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Per Gonfienti e il patrimonio archeologico di Prato Dopo il dibattito del 5 maggio scorso, le associazioni “Teatro La Baracca” e “Ilva-Isola d’Elba” intervengono congiuntamente con il presente comunicato sull’annoso e fin qui irrisolto caso della città degli Etruschi di Gonfienti, sito già dichiarato eccellenza archeologica di primissimo piano della Regione Toscana, che tuttavia ormai da anni vive, in una condizione di totale emarginazione, una perdurante situazione di stallo. La crescita culturale di ogni comunità trova la principale ragion d’essere nella capacità di conservare e valorizzare il proprio patrimonio materiale, fisicamente presente nei territori d’appartenenza, declinato nelle quattro “A” dei beni Ambientali, Architettonici, Artistici e Archeologici, che di questo costituiscono l’imprescindibile ossatura, l’eredità stessa del passato alla quale guardare oggi per costruire il futuro. In particolare i beni Archeologici svolgono una funzione catalizzatrice per muovere la curiosità delle nuove generazioni, accompagnata dalla ricerca sulle origini e sulle prime testimonianze tangibili dell’insediamento umano nei territori, nelle forme e nelle scelte che hanno plasmato il paesaggio antropico nel quale abitiamo. Ogni nuova acquisizione archeologica dilata l’orizzonte dei nostri saperi e consolida nei popoli una propria coscienza territoriale, gettando un ponte tra le diverse culture per la salvaguardia del bene comune. La perdita di questi valori genera di contro un immediato impoverimento della società; il non saper curare o custodire queste ricchezze, il a cura di Aldo Frangioni La galleria Il Ponte conclude la stagione espositiva – prima della pausa estiva – con una personale dedicata alla pittura di Carlo Battaglia presentando quindici grandi opere dal 1969 al 1979., fino al 19 luglio Il suo lavoro di questo decennio rappresenta comunque un vertice assoluto nell’ambito della “Nuova Pittura”, marcando quello che è l’elemento distintivo degli artisti italiani, che in quegli anni si ritrovano in quest’ambito. Infatti pur sviluppando ognuno una propria linea, è evidente come il loro lavoro tragga origine dalla grande tradizione pittorica italiana. «Per tutta la sua vita artistica, Carlo Battaglia si è battuto per evitare di essere considerato un artista d’avanguardia. Ma non è sempre stato creduto, tanto che per quasi tutti gli anni settanta si

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non divulgare e rendere adeguatamente fruibili tali beni equivale a rinunciare alla conoscenza e con essa allo sviluppo consapevole della collettività. Per tale ragione, ignorare l’esistenza di ciò che è riemerso dal passato, semmai lanciando un messaggio di disinteresse e di negatività rispetto ai valori della storia, o facendo cadere nel nulla ogni significativa realtà archeologica, pur fortuitamente scoperta, significa assumersi grandi responsabilità nei confronti dei cittadini di oggi e di domani. Per questi motivi, l’azione delle associazioni “Teatro La Baracca” e “Ilva- Isola d’Elba”, seppur oggi di denuncia e di stigmatizzazione per quanto di nefasto sta caratterizzando l’attuale contingenza, pensando alla mancata realizzazione del parco archeologico, del percorso espositivo, auspicando altresì una pronta ripresa degli scavi della città degli etruschi di Gonfienti, intende promuovere in una visione olistica lo studio e la scienza del territorio, segnatamente dei beni archeologici e dei paesaggi culturali. In particolare questa azione si rivolge a chiun-

que abbia a cuore questi valori, a tutti i soggetti pubblici e privati che condividono la potenzialità di un messaggio aperto a tutto il mondo della cultura e delle istituzioni senza steccati ideologici e divisioni di sorta. La vicenda dell’area archeologica di Gonfienti è emblematica di quanto potrebbe farsi e ancora non è stato fatto, laddove la giusta attenzione che si sollecita diventa ancor più necessaria per l’assoluta indifferenza che la politica locale mostra, in questi giorni di campagna elettorale, nei confronti di questi beni patrimoniali. Non se ne fa menzione nei programmi dei partiti o movimenti, nessuno escluso. La pochezza del livello culturale è disarmante e pericolosa. Lo scopo precipuo è dunque quello di contribuire in questo momento storico, caratterizzato dalle grandi problematiche dell’integrazione sociale, a restituire dignità di cittadinanza e piena visibilità, così come dovute, a questi specialissimi beni patrimoniali, facendoli diventare ambasciatori nel mondo del grande spessore culturale, paesaggistico e storico artistico che ci proviene dal passato, in ultima analisi per riscoprire la bellezza dei luoghi affinché questa non vada per sempre perduta o resti estranea al territorio in veloce trasformazione. Tutti gli articoli pubblicati su Cultura Commestibile su Gonfienti e la sua storia travagliata sono stati raccolti in un libro “Alla scoperta della città degli etruschi di Gonfienti, matrice insediativa della piana fiorentina”, nella collana “Gli approfondimenti di Cultura Commestibile”.

Carlo Battaglia alla Galleria Il Ponte

è trovato a rappresentare quella tendenza che oggi si identifica con la “Pittura analitica”, e che allora si chiamava anche “Nuova Pittura” o “Pittura pittura” […]. Ma sicuramente la sua presenza deve apparire eterodossa rispetto ai dettami teorici di quella analiticità, e anzi deve essere vista come una possibilità “altra”[…]» «La sua rappresentazione non è imitazione:

quest’ultimo termine è negativo, il primo costituisce invece la grande tradizione della pittura […]. In pittura, rappresentare un mondo… significa creare un mondo con gli strumenti a disposizione della pittura, non imitarlo: è quella che egli ha definito “immagine parallela”, vale a dire un equivalente della sensazione, ottenuto attraverso gli strumenti linguistici e disciplinari che ciascuno di noi si è scelto per vivere, prima ancora che per comunicare[…]. Tutta la sua pittura è sempre e solo rivolta a creare il mondo in cui si sentiva immerso». (Le due citazioni sono tratte dal testo di Marco Meneguzzo in Carlo Battaglia. Catalogo ragionato, a cura di Marco Menguzzo e Simone Pallotta, Silvana Editoriale, Milano 2014.)

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Cultura Commestibile 309  

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