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©CLIC.HÉ - Webmagazine trimestrale di fotografia e realtà visuale - All rights reserved - Direttore Responsabile: Luigi Torreggiani - Editore: Associazione Culturale Deaphoto - Reg. Trib. Firenze N° 5767 del 14/04/2010

aprile 2015

n° 19

www.clic-he.it

opposto

1


Editore: Ass. Culturale Deaphoto Direttore responsabile: Luigi Torreggiani Photo-editor: Giulia Sgherri Caporedattori: Paolo Contaldo

OPPOSTO

Sara Severini Niccolò Vonci Progetto grafico e impaginazione: Luciferi - Arezzo

Editoriale

pag. 5

Presentazione alle immagini

pag. 7

luciferivisionibus@gmail.com

OPPOSTO – SERVIZI Alessandro Landozzi

Pag. 8

Davide Palmisano

Pag. 16

Valentina Parisi

Diego Cicionesi

Pag. 22

In redazione:

Fabrizio Intonti

Pag. 28

Valentina Parisi

Pag. 36

Foto di copertina:

Sabrina Ingrassia Silvia Berretta Chiara Micol Schiona Tiziana Tommei Alberto Ianiro Collaboratori fissi: Sandro Bini

recensioni

Diego Cicionesi Caterina Caputo

Wim Wenders America

Pag. 45

Servizi tematici: Alessandro Landozzi

Alec Soth

Davide Palmisano

Conversazioni intorno a un tavolo

Pag. 49

Diego Cicionesi Fabrizio Intonti Valentina Parisi Recensioni, eventi e rubriche: Sara Severini Diego Cicionesi Niccolò Vonci

eventi Firenze, MUX 6TET

Pag. 51


Fabrizio Intonti


Editoriale

opposto

di Luigi Torreggiani Quella degli opposti è un’immagine ricorrente e

via libera! Passa di tutto.

cara in fotografia. Negativo e positivo, bianco e

Non importa quale frontiera mentale ci scegliamo per

nero, luce e ombra, ma anche durezza o delicatezza

il nostro fotografare e quando o come decidiamo di

dell’immagine, estetica o crudo realismo, astrattismo o

alzare la sbarra dei nostri confini tecnici, etici, stilistici

documentazione.

o mentali.

Osservando il lavoro di molti fotografi avremo sempre a che fare con opposti modi di intendere, vedere, osservare, ritagliare e proporre immagini, storie ed emozioni. Opposte sensibilità e visioni, talvolta in lotta fra loro, ma nate tutte infondo dallo stesso mezzo a disposizione, che in un modo o nell’altro è stato inventato per riprendere il reale. Il fotografo è un viaggiatore, tra due mondi opposti ma al tempo stesso convergenti. Ying e Yang: realtà e sua rappresentazione in

Il fotografo è un viaggiatore, tra due mondi opposti ma al tempo stesso convergenti

immagine statica, a due dimensioni. E’ la macchina fotografica a fare da sbarra nella dogana di frontiera tra il mondo, là fuori, e l’universo del fotografo, qui dentro.

L’importante è che il nostro zaino, la nostra testa, sia

Un mezzo come un altro per far passare merci, idee,

piena, che ci sia dentro qualcosa da dire, da riportare

emozioni, storie, in base alle “regole vigenti” in ciascuno

con sé e da condividere con gli altri per un motivo, con

stato, ovvero nella testa e nel cuore di ciascuno di noi.

uno scopo.

Alcuni trovano davanti alla sbarra fatta da otturatore,

Il mondo della fotografia è oggi pieno di polemiche

tendina e obiettivo, degli agenti intransigenti e severi:

tra opposti, dalla diatriba oramai scialba “analogico vs

passa solo ciò che è “consentito”.

digitale” al recente “fotogiornalismo vs staged”… forse

Altri sanno corrompere a dovere i poliziotti per far

occorrerebbe interrogarsi di più sul cosa e soprattutto,

passare qualcosina di “illecito”.

in un mondo che privilegia l’estetica e lo stupore al

Altri ancora li trovano addormentati e sognanti e allora

contenuto, sul perché.

5


Diego Cicionesi


Presentazione alle immagini

opposto

di paolo contaldo Opposto è un luogo di osservazione, partenza e arrivo dello sguardo. Alessandro Landozzi con la sua “Stanza” ci regala un’occasione unica di rilessione. Il vuoto, il vecchio vissuto ma sopratutto storia che scompare e ricomincia. Z.XXIX di Valentina Parisi è una mappa delle distanze, delle contrapposizioni leggibili nel modo tutto italiano di preservare il territorio naturale. Incontriamo immagini opposte a quelle che si aspetta di vedere in una Riserva Naturale del litorale romano. Contrappunto nel linguaggio musicale è la capacità di creare un’unica composizione con linee melodiche indipendenti, nei dittici di Davide Palmisano le assonanze e soprattutto le dissonanze trovano il giusto equilibrio per raccontare la sua “Roma spaccata”. Di fronte, dall’altra parte è il luogo di osservazione di Diego Cicionesi. Immagini filtrate, storie diverse che si incontrano per un attimo, quello dello scatto. Sottosopra è incontro, dapprima incidente tecnico, poi visione di una realtà fatta di associazioni paradossali e coinvolgenti. Fabrizio Intonti ci propone un vero viaggio nel diverso contiguo.

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Alessandro Landozzi

La Stanza

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OPPOSTO

l’unico che per distrazione forse non è stato gettato via. L’arte, o meglio una sua copia, mi svela nel

Mi sono trovato in questo piccolo

a lavori di radicale ristrutturazione.

privato la sua opposta natura di

salotto di una vecchia casa nel cuore

Un dietro le quinte opposto per

costante riproduzione di se stessa,

di quella Firenze che dell’oltrarno ne

eccellenza al palcoscenico, dove si

fino a svanire come svanita è la vita

ha fatto vanto, un’identità cittadina

è consumata la medesima trama

vissuta tra queste mura. Decido di

che in passato si è contrapposta alla

che ha solo ingiallito i muri. Non

interrompere bruscamente questa

sua stessa identità di città storica.

ha mai voluto applausi e non ha

trama

Ho sentito la necessità di dover

svelato a nessuno il finale. Quadri

frettolosamente come ultima chance

testimoniare fotograficamente quella

che fungevano da scenografia e

di sopravvivenza dalla mia ostinata

che mi è sembrata la stanza chiusa

che ora hanno lasciato un vuoto

presunzione di fotografo. Appendo

al pubblico di un museo ormai in

temporaneo inesorabilmente uguale

il quadro sicuramente nel posto

disuso e destinato al disfacimento,

sulle opposte pareti, un lampadario

sbagliato per fare l’ultimo scatto,

che non ha mai avuto visitatori ma

che ha esaurito il suo compito e

come se la mia iniziativa potesse

solo disattenti ma gelosi custodi

non illuminerà più i quattro angoli

imprimere un senso di compiuto a

di se stessi. Brevi frammenti visivi,

della stanza equamente divisi tra

questa metafora già finita e opaca.

sensazioni di vita ripetutamente

intonaco scrostato e quello ancora

Spesso provocatoriamente penso

quotidiana da poco svanita sia nella

integro ma spento. Subito dopo

che l’arte non esista... Quale è il

presenza umana sia nell’arredo, quasi

la mia attenzione è stata attirata

retroscena dell’arte? Quale è il suo

del tutto gettato via per fare posto

dall’unico quadro ancora presente,

opposto per eccellenza? ■

9

non

scritta,

immortalata


un vuoto temporaneo inesorabilmente uguale

un vuoto temporaneo inesorabilmente uguale

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Alessandro Landozzi

BIO

Sono nato a Firenze, dove vivo e lavoro, il 21 Settembre del1974. Dopo gli studi classici mi sono iscritto alla facoltà di Giurisprudenza

interrotti

dopo

due

anni per seguire un corso professionale di fotografia Still Life. Da lì è iniziata progressivamente lavorativa

prima

la

mia

esperienza

collaborando

in

un

laboratorio di stampa fotografica per poi approdare,

dopo

qualche

sporadico

lavoro di sussistenza, alla Fratelli Alinari dove ho lavorato stabilmente dal 2000. Ho cominciato nella Stamperia d’Arte della F.lli Alinari come stampatore di collotipia o fototipia per poi evolvere la mia esperienza nell’allestimento di mostre fino ad arrivare in questi ultimi anni alla digitalizzazione dell’archivio fotografico. Nel 2013 s’interrompe il mio rapporto lavorativo per problematiche societarie. Dal 2014 a oggi collaboro saltuariamente con la Fratelli Alinari. ■

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Davide Palmisano

Roma Spaccata

ritratti capitolini in contrappunto

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OPPOSTO

lare” still-life. Per rappresentare, infine, le contraddizioni della capitale di una Nazione contraddittoria, ho

“Roma Spaccata” è un esperimen-

estrapolando scatti colti nel centro

accoppiato le foto in dittici facendo

to di reportage urbano precoce,

cittadino insieme con altri invece

uso della tecnica del “contrappun-

realizzato percorrendo in maniera

realizzati nella prima periferia del

to”, mutuata dalla composizione

ininterrotta, in un fine settimana

quartiere Appio, e imponendomi

musicale.

prenatalizio del 2013, le strade cit-

sempre la regola dell’estempora-

Accoppiando gli scatti secondo

tadine in completa solitudine; con

neità per quanto abbia scelto di

identità alternativamente di asso-

il desiderio di cogliere i sentimenti

miscelare volutamente immagini

nanza o dissonanza, quando non

narrati dalle contraddizioni che af-

di vario genere, dall’architettura al

addirittura entrambe se presenti,

fliggono la città.

paesaggio urbano, allo street, ma

cioè secondo la contraddittorietà

La decisione presa è stata di rac-

anche alcuni ritratti, posati o rubati,

dei sentimenti di volta in volta su-

contarle nella forma del dittico,

ambientati e non, fino a un “partico-

scitati. ■

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Davide Palmisano

BIO

Sono nato a Catania quarantadue anni fa, vivo a Trento ormai da diciotto anni, ho avuto la passione per la fotografia da quando avevo quindici anni, ma solo recentemente ho scoperto le reali possibilità offerte dalla fotografia e da adulto, mi sono finalmente concentrato su dei progetti. Non sono un professionista, ma fotografo per passione e spesso per una necessità personale di esprimermi. La fotografia per me è lo strumento attraverso il quale cerco di rappresentare la realtà o frammenti di come percepisco e interpreto nella sua essenzialità; la fotografia è uno strumento attraverso il quale cerco di stimolare l’osservatore, inclusivo me, ai sentimenti e di richiamarlo alla vita emotiva. Nella mia fotografia preferisco la ricerca della suggestione; cerco di provocare uno stato d’animo, la mia foto deve essere l’espressione di ciò che provo quando osservo, una sorta di paesaggio interiore. Fotografia come forma d’arte, per me, è di rompere le regole di conformità. Bisogna osare seguire il proprio percorso. Ho vinto un terzo premio in ctg Viaggi / Turismo a Mosca Fotografica Premio Internazionale,

nel

2014,

con

un

portafoglio di otto immagini sul tema “Frontiere del cielo” e mi esprimo meglio nel campo del ritratto, reportage e street photography. ■

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Diego Cicionesi

Opposto

22


OPPOSTO Ci si può trovare di fronte ad un’altra

senza conoscerlo né ora né mai.

persona e vederla attraverso un

Essere dalla parte opposta di chi

filtro invisibile.

può osservare senza possibilità di

Stare

dalla

parte

opposta

di

intervenire in alcun modo nel suo

un vetro, di una finestra: una

privato, provando comunque a

barriera fisica, reale concreta, ma

leggere la sua espressione e da lì

assolutamente permeabile a uno

immaginare il resto. Un momento

sguardo. Vedere qualcuno aldilà

di distanza e di partecipazione, di

ci permette di osservarlo, di porsi

separazione e di empatia per chi,

in relazione con lui senza averne

rispetto a me, è opposto (di fronte,

un contatto di fronte, vicinissimo

dall’altra parte). ■

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vicinissimo senza conoscerlo né ora né mai vicinissimo senza conoscerlo né ora né mai

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Diego Cicionesi

BIO

Innamorato da sempre della fotografia, ho ripreso dopo una lunga inattività solo qualche anno fa con un nuovo e totale approccio al mondo digitale. Sono membro della DIERRE FOTOGRAFI, società con la quale mi occupo professionalmente di eventi e cerimonie, rappresentati in stile reportage con contaminazioni ritratto e fashion. Collaboro con l’Associazione Deaphoto per i corsi di Ritratto in studio e Street Photography e partecipo assieme ai membri dello staff agli eventi organizzati sul territorio. Individualmente studio i paesaggi urbani con predilezione per la foto di strada e le ambientazioni portuali, in una scelta compositiva geometrica e

tendenzialmente

minimalista.

Sono

attratto dalle reciproche relazioni tra fotografia e psicologia e studio l’interazione tra soggettività, interiorità ed spazi urbani. Vivo con curiosità ed un po’ di caos tutte le cose della mia vita, integrando il medium visivo con letture di ogni genere e musica, prediligendo il jazz. L’essenza del mio vivere si concretizza nei viaggi, di qualsiasi durata e distanza.. ■

27


Fabrizio Intonti

Sottosopra

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OPPOSTO La serie ha origine da un errore di

Da qui è nato questo progetto di

scansione dei negativi fotografici

dittici fotografici, fatti di frammenti

di medio formato del mio archivio.

di negativi fotografici scansionati e

Quando la pellicola non è collocata

giustapposti tra loro in modo solo

nel

apparentemente casuale. Il risultato

modo

seleziona

giusto, e

unisce

lo

scanner

due

metà

è un’immagine con un significato

diverse di due fotogrammi contigui,

nuovo, a volte paradossale, a volte

creando un’immagine composta.

evocativo e metaforico. ■

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33


a volte paradossale, a volte evocativo e metaforico

a volte paradossale, a volte evocativo

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Fabrizio Intonti

BIO

Sono un fotografo e autore di formazione filosofica. La mia produzione fotografica, oltre all’attività professionale, si estende alle arti visive, sovente si basa sulla contaminazione di tecniche (analogico, digitale) e di linguaggi (parole, immagini), tenendo fermo l’intento di mostrare lo straordinario nell’ordinario, e l’abituale nello straordinario, che si tratti di cose, persone, luoghi

e metaforico

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Valentina Parisi

Z.XXIX

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OPPOSTO

Le vecchie trappole scompaiono, ne appaiono di nuove… Posti

prima

sicuri,

diventano

Z.XXIX è la ventinovesima zona

conservare e proteggere.

impraticabili: e il cammino si fa ora

di Roma di cui fa parte il Parco

Nonostante la dicitura con cui è

semplice e facile, ora intricata e fino

urbano di Castel Fusano, inserito

stata caratterizzata, quest’area, a

all’inverosimile. è la Zona! Forse a

nella Riserva Naturale del Litorale

distanza di anni, rimane uno spazio

certi potrà sembrare “capricciosa”…

Romano.

invisibile

l’amministrazione,

ma in ogni momento è proprio

è un’area protetta dal 1980 dalla

teatro di numerosi incendi, spazio

come l’abbiamo creata noi, come

Regione Lazio.

per l’abusivismo edilizio e terra

il nostro stato d’animo… non vi

Chiamate comunemente Riserve

“riservata” al silenzio.

nascondo che ci sono stati in cui

Naturali

La Zona è forse…un sistema molto

la gente è dovuta tornare indietro

mantenere l’equilibrio ambientale

complesso di “trabocchetti”.

a mani vuote… alcuni sono anche

di un determinato luogo, aumen-

E sono tutti mortali! Non so cosa

morti, proprio sulla porta della

tandone la biodiversità e conser-

succede qui in assenza dell’uomo,

Stanza… Ma quello che succede non

vandone le risorse genetiche.

ma non appena arriva, qualcuno,

dipende dalla Zona, dipende da noi!

tutto, tutto si comincia a muovere…

Andrej Arsenevic Tarkovsky ■

Una

hanno

riserva

è

la

un

funzione

luogo

di

da

per

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intricata fino all’inverosimile

40

intricata fino all’inverosimile


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42


Valentina Parisi

BIO

Valentina Parisi è nata a Roma nel 1982, dove vive e lavora. Dopo aver insegnato all’Upter, Università Popolare di Roma, ora dirige un laboratorio fotografico per ragazzi/e disabili presso la Fattoria Sociale La Terra dei Sogni. Nel 2014 ha vinto la borsa di studio alla Scuola Romana di Fotografia. Diplomata in fotografia all’istituto Superiore R. Rossellini e laureata in Lettere, ha collaborato con la Casa Internazionale delle Donne e partecipato a numerose mostre collettive. IL suo ultimo lavoro, DERMA è stato presentato in una mostra personale a Salerno presso la galleria Art.Tre, mentre il dummy è stato esposto alla decima edizione di Fotoleggendo a Roma. ■

43


recensioni

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mostra

WIM WENDERS

UNA MOSTRA A VILLA PANZA. A CURA DI sara severini

Fino al 29 marzo a Villa Panza sarà

parte vitale del viaggio”, l’autore

presenza

possibile visitare Wim Wenders.

stesso

la

sempre all’uomo, evocano storie e,

America. 34 immagini raccontano

fotografia per “cogliere un luogo per

complice il magistrale utilizzo della

il Nuovo Mondo nella visione del

la prima volta”. Le opere esposte

luce, scardinano la visione rendendo

celebre regista e fotografo tedesco.

rappresentano appunto luoghi, ampi

labile il confine tra reale e artefatto,

L’attività cinematografica di Wenders

spazi aperti, strade, architetture,

oppure, come dice l’autore parlando

è sempre stata accompagnata da

interni fotografati tra la fine degli

dell’opera di Edward Hopper, “c’è

quella fotografica “La fotografia […]

anni Settanta e il 2003 in America.

la straordinaria sensazione che

è un mezzo di esplorazione, è una

I ritratti dei luoghi, spesso privi della

qualcosa sta per accadere” , come

afferma

45

di

utilizzare

umana,

riconducono


in Street Front in Butte, Montana

l’ha ispirata e penso sia stato un

penetrare tra i grattacieli, illuminava

che richiama al quadro Domenica

grande privilegio poterla fare”. La

direttamente la scena “[…] in quei

mattina presto, del 1930 di Hopper.

location dialoga e si accorda con le

momenti, nelle poche foto scattate

Wenders dedica questa mostra

opere così che il percorso espositivo

con quella luce, mi sembrò di essere

all’amico e collega Dennis Hopper e

risulta

intensa,

il testimone di un messaggio che il

a Edward Hopper, suo riferimento

intima.

attraversato

luogo stesso ci consegnava. Era

artistico, citato insieme a un altro

alcune sale del piano terra, tra cui lo

un messaggio di pace. Quel luogo

pittore americano, Andrew Wyeth.

splendido salone impero, saliamo al

aveva visto un orrore indicibile.

La villa settecentesca di Varese

primo piano dove stampe di grandi

Ma ora, per un attimo, mostrava

è gestita dal FAI, diretta da Anna

dimensioni dominano gli spazi delle

un lampo di bellezza surreale che

Bernardini che ha curato anche la

stanze semivuote, si sposano con

voleva dire: -Il tempo guarirà le

mostra in questione. Si tratta del

gli ambienti dei corridoi arredati. Il

ferite! Questo luogo guarirà! Questo

luogo ideale per ospitare questa

percorso si conclude nella scuderia

paese guarirà! Ma tutto ciò non

raccolta di immagini, come dichiara

della villa dov’è Ground Zero: cinque

deve essere la causa di altri morti!

l’autore: “Considero Villa Panza un

gigantografie occupano tre pareti; lo

Non lasciamo che questo diventi

luogo che rappresenta il cuore della

spettatore, contenuto e abbracciato

motivo di ulteriori orrori..- Questo

cultura europea e al tempo stesso,

nell’installazione, si sente partecipe

è ciò che ho capito mentre scattavo

grazie alla collezione Panza, l’unione

della preghiera laica che l’opera

le mie foto in quegli attimi beati. E

tra l’Europa e l’America nella sua

sembra rappresentare visivamente.

sì, spero di aver immortalato quel

piena espressione. Non avevo mai

A proposito di queste immagini

messaggio”. Il catalogo della mostra

pensato a una mostra dedicata

Wenders racconta di averle scattate

contiene un’intervista all’artista a

all’America, ma questo luogo me

in un momento in cui il sole, riuscito a

cura di Francesco Zanot. ■

un’esperienza Dopo

aver

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recensioni

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libro

ALEC SOTH

CONVERSAZIONI INTORNO A UN TAVOLo A CURA DI diego cicionesi

Nel

mondo

delle

pubblicazioni

il

libro

intervista

Francesco

di coscienza, con grande libertà ed

fotografiche ci sono libri innanzi tutto

Zanot ad Alec Soth. Alec Soth è un

istintività. Solo dopo l’autore cerca

di foto, ce ne sono altri che parlano

fotografo americano che, come altri

di ricomporre i frammenti all’interno

di tecnica e diversi che esprimono

nativi in USA e diversi nati altrove, ha

di una storia e di una “funzionalità”

concetti vari di critica fotografica.

saputo raccontare la quotidianità e

delle immagini dove l’una si lega alla

la presunta ordinarietà in modo

successiva e la completa. “Spesso

poetico ed originale, donando ad

il meccanismo – ci dice Alec Soth –

oggetti

non è ne’ razionale ne’ meramente

e

grandissima

di

persone dignità

“qualunque” grazia

estetico ma è il frutto di un flusso

estetica. Ha saputo ben riprendere

di coscienza dell’autore che lega

e rappresentare cose e persone

le immagini come in un sogno

appartenenti al nostro mondo di

affidandosi al proprio subconscio.”

tutti i giorni e con queste costruire

Spesso mi chiedo quanto una serie

storie e narrazioni emozionanti e

di foto debba raccontare senza

d’effetto. Alec Soth infatti lavora

nessun’altro elemento addizionale

per serie fotografiche e nel libro

(didascalie

isolare singole foto e su queste

genere). Quanto conti l’istallazione

discuterne è stato forse un gesto un

o quanto l’immagine sia autonoma

po’ innaturale per l’opera del grande

dal contesto. Spesso le foto, nella

fotografo. Non sono mancati però

loro

elementi di grande spunto per chi

armoniche ed esteticamente valide.

come me sta facendo ricerca sulla

Esattamente come in musica il primo

Ne esistono altri ancora (i miei

costruzione narrativa delle immagini:

giudizio è relativo a quanto un brano

preferiti) che sono scritti da fotografi

cosa vuol raccontare chi scatta

sia

che parlano di se stessi, delle loro

e come intende farlo, attraverso

bello ed interessante. Solo dopo,

opere e del mondo in generale. Non

quale linguaggio e sequenza. Qui ho

maturato

usano in genere termini altisonanti

trovato elementi di grande interesse

nell’andare avanti con l’ascolto (o

e sinteticamente raccontando del

e semplicità. Narrare secondo Soth

con la visione) si scopriranno i testi e

come le loro opere si sviluppano.

è una serie di foto concatenate,

tutte le informazioni aggiuntive che

Tra questi, recentemente, ho letto

scattate secondo un libero fluire

l’autore ha voluto trasmetterci. ■

49

e

o

supporti

sequenza,

devono

armonicamente un

di

altro

essere

accattivante,

certo

interesse


eventi MUX 6TET Firenze – Pinocchio Jazz, 24 gennaio 2015

ARTICOLO COMPLETO E SERVIZIO FOTOGRAFICO: clicca qui

50


Firenze

MUX 6TET

A CURA DI niccolò vonci

Sul palco del Pinocchio Jazz il

solisti

jazzistico

Amara, passando da standard come

nuovo

della

italiano, Achille Succi e Pasquale

Moonlight Serenade e My Favourite

band tosco romagnola di Stefano

Mirra (rispettivamente Sax alto/

Things), in un perfetto equilibrio

Rapicavoli

Francesco

Clarinetto basso e Vibrafono). Nel

tra improvvisazione e armonia tra

Canavese (chitarra) e Filippo Pedol

live si sono alternati composizioni

gli strumentisti per un repertorio

(contrabbasso)

originali e rivisitazioni

colorato dove suono e tempo si

da

due

originale

progetto

(batteria),

tra

, i

accompagnati piĂš

interessanti

del

panorama

di brani

celebri (da Quisas a Maremma

51

dimostrano elementi cardine. â–


GRE ABIT

Collabora al prossimo numero di C inviando il tuo servizio, il prossim

colore, economia, sotenib

Indossare, dimorare. Un oggetto vestito, un luogo vissu il rapporto intimo tra individuo, ide Invia un servizio composto da un minimo di 5 a un massimo di 15 immagini, (formato jpeg, 72 dpi, lato lungo 2500 1200 pixel),

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Clic.hé mo tema sarà:

bilità, speranza

uto o entrambi per indagare entità, spazio e tempo


LA REDAZIONE

LUIGI TORREGGIANI Direttore responsabile

GIULIA SGHERRI Photo-editor

REDAZIONE “TEMI”

PAOLO CONTALDO Caporedattore

SABRINA INGRASSIA Redattrice

LUCIFERI VISIONIBUS Grafica e impaginazione


QUESTI SIAMO NOI

REDAZIONE “RECENSIONI & RUBRICHE”

SARA SEVERINI Caporedattrice

SILVIA BERRETTA Redattrice

ALBERTO IANIRO Rubrica “Interview”

CHIARA MICOL SCHIONA Rubrica “Storyboard”

TIZIANA TOMMEI Rubrica “Nouvelle Vague”

REDAZIONE “EVENTI, CULTURA E SPETTACOLO”

NICCOLÒ VONCI Caporedattore

COLLABORATORI FISSI

SANDRO BINI

DIEGO CICIONESI

CATERINA CAPUTO


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Clic.hé è il webmagazine trimestrale di fotografia e realtà visuale edito dall'Associazione Culturale Deaphoto.

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