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Un modo Esclusivo di vivere la Casa n . 0 6 • E d i t o r E C a l l E i d o s . i t • w w w. c a s a i n m e n t e . i t / l i v i n g

Mobili non immobili & nomad workers tecnologia verde: olanda Wassily Chair living way, rimanete connessi! lavoro, dignita’, tEMPo. gianluigi Barcarolo iM.Ca. scelta di qualità

r i v i s ta d E l s E t t o r E C a s a • l U g l i o / a g o s t o

2010 • anno 5

gallio Film Festival del cinema italiano. opere prime Professione fantasia l’alluminio. Materiale del futuro che conosciamo dal passato osa Code george nelson www.casainmente.it Fiere 2010

Photo Elisa shebaro

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luglio - agosto 2010


Perfetta armonia tra forma e contenuto

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θ (Phi) = b_ ln (r/a)

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Spaccato di una conchiglia di un Nautilus con le cavità disposte secondo una spirale logaritmica che riproduce alla perfezione il progetto delle galassie e ci dimostra come la Sezione Aurea (Phi) sia l’espressione matematica della bellezza e dell’eleganza della natura. La spirale logaritmica segue una crescita esponenziale stabilita dalle leggi fisiche dell’universo, come dimostra la formula della Sezione Aurea. Entrambe sono celate in ogni angolo della Terra: semi, fiori, frutti, persino gli animali e gli esseri umani. Tutto, in natura, segue questo schema, frutto di una particolare sequenza matematica, sequenza che non ha un punto di inizio, ma prosegue infinitamente sia verso l’interno che verso l’esterno. Per la sua proprietà di crescita, perfettamente armonica, la spirale logaritmica è stata anche chiamata, nel corso dei secoli, la “curva della vita”.

www.calleidos.it


Rivista di informazione del settore casa Luglio / Agosto 2010 ANNO V N.06 Iscrizione Tribunale di Vicenza n. 1217 SOcIETà EDITRIcE: Calleidos S.r.l. www.calleidos.it info@calleidos.it DIRETTORE RESpONSAbIlE: AnnaMaria Tonini DIRETTORE EDITORIAlE: Stefano Battistella stefano.battistella@calleidos.it DIREzIONE, REDAzIONE GRAFIcA E ImpAGINAzIONE: Calleidos hANNO cOllAbORATO: Anna Feracin AnnaMaria Tonini Elisa Shebaro Enrico Ruffato Ilaria Moro Mara Capitanio Maria Vitella Stefano Battistella STAmpA: Industrie Grafiche Vicentine S.p.A. E’ vietata la riproduzione anche parziale del contenuto pubblicitario senza autorizzazione dell’editore. L’editore non è responsabile del contenuto pubblicitario stampato ed è sollevato in qualsiasi caso da responsabilità civile o penale nei confronti dei lettori o di terzi. REDAzIONE: TEL. 0445 560709 - 624978 FAX 0445 1920319

DIFFUSIONE GRATUITA AREA URbANA cENTRAlE DI VIcENzA: Vicenza AlTO VIcENTINO: Schio Thiene Malo San Vito di leguzzano Monte di malo Marano Vicentino Sarcedo Bregaze Fara Vicentino Zugliano Zanè Carrè Chiuppano Caltrano Arzignano Torrebelvicino Pievebelvicino Santorso Piovene Rocchette Cogollo del Cengio Mosson Velo d’astico Bassano Del Grappa Marostica AlTOpIANO DI ASIAGO: Asiago Canove Gallio Roana

WEb: www.casainmente.it/living E-mAIl: info@casainmente.it VOIp: casa in mente - calleidos pER INSERzIONI pUbblIcITARIE: 0445 560709 - 348 5122499 info@calleidos.it

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editoriale

06 Living way, rimanete connessi! abitare il nuovo

34 IM.CA. Scelta di qualità 36 Le terrazze:in armonia con l’architettura 38 Lanificio Cazzola (zermiglian) 40 Residence Mimose 42 …abitare secondo natura... 44 Residence Val 45 Cumerlato certifica la prima CasaClima a Thiene 50 Fred Building: alti livelli per un concept inedito

Living way, rimanete connessi!

06

personalita’

24 LAVORO, DIGNITA’, TEMPO. Gianluigi Barcarolo esperienze eventi

D.P.S.

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16 Mobili non immobili & nomad workers 48 Gallio Film Festival del cinema italiano. Opere prime designer e design

8 George Nelson 12 Wassily Chair 30 Professione fantasia materiali e tecnologie

Lanificio Cazzola

38

18 L’alluminio. Materiale del futuro che conosciamo dal passato 51 Tecnologia verde: Olanda 56 Termoidraulica Scapin libreria

62 Design giapponese 62 Design-Driven innovation 62 La biblioteca nella città 63 Taschen’s London 63 Great Escapes Italy 63 Green Graphic Design 4

Gallio Film Festival del cinema italiano. Opere prime

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oltre casa

60 Fiere 2010

Fiere Italia 2010

turismo per casa

64 in Sardegna

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contenuti

George Nelson

Wassily Chair

Rossi Arredamenti

08

ArreDAmenTI

Mobili non immobili & nomad workers

L’alluminio. Materiale del futuro che conosciamo dal passato

OSA Code

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Stefani arredoin Top legno

Professione fantasia

IM.CA. Scelta di qualità

Le terrazze: in armonia con l’architettura

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Residence Val

Cumerlato certifica la prima CasaClima a Thiene

Fred Building: alti livelli per un concept inedito

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LAVORO, DIGNITA’, TEMPO. Gianluigi Barcarolo

Lifeclass

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Residence Mimose

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...abitare secondo natura...

Solar Globe

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Tecnologia verde: Olanda

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3B

Linea Ceramica

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Termoidraulica Scapin

ENERGIE ALTERNATIVE: Free Clima

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Impianti Fotovoltaici Solare Termico Cogenerazione

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Living way, rimanete connessi! Luglio / Agosto 2010 numero 06: questa è la sesta uscita di Living Way, Anno V, preceduta da trentatrè numeri di CASAINMENTE.

5 anni di passione per la casa concretizzati nella riuscita del primo Freepress del settore di target specifico, rivolto a chi la casa la vive anche per vocazione come fosse la sua strada, living way per l’appunto…

…e quindi studi, ricerche e approfondimenti, da parte di professionisti per creare nuove esperienze di lettura, legami tra autori di culture diverse che si condensano in poche parole: passione per la casa.

Un contributo che proviene dalla nostra realtà locale, vicentina, senza escludere una più ampia apertura verso il mondo che ci circonda.

Sono bastati pochi numeri per toccare Los Angeles con la fotografa Elisa Shebaro, ma dobbiamo pensare anche a viaggi non geografici come quelli che TQ project di Tarquinio Morbiato ci porta a percorrere con il progetto noMade o quelli virtuali che, già dallo scorso numero, OSA Code (il codice vicino al numero della rivista) ci permette di realizzare con un semplice scatto fotografico dal cellulare, senza escludere alcune anticipazioni come il percorso artistico che affronteremo grazie ad una nuova collaborazione dal prossimo numero.

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E’ stato rinnovato con questo mese di luglio, anche il portale www.casainmente.it che consentirà una ricerca veloce della casa nella nostra provincia, ma anche la lettura di living way direttamente on_line.

Non solo, stiamo sviluppando la piattaforma www.casainmente.mobi perché parlando


editoriale

di tecnologie vogliamo anche ricordare, vista la crescente richiesta di spiegazioni che l’OSA Code non è solo un gioco scatta e collegati, ma grazie alla nuova collaborazione di Osa Consulting di cui abbiamo l’esclusiva come free press, diventerà la porta d’ingresso a tutta la storia di Living way, con gli articoli, gli inserzionisti, i redazionali navigabili semplicemente e soprattutto con un cellulare. Incredibile! Possiamo ormai dunque affermare ai nostri lettori: rimanete connessi!

Photo:

Elisa Shebaro www.elisashebaro.com

Abito, Vivienne Westwood Anglomania, con gonna a ruota in cotone; Scarpe, Janet Sport, stringate scamosciate. Wardrobe Stylist: Adelina Cingolini Model: Shea Prueger @ Whynotmodels.com Make-up: Erica Vellini @ greenappleitalia.com Hair: Giorgia Trezzi @ greenappleitalia.com Manicurist: Allegra Farina @ greenappleitalia.com

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George Nelson

George Nelson è nato a Hartford nel 1907, si è laureato in architettura nel 1931 alla Yale University. Fin da giovane ha vari interessi e una vita ricca di soddisfazioni. Nel 1932, dopo aver vinto il Rome Prize, si trasferisce per due anni in Italia per seguire i corsi dell’American Academy a Roma, ed inizia ad intervistare per la rivista Pencil Points i grandi dell’architettura, da Giò Ponti, a Le Corbusier, a Walter Gropius.

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Coconut chair


designer e design

Bubble lamp

Negli anni successivi apre uno studio di architettura con William Hanby a New York. Nello stesso periodo è capo redattore del magazine “Architectural Forum” e pubblica “Tomorrow’s House”. Nel 1946 apre un suo studio dove si dedica a progetti di architettura e design. Progetta un sistema di scaffali con il nome “Basic storage components”. Collabora con la Herman Miller, e, oltre al lavoro di architetto, giornalista e critico, insegna in varie istituzioni e università tra cui Yale e New York. Nel 1944 crea Storagewall, il “muro dispensa”, esempio di mobile assemblabile in modo modulare. Max De Pree vede questo lavoro pubblicato su una rivista e decide che Nelson è la persona adatta per diventare il nuovo design-director della Herman Miller. Per un ventennio, tra il 1946 e il 1966 è direttore del design della prestigiosa azienda Americana.

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designer e design Dalla sua mano creatrice nascono i contenitori modulari Comprehensive (1957), il divano Marshmallow (1956), il gruppo di sedie, tavoli e scrivanie Swagen-Leg (1958), il divano Sling (1963) e, più importante di tutti, il sistema Action Office I (1964 1965). George Nelson è uno dei pionieri del movimento moderno, assieme a straordinari designers americani come Raymond Loewy, Charles e Ray Eames, e Eliot Noyes. Lo studio di Nelson produce alcuni dei pezzi canonici del design industriale del XX secolo, molti dei quali sono ancora in produzione: l’orologio “ball”, la lampada “bubble”, ed il divano “sling”. Nelson fornisce anche grandi contributi allo “storage wall”, al centro commerciale, alla presentazione multimediale, e al sistema di ufficio “open-plan”. La gamma completa dei lavori di Nelson è ben rappresentata, spaziando dal disegno di prodotto ed arredo al packaging, alla grafica, a progetti a grande scala come la casa “Fairchild” o la Fiera Nazionale Americana a Mosca del 1959. Nel 1968 progetta diversi padiglioni per l’esposizione mondiale di New York. Nel 1968 progetta per Olivetti la macchina da scrivere Editor. Pubblica “How to see” nel 1977. Nel 1983 crea l’allestimento per la mostra “Design since 1945” al Museum of Art di Philadelphia.

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Divano Marshmallow


ArreDAmenTI

Dal 1887 a Schio VI - Via SS.Trinità , 27 - t/f + 39 0445 521835 - www.arredamentirossi.com - info@arredamentirossi.com Anche quest’anno acquisti 2 ambienti e vai gratis in vacanza in un centro benessere nel parco nazionale dello Stelvio.


Wassily Chair Un cubo pieno d’aria di modernità Esiste un solo modo per creare il nuovo, in un mondo che sembra già avere tutto: ed è ripensare ciò che già esiste. Si deve poi affinare il progetto, trasfigurare l’idea iniziale; ed il risultato finale sarà qualcosa di inedito, che però presenta ancora dei bagliori che lo legano ad una tradizione già consolidata. Ah, e non dimentichiamoci di un fattore importante: per creare il nuovo bisogna sognarlo, crederci, provarci.

Wassily Chair nasce dall’unione di questi due processi, quello di fiducia nella novità e quello di analisi e trasfigurazione del prodotto tradizionale.

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L’opera nasce nel 1926, su progetto del designer Marcel Breuer. Ungherese, classe 1902, Breuer aveva studiato arte a Vienna, presto lasciata per iscriversi alla neonata e già famosa scuola del Bauhaus di Weimar. Lì, dopo essersi diplomato al corso di falegnameria (tra i suoi insegnanti addirittura Walter Gropius), appena ventiquattrenne iniziò a pensare a quella che sarebbe stata una delle più pregiate opere di design della contemporaneità.


designer e design

L’intuizione che avrebbe dato vita a Wassily Chair gli giunse osservando il manubrio della sua bicicletta Adler: il tubo di acciaio poteva essere piegato con curve continue. Intorno a tale osservazione di carattere tecnico – ogni oggetto d’arte è sia una grande intuizione che una grande manifestazione di virtuosismo tecnico – Breuer progettò un cubo d’aria, i cui spigoli erano delimitati da una struttura tubolare in acciaio. Svuotando poi la struttura di una poltrona classica, il designer individuò quelle che erano le parti d’appoggio che avrebbero dovuto assicurare il comfort, in questa struttura vuota: e una volta sostituite le imbottiture con strisce di cuoio, il progetto di Wassily Chair era completo. Il nome le venne dato in omaggio al grande artista russo Wassily Kandinskij, dato che la struttura era stata progettata per la residenza di Dessau del pittore. Un oggetto così “industriale” e “meccanico” non si era ancora visto: Walter Gropius, entusiasta, disse di Wassily Chair che “le sue linee indicano come la produzione industriale sia il mezzo più moderno dell’espressione formale”. Ma produrla poteva ancora presentare delle problematiche. Breuer chiese ai direttori della Adler di aiutarlo nella fabbricazione di mobili in tubo di acciaio.

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designer e design Questi ultimi rifiutarono, certi che nessuno mai avrebbe accettato di mettersi in casa oggetti in acciaio cromato. Breuer cominciò allora a costruire i suoi prototipi fuori dai laboratori della Bauhuas, con l’aiuto di un fabbro, e la Wassily apparve come primo prodotto della neonata società di Breuer, la StandardMöbel Lengyel. Negli anni, Wassily Chair ha subito parecchie modifiche: per prima cosa, da una struttura in acciaio tubolare saldato si passò ben presto ad un’unica struttura senza saldature. Questa, piegata in modo da ridisegnare il “cubo d’aria” già citato, permetteva al fruitore di godere sia di stabilità che di una lucida eleganza. In seguito furono variati i colori della seduta e dei braccioli in cuoio, e fu data la possibilità di applicare dei piccoli peduncoli di plastica o gomma sotto le parti d’appoggio, in modo da non danneggiare il pavimento, al contatto col rigido acciaio. Wassily Chair è ancor oggi un oggetto d’arredamento adatto sia alla casa che all’ufficio; i diritti sul disegno appartengono alla Knoll inc. ma, siccome i diritti dei maestri dal Bauhaus sono attivi solo in alcuni paesi del mondo, altri produttori – tra cui alcune ditte italiane – possono offrire delle riproduzioni precise dell’oggetto, perfettamente rispondenti all’originale ed autorizzate.

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l’OSA Code è gRATIS

Facciamo un po’ di chiarezza.

Abbiamo provato a creare un codice QR Code con 3 generatori differenti trovati su google.

Come potete notare il risultato sono 3 QR Code diversi, ognuno con le sue caratteristiche nonostante la risposta che deve dare la matrice creata sia la stessa per tutti: www.casainmente.mobi. Li abbiamo poi testati con diversi tipi di cellulari (iPhone, Nokia, Blackberry, Samsung, HTC, Android, SymbianOS, Mozilla, altri...) e confrontati con L’OSA Code, abbiamo verificato che solo l’OSA Code viene riconosciuto senza problemi da tutti i cellulari, quindi se non riuscite a leggere il QR-Code® non vi preoccupate, il problema è della matrice che state provando a decodificare e non del vostro cellulare. Il perchè è semplice: OSA Code è il QR-Code® originale generato con l’algoritmo originale fornito direttamente dalla Denso Wave (l’azienda giapponese che lo ha inventato e che ne detiene il brevetto) grazie all’accordo di esclusiva, questo garantisce la lettura e il riconoscimento da parte del 99% dei cellulari dotati di fotocamera.

Software per leggere OSA Code Se hai un Nokia recente controlla nel menu applicazioni o strumenti, troverai il Nokia Barcode Reader (Lettore di codici a barre) Se hai un Blackberry, trovi il lettore di codici a barre 2D nel Blackberry Messenger 5.0, puoi scaricarlo dall’appworld. Per tutti gli altri telefoni collegati con il browser del tuo telefonino all’indirizzo http://osacode.mobi/reader Se hai difficoltà puoi visitare il sito Mobile-Barcodes, indicando il produttore del tuo terminale, ti mostrerà tutti i reader GRATUITI disponibili per il tuo cellulare. http://www.mobile-barcodes.com/qr-code-software/


Mobili non immobili & nomad workers HUB: un nuovo concetto dell’architettura contemporanea che supera i concetti di coworking e open space puntando alla realizzazione di spazi di lavoro finalizzati non solo alla collaborazione ma soprattutto alla condivisione di idee, di obiettivi, di emozioni. Il concetto di Hub rappresenta quindi un nuovo modo di concepire l’ambiente di lavoro e di relazioni umane ed è stato applicato all’architettura dall’Arch.Tarquinio Morbiato. Il primo Hub realizzato nel veneto firmato TQ PROJECT, è stato recentemente inaugurato a San Pietro in Gu. Ne seguiranno altri a Padova, Vicenza, Verona e Bassano. Nell’HUB il nomad worker trova il suo spazio in un ambiente progettato con mobili non immobili: la serie noMADE realizzata da TQ PROJECT.

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La destinazione di uno spazio viene definita nel momento in cui un oggetto si inserisce al suo interno. Se l’oggetto è neutro lo spazio continua ad essere indefinito: senza un nome. L’uomo entrando in uno spazio ne prende possesso, ne decide quale uso farne. L’oggetto neutro rappresenta la parte razionale. La creatività insita nell’uomo, unita al desiderio di voler creare una nuova soluzione, darà come risultato una interpretazione dello spazio che ne soddisfi l’uso in quel preciso istante. NASCE DA QUESTO PRESUPPOSTO IL PROGETTO noMADE, OGGETTO NON OGGETTO, O MEGLIO “NON FATTO”: QUASI COME NON ESISTESSE.


esperienze ed eventi

Dal modulo Ken giapponese 90x90, prendendo spunto dalla filosofia orientale di interpretazione dello spazio, prende vita il progetto noMADE. Piu’ oggetti messi assieme, giocati e reinterpretati, permettono, trasformandosi, di dare vita ad usi molteplici dello spazio. Spazi di lavoro, per la famiglia o per il tempo libero, racchiusi nello stesso luogo, danno la possibilità di moltiplicare lo spazio. Il progetto noMADE e’ già realtà, provare per credere. Il tempo a nostra disposizione e’ sempre meno: perche’ muoversi inutilmente?

noMADE nasce per essere un soggetto neutro, libero da condizionamenti esterni, adatto per essere inserito o inserirsi in ogni tipo di contesto. Decontestualizzato quindi, si adatta o si trasforma a seconda della situazione, rivalorizzandosi e rivalorizzando il contesto in cui si trova. In termini temporali, puo’ rimanere nel medesimo contesto per un tempo indefinito, massimizzando comunque l’uso o la relazione con gli altri soggetti coinvolti. Una volta terminata l’acquisizione delle informazioni o della condivisione, si sposta alla ricerca di nuove forme, trasformazioni o luoghi. noMADE e’ la matrice, base di partenza per lo sviluppo di molteplici situazioni, le evoluzioni sono generate da volonta’ precise dell’uomo libero da condizionamenti ma con intenzioni che si basano su una visione sistemica. www.tqproject.it

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L’alluminio. Materiale del futuro che conosciamo dal passato Qualitá per l’utilizzo in edilizia e architettura L’alluminio, conosciuto da molto tempo nelle sue forme non elaborate, fino a poco più di un secolo fa, era considerato un metallo prezioso e i suoi prezzi, in alcuni casi, erano più alti dell’oro. Solo da poco invece, grazie alle nuove tecniche di produzione industriale del materiale, l’alluminio è stato utilizzato su larga scala in ambito produttivo; eppure sembra che gli antichi non sbagliassero a considerarlo prezioso. Lo è davvero. Oggi l’alluminio, metallo duttile color argento dotato di notevole resistenza all’ossidazione, morbido e leggero, viene utilizzato per i più svariati scopi, dal campo dell’aeronautica, a quello automobilistico, a quello edile. Ed è proprio sul campo dell’edilizia e dell’urbanistica che vorremmo soffermarci: perchè oggi, in seguito alle esigenze urbanistiche e sociali che sempre più fortemente chiedono di essere ascoltate e soddisfatte, l’alluminio, grazie alle sue peculiarità, assume un ruolo importante nella progettazione ecocompatibile e sostenibile. Estratto dalla bauxite, minerale formatosi nel corso di milioni di anni con l’erosione chimica di rocce contenenti silicati di alluminio, l’alluminio è dotato di molteplici qualità, particolarmente apprezzate per le case dei nostri tempi: duttile ed adatto a soddisfare le diverse esigenze costruttive, dal serramento alla persiana, è estremamente resistente, tanto da permettere la realizzazione di facciate continue. Le verniciature, inoltre, garantiscono dei processi di qualità con una durevolezza minima di 10 anni.

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Materiale dalle caratteristiche largamente competitive, l’alluminio pesa un terzo dell’acciaio, come conduttore elettrico è inferiore solo al rame, è inalterabile nel tempo, è atossico e si presta a trattamenti superficiali che consentono effetti decorativi nell’architettura, nell’edilizia e nell’arredamento. Tale materiale inoltre risponde al grande quesito ecologico che l’umanità deve affrontare per il grande sviluppo industriale e tecnologico del prossimo secolo: nel settore edilizio evita l’abbattimento delle foreste, è riciclabile, ed evita l’utilizzo di materiali e vernici spesso velenose; nel settore industriale è leggero e consente una diminuzione nei consumi e nell’inquinamento; infine, è ampiamente riciclabile. L’alluminio è impiegato largamente negli edifici, poiché risponde anche alle necessità di recupero e rimessa in circolo del materiale. Gli edifici sono rinnovati periodicamente o demoliti: l’alluminio


materiali e tecnologie

in questo caso è liberato per il riciclaggio. Pertanto, si possono considerare le nostre moderne città come “miniere urbane”. L’alluminio si trova in elementi come superfici esterne, contatori, elettrodomestici od elettronici. E globalmente si stima che gli edifici possano contenere circa 400 milioni di tonnellate di alluminio, che possono essere estratti e riutilizzati in futuro dalle generazioni successive. Dall’alluminio secondario si possono ottenere prodotti della stessa eccellente qualità del primario, e tra i due prodotti non esisterà alcuna differenza. In più, è richiesto solo il 5% dell’energia originariamente utilizzata per l’estrazione e la lavorazione di alluminio dalla bauxite. L’utilizzo di alluminio nelle applicazioni edili è in costante crescita. E questo perché l’alluminio ha una serie di qualità difficilmente eguagliabili: Ha design flessibile. I profili in alluminio sono disponibili in diverse forme, colori e finiture. L’utilizzo di un materiale leggero come l’alluminio per la costruzione di facciate consente la realizzazione di una struttura portante più leggera: ne risulta un notevole risparmio nei costi, sia in termini di costruzione, che di manutenzione. Lo spazio interno del padiglione cileno della Biennale di Architettura di Santiago del Cile, progettata dallo studio Assadi & Pulido Architects, gode di luce e ventilazione naturale, nonché di una libera visuale tra interno ed esterno, ottenuta con la creazione di un’innovativa facciata realizzata con un particolare tessuto in alluminio.

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materiali e tecnologie Permette un isolamento acustico e termico ottimale. I profili in alluminio sono in costante miglioramento in termini di prestazioni e sono conformi a tutte le norme vigenti in ambito di risparmio energetico. Si tratta di un materiale estremamente leggero. I silos industriali recuperati ad Halfweg, nei Paesi Bassi, dagli architetti Van Soeters e Eldonk, per essere riconvertiti in edifici contenenti uffici, sono stati menzionati in più occasioni per la pulizia e la leggerezza della loro struttura. Ha un buon rapporto qualità-prezzo. L’alluminio rispetta le richieste più esigenti in termini di portata: grazie alle sue peculiarità ha un peso minimo sulla struttura di supporto. Di conseguenza non richiede grandi cure e si danneggia con difficoltà. Un buon esempio è il ponte Yanchep, in Australia Occidentale: non richiede alcuna manutenzione, ed è possibile valutare preventivamente un’analisi dei costi di manutenzione per tutta la vita della struttura. È un materiale durevole e totalmente riciclabile. I prodotti in alluminio hanno lunga vita e sono totalmente riciclabili. Il sistema a parete divisoria in alluminio utilizzato nella realizzazione dell’Hongkong and Shanghai Bank dallo studio Foster & Partners appare immutato dal giorno in cui è stato aperto nel 1986. Si potrebbe continuare: forte, robusto… Per concludere però, sottolineiamo solo, nuovamente, la grande potenzialità di riciclaggio dell’alluminio: oggi circa il 75% di tutto l’alluminio da sempre prodotto è ancora in uso, avendo percorso tutto il suo ciclo di vita innumerevoli volte. APPLICAZIONI SPECIFICHE L’alluminio viene impiegato, su larga scala produttiva, in moltissimi oggetti, accessori e strutture di uso quotidiano. Serramenti, facciate continue, infissi, porte, finestre, persiane, controfinestre, zanzariere, verande, ringhiere, recinzioni, cancelli, gronde, frangisole, tende da sole, tende veneziane, edilizia prefabbricata, termosifoni e scambiatori di calore, lamiere per controsoffittature, pannelli solari, coperture. I primi, che potremmo definire “primari”, sono principalmente i serramenti, le facciate continue, le porte. I serramenti in alluminio, sistemi di chiusura che hanno come funzione principale la delimitazione dello spazio secondo esigenze architettoniche, trovano oggi applicazione nelle costruzioni, nei trasporti terrestri, navali, aeronautici. Dai finestrini dei treni alle finestre della nostra casa, agli oblò delle navi e aerei. Esistono poi delle tipologie di serramento che coniugano alluminio e legno in due diverse modalità (alluminio-legno e legno-alluminio), che permettono di assorbire differenti dilatazioni termiche dei due materiali, impedendo la formazione di condensa e infine conferendo un ottimo isolamento acustico. Alla funzionalità ed all’ecocompatibilità si unisce, anche in queste strutture, la versatilità. Oltre il 90% dei serramenti viene prodotto con l’utilizzo di estrusi in leghe di alluminio; e i componenti dei serramenti sono realizzati su misura e devono tener conto delle esigenze estetiche e tecniche del progetto. Per questo non esistono prodotti standard, tranne che per le porte interne di edifici residenziali e commerciali per le quali i progettisti edili adottano misure convenzionali.

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materiali e tecnologie Le finestre invece sono realizzate mediante il taglio e l’assemblaggio dei profilati in alluminio e un pannello di tamponamento agganciato meccanicamente al telaio. I tamponamenti possono essere poi realizzati in vari materiali: vetro, legno, materiali compositi. Passando ora alla facciata continua, possiamo iniziare considerando che essa sostituisce in parte o totalmente le pareti esterne in muratura. La struttura è ancorata direttamente ai pilastri e ai solai della costruzione e deve sopportare sia le sollecitazioni orizzontali che verticali. La tecnica più diffusa per realizzare facciate continue è quella modulare: la facciata continua è cioè composta da moduli di varie dimensioni che vengono montati a rivestimento dell’edificio. Le facciate possono essere tradizionali, strutturali (dove i pannelli di tamponamento sono incollati direttamente sui telai metallici), sospese (i tamponamenti sono agganciati a cavi tiranti in acciaio che sostengono la facciata continua). Le facciate continue in alluminio hanno raggiunto oggi traguardi tecnologici ragguardevoli. Consentono infatti di realizzare edifici antisismici e ad alto isolamento termico e acustico in tempi ridotti e con costi contenuti e competitivi. Ci sono poi, invece, prodotti che possiamo definire “accessori”, e, quindi, complementari ai serramenti: persiane, ringhiere e cancellate, frangisole, pareti divisorie, porte. Ma non dobbiamo dimenticare che spesso l’alluminio può essere utilizzato anche per eventuali opere di restauro, per pareti divisorie o per strutture decorative. Le aziende serramentiste, edili e tutte quelle che producono componenti in alluminio utilizzano macchine per la lavorazione all’avanguardia, come troncatrici (macchina pensata per il taglio di materiali da edilizia o di metalli ferrosi, usata sia nella fase di costruzione - per sagomare i pezzi da mettere in opera - sia nella fase di demolizione per agevolare lo smontaggio di parti grandi o saldamente fissate), dotate di particolari software in grado di ottimizzare il ciclo produttivo sia sotto il profilo della quantità che della qualità. Dai grandi architetti (anche del nostro Paese, come Renzo Piano o Mario Cucinella) alle numerose ditte di produzione dei più svariati prodotti, l’alluminio dunque viene utilizzato in modo sempre innovativo e creativo. Un metallo dal color argenteo/platino che, se pure non avrà il valore economico dei suoi “parenti ricchi”, presenta una versatilità ed una longevità che lo rendono a tutti gli effetti un bene da avere caro.

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w w w. d p s s e r r a m e n t i . c o m


LAVORO, DIGNITA’, TEMPO Gianluigi Barcarolo Gianluigi Barcarolo nasce a Schio il 16 ottobre 1952, lavora in giovane età presso laboratori orafi, ceramici e fotografici, trascorre alcuni anni a Parigi e lì fa parte di un’equipe di pittori itineranti con i quali inizia una lunga collaborazione nel restauro girando così l’Europa. Reiterate sperimentazioni in tali ambienti creativi lo portano, dopo il suo ritorno in Italia, alla realizzazione di originali opere riproducenti disegni di Leonardo Da Vinci, create in occasione della mostra internazionale sull’artista rinascimentale, “Leonardo & Venezia”, organizzata in Palazzo Grassi, a Venezia nel 1992. Nel ‘93 le opere vengono trasferite presso “II Lingotto” a Torino. Rinasce in questi ultimi anni l’impegno per la pittura, che porterà Gian Luigi Barcarolo ad esporre in mostre sia personali che collettive. Ha esposto: 1975 Poet Laval (Vaucluse) Francia; 1975 Montelimar (Drome) Francia; 1977 Stockport (Cheshire) Inghilterra; 1978 Esternach (Lussemburgo). Nel 1978 “Concorso nazionale del miniquadro a Firenze”; Settembre 1996 “Premio città di Padova”; Ottobre 1996 Estemporanea “Un saluto a Este”; Maggio 1997 galleria Ca’ D’Oro di Vicenza; Settembre 1997 per i 40 anni del circolo “La soffitta” collettiva alla chiesa di S. Giacomo (VI); Maggio 1998 “Ca dei Ricchi” a Treviso; Giugno 1998 “Le Muse” a Vicenza; Giugno-Luglio 1998 concorso nazionale “Lorenzo Manfredini” Modena; Agosto 1998 stazione termale Recoaro Terme; Settembre 1998 espone al 31° Congresso internazionale Rezzara a Recoaro; Ottobre 1998 Concorso internazionale arte contemporanea “Remo Brindisi” Ferrara; Dicembre 1998 scultura di grandi dimensioni in ferro, ceramica e vetro fuso “Lavoro, Dignità, Tempo” visibile presso l’Istituto S. Gaetano di Vicenza. Nel dicembre 1999 esegue un’opera di grandi dimensioni per “Telethon” intitolata “Catrame Catartico Florilegio del Dono”. Nel Luglio 2000 Isola di Albarella (RO); Dicembre 2000 galleria “Due Ruote” Vicenza; Settembre 2001 alla “Ricicleria” Vicenza; Settembre 2001 “Arte sotto i portici” Vicenza; Settembre 2001 esegue un’opera di grandi dimensioni in catrame e foglia d’oro titolo “Possibilità” per il 34° Congresso internazionale Rezzara; Novembre 2001 “Cooperativa Insieme” Vicenza; Dicembre 2001 collettiva “Presepi Artistici” Basilica Monte Berico, Vicenza; Gennaio 2002 collettiva “Volto Icona dell’invisibile” chiesa S. Giovanni Battista a Bassano (VI). Dal 2002 Barcarolo si dedica inoltre a restauri conservativi di opere ecclesiastiche e pubbliche (come ad esempio la balaustra della Basilica Palladiana a Vicenza sotto committenza della Sovrintendenza Belle Arti di Venezia, il restauro dell’edificio “Ex Tipografia Rumor (VI), un restauro lapideo nella Chiesa S.Giorgio (VE), il restauro della Basilica SS. Felice e Fortunato (VI) e del Palazzo S. Stefano sede della prefettura e della provincia di Padova, ed altro...). Si occupa inoltre di conservazione, manutenzione e restauri di opere d’arte contemporanea.

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Rustico nel Vicentino prima e dopo il restauro. Con scultura costruttivista in acciaio verniciato.

Stairsways to heaven prima e dopo il restauro Tipografia Rumor


personalità COSTRUZIONE ALL’ARTIGIANO (lavoro, dignità, tempo) Lavoro: impiego di energia per il conseguimento di un fine determinato. Dignità: rispetto di se stessi derivante dalla consapevolezza del proprio valore morale. Tempo: a) tempo libero, disponibile fuori dal lavoro. b) nozione che organizza secondo un’idea di successione voluzione le vicende umane e naturali. (Dal Vocabolario della lingua italiana Devoto-Oli) L’opera di Gianluigi Barcarolo rappresenta l’immagine di un essere umano, un artigiano, così come l’autore l’ha sentita e realizzata: con pensiero e linguaggio da vero artista dallo sguardo ampio e profondo, con materiali ed abilità di vero artigiano, autonomo e libero nell’azione non meno che nelle scelte che la guidano. E’ realizzata con materiali che provengono dalla nostra terra di Schio: calce terra e sabbia, quelle che a piedi nudi abbiamo calpestato fin da bambini. La compongono elementi che dicono con orgoglio le nostre origini: spighe e pannocchie, il mattone ed il ferro; non ci vogliamo dimenticare di chi ci ha preceduti: generazioni che hanno operato in silenzio, con concreta umiltà, magari allevando il baco da seta nel sottoscala o battendo il ferro rovente per costruire arnesi con cui lavorare altri materiali o, ancora, intagliando il legno e intrecciando fibre. Non vogliamo dimenticarci dei doni della natura, la nostra “Roxa”, intorno alla quale si sono raccolti e si raccolgono uomini, vita e lavoro.

LAVORO, DIGNITA’, TEMPO: questo il titolo, quasi un acronimo, che sintetizza il significato e indirizza la lettura dell’opera: Il LAVORO dell’artigiano ha come strumenti le sue mani, qualunque attrezzo esse impugnino, qualunque materiale utilizzino, e come dimensione la sua indipendenza e libertà di giudizio. Il vero artigiano non ha padroni, ma committenti che richiedono la sua specifica competenza per la realizzazione di un’idea. Il suo operare si sviluppa in autonomia: l’artigiano sa cosa e come fare, sa organizzare e decidere. Il lavoro dell’artigiano, a differenza di quello del dirigente che organizza e delega, consiste nel mettere a frutto le proprie conoscenze teoriche e pratiche; ciò lo porta ad incarnarsi nel lavoro stesso: ogni opera è una scommessa sulle proprie abilità, costituisce sempre e comunque un’assunzione di responsabilita e quindi di rischio; si regge sulla consapevolezza e sulla fiducia nelle proprie capacità. Ecco tutta la pienezza e la particolare DIGNITA’ di essere artigiani: voglia di fare innanzitutto, fiducia in se stessi e nel proprio valore, ma anche sete di libertà che puô portare a sfidare l’oceano. Una sfida non sempre facile, non certo oggi, vista l’attuale situazione economica di chi lavora e produce. In questo senso, l’opera vuole essere un messaggio di speranza e di incoraggiamento. La DIGNITA’ è di ogni persona e di ogni mestiere; ma, nel caso dell’artigiano che dal punto di vista esistenziale ed etico pone il proprio lavoro come presenza forte nella vita, il termine assume un particolare spessore: egli non è sottoposto ad un orario di lavoro stabilito da altri, quindi se c’è un problema da risolvere toccherà a lui stare sveglio la notte. L’artigiano gioca sempre da protagonista, non può essere svilito e ridotto a mero esecutore senza cessare di essere artigiano. Quando il lavoro è dignitoso e concorre a rendere dignitosa la vita, sicuramente consente di avere il TEMPO (significato a) di apprezzarne i frutti: non si vive per lavorare ma si lavora per vivere, certo, si dovrebbe avere il tempo da poter dedicare a se e a ció che da sapore alla vita: esserci per la propria famiglia, coltivare il proprio orto, coltivare se stessi, perchè mai si finisce di crescere e migliorare.

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Perchè ciò avvenga bisogna saper sfondare la rete dei mille artigli che rischia di imprigionare il lavoro dell’artigiano, riducendolo a semplice merce. Questo sta facendo il personaggio centrale dell’opera: è un uomo o una donna, tra le mani uno strumento atto a riparare un altro strumento; tenta di uscire da una gabbia che rappresenta tutto ciò che imprigiona e affligge: le condizioni a volte dure del lavoro; il gravame di un sistema di tassazione spesso esoso; oggi, lo spettro della crisi, la disoccupazione. Egli guarda avanti, al futuro; questa è la sua DIGNITA’, forte del già fatto, e fatto bene; guarda avanti e riesce a liberarsi con forza e vigore dalla rete che sembra volerlo trattenere, fiero di saper manipolare la materia e farne oggetti di pratico utilizzo. E’ il simbolo del mestiere dell’artigiano in questa nostra epoca. Nell’opera è infatti inscritta la storia dell’artigianato dalle origini, attraverso ii presente fino a preconizzare un futuro in cui, grazie ad un felice ricongiungimento col nostro passato, riscopriremo e saremo in grado di apprezzare le cose e le persone autentiche, quelle che non mentono. Ecco che l’apparente tridimensionalità dell’opera comprende e sviluppa in realtà anche la quarta dimensione, il TEMPO (significato b) che accompagna e scandisce il nostro divenire. Come dire che l’artigiano è esistito fin dagli albori della civiltà, esiste tuttora e, costante nella sua essenza, esisterà fino alla fine del TEMPO. Tutto questo è contenuto nell’opera di Gianluigi Barcarolo, che accoglie i visitatori alla Sede dell’Associazione Artigiani di Schio. L’autore ha riversato nell’opera le sue poliedriche abilità artigiane mediante la manipolazione dei quattro elementi fondamentali: acqua, aria, terra e fuoco, dando prova di possedere una buona preparazione e di essere artigiano a tutto tondo; ma Barcarolo ha fatto di più: ha pensato l’opera prima di realizzarla, e, prima di decidere quali materiali utilizzare, si è chiesto il perché, ha cioè riflettuto sul significato dell’opera e, prima di darle una forma, le ha dato il contenuto. Ora, se è vero, come dichiara lo stesso Barcarolo, che la realizzazione è dell’artigiano mentre l’idea è dell’artista, bisogna riconoscere che in questo caso idea e realizzazione appartengono alla stessa persona. Difficile dunque credergli quando si definisce “un artigiano tra gli artigiani”: certo il mestiere non gli manca, è senza dubbio un artigiano colto ed esperto, ma questa è Arte. Manuela Borriero e Giannico Gasparella

Attualmente vive e lavora in una Abitazione-Atelier a Schio (VI) in via Marostica n° 6. Cell: 333 4762675 E-Mail: gianluigi@boatwaxs.com 26

Web: www.boatwaxs.com


personalitĂ

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Professione fantasia La natura oggi ci sembra distante dal mondo del design: oggetti creati attraverso lo studio di processi di sintesi chimica, materiali plastici e strutture industriali sembrano comunicarci che oggi siamo lontani dalla materia “classica”. Eppure la Natura, anche se non appare più sotto i suoi aspetti tradizionali, come nei sogni ritorna attraverso il Simbolo, la Forma o la Celebrazione di sé.

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Her e Him sono forse le opere più vicine, tra quelle che vediamo in questo numero, all’immagine naturale. Due sedute in polietilene (polimero commerciale di struttura semplice ed utilizzo comune) realizzate mediante stampaggio rotazionale. Raffigurano due gambe, due fianchi, due natiche per ognuna. Un esemplare maschile, uno femminile. Realizzate originariamente in due prototipi in gesso, la loro forma è stata riprodotta industrialmente mediante un processo che permette di produrre corpi cavi in un solo pezzo senza necessità di saldature. Ed ecco come il nudo, elemento classico per eccellenza nella storia dell’arte, e il gesso, materiale di grande tradizione decorativa, si sono piegati al processo di riproduzione tecnologica. Eppure queste due figure anonime non dimenticano la loro provenienza: novelli Adamo ed Eva, ripropongono attorno a noi la bellezza alchemica dell’ermafrodito, del principio maschile e quello femminile nell’universo.


designer e design Her e Him, presenti anche come oggetti di sponsorizzazione in luoghi prestigiosi (arredano il bookshop dell’Arsenale di Venezia) sono disponibili in due finiture: polietilene opaco tinto in massa (le fibre vengono tinte prima della fusione) o polietilene verniciato lucido. La versione base, in polietilene opaco, può essere utilizzato anche all’esterno. Così la natura torna nel verde, e l’uomo e la donna tornano nudi. Senza vergogna, consapevoli della loro bellezza nel Mondo e nella Storia.

Ma intorno all’uomo e alla donna si muove la natura, abbiamo detto. Si muove in forme verdi, rocciose o animali. E, all’interno di esse tutte, appare anche sotto forma di piccole, invisibili strutture cellulari non definite. Non definite come Opus incertum, l’opera incerta che, costantemente mutevole, crea una struttura modulare in polipropilene espanso. Leggera e colorata, l’opera è variabile anche nei suoi utilizzi: da libreria ad espositore, a parte divisoria. La stessa struttura può essere accostata in base all’alternanza o alla rispondenza dei colori, così come per le forme interne. È disponibile in color bianco, nero, oro, grigio e arancio, tinte accese e anch’esse “alchemiche”, ed è completamente riciclabile. Come le cellule. Come la Natura nella sua totalità.

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La lettera, o il simbolo “X”, invece, significano molte cose nel nostro immaginario: è un cromosoma, è il punto sotto il quale scavare, è la croce ed è il punto in cui si intersecano le linee di potenza dell’universo. E, siccome le linee di forza e di sostegno si trovano nella nostra spina dorsale, XStile ci piazza una “X” sulla schiena.

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XStile è una collezione di sedute, ottima sia per luoghi pubblici che domestici, caratterizzate da uno schienale “naturalmente adattabile”. Sostenute dalla sopraccitata struttura cruciforme, realizzata in materiale plastico verniciato argento goffrato (la goffratura è un procedimento meccanico usato per imprimere in rilievo materiali cedevoli lavorazioni a rilievo), sono sistemate su XStile quattro mattonelle in policarbonato o trasparente, o nei colori arancio, blu, rosso, verde. Tali mattonelle, fissate in modo indipendente le une dalle altre, permettono al corpo di seguire liberamente la propria conformazione, inclinandosi esse stesse sotto le diverse pressioni del fruitore. Se Her e Him sono schiene umane, XStile è una seduta che alla schiena umana si avvolge. È la “X” sotto la quale scorre la potenza dell’uomo. E sempre della stessa lettera simbolica parliamo ora, vedendo l’ultimo articolo. Anzi, parliamo di una doppia “X”. Perché l’oggetto si chiama proprio XX.


designer e design

Si tratta di un appendiabiti realizzato in MDF (Medium density fibreboard, pannello di fibra a media densità): elemento d’arredo estremamente semplice, leggero e pratico, XX altro non è se non una struttura formata da due pezzi intersecati a forma… di “X”. Quasi un albero stilizzato o fossilizzato, XX è una struttura realizzata con un pannello di fibra derivato dal legno, e poi colorato con verniciatura gommosa. La sensazione di trovarsi di fronte ad un oggetto in carbone fossile levigato è forte: e, se consideriamo le sue due principali componenti – legno e gomma – l’associazione non è poi così assurda. Certo però XX è anche un oggetto che ci fa pensare all’industria; ma all’industria del gioco, della leggerezza, della praticità di ciò che è svuotato fino a sfiorare l’Idea. È un fratello di Opus Incertum, nella sua struttura mutevole e solida allo stesso tempo; e anche nei colori. Infatti, XX è realizzato in bianco, nero, marrone, arancio. Tinte che ci ricordano, da principio, un tempo in cui la natura è morta o si è fusa con la terra. E poi, un tempo in cui è riuscita a rinascere. Nelle nostre case, nei nostri giardini, nei nostri spazi urbani di nuovo rispettosi delle forme vitali.

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IM.CA. Scelta di qualità

sChIo ss. trInItà...

iM.cA. costruzioni residenziali, progetta e realizza con la certificazione casaclima. 34

IM.CA. CostruzIonI s.r.l.

Via Gorizia, 91 - PioVene Rocchette (Vi) tel.0445.650178 - Fax 0445.559785 www.casaimca.it


abitare il nuovo Una scelta di qualità e trasparenza in quanto casaclima è un ente certificatore pubblico e indipendente non coinvolto nel processo edilizio che garantisce i committenti sia sotto l’aspetto energetico che ecologico con un occhio di riguardo anche al comfort abitativo. Le realizzazioni sono caratterizzate da un’attenta ricerca sul mercato di materiali sempre più innovativi e prestanti dal punto di vista termico e acustico così da garantire un’abitabilità serena, salutare e ad alto risparmio energetico. ogni progetto nasce e si sviluppa con la filosofia “total quality”, con grande attenzione e cura per ogni dettaglio. Una ricerca scrupolosa consente di individuare i migliori ambienti disponibili, garantendo all’abitazione ampi volumi e un’attenta valorizzazione delle aree verdi. Alla scelta del terreno ideale si affiancano soluzioni architettoniche innovative, realizzate con materiali di primissimo livello, eco-compatibili, nel rispetto dell’ambiente e dell’uomo. il risultato finale è un immobile che spicca per le finiture di pregio, lo stile dei particolari e la solidità costruttiva. Una casa bella da vedere, un ambiente sano da vivere. soluzIonI “ChIAVI In MAno” iM.cA. accompagna il cliente dall’inizio alla fine del progetto con un servizio “chiavi in mano” che consente di ottimizzare tempo e risorse economiche. Una squadra di lavoro che comprende maestranze qualificate ed uno staff di professionisti che cercano di captare ed anticipare le esigenze dei clienti: dallo studio di fattibilità allo sviluppo del progetto, dalla definizione degli aspetti tecnici, finanziari, legislativi e amministrativi, alla scelta dei materiali, dall’esecuzione dei lavori fino all’assistenza post-vendita. tutto questo supportato dal rapporto diretto dei soci dell’azienda. Un servizio realmente “all inclusive”, che semplifica ogni aspetto dell’intermediazione e permette di vivere solo “il piacere della casa”.

l’InVoluCro EDIlIzIo L’involucro edilizio è composto da tutte le superfici che sono a contatto con l’esterno. Gli elementi principali sono: le pareti - i serramenti - i corpi esterni Per riuscire ad ottenere un edificio a basso consumo energetico è necessario isolare tutto l’involucro edilizio così da garantire il trattenimento del caldo in inverno e del fresco in estate. La normativa italiana regola di fatto l’isolamento termico dell’involucro con l’articolo 28 della legge 9 Gennaio 1991 n° 10, esiste anche un altro ente privato che svolge la stessa funzione, denominato casaclima. Questo ente segue la direttiva dettata dalla legge nazionale, amplificandola e applicandola in ogni parte del fabbricato. esso analizza tutte le possibili dispersioni in dettaglio per garantire un risultato finale sicuro. La modalità di certificazione appena citata ha delle grossissime differenze.

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Le terrazze:in armonia con l’architettura

schio limitrofi... Casanova Costruzioni, marchio leader nella realizzazione di immobili di qualitĂ , propone a Schio limitrofi, una nuova iniziativa che pensa prima di tutto al Vostro benessere. 36

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Via Lago di Lugano, 15 - SCHIO (VI) Tel. 0445.576969 E-mail: info@costruzionicasanova.it


abitare il nuovo

Nel nuovo piano urbano di lottizzazione adiacente ad un parco verde attrezzato in un contesto di assoluta tranquillità, “Le Terrazze” esprimono l’abitazione moderna senza compromessi. La costruzione è stata progettata con una struttura a telaio in cemento armato nel rispetto della normativa antisismica e una muratura perimetrale con eccellenti caratteristiche di isolamento termico.

L’impianto di riscaldamento radiante offre un sensibile risparmio sui consumi e la dotazione di pannelli solari termici è in grado di garantire fino all’80% annuo della produzione d’acqua calda sanitaria. Un sistema di schermatura a frangisole integrato nelle ampie vetrate a sud, migliora il comfort termico durante la stagione estiva.

L’utilizzo di specifici materiali da costruzione, abbinati a scelte progettuali bioclimatiche, garantiscono ottimi livelli di coibentazione termica ed acustica ed un’elevata qualità dell’abitare. Meno consumi, più risparmio, per garantire più valore al Vostro investimento nel tempo.

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Lanificio Cazzola A Schio, una nuova importante rinascita architettonica

Schio...

Il lanificio Cazzola, edificio risalente al 1860 e rimasto produttivo fino agli anni ’90 del secolo scorso, oggi ritorna a vivere attraverso il recupero funzionale effettuato dalla Zermiglian Costruzioni. Schio, già scrigno contenente preziose testimonianze di Storia del Lavoro del nostro Paese, è arricchito ora da un nuovo complesso abitativo, culturale e commerciale, sito nel quartiere del S. Cuore. 38

ZERMiGLiAN coSTRUZioNi

Via Belfiore, 13 - SCHIO (VI) Tel. 0445.671104 - Fax 0445.671237 www.zermigliancostruzioni.it - info@zermigliancostruzioni.it


abitare il nuovo

L’antico lanificio, che nelle vesti di ospedale militare ospitò anche Hernest Hemingway durante la Grande Guerra, è stato ristrutturato nel pieno rispetto delle sue caratteristiche architettoniche e storiche: Zermiglian Costruzioni ha però anche tenuto in considerazione la possibilità di ottenere spazi vivibili ed adatti a qualunque esigenza dei diversi futuri inquilini. Ed ecco che gli ambienti dell’opificio sono stati trasformati in monolocali, bilocali e trilocali, dalle finiture ottenute accostando elementi tradizionali e naturali quali il mattone, la pietra, il legno.

Con la stessa attenzione alla ricerca di una soluzione che coniugasse tecniche moderne con materiali tradizionali, gli appartamenti hanno poi visto l’aggiunta di tetti in legno con travi a vista, soffitti mansardati, pavimenti dai materiali pregiati e terrazzini con parapetto. La re-interpretazione degli spazi inoltre non si è fermata alle strutture interne abitative, che, anzi, sono state inserite in un progetto di ampio respiro, volto a tenere conto delle tradizioni alle quali l’opificio è legato.

All’interno dei suoi 40.000 metri quadri infatti trova posto anche un museo, affascinante testimonianza del passato che non lascia il luogo. Infine la roggia, che garantiva energia alla fabbrica, è diventata una passeggiata, che si collega poi alle piste ciclabili poco distanti. Un’intelligente espansione verso l’esterno degli spazi recuperati, riletti in un’ottica contemporanea, ma senza perdere di vista quello che significa mantenere i legami con le radici del paese di Schio.

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Residence Mimose Gli spazi di un tempo con la tecnologia di oggi

THIENE...

Nel cantiere della ditta F.lli Munaretto di Giuseppe s.r.l. di Thiene, importante realtà dell’Alto Vicentino, operante da oltre cinquant’anni nel settore delle costruzioni in ambito civile, artigianale e industriale, sta prendendo forma il progetto “Mimose”, un’elegante struttura bifamiliare costruita su tre piani – dei quali due fuori terra – con metrature ampie e finiture di pregio. “Mimose” sorgerà in una splendida zona semicentrale e di nuova urbanizzazione, a cinque minuti dal centro di Thiene, accanto al futuro Parco Sud. L’architettura, resa confortevole da finiture di pregio e dalle ampie metrature sarà ispirata allo stile inglese, dotata di una ampia vetrata fronte giardino e di un bow windows. E’ questo uno dei particolari tra i più interessanti del progetto: infatti, tale dettaglio del piano terra renderà estremamente luminosa la zona giorno e darà la possibilità di un arredamento ricercato ed originale. La zona notte invece, composta di tre camere tutte doppie, sarà realizzata con una copertura mansardata in legno con travi a vista. Di queste, la camera principale sarà collegata, inoltre, al bagno padronale. L’altro bagno, quello comune, sarà dotato sia di vasca che di piatto doccia. L’intero nucleo abitativo sarà completato, sempre nella zona notte, da una magnifica terrazza di 40 metri quadrati, nella quale sarà presente un solarium che si affaccerà sulle montagne dell’altopiano. I locali di servizio saranno ricavati nel piano interrato, completamente destinato a zona relax, con taverna e relativo bagno di sevizio, mentre il garage doppio sarà ubicato al piano terra ed avrà accesso diretto dalla zona giorno. 40

F.llI muNarETTo dI gIusEppE

Filiale: Via Carlo Del Prete, 19 - THIENE (VI) Tel.0445.372219 - Fax 0445.383607 Sede: Via Val Cismon, 58 - THIENE (VI) Tel. 0445.381382 - Fax 0445.381384 www.munaretto.it - info@ munaretto.it


abitare il nuovo Per il complesso “Mimose” non sarà trascurato alcun dettaglio, dai serramenti realizzati in PVC con vetro a doppia camera isolante, alle pavimentazioni che vedranno una copertura alla veneziana nella zona giorno, listoni di legno nella zona notte e ceramiche di prima qualità nei bagni, dotati anche di sanitari sospesi. L’edificio, sicuro e comodo, sarà predisposto per l’impianto di allarme e per la motorizzazione di basculanti di accesso al garage, in modo da consentirne l’apertura in automatico. L’attenzione alla struttura e al risparmio energetico però non saranno trascurate affatto: “Mimose” sarà realizzato con struttura in cemento armato con caratteristiche antisismiche e dettagli costruttivi rivolti alla ricerca del massimo confort abitativo e isolamento acustico e termico: un cappotto esterno isolante ed un pacchetto di copertura con doppio isolamento, mentre per la parte impiantistica è previsto un impianto di riscaldamento a pavimento con utilizzo di caldaia a condensazione ad alta efficienza il tutto, inoltre, predisposto per un eventuale impianto a pannelli solari e fotovoltaici.

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...abitare secondo natura...

Nuova espansione residenziale in Poleo di Schio. Residenze Lotto 12 42

IL CASTELLARO IMMOBILIARE S.p.A.

Via Lago di Garda, 18 - SCHIO (VI) Tel. 0445.576766 - Fax 0445.576954 www.arcadiaprogettazione.it - info@arcadiaprogettazione.it


abitare il nuovo

POLEO dI SChIO...

Proseguono le proposte immobiliari della ditta Il Castellaro Immobiliare S.p.A. nella nuova area urbanizzata di Poleo di Schio. L’edificio che vi presentiamo è di tipo tri-familiare, pensato e progettato per avere il massimo confort abitativo, con: - Ampi giardini di proprietà; - Distribuzione ottimale degli spazi interni; - Struttura antisismica; - Isolamento termico con rivestimento a cappotto; - Isolamento acustico sia orizzontale che verticale; - Impianto di riscaldamento radiante a pavimento; - Impianto fotovoltaico; - Impianto solare termico; - Finiture e scelte dei materiali di qualità elevata. Completano l’intervento le finiture esterne quali studio cromatico delle facciate, travi a vista, rivestimenti con l’utilizzo di materiali pregevoli ed ecocompatibili, mai lasciate al caso o al semplice gusto personale, ma pensate in perfetta armonia con la natura e il verde circostante che avvolge l’area.

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abitare il nuovo

Residence Val

ThIENE... via Val Cismon Negozi, appartamenti e uffici in zona di alta visibilitĂ .

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Via Monte Grappa, 2/E - THIENE (VI)

MUNARETTO MANLIO SPA

Tel. 0445.362011

www.munaretto-manlio.it - info@munaretto-manlio.it rendering: www.rendermedia.it


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Cumerlato certifica la prima CasaClima a Thiene La certificazione energetica e l’innovazione del valore per gli edifici residenziali. Anche a Thiene si inizia ad affrontare con i fatti il tema del risparmio energetico con il 1° edificio certificato CasaClima. Cumerlato Immobiliare, si auspica, abbia dato avvio ad un processo virtuoso di innovazione nel mercato immobiliare residenziale nel territorio. la cerimonia di certificazione si è svolta lo scorso 3 maggio all’interno di una delle abitazioni del cantiere di via delle Betulle, vicino il nuovo centro sportivo, con la presenza del fondatore di CasaClima Norbert Lantschner. Giustina Cumerlato, dell’omonima società immobiliare ha dichiarato: “siamo fieri di essere i primi a certificare una costruzione in CasaClima a Thiene, perché è la conferma che il concetto di qualità è una questione di filosofia e stile imprenditoriale. Abbiamo scelto CasaClima piuttosto che un altro certificatore perché è l’unica agenzia riconosciuta a livello nazionale e che garantisce la miglior trasparenza nei confronti del cliente acquirente. Volevamo i più esperti e severi

Attico - Certificato CasaClima

certificatori e vi assicuro che li abbiamo trovati”.Ringraziamenti sono arrivati alla Cumerlato da parte dell’assessore Zuccolo Giuseppe che ha giustificato la propria presenza come riconoscimento per l’impegno dimostrato dall’immobiliare nei confronti di un tema così importante per la comunità, quale il risparmio energetico. Ammirazione è stata espressa anche da Norbert Lantschner e da alcuni fornitori i quale hanno evidenziato che chi sceglie di costruire secondo il vademecum CasaClima lo fa superando le necessità minime di legge. “Una certificazione CasaClima, ha un valore per il cliente superiore alla certificazione energetica di legge e questo il cliente la sa. La certificazione CasaClima non riguarda solo l’isolamento termico, ma anche l’alta insonorizzazione, l’assenza di elettrosmog, il riscaldamento tramite sistemi alternativi, i materiali edili ecocompatibili, il generale comfort abitativo e le condizioni di salubrità”.

Tricamere - Certificato CasaClima

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IMMOBILIARE CUMERLATO

Via Arasella n. 9/A - IsolA VICenTInA (VI) Tel. e Fax 0444.978520 - Cell. 348.4225467 www.cumerlatoimmobiliare.it


abitare il nuovo

Fred Building: alti livelli per un concept inedito

LIMITROFI THIENE...

in contesto precollinare di prossima realizzazione edifici con standard superiore che includono, ad esempio, oltre alle normali dotazioni, i pannelli fotovoltaici e il sistema di recupero dell’acqua piovana. Gli appartamenti sono dotati di giardino e taverna, gli attici hanno ampi terrazzi e piscina idromassaggio. Anche questo edificio corona l’attenzione che l’azienda ha sempre riservato ai contenuti di design e all’impegno rivolto alla ricerca tecnologica, abbinando tecniche costruttive innovative ed accostamenti inediti. 46

SACCARDO GROUP

Via dell’Elettronica, 12 - THIENE (VI) Tel. 0445.362678 www.saccardogroup.it - info@saccardogroup.it rendering: www.rendermedia.it


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Gallio Film Festival del cinema italiano opere prime A Gallio, dal 24 al 31 luglio, quest’anno si tiene la XIV edizione del Festival del Cinema Italiano, dedicato alle opere prime. Opere prime e cioè esordi registici, solo italiani, usciti tra il festival precedente e la nuova edizione. Una quindicina di pellicole solitamente, delle quali pochissime già distribuite sul territorio nazionale, altre proiettate per pochi giorni in quelle poche sale che aprono ancora alla piccola distribuzione, altre ancora proprio mai viste e destinate, se gli andrà bene, ad una trasmissione in notturna, anni dopo, sui canali satellitari. E dove, come ci dice Piersandro Pallavicini (scrittore e giurato) ”qui c’è tutto il cinema giovane italiano, quello che ci lamentiamo essere morto, spento e via deprimendoci, mentre invece è vivo, vegeto, lotta con noi e è pure – in molti casi – intelligente. E bello a vedersi.” Si respira un’atmosfera particolare, in questo festival. Understatement è un termine inglese tanto bello e efficace quanto abusato. Modestia più entusiasmo, disponibilità, cortesia, amabilità: questi i tratti degli organizzatori, uomini e ragazzi di qui, dell’altipiano, e questi i tratti che assumono attori, registi e produttori una volta traslocati nel verde sereno di Gallio. A Gallio “c’è un atmosfera bella. Fatta di passione autentica e di semplicità”. “Qui - continua Igor Brunello (consulente artistico del festival) - si ha ancora la sensazione che il contatto tra chi fa il cinema e il pubblico sia una cosa possibile: gli attori camminano per strada, i registi vanno a prendersi il giornale e, alla fine della proiezione, si fermano in piazza con la gente a parlare di cinema.” Cosa non scontata se conoscete un po’ il mondo del cinema e quello dei grandi festival, dove tutti (non solo le grandi star) sembrano invece dover essere programmaticamente boriosi, presuntuosi, bellicosi e infastiditi da chi gli sta intorno. D’accordo, niente grandi stelle qui. Ma, per citarne qualcuno, negli ultimi anni si sono seduti ai caffè di Gallio, hanno bevuto spritz e fatto passeggiate registi come Giorgio Diritti («Il vento fa il suo giro», film diventato cult dopo Gallio) e vincitore del David di Donatello con il suo «L’uomo che verrà», Marina Spada («Forza Cani» e «Come l’ombra», stracult pure loro), Emanuele Crialese (almeno «Respiro» ve lo ricorderete), e attori come Emilio De Marchi, Anita Kravos, Giorgio Pasotti, Franco Ravera. 48


esperienze ed eventi E, resident in Gallio per tutto il festival, c’è la giuria: che quest’anno conta, tra gli altri, un vanto del cinema di ricerca italiano come Emidio Greco, il produttore numero uno del nostro cinema indipendente e cioè Gianluca Arcopinto, il bravissimo Giuseppe Battiston e Ambra Angiolini. Il Festival del Cinema Italiano di Gallio è una bella occasione per gli amanti del cinema, del paesaggio e dell’intelligenza. E al Festival di Gallio con la buona volontà, l’onestà, la modestia, l’allegria, la voglia di fare le cose con le proprie mani e di farle bene si sono trovati gli strumenti e i modi giusti per guardare e coltivare il nuovo: il cinema italiano giovane e esordiente, i talenti nei quali speriamo, riuniti in una piccola rassegna che in Italia non ha uguali perché come dice Ermanno Olmi citando Bresson “Girare un film vuol dire andare a un incontro”.

Giuseppe Battiston attore membro della giuria della 14° edizione del Gallio Film Festival

Il regista Emidio Greco presidente della giuria parla con il pubblico durante l’incontro conferenza “Discorrendo di Cinema”

Ambra Angiolini attrice membro della giuria della 14° edizione del Gallio Film Festival

Igor Brunello consulente artistico e Piersandro Pallavicini scrittore e membro della giuria del Gallio Film Festival durante l’incontro con l’autore che segue la proiezione dei film in concorso

Sergio Sambugaro organizzatore e “anima“ del Gallio Film Festival 49

Locandine film: eventi speciali Locandine film in concorso


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materiali e tecnologie

Tecnologia verde: Olanda Non finiscono di stupirci le iniziative e i progetti di nazioni che pensano in verde come l’Olanda. Nel paese dei tulipani si vuole realizzare un complesso termale racchiuso da un involucro che imita i dislivelli del terreno, modellati grazie all’impiego di un derivato del materiale con cui si producono, ad esempio, gli incarti dei fast food. batiactu.com

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Si chiamerà “Spa Wellness Amsterdam” e l’architetto olandese Anne Holtrop la definisce un’opera mirata alla salvaguardia della natura, al punto da assumerne l’aspetto. La copertura prevede una successione sfaccettata di superfici con quote e pendenze diverse, che all’estradosso creano l’equivalente di “colline e avvallamenti”. plusmood.com

Sul rivestimento esterno è impiantato uno strato di vegetazione ideato con il contributo del botanico Patrick Blanc inventore del concetto di “muro vegetale”, in base al quale “è possibile collocare un giardino verticale su qualsiasi parete, a prescindere dalle dimensioni”. batiactu.com - verticalgardenpatrickblanc.com La spa dei “giardini galleggianti” (dezeen.com) di Holtrop dovrebbe occupare con piscine, saune e zone di ristoro un’isola di circa 3000 metri quadrati da collocare sulla superficie di un lago vicino Amsterdam: la capitale dei Paesi Bassi ha concesso l’approvazione, ma la ricerca di finanziamenti è ancora in corso. batiactu.com

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Il progetto nasce dalla collaborazione con Kizito Musampa e Michel Kreuger (Studio Noach), autori di “Green Floating”, prototipo di piattaforma sull’acqua in cui vivere sfruttando i benefici che derivano da “un sistema di climatizzazione sostenibile ad alta tecnologia e un rivestimento ecologico e botanico di piante e fiori”. studionoach.com


materiali e tecnologie

Patrick Blanc Un muro tutto verde, dove l’edera rampicante si attorciglia con fiori, felci e muschi. Non siamo tornati indietro nel tempo, non ci troviamo di fronte ai giardini di Babilonia, meraviglia dell’antichità. Siamo nel 2008 e stiamo parlando dei Vertical Garden di Patrick Blanc, eclettico botanico paesaggista francese che ha rivisitato l’ideale del giardino trasformandolo in una vera installazione artistica, contesa tra le più importanti griffe di moda per arredare i loro showroom. Blanc afferma che le piante non hanno bisogno di suolo, il quale riveste la semplice funzione di “supporto meccanico”: in realtà sono l’acqua e i sali minerali disciolti in esso a nutrire le piante e a garantire il processo della fotosintesi. Ricorda inoltre che in natura, nelle foreste pluviali ma anche nei boschi montani, le piante crescono più facilmente sulle rocce e tronchi d’albero che sul terreno. Anche la stessa forma di alcune piante conferma la loro predisposizione a crescere in verticale, una caratteristica poco nota agli uomini che le costringono in un ambiente a loro poco consono. Da queste osservazioni è nata l’idea innovativa di Blanc dei Vertical Garden, il quale ha deciso di sfruttare la capacità delle radici di crescere non solo su suolo, ma anche su superfici. I Vertical Garden sono molto utili anche dal punto di vista eneregetico: una parete avvolta di piante, infatti, riparerà dal freddo in inverno e garantirà invece in estate un ambiente fresco e asciutto. I giardini di Blanc, inoltre, rappresentano anche un sistema molto efficiente per pulire l’aria inquinata delle nostre città: le particelle di smog, infatti, vengono prese dall’aria e decomposte lentamente e mineralizzate, per diventare poi fertilizzante per le piante stesse.

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materiali e tecnologie Michel Kreuger Nasce dalla mente di Michel Kreuger, un nuovo concept abitativo ispirato all’idea di casa galleggiante che tanto sta appassionando l’architettura olandese. In team con l’architetto Anne Holtrop e Patrick Blanc, Kreuger ha dato vita a “Green Floating”, una casa anfibia dotata di un’anima in Rexwall (polistirene espanso) e pareti costituite di piante e fiori, installate anche indoor. Il polistirene espanso è uno dei materiali di scarto più problematici sul nostro pianeta: in media ci vogliono fino a 90 anni perché una semplice scatola per hamburger si decomponga. I pannelli Rexwall, sintetizzati a partire da contenitori alimentari o materiale di imballaggio, costituiscono in tal senso un’ottima soluzione per lo smaltimento di questo tipo di rifiuti. Inoltre sono in grado di assicurare un alto isolamento termico e resistenza al congelamento. Alle pareti verdi il compito di contribuire alla riduzione del flusso termico e produrre ossigeno per compensare le emissioni di CO2 prodotte dalla fabbricazione della casa. Inoltre sottraggono dall’aria le particelle di smog che, decomposte lentamente e mineralizzate, divengono poi assorbite come fertilizzante per le piante stesse. Infine, attraverso una pompa di calore, le radiazioni solare e le acque circostanti sarebbero sfruttate per mantenere l’approvvigionamento energetico in qualsiasi tempo condizione climatica o stagione.

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materiali e tecnologie Nata nel 2006, l’azienda Scapin lavora nell’impiantistica termoidraulica sia civile che industriale. Oggi la ditta Scapin si presenta inoltre come realtà imprenditoriale specializzata nell’installazione di sistemi solari e caldaie per il risparmio energetico, con l’obiettivo basilare di analizzare le singole esigenze di ogni famiglia sia da punto di vista economico che energetico. Tutti i componenti di Termoidraulica Scapin sono in possesso di una vasta esperienza professionale, ad iniziare dal titolare, da diciotto anni professionista nel settore. Attualmente l’azienda offre anche la competenza di tre operai altamente specializzati; cosa che ha permesso al marchio di garantire e di vedere sempre riconosciute ed apprezzate la propria affidabilità e la precisione nel lavoro. Grazie alle sue scelte di carattere qualitativo, la ditta Scapin ha potuto crescere velocemente, fino a diventare, da piccola attività artigiana, un solido punto di riferimento nel campo dell’impiantistica termoidraulica.

Il nome Scapin offre oggi: • Installazione di caldaie a risparmio energetico e pannelli ad energia solare • Installazione e assistenza per i marchi Viessmann e Beretta • Soluzioni per il recupero dell’acqua piovana • Analisi combustioni e applicazione del bollino “Calore Ok”

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novembre

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Design giapponese

Design-Driven innovation

La biblioteca nella città

Con la loro curiosità inquieta e il loro sogno di costruire un mondo nuovo attraverso l’arte e il design, i designer giapponesi sono protagonisti del design sia moderno che postmoderno, e le loro creazioni occupano una posizione importante nella collezione del Museum of Modern Art. La relazione tra il Museo e il design giapponese è il risultato di un’attrazione naturale e di un’affinità elettiva manifestatasi inizialmente negli anni centrali del secolo scorso. L’affinità del Museo con il design giapponese fu posta in evidenza nel 1941 con l’allestimento di un’ampia retrospettiva sull’opera del grande architetto americano Frank lloyd Wright, il cui approccio rivoluzionario alla disciplina era stato alimentato proprio dallìincontro con la cultura architettonica e con il design giapponese. In seguito Arthur Drexler, responsabile del Dipartimento di Architettura e Design del MoMa, non si limitò ad acquistare e presentare opere del design e dell’architettura giapponese: contribuì anche a formare una nuova generazione di curatori capaci di apprezzare la cultura materiale giapponese contemporanea.

L’innovazione non è solo quella indotta dal progresso tecnologico o quella spinta dal mercato. C’è anche una terza strategia, un cambiamento radicale di prospettiva che introduce un nuovo forte modo di competere. È l’innovazione “design-driven”, guidata dal design, che non viene dal mercato, ma crea nuovi mercati; non spinge nuove tecnologie, ma dà vita a nuovi significati. E cambia le regole del gioco. È la tesi che Roberto Verganti sviluppa in questo libro. L’innovazione design-driven implica creare una nuova visione radicale che non risponde a cosa le persone vogliono oggi, ma a ciò che potrebbero desiderare domani. Come hanno fatto Nintendo con la Wii e Apple con l’iPod: hanno ridefinito il significato del giocare o dell’ascoltare musica, e l’hanno proposto al mercato. I clienti non avevano chiesto questi nuovi significati, ma quando li hanno provati, è stato amore a prima vista. Ma da dove viene questa visione radicale? Con esempi da aziende leader europee e americane, Verganti spiega come creare prodotti e servizi veramente dirompenti guardando al di là dei consumatori, verso gli “interpreti” del mercato - dai ricercatori ai fornitori di tecnologia, dagli artisti ai designer - in grado di cogliere, modellare e ribaltare il significato delle cose in un settore.

La biblioteca pubblica, da sempre luogo di conservazione, diffusione e trasferimento della conoscenza contro il “cultural divide”, è oggi anche laboratorio multimediale di informazione, porta di accesso e strumento di orientamento nell’universo delle ICT, baluardo contro il “digital divide”. Ma, sempre più, cresce anche il suo ruolo di centro di aggregazione sociale, punto di riferimento e nuova piazza urbana: per incontrarsi, comunicare, creare e consolidare il senso di appartenenza a una collettività, contro l’esclusione e l’isolamento. La biblioteca è luogo urbano per eccellenza, caposaldo nella città, veicolo di comunicazione politico-culturale e protagonista del marketing urbano: per avviare processi di riqualificazione urbana e sociale, per cristallizzare l’immagine della comunità in un’architettura simbolica e talvolta fortemente iconica, per annunciare e affermare il prestigio e l’efficienza dell’Amministrazione che la ha realizzata. La biblioteca è un sistema complesso, risultato di una sinergia di competenze e professionalità differenti, e del dialogo tra Amministrazione, architetto e bibliotecario. Troppo spesso, tuttavia, architetti e bibliotecari lavorano assieme senza condividere strumenti, linguaggi e obiettivi, mentre, al contrario, le biblioteche più innovative nascono proprio dalla contaminazione dei diversi saperi di cui essi sono portatori. Questo volume raccoglie gli atti del convegno, organizzato dall’AIB Sezione Lombardia, dalla Facoltà di Ingegneria Edile-Architettura e dal Dipartimento di Progettazione Architettonica, tenutosi nel 2006 al Politecnico di Milano.

Sparke Penny 5 Continents Editions

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Verganti Roberto Etas Editore

Giuliana Casartelli, Marco Muscogiuri Associazione italiana biblioteche


libreria

Taschen’s London

Great Escapes Italy

Green Graphic Design

Dalle atmosfere dickensiane al fascino del design d’avanguardia passando per i mercatini di Camden e l’eleganza di Notting Hill. Ecco Londra, la città dai mille volti e dai mille stili presentata in Taschen’s London, la nuova guida della casa editrice di Colonia, ricca di indirizzi preziosi: un must per chi non si accontenta della facciata turistica della capitale inglese. Suddiviso in tre sezioni – hotel, negozi e bar – questo prezioso libro ci conduce attraverso le boutique più alla moda, gli imperdibili negozietti vintage che popolano la città e i più esclusivi mercatini d’antiquariato. Questa originale compagna di viaggio ci aiuterà anche a scegliere l’hotel più adatto al nostro mood e i locali più cool della nightlife londinese. Le inguaribili romantiche potranno rilassarsi all’hotel Number Sixteen, meravigliosa casa vittoriana circondata da uno splendido giardino. Le cuoche provette non sapranno dire di no a una cena al Fifteen, il nuovo progetto dello chef Jamie Oliver. Le fashionista, invece, non si faranno scappare il Dover Street Market, firmato Comme des Garçons o Penhaligon’s, regno delle fragranze made in England. E se vi serve una scusa per volare a Londra in settembre vi ricordiamo la London Fashion Week, che dal 18 al 23 settembre trasformerà la City nella capitale della moda internazionale.

Nel corso dei secoli scrittori, artisti, architetti e mercanti hanno viaggiato ispirati dalla bellezza di Venezia, Firenze, Napoli e Roma. Un numero infinito di libri, pitture, poemi e sculture sono la prova di questo fascino imperituro e negli ultimi sessant’anni il paese è diventato una delle principali mete di viaggio e vacanze. La bellezza dell’Italia, la sua architettura, i paesaggi, la cultura e la cucina (una delle migliori al mondo) sono valori riconosciuti a livello mondiale. In questo volume curato da Angelika Taschen si potranno apprezzare tutti i più incantevoli angoli della penisola: il lago di Como, Venezia, Firenze e la Toscana, la Costa Amalfitana, le isole Eolie e la Sicilia. In queste mitiche località si trovano hotel leggendari carichi di atmosfera dove si sono consumate storie d’amore, si sono girati film o ambientati romanzi: Villa d’Este sul lago di Como, l’Hotel Des Bains al Lido, l’Hotel Splendido a Portofino, Il San Pietro sulla costa Amalfitana e la Villa Cimbrone a Ravello, tanto per citarne alcuni. Angelika Taschen comunque ci rivela anche dove trovare posti meno noti come la Locanda Cipriani sull’isola di Torcello o il Castello di Vicarello in Toscana.

Si fa un gran parlare di design verde e di scelte ecosostenibili, a volte non senza un pizzico di retorica. Se avete voglia di sentire il parere di una voce autorevole, la Allworth Press pubblica ora Green Graphic Design, dell’americano Brian Dougherty, una riflessione sui temi di design e scelte consapevoli. Dougherty si afferma come una figura davvero competente, in quanto fondatore di Celery Design Collaborative, inserito da ID Magazine nella lista delle 40 firme più influenti del design, le cui pratiche ecofriendly sono state premiate con l’AIGA Environmental Leadership Award. Il volume esamina i vari aspetti di una produzione verde che non può fermarsi esclusivamente alle pratiche più immediate come l’utilizzo di carta riciclata, ma deve prevedere, durante tutta la fase di pianificazione, un’attenta disamina delle ripercussioni sull’ambiente di ogni scelta, in cui anche il cliente deve essere coinvolto.

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