DM Magazine Febbraio 2026

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INTERVISTA

Gruppo Finiper: aperture, innovazione e Mdd al centro delle strategie future

MAGAZINE

SUCCESSI

Multicedi: fatturato

a 2,10 miliardi e 72 nuove

aperture nel 2025

IL FUTURO DELLA SPESA È SINGLE?

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Editoriale

Il prezzo della divisa e il valore della persona

4 Cover

Il futuro della spesa è single?

14 Intervista

Gruppo Finiper: aperture, innovazione e Mdd al centro delle strategie future

16 Successi

Multicedi: fatturato a 2,10 miliardi e 72 nuove aperture nel 2025

17 Imprese

Vandemoortele completa la fusione con Dolciaria Acquaviva e avvia l'integrazione di Lizzi

18 Mercati

Nei derivati del pomodoro vengono

valorizzate le filiere premium

32 Persone

33 Social&Pr strategies

La reputazione del brand ai tempi di ChatGpt

34 Retail Innovation

Gymshark - Londra, Regno Unito

36 Customer Micro trend 2026: caring societies

38 Mercati

Acque minerali tra nuovi formati e sostenibilità

48 Retail Real Estate

Il discount globale spinge ancora: cosa ci dice il caso Svetofor in Brasile

50 Digital club/Retail

Giocare per vendere: tre lezioni dall'Asia che non dovresti ignorare

52 Focus

Uova e ovoprodotti: la spinta innovativa guida il comparto

56 Mercati

Detergenza casa: il pulito è servito!

66 L’analisi Focus Research

Analisi delle attività promozionali sgrassatori (power household cleaner)

69 Tecnologistica

Datalogic lancia Smart vision suite for retail per la prevenzione delle perdite al check out

Parcel Pending by Quadient consolida la presenza in Italia e prepara lo sviluppo dei locker

72 News

73 Video e podcast

75 Prossimamente

I loner consumer aumentano e si trasformano in un target chiave per la Gdo. Formati, assortimenti, promozioni e soluzioni ready to eat diventano leve strategiche per intercettare i nuovi bisogni.

DM Magazine

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L’invio

Il prezzo della divisa e il valore della persona

C’è un confine sottile, ma che dovrebbe essere invalicabile, tra il tempo di vita e il tempo di lavoro. La recente sentenza del Tribunale di Bologna, che ha condannato Coop Alleanza 3.0 a retribuire il cosiddetto “tempo tuta”, non è solo una vittoria sindacale o una questione di spiccioli in busta paga. È un precedente giurisprudenziale che rischia - o promette - di scardinare i bilanci previsionali di gran parte della Grande Distribuzione Organizzata italiana. Il principio stabilito dai giudici è chiaro: i dieci o venti minuti impiegati per indossare la divisa sono funzionali alla prestazione. Sono, a tutti gli effetti, lavoro. Se questa interpretazione dovesse allargarsi a macchia d’olio, il settore si troverebbe di fronte a un redde rationem milionario. Ma il denaro, in questa storia, è solo la punta dell'iceberg. Questa sentenza arriva al termine di un biennio, quello tra il 2024 e il 2025, che definire turbolento per la reputazione etica della Gdo è un eufemismo. Le inchieste della Procura di Milano hanno scoperchiato il vaso di Pandora della logistica, mentre in Sicilia la Guardia di Finanza ha portato ad arresti per caporalato e sfruttamento. Per culminare con l’indagine dell’Antitrust per pratiche commerciali sleali. È qui che il paradosso si fa stridente. Proprio pochi mesi fa, il successo del nostro evento Retail in Touch 2025, organizzato da Edizioni DM, ruotava attorno a un perno fondamentale: l’importanza del fattore umano. Avevamo celebrato la tecnologia come abilitatore delle persone, ribadendo che l'empatia e la professionalità sono l'unico vero baluardo del negozio fisico.

La lezione che arriva dalla magistratura - sia sul fronte del "tempo tuta" che su quello degli appalti – è che la sostenibilità sociale (la "s" dell'acronimo Esg) non può più essere uno slogan da report annuale. Deve diventare prassi operativa. Riconoscere che il tempo di vestizione va pagato significa riconoscere che il lavoratore non è una commodity. Vigilare affinché le cooperative in appalto non sfruttino i facchini significa capire che la merce sugli scaffali non può essere macchiata dal dumping sociale.

La Gdo è a un bivio. Può continuare a vedere il lavoro come un costo da comprimere, esponendosi a rischi legali enormi, o investire davvero su quel "fattore umano" che abbiamo tanto lodato al Retail in Touch. Perché non esiste strategia omnicanale che tenga se le fondamenta etiche del sistema stanno cedendo. Il rispetto delle persone non è carità: è l'unico business plan sostenibile.

Il futuro della spesa è

single?

I loner consumer aumentano e si trasformano in un target chiave per la Gdo. Formati, assortimenti, promozioni e soluzioni ready to eat diventano leve strategiche per intercettare i nuovi bisogni.

Nel biennio 2023-2024, oltre un terzo delle famiglie italiane era formato da una sola persona (36,2%), mentre 20 anni fa questa tipologia rappresentava appena un quarto delle famiglie (25,5%). Basterebbe solo questo dato dell’Istat per mostrare quanto il loner consumer sia un target sempre più rilevante per la Gdo e l’industria del largo consumo. Un cluster che ha un particolare stile di vita e bisogni specifici, che cambiano anche in base all’età. A dispetto di quanto si possa immaginare, infatti, i consumatori single non sono solo giovani studenti o lavoratori, ma soprattutto over 55, come spiega Marco Pellizzoni, commercial director di YouGov ,

che traccia un breve identikit di questi shopper. «Guardando la composizione anagrafica, il 60% dei single in Italia supera i 55 anni, mentre solo l’11,2% ha un’età inferiore ai 34 anni. Tra i canali questi consumatori preferiscono soprattutto i supermercati, che detengono il 49,7% di quota a valore, ma risultano sopra la media anche discount, liberi servizi piccoli e l’online. I loner consumer spendono oltre 3.200 euro l’anno per beni di largo consumo e i single maturi tra i 55 e i 64 anni raggiungono una spesa annua di quasi 3.600 euro. Il loro carrello della spesa è molto composito e differenziato, dimostrando apprezzamento sia per categorie legate alla tradizione sia per altre che implicano approcci più moderni».

Un target destinato a crescere

Nel 2050 l’Istat stima, inoltre, che la popolazione italiana sarà di circa 54 milioni di abitanti, 4 milioni in meno rispetto a oggi. La composizione delle famiglie – come fa notare Sara Merigo, ad dell’Istituto Piepoli – sarà quindi un po’ diversa dall’attuale: «la percentuale di famiglie con almeno un nucleo scenderà da 60,7% al 55,7% (previsioni Istat del 2024, ndr) e, al contempo, crescerà la quota di “famiglie senza nuclei”, in particolare le persone sole saliranno dal 36,8% di oggi al 44,3% nel 2050». Per Merigo questa trasformazione sociale non solo inciderà in futuro, ma incide già in maniera sostanziale sui consumi degli italiani. «Dalle nostre ricerche emerge infatti che, se da un lato è vero che l’amore per le tradizioni culinarie del nostro Paese è sempre forte e cucinare è un’attività che ci fa stare bene (62% degli italiani), dall’altro il tempo che passiamo a tavola con i nostri cari è sempre meno per quasi un italiano su tre, soprattutto tra le giovani generazioni. In particolare, tra la GenZ, è il 37% a dirci che già oggi passa sempre meno tempo a tavola in famiglia”».

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OGGI EMERGE UNA CONTRADDIZIONE SEMPRE PIÙ EVIDENTE: DA UN LATO CRESCE IL PIACERE DI CUCINARE, DALL’ALTRO SI DEDICA SEMPRE MENO TEMPO AI PASTI IN FAMIGLIA, SOPRATTUTTO TRA I PIÙ GIOVANI.

Cucinare è un’attività che mi piace, che mi gratifica e mi fa stare bene 62%

Passo sempre meno tempo a tavola con la famiglia

UN’INSEGNA PER I SINGLE

Si chiama “Single in cucina” ed è una catena lombarda nata nel 2016 che propone piatti pronti di qualità. Al primo negozio di Erba (Co), si sono aggiunti quelli di Seregno (Mb), Como, Lecco e Monza, per un totale di cinque store dove i consumatori possono trovare pizzoccheri, lasagne alla bolognese, insalata di polipo con patate, ravioli panna e prosciutto, spezzatino con le patate, la cassoela con la polenta, ecc. Prodotti in monoporzione, confezionati in atmosfera modificata, conservabili in frigo per più di 10 giorni e semplicemente da riscaldare in microonde.

% MOLTO + ABBASTANZA D’ACCORDO
Fonte: Osservatorio food, Istituto Piepoli, 2025

Minori atti di acquisto

Ma cosa mettono nel carrello i loner consumer quando si recano in un punto vendita della grande distribuzione? Qual è la loro frequenza media di acquisto e quanto contano le promozioni? A rivelarlo sono i dati del Consumer Panel di NielsenIQ. «In termini di frequenza d’acquisto, le famiglie monocomponenti mostrano valori inferiori rispetto alla media nazionale. In media, una famiglia italiana compie circa 222 atti d’acquisto all’anno, che equivale a una spesa ogni 1,6 giorni. Le famiglie monocomponenti, invece, registrano circa 190 atti d’acquisto annui, quindi, una frequenza più bassa rispetto alla media – fa notare Andrea Succi, sales lead consumer panel di NielsenIQ –. Il dato varia sensibilmente in base all’età. Si passa, infatti, da circa 164 atti d’acquisto annui per le famiglie monocomponenti più giovani, fino ad arrivare a 195 atti per quelle composte da persone più anziane. I single senior tendono ad avere più tempo a disposizione e un maggior numero di occasioni di consumo domestico, fattori che si traducono inevitabilmente in una frequenza d’acquisto più elevata». Il Consumer Panel di NielsenIQ rivela, poi, che il valore degli acquisti effettuati in promozione dai single si attesta intorno al 25%, un dato sostanzialmente allineato alla media italiana (25,6%). «Le differenze emergono invece se si osserva il dato per fasce d’età – evidenzia Andrea Succi –. La fascia centrale, tra i 45 e i 54 anni, è quella che ricorre maggiormente alle promozioni, con circa il 30% degli acquisti effettuati in promo. Al contrario, le famiglie monocomponenti più anziane mostrano una minore inciden-

Credits foto: C.Next

za, con una quota che scende al 21,8%. I giovani single si collocano invece su valori molto vicini alla media, con circa il 24,4% degli acquisti realizzati in promo».

Piatti pronti e pet food i più acquistati

Tra le categorie di prodotto con un indice di allocazione superiore alla media, cioè quelle che pesano di più sul budget dei loner consumer rispetto alla “famiglia tipo”, emergono in primis i piatti pronti e il pet food, in particolare il cibo per gatti e più in generale tutti i prodotti per la cura degli animali da compagnia. «Indici elevati si registrano nella cura del viso femminile, probabilmente legati a una presenza femminile superiore alla media all’interno di questo cluster – aggiunge Andrea Succi –. Ci sono poi gli integratori, che rimandano a un’attenzione crescente al benessere, e prodotti legati alla gestione dell’incontinenza, chiaramente riconducibili alla componente più anziana del target. Accanto a questi aspetti funzionali, si nota anche una forte componente di gratificazione. Categorie come praline, cioccolatini, torte pronte, gelati in vaschetta e altre referenze indulgence hanno un peso superiore alla media. In particolare, nella fascia più anziana, il consumo di questi prodotti può essere letto come una forma di auto-gratificazione domestica, soprattutto in presenza di una vita sociale meno intensa o di minori occasioni di consumo fuori casa. Anche referenze stagionali come il panettone rientrano tra le categorie che incidono maggiormente sul basket». Infine, presentano indici elevati anche i prodotti più tradizionali: confetture e marmellate a base frutta, miele e olio d’oliva. «Anche questo dato sembra riflettere il peso significativo della componente più anziana delle famiglie monocomponenti», conclude Andrea Succi.

Ready to eat e monoporzioni: la risposta delle insegne

Anche dalle interviste ad alcune insegne della Gdo emerge chiaramente come i piatti pronti siano una delle principali leve su cui si sta puntando per intercettare il consumatore single, ovviamente in monoporzione. «Proponiamo formati tipici da supermercato, quindi anche dal punto di vista delle grammature siamo coerenti con un contesto di spesa di prossimità – puntualizza Davide Cavero, head of private label di Finiper –. In particolare,

il brand Viaggiator Goloso intercetta molto bene il consumatore single. Penso, ad esempio, alla nuova linea di piatti pronti che abbiamo lanciato di recente: un assortimento di circa 30 referenze, pensato proprio per chi esce dal lavoro, è stanco, ha poco tempo per cucinare e cerca una soluzione pronta, pratica e di qualità. Parliamo di un’offerta con un posizionamento di prezzo accessibile, ma con una qualità riconosciuta e coerente con il brand. Inoltre, prossimamente lanceremo le verdure al naturale in un pack composto da due porzioni singole, quindi molto pratico perché non è necessario aprire tutta la confezione. È una proposta che risponde bene alle nuove esigenze di consumo che rileviamo nei nostri supermercati, anche considerando situazioni sempre più frequenti, come il lavoro fuori sede o la vita in città diverse da quella di origine». Lavora pensando ai bisogni del loner consumer, senza trascurare la sostenibilità dei packaging così da evitare sprechi di eccedenze, anche Pam. «La monoporzione può sembrare un sovraimballo, ma se quel confezionamento permette di mantenere la freschezza e la fragranza del prodotto, riducendo lo spreco alimentare, allora diventa sostenibile – afferma il responsabile Mdd di Pam Panorama, Gerardo Luca Sinesi –. Abbiamo presentato, ad esempio per il nostro brand Mdd Tesori dell’Arca, delle monoporzioni dedicate alle zuppe pronte: la Zuppa toscana, la Zuppa rustica, la Zuppa lenticchie rosse con patate e carciofi e la Zuppa zucca e castagne, una delle referenze più vendute. Abbiamo, inoltre, proposto la tartare in confezione da due pezzi da 80 g ciascuna, già porzionata: pensata per il pasto singolo, consente di risparmiare e di controllare i costi, adattandosi a diverse occasioni di consumo».

Non solo prodotti, ma anche servizi

Lidl Italia sta lavorando sull’assortimento, ma anche sull’experience in store per soddisfare le esigenze di questo target. «Da un lato continuiamo a evolvere l’offerta, introducendo prodotti monoporzione, articoli ready to eat e, in alcune categorie, solu-

zioni sfuse e pronte al consumo. Dall’altro, stiamo ripensando i layout e le location dei punti vendita per renderli più funzionali, comodi e intuitivi – spiega Gianfranco Marc Brunetti, ad area cliente di Lidl Italia –. Le preferenze dei loner consumer variano in base all’età. I single della Gen Z privilegiano digitalizzazione dei servizi, freschezza e immediatezza. In quest’ottica, abbiamo implementato progressivamente in circa 350 store le casse self check-out, che permettono un’esperienza d’acquisto ancora più rapida, autonoma e funzionale, apprezzata da chi effettua spese frequenti e di piccola entità. Parallelamente stiamo potenziando anche l’offerta di hot convenience, dalla rosticceria ai piatti ready to eat, che risponde perfettamente alle esigenze di chi cerca praticità e rapidità senza rinunciare al gusto. I più giovani sono anche molto sensibili ai temi della salute e della sostenibilità: per questo stiamo ampliando l’offerta di prodotti high protein e di referenze certificate, come anche quella di alternative vegetali, con il nostro brand Vemondo. I single più maturi, dall’altro lato, mantengono abitudini di spesa più tradizionali: cercano convenienza e apprezzano la presenza di prodotti locali e made in Italy. In questo senso, il percorso di italianità intrapreso da Lidl negli ultimi anni, che ci ha portato ad avere oggi l’80% dell’assortimento composto da prodotti italiani, rappresenta un valore aggiunto rilevante».

Opportunità e sfide future per la Gdo

La crescita attesa dell’incidenza dei loner consumer pone le insegne e le industrie della grande distribuzione di fronte a nuove sfide, per intercettare i bisogni, ma soprattutto soddisfarli. Come agire e farsi trovare pronti nel prossimo futuro? Secondo Sara Merigo «il tema della solitudine a tavola, della necessità di fare pasti veloci e pratici in funzione degli impegni familiari differenti è molto presente nella mente dei consumatori e, anche in questo caso, soprattutto per Millennials e GenZ. Per le marche e per la Gdo, questo scenario rappresenta un’importante area di opportunità: la trasformazione delle famiglie

PIÙ LONER CONSUMER IN AREA 1

Dai dati del Consumer Panel di NielsenIQ emerge una concentrazione più marcata delle famiglie monocomponenti nel Nord-Ovest (Area 1). In queste regioni il 33% delle famiglie è rappresentato da loner consumer (rispetto al 28% del totale famiglie in Area 1). Segue l’Area 2, in cui il 22% delle famiglie è monocomponente, leggermente al di sopra del totale famiglie, che si attesta intorno al 20%. L’Area 3 mostra, invece, una presenza di consumatori single (23%) in linea con la percentuale del totale famiglie. L’Area 4, infine, si caratterizza per la minore incidenza di famiglie monocomponenti: 22% rispetto al 29% del totale famiglie.

QUALI SCENARI E PROSPETTIVE FUTURE SECONDO TE SI REALIZZERANNO?

e dei momenti di consumo che abbiamo descritto richiede un ripensamento dell’offerta, dei formati e dei linguaggi: prodotti pensati per nuclei fatti da meno persone, porzioni più flessibili, soluzioni pronte e di qualità, che permettano di coniugare praticità, benessere e tradizione. Diventa centrale anche la necessità di “ricostruire senso” attorno al pasto: dovranno essere loro ad aiutare i consumatori a mangiare meglio anche quando mangiano da soli, offrendo occasioni d’uso chiare, ispirazione, servizi e assortimenti che semplifichino le scelte quotidiane e che possano rendere la solitudine a tavola un’esperienza appagante, accessibile e di valore». Per Marco Pellizzoni di YouGov a essere determinanti per il futuro «potrebbero essere formati più piccoli, promozioni meno legate alle scorte, ruolo crescente dei negozi di prossimità e, soprattutto per i single maturi, un focus sempre più rilevante su salute e benessere nelle scelte di consumo e, di conseguenza, negli assortimenti». A proposito di prossimità, Lidl dichiara di remare proprio in questa direzione, considerata la tendenza, comune a tutte le fasce d’età, a fare spese più frequenti prediligendo i supermercati di vicinato. «Anche per questo la nostra strategia di espansione si sta orientando sempre di più su punti vendita situati in aree centrali e facilmente raggiungibili, anche nelle grandi città», dichiara Gianfranco Marc Brunetti. Ma le sfide comunque non finiscono qui per il manager: «Dobbiamo conciliare esigenze molto diverse tra loro: rapidità e digitalizzazione per i più giovani, tradizione e convenienza per i più maturi. Non esiste una formula unica e ogni insegna deve trovare il giusto equilibrio in base al proprio format e alle proprie caratteristiche».n

Calì (Confconsumatori):

«Chi vive da solo si trova spesso a pagare prezzi unitari più elevati oppure a dover acquistare quantità superiori al proprio reale fabbisogno».

In un contesto in cui i nuclei monofamiliari sono in crescita, il tema della spesa quotidiana per i consumatori single diventa sempre più centrale, soprattutto in termini di prezzi, formati e sprechi. Ne parliamo con Carmelo Calì, presidente nazionale di Confconsumatori.

Che tipo di criticità incontrano i consumatori single nella spesa quotidiana?

I consumatori single rappresentano una quota crescente della popolazione, ma restano ancora poco considerati nelle logiche della distribuzione. Chi vive da solo si trova spesso a pagare prezzi unitari più elevati oppure a dover acquistare quantità superiori al proprio reale fabbisogno, con conseguente spreco e aumento della spesa complessiva. E poi il prezzo: le offerte promozionali “prendi 3, paghi 2” o i formati convenienza

finiscono per penalizzarli, creando una sorta di “sovrapprezzo invisibile” sulla spesa quotidiana.

Dal vostro punto di vista, queste dinamiche rischiano di penalizzare il loner consumer?

Sono costruite su logiche di volume che non tengono conto della reale capacità di consumo di chi vive da solo e il risultato è uno svantaggio economico e, non di rado, un aumento degli sprechi alimentari. Le alternative? Promozioni sul singolo pezzo o sconti percentuali indipendenti dalla quantità acquistata e formule più flessibili, come i mix & match tra prodotti simili o della stessa categoria, che consentono di comporre l’offerta in base alle proprie esigenze reali.

Guardando al futuro, che cambiamenti auspicate da parte della Gdo e dell’Idm per rispondere in modo più efficace alle esigenze dei consumatori single?

I consumatori single devono essere riconosciuti come una componente strutturale e permanente del mercato, non come un target marginale o temporaneo. Ci aspettiamo un’evoluzione verso formati più flessibili, modulari e richiudibili, con porzioni adeguate e prezzi unitari equilibrati. Ridurre la quantità non deve tradursi automaticamente in un aumento del costo al chilo o al litro. Allo stesso tempo, anche i prodotti di qualità più elevata (freschi, salutistici, biologici) dovrebbero essere disponibili in formati compatibili con il consumo individuale.

Castaldo (Bocconi):

«I tempi sono maturi perché Gdo e industria di marca collaborino nella creazione di un’offerta dedicata ai loner consumer».

Sandro Castaldo, professore ordinario del Dipartimento di Marketing dell’Università Bocconi, analizza comportamenti di acquisto, leve strategiche e sfide future per il retail e il largo consumo in relazione al nuovo target di consumatori single.

Quali sono le principali abitudini d’acquisto del loner consumer in ambito alimentare?

Il comportamento si differenzia in base all’età e allo status professionale. Le persone single più giovani e quelle più impegnate sul piano professionale privilegiano velocità delle shopping expedition e vicinanza dei punti di vendita, preferendo prodotti più rapidi da consumare, che non richiedono eccessive elaborazioni. I single meno impegnati sul piano professionale di solito optano per acquisti più ponderati e dedicano allo shopping attenzione e tempo, considerandola un'importante attività delle loro routine giornaliere.

Il consumatore single sta diventando un target sempre più strategico per la Gdo: quali sono, dal vostro punto di vista, le leve principali su cui lavorare?

Il single è esigente. Cerca soluzioni rapide, di qualità e comodità nell’acquisto. Gli assortimenti devono essere ben tarati sulla base delle stagionalità, il formato deve essere facile da consumare, senza sprechi e con packaging comodi, e le promozioni devono considerare le esigenze e il potenziale del consumatore, evitando iniziative che richiedono acquisti eccessivi e superflui. Molte catene della Gdo si stanno avvicinando a questo target, in particolare con i prodotti ready to eat. Addirittura, abbiamo rilevato lo sviluppo di una piccola catena in Brianza, la cui insegna è “Single in cucina”.

Che sfide attendono la Gdo e l’industria di marca nel rispondere alle esigenze del loner consumer nel prossimo futuro? È fondamentale che il cliente single percepisca un’offerta davvero ad hoc per le proprie esigenze. Un pack facilmente suddivisibile in porzioni è un segnale chiaro in questa direzione e aiuta a costruire fiducia in un target che cerca soluzioni pratiche e di qualità per semplificarsi la vita. Brand capaci di rispondere a queste aspettative tendono a essere riacquistati in modo sistematico. I tempi sono maturi perché Gdo e industria di marca collaborino nella creazione di un’offerta dedicata ai loner consumer. I dati delle loyalty card potrebbero aiutare nella definizione di un’offerta specifica, partendo dall’identificazione del target e del suo basket di spesa.

Gruppo Finiper: aperture, innovazione e Mdd al centro delle strategie future

Dopo aver chiuso il 2024 con un fatturato di 1,13 miliardi di euro per l’insegna Unes, il Gruppo Finiper guarda al futuro puntando su consolidamento, innovazione e prossimità.

di Veronica Fumarola

Il 2025 è stato un anno chiave per rafforzare il posizionamento dell’insegna come “vicini di spesa”, tra rebranding dei punti vendita e un forte investimento sulla Mdd, che continuerà a essere centrale anche per il 2026. Unes, infatti, ha appena siglato un accordo di somministrazione che porta le sue marche private nei 51 pdv Borello, storica catena di supermercati radicata nel territorio piemontese. Ne parliamo con Gianluca Grassi, direttore comunicazione del Gruppo Finiper Canova, che racconta strategie, investimenti e sfide che attendono la Gdo.

Cheannoèstatoil 2025per Unes?

Il 2025 è stato l'anno del consolidamento del nostro posizionamento "Vicini di spesa". Abbiamo lanciato la campagna di comunicazione a febbraio e abbiamo lavorato intensamente sul rebranding dei negozi per migliorare l'esperienza d'acquisto, rendendola più intuitiva, moderna e funzionale. È stato anche un anno di forte impegno verso i nostri clienti, con il blocco e il ribasso dei prezzi su oltre 300 prodotti a marchio U! per rispondere al contesto inflattivo.

Quanteapertureaveterealizzatonel2025e quanteneaveteinprogrammaperil 2026?

Con Unes nel 2025 abbiamo realizzato nuove aperture a Pavia, in viale Lodi, e a Milano in Via Friuli, abbiamo poi completato importanti restyling in numerosi punti vendita, tra cui, per citarne alcuni, Cuggiono (Mi), Gaggiano (Pv) e Valenza Po (Al). Per il 2026, il nostro piano di sviluppo proseguirà con un programma definito di nuove aperture e restyling.

Inchemodoilgrocerantsiintersecheràconinuovi puntivendita?

Il concetto di grocerant per noi si traduce nell'arricchire l'esperienza in negozio: per Unes, questo significa valorizzare i banchi serviti e la qualità dei freschissimi; per il Viaggiator Goloso, come nel rinnovato store di Viale Belisario a Milano, significa creare un viaggio sensoriale, per esempio, con corner dedicati, come quelli dei piatti pronti; o ancora, con sinergie fra brand del gruppo.

Sonoprevistiinvestimentiperil 2026eacosasaranno destinati?

Non dichiariamo la cifra complessiva, ma i nostri investimenti per il 2026 saranno diretti principalmente verso tre aree: la rete di vendita, con il proseguimento del piano di aperture e restyling; l'innovazione della private label, con lo sviluppo di nuove linee e il sostegno a quelle appena lanciate; la sostenibilità e la tecnologia, per migliorare l'impatto ambientale e i servizi al cliente.

Quantovalelaprivatelabelsultotaledelbusinessaziendaleesuqualielementistate puntandopersvilupparla?

La Mdd è per noi un asset strategico, che vale circa il 25% del fatturato totale di Unes e il Viaggiator Goloso. La crescita è costante e si basa sulla nostra capacità di innovare. Stiamo puntando su tre elementi chiave: l'interpretazione dei nuovi stili di consumo, con linee inclusive come "Amarsi è piacersi", una novità presentata in fiera a Marca con oltre 100 referenze (tra cui prodotti con probiotici, senza lattosio e senza glutine), progettata proprio per intercettare le moderne esigenze alimentari e caratterizzata da un distintivo stile pop; l’offerta di eccellenza, con il Viaggiator Goloso e l'esplorazione di nuovi segmenti, come dimostra l'ingresso nel mercato del pet food premium con Compagni di Viaggio, che amplia il presidio del brand in un settore in forte crescita.

Guardandoalfuturo,qualisfidedovràaffrontarelaGdoneiprossimianni?

Le sfide sono complesse: la gestione della pressione inflazionistica mantenendo la fiducia dei consumatori, la capacità di rispondere a consumatori sempre più esigenti in termini di benessere, sostenibilità e servizi, la differenziazione. Non basta più il prezzo, serve un'esperienza d'acquisto di valore, che unisca fisico e digitale.n

MULTICEDI: fatturato a 2,10 miliardi e 72 nuove aperture nel 2025

Il gruppo conta 585 punti vendita attivi, di cui 446 a insegna Decò e 47 Dodecà, all’interno di una rete in costante espansione.

Multicedi chiude il 2025 con un fatturato di 2,1 miliardi di euro, in aumento del 17,5% rispetto al 2024. Nel corso del 2025 sono state realizzate 72 nuove aperture (54 Decò e sette Dodecà). Di queste, 37 in Campania, 13 nel Lazio, 19 in Puglia e tre in Molise, rafforzando ulteriormente la presenza geografica del gruppo. La rete Multicedi è composta prevalentemente dall’insegna Supermercati Decò, che rappresenta il 76% dei punti vendita complessivi. Il 68% delle attività è concentrato in Campania, regione nella quale il gruppo ha raggiunto una quota di mercato del 15,7%. A livello nazionale, la quota di mercato si attesta all’1,44% (fonte: Gnlc NielsenIQ – seconda edizione settembre 2025). Dal punto di vista dei canali distributivi, Multicedi opera attraverso le insegne Decò, Decò Superfreddo, Decò Gourmet, Dodecà, Sebòn, Ayoka e Adhoc, offrendo format diversificati in grado di rispondere alle esigenze dei diversi mercati locali. Il gruppo conta oggi 1.368 collaboratori diretti e genera un indotto che coinvolge oltre 4.500 famiglie. Anche nel 2025, inoltre, Multicedi ha dato seguito al percorso di formazione del personale grazie alle numerose iniziative della Scuola Mestieri Multicedi, realizzate con il coinvolgimento di partner e fornitori qualificati. L’obiettivo è rafforzare competenze e professionalità che, unite alla dedizione e alla passione del personale di vendita, garantiscono quotidianamente elevati standard di qualità nei prodotti e nei servizi offerti. Il 2025 ha segnato l’avvio della prima edizione della fiera “Filiera d’eccellenza” di Multicedi, un evento esclusivo nato per favorire il contatto diretto tra fornitori e produttori di eccellenze e gli addetti dei reparti serviti di gastronomia, salumeria e macelleria, creando così un ponte concreto tra chi produce e chi ogni giorno propone questi prodotti ai consumatori finali. n

VANDEMOORTELE completa la fusione con Dolciaria Acquaviva e avvia l'integrazione di Lizzi

Grazie a questa operazione strategica, il Gruppo rafforza ulteriormente il proprio ruolo di one bakery partner per il retail italiano, offrendo un portafoglio completo.

Vandemoortele annuncia il completamento della fusione con Dolciaria Acquaviva e l’avvio dell’integrazione di Lizzi, consolidando la propria leadership nel comparto dei prodotti da forno surgelati e freschi. Le operazioni non rappresentano solo una crescita industriale, ma anche la conferma dell’impegno di Vandemoortele nel valorizzare le tradizioni locali e sostenere l’occupazione. Quando il Gruppo ha acquisito Lanterna per espandersi nel comparto del salato, ha scelto di mantenere intatta la ricetta della focaccia genovese, preservando il sito produttivo nel capoluogo ligure e garantendo lavoro a numerosi operai e impiegati. Lo stesso approccio è stato adottato con Agritech, azienda di panificati surgelati italiani che oggi, sotto la guida Vandemoortele, conta uno dei magazzini più grandi del Centro Italia e assicura oltre 300 posti di lavoro. Con Dolciaria Acquaviva, storica realtà del casertano, Vandemoortele ha scelto di valorizzare un sapere artigianale che affonda le radici nella tradizione dolciaria italiana, creando le condizioni per rafforzarne l’identità e accompagnarne l’internazionalizzazione senza snaturarne l’anima. In questa stessa direzione si colloca l’integrazione di Lizzi, l’ultima arrivata nel Gruppo, che porta con sé una linea di cornetti italiani vegani capace di coniugare tradizione e benessere, aggiungendo un tassello strategico al portfolio del Gruppo, con prospettive di sviluppo a doppia cifra nei prossimi anni. Grazie alla partnership con NielsenIQ, inoltre, il Gruppo ha realizzato la prima mappatura del mercato dei prodotti da forno surgelati in Italia, fornendo una guida per le scelte di assortimento nella private label. Infine, attraverso un’analisi del banco panetteria, confrontata con la mappatura delle categorie e i loro trend, Vandemoortele collabora con i clienti per disegnare strategie di crescita, ottimizzare la gestione degli spazi e migliorare la redditività dei comparti. n

Nei derivati del pomodoro vengono valorizzate le filiere premium

Il mercato registra una sostanziale tenuta dei consumi, ma le strategie dei player si spostano con decisione verso l'origine certificata, la sostenibilità e l'innovazione di processo per contrastare il calo dei prezzi medi.

Il mercato dei derivati del pomodoro in Italia ha raggiunto un fatturato di quasi 835 milioni di euro nell’anno terminante il 28 dicembre 2025, registrando un calo del giro d’affari dell’1,6%. La decrescita a valore viene accompagnata da trend pressoché flat a volume (+0,1%) e a confezioni (-0,4%) per un totale di 463 milioni di litri e 728 milioni di unità venduti. «In questo contesto – afferma Elena Pezzotti di NIQ – è il calo del prezzo medio al litro (1,80€; -1,6%) ad aver impattato negativamente sulle performance a valore. L’intensità promozionale rimane sostanzialmente stabile al 39,6% a volume (+0,4%), mentre l’assortimento medio è di 43,4 referenze e registra una crescita dell’1,6% (dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount)».

Aree geogrAfiche e cAnAli distributivi

I macro-andamenti individuati a totale Italia trovano riflesso anche a livello di aree geografiche, con l’Area 4 che ha inciso maggiormente sulle dinamiche di categoria: con la sales location a volume maggiore (37%), registra una decrescita delle vendi-

te a valore (-1,6%), a volume (-0,1%) e ad unità. Seconda in classifica con una sales location a volume del 26,7%, l’Area 3 mostra una flessione a valore dell’1,7%, ma vede aumentare lievemente i volumi (+0,7%) e le confezioni (+0,05%). Terza in graduatoria è l’Area 1, con una quota delle vendite a volume del 22,4%, che registra trend tutti di segno negativo: -1,9% a valore, -0,5% a volume e -1,2% a confezioni. Infine, l’Area 2, con una sales location a volume più contenuta del 13,9%, evidenzia variazioni del venduto di -0,7% a valore, +0,5% a volume e -0,5% a confezioni. «Tra

MIGLIORARE L’AWARENESS DEI PRODOTTI

La strategia del Gruppo Fini nel 2026 si concentrerà sull’awareness e sul trial di prodotto per far conoscere ai consumatori la qualità e le proprietà distintive delle passate. «Lavoreremo in particolar modo su due fronti –spiega Lorenza Baretti –: sul punto vendita, con attività dedicate a migliorare la visibilità a scaffale, a favorire il sell-out e il cross-selling tra le varie categorie nelle quali siamo presenti, e sui canali social anche con il coinvolgimento di food creator e influencer specializzati nel mondo food, con l’obiettivo di mettere in luce le caratteristiche dei prodotti e mostrando applicazioni in cucina sia tradizionali che più insolite».

-1,6

Trend vendite a valore (%) 835 mln/€

+0,1

Trend vendite a confezione (%) 463 mln/l

PESO SEGMENTI E TREND (%)

i canali – prosegue Elena Pezzotti – i super si posizionano al primo posto per sales location a volume (42,5%), registrando un lieve calo del giro d’affari (-0,3%), controbilanciato da una crescita in controtendenza di volumi e confezioni (+1,9% e +1,8%). La medaglia d’argento per quota di mercato spetta ai discount (27,4%), canale che si contraddistingue però per performance di segno negativo (-3,9% a val., - 1,8% a vol. e -2,8% a conf.). Gli iper contribuiscono a generare il 18,7% delle vendite a volume, con trend di crescita dello 0,5% a valore, dell’1,4% a volume e dell’1,2% ad unità. I liberi servizi, con una sales location a volume dell’11,4%, registrano le performance peggiori: -5,1% a valore, -3,9% a volume e -4,1% a confezioni».

AndAmento dei segmenti

Il mercato dei derivati del pomodoro per contributo a volume si compone dei seguenti segmenti: passata di pomodoro (65,6%), polpa di pomodoro (19,4%), pelati e pomodorini (13,5%) e concentrati di pomodoro (1,5%). «Il segmento delle passate di pomodoro, rappresentando più della metà del venduto, influisce preponderantemente sulle dinamiche di mercato e registra trend positivi a valore (+1,2%), a volume (+3%) e ad unità (+1,9%) – precisa

pomodorini

SCHEDE PRODOTTI

Casalasco/Pomì

Nome prodotto: Polpa di Pomodoro

Datterino

Caratteristiche: polpa ottenuta esclusivamente da pomodoro datterino 100%. Formato da 500 g.

Conserve Italia/Cirio

Nome prodotto: Vellutata Dolce

Datterino Giallo di Sicilia

Caratteristiche: la tipica delicatezza della bacca siciliana si gusta in una vellutata cremosa e naturalmente dolce, senza aggiunta di zuccheri, nella bottiglia in vetro da 350 g.

Gruppo Fini/Le Conserve

della Nonna

Nome prodotto: Pomodoro dell’Emilia-Romagna senza sale

Caratteristiche: solo pomodoro dell’Emilia-Romagna, lavorato appena raccolto e nient’altro, ideale per essere personalizzato a piacere e per una dieta più equilibrata e povera di sodio.

Elena Pezzotti –. Dietro queste performance si celano una spinta promozionale del 44,5% (+1,4%) e assortimentale (15,7 sku; +3%). Sicuramente la proposition principale delle passate di pomodoro in bottiglia/ vaso (quota vol. 58,6%) ha giocato un ruolo di cruciale importanza, registrando trend di segno positivo (+1,1% a val., +1,8% a vol. e +1,6% a conf.). Ma sono le passate di pomodoro in brick (quota vol. 6,7%) a essersi con-

VALORIZZARE I “SAPORI DI UNA VOLTA”

Petti, brand di Italian Food, è il pomodoro ufficiale di Casa Italia durante le Olimpiadi invernali Milano-Cortina 2026. Il brand si propone come ambasciatore della qualità toscana e italiana nel mondo: «Il progetto Petti – spiega Pasquale Petti – nasce per valorizzare la filiera toscana del pomodoro che prima era considerata un cuscinetto in base all’andamento della campagna di raccolta nelle altre regioni, con bacini più ampi come Emilia-Romagna e Puglia. C'è inoltre una forte attenzione al gusto autentico, il cosiddetto “sapore di una volta” ottenuto attraverso l’esclusivo metodo a bassa temperatura Cold Break, che permette di conservare il colore rosso vivo e il sapore del pomodoro come se fosse appena raccolto».

traddistinte per le performance dell’ultimo anno terminante con un incremento del 3,2% a valore, del 14,2% a volume e del 4,5% a confezioni». Il segmento delle polpe di pomodoro, secondo per contributo a volume, registra trend opposti rispetto a quanto visto per le passate; a causa del calo promozionale del 2,5% (int. promo. vol. 35,5%), infatti, flettono le vendite a valore (-6,1%), a volume (-5,9%) e a confezione (5,5%). La perdita non colpisce le sole polpe in lattina, in qualità di sottosegmento principale (quota vol. 16,2%), ma anche le polpe in vetro e brick. Segue il segmento dei pelati e pomodorini che,

PESO CANALI E TREND (%)

Val.
Vol.

Attenzione All’origine e AllA filierA

come il precedente, vede diminuire le vendite rispetto allo scorso anno (-6,4% a val., -4,6% a vol. e -3,3% a conf.). Anche in questo caso, il principale responsabile della perdita è rappresentato dalle promozioni, la cui intensità si riduce dell’1,8%. Infine, i concentrati di pomodoro, nonostante la loro marginalità, registrano performance di segno positivo (+3,6% a val., +3,9% a vol. e +4% a conf.) grazie al contributo congiunto di promozioni (int. promo. vol. 6,3%; +1,5%) e assortimento (2,7 sku; +2,7%).

In un mercato maturo come quello dei derivati del pomodoro in Italia, dove i volumi si mantengono sostanzialmente stabili, l'attenzione dei consumatori si sposta progressivamente verso il valore aggiunto. Emerge infatti una forte sensibilità per l'origine italiana della materia prima e per la distintività della filiera, come confermato dalle strategie dei principali player del settore. Roberto Morelli, direttore vendite Italia di Pomì, De Rica e Pummarò, sottolinea come l’assetto societario di Casalasco renda il Gruppo una vera e propria filiera integrata: «Casalasco è espressione di un consorzio di 800 agricoltori conferenti la materia prima necessaria per le produzioni e questo rende il Gruppo la prima filiera del pomodoro da industria a livello europeo, che ingloba ogni fase produttiva, dalla selezione del seme delle piante di pomodo-

ELEVARE LA CATEGORIA DALLO STATO DI COMMODITY

L’innovazione sta diventando un elemento chiave anche in un comparto tradizionale come le conserve rosse. Lo conferma La Doria, azienda fortemente orientata alle private label: «Nuovi formati, ricette più naturali e packaging sostenibili – sottolinea Diodato Ferraioli – stanno trainando lo sviluppo dei segmenti premium, rispondendo a una domanda sempre più attenta alla qualità e all’ambiente. Sebbene molte innovazioni si siano rivelate estensioni temporanee di gamma, alcuni prodotti, come la polpa fine o il ciliegino, hanno consolidato la loro presenza, apportando valore aggiunto al mercato. Anche nel 2026 continueremo a investire in innovazione, lavorando sia sulla ricerca di nuovi ingredienti e ricette, sia su progetti che migliorino ulteriormente la qualità e la sostenibilità dell’offerta».

Le Conserve della Nonna: il sapore vero del pomodoro coltivato,

raccolto e lavorato come una volta.
Due nuove passate, nate in Emilia, per celebrare la cucina italiana più autentica.

Le Conserve della Nonna da sempre sinonimo di tradizione, genuinità e prodotti buoni come fatti in casa, presenta due novità che parlano di autenticità, territorio e innovazione.

La Passata di Pomodoro Lungo d’Emilia, un prodotto che valorizza il lavoro dei produttori locali e racconta la storia di chi lo coltiva, attraverso un progetto di filiera esclusivo, che punta a rafforzare il legame col territorio, partendo dalla selezione di un varietà speciale di pomodoro, coltivata in un’area ristretta a ridosso dello stabilimento di Ravarino, dove pochi agricoltori selezionati lo seguono dalla semina alla raccolta. I pomodori vengono colti al giusto grado di maturazione e lavorati entro poche ore. Il risultato è un prodotto che conquista al primo assaggio, con un packaging premium e una tracciabilità totale grazie al QR code

in etichetta che mostra passo dopo passo il viaggio del pomodoro, dal campo al vasetto e che permette di conoscere i luoghi e i volti che rendono unica questa passata. Di una qualità senza compromessi e naturalezza allo stato puro è anche la Passata “Senza Sale Aggiunto”, realizzata con soli pomodori dell’Emilia-Romagna. Ideale per chi cerca un gusto pulito, autentico, essenziale, è un prodotto che lascia parlare la materia prima, offrendo un’alternativa perfetta per chi segue una dieta a basso contenuto di sodio o desidera ricette personalizzabili al 100%. www.leconservedellanonna.it

ro fino al prodotto finito. Nel 2025 alla filiera del pomodoro si è affiancata anche quella del basilico». Anche il Gruppo Fini punta sulla provenienza del pomodoro, utilizzando esclusivamente pomodoro dell’Emilia-Romagna raccolto a poca distanza dallo stabilimento. «Nel corso della scorsa campagna – spiega Lorenza Baretti, brand manager de Le Conserve della Nonna – abbiamo implementato un progetto di filiera esclusivo, che punta a rafforzare il legame col territorio, partendo dalla selezione di una varietà speciale di pomodoro, coltivata in un’area ristretta a ridosso dello stabilimento di Ravarino (Mo), dove pochi agricoltori selezionati lo seguono dalla semina alla raccolta. I pomodori vengono colti al giusto grado di maturazione e lavorati entro poche ore. Il risultato è un prodotto con una tracciabilità totale grazie al Qr code in etichetta». L'impegno per il territorio e l'origine si fonde oggi indissolubilmente con la sostenibilità, intesa sia come tutela delle risorse sia come innovazione di processo per ridurre l'impatto ambientale. Conserve Italia è impegnata in

In Despar Italia il mercato dei derivati del pomodoro ha chiuso complessivamente in linea con l’anno precedente. Il risultato è stato sostenuto dalle performance positive dell’industria di marca, tranne che per i segmenti dei concentrati del pomodoro (dove la private label ha registrato una crescita rilevante) e della polpa di pomodoro, in parziale controtendenza con l’andamento del segmento che ha chiuso l’anno in flessione del 4% a valore. «Di fronte a volumi che in un mercato maturo come quello italiano tendono a restare stabili, emergono opportunità di crescita sul fronte del valore – afferma Ines Gaballo, product manager drogheria alimentare - scatolame di Despar Italia – con segmenti come il premium, il biologico e i prodotti di origine certificata o da filiera corta. In questo contesto si inseriscono anche quelli con caratteristiche distintive, come l’assenza di nichel, il ridotto contenuto di zuccheri o di sale, oppure che puntano su processi produttivi ecocompatibili e sulla riduzione dell’impatto carbonico lungo la filiera. Quindi stiamo approfondendo la possibilità di evolvere la nostra offerta con referenze che rispondano alle nuove sensibilità alimentari e di ampliare la gamma dei concentrati con prodotti capaci di coniugare praticità d’utilizzo ed elevati standard qualitativi».

IL

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: TODIS

Nei punti vendita Todis l’andamento è in linea con i dati relativi ai discount in Area 3 Nielsen. Nel complesso, la passata rimane il segmento più resiliente, mentre polpa, pelati e pomodorini risentono maggiormente della pressione sui consumi tipica di una categoria commodity. «Il fattore promozionale – afferma Andrea Diotallevi, buyer derivati del pomodoro e conserve vegetali di Todis – ha un’incidenza significativa nella Gdo tradizionale, mentre nel canale discount, al quale Todis appartiene, riveste un ruolo meno centrale. Il nostro modello si basa infatti su una logica di everyday low price. In questo contesto, le principali opportunità di sviluppo riguardano: la valorizzazione del rapporto qualità-prezzo, la chiarezza dell’offerta e dell’origine delle materie prime e la capacità di intercettare un consumatore sempre più attento, ma orientato alla convenienza. Per natura, l’assortimento di Todis è in massima parte Mdd, la cui quota nella categoria è cresciuta rispetto al 2024. La marca industriale viene gestita in modo selettivo, in funzione delle occasioni di mercato, attraverso attività in/ out e, in alcuni casi, come opportunità di approvvigionamento».

tutte le fasi della filiera, dalla ricerca di nuove varietà maggiormente resistenti agli stress climatici, tramite la propria società sementiera Tera Seeds, fino ai progetti di recupero e di valorizzazione dei sottoprodotti di lavorazione (ne recupera 60mila tonnellate all’anno, tra cui le buccette del pomodoro). «In particolare, quest’anno – dichiara Chiara Spagna, marketing manager dell’azienda – stiamo completando gli interventi del nostro Piano industriale che riguardano l’installazione di cinque nuovi evaporatori a ricompressione meccanica nei nostri quattro stabilimenti di pomodoro, un investimento da 25 milioni di euro. Questo intervento ci consentirà un miglioramento qualitativo nel processo produttivo delle passate e una riduzione di 12mila tonnellate di Co2 all’anno, oltre a portare benefici ai nostri addetti che lavorano negli stabilimenti durante le campagne di trasformazione del pomodoro».

uno scAffAle molto competitivo

La valorizzazione delle filiere di qualità rappresenta la tendenza dominante dei derivati del pomodoro: «I consumatori – conferma Diodato Ferraioli, chief commercial officer de La Doria – oltre all’origine, sono sempre più attenti all’equilibrio nutrizionale dei prodotti e privilegiano proposte con ridotto contenuto di sale, “free from” e biologiche. Anche il packaging gioca un ruolo centrale: il consumatore richiede soluzioni sempre più sosteni-

SCHEDE PRODOTTI

Italian Food/Petti

Nome prodotto: La Completa - Polpa Fine ai 6 Pomodori

Caratteristiche: dopo la passata, Petti amplia con una nuova referenza la gamma La Completa, frutto di una selezione rigorosa e della trasformazione dei migliori pomodori coltivati nelle sei regioni italiane più iconiche per tradizione conserviera: Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Lazio, Campania e Puglia.

bili, riciclabili e con un minore impatto ambientale. Su questi temi il trade internazionale ha compiuto significativi passi avanti, sviluppando negli anni una reale sensibilità e una maggiore attenzione verso la qualità complessiva della filiera». Se da un lato l’origine e il profilo nutrizionale spingono il valore, dall'altro la leva del prezzo resta cruciale, come evidenziato dai dati NIQ. «Le attività promozionali rimangono un importante driver d’acquisto per i consumatori, una leva a cui nessuno può sottrarsi per crescere nel mercato – puntualizza Pasquale Petti, direttore generale di Gruppo Petti - Italian Food –. Riteniamo tuttavia che sia necessario concordare iniziative promozionali mirate e corrette che diventino in primis un veicolo pubblicitario per far provare e apprezzare il prodotto e fidelizzare il consumatore. Quello dei derivati del pomodoro è, quindi, un mercato che valorizza sempre di più progetti di qualità, ma che non può sottrarsi alle politiche promozionali, talvolta eccessivamente aggressive».n

La Doria

Nome prodotto: Passata di pomodoro

Caratteristiche: da pomodori del Sud, cotti a bagnomaria, come nella migliore tradizione italiana, si ottiene un prodotto dalla consistenza cremosa e omogenea e dal sapore naturalmente dolce adatto per ogni ricetta che preveda tempi di cottura brevi.

PUNTARE SULL’INNOVAZIONE COME DRIVER DI CRESCITA

Il gruppo industriale Casalasco punta sull’innovazione come driver di crescita e lo scorso novembre ha inaugurato, presso lo stabilimento di Fontanellato (Pr), un Innovation Center per lo sviluppo di nuovi prodotti, migliorare i processi, ridurre l’impatto ambientale e favorire il benessere delle persone che lavorano in azienda. «Con una superficie di circa 1.000 mq – illustra Roberto Morelli –, all’interno dell’Innovation Center trovano spazio: un laboratorio e una cucina sperimentale, cuore pulsante della struttura, dove vengono sviluppate nuove ricette e testate soluzioni di prodotto presentate al visitatore nella sala degustazione; un auditorium multifunzionale destinato a incontri, eventi e attività formative, e uffici e aree comuni, progettati per favorire il benessere e la creatività delle persone».

Peter Beets è il nuovo presidente e amministratore delegato di P&G in Italia

Cambio ai vertici della Procter & Gamble in Italia: dal 1° gennaio 2026, Peter Beets, vicepresidente P&G con responsabilità per l’Europa Orientale, è il nuovo presidente e ad. Beets subentra a Paolo Grue, che assume l’incarico di senior vice president della business unit igiene orale di P&G con responsabilità per lo sviluppo dei mercati europei, trasferendosi nel quartier generale europeo di Ginevra.

Alberto Piscioneri nominato direttore generale di Melinda e La Trentina da aprile 2026

Da aprile 2026, Alberto Piscioneri entrerà nella comunità di Melinda e La Trentina con il ruolo di direttore generale. «Sono molto felice di entrare a far parte della comunità di Melinda e La Trentina. Ringrazio i Consigli di amministrazione per la fiducia accordatami – ha dichiarato Piscioneri –.

Metterò al servizio di queste eccellenze italiane riconosciute in tutto il mondo le competenze maturate nel corso del mio percorso professionale, con particolare attenzione alla crescita del talento e alla costruzione di una squadra vincente, funzionale allo sviluppo di nuovi prodotti e mercati internazionali e alla crescita di brand iconici».

Paolo Rizzo

è il nuovo country manager e ad di Pepsico Italia

Paolo Rizzo è il nuovo country manager e amministratore delegato di Pepsico Beverages Italia. Originario di Lecce, 57 anni, il manager vanta un’esperienza pluriennale nel settore dei beni di largo consumo, con un focus specifico sul comparto del beverage.

In-Store Media

nomina Kilian Rofes nuovo country manager

Italia

In-Store Media, multinazionale spagnola specializzata in retail media omnicanale, nomina Kilian Rofes country manager Italia. La scelta conferma l'impegno della società nella crescita internazionale e nel consolidamento di uno dei mercati con maggiore potenziale di sviluppo in Europa.

La reputazione del brand ai tempi di ChatGpt

Per anni la reputazione di un brand si è costruita (e difesa) sui motori di ricerca, sui social media e sulle testate online. Oggi, però, si è aggiunto un nuovo snodo cruciale: i motori di risposta basati su Large Language Model (Llm), come ChatGpt, Gemini o Perplexity.

Strumenti che non si limitano a indicizzare contenuti, ma li interpretano, li sintetizzano e li trasformano in risposte dirette. E in queste risposte, le mention di un brand o di un’azienda contano più che mai.

Quando un utente chiede a un Llm quali sono le aziende più affidabili in un settore o quali brand sono innovativi in un determinato ambito, il modello attinge a un patrimonio di contenuti pubblici, articoli, studi, citazioni e fonti ritenute autorevoli. Se il vostro brand non è presente, o è presente in modo marginale, confuso o non qualificante, semplicemente non esiste nel momento decisionale dell’utente.

Per questo motivo, marketing e communication manager devono iniziare a ragionare in ottica AI friendly. Non si tratta di “piacere all’algoritmo”, ma di produrre contenuti chiari, contestualizzati, coerenti e facilmente interpretabili dai modelli linguistici. Testi che rispondano a domande reali, che raccontino con precisione il posizionamento dell’azienda, le sue competenze distintive e i suoi casi di successo. In questo scenario, il peso dei media autorevoli cresce ulteriormente.

Gli Llm tendono a fidarsi di fonti riconosciute: testate giornalistiche, magazine di settore, report istituzionali, analisi firmate da esperti. Puntare su ritagli di qualità, articoli ben scritti, interviste approfondite, contributi di pensiero pubblicati su media credibili diventa una leva strategica di reputazione, non solo di visibilità. La reputazione oggi non è solo ciò che si dice di un brand online, ma ciò che l’intelligenza artificiale è in grado di dire al posto vostro. E questo richiede una strategia editoriale più consapevole, solida e orientata al lungo periodo.n

Caso tratto dalla ricerca Retail Innovations 20 di Kiki Lab – Ebeltoft Group

Gymshark Londra, Regno Unito

Un concept ibrido che punta su sessioni gratuite in palestra per attirare nuovi clienti ed elevare il conversion rate, grazie al test & buy, con un approccio inclusivo verso ogni forma di corpo.

Area chiave: Feel & Link

Chiave complementare: Sustain

Info chiave

Concept ibrido negozio sportivo - palestra

• 2022: apertura

• 1.700 mq

Gymshark

2012: inizio attività online

Gymshark, fondato nel 2012, è un brand britannico di abbigliamento e accessori per il fitness. Inizialmente attivo esclusivamente online, Gymshark ha aperto il suo primo negozio fisico a Regent Street a Londra nel 2022. Questo spazio ospita tutto l’assortimento del brand, ma anche linee esclusive disponibili solo in negozio. Il concept offre numerosi servizi, dagli appuntamenti di shopping personalizzati al click-and-collect e alla possibilità di effettuare resi di acquisti online. Al suo interno è presente anche uno spazio food and beverage, gestito in collaborazione con la catena Joe & The Juice. Inoltre, ci sono aree dedicate alla storia del brand e aree insta-

grammabili e interattive. Un elemento distintivo è l'uso innovativo delle ampie vetrine, concepite come potenti strumenti di comunicazione visiva per aumentare la visibilità e rafforzare l’immagine del brand, con richiami anche alla storia del fondatore, che iniziò a 19 anni quando si guadagnava da vivere con attività di delivery delle pizze. Ma il vero punto di forza è l’inclusione nel concept di una palestra attrezzata, che offre anche sessioni gratuite durante tutto il giorno, facilmente prenotabili con l’app Gymshark o su Evenbrite, su cui, in modo complice, l’azienda invita a presentarsi brandizzati Gymshark. La palestra è centrale nel layout, ben visibile dall’esterno per creare traffico ed è dotata di spogliatoi unisex e di dettagli premium, come asciugacapelli Dyson. Gli spazi sono progettati in modo flessibile e facilmente modificabile, usando una pavimentazione ovunque adatta per fare esercizi, rack retrattili e unità espositive convertibili per ibridare il concept da retail a gym. I clienti possono prenotare sessioni gratuite con un personal trainer per imparare a utilizzare attrezzature in vendita, come la Pro Bench, e testare l’abbigliamento Gymshark in un vero ambiente di allenamento. Gymshark utilizza scansioni 3D per creare manichini modellati su persone reali, rappresentando diverse tipologie di corpo e taglie, comunicando un messaggio di inclusività e facilitando la creazione di una community ampia e variegata.

Chiavi dell’innovazione

● Palestra gratis per creare traffico

● Mix flessibile di gym, retail e caffetteria

Commento Kiki Lab

Retail is detail

● Vetrine valorizzanti

● Spogliatoi cool, con asciugacapelli Dyson

● Manichini inclusivi

Il mercato della salute e del fitness è in forte espansione, offrendo grandi opportunità, ma anche grandi sfide, vista l’intensa competizione. Il concept di Gymshark è disruptive perché dà priorità alla creazione di traffico e all’attrazione di nuovi clienti, offrendo workout gratuiti e vari servizi, invece di spingere le vendite dei propri prodotti in modo tradizionale. I servizi sono accessibili tramite app e così Gymshark può raccogliere i dati dei clienti e personalizzare la propria comunicazione e la propria proposta con un Crm mirato. La gym è valorizzata all’esterno grazie alle ampie vetrine, usate in modo comunicativo e innovativo, sfruttando una location strategica, centrale e ad alto traffico. Il flagship integra molto bene in chiave cross-canale tutta la già forte presenza online di Gymshark, rafforzando la sua mission di ispirare ed entusiasmare la comunità del fitness.n

Fabrizio Valente , founder e amministratore di Kiki Lab (Gruppo Promotica)

Micro trend 2026

Caring

societies

In molte società occidentali, la consapevolezza dell'ingiustizia sociale è in aumento. I cittadini si stanno impegnando e chiedono trasparenza e cambiamento. Stanno emergendo nuovi standard e nuove sfide per i decisori politici e le aziende.

Una "definizione normativa" di consumatore sta scomparendo sempre di più, mentre la diversità e le differenze tra le persone vengono percepite e affrontate in modo specifico. Allo stesso tempo, cresce la consapevolezza della discriminazione e della mancanza di pari opportunità. Gruppi precedentemente emarginati stanno conducendo campagne pubbliche e visibili per una maggiore visibilità e una crescente partecipazione sociale. Prodotti, servizi e infrastrutture non dovrebbero più escludere nessuno. L'equità digitale e il design inclusivo stanno diventando fin dall'inizio il nuovo standard. Le donne stanno prendendo posizione per l'autodeterminazione e si stanno battendo contro il divario retributivo di genere e la violenza sessuale. I social media fungono da piattaforma per l'attivismo, ma mostrano anche quanto sia polarizzata la società. I consumatori esercitano una pressione crescente sulle aziende e pretendono da loro una posizione politica e trasparenza. Molte persone cercano individui con idee simili e si uniscono alle comunità. In un mondo sempre più frammentato e incerto, queste comunità hanno un effetto di rafforzamento dell'identità e alleviano il senso di solitudine. Incoraggiano i loro membri a perseguire un interesse particolare o a impegnarsi in una causa sociale o politica, anche al fine di sperimentare una maggiore autoefficacia.

I robot combattono la solitudine in età avanzata

La start-up cinese XDream Robotics ha sviluppato un robot di uso quotidiano per accompagnare le persone nella loro vita. I dispositivi ascoltano, riconoscono l'umore attraverso il tono di voce, il linguaggio e il comportamento, e rispondono con parole appropriate e con azioni semplici. Il sistema impara da ogni contatto e si adatta alle singole persone con le nuove conoscenze acquisite dall'esperienza. Questo rende possibile intrattenere conversazioni, impostare promemoria, avviare piccole faccende domestiche o fornire consigli sul benessere. La tecnologia è pensata per alleviare le persone in età avanzata, ridurre la solitudine, dare sicurezza e rendere la vita quotidiana più piacevole e attiva.

Target lancia casse self-service accessibili Il rivenditore statunitense Target ha lanciato un sistema di casse self-service accessibile per clienti non vedenti e ipovedenti in collaborazione con la National Federation of the Blind. Il sistema è dotato di tasti in Braille e icone ad alto contrasto, un jack per cuffie con volume regolabile, pulsanti di navigazione fisici, un tasto informativo e un controller tattile. Un flusso audio guida i clienti attraverso la procedura di pagamento. Questo sistema è ora in fase di implementazione a livello nazionale e sarà disponibile in tutti i negozi.

Una catena di caffetterie crea un'esperienza di vendita inclusiva

La catena statunitense di caffetterie Starbucks sta pianificando di utilizzare l'"Inclusive Spaces Framework" per offrire ai clienti un'esperienza accessibile e inclusiva in tutti i suoi punti vendita negli Stati Uniti. Il primo store costruito secondo l'Inclusive Design Framework è stato aperto a Washington. Per una maggiore comodità dei clienti, il punto vendita è dotato di terminali di cassa portatili, display per gli ordini e illuminazione e acustica ottimizzate per una migliore comunicazione visiva e acustica. Sono inclusi, inoltre, servizi di accessibilità per il personale del negozio, banconi più bassi con sporgenze e un orientamento migliorato. n

Marco Zanardi, presidente Retail Institute Italy, vicepresidente Confindustria Intellect, presidente Iodounamano, partner Beready

Acque

minerali

tra nuovi formati e sostenibilità

di Jessika Pini

Dinamico e in buona salute, il settore punta su innovazione nei formati e sostenibilità nel packaging, valorizzando le proprietà chimico-fisiche dei prodotti.

Nell'anno terminante a dicembre 2025, il mercato delle acque minerali in Italia ha mostrato una dinamica positiva e vivace. Complessivamente sono stati venduti oltre 11,9 miliardi di litri di prodotto, segnando una crescita del 2,8% nei volumi su base annua. Il fatturato totale ha raggiunto quasi i 2,9 miliardi di euro, con un incremento del 4,4%, trainato sia dall'aumento dei consumi sia dalle dinamiche inflattive (dati Circana, Totale Italia, Iper+Super+Lsp+Discount).

Aree geogrAfiche e cAnAli distributivi

La distribuzione geografica delle vendite a volume evidenzia la concentrazione più rilevante nel Sud Italia con una quota del 32% e il 28,1% del valore. Segue il Nord-Ovest, che incide per il 26,2% a volume e il 27,9% a valore. Il Centro+Sardegna rappresenta il 24,6% dei volumi e il 25,7% del valore, mentre il Nord-Est chiude con una quota del 17,2% a volume e del 18,3% del fatturato. Per quanto riguarda i canali distributivi, i supermercati confermano la loro centralità, gestendo il 50,7% dei volumi e il 55,9% del valore totale. I discount si posizionano come secondo canale fondamentale, con una quota del 31,7% a volume e del 23,6% a valore. I liberi servizi, invece, coprono il 9,8% dei volumi e l’11,9% del valore, mentre gli ipermercati incidono per il 7,8% a volume e per l’8,5% a valore.

AndAmento dei segmenti

All'interno del mercato, i diversi segmenti mostrano dinamiche differenziate. L'acqua minerale non gassata rappresenta la parte più consistente sia in valori assoluti sia per performance annuale, con oltre 9 miliardi di litri venduti e un fatturato di poco più di 2 miliardi di euro, incrementando del 3,7% nei volumi e del 5,1% nel valore. Seguono a livello di crescita, ma molto distaccate in termini di quota di mercato, le acque fortemente gassate che, con 1,27 miliardi di litri e quasi 350 milioni di fatturato, mostrano una buona performance con un incremento del 2,8% a volume e del 5% a valore. Anche le acque effervescenti naturali crescono, seppur più moderatamente (+1,2% a vol. e +3,2% a val.), attestandosi a 1,3 miliardi di litri e 380 milioni di fatturato. Al contrario, il segmento delle acque leggermente addizionate registra una netta flessione generalizzata, con -13,7% nei volumi e -11% nel valore, attestandosi a 322,6 milioni di litri e oltre 71 milioni di fatturato. Il panorama competitivo è caratterizzato dalla prevalenza dell’industria di marca che con i primi tre player – Acqua Sant’Anna, Gruppo Nestlé, Acqua Minerale San Benedetto – copre complessivamente il 33% del mercato a valore. La private label assume comunque un posizionamento importante con il 18,1%.

Trend vendite a valore (%)

Trend vendite a volume (%)

11,92 mld/l

sostenibilità e benessere driver d’Acquisto

Anche il 2025 ha confermato una tendenza delineata da tempo nel mercato dell'acqua minerale in Italia, cioè quella della crescita delle vendite di acqua minerale naturale a scapito di quella gassata. Quello delle acque minerali è un mercato in salute, sottolinea Luca Cheri, direttore commerciale di Acqua Sant’Anna: «Sul totale del mercato delle bevande analcoliche nella distribuzione moderna, l’83% a volume è fatto dalle acque minerali che pesano anche per il 45% del valore. Dal 2022 al 2025 il mercato cresce del 3% spin-

SCHEDE PRODOTTI

Acqua Minerale San Benedetto/ San Benedetto

Nome prodotto: San Benedetto Extreme

Caratteristiche: la nuova proposta di acqua minerale ad alta gasatura dedicata a un target metropolitano alla ricerca di una frizzantezza più decisa. Confezionata in bottiglia in Pet 100% riciclabile nel formato da 1 litro, ideale sia per il consumo a casa che per ogni momento della giornata.

Acqua Sant’Anna

Nome prodotto: Acqua Source de Pédourès Alubottle

Caratteristiche: acqua minerale di montagna, naturale o frizzante, a bassa mineralizzazione (residuo fisso 66 mg/l). È proposta nell’Alubottle, la bottiglia di alluminio riutilizzabile e riciclabile, simile a una borraccia. Ideale per il consumo fuori casa.

www.sanbenedetto.it

PUNTARE SUI BENEFICI PER LA SALUTE

Informare i consumatori delle caratteristiche organolettiche e dei benefici della propria acqua minerale a pH8 è il focus su cui si concentrano le azioni di comunicazione di Maniva. «Per farlo abbiamo destinato la parte principale del nostro budget a iniziative promozionali televisive, a cui uniamo anche il supporto di canali digital e social – dichiara Michele Foglio –. Inoltre, proseguiremo anche per il 2026 a sostenere un nutrito numero di partnership con diverse società sportive italiane e con associazioni culturali per le loro diverse iniziative nei territori dove siamo commercialmente presenti».

SCHEDE PRODOTTI

Ferrarelle Società Benefit/ Ferrarelle

Nome prodotto: Maxima

Caratteristiche: rinforzata solo con gas naturale della sorgente Ferrarelle, si distingue per una gasatura decisa ma gentile, un fine perlage e bolle numerose e persistenti.

Formato Gdo: 1,5 l e 0,5 l Pet.

Fonte Margherita 1845/ Acqua Azzurra

Nome prodotto: Acqua Azzurra

Caratteristiche: dal cuore delle Piccole Dolomiti, un’acqua caratterizzata da un livello equilibrato di minerali che favorisce la diuresi, contiene poco sodio (1,1 mg/l) ed è particolarmente indicata nei casi di diete e ipertensione. Maniva

Nome prodotto: Smile-Box Maniva pH8

Caratteristiche: acqua minerale alcalina confezionata in ambiente asettico.

Packaging con materiali di prevalente origine vegetale con bocca disassata per favorire la bevuta.

to anche dalle campagne sull’importanza dell’idratazione per la salute e il benessere, associata dagli shopper al consumo di acqua in sostituzione delle bevande gassate con zuccheri. Su questi trend si sono sviluppati i segmenti delle acque funzionali, ma anche una comunicazione più attenta alle caratteristiche chimiche delle acque. L’Italia è il secondo Paese al mondo per consumi pro capite (220-230 litri/anno) e il mercato cresce nonostante il calo demografico». Il comparto è quindi influenzato dalla crescente sensibilità salutistica, ma anche dall’attenzione all’impatto ambientale. «Un driver che orienta sempre di più l’acquisto – afferma Michele Foglio, amministratore delegato di Maniva – è la percezione che il consumatore ha dei processi di

CIBO BUONO, ACQUA BUONA, ARIA BUONA.

Abbiamo bisogno di poche cose essenziali per vivere bene: mangiare cibi sani e bere acqua minerale, di montagna, naturalmente alcalina , a casa, al ristorante e all’aria aperta, magari camminando in un parco o tra i boschi.

L’acqua che sgorga dal Monte Maniva è naturalmente ALCALINA.
È DISPONIBILE IN BOTTIGLIE RICICLABILI DI VETRO, PET, R-PET, CARTA.

sostenibilità e del rispetto dell’ambiente dell’azienda produttrice di acqua minerale. A tal proposito abbiamo ridotto di oltre il 10% la grammatura della bottiglia in Pet da 2 litri. A ciò si aggiunge anche l’attenzione posta sui componenti principali dell’acqua minerale e ai parametri chiave, come ad esempio il pH, che la rendono fonte di benessere». Questa evoluzione della domanda riflette una maturità del comparto dove il valore percepito supera il semplice concetto di risparmio. «Nel settore delle acque minerali il prezzo rimane un fattore rilevante – conferma Mario Iaccarino, commercial director di Ferrarelle Società Benefit –, in particolare nel canale Gdo, ma non rappresenta più l’unico driver di scelta. Questo è ulteriormente dimostrato dal fatto che, a seguito della dinamica inflattiva del 2023, la categoria ha registrato fino a oggi un andamento stabile dei volumi, consolidando al contempo la crescita in valore conseguita negli anni precedenti. In linea con quanto evidenziato nell’evoluzione dei comportamenti di consumo, oggi il valore di un’acqua si costruisce attraverso un insieme di elementi che vanno oltre il mero costo: qualità percepita, origine, funzione e contesto di consumo». In risposta a uno scenario di consumo sempre più complesso ed evoluto, nel 2026, l’azienda lancerà una linea completa di acqua in lattina da 33 cl, in grado di coprire i principali segmenti: liscia, gassata ed effervescente naturale, con un posizionamento premium.

l’evoluzione dei formAti dAl consumo domestico All’on-the-go Nelle strategie di riduzione dell’impatto ambientale nel mercato delle acque, il packaging assume un ruolo centrale, ma oltre a rispondere ai criteri di sostenibilità deve essere anche funzionale

VARIAZIONI VENDITE SEGMENTI (%)

Val. Vol.

a favorire il consumo. «I formati famiglia rappresentano ancora la quota più rilevante del mercato nel canale Gdo (89%, fonte Circana 2025) – afferma Vincenzo Tundo, direttore commerciale e marketing Italia Acqua di Minerale San Benedetto – pur evidenziando una progressiva riduzione a favore dei formati funzionali, che dal periodo post-pandemico registrano una crescita costante. Un’evoluzione che racconta un consumo sempre più ibrido, capace di coniugare il consumo domestico e familiare con nuove occasioni on-the-go. In questo contesto, la nostra azienda presidia strategicamente entrambi i fronti. Da un lato, continua a valorizzare i formati famiglia attraverso un articolato piano di attività promozionali, fondamentali per sostenere la competitività a scaffale; dall’altro, investe in un’offerta ampia e coerente di formati funzionali da 0,5 e 1 l». Nei consumi emergono inoltre differenze generazionali significative: «Le generazioni più mature – osserva Denis Moro, ceo di Fonte Margherita 1845 – confermano una forte fedeltà al brand, l’attenzione ai territori d’origine e alle caratteristiche organolettiche e funzionali, mentre i Millennial e la Gen Z mostrano maggiore curiosità e interesse per il design e la sostenibilità del prodotto. Abbiamo coniugato questi due aspetti nel brick da 0,5 l, che unisce praticità e una buona marginalità, oltre a essere adatto a varie occasioni di consumo come concerti, scuola e lavoro».n

RANKING PRIMI TRE PLAYER A VALORE (%)

Acqua Sant’Anna

Gruppo Nestlé

Acqua Minerale San Benedetto

PRIVATE LABEL A VALORE (%)

18,1

33

PREMIARE LA

SCELTA DEI FORMATI FAMIGLIA

San Benedetto rafforza il proprio ruolo con il concorso “San Benedetto My Secret 2026”. «Un’iniziativa – spiega Vincenzo Tundo – pensata per accompagnare i momenti di convivialità in famiglia e tra amici, premiando la scelta dei formati famiglia: acquistando una confezione da sei bottiglie, i consumatori possono partecipare all’estrazione di numerosi premi pensati per il tempo libero e il divertimento. Il concorso si inserisce in una strategia più ampia che vede il brand investire con continuità in attività promozionali ad alto coinvolgimento, capaci di rafforzare il dialogo con il consumatore e di dare valore alla categoria».

Il discount globale spinge ancora: cosa ci dice il caso SVETOFOR in Brasile

Nel corso del 2025 diverse testate internazionali hanno riportato l’annuncio dell’ingresso del gruppo russo Svetofor nel mercato brasiliano, con la previsione di un primo punto vendita nell’area di Campinas e un piano di circa cinquanta aperture nell’arco di tre anni.

Le tempistiche operative sono state descritte da alcune fonti come in evoluzione, ma il progetto resta significativo per ciò che rappresenta sul piano strategico. Il format, noto in altri Paesi anche con il marchio Mere, si colloca nel segmento dell’ultra hard discount: assortimento ridotto, layout essenziale, esposizione minimale, struttura più vicina a un magazzino che a un supermercato tradizionale. L’obiettivo è uno solo: comprimere al massimo i costi per spingere i prezzi a livelli spesso inferiori sia ai supermercati sia ai cash & carry locali. In Brasile, dove il segmento è già dominato da player come Atacadão e Assaí, l’ingresso di un operatore con questo posizionamento introduce un’ulteriore pressione competitiva. Il paragone con i discount europei è inevitabile. Insegne come Lidl, Eurospin o Aldi hanno già

da tempo dimostrato che un modello basato su efficienza operativa, razionalizzazione dell’assortimento e forte disciplina dei costi può conquistare quote di mercato molto rilevanti, anche nei Paesi più maturi. Tuttavia, il modello Svetofor sembra spingersi un passo oltre: se il discount europeo ha progressivamente migliorato layout, immagine e qualità percepita, l’ultra hard discount torna a una logica ancora più radicale, dove l’esperienza d’acquisto è ridotta all’essenziale e il prezzo diventa, di fatto, l’unica vera proposta di valore. Sono dunque parte della stessa tendenza di fondo, ma su livelli diversi di “intensità” del modello.

Dal punto di vista del retail real estate, il tema è tutt’altro che marginale. Questo tipo di insegna non cerca location iconiche né spazi “rappresentativi”. Cerca superfici funzionali, canoni sostenibili, edifici adattabili e facilmente riconvertibili. In altre parole, sposta il baricentro dal valore simbolico della posizione al valore economico e operativo dello spazio. È un approccio che amplia il perimetro degli immobili potenzialmente idonei all’uso retail e che, allo stesso tempo, mette sotto stress format più costosi e più “spazio dipendenti”. Nei mercati emergenti, ma sempre più anche in quelli maturi, questo modello contribuisce a ridisegnare le logiche di sviluppo: meno enfasi sull’esperienza, più attenzione all’efficienza; meno architettura, più logistica; meno immagine, più rotazione di prodotto. Per proprietari e investitori significa confrontarsi con conduttori che ragionano prima di tutto in termini di costo totale di occupazione e di flessibilità dell’immobile. Esiste poi un ulteriore livello di lettura legato alla governance. In alcuni Paesi il gruppo ha affrontato osservazioni critiche sui propri standard operativi e l’espansione internazionale rappresenterà anche un banco di prova sulla capacità di adattarsi a contesti normativi e regolatori più stringenti. In definitiva, il progetto brasiliano di Svetofor va letto come un indicatore di una delle direzioni lungo cui il retail fisico sta oggi sperimentando nuove forme di efficienza. Non l’unica, e probabilmente nemmeno la più rappresentativa in senso assoluto, ma certamente una di quelle che aiutano a capire come, accanto ai format più evoluti ed “esperienziali”, continui a esistere e a svilupparsi anche una ricerca radicale sulla riduzione dei costi e sull’uso sempre più funzionale dello spazio commerciale.n

Alberto Deiana, project management executive

Giocare per vendere: tre lezioni dall'Asia che non dovresti ignorare

Dopo l'articolo pubblicato nel DM Magazine di gennaio scorso mi sono chiesto: e in Asia? Cosa stanno combinando in un continente in cui il secondo schermo è tradizionalmente più avanti? Spoiler: lo stanno già facendo.

Ho selezionato tre casi che raccontano approcci diversi allo stesso obiettivo: trasformare il cliente da spettatore a protagonista. E no, non si tratta di raccolta punti travestita da innovazione.

Shopee: quando l'app diventa una sala giochi Il colosso dell'e-commerce asiatico ha capito che le persone non vogliono solo comprare, vogliono essere intrattenute. Shopee ha integrato minigiochi dentro l'app – dal classico "scuoti il telefono" a veri e propri simulatori agricoli. I premi? Non parliamo di sconticini: automobili, appartamenti, viaggi. Il risultato è un cambio di comportamento radicale. Gli utenti aprono l'app anche per giocare, non solo per acquistare. Decine di milioni di persone ogni giorno. Non è gamification, è una nuova forma di relazione con il cliente,

costruita sul divertimento invece che sulla transazione. Ti porto nel mio mondo non solo se devi comprare qualcosa.

Ion Orchard: il centro commerciale diventa un videogame Singapore, già due anni fa. Il mall Ion Orchard lancia World of Rewards: realtà aumentata, caccia al tesoro digitale, premi da conquistare passeggiando tra i negozi. I clienti camminano, giocano, vincono. E intanto scoprono vetrine che forse avrebbero ignorato. È retailtainment nella sua forma più evoluta. Il tempo trascorso nel centro aumenta, la probabilità di acquisto sale ma, dettaglio cruciale, il cliente non percepisce di essere bersaglio di marketing perché si sta divertendo. È la differenza tra tentare di spingere qualcuno in un negozio e farcelo entrare di corsa perché lì c'è il prossimo livello da sbloccare.

McDonald's Filippine: hackerare il multiverso Questo è il caso che mi ha colpito di più. Nel 2022 McDonald's non crea un gioco, ma invade quelli esistenti. La campagna "Unbranded Menu" sfida i gamer a trovare oggetti nei videogiochi che assomigliano ai prodotti McDonald's. Un Big Mac nascosto in qualsiasi universo virtuale diventa caccia al tesoro globale. Geniale per due motivi. Primo: costo di sviluppo tecnologico pari a zero. Secondo: i gamer non vengono interrotti dalla pubblicità, ma vengono coinvolti in una missione. L'hashtag #ThisIsMcDonalds esplode, gli influencer partecipano spontaneamente e un pubblico tradizionalmente allergico alla pubblicità diventa ambasciatore del brand.

La lezione? L'Asia ci mostra che la gamification non è aggiungere un giochino a un'esperienza esistente. È ripensare l'intera relazione con il cliente partendo da una domanda: perché qualcuno dovrebbe dedicarci il suo tempo? La risposta non può più essere solo "perché vendiamo buoni prodotti". n

Uova e ovoprodotti:

la spinta innovativa guida il comparto

Negli ultimi anni, la crescita del settore è stata costante, accompagnata da un aumento della domanda. Le aziende inseriscono a scaffale nuovi prodotti, in linea con i trend di mercato in continua evoluzione.

di Federica Bartoli

Uova e ovoprodotti registrano un andamento positivo anche nel 2025, con un aumento della domanda che rispecchia la preferenza degli shopper per l’elevato contenuto nutrizionale di queste referenze. Anche se considerato un comparto estremamente tradizionale, l’innovazione è un forte driver di sviluppo, insieme alla gestione e alla tracciabilità della filiera.

Domanda in crescita e volumi positivi per gli ovoprodotti

Il settore sta attraversando un periodo di forte crescita in termini di consumo, sia sul piano nazionale, sia a livello europeo. Tuttavia, dal punto di vista produttivo, si evidenzia uno squilibrio come sottolinea Massimo Bordin, direttore business unit uova del Gruppo Fileni: «L’incremento della domanda non è stato accompagnato da un adeguato aumento dell’offerta: in Italia, inoltre, la produzione ha registrato una contrazione anche a causa dell’impatto dell’influenza aviaria. Ne è derivata una riduzione del livello di autoapprovvigionamento, sceso al 93%, e un aumento medio dei prezzi che oramai è strutturale». La crescita della domanda, dovuta al riconoscimento da parte dei consumatori delle qualità delle uova come alimento completo, versatile e ricco di proteine, è riscontrata anche da Federico Lionello, direttore commerciale e marketing di Eurovo, che rileva inoltre una preferenza per gli ovoprodotti liquidi pastorizzati: «Stando ai dati Circana 2025 in nostro possesso, nell’ultimo anno è stato registrato un aumento del 20% in volume degli ovoprodotti, generato da una maggiore conoscenza e fruizione di referenze già pastorizzate. Se consideriamo che la penetrazione nelle famiglie è del 33%, c’è ancora spazio di crescita».

A spingere il comparto è l’innovazione Nonostante il comparto appaia legato alla tradizione, la spinta innovativa è fondamentale, sia sul fronte della filiera produttiva, sia lato referenze. «Oggi l’offerta è strutturata in ottica category, contando su uova biologiche, senza antibiotici, allevate all’aperto, a terra, a sfoglia gialla in vari formati – prosegue Federico Lionello –. Puntando poi sul valore nutrizionale e guardando ai diversi trend, come privo di lattosio, zucchero, grassi, glutine, ma

FILENI LAVORA IN OTTICA 2027 SULL’ALTO CONTENUTO PROTEICO

Fileni è al lavoro per realizzare nuove referenze con orizzonte al 2027, che risponderanno alla crescente richiesta di consumo di proteine in diversi momenti della giornata. «L’obiettivo – fa sapere Massimo Bordin – è di continuare a evolvere l’offerta con soluzioni innovative, pratiche e versatili. Si tratta di un percorso che rafforza il posizionamento di Fileni, anticipando i trend del mercato e trasformandoli in progetti concreti e distintivi».

ricco di proteine, abbiamo intuito che l’albume racchiude tutte queste caratteristiche. Da qui è partita l’idea di una gamma di prodotti finiti pronti da consumare, con la linea Naturelle dedicata al Wellness&Gusto, che offre referenze con un elevato contenuto di proteine, di alta qualità e a basso contenuto calorico, senza rinunciare al gusto. All’interno della gamma abbiamo inserito il nuovo gelato le Naturelle, in barattolo a base di albume d’uovo, che ne racchiude tutti i valori nutrizionali». Con il brand AeQuilibrium, anche Aia è attiva nel segmento degli ovoprodotti pastorizzati pronti all’uso: «La referenza leader della gamma è il brick di albume, ingrediente versatile, ideale per un menù variegato – racconta il direttore business uova e ovoprodotti Claudio Rubele –. Il nuovo albume d’uovo iperproteico AeQuilibrium Protein, inoltre, è caratterizzato da 90 g di proteine per 500 g di prodotto, pari al 60% in più rispetto all’albume classico, senza ingredienti aggiunti e conservanti». L’innovazione è un fattore decisamente rilevante anche per Fileni, alle prese con stanziamenti per ammodernare gli stabilimenti: «Stiamo investendo sull’ammodernamento dei siti produttivi e degli allevamenti – condivide Massimo Bordin – per garantire standard sempre più elevati di qualità, sicurezza alimentare e benessere animale. Parallelamente, lavoriamo all’integrazione dei processi all’interno del gruppo, al fine di rendere la filiera più interconnessa ed efficiente».

Le aziende puntano sulle certificazioni e sulla tracciabilità della filiera I player del settore si concentrano sulla tracciabilità della filiera, ma anche sul conseguimento di certificazioni in linea con le norme vigenti. «Stiamo investendo in processi e sistemi che ci permettano di presidiare in modo trasparente la filiera – fa sapere Massimo Bordin –. Certificazioni che attestino la produzione biologica o il non utilizzo degli antibiotici, inoltre, sono alla base del nostro lavoro, così come l’adesione a standard riconosciuti quali Ifs, Brc e Iso 9001. Stiamo anche adeguando la filiera alle nuove disposizioni sulla tutela del pulcino maschio, attraverso il sessaggio in ovo, compatibilmente con le attuali capacità degli incubatoi italiani». La tracciabilità della filiera è alla base del modello produttivo anche di Eurovo, che rispetta standard rigorosi, definiti sia internamente, sia da enti terzi. «Per ogni prodotto è possibile risalire all’allevamento di origine – afferma Federico Lionello – grazie a un sistema di tracciabilità completo che utilizza il codice identificativo stampato sui gusci delle uova e sui lotti creati in fase produttiva. L’impegno di Eurovo, inoltre, riguarda anche la sostenibilità ambientale e la responsabilità lungo la filiera, certificate attraverso standard quali Iso 14001 e Smeta, che regolano la gestione degli impatti ambientali e delle pratiche sociali, come si vede dalla pubblicazione dei nostri bilanci di sostenibilità». n

Detergenza casa: il pulito è servito!

In un comparto ricco e differenziato, le aziende si confermano sempre più attive nel rispondere alle esigenze dei consumatori con soluzioni innovative, capaci di soddisfare specifiche necessità e veloci da utilizzare.

Adifferenza di quanto accaduto durante il 2024, nell’anno terminante il 28 dicembre 2025, il mercato della detergenza casa ha mostrato una situazione di stabilità, registrando un fatturato di quasi 1,7 miliardi di euro (-0,03%) con oltre 723 milioni di unità vendute (-0,8%). «Se promozioni e assortimento hanno giocato un ruolo cruciale e di supporto nel 2024 – commenta

Elena Pezzotti di NIQ –, con la chiusura dello scorso anno la loro forza si è ridotta, impattando sulle performance di categoria. La variazione dell’intensità promozionale per confezione, infatti, ha registrato +0,8 punti nel 2024 e +0,2 punti nel 2025; la variazione del numero medio di referenze per punto vendita, invece, ha registrato +1,8% nel 2024 e +0,5% nel 2025» (dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi servizi+Discount+Specialisti drug).

Aree geogrAfiche e cAnAli distributivi

L’area geografica che ha contribuito maggiormente alle dinamiche di categoria è la 4 che, con la più alta sales location a confezione (27,9%), registra una crescita delle vendite a

ADESSO C’È!

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Efficace nel rimuovere residui di cibo e incrostazioni dalle friggitrici ad aria, rispetta le superfici plastiche di questo amato elettrodomestico e garantisce la massima sicurezza nel contatto con gli alimenti. dualpower.it

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Trend vendite a valore (%)

Trend vendite a confezione (%) -0,03 -0,8 1,7 mld/€ 723 mln/unità

valore (+0,3%), ma non per unità (-0,2%). Seconda in classifica, con una sales location del 27,3%, è l’Area 1 che evidenzia trend più netti, con un calo sia a valore sia a unità (-0,6% a val. e -1% a conf.). Terza in graduatoria è l’Area 3 (24,5%), anch’essa con trend negativo (-0,4% a val. e -1,4% a conf.). Infine, l’Area 2, con una sales location a confezione del 20,2%, registra una crescita a valore dello 0,8%, mentre calano le unità vendute (-0,6%). Tra i canali, gli specialisti drug si posizionano al primo posto per sales location a confezione (29,3%), con una crescita non solo del giro d’affari (+1,7%), ma anche delle confezioni vendute (+0,5%). La medaglia d’argento spetta ai super (27,5%). In questo caso, però, le performance assumono segno negativo (-1,1% a val. e -1,7% a conf.). I discount contribuiscono a generare il 19,9% delle vendite a unità, con trend di crescita a valore (+1,3%) e una situazione di stabilità a unità (-0,1%). Seguono gli iper, con una sales location del 16,6% e trend negativi (-0,6% a val. e -0,8% a conf.). Continua la perdita dei liberi servizi che, con una sales location a confezione del 6,7%, registrano anche quest’anno una flessione delle vendite (-4,4% a val. e -4,4% a conf.).

AndAmento dei segmenti

Per contributo a unità, il mercato in analisi si compone dei seguenti segmenti: detergenti per superfici (60,3%) e detergenti per stoviglie (39,7%). «Rappresentando più della metà del venduto – prosegue Elena Pezzotti –, il segmento dei detergenti per superfici, che registra trend negativi a valore (-0,3%) e per unità (-0,6%), influisce in modo preponderante sulle dinamiche di mercato. Per quanto riguarda la proposition principale, le piccole superfici (quota per confe-

Elaborazione DM su dati NIQ, totale Italia, Iper+Super+Liberi Servizi+Discount+Specialisti Drug, a.t. 28/12/2025

SCHEDE PRODOTTI

AREXONS/FULCRON

Nome prodotto: Fulcron Multiuso

Antistatico

Caratteristiche: detergente multiuso per tutte le superfici. Rimuove aloni e impronte e, grazie all’azione antistatica, rallenta il ridepositarsi della polvere. Asciuga rapidamente e lascia una fresca fragranza marina.

HENKEL/PRIL

Nome prodotto: Pril 5in1 Cura Lavastoviglie

Intensive

Caratteristiche: il prodotto, usato a carico vuoto ogni 3 mesi, rimuove efficacemente grasso e calcare prolungando la vita della lavastoviglie.

ICEFOR/MR HOUSE

Nome prodotto: Mr House Pulitore

Antimuffa

Caratteristiche: detergente efficace per eliminare sporco e muffa da docce, piastrelle, fughe e superfici in genere, anche verticali. In un pratico flacone con spruzzino da 500 ml.

zioni 25%) hanno tendenze pressoché in linea rispetto al totale segmento (+0,3% a val. e -0,9% a conf.). Al contrario, i prodotti per la cura del wc (quota per confezione 12%) registrano trend positivi indipendentemente dall’unità di misura (+0,6% a val. e +1,2% a conf.): la ragione è da ricercare nella crescita promozionale (intensità promozionale per confezione 30,4%, +0,6 punti) e assortimentale (13,1 referenze, +1,4%). I detergenti per pavimenti – in terza posizione per contributo a unità (10,3%) – mostrano invece performance di segno negativo (-1,8% a val. e -0,9% a conf.). In questo caso, la perdita promozionale (intensità promozionale per confezione 34,1%, -3,4 punti) è tale da influire negativamente sulle performance del sottosegmento». Il segmento dei detergenti stoviglie, supportato da un incremento di prezzo medio (2,56 euro, +1,4%), registra una crescita a valore (+0,3%) controbilanciata da una perdita a unità (-1%). In questo contesto, i detergenti per lavastoviglie (+3,2% a val. e +0,5% a conf.) e i relativi ad-

Peso segmenti e trend (%)

Detergenti superfici Detergenti stoviglie

ditivi (+4% a val. e +3,2% a conf.) vedono aumentare le vendite rispetto allo scorso anno grazie alla spinta assortimentale (variazione numero medio referenze per punto vendita +1,2% per i detergenti e +1,8% per gli additivi). Viceversa, i detergenti per lavare le stoviglie a mano mostrano performance di segno negativo (-4,3% a val. e -3% a conf.).

l’Accento è su innovAzione e speciAlizzAzione Che siano prodotti per piccole superfici, detergenti per piatti o per i sanitari, le referenze che riscuotono maggior successo sono senza dubbio quelle innovative e, spesso, con funzioni specifiche. «Vediamo che i consumatori valorizzano sempre di più la specializzazione, la semplicità d’uso e l’innovazione – spiega Manlio De Filpo, direttore vendite di Italchimica –. In quest’ambito, accanto al nostro best seller della gamma dei detergenti specifici Dual Power Forni & Grill, a inizio 2025 abbiamo lanciato sul mercato un nuovo detergente per friggitrice ad aria. Un prodotto pressoché unico, che risponde all’esigenza di pulizia di un elettrodomestico sempre più presente nelle case degli italiani, che oggi registra una penetrazione pari al 43%». Per soddisfare la crescente domanda di qualità e specializzazione, Icefor ha dal canto suo sviluppato la linea Mister House, una gamma di detergenti pensata per portare l’efficacia dei prodotti professionali anche negli ambienti domestici. «I clienti possono così contare su referenze mirate e altamente performanti – dichiara Daniela Antoniuzzi, vicepresidente e responsabile area Gdo dell’azienda –. Attualmente la nuova linea è già disponibile sugli scaffali dei principali player della grande distribuzione specializzata e nel 2026 puntiamo a estenderne la presenza anche ai drugstore, portando a un pubblico ancora più ampio l’affidabilità e la qualità dei nostri prodotti, che sono

IL PUNTO DI VISTA DELLA DISTRIBUZIONE: PROMOTRE

L’innovazione orientata al servizio guida oggi le scelte di Promotre nello sviluppo dell’offerta per la detergenza casa, in un mercato che mostra segnali di maturità, ma continua a premiare le proposte capaci di portare valore reale al consumatore. «Dopo le forti crescite degli ultimi anni – spiega Matteo Ghini, responsabile marketing e business analysis – vediamo dinamiche differenziate tra i segmenti, con trend più positivi per i prodotti che sanno unire qualità e contenuto di servizio». Emergono opportunità sia nelle soluzioni complete e multifunzione, sia in quelle mirate. «Il cliente cerca versatilità e facilità d’uso – prosegue Matteo Ghini –, ma anche risposte precise: dal parquet al gres, dalla cucina al bagno, fino alle situazioni più delicate o allo sporco ostinato. Una direzione che si riflette nel lancio della linea Clean 360° Professionale, pensata per portare standard elevati nella pulizia domestica, con detergenti dedicati e multiuso, sistemi “giusta-dose”, profumazioni durature e formule efficaci, attente anche all’ambiente, per rispondere alla crescente domanda di performance, praticità e sostenibilità».

al contempo sicuri, efficaci e rispettosi dell’ambiente». L’accento sull’innovazione è il cuore della strategia anche per Henkel Consumer Brands, presente con il marchio Pril nel segmento dei prodotti per lavastoviglie. «Stiamo osservando una crescente attenzione verso la manutenzione preventiva degli apparecchi – sottolinea Francesca D’Angelo-Valente, marketing media & digital director della divisione –, con consumatori sempre più consapevoli che, per ottenere risultati di lavaggio perfetti, è necessario prendersi cura della propria macchina. Il comparto degli additivi per stoviglie si conferma come un segmento dalle grandi potenzialità, caratterizzato da margini di crescita significativi in termini sia di penetrazione sia di generazione di valore. Con Pril vogliamo continuare il percorso di crescita intrapreso negli ultimi anni, reso possibile grazie al nostro

DIGITALE SÌ, MA NON SOLO

Evidenziare le performance tecniche e le caratteristiche dei prodotti per la pulizia della casa è importante. Con questo obiettivo risulta decisiva la capacità di integrare la comunicazione digitale e l’attività in store. Lo sanno bene in Italchimica , come chiarisce

De Filpo: «Le attività nei punti vendita della grande distribuzione e nei negozi specializzati sono combinate con i contenuti digitali, che vengono veicolati attraverso i social media, l’e-commerce e le campagne di digital advertising. Questo ci consente di rafforzare la fiducia e la riconoscibilità del brand nella vita quotidiana dei consumatori, oggi sempre più attenti anche alla scelta di prodotti a minor impatto ambientale, ma senza compromessi sulle prestazioni».

SCHEDE PRODOTTI

ITALCHIMICA/DUAL POWER

Nome prodotto: Detergente per Friggitrici ad Aria

Caratteristiche: formula efficace nel rimuovere residui di cibo, grasso e odori, sicuro nel contatto con gli alimenti e rispettoso delle superfici dell’elettrodomestico.

REALCHIMICA (GRUPPO DESA)/ CHANTECLAIR

Nome prodotto: Chanteclair Sgrassatore

Universale Elimina Odori

Caratteristiche: il detergente grassa, smacchia e pulisce a fondo ogni tipo di sporco e neutralizza anche gli odori più sgradevoli e persistenti, lasciando le superfici pulite e profumate.

ampio portafoglio: siamo già pionieri della tecnologia gel, abbiamo consolidato il nostro posizionamento nel comparto caps e, più recentemente, abbiamo lanciato una nuova gamma di additivi 5in1, che compete in un segmento più piccolo ma con un alto potenziale in termini di penetrazione e generazione di valore».

efficAciA fA rimA con rApidità

Tra gli obiettivi principali delle persone c’è poi, nel food come nel non food, una maggiore attenzione al risparmio di tempo. «I consumatori sono sempre più consapevoli e selettivi nelle loro scelte – sottolinea Antonio Sinigaglia, marketing manager di Arexons –. Cercano prodotti realmente efficaci, affidabili e di qualità, mostrando un’attenzione crescente verso soluzioni che semplificano le operazioni di pulizia e permettono di ottimizzare tempi e

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L’EFFICACIA È EVIDENZIATA DALLA

PROVA

In uno scenario molto competitivo e caratterizzato da consumatori attenti e selettivi, la capacità di dimostrare concretamente l’efficacia di un prodotto è oggi più che mai decisiva. «In quest’ottica, un elemento centrale delle nostre strategie comunicative – spiega Antonio Sinigaglia di Arexons – è rappresentato dalle brand activation, pensate per far provare direttamente il prodotto, raccontarne l’efficacia in modo immediato e coinvolgente e rendere tangibile la superiorità prestazionale che caratterizza l’approccio Fulcron. Non trascuriamo l’impiego di altri strumenti atti a valorizzare le performance e a rafforzare la credibilità del brand: dal passaparola alle digital pr, dall’addressable tv a un ecosistema di campagne digitali fortemente targettizzate, tutti strumenti in grado di giocare un ruolo chiave».

risultati, come le nostre referenze Fulcron». Anche Realchimica (Gruppo Desa) guarda con attenzione a un consumatore che desidera ottenere rapidamente una casa pulita, senza dover ricorrere a rituali domestici lunghi e strutturati. «I pulitori per piccole superfici – sottolinea Valerio Donato, group brand manager dell’azienda –, in particolare sgrassatori e detergenti vetri, rappresentano uno dei segmenti più dinamici dell’intero comparto proprio perché rispondono a questa esigenza concreta del consumatore contemporaneo. Il risultato deve essere visto e sentito subito, non solo in termini di sporco rimosso, ma anche di freschezza dell’ambiente. È proprio in questa evoluzione del bisogno che si inseriscono soluzioni come il nuovo Chanteclair sgrassatore universale elimina odori».n

Analisi delle attività promozionali sgrassatori (power

A cura di: Team Focus Italia

Focus Research South East/Focus Rappresentanza Italia

household cleaner)

Focus Research è una delle agenzie leader in Europa che si occupa di ricerche di mercato e consulenza. Da 30 anni fornisce ai propri clienti soluzioni di dati, sistemi e software per l'elaborazione dei dati in 35 Paesi europei. Focus pone la propria attenzione soprattutto sull’analisi qualitativa e quantitativa delle attività promozionali dei volantini della grande distribuzione e di catene specializzate. Le quote qualitative sono orientate al GAV-valore pubblicitario lordo. Le attività promozionali posizionate in prima pagina, con un'immagine di dimensioni importanti pubblicati all’interno di volantini con un raggio d’azione lordo (Gross Reach) significativo, hanno un impatto maggiore sul consumatore. Di conseguenza queste promozioni risultano vantaggiose in termini del ritorno degli investimenti. In questo caso abbiamo elaborato i dati dei volantini dei rivenditori di beni di largo consumo italiani e preparato un'analisi che confronta i dati dal 2023 al 2025 (da gennaio a dicembre, 12 mesi). Le analisi si basano sul valore pubblicitario qualitativo lordo (GAV=Gross Advertising Value) nei volantini per gli sgrassatori (power household cleaner).

TOP BRANDS OWER HOUSEHOLD CLEANER

Il grafico illustra l’andamento delle quote degli investimenti pubblicitari lordi (GAV) dei principali marchi di sgrassatori, nel periodo gennaio-dicembre, confrontando gli anni 2023, 2024 e 2025. Chanteclair consolida il primo posto nella comunicazione promozionale, raggiungendo nel 2025 una quota del 36,4%. Seguono le private label, stabili tra 2023 e 2024 e in crescita nell’ultimo anno fino al 18,3%. Ace evidenzia un andamento più discontinuo: dopo il picco del 17,8% nel 2024, il marchio arretra nel 2025 al 12,3%. Rimane più marginale la presenza di Smac e Cif, anche se Smac registra la crescita più marcata nell’ultimo anno, salendo dal 4,9% all’8,2%.

OP BRANDS OWER HOUSEHOLD CLEANDER IN OP RETAILERS

Il grafico mostra la ripartizione degli investimenti pubblicitari lordi (GAV) per marchio all’interno dei principali retailer nel periodo gennaio-dicembre 2025. Chanteclair si conferma il marchio più presente nella comunicazione promozionale, con una forte concentrazione in Esselunga (67,2%), Pam (51,0%), Carrefour (47,9%), Aldi (46,6%) e Despar (46,0%). Le private label risultano centrali soprattutto in Eurospin, dove si registra una presenza totale (100% del GAV), mentre si osservano quote rilevanti anche in Conad (32,4%), Despar (19,9%) e Lidl (19,7%). Più trasversale la strategia di Ace, con incidenze significative in Carrefour (42,3%), Penny (24,8%) e Aldi (20,7%). Smac e Cif, infine, presentano quote più frammentate con picchi su specifiche insegne come Pam e Despar.n

LA PESCA IN ALASKA È SEMPRE SOSTENIBILE

In Alaska, la pesca è una delle fonti di sostentamento sia per la popolazione sia per l’economia dello Stato. La sua gestione è regolata da una legge della Costituzione istituita nel 1959 che prevede regole precise per evitare danni all’ecosistema.

IL SALMONE SELVAGGIO DELL’ALASKA E’ BUONO E SALUTARE

Grazie a questo impegno, il salmone selvaggio dell’Alaska è un prodotto di altissima qualità e affidabilità. Il salmone selvaggio dell’Alaska comprende 5 specie: Reale, Argentato, Rosso, Keta e Rosa e nessuna di queste è in pericolo di estinzione.

E’ disponibile tutto l’anno: surgelato, decongelato, affumicato e mantiene tutto il suo sapore e le proprietà nutritive, come se fosse appena pescato.

Lo si trova nei migliori supermercati, negli e-commerce e nei siti dei rivenditori autorizzati e nelle principali gastronomie.

GLI ALTRI PESCI SELVAGGI DELL’ALASKA

Dai salmoni Argentati e Keta si producono anche le uova del salmone, chiamate Ikura, con un alto contenuto di vitamine, proteine e omega-3.

Oltre al prestigioso salmone, nei mari dell’Alaska, nascono e vivono selvagge altre specie ittiche: il famoso Carbonaro dell’Alaska chiamato Black Cod, e il Granchio Reale, conosciuto per le sue grandi dimensioni.

Basta visitare il sito www.alaskaseafood.it, per trovarne i riferimenti insieme a interessanti informazioni sulla sostenibilità, nutrizione e tantissime ricette. Il sito include anche l’elenco dei ristoranti che propongono il salmone selvaggio dell’Alaska nel loro menu.

Datalogic lancia Smart vision suite for retail per la prevenzione delle perdite al check out

Unendo intelligenza artificiale integrata, progettazione hardware “all-in-one” e prestazioni di scansione di livello superiore, Datalogic fornisce gli strumenti necessari per sviluppare gli Intelligent Store senza più dover scegliere tra velocità e sicurezza.

Datalogic ridefinisce l’esperienza all’interno del punto vendita con l’introduzione di Smart vision suite for retail. Creata per supportare la nuova generazione di casse sempre più sicure, la suite integra algoritmi avanzati di intelligenza artificiale direttamente negli scanner Magellan 9600i e 9900i. Il risultato è una soluzione di prevenzione delle perdite fluida, in grado di migliorare l’efficienza operativa del punto vendita e, al contempo, ridurre drasticamente il costo complessivo di gestione, grazie all’eliminazione della necessità di hardware esterni aggiuntivi. I Magellan 9600i e 9900i superano il concetto tradizionale di lettura, portando l’intelligenza artificiale direttamente nel punto vendita. A differenza delle soluzioni che si affidano a processi di elaborazione esterni, l’architettura integrata di Datalogic consente di contrastare le perdite in tempo reale, supportando una gamma evoluta di applicazioni. Tra queste, riconoscimento dei prodotti alimentari freschi attraverso l’identificazione automatica degli articoli sulla bilancia, eliminando gli errori di inserimento manuale e accelerando il flusso di pagamento. Inoltre, consente il rilevamento di scambio etichette e articoli multipli attraverso l’individuazione delle discrepanze tra prodotto fisico e codice a barre, oltre al riconoscimento di articoli sovrapposti, per garantire che ogni prodotto venga correttamente contabilizzato. Infine, rilevamento delle mancate scansioni, grazie all’identificazione in tempo reale degli articoli non scansionati, intenzionalmente o accidentalmente, mettendo così in sicurezza la corsia di pagamento senza comprometterne la velocità. Datalogic ha progettato i Magellan 9600i e 9900i come vere e proprie piattaforme ad alte prestazioni. La combinazione di telecamere a colori ad alta risoluzione, di uno switch Power-over-Ethernet (PoE) e di una Tensor Processing Unit (Tpu) dedicata elimina la necessità di costose Gpu esterne, server aggiuntivi e cablaggi complessi.n

“Retailor Media annuncia il Retailor ID, l’identificativo univoco per un retail media cookieless” LEGGI ANCHE:

La parola agli esperti

Parcel Pending by Quadient consolida

la presenza in Italia e prepara lo sviluppo dei locker

Il 2025 ha rappresentato per Quadient l’anno di avvio operativo della propria strategia nel mercato italiano dei locker, con l’obiettivo di costruire una rete aperta, multi-corriere e multifunzionale, pensata per integrarsi stabilmente nei contesti della grande distribuzione, del retail e dei servizi.

L’azienda ha dato vita alla rete Parcel Pending by Quadient: una piattaforma condivisa, progettata per essere utilizzata nel tempo da una pluralità di operatori, aziende e privati, superando il modello delle reti chiuse e proprietarie oggi presenti sul mercato italiano. Nel corso dell’anno, Quadient ha completato una prima fase di sviluppo che ha incluso un’analisi approfondita del mercato italiano, la selezione di location strategiche ad alta frequentazione, la definizione di partnership industriali, tecniche e operative, l’avvio delle prime installazioni e dei progetti pilota e il confronto con primarie insegne nazionali e internazionali del retail e della Gdo. L’approccio di Quadient si distingue per una visione di lungo periodo: il locker non viene concepito come una semplice soluzione logistica, ma come rete di prossimità aperta a più operatori, progettata per evolvere nel tempo e supportare servizi diversi, inclusi modelli di utilizzo diretto da parte dei consumatori. Nel 2026 Quadient prevede l’avvio della fase di scalabilità della rete locker lungo la Penisola, con un piano di sviluppo progressivo orientato al consolidamento delle basi costruite nel corso del 2025. La strategia per il prossimo anno sarà focalizzata sull’estensione graduale della rete in contesti ad alta frequentazione, sul rafforzamento delle collaborazioni con gruppi della Gdo, del retail specializzato e con operatori di servizi, sull’ampliamento dell’ecosistema di partner logistici e sullo sviluppo di nuovi casi d’uso oltre il parcel delivery. In questo percorso si inserisce la sottoscrizione di accordi di collaborazione con operatori di primo piano, tra cui Gls, uno dei principali corrieri attivi sul mercato italiano, che ha avviato l’integrazione dei locker Quadient all’interno dei propri punti vendita.n

“Prologis accelera lo sviluppo di Essentials Operations con 7,8 milioni di euro di investimenti” LEGGI ANCHE:

AS WATSON, 12 INSEGNE CON MARIONNAUD, PIANIFICA MILLE APERTURE NEL 2026

AS Watson a tutta forza: il maggiore retailer mondiale di salute e bellezza entra nel 2026 festeggiando 185 anni e annuncia un piano di sviluppo internazionale. In cantiere ci sono mille aperture nei prossimi dodici mesi, supportate da un investimento di 490 milioni di dollari (422 milioni di euro) che comprende, come corollario, numerose ristrutturazioni.

PURATOS VA AL SUD IN JOINT VENTURE

CON LA BARESE CASCARANO VINCENZO

Puratos Italia, soluzioni innovative per la panetteria, la pasticceria e il cioccolato, sigla un accordo con Cascarano per consolidare la presenza nel Mezzogiorno. L’operazione, realizzata due giorni prima dello scorso Natale, si inserisce in un programma di crescita che prevede un piano pluriennale di sviluppo e investimenti.

ALIMENTA ENTRA NEL PERIMETRO

DI FONDO ITALIANO D'INVESTIMENTO

Fondo Italiano d’Investimento entra, con una quota di maggioranza, nel capitale di Alimenta Produzioni, azienda attiva nella produzione di piadina, pinsa e specialità regionali da forno salate. L’operazione, realizzata tramite il Fondo Italiano Agri&Food (Fiaf), veicolo settoriale dedicato al sostegno delle eccellenze della filiera agroalimentare nazionale, avviene in partnership con l’attuale management, che resterà alla guida dell’impresa.

SITRA (LOGISTICA ALIMENTARE) RILEVA

MARLEP: QUARTA ACQUISIZIONE IN TRE ANNI

Sitra Group, regina europea nella logistica alimentare, acquisisce l’amburghese Marlep Tanklogistik, attiva anche in Polonia. L’azienda target presenta un fatturato di 30 milioni di euro. Marlep impiega più di 100 persone e opera con una flotta di 50 camion e 70 rimorchi.

SELEX SPINGE SUI PRODOTTI A MARCHIO.

FATTURATO A 2,3 MILIARDI

Nell’ultima edizione di Marca by BolognaFiere, Selex ha raccontato la strategia di sviluppo della propria marca privata, a partire dalle marche base (Selex, Consilia, Vale e il Gigante), puntando da una parte sull’ampliamento delle linee salutistiche, dall’altro sull’innovazione di prodotto, lavorando inoltre a una gamma di referenze dall’alto contenuto di servizio. L’insegna vanta un assortimento private label di circa 8.300 prodotti per un fatturato complessivo di 2,3 miliardi di euro.

PIERINI (COCA COLA HBC

ITALIA), L’IMPIANTO

BIELLESE SPINGE

SULL’ECONOMIA CIRCOLARE

Un investimento di 30 milioni è stato fatto da parte di Coca Cola Hbc Italia per lo stabilimento biellese “CircularPET” di Gaglianico, centro d’innovazione per la lavorazione del Pet riciclato. L’impianto è in grado di trasformare ogni anno fino a 30mila tonnellate di scaglie di plastica post-consumo in nuovo Pet 100% riciclato per le bottiglie di bibite Coca-Cola e di acqua Lurisia Bolle Stille, che saranno offerte durante i Giochi invernali Milano Cortina 2026. Di questo e altro parliamo con Giangiacomo Pierini, direttore corporate affairs & sostenibilità di Coca-Cola Hbc Italia.

CAMATTARI (DIT),

NEL 2026 CONTINUANO

GLI INVESTIMENTI IN MDD

Una realtà capillare, costituita prevalentemente da supermercati di medio-piccole dimensioni, che ha fatto della vicinanza al cliente e della valorizzazione del territorio il proprio marchio di fabbrica. Distribuzione Italiana, con oltre 900 punti vendita a insegna Sisa e Sigma, a fiera Marca 2026 fa il punto sull’anno appena concluso e anticipa i prossimi progetti. Ai nostri microfoni il direttore commerciale e marketing Alessandro Camattari.

DESPAR

PORTA AVANTI LO SVILUPPO DELLE MARCHE PRIVATE. IL FOCUS È SULL’INNOVAZIONE

Nel corso dell’ultima edizione di Marca by BolognaFiere, Despar ha condiviso i piani di sviluppo legati alla marca privata, raccontando la volontà di focalizzarsi sull’innovazione con il lancio di 180 nuove referenze per intercettare le necessità dei consumatori, attraverso un lavoro approfondito nell’ambito dei freschissimi e nel rafforzamento della linea premium. L’insegna è attiva per rivisitare le ricette in assortimento, approdando per esempio al mondo dell’asian food, ma anche per realizzare nuovi packaging. Con Filippo Fabbri, direttore generale di Despar Italia, abbiamo ripercorso gli obiettivi raggiunti nel 2025 dall’azienda, anticipando i progetti per il nuovo anno.

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