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Connessioni - Maggio May 2013 / Anno Year 8th / n. 14 - Euro 7,00

I PROIETTORI LAMPLESS In principio erano le lampade LAMPLESS PROJECTORS At the beginning there were lamps

PROLIGHT + SOUND

IL LAMPLESS SECONDO PANASONIC

Francoforte, 10-13 aprile 2013 PROLIGHT + SOUND Frankfurt, 10th-13th April

La linea Solid Shine LAMPLESS VIDEO PROJECTORS ACCORDING TO PANASONIC The Solid Shine range

BOSE E EATALY Il tempio dei gourmet si apre al suono di qualità BOSE AND EATALY The gourmand’s temple opens to the sound of quality

SWITCH AL DIGITALE Anche il cinema cede al lato oscuro dei bit

DIGITAL SWITCH The cinema gives way to the dark side of the bits

CONNESSIONI.BIZ THE INTEGRATED SYSTEMS MEDIA

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Monitor Professionali

Il meglio per i professionisti AV

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Maggio May 2013 / Anno Year 8th / n. 14

EDITORIALE COMMENT

Dopo lo speciale sul tema dell’integrazione di sistemi nella nautica, su questo numero potrete leggere un nuovo approfondimento, questa volta sullo “switch”, come ormai si dice comunemente, al cinema digitale. Ovvero il passaggio del cinema a una filiera totalmente digitale, dalla produzione dei contenuti, alla loro finale divulgazione nelle sale e poi nelle abitazioni dei privati. È vero che l’interesse dei nostri lettori risiede più nella fase finale della catena, videoproiettori e sale, ma quanto fruiamo nei cinema è il frutto di una storia ben più lunga, con effetti e ripercussioni in ogni segmento di questo mercato. Quindi se è pur vero che l’articolo principale che trovate parla di tecnologia, ed è affiancato dai contributi di alcune delle aziende direttamente coinvolte nella produzione di videoproiettori digitali per il cinema, abbiamo cercato di fare un passo in più mettendo a fuoco anche gli aspetti legati all’adozione di questi sistemi e agli incentivi concessi da parte delle istituzioni. E se la tecnologia dimostra di essere ampiamente matura, e capace di rispondere alle richieste delle grandi sale come delle piccole, dal punto di vista dei gestori l’argomento è più complicato. Infatti passare al digitale significa cambiare completamente la catena di ricezione, gestione e infine proiezione dei contenuti, e se le catene e le grosse sale hanno per lo più già fatto questo passo, dotandosi di nuove apparecchiature e competenze, per le piccole il processo è ancora da completarsi (e gli investimenti non sono da poco). Su questo margine di mercato si stanno confrontando in questo momento i produttori, ma ovviamente anche i system integrator e installatori specializzati in questo settore. Vorrei infine aggiornarvi sulle ultimissime attività di Connessioni: già dall’anno scorso aderiamo infatti all’associazione KNX Italia, il cui scopo è diffondere la cultura intorno a questo protocollo ormai largamente utilizzato nell’automazione residenziale e degli edifici. Quest’anno Connessioni ha intensificato il suo contributo a fianco dell’Associazione per la divulgazione dello standard KNX, mettendo a disposizione le proprie competenze: da poco è infatti uscito il primo numero del 2013 di KNX News, l’house organ dell’associazione italiana, la cui edizione è stata curata interamente da Connessioni. Dal rinnovo di formato e materiali, a nuove proposte per quanto riguardano i contenuti. Ma oltre alle attività editoriali, affiancheremo l’associazione anche nell’organizzazione dei seminari che annualmente propone in varie città della penisola, con l’obiettivo di far conoscere le possibilità offerte dall’adozione di questo standard. Il primo si è tenuto a Piacenza in maggio, la seconda tappa sarà a Pescara il 19 di giugno, seguiranno poi Novara a ottobre, Modena a novembre, infine Genova a dicembre… ancora una volta, stay connected!

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Chiara Benedettini President & Editor in Chief Following the special issue on the theme of systems integration in the nautical sector, this edition gives a new insight on the “switch”, as it is now commonly called, to digital cinema. The passage of cinema to a totally digital chain, from content production, to its final spread to cinemas and, later, to private homes. It is true that the interest of our readers lies more in the final phase of the chain, video projectors and cinemas, but how much we enjoy cinema is the result of a much longer history, with effects and repercussions in every segment of this market. Therefore, if it is true that the main article deals with technology, and it comes alongside contributions from several of the companies directly involved in digital video projector production for cinema, we have tried to go one step further by focusing on the aspects connected with the adoption of these systems and incentives granted by institutions. The technology shows itself to be largely mature, and able to respond to the requests of both large and small cinemas, but the situation of cinema operators is more complicated. In fact, the move to digital means changing completely the reception, management and content projection chain, and if the majority of chains and large cinemas have made this step, by equipping themselves with new appliances and expertise, the process remains to be completed for smaller cinemas (and the investments are considerable). Producers are currently debating with each other, as are system integrators and installers specialised in this sector. Finally, I would like to update you on the latest activities of Connessioni: last year we joined the KNX Italia association, the aim of which is to spread the culture on this protocol which is now widely used in both home and building automation. This year, Conessioni has intensified its contribution alongside the association to spread the KNX standard, making its expertise available: the first 2013 issue of KNX News, the house organ of the Italian association, was published recently and managed entirely by Connessioni, in the renewal of format and materials, and new contents. In addition to the editorial activities, we will work alongside the association to organise the seminars which are annually held in various cities throughout Italy, with the purpose of making widely known the opportunities offered by adopting this standard. The first was held in Piacenza in May, the second will be held in Pescara on 19th June, followed by Novara in October, Modena in November and, finally, Genoa in December... once again, stay connected!

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INFO

INTERAGIRE CON IL SISTEMA CONNESSIONI

Aziende citate Mentioned companies CEDIA

LG

Acronn

LifeSize

Analog Way

Lightware

Anec Toscana

Messe Frankfurt

AssoDS

Mitsubishi Electric

Asus

MMD

Audac

Molpass

Audiosales

Music&Lights

Connessioni è un’azienda di comunicazione integrata, dedicata al mondo dell’integrazione di sistemi

Aver

Nec

Barco

NuVo Technologies

BenQ

Optocore

Connessioni is a company that deals with integrated communication, dedicated to the systems integration sector

Blackmagic Design

Outline

Bosch

Panasonic

BTicino

Peavey

Casio

Philips

Christie

PHL Make Up

Clay Paky

Powersoft

Coolux

Prase

Crestron

Prevost

D.O.Tech

Prolight+Sound

DAS Audio

RCF

DMXPEN

Risco Group

DTS Lighting

Rode

Eataly

Samsung

eBay

Seatec

EDCF

Sennheiser

Eurosell

SIEC

Exhibo

Skype

Fuorisalone

SMPTE

Gefen

Sony

Home Innovation

Texas Instruments

Infitech

Toshiba

InfoComm

Tutondo

KNX Italia

TVP

Lab Gruppen

Yamaha

INTERACTION WITH THE CONNESSIONI SYSTEM

Grazie al connubio QR Code/smartphone è possibile ad oggi mettere in relazione gli articoli stampati con approfondimenti che utilizzano piattaforme digitali. Negli articoli sarà presente un QR Code: con un solo scatto fotografico dello smartphone, sarà possibile accedere a contenuti di vario genere: siti web, gallery fotografiche, filmati e blog. Sarà quindi possibile godere delle interattività che fino ad oggi la carta non ci poteva offrire. Le icone riportate sopra il QR Code sono un’indicazione del tipo di contenuto al quale si accederà. The QR Code/smartphone alliance has made it possible to connect print articles with insights which use digital platforms. A QR code will be present in each article: with a single photographic shot of the smartphone, you can access content from several sources; websites, photo galleries, videos and blogs.You can then enjoy the interactivity which, to now, paper was unable to offer us.The icons placed above the QR Code indicate the type of content that will be accessed.

PHOTO VIDEO SITO WEB INFO BLOG QRCODE link

2

Ottobre October 2011

Informazione integrata. Inquadra il QR con la fotocamera del cellulare dopo aver aperto il lettore.

Integrated information access. Frame the QR with the phone camera after opening the player.

Legrand


Maggio May 2013 / Anno Year 8th / n. 14

SOMMARIO

01 Editoriale Comment 02 Aziende Citate Mentioned companies 94 Colophon/Redazione/Collaboratori Colophon/Editorial Staff/Contributors 96 Inserzionisti Advertisers

TABLE OF CONTENTS

STRUMENTI/TOOLS

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AVER VC BRIDGE Un ponte tra videoconferenza H.323 e Skype A bridge between H.323 videoconferencing and Skype

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IL LAMPLESS SECONDO PANASONIC La linea Solid Shine LAMPLESS VIDEO PROJECTORS ACCORDING TO PANASONIC The Solid Shine range

SWITCH AL DIGITALE

Anche il cinema cede al lato oscuro dei bit SWITCH TO DIGITAL Cinema also gives in to the dark side of bits

SOLUZIONI/SOLUTIONS

AGGIORNAMENTI/UPDATE

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PROLIGHT + SOUND Francoforte, 10-13 aprile 2013 PROLIGHT+SOUND. Frankfurt, 10th-13rd April

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20 26

FUORISALONE 2013 Milano, 9-14 aprile THE FUORI SALONE FAIR. Milan, 9th-14rd April

BOSE E EATALY

Il tempio dei gourmet si apre al suono di qualità BOSE AND EATALY The gourmand’s temple opens to the sound of quality

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LIGHTWARE Chi fa da sé... If a job’s worth doing...

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BTICINO CONVENTION Sorrento, 6-7-8 maggio Sorrento, 6th-7th-8th May

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AVVISO AI NAVIGANTI

Sicurezza in mare con l’automazione NOTICE TO SEAGOERS Safety at sea with automation

INCONTRI/MEETING

AUDIOSALES Torino, 19 marzo 2013 Turin, 19th March 2013

80

HI.ROADSHOW Calenzano (FI), 29 marzo 2013 Calenzano (Florence), 29th March 2013

DALLE ASSOCIAZIONI/ASSOCIATIONS WORLD

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SIEC INCONTRA GLI INTEGRATORI DELLA NAUTICA SIEC MEETS SYSTEM INTEGRATORS OF THE MARINE SECTOR

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PHILIPS

Differenziazione e costante presenza sul mercato PHILIPS Differentiation and constant presence on the market

TECNOLOGIA/TECHNOLOGY

KNX: LA PARTNERSHIP SCIENTIFICA KNX: THE SCIENTIFIC PARTNERSHIP

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ASSODS – SI FA PRESTO A DIRE DIGITAL SIGNAGE ASSODS – DIGITAL SIGNAGE IS EASIER SAID THAN DONE

88 OLTRE 300 CORSI DI FORMAZIONE PER INFOCOMM

UNIVERSITY MORE THAN 300 EDUCATIONAL SESSIONS FOR INFOCOMM UNIVERSITY

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CEDIA, TUTTE LE NOVITÀ CEDIA: ALL NEWS

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I PROIETTORI LAMPLESS In principio erano le lampade LAMPLESS PROJECTORS At the beginning there were lamps

DURA LEX...

92 TAX CREDIT. IL PASSAGGIO DEL CINEMA AL DIGITALE TAX CREDIT. THE PASSAGE OF CINEMA TO THE DIGITAL ERA


SCENARI SCENARIES

SWITCH AL DIGITALE Anche il cinema cede al lato oscuro dei bit SWITCH TO DIGITAL Cinema also gives in to the dark side of bits

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Maggio May 2013

© Christie

L’idea iniziale per questo articolo prevedeva una linea editoriale attinente ai topics a cui è legata Connessioni; da lì la volontà di partire con un bel pezzo, quello di Alberto Pilot, che analizzasse gli step tecnologici che hanno anticipato, e preparato il settore del cinema, al passaggio al digitale. Ma più che ci addentravamo in questo tema e più che il focus si allargava. L’antologia di opinioni e testimonianze, che trovate a corollario della parte tecnica, sono il frutto della volontà di fornire ai nostri lettori più informazioni possibili

The initial idea for this article provided an editorial line very close to the Connessioni’s usual topics; then, the will to start with a nice piece, by Alberto Pilot, that analyzes the technological steps that have anticipated and prepared the sector for the digital switchover. But more we went into in this issue, more the focus widened. The anthology of opinions and testimonials, that you find like a corollary of the technical part, are the result of the desire to provide our readers with more information as possible

Text: Alberto Pilot

In una fase di transizione tecnologica senza soluzione di continuità, anche la pellicola – che per intere generazioni rappresenta molto di più che uno strumento per fissare e riprodurre le immagini utilizzato da registi e direttori della fotografia – cede progressivamente il passo alla sua controparte digitale, non per questo meno ricca di possibilità operative e artistiche Quella che segue vuole essere una chiacchierata attenta al punto di vista tecnologico, piuttosto che una disamina della storia del cinema dagli albori fino ai giorni nostri; ciò che ci preme analizzare, infatti, è il passaggio fra una tecnologia che ha segnato un’era e quella che invece ha il compito di traghettare il cinema del prossimo futuro su tutti gli schermi sparsi per il globo.


DA PELLICOLA A HARD DISC

Senza scendere troppo nei particolari, quindi, sappiamo che in principio la pellicola ha rappresentato il veicolo adoperato dai registi per catturare le immagini che scaturivano dalla loro immaginazione e dalla bravura degli attori, portando così in tutto il mondo una delle rappresentazioni dell’arte che ben ha dimostrato l’estro umano. I cinema sono sempre stati luoghi di unione, spazi dove timidamente si cercavano i primi approcci con la ragazza che si aveva avuto il coraggio di invitare, arene per dibattiti filosofici, politici e strumentali e non ultimo, un’occasione di svago dalla quotidianità, dove lasciare spazio alla fantasia e alle emozioni. Quello che conteneva “una pizza” di pellicola era molto di più del valore materiale del prodotto stesso, per cui la transizione da questo mondo al digitale non dovrebbe spaventare i puristi amanti della settima arte, eppure esistono due fazioni contrapposte: i nostalgici della tradizione, e chi invece coglie nei nuovi strumenti e tecnologie la possibilità di esplorare territori ancora parzialmente sconosciuti. Senza patteggiare ovviamente per l’una o l’altra posizione, ricordiamo brevemente che dalle pellicole e quindi dalle macchine da cinema (che, unendo meccanica di precisione, ottica e corpi in ghisa dotati di sistemi di smaltimento per le altissime temperature delle lampade, rappresentavano un vero e proprio miracolo tecnologico) si è passati ai proiettori digitali, sia con tecnologia LCD (riflessiva) che poi per la maggior parte DLP. Trovare una tabella di conversione univoca fra un formato analogico e il corrispettivo digitale (formato da un numero finito di pixel) è in sostanza impossibile; anche perché bisogna considerare che le pellicole sono sviluppate (e quindi anche “duplicate” mediante l’uso di inter-negativi) con un processo chimico che richiede i giusti tempi e la giusta

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alchimia. Per cui, passatemi il paragone, non è detto che in un fotogramma a 36 mm ci siano sempre le stesse quantità di informazioni (tecniche) se paragonato con uno analogico. In un recentissimo passato questo ha comportato che, data anche la congiuntura fra la crisi del settore e quella economica generale, e il modo in cui il “luogo cinema” veniva fruito da un pubblico diverso per età, esigenze ed aspettative rispetto al passato, non era raro vedere delle proiezioni di scarsa qualità nel luogo deputato per antonomasia alla visione dei film. Così come non era raro che in casa si guardasse lo stesso master ma riversato su Blu-ray Disc, e magari con un impianto AV di livello. Sembra un paradosso, ma pare che il tempo materiale che le varie aziende distributrici avevano a disposizione per creare le copie da spedire in tutta Italia non fosse sufficiente a impressionare la pellicola in modo perfetto; a differenza della creazione del master digitale in alta definizione per la distribuzione domestica, magari ottenuto con scanner di alta qualità… sempre che non provenisse direttamente da cineprese digitali e quindi fondamentalmente pronto al 90% dopo il color grading e il montaggio. L’altro paradosso, infatti, è stato che per un certo periodo si è girato in digitale riversando il contenuto in pellicola, poiché i cinema dotati d’infrastruttura adatta alla visione di quel materiale nativo non erano ancora così diffusi capillarmente. Ma quanti MP (ossia milioni di pixel) ci sono in un fotogramma a 36 mm? Tanti, davvero tanti. A puro scopo d’informazione si pensi che alcuni girati a 72 mm sono stati scannerizzati in altissima risoluzione su formato 8K (parliamo di oltre 33 MP), questo solamente per questioni di infrastruttura tecnologica attuale e di costo dell’operazione, altrimenti il trasporto sarebbe potuto avvenire anche a risoluzioni molto più elevate. Da questi file digitali sono stati ricavati ulteriori master in 4K (oltre 8 MP) che sono stati proiettati senza altre operazioni digitali di video processing nei cinema dotati di proiettori alla stessa risoluzione nativa (con un risultato da “mascella spezzata”, se vi fidate di chi vi scrive), e poi ancora ulteriormente down-scalati per ottenere il master FullHD (1.920x1.080 ossia poco più di 2 MP) da distribuire nel mercato Home attraverso i Blu-ray Disc. Anche così “ridotti”, ma visti con impianti di qualità, i file hanno delle immagini davvero splendide, ricche di contrasto, sature e dotate di micro dettaglio; quando potremmo godercele in Ultra HD 8K probabilmente ricorderemo queste affermazioni con un filo di ironia e nostalgia, ma oggi dobbiamo essere più che soddisfatti di questo risultato.

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4K ULTRA HDTV. ADESSO I GIOCHI SONO FATTI! 4K ultra HDTV. What’s done is done! Text: Alberto Pilot Rispetto a quando è uscito il precedente articolo su Connessioni # 11, riguardante i nuovi segnali per l’alta definizione TV, sono state aggiunte altre notizie riguardo l’Ultra High-Definition TV (Ultra HD) che è diventato nel frattempo uno standard definito da regole. Come precedentemente per i segnali HD, anche in questo standard troviamo 2 risoluzioni diverse: 4K Ultra HD = 4096x2160 pixel in 16:9 (che sono più di 8 MP) 8K Ultra HD = 7680x4320 pixel in 16:9 (che sono più di 33 MP) !! La CEA (Consumer Electronic Association) ha definito le caratteristiche minime che deve avere un display digitale per essere dichiarato compatibile Ultra HD, ossia: • Risoluzione nativa di almeno 8 milioni di pixel • Risoluzione nativa di almeno 3840 x 2160 in 16:9 • Almeno 1 ingresso capace di accettare a risoluzione nativa un segnale 3840x2160 L’ITU ha anche divulgato le specifiche del segnale video Ultra HD, con il documento BT.2020 che ne specifica i dettagli: • 10 o 12 bit di profondità per componente • codifica colore component 4:2:0, 4:2:2 oppure 4:4:4 • frame-rate da 23.976 a 120 fotogrammi progressivi al secondo • un nuovo gamut colore ben più esteso di quello DCI del cinema digitale Le immagini con profilo colore REC.2020 adopereranno come codec l’H.265 – HEVC (High Efficiency Video Coding) per essere immagazzinate e verosimilmente riprodotte dai display digitali compatibili. Il nuovo corso è quindi ufficialmente iniziato; rimangono tuttavia più che valide le considerazioni che abbiamo affrontato in sede di quell’approfondimento, soprattutto in funzione del materiale nativo da visualizzare e, fattore tutt’altro che trascurabile, considerando che la transizione dal 4K Ultra HD al segnale 8K Ultra HD avverrà teoricamente nel giro di 4/5 anni. Rimane da capire se effettivamente la risoluzione 4K sia soltanto un momento di passaggio verso la “vera” Ultra HD, come è stato per i segnali HD, prima a 720p e poi portati alla FullHD (termine solo figlio del marketing) con i segnali 1080p. Prevediamo confusione all’orizzonte. Compared with when the preceding article on the new signals for HDTV was published in issue XX of Connessioni, other news has arrived regarding the Ultra High-Definition TV (Ultra HD) which, in the meantime, has become a standard defined by rules. As it was previously for HD signals, this standard also has 2 different resolutions: 4K Ultra HD = 4096x2160 pixels in 16:9 (which are more than 8 MP) 8K Ultra HD = 7680x4320 pixels in 16:9 (which are more than 33 MP)!! The CEA (Consumer Electronic Association) has defined the minimum characteristics which a digital display must have to be declared Ultra HD compatible. These are: • Native resolution of at least 8 million pixels • Native resolution of at least 3840 x 2160 in 16:9 format • At least 1 input able to accept a signal of 3840x2160 on native resolution The ITU has also disclosed the specifications of the Ultra HD video signal, with the BT 2020 document which specifies its details: • 10 or 12-bit depth per component • codification of colour component 4:2:0; 4:2:2 or 4:4:4 • frame rate of 23.976 at 120 progressive frames per second • a new colour range which is much more extended than that of DCI of the digital cinema Images with REC 2020 colour profile will adopt H.625 HEVC (High Efficiency Video Coding) as codec to be stored and ostensibly reproduced by compatible digital displays. The new direction has officially begun; the considerations which we tackled during that in-depth discussion remain more than valid, above all in relation to the native material to display and, a factor which is anything but trivial, considering that the transition from the 4K Ultra HD to the 8K Ultra HD signal will theoretically occur within 4/5 years, is to understand if 4K resolution is actually only a moment along the move towards “true” Ultra HD, as it was for HD signals, initially at 720p and later brought to FullHD (which is only a marketing term) with 1080p signals. We expect confusion on the horizon.

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Maggio May 2013

LA RISOLUZIONE NATIVA

Quello che non va mai dimenticato è che la filiera parte dalla telecamera per poi arrivare alla sala da proiezione, e che inizialmente le cineprese sono state sostituite da macchine digitali dotate di sensori con una risoluzione molto elevata – ma non come quella possibile ai giorni nostri – e questo sempre per il famoso bilanciamento fra costi di gestione/acquisto e prestazioni ottenute. Nasceva così, in seno alla DCI (Digital Cinema Initiatives, organizzazione formata da esponenti di spicco fra gli studi nati per il Cinema Digitale), la prima risoluzione per il cinema digitale: quella famosa 2K che tanto si avvicina al Full HD arrivato in seguito, e capace d’immagini da 2.048*1.080 punti (con varianti in base al rapporto d’aspetto scelto dal regista), con caratteristiche specifiche per bit-rate, ampiezza del gamut da offrire, e quindi della banda passante (BW) complessiva del segnale. I primi video proiettori dotati di questa matrice furono gli LCD riflessivi a brevetto Sony (SXRD, non a caso una fra le maggiori fra gli studi di Hollywood) e di JVC (D-ILA), seguiti entro poco tempo anche dalla Texas Ins. con il suo brevetto a micro-specchi DLP per mano di Christie, Barco e NEC. Vi sono anche altri brand in questo mercato, che però utilizzano parti o proiettori completi di queste aziende. Il recente passaggio ha voluto poi che la corsa alla “massima risoluzione” comportasse l’introduzione di telecamere dotate di sensori ancora più capaci e quindi, per proprietà transitiva, anche all’introduzione di video proiettori digitali dotati di matrice a risoluzione 4K DCI. Ossia 4.096*2.160, con anche qui le varianti del caso in funzione del rapporto d’aspetto scelto per il film, (e comunque con un “minimo” di oltre 8 MP per arrivare ai 12 MP dell’apertura massima permessa dallo standard). Lo scenario si è ripetuto anche per quanto riguarda i marchi presenti nelle sale cinematografiche: Sony è arrivata per prima (forse con JVC in alcune selezionate catene di cinema USA, ma prendete questa info con beneficio di inventario), seguita da Christie, Barco e NEC con i loro DLP 4K DCI. Questa tecnologia (o meglio, risoluzione, in comparazione con la precedente 4K) è stata sdoganata anche per il mercato domestico, con l’introduzione della Ultra HDTV di cui abbiamo già parlato in uno dei recenti numeri della rivista. Ad ogni modo, questa Ultra HD è diventata nel frattempo uno standard a tutto tondo, per cui trovate nel box di approfondimento le notizie a completamento proprio dell’articolo in questione. Se in prima analisi quindi può sembrare che la rincorsa alla risoluzione sia anche figlia della volontà di riempire al meglio (con più informazioni) gli schermi da decine e decine di metri quadri, per una visione di maggiore qualità e impatto, uscite da questa visione romantica e torniamo per un momento al più pragmatico e vil danaro. La visione 4K permette di potersi avvicinare maggiormente allo schermo senza intravedere la trama dei pixel, ossia significa per gli esercenti poter aggiungere 2/3 file di poltroncine allo schermo, con un incremento potenziale anche di oltre cento biglietti per proiezione. La DCI non promulga solo risoluzioni e caratteristiche dei segnali appannaggio del cinema digitale, ma anche una serie di regole stringenti, da rispettare per aderire allo standard, su aspetti legati alla cattura, immagazzinamento, trattamento, spedizione, ricezione e visualizzazione di questi contenuti.


SCENARI SCENARIES

La regola vuole che una volta ottenuto il film da visualizzare e registrato su HD, le copie legali siano distribuite nei vari cinema abilitati e certificati, così da essere preventivamente scaricate nel server che accompagna sempre il proiettore digitale; acquistando un dato numero di visioni (per data e ora), vengono spedite via satellite delle chiavi di de-criptatura così che il contenuto del disco sia leggibile e riproducibile. Questo per impedire copie pirata identiche all’originale, e per permettere agli esercenti di pagare solo in base alle effettive proiezioni. A corollario di queste apparecchiature ci sono anche quelle definite E-Cinema (electronic): in pratica la filiera per la riproduzione degli spot pubblicitari (e in alcuni casi anche di trailer) che anticipano la visione del film. Un proiettore E-Cinema non deve soddisfare le stringenti regole DCI, per cui viene utilizzato anche in sale parrocchiali o per comunità dove si possono visualizzare contenuti su Blu-Ray o film d’essai veicolati tramite Hard Disc, ma che non fanno parte del circuito dei blockbuster hollywoodiani.

OLTRE LA SECONDA DIMENSIONE E I 24P

L’avvento dei proiettori digitali, oltre a comportare tutti gli aspetti appena descritti, ha aperto ai registi scenari tecnologici prima solo parzialmente esplorati. Uno dei più mirabili esempi è Avatar di James Cameron, proposto nelle sale cinematografiche mondiali a Natale 2009 nella “magnificenza” delle immagini in 3D. La stereoscopia esiste dall’inizio del secolo scorso, ottenuta anche con metodologie empiriche che nulla hanno a che fare col 3D (le immagini con anaglifo), ma grazie alle possibilità offerte oggi dalla tecnologia è innegabile che Cameron abbia tracciato una linea di demarcazione fra il prima e dopo Avatar, indipendentemente dal fatto che il film sia piaciuto o meno. Seguendo questo business, si sono susseguiti altri film in 3D che sfruttavano l’effetto pop-up (in uscita dallo schermo) o di immersività per giustificare interi lungometraggi con molto poco da dire se non una sorta di effetto videogioco, o effetto “Gardaland” come soprannominato dai più spietati, per divertire il pubblico. Lo stesso pubblico che evidentemente non si è sempre divertito, visti i risultati di diffusione e di trasposizione domestica degli stessi contenuti. In questo caso la spiegazione crediamo vada ricercata nel “cliente tipo” di un moderno multisala, e soprattutto in relazione a quali tipologie di film/spettacolo prediliga. Tralasciando l’aspetto sociale, e concentrandoci sulla tecnologia, scopriamo che alcuni costruttori hanno cercato di assicurarsi anche l’esclusività della loro metodologia di riproduzione delle immagini stereoscopiche. Che, ricordiamolo, si dividono in attive e passive: le prime richiedono l’utilizzo di occhiali con otturatore LCD alimentato da una batteria, e un emettitore IR o RF collegato al proiettore, quindi sono strumenti costosi e relativamente pesanti, e non usa e getta. La stereoscopia passiva, invece, sfrutta occhiali con lenti polarizzate (alle volte usa e getta), che quindi garantiscono costi di gestione contenuti per gli esercenti. Ognuna delle due tecnologie quindi ha i suoi pro e i suoi contro, e la scelta è spesso legata a ragioni di opportunità.

Le ritroviamo entrambe nell’ambiente domestico, dove è però favorita l’attiva non fosse altro per evitare il set-up con doppio proiettore per la stereoscopia passiva e l’utilizzo del silver screen, l’unico che non de-polarizza la luce. (Salvo usare il brevetto Infitech, che ottiene la visione della terza dimensione con la diversa modulazione d’ampiezza dello spettro della luce fra i due diversi occhi/filtri). Oltre alla ricerca del miglior modo per rendere tridimensionali le immagini bidimensionali a schermo, in questi ultimi tempi si è lavorato all’annoso problema della frequenza di quadro del cinema digitale, i “famigerati” 24p. Questo valore non è ovviamente nato a caso, risale a quasi un secolo fa quando si è passati dalla movimentazione manuale della pellicola a un sistema meccanizzato: i 24 fotogrammi al secondo erano un valore “accettabile” per la visione, in relazione all’affidabilità e alla durata del meccanismo che trascinava la pellicola. Nel tempo questo valore è diventato standard e quindi le caratteristiche carrellate “saltellanti”, o i panning orizzontali del cinema sono divenuti un segno distintivo delle sale, tanto che alcuni “puristi” li hanno sdoganati anche in ambiente domestico, facendoli diventare il frame rate dei dischi BD ottenuti da master cinematografico. Nessun prodotto digitale è in grado di visualizzare un’immagine a 24Hz, per cui anche al cinema, grazie ad uno shutter, la frequenza è virtualmente raddoppiata, duplicando i frame nell’unità di tempo; nel 3D è poi arrivata anche il “triple flash”, che di fatto triplica i frame per ogni occhio e per ogni secondo, andando ad ottenere così [(24x3)x2 =] 144Hz di scansione verticale di quadro, 72Hz per ogni occhio. Questo ha reso sicuramente il tutto più fluido, ma con una certa “coerenza” nella visione delle immagini. Ma la ricerca non si ferma, ed ecco che è arrivato anche l’HFR, High Frame Rate, ossia il raddoppio in fase di cattura della frequenza di quadro, quindi il girato adesso è a 48Hz. Questo è stato accolto come una manna dal cielo da quel Peter Jackson pluripremiato per la sua trilogia Il Signore degli Anelli, che ha girato il prequel The Hobbit proprio in HFR, subito incalzato da Cameron che ha promesso di girare a sua volta i due sequel di Avatar.

© Christie

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SCENARI SCENARIES

OPINIONI Opinions Quella che segue è una carrellata di opinioni che abbiamo raccolto da alcuni tra i produttori più importanti in ambito di Digital Cinema The following is a roundup of opinions that we have collected from some of the leading manufacturers in the Digital Cinema sector

BARCO

Tom Bert, Product Marketing Manager Digital Cinema Barco C - Come Barco ha affrontato le sfide tecnologiche della digitalizzazione, e quali sono le motivazioni della strada intrapresa con la linea di prodotti che offre oggi a catalogo? Tom Bert - Alcune caratteristiche tecniche rendono unico l’ambiente della sala cinematografica. Prima tra tutte, la distribuzione e tutela dei contenuti: nessuna altra industria, se non quella cinematografica, crea, distribuisce e protegge i propri contenuti fino all’ultimo momento della catena. Se pensiamo a server e proiettori, questo impatta sulle misure di protezione utilizzate sia dal lato “soft” (criptatura, watermarking...) che da quello “hard” (tasti, interruttori...), quindi la protezione si deve costruire lungo tutta la catena, e la compatibilità assicurata in tutte le fasi. Performance di questo tipo non si possono ottenere da un proiettore digitale standard. Inoltre, un’altra caratteristica unica del cinema riguarda le dimensioni dello schermo di proiezione, con schermi che possono superare i 20 m di ampiezza: il livello di luminosità e la qualità d’immagine che richiedono non sono facili da ottenere. Il procedimento più efficiente dal punto di vista dei costi sarebbe quello di seguire la catena sin dall’inizio, da qui la scelta logica per Barco della tecnologia DLP: è l’unica soluzione attuabile (per affidabilità, efficienza, stabilità, risoluzione...) per costruire il motore piattaforma di proiettori che offrano livelli di luminosità come quelli richiesti dal cinema. Le altre scelte progettuali (lampade, lenti, meccaniche...) mirano allo stesso fine: una qualità d’immagine perfetta sugli schermi più grandi. Chi segue il processo creativo di un film, a partire dal regista , si aspetta che il prodotto finale venga proiettato nelle sale esattamente come lo immaginavano nella loro mente. La tecnologia fa proprio questo, non pone certo limitazioni all’immaginazione dell’industria cinematografica. Barco sviluppa i propri proiettori digital cinema tenendo sempre bene a mente questo concetto. C - Come vede Barco il futuro del cinema digitale? Secondo voi, quale sarà la tecnologia del futuro? TB - In Barco pensiamo che la digitalizzazione vista in questi ultimi anni non sia terminata, ma sia invece solo all’inizio. Certo, la saletta di proiezione ora è digitale, ma guardando agli altri stadi del processo vediamo che c’è ancora molta strada da fare. Non intendo solo che l’impronta tecnologica debba entrare in ogni aspetto del cinema (lobby, POS, CRM...) ma soprattutto, e più importante, che se ne massimizzi l’impatto attraverso l’integrazione, sia interna che rispetto ai componenti esterni. È importante capire che per il cinema del futuro la tecnologia sarà un facilitatore, non un fine. La tecnologia renderà attuabili nuove occasioni d’uso, le quali a loro volta svilupperanno nuovi modelli di business, e questi ultimi faranno crescere l’industria cinematografica nel suo complesso. Guardando a esempi specifici, come il 3D o le risoluzioni più elevate, o più recentemente il suono immersivo e il digital signage, sopravviveranno solo se gli esercenti potranno trarne profitto per il loro business. Tutto ciò poi è sempre legato alla disponibilità di contenuti, mai così importante come nell’industria cinematografica: per il 3D è oggi stabilizzata, mentre l’industria attende ancora un 4k davvero attraente. Ma ci sono nuove iniziative che vedono i protagonisti dell’industria lavorare fianco a fianco, gli studios e i pubblicitari, per avere i contenuti. C - Barco è stata coinvolta nella conversione di pellicole cinematografiche in digitale? TB - Sì, siamo stati coinvolti indirettamente. Dal punto di vista tecnologico abbiamo appreso essere un procedimento a basso rischio: le copie di uno stesso film infatti in genere sono parecchie. Come già chiarito sopra, il digitale avrà senso e prenderà piede solo se vi saranno le apparecchiature disponibili, per tutti 8 Maggio May 2013 e facilmente, e se questo darà supporto al business.

A una world premiere di questa nuova “tecnologia” il pubblico scelto è stato scettico al riguardo della qualità delle immagini, bollate come qualità da “telenovela” o da “girato domestico”, cosa che evidentemente non ha fermato Jackson dal far uscire lo scorso dicembre il primo episodio della sua seconda trilogia; come da copione c’è chi ha gridato allo scandalo e chi invece ha accolto questa innovazione con entusiasmo e speranza per il prossimo futuro. Quello che è chiaro è che un evento emozionale come la visione di un film è accompagnato da tanti e tali elementi che magari poco o nulla hanno a che fare con l’aspetto tecnologico, che verosimilmente rimane più legato ad appassionati o operatori come noi. In fondo è questo il vero fascino della citata settima arte.

During a phase of technological transition without interruption, even film, which for entire generations has represented much more than a tool to fix and reproduce images used by directors and photographers, progressively gives in to its digital counterpart, which is by no means less rich in operational and artistic possibilities. What follows intends to be a thoughtful chat on technology rather than an analysis of the history of cinema from its beginnings to our day; what is important for us to analyse is the move between one technology which has marked an era and that which, instead, has the task of taking the cinema of the future to all screens worldwide. FROM FILM TO HARD DISK Without going into too much detail, we know that at the beginning film represented the vehicle used by directors to capture the images which came from their imagination and the ability of actors, taking one of the representations of art which has demonstrated human talent to all corners of the globe. Cinemas have always been places for meeting, spaces where we timidly try out our first approaches with the girl we have had the courage to ask out. They have also been platforms for philosophical, political and instrumental debates and, last but not least, an opportunity to get away from everyday life, where you can leave space to imagination and to emotions. The one which contained "a pizza” of film was much more than its material value of the product itself, so the transition from this world to the digital world should not frighten purists, lovers of art week, and yet two opposing factions exist: the nostalgic lovers of tradition, and those who instead see in the new tools and technologies the opportunity to explore territories which are still partially unknown. Without obviously siding on one side or the other, let us briefly remember that from films and consequently from cinema machines (which, joining precision mechanics, optical and bodies in cast iron equipped with disposal systems for the highest temperatures of the lamps, represented an out and out technological miracle) we have moved on to digital projectors, both with LCD technology (reflexive) and then for the most part DLP. To find an unambiguous conversion chart between an analogical format and the corresponding digital (format with a finite number of pixels) format it is essentially impossible; this is also because it is necessary to consider that films are developed (and hence duplicated using the inter-negatives) with a chemical process which requires the right timing and the right alchemy. Therefore, allow me to make a


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comparison, it is not necessarily true that a 36 mm frame always has the same quantity of information (technical) of an analogue frame. In a very recent past this has meant that, considering also the situation between the crisis of the sector and the general economical situation, and the way in which the “cinema location” was used by a different public in terms of age, needs and expectations compared with the past, it was not rare to see poor quality projections in the place designed par excellence for watching films. Just like it wasn’t a rare occurrence that at home, the same master was watched but reversed onto a Blu-Ray Disc, and perhaps with a good quality AV system. It seems a paradox, but it appears that the actual time distribution companies had available to create the copies to deliver throughout Italy was not sufficient to perfectly impress the film; unlike the creation of the HD digital master for domestic distribution, perhaps obtained using a high quality scanner.... as long as it did not come directly from digital video cameras and so essentially 90% ready after the colour grading and editing. The other paradox has been that for a certain period of time films were shot in digital reversing the content onto film, since cinemas equipped with infrastructure suited to the viewing of that native material were few and far between. But how many MPs (or rather millions of pixels) are there in a 36 mm frame? A lot. For purely informational purposes just think that several films shot at 72 mm have been scanned in high resolution on 8K format (we are speaking about more than 33 MP); this is only for the current technological infrastructure and cost of the operation, otherwise the transport could have occurred with much higher resolutions. Further masters in 4K have been obtained from these digital files and projected without other digital operations of video processing in cinemas equipped with projectors at the same native resolution (with results that leave you “gobsmacked”, if you trust the writer), and then further down-scaled to obtain the FullHD (1,920x1,080 or rather a little more than 2 MP) master to distribute in the Home market on Blu-Ray Disc. Even so “reduced”, but watched on quality systems, the files have truly magnificent images, rich in contrast, saturated and equipped with micro detail; when we will be able to enjoy them in Ultra HD 8K we will probably remember these declarations with a touch of irony and nostalgia, but today we have to be more than satisfied with this result. NATIVE RESOLUTION What should never be forgotten is that the chain starts with the video camera to arrive at the projection room, and that initially the video cameras were replaced by digital machines equipped with sensors with a very high resolution, but not like that which is possible today, and the purpose of this is always to balance management/purchase costs and performances obtained. It originated in this way, in the bosom of DCI (Digital Cinema Interactive, organisation formed by high ranking exponents from among the studios which were set up specifically for Digital Cinema), the first resolution for digital cinema: the famous 2K which is so close to Full HD arrived later, and with an image ability of 2.048*1.080 points (with

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variations based on the ratio aspect chosen by the director), with specific characteristics for bit-rate, the range of gamut to offer, and consequently of the overall signal bandwidth (BW). The first video projectors equipped with this matrix were the reflexive Sony patented LCDs (SXRD, it is no accident that it is one of the largest Hollywood studios) and JVC (D-ILA), followed shortly after by Texas Ins. with its DLP micro-mirrors patent by Christie, Barco and NEC. There are also other brands in this market, which use parts or full projectors of these companies. The recent move has required that the race to the “maximum resolution” would imply the introduction of video cameras with sensors which are increasingly capable and consequently, for transitive proprietary, also the introduction of digital projector videos equipped with 4K DCI resolution matrix. Or rather 4,096 x2, 160, with variations depending on the aspect ratio chosen for the film (and in any case with a “minimum” of more than 8 MP to reach 12 MP of the maximum opening allowed by the standard). The scenario repeated itself for the brands present in cinemas: Sony was the first to arrive (perhaps with JVC in several selected chains of USA cinemas, but take this information with reservations), followed by Christie, Barco and NEC with their DLP 4K DCI. This technology (or better, resolution, compared with the preceding 4K) has also been released for the domestic market, with the introduction of the Ultra HDTV about which we have already spoken in one of the recent issues of the magazine. In any case, in the meantime, this Ultra HD has become an all in one standard, so in the in-depth information box you will find the news for the proper completion of the article in question. Consequently, if, on initial analysis, it may seem that the


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chase to the resolution is also the result of the desire to fill screens with scores and scores of square metres in the best possible way (with more information), for a greater quality and impacting viewing, forget about this romantic vision and let us return for a moment to the more pragmatic and vile element of cash. 4K vision allows us to get even closer to the screen without seeing the pixel weave, or rather it means that cinema operators are able to add 2/3 rows of armchairs in front of the screen, with an increase in over one hundred tickets per projection. DCI not only promulgates resolutions and characteristics of appanage signals of digital cinema, but also a series of stringent rules, to be complied in order to support the standard, on aspects connected with capture, storage, treatment, delivery, reception, and visualisation of these contents. The rule requires that once the film to be viewed has been obtained and recorded on HD, the legal copies are distributed in the various cinemas which are enabled and certified, so that they can be preventively downloaded into the server which always accompanies the digital projector; by purchasing a given number of viewings (per date and hour), decrypting keys are sent via satellite so that the disk content is legible and reproducible. This is to prevent pirated copies identical to the original, and to allow cinema operators to pay only on the basis of the actual films projected. In addition to these appliances there are also those called E-Cinema (electronic): in short, the chain responsible for the reproduction of ads (and in some cases trailers) which come before the film. An E-Cinema projector does not have to satisfy the stringent DCI rules, so it is also used in parish halls or for communities, where it is also possible to view Blu-Ray or experimentation films which are screened via Hard Disk, but which are not part of the circuit of the Hollywood blockbusters.

MA QUANTI MP (OSSIA MILIONI DI PIXEL) CI SONO IN UN FOTOGRAMMA A 36 MM? TANTI, DAVVERO TANTI. A PURO SCOPO D’INFORMAZIONE SI PENSI CHE ALCUNI GIRATI A 72 MM SONO STATI SCANNERIZZATI IN ALTISSIMA RISOLUZIONE SU FORMATO 8K BUT HOW MANY MPS (OR RATHER MILLIONS OF PIXELS) ARE THERE IN A 36 MM FRAME? A LOT. FOR PURELY INFORMATIONAL PURPOSES JUST THINK THAT SEVERAL FILMS SHOT AT 72 MM HAVE BEEN SCANNED IN HIGH RESOLUTION ON 8K FORMAT

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Finché rimarrà troppo costoso o complesso convertire la pellicola e proiettarla, rimarrà uno stratagemma da fanatici. In linea con la visione di Barco del cinema del futuro, il nostro obiettivo è sviluppare la tecnologia che lo renda possibile e darne l’accessibilità agli esercenti con il supporto necessario. In generale, la nostra idea è che l’industria dovrebbe sviluppare un modello più flessibile. Sono finiti i giorni in cui il contenuto veniva divulgato “dall’alto” e il pubblico si adattava a ciò che era disponibile. L’audience di oggi si è abituata a fruire esattamente ciò che vuole e quando lo vuole. Perché proiettare un film scelto a caso, se ritieni che lo vedano solo in 100, quando hai la certezza che facendo rivedere Senna avrai in sala i 200 membri del fan club locale? Siamo anche convinti che il cinema, grazie alla digitalizzazione, uscirà dal modello del film unico per diventare il vero e proprio hub dell’intrattenimento del futuro. Ne possiede tutti i parametri di base: semplicità, apparecchiature AV, parcheggio, catering... bisogna solo riuscire a mettere insieme tutti gli aspetti della produzione. www.barco.com Tom Bert, Product Marketing Manager Digital Cinema Barco C - How has Barco tackled the technological challenges of digitalisation, and what are the motivations behind the road undertaken with the product line it currently offers in its catalogue? Tom Bert - Several technical characteristics make the setting of a cinema unique. First and foremost, the distribution and the protection of contents: no other industry, except the film industry, creates, distributes and protects its contents until the last moment of the chain. If we think of servers and projectors, this impacts on the measures of protection used both from the soft (encrypting, watermarking..) and from the hard side (keys, switches..), so protection must be built along the entire chain, and compatibility ensured in all phases. Performances of this kind cannot be obtained by a standard digital projector. Furthermore, another unique characteristic of the cinema is the size of the projection screen, with screens that can exceed 20 m in breadth: the level of brightness and the quality of image they require are not easy to obtain. The most efficient procedure from the costs aspect would be that of following the chain from the beginning and for Barco the logical choice was DLP technology: it is the only implementable solution (in terms of reliability, efficiency, stability, resolution...) to build the motor platform of projectors which offer levels of brightness like those required by cinema. The other design choices (lamps, lenses, mechanics..) all aim at the same result: a perfect image quality on the largest screens. Those who follow the creative process of a film, starting from the director, expect the final product to be projected in the cinema exactly as they imagine it in their mind. The technology does precisely this; it poses no limitations to the imagination of the film industry. Barco develops its own digital cinema projectors with this concept always in mind. C- How does Barco see the future of digital cinema? What do you think will be the technology of the future? TB - At Barco we think that the digitalisation we have seen in recent years has not terminated, indeed it is only at the beginning. Of course, the projection room is now digital, but looking at the other stages of the process we can see that there is a lot more road to travel. I don’t just mean that the technological imprint has to enter every single aspect of cinema (lobby, POS, CRM..) but above all, and most importantly, that its impact is maximised through integration, both internally and with external components. It is important to understand that for the cinema of the future technology will be a facilitator not an end. Technology will make new possibilities of use implementable, which in turn will develop new models of business, and these will make the film industry grow overall. Looking at specific examples, like 3D or higher resolutions, or more recently the immersive sound and digital signage, they will only survive if cinema operators can make a profit from them for their business. All this then is always connected to the availability of contents, never as important as in the film industry: for 3D it has stabilised, while the industry is still awaiting a truly attractive 4K. But there are new initiatives which see the protagonists of the industry work side by side, the studios and the advertisers, to have the contents.

C- Has Barco been involved in the conversion of cinema films to digital? TB - Yes, we have been indirectly involved. From a technological point of view we have learnt that it is a low risk procedure: there are usually many copies of one film. As has been clarified above, digital will have meaning and take hold only if there will be the available appliances, for everyone and easily, and if this will support business. As long as it remains too costly or complex to convert film and project it, it will remain a stratagem for fanatics. In line with Barco’s view on the cinema of the future, our goal is to develop the technology which will make it possible and give the accessibility to operators with the necessary support. In general, our idea is that the industry should develop a more flexible model. Gone are the days in which the content was divulged from on high and the public adapted itself to what was available. Today, the audience has got used to enjoying exactly what it wants and when it wants it. Why project a film chosen by chance, if 11 you think that only 100 people will watch it, when you are sure that by re-showing


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BEYOND THE SECOND DIMENSION AND 24PS The advent of digital projectors, in addition to implying all the aspects we have just described, has opened up technological scenarios to directors which were only partially explored in the past. One of the most admirable examples is Avatar by James Cameron, projected in cinemas worldwide in Christmas 2009 in the “magnificence” of 3D images. Stereoscopy has existed since the beginning of the last century, obtained also using empirical methods which have nothing to do with 3D (images with anaglyph), but thanks to the possibilities offered by technology today it is undeniable that Cameron has traced a line of demarcation between before and after Avatar, independently of whether the film was a success or not. Following this business, other films followed in 3D which exploited the pop-up (coming out of the screen) or immersive effect to justify entire full-length films with had very little to say expect for a sort of video game effect, or “Gardaland” effect as it was nicknamed by the most merciless, to entertain the public. The same public has clearly not always enjoyed itself, considering the results of diffusion and domestic transposition of the same contents. In this case we believe this can be explained by the “type of customer” of a modern multiplex and, above all, by what kinds of film/show he prefers. Overlooking the social aspect, and concentrating on technology, we discover that some manufacturers have also tried to assure themselves the exclusive right of

ALCUNI COSTRUTTORI HANNO CERCATO DI ASSICURARSI ANCHE L’ESCLUSIVITÀ DELLA LORO METODOLOGIA DI RIPRODUZIONE DELLE IMMAGINI STEREOSCOPICHE CHE SI DIVIDONO IN ATTIVE E PASSIVE SOME MANUFACTURERS HAVE ALSO TRIED TO ASSURE THEMSELVES THE EXCLUSIVE RIGHT OF THEIR METHOD OF REPRODUCING STEREOSCOPIC IMAGES. THESE, WE RECALL, ARE DIVIDED INTO ACTIVE AND PASSIVE

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their method of reproducing stereoscopic images. These, we recall, are divided into active and passive: the first require the use of eyeglasses with LCD shutter, powered by a battery, and an IR or RF emitter connected to the projector, so they are costly and relatively heavy tools, and not disposable. Instead, passive stereoscopy uses eyeglasses with polarised lenses (at times disposable), which guarantee moderate management costs for cinema operators. Each of the two technologies has its pros and cons and the choice is often connected with opportunity. We find both in the domestic environment, where the active version is preferred for no other reason except to avoid setting up a double projector for passive stereoscopy and the use of the silver screen, the only one which does not de-polarise the light. (Unless the Infitech patent is used, which obtains viewing of the third dimension with the different modulation in the breadth of the light spectrum between the two different eyes/filters). In addition to researching the best way to convert 2D images into 3D images on screen, the age-old problem of the frequency of the digital cinema frame, the "infamous" 24ps, has also been worked on. This value was not obviously born by chance; it dates to almost a century ago when it was moved from a manual to a mechanised handling of film: the 24 frames a second were an “acceptable” value for viewing, in relation to the reliability and duration of the mechanism which dragged the film. Over time, this value has become standard and so the characteristic “jumping” tracks or the horizontal panning of the cinema have become a distinctive sign of cinemas, to the extent that some "purists" have also released them into the domestic environment, making them become the frame rate of BD disks obtained from cinema masters. No digital product is able to display an image at 24Hz so, also at the cinema, thanks to a shutter, the frequency is virtually doubled, duplicating the frames in the unit of time; 3D “triple flash” arrived later, which triplicates the frames for each eye and for each second, to obtain [(24x3)x2 =] 144Hz of vertical frame scanning, 72Hz for each eye. This has made everything more fluid, but with a certain “consistency” in the viewing of images. The research continues, and the HFR High Frame Rate has arrived, or rather doubling the frame frequency during the capture phase, or rather the turnover is now 48Hz. This was welcomed as a godsend by Peter Jackson, multiaward winner for his trilogy Lord of the Rings, who shot the prequel The Hobbit in HFR, immediately harassed by Cameron who in turn had promised to film the two Avatar sequels. At a world premier of this new “technology” the select public was sceptical on the quality of images, branded as “soap opera” or “domestic video”, which clearly did not prevent Jackson from releasing the first episode of his second trilogy last December; as expected, there are those who cried scandal and those who welcomed this innovation with enthusiasm and hope for the near future. What is clear is that an emotional event like the viewing of a film is accompanied by many elements which may have little or nothing to do with the technological aspect, which remains more connected to enthusiasts or operators like us. After all, this is the true charm of the cited seventh art.


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L’INDUSTRIA CINEMATOGRAFICA NELL’ERA DEL CINEMA DIGITALE THE FILM INDUSTRY IN THE DIGITAL CINEMA ERA Che cosa è il cinema digitale? Dal punto di vista tecnico, un sistema di apparati e processi per la distribuzione e proiezione di copie digitali di film, rispondenti a standards internazionali. Dal punto di vista strategico invece, può essere considerato la continuazione dell’industria cinema fatta con altri modelli tecnologici, altri modelli operativi e altri modelli di business Text: Angelo D’Alessio

La convergenza digitale è un processo in atto da molto tempo che coinvolge ogni settore; nel caso del cinema digitale questo passaggio va ben oltre la mera sostituzione dell’attuale modello analogico della pellicola o al risparmio sul costo della stampa delle copie su questo formato; trasformare la pellicola fisica in puri dati digitali significa variare i modelli di business, i modelli operativi e i modelli tecnici degli autori, dei produttori, dei distributori, degli esercenti, dei tecnici, delle maestranze e della formazione.

ANGELO D’ALESSIO

Angelo D’Alessio è membro del Direttivo EDCF - European Digital Cinema Forum e chairman europeo per il modulo Cinema digitale Theatre System, è Direttore Internazionale dello SMPTE (Society of Motion Picture and Television Engineers), l’organizzazione mondiale che si occupa della standardizzazione del cinema e della televisione. Partecipante ai lavori della Commissione Nazionale presso ITU - International Telecomunication Union per il LSDI-Large Screen Digital Imagery, prende parte anche ai lavori della standardizzazione del cinema digitale DC28. Ha collaborato a varie iniziative sugli sviluppi e applicazioni sistemi Cinema Digitale a livello Internazionale incluse applicazioni di proiezione e produzione in Cinema digitale 4K. Ha coperto posizioni di alto management in industrie internazionali delle applicazioni tecnologie avanzate nei media. Tiene corsi e convegni nel Cinema digitale oltre a essere autore di alcuni libri e pubblicazioni del settore. È Direttore della Fotografia Emerito della AIC. Angelo D’Alessio is a member of the EDCF Management Team, European Digital Cinema Forum, and European Chairman for the Digital Cinema Theatre System Module. He also holds the position of International Director of SMPTE (Society of Motion picture and Television Engineers), the worldwide organisation which deals with the standardisation of cinema and television. He participates in the works of the National Commission at the ITU (International Telecommunications Union for LSDI - Large Screen Display Imagery), and also in the works to standardise DC28 Digital Cinema. He has cooperated on various initiatives concerning the development and application of Cinema Digital systems at international level including projection and production applications in 4K digital Cinema. He has held senior management roles in international industries of advanced technological applications in the media sector. He holds courses and conventions on Digital Cinema, in addition to being the author of several books 14 Maggio May 2013of the sector. He is Emeritus Photography Director at AIC. and publications

What is Digital Cinema? Technically speaking, a system of apparatus and processes, to distribute and project digital copies of film, which are compliant with international standards. Strategically speaking, it can be considered the continuation of the cinema industry made with other technological models, other operational models and other business models

I FATTORI MOTIVANTI

Un argomento che considero fondamentale, che è il meno discusso e il meno compreso, è quello della motivazione. Quali sono i fattori che motivano e che spingono in avanti il cinema digitale e quali fattori tendono a rallentarne il progresso? L’economia è il principale fattore motivazionale per qualsiasi introduzione di nuove tecnologie. Per il Cinema digitale, il fattore economico è al momento un fattore di rallentamento. In pratica, se la distribuzione ricava un beneficio economico in quanto il costo della copia cinema digitale (detta DCP) è almeno un decimo del costo della copia 35 mm, viceversa l’esercente cinema deve acquistare i sistemi digitali, deve investire quindi per un ritorno economico che non sarà totalmente immediato. Un aiuto, per fortuna, viene anche dall’alto, con l’introduzione di bandi e incentivi disposti per facilitare gli esercenti nell’investimento (ne parleremo meglio a pagina 92); parallelamente, archivi e cineteche hanno iniziato da vari anni la digitalizzazione dei contenuti avvalendosi dei fondi stanziati dalla Commissione Europea. Con il cinema digitale si è aperto, quindi, un nuovo capitolo dell’industria cinematografica ma, c’è da dire, che se l’esercizio cinematografico non capitalizza i nuovi modelli, corre il rischio di essere fuori mercato e di farsi superare dalle altre forme di fruizione dei contenuti. Tre, a mio avviso, sono le aree da considerare per evitare errori: l’area tecnica (scelta delle soluzioni tecnologiche e di architettura di sistema più adeguate); l’area strategica (scelta dei modelli operativi e funzionali) e l’area economica (scelta dei modelli di business e relativi investimenti).


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Senna you will have 200 members of the local fan club in your cinema? We are also convinced that, thanks to digitalisation, cinema will move away from the model of one film to become the full-fledged hub of future entertainment. It has all its essential parameters: simplicity, AV appliances, parking, catering... it only needs to succeed in putting together all the production aspects.

LA TECNOLOGIA È PRONTA

Premettendo che la questione tecnologia verrà ampiamente sviscerata in altre parti di questo numero ci limiteremo a dire che l’area tecnica è, in questa fase, importante soprattutto perché determina, tra l’altro, se i sistemi saranno compatibili e interoperabili con gli altri sistemi nazionali e internazionali. Senza questo prerequisito non si potrebbe avere una normale distribuzione e fruizione dei contenuti cinematografici con altre zone. Bisogna però che anche i profili professionali siano pronti a operare con essa. Questo è un problema da risolvere. Il passaggio al cinema digitale deve tener conto di una situazione oggi sempre più critica: la mancanza di profili professionali riconosciuti e certificati richiesti dal settore. La preparazione delle copie di distribuzione (DCP) per cinema digitale è, infatti, un processo di alta specializzazione, dove bisogna conoscere le metodologie, avere i sistemi adatti e il personale preparato. Sono dunque dei processi che devono camminare mano nella mano con il rollout del cinema digitale. Molti sono in grado di digitalizzare un film, pochi sanno cosa significa farlo per il cinema digitale. Solo nove società nel mondo, e nessuno in Italia, è al momento pronto a poter codificare e masterizzare copie DCP per cinema digitale. Tra l’altro, l’esistenza di società di post-produzione per la preparazione delle copie DCP è basilare anche per lo sviluppo delle co-produzioni e co-distribuzioni europee e internazionali.

AREA STRATEGICA

Per l’industria cinematografica la sfida del digitale ha rappresentato una grande chance e la possibilità di poter finalmente avere un ruolo centrale. In particolare l’esercente, ovvero il gestore di una sala cinematograficha, deve conoscere e guidare gli sviluppi tecnologici, le nuove soluzioni e i modelli di business, quindi creare le nuove professionalità, e naturalmente coinvolgere gli spettatori. È importante inoltre che non subisca la tecnologia ma diventi protagonista di questo cambiamento attraverso la propria esperienza, che è un patrimonio costantemente in evoluzione utile agli organismi di standardizzazione, ai costruttori dei sistemi, alle ditte installatrici, all’intera industria cinematografica, alle nuove modalità di fruizione dei contenuti e in ultima analisi all’esperienza audiovisiva degli spettatori.

NEC

Antonio Zulianello, General Manager NEC Display Solutions Italia C - Come NEC ha affrontato le sfide tecnologiche della digitalizzazione, e quali sono le motivazioni della strada intrapresa con la linea di prodotti che offre oggi a catalogo? Antonio Zulianello - Dopo Avatar, che ha dato la spinta decisiva alla digitalizzazione, NEC si è ritagliata una posizione primaria nel mercato europeo e soprattutto del mercato italiano grazie anche all’importante agreement con la catena UCI che, da sola, ha significato un numero di proiettori venduti superiore alle 450 unità. La prima fase di digitalizzazione è stata affrontata da NEC con proiettori da 2 e 4K adatti a schermi di media e grande dimensione. Oggi siamo alla fase finale della digitalizzazione delle sale cinematografiche italiane, ma il numero di cinema da convertire è ancora alto e si compone principalmente da schermi di piccola e media dimensione. Anche in questa fase NEC ha voluto fare la sua parte annunciando a fine 2012 il proiettore NC900C, adatto proprio alle esigenze di questa segmento di mercato. Oltre che per la particolare compattezza, l’NC900C si distingue per la sua semplicità di gestione e per l’attenzione al consumo energetico, in linea con la policy Green Vision di NEC. Infatti le sue dimensioni ridotte, il server integrato e nessuna interferenza luminosa generata, offrono la possibilità di installare il proiettore anche direttamente in sala di proiezione evitando la cabina di proiezione, anzi offrendo all’esercente la possibilità di recuperare spazi di seduta nella sala stessa. Il sistema di doppia lampada con tecnologia NSH permette un risparmio energetico concreto, inoltre la presenza di due lampade permette la sostituzione a caldo di quella andata in esaurimento (cosa impossibile con le tradizionali lampade allo Xeno) garantendo la continuità di esercizio del proiettore. Il successo di vendite di questi primi mesi è la premessa per mantenere la sua posizione, l’obiettivo è però più ampio e punta a ripensare l’uso dello spazio all’interno del cinema: ponendoci come consulente/fornitore per aiutare l’esercente a utilizzare lo spazio del foyer non come un’aria di transito, ma grazie all’utilizzo anche di display NEC, come uno spazio integrato alla sala di proiezione in grado di creare un filo logico ed emozionale per l’utente. C - Come vede NEC il futuro del cinema digitale? Secondo voi, quale sarà la tecnologia del futuro? AZ - Se l’uso di lampade con tecnologia NSH è stata l’arma vincente per i piccoli schermi, la stessa cosa non è applicabile a quelli di grosse dimensioni, e la prossima mossa sarà risolvere il problema dei costi di esercizio per queste situazioni. La soluzione è già pronta è il laser, anche se ancora non utilizzata per via delle regolamentazioni europee sulla sicurezza d’uso, che prevediamo sia definita a fine 2013. L’utilizzo del laser oltre a essere vantaggioso dal punto di vista dei costi di esercizi, permetterà anche una maggiore gamma cromatica che, se utilizzata a pieno, garantirà allo spettatore una cromia e profondità di immagine oggi impensabili. Ma per il futuro del mondo cinema NEC non pensa solo al proiettore: l’annuncio nel corso del 2012 della piattaforma Vukunet per la gestione digitale e semplificata della pubblicità sarà una componente molto importante nel corso del 2014. La pubblicità è una delle fonti di guadagno per l’esercente e Vukunet offre la possibilità di far parte di un grande network di spazi pubblicitari al fine di facilitarne e incrementarne i flussi. Vukunet ha già cominciato a generare benefici in Germania e Inghilterra. Nel corso del 2013 verrà attivato in Spagna e nel corso del 2014 sbarcherà in Francia e Italia, offrendo un network europeo. www.nec-display-solutions.it Antonio Zulianello, General Manager NEC Display Solutions Italy

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C- How has NEC tackled the technological challenges of digitalisation, and what are the motivations behind the road undertaken with the product line it currently offers in its catalogue? Antonio Zulianello - After Avatar, which gave a decisive boost to digitalisation, NEC cut out a primary position for itself in the European market and above all in the Italian market, thanks also to the important agreement with the UCI chain of cinemas which by itself has meant the sale of more than 450 projectors. The first phase of digitalisation was tackled by NEC with 2K and 4K projectors adapted for medium and large size screens. Today, we are at the final stage of the digitalisation of cinema theatres in Italy, but the number of cinemas to convert is still high and it is composed primarily of small and medium sized screens. In this phase NEC has also wanted to play its part announcing the NC900C projector in late 2012. This unit is suited precisely to the needs of this market segment. In addition to its particular compactness, the NC900C sets itself apart for its 15


SCENARI SCENARIES

simplicity of management and for the attention to energy consumption, in line with NEC’s Green Vision policy. In fact, its reduced dimensions, the integrated server and no luminous interference generated, even offer the possibility to install the projector directly in the projection room without the need of a projection booth, offering the operator the possibility to recover seating room in the cinema itself. The double lamp system with NSH technology allows to save energy, and the presence of two lamps allows to replace warm the one that has gone out (something which is impossible with traditional xenon lamps) guaranteeing continuity of projector operation. The sales success of these first few months is the premise to maintain its position, the goal is vaster and aims at rethinking the use of the space inside the cinema: proposing itself as consultant/supplier to help the operator use the space of the foyer not as a transit area but, thanks also to the use of NEC displays, as a space integrated to the projection room able to create a logical and emotional connection for the user. C- How does NEC see the future of digital cinema? What do you think will be the technology of the future? AZ - If the use of lamps with NSH technology has been the winning feature for small screens the same thing cannot be said about large screens, and the next move will be to resolve the problem of operating costs for this segment. The solution is here; it is the laser, even if it still not used because of the regulations of Europe on safety of use, which is expected to be defined in late 2013. The use of laser, aside from being advantageous in terms of operating costs, will also allow a greater chromatic range which, if used to its fullest potential, will guarantee the spectator a colour and image depth which is unthinkable today. However, for the future of the cinema world NEC is thinking about more than just projectors: the announcement made in 2012 of the Vukunet platform for digital and simplified management of advertising will be a very important component during 2014. Advertising earns cinema operators money and Vukunet offers the possibility to be part of a large network of advertising spaces to facilitate and increase earnings. Vukunet has already begun to generate benefits in Germany and England. During 2013 it will be activated in Spain and, during 2014, it will arrive in France and Italy offering a European network.

PREVOST

Danila Maddonini, Sales Director e Operations Supervisor di Prevost, azienda storica nel campo della produzione e distribuzione di proiettori 35 mm. C - Che ruolo sta avendo un’azienda come Prevost all’interno di questo grande cambiamento per la filiera cinematografica? Danila Maddolini - Stiamo assistendo a una grande trasformazione che cambierà definitivamente il modo di proiettare. Il passaggio al digitale è un dovere, seppure non è detto che tutti riescano ad adeguarsi: si tratta di un investimento che comunque non tutti possono permettersi. Fortunatamente alcune aziende hanno pensato di andare incontro a queste realtà mettendo sul mercato delle apparecchiature a costi abbordabili che garantiscono durata ed efficienza nel tempo, oltre a una facilità d’uso ideale quando si ha personale non specializzato. Da parte nostra, oltre a proporre il meglio del mercato – abbiamo iniziato a digitalizzare le sale sette otto anni fa – aiutiamo gli esercenti assistendoli nelle preparazione delle domande ai bandi regionali per ottenere il credito digitale, contemporaneamente, quando è necessario diamo una mano con un piccolo sostegno economico. www.prevost.it Danila Maddonini, Sales Director and Operations Supervisor of Prevost, historic company in the field of production and distribution of 35 mm projectors C - What role is a company like Prevost having within this great change for the film industry? Danila Maddolini - We are seeing a large transformation which will change the way of projecting once and for all. The move to digital is a duty, though it is not said that everyone will succeed in adapting themselves: it is an investment which not everyone can afford to make. Fortunately, some companies have thought of meeting these situations by putting affordably priced appliances on the market which can guarantee duration and efficiency over time, in addition to an ease of use, ideal when you don’t have specialist staff. On our part, in addition to presenting the best of what the market has to offer, we began to digitalise cinemas seven or eight years ago, we help operators in preparing requests for regional tenders to obtain the digital credit. Contemporarily, when required, we give a hand with economic support.

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CONCLUSIONI

Il cinema ha iniziato un percorso di non ritorno verso il cinema digitale che non autorizza a restare fermi. La scelta dei modelli operativi, tecnici e di business è una fase di notevole criticità nel processo di passaggio completo al cinema digitale. Da questa scelta dipende la possibilità di costruire una relazione positiva tra i vari operatori della catena del valore e anche la giusta relazione tra domanda e offerta di contenuti. Questi modelli devono facilitare la canalizzazione dei risultati dell’innovazione tecnologica attraverso adeguati modelli economici ed organizzativi, garantire una ripartizione equilibrata dei benefici tra i diversi soggetti della catena del valore e in ultima analisi garantire un risultato positivo al sistema cinema in generale. Si è aperto un nuovo capitolo dell’industria cinematografica ma dobbiamo evitare una falsa partenza. Il digitale infatti non è un optional per l’industria cinematografica ma la sua continuazione. Digital convergence has been underway for some time and it involves every sector; in the case of digital cinema this move goes well beyond the mere replacement of the current analogical model of the film or saving on the cost of printing the copies onto this format; to transform physical film into pure digital data means varying the business, operational and technical models of the authors, producers, distributors, cinema operators, technicians, workforce and training. THE MOTIVATING FACTORS An issue I consider essential, which is the one less discussed and the least understood, is that of motivation. What are the factors that motivate and drive forward digital cinema and what factors tend to slow down its progress? The economy is the principal motivational factor for any introduction of new technologies. For Digital Cinema, the economic factor is slowing it down. In short, if distribution can benefit economically since the cost of the digital cinema copy (called DCP) is at least a tenth of the cost of the 35 mm copy, conversely, the cinema operator must purchase the digital cinema systems, so he must invest to have an economic return which will not be totally immediate. Thankfully, help also comes from on high, with the introduction of calls for tenders and incentives to facilitate operators as regards investment (we will speak about it in more detail at page xxx);); parallel to this, for some time, archives and film libraries have begun to digitalise contents using the funds allotted by the European Commission. With Digital Cinema a new chapter has opened in the film industry but, it has to be said, if the film business does not capitalise the new models, it runs the risk of being squeezed out of the market, to be surpassed by other forms of content use. I believe there are three areas to be analysed to avoid errors: the technical area (choice of technological solutions and architecture of more suitable systems); the strategic area (choice of operational and functional models); and the economic area (choice of business models and relevant investments).


SCENARI SCENARIES

C’ERA UNA VOLTA IL CINEMA Once upon a time there was cinema Questi ultimi anni hanno visto, nel nostro settore, un passaggio epocale. Le nostre sale cinematografiche hanno dovuto – e ancora molte dovranno – trasformare le proprie cabine di proiezione, sostituendo gli impianti in 35 mm con impianti digitali. Il passaggio, inizialmente velocizzato dai primi effetti delle proiezioni di film in 3D, che facevano vedere un’impennata negli incassi, grazie alla novità e alla ottima qualità dei prodotti cinematografici (si pensi ad Avatar), si è poi parzialmente rallentato, fino all’annuncio, da parte delle aziende distributrici, dello Switch off previsto per il 31/12/2013. Come Presidente degli esercenti toscani sono fiera di poter dire che la nostra regione – anche grazie all’aiuto economico della Regione Toscana – conta ad oggi, su 290 schermi attivi, già circa 240 digitalizzati. Quali i vantaggi e quali le difficoltà: tra i vantaggi ci sono sicuramente una maggiore “snellezza” nell’acquisire il prodotto, che ci arriva grazie a parabola satellitare o DCP, e la possibilità di creare una veloce lista di programmi differenziati nella stessa giornata. Oltre alla possibilità di offrire al nostro pubblico non solo cinema, ma anche concerti, documentari, insomma programmi alternativi. Quali le difficoltà: i primi impianti sono stati molto costosi e già si paventa la necessità di cambiarli con sistemi più evoluti; le lampade, ancora a caro prezzo, hanno vita piuttosto breve; la velocità con cui evolve la tecnologia già fa pensare ad altri supporti, mi riferisco ad esempio al laser. Le sale quindi hanno dovuto in poco tempo investire in nuovi impianti, e dovranno fare i conti, anche nei prossimi anni, con ulteriori investimenti. Insomma, l’adeguamento è un processo ancora in essere e sarà necessario aspettare un po’ di tempo prima di capirne perfettamente tutti i risvolti in termini sia economici che culturali. www.anecweb.it

Our sector has experienced an epochal change in recent years. Our cinemas have had to, and still many will have to, transform their projection booths, replacing the systems in 35 mm with digital systems. The move, initially speeded up by the initial effects of film projections in 3D, which saw a sharp rise in earnings, thanks to the innovation and excellent quality of film products (think of Avatar), then experienced a decline, until the announcement by the distributors of the Switch-off expected for 31/12/2013. As President of the Tuscan cinema operators I am proud to say that our region, thanks also to the financial aid from Regione Toscana, can today count 240 digitalised cinemas out of a total of 290. What are the advantages and what are the difficulties: one of the advantages is surely greater “leanness” in purchasing the product, which reaches us thanks to the satellite dish or DCP, and the possibility to create a fast list of differentiated programmes in the same day. This is in addition to the opportunity to offer our audience not just cinema, but also concerts, documentaries... in short, alternative programmes. What are the difficulties: the initial systems were very costly and already the need is looming to change them with more evolved systems; the lamps, which are still costly, have a rather short life span. The speed at which technology evolves makes us think of other supports, for example to laser. In a short space of time, Cinemas have had to invest in new systems and, in coming years, they will also have to deal with further investments. In short, upgrading is a process which is still underway and it will be necessary to wait a little longer before we will be able to fully understand all the econmic and cultural implications.

PATRIZIA GAMBINI

Figlia di esercenti, Patrizia Gambini, negli anni 2003/2004, assecondando la mutazione della fruizione cinematografica, abbandona le monosale di Chianciano per la Multisala Clev Village, che abbina agli spazi cinema bowling, negozi, fast food, sale giochi e slot machines. Dal 2011 è Presidente dell’associazione ANEC Toscana, Associazione Italiana Esercenti Cinema. Patrizia Gambini is daughter of cinema operators and in 2003/2004, supporting the change in cinema use, she abandoned the single cinemas of Chianciano for the Multiplex Clev Village. This combines cinema with other forms of entertainment: bowling, shops, fast food, games rooms and slot machines. Since 2011, she has been President of the ANEC Tuscany association, the Italian Cinema Operators Association.

INSTALLED SOUND

WHEREVER YOU HEAR

VSA 2050 VSA 1250 and VSA 850 are vertical steerable arrays. The VSA represents one of the latest RCF applications in terms of digital audio technology and with the integrated powerful DSPs (Digital Signal Processor) it processes the audio signal sent to each speaker for controlling its vertical acoustic dispersion. The VSA models are the ideal speaker for the indoor installations where the critical acoustic environment is an issue and where moderate visual impact is required.

* Circuito di delay programmabile fino a 99 metri * 9 punti di equalizzazione parametrica per correzioni della qualità timbrica * Idonei per sistemi di Emergenza, con circuito di autodiagnostica e alimentazione a 24Vcc. www.connessioni.biz

sound culture VSA 2050 - 1250 - 850

www.rcf.it

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SCENARI SCENARIES

SONY DIGITAL CINEMA

Enrico Ferrari, Account Manager Sony Digital Cinema per Italia, Spagna e Portogallo. C - A che punto il processo di digitalizzazione? Enrico Ferrari - Il passaggio al digitale è in atto già da molto prima che se ne cominciasse a parlare in termini di swich; indicativamente a livello mondiale siamo tra il 60-70%, in linea con l’Europa, con punte come in Inghilterra e Francia di oltre il 90%, 70% la Germania mentre l’Italia risulta circa al 55% e la Spagna 48%. Certo è che siamo in un momento di non ritorno da un punto di vista tecnologico, che vedrà sicuramente in qualche anno il successivo passaggio a nuove tecnologie laser. C - Cosa dobbiamo aspettarci per il prossimo futuro per quel che riguarda le tecnologie di visualizzazione? E cosa dovremmo aspettarci da questo cambiamento? EF - L’aspetto tecnologico è attualmente il terreno più interessante, da cui sicuramente nasceranno degli ottimi prodotti. Non pensiamo però che il laser sarà la panacea per tutti i mali: questa tecnologia dovrà essere certificata, sicura, non sarà quindi esattamente come molti ottimisti si aspettano, ovvero la disponibilità immediata di una tecnologia infinita nel tempo, in grado di coprire schermi di ogni dimensione e per giunta economica. Certo il futuro andrà in quella direzione ma probabilmente i primi prodotti saranno di fascia alta. La lampada al mercurio è oggi una tecnologia di passaggio che serve a contenere i costi. C’è da dire anche che, se il passaggio al digitale ha cambiato prima la post produzione, e di conseguenza la proiezione, adesso cambierà anche la produzione, ultimo passo e il più difficile ma quello definitivo. Questo non abbasserà i costi delle grandi produzioni ma sicuramente darà nuove possibilità a registi e produzioni indipendenti”. www.pro.sony.eu/eu/dcinema Enrico Ferrari, Account Manager Sony Digital Cinema for Italy, Spain and Portugal C - What point is the digitalisation process at? Enrico Ferrari - The move to digital began a long time before we began to talk in terms of switching; indicatively in the world we are 60 -70% in line with Europe, with highs in England and France of more than 90% and 70% in Germany, while Italy is about 55% and Spain 48%. What is sure is that we are at a moment of no return from a technological point of view. Several years from now we will surely witness the move to new laser technologies. C - What should we expect for the near future as regards visualisation technologies? And what should we expect from this change? EF - The technological aspect is currently the most interesting area from which excellent products are due to come. We do not believe that the laser will be the remedy for all ills: this technology must be certified and safe, so it will not be exactly the way many optimists expect, or rather the immediate availability of a technology which is infinite over time, able to cover screens of every size and economic bracket. Of course the future will go in that direction, but the first products will probably be those of the high-end bracket. The mercury lamp is currently a passing technology which serves to contain costs. It must also be said that if the move to digital has changed first postproduction and consequently projection, now it will also change production, which is the last and the most difficult but definitive step. This will not lower the costs of large productions but it will give new opportunities to independent directors and productions”.

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THE TECHNOLOGY IS READY Since the technological issue will be examined in-depth in other parts of this issue of the magazine we will limit ourselves to say that the technical area is important in this phase, above all because it decides, among other things, if the systems will be compatible and interoperable with the other national and international systems. Without this precondition it would be impossible to have a normal distribution and fruition of the film contents with other zones. However, the professional profiles must also be ready to work with it. This is a problem that needs solving. The move to digital cinema must bear in mind that the current situation is increasingly critical: the lack of recognised and certified professional profiles requested by the sector. The preparation of distribution copies (DCP) for digital cinema is a highly specialised process where it is necessary to have knowledge of the procedures, have the suitable systems and the competent staff. They are processes which must go hand in hand with digital cinema roll-out. Many are able to digitalise a film, few know what it means to do it for digital cinema. Only nine companies in the world, and none in Italy, are currently ready to codify and burn DCP copies for digital cinema. On the other hand, the existence of post-production companies for the preparation of DCP copies is also fundamental for the development of European and international co-productions and co-distributions. STRATEGIC AREA For the film industry the challenge posed by digital has been a great opportunity and the possibility to finally play a central role. In particular, the operator or rather the manager of a cinema must know and guide the technological developments, the new solutions and business models, so he can create the new professionalism and, naturally, involve the spectators. It is also important that he must not become a slave to the technology;he must become a protagonist of this change through his own experience, which is an asset in continuous evolution and useful to the standardisation bodies, to the builders of the systems, to the installation firms, to the entire film industry, to the new methods of use of the contents and, ultimately, to the audio visual experience of spectators. CONCLUSIONS Cinema has started on a route of no return towards digital cinema which forbids standing still. The choice of the operational, technical and business models is a phase of considerable importance in the process of a full move to digital cinema. From this choice depends the possibility to build a positive relationship between the different operators of the value chain and also the suitable relationship between the offer and demand of contents. These models must facilitate the channelling of results of technological innovation through adequate economic and organisational models, guarantee a balanced division of the benefits between the different subjects of the value chain and ultimately, guarantee the cinema system a positive result overall. A new chapter in the film industry has begun, but we need to avoid a false start. Digital cinema is not an option. it is the continuation of the film industry.


SCENARI SCENARIES

“Integrated by Design” di Crestron è una soluzione che consente il monitoraggio, la gestione ed il controllo di tutta la tecnologia presente in un intero ediicio, su un’unica piattaforma: la Serie-3 Crestron La Serie-3 permette di ottenere la massima produttività ed efficienza, un notevole risparmio energetico, con la conseguente riduzione dei costi operativi. Building Automation = Crestron Serie-3 www.connessioni.biz

19 italia@crestron.eu


SOLUZIONI SOLUTIONS

www.eataly.it www.bose.it

BOSE E EATALY Il tempio dei gourmet si apre al suono di qualità BOSE AND EATALY The gourmand’s temple opens to the sound of quality

Text: Chiara Benedettini

Informazione integrata. Inquadra il QR con la fotocamera del cellulare dopo aver aperto il lettore. Integrated information access. Frame the QR with the phone camera after opening the player.

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Maggio May 2013

SEAGOERS Eataly èNOTICE una catena TO di punti vendita dedicati al cibo italiano di qualità, divenuto rapidamente un brand riconoscibile e riconosciuto anche all’estero. Ogni volta in un luogo attraente quanto il contenuto degli scaffali, a Eataly il cibo (e quello che lo circonda) può essere acquistato, consumato sul posto, ma anche scoperto e studiato: per questo, visitare Eataly non è come andare al supermercato ma piuttosto significa fare un’esperienza filosofica e gastronomica Eataly is a chain of stores dedicated to Italian quality food, which has rapidly become a recognisable brand and also gained international recognition. Every time, in a place as attractive as the content on the shelves, at Eataly the food (and that which surrounds it) can be purchased and eaten in loco, but also discovered and studied. This is why visiting Eataly is not like going to the supermarket but rather it means experiencing philosophy and gastronomy


SOLUZIONI SOLUTIONS

Per come ci è stato raccontato (da entrambe le parti), l’incontro tra Eataly e Bose è stato del tipo elettivo: per il punto vendita di Roma (aperto il 21 giugno 2012) serviva un impianto di diffusione sonora di qualità, di evacuazione guidata, di paging, tutto allo stesso tempo, e che fosse soprattutto di altrettanta levatura quanto il luogo che lo avrebbe accolto. A sottolineare quanto il tema fosse tenuto in alta considerazione, del sistema audio si sono occupati personalmente l’iniziatore di Eataly Oscar Farinetti, con l’arch. Carlo Piglione, progettista di immagine e ambienti. Paolo D’Innocenzo, Responsabile Vendite Italia di Bose, è stato coinvolto fin dai primi incontri e, dopo una trattativa che lui stesso definisce non facile, per la complessità e le elevate attese in termini di risultato, richieste, ma limpida e corretta, Bose si è aggiudicata la commessa.

SEMPLICITÀ E QUALITÀ

Gli elementi chiave, che hanno fatto scegliere il marchio statunitense, sono stati la qualità della proposta tecnica, del suono e la semplicità di gestione, per un impianto che sarebbe stato comunque complesso, dovendo coprire un edificio di quattro piani per un totale di 16.000 mq. La richiesta della proprietà era infatti di una diffusione sonora di alta qualità, in armonia con il profilo dell’ambiente e nello spirito del brand, che punta alla qualità nel cibo come metafora della qualità della vita, con un’elevata intelligibilità per il parlato per gli annunci di servizio; la stessa intelligibilità necessaria qualora l’impianto dovesse essere utilizzato per la messaggistica di emergenza. La sede stessa di Eataly Roma è un esempio di eccellenza costruttiva: si tratta del vecchio Air Terminal della

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Stazione Ostiense progettato da Julio Lafiuente per Italia ’90, ristrutturato con garbo e lungimiranza da Farinetti dopo anni di abbandono. Come ci ha raccontato Paolo D’Innocenzo, il sistema Bose installato Alarm è prima di tutto un sistema di diffusione di qualità, che beneficia inoltre di tutte le caratteristiche previste dalla certificazione EN-54, la soluzione ideale per Eataly. “Nelle fasi finali della trattativa – ci racconta D’Innocenzo – abbiamo fatto ascoltare a Farinetti il suono che ci sarebbe stato dentro Eataly con il nostro sistema di simulazione aurale Auditioner; all’inizio l’ha interpretato come uno stratagemma di marketing, ma quando ha visto nella proposta di accordo era stata inserita la clausola “soddisfatti o rimborsati”, si è reso conto della veridicità e sostanza della dimostrazione, riconoscendone la validità. Ha inoltre ammesso di essere stato conquistato dalla semplicità delle interfacce utente di Bose… insomma, il giorno della conferenza stampa siamo stati ringraziati in pubblico, ma è stato per noi ancora più importante il ringraziamento che ci è giunto in separata sede.”

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SOLUZIONI SOLUTIONS

IL SISTEMA NEL DETTAGLIO

NOTE ALLA PROGETTAZIONE Notes on design Come abbiamo visto nello speciale pubblicato su Connessioni #10, dello scorso novembre, sulle normative per l’evacuazione sonora le direttive di riferimento non sono al momento né chiare né univoche. Un aspetto di non facile gestione, neanche durante la progettazione del sistema per Eataly Roma. Paolo D’Innocenzo, Responsabile Vendite Italia per Bose – La progettazione è avvenuta proprio nel momento di transizione dalla normativa 60849 alla EN-54, per cui ogni scelta è stata fatta in prospettiva, nella speranza che le premesse fossero appunto mantenute. Inoltre, il sistema Evac è di recente produzione, per cui abbiamo dovuto a nostra volta conoscerlo nei dettagli per inserirlo al meglio nel progetto. As we saw in the special article published in issue 10 of Connessioni last November, which dealt with the regulations for sound evacuation, the applicable directives are neither clear nor unambiguous at this time. This aspect is not easy to manage, not even during the planning stages of the system for Eataly Rome. Paolo D’Innocenzo, Head of Sales at Bose Italy – The design stage occurred right at the moment of the transition from regulation 60849 to EN 54, so every choice was made in perspective, in the hope that the conditions would be maintained. Furthermore, the Evac system is of recent production, so we have had to become acquainted with it in detail to insert it as well possible into the design. 22 as Maggio May 2013

L’impianto di diffusione sonora di Eataly Roma comprende 45 zone differenti, ognuna delle quali indipendente sia nella scelta della sorgente, del volume, che per quanto riguarda l’uso (corrente oppure di emergenza). Sono stati utilizzati 15 controller Evac, 80 amplificatori e ben 245 diffusori DS40SE di colore bianco, installati a soffitto; circa 40 diffusori DS 16 sono stati utilizzati invece negli ambienti di servizio, corridoi e bagni. Dal punto di vista della sicurezza, l’impianto è conforme alla normativa EN-54, dalle batterie di back-up, al monitoraggio automatico dell’efficienza delle linee, alla postazione per i Vigili del Fuoco. I messaggi di evacuazione sono di due tipi a seconda della situazione (pre-allarme ed evacuazione), e sono stati previsti sia in inglese che in italiano... una “finezza” non prevista dalla legge ma di cui si comprende facilmente la necessità, a maggior ragione in una città come Roma e in un contesto come Eataly. L’intervento di Bose è stato esteso anche alle sale congressi, che si trovano al quarto piano: un ambiente suddivisibile in tre zone e dove l’audio è stato strutturato di conseguenza, per tre zone indipendenti o combinabili. Per questo ambiente sono stati scelti diffusori MA12 a colonna, completi di un DSP per la configurazione, e di un semplicissimo controller a parete per poter utilizzare l’impianto in tutte le sue funzioni senza l’ausilio di un tecnico permanente. Ma il cuore di Eataly è il suo ristorante: una enorme vetrata che dà sull’esterno, ambiente elegante e informale, un menù che ripropone le eccellenze della nostra tradizione con ingredienti nostrani al 100%... e tre quadri di Modigliani originali appesi alle pareti, per unire il piacere del palato a quello della bellezza. Ovviamente il suono non avrebbe potuto essere da meno, quindi è stato scelto un sistema Bose FreeSpace 3, per una risposta fedele su tutte le frequenze, comprese quelle basse a volume contenuto. Infine, fa parte della dotazione anche un sistema portatile L1 al quale ci si può collegare con un microfono, Eataly è infatti spesso teatro di presentazioni e incontri.


LA COLLABORAZIONE CONTINUA

L’intera fase di progettazione è durata ben quattro mesi, e la parte di dimensionamento è stata effettuata con il software previsionale di Bose Modeler®; un tempo poi non così lungo se si considera la complessità ed estensione dell’impianto, e i molti parametri da tenere in considerazione, dalla conformità alla normativa per la sicurezza, agli indici di intelligibilità, al volume generale e nelle singole zone. “Una bella palestra per il nostro staff, – ci ha detto D’Innocenzo – che ci ha preparato per le future installazioni. L’installazione è durata anch’essa circa quattro mesi, e ha impegnato i tecnici di Bose per diverse giornate, in affiancamento al contractor che ha curato l’installazione. Il coinvolgimento di Bose si estende anche a tutto il post vendita, ovvero il monitoraggio e mantenimento in efficienza di tutto l’impianto: un elemento irrinunciabile considerata la sua importanza per la sicurezza dell’ambiente. E davvero non banale, data l’estensione del sistema: sono stati utilizzati oltre 30 Km di cavi, con tratte anche piuttosto lunghe dove l’impedenza della linea può subire variazioni per un nonnulla, dalla temperatura all’umidità.

For the way in which it was told to us (by both parties), the meeting between Eataly and Bose was of the elective kind: for the store in Rome (which opened on 21st June 2012) a quality sound diffusion system was required, with guided evacuation and paging, all at the same time, and which would above all be as attractive as the place which would have welcomed it. To underline how much the theme was held in high consideration, the audio system was managed directly by the creator of Eataly, Oscar Farinetti, with the assistance of Arch. Carlo Piglione,image and ambient designer. Paolo D’Innocenzo, Head of Sales for Bose Italy was involved from the initial meetings and, following a negotiation which he himself defines difficult, due to the competitiveness and high guarantees requested, but clear and fair, Bose was awarded the job order.

IL SISTEMA BOSE The Bose System Il Sistema Bose certificato EN-54, somma alle già conosciute qualità del prodotto anche quelle legate all’evacuazione sonora. Così la qualità del suono rimane intatta, e ovviamente anche l’intelligibilità del messaggio d’emergenza, con in più il controllo di tutte le linee coinvolte sia in entrata che in uscita, dei diffusori collegati e delle elettroniche preposte al rilevamento incendi. In caso di pericolo il sistema mette in stand by la sorgente sonora abituale e dà precedenza ai messaggi d’allarme. Il sistema è espandibile e funziona attraverso il monitoring continuo di tutti i dispositivi connessi con l’impianto voce, quindi dalle linee di altoparlanti agli amplificatori per arrivare ai cablaggi, verificandone il collegamento con il sistema di rilevamento incendi. Infine, le zone di copertura audio sono separabili con la possibilità di trasmettere contenuti diversi. www.pro.bose.com The Bose System, certified EN-54, adds sound evacuation qualities to the well-known other qualities of the product. So sound quality and emergency message intelligibility remain intact, with the addition of the control of all in and out lines, connected speakers and electronics responsible for fire detection. In the event of danger the system puts the ordinary sound source in standby and gives precedence to the alarm messages. The system is expandable and works with the continuous monitoring of all devices connected to the system. It controls the lines of speakers, amplifiers and wiring, checking the connection to the fire detection system. Finally, the coverage areas are separable audio with the possibility to transmit different content.

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SIMPLICITY AND QUALITY The key elements behind the choice of the American brand were quality of emission and simplicity of management, for a system which would in any case have been complex, having to cover a building of four floors for a total of 16,000 m2. The ownership requested a high quality sound diffusion system, in harmony with the profile of the setting and in the spirit of the brand, which relies on the quality of the food as a metaphor of the quality of life, with high intelligibility for the spoken word for service announcement; the same intelligibility was requested for when the system would have to be used for emergency messages. The headquarters of Eataly Rome is an example of building excellence: it is the old Air Terminal of the Ostiense Station designed by Julio Lafiuente for Italy 90, renovated with elegance and farsightedness by Farinetti following years of neglect. As Paolo D’Innocenzo told us, Bose System is first and foremost a quality sound diffusion system, which also benefits from all the characteristics required by certification EN 54 the ideal solution for Eataly. “In the final stages of the negotiation - says D’Innocenzo, we made Farinetti listen to the sound which would have been heard inside Eataly with our aural simulation system Auditioner; initially, he interpreted it as a marketing stratagem, but when he saw that the data had been transferred into the agreement proposal, he realised the truth and substance of the demonstration, recognising its worth. He also admitted of being won over by the simplicity of the Bose user interfaces .. in short, on the day of the press conference we were thanked in public, but for us the gratitude we received in a separate location was even more important”.

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L’IDEA DI EATALY The idea of Eataly Eataly non è (solo) un supermercato, non è (solo) un self service né un ristorante, non è (solo) un’accademia del gusto e neanche (o soltanto) un luogo dove creare un abbinamento tra un certo cibo e una certa qualità di vita. Cerchiamo di capirne di più con Nicola Farinetti, responsabile del punto vendita di Roma. Nicola Farinetti - Il progetto Eataly ruota intorno all’eccellenza agroalimentare del nostro paese, e nasce e si sviluppa perfettamente in linea con l’attuale momento storico, che mostra una maggior consapevolezza in merito alla qualità di cosa mangiamo. In teoria non c’è un target al quale ci rivolgiamo, perché tutti mangiano, però cerchiamo di incontrare le necessità di persone attente a questo aspetto. Senza contare che oggi anche il cibo è divenuto “visibile”; è spesso protagonista di foto, articoli, dialoghi tra le persone. A Eataly il cibo si compra, si può gustare sul posto, ma si può fruire anche di tutta la cultura che lo circonda: per esempio all’ultimo piano abbiamo una sala con diverse cucine per i corsi, le sale conferenze, uno speciale tavolo d’autore dove, prenotandosi, si può cenare con menu di chef famosi, e poi il ristorante per le cene a degustazione. Desideriamo che l’esperienza di frequentazione di Eataly sia completa e positiva sotto tutti gli aspetti, e il suo successo credo stia molto nella sincerità della nostra proposta, senza i correnti “trucchi” del marketing della GDO. Eataly is not (just) a supermarket, not (just) a self-service or a restaurant; it is not (just) an academy of taste and not even (or just) a place where you can match a certain food with a certain quality of life. We are trying to understand it better with Nicola Farinetti, store manager in Rome.

Nicola Farinetti - Eataly revolves around the excellence in Italian agriculture and food; it originated and has developed perfectly in line with the current historical moment, which manifests a greater awareness of the quality of what we eat. Theoretically, we have no target audience, because everyone eats, but we are trying to meet the needs of people who are attentive to what they eat. This, without considering that today food has also become “visible”; it is often the protagonist of photos, articles, discussions between people. At Eataly you buy food, you can taste it in loco, but you can also enjoy/benefit from the culture that surrounds it: for example, on the last floor we have a room with different cuisines for the courses, conference rooms, a special experimentation table where, if you book, you can dine with one of the menus cooked by famous chefs, and then the restaurant which serves tasting dinners. We would like the experience of visiting Eataly to be complete and positive in every aspect, and I strongly believe that its success lies in the sincerity of what we offer, without the current marketing “gimmicks” used by large-scale retail trade.

THE SYSTEM IN DETAIL The sound diffusion system of Eataly Rome includes 45 different zones each of which are independent in choice of source and volume, and as regards use (current or emergency). 15 Evac controllers, 80 amplifiers and 245 white coloured DS40SE speakers, installed on the ceiling, about 40 DS 16 speakers were used in the service areas, corridors and bathrooms. From a safety point of view, the system conforms to the EN 54 regulation, from the back-up batteries, to the automatic monitoring of the line efficiency, to the Fire Brigade workstation. There are two types of evacuation messages depending on the situation (pre-alarm and evacuation), and they have been made available in both Italian and English, a “detail” which is not legally required, but which is easy to understand, especially in a city like Rome and in a context like Eataly. The intervention of Bose also extended to the conference rooms, which are on the fourth floor: an area which can be divided into three zones and where audio has been structured for three independent or combinable zones. For this area MA12 column type speakers were chosen, complete with a DSP for configuration, and a very simple wall controller to be able to use all the functions of the system without the aid of a permanent technician. The heart of Eataly is its restaurant: a huge window which looks outwards, an elegant and informal setting, a menu which offers the excellences of our tradition with 100% Italian ingredients, and three original Modigliani paintings hung on the walls, to combine the pleasure of the palate with that of beauty. Obviously, sound had to be on a par, so the Bose FreeSpace system was chosen to respond faithfully on all frequencies, including low frequencies at a moderate volume. Finally, a portable L1 system is also part of the equipment which can be connected to a microphone, since Eataly is often home to presentations and meetings. THE COLLABORATION CONTINUES The design stage which lasted four months used the anticipatory software of Bose Modeler®; this is not too long, if we consider the complexity and extension of the system and the many parameters to consider, from conformity to the safety regulation, to the indices of intelligibility, to the overall volume and the volume in single zones. “A great gym for our staff, said D’Innocenzo, which has prepared us for future installations.” The installation also lasted four months and it employed the technicians of Bose for several days, alongside the contractor who managed the installation. The involvement of Bose also extends to all the after sales service, which involves monitoring and keeping the entire system or rather monitoring and maintaining efficient the entire system: an inalienable element considering its importance for the safety of the setting. This is truly an important aspect, considering the extension of the system: more than 30 km of cables were used, with several rather long sections where line impedance can suffer variations for nothing, from temperature to moisture.

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AVVISO AI NAVIGANTI Sicurezza in mare con l’automazione NOTICE TO SEAGOERS Safety at sea with automation

Text: Riccardo Bandini

L’integrazione dei sistemi nella nautica è – se vogliamo – ancora più importante rispetto a quella che si inserisce negli edifici. Il mix di utilità generata dall’impianto di automazione è composto, come per gli edifici, da risparmio energetico, comfort e sicurezza; cambia tuttavia il peso dei vari componenti che, a differenza del building, dovrà essere molto più spostato sul fattore sicurezza Systems integration in sailboats is – if you like – even more important than in buildings. The mix of utility generated by the automation system is composed, like for buildings, of energy saving, comfort and safety; nevertheless, the importance of the various components changes which, unlike buildings, must be much more focused on safety

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Il motivo di tanta attenzione per la sicurezza è legato all’ambiente stesso, quello che circonda l’imbarcazione: il mare. Un elemento che appare sovente quieto ma che può repentinamente mutare aspetto, lasciando il navigante in una condizione di estrema solitudine e impotenza. Stiamo quindi parlando sì di sicurezza strettamente personale, ma anche di sicurezza delle apparecchiature e delle dotazioni, dagli impianti alla navigazione. In condizioni atmosferiche avverse ci si può infatti trovare impreparati a prendere le giuste decisioni: la mente perde lucidità e le sequenze di azioni necessarie e ben conosciute vengono dimenticate e non rispettate. Altre volte, invece, i problemi in barca sorgono non a causa delle mutate condizioni meteo ma in conseguenza di dimenticanze ed errori, magari compiuti in porto. Controlliamo sempre che le scotte siano ben raccolte in pozzetto e non fuoriescano dalle fiancate, magari cadendo in acqua a rischio di essere raccolte dall’elica proprio nel momento in cui il mare si ingrossa e si decide di rientrare a motore? Verifichiamo sempre la chiusura di tutte le prese a mare nel momento in cui usciamo dal porto? Gli elementi da considerare per navigare in sicurezza sono veramente tanti e mai come in barca, è necessario un ausilio tecnico che aiuti il navigatore ad agire correttamente e tempestivamente. Un ambiente tecnologico integrato, supervisionato da un’intelligenza artificiale in grado di monitorare le apparecchiature di bordo e l’ambiente circostante (meteo, comunicazioni, scandaglio, rotte di collisione), capace di azionare gli automatismi presenti o almeno di comunicare al comandante l’opportunità di farlo è, crediamo, estremamente utile. Pensiamo per esempio all’utilità di una applicazione che, raccogliendo gli aggiornamenti meteo e conoscendo la rotta impostata e le potenzialità nautiche dello scafo (vela o motore, velocità), possa segnalarmi, senza avere ricevuto uno specifico comando, l’opportunità di impostare una rotta alternativa.

GLI ELEMENTI DA CONSIDERARE PER NAVIGARE IN SICUREZZA SONO VERAMENTE TANTI E MAI COME IN BARCA, È NECESSARIO UN AUSILIO TECNICO CHE AIUTI IL NAVIGATORE AD AGIRE CORRETTAMENTE E TEMPESTIVAMENTE THE ELEMENTS TO CONSIDER FOR SAFE SAILING ARE MANY AND NEVER AS IN A BOAT, IS IT NECESSARY TO HAVE A TECHNICAL AID TO HELP THE SAILOR ACT CORRECTLY AND QUICKLY

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INTEGRARE PER LA SICUREZZA

L’approccio progettuale di un integratore di sistemi in ambiente nautico, soprattutto in imbarcazioni a vela, dovrebbe – visto quanto premesso sopra – essere orientato a integrare in primis le funzioni di bordo: la propulsione, l’alimentazione elettrica, la strumentazione di navigazione, le comunicazioni, gli azionamenti delle motorizzazioni ecc., in modo da creare una composizione armonica, un’orchestra sapientemente diretta dal proprio direttore. Mi piace immaginare un’imbarcazione in cui sul touch panel installato in coperta o in pozzetto appaiono, insieme a misurazioni o stati di funzionamento, anche warning o segnalazioni di ausilio al comandante: una rotta di collisione di un’imbarcazione rilevata su radar, l’indicazione uomo a mare raccolta da un sensore applicato sull’abbigliamento dell’equipaggio, con l’indicazione polare della rotta di recupero, o ancora la corretta messa a segno delle vele in funzione dei dati raccolti da sensori del vento miniaturizzati, installati lungo l’inferitura e la balumina, ovvero il profilo esterno, della vela. Tutto ciò richiede la massima integrazione di tutti i sensori e le attrezzature elettriche presenti. L’impianto di integrazione dovrà pertanto essere in grado di scambiarsi informazioni e comandi con i protocolli più comuni: CAN Bus, NMEA e J1939. È infatti fondamentale non aggiungere sensoristica superflua ma utilizzare quella esistente, sebbene possa emergere la necessità di misurare grandezze fisiche non precedentemente rilevate che richiederanno la messa in opera di nuovi sensori o tecniche di misura, ancora non disponibili sul mercato. Sono in studio infatti nuovi tessuti capacitivi che, utilizzati come vele, permettono di raccogliere informazioni sulla distribuzione di pressione generata dal vento. L’utilizzo di questi nuovi materiali, abbinato a nuovi metodi di rilevazione del profilo di vento sulla vela, potrebbe portare a soluzioni di “sail trimming” più scientifiche. Tutto ciò richiede grossa capacità di calcolo da parte degli elaboratori di bordo e la realizzazione di un software dedicato. Occorre probabilmente andare oltre il classico SCADA, che gestisce informazioni e comandi con gli apparati di bordo aggiungendo funzioni logiche di base, inserendo un vero e proprio “sistema esperto” in grado di elaborare informazioni complesse estraendo indicazioni semplici, a uso e consumo del comandante, con lo scopo di incrementare la sicurezza della navigazione.


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INTEGRARE PER IL BENESSERE

Non intendo tuttavia affermare che la gestione delle funzioni di servizio all’equipaggio, l’illuminazione, la distribuzione audio o la climatizzazione debbano essere ignorati. Tutt’altro. Prima di tutto perché ormai, nelle imbarcazioni di pregio, certe funzionalità vengono percepite dagli armatori come dotazioni quasi irrinunciabili e congrue con questo tipo di ambienti. Ma soprattutto è importante che siano gestiti adeguatamente e con oculatezza perché, in una situazione scollegata dalla terraferma come è quella della navigazione, tutte le risorse sono limitate per definizione. In una imbarcazione dotata di elettroniche e verricelli elettrici, non prevedereste la separazione e controllo degli impianti elettrici, dedicando risorse limitate e limitabili all’illuminazione e ai servizi di bordo, a favore di quelli di sicurezza? Permettereste un abuso dell’acqua delle cisterne durante una lunga traversata? La presenza a bordo di un impianto automatico offre la possibilità di razionalizzare i consumi, ridurre i pesi e aumentare l’efficienza dell’imbarcazione. A tutto vantaggio della sicurezza, personale e delle dotazioni (aspetti che peraltro spesso in mare coincidono).

INTEGRARE PER SENTIRSI LIBERI

L’imbarcazione a vela è l’essenza stessa del concetto di libertà. Molli gli ormeggi e sei libero… nessun bisogno di rientrare per approvvigionamento di carburante. Una cambusa ben organizzata, un desalinizzatore e si può girare il mondo senza scalo. L’integrazione di sistemi nelle imbarcazione permette di farlo in maggiore sicurezza. È giusto, e sicuramente anche romanticamente bello, sapere di poter condurre un’imbarcazione a vela senza ausili automatici. Ne fareste tuttavia a meno? Personalmente ho studiato con passione la navigazione d’altura e la tecnica di calcolo del punto nave con sestante. Sono tuttavia felice di sapere che esistono i GPS.

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g Esempio di controllo centralizzato degli impianti Example of centralized control of the systems

The reason for so much attention to safety is connected with the environment itself that surrounds the boat, the sea. It often appears calm but can suddenly change, leaving the seagoer extremely lonely and impotent. We are, of course, talking about strictly personal safety, but also about the safety of the appliances and equipment, of sailing systems. In adverse weather conditions you can be unprepared to make the right decisions: the mind becomes confused and the sequences of necessary and habitual activities are forgotten and not respected. Instead, at other times, the problems which arise on a boat are not due to changed weather conditions but to oversights and errors, which may happen at port. We always check that the sheets are well-gathered in the steering well and that they do not escape from the sides, perhaps falling into water with the risk of being caught up in the propeller at the moment in which the sea becomes rougher and you decide to return by engine? Do we always check the closure of all the sea-cocks when we exit the port? The elements to consider for safe sailing are many and never as in a boat, is it necessary to have a technical aid to help the sailor act correctly and quickly. An integrated technological environment, supervised by artificial intelligence able to monitor the on-board equipment and surrounding environment (weather, communications, sounding apparatus, collision routes), able to activate the automatisms present or at least to communicate to the skipper the opportunity to do so, we believe, is extremely useful. Take, for example, the use of an application which, by gathering weather updates and knowing the route set and the sailing potential of the hull (sail or motor, speed), can signal the opportunity to set an alternative route, without having received a specific command.

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INTEGRATION FOR SAFETY The design approach of a systems integrator in a sailing environment, above all in sailboats, should – considering the above – be focused first and foremost on integrating the on-board functions: propulsion, electrical power supply, sailing tools, communications, activation of the drives, etc.... , in order to create a harmonious composition, an orchestra knowingly directed by its own director. I like to imagine a boat in which warning or auxiliary signals for the skipper appear alongside the steering measurements or functioning conditions on the touch panel installed on the deck or steering wheel: a collision route of a boat detected by radar, man at sea detected by a sensor applied to the crew’s clothing, with polar indication of the recovery route or, again, the correct setting of the sails depending on the data gathered by miniaturised wind sensors, installed along the head and depth, or rather the external profile of the sail. All this requires maximum integration of all the sensors and electrical equipment present. The integration system must therefore be able to exchange information and commands with the most common protocols: CAN Bus, NMEA and J1939. In fact, it is essential not to add superfluous sensors but to use the existing ones, though the need may emerge to measure physical sizes not previously revealed which require setting new measurement or technical sensors, which are not yet available on the market. New capacitive textiles are being studied which, used as sails, allow to gather information on the distribution of wind generated pressure. The use of these new materials, matched with new methods of detecting the profile of wind on the sail, could lead to more scientific “sail trimming” solutions. All this requires great calculation ability by on-board elaborators and the realisation of dedicated software. It is probably necessary to go beyond the classical SCADA which manages information and commands with the onboard apparatus adding basic logical functions, inserting an out and out “expert system” able to elaborate complex information extracting simple indications, to cater to the skipper’s requirements, with the purpose of increasing sailing safety.


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INTEGRATION FOR WELLNESS Nevertheless, I do not intend to claim that the management of functions at the service of the crew, lighting, audio distribution or acclimatisation must be ignored. Anything but. First and foremost, because now, in prestigious boats, certain functions are perceived by boat owners as almost fundamental equipment and congruous with this kind of environments. Above all, it is important that they are managed adequately and with vision because, in a situation like sailing which is disconnected from land, all the resources are limited by definition. In a boat equipped with electronics and electric winches, would you not envisage the separation and control of electrical systems, dedicating limited and limitable resources to lighting and on-board services, in favour of safety elements? Would you allow abuse of the water in the cisterns during a long crossing? The on-board presence of an automatic system offers the possibility to rationalise consumption, reduce weight and increase the efficiency of the boat. This is solely for the benefit of safety, personnel and the equipment (aspects which often coincide at sea). INTEGRATION FOR FREEDOM A sailing boat is the essence of the concept of freedom. Cast off and you are free.. there is no need to go back to the port for petrol. A well-organised caboose and a desalinator is all you need to travel the world without docking. System integration on boats allows you to do it in greater safety. It is right, and also romantically beautiful, to know that you are able to sail a sailboat without automatic aids. Would you nevertheless do without? I have personally and passionately studied high-sea sailing and the technique of calculating the ship’s position with the sextant.. still, I am delighted to know that GPS systems exist.

L’UTILIZZO DI QUESTI NUOVI MATERIALI, ABBINATO A NUOVI METODI DI RILEVAZIONE DEL PROFILO DI VENTO SULLA VELA, POTREBBE PORTARE A SOLUZIONI DI “SAIL TRIMMING” PIÙ SCIENTIFICHE THE USE OF THESE NEW MATERIALS, MATCHED WITH NEW METHODS OF DETECTING THE PROFILE OF WIND ON THE SAIL, COULD LEAD TO MORE SCIENTIFIC “SAIL TRIMMING” SOLUTIONS

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INCONTRI MEETING

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PHILIPS

Differenziazione e costante presenza sul mercato Differentiation and costant presence on the market Al centro dell’attenzione questa volta c’è Philips, in particolare la divisione professionale impegnata nel mercato dei display rivolti alle più diverse applicazioni. Abbiamo parlato dei progetti e della storia del marchio con Wilfred De Man, General Manager Public Signage Philips, e con il referente italiano per i prodotti MMD Philips, Simone Gagliardi

Text: Barbara Trigari

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This time it is Philips that takes centre stage, in particular its professional division which is committed to the market of displays for the most diverse applications. We spoke about the projects and the history of the brand with Wilfred De Man, General Manager of the Public Signage sector at Philips, and with Simone Gagliardi, the Italian representative for MMD Philips products C - Come è nato il settore Signage di Philips, e come si è arrivati all’attuale accordo di commercializzazione con MMD? Wilfred De Man - Inizialmente il settore dei large display professionali per il DS non era molto sviluppato in Philips; i prodotti erano pochi, non strategici, insomma non era un ramo d’azienda all’attenzione del marketing. Infatti, nel 2009 è stato ceduto a TPV, uno fra i più grossi produttori ODM al mondo, e da allora i display professionali Philips vengono commercializzati da una società creata ad hoc, MMD, attraverso un accordo di licenza con Philips. Il ramo consumer, invece, viene commercializzato da TPVision. C - Come si è sviluppato successivamente il portafoglio prodotti? WDM - Dai tre prodotti che avevamo in origine, con una squadra ridotta e una posizione di mercato marginale, passo dopo passo abbiamo allargato l’offerta e il team preposto alla vendita, arrivando in quattro anni a una crescita notevole e a una posizione forte nel mercato globale, tanto da poter ambire all’obiettivo di diventare il player numero tre, e successivamente conquistare anche la seconda posizione. Oggi la nostra gamma di monitor spazia dalle applicazioni signage in diversi mercati verticali fino all’educational e al mondo business, con display LCD, LED, 3D stereoscopici, touch, soluzioni su totem o chioschi, videowall e giant tablet, da 32” a 65”.

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INCONTRI MEETING

C - Come avviene lo sviluppo dei nuovi prodotti? WDM - L’aspetto più importante nello sviluppo di un nuovo prodotto è il contatto diretto con la clientela, perché solo in questa maniera riusciamo ad avere un quadro di quali sono realmente le richieste del mercato. Il passo successivo è il benchmark, con uno sguardo alla concorrenza. Con questi feedback andiamo alle fabbriche presso le quali Philips ha il proprio reparto di progettazione. Ovviamente cerchiamo di differenziarci, perché non vogliamo essere percepiti come follower ma come product leader. Per esempio, per quanto riguarda la tecnologia 3D, abbiamo una soluzione senza occhiali molto importante per le applicazioni signage, visto che il tempo trascorso davanti a uno schermo è sempre più ridotto. Insomma, proponiamo una gamma molto ampia di prodotti sia hardware che software, perché desideriamo che la nostra clientela professionale si concentri sul cliente finale offrendogli specifiche funzionalità in base alle richieste. C - Dove sono ubicate le fabbriche? WDM - Philips fa parte di TPV, che è uno dei più grandi, se non addirittura il maggiore, fornitore ODM. Quindi produce anche per altri marchi, ma ha scelto strategicamente di commercializzare anche marchi proprietari, come appunto Philips. Questo aspetto è molto importante, perché producendo solo per conto terzi, si finisce per essere totalmente dipendenti dalle aziende clienti, mentre grazie ai marchi proprietari, siamo per così dire “seduti dal lato del guidatore”, quindi possiamo posizionarci in quei mercati dove riteniamo

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di poter assumere un ruolo di leader. Le fabbriche sono ubicate un po’ in tutto il mondo, dalla Cina all’Europa al Sud America: TPV è una grossa organizzazione, con una capacità produttiva che supera gli 82 milioni di monitor all’anno. C - Come avviene il controllo qualità? WDM - TPV è un grosso produttore, per il quale la qualità è importante. Questo anche perché se non rispettassimo alti standard qualitativi, non avremmo le credenziali per realizzare prodotti anche per altri marchi. Di conseguenza, abbiamo un team dedicato al controllo qualità e un’esperienza ormai matura nello sviluppo, produzione e testing dei prodotti. C - Dove vengono acquistati i componenti che non producete direttamente? WDM - I nostri fornitori si trovano un po’ in tutto il mondo. Per ciascun componente, cerchiamo quello di qualità migliore disponibile al prezzo più basso. E poiché parliamo di monitor professionali, le specifiche sono molto esigenti. C - Come vengono distribuiti i prodotti Philips? WDM - La distribuzione avviene con una copertura di tipo regionale, dalla Cina, all’America all’EMEA. In ogni nazione abbiamo poi alcuni distributori che di solito sono coloro che ci aprono la strada; infine lavoriamo a stretto contatto con il cliente professionale, prevalentemente system integrator e fornitori di soluzioni, che sono appunto quelli a più stretto contatto con il cliente finale. In questa maniera seguiamo la catena del valore signage nella sua interezza, aspetto che poi si rivela importante per una riuscita ottimale dell’installazione finale. Lavoriamo comunque sempre attraverso dei partner e non andiamo mai direttamente sul campo.

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C - Quanto è importante per Philips la ricerca e sviluppo? Che tipo di investimento viene fatto nel corso dell’anno? WDM - Non posso dare cifre precise riguardo all’entità degli investimenti, ma per dare un’idea di quanto sia importante, pensate che ovunque ci sia una fabbrica, è presente anche un reparto R&D annesso, che garantisce la qualità dal lato produttivo, e in aggiunta, sul fronte operational business, disponiamo di ingegneri concentrati sulle applicazioni dei prodotti, per risolvere questioni specifiche poste dalle installazioni che Philips si impegna a risolvere. In particolare, questa attività ha anche un riscontro a livello produttivo, in fabbrica, quando si tratta di migliorare le prestazioni di un prodotto sia hardware che software. Questa è la procedura del controllo qualità. C - Qual è la vostra visione del mercato, in questo momento storico? WDM - Quello del signage è un settore ancora in crescita, con molte opportunità come per esempio il retail, che è un ambito nel quale la segnaletica digitale potrà prendere il posto della vecchia comunicazione su carta, grazie ai monitor. Parallelamente credo che il settore più importante per l’advertising sia proprio il retail. Altri ambiti potrebbero essere l’educational, e qui i nostri prodotti touch giocano un ruolo di rilievo, poi il museale e i trasporti. Ma sono sicuro che molti altri settori in futuro assumeranno importanza.

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C - Dal punto di vista delle tecnologie, invece, come si prospetta il futuro per Philips? WDM - Il nostro core business sono i monitor, e se guardiamo agli ultimi tre anni, abbiamo triplicato il tournover e quest’anno puntiamo al raddoppio delle vendite rispetto al 2012. Quindi dobbiamo cercare di essere innovativi, ma non solo nei monitor 3D o touch, da qui la novità di quest’anno, il player Android Upp, un dispositivo che può sostituire il media player, quindi un nuovo mercato per Philips: un primo passo al quale ne seguiranno altri. Desideriamo creare e cogliere nuove opportunità, quando si prospettano e quando ne rileviamo la necessità, anche se i display continueranno comunque a essere il nostro core business. C - Qual è l’approccio di Philips alla formazione del personale e dei partner? WDM - Facciamo training perché il personale acquisisca l’entusiasmo sul prodotto che poi va trasmesso ai partner, e poi eroghiamo formazione verso i partner per illustrare loro come appariranno le soluzioni una volta applicate e come rivolgersi al cliente finale. Sono due strade che procedono di pari passo nel nostro approccio al mercato. C - Anche quest’anno avete partecipato alla fiera ISE 2013, che immagine vi siete fatti del mercato? WDM - La fiera è stata frequentatissima, anche dalla stampa, cosa che ci fa piacere perché ci permette di comunicare la nostra qualità al mercato. Vediamo un mercato del signage in crescita, e poiché siamo sempre in cerca di nuove installazioni, ISE è una buona occasione per farsi vedere e per seguire le novità sui prodotti. Credo sia per questo che ogni anno la fiera è sempre più grande. Infine, il messaggio che abbiamo voluto portare a ISE è che Philips continua a crescere, non solo per i prodotti ma anche per le persone, con l’espansione in nuove regioni del mondo.


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Black e White: d&b è d&b.

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Dicono che d&b offre due gamme di prodotti completamente diverse. Una ideata per le arti di spettacolo, con tutta la flessibilità, la versatilità e la rapidità di approntamento necessarie, l’altra progettata per la integrazione totale nelle installazioni permanenti. Dove Black parla di solidità e robustezza, White www.connessioni.biz eccelle in stile ed eleganza. E comunque: d&b, come sempre.

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INCONTRI MEETING

C - What is the background to the Signage sector at Philips, and how have you arrived at the current marketing agreement with MMD? Wilfred De Man - Initially, the sector of large professional displays for DS was poorly developed at Philips; the products were few and nonstrategic; in short, it was a branch of the company which was overlooked by the marketing department. In 2009, it was ceded to TPV, one of the world’s largest ODM producers, and since then professional displays by Philips have been marketed by a company created ad hoc, MMD, by means of a licensing agreement with Philips. Instead, the consumer branch is marketed by TPVision. C - How did the product portfolio subsequently develop? WDM - From the three products we started out with, with a reduced team and a marginal market position. Slowly but surely, we widened both our range and our sales team to achieve considerable growth and a strong position in the global market within just four years, so much that we were in a position to aspire to the goal of becoming one of the top three players, and later to conquer second place. Today, our range of monitors covers different sectors, from signage applications in different vertical markets up to education and the business world, with stereoscopic LCD, LED, 3D, touch screens, solutions on totems or kiosks, video walls and giant tablets, measuring from 32” to 65”. C - How are new products developed? WDM - The most important aspect when developing a new product is direct contact with customers, because this is the only way we can have a realistic picture of the market’s actual needs. The next step is the benchmark, with a glance to the competition. With these feedbacks we go to the factories in which Philips has its own design department.

PHILIPS IN ITALIA Philips in Italy Simone Gagliardi è il Sales Manager Philips per l’Italia, e a lui chiediamo della strategia del marchio nella penisola. C - Prima di tutto qualche chiarimento sulle sigle: MMD, TPV... che cosa rappresentano e come entrano in relazione con Philips? Simone Gagliardi - MMD (Multimedia Displays) è una società interamente di proprietà di TPV nata nel 2009 attraverso un accordo di licenza con il marchio Philips, il suo ruolo è di venditore esclusivo di monitor e display LCD Philips. In alcune regioni del mondo, ci sono tre categorie di linee di prodotti Philips che sono inclusi nell’accordo: la gamma Business e Consumer di monitor LCD, Public Signage and Hotel/Hospitality TV. Combinando la forza del marchio Philips con il design e le competenze produttive di TPV, MMD è orgogliosa di offrire prodotti innovativi e a prezzi concorrenziali. C - Come è articolata la rete distributiva in Italia? SG - In Italia rappresento il catalogo large display Philips, prodotti da 32” a 65”, attraverso una serie di distributori a volume, che poi sono i quattro principali distributori italiani, Esprinet, Ingram Micro, Tech Data con la sua divisione Maverick e Computer Gross. Poi abbiamo dei distributori a valore aggiunto, ovvero focalizzati e specializzati su settori specifici (anche se i nostri prodotti sono tutti disponibili per tutti i distributori), come per esempio Camax e Liga nell’ambito educational, che appunto non lavorano esclusivamente in questo ambito, ma sicuramente hanno una forte storicità nel settore. La scelta non è casuale, poiché si tratta di un mercato in crescita che Philips intende seguire con attenzione: con entrambe le società abbiamo cominciato a lavorare nel 2012, e vediamo già i primi risultati. L’ultimo distributore è Digimax, una realtà di Vicenza molto focalizzata nel settore audio-video. C - La vostra strategia dunque privilegia alcuni mercati? SG - Quelli che vediamo in crescita; ma bisogna anche tener conto del fatto che il DS, che poi è l’ambito cui principalmente si rivolgono i nostri large display, è oggetto di una convergenza con il mondo ICT, e di conseguenza la stessa avviene con i nostri distributori nazionali, che riflettono questa convergenza tra audio, video, networking, contenuti software e possiedono uno skill sempre più ampio. C - Quindi un classico canale a due livelli... SG - Esatto, sotto i distributori ci sono i rivenditori, tra i quali in Italia anche una ventina di Gold Partner, ovvero i partner Philips certificati, con accesso privilegiato a tutte le nostre risorse tecniche, di personale, marketing e documentazione, 36 Maggio May 2013 per realizzare eventi e assistere la clientela. Sono partner che ho selezionato

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personalmente da quando, il 2 maggio 2011, ho intrapreso questa attività per Philips in Italia, partendo praticamente da zero e visitando centinaia di rivenditori. Noi lavoriamo con tutti, ma la collaborazione più stretta riguarda solo i partner certificati, che hanno il contatto diretto con l’utente finale e che continuiamo a cercare per ampliare la rete. C - Dal 2011, come è cresciuta MMD Philips in Italia? SG - Quando ho cominciato due anni fa i prodotti a catalogo erano una decina, adesso sono circa 60, è il portfolio più ampio che si possa trovare sotto un singolo bran. Si spazia dai monitor tradizionali LCD al 3D stereoscopico, fino a touch screen, totem e tavoli elettrici e meccanici, e soluzioni customizzate che difficilmente un grosso produttore è in grado di offrire. Citando Futuresource, dal 2011 siamo passati da uno share di circa il 2,5% in Italia a uno del 10% a fine 2012. C - Quali sono le iniziative rivolte ai partner? SG - Organizziamo incontri per formare la forza vendita e i tecnici, il prossimo sarà a Roma a metà maggio, con il partner Gold Team Office: in quella occasione presenteremo le novità di ISE, perché anche chi non ha potuto prendervi parte le possa vedere e toccare con mano. Sono in corso diverse iniziative a livello europeo, e nei mesi di settembre e ottobre gireremo l’Italia con uno show room itinerante, in un tir. L’altra novità importante è che finalmente da giugno verrò affiancato da un commerciale per il mercato italiano che si dedicherà completamente ai reseller, a dimostrazione di quanto MMD Philips creda nel mercato italiano e nel DS. E a dirlo sono anche le cifre: in Europa lo share di Philips è in media del 7%, invece sul mercato italiano siamo al 10%, quindi anche se siamo partiti tardi rispetto alla concorrenza, siamo cresciuti parecchio.


INCONTRI MEETING

Obviously we try to differentiate ourselves because we don’t want to be seen as followers but rather as product leaders. For example, as regards 3D technology, we have an eyeglass-free solution which is very important for signage applications, considering that the time spent in front of a screen is always shorter. In brief, we provide a vast range of both hardware and software products because we want our professional customers to focus on the end customer offering them specific functions which are tailored to their needs.

C - How is quality control managed? WDM - TPV is a large producer, for which quality is important. This is also because if we did not respect high quality standards, we wouldn’t have the credentials to create products for other brands. Consequently, we have a team dedicated to quality control that avails of experience gained in product development, production and testing.

C - Where are the factories located? WDM - Philips is part of TPV, which is one of the largest, if not the largest, ODM supplier. It also produces for other brands, but it has strategically chosen to market proprietary brands like Philips. This is a very important aspect because by producing solely for third parties, you end up being completely dependent on client companies, whereas thanks to proprietary brands we are so to speak “sitting in the driver’s seat”, so we can position ourselves in those markets where we believe we can take on a leadership role. The factories are located all over the world, from China to Europe to South America: TPV is a large organisation, with an annual output that exceeds 82 million monitors.

C - How do you distribute the Philips products? WDM - They are distributed on a regional basis, from China to America to EMEA. In each country we have several distributors which are usually the ones that open the way for us; to finish, we work in close contact with professional customers, primarily system integrators and solution providers, who are those in closest contact with the end customer. In this way we follow the signage value chain in its entirety, an aspect which becomes an important ingredient for the optimal success of the final installation. We always work through partners and we never go directly on the field.

C - Where do you purchase the components you don’t produce directly? WDM - Our suppliers are everywhere. For each component we try to find the one with the best quality at the lowest price.. and because we are speaking of professional monitors, the specifications are very demanding.

Simone Gagliardi is the Sales Manager for Philips in Italy, and we asked him about the strategy of the brand in the peninsula.

closely with certified partners, who have direct contact with the end user and which we continue to search for to widen the network.

C - First and foremost can you clarify the acronyms: MMD, TPV.. what do they stand for and how do they relate to Philips? Simone Gagliardi - MMD (Multimedia Displays) is a wholly-owned company of TPV established in 2009 through a brand license agreement with Philips, and its role is to exclusively market and sell Philips branded LCD monitors and displays worldwide. In various regions around the world, there are three categories of Philips product lines that are included under the agreement: the Business and Consumer Range of LCD monitors, Public Signage and Hotel/Hospitality TV. Combining the strength of the Philips brand promise with TPV’s design and manufacturing expertise and scale in desktop monitors, commercial displays and LCD TVs, MMD takes pride in delivering innovative products, faster and with better cost efficiency to the market.

C - Since 2011, how has MMD Philips developed in Italy? SG - When I began two years ago there were a dozen catalogue products, the number has increased to about 60, making it the broadest portfolio you can find for a single brand. It ranges from traditional LCD monitors to stereoscopic 3D, to touch screens, totems and electric and mechanical tables and customised solutions which are difficult for a wholesaler to offer. Citing Futuresource, since 2011 we have moved from a share of around 2.5% in Italy to one of 10% in late 2012.

C - How is the distribution network organised in Italy? SG - In Italy, I represent the large Philips display range, products from 32” to 65”, through several volume distributors, which are the four main Italian distributors, Esprinet, Ingram Micro, Tech Data with its Maverick and Computer Gross division. We also have added value distributors, which focus on and are specialised in specific sectors (even if our products are all available for all the distributors), such as Camax and Liga in the educational sector, which do not work exclusively in this area, but certainly have a strong historical background in the sector. This is no casual choice, since it is a market in growth that Philips intends to pursue with attention: we started working with both companies in 2012, and we are already seeing the first results. The last distributor is Digimax, a company from Vicenza which is highly focused on the audio-video sector. C - So, does your strategy privilege specific markets? SG - Those we see that are growing: but we also need to bear in mind that DS, which is also the area for which our large displays primarily cater, is the subject of a convergence with the ICT world, and consequently the same occurs with our national distributors, which reflect this convergence between audio, video, networking, software content and they possess an increasingly broader skill. C - So, a classic two-level channel… SG - Precisely, under the distributors there are the retailers, and in Italy about two dozen are Gold Partners, or rather certified Philips partners, with privileged access to all our technical, personnel, marketing and documentation resources, to organise events and provide customer service. I have personally selected them, since I began working for Philips in Italy, on 2nd May 2011. I started practically www.connessioni.biz from scratch and visited hundreds of resellers. We work with everyone, but more

C - What initiatives do you provide for partners? SG - We organise meetings to train the sales team and technicians, the next will be held mid-May in Rome, with the Gold Team Office: on this occasion we will present the new products of ISE, so that those who were unable to attend can see and touch them by hand. There are different initiatives underway within Europe, and in September and October we will be travelling around Italy with a showroom in an articulated lorry. The other important news is that from 1st June I will be working alongside a salesperson for the Italian market who will be totally dedicated to resellers, to prove just how much MMD Philips believes in the Italian market and in DS. The figures say the same thing: in Europe, Philips enjoys an average 7% share, but on the Italian market that increases to 10%, so even if we began late compared with the competition, we have grown immensely. http://www.tpvholdings.com http://www.tpvision.com http://www.philips.it/c/public-signage/304074/cat/ professional/

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INCONTRI MEETING

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C - How important is R&D for Philips? What type of investment is made during the year? WDM - I can’t mention precise figures as regards the size of the investments, but to give you an idea of just how important it is, wherever there is a factory, there is also an R&D department, which guarantees production quality. On the operational business front, we avail of engineers who concentrate on the applications of the products, to resolve specific issues posed by the installations which Philips is committed to resolving. In particular, this activity also affects production in the factory, when it has to do with improving the performances of a hardware or software product. This is our quality control procedure. C - What is your vision of the market, at this historic moment? WDM - The signage sector is still growing, and it offers many opportunities such as retail, which is an area where digital signage can replace the old form of communication on paper, thanks to monitors. In parallel with this, I believe

MMD Philips MMD è una società di proprietà di TPV, nata nel 2009 grazie a un accordo per la distribuzione mondiale del marchio Philips che riguarda in particolare i display Public Signage. Obiettivo dell’accordo è quello di mettere a frutto le capacità produttive TPV e quelle di approccio al mercato di MMD, per creare sempre nuove soluzioni mirate. MMD ha sede a Shanghai e sedi regionali a Singapore (regione Asia Pacific), Atlanta (per il Nord America) e Amsterdam per l’Europa. I centri di progettazione e sviluppo sono ubicati a Taiwan e ad Amsterdam. MMD is a company belonging to TPV, born in 2009 thanks to a worldwide agreement to distribute the Philips brand which deals specifically with Public Signage displays. The goal of the agreement is to capitalise on the production skills of TPV and the marketing skills of MMD, to create increasingly new targeted solutions. The Headquarters of MMD are in Shanghai and there are regional offices in Singapore (Asia Pacific region), Atlanta (for North America) and Amsterdam for Europe. The design and development centres are located in Taiwan and Amsterdam.

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that the most important sector for advertising is precisely retail. Other areas could be education, and our touch products play an important role here, then there are the museum and the transport sectors. I am sure that many other sectors will become important in the future. C - Instead, from a technological point of view, how do you see the future of Philips? WDM - Our core business is monitors, and if we look back over the last three years, we have tripled our turnover and this year we aim to double 2012 sales figures. We have to try to be innovative, but not only in 3D or touch monitors, from here this year’s novelty, the Android Upp player, a device which can replace the media player, hence a new market for Philips: a first step which will be followed by others. We want to create and seize new opportunities, when they arise and when we observe their need, even if displays will continue to be our core business. C - What is the approach of Philips to staff and partner training? WDM - We provide training so that staff can acquire the enthusiasm for the product which is then transmitted to the partners, and then we provide training to the partners to show how the solutions will appear once applied and how to cater for the end customer. There are two roads which proceed side by side in our approach to the market. C - This year you also took part in ISE 2013, what is your impression of the market? WDM - The fair received high attendance, also by the press, which makes us happy because it allows us to communicate our quality to the market. We see a signage market in growth and, since we are always in search of new installations, ISE is a good way of getting visibility and to keep informed on the latest news on products. I believe that this is why the fair increases in size every year. Finally, the message we wanted to take to ISE is that Philips continues to grow, not only in terms of products but also people, as it expands into new regions of the world.


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I PROIETTORI LAMPLESS In principio erano le lampade LAMPLESS PROJECTORS At the beginning there were lamps Non è un segreto che il maggior costo di gestione e manutenzione di un video proiettore digitale sia legato all’acquisto delle lampade e alla conseguente taratura e messa in servizio del proiettore stesso... il mercato chiede una soluzione moderna e possibilmente duratura. Ora qualcosa inizia a muoversi e, forse, abbiamo imboccato la via giusta Text: Alberto Pilot Come ben sappiamo il passaggio dalla proiezione con sistemi analogici (realizzati a elementi discreti e cannoni a fosfori) a quelli digitali, dotati di matrice a risoluzione fissa e quindi privi di ogni regolazione (se non fine) di geometria, ha introdotto gioco forza un elemento capace di generare luminosità, così da poter attraversare le matrici stesse (proiettori LCD trasmissivi), o venir riflesso dalla loro superficie (DLP e LCD riflessivi). Poiché principalmente i proiettori in commercio sono basati su tecnologia DLP di Texas Instruments (a parte i full laser, al momento proposti con matrici LCD trasmissive), e che per questi proiettori il brevetto standard relativo alle lampade è legato ai bulbi UHP (Ultra High Pressure) di Philips, quella che seguirà ora è una doverosa premessa che serve a chiarire il confronto tecnologico affrontato dagli uffici R&D che si sono occupati di trovare alternative alle lampade, e a rendere evidenti le differenze fra le proposte attualmente disponibili sul mercato.

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It is no secret that the higher cost of managing and maintaining a digital video projector is largely due to the cost of the lamps and to the fact that the projector must therefore be calibrated and set up... the market is demanding a modern solution and if possible, one that stands the test of time. Now something is beginning to move and we may finally have taken the right road • Le lampade UHP offrono un’efficienza più che doppia rispetto alle Metal Halide, e comunque doppia anche rispetto alle lampade allo Xenon di pari potenza (una UHP da 100W equivale al fascio luminoso generato da una MH da 250W e dissipa meno della metà del calore di una Xenon di corrispondente potenza). • Le lampade UHP sono vendute sempre in coppia col loro alimentatore (ballast), poiché grazie a quest’ultimo si può garantire prestazioni elettriche e di salvaguardia della vita della lampada stessa (consumo degli elettrodi, gap fra di loro e rigenerazione degli stessi a ogni ciclo di inversione polarità). • Lo spettro luminoso delle lampade UHP è distante dal riferimento (quello del sole o delle lampade allo Xenon), con picchi di dominante verde e rossa, per cui queste lampade vanno sempre utilizzate con filtri di correzione (notch filter) sul percorso ottico del proiettore. • Proprio perché lo spettro luminoso non è lineare, per ottenere un proiettore con colorimetria perfetta e aderente allo standard colore del segnale video di riferimento in ingresso, è necessario sacrificarne la quantità di luce che riesce a produrre; di contro per


ottenere un proiettore molto luminoso bisogna sacrificare la qualità della colorimetria e la saturazione dei colori primari. • Le lampade UHP hanno una vita stimata in 2/4.000 ore, in base anche a come sono utilizzate. Tuttavia, dopo le prime 1.000 ore circa la colorimetria subisce un calo di prestazioni quindi è necessario ricalibrare il proiettore, operazione che va eseguita più volte durante la vita della lampada, soprattutto in configurazioni multi-immagine. • Le lampade UHP hanno bisogno di un sistema di ventilazione forzata molto efficiente, perché a regime raggiungono temperature di qualche centinaio di gradi centigradi e hanno bisogno di essere mantenute alla corretta temperatura d’esercizio. Questo implica lo studio del percorso di smaltimento del calore, ed è per questo che il 90% dei video proiettori non può essere installato verticalmente. Inoltre, davanti alla lampada c’è un vetrino che devia le componenti IR e UV dello spettro luminoso generato dalla lampada e impedisce loro di rientrare verso la parabola, pena una sovratemperatura eccessiva che ne mina la durata nel tempo. • Le lampade UHP richiedono un periodo di 45/60 secondi dopo l’accensione per sprigionare tutta la loro luminosità. Una volta spente, per una reazione chimico/fisica, richiedono di essere raffreddate per almeno 4/5 minuti, dato che la loro temperatura subisce un incremento anche del 60% rispetto a quella d’esercizio, ed è per questo che il proiettore non va scollegato dalla rete elettrica, ma va spento con la procedura di stand-by. • Nel percorso ottico dei proiettori DLP mono chip è presente una ruota colore con filtri dicroici che “colora” la luce opportunamente, in modo che l’immagine complessiva possa essere formata a schermo per sovrapposizione delle singole sotto-immagini colorate. Nelle macchine con tre chip DLP ci sono i filtri dicroici direttamente davanti a ognuno dei DMD, quindi l’immagine è formata dentro il proiettore e poi mandata a schermo tramite le lenti di proiezione.

PROIETTORI FULL LED RGB

Non i primi in assoluto a comparire sul mercato, sono relegati loro malgrado a una nicchia di esigenti consumatori del mondo Home Theater, difatti i Full LED RGB sono macchine da cinema senza eguali. Colorimetria, contrasto, dinamica e dettaglio sono ai massimi livelli. La ruota colore è sostituita appunto da una tripletta RGB con tempi di commutazione e latenza davvero molto bassi, fatto che in pratica elimina il fastidioso effetto “arcobaleno” tipico dei proiettori DLP a matrice singola, soprattutto di qualche anno fa. Inoltre, la tripletta di LED rappresenta il top per applicazioni dove sia sfruttato l’algoritmo Brilliant Color della stessa Texas Ins., dato che la saturazione dei primari del triangolo del gamut corrispondente allo spazio colore dello standard delle immagini da riprodurre è praticamente perfetto, e anche tutte le tinte intermedie sono ricreate miscelando opportunamente le componenti R-G-B grazie al pilotaggio fine dei diodi LED stessi. Proprio l’estensione colorimetrica di questi prodotti permetterebbe di riprodurre immagini a standard DCI (ammesso e non concesso che ovviamente si trovi una sorgente in grado di riprodurle), giusto per far capire che lo standard Rec. 709, appannaggio della HDTV, viene coperto per quasi il doppio della sua estensione originale. Questi proiettori sono in grado anche di

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TECNOLOGIA TECHNOLOGY

Infine, lo scorso febbraio all’ISE di Amsterdam anche Mitsubishi ha fatto vedere a pochi addetti un prodotto ibrido pensato per il mercato educational o museale, e che non tarderemo ad approfondire non appena sarà presentato sul mercato.

PROIETTORI LASER

g lx60st BenQ

riprodurre immagini a standard colore Adobe sRGB, e quindi di soddisfare le esigenze di fotografi esperti o di professionisti dell’immagine. La “contro partita” tecnica di questa tecnologia, a parte il prezzo di listino dei prodotti che la adottano e che ne fa dei veri e propri oggetti di culto, è la luminosità prodotta: si attesta, solo ora che siamo arrivati alla seconda evoluzione della tecnologia, sui 1.000 ANSI Lumen con macchina calibrata, sufficienti a coprire dimensioni di schermo sui 2,7/3,0 metri di base in condizioni di luce controllata in stanza. Inoltre, la colorimetria di questi LED rimane costante in un intorno davvero ristretto di temperatura di funzionamento, cosa che obbliga i produttori a dotarli di sistemi di raffreddamento particolarmente efficienti, basati su circuiti a liquido o con celle di Peltier.

PROIETTORI IBRIDI (LASER/LED)

Si chiamano così quei proiettori che miscelano la tecnologia LED con l’utilizzo di altri “stratagemmi”, al fine di ricreare lo spazio colore e le componenti primarie RGB. Il primo proiettore lampless in commercio appartenente a questa categoria è a firma di Casio: un paio d’anni fa l’azienda ha lanciato una serie di prodotti trasportabili per la business presentation, dotati di un laser blu e di un diodo rosso i quali, tramite l’interposizione di una ruota a fosfori dove incideva lo stesso laser, ricreavano anche il verde. Un meccanismo “apripista” questa tecnologia, con evidenti vantaggi e qualche punto a sfavore dato proprio dal fatto di essere un precursore; uno fra tutti il progressivo e fisiologico decadimento dei fosfori all’interno della ruota colore, con conseguente modifica della colorimetria generale. Il secondo produttore che si è cimentato in questa strada è stato BenQ con i suoi prodotti a Laser Blu che formano le altre dominanti, R-G e anche Y (giallo), proprio con l’uso di una ruota a fosfori. Prodotti pensati per l’ambito educational o museale, dove la manutenzione sia davvero ridotta all’osso se non proprio assente. Presentati anche in variante FullHD 1.080p, sono stati un’alternativa per installazioni “fisse” e con un valore appena maggiore di luminosità dei precedenti. Anche in questo caso l’anello debole della catena è rappresentato dal fatto che i fosfori non sono eterni, e anzi hanno la tendenza a esaurirsi col passare del tempo, proprio come nei proiettori CRT, capostipiti di ogni altra generazione successiva. La colorimetria di questi prodotti, come di quelli citati prima, è più che sufficiente per applicazioni professionali, anche se non sono comunque pensati come alternativa “low cost” ai full LED RGB per quel che riguarda l’Home Theatre. Terzo attore a scendere in campo, Panasonic, che con un engine di produzione propria ha superato il limite della luminosità. La loro variante è a due LED (R e G), mentre la componente B è sempre rappresentata da un diodo laser. Questo ha permesso al costruttore nipponico di proporre due linee di apaprecchi con luminosità dichiarata di 3.500 ANSI Lumen. Uno step evolutivo importante su cui ci soffermeremo meglio in questo numero di Connessioni.

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Sogno e chimera di molti, sempre a ISE abbiamo assistito alla presentazione di due prodotti Laser basati su matrici LCD classiche, quindi trasmissive: la proposta di Sony, esposta un po’ sottotono fra gli altri proiettori, era accreditata per 4.000 ANSI Lumen reali (e a occhio c’erano proprio tutti), con risoluzione 1.920x1.200 punti e pensato esclusivamente per la business presentation. L’altro, un prototipo Infitech, era sempre basato su matrici LCD trasmissive ma in doppia tripletta per un complessivo di sei pezzi, in modo da ottenere un prodotto stereoscopico passivo senza necessità di silver screen, ma sfruttando appunto l’algoritmo del produttore tedesco. Il prodotto Sony, di troppo veloce visione, era ovviamente un prototipo non ancora maturo, data la precoce versione sotto la componente hardware e software, ma è innegabile che da adesso si potrà dire: esistono! Il prototipo di laser a scansione in realtà esiste da molto tempo, ma non viene commercializzato più che altro per problemi politici, tecnici e di sicurezza pubblica: infati si teme che in alcune parti del mondo la testa laser potrebbe essere agevolmente utilizzata per creare sistemi di puntamento per missili, e dall’altro esistono ancora problemi di salute irreversibili se si osserva la sorgente luminosa direttamente a occhio nudo (macule sulla cornea). Tuttavia, a livello teorico il laser è la sorgente puntiforme monocromatica più “pura” disponibile, e avere un prodotto a scansione (progressiva) che disegni a schermo un’immagine praticamente perfetta sotto l’aspetto della colorimetria è un desiderio non solo per gli appassionati di cinema, ma atteso anche da altri utilizzatori, consci di avere per le mani un prodotto a manutenzione zero e dalla durata virtualmente infinita.

COSA CI ATTENDE NEL FUTURO PROSSIMO

Sul versante Full LED attendiamo un’ottimizzazione dei rendimenti di pari passo con l’uso di diodi, in modo da raggiungere luminosità a macchine calibrate di 2.500/3.000 ANSI lumen, e andando così a soddisfare il 99% delle esigenze Home Theatre evolute. Certo anche una variante LED per macchine dotate di tre chip DLP potrebbe rappresentare un’evoluzione interessante di questa tecnologia, ma al momento sembra che questa strada non sarà intrapresa da nessuno. I prodotto ibridi saranno verosimilmente i più diffusi nell’ambito professionale per il loro rapporto prezzo/ qualità, ovviamente destinato ad aumentare col passare del tempo. Quando tutti i competitor storici saranno


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presenti in questo segmento, le soluzioni lampless diventeranno davvero il fiore all’occhiello dell’offerta tecnologica di ognuno di loro, le possiamo già prevedere sempre più arricchite con soluzioni di video processing e feature che ne permetteranno l’utilizzo in stack, per coprire aree di proiezione sempre maggiori. Dubitiamo che per loro natura sconfineranno nel mercato Home Cinema, ma non è da escludersi a priori che, con l’evoluzione tecnologica fisiologica di questo settore, la colorimetria non possa essere utilizzata anche per queste applicazioni. Sul laser ci sembra vi sia ancora molta indecisione: tendenzialmente sarebbe il prodotto perfetto per ogni applicazione, se sviluppato in declinazioni diverse, ma ci sono ancora variabili nel suo futuro. I proiettori con diodi laser utilizzati a diffusione (e con conseguente percorso ottico necessario), sarebbero in pratica delle “sostituzioni” 1:1 rispetto ad un Full LED RGB, sebbene con caratteristiche migliorative, mentre quelli a scansione con un “pennello elettronico”, evoluzione di quello dei CRT di qualche decennio fa, rappresenterebbero il nirvana tecnologico per diversi appassionati di Digital Cinema e non solo. Ma temiamo che per quello si debba attendere ancora.

As we know only too well, the passage from projection with analog systems (created with discreet elements and within the cannons set by phosphors) to digital systems fitted with a fixed resolution matrix and therefore free from all substantial geometrical constraints, has obviously led to the introduction of an element capable of generating brightness, crossing the matrices themselves (transmissive LCD projectors), or being reflected from their (DLP and LCD) surface. Since most of the projectors on the market are based on DLP technology by Texas Instrus (except the full lasers, available at the moment with transmissive LCD matrices), and given that the standard patent for the lamps in these projectors is linked to the UHP bulbs (Ultra High Pressure) made by Philips, what you are about to read is an obligatory introduction that aims to clarify the technological comparison faced by R&D offices engaged in finding alternatives to lamps and spotlighting the differences between the solutions currently available on the market. • UHP lamps are twice as efficient as Metal Halide lamps, and in any case also twice as efficient as Xenon lamps of the same strength (one 100W UHP is equally strong as the band of light generated by a 250W MH, and dissipates less than half the heat of a Xenon with the same power). • UHP lamps are always sold together with their ballast, as it is the latter that guarantees the electrical performance and the long life of the lamps (consumption of the electrodes, gap between them and the regeneration of the same at each cycle of polarity inversion). • The light spectrum of UHP lamps is distant from the reference (that of the sun or of Xenon lamps), with green and red colour cast peaks, so these lamps are always used with correction filters (notch filters) on the optical path of the projector. • Precisely in view of the fact that the light spectrum is not linear, in order to obtain a projector with a perfect colorimetry that matches the colour standard of the incoming video signal in question, we must compromise on the quantity of light that can be produced; on the other hand, to obtain an extremely bright projector we must sacrifice the quality of the colorimetry and the saturation of the primary colours. • UHP lamps have an estimated life of 2/4,000 hours, depending also on how they are used. However, after the first 1,000 or so hours the colorimetry undergoes a drop in performance and therefore it is necessary to recalibrate the projector, an operation that must be carried out several times during the life of the lamp, especially in multi-image configurations. • UHP lamps require an extremely efficient forced ventilation system, because when fully operational they reach temperatures of a few hundred degrees centigrade and need to be maintained at the correct working temperature. This implies the study of how the heat is disposed of and is the reason for which 90% of video projectors cannot be installed vertically. Moreover, there is a small layer of glass in front of the lamp which deviates the IR and UV components of the light spectrum generated by the lamp, and prevents them from

m BenQ BluCore Laser Engine

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re-entering towards the parabola, which would cause an excessive rise in temperature and reduce the duration over time. • UHP lamps require a period of 45/60 seconds after they have been turned on before they reach their full potential of brightness. Once turned off, due to a chemical/physical reaction, they must be cooled for at least 4 to 5 minutes, as their temperature increases even up to 60% compared with the temperature reached when turned on. This is why the projector must not be unplugged from the electricity network, but instead turned off using the stand-by procedure. • The optical path of the mono-chip DLP projectors contains a colour wheel with dichroic filters that “colours” the light appropriately, so that the overall image can be formed on the screen by superimposing the single coloured subimages. In three-ship DLP machines, there are dichroic filters directly in front of each DMD, therefore the image is formed inside the projector and then sent to the screen via the projection lenses. FULL LED RGB PROJECTORS Full LED RGB projectors may not have been the very first to appear on the market and they have been relegated, much to their dismay, to a niche of demanding Home Theatre consumers. Nonetheless they are undoubtedly unrivalled in the cinema sector. Colorimetry, contrast, dynamics and detail are at maximum levels. The colour wheel is in fact replaced by an RGB triplet with extremely low commutation and latency times, a factor that practically eliminates the annoying “rainbow” effect found in singlematrix DLP projectors, especially those produced a few years ago. Furthermore, the LED triplet is the best solution for applications where the Brilliant Color algorithm by the above-mentioned Texas Ins., is used, given that the saturation of the primary colours in the triangle of gamut corresponding to the colour space of the standard relative to the images to be reproduced is practically perfect. All the intermediate shades are also recreated by mixing the components R-G-B correctly, thanks to the fine guidance provided by the same LED diodes. Indeed, the extensive colorimetric range available would enable images to be reproduced in keeping with DCI standards (obviously, if we grant, for the sake of argument, that a source capable of reproducing them could be found), and this goes to show that the Rec. 709 standard, a perk of HDTV, is covered for almost double its original extension. These projectors are also capable of reproducing images with Adobe sRGB colour standard and therefore of satisfying the requirements of expert photographers or image professionals. The technical “downside” to this technology, apart from the list price of the products that adopt it making it into a true cult object, is the brightness produced: this has only now become evident on reaching the second evolution of the technology, with around 1,000 ANSI Lumens using a calibrated machine, enough to cover screen dimensions of around 2.7/3.0 metres of length in controlled light conditions in a room. Furthermore, the colorimetry of these LEDs remains constant in a truly limited range of working temperature, which obliges the producers to fit them with particularly efficient cooling systems, based on liquid circuits or circuits with Peltier cells. HYBRID PROJECTORS (LASER/LED) This is the name given to projectors that mix LED technology with the use of other “stratagems”, in order to recreate the colour space and the RGC primary components.

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i Casio XJM 255

The first lampless projector in this category to be launched on the market is produced by Casio: a couple of years ago, the company launched a series of portable products for business presentations, equipped with a blue laser and a red diode which also created green by inserting a phosphor wheel where the laser itself made its impression This technology is a “ground-breaking” mechanism, with obvious advantages and some disadvantages due to the very fact that it is the first of its kind. The most significant of these is the gradual physiological degeneration of the phosphors within the colour wheel, a condition which in turn brings about changes in the general colorimetry. The second producer who has made a name for itself in this direction is BenQ, with his Laser Blu products that indeed form the other colour casts, R-G and also Y (yellow) by using a phosphor wheel. Products designed for educational contexts and museums, where maintenance is truly stripped to the bone if not totally non-existent. Also presented in the FullHD 1.080p version, these products were an alternative to “fixed” installations and feature a slightly higher brightness value than their predecessors. Here too, the weak link in the chain is the fact that the phosphors do not last forever and, on the contrary, tend to degenerate as time goes on, just as is true for the CRT projectors, the predecessors of all other subsequent generations. The colorimetry of these products, just like that of those mentioned before, is more than sufficient for use in professional applications, even if they have not in any case been conceived as a “low cost” alternative to full LED RGB in terms of Home Theater. The third player to take the stage is Panasonic, which has exceeded the brightness limit with its own production engine. Their version is a dual LED (R and G) solution, while the B component is always represented by a laser diode. This has allowed the Japanese producer to propose two lines of equipment with a declared brightness level of 3,500 ANSI Lumens. An important step in terms of development on which we will focus more closely in this issue of Connessioni. Finally, last February at the ISE fair in Amsterdam, Mitsubishi also previewed a hybrid product conceived for the educational and museum market to a select few. Another mustsee that we will not fail to showcase in detail for you as soon as it is enters the market. LASER PROJECTORS Again at ISE, we embarked upon the trail of the object of many enthusiasts’ desires, attending the presentation of two Laser products based on classic LCD matrices, and therefore transmissive: the solution proposed by Sony, which was exhibited with a little less emphasis than the other projectors, was accredited with 4,000 real ANSI Lumens (and by the look of it, there really were 4,000 of them), a 1.920x1.200 point resolution and designed exclusively for use in business presentations. The other, an Infitech proptotype,


TECNOLOGIA TECHNOLOGY

was again based on transmissive LCD matrices but this time in double triplet for a total set of six pieces, in order to obtain a passive stereoscopic product without requiring a silver screen, but indeed taking advantage of the algorithm of the German manufacturer. Obviously, the Sony product was not given in the limelight it deserves , and the prototype viewed was not yet ready, given the precocious version of the hardware and software component provided, but from now on we can at least undoubtedly confirm that they do exist! The laser scanner prototype has actually already existed for quite some time now, but it is not commercialised largely due to political and technical problems, and to issues relative to public security: indeed, the fear is that in some parts of the world the laser head could easily be used to create systems for aiming missiles and the versions available can still cause irreversible health problems (to the macula on the cornea) if the light source is directly observed with the naked eye. In any case, theoretically speaking, the laser is the “purest” monochromatic point source available, and having a (gradual) scanning product that designs an image on the screen which is practically perfect in terms of the colorimetry is not only desired by cinema fans but also by other users, who are aware that they are holding a product that requires zero maintenance, and that virtually lasts for an eternity.

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WHAT WE CAN EXPECT IN THE NEAR FUTURE As far as Full LED is concerned, we are expecting performance levels to be optimised at the same rate as the use of diodes, with a view to achieving a brightness value of 2.500/3.000 ANSI lumens in calibrated machines and so meeting 99% of the requirements of developed Home Theaters. Of course, a LED variant for machines fitted with three-chip DLPs could also prove to be an interesting development relative to this technology, but at the moment it would seem that no-one will be exploring that possibility. Hybrid products will ostensibly be the most widespread in the professional environment thanks to their price/quality ratio, which is obviously destined to rise as time goes by. When all the historic competitors are present in this segment, lampless solutions will truly become the feather in the cap of the technological range on offer at each of the same, and we already foresee them as becoming increasingly full of video processing solutions and features that will allow them to be used in stacks, in order to cover bigger and bigger projection areas. We doubt that they will spill over into the Home Cinema market because of the very way they are made, but considering the physiological technological evolution of this sector, we cannot rule out the possibility of also using the colorimetry for these applications. Regarding the laser, it would seem that the jury is still out: it would seem to be the perfect product for all applications, if developed in different variations, but its future has still to get to grips with certain variables. The projectors with laser diffusion diodes used (and therefore with an obligatory optical path), are practically 1:1 “replacements” compared with a Full LED RGB, even if some improvements can be noted. Instead, scanner devices with an “electronic marker pen”, the updated version of the CRTs popular a few decades ago, constitute a technological nirvana for many fans of digital cinema and much more. But we reckon we might have to wait a little while longer for that dream to come true.

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STRUMENTI TOOLS

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AVER VC BRIDGE

Un ponte tra videoconferenza H.323 e Skype A bridge between H.323 videoconferencing and Skype Il più delle volte si tende a considerare alternativi i sistemi di videoconferenza con apparati specifici o tramite programmi accessibili a tutti, ma nel caso di AVer si è voluto lanciare un ponte tra questi due mondi. Senza dimenticare le specificità e la sicurezza offerte da apparecchiature dedicate

Usually, videoconferencing systems that involve specific equipment are considered an alternative to those using programs that are accessible to everyone, but in the case of AVer, an attempt has been made to build a bridge between these two worlds, without forgoing the specific features and security generally offered by dedicated equipment

Text: Matteo Fontana

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La serie HVC di AVer consiste in sistemi per videoconferenza che lavorano con il protocollo di comunicazione H.323, uno dei più usati sia per la video comunicazione punto a punto che multipunto. La novità introdotta da VC Bridge è la possibilità di coinvolgere uno o più utenti Skype nella videoconferenza senza che essi siano in possesso della medesima attrezzatura AVer, ad esempio, di un HVC-330, come quello che abbiamo utilizzato noi per la prova. Insomma, nomen omen: VC Bridge getta un ponte con qualunque utente Skype e, tenendo presente che, cifre alla mano, quasi 700 milioni di persone nel mondo lo adoperano, la semplificazione nell’organizzare una videoconferenza anche in mancanza di apparati specifici è evidente. La prima caratteristica sulla quale vogliamo porre l’accento è proprio la facilità con la quale, grazie a VC Bridge, è possibile realizzare un collegamento di videoconferenza. Ovviamente, la conditio sine qua non è il possedere un prodotto della serie HVC come l’HVC-330, che consta di una “base” (main system) attorno alla quale si organizza l’intero sistema.

Al main system sono connessi i due microfoni, attraverso cavetti microfonici classici (da segnalare, però, che nella confezione è compreso anche un utile adattatore da 3-pin standard a XLR “classico”) e la camera a testa mobile e rotante, che viene connessa tramite un cavo 26-pin D-Sub. La base dispone poi di entrate/uscite VGA, per connettersi in ingresso come in uscita ad apparecchiature quali laptop, proiettori LCD o DLP, monitor/TV, eccetera. E dispone altresì di una uscita HDMI per il collegamento ai monitor più recenti, sempre più spesso dotati di questo tipo di ingresso. L’audio esce con connettore RCA per televisori o monitor LCD. Presente anche l’ingresso Internet (LAN) per cavo di rete, fondamentale per il funzionamento dell’intero sistema. Il tutto, alimentato da un trasformatore 19 mentre il range di funzionamento dei microfoni si estende fino a tre metri dal main system. Da segnalare infine un ingresso S-Video – con adattatore da Composito a S-Video – che fornisce un’opzione alternativa per collegare al sistema anche eventuali altre camere o sorgenti video, oltre a quella in dotazione.


STRUMENTI TOOLS

j Set AVer

DIVERSE POSSIBILI CONFIGURAZIONI

La risoluzione dell’immagine è buona: per la videoconferenza multipunto si può avere un 704x480 o 704x576 a 256 kbps o a 384 kbps, e si può arrivare a una larghezza di banda di 1 Mbps (con una risoluzione a 1.280x720, ovvero 720p) solo in caso di videoconferenza punto a punto. Per le configurazioni possibili del sistema occorre anzitutto distinguere tra due scelte primarie: configurazione con IP pubblico o con IP privato. Nel primo caso, abbiamo notato che il settaggio del sistema è più agile, in quanto è sufficiente far trovare e registrare all’apparecchiatura l’IP pubblico di riferimento, al quale è connessa. Il menu è piuttosto semplice; una volta impostato l’IP pubblico, si torna alla schermata “Home” ed è sufficiente premere il tasto “call” sul telecomando per avviare la videoconferenza. Il telecomando è in effetti molto pratico, e si usa per governare tutte le funzione dell’apparecchiatura (camera compresa). Nel caso si utilizzi invece un IP privato, può porsi la necessità di abilitare il NAT (Network Address Translation) prima di poter iniziare il collegamento. La procedura comunque non varia di molto ed è sempre ben pilotata a livello di menu. È possibile anche una configurazione che “aggiri” il protocollo H.323 (considerato da taluni non NAT-friendly), cioè quella H.460 Gatekeeper, che prevede sostanzialmente di assegnare manualmente un indirizzo IP e filtrare mediante gatekeeper gli accessi. Grazie all’opzione WebTool inoltre è possibile accedere da remoto all’apparecchiatura, questo garantisce che l’unità AVer HVC abbia un IP valido sempre impostato e sia connessa al network desiderato. WebTool permette inoltre di controllare la camera, modificare i settaggi dell’apparecchio, connettersi al sito AVer per upgrades o assistenza e aggiungere, rimuovere o controllare contatti nella lista.

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TUTTO (O QUASI) CON UN TELECOMANDO

Come dicevamo, se il main system è il cuore pulsante dell’apparato, il telecomando è sicuramente lo scettro del potere; molto dettagliato e preciso, consente di controllare una quantità di funzioni: ci si muove nelle varie voci del menu, si avviano le chiamate, si regola il volume, si posiziona esattamente la camera (potendo anche zoomare), si consulta la rubrica dei contatti, e ancora, si può operare una scelta tra le diverse sorgenti video (camera, VGA, Video e S-Video). Molto interessante la funzione che permette di ridisegnare secondo diversi schemi la suddivisione dello schermo, durante la videoconferenza (multiview), aumentando o disponendo diversamente le varie finestre. Insomma, la videoconferenza può essere condotta dalla propria scrivania con un oggetto semplice e leggero come un telecomando, potendo dunque prescindere anche dal controllo via computer, certamente più complesso.

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STRUMENTI TOOLS

AVer INFORMATION

È uno dei principali produttori a livello mondiale di strumenti interattivi per l’apprendimento e soluzioni per la comunicazione, con una gamma di prodotti che spazia da articoli educational (visualizzatori, document camera, penne e software interattivo) alla videoconferenza e videosorveglianza. Una gamma completa di soluzioni per i settori professionale ed educational sostenuta da una rete di rivenditori autorizzati ad elevato contenuto di servizio. it.communication.aver.com www.aver.com

AVer Information is one of the world’s leading manufacturers of interactive tools for learning and solutions dedicated to communication, with a range of products that covers education (displays, document camera, pens and interactive software) videoconferencing and video surveillance. A comprehensive range of solutions for the professional and educational sectors supported by a network of authorised dealers who offer a high quality of service.

QUANDO ENTRA IN SCENA VC BRIDGE?

Ed eccoci al punto focale: quando un prodotto come questo risulta necessario? Essenzialmente, quando si vuol organizzare una videoconferenza con contatti che non dispongono di attrezzature idonee, ma soltanto di un (ormai diffusissimo) profilo Skype. VC Bridge è una leggerissima “scatoletta” che si connette alla base del sistema tramite porta USB e si alimenta a 12V. Una volta connesso e acceso, VC Bridge viene subito individuato dal main system, che infatti offre un’opzione “VC Bridge” nel menu principale; selezionandola, si entra nella tabella di configurazione. È sufficiente “agganciare” VC Bridge al proprio profilo Skype, in modo da dargli un’identità di riferimento, indi procedere alla chiamata dell’utente Skype desiderato, che sarà così connesso a tutti gli effetti con la videoconferenza organizzata, pur non disponendo dell’identica attrezzatura. Insomma, VC Bridge è una sorta di “Skype fantasma” che attira e introduce nella videoconferenza H.323 il profilo desiderato. È molto importante notare, però, che si può invitare un solo utente in configurazione audio/video; se invece ci si accontenta dell’audio, il sistema supporta fino a otto utenti Skype interconnessi. Tuttavia, tutti gli otto utenti Skype saranno ancora in grado di vedere il contenuto condiviso durante la videoconferenza. Il tutto, grazie al semplice telecomando di cui sopra, che controlla ogni funzione del sistema (infatti, a parte quelli di accensione e spegnimento, non ci sono pulsanti sugli apparati, e i menu OSD – effettivamente molto semplici e intuitivi – appaiono sullo schermo che si sta usando). Noi abbiamo provato con uno schermo da computer collegato tramite VGA, ma è disponibile anche l’uscita HDMI per monitor televisivi veri e propri. Il risultato pare eccellente: nessun delay nella comunicazione e la possibilità di vedersi e interagire in diretta.

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IN CONCLUSIONE

Esperienza certamente positiva, l’uso di VC Bridge in combinazione con la serie AVer HVC ha il vantaggio di essere molto facile e di non richiedere né software aggiuntivi né licenze a termine o upgrade particolari. Ci si muove agilmente tra i menu OSD, e si lavora con IP privati statici, facilmente impostabili. L’aspetto che riteniamo invece migliorabile è la camera: i movimenti della testa rotante, infatti, sono un po’ rigidi, per quanto l’ampiezza dell’ottica, da grandangolo a tele, sia apprezzabile; inoltre, forse si poteva puntare su una camera più piccola, viste le dimensioni davvero irrisorie che hanno ormai raggiunto le webcam. La conclusione è che il sistema – agile e semplice da utilizzare – facilita effettivamente la realizzazione di una videoconferenza o di una interconnessione audio/ video, ideale per “riunioni” da organizzare in fretta e senza strumenti impropri e di fortuna che normalmente finiscono per negare la qualità della conversazione. The HVC series by AVer consists of videoconferencing systems that work with the H.323 communication protocol, one of the most popular of those used both for point-topoint and multi-point video communication. The innovation introduced by VC Bridge is the possibility of involving one or more Skype users in the videoconference without the need for them to have the same AVer equipment, – such, as for example – an HVC-330, like the one we used for the test. In short, nomen omen: VC Bridge provides a bridge that connects with any Skype user and, bearing in mind that if we look at the figures, there are over 700 million Skype users worldwide, the fact that a videoconference can be easily set up even without specific equipment is evident. The first characteristic we would like to bring your attention to is precisely how easy it is to set up a videoconference link, thanks to VC Bridge. Obviously, the conditio sine qua non is to have a product from the HVC series such as the HVC-330, which is composed of a “base” (main system) on which the entire system is organised. The two microphones, (or up to four microphones), are connected to the main system, using traditional microphone wires (however, note that the package also contains a useful “classic” standard 3-pin XLR adapter) and the camera which features a mobile, rotating head and is connected using a D-Sub 26-pin cable. The base also features VGA inputs/outputs, for connecting the device to equipment such as laptops, LCD or DLP projectors, monitors/TVs, etc. It also has an HDMI output that enables it to be connected to the latest monitors, which are increasingly fitted with this type of input. The sound travels out through an RCA connector for televisions or LCD monitors. There is also a (LAN) Internet input for a network cable, which is fundamental if the entire system is to work smoothly. The entire system is powered by a 19 transformer while the working range of the microphones extends up to 3 metres from the main system. Last, but not least, the system has an S-Video input – with a Composite to S-Video adapter – that provides an alternative option for connecting to other cameras or video sources to the system, aside from those supplied with the system.


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Product specifications & features Display

Video standard

Audio standard

Content sharing

Video resolution

Connectivity (I/O)

Weight

Dimensions (W x H x D)

Silk

Supports content streaming from SkypeTM site or H.323 sites*

QQVGA (160x120) QVGA (320x240) VGA (640x480) HD720P (1280x720)

USB-B port

700G (1.54LBS)

245x53x163.3 mm

Multiple layout styles User-friendly OSD (supports 19 languages)

H.264

VARIOUS POSSIBLE CONFIGURATIONS The image resolution is good: for a multi-point videoconference a resolution of 704x480 or 704x576 at 256 or 384 kbps and a 1 Mbps band width can be obtained (with a resolution of 1,280x720, or 720p) only in the case of a point-to-point videoconference. For the possible configurations of the system, it is first of all important to distinguish between two main options: configuration with a public or private IP. In the first case, we have noted that the system can be set more easily as all the equipment has to do is find and register the reference public IP to which it is connected. The menu is fairly easy to use; once the public IP has been set, the user must return to the “Home” page and simply press the “call” button on the remote control to start up the videoconference. The remote control is effectively extremely practical and allows the user control all the functions provided (including the camera). Instead, if a private IP is used, it may be necessary to enable the NAT (Network Address Translation) before beginning to use the link. In any case, the procedure is almost the same, and it is always well piloted as far as the menu is concerned. It is also possible to configure the system so that it “gets round” the H.323 protocol (considered NAT-unfriendly by some), that is, the H.460 Gatekeeper, which basically proceeds in manually assigning an IP address and filtering the accesses via a gatekeeper. Thanks to the WebTool option, it is also possible to access the equipment from remote, so guaranteeing that the AVer HVC unit always has a valid IP set and that it is connected to the correct network. With WebTool it is also possible to control the camera, change the settings on the equipment, connect to the Aver site for upgrades or help and add, remove or monitor contacts in the list.

(ALMOST) EVERYTHING BY REMOTE CONTROL As we have already mentioned, if the main system is the beating heart of the equipment, the remote control is certainly the sceptre of power; extremely detailed and precise, it is the means by which a number of functions can be controlled: it allows the user to move through the various headings in the menu, to start calls, regulate the volume, exactly position (and also zoom) the camera, consult the contact address book and also choose from the various video sources (camera, VGA, Video and S-Video). It is worth mentioning the function that enables the user to redesign the subdivision of the screen using different layouts during the (multi-view) videoconference, by increasing or positioning the various windows differently. In other words, the videoconference can be held from the user’s own desk with as simple and light an object as the remote control, and therefore he is not obliged to control the event via computer, which is undoubtedly a more complex procedure. WHEN WILL VC BRIDGE ENTER THE SCENE? This is the crux of the question: when is a product like this one needed? Essentially when a videoconference is organised with contacts who do not have suitable equipment but only a Skype account (an extremely common scenario these days). VC Bridge is an extremely light “box” that can be connected to the base of the system via USB port and is powered at 12V. Once it is connected and turned on, VC Bridge is immediately identified by the main system, which indeed offers a “VC Bridge” option in the main menu; by selecting this, the user enters the configuration table. All he/she has to do is “hook” VC Bridge on to his/ her Skype account, in order to give it a reference identity, and then proceed in calling the Skype user of his choice, who will then be fully connected to the videoconference organised, even without identical equipment to that of the caller. In short, VC Bridge is a kind of “ghost Skype” which attracts the profile chosen and introduces it to the H.323 videoconference. However, it is extremely important to note that with this method only one user can be invited to participate in an audio/video call; instead if the users agree to settle only for the audio service, the system is capable of supporting a conversation that connects up to eight Skype users at a time. Nevertheless, all eight Skype users will still be able to see the shared content during the videoconferencing call. All this is possible thanks to the simple remote control described above, which controls each function of the system (indeed, with the exception of the main turn on/off button, there are no control buttons on the equipment, and the OSD menus, which are effectively very simple and intuitive, appear on the screen in use). We tested the set-up using a computer screen connected via VGA, but an HDMI output is also available for those with classic television monitors. The result appears to be excellent: there is no delay in communication and it is possible to see the other users and interact live. IN CONCLUSION Undoubtedly the use of VC Bridge combined with the Aver HVC series is a positive experience, and one that offers many benefits, including its user-friendliness and the fact that it does not require additional software or particular fixed-term licences or upgrades. The OSD menus are easy to use and the system works on private, static IPs, which are easy to set. One aspect that does leave room for improvement is the camera: indeed, the movements of the rotating head are a little stilted, although the width of the lens, from wide angle to tele is fair; moreover, perhaps a smaller camera could have been used, given the laughable dimensions that webcams have been reduced to these days. In conclusion, the system is versatile and simple to use and it effectively makes it easier for the user to hold a videoconference or an audio/video link, therefore proving its status as the ideal tool for use in “meetings” to be set-up on the spur of the moment without the usual additional equipment which is often grabbed and used on these occasions, compromising the quality of the conversation.

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INFO PUBBLICITARIA ADVERTISING INFO

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Sennheiser LSP 500 PRO L’audio wireless senza pensieri WORRY-FREE WIRELESS AUDIO Lanciati alla fiera ISE 2013, i nuovi diffusori LSP 500 PRO di Sennheiser, distribuiti in Italia da Exhibo e disponibili a partire dal mese di Giugno, sono la risposta alla necessità di velocità nelle installazioni piccole e grandi, senza dimenticare la qualità di diffusione. Collegamento wireless, possibilità di creare facilmente network complessi, batterie integrate che consentono una totale indipendenza dalla rete elettrica, e naturalmente un’App tuttofare, per settaggi e mixing lampo sono i plus che li contraddistinguono

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Launched at ISE 2013, the new LSP 500 PRO speakers by Sennheiser, distributed in Italy by Exhibo and available from June, respond to the need for speed in small and large installations without forgetting the quality of sound diffusion. Wireless connection, the possibility to easily create complex networks, integrated batteries which allow total independence from the electrical network, and naturally a versatile App, for quick settings and mixing are the strong points which set them apart from the rest Il tempo è denaro, un assunto che diventa sempre più vero e stringente man mano che il mercato diventa più esigente, e nel lavoro c’è la necessità di essere efficienti e precisi alla prima prova. Cosa vera naturalmente anche nel mondo dell’audio, dove molto tempo viene speso per la semplice installazione. Rendere invisibili i cavi di segnale, forare i muri, nascondere le scatole di collegamento, trovare la maniera più giusta per installare una staffa… tutto questo, quando ben fatto, occupa diverso tempo. Senza contare quando vincoli di vario tipo, strutturali, o legati alle Belle Arti per esempio, impediscono letteralmente il passaggio di cavi e l’installazione dei diffusori. E se poi la vostra necessità è di un impianto da installare velocemente e in maniera semplice per un evento, un concerto, una convention, una conferenza stampa… ecco la soluzione. Per rendere possibile e semplice l’installazione di un sistema di diffusione sonora anche in tutte queste condizioni particolari, Sennheiser propone gli LSP 500 PRO: altoparlanti eredi della proverbiale qualità audio di Sennheiser, ma soprattutto dotati di connessione wireless, quindi senza necessità di alcun collegamento fisico (nemmeno di quello elettrico,

gLSP 500 PRO holder


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sostituito da due performanti batterie al litio). I diffusori, a due vie, offrono 110 dB di SPL e una risposta in frequenza dai 65 Hz ai 18 kHz, sono dotati di DSP e amplificatore integrato in classe D; misurano 290x550x320 mm, e sono completi di vari accessori, dalla copertura antipolvere al case per il trasporto senza fatica.

CONNESSIONI E CREAZIONE DI UN NETWORK

Ogni diffusore dispone di tre connessioni wireless utilizzabili per tre radiomicrofoni, un’interfaccia Bluetooth per player e device personali come smartphone, porta USB, un ingresso stereo per, ad esempio, un player o un lettore CD e, per gli affezionati del microfono a cavo, non manca un ingresso microfonico XLR combo con possibilità di alimentazione phantom 48V. Il DSP integrato permette molte regolazioni per i segnali in ingresso (sensibilità in ingresso, filtro passa alto, compressore, equalizzatore, ecc) e alcuni comodi preset d’uso. Con gli LSP 500 PRO è anche molto semplice creare dei network, fino a 20 diffusori, sia in modalità wireless che con collegamento via cavo, sul modello Master-Slave.

TUTTO CON UN’APP

Sennheiser ha messo a disposizione degli utilizzatori di LSP 500 PRO una App scaricabile gratuitamente, utilissima in tutti i passaggi progettuali e installativi. Infatti, con la funzione Positioning, è possibile posizionare al meglio i diffusori nello spazio da sonorizzare, da soli o a gruppi, semplificando molto il lavoro del sound engineer in fase di progettazione. La LSP 500 PRO App permette di gestire e controllare le sorgenti collegate ai diffusori, e di servire da vera e propria mixing console. Presenta anche un indispensabile indicatore per il livello delle batterie (due per ogni diffusore, una delle quali sostituibile durante l’uso). Infine, grazie alla App è possibile anche memorizzare, e riutilizzare in un secondo momento, i settaggi dell’impianto per i vari contesti e applicazioni, cosicché il sound engineer potrà richiamarli facilmente qualora dovesse riallestire l’impianto più volte nella stessa situazione, con un grande risparmio di tempo e lavoro.

Time is money, which becomes ever truer and more stringent as the market becomes more demanding, and at work there is the need to be efficient and precise at the first try. This also naturally holds true for the audio world, where a great deal of time is spent on simply installing equipment. Make signal cables invisible, drill walls, hide connection boxes, and find the best way to install a bracket.. it is very time-consuming if done well. Without considering when different kinds of restraints, structural, or connected to Fine Arts for example, literally prevent cable passing and speaker installation. If you need to install equipment quickly and simply for an event, a concert, a convention or a press conference, this is the perfect solution. To make the installation of a sound diffusion system possible and easy even in all these special conditions, Sennheiser provides the LSP 500 PRO speakers: loudspeakers which are the heirs of Sennheiser’s proverbial audio quality, but above all equipped with full wireless connection, so without the need for any physical connection (not even electrical, which is replaced by two high-performing lithium powered batteries). The two-way speakers, which offer 110dB of SPL and a frequency response that ranges from 65 Hz to 18 kHz, are equipped with DSP and a Class D integrated amplifier; they measure 290x550x320mm and come with various accessories, from the dust cover to the case for easy transportation.

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CONNECTIONS AND THE CREATION OF A NETWORK Each speaker avails of three wireless connections which can be used for three radio microphones, a Bluetooth interface for players and personal devices like smartphones, USB port, a stereo input for, by way of example, a player or a CD reader and, for lovers of microphones with cables, there is also an XLR combo input with the possibility of 48V phantom power. Integrated DSP allows many settings for incoming signals (input sensitivity, high-pass filter, compressor, equaliser, etc.) and several comfortable user presets. With the LSP 500 PRO it is also very simple to create networks, up to 20 speakers, both in wireless mode and with cable connection, on the Master-Slave model. EVERYTHING WITH ONE APP Sennheiser has made an App available for LSP 500 PRO users which can be downloaded free of charge. It is of great use in all design and installation phases. The Positioning function makes it possible to position the speakers in the best possible way in the space to voice, singly or in groups, simplifying the work of the sound engineers during the design phase. The LSP 500 PRO App allows to manage and monitor the sources connected to the speakers, and to serve as an out and out mixing console. It also has an essential battery level indicator (two for each speaker, one of which can be replaced during use). Last but by no means least, the App makes it possible to record, and reuse at a later time, the equipment settings for the various contexts and applications, so that the sound engineer can call them up easily if he should have to rearrange the equipment several times in the same situation, saving time and work.

EXHIBO Distributore di prodotti e soluzioni nel mondo dell’audio, della comunicazione e della sicurezza, Exhibo è presente capillarmente sul territorio italiano e vanta un’esperienza di oltre 50 anni. La professionalità Exhibo coinvolge sia l’aspetto distributivo che quello della consulenza e progettazione, con la capacità di offrire soluzioni complete anche su misura, e comunque in grado di soddisfare le esigenze della propria clientela. Distributor of products and solutions in the audio, communications and security world, Exhibo is present nationwide and benefits from more than 50 years of experience. The expertise of the company lies in distribution, consulting and design, with the ability to offer comprehensive solutions, including bespoke solutions, which are always able to satisfy its 51 customers’ needs.


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www.panasonic.it

IL LAMPLESS SECONDO PANASONIC La linea Solid Shine LAMPLESS VIDEO PROJECTORS ACCORDING TO PANASONIC The Solid Shine range

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I consumabili di ogni prodotto hanno sempre rappresentato una fonte di guadagno per la vendita dei ricambi, ma anche un rilevante esborso di denaro per chi sta dall’altra parte, ossia per chi il prodotto lo utilizza. Pensiamo alle cartucce per le stampanti o alle lampade per i video proiettori, e proprio per queste ultime Panasonic ha provato a metterci la proverbiale pezza. Lo fa lanciandosi nel mercato dei prodotti lampless con un suo engine proprietario e altre soluzioni tecnologiche al passo con i tempi

The consumable parts of any product have always been a source of income thanks to the sale of spare parts, but also a considerable expense for the users of the product. An example are cartridges for printers or lamps for video projectors and, precisely for the latter, Panasonic has tried to put its proverbial patch on it. It is doing so by launching lampless products on the market with its own proprietary engine and other technological solutions which are in step with the times

Text: Alberto Pilot

Col passaggio della video proiezione (anche professionale) dall’analogico dei CRT al digitale degli LCD trasmissivi prima, e ai DLP e LCD riflessivi poi, si è reso necessario trovare una fonte che potesse illuminare le matrici, e quindi generare a schermo l’immagine. Non vogliamo certo lanciarci in dissertazioni a favore o a sfavore delle lampade tradizionalmente utilizzate per la video proiezione, ma solo ricordare che un video proiettore necessita comunque e ovviamente di una fonte luminosa in grado di generare un flusso, per lo più “bianco” e senza picchi nelle dominanti dello spettro riprodotto; che questa fonte rimanga costante per più


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tempo possibile per non generare decadimenti colorimetrici o di prestazione dopo poche ore di funzionamento; e che lo smaltimento del calore prodotto non costringa il proiettore a vincoli installativi o limiti di utilizzo. Questa doverosa premessa serve per “l’incontro” con l’ultima linea nata in casa Panasonic, la Solid Shine che appunto prevede proiettori DLP a singola matrice privi di gruppo lampada + ruota colore, ma con un nuovo engine ottico e soprattutto un nuovo sistema di generazione della luminosità interna.

IBRIDO LASER/LED

Non mancano sul mercato offerte di proiettori lampless con tecnologie simili (ma non identiche, perché ogni produttore ha offerto la propria visione nell’intenzione di ottenere un vantaggio rispetto alla concorrenza); Panasonic è la terza azienda a introdurre un prodotto ibrido, e lo fa cambiando ancora le carte in tavola con un proprio engine e con soluzioni uniche rispetto all’attuale mercato. Prima di tutto si utilizza sempre il laser blu che passa tramite la ruota a fosfori (un ritorno al passato con la tecnologia dei CRT, in pratica) e che diventa verde (G), ma poi ci sono due diodi LED, uno rosso (R) ed uno blu (B). Con questo stratagemma Panasonic è la prima a superare uno dei punti “deboli” di questa tecnologia, ossia la luminosità, dichiarando per le proprie macchine ben 3.500 ANSI lumen di luminosità, più che sufficienti a coprire anche le esigenze di alcuni settori professionali. In secondo luogo, il gruppo Laser/LED viene dichiarato, per le apparecchiature professionali, come “privo di manutenzione in condizioni di lavoro 24/7” per ben 20.000 ore”, la stessa durata del gruppo illuminante. A onor del vero Panasonic specifica che dopo 10.000 ore (ossia a metà del ciclo di vita del gruppo luminoso) la luminosità è al 75% dei dati di targa, un valore comunque eccezionale se paragonato a quello di una lampada UHP come abbiamo appena visto; inoltre, va considerato che all’interno di questa quantità di ore la colorimetria rimane pressoché costante. Questo vuol dire che, in un improbabile esempio, il prodotto dopo l’installazione può essere “dimenticato” acceso per 20.000 ore senza che sia necessario nessun intervento. Nessuno. Questo per i costi di gestione è un plus che non va sottovalutato e, anzi, da considerare uno degli aspetti premianti di questa tecnologia. Valori di luminosità dichiarati davvero ottimistici e che non abbiamo avuto modo di controllare personalmente, tuttavia è chiaro (anche alla prova empirica) che di luminosità ce ne sia più che a sufficienza per illuminare sia schermi di dimensioni generose, sia proiettare in condizioni di luminosità ambiente non controllata (il 95% delle applicazioni reali). Anche a livello di gamut il proiettore riesce a coprire uno spazio colore ben più ampio che qualsiasi gruppo “lampada+ruota colore”, garantendo prestazioni di ottimo livello con qualunque tipo di segnale in ingresso. La citata assenza della ruota colore nel DLP a chip singolo, inoltre, porta a zero l’insorgere del cosiddetto problema dell’arcobaleno, ossia quella particolare condizione per cui le persone più sensibili ocularmente percepiscono la sovrapposizione a schermo delle sotto immagini che formano la principale.

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LINEE E FAMIGLIE DEL SOLID SHINE

Panasonic propone due linee di prodotto, divise in altrettante famiglie: – La linea professionale, con lo chassis nero di default, divisa fra PT-RZ430K/W (DLP WXGA 1.280x800) e PTRZ470K/W (DLP FullHD 1.920x1.080), dotata di edge blending a bordo, della possibilità di installazione in verticale (o di essere ruotata come si preferisce nell’angolo giro di 360°) e di proiettare immagini stereoscopiche 3D attive (con o senza emettitore IR in funzione che si adoperino occhiali attivi con DLP Link o meno). – La linea basic, con lo chassis bianco, divisa fra PTRZ330 (DLP WXGA 1.280x800) e PT-RZ370 (DLP FullHD 1920x1080) senza le feature legate al video processing della serie ammiraglia, ma che dichiara comunque “solo” 10.000 ore di durata del gruppo illuminante, rimanendo comunque un prodotto particolarmente appetibile per i settori di riferimento cui è stato pensato/destinato. Per entrambe le famiglie si tratta, come detto, di DLP mono matrice con DMD da 0,65”, lenti di proiezione con Zoom 2X (ovviamente la luminosità massima è espressa con la lente in posizione wide di apertura) e shift ottico sui due assi. Una grande novità introdotta con questa famiglia di prodotto (e altre sempre nel catalogo Pro di Panasonic) è poi la compatibilità con i segnali in arrivo tramite standard HD BaseT. Vediamoli nel dettaglio.

TUTTO CON UN SOLO CAVO

Lo standard HD BaseT non è certo una novità assoluta, ma a ISE 2013 abbiamo imparato che questa sigla sta diventando sempre più comune proprio nel mercato al quale non si è inizialmente rivolto (all’inizio, difatti, il consorzio si rivolgeva prevalentemente al mercato domestico e non a quello professionale), e soprattutto fra un panel di produttori sempre più ampio. La “variante” di Panasonic prende il nome di Digital Link e si dichiara virtualmente compatibile con le altre apparecchiature in commercio aderenti allo stesso consorzio/standard. In realtà non esiste una legge scritta nella roccia che assicuri al system integrator che, mescolando apparecchiature di marchi diversi, tutto il flusso dati appannaggio dello standard riesca a fluire fra la/le sorgenti e quindi il display. La situazione peraltro ricorda moltissimo i codici CEC all’interno dello standard

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HDMI (dalla variante 1.3b fino all’attuale 1.4°, attendendo la 2.0 annunciata per giugno 2013), che ogni marchio ha rinominato secondo il proprio marketing (da Panasonic si chiamano Viera Link), ma che non sono totalmente compatibili fra di loro. Questo impedisce, altro esempio, di usare lo stesso telecomando per gestire un lettore Bluray Disc Sharp e un plasma Viera di Panasonic, sebbene aderenti allo stesso protocollo di uno stesso standard. Per l’HD BaseT siamo nelle stesse condizioni, e appare chiaro che, dopo aver parlato anche con altri operatori del settore, questo è diventato uno standard di trasporto piuttosto che un protocollo completo e un set d’istruzioni; per questo il flusso AV non compresso generalmente è sempre garantito fra elettroniche di case differenti, ma il flusso dati Ethernet, quello di comando (RS-232 su tutti) e l’eventuale alimentazione elettrica PoH (Power over HD BaseT) no. Bisogna provare caso per caso. Inoltre va ricordato, a discapito di qualche fraintendimento, che sebbene lo standard utilizzi cavi UTP CAT5e/6 terminati con connettori RJ-45, questi non trasportano segnali standard e quindi non vanno mescolati con la rete domestica o l’infrastruttura di rete dell’edificio che si sta trattando; hanno bisogno di apparecchiature, (switch, extender, matrici e tutto quello che volete) che siano compatibili HD BaseT e marchiate con il logo del consorzio (o con la variante dello specifico produttore, comunque riconducibile allo standard originale). Valens Semicondutor, poi, una delle colonne di questo standard, possiede in casa due tipologie di chipset, uno “completo” (il VS100, compreso anche in questa famiglia di prodotti Panasonic), che permette una tratta di 100 metri fra punto-punto e il passaggio di tutto il flusso dati compatibile (audio/video, Ethernet, controlli, alimentazione), e uno più semplice (il VS010) che invece copre “solo” 70 metri ma trasporta esclusivamente il flusso dati audio/video, di fatto quindi esclusivamente appannaggio degli extender per segnali HDMI. Oltre al Digital Link, Solid Shine di Panasonic è anche ovviamente dotata di tutta la classica scheda di input per segnali video, però se si volesse sfruttare la comodità del collegamento tramite un solo cavo CAT5e si può anche pensare alla “black box” ET-YBF100, venduta come optional, che raccoglie appunto tutti i segnali video che il proiettore riesce a trattare, e li “trasforma” convogliandoli nel cavo UTP di collegamento al proiettore. Se invece si ha una infrastruttura già predisposta per i collegamenti in HD BaseT, non serve altro che un comune cavo di rete, dato che i proiettori

h Schema del funzionamento della tecnologia Digital Link tramite proiettori Panasonic Functioning scheme of the Digital Link technology with Panasonic projectors

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hanno tutto l’hardware necessario al loro interno per riceverne il flusso e trasformarlo in immagini. Sicuramente i proiettori lampless rappresentano una possibilità davvero importante per Panasonic, come per gli altri, per cui riteniamo che questa sarà solo una prima sfornata di prodotti che hanno già più di una freccia al loro arco per diventare dei best-buy. A testimonianza, il prototipo della casa giapponese da ben 5.000 ANSI lumen, segno che l’evoluzione in termini tecnologici di questa specie di proiettori è solo all’inizio di un ciclo che rappresenterà sempre più un’opportunità per coprire ogni tipo di mercato. Il prezzo di listino e i vari altri aspetti commerciali possono ovviamente essere discussi con Panasonic stessa o tramite i canali ufficiali di distribuzione dei loro prodotti. With the move of video projection (including professional) from the analogical of CRTs to the digital of transmissive LCDs first and to reflective DLPs and LCDs later, it has been necessary to find a source that could illuminate the matrixes, and generate the image on the screen. It is not our intention to launch into dissertations for or against the lamps traditionally used for video projection, but only to remind people that a video projector in any case and obviously requires a luminous source which can generate a flow, for the most part “white” and without peaks in the dominant spheres of the spectrum reproduced; that this source remains constant for the longest possible time so as not to generate a decline in colour or performance after a few hours of operation; and that the heat disposal produced does not impose limitations of installation or use on the projector. This dutiful introduction serves for the “meeting” with the latest range of the Panasonic Company, Solid Shine, which includes single matrix DLP projectors without a lamp unit + colour wheel, but with a new optical engine and, above all, a new system to generate internal brightness. LASER/LED HYBRID There is no shortage of lampless projectors with similar technologies on the market (but not identical, because each producer has offered its own vision with the intention of achieving an advantage over its competitors); Panasonic is the third company to introduce a hybrid product, and it does so by moving the goalpost once again with its own engine and with unique solutions with respect to those currently available on the market. First and foremost the blue laser is always used which moves by means of the phosphorous wheel (a return to the past with CRT technology) and which becomes green (G), but then there are two LED diodes, a red one (R) and a blue one (B). With this strategy Panasonic is the first to overcome one of the “weak” points of this technology, or rather brightness, declaring 3,500 ANSI lumens brightness for its machines, which is also more than enough to cover the needs of several professional sectors. Secondly, the Laser/Led unit for professional appliances is declared “maintenance-free for 20,000 hours in 24/7 working conditions”, the same duration of the lamp. If truth be told, Panasonic specifies that after 10,000 hours (or rather half of the life cycle of the lamp) the brightness is at 75% of the plate data, a value which is exceptional if compared with that of a UHP lamp as we have just seen; furthermore, it should be considered that within this quantity of hours the colorimetry remains almost constant. This means that, in an improbable example, after the product has been installed, it can be “forgotten” on for 20,000 hours without any intervention being required. None whatsoever. This is an advantage in terms of management costs which should not be overlooked and, indeed, it should be considered one of the winning aspects of this technology. The declared values of brightness are truly optimistic and we have not had the opportunity to check them personally; nevertheless, it is clear (even at the empirical test) that there is more than enough brightness to illuminate both generous sized screens and to project in conditions of


STRUMENTI TOOLS Specification

PT-RZ470K/W

PT-RW430K/W

PT-RZ370

PT-RW330

LIGHT SOURCE

LED & LASER HYBRID

LED & LASER HYBRID

IMAGING DEVICE

0.65’’ 1 CHIP DLP

0.65’’ 1 CHIP DLP

RESOLUTION

1920 X 1080

WXGA

1920 X 1080

WXGA

BRIGHTNESS

3,500 LM

3,500 LM

3,500 LM

3,500 LM

CONTRAST

20,000:1

20,000:1

10,000:1

10,000:1

ZOOM LENS SHIFT INPUT

2X ZOOM V: +73 / -48% / H:+27 / -35%

2X ZOOM

V: +69 / -46% / H:+28 / -37%

DIGITAL LINK / HDMI / DVI / COMPUTER / VIDEO

V: +73 / -48% / H:+27 / -35%

V: +69 / -46% / H:+28 / -37%

DIGITAL LINK / HDMI / DVI / COMPUTER / VIDEO

EDGE BLENDING

YES

YES

-

-

PORTRAIT

YES

YES

-

-

3D

YES

YES

-

-

EXPECTED AVAILABILITY

QI 2013

QI 2013

AVAILABLE

AVAILABLE

uncontrolled ambient brightness (95% of real applications). At the gamut level the projector also succeeds in covering a range of colour which is larger than any “lamp+colour wheel” unit, guaranteeing excellent performances with any kind of incoming signal. The aforementioned absence of the colour wheel in the single-chip DLP also does away with the onset of the so-called rainbow problem, or rather the special condition for which the most optically sensitive people perceive the superimposition on screen of the sub-images which form the main image. RANGES AND FAMILIES OF SOLID SHINE Panasonic presents two ranges of product, classified into just as many families: • The professional range, with the black default chassis, divided between PT-RZ430K/W (DLP WXGA 1,280x800) and PT-RZ470K/W (DLP FullHD 1,920x1,080), equipped with edge blending on board, the possibility of vertical installation (or to be rotated as preferred in the 360° turn) and to project stereoscopic 3D active images (with or without IR emitter depending on whether active eyeglasses with DLP Link are used or not). • The basic range, with the white chassis, divided between PT-RZ330 (DLP WXGA 1,280x800) and PT-RZ370 (DLP FullHD 1,920x1,080) without the video processing features of the flagship series, but which, in any case, declares “only” 10,000 hours of duration of the lamp, remaining a particularly attractive product for the sector for which it was designed/ intended. As said, for both families, it has to do with a single matrix DLP with a DMD of 0.65”, projection lenses with 2X Zoom (obviously the maximum brightness is expressed with the lens in the wide opening position) and optical shift on the two axes. An important new feature introduced with this family of product (and others always in the Panasonic Pro catalogue) is compatibility with incoming signals through standard HD BaseT. Let’s take a closer look at them. ALL WITH ONE CABLE The standard HD BaseT is not a complete novelty, but at ISE 2013 we learnt that this acronym is becoming more and more common precisely in the market for which it was not originally intended (at the beginning, the consortium was primarily geared to the domestic market and not to the professional market) and, above all, among an increasingly

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broader panel of producers. Panasonic’s “version” takes the name of Digital Link and declares itself to be virtually compatible with the other appliances available on the market which support the same consortium/standard. In actual fact there is no definitive law which ensures the system integrator that, by mixing appliances of different brands, all the data flow, prerogative of the standard, succeeds in flowing between the source/s and the display. The situation also reminds very much of the CEC codes within the HDMI standard (from the 1.3b variant to the current 1.4°, as we await the 2.0 variant announced for June 2013) which each brand has called according to its marketing plan (Panasonic call it Viera Link) but which are not totally compatible to each other. This prevents, another example, to use the same remote control to manage a Blue-Ray Disc reader by Sharp and a Viera plasma screen by Panasonic, though both support the same protocol of the same standard. The same is true for HD BaseT, and it seems clear that, after having spoken with other operators of the sector, this has become a standard of transportation rather than a complete protocol and set of instructions; for this reason the AV flow which is usually not compressed is always guaranteed between electronics of different production companies, but the flow of Ethernet data, that of command (RS-232 on all) and any electrical PoH power (Power over HD BaseT) is not. It is necessary to try case by case. It should also be remembered, to avoid any misunderstanding, that though the standard uses UTP CAT5e/6 terminating with RJ-45 connectors, these do not transport standard signals and so should not be mixed with the domestic network or the building’s network infrastructure which is being handled; they need appliances (switches, extenders, matrixes and everything you want) which are HD Base T compatible and branded with the logo of the consortium (or with the variant of the specific producer which, in any case, is traceable to the original standard). Valens Semiconductor, one of the cornerstones of this standard, has two in-house types of chipset, a “complete” one (the VS100, included also in this family of Panasonic products), which allows a section of 100 metres from point-point and the passage of all the compatible data flow (audio/video, Ethernet, controls, power), and a simpler one (the VS010) which covers “only” 70 metres but transports exclusively the audio/video data flow, in fact, it is exclusively a prerogative of the extenders for HDMI signals. Aside from Digital Link, Solid Shine by Panasonic is also obviously equipped with the classical input card for video signals; however, if you want to exploit the comfort of the connection through a single CAT5e cable you can also consider the “black box” ET-YBF100, sold as optional, which gathers all the video signals which the projector can handle, and “transforms” them by conveying them into the UPT connection cable to the projector. If, instead, you have an infrastructure which is already arranged for the connections in HD BaseT, all you need is a regular network cable, given that the projectors have all the hardware required internally to receive the flow of data and transform it into images. For sure, the lampless projectors are a truly important opportunity for Panasonic, like for the others, so we believe that this will be only one of the first products to be turned out which already have more arrows in their quiver to become best-buys. To bear witness to this, the prototype of the Japanese company of 5,000 ANSI lumens, a sign that the technological evolution of this kind of projectors is only at the beginning of a cycle which will increasingly become an opportunity to cover every kind of market. The list price and the various other commercial aspects can obviously be discussed with Panasonic directly or with its official distributors.

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INFO PUBBLICITARIA ADVERTISING INFO

www.eurosell.it www.necdisplay.com www.acronn.com www.lifesize.com www.analogway.com

EUROSELL Road Show 2013, da Nord a Sud dell’Italia Riparte il road show di Eurosell, per toccare con mano l’ampia gamma di prodotti offerta dall’azienda friuliana. Quattro date e quattro città per tutte le novità in fatto di visualizzazione, distribuzione e gestione di contenuti video

Il format è ormai quello più che consolidato, articolato tra una parte di approfondimento tecnico insieme a una commerciale, per concludersi con una dimostrazione pratica dei prodotti presentati e con un confronto sui temi con i product manager specializzati. Eurosell dà il via al suo quarto Road Show che quest’anno mette in mostra gli ultimi gioielli di NEC, Acronn e LifeSize, e che si svolgerà le ultime due settimane di giugno tra Padova, Milano, Roma e Napoli.

INCONTRIAMOCI

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Un’occasione per gli installatori e i partner, ma anche per Eurosell, di incontrarsi sul territorio, per presentare l’azienda una volta tanto con strette di mano al posto di email e telefonate. Per venire incontro a quei collaboratori che difficilmente hanno la possibilità di arrivare in Friuli ma, soprattutto, per assicurare alle persone che lavorano con Eurosell formazione e strumenti adeguati, che creino quel valore aggiunto alla semplice vendita di cui il cliente ha bisogno. Insomma, spazio ai prodotti ma spazio anche a un’individuazione degli obbiettivi che, non dimentichiamo, sono raggiungibili anche perchè sono condivisi. E in questi anni sono tanti i traguardi che sono stati raggiunti e che – grazie anche al Road Show – vengono rafforzati: una copertura sul territorio sempre più capillare; un Know How tecnologico importante che permette ai nostri installatori, di distinguersi come specialist del settore in fase di pre-vendita, messa in opera e assistenza post vendita; il consolidamento di un catalogo forte e in continua evoluzione e aggiornamento. Per aumentare le vendite sì, ma non di semplici prodotti o “scatole” da consegnare, piuttosto di soluzioni e sistemi che fidelizzino i clienti.

g Applicazione di Acronn Display a Ginevra

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INFO PUBBLICITARIA ADVERTISING INFO

g Proiettore NEC PH14000

I PRODOTTI

Una vasta antologia che partendo dai prodotti cardine del catalogo arriva fino alle ultime acquisizioni e novità del mercato. Eccone alcuni. Proiettore NEC PH14000 – con processore video a 10 Bit Hollywood Quality Video, è ideale per applicazioni Rental/Staging, grandi sale riunioni o aule convegni, supporta Active 3D per presentazioni 3D con unico proiettore. Proiettore NEC PE401H FullHD 1.080p – finalmente disponibile il nuovo proiettore permette la visione di film Blu-Ray 3D via HDMI. L’alta luminosità, la compattezza del prodotto e l’ottica 1.7x permette al PE401H di adattarsi a qualsiasi ambiente. Proiettori NEC P451W e P501X – novità assoluta, la nuova serie P è disponibile con formato wide 1.280x800 da 4.500 Ansi-Lumen, oppure 1.024x768 con luminosità 5.000 AnsiLumen. LifeSize Express 220 Camera 10x Phone 2nd Generation – un sistema di comunicazione video HD accessibile e scalabile. Ideale per piccoli gruppi di lavoro o singoli che vogliono comunicare a distanza. Tra le caratteristiche principali: massima risoluzione 1.080p 30, Adaptive Motion Control con Forward Error Correction, streaming e registrazione di chiamate punto a punto. Acronn WindLED Ultra Wave – Curtain LED con possibilità di effettuare schermi curvi o convessi che si adattano facilmente a diverse soluzioni architetturali. Il cabinet è in alluminio, e dotato di accessori che ne permettono il montaggio in configurazione curva con un’angolatura di +/- 15 gradi. Il grado di protezione IP65 lo rende adatto a applicazioni outdoor e indoor. Acronn WindLED Rollable 9 – Leggero, flessibile, sottile, trasparente, un Led Display che consente di essere veramente creativi. Può essere piegato e flesso per adattarsi a superfici curve di qualsiasi forma, concave, convesse, orizzontalmente e verticalmente.

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Acronn AirLED – serie progettata per essere utilizzata sia in ambito rental, che per installazioni fisse. Deve la sua resa eccezionale ai particolari tipi di LED che danno all’immagine profondità e naturalezza. La struttura in alluminio portante permette un montaggio veloce dei vari moduli grazie al sistema “Fast Locking” che garantisce un aggancio rapido e sicuro unito ad un’elevata uniformità della superficie del Display con un interspazio tra i vari moduli praticamente nullo, favorito dalla speciale conformazione ad incastro “Interlock”. Disponibile nei formati: 4, 5, 6, 8, 10 mm, tutti SMD 3in1 RGB, nella versione “Black Face” e “Black Body”. AnalogWay: Eurosell, che di recente ha acquisito la distribuzione per l’Italia di Analogway brand leader nella produzione di processori di segnale per il mercato AV Professionale, presenterà al road show il nuovo NEXT STAGE 16, con il quale verranno gestiti i segnali dei display Acronn durante l’evento. Le date: 18 giugno – Padova – Hotel Galileo 20 giugno – Milano – NH Fiera (Rho) 25 giugno – Roma – Black Hotel 27 giugno – Napoli – Ramada Hotel

EUROSELL Eurosell, è da molti anni un’azienda leader nel settore delle grandi immagini, in grado di offrire un’ampia gamma di prodotti e servizi, nei settori dell’Audio Video Professionale, dell’Home Theater e dell’ Entertainment. Un team di persone competenti e disponibili risponde a tutte le esigenze dei clienti attraverso un efficiente servizio di logistica e un competente supporto tecnico, creando di fatto un solido rapporto tra l’azienda e il cliente. Distributore multibrand di soluzioni, con un catalogo di circa 8.000 articoli hi-tech, Eurosell vanta oltre 5000 clienti attivi in Italia e all’estero ed è dotata di una rete di 57 vendita strutturata: un team di 30 agenti.


AGGIORNAMENTI UPDATE

PROLIGHT+SOUND

Francoforte, 10-13 aprile 2013 Frankfurt, 10th-13rd April

www.pls.messefrankfurt.com

Negli anni passati si era quasi creduto che il progetto espositivo e di mercato del PL+S tendesse verso il mondo dell’integrazione di sistemi, ci sembra però che questa ultima edizione ribadisca la fedeltà all’anima storica della manifestazione… senza chiudere gli occhi davanti alle tendenze, anzi agevolandone lo sviluppo

In recent years there was almost the belief that the exhibition and market plan of PL+S tended towards the systems integration world; however, the latest edition seems to confirm its loyalty to the historic soul of the event without closing its eyes to trends, indeed it facilitates their development

Text: Valentina Bartarelli, Chiara Benedettini

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PL+S, nata per dare voce al settore tecnologico che sta dietro allo show business, anche quest’anno ha mantenuto la sua posizione primaria a livello europeo, attirando aziende che ne fanno il loro core business e molti operatori specializzati, certo aiutata anche dalla compresenza con Musik Messe. Tuttavia si è dimostrata ricettiva rispetto ai movimenti del mercato: se da un lato è ormai chiaro, sia a occhio nudo sia leggendo i numeri, che il comparto del live abbia ridimensionato non poco il proprio giro di affari, dall’altro le stesse aziende del live ormai da tempo hanno allargato (o consolidato, a seconda dei casi) la proposta di linee dedicate alle installazioni, settore che si sta dimostrando ben più vivace. Il PL+S ci sembra sia riuscito ad aprirsi a queste tendenze, dando loro respiro e spazi progettuali (dai seminari agli Awards) ma in coerenza con il consueto progetto di fiera, e senza “tradire” o lasciare orfana una fetta di mercato e visitatori “storici”, magari ridimensionata, ma che continua ad aver necessità di una piattaforma espositiva internazionale. Considerando specialmente che, in alcuni Paesi non esiste (o non esiste più, come è il caso italiano) una fiera dedicata. Quindi, al di là delle novità tecnologie e di prodotto, è proprio per osservare queste tendenze che siamo stati ancora una volta al PL+S: tendenze molto presenti in Italia, e che hanno portato tanti professionisti a “ibridare” il loro mestiere passando dal live alle installazioni (e viceversa) e tante aziende (produttori e distributori) a sviluppare la propria presenza in segmenti paralleli.

PL+S 2013

Anche i numeri potranno contribuire a creare il quadro: sia gli espositori che i visitatori hanno fatto registrare una crescita: 901 contro gli 878 dell’anno passato, da 41 paesi; con una nutrita presenza di aziende cinesi che hanno alzato la cifra, testimonianza dei nuovi rapporti commerciali tra Messe Frankfurt, Shanghai e Guanghzou che porteranno in queste due città il format PL+S. Il futuro è sempre più fuori Europa? Per quanto riguarda i visitatori, sono stati registrati 42.000 visitatori professionali per 142 paesi di origine, dato importante per l’internazionalizzazione della fiera. Coerentemente con la situazione nostrana, negli ultimi anni davvero poco vivace e con la produzione quindi spinta verso il mercato internazionale, il numero degli espositori italiani rimane alto (oltre 50). Come già gli altri anni i padiglioni più interessanti sono stati l’8 e il 9, dedicati rispettivamente all’audio e al lighting, con qualche puntatina nel mondo dei controlli e delle tecnologie di visualizzazione con aziende come Christie, Panasonic, Gefen, AnalogWay, Coolux ecc. Dal punto di vista dei prodotti, non abbiamo notato grosse novità rivoluzionare, ma comunque diversi nuovi lanci, e soprattutto una miriade di piccoli annunci di miglioramenti, ampliamenti della gamma, completamenti. Oltre all’area espositiva, vi era un nutrito panel di seminari dedicati al mondo delle installazioni (e al live ovviamente), le celebrazioni per i Sinus Awards, (le premiazioni per il settore, vedi box) e un’area espositiva per il “portable sound”. Molti anche gli eventi e iniziative più specifiche per il live, dal Forum per l’Event Management alla Event Safety Conference.


AGGIORNAMENTI UPDATE

This year, PL+S, created to be a voice for the technological sector which supports show business, continued to hold on to its primary position within Europe, attracting companies which make it their core business and many specialist operators, and it was certainly helped by the co-presence of Musik Messe. Nevertheless, it showed itself to be receptive to the movements of the market: if, on one side, it is now clear, both to the naked eye and by reading the numbers, that the live sector has considerably reduced its turnover, on the other, the same companies from the live sector have for several years broadened (or consolidated, depending on the cases) the offer or product lines dedicated to installations, a sector which is proving itself to be much more lively. It seems that PL+S has succeeded in opening up to these trends, giving them room and design spaces (from seminars to Awards) but coherently with the usual fair plan and without “betraying” or leaving orphan a slice of the market and visitors, perhaps reduced in size, but which continues to need an international exhibition. This is especially true if we consider that in several Countries there is no dedicated fair (or, as is the case of Italy, it doesn’t exist anymore). Therefore, beyond news on technology and products, it is precisely to observe these trends that we paid another visit to PL+S: trends which are very present in Italy, and which have led many professionals to “hybridise” their tasks by passing from the live sector to installations (and vice versa) and many companies (producers and distributors) to strengthen their presence in parallel segments.

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PL+S 2013 The numbers can also contribute to creating the overall picture: both exhibitors and visitors recorded an increase: 901 against 878 of last year, from 41 countries, with a large presence of Chinese companies which have increased the number, a testimony of the new business relations between Messe Frankfurt, Shanghai and Guanghzou, which will bring the PL+S format to these two cities. Is the future increasingly outside Europe? As regards visitors, 42,000 trade visitors were recorded for 142 countries of origin, an important data for the internationalisation of the fair. Coherently with our national situation, which has been anything but lively in recent years and with production driven towards the international market, the number of Italian exhibitors remains high (more than 50). As it happened in other years, the most interesting pavilions were 8 and 9, dedicated to audio and lighting, with some digressions in the world of controls and technologies of visualisation with companies like Christie, Panasonic, Gefen, AnalogWay, Coolux, etc. About the products, we have not noticed big changes revolutionize, but several new launches, especially a myriad of small advertisements improvements, expansion of the range, completions. In addition to the exhibition area, there was a large panel of seminars dedicated to the world of installations (and, obviously, to the live sector), the celebrations for the Sinus Awards (awards for the sector, see box) and an exhibition area for “portable sound”. Many events and initiatives, more specifically for the live sector, were also organised, from the Forum for Event Management to the Event Safety Conference.

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SINUS E OPUS AWARDS Sinus and Opus Awards stampa specializzata e di Messe Frankfurt, ha decretato la vittoria al progetto FC Bayern Erlebniswelt, un museo dotato della più recente tecnologia multimediale per presentare la storia, i successi e i cimeli della squadra di calcio di Monaco. Il premio è stato quindi consegnato alle aziende coinvolte nel progetto: AV Stumpfl, Wilhelm & Willhalm, Ranger Design, Techniz e Medienprojekt P2. Opus Awards, o German Stage Award, è il riconoscimento a coloro che si distinguono per un uso creativo delle nuove tecnologie. Ad aggiudicarsi la statuetta, per la categoria “Premio della giuria”, il light e video designer Matt Finke, specialista in grandi eventi aziendali e presentazioni di prodotti, e per la miglior realizzazione tecnica Sven Sören Beyer per l’opera “Neither”. Al termine della premiazione un ricco e germanico buffet ha intrattenuto gli ospiti, felici di godersi un attimo di tranquillità e un meritato rifocillamento dopo le fatiche della giornata.

Una costante del Prolight+Sound è sicuramente l’assegnazione, che si tiene ogni anno al termine del primo giorno di fiera, dei Sinus e degli Opus Awards; i prestigiosi riconoscimenti che premiano l’uso creativo nell’integrazione di sistemi AV il primo e nella combinazione di nuove tecnologie il secondo. Quest’anno la giuria del System Integration Award (Sinus), composta da membri della Professional Lighting & Sound Association (VPLT) e dalla European Association of Event Centres (EVVC), nonché esperti, rappresentanti della

A regular feature at the Prolight+Sound are the Sinus and Opus Awards, which are held annually at the end of the first day of the trade fair; the first awards creativity in AV systems integration and the second, the combination of new technologies. This year, the jury of the System Integration Award (Sinus), composed by members of Professional Lighting & Sound Association (VPLT), the European Association of Event Centres (EVVC), as well as experts, representatives of the specialist press and of Messe Frankfurt, selected the FC Bayern Erlebniswelt project as the winner; a museum equipped with the latest multimedia technology to present the history, successes and memorabilia of the football team from Munich. It was delivered to the companies involved in the project: AV Stumpfl, Wilhelm & Willhalm, Ranger Design, Techniz and Medienprojekt P2. The Opus Award, also known as the German Stage Award, is a prize for those who distinguish themselves in their work for a creative use in the combination of new technologies. The statue of the ‘Jury’s Prize’ went to the light and video designer Matt Finke, a specialist in large-scale business events and presentations of highly appreciated products. Sven Sören Beyer won first prize in the ‘Best technical realisation’ category for his production of the opera ‘Neither’. The award ceremony was followed by a rich German buffet which entertained the guests, who were happy to enjoy a moment of peace and a well-deserved refreshment break following the hardships of the day.

NEWS Luca Lastrucci, Amministratore Delegato di Powersoft, azienda italiana attiva nell’ambito dell’audio professionale, ci descrive il nuovo prodotto multimediale WiFi da installazione Deva; per la diffusione audio e l’ottimizzazione dei consumi. Un prodotto, che esce un po’ dalla classica linea tenuta dall’azienda fiorentina, e che integra varie tecnologie: dell’audio, del video e della connettività. “È prodotto da installazione che nasce per la diffusione è quindi ottimizzato in tutto e per tutto dal punto di vista delle prestazioni audio ma anche dei consumi. Abbiamo lavorato tanto a queste funzionalità, tra le altre anche all’assoluta assenza di cablaggio, che lo rende particolarmente adatto a svariate applicazioni. È autoalimentato da pannelli solari e la parte audio viene distribuita tramite WiFi. La facilità della sua installazione lo rende molto adatto anche ad applicazioni live. Tra poco otterrà la certificazioni per applicazioni nell’ambito della sicurezza. Si controlla da una postazione pc o tablet attraverso la quale si possono definire aree e zone dove diffondere il suono oppure veicolare messaggi in tempo reale. In più supera i limiti del WiFi fungendo a sua volta come ripetitore di segnale per altri apparecchi Deva collocati più distanti dalla sorgente del segnale”. La visita guidata – che potete vedere con il qrcode – continua con il Presidente Carlo Lastrucci attraverso la linea dei prodotti Powersoft, che quest’anno festeggia ben diciotto anni di attività. Auguri! Luca Latrucci, CEO of Powersoft, an Italian company active in the audio professional sector, describes the new multimedia Wi-Fi product for Deva installation; for diffusing audio and optimisation of consumption. A product, which originates a little from the traditional line held by the Florentine company, which integrates various technologies: of audio, video and connectivity. “It is a product for installation which was created for sound diffusion, so it is optimised in everything and for everything, in terms of audio performance, but also consumption. We have worked hard at these functions, among others also at the total absence of cabling, which makes it particularly suited to a wide number of applications. It is self-powered by solar panels and the audio part is distributed by Wi-Fi. It is installation friendly making it very suitable for live applications. In a short while it will also receive the certification for applications in the safety sector. It is controlled from a pc or tablet station through which it is possible to define areas and zones in which to diffuse the sound or carry messages in real time over a vast area. It also exceeds the limits of Wi-Fi acting in turn as a signal repeater for other Deva appliances placed further away from the source

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of the signal”. The guided visit – which you can see through the qrcode-continues with the President Carlo Lastrucci through the line of Powersoft products, which this year celebrates a whopping 18 years in business. Congratulations!

Intervista a / Interview with Luca Lastrucci di Powersoft

POWERSOFT

http://www.connessioni.biz/?p=18159


AGGIORNAMENTI UPDATE

RCF Molte le proposte che RCF ha portato in fiera; alcune nuovissime e presentate proprio in occasione della fiera tedesca. Segnaliamo tra tutte in anteprima l’HDL 10-A della famiglia D-Line, dedicata al touring professionale; un line array attivo dal chassis piccolo e leggero che supera i suoi predecessori per leggerezza e compattezza. Offre infatti le stesse caratteristiche dell’HDL 20-A ma in formato ancora più ridotto. L’amplificatore presenta una struttura in alluminio meccanica solida che stabilizza l’apparecchio durante il trasporto, e aiuta nella dissipazione di calore. L’HDL 10-A viene elaborato da un potente DSP integrato, che gestisce equalizzazione, soft limiter, compressore. Infine è possibile creare veri e propri array a forma di J comprendenti fino a 16 elementi. Da segnalare inoltre lo studio monitor Ayra Four; sull’onda dei suoi predecessori – Ayra Five, Six e Eight – questo prodotto mantiene il ricercato design e le alte prestazioni ma si presenta più piccolo e maneggevole. www.rcf.it RCF took many products to the trade fair; some were very new and unveiled precisely on the occasion of the German fair. Among all of them we point out the HDL 10-A of the D-Line range dedicated to professional touring which was previewed; an active line array with a small light chassis which exceeds its predecessors in terms of lightness and compactness. It offers the same characteristics of the HDL 20-A, but in an even

consentono di produrre immagini che risultano nitide a qualsiasi distanza nonché di fornire una luminosità controllata adatta alle applicazioni indoor. www.christiedigital.com Christie’s booth presented a discreet number, some already seen at the last ISE, of solutions for the rental/staging world; from the moving heads to the supports passing through the projectors and impressive screens. The fair was also a good opportunity for Connessioni to talk, as you can see in the video to which the qrcodes refer here at the side, with the Channel Development Manager Business Products Miles Donovan about the FHD551-X 55” full HD narrow-bezel with flat screen and with Dominique Denis, Market Development Manager, of all the products exhibited and the video mapping realised for the booth with one of the Roadster projectors, the HD20K-J. Based on the new Xenon generation platform with 3 chip DLP, the HD20K-J makes the images even clearer and brighter and presents itself in a sturdier and more compact shape. The key characteristics include the Christie Twist function for warping and edge-blending the image, the possibility of Full 3D updating, compatibility in the use with lamps, existing lenses and accessories, liquid cooling which allows operating temperatures of up to 40°. Instead, the Christie FHD551-X is a ‘tiled LCD’ unit equipped with a flat full HD (1920 x 1080) panel with LED rear lighting, designed for restoring a quality picture-image; it is able to offer an elevated density of pixels together with low operation costs and low energy consumption. It is based on LCD SPVA ‘commercial grade’ technology able for a maximum brightness of 700 nits cd/m2 (typical: 500 nits cd/m2) and a contrast ratio of 3,000:1; these characteristics, joined to a viewing angle of 178° h/v, allow to produce images which are clear at any distance as well as provide a controlled brightness suited to indoor applications.

Intervista a / Interview with Dominique Denis di Christie

http://www.connessioni.biz/?p=18101

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http://www.connessioni.biz/?p=18077

http://www.connessioni.biz/?p=18074

Il video-mapping di Christie The video-mappingChristies

Christie presentava un discreto numero di soluzioni per il mondo rental/staging; dalle teste mobili ai supporti passando per i proiettori e per gli imponenti schermi. La fiera è stata una buona occasione anche per parlare, come vedete nei video a cui rimandano i qrcode, con il Channel Development Manager Business Products Miles Donovan dell’FHD551-X da 55” full HD narrow-bezel a schermo piatto e con Dominique Denis, Market Development Manager, di tutti i prodotti esposti e del video mapping realizzato per lo stand con uno dei proiettori della Serie Roadster, il HD20K-J. Basato sulla piattaforma di nuova generazione Xenon a 3 chip DLP, il HD20K-J rende le immagini ancora più nitide e luminose e si presenta robusto e compatto. Tra le caratteristiche principali, la funzione Christie Twist per il warping e l’edge-blending dell’immagine, possibilità di aggiornamento Full 3D, compatibilità nell’utilizzo con lampade, obiettivi e accessori già esistenti, raffreddamento a liquido che permette temperature di esercizio fino a 40°. ll Christie FHD551-X è invece un’unità ’tiled LCD’ dotata di un pannello flat full HD (1920x1080) con retroilluminazione a LED, progettata per restituire un quadro-immagine di qualità; è in grado di offrire un’elevata densità di pixel unitamente a bassi costi di esercizio e bassi consumi energetici. È basato su tecnologia LCD SPVA ‘commercial-grade’, capace di una luminosità massima di 700 nits cd/m2 (tipica: 500 nits cd/m2) e un rapporto di contrasto di 3.000:1; queste caratteristiche, unite ad un angolo di visione di 178° h/v,

Intervista a / Interview with Miles Donovan di Christie Digital

CHRISTIE

smaller format. The amplifier presents a structure in solid mechanical aluminium which stabilises the appliance during transport and helps dissipate heat. The HDL 10-A is elaborated by a powerful integrated DSP which manages equalisation, soft limiter, compressor. Finally, it is possible to create full-fledged J shape arrays which include up to 16 elements. Worth noting is also the Ayra Four studio monitor, on the wave of its predecessors - Ayra Five, Six and Eight - this product maintains the sought after design and high performances but it is smaller and more practical.

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AGGIORNAMENTI UPDATE

ITALIANI: PARTECIPO ERGO SUM Italians: I participate therefore I am Come abbiamo avuto modo già di dire, una app utile e ben fatta permetteva oltre che di semplificarsi la vita nella fruizione della manifestazione, di avere a colpo d’occhio alcuni dati piuttosto interessanti su cui riflettere; primo tra tutti, più di cinquanta espositori italiani. Un numero considerevole se si considera le condizioni in cui si percepisce essere il mercato del nostro paese. Invece gli italiani c’erano, eccome. Riguardo ai visitatori, la nostra impressione (e di alcuni intervistati) è stata di un’affluenza più contenuta, tuttavia smentita dai numeri ufficiali, secondo i quali l’Italia è stato il secondo Paese per numero di visitatori. Siamo andati a chiedere a visitatori ed espositori i loro punti di vista, per condividere con voi e le considerazioni che seguiranno. Le fiere servono, e in un budget aziendale necessariamente una ci deve rientrare. Certo costano sacrifici, e quella francofortese – su questo punto i nostri interlocutori sono stati unanimi – costa anche di più di altre. Ma i vantaggi sono reali e gli sforzi in qualche modo, sempre ripagati. In particolare, le fiere servono ancor di più se sono fuori dal paese, non per una ingiustificata esterofilia, bensì – anche su questo la campana dei microfonati ha suonato all’unisono – perché in Italia, purtroppo, non c’è un evento di quella portata da richiamare il mercato di tutto il mondo. Quindi la presenza di numerose aziende dimostra la determinazione a non arrendersi, e a rammentare che se certi numeri gridano alla crisi, certi altri lo fanno alla speranza, il vero cuore della ripresa, ribadendo l’interesse del mercato internazionale verso i produttori italiani. Ce lo dimostrano anche alcune aziende Made in Italy presenti, Clay Paky e Powersoft che, proprio in terra straniera, hanno approfittato per festeggiare i propri successi e, nel caso di Powersoft, i 18 anni di attività. Per i primi, una cena elegante nei lussuosi spazi di Villa Leonhardi, e per i secondi un party in un locale casual ma molto trendy con splendide vetrate sul fiume, tra un cocktail e una chiacchierata. Da citare anche le 40 candeline per Outline che ha festeggiato accogliendo clienti e partner nel suo grande stand. Insomma, la qualità e la volontà ci sono, e anche tanta soddisfazione, rimane desiderio di tutti però che queste soddisfazioni si possano ri-trovare presto anche nel proprio paese. Non rimane che augurarvi una buona visione della nostra video gallery... As we have already had the opportunity of saying, the useful and well made app, in addition to simplifying life in its use during the event, also made it possible to have at a glance several interesting data to reflect upon; first and foremost, more than fifty Italian exhibitors. A considerable number, higher than that of last year, if we consider the conditions in which we hear our country’s market is in. Instead, Italians were present and in large numbers. About visitors, our impression was a turnout of more limited, however contradicted by the official numbers, according to which Italy was the second country in number of visitors. We went to ask visitors and exhibitors their points of view, to share with you and the considerations that follow. Trade fairs are useful and a company budget must necessarily account for at least one. Of course they require sacrifices, and our interviewees all agree that the Frankfurt trade fair is more costly than others. However, there are real advantages and, in some way, efforts are always rewarded. In particular, fairs are even more useful if they are held outside the country, not because of an unjustified xenomania but, rather, even on this matter, the people we interviewed were all unanimous, because in Italy there is still unfortunately no event of the appropriate importance to appeal to the world’s market. Then, the presence of numerous companies shows the determination not to give in, and to remember that if certain numbers are a sure indication of crisis others are a sure sign of hope, the true heart of the recovery, reiterating the interest of the international market to Italian producers. Proof of this are two Italian companies present, Clay Paky and Powersoft, which have chosen to celebrate their success outside Italy and, in the case of Powersoft, its 18 years in business. For the first, an elegant dinner in the luxurious interiors of Villa Leonhardi and for the second a party in a casual but very trendy establishment with magnificent views over the river which guaranteed, between a cocktail and a chat, an enchanting glimpse of the city. Worth mentioning are also the 40 candles for Outline, which celebrated by welcoming customers and partners to its large booth. In short, quality and desire exist, and also great satisfaction; what remains is everyone’s desire that this satisfaction can also soon be found in their respective country. All that remains for us to do is to wish you happy viewing of our video gallery.

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BOSE

A fianco del sistema di evacuazione sonora Entero, conforme EN54, già presentato a ISE 2013, Bose ha proposto tre nuovi modelli di PowerMatch, che andranno ad affiancarsi al già esistente amplificatore PM8500: PM8250 (8 canali, 2.000 Watt), PM4500 (4 canali, 2.000 Watt), PM4250 (4 canali, 1.000 Watt). Si tratta di unità di amplificazione con diverse configurazioni di canali e potenza in uscita, ciascuna dotata di DSP audio integrato e ampia scalabilità e configurazione nell’ambito di sistemi di sound reinforcement delle installazioni fisse. La tecnologia proprietaria QuadBridge permette a ciascun amplificatore di integrare due o quattro canali d’uscita in uno solo, così da allocare la potenza totale del blocco di amplificazione su uno o più canali d’uscita, per pilotare vari livelli di potenza e di diffusori a impedenza diversa. Gli amplificatori PowerMatch sono disponibili anche in versione ‘Network’, infine con il software proprietario ControlSpace Designer è possibile configurare le unità e accedere a ulteriori funzionalità, quali gli EQ parametrici, il carico di ciascun canale d’uscita ecc. www.bose.it Beside the Entero sound evacuation system, which is EN54 compliant, already presented at ISE 2013, Bose presented three new models of PowerMatch, which will join the already existing PM8500 amplifier: PM8250 (8 channels, 2.000 Watt), PM4500 (4 channels, 2.000 Watt), PM4250 (4 channels, 1.000 Watt). This is an amplification unit with different configurations of channels and output power, each equipped with integrated DSP audio and vast scalability and configuration in the scope of sound reinforcement systems of fixed installations. The proprietary technology QuadBridge allows each amplifier to integrate two or four output channels in a single channel, in order to allocate the total power of the amplification block onto one or more output channels, to pilot various levels of power and speakers at different impedance. The PowerMatch amplifiers are also available in ‘Network’ version; finally, with the proprietary software ControlSpace Designer it is possible to configure the units and access further functions, like parametric EQ, the load of each output channel etc.


AGGIORNAMENTI UPDATE

CLAY PAKY

It is one of the busiest Italian companies on the international scene; over time, it has given proof of its expertise collaborating on the realisation of important events and concerts of international artists. At the Clay Paky booth we find Davide Barbetta, Marketing Operations Manager who presents us their top-of-the-range product: Sharpy Wash 330, a moving washlight head which takes the name of its predecessors Sharpy due to the similar characteristics in terms of compactness, lightness (19 kilos) and speed of movement. Sharpy Wash 330 is provided with a 330 Watt discharge lamp with brightness performance and graphic and optical performances equal to those of a 1,000 watt projector. Compared with Sharpy, the newborn Clay Paky (it was previewed at the Live Design International event last October) avails of an optical system which allows an angular opening of up to 48 degrees. It is silent and complete with CMY colour mixing, mechanical dimmer, rotating beam shaper and motorised top-hat.

Intervista a / Interview with Davide Barbetta di Clay Paky

Sicuramente una delle aziende italiane più attive all’estero, che nel tempo ha dato prova delle propria professionalità collaborando alla realizzazione di manifestazioni importanti e concerti di artisti dal calibro internazionale. Allo stand di Clay Paky troviamo Davide Barbetta, Responsabile Marketing Operativo che ci presenta subito la loro punta di diamante: Sharpy Wash 330, una testa mobile washlight che prende il nome dal suo predecessore Sharpy per le simili caratteristiche in fatto di compattezza, leggerezza (19 chili) e rapidità di movimento. Sharpy Wash 330 è munito di lampada a scarica a 330 Watt con una resa luminosa e prestazioni grafiche e ottiche pari a quelle di un proiettore da 1.000 Watt. Rispetto allo Sharpy il neonato Clay Paky (era stato presentato in anteprima al Live Design International lo scorso ottobre) dispone di un sistema ottico che consente un’apertura angolare fino a 48 gradi. È silenzioso e completo di color mixing CMY, dimmer meccanico, beam shaper rotante e top-hat motorizzato. www.claypaky.it

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permette di esportare scene complete, in formato video HD, mantenendo la flessibilità di un sistema di montaggio real-time. Per l’importazione dei video live è possibile registrare e catturare da qualsiasi fonte input fino a 2K/HD; in più, Aeon TM FX Engine, un motore effetti basato sullo shading, consente di creare e integrare un numero pressoché illimitato di effetti sincronizzati automaticamente insieme alla animazioni dalla rete di sistema. Inoltre, i nuovi QUAD Server e QUAD Player offrono agli utenti fino a 4 uscite HD DVI indipendenti con EDID Management incorporato. www.coolux.com www.molpass.it

L’azienda tedesca Coolux ha presentato una nuova versione software del suo Pandoras Box, il 5.5, che include una funzione di calibrazione oggetti 3D. L’aggiornamento permette di usare Pandoras Box dalla nascita dell’idea, dalla fase creativa e progettuale, alla messa in onda aumentando l’efficienza lavorativa e le possibilità creative. Estrema facilità d’uso; è sufficiente definire quattro punti su un oggetto reale e la funzione di calibrazione del software mapperà automaticamente un file 3D appropriato alla superficie dell’oggetto fisico. L’alta precisione consente di risparmiare tempo prezioso in qualsiasi tipo di configurazione di produzione. Oltre a questo, una nuova funzione Playlist rende possibile creare diapositive multimediali professionali, semplicemente trascinando i file e riducendo sensibilmente il tempo necessario per la programmazione di spettacoli. Tra le caratteristiche principali: il Video Export & Recording

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Intervista a / Interview with Hans Christian Stucken, Marketing Communication Director di Coolux

COOLUX

The German company Coolux presented a new software version of its Pandoras Box, the 5.5, which includes a 3D object calibration function. The update makes it possible to use Pandoras Box from the birth of the idea, from the creative and the design phase, to the airing phase increasing the working efficiency and creative possibilities. Extremely user-friendly, it is sufficient to define four points on a real object and the calibration function of the software will automatically map a 3D file appropriate for the surface of the physical object. The high precision allows to save precious time in any type of production configuration. In addition to this, a new Playlist function makes it possible to create professional multimedia slides, by simply dragging the files and considerably reducing the time necessary for programming shows. The key characteristics include: Video Export & Recording to export full scenes, in HD video format, maintaining the flexibility of a real time editing system. To import videos live it is possible to record and capture from any input source up to 2K/HD; what is more, Aeon TM FX Engine, an effects engine based on shading, allows to create and integrate an almost unlimited number of automatically synchronised effects together with the animations from the system network. Furthermore, the new QUAD Servers and QUAD Players offer users up to 4 HD DVI independent outputs with EDID Management incorporated.

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CONNESSIONI, L’ESPOSITORE ITINERANTE Connessioni, the travelling exhibitor Il PL+S di Francoforte è un’occasione imperdibile per noi giornalisti: i protagonisti del settore in cui operiamo si concentrano nello stesso spazio, le comunicazioni con loro – solitamente scandite da mail mandate a differenti fusi orari, o da appuntamenti telefonici prefissati – si semplificano notevolmente, tanto da pensare che tutto quello che serve al nostro lavoro sia lì, acciuffabile da un singolo colpo d’occhio. Lo staff di Connessioni quest’anno era presente, fin dall’apertura dei cancelli di Messe Frankfurt, con Chiara Benedettini e Valentina Bartarelli, in una veste un po’ insolita però, quella di visitatori. Partecipare a una fiera come espositore, infatti, è certamente un impegno di risorse notevole, tuttavia lo stand è comunque un nido sicuro, il punto di riferimento per alcuni appuntamenti, il luogo dove lavorare, è quell’angolino in mezzo a migliaia di metri quadrati che custodisce tutto quello che ti serve: riviste, cavalletti, notebook e telecamere. L’espositore itinerante – in fondo chiunque partecipi a una fiera qualcosa da mostrare ce l’ha – è costretto a portarsi tutto dietro, cali di energia compresa, marciando in lungo e largo per i padiglioni alla ricerca, nel nostro caso, di novità e spunti. Vi abbiamo raccontato il PL+S 2013 con il nostro daily in formato elettronico Connessioni Speciale, che dal primo giorno di apertura, e in diretta, ha riportato fedelmente impressioni e andamento della manifestazione, ma anche eventi e presentazioni, feste e premiazioni, news sui prodotti presentati, alcuni anche in anteprima. Sul sito connessioni.biz è pubblicata la video gallery delle nostre interviste, con i protagonisti del mercato internazionale e un focus su quello italiano. Ma la cosa che forse ci ha colpiti di più e ci ha definitivamente ripagati della fatica è stata la quantità di contatti instaurati: le persone che abbiamo conosciuto, che hanno mostrato di apprezzare il nostro mestiere, che ci hanno fatto dei complimenti, quelle che ci conoscevano ma non ci avevano ancora incontrati, quelle che ci hanno chiesto di ricevere la rivista e quelle che con noi stanno pensando a nuovi progetti da sviluppare. Siamo soddisfatti e siamo grati a tutti di averci dato la possibilità di farlo. Un ringraziamento speciale va a Prase e Rode, che simpaticamente ci hanno sponsorizzato fornendoci i microfoni per le nostre interviste, alle persone che sono venute a Francoforte e che si sono prestate a interviste e domande, e a quelle che non sono venute ma ci hanno seguito da casa. PL+S in Frankfurt was an opportunity not to be missed for us journalists: all the protagonists of the sector in which we operate come together in one space; communications with them, which usually take the form of mails sent at different time zones, or by pre-scheduled telephone appointments, are significantly simplified, so much to think that all we need for our work is there, and can be grasped at a glance. Connessioni was represented by its President Chiara Benedettini and Valentina Bartarelli, who were present right from the opening of the gates of Messe Frankfurt. They were there as visitors, a guise which was a little unusual for them. To take part in a trade fair as an exhibitor means committing considerable resources, certainly no less important than that required by those who experience the fair as a visitor. The booth is a comfort zone where you can rest in the incessant humdrum routine of the event, it is

the reference point for several of your appointments, it is that corner in the middle of a thousand square meters which protects everything you need, magazines, trestles, notebooks and cameras. The travelling exhibitor, after all anyone who participates in a fair has something to exhibit, is forced to haul everything around, including drops in energy levels, walking the length and breadth of the pavilions in search, in our case, of something interesting to communicate. We told you about this on our daily bulletin Connessioni Speciale which, from the opening day, faithfully reported impressions and trends of the event but also collateral events, like parties and awards, or news on products presented, and some were even previewed. We travelled far and wide leaving copies of our magazine and filming the press conferences and most important presentations with our video cameras. On the connessioni biz site we have published the video gallery of our interviews with protagonists of the international market and, above all, with the protagonists of the Italian market. The thing which perhaps struck us the most and which definitively rewarded all the effort was the quantity of contacts we made. The people we met, who manifested their appreciation for our profession, who complimented us, those who knew us but had never met us, those who asked to receive the magazine, and those who are thinking about new projects to develop with us. We are satisfied with all we accomplished and are grateful to everyone for giving us the opportunity to do it. Our thanks go to Prase and Rode, which were kind enough to sponsor us by providing us with the microphones for our interviews, to the people who came to Frankfurt and who were very helpful, and to those who were unable to make it to the trade fair, but followed us from home.

OUTLINE

Intervista a / Interview with Giulio Gandini di Outline

Giulio Gandini del team di Ricerca e Sviluppo di Outline, quest’anno a Francoforte con una grande stand per festeggiare i 40 anni dell’azienda, fondata nel 1973 a Brescia da Guido Noselli. Al PL+S Outline presenta GTO C-12 un line-source compatto progettato per fornire un sistema di altoparlanti flessibile, potente e facilmente configurabile per applicazioni professionali di sound reinforcement. L’apparecchio, presentato nel 2011, ha riscosso un discreto successo anche all’estero. GTO C-12 si mostra al pubblico decisamente più piccolo e leggero del suo predecessore per applicazioni sempre più esigenti. Contiene due due driver LF da 12”, quattro midrange da 6.5” e due driver a compressione con gola da 3”. Infine, la sua meccanica è totalmente compatibile con le unità GTO, GTO-SUB, GTO-LOW e GTO-DF per quel che riguarda il rigging, l’hardware di sospensione e i trolley. www.outlinearray.com

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Giulio Gandini of the R&D team of Outline, was in Frankfurt this year with a large booth to celebrate 40 years of the company, founded in 1973 in Brescia by Guido Noselli. To celebrate Outline he presents GTOC-12, a compact line-source designed to provide a flexible, powerful almost easy-to-configure system of loudspeakers for professional sound reinforcement applications. The appliance of the GTO line, a system which, presented in 2011, has also won discreet success internationally. GTO C-12 presents itself to the public in a decidedly smaller and lighter version for increasingly demanding applications. It contains two 12” LF drivers, four 6.5” midrange and two compression drivers with a 3” neck. Finally, its mechanics is totally compatible with the GTO, GTO-SUB, GTO-LOW and GTO-DF units as regards rigging, suspension hardware and the trolleys. http://www.connessioni.biz/?p=18621


DTS LIGHTING

Pierluigi Gasperoni, Marketing Manager of DTS, welcomes us at a booth worthy of the most popular discotheque in Ibiza to speak to us about the innovations at the fair, or rather the two moving Max and Raptor heads, with considerable performance characteristics. “To be here at PL+S, the most important fair of this sector and a place where effectively all the innovations are brought in terms of technology and products to present them to the entire world. We have brought the highest levels of our technologies: the newborn Max and Raptor. About a year ago, we launched a technological project called High Power Compact Moving Heads to find solutions to reduce the dimensions and weight of the machines making them at the same time more performing in terms of brightness. The first product born from this

project was Jack, a moving head which has created a new market standard: the same product contains a beam, a sport and a wash. It had never happened before. Now, we have pushed ourselves further with Max, which has four machines in the moving head, because it has a theatre function, a beautiful compact and powerful beam with homogeneous brightness. The other product is the Raptor, a pure beam, the brightest beam on the market, a machine with 150,000 lux at 15 metres, with truly reduced dimensions. We invite you to come and try it to see for yourself”.

Intervista a / Interview with Pierluigi Gasperoni di DTS

Pierluigi Gasperoni, Marketing Manager di DTS, ci accoglie in uno stand degno della più popolare discoteca di Ibiza per parlarci delle novità in fiera, ovvero le due teste mobili Max e Raptor, con notevoli caratteristiche prestazionali. “Siamo qui al PL+S, la fiera più importante di questo settore e luogo dove effettivamente si portano tutte le novità in fatto di tecnologia e prodotti per farle vedere al mondo intero. Abbiamo portato i picchi della nostra tecnologi: i neonati Max e Raptor. Circa un anno fa, abbiamo lanciato un progetto tecnologico chiamato High Power Compact Moving Heads volto a trovare soluzioni per ridurre le dimensioni e il peso delle macchine rendendole allo stesso tempo sempre più performanti come luminosità. Il primo prodotto nato da questo progetto è stato il Jack, una testa mobile che ha creato un nuovo standard di mercato: nello stesso prodotto un beam, uno spot e un wash. Non era mai successo. Ora ci siamo spinti ancora oltre con Max, che conta quattro macchine nella testa mobile perchè aggiunge una funzione teatro, un bellissimo fascio molto compatto e potente con luminosità omogenia. L’altro prodotto è il Raptor, un beam puro, il beam più luminoso che esista sul mercato, una macchina da 150.000 lux a 15 metri, dalle dimensioni veramente ridotte. Vi invitiamo a provarla per verificare”. www.dts-lighting.it

http://www.connessioni.biz/?p=18115

MUSIC&LIGHTS

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agli importanti progressi che abbiamo compiuto circa la tecnologia a LED. Partecipare vuol dire accedere al mercato estero, mercato in cui la nostra azienda sta facendo passi in avanti e ottenendo grandi soddisfazioni”. www.musiclights.it The booth of Music&Lights, a company specialised in the design, production and sale of audio technologies, lighting and professional video, was certainly not overlooked, for both its dimensions and minimum yet effective good looks. The staff in charge of compiling the agenda of brand managers was also efficient. They prevented endless waiting and an uncomfortable bulimia of appointments which is very common in situations like a trade fair where time is never enough. The fit-out recreated an ideal division between the various brands of the group like ProLights, ArchWork, DAD, ProTruss, ProAudio and GDE. This allowed visitors to test the appliances and direct themselves easily inside a truly full and varied catalogue. Fabio Solabella, Project Manager of Music & Lights, tells us the reason behind such an important commitment. “Prolight+Sound is the most important trade fair of the sector, it is the place where we take our greatest innovations of our 2013 catalogue, in particular all those products which have been recently developed around the important progress we have made in LED technology. Participating means to access international markets, markets in which our company is making steps forward and getting great satisfaction”.

Intervista a / Interview with Fabio Solabella di Music & Lights

Lo stand di Music&Lights, azienda specializzata in progettazione, produzione e commercializzazione di tecnologie audio, lighting e video professionale, non passava certo inosservato, sia per le dimensioni che per un goodlooking minimal ma d’effetto. Efficiente anche lo staff adibito alla compilazione dell’agenda dei responsabili del marchio, che ha evitato a noi giornalisti lunghe attese e una scomoda bulimia di appuntamenti molto comune in situazioni come una fiera, dove il tempo è tiranno. L’allestimento ricreava una divisione ideale tra i vari marchi del gruppo come ProLights, ArchWork, DAD, ProTruss, ProAudio e GDE. Questo ha permesso ai visitatori di testare le apparecchiature e orientarsi con facilità all’interno di un catalogo davvero ricco. Fabio Solabella, Project Manager di Music & Lights, ci racconta il perchè di un impegno così importante. “Prolight+Sound è l’evento più importante del settore, è il luogo dove portiamo le maggiori novità del nostro catalogo 2013, in particolare tutti quei prodotti che sono stati recentemente sviluppati intorno

http://www.connessioni.biz/?p=18129

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AGGIORNAMENTI UPDATE

formato 32x32 che in due formati più piccoli 16x16 e 8x8, permette la composizione modulare di un’unità completa aggiungendo schede con ingressi o uscite HDMI locali o ingressi con uscite remotizzate tramite exender. www.gefen.com

Allo stand di Gefen, Luca Enea Spilimbergo, Regional Manager, ci mostra Daisy Chain HD, la soluzione di distribuzione video HDMI Full HD per situazioni che richiedono la presenza di molti schermi. A differenza di altre, la proposta di Gefen si avvale di un’estensione a cascata che permette di allargare un segnale partendo da un trasmettitore e raggiungendo uno splitter, o repiter, che oltre a fornire l’uscita HDMI nel monitor locale, rilancia sempre su cavo cat 5 per raggiungere un secondo monitor fino a 100 m di distanza. È anche possibile creare una topologia ad albero dove gli splitter sono utilizzati per creare ramificazioni. Il sistema supporta fino ad un massimo di 10 rami o un totale di 100 display. La sorgente video HDMI è inviata al trasmettitore, quindi su un cavo CAT-5 e raggiunge lo splitter che separa il segnale su due uscite. Ogni splitter fornisce anche un’uscita HDMI per collegare localmente un monitor. In fiera era visibile anche la matrice modulare HDMI per distribuzioni complesse; disponibile sia in

YAMAHA

Intervista a / Interview with Luca Enea Spilimbergo di Gefen

GEFEN

At the Gefen booth, we are welcomed by Luca Enea Spilimbergo, Regional Manager, who shows us the Daisy Chain HD, the HDMI Full HD video distribution system designed for situations which require the presence of many screens. Unlike other solutions, Gefen’s product avails of a waterfall extension which allows to widen a signal starting from a transmitter and reaching a splitter or repeater which, in addition to providing the HDMI output in the local monitor, also relaunches it, always on Cat 5 cable, to reach a second monitor up to one hundred metres away. It is also possible to create a tree type where the splitters are used to create ramifications. The system supports up to a maximum of 10 branches or a total of 100 displays. The HDMI video source is sent to the transmitter, and then on a Cat 5 cable it reaches the splitter which separates the signal on two outputs, each of which can go to another receiver or splitter. Each splitter also provides a HDMI output to connect a monitor locally. The HDMI modular matrix for complex distributions was also visible at the fair; available in both 32x32 format and in two smaller formats of 16x16 and 8x8, it allows modular composition of a full unit by adding cards with inputs or outputs, local HDMI or inputs with outputs that are remotely connected by extenders.

Intervista a / Interview with Sandro Chinellato di Yamaha Commercial Audio

Grazie all’incontro con Sandro Chinellato dell’ufficio italiano, di cui vi segnaliamo il video su connessioni.biz, abbiamo meglio scoperto le molte novità del costruttore per il PL+S. Dopo un veloce passaggio all’area console, con la presentazione dei nuovi modelli CL5, CL3 e CL1, siamo passati nella zona dedicata alla linea CIS (Commercial Installation Solutions) composta da processori matrix MTX, amplificatori multicanale XMV, altoparlanti VXC e VXS. Una linea completa per il mondo delle installazioni. Per quanto riguarda i diffusori, due le linee: da incasso (VXC, a due vie, in tre modelli e due colori, alimentabili anche con linee a 100 V), e surface mount VXS (anche qui due modelli, da 5” e 8”, volendo inseribili in linee a 100 V e completati da un sub volendo anche appendibile). I processori MXT3 e MXT5 si differenziano per la potenza e per il numero di In/Out e per il fatto che la seconda è aperta alle card opzionali e compatibile con il protocollo Dante. A completare la gamma, due amplificatori XM4280 e XM4140, rispettivamente 4 Out per 280 W e 4 Out per 140W, anche questi adatti alla creazione di linee a 100 V. I moduli YDIF su protocollo proprietario, invece permettono di creare connessioni ad anello in maniera semplice, fino a 30 m. www.yamahacommercialaudiosystems.com

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http://www.connessioni.biz/?p=18248

Thanks to the meeting with Sandro Chinellato of the Italian office, of which we point out the video on connessioni.biz, we have had a better look at the innovations of the manufacturer for the PL+S trade fair. After a speedy move to the console area, with the presentation of the new models CL5, CL3 and CL, we moved to the zone dedicated to the CIS line (Commercial Installation Solutions) composed of MTX matrix processors, XMV multichannel amplifiers, VXC and VXS speakers. A complete line for the installation world. There are two lines of speakers: to be walled in (VXC, two-way, in three models and two colours, also powered with 100 V lines) and surface mounted VXS (two models here too, of 5” and 8”, with the possibility to insert them into 100V lines and completed by a sub which can also be hung). The MXT3 and MXT5 processors differ for the power and number of In/Outs and for the fact that the second is open to optional cards and compatible with the Dante protocol. To complete the range, two XM4280 and XM4140 amplifiers, respectively 4 Out for 280W and 4 Out for 140W; these are also suited to creating 100 V lines. Instead, the YDIF modules on proprietary protocol allow to simply create ring connections, even up to 30 m.


OPTOCORE

In occasione del PL+S, l’azienda tedesca Optocore, leader nelle soluzioni di rete in fibra ottica per segnali audio, video, dati e word clock, ha approfittato per presentare le nuove interfacce generiche X6R-FX-INTERCOM-IC444 e V3R-FX-INTERCOM-IC444. La nomenclatura deriva dalla scheda IC444, dotata di due connettori a 37 poli — maschio e femmina — che fornisce 4 ingressi e 4 uscite linea e 4 GPIO. La X6R-FX può essere equipaggiata con due schede IC444 mentre la V3R-FX può utilizzare una sola IC444. Queste nuove soluzioni sono il risultato di una specifica richiesta effettuata dal broadcaster di Stato norvegese, NRK. Per l’occasione l’azienda sorella di Optocore, BroaMan, ha dotato la scheda 4LI/4LO di quattro GPIO per consentire le comunicazioni bidirezionali — inserendo anche l’opzione SDI, per permettere l’indirizzamento dei segnali camera ai veicoli OB tramite una singola connessione in fibra. Le caratteristiche principali di X6R-FX-INTERCOM-IC444 sono: 8 ingressi e 8 uscite linea; 8 GPI; 8 GPO con relay; uscite ausiliarie per circuiterie esterne. Le caratteristiche principali di V3R-FX-INTERCOM-IC444 sono: 4 ingressi e 4 uscite linea; 4 GPI; 4 GPO con relay; uscite ausiliarie per circuiterie esterne. www.optocore.com www.prase.it For the PL + S, the German company Optocore, a leader in fiber optic network solutions for audio, video, data and word clock, took the opportunity to present the new generic X6R-FX-INTERCOM-IC444 and V3R-FX-INTERCOM-IC444 interfaces. The nomenclature is derived from the IC444 board, which is equipped with two 37-pole connectors — one male, the other female — and provides 4 Line Inputs, 4 Line Outputs and 4 GPIO. The X6R-FX can be equipped with two IC444 boards while the V3R-FX can be equipped with a single IC444 board. These latest solutions are the result of fulfilling a custom request from Norwegian state broadcaster, NRK. On that occasion Optocore’s sister company, BroaMan, populated

the 4LI/4LO board with four GPIO’s to enable bidirectional communication — but provided SDI enhancement, to allow camera signals to be routed via a single fibre connection to an OB vehicle and be uplinked to the broadcast centre. The main features of the X6R-FX-INTERCOM-IC444 are: 8 Line Inputs; 8 LineOutputs; 8 GPI; 8 GPO with relay; auxiliary power outputs for external circuits The main features of the V3R-FX-INTERCOM-IC444.are: 4 Line Inputs; 4 Line Outputs; 4 GPI; 4 GPO with relay; auxiliary power outputs for external circuits. Both products are now shipping, and are available ex-stock.

PEAVEY

Hlsys, the new line of speakers by Peavey Italy, will be added to the group’s catalogue and be available wherever Peavey is present. The 100% Made in Italy designed and produced project of the Italian company stems from the need to have a product in its catalogue suited to the European situation, which didn’t exist until today. It is composed of three types of full range “satellites” of 10”, 12” and 15” and by two subs of 15” and 18”, which can be matched in different configurations and complete with processor, embedded amplification and four predefined presets. The Hlsys line has been designed for professional users (in a transversal sense), from musicians to rental companies to installers. The satellites can be used as stage

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monitors; they have a mirror profile to be useable both on the right and left side thanks to intelligent design and position of the amplifier in the cabinet. A versatile, well-designed product, able to respond to different needs maintaining a high quality of essential diffusion.

Intervista a / Interview with Damiano Formiconi di Peavey Italia

Si chiama HIsys la nuova linea di diffusori di Peavey Italia, che entrerà nel catalogo del gruppo divenendo disponibile in tutti i paesi dove Peavey è presente. Il progetto, Made in Italy al 100% e di progettazione e produzione dell’azienda italiana, nasce dalla necessità di avere a catalogo un prodotto adatto alla realtà europea, che fino ad oggi non esisteva. Si compone di tre tipologie di “satelliti” full range da 10”, 12” e 15”, e da due sub da 15” e da 18”, abbinabili in diverse configurazioni e completi di processore, amplificazione emebedded e quattro preset predefiniti. La linea HIsys è stata pensata per l’utente professionale (in senso trasversale), dal musicista alla rental company all’installatore. I satelliti sono utilizzabili come monitor da palco; hanno profilo mirror per essere utilizzabili sia sul lato destro che sinistro, grazie all’intelligente progettazione e collocazione dell’amplificatore nel cabinet. Un prodotto versatile e ben progettato, capace di rispondere a esigenze differenziate mantenendo un’alta qualità di diffusione di base. www.peavey.it

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AGGIORNAMENTI UPDATE

BOSCH

Le novità Bosch Security Systems Bosch Securuty Systems News

Lunga chiacchierata con Luca Galli, Product Manager Audio e Congress Bosch Italia, sul nuovo sistema congress DCN: oltre al design moderno, con microfono direzionale differente dall’abituale gooseneck, l’elemento innovativo sta nella multimedialità, “sostenuta” da un touch screen a sistema operativo Android su architettura di networking Omneo. Per cui è possibile collegarsi con siti, visualizzare video, gestire contenuti esterni. Il suono è sempre naturale, grazie al microfono direzionale, il diffusore integrato a due vie, e i vari settaggi possibili. Abbiamo fatto conoscenza anche con Plena, la matrice digitale per gestire installazioni audio distribuite in ambienti medio piccoli; include una interfaccia grafica intuitiva, processore DSP, due tipologie di amplificatori in classe D a 4 canali, un pannellino a muro, gestisce fino a otto zone (annunci, musica live o registrata) e può essere controllato in wireless tramite IPad, iPod o iPhone. La serie congress è distribuita in Italia da www.intermark.it www.bosch.com www.boschsercurity.com We had a long chat with Luca Galli, Product Manager Audio and Congress Bosch Italia, on the new DCN congress system: in addition to the modern design, with directional microphone, different to the customary gooseneck, the innovative element lies in the multimedia quality “supported” by a touch screen with an Android operating system on Omneo networking architecture. This makes it possible to connect with sites, view videos, and manage external contents. Sound is always natural, thanks to the directional microphone, the integrated two way speakers and the various possible settings. We became acquainted with Plena, the digital matrix for managing audio installations distributed in small to medium sized areas; it includes an intuitive graphic interface, DSP processor, two types of class D – 4 channel amplifiers, a wall panel, it manages up to eight zones (announcements, live or recorded music) and it can be controlled in wireless by IPad, iPod or iPhone. http://www.connessioni.biz/?p=18297

PANASONIC

Prima presenza al PL+S per il colosso giapponese, presente per ribadire la sua intenzione di essere sempre più attivo nel mondo degli eventi. Abbiamo fatto una lunga intervista con il Marketing Manager Projectors Hartmut Kulessa: la strategia Panasonic è essere presenti in tutti i mercati, e avere a catalogo prodotti adatti a ogni segmento, dato che appunto la struttura produttiva e organizzativa lo permette. Da qui, e dalla grande vicinanza del settore rental con quello broadcast, nel quale Panasonic è storicamente forte, la volontà di acquisire posizioni maggiori nel mondo degli eventi. In mostra alcuni prodotti e accorgimenti utili al settore specifico: per esempio il TH-80LF50, display LCD da 80” completo di una protezione antivandalismo molto efficace, o il sistema per la visione delle immagini da videoproiettore a distanza molto ravvicinata, costituito da una particolare ottica chiusa che rimanda le immagini sulla superficie. In esposizione anche la line up completa dei videoproiettori, tra i quali l’ormai famoso PT-DZ21K, protagonista ai Giochi Olimpici di Londra 2012, e il PT-RZ470 con tecnologia laser/LED, già presentato a ISE e visibile anche a Francoforte: 20.000 ore assicurate senza lampada, un elemento sensibile che anche il mondo degli eventi si avvantaggerà per avere. www.panasonic.com The Japanese giant makes its first appearance at PL+S to reconfirm its intention to always be present in the events world. We conducted a long interview with the Marketing Manager Projectors, Hartmut Kulessa: Panasonic’s strategy is to be present in all markets, and to have a product catalogue suitable for each market segment, given that the production and organisational structure permits it. This and the great closeness of the rental sector with the broadcasting sector, in which Panasonic is historically strong, results in the desire to acquire greater positions in the events world. On show, several products and stratagems which are useful to the specific sector: for example, the TH80LF50, 80” LCD display, complete with a very effective anti-vandalism protection, or the system for viewing the image from the video projector at a very close-up distance, formed by special closed optics which resends the images to the surface. The full line

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up of video projectors, was on show, including the famous PT-DZ21K, protagonist at the London Olympic Games in 2012, and the PT-RZ470 with laser/LED technology, already presented at ISE and visible also at Frankfurt: 20,000 hours are assured without a lamp, an important element which even the events world will make a virtue of not having.


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Connessioni è un’azienda di comunicazione integrata, dedicata al mondo dell’integrazione di sistemi. La sua attività è “mettere in connessione” i protagonisti di questo settore, professionisti e aziende, perché tramite la condivisione di visioni, strategie, soluzioni e sinergie operative, sia possibile ampliare l’area di mercato, integrando i settori delle tecnologie audio e video, della home e building automation, dell’information technology, dell’energia e dell’ambiente, della safety e security, della salute. Al fine di costruire un mondo nel quale i sistemi integrati siano il fondamento di un modello di vita evoluto ma semplice, sostenibile e fruibile. Connessioni is a company that deals with integrated communication, dedicated to the systems integration sector. Its activity is to “connect” the protagonists of this sector, professionals and companies, in order to extend the market area by sharing views, strategies, solutions and operative synergies, integrating audio and video technologies, home and building automation, information technology, energy, environmental, safety and security, and health sectors. With the aim of building a world in which integrated systems constitute the basis of an evolved but simple, sustainable and usable life model.

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AGGIORNAMENTI UPDATE

FUORISALONE 2013 Milano, 9-14 aprile

http://fuorisalone.it

THE FUORI SALONE FAIR 2013 Milan, 9th -14th April Anche quest’anno abbiamo cercato di scovare le aziende impegnate nell’ambito dell’AV pro al Fuorisalone di Milano, la rassegna di design, installazioni, progetti innovativi che anima la città ad aprile, durante il Salone del Mobile. Impossibile censirle tutte... eccone qualcuna Text: Barbara Trigari

ASUS

L’installazione si chiamava quest’anno Authentic Beauty ed era in sostanza una gallery delle ultime novità in fatto di PC, portatili e tablet (il PadFone, per citarne uno tra i più noti) ambientata in composizioni di luce che esaltano le nicchie con i prodotti, proiezioni 3D mapping e video per esaltarne le caratteristiche. L’obiettivo, coinvolgere anche con l’esperienza, oltre che con i prodotti. Non solo tecnologia, ma anche partnership come quella con il Temporary Museum for New Design di Superstudio Group (mostra di design internazionale), del Milano Network Studiolabo, con touchscreen e VivoBook a disposizione della stampa, di Food & Design con RCS e molte altre. www.asus.it Informazione integrata. Inquadra il QR con la fotocamera del cellulare dopo aver aperto il lettore. Integrated information access. Frame the QR with the phone camera after opening the player.

This year’s installation was entitled “Authentic Beauty”, and it was essentially a gallery of the latest innovations in terms of PC, portables and tablets (the PadFone, to mention one of the best known) set in compositions of light which enhanced the recesses containing the products, 3D mapping projections and videos to exalt their characteristics. The goal was also to involve visitors through experience, as well as through the products. Aside from technology, there were also partnerships like the one with the Temporary Museum for New Design of Superstudio Group (international design exhibition), of the Milan Network Studiolabo, with touch screen and VivoBook available to the press, of Food & Design with RCS and many others.

Uno schizzo dell'allestimento emozionale creato da Asus h A sketch of emotional installation created by Asus

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Once again, this year we tried to track down the companies committed to the pro AV sector at the Fuori Salone fair in Milan, the design, installation and innovative projects event which brings the city to life in April, during the Salone del Mobile fair. Unable to survey them all... here are a handful


AGGIORNAMENTI UPDATE

j LG 84’’ widescreen consumer

LG

Ha animato la hall dello Spazio Zegna, sede di importanti edifici direzionali e quindi strategica anche per la sua frequentazione, con le ultime novità in fatto di Digital Signage e display, visibili singolarmente e ambientati emozionalmente in una sala con videoproiezioni e giochi laser (già presente da Zegna). In particolare, tra i prodotti in vista, l’84” ultra HD (3840x2160) con media player integrato per il DS, che dopo ISE è stato presentato solo a Milano in occasione del Fuorisalone, e il monitor 21:9 e 29” nato per il settore professionale, dove era richiesta la visualizzazione per esempio di immagini cinematografiche. Il pannello poi è stato impiegato per le insegne in ambito retail e per le segnalazioni dei mezzi pubblici (metro), e infine è stato adottato in ambito consumer, anche se la sua destinazione preferenziale sarebbero gli studi di architettura e web design. In bella vista anche l’ultima generazione di televisori, e in generale i prodotti consumer dell’azienda, tra cui anche gli elettrodomestici, tra strisce LED e laser colorati. www.lg.com/it

eBay

Ispirata dalla realtà aumentata, l’installazione di eBay intitolata Living e niente affatto causale rispetto al tema: l’abitazione. Quello della House and Garden è infatti il settore che in Italia è cresciuto di più per quanto riguarda lo shopping online (+40% nel 2012 rispetto al 2011), ed è il secondo per importanza anche in generale per eBay (il primo è quello della tecnologia). Quindi l’installazione presentava tre stadi dell’esperienza eBay: gli oggetti del quotidiano ambientati in una situazione abituale, nel loro uso più comune, poi nella sala successiva gli stessi oggetti utilizzati per usi molto distanti da quelli comuni, quindi rivissuti e in un certo senso riciclati. Infine la realtà aumentata, con nuovi usi suggeriti attraverso smartphone e tablet. A fine installazione, la presentazione dello shopping mobile di eBay con un social wall che visualizza una serie di oggetti, i più venduti, acquistabili grazie al QR Code. www.ebay.it

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The Company animated the hall of Spazio Zegna, seat of important headquarter buildings and therefore strategic in terms of footfall, with the latest innovations in Digital Signage and display, visible individually and emotionally set in a room with video projections and laser games (already present in Zegna). Among the products on show, we point out the 84” ultra HD (3840X2160) TV with integrated media player for DS which, following ISE, was presented only in Milan at the Fuori Salone Fair where visualisation was requested, for example, of film images, and the 21:9 and 29” monitor designed for the professional sector. The panel was then used for signs in the retail sector and signals for public transport (metro) and, finally, it was used in the consumer sector, even if its preferential use would be in architectural and web design firms. In full view was also the latest generation of televisions and, in general, the consumer products of the company, including electrical appliances, between Led strips and coloured lasers. The eBay installation entitled Living was inspired by augmented reality, and there was nothing causal about the theme: the home. Indeed, that of the House and Garden is the sector which has seen the highest growth in Italy in terms of online shopping (+40% in 2012 compared with 2011), and it is also the second in terms of importance for eBay (the first is technology). The installation presented three stages of the eBay experience: daily objects set in a habitual situation, in their most common use; in the subsequent room the same objects were used for uses very distant from the common ones, hence they were re-experienced and in some way recycled. Finally, augmented reality, with new uses suggested through smartphones and tablets. At the end of the installation, the presentation of eBay’s mobile shopping with a social wall that displayed a series of items, the best sellers, purchasable thanks to the QR code.

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AGGIORNAMENTI UPDATE

j Ambientazione laser per i prodotti Toshiba Laser setting for Toshiba’s products

NEC

iDissey è l’ironico nome del progetto fotografico e multimediale di Stefano De Luigi che, in concomitanza con lo spettacolo Odyssey di Bob Wilson, ha visto nascere una mostra fotografica che ripercorre le tappe di Ulisse secondo il racconto di Omero. La “i” del nome è quella dell’iPhone, lo strumento impiegato per realizzare le 90 immagini, 10 video e un cortometraggio che la compongono. NEC ha fornito i proiettori a ottica corta impiegati per le proiezioni a distanza ravvicinata, installati alla Fondazione Stelline di Milano. In particolare sono stati impiegati i modelli con risoluzione XGA e WXGA da 3.300 lumen, adatti anche a videoproiezioni in presenza di forte luce ambientale. www.nec-display-solutions.it iDissey is the ironic name of the photographic and multimedia project of Stefano De Luigi which, in conjunction with the show Odyssey by Bob Wilson, has given birth to a photography exhibition that retraces the stages of Ulysses according to Homer’s epic poem. The “i” of the name is that of the iPhone, the tool used to create the 90 images, 10 videos and a short film which composed it. NEC provided the short optic projectors used for the close-up projections, installed at Fondazione Stelline of Milan. The models used are equipped with XGA and WXG resolution and 3,300 Lumens, which are also suited to video projections in the presence of strong ambient light.

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TOSHIBA

Il designer giapponese IXI ha realizzato per Toshiba una emozionante installazione dedicata alla luce LED e al... buio: Soffio - Piccola luce, grande gioia. Si tratta di minuscoli LED sospesi in uno spazio completamente buio, con apposite guide che aiutano gli spettatori a orientarsi, che creano degli arcobaleni di luce molto suggestivi. La luce come richiamo alla gioia interiore, che lentamente si spegne e riaccende passando dal buio alla luce. Ambiente calmo e rilassato, ma l’effetto rimane abbastanza inquietante a causa della perdita di orientamento. Per Toshiba, anche una maniera per riflettere sull’importanza dell’energia. www.toshiba.co.jp/index.htm www.ixi-jp.com The Japanese designer IXI has created an emotional installation for Toshiba dedicated to LED lighting and to the... dark: Soffio-Piccola luce, grande gioia. It is composed by miniscule LEDs suspended in a totally dark place, with specific guides which help spectators to find their way, which create rainbows of very charming light. Light as a call to interior joy, which slowly turns off and on again passing from darkness to light. A warm and relaxed environment, but the effect remains rather disturbing due to the loss of one’s bearings. For Toshiba, it is also a way to reflect on the importance of energy.


AGGIORNAMENTI UPDATE

LIGHTWARE Chi fa da sé...

www.lightware.eu

If a job’s worth doing... Lightware Visual Engineering è un’azienda giovane che, dall’Ungheria, si è decisamente saputa distinguere nel mercato della visualizzazione con prodotti che hanno fatto il giro del mondo. Incontriamo Adriano D’Alessio, responsabile del primo ufficio italiano di Lightware, aperto da appena un mese, per capire presupposti e obbiettivi di questa operazione

Lightware Visual Engineering is a young Hungarian company which has succeeded in standing out in the visualisation market with products that have travelled around the world. We meet Adriano D’Alessio, the manager of the first Italian branch of Lightware, which opened just one month ago, in order to understand the requirements and objectives of this operation

C - Un ufficio 100% Lightware invece che l’appoggio a un distributore, una scelta che è una vera dichiarazione di intenti. Adriano D’Alessio - Abbiamo ritenuto che la particolarità dei nostri prodotti meritasse e necessitasse di un’attenzione specifica. È un modo per avere un rapporto diretto con il mercato, il cliente finale, nello specifico System Integrator e Stage Company; e soprattutto per appoggiarsi a qualcuno di interno all’azienda che capisse e si prendesse carico delle qualità Ligthware.

produttore di altissime tecnologie ma anche esportatore di una filosofia aziendale.

C - Come vi siete organizzati quindi? AD’A - Al momento abbiamo attivato nella zona di Roma un magazzino/show room, anche se la politica sarà prevalentemente visitare i nostri clienti. Disponiamo di un catalogo composto da prodotti piccoli e trasportabili: 8x8, modulare, extender, ecc. Contiamo molto su un atteggiamento di flessibilità e apertura verso il cliente; c’è un ufficio per il supporto e la progettazione disponibile a ogni tipo di richiesta e il cliente può tranquillamente appoggiarsi a noi per tutto, anche in fase di progettazione.

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C - E per l’assistenza post vendita? AD’A - Garanzia di tre anni con sostituzione immediata, nei primi sei mesi, senza nemmeno cercare di capire dove sia il problema – per garantire in tempo reale le prestazioni del prodotto al cliente –, e assistenza dedicata. Al termine della garanzia poi, salvo ovviamente alcuni casi, continuiamo a intervenire senza costi aggiuntivi. C - E il suo contributo a questa avventura? AD’A - Come rappresentante in Italia il mio ruolo è sottolineare la specificità di Ligthware, trasmettere e spiegare il valore aggiunto del marchio in quanto

C - Che tipo di azienda è Ligthware? AD’A - Si parla di una struttura di 110 dipendenti il cui 70% composto da ingegneri e programmatori. Le selezioni del personale vengono fatte in un ambiente molto contemporaneo, giovane e friendly, che ricorda realtà come Apple o Google, e coinvolgono gruppi di giovani geni alle prese con alcuni problemi o esercizi di progettazione. La mission è quella di realizzare oggi apparecchi che serviranno tra qualche anno. Il nostro approccio con il mercato è quindi soprattutto volto a capirne le future esigenze in termini pratici. La produzione stessa rispecchia il nostro modo di pensare; tutto viene realizzato in Ungheria al momento dell’ordine, non ci sono stock o magazzini da svuotare. C - Che obbiettivi vi siete posti per questa operazione. AD’A - Gli obbiettivi sono misurati ma senza ansie, al momento ci interessa far meglio conoscere il marchio. Vorremmo organizzare degli open day a Milano e Roma e cominciare a visitare aziende e professionisti. Prima di proporci come venditori vogliamo costituire un rapporto con il cliente, una fiducia. C - Creating an office that is 100% Lightware instead of depending on support from a distributor is a decision that can be seen as a true statement of intent. Adriano D’Alessio - We decided that the particular nature of our products deserved and required special attention. This move is an attempt to create a direct relationship with the market, end client, the specific Systems Integrator and Stage Company; and most of all the idea is to create support that is provided by an in-house resource which understands and assumes responsibility for the Lightware qualities. C - So, how is the new set-up organised? AD’A - At the moment we have set up a warehouse/ showroom in the Rome area, even if company policy favours


Dataton è orgogliosa di presentare WATCHPAX,™ il primo media player dedicato con built-in il software multi-display Dataton WATCHOUT.™ Progettato per prestazioni ottimali con WATCHOUT. Plug and play in modo da potersi concentrare al 100% sui contenuti. Che inizi lo spettacolo!

our staff visiting our clientele. We offer a range composed of small, portable products: 8x8, modular, extender, etc. We focus strongly on approaching clients in a way that is flexible and open. There is an office for technical support and design which welcomes all kinds of requests, and the client can feel comfortable about relying on us for all kinds of support, even during the design phase. C - And what about your after-sales service? AD’A - We offer a three-year guarantee with an immediate replacement policy in the first six months, regardless of where the problem may have originated -which allows us to ensure that the product is performing appropriately for the client –, and a dedicated technical service. Then, when the guarantee expires, except in some obvious cases, we continue to intervene at no additional cost.

• Stato solido • Ingombro ridotto • Zero configurazione

C - What role do you play in this adventure? AD’A - As representative of Lightware in Italy, my role is to promote the specific advantages offered by Lightware and to communicate and explain the added value of the brand given that the company is not only the producer of extremely advanced technologies but also the exporter of a company philosophy. C - What kind of company is Lightware? AD’A - We’re talking about a staff of 110 employees, 70% of which is made up of engineers and programmers. We choose our resources in an extremely contemporary, young, friendly environment, which recalls those of Apple or Google, and our work involves groups of young geniuses getting to grips with design issues or exercises. Our mission is to create now equipment that will be needed in a few years’ time. Our market approach is therefore mostly based on understanding future requirements in practical terms. The production department itself reflects our same way of thinking: everything is made in Hungary when the order is confirmed. We do not keep stock nor do we have warehouses we need to empty. C - What goals you have established for this operation? AD’A - Our goals are ambitious but quite laid-back. At the moment we are interested in making our brand known. We would like to organise open days in Milan and Rome, and begin visiting companies and professionals. Before introducing ourselves as salespeople, first we hope to build a relationship with our clients that is founded on trust.

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AGGIORNAMENTI UPDATE

www.bticino.it www.legrand.it www.vantagecontrols.com www.nuvotechnologies.com

BTICINO CONVENTION Sorrento, 6-7-8 maggio 2013 Sorrento, 6th-7th-8th May 2013 Si è svolto, nell’incantevole cornice del golfo di Sorrento, l’appuntamento biennale che vede radunati installatori e partner di BTicino. Siamo andati a seguire il primo giorno di Convention per lasciare poi gli addetti ai lavori alle prese con gli aspetti tecnici e i prodotti durante gli altri due giorni, rigorosamente a porte chiuse

The biennial event which gathers BTicino installers and partners was held in the enchanting setting of the Sorrento Gulf. We attended the first day of the Convention and on the remaining two days we left the experts to work on the technical aspects and products, rigorously behind closed doors.

Text: Valentina Bartarelli

http://www.connessioni.biz/?p=18642

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Maggio May 2013

Intervista a / Interview with Davide Colombo

Intervista a / Interview with Paolo Gaboli

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“Qualcosa è cambiato”. Sono state queste le parole con cui Paolo Gaboli, Responsabile Marketing Operativo, ha dato il via alla Convention 2013 di BTicino. E a dire il vero di novità se ne sono viste molte nella sala meeting dell’Hilton Palace di Sorrento dove l’azienda di Varese ha accolto 200 tra installatori, dealer, partner e giornalisti da tutto il paese. La crisi ha imposto un cambiamento nel nostro modo di approcciarsi alla vita, al lavoro e, ovviamente, alla propria casa; un cambiamento che le aziende e i system integrator devono saper cogliere per venire incontro alle esigenze dei propri clienti e per proporre innovazioni tecnologiche e nuove soluzioni. Da qui il bisogno di far conoscere la domotica e di avvicinarla alle nostre case, per renderle più sicure, più funzionali e più ecosostenibili. Una missione, questa, che BTicino porta avanti con convinzione da anni appoggiandosi a un modello operativo che ricorda molto le realtà aziendali americane con tanto di magliette, cappellini e team building. Certo, è stato dato spazio anche agli aspetti tecnici, con l’allestimento di una zona dove mostrare le funzionalità dei prodotti in catalogo e per presentare

http://www.connessioni.biz/?p=18644

NuVo, marchio statunitense di prodotti per l’audio, ultimo arrivato nella famiglia. Ma soprattutto lo scopo della convention è stato quello di creare un gruppo affiatato e formato, che garantisca al cliente quella affidabilità, esperienza e competenza che sono i valori fondamentali di BTicino. Dal concetto, quindi, di rivoluzione digitale della casa, attraverso apparecchi in cui la tecnologia si sposa con una ricerca accurata nel desing, sono stati indicati i principi su cui questo cambiamento si fonderà: gruppo, comunicazione, formazione, assistenza, prodotto, partnership e integrazione. Concetti, ha detto il Responsabile Marketing Davide Colombo, strettamente collegati in quanto presuppongono l’esperienza collettiva che gli installatori top My Home Team e i Dealer Vantage stanno già compiendo. A questo proposito, moderati da Emanuele Vischi, Business Development, alcuni system integrator hanno raccontato la loro esperienza al fianco di BTicino, riportando impressioni, difficoltà incontrate e feedback dei clienti e raccontando come il loro valore professionale sia accresciuto nel corso degli anni grazie al supporto di un gruppo forte e unito. Il meeting è proseguito con gli interventi di George Gavutis, International Sales Manager di NuVo Technologies, e David Hanchette, Business Development Manager di Legrand, che hanno mostrato entrambi la grande soddisfazione per l’accordo siglato tra il gruppo e una gamma di prodotti così particolari e di alta qualità, che necessitano per la messa in opera del supporto di un professionista e sono fuori dai circuiti della grande distribuzione. A concludere la prima giornata, Sergio Puricelli, Responsabile Comunicazione di BTicino, ha presentato – con tanto di rullo di tamburi – il nome che inaugura la nuova identità del team: AltoAutomation. “Un punto di sviluppo, più che di partenza, perchè è la tecnologia la chiave giusta del cambiamento ed è su quella che, grazie alla Domotica My Home BTicino, la supervisione Vantage e la distribuzione audio NuVo, il team saprà interpretarlo”.


AGGIORNAMENTI UPDATE

“Something has changed”. These are the words Paolo Gaboli, Marketing Operations Manager, used to open the BTicino 2013 Convention. To tell the truth many new products were seen in the meeting room of the Hilton Palace of Sorrento where the company from Varese welcomed a 200-strong audience of installers, dealers, partners and journalists from all corners of Italy. The crisis has imposed a change in our way of approaching life, work and, of course, home; a change which companies and system integrators must know how to grasp in order to meet customers’ needs and to offer technological innovations and new solutions. This have given way to the need to make domotics known and bring it closer to home, to make it safer, more functional and more eco-sustainable. This is a mission which BTicino has been convincingly pursuing for years relying on an operational model which is very like American businesses with t-shirts, caps and team building. Of course, time was also dedicated to technical aspects, with the fitting out of a zone to demonstrate the functions of the products in the catalogue and to present NuVo, an American brand of audio products, the newest addition to the family. Above all, the purpose of the convention was to create a tightly-knit and trained team, which can guarantee the customer that reliability, experience and skill which are the essential values of BTicino. From the concept of the digital revolution of the home, through appliances in which technology combines with attentive design research, the principles were indicated upon which this change will be based: team work, communication, training, assistance, product, partnership and integration. Concepts which, said Product Manager Davide Colombo, are closely connected as they presuppose the collective experience which top installers My home Team and the Dealer Vantage are already gaining. In this regard, moderated by Emanuele Vischi, Business Development, several system integrators gave accounts of their personal experience with BTicino, reporting impressions, difficulties encountered and feedback of customers and talking about how their professional value has increased over the years thanks to the support of a strong and united team. The meeting continued with the speeches of George Gavutis, International Sales Manager of NuVo Technologies, and David Hanchette, Business Development Manager of Legrand, who both demonstrated the great satisfaction for the agreement signed between the team and a range of such particular and high quality products, which require the support of a professional to be put into operation and are outside of the circuits of large scale distribution.

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To finish the first day, Sergio Puricelli, Communications Manager at BTicino, presented – with a drum roll to boot – the name which inaugurates the team’s new identity: AltoAutomation. “A development more than a starting point, because technology is the right key of change and it is on this that, thanks to Home automation My Home BTicino, Vantage supervision and NuVo audio distribution, the team will know how to interpret it”.

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AGGIORNAMENTI UPDATE

www.audiosales.it

AUDIOSALES Torino, 19 marzo 2013 Turin, 19th March 2013 La recente fiera Prolight+Sound ha ribadito, numeri alla mano, quanto il mondo dell’installazione sia attualmente in pieno sviluppo, in controtendenza rispetto ad altri segmenti, in particolare lo show business. Va da sé che alcune aziende rielaborino i propri cataloghi per aprire la loro offerta a un mercato in continua crescita. Una di queste è Audio Sales, che ha di recente organizzato un open day per raccontare al mercato le molte novità

The recent Prolight +Sound fair has confirmed, figures in hand, how much the installation world is currently booming, unlike other segments, especially show business. It stands to reason that some companies re-elaborate their catalogues to open their product range to a market in continuous growth. One of these is Audio Sales, which has recently organised an open day to reveal its latest products to the market

Text: Francesco Galarà

Lo scorso 19 marzo Audio Sales ha presentato, durante un open day organizzato a Torino, il suo rinnovato catalogo composto da alcuni nuovi marchi e soluzioni legati al mondo delle installazioni. Ma prima ancora di concentrarci sugli apparecchi presentati, ci siamo fatti raccontare dal titolare Stefano Rocchi le ragioni di questa mossa, dato che Audiosales è storicamente legata alla distribuzione audio per il live: “Già tre anni fa abbiamo deciso di entrare nel mondo dell’installazione: e a riprova che si tratti di un settore promettente, vi è la crescente presenza di apparecchi dedicati nei cataloghi delle aziende produttrici. Da qui la scelta di entrare in maniera strutturata in questo business.”

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Maggio May 2013

C - Quali sono state quindi le vostre mosse? SR - Abbiamo costruito una gamma di prodotti articolata e complementare e, nello stesso tempo, una rete di consulenti commerciali territoriali, in modo da supportare la clientela in ogni aspetto, progettuale e installativo. Il primo e importante marchio entrato a far parte del catalogo Audio Sales per l’installazione è stato DAS Audio, la nota azienda spagnola essa stessa eccellenza del settore, da qui in poi abbiamo acquisito altri marchi fino alla recente distribuzione di Audac che, con una serie di matrici digitali, completa la gamma di prodotti che possiamo fornire alla nostra clientela. C - I marchi distribuiti? SR - DAS Audio, oltre a essere un produttore di sistemi di amplificazione PA per eventi live, ha in catalogo una vasta gamma di prodotti per installazione che spazia dai diffusori attivi a quelli passivi sia in materiale plastico che in multistrato di legno, dagli altoparlanti da contro soffitto ai diffusori wall-mount, una gamma che si colloca in posizione mediana all’interno del catalogo Audio Sales. Lab Gruppen, che distribuiamo da anni, ha recentemente introdotto la serie E, composta da tre modelli di amplificatori di potenza in classe D ad alta efficienza – superiore al 90% – pesi e dimensioni contenuti e consumo in stand by inferiore ai 2W. La tedesca D.O.Tech offre invece una linea che, sfruttando il protocollo MADI, consente il trasporto di svariati tipi di segnale sia audio che di servizio su cavo CAT5, a un costo davvero contenuto. Infine Audac, che produce una linea completa di prodotti audio da installazione Public Address che mancava ad Audio Sales: matrici analogiche e digitali controllabili in Wi-Fi, controlli HW, sistemi di Paging, diffusori da soffitto, da incasso, wallmount e da esterno… Audac copre tutte le esigenze ed è sempre disponibile a magazzino, consentendoci di offrire un servizio efficiente.


AGGIORNAMENTI UPDATE

C - Ultimamente avete aggiunto alla vostra offerta anche DMXPEN. SR - Abbiamo conosciuto DMXPEN, azienda modenese produttrice di dispositivi di controllo e programmazione per il Lighting, durante la fiera Plasa 2012. Una visione condivisa delle esigenze degli utenti medio piccoli è stato il “lasciapassare” per una collaborazione: i piccoli dispositivi di DMXPEN consentono di convertire segnali di controllo da Artnet a DMX e viceversa, e di acquisire programmazioni di scene registrabili e riproducibili su altri dispositivi a comando semplificato, anche da utenti inesperti. Inoltre, offre il software di programmazione Mosaic Tools creato da Luciano Minichello che si declina, per ora, in tre versioni: le prime due sono semplici player programmabili che rispondono ad esigenze di realizzazioni a basso budget fino a ora difficili da risolvere, mentre la terza è un vero e proprio mini Media Server con molte funzioni, ma sempre a costi accettabili. On 19th March this year, during an open day in Turin, Audio Sales presented its renewed catalogue composed of several new brands and solutions connected to the installation world. Even before concentrating on the appliances presented, we asked the owner Stefano Rocchi to tell us the reasons behind this move, given that Audiosales is historically connected with audio distribution for live events: “Three years ago we had already decided to enter the installation world and, as further proof that it is a promising sector, there is the growing presence of dedicated appliances in the catalogues of production companies. This is why we chose to enter this business in a structured manner.”

The first and important brand to become part of the Audio Sales installation catalogue was DAS Audio, the renowned Spanish company which is an excellent representative of its sector. Since then we have purchased other brands up to the recent distribution of Audac which, with a series of digital matrixes, completes the range of products we are able to provide to our customers. C - What brands do you distribute? SR - Das Audio, in addition to being a producer of PA amplification systems for live events, has a vast range of installation products in its catalogue, which includes active and passive speakers made from plastic and plywood, speakers for false ceilings and wall-mount speakers, a range which positions itself in a middle position within the Audio Sales catalogue. Lab Gruppen, which we have been distributing for many years, has recently introduced the E series, composed by three models of powerful Class D high efficiency amplifiers – greater than 90% - with moderate weights and dimensions and standby consumption lower than 2W. Instead, the German producer D.O. Tech offers a line which, taking advantage of the MADI protocol, allows to transport various types of audio and service signals on CAT5 cable, at a truly moderate cost. Finally Audac, that produces a full range of audio installation products for Public Address which was missing at Audio Sales: controllable analogue and digital matrixes in Wi-Fi, HW controls, Paging systems, ceiling, built-in, wall-mount, and external speakers.. Audac caters for all needs and it is always in stock, allowing us to offer an efficient service. C - Recently, you also added DMXPEN to your range of products. SR - We met this company from Modena which produces control and programming devices for Lighting during the 2012 Plasa fair. A shared vision of needs of middle-small size users has been the “free pass” for a working relationship: the small devices by DMXPEN make it possible to convert control signals from Artnet to DMX and vice versa, and to acquire programs of recordable and reproducible scenes on other devices with a simplified command, also by inexpert users. Furthermore, it offers the Mosaic Tools programming software created by Luciano Minichello which, for now, comes in three versions: the first two are simple programmable players, which respond to the needs of low budget productions up to now difficult to resolve, while the third is a fully-fledged mini Media Server with many functions, but always at acceptable costs.

C - What moves have you actually made? SR - We have built up a range of articulated and complementary products and, at the same time, a network of territorial business consultants to support customers during all the design and installation aspects.

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AGGIORNAMENTI UPDATE

www.homeinnovation.it www.hisystem.it www.hiteam.it

HI.ROADSHOW 29 marzo, Calenzano (FI) 29th March, Calenzano (Florence) Progettare e costruire con la domotica: questo è il titolo di una serie di eventi, organizzati da Home Innovation, per mostrare e far toccare con mano le ultime novità della piattaforma di integrazione Hi System. E per informare sulle infinite possibilità della Building Automation Designing and building with home automation: this is the title of a series of events organised by Home Innovation with the objective of displaying to visitors and have them experience firsthand the latest innovations in the Hi System integration platform. It also aims to raise awareness of the endless possibilities offered by Building Automation Text: Valentina Bartarelli

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Home Innovation è un’azienda interamente italiana che da dieci anni produce strumenti tecnologici per l'integrazione domotica ("Smart Home" e "Building Automation"), i suoi capisaldi sono un'ottima qualità tecnologica, la ricerca di un design accurato e la facilità d'uso. Il tutto, unito a un team selezionato e esperto che, composto da aziende e professionisti formati e selezionati dalla stessa Home Innovation, diventa parte dell'Hi Team: una vera e propria squadra detentrice di una precisa filosofia aziendale. Tra i diversi strumenti realizzati spicca per eccellenza la piattaforma d’integrazione domotica “Hi System”; uno strumento che permette un dialogo semplice ed efficace tra le differenti tecnologie presenti negli edifici. L'incontro nello show room di Calenzano, che ha richiamato tecnici, costruttori, progettisti e architetti e la cui partecipazione è stata talmente ampia da costringere lo staff a dividere la giornata in due presentazioni, è stata l'occasione per mostrare le funzionalità di questo sistema. All'interno, un percorso guidato accompagnava il visitatore attraverso vari prodotti – diffusori Tutondo, sistema antintrusione Prosys di Risco Group, le placche di PLH MakeUp... tanto per fare alcuni esempi – mentre, nella parte opposta della sala, Giovanni Grauso, responsabile ricerca e sviluppo per Home Innovation, servendosi di uno schermo, illustrava e azionava – come fossero installati all'interno di un vero appartamento – le apparecchiature esposte tramite il controllo domotico, per descrivere al termine di tutto un bella serie di case histories ed esempi di applicazione. Il termine della presentazione è stata l'occasione per muovere a Grauso alcune domande sulle aspettative dell'azienda verso questo tipo di incontri e sulla situazione della domotica nel mercato attuale. “L'idea di questa serie di appuntamenti nasce dall'esigenza sempre più evidente di superare la mancanza di informazione circa la domotica integrata. A questo scopo abbiamo cominciato, già nel 2012, a organizzare questi incontri in cui i tecnici, e non solo, vengono invitati a toccare con mano le possibilità di questi sistemi. Siamo molto soddisfatti dei risultati ottenuti; ci piace piace pensare che dopo le dimostrazioni che offriamo qua l'approccio verso l'automazione domestica risulti meno diffidente. In questo senso il nostro scopo non è tanto quello di vendere apparecchiature quanto di fornire soluzioni elettroniche integrate assolutamente cucite sull'esigenza del cliente finale. Per questo ci avvaliamo di un team di esperti (l'Hi Team) che selezioniamo e formiamo accuratamente e che appoggiamo in fase di vendita, messa in opera e post vendita”. “Altro punto di forza è che cerchiamo di realizzare sistemi aperti a ogni tipo di protocollo; non ci siamo adeguati a uno standard preciso ma siamo in grado di dialogare con tutto quello che il mercato dell'impiantistica – sia per la gestione AV, il controllo, la comunicazione, la gestione energetica e molto altro – offre”. Come dire, la casa a portata di touch.


AGGIORNAMENTI UPDATE

Home Innovation is an entirely Italian company that has produced technological tools for home automation integration for the last ten years ("Smart Home" and "Building Automation"). Its strong points are an excellent technological quality level, its constant quest for the right design and its high level of user-friendliness. All this, together with a carefully chosen team of experts personally trained and selected by Home Innovation, who become part of the Hi Team: a true squad of companies and professionals with a precise company philosophy. One of the various tools created that truly stands out in terms of excellence is the home automation integration platform “Hi System”; a tool that creates the right conditions to enable a simple efficient dialogue to take place between the various technologies present in the buildings. The meeting in the showroom in Calenzano, which brought together technicians, builders and architects and which attracted such a high attendance that the staff were obliged to divide the day into two presentations, was the ideal chance to display the functions offered by this system. Indoors, a guided exhibition layout accompanied the visitor on his journey towards various products –Tutondo speakers, the Prosys anti-intrusion system by Risco Group, plates by PLH MakeUp... to name but a few – while on the opposite side of the room, Giovanni Grauso, Home Innovation’s R&D manager, used a screen to illustrate and activate – as if they were installed inside a real apartment – the devices on display, using home automation control. The presentation ended with the description of a fitting set of case histories and examples of applications. Afterwards, we grabbed the chance to ask Grauso a few questions on what the

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company expects to gain from this type of meeting and on the status of home automation in today’s market. “The idea of this series of appointments is the result of the ever-increasing need to overcome the lack of information available regarding integrated home automation. To this end, back in 2012 we started to organise this type of meeting, during which technicians and others are invited to personally experience the possibilities offered by this system. We are very happy with the results achieved and we like to think that the demonstrations we are offering here might contribute to making the approach to home automation less sceptical. In this sense our aim is not so much to sell devices but to provide integrated electronic solutions which are 100% tailor-made to suit the requirements of the end client. For this reason, we rely on a team of experts (the Hi Team) who are carefully selected and trained by us and who are deployed in the sales, implementation and after-sales phases”. “Another of our strong points is the fact that we try to create systems which are open to any type of protocol; we haven’t made any adjustments to comply with a precise standard but are capable of dialoguing with everything that the systems market may throw at us, both in terms of AV management, the control, communication and management of energy, and much more”. How can we put it? Your home at the touch of a button.

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DALLE ASSOCIAZIONI ASSOCIATIONS WORLD

www.sieconline.it

SIEC INCONTRA GLI INTEGRATORI DELLA NAUTICA SIEC MEETS SYSTEM INTEGRATORS OF THE MARINE SECTOR Nell’ambito del programma SIEC On The Road abbiamo partecipato con un’area seminari a Seatec (Carrara, 6-8 febbraio), rassegna internazionale delle forniture tecniche e tecnologiche per imbarcazioni, yacht e navi

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As part of the SIEC On The Road program, we participated within an area devoted to seminars in Seatec (Carrara, February 6th to 8th), an intentional exposition of technical and technological supplies for watercraft, yachts and ships.

Nella nautica l’integrazione può coprire tutte le funzioni che in altre realtà si trovano separate: comunicazione, entertainment, propulsione, climatizzazione, navigazione, ecc. Paradossalmente però, quest’ultima è stata più lenta degli altri comparti ad adottarla: tale resistenza è stata imputata all’anima “artigianale” dei nostri cantieri e alla riluttanza a passare il comando dell’imbarcazione a un computer. Il mantra comune a skipper e armatori è stato per molto tempo: “quello che non c’è non si può rompere…”. Oggi, invece e per fortuna, il tasso di adozione è uno dei più rapidi dell’industria, anche perché si è riconosciuto come l’’integrazione dei sistemi nel settore marine sia una risposta eccellente alla necessità di trovare, attraverso l’adozione delle più moderne tecnologie, quella competitività cui non si può più rinunciare. Alla luce di queste considerazioni, SIEC ha deciso di essere presente a Seatec con un’area di ospitalità e un ricco programma di seminari, organizzati in collaborazione con Connessioni. Una tavola rotonda ha messo a confronto gli operatori (armatori, integratori, giornalisti, associazioni di categoria e naturalmente SIEC) sul tema “Dall’AV ai controlli: vantaggi e innovazione dell’integrazione di sistemi nel settore marine”, da cui è emerso come si sia verificato un distacco tra l’evoluzione tecnologica e la reale capacità del cliente di capire concretamente l’utilità delle nuove soluzioni proposte dalla system integration. Per superare questo scollamento occorre ovviamente un’educazione del cliente ma anche una corretta preparazione degli operatori e la definizione di un riferimento preciso per il mercato come quello su cui SIEC sta lavorando in collaborazione con UNI.


NUOVO ASSOCIATO PRODUTTORE

Siamo lieti di dare il benvenuto nella nostra Associazione a Molpass. L’azienda bolognese, attiva da oltre un ventennio, si è specializzata nel corso del tempo nella produzione, commercializzazione e progettazione di sistemi multimediali ad alto contenuto tecnologico e innovativo. Fra i suoi punti di forza troviamo apparecchiature meccatroniche, impianti speciali di scenotecnica e applicazioni di contenuti virtuali e interattivi su superficie – solo per nominarne alcuni. Attualmente Molpass spazia in tutti i campi della scenotecnica e dell’impiantistica speciale in cui sia necessario attivare soluzioni “in tempo reale”. Molpass opera direttamente sia con enti pubblici che privati e a tal fine possiede certificazioni SOA: OS4 CLASSE IV; OS8 CLASSE III; OS30 CLASSE II e UNI EN ISO 9001:2008. Molpass è anche dotata di un studio di ingegneria interno. Inoltre, dal 2011 la sede di San Giovanni in Persiceto è stata affiancata da una filiale a Milano. Molpass offre attività di approfondimento e aggiornamento sulle caratteristiche tecnico/funzionali di prodotti e applicazioni di ultima generazione – dall’illuminotecnica all’elettroacustica, dalla meccanica scenica alla mappatura per proiezioni 3D. www.molpass.it www.sieconline.it

www.connessioni.biz

In the marine sector, integration can cover all the functions that are found separately elsewhere: communications, entertainment, propulsion, air-conditioning, navigation, etc. In a paradoxical way, however, this sector has been slower than others in adopting system integration: such resistance has been ascribed to the “artisan soul” of our shipyards and the reluctance to leave the control of a ship to a computer. The common mantra of skippers and ship-owners has long been the same: “What isn’t there can’t break...”. Fortunately, today the rate of adoption for this sector is one of the most rapid of all industry. This is also due to the fact that system integration has been recognized as an excellent answer to the undeniable need for competitiveness, to be achieved through the adoption of the newest technologies. In the light of these observations, SIEC decided to be present at Seatec with a welcome area and a rich seminar program, organized with the collaboration of Connessioni. A round table put together the sector operators (ship-owners, integrators, journalists, trade associations and obviously SIEC) to discuss the theme “From Audio/Video to Controls: Advantages and Innovation of System Integration in the Marine Sector”. The discussion revealed how there has always been a detachment between the technological advance and the real capability on the client’s part to concretely understand the usefulness of the new solutions proposed by system integration. To overcome this parting, the education of clients is clearly necessary, along with a correct preparation of the operators and the definition of a precise reference point for the market, on which SIEC is already working in collaboration with UNI. NEW MANUFACTURER PARTNER We’re glad to welcome Molpass in our Association. This company based in Bologna has been operative for over 20 years, and in the course of time has specialized in the production, commercialization and the design of high-end and innovative multimedia systems. Among its strong points are mechatronic equipment, special scenic technology installations and application of virtual and interactive content on a surface – just to name a few. Actually Molpass deals with all aspects of scenic technology and special installations that require real-time solutions. Molpass directly operates with both public and private companies and for this aim possesses the following SOA certifications: CLASS IV OS4; CLASS III OS8; CLASS II OS30 and UNI EN ISO 9001:2008. Molpass also has an internal engineering studio. Moreover, from 2011 new offices in Milan join the already existing offices in San Giovanni in Persiceto. Molpass offers in-depth analysis and update activities on the technical and functional characteristics of last-generation products and applications – from lighting technology to electro-acustics, from scenic mechanics to mapping for 3D projections. www.molpass.it www.sieconline.it

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DALLE ASSOCIAZIONI ASSOCIATIONS WORLD

www.knx.it

KNX: LA PARTNERSHIP SCIENTIFICA KNX: THE SCIENTIFIC PARTNERSHIP La partnership scientifica è una tipologia di associazionismo che KNX ha riservato a università ed istituti tecnici che intendono effettuare ricerca nel campo della Building Automation. Lo scopo è quello di permettere lo stabilirsi di un mutuo scambio di informazioni tra il mondo scientifico e universitario e gli altri membri dell’associazione KNX. Dal colloquio con due rappresentanti dei molti partner scientifici di KNX Italia sono nati spunti interessanti che per motivi di spazio vi riportiamo in due puntate The scientific partnership is a type of associationism that KNX has reserved for universities and technical institutes that intend to carry out research in the field of Building Automation. The aim is to enable a mutual exchange of information between the scientific and university worlds and the other members of the KNX association. Our interview with two representatives of KNX Italia’s many scientific partners produced some interesting points for discussion that we will present to you in two parts, to save space

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Maggio May 2013

Text: Riccardo Bandini

A KNX Association hanno aderito 94 Scientific partner in 27 paesi. Sono membri dell’Associazione italiana KNX Italia l’Istituto di Scienza e Tecnologia dell’Informazione del CNR di Pisa, la facoltà di Ingegneria del Politecnico di Bari, il dipartimento di Ingegneria Elettrica dell’Università di Pavia, il Centro Universitario Edifici Intelligenti dell’Università di Trento ed il Dipartimento di Ingegneria Industriale e Scienze Matematiche dell’Università Politecnica delle Marche. Abbiamo sottoposto alcune domande agli associati italiani per avere qualche loro opinione sul futuro della building automation e su KNX in particolare. Hanno risposto al nostro appello il prof. Gian Marco Revel dell’Università Politecnica delle Marche e il prof. Michele Ruta del Politecnico di Bari. Ne è nato un interessante colloquio che, partendo dal mondo KNX e dall’importanza della partnership, si è poi allargato ai temi delle Smart Cities e dell’efficienza energetica. Il prof. Revel, che oltre alla sua attività di ricerca coordina la Piattaforma Tecnologica Italiana delle Costruzioni, ci racconta che il suo gruppo di ricerca si occupa di sensori e di tecniche di misura, lavorando da tempo in diversi ambiti che riguardano la casa tra cui la domotica. I sensori da loro sviluppati sono pensati per misurare grandezze nell’ambito dell’efficienza energetica e dell’Ambient Assisted Living. Un altro ambito nel quale si stanno muovendo è quello delle Smart Cities che in Italia sta beneficiando di un interesse particolare grazie alle attività promosse sia dal Ministero per l’Università e la Ricerca Scientifica sia dal Ministero per lo Sviluppo Economico. L’iscrizione dell’Università Politecnica delle Marche a KNX risale al 2008, quando hanno iniziato un progetto europeo nell’ambito dell’Information and Communitations Technology for Energy Efficiency. Il prof. Revel considera KNX una delle più interessanti soluzioni per creare delle connessioni intelligenti all’interno dell’edificio e in grado di veicolare le informazioni che i loro sensori misurano.


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Il gruppo di ricerca coordinato dal prof. Ruta e dal prof. Di Sciascio del Politecnico di Bari (http://sisinflab.poliba. it/swottools/smartbuildingautomation/) è impegnato invece nel cercare di portare intelligenza artificiale negli oggetti di uso quotidiano (elettrodomestici, centraline di supervisione e controllo, dispositivi elettromedicali) e renderli in grado di reagire a gli stimoli dell’ambiente. Tale attività, con specifico riferimento alla Building Automation, li vede coinvolti anche all’interno di due Programmi Operativi Nazionali (PON), RES NOVAE e EFFEDIL, insieme ad altri importanti stakeholders come ENEA, ENEL, GE. Hanno selezionato KNX per le sue caratteristiche di standard aperto, per le funzioni di interoperabilità e per il suo status di riferimento mondiale nell’ambito della Building Automation. Con la loro ricerca sull’intelligenza artificiale applicata alla Building Automation il gruppo è risultato finalista, nella sezione special, al KNX Award 2011, presentando l’evoluzione in intelligenza artificiale del protocollo KNX in un prototipo funzionante. Siamo quindi sempre più prossimi a un mondo dove sarà possibile interagire con i dispositivi elettrici che abitano le nostre case, ma quanto è lunga la strada e quale sarà il ruolo di uno standard come KNX? Ci risponde Ruta che se la strada è certamente quella immaginata la capacità dei dispositivi di reagire a stimoli o di richiedere essi stessi servizi all’abitazione, è ancora spesso assente. Ciò è un peccato perché l’infrastruttura, incluso il protocollo, sarebbe facilmente espandibile per abilitare un’evoluzione di questo genere semplicemente utilizzando le primitive funzioni, già oggi a nostra disposizione, in modo leggermente differente. I prossimi passi nell’evoluzione dell’automazione domestica dovrebbero quindi portare tutte le appliances ad essere in grado di reagire in modo automatico alle variazione del profilo dell’utente o a quelle del contesto. Riteniamo che lo standard KNX venga utilizzato per una quota minima rispetto a quello che realmente può dare, con gli opportuni upgrade. KNX Association has 94 scientific partners in 27 countries. Its Italian members include the Institute of Science and Information Technology of the National Research Council (CNR) of Pisa, the Faculty of Engineering in Bari Polytechnic University, the Department of Electrical

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Engineering in the University of Pavia, the Smart Building University Centre of Trento University and the Department of Industrial Engineering and Mathematical Sciences of Polytechnic University of the Marche region. We asked the Italian members some questions to discover their opinions regarding the future of building automation and in particular of KNX. Professor Gian Marco Revel of the Polytechnic University of the Marche region and Professor Michele Ruta of Bari Polytechnic responded to our appeal, giving rise to an interesting interview which started by focusing on the world of KNX and the importance of the partnership, and then progressed to discuss the themes of the Smart Cities and Energy efficiency. Professor Revel, who is not only a researcher but also the coordinator of the Italian Technological Platform for Construction, tells us that his research group focuses on sensors and measuring techniques, having worked for a considerable length of time in fields relative to the home, including home automation. The sensors developed by the group are designed to measure dimensions in the fields of energy efficiency and Assisted Living. Another field they are working on is that of Smart Cities, a sector that is particularly popular in Italy thanks to the activities being promoted both by the Ministry for the University and Scientific Research, and by the Ministry for Economic Development. They both registered with KNX back in 2008, when they embarked upon a European project regarding Information and Communications Technology for Energy Efficiency. Professor Revel sees KNX as one of the most interesting solutions available for creating smart connections inside buildings and considers it a valid instrument with which to transmit the information measured by their sensors. Instead, the research group coordinated by Professor Ruta and Professor Sciascio of Bari Polytechnic (http://sisinflab.poliba.it/swottools/smartbuildingautomation/) is engaged in an attempt to bring smart intelligence to objects of everyday use (electrical appliances, supervision and control units, electro-medical devices) and make them capable of reacting to stimulus from the environment. This activity, with specific reference to the Building Automation, involves them working on two National Operating Programmes (PONs), RES NOVAE and EFFEDIL, together with other important stakeholders such as ENEA, ENEL and GE. They have selected KNX for its open standards, its interoperability and its status as a global reference point in the field of Building Automation. With the research carried out on smart intelligence applied to Building Automation the group became one of the finalists in the special section of the KNX Award 2011, presenting the evolution of the KNX protocol into smart intelligence and into a working prototype. We are therefore moving closer and closer to a world where it will be possible to interact with the electric devices we find in our homes, but how much longer is the path we will have to tread and what role in that path will be played by a standard such as KNX? Ruta responds that even if the path we are following is undoubtedly the one that we imagined we would be taking, instead, the ability of devices to react to stimuli, or to autonomously ask the house to provide services, is often still not present. This is a pity, because the infrastructure, and the protocol, would be easy to expand in order to enable this kind of development if we were simply to using the basic functions that are already available to us today, in a slightly different way. The next steps in the development of home automation should therefore be to make all appliances capable of reacting in an automatic way to user’s profile changings or of the context. We believe that the KNX standard is used in a way that only takes advantage of a tiny part of its potential capacity, and that, with the appropriate upgrades, it could be used to obtain far superior results.

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SI FA PRESTO A DIRE DIGITAL SIGNAGE DIGITAL SIGNAGE IS EASIER SAID THAN DONE

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Maggio May 2013

Se provassimo a metterci nei panni di un neofito alle prese con la comprensione del fenomeno del Digital Signage, una domanda che probabilmente affiorerebbe sarebbe: perché chiamare in maniera complicata uno schermo per strada che riproduce dei video o immagini animate? Ne parliamo con Riccardo D’Angelo di Edisonweb, membro del consiglio direttivo di AssoDS

If we put ourselves in the shoes of a neophyte, having to understand the phenomenon of Digital Signage, one question would certainly arise: why giving a screen that reproduces videos and animations in the street such a complicated name? This is what we asked Riccardo D'Angelo of Edisonweb, member of the AssoDS board of directors

Text: Giuseppe Andrianò Presidente AssoDS AssoDS Chairman, Riccardo D'Angelo del consiglio direttivo AssoDS member of the AssoDS board of directors

In realtà, inutile negarlo, gli auspici di un’esplosione del mercato del Digital Signage sono stati per molto tempo disattesi, causando anche scoramento di alcune iniziative imprenditoriali e calo degli investimenti. Probabilmente perché non sempre le iniziative tecnologiche e i modelli di comunicazione sono riusciti a rispondere alle esigenze del cosiddetto consumatore multicanale e a comprenderne le dinamiche d’interazione nei luoghi fisici. A questo punto quindi non è sufficiente parlare di comunicazione di prossimità, bensì aggiungere almeno tre aggettivi qualificativi alla definizione: interattività, dinamicità e misurabilità. Interattività perché la rivoluzione digitale ha indotto un comportamento maggiormente esplorativo delle persone con dispositivi e strumenti di comunicazione. Dinamicità perché interpretare e adattare al meglio la propria offerta comunicativa in tempo reale rispetto a interazioni dirette, indirette, volontarie e involontarie acuisce la sfera di attrattività e stimola il dialogo bidirezionale e la condivisione. Misurabilità perché analizzare e comprendere le informazione che discendono da eventi di interazione e feedback dinamico (touch point) consente di conoscere e fidelizzare meglio il proprio consumatore. Informare in maniera più efficace quindi, offrire opportunità di interazione attraverso dispositivi e sensori on site, collezionare dati e proporre modelli di comunicazione dinamici multicanale, anche tramite l’uso di applicazioni mobili, rappresenta una sfida dagli enormi risvolti sociali ed economici, poiché in sintonia con le esigenze di un’utenza sempre più evoluta tecnologicamente. L’ambito di quello che possiamo definire come il ciclo di vita della comunicazione di prossimità, apre nuovi e ancora inesplorati sviluppi, in un ambiente tecnologico, dove non a caso, i temi legati al cloud computing, il mobile e i big data sono le parole chiave più battute in tutte le comunità ICT. Quale, in ultima sintesi, la definizione che può racchiudere insieme queste opportunità? Digital Signage naturalmente.

In realtà, almeno per noi italiani, il termine Digital Signage richiede una pronuncia abbastanza complicata. Capita sovente di ascoltare le storpiature più fantasiose e per certi versi divertenti. Senza voler scomodare i soliti argomenti circa la tendenza ad esagerare con l’uso di inglesismi, è probabile che la difficoltà a pronunciare la parola chiave che sta alla base della nostra associazione sia da ricercare nella problematicità a comprenderne appieno il significato e coglierne tutte le opportunità. La risposta, forse, è che il Digital Signage non è un modello di comunicazione banale, checché ne dicano i fautori della definizione più scontata e riduttiva, quella di cartellonistica digitale. Proviamo allora a cercare una definizione che in maniera semplice ed efficace possa aiutare a far percepire le straordinarie potenzialità del Digital Signage. Iniziamo con il dire che gli elementi caratterizzanti di questo media sono l'essere digitale e di prossimità, cioè il rivolgersi all’attenzione delle persone che frequentano i luoghi del commercio o dei servizi. E se è vero poi che le persone passano sempre più tempo fuori casa, spesso nei luoghi del commercio, ecco una delle motivazioni che ha visto negli ultimi anni crescere una grande aspettativa rispetto l’efficacia del Digital Signage a fini pubblicitari (marketing) o informativi (comunicazione digitale di prossimità).


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Actually, as far as we Italians are concerned, the term “Digital Signage” constitutes quite a challenge in pronunciation. It's common to listen to inventive and somewhat entertaining malapropisms. Without entering the discussion on the tendency to exaggerate in using english-derived words, the difficulty in pronouncing the key-word of our association has to be probably sought in the difficulty to fully comprehend its meaning and the opportunities it provides with. The answer to the question is maybe that Digital Signage isn't a trivial mode of communication, in spite of the supporters of the more ordinary and underwhelming denomination of “Digital Posting”. Let's try, then, to find a definition which can help to perceive the extraordinary potential of Digital Signage in a simple and effective way. Let's start by saying what the characteristic elements of Digital Signage are. It is a digital medium and a proximity medium, that is, a way of catching the attention of people in commercial and service hubs. People seem to spend more and more time outside home and in commercial hubs, and this is one of the main reasons for the growing expectations towards the efficiency of Digital Signage for marketing and proximity information purposes. Actually, the anticipation for an explosive growth of the business has been undeniably unsatisfied for a long time, also causing discouragement among newborn companies and a decrease in investments. This is probably due to technological initiatives and models of communication that didn't always succeed in answering to the need of the so-called multi-channel consumers, and in understanding the interaction dynamics of Digital Signage in a physical environment. At this point, the definition of Digital Signage as “proximity communication” is clearly incomplete. Three adjectives must be added to this definition: “interactive, dynamic and measurable”. It's an interactive medium, because the digital revolution induced people to a more explorative behaviour towards devices and communication tools. It's a dynamic medium, because the need to interpret and adapt the communicative offer in real time, considering direct and indirect, voluntary and involuntary interaction, forces to focus on the desired attractiveness and encourages bi-directional communication and sharing. It is a measurable medium, because the analysis and interpretation of information derived from interactive events and dynamic feedback (touch

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point) constitute both a source of knowledge and a powerful client retention tool. Conveying information in a more effective way, offering opportunities of interaction through devices and onsite sensors, collecting data and proposing dynamic multichannel communication models, also through the use of mobile apps, while fulfilling the demands of a more and more technologically advanced consumer base: this is a challenge with great social and economic implications. This setting, which could be defined as the life cycle of proximity communication, opens new and unexplored possibilities. It's a technological environment, in which “cloud computing”, “mobile” and “big data” are the most common keywords. What is, in essence, the definition that can enclose all of these opportunities? Well, obviously Digital Signage.

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OLTRE 300 CORSI DI FORMAZIONE PER INFOCOMM UNIVERSITY More than 300 Educational Sessions for InfoComm University Corsi di avanzamento professionale, opportunità di certificazione e formazione per i produttori ospitati al principale evento del mondo AV Career advancing classes, certification opportunities and manufacturer training hosted at premier audiovisual show

InfoComm 2013, la fiera più importante del settore commerciale dell’AV, fornirà opportunità formative a più di 3500 dei 35000 professionisti attesi per l’evento annuale, della durata di una settimana, che si terrà dall’8 al 14 giugno all’Orange County Convention Center a Orlando, Florida. InfoComm University™ offre corsi e certificazioni di avanzamento professionale, e le associazioni e i produttori partner di InfoComm forniranno ulteriori corsi di formazione per completare l’offerta formativa. Oltre la metà dei corsi offerti durante la fiera di quest’anno sono nuovi. “InfoComm, mediante i suoi programmi formativi di avanzamento di carriera, corsi di preparazione e certificazione e test CTS, offre ai partecipanti un ambiente senza paragoni per la formazione e la crescita, sia per quanto riguarda le competenze che per la rete di contatti. Usciranno da quest’esperienza al meglio delle loro potenzialità,” ha dichiarato David Labuskes, CTS, RCDD, Direttore Esecutivo e Amministratore Delegato di InfoComm International. “InfoComm University, con corsi di formazione mirati offerti dai partners e training organizzati dai produttori su specifici prodotti, insieme all’opportunità di fare il test in loco per le credenziali CTS, concorrono tutti a rendere la partecipazione all’evento un must assoluto per il professionisti dell’AV.”

I CORSI DI INFOCOMM UNIVERSITY

InfoComm University offre una gamma completa di corsi che si adattano alle diverse competenze e i diversi interessi dei partecipanti. Tra questi ricordiamo: Informazione integrata. Inquadra il QR con la fotocamera del cellulare dopo aver aperto il lettore. Integrated information access. Frame the QR with the phone camera after opening the player.

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– Pre-Show Education – full immersion di tre giorni di corsi tecnici – Super Tuesday – corsi giornalieri precedenti l’apertura dello spazio espositivo, tra cui ricordiamo il molto apprezzato “Future Trends” – Daybreak Sessions – progettati per affrontare argomenti formativi prima dell’apertura dello spazio espositivo. – Seminari e Workshop – i seminari, della durata compresa fra l’ora e mezza e le due ore, si concentrano sui sistemi e le tecnologie dell’AV, mentre gli speciali workshop, della durata di quattro ore, spaziano dal networking per professionisti AV all’incorporazione di streaming video, alla gestione di un dipartimento audiovideo. – AV Tech Tours – tour delle migliori installazioni AV a Orlando.


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InfoComm 2013, the leading trade show for the commercial audiovisual industry, will provide educational opportunities to more than 3,500 of the 35,000 professionals expected to attend this year’sweek-long event, June 8-14 at the Orange County Convention Center in Orlando, FL. InfoComm University™ offers career-advancing training and certifications, and InfoComm partner organizations and manufacturers will provide additional training sessions to round out the educational offerings. More than half of the classes in this year’s Show program are new. “InfoComm, through its career-advancing educational programming, certification preparation courses and CTS testing, offers attendees an unmatched environment to learn, grow their skills, network and leave the event at the top of their game,” said David Labuskes, CTS, RCDD, Executive Director and CEO, InfoComm International. “InfoComm University, along with targeted training from partners, manufacturer’s training on specific products and the opportunity to test on-site for CTS credentials, makes attendance an absolute must for the AV professional.” I seguenti argomenti saranno trattati durante i “Super Tracks” a InfoComm 2013: – AV Systems Technology – Networked AV Systems – Business & Management – Technology Manager – Staging and Live Events – Digital Signage – First Timers – Standards Martedì 11 giugno InfoComm University presenterà “Super Tuesday”, un’ intera giornata dedicata allo scambio di idee e alle migliori applicazioni tecnologiche. Vi sono corsi dal contenuto inedito, tra cui: − Women in Technology Symposium − Unified Communications and Collaboration − Wireless Trends − Technology Managers Symposium − Digital Image Content in Live Event Production − CTS-D & CTS-I Symposium, focusing on the AV Systems Verification Checklist − Future Trends − Business Leadership Workshop InfoComm 2013, il più grande evento commerciale del settore audio-video, si prepara ad accogliere 35000 visitatori, inclusi i fornitori di servizi commerciali e manager di end-user technology, provenienti da ampi settori di mercato, tra cui il settore finanziario, pubblico, militare, dell’educazione, religioso, della salute, alberghiero, del retail e dell’intrattenimento. InfoComm è sponsorizzato da Blackmagic Design, Christie, Crestron, Panasonic e Samsung. www.infocommshow.org www.infocomm.org

INFOCOMM UNIVERSITY TRACKS InfoComm University offers a comprehensive range of programs to address the diverse skills and interests of attendees. It includes: – Pre-Show Education – three day “total immersion” technical courses – Super Tuesday – full day sessions prior to the show floor opening, including the popular Future Trends – Daybreak Sessions – designed to tackle training subjects before the show floor opens – Seminars and Workshops – one and-a-half to two-hour seminars focus on AV systems and technology and special four-hour workshops on everything from networking for AV professionals to incorporating video streaming and managing an AV department. – AV Tech Tours – tours of top AV installations in Orlando The following topics will be covered during the Super Tracks at InfoComm 2013: – AV Systems Technology – Networked AV Systems – Business & Management – Technology Manager – Staging and Live Events – Digital Signage – First Timers – Standards On Tuesday, June 11, InfoComm University presents Super Tuesday, an all-day exchange of ideas and best practices. Classes with new content include: – Women in Technology Symposium – Unified Communications and Collaboration – Wireless Trends – Technology Managers Symposium – Digital Image Content in Live Event Production – CTS-D & CTS-I Symposium, focusing on the AV Systems Verification Checklist – Future Trends – Business Leadership Workshop Partner training opportunities are scheduled to occur before and during the event and include the following education tracks: 3D Comm, DisplaySearch, IMCCA, Projection Summit, Realcomm/IBCon, SynAudCon and Technologies for Worship. In addition, more than 30 leading manufacturers will offer 60 sessions on specific audiovisual products and solutions. InfoComm 2013, the largest commercial audiovisual show, expects 35,000 attendees including commercial service providers and end-user technology managers from wideranging market sectors, including business, government, military, education, worship, healthcare, hospitality, retail and entertainment. InfoComm 2013 is sponsored by Blackmagic Design, Christie, Crestron, Panasonic and Samsung. www.infocommshow.org www.infocomm.org

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CEDIA, TUTTE LE NOVITÀ CEDIA: ALL NEWS CEDIA (Custom Electronic Design and Installation Association) CEDIA organizzerà un evento a Roma il 6 Giugno, legato al mondo della domotica e dell’audio video CEDIA (Custom Electronic Design and Installation Association) CEDIA organize an event in Rome on June 6, linked to the world of home automation and audio video

EVENTO CEDIA A ROMA: 6 GIUGNO

CEDIA conferma il proprio impegno in Italia, questa volta con un evento che si svolgerà a Roma. L’evento, dedicato principalmente agli integratori di sistemi e agli installatori, è l’occasione giusta per relazionarsi con i propri colleghi e per fare attività di networking. Durante il pomeriggio ci sarà una breve presentazione da parte di un membro del Consiglio Direttivo di CEDIA, nella quale saranno illustrati i diversi programmi di CEDIA per il futuro, seguirà una sessione informale di networking per gli integratori di sistemi e per gli installatori. All’evento saranno presenti membri del Consiglio Direttivo e membri dello staff di CEDIA per fornire tutte le informazioni e rispondere a richieste di varia tipologia. La sessione informale di networking è riservata agli integratori di sistemi e agli installatori (membri CEDIA e nuovi potenziali membri CEDIA). L’evento dedicato agli integratori di sistemi e agli installatori avrà inizio alle 16.30 del 6 Giugno e si svolgerà a Roma, presso NH Vittorio Veneto, Corso d'Italia 1. Per iscriversi all’evento: www.cedia.co.uk/cda_eventdetails.php?r=PRUNXY633661

CORSO PER ESPERTO NEL CABLAGGIO STRUTTURATO Informazione integrata. Inquadra il QR con la fotocamera del cellulare dopo aver aperto il lettore. Integrated information access. Frame the QR with the phone camera after opening the player.

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Due nuove date sono state annunciate per il corso di Esperto nel Cablaggio Strutturato tenuto da CEDIA: l'11 giugno e l'8 ottobre presso il complesso formativo di CEDIA a St Neots. La recente introduzione del documento sulle Linee Guida per i Cablaggi di CEDIA (CEDIA Recommended Wiring Guidelines) è stata molto apprezzata, come confermano gli oltre 800 download , e il fatto che al primo corso per Esperto nel Cablaggio Strutturato, che si è tenuto giovedì 11 Aprile, c'è stato il “tutto esaurito”! Il corso, della durata di un giorno, fornirà ai suoi partecipanti gli strumenti necessari per rilasciare un Certificato di Cablaggio Smart Home, un elemento chiave nelle “Best Practices”, le migliori pratiche esposte nella Linee Guida per i Cablaggi. Questa qualifica permetterà inoltre all'integratore di sistemi di agire come promotore della propria società, per valorizzare i suoi prodotti e servizi e dare ai proprietari di immobili l'opportunità di massimizzare

le potenzialità della loro nuova smart home. Le date successive del corso saranno annunciate a breve. Per ulteriori informazioni sul Linee Guida per i Cablaggi e i corsi collegati, visitate www.cedia.co.uk.

ECCO I GIUDICI PER GLI AWARDS DEL 2013

CEDIA ha annunciato la formazione della giuria per l'ultima fase di votazioni per i prestigiosi CEDIA Awards, che celebrano le soluzioni più brillanti nel campo delle installazioni residenziali personalizzate all'interno della Regione 1. Nella giuria per i CEDIA Awards, anche il giornalista di AV Steve May, a cui si affiancheranno Martin Stanford, reporter di Technology per Sky, Michael Holmes, Editor in Chief del magazine Homebuilding & Renovating, Luke Tozer, Direttore di importanti studi di architettura insieme a Pitman Tozer e Dan Hopwood, Director CPD presso il BIID (British Institute of Interior Design). Gary Lewis, Presidente CEDIA e Direttore di Cornflake, sovrintenderà ai lavori della giuria. “I CEDIA Awards, che celebrano l'eccellenza nelle installazioni residenziali personalizzate all'interno della Regione 1, costituiscono un evento tenuto in grande considerazione nel settore.” ha affermato Gary, “La nostra giuria attinge al meglio del mondo dell'architettura, dell'interior design, dell'immobiliare, della tecnologia e del giornalismo, per assicurare standard altissimi nell'analisi e giudizio di ogni iscritto.” I risultati della giuria verranno annunciati durante la cerimonia che si terrà il 28 giugno 2013 al Pavilion presso la Torre di Londra. Quest'anno sono attesi per la serata più di 300 invitati, che renderanno quella del 2013 l'edizione più riuscita dei CEDIA Awards. I biglietti per l'evento, che include una cena servita e il rinfresco, costano £150 a persona, o £1,300 per un tavolo da dieci, IVA esclusa. Per ulteriori informazioni, compresa la lista completa delle categorie premiate e l'acquisto dei biglietti, visitate il sito www.cedia.co.uk/awards.


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GLI AWARDS SOSTENGONO MACMILLAN CANCER SUPPORT

CEDIA è orgogliosa di poter dare un contributo tramite gli Awards di quest'anno, donando £5 del ricavo per ogni biglietto a Macmillan Cancer Support. Questa organizzazione no-profit fornisce ai pazienti che convivono con il cancro e alle persone che li assistono, alle loro famiglie e alla loro comunità, un supporto pratico, medico ed economico. “Siamo felici di essere stati scelti come beneficiari di questa donazione in occasione dei CEDIA Awards 2013.”, ha dichiarato Pauline Craig, Fundraising Manager di Macmillan Cancer Support. “Una persona su tre avrà a che fare con il cancro e per la maggior parte delle persone sarà la sfida più dura della loro vita. £2 al mese per un anno pagano un' infermiera Macmillan per una sola ora, quindi £5 per ogni biglietto venduto avranno un effetto significativo sulle vite di coloro che soffrono di una malattia che, purtroppo, affligge così tante persone.” CEDIA EVENT IN ROME: JUNE 6TH CEDIA has confirmed its commitment to Italy, this time with an event that will take place in Rome. The event, dedicated primarily to system integrators and installers, it is an opportunity to interact with their colleagues and to do networking activities. During the afternoon there will be a brief presentation by a member of the Board of CEDIA, which will be illustrated in the various programs of CEDIA for the future, followed by an informal networking session for system integrators and installers. The event will present members of the Board of Directors and staff members of CEDIA to provide all the information and respond to requests of various types. The informal networking is reserved for system integrators and installers (CEDIA members and potential new members CEDIA). The event is dedicated for system integrators and installers will start at 16:30 on June 6 and will be held in Rome, at NH Vittorio Veneto, Corso d'Italia 1.To register for the event visit www.cedia.co.uk/cda_eventdetails.php?r=PRUNXY633661 STRUCTURED CABLING ASSESSOR COURSE Two new course dates have now been announced for CEDIA’s new Structured Cabling Assessor Course taking place on 11th June and 8th October at CEDIA’s Training facility in St Neots. The recent introduction of the CEDIA Recommended Wiring Guidelines has proved extremely popular with 800 plus downloads of the document already and places on the first Structured Cabling Assessor Course which took place on Thursday 11th April, 2013, completely sold out! The one-day CEDIA Structured Cabling Assessor (CSCA) course will provide its attendees with the necessary tools to issue a Smart Home Cabling Certificate, a key element in the Best Practice recommendations covered by the new Recommended Wiring Guidelines document. This qualification will also allow the integrator to act as an ambassador for their company, promoting the company’s products and services and giving home owners the opportunity to maximise the potential of their new smart home. More dates will be announced shortly. For further information on the Recommended Wiring Guidelines and related courses, visit www.cedia.co.uk.

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HERE ARE THE JUDGES FOR THE AWARDS 2013 CEDIA has revealed the panel for the final judging round for its prestigious industry event, the CEDIA Awards which celebrates brilliance in the residential custom installation sector across Region 1. The panel of judges include, AV technology journalist Steve May who will be joined by Sky’s Technology reporter, Martin Stanford as well as Michael Holmes, Editorin-Chief of Homebuilding & Renovating magazine, Luke Tozer, Director at award-winning architects, Pitman Tozer and Dan Hopwood, CPD Director at the BIID (British Institute of Interior Design). Overseeing the judging process will be Gary Lewis, CEDIA Chair and Director of Cornflake. “Celebrating excellence in the residential custom installation sector across Region 1, the CEDIA Awards is a highly regarded event throughout the industry.” says Gary, “Our panel draws on expertise from the worlds of architecture, interiors, property, technology and journalism to ensure high standards of analysis for each and every entry.” The results of the judging process will be announced at a ceremony to be held on the 28 June 2013 at the Pavilion at the Tower of London. With over 300 guests expected to attend the evening this year, it is set to be the most successful CEDIA Awards to date. Tickets for the black tie event, which includes a sit down dinner and drinks are priced at £150 per person, or £1,300 for a table of ten, excluding VAT. For more information including the full list of awards categories and ticket purchasing please visit www.cedia.co.uk/awards. AWARDS BACK MACMILLAN CANCER SUPPORT CEDIA is proud to be making a charitable contribution from this year’s Awards, by donating £5 from the sale of each ticket to Macmillan Cancer Support. The charity provides patients who live with cancer, as well as their carers, families and communities, with practical, medical and financial support. Says Pauline Craig, Fundraising Manager at Macmillan Cancer Support, “We are delighted to have been chosen as the charity beneficiary for the 2013 CEDIA Awards ceremony.” “One in three of us will get cancer and for most people it will be the toughest thing they will ever have to face. £2 a month for one year pays for a Macmillan nurse for an hour, so £5 for each ticket sold is going to have a significant effect on the lives of those suffering from a disease that touches so many.”

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DURA LEX...

IL PASSAGGIO DEL CINEMA AL DIGITALE Tax credit digitale e cedibilità del credito di imposta Avvocato IRMA TIRIBILLI, civilista con ampia esperienza nei settori della consulenza contrattuale e societaria. Vive ed esercita a Firenze.

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THE PASSAGE OF CINEMA TO THE DIGITAL ERA Digital tax credit and the possibility to transfer tax credits Come è noto, le case di distribuzione dal 1 gennaio 2014 sospenderanno la fornitura di film in pellicola. In previsione di questo storico cambiamento le società che gestiscono sale cinematografiche stanno acquistando impianti e apparecchiature destinati alla proiezione digitale, ecco la serie di interventi normativi atti ad agevolare l'operazione

As is known, from 1 January 2014, film distributors will stop supplying films as release prints. In preparation for this historical change, companies that manage cinemas are purchasing equipment and systems to be used for digital projection. Here are a few of the laws introduced with a view to facilitating this operation

Tra i vari interventi normativi è opportuno segnalare la legge n. 244 del 2007 che ha introdotto, nel nostro ordinamento, un'agevolazione fiscale per il settore cinematografico: la tax credit digitale relativa ai crediti di imposta. Con questa è stata prevista la possibilità di compensare debiti fiscali (tra i quali IVA, contributi previdenziali e assicurativi) con il credito maturato a seguito di un investimento nel settore cinematografico. In particolare, gli esercenti di sale possono beneficiare di un credito di imposta pari al 30% delle spese sostenute nel complesso per introdurre impianti e apparecchiature per la proiezione digitale; l'agevolazione, prorogata fino al 31.12.2013, è destinata anche per la formazione del personale, ristrutturazione delle cabine di proiezione e degli impianti e dei locali adibiti alla proiezione mediante pellicola. I soggetti destinatari dell'agevolazione sono gli esercenti cinematografici, le imprese di produzione e distribuzione cinematografiche, le imprese di produzione esecutiva e post produzione. Purtroppo non tutti gli esercenti hanno potuto, in questi anni, usufruire delle agevolazioni previste; in Italia su circa 3.900 schermi presenti, una percentuale compresa tra il 25% ed 39% non ne ha avuto — per motivi legati alla dimensione della loro economia, per mancanza o esiguo numero di dipendenti, o per la compresenza di altri crediti di imposta — accesso.

In particolare, le aziende medio-piccole, come per esempio le sale parrocchiali, i cinema a conduzione familiare con un'unica sala, escluse di fatto dai benefici fiscali della tax credit digitale, rischiavano di vedere fortemente ipotecata la loro, già precaria, possibilità di sopravvivenza. A tal fine il legislatore ha introdotto il decreto legge del 22.6.2012 n. 83, convertito con modifiche dalla legge del 7.8.2012 n. 134. Quest'ultimo intervento normativo ha previsto la cedibilità del credito di imposta riconosciuto per la digitalizzazione delle sale cinematografiche. Quindi l'azienda cinematografica che ha ottenuto il credito di imposta per investimenti in sistemi di proiezione digitale — ma che non può usufruire in quanto, ad esempio, i debiti societari nei confronti dell'erario sono già stati compensati o sono modesti — potrà cedere il credito di imposta maturato a soggetti terzi, i quali potranno utilizzare il credito ceduto in compensazione con i propri debiti di imposta o contributivi. Tra i soggetti a cui è possibile cedere il credito ci sono non solo intermediari bancari ma anche le imprese fornitrici degli impianti di digitalizzazione, in relazione al quale si chiede il credito di imposta.

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Of the many laws introduced, one which is definitely worthy of a mention is law no. 244 of 2007 which introduced into our regime a tax benefit for the cinematographic sector: the digital tax credit. This move offered the industry’s taxpayers the possibility to compensate their tax debts (including VAT, national insurance and social security contributions) with credit accumulated following an investment in the cinematographic sector.

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In particular, cinema managers can benefit from a tax credit equal to 30% of the overall costs sustained to introduce systems and equipment for digital projection. This benefit, which has been extended until 31.12.2013, is one of several conceived to encourage the industry to purchase digital projection and reproduction equipment, train staff and renovate the projection rooms, systems and areas equipped for the projection of films in release print form. The benefits are aimed at cinema managers, film production and distribution companies, executive and post production companies. Unfortunately, not all cinema managers have been able to take advantage of the benefits on offer. Between 25% and 39% of the 3900 cinemas in Italy were not considered eligiblefor reasons linked to the size of their turnover, the lack of staff or the low number of employees, or due to the fact that they were already benefiting from other tax credits. In particular, small to medium-sized companies, such as for example one-screen, familyrun cinemas in small towns, excluded from the digital tax credit benefits from the outset, risked further compromising their already precarious chances of survival. For this reason, law no. 83 dated 22.6.2012 was introduced and subsequently converted with amendments implemented by law no. 134 dated 7.8.2012. This legislative initiative established the possibility of transferring the tax credits due relative to the costs of digitalizing theatres. Therefore, a cinema manager who has obtained a tax credit for his investments in digital projection systems – but who is unable to use it due, for example to the company only owing a small amount of tax or to it already having compensated its debts – can transfer its credit to a third party, who can use it to compensate his own tax debts or the national insurance or social security contributions due. The entities to which credits can be transferred include not only banking intermediaries but also the companies that supply the digitalisation systems for which a tax credit can be claimed. BEG-Logo_LUXOMAT_CYMK_300_130608Page 1

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Redazione Editorial Staff

Chiara Benedettini

Anno Year 8th - n°14 Maggio May 2013

President, Editor in chief

Director: Elisabetta Ferri

Studi letterari ed esperienza tecnica su campo, con diversi anni passati viaggiando per Italia e l’Europa come Direttore Tecnico in eventi e nello show business, nel 2005 inizia l’attività giornalistica di settore, che mette finalmente d’accordo le sue due vocazioni, tecnica e letteraria. Nel 2006 dà vita a Connessioni, nata per dar voce al settore, per l’epoca emergente, dell’integrazione di sistemi. Al suo interno si occupa della progettazione e del coordinamento editoriale, di progetti di comunicazione, di eventi e della gestione aziendale.

Editor in Chief: Chiara Benedettini - c.benedettini@connessioni.biz Advisor: Alessandro Vismara - a.vismara@connessioni.biz Project Manager Consultant & Contributor: Barbara Trigari - b.trigari@connessioni.biz Web Editor: Paolo Sacchetti - p.sacchetti@connessioni.biz Editor: Valentina Bartarelli - redazione@connessioni.biz Contributors for this issue: Riccardo Bandini, Angelo D’Alessio, Matteo Fontana, Francesco Galarà, Patrizia Gambini, Alberto Pilot, Irma Tiribilli redazione@connessioni.biz Translations: Eurotrad Design: Studio Curious - www.studiocurious.it Graphic editing: Giulia Pellegrini, Federica Capoduri

Collaboratori

Literary studies and technical experience gained in the field, with several years spent travelling around Italy and Europe as Technical Director for events and in show business. In 2005 she began her activity as a journalist, bringing together both her technical and literary vocations. In 2006 she started Connessioni, to give voice to the system integration sector, which was in its early stages. She is in charge of its planning and editorial coordination, communications projects, events and business management.

Contributors

Administration: Sara Lepri - amministrazione@connessioni.biz Print: Menegazzo - www.menegazzo.it Tutti i diritti di riproduzione degli articoli e/o delle foto sono riservati. Manoscritti, foto, disegni, quando non esplicitamente richiesti, non vengono restituiti.© Connessioni, Viale Poggio Imperiale 46/A, 50125 Firenze. Registrazione al Tribunale di Pesaro n.540 del 9/10/2006. Informativa ai sensi dell’art. 13, d.lgs 196/2003. I dati sono trattati, con modalità anche informatiche, per l’invio della rivista e per svolgere le attività ad essa connesse. Titolare del trattamento è: Connessioni, Viale Poggio Imperiale 46/A, 50125 Firenze. Le categorie di soggetti incaricati del trattamento dei dati per le finalità suddette sono gli addetti alla registrazione, modifica, elaborazione dati e loto stampa, al confezionamento e spedizione delle riviste, al call center, alla gestione amministrativa e contabile. Ai sensi dell’art.7, d.lgs 196/2003 è possibile esercitare i relativi diritti tra cui consultare, modificare, aggiornare o cancellare i dati, rivolgendosi al titolare che succitato indirizzo. Informativa dell’editore al pubblico ai sensi dell’art.13 lgs 196/2003. Ai sensi del decreto legislativo del 30 giugno 2003, n°196 e dell’art.2, comma 2 del Codice deontologico relativo al trattamento dei dati personali nell’esercizio dell’attività giornalistica, Connessioni – titolare del trattamento – rende noto che presso i propri locali siti in Viale Poggio Imperiale 46/A, 50125 Firenze, vengono conservati gli archivi di dati personali e di immagini fotografiche cui i giornalisti, praticanti, pubblicisti e altri soggetti (che occasionalmente redigono articoli o saggi) che collaborano col predetto titolare attingono nello svolgimento della propria attività giornalistica per le fi nalità di informazioni connesse allo svolgimento della stessa. I soggetti che possono conoscere i predetti dati sono esclusivamente i suddetti professionisti, nonché gli addetti preposti alla stampa ed alla realizzazione editoriale della testata. Ai sensi dell’art.7, d.lgs 196/2003 si possono esercitare i relativi diritti, fra cui consultare, modificare, cancellare i dati od opporsi al loro utilizzo, rivolgendosi al predetto titolare. Si ricorda che, ai sensi dell’art.138, d.lgs 196/2003, non è esercitabile il diritto di conoscere l’origine dei dati personali ai sensi dell’art.7, comma 2, lettera a), d.lgs 196/2003, in virtù delle norme sul segreto professionale, limitatamente alla fonte della notizia.

Connessioni Srl Viale del Poggio Imperiale, 46/a - 50125 - Firenze Tel/Ph.:+39 055 0139650 - Fax/fax:+39 055 0139653 info@connessioni.biz CONNESSIONI Magazine è stampato su carta Reprint DeLuxe, carta riciclata con marchio EcoLabel e prodotta con fibre provenienti da foreste gestite responsabilmente dalla cartiera Arjo Wiggins. www.arjowigginsgraphic.com

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Maggio May 2013

Alessandro Bertoni

Stefano Cavese

Da sempre animato da grande curiosità a volte un po’ troppo vivace, la sua formazione è stata variegata… una maturità scientifica seguita da studi in corso presso il DAMS Musica di Bologna, e affiancata da dieci anni di conservatorio come studente di organo e composizione, per approdare a un diploma alla Scuola di Acustica dell’Università di Ferrara. Ha però sempre lavorato nel mondo dell’audio, iniziando con uno studio di registrazione, per passare alla TV, agli inverni in teatro e le estati per palchi di festival jazz come sound egineer. Oggi è responsabile del settore Pro Audio di un’azienda italiana che distribuisce apparecchiature audio, video e lighting.

Libero professionista, lavora nel campo delle installazioni e consulenza sui sistemi Audio/Video e integrazione con esperienza più che decennale nei diversi campi: residenziale, conference, educational e musicale. Da sempre è impegnato nel favorire la collaborazione tra i professionisti del settore, il confronto delle idee e il conseguente sviluppo di prodotti e servizi innovativi. Costantemente alla ricerca di aziende all’avanguardia, è attento ai rapporti tra scuola e impresa e promotore di progetti educativi e corsi professionali.

Audio Consultant & Contributor

He has always been driven by great curiosity, at times a little too lively. His educational background is somewhat variegated.. a scientific high school diploma followed by studies at the DAMS Musical college of Bologna, alongside 10 years of conservatory as an organ and composition student, to achieve a diploma from the Acoustic School of Ferrara University. He has always worked in the audio sector. Starting in a recording studio, he moved on to TV, and later to theatre in winter and jazz festivals in summer as a sound engineer. He is currently responsible for the Pro Audio sector of an Italian business that distributes audio, video and lighting equipment.

Contributor

A freelancer in the Audio/Video sector, specialising in system installation, consultancy and integration He has over ten years of experience in a range of different fields: residential, conference, educational and musical. From the start of his professional life, his main objectives have included encouraging collaboration between the professionals in the sector, and comparing ideas in order to then develop innovative products and services. He is constantly on the lookout for cutting edge companies, and committed to developing the relationship between school and business, by organising educational projects and professional training courses.

Bruno De Nisco Contributor

Ingegnere, master in HBA ed energie rinnovabili, è libero professionista, progettista di impianti integrati e tecnologie speciali per gli edifici, consulente di progettazione integrata e di aspetti energetici, ed esperto di normativa e conformità degli impianti e tecnologie. È altresì docente in master e corsi di specializzazione postuniversitari e di aggiornamento su tematiche energetiche e normative. Engineer, with a master’s degree in HBA and renewable-energy sources, he is a free lancer, designer of integrated systems and special technologies for buildings, consultant of integrated design and energy aspects, and expert on regulations and conformity of systems and technologies. He also teaches in master’s courses and post-graduate specialist and refresher courses on energy and regulatory issues.


Alessandro Vismara Advisor

Imprenditore nel settore nautico , con l’attuale azienda Vismara Marine ha creato un vero e proprio atelier ove si progettano e costruiscono imbarcazioni su misura ad alta tecnologia. Appassionato di ricerca e di integrazione di sistemi , in virtù della sua esperienza nella gestione aziendale e nelle nuove tecnologie, affianca il team di Connessioni in qualità di consigliere. Entrepreneur in the marine industry, with the current company Vismara Marine he has created a veritable atelier where high-tech motor and sail powered yachts are designed and constructed to specific customer requirement. Passionate about research and systems integration, by virtue of his experience in business management and new technologies, he is involved with Connessioni like a advisor.

Barbara Trigari

Project manager consultant & Contributor Giornalista pubblicista dal 2005, si occupa da sempre di tecnologia, dapprima legata all’ambito musicale, per le riviste SM Strumenti Musicali e Backstage, poi InSound, successivamente di audio e video professionale seguendo sin dalla nascita Connessioni. Come giornalista free-lance collabora anche con il settimanale specializzato GDOWEEK de Il Sole 24 ore, per il quale segue anche la rubrica fissa “Il Tavolo IDM-GDO”. Free-lance journalist since 2005, she has always dealt with technology, initially connected with the music sector, for the magazines SM Strumenti Musicali and Backstage, then InSound, later with professional audio and video supporting Connessioni from its birth. As a freelance journalist she also contributes to the specialist weekly magazine GDOWEEK of Il Sole 24 ore, in which she also has a column entitled “IL Tavolo IDM-GDO”

Paolo Sacchetti

Valentina Bartarelli

Sara Lepri

Si avvicina molto presto al mondo della musica e dell’audio, con uguale passione per l’aspetto artistico (come pianista professionista), che tecnico; con il boom della Rete si interessa a Internet e ai suoi linguaggi, in continua evoluzione. Tutto questo lo ha portato a diverse collaborazioni con molti importanti brand dell’audio professionale e strumenti musicali. Ultra-patito di Wordpress, è “ossessionato” dall’importanza dei contenuti come molla che alimenta la vita del Web e dei social media. Dal 2009 lavora con Connessioni.

Laureata in Logica del linguaggio, ha scritto per diversi quotidiani e settimanali per poi entrare nello staff di Exibart - piattaforma multicanale dedicata all’arte contemporanea dove è rimasta per otto anni prima di entrare nel team di Connessioni. Appassionata di fotografia, cinema, tecnologia e letteratura è curiosa per natura e loquace per vocazione.

Ha maturato esperienza in campo commerciale e amministrativo lavorando presso un’agenzia di rappresentanza e, successivamente, per una realtà che fornisce servizi agli studi di Commercialisti. Oggi lavora in Connessioni, dove tiene le redini dell’amministrazione e dell’ufficio con puntualità e piglio deciso, compensando la vena “estrosa” della redazione.

Web Editor

From a young age he became involved in the music and audio business, manifesting an equal passion for the artistic and technical aspect (as professional piano player); with the boom of the Web his interests widened to the Internet and its languages, in continuous evolution. This has resulted in several collaborations with many important brands in the professional audio and musical instruments sector. A fanatic of Wordpress, he is “obsessed” with the importance of contents as the spring which feeds the life of the Web and social media. He has been working with Connessioni since 2009.

Editor

Graduated in the Logic of language, has written for several newspapers and magazines before joining the staff of Exibart - multichannel platform dedicated to contemporary art - where it remained for eight years before joining the team of Connections. Passionate about photography, cinema, technology and literature is curious by nature and by vocation talkative.

Accounts department

She gained experience in the commercial and administrative sphere working with a representation agency and, later, with a company that provides services to Chartered Accountants offices. She currently works in Connessioni as administration and office manager and carries out her tasks with precision and decisiveness, making up for the “whimsical” streak of the editorial team.

Matteo Fontana

Alberto Forchino

Giorgio Gianotto

Laura Lazzerini

Lelio Simi

Laureato in Lettere, ma con interessi variegati e multiformi che vanno dalla letteratura al cinema, con tutto ciò che di umanistico e tecnologico c’è in mezzo. Scrittore di mestiere e di passione, si occupa anche di sceneggiatura, regia e produzione, e ama seguire da vicino lo sviluppo tecnologico nel settore del video professionale. Il tentativo, da letterato, è di offrire uno sguardo il più possibile eclettico e originale sul mondo del video e delle tecnologie connesse.

Ingegnere delle Telecomunicazioni, dopo diverse esperienze nel campo della ricerca applicata alle telecomunicazioni in Italia e negli USA, è oggi responsabile progetti di innovazione tecnologica in ambito Telecomunicazioni, Videosorveglianza, Sicurezza e infomobilità per il Gruppo Torinese Trasporti. In tale veste, è responsabile di progetti di Ricerca e Sviluppo finanziati dalla Commissione Europea quali Caretaker, Vanaheim, Smart-way.

Ingegnere Elettronico, Audio Video & Home Automation Designer certificato CEDIA, system integrator, ha collaborato alla realizzazione di progetti di prestigio, specialmente nel settore nautico, ma non solo. Nel 2011 ha vinto vinto il premio “Best Technician of the Year”, assegnato da CEDIA per la Regione 1 che comprende Regno Unito, Europa, Medio Oriente, Russia, Africa, India e Pakistan.

An arts graduate, but with variegated and multiform interests which range from literature to cinema, with all that is humanistic and technological in between. A writer by profession and passion, he also deals with scripts, direction and production, and enjoys closely following the technological development of the professional video sector. As a man of letters, his attempt is to offer the most eclectic and original view of the video world and connected technologies.

An engineer in Telecommunications, following experience gained in the field of research applied to telecommunications in Italy and in the USA, he is currently responsible for technological innovation projects in Telecommunications, Video surveillance, Safety and infomobility for Gruppo Torinese Trasporti. In this capacity, he is responsible for Research and Development projects financed by the European Commission such as Caretaker, Vanaheim, Smart-way.

GGG, come lo chiamano scherzosamente i colleghi europei e americani, dopo una vita al servizio del suono e più di vent’anni alla direzione tecnica di Bose Italia, è oramai in pensione. Ma non abbandonerà il mondo dell’audio (chi poteva dubitarne...), dedicandosi allo studio di Line Array avanzati, ai training per la progettazione di sistemi di rinforzo sonoro e, naturalmente, alla scrittura. Lasciando ampio spazio al suo hobby preferito: la fotografia naturalistica.

Giornalista professionista dal 2001, da quello stesso anno fa parte della redazione di una delle prime eMedia company italiane, per la quale si occupa di distretti industriali, nuove tecnologie e innovazione. Collabora poi per diverse testate nazionali online e tradizionali e, dal 2005, come freelance e consulente si occupa anche di innovazione (tecnologica e di processo) nelle pubbliche amministrazioni. Da qualche anno tiene il blog personale Senzamegafono, nel quale parla di futuro dei media e nuove forme di giornalismo.

Contributor

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Contributor

Contributor

GGG, as his European and American colleagues jokingly call him, is now retired, after a life spent at the service of sound and more than twenty years at the helm of Bose Italia. He continues to work in the audio world (who would have doubted it..), dedicating himself to the research of advanced line Array, to training for the design of sound reinforcement systems and, naturally, to writing. He leaves plenty of space for his favourite hobby: naturalistic photography.

Contributor

Electronic Engineer, CEDIA-certified Audio Video & Home Automation Designer, and system integrator, she has worked on the realization of important projects, primarily in the nautical sector, and many more. In 2011 she won “Best technician of the year” award, assigned by CEDIA for Region 1 which includes the UK, Europe, Middle East, Russia, Africa, India and Pakistan.

Contributor

Professional journalist since 2001, since then he has been part of an editorial team of one of the leading eMedia companies in Italy, for which he deals with industrial districts, new technologies and innovation. He also contributes to several national online and traditional newspapers and, since 2005, as a freelance and consultant he also deals with innovation (technological and process) in public administrations. For several years he has been managing his personal blog Senzamegafono, in which he deals with the future of media and new forms of journalism.

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Connessioni Magazine - #14 (May 2013)  

In questo numero: SWITCH AL DIGITALE - Anche il cinema cede al lato oscuro dei bit BOSE E EATALY - Il tempio dei gourmet si apre al suono di...

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