’efficienza: in un settore caratterizzato da margini compressi, ogni scelta su superfici, canoni, servizi e localizzazione incide direttamente sulla redditività complessiva. La domanda centrale per il mercato immobiliare diventa, quindi, come cambierà la richiesta di spazi retail alimentari in un modello così integrato. L’approccio di NewPrinces suggerisce una visione in cui la rete fisica torna a essere un asset industriale, non solo commerciale: un’infrastruttura che sostiene produzione, logistica e brand. Se questo modello funziona, potrebbe anticipare ulteriori concentrazioni e spingere altri operatori a ripensare la propria presenza territoriale. La trasformazione di Carrefour Italia non è dunque solo una vicenda societaria: è il segnale di un cambiamento più profondo, che riguarda l’intero ecosistema della distribuzione. Selezionare location coerenti e formati sostenibili sembra ancora la chiave per trovare nuove opportunità in un mercato che si sta ridefinendo più rapidamente di quanto sembri.n Alberto Deiana, project management executive Mi.No.Ter.

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DIGITAL CLUB/RETAIL DMM

Il secondo schermo: quando la distrazione diventa strategia Ieri sera guardavi una serie su Netflix e hai realizzato che non avevi la minima idea di cosa stesse succedendo. Colpa del telefono. Scrollavi Instagram, rispondevi a messaggi, controllavi il meteo di domani (perché evidentemente è un'informazione vitale alle 23:17). Il televisore era diventato rumore di fondo.

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on sei solo. Il 70% degli italiani guarda la tv con lo smartphone in mano. Siamo passati dal divano come santuario dell'attenzione al divano come arena di multitasking compulsivo. E qui viene il bello: mentre i broadcaster si strappano i capelli per questa "economia dell'attenzione frammentata", qualcun altro ha capito che la distrazione non è il nemico. È un'opportunità. Pensateci. Al supermercato succede la stessa cosa. Cammini tra le corsie, carrello davanti, telefono in mano. Controlli la lista della spesa su WhatsApp, rispondi a una mail, scrolli TikTok aspettando il tuo turno al banco salumi. Il negozio fisico compete con 48 DM MAGAZINE


DIGITAL CLUB/RETAIL DMM

un universo digitale che sta nel palmo della tua mano. Chi l'ha capito, invece di combattere lo smartphone, l'ha arruolato. Carrefour ti fa guidare un carrello virtuale nell'app per "acchiappare" ingredienti e vincere gift card. Esselunga trasforma i clienti in apprendisti sommelier con quiz sul vino. Conad ha costruito un intero ecosistema di minigiochi sulla sostenibilità che ti educa mentre ti intrattiene. McDonald's offre ai bambini puzzle e disegni digitali, mentre i genitori finiscono il caffè in pace. È gamification, certo. Ma è qualcosa di più sottile: è la conquista del secondo schermo. Il futuro? Immaginate di entrare in un supermercato e l'app vi propone una caccia al tesoro personalizzata basata sulla vostra lista della spesa. Trovate il prodotto, lo scansionate, guadagnate punti. Oppure un ristorante dove, mentre aspettate il primo, un quiz vi racconta la storia del piatto che avete ordinato. Sbagliate? Sconto sul dolce (che è la consolazione). Non è fantascienza. Potrebbe essere l'evoluzione naturale di quello che alcuni stanno già facendo: il punto vendita fisico diventa un parco giochi aumentato, dove il telefono non è più il nemico che ti porta altrove, ma il compagno che ti tiene qui, coinvolto, divertito. C'è un'ironia deliziosa in tutto questo. Per decenni abbiamo progettato negozi per catturare l'attenzione: scaffali strategici, musica studiata, profumi di pane appena sfornato. Poi è arrivato uno schermo da sei pollici e ha mandato tutto in frantumi. La risposta non è vietare i telefoni, ma sarà colonizzarli. Il secondo schermo non è una distrazione, è il nuovo campo di battaglia. E chi l'ha capito per primo sta già vincendo.n Paolo Pelloni, Digital Club/Retail

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MERCATI DMM

Fuori pasto dolci, l’inflazione frena i consumi di Jessika Pini

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MERCATI DMM

Il cioccolato si conferma protagonista e l'industria risponde alla crisi dei volumi puntando su benessere, filiere etiche e innovazione sensoriale.

N

ell’ultimo anno, terminante il 26 ottobre 2025, il mercato italiano dei fuori pasto dolci ha generato un fatturato di 1,6 miliardi di euro, registrando un trend positivo pari al +10,1%. Calano, invece, le vendite a volume (105,4 milioni di chilogrammi, -5,2%) e a confezione (815,9 milioni, -3,4%). Si evidenzia un’importante crescita del prezzo medio (+16,2%), mentre rimangono stabili l’indice di pressione promozionale e il numero medio di referenze (dati NIQ, Totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount). Aree geografiche e canali distributivi

«La situazione generale del mercato si ripropone in tutte le aree geografiche – afferma Alberto Pincelli di NIQ – con un incremento delle vendite a valore accompagnato da una contrazione a volume. L’Area 1 si conferma la più rilevante in termini di sales location (28,5%), nonostante registri il trend di crescita a valore più basso (+9,4%) per vendite complessive, che ammontano a 475 milioni di euro, a fronte di una flessione dei volumi del 4,9% e di una contrazione delle vendite a confezione del 3,6%». Segue l’Area 4, con una quota di mercato a valore del 25,4%, che presenta contemporaneamente la crescita a valore più elevata (+10,6%) e la contrazione dei volumi più marcata (-6,1%) tra tutte le aree. Il prezzo medio, invece, cresce del 17,8%. L’Area 3, con una sales location pari al 23,8%, registra un incremento a valore del 9,9%; parallelamente emerge una contrazione dei volumi del 5,2% e una diminuzione delle vendite a confezione del 3,3%. Infine, l’Area 2, con una sales location pari al 22,2%, regiDM MAGAZIDM MAGAZINENE 51


Chi oltre il solito fondente W! NE

Vanini presenta la tavoletta di cioccolato monorigine Perù Fondente 82% con note di Rhum, un prodotto che unisce intensità e raffinatezza. Una ricetta perfettamente bilanciata, pensata per un pubblico esigente e consapevole che ricerca le alte percentuali di cacao e allo stesso tempo sapori decisi, autentici ed inaspettati!

VANINI è un marchio registrato da ICAM S.p.A. www.vaninicioccolato.com


MERCATI DMM

Trend vendite a valore (%)

Trend vendite a volume (%)

+10,1

-5,2

1,6 mld/€

105,4 mln/kg

Elaborazione DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 26/10/2025

stra una crescita a valore del 10,5%, mentre si osserva una contrazione dei volumi del 4,7% e una diminuzione delle vendite a confezione del 3,4%. A livello di canali, il 43% del valore delle vendite si realizza nei supermercati, dove si registra anche la crescita percentuale a valore più elevata (+11,5%); parallelamente però diminuiscono i volumi (-1,4%) e arretrano le vendite a confezione (-0,6%). Gli ipermercati, con sales location pari al 21,1%, registrano una crescita a valore del 9,6% ma una flessione dei volumi del 2,9% e una diminuzione delle vendite a confezione dell’1,7%. «I liberi servizi, con una sales location pari all’11,5%, la più bassa tra i canali, registrano anche l’incremento delle vendite a valore più contenuto (+7,1%) – prosegue Alberto Pincelli –. All’aumento del prezzo medio (+13,6%) è associata una contrazione dei volumi (-5,7%) e una diminuzione delle vendite a confezione (-5%). Infine, i discount, con una sales location pari al 24,3%, registrano una crescita a valore del 9,5%, sostenuta dall’aumento del prezzo medio più alto tra i canali (+23%). A fronte di questo incremento, si evidenzia la contrazione dei volumi più marcata (-11%) e una diminuzione delle vendite a confezione (-8%)». Andamento dei segmenti

Il segmento con la quota valore più elevata (47,6%) è rappresentato dalle tavolette e barrette di cioccolato. Nonostante una crescita complessiva delle vendite a valore (+16,5%), si

Peso segmenti e trend (%)

Tavolette e barrette di cioccolato

Snack dolci

Ovetti pieni o ripieni

Altri fuori pasto dolci

Kit per merende dolci

Pronti da gelare

Val.

47,6 (+16,5)

42,6 (+4,7)

3,7 (+11,6)

3,5 (+0,2)

1,6 (+14,2)

1 (-8,6)

Vol.

42,8 (-6,6)

46,4 (-2,7)

3,6 (-11,1)

4,1 (-9,1)

0,4 (+6,4)

2,8 (-10,8)

Elaborazione DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 26/10/2025

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RACCONTARE LA FILIERA CON LA REALTÀ AUMENTATA Il packaging conta non solo dal punto di vista estetico, ma anche per comunicare informazioni utili al consumatore. A tale scopo Icam, nell’anno appena trascorso, ha ulteriormente arricchito il percorso di edutainment integrato negli astucci delle tavolette Vanini Perù: «Attraverso i Qr code – spiega Marco Generoso – è possibile capire, già prima dell’acquisto, il profilo organolettico della ricetta e intraprendere un vero e proprio viaggio alla scoperta del cacao, dalla piantagione fino alla trasformazione in cioccolato. Il tutto è raccontato con un’esperienza immersiva basata sulla realtà aumentata che ricrea l’atmosfera di una foresta tropicale. Un modo coinvolgente per far comprendere al consumatore il valore del presidio della filiera che l’azienda porta avanti da sempre e per trasmettere l’attenzione con cui viene selezionata la materia prima».

SCHEDE PRODOTTI Icam Cioccolato/Vanini Nome prodotto: Tasting Experience Double Banana Split Caratteristiche: una tavoletta con cioccolato bianco al gusto banana e granella croccante di cacao, abbinata a uno strato di cioccolato fondente.

Lindt & Sprüngli/Lindt Nome prodotto: Dubai Style Chocolate Pistacchio e Kadayif Caratteristiche: un guscio di croccante cioccolato al latte racchiude al suo interno un cuore morbido e cremoso, con il 45% di pistacchio nel ripieno. Disponibile anche nelle versioni al cioccolato bianco ed extra fondente. Loacker Nome prodotto: Break3 Caratteristiche: innovativo snack che si può facilmente spezzare in 3 quadrotti. Due croccanti strati di wafer si uniscono a strati di crema alla nocciola, ottenuta da nocciole 100% italiane, provenienti anche dal programma di sostenibilità “Noccioleti Italiani”, il tutto esaltato da una pioggia di crispies di wafer.

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osserva una contrazione dei volumi (-6,6%) e delle vendite a confezione (-4%). Tale dinamica è trainata da un incremento del prezzo medio (+24,8%), che ha compensato la riduzione delle quantità vendute. Inoltre, il numero medio di referenze risulta in calo (-1,6%) rispetto all’anno precedente, segnalando una razionalizzazione dell’offerta. All’interno del comparto, le tavolette e le barrette di cioccolato fondente detengono la quota valore maggiore (17,5%) rispetto alle barrette al cioccolato bianco (1,7%). Il fondente si distingue anche per la variazione di prezzo medio più alta (+30,8%), accompagnata dalla crescita delle vendite a valore più significativa (+31,7%) e da un andamento positivo dei volumi (+0,8%). L’unico prodotto che ha registrato un aumento del numero di referenze (+2%) è stato il segmento delle tavolette e barrette al cioccolato al latte, segnalando un ampliamento dell’offerta in questa categoria. Per quanto riguarda il segmento degli snack dolci, questo rappresenta il secondo per importanza in termini di quota valore (42,6%). Anche in questo caso si registra un aumento delle vendite a valore (+4,7%), a fronte di una contrazione dei volumi (-2,7%). La dinamica è soste-


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nuta da un incremento del prezzo medio (+7,6%), mentre il numero medio di referenze risulta in crescita (+1,7%) rispetto all’anno precedente, indicando un ampliamento dell’offerta disponibile. «All’interno del segmento – precisa Alberto Pincelli –, gli snack dolci a base di cereale sono quelli che detengono la quota valore maggiore (12,2%), ma anche quelli che registrano la peggiore performance in termini di vendite a volume (-4%). Al contrario, gli snack dolci a base di frutta rappresentano il segmento con la quota più bassa (2,1%), caratterizzato da una diminuzione del prezzo medio (-1,7%) e da una contrazione del numero medio di referenze (-4,8%). Gli altri prodotti, invece, mostrano un incremento delle referenze disponibili. Sul fronte delle performance, gli snack dolci a base di wafer si distinguono per la migliore crescita in termini di valore (+8,6%), confermando un andamento più positivo rispetto agli altri sottosegmenti». Segue il segmento degli ovetti pieni o ripieni, che detiene una quota valore pari al 3,7%. Si tratta del segmento che ha registrato la contrazione più marcata in termini di volume (-11,1%), accompagnata da un forte incremento del prezzo medio (+25,6%). Il segmento degli altri fuori pasto dolci, invece, si colloca al quarto posto per quota valore (3,5%). Anche in questo caso pesa la significativa diminuzione delle vendite a volume (-9,1%) e un aumento minimo delle vendite a valore (+0,2%). La dinamica è sostenuta da un incremento del prezzo medio del 10,3%. Segue il segmento dei kit merende dolci, che detiene una quota valore pari all’1,6%. Si tratta del comparto che ha registrato la variazione di vendite a valore più alta (+14,2%), accompagnata da una crescita delle vendite a volume del 6,4%, con un incremento del prezzo medio del 7,3% e un aumento del numero medio di referenze (+1,1%). Infine, il segmento dei pronti da gelare, che si colloca su una quota valore pari all’1%, è l’unico a registrare una variazione negativa delle vendite a valore (-8,6%) e una contrazione dei volumi (-10,8%), a fronte di un incremento contenuto del prezzo medio (+2,4%). Inoltre, rappresenta il segmento che ha ridotto maggiormente il numero medio di referenze (-6,8%), evidenziando una forte razionalizzazione dell’offerta e una performance complessivamente debole rispetto agli altri segmenti. L’innovazione tra “newstalgia” e “guilt-free”

Se i dati di mercato delineano uno scenario di crescita forzata dai listini, in cui i consumatori italiani si trovano a dover bilanciare il desiderio di gratificazione con una maggiore seletDM MAGAZINE 55


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tività negli acquisti, la risposta dell’industria non si fa attendere. La sfida per i player del settore si sposta infatti dai volumi al valore aggiunto: non basta più presidiare lo scaffale, occorre intercettare le nuove sensibilità di un pubblico che, a fronte di prezzi più alti, esige trasparenza, qualità nutrizionale e un’esperienza edonistica superiore. Nel segmento delle tavolette, Marco Generoso, marketing manager di Icam Cioccolato, delinea tre tendenze persistenti che continuano a guidare sia lo sviluppo dei nuovi prodotti sia la costruzione degli assortimenti a scaffale: «La prima riguarda l’ascesa di tavolette con alte percentuali di cacao percepite come prodotti ricchi di proprietà nutrizionali e apprezzate per il profilo più puro, con meno zuccheri e grassi, e per la presenza naturale di antiossidanti. A ciò si affianca la ricerca di un’esperienza sensoriale coinvolgente attraverso abbinamenti originali e consistenze diverse. All’interno di questo trend si inserisce la corrente della “Newstalgia”: prodotti ispirati ai dolci della tradizione ma reinterpretati in chiave contemporanea, con nuovi formati, colori e mix di sapori dal forte effetto “wow”, in grado di ridare freschezza a ricette che rischierebbero di apparire come qualcosa di già visto. E infine la scelta di prodotti etici e responsabili». Questa spinta verso un consumo più consapevole è condivisa da Zàini, che punta sulla tendenza "guilt-free and delicious” (buono e senza sensi di colpa). La strategia del brand si focalizza su referenze capaci di coniugare l'eccellenza del cioccolato con formulazioni senza zucchero, rispondendo perfettamente al desiderio dei consumatori di un fuori pasto gratificante ma equilibrato. Fare leva sul fattore impulso

Oltre alla qualità intrinseca, a guidare gli acquisti dei fuori pasto dolci sono il gusto e l'impulso. Secondo Gianluca Cazzulo, direttore commerciale di Pernigotti, gli snack non sono solamente uno spezzafame, ma anche un momento di godimento in una qualunque occasione della giornata; per questo l’azienda sta potenziando il canale impulso: «Ci avvaliamo di concessionari e grossisti dislocati sul territorio nazionale con l’obiettivo di portare, su circa 15mila punti vendita in Italia, tutte le nostre specialità in formato snack e barrette.

Val.

Vol.

Iper

21,1 (+9,6)

20,6 (-2,9)

Super

43 (+11,5)

39,3 (-1,4)

Liberi servizi

11,5 (+7,1)

9,8 (-5,7)

Discount

24,3 (+9,5)

30,3 (-11)

Peso canali e trend (%)

Elaborazione DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount, a.t. 26/10/2025

56 DM MAGAZINE


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Vogliamo permettere ai nostri consumatori di assaporare le nostre specialità anche nei momenti fuori casa». Una visione condivisa da Rosario Vizzini, market director Italy di Mars Wrigley, che sottolinea come la crescita passi dalla capacità di rispondere a nuove abitudini di consumo dove la praticità e la disponibilità immediata, tipica del canale vending, sono driver sempre più importanti per il consumatore moderno: «Osserviamo una domanda crescente di prodotti che sappiano coniugare gusto, praticità e profilo nutrizionale equilibrato. I consumatori sono sempre più attenti alla qualità degli ingredienti, alla trasparenza delle informazioni e alla sostenibilità delle aziende che scelgono. In questo contesto, il segmento degli snack dolci in Italia continua a mostrare segnali di vitalità, grazie alla capacità di rispondere a nuove abitudini di consumo». Dalle famiglie ai giovani adulti attraverso una comunicazione mirata

Se il presidio dei canali e dei momenti di consumo è al centro delle strategie a sostegno della categoria, altrettanto importante è la definizione del pubblico. Per Roberto De Lucca, head of marketing and trade marketing di Loacker, le famiglie con bambini restano il target principale e consolidato: «Preferiamo, però, non comunicare direttamente ai bimbi ma al SCHEDE SCHEDE PRODOTTI PRODOTTI genitore, che può scegliere in base alle caratteristiche di qualità e sicurezza alimentare che da sempre ci contraddiMars stinguono. Per la nostra nuova proposta Nome prodotto: Mars Protein Caratteristiche: barretta al abbiamo inoltre recentemente ampliato caramello e torrone ricoperta di il nostro target includendo i consumatocioccolato al latte, ad alto contenuto proteico. Perfetta per colazione, ri giovani adulti tra i 18 e i 45 anni, una post-allenamento o come dolce concessione. fascia di popolazione molto affine al consumo di snack». Sul fronte dei mezzi Pernigotti di comunicazione, Giulia Muzzin, markeNome prodotto: Barrette con ripieno ai gusti Lampone, Pistacchio e Tiramisù ting director di Lindt Italia, osserva che Caratteristiche: una nuova la televisione continua ad essere il mezlinea di prodotti destinati a un target più giovane, curioso e zo con la copertura più ampia, attirandesideroso di sperimentare do la maggior parte degli investimenti. gusti nuovi ispirati alla tradizione. «Tuttavia, si assiste a una crescita significativa negli investimenti sui mezzi digitali, dove i player di categoria, incluso ZÀini Lindt, mirano a garantire una copertura Nome prodotto: Zero Sugar Caratteristiche: linea di tavolette adeguata e a rafforzare identità e noprive di zucchero (meno di 0,5 g/100 g torietà. La strategia di comunicazione di prodotto) in tre referenze: Fondente, Fondente mandorla e limone, si estende anche al punto vendita, con Fondente con granella di cacao. attività di presidio dello scaffale e di secondary placement».n DM MAGAZINE 57


TECNOLOGISTICA DMM

Bancomat e Visa annunciano un progetto pilota per l’estensione di Bancomat Pay L’iniziativa rappresenta un passo significativo nell’evoluzione dell’ecosistema dei pagamenti italiano, combinando la solidità dell’infrastruttura domestica di Bancomat con la portata internazionale e le capacità tecnologiche di Visa.

B

ancomat avvia un progetto pilota con Visa per esplorare l’estensione dell’operatività del wallet Bancomat, attraverso la rete di accettazione globale di Visa. La nuova funzionalità consentirà così agli utenti del servizio Bancomat Pay, presente all’interno del wallet Bancomat, di effettuare pagamenti sicuri e in modalità contactless anche all’estero. Il test della soluzione è previsto per l’inizio del 2026. I pagamenti digitali in Italia continuano a crescere rapidamente. Secondo l’Osservatorio innovative payments del Politecnico di Milano, nel 2024 per la prima volta questi hanno superato il contante in termini di valore transato, con un incremento dell' 8,5% su base annua. La collaborazione con Visa si inserisce in questo scenario dinamico, con l’obiettivo di ampliare le possibilità operative per banche e utenti e di rafforzare il ruolo dell’Italia nel panorama dei pagamenti digitali. «Il lancio del progetto pilota Bancomat Pay rappresenta un passo avanti significativo nell’innovazione dei pagamenti mobili in Italia – ha commentato Stefano Stoppani, country manager di Visa in Italia –. In Visa sfruttiamo le nostre capacità tecnologiche per supportare i nostri partner. Questo progetto dimostra il nostro impegno a sostenere l’evoluzione dell’ecosistema dei pagamenti italiani e a offrire agli utenti soluzioni di pagamento semplici, sicure e universalmente accettate». Il progetto pilota sarà basato su VisaPay, la nuova soluzione di Visa per i wallet che garantisce sicurezza e scalabilità, sfruttando le avanzate funzionalità di tokenizzazione di Visa. Il pilota testerà quindi le principali funzionalità della versione estesa di Bancomat Pay, tra cui esperienze contactless senza interruzioni, espansione della rete di accettazione presso esercenti nazionali e internazionali, integrazione con app e servizi bancari italiani.n Leggi anche: “Dymation-Granterre: partnership per l’human-centric automation” 58 DM MAGAZINE


TECNOLOGISTICA DMM

Ctp entra nel mercato italiano con investimenti da 1 miliardo di euro L’azienda avvia il piano di sviluppo con l’inaugurazione della sua divisione situata a Castel San Giovanni, in provincia di Piacenza: un hub vasto circa 75mila mq.

Remon Vos, ceo di Ctp

C

tp – proprietario, sviluppatore e gestore quotato in Europa di immobili logistici e industriali – accelera la propria traiettoria di crescita con il suo primo ingresso nel mercato italiano. L’espansione strategica avviene attraverso l'acquisizione da 241 milioni di euro di Vld, società di sviluppo che detiene un'importante prime landbank, precedentemente controllata da Fbh Group. L'operazione supporta l'ambizioso obiettivo di Ctp di raggiungere 30 milioni di mq di Gla (superficie lorda locabile) entro il 2030, migliorando la propria scala, qualità del portafoglio e pipeline di sviluppo, permettendo così di rispondere meglio alle esigenze di oltre 1.500 conduttori dell’azienda. Questa operazione rappresenta l'inizio degli stanziamenti di Ctp in Italia, dove la società prevede di investire 1 miliardo di euro nei prossimi cinque anni e dove ha lanciato ufficialmente la sua divisione, partendo da Castel San Giovanni (Pc), con l’inizio dei lavori di uno dei suoi primi edifici pre-locati. Il nuovo polo avrà una superficie edificata di 75mila mq (55mila mq nella Fase 1 realizzati su base pre-locata e ulteriori 20mila mq di espansione) e sarà costruito secondo gli standard di Ctp per magazzini, uffici e infrastrutture, con edifici ad alta efficienza energetica e sostenibilità, dotati di certificazioni ambientali, impianti fotovoltaici, stazioni di ricarica per veicoli elettrici e ampie aree verdi. Il completamento della Fase 1 dell’edificio è previsto entro il Q3 2026 e quello della Fase 2 entro il Q4 2026. L’annuncio si riferisce a uno dei progetti di Ctp nel Nord Italia, che coprono il 69% del potenziale di sviluppo di cui l’Emilia-Romagna rappresenta il 18% del landbank recentemente acquisito. Il landbank italiano di Ctp ha un potenziale di sviluppo pari a 3,3 milioni di mq di Gla, oltre a due asset esistenti per 30mila mq. Ulteriori sviluppi sono previsti in Italia centrale (27%) e meridionale (4%).n Leggi anche: “P3 continua a crescere in Italia con 770mila mq in gestione e occupancy al 99%”

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NEWS DMM

Candy Factory fa poker di aziende con l’acquisizione di Italgum

Campbell entra in Italia attraverso La Regina di San Marzano di Antonio Romano. Con il Gruppo di Scafati, la multinazionale Usa ha instaurato trattative esclusive per rilevare il 49% del capitale. L’azienda salernitana, con 366,5 milioni di euro di fatturato nel 2024, un utile di 37 milioni e circa 460 addetti (dati camerali) è specializzata nella produzione di pomodori confezionati di qualità premium, al 100% italiani, e soprattutto di sughi pronti a base di pomodoro, ottenuti dalla trasformazione di pelati di propria produzione con l’aggiunta di ingredienti freschi locali, lavorati secondo ricette e metodi tradizionali.

Candy Factory, promossa da Fvs (di Veneto Sviluppo) e Clessidra Capital Credit, prosegue nella strategia di aggregazione delle imprese italiane del confectionery. Nel gruppo, nato nel 2022 con l’integrazione fra Casa del Dolce - nota per il marchio Trinketto - e Liking (caramelle dure e ripiene) alle quali, nel 2024, si è aggiunta Akellas (caramelle Monk’s), entra ora Italgum Caramelle, grazie all’acquisizione di una quota di maggioranza.

Mars Kellanova: anche l’Ue autorizza la fusione da 36 miliardi di dollari Finalmente Bruxelles ha detto sì all’acquisizione di Kellanova da parte di Mars e, con un’approvazione incondizionata, ha aperto la strada alla più grande fusione mai avvenuta nel settore degli snack. Era il tassello mancante, dopo il via libera ottenuto, il 25 giugno dello scorso anno, dalla Federal Trade Commission americana e dopo la contestuale conclusione, da parte della Commissione Ue, di un’indagine che aveva sollevato alcune reticenze.

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Peter ter Kulve, ceo di Tmicc

Campbell entra in Italia con il 49% de La Regina di San Marzano

The Magnum Ice Cream company si quota: il demerger è cosa fatta Con un posticipo dovuto allo shutdown americano, si è concretizzata, rispettando il nuovo calendario, la separazione di The Magnum Ice Cream Company (Tmicc). La casa madre Unilever ha reso noto che le negoziazioni su Euronext Amsterdam, alla Borsa di Londra e alla Borsa di New York sono avvenute lo scorso 8 dicembre. The Magnum Ice Cream company ha fatturato, nel 2024, 7,9 miliardi, mentre il margine Ebitda rettificato ha raggiunto 1,3 miliardi di euro.


VIDEO E PODCAST DMM

GASBARRINO (DECÒ ITALIA): IL BRAND GASTRONAUTA PUNTA AI MILLE PRODOTTI

CONAD CHIUDE IL 2025 CON UNA CRESCITA DEL 4,43%. FATTURATO A QUASI 22 MILIARDI L’insegna ha presentato in conferenza a Milano i dati preconsuntivi per il 2025, con un incremento del fatturato superiore a quello del mercato. In crescita anche i volumi e gli investimenti per il 2026. Nel nuovo anno uno degli stanziamenti più importanti sarà lo sviluppo del nuovo format Benessity Conad che offrirà un ampio assortimento di prodotti per la cura della persona, per l’alimentazione dedicata al benessere, integratori e medicinali da banco. Mentre continua lo sviluppo dell’ecosistema digitale HeyConad. Ne parliamo con Francesco Avanzini, direttore generale di Conad.

Il catalogo natalizio del Gastronauta rappresenta l'esemplificazione più evidente del posizionamento del brand: ricercatore del gusto e del lusso accessibile. Mario Gasbarrino, ad di Decò Italia, ha costruito in cinque anni un marchio che fattura quasi 50 milioni su 400 totali di private label, con una quota del 2-3% e crescita costante. Dai 40mila pezzi di soli panettoni e pandori venduti del primo anno ai 200mila attuali, il Gastronauta punta a un assortimento di mille prodotti, alla vendita online nel 2026 e non esclude un futuro come insegna autonoma.

CERBONE (FERNET BRANCA): UNA CAMPAGNA PER ATTIRARE LE NUOVE GENERAZIONI Nell’anno delle celebrazioni dei suoi 180 anni, Fernet Branca presenta la nuova campagna “Amaro è solo l’inizio”, un nuovo concept che ha l’obiettivo di guidare il consumatore alla scoperta del gusto dello storico prodotto italiano, attraverso un rituale di degustazione caratterizzato da tre sorsi definiti “rivelatori”. La campagna nasce per avvicinare anche le nuove generazioni a un gusto più adulto e complesso, anticipando il cuore della strategia comunicativa del 2026 che vede l’amaro come invito alla curiosità e all’apertura.

LA CATENA DANESE JYSK INAUGURA QUATTRO NUOVI PUNTI VENDITA IN ITALIA Jysk, catena di mobili, materassi e accessori per la casa e il giardino in stile nordico, ha aperto quattro nuovi store in Italia e ha comunicato i risultati record registrati nell’anno finanziario 2024/25, in termini di fatturato, Ebit e numero di nuovi clienti, grazie al proprio focus su grandi offerte e prezzi competitivi. Ne abbiamo parlato con Cesare Bailo, amministratore delegato e country director di Jysk Italia.

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