Urban Planning Deisgn Studio

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LABORATORIO DI URBANISTICA C

Daniel Ventura, Donata Sasso, Pedro Daniel Pantaleone

ESERCITAZIONI

Professore: Giovanni Caudo Assistenti: Lorenzo De Strobel- Martina Pietropaoli - Nicola Vazzoler

METODO E CONTENUTI ES.1

METODO

DENSITÀ INFRASTRUTTURA PUBBLICO

ES.2

RAPPORTO

L’ infra-strutturazione della città tramite il suo impianto viario, il rapporto delicato fra la vivibilità della città e la sua densità abitativa, l’interazione fra il dominio pubblico e quello privato nella pianificazione urbana. Questi alcuni temi della prima esercitazione che, in un primo sguardo ci hanno dato modo di gettare le base per la strutturazione di un metodo di indagine e progetto della città, e di cominciare a a riflettere sul rapporto fra quantitativo e qualitativo. SUOLO EDIFICATO PRIVATO

ANALISI

Durante il corso della seconda esercitazione si è proceduto nello scandagliamento delle varie sfaccettature di una porzione di città esistente, in un processo analitico ribaltato rispetto all’ esercizio precedente. Piuttosto che stabilire e quantificare i rapporti e le relazioni che i vari elementi dell’organismo città intrattengono fra di loro, si è dovuto, in un processo a ritroso, determinare le ragioni di questi rapporti in un contesto urbano concreto. Densità dell’abitato, impianto infrastrutturale e viario, disposizione e tipologie di servizi ecc...

DIVISIONE, SCOMPOSIZIONE STRATI

“ANA-LISI

UNO/CITTÀ

ES.2

PROGETTO DENSIFICAZIONE DEI SERVIZI Un approfondimento del progetto “Stack Attack” dello studio Olandese MVRDV che si proponeva come approfondimento sperimentale del tema della densità è stato il tema della terza esercitazione. È stato interessante apprendere una modalità di approccio progettuale ai temi di ordine generale emersi durante le precedenti esercitazioni. Lo studio affronta il tema della densificazione in termini di sovrapposizione di strati. In particolare questo approfondimento gestiva il tema della densità legato alla relazione con il parco in cui avrebbe dovuto essere progettato e quindi si è cominciato a legare in qualche modo il concetto di natura con quello di servizio per la città

STACK ATTACK

NATURA SERVIZI

DENSIFICAZIONE DELL’ ABITATO

CITTÀ INFRASTRUTTURA

ES.2

PIANIFICAZIONE

ANALIZZARE

CLASSIFICARE

In conclusione di questo primo approccio all’urbanistica, ci si è dedicati ad un approfondimento ed apprendimento degli strumenti operativi con cui la gestione della città si dispiega. Il PRG come strumento che contiene in sè un momento analitico e progettuale , inquanto rappresenta e classifica lo stato di fatto, e la conseguenza di ciò risulta in una progettualità che consolida e proietta la città nel suo futuro prossimo e remoto. Inoltre temi fondamentali di questa esercitazione sono stati quelli di riflettere sul concetto stesso di piano e di pianificazione, ed approfondire gli aspetti tecnici e normativi, fondamentali in una società civile, con cui il piano stesso viene attuato e tutelato.

DEFINIRE LE CARATTERISTICHE DI UN OGETTO COME PROPRIE DI ESSO E DIFFERENTI DA ALTRO

PROGETTO

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LABORATORIO DI URBANISTICA C

Daniel Ventura, Donata Sasso, Pedro Daniel Pantaleone

ANALISI

Professore: Giovanni Caudo Assistenti: Lorenzo De Strobel- Martina Pietropaoli - Nicola Vazzoler

ANALISI STORICA

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In alto a sinistra: (Estratto dalla Carta Morfologia di direttrici longitudinali parallele tra loro e ai fossi. Roma del 1949. Saranno rinconosciute nel Piano Particolareggiato In basso a sinistra: (in ordine dall’alto vero il basso) del 1999 come Zone ‘O’ e nel PRG del 2008 campite Estratto dalla Carta Tecnica Regionale di Roma, in giallo e classificate come ‘città della trasforma1961 e Estratto dal Piano Particolareggiato n°10 ‘ zione’. Il PP di ‘Palmarola-Selva Nera’ ci trasmette Pamarola-Selva Nera’, 1999. immediatamente che l’idea di città nei luoghi in In basso a destra: Estratto dal foglio n°9 di Sistemi questione è assente. Il tessuto è talmente anisoe Regole del Piano Regolatore Generale, 2008 e tropo che nemmeno tramite la pianificazione ci si relativi zoom. preoccupa del collegamento con Ottavia, come La zona di Ottavia-Palmarola non risulta abitata emerge dalla perimetrazione a Nord. I lotti sono la negli anni Venti, è un’area destinata ad attività agriprima cosa che ci viene raccontata, dimostrazione cole fin dai tempi degli Etruschi. Nell’antichità il della logica interna e di interesse esclusivamente luogo era occupato da una fitta boscaglia da cui nei confronti del privato di questo quartiere. Essi deriva il toponimo ‘Selva nera’. L’unica preesistenhanno tutti dimensioni simili, circa 16m x20 m, e le za risalente al XVI secolo si trova nel Borgo di informazioni che recepiamo immediatamente sono dati riguardanti le possibilità di edificare. La Monte Mario: è l’Ospedale Psichiatrico di S. Maria della Pietà, collocato in un contesto naturale per mancanza del rapporto con la campagna che inserire il lavoro agricolo nel processo di cura dei circonda l’abitato emerge dal fatto che non ci Roma Capitale Dipartimento Programmazione e Attuazione Urbanistica - Direzione Generale - PRG vengono fornite informazioni sul verde, sono addimalati. Pianificazione Generale - U.O. Piano Regolatore foglio 09 Negli anni ‘50 iniziano a comparire le prime edifirittura assenti le quote delle curve di livello. PIANO REGOLATORE GENERALE 1:10.000 Direttore arch. Vittoria Crisostomi cazioni, sono seconde case dove i romani si recano Questo piano non condona tutte scala le costruzioni 0 metri durante il weekend per la villeggiatura. Le localizsorte negli anni, il compito di legittimizzare fino1.000 Sistemi e Regole all’ultimo la città abusiva è prerogativa del PRG del ziamo esclusivamente nella zona di Ottavia e ne 2008, dove troviamo perimetrate in blu e indicate costituscono il primo nucleo abusivo, in quanto non previsto dal PRG del ’31. Saranno riconosciute nel come ‘nuclei di ediliza ex abusiva da ristrutturare ’ successivo Piano del ‘62 come zone ’N’ , e nel PRG quelle edificazioni che sono rimaste al di fuori dei del 2008 perimetrate in blu, campite in rosso e Piani precedenti. indicate come ‘città da ristrutturare’ . Viene inoltre Il PRG del 2008 non si preoccupa di rielaborare i realizzata quella che sarà la base strutturante contenuti riguardanti ciò che classifica come ‘città dell’assetto viario. Il Grande Raccordo Anulare non della trasformazione’, bensì rimanda ai Piani è ancora stato realizzato, il suo tracciato viene ben Particolareggiati del 1999, allo stesso tempo si ha definito solo nel 1961, ma il grosso delle infrastrutper la prima volta la possibilità di contestualizzare ture risale al 1949. la Zona di Palmarola e Ottavia con l’intorno, solitaL’esplosione edilizia avviene negli anni ‘80: sorgomente non analizzato e non considerato come no numerosissime nuove abitazioni che si collocainteragente con la città. Le poche campiture arancioni, riguardano la parte di ‘città consolidata’ che no sia nella zona di Ottavia che in quella di Palmaabbiamo in quest’area: è il risultato dell’attuazione rola, sono come sempre abusive e nel caso di Palmarola si distribuiscono secondo dei piani del ‘31 e del ’62. " "" " " " " " " "

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Sistemi e Regole

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Roma Capitale PIANO REGOLATORE GENERALE approvato con Del. C.C. n. 18 del 12 febbraio 2008

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LABORATORIO DI URBANISTICA C

Daniel Ventura, Donata Sasso, Pedro Daniel Pantaleone

ANALISI

Professore: Giovanni Caudo Assistenti: Lorenzo De Strobel- Martina Pietropaoli - Nicola Vazzoler

INFRASTRUTTURE

ri Via T

VIa Flaminia Nuova

le onfa Ipogeo degli Ottavi Ottavia

Stadio Olimpico

Roma S. Filippo Neri

Parco della Musica

Roma Monte Mario

D E F

Città del Vaticano

Via d

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Valle Aurelia

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Roma S. Pietro

Termini

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Roma Ostiense

Roma Trastevere

Via O s

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B

Colosseo

A

Rete delle infrastrutture pubbliche 993 Linee autobus 998 999 Stazioni treni

250 0m

EDIFICI

1000

500

Strade di distribuzione secondaria alle residenze

VERDE PUBBLICO E SERVIZI PUBBLICI DI LIVELLO LOCALE STRADA A DOPPIO SENSO DI MARCIA MARCIAPIEDE

EDIFICI

EDIFICI

VERDE PERTINENZIALE EDIFICI

MARCIAPIEDE VERDE PERTINENZIALE

VERDE PERTINENZIALE

STRADA A SENSO UNICO Parcheggi ai lati della strada sui divieti di sosta

STRADA A DOPPIO SENSO DI MARCIA VERDE PUBBLICO E SERVIZI PUBBLICI DI LIVELLO LOCALE

EDIFICI

Strade di distribuzione primaria

B - VIA CARUGATE

A - VIA DELLA PALMAROLA AREE AGRICOLE STRADA VERDE PUBBLICO E SERVIZI PUBBLICI DI LIVELLO LOCALE GRA

VERDE PERTINENZIALE EDIFICI

C - VIA CASAL DEL MARMO VERDE PUBBLICO E SERVIZI PUBBLICI DI LIVELLO LOCALE

VERDE PUBBLICO E SERVIZI PUBBLICI DI LIVELLO LOCALE STRADA A SENSO UNICO Parcheggi ai lati della strada sui divieti di sosta

VERDE PUBBLICO E SERVIZI PUBBLICI DI LIVELLO LOCALE

STRADA A SENSO UNICO Parcheggi ai lati della strada sui divieti di sosta

EDIFICI

Infrastrutture principali Via di Casal del Marmo G.R.A.

D - GRANDE RACCORDO ANULARE

E - VIA ILARIO CORTE

F - VIA DELLA LUCCHINA

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Daniel Ventura, Donata Sasso, Pedro Daniel Pantaleone

ANALISI

Professore: Giovanni Caudo Assistenti: Lorenzo De Strobel- Martina Pietropaoli - Nicola Vazzoler

SISTEMA AMBIENTALE

Inquadramento della zona del parco di Casal del Marmo all’interno del territorio di Roma Capitale. Il sistema di fossi che compone la morfologia del parco appartiene al bacino della Magliana. Bacino della Magliana parco Casal del Marmo

250 0m

500

1000

Fosso

Carta delle coltivazioni della Cooperativa COBRAGOR

(dati presi da “Paesaggi a Nord-Ovest - Risanamento ambientale e realizzazione di un’area naturalistica a Casal del Marmo”, C. Succhiarelli)

Verde Pertinenziale Nuova Edificazione Agro H1 Agro H2

250 0m

500

1000

Pianoro

Seminativo (Erbaei e Cereali)

Olivo

Caki

Mandorlo

Castagno ed Albicocco

Pero

Pesco

Melo

Le zone H sono “prevalentemente utilizzate per attività agricole (...) e presentano valori ambientali essenziali per il mantenimento dei cicli ecologici, per la tutela del paesaggio agrario, del patrimonio storico e del suo contesto e per un giusto proporzionamento tra le aree edificate e non edificate al fine di garantire condizioni equilibrate di abitabilità del territorio e condizioni di salubrità e beneficio dell’intera comunità urbana”. - Agro H1: “zone agricole dove l’attività produttiva è maggiormente incentivata e dove le trasformazioniurbanistiche compatibili con tale funzione sono più estese”;

- Agro H2: quella parte dell’Agro Romano vincolato la cui qualità ambientale degli ambiti

agricoli giustifica “misure di salvaguardia e di tutela più consistenti” di quelle previste per le H1

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ANALISI

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TESSUTI

Aree fondiarie non convenzionate Sono definite dal Piano Particolareggiato di Zona O come Aree fondiarie semplici di: 1) Conservazione residenziale, non residen ziale e mista; 2) Completamento residenziale e misto; 3) Nuova edificazione residenziale; Sono aree fondiarie non convenzionate le edificazioni pre-esistenti al piano particolareggiato, sviluppatesi abusivamente durante la prima metà del 1900. Gli interventi previsti in queste aree sono di tipo diretto, purchè rientranti nei limiti di edificabilità previsti dal piano.

Verde pubblico Le zone indicate come Verde pubblico “sono suddivise in aree in funzione della loro fruibilità, dimensione ed in relazione alle varie attività del tempo libero che vi si dovranno svolgere”: - Spazio per gioco bambini; - Parco con attrezzatue sportive e pre-spor tive; - Parco libero; Tali aree sono definite come Progetto Urbano secondo l’articolo 15 delle N.T.A.

Servizi pubblici

250 0m

500

1000

Queste aree sono sottoposte alle prescrizioni dell’articolo 14 delle N.T.A. (”Programma Integrato”). Questo prevede per le zone destinate a Servizi Pubblici la cessione compensativa di una “cubatura residenziale [...]. Tale cubatura potrà essere realizzata sulla restante area di proprietà destinata all’edificazione privata o potrà essere rilocalizzata [...]”. Le destinazioni d’uso dei servizi pubblici sono indicate sulle singole zone individuate. Importante notare come le principali zone destinate a Servizi Pubblici sono state poste in posizioni marginali rispetto al quartiere, non andando ad integrarsi cosi con esso per creare un tessuto più variegato ma facendo effetto tampone.

Aree fondiarie convenzionate Sono definite dal Piano Particolareggiato di Zona O come Aree fondiarie convenzionate di: 1) Nuova edificazione residenziale; 2) Nuova edificazione non residenziale; 3) Nuova edificazione a destinazione d’uso mista;

La differenza tipologica del tessuto caratterizzante la parte interna ed esterna al piano è chiaramente visibile: ad uno schema regolare e strutturato (progettato) si contrappone un mischarsi disuguale di abitazioni puntuali mancanti di interconnessone.

Sono aree fondiarie convenzionate le zone previste dal piano particolareggiato su cui costruire. Queste sono principalmente lotti rimasti non edificati, negli spazi di risulta lasciati liberi dall’ondata di edificazione abusiva. Gli interventi possibili in queste aree sono di tipo indiretto.

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ANALISI

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INTERVENTI CONVENZIONATI E SERVIZI

AZIONE

Nelle caratteristiche di questo piano, alcune volte banali, si riconosce la rassegnazione disillusa di un’amministrazione pubblica sopraffatta dalle pressioni e dall’interesse privato, di una rappresentanza dello stato che tollera e condona reati di abusivismo, un abusivismo che ha generato dal secondo dopo guerra ad oggi una città diversa da come la si era pianificata nel ‘62, e costruita “fuori Regolamento edilizio, fuori di qualsiasi preoccupazione sociale, fuori di ogni calcolo sui costi conseguenti alla comunità per i benefici della rendita fondiaria”.Un caso esemplare della metropoli capitolina che offre l’opportunità dunque di toccare con mano due concezioni dello spazio pubblico differenti ed in un certo senso antitetiche. la spontaneità degli individui non coordinati, determina uno spazio pubblico come fosse un intermezzo, un’altrove, rispetto agli

INTRA-

Il Piano concentra i suoi interventi arbitrariamente ai margini di un perimetro definito dal piano stesso, seguendo due assi definiti.

250 0m

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Interventi convenzionati non realizzati Perimetrazioni del PDZO

Non ci sono interventi mirati a riconnettere il quartiere con il variegato contesto circostante: Parco agricolo,Città

REAZIONE

Interventi convenzionati realizzati

spazi domestici, peraltro massimizzando la proprietà e lo sfruttamento, così come i lottizzatori, confinando il possibile all’ interno dello “spazio di proprietà”.Questo modello a “villaggio” tuttavia, nonostante l’anacronisticità e la sua inadeguatezza rispetto ad una società macroscopica com’è quella contemporanea, riesce comunque a realizzare uno spazio antropico in un certo senso confortevole, poichè domestico. Dall’altra parte osserviamo come un’amministrazione nelle condizioni prima descritte si rifugga in un’utilizzazione della pianificazione con scopi meramente strumentali e rimediali. Si raggiungono gli standard e si classifica il tessuto.

31% 5% 27%

Percentuale pianificata di superficie Pubblica all’interno del perimetro [verde,servizi e parcheggi]

Quota degli interventi Convenzionati in termini di superficie

Percentuale degli interventi effettivamente realizzati

Gli interventi pianificati si dimostrano distaccati e non interagiscono con il tessuto urbano. Un approccio dissoluto ad un problema complesso che agisce comprimendo e separando ulteriormente il tessuto urbano abusivo dal suo contesto. Posizionare difatti i servizi in modo da raggiungere gli standard previsti dal PRG come una cinta muraria, ha come risultato quello di isolare ed impoverire urbanisticamente le zone centrali, che continuano peraltro ad essere affidate all’ iniziativa privata. Il piano inoltre prevede una percentuale esigua di interventi convenzionati (5%) non controbilanciando la carenza degli stessi determinata dall’ orgine abusiva dell’insediamento.

INTER-

si polarizza così la scarsa infra-strutturazione del tessuto urbano in direzioni parallele

In tal modo si deprimono ulterioriormente le zone più interne e la pianificazione ed il contesto risultano distaccati

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CONCEPT

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ESSER-CI-TTÁ

CONDIZIONE

URVARE

determina

URBS

POLIS

determina

POLITES

CIVES

determina

CIVITAS

Si prende in analisi la radice etimologica di queste tre parole al fine di elaborare, almeno in parte, una sostanziata direzione progettuale. Confrontando questi tre termini, che da sempre sono stati usati per indicare la città, emergono in particolare delle differenze e delle affinità essenziali che ci indicano verso quale fine dirigere le nostre azioni. Fra le tre, Urbs, che inquadra più propriamente il complesso cittadino nel suo aspetto materiale, è l’unica derivante da un verbo, da un’ azione, quella di delimitare il suolo, di solcarlo al fine di creare un limite che separi la comunità dal mondo esterno. Polis, viceversa, non trae le sue origini dall‘azione di innestarsi in un luogo, ma piuttosto dal luogo stesso, essendo intimamente legata al concetto di ethos, e di genos, che sono fondamento della polis stessa. Il luogo in questo caso è determinato e specifico e corrisponde al luogo in cui un’etnia di costume e cultu-

ra uniforme si determina. Nell’ultimo termine infine, civitas, il rapporto di determinazione è rovesciato. Esso trae, al contrario di polis, il suo significato dalla comunità stessa, una comunità eterogenea di persone che si unificano sotto il titolo condiviso di cittadini. È interessante notare la strettissima correlazione fra il concetto di città, specialmente nella sua accezione di urbs, e la modalità dell’ uomo di essere tale, di avere coscienza di sè. Essa è una caratteristica essenziale senza la quale è impossibile determinare un confine e percepire coscientemente la differenza fra io e mondo. Questo punto di vista identifica la capacità di architettare e delimitare il proprio spazio tipica dell’uomo, come determinante la condizione di essere uomo stesso, più precisamente come determinante il passaggio da essere-uomo a esser-ci. Proprio riguardo quest’

ultima definizione Heideggeriana di uomo, è interessante notare come lo stesso suffisso di derivazione indoeuropea “-ci” sia anche alla base del termine città, e sia usato con la sua accezione localizzante confermando che esiste uno stretto rapporto fra la coscienza di essere nel mondo e l’essere stesso. Se quindi l’ essere uomo presuppone l‘avere coscienza e questo significa appunto localizzarsi e percepire contemporaneamente una relazione ed una differenza fra l’ io e le cose nel mondo, tutto si gioca su come questa duplice percezione venga declinata. Nel caso dei due modelli di città, la polis e la civitas, ciò avviene su due piani antitetici: nella polis la percezione è ontica, la relazione è percepita esclusivamente dai membri di una stessa genos ed ethos, che sono legate dall’ appartenenza al luogo, e la differenza è percepita verso lo xenos, lo straniero, che invece non appartiene a quel luogo specifico. Nella civitas invece la percezione è ontologica: la relazione prescinde la contingenza ed unisce gli uomini esclusivamente in quanto tali, mentre la differenza è percepita nel suo senso più vero e costruttivo, come differenza essenziale fra ciò che siamo ed il mondo, e la sintesi fra questi due termini di relazione e differenza è la città umana.

HABITAT

AZIONE

IO

RELAZIONI

Nell’ottica in cui l’uomo prende coscienza di sè ed assume la capacità di architettare il suo habitat, ciò che maggiormente ha la capacità di discriminare fra un modello di città e l’altro sono proprio le caratteristiche di questo ambiente. Esse possiedono la capacità di influenzare chi siamo, in base a come esse si strutturano, si determinano le nostre modalità di interagire con la comunità a cui, essendo cittadini, apparteniamo. L’azione di abitare un luogo e di plasmarlo collettivamente possiede la capacità fondamentale di esplicitare in un modo o nell‘altro le precedenti relazioni e differenze. Tuttavia, nonostante l’enorme potenziale di ciò, cioè della capacità autodeterminativa dell’uomo, osserviamo un paradosso. Conseguentemente all’esponenziale urbanizzazione del mondo, si diffonde una nostalgia spassionata nei confronti dell’habitat più propriamente

CITTÁ NOI

naturalistico. In effetti nessuno impone che l’habitat autodeterminato dell’uomo sia congenitamente opprimente: nello stato in cui si sono conformate, le città in cui viviamo tendono a creare un insieme di individui che non interagiscono fra loro se non in schemi formali e distaccati, che utilizzano la città come uno strumento e non la vivono come uno spazio. Nello stato in cui si trova, l’ambiente circostante tende a sottolineare l’aspetto ontico e contingente della realtà in cui la relazione è percepità solo fra individui intimi mentre agli altri resta la differenza. Costruire una città diversa e più umana è possibile, l’urbanistica può non essere una mediatrice di conflitti, ma uno strumento che miri alla conformazione di una condizione di comunità, di civitas, in cui questi conflitti non abbiano come propagarsi.

SOLUZIONE

Il fatto che l’uomo sia in grado di riconoscere la differenza e determinare il suo ambiente però non implica, come detto,un rapporto conflittuale fra gli individui, e neppure un rapporto conflittuale con il secondo termine della differenza ovvero l’ambiente naturale. In maniera tale da ricreare armonia, bisogna organizzare le nostre città in modo da ristabilire un contatto fra gli elementi che determinano il nostro essere uomini. Bisogna ristabilire contatto ed esplicitare attivamente quelle relazioni che danno significato alla nostra vita cittadina, contatto senza il quale ci sentiamo alienati ed estranei rispetto alla città. Per riportare dunque la percezione di differenza e relazione su di un piano ontologico si necessitano interventi che conducano verso questo obiettivo. In questo senso sono state indicate tre principali categorie strategiche di intervento, che rappresentano tre punti cardine della vita comunitaria: vita sociale, cultura e rapporto con l’ambiente naturale. Questi tre ambiti sono stati scelti per la loro essenzialità nei confronti di ciò che precedentemente si è definito essere cittadini. Gli interventi riguardanti la socialità dovranno essere mirati a ristabilire contatto fra gli individui, a fargli percepire la naturalezza e la salubrità del contatto con quello che gradualmente non avrà più senso chiamare diverso. L’ istruzione e la cultura sono parte fondante del nostro essere nella città poichè sono lo strumento che permette di cogliere in che modo ognuno di noi sia determinato dalle relazioni che intrattiene con l’altro. La strategia ambientale infine è il risultato di un corretto rapporto con la natura. Grazie ad una trasposizione ontologica del concetto di differenza e più in generale di coscienza, che come detto non deve necessariamente implicare conflittualità, si ha la possibilità di instaurare una sinergia costruttiva con l’ambiente naturale che mira ad utilizzarla per i nostri fini ma in modo passivo e ciclico.

SOCIALE

CULTURALE

MERCATO A KM0

SPAZI PER LO STUDIO

SPAZI DI INTERAZIONE

CENTRI DI INFORMAZIONE

ATTREZZATURA SPORTIVA

CENTRI DI RICERCA E DI ISTRUZIONE PARALLELA

AMBIENTALE FITODEPURAZIONE ENERGIE RINNOVABILI RICICLAGGIO AGRICOLTUARA

7


LABORATORIO DI URBANISTICA C

Daniel Ventura, Donata Sasso, Pedro Daniel Pantaleone

STRATEGIA

Professore: Giovanni Caudo Assistenti: Lorenzo De Strobel- Martina Pietropaoli - Nicola Vazzoler

CREARE IDENTITA’ TRA CITTADINO E PARCO-CITTA’

PROBLEMA

SERVIZI

DIVISIONE

ANISOTROPIA

COMPRESSIONE

SOLUZIONE

INFRASTRUTTURA

UNIONE

ISOTROPIA

ESPANSIONE

NATURA

IMPLEMENTAZIONE DI SERVIZI E LUOGHI PER LA SOCIALITÀ

PRODUZIONE FRUIZIONE RICICLO

PARCO PUBBLICO

CENTRO DI COMPOSTAGGIO

RIUTILIZZO DELLA TENUTA MASSARA IN BIBLIOTECA E CENTRO DI RICERCA STIMOLARE E CONNETTERE LE SCUOLE PRESENTI NELLA ZONA TRAMITE L’INTERAZIONE CON IL PARCO

IS

IN

C

OM

M

C ER

TE

R

AZ

N IO

U TR

Z

N IO

E

E

ORTI COLTIVABILI DALLA CITTADINANZA RENDERE LA CITTÀ PRODUTTIVA E CONSAPEVOLE DELLE SUE NECESSITÀ

IO OSPEDALE SAN FILIPPO NERI

MERCATO A KMØ PROSSIMO ALLE AREE COLTIVATE CHIUDERE IL CICLO DI PRODUZIONE E CONDIVISIONE DEL CIBO

RELAZIONE

CARCERE MINORILE

CENTRO COMMERCIALE TORRESINA 2

ASSE DI SVILUPPO PROGETTUALE

PIAZZE D’ACQUA

AREE COLTIVATE

NUOVE POLARITÁ

AREE DI INTERVENTO

SCALE

NUOVO COSTRUITO

PONTI

SANTA MARIA DELLA PIETÀ

STRUTTURE E SPAZI PREESISTENTI

POLARITÁ PREESISTENTI

STRATEGIA CULTURALE

500

0m 250

2000 1000

STRATEGIA AMBIENTALE

STRATEGIA SOCIALE

VIE DI COMUNICAZIONE INTERQUARTIERE ESISTENTI VIE DI COMUNICAZIONE INTERQUARTIERE PROGETTATE PISTE CICLABILI

PERCORSI PEDONALI

CICLO PROGETTUALE

8


LABORATORIO DI URBANISTICA C

Daniel Ventura, Donata Sasso, Pedro Daniel Pantaleone

PROGETTO

Professore: Giovanni Caudo Assistenti: Lorenzo De Strobel- Martina Pietropaoli - Nicola Vazzoler

INQUADRAMENTO GENERALE ASSE ISTRUZIONE Le soluzioni ai problemi emergenti dalle analisi svolte si collocano sulle tre linee d’azione esplicitate precedentemente (sociale, culturale e ambientale) che continuamente si itersecano. Suggeriamo quindi usi e caratteri spaziali, sempre diversi a seconda degli input ricevuti dal territorio, per individuare obiettivi che portino il cittadino a ritrovare quell’armonia originaria caratterizzante il rapporto sano tra l’io e il noi, dove il punto di incontro è proprio la città e la dimensione pubblica dell’abitare diventa l’agire. Viene presa come esempio la prima delle tre fasce della zonizzazione da noi effettuata: quella dell‘istruzione. Gli interventi si possono facilmente suddividere in : -INTERVENTI ITRAQUARTIERE; -INTERVENTI SUL VERDE; -INTERVENTI INFRASTRUTTURALI.

32

36 30

32 30

14A 33 13A

B’

E

B

E’

15

A’

A

SEZIONE AA’

F

F’ G’

D

G

0m 25

D’

SEZIONE BB’

C

C’

0m 15

200

0m

500

100

SEZIONE CC’

ORTI URBANI

PERCORSO NATURALISTICO

RECUPERO STRUTTURA SCOLASTICA DISMESSA

PARCO PUBBLICO ED AREE VERDI

RECUPERO EX CASALE MASSARA

ASSI DI MOBILITA’ SOSTENIBILE - PARCO

ASSI DI MOBILITA’ SOSTENIBILE - OTTAVIA

SERIVIZI DI SUPPLEMENTO ALLE SCUOLE

LEGENDA:

0m 15

CITTA’

Comprensori

Fossi

PIANORO

Interventi di recupero

Alberi

FOSSO

Strade Aiuole

SEZIONE DD’

100

0m 50

9


LABORATORIO DI URBANISTICA C

Daniel Ventura, Donata Sasso, Pedro Daniel Pantaleone

PROGETTO

Professore: Giovanni Caudo Assistenti: Lorenzo De Strobel- Martina Pietropaoli - Nicola Vazzoler

INTERVENTI SULLA MOBILITÀ MAPPATURA INTERVENTI DI COLLEGAMENTO

VIA DELLA LUCCHINA

PROGETTAZIONE INFRASTRUTTURE

VIA ANTONIO PANIZZI

Gli interventi pensati, di cui qui si prendono in analisi tre esempi, si fondano sull’idea di incentivare la mobilità eco-sostenibile: l’inserimento di piste ciclabili e marciapiedi, invece dell’allargamento della sezione stradale carrabile, si pone sulla linea d’azione della strategia ambientale. Quanto detto è rafforzato dalla possibilità di raggiungere i servizi nella limitrofa Ottavia tramite nuovi assi che attraversano il Parco Agricolo.

VIA ALFONSO GALLO VIA CASAL DEL MARMO Tratto a doppio senso di marcia VIA ALBERTO VACCARI Apertura nuovo asse carrabile (già PRG 2008), attualmente privata ROTATORIA DI SNELLIMENTO DEL TRAFFICO ISOLA PEDONALE

PERCORSI VIA DI CASAL DEL MARMO PISTA CICLABILE

1273,22 m di lunghezza 3 m di larghezza 3819,66 mq di superficie totale

PERCORSI PEDONALI 1273,22 m di lunghezza 4 m di larghezza 5092,88 mq di superficie totale

PARCO - FOSSO

POLO DI INTERSCAMBIO Autobus - Pista Ciclabile - Percorso Pedonale

PARCO - PIANORO

COLLEGAMENTO: VIA CASAL DEL MARMO - VIA TRIONFALE

PISTA CICLABILE 3364,66 m di lunghezza 4 m di larghezza 13458,64 mq di superficie totale

VIA CASAL DEL MARMO Tratto a doppio senso di marcia PERCORSO DI TREKKING SCALE DI ACCESSO AL FOSSO

PERCORSI PEDONALI 3364,66 m di lunghezza 2,5 m di larghezza 8411,65 mq di superficie totale

COLLEGAMENTO: EX CASALE MASSARA - STAZIONE

VIALE ALBERATO PREESISTENTE

COLLEGAMENTO: PARCO SUL PIANORO-VIALE ALBERATO

LEGENDA:

PERCORSO DI TREKKING 1642,45 m di lunghezza 50 m di larghezza

Percorsi pedonali VIA TRIONFALE Doppio senso di marcia

Linee autobus Strade carrabili Piste ciclabili

Il percorso di trekking è isolato dal resto dell’intorno per la forte differenza di quota che c’è tra il fosso e il pianoro (circa 20m). Esso è sterrato e caratterizzato da vegetazione ripariale spontanea. L’unico intervento consiste nell’inserimento di scale che ne facilitano l’accesso.

Percorso di trekking

COLLEGAMENTO: PARCO SUL PIANORO-STAZIONE

Polo di interscambio di mezzo di trasporto POLO DI INTERSCAMBIO Stazione S.Filippo Neri - Pista ciclabile-Percorso pedonale - Via Trionfale - Autobus

Scale

VIA GIUSEPPE BARELLAI Doppio senso di marcia

1 ALLARGAMENTO SEZIONE VIA DI CASAL DEL MARMO SEZIONE EE’ STATO DI FATTO PARCO

INTERVENTO PROGETTUALE MARCIAPIEDE

1m

STRADA CARRABILE

10m

MARCIAPIEDE

PISTA CICLABILE MARCIAPIEDE

PARCO

EDIFICIO

5m

1m

STRADA CARRABILE

10m

2 COLLEGAMENTO VIA DI CASAL DEL MARMO - EX CASALE MASSARA

3 EX CASALE MASSARA - BOSCHETTO DI SALICI - STAZIONE

SEZIONE FF’

SEZIONE GG’

AIUOLA

PISTA CICLABILE

2m

STRADA PEDONALE

2.5m

PISTA CICLABILE

2m

AIUOLA

AIUOLA

PISTA CICLABILE

2m

STRADA PEDONALE

2.5m

MARCIAPIEDE

EDIFICIO

2m

PISTA CICLABILE

AIUOLA

2m

10


LABORATORIO DI URBANISTICA C

Daniel Ventura, Donata Sasso, Pedro Daniel Pantaleone

PROGETTO

Professore: Giovanni Caudo Assistenti: Lorenzo De Strobel- Martina Pietropaoli - Nicola Vazzoler

SISTEMA DEL VERDE MAPPATURA INTERVENTI DI ALBERATURA E AIUOLE PROGETTAZIONE ALBERATURA FILARI ALBERATI Nome comune: Pino Marittimo Nome scientifico: Pinus pinaster Famiglia: Pinaceae Ordine: Pinales Classe: Pinopsida Altezza: 25 -30 m

ALBERATURA A MACCHIA

Nome comune: Carpino Nome scientifico: Caripinus Betulus Famiglia: Betulaceae Ordine: Fagales Classe: Magnoliopsida Altezza: 15-20m

Nome comune: Salice Nome scientifico: Salix Famiglia: Salicaceae Ordine: Salicales Classe: Magnoliopsida Altezza: 15-25m

AIUOLE LUNGO I PERCORSI

RISPETTO DELLE PREESISTENZE

La scelta delle essenze caratterizzanti le aiuole è stata fatta privilegiando piante fiorifere sempreverdi con una buona produzione di nettare e di polline,

BOSCHETTO DI LECCI

Su questo percorso oggi si trovano due splendidi filari di pini marittimi, mantenuti esattamente come sono definiscono uno dei percorsi principali del parco.

Spazio naturale che offre la possibilità di rilassarsi e prendere una pausa dallo studio nell’adiacente Ex Casale Massara recuperato e rifunzionalizzato. LEGENDA: Percorsi pedonali

Nome comune: Leccio Nome scientifico: Quercus ilex Famiglia: Fagaceae Ordine: Fagales Classe: Magnoliopsida Altezza: 20-30m

Linee autobus

BOSCHETTO DI SALICI

Strade carrabili

FILARI ALBERATI SU VIA CASAL DEL MARMO

Intervento mirato alla definizione di uno spazio ombreggiato dove sostare e interagire immersi nella natura, dislocato in un punto in cui la coltivazione agricola risulta difficoltosa a causa della morfologia.

Piste ciclabili

Aumento della qualità della passeggiata perimetrale al parco. I filari costituiscono un limite opaco che non interrompe mai il rapporto fisico e visivo tra cittadini e natura.

Percorso di trekking Polo di interscambio di mezzo di trasporto Scale

PROGETTAZIONE AIUOLE 2

ESSENZE LUNGO I PRINCIPALI ASSI STRADALI 1

6

5 Nome comune: Lavanda Nome scientifico: Lavandula angustifolia Famiglia: Lamiaceae Ordine: Lamiales Fioritura: Maggio-Agosto

Nome comune: Anemone Nome scientifico: Anemone hupehensis splendens Famiglia: Ranunculaceae Ordine: Ranunculales Fioritura: Agosto-Ottobre

2

2

3

Nome comune: Iberide sempreverde Nome scientifico: Iberis sempervirens Famiglia: Brassicaceae Ordine: Brassicales Fioritura: Dicembre-Giugno

Nome comune: Buglossa azzurra Nome scientifico: Anchusa azurea Famiglia: Boraginaceae Ordine: Boraginales Fioritura: Aprile-Luglio

6

6

5

Nome comune: Bergamotto Nome scientifico: Monarola didyma Famiglia: Lamiaceae Ordine: Lamiales Fioritura: Luglio-Settembre

Nome comune: Cespica karvinskiana Nome scientifico: Erigeron karviskianus Famiglia: Asteraceae Ordine: Asterales Fioritura: Aprile-Ottobre

7

7

6

ESTATE 2

7

2

5

2

6 6

4 2

6

3

4 6

1 1

3

5

AUTUNNO

6

7

7

PRIMAVERA

2

2

3 3

3 3

1 1

6

4

5

6

7

6 2

5

5

2

Nome scientifico: Achillea tomentosa aurea Famiglia: Asteraceae Ordine: Asterales Fioritura: Maggio-Luglio

2

4

INVERNO

6

4

3 6

7 Nome comune: Millefoglio giallo

Le essenze scelte favoriscono la biodiversità e attirano una buona popolazione di insetti

3 3

1 1

4 4

2

2

2

6

6

4

4 6

2

2

5

3 3

7

3

1 1

7

5

11


LABORATORIO DI URBANISTICA C

Daniel Ventura, Donata Sasso, Pedro Daniel Pantaleone

PROGETTO

Professore: Giovanni Caudo Assistenti: Lorenzo De Strobel- Martina Pietropaoli - Nicola Vazzoler

INTERVENTI NEL QUARTIERE

La peresenza di spazio pubblico e comunitario è implementato, il costruito è disposto in modo da accentuare la natura intima dello spazio interno al quartiere.

2

30

P

3

P

32

colture ed aree verdi ristabiliscono contatto fra il quartiere ed il parco agricolo, rendono la città produttiva ed incentivano l’ interazione fre i due sistemi

P

30

15

14A 33

P

13A P

200

0m 100

COMPRENSORIO N°2-3

PARCO PUBBLICO ED

COLTURE URABANE IN CONTINUITÁ

PARCO PUBBLICO ED

SERVIZI DI SUPPLEMENTO ALLE

AREE VERDI

CON L’ATTUALE USO DELL’ AREA

AREE VERDI

SCUOLE

IPOTESI DI PROGETTO

COMPRENSORIO N°15-14b IPOTESI DI PROGETTO

P P

SCALA 1:1500

ORTI URBANI AREA TOTALE LOTTO: 5858 mq PARCHEGGI: 710 mq - 30 posti auto ORTI: 3732 mq -mq per nucleo familiare: 65 circa N° orti : 73 SERVIZI E VERDE: 1416 mq

COMPRENSORIO N°15-14b IPOTESI DI PROGETTO

9

SUP. TOTALE: 12.323 mq PARCHEGGI: 1710 mqˇ˛

28 VERDE PUBBLICO: 6424 mq

A’

A

SF: 4189 mq

180

SUL NR: 1109 mq

96 9

26 SUL R: 1663 mq

35 27

63

P

SCALA 1:1000

TEATRO

EDIFICIO SEZ A-A’

STRADA

PARCO

EDIFICIO

PLAYGROUND

PARCHEGGIO: 65 posti auto circa

LEGENDA PERIMETRO COMPRENSORIO

ACCESSI

FRONTE DEL COSTRUITO

PERIMETRO SF

PERCORSO CICLABILE

FRONTE DEI NEGOZI

12