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Le barricate devono essere smantellate Il fascismo di Mosca in Spagna di Paul Mattick da: International Communist Correspondence 1937 Il 7 maggio 1937, la CNT-FAI di Barcellona diffonde il seguente ordine: “Le barricate devono essere smantellate! Le ore di crisi sono passate. La calma deve essere ristabilita. Ma poiché delle voci che circolano in città contraddicono il ritorno alla normalità, prendiamo la parola. Le barricate contribuiscono a questa confusione. Non abbiamo bisogno di barricate, non appena i combattimenti sono cessati, le barricate non servono più a nulla ora, e il loro mantenimento rischierebbe di dare l'impressione che vogliamo ritornare alla situazione precedente – e non è cosa vera, compagni, noi cooperiamo allo ristabilimento di una vita civile completamente normale. Tutto ciò che ostacola questo ritorno deve sparire”. La vita normale è ripresa, è il terrore dei fascisti di Mosca: assassinii e imprigionamenti di lavoratori rivoluzionari; disarmo delle forze rivoluzionarie, censura dei loro giornali, delle loro stazioni radio, eliminazione di tutte le posizioni precedentemente conquistate. La contro-rivoluzione ha trionfato in Catalogna, là dove i dirigenti anarchici e del POUM ci avevano così spesso assicurato che si era già sulla strada del del socialismo. Le forze contro-rivoluzionarie del Fronte popolare sono state abbracciate dai dirigenti anarchici. Le vittime dovevano salutare i loro carnefici. “Quando abbiamo tentato di trovare una soluzione e di ristabilire l'ordine a Barcellona”, leggiamo in un bollettino della CNT, “la CNT e la FAI sono state le prime a offrire la loro collaborazione, sono state le prime a formulare la richiesta del cessate-il-fuoco e tentato di calmare Barcellona. Quando il governo centrale ha ripreso il controllo, la CNT è stata tra le prime a porre tutte le sue forze sotto il controllo e a disposizione del rappresentante dell'ordine pubblico. Quando il governo centrale ha deciso di inviare delle forze armate a Barcellona, allo scopo di controllare le forze politiche che non obbedissero ai poteri pubblici, la CNT è stata una volta di più quella che ha ordinato a tutti i settori di facilitare il passaggio di queste forze, che esse potessero giungere a Barcellona e ristabilire l'ordine”. Sì, la CNT ha fatto il massimo per aiutare la contro-rivoluzione da Valenza a Barcellona. I lavoratori imprigionati possono ringraziare i loro dirigenti anarchici per la loro incarcerazione , preludio a un fuoco di artificio dei fascisti di Mosca. I corpi dei lavoratori abbattuti vengono rimossi insieme alle barricate, sono stati ridotti al silenzio affinché i loro dirigenti possano continuare a parlare. Che emozione da parte dei neobolscevichi: “Mosca ha ucciso degli operai rivoluzionari”, gridavano essi. “Per la prima volta nella sua storia, la Terza Internazionale si ritrova dall'altra parte delle barricate. Prima di ciò, essa aveva soltanto tradito la causa, ma ora lotta apertamente contro il comunismo”. E cosa si aspettano questi urlatori indignati dallo Stato capitalista in Russia e dalla sua Legione straniera? Un aiuto per i lavoratori spagnoli?


Il capitalismo sotto tutte le sue forme non ha che una sola risposta per i lavoratori che si sono opposti allo sfruttamento: l'assassinio. Un fronte unito con i socialisti o con i partiti “comunisti”, è un fronte unito con il capitalismo, che non può essere che un fronte unito per il capitalismo. Così come è inutile rimproverarlo a Mosca, non ha senso criticare i socialisti: entrambi devono essere in fin dei conti combattuti. Ma oramai, gli operai rivoluzionari devono realizzare che i dirigenti anarchici anch'essi, questi apparatchik della CNT e la FAI, si oppongono agli interessi dei lavoratori, appartengono al campo nemico. Uniti con il capitalismo, essi lo hanno servito, e là dove le parole erano impotenti, il tradimento era all'ordine del giorno. Domani, potranno sparare contro una rivolta dei lavoratori così come i macellai “comunisti” della “caserma Karl Marx” hanno fatto oggi. La contro-rivoluzione dispiega tutte le sue strade da Franco a Santillan. Una volta di più, così come spesso in precedenza, i lavoratori rivoluzionari delusi denunciano i loro dirigenti traditori, e cercano nuovi e migliori leader, per una migliore organizzazione. Gli “Amici di Durruti” hanno rotto con i dirigenti corrotti della CNT e la FAI, allo scopo di ristabilire l'anarchismo originario, salvaguardare l'ideale, mantenere la tradizione rivoluzionaria. Hanno imparato alcune cosine, ma non hanno imparato abbastanza. Gli operai del POUM sono profondamente delusi da Gorkin, Nin e compagnia. Questi leninisti non sono abbastanza leniniani, e i membri del partito cercano migliori Lenin. Hanno imparato, ma tanto poco. La tradizione del passato pesa come una pietra al collo. Un cambio di uomini e un rinnovamento dell'organizzazione non bastano. Una rivoluzione comunista non è fatta dai dirigenti e da organizzazioni, essa è fatta per i lavoratori, per la classe. Una volta di più i lavoratori sperano in cambiamenti nel “Fronte popolare”, che potrebbe assumere un corso rivoluzionario. Caballero, respinto da Mosca, potrebbe tornare alla direzione della UGT, i cui membri hanno imparato e vedono più chiaramente... Mosca, delusa di non incontrare l'aiuto necessario delle nazioni democratiche, potrebbe ridiventare radicale... Tutto ciò non ha senso! Le forze del “Fronte popolare”, Caballero e Mosca, sono incapaci, anche se lo volessero, di vincere il capitalismo in Spagna. Delle forze capitaliste non possono avere delle politiche socialiste. È soltanto un'altra forma di dittatura capitalista come il fascismo. La lotta deve essere contro il capitalismo. L'attuale atteggiamento della CNT non è nuovo. Alcuni mesi or sono il presidente catalano Companys ha dichiarato che la CNT “non ha pensato a compromettere il regime democratico in Spagna, ma è sinonimo di legalità e ordine”. Come tutte le altre organizzazioni antifasciste in Spagna, la CNT, a dispetto della sua fraseologia radicale, ha limitato la sua lotta alla guerra contro Franco. Il programma di collettivizzazione, in parte realizzato come necessità di guerra, non danneggia i principi capitalisti o il capitalismo in quanto tale. Quando la CNT ha parlato di obiettivo finale, ha suggerito una forma modificata di capitalismo di Stato, nel quale la burocrazia sindacale e i suoi amici filosoficamente anarchici avrebbero il potere. Ma questi stessi obiettivi sono per un avvenire remoto. Non il minimo passo reale in questo senso è stato intrapreso, la minima tappa soltanto verso un vero sistema capitalista di Stato avrebbe significato la fine del Fronte popolare, avrebbe significato le barricate in Catalogna e una guerra civile nella guerra civile. Gli anarchici hanno spiegato la contraddizione


tra la loro “teoria” e la loro “pratica” con tutti i metodi dei falsari, dicendo che “la teoria è una cosa e la pratica un'altra”, che la seconda non è mai così facile come la prima. La CNT ha capito che non aveva veramente un piano di costruzione della società, ha realizzato inoltre che non ha avuto delle masse dietro di sé in Spagna, soltanto una parte dei lavoratori in una parte del paese, ha preso coscienza della sua debolezza, nazionale e internazionale, e le sue espressioni radicali non sono state concepite che per dissimulare l'estrema debolezza del movimento nelle condizioni create dalla guerra civile. Vi sono numerose scuse possibili per la posizione che gli anarchici hanno preso, ma non ve ne sono per il loro programma di falsificazione che ha oscurato tutto il movimento sindacale e ha lavorato al progresso dei fascisti di Mosca. Cercare di far credere che il socialismo è in marcia in Catalogna e che questo è possibile senza rottura con il governo del Fronte popolare, questo significa rafforzare le forze del Fronte popolare nella loro capacità a dettare la loro legge anche ai lavoratori anarchici spagnoli. L'anarchismo in Spagna ha accettato una forma di fascismo, travestito da movimento democratico, per aiutare lo schiacciamento del fascismo di Franco. Non è vero, come gli anarchici cercano oggi di far credere ai loro sostenitori, che non vi erano altre alternative, e che dunque ogni critica contro la CNT è ingiustificata. Gli anarchici avrebbero potuto cercare, dopo luglio 1936, di instaurare il potere operaio in Catalogna, potevano anche cercare di schiacciare le forze governative a Barcellona nel maggio del 1937. Avrebbero potuto marciare contemporaneamente contro i fascisti di Franco e i fascisti di Mosca. Molto probabilmente, sarebbero stati vinti; eventualmente Franco avrebbe vinto e distrutto gli anarchici, così come i suoi concorrenti del “Fronte popolare”. Un intervento capitalista poteva colpire anch'esso. Ma vi era anche un'altra possibilità, benché meno probabile. I lavoratori francesi potevano spingere più lontano dello sciopero; un intervento aperto avrebbe potuto condurre a una guerra nella quale tutti i poteri sarebbero stati implicati. La lotta si sarebbe svolta intorno a questioni chiare, tra capitalismo e comunismo. Qualunque fosse il risultato, una cosa è sicura: lo stato caotico del capitalismo mondiale sarebbe stato ancor più caotico. Senza catastrofi nessun cambiamento di società è possibile. Ogni attacco reale contro il sistema capitalista può comportare un'accelerazione della reazione, ma la reazione sarà là ad ogni modo, anche se è un poco ritardata. Questo ritardo costerà più vite di lavoratori rispetto ad ogni tentativo prematuro di schiacciare il sistema di sfruttamento. Ma un reale attacco contro il capitalismo avrebbe potuto creare delle condizioni più favorevoli all'azione internazionale della classe operaia, avrebbe creato una situazione che avrebbe acutizzato tutte le contraddizioni del capitalismo e affrettato così lo sviluppo storico verso la caduta del capitalismo. All'inizio c'è l'azione. Ma la CNT, ci dicono, si sentiva troppa responsabile verso la vita dei lavoratori. Voleva evitare inutili spargimenti di sangue. Quale cinismo! Più di un milione di persone sono già morte nella guerra civile. Se si deve morire ad ogni modo, meglio morire allora per una nobile causa. La lotta contro il capitalismo nel suo insieme - lotta che la CNT ha voluto evitare non può essere evitata. La rivoluzione dei lavoratori dovrà essere radicale sin dall'inizio, o sarà perduta. Essa richiede l'espropriazione completa delle classi possidenti, l'e-


liminazione di ogni potere che non sia quello dei lavoratori armati, e la lotta contro tutti gli elementi opposti ad un tale corso. Non facendo ciò, le Giornate di maggio a Barcellona, e l'eliminazione degli elementi rivoluzionari in Spagna, erano inevitabili. La CNT non ha mai affrontato la questione della rivoluzione dal punto di vista della classe operaia, ma è sempre stata innanzitutto preoccupata dell'organizzazione. Essa ha agito per i lavoratori e con l'aiuto dei lavoratori ma non si è interessata all'auto-iniziativa e all'auto-azione dei lavoratori indipendentemente dagli interessi organizzativi. Ciò che le importa non è la rivoluzione ma la CNT. E dal punto di vista dell'interesse della CNT, gli anarchici dovevano scegliere tra il fascismo e il capitalismo, tra la guerra e la pace. Da questo punto di vista, essa è stata costretta a partecipare a delle politiche capitaliste-nazionaliste e ha dovuto dire ai lavoratori di cooperare con un nemico allo scopo di schiacciarne un altro, per essere dopo schiacciata dal primo. Le parole radicali degli anarchici non erano fatte per essere seguite, esse non servivano che da strumento nel controllo dei lavoratori per l'apparato della CNT, “senza la CNT”, essi scrivevano fieramente, “la Spagna antifascista sarebbe ingovernabile”. Hanno voluto che i lavoratori partecipassero alla gestione. Non domandavano che la loro parte del bottino, riconoscevano che non potevano avere tutto. Come i “bolscevichi”, essi hanno identificato i loro propri interessi e bisogni organizzativi con quelli della classe operaia. Se ciò che essi avevano deciso era buono, non era necessario che i lavoratori vi pensino e decidano essi stessi, perché ciò avrebbe ostacolato la lotta e creato della confusione, i lavoratori non avevano che da seguire i loro salvatori. Non un solo tentativo di organizzazione e di consolidamento del potere reale della classe operaia. La CNT anarchica ha parlato e ha agito bolscevicamente, e cioè capitalisticamente. Per governare, o partecipare al governo, essa doveva opporsi a tutte le auto-iniziative da parte dei lavoratori e ricondurli nella legalità e la legge del governo. Ma vi erano diverse organizzazioni nell'arena, e non vi è convergenza degli interessi di tutte queste organizzazioni. Ognuna si batte contro tutte le altre per la supremazia, per l'inquadramento dei lavoratori. La divisione del potere da parte di un certo numero di organizzazioni non sopprime la lotta tra di loro. A volte, tutte le organizzazioni sono obbligate a cooperare, ma non è che una partita rimandata. Un gruppo deve controllare. Nello stesso tempo in cui gli anarchici lavoravano a un successo dell'altro, la loro posizione veniva danneggiata e indebolita. L'affermazione della CNT secondo cui essa non lascerebbe dettare le sue scelte da parte di altre organizzazioni, né lavorerebbe contro di loro, non era in realtà che un mezzo per non essere attaccate da loro - un riconoscimento della sua debolezza. Essere coinvolti in una politica capitalista, con gli alleati del Fronte popolare, l'ha separata dalle grandi masse, con il rischio di selezionare la sua élite tra gli elementi imborghesiti. Vi sono delle opportunità. Il fascismo di Mosca è di moda, anche in Catalogna. Per le masse che vedevano nel sostegno di Mosca la forza necessaria per eliminare Franco e la guerra, Mosca e il suo governo di Fronte popolare significavano un appoggio internazionale capitalista. Mosca avendo guadagnato in influenza, le grandi masse della Spagna sono rimaste favorevoli a una continuazione della società dello sfruttamento. Esse sono state rafforzate in questa convinzione dal fatto che gli anarchici non hanno fatto nulla per chiarire la situazione, per mostrar loro che l'aiuto di Mosca non significava niente di più che una


lotta per un capitalismo conveniente ad alcune potenze imperialiste, a rischio di dispiacere ad altre. Gli anarchici sono diventati i propagandisti della variante di Mosca del fascismo, servente quegli interessi capitalisti che si opponevano ai piani di Franco in Spagna. La rivoluzione è diventata il terreno di gioco degli imperialisti rivali. Le masse sono dovute morire senza sapere per chi né perché. L'affare ha cessato di essere l'affare dei lavoratori. E ora, ciò ha anche cessato di essere l'affare della CNT. La guerra può terminare ad ogni momento tramite un accordo di compromesso tra le potenze imperialiste. Può concludersi con una sconfitta di Franco o un successo di Franco; Franco può lasciare l'Italia e la Germania per rivolgersi all'Inghilterra e la Francia; o questi paesi possono smettere di interessarsi a Franco; la situazione in Spagna può evolvere in modo decisivo con la minaccia di guerra in Estremo Oriente; e vi sono anche altre possibilità, la più probabile è la vittoria del fascismo di Franco. Ma qualunque cosa accada, a meno che i lavoratori non erigano nuove barricate anche contro i legalitari, a meno che i lavoratori non attacchino veramente il capitalismo, qualunque sia il risultato della lotta in Spagna, non ci sarà nessun senso reale per la classe operaia, che sarà ancora sfruttata e repressa. Un cambiamento nella situazione militare in Spagna potrebbe costringere il fascismo di Mosca a riprendere il suo travestimento rivoluzionario. Ma dal punto di vista degli interessi dei lavoratori spagnoli, così come dei lavoratori del mondo, non vi sono differenze tra il fascismo di Franco e il fascismo di Mosca, malgrado le differenze tra Franco e Mosca. Le barricate, se esse dovessero essere di nuovo erette, non dovrebbero più essere smantellate. La parola d'ordine rivoluzionaria per la Spagna è la seguente: Contro i fascisti e contro i legalitari. Anche se risultasse vana la lotta per il comunismo, in ragione della situazione mondiale attuale, i lavoratori non hanno altra scelta. “Vale di più il senso del vano che la debole energia spesa su false strade. Preserveremo il nostro senso della verità, della ragione ad ogni costo, fosse anche a prezzo della vanità”.

Il fascismo rosso in Spagna  

di Paul Mattick, 1937

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