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Mi capitò spesso di pensare con nostalgia alla campagna, a quell’aria pulita, a quei lavori, a volte anche duri, certo, però meno disumani. Invece vivevo quelle condizioni dure; fra l’altro mi toccava resistere per otto/dieci ore in piedi, fermo, vicino alla macchina. Fu dura, almeno per i primi tempi. Scarponi grossi anche d’estate, quando fino a ieri eri andato scalzo in campagna e sognavi di ritornarci. Ti sudavano i piedi, poi iniziavano ad avere problemi seri. Cattivi odori di ferro incandescente, di olio bruciato, ti facevano venire la nostalgia dell’odore del letame che avevi conosciuto. Taglietti e bruciature erano continui. La lavorazione del ferro comportava parecchi inconvenienti non ancora risolti dall’anti-infortunistica. E ti infortunavi e ti ammalavi…

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Quell'autunno di quarant'anni fa copia 2°Ed  

Quell'autunno di quaranta anni fa

Quell'autunno di quarant'anni fa copia 2°Ed  

Quell'autunno di quaranta anni fa

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