MasterMeeting 5-6 - 2018

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MASTERMEETING

0 COP MM 5-6 2018.qxp_MM 27/06/18 12:37 Pagina 1

IL MEGLIO DEL TURISMO BUSINESS&LEISURE

LORENZA LAIN

“Mirabilia” di creatività

Welfare aziendale

Turismo sostenibile Communication Agency Int. srl Anno XXIV - N. 4/2018 Prezzo di copertina E 2,00

MASTER MEETING • 5-6 2018

Ca’ Sagredo

Regioni Divine Food &Hospitality Italia al centro degli investimenti

Sacri Monti

Gli hotel con le spiagge più belle


0 II e III COP MM 5-6 2018.qxp_MM 27/06/18 12:37 Pagina 1


Svegliarsi in una camera d’albergo sarà ancora più piacevole!

MATERASSI - LETTI - DIVANI LETTO - GUANCIALI

www.perdormirehotel.com info@perdormirehotel.com


1 Inserzionisti 5-6 18.qxp_Layout 1 27/06/18 12:39 Pagina 4

INDICE INSERZIONISTI

pag. 24

Amore Specialità Alimentari Parola di Fontanellato (Pr)

45

Blastness srl ­ La Spezia

87

Ecofin Group Soc Cons arl ­ Roma

II cop

Excelsior Palace Hotel ­ Rapallo (Ge)

9

Grand Hotel De La Minerve ­ Roma

Titolare: Icilio Amore

tel. 0521 825224/5/6/7/8 www.amore .it

Presidente: Andrea Delfini

tel. 0187 599737 www.blastness.com

Amministratore: Marco Massarut

tel. 06 87678307 www.ecofingroup.it tel. 0185 230666 www.excelsiorpalace.it

Sales&Marke ng Director: Elena Zavagli Ricciardelli

tel. 06 695201 www.grandhoteldelaminerve.com

11

Gsc Servizi ­ Roma

tel. 06 30993939 www.gscservizi.it

91

Hotel San Rocco ­ Orta San Giulio (No)

tel. 0322 911977 www.hotelsanrocco.it

12

ilSanlorenzo Ristorante ­ Roma

III cop

N&W Global Vending Spa (marchio NECTA) / Vendite Horeca Italia ­ Valbrembo (Bg)

tel. 035 606251­265 www.nwglobalvending.com

79

Nero Hotel Group ­ La Spezia

www.nerohotels.com

7

Pedersoli ­ Assago (Mi)

3

Per Dormire ­ Pistoia

Amministratore: Enrico Pierri

Amministratore delegato: Gianluca Giglio Titolare: Mar no Pedersoli

85

tel. 0645661 www.ragostahotels.com

Sky TV

Zeus Energy Group ­ Roma

4

5­6 2018

tel. 02 48844854 www.pedersoli.com tel. 0573 382781 www.perdormirehotel.com

IV cop Ragosta Hotels Collec on

5

tel. 06 6865097 www.ilsanlorenzo.it

tel. 02 49545102 www.hotel.sky.it Assistant Manager: Simona Randazzo

tel. 06 81153986 www.zeusenergygroup.com

mastermeeting.it



2 Cari lettori.qxp_Layout 1 27/06/18 12:40 Pagina 6

Cari lettori, la stagione turis ca 2018 proce­ de so o i migliori auspici. Il com­ parto leisure marcia con ritmo superiore al 2017 – che è stato già un anno record – grazie an­ che a un livello facilitato del cambio dell’euro. La des nazione Italia ha intanto guadagnato ca­ pacità compe va, grazie al mi­ glioramento dell’offerta e dei servizi, nonostante le difficoltà di Alitalia, ad esempio. Dal se ore degli aeropor si segnalano ulte­ riori e importan progressi di traffico passeggeri a tes mo­ nianza che la fase espansiva ha imboccato una strada posi va che ragionevolmente si man ene almeno sul medio termine. Con­ nua a crescere, inoltre, la capa­ cità del se ore crociere: Costa, Msc e Royal Caribbean – per ci­ tare solo alcuni dei grandi gruppi interessa al Mediterraneo – stanno incrementando gli inve­ s men per nuove navi, facendo così salire l’offerta, e tu o ciò si traduce in un aumento anche dell’intera filiera a servizio di un se ore che movimenta milioni di passeggeri e cos tuisce anche un importante sogge o nel mon­ do Mice. Gli inves men nel comparto alberghiero hanno pe­ sato di gran lunga il miliardo l’an­ no. Nel 2018, per la sola estate, ricorda Federalberghi, sono a e­ si 260 milioni di perno amen ,

6

5­6 2018

per metà provenien dall’estero. E va ricordato che sta crescendo in maniera proporzionale la spe­ sa di bacini di riferimento impor­ tan , come lo shopping e l’eno­ gastronomia. Sarà, dunque, de­ terminante che, su elemen chiave dell’offerta italiana, della nostra capacità a ra va, si con­ centrino sforzi coordina , anche per sfru are appeno le risorse di derivazione comunitaria che, nel caso del turismo – in connessio­ ne con se ori sinergici – potreb­ be mobilitare oltre tre miliardi di euro l’anno per finanziare e so­ stenere proge di inves mento a livello territoriale. È questo il fa ore chiave su cui lavorare e che riguarda il movimento leisure nel suo complesso ma anche e sopra u o il Mice. La compe ­ vità dell’Italia deve crescere in maniera geometrica, esprimen­ do, nel comparto Mice in senso ampio, tu e le potenzialità del sistema che sono tante. L’offerta bleisure è migliorata notevol­ mente. Ora va fa o il salto di qualità sui flussi in previsione di una nuova fase di inves men . Obie vo dichiarato: essere la prima des nazione Mice al mon­ do e rimanerci con pieno tolo e posizioni ina accabili.

Mario Mancini

mastermeeting.it


www.pedersoli.com

Attrazione Profonda MILANO • GENOVA • TORINO • VENEZIA • FIRENZE • ROMA • NAPOLI • COSTA SMERALDA • COSTA AZZURRA • GINEVRA • FRANCOFORTE • BERLINO


3 Sommario 5-6 18.qxp_Layout 1 27/06/18 12:43 Pagina 8

SOMMARIO 66 Le Strade del Vino

4 6

Indice Cari le ori

HOTEL&FINANZA ..................................................

13

No zie sui valori, espansioni, management alberghiero

HOTEL RESTAURANT TREND ..................................

25

GOURMET EXPERIENCE .........................................

46 50 56 64 66 74 76 78

Food&Hospitality Milano da mangiare Regioni divine Le tre Vaselle Resort & Spa Le Strade del Vino La strada del vino Valpolicella Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel&Spa Masi Wine Experience

Sfizio by Eataly ­ Rosa Grand Milano Starhotels Collezione

PARADISI DIETRO L’ANGOLO ................................. COVER STORY ......................................................

28

80

Alberghi ad un passo dalle spiagge più belle

Ca’ Sagredo Hotel. “Mirabilia” di crea vità

88 Alla scoperta dei Sacri Mon SCENARI DEL TURISMO ........................................

32 34 38 42 44

Federalberghi: sosteniamo il futuro dell’Italia Italia al centro Il turismo va ad alta velocità 2018 all’insegna della crescita per Novotel Esperienza e crea vità al centro di Imex 2018

84 86

Soleinme Resort Vivosa Apulia Resort

ITINERARI D’ARTE E CULTURA...............................

88

Alla scoperta dei Sacri Mon

TREND.................................................................

50 Milano da mangiare 8

5­6 2018

94

Turismo sostenibile, una priorità improrogabile mastermeeting.it


GH de la Minerve 4_2018.qxp_Layout 1 07/05/18 15:38 Pagina 1

Il Grand Hotel de la Minerve è ospitato in un magnifico palazzo Seicentesco situato in Piazza della Minerva, nel cuore del centro storico di Roma a pochi passi dal Pantheon, Piazza Navona e Piazza di Spagna. L’Hotel ha 135 camere ampie e lussuose molte delle quali con una vista incantevole sui tetti di Roma. La proposta meeting include quattro sale di diversa capienza: per eventi aziendali e ricorrenze particolari è ideale lo splendido salone Olimpo mentre per incontri piĂš riservati le sale Iside, Cavour e Galileo. Il fiore all’occhiello della struttura è senza dubbio la bellissima terrazza con vista a 360° sulla cittĂ eterna dove è ospitato il ristorante ‘Minerva Roof Garden’ aperto tutto l’anno a colazione, pranzo e cena. Sulla terrazza dell’Hotel è possibile inoltre organizzare eventi esclusivi, dalle cene di gala eleganti e suggestive agli eventi privati con un servizio sempre ricercato e personalizzato.

Piazza della Minerva, 69 00186 Roma Tel. 06 695201 - Fax 06 6794165 Email: info@grandhoteldelaminerve.com www.grandhoteldelaminerve.com www.minervaroofgarden.it


3 Sommario 5-6 18.qxp_Layout 1 27/06/18 12:43 Pagina 10

SOMMARIO

INSIDER ..............................................................

126

Non siamo più figli delle stelle

ECONOMIA E BELLEZZA.........................................

128

Italia al bivio: è ora di crescere

IL PARERE DEL LEGALE..........................................

100 Lefay Resort 100 102

129

Affari coi viaggi d’affari

Lefay Resort

FINANCE CONFIDENTIAL .......................................

Rimini scomme e sul wedding

130

Shopping tradizionale o acquisto on­line?

TOP MICE HOPITALITY .........................................

106

Radisson Hotel Group

TOP QUALITY AL SERVIZIO DELL’OSPITALITÀ..........

108

Re.Ale. Non semplice outsourcing

MONDO IMPRESA ................................................

110

134 Smart Working

Tu pazzi per il Welfare aziendale

ANDAVA TUTTO BENE?......................................... MARKETING&COMUNICAZIONE .............................

116

132

Quanto costa poco la pizza Margherita!

Marke ng olfa vo in hotel

LA PAROLA AL FORMATORE .................................. UOMINI AL TOP ...................................................

120 124

133

Minimalismo, logorroici e poesia

Massimo Tor Raffaele Longo

RISORSA UOMO ...................................................

134 140

Smart working Il valore dell’esperienza

L’OUTSOURCING CHE FUNZIONA ............................

144

Inizia ve Venete

LE VIE DELL’INCENTIVE.........................................

148 106 Radisson Hotel Group 10

5­6 2018

154

Mee ng a Disneyland Paris. Tu a un’altra storia

Indirizzi mastermeeting.it


GSC 7_2017.qxp_Layout 1 25/07/17 09:32 Pagina 1


SanLorenzo 11-12_2017.qxp_Layout 1 22/12/17 14:33 Pagina 1

Nel cuore di Roma, in via dei Chiavari, dieci anni di cucina di mare d’eccellenza: al Sanlorenzo la parola d’ordine è cucina di ricercata materia prima, moderna per leggerezza ed immediatezza dei sapori, un percorso tra i profumi del Mediterraneo. Tra i piatti must i crudi, gli immancabili spaghetti ai ricci, i crostacei e il pescato fresco che arriva giornalmente. Il servizio è ispirato al modello delle grandi maison francesi senza perdere il fascino dell’accoglienza di una ricercata casa borghese contemporanea, con la possibilità di mangiare anche al bancone con uno chef dedicato. La cantina vanta oltre 900 etichette di grande taratura e di respiro internazionale. Attraversando la strada al civico 57 ecco l’ingresso del GentileSanlorenzo, una boutique alimentare di classe con gastronomia pret a porter centrata sui piatti della tradizione campana. “Un pezzo della mia terra, nella terra che mi ha ospitato” dice il patron Enrico Pierri che con la socia Elena Lenzini e l’amico Alberto Zampino hanno dato vita ad una vera e propria bottega del gusto. Il grano del Pastificio Gentile sposa la proposta di mare del Sanlorenzo offrendo l’eccellenza dell’enogastronomia campana sul territorio romano.

ilSanlorenzo ristorante in Roma via dei Chiavari 4/5 00186 Roma t/f +39 066865097 www.ilsanlorenzo.it info@ilsanlorenzo.it

ilGentileSanlorenzo bottega in Roma via dei Chiavari 57 00186 Roma t/f +39 0668805606 www.ilgentilesanlorenzo.it


4 Hotel&Finanza 5-6 18 (3).qxp_Layout 1 27/06/18 12:44 Pagina 13

Notizie sui valori, espansioni, management alberghiero

HOTELLERIE Il nemico si avvicina

HOTEL TRANSACTIONS Il caso Marrio e Starwood

SCENARI L’ Europa e gli inves men


4 Hotel&Finanza 5-6 18 (3).qxp_Layout 1 27/06/18 12:44 Pagina 14

Editoriale di Aureliano Bonini*

Il nemico si avvicina

Airbnb offre da poche se mane una speciale piat­ taforma per i bou que hotel, concept che per noi significa poco perché il 95% degli hotel italiani con le loro 34 camere di media altro non sono che del­ le bou que... ma molto economiche. La novità sta comunque nel fa o che la pia afor­ ma ha un costo rela vamente basso rispe o alle altre OTA. Airbnb le studia tu e. È aggressiva e di­ namica, vuole invadere il mondo degli alberghi ita­ liani che ormai non vedono l’ora di cominciare a lavorare con Airbnb e di usare Uber pur di risultare innova vi e aggiorna . Stando a quello che dicono gli albergatori indipen­ den che hanno aderito alla pia aforma (i primi negli Sta Uni ) “si tra a per ora di fa urato marginale”. La clientela di Airbnb in effe va sulla piat­ taforma alla ricerca di case, stanze e appartamen , non di alberghi. I manager di Airbnb, d’altro canto, furbi e scaltri, sapendo che l’elemento alloggio è prioritario nella definizione di ogni viaggio, cosa fanno? Propongono gli hotel facendo pagare all’al­ bergatore una commissione molto inferiore a quella delle grandi OTA come Booking.com e Ex­ pedia, così da tenere il prezzo finale il più basso

*Aureliano Bonini è esperto di organizzazione alberghiera e hotel management, ha insegnato alle facoltà di Economia dell’Universi­ tà di Perugia, di Rimini e alla Luiss di Roma. Dal 2007 è Lecturer di European Food&Beverage alla Hotel School della Cornell Uni­ versity di Ithaca, N.Y. (USA). Trademark Italia opera nel settore dal 1982 con un portafoglio attuale di 250 alberghi.

14

5­6 2018

possibile. Lo sanno che l’u lizzo della loro pia a­ forma di condivisione con nua ad essere preferita sopra u o dai viaggiatori giovani e dinamici desi­ derosi di fare scoperte il più convenien possibili. Non cercano il lusso, il servizio e le cose irripe bi­ li... costano troppo. Anche se al momento la pia aforma hotel di Airbnb non si integra con i sistemi di ges one de­ gli hotel (almeno non con i principali) come fa in­ vece quella delle OTA, temiamo fortemente il suo sviluppo nel se ore dell’hotellerie. A tu ’oggi, in­ fa , ogni prenotazione deve essere estra a ma­ nualmente da Airbnb e registrata nel PMS dell’al­ bergo, un ostacolo però che i recep onist più ag­ giorna e smane oni sono in grado di aggirare in pochi secondi, una cosa da ridere. A enzione dunque amici albergatori il “nemico” è furbo, ci guarda, ci studia e si sta avvicinando.

Valutare, acquistare e vendere un hotel Master Meeting offre ai suoi lettori un nuovo servizio di consulenza e assistenza rivolto a chi desidera valutare, acquistare o vendere il suo al­ bergo. Contattate la redazione di Master Meet­ ing (tel. 02862327) e sarete richiamati il più rapi­ damente possibile dai nostri consulenti.

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4 Hotel&Finanza 5-6 18 (3).qxp_Layout 1 27/06/18 12:44 Pagina 15

HOTEL TRANSACTIONS

Marriott e Starwood, un caso di finanza alberghiera Starwood acquisita da Marrio sta lentamente sparendo men­ tre quest’ul ma corre veloce. Dal 23 se embre 2016, Star­ wood Hotels & Resorts Wor­ ldwide è diventata una sussidia­ ria indire a interamente con­ trollata da Marrio . Stando alle dichiarazioni ufficiali di Marrio i rendicon finanziari e le di­ scussioni correlate evidenziano per il 2017 una performance fi­ nanziaria eccezionale. L’u le di­ luito re ficato per azione ha totalizzato 4,36 dollari, un au­ mento del 32% rispe o ai risul­ ta combina per l’intero anno 2016. Gli u li re fica prima di interessi, tasse, deprezzamento e ammortamento sono aumen­ ta dell’8% a 3,2 miliardi di dol­ lari. Il reddito a livello mondiale per stanza disponibile (RevPAR) è aumentato del 3% nel 2017 e l’occupazione ha raggiunto il 73%. Marrio ha res tuito 3,5 miliardi di dollari USA agli azio­ nis nel 2017 a raverso riac­ quis di azioni e dividendi e il prezzo medio delle azioni di Marrio è aumentato di quasi il 45%. Insieme ai proprietari e ai fran­ chisee, nel 2017 Marrio ha aperto più di 470 hotel con ol­ tre 76.000 camere arrivando a disporre a livello mondiale di quasi 1,3 milioni di camere. Secondo la compagnia statuni­ tense l’integrazione con Starwo­ od ha con nuato a fornire van­ taggi sia in termini di risparmi sui cos , di vendite globali com­ binate, di risorse umane e di si­ stemi finanziari. Grandi progres­ si sono sta fa anche nella realizzazione di risparmi sui co­ s generali e amministra vi che nel 2018 dovrebbero raggiun­ gere i 250 milioni di dollari. Gli effe posi vi della fusione Marrio ­Starwood a livello fi­ nanziario hanno prodo o un in­ cremento del valore delle azioni Marrio da 89 USD (pre­acqui­ sizione) a 144 USD nel 2018. mastermeeting.it

Cosa resta allora di Starwood? Gli azionis di Starwood sono sta ben retribui e la maggio­ ranza di loro con nua a posse­ dere azioni Marrio . Cercando sulle diverse watchlist della fi­ nanza, Starwood però è scom­ parsa. Questo farebbe pensare che il valore finanziario dei brand sia assolutamente marginale. Che fine ha fa o tu o l’univer­ so Starwood Hospitality (the Luxury Collec on, St. Regis, Wes n, etc.)? E se – come cita­ no i manuali – il valore dell’av­ viamento e del portafoglio, e il pres gio del brand, vengono ri­ compresi nel valore dell’immo­ bile, cosa rimane? Di Starwood*

restano i ma oni e un piccolo inves mento di capitale a Guer­ nsey (Channel Islands), area del­ la sterlina che pare s a già pas­ sando di mano per diventare Kimpton o qualcosa di simile. Tu o questo per dire che forse conviene rivedere certe teorie sul valore dei brand. La qualità conclamata di Starwood, la fa­ ma di un marchio alberghiero che entusiasmava la clientela è svanita, assorbita da una catena più popolare e meno esclusiva, ma quan ta vamente enorme. Al momento comunque sembra che nessuno rimpianga la quali­ tà dei le e del servizio di Star­ wood.

* STARWOOD EUROPEAN REAL ESTATE FINANCE: GUERNSEY ­ ISIN GG00B79WC100 Valore del tolo 106,50 GBP Capitalizzazione in milioni di sterline: 456,40 Titolari delle azioni: • BlackRock Inc. • FIL Limited

11,80% 5,10%

• Old Mutual Plc

17,10%

• Schroder & Co. Limited

15,10%

• Capitale flo ante

50,90%

Blackstone, il gigante che continua a crescere L’offerta di acquisto di Blackstone Group per LaSalle Hotel Proper­ es (valore di 33,50 USD per azione compresi i 4,8 miliardi di debi ) cer fica che anche nel 2018 i fondi d’inves mento vedono nel set­ tore alberghiero un rifugio sicuro. Questa è una no zia par colarmente posi va per tu gli operatori nel se ore dei REIT alberghieri dal momento che questa offerta ga­ ran sce un reddito certo e buoni dividendi ai piccoli azionis che hanno recentemente sofferto per i movimen di Borsa che hanno penalizzato un gigante come General Electric, rifugio di milioni di ri­ sparmiatori. La transazione dovrebbe concludersi nel 3° quadrime­ stre 2018 ed è sogge a all’approvazione di almeno due terzi degli azionis di LaSalle. 5­6 2018

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4 Hotel&Finanza 5-6 18 (3).qxp_Layout 1 27/06/18 12:44 Pagina 16

IL BORSINO DELLE CATENE Accor Hotels (Bourse de Paris)

InterContinental Hotels Group (NYSE)

E49,00

$66,00

48,00

65,00

47,00

64,00

46,00

63,00

45,00

62,00

44,00

61,00

43,00

60,00

5 2018 mar

13 mar

21 mar

27 mar

5 apr

13 apr

21 apr

27 apr

5 13 21 27 mag mag mag mag

Hilton Worldwide (NYSE)

5 2018 mar

13 mar

21 mar

27 mar

5 apr

13 apr

21 apr

27 apr

5 13 21 27 mag mag mag mag

Choice Hotels International (NYSE) $85,00 84,00

$82,50

83,00 80,00

82,00 81,00

77,50

80,00 79,00

75,00

5 2018 mar

13 mar

21 mar

27 mar

5 apr

13 apr

21 apr

27 apr

5 13 21 27 mag mag mag mag

Hyatt Hotels (NYSE)

5 2018 mar

ÂŁ4.600

81,00

4.500

80,00

4.400

79,00

4.300

78,00

4.200

77,00

4.100

76,00

4.000

75,00

3.900

74,00

27 mar

5 apr

13 apr

21 apr

27 apr

5 13 21 27 mag mag mag mag

3.800

5 mar

13 mar

21 mar

27 mar

5 apr

13 apr

21 apr

27 apr

5 13 21 27 mag mag mag mag

5 2018 mar

13 mar

21 mar

27 mar

5 apr

13 apr

21 apr

27 apr

5 13 21 27 mag mag mag mag

MeliĂĄ Hotels International (Bolsa Madrid)

NH Hoteles (Bolsa Madrid) E6,60

E12,75

6,50

12,50

6,40

12,25

6,30

12,00

6,20

11,75

6,10

11,50

6,00

2018

21 mar

Millennium & Copthorne (London Stock Exchange)

$82,00

2018

13 mar

11,25

5 mar

16

13 mar

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5­6 2018

5 apr

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27 apr

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5 2018 mar

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27 apr

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mastermeeting.it


4 Hotel&Finanza 5-6 18 (3).qxp_Layout 1 27/06/18 12:44 Pagina 17

Compravendite e gestioni - maggio 2018 HOTEL IN VENDITA CATEGORIA

CAMERE

LOCATION

4 stelle (prima linea)

130

Giulianova (TE)

4 stelle (standard internazionale) 45

Montebelluna (TV)

4 stelle

70

Verona

4 stelle

90

Sestri Levante

4 stelle

70

Savelletri - Salento

4 stelle

50

Genova

4 stelle

54

Milano (Stazione Centrale)

3 stelle sup.

90

Bellaria Igea Marina

3 stelle

70

Sanremo

3 stelle

45

Ancona

3 stelle

30

Rimini – Viserbella

3 stelle - country house

20

Sant’Omero (TE)

in rosso le vere occasioni di MM

HOTEL IN LOCAZIONE 4 stelle

60

Firenze

3 stelle

56

Riviera Romagnola

CATENA ITALIANA IN ESPANSIONE CERCA HOTEL (AFFITTO-LOCAZIONE) almeno 80 camere di standard internazionale in città capoluogo

in commercio con i marchi Prin­ cipal e De Vere passeranno sot­ to il controllo del marchio Kim­ pton. La società di inves men im­ mobiliari britannica Schroders è, invece, entrata nel se ore al­ berghiero rilevando la società di inves men alberghieri Algon­ quin con sede in Belgio: 43 al­ berghi, per un numero comples­ sivo di 7.500 camere, ges con pres giosi brand come She­ raton, Marrio , Hya , Radisson, Sofitel e la stessa Algonquin. Recentemente Renaissance Ho­ tels di Marrio Interna onal ha annunciato l’apertura di due nuovi airport hotel: il già opera­ vo Renaissance Warsaw Air­ port (225 camere proprio di fronte al Frederic Chopin Inter­ na onal Airport) e il Renaissan­ ce Amsterdam Schiphol Airport, che aprirà invece a novembre. E infine TUI Group, che ha aper­ to due nuovi hotel a brand TUI Blue: il Rocador, un hotel upsca­ le da 211 camere e due risto­ ran nell’isola spagnola di Ma­ iorca e il Marmaris, 279 camere con 3 ristoran e 4 bar, di seg­ mento upper upscale sulla costa egea della Turchia.

SCENARI

L’Europa e gli investimenti Le cose cambiano, il mercato evolve e l’industria alberghiera europea è oggi piena di opera­ tori che desiderano vendere l’a vità e la proprietà. Le no ­ zie in questo primo trimestre molto posi vo sono un invito a fare “cash cow” (ovvero cercare “mucche da soldi”, quei toli in grado di generare con con nui­ tà nel tempo ingen flussi di cassa). Secondo STR Global in­ fa l’occupazione camere in Europa è aumentata nel 2017 del 2,2% (mediamente a quota 64,5%) mentre il prezzo medio è di 100,61 euro. Una situazione di generalizzata salute tes mo­ niata anche dal fermento che si registra nei diversi merca eu­ ropei. Nella Francia di Macron c’è una

gran voglia di riprendersi dopo la preoccupante serie di a en­ ta . Il gruppo Accor, quotato in Borsa e finanziato in prevalenza con capitali pubblici, sta defi­ nendo l’acquisto di Mövenpick per 565 milioni di USD (482 mi­ lioni di euro): 84 hotel in posi­ zione strategica, sopra u o, per il mercato business, più una quaran na di proprietà ancora da sviluppare. In più, il REIT francese Foncière des Régions (FdR) sta procedendo con l’ac­ quisizione di 14 hotel (2.468 ca­ mere) da Starwood Capital Group (Channel Islands) per affi­ darli poi alla ges one a lungo termine di Intercon nental Ho­ tel Group. In Gran Bretagna, entro uno o due anni, gli hotel a ualmente

L’oscura vicenda del Waldorf Astoria di New York In Cina, dove il Governo con­ trolla anche la vita dei suoi ma­ nager, ma sopra u o fuori dalla RPC, circola l’idea che prosperi­ no milioni di imprenditori priva ricchissimi e manager miliardari che liberamente comprano Fer­ rari, mangiano aragoste e bevo­ no champagne. L’incidente del Waldorf Astoria, icona magica per tutti noi del settore, testimonia invece che i manager miliardari cinesi non Segue a pag. 18

mastermeeting.it

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4 Hotel&Finanza 5-6 18 (3).qxp_Layout 1 27/06/18 12:44 Pagina 18

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fanno liberamente tutto quello che vogliono. Piuttosto ubbidi­ scono ai diktat governativi e se non lo fanno rischiano una condanna. Un semplice esem­ pio è quello del fondatore del

miliardi di dollari) dal China In­ surance Security Fund per sta­ bilizzare la propria posizione fi­ nanziaria e per andare alla ricer­ ca di altri inves tori occidentali non alberghieri.

sicurazione, è normale acquista­ re immobili e Wu aveva fa o shopping negli Sta Uni e in Europa. I suoi acquis però non sono sta gradi al nuovo Go­ verno che ha deciso di conside­

gruppo Anbang Insurance, uno dei più importanti e influenti gruppi assicurativi mondiali, in­ vestitore di primo piano nel settore alberghiero internazio­ nale: Wu Xiaohui è stato, infat­ ti, condannato a 18 anni di pri­ gione per frode e abuso di po­ tere (presunta trafugazione di circa 10 miliardi di dollari al­ l’estero). Tutto è accaduto per colpa della crescita vertiginosa (e fastidiosa per il Governo) della compagnia da lui diretta. Sembra incredibile ma, con un processo durato un solo gior­ no, Wu ha subito la più grave condanna mai registrata a un dirigente pubblico. Wu era un manager governativo assimila­ bile ai nostri manager di ENI, ENEL, Poste, Leonardo, ma in Cina il filo tra proprietà privata e appropriazione indebita è molto sottile e purtroppo in quel grande Paese c’è un solo grado di giudizio. Niente Ap­ pello né Cassazione. Anbang, colosso assicura vo ci­ nese commissariato dallo scorso febbraio, ha recentemente rice­ vuto 60,8 miliardi di yuan (9,7

Wu Xiaohui, sposato con una nipote dell’ex leader cinese, Deng Xiaoping, considerato dai giornalis italiani un “mul mi­ liardario” è scomparso dalla cir­ colazione dal giugno 2017. È il primo dirigente di una grande gruppo privato a comparire da­ van ai giudici cinesi in merito alla acquisizione del Waldorf Astoria di New York. Ovviamen­ te, per tu e le compagnie di as­

rarlo “par colarmente pericolo­ so” per il sistema finanziario del Paese. Concludendo, dopo l’affaire Waldorf Astoria e la scomparsa di Wu, conviene ridurre la pas­ sione italiana per le visite alla patria dei fenomeni come Jack Ma, virtuale padrone di Alibaba, una gigantesca “controllata” go­ verna va molto severa con chi l’amministra.

5­6 2018

Cominciano le dismissioni? So o la pressione del governo centrale, che non vede di buon occhio gli inves men esteri in se ori non prioritari, tu e le società cinesi (controllate dal governo) si stanno ri rando dall’industria dell’ospita­ lità. Il gruppo cinese HNA sta definendo la vendita della propria quo­ ta di maggioranza in NH Hotel Group, catena alberghiera molto pre­ sente anche in Italia. Tra i potenziali acquiren del 29,5% delle quote ci sarebbe Blacksto­ ne Group, colosso finanziario statunitense, ma potrebbe esserci an­ che Unipol che da tempo si interessa di hotel e di rice vo. A enzio­ ne però ai desiderata di NH, che non vuole assolutamente che tale quota di controllo venga ceduta ad un’azienda alberghiera rivale. Lo dimostra il rifiuto di unirsi al gruppo alberghiero spagnolo rivale Bar­ celò che nei mesi scorsi fece una generosa offerta per unire le due società. mastermeeting.it


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MARKETING & MANAGEMENT

Le catene possono gestire più marchi? Nessuno può dire che il se ore alberghiero soffra di una mancanza di marchi: sono più di 1.000 quelli a vi e con nuano a mol plicarsi restando comunque nelle mani di pochi. Bas pensare che Marrio ne ha una tren na, Wyndham 20, Hilton 14, AccorHotels 24 senza contare il nuovo acqui­ sto di Mövenpick Hotels o la pia aforma Onefine­ stay, InterCon nental Hotels Group ne ha 15 compresi i “recen ” Regent Hotels. Secondo Tina Edmundson, global brand officer and luxury por olio leader di Marrio Interna o­ nal, “non esistono marchi di troppo … è come essere troppo magri o troppo ricchi”. Marrio e AccorHo­ tels rappresentano le due compagnie alberghiere quotate in Borsa, a ualmente più a ente al­ l’espansione e più dinamiche sul mercato delle ac­ quisizioni. Una visione pica dei manager di que­ sto grandi gruppi che, nella proliferazione dei mar­ chi, vedono una vera e propria sfida imprenditoria­ le. Sono anche consapevoli che maggiore è il nu­ mero di marchi di una catena alberghiera, più alto è il rischio che il business di un singolo albergo ne soffra. Sanno pure benissimo che il rischio viene sopra u o dalla cannibalizzazione interna tra brand dello stesso gruppo e lavorano assiduamen­ te per diluirne gli effe sfru ando al massimo gli elemen trainan dei programmi di fidelizzazione che piacciono alla clientela business e senior. Secondo le compagnie più grandi e famose che coprono una cinquan na di nazioni “i marchi aiutano i consumatori a fare delle scelte”. Ovviamente appartenere a un brand come Accor e Marrio rafforza i rappor commerciali con i frequent tra­ vellers, accentua la fiducia dei consumatori e di­ stribuisce reputa on, awareness e vantaggi sulla filiera degli hotel che fanno parte dello stesso gruppo e che hanno lo stesso loyalty program. Sebas en Bazin di AccorHotels paragona i marchi degli hotel agli amici: “ognuno di noi ha 20, 30, 50 amici. Ci sono amici con i quali ci piace lavorare, altri con i quali ci piace stare a tavola e infine quelli con i quali preferiamo uscire, fare sport, diver rci. Ecco, i marchi sono la stessa cosa. Ognuno ha un proprio DNA, con cara eris che e finalità differen ”. Il vero problema per gli albergatori italiani è capire quali sono i vantaggi di adesione a una catena in franchising o in management contract. Le catene preferiscono piazzarsi con i loro brand a Roma, Milano, Firenze e Venezia, dove però i tassi di oc­ cupazione camere non sembrano avere bisogno di questo di supporto. Quindi non si penetra facil­ mente. Quello che le catene internazionali posso­ no dare sono: a. un ricco portafoglio di clien provenien da na­ zioni che sarebbero altrimen inaccessibili per gli hotel indipenden ; mastermeeting.it

b. gli elemen dis n vi della catena in termini di standard e servizi; c. le capacità superiori di management e di gover­ nance abbinate ad una vera formazione del per­ sonale dipendente. In questo scenario ci sono anche numerose com­ pagnie alberghiere (Radisson è una di queste) che preferiscono avere pochi marchi così da dare a cia­ scuno maggior valore, evitando la confusione tra qualità, comfort, servizi e pologia di clientela (up­ scale, midscale, economy). Con un numero rido o di brand in portafoglio per le catene è più facile pubblicizzare la brand iden ty, comunicare ai clien con la stessa propensione alla spesa e fide­ lizzarli alla marca rendendola più iden taria e ras­ sicurante. Come analis ed esper del se ore alberghiero siamo convin che quando si possiede un numero crescente di marchi, sebbene con il DNA stru u­ rale – ad esempio – di Starwood o Sofitel, ciascun brand ne trae vantaggio in termini di visibilità e

comunicazione. Quando, però, si cerca di lanciare un nuovo marchio, magari trendy, in una ci à nella quale già esiste il brand principale e di riferimento, frequentemente, accade che il nuovo hotel non o enga una posi va considerazione perché non offre vantaggi reali rispe o all’esistente hotel della stessa catena. È lo stesso problema delle automo­ bili: se il nuovo modello “non tuona” per look e prestazioni, la clientela si avvicina, guarda incurio­ sita, ma non compra. Giudica, cri ca e basta. È quello che, in diversi casi, sta succedendo con i nuovi brand che le grandi major dell’hotellerie hanno lanciato, negli ul mi anni, con l’obie vo di ampliare il loro portafoglio stru ure e prendersi nuovi fee di franchising e management contract. Il tenta vo di conquistare consumatori più giovani e seminare sulle generazioni che verranno si è inca­ gliato sulle rocce della clientela abituale, più fedele e affezionata che pensa che “il nuovo deve essere migliore del vecchio, non solo diverso”. 5­6 2018

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ITALIAN HOTEL MONITOR

Molte luci e poche ombre per gli alberghi italiani nel primo quadrimestre 2018 con R.O. e Prezzi medi in aumento

20

Il primo quadrimestre del 2018 va in archivio fa­ cendo registrare la progressiva crescita sia dell’oc­ cupazione camere che del prezzo medio degli al­ berghi italiani. Per la categoria upscale (4 stelle) il tasso di occupazione si a esta al 65,1% (più 1,9 pun rispe o a gennaio­aprile 2017) e prezzo me­ dio camera a 111,36 euro (+1,1%). Italian Hotel Monitor rileva numeri posi vi sia per il turismo business che leisure nella maggior parte delle 39 ci à italiane analizzate, evidenziando, pe­ rò, alcuni segni meno in fa o di prezzo in diverse

che dall’incremento dell’ADR (Average Daily Rate, prezzo medio camera): il dato medio nazionale per la categoria upscale (4 stelle) registra una crescita complessiva del +1,1%. Gli incremen tariffari più significa vi si verificano a Catania (+4,3%), Napoli e Palermo (+3,7%), Milano (+2,5%). Venezia, la cit­ tà con il più elevato con ngente camere luxury, si conferma come al solito la ci à high spending per eccellenza, con un ADR nella categoria upscale di 142,25 euro a no e (in calo però del 2,6% rispe o allo stesso periodo del 2017). Seguono Milano

ci à del nord. A fronte, infa , di soli tre da nega­ vi in termini di occupazione, si registrano ben 16 flessioni del prezzo, molte delle quali localizzate nel nord ovest e nord est della Penisola. Tra que­ ste: Torino, Como, Venezia e Verona. Crescono in­ vece significa vamente le ci à che o engono un tasso di occupazione camere superiore al 60%, ben 12 quest’anno. Al top si conferma Milano, l’unica con una RO oltre il 70% (74,6%). A seguire Roma (69,3%), Firenze (68,3%), Bergamo (66,7%), Genova (66,0%), quindi Torino, Napoli, Bologna, Catania, Siena, Venezia, Udine, Pisa e Palermo. La progressiva ripresa del se ore è supportata an­

(131,23 euro), Firenze (119,12 euro), Roma (117,12 euro). Sopra quota 100 euro anche Napo­ li, Torino, Bologna e Como. Per quanto riguarda gli hotel midscale (3 stelle), che per capacità rice va e diffusione rappresen­ tano la spina dorsale dell’ospitalità italiana, l’occu­ pazione camere arriva al 60,5%, in aumento di 1,5 pun sul 2017. Il prezzo medio (inferiore di circa il 50% rispe o a quello dei 4 stelle), si a esta sui 56,26 euro, in crescita (+1,0%) rispe o al 1° qua­ drimestre 2017. Occupazione camere al 59,8% (+0,3 pun ) e prezzo medio di 362,87 euro (+1,0%) per la categoria luxury.

5­6 2018

mastermeeting.it


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REPORT ITALIAN HOTEL MONITOR - GENNAIO-APRILE 2018 Occupazione e Prezzo per Città

Zoom sulle città Top Ten

Occupazione % Camere Città

Gen-Apr 2018

Gen-Apr 2017

Prezzo Medio

Var 18/17

Gen-Apr 2018

Gen-Apr 2017

Var 18/17

+ TORINO

64,5

63,7

0,8

104,34

105,57

-1,2%

+ GENOVA

66,0

61,4

4,6

96,04

96,14

-0,1%

+ MILANO

74,6

72,5

2,1

131,23

127,98

2,5%

Città

VENEZIA MILANO FIRENZE ROMA NAPOLI TORINO BOLOGNA GENOVA VERONA BARI TOTALE ITALIA

- COMO

49,0

50,9

-1,9

101,07

103,69

-2,5%

+ BRESCIA

48,6

46,0

2,6

84,77

84,60

0,2%

+ BERGAMO

66,7

65,2

1,5

89,07

88,17

1,0%

+ PARMA

58,2

57,7

0,5

86,92

87,63

-0,8%

- REGGIO EMILIA

52,3

52,6

-0,3

84,05

82,93

1,4%

+ MODENA

53,9

52,7

1,2

85,13

85,85

-0,8%

+ TRENTO

53,7

51,1

2,6

84,28

85,42

-1,3%

- BOLZANO

56,2

57,0

-0,8

85,90

86,00

-0,1%

Città

+ VENEZIA

61,1

60,3

0,8

145,25

149,12

-2,6%

VENEZIA MILANO FIRENZE ROMA NAPOLI TORINO BOLOGNA GENOVA VERONA BARI TOTALE ITALIA

- VERONA

51,6

51,9

-0,3

90,74

93,56

-3,0%

+ VICENZA

54,9

52,2

2,7

86,06

86,01

0,1%

+ PADOVA

59,4

56,4

3,0

85,62

85,60

0,0%

+ TREVISO

54,5

54,5

0,0

83,85

84,28

-0,5%

+ UDINE

60,8

58,8

2,0

89,21

88,42

0,9%

+ TRIESTE

57,1

56,4

0,7

90,35

90,46

-0,1%

+ FERRARA

55,8

52,7

3,1

87,45

90,86

-3,8%

+ BOLOGNA

63,6

61,0

2,6

101,20

101,67

-0,5%

+ RAVENNA

59,4

57,6

1,8

86,16

84,41

2,1%

+ RIMINI

56,3

54,5

1,8

85,69

85,82

-0,2%

+ REP. SAN MARINO

52,2

50,9

1,3

83,83

81,73

2,6%

+ FIRENZE

68,3

66,5

1,8

119,12

121,35

-1,8%

+ PISA

60,9

58,9

2,0

90,83

89,29

1,7%

+ SIENA

62,1

59,3

2,8

91,74

89,68

2,3%

+ ANCONA

57,7

55,4

2,3

87,81

86,56

1,4%

+ PESARO

52,3

52,1

0,2

81,62

81,47

0,2%

+ PERUGIA

43,6

39,7

3,9

86,84

85,18

1,9%

+ ROMA

69,3

67,5

1,8

117,12

114,39

2,4%

+ PESCARA

51,5

50,7

0,8

83,11

83,90

-0,9%

+ NAPOLI

64,0

62,8

1,2

106,77

102,99

3,7%

+ BARI

54,2

54,2

0,0

86,15

84,99

1,4%

+ TARANTO

53,3

52,5

0,8

83,55

82,59

1,2%

+ PALERMO

60,8

57,7

3,1

92,53

89,24

3,7%

+ MESSINA

52,0

50,3

1,7

84,07

83,68

0,5%

+ CATANIA

63,2

62,0

1,2

88,43

84,76

4,3%

+ CAGLIARI

55,6

53,6

2,0

86,00

85,03

1,1%

+ SASSARI

54,7

53,3

1,4

84,70

84,01

0,8%

+ TOTALE ITALIA

65,1

63,2

1,9

111,36

110,10

1,1%

mastermeeting.it

Luxury

Occupazione % Camere Upscale Midscale

55,7 64,9 61,2 58,9 59,8

Luxury

445,09 381,35 391,98 306,81 362,87

61,1 74,6 68,3 69,3 64,0 64,5 63,6 66,0 51,6 54,2 65,1

60,5 70,4 67,1 73,7 60,9 58,3 61,6 62,7 52,5 56,1 60,5

Prezzo Medio Upscale Midscale

145,25 131,23 119,12 117,12 106,77 104,34 101,20 96,04 90,74 86,15 111,36

86,94 70,01 61,68 63,76 53,63 54,42 60,52 52,70 53,94 49,70 56,26

Occupazione e Prezzo per Tipologia Tipologia

Luxury Upscale Midscale

Tipologia

Luxury Upscale Midscale

Gen-Apr 2018

59,8 65,1 60,5

Occupazione Camere Gen-Apr Var 2017 18/17

59,5 63,2 59,0

0,3 1,9 1,5

Gen-Apr 2018

Prezzo medio Gen-Apr Var 2017 18/17

362,87 111,36 56,26

359,41 110,10 55,73

1,0% 1,1% 1,0%

Fonte: Italian Hotel Monitor - Trademark Italia

5­6 2018

21


4 Hotel&Finanza 5-6 18 (3).qxp_Layout 1 27/06/18 12:44 Pagina 22

TREND

Quale futuro per gli hotel italiani? Dalle analisi e dagli effe ua dall’Italian Hotel Mo­ nitor e Trademark Italia emergono alcuni trend si­ gnifica vi: • un’offerta customer oriented sempre più indiriz­ zata ai millennials (es. Moxy Hotel). Si tra a di un trend che riguarda sopra u o la fascia degli hotel 3 e 4 stelle. A ques ul mi, però, dire “cu­ stomer oriented” sta facendo perdere di vista la parte più alta ed economicamente più interes­ sante del mercato, ovvero la clientela senior che alimenta sopra u o il mercato alberghiero up­ scale e upper upscale. Non essendoci esper in grado di fare marke ng generazionale con crite­ rio, suggeriamo di indirizzarsi ai millennial (giova­ ni e volubili) con estrema cautela; • lo sviluppo del segmento luxury. È il segmento che cresce di più, sia in termine di ADR che di Room Occupancy, ma inves re in hotel a 5 stelle e 5 stelle deluxe costa 10 volte che farlo in un hotel upscale a 4 stelle. Nonostante questo da­ to, gli inves tori internazionali concentrano la loro a enzione proprio sugli hotel 5 stelle, pun­

tando, sopra u o, sulle grandi ci à metropolita­ ne e quelle d’arte e cultura come Firenze e Ve­ nezia. Considerato questo dato, noto e scontato, diventa alterna vo il ruolo delle catene alber­ ghiere che, pure senza inves re, costringono i proge s ad assicurare gli standard qualita vi che durano a lungo e garan scono agli ospi be­ nessere ed esperienze in grado di generare “por­ tafoglio, lealtà e passaparola”; • il crescente interesse verso le “des nazioni se­ cond best”, influenzate da sen ment e interessi localis ci, sta creando famelici appe . Si stan­ no proge ando inves men immobiliari in de­ s nazioni fuori dai classici circui turis ci nazio­ nali, quasi sempre stagionali, spesso lontane da aeropor e stazioni ferroviarie. Quando si vuole inves re in località turis che stagionali che vir­ tualmente garan scono prospe ve di sviluppo nei mesi caldi o in quelli freddi, ci si deve garan­

22

5­6 2018

re la presenza di un gestore che abbia con sé li­ quidità, passione e una robusta famiglia. Tu e le esperienze italiane di ges one manageriale indu­ striale, tu e le storie di inves men turis ci sta­ gionali apparsi in Italia hanno portato a risulta nega vi. Abbiamo recentemente assis to al fu­ nerale di Valtur che, pure, si era appena fa o inie are denaro fresco dalla Cassa Deposi e Pres . La pelosa storia del “turismo nostro pe­ trolio”, che ha ipno zzato i ministeri romani e la CDP, speriamo venga pe nata dal nuovo Mini­ stro; • il perdurare delle difficoltà delle località termali. Ci sono des nazioni termali con grandi poten­ zialità di sviluppo turis co legate al segmento wellness, ma solo dove intervengono parallela­ mente inves men infrastru urali pubblici per strade e autostrade, stazioni, por e aeropor . Appare insomma improbabile che gli inves men­ priva vadano a buon fine nelle località terma­ li, o quando alla base di tu o ci sta solo un ricco patrimonio ambientale e paesaggis co; • l’a ra vità del Luxury Retreat per i giornalis . L’offerta di Luxury Retreat, di golf resort e di ap­ partamen di lusso in posizioni virtualmente di pres gio accompagnata dal racconto di luoghi incanta e di servizi di po alberghiero come il private butler, il concierge sempre a disposizione e il cuoco privato viene enfa zzato adesso an­ che dalla stampa economico finanziaria. Ci cado­ no quasi tu e poi tocca al Ministro dello Svi­ luppo Economico (il MISE) ripianare e assumerne la ges one; • il rischio di pensare troppo in grande. Il gigante del turismo organizzato tedesco, TUI, ha effet­ tuato un colossale inves mento (180 milioni di euro) in Toscana con il Resort Castelfalfi, basato sulla vendita di ville, case e appartamen (da 5.000 euro al mq) in un territorio bellissimo e fa­ moso. Realizzato un sapiente recupero di case e ma oni esisten e di campi da golf per campio­ ni, gli inves tori non sono felici o perlomeno non lo dimostrano. Diversa l’avventura del gruppo Accor che dispone di capitali pubblici e di know how sufficien per avventurarsi su merca impervi. Ha scelto Onefi­ nestay, pia aforma specializzata nell’affi o di case private esclusive, non in campagna, ma collocate nelle principali ci à internazionali (New York, Pari­ gi, Los Angeles, Roma). La catena francese punta a posizionarsi nel segmento degli affi brevi di lus­ so e business con servizi anche di pulizia, check­in e check­out e lavaggio della biancheria. Un esem­ pio alterna vo di inves mento basato su studi di marke ng e solido background nel campo della hospitality industry. mastermeeting.it


4 Hotel&Finanza 5-6 18 (3).qxp_Layout 1 27/06/18 12:44 Pagina 23

BREAKING NEWS Le aspettative della prossima generazione di viaggiatori Business o leisure, short stay o extended stay, luxury o econo­ my? È un enigma stabilire se i viaggiatori di domani con nue­ ranno a scegliere gli alberghi o opteranno in massa per Airbnb, se tenderanno a mol plicare gli short breaks o consolideranno la loro vacanza principale. Recentemente i leader di nuova generazione delle principali ca­ tene alberghiere mondiali si so­ no riuni per una tavola rotonda organizzata da Hotels per l’Ame­ ricas Lodging Investment Sum­ mit. I risulta non sono sta dei più illuminan : scontata e persi­ no banale è ovviamente l’elevata aspe a va tecnologica dei “nuovi” viaggiatori, che preten­ dono sistemi di prenotazione e infotainment innova vi e smart, poi, però, si lamentano del fa o che il servizio risulta impersona­ le e standardizzato, svuotato dei valori e delle a enzioni di cui, circonda da incertezze sul la­ voro e nelle relazioni personali, hanno scoperto di avere ancora bisogno. Nell’ospitalità le perso­ ne contano ancora molto di più della robo zzazione.

Il primo W Hotel non è più un W Ha rappresentato l’alba dei bou­ que hotel, il modello di riferi­ mento, un must see per tu gli adde ai lavori dell’hotellerie internazionale. Ma, dal 9 mag­ gio scorso, il W Hotel di New York, il primo nato a Manha an, non è più un flagship hotel. Do­ po 20 anni, infa – la sua aper­ tura è del 1998 – il “padre” di tu i bou que hotel è diventa­ to Maxwell Hotel. A New York, chi vuole soggior­ nare in un W ha ancora tre op­ zioni (Times Square, Union Square e Downtown) ma l’hotel che ha reso popolare il concept dei bou que hotel, più di quan­ to riuscirono a fare Bill Kimpton, Ian Schrager e Steve Rubell, è mastermeeting.it

diventato Maxwell, un nuovo brand orfano di Starwood. Grazie ai W Hotels, molte cose che facevano parte sia della tra­ dizione internazionale del seg­ mento luxury sia della gloriosa fabbrica dei design hotel ne­ wyorkesi cambiarono. Piacque­ ro tanto ai viaggiatori da essere trasferi a Los Angeles, Londra e Parigi. I primi le bianchi (senza coprile o), i car valet in t­shirt, il social bar e il ristorante sempre aper , oggi sono cose presen e diffuse in cen naia di hotel anche periferici, anche ita­ liani, grazie proprio all’esperien­ za di un hotel laboratorio come il W di Manha an. Ma ora quel laboratorio creato con lungimi­ ranza da Starwood non c’è più. In sintesi, tra qualche successo, errori e retromarce, la prolifera­ zione dei brand con nua ma non sta economicamente fun­ zionando. I millennials sono un fake segment e le grandi catene stanno imparando che un mar­ chio per essere carico di vantag­ gi ospitali, deve avere mol va­ lori tangibili e intangibili... anche se di gamma economy. E così addio convenienza!

quasi sempre inferiori a quelli degli hotel 4 stelle, ha fa o sì che gli alberghi che iden fichia­ mo di categoria midscale non siano più appe bili per acqui­ ren e inves tori e fa chino sempre più a remunerare il capi­ tale. Trademark Italia sos ene con forza la riqualificazione delle stru ure e la riclassificazione a 4 stelle, anche perché gli hotel 3 stelle sono quelli che più degli altri soffrono o godono della prepotente ascesa di Airbnb, con cui hanno in comune la clientela, certamente più a en­

Tra lusso e Airbnb... La crisi degli hotel di mezzo Non lo dicono solo i da del­ l’Italian Hotel Monitor, lo con­ fermano anche le valutazioni e le analisi che abbiamo effe ua­ to negli ul mi tempi sul merca­ to alberghiero italiano. Nel no­ stro Paese le operazioni di svi­ luppo e inves mento alberghie­ ro riguardano esclusivamente le stru ure a 4 e 5 stelle, meglio se 5 stelle deluxe. Questo no­ nostante la spina dorsale del si­ stema rice vo italiano sia rap­ presentato dagli hotel a 3 stelle che, mediamente hanno 31 ca­ mere, ma rappresentano la po­ logia di offerta alberghiera do­ minante (46,3% del totale na­ zionale). Negli ul mi dieci anni hanno sofferto di più sia a livel­ lo economico che finanziario. Il calo dei prezzi e dei rendimen ,

ta e sensibile al fa ore prezzo. Il vantaggio virtuale degli hotel midscale è che la clientela leisu­ re è pronta ad ada arsi, a dor­ mire in camere a tre e qua ro le , ad acce are servizi spesso infelici in cambio di prezzi molto flessibili. Interesserà i le ori sapere che vendere un hotel a tre stelle non è facile perché poco appe­ bile economicamente e finan­ ziariamente. E adesso – se gli assessori regionali non studiano a entamente la situazione – ar­ riveranno anche i condhotel a cannibalizzare il mercato e fare a pezzi l’intera offerta turis ca degli hotel a tre stelle. 5­6 2018

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Amoretti S.p.a SpecialitĂ Alimentari, 43012 Parola di Fontanellato (PR) Tel 0521.825224 - Fax 0521.825304 - e-mail: info@amoretti.it - www.amoretti.it


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HRT

Hotel Restaurant Trends

SFIZIO BY EATALY del Rosa Grand Milano Starhotels Collezione


HOTEL RESTAURANT TRENDS

5 HRT Rosa Grand.qxp_Layout 1 27/06/18 12:45 Pagina 26

Una case history di successo: Sfizio by Eataly del Rosa Grand Milano ­ Starhotels Collezione A cura di Stefano Bonini

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er gli alberghi di classe internazio­ nale a 4 e 5 stelle, il ristorante è da sempre un punto di riferimen­ to, a ra vo ed evoca vo, nel quale ospi e residen locali possono vivere un momento gastronomico (e di servizio) di alto livello. In un contesto sociale sempre più casual e informale, nel quale i pas fuori casa sono più popular, un elemento in contro­ tendenza è il desiderio del cliente (sia lei­ sure che business) di vivere un’esperien­ za culinaria d’eccellenza, meglio se “d’au­ tore” anche in hotel. Avere un ristorante “firmato” supporta l’albergo, la presenza di uno chef famoso (e magari la prospet­ va di una stella Michelin) è un propel­ lente per la stru ura e il suo team a per­ seguire la strada della qualità. È questo il caso del Rosa Grand Milano ­ Starhotels Collezione che, in occasione della nostra recente visita, ci ha sorpresi per il cambio di passo che ha effe uato proprio a livel­ lo di proposta gastronomica. Qui ha in­ fa avuto inizio, in coincidenza con Ex­

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po 2015, la collaborazione fra Starhotels e Eataly, una partnership che ha afferma­ to la presa di coscienza da parte del gruppo del valore intrinseco di una pro­ posta ristora va di qualità all’interno dei propri hotel. Il ristorante Sfizio by Eataly infa viene ges to dire amente dalla compagnia al­ berghiera (un par colare non scontato) ed è il “laboratorio” nel quale si applicano prioritariamente le buone pra che deri­ van proprio dall’accordo con Eataly: formazione specifica del personale, colla­ borazione nella selezione delle risorse umane, controllo di qualità e fornitura di almeno il 70% dei prodo , privilegiando le filiere corte e i presidi Slow Food. Un percorso che ci consente di affermare che oggi la ristorazione del Rosa Grand è un’eccellenza milanese e italiana, un luo­ go di piacere nel quale fermarsi per un pranzo veloce ma non banale oppure go­ dere di una cena più rilassata e gour­ mand. La visione strategica e la passione per la mastermeeting.it


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HOTEL RESTAURANT TRENDS

ristorazione del general manager Emilia­ no Fucarino si è incrociata in un connu­ bio vincente con l’esperienza e la capaci­ tà crea va di Enzo Pe é, chef dal pres ­ gioso curriculum nel quale spicca anche una stella Michelin, a cui si deve il merito di aver dato nuovo lustro alla ristorazio­ ne di questo grande albergo meneghino. E proprio allo chef Pe é abbiamo rubato qualche minuto per parlare di questo nuovo corso ristora vo di Starhotels e in par colare del Rosa Grand e di Sfizio. Professionista di lungo corso, natali te­ deschi ma passione tu a italiana, Enzo Pe é ha impostato una ristorazione sal­ damente ancorata alla tradizione italiana innovandola con misura, fantasia e crea­ vità. Ispirandosi a chef di indubbia grandezza e solidità come il maestro Gual ero Mar­ chesi, Giancarlo Vissani ed Annie Féolde, Enzo Pe è ci mostra nel corso della no­ stra conversazione non solo tu a la sua passione per il mes ere, ma anche e so­ pra u o il piacere di aver acce ato la sfi­ da di portare la ristorazione del Rosa Grand ad un livello superiore con il sogno di conquistare un’altra stella Michelin. Consapevoli delle differenze tra la risto­ razione tout court e quella d’albergo, gli chiediamo subito quali sono a suo avviso le principali: «In un ristorante d’albergo si ha la possibilità di vivere e respirare a tu o tondo la filosofia della compagnia alberghiera cui si appar ene, alla quale deve allinearsi anche la proposta gastro­ nomica, contribuendo per quanto è nelle sue possibilità a fidelizzare il più possibi­ le gli ospi e conquistarne di nuovi. Vi è inoltre un altro aspe o da tenere in con­ siderazione: il ristornate all’interno di un hotel offre la possibilità di esprimersi molto di più con menu internazionali, de­ clina in chiave crea va senza mai sna­ turare la cucina Italiana... anzi valorizzan­ dola al massimo». Quali sono allora per Enzo Pe é gli aspe determinan per il successo della ristorazione in albergo? «Oltre ovviamen­ te ad una proposta gastronomica di qua­ lità abbinata ad una can na ben fornita, pensando sopra u o alla clientela inter­ mastermeeting.it

nazionale, credo sia imprescindibile ave­ re una loca on di primo livello e uno staff affiatato e competente in grado di garan re un servizio impeccabile, fa o di cortesia, cordialità e professionalità». Servizio cruciale per ogni hotel la cola­ zione, elemento di fidelizzazione fonda­ mentale. Come Execu ve Chef che rap­ porto ha con il breakfast e come cerca di renderlo speciale, in termini di prodo e servizio? «La prima colazione è una com­ ponente determinante per il successo del nostro hotel. È il pasto che tu i nostri ospi consumano, con il quale vogliamo trasme ere loro la nostra passione per il cibo a l’a enzione che poniamo sulla scelta dei prodo . È il primo risveglio e l’ul mo saluto: tu o deve essere specia­ le. I prodo devono essere genuini, fre­ schi, ben presenta e variega . Ma allo stesso modo è molto importante la quali­ tà del servizio offerto: dobbiamo saper riconoscere le abitudini e le preferenze dei nostri ospi e riuscire a trasme ere loro la sensazione di essere coccola , di sen rsi speciali, di essere a casa propria». Per fare in modo che ogni servizio risto­ ra vo sia un successo, compresi i nume­ rosi even ospita al Rosa Grand, da quante persone è composta la brigata di cucina dello chef Pe é? «La mia brigata è composta da 15 persone, di cui 2 assi­ sten fida che sono con me da diversi anni». Al termine del nostro colloquio, abbiamo chiara l’impressione che il Rosa Grand abbia un grande chef e che lui abbia tro­ vato qui le condizioni ideali per contri­ buire al rilancio gastronomico della più importante catena alberghiera italiana. E chissà che questo binomio non arrivi an­ che a conquistare qualche riconoscimen­ to stellato. 5­6 2018

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Ca’ Sagredo Hotel

“Mirabilia” di creatività Lorenzo Quinn ­ Support, installazione a Venezia. Foto Ferruccio Addolori

Con Lorenza Lain, lo storico hotel di Venezia è diventato luogo eccelso di arte e cultura di Luciana Sidari

L’

immagine della scultura di Loren­ zo Quinn “Support”, da maggio 2017 a maggio 2018, ha fa o il giro del mondo, con 240 milioni di visua­ lizzazioni. Le famose “Mani”, un’opera d’arte contemporanea ispirata da Ca’ Sa­ gredo, che rappresenta iconicamente l’essenza di Venezia,dopo più di un anno di esposizione a cielo aperto, hanno la­ sciato il Canal Grande, occupando un posto d’onore nella storia dell’arte mon­ diale degli ul mi dieci anni e me endo a segno un altro primato: per la prima vol­ ta è stata installata una scultura dire a­ mente nelle acque del Canale più famo­ so al mondo, facendo diventare il palaz­ zo parte integrante dell’opera stessa.

L’essenza del Palazzo Entrando a Ca’ Sagredo, una dimora pa­ trizia del XV secolo, si percepisce imme­ diatamente che non si tra “solo” di un hotel o “solo” di un Palazzo veneziano: tu a la stru ura racconta una storia an ­ chissima, di una famiglia, i Sagredo, che furono importan mecena , intelle uali, collezionis nell’arco di secoli. Oggi, ere­ de della loro ricchezza culturale, è la di­ re rice Lorenza Lain che ha trasformato

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Ca’ Sagredo in una sorta di “fucina crea ­ va”, realizzando quello che nel ’600 veni­ va chiamato Mirabilia. A raverso l’inven­ zione e realizzazione di even che spazia­ no dalla scri ura alla musica, dalla poesia all’arte, Lain affida un messaggio chiaris­ simo a Venezia e al mondo: Ca’ Sagredo è un’opera d’arte e, come i minerali di sal­ gemma cita da Stendhal, per gemmazio­ ne, produce altre opere d’arte e d’inge­ gno che accrescono la fama del Palazzo. Viviamo in un’era globalizzata, con rica­ dute posi ve e nega ve che tu cono­ sciamo. Lorenza Lain ha fa o una scelta importante di fondo, consapevole che un prodo o di eccellenza ha necessità di un pensiero indipendente e non di una omologazione. È un Hotel che vive in simbiosi con Venezia, si dedica alla ci à ma con la vocazione internazionale che da sempre lo cara erizza, accoglie ospi speciali, pur rimanendo saldamente lega­ to alla cultura italiana e alla tradizione veneziana.

L’ospitalità di Ca’ Sagredo Monumento nazionale e uno dei Palazzi più importan sul Canal Grande, restau­ rato e aperto nel 2007 come albergo cin­ mastermeeting.it


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que stelle lusso, Ca’ Sagredo è oggi il punto di riferimento per even unici, sia propos dall’esterno che prodo in pro­ prio o in partnership. L’Hotel si dis ngue per l’eleganza dei con­ cer , per gli anniversari le erari e le a ­ vità spor ve, come la “Venice Hospitality Challenge” una regata internazionale che unisce sport e diver mento, vinta per ben tre edizioni da Ca’ Sagredo con il fenome­ nale team dei fratelli Benussi, famosi skip­ per, trionfatori delle ul me Barcolane. L’obie vo è creare appuntamen che di­ ven no un’occasione mondana e di scambio esperienziale tra i più importan­ protagonis del sistema lusso, azienda­ le e di business. L’hotel è diventato lo scenario annuale di festeggiamen , co­ me il 4 luglio per l’Independence Day americano o per gli even di rappresen­ tanza del Principato di Monaco. Da non perdere le serate glamour, durante la Ve­ nice Fashion Week, con le sfilate di alta moda di Eleonora Lastrucci e Michela Gaiofa o. Ca’ Sagredo esprime tu a la sua origina­ lità, collaborando con Clubs elitari come l’Ami é di Montecarlo, lo Skall Club Interna onal, Trois Villes (Montecarlo ­ Cor ­ na ­ Venezia) e l’Associazione del Carnevale che, proprio nel Portego dell’albergo, organizza da mol anni il Concerto in onore del Corpo Consolare in maschera.

Collezione di Premi Ormai non si contano più i premi ricono­ sciu a Ca’ Sagredo nei suoi 11 anni di storia. Il più recente nel 2018, pres gio­ sissimo, è il primo premio assegnato co­ me “Most Roman c City Hotel” d’Europa, agli Amour Awards. Nel 2017 è stato no­ minato da Condé Nast Johansens Awards for Excellence, “Miglior Hotel per matrimoni, feste ed even speciali”, per le sue splendide sale e la Terrazza panora­ mica al quarto piano, ed è stato vincitore assoluto ai “Love Travel Best Wedding Hotel 2017”. Tan anche i riconoscimen e gli incari­ chi riconosciu alla dire rice, alla quale, lo scorso anno, è stato assegnato il Premio Excellent. mastermeeting.it

Chi è Lorenza Lain Lorenza Lain è a ualmente Dire ore dell’Hotel Ca’ Sagredo dal 2007. È entrata nel mondo dell’hotellerie quasi per caso, ma dell’ospitalità ha fa o la sua vocazione. Figlia di un generale dell’Aeronau ca, dopo gli studi a Bruxelles si trasferisce in Cina, assecondando la sua grande passione per l’Oriente e per i viaggi. Rientrata in Italia, dopo una carriera in Starwood Hotels & Re­ sorts, Baglioni Hotels e THI, ha curato personalmente l’ope­ ning del Palazzo. Nel 2017 dalla pres giosa Giuria del Premio Excellent, is tuito da Mario Mancini, le è stato assegnato il premio “Excellent” come “Personalità del Turismo 2017” con la seguente mo vazione: “Con grande passione, Lorenza Lain ha riscoperto e valorizzato l’anima e la memoria storica di Palazzo Sagredo, rendendolo oggi luogo simbolo di ospitalità e crea vità culturale ben oltre la sua naturale vocazione alberghiera”. Oltre al ruolo di GM di Ca’ Sagredo, riveste pres giosi incarichi a livello is tuzionale come: Presidente Skal Interna onal sezione Vene­ zia, Consigliere Categoria Hotel 5 stelle Associazione Venezia­ na Albergatori, Ambasciatore del Principato di Monaco per il Turismo d’Affari, Vice Presidente Interna onal Columbia Asso­ cia on ­ New York, membro del Consilium Management del turismo­Università Ca’ Foscari.

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Lorenza Lain con Furio e Gabriele Benussi, vincitori della 3a edizione della Venice Hospitality Challenge. Foto Dario Rigoni

Dallo Scalone del Longhi al cuore dell’Hotel Lo scenografico Scalone d’onore con straordinari affreschi del Longhi, intro­ duce al cuore del Palazzo: entrando nel “Portego”, lo sguardo è ca urato dagli ampi ricami marmorei della grande qua­ drifora go ca sul fondo del Salone, dalla terrazza, la vista sul Canal Grande è par­ colarmente sugges va. La “Sala Amigo­ ni”, decorata con elegan medaglioni in stucco colorato, che raffigurano divinità mitologiche, si presta a fare da cornice a piccoli even di pres gio. Si passa poi alla “Sala del Doge”, dominata dalla tela collocata a soffi o con “La Sconfi a dei Vizi”, a ribuita a Nicolò Bambini (1651­ 1736) ed incorniciata da preziose deco­

razioni a stucco realizzate dai maestri ­ cinesi Abbondio Stazio e Carpoforo Mazze . E ancora la “Sala del Tiepolo”, con la rinomata scena mitologica su sfondo grigio­azzurro, le ricche decora­ zioni in legno dorato che donano a que­ sta sala un tono di lieve eleganza e la rendono un ambiente perfe o per pic­ coli incontri di lavoro, banche , cene esclusive e raffinate. Nella “Sala della Musica”, dal soffi o a doppia altezza do­ ve pendono an chi lampadari in bronzo dorato, che illuminano le scene affresca­ te, il suono è re indiscusso grazie alla sua acus ca perfe a. L’Hotel offre 42 sontuose camere, ma in una in par cola­ re, la Suite della Biblioteca, sono rappre­ senta il messaggio e lo spirito della fa­ miglia Sagredo.

La cucina di Ca’ Sagredo Ai piaceri dello spirito si accompagnano i piaceri del palato ai quali ci si può dedi­ care senza rimorsi durante il soggiorno, iniziando dalla colazione del ma no, un vero must have, da completare con un pranzo o una cena a lume di candela ser­ vi nell’elegante e vivace terrazza con vi­ sta canal grande del Ristorante l’Alcova,

Venice Fashion Night, sfilata di Eleonora Lastrucci. Foto Wladimiro Speranzoni

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dove la magia di Venezia si rivela con tut­ te le sue seduzioni. Un’experience memorabile per i clien è rappresentata dalla proposta di andare a fare la spesa al mercato di Rialto con lo chef Damiano Bassano, che ene anche un corso di cucina mediterranea, con ciò che è stato acquistato. Il talentuoso Chef pugliese commuta i sapori tradizionali in momen esclusivi di una esperienza culi­ naria plurisensoriale.

La Suite della Biblioteca

I progetti futuri I prossimi mesi saranno sicuramente im­ pegna vi: Lorenza Lain sta pensando a una nuova “creazione” che verrà realiz­ zata per Ca’ Sagredo da uno dei più im­ portan ar s contemporanei, nato a Venezia. Un’opera che si può definire “totale”, sul­ la quale c’è ancora il massimo riserbo. Il proge o, che inizierà il suo percorso ad o obre, sarà ancora una volta un evento indipendente che culminerà nel periodo della Biennale d’Arte. Il tema, lo “Stupo­ re”, farà di nuovo parlare il mondo. Nella ci à che è poesia, verranno da tempo e spazio all’arte più in ma e più profonda, a raverso l’espressione dei

Poe . Venezia è l’essenza della bellezza che è imprescindibile dalla poesia. L’instal­ lazione avrà come tema il linguaggio del colore e i colori dei linguaggi e trasforme­ rà lo spazio di Ca’ Sagredo e intorno a Ca’ Sagredo, in un vero e proprio sogno. Lo Chef Damiano Bassano. Foto Wladimiro Speranzoni

Le serate glamour. Foto Wladimiro Speranzoni

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Federalberghi:

sosteniamo il futuro dell’Italia Durante l’ultima assemblea dell’associazione, in Sardegna, il Presidente Bernabò Bocca ha ribadito l’essenzialità del nesso tra crescita del turismo e crescita del Paese di Davide Depon

«S

iamo in un luogo splendido, la Sardegna, des nazione che esprime al meglio la vocazione turis ca del nostro Paese. Nell’immagi­ nario colle vo internazionale, l’Italia con nua ad essere percepita come il “paese delle meraviglie”. Percezione che corrisponde a verità: è un luogo magico, dove il viaggiatore sa che tu o diventa possibile. Ma, dove non tu o è sempre facilmente accessibile. È importante non dimen care, infa , che è il criterio della raggiungibilità a guidare lo sviluppo di un paese a vocazione turis ca. Se mancano le infrastru ure adeguate, la des nazio­ ne può essere anche la più meravigliosa del mondo ma rimane non fruibile. Que­ sto è un tema fondamentale per la cre­ scita del turismo e del nostro sistema ri­ ce vo, asse portante del se ore. Una cosa è certa: l’industria turis co alber­ ghiera è in grado di creare ricchezza per il Paese. Va da sé che si debba sostener­ la: spero proprio, allora, che la poli ca non res immobile di fronte a un mondo che cambia». È con queste applaudite parole che il presidente di Federalberghi, Bernabò

Bocca, ha dato via, lo scorso maggio, ai lavori della 68a Assemblea della Federal­ berghi, nella località di Porto Cervo in Costa Smeralda. Un incontro che ha visto la partecipazione di oltre 400 persone tra albergatori provenien da tu a Italia, operatori del comparto, imprenditori, giornalis e is tuzioni del territorio. «Mi piace pensare a questo contesto co­ me a un grande laboratorio», ha de o Barbara Argiolas, assessore regionale sardo per Turismo, Ar gianato e Com­ mercio. Gli albergatori sono sta i driver della nostra des nazione e noi gli dob­ biamo molto. Possiamo immaginare in­ sieme nuove mo vazioni di viaggio, che non si limi no al nostro mare ma che aprano anche nuove prospe ve alla sco­ perta de nostro bellissimo entroterra. Per esempio, un tema forte qui è la sosteni­ bilità ambientale sul quale si può lavora­ re ancora molto».

Non perdere il treno della ripresa So o la regia del giornalista Andrea Pan­ cani, vice dire ore de La7, si è svolta a margine dell’Assemblea anche la tavola rotonda “Il turismo che fa bene al futuro ­

Bernabò Bocca e Rodrigo Cipriani Foresio

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Compe vità e sviluppo nel potenziale del brand Italia”. Durante l’evento, oltre al presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca, hanno partecipato al diba to Ro­ drigo Cipriani Foresio, Managing Director per il Sud Europa di Alibaba Group, e il di­ re ore di “Se e” del “Corriere della Sera”, Beppe Severgnini. «Il turismo è uno dei pun di forza dell’Italia», ha esordito Ro­ drigo Cipriani Foresio, «e vogliamo che un numero sempre maggiore di viaggiato­ ri cinesi possa godere appieno delle no­ stre ricchezze. A questo scopo, e per ri­ spondere alle aspe a ve del mercato ci­ nese, abbiamo firmato un protocollo d’in­ tesa con ENIT per promuovere le bellezze del nostro paese su Fliggy, pia aforma di viaggi online parte del grande ecosistema di Alibaba, che dà accesso agli oltre 500 milioni di consumatori a vi sulle pia a­ forme del gruppo». «Gusto, gen lezza, generosità, genialità: sono le qualità che rendono a raente l’Italia agli occhi del mondo», ha aggiunto Beppe Severgnini, «Ma i turis e i viag­ giatori stranieri che arrivano nel Belpae­ se, oggi, si aspe ano anche una quinta G dall’ospitalità italiana: garanzia. La garan­ zia di un buon servizio, di una qualità adeguata, di un prezzo equo. Se sapremo dargliela, l’Italia diventerà turis camente imba bile». «Siamo di fronte ad un mondo che cam­ bia», ha de o, in chiusura, Bernabò Boc­ ca, «e la poli ca non può restare immobi­ le di fronte ad un’evoluzione così veloce. Si prevede che nei prossimi 15/20 anni viaggeranno intorno al globo circa 2 mi­ liardi di persone: bisogna agire “ora” e non “dopo”. La crescita sostenuta del tu­ rismo genera immense opportunità per il benessere economico e lo sviluppo di va­ ste aree del nostro pianeta. Non possia­ mo perdere il treno della ripresa. Anche per questo, quindi, ci auguriamo che il nuovo Governo possa riuscire laddove i preceden hanno fallito: dare regole cer­ te a questo se ore, con par colare riferi­ mento all’evasione fiscale e alle gravi ir­ regolarità generate dalla sharing econo­ mastermeeting.it

my. Noi albergatori siamo, comunque, abitua a tenere duro: e con nuiamo ad essere cer che il turismo possa dare ri­ sposte all’Italia». Anche perché Federal­ berghi si rafforza al suo interno sempre più: proprio in occasione dell’Assemblea di Porto Cervo, infa , è stata data la no­ zia dell’ingresso del Gruppo UNA Spa nell’associazione. La più grande catena alberghiera italiana è entrata così a far parte della principale organizzazione im­ prenditoriale del se ore turis co­rice ­ vo in Italia. Oggi il Gruppo UNA, nato dalla fusione di Atahotels e di UNA Ho­ tels, comprende 40 alberghi, di cui 28 in ges one dire a, disloca lungo tu a la Penisola: da Torino a Catania, passando da Milano, Venezia, Firenze, Forte dei Marmi, Versilia e campagna Toscana, Ro­ ma, Napoli, Taormina e Giardini Naxos.

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Italia al centro Gli investimenti immobiliari nel settore alberghiero della Penisola crescono, grazie a una congiuntura favorevole: ora non bisogna lasciarsi sfuggire le occasioni... di Dante Daverio

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Giorgio Bianchi head of Italy per Pkf hotelxperts

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l se ore real estate dell’hotellerie italiana è vivace e in piena espansio­ ne. A dirlo, ovviamente, non siamo (solo) noi, ma anche la fotografia sca a­ ta da “Tourism Investment”, evento an­ dato in scena lo scorso aprile al Lambra­ te Design District di Milano, durante l’ul­ mo Fuorisalone. «C’era una bella ener­ gia posi va e tanta gente», spiega Gior­ gio Bianchi head of Italy per Pkf hotel­ xperts, «Per una intera se mana si è parlato di hotel, regenera on e proge in corso con le aziende presen . Gli esper del se ore hanno avuto anche l’opportunità di confrontarsi e rifle ere sulle ragioni del boom del se ore del­ l’immobiliare turis co negli ul mi anni». Negli ul mi 3 anni il comparto ha regi­ strato un +150% di giro d’affari con transazioni, nel 2017, per oltre 1,6 mi­ liardi di euro, con Roma che da sola ha assorbito quasi un terzo. Ovviamente di

questo trend se ne è accorta anche l’Eu­ ropa, ad esempio durante il recen ssimo Ihif di Berlino, il più importante appunta­ mento con nentale per gli inves men nel se ore turis co: «Lo stato dell’arte a livello internazionale è molto posi vo», commenta Giorgio Bianchi, «sia in termi­ ni di consun vo che di previsioni. Per quanto riguarda l’Italia, ci aspe amo una forte a enzione sopra u o in Lom­ bardia, Veneto, Toscana, Sardegna, Pu­ glia e Sicilia: il numero di transazioni è già cresciuto in ques ul mi due anni, sopra u o in termini di acquisizione di por olio e non solo di singoli asset. Nel Paese ci sono opportunità con ritorni importan sugli inves men , sopra al 5­ 6%. Anche per gli inves men nelle ri­ stru urazioni e nella regenera on alber­ ghiera, c’è un sen ment posi vo, legato sia alla presenza di incen vi che ai risul­ ta degli ul mi anni, che perme ono di

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SCENARI DEL TURISMO

inves re i proven della ges one. Ov­ viamente non mancano le cri cità: tra le principali richieste rivolte alla poli ca c’è quella di prestare maggior a enzione al­ le “necessità” del comparto turismo, ol­ tre, ovviamente, alla definizione di rego­ le chiare e comuni a tu e le regioni».

Belpaese protagonista nel mondo «La crescita dell’interesse per il mercato immobiliare italiano», ha spiegato, inve­ ce, Michael Widmann, managing partner di Pkf hotelexperts, «è stata favorita dal­ lo know how e dalla situazione venutasi a creare in Europa, in par colare a segui­ to della Brexit. Oggi la classifica vede Portogallo, Spagna, Italia e Grecia insie­ me sul podio. È importante non perdere i vantaggi di questa favorevole congiuntu­ ra». «In un’Europa, che rappresenta un terzo degli inves men immobiliari turi­ s ci del mondo», so olinea Tom Leahy,

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senior director Emea di Rca Analy cs, «l’Italia è un mercato so odimensionato. Potrebbe a rarre mol più capitali. Bas pensare che la Spagna ha a ra o 4 mi­ liardi nel 2017, l’Italia 3 miliardi nell’ul ­ mo triennio, con una prospe va di cre­ scita proprio perché a differenza di quan­ to sta avvenendo in Spagna, in Italia non c’è stata una ripresa dei prezzi, pertanto ci aspe amo ulteriori inves men nel­ l’immediato futuro, sopra u o nel lusso. L’orizzonte è quello di ampliamento dei capitali nel 2018, con una Spagna come

La piscina del Four Seasons di Milano, ci à che oggi a rae mol inves men e proprio nel segmento dell’hotellerie di lusso

Nell’ul mo triennio l’Italia ha a ra o 3 miliardi di euro, con una prospe va di crescita

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terzo mercato globale nell’immobiliare alberghiero e l’Italia sesta».

Club Med, “Project Regeneration 2018”

Tom Leahy, senior director Emea di Rca Analy cs

Michael Widmann, managing partner di Pkf hotelexperts

Durante l’evento “Tourism Investment” sono sta consegna gli Awards per le due categorie: “Project regenera on” e “Investment & Management”. A spuntarla nella prima è stato il Club Med Cefalù, in gara insieme al Melià Calvia Beach Ma­ iorca e al milanese Savona 18 Suites di Blu Hotels. Mentre per la seconda cate­ goria, ha vinto il Th Campiglio Golf Hotel che si è sfidato con l’Ethra Reserve Blu­ serena e il Park Hotel Casimiro di Blu Hotels. Arnaldo Aiolfi, amministratore delegato di Club Med per l’Italia, ri ran­ do il premio ha commentato: «Con il nuovo resort scriviamo una nuova pagina nella storia di Club Med. Il primo “Cinque Triden d’Europa” rappresenta il modello della nostra strategia di inves mento per il riposizionamento verso l’alta gamma. Con nueremo a sviluppare la nostra Ex­ clusive Collec on, che raggruppa i resort più raffina , con nuove imminen aper­ ture».

Th Campiglio Golf Hotel, “Investment & Management 2018”

Arnaldo Aiolfi, amministratore delegato di Club Med per l’Italia

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«Siamo il principale gruppo italiano in termini di ges one di camere nel seg­ mento montagna», ha poi spiegato Gior­ gio Palmucci, vicepresidente del gruppo Th Resorts, commentando il premio “In­ vestment & Management 2018” al Th Campiglio Hotel, «e sappiamo bene che le esigenze dei clien di montagna sono uniche: devi proge are spazi per indoor e outdoor, ristoran in grado di accoglie­ re contemporaneamente tu gli ospi dell’hotel. In generale, come è emerso anche dal Forum, il mercato oggi chiede un’offerta di sempre maggiore qualità. da un hotel ci si aspe a qualcosa in più ri­ spe o a una semplice stanza: chi sog­ giorna è alla ricerca di un’esperienza da ricordare. Il nostro se ore ha una grande opportunità: l’hospitality è tra i primi ser­ vizi che il turista sperimenta quando arri­

va nel Belpaese e a raverso il quale ap­ profondisce la conoscenza del made in Italy. Dal design alle nuove tendenze, dall’arredamento agli s li di vita, la capa­ cità di offrire sugges oni a raverso un nuovo conce o degli ambien rappre­ senta un cardine sul quale si fonda l’of­ ferta.

In Italia, troppe strutture vetuste Durante l’evento milanese, infine, o mi­ smo sul trend posi vo del se ore immo­ biliare turis co è arrivato anche dal mon­ do bancario e dagli “investors” che han­ no confermato le opportunità da coglie­ re, mentre la vitalità del comparto è stata riaffermata anche dagli esponen dei nuovi brand alberghieri. Ques ul mi si sono anche confronta durante un panel moderato da Andreas Mar n, managing partner di Hotelforum Management GmbH. Pochi giorni dopo il Fuorisalone milanese la tema ca, davvero molto di a ualità, è quindi stata ripresa in Sarde­ gna, a Porto Cervo: in occasione della 68a edizione dell’Assemblea di Federal­ berghi, gli esper di World Capital Group hanno infa presentato il “preliminary summary” del primo “Rapporto sul Siste­ ma Immobiliare Turis co Italiano”. Il testo fornisce alcune informazioni generali sul­ lo stato dell’arte del mercato immobiliare turis co in Italia e sulla propensione ad inves re nel mercato da parte degli ope­ ratori coinvol . Secondo il report l’Italia, pur essendo al ver ce dell’ospitalità Eu­ ropea in albergo con oltre 2,2 milioni di pos le o (e seconda solo alla Francia nell’offerta extralberghiera, ma con una maggior varietà nell’offerta) ha molte stru ure vetuste.

Momento propizio per investire Per competere nel mercato del prossimo futuro, che sarà dominato dai millennials e dai turis cinesi, gli alberghi dovranno quindi essere necessariamente ammo­ derna per adeguarsi alle esigenze della clientela. Questa opinione è stata con­ fermata da oltre il 70% degli albergatori che hanno risposto all’indagine di World Capital e Federalberghi. La buona no zia mastermeeting.it


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SCENARI DEL TURISMO

però c’è ed è appunto quella che dice che siamo in un momento alquanto favo­ revole per effe uare inves men ; la si­ tuazione reddituale degli alberghi Italiani, dopo quasi 15 anni di risulta poco con­ fortan , dal 2015 è tornata a salire a tas­ si di crescita superiori alla media euro­ pea; aumenta l’indice di occupazione del­ le camere e crescono anche i prezzi che, finalmente nel 2018 torneranno ai valori del 2001.

Gli alberghi, la tipologia più ricercata «Dal nostro Rapporto», ha spiegato Emi­ lio Valdameri, Head of Hospitality di World Capital, «è sopra u o emerso che, nel 2017, l’incidenza dell’asset class alberghiero sul totale delle transazioni immobiliari in Italia è del 2,5%, (+3,9% ri­ spe o al 2016). Pur se in crescita co­ stante, le compravendite di alberghi in Italia “corporate” rappresentano ancora comunque una quota minima (poco più del 3%) del totale di quelle registrate in Europa. Significa vo è comunque il nu­ mero di alberghi che hanno cambiato ge­ store nell’ul mo anno: dall’indagine in­ fa emerge che il 2% degli alberghi ita­ liani, ovvero circa 600 esercizi, due terzi dei quali con categoria 3 stelle, sono pas­

sa di mano. Inoltre, sempre nel 2017, sono state s mate oltre 150 aperture di nuovi hotel. Insomma, si vede bene co­ me le previsioni per il futuro sono deci­ samente posi ve: l’incremento a eso delle presenze negli alberghi italiani, con conseguente aumento dell’occupazione camere e della reddi vità della ges one, alimenta il desiderio di espansione degli albergatori; sempre dall’indagine si rileva infa che il 13,8% degli albergatori in­ tende aprire una nuova stru ura entro i prossimi 3 anni, mentre solo il 4,5% usci­ rà probabilmente dal mercato. E ancora, dalle ricerche effe uate sul nostro sito (oltre 20.000 uten negli ul mi 12 mesi), emerge ad esempio che il 62% di chi è interessato ad aprire una nuova stru ura rice va è disponibile anche ad acquista­ re l’immobile o il ramo d’azienda, mentre il 38% la cerca solo in affi o. Con il 76%, proprio gli alberghi risultano essere la ­ pologia più ricercata, con una prevalenza di quelli a 3 stelle (43%) rispe o ai 4 stelle (28%) ed ai 5 stelle (9%); il 12% in­ vece si orienta sui B&B, il 5% su residen­ ce/aparthotel, il 4% su villaggi turis ci ed il restante 3% sugli agriturismi. Tra coloro che cercano di acquistare alberghi, il 40% li preferisce al mare, il 38% in ci à, il 15% in montagna e il 7% al lago».

Giorgio Palmucci, vicepresidente del gruppo Th Resorts

Emilio Valdameri, Head of Hospitality di World Capital

Il Savona 18 Suites di Blu Hotels, premiata come stru ura all’avanguardia durante l’evento “Tourism Inves ment”

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SCENARI DEL TURISMO

La costa di Villasimius: la Sardegna è uno dei gioielli turis ci italiani da valorizzare, spiega il report presentato al Forum di Cernobbio

Il turismo va ad alta velocità

È tempo che il sistema Paese (e la politica) se ne accorgano e lavorino insieme al comparto stesso per far crescere l’economia italiana tutta. Ecco perché... di Davide Depon

N

onostante l’Italia sia tra i Paesi più visita al mondo, al turismo non viene ancora riconosciuto il ruolo che gli compete. È un a eggiamen­ to che penalizza il diffondersi, a tu i li­ velli, di una cultura economica del se o­ re che, se, invece, incoraggiata e soste­ nuta, consen rebbe a questo comparto di trainare da solo la crescita del Paese. È questo, in sintesi, quanto hanno raccon­ tato i i da principali dell’analisi “Il valore del turismo in Italia”, realizzata da Con­ urismo e Confcommercio e presentata all’ul mo Forum di Confcommercio a Cernobbio. Insomma il turismo va ad alta velocità, al contrario del sistema Paese, ma al suo apporto presente e futuro al­ l’economia dell’Italia non viene dato il giusto peso, sopra u o in prospe va. Ad essere so ovalutato, spiega ancora la ricerca, non è solo l’aumento costante dei flussi turis ci internazionali avvenuto nel corso di ques anni, ma anche il ruo­ lo del turismo come voce fondamentale

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dell’export, come comparto economico che più ha contribuito all’incremento del valore aggiunto ed, in par colare, dell’oc­ cupazione anche durante la crisi. Un ri­ sultato ancor più importante se si consi­ dera che per il valore aggiunto e l’occu­ pazione sono state prese in esame solo due componen della vasta filiera turis ­ ca, la rice vità e la ristorazione, e non altri elemen come l’intermediazione, l’intra enimento o le professioni turis ­ che. Occorre, dunque, puntare con forza e determinazione su questo se ore per il rilancio del Mezzogiorno e dell’intero Paese. A par re dalla valorizzazione del Piano strategico di sviluppo del turismo 2017­2022 che ha bisogno di risorse specifiche per la sua realizzazione. Tu “sul carro” del turismo allora: e per chi non fosse ancora convinto ecco la “fred­ da” cronaca da Cernobbio, ovvero i nu­ meri del turismo, che in quanto numeri non mentono mai. Bisogna quindi innan­ zitu o notare come negli ul mi dieci an­ mastermeeting.it


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SCENARI DEL TURISMO

Tab. 1 ­ Italia: arrivi e presenze internazionali (2007­2017). Valori in milioni di euro arrivi 2007

Stranieri

ni il turismo italiano ha potuto contare quasi sempre sulle buone performance della domanda estera. Gli arrivi interna­ zionali sono passa da 43 a 60 milioni (+39,3%) mentre le presenze da 163 a 212 milioni (+29,7%). Anche il turismo interno in realtà ha fa o registrare una dinamica posi va per gli arrivi (+16,7%) mentre le presenze sono rimaste sui li­ velli di 10 anni fa determinando una sen­ sibile contrazione della permanenza me­ dia che è addiri ura scesa al di so o di quella rela va al turismo straniero (3,4 contro 3,5 giorni). I flussi degli stranieri verso l’Italia hanno subito una ba uta d’arresto solo nel biennio 2008­2009 co­ me conseguenza dei primi effe della crisi e nel solo 2017 gli incremen per­ centuali di arrivi e presenze sull’anno precedente sono sta rispe vamente del 5,2% e del 6,3%. Tu o ciò fa capire come il turismo sia una voce fondamen­ tale dell’export con 362 miliardi di euro complessivi negli ul mi dieci anni, supe­ rando l’alimentare, l’abbigliamento e l’ar­ redamento. L’accoglienza è oggi il punto di forza del made in Italy, contribuendo per il 60% al saldo della bilancia com­ merciale tra il 2007 e il 2017 (128 miliar­ di su un totale di 216 miliardi di euro). Poi nell’ul mo decennio i numeri dicono che il se ore è cresciuto di circa 3 miliar­ di e mezzo di euro, registrando il maggio­ re incremento percentuale (+6,8%), men­ tre l’economia italiana ha perso 73 mi­ liardi di euro, di cui ben 67 miliardi a cari­ co di industria e costruzioni.

Un “mondo” di opportunità Oggi insomma, spiega ancora lo studio presentato a Cernobbio, le difficoltà di alcuni se ori non sono solo di cara ere congiunturale ma anche stru urale. In­ dustria, costruzioni, traspor ed in parte anche agricoltura scontano una perdita di valore aggiunto anche nel lungo perio­ do. Non è solo la crisi del 2008­2009 ad aver messo a nudo le difficoltà di ques se ori di creare ricchezza. Ci sono pro­ blemi stru urali che vengono da lontano se si considera che il loro valore aggiunto è oggi inferiore non solo a quello rag­ mastermeeting.it

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presenze 2007

2017

163

212

Italiani

53

62

213

214

Totale

96

122

377

426

Tab. 2 ­ Le 4A del made in Italy Importazioni, esportazioni e saldi (2007­2017). Valori in milioni di euro import

saldo

Accoglienza

export

361.560

233.333

128.227

Abbigliamento

280.768

186.197

94.571

Arredamento

95.237

19.866

75.371

Alimentare Totale

342.453

424.310

–81.857

1.080.018

863.706

216.312

giunto nel 2007 ma anche a quello del 2001. Per il turismo, al contrario, il livello a uale del valore aggiunto è superiore sia a quello di lungo che di medio perio­ do. In quest’ul mo caso è addiri ura quello ad aver mostrato la migliore per­ formance di crescita (+6,8%). Negli ul mi due anni mentre il tasso di crescita del valore aggiunto complessivo è stato ri­ spe vamente dello 0,7% e dell’1,4% quello del turismo è stato del 2,6% e del 4,5%. E ancora più importante nell’Italia di oggi, il turismo offre più opportunità di lavoro. Il 2017 infa si è chiuso con 244 mila occupa al di so o del livello rag­ giunto nel 2008. Il contributo dei diversi se ori di a vità alla dinamica dell’occu­ pazione me e in evidenza le pessime performance di industria e costruzioni che insieme hanno bruciato 1,1 milioni di pos di lavoro. All’opposto emergono in­ vece gli o mi risulta del turismo (+261 mila occupa ), delle professioni (+362 mila) e del tempo libero (+310 mila). Proprio il turismo, misurato a raverso le sue due componen maggioritarie di ri­ ce vità e ristorazione, è il se ore che ha visto crescere di più il lavoro sia nel lun­ go che nel medio periodo. Tra il 2008 e il 2017 l’occupazione nel turismo è au­ mentata di circa il 20% mentre tra il 2001 e il 2017 addiri ura del 43%. La fotografia dell’occupazione dà chiara evi­ denza di quali siano i se ori sui quali il Paese può far leva per far crescere l’oc­ cupazione. Le difficoltà di alcuni se ori non sono solo legate alla congiuntura, ma hanno oramai assunto un profilo che me e in evidenza la loro incapacità 5­6 2018

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SCENARI DEL TURISMO

Carlo Sangalli, presidente di Confcommercio. A destra, Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA (Confederazione Nazionale Ar gianato e PMI)

stru urale di contribuire alla crescita del­ l’occupazione. L’industria così come l’agricoltura hanno oggi un numero di oc­ cupa inferiore del 14% a quello rag­ giunto nel lontano 2001. Nelle costruzio­ ni le flu uazioni della congiuntura sono, invece, più sostenute di quelle di lungo periodo.

Una sfida per il Paese

Luca Patanè, Presidente di Con urismo­ Confcommercio,

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«Come tes moniano i da della nostra ricerca», ha spiegato il Presidente di Con­ urismo­Confcommercio, Luca Patanè, «il turismo è una risorsa preziosissima per la crescita del Paese e il rilancio del Mezzogiorno, ma purtroppo ancora non gli viene riconosciuto il ruolo che merita. Complessivamente negli ul mi dieci anni questo se ore è campione dell’export, è voce primaria del made in Italy con un valore di oltre 360 miliardi di euro, crea più ricchezza e più lavoro con oltre 20% di nuovi occupa , a ra sempre più visi­ tatori dall’estero cresciu del 40%. Alla nuova legislatura e al prossimo governo non chiediamo, allora, privilegi, ma solo interven e strumen per la crescita del comparto e a sostegno dell’a vità delle imprese turis che. Oggi abbiamo final­ mente una strategia di sviluppo del turi­

smo, il Piano strategico 2017­2022, che può accrescere la nostra compe vità, la promozione dell’offerta turis ca, la valo­ rizzazione e la fruibilità dei territori. Pec­ cato che sia un piano che non prevede ancora stanziamen nazionali. È una si­ tuazione paradossale che non può trova­ re gius ficazione nel fa o che da noi il turismo è, a livello cos tuzionale, di esclusiva competenza regionale. Infa , in Spagna, dove l’autonomia amministra­ va locale è molto più marcata della no­ stra, il Governo centrale ha stanziato consisten risorse per questo se ore». «La sfida del prossimo futuro», ha ag­ giunto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, «è quella di aggredire e ri­ solvere i dife stru urali della nostra economia: gli eccessi di tasse e burocra­ zia, i deficit di legalità, infrastru ure e capitale umano che significano per il no­ stro Paese una perdita di 180 miliardi di Pil ogni anno, sopra u o per il Mezzo­ giorno, sempre più distante dal resto del Paese. Oggi sono indispensabili misure che favoriscano una crescita più soste­ nuta e per creare condizioni di mercato più favorevoli per la compe vità delle imprese del commercio, del turismo, dei servizi, dei traspor e della logis ca e delle professioni. Serve un supplemento di responsabilità da parte di tu , poli ­ ca, governo, forze sociali perché l’Italia è a un bivio: o imbocchiamo l’autostrada e spingiamo sull’acceleratore o con nuere­ mo a viaggiare sulla strada statale a velo­ cità rido a». E, tornando più recente­ mente sullo stesso tema, anche Sergio Silvestrini, Segretario Generale della CNA (Confederazione Nazionale Ar gia­ nato e PMI), ha dichiarato: «L’Italia è già ai ver ci mondiali del turismo, ma ha tut­ te le carte in regola per diventare una su­ perpotenza. Un traguardo senz’altro alla nostra portata per la ricchezza e la varie­ mastermeeting.it


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SCENARI DEL TURISMO

Il lavoro del futuro

tà dell’offerta ma che ha bisogno prima di tu o di un coordinamento che tenga insieme un mondo fa o di tante eccel­ lenze diverse e perme a a questa indu­ stria di crescere omogeneamente. Crean­ do ricchezza per tu gli a ori della filie­ ra. È necessario però lavorare dodici me­ si su dodici e non per poche se mane. Impegnando tu o il Paese e non solo al­ cune aree. le indagini concordano: gli in­ troi del turismo possono aumentare an­ cora in maniera consistente e così l’occu­ pazione e il valore aggiunto. Noi siamo già impegna ad assumere tu e le inizia­ ve necessarie per valorizzare le a vità d’impresa, a par re da quelle ar giane, per rendere l’Italia sempre più a ra va. Ma servono infrastru ure, materiali e immateriali, adeguate a competere con successo nella sfida mondiale. Servono servizi di elevata qualità. Servono scuole che formino professionis prepara . È necessaria una mentalità nuova da parte dell’amministrazione pubblica, a ogni li­ vello, principalmente nella modulazione dell’offerta. Nella quale va inserito il “Made in Italy” in tu e le sue declinazio­ ni e, in posizione di primo piano, i pro­ do ar gianali e il saper fare ar giano, per rispondere alla domanda di nuovo turismo che sale dalla clientela mondiale, a cominciare dal turismo esperienziale».

Cornerjob, app specializzata nella ricerca del lavoro a raverso di­ sposi vi mobili, ha pubblicato gli interessan risulta del suo Os­ servatorio sul Mercato del Lavoro per il primo trimestre 2018 e le previsioni per il secondo trimestre. Emerge una grande realtà: Le offerte di lavoro nel turismo­HoReCa nel primo trimestre del 2018 hanno toccato la quota del 25%, con un aumento di 5 pun percentuali rispe o al trimestre precedente e di ben 10 pun rispe o al 2017. «In questo qua­ dro», spiega Eva Maggioni, Head of Sales and Stra­ tegy di CornerJob, «è interessante rilevare come i millennials abbiano cambiato, rispe o alle genera­ zioni preceden , il loro approccio al lavoro, privi­ legiando i se ori che rappresentano la stru ura portante del cosidde o Made in Italy: turi­ smo, manifa uriero e retail. Se ori che, for­ se più di altri, offrono la possibilità di una crescita e di un’esperienza di ampio respi­ ro, non solo dal punto di vista professio­ nale. L’ul mo barometro sul 2017 diffu­ so da Federalberghi, poi, parla chiaro. Il turismo in Italia con nua a crescere (+3% delle presenze rispe o al 2016) e, con esso, l’occupazione nel se ore (+1,9% per il solo comparto alberghie­ ro). E i trend registra da Cornerjob so­ no ancora più posi vi. Mi sento di confermare serenamente che questo se ore crescerà anche nel secondo trimestre 2018. Il turi­ smo in Italia infa non solo vale l’11% del PIL, ma è un se ore che ha saputo, meglio di altri, cogliere le sfide sia dell’innovazione, in­ vestendo nella digitalizzazione, sia della diversificazione. Il fa o, ad esempio, di aver puntato mol ssimo sul segmento enogastronomi­ co ha dato un’ulteriore accelerata alla “rendita di posizione” di cui l’Italia gode con il suo immenso patrimonio ar s co e storico. Un successo che, chiaramente, si traduce in una fonte importante di occupazione. Le opportunità sono mol ssime e i primi a coglierle sono, e saranno sempre di più, i millennials. Che non vedono più nelle professioni legate al turismo e all’HoReCa solo un’esperienza temporanea, magari da sfru are nel corso delle vacanze es ve, ma il punto d’accesso a un proge o professionale stru urato».

Una veduta di Roma: sono sempre di più i turis stranieri che arrivano nella Capitale, come in tu o il Paese, per scoprire lo s le di vita “made in Italy”

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2018 all’insegna della crescita SCENARI DEL TURISMO

per Novotel

Il brand consolida i risultati raggiunti nel 2017 e punta sulla personalizzazione di Claudia Notargiacomo

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on l’evento dello scorso 12 aprile al Novotel di Milano Linate, il brand Novotel si è reso protagoni­ sta di un format inedito e acca vante di incontro b2b che è stato anche l’occasio­ ne per fare il punto sui risulta raggiun ad oggi e per annunciare i prossimi obie vi del Gruppo a livello globale. All’incontro, un originale mix di business e entertainment, hanno presenziato i rappresentan di tu e le sedi di Novotel facen parte del network italiano. In una cornice dinamica, coinvolgente e infor­ male, alles ta ad hoc per favorire al mas­ simo la relazione, ciascun hotel ha potu­ to presentare nel de aglio la propria of­ ferta Mice a un parterre di buyers sele­ ziona . A corredo dei mee ng, non sono manca piacevoli momen di convivialità e di intra enimento, con spe acolo di cabaret e light dinner.

Uno stile unico A raverso questa inusuale formula mista si è voluto raccontare lo s le unico che cara erizza le proposte di Novotel, come quella di vivere gli spazi mee ng secon­ do un mood contemporaneo e uncon­ ven onal che risponde alle richieste di

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una domanda sempre più esigente e mu­ tevole. «Nei nostri hotel è possibile crea­ re even fuori dagli schemi», so olinea Luigi Lima, dire ore generale Novotel «Oggi più che mai pun amo sulla valoriz­ zazione e sulla personalizzazione degli spazi. Nei nostri hotel le aziende posso­ no creare ambien capaci di “comunica­ re” in modo crea vo ed efficace in base a quelle che sono le esigenze del mee­ ng». L’a enzione alla persona è per noi un valore imprescindibile, non a caso è al centro di tu i nostri programmi di for­ mazione».

Numeri e strategie: una riflessione sui risultati raggiunti e obiettivi 2018 Per Novotel, il 2017 ha rappresentato un anno di crescita significa va a 360° in tu i se ori: dalle camere al comparto Mice fino alla ristorazione. «A livello glo­ bale si è registrato un +4%, ma è impor­ tante so olineare che alcune piazze han­ no toccato addiri ura un +30%. Risultato davvero straordinario, è stato il caso di Brescia, per esempio», prosegue Luigi Li­ ma. «Mentre, fuori dall’Italia, sono anda molto bene Spagna, Portogallo, Francia e il mercato greco, con Atene in crescita si­ gnifica va sia a livello di occupazione delle camere, che di sale riunioni». Il trend ha trovato conferma anche nel primo trimestre del 2018 con risulta addiri ura superiori alle aspe a ve. «I presuppos per fare bene anche nella seconda parte dell’anno ci sono tu », conclude Lima. «Per quanto riguarda le strategie a livello globale», fa sapere Giovanni Denisi, re­ sponsabile marke ng dell’azienda «il Gruppo punterà ulteriormente sul posi­ zionamento del brand che, sempre più, vuole allontanarsi dall’idea di marchio standardizzato. Elemento chiave sarà dunque la personalizzazione. Novotel non è da intendersi come luogo di pas­ saggio, facile da raggiungere dagli aero­ por , ma come punto di riferimento per un’ospitalità che fa delle qualità dei ser­ vizi e dell’offerta di proposte tailor made mastermeeting.it


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SCENARI DEL TURISMO

una vera e propria mission: non c’è am­ biente che non si possa personalizzare a seconda delle diverse esigenze. Per esempio, si può cenare, pranzare, fare un aperi vo, o organizzare una festa anche in spazi alterna vi trasforma ad hoc per l’occasione». Innovazione e personalizzazione con­ traddis nguono in par colare la ristora­ zione, mo vo di successo del brand con proposte che variano a seconda del terri­ torio e con una ges one dire a. «Solo una ges one dire a garan sce qualità, cara ere ed eccellenza del ristorante», so olinea Luigi Lima, «per noi puntare sulla ristorazione è un inves mento: fino a ieri la clientela dei nostri ristoran era per l’80% legata al business, oggi è sicu­ ramente più variegata e sempre più aper­ ta al territorio». Rispe o al passato, oggi, insomma No­ votel si allontana in maniera ancora più decisa dalla standardizzazione e sceglie di declinare la propria offerta rice va

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nel mondo, nel rispe o di quelle che so­ no le tradizioni, il mood e le cara eris ­ che delle des nazioni in cui sorgono gli hotel del Gruppo, avendo cura di me e­ re sempre al centro la persona e i suoi desideri. «Che si scelga uno degli hotel del brand per un soggiorno business o per una va­ canza, l’importante è sapere che tu gli spazi si possono vivere a 360° in maniera crea va e dinamica», ribadisce Giovanni Denisi, aggiungendo che «per l’estate, par rà un’importante campagna dedica­ ta alle famiglie, per raccontare il mondo di servizi e facili es che il Gruppo riserva a questa pologia di clientela».

Nelle foto alcuni momen dell’evento b2b al Novotel di Milano Linate

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SCENARI DEL TURISMO

Esperienza e creatività al centro di Imex 2018 Con quasi 9000 persone stimate tra buyers e visitatori, la fiera Imex di Francoforte si conferma appuntamento clou del settore Mice di Ma eo Melani

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a quarta edizione dell’Imex ha de­ cretato Francoforte punto di riferi­ mento per gli adde ai lavori del turismo degli even aziendali. A inaugu­ rare la rassegna, che si è svolta dal 15 al 17 maggio scorso nell’ampio complesso esposi vo ad ovest della ci à tedesca, è stata Gloria Guevara, ceo di WTTC (World Travel and Tourism Council). La manifestazione è proseguita con esposi­ zioni e workshop dedica a temi più cal­ di del momento come l’inclusione sociale e le nuove fron ere degli intermediari di viaggi. Non è mancato neppure il mo­ mento spor vo, con una maratona aper­ ta ai partecipan .

Nel segno dell’innovazione e dell’internazionalizzazione La crea vità e l’esperienza sono sta i pun chiave di questa edizione di Imex. A raverso seminari e dimostrazioni pra­ che sono state presentate invenzioni incredibili come il C2 Skylab, un’a rezza­ tura con sedie e tavoli appesi al soffi o che consente di riunirsi sospesi a mez­ z’aria. A breve arla è stata C2, azienda canadese leader nelle realizzazioni sce­ nografiche. Interessan anche gli inter­ ven nel se ore degli even , dove han­ no parlato planner di mul nazionali co­ me Google, Linkedin e EY. Essendo la Germania una nazione con uno spiccato

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spirito internazionalista, anche la fiera Imex non poteva non essere incentrata sui rappor tra partner europei e del mondo. La globalizzazione, infa , può rappresentare un’opportunità non solo per aggredire nuovi merca e aumentare gli affari, ma anche per migliorare la qua­ lità dell’offerta e della strategia.

La presenza italiana La fiera è stata anche l’occasione per im­ prese e pubbliche amministrazioni italia­ ne di me ere in mostra le proprie poten­ zialità. La Toscana ha presentato il Tosca­ na Promozione Turis ca e il Des na on Florence CVB presentando il nuovo logo Tuscany Mice, mentre l’Italia ha presen­ ziato con 50 partners. Nell’ul mo anno nel nostro paese sono sta organizza 386.897 even che hanno coinvolto 28,2 milioni di arrivi (+8,4% sull’anno), per il 46,1% di provenienza locale, per il 38,9% nazionale, per il 15% internazio­ nale. Un totale di 42,7 milioni di presen­ ze (+21,5% sull’anno). «Pun amo a pro­ muovere l’offerta italiana di turismo con­ gressuale con l’obie vo di presentare le svariate opportunità che il Paese è in grado di proporre in termini di business travel e di even corporate su tu o il territorio, dalle Alpi fino al tacco dello s vale», ha de o Evelina Chris llin, Pre­ sidente di ENIT.

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Food&Hospitality

Milano e la Lombardia sono alla testa della tendenza che vede le eccellenze dell’enogastronomia sempre più protagoniste del mondo dell’accoglienza. Un evento promosso da Assolombarda ha fatto il punto su questo binomio vincente di Ginevra Bartoli, foto di Barbara Ainis

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o impariamo fin da piccoli: per sen­ rci davvero accol e vizia ci ser­ ve di sen re il profumo di una ta­ vola imbandita, il calore della tradizione, la geniale crea vità di chi sa cosa ci piace e inventa abbinamen nuovi e an chi per stupirci e farci felici. Ospitalità e buon cibo sono due anime affini della medesima disposizione all’accoglienza, in famiglia come in viaggio. Così è da sem­ pre, ma oggi, in par colare, il se ore agroalimentare e il turismo enogastrono­ mico sono partner nella creazione di va­ lore per la promozione turis ca di una des nazione. Produzioni di eccellenza, ristoran innova vi e occasioni di degu­ stazione diventano driver per la crescita e la compe vità in un se ore globaliz­ zato. Sono state queste le tema che ap­ profondite durante l’incontro “Food&Ho­ spitality: un valore per Milano” organiz­ zato da Assolombarda, lo scorso 8 mag­ gio, in occasione della Milano Food We­ ek. «Anche se nell’immediato il territorio mi­ lanese non si qualifica come il più vocato per la produzione agroalimentare, in real­ tà esprime aziende di eccellenza, di cui molte piccole e medie, che meritano di essere conosciute e portate all’a enzio­

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ne del consumatore», ha affermato Adriana Pontecorvo, presidente del Gruppo Alimentazione Assolombarda. «Approfondendo la riflessione, ci è ap­ parso evidente un collegamento forte con l’alto livello del sistema dell’acco­ glienza e dell’ospitalità. Le due eccellen­ ze unite e forse ulteriormente comunica­ te in Italia e all’estero ci sembra che pos­ sano davvero rappresentare ciò che ab­ biamo sinte zzato nel tolo dell’inizia ­ va: un valore per Milano». Proprio la cit­ tà, infa , insieme a tu a la Lombardia, ha raccolto la sfida lanciata dai trend del turismo enogastronomico, coinvolgendo le imprese agroalimentari di eccellenza del territorio e gli a ori dell’ospitalità nel comune intento di a rarre nuovi clien e nuovi merca . La capitale meneghina è cresciuta molto nella qualità dei propri ri­ storan e, sempre più spesso, gli alberghi di fascia alta hanno scelto di legare il proprio nome a quello dell’alta ristorazio­ ne e di chef dal pres gio internazionale. «Mai come ora l’a enzione sul food e l’hospitality, coinvolge in par colare la ci à di Milano», ha affermato Francesco Brune , general manager Marrio e presidente del Gruppo Turismo Assolom­ barda. «Expo è stato fondamentale e ora mastermeeting.it


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si sta andando avan . La filiera del turi­ smo è forte e lega le imprese in maniera trasversale. Senza dubbio la ristorazione alberghiera è stata protagonista, in que­ s ul mi anni, di un grande salto di quali­ tà, che le è stato richiesto in termini ine­ quivocabili dal mercato. In passato c’è stata una barriera culturale nei confron dei ristoran in hotel, e c’è ancora in tan­ Paesi, in quelli la ni in par colare. Ma un pranzo, una cena nel ristorante di un hotel milanese possono essere un’espe­ rienza gastronomica significa va, perfet­ tamente in grado di contribuire alla riu­ scita di un mee ng internazionale o di una visita turis ca. Tu o ciò è il fru o di inves men importan realizza dalle imprese alberghiere, che hanno indirizza­ to i loro sforzi verso chef di grande pre­ parazione ed esperienza – spesso “stella­ ” – e materie prime di al ssima qualità. Ed è fru o della passione che non nasce dai programmi televisivi di moda, ma da anni di ricerca. Siamo ambasciatori della

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GOURMET EXPERIENCE

ristorazione di qualità e contribuiamo a portare una nuova immagine di Milano, a fianco della moda e del design. Siamo sulla strada giusta».

Alla prova dei numeri Per fare il punto sulla valorizzazione tra­ sversale delle imprese e delle eccellenze del food come dell’ospitalità, durante l’evento milanese di Assolombarda, sono state presentate due ricerche per evi­ denziare la forza dell’offerta a uale e le potenzialità di sviluppo, non solo per Mi­ lano. La ricerca delle società di consulen­ za Deloi e dal tolo “Il se ore agroali­ mentare: l’innovazione nei paradigmi” ha analizzato il fronte della produzione e della distribuzione, in relazione alle sfide di innovazione poste alle aziende a fron­ te di un’aumentata consapevolezza del consumatore in termini di qualità del prodo o, chiarezza di tracciabilità e ri­ spe o dell’ambiente. Il se ore agroali­ mentare si conferma un se ore in cresci­

Milano è al centro della scena gastronomica internazionale, in par colare con l’eccellenza della ristorazione alberghiera

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Vino e cibo rappresentano una delle principali mo vazioni di scelta di una des nazione turis ca e una importante voce di spesa del viaggio

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ta, con la Lombardia capace di registrare risulta decisamente più al della media italiana, specie se si parla di “best perfor­ mer” nel qual caso le imprese della regio­ ne del Nord Italia sono cresciute del 27% contro il 19% di quelle italiane. La seconda ricerca presentata da Asso­ lombarda è stata “Il turismo enogastro­ nomico driver della promozione del terri­ torio”, realizzata dal Master in Economia del turismo dell’Università Bocconi di Milano, dire o dalla professoressa Mag­ da Antonioli. Dalla ricerca emerge con evidenza come questo po di turismo sia una fondamentale opportunità di valoriz­ zazione per le aziende e i territori, anche minori, a pa o che vini e prodo pici vengano integra in una offerta turis ca stru urata. Si tra a a tu gli effe di turismo culturale, che muove grandi nu­ meri (il 75% dei turis seleziona infa come meta di vacanza una località rino­ mata per il cibo e la spesa dedicate va tra il 25 e il 35% del budget totale della va­ canza), ma di qualità. Il turista vuole sco­ prire i prodo , i luoghi di origine e i pro­ cessi di produzione, ed è pronto a pre­

miare località meno note e prive di brand, che però sappiano offrire e comu­ nicare il proprio buon cibo. L’eccellenza enogastronomica, però, può anche modificare la percezione di una des nazione già nota, a ribuendole agli occhi (e al palato) dei turis nuovo valo­ re e nuova iden tà. La ricerca del Ma­ ster Bocconi ha analizzato la qualità del­ la ristorazione nella ci à di Milano, con­ siderando le menzioni degli esercizi me­ neghini in tre autorevoli guide gastrono­ miche: La Guida Michelin, I Ristoran d’Italia di Espresso e Ristoran d’Italia di Gambero Rosso. 215 ristoran su 4.685 censi a Milano da FIPE sono cita su almeno una delle tre guide; di ques 53 sono menziona da tu e e tre; 16 locali hanno ricevuto nell’anno passato una o più stelle Michelin, confermando la cre­ scita degli ul mi anni. Un elemento da so olineare è il fa o che una fe a im­ portante di ques riconoscimen viene interce ata dai 14 ristoran d’albergo degli hotel 5 stelle milanesi: il 23,8% delle stelle Michelin, il 17,5% dei cappel­ li de l’Espresso e il 24,7% delle forche e Gambero Rosso. Se in passato i gestori degli alberghi di lusso percepivano il ri­

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Un turismo da record

storante come una fonte di costo più che di profi o, adesso questa tendenza si sta invertendo: è ora il 60,9% degli hotel a 5 stelle di Milano a ges re anche un ristorante citato da una guida enoga­ stronomica e anche la restante parte delle stru ure mostrano segnali inequi­ vocabili della volontà di perseguire il medesimo obie vo di eccellenza ga­ stronomica, grazie alle sempre più nu­ merose collaborazioni con grandi chef di fama internazionale (ma perlopiù italiani per creare un legame con il contesto), nuove aperture e sinergie con pres giosi brand del se ore. Il ristorante in un ho­ tel di lusso è oggi percepito come uno dei principali elemen che possono con­ tribuire e influire sulla soddisfazione dell’ospite, ma sopra u o a cara eriz­ zarne l’esperienza che sempre più spes­ so viene poi condivisa sui social. È, infat­ , ben il 61% dei viaggiatori a postare le proprie esperienze enogastronomiche sui Instagram e Facebook, generando con le proprie recensioni un effe o im­ portante: l’Italia è, dopo gli USA, il Paese più cercato dai viaggiatori sulla base del­ le recensioni dei ristoran (Firenze, Mi­ lano e Roma in testa).

A conferma dei da e delle valutazioni presentate da Assolombarda, intervengono i recen risulta di una ricercaIsnart­Unioncamere. Nel 2017 il turismo eno­ gastronomico ha portato nelle des nazioni italiane oltre 110 milioni di presenze, il doppio rispe o al 2016. Un dato da vero boom, a cui si deve aggiunge­ re che la spesa sostenuta da ques viaggiatori di qua­ lità ha superato i 10 miliardi. Più in generale, tra tu i turis , oltre il 13% delle a vità più pra cate sono legate a degustazioni di prodo enogastronomici lo­ cali e l’8,6% ad acquis di prodo ar gianali ed eno­ gastronomici pici del territorio. «L’Italia ha un patri­ monio unico al mondo che grazie al 2018, proclama­ to l’anno nazionale del cibo italiano dal Mipaaf e Mi­ bact, potremo valorizzare ancora di più» ha dichiarato Roberto Di Vincenzo, presidente Isnart (Is tuto Na­ zionale Ricerche Turis che) all’ANSA. «Non si tra a di so olineare solo i successi economici di questo set­ tore, ma di ribadire e promuovere anche all’estero il legame profondo tra cibo, paesaggio e cultura. Ele­ men dis n vi dell’iden tà italiana». Isnart­Unionca­ mere hanno s mato un impa o economico di oltre 12 miliardi delle spese legate all’agroalimentare du­ rante le vacanze in Italia, pari al 15,1% totale turismo. Il 43% delle presenze legate all’enogastronomia sono nazionali (47 milioni di presenze), mentre il 57% in­ ternazionali (63 milioni di presenze). Il livello di soddi­ sfazione è alto (8/10), tanto tra i turis italiani, quan­ to tra quelli stranieri. Gli elemen che soddisfano di più riguardano la qualità dell’offerta enogastronomica locale sono la qualità di cibo e vino (per la quale il vo­ to medio espresso è il più alto, pari a 8 sia per gli ita­ liani che per gli stranieri), la qualità della ristorazione locale (7,6) e, dato non indifferente, i cos (7,5).

Sca da condividere: circa due viaggiatori su tre postano le proprie esperienze gastronomiche sui Social

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Milano... da mangiare I nuovi indirizzi imperdibili per i foodies. Tra chef stellati e alta cucina “democratica” di Ginevra Bartoli

Il riso o alla Milanese della Locanda Perbellini

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entre negli anni O anta uno slogan leggendario (Amaro Ra­ mazzo ...Milano da bere) la definiva come regina del rampan smo, dell’opulenza (reale o percepita) e del glamour, oggi la ci à del Duomo e del Pi­ rellone si propone internazionalmente come capitale della gastronomia. E l’ini­ zio del 2018 è stato tu o un pullulare di nuove aperture invitan e imperdibili, a firma di chef stellari e stella . Che a Mi­ lano si possa mangiare davvero bene non è una novità. Nonostante gli anni Novan­ ta ne abbiano corro o il gusto quo dia­ no a suon di fast food e insalatone, i foo­ dies appassiona e ben informa hanno sempre potuto trovare grande soddisfa­ zione alla loro passione per la gastrono­ mia di alta qualità. La novità degli ul mi anni è una certa democra zzazione del­ l’alta cucina, che esce dai ristoran stel­ la per contaminare bistrot, pizzerie e

food truck. Superata anche la deriva de­ gli eccessi neurogastronomici, la crea vi­ tà e l’este ca del pia o sono tornate a dialogare alla pari con il gusto della tradi­ zione (locale, italiana o con accen inter­ nazionali). Dal centro ai nuovi quar eri emergen , oggi ce n’è per tu i gus e tu i portafogli –come è giusto che sia in una capitale europea – per la gioia dei turis , che si muovono sempre più spes­ so spin dalla voglia di conoscere l’Italia a tavola (nel 48% dei casi, secondo i da IPSOS recentemente rielabora dalla ri­ cerca “Il turismo enogastronomico” di Fiera Milano e Osservatorio Bit, condot­ ta da Magda Antonioli Corigliano, del­ l’Università Bocconi di Milano).

Scoprire Milano nel pia o Prendete nota e preparatevi a deliziose sorprese. Ecco le ul me e più interessan­ novità gourmet meneghine: mastermeeting.it


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Cracco in Galleria Galleria Vi orio Emanuele II Era il salo o di Milano, ma sempre di più sta diventando la sua più esclusiva sala da pranzo. La Galleria negli ul mi anni è rinata, tornata al suo splendore grazie a un imponente restauro in occasione dell’Expo 2015 e res tuita alla vita dei ci adini e dei turis grazie alla des na­ zione luxury degli spazi meravigliosi che si incrociano nell’O agono. Qui a dire il vero c’è poco di “democra co” e sopra le vetrine dei brand fashion e degli storici caffè, hanno trovato spazio hotel di lus­ so, bar con vista mozzafiato e ristoran esclusivi, dire da chef famosi in tu o il mondo. Ci sono Felix Lo Basso e Andrea Aprea, Niko Romito e il pas ccere Ange­ lo Marchesi, che si contendono a colpi di eleganza e delizia i pala esigen dei mi­ lanesi e dei turis . Con con adegua (fa o salvo per l’abbordabile bistrot di Romito). Ora arriva anche Carlo Cracco con il suo faraonico proge o divenuto realtà: cinque piani di stucchi, mosaici e bassorilievi, ospitano un caffè­bistrot con dehor di ispirazione parigina da fine Ot­ tocento, un ristorante con luci soffuse per cinquanta coper , un laboratorio di

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pas cceria, regno del pastry chef Luca Sacchi, una can na incredibilmente for­ nita e un salone per i ricevimen . Osan­ nato e cri cato, sicuramente chiacchie­ ra ssimo, a esissimo e ambi ssimo, il sogno della vita di Cracco è il nuovo cen­ tro dell’a enzione gastronomica della Galleria Vi orio Emanuele II.

Aimo e Nadia BistRo Via Bandello al 17 Gli appassiona conoscono i loro nomi come punto di riferimento dell’eccellenza gastronomica (toscana) a Milano da cin­

A sinistra, Carlo Cracco (Credits: ©Bruno Cordioli); a destra, Aimo e Nadia BistRo

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quant’anni, in tempi decisamente non so­ spe . Il Luogo di Aimo e Nadia è uno dei migliori ristoran della ci à, due stelle Michelin e una credibilità incrollabile an­ che dopo il passaggio di tes mone alle giovani generazioni, di Fabio Pisani e Alessandro Negrini. Anche ques chef hanno voluto sperimentare la versione bistrot del loro ristorante e così è nato, ai primi di aprile, Aimo e Nadia BistRo, in zona Magenta, con l’interior design di Rossana Orlandi (della vicina Galleria Or­ landi) e i tessu Etro. Dalla ma na alla sera, uno spazio elegante e accogliente dove gustare colazione pranzo e cena, passando per gli spun ni, con i sapori to­ scani e lo s le unico alla Aimo e Nadia. E con prezzi a tavola dai 12 ai 20 euro per portata.

nell’headquarter del MUDEC). In via Mercato, in pieno quar ere Brera, la sera si gustano pia crea in esclusiva per Pandenus, dall’ispirazione classica­con­ temporanea dello chef toscano: dal gal­ le o arrosto “Chicchirichì”, servito con patate fonden ed emulsione al rosmari­ no, ai maccheroncini “Paparazzi”, per un’originale Carbonara “a modo mio”, fi­ no alle pizze e focacce con ingredien inedi (carciofi arrosto e pesto di menta e mandorle, o gamberi viola e rafano, per esempio), dai nomi assolutamente mene­ ghini. A maggio aprirà anche un secondo bistrot in Piazza Gae Aulen .

Pandenus e la backerygourmet di Bartolini

A sinistra, il Pandenus di via Mercato; a destra, Iginio Massari

Via Mercato e Piazza Gae Aulen Niente ba e il profumo del pane appena sfornato. Sarà forse questa la forza se­ greta di Pandenus, un proge o nato qualche anno fa in via Tadino, dall’amore per il pane e le cose buone, e oggi diven­ tato una presenza di riferimento nella ci à con altri tre locali, due locande con suite –per un’ospitalità bou que ma su­ per lusso – e un bistrot appena aperto e supervisionato, per la cena, dallo chef stellato Enrico Bartolini (di stanza

La pas cceria d’autore di Iginio Massari e Roberto Rinaldini Via Marconi 4 (Massari) Via Ennio Cole 131 (Rinaldini) Il primo mostro sacro dei dolci italiani, ha inaugurato il suo negozio milanese il 14 marzo, dopo alcuni giorni di rodaggio in una so opening aperta al pubblico. Con la sua prima nuova pas cceria, dopo 50 anni di creazioni a Brescia e un curricu­ lum da star internazionale, Massari ha voluto presentare ai clien milanesi e ai turis tu i segre del suo lavoro, grazie a un laboratorio a vista che dà sulla stra­ da, la centralissima via Marconi. La pa­ s cceria si trova in una loca on del tu o inusuale: la rinnovata filiale di Intesa

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Sanpaolo. Banca e negozio hanno ingres­ si diversi ma sono collega internamente in un inedito binomio (forse gius ficato dai prezzi di alcune delle deliziose crea­ zioni del maestro). A stre o giro, segue Roberto Rinaldini, altro grande della pa­ s cceria italiana, che il 12 aprile ha inau­ gurato il primo di una serie di concept store, a due passi dal Teatro alla Scala. Qui design e dolci deliziosi sorprendono i clien che già lo conoscono come i neo­ fi , sfidandoli nella difficile scelta tra Ma­ caRal, Gnambelline e torta Venere Nera.

con accostamen inaspe a ed emozio­ nan come quello tra le uova, la spuma di patate e il cavolfiore crudo, o quello tra una tenerissima carne d’agnello, il ca­ volo nero e la crema di melanzane e pe­ corino.

Locanda Perbellini Via Moscova 25 Un bistrot, con prezzi accessibili, servizio a ento, ma informale e la deliziosa cuci­

Exit Gastronomia Urbana di Ma as Perdomo Piazza Erculea Un’edicola o forse un fioraio occupava il chiosco che oggi ospita uno dei bistrot

A sinistra, Exit Gastronomia Urbana. Qui a fianco e so o, lo chef Giancarlo Perbellini e la Locanda Perbellini

più interessan di Milano. È il luogo dove le creazioni dello chef uruguayano Per­ domo – da diversi anni apprezza ssimo a Milano, prima al Pont de Ferr e dal 2014 al Contraste – si fanno semplici e alla portata di portafogli e voglie quo diane di buon cibo. Pochi pia su una carta es­ senziale, ma che non sbaglia un colpo, mastermeeting.it

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In alto, i fratelli Alajmo. In basso, Il Ristorante Niko Romito nell'Hotel Bulgari di Dubai

na dello chef veronese Giancarlo Perbel­ lini, due stelle Michelin. Questo è pro­ prio il genere di democrazia a tavola che sta rivoluzionando Milano. In via Mosco­ va ha appena aperto la Locanda Perbelli­ ni, che propone, so o la costante super­ visione dello chef e la direzione del bra­ vo Michele Pozzi, una discreta scelta di pia eccellen , alcuni cavalli di ba aglia di Casa Perbellini, altri omaggi alla mila­ nesità. Il risultato è una delle migliori esperienze gastronomiche della ci à con pia da 9 a 19 euro.

Alajmo 10 Corso Como Nello spazio per eccellenza dove gla­ mour e cultura si incontrano a Milano,

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quel 10 Corso Como, regno di Carla Sozzani, i fratelli Raffaele e Massimilia­ no Alajmo, tre stelle Michelin con Le Calandre (in provincia di Padova), apri­ ranno il loro design bistrot. Bisognerà aspettare ancora qualche mese, fino a settembre 2018, ma poi sarà interes­ sante scoprire come verranno interpre­ tate in chiave bistrot le creazioni culina­ rie che da oltre 30 anni fanno sognare i gourmet di tutto il mondo e come si sposeranno con l’eleganza firmata Phi­ lippe Starck e la vista sui grattacieli di Porta Nuova.

Niko Romito all’Hotel Bulgari Via Privata Fratelli Gabba 7b Ancora uno chef tre stelle Michelin che si rime e in gioco. In questo caso colla­ borando ad un pres gioso proge o che prome e di conquistare gli ospi gour­ met degli Hotel Bulgari. Dopo le apertu­ re a Pechino e Dubai, Il Ristorante Niko Romito si appresta ad aprire anche nell’Hotel Bulgari di Milano (doveva es­ sere nella prima metà del 2018, forse più

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OLIVIERO TOSCANI

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in là) e in altre stru ure della pres giosa catena. Lo chef abruzzese tristellato, cuoco sopraffino, ma anche grande im­ prenditore, ha ideato insieme con Bulgari un format da riproporre in ogni hotel, per far sen re a casa gli ospi e regalare una vera esperienza gastronomica italiana, dire a, senza fronzoli né grandi elucu­ brazioni, ma assolutamente indimen ca­ bile. Romito ha personalmente ideato i pia gourmet servi presso Il Ristoran­ te, in un laboratorio appositamente crea­ to nel suo quar er generale nelle monta­ gne dell’Abruzzo: un concept inedito, ba­ sato sulla migliore tradizione italiana, sui migliori ingredien e la migliore tecnica al servizio del gusto e della semplicità. Dall’An pasto all’italiana – un grand tour della tradizione tra brusche e, vitello tonnato, bagna cauda e supplì – alle ta­ gliatelle al ragù – ma che ragù... –, dalla cotole a alla milanese – croccante fuori e umida dentro, pur senza l’uso di uovo – ad un tonno, fagioli bianchi e cipolle in carpione, banale, si direbbe, ma delizioso al palato.

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Lo chef Heinz Beck e il suo bistrot A mi

A mi al CityLife con Heinz Beck Piazza Tre Torri, CityLife Come i turis in transito nell’aeroporto romano di Fiumicino, anche gli shopaho­ lic che frequentano il nuovo distre o de­ gli acquis milanese hanno poco tempo e tanta voglia di mangiare bene. Ecco allora che lo chef tedesco Heinz Beck, ma or­ mai romano d’adozione col suo La Pergo­ la al Rome Cavalieri, raddoppia la sua col­ laborazione con Chef Express (Gruppo Cremonini) presentando anche nella food court di CityLife, aperto da giugno, il suo nuovissimo bar/bistrot (e più avan risto­ rante), dove gustare in rapidità la sua cu­ cina tristellata, in un ambiente casual.

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Regioni divine Dalla Toscana alla Sicilia, dall’Emilia Romagna al Lazio, dall’Umbria alle Marche e all’Abruzzo. Le eccellenze della produzione enologica italiana raccontano tutto il fascino di territori unici di Aura Marcelli

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randi can ne, e che e­mito e vini d’eccellenza. Annate indi­ men cabili e vini giovani che già prome ono di sorprendere e conquista­ re alla prova del tempo (come proprio la difficile 2017). Con il Vinitaly da poco concluso ge amo lo sguardo sull’enolo­ gia italiana, partendo da alcune delle re­ gioni che hanno saputo rappresentare al meglio la qualità dei nostri terroir e delle

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nostre uve, insieme con l’eccellenza del saper fare delle aziende vi vinicole del Bel Paese. Alcune sono grandi protagoni­ ste da sempre, altre si stanno afferman­ do più di recente nel panorama interna­ zionale del vino, con successo sempre maggiore. Un’offerta e una varietà enolo­ gica che ha pochi confron come la no­ stra, rappresenta certamente un punto di riferimento internazionale (come dimo­

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© BARBARA AINIS

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stra il nuovo record di 5,9 miliardi di euro a valore nell’export 2017), ma ancora molto si può fare per rendere gius zia nel mondo al vino italiano.

Emilia Romagna REgenera on è stato il fil rouge della presenza in salsa emiliana e romagnola alla 52esima edizione del Vinitaly. Una ri­ generazione e un rinnovamento che par­ tono dall’ambiente e traggono spunto da una serie di importan inizia ve all’inse­ gna della sostenibilità e della vi vinicol­ tura. Dall’unione della valorizzazione del patrimonio territoriale, di quello gastro­ nomico ed enologico con la tradizionale vocazione della regione all’accoglienza, le aziende vi vinicole emiliano­roma­ gnole negli ul mi anni hanno fa o gran­ di inves men e oggi ricevono i turis con numeri sempre in crescita, grazie anche al proge o, avviato da en , asso­ ciazioni territoriali e dall’Enoteca Regio­ nale, per creare dei percorsi che condu­

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cano i viaggiatori dire amente nelle aziende vi vinicole. Il Lambrusco, emblema del territorio e dello spirito della regione, è il vino italia­ no più acquistato nel 2017, con oltre 47 milioni di euro a valore. I numeri e l’im­ portante presenza nella grande distribu­ zione, però, non devono trarre in ingan­ no. Questo vino rosso, estremamente socievole e “popolare”, si sa declinare in molte versioni, rosso frizzante dolce o secco, ma anche rosé, alcune delle quali entrano a pieno tolo nel numero delle eccellenze, pur mantenendo la propria indole rus ca e sincera. Quando si parla di Lambrusco non si può non nominare la can na Medici Ermete, azienda storica e vera is tuzione del territorio. La sua e ­ che a più apprezzata e premiata (Tre Bicchieri Gambero Rosso 2018, tra l’al­ tro) è Concerto, un vino dagli intensi pro­ fumi spezia , dalle note di fru rossi e dal tannino diffuso, capace di accompa­ gnare con equilibrio e personalità non

Nelle foto: a sinistra, le Rocche Malates ane; a destra le colline del Lambrusco

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Nelle foto: a sinistra la Can na An nori, di San Casciano Val di Pesa; a destra, la can na Le Mortelle, nella Maremma, sempre del gruppo An nori

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solo i classici salumi, ma anche i pia della tradizione regionale, dalle lasagne alla cacciagione. Ma la regione non offre solo Lambrusco. Tra le eccellenze troviamo senz’altro l’Al­ bana DOCG, il Sangiovese Superiore e il meno noto Centesimino, o mamente rappresenta dalla can na Celli del co­ mune di Ber noro – che ha conquistato non solo i Tre bicchieri 2018, ma anche il favore degli appassiona un po’ in tu o il mondo con il suo Albana DOCG secco I Croppi – dalla can na Le Rocche Malate­ s ane di Rimini – che ha riscosso grande successo con il suo Sigismondo Sangiove­ se Superiore (pure Tre bicchieri Gambero Rosso 2018) – e dall’azienda La Sabbio­ na, sulle colline di Oriolo, vicino Faenza – è suo uno dei più interessan Centesimi­ no, un vi gno autoctono e un vino rosso IGT morbido, aroma co ed equilibrato.

Toscana Si dice vino italiano e si pensa alla Toscana.

C’è talmente tanto da dire su questa re­ gione che diventa difficile presentarla. Di certo, a dominare la scena al Vinitaly que­ st’anno per la Toscana è stato il gallo an­ tropomorfo della nuova campagna di co­ municazione del Chian Gallo Nero, pro­ mossa dal Consorzio Chian Classico e ideata da Max Informa on del Gruppo Ar­ mando Testa. Lo strano personaggio, che si era già mostrato a marzo alla fiera del vi­ no di Dusseldorf, cambiando d’abito sullo sfondo del territorio del Chian , accompa­ gna la storia secolare di questa eccellenza enologica, tra le più importan in assoluto in Italia e nel mondo (con un fa urato da 700 milioni di euro). Nel 2018 arrivano sul mercato le grandi annate 2015 riserva e 2016, pronte a conquistare i nasi e i pala più esigen . Tra le migliori can ne che producono Chian Classico ce ne sono al­ cune davvero indimen cabili, anche per l’offerta di accoglienza enoturis ca e le esperienze che regalano. Inu le da dire, tra le prime c’è la Can na An nori di San

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Casciano Val di Pesa, una is tuzione eno­ logica e anche un esempio di design e ar­ chite ura con la nuova faraonica stru ura del 2012. Non meno affascinante è la te­ nuta Vignamaggio a Greve in Chian , una delle aziende più an che e pres giose del territorio, che conquista non solo con l’ec­ cellenza dei suoi vini (pluripremiate le e ­ che e Chian Classico DOCG Terre di Prenzano e Riserva Gherardino), ma anche con la meraviglia della sua villa rinasci­ mentale, appartenuta alla famiglia dei Gherardini. Queste due can ne sono esempi di proprietà familiari e italiane – la prima giunta alla 26ma generazione, la se­ conda passata di mano nel 2014 all’archi­ te o italiano, ma residente a Capetown in Sudafrica, Patrice Taravella – ma la Tosca­ na sta vedendo anche l’affermarsi di una tendenza internazionale: l’acquisto delle can ne e delle tenute da parte di holding finanziarie, capaci di grandi inves men e di grandi numeri. Biondi San , Poggio An­ co, Cerbaiona, Poggio di So o, Podere

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Brizio, Dievole, Tenuta Le Colonne e Tenu­ ta Meraviglia sono alcuni dei nomi no che sono sta acquisi da gruppi finanzia­ ri internazionali. Il more di mol è il ri­ schio di un diminuito legame con il territo­ rio, ma le quotazioni della terra col vata a vite in Toscana lasciano non poche diffi­ coltà alle aziende locali. Fuori dai territori più blasona , da quelli del Chian , a quelli del Brunello per in­ tenderci, la storia si fa diversa, ma non meno interessante per gli appassiona del vino. Ogni provincia toscana ha le sue eccellenze, ma grande a enzione quest’anno è stata riservata alla Marem­ ma, la cui solarità e i cui profumi di mac­ chia mediterranea si esprimono in forma originale e piacevolissima in eccellen vi­ ni. Dal 2014 è nato il Consorzio Tutela Vini della Maremma Toscana, quest’anno presente al Vinitaly con 65 e che e e 37 aziende in rappresentanza delle 304 associate. Due indirizzi sicuri nel territo­ rio per gli appassiona di enoturismo:

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Petra Wine, una can na unica, dalla stru ura avveniris ca, opera dell’archi­ te o Mario Bo a, scavata nella collina e integrata alla perfezione tra design e na­ tura, offre eccellen vini IGT dai vi gni Cabernet Sauvignon, Sangiovese, Merlot, Syrahe Viogner; la nuova can na de Le Mortelle, del gruppo An nori, si presen­ ta con una originale e meravigliosa strut­ tura di forma cilindrica a ipogeo (ossia in gran parte interrata), nei cui tre livelli av­ viene tu oil ciclo produ vo “per cadu­ ta”, dal ricevimento delle uve alla vinifica­ zione, fino allo stoccaggio e all’invecchia­ mento in barrique dei suoi deliziosi vini DOC Maremma Toscana. Nelle foto: a sinistra, la Can na Il Carapace, della Tenuta Castelbuono, in Umbria, opera dell'ar sta Arnaldo Pomodoro; a destra uno degli an chi borghi dell'Abruzzo, dove si conservano tradizioni e gastronomia d'eccellenza

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Marche, Umbria e Abruzzo Piccole ma grandi, queste regioni del Centro Italia hanno molto da raccontare agli appassiona di vino ed enoturismo. Le Marche, che quest’anno festeggiano i 50 anni della Doc Rosso Piceno e del Verdicchio dei Castelli di Jesi, conferma­

no la tendenza degli ul mi anni che vede al centro dell’a enzione la produzione di vini bianchi, sempre più apprezza : il Verdicchio, certamente, ma anche il Pe­ corino e la Passerina, con una grande vocazione al biologico, visto che le Mar­ che sono la seconda regione italiana per incidenza del Bio sul totale della superfi­ cie vitata. Proprio per la capacità di pro­ durre un vino di eccellente beva e grandi cara eris che di freschezza e sapidità, nel totale rispe o per l’ambiente e la sa­ lute, è stata insignita del Premio “Bene­ merito della Vi coltura 2018” la piccola azienda agricola La Staffa del giovane Riccardo Baldi, che produce, nella pro­ vincia di Ancona, un Verdicchio DOC su­ periore e un DOCG Riserva da uve col ­ vate con metodo biologico e una vera passione per la produzione ar gianale, ereditata dal maestro del vino marchigia­ no, Lucio Canestrari. Grandi potenzialità sono riconosciute an­ che all’Umbria, anche se la regione fa ca

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a imporsi come brand. E proprio alla creazione di un marchio regionale che la iden fichi nell’immaginario enologico, così come già da tempo succede per la Toscana, il Piemonte o per il Veneto, si indirizzano le inizia ve e gli sforzi dei cir­ ca sessanta produ ori umbri, che si sono presenta al Vinitaly di quest’anno, con­ sci della necessità di superare le divisioni e fare rete. Perché di vini importan e produzioni di eccellenza ce ne sono, dall’Orvieto al Sagran no, dal Montefal­ co ai Colli Perugini o al Tuderte, ma per affermarsi nel mondo degli eno­appas­ siona globali è ormai imprescindibile una comunicazione stru urata e definita. Lo hanno compreso le 50 can ne umbre socie del Movimento Turismo del Vino, come il caso di eccellenza della Can na Il Carapace, della Tenuta Castelbuono. La proprietà è quella della famiglia Lunelli, da tre generazioni alla testa delle Can ­ ne Ferrari di Trento, che qui producono il Sagran no DOCG e il Montefalco Rosso­

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DOC (in a o una completa conversione al biologico) e che hanno trasformato queste vigne in un tempio dell’arte con­ temporanea: da lontano, sullo sfondo dei filari di vi , si vede una cupola color ra­ me, creazione dell’ar sta Arnaldo Pomo­ doro. Si tra a dell’unica opera d’arte al mondo nella quale si vive e si lavora, un luogo nel quale bellezza e funzionalità si incontrano, a metà strada tra scultura e archite ura, e dove nascono vini dal grande legame con il territorio. L’Abruzzo, infine, ha puntato su un amba­ sciatore d’eccellenza per promuovere i suoi vini. Si tra a dello chef stellato Niko Romito, apprezza ssimo in Italia e al­ l’estero, come anche, sempre di più, i vini della sua regione d’origine. Il binomio ri­ storazione ed enologia è una scelta sen­ z’altro vincente e l’immagine della regione ne ha tra o grande beneficio, proie an­ dosi verso trend a ualissimi, capaci di in­ terce are l’interesse di eno­viaggiatori in­ ternazionali. Il vino abruzzese preferito da

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Niko Romito è il Montepulciano, un vino sempre più spesso capace di sorprendere e convincere i degustatori, tanto da esse­ re inserito nelle carte di ristoran pres ­ giosi in tu o il mondo. Come nel caso del Montepulciano d’Abruzzo Dop Riserva della Can na Tollo, per il terzo anno con­ secu vo Tre Bicchieri Gambero Rosso, un vero ambasciatore del vino e del territorio abruzzese nel mondo. Oltre al rosso, an­ che due vini bianchi rappresentano molto bene l’incontro tra mare e montagna, pi­ co dei panorami abruzzesi: il Pecorino (anche qui, oltre che nelle Marche), persi­ stente e agrumato, e il Trebbiano, con il suo sapore pieno, le note mandorlate e il profumo floreale.

Lazio “È meglio er vino delli Castelli...” cantava ironicamente un famoso stornello in ro­ manesco, riferendosi alla nomea poco lu­ singhiera dei vini dei Colli Albani, di Fra­ sca , Marino & Company. In effe , un

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tempo qui si producevano nelle can ne private vini bassa qualità e basso prezzo, ma oggi la storia è tu a un’altra. Oggi so­ no proprio i vini dei Castelli ad essere protagonis del buon bere della regione e qui si trovano eccellenze che, pur fa ­ cando a farsi apprezzare in patria (forse proprio per il preconce o diffusissimo), raccolgono al consensi sui merca in­ ternazionali, dagli USA al Giappone. Ma il Lazio punta sulla comunicazione forte delle sue eccellenze, enologiche e turis ­ che, per scardinare pregiudizi e diffiden­ ze. Così non solo il vino si è raccontato al Vinitaly a raverso viaggi immaginari nel territorio laziale, ma è proprio il vino che fa viaggiare e scoprire la bellezza del paesaggio (le belle rive del lago di Alba­ no), la sua storia (dai Romani ai Papi e al­ le grandi famiglie nobiliari), la sua cultura (le rovine romane, le ville e le chiese rina­ scimentali e barocche), le sue tradizioni (dalla porche a di Ariccia alle altre preli­ batezze gastronomiche della zona). Tra i

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migliori Frasca Superiore DOCG, va senz’altro menzionata l’azienda Valle Vermiglia, a Monte Porzio Catone, alle porte di Roma, nei terreni adiacen l’Ere­ mo camaldolese di Monte Corona. Qui si produce il vino Eremo Tuscolano, un Fra­ sca Superiore DOCG elegante, fine ed equilibrato, anche lui premiato con i Tre Bicchieri Gambero Rosso 2018.

Sicilia Una Trinacria agguerri ssima sul fronte enologico ha partecipato al Vinitaly di quest’anno. È la regione che più di ogni altra ha saputo rilanciare la propria pro­ duzione nei primi tre mesi del 2018, con un crescita addiri ura del 124% nell’im­ bo gliamento rispe o allo stesso perio­ do del 2017, merito del recupero di vi ­ gni autoctoni, ma anche di un impegno ben definito nella promozione e tutela delle DOC. Ma non crescono solo i nu­ meri delle bo glie. In Sicilia negli ul mi anni è cresciuta la qualità del vino e la

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capacità di comunicare. Lo stand siciliano era tra i più grandi e interessan della Fiera di Verona. Tra le 144 aziende pre­ sen hanno brillato molte eccellenze, in rappresentanza delle diverse zone di produzione e dei mol vi gni autoctoni, dall’Etna col Nerello Mascalese, al trapa­ nese con il Grillo, dall’agrigen no con il Perricone, al siracusano con il Nero d’Avola. Alcune di queste si dis nguono, oltre che per la qualità dei vini propos , anche per il fascino delle archite ure delle can ne e per l’offerta enoturis ca. Nomi blasona hanno saputo declinare l’eccellenza del vino con la migliore acco­ glienza cinque stelle: nelle pres giose can ne storiche Donnafugata di Marsala e nell’esclusivo resort del ragusano; nelle tenute Tasca D’Almerita, dove si vive il lusso tra i vigne , da Regaleali, nel paler­ mitano,a Salina, nelle Eolie, fino alle pen­ dici dell’Etna; a Menfi, nelle tenute e nell’affascinante wineresort dell’azienda vi vinicola Planeta.

Nelle foto: il Malvasia resort Capofaro, delle Can ne Tasca D'Almerita, sull'isola di Salina, nelle Eolie. ©Barbara Ainis

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Le Tre Vaselle Resort & Spa Il wine resort umbro torna ad accogliere i suoi ospiti. La gestione del prestigioso resort è affidata alla società di management alberghiero “Hospitality4you”

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opo mesi di restyling, il pres gio­ so hotel 5 stelle di Torgiano – di proprietà della famiglia Lungarot­ – è pronto per ospitare turis appassio­ na di enologia, enogastronomia, cultura e benessere. Le Tre Vaselle Resort & Spa è un hotel unico nel suo genere, incasto­ nato nel borgo di Torgiano, con una estensione di circa 10 mila mq. 52 le ca­ mere, distribuite in 5 complessi principali, dalla residenza storica alla più moderna voliera con 6 camere deluxe arricchite da

uno splendido balcone con affaccio sul parco esterno con piscina. Il ristorante gourmet “Le Melograne”, collocato nella residenza storica, accoglie gli ospi con una sugges va e luminosa sala con cami­ no, una sala per banche priva fino a 20 persone e il terrazzo esterno per cene roman che. Il L’U Wine bar Vecchia For­ nace, ideale per degustare i vini della can­ na Lungaro accompagna da cibi più semplici e genuini, si snoda invece su due piani, con una piacevole terrazza esterna, mentre la colazione si può gustare nella luminosa Veranda.

Vinoterapia, benessere e relax Il Resort vanta anche spazi esclusivi per wellness e benessere in armonia con la

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Lungaro , vini di pres gio in Italia a nel mondo

natura. La bella Uve spa si cara erizza per la vinoterapia, ovvero i tra amen benefici con il vino, le sue foglie e i suoi vinaccioli, e me e a disposizione degli ospi due Suite private per massaggi di coppia e bagno turco interno. Per il relax la zona termale, immancabile l’hammam e la doccia emozionale, in grado di ospi­ tare fino 6 persone. La zona si compone di una piscina interna riscaldata con nuo­ to controcorrente e angolo idromassag­ gio e della zona relax so o il cielo cro­ moterapico, con sane e fru a dolce e secca sempre a disposizione. La Spa si affaccia sul Parco esterno con una bellis­ sima piscina, solarium e 2 terrazze natu­ rali. L’offerta del Tre Vaselle Resort & Spa si completa con sale per conven on, ta­ vole rotonde e cene di gala.

Nata nel secondo dopoguerra quando Giorgio Lungaro , visionario agricol­ tore, ha trasformato l’azienda agraria della sua famiglia in un’azienda vi vini­ cola specializzata, oggi Lungaro è un ambasciatore nel mondo dell’Umbria e dei suoi prodo di eccellenza. I suoi 2,4 milioni di bo glie – provenien da 250 e ari di proprietà tra Torgiano e Montefalco – sono infa esporta in 50 Paesi del mondo, a comincia­ re dal Rubesco Riserva Vigna Mon cchio considerato unani­ memente dalla cri ca uno dei migliori vini rossi italiani. Tra i valori fondan dell’Azienda è la con nua ricerca della qualità all’insegna della sostenibilità a raverso non solo tu o il pro­ cesso produ vo ma anche nel­ le sue a vità nel se ore cultu­ rale e turis co. Lungaro è in­ fa stata un’antesignana della promozione integrata del pro­ prio territorio sin dagli anni ’70, con l’apertura del Museo del Vino (1974) – considerato il migliore d’Italia nel se ore – e a cui è poi seguito il Museo dell’Olio (2000) ges dalla Fon­ dazione Lungaro .

ricerca della qualità all’insegna dell’eco­ sostenibilità lungo tu o il processo pro­ du vo, con proge di compensazione e abba mento delle emissioni di CO2 pro­ do e, oltre alla cer ficazione bio del vi­ gneto e della can na a Turrita di Monte­ falco. Cris na Chiaro

Restyling e nuova ges one Il Wine Resort Le Tre Vaselle ha riaperto a Pasqua 2018, in occasione dei suoi 40 anni, dopo una serie di lavori di ristru u­ razione e una nuova ges one affidata ad una società esterna specializzata nel set­ tore dell’ospitalità, Hospitality4you. Tra i valori fondan e cos tu vi del Gruppo Lungaro , fondamentale è la con nua mastermeeting.it

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Strade del Vino Le Colline del Prosecco

Un nuovo modo di Fare turismo nel Veneto di Luciana Sidari

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e Strade del Vino aderen al pro­ ge o presentato al Vinitaly 2018 dalla Regione Veneto sono 11: l’an­ no del riconoscimento, il numero dei so­ ci, quello delle aziende agricole possono variare, ma è giusto ricordare che la pri­ ma di queste ad avere il riconoscimento, nel 1999, fu la Strada del Vino Soave. Seguirono la Strada del Vino dei Colli Be­ rici, la Strada del Recioto e vini Gambel­ lara Doc, la Strada del Vino Valpolicella, la Strada del Torcolato e dei vini di Bre­ ganze, la strada dei Vini doc Lison­Pra­ maggiore, la Strada del Vino Lessini­Du­ rello, la Strada del Vino Colli Euganei, la Strada del Prosecco e Vini dei Colli Co­ negliano­Valdobbiadene, la Strada del Vi­ no di Arcole DOC e la Strada del Radic­ chio Rosso di Treviso e variegato di Ca­ stelfranco.

Tra grandi can ne e vi coltori “eroici” Sono verdi strade, di pianura, di collina, a volte quasi di montagna, che idealmente da Venezia portano nel territorio vicen ­ no, nel veronese, nel padovano, nel trevi­ giano e nel caso dei vini doc di Lison Pra­ maggiore, in un territorio di confine tra Venezia, Treviso e Pordenone. Su queste strade sono presen sia i grandi produt­ tori, famosi in tu o il mondo, campioni di export, sia “vi coltori eroici” esponen­

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di un fenomeno ormai mondiale, che interessa la vi coltura europea, come quella del sud America e del medio Oriente. Sono vignaioli estremi, che col­ vano e producono grandi vini nei pendii più impervi come nelle piccole isole, limi­ tate e preziose quan tà o enute a al ­ tudini par colari o in terreni e situazioni avari di resa; oppure produ ori che deci­ dono di produrre vini biodinamici, biolo­ gici e senza solfi .

Ai degustatori l’ardua sentenza L’elenco delle strade è arido, ma neces­ sario, per capire di quali “ricchezze” s a­ mo tra ando: paesaggis che, storico­ ar­ s che, economiche, rice ve, umane. Ogni strada, infa , lavora per farsi cono­ scere da turis fai­da­te, gruppi leisure, organizzatori di incen ve, per offrire le specialità locali: vini, olio, salumi, formag­ gi, pia pici che si tramandano dall’an­ chità, e uno standard di qualità nella ri­ ce vità, per tu e le tasche.

La Strada del vino Soave Soave è un delizioso borgo (il nome ri­ corda le popolazioni barbariche che l’abi­ tarono) visibile dall’autostrada A4, situa­ to a 20 km da Verona e 80 da Venezia, posizionato ad est della provincia scali­ gera e confinante con la vicina Vicenza. La zona collinare del Soave rappresenta mastermeeting.it


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una meta turis ca sempre più scelta da­ gli italiani, da tedeschi nord europei e re­ centemente cinesi, grazie anche ai colle­ gamen autostradali e ferroviari. Il borgo è dominato dal Castello, al quale si arriva con una piacevole camminata, che per­ me e una volta giun alla meta, di domi­ nare la distesa di colline segnate dai vi­ gne che producono le uve garganega che una volta lavorate danno il famosis­ simo vino Soave. In questo contesto non è stato difficile dare il via ad un percorso circolare ideale di circa 50 chilometri tra vigne , pievi e castelli che toccano i tre­ dici comuni interessa alla Denominazio­ ne e che abbraccia i cru più qualifica per la produzione del Soave. La Strada del Vino Soave nasce con l’obie vo di offrire un pacche o completo di propo­ ste e di servizi: chi ama la cultura e l’arte ad esempio può contare non solo sull’in­ dubbia bellezza paesaggis ca della zona, il più grande vigneto d’Europa per esten­ sione con i suoi 6 mila e 600 e ari, ma anche chiese romaniche, ville, castelli e musei.

La Strada dei Vini Colli Berici La Strada comprende la zona collinare che unisce la pianura padana ai Colli Eu­

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ganei, a sud di Vicenza. In queste basse colline calcaree, dove la coltura della vite ha origini an che quanto la presenza dell’uomo e dove il clima par colare per­ me e anche la col vazione dell’olivo, si snoda un i nerario ricco di presenze ar­ chite oniche ed ar s che, molto inte­ ressan per gli aman delle Ville venete. Tra queste, in par colare, Castello Mari­ noni a Barbarano Vicen no, Rocca Pisa­ na a Lonigo, Villa Da Schio a Costozza, Villa Da Porto “La Favorita” a Mon cello di Fara e Villa Pigafe a ­ Camerini a Mossano, Villa Trento ­ Carli a Longare; il Santuario della Madonna di Monte Beri­ co e le ville Palladiane della zona di Vi­ cenza (Villa Americo ­ Capra de a la “Ro­ tonda” e Villa Valmarana de a “ai Nani”), ci à patrimonio culturale dell’Unesco.

La strada del Recioto e dei vini di Gambellara Doc Sul confine con la provincia di Verona, la ci adina di Gambellara ha l’aspe o di un tranquillo paese di campagna, raccolto a orno alla Parrocchiale, ma de ene il vanto di ospitare la più importante azien­ da privata d’Italia, la Casa Vinicola Zonin, meritevole di segnalazione turis ca per le sue collezioni di cara ere enoico: carri Veduta sulla strada dei Colli Berici

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I Vigne di Bardolino (Verona). Foto di Paola Giagulli

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vinari, torchi e altri cimeli, ma anche una collezione di calici, in maggior parte d’ambito veneto, e di cavatappi, d’ogni dove e foggia, e poi documen , come an chi proclami, una collezione di fran­ cobolli rigorosamente in tema, il tu o conservato presso la sede aziendale ma des nato a un museo comunale in via di alles mento. Nella piazza centrale, a fine se embre, appuntamento con la Festa dell’Uva e del Recioto. Terminato il giro del paese si imbocca una stradina che sa­ le a tornan fino alla dorsale panoramica tra la Val Fonda e la Val di Selva, nel cuo­ re della Zona Classica. Da Gambellara si passa a Montebello Vicen no, il territo­ rio comunale abbraccia un’ampia fascia di pianura allo sbocco della valle del Chiampo, nella depressione tra i Mon Lessini e i Colli Berici, e si insinua in quo­ ta con uno stre o corridoio che culmina a circa 350 metri. Il capoluogo si trova

giusto a metà strada tra Vicenza e Vero­ na, sulla statale Padana Superiore, erede delle più an che dire rici del Nord­Est, dalla remota Pista dei Vene alla romana Via Postumia. A tale collocazione si deve la fortuna del luogo, un tempo come sta­ zione di sosta e commerci, oggi come polo imprenditoriale con una rilevante quota vinicola, specie nella frazione colli­ nare di Selva, sul triplice fronte delle Doc Gambellara, Colli Berici e Lessini. Proprio da Selva ha inizio il tracciato esterno alla zona Classica. La terza perla che vale la pena di visitare è Montecchio Maggiore, il centro di maggiore rilievo turis co del­ la zona e la strada del vino ne prende at­ to con un doveroso allungo fuori zona. Basta poco, lasciandosi alle spalle la traf­ ficata statale, per raggiungere due luoghi fuori dal tempo: i castelli di Romeo e Giulie a, roman camente contrappos tra le colline, e la villa Cordellina Lombar­

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I Colli Euganei al tramonto

di, nota per un grande ciclo affrescato del Tiepolo e scenario d’eccezione per manifestazioni enogastronomiche: “Cena so o le Stelle”, in agosto, e “Vini in Villa”, in novembre.

La Strada del Torcolato e dei vini di Breganze Prende il via dalla ci adina di Thiene, po­ sta sul confine occidentale della Strada, che ricopre da sempre un importante ruolo nello scenario economico­sociale vicen no. Al centro dell’abitato spicca la villa Da Porto Colleoni, de a anche il Ca­ stello per le torri che la cingono e l’appa­ riscente merlatura. Nelle adiacen piazze centrali in o obre, appuntamento con la Fiera Franca, rievocazione Storica in co­ stume del Mercato Franco Rinascimenta­ le. Proseguendo ad est si giunge a Lone­ do di Lugo, nel comune di Lugo di Vicen­ za, dove sorgono le Palladiane Villa Godi Malinverni e Villa Piovene, da cui si scorge una stupenda visuale della pianura vicen­ na. A pochi chilometri troviamo Bregan­ ze, cuore dell’omonima Doc, da sempre terra di grandi vini. La ci adina, domina­ ta dal cara eris co campanile, tra i più al del Veneto, era in an co un centro for ficato sulla strada per l’Altopiano dei Se e Comuni. Lo tes moniano le molte torri, dissimulate in “colombare”, che an­ cora vi sorgono e, di riflesso, una specia­ lità gastronomica: il “Piccione Torresano” allo spiedo. Scendendo verso la pianura si incontrano, su un colle isolato, la Bas a di Montecchio Precalcino, lodata nei secoli per i suoi vini e, tra le grave del fiume As co, la ridente Sandrigo, patria del Baccalà alla Vicen na, il più famoso e pico pia o vicen no. Dopo essere tran­ sita per Mason Vicen no con i suoi ciliegi, si giunge nella medioevale ci à di Maros ca, cinta da mura merlate che racchiudono la Piazza degli Scacchi e col­ legano i due castelli inferiore e superiore. Maros ca è nota in tu o il mondo per la celebre “Par ta a Scacchi” con personaggi in abi medioevali, nel se embre degli anni pari. Vanto della zona sono inoltre le ciliegie a Indicazione Geografica Prote a e la lavorazione della ceramica, insieme ai mastermeeting.it

centri di Nove e Bassano. Il tracciato si conclude nella millenaria Bassano del Grappa, una delle più belle ci à della provincia italiana. Il suo simbolo è il cele­ bre Ponte degli Alpini realizzato su dise­ gno del Palladio. La denominazione “del Grappa” si riferisce al Massiccio che so­ vrasta Bassano, ma allo stesso tempo ri­ chiama il celebre dis llato, fiore all’oc­ chiello della ci à. Da visitare inoltre il Castello con la Rocca di Ser Ivano, i Palazzi del centro storico, le numerose Ville Pal­ ladiane, il Museo Civico e le numerose Chiese.

La Strada del Vino Lessini e Durello Immersa nelle sugges ve vallate della Lessinia, famosa per i fossili in tu o il mondo, la zona collinare si sviluppa nelle Valli dell’Agno e del Leogra, a cavallo tra le province di Verona e Vicenza. È a ra­ versata dalla Via Visen na, una delle più an che strade delle Prealpi Venete, che unisce il Tirolo e il vicen no e che oggi, pur non essendo considerata una vera e propria meta turis ca, regala un i nera­ rio affascinante, percorribile solo a piedi o sul dorso di mulo, lungo il quale si pos­ sono ammirare le an che tracce di un passato importante, forse ancora inedito. Già ad un primo sguardo, la silhoue e dei rilievi tradisce la natura del terroir: vulcanica, forte, austera. Una natura pro­ fonda e inconfondibile che dà vita a un vino autoctono, il Lessini Durello, tra i più an chi del Veneto. La tradizione vi ­ vinicola della zona ha origini molto an ­ che: le prime tes monianze risalgono al­ la metà del ’700, quando alcuni studiosi iniziarono a parlare di un’uva locale de a “Occhio di Pernice”. Persino lo storico 5­6 2018

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La località di Custoza dove si produce il famoso vino DOC, il Bianco di Custoza

Beltrame scrisse di questo pregiato vi ­ gno: “O mi e generosi vini si o engono dalle uve marzemina, turbiana, garganega, corbina, negrara, farinente, ma la qualità più an ca da noi col vata è la Durella, che dà un grappolo ambrato”. Oltre alle bellez­ ze naturalis che, fra le quali il Parco re­ gionale della Lessina (certamente di grande interesse), l’area offre numerose occasioni per conoscere e apprezzare il territorio anche dal punto di vista ar s ­ co e culturale. L’i nerario si snoda verso Nord, in prossimità di due centri produt­ vi di rilievo per l’industria conciaria e del marmo, Arzignano e Chiampo, in cui è possibile ammirare la se ecentesca Vil­ la Ma arello e la Pieve francescana. Pro­ seguendo per la Valle dell’Agno, si arriva a Trissino dove nella parte alta si eleva Villa Trissino­Marzo o­Da Porto, avvolta in un meraviglioso parco che domina la valle. Di altre anto interesse a Castel­ gomberto sono le residenze storiche Vil­ la Piovene da Schio e Villa Trissino­Bar­ baran. Giun a Cornedo Vicen no si può scorgere il più an co fra gli edifici nobi­ liari presen nella ci adina, Villa Trissino. Con nuando per la Valleogra si raggiun­ ge Schio, famosa ci adina che presenta alcune interessan tes monianze del Pa­ trimonio Industriale, legate principal­ mente alla vicenda produ va e sociale della famiglia Rossi (Il famoso marchio Lanerossi). Lungo il tragi o si incontrano, infine, altri tre centri importan : il Comu­ ne di Malo celebre per la produzione di maglieria in cachemire, e per lo storico carnevale risalente al 1867; il Comune di

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San Vito di Leguzzano che ospita il mu­ seo etnografico sulla lavorazione del le­ gno e vanta un an co centro storico in cui si possono ancora ammirare edifici rurali dal cara eris co “portone”, cinte murarie e palazzi signorili del 400 e 500; il Comune di Isola Vicen na a raversato da splendidi percorsi naturalis ci e im­ preziosito da sugges vi luoghi di culto ed interessan dimore storiche, tra cui spicca Villa Cerchiari, costruita nel 1722 probabilmente dall’archite o Mu oni.

La “Strada del Vino Valpolicella” È un’associazione tra operatori economi­ ci che ha lo scopo di promuovere e valo­ rizzare il territorio legato alla produzione del vino Valpolicella. Oggi la Strada del Vino Valpolicella rappresenta un’inizia ­ va completamente nuova in cui le diver­ se categorie degli operatori lavorano in­ sieme per la valorizzazione di tu o il ter­ ritorio, a raverso i numerosi prodo ­ pici. Non è, quindi, solo un percorso stra­ dale tra le can ne, ma uno strumento di valorizzazione di tu e le realtà economi­ che, sociali e culturali. L’associazione si propone, infa , di diffondere la cono­ scenza della Strada e dei suoi associa a raverso inizia ve promozionali di vario genere, la creazione di pun di informa­ zione e di materiale divulga vo. Ne fan­ no parte amministratori locali, imprese, organismi culturali, can ne, pun di ri­ storazione e stru ure alberghiere. I co­ muni di competenza della Strada del Vi­ no Valpolicella sono 19: Cazzano di Tra­ migna, Cerro, Colognola ai Colli, Dolcè, mastermeeting.it


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Fumane, Grezzana, Illasi, Lavagno, Mara­ no di Valpolicella, Mezzane, Montecchia di Crosara, Negrar, Pescan na, San Mar­ no Buon Albergo, San Mauro di Saline, San Pietro in Cariano, Sant’Ambrogio di Valpolicella, Tregnago e Verona.

La strada del vino Arcole DOC Si snoda in un territorio che comprende i comuni di Arcole, San Bonifacio, Zimella, Veronella, Cologna Veneta, Roveredo di Guà, Pressana, riunendo in un unico ab­ braccio molte realtà piche di queste terre veramente meritevoli. Nei paesaggi è possibile riscoprire, riconoscere e toc­ care con mano un patrimonio originale e di grande impa o emo vo, cara erizza­ to da archite ure locali in co o, dall’in­ tensa operosità umana, auten ca forgia­ trice di spazi, da un territorio spesso ma­ ritato alla vite in un connubio inscindibi­ le, plasmato da un processo storico­evo­ lu vo. All’affascinante paesaggio natura­ le si affiancano bellezze storiche e ar ­ s che importan e spesso dimen cate. Tra vigne , mele e campi col va tro­ viamo Borghi an chi, Ville, Chiese e Pievi di par colare interesse. La Strada è un’associazione di imprese ed en che si dedica alla valorizzazione del territorio e dei suoi prodo (famoso il Mandorlato di Cologna Veneta) all’incen vazione dell’offerta turis ca e alla rivalutazione delle bellezze storiche, archite oniche e naturali.

La Strada del Vino Colli Euganei I Colli Euganei sono famosi per la produ­ zione di o mo vino e, difa , sono pos in un territorio compreso tra il 40° e il 50° parallelo, a ridosso del 45°, definito il “parallelo del vino”, per l’equidistanza sia dal Polo Nord e dall’Equatore, in una zo­ na che fa da spar acque, quindi, tra il troppo freddo del Nord e il troppo caldo del Sud. I Colli Euganei regalano la possi­ bilità di effe uare i nerari enogastrono­ mici, all’insegna delle eccellenze e delle specialità culinarie del luogo. Gli agrituri­ smi, i ristoran e le tra orie, offrono, inoltre, la possibilità di degustare prodot­ locali di alta qualità, ormai riconosciu mastermeeting.it

in tu o il mondo e pia tradizionali della cucina contadina. Il clima favorevole e la par colare morfologia del luogo produ­ cono vini dall’inebriante profumo e dal­ l’inconfondibile sapore. Le numerose aziende vi vinicole dei Colli Euganei danno vita ad o mi vini, tra cui molte e che e insignite di pres giosi ricono­ scimen e denominazioni cer ficate. Tra le eccellenze, primeggia il Fior d’Arancio D.O.C.G., ma la gamma di vini bianchi e rossi è davvero vasta ed è in grado di stupire anche gli intenditori più esigen . Il Rosso dei Colli Euganei, il Cabernet Sauvignon, il Merlot, il Raboso, il Marze­ mino, il Corbinello e il Novello, e poi, il Bianco dei Colli Euganei, il Moscato, il Serprino, il Pinot Bianco, lo Chardonnay, il Tocai Italico sono solo alcune delle ec­ cellenze del territorio. Le can ne, oltre alla vendita dire a, propongono degu­ stazioni guidate e visite alle proprie aziende, offrendo la possibilità di cono­ scere, da vicino, la produzione vi vinico­ la. I Colli Euganei, tu avia, sono famosi anche per il miele, di elevata qualità, in­ serito nell’elenco dei prodo tradizionali secondo le dire ve del Ministero alle Poli che Agricole e Forestali. L’introdu­ zione dell’olivo nei Colli Euganei è avve­ nuta in tempi molto lontani, alcune fon , dicono addiri ura in epoca pre­romana e, oggi, sopravvivono qua ro col vazioni autoctone che producono olio d’eccel­ lenza, secondo tradizioni an che. Ad Ar­ quà Petrarca, la cui fama è dovuta alla fi­ gura del celebre poeta, di cui troviamo casa e monumento, possiamo visitare uno dei borghi medievali più belli d’Italia. Arquà è rinomata per l’eccellente olio d’oliva che le ha permesso, inoltre, di aderire all’Associazione Nazionale Ci à dell’Olio e diventare meta pres giosa di un turismo enogastronomico di al ssima qualità. La zona meridionale dei Colli Eu­ ganei, tra Baone e Arquà Petrarca, è par­ colarmente nota, invece, per la col va­ zione dei piselli, i cosidde “bisi”, e pro­ prio a Baone si ene, ogni anno, la “Festa dei Bisi”. Altro prodo o noto sono le ci­ liegie, col vate in quasi tu o il territorio euganeo ormai da secoli, uno dei prodot­ 5­6 2018

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più cara eris ci del Parco, tanto da proporre anche una festa annuale: la Fe­ sta della Ciliegia. Immancabile, quindi, un assaggio del famoso liquore “Maraschi­ no”. Sui Colli Euganei, è col vato anche il

Autunno tra i vigne della Strada del Vino Soave

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giuggiolo, un elegante alberello di altezza media, dai cara eris ci fru simili, nella forma a olive, e per sapore alla mela. Alle giuggiole è dedicata anche una festa che si ene la prima e seconda domenica di o obre, ad Arquà Petrarca, dove, oltre alle confe ure, si può assaggiare il liquo­ re pico: “Il brodo di Giuggiole”. Prose­ guendo si arriva a Ba aglia Terme, il più piccolo comune della provincia di Pado­ va, il cui centro storico, affacciato ai ca­ nali, lo fa somigliare ad una località rivie­ rasca. Ba aglia Terme, ci adina nota e apprezzata per le terme, insieme alle cit­ tà di Abano, Montegro o e Galzignano, deve la sua importanza all’unica gro a termale naturale dell’area euganea. A Galzignano, appunto, luogo di relax tra terme e giardini, tra le valli racchiuse tra il Monte Rua e il Monte Gallo, troviamo lussuose stru ure alberghiere che offro­ no le più moderne cure termali. Numero­

se sono le ville da ammirare ma, prima fra tu e, Villa Barbarigo Pizzoni Ardema­ ni, rinomata per lo straordinario giardino barocco, parco ricco di fontane, sculture e alberi secolari. Sempre a Galzignano è possibile visitare anche il Museo della Navigazione Fluviale e il Castello del Ca­ tajo. In località So ovenda, inoltre, da Casa Marina, è possibile iniziare il sen ero del Monte Venda che, con un i nerario facile, ad anel­ lo, a rezzato anche per di­ sabili, perme e di godere di magnifici panorami, immer­ si nei boschi di castagno e osservare alcuni “maronari” storici. Montegro o, altro comune dei Colli Euganei, si afferma come il complesso termale più importante d’Europa, il cui nome rimanda proprio all’uso terapeu co che, fin dall’an chità, si è fa o delle sue sorgen di acqua calda. Il paese vanta anche il pri­ mo museo italiano di farfal­ le vive, la Bu erfly Arc o Casa delle Farfalle.

Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano­Valdobbiadene La nuova Strada del Prosecco e Vini dei Colli Conegliano Valdobbiadene, cos tui­ tasi nel 2003, è l’erede dire a di quella che è stata, nel lontano 1966, la prima arteria enologica italiana. Di quello stori­ co tracciato ora sono sta ripresi larghi tra , a cui però si sono volu affiancare dei percorsi tema ci in grado di valoriz­ zare tu o il territorio, i suoi diversi pae­ saggi vi coli e le tante a ra ve, anche storico­ar s che, disseminate lungo le colline tra Conegliano e Valdobbiadene. In questo modo la nuova Strada risponde alle richieste del moderno enoturista af­ famato non solo di grandi vini e di pro­ do pici, ma anche di tu e quelle com­ ponen paesaggis che, ambientali e cul­ turali in senso ampio che formano, tu e mastermeeting.it


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insieme, l’anima e la matrice profonda di un territorio. Così con i suoi 120 chilometri complessivi che si addentrano e si inerpicano lungo i colli da Conegliano a Valdobbiadene, l’ar­ teria enologica guida il visitatore tra vi­ gne ininterro , borghi e paesi dove si respira il sapore della secolare arte enoica di queste terre, regalando scorci e pae­ saggi di auten ca bellezza e grande fasci­ no, insieme a tes monianze medioevali, eremi, chiese e secolari, tracce della sto­ ria rurale civile e religiosa delle gen di qui. Senza dimen care la possibilità di in­ contrare, nei tan locali dissemina lungo il tracciato, la cucina e i prodo pici. Ma, sopra u o, la strada offre al visitare la possibilità di scegliere l’i nerario più vi­ cino alla proprie sensibilità e predilezioni. Con una certezza: le terre del Prosecco Doc sanno davvero riservare inaspe ate e piacevoli sorprese al visitatore più at­ tento, dietro ogni curva, nel cuore di uno borgo tra i vigne , sulla cima di una colli­ na magari nascosta alla vista. Strada del Radicchio Rosso di Treviso e Variegato di Castelfranco. Il territorio in­ teressato alla col vazione del Radicchio Rosso di Treviso é molto esteso, sono state perciò individua tre percorsi. Il primo segue idealmente il tracciato del Sile per arrivare fino a Castelfranco, ed é definito: “La civiltà dell’acqua da Treviso a Castelfranco Veneto”. Il secondo per­ corso interessa i comuni di Preganziol, Casier, Zero Branco per arrivare a Scor­ zé, zone dove si é sviluppata la col va­ zione del radicchio, per questo in tolato: “Le terre del Radicchio”. Il terzo percorso chiamato: “La campagna veneta dall’epo­ ca romana alla Serenissima” comprende la zona più meridionale del territorio, ad ovest l’an ca via Aurelia e ad est un trat­ to del Terraglio. La presenza di centri ur­ bani di notevole importanza storico cul­ turale, le ville e l’oasi naturalis ca garan­ scono inoltre al visitatore la valenza tu­ ris ca di questo i nerario. Ville venete, oasi naturalis che, castelli e mulini, ci à d’arte; questo sono le gemme che impre­ ziosiscono l’area di produzione della Strada del Radicchio Rosso di Treviso e mastermeeting.it

Variegato di Castelfranco. Tre sono i per­ corsi di visita alla scoperta dei due radic­ chi che colorano le tavole dei trevigiani e le numerose mostre della rassegna “Fiori d’Inverno”. “La civiltà dell’acqua da Trevi­ so a Castelfranco Veneto” Questo primo i nerario collega Treviso a Castelfranco Veneto, seguendo idealmente il tracciato del Sile, le cui acque di risorgiva sono im­ piegate per l’imbianchimento del radic­ chio. Lasciato il capoluogo della Marca Trevigiana si incontra nel comune di Quinto di Treviso, a S. Cris na, l’Oasi na­ turalis ca del Mulino di Cervara, già fun­ zionante nel 1325. Superate Morgano e Badoere si raggiunge Levada, frazione di Piombino Dese, e successivamente Ca­ sacorba. Da qui l’i nerario riprende nuo­ vamente verso Nord e dopo Fanzolo di Vedelago, a raversa Riese Pio X e Ca­ stello di Godego in un’area di notevole interesse paesaggis co e ambientale. L’i nerario si conclude a Castelfranco nella cornice di mura merlate. “Le terre del Radicchio di Treviso” Il secondo i ne­ rario inizia da Castelfranco Veneto per concludersi a Treviso, dopo aver a raver­ sato le più significa ve aree produ ve del radicchio, lungo quello che può esse­ re definito l’asse centrale della strada del radicchio rosso di Treviso. Il percorso in­ teressa la campagna dei comuni di Pre­ ganziol, Casier, Zero Branco e Scorzé, in una distesa di appezzamen cara eriz­ za dal colore rosso­brunato dei cespi e impreziosi dalla presenza di numerose ville venete. “La campagna veneta dal­ l’epoca romana alla Serenissima. “Il terzo i nerario si snoda nella zona più meri­ dionale dell’area di produzione, fra l’an ­ ca via Aurelia e il Terraglio, in un’area di notevole importanza storico culturale. Numerose le ville venete che tes monia­ no la connessione tra questa parte della Marca Trevigiana e la laguna veneziana, sopra u o nei comuni di Preganziol e Mogliano Veneto. Da qui il percorso pro­ segue verso Ovest in una strada immersa nella campagna e scarsamente urbaniz­ zata che corre nelle province veneziana e padovana fino a ricongiungersi al secon­ do i nerario nei pressi di Piombino Dese. 5­6 2018

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La strada del Vino Valpolicella La valle dalle molte cantine eccellenti

L’

origine del nome Valpolicella è controversa: in un decreto del 1117 dell’imperatore Federico Barbarossa si trova citato per la prima volta il nome “Val Polesela”, la cui e mo­ logia non è fissata. Secondo alcuni, può essere ricondo o al termine greco “po­ lyzèlos”, che significa “molto beata” quindi “valle molto beata”, oppure al la ­ no “pulcella”, al quale si rifà l’immagine della fanciulla nello stemma del comune di San Pietro in Cariano. La spiegazione che più si avvicina alla realtà, e che più fa onore alle tradizioni produ ve del luogo, può essere trovata nell’espressio­ ne la na “Val­poli­cellae”, ovvero “valle dalle molte can ne”. Il Campanile della chiesa di san Pere o, Negrar: Sopra, Tenuta Prunea, Sant'Ambrogio di Valpolicella

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La più vocata alla produzione di vini di grande qualità È situata nel Veneto occidentale, tra Ve­ rona e il Lago di Garda, delimitata, a nord, dai Mon Lessini. Si estende per circa 240 km e la sua superficie vitata è di circa 6.000 km. L’area denominata Val­ policella Classica, la più vocata alla pro­ duzione di vini di grande qualità e pres ­ gio grazie alla sua prevalente ubicazione collinare, è racchiusa in 5 comuni: San­ t’Ambrogio, San Pietro in Cariano, Fuma­ ne, Marano e Negrar. La natura del terreno è prevalentemente calcarea e, dal punto di vista geologico, gli studiosi ritengono che risalga al Giu­ rassico e al Cretaceo. Il clima è general­ mente mite e temperato con precipita­ zioni che si aggirano tra i 900 e 1100 mm d’acqua annui. Il territorio, a raver­ sato da vallate solcate dai “progni”, pic­ coli corsi d’acqua a cara ere torren zio, è ricco di storia e di cultura; accanto ad invitan paesaggi campestri, chi lo visita può facilmente incontrare an che pievi, ville rinascimentali e importan esempi di archite ura rurale. Tra ques spiccano nomi blasona per la produzione di Amarone e Valpolicella: Allegrini, Masi, Tommasi, tanto per citarne alcuni. In ques tre casi, alla produzione di grande qualità si associa la promozione di un’ospitalità di grandissimo pregio, un’a enzione e valorizzazione della sto­ ria, dell’arte, e della produzione dei pro­ do del territorio. Per il turista sono sta studia , o o i nerari che suggeri­ scono un ventaglio di esperienze, alla scoperta delle bellezze dei luoghi. Lungo ques percorsi, si sviluppano le diverse a vità dei soci. mastermeeting.it


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Una passione tramutata in impresa colle va Da tempo immemore queste terre calca­ ree sono state addomes cate, le colline pe nate e rigate da filari di vite e non solo per il sacrosanto profi o, ma soprat­ tu o per la passione che di generazione in generazione, con grande orgoglio, ha portato il nome Valpolicella come amba­ sciatore d’eccellenza, sia alle mensae re­ gali, sia a quelle di intenditori che la pen­ sano come Oscar Wilde: “la vita è troppo breve per bene vino mediocre”, quindi al­ lunghiamo la vita, impariamo a bere, con­ cediamoci l’eccellenza! L’orgoglio, la co­ scienza di un’eccellenza come fenomeno stra ficato nei secoli ha coinvolto tu gli operatori in un’impresa colle va e oggi é possibile sostare per assaggiare preliba pia pici veronesi presso ri­ storan , tra orie, can ne, dove i turis saranno ospi di auten ci vignaioli o di storiche aziende blasonate e, quando il turista avrà a disposizione più tempo, potrà scoprire i meravigliosi b&b, alber­ ghi e agriturismi che offrono i più svaria servizi per garan re benessere, relax e serenità. L.S.

In alto, Santuario di S. Maria Valverde, Marano di Valpolicella. Qui a fianco, Villa Rizzardi, Negrar. So o a sin., Villa Pompei Carlo , Illasi. A destra, Giardino Pojega, Negrar

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Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel&Spa Dove accoglienza, cultura del vino e animus loci si incontrano ai massimi livelli

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Famiglia Tommasi: Barbara e Michela prime due da sin

ospitalità è nel dna della famiglia fin dall’inizio del secolo scorso, quando il capos pite Giacomo Tommasi decise di aprire un’osteria a Ve­ rona, dove vendeva il vino che produce­ va, da allora il senso di ospitalità è diven­ tato un must tramandato per generazioni e ha dato vita ad una realtà sfacce ata, della quale Villa Quaranta è la punta di diamante, perché è la somma di obie vi raggiun , di proge che sono sta rea­ lizza passo dopo passo. La famiglia Tommasi, da allora, ha occupato un ruolo molto importante nel Gotha dei produt­ tori di vini pregia (di recente Tommasi ha acquisito la maggioranza della can na Paternoster in Basilicata, storico produt­ tore dell’Aglianico del Vulture) ma è nel tessuto sociale della Valpolicella e di Ve­ rona, che sono sta fa gli inves men in un certo senso “fonda vi” fa da Da­ rio Tommasi oltre che nel se ore vino, in quello dell’accoglienza.

L’inves mento umano Dario Tommasi, capostipite di una del­ le più grandi realtà vitivinicole italiane la “Tommasi Family Estates”, nel giugno del 2013, ha affidato al Direttore Luca Carrara la gestione del rinnovamento di Villa Quaranta, affiancandogli Mi­ chela Tommasi, Responsabile Meeting ed Eventi e Barbara Tommasi. Il rinnovamento coinvolge le nuove real­ tà legate all’ospitalità, come l’Albergo Mazzanti in pieno centro storico di Ve­ rona e lo start up dell’Agriturismo Pog­ gio al Tufo nella Maremma Toscana e naturalmente il Caffè Dante Bistrot, uno dei locali storici d’Italia che è stato totalmente rinnovato nel concept e nello staff all’inizio del 2017, alla cui guida c’è Gianpaolo Spinelli.

Un sistema complesso e la Wine Experience Tommasi Se usassimo un linguaggio matema co potremmo definire Villa Quaranta un “si­ stema complesso”. Basta prenderne in esame il nome: è una Villa an ca, è un Hotel con SPA, è il luogo dove i vini Tom­

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L’execu ve chef Claudio Mazzurega. In basso, il F&B Manager Enrico De Togni

masi, provenien da diverse regioni d’Ita­ lia, ma sopra u o dalla Valpolicella, tro­ vano una cornice regale per potere di­ ventare una “wine experience” a tu o tondo. La sua offerta variegata a rae di­ verse poligie di turismo: leisure, duran­ te i weekend invernali, le fes vità e d’estate, quello del wellbeing, grazie alla SPA e alle Terme della Valpolicella, e quello enogastronomico, soddisfacendo i gourmand italiani e stranieri più esigen . Il F&B Manager Enrico De Togni e l’executive chef Claudio Mazzurega propongono, nel rinomato ristorante Borgo An co, una wine list premiata con 2 bicchieri da Wine Spectator per 4 anni di fila. La proposta esperienziale legata al vino si ar cola in mol percorsi, dai nomi invitan : Esperienza divina, Follie d’Ama­ rone proposte della Bo ega del Gusto, Wine SPA Experience alla Vinoterapia al­ le Terme della Valpolicella.

Infinite esperienze anche Mice Naturalmente è impossibile descrivere tu e le esperienze legate al vino propo­ ste in un territorio stupefacente, espe­ rienze che possono conquistare anche gruppi aziendali che, dopo aver fruito delle 15 Sale congressi, hanno voglia di smarrirsi nei piaceri della zona. Che ne direste, per esempio, dell’idea di saltare in sella per una cavalcata di 4 ore al mat­ no sulle colline coperte di vigne della Valpolicella? E di fare una pausa di mezza giornata per godere del panorama e scat­ tare foto memorabili di questa bellissima

valle? Nel bel mezzo del tour ci si può fermare in un’enoteca o in una can na per degustare i sapori dell’Amarone e de­ gli altri vini rossi della Valpolicella. E che ne direste di un tour enologico con mini­ van in Valpolicella con degustazione di Amarone? Il mini­van è clima zzato, co­ modo, fa sosta in due delle più belle can­ ne della Valpolicella e perme e di assa­ porare Il Ripasso e il maestoso Amarone e di meditare, meditare, meditare, su quanto possa essere piacevole trovarsi in questo terroir così fortunato. Del resto, non si chiamano vini da meditazione? Di­ rei che farebbe bene a tu andare a me­ ditare in Valpolicella, la vita sarebbe più rosea, anzi rosso Amarone. L.S.

Alcune offerte hotel con focus sull’esperienza vino Esperienza Divina. Un soggiorno di una no e con un percorso guidato in sauna per toccare con mano i benefici delle uve rosse della Valpolicella. h p://www.villaquaran­ ta.com/esperienza­divina/ Follie D’Amarone. Un soggiorno di una not­ te per vivere il grande vino re della Valpoli­ cella sia dal punto di vista degusta vo che di relax. h p://www.villaquaranta.com/fol­ lie­damarone/ Le nuove proposte della Bo ega del Gu­ sto del Borgo An co il ristorante di Villa Quaranta Tommasi Wine Hotel & SPA. h p://www.villaquaranta.com/ristorante­ borgo­an co­verona/ bo ega­del­gusto/ One Day SPA a Terme della Valpolicella chiamato WINE SPA EXPERIENCE h ps://www.termedellavalpolicella.it/wi­ ne­spa­experience/ Vinoterapia di Terme della Valpolicella h ps://www.termedellavalpolicella.it/sco­ pri­i­benefici­della­vinoterapia

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Masi Wine Experience Visita a tre eccellenze in un giorno. Dalla Valpolicella al Lago di Garda

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n’esperienza iconica quella pro­ posta da Masi, marchio storico della Valpolicella: nell’arco di un giorno è possibile visitare tre eccellenze: le Can ne Masi, le Possessioni Serego Alighieri e la Tenuta Canova, percorren­ do un territorio sugges vo che dalla Val­ policella conduce a Lazise sul Lago di Garda. Ma perché un giorno solo? Andia­ mo lentamente, facciamoci prendere per mano dal Genius loci o se preferite da Bacco!

La famiglia Boscaini e la Masi Wine Experience La storia dei vini Masi inizia quando la fa­ miglia Boscaini acquista pregia vigne nel “Vaio dei Masi”, il toponimo di una piccola valle nella Valpolicella Classica, alla fine del XVIII secolo. Oggi Sandro Boscaini, la sesta generazione della fami­ glia che ha contribuito a creare con l’Amarone una delle eccellenze italiane più apprezzate e conosciute al mondo, è presidente dell’azienda che guida con i famigliari.

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Masi Wine Experience è il proge o di ospitalità e cultura che Masi, aprendo le porte delle proprie sedi, propone agli ap­ passiona del vino e a incen ve house, pco ed event manager. Si inizia dalle Can ne Masi nel cuore della Valpolicella Classica. L’esperienza offerta al visitatore prevede la visita del fru aio per l’appas­ simento delle uve, an ca tecnica in cui Masi ha una riconosciuta exper se. Si prosegue con la visita delle can ne sot­ terranee di affinamento in legno, tra le più ampie in Italia. Le Possessioni Serego Alighieri in Valpo­ licella appartengono ai discenden diret­ del Poeta Dante dal 1353. La visita, un tuffo nella storia della nobile famiglia dei Con Serego Alighieri, include la passeg­ giata nel giardino e nei vigne , la visita al fru aio e alla storica can na colma di profuma fus di ciliegio. Della proprietà fa parte un’an ca foresteria ristru urata con o o appartamen , arreda in un so­ brio s le di campagna. Sono disponibili anche sale per even , convegni e una cucina professionale a rezzata per orga­ nizzare corsi e scoprire i piaceri della ta­ vola in abbinamento con il vino. Dalla Valpolicella, con un piacevole per­ corso slow, si giunge alla Masi Tenuta Canova di Lazise sul Lago di Garda. Dal belvedere la vista spazia dai vigne alle dolci colline della Valpolicella, poi si pro­ segue nel fru aio e nella can na, dove affina il celebre Campofiorin. Il Wine Di­ scovery Museum completa l’offerta con un percorso mul mediale a raverso la vi coltura e la tecnica enologica. Il cuore del museo è cos tuito da un no da 50.000 litri dove vivere con tu i sensi l’esperienza della fermentazione, a ra­ verso profumi, immagini e la sensazione di pigiare l’uva. L.S.

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PARADISI DIETRO L’ANGOLO

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Alberghi ad un passo dalle spiagge più belle La penisola italiana è punteggiata di spiagge tra le più belle al mondo. Ne abbiamo per tutti i gusti: da quelle attrezzate a quelle più selvagge incastonate nelle rocce, con lunghe distese di sabbia o di ciottoli. Noi ne abbiamo selezionate alcune per aiutarvi nella ricerca di un angolo di paradiso dove crogiolarsi al sole e tuffarsi nelle acque più pulite a cura di Delfina Reginè

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Villa Cheta di Maratea

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strapiombo sul mare, con una vi­ sta speciale sulle acque cobalto e sulla spiaggia, dalle sfumature ro­ sa, bianche e nere è Villa Cheta di Mara­ tea, in Basilicata, in s le Liberty, collega­ ta da una gradinata alla spiaggia di Por ­ cello, una delle preziose spiagge che co­ stellano questo angolo di costa rrenica. Qui è tu o un tripudio di profumi e colo­ ri, quelli del mare che cambiano sfuma­ ture, a seconda che lo si guardi dalla riva, navigando su una barca a vela o all’inter­ no di una delle sorprenden gro e da scovare lungo il litorale più roccioso, co­ me quella del Dragone, la più grande ca­ vità naturale della Basilicata, la più vicina a Villa Cheta. I colori della vegetazione mastermeeting.it


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PARADISI DIETRO L’ANGOLO

L’Hotel Aquadulci, Chia (CA)

rigogliosa incorniciano il paesaggio che si gode da tu e le stanze. All’esterno, una bio piscina con acqua salata rende rilas­ san le giornate nella villa. Il ristorante regala esperienze gastronomiche della tradizione locale, la ricca colazione viene servita ogni ma na sulla terrazza e la sera il pa o diventa il belvedere privile­ giato per ammirare il tramonto sul golfo assaporando un roman co aperi vo. Esplorazioni del mare in barca a vela si possono organizzare da Villa Cheta lungo i 30 km della costa di Maratea e nel Gol­ fo di Policastro, fra al costoni rocciosi, le torri del XVI secolo, le cale e nasco­ ste, le leggende dei marinai. L’hotel orga­ nizza anche passeggiate lungo an chi sen eri, con la guida di un geologo, tour nelle gro e, pic­nic, passeggiate a caval­ lo, i nerari nel Parco del Pollino Patrimo­ nio UNESCO. (www.villacheta.it)

di Su Giudeu a Chia (CA), riconosciuta dalla Guida Blu di Legambiente la più bella d’Italia. È raggiungibile a piedi o tra­ mite una passerella per passeggiate con pause per bagni rigeneran o per osser­ vare le specie di uccelli rari come i feni­ co eri rosa. Si possono organizzare escursioni a cavallo per ammirare le di­ verse bellezze naturali di Chia e spingersi fino al por cciolo di Teulada. Per rilassar­ si si può optare anche per una gita in barca a vela e per chi ama il movimento, non mancano percorsi in mountain bike, moto, bicicle e, corsi di kitesurf e win­ dsurf, tennis e golf. I profumi della mac­ chia mediterranea inebriano anche il giardino dell’hotel, dove troneggia una piscina con idromassaggio e dove le piante officinali della Sardegna creano l’atmosfera di una piccola oasi dedicata al benessere. Da provare i tra amen e massaggi. Per alcune pologie di camere è incluso il servizio spiaggia nella meravi­ gliosa Su Giudeu. (www.aquadulci.com) Acque che scin llano in un caleidoscopio di colori si lasciano ammirare nella baia privata di un’area marina prote a, para­ diso per le immersioni, che si apre da­ van al Falkensteiner Resort Capo Boi di Villasimius (CA), ad un’ora da Cagliari, perla di archite ura moresca e mediter­ ranea, vincitrice del Domotex Award per il miglior interior design, incastonata nel­ l’area marina prote a di Capo Carbona­

Falkensteiner Resort Capo Boi di Villasimius (CA)

In Sardegna fra le oasi protette Aquadulci è l’albergo immerso in un rigo­ glioso giardino ad un passo dalla spiaggia mastermeeting.it

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Lido degli Angeli Beach a Punta Prosciu o (LE)

ra. La baia, che custodisce un meraviglio­ so mondo sommerso ricco di flora e fau­ na marina che stupiscono gli aman delle escursioni subacquee e chi pra ca snorkeling, è lo spe acolo che ogni giorno possono ammirare gli ospi di questo re­ sort 5 stelle. Mentre i sub nuotano tra cernie, orate, den ci, ricciole, gamberi, murene e piccole aragoste nel mare, in cui non di rado si possono fare piacevoli incontri con delfini e stenelle, c’è chi si ri­ lassa sulla sabbia fine e bianca della spiaggia privata con Beach Restaurant e chi nuota tra le 5 piscine, di cui una idea­ le per le famiglie e l’infinity relax pool a 2 piani con la sua vista mozzafiato. Il Fal­ kensteiner Resort Capo Boi oltre ad es­ sere pres giosa meta di vacanze roman­ che per le coppie è anche il primo re­ sort per famiglie della Falkensteiner Pre­ mium Collec on, con una grande varietà di servizi, per i più piccoli e i loro genito­ ri. Possibilità di fare escursioni subac­ quee guida da Chris an Redl, campione mondiale di apnea, il quale definisce il re­ gno sommerso intorno al resort come “uno dei fondali migliori di tu o il Medi­ terraneo per fare immersioni”. A pochi minu dal resort c’è il campo da golf a 18 buche. Da Capo Boi, inoltre, si snodano sen eri e stradine che salgono tra le col­ line, ideali per passeggiate al tramonto a picco sul mare o in bicicle a, per i più esper . Di ritorno dalla spiaggia e dalle esplorazioni, ad accogliere gli ospi ci so­ no i 750 mq del centro benessere Acqua­ pura SPA con area saune con bagno tur­ co, sauna finlandese, biosauna, sala relax con accesso alla piscina con le ni gal­

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leggian , 5 sale per i tra amen , area cardio­fitness con vista sul giardino e programma work out. In cucina i sapori dello Chef Massimiliano Balia che fonda i suoi pia sul patrimonio millenario della Sardegna. L’hotel, inoltre, sposa la filoso­ fia dei Boo[s]tcamp Falkensteiner per ri­ generarsi e sen rsi in forma e propone sessioni di allenamento, percorsi per la ricerca dell’equilibrio psicofisico, tra cui jogging, tai chi, immersioni, coadiuvate da un piano di alimentazione personaliz­ zato, con istru ori e specialis tra le ec­ cellenze del mondo spor vo. (www.fal­ kensteiner.com/it/hotel/capo­boi)

Pieds dans l’eau in Salento Situata proprio a Punta Prosciu o, nota per le acque incredibilmente trasparen , Villa La Tonnara è una residenza storica che consente di vivere appieno le due di­ mensioni della vacanza. Vale a dire la me­ ravigliosa natura e il mare di questo an­ golo di Puglia e il piacere della movida che ne anima l’estate. I cinque apparta­ men con tu i servizi, di diverse metra­ ture e camere da le o, che compongono le due par della villa, consentono di di­ segnare la vacanza perfe a per famiglie, coppie, gruppi di amici. Voglia di relax? Le passeggiate sulla spiaggia che si apre ol­ tre il cancello della villa e un aperi vo da gustare nell’ombreggiata veranda privata soddisfano le vostre esigenze. Le giornate sulla spiaggia si possono vivere in tu a tranquillità a Lido degli Angeli, conven­ zionato con Villa La Tonnara. A pochi chi­ lometri si trovano invece centri come Manduria, Torre Lapillo e Porto Cesareo, che oltre al mare e alle spiagge rinomate per la loro bellezza offrono ristoran , ne­ gozi e bar. (www.villalatonnara.com). Lido degli Angeli Beach dispone di ap­ partamen a Punta Prosciu o (LE) a 50 metri dal lido consentendo una vacanza da vivere in costume da bagno 24/7. La stru ura si trova appena dietro lo stabili­ mento balneare di cui cos tuisce la parte residenziale, pensata per le famiglie con bambini e i gruppi di amici. La vicinanza estrema all’a rezzato lido consente di salire e scendere con comodità a piedi: mastermeeting.it


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tu o quel che serve è ad una distanza raggiungibile con una passeggiata. Il bor­ go marinaro di Torre Collimena è a soli 3 km, mentre Torre Lapillo si trova a 5 e la ci adina di Porto Cesareo a 15. (www.li­ dodegliangeli.it)

Lido di Venezia da bandiera Il Lido di Venezia è stato una delle prime des nazioni prescelte per le vacanze al mare dall’aristocrazia europea. E man e­ ne ancora oggi un’atmosfera di ricerca­ tezza, con tanto di allure da luci della ri­ balta: il Palazzo del Cinema si affaccia proprio sulla spiaggia. Recentemente la stre a e lunga isola (12 km, quasi come Formentera) dove si trova la spiaggia dei veneziani è diventata anche Isola Green patrocinata dal Ministero dell’Ambiente (www.veneziaeilsuolido.it) e la spiaggia del Lido vanta ben due bandiere: la clas­ sica bandiera blu, garanzia di perfe a balneabilità, e anche la bandiera verde, assegnata dai pediatri. Ciò significa che i

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bambini al Lido possono vivere una va­ canza balneare e spor va con i genitori in assoluta tranquillità: i fondali sono bassi e sicuri e non vi sono onde alte. Ideale per una vacanza in famiglia è il Re­ lais Alber , situato a Malamocco, borgo an co nella zona più a sud dell’isola. Una zona totalmente pedonale, circondata da canali che pare essere uscita da una fia­ ba. Per un soggiorno di almeno tre no si offre un giorno in spiaggia con ombrel­ lone e due le ni ai Bagni Alberoni. Sem­ pre nella parte meridionale dell’isola, a poco più di 2 km dal Relais, si trova l’oasi WWF Dune degli Alberoni, perfe a per passeggiate lungo la spiaggia o gite in bi­ cicle a sui Murazzi. Tra le dune e la pine­ ta vivono molte specie di flora autocto­ na, mentre il mare è ricco di peoci, nome veneziano delle cozze, che sono alla base del gustoso sugo alla Malamocchina, in bianco. E con un po’ di fortuna si posso­ no scorgere anche le tartarughe marine. (www.relaisalber .com)

Relais Alber a Malamocco, Lido di Venezia

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Soleinme Resort PARADISI DIETRO L’ANGOLO

Per il suo mare, la sua storia e il suo cibo, la Puglia è una delle mete più desiderate per le vacanze estive. Al Soleinme Resort, la tradizione e l’innovazione si uniscono regalando un’esperienza unica

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i nuova apertura, il luxury­resort nasce sul crostone di una roccia e si affaccia su Costa Merlata (frazione di Ostuni), un’ampia spiaggia con cale e sabbiose dalla bellezza avvol­ gente e a racco per yacht provenien e dire in Gre­ cia. Soggior­ nando in una delle 22 came­ re e 1 suite del Soleinme, si vi­ ve un’esperien­ za di all’inse­ gna dell’esclu­ sività e della ri­ servatezza. Dalle finestre delle stanze si può vedere il giardino e i mobili bianchi illumina dalle luci blu regalano un’atmo­ sfera di comfort e quiete. Per garan re agli ospi la massima in mità, tu e le camere dispongono di un ingresso indi­ pendente, lontano dalle aree comuni e di un salo o privato all’esterno con om­ brellone e poltrone. La Suite è stata con­ cepita per offrire il massimo livello di comfort con grandi spazi (cucina e can ­ na dei vini), vasca idromassaggio e lavabi freestandig vista mare e piscina. Se dopo una giornata al mare si desidera sorseg­ giare un drink in tu a tranquillità, il bar circolare è il posto giusto. Da lì si accede ai due ristoran , uno all’interno e un al­

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tro all’esterno, con rice e della cucina pugliese ed internazionale.

La Puglia in tutte le bellezze L’amore per la Puglia si percepisce sia fuori che all’interno del Soleinme: dall’ar­ chite ura agli elemen decora vi, fino alla cucina. I tre cerchi bianchi che circon­ dano il resort ricordano i trulli della Valle D’Itria, un tempo abitazioni degli agricol­ tori e oggi edifici cara eris ci. Gli arredi in acciaio lucido e le ceramiche di Gro a­ glie creano un gioco visivo di contrasto tra materiale povero e ar gianato di ec­ cellenza. Nulla è lasciato al caso e, grazie alla presenza di fuoco, terra, acqua e aria, l’ospite può vedere e percepire gli ele­ men naturali dello s le mediterraneo.

Per un relax emozionale Oltre alla posizione, ciò che rende unico il Soleinme Resort sono i tra amen di relax. Grazie alle tecnologie di ul ma ge­ nerazione e alle mani esperte degli ope­ ratori, la Spa circolare è il posto ideale per rilassare il corpo e la mente. I profu­ mi, le luci e il rumore dell’acqua rendono il tra amento piacevole e completo. En­ trando nella Spa si può nuotare nella pi­ scina, riscaldata a 35°C con tanto di lama cervicale, ed usufruire della doccia emo­ zionale a ge d’acqua. Rimanendo nel solito cerchio, per esigenze diverse, c’è anche la sauna finlandese e il bagno tur­ co, mentre per farsi coccolare, esiste la massage­room con musica e la possibilità di sorseggiare sane rigeneran . M.M.

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Vivosa Apulia Resort La magia nel cuore del Salento: per eventi Mice e soggiorni bleisure

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PARADISI DIETRO L’ANGOLO

l Vivosa Apulia Resort di Marina di Ugento è un eco resort affacciato sul Mar Jonio, tra Gallipoli e Santa Maria di Leuca, e situato all’interno di una gran­ de area prote a, circondata da una pine­ ta, con un parco naturale dove fare jog­ ging, riposare tra gli ulive , o nuotare nelle piscine disposte su vari livelli con vasche riscaldate, idromassaggi, cascate d’acqua. Poco oltre, raggiungibile con una piacevole passeggiata, la spiaggia privata, con le ni e ombrelloni. Il conte­

sto contribuisce ampiamente al tema della vacanza al Vivosa Apulia Resort, riassumibile in una parola: an stress. E che non venga confusa con una strategia pubblicitaria. La mission è seriamente in­ terpretata, e il resort vanta una cer fica­ zione internazionale come “Unique An ­ stress Resorts od the World” e un’acca­ demia dedicata, con un team di profes­ sionis che guidano a vità di gruppo – meditazioni di gruppo, yoga sul surf, cor­ si di mindefulness – e tra amen indivi­ duali come il Tibetan Sound Massagge e la ginnas ca per il viso, e altri rituali per eliminare le tensioni di cui tu siamo ca­ richi. Al benessere generale contribui­ scono il buon cibo, anche nelle varian vegan, gluten e sugar free, uno scenario in­ contaminato di natu­ ra, e l’esclusiva for­ mula all inclusive. Vi­

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vosa Apulia Resort è una loca on ideale nella quale organizzare even priva e soggiorni incen ve: a un mare magico e a un’ospitalità all’insegna del benessere, la stru ura unisce un’area specificamen­ te pensata per proposte “mee ng e con­ gressi” che comprende l’ampia sala Mes­ sapica: luminoso spazio conferenze di 358 metri quadri, è in grado di ospitare fino a circa 500 persone ed è dotato di illuminazione naturale e vista giardino; inoltre è all’occorrenza modulabile, a ra­ verso una parete divisoria insonorizzata, in qua ro grandi sale indipenden e do­

tate di a rezzature hi­tech (la sala Greca, Romana, Normanna e Bizan na). In aggiunta a disposizione anche un fo­ yer di 100 metri quadri con bar dedicato per l’organizzazione di eventuali coffee­ break. Completano l’offerta di spazi Mi­ ce le tre sale riunioni separate dal corpo centrale e sopra u o le specialissime Outdoor Mee ng Rooms. Si tra a di ve­ re e proprie loca on per even alles te in esterno e immerse nel verde della pi­ neta che si allunga verso la grande spiaggia privata e il mare: possono esse­ re alles te, su richiesta, per ospitare conferenze e “workshop open air”. Una loca on come il Vivosa Apulia Resort è la sede perfe a per la realizzazione di momen di team building all’aria aperta: tra le proposte da organizzare su misura ci sono Dragon Boats, Adventure Park sugli Alberi, Adventure & Beach Golf, Oriental Arts, Tai Chi e Qi Gong, escur­ sioni a cavallo o in bicicle a. Per il sog­ giorno, infine, il Vivosa Apulia Resort propone 333 camere, tu e dotate di ba­ gno con doccia e asciugacapelli, telefo­ no, TV satellitare, aria condizionata, mi­ nibar, cassaforte, terrazza o balcone con vista sul giardino. D.D. mastermeeting.it


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Alla scoperta dei Sacri Monti Suggestivo viaggio nelle Prealpi che rievoca i luoghi della vita di Gesù. Tra scenari mozzafiato, chiese, ville e opere d’arte di Alberto Osella

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Lago Orta, isola del San Giulio

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ll’ingresso del paese di Armeno, lungo la strada che dal lago d’Or­ ta conduce al Mo arone, s’incon­ tra la chiesa di Santa Maria Assunta, gio­ iello dell’XI secolo. Nel ’600 le pare in­ terne del tempio furono ricoperte con la calce, come forma di protezione dalla pe­ ste. Quando in tempi recen lo strato venne rimosso, tornarono alla luce affre­ schi cinquecenteschi, tra cui un’inquie­ tante trinità rappresentata da un corpo a tre teste. Da secoli la chiesa considera ere co questo po di rappresentazione, proba­ bilmente perché il corpo tricefalo richia­ ma una divinità cel ca il cui culto risale all’età del ferro. Ci troviamo in presenza di un caso possibile e, più o meno consa­ pevole, di sincre smo religioso. Nelle zo­ ne alpine e prealpine ci volle molto tem­ po perché il Cris anesimo si sos tuisse ai cul an chi o in qualche modo vi si in­ nestasse. Mentre le altre religioni mono­ teiste vietavano di rappresentare il sacro in forme umane, il Cris anesimo ca oli­ co ha sempre voluto u lizzare le immagi­ ni per coinvolgere i fedeli, per raccontare le verità del dogma e per suscitare emo­ zioni. Più i territori erano impervi, isola e le

loro gen os natamente aggrappate ai cul ancestrali, più il Cris anesimo ri­ spondeva con un rigurgitare d’immagini. In fondo, ancora oggi, qualunque esperto di comunicazione direbbe che un’imma­ gine forte vale più di mille parole.

Parchi a tema tra Rinascimento e Barocco I Sacri Mon prealpini rappresentano l’apice di questo intento. Gli ar s che diedero vita a ques veri e propri “parchi a tema” tra Rinascimento e Barocco, si impegnarono a tal punto nel tenta vo di coinvolgere lo spe atore, da giungere a prefigurare il cinema. Per comprendere cosa sia un Sacro Monte e le ragioni che ne hanno determinata l’invenzione, dob­ biamo iniziare il nostro i nerario dall’an­ ca ci adina di Varallo Sesia, sovrastata dalla sua Gerusalemme alpina, altrimen definita dallo scri ore Giovanni Testori, il Gran Teatro Montano. Che l’idea del Sacro Monte sia venuta a un frate francescano, Bernardino Caimi (1425­1500), è significa vo. Compito dei francescani era di predicare agli umili e, per farlo, solevano u lizzare il racconto e la semplice parabola. Caimi, inoltre, non era un frate qualsiasi, essendo stato per

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ITINERARI D’ARTE E CULTURA

lunghi anni tra i custodi del Santo Sepol­ cro di Gerusalemme. Nel XV secolo il pellegrinaggio in Terra Santa era precluso ai più. La sua idea geniale fu di “traspor­ tare” in patria i luoghi della vita e della passione di Gesù. Il luogo scelto dal frate milanese fu appunto Varallo, remota pe­ riferia del ducato di Milano: luogo per cer versi magico, non lontano dalla bar­ riera di roccia e ghiaccio del Monte Rosa, popolato da gen chiuse e os natamen­ te legate ad an che supers zioni. Sopra il centro del villaggio si ergeva un poggio ricoperto da un bosco secolare, in un tempo lontano zona d’operazione dei druidi. Il luogo ideale per realizzare un percorso ascensionale. Per dar corpo al suo proge o si rivolse a un giovane ar sta di talento, Gaudenzio Ferrari, pi ore e scultore locale che, co­ me tu i principali ar s “periferici” del rinascimento, aveva potuto beneficiare di un viaggio di studio a Roma. Alla base del poggio si trova la chiesa qua rocen­ tesca di Santa Maria delle Grazie, a gua al monastero francescano. La grande pa­ rete che divide l’aula dei fedeli da quella dei monaci, è ricoperta dai celebri affre­ schi di Gaudenzio, con una ven na di ri­ quadri che raccontano la vita e la Passio­ ne di Gesù. Un vero e proprio storyboard che precede quanto verrà poi sviluppato a Sacro Monte. È il primo approccio con l’inimitabile s le di questo ar sta, scelto da Caimi per la sua capacità di ritrarre la vita in modo vibrante, popolando le sue rappresentazioni di astan dedi alle più diverse occupazioni, mentre al centro della scena si sta svolgendo il dramma. Uno s le forse un po’ arcaico, ma di grande efficacia nel raccontare, a ualiz­ zandolo, il dramma sacro. Suggeriamo la salita al Monte tramite la via accio olata, mentre per la discesa si potrà u lizzare la sugges va funivia. Le prime “stazioni” che s’incontrano sono quelle di Nazareth e Betlemme. Le umili costruzioni che racchiudono le prime cappelle, nel più puro s le alpino, sono mastermeeting.it

esse stesse opera di Gaudenzio Ferrari. La messa in scena delle cappelle è anco­ ra molto semplice e le statue, leonarde­ sche nei tra , sono la versione tridimen­ sionale di figure dipinte. Negli ambien in cui si trovano scene come l’Annuncia­ zione o l’Adorazione dei pastori, il pelle­ grino poteva liberamente circolare tra le statue, assistendo alla scena sacra nel vero senso della parola. Ma il manifesto dell’arte di Gaudenzio e della stessa idea di Sacro Monte, si trova all’apice del complesso, sulla piazza della chiesa. Un edificio monumentale rac­ chiude infa la Crocifissione, versione tridimensionale di quelle affrescate dal­ l’ar sta a Vercelli e Milano. La scena è popolata da una folla di statue in terra­ co a che ritraggono i personaggi del dramma con impressionante realismo. Altri personaggi sono affresca e vanno dagli angeli in volo a semplici comparse non troppo coinvolte da quanto sta acca­ dendo al centro della scena. La grande sala che accoglie l’opera è un emiciclo e da ciò emerge chiara la volontà di avvol­ gere chi ne fruisce, trasformandolo da spe atore a tes mone oculare. Questa volontà si evidenzia ancora più chiaramente nelle cappelle realizzate nel ’600 e in par colare nella Piazza dei Tri­ bunali, su cui sorge il palazzo di Pilato. Esse videro impegna ar s come il Mo­ razzone, Tanzio da Varallo e lo scultore e archite o Giovanni d’Enrico. Qui il dialo­ go tra affreschi e statue, tra bidimensio­ nale e tridimensionale, si fa ver ginoso. Intere folle scrosciano da paesaggi im­ pervi e immaginifici per farsi tridimensio­ nali quando giungono in primo piano. I personaggi, protagonis o comparse, so­ no il ritra o fedele di persone che si po­ tevano incontrare ogni giorno al villaggio, di una ruvida bellezza o con impressio­

Montagna santa di Sacro Monte di Varallo in Piemonte

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nan dife fisici. Le emozioni che per­ corrono i gruppi sono palpabili, vibran . I paesaggi affresca hanno la funzione trompe­l’œil che amplifica a dismisura gli spazi in realtà molto angus delle cap­ pelle. Il pellegrino non poteva ormai più circolare liberamente all’interno della scena ma era relegato a osservare da dietro una grata. Questo spinse gli ar s a ricercare con ancora maggiore intensità l’illusione del movimento. Quello di Varallo va considerato il capo­ s pite dei Sacri Mon prealpini, inseri dall’UNESCO nel Patrimonio Mondiale. Non ci vuole più di mezz’ora di macchine per raggiungerne un altro di grande sug­ ges one.

Orta San Giulio e Miasino

Vista del Monte Rosa dalla cima di Mo arone

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Da Varallo si può raggiungere il lago d’Orta a raverso la strada della Colma, oppure scendendo lungo la Valsesia ver­ so il paese di Valduggia e imboccando l’an ca strada della Cremosina. Seguendo poi la litoranea del lago si arri­

va all’incrocio che conduce allo splendi­ do villaggio di Orta San Giulio. L’occhio non può non cadere su una grande e biz­ zarra villa moresca, fa a costruire nel 1879 da un ricco industriale tessile, so o l’effe o dirompente di un viaggio in Me­ dio Oriente. Si tra a di Villa Crespi, il piccolo e fascinoso resort che racchiude l’ormai celeberrimo ristorante di Antoni­ no Cannavacciuolo, forse il più conosciu­ to tra gli stella d’Italia. Poco oltre la villa parte la strada in salita che conduce al Sacro Monte di Orta. Di nuovo un pog­ gio boscoso, ritenuto sacro da tempi im­ memorabili. La vista è incomparabile: il lago, la piccola isola di San Giulio con le ville arroccate e il grande monastero di clausura, le Prealpi ricoperte di boschi che separano il lago dalla Valsesia. Quello di Orta è l’unico Sacro Monte a non me ere in scena la vita e la Passione di Gesù. Racconta invece le vicende ter­ rene di Francesco d’Assisi. Realizzato nel corso del ’600, non ha la pretesa di fin­ gersi un immaginifico altrove, come quel­

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ITINERARI D’ARTE E CULTURA

Veduta del Monte Rosa dalla Valsesia

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lo di Varallo. Le cappelle, di grande ele­ ganza archite onica, in uno s le già in bilico tra tardo rinascimento e barocco, sono disseminate nel bosco e possono essere viste tu e grazie a una piacevole e sugges va passeggiata, tra alberi seco­ lari e scorci panoramici mozzafiato. Le messe in scena all’interno delle cappelle non mostrano un dialogo estremo tra af­ freschi e statue, ma sono anch’esse all’in­ segna del più assoluto realismo. Siamo anche qui in presenza di un’arte che è in realtà teatro, racconto per imma­ gini a beneficio degli umili. Un’arte che u lizza materiali poveri come la terracot­ ta e il legno e che non esita ad applicare barbe e capelli veri per raggiungere il suo scopo, insieme dida co ed emozionale. Una volta arriva da queste par sarebbe un peccato non approfi are di una zona che ormai sta uscendo dalla nicchia degli i nerari “minori”. Il villaggio di Orta San Giulio è un gioiello, l’isola omonima è un pezzo di storia che si specchia nel lago. E, last but not least, il vostro può trasformar­

si in un goloso i nerario eno­gastronomi­ co. Abbiamo già citato Villa Crespi, ma al­ tri due stella sono a portata di mano: la Locanda di Orta, proprio al centro del vil­ laggio e il Ristorante del Sorriso, nel vici­ no paese di Soriso. Sempre nel villaggio di Orta si trova l’Ho­ tel San Rocco, albergo e ristorante di grande tradizione, collocato in un an co monastero. L’aperi vo serale sul pon le del San Rocco, proprio di fronte all’isola di San Giulio, è impagabile. Sulla collina, a cinque minu da Orta, si trova invece il piccolo villaggio di Miasi­ no. Si tra a di uno di quei luoghi dalle arie salubri dove si rifugiavano i nobili milanesi in fuga dalle pes lenze. Per questo mo vo presenta una notevole se­ rie di ville an che. Tra esse spicca la splendida, cinquecentesca Villa Nigra, all’interno della quale si trova la Locanda dell’An co Agnello: uno dei ristoran ideali per gustare la cucina locale, innaf­ fiandola magari con i pregia vini dell’Al­ to Piemonte.

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Turismo Sostenibile, una priorità improrogabile

L’87% dei turis internazionali è interessato all’ecoturismo. Il 39% traduce sempre o spesso questo interesse nella pra ca di viaggio

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La spinta green al viaggio continua e apre nuovi scenari con potenzialità turistiche ancora da sviluppare di Barbara Ainis

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era una volta l’isola più bella del mondo, Boracay. Era un’isole a delle Filippine, premiata nel 2012 con il tolo di regina di bellezza dalla rivista Travel + Leisure per il suo mare cristallino, le sue spiagge bianche e incontaminate, le montagne e le scoglie­ re calcaree. Ma sono basta un pugno di anni e qualche milione di turis per tra­ sformare questo paradiso in un “pozzo nero”, come l’ha definita il presidente delle Filippine Rodrigo Duterte, prima di decretarne la chiusura per sei mesi, lo scorso aprile, proprio a causa dell’inqui­ namento e dei rifiu che la stanno soffo­ cando. E così questa des nazione idillia­ ca e ambita si è trasformata, complici gravi carenze infrastru urali e “culturali”, nell’emblema dell’impa o nega vo del turismo sull’ambiente, dramma ca tes ­

monianza della necessità improrogabile di ripensare il se ore nella sua interezza, in un’o ca di sostenibilità. Perché di cer­ to, al di fuori di casi eccezionali, non si può pensare di rallentare la marcia dei turis che si muovono per il mondo (ol­ tre 1,3 milioni nel 2017 e 1,8 milioni pre­ vis per il 2030), né si può pensare di ri­ nunciare ai vantaggi economici di questo mercato globale. La scelta dras ca del presidente filippino, infa , ha provocato un vero scompiglio tra la popolazione, che vive del turismo che ha rivoluzionato l’isola, nel bene e nel male. Ma la situa­ zione era diventata davvero insostenibile e le responsabilità, pubbliche e private, dovevano necessariamente essere af­ frontate per evitare (forse) il collasso. Stessa sorte è toccata alla spiaggia thai­ landese di Maya Bay su Phi Phi Island, mastermeeting.it


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TREND

Eco­hotel, ar gianato e gastronomia locale, conta dire con la gente del posto. Sono le scelte percepite come fondamentali per una vacanza sostenibile. Credits: ©Barbara Ainis

Borghi a misura d’uomo Il turismo nei borghi italiani è in o ma salute e rappresenta una scelta di viaggio decisamente sostenibile, perché evita la conges one delle des nazioni di massa, valorizza i territori minori e consente al visitatore di entrare in conta o con le realtà locali: secondo i da provvisori diffusi dall’Istat, nel 2017 si sono registrate 24 milioni di presenze turis che in più nei piccoli centri storici rispe o all’anno precedente. Nei 279 piccoli comuni presi in esame (pari al 4.3% del territorio nazionale, con 1 milione e 100 mila abitan ) è aumentata di pari passo anche l’offerta rice va, con 191 mila pos le o in 7330 esercizi rice vi; il turismo nei borghi è sopra u o un turismo nazionale più che internazionale, con una permanen­ za media di 3.8 giorni.

resa nota dal film The Beach, con Leo­ nardo di Caprio, e chiusa per inquina­ mento, anche lei, a febbraio, dopo che per anni il passaggio di 5mila turis gior­ nalieri ne ha compromesso alghe e coral­ li, disseminando rifiu in mare e sulla sabbia. Sono solo due degli esempi più eclatan e recen . Sono, si spera, un gri­ do che non può essere più ignorato.

Da trend di nicchia a necessità assoluta Fino a qualche anno fa quella del turismo sostenibile era una tendenza che coin­ volgeva pochi operatori virtuosi e ancora pochi turis illumina . Per viaggiare in modo sostenibile era necessario, non so­ lo spendere un po’ di più, ma anche limi­ tare notevolmente le proprie scelte. Og­ gi, sempre di più e sempre più spesso, il panorama sta cambiando. Il recente Su­ stainable Travel Report di booking.com ha rivelato che la spinta green al viaggio coinvolge ben l’87% degli intervista (ri­ cerca internazionale). Si parla in questo mastermeeting.it

caso di interesse alle tema che del viag­ gio sostenibile, che si traduce nella pra ­ ca virtuosa sempre o spesso solo per il 39%, contro un 48% che vorrebbe fare scelte di viaggio più ecologiche e respon­ sabili, ma che, ancora, non lo ha fa o o lo ha fa o molto di rado. Comunque il dato rileva un livello di coscienza e at­ tenzione decisamente importante, che dà la misura del cambiamento culturale in a o e delle potenzialità di sviluppo nei prossimi anni. Il primo elemento associa­ to al turismo sostenibile, dal 46% degli intervista nell’indagine di booking.com, è l’eco­hotel: una stru ura in grado di ri­ durre il più possibile il proprio impa o sull’ambiente (per il 40%) e di favorire il conta o auten co tra il turista, la natura e la realtà locale (per il 36%). E, proprio la voglia di soggiornare in un hotel ecoso­ stenibile sta orientando le scelte per il 2018 del 68% degli intervista dal report di booking.com, tendenza in crescita ri­ spe o al 2017 (65%) e al 2016 (62%). Il turismo sostenibile è fa o di aspirazio­ 5­6 2018

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Cicloturismo Una delle forme più complete di tu­ rismo ecosostenibile è il turismo in bicicle a. Con lentezza e ritardo ri­ spe o ad altre nazioni (Germania in primis), anche in Italia questa nic­ chia, sempre meno nicchia e sempre più apprezzata dal pubblico naziona­ le e internazionale, si sta sviluppan­ do insieme alle infrastru ure e ai servizi dedica . La bici è per antono­ masia un mezzo ecologico, che non comporta pra camente nessun im­ pa o sul territorio anche in termini di conges one e infrastru ure; il ci­ cloturismo è una declinazione dello slow tourism, che perme e di ap­ prezzare i territori, valorizzandone le a razioni ambientali e culturali an­ che “minori” e fuori dai percorsi più no ; la stessa predisposizione di percorsi ciclabili consente il recupe­ ro e la valorizzazione dei territori, senza rappresentare in alcun modo un rischio ambientale. Il 47% dei viaggiatori italiani pra ca a vità spor ve all’aria aperta come equitazione, ciclismo, cano aggio o passeggiate a piedi. Credits: ©Barbara Ainis

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ni ed ispirazioni. Così il sondaggio è an­ dato a indagare la fonte di tali aspirazioni (con risposte mul ple): per il 60% sono i panorami naturali vis in un viaggio pre­ cedente, mentre per il 54% a spingere

verso una scelta sostenibile è proprio l’osservare quale grave impa o nega vo possa avere il turismo sull’ambiente e sulle des nazioni. Ancora per il 47% è di ispirazione, invece, la scoperta degli ef­ fe posi vi che modelli virtuosi di turi­ smo possono avere sulle popolazioni lo­ cali, o quella, per il 42%, degli effe ne­ ga vi riscontra a casa propria, ossia nel proprio Paese d’origine. Non manca una certa dose di senso di colpa, che sta smuovendo le coscienze del 32% degli intervista .

Eco­barriere da superare I freni allo sviluppo del turismo sosteni­ bile, dunque, sono sempre meno cultura­ li, ma restano aspe pra ci a rallentare la spinta virtuosa di chi non vuole pesare eccessivamente sull’ambiente durante i propri viaggi. Per il 42% dei casi, ancora secondo booking.com sono i cos ag­ giun vi a rappresentare un ostacolo, mentre il 32% lamenta una mancanza di

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Italian Overtourism

informazioni e cer ficazioni per orienta­ re le proprie scelte (il 40% vorrebbe por­ tali che offrono filtri di ricerca apposi e il 32% gradirebbe standard qualita vi in­ ternazionali per le offerte green). Altra difficoltà è cos tuita dal poco tempo a disposizione, visto che il 22% degli inter­ vista ri ene che i viaggi ecosostenibili richiedano una permanenza più lunga, o ancora il 22% sos ene che optare per un viaggio green voglia dire rinunciare a li­ velli di lusso a cui si è abitua . A fronte di ques ostacoli ci sono ele­ men che favoriscono il piacere e la con­ divisione di una scelta sostenibile. Innan­ zi tu o, è stata segnalata dal 53% del campione del report di booking.com la possibilità di acquistare prodo di ar ­ gianato locale, anziché souvenir anonimi e industriali. Grande a enzione si dà an­ che alla disponibilità di mezzi pubblici ef­ ficien (52%) e di ristoran che propon­ gano l’uso di ingredien locali (41%). A riprova della maturità del turista sosteni­

Il clamore suscitato dalla chiusura dell’isola di Boracay al turi­ smo fa tornare al centro dell’a enzione la ques one del co­ sidde o Overtourism. Ma anche in Italia ci sono località che soffrono l’assedio di massa di turis mordi e fuggi. L’esempio più eclatante è senz’altro quello di Venezia. «Il numero cre­ scente di turis sta, in effe , comprome endo seriamente la qualità della vita dei veneziani, sopra u o perché si tra a di un turismo di bassa qualità, culturale prima che di potere d’acquisto», ci ha spiegato Cecile Rousset, CEO e founder di Vivo Vene a, un portale mul lingue per la promozione di un modi diversi, più auten ci e sostenibili di scoprire Venezia. «Soluzioni di breve termine non ci sono: fare numero chiuso è un po’ trasformare la ci à in una Disneyland; chiudere alcu­ ni luoghi è poco pra cabile. E d’altra parte non si deve nep­ pure cadere nella trappola di un eccesso di preconce e dif­ fidenza rispe o al turista. Quello che noi s amo provando a fare è di promuovere un turismo di qualità, suggerendo altre a vità e altri luoghi della ci à e del Veneto, per portare la gente fuori dai percorsi di massa e valorizzare le realtà più auten che del centro storico, delle isole e della terraferma». Anche le Cinque Terre, benché in misura minore, vivono le difficoltà di un piccolo territorio dall’equilibrio prezioso e precario, preso d’assalto da un turismo spesso poco rispe o­ so e poco preparato culturalmente, che non porta benefici alla popolazione. «Vogliamo trasformare l’Overtourism da fa ore nega vo a fa ore posi vo, ma per farlo è fondamen­ tale l’educazione del turista al territorio, è fondamentale far conoscere al viaggiatore il ci adino delle Cinque Terre e me ere questo rapporto al centro di tu o», ci ha de o Ca­ terina Natale, amministratore del consorzio ATI Cinque Ter­ re. «Organizziamo con il parco delle visite guidate in percorsi diversi da quelli maggiormente frequenta , visite alle can ­ ne, visite in cui si me ono in conta o i turis e i locali. Lavo­ riamo nelle scuole di ogni ordine per cercare di sensibilizzare il turista del domani. Perché ci sono tante realtà degne di nota nelle Cinque Terre, che non sono conosciute né dai tu­ ris né dai tour operator».

bile, le sue scelte si orientano nel 40% dei casi verso a razioni meno note e fre­ quentate, e verso stru ure green e cer ­ ficate, per il 30% degli intervista .

La situazione in Italia Una ricerca dello scorso anno, promossa da Conlegno e condo a su un campione di 1.200 persone tra i 18 e i 65 anni, ha messo in evidenza come l’a enzione ver­ so il turismo sostenibile sia in piena cre­ scita anche nel nostro Paese. È addiri u­ ra raddoppiata la propensione verso i viaggi green, che ora coinvolge il 48% degli italiani, giovani in par colare (58%) e residen a Milano (57%) e a Roma (52%). Anche per i nostri connazionali le mo vazioni che spingono a preferire va­ canze ecosostenibili sono, innanzitu o, una maggiore consapevolezza del pro­ mastermeeting.it

Il turista sostenibile orienta le proprie scelte verso des nazioni fuori dalle ro e del turismo di massa. Credits: ©Barbara Ainis

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L’impa o ambientale del turismo di massa su des nazioni dal fragile equilibrio non è compensato neppure da un ritorno economico sulle realtà locali

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prio impa o sull’ambiente (62%), seguita dal desiderio di conoscere le tradizioni culturali ed enogastronomiche locali (53%), dalla volontà di entrare in contat­ to con la natura (52%) e di dedicarsi al benessere psico­fisico personale pra ­ cando a vità spor ve (48%). Non resi­ duale (34%) è anche il desiderio di con­ tribuire al sostegno dell’economia e dello sviluppo locale. L’ecoturismo all’italiana si declina principalmente nella possibilità di fare escursioni in aree prote e o borghi storici, con guide locali, per conoscere le tradizioni del posto (57%), ma anche nell’acquistare e consumare prodo lo­ cali a km zero (54%) e nel privilegiare i traspor pubblici (55%). Il 47% pra ca, invece, a vità spor ve all’aria aperta co­ me equitazione, ciclismo, cano aggio o passeggiate a piedi, mentre il 43% degli intervista riconosce il valore di acqui­

stare prodo di ar gianato locale. Una percentuale più contenuta, ma non indif­ ferente, pari al 27%, sceglie di alloggiare nelle aziende agricole e di fare esperien­ za dire a del lavoro in campagna, per evadere dalla propria rou ne e ritrovare un conta o con l’ambiente. Il profilo del viaggiatore green italiano: le donne mo­ strano un’a enzione maggiore (56%) ri­ spe o agli uomini (40%); la maggior par­ te ha un tolo di studio medio­alto (71%) e un’età compresa tra i 18 e i 30 anni (58%), mentre la percentuale scende al 52% tra i 31 e i 50 anni e al 34% tra gli over 50. Come an cipato, la tendenza ri­ guarda sopra u o i residen nelle gran­ di ci à, Milano (57%), Roma (52%), Bolo­ gna (49%), Firenze (48%) e Torino (34%), verosimilmente proprio per la maggiore distanza della vita ci adina dal conta o con l’ambiente. mastermeeting.it


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Vino sostenibile

ALESSANDRA CHEMOLLO

L’enoturismo è senz’altro un’altra forma importante di turi­ smo rispe oso dell’ambiente e dell’iden tà di un territorio. Questo è ancor più vero quando si valorizza la conoscenza di produzioni vi vinicole che si impegnano per la sostenibilità delle a vità produ ve e delle a vità turis che correlate. Il Consorzio del Gavi, ad esempio, che promuove ogni anno il premio “Buona Italia” per il riconoscimento delle “buone pra­ che” nella valorizzazione delle filiere enogastronomiche ita­ liane, in questo 2018 ha concentrato l’a enzione sul rappor­ to tra Vino e Responsabilità Sociale, premiando le realtà che hanno saputo conciliare i propri obie vi economici con quel­ li sociali e ambientali. Lo scorso 25 maggio è stata premiata l’azienda vi vinicola Arnaldo Caprai, di Montefalco, in provin­ cia di Perugia, per l’a uazione del protocollo The New Green Revolu on, per la sostenibilità economica ed ambientale, e per le molte altre pra che virtuose ado ate. Nell’occasione sono sta discussi anche i contenu della “Carta del Vino Re­ sponsabile”. Anche nel territorio del Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG la ques one della sostenibilità è al centro del diba ­ to. Dopo le polemiche sull’uso dell’erbicida glifosate, il cui uso era già stato indicato come sconsigliato dal regolamento del Consorzio di Tutela, la famigerata sostanza (a cui l’Europa ha rinnovato l’autorizzazione per altri 5 anni) è stata bandita lo scorso febbraio dai 15 comuni della DOCG. Il divieto en­ trerà in vigore per tu dal 1° gennaio 2019, ma è già in es­ sere da due anni nei comuni di Conegliano, Vi orio Veneto, Colle Umberto, San Pietro di Fele o e Tarzo. Nel territorio della DOCG, inoltre la responsabilità ambientale diventa sempre di più un obie vo delle singole can ne. Ul ma in ordine di tempo, l’azienda familiare La Tordera, che ha appe­ na inaugurato la bella e nuova sede produ va, forte della cer ficazione CasaClima Wine: il 70% del fabbisogno ener­ ge co della can na – e degli oltre 2mila metri quadri di sho­ wroom, tas ng room e cucina – è coperto da fon rinnova­ bili; il riciclaggio degli scar delle e che e segue il program­ ma Rafcycle; le bo glie pesano solo 720 grammi e sono composte per l’80% di vetro riciclato; gli imballaggi sono in carta riciclata al 100% e legno di pino vergine essiccato, sen­ za altri tra amen .

Porte aperte all’ecoturismo anche nei territori a vocazione vi vinicola. Nella foto: la nuova sede ecofriendly della can na La Tordera, produ ore di un o mo Conegliano Valdobbiadene Prosecco DOCG

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Lefay Resort & SPA Lago di Garda Questo brand è indubbiamente portavoce di un nuovo concetto di lusso: fatto di spazi e silenzi, di benessere e attenzione ai dettagli, ma anche e soprattutto fortemente connesso con la sostenibilità ambientale. Un valore, questo, oggi sempre più prezioso di Silvia Fissore

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l benessere della persona non può prescindere da quello dell’ambiente circostante. È questa la premessa su cui si fonda la filosofia dell’ospitalità fir­ mata Lefay Resorts. Il primo sforzo per ridurre l’impa o ambientale delle proprie stru ure è stato fa o già in fase proget­ tuale. Nel caso di Lefay Resort & SPA La­ go di Garda, l’edificio non solo è piena­ mente integrato nel paesaggio circostan­ te, ma è stato anche costruito in modo da garan re massimo isolamento termi­ co, adesione morfologica alle stru ure ­ piche della zona, u lizzo di materiali na­ turali e provenien dal territorio per gli arredi interni. Dal 2011 Lefay Resorts è anche la prima azienda italiana del se ore turis co ad aver so oscri o un accordo con il Mini­ stero dell’Ambiente per proge mira alla neutralizzazione delle emissioni di CO2. La compensazione avviene tramite l’acquisto di credi CERs (in conformità al Protocollo di Kyoto), des na al soste­ gno di proge per la riduzione di emis­ sioni in Italia e nei Paesi in via di svilup­ po. Per formalizzare il proprio impegno nei confron dell’ambiente, Lefay Re­ sorts ha o enuto una serie di pres giose

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cer ficazioni internazionali, rilasciate at­ traverso la conferma di criteri specifici verifica da en terzi.

Progetto “Total Green” Dopo aver effe uato il calcolo delle emissioni di CO2, Lefay Resort & SPA La­ go di Garda, a raverso il proge o Lefay Total Green, si è impegnata a compen­ sarle tramite l’acquisto di pari credi ve­ rifica , sul mercato internazionale. Il pri­ mo anno di compensazione è stato il 2013. La compensazione avviene scon­ tando la residua quota di emissioni car­ boniche con l’acquisto di credi CERs ri­ conosciu dall’ONU in osservanza alle disposizioni del Protocollo di Kyoto per contribuire alla realizzazione di proge che consentano la riduzione di emissioni di CO2 e di altri gas serra da realizzarsi in paesi in via di sviluppo e non. Per la com­ pensazione delle emissioni rela ve all’an­ no 2017, Lefay ha scelto di finanziare qua ro proge internazionali. Il primo, già scelto per la compensazione delle emissioni del 2016, è “Metro Delhi, In­ dia” e ha l’obie vo di introdurre misure di efficienza energe ca in una serie di edifici delle stazioni della Metro II di Del­ mastermeeting.it


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hi. Il risparmio di emissioni associate al proge o si basa sulla diminuzione del consumo di ele ricità da parte degli edi­ fici delle stazioni e consente quindi che l’energia risparmiata possa essere indiriz­ zata verso altre a vità importan per la comunità. In India la domanda di energia ele rica è in costante crescita e l’offerta non è spesso in grado si soddisfarla; il proge o contribuisce quindi in modo concreto a soddisfare il fabbisogno di ele ricità degli abitan e a migliorare la qualità della loro vita. Il secondo proge o è “Hydro Power Pro­ ject, Andra Pradesh, India”, ed è stato sviluppato per soddisfare la crescente ri­ chiesta di energia ele rica a raverso la produzione di energia da fon rinnovabi­ li. Nello specifico questo proge o preve­ de l’installazione e la messa in funzione di 6 turbine idroele riche fluviali nello stato indiano di Andra Pradesh, contri­ buendo a rendere la zona meno dipen­ dente dai combus bili fossili, esauribili e fortemente inquinan come il carbone. Il terzo proge o è “Uganda Borehole Project, Africa” e si cara erizza per avere rilevan ricadute in campo sociale ed ambientale. Il proge o soddisfa i più ele­ va requisi in termini di sostenibilità, trasparenza ed effe sociali posi vi ed è cer ficato Gold Standard dal WWF. Il proge o è sviluppato in una delle aree più povere dell’Uganda e si propone di fornire acqua potabile a cen naia di fa­ miglie nei distre di Alebtong, Dokolo e Otuke. Sono previste la creazione di pozzi so erranei e l’is tuzione di un pro­ cesso di potabilizzazione che non richie­ da più la bollitura dell’acqua, che implica­ va l’u lizzo di legna da ardere per il pro­ cesso di depurazione con la conseguente produzione di elevate emissioni di CO2 associate alla combus one. Il proge o intende anche tutelare gli ecosistemi fo­ restali locali, riducendo l’u lizzo di legna da ardere e il conseguente disboscamen­ to massivo. Il quarto proge o è stato invece scelto in Europa. Il “Saint Nikola Winf farm” è il più grande impianto di generazione eoli­ ca in Bulgaria. Il parco eolico, oltre a ri­ mastermeeting.it

durre dras camente le emissioni di CO2 associate al processo di combus one per la produzione di energia, contribuisce anche al rilancio economico ed allo svi­ luppo sostenibile dell’intera regione che lo ospita. Il parco eolico è stato inoltre proge ato in modo tale che il terreno su cui si trovano le pale possa con nuare ad essere u lizzato come terreno agricolo al fine di non ostacolare la col vazione di terreni e la produzione agroalimentare della zona. Anche gli Ospi che scelgono le stru u­ re Lefay Resorts partecipano a ques proge : l’azienda infa des na all’ac­ quisto dei credi di carbonio parte della tariffa. In questo modo sono gli stessi ospi a contribuire alla compensazione delle emissioni di CO2 che il loro viaggio e il loro soggiorno hanno generato. Una filosofia che presta a enzione al­ l’ambiente e che verrà messa in pra ca in tu i proge del Gruppo: l’impegno nei confron della sostenibilità verrà ricon­ fermato anche a Lefay Resort & SPA Do­ lomi , il secondo gioiello della Collezione che aprirà nell’estate 2019 nella splendi­ da cornice delle Dolomi (dichiarate dall’UNESCO “Patrimonio Mondiale dell’Umanità”): la stru ura, i cui lavori so­ no inizia nella primavera 2017, rispe a i principi della bio­archite ura e u lizza i più preziosi materiali locali. Lefay Resort & SPA Dolomi prevedere la realizzazio­ ne di 86 Suite a par re da 57 mq, 23 re­ sidenze, due ristoran , una serie di servi­ zi esclusivi tra cui ski & bike room e un’esclusiva SPA di 5000 mq. Per comunicare in modo chiaro e traspa­ rente l’impegno assunto, dal 2014 Lefay Resorts ha deciso di riepilogare nel Bi­ lancio della Sostenibilità gli importan ri­ sulta raggiun e gli obie vi di migliora­ mento a esi. Tu i bilanci sono consul­ tabili anche sul sito www.lefayresorts. com nella sezione “sostenibilità”. 5­6 2018

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Rimini scommette sul wedding Rimini Reserva on ha già calendarizzato 26 celebrazioni nei prossimi mesi

La nota città balenare si propone oggi come meta perfetta anche per chi vuole sposarsi in Italia di Dario Ducasse

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An ca e moderna, Rimini è una loca on che ha tanto da offrire, tra mare e storia

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hi legge le cronache rosa ben sa che l’Italia, da tempo, è in pole po­ si on tra le mete da sogno più ambite per nozze e lune di miele. A sdo­ ganare il Belpaese come hot spot trendy per il giorno del sì, sono state le star di Hollywood, lanciando un tendenza che ogni anno richiama in Italia un turismo in­ ternazionale di nicchia con alta capacità di spesa e che ben si sposa con l’ampia e variegata offerta dell’Italia e con la sua immagine legata alla “bellezza”. Rimini, meta balneare e non solo, tra le più ama­ te del Paese, ci à per vocazione capace di inves re coraggiosamente nel turismo

e di interce are i nuovi trend, spesso e volen eri anche un passo avan nel mar­ ke ng turis co, ha pensato bene di ca­ valcare l’onda e di proporsi come prima wedding des na on italiana. Rimini, per­ fe a per abbinare cerimonia e vacanza, scende dunque in campo insieme ad altre mete da sogno quali Firenze e Venezia, luoghi tradizionalmente prescel per ma­ trimoni da vip in arrivo da tu o il mondo. Una strategia che trova conferma anche tra gli operatori turis ci, ul mamente sempre più interessa al wedding des ­ na on, sia per l’indo o immediato che questo turismo è potenzialmente in gra­ do di generare, sia per la capacità di pro­ mozione del territorio che alimenta. Si sa che, sopra u o, in Italia, ma non solo, il movimento turis co che i matrimoni e tu e le celebrazioni legate all’amore rie­ scono a generare è in costante aumento e non conosce crisi. Basta dare un’occhia­ ta alle sta s che più recen . Proprio in Italia, per esempio, il Centro Studi Turis ­ ci di Firenze ha calcolato che negli ul mi anni c’è stata una spesa media di 54.516 euro ad evento. Non stupisce quindi, che persino una des nazione turis camente già forte come Rimini, da qualche tempo, abbia deciso di me ere in piedi un pro­ ge o integrato e dedicato al wedding, la cui organizzazione è par ta dall’indivi­ duazione di nuovi spazi dove poter cele­ brare matrimoni e unioni civili, loca on mastermeeting.it


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Sposi in spiaggia: la celebrazione sul bagnasciuga è uno dei plus della des nazione Rimini

di forte appeal per una domanda nazio­ nale e internazionale in crescita. E fra gli strumen opera vi a sostegno della stra­ tegia di marke ng ci sono ovviamente la creazione del logo che iden fica e pone le basi dell’immagine coordinata e, anco­ ra, la realizzazione del sito www.rimini­ weddingdes na on.it. La strategia com­ prende, inoltre, la partecipazione a fiere di se ore, la presentazione del proge o agli operatori turis ci del territorio, la realizzazione di video teaser di lancio del proge o, la pubblicazione di un catalogo di presentazione e una campagna di pro­ mozione web e social.

Una formula completa Ad oggi, dopo non tanto tempo dalla partenza dell’operazione, i primi risulta stanno arrivando: sono 26 infa le cele­ brazioni calendarizzate nei prossimi mesi da Rimini Reserva on, la società parteci­ pata del Comune di Rimini che si occupa nello specifico del proge o di Rimini wedding des na on. Grazie alla sua esperienza nel se ore turis co, la socie­ tà accompagna gli sposi lungo il percorso che li porterà fino alla celebrazione del matrimonio, con un servizio a 360 gradi ad personam: dalla scelta della loca on e dell’albergo ai servizi lega alla scoperta del territorio, dal wedding planner al vi­ deo maker, dal fotografo al banche o

nuziale. Ul mo step, in ordine di tempo del proge o, è stata l’aggiunta, tra le sedi suggerite per matrimoni e unioni civili, di Castel Sismondo, del Teatro Galli, del mi­ co Grand Hotel di Rimini e della “Casa dei Matrimoni” di Piazzale Boscovich tra le sedi nelle quali è oggi possibile la cele­ brazione di matrimoni ed unioni civili a Rimini. Per le unioni civili erano già di­ sponibili gli uffici dell’anagrafe in Via Marzabo o, la Sala della Giunta nella Re­ sidenza Municipale di piazza Cavour, la “Palazzina Roma” di Piazzale Fellini, la sa­ la del Giudizio o il Lapidario romano al Museo della Ci à di via Tonini. Il recente ampliamento delle loca on consente og­ gi di venir incontro alle richieste prove­ nien da altri comuni e dall’estero. «Sono diverse le coppie», ha raccontato Ma­ nuela Messori di Rimini Reserva on, che decidono di sposarsi a Rimini, perché vengono qui in vacanza e amano la no­ stra ci à. Altre ancora scelgono Rimini come alterna va simpa ca alla tradizio­ L’imponente e roman ca mole di Castel Sismondo, posto nel cuore della ci à

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Sposi in posa davan al mi co e felliniano Grand Hotel di Rimini

Il fascino an co del Ponte di Tiberio, uno dei simboli della Rimini Romana

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nale cerimonia nel comune di provenien­ za. Considerato che il proge o è par to da pochissimi mesi, queste 26 prime ri­ chieste sono un segnale incoraggiante che si inserisce in un trend nazionale in forte crescita. Riteniamo che Rimini pos­ sa sviluppare capacità a ra ve per in­ terce are parte dell’incoming generato dall’organizzazione di matrimoni celebra­ fuori dai comuni di residenza, con pro­ poste alterna ve alle ro e classiche qua­ li Toscana, Venezia e i laghi». «Se a tu a l’Italia», ha aggiunto il Sindaco di Rimini Andrea Gnassi, «è da sempre riconosciu­ to il ruolo di des nazione dell’amore e della bellezza, proprio la nostra Rimini

può ergersi come meta simbolo delle va­ canze roman che degli italiani. Il suo no­ me è, infa , indissolubilmente legato a quello di Francesca da Rimini, senz’altro il personaggio più amato della Divina Commedia, riconosciuta universalmente come espressione dell’amore eterno e della passione, insieme all’amato Paolo. Una straordinaria ambasciatrice della no­ stra ci à che affascina da secoli uomini e donne ad ogni la tudine, portando ovun­ que il nome di Rimini e dell’amore. Il pro­ ge o che s amo portando avan è a tut­ to campo, in grado di integrare il lavoro sulla rigenerazione degli spazi storici e culturali, in un intreccio virtuoso tra har­ dware e so ware, con un’offerta integra­ ta e pressoché completa di servizi. Dalla nuova “Casa dei Matrimoni” sulla spiag­ gia, agli spazi unici e di pres gio nel cen­ tro storico, alla proposta di pacche comprensivi di tu i servizi capaci di in­ terce are le esigenze di una domanda sempre più a enta alla qualità e alla pro­ posta di un turismo esperienziale e de­ stagionalizzato».

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Come raccontato durante l’ul ma edizione della fiera turis ca TTG Incontri, la wedding industry è in buona crescita in tu a la penisola

Per inquadrare il fenomeno Di wedding des na on e di industria del matrimonio in par colare, si parla sem­ pre di più, però, in tu a Italia. Come durante il primo Wedding Industry Mee ng 2018, evento organizzato da Corsini.Events Group, a Firenze, negli spazi di Villa Corsini a Mezzomonte, e al quale hanno partecipato oltre cento tra venditori e buyer. «I numeri crescono molto e bene», ha spiegato il Ceo di Corsini.Events, Tommaso Corsini, «ma si può fare ancora molto. Tra le esigenze dell’odierna wed­ ding industry, ci sono, ad esempio, la necessità di sopperire ad una mancanza di analisi macroscopiche del se ore e quella di portare imprenditori, is tuzioni ed en aggrega vi a lavorare insieme. Vogliamo che ci sia collaborazione tra le par per studiare il mercato e, così, indirizzare al meglio le poli che commerciali e co­ munica ve sia delle aziende che degli en aggrega vi. Il mondo del wedding è composto da piccole e micro imprese che cos tuiscono un tessuto imprenditoriale straordinario e a vissimo, ma che, comunque, va messo in rete e che deve accet­ tare di avere degli en aggrega vi che possano agire in modo orizzontale a garan­ zia di tu . Oggi non c’è nessuna forma di regolamentazione del mercato, non vi sono barriere all’ingresso e questo, a lungo andare, può certamente danneggiare il se ore». E a cercare di dare una mano agli operatori del se ore ha provato la società di consulenza turis ca e marke ng territoriale JFC che, durante l’ul ma edizione del­ la fiera TTG Incontri di Rimini, ha presentato un’indagine con numeri e trend ag­ giorna al 2017 e le proiezioni per il 2018. Dai da , innanzitu o, si evince che, se nel 2017 i matrimoni di stranieri in Italia sono sta 7.147 e hanno generato un fat­ turato complessivo di 385 milioni e 830mila euro (il 2,3% in più rispe o all’anno prima) sono ancora più posi ve le a ese per il 2018, che prevedono un aumento del 6,8% del numero di matrimoni, per un totale s mato di 7.633 celebrazioni su tu o il territorio italiano. Il mercato è in sviluppo e decisamente appe bile: si trat­ ta infa di 336.232 arrivi per oltre 1,2 milioni di presenze turis che, con una me­ dia di durata del soggiorno in Italia di 8,4 giorni per gli sposi e di 3,5 giorni per gli invita . L’Italia, secondo quest’analisi, piace ai promessi sposi stranieri principal­ mente per tre fa ori: l’alta qualità dell’offerta enogastronomica, la bellezza delle loca on e lo s le di vita che, almeno nell’immaginario, è ancora legato alla “dolce vita”. Lontani i tempi in cui sposarsi nel Belpaese era un lusso per pochi, anzi, po­ chissimi super­ricchi: oggi, spiega lo studio, scegliere l’Italia quale des nazione per le nozze è un’opzione alla portata di (quasi) tu . La maggior parte delle celebra­ zioni (il 76,2%), festeggiamen compresi, è stata, infa , di categoria “standard” e ha prodo o un fa urato aggregato dire o di circa 137 milioni. Seconde per nu­ mero sono state le nozze di pologia “luxury”, che hanno rappresentato il 19,4% del totale producendo però sul territorio un fa urato di 178 milioni di euro. In ul­ mo, dice JFC, i matrimoni “super luxury”, che cos tuscono il 4,4% di tu quelli celebra in Italia dagli stranieri, per circa 70 milioni di fa urato aggregato. E le de­ s nazioni più ricercate? La prima si conferma essere la Toscana, che ospita il 24,4% dei des na on wedding. Seconda la Cos era Amalfitana con il 16,9% e ter­ zo il Veneto, che a rae il 10,5% delle celebrazioni. Seguono Lazio, Lago di Como e Puglia. Proprio la Puglia è la des nazione che secondo le s me nel 2018 vedrà au­ mentare maggiormente le richieste, peraltro des nate a salire anche per Sicilia, Campania e Sardegna.

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Radisson Hotel Group TOP MICE HOSPITALITY

Con la formula Radisson Meetings™, il Gruppo alberghiero trasforma l’evento in un’experience unica e memorabile

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adisson Hotel Group dà il benve­ nuto a tu coloro che desiderano sperimentare un nuovo modo di vivere i mee ng e gli even . Indipenden­ temente dall’occasione, il Gruppo sa be­ ne che un incontro business può essere determinante per l’immagine di un’azien­ da. La posta in gioco è alta e non si può rischiare di sbagliare. Proprio per questo Radisson Hotel Group ha affinato la sua

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formula di ospitalità Mice – la Radisson Mee ngs™ – garantendo ad aziende, pco e organizzatori di even , un’experience memorabile –. Come? Me endo innanzi­ tu o la persona al centro, sempre! «da noi», fa sapere la direzione, «il mee ng è molto più di una data sul nostro calenda­ rio. Seguiamo scrupolosamente ogni fase dell’evento, me endo a disposizione un team di professionis dedicato che lavo­ ra fianco a fianco del cliente, pronto ad accogliere ogni sua richiesta e a risolvere eventuali problemi e imprevis dell’ul ­ mo minuto». Si può insomma dire che ogni incontro, negli hotel del Gruppo, è una nuova sto­ ria che merita un’a enzione peculiare, dove noia e ripe zione sono bandite. Forse non tu sanno che, in genere, du­ rante una riunione, 9 persone su 10 si estraniano, sognando ad occhi aper ... Ciò equivale a uno spreco di tempo e di energie: l’incubo di ogni organizzatore di even . Per evitare che questo accada, è opportuno sia scegliere una loca on s ­ molante che favorisca il buon umore, sia lavorare con un team professionale, ap­ mastermeeting.it


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TOP MICE HOSPITALITY

passionato e crea vo. «Il nostro approc­ cio innova vo tra a ciascun evento co­ me una storia unica, da sviluppare, scena dopo scena, insieme al cliente, dal mo­ mento che non esiste un evento che sia uguale a un altro. I nostri hotel cer fica offrono personale appositamente forma­ to con una vasta conoscenza delle nor­ ma ve vigen nei rispe vi paesi e quin­ di sono in grado di dare pieno supporto anche a mee ng planner e agenzie che rappresentano categorie par colari, co­ me aziende farmaceu che, mediche e sanitarie. Inoltre, offriamo tariffe giorna­ liere».

La perfetta location per ogni tipologia di incontro Nella scelta della loca on è bene consi­ derare alcuni aspe non sempre sconta­ . Per esempio, si può pensare che sia la diminuzione dell’ossigeno in una stanza a procurare una sensazione di stanchezza. In realtà la causa è l’aumento dell’anidri­ de carbonica. Una buona regola è quindi arieggiare la sala. Ancora meglio se, aprendo le finestre, il panorama è quello che si scorge dal Radisson Blu Resort Terme di Galzignano: le meravigliose col­ line euganee, il cui verde rasserenante aiuta la mente a rasserenarsi ed aprirsi a nuovi spun . Affinché un mee ng sia indimen cabile è importante renderlo occasione di sco­ perta dell’animus loci. Per esempio se si è in viaggio d’affari a Roma, il Radisson Blu es. Hotel, Rome. L’Hotel Rome gode di una posizione privilegiata per una full immersion tra le bellezze della capitale. Situato sul colle Esquilino, è a breve di­ stanza a piedi dal Colosseo e dalle princi­ pali a ra ve della ci à.

Gourmet Experience Si sa che gli affari migliori si concludono a tavola. Non fanno eccezione gli even che, nella proposta culinaria del Gruppo Radisson, trovano un altro modo di rac­ contare una “storia” dal sapore unico, le­ gato alla tradizione del territorio, alla qualità delle materie prime ma anche alla salute e alla leggerezza: i menu sono stu­ dia in equipe da chef e nutrizionista.

Sale prenotabili ad ore La domanda di short­term mee ngs, in con nuo aumento, è spesso fonte di stress per i mee ng planner che non rie­ scono sempre a trovare loca on ada e a questa pologia di incontro. Il Gruppo Radisson offre spazi perfe per tale esi­ genza: moderne sale con arredi design, prenotabili ad ore e dotate di tecnologie smart e connessione internet veloce. In­ somma con Radisson Mee ngs™, (www.radissonhotels.com), il gruppo al­ berghiero ha pensato a tu i de agli che possono fare la differenza durante l’orga­ nizzazione di un evento aziendale. P.T.

High Tech in hotel Nell’era 4.0, non possono mancare le tecnologie e la condivisione social del­ l’experience. Per esempio a Milano, a Vil­ lapizzone, non lontano dal MiCo, dal Centro Congressi di Milano e dallo Sta­ dio di San Siro, si trova il Radisson Blu Hotel Milan, una loca on perfe a per il businessman grazie alle sue dotazioni tecnologiche innova ve come Mul pad, DigiChart e Realtà Aumentata. mastermeeting.it

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Non semplice outsourcing TOP QUALITY AL SERVIZIO DELL’OSPITALITÀ

La società di servizi integrati per il mondo dell’ospitalità presenta la sua Re.Ale. Hotel Academy, innovativa idea per aumentare la qualità dell’hotellerie

A

va da diversi anni e con suc­ cesso nel complesso e ar colato mercato dell’erogazione di servizi in appalto per il mondo alberghiero, Re.Ale. S.r.l. offre, oggi, un’ampia gamma di proposte studiate per rispondere alle richieste di una domanda sempre più va­ riegata ed esigente. È in quest’o ca che si inserisce anche l’ul mo proge o, la Re.Ale. Hotel Academy, una scuola di formazione nata con l’obie vo di miglio­ rare la qualità del lavoro fornito in appal­ to, e di elevare, di conseguenza, lo stan­ dard di servizio offerto dall’hotel alla pro­ pria clientela, un’inizia va che a esta il ruolo di trendse er dell’azienda, capace di interce are con tempismo perfe o le nuove tendenze del mercato. «La mission di Re.Ale. Hotel Academy è una: innalza­ re il livello dell’ospitalità italiana.», spiega Davide Romano, Ceo di Re.Ale. S.r.l., «Da qui la necessità di far crescere costante­ mente il nostro personale a raverso un sistema di formazione breve ato e per­ formante. L’Academy si discosta dal tra­ dizionale stage aziendale, dando la possi­

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bilità agli “allievi” di imparare, da subito, sul campo. In accordo con il nostro clien­ te hotel, cominciando con il Best We­ stern Golden Mile di Trezzano, organiz­ ziamo corsi di 24 ore all’interno della stru ura indica vamente la frequenza è di uno al mese che prevedono sia una parte di teoria in aula che un’altra di pra­ ca in hotel. Ad affiancare il personale, ci sono sempre un tutor e il nostro area manager che hanno il compito di illustra­ re nel de aglio la procedura e i sistemi ges onali lega al servizio di cleaning, mentre al dire ore spe a il compito di spiegare il po di approccio che i colla­ boratori devono avere nei confron della clientela. Oggi più che mai, infa , il servizio di pu­ lizia è un aspe o cruciale della custo­ mer’s sa sfac on, che tes monia il livel­ lo di accoglienza di una stru ura. Ogni minimo errore così come la più piccola trascuratezza possono ledere all’istante l’immagine di un hotel, ancor più se que­ st’ul mo è di fascia alta: basta una ca ­ va recensione sul web per innescare un mastermeeting.it


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TOP QUALITY AL SERVIZIO DELL’OSPITALITÀ

immediato effe o a catena a cui non è poi così semplice porre riparo. I corsi del­ la nostra Academy prevedono un tempo di pra ca necessario all’apprendimento completo del lavoro, un tempo sufficien­ te affinché il responsabile dell’hotel pos­ sa valutare nell’immediato i candida e la qualità del nostro servizio. Si tra a di una formula breve ata che al cliente al­ bergatore garan sce trasparenza, sicu­ rezza e, sopra u o, innovazione. Già con il sistema “Facile Room 3.0”, propo­ nevamo una soluzione innova va per la ges one in mobilità delle a vità di hou­ sekeeping, facchinaggio, par comuni e manutenzione in grado di monitorare in tempo reale tu e le operazioni, ora ab­ biamo fa o un ulteriore passo avan verso la qualità». A sostegno del Made in Italy dell’ospitalità Oggi Re.Ale. S.r.l. opera indis ntamente su tu o il territorio nazionale, fornisce il personale nel modo più efficiente e ge­ s sce la totalità del servizio, supportan­

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do il cliente nel raggiungimento dei suoi obie vi in termini di standard qualita vi, con un’a enzione par colare all’o miz­ zazione dei cos e delle rese, garantendo sempre e comunque tempes vità, pun­ tualità, disponibilità e problem solving. «Al mondo dell’hotellerie ci proponiamo come mul service su misura: grazie alla formazione dire a in hotel, e cer ficata, il candidato capisce subito il modus ope­ randi richiesto dalla singola stru ura. Così si evitano costose perdite di tempo, riducendo notevolmente il turnover di cameriere e si innalza il livello di forma­ zione del personale. Con il nostro servi­ zio, in ul ma istanza, aiu amo l’hotel ad essere più compe vo: negli ul mi anni, dopo Expo, l’Italia è cresciuta come de­ s nazione, a rando sempre più turis internazionali, abitua a trovare in alber­ go un certo standard. Formule come brand Italia e made in Ita­ ly devono, pertanto, essere sempre di più sinonimo anche di offerta alberghiera di qualità». Davide Depon

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Tutti pazzi per il welfare aziendale Mondo Impresa

Le nuove opportunità per offrire maggiore benessere ai lavoratori e vantaggi all’impresa di Aura Marcelli

U Sono, in par colare, le grandi e medio­grandi imprese a poter ges re più facilmente le inizia ve di welfare, ma anche le piccole e medie imprese si stanno a vando sempre più spesso e con maggior successo in inizia ve dedicate

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n faro si è acceso su un tema che riguarda da molto vicino le azien­ de e i lavoratori. Anzi i fasci di lu­ ce sembrano essere mol e tu ben in­ dirizza per osservare al meglio e so o diversi pun di vista l’evolversi delle op­ portunità aperte dal welfare aziendale. Dall’inizio dell’anno sono state presenta­ te ben qua ro ricerche differen che hanno fa o il punto su un focus di enor­ me interesse per mol . Dal rapporto di Censis­Eudaimon a quello di Adapt e Ubi

ta e un mercato dalle grandi potenzialità. Siamo agli inizi, a quanto pare, di una nuova epoca del welfare aziendale, che si affianca al servizio pubblico per offrire maggior benessere ai lavoratori. E far crescere l’azienda.

Banca, dall’Osservatorio di Easy Welfare allo studio recentemente presentato da Generali Italia, con la terza edizione del Welfare Index Pmi, tu si affre ano a descrivere un’offerta sempre più ar cola­

ratori e delle loro famiglie hanno avuto un vero e proprio boom anche tra le pic­ cole e medie imprese, grazie agli impor­ tan incen vi fiscali introdo . Il benes­ sere è stato inteso in modo decisamente

Dagli incentivi fiscali ai vantaggi per i lavoratori Con le leggi di stabilità presentate negli ul mi tre anni, gli inves men delle im­ prese a sostegno del benessere dei lavo­

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ampio e, nel numero delle inizia ve in­ cen vate, sono ricadute la previdenza e la sanità complementare, le assicurazioni per le mala e gravi e long term care, l’assistenza ai familiari anziani e non au­ tosufficien , le spese per l’istruzione e la cura dei figli, le a vità culturali e ricrea­ ve, i servizi di trasporto, mensa e, da quest’anno, il rimborso degli abbona­ men ai traspor pubblici. A beneficiare degli incen vi (senza dis nzione tra wel­ fare volontario e welfare negoziale) sono sia le aziende sia i lavoratori, con l’azze­ ramento del cuneo fiscale sulle somme erogate ai lavoratori e la deducibilità del­ le spese dal reddito delle imprese. Anche i premi aziendali sono sta compresi nel­ la nuova norma va, potendo essere con­ ver in servizi di welfare, totalmente esen da imposizione fiscale e contribu­ va. Si è aperta, insomma, una nuova fase delle relazioni industriali, che vede il wel­ fare aziendale al centro dei rappor di la­ voro, anche nei contra aziendali e ter­ ritoriali. Al mese di febbraio 2018 il 41,6% dei contra a vi comprenden premi di risultato (8.899, di cui 7.356 aziendali e 1.543 territoriali) hanno in­ trodo o misure di welfare aziendale (da Ministero del Lavoro). Più in generale, nel 2015­2016, secondo da CISL, la quota di contra che hanno definito mi­ sure di welfare è raddoppiata rispe o al biennio precedente, portando il welfare aziendale a rappresentare la terza mate­ ria più tra ata negli accordi, dopo il sala­ rio e le ristru urazioni aziendali. Natural­ mente sono, in par colare, le grandi e medio­grandi imprese a poter ges re più facilmente le inizia ve di welfare, poten­ do contare su maggiori bacini di utenza e su competenze professionali dedicate. Ma, negli ul mi anni, anche le piccole e medie imprese, supportate dai servizi as­ socia vi, si stanno a vando sempre più spesso e con maggior successo in inizia­ ve dedicate. È quanto emerge dall’ul ­ mo Welfare Index Pmi di Generali Italia 2018. Un panel di 4.014 imprese di tu mastermeeting.it

i se ori produ vi e di tu e le fasce di­ mensionali, comprese le microimprese con meno di dieci adde e le imprese medio­grandi fino a 1.000 adde , è sta­ to analizzato, registrando in tre anni un’importante crescita del welfare azien­ dale. Sono aumentate dal 25,5% nel 2016 al 41,2% nel 2018 le aziende che hanno intrapreso inizia ve in almeno qua ro aree del welfare aziendale (delle 12 iden ficate dalla ricerca), sono addi­ ri ura raddoppiate le aziende a ve in almeno sei aree (passate dal 7,2% al 14,3%) e si sono rido e a meno della metà le aziende ina ve (solo l’8,3% nel 2018). Questo per l’ampiezza delle a vi­ tà di welfare aziendale.

Il welfare aziendale è una fonte aggiun va di finanziamento per il sistema assistenziale del nostro Paese

L’importanza del coinvolgimento delle PMI Ma anche sul fronte dell’intensità delle inizia ve ci sono sta grandi cambia­ men . Le aziende che hanno a uato al­ meno cinque inizia ve di welfare azien­ dale sono passate dal 26,2% nel 2016 al 37,1% nel 2018. Quelle molto a ve, che hanno a uato almeno o o inizia ve, so­ no aumentate dall’8,5% al 14,4% e l’avanguardia, con oltre dieci inizia ve, è addiri ura triplicata, passando dall’1,8% al 5,2%. Il coinvolgimento delle PMI nelle inizia ­ ve di welfare aziendale è fondamentale nella maturazione del mercato. E, infa , mentre le grandi aziende italiane (circa 700 su tu o il territorio), già da tempo, si 5­6 2018

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La classifica del welfare Il Welfare Index PMI assegna alle imprese partecipan un ra­ ng di welfare. Il voto massimo è stato raggiunto nel 2018 da 38 imprese. 1° classificato

Co.Mac. (tra 101 e 250 dipenden ) Inizia ve di welfare: misure “salva tempo” (servizio lavanderia con ri ro e consegna dei capi in azienda e doggy bag in men­ sa); pausa spor ve di 2 ore e massaggio a prezzi rido in ora­ rio lavora vo, da recuperare in altro momento; un anno di fles­ sibilità oraria alle neomamme; flexible benefit; palestra; “Co.Mac. Academy” con piani formazione specifici per ogni mansione 2° classificato

B+B Interna onal (da 31 a 50 dipenden ) Inizia ve di welfare: un ufficio welfare con personale dedicato; servizi su misura in base alle esigenze segnalate; programma pilota di conciliazione vita e lavoro per le mamme in a esa; corsi di lingua inglese, marke ng e aggiornamento di tu i so ware e programmi; flexible benefit (credito welfare slegato dai premi di risultato); smart working concessione part me o riduzione orario, flessibilità in entrata o uscita; assistenza sani­ taria più ampia del piano base di categoria.

aziendale è il volano di un vero cambia­ mento sociale che può favorire e portare un importante contributo all’evoluzione generale del nostro welfare state, nel lungo termine. Il welfare aziendale, infat­ , è una fonte aggiun va di finanziamen­ to per il sistema assistenziale del nostro Paese e questo, in un’epoca di necessa­ rio contenimento della spesa pubblica e di crescente fragilità sociale, può risulta­ re di straordinaria importanza. In que­

3° classificato

Colorificio San Marco (da 101 a 250 dipenden ) Inizia ve di welfare: pia aforma so ware dedicata; fondo pensione; assistenza sanitaria e sociale; rimborso delle spese di istruzione per i familiari, sport, tempo libero e benessere; rimborso degli abbonamen al trasporto pubblico per i dipen­ den e i loro familiari. È possibile anche recuperare i cos del­ l’iscrizione all’asilo nido o della dotazione libraria dei figli.

erano a vate con poli che mirate, è so­ lo adesso, con il crescente interesse delle PMI, che i principali player finanziari si stanno concentrando sul fenomeno, rav­ visando in questo mercato, ancora em­ brionale per l’Italia, uno spazio di svilup­ po e di conquista di grande interesse. L’ar colata presenza nel territorio delle piccole e medie imprese e la loro capaci­ tà di fare rete nelle realtà locali, con altre imprese, ma anche con en pubblici e le organizzazioni non profit, consen ranno di creare una nuova generazione di servi­ zi di welfare di comunità. L’obie vo, dunque, è quello di coinvolgere il nume­ ro più ampio possibile di PMI e sostene­ re le loro inizia ve.

Una vera innovazione sociale La maggior parte delle piccole medie im­ prese, come si è de o, è stata a ra a sopra u o dai vantaggi fiscali introdo . Ma, è bene ricordare che il welfare

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st’o ca il conce o stesso di welfare si amplia, portando l’intervento delle azien­ de (volontario o colle vo) non solo a in­ tegrare il welfare pubblico, facilitando la cura, i servizi di prevenzione e assistenza degli anziani e delle persone non auto­ sufficien , ma anche a coprire e rispon­ dere a necessità e bisogni sociali diffe­ ren , anche in base alla territorialità di appartenenza. Il cambiamento organizza­ vo che sta coinvolgendo un numero

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sempre maggiore di aziende, quello dello smart working, sta determinando la rot­ tura delle barriere tradizionali lavoro e vi­ ta familiare, in termini di tempo e di spa­ zio. Nella stessa direzione conducono anche le soluzioni di welfare aziendale a sostegno dei genitori per la cura dei figli e i servizi e i sostegni economici per ri­ durre le spese familiari per il lavoro. È il 41,6% delle aziende analizzate quest’an­ no dal rapporto di Generali Italia ad aver

A beneficiare degli incen vi (senza dis nzione tra welfare volontario e welfare negoziale) sono sia le aziende sia i lavoratori, con l’azzeramento del cuneo fiscale e la deducibilità delle spese dal reddito delle imprese

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Uno sviluppo a differenti velocità

messo in campo almeno una inizia va a favore della conciliazione tra vita e lavo­ ro e questo potrà avere un rilevante im­ pa o in termini di produ vità e di be­ nessere delle persone, come pure di in­ clusione sociale, in modo par colare fa­ vorendo l’occupazione femminile. Si trat­ ta della terza area maggiormente svilup­ pata, dopo le polizze assicura ve (diver­ se da quelle previdenziali e sanitarie) e la prevenzione degli inciden (in aggiunta alle inizia ve obbligatorie), ma si tra a sopra u o di una delle due aree con il maggior tasso di crescita, insieme con le inizia ve per la sicurezza aziendale: 8 pun percentuali in più rispe o alla rile­ vazione dello scorso anno.

La crescita del welfare aziendale, infa , non è omogenea. A fronte di aree che hanno segnato una buona crescita (oltre a quelle già menzionate, il sostegno ai sogge deboli e integrazione sociale, la formazione, i servizi di assistenza e il welfare comunitario) ce ne sono altre, invece, sostanzialmente stabili (sostegno all’istruzione, cultura e tempo libero, sa­ nità integra va, polizze assicura ve) o in decrescita (sostegno economico ai di­ penden ). Ma, le differen velocità di crescita dipendono anche molto da azienda ad azienda. Un gruppo di impre­ se più intraprenden e consapevoli ha creato sistemi di welfare stru ura e tende ad arricchire ulteriormente la pro­ pria offerta. Il 39,7% delle imprese a ve in sei o se e aree e il 61,1% di quelle at­ ve in almeno o o aree hanno lanciato nuove inizia ve, mentre il 54,5% e il 77% di quegli stessi segmen hanno po­ tenziato inizia ve già esisten . Al con­ trario le imprese in fase iniziale, ancora il

Il welfare aziendale risponde anche a necessità e bisogni sociali differen , anche in base alla territorialità di appartenenza

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Highlight dagli studi più recen Scarsa informazione e rischio di sbilanciamento 1° Rapporto Censis-Eudaimon sul welfare aziendale in Italia, 2018 Solo il 17,9% dei lavoratori ha un’informazione adeguata rispe o alle misure del welfare aziendale. Ben il 58,5% ne ha solo una conoscenza generica e il 23,6% non sa neppure di cosa si tra . Tra quelli che sono più informa , il 58,7% considera le misure di welfare in azienda preferi­ bili agli aumen retribu vi dello stesso valore. Il rapporto individua nel welfare aziendale una straordinaria opportunità, ma anche un rischio: quello di una deriva verso un mercato di benefit, sedu vi nell’imme­ diato (palestra, cinema, viaggi e buoni benzina), ma non rilevan ai fini di una reale copertura dei bisogni sociali dei lavoratori: previdenza, as­ sistenza sanitaria e assistenza sociale.

Una risposta alle grandi trasformazioni del lavoro Primo rapporto Welfare for people, Adapt e UBI Banca, 2018 Il welfare aziendale non è una risposta all’arretramento del welfare pubblico, ma un processo spontaneo degli a ori del sistema di relazioni industriali di fronte alle profonde trasformazioni del mondo del lavoro, causa e non conseguenza della crisi del nostro modello sociale e del welfare pubblico. In quest’o ca il welfare occupazionale e il welfare aziendale sono elemen essenziali nelle grandi trasformazioni econo­ miche e sociali in grado di rispondere alle insicurezze e al confli o so­ ciale, unendo insieme le ragioni della produ vità con quelle della redi­ stribuzione del valore creato.

C’è bisogno di tempo per capire segmento più numeroso (58,8% del to­ tale), sono decisamente meno dinami­ che. Si tra a, però, di un’evoluzione fi­ siologica, determinata sopra u o dalla dimensione aziendale e, in seconda bat­ tuta, dal se ore di appartenenza (terzo se ore e industria in testa), mentre scar­ sa è la differenza su base geografica. Le aziende più a ve segnano una distanza ne a dalla maggioranza delle imprese, è vero, ma allo stesso tempo aprono loro la strada.

Osservatorio Easy Welfare, 2018 Tre quar dei piani welfare sono finanzia con una sola modalità (Libe­ ralità, CCNL o PDR), ma è in crescita la quota di aziende che sceglie di affiancare più fon di finanziamento, spesso iniziando dalle quote “ob­ bligatorie”, per poi aggiungere altre fon liberali o contra ate a livello aziendale. Anche rispe o ai tassi di conversione dei Premi di Risultato si evidenziano ancora margini di miglioramento, dal momento che l’astensione o la scelta di non conversione restano ancora largamente diffuse tra i beneficiari di ques premi. Gli incen vi alla conversione in­ cidono, però, in modo molto ne o sulla scelta di conversione da parte dei beneficiari, aumentando sia la quota di dipenden che convertono, sia le percentuali medie di conversione.

Le inizia ve a favore della conciliazione tra vita e lavoro possono avere un rilevante impa o in termini di produ vità e di benessere delle persone, come pure di inclusione sociale, in modo par colare favorendo l’occupazione femminile

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Marketing olfattivo in hotel Fragranze per mettere gli ospiti a proprio agio. E per non farsi dimenticare di Aura Marcelli

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Gli odori sono veri e propri pulsan istantanei di a vazione della nostra risposta emo va. Credits: ©Barbara Ainis

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il nostro senso più an co e quello più dire amente legato alla sfera emo va. Eppure spesso ci si di­ men ca di lui, anche quando sono pro­ prio le emozioni che si vogliono suscita­ re, come nel caso della migliore acco­ glienza alberghiera. Non si tra a sempli­ cemente di diffondere un profumo gra­ devole negli ambien , ma di fare una ve­ ra e propria a vità di marke ng, u liz­ zando il potere comunica vo delle fra­ granze: per me ere l’ospite a proprio agio, farlo rilassare, oppure per s molar­ lo, a seconda dei contes , degli ambien e delle a vità che si vogliono favorire, ma, sopra u o, per imprimere nella sua memoria queste sensazioni associate al suo soggiorno in hotel. E renderlo indi­ men cabile. Perché, come siamo in gra­

do di ricordare una persona o un evento al solo percepire un odore anche a di­ stanza di anni, così si può ambire a legare indissolubilmente un hotel e un brand ad una fragranza unica e riconoscibile, che ne diventa una sorta di ambasciatrice ol­ fa va, come ci spiegherà Maria Candida Gen le, Maître Parfumeur di fama inter­ nazionale.

Perché gli odori sono così importanti Annusare è il primo e più essenziale mo­ do per raccogliere informazioni su ciò che ci circonda. Anche se il nostro sem­ plice naso non ha che due centesimi dei rece ori olfa vi del tartufo di un cane e nonostante il fa o che la nostra vita, sempre più “civilizzata” e sterilizzata, ci

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sta portando a perdere progressivamen­ te buona parte di queste nostre capacità sensoriali, l’olfa o resta ancora una for­ midabile fonte di s moli, perlopiù non coscien né razionali. Non appena il nostro naso entra nell’area di azione di sostanze odorose, i suoi che­ morece ori, situa nella mucosa olfa ­ va, reagiscono immediatamente. Si tra a di neuroni altamente specializza , dota di ciglia e fibre nervose, che portano le informazioni ai bulbi olfa vi e da qui alle aree limitrofe del cervello, innescando la vera e propria percezione dell’odore. Questa parte del nostro cervello è cono­ sciuta come sistema limbico ed è prepo­ sta alla regolazione dell’umore, della me­ moria, del comportamento e delle emo­ zioni. In altre parole, gli odori sono veri e propri pulsan istantanei di a vazione della nostra risposta emo va.

Profumi, ricordi ed emozioni Proprio per il fa o di interessare una par­ te an ca e is n va del nostro cervello, il

senso dell’olfa o è più di ogni altro lega­ to alla memoria. La memoria, infa , è so­ lo in parte un processo cosciente e i ri­ cordi possono essere rievoca con imme­ diatezza ed efficacia da un profumo o un odore percepito. Bas pensare a ciò che innesca il profumo dei cibi che mangiava­ mo da piccoli: sen re l’odore dei bisco o del pane caldo ci può portare indietro nella cucina della nonna e a quelle sensa­ zioni di spensieratezza e accoglienza. Essendo le emozioni e i ricordi lega a una sfera individuale, gli stessi profumi possono s molare reazioni e sensazioni diverse nelle diverse persone. Ma ci so­ no, tu avia, alcune fragranze che produ­ cono risposte “prevedibili” nella maggior parte della gente. La lavanda, ad esempio, ha la proprietà di rilassare il cervello; la vaniglia e la camomilla riducono lo stress, l’ansia e la depressione; il limone e la menta sono di s molo per la mente e l’at­ tenzione. Ci sono persino profumazioni che farebbero percepire uno spazio più grande di quanto non sia… sono la mela e il cetriolo, anche se la cosa non è certa.

Mol brand dell'hotellerie hanno già creato la propria “firma olfa va”. La catena St. Regis ha scelto le note floreali su misura del Caroline’s Four Hundred, realizzato da ARQUISTE Parfumeur

Investire nel profumo Se ancora può sembrare strano ad alcuni pensare di inserire le fragranze tra le voci di inves mento per la valorizzazione e il marke ng di un hotel, si tra a invece di una spesa capace di dare o mi e profu­ ma ssimi fru . Secondo uno studio di qualche anno fa dell’Università di Pader­ born, in Germania, la profumazione cor­ re a degli ambien può incrementare la propensione all’acquisto fino al 14,8% e la voglia di tra enersi più a lungo in un locale del 15,9%. Sono molte le pres gio­ se catene alberghiere e gli hotel indipen­ den che hanno già compreso l’impor­ tanza di prendersi cura anche dei nasi dei mastermeeting.it

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Il profumo creato per un hotel può diventare protagonista di mol momen del soggiorno, diffuso nell'ambiente con spray, candele o anche u lizzato per profumare le lenzuola e i tessu

Gli spazi e il profumo

© BARBARA AINIS

• La recep on: è il luogo del primo incontro, il suo profumo ac­ coglie l’ospite e si fissa nella sua memoria • La camera: profumare e purificare la camera ogni ma na re­ gala sensazioni di confort. Profumare le lenzuola con fra­ granze apposite favorisce sonni tranquilli e riporta indietro nel tempo • Gli spazi comuni: qui i profumi possono indurre sensazioni di relax e benessere • I corridoi e i servizi: la profumazione di zone poco areate ga­ ran sce sensazioni di piacevolezza e pulito. • Un profumo su misura per un hotel può essere reinterpretato in mol modi e in mol luoghi, diffondendolo in alcol, in olio, con le candele, con gli spray, ma può anche essere u lizzato per creare set di cortesia da bagno esclusivi e unici.

propri ospi , puntando a creare una pro­ pria “firma olfa va” riconoscibile, alla stessa stregua di un logo, una sorta di ar­ redamento olfa vo che venga percepito come parte integrante dell’ambiente in cui ci si trova. Lo hanno fa o gli Hotel St. Regis, realizzando Caroline’s Four Hun­ dred, una profumazione esclusiva e su misura, con a raen note floreali, ispirata alle feste o ocentesche della fondatrice della catena, Caroline Astor; la catena Ritz­Carlton ha deciso di differenziare l’esperienza olfa va per i diversi hotel nel mondo, con i suoi signature scent, ab­ binando, tra l’altro, gusto e profumi, cock­ tail e fragranze, nel primo bar mul senso­ riale, presso l’hotel di Berlino; gli Hotel Holiday Inn hanno puntato, invece, su una fragranza unica u lizzata in tu e le proprietà, per far sen re sempre a casa gli ospi affeziona della catena; il grup­ po Intercon nental cura con a enzione la profumazione di mol dei propri brand, da quelli budget a quelli più esclusivi.

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Maria Grazia Gen le ­ Maître Parfumeur

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© ALEX PIVOVAROV

ne. Sopra u o perché non mi piace fare profumi didascalici, che ripropongono le sensazioni olfa ve di un luogo, ma pre­ ferisco reinterpretare le sugges oni pro­ prie di un luogo. A La Posta Vecchia vici­ no Roma ho fa o un profumo che richia­ mava il mare, i giardini del castello, ma

ho voluto riportare anche le sensazioni che ho provato quando ero seduta nella camera, vicino a dei fiori, ed entrava il vento con l’odore di mare e di mobili an­ chi. Per Borgo Egnazia l’ho creato mol­ to più glamour. Sarebbe stato troppo scontato fare un profumo di elicriso, di macchia mediterranea, di erbe aroma ­ che. Quel luogo doveva avere un’inter­ pretazione molto più dinamica e quindi ho voluto riprendere una bibita molto ­ pica della Puglia che si beve fin dalla fine del 700: il caffè ghiacciato, nel resort lo servono in modo molto par colare, con la scorza di limone e il la e di mandorla. E una sera che ero lì nei miei pensieri tra le candele, ho pensato di usare proprio la mandorla, l’odore dei tessu , il caffè, la buccia di limone. Ne è venuto fuori qual­ cosa di unico e inusuale». © ALEX PIVOVAROV

Ar sta del profumo e uno dei migliori “nasi” riconosciu internazionalmente, ha partecipato a proge ar s ci per la Biennale di Venezia, il PAC di Milano, la Fondazione Prada, sempre a Milano, il Neuer Berliner Kunstverein di Berlino, l’Hammer Museum di Los Angeles e il Fes val della Mente di Sarzana. Ha, inol­ tre, realizzato profumi per Madonna e Caroline di Monaco, ha collaborato con grandi brand del design (da Ferragamo, a Kartell, a Marcelo Burlon) e con grandi nomi dell’hotellerie, realizzando per loro profumi unici e su misura: dal Pellicano di Porto Ercole, a Borgo Egnazia a Fasa­ no, dal Borgo San Felice, sulle colline del Chian , all’Hotel Monteverdi vicino Chiusi, solo per fare qualche esempio. Noi l’abbiamo incontrata durante il Fuori Salone, nella Galleria Manzoni di Milano, dove insieme con lo Studio Marco Piva per Marie Claire Maison ha firmato il mo­ od olfa vo del percorso esposi vo “The Secret Colors of Milan”. «Ho studiato profumeria ar s ca a Gras­ se nella scuola pres giosa ed esclusiva che poi è stata trasferita a Versailles. Lì ho imparato, non solo a conoscere mi­ gliaia di molecole e di materie prime, ma anche ad assemblarle in modo crea vo e a capirne le sfumature: una rosa non sa solo di rosa, ma può sapere di acqua, di neve, di pioggia, di verde… Quando rea­ lizzo un profumo non seguo tendenze, non mi fermo alla molecola, né mi baso su formule precos tuite. Io dipingo, at­ traverso gli odori e le molecole, ciò che sento e che sperimento: un’emozione, una storia, un luogo. Ognuno dei miei profumi, così, è diverso dall’altro, unico e originale. Uso solo materie prime natura­ li, provenien da piante, da fiori, da fo­ glie e da radici che compro in tu o il mondo, dalla Russia all’America La na, estra e con solven non chimici, ma na­ turali. Ne ho più di 4.500 nel mio studio crea vo e u lizzo le loro variazioni olfat­ ve, lavorando sulla risonanza che que­ ste materie prime naturali hanno con il nostro DNA, che fa entrare in conta o un odore con il nostro corpo e le nostre emozioni, in una forma immediata e in­ consapevole. «Per riuscire a creare un profumo su mi­ sura per un hotel devo fare esperienza di questo luogo, devo assorbirne l’energia, le emozioni, gli odori, la luce. Per tradur­ re tu o questo in una fragranza ho biso­ gno di ispirazione e grande concentrazio­

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Massimo Torti Nel suo ruolo di Segretario generale di Federazione Moda Italia difende e promuove il made in Italy di Antonella Ci erio

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egretario generale di Federazione Moda Italia, Massimo Tor è un elemento di spicco dell’Associazio­ ne, voluto al suo fianco dal Presidente Renato Borghi nel 2011. Dotato di gran­ de spirito di inizia va, è in costante mo­ vimento – viaggia da Bolzano a Palermo per incontrare i tolari dei negozi – sem­ pre pronto ad ascoltare e a confrontarsi con i suoi associa . Alla determinazione, mai disgiunta da una buona dose di pa­ zienza e di rigore, si aggiunge un senso di profonda umanità che ne fa una persona estremamente piacevole da incontrare. Oggi, Federazione Moda Italia, cos tuita

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nel 1949, è la più importante rappresen­ tanza d’impresa in Italia di de aglio e in­ grosso nel se ore Moda. Aderisce alla Confcommercio ed associa oltre 30.000 aziende.

Occhio all’etichetta! Massimo Tor , nel suo ruolo di segreta­ rio generale dell’associazione, si occupa anche di contraffazione ed abusivismo, promuovendo la diffusione della cultura del Made in Italy e della legalità anche nelle scuole con interven semplici e chiari, molto apprezza dagli studen . Raccomanda, in par colare, di controlla­ re le e che e, di prestare a enzione alla qualità e di non comprare prodo taroc­ ca . A tale riguardo cita i dieci consigli contenu nel vademecum “Compri falso? Ma lo sai che...” di Federazione Moda Ita­ lia che Massimo Tor non manca mai di distribuire anche in occasioni di even , come la Vogue Fashion Night’s Out che si svolge a se embre a Milano. È, inoltre, un appassionato di da , che snocciola, citando con orgoglio il Fashion & High Street Report di Federazione Moda Italia che raccoglie in un unico apprezzato vo­ lume i valori dei canoni di locazione com­ merciale nelle high street italiane, gli ac­ quis effe ua dagli italiani e dagli stra­ nieri extra UE nei negozi di moda e la na­ ­mortalità delle aziende. Come sta andando il mercato della moda? «Qui, ahinoi, si tocca un tasto dolente! La crisi nel nostro se ore, nonostante qual­ che piccolo spiraglio di posi vità, non sembra ancora terminata. Secondo l’Os­ servatorio Acquis Nexi, il 2017 si è chiu­ so con un leggerissimo segno medio posi­ vo dell’1,9%. L’inizio del 2018 non è sta­ to esaltante e vede purtroppo il ritorno del segno meno. Il de aglio moda, infa , con nua a soffrire di al e bassi, soprat­ tu o nel mercato interno. Nelle località a maggior vocazione turis ca, una boccata d’ossigeno viene dagli stranieri, aman della shopping experience e del made in Italy». Cosa significa vendere moda, oggi? «Vendere moda, oggi significa operare in un contesto non regolamentato, comples­ so e sopra u o globale. Non c’è dubbio che il nostro se ore – che sta a raver­ mastermeeting.it


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hanno in Italia la possibilità di vivere esperienze emozionali d’acquisto uniche, grazie ad un’offerta distribu va molto variegata, capace di rispondere con pre­ s giosi monomarca, negozi mul brand e bo eghe ar giane alle richieste di vivere un’esperienza totalmente italiana che co­ niughi arte, cultura, enogastronomia e paesaggio. In questo scenario, i nostri negozi perme ono agli stranieri di por­ tarsi a casa il lifestyle italiano»

Investire di più e meglio Per questo mo vo, Massimo Tor ri ene u le ricordare i temi cari a Federazione Moda Italia: inves re di più e meglio in a vità di promozione e sostegno del de aglio moda e dei Negozi Storici in par colare; accompagnare i fashion sto­ re nel processo d’innovazione e digitaliz­ zazione; facilitare gli acquis dei turis extra UE, elevando il limite del contante (oggi diminuito da 15 a 10 mila euro); ab­ bassare la soglia per il tax free; promuo­ vere, in occasione dell’anno dedicato al BARBARA AINIS

sando, nell’era di internet, una profonda crisi d’iden tà che si rispecchia nel cam­ biamento delle abitudini e a tudini d’ac­ quisto dei consumatori – debba proie ar­ si verso il futuro e rispondere ad esigenze sempre più portate all’omnichannel. Il de aglio moda, se da un lato sta vivendo questa situazione di crisi in “apnea”, dal­ l’altro sta tentando di reagire specializzan­ dosi, con strategie di differenziazione del punto vendita, e con una ges one d’im­ presa più manageriale». Quali sono le inizia ve di Federazione Moda Italia al servizio delle imprese con un occhio al turismo? «Fortunatamente c’è il turismo! Sono mol ssimi gli stranieri – principalmente cinesi, russi, americani, mediorientali, co­ reani e giapponesi aman del bello, del nostro saper fare e saper vendere – che raggiungono il nostro Paese per fare ac­ quis Made in Italy. Esiste, infa , una stre a relazione tra turismo e shopping, visto che il 50% delle spese extra dei tu­ ris è des nato agli acquis . Gli stranieri

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Turismo Slow, nel 2019, un evento come lo Small Business Saturday, così come avanzato dal Presidente di Federazione Moda Italia, Renato Borghi, nell’Assem­ blea del 20 novembre 2017 a Bologna.

Servizi, ma non solo Federazione Moda Italia, in linea con le necessità del momento, si è affidata alle capacita organizza ve di Tor per la rea­ lizzazione di workshop organizza per accompagnare le aziende e accrescerne le competenze di management, pianifica­ zione. marke ng, psicologia di vendita, sempre tenendo conto delle differenze di acquisto tra persone provenien da Pae­ si e culture diverse e delle differenze tra i sessi. Torti vuole anche contribuire a diffonde­

re la cultura del bello e del Made in Italy nel mondo. Per questo, porta spesso con sé “Lo Slang della Moda”, il piccolo dizionario illustrato di Federazione Mo­ da Italia con termini e neologismi creati proprio nell’ambito della moda e tradotti in italiano, inglese, francese, russo e ci­ nese che ha voluto anche nella versione online. (www.SlangdellaModa.it) scarica­ bile su tablet e smartphone. È un apprez­ zato strumento per gli addetti alle ven­ dite che approcciano clienti stranieri, e per i turisti stranieri che potranno cono­ scere lo slang tipico della moda “Made in Italy”.

I Nova Retail Small Tor ora ha una nuova sfida: portare l’in­ novazione e la digitalizzazione anche nei piccoli negozi di moda, promuovendone la fashion experience. E lo realizza con un nuovo tour per presentare il negozio di moda tra presente e futuro, avvalen­ dosi dell’esperienza del proge o “i Nova Retail Small”, che si pone l’obie vo di portare nei piccoli negozi la tecnologia che, oggi, per mo vi di cos e di organiz­ zazione aziendale, è quasi ad esclusivo appannaggio dei grandi brand e delle ca­ tene monomarca. In defini va Massimo Tor ha “sposato” l’associazione... Non ha orari, inizia pre­ s ssimo la sua giornata che consacra, con grande entusiasmo, a Federazione Moda Italia... Ma, nel fra empo, custodi­ sce un sogno nel casse o: scrivere un li­ bro dal tolo “Le mie stazioni”, una sorta di diario di bordo su luoghi, hotel, bar e ristoran frequenta durante i suoi innu­ merevoli spostamen . «Un best seller», assicura, abbozzando un sorriso. In fon­ do anche questo è turismo! Business Tourism.

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Keep updated about tourism latest trends and the best bleisure venues

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Raffaele Longo Dopo aver diretto la ristorazione dell’Hotel Principe di Savoia, è approdato al dolce salotto di Milano, luogo simbolo della storia meneghina di Antonella Ci erio

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pre nel 1936 lo storico Caffè Pa­ s cceria Sant Ambroeus, locale in s le neoclassico, dalla pregiata boiserie e dai lussuosi lampadari venezia­ ni, arredi di classe e ambiente signorile. Rinnovato recentemente con garbo e raffinatezza, anche se ha perso un po’ il fascino an co, rimane però fedele alla tradizione della “gourmanderie” italiana. A dirigerlo oggi è Raffaele Longo (foto), dinamico manager cinquantenne, con esperienza internazionale, che è stato anche, per diverso tempo, dire ore della ristorazione dell’Hotel Principe di Savoia. Al Sant Ambroeus è affiancato da un vali­ do team di 40 collaboratori, con i quali ha un dialogo con nuo per assicurare un servizio perfe o e soddisfare le esigenze di ogni cliente. Certo è che, al suo arrivo, si è dovuto confrontare con due importan locali, entrambi situa nella strategica Monte­ napoleone: Cova, angolo Via Sant’Andrea, e Marchesi, che ha aperto nel 2015. Le

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nuove aperture in questa famosa via so­ no sempre di successo, ma Raffaele, al Sant Ambroeus, ha creato un’atmosfera calda e ospitale, assolutamente unica. In momen di crisi ha saputo rivalutare il brand, lavorando sull’immagine, rigorosa­ mente in nuance rosa: dal packaging del­ le confezioni ai menu, dalle tovaglie alla rosa fresca su ogni tavolo tu e le ma ­ ne, fino al furgone. Piccoli par colari molto apprezza da una clientela esclusi­ va che ama il servizio impeccabile. Nel suo locale si alternano a ori, regis , vip, principesse, manager della finanza e del­ la moda. Con i suoi ospi stabilisce un legame so­ lido, direi quasi d’affe o. Ride e scherza con la dovuta discrezione e, al momento giusto, sa ri rarsi con garbo. Ha realizzato vetrine moderne e invitan­ , in grado di “parlare” alla gente, perché la vetrina è lo specchio della fes vità del momento, e racconta anche gli even che si svolgono in ci à.

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Con lui è ritornata la borghesia milanese, la prima, la seconda e la terza generazio­ ne, famiglie storiche fidelizzate, dai Mo­ ra ai Dompé, grazie anche alla cucina tradizionale proposta per il pranzo, con prodo di alta qualità; il cliente del Sant Ambroeus vuole certezze, pia della tra­ dizione milanese: riso o giallo allo zaffe­ rano e cotole e di vitello, non ama la nouvelle cuisine. A disposizione anche un servizio di catering e cene private a do­ micilio. Parlando solo di ristorante vi è stato un incremento notevole, il migliore degli ul­ mi 15 anni con un 10% annuo. Nel suo salo o, Raffaele, con la sua innata gen ­ lezza e il suo sorriso, ha creato un’atmo­ sfera di coccole, dove il cliente si sente come a casa, e ha il piacere di ritornare anche il giorno dopo, allo stesso tavolo. La crea vità della pas cceria è affidata, da oltre 60 anni, all’estro di Luciano Vi­ smara, che associa a cioccolateria e pra­ lineria con materie prime di qualità, pa­ ste mignon, pizze e e torte­scultura personalizzabili per ogni occasione, cro­ state al cioccolato, pane one e colom­ ba. Sant Ambroeus non vende solo dolci, ma esperienza gusta va e i suoi clien sanno che qui possono trovare l’eccel­ lenza delle delizie, una sobria eleganza e un approccio caloroso. Da un po’ di mesi ha stre o amicizia anche con il Marie o, un simpa co cinquantenne, “senzate o”, che è diventato quasi un “security mana­ ger”: allontana tu gli altri e gli riferisce i commen dei clien quando escono dal locale. A breve, vedremo il Marie o con una maglie a con la scri a Sant Ambroeus. Grazie all’Expo Milano sta vivendo un momento di grande fermento turis co. È diventata una delle ci à più visitate d’Europa, capitale internazionale della moda, ma anche della cultura, dell’arte e della gastronomia. Milano vive il turismo tu o l’anno, e Sant Ambroeus è aperto tu a la se mana per accogliere anche la clientela straniera. «Raffaele è più di un Dire ore», ci dice un suo cliente: «è un amico, un confiden­ te, un simpa co a ore». Non a caso, anni fa, il manager ha frequentato un corso di mastermeeting.it

teatro, che gli ha insegnato a stare sul palcoscenico. E, in effe , Raffaele am­ me e di sen rsi sempre un po’ sul palco. Cita “Arlecchino servitore di due padro­ ni”... e dice che lui è servitore di tre pa­ droni: il cliente, l’azienda e se stesso! E tu o deve funzionare perfe amente perché lui, ne è il regista. E se arriva il cliente scontroso, ecco la sua sfida più s molante: sorridere al cliente, coccolar­ lo ancora di più e farlo uscire contento! La prossima avventura di Raffaele? L’apertura serale per elegan cene con musica dal vivo.

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INSIDER

A cura di Maurizio Faroldi

La classificazione alberghiera, stabilita per legge, non rappresenta più uno stru­ mento esauriente nell’ orientare il cliente verso la qualità alberghiera. Facciamo un passo indietro, diciamo 9 anni. Nel 2009 anni nasceva il movimento “5 stelle”, così in tolato dai suoi fondatori, perché per­ seguisse, nella sua azione poli ca, cinque essenziali tema che sociali: acqua, am­ biente, traspor , conne vità e sviluppo. Ma quella grafica con le 5 stelle dorate poste so o la parola “movimento”, non induceva un po’ tu ad associare e tra­ sferire il significato su quanto si ri ene sia il simbolo della massima qualità asse­

standard minimi si ado ano in relazione all’apertura di nuovi alberghi o alla ristrutturazione di quelli esisten ”. A Roma si sa­ rebbe de o “Aaah annamo bene... annamo proprio bene! Insomma, nulla o quasi nulla è cambiato. Lo stato dell’arte ci dice che, a 10 anni di distanza dalla pubblicazione sulla Gaz­ ze a Ufficiale, più del 95% degli alberghi si presenta al giudizio del consumatore e quindi del mercato, come era prima del decreto, ovvero in maniera incoerente, non veri ero, generando ansia e disagio propri dell’acquisto di un bene o di un servizio di cui non sia chiaramente defi­

Non siamo più “figli delle stelle” gnabile ad una impresa vocata al servizio, in questo caso servizio poli co? Beppe Grillo, che ho avuto insuperato cliente in quegli anni, replicava; “ma perché, non potrebbe essere proprio così?”. E, allora, gli ricordavo che pochi mesi prima, il 21 o obre 2008, fosse stato emanato il de­ creto sulla classificazione alberghiera dal Ministro Brambilla, che cercava di ordi­ nare una disomogenea situazione su ba­ se regionalis ca, e indicava una defini­ zione di qualità grazie ad una serie di univoci criteri validi su scala nazionale. Con quel documento, in buona sostanza, si auspicava che il sistema delle stelle fosse percepito iden co in tu o il Paese. Infa , a causa della tradizionale classifi­ cazione regionale, si erano riscontrate fi­ no ad allora enormi disparità tra stru u­ re dello stesso po. Ad esempio, una ca­ mera doppia in un hotel 5 stelle in Sicilia poteva avere un’area di 14 metri quadra­ , che diventavano 18 in Veneto e 25 nelle Marche. Così, come lo standard dei servizi 5 stelle in Puglia prevedeva per­ sonale che parlasse corre amente alme­ no due lingue straniere, mentre in Tosca­ na si arrivava a qua ro! All’indomani di quel disposto, alle regioni sarebbe rimasto l’onere di allineare e mi­ gliorare gran parte dei requisi minimi e poi esercitare l’a vità di controllo del ri­ spe o dei parametri. Tu avia, all’Italiana maniera, fu stabilito nel decreto che: “Gli

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nito in partenza il livello qualita vo. Quindi una profonda disparità tra servizi offer e la loro effe va cer ficata quali­ tà. Ad onor del vero ci sarebbe una orga­ nizzazione europea, la Hotelstars Union, che classifica con criteri comuni 11 pae­ si, tra cui Germania, Paesi Bassi, Austria, Svezia, Repubblica Ceca, Ungheria, Esto­ nia, Le onia, Lituania, Lussemburgo, Malta e Svizzera, ma purtroppo l’Italia non mai ha fa o alcun passo in quella di­ rezione, mancando la possibilità di adot­ tare uno strumento internazionale che perme a il confronto ogge vo tra strut­ ture. Quindi, sia con il vecchio che con il nuovo ordinamento, ci troviamo ad avere a che fare con uno strumento di classifi­ cazione più simile ad una lista della spesa che ad un modello di accoglienza! E, se si desidera affermare che le stelle non siano più fondamentali, qual è il cri­ terio con il quale possiamo classificare un hotel e a ribuirgli un punteggio di qualità che iden fichi la natura di quel viaggio e interce l’emozione del viaggiatore? Negli anni 2004/2005 nasceva e si svi­ luppava velocemente, prima negli Sta Uni e poi in tu o il mondo, l’era delle pia aforme di reputazione via web che, grazie ad enormi community, hanno con­ sen to e consentono tu ora di confron­ tare gli hotel, basandosi su vo sogge vi espressi da milioni di viaggiatori. Esistono in rete circa 200 pia aforme di giudizi al­ www.mastermeeting.it


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berghieri che processano una quan tà immensa di informazioni; questo consen­ te ai viaggiatori di essere sempre aggior­ na riguardo tu o ciò che interessa loro e perme e di comunicare trasversalmen­ te in modo veloce ed efficace. Tale per cui si può affermare che, oggi, il web, più che le classificazioni nazional­regionali, sia in grado di offrire giudizi affidabili e determini una realis ca classificazione di qualità. Le due pia aforme più importan e consultate sono Tripadvisor e Booking. Tu avia Tripadvisor presenta lacune nella omogeneità di valutazione a causa delle quali, per esempio, un hotel 5 stelle po­ trebbe o enere la stessa valutazione di un Bed & Breakfast ! O, ancora, che una recensione possa essere compilata anche da chi, in quell’albergo, non ci sia mai sta­ to! In Booking.com, invece, le recensioni degli uten vengono acce ate solo da chi ha realmente perno ato e sono sud­ divise in base al po di stru ura. In que­ sto modo è possibile confrontare tu gli hotel a tre stelle con altri hotel dello stes­ so po; lo stesso vale per i 4, i 5 stelle che vengono messi a confronto soltanto con altre loca on della stessa caratura. Insomma, l’obie vo di queste pia afor­ me social è di creare, grazie alla raccolta delle recensioni, condivisione di espe­ rienze e, tramite queste, determinare il reale valore dell’ogge o fonte dell’espe­ rienza stessa; che si tra di un albergo, di un ristorante e così via. De o questo, l’aspe o più interessante ed epocale per il se ore alberghiero è quanto andiamo qui di seguito ad elencare: 1. Il 95% dei viaggiatori legge tra le 6 e le 12 recensioni, prima di prendere una decisione e prenotare. I Revenue Ma­ nagers ormai u lizzano sempre più le pia aforme di reputazione online per o mizzare i propri profi , poiché i viaggiatori sono dispos a pagare di più per un hotel con buone recensioni. 2. Il 76% dei viaggiatori è quindi disposto a pagare di più per un hotel con buone recensioni, confermando il fa o che la reputazione online sia sempre più ele­ mento imprescindibile per un’efficace strategia di distribuzione alberghiera 3. Ulteriore conseguenza di questo, il fat­ to che alcune società, come Hotel Va­ lua on, inizino a valutare gli hotel in funzione della loro reputazione online www.mastermeeting.it

e della loro strategia digitale. E che tali informazioni siano poi tenute in buon conto nella valutazione commerciale dell’hotel. Si cercano quindi ancora le stelle di un Hotel per essere mo va nella scelta d’acquisto? E come potrebbe la classifi­ cazione in stelle garan re ed iden ficare un modello di esperienza da vivere? A queste due domande l’offerta alber­ ghiera contemporanea dovrebbe rispon­ dere con la cosidde a qualità emoziona­ le, cioè al come far percepire e offrire ai clien i servizi e come far sperimentare loro il processo simultaneo della produ­ zione e del consumo; cosicché agli alber­ gatori spe a il compito di essere sempre protesi nel quo diano sforzo di an cipa­ re i bisogni e soddisfare i desiderata dell’ospite. Questo processo, non misu­ rabile ogge vamente, determinerà negli ospi la soddisfazione o meno della scel­ ta operata; e la sommatoria dei giudizi espressi qualificherà la caratura dell’im­ presa alberghiera che li ha ospita . Que­ sto processo che chiamiamo “customer­ sa sfac on” è contemporaneamente sia risorsa invisibile che tangibile e sarà sempre più considerata la chiave di volta per creare vantaggio compe vo. In con­ clusione gli Hotels saranno sempre più classifica e scel non come meri edifici ma come luogo dove vivere esperienze, provare emozioni, sperimentare nuovi e temporanei s li di vita. C’era un tempo in cui le stelle indicavano al consumatore cliente il livello di espe­ rienza e di spesa a cui sarebbe andato in­ contro; oggi è la customer sa sfac on, la pubblicità del proprio vissuto, la condivi­ sione delle emozioni o delle delusioni, che determina la classificazione della qualità delle aziende alberghiere. Insomma in hotel come a teatro si va in scena tu e le sere come fosse una pri­ ma; si contano i pos rimas liberi, si at­ tendono le reazioni di consenso; e si aspe a il calore degli applausi. Nessuna stella può essere appuntata o garan sce successo, nessuna qualità può essere millantata se lo spe acolo non emozio­ na, se il pubblico non arriva in sala e se, al termine della rappresentazione, l’ap­ plauso arriva spento. Sperando che il cliente, uscendo, non dica; “ma ne valeva la pena?” 5­6 2018

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ECONOMIA E BELLEZZA

A cura di Achille Colombo Clerici

Conciliare i valori dell’economia e quelli del turismo come sfida per il futuro del­ l’Italia, dicevamo nella prima puntata di questa rubrica, nata per essere uno stru­ mento di confronto e di dialogo tra tu coloro che hanno a cuore l’avvenire del Paese. E tra ques c’è sicuramente il pro­ fessor Giampio Bracchi, presidente della Fondazione Politecnico di Milano e pre­ sidente di Intesa Sanpaolo Private Ban­ king, ma sopra u o accademico di chia­ ra fama, al quale ho chiesto di condivide­ re una riflessione proprio sulla bellezza dell’Italia come motore dell’economia at­ traverso il turismo.

cessarie a far arrivare gli ospi in loco senza problemi. Nel rapporto col se ore pubblico risiedono il problema e forse anche la sua possibile soluzione: che a mio avviso potrebbe fare leva sulla crea­ zione di un nuovo grande fondo di inve­ s mento, da far gravitare nell’orbita is ­ tuzionale della Cassa Deposi e Pres , che unisca inves tori italiani ed esteri cos tuendo un a ore finanziario ade­ guato per lo sviluppo di un turismo al­ l’avanguardia. Ovviamente, poi, bisogne­ rebbe anche creare le condizioni per da­ re certezza sui tempi delle autorizzazioni e sui cos degli inves men , me endo

Italia al bivio: è ora di crescere «Quello dell’accoglienza è un se ore economico che dovrebbe oggi più che mai essere al centro del proge o di svi­ luppo della Penisola. Ci sono però alcuni ostacoli che non perme ono all’Italia di sfru are tu o il suo potenziale in questo senso. Il primo è dato dalla carenza, so­ pra u o sulle coste più belle del nostro Mezzogiorno, di un numero congruo di stru ure alberghiere, di adeguata dimen­ sione e inserite in catene internazionali, in grado, con la loro presenza e i loro ser­ vizi, di a rare un turismo di più alto li­ vello. E, purtroppo, spesso non è possibi­ le a rarre gli inves men di catene al­ berghiere, inves men che potrebbero trascinare il turismo anche nelle zone meno sviluppare della Penisola, a causa di uno sciagurato mix tra blocchi buro­ cra ci e carenza delle infrastru ure ne­

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in campo un piano finanziario preciso e de agliato. Avere questo interlocutore is tuzionale aiuterebbe il mondo indu­ striale internazionale del turismo a inve­ s re in Italia, contribuendo a dare garan­ zie su tempi e trasparenza; due elemen senza i quali non si a raggono operatori e inves tori. Il turismo mondiale è previ­ sto ancora in grande crescita, almeno per un lustro, dall’UNWTO e bisogna inter­ ce arne i flussi prima che sia troppo tar­ di. Il che vuol dire creare finalmente stru ure e infrastru ure di po interna­ zionale, a livello di ospitalità, ristorazio­ ne, even . In quest’o ca due ambi tu­ ris ci come quelli lega a congressuale e golf sarebbero senza dubbio da sfru are meglio, anche perché ben si sposano con il nostro Paese e con le sue cara eris ­ che clima che. Senza contare che sono due se ori che possono essere catalizza­ tori per far arrivare in Italia un turismo più ricco che potrebbe dare un maggiore sviluppo anche alle singole economie lo­ cali. Un ul mo aspe o importante è che oggi il consumo turis co è sempre più intermediato dalla rete e anche in questo l’Italia sconta un gap da colmare in fre a. Come soluzione un Portale del Turismo? A prescindere ci vorrebbe finalmente una managerialità di ges one e un lavoro al­ l’avanguardia di sviluppo e integrazione del web e dei nuovi strumen di comuni­ cazione». www.mastermeeting.it


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IL PARERE DEL LEGALE

È un dato di fa o: il viaggio d’affari è or­ mai un’importante industria mondiale, il cui valore in termini di spesa globale ha superato gli 800 miliardi di dollari. Un viaggio su cinque è intrapreso con fini le­ ga al lavoro. Complice di ciò la crescen­ te globalizzazione – che comporta la ne­ cessità di esplorare sempre nuovi merca­ –, nonché un allungamento delle tra e aeree verso Paesi più lontani. Difficile giungere ad una definizione dei viaggi d’affari, accomuna dalla durata (inferio­ re ai 30 giorni), dallo scopo (connessi al lavoro per un luogo di lavoro non abitua­ le) e da un tra o comune che non va sot­

ness traveller hanno lasciato Vilnius il 16 gennaio 2011 alle ore 9.55 e sarebbero dovu arrivare a Baku lo stesso giorno, alle ore 22.40. Tu avia, nonostante la prima parte del tragi o fosse andata be­ ne, il volo decollato da Riga a errava a Mosca con ritardo e i due agen perde­ vano l’aereo per la terza tra a. Seppur la Air Bal c li avesse trasferi su un altro volo, i due giungevano a Baku solo la ma na successiva al giorno previsto, con un ritardo di oltre qua ordici ore ri­ spe o alla tabella di marcia. La dilazione della loro missione professionale costrin­ geva il servizio delle inchieste a pagare

A cura dell’avvocato Roberta Borghini

Affari coi viaggi d’affari tovalutato: il desiderio di nuove espe­ rienze dà forma alla domanda di viaggi e inevitabilmente tocca anche gli uomini d’affari, trasformandoli da viaggiatori di lavoro in turis . Va da sé che fornire ai viaggiatori di lavoro informazioni extra sulle opportunità culturali legate alla de­ s nazione potrebbe prolungare i viaggi d’affari oltre il week end. Inoltre, nella con nua ricerca di equilibrio tra lavoro e vita privata, chi intraprende un viaggio di lavoro potrebbe essere accompagnato dalla famiglia, portando così consumatori ulteriori agli hotel; oltre al fa o che, in caso di esperienze posi ve, i viaggiatori di lavoro torneranno come turis da tempo libero. Se il business travel ha guadagnato la di­ gnità di strategie commerciali ad hoc, al­ tre anto può dirsi per la giurisprudenza, che gli ha dedicato pronunce specifiche. La terza sezione della Corte di Gius zia dell’Unione Europea ha affermato che i ve ori aerei sono tenu a risarcire le aziende degli eventuali danni subi dai propri business traveller in caso di ritardo. In par colare, il servizio per le inchieste speciali della Repubblica di Lituania ave­ va acquistato dalla compagnia aerea let­ tone Air Bal c alcuni biglie aerei des ­ na al viaggio di due dei suoi agen tra Vilnius (Lituania) e Baku (Azerbaigian), via Riga (Le onia) e Mosca (Russia), per una missione professionale. I due busiwww.mastermeeting.it

loro indennità giornaliere e contribu so­ ciali supplementari, per un importo tota­ le di circa 338 euro. Alla richiesta risarci­ toria dell’azienda, la compagnia ha dato esito nega vo; ma, dapprima i tribunali lituani in tre gradi di giudizio e poi l’orga­ nismo comunitario avevano dato ragione all’azienda: l’art. 19 della Convenzione di Montreal, infa , “descrive il danno risarcibile in caso di ritardo in base al suo fa o generatore, ma non precisa per contro affa o la persona alla quale tale danno può essere stato causato” (sentenza 17 feb­ braio, causa C­429/14).

Sempre in tema di trasferte di lavoro, il Tribunale di Verona (sen­ tenza 30 maggio 2017) ha riconosciuto una indennità per mala a professionale causata dai campi ele romagne ci; così come il Tri­ bunale di Ivrea, che ha individuato un nesso tra l’uso scorre o del cellulare e lo sviluppo di un tumore al cervello. Entrambe le sen­ tenze pongono interessan s moli per le poli che di welfare aziendale e per le informazioni sulle travel policy. Una menzogna su un viaggio di lavoro dell’aprile 2005 è costata invece l’addebito della separazione ad un marito manager palermi­ tano. L’uomo aveva cercato di coprire una relazione extraconiuga­ le con una collega – divenuta nel fra empo compagna – fornen­ do una versione fantasiosa su un viaggio professionale; versione prontamente smen ta dalla tes monianza di un collega (conside­ rata a endibile “in quanto non legato da rappor professionali con le par ”), che aveva de agliatamente descri o ciò che era realmen­ te accaduto durante il viaggio incriminato (Corte di Cassazione, sez. I civ., sentenza 23 o obre 2012, n. 18175).

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FINANCIAL CONFIDENTIAL

A cura di Andrea G. Moscatelli mag2063@yahoo.it

Possono i modelli distribu vi arrivare a scontentare tu , ossia gli azionis delle aziende che producono beni di consumo, i lavoratori che sono adde alla vendita al de aglio, e infine i clien che acquistano? La sensazione è che l’evoluzione dei canali virtuali del cosidde o e­commerce ri­ schiano di rendere tu più insoddisfa rispe o al passato. Negli anni ’80 il se ore dell’abbigliamento in Italia aveva visto crescere il marchio Be­ ne on, un a ore che, se non il primo, fu tra i primi, ad ada are la propria produzio­ ne principalmente di maglieria, al nuovo conce o che prevedeva l’assecondare i

solo i negozi Zara abbigliamento sono 2.118. La rice a che ha permesso al Signor Orte­ ga di diventare l’imprenditore più ricco di Spagna e uno tra i più facoltosi in Europa, è da anni allo studio di professionis nel­ l’organizzazione ed al tenta vo di replica da parte dei suoi concorren , tenuto con­ to che questo incredibile imprenditore non si è mai dichiarato s lista di moda o crea vo di tendenze. Per primo ha sempli­ cemente ideato, sviluppato e varato un modello produ vo e distribu vo geniale che ha rivoluzionato, sopra u o con il suo marchio Zara la concezione del nego­

Shopping tradizionale o acquisto on­line? clien nei loro gus , piu osto che imporre la propria tendenza. Le maglie in fabbrica venivano nte nei colori sulla base del gradimento dei clien , e i negozi erano ri­ forni seguendo la moda della strada, limi­ tando al massimo i resi e rendendo più ef­ ficiente tu a la catena produ va e distri­ bu va. Con la sua abilità di produ ore e distributore di un marchio ben affermato, Bene on arrivò ad avere più di 5.000 ne­ gozi nel mondo e a conseguire fa ura importan , prima di decidere di uscire dal­ la quotazione alla Borsa di Milano nel 2012. Parallelamente al declino del modello ita­ liano, s’imponeva nel mercato dell’abbi­ gliamento internazionale un sogge o, già molto conosciuto in Spagna, che con la si­ gla Inditex (Industria de Diseño Tex l S.A.) racchiude o o marchi tra cui Zara, Oysho Bershka, Pull & Bear e che fa capo ad un imprenditore Galiziano, il Sig. Amancio Or­ tega. Di umili origini, aprendo il suo primo negozio Zara nella ci à di La Coruña negli anni ’70, ha creato un impero tessile con un fa urato al 31 gennaio 2018 di 25 mi­ liardi di euro circa e un u le ne o di circa 2,9 miliardi di euro. I negozi della Inditex alla stessa data sono 7.475 distribui in 85 Paesi tra i quali spiccano i Paesi euro­ pei con i loro oltre 5.000 negozi, mentre

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zio di abbigliamento di tendenza a cos contenu . In sintesi, i suoi s lis creano 4 collezioni stagionali l’anno ed inviano la collezione ai negozi. Le casse dei pun vendita sono collegate ad un centro ela­ borazione da che esamina in tempo reale la tendenza dello specifico negozio e se­ gnala ciò che si vende e ciò che non si vende. I negozi, che per strategia non han­ no un magazzino, ricevono dopo una se ­ mana la fornitura degli ar coli di tendenza e ri rano quelli che non sono gradi , con un sistema di ri ro centralizzato e ridistri­ buzione, saldi inclusi, che riesce ad abbi­ nare richieste con la giacenza. Il vero fat­ tore di successo del marchio – che, va det­ to, non spende un centesimo in pubblicità televisiva o cartacea – è l’efficienza del proprio sistema distribu vo accentrato in due grandi magazzini in Spagna, e l’inve­ s mento nelle applicazioni informa che che hanno o mizzato tu a la filiera dalla produzione al consumatore. Malgrado ques risulta anche la Inditex non vive una fase di euforia nel mercato finanziario. La società è quotata alla Borsa di Madrid e le sue azioni che circa cinque anni fa valevano circa 20 euro e che nel 2016 erano giunte a valere oltre 36 euro ciascuna, nel giorno di redazione del pre­ sente ar colo segnano un’ulteriore dimi­ www.mastermeeting.it


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nuzione a estandosi intorno ai 25 euro, in altre parole un rendimento del 5% su base annua. Sebbene la società sia riuscita a li­ mitare le perdite negli anni della crisi, evi­ denzia u li simili all’esercizio passato, ed esaminando il bilancio non sfugge al le o­ re un incremento dei cos opera vi, fa o­ re che sembra indurre gli analis alla cau­ tela riguardo un possibile miglioramento dei risulta a breve periodo. Quest’analisi, risulta in linea con un’altro importante marchio internazionale del set­ tore come Desigual, presente nel mondo con negozi di proprietà, in franchising, cor­ ners dedica con un fa urato di circa un miliardo di euro all’anno, e che ha eviden­ ziato un rallentamento della crescita con i risulta analoghi agli anni preceden . Tale andamento ha indo o alcuni analis a rite­ nere che il modello distribu vo possa es­ sere arrivato al suo massimo possibile in termini di u li e di fa urato. Quando le aziende affrontano i problemi di crescita dei risulta , nove volte su dieci a farne le spese sono i dipenden dei pun vendita, i cosidde cos opera vi da tagliare, ed è molto probabile che ciò possa avvenire an­ che in ques casi e la causa presumibile di tu o ciò ha un nome: e­commerce. Essere favorevoli o contrari all’e­commerce è una valutazione personale ed argomento di discussione tra coloro che si affidano al­ le nuove tecnologie per fare acquis e chi rimane fedele al metodo del visionare e provare il prodo o, tu avia è indubbio che le nuove generazioni u lizzano l’e­com­ merce in maniera sempre più massiccia a discapito degli acquis tradizionali nei ne­ gozi e negli ipermerca . L’acquisto via in­ ternet di ogge di consumo, che si po­ trebbero definire standard, è più comodo e spesso anche più a buon mercato rispe o all’acquisto nel negozio, perché il punto vendita deve sostenere “cos opera vi” maggiori del canale on­line, per non parla­ re del costo di trasporto addebitato al cliente. Senza entrare nello specifico se sia meglio acquistare un capo di abbigliamento on­li­ ne o in negozio, possiamo evidenziare co­ me proprio la stessa Zara abbia deciso di verificare il gradimento presso la propria clientela di un nuovo modello distribu vo, inaugurando pochi negozi “pilota” tra cui si menzionano Madrid e Londra, nei quali so­ no presen i capi delle collezioni a tolo di www.mastermeeting.it

esempio ma non tu a la collezione e non tu e le taglie. L’intera collezione nelle sue varian può essere visionata sugli schermi presen nel locale con l’assistenza dei commessi che infine supportano i clien nell’acquisto on­line effe uato nello stesso punto vendita. La finalità è abbinare il pun­ to vendita fisico all’ordine on­line. Se questa nuova visione del canale distri­ bu vo possa portare beneficio a qualcuno, è ancora tu o da dimostrare. Ciò che appa­ re ad una prima le ura della nuova speri­ mentazione del negozio quale punto di ac­ quisto on­line, è che il solo trasformare un punto vendita tradizionale in un punto ven­ dita on­line, non garan sce di per sé un au­ mento dei ricavi e degli u li per gli azioni­ s , poiché non è s mabile quan clien possano apprezzare questa nuova formula, pur risparmiando cos opera vi. Per i lavo­ ratori adde alle vendite, invece c’è un ri­ schio concreto di una diminuzione dei ne­ gozi e del personale (Zara nello scorso esercizio ha chiuso 16 pun vendita in Spa­ gna), e per i clien tradizionalis infine po­ trebbe esserci il fas dio di non poter torna­ re a casa con il capo di abbigliamento scel­ to, oppure che ad ordinazione avvenuta la prova non dia esi posi vi benché la taglia fosse giusta, quindi tornare al punto vendi­ ta per la res tuzione o il cambio. Si può pertanto ritenere un’ambiziosa sfida che come sempre in ques casi, per asseconda­ re l’e­commerce, comporta benefici e rischi non quan ficabili. Amazon ha appena rice­ vuto una multa dal fisco italiano di oltre 100 milioni di euro ed Apple di oltre 300 milioni per a vità effe uate on­line. Evi­ tando valutazioni sulla corre ezza delle somme dovute per le presunte evasioni, è evidente che l’a vità on­line so rae lavoro locale, e quindi, è ovvio che più si sviluppa il canale e­commerce e più si riduce la pos­ sibilità di crescita o mantenimento dei ca­ nali tradizionali locali. Ciò in termini pra ci, significa perdita dei pos di lavoro, se si escludono ovviamente gli adde alle con­ segne in bicicle a con contra o di sommi­ nistrazione. Per concludere, qualora il futu­ ro volgesse verso l’espansione dei canali di e­commerce, sarà opportuno predisporre azioni a sostegno delle dinamiche occupa­ zionali, quali ad esempio piani d’incen va­ zione del commercio al minuto sul territo­ rio per evitare una crisi occupazionale loca­ le difficilmente risolvibile. 5­6 2018

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ANDAVA TUTTO BENE?

A cura di Leonardo Frontani edu@leonardofrontani.com

Una tradizione a cui ci piace tanto crede­ re è che nel 1889 un certo Raffaele Esposito, cuoco napoletano, inventò un pia o chiamato Pizza Margherita in ono­ re della Regina D’Italia, dama di casa Sa­ voia. I semplici ingredien seleziona , pomodoro, mozzarella e basilico, sempre secondo questa bella storia, dovevano ri­ cordare il tricolore di casa Savoia. A di­ stanza di 6 lustri, chi se lo poteva imma­ ginare che quella pizza, diventasse la ce­ nerentola del menu. Infa , sopra u o negli ul mi anni, le piz­ zerie hanno compreso che la clientela va fortemente segmentato e l’offerta è di­

al tavolo, l’acquolina è inevitabile, il pro­ fumo della pizza è irresis bile ed in testa quasi tu hanno una succosa Margheri­ ta. Il nostro cameriere venditore, accoglie le richieste dei convenu e poi propone un’integrazione con una visione pragma­ ca del business: su una Margherita, considerata la materia prima ed i cos di­ re ed indire non ci guadagniamo più di 4 euro prima della tassazione. Busi­ ness is business e allora, con metodo of­ friamo qualcosa di complementare, op­ pure passiamo con grande consapevolez­ za all’upselling. Con questo termine s’in­ tende quell’azione orientata a presentare

Quanto costa poco la pizza Margherita! ventata appassionata e differenziata. Se­ condo me, per comprendere due conce fondamentali per le vendite cioè il cros­ sselling e l’upselling, possiamo osservare l’offerta di una pizzeria contemporanea. Primo livello di differenziazione dell’of­ ferta, le farine e la lievitazione: tante, ­ piche, eso che, raffinate e integrali, ad­ diri ura quella di ceci ad integrare il fru­ mento. Secondo livello la proposta nella forma di degustazione, cioè so le e leg­ gera, oppure alta come nella tradizione, senza dimen care quella sociale e pluri­ gusto, in sostanza “ce la dividiamo noi” le pizze con forme fantasiose per i bambini ed infine l’ul ma nata, la pizza con il bor­ do ripieno! Terzo livello la pizza speciale o gourmet o condita con prodo raffina e a km 0. In tu ques spicchi c’è tanta scienza com­ merciale da farci un corso di formazione. In sostanza fare crosssel­ ling in pizzeria significa propor una Margherita e poi vender un an pasto, la birra ar gianale oppure un’aggiunta di ingredien a scelta sul prodo o base. Quando il cameriere arriva

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al cliente qualcosa di valore ne amente superiore alla sua idea di partenza:la piz­ za gourmet, studiata, raffinata, con ingre­ dien top. Il cliente ha un’opportunità di prendersi cura di sé regalandosi una food experience. Se andiamo a fare i con in tasca all’oste, scopriamo che la margina­ lità sulla pizza di alta gamma è molto più interessante per il ristoratore, ma il valo­ re percepito dal cliente è sicuramente all’altezza delle aspe a ve. Il cameriere, in maniera professionale, saprà argomen­ tare la differenza, tra la buona, onesta, semplice Margherita e l’Imperatrice delle pizze condita con basilico della nonna Teresa, mozzarella di la e dell’inimitabile mucca Carolina, pomodori dell’orto di montagna nutri a sole ed acqua pura di fonte, e pasta madre in vita da 52 anni, conservata con sapienza dalla famiglia stessa del ristoratore. Chiudiamo con un pensiero al cuoco Raffaele, che non avrebbe mai potuto immaginare che la sua invenzione nata povera, oggi rappre­ senta a tu gli effe un pia o universa­ le, perché con una base comune, nella logica del consumatore moderno, ciascu­ no può disporre, organizzare ed esprime­ re la sua differenza e questa è una buo­ nissima opportunità per fare casse o. Rafè, nun te piglià collera, è cos‘e niente! www.mastermeeting.it


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LA PAROLA AL FORMATORE

L’ascolto, quello vero, altrimen de o at­ vo, è un tema molto comune durante i corsi di formazione. L’idea è quella di avere un a eggiamento (e la giusta in­ tenzione) tale da invogliare l’altro ad esprimersi fino in fondo, senza interru­ zioni. Quasi sempre a questo punto dello sviluppo del tema qualche partecipante salta su dicendo: «ok va bene ascoltare, va bene farlo finire. Ma se non finisce? Io ho un altro problema, come si fa ad in­ terrompere un logorroico? Ho un collega che non finisce più di parlare, potrebbe andare avan per ore». Pare quindi che il problema, quello sen ­

chiassoso, l’apparente, il voluminoso. Ep­ pure nella comunicazione apprezziamo quando gli altri sanno essere sinte ci. Perché? Forse perché la loro sintesi per­ me e a noi stessi di parlare finalmente, senza limi e senza freni? E in sintesi perché è così difficile essere sinte ci ed efficaci allo stesso tempo? Cosa serve per rendere vero il famoso de o “less is more”? Su cosa dobbiamo inves re per essere un po’ più zen e meno roboan e noiosi per gli altri? Esploderei il tema adesso ma ho paura di dilungarmi... Intanto però consiglio un paio di magazi­ ne in cui si è lanciata la sfida della sintesi.

A cura di Paolo Mazzaglia di Otherwise srl pmz@otherwise.it

Minimalismo, logorroici e poesia to qui da noi in Italia, non sia quello di in­ vogliare gli altri ad esprimersi, ma quello di impedire che si “esprimano” troppo e una piccolissima analisi sta s ca fa a in casa rileva come almeno ciascuno di noi abbia almeno un amico o collega che parla come un fiume in piena. La sintesi è un dono insomma molto apprezzato ne­ gli altri. Qualcuno dice che è addiri ura un’arte. Tanto che è un cimento cui tal­ volta si applicano gli scri ori. È molto fa­ moso, ad esempio, il racconto in sei pa­ role di Ernst Hemingway: “For sale: baby shoes, never worn” (Vendesi: scarpine per neonato, mai indossate). Passando da occidente ad oriente poi non si può ignorare la peculiarità tu a giapponese di fare del minimalismo un punto centra­ le di pi ura, cucina, design e le eratura. In par colare è noto l’haiku, un componi­ mento poe co composto da tre versi: cinque, se e e ancora cinque sillabe. Nessun tolo, nessun fronzolo lessicale né congiunzioni, ispirato alle sugges oni della natura e delle stagioni. Per via del­ l’estrema brevità la composizione richie­ de una spaventosa sintesi di pensiero e d’immagine. Per noi occidentali (e forse ancor di più per noi Italiani) può risultare un po’ difficile da apprezzare. Forse per il nostro gusto tu o la no per il tanto, il www.mastermeeting.it

Ad esempio la rivista Wired ha chiesto a 33 scri ori di romanzi, di fantascienza, autori per la tv, per il cinema e per i vi­ deogiochi a raccontare una storia con solo 6 parole, congiunzioni comprese. Anche la Feltrinelli ha lanciato (siamo alla II° edizione) una gara di sintesi in cui bi­ sogna riassumere il libro o il film amato in sole 128 ba ute spazi inclusi. Sono le ure interessan , diverten e, soprat­ tu o, brevi!

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Il lavoro agile cresce, seppure a diverse velocità, anche in Italia. Un fenomeno che necessita di un cambiamento di cultura. Con pro e contro... di Gaia Fiertler

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ella torre Allianz, la nuova sede milanese della compagnia assicu­ ra va tedesca, lo smart working avanza tra i dipenden . Avviato con un proge o pilota di 60 persone due anni fa, oggi sono 600 le persone del gruppo che, tra Milano e le altre sedi, lavorano da ca­ sa per metà del tempo, alternandosi alla scrivania con un collega. Nelle torri Gari­ baldi di Porta Nuova è in corso una speri­ mentazione ancora più decisa per i di­ penden del Gruppo di ingegneria Maire Tecnimont, con obbligo di presenza in uf­ ficio un solo giorno alla se mana. Par to a novembre con 200 persone, via via, il proge o di smart working coinvolgerà tu i 1.800 dipenden a Milano. Anche nella nuova sede di Microso , la Micro­ so House di viale Pasubio, si chiede di esserci almeno una volta alla se mana, ma per loro il lavoro agile è realtà già da

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dieci anni. In Italia il fenomeno sta cre­ scendo a velocità diverse, tra organizza­ zioni già abituate a forme di flessibilità la­ vora va, che ora semplicemente spingo­ no sull’acceleratore, e chi invece parte ora, più o meno consapevole che non sia solo ques one di accessibilità tecnologi­ ca, ma anche di cultura, di mindset, di un nuovo modo di intendere il lavoro, non più misurato sulla presenza fisica, ma su­ gli obie vi e i risulta .

Luci e ombre Si tra a di un profondo cambio culturale e organizza vo da a uare sia tra i capi sia tra i collaboratori. Inoltre, non manca­ no i dubbi sul fa o che davvero la mobi­ lità lavora va aiu il bilanciamento tra vita privata e vita lavora va, perché il ­ more più diffuso è che la connessione non stop diven invadente e crei nuove

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RISORSA UOMO

forme di dipendenza dal lavoro e dalle ri­ chieste del proprio responsabile, benché esista un diri o alla disconnessione e lo smart working sia regolato dalla legge. Così, le ricerche più recen mostrano lu­ ci e ombre. Per esempio, nel Randstad Workmonitor di marzo lo smart working viene considerato fonte di maggiore equilibrio tra vita privata e vita professio­ nale per l’84% del campione, ma le don­ ne hanno qualche dubbio. Meno libere di organizzare e ges re il proprio lavoro (–10% rispe o agli uomini) e più dipen­ den dalle indicazioni di un superiore (+8%), sono anche le meno inclini a ve­ dere nello smart working uno strumento di maggiore indipendenza (–6%) e un fat­ tore di work life balance (–11%). Inoltre, tendono a preferire l’ufficio per svolgere i propri compi (+10%) e vedono meno favorevolmente dei colleghi il lavoro da casa anche in forma occasionale (–9%). In generale, comunque, il 60% degli ita­ liani preferisce lavorare in ufficio – una propensione condivisa da mol lavorato­ ri europei, francesi, greci, lussemburghe­ si, inglesi e spagnoli – e quasi uno su due (+6% sulla media europea) crede che lo smart working aggiunga stress alla vita privata perché impedisce di staccare davvero. Ad ogni modo il processo di digital tran­ sforma on è in corso nelle grandi impre­ se e ad essa è associata anche una rior­ ganizzazione del lavoro più smart. Il 48% dei lavoratori può già lavorare in modali­ tà agile, un dato che supera di 7 pun la media globale e di 9 pun la media euro­ pea, con l’Italia ai primi pos in Europa, superata solo da Germania, Danimarca e Olanda. Oltre qua ro lavoratori su dieci dichiarano di trovarsi in una situazione di transizione fra l’impiego tradizionale e forme di lavoro flessibile, un processo che in Europa vede soltanto inglesi e olandesi a uno stadio più avanzato. A conferma dell’impegno delle nostre aziende su questo fronte, il 62% dei di­ penden afferma di avere tu gli stru­ men tecnologici necessari per poter la­ vorare al di fuori dell’ufficio (+6% verso la media globale), il 65% dichiara di avere mastermeeting.it

La torre Allianz nel nuovo quar ere milanese di Citylife

la libertà di organizzare e definire le prio­ rità del proprio lavoro e qua ro lavorato­ ri su dieci (41% contro il 36% della media mondiale) u lizzano con regolarità appli­ ca vi per organizzare video­conferenze.

Una realtà dinamica e in trasformazione Eppure, dalla ricerca emerge anche un’immagine diversa dell’acce azione e diffusione dello smart working in Italia. Il 65% degli italiani lavora ancora soltanto in modalità tradizionale (­3% rispe o alla media mondiale e 2 pun in più della media europea), mentre il 70% dei lavo­ ratori interessa svolge mansioni che non prevedono questa possibilità e un altro 70% con nua a preferire le riunioni in ufficio rispe o a quelle a distanza. Una buona parte del campione, infine, lamen­ ta ancora un insufficiente grado di auto­ nomia nell’organizzazione del proprio la­ voro. Oltre un italiano su due dichiara che sono i manager a stabilire le priorità sul posto di lavoro e a decidere i compi da svolgere. «Lo smart working in Italia è una realtà dinamica e in trasformazione che coinvolge quasi la metà dei lavorato­ ri intervista , tu avia, benché la maggio­ ranza sia favorevole, due terzi dei dipen­ den lavorano ancora solo in ufficio e quasi uno su due teme che il lavoro agile possa avere ripercussioni nega ve sulla propria vita privata. Un segno che c’è an­ cora una barriera culturale e che le im­ prese devono ripensare l’organizzazione del lavoro per consen re a tu i dipen­

Valen na Sangiorgi, chief Hr officer di Randstad Italia

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Franco Ghiringhelli, senior vicepresident risorse umane, organizzazione e Ict Gruppo Maire Tecnimont

den l’accesso a forme di flessibilità la­ vora va e a un corre o equilibrio fra vita professionale e tempo libero», commenta Valen na Sangiorgi, chief Hr officer di Randstad Italia. Il vero cambio di paradigma sarà il pas­ saggio dal controllo del lavoro e delle ore trascorse in ufficio a una relazione di fi­ ducia e di responsabilizzazione da un la­ to, e alla capacità di auto­organizzarsi e ges re tempi e obie vi dall’altra. Nel Gruppo Maire Tecnimont, per esempio, il proge o prevede un inves mento di 5 milioni di euro in due anni per adegua­ men tecnologici, interven stru urali e formazione. «Siamo abitua a postazioni flessibili e a task­force di proge o, ma un’applicazione così estesa richiede un supporto al cambiamento perché il cam­ bio culturale è enorme», commenta il se­

nior vicepresident risorse umane, orga­ nizzazione e Ict Gruppo Maire Tecnimont Franco Ghiringhelli. Si prevedono, infa , 5.000 ore di formazione e coaching per i responsabili per diffondere una cultura del lavoro basata sulla definizione degli obie vi, la valutazione delle performan­ ce e la condivisione del feedback. Nelle grandi aziende, secondo l’ul mo Osservatorio Smart working del Politec­ nico di Milano, più di una su tre ha lan­ ciato proge stru ura e quasi una su due ha in previsione o potrebbe valutar­ ne l’introduzione, ma solo il 9 per cento ha avviato un ripensamento complessivo dell’organizzazione del lavoro, con un forte intervento culturale sulla diffusione dei nuovi modelli manageriali. «Il lavoro agile non è né il telelavoro, né una forma di welfare aziendale. È un modello di or­

Nelle PMI le inizia ve di remote working e di ripensamento degli spazi sono ancora scarse

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Mariano Corso, responsabile scien fico dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano

ganizzazione che dà flessibilità e autono­ mia nella scelta degli spazi, degli orari e degli strumen , in cambio di una mag­ giore responsabilizzazione sui risulta . Ma è un percorso che richiede tempo: bisogna imparare a organizzarsi in auto­ nomia, con disciplina», aggiunge Mariano Corso, responsabile scien fico dell’Os­ servatorio Smart Working del Politecnico di Milano. Uno dei primi effe posi vi o enu in Allianz Italia, per esempio, è stato pro­ prio lo spostamento dell’a enzione dal tempo trascorso in ufficio ai risulta pro­ fessionali, elemento che rientra nella strategia di Allianz improntata alla meri­ tocrazia inclusiva, che ene conto sia delle persone sia delle loro performance. «Le pra che di lavoro agile o a distanza introducono nuove modalità organizza ­

ve flessibili, che possono incrementare la produ vità, agevolare la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, oltre a per­ me ere all’azienda alcuni vantaggi in ter­ mini logis ci. Allianz, impegnata nella creazione di un ecosistema digitale a fa­ vore dei suoi clien e agen , ha inves to importan risorse anche nello sviluppo di un employee digital workplace, che si integra con le avanzate infrastru ure tecnologiche della torre Allianz, occupata da 2.800 persone, e della sede di Trieste, in corso di ristru urazione, e perme e anche di lavorare in mobilità», commenta Maurizio Devescovi, dire ore generale Allianz Italia. Anche riguardo agli effe sulla produ ­ vità, la ricerca Randstad conferma i risul­ ta dell’Osservatorio, secondo cui gli smart worker sarebbero più soddisfa ,

Maurizio Devescovi, dire ore generale Allianz Italia

Paolo Tolle, vp human resources di Costa Crociere

Il 70% dei lavoratori preferisce riunirsi in ufficio che in remoto

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RISORSA UOMO

Fiorella Crespi, dire ore dell’Osservatorio Smart Working del Politecnico di Milano

più produ vi (+15%) e avrebbero un mi­ glior rapporto con il proprio capo. Silvia Candiani, ad di Microso , nell’incontro “Be adap ve, be smart” in Tecnimont, ha evidenziato che con un approccio allo smart working pianificato, a ento al pro­ cesso e con le persone coinvolte al mo­ mento giusto grazie agli strumen di col­ laborazione, si ha un aumento di produt­ vità, si collabora più facilmente e si ri­ sparmia un’ora al giorno. Gli elemen di successo sarebbero l’orientamento al ri­ sultato e il cambiamento culturale dei ca­ pi. Proprio il disinteresse e le resistenze dei capi, infa , sono il secondo ostacolo

a un’introduzione ancora più estesa dello smart working, preceduto solo dalla non applicabilità allo specifico sistema pro­ du vo (fonte Osservatorio Polimi). Così, nel Gruppo Axa, lo smart working è vissuto proprio come un acceleratore del cambiamento culturale: «Il nostro obiet­ vo primario è favorire un modello basa­ to sulla fiducia e sulla performance, pre­ stando a enzione al benessere e al coin­ volgimento delle persone», racconta Maurizio Di Fonzo, chief Hr, organiza on and change management Gruppo Axa Italia, dove da o obre 1.400 persone (il 94% dei dipenden ) possono lavorare in

Lo smart working implica la capacità di organizzarsi in autonomia, con disciplina

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Beatrice Taralla, responsabile risorse umane di Subito

remoto fino a due giorni alla se mana. Anche Costa Crociera è par ta con il proprio proge o “Sm@rt Working Co­ sta ­ Moving Forward!” per i suoi 1.300 dipenden , di cui 1.000 a Genova, che possono scegliere un giorno alla se ma­ na per lavorare fuori ufficio. «Per noi si­ gnifica dare fiducia alle persone, offren­ do la possibilità di organizzarsi libera­ mente secondo obie vi e responsabilità, perme endo di valorizzare al meglio il loro potenziale e migliorando la qualità della loro vita», commenta Paolo Tolle, vp human resources di Costa Crociere. E com’è la situazione nelle pmi italiane? Lì c’è ancora più lavoro da fare. Dal fo­ cus dell’Osservatorio del Politecnico di Milano emerge che una su cinque ha proge in corso, ma solo il 7% in forma stru urata, perché prevale un approccio informale (15%) e il 40% non è interes­ sato, sopra u o nei se ori manifa u­ riero, costruzioni, commercio e Hospita­ lity&Travel. I mo vi vanno dalla non ap­ plicabilità al proprio sistema produ vo all’assenza di un’adeguata infrastru ura digitale. Mentre l’approccio informale comprende forme comunque intelligen , smart, di organizzare alcune a vità, gra­ zie all’u lizzo di tecnologie abilitan . In generale, però, a parte qualche caso più maturo, le inizia ve di remote working e di ripensamento degli spazi sono abba­ stanza isolate. «Spesso mancano la visio­ ne d’insieme e gli inves men necessari in digitalizzazione e formazione manage­ riale. Lo Smart Working ha quindi spesso cara eris che diverse nelle pmi, ma in­ terpretato alla luce dei suoi principi ca­ ra eris ci, può portare lo stesso a mo­ delli e proge che generano benefici», mastermeeting.it

spiega Fiorella Crespi, dire ore dell’Os­ servatorio Smart Working del Politecni­ co di Milano. Un caso di smart working stru urato in una pmi, introdo o anche con l’obie vo di accompagnare i giovani dipenden alla responsabilizzazione su­ gli obie vi, è quello di Subito, la pia a­ forma di compravendita del gruppo me­ dia norvegese Schibsted, che in 10 anni ha raggiunto 31 milioni di euro di fa u­ rato con una crescita annua del 30% e un aumento del personale del 20% al­ l’anno, passato dai primi qua ro pionieri del 2007 agli a uali 140. Aver stru ura­ to lo smart working come lavoro agile fi­ no al 20% del tempo se manale, con la giornata spezzabile anche in due mezze giornate, è stato un modo per risponde­ re anche alle esigenze di work­life balan­ ce. «Il nostro è un business che nasce di­ gitale, già con un’ampia flessibilità ora­ ria. Lo smart working ha esteso i tempi di autonomia e ha spostato l’a enzione sulla responsabilizzazione dei compi e delle scadenze, da concordare di volta in volta con il responsabile. Gli effe posi­ vi sulla produ vità sono sta subito eviden : più concentrazione lavorando da casa e quindi più qualità in minor tempo, come ho sperimentato io stessa, e sopra u o una con nua diminuzione delle giornate singole di mala a, che sono a carico dell’azienda», racconta Beatrice Taralla, responsabile risorse umane di Subito. L’azienda è intervenuta anche sugli spazi di lavoro, con delle sa­ le e accoglien intorno all’open space, basate sui principi di collaborazione&co­ municazione e concentrazione&contem­ plazione, compresa una piccola baita in legno. 5­6 2018

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Il valore dell’esperienza RISORSA UOMO

Chi ha detto che per avere successo si deve essere giovani a tutti i costi? In certi ruoli l’esperienza fa la differenza perché sinonimo di merito, affidabilità e responsabilità di Ma eo Melani

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l giovane cammina più veloce dell’anziano, ma l’anziano conosce la strada”. Così un proverbio afri­ cano spiega la saggezza di chi ha vissuto abbastanza intensamente e a lungo da aver accumulato un ricco bagaglio di co­

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noscenze. Una frase da applicare a tu gli aspe della vita, lavoro incluso. Infat­ , al giorno d’oggi, l’esperienza, unita alla competenza, è una risorsa importante anche per l’impresa. «Rispe o al passato, le aziende sono più aperte verso i senior,

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esterni alle aziende come banche, sinda­ ca e fornitori, aspe o non trascurabile.

Le skills dei senior concependo ques ul mi come un valo­ re aggiunto», dice Carmen Pianelli (foto), Business manager di Assioma, società di ricerca e selezione di personale. Secondo una ricerca dell’Istat, nel 2017, le assun­ zioni delle persone over 50 sono aumen­ tate di 300 mila unità, segno che la ma­ turità è considerata una peculiarità di grande rilievo. L’aumento ha abbracciato tu e le dimensioni delle imprese, dalle mul nazionali fino alle piccole e medie. Ciò che spinge i datori di lavori ad affi­ darsi a senior è la loro professionalità, in­ tesa non solo come applicazione di co­ noscenza, ma anche come portatrice di valori aziendali, e do cara eriali, quali la scrupolosità e l’abilità nelle relazioni. I ruoli dire vi o di mentoring sono perfet­ per i senior che hanno la capacità di in­ dividuare la linea più giusta (che ene conto tanto degli obie vi quanto delle diverse esigenze e problema che del­ l’azienda e del team) e di trasferire ai più giovani il know how e la passione per il lavoro. Gli over sono inoltre facilita nel­ la ges one dei rappor con sogge

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Una persona con una certa maturità ha una visione a 360 gradi del proprio ambi­ to e può dare contribu di rilievo sia nei processi produ vi che in fase di analisi. «Ciò», spiega Carmen Pianelli, «consente all’azienda di raggiungere risulta in tem­ pi più brevi e con un minor dispendio di energie». Il senior è in grado anche di mo vare nel modo più efficace le giovani leve e di trasferire loro un bagaglio valo­ riare prezioso. Molte qualità, infa , co­ me il senso di responsabilità, l’arte del problem solving e l’autoges one non si studiano sui libri e nemmeno si imparano a scuola. Si apprendono sul campo, a ra­ verso il mentoring. Le nostre scuole e università sono state, dopotu o, più vol­ te cri cate a causa del loro metodo di istruzione troppo teorico e poco pra co. Il contributo di un over 50 rappresenta una fonte di u lità, una risorsa importan­ te in par colare, nei lavori di team, dove convivono personalità, competenze, pro­ blema che ed età diverse. Se è vero che, in genere, un trentenne è più abile nella ges one delle ul me tecnologie, è altret­ tanto vero che, in media, un over 50 ha

La digital transforma on si è estesa a tu i se ori. Con un’adeguata preparazione, se ne possono sfru are i vantaggi

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Per ricollocarsi con successo è u le valorizzare le proprie competenze integrandole o aggiornandole dove necessario

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più resilienza mentale e maggiore vision strategica, do che consentono di rag­ giungere gli obie vi in tempi brevi, skills e che sono proprie del ruolo di leader: una persona che nel corso della sua vita ha maturato un certo know­how è più credibile nell’impar re ordini». A dimo­ strarlo è la forte richiesta di senior per ruoli di rango dirigenziale, a cui è richie­ sto di saper tra are con la proprietà e coordinare i collaboratori. «L’apertura al cambiamento, il lavoro di gruppo e lo spirito di ada amento», con nua Pianel­ li, «sono a tudini che anche a noi sele­ zionatori servono per capire la validità di un candidato».

I campi dove è richiesta maggiormente l’esperienza La credibilità è dunque un’arma in più che gli over possono abilmente giocarsi

nelle mansioni manageriali e di consulen­ za. Tra le professioni per le quali sono oggi più ricerca figurano quelle di ex­ port manager, controllo di ges one, dire­ zione commerciale e risorse umane. Tut­ te posizioni di livello che necessitano di professionalità dimostrata. Un aspe o interessante riguarda il mondo delle Pmi, che richiedono professionis maturi in ruoli di management per riorganizzare il gruppo di lavoro o ricercare nuovi mer­ ca . «La visione lungimirante di un esperto», spiega Carmen Pianelli, «è in grado di cogliere eventuali pun di debo­ lezza che una visione entusiasmante, ­ pica di un giovane, non coglie nell’imme­ diato». Altre qualità apprezzate sono la determi­ nazione, la chiarezza di inten , ovvero sapere con precisione ciò che si vuole e la ges one di stress e frustrazione. Un senior non si arrende quando è senza la­ voro, tanto che, sta s camente, riesce a ricollocarsi in minor tempo rispe o a un

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Digital, siamo ancora lontani

giovane. Uno studio di Intoo, società di Gi Group, afferma che, nel 2017, le per­ sone con età superiore ai 50 anni hanno trovato un nuovo impiego più veloce­ mente rispe o ai colleghi più giovani. In riferimento allo scorso anno, i tempi si sono accorcia per quadri (da 6 a 7 mesi) e dirigen (7 mesi), mentre si sono allun­ ga per operai e impiega (7,4 mesi). Per Ce Galante, amministratore delegato di Intoo, il segreto per ricollocarsi con successo è lavorare su se stessi, valoriz­ zando le proprie competenze dis n ve e integrandole o aggiornandole dove ne­ cessario, per riproporsi sul mercato in modo più compe vo, indipendente­ mente dal livello gerarchico.

Un’indagine recente dell’Istat evidenzia che la maggior parte delle nostre imprese è indifferente all’innovazione digitale e che solo il 3% ha raggiunto una digitalizzazione completa dei propri processi produ vi. Dallo studio emerge, insomma, un divario rilevante di digitalizzazione dell’Italia circa l’uso del web e la velocità di connessione a Internet. il nostro Paese si colloca in una posizione intermedia per quanto riguarda l’u ­ lizzo di tecnologie ERP (Enterprise Resource Planning) e CRM (Customer Rela onships Management), mentre risulta in gra­ ve ritardo sull’adozione di tecnologie SCM (Supply Chain Ma­ nagement).

alla flessibilità a uale del mercato che oggi sembra essere apprezzato sempre di più anche dai candita , desiderosi di fare esperienze diverse».

Una persona con esperienza è più abile a lavorare in team

Troppo controllo non paga «In azienda una persona esperta ha esi­ genze diverse rispe o a chi è alla sua pri­ ma esperienza. Necessità prima di tu o di autonomia e fiducia, solo così riesci a esprimersi al meglio. Troppo controllo non paga», dice Pianelli. «Il monitoraggio ci vuole ma deve essere svolto a raverso il dialogo e il confronto». Una parte non indifferente riguarda la formazione, fon­ damentale in un mondo in con nua evo­ luzione, fruibile a raverso corsi, lezioni e seminari. I temi in cui gli over 50 necessi­ tano di apprendimento riguardano la di­ gital transforma on e l’internazionalizza­ zione. La digital transforma on si è este­ sa ormai a tu i se ori produ vi e, con un’adeguata preparazione, si possono sfru are a proprio vantaggio i rela vi cambiamen . Nel mondo, però, gli inve­ s men in e­skills sono in diminuzione e solo una società su due (rapporto Linke­ din­Capgemini) si rende conto del divario che ne consegue». Un’altra problema ca che emerge dalle sta s che, riguarda la conoscenza della lingua inglese, spesso scolas ca o addiri ura assente. Per l’as­ sunzione, infine, la tendenza sembra es­ sere a favore dell’impiego a tempo deter­ minato, tra amento più ada o a ruoli di riorganizzazione, consulenza o nei casi di start up di proge e inizia ve. «Molte aziende prediligono il contra o a tempo determinato, un tra amento più ada o mastermeeting.it

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L’outsourcing che funziona RISORSA UOMO

La scelta dei fornitori aiuta la qualità e la redditività di un hotel di Dario Ducasse

Il consulente del lavoro Carlo Orlandi parla al folto pubblico intervenuto all’evento milanese

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ggi fare impresa nel mondo dell’ospitalità vuole dire operare in una giungla di leggi, il che non è certo uno sprone per chi voglia in­ ves re. Oltretu o, e giustamente, sem­ pre di più le imprese alberghiere hanno necessità di avere un prospe o certo delle spese e dei cos previsionali. È ter­ minata l’epoca nella quale si andava un po’ “allo sbaraglio”: oggi si fanno busi­ ness plan precisi e coeren con lo sce­ nario compe vo nel quale si opera. Al­ lora, il fa ore legale, inerente a tu gli aspe dell’impresa, compresi i contra di appalto per la fornitura di servizi in hotel, deve essere un aiuto per l’azienda, e non un deterrente, come invece in mol casi capita che sia. Ecco perché tanto successo ha avuto tra gli adde ai lavori il convegno in tolato “La genuini­ tà degli appal nel se ore del turismo e responsabilità solidale: rischi e tutele”, andato in scena a Milano lo scorso mese negli spazi del Four Season Hotel.

Un panel di relatori di spicco al convegno di Iniziative Venete Organizzato da Inizia ve Venete, storica azienda veneziana che si occupa di servi­ zi alle imprese e alle is tuzioni, in colla­ borazione con Master Mee ng, l’evento ha voluto sviscerare, grazie alla presenza di un corposo panel di esper del se o­ re, gli aspe da tenere in considerazione quando si sceglie un fornitore, a par re da quelli legali, come la s pula di un cor­ re o contra o di appalto, le rela ve leg­ gi e l’individuazione delle contropar nella pubblica amministrazione con cui interagire. Durante il convegno si è par­ lato, inoltre, della differenza che c’è tra un lavoro dato in appalto e la sommini­ strazione di prestazioni lavora ve, e dei diri spe an ai commi en alberghie­ ri, ai fornitori e ai prestatori d’opera. Alla platea riunita al Four Seasons, l’avvocato fioren no Lorenzo Bombacci ha ribadito come sia fondamentale collaborare con fornitori seri e s pulare contra corre . mastermeeting.it


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«Oggi», ha de o Bombacci, «un’impresa turis ca che voglia darsi una nuova e più moderna organizzazione del lavoro, an­ che grazie allo strumento dell’appalto, deve essere prima di tu o in grado di co­ noscere e rispe are le norme che ne re­ golano l’u lizzo. L’appalto non è una somministrazione di lavoro, bensì un contra o con il quale l’impresa delega al fornitore il coordinamento e l’organizza­ zione del lavoro. Chi s pula un contra o da appaltatore deve essere, per legge, una realtà aziendale stru urata. In quest’o ca il servizio ispe vo deve es­ sere visto come uno strumento di aiuto e confronto, e non come un impedimento, anche se oggi l’imprenditore dell’ospitali­ tà si trova a lavorare in un contesto di leggi e regolamen sempre più comples­ so e ar colato». Parole importan a cui hanno dato con­ ferma anche gli altri illustri relatori del convegno milanese, tra i quali il consu­ lente del lavoro Carlo Orlandi, il respon­ sabile dell’area sindacale di Federalberghi Angelo Candido e l’avvocato Francesco Capoluongo.

Qualità del servizio al centro Azienda specializzata nei rappor di par­ tnership con i maggiori gruppi priva , in­ dustriali e alberghieri, finalizza alla ge­ s one dei servizi di cleaning e di facility management, Inizia ve Venete ha scelto di sponsorizzare e organizzare il conve­ gno perché in linea con la propria mis­ sion: operare come fornitore di aziende turis che, proponendo il servizio migliore con il migliore rapporto qualità/prezzo, osservando scrupolosamente le norme che regolano il mondo degli appal . Il consolidato know how perme e a Inizia­ ve Venete di far fronte a qualsiasi richie­ sta da parte del commi ente alberghiero e di offrire un servizio di alta qualità. «È sempre più difficile per un albergato­ re», ha spiegato Roberto De Zorzi, fonda­ tore e Ceo di Inizia ve Venete, «lavorare con partner di fiducia in grado di garan ­ re servizi di livello, rispe ando alla virgola le tante regole che la legge impone. Io personalmente, che opero da quarant’an­ mastermeeting.it

Il presidente di Communica on Agency Mario Mancini con Roberto De Zorzi fondatore di Inizia ve Venete Group

ni nel se ore dei servizi alle imprese, e da quindici in quello alberghiero, confermo appieno il punto di vista degli albergatori, capisco la loro difficoltà a trovare fornito­ ri professionali e affidabili. Noi stessi di Inizia ve Venete ci troviamo a competere con realtà “spurie”, poco limpide, con tu i rischi che ne conseguono per gli alber­ gatori. La scelta sbagliata di un servizio di appalto comprome e, infa , l’immagine pubblica dell’hotel, costringendolo spes­ so a incorrere in sanzioni amministra ve o peggio».

L’Academy di Iniziative Venete Oltre a essere in regola, una società seria deve anche fornire un servizio di qualità. «Fondamentale è la formazione», ha con­ nuato De Zorzi, «a Venezia, s amo per dare il via all’Academy di Inizia ve Vene­ te, dove formeremo ai massimi livelli tut­ to il nostro personale e su richiesta an­ che quello dell’hotel. Questo perché oggi un’azienda “esterna”, possiede uno know how superiore rispe o a quello di un sin­ golo albergo, ad esempio nel clearing». E, presente all’evento milanese, era anche Sandra Consiglio, training manager della Academy di Inizia ve Venete Group che ci ha spiegato: «Oggi il tema della forma­ zione torna ad essere prioritario. È da dodici anni che mi occupo di questo set­ tore. Ho voluto portare le mie conoscen­ ze nel proge o dell’Academy, forte della consapevolezza che anche negli alberghi di lusso non c’è sempre un’adeguata pre­ parazione del personale, per via della po­ ca esperienza. I nostri corsi punteranno mol ssimo su teoria e pra ca, a par re dai de agli come saper rifare veloce­ mente e bene un le o: il cliente vuole trovarlo perfe o. La qualità percepita dall’ospite è il segreto dell’ospitalità e del 5­6 2018

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Tan gli ospi illustri intervenu al convegno del Four Seasons come il general manager del Principe di Savoia di Milano Ezio Indiani

successo di un albergo; a maggior ragio­ ne quando l’hotel è di lusso. Da novem­ bre par ranno i primi corsi per cameriera e per governante: questo ul mo è un ruolo fondamentale che nessuno finora ha codificato».

Non è mai solo questione di costi

Un momento dell’applaudito intervento dell’avvocato Lorenzo Bombacci sul tema della genuinità dell’appalto nel turismo

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Tante le riflessioni che ha lasciato ai par­ tecipan il convegno milanese. È emer­ so, per esempio, che oggi un hotel deve focalizzare i suoi sforzi sulla soddisfazio­ ne totale del cliente e delle sue necessità personali e per farlo è opportuno che demandi alcuni servizi a un partner giu­ sto e affidabile. Mai dimen care che l’er­ rore di una cameriera, anche banale, può danneggiare la reputazione di un hotel di lusso, specie oggi dove le recensioni so­ no postate in tempo reale e visibili da tu . Ezio Indiani, general manager del Principe di Savoia di Milano, ha com­ mentato: «ogni albergo ha la sua filosofia

che poi applica anche all’outsourcing: per noi fare outsourcing non è stata una ne­ cessità e sopra u o non lo abbiamo fat­ to per risparmiare. È stata una scelta mi­ rata per offrire ai nostri ospi un servizio e un’experience di soggiorno migliori. Il fornitore a cui abbiamo appaltato il ser­ vizio delle pulizie ha firmato un contra o molto de agliato nel quale rientravano non solo determina standard qualita vi, ma anche la filosofia che è propria del nostro albergo. L’outsourcing va dunque interpretato in un’o ca di miglioramento con nuo. Fondamentale è pertanto sa­ per scegliere un partner in grado di inter­ pretare corre amente la filosofia di ac­ coglienza dell’albergo: l’80 per cento del­ la formazione deve riguardare i valori e la filosofia mentre solo il 20 le modalità pra che del lavoro». Parole condivise anche da Maurizio Fa­ roldi, dire ore generale di WH Hotel Sanpi e di WH Hotel Mediolanum, che ha de o: «parlando di appalto si pensa sem­ pre a una ques one di cos . Ma non è così. Va visto come un inves mento sulla qualità del servizio. Chi fa questo mes e­ re deve capire che acquisire know how, anche indire amente, è fondamentale per essere compe vi Esternalizzare un servizio consente, infa , di impiegare meglio le risorse interne che hanno così più tempo per dedicarsi all’accoglienza

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personalizzata dell’ospite. Oggi più che mai ci vorrebbe una cultura d’impresa, mentre, a livello di categoria, sembra pre­ valere ancora la logica del risparmio...».

Sandra Consiglio (prima a destra), training manager della Academy di Inizia ve Venete Group, la scuola di formazione promossa dalla società di outsourcing

Agire da imprenditore... «La prima cosa da fare quando si chiude un contra o di appalto», ha spiegato Alessandro D’Andrea, general manager del Senato Hotel Milano, «è quella di consegnare all’appaltatore un “capitola­ to” il più possibile de agliato che spie­ ghi, sopra u o da un punto di vista della filosofia d’accoglienza dell’hotel, che co­ sa quel fornitore di servizi è tenuto a da­ re e come. Oggi, purtroppo, non è sem­ pre facile trovare personale esterno ade­ guatamente formato. Par colarmente strategiche, e non di scontata reperibilità sul mercato sono, per esempio, le figure di governante e capo manutentore. Ecco che, allora, la qualità della formazione di­ venta elemento imprescindibile». «Ges sco un hotel di catena e nella no­ stra azienda organizziamo corsi di forma­ zione di ogni genere, dall’housekeeping al ricevimento», ha aggiunto Maurizio Naro, presidente di Federalberghi Mila­ no. La qualità dell’offerta alberghiera ita­ liana è buona, ma va mantenuta e col ­ vata ulteriormente per accrescere l’appe­ al turis co della des nazione Italia». «Dieci anni fa una società di outsourcing

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era vista come un elemento estraneo al mondo dell’accoglienza, e si preferiva formare il personale dall’interno», ha spiegato Emiliano Fucarino, general ma­ nager dello Starhotels Rosa Grand di Mi­ lano, «oggi, invece, lavorare con terzi, purché siano partner affidabili e compe­ ten , consente maggiore flessibilità im­ prenditoriale». «Il servizio deve essere però fornito nella modalità richiesta dall’albergatore e svol­ to da personale, oltre che adeguatamen­ te formato, anche corre amente inqua­ drato», ha concluso Remo Eder, Presi­ dente del gruppo Antares Hotels Milano, «Se per noi la customer sa sfac on dell’ospite è infa facile da monitorare, il livello di soddisfazione dei dipenden in appalto può non essere altre anto semplice da valutare, ma i due aspe so­ no imprescindibilmente interconnessi al fine di garan re una guest experience di qualità».

Al convegno milanese, premiato da un numeroso e competente pubblico, hanno partecipato mol nomi no dell’hotellerie ci adina, come Maurizio Faroldi, Remo Eder, Maurizio Naro e Mario Mancini

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Meeting a Disneyland Paris.

Tutta un’altra storia

Il simbolo di Disneyland Paris, il Castello della Bella Addormentata. ©Disney

19300 metri quadrati nell’Ile­de­France con una stazione TGV, 7 hotel, 2 centri congressi, 3 auditorium, 95 sale riunioni. Perché l’immaginazione e la creatività a Disneyland Paris non hanno confini di Alessandra Caputo

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ell’Ile de France, a Marne­la­Val­ lée, a 32 km dalla capitale fran­ cese, c’è Disneyland Paris, la pri­ ma des nazione turis ca d’Europa. Una piccola ci à gioiosa che si presenta co­ me una valida alterna va per organizzare il set di un perfe o mee ng aziendale. Oltrepassando i cancelli del parco princi­ pale, Disneyland Park, diviso in cinque aree tema che dedicate alle fiabe e ai personaggi (Main Street Usa, Fron er­ land, Adventureland, Fantasyland e Di­ scoveryland), il primo impa o è con il sorprendente grande Castello della Bella Addormentata con le variopinte ambien­ tazioni, la tecnologia all’avanguardia, i giochi di luci, le proiezioni, i ge d’ac­ qua, gli effe speciali e pirotecnici. La

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seconda stru ura è il Walt Disney Stu­ dios Park, aperto nel 2002, suddiviso in qua ro aree tema che dedicate al mon­ do del cinema (Front Lot, Toon Studio, Produc on Courtyard e Backlot).

Immaginazione senza confini Con 19.300 metri quadra a disposizio­ ne per accogliere un evento. L’intero complesso comprende 7 hotel, 2 centri congressi, 3 auditorium, 95 sale riunioni, una sala esposi va modulare e ada abile nonché la stazione TGV e spazi flessibili per un’esperienza del tu o par colare. Non di poco conto è l’aspe o tecnologi­ co incluso l’accesso wi­fi per un massimo di 10mila uten contemporaneamente o applicazioni come ConnexMe per infor­ mastermeeting.it


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LE VIE DELL’INCENTIVE

Successi del Parco e proge Con oltre 320milioni di visite dal 1992 e il 6,2% del reddito tu­ ris co della Francia, Disneyland Paris svolge un ruolo chiave nel turismo della Regione. Il resort rappresenta infa un po­ tente motore di sviluppo economico e sociale con oltre 16mila dipenden in rappresentanza di 100 diverse nazionalità. Recentemente il presidente e amministratore delegato di The Walt Disney Company, Robert A. Iger, ha annunciato impor­ tan piani di espansione pluriennale da 2 miliardi di euro per Disneyland Paris che si appresta a raddoppiare le sue a uali dimensioni. Il nuovo piano di sviluppo, ar colato in fasi succes­ sive, inizierà nel 2021 e includerà una trasformazione del Par­ co Walt Disney Studios che acquisirà tre nuove aree dedicate a Marvel, Frozen e Star Wars, oltre a nuove a razioni ed espe­ rienze di intra enimento dal vivo. È uno dei proge di svilup­ po più ambiziosi sin dall’apertura del parco e il risultato sarà uno storytelling senza preceden che contribuirà a rendere la Regione ancora più dinamica e interessante. Nel 2017 il parco ha spento 25 candeline, celebrate con nuovi spe acoli ed esperienze uniche per i suoi ospi . È stato inoltre completato un programma di ristru urazione, aggiornamento e rinnovamento di molte a razioni classiche nei Parchi. Uno dei più importan lavori di restyling ha riguardato il Disney’s Newport Bay Club Hotel che ora è un albergo a qua ro stelle di notevole bellezza e funzionalità. Nel 2020 aprirà il Disney’s New York Hotel ­ The Art of Marvel, una rivisitazione del Di­ sney New York Hotel che me erà in mostra, tra gli altri, mondi ispira alle avventure di Iron Man, The Avengers e Spider­Man.

mare i partecipan in tempo reale sulle varie a vità in programma. Il servizio di catering è arricchito dal savoir fare pi­ camente francese.

Un’estate targata Marvel Il Parco Walt Disney Studios per più di tre mesi farà da cornice all’universo Mar­ vel perme endo di immergersi nel cuore dei film e dei fume . Il sogno di incon­ trare Captain America, ballare con i Guardiani della Galassia ed emozionarsi con il grandioso spe acolo che riunisce Thor, il Doctor Strange, Black Panther, Black Widow e Scarlet Witch diventa re­ altà. Uno spe acolo esclusivo in live ac on nel cuore del Parco Walt Disney Studios darà la possibilità ai visitatori di trovarsi al centro delle epiche ba aglie portate avan dai Supereroi. Non mancheranno innumerevoli effe speciali, suoni e luci che renderanno il tu o ancora più sensa­ zionale. Ai piedi della Tower of Terror ­ Ai Confini della Realtà, Tony Stark alias Iron Man vi mastermeeting.it

aspe erà con uno spe acolo intera vo dal vivo (Energy for Tomorrow) che ha come protagonis mol dei Supereroi Marvel: gli Avengers si scontreranno in una ba aglia colossale con il secondo principe del male di Asgard, Loki. Occhi punta al cielo dal quale piomberà in lo­ ro soccorso anche Spiderman. Uno spet­ tacolo mozzafiato sullo straordinario pal­ coscenico di Studio Theatre con Thor, Black Widow, Spider­Man e l’Incredible Hulk. Diverse volte al giorno Star­Lord e Ga­ mora faranno gli onori di casa nel Parco Walt Disney Studios coinvolgendo tu in balli scatena con i Guardiani della Galassia Awesome Dance­Off, a ritmo delle playlist targate anni Se anta e Ot­ tanta, ma a enzione perché il pericolo potrebbe essere dietro l’angolo e il pub­ blico dovrà trovare una soluzione per ri­ solvere un’importante missione. Infine, Steve Rogers alias Captain Ameri­ ca, l’eroe degli eroi, sarà a disposizione per sca are foto ricordo e firmare auto­ grafi. 5­6 2018

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LE VIE DELL’INCENTIVE

Dove dormire Newport Bay Club Completamente rinnovato, l’hotel vi farà immergere in un’espe­ rienza da sogno fra i colori dell’oceano. Il palazzo è ispirato alle tenute cos ere in s le anni 1900 e situato accanto al lago Di­ sney, a 15 minu a piedi dai Parchi e pochi minu con la navet­ ta. Per rilassarvi o cercare un’ispirazione scoprite il variopinto giardino realizzato con cura dai partner olandesi esper di fiori e passeggiate al suo interno, ne rimarrete estasia .

Dove mangiare Blue Lagoon Oltre alla storica a razione Pira dei Caraibi, ristru urata in occasione del 25° anniversario, anche il ristorante Blue Lago­ on, che ha preso il nome di Captain Jack’s: il ristorante dei Pi­ ra ” è stato rinnovato ed è pronto ad accogliere i visitatori con o mi pas e drinks in una loca on davvero insolita e affasci­ nante. È richiesta la prenotazione.

Main Street U.S.A. ©Disney

Auberge de Cendrillon Immergetevi nell’incanto delle fiabe e assaporate la prelibatez­ za della raffinata cucina francese servita in ambien perfe . Dopo aver ricevuto un caldo benvenuto da Suzy e Perla, le to­ poline amiche di Cenerentola, sarete accompagna in un ro­ man co salo no all’interno della maestosa sala banche me­ dievale. Sve an archi in pietra, bandiere del casato e spe a­ colari vetrate decorate creano un’atmosfera davvero regale. È richiesta la prenotazione. The Steakhouse In un perfe o ambiente s le Chicago anni ’50 potrete assapo­ rare una succulenta bistecca. Questo ristoran no jazz è un lo­ cale di gran classe, ideale per saziarvi con un’o ma griglia cu­ cinata in s le americano. L’arredamento del locale è ispirato ai famosi teatri e club della ventosa ci à. È richiesta la prenotazione. Qui so o, Una delle spaziose sale mee ng. Sopra, l’hotel Newport Bay Club con le luci della sera. ©Disney

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