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MOBILITA’ SOSTENIBILE PROGETTO SEMAFORO VERDE

Sommario DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO ed OBIETTIVI ......................................................................................................... 2 DESCRIZIONE DEGLI ASPETTI INNOVATIVI DEL PROGETTO .................................................................................................... 3 DESCRIZIONE DEGLI ASPETTI DI QUALITÀ NELLA GESTIONE DEL PROGETTO ........................................................................ 4 Elementi di valore ...................................................................................................................................................................... 4 Processi ................................................................................................................................................................................... 6 Risorse .................................................................................................................................................................................... 6 Dialogo e comunicazione............................................................................................................................................................ 7 DESCRIZIONE DEI RISULTATI RAGGIUNTI................................................................................................................................ 8 Benefici per l’impresa ................................................................................................................................................................. 8 Benefici per la società ................................................................................................................................................................ 9 ALLEGATO 1. MAPPA DISINTESI DEGLI ELEMENTI PRINCIPALI............................................................................................... 11

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DESCRIZIONE SINTETICA DEL PROGETTO ed OBIETTIVI Nel corso del 2012 la Direzione aziendale di C.D.A. nell’ambito del proprio percorso di definizione della responsabilità sociale legata agli impatti che la propria attività produce, ha individuato nelle ricadute connesse all’impiego della flotta dei mezzi aziendali, uno dei temi su cui attivare delle azioni di definizione, monitoraggio e riduzione degli impatti. Il parco veicoli della società è impiegato principalmente per l'attività di servizio e manutenzione sui distributori automatici di alimenti e bevande ed è utilizzato su un vasto territorio. La scelta di un impegno in questo ambito ben si raccorda con il principio di materialità previsto dalle linee guida della Global Reporting Initiative, in quanto connette le preoccupazioni aziendali (trend di aumento prezzi dei combustibili da trazione e il loro impatto sui costi variabili di C.D.A) a quelle socio-ambientali (congestione traffico, incidentalità, inquinamento veicolare). Tra gli interventi per il contenimento degli impatti generati dal trasporto vi sono la manutenzione programmata, l'ammodernamento della flotta circolante, il passaggio a combustibili alternativi al diesel. Per il triennio 2012-2014 C.D.A. srl ha però deciso di intraprendere delle azioni integrative specifiche per contenere l'impatto della mobilità dei propri mezzi, attivando i seguenti percorsi principali che sono stati raccordati nell’ambito di un progetto denominato “Semaforo Verde”: - formazione specifica del personale sulla riduzione di consumi ed emissioni in raccordo con la sicurezza al volante; - incentivazione economica del personale in funzione del miglioramento delle performance L/km ottenute; - ottimizzazione delle distanze sul giro clienti sulla base di aree di competenza; - gestione della merce/pesi trasportati dai furgoni in relazione al reale fabbisogno stimato per cliente; - manutenzione preventiva e costante dei mezzi sulla base di uno specifico calendario. La sintesi degli elementi principali che ruotano attorno al progetto viene presentata nella mappa mentale in allegato n. 1. (video mappa SEMAFORO VERDE) L’approfondimento che C.D.A. ha intrapreso sul tema della mobilità sostenibile, nel percorso di responsabilità sociale d’impresa di C.D.A., è stato fatto rientrare nelle azioni a prevalente ricaduta ambientale, senza escludere quelle sul piano sociale (es. congestione traffico, incidentalità) e su altri aspetti specifici del core business (distribuzione di alimenti e bevande). Per poter effettuare con metodo un controllo preciso di chilometri e consumi di carburante viene effettuata una rendicontazione mensile da parte dell'affidatario del mezzo e sulla base delle carte carburante utile a stimare anche le emissioni di CO2 dovute essenzialmente all’attività lavorativa. L’attenzione al monitoraggio sul binomio economico-ambientale innescato dal legame costo carburante-emissioni di gas serra è per l’azienda l’occasione per innescare “guadagni” complessivi (economici, ambientali, socio-sanitari) con un approccio estensivo in cui si è cercato di legare anche aspetti strategici per C.D.A. come la sicurezza e l’igiene degli alimenti trasportati. L’avvio del progetto ha consentito inoltre di raccordare azioni già precedentemente innescate come la sperimentazione del furgone a metano, che aveva consentito di accumulare un'esperienza specifica sul tema della mobilità sostenibile con questo tipo di combustibile alternativo al gasolio normalmente impiegato nel settore di appartenenza. Prima dell’avvio del progetto la Direzione aziendale di C.D.A. si è interrogata sul reale perimetro di influenza che lo stesso sarebbe stato in grado di esercitare rispetto al tema della mobilità sostenibile, inquadrando in linea generale i seguenti ambiti di azione: - costo al litro del carburante (non gestibile) - numero di Km percorsi (parzialmente gestibile) - efficienza energetica dei modelli in flotta (gestibile) - atteggiamenti e stili di guida (gestibile) Si è convenuto pertanto di concentrare l’attenzione in fase di stat-up sulle azioni possibili nelle due aree gestibili inquadrando per le stesse i temi forti: A) efficienza energetica dei modelli in flotta: manutenzione, sostituzione; B) atteggiamenti e stili di guida: formazione e addestramento. Sulla base degli elementi che sono stati analizzati e di seguito descritti, è stato formulato un obiettivo perseguibile, a regime, di incremento medio delle percorrenze chilometriche dell’ordine del 15-20% con soga litro di carburante ed una riduzione delle emissioni di CO2.

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DESCRIZIONE DEGLI ASPETTI INNOVATIVI DEL PROGETTO

Un degli aspetti innovativi del progetto risiede nel tipo di approccio finalizzato al miglioramento socio-eco-ambientale delle performance sui singoli profili di guida degli affidatari degli autoveicoli aziendali, che si caratterizza per : - il controllo continuativo dei comportamenti dei singoli affidatari dei mezzi; - l’ informazione generale a supporto della fase di start-up e poi a cadenza definita quale riconoscimento ai “best performer” per l’innesco dell’emulazione virtuosa; - l’ informazione ai singoli, allo start-up e a cadenza definita, sulle loro “prestazioni” e sulle eventuali aspettative di miglioramento correlate; - l’attività formativa fondata su elementi teorico-pratici e sul confronto con i risultati di altre esperienze. Alla base di questo approccio processuale si colloca la rilevazione puntuale dei comportamenti dei singoli, riferita ad una serie storica sufficiente (litri consumati e chilometri percorsi). L’attività di informazione e formazione ha visto come elemento qualificante il protagonismo della Direzione aziendale non solo nella fase di avvallo degli eventi, ma anche nella caratterizzazione dei contenuti degli stessi sulle peculiarità del settore Vending. La formazione, che ha preso avvio nel settembre 2012, ha voluto mettere in risalto gli indicatori di base costruiti, su cui è stato impostato il monitoraggio nel tempo. L’approccio formativo è stato rivolto alla didattica attiva, impostata secondo una logica condivisa di apprendimento per esercizio, sperimentazione e riproduzione fattiva, i cui risultati in termini di atteggiamenti e corretti stili di guida vengono rilevati e condivisi trimestralmente tramite gli indicatori formulati (Km/litro per tipologia omogenea di mezzo affidato). Gli eventi formativi di natura tecnica sono stati presentati e presenziati dall’amministratore delegato della C.D.A. e condotti da un referente della società di consulenza esterna OBIETTIVO LAVORO che ha costruito i contenuti secondo un modello basato su precedenti esperienze concrete e dirette condotte in collaborazione con il team di Quattroruote. L’attenzione va posta sul fatto che l’amministratore delegato della C.D.A. ha anche successivamente effettuato degli incontri a piccoli gruppi in cui, nell’ambito complessivo di rendicontazione non finanziaria che la società ha intrapreso, ha voluto singolarmente responsabilizzare e motivare al cambiamento gli affidatari degli automezzi, impiegando in questo percorso materiali didattici e informativi personalizzati sul singolo partecipante/automezzo. Questa forte promozione del progetto da parte del leader aziendale sostenuta dal resto della Direzione ha fatto avvertire la necessità di un cambiamento creando e trasmettendo il giusto senso di urgenza utile a captare e incanalare le energie dell’organizzazione verso gli obiettivi del progetto. Anche l’integrazione degli specifici eventi formativi nell’ambito di un più ampio percorso di costruzione delle competenze, basato sulla valutazione del fabbisogno formativo complessivo (teambuilding, mobilità casa-lavoro, responsabilità sociale di impresa, onda lunga delle buone pratiche aziendali in contesto non lavorativo) può essere ascritto tra gli elementi innovativi del progetto. Degna di nota è anche l’ incentivazione economica individuale parametrata al miglioramento delle performance di guida del singolo nonché la ripartizione del compenso per la consulenza esterna alla società OBIETTIVO LAVORO sul progetto, vincolata all’effettivo raggiungimento degli obiettivi aziendali di miglioramento delle percorrenze (Km/litro). Può essere considerato quale fattore di innovazione l’approccio complessivo alla gestione della flotta aziendale che non trascura ma integra nel percorso, gli argomenti inerenti gli alimenti trasportati e gestiti (sicurezza, economy drive, salute in abitacolo, manutenzione, controllo di gestione complessivo, incentivazione economica individuale, igiene degli alimenti, ergonomia e sicurezza carico/scarico).

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DESCRIZIONE DEGLI ASPETTI DI QUALITÀ NELLA GESTIONE DEL PROGETTO Elementi di valore Il progetto, seppur in divenire, è stato affrontato con un approccio olistico in cui il baricentro è stato individuato nella persona. PERSONE AUTOMEZZIECONOMIA SOCIETA’ e SALUTE AMBIENTE

Gli “autoveicoli affidati alla persona” nell’ambito del percorso attivato dalla C.D.A. costituiscono un tema complessivo in grado di innescare riflessioni e sinergie sull’intera catena del valore in cui C.D.A. si muove. C.D.A. con questo progetto ha voluto prima di tutto focalizzare l’attenzione sugli affidatari degli automezzi, evitando standardizzazioni sugli obiettivi di sola performance dei mezzi, ma calando questi in un contesto più ampio in cui cogliere l’occasione per riflettere sulle relazioni complesse che l’impiego dei furgoni aziendali innesca e sul senso di responsabilità dei singoli nell’uso di questi. Gli affidatari dei mezzi aziendali, nella loro autonomia e con le singole personalità, esprimono nella cura e nello stile che a questi riservano, le proprie individualità (organizzazione degli alimenti trasportati, igiene della vano di guida e di carico, sanzioni per inottemperanza al codice della strada, pulizia esterna del mezzo, stile di guida e consumi, ordine e autocontrollo). Anche sulla declinazione di questi elementi, con una visione di responsabilità sociale d’impresa, C.D.A. vorrebbe esprimere un proprio segno distintivo in grado di qualificarla rispetto ai competitors di settore oltre l’estetica del mezzo. La scelta dei mezzi aziendali in termini di prestazioni e sicurezza di guida e l’approccio ergonomico dell’allestimento interno, finalizzato a facilitare l’attività degli affidatari nelle operazioni di rifornimento dei distributori, troveranno così un naturale completamento, in cui lo spazio che separa l’azienda dai propri clienti, si arricchisce tramite l’impiego consapevole degli autoveicoli, di ulteriori valori e contenuti. Valori e contenuti che per alcuni affidatari dei mezzi aziendali sono nuovi, per altri sono solo inespressi, ma che messi in discussione e condivisi a livello aziendale, possono consentire alla C.D.A. di manifestare il proprio contributo in termini di sviluppo sostenibile. Un’ etica di guida aziendale, una corretta ed efficace gestione interna del proprio mezzo aziendale, un programma di manutenzione preventiva, una corretta politica di aggiornamento dei mezzi richiedono visione sforzo ad ogni livello aziendale e ricadute di contesto che possono e devono essere raccordate su più linee (ambientali, sociali ed economiche). Per C.D.A. poter vedere ed esprimere con maggiore chiarezza il valore costituito dal fatto che i prodotti che i propri clienti consumano, sono stati veicolati con uno stile di guida consapevole e rispettoso dell’ambiente, della persona e del contesto stradale sociale in cui opera, è un obiettivo importante che anticipa e conferma quelli di natura economica. La scelta di questa proposta di valore nella quale C.D.A. vuole eccellere, raccorda pertanto temi classici e d’avanguardia strategica, tramite processi interni e infrastrutture intangibili.

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Tra questi, le diverse e possibili considerazioni sulla corretta gestione degli alimenti trasportati e gestiti nel vano di carico dei furgoni, richiedono strategie chiare fin dal momento della scelta ed allestimento dei mezzi. Questi elementi si devono coniugare con le prestazioni legate alla mobilità dei mezzi nei diversi contesti stradali e tenere in conto le specifiche esperienze maturate, le economie e le astuzie che gli affidatari dei mezzi sono in grado di suggerire rispetto alle mansioni svolte. Nell’ambito del tema della mobilità sostenibile si inseriscono perciò molteplici fattori che CDA ha ritenuto appartenere a pieno titolo allo stesso. L’approccio ritenuto corretto da CDA (allestimento furgone CDA)

Il presupposto e la prospettiva di questa assunzione di responsabilità sono nati dalla considerazione che, mettendo la persona al centro del tema della mobilità sostenibile, questa può essere valorizzata anche ad automezzo fermo, in tutta una serie di relazioni che mantiene con quest’ultimo. La possibilità di effettuare scelte ottimali in tal senso ha molteplici e inaspettate ripercussioni specifiche nel settore in cui CDA opera, come ad esempio: -

Riduzione dei tempi di stazionamento del mezzo per le attività di ricerca e scarico dei prodotti di rifornimento dei distributori automatici;

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Maggiore salvaguardia dell’igiene degli alimenti che possono essere gestiti all’interno di un vano di carico appositamente progettato per aderire alle normative HACCP sul trasporto dei prodotti alimentari; Un approccio ritenuto poco corretto e responsabile (furgone e allestimento non CDA)

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Migliore ergonomia e movimentazione manuale dei carichi con conseguente guadagno di salute per gli operatori in operazioni ripetitive;

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Migliore accessibilità agli alimenti in funzione del numero delle aperture sui diversi lati dei mezzi con conseguente maggiore garanzia di soddisfare prontamente specifiche o ridotte necessità richieste dai clienti o constatate come necessarie sui distributori;

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Maggiore sicurezza per l’operatore legata alla diverse possibilità di accesso al vano di carico in funzione di una valutazione del rischio connessa al traffico veicolare o alla presenza di pedoni;

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Maggiore confort lavorativo per la possibilità di stazionare anche all’interno del vano di carico e riparasi dagli agenti atmosferici durante la predisposizione degli alimenti per il rifornimento dei distributori automatici;

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Processi In fase di start-up le azioni si sono concentrate su due temi principali: A) efficienza energetica dei modelli in flotta: manutenzione, sostituzione B) atteggiamenti e stili di guida: formazione e addestramento Per quanto riguarda il primo punto (A) non si entra nel dettaglio ma si può brevemente accennare che si è proceduto a profilare i veicoli aziendali secondo le Classi Ecologiche Europee rilevabili dal libretto di circolazione dei mezzi, rivalutando il piano di manutenzione programmata, e confermando il piano di aggiornamento dei mezzi che prevede l’implementazione con altri furgoni a metano. Per quanto riguarda il punto (B) si è proceduto propedeuticamente a qualsiasi azione sulla flotta alla costruzione di una base dati per il controllo preciso di chilometri e consumi di carburante, che nel caso specifico si appoggia sulla rendicontazione mensile da parte dell'affidatario del mezzo e sulla contabilità delle carte carburante. Questa fase di check-up condotta in collaborazione con la società di consulenza OBIETTIVO LAVORO, ha messo in evidenza come la flotta dei furgoni C.D.A. si presentasse con percorrenze in km/litro di livello generalmente accettabile, a prescindere dalle differenze fra modelli e dalla loro anzianità. Nel caso delle automobili, il confronto con i dati ”Quattroruote” offre un esito ancora migliore per i guidatori di CDA. Esistono tuttavia divaricazioni anche molto sensibili di percorrenza all’interno dello stesso modello, segnale di evidenti differenze nella attenzione e motivazione dei singoli. Le informazioni così ricostruite sui dati 2011-2012 hanno permesso di : - rivedere nella giusta prospettiva gli obiettivi in merito alla campagna di ammodernamento della flotta; - relazionare al personale nell’ambito dei corsi di formazione in merito allo sviluppo della politica di rinnovamento del parco mezzi; - dimostrare nell’ambito della comunicazione esterna l’evoluzione e la coerenza tra politiche comunicate e azioni intraprese. Nell’organizzazione aziendale ogni mezzo è generalmente affidato a un solo operatore e pertanto è stato possibile : - definire le medie storiche di consumo personali su base annuale (Km/litro di carburante) - definire una media storica di consumo aziendale (complessiva) - definire una media di consumo aziendale per tipologia di autoveicolo - definire una Carbon FootPrint o impronta di carbonio (da impiego di autoveicoli) Sulla base degli elementi disponibili, che tengono in considerazione anche le tipologie di percorsi effettuati (20% percorso urbano, 60% percorso su statale, 20% in autostrada) è stato definito come obiettivo di miglioramento un incremento medio delle percorrenze chilometriche al litro dell’ordine del 15-20%. Tale valutazione è stata basata sulle considerazioni seguenti: 1) All’interno di ciascun gruppo di modelli la “forbice” fra migliore e peggiore varia da un minimo del 2% ad una media fra il 20% e il 30%. 2) All’interno di ciascun gruppo di modelli, la “forbice” fra il migliore e la media varia da un minimo dello 0,6% ad un massimo del 20%.

Risorse Per lo sviluppo del percorso formativo inerente l’acquisizione dei corretti stili di guida la C.D.A. si è appoggiata alla Consulenza esterna della società OBIETTIVO LAVORO che ha sviluppato il modello progettuale complessivo per quanto riguarda la parte inerente il miglioramento delle performance di guida. C.D.A. ha potuto giovarsi della collaborazione gratuita per la gestione dati utili all’avvio del progetto, da parte di uno studente tirocinante del Corso di Laurea Specialistica in Scienze della Prevenzione dell’Università di Udine. Questo è avvenuto anche al fine di integrare il progetto nell’ambito della redazione degli strumenti di accountability (Report di Sostenibilità e Bilancio sociale) che costituivano l’obiettivo principale del tirocinio. Tra il personale della CDA che sta collaborando al progetto, oltre alla direzione aziendale con l’amministratore delegato si possono citare: - gli affidatari degli automezzi (principali protagonisti); - personale amministrativo per la raccolta dati carte carburante ed imputazione dati; - il referente del controllo di gestione per una prima elaborazione dei dati di consumo e percorrenza; - il referente dell’area ricerca, sviluppo e sicurezza alimentare per l’implementazione degli elementi di connessione tra mobilità sostenibile e gestione degli alimenti; - il referente dell’are qualità e sicurezza sul lavoro per la rendicontazione formativa. Va ricordato inoltre il continuo supporto dell’associazione Animaimpresa nell’alimentare questo ed altri progetti di C.D.A. con un terreno culturale sempre ricco di nuovi punti di riferimento in cui le relazioni e le occasioni di divulgazione e condivisione sono l’intangibile motore della mobilità sostenibile aziendale.

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Dialogo e comunicazione Il progetto è stato presentato in un circuito di dialogo e comunicazione interno ed esterno all’azienda (visibile anche sul sito dell’associazione Animaimpresa).

Il Gazzettino del 17 ottobre 2012

In azienda oltre agli eventi formativi d’aula sono stati effettuati incontri a piccoli gruppi condotti dall’amministratore delegato della società e caratterizzati da una comunicazione bidirezionale. La reportistica sui dati di partenza e sulle prime performance mensili e trimestrali sono state evidenziate sia tramite la bacheca aziendale che tramite la lavagna interattiva multimediale aziendale. L’attività costante e capillare di comunicazione interna con la pubblicazione dei risultati di ciascuno e delle migliori prestazioni è assolutamente fondamentale per la dimensione del risultato. L’avvio del progetto è stato veicolato dalla stampa locale con articoli e informative a pagamento proposte da CDA oltre che su passaggi televisivi su rete locale (video TV). A testimonianza di questi step si riportano alcuni stralci da stampa e TV.

Messaggero Veneto ottobre 2012

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DESCRIZIONE DEI PRIMI RISULTATI RAGGIUNTI Benefici per l’impresa Nei primi tre mesi (ottobre-dicembre 2012) del progetto “Semaforo Verde”, che rappresentano il periodo minimo per poter valutare l’impatto della nuova policy sulla mobilità sostenibile, in particolare sul risparmio di carburante, si possono cogliere soprattutto le linee di tendenza, oltre che un primo risultato già di buon livello. Le domande alle quali C.D.A. è già in grado di rispondere sono: “Come è stata accolta in CDA la nuova policy?” “E’ stata utile la formazione di start-up”? Il primo trimestre, in questo senso, offre un esito rassicurante. Le persone a cui sono affidati i mezzi della flotta della C.D.A. hanno dimostrato immediata reattività, recependo l’innovazione e la necessità di praticarla. Alcune eccezioni su tale risposta complessiva necessitano di approfondimento; si è ipotizzato che un carente allineamento tra obiettivi personali e la strategia dell’impresa proposta con il progetto riduce le possibilità di utilizzare al meglio il potenziale presente nell’organizzazione e richiede approfondimenti individualizzati. Si cercherà pertanto di lasciare ai singoli affidatari dei mezzi, che per ora risultano sottoperformanti, il compito di trovare proprie modalità innovative per aiutare la C.D.A. a raggiungere in maniera condivisa gli obiettivi strategici del progetto. L’attenzione è stata concentrata su: -percorrenza media in km/litro realizzata da ciascun mezzo dopo la formazione e l’avvio della policy (1° ottobre 2012); - percorrenza media precedente calcolata su una finestra temporale di cinque mesi; - percentuale di incremento della percorrenza (o di decremento per chi peggiora). In sintesi: -29 mezzi migliorano la loro percorrenza, con una media del 9% e un top del 33% generando hanno generato un risparmio di 1.301 litri nel trimestre, rispetto alla percorrenza precedente -2 mezzi hanno un risultato stabile rispetto alla media precedente -8 mezzi peggiorano la loro percorrenza, con una media del 14% e un top del 29% generando uno spreco di 322 litri nel trimestre, rispetto alla percorrenza precedente -1 mezzo non è valutabile, dato che il peggioramento risultante (46%) è certamente frutto di dati mancanti nei rifornimenti di carburante precedenti. La risultante algebrica complessiva di quanto sopra porta ad un risparmio effettivo di 995 litri nel trimestre. Valorizzati ad un costo di 1.40 Euro/litro significano 1.393 euro di risparmio (5.572 Euro in proiezione annuale). In sede di start-up era stato ipotizzato (nel documento di check-up iniziale ) un miglioramento del 15-20% dopo un anno. Questi risultati confermano che C.D.A. è sulla buona strada, avendo già conseguito la metà del risultato nonostante i casi di peggioramento. Su questi è ovviamente necessario indagare e intervenire.

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I primi risultati sono stati pubblicati sulla bacheca elettronica aziendale valorizzando chi ha meglio performato. E’ stato individuato il “campione” di ciascun tipo di mezzo, così da proporre a tutti l’effettiva potenzialità di percorrenza come obiettivo del tutto possibile. Per quanto concerne gli stakeholders interni, con il personale affidatario degli automezzi è in fase di definizione la modalità e la quota di incentivazione economica da corrispondere singolarmente, derivante dal risparmio di carburante conseguente allo stile di guida evidenziato dal monitoraggio trimestrale. E’in corso di definizione la scelta della tipologia di incentivazione tra un modello solo di tipo economico (e con quale aliquota di incentivo), oppure misto economico/sociale. Si è comunque cercato di tradurre in opportunità di coinvolgimento del personale nell'acquisizione di stili di guida sostenibili esportabili anche in ambito extralavorativo e famigliare. Il percorso di riflessione sulla tipologia e revisione dei mezzi aziendali nonché quella sull’allestimento interno inciderà nel medio periodo su: - Migliore ergonomia e movimentazione manuale dei carichi con conseguente guadagno di salute per gli operatori in operazioni ripetitive; - Maggiore sicurezza per l’operatore legata alla diverse possibilità di accesso al vano di carico in funzione di una valutazione del rischio connessa al traffico veicolare o alla presenza di pedoni; - Maggiore confort lavorativo per la possibilità di stazionare anche all’interno del vano di carico e riparasi dagli agenti atmosferici durante la predisposizione degli alimenti per il rifornimento dei distributori automatici;

Benefici per la società Per gli stakeholders esterni che condividono il contesto territoriale in cui gli automezzi della C.D.A. operano i benefici sono difficilmente stimabili in termini quantitativi, ma l’acquisizione di stili di guida maggiormente consapevoli per quanto riguarda i consumi, ben si raccorda con una possibile riduzione dei fattori di rischio che stanno alla base dell’ incidentalità stradale (velocità dei mezzi, etica di guida, corretta programmazione dei percorsi). Il percorso di riflessione sulla tipologia e revisione dei mezzi aziendali nonché quella sull’allestimento interno inciderà nel medio periodo su alcuni elementi che sviluppano connessioni dirette e indirette a valenza sociale: -

Riduzione dei tempi di stazionamento del mezzo per le attività di ricerca e scarico dei prodotti di rifornimento dei distributori automatici; Maggiore salvaguardia dell’igiene degli alimenti che possono essere gestiti all’interno del vano di carico senza dover essere scaricati a terra e poi ricaricati; Migliore accessibilità agli alimenti in funzione del numero delle aperture sui diversi lati dei mezzi con conseguente maggiore garanzia di soddisfare prontamente specifiche o ridotte necessità richieste dai clienti o constatate come necessarie sui distributori; Tra i benefici per la società e l’ambiente possono essere ricompresi quelli in termini di riduzione della quantità di inquinanti emessi dai mezzi a parità di chilometri percorsi che vengono espressi in termini di tonnellate di CO2 per il trimestre di avvio del progetto emesse in ambiente, calcolate sulla base del consumo dello specifico combustibile.

Moltiplicando i fattori di conversione (1lt gasolio= 2,68 Kg CO2 (fonte UNEP), 1lt metano= 2,75 kg CO2 (rif. iea.org e epa.gov) – peso spec. Metano: 0,416 Kg/lt, 1kg benzina=3,067 Kg CO2 (Fonte: AIRES) – peso specifico benzina: 0,70 Kg/lt) per i litri delle diverse tipologie di combustibile impiegate e sommando i risultati, si sono ottenute 46 tonnellate di CO2 emesse che rapportate ai chilometri percorsi (175923) danno una media di grammi di CO2 al chilometro di 260 che rispetto alla media sui dati storici di (280 grCO2/km) rappresenta un miglioramento del 7,7%.

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L’applicazione di queste due medie al chilometraggio effettivamente percorso permette di considerare una riduzione di 4,92 tonnellate di CO2 dovute all’avvio del progetto “semaforo verde” e una stima di riduzione complessiva di 19,68 tonnellate su base annua. 1kg benzina=3,067 Kg CO2 (Fonte: AIRES) – peso specifico benzina: 0,70 Kg/lt Si segnala inoltre che la comunicazione innescata a livello extraaziendale sul progetto ha permesso di convogliare sull’iniziativa l’interesse di diversi soggetti. Tra questi la C.D.A. è stata contattata dalla concessionaria di una di un produttore europeo di furgoni interessato, stante la sensibilità sull’argomento manifestata da C.D.A., ad avviare un progetto di co-marketing. Questo prenderà avvio nel 2013 e permetterà a C.D.A. di sperimentare nell’ambito di questa partnership un furgone ad alimentazione elettrica e di comunicare all’esterno l’evoluzione e la coerenza tra politiche di responsabilità sociale d’impresa e azioni intraprese. C.D.A. ha ben chiaro che il progetto sta creando e creerà (conclusione 2015) valore nell’organizzazione, nella società e nell’ambiente non correlato esclusivamente a parametri ed indicatori misurabili ma a quegli aspetti il cui valore intangibile risiede nelle persone e idee che lavorano, nelle relazioni con i consumatori, fornitori, nella conoscenza e cultura dell’innovazione, nella bontà dei processi interni.

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ALLEGATO 1. MAPPA DI SINTESI DEGLI ELEMENTI PRINCIPALI DEL PROGETTO SEMAFORO VERDE.

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Progetto cda semaforo verde