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Anno XXXII - n° 3 Estate 2010

LA GIOIA DELLA COMUNITÀ

La chiesa si rigenera attraverso i sacramenti e rende visibile la speranza. L’ emozione vissuta in questi ultimi 2 mesi con la celebrazione dei sacramenti del Battesimo, della Riconciliazione, della Messa di prima Comunione, della Cresima, ha unito la parrocchia in un corale “Magnificat”. Con Maria abbiamo esultato vedendo animarsi una fede tante volte sopita. Abbiamo cantato la nostra gratitudine in maniera particolare con l’ ordinazione diaconale di Enrico, un nostro giovane che in questa prima pagina del bollettino ci comunica i suoi sentimenti. La nostra vicinanza a lui si fa ora più intensa con la preghiera e gli auguri più cordiali. Don Carlo

«Non voi avete scelto me ma io ho scelto voi». Il tempo estivo è il tempo per eccellenza dello Spirito. Tempo favorevole per parlare con se stessi e con Dio in modo veramente originale. È questo il periodo delle scelte importanti: molti giovani si avventurano in questi giorni con l’esame di stato che conclude un tratto importante della vita e che apre orizzonti di futuro per i quali vale la pena di impegnarsi; altri ancora, stanno per compiere scelte di vita che, in germe, custodiscono una donazione generosa a Dio, nel servizio ai fratelli. Insomma l’estate, pur mostrando-

si come tempo di vacanza e di riposo, svela inaspettatamente un volto vitale che non può rimanere inascoltato. Dentro questo orizzonte di senso, colloco la mia parola riguardo la scelta di vita che ho fatto e che si è concretizzata sabato 8 maggio scorso, con l’ordinazione diaconale Stupore e commozione. Due stati d’animo che hanno riempito il mio cuore, quello dei miei quattro compagni di ordinazione e anche quello di chi si è unito a noi in preghiera. Se la commozione può essere comunemente associabile ad un evento straordinario che colpisce la vita, lo stupore meno. Stupore per una voce, quella di Dio che si è resa volto nei tanti volti di persone che, anche inaspettatamente, mi si sono resi vicino in quei giorni. Di questo mi stupisco: Dio, ancora una volta, si è mostrato vicino e mi ha mostrato il suo volto di Padre amorevole che mi chiama ad essere sempre più “suo amico”. Questo stupore, nei giorni successivi all’ordinazione, è diventato preghiera incessante a Dio; preghiera di lode, di ringraziamento, di fiducia. Sono convinto, e in questi giorni ne ho avuto ulteriormente conferma, che Dio parla a noi in ogni istante servendosi di chi ci sta intorno. Nei tanti biglietti augurali ricevuti in quei giorni ricorreva come un ritornello il binomio Parola-Luce. Tanti mi hanno augurato di lasciarmi sempre guidare dalla Parola del Padre per essere luce per chi mi sta intorno. La voce di Dio, quando raggiunge l’uomo, lo cambia, fa mollare tutto, fa compiere scelte forti. La voce di Dio è luce, quando entra dentro, illumina. A ciascuno rivolge un invito a seguirlo, a mettersi dietro di lui per imparare ad essere cristiani veri. Sì, prima di ogni altra scelta si impone quella di essere autentici. L’estate può essere il tempo di questa scelta di autenticità. Un tempo forte, quello estivo, in cui la brezza dello Spirito non manca di farsi sentire. È il sibilo di una Voce che entra nel cuore e chiama a santità. La scelta di Dio ricade anche sul più debole dei suoi figli, per condurlo sulla vetta della Verità. È una scelta “di amicizia” che Dio orienta su ogni uomo. Don Enrico


2CONCLUSIONE DELL’ ANNO SACERDOTALE Fedeltà di Cristo Fedeltà del Sacerdote Incontro internazionale, Roma 9-11 Giugno 2010

Venerdì 11 giugno, solennità del Sacro Cuore di Gesù si è concluso in piazza San Pietro l’anno sacerdotale indetto da Papa Benedetto XVI nel 150° anniversario della morte del Santo Curato d’Ars. Esso è stato una felice occasione per additare lungo tutto il corso di quest’anno un umile prete di campagna all’attenzione dei sacerdoti cattolici del mondo il cui numero supera le 400.000 unità. Piazza San Pietro ha visto in quel 11 giugno oltre 15.000 sacerdoti concelebrare con il Santo Padre una Eucaristia che aveva i colori di tutti i continenti e che pulsava con un unico Cuore, quello del Cristo. Noi come parrocchia del Duomo abbiamo costruito un ponte spirituale con quell’evento attraverso un’ora di adorazione eucaristica, il canto del vespro e una messa partecipata dal nostro seminario diocesano e presieduta dal novello sacerdote Don Nicola Albertin. Abbiamo tra l’altro sperimentato una profonda comunione con il Sommo Pontefice che in apertura della sua omelia ha affermato, a proposito di questo speciale anno dedicato ai preti, che “dal Curato d’Ars ci siamo lasciati guidare, per comprendere nuovamente la grandezza e la bellezza del ministero sacerdotale. Il sacerdote non è semplicemente il detentore di un ufficio, come quelli di cui ogni società ha bisogno affinché in essa possano essere adempiute certe funzioni. Egli invece fa qualcosa che nessun es-

sere umano può fare da sé: pronuncia in nome di Cristo la parola dell’assoluzione dai nostri peccati e cambia così, a partire da Dio, la situazione della nostra vita”…Il Papa ha quindi sottolineato che “se l’Anno Sacerdotale avesse dovuto essere una glorificazione della nostra personale prestazione umana, sarebbe stato distrutto dalle tristi vicende, che

le cronache hanno abbondantemente riportato. Ma si trattava per noi proprio del contrario: il diventare grati per il dono di Dio, dono che si nasconde ‘in vasi di creta’ e che sempre di nuovo, attraverso tutta la debolezza umana, rende concreto in questo mondo il suo amore. “Dio vuole che noi come sacerdoti, in un piccolo punto della storia, condividiamo le sue preoccupazioni per gli uo-

mini . “Vogliamo essere persone che, in comunione con la sua premura per gli uomini, ci prendiamo cura di loro, rendiamo a loro sperimentabile nel concreto questa premura di Dio. E, riguardo all’ambito a lui affidato, il sacerdote, insieme col Signore, dovrebbe poter dire: ‘Io conosco le mie pecore e le mie pecore conoscono me’. ‘Conoscere’, nel significato della Sacra Scrittura, non è mai soltanto un sapere esteriore così come si conosce il numero telefonico di una persona. ‘Conoscere’ significa essere interiormente vicino all’altro”. Il compito del prete – nelle parole del Papa – è quello di “essere accanto alle persone a noi affidate”, anche e soprattutto nelle “notti oscure” della “tentazione, nelle ore dell’oscuramento in cui tutte le luci sembrano spegnersi”. Ha aggiunto che “la Chiesa deve usare il bastone del pastore, il bastone col quale protegge la fede contro i falsificatori, contro gli orientamenti che sono, in realtà, disorientamenti. Proprio l’uso del bastone può essere un servizio di amore”. Ha concluso esortando i sacerdoti e tutti i credenti a “donare acqua della vita ad un mondo assetato”. Il senso di questo anno sacerdotale lo darà in maniera particolare il prossimo futuro e sarà veramente fecondo se nella Chiesa crescerà sempre di più il fascino per Cristo attraverso la trasparente testimonianza di amore e di servizio dei suoi sacerdoti. D.C.


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SECONDO ANNO DI SINODO Il 2° Anno del Sinodo ci ha impegnati ad individuare le risposte da dare alle esigenze emergenti e alle seguenti domande: 1. Quale Chiesa dobbiamo costruire in questo nostro Polesine? 2. Quale azione pastorale deve svolgere la Chiesa diocesana? 3. Come deve interagire la Chiesa polesana con le istituzioni pubbliche e le aggregazioni sociali e culturali per portare un contributo al “ben-essere” del Polesine? Gesù Cristo ci ha insegnato che la Chiesa esiste per la realizzazione del Regno di Dio, ossia per promuovere la crescita di un’umanità più giusta e più fraterna, per promuovere una comunione sempre più piena fra gli uomini e la comunione degli uomini con Dio. Ebbene, il Signore in questo 2° anno del Sinodo ci ha chiamati a prendere coscienza della natura e della missione della nostra Chiesa e a rinnovare il suo modo di essere e di agire in questo tempo e in questa terra polesana. Per questo gli abbiamo chiesto:”Signore, quale Chiesa dobbiamo costruire?”. Anche la nostra comunità parrocchiale ha riflettuto su queste tematiche, all’interno dei vari gruppi parrocchiali, utilizzando lo “strumento di lavoro”, raccolto nei tre Quaderni del Sinodo (nn.16, 17 e 18). Da ottobre 2009 a febbraio 2010 hanno lavorato diversi gruppi: i gruppi

famiglia hanno discusso sulla “comunione in parrocchia”, sulla “famiglia nella comunità cristiana, sulla “comunità e il primo annuncio” e sulla “formazione permanente”; i gruppi Caritas e S. Vincenzo hanno trattato i temi relativi all’impegno di carità e all’attenzione ai poveri della comunità cristiana. I gruppi degli animatori hanno parlato dei giovani nella comunità cristiana, dei loro problemi, ma anche degli aspetti positivi e della risorsa che la loro presenza è all’interno della comunità. Il Consiglio Pastorale Parrocchiale, nonché alcune aggregazioni civili o libere che operano in parrocchia, si sono dedicati alla riflessione dei temi del III Quaderno: “La Comunità cristiana nella società polesana” ed hanno individuato come collaborare con le istituzioni civili, con il mondo della scuola e della cultura e con il mondo del lavoro. Le considerazioni emerse sono molte, fra queste la necessità di formazione dei laici e di una maggior educazione all’ecumenismo, l’impegno a ridare senso al riposo festivo, come giorno del Signore; aprire spazi e momenti di dialogo tra le generazioni, creare una sorta di “patto educativo” tra le famiglie dei ragazzi e le varie agenzie educative per non sottoporre i giovani a due tipi di educazione diversa. Le tante riflessioni ed indicazioni sui diversi temi sono state raccolte in 830

Si è concluso, con l’assemblea del 22-29-30 maggio, il secondo anno del Sinodo

relazioni (da tutta la diocesi) che poi, tramite la Segreteria del Sinodo, sono state riassunte ed esposte nelle varie Assemblee Vicariali, svoltesi durante il mese di aprile scorso. Il 22, 29 e 30 maggio 2010 si è svolta la II Assemblea Sinodale Diocesana, durante la quale tutti i Sinodali sono stati chiamati ad esprimersi sui contenuti del nuovo quaderno, contenente le Bozze delle Costituzioni Sinodali, apportando dapprima eventuali correzioni e/o integrazioni e successivamente votando le nuove disposizioni presentate. E’ stato un evento assai importante, vissuto da tutti come “tempo dello Spirito”, come tempo in cui il Signore vuole fare nuova la nostra Chiesa polesana e le nostre comunità parrocchiali. Il Vescovo ci chiama a collaborare con lui per costruire delle comunità ecclesiali giovani, aperte, accoglienti, solidali e missionarie. E noi, sinodali e comunità parrocchiale del Duomo, non possiamo fare altro che rispondere con tutto il nostro impegno per un buon cammino sinodale, invocando la protezione ed il sostegno della Madonna delle Grazie. I Sinodali del Duomo


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Alcune proposte della parrocchia per l’estate 2010

CAMPI ESTIVI 2010

, e r a t en m e l e V o p ia d e Cam m I & II 010 2 o i l g lu ) 5 D 2 U l ( a a 8 z uz L dal 1 i d i n Pia gio à t g i l a i a v c € Lo 20 + € 0 2 2 Costo:

Campo III media I superiore dal 23 al 29 agosto 2010 ad Assisi Costo: 250€ + 30€ viaggio

Campo II superiore dal 25 al 31 luglio 2010 Gorino Sullam Costo: 175€ + 15€ viaggio

Sermig

terza e quarta superiore dal 2 al 7 Agosto


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Animazione e Animatori Grest

Chi di noi non ha mai viaggiato? Quante emozioni suscita ogni volta un viaggio! Le cose da portare con noi, gli imprevisti, i nuovi incontri … Quest’anno con il Grest si viaggia davvero, non solo con la fantasia ma anche con tutti noi stessi. La cornice di In & Out è questa: un rocambolesco, avventuroso viaggio per scoprire chi è dentro e chi è fuori, per capire chi è giusto e chi no. Il viaggio di quest’anno è impegnativo: perché tratta di argomenti importanti e attuali, perché ogni viaggio è imprevedibile e quindi unico per ogni gruppo che lo vivrà … anche l’approdo probabilmente sarà differente per ciascuno di noi. Il Grest da sempre è concepito come un percorso, quest’anno l’itinerario proposto diventerà ancora più calzante con questa metafora. Da una vacanza un

po’ particolare trarremo degli spunti per confrontarci con altri modi di vedere la realtà. Potremo così scoprire delle ricchezze che fino ad oggi, magari, non avevamo mai considerato … l’importante però è partire. Com’è facile immaginarsi i contenuti che la storia propone sono tutti centrati sulla dimensione del confronto e della multiculturalità. A livello di sintesi le tematiche da evidenziare sono il disagio di essere stranieri, la fatica di capire la diversità, i pregiudizi, l’esperienza della chiusura, la condivisione. Non occorre, in realtà andare molto lontano per sperimentare queste situazioni. Certo che un’esperienza intensa e particolare come il Grest ha il potere di amplificare da un lato le singole voci, dall’altro di poterle sperimentare e in una certa qual misura correggere durante l’estate dei ragazzi. Gli obiettivi correlati a questa esperienza risultano dunque assai chiari, quanto impegnativi: comprendere la ricchezza di essere dell’essere diversi, impegnarsi a non chiudersi in noi stessi, lavorare per costruire un’unica famiglia e scoprire i lati belli e vantaggiosi dell’integrazione (dalla presentazione fatta sul sito www.noigrest.it). Un augurio di buon viaggio allora ai ragazzi delle parrocchie di San Francesco e del Duomo che in questi mesi di giugno e luglio parteciperanno al grest!

L’unico vero maestro non è in nessuna foresta, in nessuna capanna, in nessuna caverna di ghiaccio dell’ Himalaya... È dentro di noi! (Tiziano Terzani)

Grazie al NOI Associazione, il servizio diocesano di pastorale giovanile ha coordinato anche per quest’anno una proposta di formazione dedicata ai giovani tra i 15 e i 18 anni intenzionati nell’avventurarsi nell’esperienza del servizio ai più piccoli, a fianco di volontari ed animatori più esperti. L’obiettivo è stato quello di incoraggiarli a donare un servizio più consapevole e competente. La proposta per i ragazzi della vicaria di Rovigo si è articolata in due incontri presso il Centro Giovanile “Alberto Marvelli”, gestiti da alcuni formatori della cooperativa “SiSociale” di Verona (www.sisociale.it). Il primo si è tenuto martedì 11 maggio dalle ore 20 alle ore 22.30. Durante questa serata i ragazzi hanno approfondito vari aspetti tra i quali quello della relazione educativa, il patto formativo e le regole e l’accoglienza. Poi sono stati forniti loro alcuni spunti per curare l’ambientazione di un ipotetico Grest. Il secondo incontro si è tenuto invece sabato 22 maggio dalle ore 14.30 alle ore 18.30. Qui i ragazzi hanno imparato alcune specialità legate al mini-circo. Coloro che hanno partecipato si sono detti entusiasti dell’esperienza.


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DUE

Due anniversari di sacerdozio da ricordare con la preghiera e la riconoscenza

25° DI DON MARINO Il 25 maggio 1985, nella vigilia della solennità di Pentecoste, don Marino Zorzan, giovane parrocchiano del Duomo, veniva ordinato sacerdote per l’imposizione delle mani e la preghiera di ordinazione del Vescovo diocesano Mons. Giovanni Maria Sartori. A 25 anni di distanza non può essere ignorata questa significativa data nell’agenda della nostra Comunità parrocchiale; non è un semplice segno di penna a ricordare un appun-

RICORDEREMO IL 25° ANNIVERSARIO DI DON MARINO, E IL 50° DI MONS. GIROLAMO TOFFANIN, DOMENICA 24 OTTOBRE PROSSIMO, FESTA DELLA MADONNA DELLE GRAZIE, DURANTE LA S. MESSA DELLE ORE 11.30.

LA PARROCCHIA RIVIVE EVENTI IMPORTANTI tamento tra gli .altri, ma un ricordo vivo che si fa preghiera, ringraziamento, lode. «Oggi c’è bisogno di preti santi, di preti che vogliono diventarci ad ogni costo, che non si rassegnano a rimanere in una situazione di mediocrità e di tranquillo compromesso con la mentalità borghese dominante. [... ] Vale la pena di giocare la propria vita per lui (per il Signore)! Non c’è al mondo avventura più esaltante e ideale più necessario del Sacerdozio!» Queste parole tratte dall’omelia del Vescovo tenuta in quell’occasione ci sembrano essere ancor oggi attuali. Tornano a ricordare alla nostra comunità, ad ogni suo figlio, la necessità di pregare per i sacerdoti e per coloro che il Signore chiama a diventarlo. Per un prete non vi è gioia più grande che il sentirsi sostenuto dalla preghiera, dall’amicizia della propria Comunità, ancor di più se è quella in cui è nato, cresciuto e nel cui grembo ha scelto di donare tutta la vita per il Signore, a servizio dei Enrico fratelli.

Vicario economo, poi come Parroco. Qui esercitò il suo ministero per 18 anni; in seguito fu trasferito a Santa Rita dove diede avvio ai cenacoli secondo lo spirito del movimento sacerdotale mariano, nato a Fatima l’ 8 Maggio 1972 e diffuso in tutto il mondo. Nel Maggio del 1987 fu nominato canonico residenziale del Duomo con l’ impegno di animare la corale. Nel Marzo del 2000 veniva trasferito a Lama Polesine, per poi passare a 50° DI DON GIROLAMO Fienil Del Turco. Nel Settembre scorso assumeva il Il 26 giugno 2010 ricorre il 50° di orministero di cappellano del Policlinidinazione sacerdotale di Mons. Gico Città di Rovigo. rolamo Toffanin canonico effettivo Quella educazione avuta a ricercare della Concattedrale . “il meglio ed il di più” Don Girolamo Ordinato Sacerdote dal Vescovo lo ha trasferito per tutta la sua vita Guido Maria Mazzocco approdò per sul piano del suo rapporto con il soil suo primo servizio pastorale nel prannaturale. Duomo di Rovigo. Cinque anni ricchi Don Gianni Azzi di impegno e di contatti. Fu poi inviato a Bosaro prima come


Sappiamo che se vogliamo amare veramente, dobbiamo imparare a perdonare. Perdonate e chiedete di essere perdonati; scusate invece di accusare. La riconciliazione avviene per prima cosa in noi stessi, non con gli altri. Inizia da un cuore puro. (Madre Teresa di Calcutta)

FESTA DEL PERDONO

Domenica 11 aprile si è svolta nella nostra parrocchia la “Festa del perdono”, durante la quale 44 bambini si sono accostati per la prima volta al sacramento della riconciliazione. Ha accompagnato tutta la celebrazione il brano tratto dal capitolo quindici del Vangelo di Luca: la famosa parabola del Padre misericordioso, che riaccoglie commosso nella sua casa quel figlio più giovane, che aveva deciso di abbandonare tutto, per andare a vivere in un paese lontano, sperperando tutti i suoi averi. Molto suggestivi sono stati anche tutti i segni usati, legati al battesimo che i bambini hanno ricevuto da piccoli. Dai papà è stata accesa al cero pasquale una candela che simboleggia la luce di Cristo che illumina i nostri cuori. Ai

bambini è stata poi riconsegnata la vestina bianca ricevuta al momento del battesimo, simbolo del nostro esserci rivestiti di Cristo, del nostro vivere come figli di Dio. Luce e veste che dopo il perdono dei peccati tornano a brillare e a splendere con tutta la loro forza. A questi due primi segni è seguito l’esame di coscienza dei bambini e poi la confessione dei peccati al sacerdote, che hanno conferito l’assoluzione da questi peccati ed hanno fatto un augurio di pace vera, pace che deriva dall’amore di Dio che perdona i peccati. Ciascun bambino poi si è recato al fonte battesimale, per fare un segno di croce con l’acqua, segno che riconsegna il bambino tra le braccia del Padre, le stesse braccia che hanno accolto il figlio prodigo del Vangelo. I bambini poi

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Domenica 11 aprile i bambini di III elementare si sono accostati al sacramento della prima confessione

hanno anche scritto i loro nomi sopra dei fiori con i quali è stata ornata una croce. Grazie al perdono di Dio che fa rinascere la nostra vita torna a fiorire ed a sbocciare in tutta la sua bellezza. Questa momento, questa festa, non poteva però finire con la fine della celebrazione. Ci si è spostati tutti (bambini, genitori, parenti) presso il Centro Giovanile “Alberto Marvelli” per continuare la festa in compagnia e spensieratezza, aiutati anche da una giornata segnata dal sole e dal primo calore primaverile. Un ringraziamento particolare va alle catechiste Luciana, Cristina, Rita e Paola che hanno preparato questi bambini per vivere questo momento significativo della loro vita. Don Patrizio


8 Il 16 maggio, nella nostra parrocchia 60 bambini hanno ricevuto la loro prima comunione

In un clima di raccoglimento e di grande partecipazione, domenica 16 maggio 2010, nella nostra parrocchia del Duomo un gruppo di 60 bambini ha vissuto con intensità la sua Messa di prima comunione. Dopo aver compiuto un itinerario di preparazione, nel quale si è cercato di approfondire il senso dell’eucarestia e le parti della messa con tutti i grandi valori di fede contenuti, abbiamo tradotto quei valori in atteg-

Non è stato per caso che il Signore, volendosi dare tutto a noi, ha scelto la forma del pasto in famiglia. Il convito eucaristico diventa così segno espressivo di comunione, di perdono, di amore. (Giovanni Paolo II)

COMUNIONE giamenti e scelte di vita. I temi della condivisione del dono che Gesù fa di sé con il sacramento hanno condotto i bambini a richieste sorprendenti: si è sentito il bisogno di aprirsi completamente ai poveri. Una bambina infatti arrivata con i suoi piccoli risparmi ed ha esclamato: “questo sono i miei risparmi. “Vorrei aiutare qualche bambino povero” a questa richiesta, noi catechiste ci siamo attivate e abbiamo pensato subito di diffondere la proposta tra gli altri bambini, chiedendo loro, nel limite delle possibilità, di fare qualche piccola rinuncia, durante la settimana pensando a chi non è così fortunato come loro. È iniziata una piccola rac-

colta che ci ha portato all’adozione di Vinicius, un bambino brasiliano. Un altro momento vissuto con gioia all’insegna della scoperta dell’amicizia di quanto sia bello stare insieme nel nome di Gesù è stato il ritiro a Gorino Sullam, dove abbiamo sperimentato il senso più vero dell’ accoglienza: sembravamo veramente una grande famiglia. All’inizio avevamo un po’ di timore; il pensiero di avere un gruppo di 54 bambini che per la prima volta usciva di casa senza la famiglia ci intimoriva. Invece i bambini sono rimasti entusiasti. La fatica iniziale di noi catechiste di dover cioè sopportare tanto impegno per quei giorni è diventata


L’Eucaristia impegna nei confronti dei poveri: per ricevere nella verità il Corpo ed il Sangue di Cristo offerti per noi, dobbiamo riconoscere Cristo nei poveri, suoi fratelli. Catechismo della Chiesa Cattolica

E 2010 una dolcissima nostalgia in quei piccoli che stanno crescendo nell’amore e nell’amicizia del loro grande amico Gesù. Moira

9 L’ Eucaristia è l’ avverarsi della promessa: “Ecco, io sono con voi tutti i giorni, fino alla fine del mondo” (Mt 28,20)

Lettera di una famiglia... Dopo il ritiro spirituale dei bambini, che avrebbero ricevuto la prima comunione, ci è pervenuto uno scritto di due genitori, che ci sembra significativo rendere noto alla comunità. È una testimonianza che mette in evidenza sentimenti che interpretano obiettivi e senso, che si era cercato di dare a un momento particolarmente importante della vita spirituale dei nostri bambini.

Carissimi don Carlo e don Patrizio, ci permettiamo di rubarvi qualche minuto della vostra giornata, ma sentiamo il bisogno ed il dovere di esprimervi il nostro immenso ringraziamento per la splendida giornata trascorsa insieme in occasione del ritiro spirituale dei bambini di prima comunione. Vi confessiamo che, inizialmente, avevamo un po’ di timore in quanto era la prima volta che nostra figlia non dormiva nella propria camera, ma, grazie a voi, alla vostra organizzazione, alla vostra simpatia e soprattutto alla vostra semplicità, ogni timore è svanito. Abbiamo visto la nostra bambina felice ed entusiasta come non mai. Basti pensare che, quando il secondo giorno, è arrivata una sua amica, la prima cosa che, correndole incontro, le ha detto è stata: “Non sai che cosa ti sei persa!”. Ecco, crediamo che in questa frase, pronunciata con il cuore da una bambina di dieci anni, ci sia tutta l’essenza di questo ritiro. E tale frase la ripeteremo anche noi, a quei genitori che, per i loro motivi, non erano presenti a questa straordinaria giornata. Riteniamo che alla nostra comunità sia stata aggiunto un importante tassello al fine di sentirci sempre più una grande famiglia. Non per ultimo, vogliamo ringraziare le nostre catechiste che, grazie alla loro preparazione ed al loro grande cuore di mamme hanno contribuito in maniera determinante alla riuscita di questa importanti giornate: dalla Moira, all’ Amalia, all’ Anna, e a tutte le altre di cui non ricordiamo i nomi, ma che sono ben presenti davanti a noi (Daniela,Claudia,Anna; n.d.r) grazie di cuore. Scusandoci per il tempo rubato, vi salutiamo ed, ancora una volta, grazie. La mamma e il papà di Barbara


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Ricevere la Cresima significa scegliere di vivere da figli di Dio, avendo il Signore come riferimento ultimo delle nostra scelte, cercando di camminare sulla strada che Lui ci ha indicato: la strada della fedeltà e dell’amore

Domenica 23 maggio, solennità di Pentecoste abbiamo vissuto con grande emozione il conferimento della cresima a 55 ragazzi della parrocchia. Presentandoli al vescovo, si è ritenuto doveroso esporre brevemente quanto è stato fatto nel corso di quest’ultimo anno catechistico, fermo restando che non è assolutamente un solo anno che prepara a ricevere questo sacramento, ma un itinerario articolato di fede che si sviluppa in più anni di formazione, che dovrebbero tra l’altro vedere partecipi anche i genitori. Al vescovo abbiamo detto di aver compiuto un cammino faticoso, come è faticoso ogni cammino impegnato che si cerca di fare con pre adolescenti che vivono tutte le con-

CRESIMA 2010

traddizioni di un tempo così complesso e inestricabile come il nostro. Siamo partiti dall’incontro con Gesù risorto, così come è presentato dal vangelo di Giovanni. Ci siamo immedesimati in Tommaso che è un po’ come ognuno di noi che abbiamo ricevuto l’annuncio, ma stentiamo a credere. Ci siamo calati nelle persone normali che ci circondano e che fanno della loro vita una scelta con alla base i valori cristiani. Ci siamo resi conto che bisogna diventare adulti nella fede. Davanti a noi abbiamo scorto un bivio : scegliere la via del Signore o la via che ci allontana da Lui. Ma per scegliere il Signore è necessario l’aiuto dello Spirito Santo, il dono gratuito di Dio che ci irrobustisce, con i suoi setti doni, nelle no-

stre scelte di fede. E’ con questa consapevolezza che i nostri ragazzi hanno chiesto al vescovo, di imporre le sue mani sul loro capo perché potesse scendere lo Spirito e perché la sua effusione li abilitasse a testimoniare con coraggio che è bello credere e amare il Signore Gesù in tutte le circostanze della vita. Ci si augura che questa consapevolezza non venga meno nel tempo, soprattutto quando si fa arduo dire con la vita il nostro essere al seguito del Signore, perché presi in giro o poco considerati per i valori che si annunciano, che purtroppo sono spesso contro corrente nella nostra cultura dominante. Rosanna.


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L’ ORIGINE Un maestro e capo di una comunità cristiana scrisse questa lettera. Egli dimostra un’eccezionale familiarità con la tradizione biblica e giudaica, congiunta con una conoscenza raffinata della lingua greca. Riguardo all’autore, tra le varie ipotesi, gode di un certo credito quella che lo identifica nell’alessandrino Apollo, un giudeo-cristiano esperto di Sacra Scrittura e collaboratore di Paolo. indicativamente è stata scritta intorno al I secolo d.c.

LETTERA AGLI EBREI Presso il Centro Mariano si sono tenuti alcuni incontri di formazione per operatori pastorali nel periodo che và da Novembre ad Aprile. Ogni incontro è stato vissuto in tre momenti: spiegazione, preghiera, cena fraterna per chi lo desiderava, condivisione. Relatrice:

M. CRISTINA CARACCIOLI smr Tema: IL SACERDOZIO DI CRISTO NELLA LETTERA AGLI EBREI: SEGRETO, FONDAMENTO,ANIMA E STILE DI VITA DI OGNI CRISTIANO.

MARTEDI 10 Novembre

“Cristo, sommo sacerdote misericordioso” (Eb 2,5-18;4,14-16) Nel N.T. il termine sacerdote non è mai applicato a quello che oggi definiamo il “ministero ordinato”, figura che viene definita piuttosto “presbitero”, ma è un ruolo attribuito al popolo nella sua totalità (1 Pt 2,5, Ap 5,10), oppure a Gesù Cristo soltanto, nella lettera agli Ebrei. Questo “capo che guida alla salvezza” (Eb 2,10) è stato reso perfetto mediante la sofferenza. Costui è il sommo sacerdote grande, che ha attraversato i cieli. Tale sublimità però non deve indurci a sentirlo lontano da noi e inavvicinabile, perché egli “è stato messo alla provain ogni cosa come noi ” (Eb 4,15) ed è dunque perfettamente in grado di compatire le nostre debolezze. Da questo deriva l’ invito ad accostarsi “con piena fiducia al trono della grazia per ricevere misericordia e trovare grazia, così da essere aiutati al momento opportuno” (Eb 4,16).

MARTEDI 12 Gennaio

“Nei giorni della sua vita terrena egli offrì preghiere e suppliche” (Eb 5,1-10)

L’ autore della lettera ricorda ai suoi lettori che ogni sommo sacerdote è in grado di sentire compassione per i fratelli che sono nell’ errore “essendo anche lui rivestito di debolezza” (Eb 5,2). Nessun sacerdote attribuisce a se stesso questo onore, ma è stato chiamato

da Dio. Il nostro autore si serve della testimonianza scritturistica di due salmi, per attestare che Cristo “non attribuì a se stesso la gloria di sommo sacerdote” (Eb 5,5) ma gliela attribuì colui il quale disse: “Tu sei mio figlio, oggi ti ho generato” (Sal 2,7) e “tu sei sacerdote per sempre, al modo di Melchìsedek” (Sal 110,4). Nella sua vita terrena questo sommo sacerdote, costituito direttamente da Dio, patì e indirizzò a Dio “suppliche, con forti grida e lacrime” (Eb 5,7) e “per il suo pieno abbandono a Dio, venne esaudito” (Eb 5,7). Anche noi siamo invitati in ogni circostanza ad abbandonarci interamente nelle mani della divina Provvidenza. Tale abbandono totale in Dio è considerato dall’ autore della lettera: “obbedienza”, un’ obbedienza che Cristo, “pur essendo Figlio, imparò da ciò che patì” (cf. Eb 5,8). Pur essendo il Maestro Gesù ha dovuto “imparare” anche Lui, come il Servo di YHWH che dice: “Ogni mattina fa attento il mio orecchio perché io ascolti come i discepoli” (Is 50,4).

MARTEDI 23 Febbraio

“Un sacerdozio che non tramonta” (Eb 7,1-28) Al cap. 7. L’ autore si sofferma sulla figura di Melchisedek, precedentemente menzionata. Si tratta di una figura enigmatica che compare in Gen 14,17-20 e che benedice Abramo il quale gli offre la decima di ogni suo avere. L’ idea-forza qui è che il sacerdozio levitico che all’ epoca dell’ autore prestava culto nel Tempio e al quale il popolo doveva offrire le decime, era già “nei lombi di Abramo” (Eb 7,10) e quindi, se Abramo aveva offerto la decima a Melchisedek, questi era investito di un ordine sacerdotale superiore allo stesso sacerdozio levitico che sarebbe provenuto da Abramo. Di Melchiesedek non si conosce l’ origine né la fine dei suoi giorni; rimane una figura enigmatica che serve all’ autore del salmo 110 per parlare della promessa di un sacerdote “secondo l’

ordine di Melchisedek” (Sal 110,4), che sarebbe durato per sempre. Su tale promessa si può pienamente contare poiché è avvenuta attraverso un giuramento solenne: “ Il Signore ha giurato e non si pentirà: tu sei sacerdote per sempre” (Sal 110,4). Questo è il sommo sacerdote di cui avevamo bisogno, non come coloro i quali dovevano offrire sacrifici prima per i loro peccati e poi per quelli di tutto il popolo , perché al contrario Cristo ha offerto se stesso “una volta per sempre”. (Eb 7,27).

MARTEDI 13 Aprile

“Il sacrificio di cristo e la santificazione dei fedeli” (Eb 9,10,18) I sommi sacerdoti dell’ A.T. una volta all’ anno entravano nella tenda dove era il “Santo dei santi”, alla presenza dell’ Altissimo e offrivano il sangue di animali sacrificati. “Cristo, invece è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta …….” (Eb 9,11) ed “entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna” (Eb 9,12). Se il sangue degli animali aveva il potere di purificare quelli che ne venivano aspersi, quanto più il Sangue di Cristo “purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte” (Eb 9,14). Il tempo pasquale, che ci è dato di vivere anche quest’ anno, è l’ occasione propizia per rinnovare in noi la coscienza dell’ efficacia del Sangue di Cristo e del suo sacrificio fatto una volta per sempre, invitandoci al pieno abbandono e alla totale confidenza nella sua mediazione sacerdotale che è totale per sempre.


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Testimonianza sul pellegrinaggio parrocchiale di Lourdes del 12 aprile scorso

Il 12 aprile scorso, al mattino ero un po’ triste. Ma uscita da casa trovai subito consolazione. Mi ricordai allora quello che una monaca mi disse “esci quando ti senti triste, il vento può farti una carezza che non ti viene da chi ti ama, la pioggia confondere le sue gocce con le tue lacrime il sole asciugarti le guance e abbracciarti con il suo calore”. Infatti vissi poi quel tempo di pellegrinaggio a Lourdes come se avessi vissuto tutta la vita per quei giorni. Quei momenti passati dinnanzi alla grotta dell’ apparizione erano diventati il senso stesso del mio esistere. Non bisognerebbe sprecare nemmeno un attimo di un giorno come quello in cui la vita ci appare nella sua giusta luce. Ogni attimo, ogni sensazione dinnanzi all’ Immacolata Concezione sono irripetibili. Laggiù, alla grotta di Massabielle, ho capito che il firmamento è anche sulla terra e noi ci camminiamo sopra senza accorgerci di calpestare le stelle, dove anche un pezzettino di legno può diventare un messaggio d’ amore. Il cuore cominciò ad aprirsi non appena entrai nella grande spianata che conduce al Santuario. Le carrozzine dei malati in particolare davano al paesaggio un tocco di umanità autentico e profondo. Ma il mio cuore ebbe un sussulto di gioia solo quando incominciai ad intravvedere la grotta dove era apparsa la Madonna. La miravo da lontano al di qua del Gave, che scorreva via veloce con le sue acque fresche e profonde. Lassù nella nicchia si stagliava la bianca statua dell’ Immacolata Concezione. Ecco là mi dicevo: “ il cuore di Lourdes”.

La grotta della Madonna a Lourdes

Santa Bernadette

PELLEGRINAGGIO A LOURDES

Quando ti avvicini alla grotta senti che il soprannaturale ti viene incontro e ti avvolge. La Madonna non ti appare più, eppure lì ha lasciato la grazia della Sua presenza misteriosa ed efficace. Mi fermai a guardare la fila interminabile di persone che attendeva pazientemente il proprio turno per passarLe davanti. Nessuno tralasciava di toccare con le proprie mani quelle pareti di roccia, e poi arrivati sotto la nicchia dove Bernadette si inginocchiava, eccoli alzare gli occhi in alto verso la statua di marmo come se fosse una persona viva che li ascoltava e li guardava. Penso che la Vergine Santa non venne per fare nuove rivelazioni, ma per rinnovare la fede assopita e per rinnovare una chiesa dolente e affaticata. Nel nostro cammino su questa terra Lei ci ha dato di vivere momenti pieni di luce che ci arricchiscono spiritualmente e ci commuovono sino alle lacrime. Essere soli (fra tanta gente), sotto un cielo di stelle nel chiarore di una notte di luna lontani dal mondo e dalla vita

di tutti i giorni, è essere di fronte alla loro coscienza che chiede una prova di verità, di amore e di costanti preghiere. Da Lourdes si è diffuso nel mondo uno dei messaggi più alti e più incisivi sulla dignità del malato e sul valore della sofferenza per mezzo della quale il Figlio di Dio ha salvato il mondo.

Camilla

La casa di Santa Bernadette


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COMMOSSI DAVANTI ALLA SACRA SINDONE Arrivati a Torino ci siamo incamminati per varcare la soglia del Duomo; davanti a noi era lunghissima la fila di persone intente a raggiungere l’entrata della chiesa. Dopo la lunga attesa siamo arrivati davanti alla Sacra Sindone collocata, dentro una teca in cristallo, al centro del presbiterio della cattedrale torinese. I nostri occhi vedono impressi in quel telo i segni caratteristici di ciò che ha patito Cristo per noi: la flagellazione, la coronazione di spine, i chiodi piantati nelle mani e nei piedi, il petto trafitto dalla lancia romana. Il nostro cuore si emoziona e batte sempre più forte perché questa vicinanza con i segni della sofferenza di Cristo ci richiama alla mente l’ immagine del suo corpo disteso su quel telo, di Lui che vince l’oscurità, lo sgomento, il silenzio, la solitudine della morte, condivisa con ogni uomo. Di Lui che sconfigge le tenebre degli inferi, di Lui che guida ogni essere ad oltrepassarla. Di Lui che ci chiama, ci tende la mano e l’uomo comprende che è amato, che la speranza è spuntata: la Risurrezione! Riccarda Nei giorni 13 e 14 maggio siamo andati con un gruppo di 30 persone della Parrocchia a Torino per venerare la Santa Sindone. È stato un dono che ci ha riempito di gioia e commozione per aver visto quel misterioso sacro lino, con tutti i segni delle atroci sofferenze della passione di Cristo come sono descritte nei vangeli. Abbiamo visto tanta gente, in particolare molti giovani, tutti in fila, in un clima di profondo raccoglimento e preghiera. A mezzogiorno siamo andati a Messa nel Santuario mariano della Consolata. Presiedeva il Vescovo di Pisa con dieci sacerdoti: la chiesa era gremita di gente. Credo che porterò nel cuore per molto tempo quei momenti di contemplazione e commozione vissuti davanti al sacro lino. Gianni

Due testimoni raccontano alcuni momenti del pellegrinaggio parrocchiale a Torino

Il Duomo di Torino


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Noi siamo invece convinti che è possibile essere cristiani nello sport. E a tutti i livelli agonistici, sia quelli più “leggeri” e ludici dei nostri campi oratoriani o associativi e sia quelli più “pesanti” e professionali dei nostri stadi delle serie maggiori. Mons. Carlo Mazza

IL G.S. DUOMO CHIUDE IN FESTA L’ANNATA SPORTIVA

E’ ormai una consuetudine, sempre avvincente, la chiusura dell’ attività sportiva 2009-2010 al campo Sacro Cuore con il torneo Coppa AVIS-Duomo. Un torneo dove gli oltre 150 atleti del Duomo, ma anche allenatori e dirigenti, per quattro serate si affrontano sul campo a sette ristrutturato. Quest’ anno, avendo disponibile il centro parrocchiale Marvelli, attrezzato di bar e cucina, è stato possibile combinare le partite con piadine, bibite e gelati, una vera festa conclusasi con premi per tutti. Per il torneo un ringraziamento particolare va all’ Avis comunale che anche quest’ anno ha sponsorizzato la manifestazione, un grazie anche a dirigenti e genitori che hanno collaborato alla buona riuscita della manifestazione e a Don Patrizio attento spettatore delle finali e artefice delle premiazioni. Appena finito e già si rilancia, con la struttura aperta nei pomeriggi dei giorni feriali dalle 16 alle 19, per una partita a ping-pong, a calcetto o semplicemente due chiacchiere e un gelato, con la voglia di trasformare l’ anno prossimo le piadine in un vero e proprio stand gastronomico e l’apertura estiva in una vera e propria animazione parrocchiale. E si rilancia anche per l’ attività sportiva che partirà l’ ultima settimana di agosto e dal 9 settembre vedrà un camposport in montagna per i ragazzi di undici e dodici anni. Ancora dieci squadre, forse undici, dai 6 ai quaranta anni e con due grosse novità:

1) L’ utilizzo della struttura sportiva parrocchiale in Tassina per tre squadre, con un campo in grado di tenere l’ erba e spogliatoi nuovi messi a disposizione dal gruppo parrocchiale che ha in gestione tale struttura, con uno spirito di collaborazione davvero encomiabile. Forse quest’ anno giocatori e genitori non dovranno combattere col fango. 2) La partenza del rugby Duomo, sempre in Tassina, per volontà di ex giocatori pluridecorati che vogliono vedere il rugby giocato dai bambini dai sei ai dieci anni anche nei quartieri di Rovigo. Una rivoluzione, una piccola Inghilterra vicino a casa se si pensa alla cultura che sta dietro questo sport, che rispetta arbitri e avversari. Infine qualche momento in più con la Parrocchia, perché se al Duomo c’ è tutto questo è solo perché la parrocchia ha creduto nel gruppo sportivo e il gruppo sportivo ha creduto nella Parrocchia. Tutto bene? Si ma anche no, perché tra due mesi si riparte con qualche ragazzo che fatica a rispettare materiale, strutture e qualche volta gli allenatori, con avversari sempre più agguerriti contro questo Duomo che si permette qualche

lusso sportivo di troppo, e soprattutto con la “quotidianità” di allenamenti, richiami all’ordine, partite, partite, partite. Ma quello che ci spaventa davvero non è questo, che siamo capaci di affrontare con l’ esperienza di trent’ anni di attività e l’ entusiasmo e la disponibilità dei tanti giovani che si sono inseriti nel tempo. Ci spaventano i genitori e i mondiali. Quale papà non vedrà a Settembre nel proprio figlio un po’ dell’ estro di Pepe o Di Natale, o la spigliatezza dell’ esordiente portiere Marchetti. Qualche mamma con esagerazione tutta femminile si spingerà oltre, fino a riconoscere nel figlio una straordinaria somiglianza con Messi. E allora colpa dell’ allenatore se il figlio non segna, dagli alla società se il figlio prende gol. Ecco, questo ci spaventa davvero, e anche se un po’ di brivido c’ è sempre stato nel nostro percorso, puntiamo tutto su quei genitori che a fine anno, vinto o perso il torneo, hanno fermato qualcuno di noi per stringere la mano e ringraziare. G.L.


15 Jmj 2011

Giornata Mondiale della Gioventù

MADRID 2011

1. Info generali

La GMG 2011 si svolgerà a Madrid dal 16 al 21 agosto. La chiesa spagnola ha elaborato anche il programma “Giorni nelle diocesi” per ospitare i giovani provenienti da ogni parte del mondo nelle 60 diocesi della Spagna, nei giorni dall’11 al 15 agosto, e così prepararsi tutti insieme alle giornate di Madrid. La nostra diocesi ha preso contatto, per questa esperienza di gemellaggio, con la diocesi di Ciudad Real, situata a circa 200 km a sud di Madrid, nel cuore della Spagna (è la regione della Mancia, la terra di Don Chisciotte...). Informazioni su obiettivi e significati della GMG e sui dettagli del programma sono disponibili sul sito www.madrid11.com e sul sito italiano www.gmg2011.it.

2. Condizioni per partecipare con noi ETÀ: tra i 16 anni (da compiersi entro il 2011) e i 35 anni (gli accompagnatori possono essere anche over35). I minori devono essere accompagnati da una persona adulta. PREPARAZIONE: la GMG è aperta a tutti, anche giovani di altre religioni e non credenti, ma - anche per ragioni tecniche - non saranno possibili iscrizioni last minute con gruppi organizzati come il nostro. Per vivere in modo autentico l’esperienza, chiediamo la disponibilità a fare un cammino previo insieme agli altri iscritti, che sarà di tipo culturale, spirituale e pratico. Esso consisterà anche di alcuni incontri a cadenza più o meno mensile tra gennaio e agosto 2011. EQUIPAGGIAMENTO: serviranno senz’altro materassino e sacco a pelo.

3. Due ipotesi di viaggio A) La proposta principale che facciamo è di un’esperienza d i 15 giorni: 9-23 agosto. L’ipotesi di programma è la seguente: 9-10/08: Rovigo-Ciudad Real (bus fino a Genova, traghetto Genova-Barcellona, bus Barcellona-Ciudad Real) 11-14/08: Gemellaggio a Ciudad Real 15/08: Ciudad Real-Madrid (bus) 16-21/08: GMG a Madrid 22-23/08: Madrid-Rovigo (stesse modalità dell’andata). La quota complessiva è di circa 600 euro.

B) A coloro che non possono disporre di 15 giorni di ferie proponiamo un’esperienza più breve: 15-22 agosto. Ipotesi di programma: 15/08: Rovigo-Madrid (bus fino a Venezia, volo di l inea Venezia-Madrid) 16-21/08: GMG a Madrid 22/08: Madrid-Rovigo (stesse modalità dell’andata). La quota complessiva è di circa 700 euro.

N.B. Sia le date che le quote di entrambe le proposte sono soggette a possibili modifiche in base alla progressiva definizione degli accordi con le agenzie-viaggi.

4. Batti un colpo! Se prevedi di partecipare - magari inaugurando già un salvadanaio! - manda una mail a giovani@diocesi.rovigo.it indicando: formula di viaggio (A-lunga o B-corta), nominativo, anno di nascita, luogo di residenza, indirizzo email e recapito telefonico. E’ importante che la mail venga spedita appena ti è possibile. Verrai contattato per i passi successivi e per l’iscrizione vera e propria.

Passa parola agli amici. Hasta la vista! ;-)


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La rubrica...

Periodico della Comunità Parrocchiale del Duomo - Concattedrale di Rovigo __________________________________

Direttore Responsabile: Don Bruno Cappato Direttore: Don Carlo Maria Santato Autorizzazione del Tribunale di Rovigo n. 5/80 del 24 aprile 1980 CANONICA: P.zza Duomo 5 Tel. 0425 22861 sito web: www.duomorovigo.it e-mail: parrocchia@duomorovigo.it SACRESTIA Tel. 348 6889157 Chiuso in redazione martedì 22 giugno 2010 Impaginazione e grafica a cura della redazione

Stampa: ARTESTAMPA Via B. T. da Garofolo 14 - Rovigo - Tel. 0425 31855

La campana regalata da Pino per i suoi 50 anni di servizio

LIBRI PER SOGNARE

Sperare è possibile. Anche quando il mondo ti crolla addosso, anche quando tutto sembra congiurare contro di te, sperare è possibile … … La speranza appartiene ai giovani, ne sono sempre più convinta … … Spesso da esperienze negative si raggiungono traguardi inimmaginabili in cui trionfa una grande forza interiore. Storie come quelle raccontate in questo libro,in cui Diego Motta ci accompagna, con magistrale sensibilità, nella scoperta che la vita è un dono per cui vale la pena sacrificare tutto noi stessi. Tutti, dopo la caduta e la tragedia, fanno un cammino di riappropriazione del proprio destino. “Ho scoperto che più grande è la sofferenza, più grande è l’affidamento alla Provvidenza” dice uno dei protagonisti di queste vicende. (dalla presentazione di Gemma Calabresi). Titolo: Pezzi di vita. Sperare è possibile Autore: Diego Motta Editore: Paoline Editoriale Libri Prezzo: € 11.00

Estate 2010 AUGURI DI BUONE VACANZE!!


Duomo in Dialogo - Estate 2010