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Ottobre 2010 • www.cakemagazine.it • info@cakemagazine .it

SOCIETÀ

NIGHTLIF E

ARTE

SPECIAL PEOPLE MODA

SPORT

...free ingredients for a free piece of Cake...


SOMMARIO NIGHTLIFE:

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MODA E TENDENZE

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• Tra probizionismo e divieti il Papeete è ancora la prima attrattiva della Riviera. Intervista a Dany Gattelli. A cura di AL

TELEVISIONE

• La nuova frontiera della chirurgia estetica: rapida, veloce, indolore, redditizia! A cura di A L

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• “Ragazzi jukebox che scaricano le dj selection. E’ prendere per il culo?! Intervista a Mauro Pagani. A cura di Andrea Mendez

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• PEOPLE: intervista ad Andrea Oliva. Due anni dopo la chiusura inaugura Encore! A cura di Valentina Eleonora Costa

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• Una caduta di stile per divi, politici e noi comuni mortali? No, l’effetto esposizione! A cura di Valentina Eleonora Costa • Italiani: tra tronisti e calciatori ce stiamo a dimenticà chi siamo veramente. A cura di The Rouge Brother • Ognuno per se e Dio per tutti. A cura di A L

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• ALICE IN WONDERLAND: TRA DESIDERIO E PERVERSIONE FOTOGRAFICA A cura di Valentina Eleonora Costa

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• SURF BAD BOY. A cura di Andrea Mendez

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• Matti da legare!Il La mia adrenalina. A cura di Giulio Trivani

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• SPECIALE USA: “Pillole per non affondare a stelle e strisce” A cura di Alessandro Ambrosi

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• MOURINHO: “Nessuno è meglio di me.” A cura di A.L.

• PEOPLE: Semenya torna in pista: è donna. Altre donne tornano in pista da uomini. Ma siamo sicuri che sia l’unico caso dubbio? A cura di A. Lella • L’AMERICA DIETRO L’ANGOLO. Alessandro Ambrosi, head coach di Hampton University, descrive uno spaccato della realtà universitaria a stelle e strisce.

RUBRICHE:

ARTE

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• Partypeople: i vips passano, i lauretti restano: intervista ai Lauretti. A cura di A L

SPORT:

SPECIAL PEOPLE:

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• RealPeople: Uomini e Donne, un blog, decine di migliaia di utenti e occhialini rossi: intervista a Chiara Bonati A cura di AL

FOTOGRAFIA:

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SOCIETÀ:

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• Stili stravaganti tra inversione di ruoli. A cura di Federica Aliberti

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• Con il talento di gemma a caldo al culo. A cura di Valentina Eleonora Costa

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• Quando la provocazione parla arabo. A cura di Francesca Castagna

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• ALCHEMICAL COOKING (COLOR ARANCIO) A CURA DI Qki TAGLIATELLE CASERECCE • ASTROLOGIA (color blu notte) A cura di Kalel INTRODUZIONE ALL’ASTROLOGIA

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NIGHT LIFE

TRA PROIBIZIONISMO E DIVIETI IL PAPEETE È ANCORA LA PRIMA ATTRATTIVA DELLA RIVIERA. Dany Gattelli intervistato da Cake ci svela il dietro le quinte.

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iamo in Compagnia di Dany Gattelli, che molti non sanno che, oltre ad essere uno dei vocalist più ricercati d’Italia, è anche uno dei soci della Night Star agenzia di management artistico, e da 10 anni il vocalist del Papeete Beach che è la tappa obbligatoria per tutti gli amanti della riviera romagnola. Ecco Dany, spiegaci un po’ il tuo ruolo. Dopo essermi laureato in Economia e Commercio ho iniziato ad occuparmi principalmente di marketing e comunicazione per la Night Star, società che si occupa di management, promozione e realizzazione di brand-tour per l’Italia tra cui il tour del Papeete e l’Estero, oltre a seguire i migliori artisti Italiani del mondo della notte. Quest’anno abbiamo sentito che ci sono stati non pochi problemi per la riapertura estiva della spiaggia più famosa d’Italia. Ti va di spiegare ai nostri lettori che è successo? Non basterebbero dieci pagine per spiegare quello che è successo quest’estate… e comunque non voglio fare ulteriore polemica o dibattiti politici. Io credo solo che il proibizionismo non sia la scelta giusta, non si risolvono i problemi con i divieti. Comunque ad oggi il Papeete risulta essere ancora la prima realtà attrattiva della riviera, come apporto di turismo.

Io credo solo che il “ proibizionismo non sia la

scelta giusta, non si risolvono i problemi con i divieti

Come mai tutto quest’accanimento delle istituzioni nei confronti di un locale come il vostro che, è risaputo, è un luogo di intrattenimento storicamente pulito e lontano da quelli che sono il luoghi dello sballo?

Non solo il Papeete, ma tutto il mondo della notte è pulito, credo che tutti noi siamo stanchi di essere demonizzati dalle istituzioni come responsabili anche delle stragi del sabato notte. Statisticamente sono più gli incidenti che avvengono di giorno che di notte. Come pensi che si possa trovare una soluzione affinché si vada a creare una sinergia tra quelli che sono i locali notturni italiani e le istituzioni? Se volevi farmi un’intervista politica bastava dirlo… E credo che questa non sia la sede adatta, il divertimento non ha ne destra ne sinistra, ne centro.

anni ’80 e “’90Negli l’Italia era una realtà copiata da tutt’Europa

Sappiamo che hai lavorato e collaborato con club di tutta Europa. Come s’ inserisce l’Italia nel panorama internazionale? Se negli anni ’80 e ’90 l’Italia era una realtà copiata da tutt’Europa per la sua capacità di rinnovamento, attualmente siamo in ultima posizione per quanto riguarda il divertimento. Girando molti stati Europei tra cui Germania, Spagna, Repubblica Ceca, Svizzera, Olanda e regolarmente il Belgio, dove mi reco più volte al mese, mi sono reso conto di quanto siamo rimasti indietro, e di quanto invece le organizzazioni estere sono aiutate dai comuni e dai sindaci delle città. Mi piacerebbe portare qualche sindaco con me in questi stati a vedere cosa succede e come si è evoluto il divertimento all’estero; e comunque ritengo assurdo la disparità di ordinanze tra le varie zone d’Italia, perché in certe località turistiche è possibile e in altre è vietato. Siamo una nazione oppure no?

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NIGHT LIFE Sappiamo che sei un professionista alla ricerca di nuovi stimoli, hai un curriculum di tutto rispetto. Tu che vivi ormai il mondo della notte da diversi anni, come vedi questo brulicare di personaggi improvvisati, provenienti da reality e comparsate tv, alle consolle della nostra Penisola? La nostra è una vera e propria professione, puoi avere nel dna i geni dell’arte, ma occorre studiare molto, non solo fonetica e dizione, fare radio ecc, ma è molto importante anche studiare e magari ottenere una laurea per uscire dal mucchio, il nostro lavoro è fatto anche di comunicazione non solo di musica, la differenza è lì. I veri dj professionisti passano giornate intere negli studi di registrazione a produrre musica e ad ascoltare musica, gli improvvisati si riconoscono sono tutti uguali quando suonano, per non parlare di quelli che hanno già i cd mixati, sarebbe come un vocalist con le parole registrate… La maggior parte di quelli che i giornali chiamano “vip”  sono meteore che sfruttano il momento, di GF ne abbiamo visti 10, come altri reality, ma di quanti ti ricordi nome, rivedi in televisione, o nelle consolle dopo che è passato il momento dei riflettori…? Pochi, e quei pochi col duro lavoro sono diventati dei professionisti, un nome ad esempio Isa Iaquinta del G.Fratello, ora una delle dj donne più richieste in Italia, e pochi altri si sono affermati come attori, ma sempre col duro lavoro e tanto studio. Pensi che sia un fenomeno tipicamente italiano o che questo accada anche in Europa? E’ un fenomeno tipicamente Italiano, anche se succede all’estero ma in maniera molto diversa…

Divertirsi non vuol dire bere “ fino a vomitare, ne tanto meno

drogarsi.Occorre ritrovare il divertimento dentro di noi, cosa che molti hanno perso!

Dany, sei a contatto con migliaia di giovani ogni weekend, ma spesso non c’è il tempo per scambiare non più di qualche parola. Un’ultima domanda. C’è un messaggio che vorresti mandare ad i giovani italiani e non solo, ma che non si trova mai il modo o il tempo di trasmettere durante le performance? C’è solo una cosa che odio profondamente vedere nei locali, quelli che si attaccano tra di loro per delle cavolate e provocano le risse, allora non vai in discoteca a divertirti, ma vai in palestra a fare pugilato, e soprattutto un coro che ritengo ridicolo e che inizia così : “bevo… bevo..” Non lo voglio continuare, ma chi ha capito che coro è credo che convenga con me che è ridicolo e assurdo. Divertirsi non vuol dire bere fino a vomitare, ne tanto meno drogarsi.Occorre ritrovare il divertimento dentro di noi, cosa che molti hanno perso! Vi voglio Scatenatiiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii!!!! ciao a tutti!

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a

cura

di A. L. •


NIGHT LIFE

LA NUOVA FRONTIERA DELLA CHIRURGIA ESTETICA: RAPIDA, VELOCE, INDOLORE, REDDITIZIA! Ecco come prezzemoline, attricette e modelline di bassa lega non proprio perfette trovano spazio tra i piatti delle consolle di mezz’Italia.

Oramai l’estate è finita, ma per gli amanti della buona musica e delle notti brave non

c’è da preoccuparsi molto. I preparativi per la nuova stagione invernale sono già iniziati e presto ne vedremo delle belle o, meglio, delle photoshoppate! Nonostante la crisi che ha decimato il cassetto e spesso ridotto al lastrico molti locali notturni, quelle che non sembrano patire questo momento di recessione sono le guest djs improvvisate che spuntano come funghette sexy e prosperose (almeno sulla carta!) alla consolle dei molti club commerciali della nostra penisola. I locali arrancano e loro sembrano non aver timore, anzi, spudoratamente fotoritoccate si vendono come nemmeno lo zampone sotto capodanno! Proliferano come non mai ed i loro cachet salgono alle stelle(si va da 600 ad anche 1.500 Euro a performance!). Certo, quello che importa non sarà certo l’aspetto fisico e su questo potremmo essere anche tutti d’accordo! Ma considerando che queste si vendono come “supermodel dj”, che nella maggior parte dei casi “non sanno suonare”, che spesso utilizzano cd masterizzati e che vengono ingaggiate (attraverso l’invio di foto dalle agenzie) proprio per la loro bella presenza, tutto ciò avrebbe l’aria di truffa! Truffa per i gestori dei locali e truffa per i clienti che acquistano il biglietto per assistere alla performance di una “supergnoocca dj” e si ritrovano in consolle un prosciutto quando va bene. Ad aggravare tutto ciò è il divismo ed il fare altezzoso di queste ragazze che spesso provengono da qualche irrilevante Spudoratamente comparsata televisiva, quanto basta a vendersi fotoritoccate si vendono come come “superstar model guest vip dj”. “Donne” nemmeno lo zampone sotto che per poter rinnovare il titolo “acquisito sul capodanno campo” di Very Important Person, si gettano

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Due o tre click su qualche “imperfezione, per trasformare la prima salamella pseudovip in una modella attraente

nella braccia del primo volto più o meno noto alla ricerca della paparazzata. Risultato: Sarà l’inverno delle corteggiatrici trombate dalla tv, playmate pluritrombate (sempre in senso politico ovviamente) e dive da paginetta da gossip, tutte trasformate in guest dj rifatte all’insegna della chirurgia digitale. Basta un tocco di mouse, due o tre click su qualche(se va bene) imperfezione, per trasformare la prima salamella pseudovip in una modella attraente. Ma oltre alle fotografie ora per rendere il tutto più credibile oggi ci si mettono anche i video, autoprodotti ed un po’ sfumati realizzati con inquadrature dall’alto o su seni prosperosi che distolgono l’attenzione dalla scarsa forma fisica e dall’incapacità musicale. E poco importa se in realtà si tratti di una bufala(in tutti i sensi)e se la reginetta del sound, seppur ciarlatana, ha intascato mille o più euro! Tanto in discoteca, tra due dita di fondotinta, fumo artificiale, calze sostenitive, push up, copertura della consolle, poca luce e qualche drink in più anche la salamella sembra una farfalla. In ogni caso l’Italia di Ralf, Coccoluto, Joe T-Vannelli, Cristian Marchi e l’intramontabile Gigi Dag si considera avvisata: non saranno soltanto il fenomeno dell’estate! a

cura

di A. L. •


NIGHT LIFE

RAGAZZI JUKEBOX CHE SCARICANO LE DJ SELECTION È prendere per il culo?

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iao sono Andrea Mendez e nella rubrica nighlife intervisteremo Mauro Pagani, dj e produttore di fama internazionale con cui faremo una chiaccherata su musica, produzioni e discoteche, insomma tutto quello che gravita intorno alla musica e alla notte. Visto che la tua vita è dedicata interamente alla musica Mauro, vorrei che esponessi al pubblico di CAKE che cosa ne pensi dell’evoluzione musicale dagli anni 90 ad oggi. Che cosa è cambiato in positivo e in negativo nella tua professione? Ricordo con piacere gli anni ‘90 non come un nostalgico attaccato al passato, ma come dj e produttore che guarda a quello che di bello c’è stato e lo paragona al tragicomico che stiamo vivendo in questo periodo. Nel periodo d’oro dei locali e delle produzioni musicali che ho vissuto direi da protagonista nei locali, i Pr facevano i Pr e “portavano la gente” adatta alla serata che il direttore artistico creava e per la quale sceglieva il dj adatto. Il direttore dirigeva, il dj faceva ballare e proponeva la musica....in pratica ognuno faceva il proprio lavoro e ricopriva un ruolo ben definito e direi molto spesso con professionalità, preparazione e cognizione di causa. Ho sempre sostenuto che chi ritiene di potersi chiamare DJ

...motivazioni che spingono un DJ professionista ad ACQUISTARE

debba avere almeno una cultura musicale che se proprio non abbraccia tutti i generi musicali come cultura generale, almeno conosca la storia e il presente della musica che gli piace e che dovrebbe distinguerlo da tutti gli altri con un minimo di preparazione tecnica sulle macchine che usa, senza alzare i cursori o i toni del mixer solo perché ha visto che il volume si alza! Un dj è anche questo, tutti gli altri mettono i dischi ! Fare il DJ voleva dire, e secondo me vuol ancora dire, avere la cultura e capacità di selezionare la musica Fare il DJ voleva dire, e che  lui stesso  ACQUISTA nei negozi secondo me vuol ancora investendo del proprio denaro per dire, avere la cultura e la propria professione ed avere la capacità di selezionare la capacità di capire ascoltando un disco musica nuovo per la prima volta se sarà un successo, se gli riempirà la pista oppure no e se può entrare nel suo programma musicale in base ai propri gusti.

Queste sono sempre state e dovrebbero essere le motivazioni che spingono un DJ professionista ad ACQUISTARE un disco per poi “Proporlo” al proprio pubblico. La realtà di molti locali vede “metti dischi” che scaricano le dj selection con 10 hit e le suonano uno dietro l’altra. Questo è prendere per il culo il titolare che a questo punto

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NIGHT LIFE siamo alla frutta! Ma la cosa peggiore è che esistono pseudo direttori artistici e titolari che ormai non decidono più del proprio locale, chiamano questi fenomeni da circo e li propongono ai loro clienti come evento della stagione! Nessuno si è mai chiesto come mai la gente si è stancata di frequentare locali? Certa gente si è stancata di essere presa per il culo da gente incompetente che gli propina certe stronzate come fosse oro colato. Come produttore vedo l’industria discografica al collasso. Le vendite non giustificano gli sforzi fatti per stare in studio a produrre e la maggior parte dei produttori fanno dischi per poi andare a fare le serate. La musica è malata di cloni, di dischi fatti come il “disco che sta andando”, di ladri che scaricano illegalmente dalla rete, di non professionisti che ci lavorano in mezzo. Come diceva un caro amico qualche settimana fa parlando di queste cose: “Io non ho niente da dimostrare, se non sai cosa ho fatto leggiti Discogs, studia, diventa umile e rispetta il lavoro degli altri!”

pagherebbe di meno un jukebox con lo stesso risultato e la gente che ascolta lo stesso programma in ogni locale da qualsiasi dj dopo aver ascoltato 10 volte al giorno gli stessi 20 titoli anche in radio !!!!

L’ho scaricato da “Emule la settimana

Grazie Mauro, ti ringrazio e ragazzi pronti con il prossimo articolo….ne sentiremo delle belle!

scorsa… è una bomba

E la musica nuova che non passa già la radio da tre mesi? E la capacità del dj di creare, scoprire, lanciare un disco? Dove sono finite? Nello stesso posto dove è finita la professionalità. Mancano i dj che mettono un disco perchè ci credono e lo hanno scelto loro. Un episodio è quello del ragazzino che si presenta ad una serata con ‘Traktor’ e suona in mp3 con l’auto ‘sync’ perchè non li sa mettere a tempo da solo e mette un disco di un mio produttore presente nel locale, dicendogli candidamente: “oh ti piace questo? L’ho scaricato da Emule la settimana scorsa… è una bomba!” ...per sua sfortuna lo ha detto a quello che ha fatto il disco!! Se a tutto questo aggiungiamo Selen che, dai film porno, è passata a metter i dischi... (io la preferivo nei film porno),alle Dj che lavorano in topless perchè è l’unico modo che hanno per portare a casa i soldi senza darla troppo a tutti, le starlette cerebrolese uscite dai reality che per fare serate nei locali si improvvisano dj... beh scusate ma

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a cura di Andrea Mendez •


NIGHT LIFE

Due anni dopo la chiusura in esclusiva per Cake.

Era l’Ottobre del 2008 quando alla prima della stagione invernale, dopo un blitz

della Polizia, venivano messi i sigilli ad uno dei più noti locali notturni della penisola (se giustamente o ingiustamente lo si stabilirà in altra sede). Nemmeno il tempo di trasmettere la notizia che già spuntavano messaggi di solidarietà sulla bacheca del social network di uno dei titolari. È passato diverso tempo da allora ed oggi, a quasi due anni di distanza, il locale è stato venduto e riprende una nuova vita, con una nuova gestione ed un nuovo nome: Encore.

poter evadere dal quotidiano ed entrare in un mondo onirico dove, per qualche ora, tutti i problemi, tutte le difficoltà della vita spariscono… Devi volare con la mente, devi poter viaggiare in un mondo parallelo…. devi essere libero da tutto e da tutti…

Intervistiamo oggi il fondatore della passione ‘Alterego’, Andrea Oliva.

Questo è ALTER EGO.

Molti in Italia la conoscono e sembra che ci sia un vero e proprio esercito di affezionatissimi che la seguono sia giornalmente su face book che durante i vostri eventi nazionali con l’ “Alterego in Tour”. Come nasce questo rapporto ‘speciale’?

Durante il suo lavoro sarà venuto a contatto con migliaia di giovani, molti oggi sono diventati grandi, alcuni hanno famiglia, dei figli. Qualcuno, si potrebbe anche dire che lo ha visto crescere. Un via vai di ragazzi e destini diversi. Ma qual è il destino di Andrea Oliva?

Il rapporto che è stato instaurato con i nostri clienti va al di la del rapporto utentetitolari… Il cliente ALTER EGO segue un credo musicale, sa di essere differente da tutti gli altri, fa parte di una famiglia che ha un interesse comune. La filosofia ALTER Devi essere libero da EGO è una filosofia di vita… In questo locale tutto e da tutti… Questo tutti sono uguali, il ricco e il povero, l’etero e l’omosessuale, sono solo è ... accumunati da un’unica passione che è la musica! Ed è solo ed esclusivamente la musica che distingue il locale della collina dagli altri… Cerchiamo sempre di essere all’avanguardia, di anticipare le mode e di offrire un prodotto che è arte e non rumore… Ascoltando la nostra musica si deve

Io credo solo che il Oramai i miei amici, perché non proibizionismo non sia la sono clienti, sono i figli di quei scelta giusta, non si risolvono ragazzi che nel 1989 hanno creato i problemi con i divieti l’ALTER EGO…. Si,ho visto passare le generazioni, li ho visti crescere, creare famiglie, avere figli, ma anche morire, essere travolti da destini poco felici… Trascorrere vent’anni in mezzo alla gente ti permette di vedere ogni sfaccettatura della società… Il mio destino? ...il mio destino sarà quello di avere la capacità di capire quando è ora di smettere, di capire quando questo mondo ti è sfuggito di mano e non riesci più ad offrire il divertimento che i giovani cercano… Questo sarà il mio destino… ed è sempre più vicino!

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INTERVISTA AD ANDREA OLIVA

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NIGHT LIFE “In realta’ sono un uomo di 41 anni che ha ottenuto molto dalla vita ma che non ha costruito nulla!” Le risulta famigliare questa frase? Vuole commentarla?

Vuole raccontare ai lettori di ‘Cake’ un aneddoto, un’esperienza particolare che ha vissuto o che l’ha fatta riflettere?

Cosa c’è da commentare…! Penso sia esplicita...una vita in poche parole… Dalla vita ho avuto tutto ciò che un uomo può desiderare a livello materiale… Ma nella vita quello che si può comperare non da la felicità… Ho 45 anni e non ho una famiglia, sono circondato da opportunisti che, nei momenti di bisogno, fuggono… Non ho nulla per cui valga la pena sacrificare un futuro… Ma è la vita che mi sono creato e ne ero perfettamente consapevole… Come sono perfettamente consapevole di quale sarà il mio destino. Sempre nella stessa pagina si legge: “Cio’ che amo di piu’, LA LIBERTA’!”. Dopo l’arresto ha dovuto passare alcuni giorni in carcere dove la mancanza di questo ‘valore’ si fa sentire. Come ha reagito a questa situazione un uomo abituato a disporre del proprio tempo e spesso a gestire quello degli altri?

vita bisogna saper girare “perNella la strada sia con una Ferrari che con una Fiat Ritmo con la stessa dignità…

Il secondo giorno,quando sono andato all’aria, da una delle finestre del carcere ho visto l’ALTER EGO… Era spettacolare, là imponente come le piramidi d’egitto… Lassù eterno a guardare tutto e tutti, lo scorrere del tempo, i destini delle persone. Là, a raccontare le storie di mille e mille vite, compresa la mia. Avevo i brividi… non poteva finire tutto così. Tante persone credevano in un insegnamento che avevamo dato. Io ero come RE ARTU’ e i miei cavalieri erano là, fiduciosi che il loro RE avrebbe ancora una volta trovato la soluzione… Non potevo deluderli! Per quanto si possa ricavare qualcosa di buono da una simile vicenda, ne ha tratto qualche insegnamento? Si dovrebbe andare almeno un giorno in quel posto per capire la disperazione delle persone e rendersi conto di quante fortune hai. Si dovrebbe entrare in quel posto per aver modo di riflettere sulla propria vita. Quando sei lì dentro vengono messe a nudo tutte le tue debolezze e non puoi più sfuggire al tuo fantasma. Quello che sei veramente, come uomo e come persona, si presenta al tuo cospetto e chiede il conto. Sei un uomo indifeso, costretto ad essere giudicato dal tuo IO. Nello stesso tempo mi ha reso ancora più forte. Sapevo di avere la capacità di rinascere dalle mie ceneri, ma mai avrei pensato di doverlo fare da una situazione del genere.

Nella vita bisogna saper girare per la strada sia con una Ferrari che con una Fiat Ritmo con la stessa dignità… Un uomo deve avere la capacità di trovare la forza di reagire anche nelle situazioni peggiori… In ogni caso non possono rinchiudere il vento, nei miei pensieri. Cosa o chi le è mancato di più in quei momenti? Nulla… Quando sei in una situazione del genere non devi pensare, non puoi avere sentimenti ne rimpianti… devi essere una macchina. Non sei più un

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uomo, sei un animale a cui è stata tolta ogni dignità. Non ti puoi permettere di avere dei sentimenti, altrimenti muori!

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Specifichiamo che il processo è ancora da chiudersi e che per qualche verso la sua vicenda giudiziaria, almeno nel meccanismo, può associarsi a quella di Fabrizio Corona, il quale dichiara: “Mi vergogno di essere italiano!”. Cosa pensa della Giustizia Italiana?

Io non rivivrei mai nemmeno un giorno della mia vita, non vorrei tornare indietro nemmeno di un secondo, ne ho mai riconsiderato una scelta fatta. Mai voltarsi e mai ripensare a quello che potrebbe essere stato. La vita è quella che ti costruisci secondo per secondo e non ci sono altre possibilità…

La vita è un gioco. Se fai un certo tipo di lavoro devi accettare le regole, sia a tuo favore che sfavore. Ci sono situazioni che vanno oltre quello che i giornali possono aver detto. Io ho sempre giocato al gioco della VITA (che non avrà mai un vincitore, ma solo perdenti) e devo accettare le sue regole. In questo caso mi sono trovato in una situazione spiacevole ed ho pagato per disegno ben più profondo. In quel preciso momento si doveva dare un segnale forte ai giovani e IO ero l’esempio più appropriato.

La sua biografia termina con queste frasi: “LA VITA, una commedia! LA MORTE, una liberazione! L’AMORE, un’utopia! IO,un attore della vita da OSCAR!”. Una visione un po’ disincantata della realtà che la vede protagonista di un musical, dove l’amore soltanto ti sfiora e dove l’uomo trova liberazione soltanto attraverso la fine del film. Ma se da attore diventasse regista, produttore ed autore. C’è un qualcosa che cambierebbe? Perché lei vede una realtà diversa? Se è realista vede le cose in questo modo, se è un sognatore vive di illusioni… Posso essere autore e regista delle vite di molte persone. Tante volte mi sono sentito in colpa e responsabile dei destini dei miei clienti. E’ una responsabilità troppo grossa. Non sono DIO!

Bisogna saper anche accettare le sconfitte! Approfittiamo di una delle sue frasi per cambiare discorso: “Cio’ che odio di piu’, LA FALSITA’!”. Eppure deve averne incontrate di persone false durante il suo cammino. Persone di cui magari aveva bisogno e a cui non poteva rinunciare. Come gestisce Andrea Oliva, questo conflitto tra valori personali e necessità lavorative? Opportunismo con le persone che non meritano altro. Penso sia la spiegazione migliore. Opportunismo che all’occorrenza si trasforma in capacità di eliminarle. Avrà visto il famoso film: “Sliding Doors”,con Gwyneth Paltrow. Ecco, pensi ad un Andrea Oliva molto giovane che per un qualsiasi motivo, abbia preso una strada diversa da quella dei locali notturni. Come si vedrebbe oggi in una dimensione parallela?

volte mi sono sentito “in Tante colpa e responsabile dei

destini dei miei clienti. E’ una responsabilità troppo grossa. Non sono DIO!

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Tra poche settimane partirà una nuova avventura su una delle colline più famose d’Italia. Non facciamo auguri per scaramanzia, ma c’è un messaggio che vuole mandare a tutti i suoi amici, fan e clienti? Se avete degli ideali e credete in questi ideali, perseguiteli sempre con tenacia! Non mollate mai… Io posso essere un esempio negativo per tanti versi, ma vorrei che si imparasse solo questa cosa: Nella VITA mai MOLLARE!

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NIGHT LIFE

a cura di Valentina E. Costa. •


SOCIETÀ

UNA CADUTA DI STILE PER DIVI, POLITICI E NOI COMUNI MORTALI? No, l’effetto esposizione! Fotografie, telecamere, registrazioni oggetto di ricatto

Fotografie, telecamere, registrazioni oggetto di ricatto.

Infiltrandoci a “ curiosare nei profili

E’ la nostra immagine quella che barattiamo, quella che quotidianamente mettiamo in discussione e ridefiniamo costantemente attraverso il rapporto con gli altri. E se McLuhan parlava del mondo nell’era fotografica come una sorta di “bordello senza muri”, la minaccia di venir osservati nel nostro privato, nella nostra intimità diviene reale e presente. Quante attenzioni dedicate a crearci un’identità, quella che condividiamo socialmente, quella che testimoniamo accuratamente negli spazi virtuali dei profili dei social network, dove possiamo addirittura spacciarci per grandi personaggi e godere dell’ammirazione di una miriade di fan! Ma l’occhio indiscreto della fotografia potrebbe essere sempre dietro l’angolo, infiltrarsi con il suo obiettivo al di là delle nostre mura, penetrare prepotentemente nella nostra realtà o entrare come protagonista nei reality e magari portarsi via uno scatto rubato che potrebbe turbare l’aura tanto rassicurante della nostra personalità che ci siamo creati. Dio mio! Un occhio che ci monitora quasi ossessivamente pronto a testimoniare le nostre debolezze, le nostre “cadute di stile”,

virtuali costantemente aggiornati di amici e sconosciuti

speranza è quella “diLapoter immortalare

qualcosa di scandaloso o magari rimprovevole

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perchè, si sa, se ci si spinge al di là del buco della serratura, la speranza è quella di poter immortalare qualcosa di scandaloso o magari rimprovevole… Allora cosa fare, conviene blindare le nostre porte, le nostre finestre, uscire da veri divi in incognito per la paura di essere paparazzati? In fondo siamo tutti un po’voyeur, ma più che dietro la tendina di una finestra, ci nascondiamo davanti allo schermo di un pc infiltrandoci a curiosare nei profili virtuali costantemente aggiornati di amici e sconosciuti. Sembra che la visibilità diventi oggi un valore da inseguire per poter sentirsi qualcuno, dove l’esibire ciò che si fa è più importante del fare stesso, così, avere tutti questi occhi meccanici puntati non dispiace nemmeno tanto, ancor meglio se dotati di flash per illuminarci come vere e proprie star sul red carpet. E pazienza se non appariamo sempre come vogliamo, se la chirurgia estetica non è a nostra portata di mano possiamo sempre chiedere un aiutino a quella digitale, sicuramente più clemente. In fondo a poco importa la veridicità o fedeltà delle immagini, piuttosto che quella dei fatti stessi che ci coinvolgono, ciò che conta oggi è “l’effetto esposizione” ...e chi meglio della fotografia, che lo possiede per sua stessa natura, può aiutarci in questo? a cura di Valentina E. Costa. •


SOCIETÀ

ITALIANI: TRA TRONISTI E CALCIATORI CE STIAMO A DIMENTICÀ CHI SIAMO VERAMENTE La strana avventura di me: Fratello Rouge, Fratello d’Italia

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n una giornata qualsiasi, ad una qualsiasi ora di pomeriggio, mi sono ritrovato a passeggiare in una qualsiasi via cittadina di una ben precisa città, Verona. Tra il vociare dei passanti e il variopinto serpentone, in alto, all’ inizio della via, si scorge il nome di un certo Mazzini. E tra me e me inizio a pensare a chi diavolo fosse sto Mazzini….Mazzini giocatore di calcio, no…Mazzini tronista, no…Oh, ma vuoi vedere che è uno dei “non famosi” dell’ “Isola dei Famosi”!?

“ Fra il vociare dei passanti e il variopinto

serpentone, in alto, all’ inizio della via, si scorge il nome di un certo Mazzini

Allora vado a casa e cerco su Wikipedia e trovo: Giuseppe Mazzini (Genova, 22 giugno 1805 – Pisa, 10 marzo 1872) patriota, politico e filosofo italiano. Le sue idee e la sua azione politica contribuirono in maniera decisiva alla nascita dello Stato unitario ecc… ed ecco che, durante la ricerca, clicco sulla foto di ‘sto Giuseppe, l’immagine comincia ad animarsi e vedi ‘sto tizio mezzo stempiato, sfigatissimo che mi inizia a raccontare la sua storia. Dopo mezz’ora di nozioni politiche e filosofiche, guardo lo schermo e dico «Abbeppe, vedi de taglià corto!!» Al che il vecchio dice «Caro giovine, mi

spieghi la ragione del suo lamento.» Ed io rispondo «Carissimo Mazzini, ok se fossi stato un calciatore, ok un tronista, oh…se proprio proprio, un “furbetto del quartiere”, ma uno dei “Padri della Patria no!”. Ma non te se può sentì! Vedi, caro Giuseppe, oggi non è più come una volta, oggi non conta più quello che fai o quello che pensi, quello che conta è come appari e a quanto sembra dalla foto che ti hanno messo sul web, non è che tu appaia molto bene! Forse tu ai tuoi tempi avevi il tuo fascino, vuoi per le tue idee, vuoi per i tuoi contenuti, ma oggi non è più così. Vedi in quell’Italia che hai tanto amato e contribuito ad unificare oggi non c’è spazio per quello che sei, ma Caro ragazzo, quello che importa è come ti ma l’abito non fa il presenti!» monaco... Al che Mazzini replica «Caro ragazzo, ma l’abito non fa il monaco».

Mazzini….Mazzini “ giocatore di calcio, no…

Mazzini tronista, no...

Ed io «A Mazzì! ...capisco m’avessi detto “bello di sera bel tempo si spera” che già li al 90% ci pigli, capisco “fidati della donnola, fidati del tasso, ma non ti fidar della donna dal culo basso” che è praticamente una legge …ma Mazzì!!! ...sto giro mi sa che hai detto una Strxxxata!!!»

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SOCIETÀ «Vedi, oggi non c’è detto più sbagliato, se non hai l’ immagine sei fregato! Prova ad andare ad un colloquio di lavoro con quattro stracci… puoi avere tutti i contenuti che vuoi, ma neanche ti fanno parlare! ...secondo Lei tra una segretaria obesa e una bella gnocca a parità (quando va bene) di preparazione chi assumono?...la bella gnocca Mazzì!! Ma sai come stamo messi Mazzì!?...qui la gente s’indebita per comprarsi la macchina?! ...eh perché se vai in giro con la panda sei un pirla! Se non hai il plasma sei un mona! Pensa che il mio vicino di casa ha ipotecato sua figlia per comprarsi l’Home Theatre! Oh che rimanga tra noi, ma qui c’è gente che si affitta il mezzo da parcheggiare fuori dalla disco per tirare su la segretaria gnocca assunta al posto della cicciona!! Gente che non ha una casa, ma fa il mutuo per pagarsi il cabrio! Gente che, per pagare il leasing del Rolex, durante la settimana mangia solo ad orario aperitivo perché c’è il buffet offerto!! Gente che in piazza ossigena lo spritz con movimenti roteatori per 4 ore finchè il ghiaccio si trasforma in acqua, che se potesse ci farebbe il leasing anche su quello! Gente che ai saldi da Gucci ci pianta la tende la sera prima!!! Gente che manda la madre a pulire i cessi per farsi comperare il bauletto di LV! Gli stessi cessi comprati in leasing perché per pagare la donna delle pulizie i cash non bastavano!!!»

Accendo il computer, avvio Explorer, Wikipedia, digito G. Mazzini e al posto della foto del vecchio stempiato vedo quella di un tizio brizzolato, occhiale Tom Ford, tracolla di Gucci circondato da due belle more con seno rifatto e sotto la didascalia: Giuseppe Mazzini, detto “Er Sola” (Genova, 22 giugno 1805 – S.Domingo, 10 marzo 1872), politico, immobiliarista e finanziere italiano.

...qui la gente “ s’indebita per comprarsi

la macchina?! ...eh perché se vai in giro con la panda sei un pirla!

Le sue idee e la sua azione lo portano ad essere definito «star emergente» del mondo immobiliar-finanziario, membro del salotto Buono Italiano è stato indagato e processato nel 1852 per emissione di assegni falsi e truffa ai danni delle banche, molti ancora continuano a chiedersi come abbia fatto o dove abbia trovato tutti i soldi che manovrava dopo aver abbondato in operazioni di favore o di incerta natura. Prima di essere stato condannato è fuggito in Sud America dove ha vissuto la fine della sua esistenza al calore del sole accompagnato da musiche caraibiche e belle donne. Oggi finalmente la via più famosa di Verona sarà intitolata ad una personalità degna di tal nome. W Mazzini, W Verona, W l’ Italia.

Al che Giuseppe, dopo un attimo di silenzio e perplessità mi da appuntamento al giorno seguente.

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a cura di The Rouge Brother


SOCIETÀ

OGNUNO PER SÉ E DIO PER TUTTI ITALIA: Il paese della non-collaborazione, dove si affilano le lame e si nasconde il tricolore

Passeggiando

per le vie di San Diego (California-Usa) è impossibile non notare le varie bandiere a stelle e strisce che sembrano date in dotazione a ciascuna abitazione della città Californiana. Tradizione nazionalista che è nota a tutti attraverso il piccolo ed il grande schermo. Ma non è mera coreografia, fin dalla nascita gli uomini e le donne americane nascono con un innato senso d’appartenenza e una quasi totale dedizione per quella bandiera simbolo di indipendenza e di unione allo stesso tempo. Ma in quelle 50 stelline bianche c’è anche un pizzico di Italia. Molti non sanno infatti che il sostantivo America deriva dal nome dell’esploratore fiorentino Amerigo Vespucci, che per primo riconobbe di essere di fronte a un nuovo continente, e non, come si credeva, ad alcune isole asiatiche. Il nome completo del Paese è stato utilizzato per la prima volta ufficialmente nella

“Dichiarazione d’Indipendenza”, con la dicitura di “unanime Dichiarazione dei tredici Stati Uniti d’America”, adottata dai “Rappresentanti degli Stati Uniti d’America” il 4 luglio 1776. E mentre l’America si preparava ad apporre sull’uscio di ogni casa la propria bandierina simbolo di unione e rinascita, nello stesso periodo l’Iitalia dell’amico Amerigo, continuava a scoltellarsi per fazzoletti di terra e qualche buona bottiglia di vino.

prima vittoria ci “si...alla tuffa tutti in piazza a festeggiare intonando cori sulle note dell’Inno di Mameli

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SOCIETÀ Oggi gli americani ricordano e festeggiano la data con fuochi d’artificio, barbecue, picnic e vari eventi in tutte le città del Paese, la folla festante riempie parchi e giardini, l’atmosfera è pervasa dallo spirito patriottico e dall’orgoglio nazionale ed ovunque si sentono cori intonare gli inni “The Star-Spangled Banner” o “Stars and Stripes Forever”. In Italia invece ci si continua a scoltellare. Si discute sull’inno nazionale, si discute sulla bandiera e si discute sull’utilizzo del dialetto nelle scuole. Sembra quasi un film demenziale eppure uno dei grossi problemi che ogni tanto risorge nelle cronache dei TG, sembra essere quella bandiera tricolore. Tre porzioni come le divisioni socioculturali che ancora oggi dividono il paese tra Nord, Centro e Sud. Divisioni attenuate dal nemico comune: l’extracomunitario! Che un tempo era per il Nord l’immigrato del sud e che oggi è stato sostituito brillantemente dall’immigrato di uno dei tanti Paesi che si affacciano sul mediterraneo e non solo. E mentre in America si festeggia tra Hamburger e patatine fritte in Italia tra un piatto tipico e un buon bicchiere di vino ci si continua a scoltellare tra Nord, Centro, Sud e la new entri: l’extracomunitario. Qualcuno sostituisce la buona e vecchia bandiera con quella verde, qualcuno si autoproclama difensore dei dialetti locali, altri ancora approfittano di ciò per continuare a parlare una lingua che sono convinti sia Italiano, ma Italiano non è. E mentre si discute nei salotti bene della politica e della TV sulla risoluzione di questi problemi in Italia si contano ad oggi,circa sei milioni di cittadini analfabeti e senza alcun titolo di studio, una disoccupazione da far paura e tante bandierine

Ma in quelle 50 stelline bianche c’è anche un pizzico d’Italia

tricolore impolverate da rinfrescare ogni due anni per il periodico avvenimento calcistico della Nazionale italiana di calcio. Ecco, in quel momento siamo tutti italiani, anche i bambini non hanno più paura dell’uomo nero (l’extracomunitario) e alla prima vittoria ci si tuffa tutti in piazza a festeggiare intonando cori sulle note dell’ “Inno di Mameli”. E se poi domani ci si continuerà a scoltellare poco importa, Lippi è stato sostituito da Prandelli e con Cassano e Balotelli forse tra due anni riposeranno per qualche settimana anche i nostri coltelli. a cura di A. L. •

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SOCIETÀ

TIPS PER NON AFFONDARE IN AMERICA E… Pillole per non affondare a stelle e strisce. l’America vista da un italiano che vive e lavora lì

A-AMERICA

D- DONNE

Raga sono cinquanta stati e anche se e’ un’unica Nazione vi accorgerete che ci sono molte differenze …addirittura tre ore di fuso orario fra est e ovest, ad esempio.

Paese che vai donne che trovi! Dipende se andate in una grande citta’ tipo New York o Washington DC, li trovate ragazze di tutti i tipi e molto eleganti. In California tante maggiorate e maniache del fitness (tanto silicone…mdel resto siamo nella Sylicon Valley?!).

L’unica cosa che non cambia e’ il modo di mangiare… a tutte le ore e veloce!

Resto dell’America, tante oversize (mangiano troppo), ma molto alla mano, sono loro che diventano tue amiche, ma attenti a non confondere amicizia con dating, vogliono essere loro a decidere… troppa galanteria e pressione possono essere interpretate come stalking che qui e’ reato!

B- BIBITE Ne trovate di tutti i colori e gusti… alcune sanno di detersivo e costano meno dell’acqua, in America non esistono acque minerali di sorgente come in Italia, se bevete birra vi consiglio Yuengling e’ veramente buona ed e’ la piu’ antica birra.

E-ELEGANZA

C- CALIFORNIA

Bé, qui I maestri siamo noi!! Facciamo sempre bella figura vestendo all’italiana!

Probabilmente Pinocchio andrebbe a vivere in California… e’ il Paese dei balocchi, clima splendido, super ragazze americane sulle spiagge e ragazzi palestrati. Mega Locali e super vita notturna.

F- FORTUNA Si gioca ovunque , lotterie e voli low cost per Las Vegas che consiglio di visitare.

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G- GIGOLO’

….senza offesa!). Le attrazioni poi continuano con un giro a Rodeo drive (Dove comprava Pretty Woman nel film). Occhio che a volte vi mandano fuori da qualche negozio… perche’? Semplice: qualche VIP arriva a fare shopping e non vuole essere in mezzo alla gente!!! La sera? Un giro a Hollywood Boulevard vi piacerà (tanti locali e tanti shows).

American gigolo’ non va piu’ di moda e se siete nella costa Est… attenzione se date un bacio appassionato in pubblico … arriva la Police!

H-HOT Sta per caldo, si qua in estate e’ un autentico forno, ma attenti all’aria condizionata, qui esagerano e noi non siamo abituati.

M-MOVIES

I-ITALIANI

Sta per cinema, in America potete vedere i film con un certo anticipo rispetto all’Italia… e con il vostro Inglese? Le prime volte non capirete niente, ma poi sarà soltanto questione di allenamento e non riuscirete piu’ a vedere un film in lingua originale doppiato.

Contrariamente a quanto si possa pensare, in America hanno molta simpatia per gli Italiani, le persone si rivelano molto amichevoli quando scoprono che sei italiano.

L- LOS ANGELES

N-NERDS

La citta’ degli Angeli, vi consiglio una passeggiata sulla spiaggia da Marina del Rey passando per Venice beach(dove potete fare un’ora di allenamento con i pesi nella palestra sulla spiaggia, famosa perche’ Arnold e Lou Ferrigno hanno cominciato li… vedrete dei personaggi incredibili (dei veri bodybuilders… enormi!). Finito l’allenamento con un’altra breve passeggiata arrivate a Santa Monica, ci sono un sacco di nice chickens (chiamano cosi’ le belle ragazze

Non vestitevi come ci si veste a Milano all’ora dell’aperitivo(occhiletti neri e troppo fashion, altrimenti vi prendono per Nerds( guardate American Pie e capirete).

O?... Per ora ci fermiamo quì! E alla prossima uscita di Cake. Che quì in America sono molto, ma molto buone! A presto.

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PEOPLE PEOPLE PEOPLE PEOPLE PEOPLE

SOCIETÀ

a cura di Alessandro Ambrosi


SPECIAL

NESSUNO È MIGLIORE DI ME MOURINHO: una vita da Special One

È arrivato in Italia esordendo con un: “Ma io non sono Pirla...” e se n’è andato dopo

una storica tripletta che ha fatto impazzire i tifosi nerazzurri. Certo se ne sarebbe potuto andare in modo diverso, ma lui è lo “Special One” e non avrebbe potuto fare altrimenti. Ma riavvolgiamo il nastro. Era il 2003 quando un semi sconosciuto José vinceva la coppa UEFA dopo aver Mourinhizzato un Porto per nulla speciale. Alla conferenza stampa dichiarava: “Adesso voglio vincere la Champions League con la mia squadra. Poi andrò in Inghilterra, perché mi affascina l’esperienza da manager alla Ferguson, voglio essere qualcosa di più di un semplice allenatore. Quindi allenerò in Italia. Infine chiuderò la carriera da CT della Nazionale portoghese”. Si dimenticò di citare la Spagna, ma ad uno che ha vinto così tanto, lo si può anche perdonare. Ma cosa c’è dietro tutto questo? Una combinazione di intelligenza, furbizia, provocazione, preparazione. Una mole di studio e lavoro straordinaria che lo rendono un organizzatore e motivatore con pochi eguali al mondo. Un uomo che impiega poco a trovare giocatori disposti a sacrificarsi per lui. Un uomo che lavora e studia fino a tardi, arriva per primo in campo e va via per ultimo, sacrificando spesso quella che è la sua famiglia Ma io non sono e la sua vita privata. Pirla... Ma per Mourinho e per la sua stessa famiglia non si tratta di un sacrificio, ma della normalità. E questo grazie alla sua mogliecompagna che rende tutto più semplice e con la quale una volta varcata la soglia di casa José torna ad essere il “Normal One” padre di Matilde Jr e Josè Jr. Si conoscono da una vita Matilde e

Mou. Si conobbero a Setúbal, dove il papà di Tami portava spesso la famiglia a pranzo nei weekend al ristorante ‘Caranguejus’. Era un sabato del 1980 e José era lì: conobbe Matilde che aveva 14 anni e veniva da Lisbona quasi ogni fine settimana e non si sono più lasciati. Non hanno mai voluto parlare dei loro inizi. Hanno tenuto tutto per sé, il ricordo e la battuta, la provocazione, le eventuali gelosie adolescenziali. Si sa solo che lui da ragazzino era semplice, non atteggiato, non leader. Tami è timida, portoghese nata ad Angola (allora Colonia) ha studiato tantissimo, ha ottenuto sempre le borse di studio, fino a riuscire ad entrare all’Università Cattolica di Lisbona, la migliore del Portogallo, ma non l’ha mai portata a termine, l’ha lasciata nel 1989 per sposarsi e seguire il Nemmeno Gesù marito col sogno di una panchina. era simpatico a tutti, Un normale professore di educazione fisica che, ricordando quel periodo, figuriamoci Io dichiara: “Ad un certo punto della mia vita non sapevo che cosa mi sarebbe capitato. Volevo provare a fare l’allenatore, non più il vice, ma l’allenatore vero. Solo che non avevo proposte. Lei mi ha preso e mi ha detto: ‘Hai paura? No, vero? Perché tanto tu lo sai che ce la farai. Lo sai tu e lo so anche io’”. Ed ora lo sappiamo anche noi. Noi che abbiamo visto in prima visione i successi, noi che forse proveremo un po’ di nostalgia, noi che forse abbiamo perso una delle rare

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SPECIAL Ma non tutti possono capire un comportamento “politicamente scorretto”. Non tutti. In un paese dello status quo, dove la variabile indipendente viene individuata e repressa a fattore non determinante, infagottata, fatta tacere ed in alcuni casi screditata agli occhi dell’opinione pubblica, della gente che è sempre pronta ad assorbire come una spugna “acqua sporca” da ogni dove.

figure carismatiche, non solo del calcio, ma della televisione Italiana. Un personaggio che in pochi anni ha dato una scossa al nostro calcio, che le ha sapute dare e ricevere senza “peli sulla lingua”. Attaccato ed appena sfiorato da un sistema pesante e viziato che non ha saputo reggere il confronto con il nuovo, lo speciale, il vincente. Già, perché in Italia non siamo abituati ad avere a che fare con chi è vincente per merito! Con chi crede nei propri mezzi a prescindere. Questo da fastidio! “Una delle cose che mi piacciono veramente dell’Italia è il rumore dei nemici. Ho detto la mia opinione, come uomo libero in società libera e subito è arrivato il rumore dei nemici. Fantastico, è una cosa che mi piace, è una sfida che mi piace. Sono supercarico per l’inizio di campionato”. E da ancora più fastidio quando chi vince non se ne sta zitto. E quando quel: “Non sono il migliore del mondo, ma penso che nessuno sia migliore di me” si rivela dato oggettivo allora la verità inizia a far male veramente.

Evidentemente, sono sfortunato. “Anche quando faccio un gesto affettuoso vengo criticato… ”

Allora tutti pronti a salire sul carro dei vincitori, (“A me puo’ invitarmi per cenare con lei, io non vado...”), tutti amici del vincente per poi scaricarlo al primo cedimento. Tipico. Tipicamente italiano. E forse tipicamente umano, ma lo Special One se li scrolla tutti di dosso e si getta in un’altra battaglia perché ha bisogno di sfide e di nuove motivazioni, perché non si accontenta della poltroncina rossa, perché non aspetta l’occasione, lui le occasioni le crea, la realizza e la divora. “Avessi voluto un lavoro semplice sarei rimasto al Porto. Una splendida poltrona blu, la Champions, Dio, e dopo di lui, io”.

«Il sindaco mi ha accusato di voler dare una moneta a un bambino disabile. In realtà a quel bambino io ho dato un crocifisso che mi aveva regalato mia moglie e che ho tenuto in tasca da tre/quattro anni a questa parte. È un crocifisso che mia moglie aveva comprato a Fatima e mi aveva regalato. Il sindaco mi ha insultato perché ha detto che volevo dare una moneta a quel bambino... Evidentemente, sono sfortunato. Anche quando faccio un gesto affettuoso vengo criticato» Ma quando il 22 Maggio allo stadio Bernabeu Josè Mourinho batteva il suo maestro Van Gaal e consegnava dopo 45 anni la Champions League nelle mani del Presidente Moratti… Mou, prendeva la spugna zeppa di invidia, rancore (non suo, ma degli altri), gelosia ed odio… non la gettava, ma gli ha dava una bella strizzata. Abbracciava per l’ultima volta Materazzi da allenatore dell’Inter. Saliva sull’Audi A8 inviatogli da Florentino Perez e si lanciava in una nuova avventura. Sempre speciale, sempre più Mourinho e sempre con la sua amata spugna in tasca perché alla fine... tutto il mondo è paese. Grazie Mou.

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SPECIAL IPSE DIXIT:  “Per favore, non chiamatemi arrogante, ma io sono campione d’Europa e penso di essere Speciale” “Viste le occasioni da gol che abbiamo avuto e il dominio in campo potevamo anche vincere 5-1, e con me in porta”.

Se non gli piacciono le mie “ foto non è un problema. Ho avuto un grande rapporto con tutta la

CURIOSITÀ: gente dell’Inter Secondo le indiscrezioni uscite da Appiano, Benitez avrebbe chiesto che venissero tolte le foto di Mourinho dal ritiro nerazzurro. “Non ho bisogno di fotografie per amare la gente che mi sta attorno - la risposta di Mou -. I miei affetti li porto nel cuore. Quando ero all’Inter non ho fatto togliere le foto di Herrera e Mancini. “Se non gli piacciono le mie foto non è un problema. Ho avuto un grande rapporto con tutta la gente dell’Inter”. Un grande rapporto che non dimentica. “A Benitez auguro ogni successo. Non perché lo amo ma perché è l’allenatore della mia squadra, dei miei tifosi, del mio presidente. Voglio giocare contro l’Inter in finale a Wembley. Vorrei giocare contro l’Inter o contro il Chelsea, perché anche il Chelsea è la mia squadra. Oppure incontrare il Manchester United perché è la squadra di Sir Alex Fergsuon e l’ho sempre ammirato”.

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“Una volta ho i capelli lunghi, altre volte corti. Sono uscito da poco dalla sauna, sono bello fresco, non sono arrabbiato. Sono orgoglioso di me.”   “Un allenatore può perdere tante cose, tante partite ma non deve perdere mai la dignità” “Nemmeno Gesù era simpatico a tutti, figuriamoci Io” “E’ stata una maratona, perché un campionato è questo. Il maratoneta psicologicamente è un mostro, perparato ad andare fino al limite: tatticamente è furbo, perché conosce gli avversari e sa qual è il momento giusto per attaccare o controllare. Sa essere disciplinato” “Il suo passaporto deve essere sbagliato. Non può può avere 36 anni” (Zanetti).” a

cura

di A. L. •


ARTE

IL TALENTO DI GEMMA DEL SUD HA “CALDO AL CULO” Dal saper fare “dell’Artista”, al saper vendere il “Prodotto Artistico”

Veline,

soubrette, letterine, schedine, gieffine, troniste e prezzemoline ereditiere di grandi fortune (e chi piu ne ha più ne metta!) sembrano gridare un unico imperativo: “purché se ne parli!”.

Pazienza se la Star attraverserà il cielo in un istante bruciandosi in fretta, una nuova è già pronta ad illuminare l’universo. Navigando sul web c’è il rischio d’imbattersi con i nuovi “divi del trash” che fanno il loro punto di forza proprio la loro consapevole mancanza di talento.

Disposte a qualunque compromesso per ritagliarsi una fettina del grande e frenetico palcoscenico dello spettacolo, a furia di spintoni e sgomitate per rientrare nel mirino dei paparazzi. Ciò che conta è raggiungere l’ambita Visibilità del grande e ingordo vortice mediatico dove non ci sono regole, e oggi, ancor meno talenti.

E’ il caso di una certa “Gemma del Sud” che improvvisa performance amatoriali davanti alla webcam, proprio come lo si farebbe davanti ad uno specchio (assicurandosi che nessuno ci stia guardando, ovviamente!), canticchiando un inglese maccheronico, imitando le gestualità e l’appeal delle grandi pop star, magari con i capelli ancora bagnati e il trucco sbavato.

Collezionare “Mi piace” su face book, superare i tre zeri nelle visualizzazioni del canale youtube, alzare gli indici auditel, vendere milioni di copie di redazionali, magazine, tabolid, essere presenti col sorriso a trentatre denti nei grandi cartelloni pubblicitari piazzati tra i noiosi semafori: ualà, il gioco è fatto!

Con la sola differenza di un consistente pubblico di spettatori naviganti che passano il loro tempo a guardare e sentenziare drasticamente le movenze di questa reginetta del trash. Qualche chilo in più, uno squallido sfondo, nemmeno un filo di trucco e via pronta a dare in pasto ai suoi spettatori un’altra L . H . C. O. Q . sconsiderata performance. te c n i c a m i s ta Sul suo canale lei si definisce “cantante e ballerina” e in (2009) uno dei suoi video dichiara

Approvazioni che sono numeri, numeri che sono dati, dati che sono i principi per far del buon business. E allora lungi dal valutare un “saper fare bene” oggi s’insegue il “sapersi vendere bene”, o meglio vendere bene il proprio personaggio e la propria immagine.

“ 20

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ARTE soddisfatta di aver raggiunto il suo ambizioso obiettivo, diventare famosa! Un talento vero quello di Gemma, si, quello di saper dar alla gente ciò che vuole, ovvero qualcosa di Obrobrioso su cui sparlare sentendosi in fin dei conti migliori. Basta solo entrare nel mondo virtuale e mediatico, autoproclamarsi cantanti, artisti, pittori, fotografi e ballerini ed essere bravi a farlo credere.

s not shape “ foThr i sa i wo man

te c n i c a m i s ta (2009)

Anche nell’ambito artistico, superata la concezione di arte come techne quindi legata ad un saper fare, si è passati ad una cognizione più legata all’ambito sin estetico, ed è bastato Duchamp negli anni Venti che, con la sua dichiarazione di autentica opera d’arte rivolta ad un banale e squallido orinatoio posizionato all’interno di un museo, diede vita al concettuale. E allora sembra che anche oggi la questione non stia tanto nelle capacità professionali che vedono lunghi percorsi di formazione, studio e tecnica, ma l’improvvisazione e la capacità di stare a galla. Qualche grande artista lo aveva già capito da tempo, quando gridava tutto il proprio entusiasmo verso i prodotti della grande macchina mediatica: “Fare denaro è un’arte; lavorare è un arte; un buon affare è il massimo di tutte le arti”, recitava Warhol mitizzando i più grandi personaggi dell’epoca. E’ così che l’artista contemporaneo spagnolo Alejandro de La Coste dedica alcuni dei suoi lavori a questi concetti, rappresentando l’icona di una delle prime grandi star, Marylin con i baffi e le cinque lettere L.H.C.O.Q. (che si traducono in “Essa ha caldo al culo”), riprendendo la stessa operazione concettuale che Duchamp fece ad una delle creature più sublimate e venerate dei tempi, la Gioconda.

“ Magritte ”

tecnica mista (2009)

De La Coste, riconosciuto per il suo continuo citazionismo e l’assemblaggio di contenuti passati e attuali che si rifondono dando vita a nuovi input, dedica un’intera mostra alle Pop Icons rivisitandole nei loro profondi significati. La cosa curiosa è che lui stesso non si dichiara artista, ovvero colui che crea un’opera d’arte, ma il prodotto artistico dell’attuale Meccanismo Mediatico.

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a cura di Valentina E. Costa. •


ARTE

QUANDO LA PROVOCAZIONE PARLA ARABO Tutti i milanesi si ricorderanno che, nel 2004,

piazza XXIV Maggio fu abbellita per un certo periodo da tre deliziosi fantocci impiccati. E, se qualcuno l’ha dimenticato, significa che lo scopo non è stato raggiunto, ma questa è un’altra storia.

Ciò che importa sottolineare è che la provocatoria installazione di Maurizio Cattelan provocò tre reazioni contrastanti nella pubblica opinione: il plauso di alcuni esperti di cose contemporanee, qualcuno sincero e qualcuno ansioso di saltare sul carro dato per vincente; un perplesso è un po’ scocciato “Ma che diavolo…?” da parte di altre fazioni di studiosi, intenditori, curiosi, e il franco terrore della povera massaia Lucrezia, che si trovava a passare per la piazza con le sue brave borse della spesa. Il resto, l’hanno fatto i media. “Bene o male, purché se ne parli”. D’accordo, ma è tutto qui? La provocazione è, per antonomasia, un gesto che supera gli schermi, che rompe gli argini e produce l’inaspettato. Si dà per scontato che chi vuole dare una sferzata alle convenzioni stantìe sia padrone del mezzo espressivo che utilizza, e che, per dirla prosaicamente, sia capace di rivoltare la frittata in modo da mostrarne l’altra faccia senza che essa perda la sua natura di uovo sbattuto. Ecco, torniamo alla signora Lucrezia, che di ritorno dal supermercato si trova improvvisamente faccia a faccia con questi grotteschi fantocci appesi per il collo.

La signora Lucrezia non è granché interessata all’arte, preferisce i talk show e i settimanali di attualità e varca la soglia di un museo soltanto per senso del dovere, quando le capita di andare in vacanza in qualche città estera. Lo spettacolo dei bambini impiccati la lascia attonita, la atterrisce perfino, per un attimo, e quando le è chiaro di che cosa si tratta, la disgusta. “È arte, questa?” domanda alla signora Marisa dell’appartamento accanto. E sarà pure una domanda banale, ma la signora Lucrezia ha tutto il diritto di farsela. B e n e o m a l e,

p u rch é s e n e p a r l i ” . D ’ a c c o rd o, m a è t u t to q u i ? .

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Una cosa, comunque, è certa: la signora Lucrezia non si è trovata a riflettere sul significato di quei tre tristi pupazzi, e nemmeno sulla propria morbosità, che il guardarli ha suscitato, ma ad un livello troppo inafferrabile della coscienza. s e g u e » » » » »


ARTE

L’indifferenza “ suscitata da un’opera che non è lì a proclamare formalismi, ma solo contenuti

L’unico pensiero che l’ha turbata è che qualcuno ha preso dei soldi, per fare quella roba. E, se nei giorni seguenti le sarà capitato di vedere al telegiornale un servizio sui manichini di piazza XXIV Maggio, avrà esclamato un “va là, va là” già contaminato di indifferenza. Sia chiaro, non c’è nulla di male se un certo tipo di arte decide di imboccare la via della critica distruttiva, della provocazione autocompiaciuta e fine a sé stessa, ma a questo punto la domanda da farsi non è più quale tipo di messaggio si celi dietro ad essa: anche se c’era, il messaggio non è arrivato. Non è arrivato alla signora Lucrezia, alle mille signore Lucrezie di ogni città, che sono i principali fruitori di un’istallazione collocata sul suolo pubblico; e allora, forse, è il caso di interrogarsi su quale sia il senso di un’opera d’arte che scende in strada senza che ci sia bisogno di andarla a cercare, se poi però rimane del tutto incompresa. Certo, rimangono gli entusiasti che, se scremati dei plauditori per opportunismo, probabilmente non arriverebbero nemmeno a riempirla, piazza XXIV Maggio. Però loro, a quanto pare, hanno recepito il messaggio. Il problema non è la contestazione, e nemmeno la polemica, ma l’indifferenza suscitata da un’opera che non è lì a proclamare formalismi, ma solo contenuti. Contenuti, già.

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a cura di Francesca Castagna •


MODA

STILI STRAVAGANTI TRA INVERSIONE DI RUOLI La donna si fa uomo tra broccati e piume. L’uomo sceglie tra noblesse e povertà.

Se

La donna entra sempre più in una dimensione animalesca chez Versace e Bottega Veneta, nelle cui collezioni la protagonista assoluta è la pelle: dal singolo indumento a completi interamente in pelle nera. Gli stessi stilisti non risparmiano l’uomo, anch’egli in look total black del medesimo materiale.

nella scorsa stagione invernale ha predominato lo stile bon ton, il prossimo autunno/inverno sarà la stagione degli eccessi: collezioni che rievocano epoche antiche, luoghi esotici e perché no, atmosfere fiabesche. Un mix di stili che accontenterà ogni personalità e taglia, ma soprattutto vedremo la stravaganza in ogni abbinamento e tessuto: dall’uomo con la gonna alla donna androgina, dal tessuto broccato a quello animalier, dalla pelle alle piume.

La massima espressione di esoticità si ritrova invece in pellicce di ogni tipo, anche interamente piumate, come già azzardavano gli stilisti negli anni ’90. Inserti di struzzo ricoprono le maniche degli abiti di Gucci e rifiniscono i guanti in pelle di Alexander McQueen: le piume decorano proprio tutto, arricchendo cappotti e miniabiti, maglioncini e cappelli, stivali e borsette. La novità è proprio l’accostamento del piumaggio a riscoperti tessuti nobili come i broccati, la seta, il tulle, lo chiffon e l’organza.

Armani si discosta dalla tendenza stravagante proponendo una donna chic e raffinata e sposando il minimalismo nella collezione haute couture, facendola risultare quasi pret à porter: linee geometriche e ogni sfumatura del marrone caratterizzano cappotti ampi e lunghi, tailleurs eleganti e minimali. Rimangono invece paillettati e ricchi di dettagli i suoi abiti da sera, must e simbolo della casa di moda italiana.

Altro stile di grande tendenza per il prossimo inverno è quello alla garçonne che pero’ molto si discosta dalla donna accattivante che si copre di pellicce e piume. Hermes, Chloé, Ferragamo e Marc by Marc Jacobs vestono infatti una donna decisa e grintosa che si’immedesima nella quotidianità dell’uomo assumendone le veci nel luogo di lavoro. La donna androgina è senz’altro agli antipodi

Cio’ che non potrà mancare nel nostro armadio il prossimo inverno sarà il maculato, sia in stampa, sia su pelliccia: Dolce&Gabbana veste la donna con stampe maculate di ogni colore, abbinandole anche tra loro. Protagonisti anche i tessuti zebrati e leopardati, molto amati dallo stilista Matthew Williamson che si diverte con stampe variopinte su seta.

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MODA rispetto all’uomo in gonna pensato da Givenchy: non si sta parlando dell’uomo in kilt scozzese, ma di un’era, la nostra, in cui, se la parità dei sessi permette un pantalone alla donna, perché non una gonna all’uomo?

Se la donna il prossimo “ inverno godrà di stravaganza ed

eccesso adatti a tutti i gusti, l’uomo che le starà accanto si dividerà tra noblesse e pauvreté

Se la donna il prossimo inverno godrà di stravaganza ed eccesso adatti a tutti i gusti, l’uomo che le starà accanto si dividerà tra noblesse e pauvreté. Ferrè propone un uomo borghese, dallo stile raffinato, in un look tipicamente Principe di Galles: linee aderenti su capi bianchi e neri e doppio petti a gogò.

Non mancano però i cappotti lunghi ed ampi, maglioni di lana maxi taglia e abbinamenti di questi a pantaloni di pelle nera. La pelle è infatti protagonista anche chez l’homme, per il quale Dsquared, Frankie Morello e C’N’C realizzano giacche, giubbotti, gilets e pantaloni in pelle stile vintage. Al contrario, l’uomo vestito da Vivienne Westwood e Prada diventa “clochard” (tipico uomo di strada francese), indossando jeans sporchi, ampi maglioni bucati e bretelle consumate. Quella proposta non è vera trascuratezza, ma uno stile bohemien in realtà ricco di dettagli: anche i capelli sono spettinati in perfetto stile clochard, ma è una trasandatezza appositamente studiata. Non si può certo dire che le nuove collezioni siano sobrie, perché tutte nel loro genere sono create con dettagli studiati e tessuti lavorati, ponendo l’uomo e la donna ad un livello nuovo, quasi oltre-mondo.

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a cura di Federica Aliberti


TELEVISIONE

UOMINI E DONNE UN BLOG, DECINE DI MIGLIAIA DI UTENTI E OCCHIALINI ROSSI

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hiara Bonati. Un blog dalle 30mila alle 40mila visite giornaliere. La stessa redazione del programma che ne tiene parecchio conto. Decine e decine di Vip che fanno a gara per aggraziarsi qualche post. Migliaia di utenti affezionatissimi. Vita mondana tra tronisti e corteggiatori. Sembrerebbe non mancare nulla. Come abbiamo appena detto vanti molte amicizie vip ed ingressi speciali in tutte le feste esclusive. Immagino tu sia una donna molto invidiata?! Oddio, spero che la gente non arrivi ad invidiare qualcuno solo per questo. Da tre anni a questa parte, da quando ho iniziato ad occuparmi del blog, ho effettivamente avuto modo di conoscere diversi personaggi legati a “Uomini e Donne”, e non solo. Ma, come poi faccio nella vita di tutti i giorni, ho creato rapporti che andassero oltre la semplice conoscenza solo con quei pochi con cui realmente mi trovo bene, valutando quindi la singola persona e non il personaggio. E lo stesso vale per le feste: non mi interessa partecipare a qualsiasi evento indistintamente, solo per avere qualche foto o numero di telefono in più. Ho piacere di esserci quando l’invito mi viene fatto da persone che stimo.

Dove in un attimo guadagni notorietà

Può spiegare ai nostri lettori in cosa consiste il suo lavoro al blog? Scovare nel web notizie, immagini e curiosità sui protagonisti della trasmissione. Realizzare interviste esclusive, o dare spazio a coloro che vogliono esprimere la propria opinione, sia che siano utenti sia che siano Vip. Niente di troppo complesso, necessita solo di parecchio tempo

ed impegno per rendere il blog un posto piacevole dove trascorrere qualche minuto in leggerezza. Tanto lavoro quindi, molto tempo da dedicare e una speciale attenzione ai reality e alla vita dei personaggi noti. Ma che ne pensa Chiara Bonati di tutto questo movimento di pseudo vip che dall’avvento dei reality hanno occupato anche se per un breve periodo posizioni più o meno rilevanti nel piccolo schermo? Credo che sia i reality che programmi come ‘Uomini e Donne’, dove in un attimo guadagni notorietà, abbiano modificato radicalmente il panorama ‘Vip’ italiano.

Chiunque partecipi a queste trasmissioni sogna di fare l’attore, il presentatore, ma più spesso, e solo se si è particolarmente fortunati

Se prima ad essere conosciuti ed idolatrati erano attori, sportivi, cantanti che si guadagnavano ammiratori grazie ai loro successi e alla loro carriera, in questi ultimi anni basta anche solo apparire qualche minuto in televisione per avere fan, forum dedicati e una forte riconoscibilità. Chiunque partecipi a queste trasmissioni sogna di fare l’attore, il presentatore, ma più spesso, e solo se si è particolarmente fortunati, il massimo a cui possono aspirare è continuare a lungo con le serate in discoteca, nelle quali non servono particolari talenti per guadagnare cifre elevate. In pochi sono riusciti a togliersi di dosso, con pazienza e tanta gavetta, il marchio del reality: penso a Pietro Taricone, o Luca Argentero. Ma non tutti hanno la stessa fortuna, soprattutto per il veloce ricambio ‘generazionale’:

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TELEVISIONE Come dicevo prima, nella società attuale si punta più ad ottenere una notorietà immediata che alla costruzione di una carriera solida. Ma senza particolare talento alla base, l’unico risultato è un vasto panorama di meteore da una stagione televisiva o anche meno. Ovvio che in una situazione simile a lavorare siano i soliti Bonolis, de Filippi, Ventura. E Fiorello sia ancora considerato un neofita del mezzo, nonostante i 50 anni festeggiati e i molti programmi all’attivo. Credo però che qualche personaggio giovane che meriterebbe più spazio nel panorama italiano ci sia, una su tutti Paola Cortellesi: non solo esilarante comica, ma attrice dotata e persona dall’intelligenza spiccata. Col format giusto potrebbe avere un grande successo.

finito un trono, per esempio, ne inizia subito un altro, e i vecchi protagonisti spesso cadono nel dimenticatoio. Se dovesse descrivere con tre parole il personaggio medio? Egocentrico, arrogante e sopravvalutato. Sono in pochi, sempre a parer mio, s’intende, a meritare la popolarità di cui godono, e sono proprio quei pochi che stimo perché dotati di umiltà e semplicità, qualità che li differenziano dagli altri. Ha sicuramente stretto delle amicizie che vanno oltre il rapporto lavorativo, ma non pensa che dietro l’angolo si nasconda qualcuno che, oltre i suoi famosi occhiali rossi, veda un ultimo appiglio verso la ricerca della notorietà? L’idea fa abbastanza sorridere visto che poteri particolari non ne ho, se non quello di fornire tramite il blog un po’ di visibilità in più ai vari personaggi. C’è chi è talmente noto da non averne gran bisogno e, certo, chi invece farebbe carte false purchè si parli di lui. Ma le notizie le scelgo e le pubblico in base al grado di interesse che possono avere per gli utenti, e non in base alle mie opinioni personali. Nonostante ciò, e senza fare nomi, ogni tanto capita che qualcuno si mostri eccessivamente premuroso e disponibile nei miei confronti pensando di guadagnarne qualcosa.. ormai ci ho fatto il callo, e distinguo facilmente chi ha doppi fini.

Finito un trono, per esempio, ne inizia subito un altro, e i vecchi protagonisti spesso cadono nel dimenticatoio....

Soltanto un anno fa Lele Mora dichiarava: “Gieffini e Tronisti valgono oro!”, riferendosi ai cache che questi riuscivano a spuntare durante le serate. Sembrerebbe invece dai dati che questo fenomeno sia in netto ribasso. Pensa che sia una conseguenza della crisi, dell’ eccessiva offerta o risultato della mancanza di individui carismatici che riescano ancora a rivelarsi una vera e propria attrattiva per il pubblico (vedi il caso Costantino)? La crisi credo incida ben poco nell’ambito delle serate, visto che i locali sono sempre pienissimi. A parer mio è proprio per l’eccessiva offerta: ogni stagione televisiva ci offre almeno una ventina di gieffini, una decina di tronisti, centinaia di corteggiatori. Senza contare i naufraghi, le pupe, i secchioni, etc etc. Normale che le discoteche, con così tanta scelta, non siano più disposte a tirar fuori le cifre pazzesche dei tempi d’oro di Costantino per ospitare un personaggio.

Come ben sappiamo la televisione italiana ruota attorno ai soliti personaggi. Eppure sembrerebbe che questi abbiano ancora lunga vita sui diversi palcoscenici mancando degni sostituti. Come se lo spiega?

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Il fenomeno facebook oramai garantisce un’autopromozione gratuita anche per le persone, oltre che per le aziende, sembrerebbe che, al contrario di soggetti affermati, siano soprattutto quelli che hanno goduto soltanto di irrilevanti istanti di notorietà ad essere i primi ad autoproclamarsi Vip. È così?

La vorrei più meritocratica, ma capisco che è abbastanza utopica come visione. Tutto sommato ce n’è per tutti i gusti: programmi futili, trasmissioni impegnate, informazione, sport. E poi c’è sempre quel fantastico tastino rosso in alto a destra sul telecomando. Preferisco quelli a cui la televisione non piace che la spengono ed escono di casa, piuttosto che coloro che non fanno altro che criticarla per i programmi insulsi che trasmette, ma poi sono i primi a non perdersene una puntata.

Facebook ha influito molto anche sul nostro stesso blog: se prima era difficile e complicato reperite news su questo o quel tronista, ora il social network è una fonte illimitata di materiale, e sono gli stessi protagonisti spesso a richiedere l’amicizia a me o ad Isabella, l’altra amministratrice, e a mandarci materiale che li riguarda.

Ed eccoci giunti alla fine dell’intervista. Abbiamo parlato di tv, vip e lavoro. Parliamo un po’ di Chiara. Un sogno nel cassetto, un rimpianto ed un messaggio da mandare a tutti i fan che ti seguono ogni giorno con tanto affetto.

Anche il meno noto tra i corteggiatori sa che ci vuole poco per scatenare la curiosità dei 5000 amici che accettano sul proprio profilo, e quindi basta una frase sibillina o una foto con un presunto partner perché a tempo record ci arrivino decine di mail a riguardo, e di conseguenza nascano post che li riguardano.

Mi piacerebbe lavorare nella comunicazione, ma se così non fosse vorrei aprire un negozietto per dare libero sfogo alla mia creatività, che al momento è indirizzata nel campo della bigiotteria e dello scrapbooking, ma è sempre aperta a nuovi stimoli. Rimpianti? Forse quello di essere tornata a casa il giorno dell’esame di spagnolo all’università, qualche anno fa, perché ci stavano facendo aspettare troppo tempo per problemi tecnici, ed io, essendo un tipo ansioso, pensavo di fare danni rimanendo.

In un mondo dove tutti si sentono Very Important Person sono proprio i veri Vips ad avere atteggiamenti da persone comuni. Che ne pensi? Concordo. L’arroganza maggiore l’ho riscontrata proprio nei personaggi meno noti e meno talentuosi, mentre paradossalmente mi sono trovata molto più a mio agio con personaggi che avrebbero potuto atteggiarsi da snob e non lo hanno fatto.

Ed invece probabilmente a quest’ora sarei laureata, mentre invece mi mancano i soliti 5 esami che prima o poi finirò, spero. A chi segue il blog consiglio invece di acquisire il proprio spirito critico e di farsi più scaltri, perché spesso vedo osannati personaggi che, conoscendoli, si son rivelati nella loro pochezza, e snobbati altri che invece meriterebbero maggiore attenzione. E chi vuole intendere..

Chiara Bonati. Se avesse lo scettro magico cosa cambierebbe della televisione italiana? E cosa invece manterrebbe?

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TELEVISIONE

di A. L. •


TELEVISIONE

I VIPS PASSANO, I LAURETTI RESTANO TRA SFILATE DI VIP, BELLE DONNE, MUSICA E DIVERTIMENTO I FRATELLI LAURETTI RIMANGONO LA VERA COSTANTE DELLE SERATE ROMANE.

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e si vive la night life della capitale è impossibile non conoscere i Fratelli Lauretti e Cake Magazine non poteva non intervistare il duetto più in vista delle esclusive notti capitoline.

Immagino che tu sia molto in vista e che il fatto che tu abbia stretto amicizia con diversi personaggi sia stata la causa di non poche gelosie…

Antonello, raccontaci un po’ com’è nata questa passione per le feste. Diciamo che tutto è iniziato con il mio lavoro, tra le consuete public relation e organizzatori di eventi e produzioni con cui intrattengo contatti. Tengo in ogni caso a precisare che partecipo solo a feste che organizzano amici. Ho avuto occasione quest’anno di partecipare al vostro compleanno e devo dire che è stato un brulicare di vip. Come hai conosciuto tutti questi volti noti della TV e dello sport? In varie feste ed in occasioni di lavoro.

Verissimo....ma l’invidia della gente e’ la mia forza!! Intorno a me c’e’ sempre tanta gente... ma sono consapevole di chi è “vero” anche se qualche volta mi sbaglio. La gente spesso parla senza conoscere le persone e parrebbe che il nuovo sport nazionale sia quello dello “sparlare”. Sembra quasi che molte persone preferiscano riflettere sulla vita degli altri piuttosto che cercare di vivere la propria con serenità. Cosa ne pensi a proposito? Non mi interessa di cio’ che fanno gli altri, rimane un problema loro . Anche “sparlare” e’ un arte ma devi saperlo fare bene!

“sparlare” e’ un “arteAnche ma devi saperlo fare bene!”

“I vip passano ed i Lauretti restano” è il titolo dell’intervista, nelle tue feste sono passati personaggi più o meno noti e molti si sono rivelati o si riveleranno (a rigor di statistica) delle meteore. Accade spesso che i riflettori cambino le persone e soprattutto quelle che fino al giorno prima “non se le filava nessuno”. Hai notato anche tu quest’evoluzione?

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TELEVISIONE Certo... lo spettacolo e’ un arte e non molti hanno qualità e talento per poter proseguire...Pero’ basta parlare di Vip o Nip!:) Ok, cambiamo totalmente discorso. Una volta svegliato dal letto qual’ è il primo pensiero che ti passa per la mente, dopo quello di un buon caffè ovviamente? Eppure oggi “scateno l’inferno!!!” Ricordo un episodio simpatico accaduto al tuo compleanno, ma che poi si è riproposto in diverse occasioni. Il classico taglio della torta come sappiamo è il momento della serata più fotografato dai paparazzi perché attorno al tavolo si organizza la foto di gruppo. Ecco che come per tradizione tra colli allungati e sgomitate sembra quasi che si faccia a gara per ottenere la massima visibilità per quello scatto. Non pensi che ci sia oramai più una rincorsa alla notorietà fine a se stessa piuttosto che cercare di raggiungerla attraverso capacità reali? L’ho notato anche io, ma ne ero consapevole. Infatti ringrazio chi e’ venuto solo per mangiare, chi solo per andare sui giornali e chi perché tiene all’amicizia dei Lauretti.  Un’ultima domanda Antonello. Tu e tuo fratello Tommaso pur immersi in quello che è considerata la bella vita romana mantenete sempre quel tocco di galanteria, umiltà e piacevolezza che contraddistingue chi non ha nulla da dimostrare. Pensate di rimanerne immuni ancora per molto?  Assolutamente si ....l’unione vince su tutto!!!E poi come farebbe la gente senza i LAURETTI NIGHT?:)

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Sembra quasi che si faccia “ a gara per ottenere la massima visibilità per quello scatto ” a

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di A. L. •


FOTOGRAFIA

ALICE IN WONDERLAND: TRA SOGNO E PERVERSIONE FOTOGRAFICA La vera storia di Alice Liddell

La

vera storia di Alice Liddell, la musa che ispirò il romanzo di Lewis Carroll.

professore di matematica che in seguito si appassionò di fotografia, assumendo lo pseudonimo letterario di Lewis Carroll.

Uno strano Mondo dove tutto è possibile, dove ogni giorno è un “buon non compleanno” da festeggiare, dove improvvisamente un’eccentrico stregatto astratto appare e scompare depistando la strada, dove un curioso brucaliffo predica parole che si dissolvono in fumo. Un Mondo fatto di trappole, stranezze, paure, prove, ma anche colori, divertimenti e personaggi tanto bizzarri quanto attraenti. Una realtà che appare talvolta incomprensibile per una piccola e ingenua Alice, così curiosa di avventurarsi e lasciarsi andare nel turbine del surreale. Un romanzo, un cartone animato, un film. Ma chi era veramente Alice nel Paese delle Meraviglie? E chi creò per lei quel Mondo?

In un torbido pomeriggio, precisamente il 4 luglio del 1862, durante un viaggio in barca, la piccola Alice chiese al reverendo di raccontarle una storia e fu così che lui iniziò a narrarle di una graziosa bambina caduta nella tana di un bianconiglio frettoloso. La storia affascinò così tanto Alice da supplicare l’amico Charles di scriverne un libro tutto per sè.

Lei è Alice Pleasance Liddell, quarta di dieci figli di Lorina Hannah Liddell e Henry George Liddell, nominato decano del Christ Church College all’Università di Oxford in Inghilterra. Qui lavorava un certo Charles Dodgson, reverendo e

Fu così che, nel Natale del 1864, precisamente due anni dopo quel caldo pomeriggio estivo, Alice ricevette in regalo il suo tanto atteso racconto, titolato “Alice’s Adventures under Ground” (Le avventure di Alice sottoterra). Lewis Carroll, autore di questo intrigante romanzo, dedicò il manoscritto a quella delicata musa che tanto lo aveva ispirato nelle sue più intime fantasie. I due in seguito si separarono, la piccola Alice diventò adulta, ebbe una relazione con il principe Leopold, figlio della regina Victoria, si sposò e dedicò parte della sua sensibilità veramente nell’arte.

Ma chi era “ Alice nel Paese delle

Meraviglie? E chi creò per lei quel Mondo?

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Ma nel cuore del reverendo il ricordo di quella speciale amicizia non smise mai di bruciare, come dimostra una lettera che lui gli scrisse dopo anni per chiederle il manoscritto originale del romanzo. s e g u e » » » » »


FOTOGRAFIA « Mia cara signora Hargreaves, immagino che questa le sembrerà una voce dall’oltretomba, dopo tanti anni di silenzio;tuttavia […] l’immagine mentale di colei che per tanti anni è stata la mia amica-bambina ideale è come sempre vivida.

conturbanti e inquieti. Un mezzo, quello fotografico, che permetteva a Lewis Carroll di dar corpo al suo desiderio, che era quello di viverle maliziosamente, di penetrarle con lo sguardo e infine possederle, virtualmente. Un amore impuro, una forte passione che diede vita ad un mondo fantastico, quello di Alice. Un finto “wonderland” dove tutto è possibile, dove nulla ha un senso, o forse si.

Da allora ho avuto molte amiche-bambine, ma non è stata mai la stessa cosa » (C. L. Dodgson) Un immagine mentale, la sua, che la fotografia aveva reso materiale, uno scatto che aveva dato corpo a questa fanciulla e che l’aveva congelata nella sua splendita giovinezza. L’immagine di Alice compare infatti nell’ultima pagina del diario manoscritto, a testimoniare quanto cara e preziosa fosse per lui, tanto da non riuscir a trattenersi dal chiederla in sposa.

Da allora ho avuto molte “amiche-bambine, ma non

è stata mai la stessa cosa

Una sorta di reliquia, una delle tante che Carroll conservava gelosamente, tra tutto il materiale fotografico che presentava ossessivamente un unico soggetto, ovvero l’oggetto del suo desiderio. Pare che avesse creato una sorta di parco di divertimenti all’interno della sua casa, con scenografie teatrali, strani personaggi, specchi deformanti, giochi e tante bambole. Un mondo che si tramutava nella quinta teatrale dei suoi racconti fiabeschi, dove catapultava l’immaginazione di queste sognanti bambine che frequentavano la sua abitazione, per poi arrivare allo scopo tanto atteso, preparato accuratamente nei minimi dettagli: quello di fotografarle. Bambine in posa che sembrano perdere la loro ingenuità e la vivacità dello sguardo, presentandosi davanti all’obiettivo come piccoli esseri

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a cura di Valentina E. Costa. •


SPORT

SURF BAD BOY La mia adrenalina

Bella, lettori di Cake e riders in giro per il mondo,

onde oceaniche di 4 metri e si salta ad 8-10 metri d’altezza! Ma i sogni prima o poi finiscono, e allo scadere dei tre mesi ho dovuto abbandonare il mio piccolo angolo di paradiso e tornare alla realtà cittadina, tra i banchi di scuola e la bianca per strada.

mi chiamo Mattia Pedrani, ho venticinque anni e sono un pro windsurfer gardesano/milanese. Con questa breve presentazione, voglio portarvi un po’ a spasso nella mia realtà. L’influenza principale durante la mia gioventù, quando ancora vivevo nel grigiore dell’hinterland milanese, è stata la passione contagiosa per uno sport assolutamente alternativo, il windsurf. Quando avevo solo sei anni, infatti, i miei genitori, che avevano da poco cominciato questo sport pazzesco, mi hanno piazzato su una tavola con una veletta in miniatura e, dopo aver legato una corda di nylon alla strap posteriore, mi hanno spinto sulla tavola e via. Dopo svariati anni in cui windsurfavo solo in estate e, per compensare, facevo snowboard in inverno, a 13 anni i miei hanno ancora una volta dato una svolta al mio destino, piazzandomi su un aereo diretto a Maui, Hawaii, per 3 mesi. Una volta arrivato sull’isola, nel bel mezzo del Pacifico, ho capito che il windsurf per me era molto più che un semplice passatempo o sport. Già sul lago, la sensazione che si prova a planare sull’acqua e fare manovre sospinti esclusivamente dalla potenza del vento è straordinariamente adrenalinica, figuramioci poi quando si surfa con

L’unica droga di cui ho sempre avuto bisogno è l’adrenalina

L’unica droga di cui ho sempre avuto bisogno è l’adrenalina. Ogni weekend andavamo sul lago di Como, dove ho cominciato a migliorare sempre di più. La gente ha cominciato a notarmi in acqua, e quindi ho potuto ottenere la mia prima sponsorizzazione da un piccolo negozio locale. L’aspetto fondamentale per me è sempre stato di divertirmi il più possibile, ma avere anche un aiuto economico ed in termini di materiale mi ha dato Sul mio profilo un’ulteriore spinta ed ha incendiato www.myspace.com/ la mia motivazione. infamousdoublezero Ho trascorso altre tre estati alle ci sono alcune delle mie Hawaii, e sono riuscito a migliorare canzoni rap in maniera notevole, entrando a far parte del Team Mistral International, con riders da tutto il mondo. Da cosa nasce cosa, e sembrava ormai che la mia via fosse tutta in discesa. Nel 2006 sono stato invitato a partecipare al Photoshooting Mistral, sempre a Maui, facendo svariate foto di action e di lifestyle, che poi sono finite su un sacco di riviste, sul web, ed ovviamente sul catalogo Mistral, allora uno dei marchi più significativi del mercato. Il mio hype quindi continuava a crescere, ed ho anche cominciato a

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SPORT fare gare a livello italiano, europeo e mondiale. Vivendo al lago però, mi sono dovuto concentrare sul freestyle, disciplina che permette di fare manovre pazzesche in qualsiasi condizione, liberandosi dall’handycap della location perfetta per vento ed onde. Parlando di location perfetta, mi ricorderò per sempre la Windsurf Challenge 2007, in Madagascar. Oltre ad essermi piazzato secondo, dietro solo al campione del mondo freestyle, Gollito Estredo, sono rimasto profondamente colpito dai colori, dalle condizioni mozzafiato, dai profumi e dalla gente di questo angolo di Africa. Il mio anno migliore, in termini di competizioni, è stato il 2008, quando ho vinto il Campionato Italiano Freestyle e mi sono classificato tredicesimo al mondo nel ranking freestyle PWA. Le aziende del settore hanno cominciato a notare la mia voglia di fare e di girare il mondo e finalmente hanno deciso di supportarmi al massimo, permettendomi di trasferirmi al Lago di Garda per allenarmi tutti i giorni e di girare il mondo più velocemente di un virus informatico. Restando in tema, nel 2005 ho creato il mio sito personale, www.mattiapedrani.com, che ha avuto oltre 54000 visite in 4 anni.

delle mie esperienze in giro per il mondo, e degli sponsors che mi hanno permesso di far tutto questo ( tutte le colonne sonore dei miei ultimi video sono mie!) ed ormai anche il rap è diventato una delle mie corsie preferenziali per proporre il mio approccio, sia in acqua che fuori. Recentemente ho anche creato un account sia su facebook (Mattia Infamous Pedrani) che su myspace per promuovermi un po’ sui social network ed ho parecchi fans interessati a tutte le mie ultime novità ed updates da tutto il mondo.

...la sensazione che si “ prova a planare sull’acqua e fare manovre sospinti esclusivamente dalla potenza del vento...

Sul mio profilo www.myspace.com/infamousdoublezero ci sono alcune delle mie canzoni rap. Ho già rilasciato il mio primo Mixtape che ha avuto un buon riscontro ed ha cominciato ad incuriosire parecchia gente. E siccome non mi piace riposare, presto sarà disponibile il nuovo singolo. Continuerò ad espandere la mia influenza windusrfistica sia a livello nazionale che mondiale, partecipando al tour italiano e al PWA ,dove cercherò di migliorare la mia posizione per arrivare finalmente nei primi 10 al mondo. Nel frattempo “studio” Informatica all’Università di Trento. Allora, vi aspetto tutti qui sul Lago di Garda per provare questo sport stupendo! E come si dice negli USA, Piece of CaKe…cioè una FIGATA!

La sezione che mi piace di più è quella “Movies”, dove ci sono tutti gli ultimi video che ho girato in giro per il globo, in Sud Africa, alle Hawaii, sul Garda, in Oman… Ultimamente ho scoperto la potenza di YOUTUBE, che mi ha fornito un’ulteriore propulsione per far conoscere a tutti la bellezza di questo sport. Scrivo e canto canzoni rap in cui parlo anche

A prestooooo

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a cura di Andrea Mendez


SPORT

MATTI DA LEGARE! Il nostro inviato Giulio, alla ricerca dello scatto estremo, questo mese ci parla di bungee jumping.

Cosa

spinge appassionati a vuoto?

migliaia di lanciarsi nel

Il Bungee Jumping è un’attività che sta diventando più che una moda, ed è soprattutto un modo per sfidare la forza di gravità e superare i propri limiti. In cosa consiste? Consiste nel lanciarsi nel vuoto da una piattaforma elevata, dopo essere stati imbragati con una corda elastica. Ponti e postazioni fisse sono la scelta più tipica, ma ci sono anche postazioni mobili come mongolfiere, gru e funivie. Quando nasce? Nasce già negli anni settanta, ma raggiunge la massima popolarità grazie ai media televisivi negli anni novanta. Anche nel territorio italiano si è diffusa notevolmente questa pratica. Il “Ponte Gardena”, sull’Altopiano dei Sette Comuni (VI), con i sui 187 metri di altezza, è il sogno di ogni jumper

modo per sfidare “launforza di gravità e

superare i propri limiti

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SPORT il saltatore che si ritrova a penzoloni a testa in giù, attende l’ imminente fase di recupero che viene effettuata inizialmente da un operatore che si trova a valle, che gli fornisce una corda su cui è inserito il moschettone di ancoraggio. In seguito, dalla pedana di lancio, questa corda viene tirata per il recupero, che avviene in posizione eretta e non più sottosopra.

italiano. Altre postazioni sono presenti su tutto il nostro territorio, in prevalenza al Nord. Singolare, per chi percorre l’ autostrada austriaca da Innsbruck verso l’Italia, è il Bungee Jumping dal celebre ponte stradale Europabruecke, dove sotto l’ intenso traffico autostradale, si lanciano dalle due postazioni di lancio poste a 192 metri, molti appassionati provenienti da tutta Europa. Ma come funziona il giocattolo? Prima di effettuare il lancio, l’organizzatore descrive all’utente, spesso amatoriale, l’intera procedura del lancio, mettendolo anche a conoscenza di eventuali controindicazioni, e dandogli valido un aiuto psicologico prima del fatidico momento. Ogni persona viene equipaggiata con due distinte imbracature: la prima, allacciata ad entrambe le caviglie, è quella effettivamente utilizzata per il salto, quella dove verrà allacciato l’ elastico, insomma, mentre la seconda, simile alle imbracature da alpinismo, serve come seconda sicurezza, in caso di rottura dell’elastico, e per il recupero dopo il salto. Eseguita la procedura, inizia il count down per il lancio, che viene eseguito spontaneamente dall’utente, e che qualche volta tarda ad arrivare.

Con i sui 187 metri “ di altezza, è il sogno di

ogni jumper

Pensando al lancio nel vuoto ci viene spontaneamente una domanda, è veramente sicura questa attività? Il fattore sicurezza è fondamentale: l’ elastico, che è l’ elemento principale, viene sostituito dopo un certo numero di cicli che può essere anche a cinque volte inferiore alla vita tecnica dichiarata dal produttore. Il personale addetto è qualificato per questa attività e solitamente gli organizzatori dispongono di certificazioni come la SISE, Standard Italiano Salto con Elastico. Quindi, non c’è di che aver paura, anche se, una volta che si è faccia a faccia con il vuoto il dubbio rimane sempre; ma anche questo è il bello degli sport estremi!

E poi? Durante la caduta nel vuoto viene raggiunta una velocità che può toccare i 100 km/h. La caduta libera termina con un primo rimbalzo verso l’ alto per circa 2/3 dell’escursione, e da ulteriori due cicli di minore entità. Una volta esaurita l’energia cinetica del salto,

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a cura di Giulio Trivani


SPORT

Ma siamo sicuri che sia l’unico caso dubbio?

Dopo una brutta faccenda che l’ha tenuta lontana dalle competizioni per un lungo

periodo, Caster Semenya realizza la sua prima vittoria sulla pista che l’aveva vista campionessa del mondo nel 2009. Torna a vincere dopo aver vinto la sua più grande battaglia contro la Iaaf. Che umiliazione dev’ essere stata non vedersi riconosciuto il merito. Vedere e sentire le colleghe/rivali sollevare dubbi sul proprio sesso, vedersi proiettata in un’inutile bagarre scandalistica, veder passare in secondo piano tutti i sacrifici che si sono fatti negli anni. Vincere e, nonostante tutto, vedere il gossip avere la meglio. Undici mesi passati a capire se Caster fosse uomo o donna, un team di psicologi, endocrinologi, ginecologi. Un verdetto: donna. Undici mesi che devono esser sembrati anni ad un atleta al top della propria carriera. Una sofferenza mentale talmente forte che diventa fisica, che diventa inaccettabile perché non dipendente da se. Ma Caster Semenya è una ragazza forte. Proviene ...frutto di iniezioni di da una famiglia povera, è nata in un villaggio di fango, Ga-Masehlong, vicino a Polokwane, testosterone e ormoni da Sudafrica, dove essere femmina non era certo cavallo... un passaporto per la felicità. Ha fatto sacrifici enormi per arrivare dov’è ora. Ha vinto e si merita la vittoria. La nonna, in un momento di saggezza, ha detto che “Caster è donna e se è così mascolina è perché Dio l’ha fatta così.”

È vero il corpo mascolino della Caster può far sorgere dei dubbi e,

di certo, può sollevare più di una polemica. È anche vero però che i suoi modi di fare e comportamenti(tipici di atleti uomini) avuti in pista prima del polverone non l’hanno certo aiutata a disseminare le malelingue ed i sospetti! Ma se si vuole parlare di mascolinità non bisognerebbe dimenticare le atlete dell’est con tanto di baffi e peli villosi frutto di iniezioni di testosterone e ormoni da cavallo. Tutti sanno quello che è successo e quello che sta ancora succedendo nelle piste di tutto il mondo. Lo sport è malato! È inutile accendere casi di dubbia sessualità quando tutti gli addetti ai lavori sanno bene che il doping è una piaga inestirpabile. è nata in un villaggio di Molti professionisti ne fanno uso e fango, Ga-Masehlong, vicino molti sport addirittura oramai non ne possono nemmeno prescindere. a Polokwane, Sudafrica, dove

essere femmina non era certo un passaporto per la felicità

Si pensi che addirittura il fenomeno, in alcune discipline, è più radicato nello sport dilettantistico che in quello professionistico. Nessuno fa nulla? Come no! Ogni tanto spunta il Pantani di turno e gli si distrugge la carriera, la vita…e nel frattempo tutti continuano ad aprire fialette e a scartare siringhe. E mentre si discute se Casper Semenya sia uomo o donna, una donna decide, con qualche pasticca, di diventare uomo per raggiungere l’ennesimo traguardo che forse la porterà soltanto a varcare la soglia dell’ospedale prima della menopausa.

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PEOPLE PEOPLE PEOPLE PEOPLE PEOPLE

SEMENYA TORNA IN PISTA: È DONNA. ALTRE DONNE TORNANO IN PISTA DA UOMINI

di A. L. •


SPORT

L’AMERICA DIETRO L’ANGOLO Alessandro Ambrosi, head coach di Hampton University, descrive uno spaccato della realtà universitaria a stelle e strisce

Let’s go!

costituisce un forte richiamo per altri studenti, che scelgono di andare in una università non solo per il livello accademico degli studi, ma anche perché il programma sportivo è di alto profilo.

Questo motto così popolare negli Stati Uniti rappresenta ciò che ho provato in una calda giornata di luglio dello scorso anno, quando ho ricevuto la mail che mi proponeva un lavoro come head coach in una Universita’ americana. Bagagli pronti, e via con la velocita’ di uno sprinter a prendere il volo Roma-Philadelphia-Norfolk, con destinazione Hampton University in Virginia. E questa e’ stata la parte piu’ facile, ma appena arrivato ho capito che dovevo dare il meglio di me stesso in questa impresa.

Inoltre, non esistendo società sportive (le uniche sono quelle professionistiche della NBA, NFL, del baseball, hockey su ghiaccio, soccer), la gente paga per andare a vedere le partite, e con il pubblico arrivano gli sponsor, ed il gioco è fatto. Gli atleti, pur di livello altissimo, non vengono pagati (ricevono solo una borsa di studio per l’università) ma per loro essere in un team universitario è una chance per essere notati da qualche lega professionistica che li recluti al termine degli studi. Ovviamente, il budget a disposizione per ogni sport non è uguale per tutte le discipline. Il Football, ad esempio, amministra e gestisce piu’ soldi dell’atletica o della vela (anche perche’ vendendo i biglietti e gli abbonamenti delle partite incassa piu’ soldi), ma grazie a questo meccanismo vengono finanziati tutti gli sport. Io alleno il team di vela ma oltre a gestire al meglio il mio budget devo impegnarmi per reperire soldi al di fuori dell’università, con sponsorizzazioni od organizzando campi sportivi per studenti delle high schools, le scuole superiori. La suddivisione del lavoro di un allenatore è ripartita pressappoco così: un 30% del tempo

Il sistema sportivo Americano e’ totalmente differente da quello italiano nel quale sono cresciuto. Lo sport viene praticato a scuola, non esistono societa’ sportive come le intendiamo noi. In America tutto e’ organizzato secondo una logica di business, anche le attivita’ sportive . A livello universitario vengono praticati molti sport per i quali vengono offerte borse di studio agli atleti. Questo perche’ l’Università, qui, costa mediamente 25.000 $ l’anno. Una cifra enorme, paragonabile soltanto ai sistemi universitari privati del Bel Paese. Il benessere di un’università è quindi correlato a quanti studenti si riescono a reclutare; ecco perche’ ogni scuola tenta di accapparrarsi i migliori atleti offrendo loro borse di studio. Avere un team di football o di basket che si competitivo, ad esempio,

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SPORT in allenamenti ed il restante 70% fra programmazione, management, riunioni con lo staff, marketing e public relations e… una montagna di carte da compilare. Quando arriva il periodo delle gare, poi, si gira per tutti gli States, e vi posso assicurare che le distanze sono immense! Uno studente /atleta che entra da freshman (primo anno), deve solo preoccuparsi di mantenere il suo GPA sopra 2.5. Il GPA è il sistema con il quale qui si viene valutati accademicamente, e fra i principi basilari ci sono l’avere un comportamento corretto e seguire i programmi di allenamento regolarmente. Non ci si allena mai da soli, gli allenatori seguono l’atleta sempre assieme a fisioterapisti e a degli allenatori specializzati, gli strenght and conditioning coaches, che si occupano della preparazione fisica con i pesi. E se si va male a scuola? Allora si viene sospesi dagli allenamenti per un po’, e allo studente viene assegnato un tutor che lo aiuterà a superare le difficoltà scolastiche, anche perché se un atleta si infortuna non perde la borsa di studio, ma se ha dei punteggi scolastici non sufficienti puo’ perderla. Ci sono delle persone il cui lavoro è proprio monitorare l’andamento scolastico degli atleti.

/atleta “cheUnoentrastudente da freshman

Il vantaggio? Arrivi alla laurea riuscendo ad allenarti nel migliore dei modi e senza perdere tempo. Mens sana in corpore sano. Una regola importantissima: un atleta non puo’ percepire guadagni fino a quando è all’università, e tanto meno firmare contratti professionistici prima della laurea. Quindi, ad esempio, non si può partecipare a meetings internazionali dove ci sono premi in denaro, ma si può andare alle Olimpiadi .

(primo anno), deve solo preoccuparsi di mantenere il suo GPA sopra 2.5

L’NCAA, che è l’organo che regolamenta lo sport universitario, pretende che gli atleti abbiano lo status di dilettanti fino alla laurea, ma poi? Se sei forte, puoi diventare professionista, e guadagnare tanti, ma tanti dollari; se non lo diventi, hai preso una laurea senza spendere un dollaro ed hai vissuto un’esperienza indimenticabile. Non male, no?

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a cura di Alessandro Ambrosi


COOKING

ALCHEMICAL COOKING Tagliatelle Caserecce

La cucina è un’alchimia, trasformiamo

sapori grezzi mescolati insieme in cibo. Usiamo tutti e cinque i sensi, dal vedere il cambiamento dei colori all’odore di cottura, dal maneggiare consistenze diverse, all’ascoltare il rumore degli ingredienti in preparazione.

Per due persone e mezzo (uomo, donna e ospite o superfame dell’ultimo minuto)

Infilate le dita nel barattolo come a pizzicare un bel culetto, tirate su e lasciate cadere tutto quello che cade. Quello che avete tra le dita è la quantità q.b.

Pasta Farina 2 uova (uno e mezzo, bicchiere scarso d’acqua se volete contenere il colesterolo) Sale, se volete (infilate le dita nel barattolo come a pizzicare un bel culetto, tirate su

e lasciate cadere tutto quello che cade. Quello che avete tra le dita è la quantità q.b.)

Vorrei trasmettere come assaporare tutto ciò, con questa rubrica di cucina dei non cuochi improvvisati della domenica, quando il frigo e ogni anta in cucina sono praticamente vuoti, i supermercati chiusi, e solo l’idea di fare colazione per tutto il giorno alza la glicemia. Una tarda mattinata domenicale mi alzo rilassata e semicontenta dopo 67 ore in sei giorni di lavoro, un dolce bacio e un piccolo e sfuggente abbraccio. Ma, come i toni della sveglia, inizia a poco a poco in crescendo un lamento… “ Tata, ho fame (cip cip)… non c’è niente da mangiare… (cip cip), porca vacca ma possibile che ogni volta che fai spesa ti dimentichi qualcosa?!? Non c’è pasta, manca il pane!!!”. Al sentire questa agitazione pre-morte della mia dolce metà, cerco di recuperare uno stato d’animo medio da buona massaia e… lampadina!

Nota: Per gli Uomini Meno Pratici: preparate il tavolo sgombro pulitelo con del detergente e poi sciacquate bene. Partiamo con la farina: dal pacco nuovo (1kg), ovviamente ad occhio, versate circa un quinto del contenuto in una ciotola (questo sapendo la bilancia è sparita chissà dove e il tuo ragazzo non ha l’hobby di spacciare… se proprio non vi trovate potete usare la quantità che ci sta nel coperchio di una torretta di cd da 25). Altrimenti non abbiate paura di misurare con le mani a coppa un mucchietto di farina, che siate uomini o donne, sarà sempre la giusta quantità, fidatevi. Potete fare il classico pozzetto prima di aggiungerci le uova e mescolare con decisione con una forchetta in modo che l’impasto diventi omogeneo. Le uova, si sa, non sono tutte uguali quindi valutate a occhio se c’è bisogno di aggiungere acqua o farina perché l’impasto sia perfetto (mi son fatta la battuta!!). La consistenza della pasta deve essere quella dello stiracchiarsi al risveglio mattutino, quando con i muscoli tendi tutto il corpo, ma la voglia di ripiegarti a chiocciola e ributtarti sotto le coperte ancora ti stimola, come una gomma da masticare appiccicata sotto un tavolo da una un paio di giorni, asciutta, dura ma elastica, un po’ difficile da tirare e che tende a riavvolgersi con dolcezza quando la apri.

Mi ricordo di sapere più o meno come si prepara una pasta fresca, buoni i propositi e piccola la vendetta (visto che la ricetta stimola sempre il ricordo di una notevole nottata di ginnastica alternativa con l’insegnante della suddetta ricetta).

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COOKING Sul tavolo leggermente infarinato stendere la pasta con la prima cosa cilindrica che vi capita sotto mano (professionalmente mattarello, amatorialmente bicchiere… si consiglia di non usare oggetti che non vengano abitualmente riposti in cucina), fino a portarla sotto il millimetro di spessore. Accarezzatela con le mani infarinate, se vi piace potete tenerla così: liscia come una coscia uscita da una seduta dall’estetista, o potete ristenderla sopra un canovaccio perché abbia un effetto più grezzo e casalingo (l’imperfezione dà un tocco in più). Fare un bel rotolino e con un coltello a lama liscia e alta dividerlo in tante strisce. Queste poi si apriranno facilmente in tante belle tagliatelle. In tutto ciò ricordatevi di sorridere ogni tanto perché stiamo facendo un incantesimo e l’umore con cui cucinate influenzerà in gran parte la riuscita del piatto. Sugo Una cosa importantissima nella preparazione dei sughi è deciderne il colore. Spesso associamo a quello che vediamo delle sensazioni e i colori di quello che mangiamo influenzano il nostro grado di piacere quasi quanto il sapore. Se manca un po’ di rosso probabilmente avete bisogno di insaporire di più il piatto, il giallo se avete voglia di qualcosa di dolce, se cercate il viola magari vorreste stuzzicare il palato con un sapore aspro, il bianco quando sentite il bisogno di contenere il gusto di qualcosa di troppo mescolato, il verde se apprezzate le cose delicate.

Quello verde… Chissà, magari avete degli spinaci a cubetti surgelati che non sapete quando cucinare perché di contorni non ne fate mai? La cipolla salva sempre tutto, insieme ad una cottura lenta. Come sopra.. invece del pentolino usate una padella e un coperchio giusto perché si scongelino prima. Ad entrambi potete aggiungere a fine cottura un po’ di formaggio, che può essere il grana, o anche avanzi di formaggi freschi spalmabili che non riuscite a finire perchè abitate da soli, la confezione era troppo grande o siete semplicemente stufi di vedere in frigo. Rovesciando l’ordine, prima il sugo poi l’impasto, probabilmente vi troverete meglio con i tempi di cottura! Chi segue le ricette al grammo sicuramente non sarà soddisfatto, chi non sa cucinare non avrà imparato niente di troppo interessante, ma lo scopo resta sempre uno: credere nella cucina alchemica perché ogni ricetta è una magia e ricordare che per quanto scarna sia la cucina, qualcosa ci si può sempre inventare! Ps: La chicca, Ovetto Sodo Perfetto

La chicca, Ovetto “ Sodo Perfetto

Quello rosso… La cipolla salva sempre tutto, insieme ad una cottura lenta. Avete solo la passata in casa? Beh un goccio d’olio, soffriggete mezza cipolla tritata (se non c’è, amen!)in un pentolino, aggiungete due dita di passata (rustica, vellutata, concentrata, non ha importanza), mezzo bicchiere d’acqua, una spolveratina di zucchero, un pizzicotto di sale, ma la cosa più importante tenerlo a fuoco basso almeno 10/15 min. Mescolare di tanto in tanto. Il sugo più semplice del mondo sarà pronto quando vedrete il colore rosso opaco diventare bello lucido e malizioso. Lacrimuccia di commozione…

E non è una cavolata…. In un pentolino d’acqua fredda portare a ebollizione a fuoco medio. Da quando bolle 4 minuti (Poker face di lady Gaga o un’altra canzone la trovate, se il timer vi si è rotto e non volete stare con gli occhi incollati all’orologio). Dopo averlo tolto dal fuoco lasciarlo nel pentolino un paio di minuti quindi all’assaggio avrete un bell’ovetto arancione cotto alla perfezione. Se lo cuocete troppo l’uovo sarà invece giallo con una leggera patina sul verde di ottimo grado di tossicità. Un segreto pagato 5 euro per sapere quando un uovo effettivamente è andato a male al di là della data di scadenza solitamente stampata sul guscio: Mettere l’uovo in un contenitore alto riempito d’acqua. Se l’uovo poggia bene sul fondo è ok se invece tende a galleggiare, non cuocetelo… è da buttare! Al prossimo assaggio.

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a cura di Qki. •


ASTROLOGIA

ASTROLOGIA E ALTRO Introduzione all’astrologia

Q

uando lo scienziato nell’eseguire un certo esperimento e con attenzione applica le leggi che governano il fenomeno con il rispetto delle tolleranze di misurazione, verifica la validità delle leggi fisiche e nel contempo esegue una predizione sull’evoluzione del fenomeno. Quando l’astrologo nell’eseguire un certo calcolo e con attenzione applica le leggi che governano il fenomeno con il rispetto delle tolleranze verifica la validità delle leggi e corrispondenze analogiche ed esegue una predizione dell’evoluzione del fenomeno. Come potete vedere ho fatto quasi un copia/incolla. In questo contesto (e credo mai sarà fatto) non si criticherà l’associazione simbolica/semantica (ad esempio Marte = combattività, Luna = emotività) come non si criticano i 5 postulati di Euclide ma si riporteranno i postulati base necessari ad una interpretazione astrologica. Strada facendo si amplierà il discorso e si parlerà del simboli presenti nei Tarocchi, nella Kabala e chissà di cosa altro. I sette Spiriti davanti al Trono Farò delle affermazioni che ad una mente materialistica potranno apparire un po strane, così mi sono state insegnate e umilmente cerco di ripeterle. Ogni pianeta visibile è l’incarnazione di una grande Intelligenza Spirituale, che è il ministro di Dio, in quella zona del Suo regno ove detta intelligenza si trova. Essa si impegna di eseguire la Sua volontà in vista del Bene ultimo più elevato, senza tenere conto del male temporaneo. Questi Spiriti Planetari esercitano un’influenza particolare sugli esseri evolventi sul pianeta che li personifica, ma hanno influenze sugli esseri viventi in altri pianeti in rapporto allo sviluppo da essi raggiunto. Più un essere si trova in basso sulla scala

evolutiva, più sono potenti gli effetti delle influenze planetarie, mentre al contrario, più un essere sarà evoluto, intelligente e individualizzato, più sarà in grado di scegliere la propria strada e sempre meno sarà influenzato dalle vibrazioni planetarie e stellari. L’Astrologia applicata alla vita quotidiana ci può aiutare in questo senso: ci indica le debolezze e le cattive tendenze della nostra natura ci mostra la nostra forza e suggerisce le azioni più appropriate per lo sviluppo di una più grande potenza per il bene. Tutte le religioni parlano dei Sette Geni Planetari: L’Induismo dei “Sette Rishi” La Parsi dei “Sette Amoshaspentas” La Maomettana dei “Sette Arcangeli” La Cristiana dei “Sette Spiriti davanti al Trono” L’astronomo moderno separa l’aspetto spirituale della scienza celeste, l’ Astrologia, dall’aspetto materiale, l’ Astronomia e conta 9 pianeti nel nostro sistema solare: Plutone, Nettuno, Urano, Saturno, Giove, Marte, Terra, Venere e Mercurio. Grazie ai potenti telescopi ci mostra la loro esistenza e pensa di avere provato che la religione non sia quello che si dice quando asserisce che vi sono sette pianeti nel sistema solare. L’occultista si riferisce alla legge di Bode la quale afferma che Nettuno Plutone e il prossimo pianeta che rimarrà da scoprire non appartengono al nostro sistema solare.

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ASTROLOGIA Vediamo ora di spiegare la legge di Bode: Se scriviamo una serie di 4 e se aggiungiamo 3 al secondo, 6 al terzo, 12 al quarto e così via, avremo come risultato una serie di numeri che rappresentano approssimativamente le distanze dei pianeti dal Sole, ad eccezione di Nettuno e Plutone, se si guarda con attenzione la tabella risulterà tutto più chiaro.

Il risultato dell’ultima riga fornisce la distanza dal Sole rispetto alla distanza TerraSole -> cioè la distanza Terra-Sole sarà uguale a 1. L’ultimo risultato è da confrontare con le distanze misurate dagli astronomi.

Vediamo perciò che i numeri della legge di Bode di Nettuno e Plutone si discostano sensibilmente dal rapporto astronomico e questo porta l’Occultista ad affermare che Nettuno e Plutone non fanno parte del nostro sistema solare anche se materialmente girano attorno al nostro Sole.

Le scuole di esoterismo affermano che Nettuno è l’incarnazione dello spirito di una delle Grandi Gerarchie Creatrici che ci influenzano normalmente per mezzo dello Zodiaco. Questo Genio Planetario lavora soprattutto per coloro che si preparano per l’iniziazione e particolarmente per coloro che studiano l’Astrologia e la mettono in pratica nella vita quotidiana, in quanto stanno essi preparandosi per il sentiero della conoscenza. Per quanto riguarda Plutone ancora non mi è stato insegnato nulla. Riporto i simboli astrologici dei pianeti e dei segni, dovranno essere memorizzati, sarà più semplice leggere un tema astrologico, basta solo un po’ di pratica, il copia incolla non va bene, la conoscenza passa dalla penna alla mano, poi al braccio e

infine al cervello. La prossima puntata parlerò delle note chiave dei simboli astrologici, sono fondamentali per interpretare un oroscopo. L’esercizio di interpretazione porta ad avere una elasticità mentale totale, c’è chi si accontenta di avere una visione a 360° gradi, l’Astrologia vi aiuterà ad avere una visione delle cose ancora più elevata cioè una visione a 4-pigreco steradianti che vuol dire una visione pari all’intero angolo solido. Ciò che ho scritto deriva dagli insegnamenti del MAESTRO ROSACROCE Max Heindel.

Sistema solare è una affermazione ambigua, manca una attributo, cioè bisognerebbe dire “sistema solare spirituale” (intendendo i pianeti che seguono la legge di Bode) e “sistema solare materiale” (intendendo i tutti pianeti che girano intorno al Sole).

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a cura di Kalel. •


Cake Magazine Ottobre 2010