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Editore: Centro Culturale San Lorenzo 46040 Guidizzolo (MN) - Tariffa R.O.C.: ”Poste Italiane s.p.a. - Sped. Abb. Post. - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27-02-2004 n° 46) art. 1 comma 1, DCB - BS

BIMESTRALE DI ATTUALITÀ, CRONACA, CULTURA E POLITICA - GUIDIZZOLO MN ANNO XXI N. 123 - DICEMBRE 2015

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DIRETTORE RESPONSABILE Andrea Dal Prato CAPO REDATTORE Graziano Pelizzaro REDAZIONE Giulia Avanzi Laura Leorati Francesca Lugoboni Elodio Perani Sandra Tosi Paolo Zani COLLABORATORI Giorgio Arienti Sante Bardini Annalisa Cappa Alessia Ghizzi Luca Ghizzi Daniele Guerra Donatella Lusenti Francesca Pesci Luca Piazza Antonio Quiri Marisa Rodighiero Mariavittoria Spina Giulia Stuani Giovanni Zangobbi PROGETTO GRAFICO Claudia Dal Prato

EDITORE Centro Culturale “San Lorenzo” via Virgilio, 25 46040 Guidizzolo (MN) Tel. 348 3115232 e-mail: redazione@lanotiziaguidizzolo.com Sito internet: www.lanotiziaguidizzolo.com R. O. C.: N° 9434 del 16-10-00 Aut. Tribunale di Mantova N° 8/95 del 30-05-1995

Stampa: Arti Grafiche Studio 83 (VR) Cellofanatura e spedizione postale: Coop Service s.c.r.l. Virle Treponti (BS)

COSTO MODULI 1 modulo verticale: mm 60 x 38 € 40,00 2 moduli orizzontali: mm 60 x 82 € 70,00 4 moduli orizzontali: mm 60 x 170 € 120,00 1/2 pagina: mm 124 x 170 € 200,00 Pagina intera: mm 277 x 170 € 300,00

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sommario 3 Editoriale 4 Marilena Mura 7 ANSPI Gozzolina presenta le De. Co. 8 Appunti di Viaggio 10 David Fontanesi: tutto il piacere della musica classica 11 Pensioni e dintorni 12 EXPO ieri e oggi 16 Astri e civiltà 18 Arte e dintorni Cinema 19 Arte e dintorni Letteratura 20 Ricette 22 Gli Alpini in festa 24 Il rovescio della medaglia 26 Anima e cuore 27 Milan Club Guidizzolo 30 Cronaca 37 Quattro bagole 38 1997-2015 I bimbi crescono 42 Nozze d'oro e di diamante 44 Gruppo Micologico Naturalistico 48 Notizie dall'Amministrazione

Foto di copertina: I collaboratori de "la Notizia" presenti alla riunione della redazione del mese di ottobre 2015


editoriale

Graziano Pelizzaro

Andrea Dal Prato

Grazie a tutti Nel momento in cui La Notizia sospende la propria attività, forse per sempre, ci sentiamo in dovere di ringraziare tutti coloro che, in vario modo, hanno dato il proprio contributo in questi vent’anni di pubblicazione. Era il 1995 quando un gruppo di guidizzolesi motivati e volenterosi condivisero l’idea di far nascere una rivista che fosse uno strumento dove raccontare ciò che avveniva nel nostro paese o anche ciò che avveniva nel mondo, ma visto dai guidizzolesi. Una pubblicazione che parlasse di cronaca, ma anche di politica, di cultura e di arte, ovvero uno specchio della vita del nostro territorio. L’iniziativa ha trovato presto il gradimento dei nostri concittadini, tanto che, sin da subito, sono molti quelli che hanno collezionato tutti i numeri della rivista. Numerose erano anche le attestazioni di stima e di affetto che pervenivano in redazione. Il gruppo dei “fondatori” si è poi integrato e rinnovato, con un ricambio fisiologico, considerando il tempo trascorso, ma la linea editoriale è rimasta immutata, secondo il gradimento dei lettori. A tutti coloro che hanno collaborato con i loro testi e le loro idee, a puro titolo di volontariato, va il nostro ringraziamento e quello dei lettori. Non va dimenticato che una iniziativa editoriale del genere ha dei costi elevati e che la Notizia è sempre stata distribuita gratuitamente a tutti i guidizzolesi, oltre che agli extra-muros ed a coloro che semplicemente gradivano riceverla. Senza il contributo di tanti operatori economici di Guidizzolo e dintorni non sarebbe mai stato possibile portare avanti questa realtà per così tanto tempo. La nostra gratitudine e quella dei lettori va anche a loro, agli sponsor, che pur tra le molte difficoltà, hanno continuato a sostenerci anche in questo periodo di crisi. Ringraziamo le Associazioni locali che hanno percorso un tratto di strada insieme a noi, utilizzando la Notizia come loro vetrina. Ringraziamo i nostri lettori, che spesso ci hanno elogiato, altre volte ci hanno stimolato e criticato, ma sempre ci hanno incoraggiato a continuare. Perché allora la Notizia chiude? Perché tutte le cose belle hanno una fine. Il Centro Culturale San Lorenzo, editore de la Notizia non cessa l’attività, continuerà ad occuparsi della promozione culturale del nostro territorio mediante libri, pubblicazioni o altre iniziative, come quelle poste in essere dalla sua nascita, che ricordiamo sono tutte visibili e scaricabili gratuitamente sul nostro sito www.lanotiziaguidizzolo. com. A noi rimane l’intima soddisfazione di aver raccontato il nostro Paese, dando voce a tutti, scattando una “fotografia” della vita della nostra comunità, una fotografia lunga vent’anni. Grazie a tutti.

Andrea Dal Prato – Direttore responsabile Graziano Pelizzaro – Presidente Centro Culturale San Lorenzo

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Marilena Mura Intervistiamo un’affermata fotografa con studio a Desenzano del Garda. Il suo percorso è stato appassionante e con un esordio molto precoce; ora che è arrivata a “conquistare” la posizione che merita, le auguriamo di continuare con tranquillità il suo lavoro. Da questa interessante intervista con Marilena, abbiamo scoperto molto altro, come ad esempio una grande “corsa ai primati” che per casualità o abilità personale, spesso si è trovata a fronteggiare…andiamo a scoprirli insieme. A quale età hai capito che la fotografia era importante per te? Un pomeriggio d’estate ero al Vittoriale con mio padre che stava fotografando (con una macchina fotografica Koroll Bencini). Gli chiesi di poter scattare una foto ma non me lo permise. Credeva potessi farla mossa e quindi sprecarla. Ricordo perfettamente la sensazione che provai: ero certa, quella foto non l’avrei sprecata. Avevo 5 anni.

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nella più totale libertà. Ciò mi ha sempre permesso di esprimermi veramente come persona e professionista. Non da ultimo, ho assimilato l’importanza dell’etica e del rispetto del mio lavoro e del committente.

Come hai iniziato e qual è stato il tuo percorso professionale?

Tu hai imparato la fotografia ai tempi del bianco e nero, sviluppando e stampando personalmente le tue foto. Come ti trovi nell’era del digitale? Tutto quello che ho imparato mi è stato comunque utile perché i principi della fotografia non sono cambiati.

Ho frequentato un corso di fotografia a Castiglione delle Stiviere con Andrea Dal Prato, dove ho appreso la tecnica e sviluppato la capacità di manifestare e dare forma alla mia creatività

Raccontaci qualche esperienza che ha segnato in maniera significativa la tua carriera. Incomincerei dall’esperienza più lontana, avevo 25 anni, ed ero la prima fotografa ufficiale

donna al MISEX, fiera del sesso, a Milano. Successivamente, a 30 anni, sono stata chiamata per rilanciare uno stilista di abbigliamento intimo. L’idea è stata quella di creare una campagna pubblicitaria in due fasi: una prima parte con l’intimo femminile e successivamente, in una campagna distinta, quello maschile. Il progetto prevedeva che il testimonial di entrambe le campagne fosse lo stesso ragazzo. Questo concetto, all’epoca, era assolutamente nuovo. La campagna ha avuto un importante riscontro a livello nazionale. Negli anni successivi, l’idea è stata ripresa da altri, rivendicandone, a torto, la paternità. Un settore che ho sempre molto amato, è stato quello della musica. Ho seguito diverse tournèe di importanti artisti, ricordo ad esempio, quella di Roberto Vecchioni dove il servizio fotografico particolarmente ricco, ci ha permesso di realizzare un Cd completo di libretto. Infine, l’esperienza più “internazionale” la monografia su Madame Sisi. Sono stata contattata da Madame Sisi per realizzare un libro fotografico che rappresentas-


Nella pagina accanto: Ritratto Silver da X Factor e scatto per Advertising In questa pagina: scatti tratti dal libro “Di Giorno Dormo”

se la sua vita notturna. Poche e chiare le regole: una grande città, una sola notte, niente effetti speciali e macchina in mano. Mi trovai così catapultata a New York, sul ponte di Brooklyn, con il traffico bloccato dalle guardie del corpo e Madame Sisi che impazzava, seguita dai miei scatti. Questo è stato solo l’inizio della scoperta della grande città. Nulla studiato,

tutto improvvisato. Al rientro in Italia, mi è stato chiesto: quale potrebbe essere la nostra seconda tappa? Io risposi d’istinto “Hong Kong” e così partimmo. Stesse regole, stessa improvvisazione, altri scenari. Terza tappa, Los Angeles. Il risultato di questi frenetici scatti è stato sorprendente anche per me, abbiamo pubbli-

cato fotografie senza il minimo intervento di post produzione. Direi che in questa occasione ho avuto modo di mettermi alla prova ancora una volta, in una sfida con me stessa, e ho avuto la riconferma che nelle situazioni difficili e di particolare stress, do il meglio di me. Mi piace mettermi alla prova davanti alle difficoltà e darmi la possibilità di sbagliare.

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Credo che il mio lavoro mi dia un grande privilegio, quello di poter trasmettere messaggi anche importanti, attraverso le realtà che fotografo, senza manipolazioni da parte mia o di chiunque altro. L’immagine sincera che comunica, oltre qualsiasi parola. Ho sempre cercato di attenermi a questo principio, quando possibile. Come concludere l’incontro con questa eclettica professionista? Dicendo che staremmo ancora ore ad ascoltare i suoi racconti, rapiti dal suo entusiasmo ma soprattutto dalla serietà con la quale ha abbracciato questo complesso mestiere. Grazie Marilena!

Dall’alto: Vecchioni realizzazione copertina cd e libretto interno Copertina del libro Amazzoni Righeira - Marilena Mura durante la presentazione del volume Amazzoni a Desenzano del Garda

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ANSPI Gozzolina presenta le De. Co. Presentate ufficialmente le due De. Co. di Castiglione delle Stiviere; i libretti che le illustrano e il disciplinare sono editi dal Centro Culturale San Lorenzo. Un pubblico numeroso e attento presente durante la serata dedicata alla presentazione delle due De. Co di Castiglione delle

Alessandra Dal Prato, 2015, disegno a pastello dei “Pamoi” in fioritura

La copertina dei due libri

Stiviere (“SALAME NOSTRANO TIPICO” e “I MALFACC”), volute dal Circolo Anspi di Gozzolina, realizzate in collaborazione con l’Accademia Gonzaghesca degli Scalchi e dal Centro Culturale San Lorenzo. Maurizio Fezzardi, vicepresidente, ha condotto la serata introducendo i vari relatori: don Giuliano Spagna, parroco di Castiglione, convinto sostenitore dell’importanza di tenere vive le tradizioni per mantenere unita la comunitá; l’assessore alle Attivitá produttive, Marco Montesano, ha confermato il riconoscimento delle De. Co. e della loro grande importanza per tutto il territorio; Gastone Savio presidente dell’Accademia Gonzaghesca; Franca Tomasi cuoca e docente presso la Casa del Giovane; Marco Bonati del direttivo Anspi; Sara Lussignoli nutrizionista; Zeno Roverato maestro masalin e giudice di analisi sensoriale. Uno dopo l’altro hanno

dato risalto alle ricerche svolte: dai cenni storici alla conoscenza delle materie prime fino agli aspetti tecnici dei disciplinari. Sante Bardini, scrittore, esperto di sociologia rurale ha svolto un profondo lavoro di ricerca e per la stesura del testo finale del libro “I malfacc”. I volumi sono corredati da numerose fotografie esplicative di diversi autori: Flavia Castagna, Luigi Cuel, Andrea Dal Prato, Maurizio Fezzardi e Daniele Sinico.

La pianta dei “Pamoi”

I relatori della serata, in primo piano Zeno Roverato, mentre interviene a nome del Centro Culturale San Lorenzo

0376 840494 Apertura:

dalle 11.00 - 14 e 16.30 - 22.00 domenica 16.00 - 22.00 Lunedì chiuso Via Solferino, 66 Guidizzolo MN

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dott.ssa Francesca Lugoboni

Exuma, un paradiso ai Tropici Tutto è cominciato una gelida sera d’inverno, quando, al caldo del camino, mi sono persa completamente davanti allo schermo della tv: il mio adorato Capitan Jack Sparrow, alias Johnny Deep, correva a perdifiato lungo una magnifica lingua di sabbia borotalco lambita da un mare cristallino e ricordo di aver così sentenziato: “Io lì devo bagnare i miei piedi!”. Immediatamente Valter, mio marito, iniziò una meticolosa ed accurata ricerca che solo qualche mese più tardi ci avrebbe visto atterrare ad Exuma, l’autentica esperienza delle Bahamas. Exuma è una delle centinaia di isole dell’arcipelago delle Bahamas e che fa parte delle cosiddette “out islands”, isole dedite ad una vita semplice, alla pesca, a poco turismo, lontane anni luce dalla mondanità di Nassau. Qui non si trovano di-

menù di lavoro € 9,00

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vertimenti serali, qualche buon ristorante ma nulla più. Qui si viene per il mare, uno dei più suggestivi che abbia mai visto. A nord di George Town, la capitale che si trova circa a metà dell’isola, percorrendo l’unica strada principale, si incontrano molte baie, una più bella dell’altra, a cominciare dalla favolosa Emerald bay, sulla quale sorge il lussuoso Four Seasons Resort. Da adesso in poi il litorale è un susseguirsi di spiagge bianche e deserte, con ville private sparse qua e là. Procedendo ancor più verso nord si raggiungono altre due baie caratterizzate da un forte avvicendamento delle maree: la Runaway bay e la Cocoplum beach, punteggiata da migliaia di piccole stelle marine e una miriade di sea bisquit, particolari conchiglie sottilissime e dalla forma perfettamente tonda. All’estremo nord dell’isola

si può arrivare fino all’abitato di Baratterre, punto di partenza per le imbarcazioni che salpano alla volta delle escursioni nel Parco Naturale delle Exuma Cays, costituito da centinaia di isolotti ed atolli disabitati. Procedendo invece verso sud rispetto a George Town, si incontra Little Exuma, l’isoletta più piccola collegata con un ponte e da qui, superato l’abitato di Forbes Hill, svoltando a sinistra in uno dei tanti sterrati, si può godere della strepitosa Tropic of Cancer beach. La spiaggia prende il nome dal fatto che su di essa passa il Tropico del Cancro, segnalato con esatta latitudine e longitudine sul pavimento del capanno di legno che si trova all’ingresso principale. Il mare è turchese, assolutamente piatto e le piccole dune bianche invitano ad una romantica passeggiata, soprattutto verso sera, quando le


ombre si allungano ed il caldo si attenua. Poco oltre questa spiaggia si arriva al piccolo centro di Williamstown con le sue antiche saline, le Salt Ponds, in cui lavoravano migliaia di schiavi, uno dei pochi luoghi di Exuma in cui è possibile osservare

qualche testimonianza storica del suo passato. Poche altre sono le testimonianze presenti, una di queste è costituita dalle tombe della famiglia McKay, poco distante da Forbes Hill. Qui è sepolta una giovane famiglia di coloni scozzesi vissuta alla fine del 1700. Una menzione speciale merita Stocking Island, una piccola isola, lunga e stretta costituita da bianche dune sabbiose che separa e protegge George Town dal mare aperto, l’Oceano Atlantico, creando una vasta

baia, l’Elizabeth Harbour, dalle acque sicure in cui affiorano innumerevoli cays e lingue di sabbia che regalano visioni paradisiache con la bassa marea: tartarughe e razze a portata di nuotata. Tra un bagno di sole e l’altro è d’obbligo dirigersi al famoso Chat’n Chill bar dove assaggiare il pig roast, uno squisito maialino arrosto servito con svariati contorni mentre un sottofondo musicale tipicamente caraibico allieta il pasto. Con questa meravigliosa esperienza mi congedo. Permettetemi però, di fare alcuni ringraziamenti. Grazie al Direttore, che mi ha dato la possibilità di raccontarmi in quella che forse è la mia più grande passione: viaggiare. Grazie ai lettori, che con i loro feedback mi hanno spronata a spingermi sempre oltre. Infine, un grazie speciale a Valter, mio fantastico alter ego negli innumerevoli viaggi che ci hanno portati lontani, che ci hanno fatto scoprire infinite sfumature di colori e di culture e che ci hanno avvicinati sempre più profondamente. Vi saluto allora con un augurio: qualunque sia la vostra destinazione, buon viaggio a tutti!

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David Fontanesi: tutto il piacere della musica classica La cultura della musica a Guidizzolo, lo sappiamo, è fortemente radicata e dà buoni frutti. Uno dei frutti più interessanti ed affermati è senz’altro David Fontanesi, musicista e compositore affermato e conosciuto a livello nazionale. Laureato in Storia della Filosofia Medioevale presso l’Università di Padova, David, 46 anni, ha studiato pianoforte con Lucia Lusvardi Gallico e composizione con Giorgio ColomboTaccani e Stefano Chinea. Si è perfezionato sotto la guida di Azio Corghi (guidizzolese d’adozione) prima all’Accademia Musicale Chigiana di Siena e poi, sempre con Corghi e Mauro Bonifacio, all’Accademia Romanini di Brescia. Le sue opere, di genere cameristico e sinfonico, sono pubblicate dalla Casa Musicale Sonzogno di Milano e dalla Bongiovanni di Bologna. I guidizzolesi hanno potuto apprezzarne l’opera durante “Primavera in Musica 2015” promossa come ogni anno dal Comune di Guidizzolo con la collaborazione dell’Ente Filarmonico e della Pro Loco, nella splendida cornice dell’Oratorio

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di San Lorenzo. La musica da camera di David ha risuonato anche su altri prestigiosi palcoscenici, quali il Conservatorio “S. Cecilia” di Roma, dove nei mesi scorsi è stato presentato il suo ultimo CD dal titolo “Chamber Music with Flute”, con Ginevra Petrucci e l’Ensemble Sherazade. Nella presentazione del CD, Marco Bizzarrini dell’Università degli Studi di Padova così si esprime: “Fontanesi presenta

una grande abbondanza di idee musicali che non si esauriscono nell’esuberanza del frammento, essendo opportunamente valorizzate in organismi musicali di ampio respiro, tali comunque da non eccedere la giusta misura. Il flauto è protagonista indiscusso di tutti questi pezzi, in dialogo ora col pianoforte, ora con un classico trio d’archi (violino, viola, violoncello), ora con un secondo flauto”. Il maestro G i a n - L u ca Petrucci così descrive la musica per flauto di Fontanesi: “La sua scrittura f l a u t i s t i ca intreccia il canto con le pulsioni ritmiche, l’effetto con la trasparenza, il Fotografie: Giancarlo Barozzi

senso meditativo con la leggerezza dell’eleganza della frase. Lo stile usato è quello di porre l’espressione al di sopra di ogni altra esigenza e ciò implica allo strumentista una lettura radicata in solide basi tecniche ed espressive rivolte tanto alla tradizione quanto alle nuove acquisizioni. La musica di Fontanesi e le sue strutture d’ordine qualitativo, dinamico, agogico, estetico e poetico scaturiscono dall’alchimia fra la cultura dell’umanista e l’artigianato prezioso del saggio”. Per ascoltare ed apprezzare la musica di David Fontanesi è disponibile l’album in cui viene proposta una scelta di musiche da camera da lui composte. Per noi guidizzolesi rimane la soddisfazione e l’orgoglio per le affermazioni di un nostro concittadino, condividiamo l’augurio formulato dall’Ente Filarmonico nel consegnargli un riconoscimento in occasione del concerto tenuto in San Lorenzo: “con l’augurio che la sua ispirazione musicale sia sempre prolifica ed inesauribile a beneficio degli amanti della musica”.


Legge di stabilità 2016: novità previdenziali

Opzione donna Per opzione donna si intende la possibilità data alle donne, di età pari a 57 anni e tre mesi per le lavoratrici con sola contribuzione da lavoro dipendente e pari a 58 anni e tre mesi per le lavoratrici con contribuzione in tutto o in parte da lavoro autonomo (artigiane, commercianti, coltivatrici dirette) con almeno 35 anni di contribuzione, di accedere al pensionamento di anzianità. L’esercizio di questa opzione prevede che la pensione sia calcolata con il sistema contributivo, in generale meno favorevole rispetto a quello retributivo. Si stima una perdita dell’importo di pensione attorno al 2530%. Questa facoltà era stata introdotta in via sperimentale e fino al 31/12/2015 dalla legge N° 243/2004 (Legge Maroni). Leggi successive hanno introdotto nuovi requisiti tra i quali la cosiddetta aspettativa di vita, e da qui derivano i tre mesi in più di età, e la “finestra” per l’accesso al pensionamento. Questa finestra è fissata rispettivamente in dodici mesi per le lavoratrici dipendenti e in 18 mesi per quelle autonome. Di fatto una volta maturati tutti i requisiti (età e contributi) bisogna attendere il periodo di

La legge di stabilità dovrebbe intervenire in proposito estendendo la possibilità di opzione alle donne che maturano i requisiti (età + contribuzione) entro il 31/12/2015 anche se la decorrenza della pensione sarà successiva a tale data. Part-time per i lavoratori prossimi alla pensione di vecchiaia I lavoratori dipendenti del settore privato a tempo indeterminato potranno chiedere su base volontaria la trasformazione del rapporto di lavoro da full-time a part-time tra il 40 ed il 60%. Tutto questo a partire dai 63 anni e 7 mesi di età per gli uomini e dai 62 anni e 7 mesi per le donne in presenza di un accordo con il datore di lavoro. La misura durerà dal 2016 al 2018, in via sperimentale e non comporterà alcun vincolo per le aziende ad assumere nè produrrà penalizzazioni sulle pensioni per chi lo sceglie. A chi sceglierà questo strumento, il datore di lavoro verserà in busta paga l’intera contribuzione netta che avrebbe destinato all’Inps in caso di orario pieno mentre lo Stato coprirà la differenza contributiva per il calcolo dell’assegno previdenziale. Arrivato alla pensione, il lavoratore che avrà concluso in part time la sua carriera riceverà comunque un assegno come se avesse lavorato fino alla fine a tempo pieno. Senza alcuna penalizzazione dovuta ad un calo

della contribuzione. Settima salvaguardia Viene prevista un’ulteriore “salvaguardia” per 26.300 nuovi soggetti. La salvaguardia riguarderà quei lavoratori residuali, siamo già alla settima, che per effetto della riforma Monti- Fornero si sono trovati senza lavoro e senza pensione. Di chi si tratta? : 1. Lavoratori collocati in mobilità o in trattamento speciale edile, a seguito di accordi governativi o non governativi, stipulati entro il 31/12/2011 che abbiano cessato il rapporto di lavoro entro il 31/12/2012 e che maturino il “vecchio requisito” ante Fornero nel periodo di fruizione della mobilità del trattamento speciale edile, ovvero, anche mediante il versamento di contributi volontari, entro ventiquattro mesi dalla fine dello stesso periodo. 2. Lavoratori autorizzati alla prosecuzione volontaria entro il 4/12/2011 a particolari condizioni. 3. Lavoratori che abbiano cessato il rapporto di lavoro con accordi individuali o collettivi con incentivo all’esodo anche nel caso di cessazione unilaterale purché in entrambi i casi la cessazione sia avvenuta entro il 31/12/2011 e che non si siano rioccupati a tempo indeterminato. Vale anche per i lavoratori a tempo determinato o in somministrazione. 4. Lavoratori che nel corso del 2011 si trovavano in congedo ai sensi dell’articolo 42, comma 5, del decreto legislativo n. 151 del 2001 a condizione che il congedo risulti attribuito per assistere figli con disabilità grave.

di Paolo Zani

finestra. Da qui l’interpretazione restrittiva dell’INPS che ha fissato nel 31/12/2015 la data ultima entro cui maturare tutti i requisiti (età + contributi + finestra) per poter esercitare l’opzione donna.

Pensioni e dintorni

È in corso di approvazione la legge di stabilità per l’anno 2016. Anche quest’anno ci saranno importanti novità in campo previdenziale: le analizziamo sinteticamente utilizzando il testo presentato alle Camere ricordando, cosa importante, che la legge non è ancora stata approvata e che quindi sono passibili di variazioni.

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EXPO ieri e oggi Si è da poco conclusa l’esposizione internazionale di Milano, EXPO 2015, dopo sei mesi che hanno visto l’affluenza di milioni di persone da tutto il mondo. Di questa esposizione si è detto e scritto molto. Ogni giorno stampa e televisione hanno puntato l’attenzione su Milano, riempiendoci le orecchie e gli occhi di parole ed immagini, così che anche chi non ha avuto la possibilità di visitarla personalmente, quasi poteva dire di esserci stato, almeno virtualmente. Perché allora parlarne ancora? Cosa possiamo aggiungere noi che non sia già stato detto? Per il vero, ci sono alcuni aspetti che non sono stati abbastanza posti in rilievo, a cominciare dal fatto che non era la prima volta che il mondo si dava appuntamento a Milano, visto che già nel 1906 vi si era tenuta una esposizione universale. Viene quindi spontanea una

domanda: sarà possibile confrontare le due esposizioni? Per provare a farlo, occorre ricordare cosa fu la prima esposizione. Era il 1906, i ragazzini giocavano a s-ciancol, il Milan si accingeva a vincere il suo secondo scudetto, l’Inter non era ancora nata. L’Italia stava per portare a compimento il traforo del Sempione, che la collegava con la Francia, passando per la Svizzera. L’inaugurazione di questa opera ferroviaria fornì lo spunto ed il tema principale dell’esposizione, dedicata principalmente ai trasporti ed all’innovazione tecnologica, ma nella quale trovarono spazio anche altre aree tematiche, come l’arte decorativa, l’agraria e la piscicoltura. L’Esposizione “del Sempione” si tenne dal 28 aprile all’11 novembre 1906 in padiglioni ed edifici appositamente costruiti n e l l’ a r e a alle spalle del Castello Sforzesco, l’atDalla collezione di Giuseppe Valbusa immagini dell’Expo del 1906.

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tuale Parco Sempione e nell’area allora occupata dalla Piazza d’Armi sulla quale nel 1923 sorse la Fiera di Milano. Le due aree erano collegate da una ferrovia elettrica sopraelevata a circa 7 metri di altezza, lunga circa 1700 metri. Il costo complessivo fu di circa 13 milioni di lire, una cifra enorme per l’epoca. Le nuove costruzioni furono 225 tra cui l’acquario civico, l’unica costruzione non demolita e tutt’ora esistente, da annoverarsi tra gli edifici di maggior pregio e si-

gnificato del liberty italiano. Le nazioni partecipanti furono 40, gli espositori 35.000 e i visitatori furono stimati in 5 milioni. L’area dei trasporti, uno dei padiglioni di maggior successo, comprendeva un parco aerostatico, ove era esposto l’aerocicloplano dotato di un triciclo atto alla creazione della forza di propulsione necessaria al decollo e al volo, ma soprattutto l’aeronave” Italia”, primo dirigibile della storia italiana. Vi era esposta la migliore tecnologia mondiale dell’epoca,

come oggi all’EXPO 2015 il tema del cibo e dell’alimentazione è presentato con soluzioni tecnologiche attualissime e perfino avveniristiche. Anche il cibo trovò spazio nell’esposizione del 1906. Alcuni padiglioni stranieri, infatti, prevedevano anche la degustazione di prodotti tipici. Si fece in particolare notare il padiglione cinese con il relativo ristorante, dove tre cuochi erano intenti a sfornare “pinne di pescecane arrosto con prosciutto”. E ospitò anche il primo ristorante-self

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service della storia di Milano. Si chiamava “Automat” e offriva piatti caldi a 50 centesimi, piatti freddi da 30 a 40, vino e birra da 10 a 30, liquori a 15. Nella Milano che 80 anni dopo avrebbe conosciuto le paninoteche e i paninari, si potevano assaggia-

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re i primi sandwich: costavano 10 centesimi. Erano i primi segnali di quella che sarebbe diventata la capitale mondiale della globalizzazione del cibo e del gusto. Entrambe le edizioni, come peraltro tutte le esposizioni, miravano a presentare il meglio del meglio in un particolare settore ed in un determinato momento storico. Nel 1906 si era in piena “Bella Epoque”, le invenzioni e i progressi della tecnica e della scienza furono senza paragoni con le epoche passate e i benefici di queste scoperte portarono a degli standard di vita notevoli. Benefici che in oltre un secolo hanno sì portato buona parte della popolazione mondiale a un certo benessere, lasciandone però gran parte senza il necessario minimo sostentamento. EXPO 2015 si poneva appunto l’obiettivo di richiamare l’attenzione sul cibo per “nutrire il pianeta” ovvero dell’energia per la vita. Sarà riuscita nell’intento, o sarà stato solo uno sfoggio di luci, colori e lustrini?

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Quanti dei milioni di visitatori hanno potuto cogliere il messaggio contenuto nel preambolo della “Carta di Milano”, cioè quel protocollo di intenti che molti Paesi espositori hanno sottoscritto, impegnandosi a “combattere la denutrizione e la malnutrizione, promuovere un equo accesso alle risorse naturali, garantire una gestione sostenibile dei processi produttivi”. Magari da qualche parte si sarà anche discusso di come raggiungere questo obiettivo, di come sviluppare nuove tecnologie che garantiscano la quantità di cibo per tutti gli abitanti del pianeta, senza trascurarne la qualità e la redditività per i produttori, ma a molti Expo 2015 è apparsa come una grande kermesse gastronomica, dove i paesi partecipanti hanno portato soprattutto le loro specialità culinarie ed il meglio delle loro tradizioni, naturalmente con qualche lodevole eccezione. Per visitare tutti i padiglioni non bastava certo una giornata, tanti erano i Paesi espositori, ben 136, oltre alle aziende ed alle organizzazioni internazionali. Un giro del modo gastronomico, racchiuso in contenitori di pregevolissima fattura, così da costituire anche un giro del mondo nell’architettura. Peccato che vengano tutti demoliti.

Fotografie: Flavia Castagna e Valter Tellaroli


EXPO: vetrina per Guidizzolo Si è chiuso a fine ottobre quello straordinario evento che è stata EXPO 2015, straordinaria per le dimensioni. Straordinaria per il numero degli espositori e dei visitatori, straordinaria per il tema “nutrire il pianeta – energia per la vita”. Se sia stata un successo o meno non sta a noi dirlo, ne parlerà la storia. Ciò che a noi interessa evidenziare è il contributo che ha dato il nostro paese ed il nostro territorio. Ne abbiamo parlato con Francesco Ferrari, all’epoca dell’organizzazione ancora presidente di PromoImpresa, azienda speciale della Camera di Commercio di Mantova, che ha avuto il compito di organizzare una iniziativa che ponesse in luce il territorio mantovano e le sue eccellenze legate al tema dell’esposizione. Parlando di cibo e di come garantirlo a tutta la popolazione mondiale non si può prescindere dalla considerazione che per produrre cibo per tutti è fondamentale utilizzare i terreni coltivabili con le tecnologie più appropriate ad elevare tanto la quantità che la qualità dei prodotti agricoli. È innegabile che Guidizzolo ed il territorio circostante siano un incrocio importante della realtà mantovana dove si incontrano elevate produzioni e ricerca di tecnologia e di tecniche avanzate di coltivazione, in particolare di ortaggi a foglia, ma non solo. E’ nata così l’iniziativa “DemoFarm orticola” creata per educare i coltivatori attraverso soluzioni efficaci ed innovative, con l’obiettivo di esportare qualità,

tecnologia e competenza italiana in tutto il mondo orticolo. Questo progetto vedeva l’impegno e la coesione di sinergie derivanti dalle eccellenze Italiane nel settore dell’orticoltura, tra le quali Ferrari Costruzioni Meccaniche, Lucchini Idromeccanica e Forigo RoterItalia, Cosmeco, Ciesse Paper e Gremizzi, insieme al meglio delle aziende di settore. Tra dimostrazioni pratiche e visite guidate nelle strutture altamente tecnologiche, si poteva “toccare con mano” ciò che è, al giorno d’oggi, all’avanguardia ed innovativo in questo settore che sta acquisendo un’importanza sempre maggiore. La DemoFarm si sviluppava su una superficie scoperta di circa ½ ettaro e su una superficie coperta da serre di circa 3.700 mq, ai quali si sono poi aggiunte le visite alle attigue strutture di Sempre Fresco per la coltivazione in idroponica di colture orticole a foglia e L’Orto di Guidizzolo di Gandini Antonio per la coltivazione del pomodoro in tecnica fuorisuolo idroponica. Molte le delegazioni straniere che hanno accolto l’invito ed hanno preso visione di tutte le varie fasi della filiera orticola, dal seme al prodotto finale: Tunisia, Egitto, Thailandia, Senegal, Polonia, Cina, Tanzania, Marocco, Colombia, Mauritania, Repubbliche Baltiche. Una vetrina eccezionale, quindi, per le eccellenze del nostro territorio, che vanta aziende di livello tale da poter partecipare con un ruolo da protagoniste allo sviluppo concreto di iniziative a

livello mondiale in grado di sostenere l’attività orticola di qualsiasi orticoltore, soddisfacendo le esigenze e le sfide che il mercato orticolo globale ci porta ad affrontare. Se un messaggio arriva da Guidizzolo a EXPO 2015 è che per “nutrire il pianeta” non è necessario disboscare le foreste equatoriali, perché le tecniche colturali innovative possono aumentare sia la quantità che la qualità della produzione agricola mondiale, valorizzando al meglio le superfici coltivabili, garantendo nel contempo il giusto reddito a chi coltiva la terra. Graziano Pelizzaro Fotografie: Gianfranco Ruffoni

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Occhi nel cielo

dott.ssa Mariavittoria Spina

Astri e civiltà

La strada che porta allo spazio passa per il nostro Paese. Agenzia Spaziale Italiana L’essere umano osserva il cielo sin dalla notte dei tempi, ma solo dal secolo scorso ha cominciato ad esplorare fisicamente le immensità del cosmo. Anche in quest’ambito, la ricerca della conoscenza non può prescindere dalla consapevolezza dei limiti umani e dal tentativo di superarli con intelligenza e intuito. La ristrettezza del nostro campo visivo è stata confermata dai dati del telescopio spaziale dell’ESA Planck, che nell’ottobre del 2013 ha concluso la sua pluriennale missione di analisi della radiazione fossile del Big Bang, restituendoci la mappa dell’universo. La ricetta

cosmica che ne deriva è molto eloquente: la materia “normale” non raggiunge nemmeno il 5% della totalità della massa e della densità di energia dell’universo, di essa solo lo 0,5% è materia “luminosa”, che interagisce con lo spettro elettromagnetico, ma di quest’ultima minuscola frazione lo spettro ottico, visibile all’occhio umano, rappresenta solamente lo 0,005%. Cercando di compensare questa disarmante ristrettezza sensoriale, le agenzie spaziali hanno effettuato massicci investimenti per la costruzione di strumenti che consentissero di “vedere” oltre i limiti fisici

Il telescopio spaziale Hubble visto dallo Space Shuttle

della vista umana, inaugurando l’era dei satelliti artificiali e soprattutto dei telescopi spaziali, impiegati non solo per scandagliare le principali lunghezze d’onda, dai raggi gamma alle microonde, ma anche come rilevatori di particelle e raggi cosmici provenienti dalla Via Lattea o da fonti extragalattiche. Anche se sono già in fase di progettazione nuovi “super occhi spaziali”, in grado di rilevare le onde gravitazionali generate dall’attività dei buchi neri che influiscono sulla trama del continuum spaziotemporale, Hubble mantiene il suo primato: è il telescopio più grande e versatile costruito fino ad ora, frutto della collaborazione tra NASA ed ESA, e dal 1990 ha trasmesso le immagini più dettagliate e spettacolari dell’universo visibile, fornendo riprese senza precedenti, come quelle della collisione della cometa Shoemaker-Levy 9 con Giove, del pianeta extrasolare Fomalhaut b e del quinto e sesto satellite di Plutone. Sofisticate apparecchiature consentono di esplorare pianeti e corpi celesti precedentemente ritenuti inaccessibili, come testimoniano l’atterraggio di una sonda dell’ESA (Philae) sulla superficie della cometa

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SERVIZIO GRU


ti, da Umberto Guidoni, il primo europeo sulla ISS, all’ormai celebre Samantha Cristoforetti, la prima italiana nello spazio, che ci aiutano a portare l’Italia a quote ben al di sopra dei suoi confini territoriali. Torniamo brevemente con i piedi per terra per dare un rapido sguardo agli eventi astronomici del mese: oltre al consueto appuntamento con lo sciame meteorico delle Geminidi, attorno alla notte più lunga dell’anno, e delle Ursidi, nel periodo natalizio, è consigliabile seguire il percorso della cometa Catalina (C/2013 US10), che il 7 dicembre si troverà in brillante congiunzione con Luna e Venere, dopodiché dovrebbe transitare nella costellazione dell’Orsa Maggiore per circa un mese, e splendere all’alba di Capodanno in congiunzione con Arturo (Alfa Bootis).

Astri e civiltà

all’osservazione della Terra, che la rendono un avamposto internazionale unico nel suo genere, nel quale l’Italia riveste un ruolo molto importante, non solo perché l’Agenzia Spaziale Italiana è tra i maggiori contribuenti dell’ESA. Infatti, molti moduli ed elementi chiave che compongono gli ambienti abitativi ed operativi della stazione sono stati progettati o realizzati nel Bel Paese, come l’innovativa Cupola che consente agli astronauti di vedere direttamente fuori dalla ISS, e il laboratorio europeo Columbus. È italiano anche un altro elemento di importanza vitale a bordo della ISS: l’acqua, fornita dalla SMAT di Torino e selezionata come la più idonea a soddisfare le diverse esigenze di approvvigionamento idrico degli equipaggi. Naturalmente, non possiamo dimenticare il contributo di connazionali davvero spaziali: i nostri astronau-

L’Italia vista dalla ISS



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Churyumov-Gerasimenko, avvenuto nel novembre 2014, e l’ingresso, a luglio di quest’anno, nell’orbita di Plutone della New Horizons. Questa sonda della NASA, dopo aver analizzato i satelliti del pianeta nano, proseguirà nella fascia di Kuiper il suo ormai quasi decennale viaggio di esplorazione ai confini del sistema solare, portando con sé parte delle ceneri dell’astronomo Clyde Tombaugh, che nel 1930 scoprì Plutone, e virtualmente l’intero genere umano. Considerando la crescita esponenziale del numero di pianeti extrasolari già individuati (ad oggi quasi duemila) e di altri potenziali corpi celesti che potrebbero ospitare la vita (ad es. i satelliti Europa e Titano), meritano particolare attenzione le missioni spaziali con equipaggio umano. La NASA pubblicherà a metà dicembre il bando per la selezione degli astronauti che costituiranno “una nuova generazione di pionieri dello spazio”, destinazione Marte. Comunque, dallo scoccare del nuovo Millennio l’essere umano è già presente oltre i confini terrestri in maniera organizzata e continuativa a bordo della ISS, la Stazione Spaziale Internazionale, un ambiente all’avanguardia sia come piattaforma per la ricerca scientifica e tecnologica sia come esempio di cooperazione a livello mondiale. La missione della ISS ha molteplici obiettivi, dallo studio dell’abitabilità nello spazio

 

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The end

dott. Luca Piazza

Cinema

arte & dintorni

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Non può che iniziare così il mio ultimo articolo: con la parola fine. Una parola che appartiene al passato della storia del cinema. Forse perchè non più necessaria o forse perchè, in realtà, nessun film finisce mai. Ma prima di lasciarvi non posso non parlarvi di quello che io ritengo uno dei massimi capolavori del cinema: “Il cacciatore” (1978) di Michael Cimino.

“Il cacciatore” non è solo un film sulla guerra del Vietnam, è soprattutto un film sull’amicizia. La narrazione è divisa in tre parti. La prima narra la vita di un gruppo di amici, appartenenti ad una comunità di immigrati russi di Clairton, in Pennsylvania. Mike (Robert De Niro), Nick (Cristopher Walken) e Steven (John Savage) conducono un’esistenza tranquilla tra il lavoro da operai in un altoforno, le bevute al pub e la caccia al cervo, di cui condividono la passione. Mike, il cacciatore del titolo, suole cacciare con “un colpo solo” in modo da dare all’animale la possibilità di sopravvivere. Quell’unico proiettile significa lealtà, onore ma significa anche diritto di vita o di morte. È il preludio alla seconda parte, la più breve, che getta lo spettatore nell’inferno del Vietnam. Lanarrazione procede per brevi sequenze: lo scontro a fuoco in un villaggio rurale; la prigionia sulfiume da parte di Mike, Nick e Steven, costretti alla roulette russa; la loro fuga e separazione. La lunga scena della tortura

nella capanna-prigione lungo il fiume, compiuta dai vietcong checostringono i prigionieri al gioco mortale, non è altro che la sintesi di una sporca guerra dove non ci sono nè buoni nè cattivi ma solo vinti. Che cosa c’è di più sconvolgente nel vedere il proprio compagno farsi saltare in aria le cervella, dopo avergli consegnato l’arma? La terza e ultima parte racconta le conseguenze della guerra. Mike torna dal fronte con seri problemi psicologici. Prova a reintegrarsi nella piccola comunità ma nulla può essere più come prima. Assolutamente splendida la scena della battuta di caccia: il cacciatore si reca con gli amici nei boschi da lui frequentati. Il cervo è perfettamente a tiro ma Mike spara volutamente in aria il suo unico colpo. Forse ha capito cosa vuol dire essere preda o forse non è più in grado di sopportare altra violenza, altro sangue.

Steven, senza gambe, è costretto per sempre su una sedie a rotelle, icona fisica dei danni provocati dalla guerra. Vittima della vergogna e di assurdi sensi di colpa, decide di allontanarsi dalla moglie e dagli amici per nascondersi in un ospedale per reduci del Vietnam. Nick ha disertato e, ormai impazzito, gioca con la morte alla roulette russa, nelle bische clandestine a Saigon. La reiterazione del gesto, di puntarsi la pistola alla tempia, non è dovuta ad altro che all’impossibilità di lasciarsi alle spalle il trauma: Nick non è mai realmente uscito da quella prigione lungo il fiume. Tenendo fede ad una promessa fatta in precedenza, Mike ritorna a Saigon per cercare di salvare Nick. In una scena memorabile i due si ritrovano di nuovo l’uno di fronte all’altro, seduti al tavolo della roulette. Mike è disposto a dare la vita per il suo amico, premendo anch’esso il grilletto. Nick, in un barlume di consapevolezza, ripete le parole che Mike usava dire durante le loro battute di caccia: “un colpo solo...”. Ma, stavolta, è proprio quello fatale. Non proseguirò oltre nel commentare un’opera che andrebbe soprattutto vista. Vorrei ringraziare, in primo luogo, chi mi ha sempre dato la possibilità di scrivere, in assoluta libertà, di cinema e cioè Andrea Dal Prato e, in secondo luogo, tutti voi, sia che mi abbiate semplicemente letto, compreso o finanche apprezzato. Addio.


Quando Dante decodifica la nostra verità Nembrini, una lettura appassionata della Divina Commedia

per l’altrui scale”. È la terzina del Paradiso in cui il trisavolo Cacciaguida predice al poeta l’esilio, ma in quel momento era come se Dante parlasse di me, stanco e lontano da casa. Io cercavo le parole per dire la mia fatica, senza trovarle, e me le offriva un uomo vissuto settecento anni prima: potenza della poesia! Da allora la passione è cresciuta e l’ho sempre coltivata – prima da studente, poi da insegnante – perché più la leggo e più scopro che la Commedia racconta in modo unico l’esperienza mia e di tutti». Riportare l’esperienza di questo professore è ovviamente un modo per tornare a Dante, per confermare l’idea che egli può davvero dare risposte alle nostre domande. Dopotutto Dante non può essere compreso se non a partire dalla ricerca di infinito che ha nel cuore, e questo anelito – se siamo onesti – accomuna ciascun uomo. Se uscire dalla cecità e cercare la luce è il vero compito della vita, (perché solo alla luce si possono conoscere le cose per usarne secondo verità e non nella menzogna), come non ritrovarsi in un testo che ci accompagna dalla selva oscura alla luce piena? Oggi come 750 anni fa.

arte & dintorni

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dott.ssa Francesca Pesci

di Nembrini sul sommo poeta. La proposta di lettura che Nembrini fa della Divina Commedia (una “cattedrale di parole” come lui la definisce) è una sfida per quanti pensano che Dante sia un arnese del passato, difficile da capire e pure un po’ noioso. Una provocazione che facilmente risulterà vincente se si è disposti a sottoporre a verifica queste convinzioni, spesso frutto di semplice ignoranza o ereditate da infelici esperienze scolastiche. Lui stesso dice: «Non sono uno specialista, solo un appassionato». Così appassionato da definire il Sommo Poeta «come uno di noi, un uomo fatto di desideri e che riaccende il desiderio che ciascuno porta nel cuore». Così racconta il suo incontro con Dante, che lo ha letteralmente folgorato: «La mia passione nasce a dodici anni, una sera d’estate mentre stavo trasportando casse di bibite su e giù per le scale della cantina della drogheria dove lavoravo (eravamo dieci fratelli, padre bidello, appena possibile si andava a lavorare per dare una mano in casa). Rimasi folgorato da una terzina che avevo studiato e mi era tornata in mente: “Tu proverai sì come sa di sale/ lo pane altrui, e come è duro calle/ lo scendere e ’l salir

Letteratura

Volge al termine il 2015, l’anno della celebrazione del 750° anniversario della nascita di Dante. Ancora un omaggio, allora, al Poeta che sa parlare la nostra lingua, non solo perchè lui l’ha forgiata, ma perchè, se interrogato con passione, egli sa rispondere alle nostre domande e nelle sue parole possiamo ritrovare la nostra esperienza, personale o collettiva. Questa è la potenza dell’arte che è davvero tale: leggere una poesia o un romanzo, guardare un dipinto, ascoltare una musica e lì ritrovarsi... perchè si scopre che quell’opera sta dicendo qualcosa di vero su di noi. Questa volta mi piace parlare di Dante, per il tramite di una persona che ha fatto proprio questa esperienza, che di Dante si è innamorato, perchè ha trovato in lui non il sommo poeta che sta su un bel piedistallo marmoreo, ma un amico che prende per mano e ci accompagna per fare un’esperienza autentica di Verità. Sto parlando di Franco Nembrini, un professore bergamasco che da anni commenta pubblicamente Dante e sta diventando meritatamente famoso. Roberto Benigni, quando qualche anno fa cominciò le sue celebrate letture pubbliche, si era ispirato proprio ai primi libretti


Stinco di maiale al forno Ingredienti per 4 persone

a cura di Donatella Lusenti

Ricette

2 stinchi di maiale media grandezza (800-900 g) 1/2 bicchiere vino bianco secco o rosso corposo Olio d'oliva extra vergine (3-4 cucchiai) Sale, pepe, alloro, rosmarino, aglio (1-2 spicchi) 800 g di patate

Procedimento

Il segreto per la buona riuscita del piatto è una cottura molto lenta, di circa sei sette ore. Lavare gli stinchi in acqua corrente e cospargerli di sale e pepe, su tutti i lati. Metterli in un tegame antiaderente da forno con: olio d’oliva, vino, aglio (da togliere dopo 2-3 ore) e gli aromi. Infornare scoperti a 100-110°, girarli ogni ora e bagnarli con il proprio sugo. Servire in piatti tiepidi con un po’ del sugo di cottura e un contorno di patate arrosto (di pezzatura piccola oppure tagliate a pezzi abbastanza grossi) cotte assieme allo stinco (ultime due ore).

Lo stinco è una delle parti più deliziose del maiale anche se è facile sbagliare la cottura, che deve essere a temperatura bassa (massimo 110°C), per assicurare la giusta morbidezza e non risultare troppo duro o asciutto. Ricetta del Ristorante "La Baita" di Cavriana

Vini consigliati: Montevolpe rosso, Garda merlot - Cantina Gianfranco Bertagna, Cavriana

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La più grande cantina del Sud della Cina ha incontrato le cantine del Nord Italia Nella splendida cornice del Castello medioevale di Momeliano sulle colline piacentine si è svolto un importante evento finalizzato alla promozione di relazioni commerciali tra la Cina ed il nostro territorio sul tema di una delle eccellenze italiane riconosciute a livello internazionale: il vino. Newpearl Ceramics Group, il più grande ed importante Gruppo finanziario del settore, presente sul mercato cinese da oltre 20 anni e leader nella produzione di ceramica per le costruzioni destinata ad una clientela di alta gamma, negli ultimi dieci anni ha avviato una politica di diversificazione merceologica dei propri interessi investendo ingenti risorse in nuovi settori quali la finanza, gli hotel di lusso, i campi da golf e il vino creando, per quest’ultimo segmento, la Newpearl Wine Industry Co., la più grande cantina nel sud della Cina. Mr. Ye Delin, parlamentare cinese e Presidente rispettivamente della Capogruppo e della partecipata Newpearl Wine Industry Co., con l’evento organizzato in collaborazione con la italiana Montesano s.r.l. e la cinese YunHua International trading Co. Ltd., ha inteso personalmente conoscere ed esplorare le qualità e le caratteristiche dei principali vini del nord Italia ed

entrare in relazioni d’affari con le cantine italiane di eccellenza. L’evento, tenutosi nei giorni scorsi presso la cantina Luretta nelle sale dell’austero castello medioevale di Momeliano in provincia di Piacenza, presente, tra gli altri, il Console cinese di Milano: Zhao Xiang Dong, ha

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Gli Alpini in festa Un omaggio sentito e commosso a tutti coloro che sulle montagne, nelle pianure o sui mari hanno combattuto e sono morti perché noi oggi potessimo vivere in un mondo di pace, democrazia e libertà. E’ questo il potente messaggio uscito dalla Festa degli Alpini dello scorso 27 settembre a Guidizzolo e proposto con forza davanti al monumento degli Alpini che il Gruppo di Guidizzolo ha eretto e donato alla comunità guidizzolese inaugurandolo lo scorso anno. Una Festa che quest’anno cade nel centenario dell’entrata in guerra dell’Italia nel primo conflitto mondiale ed a 70 anni dalla fine del secondo. Con il Capo-Gruppo Angiolino Pozzi, il sindaco Sergio Desiderati, il presidente della Sezione di Cremona, di cui Guidizzolo fa parte, Carlo Fracassi, agenti della Polizia Locale, donne e uomini della Protezione Civile e di molte altre associazioni locali oltre che rappresentanti di Associazioni d’armi di altri Comuni, con la Banda dell’Ente Filarmonico Guidizzolo si è formato il corteo che ha portato i molti partecipanti prima al monumento ai caduti di piazza Mutti e poi a quello dedicato agli Alpini. Qui nel suo saluto il capo-gruppo Pozzi ha ricordato i grandi sacrifi-

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ci patiti durante gli anni della guerra, tanto al fronte quanto a casa, da migliaia di persone. Il sindaco, nel suo intervento, così si esprime: “Furono anni di grandi sofferenze ma anche di immensi ideali per i quali giovani e meno giovani salivano al fronte nell’incertezza della loro vita ma nella speranza di contribuire a creare un domani dove fossero bandite divisioni e discordie. La storia ci dovrebbe aver insegnato molto ma in realtà sembra invece che la strada da percorrere sia ancora e sempre lunghissima”. E ancora, parlando della libertà: “Una libertà che anche qui da noi qualcuno non ha ancora, e forse mai, capito nella sua essenza; una libertà che non è il poter fare ciò che si vuole, magari venendo a profanare questo monumento, ma piuttosto la consapevolezza che ogni libertà personale termina dove inizia la libertà altrui”. Espressioni riprese anche dal presidente Fracassi. Nell’occasione il Gruppo Alpini ha anche proposto un’interessante mostra con lavori dei ragazzi del Liceo Artistico di Guidizzolo e numerosi cimeli della Grande Guerra. Fotografie: Enzo Galvani


Chi siamo? La nostra storia

Giuseppe Pavoni fondatore dell’ agenzia Pavoni & Partners, inizia la propria attività nel 1966. Nel corso di 50 anni l’agenzia si amplia, nascono nuove filiali sul territorio e le vengono affidati i mandati di numerose importanti Compagnie. Il team si arricchisce di nuovi collaboratori e grazie al prezioso supporto degli agenti Dario Pavoni e Dionisio Alberto Guerrini oggi è considerata un’agenzia di riferimento per una clientela sempre più vasta ed esigente, e per gli operatori del settore. Pavoni & Partners è un’agenzia plurimandataria che opera direttamente con le migliori Compagnie di Assicurazione, per citarne alcune: ALLIANZ, AXA, ARAG, HELVETIA, TUA (Gruppo CATTOLICA), UNIPOLSAI, UCA, UNIQA. Il nostro TEAM: Il nostro team, composto da persone dinamiche e disponibili, si compone di oltre 20 persone in agenzia, suddivise nei vari rami assicurativi, e si avvale di una rete di circa 30 collaboratori esterni. Abbiamo inoltre un UFFICIO SINISTRI interno all’agenzia, per dare un supporto davvero completo ai nostri clienti. Cosa ti offriamo? La nostra missione. Un servizio di QUALITA’, un unico interlocutore, affidabile ed esperto, che analizza le diverse esigenze e propone le migliori soluzioni sul mercato! Ci occupiamo di: •Auto •Protezione Personale/famigliare •Azienda •Infortuni e Malattia •Multirischi, Incendio, Responsabilità Civile •Rischi tecnologici (CAR - EAR - RC Postuma, Fotovoltaico)

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Il rovescio della medaglia A quanto di umano si deve rinunciare per godere i frutti della civiltà consumistica. L’argomento, ovviamente, si presta ad entrare nei più complicati meandri della psicologia e della filosofia, ma tutto questo riguarda menti con una esperienza completamente diversa dalla mia. Il creativo dell’oggetto d’uso La doppia natura dell’oggetto d’uso è uno degli aspetti più affascinanti da esaminare delle attività dell’uomo. Infatti il successo nel risolvere la divisione fra i problemi pratici e l’espressione individuale rappresenta una sfida creativa. Il modo in cui l’operatore vede un percorso per fondere queste due, apparentemente opposte esigenze, definisce la qualità della sua percezione e ingegnosità artistica. I limiti sono essenziali al processo creativo perché fanno scattare la reazione. Più sono grandi i limiti più vigorosa è la sfida. Vorrei soffermarmi su quello che succede nel rapporto umano con l’oggetto d’uso. Per una mia esperienza personale ho avuto modo di constatare come questo rapporto abbia una valenza più che evidente. Ad un certo momento della vita mi è arrivata la notizia della mia futura promozione a “nonno”. Subito ho pensato ad una culla; fatte alcune ricerche e progetti ne ho costruito una molto gradita a tutti. Il nipotino è nato e fin che ero in tempo dovevo costruire anche un seggiolone. Mi stavo dimenticando di dire

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che non sono un falegname, ma una persona con una discreta abilità manuale che spesso si diverte a tenerla esercitata. Preso a modello un seggiolone tipico della mia zona fino agli anni Cinquanta del secolo scorso, per prima cosa ho cercato di reperire la materia prima: legno di gelso. Fortunatamente, un amico, venuto a conoscenza della mia ricerca, si è ricordato di averne qualche vecchia tavola sotto il portico. Essendo entrato in possesso della materia prima mi sono messo di lena al lavoro. I miei attrezzi consistevano in una sega, un’ascia, un coltello a due manici, una raspa e tanto “olio di gomito”. Dopo un paio di mesi tutti i pezzi erano pronti per essere assemblati con il vecchio sistema, senza chiodi né colla ma con incastri. Il risultato era molto soddisfacente, al punto che molti amici mi elogiarono dicendo che non avevo fatto un seggiolone bensì una scultura. Questo ovviamente mi riempiva d’orgoglio ma non ha nulla a che vedere con il nostro tema.

Quello che invece mi convinse di aver fatto una cosa valida per il rapporto umano successe quando i bambini un po’ più grandini, fra i seggioloni a disposizione (di plastica o anche di legno, ma di produzione industriale) sceglievano sempre quello fatto dal nonno, come se un filo affettivo unisse tramite il seggiolone nonno e nipotino. Finalmente arriviamo però al motivo che più mi interessa per scrutare il rapporto tra l’oggetto d’uso in grado di rappresentare un legame tra autore e fruitore. Da molto tempo nutro un interesse particolare per la ceramica che è forse uno dei modi di maggior diffusione per gli oggetti d’uso comune. Come non sono un falegname, tantomeno sono un ceramista. Non ho un laboratorio ma un po’ di argilla, le mani, un forno e un sacco di nozioni tecniche studiate sui libri e attentamente sperimentate. A questo punto mi è d’obbligo parlare in senso generale e non più solo personale perché le mie esperienze mi sono servite solo come stimolo per partire. La ceramica d’uso pone molte restrizioni all’espressione. Ci vuole un individuo molto sensitivo, inventivo e paziente per trasformare queste restrizioni in poesia. Comunque, se si possa usare un oggetto è anche inestricabilmente collegato al piacere che questo può offrire nel processo d’uso. I piatti di carta funzionano benissimo ma offrono ben poco oltre alla convenienza. Il desiderio umano sembra soffrire fra la ricerca di soluzioni pragmatiche ai vari problemi e la con-


temporanea necessità di vivere con piacere. L’arte del vasaio si inserisce in questo conflitto dimostrando che questa condizione non è cosa irrisolvibile. Più che un atto di equilibrio, il buon oggetto di ceramica d’uso è un esempio di visione creativa che trascende la costrizione, trasformando limiti specifici in momenti di espressione artistica. L’unicità della decorazione e una manipolazione intelligente della materia e del processo può offrire al ceramista una firma di stile. Ma la dichiarazione importante, nel contesto dell’oggetto d’uso, è di quei ceramisti che hanno un forte controllo del loro ego e sono pronti ad affrontare di petto i problemi della creatività nell’oggetto d’uso. I buoni oggetti d’uso sono quelli che rivelano una individualità e una sensitività artistica, particolarmente nei punti in cui l’oggetto deve funzionare. Questo naturalmente suggerisce che l’oggetto d’uso è una di quelle

forme d’arte che devono piacere non solamente attraverso connessioni visuali-cerebrali, ma anche attraverso canali fisico-sensuali. Contrariamente all’architettura e ai prodotti dell’attività artistica nel risolvere i problemi, gli oggetti d’uso in ceramica provvedono ad una intimità tra le persone. La mano dell’artista attraverso l’oggetto da toccare, raggiunge la mano dell’utente, creando un legame di amicizia, interesse, e gratificazione estetica che nutre la vita umana e la fortifica contro l’indifferenza. In un oggetto d’uso in ceramica ogni elemento visivo costituisce una voce “particolare” nell’espressione di quest’arte. Ad ogni forma, tecnica o materiale è associato un significato e conseguenti emozioni. Tondo e quadrato, liscio e ruvido, argilla bianca o argilla rossa. La porcellana, per esempio, parla di purezza, freddezza, rarità e preziosità, mentre la terracotta suggerisce una più comune matericità, calore e morbidez-

za. L’ispirazione per elaborare una forma specifica proviene dal più profondo di ogni ceramista. Al contrario, il contenuto è spesso enfatizzato a scapito dell’acquisizione di abilità. Mentre è cruciale esercitare una disciplina rigorosa allo scopo di aumentare il proprio livello di destrezza, questa non viene considerata un’iniziativa particolarmente creativa. Ma l’acquisizione delle abilità accresce il potenziale espressivo che può essere solo immaginato da coloro senza quelle capacità. Leonardo Dal Prato

Il pensiero della psicologa Non posso che convenire con Leonardo rispetto al suo sentire. La sua prospettiva d’artista ci permette di cogliere qualcosa che nel nostro attuale mondo, sempre più raramente siamo capaci di vedere: l’anima delle cose. Ci stiamo abituando sempre di più al conformismo, alla acriticità, all’assenza o negazione di impeti emozionali, alle cose e case tutte uguali. E non ci accorgiamo che ci stiamo privando dell’esperienza! Perchè, se ripetiamo la stessa esperienza per mille volte, non significa che abbiamo acquisito maggiore abilità, ma che abbiamo fatto la stessa cosa per troppe volte. Anche la clinica ci racconta di un sempre maggior numero di patologie che hanno come base la necessità di non sentire, di togliersi dalle rela-

zioni, di sparire. Negli ultimi anni stanno aumentando i casi di anoressia e bulimia, di alessitimia (disturbo in cui manca la consapevolezza delle proprie emozioni tanto da non saperle nemmeno riconoscere e nominare), di depressioni e sintomatologie dissociative, prime tra tutti le temporanee incapacità di intendere e volere. Tutto questo ci racconta di una sempre maggiore nostra difficoltà a “star dietro” ad un mondo che sta forse diventando sempre meno alla nostra portata, sempre più freddo e meno soggettivo, meno vivo, sempre più privo di senso. Ciò di cui parla Leonardo è diverso: gli esempi del seggiolone per i nipotini o delle sue ceramiche raccontano di come gli oggetti d’uso possano an-

che farci vivere un’esperienza altra rispetto al mero utilizzo. La mano dell’artista vuole convogliare il suo sentire, la sua passione e la sua magia nell’oggetto che sta creando e, quando succede, anche il fruitore li avverte: gli oggetti che ne nascono “parlano”, raccontano una storia, sono diversi dalla miriade degli altri oggetti tutti uguali che ci attorniano e mediamente li preferiamo, perché hanno un’anima, così come hanno fatto i nipotini di Leonardo. L’arte, nel significato più ampio del termine, potrebbe dunque rappresentare un’alternativa al vuoto che ci stiamo pericolosamente costruendo attorno, basterebbe lasciare la porta aperta al cambiamento e alle novità. Giulia Stuani

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Il canto di un “Angelo” Quando una lacrima scende, un angelo ti accarezza e ti sussurra dolcemente una poesia. La senti? Ecco la sua voce…

a cura di Sandra Tosi

Anima e cuore

Ascolta nel silenzio della terra, nel profumo del mare, nei monti, nei laghi, nel fiume che carezza le sponde, nell’alba che ninna la luna, nel canto del sole che sorge. Ascolta nel mormorio del vento, nella pioggia che appaga quel fiore, in quell’abbraccio inatteso, in un bacio rubato, nell’emozione di un sogno appena sfiorato. Ascolta nella vita che nasce, in un bimbo che cresce, in un istante di eternità al confine tra il cielo e la terra che consegnato all’anima ha spalancato le porte all’Amore. Ascolta solo per Amore, un angelo canta la sua poesia più dolce, solo i fiori più belli arricchiranno il giardino e il loro profumo si trasforma in canto.

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Milan Club Guidizzolo Dopo poco più di un anno dalla ripartenza, il Milan Club Guidizzolo 1985 ha chiamato a raccolta i tifosi milanisti per la Serata del Tesseramento. Tantissimi i partecipanti e tante le adesioni, che hanno superato le 100 già nella stessa serata, tenutasi presso la sala polivalente degli Amici di Rebecco. Intere famiglie, compresi alcuni bambini rigorosamente in tenuta rossonera, a tener viva una passione che, nonostante il periodo non brillante della squadra, è più radicata che mai. Ritrovarsi a tavola, tra un risotto e una fetta di salame, porta a condividere le proprie sensazioni e le proprie esperienze, testimoni di un glorioso passato, ma anche la speranza e l’auspicio di tornare ai fasti di un tempo, non poi così distante. C’è chi era a Istanbul in quella infausta serata e quelli, in tanti, che erano a Barcellona nel 1989. C’è poi chi all’epoca non era ancora nato, come Giovanni Ferri, 13 anni, che ricorderà a lungo le vacanze al mare di quest’anno: la maglia del Milan con cui passeggiava a Bellaria ha attirato l’attenzione di un barista che l’ha messo in contatto

con Gastone Bean, residente nello stesso complesso. Centravanti degli anni Cinquanta, Bean guidò efficacemente l’attacco del Milan nel periodo tra l’addio di Nordahl e l’arrivo di Altafini, partecipando alla conquista di due scudetti, insieme tra gli altri a Montuori e Schiaffino. Ciò che ha emozionato Giovanni è stata la disponibilità di questo vecchio cuore rossonero a condividere, con un ragazzo incontrato per caso, le sue passioni e la memoria di una parte tanto significativa della sua vita, quasi un passaggio di consegne tra vecchie e nuove generazioni. Giovanni non se ne è andato a mani vuote, ma con una foto, una vecchia foto in bianco e nero ingiallita dal tempo che ritrae appunto Gastone Bean con Montuori e Schiaffino, con tanto di dedica. Solo qualche giorno dopo, chi ti incontra in spiaggia a Cesenatico? Federico Giunti, altro ex giocatore rossonero, autore di un gol nel famoso Milan-Inter 6-0 del 2001. Non poteva che tornare rafforzato nella sua fede rossonera, convinto che il senso di appar-

tenenza che anima i tifosi milanisti è qualcosa di speciale, che va oltre i risultati della squadra. Nella stessa serata si è poi provveduto a tracciare il programma di attività del Club e a completare il direttivo con quattro nuovi componenti. Per la prossima primavera è prevista poi un’altra trasferta a San Siro in pullman, con ragazzi e bambini che potranno entrare gratuitamente. Fotografie: Lorenzo Ruzza

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Circolo la MIMOSA - stare insieme

L’anno che verrà Il 2015, per noi dell’AUSER “La Mimosa”, si è chiuso positivamente. Gli iscritti sono aumentati rispetto all’anno scorso e il programma è stato realizzato completamente, anzi qualcosa in più del previsto. Il 15 agosto è stato organizzato un affollato e apprezzato “Pranzo di Ferragosto” presso il ristorante “La Sosta”. Ha inoltre sponsorizzato i libretti di tre DE.CO: la quaglia e la pancetta steccata di Guidizzolo e i “malfacc” di Castiglione. L’AUSER “La Mimosa”, infatti, è attenta anche alle problematiche dell’alimentazione e del territorio. Ci siamo già attivati per il soggiorno a Ischia dell’anno prossimo. Per un incontro informale di chi vuole riprovare l’emozione di una vacanza bella e godere di un clima e di un mare indimenticabile, è stato organizzato il 25 ottobre un pranzo, aperto anche agli amici e sostenitori. Il mese di ottobre è stato inoltre

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ricco di altri eventi. L’AUSER ha partecipato alla “5° EXPO colori e sapori sotto la torre” con un proprio banchetto, per far meglio conoscere alla cittadinanza le proprie attività sia in campo sociale che territoriale, per far capire che al centro delle proprie attività vi è la persona, come individuo bisognoso di rapporto affettivo, compagnia, amicizia e che vuol far parte di un gruppo di persone che possano, anche se solo per un giorno, farlo sentire meno solo. E’ stata inoltre organizzata l’11 ottobre una bella e interessante gita a Torino e al Museo Egizio. Pullman pieno e gitanti entusiasti. Abbiamo poi collaborato con il G.V.G alla riuscita festa della Castagnata presso il MASEC con ospite d’onore Emma Morosini la “vagabonda della Madonna”. Il 2015 si è poi concluso con l’apprezzato e gradito pranzo degli auguri di fine anno. Un vero successo. Se il 2015 è

stato l’anno delle collaborazioni con altre associazioni, il 2016 come sarà? Speriamo che l’anno prossimo tali collaborazioni continuino ancora di più. Solo uniti si è in grado di creare eventi e manifestazioni che tutti i cittadini possono apprezzare e gradire. L’AUSER, infatti, non ha una sede propria, e se rimanesse da sola sicuramente non riuscirebbe a portare avanti il proprio programma, soprattutto ora che molte persone ci incitano a continuare su questa strada, entusiasti per le nostre proposte. Speriamo che nel 2016 alcuni imprenditori possano contribuire con erogazioni liberali per sostenere le nostre manifestazioni e iniziative. Per terminare si ripropone lo slogan della nostra associazione: iscriversi all’AUSER fa bene alla salute: passa…parola… Auguriamo a tutti un 2016 pieno di salute, di nuove amicizie ed anche di nuove iscrizioni

LANCIAMO UN APPELLO PER IL 2016 A TUTTI I CITTADINI, IMPRENDITORI, COMMERCIANTI, ARTIGIANI, NEGOZIANTI: C’E’ QUALCUNO DISPOSTO AD “OFFRIRE” (ANCHE CON UN PICCOLO AFFITTO) UNA SEDE ALL’AUSER?


PROGETTAZIONE COSTRUZIONE COLLAUDO CIRCUITI E APPARECCHIATURE ELETTRONICHE

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L’annuale festa alla Fondazione Rizzini

Al ‘Rizzini in festa 2015’ sono tornati gli ‘Arzilli’ accompagnati dal neonato coro della Fondazione. L’ormai tradizionale festa della Fondazione ha richiamato anche quest’anno numerosissime persone, ospiti e familiari in testa, nella tendostruttura appositamente allestita davanti all’ingresso della Fondazione. Una Festa, ha ricordato il presidente Claudio Delmenico, ringraziando il personale e tutti coloro che a vario titolo vi lavorano, che vuole essere un momento di apertura verso tutta la comunità e che la stessa sempre accoglie partecipandovi attivamente. Dopo la celebrazione della S. Messa la giornata è proseguita con uno spettacolo di intrattenimento. E qui sono rientrati in scena gli ‘Arzilli’, una compagnia atipica formata in larghissima parte dal personale della Fondazione, presidente Delmenico e direttrice Andreina Piccardi in testa, con alcuni amici della Fondazione (tra questi anche il sindaco Sergio Desiderati). Guidati da Carlo Zuanon questi ‘attori per un giorno’ si sono improvvisati cantanti e/o mimi interpretando a modo loro celebri brani con i nonni ben lieti di accompagnarli dando forma e voce ad un coro particolarissimo. E’ seguito il ‘pranzo della domenica’ preparato dalla cucina della

Fondazione il quale ha allietato tutti i palati. Una giornata tra divertimento e leggerezza in uno dei luoghi simbolo dell’attenzione e dei servizi alla persona erogati tanto dalla Fondazione quanto dall’Amministrazione comunale.

l’autodromo piu’ bello d’Italia dove sono state scritte pagine di storia e duelli dei piloti piu forti della scuderia Ferrari. Anche i nostri atleti team Active sono pronti a sfidare i loro avversari dando battaglia sulla pista che non presenta pericoli di buche o curve strette da prendere con cautela ma ampie corsie per dare velocità ai loro mezzi a tre ruote. L' avversario piu temuto era il tempo che non dava nessuna tregua e molti degli iscritti si sono arresi abbandonando il circuito ma si sa che la fortuna aiuta gli audaci e Active scende in pista e il tempo si arrende dando una tregua. La corsa non regala emozioni anche perche` gli accompagnatori e spettatori sono raggruppati o nelle tribune o nei pochi metri dell` arrivo e visto il lungo percorso nel parco gli atleti si vedono solo passare al rettilineo dell`arrivo. La gara vede il guidizzolese Antonio Catalano in ottima forma subito dietro i piu forti nella top ten della classifica facendo la volata finale cogliendo il 10° posto di categoria e 20° tempo assoluto. Non male come prova, Matteo subito dietro al gruppetto dei migliori nella sua categoria viaggiando in 9ª posizione a seguire Massimo che sta ritrovando la forma migliore dopo lo stop nel mese di luglio. La giornata no tocca a Claudio che non riesce a stare a ruota dei suoi avversari facendo una gara in solitaria pagando con un ritmo più lento delle sue possibilità ma pronto per un riscatto nella prossima gara, Sergio regala alla squadra una bella medaglia d'argento con un secondo posto e punti preziosi per la classifica e infine ritorna alle gare Romina che non in perfetta condizione riesce con un po’ di fortuna e tenacia a non farsi scappare la seconda posizione. Una buona prestazione di tutti gli atleti in vista della trasferta ligure dove saranno impegnati nel consolidare la seconda posizione della classifica a squadre e la maglia Rosa di Romina. Roberto

A Torino con l’Auser la Mimosa

Una bellissima, magica e incantevole Torino ha accolto i cinquanta partecipanti alla gita dell’AUSER “La mimosa” di Guidizzolo. Sul pullman il In gara a Monza presidente dell’Auser ha parlato della sottoscriDopo le gare nel circuito di Misano e Imola zione a premi per l’acquisto di una cucina per il si ritorna in pista nel circuito di Monza,  CDD “ANFFAS” di Rebecco. La proposta ha tro-

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unici al mondo, ma anche per la ristrutturazione del museo che ha ricreato un luogo straorinario. L’AUSER “La mimosa” ha offerto panini a volontà e frutta per tutti. Il classico pranzo di mezzogiorno, con il consenso di tutti, è stato “abbuonato” per poter prolungare la visita alla città. Dopo il Museo Egizio, ci si è trasferiti nel bellissimo castello- ristorante di Corveglia, dove una tipica e caratteristica cena con prodotti locali, ha concluso il viaggio. Tutti i partecipanti si sono dichiarati felici e soddisfatti della gita ed hanno già richiesto altre uscite dell’AUSER per il prossimo anno.

DI

CLIMATIZ

Nei giorni scorsi è stata ufficializzata la Denominazione Comunale (De.Co.) della pancetta steccata, che è stata proposta e fermamente sostenuta dalla Pro Loco Guidizzolo ed è stata realizzata con il contributo del Centro Culturale San Lorenzo e dell’Accademia Gonzaghesca degli Scalchi, con Andrea Dal Prato che ha curato la parte redazionale e le immagini, Cornelio Marini per la ricerca storica e del disciplinare, con la collaborazione di Zeno Roverato e di altri masalì locali. Sono tante le pancette tipiche di varie regioni d’Italia, ognuna con una sua specifica lavorazione. Tutte però utilizzano la pancia del maiale, quello strato adipo-

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Pancetta steccata

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vato una forte solidarietà che ha portato all’acquisto di oltre settanta biglietti, oltre ai 200 già venduti in precedenza. Arrivati in centro a Torino, in un clima quasi estivo i gitanti hanno passeggiato e visitato, accompagnati da una bravissima guida, Piazza Castello, il Duomo, Palazzo Reale, Palazzo Madama, Via Po, Piazza Vittorio Veneto. Hanno poi raggiunto il suggestivo Parco del Valentino attraversato dal fiume Po, dove piante e fiori stavano dando il meglio di sé con colori straordinari di inizio autunno. Molti scoiattoli si sono lasciati fotografare mentre raccoglievano bacche selvatiche. I gitanti si sono poi soffermati su un ponte sul Po per la classicissima foto del fiume con lo sfondo della Mole Antonelliana. Sono poi ritornati in centro per ammirare e fotografare da vicino la stessa Mole. Nel primo pomeriggio la compagnia è entrata al Museo Egizio. È stata una visita interessante, affascinante e avvincente, non solo per i pezzi esposti, spettacolari ed

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so che un tempo era tanto più apprezzato quanto più era spesso e che oggi presenta una ottimale ripartizione tra parti magre e parti grasse, in linea con le mutate esigenze dei consumatori. Anche nel nostro territorio sono praticate modalità diverse di confezionamento della pancetta, ma una in particolare appartiene più di altre alla tradizione guidizzolese: la pancetta steccata, vera prelibatezza di questo territorio dove si è iniziato a produrla a metà del secolo scorso dall’allora salumificio di Ruggero Ruggeri che ebbe questa particolarissima intuizione, replicata poi anche nella macellazione domestica da diversi masalì. Ora l’Amministrazione Comunale è pervenuta nella determinazione di riconoscere la De.Co. a questa specialità, allo scopo di preservarne la tipicità, di valorizzarla ed affidarla all’ufficialità della storia, raccogliendo l’invito dei promotori, che hanno trovato anche l’appoggio ed il sostegno di Associazioni e di operatori economici locali, oltre alla famiglia Ruggeri, artefice e custode per decenni della pancetta steccata. Ora, dopo il riconoscimento della De.Co., la pancetta steccata potrà chiamarsi tale solo se prodotta con la ricetta ed il procedimento codificati, quello che fa il salumificio Pezzini di Selvarizzo, impegnato nel mantenimento della produzione tradizionale. Chi desidera consultare la pubblicazione sulla pancetta steccata, curata dal Centro Culturale San Lorenzo, può trovarla sul sito www.lanotiziaguidizzolo.com, sezione Pubblicazioni, dove è anche scaricabile gratuitamente, come tutte le pubblicazioni del Centro. Chi desidera invece acquistare ed assaggiare questa prelibatezza deve fare attenzione a che sia veramente la pancetta steccata De.Co. di Guidizzolo, controllando che vi sia l’apposito contrassegno, a garanzia dell’originalità del prodotto, confezionato e stagionato come previsto dal disciplinare.

Giovani alla ribalta

Quando un giovane arriva a laurearsi è sempre una buona notizia. Così è per Davide Nicolai, 22 anni, che nelle scorse settimane ha conseguito

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la laurea di primo livello in ingegneria meccanica presso l’Università degli Studi di Brescia, con la votazione di 110 e lode. In precedenza aveva frequentato il liceo scientifico “Gonzaga” a Castiglione delle Stiviere. Ora intende concludere il percorso con il biennio della laurea magistrale. Grande soddisfazione naturalmente per i suoi familiari, che l’hanno accompagnato e sostenuto in questo percorso scolastico.

Mostra a Palazzo Rizzini

Da venerdì 2 a domenica 4 Ottobre Villa Rizzini ha finalmente ricevuto l’attenzione che meritava. Oltre all’opportunità di visitare il palazzo, le classi quinte del Liceo Artistico ‘Alessandro Dal Prato’ prima e la cittadinanza poi hanno avuto la possibiltà di conoscere l’esperienza di tre professionisti guidizzolesi formatisi proprio nell’ex Istituto d’Arte. Protagonisti gli scatti del fotografo di moda Egon Reboldi, gli abiti della fashion designer Alessia Guarinelli (e del Teatro della Moda di Milano presso cui entrambi lavorano), e i graffiti restaurati da Fabiola Bottoli, oltre alle opere della giovane studentessa Paola Sonia Tagliani, presentati al pubblico da Cesare Pedrotti. L’interesse mostrato dagli studenti per ogni professione ha confermato l’intento ‘orientativo’ dell’incontro, e il grande afflusso di visitatori durante tutto il weekend ha ripagato gli sforzi necessari all’organizzazione per un evento sperimentale ed improvvisato, ma decisamente riuscito: stimolare curiosità e desiderio di conoscenza verso un luogo importante e verso nuove realtà emergenti nel nostro territorio. Gli organizzatori ringrazia-


no tutti quelli che hanno supportato e partecipato all’iniziativa, con l’augurio che non rimanga un’esperienza isolata: il paese ha dimostrato di esserci e di apprezzare.

Echi dalla fiera di ottobre

Dopo anni di oblio, in cui era stata relegata al ruolo di “sagra”, ovvero di manifestazione essenzialmente religiosa, legata alla ricorrenza della patrona Madonna del Rosario, da alcuni anni la

Fiera di Ottobre di Guidizzolo propone una interessante sequenza di iniziative coordinate dalla Pro Loco, concentrate in particolare nella giornata di domenica, ma non solo. Lungo l’asse centrale di via Vittorio Veneto si sono svolte varie manifestazioni, come il frequentatissimo mercatino degli hobbisti, che ha visto la partecipazione di più di trenta espositori, ai quali si sono affiancati con le loro bancarelle anche diversi commercianti ed associazioni locali.

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La domenica mattina, nella contigua via IV Novembre, più di cinquanta vetture “Smart” per la seconda volta hanno risposto alla chiamata a raduno di Cinzia Canicossa, appassionata smartista, organizzatrice dell’evento. Prima di radunarsi a tavola presso l’agriturismo Fienili, dopo un’escursione per apprezzare le bellezze del nostro territorio, anche gli smartisti hanno potuto condividere ed apprezzare la rinomata pancetta steccata, prodotto tipico di Guidizzolo, con la quale era stato confezionato un “paninone” da record: un enorme panino di 180 cm. sfornato dalla forneria Morandi, con il quale sono state ricavate oltre mille porzioni, che hanno accompa-

gnato l’aperitivo offerto gratuitamente dalla Pro Loco, sotto il loggiato dell’ex municipio, a tutti i frequentatori della Fiera, mentre nello spazio antistante il loggiato, anticamente denominato “piazza”, la scuola di ballo Sporting Dance di Sergio e Rosita proponeva l’esibizione di tango e di danze latino americane, trascinando anche il pubblico presente in coinvolgenti balli di gruppo. Sullo sfondo, la mostra organizzata dal locale Gruppo Alpini su reperti e memorie della prima guerra mondiale. Oltre via Veneto, passando per piazza Marconi dove sono tornate le giostre per la gioia dei bambini, altre iniziative hanno caratterizzato la Fiera di Ottobre, all’insegna delle specialità gastronomiche locali e del territorio. Presso la propria sede la sezione Avis ha puntualmente riproposto la tradizionale sagra della quaglia gastronomica, alla quale è stata riconosciuta la Denominazione

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Comunale (De.Co.) come specialità guidizzolese. I prodotti De. Co. dell’Alto Mantovano hanno poi caratterizzato il menu proposto dalla gastronomia “Il Senso del Mangiare” della famiglia Cagioni per il pranzo della domenica presso il Masec, che ha visto l’adesione di numerosi buongustai. La pancetta steccata, in particolare, vanta sempre più estimatori, come ha potuto constatare lo chef Gianluca Cagioni anche a Volta Mantovana, dove l’ha potuta presentare. Anche presso l’area parrocchiale si sono tenute alcune iniziative, come la seconda edizione del concorso per i piccoli madonnari, guidati dalla maestra Mariangela Cappa, coadiuvata da Paola Tagliani, con trenta ragazzini, che sulla piattaforma polivalente, si sono cimentati con i gessetti

e lo straccetto. In precedenza, la mattina, il sagrato aveva ospitato al termine della S.Messa la benedizione delle famiglie, in particolare delle coppie sposate da più di 40 anni. Un’edizione, quindi, della Fiera di Ottobre ricca di soddisfazioni per gli organizzatori, in primo luogo per la Pro Loco, costantemente impegnata nella promozione del nostro paese, che ha ripro-


posto in seguito altre iniziative ormai tradizionali, come la decima edizione di “Guidizzolo In-canta” del 5 dicembre ed il Cinema per Ragazzi del 13 dicembre (Santa Lucia).

Riapre Arca Gas a Guidizzolo

Ogni giorno ci troviamo a combattere con bollette illeggibili, consumi stimati e presunti, conguagli incomprensibili e tariffe complicate, che ci costringono a rivolgerci ad uffici, non sempre comodi oppure a call center, e allora è ancora peggio, perché preferiremmo un rapporto diretto. Come sarebbe comodo poter avere un ufficio sul posto, sempre aperto e disponibile, che ti assiste per qualsiasi problema! Sono le motivazioni che hanno indotto Luca Madella ad aprire a Guidizzolo una azienda di servizi per il gas metano, ovvero “per l’energia della tua casa”. Mettendo a frutto l’esperienza ultraventennale maturata nel settore, ora riapre la Arca Gas s.r.l., con sede a Guidizzolo in via don Sturzo,15/B. Perché dovremmo affidarci ad Arca Gas? La gestione è locale, con rapporto diretto con gli utenti, senza call center, la tariffa del gas offerta è sempre la più conveniente ed i consumi non sono stimati, ma rilevati con letture al contatore della nostra casa. Lo sportello locale di Guidizzolo offre delucidazioni e spiegazioni chiare e precise sia sulle tariffe che sull’offerta applicata e su tutte le problematiche relative alla bolletta. Per chi volesse aderire all’offerta, Arca Gas seguirà direttamente tutte le pratiche per nuovi allacciamenti, subentri, attivazioni, riattivazioni, ecc. senza nessun costo e nessuna interruzione del servizio per il cambio del fornitore. Arca Gas opera nei seguenti Comuni: Guidizzolo, Volta Mantovana, Cavriana, Solferino, Medole, Castel Goffredo, Piubega, Gazoldo degli Ippoliti, Monzambano, Ponti sul Mincio, Pozzolengo

Tombini fioriti

Quando si dice che “zé pèso el tacòn del buso” (detto veneto), ovvero, quando la natura si prende la rivincita. La pianta cresciuta dentro il tombino, evidentemente mai pulito, era stata tagliata, ma è prontamente rigermogliata rigogliosa, riempiendo tutte le feritoie. La battaglia continua… chi la spunterà? Il seguito alla prossima pioggia.

Il Movimento 5 Stelle si presenta

Venerdì 13 Novembre a Guidizzolo presso la Sala Civica in piazzale Marconi alle ore 20:30 il MoVimento 5 Stelle ha organizzato un incontro aperto a tutti i cittadini per raccogliere idee, proposte e condivisioni. I portavoce eletti nei comuni del Mantovano hanno presentato le iniziative portate avanti nelle amministrazioni locali. Insieme al portavoce M5S eletto in parlamento, Alberto Zolezzi, sono stati affrontati temi su come sia possibile migliorare la gestione dei servizi locali, di acqua

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e rifiuti, favorire lo sviluppo imprenditoriale con l’utilizzo del microcredito, i successi ottenuti dal MoVimento 5 Stelle in ambito nazionale e tutte le novità legate alla legge di Stabilità 2016. Fiasconaro, portavoce in Regione Lombardia, ci ha aggiornato sugli ultimi sviluppi legati alla viabilità del territorio. Durante la serata si è svolta la presentazione del gruppo “Guidizzolo verso le 5 stelle”. Come sempre è stato dato ampio spazio al confronto su temi locali e nazionali.

Emma Morosini al MASeC Le associazioni locali AUSER, Pro Loco e GVG anche quest’anno hanno organizzato la tradizionale castagnata di San Martino. Ma questa è stata, per così dire, una “edizione straordinaria” per la presenza di un’ospite eccezionale: Emma Morosini. Non si tratta di un personaggio della musica o dello spettacolo, ma una star della fede, ovvero una giovincella di 91 anni che negli ultimi vent’anni ha percorso a piedi circa 37.000 km in pellegrinaggi verso santuari mariani di tutto il mondo. Nata da una famiglia povera a Castiglione delle Stiviere dove tuttora risiede, dopo una vita non facile in cui ha svolto principalmente la professione di infermiera, Emma Morosini, classe 1924, una volta raggiunta la pensione, ha continuato ad assistere gli ammalati in ospedale come volontaria. L’incontro con i tanti partecipanti alla castagnata è stata l’occasione per ripercorrere alcuni momenti dei suoi viaggi. Per molti anni il suo mezzo di trasporto è sta-

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to la bicicletta, con la quale è andata a Lourdes due volte, ma dopo una peritonite, superata per miracolo, fu costretta a camminare a piedi e da allora non si è più fermata e ogni anno, appena possibile, “scappa” sulle strade con il suo carrello, la sua valigia su ruote, la sua casa ambulante, per onorare la Madre di Gesù e s’incammina, inossidabile e tenace, in preghiera, verso gli amati santuari. Ad oggi ha compiuto ben ventidue pellegrinaggi in tutto il mondo raggiungendo a piedi i santuari di Lourdes, Fatima, Santiago, Monterey (Messico), Siria, Gerusalemme, Loreto, San Giovanni Rotondo, Siracusa, Roma, Nevers, Czestockowa, Pontmain, Lisieux, Valladolid, Aparecida (Brasile) e, ultimo, Lujan (Argentina). La straordinaria semplicità di Emma, la sua forza e vitalità, nonostante la sua rispettabile età, suscitano spontaneamente simpatia e catturano l’attenzione degli interlocutori, che rimarrebbero ad ascoltarla per ore. Alcuni dei suoi viaggi ed alcune delle sue esperienze sono raccolte in due libri pubblicati dal Centro Culturale San Lorenzo, consultabili e scaricabili dal sito www.lanotiziaguidizzolo.com, così come il libro che uscirà a breve sul suo ultimo pellegrinaggio in Argentina. Fotografie: Lorenzo Ruzza


Quattro bagole

- Ciao! - Ciao, hai sentito? È vero che la Notizia chiude? - È vero, purtroppo, però non chiude, sospende la pubblicazione, almeno per ora… - Come mai? - Sai… tutte le cose belle hanno una fine… - Beh, in fin dei conti, sono più di vent’anni che c’è la Notizia… - Vent’anni di racconti della vita del nostro paese… - È un peccato, però… - Già, comunque lascerà una bella testimonianza… pensa se ci fosse stato qualcosa come la Notizia cento o duecento anni fa… - Adesso sapremmo molto di più della storia del nostro paese… - Vorrà dire che quelli che verranno dopo di noi potranno conoscere com’era il loro paese… - Sì ma… dove la troveranno? - Guarda che c’è un sacco di gente che ha collezionato la Notizia fin dal primo numero… - Comunque, bisognerà vedere se saranno interessati…. Magari i guidizzolesi saranno sempre meno, visto che non fanno più figli… - Già… ma ti rendi conto di come cambia il mondo? - Eh, pensa che quando è uscito il primo numero de la Notizia i telefonini erano grandi come un mattone e poi… telefonavano e basta! - Adesso col telefonino ci fai tutto… non devi neanche più schiacciare i tasti, basta parlargli e lui ti chiama chi vuoi, lo vedi mentre parli anche dall’altra parte del mondo… una roba che i nostri nonni non ci crederebbero… - Beh, chissà cosa faranno i nostri nipoti che noi stenteremmo a credere...

- Per esempio, mangiare insetti, alghe e vermi, invece di polenta e salame? - Per questo, stando all’Europa, facciamo in tempo ad arrivarci anche noi… - Se poi non vogliono più che mangiamo la carne rossa… - Questa poi…! Possono dire quello che vogliono ma io la carne continuo a mangiarla! Vuoi mettere una bella fiorentina con un piatto di cavallette? E poi dipende dalla quantità… il troppo fa sempre male! - Già, troppe cavallette sono indigeste… - Bisognerebbe cambiare anche le barzellette… ti ricordi quella del cliente che diceva “cameriere. C’è una mosca nella minestra!” ? - Eh, allora? - Sai cosa gli risponderebbe il cameriere? “Certo, ne vuole delle altre?”… - Tu scherzi, comunque mi piacerebbe ritrovarci tra vent’anni e vedere come sarà la vita… - Chi ti dice che magari non ci ritroviamo? - Magari…! Però, dimmi una cosa, ci sarà anche quello che ci ascoltava e poi riportava i nostri discorsi nelle Quattrobagole su la Notizia? - Può darsi… - Ma tu sai chi era? - Io no, e tu? - Neanch’io! - E allora ci salutiamo così… per l’ultima volta, con questo dubbio? - Già, addio… - Preferisco “arrivederci”, anzi… te salude!

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I BIMBI CRESCONO Nel 1998 la Notizia ha iniziato a pubblicare annualmente le fotografie dei bambini e bambine nati nell'anno precedente. Ora che hanno raggiunto la maggiore età, sono diventati grandi, ci ha colto la curiosità di sapere: come saranno ora? Quale sarà la loro condizione? Li abbiamo contattati e pubblichiamo le foto di come erano nel 1997, come sono ora, nel 2015 e la loro occupazione attuale.

Silvia Poletti

Frequenta l’istituto E. Fermi di Mantova, Liceo delle Scienze Applicate.

Alba Malcangi

Frequenta il quinto anno del Liceo delle scienze umane e lavora saltuariamente come cameriera. Per quanto riguarda il futuro, si augura di fare un lavoro che le permetta di conoscere e vivere diverse culture tramite molteplici punti di vista.

Martina Rocca

Studia al Liceo scientifico delle scienze applicate E. Fermi di Mantova. Sta ancora riflettendo sulla scelta universitaria e sul futuro lavoro. Frequenta la scuola di canto a Guidizzolo

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Anna Cagioni Frequenta la 5ª Liceo Classico e sta valutando di iscriversi, il prossimo anno, alla facoltà di Giurisprudenza.

Gianni Pasini

Frequenta la classe V del Liceo Scientifico “Belfiore” a Mantova.

Linda Fezzardi

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Vanessa Cauzzi

Frequenta l’ultimo anno dell’Istituto Tecnico per Geometri.

Leonardo Gandini

Frequenta l’istituto superiore E. Fermi di Mantova nella sezione di chimica.

Giulia Dal Zovo

Frequenta l’ultimo anno dell’istituto E. Fermi (ITIS) di Mantova indirizzo chimico.

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Camilla Chinaglia

Frequenta l’ultimo anno del Liceo artistico Alessandro Dal Prato di Guidizzolo nella sezione di design. Dopo la maturità le piacerebbe continuare e specializzarsi nell’indirizzo dell’arredamento e del design, oppure entrare nella facoltà di scienze motorie. Dopo aver praticato calcio per due anni, attualmente allena i bambini della scuola calcio. Allenare questi piccoli calciatori le dà una grande soddisfazione soprattutto nel vederli felici dopo un goal. Un’ altra sua grande passione è la musica, infatti all’età di otto anni ha iniziato a suonare il flauto traverso che suona tuttora nell’ Ente Filarmonico di Guidizzolo.

Nicola Gialdini

Frequenta il Liceo scientifico Belfiore a Mantova. Ha due passioni principali: la musica e il sollevamento pesi. Musicalmente apprezza tutti i generi purché non siano musica “commerciale” pop, ma predilige la musica elettronica, in particolare la musica “techno”. Nell’ambito del sollevamento pesi pratica il Powerlifting e gareggia per una squadra di Castiglione nella categoria -93 kg RAW.

Michele Guidetti

Studente presso Istituto F. Gonzaga di Castiglione delle Stiviere. Passioni: Grafica 2D e 3D.

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sposati da

5o anni

Francesca e Ferr uccio con la nipo tin

a Martina

ccio Cerri Francesca Tuzza e Ferru agnate rb Ga di Sposati a Bariana 65 19 (MI) il 23 ottobre

sposati da

5o anni

Libera Tess ari ed Enrico Malaguti Sposati nel 1965

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Infinito o infiniti nella fisica attuale Dott. Elodio Perani

Scienza e religioni in genere, pur navigando in un infinito, non sono state in grado di definirlo. Hanno tentato a ritroso attraverso la dicotomia spazio-tempo ma neppure queste entità chiariscono il problema. Il pensiero dal quale si può partire è il capovolgimento del concetto e cioè che dopo il finito continui l’infinito. Molti scienziati, da Galileo, a Keplero, a Copernico, ad altri non meno importanti, hanno solcato questo versante il più profondamente possibile ma un limite che possa essere considerato l’ultimo e quindi la fine dell’infinito non è stato individuato in nessun modo. Penso che il detto “fine del mondo” sia da interpretare con la fine del ciclo vitale animale del globo terrestre in cui c’è anche il genere umano. A questo punto allora siamo obbligati a tornare sul concetto di Dio che racchiude l’infinito da qualsiasi caratteristica lo si voglia considerare. Poi su Dio non si può capire una

cosa: perché dal suo infinito abbia mandato a noi suo figlio soltanto 2000 anni fa. Questo è un ragionamento da “pianeta Terra” perché non sappiamo in che epoche temporali Dio possa aver mandato Gesù in altri mondi del suo “infinito”. Più banalmente si può pensare che i “probabili alieni” visibili sulla nostra Terra non siano diversi da noi terrestri proiettati su altri pianeti. Inoltre la distinzione fra passato, presente e futuro è un’illusione per cui si può dire che siamo nel tempo. Il presente non corrisponde all’adesso assoluto ma designa l’istante in cui viene detto per cui l’idea comune a tutto l’universo è un’illusione e lo scorrere del tempo non è universale. = L’immanifesto è molto più vasto del manifesto. = Se siamo fatti di “quanti”, e quindi di particelle, da dove viene la sensazione di esistere singolarmente in prima persona? = Noi siamo osservatori e osser-

vati perché siamo fatti degli stessi atomi della natura da cui siamo discendenti come altro essere vivente che si scambia informazioni fra lo stato di qualcosa e quello di qualcos’altro. = Essere liberi non significa anarchici ma dipendere dalle leggi della natura che agiscono nel nostro cervello fra miliardi di neuroni con cui siamo la stessa cosa e forse i soli consapevoli sulla Terra della inevitabilità della nostra morte. = Il calore non é un fluido bensì il frutto dell’attività in cui atomi e molecole si muovono sempre. = Viceversa succede per il freddo in cui si muovono più lentamente. = L’attività di un pendolo scalda ma perde energia e rallenta; non si è mai visto un pendolo che cominci a muoversi col calore. = È più probabile che un atomo della sostanza calda sbatta contro un atomo freddo ma non abbiamo equazioni di questo fenomeno in ambito spazio-temporale se non che i buchi neri sono sempre caldi per la vibrazione delle molecole.

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GRUPPO MICOLOGICO NATURALISTICO

“COLLI MORENICI” Sede operativa: Ristorante “La Baita” Campagnolo di Cavriana MN

a cura di Giorgio Arienti

Val di Non: il paradiso dei raccoglitori Domenica 27 settembre 2015 si è conclusa nel migliore dei modi, ai rifugi Sores e Predaia, sull’altopiano della Predaia -in Val di Non– Trento, la gita del Gruppo Micologico Naturalistico “Colli Morenici” a cui hanno partecipato ben una novantina di persone. Durante i tre giorni trascorsi nei favolosi boschi attorno al rifugio, che in periodi climatici favorevoli vengono considerati una miniera dal punto di vista micologico, i “fungaioli del Gruppo” si sono impegnati nella ricerca di materiale idoneo per poter allestire una piccola rassegna micologica con analisi e valutazione del raccolto. E quest’anno il periodo è stato abbastanza favorevole visto il bottino dei raccoglitori: cestini e cassette di Cantharellus lutescens e tubaeformis (finferle), ma soprattutto tantissimi porcini (Boletus edulis). Anche i non appassionati di funghi hanno potuto apprezzare le bellezze del Trentino; si è potuto ammirare il Castel Thun, posto in una incantevole vallata circondata dalle superbe cime del

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Gruppo del Brenta; altra visita interessante è stato il “Museo degli usi e costumi della gente trentina”, a S. Michele all’Adige: una intera costruzione dedicata alle usanze e tradizioni trentine. Non poteva mancare la consueta visita al Santuario di San Romedio, antico eremo composto da più chiese, posto in cima ad uno spuntone di roccia, con sottostante un recinto dove dimorano alcuni orsi. La gita è iniziata con la visita guidata alla Cantina Rotari a Mezzocorona, con degustazione di spumante e Teroldego Rotaliano, accompagnati da Trentingrana e Mortandela della Val di Non, per poi concludersi alla Distilleria Marzadro di Rovereto, con degustazione di grappe sopraffine. Vista l’ottima ed insperata uscita micologica di tre giorni, ascoltate le richieste dei partecipanti ed anche di chi non ha potuto parteciparvi per vari motivi, ci si è lasciati con la promessa di trascorrere insieme, anche il prossimo anno, la tre giorni in Val di Non. Ma l’attività del Gruppo Micologico Naturalistico “Colli Morenici” non conosce sosta. Al rientro dal soggiorno in Val di Non era già tempo di allestire la consueta mostra micologica, una iniziativa che ormai costituisce un appuntamento fisso della Sagra di Ottobre di Guidizzolo. Sotto il loggiato dell’ex palazzo comunale in via Vittorio Veneto, su una lunga tavolata, sono state esposte più di 160 specie di funghi, sia commestibili che tossici o velenosi, ordinati ed etichettati, in bella vista, alla portata di tutti


quanti, appassionati raccoglitori o semplici curiosi, accorsi comunque sempre numerosi. L’allestimento di una mostra con tante specie esposte richiede un lavoro impegnativo, soprattutto nel reperimento e nella raccolta dei funghi freschi da esporre, ma anche conoscenza, competenza e… passione, qualità che certo non mancano al Gruppo, a partire dal presidente Boccazzi. Conoscenza e competenza sono garantite dai corsi che ogni anno il Gruppo organizza e che vedono la partecipazione di un numero sempre crescente di raccoglitori, tanto che stanno sorgendo problemi di capienza. La passione invece è quella che porta tante persone ad aderire al Gruppo Micologico Naturalistico Colli Morenici, convinte dalla serietà e dal valore delle sue iniziative, tanto da partecipare “massicciamente” anche alla cena che annualmente viene organizzata. Con oltre 180 partecipanti, riuniti a convivio presso la sede operativa del Gruppo, il ristorante “La Baita” di Campagnolo di Cavriana, hanno approvato il consuntivo dell’attività 2015 e il programma del 2016. La cena di fine anno vale come contenitore dell’assemblea annuale, ma anche come momento di aggregazione e di condivisione del senso di appartenenza a questa bella realtà “dell’intero territorio

morenico”, dove appassionati raccoglitori di funghi e semplici amanti della natura si ritrovano a condividere lo stesso sentimento di rispetto per l’ambiente, anche se purtroppo, tra i tanti, ci sono sempre quelli un po’ meno rispettosi, come ad esempio quelli che raccolgono i funghi anche se non commestibili per poi buttarli o calpestarli, quando semplicemente si potrebbero lasciare sul posto, a svolgere la loro funzione ecologica o a fare da cibo ad altre specie animali. Lunga vita al Gruppo, perché c’è sempre qualcosa da imparare, no?

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ENTE FILARMONICO Notiziario a cura dell’Ente Filarmonico Guidizzolo

Auguri musicali... Ed eccoci arrivati ad un nuovo appuntamento, cari lettori! Vorrei partire con una riflessione personale sul grande ed importantissimo evento che lo scorso 7 novembre ha visto coinvolti il nostro Ente Filarmonico e l’Accademia di Musica Moderna di Milano: la Master Class e il Concerto con il grandissimo e famosissimo Billy Cobham. È stato già detto molto sull’evento dai quotidiani locali, dagli “addetti ai lavori” e dalle tantissime persone che vi hanno partecipato, ma vorrei parlare di come io, da componente dell’orchestra fiati, ho vissuto questa esperienza. Per me è stato un grandissimo onore avere l’opportunità di ospitare qui tra noi un tale “mostro sacro” della musica, avere la possibilità di sentirlo in tutta la sua grandezza e credo che questo sia un grande vanto per tutta la nostra comunità di Guidizzolo oltre che per l’Ente Filarmonico e per l’Accademia di Musica Moderna! Suonare con lui poi è stato molto emozionante e ci ha resi ancora un po’ più orgogliosi di far parte

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di questo meraviglioso gruppo che è il nostro Ente. Direi che abbiamo dimostrato ancora una volta che l’unione fa la forza e che con l’impegno e la perseveranza si possono ottenere grandissimi risultati!!! Infine, il mio personale e particolare ringraziamento va al maestro Nicola Montagnoli che ha investito tantissima energia e tutte le sue risorse perché questo evento fosse possibile, siamo orgogliosi di avere giovani dinamici e professionali come lui nel nostro staff! Ma pensiamo ora ai prossimi appuntamenti. La sera del 26 dicembre alle ore 21.00 al Masec di Guidizzolo si terrà un Concerto Gospel patrocinato dall’Ente Filarmonico. Avremo la possibilità di assistere ad un emozionante spettacolo dal titolo “The time is now“ che vedrà protagonista il gruppo “The Golden Guys” diretti da Paola Milzani. Questo è uno dei più famosi gruppi di cantanti gospel, nasce a Brescia nel 1996 per volere proprio della direttrice Paola Milzani, è composto da circa 20 elementi ed accompa-

gnato da una formazione strumentale: pianoforte, chitarra, basso e batteria. La loro filosofia si basa sul fatto che “la preghiera è il contatto più intimo dell’uomo con Dio e il Gospel ne è la forma più coinvolgente” (cit.) Questo meraviglioso gruppo ha affiancato grandi artisti del calibro di Antonella Ruggiero , Ron, Roby Facchinetti e Renzo Arbore. Assisteremo sicuramente ad un grande spettacolo! Sono aperte le prenotazioni presso il bar del MASeC. Ed infine, ma non ultimo per importanza, diamo appuntamento a tutti la sera di Capodanno, l’1 Gennaio 2016 alle 21.00, per dare il “benvenuto” al Nuovo Anno assieme alla nostra Orchestra Fiati che ci delizierà con un festoso Concerto di Auguri. Vi aspettiamo come sempre numerosi! Intanto vi salutiamo con i migliori Auguri di Buone Feste da parte di tutto il nostro Ente Filarmonico! Alessia Ghizzi


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Adeguamento scuola primaria, ex sede municipale, nuova caserma Nel piano triennale delle opere pubbliche recentemente approvato dalla Giunta Comunale di Guidizzolo per gli anni 2016-2017 e 2018 figurano, in primo piano, l’adeguamento sismico e riqualificazione energetica dell’ala più vecchia della scuola primaria; il restauro e recupero funzionale a centro civico-culturale dell’ex sede municipale di Via Vittorio Veneto; la realizzazione della nuova caserma carabinieri. Dell’adeguamento sismico e riqualificazione energetica della scuola vi è già la progettazione esecutiva, mentre per le altre due opere indicate per il primo anno, quindi il 2016, la fase pro-

gettuale è ferma al definitivo. I costi indicati per le opere sono di € 746.921,71 per la scuola, € 1.541.061,00 per la nuova caserma Carabinieri e € 1.130.000,00 per l’ex sede municipale. Per il 2017 l’unica opera individuata è la realizzazione di un parcheggio e zona sosta autobus in Via Goito per un costo di € 285.000,00. Al 2018 vanno una fitta serie di lavori: pista ciclabile strada per Medole (€ 220.00,00); costruzione nuovo magazzino comunale (€ 200.000,00); riqualificazione area esterna piazzale municipio con recupero area ex Lanterna verde (€ 200.000,00); completamente pista ciclabile Via Dunant in

fregio ex. SS 236 (€ 200.000,00); riqualificazione parco Barriera e viabilità interna (€ 200.000,00). Naturalmente gli interventi più avanti nel tempo indicano quelle che sono le volontà amministrative e rimangono naturalmente vincolati alle possibilità di finanziamento. Nel piano delle opere poi è indicato anche l’elenco degli immobili che il Comune intende alienare: Ex Finanza, immobile in Via Solferino oltre la torre civica (€ 500.000,00); area ex depuratore (€ 200.000,00); area ex scuola infanzia (€ 618.000,00).

Tecnologie avanzate e risparmi energetici È stata inaugurata il 18 maggio 2014 e dal giorno successivo ha iniziato ad ospitare i piccoli alunni della scuola dell’infanzia con i loro insegnanti ed il personale ausiliario. Dotata delle più avanzate tecnologie per il risparmio energetico ha, sin da subito, iniziato a produrre considerevoli risparmi per le casse del Comune. “La scuola, ci dice il sindaco Sergio Desiderati, tutta completamente attrezzata ex novo, consta di 6 sezioni con dormitorio e spazio esterno dedicati (ora ne

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vengono utilizzate 5 e la sesta è spazio per attività); un atelier all’ingresso per la psicomotricità; stanze per attività speciali; stanze direzionali; parco esterno attrezzato; un Centro Cottura di elevate prestazioni attrezzato interamente dalla ditta che ha vinto l’appalto per la sua gestione. È dotata di ricircoli meccanici d’aria, impianto di riscaldamento a pavimento, tetto verde ed un modernissimo impianto fotovoltaico che fornisce energia elettrica per la scuola stessa: tutto

questo ha portato al riconoscimento della struttura in classe energetica ‘A’”. La produzione di energia nei tre mesi estivi è stata pari, ad esempio, a 10.217 Kwh con mancate emissioni di Co2 in atmosfera per 5.823 kg. La scuola è situata accanto al parco Barriera ed al MASeC (la nuova costruzione polivalente) ed al complesso scolastico di primaria e secondaria di primo grado a formare il plesso scolastico per servizi comuni quali, ad esempio, la cucina che fornisce i pasti


anche per queste ultime. La sua realizzazione non è stata senza polemiche sin dalla nascita del progetto ereditato dall’attuale amministrazione. La zona infatti venne criticata in quanto ritenuta non idonea temendo che potesse essere oggetto di allagamenti in concomitanza di violente piogge.

“Fortissimi temporali si sono abbattuti su Guidizzolo soprattutto l’estate 2014, prosegue il sindaco, senza che mai la scuola sia stata minimamente sfiorata da possibili invasioni di acqua. Inoltre non sono mai state installate pompe di drenaggio come qualcuno sembra sostenere.

Ad oggi le condizioni sono ottimali tanto dal punto di vista strutturale che della didattica in uno degli edifici sicuramente tra i più belli non solo della provincia, dotato di tutte le garanzie e sicurezze per chi lo frequenta e vi lavora”.

Le parole hanno un peso …soprattutto in internet Un qualificato auditorio, con molti giornalisti, ha seguito l’interessante serata guidizzolese di Mosaico-Scienze sul tema ‘Web e tutela dei diritti. Le parole hanno un peso… anche in internet’; relatore il prof. Ruben Razzante, docente di Diritto dell’Informazione e di Diritto della comunicazione per le imprese e i media all’Università Cattolica di Milano oltre che insegnante ai corsi di preparazione all’esame di Stato e per l’aggiornamento dei giornalisti; collabora inoltre come editorialista con settimanali e quotidiani. L’appuntamento promosso presso il MASeC, come anticipato, nell’ambito di Mosaico-Scienze 2015, dall’Associazione Colline Moreniche,

aveva l’accreditamento da parte dell’Ordine Nazionale dei Giornalisti ed ha assegnato ai partecipanti dei crediti per la prevista formazione continua di giornalisti e pubblicisti. Il relatore ha esordito dicendo che ‘le parole hanno un peso non –anche in internet-, ma – soprattutto in internet-’ ricordando come la rivoluzione di internet sia un fatto epocale e la normativa non sia ancora all’altezza di tutto questo. Nel luglio scorso è stata presentata una ‘Carta dei diritti in internet’; ora bisogna far in modo, come primo passo, che questa venga applicata. Una delle domande che ci si pone, e che è stata ripresa nei molti interventi dei giornalisti, è: ‘C’è sicurezza per chi naviga in internet?’ e la risposta è quanto mai laconica ‘No, oggi questa sicurezza ancora non c’è’. Altro tema toccato dal prof. Razzante il ‘diritto all’oblio’: come e quando si ha diritto a che una notizia venga can-

cellata dalla Rete senza ledere il diritto all’informazione ed alla storicità degli eventi? Vi sono sentenze che stanno intervenendo anche su questo delicatissimo argomento e presto ci si auspica arrivino anche qui norme precise. Non sono mancati accenni ai motori di ricerca che dominano il settore, alla pubblicità che raccolgono, alla tassazione oggi assente in Italia ed a tutto ciò che di conseguenza investe l’editoria tradizionale cartacea la quale, comunque, dovrà in qualche modo ripensarsi. Interessanti anche i passaggi sull’eccessiva disinvoltura con la quale vengono pubblicate notizie e fatti personali oppure giudizi sulle persone con precise e forti responsabilità da parte di chi pubblica, ricordando che ‘dalla Rete nulla viene cancellato anche se noi lo togliamo dal nostro profilo’. Un compito importante, verso i giovani ed i pericoli che possono correre, spetta alla scuola la quale si deve attrezzare per informare anche su questo innovativo settore della comunicazione globale.

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Anagrafe - Stato Civile - Elettorale: Da lunedì a venerdì: dalle 10.00 alle 13.00 mercoledì: dalle 14.30 alle 17.30 sabato: reperibilità, solo per decessi cell. 347 8074979 Segreteria - Ragioneria - Tributi - Ufficio tecnico Scuola - Teatro - Segretariato sociale: lunedì, mercoledì e venerdì dalle 10.00 alle 12.30 mercoledì: dalle 14.30 alle 17.30 Assistente sociale: mercoledì e venerdì

dalle 10.00 alle 13.00

Polizia Locale: tel. 0376 840241 mercoledì e sabato dalle 9.00 alle 11.00 numero per emergenze tel. 349 6498680 Municipio (centralino) - tel. 0376 819201 Teatro e manifestazioni - tel. 0376 1620428 P.E.C.: guidizzolo.mn@legalmail.it

ORATORIO SAN LORENZO ORARIO DI APERTURA 1ª e 3ª DOMENICA Maggio - Settembre dalle 17.00 alle 19.00 Ottobre - Aprile su prenotazione 335 422406

BIBLIOTECA tel. 0376 840435 estate

inverno

lunedì 9-12 / 15-19 martedì 9-12 giovedì 15-19 mercoledì venerdì 9-12 sabato

9-12 / 14.30-18.30 14.30-18.30 14.30-18.30 9-12 9-12

ASSOCIAZIONI AVIS - AIDO - tel. 0376 840177 - 335 8230628 Milan Club Guidizzolo - tel. 3483115232 Pro Loco - tel. 0376 1620426 Gruppo Alpini Guidizzolo - tel. 0376 819440 Raphaël - Ambulatorio Castel Goffredo 0376 771292 GVG-Gruppo Volontari - tel. 0376 818240 Ciclo Club 1977 - tel. 0376 818189 Tennis Club Guidizzolo - tel. 0376 818382 Amici di Rebecco - tel. 331 3279682 Centro Sociale “La Mimosa” - tel. 342 6824878 Canile Comunale - tel. 0376 819716

CIMITERO Apertura tutti i giorni della settimana Gen. Feb. Nov. Dic. Marzo e Ottobre da Aprile a Settembre

dalle 8 alle 17 dalle 8 alle 19 dalle 8 alle 20

PIAZZOLA RIFIUTI Lunedì Mercoledì e Venerdì dalle 14.30 alle 17.30 Sabato: dalle 9 alle 12 e dalle 14.30 alle 17.30

AMBULATORI MEDICI • Dr.ssa Emi Ghisolfi - Cell. 333 8356733 Prenotazione visite: 0376 840433 (9.00-12.00) Lun. Gio. Ven.: dalle 16 alle 19 (su appuntamento) Mar. Mer. Gio.: dalle 10 alle 13 (su appuntamento) • Dr. Orfeo Valerio Galvani Ambulatorio 0376 819794 - Abitazione 0376 819096 Lun. Mar. Mer. Gio.: dalle 9,30 alle 12,30 Mer. Ven.: dalle 16,30 alle 19,30 (su appuntamento) • Dr. Mauro Corazza Ambulatorio 0376 819475 Lun. Mar. Mer. Ven.: dalle 10 alle 12.30 Giovedì: dalle 16.30 alle 19 Ambulatori medici presso sede AVIS • Dr.ssa Doriana Bertazzo Riceve su appuntamento tel. 0376 83040 - 838500 Martedì dalle 17 alle 18,30 Giovedì dalle 8,30 alle 9,30 • Dr.ssa Angela Gatti - tel. 338 2619350 Lunedì - Mercoledì - Venerdì: dalle 17.00 alle 18.30 • Dr.ssa Vincenza Di Marco Riceve su appuntamento tel. 335 1736606 Lunedì: 9,30-11,30 - Venerdì: dalle 10.00 alle 11.00 Mercoledì: dalle 16.00 alle 18.00 NUMERO VERDE FARMACIE DI TURNO tel. 800 228521 (Guidizzolo 0376 819005)

ENTI Protezione Civile - tel. 0376 847388 Prenotazione ambulanza - tel. 349 8608653 Istituto Comprensivo - 0376 819049 - 819059 Liceo Statale d’Arte - tel. 0376 819023 Corpo Bandistico - tel. 0376 840090 Fondazione “Rizzini” onlus - tel. 0376 819120 SISAM (acquedotto) - 800 859370 - 0376 771869 CSE-Anffas - Rebecco - tel. 0376 818253 Parrocchia Birbesi - tel. 0376 819602 Parrocchia Guidizzolo - tel. 0376 819052

SANTE MESSE GUIDIZZOLO Festivi: Prefestivi: Feriali: Lun. Merc. Giov. BIRBESI Festivi Feriali: venerdì REBECCO Prefestivi

estate 8 - 10.30 19 19 9.30 8.30 18

inverno 8 - 10.30 18 18 9.30 8.30 17

Numeri utili

UFFICI COMUNALI

EMERGENZE EMERGENZE - 112

(Carabinieri), Il numero, sostituirà l'attuale 112 Fuoco), del ili 113 (Polizia di Stato), 115 (Vig 118 (soccorso sanitario)

GUARDIA MEDICA - 800 533 167 FUGHE GAS - 800 901 313

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La Notizia 123  

Dicembre 2015

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