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Il personaggio

La cultura

Lo sport

Il fotografo che tradì Luther King

Se Bollywood si ribella ai baci proibiti

L’Inter fatica anche in Europa 2-2 con il Twente

FEDERICO RAMPINI

FRANCO LA CECLA

ANDREA SORRENTINO

Fondatore Eugenio Scalfari 1 2

www.repubblica.it

Anno 35 - Numero 218

Direttore Ezio Mauro

1,00 in Italia

mer 15 set 2010

mercoledì 15 settembre 2010

SEDE: 00147 ROMA, VIA CRISTOFORO COLOMBO, 90 - TEL. 06/49821, FAX 06/49822923. SPED. ABB. POST., ART. 1, LEGGE 46/04 DEL 27 FEBBRAIO 2004 - ROMA. CONCESSIONARIA DI PUBBLICITÀ: A. MANZONI & C. MILANO - VIA NERVESA, 21 - TEL. 02/574941. PREZZI DI VENDITA ALL'ESTERO: AUSTRIA, BELGIO, FRANCIA, GERMANIA, GRECIA, IRLANDA, LUSSEMBURGO, MALTA, MONACO P., OLANDA, PORTOGALLO, SLOVENIA, SPAGNA € 2,00; CANADA $1; CROAZIA KN 15; DANIMARCA KR 18; EGITTO EP 16,50; FINLANDIA € 2,50; MAROCCO MDH 24; NORVEGIA KR 20; POLONIA PLN 12,10; REGNO UNITO LST 1,50; REPUBBLICA CECA CZK 61; SLOVACCHIA SKK 80/€ 2,66; SVEZIA KR 18; SVIZZERA FR 3,00 (CON D O IL VENERDÌ FR 3,30); TUNISIA TD 3,50; TURCHIA YTL 4; UNGHERIA FT 495; U.S.A $ 1

Il capo dello Stato: “Il voto non è un balsamo”. Gli uomini Udc: non cambiamo posizione. Nucara: esagerato l’ottimismo di Berlusconi

Napolitano: alt alle elezioni “Troppe polemiche contro di me”. Fuga dal nuovo gruppo salva-governo L’analisi

Le idee

La lezione del Presidente

L’anniversario della Disunità

MASSIMO GIANNINI

ADRIANO SOFRI

A DEMOCRAZIA rappresentativa intesa come premierato di comando. Il consenso popolare declinato come assenso populista. Il Parlamento svilito a gran bazar. Nella fase discendente del ciclo berlusconiano, tocca ancora una volta al Capo dello Stato l’esercizio di una “pedagogia repubblicana”, senza la quale l’Italia di oggi rischierebbe una deriva sudamericana. SEGUE A PAGINA 49

UTTO alla rovescia. L’Italia è sfatta, basta finir di disfare gli italiani. Si intitolarono piazze, anche la più bella, a Trieste, all’Unità d’Italia. Sembrerà almeno un po’ buffo correggere in “Piazza Divisione d’Italia”. Ma qualcosa bisognerà inventare, perché nel riavvolgere il Risorgimento all’indietro siamo andati lontano. SEGUE A PAGINA 48

L

T

ROMA — Il ricorso alle urne non è il «balsamo» per ogni febbre, in democrazia occorre il rispetto delle regole e, tra queste, di quella sulla durata della legislatura. Lo ha detto ieri il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano. Aggiungendo: «Contro di me ci sono state polemiche agostane non sempre garbate». Intanto si sfalda il gruppo parlamentare che avrebbe dovuto rafforzare la maggioranza di governo. Gli uomini dell’Udc indicati come possibili componenti: non cambiamo posizione. E il repubblicano Nucara, fautore dell’iniziativa, spiega: «Berlusconi è stato troppo ottimista». DA PAGINA 2 A PAGINA 7

Roma, l’elementare di soli stranieri

Nella scuola rovesciata dove l’Italia è l’Altro Mondo FRANCESCO MERLO

Anche i vescovi accusano: “L’esecutivo è inerte, si spara troppo facilmente”

Libia, i pescatori a Maroni “Incidente? Potevano ucciderci” R2

Che fine ha fatto il Mare Nostrum LUCIO CARACCIOLO

E LA stiamo mettendo davvero tutta per convincerci che il Mediterraneo sia per l’Italia un fronte di guerra. Fino a farci la guerra da soli. ALLE PAGINE 51, 52 E 53 CON UN ARTICOLO DI ALESSANDRA ZINITI

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ROMA — «Non è stato un incidente. Hanno sparato per colpirci e potevano ucciderci». È l’accusa lanciata dal capitano del peschereccio “Ariete”, crivellato dai colpi esplosi da una motovedetta libica. Di “incidente” aveva invece parlato in mattinata il ministro dell’Interno Maroni. E mentre la procura di Agrigento apre un’inchiesta per tentato omicidio, i vescovi affidano a monsignor Mogavero la loro denuncia: «Nel Canale di Sicilia si spara troppo facilmente e il governo è inerte». CUSTODERO, NIGRO E VIVIANO ALLE PAGINE 10 E 11

Ma Tremonti sdrammatizza: gettito in linea con le previsioni

Bankitalia: giù le entrate fiscali debito record ROBERTO PETRINI A PAGINA 24

La storia

ROMA L BAMBINO del Bangladesh si chiama Marco e quello italiano si chiama Nick, ma sottosopra qui non c’è solo l’onomastica, perché è Nick la minoranza etnica in questa scuola di Torpignattara dove in Prima B non c’è neppure un italiano e in Prima A ce ne sono solo due. SEGUE ALLE PAGINE 20 E 21

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R2

Mladic, i diari dell’orrore Arriva la pelle artificiale “Sterminare i musulmani” sente il peso di una farfalla RENATO CAPRILE CCIDERE 50mila musulmani in più non porterebbe a niente. Recupereremo in seguito. La nostra vera priorità è sbarazzarci della popolazione musulmana (sostituendola con serbi e croati, ndr)». «I musulmani sono il nemico comune nostro e dei croati, dobbiamo cacciarli in un angolo dal quale non possano più muoversi». La pulizia etnica da realizzare ad ogni costo è l’ossessione di Ratko Mladic in tutti i suoi scritti. SEGUE ALLE PAGINE 16 E 17

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Milano, via il manifesto

Bloccato l’Hitler di Cattelan

IN CULTURA

MICHELE BOCCI IL punto di contatto tra il corpo umano e il mondo, l’organo che ci fa sentire la consistenza delle cose, la loro temperatura, la loro forma. Ha una sensibilità in grado di cogliere la presenza di un oggetto sfiorandolo appena. Eppure non è impossibile da replicare. Transistor, micro fili, gomme speciali, circuiti elettrici possono sostituirla. La pelle artificiale è infatti una realtà. SEGUE A PAGINA 57

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Il caso

La Francia vara la legge anti-burqa

La battaglia delle spie tra Le Monde e Sarkozy BERNARDO VALLI A DENUNCIA è contro ignoti. Contro X. Ma monsieur X è di fatto la Presidenza della Repubblica. Quindi Nicolas Sarkozy. Le Monde lo accusa di violare la legge sulla libertà di stampa. Di avere commesso un reato: di avere usato per fini personali i servizi di controspionaggio, destinati a difendere la sicurezza dello Stato, soprattutto dal terrorismo. Essi sono invece stati impiegati per scoprire l’alto funzionario del Ministero della Giustizia colpevole di avere fornito notizie a un cronista di Le Monde sull’affare Bettencourt, al centro del quale c’è il denaro della miliardaria azionista di L’Oréal. Un affare che tormenta Sarkozy e in particolare il suo ministro Eric Woerth. L’operazione è riuscita perché il funzionario — talpa è stato scoperto e avrebbe già ricevuto l’ordine di trasferirsi alla Cayenna. Le Mondesostiene che è stata violata la legge del 2010, promossa proprio da Sarkozy. Una legge che protegge le fonti da cui i giornalisti traggono notizie. Essa dice con chiarezza che non si può violare la confidenzialità, il segreto di quelle fonti, né direttamente né indirettamente, salvo in casi eccezionali di interesse pubblico. Vale a dire, appunto, in casi di terrorismo o tanto gravi da mettere in pericolo la sicurezza dello Stato. I difensori dell’intervento sostengono che l’obiettivo era di scoprire il funzionario infedele e non di colpire il cronista. SEGUE A PAGINA 13 GINORI E MARTINOTTI ALLE PAGINE 12, 13 E 14

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la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

IL GOVERNO ALLA PROVA POLITICA INTERNA

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Sì all’impegno del premier

Federalismo senza trucchi

Apprezzo le dichiarazioni di Silvio Berlusconi sul rilancio dell’attività di governo e sulla intenzione di andare avanti nel prosieguo della legislatura

Bisogna attuare il federalismo ma non bisogna giocare con le parole. Non si tratta di tornare indietro o mettere i bastoni tra le ruote

Le frasi

Napolitano contro le elezioni “Non sono un balsamo per ogni crisi” E attacca: su di me sgarbate polemiche agostane DAL NOSTRO INVIATO UMBERTO ROSSO SALERNO — Un riconoscimento e un «vincolo» al tempo stesso. Indirizzati dal capo dello Stato al presidente del Consiglio. Con un messaggio chiaro: il tormentone delle elezioni anticipate deve finire qui, il governo si occupi della crescita economica, «imperativo categorico» per il sud e i giovani. Giorgio Napolitano sbarca col treno Frecciarossa a Salerno, in visita alla città ancora in lutto per l’omicidio del sindaco di Pollica Vassallo, e lancia segnali distensivi: esprime «apprezzamento» per le ultime sortite di Berlusconi, per le «impegnative valutazioni espresse sulla prosecuzione e il rilancio dell’attività di governo». Senza scordare però il fuoco d’agosto, quando «mi si spiegava premurosamente che il ricorso al popolo e quindi alle urne è sale della democrazia e balsamo per tutte le febbri». E le polemiche «allusive e non sempre garbate nei miei confronti» scaricate dalla maggioranza contro il Colle che sbarrava la strada delle urne.

“Basta dipingere il Sud di nero e il Nord d’oro. Bisogna fare di più per il Mezzogiorno” Ma adesso, è l’ultimo Berlusconi che Napolitano prende per buono, quello che si dice contrario al voto. Così planando proprio sulla linea tracciata e seguita fin dal primo giorno di tempesta dal Colle. Ovvero a quel «valore della stabilità politico-istituzionale» che anche ieri il presidente della Repubblica ha rivendicato come unica bussola nella bufera. Ma se il presidente del Consiglio finalmente lo riconosce, è a questa linea — è il risvolto dell’apprezzamento manifestatogli dal capo dello Stato — che ormai è vincolato. Insomma, rimettere in moto l’altalena delle urne non è più consentito dopo le ammissioni del premier stesso. Il governo, è il richiamo di Napolitano, ha da occuparsi delle spine vere che tormentano il paese. A cominciare dal sud, bloccando però le «penose dispute contabili e le recriminazioni sul dare e avere fra nord e sud», con una bacchettata alla Lega ma anche al ministro Brunetta. Avanti col federalismo ma «senza giochi di parole», se è solidale deve esserlo sul serio nei testi dei decreti attuativi. E non ci si può abbandonare a «caricaturali» rappresentazioni «tutte in nero del sud e tutto in bianco o bianco-oro del centro-nord», pure se le regioni meridionali non sono esenti da colpe. Napolitano a Salerno incontra

i bambini degli asili nido, fiore all’occhiello della giunta De Luca («in queste strutture siamo i primi in Italia», rivendica il sindaco), e incoraggia i precari che protestano mascherati, «serve un dibattito in Parlamento sui vostri problemi». Poi un omaggio al poeta

Alfonso Gatto e la mostra che celebra i giorni di Salerno capitale nell’estate drammatica del ‘44. Sperando che sia davvero dissolta l’incognita-elezioni. Spiega, il capo dello Stato: il fatto che negli ultimi giorni si sia manifestata una «crescente fiducia» nella pro-

Gli scontri ALFANO E MARONI

ELLEKAPPA

A Ferragosto, i ministri Alfano e Maroni annunciano: “Senza la maggioranza si vota”

BIANCONI Il vicecapogruppo Pdl Maurizio Bianconi accusa Napolitano di “tradire la Costituzione”

IMPEACHMENT Napolitano risponde con una dura nota alle critiche: “Tradisco la Carta? Chiedano l’impeachment”

Il caso

secuzione dell’attività di governo «segna per me un’evoluzione auspicabile e costruttiva». In questa direzione, ricorda, si è mosso denunciando i rischi del vuoto politico. E invece, che è successo ad agosto? Ricostruisce Napolitano: si sono succeduti per settimane, ogni giorno, interventi orientati in tutt’altro senso, in polemica anche sgarbata nei suoi confronti. Ironizza: «Si è mostrato stupore per il fatto che il presidente della Repubblica non apparisse pronto, con la penna in mano, a firmare un decreto di scioglimento delle Camere». Trascurando un particolare: la vita di un paese democratico è ordinata secondo regole. A cominciare dalla durata prestabilita della legislatura. Adesso che tutti sembrano concordare, auspica Napolitano, bisogna andare verso una stagione «di più lungimirante e produttivo confronto su grandi questioni sociali». Al primo posto c’è il sud, ma «sgombrando il campo da polemiche e spesso fantasiose schermaglie sui dati».

134 giorni SVILUPPO senza MINISTRO A oltre quattro mesi dalle dimissioni di Claudio Scajola, non è stato ancora nominato il nuovo ministro dello Sviluppo economico

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Il Pdl accelera sullo scudo costituzionale, puntando al rinvio della Consulta. Ma Ghedini è scettico e cerca alternative

No del Pd allo scambio lodo-Mattarellum e riparte la corsa per salvare il Cavaliere GUARDASIGILLI

LIANA MILELLA ROMA — Non è neppure cominciata, perché era nelle intenzioni del Cavaliere, ma è già finita. La trattativa per ottenere dal Pd il voto favorevole sul lodo Alfano costituzionale in cambio del ritorno al Mattarellum frana sul niet senz’appello del segretario Pierluigi Bersani. Quando glielo chiedono reagisce inorridito («Mai sentita una cosa del genere, e se la sentissi la liquiderei subito»). Il tentativo berlusconiano di guadagnare un assist ed evitare il referendum sullo scudo per congelare ben tre processi si arena sul freddo stupore, quasi un ribrezzo, di Anna Finocchiaro, la presidente dei senatori democratici: «Per favore, non scherziamo. È una cosa che non esiste. Non sta né in cielo né in terra che noi ci si abbassi a un baratto con la maggioranza su questioni di così grande importanza per il Paese». E allora, se le cose stanno così, tocca rimboccarsi le maniche. Lo fa il Guardasigilli Angelino Alfano. Lo fa l’avvocato del premier Niccolò Ghedini. Lavorano per escogitare la strada giusta per risolvere una volta per tutte il dramma giudiziario del loro capo. Tra dubbi, esitazioni, timori

Il ministro della Giustizia Angelino Alfano al lavoro per risolvere la grana dei processi del premier

Oltre al lodo Alfano, spunta la “legge Consolo”: la Camera decide se il reato va perseguito di una sconfitta. L’ennesima, dopo la “morte” della blocca-processi, del processo breve, del primo lodo Alfano. Con una spada di Damocle sulla testa, la decisione della Consulta sul legittimo impedimento. Lo spartiacque è il 14 dicembre. Tre strade si aprono. Nuovo lodo Alfano. Processo lungo. Versione riveduta del lodo Consolo. Se sarà scudo dovrà essere approvato a tamburo battente, sfruttando l’apertura concessa da Fini. Ma Ghedini è dubbioso. Teme tempi lunghi. Oggi ne parleranno al Senato il presidente della commissione Affari costituzionali Carlo Vizzini e il capogruppo Maurizio Gasparri per verificare la possibilità di dar vita a un testo concordato con il

Pdl della Camera. E la capigruppo deciderà se calendarizzarlo alla ripresa dei lavori. Ma Ghedini preme con i suoi timori. A più d’uno confida che ipotizzare un percorso rapido è pura utopia. E se Alfano è convinto che basti lavorare al lodo per far sì che la Consulta decida di rinviare l’esame del legittimo impedimento, Ghedini è perplesso anche su questo. Lo preoccupa l’idea che la Corte vada avanti lo stesso. Perché è vero che, per consuetudine, essa rinvia un caso se il Parlamento sta trattando la stessa materia ed è vicina al sì sul nuovo testo. Ma in un iter complesso come quello di una legge costituzionale spendersi sui tempi è arrischiato. E in que-

sto caso poi, con il legittimo impedimento parliamo di un’altra legge, non della medesima che per 18 mesi, per premier e ministri, congela i processi togliendo ogni autonomia al giudice grazie a un’autocertificazione di palazzo Chigi. Una prerogativa che viola l’articolo 3 della Costituzione (tutti i cittadini sono uguali davanti alla legge) poiché non è stata usata una procedura costituzionale. Ghedini non vede bene neppure un intervento che “costituzionalizzi” il legittimo impedimento attenuandone l’automatismo in quanto ciò rischierebbe di far ripartire di continuo i processi del suo assistito. Serve altro allora. Un’altra “leggina”. A due progetti lavora-

no Ghedini e Alfano. Il processo lungo, con il divieto di usare le sentenze definitive (caso Mills) e l’obbligo per il giudice di accogliere integralmente le liste dei testi dei difensori. Ma in molti, nel Pdl, sono convinti che nel futuro ddl Costa ci sarà “dentro” pure dell’altro, un’altra invenzione di Ghedini. Ma non basta. A via Arenula, dopo che il finiano Giuseppe Consolo (ma a titolo personale) lo ha rilanciato, si ragiona se il suo lodo non possa servire per Berlusconi. Quel ddl, vecchio di più legislature ma riproposto in questa, molti sospettano “a misura” di Altero Matteoli di cui Consolo è avvocato, stabilisce che spetta solo al Parlamento stabilire se un reato è ministeriale. Per cui sono le Camere a dover autorizzare il pm ad andare avanti. Ma non solo Berlusconi è imputato di corruzione e frode fiscale, ma i suoi dibattimenti sono già cominciati. Mills e Mediaset per certo. Resterebbe solo Mediatrade. Un anno fa, quando il lodo Consolo si arenò alla Camera, trapelarono perplessità del Colle. Tuttavia, con l’incubo del legittimo impedimento bocciato alle porte, tutto è buono per salvare Berlusconi. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

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MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

Stampa estera

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Sotto tiro anche gli autoelogi come “buon partito”

Giornali inglesi anti-premier “Su Hitler battuta incredibile” DAL NOSTRO CORRISPONDENTE LONDRA — Un Berlusconi “di cattivo gusto”, titola il quotidiano conservatore Daily Mail. Berlusconi “suscita rabbia e si copre di ridicolo con battute su Hitler e su un suo nuovo matrimonio”, titola il progressista Guardian. La stampa inglese torna a occuparsi del Cavaliere, dando ampio spazio alle dichiarazioni di domenica davanti ai giovani del Pdl. Le sue spiritosaggini, notano i giornali di Londra, hanno provocato accuse di antisemitismo e perfino di “instabilità mentale”. “Perfino per gli standard di Silvio Berlusconi, questa volta ha passato il limite”, scrive il Mail, affermando che il premier “non era mai caduto così in basso”. Tutti gli organi di stampa riportano la barzeletta di Berlusconi: “Hitler promette ai suoi sostenitori di tornare al potere, ma a una condizione: che questa volta sarà cattivo”. Parole che “sono state accolte con un uragano di applausi”, osserva il Mail. I giornali inglesi riferiscono anche le altre sue battute (“sono un candidato a sposarmi, perché sono ricco, ci so fare e sono vecchio, così quando muoio la moglie eredita”), quindi riportano le reazioni di Antonio Di Pietro, secon-

A SALERNO Il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ieri in visita a Salerno che nel 1944 fu sede del Governo

Il retroscena

“RABBIA E SENSO DI RIDICOLO” L’articolo del Guardian dedicato alle battute di Berlusconi di domenica scorsa. Ne hanno scritto con toni critici anche il Mail e l’Independent

do cui il problema con Berlusconi “non è politico o giudiziario ma psichiatrico”, e dell’onorevole Fabio Evangelisti, che chiede a Berlusconi di scusarsi con la comunità ebraica per la battuta su Hitler. Il Guardian riporta che Berlusconi è apparso “rilassato ma un po’ pallido” e il Mail scrive che la faccia del premier sembra più gonfia, “gli è spuntato il doppio mento, i capelli paiono tinti con lo spray ma dalla fronte sono scomparse tutte le rughe”. (e.f.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

Berlusconi ora vuole evitare lo scontro “Se cadiamo la trattativa è con il Quirinale” Il Colle irritato per il ritardo nella nomina del ministro dello Sviluppo

FRANCESCO BEI

I personaggi

ROMA — Toni bassi, nessun commento ufficiale alle parole del presidente della Repubblica. Silvio Berlusconi è impegnato nella partita della legislatura e raccomanda «prudenza» nei rapporti con il Quirinale. Perché è indubbio che quei riferimenti sarcastici del capo dello Stato, il ricordare come per tutta l’estate gli sia stato «premurosamente spiegato come il ricorso al popolo sia balsamo per tutte le sue febbri», avevano un bersaglio preciso: il leader del Pdl. Così come quel calcare la mano sulle «impegnative valutazioni espresse dal presidente Berlusconi in ordine alla prosecuzione dell’attivita’ di governo», suona esplicitamente con un monito per il futuro. Come dire: Napolita-

rebbe al Quirinale lo scioglimento delle Camere in caso di crisi) contro la Costituzione “formale” difesa da Napolitano. A palazzo Chigi, inoltre, si dà per certo che l’udienza al Colle chiesta a gran voce dal premier e da Umberto Bossi — se mai ci sarà — è destinata a slittare almeno dopo il 28 settembre, data fatidica dalla quale dipenderà il futuro della legislatura. Berlusconi insomma non ha nessuna fretta di salire al Quirinale, tanto più che non in-

tende doversi sorbire un’altra tirata d’orecchie per il prolungamento dell’interim al ministero dello sviluppo. Anche quella partita infatti è legata all’operazione sul nuovo “gruppo di responsabilità” a cui il Cavaliere — a parte una veloce visita al castello di Tor Crescenza insieme alla figlia Marina — non ha smesso nemmeno ieri di lavorare. La poltrona di Scajola, offerta qualche settimana fa all’Udc di Casini, resta infatti sul tavolo come merce di scam-

Vaillant SCAJOLA

I rapporti tra Palazzo Chigi e il Colle rimangono a un livello molto basso

conoscimento agli sforzi del presidente Silvio Berlusconi di salvare la legislatura come bene supremo per gli interessi del Paese». In realtà i rapporti tra i due “presidenti” restano a un livello molto basso. Non hanno certo giovato a ristabilire una relazione di buon vicinato le sortite estive condotte da uomini del Cavaliere — da Cicchitto a Calderisi, da Quagliariello a Stracquadanio — per ribadire l’esistenza di una “costituzione materiale” (che impor-

Made in Germany

Il premier ha offerto il ministero dello Sviluppo, vacante dalle dimissioni di Scajola, all’Udc

CALDERISI no saprà ricordare, se ce ne sarà bisogno, che lo stesso Berlusconi ha considerato le elezioni un danno da evitare. E tuttavia, nonostante abbia chiaramente inteso il sottofondo polemico nascosto nel messaggio quirinalizio, il Cavaliere ha dato ordine di non replicare. «In questa fase delicata — ha spiegato tra una riunione e l’altra sul nuovo gruppo in formazione — Napolitano ci può aiutare ad andare avanti. Ma, se le cose si mettessero male, potrebbe anche favorire la nascita di un governo tecnico: dobbiamo essere cauti». Non è un caso se l’unico a rompere il silenzio sia stato il vicecapogruppo Pdl Osvaldo Napoli, ma solo per sottolineare come il presidente della Repubblica abbia dato «ampio ri-

L’esponente del Pdl ha polemizzato a distanza con il Colle sui poteri di scioglimento delle Camere

LA MALFA Ieri ha spiegato che il Quirinale concederà le elezioni solo se 316 deputati le chiederanno

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LA RUSSA Il coordinatore del Pdl è convinto che si possa raggiungere le 20 adesioni per il nuovo gruppo salva-Silvio

bio per rimpolpare la trattativa con l’area dei parlamentari in arrivo. Nonostante i motivi di frizione non manchino, la tattica adottata dal premier nei confronti di Napolitano resta quella di non alzare in pubblico i toni dello scontro. Perché sa che è dal Colle che, prima o poi, dovrà passare la soluzione al problema della legislatura. Nella riunione a porte chiuse della direzione del Pri, durante la quale ieri è stata discussa l’ipotesi di creazione di un nuovo gruppo pro-Berlusconi, Giorgio La Malfa a un certo punto ha esposto una verità che nessuno, nemmeno Nucara, ha contestato: «Se anche il Cavaliere provasse a forzare andando a elezioni anticipate, Napolitano non gliele darebbe mai.

Il Cavaliere è ancora convinto che si possa costituire il gruppo di responsabilità Per superare l’obiezione del Colle, il premier deve avere le firme di 316 deputati che chiedono di andare al voto». È sempre quello l’oggetto dello scontro tra palazzo Chigi e il Quirinale, come lo era due mesi fa: lo scenario che si aprirebbe nel caso la maggioranza si dissolvesse. L’incubo del Cavaliere di un governo tecnico che varasse una diversa legge elettorale. Per questo Berlusconi si sta sforzando al massimo per raggiungere l’obiettivo dell’allargamento della maggioranza, visto che non si fida affatto di come Napolitano potrebbe gestire la crisi. «Berlusconi — ha confidato Ignazio La Russa a un gruppo di deputati — è convinto davvero che il nuovo gruppo si farà. Serve ad evitare le elezioni e ad andare avanti». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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IL GOVERNO ALLA PROVA POLITICA INTERNA

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PER SAPERNE DI PIÙ www.noisud.com www.pri.it

Tramonta il gruppo salva-Silvio Pioggia di no dai deputati interessati. Bocchino: con Fini altri due parlamentari EMANUELE LAURIA ROMA — C’è il nome ma non c’è il gruppo, almeno per ora. E alla nascita di «responsabilità nazionale», la stampella di Silvio Berlusconi alla Camera, non crede più tanto neppure il demiurgo Francesco Nucara. L’esponente repubblicano, che lunedì si era detto certo di raggranellare i venti deputati necessari, ieri sera ha fatto una brusca frenata: «Il nuovo gruppo non si è dissolto semplicemente perché non si era mai formato - ammette Nucara - Io non so i nomi nel particolare, so di alcune cose che Berlusconi mi ha detto e alcune erano a mio avviso sbagliate. Gli ho detto: “Questo nome cancellalo perché non verrà mai con noi”. In questo senso i nomi erano molto più di 20 onestamente». Nucara, alla fine, si professa pessimista: «È nella mia natura. Mentre è in quella di Berlusconi essere ottimista...». Sembra tanto l’epitaffio su un’operazione dalla quale, nell’arco della giornata, molti presunti interessati hanno preso le distanze. Cominciando dai siciliani dell’Udc: «Nucara? Io questo signore non lo conosco neppure ha ribadito il coordinatore regionale Saverio Romano - La nostra battaglia, contro la richiesta di dimissioni di Berlusconi ed eventuali alleanze a sinistra, vogliamo continuarla nell’Udc». Certo, non sarà facile ricucire lo strappo con Casini che ai quattro “ribelli” siciliani (cui si aggiunge il campano Pisacane) guarda con sempre maggiore insofferenza. E che dagli stessi ha ricevuto l’accusa di ingratitudine: «Io non so se Pierferdinando - aggiunge Romano - ci ritenga davvero un peso. Gli ricordo che lo ha assunto liberamente,

Non entrano i centristi siciliani, frenano i 5 di Noi Sud. Gli unici certi Nucara e Pionati per restare in Parlamento». Ma per ora nessuna fuoriuscita dal partito centrista. Anche per la mediazione di Rocco Buttiglione e Lorenzo Cesa: «Viviamo un momento di dialettica interna ma non ci saranno defezioni - dice il segretario - È meglio che Berlusconi rinunci alla scorciatoia della campagna acquisti». E lo stesso Casini interviene sul tema a Ballarò: «La compravendita dei deputati dimostra che questo bipolarismo è fallito perché i governi dopo due anni non sono più in grado di governare». È fitta, la pioggia di distinguo e smentite sull’iniziativa di Nucara. Frenano i cinque deputati di Noi Sud: «Quando si fanno questi annunci si nuoce alle ragioni del centrodestra. Non siamo mercenari: serve un progetto politico», dice il capogruppo Luciano Sardelli. I quattro esponenti dell’Mpa di Raffaele Lombardo fanno sapere che non aderiranno ad alcun nuovo raggruppamento e che voteranno la fiducia sui cinque punti del premier «a patto che ci sia un’inversione di tendenza sul Sud». I tre liberaldemocratici non si muovono: «Notizia priva di fondamento la nostra adesione a una nuova formazione parlamentare - dice il deputato Italo Tanoni Dell’appoggio al governo dobbiamo discutere». Fuori dal progetto i tre deputati delle autonomie linguistiche. Gli unici aderenti certi, allo stato, rimangono Nucara e France-

IN AULA Il prossimo 28 settembre Silvio Berlusconi interverrà alla Camera per esporre i suoi 5 punti

sco Pionati dell’Adc. Due contro i venti necessari: pochini. Insomma, se non è impossibile l’obiettivo di una maggioranza a geometria variabile lo è quasi la costituzione di un gruppo parlamentare “salva-Silvio” che garantisca in partenza la soglia minima dei 316 voti a Montecitorio (oggi Pdl e Le-

ga ne possono raccogliere 296). In questa situazione hanno gioco facile i finiani nel ribadire di avere in mano la golden share della maggioranza: «Il 28 settembre si dimostrerà che siamo determinanti: il resto non conta», dice Carmelo Briguglio. E il capogruppo di Fli Italo Bocchino, constata-

to il fallimento della campagna acquisti gestita dal premier, può infierire: «Presto annunceremo noi l’arrivo di due nuovi parlamentari». Proverrebbero dal Pdl. «I nomi? Non li posso fare - conclude Bocchino - altrimenti mi finisce tutto come Nucara». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pisacane: pronto a salvare il governo

“Sto nell’Udc tratto col Pd e forse voto Pdl” RESPONSABILI Michele Pisacane, udc campano, tentato dal gruppo di responsabilità di Nucara

ANTONELLO CAPORALE ICHELE Pisacane, uomo di mezza età e di nutrita presenza fisica, è considerato deputato in transito. E’ di Agerola, sulla cresta montuosa che poi declina verso Sorrento. E’ anche sindaco del suo paese. La consorte invece è consigliere regionale della Campania. «Chi si vende e chi si compra. Qua è tutto un fiorire di nomi e di scenari». Michele Pisacane non si vende e non si compra. «Incomprabile. Assolutamente». Incorruttibile. «Michele Pisacane ha 18824 voti, e se li è cercati uno per uno». Spieghiamo al lettore stupito: lei è un deputato dell’Udc eletto in Parlamento senza preferenze. «Per l’appunto. Allora ho candidato mia moglie al consiglio regionale della Campania in modo che fosse tutto trasparente e chiaro». Anche sua moglie nell’Udc. «Ora è un’ex, si è sistemata nel misto». In transito anch’ella? «Questa estate ho avuto solo un abboccamento, una discussione con gli amici del Pd». Il Pd per la questione coniugale campana. Il

M

I protagonisti

NUCARA

ROMANO

BELCASTRO

LOMBARDO

TANONI

Il repubblicano coordina l’iniziativa del nuovo gruppo: “Sono pessimista”

Il “ribelle” dell’Udc siciliana: “La battaglia continua dentro il partito”

I deputati di Noi Sud tra cui Elio Belcastro: “Nucara non ci rappresenta”

L’Mpa ha fatto sapere che non confluirà nella nuova formazione

I liberaldemocratici di Tanoni smentiscono l’adesione al gruppo

Il caso

I deputati vogliono trattare direttamente con il premier, che sul gruppo non si dà per vinto

Due viceministri e 4 sottosegretari ecco il montepremi di Berlusconi CARMELO LOPAPA ROMA — Il «montepremi» messo a disposizione delle new entry è di tutto rispetto. Due viceministeri, quattro poltrone da sottosegretario e una sfilza di vicepresidenze di commissione presto al rinnovo. Ma i pretendenti — i venti e passa deputati in trattative con Palazzo Grazioli — sono troppi. E tutti vogliono ora trattare col Cavaliere in persona e non con i vari Nucara. I meridionalisti di Noi Sud alla Sardelli e i liberaldemocratici alla Melchiorre e Tanoni, giusto per citarne alcuni. Il fatto è che la ricca offerta ventilata dagli ambasciatori del presidente del Consiglio Berlusconi ai tanti interessati a votargli la fiducia ha finito per complicare la faccenda. Con l’aggravante dello smaccato scenario da campagna acquisti che adesso sta scoraggiando i più. Le due poltrone da viceministro sono quelle che Vegas e Romani stanno per lasciare, le quattro da sottosegretario quelle che i finiani, nei disegni berlusconiani, dovrebbero mollare. Eppure, quasi tutti si tirano indietro, alzano il prezzo, nicchiano. «Gruppo o non gruppo, a me interessano i voti di fiducia al governo. E quelli ci saranno. Ma non mi farò logorare coi giochetti da Prima Repubblica» spiega Berlusconi a chi lo ha incontrato nel bunker

di Palazzo Grazioli, dal quale non è mai uscito. Raccontano di un premier comunque sicuro, determinato ad andare avanti, sebbene infastidito dalle anticipazioni troppo ottimistiche fatte il giorno prima (dal repubblicano Francesco Nucara) sulla nascita del gruppo di «responsabilità nazionale». Il gruppo ancora non c’è, anzi, a tener conto delle defezioni di ieri, forse non nascerà affatto. Berlusconi tuttavia non si dà per vinto e rilancia, in vista di quello che considera un po’ un referendum su di lui, il 28 settembre: «Siamo nelle condizioni evitare crisi e elezioni. Dopo di che, sottoporrò questa maggioranza a verifiche continue e se non andrà, si voterà in primavera. Non intendo farmi logorare». Concetto ripetuto a tutti gli interlocutori di giornata. A Francesco Storace sentito in mattinata e

CASINI Pier Ferdinando Casini è il leader dell’Udc. In questi giorni sembra che Berlusconi abbia fatto “la corte” ad alcuni parlamentari centristi, specie a quelli eletti in Sicilia dove l’Udc ha il suo serbatoio di voti

dal quale è stato invitato alla festa della Destra a Taormina nel fine settimana. A Francesco Pionati, uno dei pivot della campagna acquisti. Al senatore delle Autonomie Antonio Fosson e al presidente della Val d’Aosta, Augusto Rollandin. Tesse la sua trama, il Cavaliere. Ma si è complicato anche il dialogo avviato con i cuffariani dell’Udc. I quattro siciliani e un campano (Pisacane) adesso negano di voler lasciare. Pur confermando il dissenso nei confronti di Casini.

Il Cavaliere “Gruppo o non gruppo, a me interessano i voti di fiducia al governo” La strategia, condotta da Saverio Romano, punta per ora a costruire un’area filoberlusconiana interna all’Udc, in vista del congresso di primavera. Casini incassa la retromarcia ma resta in guardia. «Hanno fatto tutto loro: criticato la presenza di Grasso a Chianciano, rilasciato interviste, tirato in ballo Napolitano — è il ragionamento fatto dal leader coi suoi — Noi teniamo la barra al centro e non sottostiamo ai ricatti di nessuno». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Pdl invece per il profilo nazionale che attiene alla sua responsabilità. «Sto bene nell’Udc. Ho solo polemizzato per come il mio nome e la mia storia politica siano stati messi da parte quando c’era da offrire visibilità». Capito. Ciriaco De Mita, che comanda in Campania, non ha pensato a sua moglie quando c’era da fare gli assessori. «Non solo, ma ha capito perfettamente». Pisacane, non ci si crede. «Invece deve credermi!» Lei è momentaneamente in polemica con Casini. «Se mi caccia dal partito io guardo altrove. Se non mi caccia, io non guardo». Lineare. «Vediamo Berlusconi cosa dirà alla Camera». Potrebbe fare un discorso convincente e porre alla sua coscienza la dirimente questione: chi sono, dove vado. «In questa politica nuova bisogna difendersi a denti stretti» Lei è benissimo attrezzato. «Noi siamo donatori di voti. Quelli se li pigliano e poi ci fottono». Perciò ha candidato sua moglie «E meno male che l’ho fatto! Altrimenti chissà chi se li sarebbe presi. Io dono e quelli, i pescecani, intascano gratis il mio lavoro». Il suo lavoro. «La mia segreteria storica in Napoli è sempre aperta. Ascolto gli amici, poco posso fare». Ascolta soltanto? «Sono laureato psichiatra. Faccio il psichiatra sociale. La gente si sfoga e io raccolgo» Raccoglie. «Poco più». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

LE SCELTEINTERNA DEI PARTITI POLITICA

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Pd, Bersani sfida la minoranza e Vendola “Pronto a correre per Palazzo Chigi” Tensione per l’offensiva dei veltroniani. Assemblea nazionale l’8 a Varese GOFFREDO DE MARCHIS ROMA — Sono ufficialmente due i candidati alle primarie del centrosinistra. Sempre che siano vicine. Nichi Vendola ha impugnato da tempo la bandiera della consultazione nei gazebo. Ieri ha rotto gli indugi anche Pier Luigi Bersani. Nello studio del Tg1 delle 20 ha risposto così alla domanda sulla sua corsa: «Se servirò mi candiderò». Decisione annunciata, ma non ancora resa esplicita in questo modo. Bersani adesso è alle prese con alcune critiche interne e la scelta di rendere pubblica la sua intenzione di puntare a Palazzo Chigi serve anche per mettere un punto fermo. La candidatura significa che con ancora più forza il Pd dovrà seguire la linea del segretario. «Noi non siamo un partito del predellino come il Pdl. Siamo un partito europeo che ha una maggioranza e una minoranza. La maggioranza congressuale si è pronunciata, ha proposto una linea e su questa si andrà avanti». Il messaggio è rivolto a Walter Veltroni, che da giorni ha messo

Il leader risponde all’ex segretario: “Non facciamo regali adesso a Berlusconi” nel mirino il leader colpevole, secondo lui, di aver smarrito lo spirito originario del partito, di tenerlo intorno alle preoccupanti percentuali dei sondaggi (il 26,5, ma secondo dati riservati ancora più in difficoltà), di perdersi nella politica delle alleanze. Veltroni sta lavorando a un documento insieme con Beppe Fioroni che riprende tutti questi temi. Ci lavorano Giorgio Tonini e il cattolico Mauro Ceruti Già oggi dovrebbe cominciare la raccolta delle firme a sostegno tra i parlamentari. L’obiettivo sono 70 adesioni. Questo passaggio segna la costituzione di una nuova minoranza interna che bypassi l’area di Dario Franceschini. Ma la reazione di molti è negativa. Bersani ne parla indirettamente: «Non possiamo dividerci adesso. Non possiamo fare regali a Berlusconi». Durissima la reazione di Franceschini: «È uno spettacolo surreale - ha detto ieri ai suoi collaboratori -. Mentre la destra si frantuma e la democrazia italiana corre seri pericoli nel Pd, anziché costruire l'unità, ricominciano i litigi e i documenti per dividersi». E la riunione notturna del caminetto democratico, con tutti i big schierati, vede schierata una batteria contro il documento. «Non siamo un centro culturale. In un grande partito si discute ma non si presentano testi. Si esce con una linea e una voce sola», dice Ignazio Marino. Il quasi omonimo Franco Marini bacchetta i promotori del “manifesto”: «Sono degli irresponsabili. Annunciano un documento che neanche esiste e sbagliano anche nel metodo. Questo è il momento dell’unità e se si vuole discutere c’è la direzione tra pochi giorni». D’Alema si limita a poche parole: «In questo momento dovremmo pensare a vincere le elezioni». Ma i promotori del documento non si fermano. Fioroni spiega che «il nostro contributo non

serve a schierarsi contro qualcuno ma a ribadire le ragioni fondative del Pd». Non sarà limitato all’area dei veltroniani e degli ex ppi. «Lo firmeranno Gentiloni, Realacci e tanti altri», assicura Fioroni. I dirigenti della maggioranza però non ci stanno. «Il congresso è finito da un pezzo e nessuno può riaprirlo», avverte la presidente Rosy Bindi. È anche

questa la posizione di Franceschini, sfidante di Bersani alle primarie. «C’è stato un vincitore e uno sconfitto. Anche la minoranza ha il dovere di dissentire ma non di mettersi di traverso». E ieri sera, al “caminetto”, ha sostanzialmente condiviso la strategia del Nuovo Ulivo rilanciata dal segretario. Ma i veltroniani respingono le accuse. «Il miglior

regalo a Berlusconi è un partito al 26 per cento», osserva Walter Verini. E Sergio Chiamparino invoca una discussione: «Senza rotture ma dobbiamo definire la linea e il rapporto con il terzo polo». Intanto, per incalzare la Lega, Bersani convoca a Varese (89 ottobre) l’assemblea nazionale.

DEMOCRATICI L’attuale segretario del Pd, Pierluigi Bersani, e il primo segretario dei democratici, Walter Veltroni

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A Torino

Scritta esalta il fumogeno contro Bonanni: la Cisl condanna TORINO — “10 100 1000 fumogeni”: è la scritta comparsa ieri mattina sui muri della sede Cisl di Torino, in via Madama Cristina. Nessuna sigla ha rivendicato la paternità dello slogan, che allude all’aggressione al segretario della Cisl Raffaele Bonanni, avvenuta la settimana scorsa durante un di-

L’intervista

battito alla festa del Pd. In un comunicato, la Cisl torinese ha stigmatizzato la scritta e «confermato la volontà di proseguire la sua azione sindacale con l’obiettivo di tutelare i posti e le condizioni di lavoro in un quadro sociale ed economico molto difficile».

Renzi a Repubblica Tv: nel Pd urge il ricambio, più spazio a gente come il sindaco Vassallo

“Candidiamo una donna a premier Fini? Diffido, da 16 anni è con Silvio” ANNALISA CUZZOCREA

ROMA — Basta con l’eterno derby D’Alema-Veltroni, il Pd riscopra i suoi Vassallo. Vada a vedere gli uomini che ha sul territorio, gli amministratori che fanno politica con passione e onestà come il sindaco di Pollica ucciso il 5 settembre in un agguato. Nel videoforum di Repubblica Tv, Matteo Renzi spariglia. Non torna indietro sull’idea di “rottamare” i dirigenti del Pd: dovrebbero fare tre legi-

«Ma ci rendiamo conto che siamo stati giorni a litigare su cosa fosse meglio, il comizio finale o l’intervista finale? Se continuiamo così ci fanno a tutti il trattamento sanitario obbligatorio. Non voglio più entrare nell’eterno derby Veltroni-D’Alema, e non cambio idea: serve il ricambio. Tutti, dopo tre legislature, che sono tante, devono andare a casa». “Rottamare” i dirigenti per far posto a chi? «Quanti Angelo Vassallo ci

sono fra gli amministratori locali del Pd? Quanti sul territorio combattono per la tutela dell’ambiente, dei prodotti tipici, contro le speculazioni edilizie, magari pestando i piedi a qualcuno? Vorremmo che queste persone si sentissero più a loro agio nel Pd». Quindi a Firenze farete la convention dei “rottamatori”? «No, non facciamo il gruppo di terapia degli alcolisti anonimi contro il segretario, non ci

interessa. C’è un sacco di bella gente che si fa un gran mazzo da mattina a sera ed è vincente e convincente. Il 5, 6 e 7 novembre li chiameremo a Firenze per farci dire le loro idee. E’ da lì che il Pd deve partire, non da un’accozzaglia di alleanze». Intende dire che il Pd non dovrebbe dialogare con Casini, con Fini, con la sinistra radicale? «Chi vuole l’accordo con Fini si ricordi che il presidente della Camera si è accompagnato per

ALESSANDRA LONGO BELPAESE IL BAROLO DI CAVOUR

150 anni d’Italia raccontati al di fuori «delle retoriche dominanti nazionaliste o padane». Per la serie «Un’altra storia è possibile», il manifesto propone tre fascicoli settimanali dedicati alla ricostruzione del Risorgimento italiano (dal Congresso di Vienna a Porta Pia). Un manuale «tematico» di 48 pagine a colori, affidato agli storici, alleggerito da tavole di fumetti. Prima uscita il 21 settembre. Titolo della serie: «La Conquista». Brevi biografie tratte dalla «Penisola dei famosi». Per esempio, Nino Bixio descritto così: «Si distinse per la repressione di Bronte, sterminando i contadini siciliani che si erano ribellati ai latifondisti». Oppure il ritratto di Camillo Benso Conte di Cavour: «Antesignano del trasformismo... La cosa migliore la fece “inventando” il Barolo».

I

slature, poi a casa. Non fa sconti a Fini: inaffidabile e lontano chi ha appoggiato Berlusconi per 16 anni. Ma il sindaco di Firenze non promuove neanche i “nuovi” del Pd: né Vendola nè Chiamparino nè Zingaretti. Il candidato premier sia una donna. E finiamola — dice — con una politica che delle donne sa vedere solo il lato B. Bersani dal palco di Torino ha detto: non siamo un partito in pantofole. Si riferiva a lei?

Ferrero e Diliberto

Basta alleanze come accozzaglie. Sento dire di Ferrero e Diliberto. Ma ci hanno già affondati una volta... SINDACO Matteo Renzi, sindaco di Firenze

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anni a Le Pen e Almirante, ha detto tutto e il contrario di tutto, ed è stato per 16 anni il cavalier servente del premier. L’Udc ha rotto con Berlusconi e ne ha pagato il prezzo, un accordo con loro sarebbe più logico. Ma su cosa? I centristi prendono voti se vanno soli o se stanno col centrodestra. Quanto a Ferrero e Diliberto, vogliamo davvero fare un’alleanza con chi ci ha già affondati?». Se si andasse al voto, il candidato è Bersani o servono le primarie? «Primarie. E mi piacerebbe che il candidato premier fosse una donna. Secondo Stracquadanio è legittimo prostituirsi per avere un posto in Parlamento. Qualcuno dovrebbe domandargli: ma che sostanze usa? Le donne non sono solo portatrici sane di lato B come vorrebbe una cultura da cumenda anni ‘70 che sta dall’altra parte del campo. Dovremmo ricordarcelo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

VIDEOFORUM CON CHIAMPARINO Oggi alle 18 il videoforum con Chiamparino Messaggi a repubblicatv@re pubblica.it


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I personaggi

Il caso

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MASI

TRAVAGLIO

DANDINI

FLORIS

Oggi Mauro Masi, direttore generale della Rai, porterà in Consiglio di amministrazione le sue ultime proposte sui talk show che partono in questi giorni

Ancora senza contratto per Annozero, Marco Travaglio potrebbe essere affiancato da un opinionista meno severo nei confronti del governo

Serena Dandini, conduttrice di Parla con me, ha già espresso le sue riserve sulla proposta di Masi di una sorta di filtro per gli ospiti nei talk show Rai

Niente filtro-ospiti, ieri sera per Giovanni Floris che ha inaugurato la nuova stagione di Ballarò, invitando il governatore pugliese Vendola

Masi rivendica il diritto di sovrintendere alle scelte dei responsabili delle trasmissioni

Rai, filtro-ospiti per i talk show E Floris dà lo stop agli applausi LEANDRO PALESTINI ROMA — Un ufficio “filtro-ospiti”. Lo proporrà oggi al cda della Rai il direttore generale Mauro Masi. Sarebbe un altro “paletto” per ridurre i margini di autonomia dei programmi di approfondimento. Masi ha già scritto una lettera ai conduttori e ai direttori di rete in cui auspica una sorta di par condicio sugli studi televisivi: il pubblico dovrà essere filtrato e selezionato preventivamente. Bisognerà evitare quegli «squilibri» tanto deprecati dal premier Silvio Berlusconi, quegli applausi che alla fine - così si sostiene negli ambienti filo-governo - andrebbero più al centrosinistra che al centrodestra. Ieri sera è toccato a Giovanni Floris applicare una delle regole di Masi. Durante la prima puntata di “Ballarò” ha ironicamente bloccato gli applausi prima di far parlare Pier Ferdinando Casini:

Scalfaro

Oscar Luigi Scalfaro

“Berlusconi al Quirinale? Non lo auguro agli italiani” ROMA — «Se si guarda bene la realtà è un po’ ardito pensare che si vada avanti per tutti gli anni della legislatura». È questo il pensiero del presidente emerito della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, intervistato a Otto e mezzo, il programma di Lilli Gruber su La7. L’ex capo dello Stato spera che non ci siano elezioni nella prossima primavera, «ma tra questa scadenza immediata e i prossimi tre anni c’è una bella differenza». Scalfaro ha anche parlato dell’ipotesi di “compravendita” di deputati da parte di Berlusconi: «Se si cambia idea per una logica è una cosa, se lo si fa per una posizione o un ministero è un’altra». Poi, esaminando l’ipotesi che Berlusconi possa ambire al Quirinale, Scalfaro ha detto: «Non glielo auguro di certo perché non lo auguro al popolo italiano».

La proposta del dg oggi in consiglio All’ordine del giorno anche il caso Minzolini «Una sola precisazione sugli applausi. Altrimenti la prossima puntata tocca farla a porte chiuse...». Anche i battimani, infatti, dovrebbero essere evitati. Per volere di Masi, “Annozero”, “Porta a porta”, “Ballarò” e “Parla con me” d’ora in poi dovrebbero fare controlli preventivi su tutti gli «ospiti attivi» (quelli che prendono in mano il microfono), ogni ospite dovrebbe passare attraverso il filtro della direzione generale e le forche caudine dell’ufficio contratti. Il «filtro» sarebbe stato caldeggiato dallo stesso governo per evitare le sorprese delle dirette tv. Per la direzione Rai, si tratterebbe in verità di una operazione di «ottimizzazione» aziendale, ma dalle redazioni di Floris, Dandini e Santoro si fiuta il pericolo insito nel nuovo «filtro»: con vari pretesti l’ospite potrebbe essere ricusato. L’arma della burocrazia e della dissuasione verrebbe usata contro gli ospiti sgraditi. Masi chiede ai conduttori dei talk show di adottare una severa par condicio sugli opinionisti. Un esempio concreto: per disinnescare le polemiche che sempre piovono su “Annozero” a causa della rubrica di Marco Travaglio, a Michele Santoro il direttore generale chiede la creazione di una rubrica parallela, una sorta di «diverso parere» da affidare a un opinionista dello stesso peso. «Io non ne so niente. Non discuto di ipotesi che non conosco. Comunque, non ho ancora visto il mio contratto», giura Travaglio. Dalla Rai spiegano che non c’è nessuna «punizione ad personam». Semmai, è una regola per evitare grane e polemiche.

La questione dell’informazione è all’ordine del giorno del Cda Rai. Daranno battaglia i consiglieri di centrosinistra Nino Rizzo Nervo e Giorgio Van Straten (che commenta: «viene il dubbio che la proposta di Masi miri al controllo degli ospiti, an-

Il conduttore di Ballarò: “Il rischio è di dover fare la prossima puntata a porte chiuse”

che quelli che vengono a titolo gratuito e non serva al contenimento dei costi aziendali»). Ma le nuove regole potrebbero essere approvate a maggioranza: ci sono i numeri. Si prevede una accesa discussione anche sul fronte dei Tg, soprattutto del Tg1 di

Augusto Minzolini. I consiglieri saranno chiamati a giudicare i suoi editoriali schierati, soprattutto dopo che il presidente Rai, Paolo Garimberti, in Vigilanza, aveva espresso dubbi sul «pluralismo» del suo telegiornale. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

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POLITICA INTERNA E GIUSTIZIA

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De Lise: “Quei soldi? Ho venduto una casa” Il presidente del Consiglio di Stato quattro ore dai pm: la verità sui 250mila euro DAL NOSTRO INVIATO CARLO BONINI PERUGIA — Riparte il lavoro istruttorio sulla cupola che ha governato gli appalti per le Grandi Opere e, coincidenza, si ricomincia da una casa (una “villetta” chiusa tra la laguna di Orbetello e la spiaggia della Giannella) venduta nell’estate del 2009 all’importante prezzo di 1 milione e 67 mila euro, dal patrimonio immobiliare di “Propaganda Fide”, dal peso che il sistema AnemoneBalducci era in grado di esercitare sulla giustizia amministrativa. A rispondere, questa volta è Pasquale De Lise, Presidente del Consiglio di Stato. Il magistrato, che ha chiesto di essere sentito, depone per quattro ore di fronte al procuratore aggiunto Federico Centrone e ai sostituti Sergio Sottani e Alessia Tavarnesi. E lo fa da testimone. Per tirarsi di impaccio da quanto le cronache hanno riferito appena una settimana fa. Per sgomberare da ogni possibile ostacolo formale la positiva conclusione del suo procedimento di nomina a presidente del Consiglio di Stato (annunciato a giugno, il suo insediamento è fissato infatti per la prossima settimana). Per documentare le ragioni di un assegno da 250 mila euro tratto dal conto dell’avvocato Franco Gaetano Scoca, che di quella compravendita rappresenta parte del prezzo e di cui — dirà lasciando la Procura — «a questo punto spero e credo di aver chiarito definitivamente ogni aspetto». De Lise consegna ai pm l’intero dossier della compravendita della «villetta» (atti notarili, fotocopie degli assegni, distinte di

I dubbi degli inquirenti sul prezzo della compravendita all’Argentario versamento) e ne ribadisce, come aveva già fatto pubblicamente, la legittimità «formale» e «sostanziale». Torna a insistere sulle «ragioni di amicizia e antico vicinato» che, a dispetto di motivi di opportunità o di possibile conflitto di interesse, gli consigliarono di scegliere quale acquirente l’avvocato amministrativista Maria Chiara Scoca (figlia del professore Franco Gaetano). Non ritiene incongruo o quantomeno generoso il prezzo di quella transazione (1 milione e 67 mila euro), per una casa costruita agli inizi degli anni ‘70, di nessun particolare pregio architettonico e di dimensioni familiari (tre stanze). Naturalmente, le parole di De Lise lo impegnano. Come testimone ha l’obbligo di dire la verità e, dunque, i pm che lo ascoltano annotano ogni dettaglio, sapendo che dovrà essere verificato, compreso quello della congruità del prezzo della compravendita che — a sentire fonti investigative — continua ad essere «circostanza che incuriosisce». Insomma, la richiesta di testimoniare del magistrato diventa per la Procura l’occasione per sollecitarlo anche su ciò che non può documentare. E dunque le domande al Presidente del Consiglio di Stato scivolano rapidamente dalla “Giannella” al suo ruolo di consultore per la gestione del patrimonio immobiliare di “Propaganda Fide”, ai suoi rapporti con il genero, l’avvocato amministrativista Pasquale Leozappa, professionista

La vicenda

nella manica di Balducci e Anemone, a due singolari decisioni del Tar del Lazio (di cui De Lise è stato presidente) su altrettanti dossier di cruciale interesse investigativo: il via libera alla costruzione del Salaria Sport Village di Diego Anemone su aree golenali del Tevere, il rigetto del ricorso con cui la “Sac” di Emiliano Cerasi chiese di congelare la gara per la costruzione del nuovo auditorium di Firenze inopinatamente

vinta dalla “Giafi” di Valerio Carducci (ricorso che verrà invece accolto dal Tar quando De Lise cesserà di esserne presidente). Ebbene, su queste circostanze, le parole e i ricordi di De Lise si fanno più generici e, a tratti, vaghi. Il magistrato sostiene di «non avere alcun rapporto» con Leozappa che non sia quello che si ha in famiglia con un genero. E anche di fronte alle contestazioni dei pm (che danno lettura di due

intercettazioni telefoniche), spiega di aver sempre ignorato che il marito di sua figlia era di casa nelle faccende di Balducci e Anemone. Di più: sostiene di non sapere che lo studio del genero è in un immobile di “Propaganda Fide” di cui per altro lui è “consultore” («Mi riprometto di controllare») e aggiunge che il suo lavoro per la “Congregazione”, non è stato nulla di più che «l’accettazione di una carica onorifica».

Quanto alle decisioni del Tar del Lazio, De Lise non vede il problema. «Quando deliberò sullo Sporting — dice — non ne ero più presidente». E «sull’auditorium di Firenze, fu una pronuncia su una richiesta di sospensiva. Che poi una successiva decisione di merito dello stesso Tar l’abbia capovolta, non deve sorprendere. E’ nella fisiologia del processo amministrativo». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Sede di Propaganda Fide

L’ASSEGNO Sul conto di Pasquale De Lise viene versato un assegno di 250mila euro da parte di un noto avvocato

LA NOMINA Pasquale De Lise è dallo scorso giugno Presidente del Consiglio di Stato su indicazione di Letta e Berlusconi

PROPAGANDA FIDE De Lise è anche “consultore” di Propaganda Fide per l’amministrazione del patrimonio immobiliare

L’inchiesta

MAGISTRATO Il presidente del consiglio di Stato Pasquale De Lise sentito come testimone ieri a Perugia

L’ex tesoriere Pontone ascoltato in procura. I pm sentiranno anche la segretaria di Fini, ma non lui né Tulliani

“L’affare a Montecarlo deciso da An per l’appartamento nessun’altra offerta” MARIA ELENA VINCENZI ROMA — Due ore davanti ai pm. Per raccontare quello che sa della casa di An a Montecarlo. Per spiegare che quella compravendita fu decisa dal vertice del partito che, per ora però, la procura non ha alcuna intenzione di sentire. Si è svolto ieri pomeriggio davanti al procuratore capo Giovanni Ferrara e all’aggiunto Pierfilippo Laviani, l’interrogatorio del senatore del Pdl Francesco Pontone, tesoriere di An all’epoca della vendita dell’immobile monegasco che una nobildonna romana aveva donato al partito nella persona del suo presidente, Gianfranco Fini. La procura, dopo che due esponenti locali de La Destra hanno presentato un esposto, ha aperto un fascicolo per truffa aggravata contro ignoti. Una vicenda che ha tenuto la politica con il fiato sospeso per tutta l’estate e su cui ora i magistrati stanno cercando di fare chiarezza. Pontone, ascoltato come testimone, ha ricostruito le varie fasi che hanno portato alla vendita dell’immobile ad una società offshore, la Printemps Ltd: il contratto è stato firmato l’11 luglio 2008 e il prezzo stabilito era di 300 mila euro. Una cifra su cui il senatore non

ha saputo fornire dettagli, limitandosi a spiegare che il tutto fu deciso «dal partito» e che lui ha fatto solo quello che gli era stato chiesto. Il vertice di An, secondo quanto spiegato ai magistrati, non solo gli aveva dato mandato specifico per vendere quell’immobile, ma gli aveva anche indicato chi sarebbe stato l’acquirente. E, per quello che il senatore ne sa, non c’erano altri soggetti interessati a comprare. Archiviata questa prima versione, ora la Procura di Roma è

al lavoro su altri fronti, primo fra tutti, l’accertamento sul valore della casa di boulevard Princesse Charlotte. Proprio per questo già oggi verranno convocati il deputato del Pdl, Donato Lamorte, e la segretaria particolare dell’allora presidente di An, Rita Marino. Furono loro ad andare a Montecarlo per stimare il valore di quel lascito. Quella del prezzo è una questione centrale secondo i magistrati che ora vogliono accertare lo stato in cui versava davvero quell’ap-

BREVIARIO

“Il corpo elettorale è al centro del dibattito. Ho capito bene?” Gioacchino Alfano, deputato Pdl © RIPRODUZIONE RISERVATA

Il caso

Sfilata di vip al processo Telecom citati Letta, Tronchetti, Romiti MILANO — Una lista di vip che il presidente della Prima sezione di Corte d’Assise di Milano, Piero Gamacchio, valuterà con cura. Sono centinaia i testi chiamati dalle parti nel processo sui dossier Telecom e il giudice deciderà quali ammettere a partire dal prossimo 22 settembre. Tra questi l’onorevole Gianni Letta, Marco Tronchetti Provera (Pirelli), Carlo Buora (Pirelli), Cesare Romiti (ex Rcs), i direttori del Corriere Stefano Folli e Paolo Mieli, Vittorio Colao (Vodafone), Marco de Benedetti (ex Tim), l’ex poliziotto Sergio Genchi, il giornalista Massimo Mucchetti, il notaio PierGaetano Marchetti, il consulente Giorgio Rossi Cairo, il faccendiere brasiliano Daniel Dantas e i professori Guido Ferrarini e Ferdinando Superti Furga (Telecom).

Ex tesoriere Francesco Pontone, senatore del Pdl, sentito ieri come teste per la compravendita della casa di Montecarlo che era stata ereditata da An

partamento. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, il valore dell’immobile, circa 70 metri quadrati, sarebbe stato stabilito da uno studio professionale monegasco. Oltre che da questi interrogatori, indizi importanti potrebbero venire anche dagli atti che la procura ha chiesto per rogatoria al Principato. Documenti che piazzale Clodio aveva cercato di avere all’inizio del mese quando fu aperto il fascicolo e che ha sollecitato nei giorni scorsi. Una volta che avranno le carte in mano, i pm potranno ricostruire i passaggi che hanno portato alla cessione della casa, per 330 mila euro, dalla Printemps alla Timara Ltd, entrambe società off-shore con sede ai Caraibi, nell’isola di Santa Lucia. Una strana casualità e non la sola: la data di nascita delle due società è la stessa, il 30 maggio del 2008. Pontone alla fine dell’interrogatorio ha preferito non commentare: «È quello che avete letto sui giornali», ha detto entrando in macchina. La procura ha precisato che al momento non c’è alcun motivo per sentire il presidente della Camera e suo cognato, Giancarlo Tulliani, ultimo inquilino di quell’appartamento. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

LA QUESTIONE LIBICA CRONACA

■ 10 L’ATTACCO

IL COMANDANTE

LE REAZIONI

Un peschereccio di Mazara del Vallo viene raggiunto domenica sera da alcuni colpi di mitragliatrice sparati da una motovedetta libica, che gli aveva intimato di fermarsi, mentre navigava al largo delle coste libiche

Gaspare Marrone, il comandante del peschereccio: “Hanno sparato per uccidere: eravamo in navigazione in acque internazionali e non stavamo pescando. Non avevano diritto di fermarci”

Il ministro dell’Interno Maroni riferendo delle scuse della Libia ha aggiunto: “Posso immaginare che abbiano scambiato il peschereccio per una barca che potesse avere a bordo clandestini”

La vicenda

Maroni: “La Libia si è scusata” vescovi all’attacco: governo inerte Oggi Frattini alla Camera. Si indaga per tentato omicidio COMANDANTE

ALBERTO CUSTODERO ROMA — Le raffiche di mitra al peschereccio di Mazara del Vallo sono state «un incidente». Il ministro dell’Interno Roberto Maroni ha spiegato così («I libici pensavano che fosse un’imbarcazione che trasportava clandestini»), l’aggressione al motopesca Ariete da parte della motovedetta italolibica con sei finanzieri a bordo. «Un fatto grave — ha aggiunto Maroni — faremo in modo che non si ripeta più. I libici si sono scusati». Ma la giustificazione del titolare del Viminale, anziché chiarire la drammatica vicenda, l’ha complicata: il comandante del peschereccio, Gaspare Marrone, smentisce il ministro («Ma quale incidente, ci hanno riconosciuti benissimo, sapevano che eravamo pescatori italiani, nonostante ciò, hanno sparato per ucciderci, ad altezza uomo»). E il presidente del Consiglio della Conferenza episcopale italiana per gli Affari giuridici attacca Palazzo Chigi. «Assistiamo a una ve-

Il comandante del peschereccio smentisce il Viminale: “Non è stato un incidente” ra e propria inerzia del governo italiano», ammonisce monsignor Domenico Mogavero, vescovo di Mazara, che aggiunge: «Tra i pescatori aumenterà la preoccupazione perché non c’è sicurezza. Manca la tutela della buona ragione del diritto internazionale e la questione delle acque internazionali resta una questione incandescente». Su questo punto sollevato dal prelato non è affatto chiara la posizione del Governo: il ministro degli Esteri, infatti, anziché difendere il diritto dei mazaresi di pescare in acque internazionali (che i libici ritengono proprie), ha accusato il motopesca mitragliato. «Il comandante — ha dichiarato Franco Frattini — sapeva di pescare illegalmente». Anche in questo caso, è arrivata puntuale la smentita. «Macché — ribatte Gaspare Marrone — eravamo a 30 miglia dalle coste libiche». Frattini, che sull’incidente riferirà oggi in Parlamento, ha poi aggiunto che le mitragliate all’Ariete non cambieranno «i rapporti Italia Libia», precisando che non c’è stato un contatto Berlusconi e Gheddafi. Maroni e Frattini hanno alimentato, anziché placare, la polemica politica non solo fra maggioranza e opposizione. Ma anche all’interno dello stesso centrodestra. È un leghista, il presidente della commissione Esteri della Camera, a non accontentarsi di

Gaspare Marrone, comandante dell’Ariete (a destra). I colpi sparati dai libici hanno sfiorato una bombola di gas quanto dichiarato dal suo collega di partito Maroni. «È un bell’assurdo — commenta Stefano Stefani — farsi sparare dai mezzi che abbiamo regalato. Non bastano le

scuse in un caso del genere». Critica anche, nel Pdl, Margherita Boniver, presidente della commissione Shengen: «Il Trattato di amicizia che riguarda il contrasto

alla immigrazione clandestina va rivisto minuziosamente». Dall’opposizione, i senatori pd chiedono «di richiamare l’ambasciatore a Tripoli», mentre il deputato

democratico Emanuele Fiano si chiede se «Maroni, dicendo che i libici pensavano fosse una “carretta del mare”, intendesse forse dire che si può sparare sui clandestini? La sua è una vergognosa difesa della Libia». «Le parole del ministro dell’Interno sono ignobili», taglia corto l’europarlamentare idv Luigi de Magistris. Pier Ferdinando Casini, leader dell’Udc, ha chiesto che «il governo riferisca al più presto in Parlamento su questa pagina buia della nostra politica estera». Per far luce sull’accaduto, la procura di Agrigento ha aperto un’indagine per tentato omicidio plurimo.

Il racconto

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DAL NOSTRO INVIATO FRANCESCO VIVIANO LAMPEDUSA — «Sparare è l’ultima ratio, in casi di enorme pericolo. Ma di certo un peschereccio non poteva rappresentare un pericolo. Volevano bloccarlo? Ci sono tecniche che lo permettono, senza l’uso delle armi. Ma sa qual è la cosa più triste? Mentre i libici sparavano i miei colleghi a bordo erano impotenti. Perché non potevano fare nulla, non potevano intervenire. Abbiamo le mani legate: il nostro unico compito è di insegnare ai militari di Tripoli a governare quelle motovedette di 28 metri che il nostro governo ha ceduto a quello libico. Ho parlato con i miei colleghi a bordo e le posso assicurare che sono, a dir poco, sconcertati e non vedono

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Come militari siamo costretti a obbedire, ma come uomini ci vergogniamo di ciò che dobbiamo fare l’ora di rientrare in Italia. Anche perché nei nostri confronti i libici non si comportano certo bene. Siamo sistemati in un albergo, ma è tutto recintato, è una sorta di prigione dalla quale usciamo soltanto per andare in mare con loro per le attività programmate». Chi parla è un luogotenente della Guardia di Finanza, 45 anni, oltre la metà trascorsi in mare in servizi di pattugliamento nel Canale di Sicilia. L’ufficiale ha due figli e tante esperienze vissute in mare. Vita dura perché è ancora impegnato nei servizi di respingimento degli extracomunitari che vengono bloccati fuori dalle nostre acque territoriali e ricondotti in Libia. «Quel che è accaduto l’altro ieri è davvero incredibile, purtroppo noi siamo comandati a fare quei servizi e siamo costretti a salire a bordo di quelle imbarca-


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E il caso Gheddafi irrita gli Usa “Non lasceremo il Mediterraneo” La marina italiana: un errore non coinvolgere la Difesa VINCENZO NIGRO ROMA — La micidiale caccia al motopesca «Ariete» che si è svolta l’altra notte nelle acque della Sirte è un evento che l’Italia prevedibilmente non riuscirà a gestire in maniera solo bilaterale, silenziosamente, sperando che ancora una volta le «intemperanze» libiche vengano presto dimenticate, nascoste sotto un tappeto. I primi ad aver alzato il livello di allarme sono gli Stati Uniti. Un segnale chiaro viene dalle secche parole di Mark Fitzgerald, l’ammiraglio della US Navy che da Napoli comanda tutta la marina americana in Europa ed ha anche il cappello di responsabile Nato per l’area meridionale. In una conference call telefonica anche con Repubblica l’ammiraglio ha risposto ad alcune domande sulla Libia e sulla crisi del peschereccio Ariete. A Roma, di fronte al primo ministro italiano, il leader libico aveva invitato la marina americana a lasciare il Mediterraneo: «Gli Usa non si piegheranno mai alla richiesta di Gheddafi che vorrebbe la US Navy fuori dal Mediterraneo — dice Fitzgerald — è una pretesa contraria

I malumori dei diplomatici: il rapporto con i libici deve essere gestito con maggiore attenzione

al diritto internazionale», confermando sostanzialmente la linea che nel 1986, in un contesto geo-politico del tutto diverso, portò gli aerei americani a bombardare Tripoli e Bengasi. Dal comando di Bagnoli l’ammiraglio e il suo staff in questi mesi hanno seguito da vicino gli eventi collegati alla collaborazione navale fra Italia e Libia: «Il tratto di amicizia Italia-Libia è complessivamente positivo, risponde all’esigenza di controllare i flussi di immigrati clandestini che vengono in parte consistente dalla Libia. Sull’incidente specifico devo dire solo che è controversa la pretesa di alcuni paesi di estendere la propria “zona economica esclusiva” fino a 300 miglia, ma è una questione che va risolta con gli strumenti del diritto inter-

nazionale». Torna nelle parole di Fitzgerald la vecchia questione della volontà libica di controllare tutto il Golfo della Sirte, fino a 300 miglia dalla costa. «Forse a chi ha implementato l’accordo fra Italia e Libia manca questa memoria storica», dice a Repubblicaun ambasciatore che ha seguito nei dettagli molti passaggi della lunga storia fra i due paesi: «Affidare l’operazione al solo ministero degli Interni e alla GdF che non hanno esperienza delle difficoltà di rapporto con Tripoli non è stato saggio, anche se è nota la voglia di accaparrarsi la gestione del rapporto con Gheddafi e del tema della lotta all’immigrazione clandestina». Nessuno, ufficialmente, allo Stato maggiore Difesa e in quello della Marina commenta l’incidente che ha visto coinvolti anche sei finanzieri italiani, ma un ufficiale sostiene che «un maggiore coinvolgimento, sin dall’inizio, della Difesa ai suoi massimi livelli sarebbe stato indispensabile: un’operazione militare italiana in Libia, di qualunque tipo essa sia, aveva bisogno di attingere a tutte le competenze dello Stato». © RIPRODUZIONE RISERVATA

La testimonianza di un ufficiale impegnato nei pattugliamenti: i libici si comportano come se fossero i padroni

“Noi finanzieri, ostaggi di Tripoli su quelle navi non vogliamo più salire” zioni, perché gli accordi tra il governo libico e quello italiano lo prevedono». L’ufficiale racconta che su ognuno di quei mezzi salgono cinque o sei italiani. «Ognuno di noi ha un preciso compito: occuparsi dei sistemi di comunicazione, della condotta della motovedetta, dei propulsori e di altri aspetti tecnici. Non possiamo interferire per nessuna ragione. A

bordo, come a terra, i libici si comportano da “padroni”, spesso arroganti e scostanti. E noi dobbiamo sopportare. I soldi in più che guadagniamo in queste missioni non valgono proprio il gioco. Soprattutto quando, com’è accaduto l’altro ieri, dobbiamo assistere impotenti a un tentativo di abbordaggio con l’uso delle armi, le nostre armi, contro dei connazio-

La scheda

nali indifesi. Tutto ciò non si può sopportare». I finanzieri tentano, quando hanno sentore che si salpa per operazioni particolari, di non salire a bordo. «Proprio per evitare di assistere a episodi come quello di domenica. Ormai i militari libici li conosciamo un po’ e sappiamo che quando si salpa verso certe direzioni si va incontro a dei

guai. E quando abbiamo qualche dubbio, per un motivo o per un altro, ci rifiutiamo di salire a bordo con loro. L’altro ieri evidentemente i miei colleghi non hanno sospettato nulla». I nostri militari che svolgono servizi di pattugliamento anti immigrazione si trovano tra due fuochi. Da un lato ci sono gli ordini «e gli ordini devono essere, volenti o

nolenti, rispettati». Ma da quando la Procura di Siracusa ha indagato alcuni militari della Guardia di Finanza per avere “respinto” in mare extracomunitari intercettati in acque internazionali, sono ancora più in difficoltà. «Cosa dobbiamo fare? Se non li respingiamo incorriamo in provvedimenti disciplinari, se li respingiamo veniamo indagati. Ed allora

come uscirne? Questa storia dei respingimenti è uno dei servizi più crudeli che svolgiamo. E da molti mesi si registrano casi di “ammutinamento” nel senso che molti pattugliatori, che dovevano salpare dai porti liguri o toscani per darci il cambio, non partono proprio. I nostri colleghi, giustamente, si rifiutano di svolgere questo servizio “infame” che non ci fa dormire la notte. Ma per non salpare ci vuole un motivo plausibile e quindi spesso il comandante o qualche ufficiale indispensabile si “ammalano”. Oppure sull’imbarcazione si verifica un “problema tecnico”». Anche in mare si trovano delle scorciatoie per non eseguire i “respingimenti”. «Questo, come detto, è un servizio “infame”, ed allora ognuno di noi si assume delle responsabi-

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Incredibile quello che è successo: sparare su dei connazionali con le armi che noi stessi gli abbiamo regalato

LE MOTOVEDETTE

GLI ACCORDI

IL CONTENZIOSO

L’accordo italolibico prevede l’impiego di 3 guardacoste e 3 vedette con militari libici e finanzieri italiani per il controllo e la ricerca di barche con a bordo clandestini

Il primo piano di sicurezza anticlandestini fu firmato nel 2007 da Giuliano Amato. È stato attuato solo dopo la firma del Trattato di amicizia e cooperazione del 2008

Tripoli considera “acque territoriali” comprese nella sua zona di pesca quelle all’interno del Golfo della Sirte, ma la comunità internazionale non le riconosce la sovranità

lità, dei rischi. Per cui se possiamo appigliarci a qualcosa lo facciamo, trasferendo a bordo gli extracomunitari che incontriamo in mare, per motivi di sicurezza e soprattutto per motivi sanitari. Ma anche questo lavoro non è facile perché molti dei clandestini sono disposti a tutto, hanno paura che li riportiamo in Libia ed allora minacciano di uccidersi davanti a noi. Anche donne con in braccio i loro bambini, che ci pregano di salvarli. Ci dicono che sono pronte a lasciarsi annegare insieme ai figli. Davanti a queste situazioni, cosa fai? Io sono un militare, ma soprattutto un uomo, un padre. E a costo di rischiare provvedimenti disciplinari, non lo farò mai più. Un giorno o l’altro dovrò rendere conto a qualcuno ed io voglio avere la coscienza pulita». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA FRANCIA DI SARKOZY MONDO

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LA DENUNCIA

LA REPLICA

L’OBIEZIONE

Il 18 luglio Le Monde riporta estratti del verbale stilato durante il fermo di de Maistre, gestore della ricchezza dell’ereditiera Liliane Bettencourt

Lunedì Le Monde in un editoriale accusa Sarkozy di aver infranto la legge che protegge le fonti dei giornalisti per individuare la “talpa” del pezzo di luglio

Il segretario dell’Ump, il partito del presidente, accusa il quotidiano di “non avere alcuna prova” e il capo della polizia prova a minimizzare l’operazione

Ieri Le Monde ha citato agenti dei servizi d’intercettazione che spiegano come invece le procedure usate siano ammissibili solo in caso di rischio terrorismo

Le tappe

Le Monde attacca Sarkozy “Ecco la prova che ci spia” Bettencourt, il quotidiano francese smentisce l’Eliseo DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GIAMPIRO MARTINOTTI PARIGI — Le Monde non ha nessuna intenzione di mollare, non dà peso alle smentite presidenziali, respinge le giustificazioni del capo della polizia e insiste: il potere ci ha spiati contro tutte le regole, prima fra tutte quella voluta da Nicolas Sarkozy per proteggere le fonti dei giornalisti. Ma al tempo stesso il quotidiano non si fa illusioni e riconosce che l’Eliseo punta sull’impantanamento nei meandri giudiziari della denuncia contro ignoti che sta per essere presentata. La difesa del governo non è

DO LC EGAB BANA . IT

cambiata: secondo il capo della polizia, Frédéric Péchenard, amico d’infanzia di Sarkozy, si è trattato solo di indagare su un alto funzionario sleale (e inviato nel frattempo in Caienna ad occuparsi della nuova corte d’appello). Stando alla sua ricostruzione, il controspionaggio aveva avuto «un’informazione» e una «semplice verifica tecnica» (cioè i tabulati di un operatore telefonico) ha permesso di trovare un riscontro: «La polizia ha agito nel quadro della sua missione di protezione delle istituzioni». Una prima affermazione difficile da sostenere, a meno che le mezze verità del ministro del La-

voro, Eric Woerth, sull’affare Bettencourt possano essere considerate pericolose per la stabilità istituzionale. Ma Le Mondecontesta soprattutto la seconda parte della versione ufficiale: l’informazione alla procura della Repubblica (che ha chiesto ai servizi spiegazioni) e soprattutto le condizioni

Un numero speciale per ribattere alle accuse del presidente. Che non vuole commentare

della «verifica tecnica». Péchenard assicura di aver avuto l’assenso di una «personalità qualificata» della Cncis, la commissione che sovrintende i controlli telefonici. Ma il presidente dell’organismo dice di non essere stato consultato e precisa: «Una richiesta del genere non avrebbe potuto passare il filtro della persona qualificata, poiché quest’ultima può agire solo nel quadro della prevenzione del terrorismo». Le accuse e le contro accuse non modificano le rispettive convinzioni. Incalzato dall’opposizione durante la seduta parlamentare dedicata alle interro-

gazioni, il ministro dell’Interno, Brice Hortefeux, ha difeso la linea ufficiale e soprattutto il capo dello Stato: «Non c’è stato nessun ordine, nessuna domanda dell’Eliseo, a nessun livello. Non c’è stata nessuna richiesta di intercettazioni telefoniche. È lontana l’epoca in cui all’Eliseo c’era un gabinetto ombra», ha detto alludendo alle intercettazioni di cui fu vittima un giornalista di Le Mondedurante l’era Mitterrand. Poi ha difeso l’operato della polizia: «Il controspionaggio doveva verificare se un magistrato aveva violato il segreto professionale». Parlando con i leader della maggioranza, lo stesso Sarkozy

ha giudicato «gravissima» la violazione del segreto da parte di un uomo che lavorava alla Cancelleria. Poi ha aggiunto ironico: «Non si è mai delusi dall’atteggiamento di Le Monde». In pubblico, tuttavia, il presidente ha rifiutato qualsiasi commento alla vicenda, mentre François Fillon ha detto che «la Repubblica non può accettare la violazione del segreto istruttorio». Un fuoco di sbarramento che non impressiona il quotidiano, deciso ad andare avanti per la sua strada e a presentare una denuncia: «È una questione che riguarda tutta la stampa, non solo noi». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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L’intervista

Il socialista Christian Paul ieri alla Camera ha esibito per protesta Le Monde

Éric Fottorino, direttore di Le Monde: “L’inchiesta andrà avanti”

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ANAIS GINORI

Ieri Le Monde ha contestato le dichiarazioni del capo della polizia francese che aveva rivendicato il rispetto delle procedure per quella che definiva “una verifica tecnica” e che il quotidiano considera una clamorosa violazione della legge. Ribattendo le contestazioni dell’Eliseo, ha denunciato che “non è la prima volta che l’Eliseo fa appello ai servizi e al controspionaggio per scopi politici o personali”

Lo scenario

«ANDREMO avanti. Non si tratta solo di difenderci, ma di proteggere il diritto all’informazione nel nostro paese». La redazione di Le Monde, con la colomba della pace disegnata da Plantu sulla facciata, sembra un fortino sotto assedio. Il direttore Éric Fottorino ha mandato in stampa il titolo della prima pagina (“La difesa dell’Eliseo è messa in dubbio”), e si appresta a nuove riunioni con gli avvocati. «Presenteremo la denuncia contro ignoti nei prossimi giorni – dice Fottorino – spetterà alla magistratura accertare i fatti». L’Eliseo smentisce tutto. Che prove avete del presunto spionaggio? «Siamo stati allertati subito dopo aver pubblicato i verbali dell’interrogatorio a Patrice de Maistre (il gestore della fortuna Bettencourt, ndr), a metà luglio. Sappiamo da diverse testimonianze che c’è stato un ordine dell’Eliseo per mettere a tacere nuove fughe di notizie. Abbiamo avuto anche conferme interne al controspionaggio su verifiche condotte sui tabulati telefonici del nostro giornalista».

L’azione dei Servizi

Colpisce il metodo dell’Eliseo: usare i Servizi per attaccare le fonti dei giornalisti

Éric Fottorino Ci sono state intercettazioni telefoniche? «Siamo sicuri dei controlli sull’utenza del nostro giornalista, avvenuti senza alcuna autorizzazione della magistratura. D’altronde Frédéric Péchenard, il capo della polizia, ha ammesso una “verifica tecnica”. Vorremmo sapere se ci sono state anche intercettazioni illegali, anche per questo presentiamo una denuncia». Péchenard sostiene di aver agito nell’ambito del suo dovere di protezione delle istituzioni. «Mi pare inaccettabile dire che una normale inchiesta giornalistica rappresenta una minaccia per

lo Stato. Tanto più su uno scandalo intorno al patrimonio di una ricca ereditiera, non certo una personalità delle istituzioni. Colpisce anche il metodo. Usare i servizi di controspionaggio per attaccare non i giornalisti, ma gli informatori». Perché Nicolas Sarkozy avrebbe dovuto violare una legge sul segreto delle fonti giornalistiche, che ha contribuito a promulgare? «Sono le circostanze che provocano questo tipo di reazioni. Quando la legge è stata approvata, il presidente voleva mostrarsi un difensore della libertà di espressione. Lo scandalo Bettencourt,

con il coinvolgimento del ministro Woerth, ha cambiato la sua posizione. Non sfugge a nessuno che Woerth lavorava ai tempi dei fatti per un candidato all’Eliseo che si chiamava Nicolas Sarkozy». Le Monde era stato al centro di un caso di spionaggio già ai tempi di Mitterrand. «È vero, su questo la sinistra non è stata esemplare ma non dev’essere una giustificazione per l’attuale potere. Al suo insediamento, Sarkozy aveva promesso una “Repubblica irreprensibile”, con piena trasparenza e libertà per i giornalisti». Non temete che la magistratura possa archiviare la vostra denuncia? «Sarà la procura a valutare se è il caso di indagare, sappiamo che il procuratore è alle dipendenze del ministero della Giustizia. Per questo ho già preannunciato che, se la nostra denuncia venisse archiviata, ci costituiremo parte civile. Vogliamo che ci sia un pubblico ministero indipendente che possa condurre accertamenti. Siamo molto, molto determinati. Anche il presidente l’avrà capito». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Servizi segreti, manovre e minacce per fermare lo scandalo dei fondi neri

(segue dalla prima pagina)

BERNARDO VALLI A IL movente, si replica, era di soffocare le notizie sul caso Bettencourt. E quelle pubblicate da Le Monde sono state giudicate molto fastidiose dalla Presidenza della Repubblica. Le notizie riguardavano un caso di corruzione e non la sicurezza dello Stato. Gli uomini di Sarkozy garantiscono comunque che lui era completamente estraneo alla faccenda. Si aperto cosi un duello tra il Capo dello Stato e il più importante quotidiano di Francia. Il presidente è inciampato in un ostacolo che non aveva previsto. Ex ministro degli interni avrebbe conservato l’abitudine, il vizio, di usare gli strumenti un tempo alle sue dirette o indirette dipendenze. In quanto alle

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NEL MIRINO Il presidente francese Nicolas Sarkozy è accusato di aver fatto spiare il quotidiano Le Monde per scoprire i suoi informatori

Gli uomini che devono combattere il terrorismo sono stati “dirottati” e usati per scoprire la “talpa” che avrebbe passato informazioni al più importante giornale del Paese critiche dei giornali, al massimo lo irritavano. Non pensava certo che quei giornali arrivassero al punto di denunciarlo, sia pure indirettamente, per un reato. A un anno e mezzo dalla fine del quinquennio presidenziale, con un’opinione pubblica

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“Non ci faremo intimidire nel nostro Paese è in gioco il diritto all’informazione”

LA PROTESTA IN AULA

La polemica

PER SAPERNE DI PIÙ www.lemonde.fr www.elysee.fr

tutt’altro che favorevole, in un momento di intensa impopolarità, Sarkozy deve affrontare un capitolo politico al quale è facile affibbiare, per ora più per riflesso condizionato che per rischi reali, l’inevitabile e non propiziatorio titolo di Sarkogate. L’e-

sito della denuncia resta assai incerto, poiché in Francia la Procura è sotto la tutela del Ministero della Giustizia, e quindi potrebbe anche non accettarla. A meno che non intervenga il giudice istruttore, che è indipendente. I rapporti tra Nicolas Sarkozy e i giornali si sono appesantiti negli ultimi tempi. I suoi interventi nel mondo della stampa sono sempre stati frequenti. I passaggi di proprietà l’hanno sempre interessato. Ultimo il caso dello stesso Le Monde, un’istituzione che versava in

gravi condizioni finanziarie. Non mancavano i candidati pronti a fornire i capitali necessari, in cambio di azioni che consentissero il controllo del giornale. Un giornale in cui la società dei redattori aveva la maggioranza ed era quindi di fatto la proprietaria. Caso unico, non solo in Francia, in una grande testata. Il passaggio ad azionisti esterni ha rappresentato un avvenimento politico di rilievo. Il presidente ha cercato di inserirsi nell’operazione. Ha invitato il direttore e lo ha sconsigliato di ac-

ta indipendenza ai redattori e sono diventati gli azionisti principali di Le Monde. Da allora i rapporti tra il quotidiano e il presidente non sono migliorati. La nuova situazione economica e l’assoluta indipendenza garantita dai nuovi azionisti, danno forza al quotidiano parigino nel confronto con il presidente giudicato disinvolto nell’uso dei servizi di controspionaggio. I rapporti del presidente sono diventati tesi anche con un altro giornale parigino di prestigio, Le Nouvel Observateur. Il settimanale liberale di sinistra, assai diffuso tra gli intellettuali, aveva dimostrato una certa indulgenza con Nicolas Sarkozy. Lasciando largo spazio a un altro settimanale, Marianne, più battagliero e popolare. Ma dopo la netta svolta a destra del presidente, nel tentativo di recuperare gli elettori del Front National, anche Nouvel Observateur ha

Il presidente ha anche cercato di usare tutto il suo peso per condizionare la scelta di nuovi azionisti quando il quotidiano versava in cattive acque e metterlo così sotto controllo cettare una cordata di imprenditori giudicati di sinistra. E gli ha ovviamente suggerito uomini a lui vicini. La scelta, con l’approvazione quasi unanime del redattori, è stata un’altra. Tre imprenditori (Bergé, Niel, Pigasse) hanno garantito l’assolu-

ssunto toni pesanti. La sua ultima copertina esibiva una grande fotografia di Nicolas Sarkozy, con sopra la scritta: « Quest’uomo è pericoloso ? » Il recupero a sinistra tentato dal presidente non è evidentemente riuscito. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

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L’EMERGENZA ROM MONDO

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PER SAPERNE DI PIÙ ec.europa.eu/index_it.htm www.ericbesson.fr

L’Ue attacca Parigi sui Rom “Le espulsioni sono vergognose” Avviata una procedura d’infrazione. La replica: regole rispettate DAL NOSTRO INVIATO ANDREA BONANNI

Le tappe

BRUXELLES — Con una durezza raramente vista nella politica europea, la Commissione si scaglia contro la Francia per le espulsioni dei Rom e preannuncia l’apertura di una procedura di infrazione che porterà Parigi di fronte alla Corte di Strasburgo. L’attacco è venuto ieri dalla vicepresidente dell’esecutivo comunitario Viviane Reding, responsabile per la Giustizia e i diritti fondamentali. Secche le razioni di Parigi, che sostiene di non aver violato nessuna norma. «Mi sento toccata personalmente perché ho avuto l’impressione che uno Stato allontani delle persone solo perché appartenenti ad una minoranza etnica. Non pensavo che l’Europa dovesse rivivere una situazione come questa dopo la Seconda

L’ANNUNCIO

LE PROTESTE

IL BILANCIO

LA CONDANNA

Parigi a metà agosto annuncia il rimpatrio di circa 700 rom in Bulgaria e Romania

Nei giorni successivi la Francia va in piazza contro il provvedimento “razzista” del governo

I campi nomadi sgomberati sono stati 441, oltre 220 i rom espulsi soltanto ieri

L’Ue avvia una procedura di infrazione contro il “vergognoso” comportamento

di Parigi

L’arrivo a Bucarest di una famiglia Rom dalla Francia Guerra mondiale», ha detto la commissaria nel corso di una conferenza stampa con un chiaro riferimento alle persecuzioni razziali in Germania e in Italia. «In Europa non c’è posto per politiche basate sulla discriminazione razziale o etnica». La Reding ha definito la politica francese di espulsioni «una vergogna»: «quando è troppo è troppo, la mia pazienza è arrivata al limite». «Le autorità nazio-

nali che fanno discriminazioni etniche violano la Carta dei Diritti fondamentali firmata da tutti, Francia compresa». A suscitare l’ira della responsabile europea è stata la scoperta di una circolare del governo francese che invitava i prefetti ad agire contro i Rom, indicando nella etnia il criterio fondamentale per giustificare gli allontanamenti. Ma a far definitivamente andare in bestia la commissaria è stato il

fatto che ben due ministri francesi siano andati da lei ad assicurarle che tutte le procedure seguite da Parigi erano conformi alle norme europee. «Secondo la commissaria alla Giustizia, la Commissione aprirà «nel più breve tempo possibile» una procedura di infrazione contro il governo francese per non rispetto della norma europea contro la discriminazione e per «applicazione discrimina-

AL VOLANTE

Il primo articolo sancisce che “negli spazi pubblici nessuno può portare abiti atti a nascondere il volto”

GLI SPAZI PUBBLICI

DAL NOSTRO CORRISPONDENTE GIAMPIERO MARTINOTTI

PARIGI — Allarme bomba ieri sera nel luogo simbolo di Parigi. Circa duemila persone sono state evacuate poco prima delle 21 dall’area della Tour Eiffel e del Champ de Mars, la spianata adiacente al più celebre monumento della capitale francese, in seguito a una telefonata anonima e alla segnalazione di un pacco sospetto. Eseguiti fino a tarda notte gli accurati controlli da parte delle forze di sicurezza, l’allarme è rientrato senza che fosse stato

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IL DIVIETO

Una donna alla guida di un auto con il burqa

Il caso

può che rivolgersi alla Corte europea per esigere il pagamento di una ammenda. Parigi ha reagito seccamente. «Abbiamo appreso con stupore le dichiarazioni della signora Reding — ha dichiarato il portavoce del ministero degli esteri — . Non pensiamo che sia con questo tipo di dichiarazioni che si possa migliorare il destino e la situazione dei Rom».

I punti

La polemica

PARIGI — Il Senato ha approvato in via definitiva la legge che proibisce il porto del burqa in strada. Il parlamento transalpino è il primo in Europa a introdurre un divieto completo del velo integrale, un provvedimento che il Belgio non ha ancora varato a causa delle elezioni anticipate e della successiva paralisi politica del paese. Per entrare in vigore, tuttavia, il testo dovrà ricevere l’imprimatur del Consiglio costituzionale. Per evitare il ricorso di un cittadino, i presidenti delle due Camere hanno infatti deciso di rivolgersi ai guardiani della Carta costituzionale per sapere se il divieto viola o no il principio della libertà individuale. I saggi hanno un mese di tempo per rispondere e solo se il verdetto sarà positivo Nicolas Sarkozy potrà firmare la legge. I senatori hanno votato alla quasi unanimità (246 sì, un solo no), ma l’opposizione di sinistra, con qualche eccezione, non ha partecipato al voto, come aveva già fatto all’Assemblea nazionale. Divisi al loro interno su una questione spinosa, i socialisti hanno preferito defilarsi: avrebbero voluto un semplice divieto nei servizi pubblici e nei trasporti per non stigmatizzare la comunità mu-

toria» della direttiva sulla libertà di movimento all’interno dell’Unione. «Ho chiesto a Barroso che si apra una corsia preferenziale per l’avvio della procedura». Anche così, comunque, la Commissione non ha poteri esecutivi in materia di giustizia e tutela dei diritti fondamentali. Essa può chiedere alla Francia di rispettare le normative europee. Ma in caso di non osservanza da parte del governo nazionale non

Il termine include strade, piazze e “luoghi aperti al pubblico” o “destinati a un servizio pubblico”

L’AMMENDA L’ammenda prevista è di 150 euro a cui si può aggiungere un corso di “educazione civica”

LA DISSIMULAZIONE FORZATA Previsto sino a un anno di carcere e 30 mila euro di multa per il reato di “dissimulazione forzata del viso”

Approvata anche dal Senato la legge che entrerà in vigore nel 2011. In ottobre la Corte costituzionale darà il suo parere

“Niente burqa in pubblico e nelle strade” La Francia ha votato il divieto totale sulmana, ma non hanno voluto nemmeno attaccare frontalmente una legge popolare nel paese. Se il Consiglio costituzionale darà via libera, ci saranno sei mesi di transizione, durante i quali si tenterà di far sparire burqa e niqab dalle strade con la persuasio-

ne. Poi si passerà alla repressione: una multa di 150 euro, assortita in alcuni casi con un corso di educazione civica. E pene severe per chi obbliga una donna a portare il velo integrale: fino a un anno di carcere e 30 mila euro di multa. L’approvazione definitiva del

provvedimento è avvenuta in un clima tranquillo rispetto ai mesi scorsi: la decisione dei presidenti delle Camere di rivolgersi ai saggi ha placato le polemiche. Ma sono molti i giuristi, compresi i magistrati del Consiglio di Stato, secondo i quali il divieto del burqa

in strada non poggia su solide basi legali. Per questo motivo non si esclude un ricorso dei partigiani del velo integrale alla Corte europea dei diritti umani, generalmente molto puntigliosa nella difesa dei diritti individuali. In ogni caso, l’ala radicale della comu-

nità musulmana sembra decisa a mobilitarsi contro la legge. Molti responsabili politici, locali e nazionali, dicono di aver notato una maggiore visibilità del velo integrale nelle città francesi da quando è cominciato l’iter legislativo del provvedimento. Ma il fenomeno è difficilmente quantificabile: in primavera, la polizia aveva avanzato la cifra di duemila donne velate integralmente, pochissime in un paese con 5-6 milioni di musulmani. Ma non si può escludere che la legge abbia lo stesso effetto di quella che ha vietato il velo nelle scuole: approvata dopo mesi di furibonde polemiche, è stata applicata senza storie. E per quanto riguarda il burqa, i musulmani moderati hanno invitato i loro imam a ricordare che il velo integrale non ha fondamento teologico. Il voto francese piace al centrodestra italiano: « Da noi non esiste un’emergenza burqa, i casi di donne costrette ad indossarlo restano isolati. Ma non per questo sono meno gravi», ha commentato il ministro per le Pari Opportunità Mara Carfagna. «Auspico che il Parlamento, dopo lo stimolo venuto dalla Francia, decida di portare a compimento la discussione del progetto di legge che vieta l’uso del burqa nei luoghi pubblici». © RIPRODUZIONE RISERVATA

“Bomba alla Tour Eiffel”, 2mila evacuati ma è un falso allarme trovato alcun pacco bomba. Altro allarme terrorismo sempre ieri nella capitale francese dopo una telefonata anonima che segnalava una bomba nel metrò. Poco dopo l’evacuazione della Tour Eiffel, nella stazione di Saint-Michel, che si trova non lontano dalla cattedrale di Notre Dame e dove si intersecano due linee, sono state chiuse per quasi un’ora le piattaforme della linea Rer C; il traffico ha ripreso alle 22: 20. E anche all’intersezione

I controlli ieri sera delle forze di sicurezza francesi alla Tour Eiffel

della Rer B, la piattaforma è stata sgomberata su richiesta della polizia per una quindicina di minuti. La stazione ha riaperto solo dopo i controlli degli agenti. Le operazioni di sgombero alla Torre Eiffel si sono svolte nella calma. I visitatori, tra i quali molti turisti stranieri, sono stati costretti a scendere dal monumento e sono stati poi raggruppati sui Lungosenna mentre la polizia erigeva perimetri di sicurezza attorno a

tutta la zona. Sul posto sono intervenute anche le brigate cinofile per ispezionare la torre piano per piano in cerca di esplosivi. Sabato scorso il capo dell’antiterrorismo francese, Bernard Squarcini, aveva spiegato che la minaccia di attentati terroristici in Francia «non è mai stata così alta». «Considerando i rapporti che ci sono stati forniti dai partner stranieri e le nostre rilevazioni — aveva precisato — ci sono ragioni oggettive d’inquietudine».


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GLI SCONTRI DI RELIGIONE MONDO

PER SAPERNE DI PIÙ timesofindia.indiatimes.com www.haaretz.com

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Kashmir, nuovo assalto alle scuole cristiane Corano al rogo, continuano le violenze dei separatisti. L’India proclama il coprifuoco RAIMONDO BULTRINI BANGKOK — Ancora scioperi, ancora proteste e lanci di pietre, e come sempre una città paralizzata. Le fiamme del Corano in America continuano a far da propellente nel lontano Kashmir a una centrale atomica di sentimenti indipendentisti in ebollizione da almeno 63 anni. Solo temporaneamente ieri il coprifuoco rigidissimo, adottato in quasi tutti i distretti a nord e sud della capitale Srinagar, ha ridotto il numero dei disordini e di conseguenza dei feriti e delle vittime, che nella sola giornata di lunedì erano state 18, aggiunte alle altre 70 dall’inizio della rivolta tre mesi fa. Durissime da tutto il mondo sono state le reazioni alla devastazione della scuola fondata da una missione protestante a Tangmarg, assaltata da centinaia di giovani dopo la divulgazione di un video della tv iraniana con un Corano bruciato negli Stati Uniti. Anche un’altra scuola è stata attaccata, ma la polizia è stavolta riuscita a impedire il peggio. Centinaia di ragazzi ancora decisi a protestare sia per il Corano bruciato, sia per l’indipendenza dall’India, si sono concentrati in mattinata, sfidando le odiate Leggi speciali indiane, nella città più “calda” del nord, Baramulla. Altri hanno preso d’assalto la casa di un dirigente del Congresso indiano, prima di venire dispersi. Le scene sono state le stesse

Lunedì scorso gli scontri con l’esercito hanno provocato almeno diciotto vittime

Il governo di Delhi sta valutando se allentare, come richiesto, la sua presenza militare

che si ripetono dall’11 giugno, quando la morte di un 17enne colpito dal lacrimogeno di un soldato divenne la miccia della protesta dei ragazzi di Srinagar, nonché la molla di una discesa in campo senza precedenti delle donne. Dopo i primi lanci di pietre, l’esercito ha risposto con lacrimogeni e armi riuscendo a disperdere la folla provocando un numero imprecisato di feriti. Ma Srinagar — come ci dice al telefono il giovane

Wasim, asserragliato in casa con la famiglia, «sembra un campo di concentramento, e tutti viviamo delle scorte di cibo». Per tutto il giorno militari protetti dai carri blindati e da pattuglie armate hanno attraversato l’intera provincia tra strade già deserte, per chiedere coi megafoni alla popolazione di chiudersi in casa e di non partecipare ad «azioni illegali». Anche l’aeroporto di Srinagar, unica via di fuga per chi può permet-

Medio Oriente

Iran

Spiragli di pace tra Israele e Palestina Netanyahu: “Si tratta sulle colonie”

Liberata l’escursionista americana Obama felice: “E ora gli altri due”

SHARM EL-SHEIK — È un bilancio positivo, secondo l’inviato Usa in Medio Oriente George Mitchell, quello del secondo incontro tra il premier israeliano Benjamin Netanyahu e il presidente palestinese Mahmoud Abbas, avvenuto ieri in Egitto nel quadro dei negoziati di pace diretti inaugurati a Washington il 2 settembre. Tuttavia nessun passo avanti sul tema più scottante, quello degli insediamenti israeliani.

TEHERAN — L’escursionista americana Sarah Shourd, arrestata oltre un anno fa con due connazionali dopo aver sconfinato in Iran durante un trekking, è stata rilasciata ieri sotto una cauzione di 500mila dollari. Accusati di essere delle spie, i tre escursionisti hanno sempre dichiarato di essere entrati in Iran per errore. «Felice» della notizia, il presidente Obama ha sollecitato Teheran a rilasciare anche i due amici di Sarah. L’incontro di Sharm El-Sheik

tersi le tariffe aeree, ieri era chiuso e lo resterà fino a nuovo ordine. A placare per almeno un giorno le acque potrebbe essere stato l’appello del leader del raggruppamento indipendentista moderato Hurryat. Il vecchio Syed Ali Shah Geelani ha invitato i musulmani a non scaricare la rabbia sulle minoranze e a mostrare «l’immagine dell’antica armonia comunitaria e fratellanza per cui il Kashmir è famoso nel mondo». Ma lo stesso Geelani ha diffuso il calendario delle prossime proteste e serrate, indicando di fatto il nuovo D-Day per mettere alla prova la capacità indiana di controllo manu militari della Valle, il 21 settembre. In questo giorno i ragazzi di Srinagar saranno chiamati a confrontarsi con i soldati proprio davanti al filo spinato e alle garitte dei loro accampamenti e quartier generali. Non era mai successo, e il timore di nuovi massacri non è affatto infondato. Il governo di Delhi ieri sera ha riunito d’urgenza un comitato di politici e tecnici per valutare anche l’opportunità di un allentamento della presenza militare come richiesto dagli indipendentisti per aprire un dialogo. Ma ha finito per cedere alle paure di un coinvolgimento del Pakistan o di gruppi armati nel conflitto di piazza, e alla pressione in questo senso delle opposizioni fondamentaliste hindu guidate dal Bjp. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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MONDO

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(segue dalla prima pagina)

RENATO CAPRILE EI suoi diari segreti. Delle sue cronache dal fronte di guerra jugoslavo negli anni a cavallo tra il 1992 e il 95. Diciotto quaderni, fitti di appunti, considerazioni, citazioni sulla necessità di fare piazza pulita una volta e per sempre degli islamici dalla sua terra. Oltre 3500 pagine che inchiodano il boia di Srebrenica, più ancora delle testimonianze dei sopravvissuti di quel massacro, alle proprie responsabilità. C’è del suo, ovviamente ma non mancano considerazioni del suo sodale, dell’ideologo delle sue scorrerie, Radovan Ka-

D

“Dobbiamo sterminare i musulmani per costruire la Grande Serbia” ecco i diari dell’orrore di Mladic Al processo gli appunti di guerra del boia di Srebrenica 200.000 LE VITTIME

Tra il 1992 il 1995, la guerra di Bosnia causò la morte di almeno 200mila persone

8.000 SREBRENICA

Diciotto quaderni, oltre 3500 pagine fitte di appunti, sulle strategie del superlatitante

IL SUPERLATITANTE

radzic: «Dobbiamo aiutare i croati a forzare la mano ai musulmani affinché accettino la divisione della Bosnia», annota Mladic riportando brani dell’intervento del leader serbo bosniaco nel corso di una riunione alla quale partecipò anche Milosevic. E ancora: «I Balcani stan-

no diventando un fronte di guerra tra le forze che vogliono germanizzare l’area e quelle che la vogliono islamizzare». Citazioni, dunque, ma anche profonde riflessioni: «La coalizione occidentale crede di aver trovato la formula per trasformare noi serbi e le altre popolazioni balcani-

Solo nell’area di Srebrenica i serbo-bosniaci di Mladiæ uccisero circa ottomila musulmani

Il quotidiano spagnolo El País ha dedicato ai diari di Mladic la prima pagina, e sottolinea che provano la progettazione del genocidio che in un’orda di vagabondi», condite qua e là da accuse pesanti alle presunte interferenze di Unione europea e Stati Uniti, responsabili a suo giudizio di «flirtare con i musulmani perché hanno interessi in Medio Oriente e hanno quindi la necessità di fare alcune concessioni».

Dopo 15 lunghissimi anni Mladic è ancora in fuga, malato terminale si dice, protetto ormai solo da un pugno di fedelissimi e dalla famiglia, moglie, figlio e nuora, che non lo hanno mai abbandonato. Ma quegli scritti di suo pugno — in cirillico ovviamente, entrati in possesso dei

giudici del tribunale olandese e finalmente tradotti — sono la Prova che l’accusa cercava. La prova non solo contro il braccio militare, Mladic appunto, ma anche contro le menti politiche di quegli orrori: Radavan Karadzic, il leader serbo bosniaco, e Slobodan Milosevic, il presiden-

te padrone della Serbia. Costituiscono l’evidenza, al di là di ogni ragionevole dubbio, che la pulizia etnica fu pianificata a tavolino. Come conditio sine qua non per l’attuazione del folle progetto di una Grande Serbia. C’è voluto del tempo perché un documento di questa impor-


la Repubblica

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PER SAPERNE DI PIÙ http://www.elpais.com/global/ http://www.icj-cij.org/

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Il nemico comune

Sono il nemico comune nostro e dei croati Dobbiamo cacciarli in un angolo dal quale non possano più muoversi Il fronte

Nei Balcani ci sarà una guerra tra le forze che vogliono germanizzare l’area e quelle che la vogliono islamizzare Orda di vagabondi

IL DOLORE Una delle vedove di Srebrenica prega sulla tomba del marito. Furono almeno ottomila le vittime del massacro

tanza venisse alla luce. Il tempo necessario perché Belgrado scegliesse tra passato e futuro e finalmente facesse la cosa giusta. Bosiljka, la moglie dell’ex leader militare serbo-bosniaco, custodiva gelosamente quei diari nella bianca casa sulla collina di Banovo brdo, al 117 b di Blagoja

Parovica a Belgrado. Erano lì, sotto gli occhi di tutti, sarebbe bastato cercarli. Cosa che è stata fatta solo quando la signora Mladic e suo figlio Darko si sono spinti un po’ più in là del “lecito”. Hanno tentato cioè di risolvere, leggi alla mano, il problema della latitanza del loro congiunto

con una dichiarazione di morte presunta — Mladic ha settant’anni e da cinque non dà ufficialmente notizie di sé — per fortuna respinta il 28 giugno scorso da un tribunale serbo. Evidentemente era troppo anche per chi in questi anni ha fatto finta di non vedere. E allo-

ra, e solo allora, quelle note sono finalmente saltate fuori. Una perquisizione nel corso della quale sono state rinvenute anche armi da guerra che potrebbero aggravare la situazione giudiziaria della stessa signora Mladic. E’ notorio che tutti gli ufficiali

La coalizione occidentale crede di aver trovato la formula per trasformare noi serbi in un’orda di vagabondi Obiettivo comune

Vinceremo questa battaglia se resteremo uniti intorno ad un unico, grande obiettivo comune

debbano compilare dei resoconti delle loro missioni, ma i diari di bordo di Mladic possono fornire un quadro dettagliato, fare finalmente luce su quel triennio ‘92-95. Su obiettivi militari strategici, su possibili sanzioni o semplicemente sul trattamento dei civili a Srebrenica alla vigilia del genocidio di 8mila uomini e donne per mano delle forze di Mladic e dei paramilitari serbi. Per ora dai pochi estratti che i giudici olandesi hanno lasciato filtrare, Mladic sembra privilegiare piuttosto che la cronaca dei sanguinari raid dei suoi uomini, la “dottrina” che sta dietro a quelle azioni militari. Una sorta di giustificazione ideologica di quegli eccessi. Ecco perché fa sue frasi di altri come l’ex generale croato, Slobodan Praljak, anche lui accusato di crimini di guerra: «Ci conviene che i musulmani se ne stiano in un loro angolo e non si muovano più da lì». O prende in prestito — “I musulmani sono il nostro nemico comune” — considerazioni dell’ex leader croato, Jadranko Prilic. In ogni caso Mladic si mostra sicuro di potere portare a casa la vittoria che i suoi capi pretendono «a patto di restare uniti (si riferisce ovviamente a serbi e croati, ndr) intorno ad un unico, grande obiettivo comune». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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CRONACA ■ 19

Sicilia, maxisequestro contro il re dell’eolico Un miliardo e mezzo di patrimonio, l’accusa all’imprenditore: fece il salto grazie alla mafia SALVO PALAZZOLO LAURA SPANÒ

SIGNORE DEL VENTO

TRAPANI — Il Financial Times lo definì il «signore del vento». Vito Nicastri, il re degli impianti eolici da Roma in giù, non sarebbe però un self made man: l’elettricista di Alcamo che negli anni Ottanta piazzava impianti solari porta a porta avrebbe fatto il grande salto imprenditoriale grazie al sostegno di Cosa nostra e del suo ultimo grande latitante, Matteo Messina Denaro. Le indagini della Dia hanno portato il tribunale per le Misure di prevenzione di Trapani a sequestrare il patrimonio di Nicastri. Vale un miliardo e mezzo di euro ed è distribuito in 43 società di capitali che si occupano principalmente di eolico e fotovoltaico, anche con partecipazioni estere. I sigilli sono scattati pure per ville e terreni, fra la Sicilia e la Calabria, per auto di lusso e persino per un catamarano di 14 metri, ancorato al porticciolo turistico di Castellammare del Golfo. «Si tratta del sequestro in assoluto più consistente mai operato in applicazione della normativa antimafia», dice il direttore della Dia, il generale dei carabinieri Antonio Girone, che ha firmato la proposta di misura patrimoniale. Nicastri era quello che in gergo si chiama lo «sviluppatore»: realizzava e vendeva, chiavi in mano, parchi eolici, con ricavi milionari. Da Trapani a Messina, da Enna a Catania, il cinquantatreenne imprenditore di Alcamo avrebbe potuto contare sulla protezione di Cosa nostra. Il pentito Giuseppe Ferro racconta che i boss della sua città intervennero in maniera vi-

Così veniva chiamato Vito Nicastri. Il suo patrimonio è stato stimato in un miliardo e mezzo, diviso tra 43 società. Tra i beni ai quali la Dia ha messo i sigilli un catamarano da 14 metri

43 società in campo energetico, ville, terreni, auto di lusso e anche un catamarano

NOLA (NAPOLI) — Non era incatenato. E non si è liberato da solo. Sono stati i rapitori a liberarsi di lui, dopo averlo preso a calci e pugni, dopo avergli incrinato una costola e fatto perdere un dente. L’anomalo sequestro di Antonio Buglione, il facoltoso imprenditore nolano della security, il manager amico di politici eccellenti e di personaggi collusi, finisce quasi quaranta ore dopo in alcune serre diroccate del paese di Marigliano, pochi chilometri dalla villa patriarcale di Nola. Lui è vivo, ma sanguinante. Al collo ha una

lo ricorda con grande affetto. Roma, 15 settembre 2010 A Carlo, Alberta e a tutta la famiglia di

Paolo un abbraccio uniti nel dolore per la perdita. Claudio Scaffidi-Argentina e la sua famiglia. Roma, 15 settembre 2010 Gli amici dell’Affiche, attoniti, partecipano al lutto di Chiara e della famiglia per la scomparsa di

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6.043.663,46 € Concorso n. 110 del 14-09-2010

Superenalotto Nessun vincitore con punti 6 Nessun vincitore con punti 5+ Ai 28 vincitori con punti 5 Ai 2.668 vincitori con punti 4 Ai 97.592 vincitori con punti 3

Paolo 32.376,77 € 339,78 € 18,57 €

Superstar Nessun vincitore con punti 5 Ai 22 vincitori con punti 4 Ai 511 vincitori con punti 3 Ai 7.781 vincitori con punti 2 Ai 49.245 vincitori con punti 1 Ai 105.700 vincitori con punti 0

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PROSSIMO CONCORSO IL JACKPOT CON PUNTI 6

137.900.000,00 euro

NAZIONALE

57 25 46 3 48 76 45 19 55 87 39

63 45 67 25 51 12 54 26 78 47 23

1 58 40 88 37 65 6 88 11 76 10

34 80 36 9 18 17 18 57 47 42 28

Milano, 15 settembre 2010 Mario e Claudia Pirani abbracciano con tutto il cuore l’amico Carlo Picozza in questo momento di terribile dolore per la scomparsa del figlio

Paolo Roma, 15 settembre 2010 I colleghi della Redazione Economia abbracciano Carlo in questo momento di straziante dolore per la perdita del figlio

Paolo

20 51 45 36 40 7 68 52 90 79 3

Roma, 15 settembre 2010 Affranti e attoniti per la prematura, improvvisa scomparsa di

Paolo ci uniamo al dolore di Carlo Picozza, di Chiara e della famiglia in un abbraccio fraterno e commosso. Walter Schiavella e la Fillea Cgil. Roma, 15 settembre 2010 Gli amici del Desk Foto abbracciano Carlo e la sua famiglia per la dolorosa, improvvisa scomparsa di

Paolo Roma, 15 settembre 2010 Gli amici di Affari & Finanza abbracciano l’amico Carlo e la famiglia con tutto il loro affetto in questo momento di immenso dolore per la scomparsa del figlio

Paolo

10 e LOTTO COMBINAZIONE VINCENTE 1 26 51 63

3 45 54 67

12 46 55 76

19 47 57 78

25 48 58 87

Ferro — e andai da Leoluca Bagarella. Gli dissi: “A me questo mi può servire”». Da allora, Nicastri avrebbe proseguito la sua ascesa senza più ostacoli, non mancando di essere riconoscente nei confronti dei mafiosi, e persino degli uomini dell’Ndrangheta, questo ha appurato la Dia. Adesso, è caccia ai fondi neri di Nicastri a Montecarlo. Forse

nascondono altre mazzette ai politici. Le indagini della Procura diretta da Francesco Messineo proseguono. Il re dell’eolico è al momento libero: nel novembre scorso, era finito in carcere nell’ambito di un’inchiesta della Procura di Avellino sull’ennesima truffa attorno ai finanziamenti pubblici. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Ritrovato Buglione, pestato dalla camorra

Paolo

5

a un anno e sei mesi, nessun imprenditore, nessun politico siciliano voleva più lavorare con il «pentito» Nicastri. Anche i boss mafiosi non avevano molto approvato quella scelta di parlare con i giudici. Ma, alla fine, sarebbero stati più forti gli affari che il manager dell’eolico era tornato a proporre: «“Stai tranquillo”, gli feci sapere — ricorda il pentito

Il caso

Domenico Procacci affranto dall’improvvisa scomparsa dell’amico

6 29 54 62 72 80

gorosa dopo la prima disavventura giudiziaria dell’imprenditore: era il 1994, Nicastri aveva deciso di collaborare con i magistrati di Palermo, svelando per la prima volta il sistema delle mazzette attorno ai parchi eolici. Le sue dichiarazioni su tre miliardi di vecchie lire pagati ad esponenti del Psi gli evitarono il carcere. Ma dopo il patteggiamento

Roma, 15 settembre 2010 Gli amici del Centro Documentazione abbracciano Carlo nel suo dolore per la perdita del figlio

Paolo Roma, 15 settembre 2010 Franco Siddi, Roberto Natale e la Fnsi si stringono con affetto a Carlo nel dolore per l’improvvisa scomparsa del caro figlio

Paolo Picozza Roma, 15 settembre 2010

catena con un lucchetto, ma sembra una messinscena, visto che i medici troveranno tracce di un pestaggio, ma non delle escoriazioni da catene. Buglione, amico di politici eccellenti, grande elettore di candidati collusi, dopo il rilascio e le cure di rito in ospedale, parla per cinque ore con i carabinieri e con i magistrati Rosario Cantelmo e Simona Di Monte. Descrive i luoghi, ricorda qualche dettaglio, ma qualcos’altro forse nasconde. Si è trattato di un avvertimento mafioso. Chi lo sequestrato non voleva ucciderlo, ma peg-

Guido con i figli Violante, Edoardo, Pietro ed Alessandro annunciano con immenso dolore la scomparsa di

Letizia Pasolini dall’Onda Bucci Casari moglie e madre straordinaria. I funerali si terranno nella chiesa di Santa Maria ai Catinari, oggi 15 settembre alle ore 11. Roma, 15 settembre 2010 Andrea stringe la cara Violante in un abbraccio affettuoso e si unisce al dolore di Pasò, Edoardo, Pietro e Magù nel ricordo della loro adorata

Letizia Pasolini Milano, 15 settembre 2010 Andrea e Alessandra con Tommaso e Sebastiano ricorderanno

Letizia per sempre. Roma, 15 settembre 2010 Arturo Zampaglione e Giovanna Borradori piangono la scomparsa di

Letizia abbracciando Guido e i ragazzi. New York, 15 settembre 2010 Ettore, Lilia e Lili abbracciano con grandissimo affetto Guido, Violante, Edoardo, Pietro, Magù e tutta la famiglia, e avranno sempre nel cuore

Letizia ricordando la sua generosità e il suo coraggio. Roma, 15 settembre 2010 Uberto e Caterina con Anna, Giulia e Niki abbracciano forte Pasò, Viò, Edo, Pietro e Magù nel ricordo dell’adorata

Leti Roma, 15 settembre 2010 Zia Vivide, con Bambi e Giovanni, Saviana e Ati, Olivia e Rudi si stringono con tutto il loro affetto a Guido, Violante, Edoardo, Pietro e Alessandro nel ricordo della meravigliosa

Letizia Roma, 15 settembre 2010

Letizia amica strepitosa di tutta la vita. Cecilia ti piange e ti porta, per sempre, nel cuore. Roma, 15 settembre 2010

gio, secondo gli inquirenti: dimostrare che possono farlo in qualunque momento se Buglione non rispettasse presunti patti. I nemici avevano avanzato una richiesta di 5 milioni di euro. A questo punto si rafforza l’ipotesi che gli aguzzini siano “soci occulti” determinare a recuperare il danaro investito nelle aziende un tempo fiorenti dei Buglione, e ora falcidiate dalle misure interdittive antimafia che hanno cancellato appaltio per milioni di euro. (co.sa.) Antonio Buglione

La madre Antonella, la sorella Lodovica con il marito Alberto, il fratello Oliviero annunciano con grande tristezza la scomparsa della loro amatissima

Letizia Pasolini dell’Onda Bucci Casari Roma, 15 settembre 2010 Nicola e Rossella Caracciolo di Castagneto con Filippo e Fabrizia abbracciano forte Guido in ricordo di

Letizia Roma, 15 settembre 2010 Leopoldo, Cecilia, Fabiano e Bianca abbracciano con tutto il loro affetto Guido, Violante, Edo, Pietro e Alessandro ricordando

Letizia Roma, 15 settembre 2010 Indimenticabile, generosa, insostituibile

Leti ci mancherai sempre. Marella, Sandro, Costi e Teo Roma, 15 settembre 2010 Addio

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Ieri 14 settembre si è spento nella sua casa

Sergio De Annuntiis di anni 86 La moglie Maria, le figlie Gabriella ed Annamaria insieme a Stefano e Gianfranco, la nipote Claudia con Alessandro, il nipote Marco, non lo dimenticheranno. I funerali si svolgeranno nella parrocchia di Santa Giovanna Antida Thouret oggi alle 15.30. Roma, 15 settembre 2010 15 settembre 1997

15 settembre 2010

Paolo Zippel Un caro pensiero. Isabella e Francesco Roma, 15 settembre 2010 Gli amici dell’Istituto di Gruppo Analisi di Bologna commossi per la scomparsa di

Franco Fasolo maestro, collega, compagno di viaggio, si uniscono alla famiglia nel profondo dolore per la sua perdita. Bologna, 15 settembre 2010 Il Laboratorio di Gruppoanalisi piange profondamente la grave perdita del Professore

Leti

Franco Fasolo

come te nessuna. Andrea Angeli New York, 15 settembre 2010 Il giorno 13 c.m. è venuto a mancare all’affetto dei suoi cari il Comm.

insigne figura di uomo, studioso, maestro incomparabile per scienza, lealtà, responsabilità e generosità, che rimarrà per sempre nei nostri pensieri. Catania, 15 settembre 2010 15 settembre 2001 15 settembre 2010

Alteo Castrini

Sei sempre con noi. Pietro e Marina, Bruno e Giusi, Maria e Piero, Vittorio e Daniela, Betta e Valter, Roberto e Anna, Pasquale e Patrizia, Letizio Bologna, 15 settembre 2010 Alessandro e Walter Acciai ricordano

Ne danno il doloroso annuncio le figlie Carla e Bruna. Le esequie avranno luogo giovedì 16 c.m. alle ore 10.30 nella basilica SS. Pietro e Paolo all’Eur. Roma, 15 settembre 2010 Ro.van. srl tel. 06/3320999

Il 14-09-2010 è mancato all’affetto dei suoi cari

Francesco Aluffi Ne danno il triste annuncio la moglie Dora Gandolfi, le sorelle Laura e Bianca, il fratello Alfonso e i parenti tutti. Il funerale avrà luogo in Roma nella Basilica di San Lorenzo fuori le mura il 1609-2010 alle ore 11. Roma, 15 settembre 2010

Carlo

Alvaro Del Sere Firenze, 15 settembre 2010 Enrica, Raffaele e Lorenzo abbracciano con infinito affetto Fiamma, Alessandro e Filippo in questo momento di dolore per la scomparsa dell’amico di sempre Dott.

Roberto Romagnoli Terni, 15 settembre 2010

Antonio e Ada d’Atri Un ricordo. Napoli, 15 settembre 2010

Genova, madre uccisa gli rivela in sogno il nome dell’assassino GENOVA — L’omicidio della madre, strangolata otto anni fa, era rimasto irrisolto. Il figlio Aldo Santoro ha fatto riaprire le indagini sull’omicidio di Veronica Mair, 75 anni. Qualche settimana fa si è presentato dai carabinieri e ha raccontato che la madre gli è apparsa in sogno e gli ha svelato l’identità dell’assassino. Ha fatto nome, cognome e professione di un noto commerciante genovese. Prima ha consultato una sensitiva che ha confermato il sogno. Alcune indiscrezioni parlano di un accertamento sul Dna che i carabinieri avrebbero già fatto e del quale si attendono gli esiti a giorni.

Era depresso per il futuro dottorando suicida a Palermo i genitori: “Omicidio di Stato” PALERMO — «La libertà di pensare e anche la libertà di morire. Mi attende una nuova scoperta anche se non potrò commentarla: lo ha scritto mio figlio in un quaderno prima di suicidarsi». A raccontarlo Claudio Zarcone, il padre di Norman, 27 anni, il giovane che stava finendo un dottorato in filosofia del linguaggio e che due giorni fa si è lanciato da un terrazzo della facoltà di Lettere di Palermo, morendo sul colpo. Stava attraversando un periodo difficile, a dicembre sarebbe finito il suo dottorato, ed era preoccupato per il suo inserimento all’università. Per i genitori è «un omicidio di Stato».


la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

ATTUALITÀ

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Il reportage

La scuola a rovescio dove Roma torna capitale del mondo Viaggio nella Pisacane, l’elementare con il 97% di iscritti stranieri FRANCESCO MERLO (segue dalla prima pagina) PPURE, a guardare in superficie, Roma qui ritrova l’universo e il ‘multiverso’, e forse pure la sua antica storia di città e di capitale del mondo. Tuttavia, quando li vedo uscire tutti insieme, i 140 bimbi della Pisacane, capisco che in realtà qui Roma non c’è. E infatti, sull’altro marciapiedi, Fabio, che abita

E

nella via Policastro e di mestiere fa il gommista, mi dice che lui tre anni fa ce li ha levati i figli, «col cavolo che ce li tenevo, li ho portati al Pigneto, che è un quartiere di sinistra come me, ma senza tutti questi neri che, intendiamoci, a me non mi fanno mica effetto, anche se alcuni sono, senza offesa per nessuno, un poco troppo neri... ». Anche Marco Mehiabin, che fa

la quarta elementare, parla come lui e vede i colori allo stesso modo, ma il sentimento è completamente diverso: « È la scuola più bella del mondo, ma è un peccato che non ci sono i miei amici italiani, non quelli italiani come noi che siamo neri, ma gli italiani italiani come Michele, il figlio del fioraio, che adesso va a scuola alla Deledda. Ho chiesto a papà se mi ci porta pure a me, alla Deled-

da dico». Alle 4 e un quarto, quando suona la campana, sulla brutta via di Acqua Bulicante, un lunghissimo serpentone di palazzoni e di automobili che arriva sino all’Appia, si libera uno sciame spettacolare e bellissimo di bambini con gli occhi a mandorla, la pelle bruciata dei sudamericani, gli occhi verdi e gli zigomi puntuti dei polacchi, e poi le mamme con

gli abiti rossi del Bangladesh, i veli islamici, il nero brillante dell’India e quello compatto dell’Africa. Solo le maestre sono bianche e italiane, e sono tutte donne, ed è questo un tema che forse dovrebbe appassionare il femminismo. Domando ad Amin, che si esprime meglio in inglese, vive qui dietro, e cerca un lavoro — «scrivilo sul giornale: non ho pre-

clusioni» — cosa pensa lui delle maestre, se insomma non gli piacerebbe di più se ci fosse anche qualche insegnante maschio. «Eh sì — dice — noi siamo un popolo guerriero e fiero, voi siete un popolo melodrammatico, noi siamo sbrigativi e voi siete retorici». Sorpreso, gli chiedo cosa ha studiato e mi dice che al suo paese faceva «il custode del tempio». Prego? Sì, insomma, era uno yogi,

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la Repubblica

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MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

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I numeri

300 ALUNNI

Gli alunni iscritti alla scuola Pisacane di Roma. Sono divisi in due sedi: 140 da una parte, 160 dall’altra

MULTICULTURALE

97%

Alcuni momenti dell’avvio dell’anno scolastico alla scuola elementare Pisacane di Roma

STRANIERI

È la percentuale di bambini immigrati di seconda generazione presente alla scuola elementare Pisacane

30% IL LIMITE

È il tetto di stranieri per classe fissato dal ministro Gelmini. In molte scuole non viene rispettato

un sapiente, «un illuminato» e mi cita libri che non conosco, il Bhagavad Gita, per esempio, che è il testo eroico e sacro, «il precursore della vostra Iliade». Chissà cosa sanno del Bhagavad Gita le maestre, che non solo sono donne, ma anche meridionali: Antonia che è di Bari e insegna matematica nella seconda elementare, Felicita che insegna in prima, Maria Grazia che è siciliana e insegna in terza e ce n’è una che scappa, non vuole contatti con i giornalisti che «inventano tutto e hanno ingigantito i problemi di una scuola nor-male!». E invece a me pare la scuola dei miracoli, «un ghetto nero» secondo il ministero, «la scuola più bella del mondo» secondo le maestre che ci hanno fatto pure un

film. Tutti, al bar di fronte, ammettono che la scuola, con i suoi corsi di italiano per papà e per mamme, è stata una bella alternativa al Bingo che sta proprio qui, dietro l’ospedale delle figlie di San Camillo, strade etniche che la notte diventano più dure. E infatti in queste traverse hanno casa molte prostitute e trans che vanno però a battere lontano, in via To-

gliatti e anche verso il centro. Poco più in là c’è, abbandonato e semidiroccato, il Cinema Impero che, con la sua presenza muta di cemento e di geometria, sembra un’astuzia della storia: l’Italia chiusa e spaventata in se stessa che pretendeva però di conquistare il mondo dinanzi alla scuola che contiene il mondo e fa paura al quartiere che vuole fuggire dal mondo non potendolo più

mettere in fuga. Più lontano, all’angolo tra la via Predestina e via Portonaccio, ci sono due madonne che fanno miracoli. Un centinaio di lapidi di ringraziamento circondano le due statue, e il nostro dotto “custode del tempio” mi dice che solo la polifonia e la policromia ci salvano dalla superstizione: «Mi ricordano le Puije indù». Comunque sia la scuola, che

con il quartiere in fondo è in lotta, ufficialmente è la Scuola Laparelli, che è il nome della strada, ma tutti la chiamano ancora Pisacane, anche quelli che lo scorso anno volevano intitolarla, nientemeno, al pedagogo giapponese Tsunesabuto Makiguchi. Ma poi scoppiò uno scandalo nazionale e ridanciano: «Purtroppo — mi dice una maestra facendomi letteralmente giurare che mai farò il

suo nome — certi eccessi ideologici servono da pretesto, sembrano inventati per dare spago alla Gelmini, insomma ci facciamo male da sole». Poi, vedo sgattaiolare la signora Sultana Mehjabin, tiene per mano una bimba bruna e indietreggia quando la raggiungo. Non mi lascia neanche finire: «Si chiama Bhuiyan, ha otto anni, fa la prima elementare e non parla». È la sola bambina autistica che c’è alla Pisacane. Bhuiyan scappa da tutti i lati, è attratta dalle pattumiere del deposito degli spazzini che sta proprio sotto la scuola, ogni tanto ne afferra una e la sbatte sul muro. Di lei si occupa un’insegnante di sostegno, Simona è il suo nome, «ancora non la conosco bene, ma mi sembra un angelo» dice Sultana. E rac-

Qui Yuri è italiano e Francesco è immigrato. Due forme diverse di colonizzazione

Solo le maestre sono bianche e italiane, sono tutte donne e anche meridionali

film intitolato appunto “La scuola più bella del mondo” e girato con l’organizzazione Asinitas, «e se vuole c’è il trailer su Youtube». L’Asinitas si chiama così, mi dice Maddalena, mamma di Agnese, prima A, «perché si ispira a Goffredo Fofi», una trovata culturale insomma, una specie di contrappasso ironico visto che l’asino è impermeabile alla scuola, destinato com’è a portar pesi, mai una cavalcata come un cavallo, e non ha neppure la nobiltà del mulo. Insomma ci provo a capire, ma rinunzio e mi addentro in questa scuola che «è un modello di integrazione» secondo l’ex preside Nunzia Marciano, una di quelle presidi meridionali e di sinistra che danno sui nervi alla Gelmini, una Nostra Signora degli Immigrati per gli extracomunitari del quartiere, non tutti integrati, per la verità, e spesso disoccupati. In Prima A ci sono appena due bimbi italiani-italiani, in seconda non ce n’è proprio, perché il solo che c’era è stato spostato alla Di Donato ma non per paure etniche, perché anzi la madre è innamorata del ‘multiverso’. E di nuovo scopro che l’italiano si chiama Yuri in mezzo a extracomunitari che si chiamano Benedetto e Francesco e forse sono due parallele e opposte forme di colonizzazione, l’una parla d’amore per la patria che ti ospita e l’altra parla di amore per i tele-

conta che però, fisicamente, la bimba è affidata a Sonia, un altro angelo. «Le fanno usare i colori, ascoltare la musica», poi la restituiscono alla mamma e al papà che fa il cuoco in un ristorante in piazza di Pietra. Da quando è nata Mehjabin, girano ospedali e medici, adesso ci stanno provando con le cure omeopatiche di un professore di Firenze, 15 pillole al giorno. Sultana è alla Pisacane che ha imparato l’italiano. Non riesce ad apprenderlo invece la signora polacca che è nata in campagna, al confine con la Russia, e qui per lei non c’è abbastanza vento, mai abbastanza gelo: « Attorno alla mia città ci sono 69 laghi e in primavera i bambini rompono il ghiaccio a piedi nudi». Me ne vado con l’idea che è qui che Roma può rinascere, anche se il quartiere è feroce con la scuola. Ecco, i bimbi stranieri della Pisacane mi sembrano tanti trovatelli aggrappati al seno di una lupa. La nuova preside, Flora Longhi, è una signora molto istituzionale, elegante, non è vero che è agli ordini della Gelmini, è già anziana, ha studiato il cinese e l’arabo e quei bimbi sono ormai lì: vita che contagia. Anche se davvero la Gelmini obbligasse tutte le maestre come queste della Pisacane a incrociare le braccia, basterebbe lasciar fare alla vita.

Il caso

Ultimatum ai precari che bloccano la didattica

Bologna, i ricercatori protestano e l’Ateneo ingaggia prof a contratto BOLOGNA — L’Università di Bologna decide di sostituire i ricercatori pronti a bloccare le lezioni in protesta contro la riforma Gelmini. C’è tempo fino alle 12 di venerdì per comunicare la propria decisione al preside di facoltà: per chi ha deciso di non tenere più i corsi, l’università «dovrà individuare modalità alternative di copertura degli insegnamenti, al fine di

Il rettore: devo garantire l’anno accademico. Epifani: quanto è accaduto è intollerabile assicurare l’avvio delle lezioni». La lettera che detta l’ultimatum è partita ieri pomeriggio e l’ateneo, accusato di “spuntare” di fatto l’arma dello sciopero, si ritrova nel fuoco di fila di critiche durissime da parte del centro sinistra e della Cgil. «Come si può tollerare quello che è successo all’ateneo di Bologna — si chiede il leader

Cgil Guglielmo Epifani — di fronte allo sciopero dei ricercatori?» «C’è un conflitto tra due diritti sacrosanti — ha spiegato il rettore Ivano Dionigi — quello dei ricercatori di chiedere concorsi che da anni non vengono fatti, e quello dei ragazzi e delle loro famiglie che pagano le tasse ad avere i professori in aula. Come rettore è mio compito garantire l’avvio dell’anno accademico, non si è trattato di un ultimatum». Una bocciatura senza appello dell’ateneo bolognese viene dal senatore Pd Ignazio Marino che prevede «una guerra tra i soggetti meno tutelati», mentre Manuela Ghizzoni (Pd) parla di scelta «incomprensibile che ricorda il thatcherismo», un decisione «grave e sbagliata» anche secondo il democratico Marco Meloni. La Cgil si prepara a chiedere ai professori di «non prestarsi a sostituire i ricercatori nei corsi», mentre l’Idv evoca il «modello Marchionne della ricerca» e i ricercatori sulla barricate dicono di essere pronti a «tenere duro nella protesta». (e. c.) © RIPRODUZIONE RISERVATA

LA PROTESTA A Bologna i ricercatori hanno bloccato la didattica in ateneo

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C’E’ CHI VEDE LE COSE PER COME SONO. C’E’ CHI LE VEDE PER COME POTREBBERO ESSERE.


A RENZO, PRIMO DEGLI STUPIDI, DEI CORAGGIOSI, DEI VISIONARI, TANTI AUGURI PER I TUOI 55 ANNI. DA TUTTI NOI, STUPID DIESEL PEOPLE. BESTUPID


Genova, 2-10 Ottobre 2010

ECONOMIA FINANZA&MERCATI

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Ieri FTSE MIB ....................21003,94 FTSE IT ALL.................21544,86 FTSE IT STAR ..............10854,44 FTSE IT MID ................23606,43 COMIT ...........................1046,04 FUTURE.......................20973

la Repubblica

MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

(+0,01%) (+0,02%) (+0,20%) (+0,07%) (-0,37%) (-0,19%)

I migliori

Principali titoli del Mercato azionario

FTSE MIB Var.% Ansaldo Sts.............................................2,35 Fiat.........................................................1,57 Pirelli & C. ...............................................1,48 Telecom IT..............................................1,33 Parmalat.................................................1,12

Titolo

I peggiori Fondiaria-Sai ........................................-1,57 Italcementi ............................................-0,72 Unicredit ...............................................-0,62 A2A.......................................................-0,61 Monte Paschi Si.....................................-0,57

Pr. Rif €

A2A.............................................1,136 Ansaldo Sts ...............................10,030 Atlantia .....................................15,410 Autogrill ......................................9,735 Azimut ........................................7,340 Banca Generali ............................8,940 Banco Popolare ...........................4,872 Bca Pop.Milano ...........................3,740 Bulgari ........................................6,160 Buzzi Unicem ..............................7,530 Campari ......................................4,310 Cir...............................................1,457 Enel ............................................3,965 Eni ............................................16,470

-0,61 2,35 0,33 0,05 0,55 0,56 -0,26 -0,27 -0,48 -0,07 -0,46 0,76 -0,06 -0,36

Exor ..........................................15,590 Fiat ...........................................10,380 Finmeccanica..............................8,600 Fondiaria-Sai ..............................7,850 Generali ....................................15,120 Geox ...........................................4,043 Impregilo.....................................2,208 Intesa Sanpaolo...........................2,453 Italcementi..................................6,195 Lottomatica...............................11,520 Luxottica...................................19,400 Mediaset.....................................5,140 Mediobanca ................................6,665 Mediolanum................................3,152 Monte Paschi Si...........................1,040 Parmalat .....................................1,993

0,45 1,57 0,64 -1,57 0,20 -0,06 0,68 -0,10 -0,72 -0,09 -0,15 0,49 0,15 -0,39 -0,57 1,12

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Pirelli & C.....................................5,830 Prysmian ..................................13,270 RCS Mediagroup .........................1,160 Saipem .....................................28,260 Snam Gas....................................3,697 STMicroelectr..............................5,635 Telecom IT ..................................1,066 Tenaris .....................................14,200 Terna ..........................................3,172 UBI Banca ...................................7,350 UBI w 09-11 ................................0,010 Unicredit .....................................2,020 Unipol .........................................0,555 W Mediobanca 11........................0,019

1,48 0,53 -0,51 0,50 0,07 0,99 1,33 -0,49 0,08 -0,54 -1,01 -0,62 0,27 -3,06

Giù le entrate fiscali, debito pubblico record Bollettino Bankitalia. Ma Tremonti sdrammatizza: gettito in linea con le previsioni ROBERTO PETRINI ROMA — È ancora record per il debito pubblico che nel mese di luglio, secondo i dati di Bankitalia, è salito a 1.838,2 miliardi con un incremento dello 0,8 per cento rispetto al mese precedente e del 4,7 per cento nei confronti di dodici mesi prima. Continua anche il calo del gettito fiscale dove ieri sono piovuti in contemporanea i dati di Via Nazionale e quelli del ministero del Tesoro: per la Banca d’Italia il consuntivo dei primi sette mesi di quest’anno segna una riduzione del 3,4 per cento con entrate che si sono attestate a quota 210,3 miliardi, appena mi-

della politica economica, il Tesoro dovrebbe fornire le nuove proiezioni macroeconomiche. Secondo quanto si apprende, si confermerebbe per il 2010 una crescita intorno all'1 per cento. Le ultime previsioni del governo risalgono a maggio quando con la Ruef, la relazione unificata sull'economia e la finanza, si attestò una crescita del Pil per il 2010 all'1 per cento. Sul tavolo la stima dell’Fmi dei giorni scorsi che prevede una crescita dello 0,9 per cento e quella della Ue che ha parlato di «ripresa moderata» portando la previsione per fine anno dal precedente 0,8 all’1,1 per cento. Più critica la situazione del prossimo

Via Nazionale: calo del 3,4%. Il Tesoro: con l’incasso dei ruoli lieve aumento In recupero i salari gliori i dati di Via XX Settembre che parla di un calo del gettito del 3,1 per cento con entrate a quota 218,3 miliardi. Un differenza minima dovuta ai diversi metodi adottati («cassa» Bankitalia, «competenza» Tesoro) che tuttavia non modifica di molto il risultato negativo che segnala come manchino all’appello dell’erario circa 7 miliardi. Forte del fatto che il calo delle entrate sconta, fin dalle stime su cui sono sta impostati i conti pubblici, la pesante crisi economica che si è abbattuta sul paese con il conseguente calo del Pil (anche se il gettito dell’Iva sembra in ripresa con un aumento del 4 per cento), il ministro dell’Economia Tremonti ieri ha sdrammatizzato facendo sapere che le entrate sono «perfettamente in linea con le previsioni». Anzi ha rilanciato spiegando che, al netto delle una tantum nel 2010 (manca l’Ires incassata nel 2009), il calo delle entrate si sarebbe limitato all’1,3 per cento. Inoltre se si considerano enti territoriali, lotta all’evasione e poste correttive come le restituzioni di imposte, si arriverebbe addirittura ad un incremento del gettito dello 0,1 per cento sui sette mesi in questione. Di fronte ai dati del ministero dell’Economia l’opposizione avanza scetticismo: Francesco Boccia del Pd parla di rischio «bancarotta» per il paese, mentre Pd e Api chiedono a Tremonti di riferire in Parlamento. Oggi intanto il calendario prevederebbe la presentazione del nuovo Dpef, ora Sdfp, ovvero lo Schema di Decisione di Finanza Pubblica. La scadenza, fissata dal testo di riforma della Finanziaria non è tassativa e non è escluso che il varo della «Decisione» possa richiedere qualche giorno in più. In questa sede, oltre le linee guida

anno sul quale bisognerà impostare la legge Finanziaria, seppure snella, dove per l’Italia la crescita stimata dall’Fmi sarà dell’1 per cento Infine i salari che, complice l’appiattimento dei prezzi dovuto alla crisi, salgono sopra il livello dell’inflazione. Nel secondo trimestre di quest'anno le retribuzioni di fatto sono aumentate del 3,4 per cento su base annua, superando ampiamente l'asticella dei prezzi al consumo ferma, nello stesso periodo, all'1,5 per cento. Così, dopo i saliscendi degli ultimi due anni, il ritmo della crescita sembra in recupero: il rialzo tendenziale registrato dall'Istat tra marzo e giugno eguaglia quello dei primi tre mesi del 2010 e si conferma per la terza volta consecutiva sopra quota 3 per cento.

TREMONTI-DRACULA Sul settimanale “Oggi”, il ministro Giulio Tremonti, in Cadore, mentre indossa una maglietta con la scritta “Dracula”

I mercati

Balzo in alto dei rendimenti nella nuova asta di titoli greci

Crolla a Berlino l’indice di fiducia Oro ai massimi

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Il confronto

C’è l’intesa, revocato lo sciopero dei benzinai Saglia: pesanti sanzioni contro le speculazioni

ROMA — Niente sciopero dei benzinai. Il tavolo convocato ieri da Stefano Saglia, sottosegretario allo Sviluppo economico, con i gestori è riuscito a scongiurare lo stop previsto da oggi a sabato con la firma di un accordo, non i disagi e le code. «Chi ha approfittato dello sciopero per aumentare i prezzi sarà pesantemente sanzionato. Stiamo facendo le verifiche con Guardia di finanza e carabinieri», commenta Saglia. Soddisfatti i sindacati. «Il governo ha fatto delle aperture nei nostri confronti e riparte la negoziazione per una riforma del settore», dice Luca Squeri della Figisc Confcommercio. Federconsumatori ricorda la richiesta per un comitato di vigilanza sul prezzo dei carburanti.

ROMA — Crolla a settembre la fiducia degli investitori tedeschi (meno 4,3 punti): è il quinto calo consecutivo, è il livello più basso da 19 mesi. Aumentano oltre le attese ad agosto le vendite al dettaglio Usa (più 0,4%); le scorte di magazzino segnano un più 1%, il maggior balzo dal 2008. I mercati guardano con nervosismo a questi due dati. E come sempre, quando gli orizzonti non sono chiari, l’oro, il bene rifugio per eccellenza segna un nuovo record: adesso per un’oncia ci vogliono 1.269,20 dollari; nel pomeriggio a Chicago s’è anche sfiorata quota 1.275. Le Borse sono sostanzialmente piatte, con Milano che chiude a più 0,01%. Le monete invece sono in fibrillazione. Il dollaro cede terreno contro tutte le principali valute, l’euro si rafforza (oltre quota 1,30), lo yen vola. Circolano voci secon-

do cui la Fed potrebbe nuovamente tornare ad acquistare obbligazioni; si parla di 1.000 miliardi di dollari pronti ad essere riversati sul mercato da parte della banca centrale. Sul valore dello yen, al top da 15 an-

La Fed potrebbe acquistare altri mille miliardi in obbligazioni. Va giù il dollaro ni sul dollaro (quota 82,93) pesa il voto che ha confermato la fiducia del partito al primo ministro giapponese Naoto Kan. Ma al di là delle oscillazioni giornaliere, gli esperti giurano che i mercati continuano a non fidarsi. I dati macro sono contraddittori anche se le diverse autorità — ieri è toccato a Gur-

ria dell’Ocse — continuano ad assicurare che la ripresa è lenta, ma non ci sono rischi di una nuova recessione. Eppure molti investitori temono che la crisi del debito europeo sia tutt’altro che finita (e difatti tornano a salire i premi di rendimento di Grecia, Portogallo, Irlanda e Spagna sul bund tedesco). Segnali in chiaroscuro arrivano da un’asta di titoli di Stato greci semestrali: Atene è riuscita a vendere 1,17 miliardi di euro, ma per farlo ha dovuto pagare 17 centesimi in più rispetto a luglio. Nella prospettiva di un rallentamento europeo e con gli Usa ancora in difficoltà sul fronte della disoccupazione e del mercato immobiliare, la notizia è che la Cina continua a reggere bene: ieri il premier Wen Jiabao ha parlato di un’economia «in buona forma». (e. p.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


BORSE EUROPEE Paese/Indice 14-09 Amsterdam (Aex) ..................336,73 Bruxelles-Bel 20 .................2608,85 Francoforte (Xet Dax)...........6275,41 FTSE Eurotrack 100 ............2289,57 Londra (FTSE 100)...............5567,41 Madrid Ibex35 ..................10806,60 Oslo Top 25...........................344,91 Parigi (Cac 40) ....................3774,40 Vienna (Atx) ........................2511,46 Zurigo (SMI) ........................6466,32

Var.% -0,16 -0,08 +0,22 -0,07 +0,03 +0,38 -0,42 +0,19 -0,16 -0,08

BORSE INTERNAZIONALI

EURIBOR

Paese/Indice 14-09 DJ Stoxx Euro........................267,86 Hong Kong HS...................21696,04 Johannesburg ..................26676,02 New York (S&P 500) ............1121,10 New York (DJ Ind.).............10526,49 Nasdaq Comp. ....................2289,77 Singapore ST ......................3048,65 Sydney (All Ords).................4669,05 Tokio (Nikkei)......................9299,31

SCADENZA 1 mese

Var.% +0,09 +0,17 -0,12 -0,07 -0,17 +0,18 -0,59 +0,32 -0,24

ORO E MONETE AUREE TASSO 360 0,6160

TASSO 365 0,6246

CORONA DK...............................7,4461 CORONA N.................................7,8780 CORONA S.................................9,2260 DOLLARO AUS ...........................1,3758 DOLLARO CDN...........................1,3199 DOLLARO USA ...........................1,2850 FRANCO CH ...............................1,2911 STERLINA UK.............................0,8343 YEN J ....................................107,0400

-0,007 +0,331 +0,457 +0,189 +0,106 +0,383 -0,616 +0,373 -0,604

VALUTE

14 SETTEMBRE Oro Milano (Euro/gr.) Oro Londra (usd/oncia) Argento Milano (Euro/kg.) Platino Milano (Euro/gr.) Palladio Milano (Euro/gr.) 14 SETTEMBRE Sterlina (v.c) Sterlina (n.c) Sterlina (post.74) Krugerrand Marengo Italiano

MATTINO

SERA

31,60 1.253,25 -

31,90 1.265,50 533,61 41,22 14,29

DENARO

LETTERA

214,07 214,07 214,07 945,12 167,33

235,01 235,01 235,01 1.022,58 189,02

la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

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Il dossier

Affitti in nero, canone ultraridotto l’inquilino paga solo il 20 per cento E con la cedolare 50% in più di rendimento per i benestanti ROSA SERRANO CEDOLARE secca a doppio effetto: stangata per i proprietari di case che non registrano i contratti di affitto e tasse più leggere per i contribuenti in regola con il fisco, soprattutto quelli più benestanti. Il decreto legislativo ap-

provato dal Consiglio dei ministri, che deve ottenere il parere consultivo del Parlamento, prevede l’applicazione dell’affitto “catastale” per i proprietari che non hanno denunciato il contratto all’ufficio del registro. Un affitto che, corrispondendo al triplo della rendita catastale dell’immobile, in sostanza si riduce all’80% circa del canone di mercato. Ad esempio, per un appartamento accatastato nella categoria A/2 (civile abitazione) di 70 metri quadrati situato nella periferia di Roma con un canone annuo di 10.800 euro, l’affitto “catastale” si ridurrebbe a 2.049 euro, cioè meno 81%. E così l’inquilino pagherà solo il 20% circa del canone di mercato. In sostanza, chi affitta in nero potrà vedersi drasticamente ridurre l’affitto a seguito di una denuncia da parte dell’inquilino al fisco o per effetto dell’attività ispettiva da parte dell’amministrazione finanziaria. Questa regola scatta anche nel caso in cui venga registrato un affitto inferiore. La stangata si eviterà solo se il proprietario registrerà il contratto entro il 31 dicembre 2010. Ma non è finita qui. La durata del contratto verrà stabilita in quattro anni a decorrere dalla data della registrazione e verrà automaticamente rinnovata di altri quattro anni. Dopo il bastone, la carota. Per incentivare i proprietari ad affittare appartamenti fiscalmente in regola, dal 1° gennaio 2011 i proprietari potranno scegliere fra due tipologie di tassazione: applicazione di un’imposta secca del 20% sostitutiva dell’Irpef e delle relative addizionali regionali e comunali, oppure continuare a pagare l’Irpef sulla base delle attuali aliquote. La prima opzione, risulta particolarmente vantaggiosa per i proprietari con redditi medio-alti. Ad esempio, un proprietario che possiede un appartamento nella periferia di Roma con un reddito superiore ai 75.000 euro attualmente incassa, al netto dell’aliquota marginale del 43% e degli oneri sull’immobile calcolati nella misura del 15%, un rendimento netto del 2,8%. Con la cedolare del 20% vedrà aumentare la redditività

dell’affitto al 3,9% (il 50% in più). «L’introduzione della cedolare secca — spiega Luca Dondi, analista di Nomisma — avrà un impatto positivo sugli acquisti per investimento anche se la limitazione dell’agevolazione ai privati potrebbe ridurne il potenziale di crescita». Per Alessan-

In caso di denuncia dell’affittuario, il canone si calcolerà in base alla rendita catastale

dro Ghisolfi, direttore ufficio studi di Ubh (Professionecasa) e Grimaldi Immobiliare) la maggior redditività ottenibile dall’affitto dell’immobile residenziale stimolerà soprattutto gli investitori con buona liquidità di capitale che non sono più disposti a rischiare sui mercati finanziari o

a tener fermo il patrimonio investendo in titoli a redditività netta vicino allo zero. Stando alle prime sensazioni raccolte dagli operatori, si prevede che nel 2011 la quota di chi acquista per affittare potrebbe avere un incremento nelle principali città del 34% rispetto ai livelli attuali. Va

sottolineato che la cedolare secca dal 1° gennaio 2011 sostituirà anche l’imposta di registro sui contratti di locazione con affitto concordato per le case situate nei comuni ad alta tensione abitativa. Per gli altri contratti l’incentivazione fiscale è rinviata al 2014. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

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ECONOMIA

MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

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Fiat, gli azionisti varano lo scorporo dell’auto Domani l’assemblea, Marchionne ai concessionari Chrysler: “Torneremo grandi” SALVATORE TROPEA TORINO — Nasce la nuova Fiat, quella delle attività automobilistiche concentrate in una società e di Iveco, Cnh e alcuni settori di Powertrain in un’altra chiamata Fiat Industrial. L’assemblea degli azionisti di domani dovrà dare il via allo spin off ovvero allo scorporo annunciato il 21 aprile. Sergio Marchionne è stato di parola, aveva messo in conto questa «rivoluzione» del Lingotto e la sta attuando. Per fine anno la Fiat non sarà come prima una conglomerata. Ma che cosa sarà? Quanto durerà questo assetto bifronte, ovvero come procederà FI dopo la sua collocazione in Borsa e quali saranno gli effetti della nuova «combinazione» sulla casa madre dell’auto? Di sicuro lo scorporo assegnerà un destino autonomo alle due società, evitando che i loro percorsi siano accomunati con gli inevitabili contraccolpi. Per gli azionisti l’operazione sarà neutra sul piano fiscale e finanziario: per ogni azione della vecchia Fiat si troveranno una titolo di FI e uno della nuova Fiat. Board piuttosto snello, la società avrà come presidente Marchionne mentre si sa ancora poco sull’ad. Sinora l’ad di Iveco è stato Paolo Monferino, manager di lungo corso Fiat, e quello di Cnh Harold Boyanovsky, entrambi con collaudata esperienza ma prossimi alla pensione. Il giro di manager messo in atto da Marchionne in questi ulti-

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I dati

Cresce in Europa il settore crociere

Il caso

Geely vende la sua Panda online e fabbrica le Volvo in Cina La prima utilitaria venduta solo in Internet. È la Geely Panda ed è stata realizzata dalla Geely, l’industria auto più grande della Cina, in vendita dal 2011 sul sito alibaba.com, optional inclusi. Il brand – che usa la parola Panda – può causare però la reazione della Fiat. Geely aprirà tre nuove fabbriche in Cina per produrre oltre 300 mila Volvo l’anno, marchio acquisito 6 mesi fa mi tempi ha dato origine a diverse voci su questo incarico. L’ultima, quella riguardante Lorenzo Sistino, ad di Fiat Automobiles e Professional, nonché responsabile vendite di tutte le marche, sostituito da Roberto Formica ex Toyota Europa e Ford, ha fatto pensare a una sua candidatura. Probabilmente non sarà così. Il collocamento in Borsa di FI, accolto bene al suo annuncio,

non penalizzerà la neonata società assegnandole troppi debiti, ha assicurato Marchionne. La Borsa è un passo certo per il resto si vedrà. C’è chi assicura contatti e che sia stato manifestato un interesse da parte di un grosso gruppo europeo. Questa operazione avrebbe due effetti. Porterebbe subito liquidità con la quale Marchionne potrebbe risolvere alcuni problemi finanziari dell’auto.

Ma quel che più conta trasformerebbe per la prima volta la Fiat in un gruppo esclusivamente automobilistico. Resta da vedere se la nuova Fiat auto avrà il suo baricentro a Torino e in Italia, come sinora hanno assicurato i vertici del Lingotto, o se il piatto della bilancia non penderà dalla parte di Detroit. Oggi il problema di Marchionne è di raggiungere il successo con Chrysler.

ROMA — L'industria europea delle crociere non sente la crisi: anche in un periodo difficile come il 2009, nei porti europei ci sono stati 23,8 milioni di passeggeri, con un incremento del 9% rispetto all'anno precedente. E le prime stime per il 2010 indicano un'ulteriore crescita tra il 10% e il 12%. Il dato è stato diffuso in occasione dell'European cruise council (Ecc) che, a Bruxelles, ha riunito tutti gli operatori del settore. Lo scorso anno hanno scelto di andare in crociera quasi 5 milioni di europei, con una crescita del 50% in cinque anni. L’obiettivo di 6 milioni di auto per l’intero gruppo che sembrava alle viste un anno e mezzo fa quando l’ad del Lingotto lo annunciò come condizione indispensabile per il posizionamento di Fiat tra i «grandi» dell’auto, dopo la crisi, è meno certo. Anche per questo l’ad del Lingotto vuole concentrarsi sull’auto e con una strategia che potrebbe facilmente comprendere anche qualche acquisi-

zione o nuove alleanze. L’obiettivo immediato è quello di rafforzarsi in uno scenario mutato dalla crisi sapendo che la spinta impressa da Marchionne nel 2009 potrebbe non essere più sufficiente. Intanto bisogna fare in modo che l’integrazione con Chrysler funzioni al meglio. Questo si vedrà presto, quando arriveranno sui mercati le vetture figlie dell’accordo Torino-Detroit. Ieri l’ad a Orlando ha incontrato 1700 concessionari della casa americana per la prima volta dal salvataggio. Durante la presentazione della nuova gamma ha promesso: «La nostra squadra è impegnata a ristabilire la grandezza di Chrysler». Il nuovo assetto di una Fiat «all automotive» sarebbe infine

Liberata dalle attività industriali Fiat auto studierà nuove alleanze e acquisizioni destinato a ridisegnare il ruolo storico della famiglia Agnelli. E a breve riproporrebbe in termini ancor più netti l’alternativa ultimatum più volte ventilata da Marchionne: quella di un’azienda che è pronta a scommettere sull’Italia solo a certe condizioni e altrettanto pronta in caso contrario a fare altre scelte. Un tema forte per i prossimi mesi. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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la Repubblica Genova, 2-10 Ottobre 2010

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MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

IMPRESE

&MERCATI ■ 28

Stretta Ue sulla finanza spericolata Divieto di vendite allo scoperto in casi eccezionali, limiti a Cds e derivati siddetto mercato "over the counter", in cui le transazioni di prodotti finanziari derivati avvengono al di fuori dei normali circuiti borsistici. Una volta approvata dal collegio dei commissari, la proposta dovrà andare all'esame dei ministri finanziari. E qui dovrà fare i conti con le probabili riserve della Gran Bretagna, ostile a tutte le re-

DAL NOSTRO INVIATO ANDREA BONANNI BRUXELLES — Il commissario al Mercato interno Michel Barnier presenterà domani alla riunione collegiale della Commissione la proposta di direttiva per la regolamentazione delle transazioni finanziarie considerate più rischiose per la stabilità dei mercati. Si tratta di un tassello importante della nuova architettura finanziaria europea che Bruxelles si è impegnata a varare entro l'anno. La nuova direttiva dovrebbe integrare quella già sottoposta ai ministri finanziari che prevede la creazione di tre nuove authority comunitarie incaricate di vigilare sulle banche, sulle assicurazioni e, appunto, sui mercati finanziari. La norma più importante del nuovo dispositivo prevede che l'Esma, l'authority addetta a controllare i mercati, possa «in situazioni eccezionali», vietare la vendita di titoli allo scoperto e sospendere temporaneamente le transazioni sui Cds, i "credit default swaps", che sono stati lo strumento con cui la speculazione in primavera ha cercato di scardinare la stabilità finanziaria dei paesi più a rischio, come Grecia, Spagna, Portogallo e Irlanda. L'obiettivo di Barnier è quello di fornire l'Europa di strumenti in grado di frenare la speculazione qualora questa si riveli minacciosa per la tenuta dell'intero sistema finanziario.

Ecco la bozza di regolamento che sarà presentata oggi a Bruxelles da Barnier Ma la Commissione vuole anche evitare che norme simili vengano adottate e applicate alla spicciolata dai singoli stati membri. La Germania, per esempio, ha già una legge che consente di proibire le vendite allo scoperto e, durante i momenti più difficili della crisi dei mesi scorsi, vi ha fatto ricorso. «L'approccio frammentato alla stabilità» dei mercati finanziari spiega la Commissione nel suo documento anticipato ieri dall'Ansa - ha una efficacia limitata e «produce confusione sui mercati e maggiori costi e difficoltà per gli operatori». E ancora: «In situazioni eccezionali potrebbe essere necessario per le autorità competenti vietare o limitare le attività di short selling (cioè di vendite allo scoperto, n.d.r.) che altrimenti comporterebbero rischi anche minimi», dice il documento. Inoltre «nel caso di sviluppi negativi che costituiscano una seria minaccia per la stabilita' finanziaria di uno Stato membro o dell'insieme della Ue, le autorità' competenti potranno anche imporre restrizioni sui credit default swap». Infine, gli operatori considerati a rischio potranno vedersi limitare «l'accesso alle transazioni sul mercato dei derivati». Un'altra norma prevista dalla direttiva, e già largamente anticipata nelle decisioni dei capi di governo, è l'obbligo per gli operatori di registrarsi e di registrare tutte le transazioni. Questo dovrebbe consentire di riportare sotto controllo delle autorità europee il co-

golamentazioni europee che potrebbero consentire a Bruxelles una qualche forma di controllo sulle attività della City. Anche se il principio di una regolamentazione comunitaria dei mercati finanziari è stato accettato dai capi di governo, compreso il nuovo premier britannico, i ministri continuano a fare resistenza. © RIPRODUZIONE RISERVATA

I punti

SHORT SELLING

SCOMMESSE

NASCE L’AGENZIA

In casi eccezionali, le autorità possono vietare o limitare le “vendite allo scoperto”, che comporterebbero rischi per i mercati Nelle “vendite allo scoperto”, il venditore non possiede il titolo che sta cedendo

In caso di seria minaccia per la stabilità finanziaria di uno Stato membro o anche dell’insieme della Unione, le autorità possono imporre restrizioni sui credit default swap, che sono “scommesse sui fallimenti”

Si chiamerà Esma e sarà l’Agenzia di Vigilanza europea Attiva dal 2011, avrà il compito di controllare le operazioni e di monitorare gli intermediari Cercherà di portare quanti più derivati sui mercati ufficiali

La sede della Commissione Ue: il governo dell’Europa è a Bruxelles

ANDREA GRECO AFFARI IN PIAZZA RESTAURAZIONE BANCARIA

anco popolare fa piazza pulita degli ultimi testimoni della stagione delle grandi fusioni. Anni gloriosi, ma finiti con pugni di mosche, anche per via di qualche spericolatezza dei vecchi vertici (il caso Italease, ma non solo). L’ad Saviotti, il grande restauratore, era stufo di veder marciare col freno a mano proprio la rete di Banca popolare di Verona, cuore del gruppo che in città regala ormai più crucci che gioie a clienti e soci. Saviotti non ha faticato a convincere il presidente Fratta Pasini e i soci di peso della popolare scaligera. Via quindi Franco Baronio e Cristiano Carrus, l’ex consulente imbarcato dalla Lodi e l’ex uomo di Minolfi e Innocenzi (altri due insalutati ex manager). La briglia passa a Leonello Guidetti, 50enne nel gruppo dal ’79 e descritto come banchiere «molto tradizionalista». L’old style bancario si porta sempre di più.

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Il caso

Passo indietro di Jorma Ollila, leader della vecchia guardia

Nuovo scossone al vertice Nokia per vincere la sfida degli smartphone MILANO — La moria di dirigenti in Nokia travolge Jorma Ollila, il numero uno degli anni d’oro che dal 2006 è presidente del colosso finlandese. Al primo giorno del Nokia World, che ogni anno a Londra fa il punto sul gruppo, la notizia, confermata da un portavoce, ha rubato la scena alle presentazioni di nuovi apparecchi, per colmare l’offerta di smartphone di fascia alta in cui Nokia è tallonata da Apple e Samsung. Il passo indietro di Ollila, 60enne finlandese che di Nokia pare l’incarnazione ed è nel vertice da 20 anni, era nell’aria – lui stesso dichiarò in passato di non voler restare troppi anni presidente – ma d’ora in poi è ufficiale. E l’atmosfera dell’incontro era vagamente sinistra, perché dopo che nei giorni scorsi si sono dimessi l’ad e il responsabile dei cellulari “intelligenti”, si teme che con Ollila uscirà di scena una generazione di manager storici del gruppo di tlc. E che i nuovi entranti, a partire dal nuovo ad Stephen Elop (rubato a Microsoft e primo leader non finlandese del gruppo) avranno agenda e compiti parecchio duri, senza poter contare sul supporto pieno della vecchia guardia. La stessa presentazione principale, ieri, era affidata ad Anssi Vanjoki, capo della divisione smartphone che da lunedì è dimissionario anche lui (pare per non essere stato impalmato a nuovo ad, allorché settimana scorsa il gruppo ha defenestrato il primo manager Olli-Pekka Kallasvuo). Ma gli invitati faticavano a prestare attenzione

giori clienti, «il business della trasmissione dati su telefonia mobile sta esplodendo. Non riguarda più solo la parte alta del mercato, sta coinvolgendo le masse, siamo alla democratizzazione dello smartphone». Chi vince negli smartphone vince l’agone globale insomma, e gli analisti hanno la chiara sensazione che i produttori dell’iPhone e i coreani di Samsung abbiano piazzato i maestri finlandesi tra l’incudine e il martello.

IL MANAGER Jorma Ollilla ieri ha annunciato il suo passo indietro dopo 20 anni ai piani alti di Nokia

REPUBBLICA.IT Nokia rilancia contro Apple: “Noi i leader negli smartphone” alle promesse di un uomo con le valigie in mano. L’inquietudine dell’ufficio del personale Nokia la spiega un solo dato: nel segmento dei cellulari smart, il più promettente di tutti, l’azienda vede rapidamente erodersi un quasi monopolio. Barclays ha stimato che nella vendita di apparecchi di fascia alta, quelli che costano più di 300 dollari, Nokia aveva il 39% del mercato mondiale nel 2009, sceso al 24% quest’anno e che calerà al 19% il prossimo. Come ha detto l’ospite Vittorio Colao, ad di Vodafone che di Nokia è tra i mag-

Vittorio Colao: “Il business della trasmissione dati su telefonia mobile sta esplodendo” I nuovi modelli presentati ieri cercano proprio di ricacciare giù i concorrenti, ma appare difficile ribaltare la tendenza recente senza una vera rivoluzione dell’offerta. Anche perché i nuovi modelli girano ancora sulla piattaforma operativa Symbian, criticata e che soffre le preferenze crescenti per il sistema Android, distribuito da Google. Il modello di punta in arrivo è N8, che costerà 370 euro ed uscirà a fine mese, presentato come «una pietra miliare». Scendendo nella linea ci sono il 5250, C5, C6 ed E5, smartphone di segmento basso, dove Nokia soffre meno la concorrenza. Il gruppo ne vuole vendere 50 milioni. «Siamo tornati», ha detto il vicepresidente esecutivo, Niklas Savander a 3mila operatori. Ma il titolo Nokia a Helsinki ha perso il 3,2%. (a.gr.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


VIVERESLOW A Mirabella Eclano, in Irpinia, la festa del Carro: occasione per scoprire antiche tradizioni MONDOWEB A spasso per le città accompagnati da chi nelle città ci vive: su Internet impazza il “local guide”

PETRINI CAVALLIERI

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MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010/Numero 599

Spiagge deserte, acque pulite prezzi più che dimezzati Dalla Spagna alla Turchia la vera vacanza è adesso

Mare controcorrente VERA SCHIAVAZZI

All’interno

Lo zoom

La versione di Montreal e il design parigino PAGANELLI E SCALISE

L’itinerario

Vulcano, templi sole e mondanità così vi accoglie la magica Bali BULTRINI

La città

Qui Portland tra bici e musei il ritmo lento della bella vita PALAHNIUK E STAGLIANÒ

Il Belpaese

Emilia Romagna sapori d’autunno sulle strade dei prodotti Dop MELETTI E ZAFFINO

ILLUSTRAZIONE DI COPERTINA TASCHEN

ZIGZAG

GIOVANNI SCIPIONI

DA “ABBRONZATISSIMA” A “WAKA WAKA” on ci sono più le estati di una volta, quelle con pinne, fucile ed occhiali segnate dai tormentoni musicali scelti nei jukebox e in grado di disegnare i confini della bella stagione e delle vacanze. Non ci sono più. E anche le stagioni non sono più quelle di una volta. Le estati di Abbronzatissima finivano il primo ottobre quando le famiglie della villeggiatura riportavano i figli a scuola. Oggi il ritorno nelle aule avviene nei primi giorni di settembre e ai villeggianti del Waka waka viene sottratta una buona fetta della torta vacanziera. Forse la migliore, quella a prezzi contenuti, quella da gustare senza le invasioni barbariche del ferragosto, quella dei servizi che funzionano. Al mare, in montagna, all’estero, nelle grandi capitali o nelle terre segnate dalla sabbia e dalla vegetazione. Settembre è il mese giusto per chi ha voglia di aprire un atlante sul pinnacolo più alto della curiosità, per andare in qualche luogo con la (quasi) certezza di non dovere attendere ore in aeroporto. È il tempo di migrare. È il tempo per conoscere nuovi e vecchi spazi geografici. Senza particolari affanni, senza tormentoni musicali.

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la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

VIAGGI LA COPERTINA VIAGGI

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Niente folla, acque limpide e accoglienza rilassata. Temperature ancora piacevoli, un risparmio di oltre il cinquanta per cento e passaggi (gratis) di categoria. Ecco perché partire ora. Senza allontanarsi troppo

La seconda estate Bassa stagione, alta qualità è il momento dell’upgrade

VERA SCHIAVAZZI èchi ci ha scritto canzoni, chi le usa come colonna sonora delle proprie vacanze controcorrente, da Neil Diamond a Gilbert Bécaud, chi ormai rifiuta categoricamente ogni altra soluzione che non sia partire quando gli altri arrivano. Scegliendo con cura la propria ultima spiaggia, la seconda metà di settembre e la prima di ottobre possono riservare sorprese quasi esclusivamente positive: niente ragazzini sull’arenile (al massimo i propri, ma solo se non vanno ancora a scuola!), niente folla, niente lotta per il parcheggio. E, soprattutto, un risparmio che può arrivare oltre il 50 per cento. L’84 per cento degli italiani si dichiara, almeno a parole, disponibile a partire in settembre (il sondaggio è di Doxa per Europcar), anche se, tra questi, il 60 per cento ammette che a ostacolare questa scelta c’è il calendario scolastico per chi ha figli, le esigenze del lavoro, e, al primo posto, «l’abitudine». Forse è per questo che le partenze fuori stagione, destinate a viaggiatori consapevoli, attenti e disposti a consultare statistiche meteo e confrontare prezzi e sistemazioni con molto anticipo, sono rimaste stabili (18 per cento sul totale) e hanno patito meno di altre dei tagli alla durata delle vacanze o della rinuncia a soluzioni più confortevoli come l’albergo, il villaggio e i pacchetti all inclusive. Ma anche il mercato delle case in affitto e quello delle formule volo+auto offre ai vacanzieri tardivi soluzioni convenienti e maggiori possibilità di scelta. La parola magica? “upgrade”, passaggio di categoria, da chiedere sempre all’agenzia di fiducia o direttamente al tour operator e alla compagnia aerea. «È una possibilità che fuori stagione diventa ovviamente più facile

C’

DOVE DORMIRE EDEN VILLAGE TARDIDA PLAYA Sette notti, 398 euro Partenze ogni giovedì da Milano, Bergamo, Verona, Bologna e Roma www.edenviaggi.it

DOVE DORMIRE CLUB MED 4 TRIDENTI Partenze ogni sabato, pacchetti da sette giorni a partire da 1.020 euro (in ottobre) www.clubmed.it

Ibiza Spagna Villaggi aperti fino a metà ottobre, come tutti i locali dell’isola: la stagione è lunga, a Ibiza, e promette a prezzi più bassi lo stesso cocktail dell’estate piena: spiaggia, buon cibo e vita notturna Fino al 3 ottobre si può scegliere tra vari tipi di sistemazione, in villaggio e bungalow direttamente in riva al mare. Partenze dai principali aeroporti del Nord Italia

Gregolimano Grecia Bungalow e camere d’albergo in una pineta affacciata sull’Egeo: baia protetta, spiaggia lunga oltre un chilometro, ideale per praticare la vela e lo sci nautico. Sull’isola di Eubea il villaggio è aperto fino a fine ottobre. Pacchetto base: sette giorni, con volo da Malpensa o Fiumicino, 1.090 euro a persona (a settembre) e 1.020 per il mese di ottobre Bambini a partire da 308 euro

DOVE DORMIRE GRAND HOTEL SAN PIETRO Via Pirandello 50 Tel. 0942-620711 sette notti, pacchetti da 1.150 euro www.grandhotel sanpietro.net

Taormina Sicilia Mondanità e shopping, aperitivi e granite, ristorantini sulla spiaggia che restano aperti tutto l’anno Sono alcuni dei buoni motivi (insieme al mare ancora da godere) per scegliere Taormina per questa fine estate e all’inizio dell’autunno Gli alberghi Gais Hotel Group propongono pacchetti che includono spesso anche trattamenti benessere e l’uso delle innovative spa

e che quando è possibile offriamo volentieri alla nostra clientela» dicono da Turban Italia, specialista per tour e crociere in Turchia. «Molti si sono abituati e continuano a scegliere questo periodo anno dopo anno: coppie in pensione o con figli ormai grandi, giovani professionisti o consulenti che possono decidere quando interrompere il lavoro, senza dimenticare chi si è appena laureato e magari ha avuto un viaggio in regalo». Analisi simili da altri addetti ai lavori che si sono specializzati nell’area del Mediterraneo: «Molto spesso temperature e precipitazioni sono identiche a quelle di agosto o addirittura più favorevoli» spiega il direttore programmi di Riva. «Cambiano le escursioni termiche tra giorno e notte e la valigia deve tenerne conto, in compenso tutti i servizi sul posto, dai ristoranti alle escursioni, godono di prezzi più favorevoli e di un’atmosfera rilassata». Esempi? La crociera delle isole del Quarnaro, una settimana di navigazione con mezza pensione a bordo, costa 279 euro, quasi la metà rispetto all’alta stagione. E insieme ai prezzi che si abbassano e al passaggio a una stanza o a una cabina di categoria superiore alla stessa tariffa, che diventa più facile, aumenta anche il livello di libertà personale. Le località turistiche non sono più congestionate, nessuno spinge per lasciare il tavolo o il posto barca, non esiste il rischio di non trovare una bicicletta o un motorino in affitto, perfino gli addetti ai mini club dei villaggi sono più rilassati e disponibili a studiare programmi personalizzati per gli ospiti più piccini. Chi ha provato le gioie settembrine e quelle di ottobre tende a riprovarci. Non solo per denaro: «È più facile arrivare riposati a Natale» (37 per cento di risposte), «Ti permette di partire quando gli altri arrivano e ricomincia lo stress» (24 per cento), «È più facile scoprire davvero i luoghi visitati» (27 per cento). Insomma, è tutta un’altra musica. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DOVE DORMIRE APPARTAMENTI Bilocali con prima colazione inclusa Fino al 31 ottobre Sette notti a partire da 300 euro volo escluso www.kuddierosse.it

Pantelleria Sicilia Partecipare alla vendemmia, provare direttamente dai produttori i vini e i cibi locali, e godere delle ultime giornate di mare e di caldo È la proposta di un piccolo operatore eco-turistico per visitare l’isola di Pantelleria in ottobre, quando si raccolgono le uve tipiche come lo zibibbo. Sistemazione in appartamenti, mezza pensione e visite alle aziende agricole


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PER SAPERNE DI PIÙ www.meteonetwork.it www.viagginrete-it.it

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NOTIZIE UTILI LE TEMPERATURE Un grado in meno alla settimana: in media è il ritmo con cui si abbassa la temperatura dell’acqua (nel Sud dell’Italia oscilla ora intorno ai 24 gradi) tra settembre e ottobre. Bagnarsi nelle ore centrali del giorno, è gradevole finché il termometro non scende sotto i 18 gradi (fine ottobre). E la fine estate 2010 promette bene secondo i meteorologi che prevedono l’arrivo della stagione fredda non prima di dicembre

LA VALIGIA

DOVE DORMIRE NAVE LOUIS MAJESTY Partenze: Genova, Civitavecchia, Palermo Nove notti a partire da 400 euro www.onoffviaggi.it

Sousse Tunisia Ottobre in crociera nel Mediterraneo, destinazione Tunisi e Sousse, con tappe a Malta e in Corsica La formula è classica con pensione completa, ma c’è anche la possibilità di passare la giornata a terra sulle spiagge toccate via via nel viaggio Si può partire fino al 30 ottobre sulla Louis Majesty (lo stesso tour operator propone anche molti villaggi)

Quella delle vacanze controcorrente richiede qualche attenzione in più Per chi passa molto tempo in acqua, una maglietta in tessuto tecnico è utile a non sentire freddo: la stagione è ideale per fare snorkeling (acque limpide e varietà animali che d’estate si allontanano dalle coste), vale la pena portare maschera e pinne Le serate sono più fresche e l’escursione termica può essere notevole specie sulle isole: d’obbligo maglione e giacca a vento leggera per andare a spasso sotto le stelle

LE CREME

DOVE DORMIRE VILLAGGIO E HOTEL 4 STELLE Pacchetti di otto giorni, prezzi a partire da 599 euro volo compreso www.turbanitalia.it

Gokova Turchia Tour di una settimana per visitare le spiagge e i porti più belli della Turchia, ma anche Istanbul e il golfo di Gokova. La proposta è di Turban e prevede partenze in aereo sia da Milano che da Roma e pacchetti di otto giorni con spostamenti in pullman e traghetto. Lo stesso operatore turistico offre viaggi di quindici giorni che abbinano il tour al soggiorno in villaggio

«Il fatto che la temperatura si abbassi spesso fa dimenticare la protezione solare – spiega Ilaria Bernardini, dermatologa – ma la pelle si danneggia lo stesso: si deve partire con fattore protettivo almeno 30, se non si è preso sole in precedenza»


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PER SAPERNE DI PIÙ www.tourisme-montreal.org www.schwartzsdeli.com

Montreal Tra il Plateau e Little Italy nei locali veri (e non) di Mordecai Richler, in attesa di vedere il film tratto dal libro

Dove è nata la versione di Barney DAL NOSTRO INVIATO MAURIZIO PAGANELLI MONTREAL arney Panofsky e Duddy Kravitz non abitano più qui. E neppure Gas, Hershey o Stan, amici reali o immaginari di Mordecai Richler, lo scrittore canadese de La Versione di Barney, ora diventato film e presentato alle mostre del cinema di Venezia e Toronto (regia di Richard J. Lewis, protagonista Paul Giamatti, con Dustin Hoffman). Mordecai è il “cantore” del Mile End, il quartiere ebraico di Montreal, tra il Plateau e Little Italy, ora riscoperto; il suo mondo era fatto di cinque strade: «Clark St. Urbain, Waverley, Esplanade e Jeanne Mance, racchiusa da The Main (Boulevard St. Laurent, come viene chiamato a Montreal, ndr) da un lato e Avenue du Parc dall’altra...», scrive Richler in The Street, “un ghetto”, «a ogni angolo un negozio di tabacchi, una drogheria, un venditore di frutta». Su The Main scorre però ancora lo stesso numero di bus, il 55, e Schwartz’s, Charcuterie Hébraique, continua, dopo oltre 80 anni, ad essere il re della carne affumicata. Mordecai ne fa il panegirico nella Versione di Barney: «Potrei chiamarla Nettare di

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LA VERSIONE DI BARNEY di Mordecai Richler Adelphi 490 pagine 12 euro

St. Urbain all’incrocio tra Fairmont West (al 34) e Clark, senza mai cambiare menu. È famoso per il suo Special, panino “salami and bologna grilled” e mostarda, mai tagliato in due (“Non chiedete il perché”). Così è la storia di

Beauty’s (al 93 di Avenue du Mont-Royal), famoso per breakfast e lunch. È ancora il vecchio Hymnie, 88 anni, a far accedere gli avventori ai tavoli o al bancone. «Giocavo bene a bowling. Mi avevano soprannominato Beauty.

IL RITRATTO Mordecai Richler disegnato da Pericoli

Ecco, tutti ormai mi chiamavano così e allora mi sono deciso: Beauty’s restaurant». Anche qui c’è uno Special: bagel (panino con il sesamo) con salmone affumicato, crema di formaggio, cipolla e pomodoro. Ma per i bagel (lo cita Mordecai), non c’è che Fairmont’s Bagel, la panetterie storica a due passi da Wilensky. Per la cucina raffinata Richler andava da Moishe’s Steakhouse (Bld. St Laurent, accanto a Schwartz) o fino al 3927 di St. Denis, nell’elegante L’Express. Mordecai non ci andava leggero con il cibo e gli alcolici: il celebre Winnie (Winston Churchill Pub, in Crescent street, fondato nel 1967 da John Vago, ungherese fuggito nel 1947 che sostiene di essere stato amico di Che Guevara) era, si racconta, il suo rifugio e la Betty di Dink’s nella Versione di Barney, in effetti è la Margo MacGillivay che serviva lo scrittore (“Iniziava alle 11,30 con un caffè, una vodka e un succo di pompelmo”) al piano rialzato del pub. Oggi i giovani inservienti non sanno neppure chi fosse Richler. Mile End è cambiata, come lo era già, raccontava lo scrittore, nel 1959: «Il lustrascarpe è stato rimpiazzato da un parrucchiere unisex... la tavola calda Moshe ha ceduto il posto a un negozio di video. Il mio vecchio quartiere vanta an-

L'APPRENDISTATO DI DUDDY KRAVITZ di Mordecai Richler Adelphi 350 pagine 12 euro

Ecco il segreto della smoked meat di Schwartz’s, da oltre 80 anni su The Main

Nel pub Winnie in Crescent street dove iniziava la giornata con caffè e vodka

Giudea e registrare il copyright». La pone insieme al whisky e al pickle (il cetriolo sott’aceto) sulla tomba del padre Izzy, la moglie Miriam gliela porta da Montreal durante il processo per la scomparsa di Boogie. Il profumo di smoked meat diventa un’atroce tortura per uno dei protagonisti della sua trilogia per bambini, Jacob Two-Two. File di turisti per quel panino di carne, mostarda e cetriolo, metodo tradizionale, niente chimica, dieci giorni di marinatura e il segreto delle spezie. Il racconto e l’epopea di Reuben Schwartz, immigrato rumeno, e del suo “prodotto” è diventato un libro (di Bill Brownie) e ora un musical. Storie analoghe a quelle del mitico Moe Wilensky (Wilensky Light Lunch), immortalato da Richler in L’apprendistato di Duddy Kravitz, che, fondato dall’immigrato ebreo Moe nel 1932, negli anni Cinquanta si è trasferito da

che una libreria New Age, uno spaccio di medicine olistiche e una specie di tempio buddista». C’è ancora la sinagoga e la scuola cristiana, due robivecchi, un negozio di libri usati (tre quelli di Richler). Ora nelle moderne librerie risaltano titoli su cui Mordecai avrebbe facilmente ironizzato: Blink(Battito di palpebre), il potere del pensiero senza pensare; o il best seller Eat-Pray-Love, ricerca esistenziale di una donna attraverso Italia, India e Indonesia. «La verità è che il Canada è un paese dei balocchi, una terra fastidiosamente ricca e governata da idioti i cui problemi, inventati di sana pianta, sono una specie di intermezzo comico rispetto alle piaghe che affliggono il mondo reale», sostiene Barney. Trovate italiche assonanze? Ma in Mordecai resta un pessimismo di fondo: «La vita è assurda, e nessuno di noi, in pratica, capisce gli altri». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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Parigi Si apre oggi la Biennale des Antiquaires che raccoglie ottanta galleristi sotto le cupole del Gran Palais. Ma c’è anche un altro appassionante itinerario dedicato a oggettistica e modernariato

Flash

Mosca ROMANTICISMO A BORDO DEL WESTERN EXPRESS Una specie di Western express, un Orient express al contrario, sarà inaugurato a fine settembre È il nuovo treno di lusso Mosca Nizza. Ne parte uno a settimana per viaggi romantici in tutte le stagioni: l’andata costa poco più dell’andata e ritorno in aereo www.rzd.ru

Rotta alternativa sul design PARIGI ato venticinque anni fa, è diventato l’appuntamento più atteso dell’autunno parigino. La Biennale des Antiquaires, da oggi per una settimana, raccoglie sotto le cupole vetrate del Grand Palais (nel VII arrondissement) gli appassionati d’arte. Nel momento di massimo fascino della città, ottanta gallerie d’antiquariato espongono i loro pezzi migliori, tra madonne quattrocentesche e vedute del Settecento. Tra le più amate, ci sono anche sei italiane come la Tornabuoni Art o la Robilant+Voena. E per chi di antiquariato non se ne intende, Parigi offre un percorso alternativo di design con soste dedicate al gusto e allo shopping. Ecco gli indirizzi da non

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Genova PREMIO CHATWIN AI REPORTER DI VIAGGIO È dedicato allo scrittore e viaggiatore inglese Bruce Chatwin il concorso che apre il festival del viaggio di Genova dal 18 al 20 novembre tra incontri letterari, mostre e proiezioni. Il termine per presentare il reportage di viaggio scade il 30 ottobre www.premiochatwin.it

Firenze MUSICA E FOTO SUL TRENO DELLA PACE L’appuntamento è alla Stazione Leopolda con il treno della pace per una serata di musica jazz multietnica. In programma due mostre: “Sanganigwa”, l’Africa attraverso l’obiettivo del reporter Nicola Allegri, e “Chimpanzees”, immagini del Parco Naturale di Gombe, in Tanzania 19 settembre, ore 19 www.janegoodall.org

perdere. Per chi ama il genere radical chic non può mancare una visita a La Galerie Parisienne (www.lagalerieparisienne.fr): mobili, bijoux d’artisti e alta gioielleria dal 1960 al 1970. Poco lontano si può mangiare un piatto tipico a Le bistrot de Paris, sempre in rue de Lille. Il design scandinavo del ventesimo secolo è rappresentato dalla Galerie Dansk (www.galeriedansk.com) che raccoglie mobili e lampade di star come Alvar Aalto e Arne Jacobsen, o da Galerie Dansk Moe-

belkunst (www.dmk.dk) o ancora da Nec (www.necdesign.fr) con ceramiche, foto, video e sculture di Bruno Mathsson o Hans Wegner. Mobili e arte contemporanea, sino agli anni Ottanta, sono in mostra da Jousse Entreprise (www.jousse-entreprise.com) dove si può trova-

re una poltroncina di Le Corbusier o una sedia di Jean Prouvé. Nella stessa strada, rue de Seine, potete gustare un caffè a La Palette, locale fin de siècle. Confronto tra design vintage anni Trenta e contemporaneo alla Galerie Yves & Victor Gastou (www.galerieyvesgastou.co INFOGRAFICA GAIA RUSSO

IRENE MARIA SCALISE

m). Per una pausa di shopping merita Merci, concept store con moda e arredo che devolve parte del ricavato in beneficenza. Molti anche i designer italiani lungo l’itinerario. Tra gli altri Gaetano Pesce, Ettore Sottsass e Angelo Lelli, nella vetrina di La GalerieModerne (www.lagaleriemoderne.co m) specializzata in lampade. Luci disegnate da Vico Magistretti e Gino Sarfatti si possono trovare alla Galerie Christine Diegoni(www.christinediegoni.fr) che espone anche una collezione di vasi di Enzo Mari nel cuore di Montmartre. Ancora made in Italy da Artefact design (www.designartefact.com), con opere di Joe Colombo e vetri di Murano firmati Salviati, o da Maison d’Italie (www.cristiani.net). Specializzata negli anni Cinquanta infine la Galerie Pascal Cusinier. © RIPRODUZIONE RISERVATA

LE DIECI GALLERIE DA NON PERDERE 1 GALERIE TEISSO Mobili e luci XX secolo 81 rue Veille-du-Temple

2 GALERIE DANSK Design scandinavo 31 rue Charlot

3 JOUSSE ENTREPRISE Arte contemporanea 6 rue S. Claude

5 LA GALERIE MODERNE Design italiano: lampade 52 rue Mazarine

7 LA GALERIE PARISIENNE Radical chic: mobili e gioielli 30 rue de Lille

9 MAISON D’ITALIE Specializzata in design italiano 5 bis, impasse Simon, St-Ouen

4 DANSK MOEBELKUNST Mobili e lampade danesi 53 bis, quai des Grands-Augustins

6 YVES&VICTOR GASTOU Arti decorative XX e XXI secolo 12 rue Bonaparte

8 ARTEFACT DESIGN Mobili e oggetti di design Marché Paul-Bert, allée 6, stand 87, Saint-Ouen

10 LES MODERNISTES Interni XX secolo 3 avenue du Père-Lachaise


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VIAGGI L’ITINERARIO

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Una natura esplosiva: cascate, spiagge, fiumi e risaie, ma anche vette altissime e magici vulcani. Sacra e mondana, l’isola resta una delle mete privilegiate dal turismo internazionale

Bali

Acqua e fuoco nel regno degli Dei RAIMONDO BULTRINI

BALI opraNiskala, il vuoto creatore, l’invisibile. Sotto Sekala, il mondo reale. Uno eterno, l’altro transitorio. A Bali — l’Isola degli Dei — i due mondi si incontrano senza lasciare nulla al caso, sospesa com’è tra l’acqua dell’Oceano, delle cascate e dei fiumi, il fuoco dei vulcani, lo spazio che avvolge le risaie e gli alberi del banyan, le spiagge e le rocce nere di ceneri antiche e quelle candidamente bianche lavate dalle onde incessanti. Con una superficie non più grande della Liguria, alte montagne coronate di nubi a Nordest, Bali è la testa di un enorme dinosauro marino le cui mille bocche sono alimentate dall’Anello di Fuoco, sorgente di terremoti che di tanto in tanto ricordano la natura intemperante di Bali-Sekala. Come il borbottìo delle braci sotto la cenere del suo sacro vulcano, Gunung Agung, anche la venerazione dei tre milioni di balinesi per la natura divina dell’isola è instancabile e frastornante, alimentata dalle musiche del gamelan che accompagnano i gesti simbolici delle danzatrici vestite da regine del cielo. Cerimonie e riti si susseguono durante tutto l’anno nelle mille pagode e tra le strade dei villaggi, per la gioia dei turisti e degli antropologi che vi assistono, retaggio di leggende sopravvissute all’influenza dell’Islam dalla limitrofa Giava. Perfino l’induismo, religione dominante da dodici secoli, ha dovuto adattarsi alle tradizioni animiste ancestrali. Nemmeno il più distratto tra i vacanzieri può ignorare questo perenne parallelo tra dimensione mistica e mondana. Anche i coloratissimi funerali sono diventati un’attrazione di punta, come la grande varietà di elaborati templi rivolti in direzione del divino Agung (tremila metri), le spiagge, le lagune, le cascate, sorgenti e formazioni vulcaniche che meritano una visita tra un bagno e l’altro, magari in piscina se il tratto di Oceano scelto è praticabile solo da surfisti allenati.

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Cerimonie e riti si susseguono lungo tutto l’anno nelle mille pagode e per le vie dei villaggi L’induismo, religione dominante da secoli, ha dovuto adattarsi alle molte tradizioni animiste locali

Le bombe fondamentaliste islamiche del 2002 e del 2005 hanno di certo inciso sull’armonia sociale dei balinesi e decimato temporaneamente gli arrivi turistici. Ma l’isola è sempre rifiorita com’era successo quasi mezzo secolo fa, quando la lava uscita dal Monte Agung si sparse alle sue pendici e immense nubi di cenere lasciarono tracce indelebili nella memoria degli abitanti. Dalla fine degli anni Sessanta la Bali moderna si è sviluppata specialmente

Tanti ricchi stranieri hanno costruito qui residenze da favola ma altrettanta fortuna hanno avuto i resort nella sua parte meridionale a poca distanza dalla capitale Denpasar, unica vera città isolana. È la meta di voli da ogni angolo della Terra, una delle prime dieci destinazioni per le vacanze di occidentali e asiatici, più di due milioni l’anno. Anche circoli di artisti internazionali come quello raccolto prima

della Guerra mondiale attorno a Walter Spies (ispiratore della esclusiva comunità ancora attiva “nell’intellettuale” Ubud) l’hanno eletta residenza ideale. Va da sé che molti ricchi stranieri abbiano costruito residenze da favola a ridosso delle spiagge o nell’interno delle risaie verdeggianti. Lo stesso, in misura assai maggiore, hanno fatto le grandi compagnie alberghiere, accusate di aver avviato grazie alla corruzione un degrado irreversibile con tagli di alberi e scavi che sono causa di infiltrazioni di acqua salata nell’interno. Ma anche i balinesi hanno le loro colpe, come dimostra lo scempio delle idilliache spiagge orientali di Candi Dasa per dragare sabbia. Le coste meridionali sono quelle tradizionalmente più sviluppate a cominciare da Kuta, Legian e Seminyak, meta di famiglie alla ricerca di belle spiagge e acqua limpida. Fortunatamente gli amanti della natura possono ancora scegliere tra numerose località più o meno incontaminate e tranquille, specialmente se si è disposti a sdraiarsi sulle spiagge di sabbia nera tipiche delle coste settentrionale e orientale. Del resto il rispetto per la natura e le tradizioni è la chiave della sopravvivenza di Ba-

li e della sua economia. Un codice antico di millenni, il Tri Hita Karana, spiega che Prajapati (Dio), Praja (uomo) e Kamandalu (ambiente) sono indissolubilmente legati da un patto cosmico. Per chi non crede alle leggende dell’Eden primordiale, basta visitare le terrazze di risaie a perdita d’occhio di Yeh Gangga e Jatiluwih, nel Tabanan. Qui si possono ammirare i rilievi che toccano i duemila metri d’altezza ma anche all’Oceano turbolento. E chi ancora dubitasse della magia di Bali, può assiste-

Le coste meridionali sono le più sviluppate, ma l’estensione totale non è superiore a quella della Liguria re alla sepoltura dei cadaveri di Trunyan ai piedi di Monte Abang. Scoprirà che un leggendario albero di banyanrende odorosi anche i corpi decomposti, dirigendo le anime verso il Paradiso profumato degli antenati, appena sotto il Regno degli Dei.

LE IMMAGINI A sinistra: ragazze ballano il Tari Pendet Sopra: due scimmie nella foresta Alas Kedaton e un’iguana verde

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PER SAPERNE DI PIÙ www.bali.com www.bali-paradise.com

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NOTIZIE UTILI COME ARRIVARE

Le feste religiose

I templi

Il principale festival religioso è il Galungan, quando dei e spiriti degli avi scendono a terra per dieci giorni fino al Kuningan (il prossimo a dicembre). Nyepi è il nuovo anno e si celebra in silenzio (nemmeno i turisti possono circolare) dopo una vigilia di feste, esorcismi e cortei di “demoni”: tra marzo e aprile Tra le feste laiche: il Bali Arts Festival (a Dempasar), un mese di danze e musica in giugno e luglio

Pura Besakih, noto come Mother Temple (Tempio Madre), è sacro a tutti i balinesi, anche non hindu Pura Tanah Lot (Tabanan) è uno dei sette templi marini dell’isola costruito su una roccia tra le onde Pura Taman Ayun (Mengwi) è circondato dal fossato su tre livelli con “meru” a immagine del monte primordiale. Pura Goa Lawah (Kusamba) è uno tempio direzionale che protegge dagli spiriti

Numerosi voli raggiungono Bali dall’Italia con tempi di percorrenza tra le 22 e le 25 ore e prezzi tra i mille e i cinquemila euro Tra le principali compagnie: Qatar Airways (via Doha), Malaysia Airlines (via Kuala Lumpur), Cathay Pacific (Hong Kong), Lufthansa, British Airways, Air France, Klm, Swiss, Alitalia, Singapore Airlines

QUANDO ANDARE Due le principali stagioni: umida (32-34 gradi) tra novembre e marzo, e secca (29-24) tra aprile e ottobre A sud ovest piove più frequentemente Da settembre a marzo le giornate sono più lunghe

COSA MANGIARE

Le spiagge

L’artigianato

Kuta, Legian e Seminyak sono le più note e affollate, costeggiate da alberghi, ristoranti e locali notturni. Sabbia più bianca e meno battuta sulla penisola Bukit, (Pantai Geger ha poche onde ed è ideale per bambini), a Dusa Nua e verso nord est a Sanur, sull’isola di Nusa Lembongan, nella tranquilla Pasir Putih e Padangbai-Pantai Kecil Spiagge nere di lava semideserte ovunque

Krisna Oleh-Oleh a Khas Bali: su Sunshine Road, ha la migliore offerta di artigianato e stoffe. Geneva, Jalan Raya (Seminyak) è perfetto per decorazioni in legno (knick-knacks) e sculture, topeng (maschere), lukisan (dipinti) e copriletti. A Kampung Bali, su Jalan Merta Nadi di Kuta, ci sono stoffe, batik, artigianato, strumenti musicali e cibi balinesi. Joger: su Jalan Raya (Tuban) per borse e T-shirt

Il tradizionale masakan Bali è servito nei mille warung, chioschetti disseminati ovunque. La base è il riso con maiale, spiedini di pollo o altre carni e verdure


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VIAGGI UN GIORNO UNA CITTÀ

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Si gira in bicicletta tra musei, librerie da sogno stracolme di fumetti e sapori orientali Lasciandosi cullare dalle note della migliore musica indipendente degli Stati Uniti Magari sorseggiando un’ottima birra. E senza prendersi mai troppo sul serio

Portland 8.00 COLAZIONE Passeggiata con colazione alla caffetteria della libreria Powell’s Books

1O.00 IN BICI Con le due ruote prese in affitto al Waterfront Bicycle Rentals

11.00 AL MUSEO Al Portland Art Museum con il genio della matita Robert Crumb

12.00 IN PIAZZA Nella Pioneer Courthouse Square al Portland Building

13.00 PRANZO Da Clyde Common cibo ottimo e decor di culto

15.00 CHINATOWN Molta paccottiglia ma anche teiere e profumi C’è l’anatra laccata

16.00 AL PARCO I giornali si sfogliano in relax a Jamison Park

18.00 APERITIVO Da Bridge Port Brewpub la birreria di Marshall Street

20.00 CENA Da Park Kitchen il pesce fresco migliore della Eight Avenue

22.OO MUSICA Nella lounge del Doug Fir aperto tutta la notte in Burnside st

Tutta da leggere e ascoltare l’anima indie dell’America DAL NOSTRO INVIATO RICCARDO STAGLIANÒ PORTLAND (Oregon) La prima volta che ho sentito nominare Portland da qualcuno che la frequentasse è stato da una ventenne senz’ombra di trucco di nome China che sbarcava il lunario come cameriera a Brooklyn e una volta al mese si faceva almeno sei ore d’aereo per andare a provare là con il gruppo in cui cantava. Ancora non lo sapevo ma c’erano, in questa testimonial fortuita, tutti gli ingredienti della città: musica, tracce di oriente e nessuna pretenziosità, sorrisi e buona disposizione d’animo come credevo possibili solo in un perimetro ristretto del lato b di New York. Il posto con più personalità dell’Oregon non ha la disinvoltura né il fisico del one-night-stand,quegli attributi vistosi come grattacieli, ponti, monumenti irripetibili. Ma ciò non mette al riparo dal colpo di fulmine. Ci sono, anche solo restando in America, città-flirt, come Los Angeles, e città-matrimonio, come San

Francisco. Città-adrenalina e città-serotonina. Qui siamo decisamente dalle parti della seconda categoria e, verrebbe da dire, hic manebimus optime. Strizzare l’anima diesel di Portland in 24 ore, pretendere che parta e carburi al meglio già dalla prima giornata è una violenza. Ma pur sempre si tratta di

Negli anni Ottanta i giovani californiani si trasferivano qui perché tutto costava di meno un posto abituato agli sganassoni dell’autore di Fight Club, quel Chuck Palahniuk suo cittadino più celebre dopo la star planetaria Matt Groening, creatore dei Simpsons, e alle turbe postadolescenziali dell’autoctono regista Gus van Sant. E allora partiamo. I lari e i penati, qui, sono fumetti e canzoni. Ci dev’essere un motivo, e

qualcuno l’avrà sicuramente indagato, ma è una costante della West Coast. Sarà l’Oceano Pacifico. Il modo in cui sorge il sole. Sta di fatto che qui si potrebbe passare il tempo anche solo a leggere e ad ascoltare. Al Portland Art Museum, che pure ha tante opere di valore, l’ospite d’onore è Robert Crumb, forse il più grande genio vivente della matita. Non ha rinunciato ai suoi peculiari fianchi e seni esplosivi neanche per Eva, tra i protagonisti della sua Genesi abbondantemente sessuata. Ne trovate pile intere alla Powell’s Books, forse l’unica destinazione locale che vanta un record mondiale («la più grande catena di librerie indipendenti»), assieme a un debordante assortimento di graphic-novel che ridicolizza anche le più fornite Barnes&Noble della costa est. La sede principale di West Burnside è la versione libraria delle piramidi, un monumento al gigantismo. Un caseggiato intero, con una segnaletica interna da città nella città, infiniti scaffali e una


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PER SAPERNE DI PIÙ www.travelportland.com/ http://wikitravel.org/en/Portland_%28Oregon%29

Chi cerca una nuova vita vola sempre verso l’Ovest CHUCK PALAHNIUK

I LUOGHI 1. POWELL’S BOOKS 1005 W Burnside, è la più grande catena di librerie indipendenti, ideale per fare colazione nella sua strepitosa caffetteria

2. WATERFRONT BICYCLE RENTALS Per affittare una bici, all’ora o al giorno Al 10 SW Ash Street Il culto delle due ruote conta parecchi adepti

3. PORTLAND ART MUSEUM Ha tante opere di valore, ma l’ospite d’onore è Robert Crumb, genio vivente della matita

4. NOB HILL Il quadrilatero tra la 21esima e la 23esima a nordovest: con negozi e birrerie artigianali

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5. DOG FIRE LOUNGE Oltre il ponte che porta a est, per ascoltare la migliore musica indie approfittando della cucina dell’hotel Jupiter

gnuno a Portland vive un minimo di tre vite» dice Katherine Dunn, autrice di Geek Love. Dice: «Ognuno ha almeno tre identità». Sta seduta alla finestra del suo appartamento nella zona nordovest di Portland, rolla delle sigarette e le fuma, i suoi lunghi capelli biondi con la divisa in mezzo tirati indietro. Ha degli occhiali con la montatura nera. I radiatori sferragliano e parte una sirena, quattro piani sotto su Glisan Street. «Può essere un addetto di un negozio di alimentari, un archeologo e un ciclista» dice. «Oppure un poeta, una drag queen e un commesso di libreria». Dice: «È difficile capire chi hai davanti perché tutti i ricchi si camuffano. E non sai mai quando il tipo LO SCRITTORE Lo scrittore spettinato americano Charles dall’altra parte Michael Palahniuk, del bancone può noto come Chuck essere uno Palahniuk, abbastanza ritratto ricco da da Massimo Jatosti comprare l’intero negozio, masticarlo e risputarlo». Continuando a fumare dice: «Le care vecchie signore degli West Hills, con i loro maglioncini tono-su-tono e le perle, sono tutte feroci sostenitrici della pena di morte». Quelle verdi colline piene di alberi riempiono la finestra dietro di lei. Quadri e scaffali riempiono le pareti. (...) In cucina, sopra il lavello, c'è una foto incorniciata di sua nonna Tressie che, lavorando come cuoca per una squadra di manovali delle ferrovie, è arrivata qui dal Dakota all'età di diciotto anni. La teoria di Katherine è che ogni persona che cerca una nuova vita migra a ovest, attraversa l'America verso il Pacifico. Una volta là la città più economica dove vivere è Portland. Questo ci ha dato i più bacati dei picchiatelli. I più marginali tra i marginali. «Accumuliamo gente sempre più strana» dice. «Siamo tutti fuggitivi e rifugiati». (dall'introduzione di "Fugitives and Refugees: A Walk in Portland, Oregon" di Chuck Palahniuk ©Crown 2003)

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LE IMMAGINI In alto, una veduta di Portland A sinistra, il Ringlers Annex Bar Sopra: un concerto jazz e Pioneer Courthouse Square

caffetteria strepitosa. C’è quasi tutto quel che serve. Se avessero delle brande uno vorrebbe prendere il domicilio qui e non uscire mai. Non va male comunque perché chiude alle 23 che, in una città che altrimenti va a letto con le galline, è come dire l’alba. Una volta sfrattati di lì, in ogni caso, c’è un posto che vi accoglierà. È il Doug Fir Lounge, oltre il ponte che porta a est, magnete della migliore scena musicale indienord-americana. Prima del concerto, nel seminterrato, potete approfittare della cucina dell’hotel Jupiter. Con i suoi interni boscaiolo-chic, con enormi tronchi a vista, varrebbe da solo la visita. Ma prima di sprofondare nella musica ci sono ancora varie cose diurne da fare. Tipo passeggiare per Nob Hill, il quadrilatero tra la 21esima e 23esima a nordovest, tra bei negozi, massaggi tibetani e birrerie artigianali. A proposito, questa città che non si prende affatto sul serio ha, nel catalogo dei suoi soprannomi, anche Beertown o Beervana. E con la concentrazione di microbreweriespiù alta d’America (per

tutti Bridge Port Brewpub e Upright Brewing) che due volte all’anno reinterpretano l’Oktoberfest. Si beve bene e si mangia meglio. A pranzo cento punti per Clyde Common, cibo ottimo e décortanto bello da esser citato nel sito di culto Remodelista.com. A cena la scelta è ampia, ma di certo non sarete delusi da Park Kitchen (pesce) o da Fe-

Ci sono rent a bike ovunque e una lunga ciclabile che costeggia il Willamette River, magnifico con il sole nouil, francese che dà su Jamison Park, una piazzetta con fontana che le famigliole d’estate scambiano per una spiaggia urbana. Tutto questo giro, ovviamente, viene molto semplificato dall’affitto di una bici. Il culto delle due ruote è quello che di gran lunga conta il maggior numero di adepti nella laica

Portland. Ci sono rent a bike dovunque, all’ora o al giorno, da 25 a 40 dollari. E una lunghissima ciclabile che costeggia il Willamette River e che col sole è magnifica. Se New York è una città che va a 45 giri, qui siamo a 33 o forse ancora meno. Quella delle due ruote è la velocità di crociera giusta per entrarci in sintonia. A Chinatown, amata dalle guide, potete però serenamente accelerare: nessuna sorpresa rispetto alle altre già viste. «Negli anni ‘80 i giovani californiani si trasferivano qui perché costava tutto meno» racconta Dino Bellugi, ricercatore di scienze della terra a Berkeley, che c’è nato e ci ha fatto l’università. Racconta di donne con le gonne lunghe a fiori e uomini con acconciature dimenticate, di negozi tutti uguali in una sorta di socialismo reale yankee. Racconta di un altro mondo. Di cui è rimasto solo il senso di comunità e l’assoluta mancanza di affettatezza. I punti forti originari. Tutto il resto è cambiato. In meglio. © RIPRODUZIONE RISERVATA

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DA NON PERDERE LA BIRRERIA BRIDGE PORT BREWPUB Portland vanta la più grande concentrazione di microbreweries d’America Da Bridge si beve bene e si mangia meglio 1313 NYMarshall Portland

LA MUSICA DOUG FIR LOUNGE Aperto tutte le notti: programmazione musicale sorprendente È il posto da frequentare se volete capire prima degli altri quali sono i gruppi da tenere d’occhio Dal Canada agli Stati Uniti ma non solo chi ha talento prima o poi finisce alla Doug www.dougfirlounge. com PORTLAND FOLK FESTIVAL Dedicato alla preservazione e celebrazione della musica folk e tradizionale del mondo, il festival è unico nel suo genere Partito nel 2010 con una quattro giorni nella prima metà di agosto tra musica, film, arte e storytelling con performance per strada, nelle scuole o nelle arene Strepitosi il cartellone, gli eventi e l’atmosfera www.portland folkfestival.com

L’ARTIGIANATO Gonne patchwork, ciondoli d’ambra e d’argento, borse di cuoio intrecciato: tutto l’armamentario classico del nostalgico dei figli dei fiori In mostra ogni sabato c’è tutto uno stile di vita che ha dichiarato guerra allo stress: anche per questo i californiani hanno scelto Portland www.portlandsatur daymarket.com


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VIAGGI LE BUSSOLE

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PER SAPERNE DI PIÙ www.mylocalguide.it www.angeliperviaggiatori.it

MondoWeb Visitare o raccogliere consigli su una città prima della partenza, ma utilizzando il punto di vista di chi in quel luogo vive tutti i giorni È l’ultima idea che muove alcune community di viaggiatori Made in Italy

Made in Usa

www.mylocalguide.it

www.localyte.com

Sono on line le guide scritte dagli abitanti. My local guide, erano partite da un’idea rivoluzionaria: se vuoi conoscere l’anima di una città devi chiedere a chi ci abita Adesso nel portale c’è anche il profilo del “local guide” modello Facebook

È un progetto nato negli Stati Uniti nel 2007, i localyte sono gli abitanti del posto che danno consigli e interagiscono con i turisti in visita in quella città, la registrazione è gratuita sia per i turisti che per chi vuole diventare un localyte

Angeli-guida formato online MARINA CAVALLIERI www.angeliperviaggiatori.it Il sito è nato da un’idea di un professore universitario ed è stato il primo in Italia a utilizzare gli abitanti di una città come guide e consiglieri. L’avventura era iniziata con Napoli, adesso gli angeli sono più di mille, presenti in più di trecento località italiane e straniere

i si incontra per organizzare un viaggio, condividere esperienze, dare e ricevere consigli, comunicare emozioni. Questi gli obiettivi delle community per viaggiatori che continuano a crescere nel web. È il social travel, l’interattività tra utenti, il nuovo codice della rivoluzione che da alcuni anni sta trasformando radicalmente il turismo. Sempre più persone, infatti, per organizzare vacanze, prenotare hotel e comprare biglietti utilizzano internet. Sono un esempio di questa rivoluzione turistica, le community e i blog che trasformano il viaggio da “spostamento” individuale

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a condivisione di esperienze. E tra le community più interessanti ci sono quelle che propongono gli abitanti di una città come guide per turisti. L’idea da cui partono è semplice e rivoluzionaria: se vuoi conoscere l’anima di una città devi chiedere a chi ci abita. Partendo da questo presupposto è nata a Napoli “Angeli per viaggiatori”, che in pochi mesi ha avuto una fortissima crescita. Un altro portale che mette al centro i “local” come guide per turisti è “My local guide”. L’idea proposta inizialmente sui libri ha nel portale un obiettivo in più: avere anche il profilo del local guide. © RIPRODUZIONE RISERVATA

www.tripbod.com A differenza di altri siti che utilizzano solo gli abitanti come guide questo mette in contatto il viaggiatore con un agente di viaggio. Gli utenti devono scegliere il proprio agente preferito consultando tra le destinazioni prescelte e valutando i vari curricula


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VIAGGI IL PUNTO

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VivereSlow ✃

In un piccolo paese dell’Irpinia, la festa dedicata alla Madonna Addolorata unisce sacro e profano e coinvolge la comunità dei migranti l prossimo sabato, il 18, sarà il sabato che precede la terza domenica di settembre e a Mirabella Eclano, Irpinia, provincia di Avellino, sarà il giorno dell’annuale trasporto, o “tirata”, del Carro. Un evento rituale e religioso, dedicato alla Madonna Addolorata. La festa ha origini molto antiche e pagane. Come quasi sempre in questi casi, sacro e profano nei secoli finiscono con il mescolarsi, dando origine a manifestazioni popolari che coinvolgono le

I CARLO PETRINI

Il Carro di Mirabella ILLUSTRAZIONE DI RICCARDO MANNELLI

comunità in cimenti eccezionali. Cimenti cui non soltanto è spettacolare assistere unendosi al clima festoso del paese, ma che ci parlano sempre di radici che si perdono nella notte dei tempi, soprattutto dell’intimo rapporto tra l’uomo e la terra, oggi tutto da recuperare. È decisamente il caso del Carro di Mirabella Eclano: una specie di obelisco alto 25 metri, una “macchina” che ha una struttura di legno rivestita da pannelli decorati con la paglia, lavorati e intessuti a mano fino a dare al tutto la forma di una guglia barocca di grande interesse artistico. La paglia, che colora d’oro il carro, è il ringraziamento per il raccolto dell’anno e ogni anno i pannelli vengono rinnovati o riparati con cura da abili artigiani. Il Carro coinvolge non soltanto emotivamente la comunità (ogni anno i tanti emigrati tornano per la festa), ma anche fisicamente. Trainato da sei coppie di buoi attraverso i campi e le strade della città, dev’essere tenuto in equilibrio, debitamente frenato o spinto nei punti più difficili di un percorso che di solito dura cinque ore e termina di fronte alla chiesa della Madonna Addolorata. Ruolo decisivo, oltre al “timoniere”, l’hanno i tanti “fu-

PER SAPERNE DI PIÙ www.slowfood.it www.ilmulino.it

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IL CONSIGLIO

LA CANTINA CONTRADE TAURASI Oltre all’aglianico, ha rivalutato il vitigno autoctono della zona il greco musc’ Tel. 0827-74483

IL MUSEO MUSEO DEI MISTERI Quadri o “tavolati” fine ottocento in cartapesta con la passione di Gesù Infoline: 199 151123 www.sistemamuseo.it

naioli” che tutt’intorno lo “manovrano” con funi di canapa, per farlo giungere a fine tragitto senza incidenti. La caduta del Carro è infatti un brutto presagio: a Mirabella continuano a ricordare le cadute del 1881 e del 1961, che precedettero nel primo caso una terribile carestia e nel secondo il terremoto del 1962. Gli eventi sismici hanno colpito più volte questa piccola cittadina, anche con vittime, come nel caso più vivo nella nostra memoria, quello del 1980. La comunità però si è sempre risollevata con forza, ricostruendo e curando il suo piccolo ma variegato patrimonio artistico. È notevole per esempio il parco archeologico appena fuori città, nella frazione Passo di Mirabella, con le vestigia dell’antica Aeclanum, fondata dai sanniti irpini nel III secolo a.C. e che ebbe grande importanza in epoca romana. Adagiata su una collina, Mirabella Eclano domina la valle del Calore, fiume che ne segna il confine verso Avellino. La natura è rigogliosa, un po’ selvaggia, e i paesaggi valgono il viaggio. Tra l’altro siamo nella zona di Taurasi, eccellente dal punto di vista enologico, ricca di vigne antiche ancora produttive, un luogo che è stato e resta assoluto protagonista della rinascita dei vini campani negli ultimi decenni. Per questo, accanto al trasporto del Carro, un ottimo motivo per recarsi in zona è l’enogastronomia: visitare le cantine dei dintorni, godere delle strepitose produzioni alimentari di una terra che in molti punti si fa forte di un fertilissimo strato superficiale di cenere vulcanica ereditato da antiche eruzioni del Vesuvio. Motivo più che valido anche in caso non riusciate a immergervi nella festa del paese di questo fine settimana: in ogni caso la tradizione del Carro, che viene smontato dopo ogni “tirata”, si può approfondire tra documenti e pezzi antichi al museo che gli è dedicato nel centrale complesso Monumentale di San Francesco. c.petrini@slowfood.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

LIBRI PER PARTIRE

STILE DI GUIDA

Identikit del Giappone paese stupido e saggio che non ha più paura

Foto, spunti e dritte per scoprire l’Italia dei mille piccoli borghi

DARIO OLIVERO ome il Gino Bartali con gli occhi allegri da italiano in gita Claudio Giunta, docente di letteratura italiana, ha passato due mesi a Tokyo per lavoro e ha scritto Il paese più stupido del mondo. Che, alla fine del libro, salta fuori forse non essere il Giappone, ma un altro molto più vicino, maledettamente vicino a noi. Ha ragione Giunta quando dice che se uno in Giappone ci va da turista non ha bisogno di capirlo, se uno ci resta dei mesi non capirà nulla e se ci resta degli anni si perderà in un limbo da rifugiato. È sorprendente quanto si riesca a decifrare un posto semplicemente affinando i propri pregiudizi in modo laico e affidandosi a categorie occidentali che, saranno pure inadeguate, avranno pure stanche pretese di olimpica ragione, saranno pure ciniche, ma comunque quelle abbiamo. Oltre a dare alcune dritte fondamentali per chi voglia passare un po’ di tempo laggiù (è vero che il modo migliore per girare Tokyo è la metro ed è vero che Tokyo si divide in IL PAESE luoghi del divertimento e del PIÙ STUPIDO lusso; luoghi del lavoro; luoDEL MONDO di Claudio ghi del relax), stroncare alcuGiunta, ne letture che poco aiutano a il Mulino, 176 capire il Giappone (forse il pagine, 14 euro giudizio su Murakami è un po’ troppo duro) e consigliarne altre (quello su Amélie Nothomb forse un po’ troppo generoso), Giunta fa una considerazione: una società in cui il SuperIo regola ogni aspetto della vita, in cui la paura è stata sconfitta e sostituita da un’ansia silenziosa ma con cui si può convivere, che prezzo paga in cambio? E, ribaltata la questione, una società in cui le regole non esistono che prezzo paga in cambio? Interrogativi come questo fanno la differenza tra libri di viaggi e letteratura di viaggi. http://olivero.blogautore.repubblica.it

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PAOLA SANTORO ornare a casa, in ufficio, a scuola è difficile per tutti. Scoprire che è cambiato poco o nulla non aiuta. Pensare alle prossime vacanze neppure. Forse qualcosa può fare un po’ di sano minimalismo. Accontentarsi di qualche boccata d’aria, senza 101 ITINERARI per forza ambire al meltemi, o NELL’ITALIA al vento del Nord. Una guida da PIÙ BELLA leggere per poter meglio guarTouring dare fuori dalla finestra: pagine Editore di descrizioni e consigli pratici 960 pagine dedicati alla provincia e ai bor29 euro ghi minori, che non disdegna 1.080 gr. qualche riga su quelli sotto i cento abitanti, dove magari si nasconde, vicino all’unico incrocio, un affresco sorprendente, una facciata originale, un panorama inaspettato. Sfogliarla in questa stagione per trovare spunti da weekend: a ritmo ancora rilassato.

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Le cinquecentofoto aiutano a mettersi nel mood giusto per arrivare a destinazione. Le duecento cartine a non perdersi al solito bivio dove il solito vandalo ha coperto il cartello con il solito adesivo. E, nella sezione delle informazioni utili, una sintesi di cosa visitare è un’idea utile davvero. Il volume è concepito per accompagnare un viaggio in auto: ben venga il peso massimo. Viene da pensare, però: qualche etto in più per dettagliare meglio hotel e ristoranti non sarebbe risultato sgradito. E i numeri di telefono senza un punto qua e là sono una tortura per presbiti. p.santoro@repubblica.it


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VIAGGI ISTRUZIONI PER L’USO

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Weekend Impazzano le offerte gastronomiche Ma per affrontare la fine dell’estate ecco anche i festival che nutrono la mente

Udine Emozioni e storie doc in terra friulana DOVE DORMIRE

In agenda

Mamiano (Pr) LE PASSIONI DI RENATO GUTTUSO Fino all’8 dicembre, la Fondazione Magnani Rocca di Mamiano di Traversolo ospita la mostra Guttuso. Passione e realtà, dedicata ai momenti più significativi della carriera artistica del maestro siciliano Sono presenti opere come La spiaggia, Il comizio, Spes contra spem, Caffè Greco www.magnanirocca.it

Siena MICHELANGELO VISTO DA VICINO Il Complesso Museale di Santa Maria della Scala, fino al 14 novembre, con la mostra La vita di Michelangelo, rivisita la carriera dell’artista attraverso le sue carte autografe provenienti dalla Fondazione Casa Buonarroti. Si tratta di lettere, poesie, carte di cantiere, disegni, documenti contabili www.verniceprogetti.it

OFFERTA CLUB WEEKEND A Udine, nei giorni della manifestazione Friuli DOC e fino al 31 gennaio 2011, è in vigore l’offerta Club weekend di Turismo FVG che prevede prezzi interessanti per due notti a persona in camera doppia e colazione Soggiorno gratuito in camera con i genitori per i bambini di età inferiore ai 12 anni Una carta FVG da 48 ore (gratis) per persona, uno o più plus offerti dallo stesso albergo Info ed elenco hotel: tel. 800-016-044 o sul sito (a fianco)

a domani a domenica 19 settembre, Udine ospita la sedicesima edizione di Friuli DOC, appuntamento dedicato a chi vuol conoscere più a fondo tutti i prodotti regionali: il prosciutto di San Daniele e quello di Sauris, il formaggio Montasio, il Frico, i vini bianchi e rossi, le grappe e tanti altri. Gli appuntamenti enogastronomici e le degustazioni si intrecceranno con mostre, spettacoli, esposizioni di artigianato. I principali luoghi del festival — quasi tutti nel centro storico e con stand all’aperto — sono: Via Gemona, il Palasport Benedetti, Largo Ospedale Vecchio, Via Aquileia, Via San Francesco, Piazza Venerio, FRIULI DOC Palazzo Torriani, Via Mercatovec16-19 settembre chio, Piazza Libertà e Via Cavour. Varie sedi Da non perdere, le mostre che, raccittadine contando la storia e la cultura del www.turismofvg.it Friuli e di Udine (città del Tiepolo, ricca di musei e monumenti), analizzano le risorse della regione e le sue potenzialità turistiche. Tra le tante, segnaliamo quella fotografica La Stazione di Udine 1860-2010 alla Galleria Tina Modotti (fino al 3 ottobre), quella iconografica Icone votive del Medio Friuli, alla Casa della Confraternita fino al 16 settembre, e quella di vignette dedicate all’enologia Spirito di vino, fino al 19 settembre alla Sala ex Casa del Vino. (eugenio boscardi)

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Collecchio (Pr) Re pomodoro nel museo del cibo DOVE DORMIRE HOTEL TONINO LAMBORGHINI A Collecchio, dotato di ogni comfort Centro benessere Doppia da 100 euro Via Giardinetto 6 Tel. 0521-801162

DOVE MANGIARE OSTERIA DI TALIGNANO A Talignano, a 15 minuti da Parma Piatti tradizionali Menù da 30 euro vini esclusi Via Riva Santa 2 Tel. 0521-338005 AL TRAMEZZO Cucina tipica in questo ristorante di Parma Menù da 40 euro vini esclusi Via Del Bono 5B Tel. 0521-487906

opo il Parmigiano, il Prosciutto di Parma e il Salame di Felino non poteva mancare il pomodoro. Il Parmense completa il poker d’assi gastronomico e apre le porte del quarto Museo del Cibo, interamente dedicato “all’oro rosso”. Per l’inaugurazione, sabato 25 e domenica 26 settembre, sono in programma una serie di iniziative alla Corte di Giarola, grancia benedettina dell’anno Mille: sorta lungo la Via Francigena, era un centro agricolo con stalle, caseificio, allevamenti di suini e una ottocentesca fabbrica di conserve di pomodoro. La Corte, sede del nuovo museo e del Parco Fluviale del Taro, si trova a Collecchio, paese che con Ozzano MUSEO e Giarola è al centro del sistema DEL CIBO produttivo locale del pomodoro dal 25 settembre per la presenza di industrie con- www.musei serviere presenti da oltre cent’an- delcibo.i ni. Dibattiti con esperti, laboratori per bambini, musica e degustazioni accompagneranno la due giorni organizzata dalla Provincia di Parma e altre istituzioni. Da non perdere, il buffet Il pomodoro in tutte le salse, il taglio della Torta pomodoroe il concerto dei Filarmonici di Busseto dal titolo Viva la pappa col pomodoro. Il museo ospita macchinari, foto storiche e materiali sul legame tra il pomodoro e il Parmense. (francesco nani)

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Roma IL LATO B DEI CAPOLAVORI Philippe Gronon è un fotografo che ha cercato di raccontare la realtà attraverso punti di vista insoliti. Con la mostra L’altro lato, all’Accademia di Francia di Villa Medici fino al 17 ottobre, il fotografo francese ritrae opere d’arte viste da dietro Ecco dunque una cinquantina di opere che ritraggono cornici, agganci, rinforzi, etichette, telai, cuciture, graffi e disegni www.villamedici.it

Italia PALAZZI ANTICHI BANCHE APERTE Sabato 2 ottobre, dalle 10 del mattino alle 19, si svolge in quarantotto città italiane la nona edizione di Invito a Palazzo, rassegna che apre al pubblico novantadue palazzi di cinquantaquattro banche Sarà possibile ammirare numerosissime opere d’arte, giardini, antichi arredi di ogni stile. Per la prima volta aprono istituti di Acireale, Belluno, Bolzano, Faenza, Foggia, Spoleto, Teramo, Todi http://palazzi.abi.it

Formia (Lt) Trekking e arte in nome di Cicerone DOVE DORMIRE GRAND HOTEL FAGIANO PALACE In una splendida posizione panoramica C’è anche il ristorante Doppia da 80 euro Via Appia 80 Tel. 0771-720900

DOVE MANGIARE Al Museo Archeologico, dopo le visite, sarà possibile assaggiare i Biscotti di Cicerone, elaborati su un’antica ricetta di Appio I ristoranti di Formia, proporranno la Torta di acciughe fritte, tratta da un’antica ricetta romana

al 17 al 19 settembre, Formia ospita la seconda edizione del festival Le notti di Cicerone, dedicato al grande oratore (morto nella città laziale nel 43 a.C.) e incentrato sull’archeologia e sulla storia della città. Alle visite guidate al Museo Archeologico Nazionale, ai Criptoportici della Villa Comunale, all’antico quartiere di Castellone (con il Cisternone e i resti del Teatro Romano), all’area archeologica del Parco regionale di Gianola, condotte da personale esperto, saranno affiancate escursioni in battello e trekking sui monti, alla scoperta della natura del territorio. La manifestazione inizierà la sera del 17, LE NOTTI alle nove, a Piazza Sant’Erasmo, DI CICERONE con lo spettacolo La notte dei Gla17-19 settembre diatori, con combattimenti e scewww.nottidi ne di vita quotidiana dell’epoca rocicerone.it mana. La sera di sabato 18, invece, alla Villa Comunale, Nicola Piovani interpreterà, con il suo quintetto, brani composti per i film di Fellini, Benigni e Moretti. Domenica 19 il festival si concluderà con la consegna del Premio Cicerone2010che andrà quest’anno allo scrittore inglese Robert Harris che ha dedicato all’oratore romano i romanzi Imperium e Conspirata. (giuseppe serao)

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Roma Appunti di viaggio fino all’Oriente DOVE DORMIRE HOTEL CELIO Un piccolo albergo in un palazzo vicino al Colosseo Doppia da 190 euro Via S. Quattro 35c Tel. 06-70495333 HOTEL FIORI Centralissimo non lontano dal Palazzo delle Esposizioni Doppia da 130 euro Via Nazionale 163 Tel. 06-6797212

DOVE MANGIARE TABERNA RECINA Wine-bar con piatti della tradizione Poco lontano da Villa Celimontana Menù da 30 euro vini esclusi Via Elvia Recina 22 Tel. 06-7000413

rganizzato dalla Società Geografica Italiana e da Federculture, è arrivato alla terza edizione il Festival della Letteratura di Viaggio che si svolge a Roma dal 30 settembre al 3 ottobre. Molti gli appuntamenti: al Palazzetto Mattei e nei giardini di Villa Celimontana, al Palazzo delle Esposizioni, al Tempio di Adriano di Piazza di Pietra. Si parlerà di letteratura, di cinema, di fotografia, di archeologia, in quattro giorni dedicati al tema Verso Oriente, il Levante. È un invito al dialogo tra popoli e culture che tocca Venezia, l’Italia meridionale, l’Egitto, la Turchia, il Mediterraneo, il Medio Oriente. Al Palazzo FESTIVAL DELLA delle Esposizioni il festival presenLETTERATURA DI ta la mostra Grande Venezia che VIAGGIO analizza il rapporto della Sereniswww.festivalettera sima con l’Oriente attraverso foto, turadiviaggio.it fumetti, musica, teatro e cinema. Libri, carte geografiche e foto d’epoca saranno invece al centro della mostra Cose turche nella Biblioteca della Società Geografica Italiana di Villa Celimontana. Nel parco, domenica 3 ottobre alle 19, si parlerà di un dolce che ha origini orientali: il babà. Agli incontri partecipano, tra gli altri, Tony e Maureen Wheeler fondatori di Lonely Planet e Umberto Galimberti. (roberto caramelli)

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PER SAPERNE DI PIÙ segreteria_viaggi@repubblica.it laRepubblica Viaggi, via C. Colombo 90 00147 Roma

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Pisa Le note barocche illuminano la città DOVE DORMIRE ROYAL VICTORIA Centralissimo, in palazzo d’epoca Doppia da 130 euro Lung. Pacinotti 12 Tel. 050-940111

DOVE MANGIARE OSTERIA DEI CAVALIERI Un locale del centro storico, specialità tipiche toscane e pasta fatta in casa Menù da 35 euro vini esclusi Via S.Frediano 16 Tel. 050-580858 IL MONTINO Un piccolo locale specializzato in focacce Zona università Menù da 20 euro vini esclusi Vicolo del Monte 1 Tel. 050-598695

usica sacra e non solo da oggi al primo ottobre nei luoghi storici di Pisa: dal Duomo al Camposanto Monumentale. È Anima Mundi, festival organizzato dall’Opera Primaziale Pisana, giunto alla decima edizione, che vanta come direttore artistico Sir John Eliot Gardiner, celebratissimo direttore orchestra, tra i massimi esperti del repertorio barocco eseguito filogicamente. Sarà proprio Gradiner, sul podio dei suoi English Baroque Soloists (ensemble che utilizza strumenti originali) a dirigere il primo dei sette appuntamenti che disegnano un viaggio in cinque secoli di musica tra echi, rimandi, ispirazioni, dialoghi. Il concerto di ANIMA MUNDI oggi è un omaggio a Pergolesi nel Dal 15 settembre terzo centenario della nascita, con al primo ottobre il suo Stabat Mater. Il 17, ancora Concerti gratuiti Gardiner con i Vespri della Beata www.opapisa.it Vergine di Monteverdi, opera di cui ricorre il quattrocentesimo anniversario della pubblicazione. I Vespri, questa volta di Sergei Rachmaninov, tornano nel concerto di chiusura, in Cattedrale il 1° ottobre, nell’interpretazione della Cappella di Stato di Mosca di Valery Poliansky. Tra gli altri eventi: il 18 settembre Le Jongleur de Notre Dame di Peter Maxwell Davies, opera che prevede anche l’intervento di musicisti bambini. (fulvio paloscia)

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FESTIVAL &DINTORNI PORDENONE PORDENONE LEGGE Da oggi al 19 settembre, la città friulana ospita questa grande festa del libro in quasi quaranta sedi Gli incontri con autori, giornalisti ed editori saranno oltre 150, tante le anteprime Alla XI edizione partecipano, tra gli altri, Gillo Dorfles, Salvatore Veca, Eugenio Scalfari, Tahar Ben Jelloun, Michael Ondaatje, Cathleen Schine www.pordenone legge.it

SENIGALLIA (AN) PANE NOSTRUM Da domani al 19 settembre, il pane, la sua storia, la sua cultura, le sue ricette, le usanze, saranno protagoniste di questo festival internazionale che vedrà storici, panificatori ed esperti impegnati in dibattiti e percorsi gastronomici www.panenostrum. com

MILANO

S. Vito lo Capo (Tp) Festa del cous cous, piatto di pace DOVE DORMIRE HOTEL GHIBLI Una caratteristica struttura mediterranea in albergo 3 stelle a pochi passi dalla spiaggia Doppia da 60 euro (65 euro nei giorni del festival) Via R. Margherita 80 San Vito lo Capo Tel. 0923-974155

DOVE MANGIARE VILLAGGIO GASTRONOMICO Dalle 12 alle 24 di ogni giorno della manifestazione si assaggiano le 35 ricette di cous cous preparate dagli chef Con 10 euro: cous cous, un bicchiere di vino sicilano e un dolce

ttesissimo appuntamento di fine estate (dal 21 al 26 settembre) a San Vito Lo Capo, borgo marinaro vicino Trapani con la tredicesima edizione del Cous Cous Fest, International Festival of Cultural Integration che celebra il “piatto della pace”, comune a molti popoli del Mediterraneo. La kermesse gastronomica declina quest’anno i suoi appuntamenti all’insegna dei colori del mondo e invita a scoprire in cinque giorni fitti di eventi, le innumerevoli varianti di questo piatto tradizionale della cultura magrebina. Uno dei momenti clou resta infatti la sfida gastronomica a colpi di semola “incocciata” e poi COUS COUS FEST cucinata secondo la propria ricetDal 21al 26 ta tradizionale tra gli chef di Italia, settembre Algeria, Costa d’Avorio, Francia, www.couscous Israele, Marocco, Palestina, Senefest.it gal e Tunisia. Nel calendario ci sono anche i cous cous lab, con lezioni di cucina, talk show e incontri a tema, le degustazioni di ben trentacinque ricette diverse al villaggio gastronomico oppure nell’area allestita in spiaggia sotto le tende berbere. La sera, si chiude con i concerti e gli spettacoli sul palco di piazza Santuario, da Daniele Silvestri a Carmen Consoli, Lello Analfino e gli Skarafunia. (laura nobile)

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FILM FESTIVAL Fino al 19 settembre, il Teatro Strehler ospita questo festival dedicato a lungometraggi e cortometraggi indipendenti e ai registi che sono alla loro opera prima Alcune sezioni sono al Parco Sempione e al Teatro dal Verme Tra le tante sezioni: Incontri italiani e Colpi di Stato Una retrospettiva è dedicata a Jim Jarmusch www.milanofilm festival.it

Tra la cattedrale e il castello, il Pasha di Conversano (Bari) punta sui piatti tradizionali con attenzione ai dettagli

Inno a burrata e orecchiette nelle sale del nobile palazzo ANTONIO SCUTERI

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uiogni piatto ha nome e cognome: quel pollo ruspante (veramente) arriva dalla masseria del signor X; l’incredibile capocollo viene affumicato nella macelleria del signor Y; la burrata è prodotta dalla signora Z nel suo caseificio artigianale. Un elenco telefonico del gusto che è anche un inno alle eccellenze del territorio. Ecco il Pasha, uno di quei rari locali che riescono a mantenersi in maniera convincente sul sottile crinale tra trattoria e ristorante: della prima ha approccio e sostanza, e del secondo raffinatezza e cura dei dettagli. Siamo a Conversano, vecchio borgo immerso tra gli ulivi, a pochi chilometri da Bari e dalle scogliere di Polignano. Nel salotto del paese, tra cattedrale romanica e castello Aragonese, al primo piano di un palazzo nobiliare, sale e salette che sposano calore ed eleganza, tra mobili antichi, pareti scure e travi a vista. Scelta una bottiglia da una carta che dedica meritoria attenzione ai vini del Sud, si può partire. Per esempio con delle inconsuete cotolette di alici, ricotta e uvetta passa. O, meglio, con il gateau di patate e burrata, accompagnato dal suadente capocollo di Martina Franca: salume “povero” che ha ben poco da invidiare ai più rinomati prosciutti nordici. Tra i primi le orecchiette (per modo di dire: sono enormi) di grano arso, passata di pomodoro e cacioricotta di bufala: un trionfo di manualità e (apparente) semplicità. Oppure il risotto di orzo con gamberi rossi al rosmarino, al quale la cottura nel latte regala golosità e non toglie leggerezza. Sul fronte terra la coscia e sovracoscia di pollo, marinato e arrostito con insalata di frutta e ortaggi riconcilia con i sapori dell’aia. Sul versante mare la frittura di paranzanella, sapida e asciutta. Chiusura dolce all’altezza delle aspettative: vellutata di mandorle con crumble e granita di caffè. Avvertenza finale: se possibile, chiedete di pranzare davanti alla grande vetrata affacciata sul castello e, oltre, il blu dell'Adriatico. O se siete in coppia, e in vena di romanticismo, nella suggestiva saletta per due persone. Il costo? Vi sarà difficile superare i 60 euro. a.scuteri@repubblica.it © RIPRODUZIONE RISERVATA

PASHA Piazza Castello 5 Conversano Bari Tel. 080-4951079 www.pashaconversano.it

ILLUSTRAZIONE DI JULIA BINFIELD

ILLUSTRAZIONE DI JULIA BINFIELD

VALE IL VIAGGIO

DOVE DORMIRE CORTE D’ALTAVILLA Vico G. Altavilla 8 Conversano (Ba) Tel. 080–4959668 www.cortealtavilla.it

DOVE COMPRARE FORMAGGI CAP Strada Pozzo Priore 13 Putignano (Ba) Tel. 080–4054455

DA VEDERE MUSEO CIVICO Via di San Benedetto 16 Conversano (Ba) Tel. 080–4951975

MODENA FESTIVAL FILOSOFIA 2010 È alla decima edizione il festival che quest’anno sarà dedicato al tema della fortuna e si svolgerà tra Modena, Carpi e Sassuolo, da dopodomani 17 al 19 settembre In programma, lezioni magistrali, mostre, concerti, dibattiti, film Per tutte le informazioni www.festival filosofia.it

La bottiglia Macchiona, figlio doc di Bonarda e Barbera LA STOPPA Località Ancarano Rivergaro (Pc) Tel. 0523-958159 www.lastoppa.it

l lento incedere del terroir piacentino. La famiglia Pantaleoni dal 1973 gestisce questa storica azienda nella Val Trebbiola, in regime biologico dal 2008. Vitigni autoctoni, vitigni bordolesi e un obiettivo: il vino come prodotto della terra e dell’uomo in completa e rispettosa sinergia. Il Macchiona 2003, da uve Bonarda e Barbera, nel suo rubino impenetrabile si apre lento ma inesorabile su note di mirtilli, pepe, origano, cuoio, olive nere e radice di liquirizia. Il sorso è di mirabile fattura nella sua gioventù, contrassegnato da un indomito tannino e da una grande struttura. Lunga persistenza su note di olive nere. Apritelo con largo anticipo e seguitene l'evoluzione con un tagliere di affettati.

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VIAGGI IL BELPAESE

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PER SAPERNE DI PIÙ www.winefoodfestival.it www.visitemiliaromagna.com/it

Emilia Romagna Sagre, feste, fiere: tre mesi di appuntamenti che mettono in mostra le eccellenze regionali del mangiare e del bere, dal prosciutto di Parma alle anguille della riviera Un’ottima occasione per riscoprire terrelontane dal turismo di massa

Wine & food un festival per 33 mete

SETTEMBRE PARMA E PROVINCIA XVIII Festival del prosciutto di Parma fino al 19 settembre MADONNA BOSCHI Salama da sugo al cucchiaio 17-26 settembre

ILARIA ZAFFINO

BIBBIANO Parmigiano Reggiano in mostra 18-21 settembre

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CASTELVETRO DI MODENA Sagra dell’uva e del lambrusco 18-19 e 24-26 settembre

OTTOBRE SPILAMBERTO Balsamici sapori 1-4 ottobre COMACCHIO Sagra dell’anguilla 2-3 e 9-10 ottobre SANT’AGATA FELTRIA Fiera nazionale del tartufo bianco pregiato 3-10-17-24-31 ottobre

LE FOTO Qui sopra, prosciutti di Parma in stagionatura A destra, una veduta di Comacchio con il ponte dei Trepponti In basso, il giardino delle piante officinali di Casola Valsenio

INFOGRAFICA GAIA RUSSO

è il giardino dei frutti dimenticati, a Casola Valsenio. La Manifattura dei Marinati, dove oggi come ieri si lavorano le anguille, in quella piccola Venezia che è Comacchio, tutta sospesa tra ponti e canali. E poi le saline di Cervia, o il museo del salame nell’antico castello di Felino. Insomma, l’occasione è ghiotta per un viaggio tra le specialità Dop dell’Emilia Romagna, ma soprattutto tra i luoghi — cantine, musei, mercati tipici, orti e giardini, aziende e botteghe — dove i trentatré prodotti della regione che si fregiano del prestigioso marchio prendono vita: dall’aceto balsamico di Modena al culatello di Zibello, dal prosciutto di Parma al provolone della Val Padana. Per tre mesi, fino a metà dicembre, sarà Winefoodfestival: un carosello di feste, sagre, fiere mette in mostra le eccellenze gastronomiche regionali. Un’occasione, tra l’altro, per visitare luoghi particolarissimi, lontani dal turismo di massa. Per esempio proprio a Casola Valsenio, provincia di Ravenna, sulle colline che circondano le Terre di Faenza, durante la sagra dei frutti dimenticati (16-17 ottobre) da non perdere è il giardino delle piante officinali: erbe e piccoli frutti autunnali di cui è stata col tempo abbandonata la coltivazione. Come sorbe, corbezzoli, melagrane, cotogni o pere volpine. Da Ravenna a Ferrara: qui è un’altra rarità gastronomica, l’anguilla, a fare da regina indiscussa delle valli di Comacchio. Dopo aver fatto un salto alla sagra, non perdetevi un giro a bordo delle piccole “batane”, le tipiche imbarcazioni lagunari che solcano i canali.

IN AGENDA

CASTEL DEL RIO Sagra del marrone 3-10-17-24 ottobre BOLOGNA Tortellino day 4 ottobre CASOLA VALSENIO Festa dei frutti dimenticati 16-17 ottobre

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Tra il Grande fiume e il mare il confine si vede dal bicchiere JENNER MELETTI

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LE FOTO Mercato del pesce, Comacchio Parmigiano reggiano

Emilia Romagna, nei piatti e nei bicchieri, in realtà non esiste. Se si parla infatti di mangiare e di bere, la regione è divisa da una linea Maginot che ancora non è stata superata. Narra la leggenda, che forse non è tale, che per conoscere il confine fra Emilia e Romagna bastava percorrere la via Emilia, entrare in una casa contadina e chiedere da bere. Se il bicchiere era pieno d’acqua, si era in Emilia. Se il bicchiere era colmo di vino, si era in Romagna. Nelle cucine e nei piatti, poi, la differenza era ancor più marcata. Maiale cucinato in tutti i modi (con lo strutto usato anche per i dolci) in Emilia. Castrato e ovino in gene-

re nell’altra fetta della regione. Gnocco fritto nella terra che comincia in Po, piadina in quella che finisce in mare. Parmigiano Reggiano contro squacquerone. Lambrusco e Gutturnio contro Sangiovese e Pagadebit. Ma anche nella stessa fetta di regione, comunque, si fa di tutto per essere originali. Si prenda ad esempio lo gnocco, impasto di farina, acqua, lievito, tirato col mattarello e fritto nello strutto. Da Piacenza a Bologna la ricetta non cambia, e allora, per essere diversi dai vicini, si cambia il nome. Crescentina sotto le Due torri, gnocco fritto a Modena e Reggio Emilia, torta fritta a Parma, pinzin a Ferrara. Questa voglia di non essere “uguali” è la fortuna di questa terra. Ognuno cura la propria specialità come fosse un bimbo piccolo. Non basta produrre, ad esempio, prosciutti e formaggi con tanto di marchio. Si smontano le cosce di maiale per fare culatelli, culacce, strolghini… Non ci si accontenta del Parmi-

giano. Si cerca quello di vacca bianca modenese, quello di vacca rossa reggiana… Certo, il tempo è passato anche qui. Trent’anni fa dovevi girare mezza giornata, nella bassa parmense, per trovare l’artigiano disposto a venderti un culatello in cambio di mezzo stipendio. Ora il culatello lo trovi al supermercato (stagionato non dalla nebbia ma in una cella a temperatura controllata) accanto a tortellini e cappelletti che mai hanno conosciuto il mattarello. Ciononostante L’Emilia Romagna resta un giacimento di piatti preziosi. Basta cercarli, chiedendo aiuto agli amici che hanno avuto la fortuna di trovare il posto giusto. E se non si ha il coraggio dell’avventura, meglio fare come Gino Cervi. Quando tornava a Bologna andava nella stessa trattoria e per non sbagliare come primo ordinava i tortellini in brodo e come secondo le tagliatelle al ragù. Ma allora le tagliatelle non si compravano al supermercato. © RIPRODUZIONE RISERVATA

NOVEMBRE CESENATICO Il pesce fa festa 29 ottobre1 novembre RAVENNA Giovinbacco Sangiovese in festa 5-7 novembre ALBINEA Ciccioli balsamici 6-7 novembre ZIBELLO November porc Tutti i weekend di novembre OSTELLATO Zucca in festa 7-14-21-28 novembre TALAMELLO Fiera del formaggio di fossa 13-14 e 20-21 novembre BRISIGHELLA Sagra dell’olio e dell’olivo 28 novembre


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VIAGGI LE PARTENZE

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da750€ ottobre 2010 tariffa a persona, tasse, mance, assicurazione incluse Royal Caribbean International 848-000977 www.royalcaribbean.it

da790€

ISRAELE In autunno, nel Paese mediterraneo che più di ogni altro racconta la storia del mondo antico L’offerta riguarda la città di Tel Aviv fondata un secolo fa. È la seconda città più grande di Israele, ricchissima di vita culturale Pernottamento e prima colazione in doppia

MEDITERRANEO Anche l’autunno è tempo di crociere nel Mediterraneo. La Msc Crociere propone, con partenze da Genova il 13 novembre e il 5 dicembre, un itinerario che tocca i porti greci di Katakolon, Pireo e Rodi, quello egiziano di Alessandria e quello maltese della Valletta

CARAIBI La crociera di Oasis of the Seas dura sette notti e parte da Fort Lauderdale. Il volo non è incluso Due le possibilità: Caraibi orientali (Nassau, Bahamas, Charlotte Amalie, St. Thomas, Philipsburg, St. Mararten, Caraibi occidentali (Labadee, Haiti, Puerto Coasta Maya, Cozumel)

MALINDI (KENYA)

Un resort attento all’impatto con l’ambiente, dal 17 settembre al 29 ottobre di piacevole effetto architettonico, direttamente trattamento all inclusive affacciato sul mare. Il ristorante è di ottimo sistemazione in doppia standard livello. Una delle attrattive è proprio il mare, Seaclub Tropical Village cristallino e con la sabbia bianchissima Franco Rosso Possibilità di visitare molte bellezze del Kenya www.alpitourworld.com

da250€

QUATTRO GIORNI

Grimaldi Lines Compreso viaggio, pasti pernottamento in cabina 081-496444 www.grimaldi-lines.com

“CROCIERA con delitto”, che la Grimaldi Lines propone per il lungo weekend di Halloween, è alla sua quarta edizione Gli appassionati del giallo che si imbarcheranno sulla Cruise Roma, che collega Civitavecchia a Barcellona, potranno vivere a bordo il fascino di una vera avventura alla Agatha Christie con colpi di scena, rompicapo e inseguimenti L’iniziativa è nata dalla collaborazione della Grimaldi Lines con il teatro napoletano Il Pozzo e il Pendolo

Terre lontane

dal 17 al 19 settembre proposte per una o due notti con colazione; con cena e trattamento wellness 0549-995031 www.visitsanmarino.com

da399€ autunno 2010 a persona: tre notti in doppia, tre cene e colazioni Hilton Garden Inn Lecce 0832-5252 www.lecce.hgi.com

da978€ autunno 2010 a persona in camera doppia in mezza pensione, tre notti Ata Hotels Petriolo Spa Resort Civitella Paganico, 0564-9091 www.petriolosparesort.com

da1.950€ ottobre 2010 tariffa a persona dodici giorni, undici notti Apatam Viaggi 0722-329488 www.apatam.it

da950€ ottobre 2010 a persona, in camera doppia voli, trasferimenti, colazione Turisanda 02-721361 www.turisanda.it

da1.405€ tutto l’anno dieci giorni, voli da Milano, Roma e altre città italiane Giver Viaggi 010-57561 www.giverviaggi.com

da1.428€ autunno 2010 a persona, undici giorni incluso volo a/r da Milano, escluse quote iscrizione Msc Crociere www.msccrociere.it

ABU DHABI Il 28 ottobre verrà inaugurato il parco a tema Ferrari World Abu Dhabi. Turisanda propone questo pacchetto per l’occasione. Il costo di 950 euro è per le partenze da Roma. Da Milano costa 1.145 euro. La durata è quattro giorni, tre notti La sistemazione è al The Yas Hotel

NORVEGIA Crociera lungo le coste del Paese scandinavo, tra fiordi e città marinare, a bordo delle celebri “navi postali”. Le soste con visite sono a Bergen, Oslo, Harstad, Hammerfest, Trondheim La quota prevede tre pernottamenti in hotel quattro stelle e sei a bordo in pensione completa

NORD AMERICA La prima partenza della crociera sulla nave transatlantica Msc Poesia è dal porto di New York. Si tocca la parte più bella della costa nord degli Stati Uniti e sud del Canada. Bambini e ragazzi fino a diciotto anni non compiuti viaggiano gratis con i genitori

da2.200€ settembre-ottobre 2010 A persona, ma in coppia una persona viaggia gratis Seven Days 011-3271476 www.sevendays.biz

da3.560€ ottobre 2010 a persona, 15 giorni-13 notti volo da Milano e Roma TOUR 2000 011-5172748 www.tour2000.it

da3.650€ fino a fine ottobre partenze da Roma e Milano, via Parigi con Air Tahiti Nui Idee per Viaggiare 06-52098750 www.ideeperviaggiare.it

LONDRA Settembre è il mese ideale per visitare la capitale inglese: per le mostre, gli spettacoli, lo shopping British Airways e Visit London propongono questa conveniente tariffa che dà la possibilità di vincere un pacchetto speciale per il soggiorno di due notti in città in hotel tre stelle

SAN MINIATO (PI) Dal 24 al 26 settembre torna la sagra del tartufo bianco. Per l’occasione LateRooms.com propone una notte al Miravalle Palace Hotel a cento euro; una matrimoniale da 117 euro al Castellare di Tonda Resort & Spa, una doppia all’agriturismo Sangervasio da 55 euro

SAN MARINO Una proposta per gli innamorati con il pacchetto San Marino in Love. Due le possibilità: due notti con cena, colazione, wellness (hotel quattro stelle a 290 euro, in hotel tre stelle a 240 euro); una notte con cena, colazione, wellness (hotel quattro stelle a 135 euro, tre stelle a 110 euro)

LECCE La città pugliese è una delle capitali del Barocco Quale migliore occasione per coniugare cultura e benessere? L’Hilton Garden Inn di Lecce propone due pacchetti per tre notti: il My Spa Speciale Barocco da 399 euro a persona e il My Spa da 469 euro a persona

CIVITELLA PAGANICO (GR) Il Petriolo Spa Resort di Atahotels di Civitella Paganico, propone il programma Short Week che prevede tre notti (arrivo giovedì e domenica) con tante possibilità di wellness: tra queste, massaggio antistress, aromacorpo termale, massaggio californiano, attività fitness natura

LIBIA Si parte il 29 ottobre per un autunno al sole in questo Paese mediterraneo, dove il mare è ancora incontaminato e ci sono molte testimonianze storiche di origine romana, come la splendida Leptis Magna. Si tocca Al Aweinat, il deserto dell’Acacus, i laghi salati, Bengasi

SEYCHELLES La durata della vacanza è nove giorni e sette notti nello splendido mare dell’Oceano Indiano Si potrà ammirare la natura delle Seychelles, assistere ad appuntamenti di folklore locale e assaggiare una cucina insolita e interessante La formula è quella della mezza pensione

PERÙ Si parte il 30 ottobre con un fotografo professionista pronto a dare consigli e a svelare i trucchi del mestiere ai partecipanti di questo tour che tocca tappe della civiltà Inca e dei Conquistadores: Lima, Isole Ballestas, Nasca, Puno, Titicaca, Cuzco, Machu Picchu

POLINESIA Tre proposte per conoscere la Polinesia in nove notti. La prima, Polynesian Pearl, parte da 3.650 euro a persona. La seconda, Polynesian Rose, da 4.810 euro; la terza, Polynesian Flowers, da 5.080 euro. La differenza di prezzo dipende dalle strutture ricettive


la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

Global market

Negozi e buon cibo la City di Londra non ha più rughe

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IMPRESE&MERCATI LONDRA — Un tempo era popolata solo di giorno, da lunedì al venerdì, e solo da gentiluomini in bombetta che pensavano esclusivamente a fare soldi. Ora la City di Londra vive anche di sera, anche nei giorni festivi, ed è piena di gente disposta a spendere, invece che a guadagnare. L’apertura di un nuovo, grande shopping center, “One New Change”, di fianco alla cattedrale di St. Paul, promette di dare un’altra spinta decisiva alla trasformazione della cittadella della finanza. Progettato dalla società immobiliare Land Securities, il nuovo centro commerciale ha già affittato quasi tutti gli spazi a catene di negozi di abbigliamento, grandi magazzini, caffè e ristoranti, incluso uno gestito dal famoso cuoco Jamie Oliver. Situato in un edificio di otto pia-

PER SAPERNE DI PIÙ www.agcom.it www.unicreditgroup.eu

ni, lo shopping center dovrebbe estendere gli orari di apertura anche dei negozi e degli esercizi commerciali nelle vicinanze. La tendenza era già in atto da alcuni anni, con l’apertura di ristoranti alla moda, locali notturni e negozi, in un quartiere che fino a 25 anni diventava una

città fantasma poco dopo le cinque della sera. L’intenzione è quella di cambiare l’anima della City, farne sempre di più un quartiere come gli altri, dove si può anche vivere (oggi i residenti sono appena 10 mila) e dove soprattutto possono andare turisti e visitatori per fare shopping. Lo “Square Mile”, il miglio quadrato, come viene anche chiamata, «non è più solo un posto per lavorare», dice Peter Rees, direttore della pianificazione della City of London. «La qualità del cibo, l’offerta di intrattenimento, le opportunità di shopping ne fanno un quartiere dove si può anche andare a divertirsi». I gentlemen con bombetta e ombrello di una volta non lo riconoscerebbero più. Enrico Franceschini

FLASH

Il pagamento del dividendo è stato un evento eccezionale che non si verificherà nei prossimi anni perché dovremo pagare i nuovi aerei Michael O’Leary, ceo di Ryanair

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Affonda il comitato per la nuova fibra ottica I concorrenti di Telecom abbandonano il tavolo ideato dall’Agcom SARA BENNEWITZ MILANO — Gli operatori alternativi azzoppano il Comitato per la rete di nuova generazione. La maggior parte dei suoi membri ha abbandonato il Comitato che nella riunione di oggi dovrà, per forza di cose, rimettere il suo traballante mandato nelle mani dell’Autorità garante per le telecomunicazioni (Agcom). Ieri, Aiip, Fastweb, TeleTu , Tiscali, Vodafone, Welcome Italia e Wind hanno tutte ritirato la propria adesione al Comitato Nng, che quindi formalmente resta valido solo per Telecom Italia, H3G e per il presidente stesso che è Francesco Vatalaro. Le maggiori rivali di Telecom, tranne il gruppo guidato da Vincenzo Novari che peraltro non offre servizi di telefonia fissa,

non si riconoscono più nel lavoro svolto in questi mesi dal Comitato. Non solo: tutti gli operatori, compresa la stessa Telecom, disconoscono gli estremi di un piano per la nuova rete in fibra che sarebbe stato stilato dal presidente Vatalaro, e che peraltro è stato pubblicato sulla stampa prima ancora di essere presentato ed illustrato ai membri dello stesso comitato. La fuga di notizie relative al presunto piano Vatalaro ha irritato più di un protagonista. A detta dei concorrenti dell’ex monopolista, già da prima le «linee guida proposte dal Presidente» rispecchiavano «quasi totalmente le richieste di Telecom Italia». Insomma, quel tavolo comune che doveva stilare una bozza condivisa di principi che l’Agcom avrebbe poi tradot-

I PROMOTORI Da sinistra, il presidente dell’Agcom Antonio Calabrò, e il vice ministro del Tesoro Paolo Romani

to in un regolamento, ha fallito la sua missione. E soprattutto appare più chiaro che mai che sulla rete in fibra è impossibile trovare una mediazione tra le istanze degli operatori alternativi e quelle di Telecom Italia. E così, ancora una volta, toccherà esclusivamente all’autorità presieduta da Corrado Calabrò assumersi tut-

te le responsabilità del caso. Nei mesi scorsi mentre Vodafone, Wind e Fastweb avevano proposto all’Agcom di cablare 15 città che rappresentano il 20% della popolazione entro il 2015 investendo 2,5 miliardi, Telecom Italia aveva proposto di raggiungere il 50% della popolazione entro il 2018, senza però dare i dettagli

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dell’entità del suo investimento. Il primo consiglio dell’Agcom è convocato per domani, e probabilmente dovrà prendere atto del fallimento del Comitato Ngn che oggi dovrebbe svolgere al sua ultima riunione. Finita la parentesi di questo organismo con limitati poteri di consulenza presso l’Agcom, Fastweb Vodafone e Wind vanno invece avanti con il tavolo di carattere politico riunito dal vice ministro dello Sviluppo economico con deleghe alle comunicazioni Paolo Romani. Il piano della “Fibra per l’Italia” che punta a fare in modo che vengano condivise delle infrastrutture di tutti, pur mantenendo una sana concorrenza sui servizi, ha invece convocato una riunione tecnica per dopo domani.

La trattativa

Unicredit: gli esuberi al 2013 scendono a 3mila MILANO — Unicredit ha dato la propria disponibilità a spalmare i 4.100 esuberi in cinque anni rispetto ai tre previsti in fase di apertura di negoziato con i sindacati. L'azienda ha proposto esodi volontari e incentivati con un obiettivo di 3.000 fuoriuscite per il 2013. È questo l’esito dell'incontro a Milano tra il gruppo bancario e i sindacati che hanno chiesto all'azienda di allargare la discussione sulla stabilizzazione del personale, su nuove assunzioni e su un sistema di garanzie per i 600 pensionandi bloccati dal decreto Tremonti.

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in A.S.

TIRRENIA DI NAVIGAZIONE S.p.A. in amministrazione straordinaria Tirrenia di Navigazione S.p.A. è un operatore nel settore del cabotaggio marittimo e, nell’esercizio di tale attività d’impresa, è anche titolare del servizio di collegamento con le isole di cui alla l. 20 dicembre 1974, n. 684, in virtù della convenzione stipulata in data 30 luglio 1991, dell’atto modificativo di convenzione del 22 giugno 1994 e dell’atto separato di convenzione del 13 dicembre 1995, tuttora in essere ai sensi dell’art. 19-ter, co. 6, del d.l. 25 settembre 2009, convertito con modificazioni dalla l. 20 novembre 2009, n. 166. In data 4 agosto 2010, la Tirrenia di Navigazione S.p.A. ha presentato istanza di ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria a norma del d.l. 23 dicembre 2003, n. 347, convertito con modificazioni con l. 18 febbraio 2004, n. 39, e s.m.i., e con d.P.C.M. del 5 agosto 2010, è stata disposta l’ammissione alla procedura di amministrazione straordinaria della Società Tirrenia di Navigazione S.p.A. e nomina del Commissario Straordinario, incaricato di compiere tutta “l’attività necessaria alla cessione di complessi aziendali prospettata dalla società istante”, ponendo in essere “tempestivamente gli atti necessari ed opportuni affinché Tirrenia di Navigazione S.p.A. assicuri, senza soluzione di continuità, il servizio pubblico di trasporto marittimo in adempimento delle obbligazioni derivanti dalle convenzioni di pubblico servizio di trasporto marittimo”. In tale contesto, in ossequio a quanto previsto dall’art. 4, co. 4, del d.l. n. 347 del 2003, Tirrenia di Navigazione S.p.A. in a.s. intende procedere alla dismissione del complesso aziendale preposto all’erogazione del servizio di collegamento di cui al regime convenzionale, nonché al servizio erogato su altre tratte direttamente operate dalla Tirrenia di Navigazione, al di fuori del predetto rapporto convenzionale. Tale procedura, peraltro, consentirà, nelle forme procedimentali trasparenti e non discriminatorie proprie anche dell’amministrazione straordinaria, la prosecuzione e la conclusione del processo di liberalizzazione del settore del cabotaggio marittimo da realizzarsi mediante la privatizzazione. Il Commissario Straordinario di Tirrenia di Navigazione S.p.A. in a.s. intende verificare, dunque, la sussistenza di soggetti interessati ad acquisire il predetto complesso aziendale ed al contempo garantire la continuità del servizio pubblico di trasporto marittimo di cui al regime convenzionale. Separatamente si disporrà sia per i cespiti non direttamente riconducibili al ramo di azienda di Tirrenia di Navigazione S.p.A. preposto all’erogazione del servizio di collegamento di cui anche al regime convenzionale, sia per la partecipazione azionaria in Siremar S.p.a. (ovvero in ogni caso per il complesso aziendale che si riferisce alle concessioni esercitate da quest’ultima Società). Per tali ragioni il Commissario Straordinario di Tirrenia di Navigazione S.p.A. in a.s. invita chiunque sia in grado di garantire la continuità del servizio pubblico di trasporto marittimo a presentare manifestazioni di interesse per l’acquisto del ramo di azienda di Tirrenia di Navigazione S.p.A. preposto all’erogazione del servizio di collegamento di cui al regime convenzionale, nonché al servizio erogato su altre tratte direttamente operate dalla Tirrenia di Navigazione S.p.A., al di fuori del predetto rapporto convenzionale (con successione in tutti i rapporti giuridici in essere). Tali manifestazioni dovranno pervenire presso l’Advisor Finanziario del Commissario Straordinario Rothschild S.p.A., Via Santa Radegonda 8, 20121 – Milano, con la indicazione sul Plico “Rif. Procedura Tirrenia”, entro le ore 12,00 del giorno 29 settembre 2010, unitamente a tutta la documentazione che si ritenga utile per consentirne la valutazione, al fine di avviare la procedura. Dott. Giancarlo D’Andrea Commissario Straordinario di Tirrenia di Navigazione S.p.A. in a.s.


la Repubblica

IMPRESE&MERCATI

MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

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www.finanza.repubblica.it in tempo reale quotazioni di Borsa, commenti e notizie TITOLO A A.S. Roma A2A Acea Acegas-Aps Acotel Group Acque Potabili Acsm-Agam Actelios AdF-Aerop.Firenze Aedes Aeffe Aicon Alerion Amplifon Ansaldo Sts Antichi Pell Apulia Pront Arena Arkimedica Ascopiave Astaldi Atlantia Autogrill Autostrada To-Mi Autostrade Mer. Azimut B B&C Speakers Banca Generali Banca Ifis Basicnet Bastogi BB Biotech Bca Carige Bca Carige r Bca Finnat Bca Intermobiliare Bca P.Etruria e Lazio Bca P.Milano Bca P.Spoleto Bca Profilo Bco Desio-Brianza Bco Desio-Brianza rnc Bco Popolare Bco Santander Bco Sardegna rnc Bee Team Beghelli Benetton Group Beni Stabili Best Union Co. Bialetti Industrie Biancamano Biesse Bioera Boero Bart. Bolzoni Bon.Ferraresi Borgosesia Borgosesia rnc Brembo Brioschi Bulgari Buone Società Buongiorno Buzzi Unicem Buzzi Unicem rnc C Cad It Cairo Comm. Caleffi Caltagirone Caltagirone Ed. Cam-Fin Campari Cape Live Carraro Cattolica As CDC Cell Therap Cembre Cementir Hold Cent. Latte Torino Ceram. Ricchetti CHL CIA Ciccolella Cir Class Editori Cobra Cofide Cogeme Set Conafi Prestito’ Cred. Artigiano Cred. Bergamasco Cred. Emiliano Cred. Valtellinese Crespi Csp D D’Amico

Rif € ieri

ieri

Var % inizio anno

1,181 1,136 8,680 4,170 48,990 1,718 1,165 2,560 12,420 0,225 0,325 0,260 0,545 3,723 10,030 0,505 0,401 0,026 0,511 1,638 5,165 15,410 9,735 9,950 21,500 7,340

7,36 -0,61 -0,80 -0,42 2,75 -0,69 0,17 0,29 -0,09 -0,61 -1,89 -0,27 -1,19 2,35 -0,20 0,13 0,76 -1,63 3,02 0,49 0,33 0,05 0,15 0,55

37,25 -22,67 15,73 2,65 -31,45 -10,29 8,27 -30,48 -13,09 2,05 -36,52 -17,85 13,11 22,96 -24,76 -35,63 -5,65 -28,46 -28,91 8,05 -15,95 -16,57 9,51 -6,13 34,38 -25,05

0,550 0,967 7,169 3,573 36,409 0,680 0,624 2,496 11,850 0,098 0,285 0,163 0,264 0,764 8,936 0,438 0,273 0,015 0,385 1,441 2,608 9,565 3,196 3,794 8,249 3,085

1,304 1,476 10,415 5,285 73,757 2,446 1,354 4,293 17,300 0,407 0,732 0,439 0,636 4,207 15,402 2,954 0,542 0,079 1,130 1,700 6,932 18,958 10,453 11,489 24,278 9,816

155 3550 1849 229 202 62 89 173 111 164 35 30 243 743 1193 23 94 34 45 377 506 9217 2465 870 94 1050

3,385 8,940 5,075 2,735 1,735 44,890 1,753 2,660 0,530 4,165 3,355 3,740 4,160 0,492 3,840 3,777 4,872 10,000 9,485 0,392 0,658 5,355 0,650 1,350 0,404 1,449 5,600 1,012 20,000 1,840 28,920 1,280 1,275 6,510 0,166 6,160 0,459 0,920 7,530 4,360

-0,07 0,56 -0,88 0,18 -0,29 0,18 -0,28 -0,75 -0,66 -0,96 -0,27 -2,12 -1,11 0,52 -0,26 4,06 -1,20 -2,00 -0,30 -0,56 0,78 1,50 -0,74 1,26 1,73 0,10 1,10 -1,13 0,08 -1,92 -1,59 -1,13 -0,48 0,44 -0,07 -0,29

35,40 4,26 -8,27 38,83 -20,96 -13,27 -6,30 -10,22 -12,69 29,75 -16,07 -27,02 -12,97 -27,54 -9,81 -8,42 -7,72 -15,33 -9,06 -20,65 -4,64 -14,73 9,24 -7,66 -18,71 -2,09 1,63 -38,29 27,34 -17,02 -6,23 -5,70 24,47 -24,75 4,85 14,04 -22,43 -34,52 -41,79

1,934 2,018 3,917 1,047 1,411 38,084 1,484 1,951 0,358 2,129 2,806 2,784 3,850 0,214 3,580 3,602 1,848 4,066 7,866 0,324 0,343 4,562 0,373 1,062 0,173 1,166 2,888 1,010 18,000 1,244 22,617 0,881 1,012 2,169 0,160 2,835 0,272 0,496 6,870 3,849

3,394 8,903 6,393 3,225 3,622 51,981 2,789 3,385 0,735 4,321 5,691 5,818 5,607 0,818 4,924 4,781 6,916 12,059 11,278 0,809 0,819 7,723 0,722 1,968 0,896 1,819 7,072 3,800 24,100 2,072 43,631 1,524 1,400 6,584 0,278 6,802 0,730 1,506 13,312 7,782

37 990 274 165 30 2829 458 193 652 251 1558 125 334 443 50 3109 63 27 131 980 1242 13 30 49 151 9 87 48 165 86 1 437 131 1857 5 97 1243 177

4,540 2,703 1,000 1,927 1,790 0,376 4,310 0,327 2,310 19,360 1,929 0,303 5,030 2,310 2,410 0,271 0,143 0,299 0,718 1,457 0,452 1,237 0,650 0,413 0,894 1,468 22,460 5,030 3,777 0,159 1,038

-1,20 -2,35 -0,26 -1,31 -0,46 2,19 -2,12 -0,46 -1,58 0,17 -1,37 0,22 -2,26 1,18 -0,90 0,76 0,11 -0,40 -2,26 -1,67 0,75 1,08 0,95 0,47 0,96 0,29

-18,93 -10,81 -5,66 -21,35 2,11 19,97 17,84 -0,61 0,43 -18,04 -7,26 -61,69 6,12 -30,63 -0,41 -46,76 -22,96 -0,33 -25,65 -22,04 -33,53 -38,23 -2,62 -56,98 -25,50 -20,35 -2,35 -8,71 -33,38 -24,52 37,30

3,669 1,396 0,912 1,909 1,400 0,109 1,964 0,296 2,190 12,495 0,666 0,039 2,594 1,729 1,513 0,260 0,075 0,197 0,583 0,662 0,439 0,888 0,316 0,409 0,752 1,318 18,685 1,728 3,555 0,141 0,556

6,709 3,157 1,278 2,893 2,372 0,383 4,317 0,500 3,211 25,595 2,497 1,330 5,170 3,830 2,855 1,089 0,324 0,387 1,436 1,929 0,851 2,816 0,790 1,330 1,364 2,311 28,231 5,714 7,221 0,396 1,131

41 213 13 230 222 252 2505 17 106 1046 24 85 364 24 22 22 27 130 1150 48 26 469 25 41 414 1377 1666 886 10 34

1,058

-1,31

-3,56

0,992

1,426

159

2009- 2010 min € max €

IL PUNTO

Cap. in mil. di €

FonSai ancora giù bancari deboli corre Ansaldo Sts si riprende Telecom

Dada Damiani Danieli Danieli rnc Datalogic De’Longhi Dea Capital Diasorin Digital Bros Dmail Group DMT E Edison Edison r EEMS El.En. Elica Emak Enel Enervit Engineering Eni Erg Erg Renew Ergy Capital Esprinet Eurotech Eutelia Exor Exor priv Exor risp Exprivia F Fastweb Fiat Fiat prv Fiat rnc Fidia Fiera Milano Finarte C.Aste Finmeccanica FNM Fondiaria-Sai Fondiaria-Sai rnc Fullsix G Gabetti Pro.Sol. Gas Plus Gefran Gemina Gemina rnc Generali Geox Gewiss Granitifiandre Greenvision Gruppo Coin Gruppo Ed.L’Espresso Gruppo Minerali M. H Hera I I Grandi Viaggi IGD Il Sole 24 Ore Ima Immsi Impregilo Impregilo rnc Indesit

MILANO — Seduta incolore per le Borse europee che hanno oscillato tutto il giorno per chiudere poco al di sopra della parità. A Piazza Affari il Ftse Mib è salito dello 0,01% a 21.003 punti e il Ftse All Share dello 0,02% a quota 21.544. Tra gli assicurativi la peggiore è stata Fonsai (-1,5%) mentre nel comparto bancario si registrano frazionali ribassi, tra cui Ubi (-0,54%), Mps (-0,57%) e Unicredit (-0,62%). Contrastati invece gli energetici: giù Eni (-0,36%) e A2a (-0,61%), piatta Enel (-0,06%) in rialzo Saipem (+0,5%). Seduta positiva per Ansaldo Sts (+2,3%) e la controllante Finmeccanica (+0,64%) e per chi come Stm (+0,99%) e Telecom Italia (+1,33%) aveva perso molto nei giorni scorsi. Fuori dal listino principale corre la As Roma (+7,3%) in attesa di un compratore, che secondo alcune voce potrebbe essere il vicepresidente della russa Lukoil, Leonid Fedun.

ieri

Var % inizio anno

4,840 0,797 15,550 8,385 4,450 3,840 1,180 30,800 1,506 4,058 13,290

0,41 -2,80 -1,08 -1,58 -1,98 -0,26 0,68 0,29 -2,65 0,81 -1,12

-16,91 -24,53 -15,54 -12,75 8,94 20,19 -7,09 22,71 -34,81 -22,20 -18,42

3,231 0,717 5,700 3,688 2,995 1,063 0,834 13,197 1,234 3,354 2,073

7,954 1,306 20,475 11,166 5,070 3,847 1,674 34,582 2,891 6,285 17,524

78 67 642 344 262 573 358 1700 21 31 150

0,929 1,279 1,425 10,940 1,553 4,200 3,965 1,260 19,390 16,470 9,965 0,800 0,540 6,505 2,130 0,215 15,590 12,630 13,200 0,900

-0,54 -0,97 1,02 0,06 -0,06 -1,56 2,05 -0,36 -0,35 2,50 -3,83 0,54 -0,93 0,45 0,64 0,38 -0,55

-13,34 -3,40 14,37 -8,91 -19,95 18,64 -2,76 -12,50 -30,08 -9,01 0,20 18,61 11,90 -30,87 -26,36 -38,75 12,64 65,31 30,82 -26,87

0,686 1,081 0,490 9,359 0,513 2,964 2,942 1,102 12,450 12,311 8,583 0,635 0,288 3,213 1,534 0,100 5,408 3,198 3,770 0,741

1,217 1,566 1,787 15,849 2,118 4,535 4,347 1,600 27,807 18,634 12,012 1,024 1,162 9,840 3,496 0,690 15,671 12,525 13,277 1,410

4823 140 61 53 98 116 37173 22 240 66061 1500 76 52 338 76 14 2486 962 120 47

17,890 10,380 6,190 6,550 3,445 4,065 0,105 8,600 0,538 7,850 4,793 1,141

1,57 0,24 -0,23 -0,79 -0,37 0,64 1,03 -1,57 -2,19 1,42

-8,02 -1,05 0,08 1,55 -24,78 -10,26 -48,66 -23,28 -9,04 -29,79 -39,53 -6,09

10,772 3,437 1,918 2,468 2,805 3,432 0,104 7,788 0,394 7,365 4,445 1,057

22,068 11,315 6,835 7,226 6,072 5,670 0,364 12,721 0,626 15,603 9,802 1,970

1422 11287 637 523 18 170 5 4945 133 977 205 13

0,435 5,110 2,890 0,511 1,230 15,120 4,043 4,100 3,480 5,935 6,470 1,546 4,780

-0,46 -0,97 2,12 5,46 -0,81 0,20 -0,06 -1,69 -2,78 0,94 -0,96 -

-32,35 -16,91 30,33 -11,66 -26,35 -20,13 -16,43 49,23 -1,83 -4,51 43,46 -33,58 0,68

0,313 5,027 2,028 0,212 0,297 9,947 3,664 2,075 1,936 4,295 1,493 0,580 3,166

1,450 7,648 3,231 0,707 2,836 19,635 6,664 4,342 4,003 22,656 6,588 2,428 7,600

38 231 41 746 5 23474 1044 492 129 35 901 634 28

1,443

-0,82

-10,93

1,124

1,768

1612

0,894 1,160 1,306 13,950 0,791 2,208 7,995 8,810

1,94 0,09 -0,08 0,68 -0,31 1,38

-9,42 -27,23 -32,01 8,22 -6,61 -12,75 -5,94 10,06

0,736 0,813 1,294 11,941 0,499 1,711 5,244 1,630

1,078 1,604 2,528 15,120 1,008 3,131 10,349 10,303

40 356 57 475 270 883 13 996

Rif € ieri

TITOLO

Rif € ieri

ieri

Var % inizio anno

2,195 3,355 2,820 1,480 5,830 5,435 0,423 10,180 0,525 0,775 9,340 6,865 1,264 0,813 0,841 7,380 13,270

0,11 0,15 -2,00 -0,67 1,48 1,40 3,68 0,20 -0,94 -0,64 0,27 0,37 -0,32 2,93 0,53

9,20 -22,25 -5,05 29,26 20,59 1067,56 -21,69 -13,36 16,54 -7,68 -11,31 -5,70 27,04 -22,47 -19,95 -6,58 4,82

0,913 3,185 1,635 0,621 1,629 0,182 0,294 9,011 0,289 0,389 5,938 5,000 0,847 0,804 0,700 5,291 6,074

2,537 5,870 5,516 1,517 5,774 5,409 1,657 14,977 0,542 0,957 11,380 7,604 2,361 1,406 1,077 9,676 15,762

813 49 86 74 2747 66 348 12 69 108 2378 2114 38 332 121 62 2403

0,225 0,047 0,175 0,735 1,160 0,677 2,090 6,380 15,910 0,366 0,297 1,471

1,03 -2,11 -4,49 -0,34 -0,51 -0,15 1,03 -2,21 -2,53 -3,26 -0,94

-9,38 -54,48 -36,53 -22,28 -9,30 -12,65 -8,33 20,83 -0,13 -16,82 -30,77 16,93

0,124 0,045 0,117 0,721 0,499 0,442 1,825 3,742 12,439 0,204 0,113 0,355

0,285 0,394 0,326 1,200 1,560 0,865 2,756 6,420 17,268 0,615 0,572 2,289

85 21 49 24 854 20 95 1343 148 59 82 17

18,150 0,416 6,150 4,705 9,110 28,260 27,680 1,400 9,480 6,935 0,609 0,147 0,901 5,510 6,815 2,717 3,697 0,099 1,425 1,942 4,798 0,100 1,702 0,611 166,700 5,635

-0,11 -0,24 0,43 -0,22 0,50 -0,36 0,51 2,53 -0,20 0,92 0,52 0,09 0,07 -0,41 0,91 -1,56 3,47 0,99

9,73 -11,86 0,82 -13,43 13,93 15,11 15,24 -37,50 -10,31 17,24 -11,75 -10,40 -18,14 5,56 1,87 -8,89 7,10 -18,52 -9,25 19,86 -19,63 29,92 -69,18 12,81 -13,04

7,464 0,395 4,274 3,387 3,965 10,783 14,850 1,332 7,515 2,810 0,402 0,126 0,294 3,093 3,166 1,710 2,957 0,081 0,674 0,682 2,688 0,061 0,366 0,531 3,412 3,029

18,458 0,756 9,795 7,669 10,507 29,959 29,930 2,860 11,024 8,028 0,754 1,131 1,750 5,987 7,476 3,506 3,805 0,237 1,932 2,411 4,984 0,215 1,728 7,776 177,000 7,982

209 38 89 34 513 12442 4 1330 93 379 84 281 1 89 1546 322 13190 14 55 226 431 43 808 53 -

1,310 12,990 1,066 0,220 0,390 0,839 14,200 3,172 3,925 0,609 0,105 66,060 1,482 10,360 5,490

-3,99 1,33 -2,48 0,96 -0,49 0,08 -0,13 0,33 -0,28 -0,06 1,27 1,01

8,16 -10,41 -1,84 -45,03 -19,85 8,33 -7,91 6,55 105,61 8,75 -37,82 22,42 19,32 -10,38 -17,44

0,824 7,900 0,780 0,169 0,300 0,610 6,128 2,254 1,023 0,568 0,090 25,993 0,728 4,374 5,137

1,414 20,459 1,253 0,732 0,853 0,900 17,411 3,233 4,863 0,644 1,488 66,186 1,485 13,152 8,830

146 23 14247 319 2 5046 6340 98 65 195 2023 45 661 14

7,350 0,605 2,020 2,340 0,555 0,363

-0,54 -1,47 -0,62 2,97 0,27 0,69

-28,22 -36,11 -11,48 -14,99 -35,28 -34,58

5,867 0,383 0,605 0,954 0,507 0,342

11,340 1,195 2,644 3,310 1,078 0,794

4700 97 38845 56 1173 472

4,258 0,138 1,323 3,882 3,620

0,18 0,30 -0,32 -0,28

-4,11 -5,50 -18,05 -6,22

1,941 0,105 1,279 3,435 3,040

4,604 0,343 1,660 5,127 4,813

44 20 40 171 241

7,070 0,081

-0,14 -1,22

24,25 -55,76

4,658 0,072

7,219 0,750

362 6

4,750 0,509 0,491

-0,42 1,90 1,03

20,25 13,73 -15,14

3,213 0,389 0,466

4,779 0,660 2,000

381 12 2

TITOLO

2009- 2010 min € max €

Cap. in mil. di €

TITOLO Indesit rnc Industria e Inn Intek Intek r Interpump Intesa Sanpaolo Intesa Sanpaolo rnc Invest e Sviluppo Irce Iren Isagro IT WAY Italcementi Italcementi rnc Italmobiliare Italmobiliare rnc IW Bank J Juventus FC K K.R.Energy Kerself Kinexia KME Group KME Group rnc L La Doria Landi Renzo Lazio Lottomatica Luxottica M Maire Tecnimont Management e C. Marcolin Mariella Burani FG MARR Mediacontech Mediaset Mediobanca Mediolanum Mediterranea Acque Meridiana Fly Meridie Mid Industry Cap Milano Ass. Milano Ass. rnc Mirato Mittel MolMed Mondadori Mondo HE Mondo Tv Monrif Monte Paschi Si. Montefibre Montefibre rnc Monti Ascensori Mutuionline N Nice Noemalife Novare O Olidata Omnia Network P Panariagroup Parmalat

ieri

Var % inizio anno

7,055 2,525 0,429 0,700 4,463 2,453 1,944 0,015 1,428 1,265 3,257 3,085 6,195 3,480 24,850 17,060 1,450

1,51 -0,98 1,06 0,22 -0,10 -0,51 3,40 -0,14 -0,63 2,44 -0,48 -0,72 0,58 -1,11 0,24 -

-8,32 12,60 -7,65 8,95 22,51 -22,51 -18,06 -46,82 -8,23 2,93 -6,39 -14,31 -36,56 -33,08 -21,63 -25,86 -26,32

0,857

-0,35

-5,15

0,074 3,370 1,981 0,293 0,524

-3,53 0,60 -0,95 -0,34 -1,96

-50,70 -61,06 -9,85 -14,14 -12,86

1,707 3,805 0,310 11,520 19,400

-0,23 2,84 0,16 -0,09 -0,15

-20,79 8,95 -9,49 -18,64 5,78

2,795 0,191 2,848 2,523 7,400 2,822 5,140 6,665 3,152 2,990 0,056 0,380 11,410 1,440 1,625 3,195 0,464 2,297 0,130 6,815 0,430 1,040 0,162 0,314 1,075 5,185

0,54 -3,31 -1,79 -0,44 0,49 0,15 -0,39 -0,08 3,13 -4,60 -0,35 -0,49 0,16 -1,17 0,44 -0,07 -0,23 -0,57 4,39 0,32 -0,46 0,68

3,050 5,950 1,190

Rif € ieri

2009- 2010 min € max € 1,950 1,345 0,239 0,499 1,805 1,380 0,929 0,015 1,299 0,629 2,346 2,974 5,626 3,212 19,137 12,727 1,370

Cap. in mil. di €

9,309 2,499 0,636 1,054 4,597 3,196 2,489 0,045 1,857 1,517 4,311 5,220 11,181 6,081 38,148 25,091 2,240

4 58 55 4 430 28951 1811 4 40 1501 57 14 1096 363 552 278 106

0,649

1,068

173

0,049 3,193 1,400 0,261 0,435

0,297 10,123 2,881 0,485 0,711

72 59 43 130 23

0,915 2,196 0,275 10,407 9,571

2,974 3,962 0,450 18,010 21,790

53 424 21 1981 9005

12,36 34,04 88,70 24,27 -14,47 -11,46 -20,47 -29,40 10,13 -48,70 -36,45 -25,42 -29,33 -27,29 -21,31 -62,32 -28,65 -22,30 -8,15 -4,44 -15,99 14,02 23,14 -24,51 -7,58

0,996 0,056 1,013 1,810 4,562 1,736 3,057 4,531 2,060 1,284 0,039 0,328 9,827 1,118 1,226 2,429 0,422 2,185 0,110 2,740 0,396 0,791 0,119 0,135 0,870 2,740

3,386 0,193 2,995 10,125 7,647 3,588 6,487 9,675 4,938 3,290 0,168 0,980 16,000 2,779 2,732 4,136 1,472 3,740 0,393 9,895 0,495 1,579 0,230 0,521 2,211 5,970

896 90 179 75 495 52 6046 5729 2310 229 79 19 45 802 50 224 98 594 3 30 65 5723 21 8 14 204

-0,97 -

1,67 8,38 3,48

1,575 4,970 0,992

3,462 6,840 1,700

355 26 16

0,731 -

-2,60 -

46,49 -

0,213 -

0,931 -

25 -

1,669 1,993

-1,82 1,12

-10,61 0,15

1,194 1,138

2,314 2,139

75 3438

Piaggio Pierrel Pininfarina Piquadro Pirelli & C. Pirelli & C. rnc Pirelli Real E. Poligr. S.Faustino Poligrafici Editoriale Poltrona Frau Pop.Emilia Romagna Pop.Sondrio Pramac Premafin Finanziaria Premuda Prima Industrie Prysmian R R. De Medici R. Ginori 1735 Ratti RCF RCS Mediagroup RCS Mediagroup risp RDB Recordati Reply Retelit Risanamento Rosss S Sabaf S.p.a. Sadi Saes Saes rnc Safilo Group Saipem Saipem risp Saras Sat Save Screen Service BT Seat PG Seat PG r Servizi Italia SIAS Snai Snam Gas Snia Socotherm Sogefi Sol Sopaf Sorin Stefanel Stefanel risp STMicroelectr. T Tamburi TAS Telecom IT Telecom IT Media Telecom IT Media rnc Telecom IT rnc Tenaris Terna TerniEnergia Tesmec Tiscali Tod’s Toscana Fin Trevi Fin.Ind. TXT e-solution U UBI Banca Uni Land Unicredit Unicredit risp Unipol Unipol pr V Valsoia Viaggi Ventaglio Vianini Industria Vianini Lavori Vittoria Ass. Y Yoox Yorkville Bhn Z Zignago Vetro Zucchi Zucchi rnc

2009- 2010 min € max €

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FONDI COMUNI APERTI - SICAV ITALIANI E LUSSEMBURGHESI DEL 13 SETTEMBRE 2010 TITOLI

Val. € oggi

ANM Americhe .............................8,857 ANM Anima America ....................4,013 ANM Anima Asia ...........................6,209 ANM Anima Convertibile ..............6,289 ANM Anima Emerging Mkts.......10,532 ANM Anima Europa ......................4,041 ANM Anima Fondattivo ..............13,808 ANM Anima Fondimpiego..........20,253 ANM Anima Fondo Tranding......12,757 ANM Anima Liquidità ....................6,634 ANM Anima Obbl.Euro .................7,164 ANM CapitalePiù Comp.Az. .........4,731 ANM CapitalePiù Comp.Bil.15 .....5,338 ANM CapitalePiù Comp.Bil.30 .....5,108 ANM CapitalePiù Comp.Obb. ......5,500 ANM Corporate Bond...................7,465 ANM Emerging Mkts Bond...........6,443 ANM Emerging Mkts Equity..........7,414 ANM Euroland ..............................4,446 ANM Europa...............................13,155 ANM Europe Bond........................7,679 ANM Flessibile ..............................2,902 ANM Fondo Liquidità....................7,608 ANM Iniziativa Europa ..................6,904 ANM Internazionale....................12,748 ANM Italia ...................................15,118 ANM Managers&Co. Comp.30 ....5,477 ANM Managers&Co. Comp.50 ....5,175 ANM Managers&Co. Comp.70 ....4,625 ANM Managers&Co. Comp.90 ....4,176 ANM Mix .......................................5,710 ANM Monetario..........................12,129 ANM Obiettivo Rendimento .........5,859 ANM Pacifico ................................5,027

Val. € ieri

8,861 3,977 6,187 6,259 10,490 4,016 13,746 20,209 12,687 6,633 7,162 4,714 5,333 5,099 5,500 7,452 6,452 7,370 4,416 13,085 7,699 2,902 7,607 6,863 12,746 15,036 5,477 5,166 4,617 4,159 5,710 12,125 5,850 5,016

Diff.% 12 mesi

20,06 8,81 4,95 2,91 27,04 8,34 4,96 8,90 8,36 0,88 3,81 10,38 3,97 4,59 2,98 6,57 13,19 24,19 3,98 8,78 5,19 7,76 0,58 12,63 11,80 -2,47 9,69 10,36 15,60 15,68 1,31 0,52 4,22 15,94

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

ANM Pianeta ..............................10,232 ANM Premium-Protetto................6,586 ANM Risparmio ............................7,799 ANM Sforzesco ..........................10,217 ANM Tesoreria-Imprese ...............6,901 ANM Valore Globale...................20,170 ANM Visconteo ..........................35,388

10,295 6,595 7,799 10,222 6,899 20,098 35,344

13,82 1,60 2,71 7,14 0,61 15,05 6,85

Azimut Bil. ..................................23,355 Azimut Garanzia .........................12,296 Azimut Reddito Euro ..................15,714 Azimut Reddito Usa......................6,231 Azimut Scudo ...............................7,740 Azimut Solidity ..............................7,918 Azimut Str. Trend ..........................5,133 Azimut Trend ..............................19,441 Azimut Trend America ..................8,963 Azimut Trend Europa..................12,083 Azimut Trend Italia......................14,780 Azimut Trend Pacifico...................6,507 Azimut Trend Tassi .......................8,942 Formula 1 - Alpha Plus 20 .............6,381 Formula 1 Conservative................6,426 Formula 1 High Risk......................6,811 Formula 1 Low Risk ......................6,638 Formula 1 Risk ..............................6,539

23,293 12,295 15,717 6,288 7,740 7,916 5,114 19,266 8,939 12,027 14,682 6,491 8,946 6,378 6,424 6,782 6,636 6,514

0,22 -0,15 -0,30 14,60 4,13 0,99 5,97 10,66 14,57 1,35 -6,30 9,45 -0,92 -1,82 -0,89 0,43 -0,84 0,20

EC Focus Cap Pro 12/14 ..............5,099 5,101 Eurizon Az. Asia Nuove Economie11,085 11,014 Eurizon Az. Finanza ....................18,099 17,913 Eurizon Az. Int. Etico .....................5,772 5,752

25,16 7,36 9,17

TITOLI

Val. € oggi

TITOLI

Val. € oggi

Eurizon Az. Salute e Amb. ..........15,126 Eurizon Az. Tecn.Avanz ................3,890 Eurizon Az.ALto Dividendo Euro 25,549 Eurizon Az.EnMatPrime................9,079 Eurizon Az.EuropaMult.................5,706 Eurizon Az.Italia 130/30..............16,323 Eurizon Az.MondoMult .................3,356 Eurizon Az.PMI Amer. ................20,262 Eurizon Az.PMI Europa.................8,397 Eurizon Az.PMI Italia .....................4,543 Eurizon Bilan.Euro Multimanager36,210 Eurizon DiversEtico.......................8,000 Eurizon F. Az.America...................8,608 Eurizon F. Az.Euro ......................13,329 Eurizon F. Az.Europa ....................8,324 Eurizon F. Az.Internazionali...........7,318 Eurizon F. Az.Italia ......................11,665 Eurizon F. Az.Pacifico ...................4,009 Eurizon F. Az.Paesi Emer..............9,395 Eurizon F. Garantito 03/13 ............5,179 Eurizon F. Garantito 06/12 ............5,140 Eurizon F. Garantito 09/12 ............5,124 Eurizon F. Garantito 12/12 ............5,139 Eurizon F. Garantito 2sem06 ........5,246 Eurizon F. Garantito 2tri07 ............5,129 Eurizon F. Garantito 3tri07 ............4,966 Eurizon F. Garantito 4tri07 ............5,218 Eurizon F. Garantito Isem06 .........5,310 Eurizon F. Garantito Itri07 .............5,167 Eurizon F. Ob. Cedola...................6,125 Eurizon F. Ob. Emergenti ...........11,651 Eurizon F. Ob. Euro.....................14,171 Eurizon F. Ob. Euro B/T..............15,187 Eurizon F. Ob. Euro Corp. .............5,727 Eurizon F. Ob. Euro HY .................7,443 Eurizon F. Profilo Din.....................5,333 Eurizon F. Profilo Moder. ..............5,377 Eurizon F. Profilo Prud. .................5,472 Eurizon F. Rend.Ass 2anni............5,241 Eurizon F. Rend.Ass 3anni............5,471

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

15,213 3,868 25,348 9,080 5,689 16,226 3,349 20,059 8,347 4,520 36,215 8,000 8,592 13,235 8,285 7,298 11,599 3,992 9,320 5,181 5,142 5,126 5,141 5,245 5,129 4,967 5,217 5,310 5,167 6,125 11,638 14,190 15,184 5,721 7,425 5,325 5,376 5,470 5,239 5,466

15,16 13,02 0,43 9,48 9,82 -3,57 15,09 22,93 14,90 -1,98 7,24 2,93 16,29 1,54 8,80 11,67 -3,24 13,92 25,67 1,49 0,92 1,18 1,42 -0,06 0,41 -2,46 0,89 1,59 0,19 2,27 10,16 2,18 -0,26 5,82 14,14 8,90 4,94 1,35 0,73 0,40

TITOLI

Val. € oggi

Val. € ieri

Eurizon F. Rend.Ass 5anni............4,907 4,907 Eurizon F. Tesor.Dollaro.............12,844 12,972 Eurizon F. Tesor.Dollaro $ ..........16,530 16,508 Eurizon F. Tesoreria Euro A...........7,656 7,655 Eurizon Focus Tesor Eu B ............7,704 7,702 Eurizon Liquidità A .......................7,275 7,273 Eurizon Liquidità B .......................7,455 7,454 Eurizon Ob. Internaz. ....................8,925 8,967 Eurizon Obb. Euro Corp. BreveT. .7,558 7,553 Eurizon Obblig. Etico ....................5,557 5,560 Eurizon Obiettivo Rend.to.............8,109 8,109 Eurizon Rendita ............................5,982 5,978 Eurizon Soluzione 10 ....................6,902 6,903 Eurizon Soluzione 40 ....................6,172 6,175 Eurizon Soluzione 60..................24,100 24,091 Eurizon Team 1 .............................6,016 6,017 Eurizon Team 1 Cl G .....................6,016 6,017 Eurizon Team 2 .............................5,716 5,719 Eurizon Team 2 Cl G .....................5,711 5,715 Eurizon Team 3 .............................4,808 4,810 Eurizon Team 3 Cl G .....................4,834 4,835 Eurizon Team 4 .............................4,073 4,068 Eurizon Team 4 Cl G .....................4,099 4,093 Eurizon Team 5 .............................3,935 3,928 Eurizon Team 5 Cl G .....................3,961 3,953 Intesa CC Prot.Dinamica ..............5,714 5,707 Passadore Monetario ...................7,124 7,124 Teodorico Monetario ....................7,466 7,465 Unibanca Azionario Europa..........6,160 6,129 Unibanca Monetario .....................5,733 5,732 Unibanca Obbligazionario Euro....5,868 5,874

Fideuram Bilanciato ...................12,475 12,437 Fideuram Italia............................21,549 21,435 Fideuram Liquidità .....................16,834 16,832

Diff.% 12 mesi 1,22 11,36 11,82 0,16 0,43 -0,26 10,91 2,98 5,70 1,12 0,40 0,33 5,16 6,06 1,14 1,11 2,84 2,75 5,16 5,62 8,47 8,99 10,35 10,89 1,58 -0,04 0,05 9,45 -0,02 1,43

-1,02 -0,46

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

Fideuram Moneta.......................14,614 Fideuram Rendimento..................9,412 FMS - Absolute Return .................9,168 FMS - Eq.Glob.Resources .........10,906 FMS - Equity Asia..........................8,900 FMS - Equity Europe.....................9,051 FMS - Equity Gl Em Mkt .............13,046 FMS - Equity New World ............17,280 FMS - Equity Usa ..........................7,998

14,614 9,426 9,163 10,917 8,889 9,005 12,969 17,179 8,014

-0,10 2,13 -0,14 14,22 11,07 9,46 28,37 28,75 16,96

Pioneer Az. Crescita ..................12,713 Pioneer Az Area Pacifico...............3,610 Pioneer Az Valore Eur Dis..............6,832 Pioneer Az. Am. ............................6,595 Pioneer Az. Europa.....................14,599 Pioneer Az. Paesi Em. ................11,256 Pioneer Liquidita’ Euro..................5,069 Pioneer Monet. Euro ..................13,207 Pioneer O.Euro C.Et. Dis...............4,892 Pioneer Obb. Euro Dis ..................6,711 Pioneer Obb. Paesi E. Dis...........10,381 Pioneer Obb. Più Dis.....................8,405 Pioneer Target Controllo...............5,413 Pioneer Target Equilibrio ..............5,400 Pioneer Target Sviluppo.............22,592

12,643 3,598 6,791 6,542 14,505 11,167 5,068 13,206 4,888 6,716 10,419 8,413 5,411 5,395 22,568

-4,15 1,60 9,52 11,65 5,90 24,61 0,22 0,91 8,46 5,41 25,17 6,65 3,36 4,09 2,82

Bim Az. Small Cap Italia ................6,929 Bim Azionario Europa ...................9,879 Bim Azionario Globale ..................4,011 Bim Azionario Italia .......................6,787 Bim Azionario Usa ........................6,031

6,875 9,814 3,989 6,730 5,989

-4,97 3,42 7,91 -6,45 14,46

TITOLI

Val. € oggi

TITOLI

Val. € oggi

Bim Bilanciato ............................22,457 Bim Corporate Mix........................5,578 Bim Flessibile................................3,821 Bim Obblig. Breve Term................6,557 Bim Obblig. Globale......................6,116 Bim Obbligazionario Euro.............7,003 Symphonia MS Adagio.................5,995 Symphonia MS America...............3,961 Symphonia MS Asia .....................5,379 Symphonia MS Europa.................5,488 Symphonia MS Largo...................5,746 Symphonia MS P. Emer. ............13,455 Symphonia MS Vivace..................5,202 Symphonia SC Asia Flessibile ......6,368 Symphonia SC Az. Euro ...............5,640 Symphonia SC Az. Internaz. .........6,606 Symphonia SC Az. Italia .............10,485 Symphonia SC Az. Italia SmallCap3,588 Symphonia SC Bil. Equil. Italia......5,385 Symphonia SC Bond Flessibile ....5,234 Symphonia SC Fortissimo............2,721 Symphonia SC Italia Flessibile......4,961 Symphonia SC Monetario ............7,446 Symphonia SC Obblig. Area Eur...9,675 Symphonia SC Patrim.Glob.Redd.7,123 Symphonia SC Patrim.Globale.....5,270 Synergia Az. Europa .....................6,153 Synergia Az. Globale ....................6,228 Synergia Az. Italia..........................5,721 Synergia Az. Sm.Cap It. ................5,526 Synergia Azionario Usa.................6,334 Synergia Bilanciato 15 ..................5,355 Synergia Bilanciato 30 ..................5,544 Synergia Bilanciato 50 ..................5,757 Synergia Monetario ......................5,017 Synergia Obbl Corporate..............5,473 Synergia Obbl. Euro BT ................5,074 Synergia Obbl. Euro MT................5,263 Synergia Tesoreria........................5,049 Synergia Total Return ...................5,250

Val. € ieri

Diff.% 12 mesi

22,407 5,573 3,800 6,556 6,133 7,006 5,992 3,951 5,353 5,468 5,734 13,382 5,177 6,334 5,594 6,564 10,413 3,566 5,372 5,233 2,703 4,956 7,446 9,681 7,121 5,263 6,113 6,190 5,682 5,493 6,287 5,352 5,540 5,748 5,016 5,469 5,074 5,265 5,048 5,243

4,10 4,01 -1,44 0,97 10,28 3,81 5,97 14,18 15,65 8,69 8,56 29,50 11,39 14,57 0,27 10,65 -8,17 -5,45 -0,66 4,43 9,63 -2,86 0,61 5,24 1,37 5,38 3,07 7,31 -8,18 -6,75 10,58 2,94 3,59 4,39 -0,14 4,05 0,85 3,75 0,20 0,86


la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

LETTERE,COMMENTI&IDEE

■ 48

L’ANNIVERSARIO DELLA DISUNITÀ

I LIBRI DI TESTO TRA SPECULAZIONI E DEMAGOGIA

C

ADRIANO SOFRI (segue dalla prima pagina) la celebrazione del prossimo anno sarà una commemorazione. Dice Bossi che il federalismo è cosa fatta. Il federalismo no, e Cattaneo è solo usurpato: ma uno sgretolamento avaro e rancoroso sì, e abbastanza irreversibile. In certe reazioni il sindaco Vassallo ammazzato ad Acciaroli è sembrato affare riservato al già Principato inferiore del Cilento. Perfino l’antica guerra fra cultori del Risorgimento e suoi detrattori in nome delle insorgenze e della conquista coloniale del Sud, benché riesacerbata, va ormai fuori bersaglio. Quella era una storia fratricida dunque anche fraterna. Fratelli d’Italia, anche l’un contro l’altro armati. Carlo Pisacane, biondo e socialista e martire (a Sanza, il lato del Cilento dirimpetto a Pollica) aveva un fratello, Filippo, rimasto, lui, ufficiale borbonico, e fra i due non venne mai meno mai l’affetto reciproco. Si disse che il fratello legittimista fosse designato al comando contro la spedizione di Sapri, e sostituito all’ultimo momento dal re Ferdinando. Mario Martone ha fatto un film ambizioso, bello ed emozionante, che si lascia alle spalle i partiti presi e mostra come le vicissitudini italiane passino avanti e indietro attraverso le stesse persone, le stesse comunità, gli stessi luoghi. I suoi protagonisti sono tre amici, nati in quel Cilento, e da lì mossi alla volta della Parigi e della Londra dell’esilio e della cospirazione, della Ginevra di Mazzini, della Torino sabauda, fino al ritorno al Sud dell’Aspromonte. Sono divisi dall’origine, figli di signori e di contadino, e poi dall’indole e dalle circostanze. Uno ucciderà l’amico popolano prendendo a pretesto il sospetto del tradimento, e andrà incontro al patibolo partecipando all’attentato di Felice Orsini a Napoleone III. L’altro terrà intatto l’ideale unitario e repubblicano nelle carceri borboniche. I grandi delle figurine risorgimentali compaiono appena o vengono mostrati, come Mazzini nella dedizione solenne e fanatica alla causa che li brucia dentro. Le vicende si svolgono nell’arco di un trentennio attorno alla figura finalmente illuminata di Cristina di Belgioioso. Il racconto ha un doppio registro: come si è fatta l’Italia, e come si è fatta male. Senza che una pagina prevalga sull’altra, soffocandola o riscattandola. In una scena, girata su un’altura nel territorio di Pollica, Martone mette due personaggi del 1862 su un’anacronistica gettata di cemento, che si guarda ora come un amarissimo presagio. Il nodo dell’Italia fatta e dell’Italia fatta male lo si vuole sciogliere oggi da più parti disfacendo l’Italia. È un segno dei tempi, direte, della mezza riuscita, dunque del fallimento intero, dell’unità europea. Si sono separate Cechia e Slovacchia, si sono sterminati i concittadini della Jugoslavia, il Belgio non riesce a incollare i cocci e fare un governo... Noi facciamo finta di niente. Davanti al paesaggio politico, viene in mente il favoloso ingorgo stradale dei giorni scorsi tra Pechino e la Mongolia, 120 km e 10 mila camion e giorni e notti di coda — chissà, un banale incidente. L’incidente è avvenuto da tanto tempo, tutto è fermo, il carro attrezzi non riesce a passare, Berlusconi è lì, e fino alla sua rimozione politica (quanto al fisico, centoventi di questi anni) niente succede, salvo un triviale baccano di clacson. La politica tutta non può fare a meno di mi-

E

aro Augias, leggo che il tetto del costo per i libri di testo è superato da una scuola su due. Tema complesso, fra le ragioni economiche delle famiglie, legittime, e le ragioni della didattica, che per noi docenti rimangono fondamentali. Confesso che nello scegliere un manuale penso più alle cose che in quel testo posso trovare che al suo prezzo. Penso che per un libro non si possano adottare gli stessi criteri di una qualunque altra merce; non vorrei che i nostri allievi si educassero solo in funzione del prezzo di copertina. Mi piacerebbe che i mezzi di comunicazione spendessero una parola per dire alle famiglie che i soldi spesi per la scuola sono un investimento per il futuro dei figli, che alle volte le campagne sui prezzi sono demagogia. Penso anche alle decisioni del ministro: gli studenti delle classi prime di quest'anno, al liceo scientifico, avranno due discipline in più, scienze e storia dell'arte; nonostante ciò, il tetto per i testi è rimasto invariato. Se il ministero avesse agito sugli editori per far contenere i prezzi, puntando meno sulla veste grafica (più costosa) e più sulla sostanza, il problema avrebbe avuto soluzioni diverse, e, me lo lasci dire, migliori. Cristiano Domenichelli docente di Disegno e storia dell'arte - Liceo scientifico G.Ferraris, Torino

surarsi con questo affare primario: sgomberare la strada. Ma il traffico riprenderà lungo percorsi già largamente segnati. Nell’attuale non-governo sono due i ministri alla ribalta: Maroni e Tremonti. Uno è della Lega, l’altro pure. All’indomani delle elezioni, sgomberato Berlusconi (o per sgomberarlo), Tremonti sarebbe il candidato più plausibile al governo: uomo forte, ma privo di un partito e un elettorato suo, dunque servo-padrone fino a quando la Lega — la cui voracità vien divorando — non vedesse l’occasione di intestarsi direttamente il governo nazionale. Alla Lega si offre oggi l’opportunità di combinare il secessionismo, il visionario estremismo senile del professor Miglio, con lo strappo di enclave via via più larghe nel resto del paese — un processo di lampedusizzazione — e il controllo via via più diretto sul governo centrale, contrappuntato da qualche trasferimento napoleonico di ministeri e canali televisivi da Roma al Nord. Simmetricamente, il restante sistema dei partiti si distribuisce fra una resistenza Democratica (presto logorata, salvo un risorgimento) al Centro, e una eventuale aggregazione controleghista di ex An e Lombardo e altri spezzoni in un meridione infeudato alle famiglie di malavita. Le quali si intendono di decentramento e di radicamento nel territorio, e sono più unitarie di Mazzini quanto agli affari. Arriveremo ai 150 anni dell’Unità così o no? Se è così, diamo una mano a far muovere l’ingorgo — senza bussare al clacson, come si dice a Napoli e si fa dappertutto — ma guardiamo anche un po’ più in là. Dal sud al nord d’Italia, ne mandiamo Mille al giorno di ragazzi che “giù” hanno studiato per niente. Per intravvedere una tendenza contraria alla frantumazione egoistica dell’Italia e del sentimento che se ne fanno i suoi cittadini non si può che guardare ai giovani, e all’eventualità che una solidarietà e una confidenza fra loro promuova un giorno in Erasmus, una spedizione comune, diventi più forte del vincolo al proprio territorio e ai propri vecchi capitribù. Il trapasso invalso da parole come terra a una come territorio è del resto illuminante: si può voler bene a una terra, per un territorio si fa la guerra di confine, o una causa di sfratto. Noi credevamo, ha intitolato Martone. “Noi”: Bellini e Verdi e Rossini, Mazzini che muore sotto falso nome nell’Italia che l’ha chiuso in fortezza, Francesco Hayez e la nazione dipinta, il western italiano dei valloni del Cilento e i suoi briganti ribelli e il sindaco Vassallo ammazzato vilmente ad Acciaroli. Qualcosa da dire, da far vedere, c’è ancora. Qualcosa da credere. Nella biografia di Carlo Pisacane, pubblicata nel 1932, Nello Rosselli scriveva: «Pare a me che si possa e si debba ormai (son passati ottant’anni) guardare con uguale rispetto al Pisacane “italiano” e a quello accanitamente borbonico; e infatti se l’uno contribuì direttamente alla formazione unitaria del nostro paese, l’altro — e con lui gli innumerevoli dimenticati e vilipesi che fino all’ultimo e con personale sacrificio sostennero i regimi ritenuti legittimi — lasciò un esempio di coerenza ideale, di dirittura». Nello Rosselli, fratello a sua volta di Carlo, socialisti liberali, assassinati assieme da miliziani fascisti nell’esilio francese, nel 1937. Pare anche a me, adesso che sono passati centocinquant’anni, e che si vogliono alzare altri muri e frontiere. © RIPRODUZIONE RISERVATA

CORRADO AUGIAS c.augias@repubblica.it

ra i cento problemi della scuola va messo anche questo, ricorrente, pieno di risvolti più o meno comprensibili. Per cominciare, in molte case editrici il ricavato dei libri scolatici (come di molte librerie) è fondamentale per i bilanci. Altro aspetto: scrivere un buon libro di testo è un’impresa lunga e faticosa anche se poi i diritti di un buon testo possono dare all’autore un guadagno elevato e duraturo. Risvolto deplorevole: accade che i cambiamenti siano a volte limitati a qualche illustrazione, a poche righe, alla copertina. Espedienti di tipo speculativo che fanno solo lievitare il prezzo. Obbligare i ragazzi (e le famiglie) a cambiare troppo spesso i libri è insano. Il ministero, le scuole, potrebbero (dovrebbero) intervenire

T

Indignata per la scuola sponsorizzata dalla Lega

sono. Siamo tutti molto preoccupati perché c’è la sensazione che l’emergenza possa ricominciare.

Margherita Ortalli margherita.ortalli@libero.it

Il gioco dell’oca della Posta certificata

DA insegnante e cittadina italiana scrivo per esprimere la mia indignazione nei confronti dell’inaugurazione del plesso scolastico di Adro sponsorizzato Lega. In occasione delle proteste contro la guerra in Iraq, nella scuola elementare di mia figlia, a Riccò, provincia di Parma, era stata esposta la bandiera della pace; dopo pochi giorni intervennero le forze dell’ordine e intimarono alle insegnanti di togliere quel simbolo non istituzionale. Mi auguro la stessa sollecitudine nei confronti di questo episodio che io, e mi auguro molti altri, ritengo gravissimo.

Napoli, è di nuovo emergenza rifiuti Antonio Messina Napoli A SOCCAVO, Napoli, sotto la mia casa la raccolta dei rifiuti è ferma da circa 8 giorni. Ho contattato l’Asìa per un sollecito ma mi hanno dato un numero di pratica n. 849586 e nessuno ancora si è visto. Mi sono avvicinato ad un camion di rifiuti che svuotava i cassonetti e mi ha risposto che i camion sono pieni perché non riescono a svuotarsi nella discarica e quei pochi camion che sono in giro sono già stracolmi. Mi ha detto pure che per raccogliere i rifiuti occorrono un camion vuoto e il “bobcat” e non ci

Bruno Giuliani IL 30 agosto 2010 ho inviato a “Posta Certificata — Governo Italiano”, a mezzo fax, il previsto modulo per il reset della password cittadino, così come indicato sul relativo sito di posta certificata. gov. it. Da notare che sul predetto modulo è chiaramente indicato che il “reset della password sarà effettuato entro 5 giorni dalla richie-

L’AMACA

con maggiore efficacia alla fonte, cioè sugli editori. Esiste anche la possibilità (teorica al momento) che alcuni testi possano essere riprodotti scaricandoli dalla rete. C’è poi l’iniziativa privata dei mercatini di libri usati organizzati dagli stessi studenti. C’è infine una piccola componente demagogica. Mi scrive la prof Brunella Piacente da Parma: «Le scelte dei docenti vengono fatte dopo attenta e meditata valutazione sui contenuti. Le scuole si adeguano scrupolosamente alle varie circolari ministeriali. Mi permetto un suggerimento alle famiglie: si risparmi sui costi di alcuni beni secondari, quali IPod, cellulari di ultima generazione, abbigliamento, zaini e diari griffati e si investa nella cultura». © RIPRODUZIONE RISERVATA

sta”. In data 9 settembre, non avendo ricevuto alcuna risposta, mi rivolgo a “Linea Amica”, il tanto pubblicizzato sito nato per agevolare il cittadino nei suoi rapporti con la pubblica amministrazione: espongo il mio problema e chiedo un loro intervento per sollecitare la definizione della mia richiesta. “Linea Amica” a mezzo email, il 13 settembre mi invita a rivolgermi al numero verde di Posta Certificata. Telefono e la gentile interlocutrice, con un candore disarmante, mi informa che… bisogna fare un sollecito! Non ci sono dubbi: mi trovo, mio malgrado, a partecipare ad una sorta di gioco dell’oca.

MICHELE SERRA

Q

uesto onorevole Nucara, che promette venti deputati a Berlusconi e gliene porta a malapena cinque o sei, per giunta molto usati, è un mito totale. Le cronache politiche di ieri parevano scritte da Age e Scarpelli, e ci risarcivano di tante amarezze. A giudicare dalle dichiarazioni dei deputati interessati, nessuno di loro sapeva di essere stato promesso in dote dal Nucara. Il più gentile cadeva dalle nuvole, il più reciso (Romano dell’Udc) dichiarava “non conosco l’onorevole Nucara e non so che cosa stia facendo”. Repentina anche la smentita dei deputati sud-tirolesi e valdostano, che Nucara deve avere tirato in ballo sperando che la loro matrice alpina li rendesse in qualche modo indifesi rispetto ai traffici romani. Seguendo lo stesso filo logico, è probabile che Nucara abbia promesso a Berlusconi anche deputati dell’Est Europa, così affini politicamente al nostro premier. Bloccati alla dogana, si dubita che arrivino in tempo per il voto parlamentare. Da ultimo, suggerisco la lettura del blog di Nucara. C’è una sua stringata biografia e una bella foto. Seguono diverse pagine di invettive e insulti, e questo non è giusto: chi ci regala tanto buon umore merita solo gratitudine. © RIPRODUZIONE RISERVATA

Lapo Elkan e Miss Italia Elena Muscatello elenapeki@tiscali. it VORREI sapere con quale criterio sia stato invitato Lapo Elkan ad una trasmissione “super nazional popolare” come “Miss Italia” e sia stato invece cacciato dalla Rai un grande musicista come Morgan. Il pur simpatico Lapo non penso che sia per la nostra “gioventù” un magnifico esempio di viver sano. O no? Che ne dite? Ma forse il criterio è stato quello di poter divulgare, tramite Tv e, sicuramente per meglio educare i nostri giovani, dei principi basilari che sono quelli di far loro ben capire che se hai soldi e potere tutto ti verrà perdonato mentre se sei uno normale che vuol raccontare una sua pur triste verità dovrai essere condannato e specialmente allontanato dalla vista del genere umano.

Il premier nel teatro della politica Giuseppe Palmiotta IERI guardavo in tv le immagini del presidente del consiglio e ho sentito che inveiva contro il cosiddetto «teatrino della politica». Mi chiedo: era su un palco grottesco a forma di torre medievale, coi capelli tinti color lucido da scarpe, il viso inceronato e il trucco pesante, con la camicia che tirava sull’addome gonfio, a giocare «chi butti giù dalla torre»... se non è teatro questo, che cosa si intende?

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La tiratura de “la Repubblica” di martedì 14 settembre 2010 è stata di 571.272 copie


la Repubblica

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LA LEZIONE DEL PRESIDENTE MASSIMO GIANNINI (segue dalla prima pagina) Salerno, dove nel ’44 Palmiro Togliatti annunciò la sua “svolta” contro il fascismo, Giorgio Napolitano impartisce la sua “lezione” al berlusconismo. È prima di tutto una lezione di ordine politico. Non è vero che il ricorso al popolo è sempre «il sale della democrazia», come hanno ripetuto spesso in queste settimane il Cavaliere e i suoi scudieri. E non è vero che il ricorso al popolo «è il balsamo per ogni febbre». Il messaggio del presidente della Repubblica è chiarissimo. Ha una portata generale: in democrazia la sovranità appartiene certamente al popolo, che tuttavia la esercita nei modi e nelle forme previsti dalla Costituzione. Ma ha anche una portata specifica: nelle condizioni attuali, non si può immaginare di risolvere un problema interno alla maggioranza ricorrendo alle urne. Sarebbe una farmacopea dissennata: se il centrodestra ha la febbre, è il centrodestra che deve curarsi, non le Camere che devono sciogliersi. Dunque, Berlusconi si dimentichi l’automatismo «crisi di governo-elezioni anticipate»: il ricorso alle urne, oggi, non avrebbe alcun senso. In attesa dell’ordalia di fine settembre, e del voto sui cinque punti di rilancio programmatico, c’è una maggioranza che ha il dovere di riorganizzarsi, e c’è un governo che ha il dovere di governare. Il resto sono chiacchiere, alibi o diversivi. Sembrano ovvietà. E lo sarebbero, in un Paese normale. Non

A

lo sono affatto nell’Italia di oggi, dove il “contesto” riflette ed amplifica la sempre più gigantesca anomalia berlusconiana. Il presidente del Consiglio vive sospeso. Ha rotto con Gianfranco Fini. Non si fida di Giulio Tremonti. È ostaggio di Umberto Bossi. In questa inconsueta condizione di vuoto politico e di solitudine personale, alterna fragorose minacce e indecorose retromarce. Nei giorni pari, in privato, lascia trapelare la sua ferma volontà di arrivare alle elezioni anticipate. Nei giorni dispari, in pubblico, rilancia la sua ferrea certezza di

poter arrivare in gloria alla fine della legislatura. Nel frattempo, mentre il Dottor Stranamore studia per lui qualche altra “ghedinata” per ripararlo dai processi di Milano, il premier mette in scena un indecente mercato delle vacche, azzardando la più massiccia compravendita di parlamentari che la storia repubblicana ricordi. Con un doppio, paradossale effetto boomerang. Primo: l’operazione di sostituire il pilastro dei finiani con la stampella dei centristi muore in culla il giorno dopo la nascita: persino le anime

vacue in transito perenne tra Pri, Udc e Mpa preferiscono non salire su un carro che appare ormai perdente. Secondo: l’operazione tradisce la visione palesemente contraddittoria e volgarmente trasformista del berlusconismo. Dopo aver invocato il delitto di lesa maestà contro il presidente della Camera, reo di aver fondato il suo gruppo parlamentare di “Futuro e Libertà” che avrebbe modificato il perimetro della maggioranza e alterato la natura del Pdl, il premier inventa una manovra uguale e contraria, as-

secondando la nascita del gruppo parlamentare di “Responsabilità nazionale”. Bisognerebbe spiegare agli italiani perché la seria diaspora della destra vicina a Fini è un «tradimento degli elettori», mentre l’improbabile armata Brancaleone riunita intorno a Nucara è un «rafforzamento della maggioranza». In questo abisso di bassezze e di controsensi, quella di Napolitano è anche una lezione di ordine costituzionale. Dopo un’estate di spallate violente contro le istituzioni di garanzia, il Capo dello Stato è costretto a ricordare

«la polemica allusiva e non sempre garbata» che la maggioranza ha sollevato nei suoi confronti, proprio a proposito delle elezioni anticipate. «Si è mostrato stupore per il fatto che il presidente della Repubblica non apparisse pronto, con la penna in mano, a firmare un decreto di scioglimento delle Camere...». Con l’arma dell’ironia, Napolitano risponde agli attacchi del presidente del Consiglio e dei suoi luogotenenti, che da mesi tengono sotto assedio il Quirinale e sotto ricatto la Costituzione formale, in nome di un’inesistente “Costituzione materiale” forgiata dagli elettori attraverso l’indicazione del nome del candidato premier sulla scheda. Con l’arma della fermezza, Napolitano ripete che «la vita di un Paese democratico e delle sue istituzioni elettive, nelle quali si esprime la volontà popolare, deve essere ordinata secondo regole per potersi svolgere in modo fecondo». Ma è proprio sulle regole che il berlusconismo svela ancora una volta i suoi limiti strutturali e i suoi deficit culturali. Il premier non conosce Saint Just, che alla vigilia del Termidoro scriveva «le istituzioni sono la garanzia della libertà pubblica, perché moralizzano il governo e lo Stato». Non sa nulla di Rousseau, che diceva «la forza non fa il diritto». Per il Cavaliere l’unico diritto possibile si chiama Berlusconi. E oggi non è più neanche una forza, ma semmai una debolezza. Per questo, e non è un paradosso, è ancora più pericolosa. m.giannini@repubblica.it © RIPRODUZIONE RISERVATA


MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

La cultura

Gli spettacoli

Salari tagliati e pochi conflitti libro-inchiesta sugli operai

John Carpenter “Faccio gli horror, ma il mio sogno è un western”

GAD LERNER

GINO CASTALDO

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Dalle lotte per le zone di pesca ai drammi dei clandestini: tra la Sicilia e l’Africa il Mediterraneo è al centro delle tensioni

DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRA ZINITI

LUCIO CARACCIOLO

LAMPEDUSA l mare di notte è buio e silenzioso. Non qui. Non più. Qui il mare urla con le voci disperate dei migranti aggrappati alle gabbie dei tonni e il nero pece in cui si incunea la navigazione dei pescherecci è acceso dalle luci delle piattaforme petrolifere e dai fari delle motovedette libiche e tunisine. Qui, nel cuore del Canale di Sicilia, le spiagge infinite di Sfax e Al Zwara da una parte, le rocce nere di Pantelleria e le lagune di Lampedusa dall’altra, chi va per mare adesso ha paura. Hanno paura marinai e pescatori, siciliani e nordafricani spesso insieme a calare le reti nel “Mammellone” che un tempo regalava gamberoni rossi e pesci pregiati, paura di ritrovarsi in un baleno con le armi puntate addosso o rinchiusi in una prigione libica. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE

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Tendenze

Il robot che sa dire le bugie

Cade un tabù ecco miss Italia supertatuata

Formula 1

Il video censurato da Ecclestone Viaggi

Immagini iPad

Esiste ancora quel ponte sul fiume Kwai

A Berlino il ristorante “discarica”

Interattività SALUTE. ECCO COME STARE SEDUTI IN UFFICIO

e la stiamo mettendo davvero tutta per convincerci che il Mediterraneo sia un fronte di guerra. Fino a farci la guerra da soli, come illustrato dal tragicomico attacco di una motovedetta donata dal governo italiano a Gheddafi, con sei nostri militari a bordo, contro il peschereccio “Ariete”. Un incidente? Forse, ma soprattutto una metafora della mentalità da assedio di cui siamo prigionieri. E della beffarda abilità libica nel profittarne. Nessuno sembra in grado di superarci nell’arte di rendersi ridicoli sulla scena internazionale, pagando il biglietto a chi si diverte sulle nostre spalle. Non sono passati quindici anni da quando Sam Huntington, influente politologo americano, disegnava un suo planisfero vagamente paranoico, imperniato sullo “scontro delle civiltà”. SEGUE NELLE PAGINE SUCCESSIVE

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Dimagrire? In arrivo in Farmacia il «Palloncino» per perdere Peso LONDRA - Il preparato si basa su un idrogel intragastrico che dà vita a un aiuto in più per perdere peso. La sostanza è composta di una gomma naturale microcristallizzata incorporata in una capsula che, una volta ingerita, assorbendo i liquidi gastrici si auto-rigonfia adattandosi temporaneamente alla cavità del lume dello stomaco, assumendo la forma e le dimensioni di una palla da tennis: da qui la definizione di “palloncino saziante” ad azione reversibile di durata temporanea. Dopo avere espletato la sua azione riempitiva per ridurre lo stimolo della fame, l’idrogel intragastrico si degrada seguendo il normale percorso alimentare, per poi essere eliminato na-

turalmente. La pillola di gomma naturale ad azione Bulking Agent (Agente Riempitore), denominata Dimagenina®, va assunta come complemento coadiuvante della dieta ipocalorica in associazione a un’adeguata attività fisica e a un sano stile di vita, potendo contribuire, in virtù della perdita di peso corporeo ottenuta, a migliorare sia il normale stato di buona salute che il proprio aspetto estetico. Dimagenina® è già disponibile o prenotabile in tutte le farmacie italiane, formulato secondo le diverse entità di sovrappeso: lieve, moderato o forte, da assumere con il consiglio del farmacista. Leggere attentamente le avvertenze e le istruzioni d’uso. Dimagenina®

MERCOLEDÌ

ANDREA TARQUINI

E LA DDR DIVENTA UNA SOAP OPERA ei è figlia di dissidenti, lui è un agente dei Vopos e suo padre ufficiale della Stasi. Come Giulietta e Romeo sarebbero nemici predestinati, invece si amano. Ecco la trama di “Weissensee”, la nuova soap opera in sei puntate che va in onda da ieri ogni martedì in prime time (20,15) sulla Ard, il primo canale tv pubblico tedesco. È una svolta nel mondo del piccolo schermo e nella memoria collettiva tedesca, vent’anni dopo la riunificazione. Per la regìa di Friedemann Fromm, con due giovani bravi attori (Hannah Herzsprung è Julia, la dissidente, Florian Lukas interpreta il Vopo innamorato Martin Kupfer), “Weissensee” racconta l’amore della Giulietta e del Romeo di Berlino Est, e non solo. Narra il difficile quotidiano della gente, tra voglia di vivere vite spontanee e normali e timori d’un potere spietato che ti piegava a compromessi umilianti ogni giorno. Mostra la vita laggiù allora, senza i soliti cliché sull’est. Rende giustizia ai tedeschi dell’est, troppo spesso trattati come serie B. Ci voleva una love story shakesperiana nel socialismo reale per dire che anche i Vopos potevano avere un cuore, e le dissidenti potevano innamorarsene, persino negli anni dell’odio.

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la Repubblica

LA STORIA R2CRONACA

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Zoom

1985

2004

Il peschereccio Rosa Gangitano viene speronato da una motovedetta tunisina

Viene inaugurato il gasdotto Italia-Libia da Gheddafi e Berlusconi

Tanti destini si incrociano in quelle acque al centro di continue tensioni. Dai pescatori in cerca di gamberi pregiati ai clandestini

che lì trovano spesso la loro tomba Insidiato dalle piattaforme petrolifere e dai gasdotti è un mare che adesso deve essere difeso. A tutti i costi. Per

ritrovare il suo ruolo da protagonista

Le rottedelcontese

Mediterraneo (segue dalla copertina)

Le trivelle compaiono all’improvviso a poche miglia dalle spiagge

DAL NOSTRO INVIATO ALESSANDRA ZINITI hanno paura quelli che partono dall’altra sponda, milioni di disperati che affidano il loro destino ad una carretta che scivola in quel mare di notte. Destini che si incrociano nel ventre del Mediterraneo, quel “mare nostrum” diventato palcoscenico di guerre, tragedie umane, disastri ambientali, zona di saccheggio di pirati e predoni che arrivano da ogni parte del mondo: in cerca di pesce pregiato e petrolio, di schiavi da sfruttare e reperti archeologici da contrabbandare. In superficie si vedono gli scafisti inseguiti dalle motovedette, le imponenti e modernissime navi da pesca dei giapponesi venute a cacciare i nostri tonni, le mani nodose dei marinai siciliani che ca-

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tutti vogliono, sono i robot dei cacciatori di reperti archeologici che arrivano dall’America a depredare i nostri fondali. Fino a quarant’anni fa il Canale di Sicilia era solo un mare di pesce, ora è un teatro di battaglia. Lo testimoniano le mille storie che i vecchi lupi di mare raccontano ai loro figli e ai loro nipoti sulle ban-

chine del porto di Mazara del Vallo. Vito Scilla, una vita trascorsa in mare al comando del suo motopesca, della guerra del pesce è una delle vittime più illustri. La sua imbarcazione è stata sequestrata dalle motovedette nordafricane una decina di volte. Quello che ora fanno i libici, fino a qualche anno fa lo facevano i tunisini. Anche lo-

ro, a dispetto del diritto internazionale, le acque del “Mammellone” le hanno sempre considerate di propria competenza e la “disubbidienza” dei concorrenti siciliani l’hanno sempre affrontata a colpi di mitragliatrice. Qualche danno ai pescherecci, qualche mese in prigione, qualche multa salata da pagare, ma c’è stato an-

che chi, negli anni Sessanta, ci ha rimesso la vita. «È sempre stato così — racconta un anziano pescatore — quando ci sono tensioni per il traffico di clandestini, i primi a farne le spese siamo sempre stati noi gente di mare. Per una vita siamo stati inseguiti dalle motovedette con la bandiera rossa e la mezzaluna, ora ci toccano i libici». Ogni peschereccio sequestrato o mitragliato è una bandierina piazzata nelle carte navali di questi marinai che alla ricchezza del Canale affidano la vita loro e delle loro famiglie, costretti ora a tracciare rotte da slalom. «Vede, qui hanno sequestrato lo Schedir, qui vicino la “Vincenzina Giacalone, da quest’altra parte l’“Elide”, qui invece ci sono le gabbie dei tonni, e qui preferiamo non andare perché è una delle rotte dei mercanti di uomini ed è meglio evitare». Meglio evitare di imbattersi nelle urla della notte, in quei gommoni semiaffondati o in quelle carrette del mare che sbu-

Le imbarcazioni che arrivano nel “Mammellone” spesso vengono sequestrate

“Molti hanno pagato un conto salato per avere salvato vite umane”

lano e recuperano reti sempre più vuote, le piattaforme con il loro carico di “formiche” umane che febbrilmente si contendono l’oro nero. Ma quello che questo mare inghiotte è un carico di orrore e disperazione: è il cimitero dei migranti, vittime di stragi silenziose che solo una volta ogni tanto vengono alla luce, è la tomba dei mille bambini morti durante il viaggio e gettati fra le onde dai genitori costretti dai compagni sopravvissuti, sono i buchi delle trivelle che scavano giù giù in profondità in cerca di petrolio, è il serpentone grigio del gasdotto tra Italia e Libia che porta da una parte all’altra del Mediterraneo il gas che

cano improvvisamente sottobordo, in quelle centinaia di mani che si tendono e chiedono acqua, coperte, soccorsi. Sono le leggi del mare contro quelle della convenienza, il cuore contro la ragione. Ad agosto dell’anno scorso, ancora increduli per quello che stavano vedendo, gli ultimi trenta sopravvissuti di un gruppo di 73 partiti venti giorni prima dalla Libia e morti di stenti, intravidero la salvezza nella sagoma di un peschereccio. Protesero le mani, urlarono, mostrarono i cadaveri a bordo, ma ebbero lanciata solo qualche bottiglia d’acqua e qualche coperta. Poi il motopesca fece mar-


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Naufragio nelle acque del Canale con 200 migranti che muoiono (più bambini)

Viene installata la piattaforma petrolifera Audax a 600 metri di profondità

L’OCCASIONE PERSA DELL’ITALIA PER LA PAURA COLLETTIVA LUCIO CARACCIOLO (segue dalla copertina)

l’irlandese San Leon, con soli diecimila euro di capitale sociale che ha già ottenuto un’area di 482 chilonetri quadrati di fronte Selinunte. E a Pantelleria è già esplosa la rivolta contro la piattaforma australiana della Audax comparsa improvvisamente due mesi fa a 14 miglia dalle spiagge. Di notte le sue luci illuminano come fari quello stesso mare in cui attrezzatissime navi oceanografiche, quasi sempre americane, razziano gli inestimabili tesori archeologici di quell’enorme forziere dal quale casualmente, dodici anni fa, ancora i marinai di un peschereccio di Mazara del Vallo recuperarono la meravigliosa statua bronzea del Satiro danzante rimasto impigliato per un piede ad una rete da pesca. Lì sotto, nel ventre di galeoni e velieri affondati secoli fa, giacciono ancora i suoi “fratelli” in attesa che qualcuno vada a recuperarli.

ove la principale linea di faglia, quella fra Occidente e islam, bisecava il Mediterraneo: noi di qua, loro di là. Tutto era apparecchiato per l’inevitabile scontro fra Bene e Male. Per fortuna, le profezie catastrofiste sull’inevitabile nuova Lepanto sono rimaste tali. Non per questo le paure reciproche — al limite del razzismo, o anche oltre — hanno cessato di agitare le sponde del nostro mare. Abili imprenditori politici, a cominciare dalla Lega Nord, giocano su queste paure per conquistare voti. Molti di noi sono convinti che orde di musulmani poveri e inferociti stiano invadendo lo Stivale attraverso il Canale di Sicilia. Se poi, dati ufficiali alla mano, si scopre che non solo non c’è nessun assalto africano alla penisola, ma che nel braccio di mare fra Libia e Italia transita una percentuale ridotta e declinante della massa di immigrati clandestini che sta radicandosi da noi, poco importa. Certe paure collettive non hanno bisogno di basi razionali. Si autoalimentano schivando ogni riflessione critica. È così che l’Italia sta perdendo l’ennesima occasione storica, quella di diventare ciò che natura imporrebbe: il centro europeo del Mediterraneo. La geografia ci vuole mediterranei. Eppure noi viviamo questa condizione come una condanna. Perché ci sentiamo come un’appendice sempre più periferica di ciò che resta dell’Europa, in balìa delle minacce da sud — dal terrorismo ai flussi di africani disperati e ai traffici clandestini di droga e armi. Sicché siamo culturalmente ed economicamente anti-mediterranei. Proprio ora che questo mare si rivela almeno in potenza una formidabile risorsa per chi vi si affaccia. Perché grazie allo sviluppo delle economie asiatiche e dei corridoi energetici est-ovest il Mediterraneo sta assurgendo a piattaforma strategica dei commerci intercontinentali. Qui passa un terzo delle merci scambiate nel mondo. E qui investono le economie emergenti, dalla Cina al Brasile, dall’India ai paesi del Golfo. Sulle coste nordafricane e levantine, dal Marocco alla Turchia — dove fino a un secolo fa vivevano un milione di italiani, di cui non si tratta nemmeno più nei manuali scolastici — fervono società ed economie proiettate verso il futuro, che noi continuiamo a guardare con gli occhiali del passato. Certo, le differenze culturali e di “civiltà” esistono. Le diffidenze fra europei, africani e asiatici affacciati sul Mediterraneo alimentano la strategia della paura. Lo conferma, fra l’altro, una recente indagine curata dalla Gallup Europe per la Fondazione Anna Lindh, per cui il 73% dei cittadini Ue e il 61% dei mediterranei meridionali considerano questa regione come una fonte di conflitto. Nessuno può negare i rischi e le minacce che covano nel crocevia marittimo dei tre continenti. Ma enfatizzare i pericoli, manipolare fatti e sentimenti per alzare barriere lì dove altri, più lungimiranti, costruiscono ponti e porti, è suicida. Specie per l’Italia. Ma anche per gli altri membri della famiglia comunitaria, che coltivano pervicacemente i propri interessi di brevissimo periodo, trascurando l’orizzonte mediterraneo. È trascorso il tempo del Mare Nostrum e delle tragiche retoriche paraimperiali dell’Italietta o del Duce. Ma se dalle avventure coloniali scarrelliamo nella paranoia da fortezza assediata, finiremo per realizzare proprio quelle profezie di sventura che colorano la chiacchiera mediatico-politologica sul Mediterraneo. Il pastore pazzo non è solo una specialità americana. Quanto al fanatismo islamista, ce n’è sicuramente più da noi che oltre Atlantico. Qualsiasi strategia italiana di pace e di progresso passa per lo sviluppo concertato del Mediterraneo, che ne connetta ogni sponda. Di Muri ne abbiamo abbastanza.

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cia indietro e sparì nella notte. Così raccontò Hampton, 17enne eritreo: «Gli uomini di quel peschereccio hanno visto che stavamo morendo, ma non ci hanno portato a bordo. Speravamo che dessero l’allarme, invece siamo rimasti in mare per altri giorni e tutti gli altri che erano ancora vivi sono morti, siamo rimasti solo in cinque». Quel peschereccio non era italiano, i nostri marinai le regole del mare le rispettano anche se in tanti hanno pagato un conto salato, denunciati e processati per aver salvato vite umane. «Ma lasciarli morire, no. Siamo uomini e pescatori e rispettiamo le leggi del mare. Inutile nasconderlo, però, se possiamo evitiamo di prenderli a bordo, abbiamo paura di quello che può succedere con queste leggi assurde. Noi andiamo in mare per lavorare e ogni giorno di pesca persa è pane che togliamo ai nostri figli», dice il comandante Antonio Giacalo-

ne, uno che di immigrati sottobordo se n’è trovati parecchi. «Basta con questo paradosso: noi diamo le motovedette alla Libia e con le motovedette italiane i libici sequestrano i nostri pescherecci che pescano in acque internazionali e ci confiscano le barche. Importa a qualcuno?». Le gabbie dei tonni: spesso ormai gli scafisti abbandonano il loro carico umano aggrappato alle trappole che servono a far ingrassare i tonni destinati al mercato dei giapponesi. Sono loro gli ultimi predoni dei nostri fondali: i tonni siciliani vengono pescati tra Malta e il golfo della Sirte, condotti lentamente, alla velocità di un nodo, per non farli soffrire fino agli allevamenti dove vengono nutriti tutti i giorni per quattro, cinque mesi con sarde, calamari e sgombri per fare “ingrassare” gli animali, naturalmente, senza mangimi, e farli venir su con quella carne rossa e grassa che piace tanto in Orien-

te. Poi li caricano sulle grandi navi con celle frigorifere e li portano via. È una concorrenza imbattibile per le marinerie locali, mazaresi e nordafricane, che si contendono il “Mammellone”, la zona di pesca più ricca di tutto il Mediterraneo, un fondale improvvisamente basso a ridosso della piattaforma continentale africana. È qui che si pescano i dentici pregiati e i gamberoni rossi, è qui che ci si insegue, ci si sperona, è qui che le motovedette tunisine e libiche tendono i loro agguati: costringono le imbarcazioni italiane a seguirle in porto, le sequestrano con tutto il loro carico, le rilasciano solo dopo un lungo lavoro di diplomazie e soprattutto dopo un congruo esborso di denaro. Ma è un mare da difendere a tutti i costi, adesso anche dall’attentato ambientalista. Dopo il gasdotto sono arrivate le trivelle, le piattaforme off-shore di misteriose società straniere come


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IL PERSONAGGIO R2MONDO

PER SAPERNE DI PIÙ www.martinlutherking.org www.panopticongallery.com/artist/ernest_withers

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Per milioni di neri Withers era un eroe che ritraeva le loro battaglie Si trovava con il reverendo anche quando venne ucciso a Memphis

CON IL GIORNALE Martin Luther King fotografato da Ernest Whiters (a destra)

La scheda DIRITTI CIVILI

INFORMATORE

L’IDENTITÀ

Ernest C. Withers, il più famoso fotografo delle marce per i diritti civili, era un informatore dell’Fbi. Whiters, era amico intimo di Luther King

Whiters avrebbe fornito numerose informazioni a due agenti dell’Fbi sui piani organizzativi delle marce e sulla vita personale degli attivisti

Nei documenti l’identità di Whiters è protetta da un codice, ME 338-R, ma alcune pagine citano anche senza censure il nome dell’informatore

Il fotografo di Luther King era un infiltrato dell’Fbi DAL NOSTRO CORRISPONDENTE FEDERICO RAMPINI NEW YORK er generazioni di neri era una figura eroica: il “loro” fotografo, quello che aveva immortalato le battaglie per i diritti civili stando sempre dalla parte giusta, al fianco di Martin Luther King. Tre anni dopo la sua morte emerge un’altra verità sulla sua vita: il grande Ernest Withers era una spia al soldo dell’Fbi. Ammesso tra i più intimi nella cerchia dei leader afroamericani, li tradiva per raccontare tutto alla polizia. E pensare che la sua famiglia sta per inaugurare un museo in suo nome, dove intende esporre l’opera imponente di Withers, un gigante del foto-reportage, l’autore di tutti gli scatti storici sulle grandi lotte degli anni Cinquanta e Sessanta contro la segregazione razziale. Ad abbattere Wither dal suo piedistallo ci ha pensato il giornale di Memphis – la città dove fu assassinato King – usando il Freedom of Information Act che sancisce il diritto di accesso agli archivi di Stato. E’

P

punto di svolta. Fu una delle più importanti vertenze sindacali per ottenere parità di paga, a pari lavoro, tra neri e bianchi. King era già un leader carisma-

tico dall’influenza politica nazionale, quando decise di portare la sua solidarietà a quello sciopero, pochi giorni prima di finire assassinato nella stessa

città. I netturbini neri con i cartelli che esibiscono una semplice scritta, “I Am a Man”, io sono un uomo, restano grazie a Withers l’icona di quella lotta

vincente. Ma Withers si era conquistato la fiducia e la stima del “Gandhi nero” già molto tempo prima: sue erano le foto di un’altra battaglia ben più an-

tica, agli esordi di King, il boicottaggio degli autobus “segregati” nel 1955 a Montgomery in Alabama. «E’ un tradimento che lascia sgomenti» commenta sul New York Times lo storico Athan Theoharis, di fronte alla rivelazione sulla doppia vita del grande fotografo. «E’ anche una conferma – aggiunge Theoharis – di quanto l’Fbi fosse riuscita a infiltrare il movimento per i diritti civili. La fiducia dei leader verso Withers era totale». Lo stesso Withers che per due anni interi, dal 1968 al 1970, andava regolarmente a rapporto da due agenti dell’Fbi, Howell Lowe e William Lawrence, a cui raccontava tutto: dettagli della vita personale di Martin Luther King e altri capi del movimento, più i loro progetti, i preparativi per le battaglie a venire. La clamorosa scoperta sul fotografo-spione la dice lunga sull’ossessione di un altro grande personaggio dell’epoca, forse il nemico più temibile di King: il potentissimo capo dell’Fbi Edgar Hoover. Per Hoover spiare il leader nero era un chiodo fisso. Reazionario, cinico, capace di calpestare la legge

Il leader dei diritti civili aveva piena fiducia nel reporter che lo seguiva sempre, voleva che ritraesse le lotte degli afroamericani

E’ stato smascherato, a tre anni dalla sua morte, grazie alle legge che regola l’apertura degli archivi di Stato

nei dossier dell’Fbi che il giornale locale ha trovato tutta la verità: sotto il codice cifrato M.E. 338-R si nascondeva l’informatore Withers. L’uomo che fu tra i pochi ammessi nella camera 306 del Lorraine Hotel di Memphis, in quel pomeriggio del 4 aprile 1968, quando King si affacciò al balcone e fu centrato dal colpo mortale, era pagato dalla polizia. Il profeta della non-violenza, il pastore che pronunciò il celebre discorso “I have a dream”, aveva una fiducia cieca in Withers. C’era bisogno di uno come lui, che documentasse giorno per giorno la fantastica marcia dei neri americani verso l’emancipazione; ed era importante che fosse nero anche lui, parte del movimento. Meglio ancora se in più era un vero artista dell’immagine, un genio dell’inquadratura, dotato di un formidabile intuito per trovarsi al posto giusto nel momento giusto. Sul talento di Withers nessuno può eccepire. Ancora oggi si resta ammirati di fronte ai suoi foto-reportage sulla grande marcia dei netturbini neri per le vie di Memphis: lo storico sciopero che nel marzo 1968 divenne un

pur di raggiungere i propri fini, il capo di tutti gli sbirri era convinto che le battaglie per i diritti civili andavano fermate con ogni mezzo. Di King lo preoccupava anche il ruolo di contestatore contro la guerra del Vietnam, in una fase in cui il conflitto andava storto, e una percentuale elevata dei soldati erano neri. Hoover fece di tutto per distruggere King: raccolse prove della sua infedeltà coniugale, tentò di ricattarlo, gli scrisse perfino una lettera anonima per spingerlo al suicidio. La persecuzione fu così sistematica, che diverse “teorie del complotto” hanno ricondotto al capo dell’Fbi lo stesso assassinio di Memphis. Ora la scoperta che l’amico-fotografo era al suo soldo, non può che rilanciare i sospetti più terribili. In quanto a Withers, alcuni dei suoi vecchi amici riescono a reagire con indulgenza. Andrew Young, il leader nero che fu sindaco di Atlanta e ambasciatore all’Onu, ha commentato con rassegnazione: «Perché stupirsi? Eravamo circondati, intercettati, ogni nostro gesto era sotto vigilanza, e lo sapevamo». © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA MODA R2CRONACA

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Colori brillanti e nostalgie anni ‘70 sulle passerelle di New York Torna il patchwork e i pantaloni a zampa di elefante stile West Coast

La novità

Moncler apre nella grande Mela IL SANDALO

LA BORSA

Colori tenui e linee esili per i sandali firmati Rocco Barocco

È firmata Fontana la borsa in pelle del colore del mare

L’OROLOGIO È targato Brosway l’orologio all black sportivo-chic da portare con tutto ad ogni ora del giorno e della sera

DAL NOSTRO INVIATO LAURA ASNAGHI NEW YORK arc Jacobs, il guru della moda americana, ha decretato il ritorno delle gonne lunghe, “dai colori brillanti ma in versione glamour-chic, stile anni ‘70”. In passerella, magnifiche modelle con le gambe velate di chiffon, spacchi sexy che svelano la lingerie e chiome vaporose sotto cappelli spettacolari. Mentre in giro imperversano le mini e gli short, lui lo stilista più osannato d’America, che parla bene l’italiano, inverte la tendenza, e riporta la moda all’eleganza degli anni Settanta, con abiti che si rifanno, in maniera dichiarata, a chi ha segnato quell’epoca. «Questo è un omaggio agli italiani Walter Albini, Missoni, Basile, ma anche ai grandi della moda francese come Yves Saint Laurent e Kenzo». Jacobs spiega di essere cresciuto studiando le loro collezioni: «Queste sono le cose che amo di più e che fanno belle le donne», am-

M

PER SAPERNE DI PIÙ www.mbfashionweek.com http://seidimoda.repubblica.it

L’ANELLO Annamaria Camilli propone un anello con perla e brillante dai toni sabbiati

ELEGANZA Gambe velate di chiffon, chiome vaporose e spacchi sexy: ritorno ai ’70 per Marc Jacobs

I dettagli

Vintage Pelle e fiori formato Diesel Jacobs lancia le maxi-gonne mette. Ma la voglia di proporre gli anni Settanta, gli è venuta questa estate, a Cannes, al party per i 40 anni di Naomi. «Tutte le ragazze avevano gonne longuette e un make up meraviglioso — racconta — e a fine serata, dopo i balli scatenati, queste mise ave-

vano un’aria vissuta». La sfilata di Jacobs è quella più gettonata: 12 minuti di show, con musica di Vivaldi e 54 modelle al seguito. Gonne che sfiorano la caviglia anche per Donna Karan, che immagina la sua donna in una situazione tipo “Tè nel deserto”,

RIVOLUZIONE Il re del jeans Renzo Rosso presenta la sua linea “Black Gold” (Diesel) dai toni sabbia e terra

con elegantissini e velati abiti da sera in chiffon, color sabbia, e raffinate sahariane da giorno e gonne lunghe e fascianti, stropicciate ad arte. Da New York parte la rivoluzione del guardaroba per la prossima estate e Renzo Rosso, il

re del jeans, targato Diesel, con la sua etichetta “Black gold”, quella disegnata da Sophia Kokosalaki, detta una nuova linea: basta con il denim blu, tutto è virato nei colori cipria, sabbia, terra, come le coste della California, la West Coast amata dai

MONCLER apre il primo negozio a New York, in Prince street, con una vetrina fitta di pini e, all’interno, tutta la gamma dei prodotti con il marchio amato anche da Michelle Obama. Tra i pezzi forti della nuova collezione il giubbotto anti-proiettile, in chiave pacifista, un progetto di Pharrell Williams, il famoso produttore di personaggi come Madonna e Shakira. A fare gli onori di casa Remo Ruffini, l’uomo che ha rilanciato Moncler nel mondo. giovani rockettari, fan del vintage, con pantaloni a zampa di elefante, giacche in pelle e gonne con patchwork floreali. Renzo Rosso compie 55 anni e li festeggia, venerdì 17, nel suo quartiere generale in Veneto, «con 100 amici, 100 celebrities da tutto il mondo e il concerto in fabbrica di Jovanotti». Il jeans si rinnova e quello di “J brand”, indossato dalle star di Hollywood, che porta la firma di 5 disegner top internazionali, si pone come obiettivo quello di scolpire glutei e gambe, garantendo con il massimo del comfort. © RIPRODUZIONE RISERVATA


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LA SCIENZA R2CRONACA

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PER SAPERNE DI PIÙ http://news.stanford.edu/news/2010 http://berkeley.edu/news/media/releases

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Transistor, micro fili, gomma speciale: l’hanno creata gli scienziati americani di Stanford e Berkeley Può essere applicata da subito su robot e protesi: è in grado di percepire il tocco dell’ala di una farfalla

La pelle artificiale che “sente” le cose come quella umana

(segue dalla prima pagina)

MICHELE BOCCI

L’

hanno messa a punto due gruppi di ricercatori statunitensi delle università di Stanford e Berkeley, che hanno presentato i risultati dei loro lavori lo stesso giorno, il 12 settembre, sulla stessa rivista scientifica, Nature materials. Si aprono così prospettive enormi in vari campi. Prima di tutto in quello delle protesi, a cui si può dare sensibilità, poi quello della robotica. I ricercatori ipotizzano la creazione di macchine, magari per eseguire interventi chirurgici, in grado di sentire quello con cui vengono a contatto. «La nostra pelle artificiale ha registrato la pressione della car-

dro Nanni Costa del centro nazionale trapianti — In questi casi si usano i tessuti organici custoditi nelle nostre banche, assolutamente efficaci perché permettono il riformarsi di altra pelle». Questi tessuti invece non ser-

Ora si ipotizza la realizzazione di macchine per eseguire interventi chirurgici

La e-skin si potrà applicare sui volanti delle automobili: in assenza di pressione delle mani per un malore si attivano le procedure di emergenza

cassa di una farfalla pesante 20 milligrammi», spiega Zhenan Bao, ingegnere chimico a capo del gruppo della Stanford univercity. I ricercatori da lei coordinati hanno puntato su un polimero elastico, il polidimetilsilossano, collegato a dei transistor realizzati in materiali morbidi e in grado di registrare la pressione che viene esercitata sulla pelle artificiale. A Berkeley per creare la loro e-skin hanno invece usato dei micro fili semiconduttori disposti su una griglia e poi stesi su gomma flessibile. «Gli uomini sanno come tenere un uovo in mano senza romperlo — spiega Ali Javey, l’ingegnere elettronico a capo del gruppo di ricerca dell’università californiana — Se avessimo intenzione di creare, ad esempio, un robot che scarica la lavastoviglie vorremmo essere sicuri che non rompe i bicchieri del vino». La e-skin ha mantenuto la sua elasticità dopo aver subito oltre duemila cicli di piegatura. Da Stanford fanno notare che il tessuto si può anche impiegare su superfici che si vogliono rendere sensibili. Ad esempio i volanti delle macchine. Se fossero in grado di registrare l’assenza della pressione delle dita di chi guida, magari perché ha avuto un malore, potrebbero attivare procedure di emergenza per evitare incidenti. L’utilizzo più affascinante della pelle artificiale resta comunque quello di rivestire le protesi utilizzate da chi ha subito un’amputazione, rendendole così sensibili. «Questo tipo di tecnologia non serve in caso di ustioni o quando c’è da fare una ricostruzione — spiega Alessan-

vono a nulla se vengono posizionati su materiale inorganico come le protesi. Sono molti gli organi artificiali inventati in questi anni. Cuore, reni, polmoni sono stati creati in laboratorio e usati negli ospedali. «Al momento però si tratta di strumenti più cari e meno efficaci degli organi naturali, raccolti con le dona-

zioni», spiega Nanni Costa. Dopo la creazione in laboratorio i pelle sensibile, la prossima sfida, come sottolineano anche da Berkeley è quella di collegarla al meglio al sistema nervoso centrale, per trasmettere le informazioni raccolte dal tessuto. Così le protesi, che già permettono dei movimenti molto simili a quelli degli arti perduti, conquisteranno anche la capacità di toccare. Negli Usa c’è anche uno stilista di questi strumenti che permettono di condurre una vita quasi normale a chi ha avuto un grave trauma. Si chiama Scott Summit e la sua azienda Bespoke di San Francisco produce arti artificiali e altri organi usando alta tecnologia e un design elegante, «non si vede perché chi ha bisogno di organi artificiali debba accontentarsi di brutture», ha spiegato l’imprenditore al New York Times. © RIPRODUZIONE RISERVATA

L’intervista

Il responsabile del centro più importante d’Europa per gli arti meccanici

“Ma la prossima sfida è collegarla al cervello” VOGLIO VIVERE COSI’

la struttura dove viene realizzato il maggior numero di arti artificiali in Europa, circa 8mila all’anno. Il centro protesi dell’Inail a Vigorso di Budrio, vicino a Bologna, da quasi cinquant’anni studia come rendere migliore la vita di chi ha subito un’amputazione, spesso a causa di un incidente sul lavoro. Il direttore tecnico è l’ingegner Rinaldo Sacchetti. Potranno servirvi i risultati delle ricerche statunitensi? «Si stanno facendo molti studi di quel tipo. La cosa più importante è cercare di trasferire le informazioni dei tessuti artificiali al sistema nervoso centrale. Non è facile, è necessario trovare un collegamento con i nervi che sia non invasivo. Credo debba essere la nuova frontiera della ricerca». Le vostre protesi hanno dei sensori? «Certo, e molte volte sono dei computer interni a regolarli. Se una mano artificiale tocca una fonte di calore, come una pentola, possiamo fare in modo che cambi colore, o farla vibrare o far gonfiare un piccolo palloncino nella parte a contatto tra il corpo e la protesi. Questo per segnalare il pericolo di bruciarsi a quella persona». Questi sensori possono simulare il tatto? «No, ma sono in grado comunque di regolare la forza. Se si impugna un bicchiere di vetro vuoto con la protesi e poi si riempie, questa è in grado di cambiare la pressione esercitata per evitare che cada e allo stesso tempo di stritolarlo. Usiamo sensori di forza e di slittamento». (mi.bo.)

È

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CITTA’ DI BENEVENTO

MINISTERO DELLE INFRASTRUTTURE E DEI TRASPORTI

BANDO DI GARA PER ESTRATTO Affidamento della fornitura e posa in opera di n. 35 parcometri per l’esazione delle tariffe della sosta regolamentata, importo della fornitura Euro 245.000,00 oltre IVA; CIG 0534494665; Aggiudicazione: offerta economicamente più vantaggiosa. Termine per il ricevimento offerte: 02/11/2010 ore 12.00; Apertura offerte: 04/11/2010 ore 10.00 c/o Sala gare Settore Ambiente e Mobilità Via Del Pomerio piazzale Iannelli 138 - 82100 BN. Data di spedizione del bando di gara all’Ufficio delle Pubblicazioni Ufficiali delle Comunità Europee 07/09/2010. Data di pubblicazione del bando sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana e all’Albo Pretorio del Comune di Benevento 08/09/2010. Il Bando, il Disciplinare di Gara e il Capitolato D’Appalto sono visibili sul sito www.comune.benevento.it e reperibili c/o il succitato settore. Punti di contatto: SETTORE AMBIENTE E MOBILITA’ Dr Lorena LOMBARDI tel. 0824772439 fax 0824772830; Responsabile del Procedimento: Ing. Giuseppe SORECA.

CAPITANERIA DI PORTO DI NAPOLI

ATAC S.p.A. Partita I.V.A. 06341981006 www.atac.roma.it AVVISO DI GARA ESPERITA N. 33 / 2010 PROCEDURA APERTA Si informa che sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee (G.U.C.E.), sul Foglio Inserzioni della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (G.U.R.I.) n° 107 del 15.09.2010 V serie speciale, nell’Albo Pretorio del Comune di Roma, dal 15.09.2010 al 08.10.2010, è pubblicato l’Avviso di Gara esperita recante i risultati della Procedura Aperta, di cui al bando di indizione n.24/2009, esperita da questa Società per l’affidamento dell’appalto di servizio di manutenzione delle meb di bordo, delle meb di territorio, delle mebit, dei parcometri, dei varchi e validatori della metropolitana, delle ferrovie concesse e di servizi connessi.

Il Contrammiraglio (CP) Domenico PICONE, Capo del Compartimento Marittimo e Comandante del porto di Napoli: RENDE NOTO che con istanza documentata, assunta al protocollo di questa Capitaneria di Porto al n. 60581 in data 29.07.2010 la Società SARDA BUNKERS S.p.A. con sede in Napoli alla Via A. De Gasperi n. 55, ha chiesto il rinnovo della concessione per il servizio di rifornimento combustibili alle navi, trasporto di liquidi ed olii alla rinfusa, rifiuti liquidi e melmosi oleosi, ecc. con l’impiego di navi cisterna e galleggianti, per la durata di anni 4 (quattro), nel porto di Napoli e nei porti ricadenti nella giurisdizione del Circondario Marittimo di Napoli. Napoli, lì 03.09.2010

IL COMANDANTE C.A. (CP) Domenico PICONE

IL DIRIGENTE Dr. Lorena LOMBARDI

Direzione Acquisti e Contratti Il Direttore Dr. Angelo Emidio CURSI

ATAC S.p.A. Partita I.V.A. 06341981006 www.atac.roma.it AVVISO DI GARA ESPERITA N. 32/2010 PROCEDURA APERTA Si informa che sulla Gazzetta Ufficiale delle Comunità Europee (G.U.C.E.), sul Foglio Inserzioni della Gazzetta Ufficiale della Repubblica Italiana (G.U.R.I.) n° 107 del 15.09.2010 V serie speciale, nell’Albo Pretorio del Comune di Roma, dal 15.09.2010 al 08.10.2010, è pubblicato l’Avviso di Gara esperita recante i risultati della Procedura Aperta, di cui al bando di indizione n.25/2009, esperita da questa Società per l’affidamento di un accordo quadro, della durata di tre anni, avente ad oggetto l’affidamento della fornitura, stoccaggio e consegna di titoli cartacei prepagati denominati “voucher” con ologramma, per il pagamento della sosta tariffata, nell’ambito del Comune di Roma. Direzione Acquisti e Contratti Il Direttore Dr. Angelo Emidio CURSI

COMUNE DI SCANSANO ESTRATTO DEL BANDO DI GARA Project Financing ENTE APPALTANTE: Comune di Scansano (GR) – Via XX Settembre n° 34 – 58054 Scansano (GR) OGGETTO: Affidamento con procedura aperta ai sensi dell’art. 153, commi 1-14 del D.lgs. n. 163/2006 della concessione avente ad oggetto la progettazione preliminare, definitiva, esecutiva, costruzione e gestione delle opere relative alla “Realizzazione di una Residenza Sanitaria Assistenziale in Scansano - (CODICE CIG: 04758381F0). L’importo complessivo stimato dell’intervento (progettazione e costruzione), risultante dallo studio di fattibilità, ammonta ad Euro 3.967.024,00 (euro Tremilioninovecentosessantasettemilaventiquattro/00). Categoria OG1 classifica V per importo di Euro 3.304.000,00. TERMINE SCADENZA: ORE 13.00 del giorno 10/12/2010. PROCEDURA AGGIUDICAZIONE: migliore offerta economicamente più vantaggiosa secondo le specificazioni contenute nel disciplinare di gara, mediante il metodo aggregativo compensatore. Si procederà all’aggiudicazione anche in caso di una sola offerta valida. Altre Informazioni: Copia del bando, del disciplinare di gara, dello studio di fattibilità e dei relativi grafici sono disponibili presso l’ufficio Servizi Tecnologici del Comune di Scansano, il Martedì ed il Venerdì dalle ore 10.00 alle ore 12.30, ed il Giovedì dalle ore 15.00 alle 17.00, previo contatto telefonico al n° 0564 509414/415. Estratto di bando pubblicato sulla GURI n°106 del 13/09/2010 V° serie spec. Scansano, 15/09/2010

ESTRATTO AVVISO N. 3/2010 Fondimpresa, Fondo paritetico costituito da Confindustria – CGIL, CISL, UIL, con sede a Roma in via della Ferratella in Laterano n. 33, con l’Avviso n. 3/2010 finanzia Piani formativi rivolti alla formazione dei lavoratori delle aziende aderenti, con priorità per i dipendenti delle PMI. I Piani formativi devono essere stati condivisi tra le parti sociali riconducibili a Fondimpresa con accordi sottoscritti da loro rappresentanze a livello aziendale, territoriale e/o di categoria. Ambito di riferimento Ciascun Piano formativo può interessare solo uno dei seguenti ambiti: - territoriale, esclusivamente in una regione o provincia autonoma; - settoriale, di reti e di filiere produttive, esclusivamente multi regionale. - ad iniziativa aziendale, con Proponenti costituiti prevalentemente da imprese beneficiarie della formazione, anche su base multi regionale. Tipologie ed aree tematiche I Piani formativi possono riguardare, anche in forma integrata: ambiente, sicurezza e innovazione organizzativa; sviluppo organizzativo; innovazione tecnologica; competenze tecnico-professionali; competenze gestionali e di processo; qualificazione/riqualificazione. Destinatari Sono destinatari dei Piani esclusivamente i lavoratori occupati in imprese che hanno aderito a Fondimpresa, con priorità per i lavoratori con contratti di inserimento o reinserimento, i lavoratori posti in cassa integrazione guadagni, anche in deroga, i lavoratori con contratti di solidarietà e i lavoratori a tempo determinato con ricorrenza stagionale, anche nel periodo in cui non sono in servizio. Soggetti Proponenti Possono presentare la domanda di finanziamento, singolarmente o in Associazione Temporanea o Consorzio, già costituiti o da costituire: a) le imprese beneficiarie della formazione per i propri dipendenti, già aderenti a Fondimpresa alla data di presentazione della domanda; b) gli enti di cui all’art. 1 della legge 40/87 riconosciuti dal Ministero del Lavoro; c) gli enti accreditati per attività di formazione secondo le normative regionali, oppure in possesso della certificazione di qualità in base alla norma UNI EN ISO 9001, settore EA 37, in corso di validità, per le sedi di svolgimento delle attività formative; d) le Università pubbliche e private riconosciute; e) gli Istituti tecnici che rilasciano titoli di istruzione secondaria superiore; f) altri soggetti, pubblici o privati, legittimati a svolgere le attività oggetto della presente procedura. Finanziamento dei Piani e termini di presentazione delle domande Le risorse disponibili, pari a 66 milioni di euro, verranno assegnate in due scadenze e ripartite tra gli ambiti previsti dall’Avviso. Le domande di finanziamento devono pervenire, a pena di inammissibilità, entro le seguenti due scadenze: 1) a decorrere dal 1° dicembre 2010 fino alle ore 13.00 del 20 gennaio 2011. 2) a decorrere dal 1° giugno 2011 fino alle ore 13.00 del 30 giugno 2011. La domanda di finanziamento, redatta e sottoscritta con le modalità indicate nell’Avviso, deve essere trasmessa esclusivamente su supporto informatico in unico invio dalla casella di posta elettronica certificata del Soggetto Proponente all’indirizzo di posta elettronica certificata presentazione@avviso.fondimpresa.it, indicando come oggetto della comunicazione “Avviso n. 3/2010 – ambito ______________ “. Comunicazioni e informazioni Eventuali quesiti in merito all’Avviso devono essere inviati all’indirizzo e-mail: avviso3_2010@fondimpresa.it; le risposte alle domande più frequenti sono pubblicate sul sito www.fondimpresa.it. Obiettivi, condizioni e modalità di partecipazione sono riportati nel testo integrale dell’Avviso e nei suoi allegati pubblicati sul sito www.fondimpresa.it. IL DIRETTORE GENERALE Michele LIGNOLA

SI AVVISA che la sentenza n. 1149/2004 del 18/03/2004 del Tribunale di Brescia contro Buonavoglia Raimondo, sarà visibile sul sito www.giustizia.it – pubblicazione sentenze dal 15 al 30/09/2010. Forlì, 06/09/2010

TRIBUNALE DI PADOVA N. 2711/2006 R.G. NR - N. 2865/2006 R.G. GIP Il Giudice per l’Udienza Preliminare di Padova Letti gli atti del procedimento penale instaurato nei confronti di: CAON DOMENICO + 1 per il reato di rilevazione ed utilizzo di segreto d’ufficio ed altro (artt. 326 co. 1 e 3, 615 ter co. 1 e 2 n. 1 e 3, 319, 321 C.P.)-Rilevato che in data 30.06.2010 è stato disposto il rinvio a giudizio FISSA ai sensi dell’art. 429 c.p.p. l’udienza per il giorno 08.11.2010 alle ore 09,30 davanti il Tribunale di Padova Sezione Penale in composizione collegiale aula “G” Francesco De Castello piano terra – in Padova via Nicolò Tommaseo n. 55 disponendo la notifica agli imputati contumaci e alle persone offese non presenti all’udienza del 30.06.2010. Considerato l’elevato numero delle persone offese destinatarie dell’atto da notificare e la conseguente difficoltà di notificazione nelle forme ordinarie DISPONE Che la notificazione alle persone offese del decreto che dispone il giudizio avvenga per pubblici annunci, a norme dell’art. 155 c.p.p., mediante deposito di una copia integrale dell’atto nella casa comunale di Padova, nonché pubblicazione sul quotidiano telematico del Ministero della Giustizia “News on Line”, consultabile sul sito internet del medesimo all’indirizzo www.giustizia.it, voce “avvisi di fissazione udienza”e che dell’avvenuta pubblicazione sul predetto sito e delle modalità di consultazione venga dato avviso tramite pubblicazione per estratto del decreto su quotidiano a tiratura nazionale , in giorno feriale, e con l’inserimento di altro identico estratto nella Gazzetta Ufficiale della Repubblica. IL GIUDICE Dott.ssa Mariella FINO

COMUNE DI SASSARI AVVISO Procedura aperta per l’affidamento del servizio di gestione operativa del sistema di smaltimento RSU dell’ex bacino 12 di Sassari - Discarica controllata di Scala Erre In relazione alla gara d’appalto indicata in oggetto si comunica che sul sito internet www.comune.sassari.it sono in pubblicazione chiarimenti con la relativa documentazione informativa. I chiarimenti pubblicati comportano uno spostamento del termine ultimo di ricezione delle offerte e la data di apertura delle offerte alle seguenti date: Termine ultimo di ricezione delle offerte: ore 12,00 del giorno 27 settembre 2010. Data di apertura dei plichi; ore 10,00 del giorno 28 settembre 2010. Per quanto non rettificato valgono le disposizioni del bando già pubblicato. Sassari, lì 07.09.2010 Il Dirigente Dott.ssa Maria Pia Simonetta Cicu

Ufficio Motorizzazione N. 600/C.MOT.1002.G.92 N. 600/C.MOT.3002.G.9

Roma, 13 settembre 2010

AVVISO DI GARA

IL DIRETTORE AMMINISTRATIVO Dott.ssa Maria Grazia Venturi

Padova, 08.09.10

MINISTERO DELL’INTERNO DIPARTIMENTO DELLA PUBBLICA SICUREZZA Direzione Centrale dei Servizi Tecnico-Logistici e della Gestione Patrimoniale

E’ indetta una procedura ristretta accelerata, in ambito UE/WTO, ai sensi del D.Lgs. 12 aprile 2006, n. 163 e successive modificazioni, recante il Codice dei contratti pubblici di lavori, servizi e forniture in attuazione delle direttive 2004/17/CE e 2004/18/CE, per l’appalto di: 1° lotto - fornitura di n. 1 autobus per il trasporto di 28 + 1 + 1 persone, categoria M3, “classe III”, in colore di serie metallizzato, con motore diesel, sovralimentato, con cilindrata non inferiore a 5.000 cc. e potenza non inferiore a 138 kW; 2° lotto - fornitura, a quantità indeterminata, di lubrificanti, grassi, liquidi per freni e liquidi protettivi per radiatori per gli autoveicoli della Polizia di Stato, per il biennio 2011-2012. Il testo integrale del bando di gara cui fare riferimento per le modalità ed i requisiti di partecipazione è stato inviato all’Ufficio delle Pubblicazioni Ufficiali delle Comunità Europee in data 10 settembre 2010 e sarà pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale della Repubblica italiana n. 108 V Serie - del 17 settembre 2010. Le domande di partecipazione, corredate dalla documentazione prescritta dal citato bando integrale, dovranno pervenire entro le ore 13,00 del giorno 4 ottobre 2010. La mancanza della documentazione e/o l’inosservanza del termine di presentazione delle domande di partecipazione determineranno l’esclusione dalla gara. Informazioni potranno essere richieste dal lunedì al venerdì ai numeri telefonici 06/46539846 - 06/46539808 - 06/46529686 dalle ore 09,00 alle ore 13,30 ovvero tramite fax al n. 06/46539988 o alla seguente e-mail: tiziana.leone@interno.it. IL DIRIGENTE DELL’UFFICIO Tiziana Leone


la Repubblica

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CULTURA

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In pubblico e al cinema sono banditi. Ma ora una diva dello schermo, figlia di Amartya Sen vuol capirne i motivi. Ed è nato un progetto

I BACI PROIBITI PERCHÉ BOLLYWOOD LI CENSURA FRANCO LA CECLA osa c’è in un bacio? Il grande psicanalista Adam Phillips dice nel suo libro Sul bacio, il solletico e la noia che se baciarsi è un modo di far tacere le bocche degli amanti, bisognerebbe capire che cosa ci si dice baciandosi. Freud dice che il bacio è un sostituto, una perversione di un amplesso, ma che è l’unica perversione che accettiamo come normale. Oggi in realtà nella nostra cultura il bacio è talmente inflazionato che vuol dire ben poco, ha perso molto della perversione e del “plot” dell’apice di una storia (è sempre Phillips che sostiene che ogni bacio è una storia in miniatura). Non è così però dappertutto. In India il bacio è ancora considerato qualcosa molto vicino all’oscenità e in quanto tale è proibito in pubblico. Richard Gere, che ha baciato una famosa attrice indiana durante un festival a Bombay, è stato scagionato per il rotto della cuffia. E nei film di Bollywood le scene di baci sono evitate, accennate ma mai mostrate, ci sono avvicinamenti al bacio, ma poi passa una cascata di farfalle o di petali a nascondere il fatto. Sappiamo che l’eroina è stata baciata perché il suo punto rosso sulla fronte ha subito una svirgolatura. Un anno fa ho avuto la strana

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IL BACIO A destra, un’immagine dal Kamasutra Sotto a sinistra Nandana Sen e a destra il padre Amartya Sen

primi del Novecento, la storia del pittore Raya Varna, che per primo raffigurò gli dei e le dee nude. Nandana Sen incarnava la modella e amante preferita. A cena avevamo scherzato, dicendo che sarebbe stato bello fare un documentario sulla storia del “non –bacio” in India, un po’ come Tornatore aveva fatto montando in Nuovo Cinema Paradiso i baci rubati al pubblico di Bagheria. Non mi sarei aspettato di essere preso sul serio, ma Nandana, che è una specie di Nicole Kidman del cinema indiano, una bellezza intelligente e colta (non per nulla è figlia del premio Nobel per l’economia Amartya Sen) ha raccolto la sfida e oggi a distanza di un anno mi trovo a scrivere con lei un soggetto sull’“indian kiss”. Perché in India il bacio è considerato “osceno”? E per esempio non lo sono le scene molto

Quelle scene sono appena accennate, ma mai mostrate. Ci sono avvicinamenti. Poi compare una cascata di farfalle o di petali che nasconde il fatto opportunità di cenare insieme a una famosa star di Bollywood, Nandana Sen, e al suo regista Ketan Mehta. L’occasione era il festival del cinema indiano “River to River” che la coraggiosa Selvaggia Velo organizza da dieci anni a Firenze. Quel pomeriggio era stato proiettato il film I colori della passione, una storia ambientata nell’India dei

erotiche di corteggiamento, di caduta nel fiume o nella fontana dell’eroina che puntualmente si infradicia al punto da mostrare generosamente le forme? Nandana mi spiega che intanto è solo nei film di Bollywood, nei film cantati e ballati (che costituiscono la maggior parte della produzione indiana: 6000 film all’anno e 14 milioni di

spettatori al giorno) che il bacio è disdicevole. Forse perché Bollywood è la continuazione del teatro tradizionale dove le parti femminili erano impersonate da uomini. E poi mi racconta che per le attrici di Bollywood la domanda d’obbligo nei rotocalchi non è come per le nostre star, «Lei farebbe scene di nudo?», ma «Lei bacerebbe?» a cui puntualmente le star rispondono «Assolutamente no!». Nandana mi guarda da dietro i suoi occhiali, scusandosi di portarli, come se potessero levare qualcosa alla sua bellezza devastante da 43enne che ne dimostra venticinque, aggiunge che però la proibizione del ba-

Il caso

cio ha creato intorno a esso un’aura potente e ha consentito di costruire una sensualità per allusioni e accenni che è molto più struggente della più sboccata scena erotica. Lei alterna film impegnati (I colori della passione non è ancora uscito in India perché investe un tema molto scottante, quello del nuovo fondamentalismo indù) e film di Bollywood, è l’eroina di un Prince che è il remake di Matrix per le folle indiane, e sa soprattutto, essendo cresciuta tra New York e Bombay, cosa significa spiegare a un pubblico non indiano le stranezze dell’India. La sfida che il bacio indiano ci

La rivista

“VAN GOGH A ROMA L’ITALIA AL BIVIO L’ULTIMA MOSTRA” DI “ALFABETA2” ROMA — «Quella di Van Gogh che si apre l’8 ottobre al complesso del Vittoriano potrebbe essere l’ultima grande mostra». A lanciare l’allarme è stato ieri l’assessore alla Cultura del comune di Roma Umberto Croppi, contestando il provvedimento inserito nella finanziaria secondo cui nel 2011 le amministrazioni pubbliche, o le società partecipate, non potranno spendere più del 20% per le mostre di quanto investito nel 2009. A rischio i budget di Vittoriano, Palaexpo, Musei Capitolini, Macro. «Correggeremo la norma», ha risposto il sottosegretario ai Beni Culturali Francesco Giro.

MILANO — Umberto Eco, Gillo Dorfles, Achille Mauri e Silvia Ballestra presentano domani (alle 18) alla Triennale di Milano il secondo numero di Alfabeta2. La rivista, il cui titolo è “Italiani al bivio”, propone un omaggio all’opera di Fabio Mauri. Tra gli argomenti, un dossier a cura di Sergio Bologna sulle condizioni precarie degli “operai della conoscenza”: gli intellettuali che lavorano nell’editoria e nel mondo della moda. Firmano il numero, tra gli altri: Aldo Bonomi, Omar Calabrese, Furio Colombo, Andrea Cortellessa, Maurizio Ferraris, Aldo Nove.

pone è proprio questa: come raccontare che la sessualità, l’erotismo, la seduzione non hanno caratteri universali, ma declinazioni geografiche, il pudore e le infrazioni a esso, il desiderio e le sue rappresentazioni cambiano di paese in paese. Visto che l’India è un grande paese emergente, forse è interessante capire che Bollywood non è Hollywood e che quindi la maniera di baciare a Hollywood non ha poi colonizzato quella di baciare a Bombay. Ci sono scene magnifiche di film indiani – tra tutti Om Shanti Om, uno sfottò dell’industria di Bollywood a se stessa - dove il protagonista, povero e idealista, si innamora di una grande star e sogna di poterla abbracciare, ma lo potrà davvero fare dopo essere morto ed essersi reincarnato. Non la bacia, ma la bacia in realtà dappertutto tranne

baciare”. Lei è entusiasta, prende appunti, come una che ha un Phd a Boston, scrive decine di pagine e vuole assolutamente intervistare le grandi star del cinema indiano da Sharmila Tagore, eroina dei film di Satyajit Rai, alla Miss Mondo, Aswarai Raj, al famosissimo Bachchan al bel Shah Rukh Khan. Io la guardo stupito che un’idea così balzana sia stata presa sul serio. Adesso occorre andare avanti, magari trovare i soldi per farla diventare vera, e soprattutto darle una dimensione divertente e intrigante dove sia la gente che va al cinema nelle grandi sale di Calcutta e Bombay a parlare, a spiegare, ai nostri pubblici perché la loro sensibilità è diversa dalla nostra. Insomma vorremmo traghettare un po’ dello spirito indiano in Europa senza avere un tipico sguardo eurocentrico che tratta

La vicenda dimostra che sessualità e seduzione non hanno caratteri universali, ma declinazioni geografiche Come il pudore e le infrazioni ad esso che lì. E ci sono altri film in cui una ragazza attraversa un ruscello e la gonna le si alza lentamente per la durata di tre o quattro minuti, un upgrading che dà il batticuore anche se poi la posizione raggiunta sarà solo il ginocchio. Insomma con Nandana abbiamo deciso di chiamare il progetto “Un’altra maniera di

le stranezze altrui come esotismi da sottosviluppati, e allo stesso tempo approfittare del “bacio rubato” in India per raccontare quello che i baci dicono senza dirlo, le domande che fanno, la domanda fondamentale di Cressida nel Troilo e Cressida di Shakespeare: «Nel bacio chi è che prende e chi è che da?». © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

CULTURA R2CULTURA

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L’intervista/ L’analista Alberto Semi fa l’identikit dei pazienti di oggi “Soli, disperati e aggressivi incapaci di tollerare il fallimento”

Una nuova edizione del libro inchiesta di Gad Lerner

QUEGLI OPERAI COSÌ SILENZIOSI GAD LERNER Pubblichiamo parte dell’introduzione alla nuova edizione del libro di Gad Lerner Operai, in uscita in questi giorni da Feltrinelli.

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rascorso un quarto di secolo dalla vicenda operaia narrata in questa inchiesta, oggi sappiamo com’è andata a finire: il passaggio storico degli anni Ottanta ha archiviato l’illusione che possa esistere una classe sociale per sua natura rivoluzionaria, ma soprattutto ha consentito a un’élite dalle scarse ambizioni e dalle ancor più modeste capacità imprenditoriali di imporre una vita peggiore al popolo delle formiche destinato alla produzione industriale. Si era appena celebrato un traumatico divorzio tra la fabbrica e la politica, e di conseguenza veniva promessa ai lavoratori un’epoca di pace sociale contrassegnata da progressi moderati ma costanti. Nella disciplina aziendale, superata la reciproca azionisti e ai bonus dei manager. La condiffidenza, avrebbero trovato un’alterna- ferma viene dagli studiosi delle disuguativa vantaggiosa all’utopia del potere ope- glianze di reddito che adottano per le loro raio. Accettando un destino subalterno, misurazioni un indicatore sintetico, detto sarebbero vissuti meglio. Mansioni meno “coefficiente di Gini”. L’Italia viene indicata fra le nazioni a più pesanti, un percorso di carriera non privo di piccole soddisfazioni professionali, un alto tasso di disuguaglianza interna, neltempo libero gratificante. È andata davve- l’apposita classifica stilata fra i trenta paesi IL LIBRO Esce dell’Ocse. Per l’esattezza figura sesta, supero così? in una nuova Fra il 1983 e il 2005 la percentuale del rata solo da Messico, Turchia, Portogallo, edizione Prodotto interno lordo italiano attribuibi- Stati Uniti, Polonia. “Operai” Talmente drastica è la decurtazione sule in quota ai profitti d’impresa ha goduto di Gad Lerner di un balzo poderoso: otto punti di Pil al- bita dai lavoratori, da costringerci a rimet(Feltrinelli l’insù, corrispondenti in moneta corrente tere in discussione le teorie tradizionali sui pagg. 224 a circa centoventi miliardi di euro. Se la cicli del conflitto sociale. Perché non si soeuro 8) ricchezza travasata negli utili aziendali no ribellati? Perché hanno considerato accettabili le disuguaglianze crescenti a loro danno, per di più enfatizzate dalla nuova cultura spettacolare di un potere che ha Dal 1983 al 2008, abbiamo utilizzato il lusso e l’ostentazione come assistito a una colossale strumenti di consenso? Confido che gli inridistribuzione del reddito terrogativi suscitati dalla lunga stagione di a favore degli azionisti pace sociale trovino parziale risposta nelle testimonianze di vita narrate in questo ree a tutto discapito dei lavoratori portage: già nel corso degli anni Ottanta si verificava, infatti, il ridimensionamento fosse rimasta invece, come prima, nelle del salario a componente parziale del redbuste paga dei lavoratori, si sarebbe evita- dito con cui tirano avanti le famiglie opeta loro una decurtazione corrispondente raie. La busta paga si rivelava insufficiente a settemila euro di salario all’anno. Tale alla loro sussistenza. È aumentato, viceverdanno può essere ricalcolato per cautela sa, il ruolo di sostegno esercitato all’interin cinquemiladuecento euro annui di per- no del nucleo familiare dai titolari di reddidita, sommando alla platea dei lavoratori to pensionistico, sommato alle entrate ocdipendenti (diciassette milioni) anche la casionali derivanti dal lavoro nero. Solo variegata galassia degli autonomi (sei mi- questo insieme di ammortizzatori spontalioni). Ma la sua incidenza sul tenore di vi- nei ha scongiurato un crollo verticale del ta delle famiglie operaie resta in ogni caso potere d’acquisto e della capacità di condecisiva: basti pensare che nel 2009 mi- sumo complessiva. Il popolo delle formigliaia di dipendenti Fiat, a causa di pro- che si è industriato nell’arte di arrangiarsi, lungati periodi di cassa integrazione, han- riducendo le sue aspettative salariali. Veno subito un abbassamento di reddito fi- nuta meno la speranza di ottenere miglioramenti per via sindacale e politica, il valono alla soglia di undicimila euro annui. Mese dopo mese, anno dopo anno, re della tranquillità ha prevalso sulla proun’enorme massa di denaro è stata dirot- pensione al conflitto. tata dalle buste paga ai dividendi degli © RIPRODUZIONE RISERVATA

ILTEMPO DELLA VERGOGNA NARCISISTI FRUSTRATI MALATI DI INSUCCESSO LUCIANA SICA ggi, a 65 anni, un po’ caustico dice di sé: «Non voglio diventare un grande vecchio, né potrei. A me basta poter diventare vecchio». Didatta della Società psicoanalitica italiana, Antonio Alberto Semi ha diretto la Rivista di Psicoanalisi, l’Istituto Musatti e poi l’Ateneo Veneto. Ha curato il celebre Trattato e una scelta di scritti di Freud. È autore di molti saggi teorici: Il metodo delle libere associazioni s’intitola il suo nuovo libro che Raffaello Cortina pubblicherà in primavera. Da Zizek a Hanif Kureishi, da più parti la psicoanalisi viene rivalutata come una griglia interpretativa del mondo contemporaneo e un “luogo di resistenza” rispetto a una condizione imbarbarita. La stanza d’analisi diventerà un rifugio per anime belle? «La nostra è un’epoca radicalmente differente da ogni civiltà del passato, ma non più barbara di altre. E non da oggi, ma da sempre, la psicoanalisi è un “luogo di L’ANALISTA Antonio resistenza”, irriverente di per sé Alberto Semi rispetto a quel feticcio chiamato (nella foto) coscienza e soprattutto critica di è didatta ogni strategia repressiva – vecdella Società chia e nuova. Noi non aneliamo psicoanalitica ad “aggiustare” gli individui, li italiana aiutiamo piuttosto a riconoscere Sabato sarà e a difendere la loro singolarità... a Pordenone Quanto alle anime belle, sono così convinte di esserlo che non vengono in analisi». Magari solo perché sono altre Un nuovo sintomo le cure egemoni: quelle che promettono una rapida “guarigione”. Secondo lei, il trattamento analitico non è in piena crisi? «Secondo me, no. Tanto è vero che quando mando un paziente a un collega, mi risponde puntualmente che non ha posto. Questo della crisi, è un tema che torna sempre e in fondo rappresenta il senso della psicoanalisi: un lavoro che documenta la fragilità dell’individuo, la sua insuf-

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Il senso d’umiliazione è un nuovo sintomo Nasconde il timore di essere irrilevanti e le ragioni profonde del malessere

“Certe reazioni esprimono spesso il timore grave di essere, e di essere stati, irrilevanti” ficienza, la sua dipendenza dall’inconscio. Un lavoro che mette in crisi». Quali sono le problematiche più comuni che pongono i pazienti? «Le ferite narcisistiche sono frequentissime. Sono la causa e l’effetto di una intolleranza dell’umiliazione, della vergogna, dell’insuccesso. Probabilmente un riflesso della competitività esasperata dei nostri tempi, comunque situazioni diffuse nella vita di tanti. Il rapporto tra frustrazione e insuccesso è inoltre circolare: non ottenere un risultato spesso impossibile deprime e questa condizione garantisce il fallimento».

IL POSTER Il manifesto della statua di Cattelan pubblicizza la mostra dell’artista

MILANO una delle sculture più celebri di Cattelan: Hitler inginocchiato in segno di preghiera e perdono. Ma è proprio l’immagine, scelta dallo stesso artista per il manifesto della mostra che Milano gli dedicherà a partire dal 24 settembre, ad essere finita al centro di una polemica. L’ennesima dopo lo scontro che ha diviso la giunta di centrodestra sull’opportunità di esporre il dito medio Omnia Munda Mundissulla sede della Borsa. Perché adesso il Comune ha bloccato l’affissione di quelle locandine. «Him» - che non fa parte delle opere esposte per ora non comparirà sui muri della città con il logo dell’amministrazione: «Abbiamo chiesto tem-

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Ma com’è questo Narciso frustrato? «È solo e disperato. Ha reazioni aggressive verso gli altri e tende all’isolamento. È molto più attento a se stesso che alla meta ideale del suo desiderio, e questo favorisce l’insuccesso, in più con ricadute disastrose sulla vita affettiva e anche erotica» Una volta dall’analista si parlava delle più pasticciate storie sentimentali. Oggi prevalgono le frustrazioni professionali... Siamo alla clinica dell’antiamore come difesa dall’angoscia, per dirla con Recalcati? «Guai però a fermarsi alle prime battute dell’analisi. I sintomi sono come un biglietto da visita generico: poi ognuno è diverso, e semmai dovrà scoprire la sua nevrosi, se vuole vivere meglio... Certe reazioni narcisistiche esprimono spesso il timore di essere – e di essere stati – irrilevanti: un timore grave che in analisi trova sollievo perché in quella stanza finalmente si sente di essere ascoltati davvero. Solo allora è possibile aprire il vaso di Pandora dell’inconscio e poco alla volta svelare le ragioni profonde del malessere». In che modo? «Riformulando tutta la propria storia: un’avventura che potrà essere dolorosa, ma anche molto gioiosa. Bisogna però averne la disponibilità, altrimenti è inutile affrontare una cosa impegnativa come l’analisi. Molte persone cer-


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PER SAPERNE DI PIÙ www.pordenonelegge.it www.feltrinellieditore.it

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“L’uomo che amava troppo le donne”, l’ultimo romanzo di Ben Jelloun

SCENE MAROCCHINE DA UN MATRIMONIO TAHAR BEN JELLOUN Anticipiamo un brano del nuovo libro di Tahar Ben Jelloun, L’uomo che amava troppo le donne (Bompiani, trad. di Anna Maria Lorusso, pagg. 312, euro 17,50). L’autore sarà a Pordenonelegge. n Marocco l’individuo non conta. Gli individui si sposano, le famiglie contraggono matrimoni. Da qui, le agitazioni che scuotono tutta la società. Chiese a suo zio quale fosse la differenza fra queste due modalità. Quell’uomo che aveva vissuto all’inizio a Melilla, una città del Nord del Marocco occupata dalla Spagna da secoli, era quel che si definisce un saggio. Era un uomo che nella vita aveva sofferto e che non si faceva affatto illusioni sulla specie umana. “Vedi, figlio mio – ti chiamo figlio mio perché ti amo molto –, quando si chiedeva una ragazza in matrimonio, non si poneva la questione se fosse bella, se avesse gli occhi neri o marroni, se fosse alta o no; ci si informava sulla sua famiglia, sulle sue origini, le origini sono molto importanti, figlio mio, tutto deriva da lì, chiamale radici se vuoi, ma sappi che ciascuno non fa che riflettere ciò che le sue origini gli danno. Noi siamo i rappresentanti, più o meno consenzienti, delle nostre origini, sono queste che presiedono al nostro destino, sono queste che si manifestano nei nostri gesti e sul nostro volto, sono queste che contengono in sé la parola fine. Se tutto ciò, figlio mio, ti sembra astratto, posso darti infiniti esempi”. Capiva bene quel che il suo amato zio voleva dire. Ma cosa fare dei sentimenti? Per quella generazione i sentimenti non contavano, o meglio: si faceva come se fossero secondari. L’importante non era provare qualcosa, ma conoscere bene le origini della ragazza che si sposava. Lo ascoltò educatamente e se ne andò ad aspettare accanto al telefono una chiamata della futura moglie. Lei non chiamò. Era contrariato, si disse non è possibile, deve avere avuto un imprevisto che glielo ha impedito, è una brava ragazza, timida, bella, sì, molto giovane, ma perché non si muove? Aspettare davanti a un telefono era penoso. Non si allontanò da lì, girò in tondo, bevve una tazza di caffè dopo l’altra, cosa che contribuiva a in-

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Il festival da oggi a domenica

PSICOANALISTI E SCRITTORI TRA GLI OSPITI DI PORDENONE PORDENONE - L’analista Antonio Alberto Semi e Tahar Ben Jelloun sono tra gli ospiti dell’undicesima edizione del festival pordenonelegge.it, in programma da oggi fino a domenica prossima. Semi interverrà sabato a un incontro curato da Enzo Golino su “La psicoanalisi oggi: lo stato dell’arte”. Oltre 150 appuntamenti, 240 autori e 19 prime editoriali scandiranno la Festa del Libro di Pordenone, curata da Gian Mario Villalta (direttore artistico), Alberto Garlini e Valentina Gasparet. Prenderanno la parola, tra gli altri, Eugenio Scalfari, Antonio Pennacchi, Michela Murgia, Gillo Dorfles, George Steiner. cano di cancellare l’infelicità eliminando un disturbo, e questo è ovvio e del tutto lecito. È meno frequente che si voglia diventare se stessi, trovando un modo di vivere più autentico. I nostri sono pazienti che comunque vivono sofferenze laceranti: alla fine ciò che importa è unicamente il loro dolore». Crede che la strumentazione degli analisti sia adeguata? «Spero proprio di no. Un analista che si sentisse in possesso di strumenti adeguati farebbe meglio a cambiare mestiere. Il problema dell’analista è semmai quello di saper essere inadeguato come il paziente, di sentire sulla propria pelle cosa vuol dire soffrire in quel modo lì... Solo se si va a fondo assieme, si può tornare a

galla. E migliori – sempre che l’analisi non fallisca». Ci sono stati fallimenti terapeutici, nella sua esperienza? «Sì, naturalmente. Ho avuto pazienti che non miglioravano – penso soprattutto perché non riuscivo a capire, assieme a loro, cosa diavolo mi stavano dicendo». Il vostro metodo di cura si basa ancora sulle associazioni libere: come lo definirebbe? «È il nostro solo metodo, però per fortuna è avvincente e fruttuoso... Definirlo? È il lasciarsi prendere dal gusto di vedere dove va il pensiero se non si esercita il giudizio, e poi pensarci su. Una sfida per la ragione, che ne esce ridimensionata e rafforzata». La lentezza del processo analitico è compatibile con i tempi ser-

ratissimi che viviamo? «Sì e no. Sì, nella pratica: i pazienti scoprono ben presto che è possibile. No, perché l’atemporalità dell’inconscio, quella sua mancanza della dimensione tempo, contrasta con il nostro stile di vita frenetico. Ma il processo analitico deve essere così, lento e intenso, altrimenti il rischio per certi pazienti è vivere in un eterno transfert. Intendo quelli che continuano a sospirare “ah, il mio analista...”, e magari saltabeccano da una terapia all’altra. Lì certamente c’è qualcosa che è andato storto, perché è l’analisi che serve per la vita, non il contrario: non la vita per l’analisi».

“Bisogna aprire il vaso di Pandora dell’inconscio e svelare le ragioni vere del malessere” Ma qual è il valore aggiunto della vostra cura? «L’onestà intellettuale con se stessi e con gli altri, io lo considero un valore aggiunto fondamentale. Se non si “aggiunge” alle caratteristiche della persona, l’analisi è andata male. Certo, ci si può chiedere seriamente se questo sia sempre un vantaggio». © RIPRODUZIONE RISERVATA

La statua sul poster che pubblicizza la mostra dell’artista

MILANO BLOCCA L’HITLER DI CATTELAN ALESSIA GALLIONE po per sentire il parere della comunità ebraica», spiegano da Palazzo Marino. Anche perché il ricavato dell’esposizione finanzierà la costruzione del Memoriale della Shoah milanese. Ma l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory difende la scelta: «L’ultima decisione spetta al sindaco. Il presidente della comunità ne è a conoscenza. L’immagine è stata scelta dall’artista per sintetizzare il senso della mostra: contro le ideologie. Anche il dito rappresenta la mano del dittatore».

Sembra non esserci pace per la personale con cui il Comune celebrerà Cattelan. Lui stesso si era sfogato contro la giunta di Letizia Moratti: «Con questa amministrazione un po’ naif è stato tutto in salita. Non ho più intenzione di lavorare con le amministrazioni». Adesso è la volta dei manifesti che dovrebbero comparire nei prossimi giorni: 250 mega poster e mille di dimensioni più piccole. E che rimangono bloccate. A sollevare perplessità l’assessore all’Arredo urbano Maurizio Cadeo, che ha la

responsabilità sulla pubblicità: «Non credo sia giusto tappezzare Milano con questi manifesti. Io non lo farei. Trattandosi di Hitler non credo sia necessario spiegare che tipo di personalità possa toccare». E il direttore generale, Antonio Acerbo, a cui è stata sottoposta la questione, ha preso tempo: «Una pausa di riflessione per capire come si possa abbinare un evento il cui ricavato finanzia il Museo della Shoah con questa immagine». Il presidente della comunità ebraica milanese Roberto Jarach non si sbilancia: «Dal consiglio sono arrivate perplessità. Ne discuteremo anche all’interno della Fondazione per il Memoriale». © RIPRODUZIONE RISERVATA

nervosirlo sempre di più. La situazione gli ricordava l’epoca dei suoi primi amori, in cui doveva aspettare la chiamata di chi gli ridava vita e gioia. Ora era un’altra cosa. Non era più spensierato e romantico. Ora era un uomo di trentasette anni che aspettava una chiamata concordata che non arrivava. Si potrebbe dire che tutto era cominciato con quel primo screzio che sarebbe stato seguito da molte centinaia di varianti ogni volta diverse e di volta in volta più crudeli. Ma il risultato era lo stesso: snervato, turbato, abbattuto. Ogni volta rimandava a più tardi la decisione da prendere. Imparava la pazienza e pensava che lei avrebbe finito col capire che, comportandosi con quella leggerezza, lo avrebbe perso. Contava su questa improvvisa presa di coscienza. Ci furono alcuni momenti di grazia, di tenerezza e anche di complicità. Soprattutto quando condividevano un viaggio, quan-

L’importante non era provare qualcosa ma conoscere bene le origini della ragazza che si sposava do si allontanavano dalla famiglia, da casa, dagli amici. Lei cambiava, diventava attenta; doveva sentirsi in vacanza, disponibile, e certamente innamorata. Ridevano, scherzavano, si divertivano come bambini. Ma appena tornavano a casa, i problemi ricominciavano. Non erano grossi problemi, ma piccole cose della vita quotidiana che lei non riusciva a inquadrare o che gestiva con leggerezza, tipo fatture perse, documenti sepolti in un mare di cartacce, lettere urgenti, contravvenzioni non pagate che si trasformavano in somme esorbitanti, inviti accettati ma di cui lei dimenticava di parlare con lui. Lui andava nel suo atelier a lavorare. Lei lo chiamava molte volte al giorno. “Cosa fai, con chi sei, sento il suono di una voce, ah è la radio, sei davvero solo? Bene, a questa sera; ah, mi sono dimenticata di dirti che… No, prendi il pane, tornando”. © 2010 by Tahar Ben Jelloun © 2010 Bompiani, RCS Libri S.p.A. © RIPRODUZIONE RISERVATA

IL LIBRO “L’uomo che amava troppo le donne” esce oggi da Bompiani


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SPETTACOLI

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&TELEVISIONE

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Al festival di Toronto è stato presentato “The Ward” il nuovo lavoro del maestro dei thriller psicologici da dieci anni non si metteva più dietro la macchina da presa: “Dovevo allontanarmi dallo show business”

STATI CONFUSIONALI Una immagine di “The Ward” il nuovo horror di John Carpenter ambientato in un ospedale psichiatrico

Il ritorno di

Carpenter

“Faccio film horror, ma il mio sogno è un western” DAL NOSTRO INVIATO GINO CASTALDO TORONTO iapparso, dopo un decennio circa di pausa, John Carpenter assomiglia sempre di più a uno di quei vecchi cavalieri erranti che nei film orientali devono sconfiggere le Forze del Male: magro, asciutto, i sottili baffi bianchi all’ingiù e lo sguardo ancora visionario. Questo mostrano le foto più recenti, perché al Film Festival di Toronto, dove lunedì sera è stato presentato il suo nuovo, atteso, The ward (in sala nel 2011), Carpenter non si è fatto vedere, con delusione dei fan e degli organizzatori. Al festival ha però inviato i suoi demoni, che riappaiono nella trama di The Ward, film senza celebrità (sono Amber Heard, Mamie Gummer, Danielle Panabaker, Jared Harris e Lindsay Fonseca), ambientato negli anni Sessanta, nel quale una giovane donna, trovata dalla polizia in stato confusionale e confinata in un remoto ospedale psichiatrico, a fianco di altre disturbate pazienti, viene perseguitata da un spirito maligno. «Avevo sempre giurato che quando non avrei trovato più divertimento nel fare cinema avrei smesso. E infatti ho smesso- ha raccontato Carpenter ai margini delle presentazioni del film, per spiegare la lunga assenza dal set- Ne avevo maledettamente bisogno. Dovevo stare lontano dal business

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La pausa

Ho sempre detto che quando non mi sarei più divertito avrei smesso col cinema

La novità

per riscoprire quello che amavo del cinema». Maestro dell’horror, oggi Carpenter confessa: «Non sono entrato nel cinema per girare film horror, mi sono semplicemente capitati davanti alla porta di casa, e va bene, mi sono molto divertito a farli, ma io avrei voluto girare film western, solo che il tipo di film che amavo non erano più praticabili». Eppure è con i suoi horror che è riuscito a incidere nell’immaginario collettivo con film come Halloween e soprattutto

1997, fuga da New York, titoli di culto come l’antico Dark Star del 1974, idolatrati da generazioni di appassionati, in una carriera segnata da trionfi e cadute rovinose, l’ultima delle quali fu nel 2001 Fantasmi da Marte, un flop disastroso. Film per i quali Carpenter ha avuto spesso il vezzo di realizzare anche le colonne sonore, estreme come le storie che raccontava (con la gloriosa eccezione di La cosa, affidata a Ennio Morricone). In questi dieci anni ha firma-

Il regista ottantenne firma “Hereafter” sempre con Matt Damon

Il nuovo Eastwood: incontri nell’aldilà

Sedute spiritiche Presentato al Festival di Toronto, “Hereafter” è il nuovo film di Clint Eastwood. Sarà nelle sale americane a ottobre. Tra i produttori esecutivi anche il regista Steven Spielberg.

TORONTO — Un operaio che parla con gli spititi, un bimbo che cerca di contattare il fratellino morto e una giornalista scampata a uno tsunami. Sono i tre personaggi di Hereafter, nuovo film di Clint Eastwood presentato in anteprima al festival di Toronto. 80 anni compiuti, 5 oscar, 4 film negli ultimi sei anni, Eastwood non ha nessuna intenzione di riposarsi: «Non ho voglia di fare sempre le stesse cose solo perché una storia ha avuto successo. È proprio per questo che ho abbandonato i western», dice Eastwood. Hereafter ha per tema la morte: «Tutti siamo curiosi su cosa ci sia dopo la morte», continua il regista. La sceneggiatura è dell’inglese Peter Morgan, già autore di The Queen e ora al lavoro sul nuovo 007. Tra gli attori anche Matt Damon, il protagonista di Invictus. Il regista ha voluto fortemente l’attore di Boston per questa parte, tanto da aver cambiato la data di inizio riprese per poterlo avere sul set.

to solo un paio di episodi televisivi. Ogni tanto giravano voci su possibili ritorni cinematografici, in particolare per un progetto che doveva intitolarsi L.A. Gothic, che non ha superato la fase di preproduzione. Poi The Ward l’ha convinto. «Mi piaceva l’idea di poter girare un piccolo film, con un piccolo cast, in una location limitata, una storia d’isolamento. E poi era un film completamente diverso da quelli che ho fatto e questo mi ha permesso di non ritornare su territori già battuti». A Toronto

I cult

1997: FUGA DA NEW YORK (1981) New York, il prigioniero Jena Plissken (Kurt Russel) deve salvare il presidente degli Stati Uniti

LA COSA Antartide, un essere alieno multiforme e sanguinario uccide chiunque entra in contatto con lui. Del 1982 con Kurt Russel

GROSSO GUAIO A CHINATOWN Il duello tra Jack Burton e Lo Pen, principe cinese reincarnato in un capobanda. Del 1987 con Kurt Russel

La trama

Mi piaceva l’idea di girare una storia di isolamento. Sarà un film diverso dagli altri ha mandato il film e se n’è rimasto in California. «Niente fuga da Los Angeles», hanno titolato i giornali locali, parafrasando uno dei suoi meno riusciti film. La scusa ufficiale è che era stato chiamato a far parte di una giuria in tribunale, quello che gli americani chiamano “jury duty”. La scusa pare improbabile. Ma se fosse vero, ve l’immaginate un imputato che si ritrova John Carpenter in giuria? © RIPRODUZIONE RISERVATA


Cinema

Fondazione Fellini

Musica

Penelope Cruz sarà mamma nel 2011

Sergio Zavoli è il nuovo presidente

George Michael in carcere: assume droga e guida

Nel 2011 Penelope Cruz diventerà mamma. L’attrice è incinta di quattro mesi e mezzo del suo marito e collega Javier Bardem.

Dopo un’estate a rischio chiusura, la fondazione Fellini ha un nuovo presidente: è il giornalista Sergio Zavoli, 87 anni.

Nuova condanna per George Michael: otto settimane di carcere. La pop star ha guidato sotto l'effetto di stupefacenti.

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“MOSTRA COLONIZZATA” Marco Bellocchio (in alto) con Mario Martone (sotto) contro Gabriele Salvatores su premi e giudizi della Mostra del cinema vinta da “Somewhere” di Sofia Coppola (al centro)

CARMINE SAVIANO ROMA uelle di Gabriele Salvatores sullo stato di salute del cinema italiano sono «parole del tutto insensate». La voce di Marco Bellocchio è tesa, irritata. Come Mario Martone, ha mal digerito le dichiarazioni fatte dal giurato italiano all’indomani della cerimonia conclusiva di Venezia 67. Il registra di I pugni in tasca, di Vincere, uno dei maestri del nostro cinema, non le manda a dire. «Il cinema italiano deve “svecchiarsi”? Non lo capisco proprio, soprattutto se la pietra di paragone è Somewhere», il film di Sofia Coppola premiato con il Leone d’oro alla Mostra del Cinema. E non si tratta di una difesa d’ufficio: «Nei film italiani in concorso c’è più qualità». Bellocchio, le parole di Salvatores proprio non le sono piaciute. «Dico la mia dal momento che sono completamente fuori dai giochi. Ho visto i quattro i film italiani e anche tutti gli altri del concorso. E alla luce di questo posso permettermi un giudizio: il film vincitore, Somewhere di Sofia Coppola, è assolutamente mediocre. Soprattutto se lo paragoniamo ai

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Bellocchio: “Salvatores sbaglia Coppola mediocre, meglio gli italiani” Il regista con Martone contro la bocciatura del nostro cinema suoi lavori precedenti. I quattro film italiani sono superiori, e mi riferisco soprattutto a Noi credevamo di Mario Martone e a La solitudine dei numeri primi di Saverio Costanzo». Cosa le sembra inaccettabile dei giudizi espressi dal “giurato” Salvatores all’indomani dei premi?

LA POLEMICA Sulle pagine di Repubblica ieri Mario Martone ha attaccato Gabriele Salvatores giurato della Mostra di Venezia dove i 4 film italiani in concorso sono stati “bocciati” e ha vinto Sofia Coppola

«Ritengo le sue parole del tutto insensate: lui dice “svecchiarsi”: è un’affermazione che proprio non capisco. Soprattutto se il termine di paragone che il cinema italiano deve assumere è rappresentato da film come quello della Coppola, mediocre. Me ne rammarico, ma non capisco la posi-

zione di Salvatores. Come può permettersi di fare affermazioni del genere? ». Cosa pensa delle scelte delle giuria? «Questa premiazione ha assunto una dimensione coloniale. A Venezia il cinema italiano ha mostrato originalità, qualità. Invece non c’è stato il minimo riconoscimento. E non mi riferisco solo ai premi». Una dimensione coloniale? «Certo, senza dubbio. Basta pensare alla libertà di cui ha goduto il presidente della giuria. A Quentin Tarantino è stato concesso tutto. Anche di cambiare le regole del gioco in corso d’opera per premiare, con due riconoscimenti diversi, lo stesso film, quello di Alex de la Iglesia. Questa cosa è veramente assurda. Non era mai capitato che il regolamento della Mostra venisse strappato in questo modo. E anzi, due anni fa si era sollevato un polverone per il caso Mickey Rourke che non aveva potuto essere premiato come miglior attore perché il film The Wrestler aveva già avuto il riconoscimento come miglior film. Tarantino avrà avuto un motivo, certo. Ma, qualunque esso sia, è un motivo assurdo, che non capisco e che non condivido». © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

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Il caso

Nino D’Angelo licenziato dal Trianon

DAL NOSTRO INVIATO SILVIA FUMAROLA Lo scrittore Ken Follett

LONDRA hiuso nel completo blu gessato, la gran chioma come zucchero filato, Ken Follett racconta divertito che fare l’attore non è il suo mestiere. «Ma partecipare con un cameo alla serie tratta dal mio libro è stato molto istruttivo, ho capito quanto sia difficile ricordare tutte le battute e coordinarle con l’espressione del viso». Appare nei panni di un mercante di lane nel kolossal tratto dal suo best seller I pilastri della terra (18 milioni di copie vendute), epico romanzone sul Medioevo britannico, dalla morte di Enrico I al 1170. La miniserie in quattro puntate — in onda dal primo ottobre su Sky cinema 1 — tra duelli sanguinari, lotte di potere, incesti e tradimenti, ruota intorno alla costruzione dell’imponente cattedrale nell’immaginario paesino di Kingsbridge; durata 40 anni. Lo scrittore si è ispirato alla magnifica cattedrale di Salisbury; i produttori Tony e Ridley Scott sono andati nel paesino inglese, hanno studiato con gli scenografi guglie, rosoni, vetrate e l’hanno ricostruita in Ungheria (costo 40 milioni di dollari), cercando di restituire l’atmosfera del Nome della rosa. «La cattedrale rappresenta l’aspirazione dell’uomo di sollevarsi dal fango», spiega Follett «è il luogo dove entra la luce. Credo che il pubblico s’identificherà con i personaggi perché sono persone che vivono le proprie passioni. Erano come noi, ma la vita nel Medioevo era molto più brutale e pericolosa». Il regista Sergio Mimica-Gezzan

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La serie su Sky

“I pilastri della Terra” tratta dal romanzo dello scrittore, va in onda dal 1 ottobre CAST STELLARE Donald Sutherland in “I pilastri della terra”

Ken Follett diventa attore in tv “Recitare è difficile, meglio scrivere” (aiuto di Spielberg), ha scelto per il cast Donald Sutherland (il conte di Bartholomew), Ian McShane (il perfido Waleran Bigod), Rufus Sewell (il costruttore Tom), Sarah Parish (la madre del malvagio William). Follett è rimasto colpito dalla ricostruzione storica e i costumi, dai particolari «come le unghie sporche e i volti non rasati, perché all’epoca, ovviamente, non ci si faceva la barba tutti i giorni. L’unica cosa che stona in un trucco così accurato sono i denti: bianchi, perfetti, quei sorrisi hollywoodiani non esistevano. All’epoca avevano i denti marci».

Follett a 61 anni, pelle di pesca di certi inglesi nemici del sole, milionario, sforna best seller (ex giornalista dopo “La cruna dell’ago” e “Il codice Rebecca” non si è mai fermato), e sembra molto fiero che anche “Mondo senza fine”, seguito dei “Pilastri”, diventerà una fiction. «Lo sceneggiatore John Pielmeier è

REPUBBLICA.IT Le immagini: Hendrix ritratto da 4 grandi reporter

già al lavoro. Ma non scrivo libri pensando allo schermo, sarebbe impossibile», ha spiegato, «diventerei matto, ci sono troppe cose da tenere insieme». Racconta che può scrivere ovunque «Non mi dà fastidio se c’è rumore intorno, non ho bisogno del silenzio. Ma quando sono nelle mie tre case lavoro solo in biblioteca, sono molto metodico: mi alzo presto, scrivo dalle sette di mattina fino alle cinque, tutti i giorni. La domenica mi riposo». Ha letto “Il gattopardo” e “Il giardino dei Finzi Contini”, “I promessi sposi”, lo trova «terrible, so boring», noioso. E sembra molto stupito che

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sia materia di studio nelle scuole. «Perché lo fate leggere ai ragazzi?». Il suo nuovo libro “La caduta dei giganti” (Mondadori), primo capitolo di una trilogia che racconterà la Storia attraverso le vicende di cinque famiglie di nazioni diverse (dalla Prima guerra mondiale alla caduta del Muro), uscirà il 28 settembre. Se tornasse a fare il giornalista di cosa vorrebbe occuparsi? «Di politica, perché non ne ho mai scritto, ma forse sarebbe un rischio. Alla fine quelli di sinistra sarebbero tutti belli e affascinanti, quelli di destra tutti brutti». © RIPRODUZIONE RISERVATA

NAPOLI — Nino D’Angelo è stato “licenziato” dalla direzione artistica del teatro Trianon di Napoli di cui aveva assunto le responsabilità dal 2005, rivitalizzando il quartiere di Forcella (4 mila gli spettatori abbonati al teatro). La comunicazione di “fine rapporto” è giunta dal consiglio di amministrazione del teatro il cui socio di mag-

Nino D’Angelo gioranza (la Provincia si è defilata) è la Regione Campania, passata da Bassolino al centro-destra. Si parla di una conversione della sala a Museo della Canzone Napoletana: uno status che stancamente il Trianon già aveva in quanto nicchia della tradizione canora. «Un teatro del popolo ha perso la sua battaglia — afferma D’Angelo — speriamo che non sorga un nuovo giocattolino borghese». (r. d. g.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


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R2PROGRAMMI

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VIAGGIO NEL PAESE DELLA XENOFOBIA COI RAGAZZI DI ROSARNO

VIDEOFORUM Il sindaco di Torino Sergio Chiamparino risponde (alle 18) alle domande. Nuovo Ulivo, primarie del centrosinistra, lavoro, tensioni sociali, futuro del governo Berlusconi. Conduce Massimo Giannini. RAI 1

ono esseri umani i raccoglitori di frutta di Rosarno, quelli finiti nel mirino della criminalità organizzata per aver alzato la testa. Il colore della pelle è scuro ma il sangue è rosso, non è verde, come ricorda uno dei protagonisti del documentario firmato da Andrea Segre e proposto stasera in anteprima su Doc 3 (Raitre, ore 23). Il sangue verde, premiato alla “Selezione cinema Doc” della Mostra di Venezia, è un viaggio dentro il razzismo

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SKY

7.00 10.00 10.15 10.30 11.00 13.00 13.30 13.50 14.00 16.10 17.00 17.45 17.50 18.15 18.45 19.35 20.30 20.35 20.45 22.45 23.20 23.40 0.10 1.05 1.15 1.45 2.15 2.25 2.35 3.55 4.15 5.00

quotidiano, dentro lo sfruttamento, patrocinato da Amnesty International con Amadou, Zongo, Abraham e gli altri ragazzi che subiscono gli abusi. Se il racconto dei protagonisti colpisce alla bocca dello stomaco, se le immagini della mobilitazione xenofoba danno angoscia, più sconvolgente è il montaggio delle frasi “scelte” dei nostri governanti che contrastano con la reazione pacata degli immigrati, la cui unica colpa è di aver cercato la sopravvivenza su una via lastricata di cassette d’arance.

Carton Flakes Cult Book Storie Tg2 E...state con Costume Tg2 Mattina Meteo 2 I fatti vostri Tg2 Giorno Tg 2 E...state con Costume Medicina 33 Pomeriggio sul due La signora in giallo - Tf Numbers - Tf Tg2 Flash L.I.S. Rai Tg Sport Tg2 Extra Factor Squadra Speciale Cobra 11 - Tf Tg2 20.30 Rai Sport Champions League: Bayern Monaco-Roma Rai Sport 90° Minuto Champions Tg2 Stile - di Mariella Milani Rai 150 anni. La storia siamo noi Tg Parlamento Reparto corse Extra Factor Almanacco Meteo2 Appuntamento al cinema Film: Una domenica d’agosto - di Luciano Emmer Videocomic NET.T.UN.O Letteratura italiana

6.00 6.30 8.00 9.00 10.40 11.10 12.00 12.25 12.45 13.00 13.10 14.00 14.20 14.50 15.00 15.40 15.45 16.00 17.40 18.10 19.00 19.30 20.00 20.10 20.35 21.05 23.15 0.00 1.00 1.10 2.10

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CANALE 5

RAI 3

RAI 2

6.30 Tg1 Previsioni sulla viabilità 6.45 Unomattina: All’interno: Che tempo fa / 7.00-8.009.00Tg1 / 7.30Tg 1 L.I.S. / Che tempo fa /9.30 Tg 1 Flash/ Linea Verde Meteo 10.00 Verdetto Finale 10.50 Appuntamento al cinema 11.00 Tg1 12.00 La prova del cuoco con Antonella Clerici 13.30 Telegiornale 14.00 Tg1 Economia 14.10 Bontà loro con Maurizio Costanzo 15.00 Se... a casa di Paola con Paola Perego 16.15 La vita in diretta 16.50 Tg Parlamento 17.00 Tg 1 17.10 Che tempo fa 18.50 L’Eredità 20.00 Telegiornale 20.30 Soliti ignoti 21.10 Ti lascio una canzone. Conduce Antonella Clerici Tg1 60 secondi 23.20 Porta a Porta con Bruno Vespa 0.55 Tg 1 - Notte 1.25 Che tempo fa 1.30 Appuntamento al cinema 1.35 Sottovoce 2.05 Magazzini Einstein 2.35 SuperStar 3.10 Film: La supertestimone di Franco Giraldi 4.55 Don Fumino - Tf 5.30 SuperStar

SATELLITE

GIAMPAOLO CADALANU

Rai News Morning News Il caffè di Corradino Mineo La Storia siamo noi Film: Il ragazzo che sorride - di Aldo Grimaldi, con Al Bano, S. Martinkova Cominciamo bene Estate Tg3 Minuti Tg3 Rai Sport Notizie Meteo3 Tg3 Fuori Tg Cominciamo Bene Estate Cominciamo Bene Estate Condominnio Terra... Julia - Tf Tg Regione Tg Regione Meteo Tg3 / Meteo3 Cominciamo bene Estate Condominio Terra... Question Time Tg3 Flash L.I.S. Tg3 Gt Ragazzi Cose dell’altro Geo Geo& Geo Meteo3 Tg3 Tg Regione Tg Regione Meteo Blob Seconda chance - Tf Un posto al sole Chi l’ha visto? con Federica Sciarelli Doc 3 con Alessandro Rebecchi Tg 3 Linea notte Meteo 3 Appuntamento al cinema Gap Fuori Orario. Cose (mai) viste

cinema mattina

09.35 Gooby - L'orsetto scacciapaura di W. Coneybeare Sky Cinema Family HD 09.55 Un matrimonio all'inglese di S. Elliot Sky Cinema Mania 10.45 Double Team - di H. Tsui Sky Cinema Hits HD 11.05 La doppia ora - di G. Capotondi Sky Cinema 1 HD 11.20 Il bambino con il pigiama a righe di M. Herman Sky Cinema Family HD 12.20 Vicky Cristina Barcelona - di W. Allen Sky Cinema Hits HD 13.05 Scuola per canaglie di T. Phillips Sky Cinema 1 HD

ITALIA 1

6.00 Prima pagina 7.55 Traffico Meteo5 Borse e monete 8.00 Tg5 8.40 Mattino Cinque 10.00 Tg5 - Ore 10 10.05 Mattino Cinque 11.00 Forum 13.00 Tg5 Meteo5 13.40 Beautiful - Soap 14.10 Centovetrine - Soap 14.45 Tvm: Solo desserts - Di K. Connor, con L. Holly, C. Mandylor, B. Vaccaro 16.15 Pomeriggino Cinque - Con B. D’Urso. All’interno: 18.15 Tg5 - 5 minuti 18.50 Chi vuol essere milionario Conduce Gerry Scotti 20.00 Tg5 / Meteo5 20.30 Velone 21.10 Riassunto Il peccato e la vergogna 21.15 Il peccato e la vergogna Con Gabriel Garko, Manuela Arcuri - Miniserie 23.30 Matrix con Alessio Vinci 1.00 Tg5 / Meteo5 1.30 Velone 2.20 In tribunale con Lynn - Tf 3.10 Tg5 / Meteo 5 Notte 3.40 In tribunale con Lynn - Tf 5.30 Tg5 - Notte (r) 6.00 Meteo 5 Notte

6.40 8.40 9.35 11.25 12.25 13.00 13.37 13.40 14.10 14.40 15.30 15.40 16.40 17.35 18.30 19.00 19.25 19.30 20.05 20.30 21.10

0.00 1.30 1.45 2.35 2.50 3.35 3.50

5.36

cinema pomeriggio

14.10 La maledizione di Komodo di J. Wynorski Sky Cinema Max HD 14.50 Baarìa - di G. Tornatore Sky Cinema 1 HD 15.45 The Rocker - Il batterista nudo di P. Cattaneo Sky Cinema Hits HD 15.50 The Contract - di B. Beresford Sky Cinema Max HD 16.40 Il coraggio delle aquile di J. Davy Sky Cinema Family HD 17.30 S. Darko - di C. Fisher Sky Cinema 1 HD 18.35 Love and Dance - di B. Parramore Sky Cinema Family HD

cinema sera

18.30 Olympic Magazine (r) EuroSport HD 19.00 Serie A The Movie (r) Sky Sport 1 HD 19.00 Wrestling: Ep. 11 WWE Superstars (r) Sky Sport 2 HD 19.15 Calcio Highlights Sky Supercalcio HD 19.20 Equitazione: 3-Giorni a Burghley Differita EuroSport HD 19.30 Goal Deejay Sky Sport 1 HD 19.30 Calcio: Cesena - Milan Serie A Sintesi Sky Supercalcio HD 20:00 Champions League Prepartita Sky Sport 1 HD 20.00 Rugby: Australia - Nuova Zelanda

20.00 20.00 20.15 20.30 20.45 20.45

Tri Nations 2010 Sintesi Sky Sport 2 HD Champions League Prepartita Sky Sport 3 HD Champions League Prepartita Sky Supercalcio HD Bollettino Sportivo Eurosport 2 Wrestling: This Week on WWE Pro Wrestling (r) Eurosport 2 Calcio: Milan - Auxerre UEFA Champions League Sky Sport 1 HD Calcio: Bayern Monaco - Roma UEFA Champions League Sky Sport 3 HD

cinema notte

21.00 Il giardino del perdono di P. Kaufman Sky Cinema 1 HD 21.00 Il fantasma del Pirata Barbanera di R. Stevenson Sky Cinema Classics 21.00 Ex - di F. Brizzi Sky Cinema Family HD 21.00 Bello, onesto, emigrato Australia... di L. Zampa Sky Cinema Italia 21.00 Solaris - di S. Soderbergh Sky Cinema Mania 21.00 One Eyed King - di R. Moresco Sky Cinema Max HD 21.15 Double Team - di H. Tsui Sky Cinema Hits HD

22.40 Road Trip 2 - di S. Rash Sky Cinema 1 HD 22.45 Supercop - di S. Tong Sky Cinema Mania 22.55 Scanners - di D. Cronenberg Sky Cinema Classics 23.00 I compagni - di M. Monicelli Sky Cinema Italia 23.00 The Uninvited - di C. Guard Sky Cinema Max HD 23.05 Martian Child - di M. Meyjes Sky Cinema Family HD 0.20 A proposito della notte scorsa di E. Zwick Sky Cinema Mania 0.25 Anamorph - di H. Miller Sky Cinema 1 HD

20.45 Calcio: Diretta Gol Champions League Sky Supercalcio HD 20.55 Golf: Deutsche Bank Championship US PGA Tour EuroSport HD 21.00 Wrestling: Vintage Collection: Undertaker - Shawn Michaels - The Rock Pro Wrestling (r) Eurosport 2 21.00 Summer X Games Sky Sport 2 HD 21.55 Golf: Campionato BMW US PGA Tour EuroSport HD 22.00 Boxe: F. Guerrero - I. Smith Incontro internazionale (r) Eurosport 2 22.00 Nissan The Quest Sky Sport 2 HD 22.15 Wrestling: WWE Domestic Raw (r)

Sky Sport 2 HD 22.45 Champions League Postpartita Sky Sport 1 HD 22.45 Calcio: Milan - Auxerre UEFA Champions League (r) Sky Sport 3 HD 22.45 Calcio: Real Madrid - Ajax UEFA C. League (r) Sky Supercalcio HD 23.00 The Daily Surf Report Eurosport 2 23.15 Vela: MedCup Differita EuroSport HD 23.15 Bollettino Sportivo Eurosport 2 23.30 The Daily Surf Report (r) Eurosport 2

FOX

11.40 11.45 12.00 12.00 12.30 12.35 12.35 12.50 13.00 13.05 13.25 13.30

S.O.S. Tata Fox Life Love Boat Fox Retro I Simpson Fox HD The Dead Zone FX N.C.I.S. - Unità anticrimine Fox Crime HD Futurama Fox HD Dharma e Greg Fox Life Il Tenente Colombo (1968-1978 Fox Retro 90210 Fox HD Countdown FX Law & Order. Criminal Intent Fox Crime HD La Tata Fox Life Bones Fox Life I Simpson Fox HD N.Y.P.D. - New York Police Department FX Law & Order - I due volti della giustizia Fox Crime HD I Jefferson Fox Retro Tutto in famiglia Fox HD Ally McBeal Fox Life La vita secondo Jim Fox HD

RETE 4

Cartoni animati Kyle XY - Tf Smallville - Tf Heroes - Tf Studio aperto Meteo Studio Sport Motogp Quiz I Simpson - Tf My Name is Earl - Tf Camera Cafè con Luca e Paolo Camera Cafè Ristretto Cartoni Il mondo di Patty - Telen. Ugly Betty - Tf Studio Aperto Meteo Studio Sport Sport Mediaset Web Tutto in famiglia - Sitcom I Simpson - Tf Mercante in fiera - Quiz Le Iene Show con Luca e paolo e Ilary Blasi - 1a puntata Aspettando Zelig Off-I debuttanti famosi Studio Aperto - La giornata Cinque in famiglia - Tf Media Shopping Cinque in famiglia - Tf Media Shopping Film: Biker Boyz - di R. Rock Bythewood, con L. Fishburne, L. Tate, M. Good Media Shopping

sport

11.15 11.35 11.35

Il docufilm di Andrea Segre su RaiTre

[servizio a pagamento]

10.35 10.35 10.45 10.50 11.05

IL SANGUE VERDE

DIGITALE TERRESTRE

Oggi

5.35 5.55 6.40 7.10 8.10 9.05 10.30 10.50 11.30 12.00 12.05 13.50 14.05

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LA SETTE

Tg4 - Rassegna stampa West Wing - Tf Media Shopping Più forte ragazzi - Tf Starsky e Hutch - Tf Hunter - Tf Ieri e oggi in tv Il peccato e la vergogna Miniserie Tg4. All’interno: Meteo Vie d’Italia - Notizie sul traffico Il peccato e la vergogna Miniserie Il tribunale di Forum - Anteprima Sessione pomeridiana: Il tribunale di Forum - Conduce R. Dalla Chiesa Hamburd Distretto 21 - Tf Film: Arrangiatevi - Di M. Bolognini. Con Totò, P. De Filippo, M.C. Gajoni, F. Valeri Tg4. All’interno Meteo Tempesta d’amore - Telenovela Walker Texas Ranger - Tf Film: Out of Time - Di C. Franklin. Con D. Washington, E. Mendes, S. Lathan Film: American History X - Di T. Kaye. Con E. Norton, E. Furlong, F. Balk Tg4 - Rassegna stampa La notte della Disco Music 6 - A cura di P. Piccioli Media Shopping

DEEJAY TV

06.00 Tg La7 Meteo Oroscopo Traffico 07.00 Omnibus 07.30 Tg La7 09.55 (ah)iPiroso 10.55 Otto e mezzo conduce Lilli Gruber (r) 11.25 HardCastle & McCormick Tf 12.15 Movie Flash 12.30 Jag - Tf 13.30 Tg La7 13.55 Movie Flash 14.00 Film: Boeing Boeing John Rich, con T. Curtis, J. Lewis, D. Saval 16.00 Atlantide-Storie di uomini e di mondi conduce Natascha Lusenti 18.00 Relic Hunter 19.00 NYPD Blue - Tf 20.00 Tg La7 20.30 Otto e mezzo conduce Lilli Gruber 21.10 Film: A proposito di Schmidt - di Alexander Payne, con Jack Nicholson, Hope Davis 23.45 Tg La7 23.55 Delitti - Documentario 0.55 Movie Flash 1.00 Otto e mezzo (r) 1.40 Alla corte di Alice 3.45 2’ Un libro 3.50 CNN News

9.45 10.00 11.00 13.30 13.55 14.00 15.55 16.00 18.55 19.00 19.30 21.00 22.00 23.00 0.00 1.00

Deejay Hits Deejay chiama Italia Story Deejay Hits The Club Deejay Tg Deejay Hits Deejay Tg Deejay Hits Deejay Tg The Club Deejay Music Club I-Tunes Festival Deejay chiama Italia Story The Club The Flow Deejay Night

MTV 10.00 11.30 12.30 13.00 13.05 13.30 14.00 14.05 15.00 15.05 16.00 16.30 18.00 19.00 19.05 20.05 21.00 22.00 23.00 23.30 0.00 1.00

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Maddecheao’ - Varietà La situazione comica Beverly Hills 90210 - Tf Melrose Place - Tf High School - Tf Streghe - Tf Roswell - Tf Battlestar Galactica - Tf 4400 - Tf Angel - Tf Alias - Tf Film: Get Shorty - di B. Sonnenfeld, con J. Travolta, G. Hackman Assatirati High School - Tf Streghe - Tf 4400 - Tf Battlestar Galactica - Tf Roswell - Tf Alias - Tf Film: Legittima offesa - di S. Monford, con K. Basinger, L. Haas Underbelly - Tf Film: Animal - di D. J. Burke, con V. Rhames, T. Howard Battlestar Galactica - Tf Angel - Tf Millennium - Tf Assatirati The Eleventh Hour - Tf

■ 7.25 8.20 9.20 10.20 12.10 13.10 14.10 15.10 17.00 18.00 19.00 20.00 21.00 22.45 0.30 2.10 3.50

PREMIUM Stiamo bene insieme - Tf Raccontami- Tf Medicina generale - Tf L’avvocato delle donne - Tf Incantesimo 7 - Tf Raccontami - Tf Stiamo bene insieme - Tf Sospetti 2 - Tf Medicina generale - Tf Stiamo Bene Insieme - Tf Incantesimo 7- Tf Raccontami - Tf Il commissario De Luca- Miniserie La stagione dei delitti - Miniserie Il commissario De Luca- Miniserie La stagione dei delitti - Miniserie Medicina generale - Tf

Kramer, con T. Kendall, B. Harris 17.40 Film: Buttiglione diventa capo del Servizio segreto - di M. Guerrini, con J. Dufilho, G. Cavina 19.20 Film: I figli del leopardo - di S. Corbucci, con F. Franchi, C. Ingrassia 21.00 Film: Tutti i battiti del mio cuore - di J. Audiard, con R. Duris, A. Atika 22.55 Film: Bowling a Columbine - di M. Moore 0.55 Film: Jenifer - Istinto assassino - di D. Argento, con S. Weber, C. Fleming 2.00 Film: Panico sulla montagna - di D. Coscarelli, con B. Turner, A. Scrimm 2.55 Film: Dolci inganni - di A. Lattuada, con C. Spaak, C. Marquand

9.00 9.45 10.00 12.15 13.00 6.30 Film: Tarantella napoletana - di C. 14.00 Mastrocinque, con T. Barnett, C. Bindi 15.00 8.40 Film: La ragazza con la valigia - di V. 16.45 Zurlini, con C. Cardinale, C. Pani 17.30 10.50 Film: Menzogna - di Ubaldo M. Del 18.15 Colle, con Y. Sanson, A. Farnese 19.30 12.35 Film: Totò Vittorio e la dottoressa - 20.30 di C. Mastrocinque, con Totò, Vittorio De 20.45 Sica, A. Lane 21.00 14.25 Film: Hollywood Flies - di F. Segatori, 23.15 con V. Jones, B. Guaccero 1.30 2.15 16.00 Film: I fantastici tre Superman - di F.

MOVIE

EXTRA Extra Factor Blob Ballarò La Superstoria Glob, l’osceno del villaggio Che tempo che fa Porta a Porta Extra Factor Discoring 1977 Sfide Avanzi Piloti Blob Ballarò Zucchero Sugar Fornaciari - Arena Blues Discoring 1977 Avanzi

MEDIASET PREMIUM 13.30 13.30 13.45 14.00 14.00 14.00 14.15 14.25 14.40 14.45 14.50 15.00 15.10 15.35 15.45 15.45 16.00 16.00 16.30 16.35 16.40 17.00 17.20

Il mio amico Arnold Fox Retro Frasier FX C.S.I. New York Fox Crime HD I Simpson Fox HD Starsky & Hutch Fox Retro X-Files FX Grey's Anatomy Fox Life I Simpson Fox HD C.S.I. New York Fox Crime HD Jarod - Il camaleonte FX Dr. House - Medical Division Fox HD Hazzard Fox Retro Private Practice Fox Life I misteri di Murdoch Fox Crime HD 90210 Fox HD Eureka FX Rosamunde Pilcher - Liberi di volare Fox Life T.J. Hooker Fox Retro The Guardian Fox Crime HD The Dead Zone FX Buffy Fox HD Love Boat Fox Retro Shark - Giustizia a tutti i costi Fox Crime HD

17.30 17.35 17.40 18.00 18.00 18.10 18.15 18.20 18.30 18.30 19.00 19.05 19.10 19.15 19.25 19.50 19.55 20.00 20.05 20.05 20.20

X-Files FX I Simpson Fox HD Dharma e Greg Fox Life I Simpson Fox HD I Jefferson Fox Retro Private Practice Fox Life N.C.I.S. - Unità anticrimine Fox Crime HD Jarod - Il camaleonte FX Tutto in famiglia Fox HD Il Tenente Colombo (1968-1978) Fox Retro American Dad Fox HD Grey's Anatomy Fox Life Law & Order - I due volti della giustizia Fox Crime HD 24 FX I Griffin Fox HD La vita secondo Jim Fox HD Il mio amico Arnold Fox Retro La Tata Fox Life Law & Order. Criminal Intent Fox Crime HD Eureka FX I Simpson Fox HD

I Jefferson Fox Retro Dharma e Greg Fox Life I Simpson Fox HD Numb3rs Fox Crime HD Una famiglia a dieta Fox Life Charlie's Angels Fox Retro Big Love FX Glee Fox HD Numb3rs Fox Crime HD Ghost Whisperer Fox Life Entourage FX Glee Fox HD Charlie's Angels Fox Retro Entourage FX Grey's Anatomy Fox Life C.S.I. New York Fox Crime HD Provenzano, Cosa Nostra FX The Cleveland Show Fox HD I Jefferson Fox Retro The Cleveland Show Fox HD Il mio amico Arnold Fox Retro Private Practice Fox Life N.C.I.S. - Unità anticrimine Fox Crime HD 23.45 Erotika italiana FX 20.25 20.30 20.45 21.00 21.00 21.00 21.00 21.10 21.55 21.55 21.55 22.00 22.00 22.25 22.45 22.50 22.50 23.00 23.00 23.25 23.30 23.40 23.45

cinema

10.45 Al di là dei sogni - di V. Ward Premium Cinema 10.55 Beetljuice - Spiritello porcello - di T. Burton Studio Universal 11.00 Motherhood - di K. Dieckmann Premium Cinema Emotion 12.35 Anna Karenina - di B. Rose Premium Cinema Emotion 13.10 Amore 14 - di F. Moccia Premium Cinema 15.30 Face - di S. Yoo Premium Cinema Energy 15.40 Amore senza confini - di M. Campbell Studio Universal 16.50 Veronica Guerin - Il prezzo del coraggio - di J. Schumacher Premium Cinema 17.00 Un’ottima annata - di R. Scott Premium Cinema Emotion 17.05 Nancy Drew - di A. Fleming Premium Cinema Energy 18.20 Una storia vera - di D. Lynch

18.40 18.55 21.00 21.00 21.00 21.00 22.45 23.20 23.40

Studio Universal I Love Radio Rock - di R. Curtis Premium Cinema Potere assoluto - di C. Eastwood Premium Cinema Energy La donna del tenente francese - di K. Reisz Studio Universal Iago - di V. De Biasi Premium Cinema Emotion Batman Begins - di C. Nolan Premium Cinema Energy Tutti insieme inevitabilmente - di S. L. Gordon Premium Cinema Verso l’Eden - di C. Costa-Gravas Premium Cinema Emotion L’olio di Lorenzo - di G. Miller Studio Universal Belfagor - Il fantasma del Louvre - di J. Salomé Premium Cinema Energy

IRIS 15.30 Film: Letto a tre piazze - di Steno, con Totò, Peppino De Filippo 17.10 Tre minuti con Media Shopping 17.15 Film: L’amore si fa largo - di N. Likkè, con Mo’nique, J. JeanLouis 19.00 Ti racconto un libro 19.15 Anica Flash 19.20 24 - Tf 20.50 Tgcom / Tgcom Cinema e Dintorni 21.00 Film: L’ultima missione - di O. Marchal, con D. Auteuil, O. Bonamy, C. Marchal 23.05 Film: L’uomo con la scarpa rossa - di S. Dragoti, con T. Hanks, J. Belushi, C. Durning 0.35 Anica Flash / Tgcom 0.40 Film: License to Drive - di G. Beeman, con C. Feldman, H. Graham, C. Haim

intrattenimento

08.15 09.50 09.55 10.45 10.55 12.40 12.55 12.55 13.45 15.40 15.45 16.30 17.15 17.25 18.35 20.10 21.00 21.00 21.00 22.45 22.55 23.00 00.35

Jack & Bobby - Tf Joi Royal Pains - Tf Joi Sophie Paquin - Tf Mya Grey’s Anatomy - Tf Mya Stargate- Film Steel Jack & Bobby - Tf Joi Ai limiti della legge - Tvm Mya West Wing - Tf Steel Capricon One- Film Steel Criminal Intent - Tf Joi Flash Gordon - Tf Steel Grace of my Heart - Film Mya Cold Case - Tf Joi West Wing - Tf Steel Due vite segnate - Film Mya Smallville - Tf Steel One Tree Hill - Tf Mya Dr. House- Medical Division - Tf Joi Driven - Film Steel Partnerperfetto.com - Film Mya Twister - Film Joi Senza traccia - Tf Steel Heroes - Tf Steel

CIELO 12.00 13.00 13.30 14.30 15.00 16.00 16.30 17.30 18.30 19.00 20.00 21.00 22.00 23.00 00.00

Cielo TG24 giorno Io, me e Simone - Tf Jamie Oliver: il mio giro d’Italia - Tf Strega per amore - Tf Fantasy Island - Tf La mia vita con Derek Project Runway - Taglia, cuci... sfila! Cash Taxi - Tf Io, me e Simone - Tf Cielo TG24 sera 24 - Tf Italia’s Next Top Model Cambio vita... mi trasformo Sex Therapy Cielo TG24 notte


SPORT

Genova, 2-10 Ottobre 2010

Walk on the sea genoaboatshow.com

Le pagelle

la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

■ 66

Ieri

ANDREA SORRENTINO

Milito ancora giù anche un autogol traversa di Cambiasso INTER 6 Parecchie uscite alte in avvio, quando piovono gocce d’acqua e cross in egual misura. La punizione di Janssen è ben calciata, ma lo sorprende sul suo palo: erroruccio. Ancora ottimo su Janssen, ma sul 2-1 partecipa all’amnesia collettiva. MAICON 5,5 E’ al rientro e la falcata non è ancora potente. Anzi deve arretrare su Chadli, che compie movimenti imprevedibili partendo da lontano. Più terzino che ala. Migliorerà. LUCIO 6,5 Janko dà pochi riferimenti ma lui lo disinnesca con un sigaro in bocca. Preziose alcune uscite palla al piede dalla trequarti e un paio di chiusure davanti all’area che aprono il contropiede. SAMUEL 5,5 Soffre più del compagno di reparto e a tratti è a disagio sul breve, così è costretto a commettere qualche fallo di troppo. Janko lo sorprende di testa in chiusura di primo tempo. Non il miglior Samuel. ZANETTI 6 Inchiodato lì dalle giravolte mirabolanti di Ruiz e dall’accorrere di Rosales, che sale con grande continuità. Non ha il passo per tenere il costaricano e si rifugia nell’esperienza quando riesce a non farsi saltare ritardando l’intervento. Ripresa più attiva. MARIGA 6,5 Inizia ben piantato nella sua zona e smista palloni interessanti. Nella seconda metà del primo tempo patisce la tecnica di Janssen e la sua corsa intelligente. Però tiene il campo con buona personalità e al 29’ st sfiora il gol con un bel destro.

Gruppo A

Gruppo B

Gruppo C

Gruppo D

Twente-Inter

2 2

Lione-Schalke 04

1 0

Man. Utd-Rangers

0 0

Barcellona-Panathinaikos 5 1

Werder-Tottenham

2 2

Benfica-Hapoel

2 0

Buraspor-Valencia

0 4

Copenaghen-Rubin K. 1 0

classifica

Pt G V N P Gf Gs

classifica

Pt G V N P Gf Gs

classifica

Pt G V N P Gf Gs

classifica

Pt G V N P Gf Gs

Inter

1 1 0 1 0 2 2

Benfica

3 1 1 0 0 2 0

Valencia

3 1 1 0 0 4 0

Barcellona

3 1 1 0 0 5 1

Tottenham

1 1 0 1 0 2 2

Lione

3 1 1 0 0 1 0

Rangers

1 1 0 1 0 0 0

Copenaghen 3 1 1 0 0 1 0

Werder

1 1 0 1 0 2 2

Schalke 04 0 1 0 0 1 0 1

Man. Utd

1 1 0 1 0 0 0

Rubin

Twente

1 1 0 1 0 2 2

Hapoel

Buraspor

0 1 0 0 1 0 4

Panathinaikos 0 1 0 0 1 1 5

0 1 0 0 1 0 2

0 1 0 0 1 0 1

JULIO CESAR

Maicon

Sneijder

Champions, in Olanda i campioni avanti con Sneijder, poi subiscono l’1-2 dei padroni di casa: l’attaccante rimedia. Pandev fuori in barella

Inter a

metà

Col Twente pari e brividi ci pensa il solito Eto’o DAL NOSTRO INVIATO ANDREA SORRENTINO

5.5 6 6 Dalle sua parti incrocia De Jong, uno dei migliori del Twente: subisce la fisicità dell’avversario e non si fa sentire abbastanza nelle chiusure. Meglio nell’altra metà campo: colpisce una traversa al 36’ pt. Anche lui cresce nella ripresa. PANDEV 5 Anonimo e abbandonato al suo destino: pochi palloni gli arrivano, e quei pochi se li fa soffiare dagli anticipi di Tiendalli. Riemerge appoggiando a Eto’o per il 2-2. Inizia benino la ripresa, poi esce per infortunio. Dal 16’ st Coutinho 6,5: subito una buona palla, calciata addosso a un avversario in area, poi un assist per Mariga. Dà vivacità. SNEIJDER 6 Bruma ne soffoca gli slanci per quasi tutta la partita, tranne quando gli riesce l’incursione dell’1-0: sesto gol in Champions. Ma fatica a uscire dai tentacoli dell’avversario diretto. ETO’O 7 Che magnifica conclusione, quella del 22. A tratti troppo defilato a sinistra, ma anche da lì confeziona l’assist per la traversa di Cambiasso. Giganteggia a livello tecnico. Il migliore, come da agosto in qua. MILITO 5,5 Di positivo l’azione personale che avvia l’1-0. Di negativo tutto il resto: pesante nelle movenze, spesso anticipato, poi anche l’autogol del 2-1. Dal 42’ st Muntari sv. CAMBIASSO

© RIPRODUZIONE RISERVATA

ENSCHEDE solo quando Samuel Eto’o si trasforma in Minnesota Fats, e piazza un destro in buca d’angolo che strappa un “ooh” a chiunque ami il calcio, che l’Inter torna a sentire dentro di sé la musichetta dell’amata Champions. Ma non basta per festeggiare con una vittoria l’esordio dei detentori, sul campo del Twente. Quello di Eto’o è solo il 22 al termine di un primo tempo bigio, ma il risultato non cambierà nella ripresa, quando pure l’Inter viene a capo dell’avversario ma le manca la capacità di fare giustizia. Partita a ritmo sincopato, a lungo senza padrone. Gara di strappi e di repentini rammendi, di opposte inadeguatezze. I più forti, l’Inter, si rimirano un po’ troppo, convinti che prima o poi qualcosa accadrà nella trequarti avversaria, ma intanto trascurano di guardarsi alle spalle, forse per supponenza, forse perché la gamba non morde ancora l’erba. I più deboli, quelli del Twente, vogliono credere di non esserlo e vanno oltre i propri limiti con il loro bel gioco fatto di tocchi rapidi, di movimenti e incroci sulle fasce, con centrocampisti di ottima qualità come Janssen e De Jong, il migliore, appena 20 anni. L’Inter trova subito ottimi motivi per supporre di sé andando in vantaggio in fretta, con la prima bella giocata di Milito da molto

E’

TWENTE INTER

2-2 TWENTE (4-1-4-1) Mihaylov 5,5 – Rosales 6, Wisgerhof 6, Douglas 6, Tiendalli 6,5 – Brama 6,5 – Ruiz 6,5, De Jong 7, Janssen 7, Chadli 6 (43’ st Landzaat sv) – Janko 5,5 (33’ st Bajrami sv). INTER (4-2-3-1) Julio Cesar 6 – Maicon 5,5, Lucio 6,5, Samuel 5,5, Zanetti 6 – Mariga 6,5, Cambiasso 6 – Pandev 5 (16’ st Coutinho 6,5), Sneijder 6, Eto’o 7 – Milito 5,5 (42’ st Muntari sv). Arbitro: Pedro Proença (Portogallo) 6. Reti: 13’ pt Sneijder, 20’ Janssen, 30’ Milito (aut.), 41’ Eto’o. Note: spettatori 24000. Ammoniti Maicon e Douglas.

Il dopopartita ENSCHEDE — Rafa Benitez si sforza di apparire sereno, stasera. «Abbiamo trovato una formazione tosta, forte in difesa, con molta intensità e ben motivata. Abbiamo sofferto un po’ nel primo tempo, ma nel secondo le cose sono andate meglio». Ed è proprio sul secondo tempo che il tecnico spagnolo vuole portare il discorso: «Abbiamo fatto quello che dovevamo e tenuto la partita sotto controllo. Certo il risultato è quello che è ma noi non

L’AUTORETE Anticipa tutti Milito (nella foto accanto) ma questa volta è proprio il portiere dell’Inter ad essere battuto. L’argentino è stato protagonista dell’autorete che ha dato il momentaneo 2-1 al Twente

tempo in qua: uomo saltato netto al limite dell’area con una finta (ricorda quella su Terry in InterChelsea), sinistro incrociato radente che Mihaylov respinge corto, irrompe Sneijder ed è 1-0. Illusione. Il Twente non si mostra affatto abbattuto e rumina la sua manovra elegante e zompettante: il costaricano Bryan Ruiz sa come spostare il pallone in agilità

tagliando da destra al centro, De Jong e Janssen saltano Cambiasso e Mariga, sui lati Zanetti e Maicon rinculano. Pandev è un fantasma e Sneijder è imprigionato da una marcatura ad personam di Bruma. L’errore interista è di adeguarsi al passing game dei rivali, accettandone lo spirito cartesiano, anziché guastare la tela col pressing e con la ferocia del

Benitez si accontenta “Gara sotto controllo” possiamo non considerare la bontà degli avversari». Tra le note positive, la prestazione di Milito: «Ha giocato bene, ha fatto quello che gli ho chiesto e ha aiutato molto tutta la squadra». Tra le note negative, invece, qualche errore di troppo («quando facciamo il pressing alto ci capita di perdere la palla e di andare in difficoltà») e l’infortunio di Pandev:

«Gli si è girato il ginocchio. Ci siamo spaventati molto, anche se adesso pare che la cosa non sia poi così grave. Comunque è meglio aspettare domani». Domenica c’è la difficile trasferta a Palermo. Anche se già ieri le vicende italiane hanno occupato i dirigenti interisti che hanno emesso un comunicato nel quale si puntualizzava

tempo che fu. Il pareggio arriva su punizione (20’) dopo un fallo evitabile di Samuel al limite dell’area: il sinistro di Janssen è chirurgico ma entra sul palo di Julio Cesar, là dove non c’è barriera. Ora infuria la bufera, pioggia nebulizzata si rovescia dal cielo agitata dal vento e l’Inter arretra, soffre sul debolissimo lato destro, Julio Cesar interviene due

che la squalifica di Burdisso dopo l’espulsione in Cagliari-Roma doveva essere di almeno tre giornate. Fra tre giornate c’è proprio Roma-Inter e al club nerazzurro non è piaciuto il fatto che Burdisso, subito dopo la partita, avesse “suggerito” che la sua squalifica avrebbe dovuto essere al massimo di due turni, e così è in effetti andata. «Si lagnano e urlano già tutti, non vogliamo essere gli unici a non lamentarci». (a.s.) © RIPRODUZIONE RISERVATA


Formula Uno

Ciclismo

Raikkonen-Renault, l’ex ferrarista pronto a tornare

Finita l’agonia di Casarotto: donati gli organi

PARIGI — L’ex campione del mondo con la Ferrari, passato poi ai rally, Kimi Raikkonen (foto) potrebbe tornare in Formula Uno con la Renault. A confermare le intenzioni di Raikkonen è il sito Autosport.com che riporta le parole del responsabile della scuderia francese Eric Boullier: «Abbiamo avuto diverse richieste e la persona di cui stiamo parlando è tra queste».

TRIESTE — È finita l’agonia di Thomas Casarotto (foto), il diciannovenne ciclista vittima di una caduta venerdì al Giro del Friuli. I medici hanno deciso il distacco delle apparecchiature che mantenevano in vita il giovane, visti i gravi danni cerebrali. I genitori hanno disposto l’espianto di organi per la donazione.

■ 67

Allegri vuole un altro Milan “Ora l’importante è vincere” Debutto in Coppa con l’Auxerre, anche Ibra cerca il riscatto ENRICO CURRO’

Milan

MILANO seconda dei punti di vista, l’Auxerre è la temibile squadra da corsa e catenaccio che ha fatto fuori nei preliminari di Champions l’ambizioso Zenit San Pietroburgo di Spalletti oppure il piccolo club di una cittadina francese della Borgogna con meno abitanti (38mila) degli abbonati (54mila) alle partite europee casalinghe del Milan. A seconda dei punti di vista, quella di stasera a San Siro è la prova d’appello per lo spento Ronaldinho e per lo spaesato Ibra di Cesena oppure il trionfo annunciato del tridente con Pato, in attesa del varo del quartetto con Robinho, suggerito da Berlusconi. Sempre a seconda dei punti di vista, il battesimo in Champions è un esame difficile per Allegri oppure l’avvio dell’ennesimo grande ciclo rossonero. Alla vigilia più importante della fresca carriera, l’allenatore di punto di vista ne ha soltanto uno e pazienza se non coincide con quello del datore di lavoro. Lui non vuole più gli errori di presunzione e le disattenzioni nella fase difensiva, fatali sabato scorso a Cesena, né cerca rifugio negli attacchi agli arbitri («spero solo che in futuro le eventuali sviste siano a nostro favore»). Alle utopie tattiche sulla moltiplicazione degli attaccanti e sul primato dello spet-

4-3-3 Abbiati

A

32 Abate

Nesta

Bonera

Antonini

20

13

25

77

Ambrosini

Pirlo

Seedorf

23

21

10

Pato

Ibrahimovic

Ronaldinho

7

11

80

arbitro Balaj

22

(Romania)

Jelen

ESORDIO

8 Le Tallec

9

29

Birsa

Ndinga

17

14

Pedretti

Oliech

4

6

12

2

Grichting

Coulibaly

Mignot

Hengbart

1 Sorin

Auxerre

4-4-1-1

Tv: ore 20:45 Sky Sport1, Sky Calcio1; Dt Premium Calcio1

tacolo, Allegri antepone il primato del risultato. «Per battere l’Auxerre, che è veloce e fa bene il contropiede almeno quanto il Cesena, ma con maggiore qualità, servono: una grande partita, molta attenzione, molta pazienza, la consapevolezza di essere una grande squadra in grado di rovesciare una gara in 10’ e il massimo rispetto per l’avversario. Anche a me piacerebbe vincere sempre domi-

Allegri parla alla squadra: per il tecnico quello di questa sera contro l’Auxerre, sarà l’esordio in Champions League

nando e dando spettacolo, ma non è possibile. Non si può avere questa presunzione: gli scudetti arrivano vincendo anche quando si gioca male». È l’esatto contrario del dogma berlusconiano sullo spettacolo e sulla necessità di schierare il maggior numero possibile di attaccanti, anche se Allegri dribbla con eleganza la domanda diretta, col rinvio a data indefinita del varo del Oggi

Gruppo E

Gruppo F

Gruppo G

Gruppo H

Bayern-Roma

Marsiglia-Spartak M.

Real Madrid-Ajax

Arsenal-Braga

Cluj-Basilea

Zilina-Chelsea

Milan-Auxerre

Shakhtar-Partizan B.

classifica

Pt G V N P Gf Gs

classifica

Pt G V N P Gf Gs

classifica

Pt G V N P Gf Gs

classifica

Pt G V N P Gf Gs

Bayern M.

0 0 0 0 0 0 0

Chelsea

0 0 0 0 0 0 0

Milan

0 0 0 0 0 0 0

Arsenal

0 0 0 0 0 0 0

Roma

0 0 0 0 0 0 0

Marsiglia

0 0 0 0 0 0 0

Real Madrid 0 0 0 0 0 0 0

Shakhtar

0 0 0 0 0 0 0

Basilea

0 0 0 0 0 0 0

Spartak M. 0 0 0 0 0 0 0

Ajax

0 0 0 0 0 0 0

Braga

0 0 0 0 0 0 0

Cluj

0 0 0 0 0 0 0

Zilina

Auxerre

0 0 0 0 0 0 0

Partizan B. 0 0 0 0 0 0 0

0 0 0 0 0 0 0

famigerato quartetto. «I numeri contano poco: l’1-0 di Cesena l’abbiamo preso a difesa piazzata, in 7 contro 4 avversari. Conta la corsa: se si corre, ci si diverte di più. E il problema non è la difesa come reparto, ma la fase difensiva». È il concetto sul quale ha insistito in questi giorni, teorizzando che il limite del Milan dello scorso anno sia stato di avere concesso sempre troppe occasioni agli avversari. «Questo toglieva sicurezza. Alla squadra basta poco, per ottenere grandi risultati». Il 4-3-3 di Cesena verrà dunque confermato, con le varianti del ritorno di Nesta (ma esce Thiago Silva, nella staffetta degli acciaccati e i ripetuti stop del brasiliano cominciano a preoccupare) e dell’ingresso di Seedorf in mediana. Ronaldinho dovrà rientrare a centrocampo e convincere Berlusconi al rapido rinnovo del contratto. Inzaghi aspetterà in panchina per l’assalto al record dei gol europei di Müller: la coppia con Ibra rifinitore, nel finale di Cesena, ha funzionato bene. Ma a prescindere dalle formule, l’essenziale è vincere, contro la squadra di Jean Fernandez, erede del decano Guy Roux (44 anni alla guida dell’Auxerre) e allievo dichiarato di Sacchi negli anni Ottanta. Allegri non fa giri di parole: «Io non mi accontento del secondo posto nel girone dietro il Real Madrid. Io voglio vincere sempre». Questo sì è molto berlusconiano. © RIPRODUZIONE RISERVATA

volte, finché da una sua grande parata su Janssen scaturisce un corner: Milito, nel mucchio, devia alle spalle di JC. Questo, ora, è un lavoro per Eto’o. Al 36’ manda in porta Cambiasso, che grattugia il sinistro al volo in area: traversa. Poi, su appoggio ai 20 metri di Pandev, il Leone piomba sul pallone e con un magnifico destro radente manda il pallone dove Mihaylov proprio non può. Applausi. Nella ripresa il Twente si scopre improvvisamente cicala: il ritmo del primo tempo ha lasciato tracce. L’Inter guadagna metri, Coutinho è più vivace di Pandev (forse per il macedone un guaio al collaterale del ginocchio). Ma Sneijder si dibatte invano e qualche spazio lo guadagna solo Eto’o, ma da sinistra può solo mettere in mezzo palloni interessanti: Milito latita ancora. Un’altra Inter avrebbe piazzato la banderilla fatale con una strizzata d’occhio, ma qui siamo ancora all’inizio del lavoro di Benitez e c’è solo un destro fuori di poco di Mariga. Poi la festa dei tifosi di qui: un 2-2 contro i campioni d’Europa è oro, e fa la storia. © RIPRODUZIONE RISERVATA

MAURIZIO CROSETTI DOPPIO PASSO IL DERBY DEGLI ARROGANTI

er la serie “spieghiamo un po’ ai giudici come fare il loro mestiere”, lunedì il Milan aveva citato (sul proprio sito) il Refereeing Teaching Material, law 6, dov’è scritto che un guardalinee deve sbandierare solo quand’è sicuro del fuorigioco. E ieri l’Inter, per non essere da meno, ricorda in un comunicato (sempre su internet) il Codice di Giustizia Sportiva, articolo 19, comma 4, lettera b) o c), in merito alla squalifica di Burdisso (“solo” due giornate, contro le tre o cinque del regolamento), facendosi pure gli affari degli altri, cioè della Roma e di Burdisso: mossa non elegantissima. Ma ve li immaginate, dirigenti e addetti stampa, che sfogliano i codici anziché, come sono più abituati, l’almanacco del calcio? Questa smania di sostituirsi ai tribunali, o almeno di far loro le pulci, non è solo sportiva ma è ugualmente sgradevole: sa di vittimismo e arroganza. In Piemonte c’è un proverbio che dice: va’ a insegnare ai gatti ad arrampicarsi. Forse vale anche per i signori presidenti Berlusconi e Moratti, grandi esperti di pagliuzze in occhio altrui.

P

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La polemica

Nicchi: “Arbitri di sinistra? Da Berlusconi battuta infelice”

FULVIO BIANCHI

La frase

ROMA — Presidente, allora lei si candida alle primarie del Pd? «Sì». Una risposta secca, accompagnata da un sorriso malcelato: Marcello Nicchi, n.1 degli arbitri italiani, non ha preso bene la battuta di Silvio Berlusconi, quella sugli «arbitri di sinistra» che penalizzano il Milan, scelta per commentare la sconfitta di Cesena. E così replica, duro: «Beh, la mia è solo una battuta, ovviamente. Quella di Berlusconi invece era poco felice». Una battuta che gli crea non pochi guai, anche se lui nega: «Ci sono arbitri di destra e di sinistra, non siamo condizionati per nulla da quanto ha detto il presidente del Consiglio: gli arbitri sono stati quasi perfetti in questi primi due turni, semmai c'è stato qualche errore, ma fisiologico, degli assistenti. Si è trattato di

"Il Milan ci ha dato dei dolori ma non ha giocato male: direi che spesso il Milan ha incontrato arbitri di sinistra". Questo il commento del premier dopo la sconfitta dei rossoneri a Cesena

Marcello Nicchi

centimetri, non siamo mica macchine». Errori, a dire la verità, sui quali ieri è tornata anche la Fiorentina (“sviste incredibili, chiediamo rispetto”). Galliani ha strapazzato il designatore Braschi, in tribuna a Cesena: «Galliani è intelligente spiega Nicchi - il suo è stato solo uno sfogo». Il Milan però non ha gradito la scelta di Braschi designatore e l'ha fatto notare, con decisione. Pierluigi Collina non c'è più, lavora per l'Uefa adesso: ieri hanno debuttato i due arbitri di area anche in Champions. «Più visione, più comunicazione, più informazione», lo slogan dello spot (30 secondi, in inglese) voluto dall'Uefa, con Collina che appare sui maxi-schermi degli stadi per spiegare la nuova scelta di Platini. Più uomini. Niente tecnologia. Speriamo in bene. © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

@

R2SPORT

Messi torna imprendibile e stasera tocca a Mou PER il suo primo acuto europeo, stasera Mourinho dovrà battere una squadra la cui storia recente ricorda molto da vicino quella del Real Madrid: l’Ajax, altra gloria europea con un presente impresentabile (l’ultima Champions gliela regalò Kluijvert contro il Milan nel ’95). Due squadre, 13 Champions vinte: il passato è sontuoso per entrambe. Oltre alle coppe, una ha fatto la storia del calcio europeo fra Cinquanta e Sessanta, anche con Carniglia in panchina, l’altra ha reinventato il calcio all’inizio dei Settanta, con Cruyff in campo e Michels in panchina. Il Chelsea affronta in Slovacchia lo Zilina. Abbordabile, ma ad Ancelotti mancheranno

Lampard, Drogba e Cole. Intanto ieri col Panathinaikos il Barcellona ha cominciato come contro l’Hercules: gol di Govou in contropiede. Panico? No. Dieci minuti dopo Messi e Villa avevano già capovolto il risultato. Alla fine del primo Messi chiude un’azione sublime in cui sembrava che l’attacco spagnolo stesse giocando a dama con la difesa greca (3-1). Poi Rizzoli concede un rigore a Messi, ma la pulce lo tira male sul portiere Tzorvas. Pedro e Dani Alves fanno 5-1. Crouch enorme, e non soltanto perché è alto 2,02, contro il Werder a Brema: due gol in apertura. Ma i tedeschi, killer della Samp ai playoff, rimontano con Almeida e l’ottimo Mar-

Lionel Messi

co Marin (2-2). Facile per il Valencia, leader della Liga, in Turchia dal Bursaspor (0-4): gran gol dell’argentino Dino Costa, poi Aduriz, Hernandez e Soldado. Difficoltà per il Manchester contro i Rangers. La caviglia sinistra di Rooney si piega ancora in modo innaturale, come il suo rendimento sotto il peso del sexy scandal. Valencia esce in barella con la maschera a ossigeno dopo essere stato travolto da un avversario (frattura tibia e perone). Brutta serata per lo United: 0-0. Il Lione batte lo Schalke con un gol di Bastos (1-0). 2-0 del Benfica all’Hapoel Tel Aviv (Luisao e Cardozo). Con N’Doye in extremis il Copenhagen e supera il Rubin Kazan (1-0).

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Il caso

Il gossip turba anche Casillas: “Ha tradito” È stato il bacio più famoso dell’estate, quello dato in diretta da Iker Casillas alla giornalista Sara Carbonero dopo la finale del Mondiale. Ora dall’Argentina si parla di un tradimento del portiere con la modella Luciana Salazar, smentito da entrambi i protagonisti

Ranieri, scossa alla Roma “È il momento di reagire” Nervi tesi prima del Bayern: “Avete sparato sul pianista” DAL NOSTRO INVIATO FABRIZIO BOCCA MONACO rutte notizie: a Monaco aspettano a gloria la Champions per rifarsi un po’ gli occhi. Tra come si è chiusa la stagione scorsa — il 2-0 con l’Inter a Madrid — e come è cominciata la nuova — 4 punti in 3 giornate di Bundesliga — ne hanno fin sopra i capelli e vogliono rifarsi proprio contro la Roma. E’ un brutto momento per

B

Il tecnico spegne le polemiche: “Il mio contratto non c’entra nulla con i risultati”

Bayern

4-2-3-1 Butt

1 Lahm

van Buyten

21

Badstuber

Contento

28

26

5 van Bommel

Schweinsteiger

17

31

Muller

Kroos

Olic

25

39

11

Klose arbitro Lannoy

18

(Francia)

22

10

Borriello

Totti

20

16

7

33

Perrotta

De Rossi

Pizarro

Brighi

77

4

29

87

Cassetti

Juan

N.Burdisso

Rosi

27 Julio Sergio

Totti & C per tornare in Champions: se è stata pioggia col Cesena, e addirittura alluvione contro il Cagliari, cosa può succedere a una Roma così contro il Bayern di Van Gaal? Non bastassero Totti e De Rossi a risollevare la squadra, in Germania è arrivata anche la presidentessa Rosella Sensi a dare la sveglia (pure lei) al gruppo. «Siamo tutti arrabbiati e dispiaciuti: sono qui per stare vicino ai ragazzi ma non ce l’ho con nessuno». Ranieri ha radunato per ben due volte la squadra nel centro della sontuosa Allianz Arena — un discorsino generale all’inizio e una risciacquatina prima della partitella, — un ennesimo passaggio di colla sui pezzi giallorossi che si staccano. E’ il primo a offrire il petto alle critiche e ha perso un po’ della serenità dei mesi scorsi. Prima del Bayern ha dovuto render conto ancora del tracollo di Cagliari. E dopo tanta pazienza si è anche un po’ seccato: lo accusano di volare basso: «Avete sparato sul pianista e non va bene, vi siete divertiti... Io ho sempre detto che volevamo migliorare rispetto allo scorso anno ma avevo anche detto che sarebbe stata dura. In ogni caso sto tranquillo, il gruppo è solido e sano. Ci manca solo un po’ d’entusiasmo». Nervosismo e mancanza di tranquillità per il contratto? «No, non è affatto un problema, io e la Sensi andiamo d’amore e d’accordo, lei è l’unica che mi ha capito». E la Roma andrà all’attacco oppure sarà prudente? «Mi aspetto una grande reazione, non stravolgerò la formazione». Un 4-4-2 prudente è meglio, va. Di rimbalzo toccata anche la so-

Roma

4-4-2

Tv: ore 20:45 RaiDue, Sky Sport3, Sky Calcio2; Dt Premium Calcio e Premium Calcio Hd2

La società

Il club sarà venduto entro dicembre e intanto spuntano i russi di Lukoil ROMA — Mentre da tutto il mondo continuano a spuntare i nomi di nuovi possibili acquirenti — ieri è stato il turno del magnate russo Leonid Fedun, vicepresidente del gigante petrolifero siberiano Lukoil (già proprietario dello Spartak Mosca) — l’advisor Rothschild ha incontrato Rosella Sensi per fare il punto sulla cessione della Roma. «A seguito delle prime analisi effettuate dall’advisor — recita un comunicato emesso a Borsa chiusa — sarà avviato nelle prossime settimane, successivamente all’approvazione del bilancio di esercizio al 30 giugno 2010, il processo di selezione di potenziali acquirenti (...) Allo stato non sono in corso trattative (...) ogni notizia in tal senso è pertanto destituita di qualsiasi fondamento». I tempi non sono però lunghissimi, all’inizio di ottobre, verrà mandata tutta la documentazione necessaria a formulare un’offerta non vincolante ai possibili soggetti interessati (una dozzina in tutto). Le trattative dovrebbero poi entrare nel vivo per chiudersi intorno a metà novembre.

I numeri

66

0

2° posto

LE GARE

I PAREGGI IN GERMANIA

IL MIGLIOR RISULTATO

La Roma ha disputato in Champions 66 gare con un bilancio di 26 vittorie, 18 pareggi e 22 sconfitte

In 16 gare che la Roma ha giocato in Germania non è mai stato pareggio: 8 vittorie e 8 sconfitte

La finale persa 4-2 ai rigori con il Liverpool nel ’83/84 è il miglior risultato della Roma nella competizione

stituzione di Totti a Cagliari: «Se le cose non vanno bene dopo si fa dietrologia: si dice non va bene questo o quello». Infortunati Riise e Vucinic, non ci sono molte scelte, se non una Roma un po’ più prudente con Brighi a centrocampo e un’altra più leggera e offensiva

con Menez. Ma mentre tutti guardano Totti e Borriello, la difesa della Roma fa acqua con 8 gol incassati in 3 sole partite ufficiali. Burdisso comunque ci sarà, dopo le 2 giornate per il fallaccio su Conti a Cagliari. Nella sfortuna di dover affrontare il Bayern subito alla prima e fuori casa, a Totti & C

dice anche bene che al Bayern manchino i pezzi da 90 Robben (il Bayern sempre più deciso a chiedere i danni alla federazione olandese per averlo fatto giocare da infortunato ai Mondiali) e Ribery. Ma 8 undicesimi della formazione, da Butt a Klose, sono gli stessi della finale di Madrid. No-

Il caso giovani

ROMA — Il coraggio non gli è mai mancato e adesso chissà che non studi da presidente federale, per il dopo-Abete (tra tre anni): ecco il “nuovo” Gianni Rivera, uno dei talenti (gli altri sono Baggio e Sacchi) scelti proprio da Abete per rilanciare il nostro calcio. Rivera guida il settore giovanile e scolastico, 720.000 tesserati (31.530 stranieri), 6800 scuole calcio, un codice di comportamento rigido (lo scorso anno l'Inter non andò in finale del campio-

Totti e Ranieri in allenamento a Monaco nostante entrate per 300 milioni il Bayern è rimasto sostanzialmente lo stesso puntando sui suoi fenomeni stranieri al momento fermi, su Muller, sui suoi nazionali (Lahm, Schweinsteiger etc), nonché altri ventenni come Contento (origini napoletane, si chiama Diego...) e Kroos. I tedeschi hanno grande rispetto della Roma ma hanno fatto battute su Totti («E’ uno molto furbo») e Van Gaal snobba il calcio italiano e non ha messo una sola italiana tra le candidate alla Coppa. E per dire che il Bayern punta in alto ha fatto l’esempio velenoso dell’Inter: «La Champions non la vincono sempre le favorite». © RIPRODUZIONE RISERVATA

Progetto Rivera, vivai e più cultura “Ci vorrebbe una scuola per i genitori” nato giovanissimi per un'ammonizione in più del Milan). Rivera presenta in Federcalcio i campionati allievi e giovanissimi ma soprattutto spiega le sue idee per rilanciare i vivai. Con un sorriso: «Intanto, ci vorrebbe una scuola per i genitori... Quando ero al Milan si presentò in sede un padre e mi disse: “Ci dimettiamo, io e mio figlio”. Il motivo? Non gli stava bene l'allenatore. Incredibile, no? Qui bisogna migliorare la cultura dei padri e della ma-

dri». E poi? «E poi bisogna tornare a giocare a calcio: quindi, più tecnica e meno muscoli, l'aspetto fisico deve venire solo dopo». Rivera lavorerà in sinergia con Baggio, Sacchi e Albertini (presidente del Club Italia): «Sperando di convincere i club di spendere di più per i settori giovanili invece di andare a cercare i giocatori già pronti all'estero». Si riparte, dalle macerie del Sudafrica. (f.bi.) Gianni Rivera

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In breve

MOTOGP

Rossi: “Troppo male a fine anno mi opero” ROMA - «Alla fine il problema è la spalla, a fine anno mi dovrò operare». Queste le parole di Valentino Rossi captate da Sky mentre conversava con Giacomo Agostini al Mugello durante un evento promozionale. L'infortunio alla spalla destra, risale allo scorso aprile, quando cadde su una pista da motocross mentre si allenava. CICLISMO - Partenza e arrivo a Panafiel: saranno 46 km di cronometro nei quali Vincenzo Nibali oggi proverà a recuperare i 33’’ che lo separano dallo spagnolo Rodriguez e riprendere così la maglia rossa della Vuelta. HEIDFELD - Il pilota tedesco Nick Heidfeld correrà nel prossimo Gran Premio di F1 di Singapore, il 26 settembre, sulla Sauber sostituendo al volante lo spagnolo Pedro De la Rosa. SQUALIFICHE -Oltre a Burdisso (sospeso due turni) il giudice ha squalificato per un turno Alessandro Lucarelli (Parma).


la Repubblica MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

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R2SPORT

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L’ULTIMA COPPA A New York Rafael Nadal, 24 anni, ha vinto l’ultimo torneo dello Slam che gli mancava. Adesso sono 9 i trionfi nei quattro tornei principali, con il primo vinto al Roland Garros nel 2005

2009

2005 2006 2007 2008 2010

Nadal è nella storia New York s’inchina al cannibale del tennis

2008 2010

2010

“Giorno incredibile, ma il più forte è Federer” DALLA TERRA A TUTTO GRAZIE A QUEL DRITTO GIANNI CLERICI

V

orrei vivamente scusarmi con i volonterosi statistici vanamente salariati dalla ATP (Assenti Tempi Passati) ma i loro record diffusi in tutto il mondo a proposito dei tre quarti di Grande Slam vinti da sette giocatori sono incompleti ancor più che maldestri. Non è il caso infatti che i volonterosi dovessero acquistare il volume 500 Anni di Tennis tradotto in sole cinque lingue, ma un’attenzione degna di un bravo allievo delle elementari avrebbe consentito di capire che i conti erano inesatti. Per cominciare pareva ovvio che gli Eletti, prima di Nadal, ai soli tre quarti fossero non sette, come ci è stato detto, ma quantomeno nove (9), e cioè Crawford (Aus, 1933), Perry (Gbr, 1934), Trabert (Usa, ‘55), Hoad (Aus, ‘56), Cooper (Aus, ‘58), Emerson ( Aus, ‘64), Connors (Usa ‘74), Wilander (Sve ‘88) una volta ciascuno, e Federer (Svi) 3 volte, (2004/6/8). Oppure, moltiplicando Federer tre volte, si innalzasse il record a undici (11) prodezze. Ma mi pare che un minimo di riflessione potesse condurre a ritenere che vincendo quattro tornei dello Slam su quattro, si potesse esser considerati titolari di non meno di tre. Ed ecco quindi che Budge (1938) e Laver (1962 e ‘69) porterebbero il record a undici tennisti, e le prodezze a quattrodici (14). A questo punto andrebbe ricordato che, di quattro tornei dello Slam, si cominciò a parlare nel 1933, quando due cronisti newyorchesi, Kieran e Danzig, argomentarono che, se Crawford avesse vinto la finale degli internazionali Usa contro Perry, avrebbe realizzato qualcosa di simile al Gran Slam del Bridge. Altre considerazioni ci porterebbero a ritenere infinitamente meno validi, causa la concorrenza della troupe Professionista di Kramer (1948), i risultati realizzati sino al 1968 (era Open) oppure il fatto che simile, cosiddetto Grand Slam, si sia disputato sino al ‘74 per tre quarti su campi in erba, mentre dall’88 due delle quattro superfici sono in cemento. Resta la curiosità di come qualche Genio, per esempio Borg, non sia mai giunto non si dice allo Slam, ma ai tre-quarti. Risposta semplice: il mitico svedese ha giocato solo una volta in Australia, perdendovi. Detto ciò dei presunti statistici, che dovrebbero recarsi alle serali dirette dal professor Tommasi, mi rimane qualcosa da aggiungere sul ben noto Scriba il quale, fin dall’inizio, ha creduto di battezzare il giovane Nadal, Re delle Dune, oppure Seminbattibile sulla Terra. Nel fare ammenda di pronostici tanto miopi, dirò che non avevo ancora del tutto capito come racchette di superficie doppia, e palle di dimensioni simili a una bomba e pressurizzate al limite dello scoppio, richiedessero una gestualità del tutto nuova. A trarmi in inganno era anche, a fronte, lo stile semi-conservatore di Federer, tipo che potrebbe oggidì governare disinvoltamente una racchetta in legno. Ora che il tennis è un gioco in cui la volè non è più ammessa, se non per i tocchi definiti “benedizione”, diritti come quelli di Nadal, ancor peggio mancini, sono in grado di crocifiggere l’avversario ai teloni pubblicitari. Il resto, dal rovescio a mano tagliente, a quello passante e bimane, alla battuta tipicamente mancina, sono colpi anche comprensibili e arginabili. Il diritto esplosivo, e la capacità di giocar fuori dagli angoli, ancor più di un Lendl, ancora non si era vista. Ecco quindi il clamoroso errore delle Scriba, e la sua evidente obsolescenza. Altro che Re delle Dune. Posso ormai soltanto aspirare ad essere assunto dalla Atp. © RIPRODUZIONE RISERVATA

DAL NOSTRO INVIATO PAOLO ROSSI

I suoi numeri 42 TROFEI

Compresi i Giochi, vinti 42 tornei

3 LE DAVIS

Ha vinto 3 coppe Davis: ’04, ’08, ’09

2004 1° TRIONFO

A 18 anni a Varsavia il 1° torneo

558 LE PARTITE

Su 558 gare: 460 vinte (82,44%)

2002 ESORDIO

A16 anni. A 17 è 50 del mondo

1,7mln IL PREMIO

Tanto vale il titolo vinto a New York

NEW YORK n nuovo lungo regno è cominciato? Tutto congiura in tal senso. Rafa Nadal Parera s’è preso il mondo del tennis, se l’è mangiato. Divorato. Pezzo dopo pezzo. Avversario dopo avversario. Ventiquattro anni, ha già conquistato nove Slam. Tutti. Il trionfo di New York consacra alla storia questo ragazzo: anche l’ottimo Djokovic

U

A soli 24 anni ha vinto l’unico torneo dello Slam che gli mancava. Djokovic: “Un esempio” ha dovuto inchinarsi, dopo 3h43’ minuti di battaglia (6-4, 5-7, 6-4, 6-2). Era l’ultimo pezzo che mancava allo spagnolo, dopo aver cominciato con il Roland Garros (che sempre resterà il luogo della sua anima), aggiunto Wimbledon e continuato con gli Australian Open. Il tempo della dittatura può dirsi cominciato. Ha tutto per regnare a lungo, lo spagnolo: l’età, il fisico, la forza, la tecnica. «La dedizione e la completezza» suggerisce Djokovic: parole da incoronazione. «E’ migliorato, ha colmato i suoi gap, è un giocatore completo. Non si può batterlo, è frustrante». Il tributo è sincero. «E’ il più forte del mondo, ha sempre voglia di migliorarsi. Si dedica completamente allo sport, è un esempio». Una resa totale. Chi sosteneva che fosse solo un terraiolo, che non potesse reggere il rimbalzo anomalo dell’erba e quello veloce del cemento (ad esempio Mats Wilander) oggi deve consegnarsi in religioso silenzio. Il Nadal di New York ha insegnato a tutti che si può già essere i più forti e imparare ancora: ad esempio, come rallentare il gioco (cambiando la presa del manico e giocando lo slice, cioè tirando

Ciclismo EUGENIO CAPODACQUA ROMA a sensazione è che l'eredità del povero Franco Ballerini, scomparso il 7 febbraio scorso, non sia delle più semplici. Forse perché il ciclismo italiano non dispone attualmente di un Paolo Bettini furbo e scattante come servirebbe su percorso dei prossimi mondiali australiani: 85 km in linea battuti dal vento e un circuito cittadino a Geelong (sud ovest di Melbourne) con due

L

d’effetto), lui che è un mostro di potenza. Andando perfino a rete. Migliorando clamorosamente nel servizio. Per questo, oggi, è imbattibile. Anche nella modestia: «Oggi mi portate lassù, un anno fa dicevate che ero finito. Non mi fregate, la saggezza sta nel mezzo» dice dopo il match. Il maiorchino non dimentica nulla, mai. Di ogni cosa, di ogni sport: è perfino capace di rinfacciare (mi-

ca tanto bonariamente) a noi italiani la gomitata di Tassotti a Luis Enrique nei quarti dei Mondiali del ’94. «Ci toglieste un sogno… meno male che oggi la Spagna ha mostrato chi è al mondo». Maniacale. Sempre. Blindato nel suo gruppo familiare. «La mia arma? La testa, ma sono sempre stato così. Sin da piccolo. Poi credo di essere bravo ad ascoltare i consigli del mio allenatore. Met-

Il n.1 e il n.2 3 ORE E 45’ La finale fra Nadal e Djokovic è durata 3h e 45’, al netto dello stop per la pioggia. Nadal ha vinto in 4 set: (6-4, 5-7, 6-4, 6-2).

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Fuori Ballan, Petacchi e Cunego è la nazionale operaia del ct Bettini strappi fino al 14% e al 19% da ripetere per 11 volte il 3 ottobre. Oggi Bettini, due mondiali e un oro olimpico, è il nuovo ct. Il testimone raccolto dall'amico tragicamente scomparso nel febbraio scorso brucia. E arriva subito l'immancabile polemica. Perché lasciare a casa uno come Alessandro Ballan, iridato a Varese, non è scelta che si fa a cuore leggero e ti espone al fuoco delle critiche. Ma a Betti-

terli in pratica». Bella forza, però: il coach è lo zio Toni. Oggi può dire d’aver vinto tutto: anche la Coppa Davis. Anche le Olimpiadi. Non gli resta che il Grande Slam (vincerli tutti nello stesso anno), dopo il cosiddetto “Career Grand Slam”. «Voi lo dite, è una roba solo per voi. Guardo quello che ho fatto e mi sembra incredibile averli vinti tutti e quattro, incredibile che ci sia riuscito». L’ebbrezza della vittoria non lo fa delirare: «Sono felice, ma so che domani posso perdere». Il futuro è un puntino lontano: «Non so come risponderà il mio corpo. Non so se arriverò a 29 anni, come Roger». A proposito, Federer: «Resta il più grande. Non siate stupidi a metterci in paragone. Lui ha vinto 26 Slam. Io 9. Questi sono i fatti. Lui è un esempio per me, anche se abbiamo due stili diversi». “Sei un Mito” cantano in Spagna. Hanno ragione, il meglio deve ancora venire.

11 AZZURRI Bruseghin Gavazzi Nibali Nocentini Oss Paolini Pinotti Pozzato Tonti Tosatto Visconti

ni il coraggio non è mai mancato: «Alessandro ci è rimasto male - dice alla presentazione delle nazionali davanti al presidente Petrucci - non è stato facile chiamarlo e spiegargli che in nazionale chiamo chi va forte, non chi in passato mi ha aiutato a vincere: e al Pro Tour di Montreal Alessandro ha dimostrato non essere in forma». Scelte difficili: fuori anche Petacchi e Bennati: «Percorso non adatto

agli sprinter puri». E fuori Cunego: «Mi ha confessato di essere stanco: si è chiamato fuori lui». C'è un leader potenziale: Pozzato, che se si esprimesse con la grinta con cui tenta di eludere il fisco, che gli contesta una finta residenza monegasca, vincerebbe tutto. Due i possibili outsider entrambi siciliani, Nibali che sta lottando per la Vuelta e Visconti, il campione italiano in carica. Intorno una squadra operaia. «Ma esperta e cattiva il giusto. Podio possibile se saremo compatti». © RIPRODUZIONE RISERVATA


la Repubblica

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METEO

MERCOLEDÌ 15 SETTEMBRE 2010

PER SAPERNE DI PIÙ meteo.repubblica.it

■ 71 dati a cura di 3BMeteo.com - Elaborazione grafica: Centimetri.it

Meteo in tempo reale su

Bolzano Trento Aosta

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Trieste Venezia

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Bologna Genova Ancona Firenze

Mare e venti oggi Mare

Mattino Nubi irregolari al Nord e centrali Tirreniche con deboli piogge su Alpi carniche, spezzino ed alta Toscana. Ben soleggiato altrove salvo nubi sparse sul basso versante tirrenico. Temperature minime in aumento al Centro Nord. Venti deboli-moderati da SO.

Perugia

Vento km/h Prov. 13 ESE

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Civitavecchia

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SSE

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Taranto

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SO

Trieste

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S

Venerdì

L’Aquila

Peggiora al Centro Nord con nubi e piogge sparse, più frequenti su Alpi, Prealpi, Friuli, levante ligure e alta Toscana, occasionali altrove. Bel tempo su Adriatiche e al Sud salvo velature. Temperature in lieve aumento al Sud. Venti moderati meridionali.

ROMA Bari

Campobasso Napoli

Olbia

Potenza

Catanzaro Cagliari

Palermo Reggio Calabria Catania

Pomeriggio

Sabato

Nuvolosità variabile al Nord e medio Tirreno, a tratti compatta e con qualche rovescio su Alpi orientali e dorsale toscana. Sole prevalente al Sud ed Adriatiche. Temperature massimi stabili o in lieve ascesa. Venti dai quadranti sudoccidentali in rinforzo.

Mattino: Ben soleggiato su gran parte dell'Italia peninsulare ad eccezione di qualche velatura in transito al Centro Nord e nubi sparse sulle regioni meridionali. Persiste una residua instabilità tra Sicilia centro-orientale e bassa Calabria con deboli rovesci, più frequenti sui versanti ionici. Temperature minime in diminuzione al Centro Sud, stabili o in lieve aumento al Nord. Venti moderati dai quadranti settentrionali al Centro Sud, deboli variabili altrove.

Ieri

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14 OTT

Alghero Ancona Aosta Bari Bologna Bolzano Brindisi Cagliari Campobasso Catania Catanzaro

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Ieri 17 19 19 12 19 15 18 16 21 16 18

Firenze Genova Imperia L'Aquila Messina Milano Napoli Olbia Palermo Perugia Pescara

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Pomeriggio: Sole ben presente su gran parte delle nostre regioni centro-settentrionali, salvo stratificazioni in ispessimento al Nord. Nubi sparse al Sud con qualche acquazzone o breve temporale su Sicilia orientale, bassa Calabria e Salento, in esaurimento entro sera. Tra sera e notte nubi in ulteriore aumento al Nord ed alta Toscana con prime deboli piogge sulle Alpi. Temperature in contenuto aumento. Venti deboli settentrionali, in rotazione e rinforzo da SO.

24 28 28 22 27 27 27 25 25 24 24

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Moderato

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Fronte caldo 13 19 20 17 13 13 15 11 14 15 18 12 9 10 16 12 18 16 25 20 8 14 14 15 26 14 11 7 14 14 5 12 13 10 15 16 11 11 18 22 12 16 12 14 11

17 30 31 22 17 21 23 17 27 20 25 15 16 16 20 14 26 25 30 23 19 23 18 31 31 17 19 17 19 15 8 15 18 23 25 22 14 15 26 27 16 25 15 24 20

Domani

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Lubiana Zagabria Milano Belgrado Sarajevo Roma

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Salonicco Atene

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Iraklion Valletta Larnaca

Come si gioca: Completare il diagramma in modo che ciascuna riga, colonna e riquadro 3x3 contenga una sola volta tutti i numeri da 1 a 9.

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le soluzioni su www.repubblica.it

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Perturbato al Nord e centrali tirreniche con piogge e rovesci, anche diffusi ed intensi su Lombardia e Triveneto. Soleggiato altrove salvo nubi in Campania e stratificazioni in transito altrove. Temperature in aumento al Sud. Venti moderati meridionali.

NEL MONDO Oggi

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Domani


-15-09-2010-r.epubblica  

L’anniversario della Disunità Fondatore Eugenio Scalfari Direttore Ezio Mauro Bloccato l’Hitler di Cattelan Il capo dello Stato: “Il voto no...

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