IL VIAGGIO, LA SCOPERTA
Crocifisso in ginepro (foto A. Grillo)
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Rosa Peonia (foto A. Grillo)
Arrampicare a Cartoe (foto A. Grillo)
arrampicare, non dimenticando di rispettare un ambiente tanto bello, quanto unico e fragile e tutti coloro che vi abitano e vi lavorano. Nella zona attorno a Cala Gonone, è doverosa una visita alla storica e comodissima Poltrona, al Budinetto, a Cala Fuili e alla sua codula1, vero cosmo d’arrampicata, al complesso settore di Margheddie, magico versante a mare del Monte Irveri, alle Placche di Redenta Tiria, frontalmente al Chorro, a S’arcu e Sa Turre, alle paretine di Cartoe, da cercare con pazienza e intuito nelle vicinanze della omonima spiaggia, alla falesia di Sa Tintura, fantastica, ma ai più sconosciuta. Cercate l’omonimo cuile2, da poco ristrutturato, e la vedrete poco più in alto, difficile da raggiungere a causa della vegetazione. Lassù accompagnati dal lontano rumore del mare, avvolti dal vento, come su di una nuvola, si può gustare tutta la magia del grande golfo. Da non perdere la falesia di Buchi Arta, definita, nel suo genere, una delle più belle della Sardegna, con difficoltà tra il 5 e il 7. Purtroppo, a causa della comodità, la frequentazione in certi periodi dell’anno è impressionante, e la fantastica parete, che gli scopritori non volevano divulgare, si sta avviando all’ingloriosa fine di Monte Cucco a Finale. Per i più bravi vi è la magica grotta di Millennium, il Chorro, le grandi vie sulla scogliera. Non deve mancare una visita a Punta Cusidore, la montagna simbolo per gli alpinisti della Sardegna, e alle Gole di Gorroppu, "luogo magico e tra i più belli della Sardegna", scrive Maurizio Oviglia, uno che di queste cose se ne intende. Lì si sviluppano alcune vie lunghe, tra le più difficili d’Italia: famosissima Hotel Supramonte, 400 metri sino all’8b! Ciò che è scritto è solo un breve e soggettivo punto di vista di che cosa sia l’arrampicata in alcune zone della Sardegna, e per bene orientarvi nella miriade di falesie, pareti e paretine, lasciatevi guidare dal minuzioso e ultimo lavoro di Oviglia: la quinta edizione di “Pietra di Luna”. Vi sono perfettamente descritti quasi tutti gli itinerari di arrampicata dell’Isola, con colorite osservazioni sui luoghi e gli ambienti. Ma, sono convinto che la cosa più bel-