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R ivista mensile a sfondo comico satirico - n째21 marzo 2010 - anno III

La prima rivista trentina a sfondo Comico Satirico a cura di


HANNO COLLABORATO

di Alessandro e Roberto Bencivenga

Pubblicazione mensile d’informazione umoristica Iscritta al tribunale di Trento n°1354 rs

SOMMARIO 5 ............. L’editoriale 7 ............. Il Co.Co.Comico 8 ............. Oroscopo delle stelle 9 ............. L’articolo degli Articolo / Mondo fumetti 10 ............. Laboratorio d’idee 11 ............. La vignetta di Tubino 12 ............. L’angolo della risata 13 ............. L’almanacco 14 ............. Foyer / Spider-Fat 15 ............. I Toni Marci / Colesterolo nella rete 16 ............. Il vignettista Italiano 17 ............. La bottega di Fulber 18 ............. Arcoland 19 ............. Sesso vip 20 ............. Associazione Old Computer 23 ............. Bove e Limardi - Note a perdere 26 ............. La Banana Maltese 29 ............. Rendenvalley 30 ............. Cine - review / Lucio Gardin 32 ............. La lavagna di EDYPerazz. 33 ............. L’OS 35 ............. Accademia del comico di Milano 36 ............. Trentini OnLain 37 ............. Almanacco 39 ............. Eins, zwei, drei polizai 40 ............. Supposte di presente 41 ............. Angoli di vita vissuta 42 ............. Provincia promotion 43 ............. La televisione che non c’è 45 ............. Babombo / Chi lo ha detto? 46 ............. Tricchetracche 47 ............. Paolo Migone - Completamente spettinato

n° 21, Marzo

Accademia del Comico Pietro Sparacino Paolo Migone Bove e Limardi Lucio Gardin Roberto Bencivenga Marzia Polla Pierpaolo Perazzolli Micheal Polli Claudio Fois Gianluca Parravicini Christian Demattè Alessandro Bencivenga Roberto Valente Fabio Pittaluga Katja Casagranda Articolo 3ntino Claudia Fedrizzi Michele Messina Pino Katapino Raoulridendo Antony Fachin Mia Meneghini Centro Giovani i Toni Marci La mano nera Andrea Vicentini Fulber Angela Grisenti Rama Salija Sergio Paoli Ricobello Nuccio Ambrosino

DIRETTORE RESPONSABILE Alessio Marchiori

GRAFICA ED IMPAGINAZIONE Francesco Gravante

STAMPATO PRESSO Grafiche Stella S.r.l. - Legnago - Vr

REDAZIONE Telefono 0461-534912 Via dei Prati , 2 - Pergine Valsugana 38057 info@cosiecosa.com www.cosiecosa.com


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EDITORIALE

MARZO, MARZO PAZZERELLO... Fosse solo per quello! Inesorabili procediamo, con berretto e zaino, alla volta di Gnanpi Land! Il sogno dei bambini è andare a Gnanpi Land. Dove un po’ per gioco e un po’ per ironia, vivere è davvero una gran cosa: a scuola ci va chi vuole, non importa quando inizia, può anche non cominciare, perché se passi bene, se ti rimandano meglio, se t’inchiodano ottimo! Se papà pensa per te, con l’ultima performance hai tutte le credenziali, le credenze son ben altro affare, per spiccare il volo nella società! Carriera assicurata a minimo 10.000 euro mensili! “Se i padri hanno dei progetti, i figli avranno dei destini”. “Invidia, pura e semplice invidia” - mormorerà qualcheduno – “Nausea, semplice impedimento dello stomaco!”. Lasciamo il faceto e proviamo a tornare alla realtà. “Oddio, l’era mejo el faceto, credéme, gh’è da farghe creser i cavei al tenente Kojak!”

Perché tutta questa drammaticità, l’Italia, a detta degli esperti, è il paese che più e meglio di ogni altro ha affrontato la crisi e la sta superando! Minchia! No, le parolacce non servono, soprattutto quando non si capiscono nemmeno i sermoni che per la cronaca non sono i gemelli diversi del salmone, semmai hanno a che fare con Salomone: quel signore dell’antichità famoso per rettitudine ed imparzialità. L’incarnazione della Giustizia divina tra i viventi. Grande uomo, d’altri tempi ed usanze. Ma quella era tutt’altra Storia! Oggigiorno non ti verrebbe altro da dirgli se non: “Suvvia, non t’allarmare, il futuro è soft, il lavoro pop, la famiglia pulp, pss…scusa, quella è l’amante!” Il Direttore Alessio Marchiori

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MICO O C CO IL CO di

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ESAME DI

La crisi non esiste. La crisi la stiamo superando bene. La crisi in Italia è passata. E intanto nel 2009 più di cinquecentomila persone hanno perso il posto di lavoro. Ci manca solo che il premier ci dica che la gente ha perso il lavoro perché non si ricorda dove mette le cose.

Magistrati venduti... Ma sta delegittimando il parlamento... Opposizione vergognosa... Ci dovremmo incazzare noi e invece si incazza lui quando gli vengono mosse delle critiche. In sintesi possiamo affermare che Berlusconi è come il pisello, sta sempre in mezzo alle palle e se lo tocchi si irrigidisce! Prima ha blindato il parlamento, poi ha fatto lo scudo fiscale, gli manca solo l’alabarda spaziale e poi conquisterà il mondo!

C’è da dire una cosa però, che il premier sta concretamente portando avanti un suo grande sogno, uno dei suoi progetti Quando vai all’estero e dici che sei più grandi e cioè quello dell’Italia delle italiano ti ridono in faccia. tre “I”. L’altro giorno sono andato nella Città del Internet, Inglese e Informatica? Vaticano e un gruppo di giapponesi mi No, Indagato ma perennemente ha preso di mira. Impunito per legittimo Impedimento. Italiano, hihihihihihihi! Ridevano così tanto che non sono riusciti Quando penso a Berlusconi mi viene da neanche a scattarmi una fotografia! piangere... Prima eravamo famosi nel mondo per Poi però mi giro speranzoso guardando l’arte, la cultura, per tutti gli italiani l’altra metà dell’emiciclo e vedo che il più che hanno fatto parlare di sé in tutto il grande partito d’opposizione è il Partito mondo. Democratico... e continuo a piangere. Dicevi Italia e pensavi agli italiani simbolo: Cristoforo Colombo, a Galileo Un Partito che sta alla sinistra come Galilei, a Leonardo, a Michelangelo, a Berlusconi sta alla castità. Dante, a Moana Pozzi. Il Partito Democratico, un partito nuovo, Oggi dici Italia e pensi a Berlusconi, alla giovane, con il nuovo segretario Pierluigi mafia, scusate la ripetizione. Bersani, che quando parla alla gente, vuoi per l’accento romagnolo, vuoi Nessuno tocchi Berlusconi. perché il Partito Democratico non ha Ma ha detto che Mangano era un eroe... una linea politica chiara, non si capisce Giornalisti comunisti. veramente niente. Ma sta ingabbiando la magistratura... Beh si, siamo a favore della guerra solo

se è una missione umanitaria. Siamo favorevoli alle unioni civili ma contrari ai Pacs. Siamo con i gay ma i froci proprio non li possiamo vedere. Siamo per uno Stato laico di comune accordo con la Chiesa. Siamo favorevole all’eutanasia solo se il paziente in coma da il suo assenso. Bersani, vorrei ma non posso fidarmi di te, io non ti conosco ma in fondo non c’è, in quello che dici qualcosa che pensi, sei solo la copia di mille riassunti. Ma se un politico è il rappresentante degli elettori che l’hanno votato, quindi incarna in sé tutti i bisogni e le necessità, le ideologie e i principi dei suoi elettori, vuol dire che il politico è lo specchio del paese. Vuol dire che se stanno la qualcuno ce li avrà messi. Il vero problema sono i politici o siamo noi? Forse è il caso di fermarci un attimo e farci un serio e approfondito esame di coscienza. Forse ne usciremmo tutti bocciati.

www.pietrosparacino.it

di Pietro Sparacino

Berlusconi, l’uomo che si definisce il più grande statista degli ultimi centocinquanta anni. E intanto ha messo in ginocchio la scuola, con i tagli all’Istruzione. I Comuni con l’abolizione dell’Ici. Ha messo in ginocchio un intero paese e anche qualche ministro.

NUOCE gravemente alla salute

COSCIENZA


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OROSCOPO delle stelle ARIETE

di F. G.

PIANETA Stelle

Un sali e scendi continuo è in previsione per questo mese, su e giù, su e giù e così via. Consigliamo vivamente l’utlizzo di scale mobili.

BILANCIA

Un mese eccezionale, approfittate di tutte le occasioni che vi si prensenteranno e ricordate che ogni lasciata è persa, ma si può ritrovare all’ufficio oggetti smarriti.

TORO

SCORPIONE

GEMELLI

SAGITTARIO

CANCRO

CAPRICORNO

In fondo al mar non si sta poi così male, in questo mese avrete la possibilità di conoscere quella cozza che tanto vi sta a cuore.

Lucidate le scarpe, mettete il vostro abito migliore e fate quella cosa che avete in mente da tanto, le stelle sono con voi!

LEONE

ACQUARIO

La criniera pizzica, la coda è indolenzita. È consigliato vivamente un periodo di riposo, lasciate stare le vostre prede per un po’.

Acqua acqua acqua acqua, fuochino fuochetto fuoco! La primavera è alle porte, una bella ciaspolata con le infradito è consigliata!

VERGINE

PESCI

Mese proficuo, si aprirà la strada per quel desiderio nel cassetto che oramai non aprivate più da un pezzo. Cogliete l’occasione, non le mele.

Marzerello pazzerello per i Gemelli, i quali dovranno vedersela con una/un Vergine che ancora non vi ha perdonati. Ma che avete combinato?

Gli astri vi sorridono senza motivo e vorreste tanto prenderli a sberle, così se la smetteranno di ghignare soprattutto in un periodo che proprio non va.

Dai, mettete via quel veleno nella codina che non fa bene a nessuno, soprattutto a voi. Andate piuttosto nella più vicina armeria...

Per i Sagittari maschi buone nuove! Scoprirete a breve la vostra tanto aspettata gravidanza. Per le Sagittarie invece si prospetta un mese un po’ Così e un po’... Cosà!

Muuuuti come dei pesciolini d’acqua dolce, aggressivi come gli squali de “Lo squalo 36”, nuovo film in cantiere per la vostra vita sentimentale.


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IL

sempre perché el lavoro el mobilita l’uomo e mi no son dur de comprensorio, me son trovà subit qualcoss da far, l’istà pasàda, ma me arivàva zerte zampàde de calor che anche chi ho dìt me sà che brulico nel buio e l’è meio che pensa al buco de l’orzoro e ai giardini prensili. Ma néle nòt de pediluvio dove ghè i branchi de nebbia m’è arivà n’onda anonima e lì ho capì che quela volta ala Fernànda aver’a dovù far come dìs quél proverbio: Chi pu lo ha, pu lo metta!

La Nuova Iniziativa di Norman Osborne

MONDO FUMETTI RECENSIONE

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di Michele Messina

opo la mancata invasione della Terra da parte degli skrull, una razza extraterrestre dall’aspetto simile ai rettili, creati da Stan Lee e Jack Kirby nel 1962, capaci di vivere 210 anni e dotati della facoltà di assumere le sembianze di ogni essere e cosa, le vicende dell’Universo Marvel assumono una piega inaspettata. Morta Veranke la regina degli Skrull, Tony Stark è stato abbandonato sia da Thor che dal redivivo Capitan America. Lo S.H.I.E.L.D. viene sciolto e Norman Osborne è nominato dal presidente degli Stati Uniti nuovo responsabile della sicurezza mondiale. Intanto Osborne convoca in segreto la riunione della Cabala, il gruppo di malvagi che deciderà le sorti del mondo, formata dal Dottor Destino, Loki in forma femminile, SubMarine, Hood ed Emma Frost. È l’inizio del Dark Reign. L’Iniziativa nei 50 Stati patrocinata da Iron Man viene sciolta e creata a Camp H.A.M.M.E.R., la base dei Vendicatori, formati dai peggiori criminali come Scorcher, Laser Vivente, Griffin, Razorfist e da altri supereroi come Ares e la nuova Miss Marvel, capeggiati da Hood. Tutto ciò è contenuto in “Vendicatori: l’iniziativa 1”, euro 5,50, pagine 144 a

colori. Ma non tutti sono d’accordo con Osborne: Tigra, incinta dello Skrull che aveva assunto l’identità di Hank Pym, il Calabrone, si rifiuta di consegnare il proprio figlio per trasformarlo in una cavia da studiare, mentre Gauntlet si rifiuta di tagliarsi il proprio braccio bionico, secondo gli ordini del suo nuovo capo. I due riescono a fuggire e si uniscono ai New Warriors formando la “Resistenza Vendicatori Uniti”. Intanto Thor ritrova una delle persone più importanti della sua vita. Iron Man è alle prese con War Machine. Spider-Man ritornato sulla Terra da una missione interdimensionale con i Fantastici Quattro trova a New York, un nuovo sindaco: J. Jonah Jameson.

www.articolo3ntino.it

Articolo Trentino

Dialogo tratto dal famosissimo “confronto con il prossimo” di Tüllio Pinter. Dài, disénte la vertità, no dovrésen da alito ai petegolezzi, anche perché, qui gatta ci cogna. Ma l’altro dì gho avù en lampo de luce e ho dìt, metén i bastoncini sule “i” così no bisognerà piànzer sul latte macchiato e na volta per tute taién la testa al topo. Sicome no l’è tut oro quel che se enlùmina e no pòdo vìver co la spada de Adamo su la testa, me son licenzià sul tronco; perché a mi no me piàs batter la fiaccola e gnanca sentìrme dìr che vago en gìro co le braghe a zampa de cavàl e le piume di stronzo. Ma

L’ARTICOLO degli Articolo

“TÜLLIO LINGUAGGIO”


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LABORATORIO D’IDEE DEI GIOVANI PERGINESI

LABORATORIO d’idee

IL MIGLIOR MEDICO? COSÌ E COSÀ! Ho una richiesta! Vi prego, mettete Così e Cosà nelle sale d’aspetto del medico! Già andare dal dottore è un dramma, se poi sul tavolino della sala d’attesa si trovano soltanto i depliant esplicativi sulle malattie non ne usciamo vivi! Il clima che si respira aspettando il proprio turno è terrificante: l’atmosfera è satura di ansia, paura, terrore e germi! Al punto che appena terminata la visita dal medico di base (gratuita), si prova l’esigenza di sottoporsi alla visita di uno psicologo specialista in crisi di panico (100 euro a seduta!). Proprio quando la sala si riempie i bambini diventano curiosi e pongono domande impertinenti che risuonano drammaticamente nel silenzio tombale che solitamente domina le sale d’attesa: “Papà, perché quel signore ha il naso che gli cola? Perché quel signore tossisce così forte? Perché quella signora continua ad andare in bagno?”. Tutti gli astanti attendono curiosi la risposta del padre, che per l’imbarazzo è diventato rosso come un cartello dello stop: “Non so tesoro, chiedi alla mamma!”. Vicino alla finestra una donna di mezza età, leggendo un

di Lisa Scarpa

giornalino di prevenzione, teme di avere problemi alla prostata. Un signore, che ha solo il raffreddore, dopo esser venuto a conoscenza di tutte le malattie esistenti teme il peggio, si appoggia al muro e a spanna si prende le misure per la bara telefonando alla sartoria per segnalare l’urgenza di uno smoking. Un vecchietto mezzo raggrinzito si tocca e la vecchietta al suo fianco fa le corna nascondendole dentro alla borsetta, fingendo di rovistarci alla ricerca di qualcosa. Il terribile silenzio della sala viene rotto dal “tiè!” di un uomo con l’anca lussata, mentre un ragazzo coperto di brufoli si nasconde temendo di essere portato al lazzaretto. Il modo più comune per ammalarsi è venire a conoscenza di malattie nuove che prima ignoravamo. Avete mai sentito dire che gli uomini dell’Età della Pietra avevano i calcoli? E’ vero che loro non conoscevano neppure i numeri però vi garantisco che erano sani come i pesci. E allora nelle sale d’aspetto mettiamo solo Così e Cosà. In tal modo ci si dimenticano i malanni o per lo meno non ne vengono di nuovi! In ambulatorio si sentirebbe qualche risata e la prostata passerebbe in secondo piano.

NOI COI TEDESCHI CHE GAVENTE DA SPARTIR?!? di Mauro Cristelli Notizia dell’ultimo minuto, anzi dell’ultimo secondo, MariaStella riforma la scuola e la Dalmaso la ghe da na man! Zerto i ha sempre dit che do gai en ten polinar i se bega, ma cari ste do galine (sempre parlando con somma licenza poetica) stavolta le va estremamente d’acordo! Propri luni ero ale “Don Milani” a Perzen en do che laoro e m’è scampà i oci sul giornal, dirve se me vegniva pù da gomit o altro nol so, fatto sta che no riuscivo a capazitarme de quel che lezevo:”RIFORMA DEL CALENDARIO SCOLASTICO SI SEGUIRA’ QUELLO TEDESCO”. Ma sacramegna! chi sarà sta a sofiarghe en le recie ala Marta de far su na paiazada compagna?! I perbenisti sostenevano il fatto che abolire tre mesi di vacanze estive e dilazionare le stesse nei periodi morti dell’anno, gioverebbe molto alle famiglie e soprattutto incentiverebbe il turismo invernale. Figurarse se quei magnoni dela provincia noi pensava ai soldi. Se sa ben che a tuti ghe sta sui co….. che i maestri i faga tre mesi de vacanze, pagadi a no far gnent! Ma scoltame savè! Nei sen ben guadagnadi e profumatamente! Ma tuti i parla perché i gà la boca, ma nessun pensa ala didatica; sti pori boci che ogni do di i sarà a casa per el ponte dele castegne, la festa del Sei giovane? Hai voglia di scrivere qualcosa di divertente su questa pagina? Allora contatta WWW.TIDOUNADRITTA.EU

podachin da caden, l’esaltazione di San Silvio da Arcore….. i dovrà continuamente ripeter quel che i ha fat. Bela roba, già l’ignoranza la regna sovrana pensà a seitar a ripeter le stese robe senza nar avanti anca i muri i ghe darà na man perbacco!!!! Ma la me paura l’è che pian pianel, se deventia tuti cruchen…ja! Orde de mateloti coi cavei osigenadi, le lent a contato azure e la cravata.. O Dio me par che mevegna mal. Già i Trentini i è reversi come le calze, pensà se po’ i deventa mezi cruchi quel che ven fora!!! Ma la Mariastar e la Dalmi l’è contente e sodisfate le va en giro con la testa alta! Ma care da Dio a forza de far su riforme e todescade del pit, no vegna for che tirase su en altro zio Dolfo che ve da na bela petenada. Ma en fin dei conti, quele do pore deserte, no le gà tute le colpe, le deve obedirghe al piciotto con la erre moscia de Roma che a forza de tiraghe dent en tei conti publici, n’anca se l’aministrasa dei soi, el se la fa en le breghe dal gran sforz. Comunque mi ghe fago i auguri a chi che l’è ala testa perché sta volta pù dele altre volte i gaverà na bela gata da pelar. Per concludere en bel Auf Wiedersehen! Da en maestro polemico de todesc!!!


LA VIGNETTA

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DI ANTONIO TUBINO


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RAOUL RIDENDO di Raoul De Grossi

L’ANGOLO della risata

CARABINIERI E PASQUA

Appuntato e brigadiere decidono di regalare un agnello al maresciallo per la Pasqua ormai alle porte. Decidono di recarsi nell’ovile vicino, ma mimetizzati, che non emerga che i due siano carabinieri. Si avvicinano con fare circospetto all’ovile, scelgono il loro animale tra migliaia e migliaia di esemplari, pagano e mentre escono il pastore li saluta: “Ma voi carabinieri siete?” I due, scoperti, non capendo il perché della loro scoperta chiedono lumi: “Come ha fatto, il nostro travestimento è perfetto?” “Gli stracci a poco contano - risponde saggio il pastore – è che tra cinquemila pecore ed agnelli il cane mi avete preso…” (De la serie, bee, bee, bau, bau, sté atenti al mordòn!)

POSTO DI BLOCCO

Un automobilista viene fermato dai Carabinieri ad un

posto di blocco notturno. Il milite chiede patente e libretto di circolazione. L’autista consegna la patente, poi apre il bauletto per prendere il carnet dei documenti, ma essendo buio si sbaglia, ed essendo sulla macchina della moglie, prende la trousse dei trucchi. La consegna al Carabiniere che la apre, vi si vede riflesso sullo specchietto, la richiude, la riconsegna all’automobilista e gli dice: “Vada pure collega!” Gli stessi due carabinieri il giorno seguente girano per il centro commerciale finché non arrivano di fronte ad un grande specchio: “Guardi, guardi, maresciallo, ci stanno due nostri colleghi!” “Andiamo da loro”. E si avviano. “No, no, si fermi, che stanno venendo loro da noi!”.

CANTON DEL RIDER VENTRILOQUO

Antico proverbio trentino: “Dona mia soto ai linzoi, pare e mare en do che te voi”

Sardegna, un giovane ventriloquo perditempo incontra un allevatore con le sue bestie, al che il giovane gli dice: “Allevatore, non ti sei mai accorto che i tuoi animali parlano?”. L’allevatore ribatte “Cosa stai dicendo, ti sei bevuto il cervello?” “Fammi parlare con la tua mucca. Come ti chiami?” “Lola,” risponde serafica. “E cosa fai tutto il giorno?” “Mangio erba, bevo acqua, faccio latte e la sera quando viene il toro facciamo tanti vitellini”. L’allevatore rimane stupito, il giovane ventriloquo lo incalza: “Fammi parlare con la tua cavalla!” “Come ti chiami?” – “Mi chiamo Ketty e tutto il giorno mangio biada, bevo acqua, poi con il mio padrone faccio dei bei giri per il villaggio, alla sera quando rientra il mio stallone facciamo tanti puledrini”. L’allevatore, si stropiccia gli occhi non credendo alle proprie orecchie. Al che il giovanotto lo esorta: “Ci credi o no, somaro, che le tue bestie parlano? Fammi parlare con le tue pecore” – ripigliatosi

di A.M.

alla velocità della luce l’allevatore risponde: “No con quelle no, che dicono un sacco di bugie…!!!” (De la serie no ghe pù le pegore de na volta!)

BAMBINO BALBUZIENTE

Un Babbo Natale offre una caramella ad un bambino che la rifiuta facendo segno di no con la testa. Allora il Babbo Natale dice al bambino: “Perché non la vuoi? Come ti chiami?” “Pa-pa-pa-paolo...” risponde lui. “Scusa, non sapevo fossi balbuziente!” “Io non sono balbuziente – risponde – era balbuziente l’impiegato dell’anagrafe!”

MONDO PAGLIACCIO di Enrico Santini

Mondo pagliaccio!!! Sento che sta arrivando la primavera! Tutto si rinnova, la natura... Gli abiti, le abitudini... E si sorride di più, con le tiepide giornate che ci aspettano! Vi offro allora qualche sorriso:

- Una signora all’altra: “Mia figlia ha deciso di suonare violino a Mosca” - “Però! Ma chissà che spesa!” - “Nulla! Pensa, pagano i miei vicini...”

tra poco, pensa che tra mia figlia e mio genero fanno in tutto 45 anni!” “M a come!! Si sposa con un bambino?”

2) Chi era la monaca di Monza? Una badessa di formula uno!

- Pierino passa con la mamma davanti ad un deposito di vecchie auto. “Mamma, che fine fanno le macchine vecchie e scassate?” “Le vendono a tuo padre, tesoro...”

E PER FINIRE... ALCUNI INDOVINELLI

4) Qual è il pesce più rumoroso? Il rombo!

-Tra amiche: “Mia figlia si sposa,

1) Cosa fa un generale quando va al gabinetto? Va di corpo d’armata!

3) Qual’è la pianta più invidiosa? Il rododentro!

Basta così, mondo pagliaccio, sorridete allora... Torna primavera!!!

da Ricobello

INFO SPET: 338 8078430


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Da famiglia modesta nasce a Firenze il pittore Sandro Botticelli (m. 1510) ll film King Kong (il primo di una lunga serie) viene presentato per la prima volta a New York. A Balvano (in provincia di Potenza) si consuma la più grave sciagura ferroviaria della storia d’Italia, i morti sono oltre 600 soffocati dal monossido di carbonio sviluppato dalla locomotiva stessa bloccata in una galleria. Cinzia Leone, attrice, nasce a Roma. "Quando di fronte all’ipotesi di una qualunque piccola crisi, inforchiamo tutte le definizioni retoriche e le soluzioni paradossali, tipo quella di andare a vedere chi soffre di più per soffrire di meno, è perché in realtà siamo terrorizzati da qualsiasi ombra possa stendersi sulla nostra “serenità”(molto apparente)" (dal blog di Cinzia) Mentre tenta di riportare in Italia la giornalista Giuliana Sgrena (rapita a Baghdad), muore Nicola Calipari, funzionario del Sismi. Nasce a Bologna Pier Paolo Pasolini scrittore, poeta, regista, assassinato nel 1975. “Il coraggio intellettuale della verità e la pratica politica sono due cose inconciliabili in Italia." La Traviata di Giuseppe Verdi debutta al Teatro La Fenice di Venezia ed è un "fiascone, e peggio hanno riso" come scrisse lo stesso Verdi. L'opera avrà in seguito successo ovunque. Anna Magnani, attrice teatrale e cinematografica, nasce a Roma. "Non mi togliere nemmeno una ruga, le ho pagate tutte care." Viene celebrata per la prima volta la Giornata Internazionale della Donna. Emma Bonino, politica italiana, nasce a Bra (in provincia di Cuneo). "Sulla vita ci deve essere una libertà di scelta personale, non c'è nulla di estremista nel dirlo, mia madre che è cattolica mi ha insegnato il libero arbitrio." Sharon Stone, attrice e produttrice americana, nasce a Meadville (Pennsylvania - USA). "Forse le mie natiche si sono abbassate, ma in compenso il mio cervello è migliorato." La scrittrice inglese Mary Shelley pubblica il romanzo gotico Frankenstein, o il moderno Prometeo, oggi considerato il primo vero romanzo di fantascienza. Liza Minnelli, attrice e cantante, nasce a Los Angeles. Athina Cenci, cabarettista e attrice, nasce a Kos (Grecia). Nasce a Ulma (Germania) Albert Einstein, il fisico che ha rivoluzionato il modello di interpretazione del mondo fisico (m. 1955). "Quando un uomo siede un'ora in compagnia di una bella ragazza, sembra sia passato un minuto. Ma fatelo sedere su una stufa per un minuto e gli sembrerà più lungo di qualsiasi ora. Questa è la relatività." Idi di marzo - Giulio Cesare viene assassinato da un gruppo di senatori romani, tra cui il figlio adottivo Bruto. "Tu quoque, Brute, fili mi?" In un agguato a Roma le Brigate Rosse rapiscono Aldo Moro uccidendo cinque uomini della scorta. Nasce a Irkutsk (città della Russia siberiana centrale), Rudolf Nureyev, considerato da molti critici come uno dei più grandi ballerini del XX secolo. Maria Tudor, figlia di Enrico VII d'Inghilterra e di Elisabetta di York e sorella minore di Enrico VIII, nasce a Richmond. Diventerà regina di Francia sposando Luigi XII. Conosciuto per il suo impegno nella lotta alla camorra, don Giuseppe Diana viene assassinato nella sua chiesa a Casal di Principe. Isolde Kostner, sciatrice discesista (vincitrice, tra l'altro, di due Coppe del Mondo di discesa libera -2001 e 2002-) nasce a Bolzano. Nasce a San Paolo del Brasile Ayrton Senna da Silva, pilota automobilistico, considerato uno dei piloti di Formula 1 più forti di tutti i tempi, morirà in seguito ad un incidente durante il Gran Premio di San Marino del 1994. L'Illinois è il primo Stato americano ad applicare il diritto di uguaglianza sul lavoro fra uomini e donne Corinne Clery, attrice, nasce a Parigi. Le truppe di occupazione della Germania nazista, come atto di rappresaglia in seguito a un attacco partigiano contro le truppe germaniche avvenuto il giorno prima in via Rasella (33 soldati tedeschi uccisi), uccidono 335 civili e militari italiani. E' l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Tina Anselmi, partigiana e in seguito politica (la prima donna ministro in Italia), nasce a Castelfranco Veneto (TV). Diana Ross, cantante, nasce a Detroit (Michigan - USA). La sua immagine compare, negli Stati Uniti d'America, sulle banconote da un dollaro e sui francobolli. Nasce a Knoxville (Tennessee - USA) Quentin Tarantino, attore, regista, sceneggiatore e produttore. Costantinopoli ed Angora cambiano i loro nomi rispettivamente in Istanbul ed Ankara Elena Sofia Ricci, attrice, nasce a Firenze. Céline Dion, cantante, nasce a Charlemagne (Québec - Canada). A Parigi viene inaugurata la Torre Eiffel.

di Mz. Pl.

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Foyer Foyer

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di Mia Meneghini

FOYER

di Mia Meneghini

Un ascolto interessante è “Canon” della musicista Ani di Franco. Nome sicuramente poco noto, appartiene ad un’artista statunitense incondizionata e coraggiosa che non ha vincoli con nessun colosso discografico, avendo fondato la propria casa di produzione indipendente a soli 18anni. Mamma ebrea e papà italo-americano, bambina prodigio e artista live attivissima, dal 1990 ha pubblicato almeno un album all’anno. Come tutti i cantautori, nelle sue canzoni si trova molto di autobiografico, e nei suoi testi non viene certo tralasciato un deciso impegno sulle questioni sociali, quali razzismo, sessismo, abusi, povertà… Fin qui i contenuti. Quello che rende la musica di Ani di Franco veramente singolare è la varietà di sonorità, tali da non poterne dare una precisa classificazione: a metà tra il folk, l’indie rock e il rock alternativo, con spesso in primo piano il suo particolare stile chitarristico (finger picking). Il risultato di questo mix di stili e dell’uso di una varietà altamente eterogenea di strumenti classici, etnici ed elettronici, è una serie di canzoni che all’orecchio suonano eleganti, vellutate, fluide, sussurrate, unite a testi dolci-amari, pieni di immagini e simboli, cantati da una voce che gioca con le parole sulle note. L’album “Canon” è una doppia raccolta di brani sia editi che inediti, di forte impatto o di tipo sperimentale, che dall’inizio alla fine tracciano un preciso percorso sonoro, che racconta questa sua ricerca di uno stile unico, quanto contaminato.

SPIDER-FAT

“There’s never been an endeavour so strange / As trying to slow the blood in my veins To keep my face blank / As a stone that just sank / Until not a ripple remains I am high above the tree line / Sitting cross legged on the ground When all of the forbidden fruit has fallen and rotted / That’s when I’m gonna come down” (“Studying Stones”, Ani di Franco – “Canon”)

di Andrea Vicentini


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di Gianluca Parravicini

L’ECCESSO DI COLESTEROLO

I TONI MARCI

NELLA RETE

Da almeno 10 giorni la mia vita non è più la stessa. Parlo della mia vita cybernetica, a scanso di equivoci... In ogni portale di notizie in cui mi capita di navigare compare lui, Little Tony. La sua immagine nel giro di qualche istante si irradia su tutto il monitor come in un vegliardo Cantagiro degli anni 60. Talvolta si materializza un mini spot, dove l’uomo dal colesterolo facile, anticiclone di Elvis in un’epoca remota, ci tiene a farci sapere che Danacol riduce il colesterolo in eccesso. La tenerezza del suo sguardo provato dal tempo e da qualche inciampo di salute mi porterebbe subito a ringraziarlo per l’informazione. Se potessi gli offrirei anche un birra, se solo la sua sovraesposizione internettiana non esondasse oltre ogni limite. Oramai l’infausto colesterolo eccede sui portali di Repubblica, Corriere, la Stampa, Il Sole 24 ore… producendo uno tsunami colesterolico senza precedenti. Soffermandomi sulla confezione del prodotto leggo del concorso che offre l’opportunità di vincere un viaggio negli Usa così da assistere al concerto di Little Tony che si terrà presso le cascate del Niagara. Le cascate del Niagara??? Cioè, tu mi regali un viaggio alle cascate del Niagara e mi costringi ad assistere ad un concerto di Little Tony? Meglio soli a Gabice Mare…

di A. M.

CARNEVALE, MASCHERE,

ALLEGRIA E SOLIDARIETÀ

ITONIMARCI.ALTERVISTA.ORG

F: Buona sera alle Madame! Buona sera ai Messeri! G: Buona sera ai Paggi! Buona sera agli Scudieri! M: Questa sera vi presentiamo I Tre moschettieri! F: Athos! G: Porthos! M: E Vin Brulé! F: Tutti per uno, uno per tutti! G: Chi fa da sé fa per tre! M: Chi la fa l’aspetti! F: Si, e chi l’ha Visto? G: Chi? F: E’ un detto!? M: Da chi? F: Da me! G: E tu chi sei? F: Uno dei Tre moschettieri! Athos! G: Porthos! M: E Vin Brulé! F: Viva la Liberté! M: Viva l’Egalité! G: Viva Trezeghé! F: No! Fraternité! M: E dove gioca? F: Chi? G: Fraternité? F: E chi l’ha Visto? G: Chi? F: E’ un detto! M: Da chi? F: Da me! G: E tu chi sei? F: Uno dei Tre moschettieri! Athos! G: Porthos! M: E Vin Brulé! F: Viva il Re! G: Viva la Regina! M: Viva il pedone! F: Ma cosa dici! A morte il cardinale Richelieu! M: A morte il pedone! G: A morte il pap… F: No! Non puoi dirlo! G: E perché? F: Lo volevo dire io, Egoist! G: E tu chi sei? F: Uno dei Tre moschettieri! Athos! G: Porthos! M: E Vin Brulé! F: Evviva il cioccolato dolce! G: Evviva Jan Duiot! M: Evviva Tartufon! S’è più bon! F: Non è detto? M: Da chi? F: Da me! G: E tu chi sei? F: Uno dei Tre moschettieri del Re! Evviva lo Champagne! G: Evviva il Tavernello! M: Evviva il Vin Brulé! F: Buona notte alle Madame! Buona notte ai Messeri! G: Buona notte ai paggi! Buona notte agli scudieri! M: Buona notte dai Tre moschettieri!

Sabato grasso, Pergine, viale Dante, piazzale davanti alla pizzeria Valsugana, di scena la “Sgnocolada de Carneval 2010”: semplice ed altrettanto efficace la formula, allegria, simpatia e solidarietà. Ed il piazzale si anima di una folla multicolore, maschere, grandi e piccini, si godono questo pomeriggio di carnevale. Con la sorpresa dietro l’angolo! Per la gioia dei più piccoli accompagnati da mamma e papà, direttamente dalle praterie del West, fa tappa la carovana dei pionieri. Un visibilio di mascherine festanti! E si comincia con la goliardia, fatta di tanta allegria ed altrettanti deliziosi e fumanti gnocchi. Non passa di certo inosservato Fra’ Galdino ed i ragazzi della Banda Bassotti, il tutto in un tourbillon di battute e sorrisi. Intelligenti e sensibili. “Siamo soddisfatti della manifestazione, la seconda edizione della nostra Sgnocolada – affermano gli organizzatori, un manipolo di audaci artigiani, commercianti ed amici - fa davvero piacere vedere tanta gente e tanti bambini divertirsi in maniera semplice e genuina. Con un occhio di riguardo a chi è meno fortunato”. Infatti, il ricavato, un migliaio di euro è stato già consegnato alla locale sezione della LILT /Lega Italiana per la Lotta contro i tumori). Un gesto intenso. Bello e pulito. Giù il cappello!


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IL VIGNETTISTA ITALIANO

RENZO BARBAROSSA Pittore – scultore, incisore, caricaturista, umorista: questo è Renzo Barbarossa, un artista a 360°. Membro dell’Accademia d’Arte Moderna a Roma. Famoso per aver realizzato due importanti monumenti per la sua città e 12 vetrate di grandi dimensioni per la chiesa della Misericordia di Fabriano. Umorista fin dal 1962 quando fu premiato al concorso nazionale di Ancona. Così si appassiona a questa arte che fa sorridere con intelligenza. Nella sua lunga esperienza ha avuto numerosi riconoscimenti; premiato a Siena, Città di castello, Bordighera; selezionato in diverse edizioni dell’Humourfest di Foligno, Tolentino, Sant Just Le Martel. E’ presente nel Dizionario degli illustratori contemporanei. 1) Come si è reso conto di avere un grande amore per il disegno? Nasce ammirando i disegni dei più grandi che tappezzavano le pareti della parrocchia finché un giorno mi sono fatto notare per il mio estro creativo e così, a piccoli passi, partecipando ai campi scuola ed altre occasioni, ho migliorato il segno aumentando la passione. Alla scuola elementare avevo un maestro che aveva la passione del teatro, del disegno, delle incisioni e molte altre che è servito ad alimentare la curiosità. 2) Come nascono i suoi lavori? Ci racconti qualche sua abitudine.

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Quando affronto un tema, leggo a lungo, mi informo, rifletto a lungo. Poi lascio che tutto “si digerisca”, finché scatta un pensiero che risolve la mia ricerca. Faccio un esempio: dovevo affrontare la tematica del “sorriso degli Etruschi”. Ho studiato

la loro storia i costumi, la provenienza, i loro volti presi dalle sculture nei musei. Un lavoro lungo e appassionante. Alla fine ho realizzato in sintesi delle idee che davano, per me, l’espressione di caratteri che non avrei mai immaginato di realizzare. Così ogni volta per ogni tema. 3) Qual è il luogo che la ispira? Bella domanda! Il posto che preferisco è la mia sala da pranzo su un bel tavolo rotondo; luogo molto ben illuminato. Lavoro sia di giorno che di notte. Attorno a me ho colori, specialmente acquarelli, album di carta e quant’altro mi possa servire, Un gran silenzio mi è necessario per pensare e lavorare tranquillo. 5) Come ha appreso le tecniche per diventare un grande artista? Non ho una preparazione scolastica per il fumetto ne manuali usati specifici per disegnare il fimetto. Sono un istintivo e non ho un personaggio personale. Racconto una storia, ma sempre nuova. Nonostante tutto ho faticosamente ottenuto molte soddisfazioni. 6) Un consiglio ai tanti giovani che ci seguono e che condividono questa sua grande passione. Consiglio di frequentare incontri dove gli artisti si esibiscono, capire cosa fanno, chiedere, provare… Leggere delle storie e inventare dei personaggi, frequentare dei corsi di fumetto ma gradualmente, senza presunzione di traguardi perché la strada è lunga, ma con la passione nulla è irraggiungibile. Auguri a tutti i ragazzi che inizieranno a disegnare.


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Non so dirvi quando è nata la parodia, ma conosco bene la rivista che l’ha consacrata nel fumetto (Fulber)

LA PARODIA NEI FUMETTI LA PARODIA VISTA DA FULBER Il tema della parodia è un passaggio obbligato tra le pagine di CosìeCosà, mensile umoristico del Life Is Comic noto per aver fatto di questa forma d’arte uno dei suoi punti di forza. Per definizione la parodia è il travestimento burlesco di un testo, di un’opera letteraria o cinematografica a scopo per lo più satirico; e si deve affrontare la questione non possiamo fare a meno di citare le origini di MAD, la celebre rivista illustrata made in USA (praticamente quasi sconosciuta in Italia) che più di ogni altra inaugurò nel periodo aureo del fumetto, inimitabili e dissacranti storie che caratterizzarono il “MAD STYLE”. Ne parla con cognizione di causa (e con una punta d’orgoglio) l’autore Fulber, al secolo Fulvio Bernardini, per aver avuto la ventura nel corso della sua corposa carriera di cartoonist, di collaborare all’edizione inglese ponendo quasi inconsapevolmente la propria firma al fianco di autori americani come Jack Davis, Al Jaffee, Aragones e Don Martin, mostri sacri del fumetto sarcastico. La genesi di Mad inizia con William M. Gaines editore d’assalto dei comic-books americani (figlio di Maxwell C. Gaines uno dei fondatori della mitica DC National) che negli anni ‘50 al comando della Entertaining And Educational, casa editrice specializzata nel produrre

fumetti tra l’horror e la fantascienza, fu attaccato duramente dalla classe benpensante capitanata da Frederic Wertham e ben determinata a salvaguardare la “moralità” delle nuove generazioni. Per parare il colpo e creare un’alternativa alla

sua linea di comics neri, Gaines varò una nuova pubblicazione con lo scopo di sfornare storie umoristiche e satiriche affidandone l’ideazione al geniale gagman Harvey Kurtzman e i disegni ad alcuni veterani della sua scuderia, Billy Elder,

Wally Wood e Jack Davis, dando origine nell’ottobre del 1952 alla rivista Mad. Fino alla metà degli anni sessanta finirono sotto i micidiali colpi sferzati dai geniali autori i maggiori eroi del fumetto con le migliori imitazioni di altri celebri comics che divennero: Superduperman (Superman), Lone Stranger (Lone Ranger), Flesh Garden (Flash Gordon), Prince Violent (Prince Valiant), Gopo Gossum (Pogo), Manduck The Magician (Mandrake), Mickey Rodent (Topolino), decretando con questa formula il successo dell’albo. Dopo ventitré geniali numeri di Mad, Kurtzman ruppe con Gaines e piantò tutto, seguito da Elder e Davis. Rimasero Wood fino alla metà degli anni ’60 e Jaffee, e di lì a poco si ricostituì un nuovo staff sotto la direzione di Al Feldstein che fece di Mad una rivista un po’ al di sotto del livello raggiunto fino al quel momento ma comunque sempre inarrivabile, grazie ai disegnatori del nuovo corso Don Martin, Mort Drucker, Dave Berg, Sergio Aragones e (ci piace ricordare sia pur per un breve periodo degli anni ’80) anche il “nostrano” Fulvio Bernardini, con l’esordio sull’edizione inglese di Mad del maggio del 1985 con una rivisitazione a fumetti di Alfred E. Neuman, mascotte della rivista dal non casuale titolo Italian Restaurant e raddoppiando il suo contributo qualche numero più tardi con le demenziali vicende degli “Hominid”, folli omini creati a Trento qualche anno prima.

LA BOTTEGA di Fulber

DA MAD MAGAZINE A…GARY


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ANCA MI VÒI FAR de La Mano Nera

ARCOLAND

ÉL SINDACO DÉ ARCO… Dominica matina zughevo a briscola col Gigi Mòrghem al cìrcol dei osèi passi. Entànt che ostievo perché nó ciapevo mai l’ass, él tré, él ré dé briscola, drio dé mi i discuteva che per le elezióm dé magio ghe volerìa én nome nòf per far él sindaco dé Arco. Ho ‘ndrizà le recie, ho fat én pressa dó conti: monade ne ho fate tante, mai él Sindaco però. Som nà a casa e ho scrit én programa per él mé partito, che gnanca ‘l Berlusca sarìa bom dé ‘nventarse per i Tagliani. Ècol chì soto: PROGRAMA DEL MÉ PARTITO……. 1.     Ogni citadìm sora i zinquant’ani, na stimana a Viserbella al’albergo Miramare (chì se ciapa tanti voti) 2.     Ogni citadìm fim ai vint’ani, tre volte a l’am a Gardaland (chì ‘nveze voti pochi) 3.     Dénter per Arco tuti a pè (gnanca ‘n voto dal Lunelli) 4.     Tuti i zòbia al cìrcol dei osèi passi, lap dens (chì én mucio dé voti) 5.     Tutti i vènder al cìrcol dei osèi passi, visita cardiologica a chi ha vist la lap dens.

6.     Tutti i sabi ‘n piazza, polenta e cunèl  (sol dó piati per um) 7.     Tutte le dominiche ballo liscio sulla veranda del Casinò (ciaperò i voti dal Pero Zocca ?) 8.     Tré dì al mess, festa campestre sui giardini (voti da quei che aspeta le feste per magnàr) 9.     Chi nó ariva ala fim del mess coi soldi, tré “grata e vinci” da zinque euro (Ezio, per ti gnente) 10.  Mé manca i voti dei preti e dele suore, per questo ghe parlo al pret-feissbuch. Dopo ‘n pòch che scrivevo, mé n’ascorzo dé scrìver monade. Le ho confrontade però con quele dei veci partiti, quei che vòl él Sanaclero, basta capanoni, basta centri comerciali, l’ambiente, la vivibilità, pensàr a far star meio só fiòi (ma se nó i li manda a laoràr ala Cassa Rurale, come far a farli star meio?). Él mé programa ‘l par na putanada. E quel dé quei che tuti i ani i propone sempre quel? Él mio l’è inovativo, ve garantisso che se me voté resto chì sol zinque ani, dopo ghe lasso ‘l posto ai altri. Slogan: vòt divertirte la sera ? vota e fa’ votar La Mano Nera


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il richiamo della carne… (forse in scatola…?) Il magnifico Califfo, Franco Califano, ha preferito un cimitero, sembra che lui si aspettasse una standing ovation da parte degli ospiti, invece c’è stato un silenzio direi “tombale”. Pare che la sua prima dichiarazione dopo l’atto copulatorio sia stata: “Tutto il resto è noia, noia, noia, noia… Maledetta noia…”. Comprensibile, vista la vitalità della location. Il più sacrilego rimane però il maestro Tinto Brass, che racconta di averlo fatto nel campanile di una chiesa. La domanda nasce spontanea: è stato un rapporto che andava su e giù oppure adottava la posizione del missionario alla francescana? Mah!!! Il grande conduttore televisivo (e sottolineo… Il) Enrico Papi ha raccontato che gli è capitato di farlo a cavallo! Però non ha detto quale è stato il ruolo del cavallo. Il nostro principe erede al trono (ballerino, politico, cantante, presentatore, editore… Ma che, ha la sindrome di Berlusconi questo?) Emanuele Filiberto di Savoia lo fa in aereo, ma rigorosamente sui sedili della prima classe. Anche all’attore inglese Ralph Fiennes piace farlo in

alta quota. Forse lo tira su, ma allora beviti un caffè Lavazza, che più lo mandi giù e più ti tira su. Risparmi il costoso biglietto di un aereo e te la cavi con un paio d’euro. La campionessa di nuoto Federica Pellegrini, ha dichiarato di averlo fatto nel bagno di servizio di un hotel. George Michael invece preferisce farlo nelle toilette pubbliche. Ma cosa c’è di strano nel praticare la buona ginnastica dell’amore da camera in un aereo o in un bagno pubblico o in un cimitero? Vorrei far presente alla giornalista che ha scritto questo articolo, che sono posti del tutto normali, anzi, banalissimi! Il vero scoop sarebbe stato se lo avessero fatto in una lavatrice, o in una moka, o nel tubo di scappamento di una macchina, o in un frullatore, allora si!!! Che sarebbe stato uno scoop e dico SCOOP!!! (pronunciato con la U, senza fraintendimenti)

di Claudia Fedrizzi

Nel mio eterno peregrinare su internet alla ricerca di notizie tamarre, sono recentemente incappata in un articolo interessante. A quanto pare i maggiori vip del pianeta hanno, come dire, dei pruriti erotici un po’ particolari. (Ndr, “Vip” sta per: “vidimo il parchimetro”, com’è ben noto). Devo ammettere che ho letto l’articolo con un certo interesse. Il primo ad essere chiamato in causa è Guy Ritchie (mi pare di sentirvi, in questo momento, pronunciare la frase fatidica: “ma chi èlo po‘ sto chi?”; è quello che mi sono chiesta anch’io). Trattasi dell’ex marito di Madonna. No, non San Giuseppe. Anche se visto il numero considerevole di matrimoni che la cantante ha collezionato, non me la sentirei di escludere del tutto l’eventualità di tale liason. Nell’intervista Guy Ritchie svela che alla sua ex piaceva “sfrugularsi” ascoltando le proprie canzoni. E che c’è di male? Sarebbe stato strano se le fosse piaciuto farlo con “Gelato al cioccolato” o “Il triangolo no” . Non l’avevo considerato, in effetti. Pare invece che Pamela Prati e Vladimir Luxuria l’abbiano fatto in una macelleria e, anche qui non mi sembra ci sia nulla di strano, sarà

SESSO vip

SESSO VIP


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di U. M.

ASSOCIAZIONE Old Computer

ASSOCIAZIONE OLD COMPUTER DI ROVERETO Dai primi modelli risalenti alla fine degli anni ‘70 fino a quelli più importanti e significativi che hanno segnato la rivoluzione informatica degli anni ‘80. I computer esposti sono i principali modelli delle case costruttrici dell’epoca: Commodore, Sinclair, Apple, Amstrad, Sharp, Atari, Philips, Schneider. La mostra ripercorre questo pezzo di storia, attraverso i modelli dell’epoca, mettendo in evidenza l’utilizzo dal vivo di queste macchine, sia una descrizione delle loro caratteristiche. Ci sarà quindi la possibilità per i patiti del settore informatico rivedere vecchi “amici” come il Commodore 64 o il Texasa TI/99, ma anche quella di farsi un’idea brillante e originale su questi straordinari pezzi da collezione. Si possono ammirare anche altri oggetti e curiosità: i primi libri di informatica, le riviste e le rispettive pubblicità. La mostra si tiene presso la biblioteca comunale Tartarotti fino al 18 febbraio. La mostra è curata dai Proff. Damiano Cavicchio e Ugo Masè. La mostra è curata dai Proff. Damiano Cavicchio e Ugo Masè. Prof. Damiano Cavicchio Prof. Ugo Masè PER INFO: damianogaeta@gmail.com


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VOGLIO TROVARE

UN SENSO... “Voglio trovare un senso a questa vita anche se questa vita un senso non ce l’ha...” Problema: Un imprenditore offre una escort a Bertolaso. I collaboratori di Bertolaso agevolano questo imprenditore e gli concedono appalti per milioni di euro. L’imprenditore gonfia le fatture che noi paghiamo con le tasse. Chi ha pagato la prostituta a Bertolaso? E non abbiamo neanche finalizzato… “Voglio trovare un senso a questa vita anche se questa vita un senso non ce l’ha…..” “La storia di Renzo e Lucia è una barba infinita, la biografia di due deficienti. Un casino così per una sveltina negata al signorotto regge soltanto in un polpettone televisivo.” “Su Dante sorvoliamo. Si è inventato un viaggetto nell’aldilà e ancora oggi c’è chi crede nel suo reportage. Roba meritevole sì di attenzione, ma non di essere imparata a memoria da generazioni e generazioni di studenti i quali avrebbero potuto impiegare più utilmente il loro tempo e i loro sforzi.” (Vittorio Feltri Libero Venerdì 2 dicembre 2005) Beh, in quanto a cultura si commenta da solo, poi s’inventa false inchieste e dossier tanto che per non essere radiato dall’albo dei giornalisti è costretto a chiedere scusa pubblicamente vedi caso Boffo e Di Pietro. Allora è certo: “Feltri sta al giornalismo come il lodo Alfano sta alla Costituzione” “Voglio trovare un senso a questa vita anche se questa un senso non ce l’ha…..” In Calabria e in Sicilia franano le montagne e per porre riparo il governo costruirà il ponte sullo Stretto. “Voglio trovare un senso a questa vita

www.bovelimardi.it anche se questa vita un senso non ce l’ha…..” Tronchetti Provera pagava fior di milioni di euro ai suoi collaboratori che spiavano gli italiani. Ma lui non sapeva… Callisto Tanzi non seguiva la parte finanziaria delle sue aziende e del suo gruppo, lo facevano i suoi collaboratori. Ma lui non sapeva... I collaboratori di Bertolaso gonfiavano le fatture e si intascavano i soldi destinati alla protezione civile. Ma lui non sapeva... Non bastava la magistratura che complottava contro gli imprenditori adesso ci si mettono anche i collaboratori. “Voglio trovare un senso a questa vita anche se questa vita un senso non ce l’ha….. Ho bisooogno... di te Ho bisooogno... di te Ho bisooogno... di te Ho bisogno di te... Ho bisooogno... Ho bisooogno... Di te... Che hai bisooogno di me... Te... Che hai bisooogno di me... Te!? Che hai bisogno di me!? Sì, te! Che hai bisogno di me! Forse qualcuno non ha mai avuto Bisogno di niente e nemmeno di molto... Io non capisco cos’è... Ho bisogno di... TE! Ho bisooogno... di te Ho bisooogno... di te

Ho bisogno di te... Ho bisooogno di te... Ho bisogno di te... Ho bisooogno... Ho bisooogno... Ho bisooogno... Di te! Che hai bisooogno di me Te... Che hai bisooogno di me Te!? Che hai bisogno di me!? Sì te! Che hai bisogno di me! Forse qualcuno non ha mai avuto Bisogno di niente e nemmeno di molto... Io non capisco cos’è... Ho bisogno di... TE! Ho bisogno di... TE! Ho bisogno di... TE! Ho bisogno di... TE! Ho bisogno.” (Vasco Rossi “Ho bisogno di te”) Appello di utilità sociale a cura del Ministero delle Pari Opportunità, rivolto alla sig.na che continua a negarsi a Vasco Rossi : Per cortesia la preghiamo in nome di tutti gli italiani gliela dia per cortesia gliela dia. Sono più di 15 anni che compone sempre la stessa canzone inframmezzata da assoli di chitarra (secondo lui, questo è rock). Non ne possiamo più. Ci dia l’opportunità di fare una vita serena e di far riposare le nostre orecchie. Grazie. “Voglio trovare un senso a Vasco Rossi anche se Vasco Rossi da 15 anni un senso non ce l’ha…..” “Voglio trovare un senso alla musica leggera italiana anche se la musica leggera italiana un senso non ce l’ha..”

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NOTE a perdere

ARDI

BOVE E LIM


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di Fabio Pittaluga

LA BANANA MALTESE

20° puntata RIASSUNTO DELLE PUNTATE PRECEDENTI Il detective Joel Duboit è alla ricerca della misteriosa Banana Maltese. Dopo aver salvato la bella e fatale Francine Blanche dall’aggressione di un losco individuo da cui è riuscito anche ad ottenere alcune preziose informazioni sulla Banana Maltese, Duboit ha portato in salvo Francine presso un motel, dove passano una notte piena di passione. Joel scivolò dal sonno alla veglia mattutina con il dubbio che ciò che aveva vissuto quella notte fosse sogno, realtà o un’allucinazione dovuta ad un’abbuffata di cozze. E’ vero che erano almeno 5 mesi che non mangiava delle cozze, ma si sa che quelle sono lente da digerire. Francine quella notte aveva divorato ogni sua riserva energetica, tanto che se contava i suoi rotoli addominali, scopriva che erano scesi a 3. Sentiva indolenzita ogni parte del suo corpo. E, non riuscendo a capire perché, si sentiva il naso schiacciato. Il sole mattutino illuminava la stanza. Joel era disteso nel letto, ancora mezzo addormentato. Si rivolse a Francine, dicendole: - Grazie. Non godevo così tanto da quando una mia ex mi disse che il test di gravidanza era stato un falso positivo. Da Francine nessuna replica.

- Ehi, non te la sarai mica presa perché a un certo punto ho urlato “mamma!”, vero? Mi ero solo spaventato. Si voltò verso Francine. Ma Francine non c’era. Joel si alzò e la cercò in tutto l’appartamento. Anche fuori dalla finestra, non si sa mai che si fosse nascosta nel vaso dei gerani. Può succedere. Poi però, quando vide la lettera lasciata sul tavolo, realizzò. “Oh, no. La lettera lasciata sul tavolo. Avrei dovuto prevedere una svolta così scontata nella trama. Da parte di Francine, intendo.” Con indosso nient’altro che il suo foulard di peli naturali, Joel prese a leggere la lettera. Francine gli rivelava che Ned Sullivan, quel Ned Sullivan, era stato il suo uomo per molto tempo. Era venuto a conoscenza della Banana Maltese e dell’enorme valore economico che possedeva. Sullivan aveva intenzione di comprare il Belgio e coltivarlo tutto a pomodori. Ma gli erano sempre mancati i capitali. Aveva cercato di tenerla all’oscuro di quella vicenda, ma una sera Francine aveva assistito, nascosta dentro un armadio dove aveva sperato di trovare sollievo dal russare di Sullivan, ad una riunione con un uomo d’affari di Philadelphia, con cui Sullivan si stava accordando per trovare la Banana Maltese, ad ogni costo. Sullivan l’aveva scoperta e l’aveva picchiata. Così quella notte stessa, mentre dormivano, Francine aveva sottratto all’uomo d’affari la chiave che apriva il delicato strumento che conteneva la Banana Maltese. Da allora era in fuga, sperando di trovare la Banana Maltese prima di Sullivan, in modo da poter vivere ricca lontano da lui e lontana dal suo passato. Diceva di aver sbagliato a

coinvolgere lui, Joel, che un’anima troppo pura non doveva essere corrotta dal suo fascino. Diceva che quella notte tra di loro era stata un errore, che doveva sparire per un po’, che l’America non si sarebbe mai appassionata al calcio e blablabla via a seguire. Joel rimase per qualche istante a fissare la lettera, inebetito. “Non ha messo il francobollo,” pensò. Stava per appallottolarla e gettarla via, quando notò il post-scriptum sul retro. “PS. Non cercarmi più, Joel. Spero di uscire viva da questa situazione. Se così sarà, io sarò ricca e potrò realizzare il sogno che ho da quando ero bambina: trasferirmi in Antartide e costruire il pupazzo di neve più grande del mondo. Con la carota più grande del mondo per naso. Una carota lunga sei chilometri. Addio, mio dolce Joel.” A quelle parole, Joel capì cosa doveva fare. Avrebbe trovato Francine, una volta per tutte. Doveva trovarla. Lei e la Banana Maltese. Intanto, per prima cosa, doveva trovare le sue mutande. Alla prossima puntata.

Illustrazioni di Antony Fachin


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I LAVORI DELLA

VAL RENDENA

ARROTINO. I nostri nonni sono partiti alla volta della Germania, dell’America e dell’Argentina a fare gli arrotini. Molti hanno fatto fortuna anche se i primi anni si arrivava a fine mese sul filo del rasoio. Tra i tanti immigrati ricordiamo il titolare di una coltelleria a Tokio, l’italo-giapponese Felice Tu-ti-tai! SALUMIERE. I salumieri hanno tutti due mogli, da qui il detto: “Salumiere con due dame deve avere un bel salame!” e io aggiungerei che dev’essere anche

un po’ maiale, che di quello non si butta niente! Oggi come oggi non rinunciano mai ai piaceri della carne e se chiedi loro: “Come va la vita?” ti risponderanno: “Ma si dai, non c’è maiale!” BOSCAIOLO. Sono in molti coloro che hanno deciso di dedicare la loro vita lavorativa alla carriera, anzi, al ramo del boscaiolo. Tuttavia è un lavoro molto faticoso: dopo una certa età è meglio darci un taglio e piantarla, o comunque esaminare il problema alla radice! CASARO. E’ un lavoro che tiene in “forma” e che consente molte ore di sonno, infatti finite le sue ore di lavoro, il casaro, non dico che sia esausto ma parzialmente stremato! Quindi attenzione, non ditegli mai che gli puzzano i piedi di gorgonzola perché, se fai il caglione e cerchi grana, il casaro potrebbe estrarre dalla sua fontina la pistola, fare fuoco e ridurti con più buchi di un emmental svizzero.

ALBERGATORE. Il primo albergo ad essere costruito fu il Guglielm-hotel (seguire la freccia). Sono moltissimi gli albergatori, anche perché è l’unica categoria professionale che non si può permettere di andare in pensione... al massimo in mezza pensione! Accolgono i loro ospiti con lo slogan “Nel nostro hotel ti sembrerà di essere a casa tua!” ma non hanno ancora capito che uno, quando va in vacanza, odia sentirsi a casa sua!! Se poi vedi i prezzi... svieni, cadi e batti la testa... ecco come fanno a farti vedere 5 stelle!! MAESTRO DI SCI. E’ un lavoro molto diffuso sopratutto negli ultimi anni, anche Lapo Elkann vorrebbe abbandonare il suo attuale lavoro ( qual è?? ) per fare il maestro di sci... Sapete, lui sulle piste si trova a suo agio! Purtoppo d’estate il lavoro non è compensato dallo sci d’acqua perchè non si è ancora trovato un lago in discesa!

di Michael Polli

CONTADINO. I contadini fanno una vita (o vitella) terra terra e anche in questo periodo di vacche magre se la cavano piuttosto bene. Non hanno la tv e nemmeno la radio e forse, proprio per questo, non sentono la crisi! Alcuni hanno il cellulare che però non ha mai campo! Non si è ancora capito di che sesso siano i contadini perchè vanno a dormire con le galline e si svegliano con il gallo. Ma alla fine quel che conta è Dino!

RENDENVALLEY

VIAGGIO TRA I LAVORI DI IERI E DI OGGI IN VAL RENDENA


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INDIANA DURNWALDER E

di F. G.

Quest’oggi vorrei presentare a voi tutti l’ultima meraviglia cinematografica con un tocco vintage che non guasta mai. Non si parla di uno di quegli eroi senza macchia e senza paura, si parla di uno di noi. Un uomo comune, mortale con tutti i pregi ed i difetti che ci accomunano. Nella prima scena già possiamo intuire che si tratta di un gran simpaticone, inseparabile dalle sue fedeli compagne, due fruste ed una MG 42 con la canna fumante... sempre fumante. Sorseggia il suo tè e gli si può tranquillamente leggere in viso che non riuscirà a trattenersi più di 78 secondi netti in quel salottino inglese. L’avventura lo chiama, a gran voce. L’avventura lo chiama, anche se ha mal di gola ma può contare sulla omeopatia, la medicina delle omelette: più ne mangi e più stai bene, la ciccia può essere considerata come effetto collaterale, ma tanto lo avevano scritto nel bugiardino. Ma torniamo al nostro eroe, con qualche macchia e qualche paura. L’avventura è lì che lo aspetta, i suoi seguaci sono pronti a seguirlo in ogni dove. La pellicola ci proietta indietro di qualche secolo e ci mostra una scena, una scena importante per capire il film; Durni è impietrito, ha appena saputo che i fondi destinati alla celebre galleria della Val Sarentina (i suoi fondi), sono stati destinati alla realizzazione del ponte sullo stretto di Messina. Ah, onta e disonore, un buco avrà ben la precedenza no? Lo ha sempre, “El bus l’è sempre el bus” recita una targhetta attaccata alla MG 42, sempre fumante. Così i nostri partono, equipaggiati alla bene meglio, intonando canzoni altoatesine e sparando a vista su qualsiasi mela, tanto per mettere in chiaro le cose. Dopo mesi e mesi e mesi e mesi e mesi e ancora mesi,

la truppa riesce a scorgere la sagoma di un qualcosa che assomiglia ad un ponte, le coordinate sono giuste ed i venditori di arancini non possono fare altro che confermare la corretta posizione, ma... Non voglio svelarvi troppo di questa pellicola che oramai sta sbancando i botteghini di tutto il mondo conosciuto, ovvero fino alle Colonne d’Ercole, dopo il mondo finisce, no?

LUCIO GARDIN Alcune domande che mi sono nate guardando le Olimpiadi in Canada.

CINE - review

IL PONTE MALEDETTO

1. E’ meglio sciare con la neve fresca, o va bene anche quella avanzata dal giorno prima e riscaldata nel microonde? 2. Dicono che il gatto delle nevi ha sette vite. E quanti dadi, bulloni e rondelle avrà? 3. Se un pattinatore sul ghiaccio conosce una ragazza prima della gara, può rompere il ghiaccio?

WWW.LUCIOGARDIN.IT


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Perse la faccia nel Body Scanner.... una figuraccia!


RIASSUNTO DELLA PUNTATA PRECEDENTE: Valgana scompare dentro una strana pozzanghera e Trentiglione, che si era tuffato per soccorrerla, viene preso da un vortice e sputato, nudo e con un ossicino in mano, in un’altro mondo. Trentiglione se ne stava seduto, nudo come un lumacone sotto la doccia, con l’os in mano e nessuna voglia di credere a ciò che vedeva. Intorno a lui ogni cosa era cambiata: la strana pozzanghera s’era prosciugata e ogni cosa aveva assunto delle gradazioni color caffelatte, dal caffé macchiato al tanto latte e poco caffé... quanto zucchero? No, grazie lo prendo amaro. Anche il clima era cambiato: l’umidità scomparsa, c’era un caldo appena secco, gradevole. Alzò gli occhi e scorse una melassa giallo ocra. Cercò il sole, cercò le nuvole. Niente. Solo una quantità indefinita di lucciole a culo spento in cerca di un caricabatterie. Non era un bel vedere. Si guardò addosso, si palpò, scoprì di essere privo di muschio. Era già qualcosa. Trentiglione cercava di capire cosa fosse successo e dopo aver ripetuto ad una diecina di lucciole petulanti che lui non possedeva batterie da camion e che il suo sedere non si sarebbe mai acceso, decise di cercare qualcosa

3° puntata

per coprirsi e di andare alla ricerca di Valgana. L’os era l’unica cosa che gli ricordava il passato e volle farsene un monile. Strappò ed intrecciò i filamenti di una liana che scendeva da una pinagola (un incrocio tra un pino marittimo ed una fragola), vi legò saldamente l’os e, soddisfatto dell’esecuzione, se lo mise al collo. Era compiaciuto, perché si sentiva tanto mastr’os. Se il tuo culo non si accende, almeno coprilo, gli sussurrò all’orecchio una lucciola misericordiosa, perché non è un bel vedere. In effetti, l’os non copriva un gran che, anzi, poteva creare dei dubbi??? Sul terreno che ora aveva il colore del latte più che del caffè, sparpagliati qua e là, Trentiglione scorse degli indumenti etichettati “Da Gigi boutique”. Sembravano esser stati messi lì apposta da qualcuno, forse da Gigi in persona, per vestire quanti uscivano dal vortice della strana pozzanghera che per brevità chiameremo “gli sputati”. Ora non è detto che gli sputati necessariamente si debbano assomigliare, perché lì la frase “Sei sputato tuo fratello” era stata sostituita con “Anche tuo fratello è stato sputato”. Gli sputati, appunto. L’unico paio di slip aveva il pizzo di Santa Gallura ma Trentiglione non si formalizzò e vi entrò dentro, con non poca fatica per via dell’elastico

tipo camera d’aria di bicicletta che gli stringeva sulle cosce, ma si adatterà, e non si diede pensiero. Fu più fortunato con i pantaloni e la camicia: erano tre taglie più grandi e quindi poteva tossire senza risparmiarsi. Non trovò le scarpe ma ciò non lo disturbava perché al tatto il terreno assomigliava alla moquette che si calpesta nei grandi magazzini. Intanto si era fatto tardi, doveva trovare un posto dove rifugiarsi e con fare circospetto Trentiglione s’incamminò... ...continua

di Pierpaolo Perazzolli

IL NUOVO MONDO

L’ OS

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TECNO O LOGICO? Qual’è la cosa più importante che ci possa accadere di perdere? E’ probabile che la prima risposta a venirci in mente sia: la testa! E il fatto che la risposta ci venga, per l’appunto, “in mente” dovrebbe indicare che siamo sulla buona strada. La questione, però, si complica nel momento in cui la dottrina pretende di identificare la sede in cui opera la mente. Per anni si è sostenuto il ruolo del cervello, contenitore mentale; oggi i puristi della lingua (o meglio del linguaggio, per evitare equivoci anatomici) si affidano all’assonanza mente-mento per spostare il centro delle funzioni mentali nella parte bassa della testa. E a suffragare la loro ipotesi negano possa essere una semplice coincidenza l’uso del termine smarri-mento legato alla sensazione di perdita! Indugiare nel dubbio potrebbe non esser salutare, perciò cambiamo l’oggetto della nostra ricerca sulle perdite (anche per evitare di perdere altro: altro tempo!) La tecnologia ci fornisce sempre nuovi esemplari di telefoni muniti delle più stravaganti funzioni accessorie. Prima o poi accadrà che qualche nuovissimo esemplare sia in grado di fare di tutto tranne che di telefonare! Ma anche i cellulari di ultimissima generazione non hanno risolto

un problema più comune di quanto si creda: lo smarrimento del cellulare (sia chiaro: non nel senso che il cellulare perda la testa e cominci a telefonare autonomamente!).

può comunicare: dove lo mettete il famoso gesto dell’ombrello?

Infatti, a prescindere dalla generazione (tanto del telefono che dell’utente), il cellulare è uno di quegli oggetti che vanno particolarmente soggetti (la potremmo definire una mutazione grammaticale) allo smarrimento.

In ogni caso, per coloro che continuano a preferire il cellulare, proponiamo qualche riflessione sui differenti modi per evitare di smarrirlo.

Smarrimento contagioso: dopo aver smarrito un oggetto personale ci si sente altrettanto smarriti! E smarrirsi senza cellulare … Ancora più comune e pericoloso è lo smarrimento di un altro oggetto di frequente uso: l’ombrello! Si dirà: ma che paragoni sono? Un ombrellino, preso magari da un venditore ambulante, dovrebbe essere più importante di un telefono mega-accessoriato? Eppure, se ragionate, vi renderete conto che l’ombrello è essenziale: se vi trovaste sotto a un acquazzone senza ombrello, che cosa potreste fare col cellulare? Chiamare la Protezione civile? Potreste ribattere: ma dovendo invece telefonare, che cosa ci potremmo fare con l’ombrello? Riflettendoci, però, vi renderete conto che anche con l’ombrello si

E questo ci permette di ribadire l’essenzialità dell’ombrello (per non parlare dell’essenzialità del gesto!).

Uno dei più semplici consiste nel mettere un guinzaglio al cellulare. Il trascinamento, però, potrebbe causare danni. Si potrebbe allora prendere un cane e mettergli un guinzaglio munito di cellulare. Il problema, in tal caso, è che il cane potrebbe mettersi in testa che il cellulare sia suo! Non sarà semplice convincerlo del contrario. In ogni caso: attenzione ai morsi! Della serie, a mali estremi estremi rimedi, in quel caso si potrebbe abbandonare il cane! Ma ciò comporterebbe non solo il biasimo degli animalisti ma la perdita del cellulare! In conclusione, a chi pensasse di aver trovato definitiva soluzione al problema lasciando perdere il cellulare col guinzaglio ed usando la cabina telefonica, faccio notare che con la cabina non basta il guinzaglio ci vuole la gru!

milano@accademiadelcomico.com

ACCADEMIA del comico di Milano

accademia nazionale del comico www.accademiadelcomico.it


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APPALLOTTOLIAMO GLI

TRENTINI on Lain - SPECIALE SANREMO

SPARTITI

di Francesco Gravante

Che bello, finalmente a casa. Il relax mi aspetta, mi chiama, il divano urla il mio nome e la frittata cipollonica fantozziana a rutto libero mi sogghigna. Mò te magno, te mozzico, te faccio male... A me il simbolo del potere, lo scettro moderno, il TELECOMANDO! Con un gesto unico mi siedo, mangio, rutto, trombetto ed accendo il mio tivì e... guarda un pò, Sanremo! Gli buttiamo un occhio? Ma si dai, così poi non devo imbottirmi di digestivi vari e di prodotti antimeteorici, il 2012 è ancora lontano. Che bello, il Festival della musica Italiana, Italia mia! Italia bella, Italia forte... la mia Italia! Amo vedere i tre colori scandire le ore nel vento, alti lassù dove esiste ancora un po’ di pace. I tre colori che intonano così bene l’azzurro del cielo. Suspance! Emozione, l’orchestra si ribella! Il cipollone mi ha distratto, che è successo? Cosa, cosa mi sono perso? Perchè protestano? Perchè un nome anglofono è stato escluso? Forse perchè il nostro Principe ha passato il turno? Ma suvvia, Italiani! Cerchiamo ancora un pò di patriottismo nelle nostre povere tasche! Innalziamo il livello medio italiano, non appallottoliamo gli spartiti, abbiamo la raccolta differenziata, suvvia! La prossima volta, Vi prego, popolo sovrano... Attingente alle vostre riserve patriottiche ancora una volta... La prossima volta, tiriamo direttamente gli strumenti, che pesano di più!

CHE VITA DA

CANITANTI

di F. P.

Nei cinema più esclusivi del Regno d’Italia, il principe Emanuele Filiberto interpreta se stesso in un film che risveglierà la vostra fame di monarchia e di tartine al caviale. Rientrato in Italia dopo un esilio durato mezzo secolo, Emanuele Filiberto scopre un paese cambiato: l’unica cosa che va in carrozza è la mozzarella, gli eredi al trono sono stati sostituiti dai tronisti, la Corona è solo la marca di una birra o eventualmente il cognome di un noto paparazzo. Per ritrovare il feeling con i suoi sudditi Emanuele Filiberto decide di travestirsi da uomo del popolo: partecipa al più noto festival canoro proponendo una canzone che darà un nuovo significato alla frase: “Ce le abbiamo ancora le ghigliottine da qualche parte?”.


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IN ONDA DAL 1 MARZO SU EXFORMAT.TV

L’ALMANACCO DEL GIORNO

Alessandro, ma come diamine vi è venuto in mente? Stavo per mangiare uno yogurt, quando noto che la data di scadenza è passata da un paio di mesi. Così penso quanto sarebbe utile una striscia quotidiana che ogni giorno mi ricordi che giorno è. E il fatto dell’approccio umoristico? Quello è stato perché ho mangiato lo yogurt. E l’effetto si vede sullo schermo? Fortunatamente, dietro quello che vedete in video c’è un grande lavoro da parte degli autori, dei grafici e in generale di tutta la Bra Editor che si è trovata a collaborare con Exformat, un gruppo di grandi professionisti capeggiati da Nuccio Ambrosino, il nostro regista. Che ha diretto, tra l’altro, “Giochi senza frontiere” e “Carosello”. Per citare solo quelli. Se dovessi elencare tutte le sue esperienze di regia dovremmo fondare un altro giornale, “Cosà e Così”. Qual è la soddifazione più grande che ti ha portato questo prodotto? Quello di vedere la nostra squadra molto motivata a raggiungere quest’altro ambizioso obiettivo. Ci siamo gettati a capofitto in quest’avventura, che devo dire, è davvero motivo di orgoglio professionale e artistico. Vi seguiremo, allora. Ci conto! L’appuntamento è su WWW.EXFORMAT.TV. A meno che non troviamo traffico e dobbiamo mandare in onda “L’Almanacco del Giorno Prima”... Ma questo causerebbe il panico nei consumatori di yogurt... E non possiamo permetterci di perdere una fetta così rilevante del nostro pubblico!

di F. P.

Il team di Così e Cosà e la casa di produzione televisiva Exformat portano sui vostri schermi una grande novità, “L’Almanacco del Giorno”. Direte, che novità sarà mai questa! I palinsesti tv sono stracolmi di almanacchi! Ma noi siamo quelli di Così e Cosà, e come sempre ci piace fare le cose a modo nostro, con quel tocco di originalità e di pepe che amiamo aggiungere ai nostri piatti... L’ “Almanacco del Giorno” è una striscia quotidiana di informazione storica e culturale a sfondo, guarda un po’, comico-umoristico! Va in onda su WWW.EXFORMAT.TV a partire dal 1° marzo e inaugura le giornate con una spruzzata di giocosa ironia. Abbiamo posto qualche domanda ad Alessandro Bencivenga, che è l’ideatore nonché il conduttore di questo fortunato esperimento, sperando di coglierlo in castagna.

L’ALMANACCO del giorno

IRRIVERENTE ED ESILARANTE, TRASFORMERÀ SORPRENDENTEMENTE IL VOSTRO OGGI


© 2009 BRA Editor


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Tentare un arrivo di sorpresa con una Volante è un po’ come voler sorprendere la compagna fedifraga, trascinando delle lunghe e rumorose catene lungo il giro scala. Questo non significa che sia impossibile, ma bisogna ammettere che il fattore culo gioca una parte considerevole. Per nulla scoraggiati da cotanta considerazione filosofica, tentammo una sortita al chiosco di via Zozzo, conosciuto ritrovo di extracomunitari, dove contavamo di beccare tal Karoku Mbaye. Sette anni di condanna e da parte sua nessuna intenzione di scontarla. Noi la pensavamo esattamente al contrario. Il fattore C ebbe un peso considerevole. Sorpresa totale e 16 persone fermate. Noi eravamo in quattro. 4 a 1. Stesso rapporto acqua – succo di lampone per una dolce e piacevole bibita dissetante che tra l’altro adoro. Alfio iniziò a raccogliere permessi di soggiorno con la compitezza di una maestra al termine di un compito in classe mentre noi raggruppavamo i titolari in un gruppo che chiamai, in uno slancio di creatività, “Gruppo A Titolari di permesso”. Nove elementi. Separammo un secondo gruppetto, composto da chi il permesso di soggiorno aveva, nell’ordine: 1) Smarrito; 2) Dimenticato a casa; 3) Me l’hanno rubato; 4) Permesso? Ma se sono entrato in Italia giusto stamattina... 5) Permesso? Ma io sono svedese!! Sei persone in questo “gruppo B – Senza permesso”. Una antiestetica anomalia visiva stava però rovinando la mia ordinata sistemazione. Un bellimbusto, alto

almeno una spanna più di me se ne stava isolato assaporando beatamente una birra in lattina. Colse la mia disapprovazione e mi guardò come si guarderebbe uno stronzo di cane depositato su un tappeto prezioso. Notai il suo sguardo e contraccambiai guardandolo come uno stronzo di cane al cospetto di un enorme e nauseabondo buco del culo. In quel momento ebbi la certezza di aver davanti a me l’uomo che cercavo. Lo scambio di sguardi maschi si protrasse senza sbilanciamenti finchè l’energumeno azzardò un colpo a sorpresa, emettendo uno squassante e irriverente rutto. Lo stronzo di cane si destò trasformandosi, che il Signore mi perdoni tale irriverenza, nell’Arcangelo Michele protettore dei poliziotti, con tanto di spada infuocata. L’omone nero non sembrò particolarmente colpito dalla trasfigurazione, anzi, per tutta risposta lasciò cadere il panino e fece partire un pugno diretto una spanna sotto la mia aureola. Istintivamente mi spostai di lato e risposi con un sinistro che già da come era partito compresi non sarebbe arrivato a giusta destinazione. Infatti colpii il barattolo che ‘Mbaye aveva in mano, facendolo volare in aria. Una volta a terra, come un piccolo fuoco d’artificio, iniziò a sprizzare un gioioso getto di birra che formò una pioggerella gialla a beneficio di tutti i presenti. Fu come prendere a badilate un alveare. Il gruppo A si sfaldò improvvisamente, dividendosi in due fazioni, una solidale con Mbaye ed una antagonista. Il gruppo B, cogliendo l’occasione, prese

il volo, omaggiandosi, per il disturbo, di una confezione da 6 di birra Spaten originale di Monaco, di una zuccheriera con tanto di cucchiaino e di un espositore di Boeri al liquore “Vinci sempre”. Alfio, per avere libertà di movimento, consegnò il plico di permessi di soggiorno nelle mani di un allibito tunisino che passava di là che dopo un attimo di stupore ed un sorriso esagerato, si dileguò con quel prezioso malloppo. Mbaye cercò di trascinarmi verso la sua parte di gruppo A, che ancora non sapeva di essere diventata, di diritto, gruppo B, sotto-categoria 3, “permesso rubato”. Mi arrivò un solo colpo al labbro inferiore, poi fu la fine. Il gruppo A divenuto B si divise in altre variabili fazioni; chi voleva andarsene, chi voleva il proprio permesso, chi ne approfittava per bere a scrocco. Noi, vecchie volpi del mestiere, diventammo astutamente dei semplici spettatori. Dal centro del combattimento-buffet, i partecipanti venivano sbattuti fuori uno alla volta e ricomposti nel nuovissimo “Gruppo C – Denunciati per rissa”. Totale 15 persone. Il sedicesimo, steso a terra con un nuovissimo bernoccolo in fronte mi allungò rassegnato il suo permesso di soggiorno. Karoku Mbaye. Gli strinsi le manette ai polsi guardandolo negli occhi e succhiando una goccia di sangue che bagnava il mio labbro inferiore, diluita in rapporto 1:4 con la mia soddisfazione. Dolce, come il succo di lampone.

di Sergio Paoli

QUELLO CHE NEI VERBALI UFFICIALI DELLA VOLANTE UNO PROPRIO NON PUÒ SCRIVERE.

EINS, ZWEI, DREI Polizai!

In libreria - Gingko Editore ISBN 978-88-95288-10-9


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L’autore si assume pienamente la responsabilità di quanto appresso riportato e solleva totalmente da qualunque onere la rivista che lo ospita.

SUPPOSTE DI PRESENTE ©

di Claudio Fois

SUPPOSTE di Presente

Rubrica di pensieri e parole, riflessioni ed osservazioni sul mondo circostante con lo scopo di far conoscere ai posteri com’era la nostra epoca e cosa si sono persi.

NON SIAMO CRETINI (NON TUTTI, ALMENO)

Cari, posteri è successo questo. E’ successo che nel nostro Paese, da un po’ di tempo a questa parte, sembra che alla gente sia venuta un’irrefrenabile smania di riunirsi per complottare! Cioè, secondo le dichiarazioni di Berlusconi, le persone proprio non possono resistere alla voglia di indossare un nero mantello e dopo essersi fatte largo nella nebbia, raggiungere ambigue ville celate nel bosco ove dar luogo all’infame convivio… e per giunta senza neanche Apicella e gnocche a pagamento in tubino nero! Naturalmente, seguendo questa scia, ora in Italia la percentuale di coloro che si dicono vittime di complotti e campagne persecutorie (dal Vaticano al responsabile della Protezione Civile Bertolaso, giù giù fino a Mastella) è pari al tasso di alcol presente nel sangue di Amy Winehouse! Be’, cari posteri, qualora ve lo chiedeste, vi rispondo subito: no, non siamo cretini. Anche se è forte la nostra tendenza ad usare spesso il cervello solo come spugnetta per lavare i piatti, non siamo però così idioti da credere a tutto ciò che dice l’attuale Presidente del Consiglio. E per un motivo molto semplice: il mondo è cambiato. Oggi giovani e meno giovani hanno Internet, Sky, viaggiano fisicamente oppure si muovono per il mondo con Skype, insomma essi “sanno” e a livello di organismo globale mettono in discussione qualunque Verità dogmatica a partire dalla più

grande, Dio, fino al suo opposto, Totò Cuffaro! In pochi pensano davvero che chi indaga intorno ai presunti reati del Cavaliere, lo faccia per accanimento, per calcolo, per persecuzione o tutt’al più per invidia. Purtroppo per Berlusconi (che comunque lascerà questa terra da innocente poiché prima che vada ad un processo farà in tempo a cadere lui stesso in prescrizione!) il suo è un modo di pensare obsoleto, vecchio come la TV generalista (che è ormai morta anche se non ancor sepolta) e nulla si può fare contro l’informazione libera, ivi compreso il ridicolo bavaglio della par condicio. Inutile: noi già sappiamo tutto, non siamo cretini, ci comportiamo come tali ma tutto sommato non lo siamo! Quindi, cari posteri, anche se sembra che i giovani siano degli idioti (e l’Italia un Paese che ha fatto della Cultura una spianata dove presto sorgerà un parcheggio!) il mondo è profondamente mutato per cui ci si parla, ci si confronta, i pensieri e i dubbi circolano mettendo in discussione le “Verità” come non era mai successo prima. Del poveretto di Arcore che sta facendo di tutto per comprarsi l’Amore non resterà che qualche barzelletta e non può farci niente in quanto, poverino, gli ha detto male che tra tutti quelli che gli complottano contro, purtroppo per lui, c’è soprattutto la Storia. Questo, cari posteri, per questo mese è tutto. Con affetto il vostro antenato Claudio Fois

MA COSA HA FATTO CLAUDIO FOIS? 2006 Collaboratore ai testi di Ficarra & Picone per “STRISCIA LA NOTIZIA“ Coautore della SIT-COM “COTTI & MANGIATI” in onda da luglio a settembre su RAI UNO. Collaboratore ai testi di Michele Foresta (Mr. Forest) per “FESTIVALBAR 2006”. 2006/2007 Autore dei testi dell’imitatrice Gabriella Germani per: “Viva Radio due”, di Fiorello e Baldini in onda su RadioDue, “MARKETTE”, di Piero Chiambretti in onda su La7, “DOMENICA IN”, in onda su RAIUNO, “NON FACCIAMOCI PRENDERE DAL PANICO”, con Gianni Morandi, in onda su RAIUNO. 2007 Coautore dei testi di Michele Foresta (Mr. Forest) per la trasmissione “Mai dire martedì’” della Gialappa’s Band, in onda su ITALIA UNO.

2008 Coautore dei testi di Michele Foresta (Mr. Forest) per “Mai dire martedì’” della Gialappa’s Band, in onda su ITALIA UNO. Collaboratore ai testi di Ficarra & Picone per “STRISCIA LA NOTIZIA“. Sceneggiatore e battutista nella sit-com TAGLIA & CUCI (in onda dal 23 dicembre su canale satellitare FOX) Coautore insieme a Savino Cesario del concorso per comici “Cabaret Amoremio” di Grottammare (24esima edizione). Autore dei testi di Gabriella Germani per la trasmissione ARTU’ (in onda su RAIDUE da settembre a novembre) 2009 Autore dei testi di Gabriella Germani per la trasmissione NORD, SUD… E HO DETTO TUTTO con Vincenzo Salemme (per RAIUNO in prima serata). Apertura di: “SUPPOSTE DI PRESENTE” rubrica settimanale umoristca sulla nostra curiosa epoca, visibile on line sull’omonimo gruppo di Facebook, sul blog del Makkekomiko e sulla rivista “Così e cosà” curata da Alessandro Bencivenga.


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SALVIAMO IL CINEMA Salviamo il cinema italiano. L’altra sera sono stato al cinema a vedere un film italiano. In sala eravamo soltanto in due: io ed un altro signore un po‘ rigido: alla fine del film ho scoperto che era morto da 15 giorni. Quando si dice che uno dà la vita per il cinema. Hanno avvisato i parenti che sono arrivati e mi hanno chiesto: “Ma come è successo?”. Ho risposto: “Non lo so, l’ho trovato morto in galleria“. Fa il figlio: “Strano, mio padre non ha la patente.” Scherzi a parte, oggigiorno chi va più a vedere un film italiano? Magari un film d’autore? Nessuno, nemmeno quelli che lo hanno girato. Tutti a vedere i film americani. Perché effettivamente il cinema italiano non può competere con quello americano. Il cinema americano è più grande in tutto. Anzi, è proprio una mania degli americani quella di far le cose esagerate, fare apparire tutto più grande. Pensate all’hamburger: da noi è un semplice panino con la lucanica. Per loro invece è il Big Mac, che solo a dirlo ti sei già saziato. Big Mac… Che tu non sai se è un pezzo di carne o un computer all‘ultimo grido. Ritorniamo ai nostri amici americani. Loro sono così, anche nel cinema. Sono esagerati. In un film americano c’è una scena in cui c’è un lavandino che perde? Viene

giù acqua che sembra lo tsunami, il diluvio universale. Infatti di solito l’idraulico non arriva col Fiorino della Fiat ma con l’Arca di Noè. Oppure, proprio per non essere esagerati, arrivano sei camionette dei pompieri, tre della FBI, cani poliziotto, teste di cuoio, agenti SWAT e, come disse Rocco Siffredi, chi ne ha più ne metta. Un film americano dura minimo dalle 3 alle 4 ore. Pensate alle comparse del film Titanic, per farlo durare tanto ne hanno prese 2500, che ancora non sono state recuperate. Sono a mollo da tredici anni. L’altra sera ero davanti al cinema, esce un signore e gli chiedo: “E’ stato a vedere un film americano?” “Si.” “E quanto è durato?” “Tre ore.” Poi ne esce un altro e gli faccio: “E’ stato a vedere un film americano?” “Si.” “E quanto è durato?” “Tre ore e mezza.” Infine esce l’ultimo e gli dico: “E’ stato a vedere un film americano?” “No, ho portato un mazzo di fiori sulla poltroncina dove è morto mio nonno.” Era il nipote di quello di prima. I film americani sono così, sono dei kolossal. L’altra sera mi chiama un amico e mi fa: “Andiamo a vedere Avatar. Dura quattro ore.”

Gli faccio: “4 ore?!!” Mi risponde lui: “Due ore e mezza sono solo di titoli di coda.” Ma effettivamente è così. Sono più i nomi delle persone scritte nei titoli dei film americani che i nomi dei disoccupati italiani iscritti all’ufficio di collocamento. Comunque oggi i film sono differenti. C’è la tecnologia, gli effetti speciali fatti al computer. Oddio non che con questo siano meno sfigati, anzi! Vi faccio un esempio Una volta nei film di paura la vittima tentava di chiamare aiuto con il telefono ma il mostro di turno (previdente e anche furbo) aveva tagliato i fili. Ma oggi, con l’avvento del cellulare… un povero serial killer come fa? Deve sperare nella scarsa copertura della Vodafone. Provate a fare la strada vecchia di Pergine. Non c’è verso che il cellulare prenda. E i serial killer e i mostri sono tutti lì in fila come al supermercato. “Oh, sia chiaro che la prossima è mia! Due giorni che sono in coda!” “Si vabbè, ma l’hai preso il biglietto? Che numero sei? Toh, 51! Hai voglia… adesso chiamano il 25.” Sapete cosa vi dico, guardiamo più film italiani, ovviamente dopo Natale. Sennò vi ciucciate i cinepanettoni e che due…

ANGOLI di vita vissuta

di Alessandro Bencivenga


di Mz. Pl.

PROVINCIA promotion

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PROVINCIA PROMOTION PENSA PROPRIO A TE! La provincia promotion pensa proprio a te Sei stufo ogni mattina scendere giù e scongelare la tua macchina e pulire con i raschietti il tuo parabrezza? Sei stufo di entrare in macchina e guidare per 15 minuti con il sedere ghiacciato? La provincia Promotion pensa proprio a te, con l’ultimo modernissimo ritrovato della tecnologia made in Trentino: il Microonde Machine. Semplicissimo da usare, basta parcheggiare la tua autovettura all’interno del nostro esclusivo dispositivo e accendere il Microonde Machine pigiando il tasto ON. In poco tempo le radiazioni elettromagnetiche scongeleranno la tua auto, portandola ad una gradevole temperatura di 25° gradi centigradi. Così ogni

mattina potrai andare al lavoro caldo e fragrante come una pagnotta appena sfornata. Attenzione: non dimenticare la suocera all’interno della vettura mentre l’operazione è in corso, rischiate di trovarvi una suocera croccante come un’ala di pollo. Infatti il Microonde Machine non si limita a scongelare la tua auto: può addirittura cucinare per te. Sei un organizzatore della festa della Ciuìga di San Lorenzo in Banale? Devi cucinare 400 kg di Ciuìga, in meno di 20 secondi? Approfittane e lascia le tue pietanze da scaldare sui sedili posteriori!

di F.P.

CRONACHE DEMOCRATICHE L’abbandono del Partito Democratico da parte della senatrice ultra-cattolica Paola Binetti ha lasciato un grande vuoto nel cuore degli elettori democratici, un vuoto che si può colmare solo con scatenati trenini conga. “Brigitte-bardò-bardò. A-E-I-O-U-ipsilòn!” Ma si sa, il tempo guarisce tutte le ferite e il popolo della sinistra riuscirà a superare anche la terribile batosta di avere solo due casse di spumante. Vi presentiamo le 5 frasi che l’elettore del Pd ha pronunciato per esorcizzare il trauma del distacco. 1. Paola Binetti ha abbandonato il Partito Democratico. Con questa singola mossa ha dimostrato che Dio esiste e risponde alle preghiere.

2. Ora nessuno ci copre al centro! Come faremo? D’altronde si sa che il Pd è un partito di pericolosi estremisti: l’altra notte ho scoperto Enrico Letta intento a graffitare un muro con la scritta “Obbedisci alle regole”. 3. Il Partito Democratico dimostrerà di riuscire a coltivare il suo autolesionismo, anche senza l’uso del cilicio o di altri strumenti atti alla flagellazione. 4. La Binetti se ne va dal Pd. La Sampdoria è quarta in classifica. Mancano solo l’eclissi di sole e l’allineamento dei pianeti, e ci sono tutti gli indizi per pronosticare che il giorno del giudizio è vicino. 5. “Meu amigo Charlie Brown! Charlie Brown! Vai col trenino! Tutti dietro a Bersani!”


CARNEVALE

Il mese di Febbraio è il mese del carnevale e allora ogni scherzo vale. Due trasmissioni in particolare mi hanno fulminato e, ahimè, non erano scherzi. La prima è stata l’immancabile “Porta a Porta” condotta dall’Orrendo Insetto (Vespa). Porta a Porta ha dedicato un’enorme puntata alla faccenda Morgan – cocaina. Si vedeva immediatamente il rammarico di Vespa che non era riuscito a proporre il modellino del sito entro il quale Morgan aveva l’abitudine di consumare la sua dose di antidepressivo bianco e polveroso. Le sue successive e pirotecniche evoluzioni verbali, con le quali cercava di far intendere che la coca consumata e pubblicizzata da Morgan fosse un fatto eccezionale dimenticando di dire che il consumo di coca nel nostro depresso paese è fra i più alti del mondo, sono riuscite a trasformare tutta le vicenda in uno spot per Morgan degno di una geniale campagna promozionale. Ma perché il pubblico dovrebbe appassionarsi ad una vicenda personale e anche delicata che riguarda solo il signor Morgan? Vespa stigmatizzava il fatto che Morgan avrebbe compiuto, parlando della sua vicenda, una sorta di apologia di reato. Cioè parlando bene della cocaina rischiava di proporre un esempio disdicevole soprattutto per i giovani. Ammesso e non concesso che il permaloso Vespa avesse ragione,

perché non si è mai visto un Porta a Porta sull’apologia di reato quando il serafico Dell’Utri e il dinamico Berlusconi definirono Mangano – pluricondannato per reati di mafia – un eroe? Evidentemente il programma di Vespa va di porta in porta ma certe porte non le vuole mai aprire. E’ anche vero che Dell’Utri e Berlusconi non si sono ancora esibiti sul palco dell’Ariston. Calcano ben altre scene, anche se per lo stesso pubblico. Comunque se vale il detto “ogni popolo ha il governo che si merita” è altrettanto vero che il nostro popolo si merita questo tipo di trasmissione. Basta così, a buon intenditor… Per quanto riguarda la diretta di Sanremo niente da segnalare se non il solito minestrone con le solite autocelebrazioni e autocompiacimenti conditi da lacrime e sorrisi distribuiti a tutti. Brava la Clerici a trattare tutta la trasmissione come una trasmissione di ricette di cucina. Finalmente una conduzione coerente. Ma se Sanremo è il solito minestrone perché parlarne? In effetti non ne volevo parlare ma la canzone di Pupo e il principe, quella sull’Italia per intenderci, oltre che a dimostrarmi che anche Sanremo può superare il limite del peggio, mi ha veramente sorpreso. Non avrei mai pensato che un simile testo potesse essere non solo cantato ma nemmeno pensato. Ragazzi, ci siamo sentiti cantare una sorta di omelia morale da un Savoia,

di Gildo

OGNI SCHERZO VALE

LA TELEVISIONE che non c’è

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da uno che appena messo piede in Italia ha chiesto soldi e rimborsi e risarcimenti e altri riconoscimenti, da un che voleva anche farsi eleggere (chi è il genio che l’aveva candidato? Forse Casini?) e deve aver preso solo i voti della famiglia. Tutto ciò al Festival! Giustamente erano stati eliminati al primo colpo e ripescati solo grazie al telefoto… e sono andati in finale… La sorpresa, positiva anche se a Sanremo, è stata la reazione del pubblico in sala che ha fischiato all’annuncio del ripescaggio. Questo piccolo avvenimento mi fatto gioire e intristire simultaneamente. Mi sono esaltato perché se anche il pubblico presente al Festival ha reagito vuol dire che non tutto è perduto in questo nostro paese che frana, che si disfa, che crolla fra una canzonetta e l’altra. Ma nel contempo mi sono incupito pensando a come siamo ridotti se ci esaltiamo perché un pubblico di una manifestazione canora reagisce ad una vera schifezza concettuale qual è la canzonetta del principe. Ho cercato la salvezza brandendo il telecomando e saltellando fra una fotocopia e l’altra. Non mi sono ripreso, volevo telefonare a Morgan per un consiglio.


© 2009 BRA Editor


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GOODBYE JURKA,

CHI LO HA DETTO?

di Mz. Pl.

di F. P.

Alla fine è accaduto ciò che molti temevano e altri speravano: una delle più note celebrità trentine è espatriata. Non parliamo certo di qualche politico con le mani in pasta nell’imprenditoria, di qualche imprenditore con le mani in pasta nella politica, di qualche noto sportivo, show-man o cultore della polenta taragna: la celebrità di cui stiamo parlando è ricoperta di peli da capo a piedi e segna il territorio strofinandosi contro gli alberi. E sebbene anche l’autore del presente articolo sembrerebbe corrispondere a tale descrizione, egli non può essere ritenuto a tutt’oggi una celebrità. Parliamo di Jurka, l’orsa più amata dai trentini, perlomeno da quelli che vivono in città. Tra quelli che invece dedicano le loro giornate all’allevamento di ovini, bovini, equini, suini, delfini e affini, si è sparso rapidamente un sentimento di giubilo che non si percepiva dai tempi dell’estinzione del lupo, della gazza ladra e del bruco-mela. Ora che il pericoloso animale è stato caricato su un treno e portato in paesi lontani, la preparazione di caciotte e di insaccati potrà proseguire senza tema di raid notturni. D’altra parte ci sono da considerare le ricadute economiche a lungo termine: il lago di Loch Ness è caduto in una profonda recessione economica da quando Nessie è stato catturato e venduto a tranci a una catena di ristoranti giapponesi. Per questo la Provincia Autonoma di Trento ha pensato di rimpiazzare Jurka con una nuova mascotte che entrerà nel cuore dei trentini, perlomeno di quelli che vivono in città. E’ in arrivo Babombo, importato dagli Stati Uniti dove tirava avanti con un assegno di disoccupazione dopo

BABOMBO

BENVENUTO BABOMBO!

Quel gran simpaticone del Babombo in compagnia del piccolo Lorenzo

che la serie tv a lui dedicata ha chiuso i battenti. Già pronto il merchandising: magliette, cappellini e, per i più audaci, completini intimi confezionati interamente in pelo di Babombo.

«Mi sono dimesso perché voglio liberare il campo da ogni strumentalizzazione in vista della campagna elettorale»

Nicola Cosentino o Lupo de Lupis (Sono Lupo de Lupis, il lupo tanto buonino)?

«Non credo ci sia dubbio sul fatto che chi sbaglia e commette dei reati non può pretendere di restare in nessun movimento politico» Niccolò Machiavelli o Silvio Berlusconi?

«Non sono cattiva, è che mi disegnano così»

Niccolò Ghedini o Jessica Rabbit?


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SECONDO EPISODIO: UN CALCIO AI SOGNI DI GLORIA

di Enzo Tricarico

TRICCHETRACCHE

TRICCHETRACCHE La scoppiettante autobiografia di Enzo Tricarico Da bambino giocavo a pallone. Ero bravo, solo che praticamente stavo sempre in panchina! Tutti entravano in campo, prima o poi; io ero l’unico a rimanere sempre in panchina! A volte mi ritrovavo da solo sopra la panca! Non ci stava neanche la proverbiale capra a farmi compagnia! Secondo alcuni inizialmente la capra c’era; sarebbe morta successivamente per colpa mia! In sostanza, pur di non farsi vedere vicino a me, la capra si sarebbe ritirata sotto la panca dove, come da proverbio, sarebbe deceduta! Scese in campo il WWF: ricevetti una denuncia per capricidio colposo! E si andò al processo. A mio nonno gli venne un colpo: credeva che io avessi ucciso l’isola di Capri! Il processo fu ripreso dalle telecamere di “Un giorno in pretura” con telecronaca di Daniele Piombi (io rischiavo i ferri, chi altri se non piombi?) Per mia fortuna, l’avvocato Giardini Naxos riuscì a far valere questo principio: “Sono secoli che il proverbio

rende noto alla capra il destino al quale va incontro sotto la panca. Avendo la consuetudine, per il nostro ordinamento, valore di legge, l’evento luttuoso è da considerarsi frutto esclusivo dell’ignoranza della capra!”. Divenuta poi anch’essa proverbiale: sei una capra! In attesa della sentenza ebbi modo di approfondire la questione proverbiale: mentre è certo che “sotto la panca la capra crepa”, sopra la panca l’animale secondo alcuni “campa”, secondo altri addirittura “canta”! E’ probabile che ciò accada quando gioca la Nazionale cantanti: in quel caso la capra che si trovi in panchina potrebbe dare sfoggio delle sue qualità canore! A chi ritenga impossibile che le capre sappiano cantare, facciamo presente che anche taluni cantanti nostrani sono poco intonati! Anzi, è probabile che il termine “canoro” stia ad indicare che cantano da cani! Tornando a noi: scampato il pericolo tornai sui campi (o meglio sulle panche!).

Però questa volta, fortificato dalle vicissitudini, affrontai l’allenatore. Cominciai sistematicamente a domandargli il perché del mio accantonamento. Lui mi ha risposto sempre la stessa cosa: “Per esser bravo, lo sei. Però non hai le palle!” Secondo voi, un bambino certe sfumature le coglie? Certo che no! Ed infatti io mi chiedevo: “Non ho le palle? Che significa? Le palle? Che dobbiamo fare con tutte queste palle? Noi giochiamo a pallone mica a biliardo! Ne dovrebbe bastare una! E perché la dovrei portare proprio io? Ma perché? Forse che il portiere, la porta, se la porta da casa sua?” Gli anni sono passati, le sfumature ho cominciato a coglierle e sono affiorati fastidiosi dubbi: ogni tanto c’è qualcuno che rimette in discussione i miei attributi! Mi domando e dico: ancora con questa storia che io non avrei le palle? Ma scusate: se non ho le palle, allora perché mi girano cosi forte! Figuratevi: per trovare un po’ di pace ho dovuto montarci l’autoreverse!


di Paolo Migone

FACCIAMO PULIZIA DEGLI ANNI NOVANTA

TO”

www.paolomigone.it

SPETTINA

Le donne impazziscono quando puliscono: sono fissate con la pulizia! Puliscono, puliscono... Io ho conosciuto una donna che puliva un armadio, un quattro stagioni, con un cencio. Levava la polvere, ma non le bastava. Continuava a pulire, in maniera nevrotica. Alla fine prendeva un cacciavite, svitava le viti, le ciucciava e le riavvitava! Le pulizie di Pasqua. Donne. Che ti dicono biascicando: “Io sono sposata con mio marito, tutto molto bene, ci tengo tanto alla casa... al bagno: le gocce dentro il lavabo normalmente... mi danno fastidio!”. “Come ti danno fastidio?” “Si...” “Le gocce d’acqua, dentro il lavabo, ti danno fastidio?” “Si!!! Si, si! Abbiamo un asciugamano, un per me, uno per lui, e uno per il lavabo.” Le danno fastidio le gocce? Bene, troviamo la soluzione: tu, marito, togliti la maglietta, comincia a respirare e afferra una spada affilata. Un fendente sicuro. È un attimo, non ti preoccupare! Non è per niente doloroso! E la tagli in due... per il lungo. Perchè si deve aprire così, come i wurstel e ondeggiare anche. Se ha gli orecchini c’è più ondeggio. Un’altra donna mi raccontava: “Io esco dalla doccia, e fin qui tutto bene. poi con la coda dell’occhio, no, vedo delle

gocce sulle mattonelle della doccia, nooo! Si formano delle gocce, la condensa, non so quale diavoleria, ma non stanno mai ferme! per gravità mi scendono! Mi fanno le righe! Ma non scendono pari. Prima una poi l’altra, in maniera selvaggia. Vengono giù come gli Unni! Ma una mia amica, che poi si è ammazzata, mi ha detto che c’è un prodotto per la casa...”. A questo punto tu, marito, riprendi ancora la spada, togliti la maglietta, respira e tagliala in due, orizzontalmente. Vuol dire che un pezzo andrà in basso a destra e un pezzo in basso a sinistra. Un pezzo andrà a pulire la cucina e uno il salotto! ‘Sta scena della spada piace a quasi tutto il pubblico, tranne che al padrone del teatro, che ogni volta che conficco la spada sul palcoscenico, soffre.

TAMENTE

Io giro, giro, giro, giro l’Italia; incontro coppie, giovani magari, sposate anche da tre anni. Le ho conosciute per davvero. Parla solo lei! Lui annuisce mestamente mentre lei parla col “noi”. Non usa “io”. “Noi eravamo in campagna...”, “noi andiamo in città...”, “noi abbiamo comprato la macchina...”, “noi pensiamo che il mutuo sia...”, “noi...”. E lui annuisce mestamente. Spesso lui fa ingegneria, indossa un golfino azzurro, a V. Però, a guardarlo bene, c’ha una anellino attaccato al mento, un filo trasparente, un altro anellino, e un rimando a... lei, la “pupara”. Allora comincio a girare intorno al soggetto, nel golfino ha due righe nella schiena, precise, parallele. Ho capito perchè: lei lo costringe ogni volta che si leva il golfino a piegarlo sul letto con una cura esagerata. Il sogno di lui è prendere il golfino e buttarlo sulla sedia così... ma lei lo ucciderebbe con un fucile a canne mozze, cercando ovviamente di non prendere il golfino. Ho conosciuto anche coppie più stagionate. Ho incontrato un manager a una convention, una persona abituata a comandare milioni di persone, con sei telefoni che parlano tra di loro, agende, aerei, eppure, dopo dodici anni con la moglie -mi ha raccontato- aveva la morte nel cuore. Ogni volta che si avvicinava al frigo, cinque milioni, inox, che lo apriva per pigliare la roba, e poi lo chiudeva, gli arrivava la voce della moglie: “Hai chiuso bene?”. Dodici anni!!! Da qualsiasi stanza! Come ci riusciva? Con dei microfoni... delle casse... “Hai

chiuso bene?” A quel punto lui dava la spintina d’ufficio allo sportello del frigo. “Eh! Leva le impronte.” Allora, puliva le impronte con la manica del golfino. Dodici anni, tadadadadà, “Hai chiuso bene? Ah, le impronte!”. Finchè l’ultima volta, c’era un pò di eco... “Hai chiuso bene?” Era lei, da dentro il frigorifero! “Ho chiuso bene!”

“COMPLE

Continua dalla puntata precedente...

COMPLETAMENTE spettinato

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COSI' E COSA' 21  

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