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28.08.2015 DIFESA Tomasz Siemoniak in visita a Sofia, attesa la sigla dell’accordo di cooperazione militare Il Ministro della Difesa polacco, Tomasz Siemoniak, arriva oggi in visita a Sofia su invito dell’omologo bulgaro Nikolay Nencev. I due Ministri firmeranno una lettera d'intenti sulla cooperazione tecnica e militare. Il Governo bulgaro ha approvato il 19 agosto scorso la bozza dell’accordo di cooperazione con la Polonia. Grazie a questa decisione le Autorità del Paese hanno compiuto un ulteriore passo in avanti verso la riparazione dei jet MiG29 in dotazione all'aeronautica. I velivoli saranno affidati a un'industria polacca. Il documento prevede lo sviluppo della cooperazione fra i due paesi membri della Nato in varie aree della sfera militare, inclusa “la manutenzione, revisione, modernizzazione e conversione di armamenti ed equipaggiamento militare”, si legge nella nota diramata dal Governo di Sofia. Nikolay Nencev ha detto il 13 agosto scorso che i contratti con la Polonia sulla riparazione degli aerei da combattimento MiG-29 potrebbero essere siglati entro la fine del mese. Prosegue la partecipazione del reggimento della Folgore a “Swift Response 2015” in Bulgaria Il reggimento della Folgore ha condotto un raid notturno nell'area addestrativa di Novo Selo in Bulgaria nell’ambito dell’esercitazione NATO di intervento rapido in aree di crisi “Swift Response 2015”. I paracadutisti della Folgore sono stati aviolanciati con i colleghi statunitensi e bulgari. “Swift Response 2015” si svolge in Germania, Romania e Bulgaria e vi partecipano 4.800 militari provenienti da undici paesi: Bulgaria, Francia, Germania, Grecia, Italia, Paesi Bassi, Polonia, Portogallo, Spagna, Regno Unito e Stati Uniti. La manovra militare mira a sostenere l’azione congiunta delle forze di reazione rapida alleate e dimostrare la capacità dell'Alleanza di mobilitare rapidamente le truppe per mantenere stabile il continente europeo. IMMIGRAZIONE Daniel Mitov: I militari al confine con la Macedonia hanno esclusivamente compiti di monitoraggio I 25 militari bulgari inviati al confine con la Macedonia hanno il compito di aiutare la polizia di frontiera e di effettuare operazioni di monitoraggio sul flusso di migranti. Lo ha detto il Ministro degli Esteri, Daniel Mitov, specificando che i militari non hanno alcun potere di arresto e di aprire il fuoco. Intervistato dall’emittente televisiva nazionale bulgara BNT, Mitov ha assicurato che le truppe bulgare al confine sono state equipaggiate con armi leggere. Il capo della diplomazia ha anche risposto alle critiche mosse contro questo provvedimento, confermando che i militari sono stati inviati al confine per difendere l'interesse nazionale della Bulgaria e per garantire la sicurezza dei cittadini bulgari, tenendo conto che il Ministero dell'Interno non ha le risorse sufficienti perché è impegnato a monitorare la situazione al confine con la Turchia.


Aleksandar Vulin critica la decisione di Sofia di inviare truppe al confine con la Macedonia Il Ministro del Lavoro e delle Politiche sociali serbo, Aleksandar Vulin, ha criticato la decisione della Bulgaria di inviare delle truppe alla frontiera macedone al fine di contenere il numero dei richiedenti asilo che tentano di entrare nel Paese. È quanto riferisce la Radio nazionale bulgara BNR che cita le parole di Vulin: “La Bulgaria ha eretto una recinzione al confine con la Turchia. Cosa otterrà agendo in questa maniera? Ora c’è bisogno dei carri armati? Questa non è una buona mossa e non credo che possa risolvere il problema”, ha detto Vulin, secondo il quale la Bulgaria, che è un Paese membro dell’Unione Europea, potrebbe cercare una soluzione comune al problema dei rifugiati che potrebbe includere anche la Serbia. Il Ministro, infatti, ha manifestato la volontà della Serbia di cooperare con i Paesi UE sulla questione dei rifugiati. ENERGIA Raggiunto l’accordo fra NEK e la centrale “Maritza East I” La centrale termoelettrica bulgara “Maritza East I” gestita dalla compagnia statunitense AES e la Compagnia Nazionale dell’Energia Elettrica (NEK) hanno concluso un accordo sulla modifica del contratto a lungo termine per l'acquisto dell’elettricità generata dall’impianto. I negoziati sono iniziati ad aprile e quando l’accordo entrerà in vigore il prezzo scenderà del 14%, consentendo a NEK di risparmiare circa 50 milioni di lev all’anno fino al 2026, quando scadrà il contratto della compagnia statunitense. Tuttavia l’accordo non entrerà in vigore finché lo Stato non risarcirà i debiti all’impianto. NEK deve complessivamente all’impianto “Maritza East I” e a “Maritza East III”, gestito da un’altra compagnia statunitense, la ConturGlobal, circa 800 milioni di lev. Possibile calo delle tariffe del gas Il prezzo del gas naturale in Bulgaria potrebbe diminuire di oltre il 13,6% a partire da ottobre. Lo ha detto il Presidente della Commissione per la Regolamentazione Energetica e Idrica (KEVR), Ivan Ivanov. Il presidente dell’Authority ha precisato che il calo dei prezzi del gas si dovrebbe tradurre in una conseguente diminuzione delle tariffe del riscaldamento.

News ccib 28 08 2015  
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