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ANNO I nr. 5 - Maggio 2012

caccia passione Dedicato a chi ha la passione per la caccia nel sangue

Armi:

• Rinnovare il porto d’armi in scadenza

Estero:

• Caccia mista in Uruguay, dal 1 maggio al 15 settembre

Cani da caccia:

• L’importanza dell’allenamento primaverile ed estivo

Fucili da caccia:

• Ritorno al passato con l’express Kodiak Mark IV

Caccia alla starna

un amore antico ormai quasi dimenticato


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ANNO I nr. 5 - Maggio 2012

CACCIA PASSIONE

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Dedicato a chi ha la passione per la caccia nel sangue

Armi:

• Rinnovare il porto d’armi in scadenza

Un amore antico ormai quasi dimenticato

Astuta e attenta, la starna è selvatico Fucili da caccia:

• Ritorno al passato con l’express Kodiak Mark IV

Cani da caccia:

• L’importanza dell’allenamento primaverile ed estivo

Estero:

• Caccia mista in Uruguay, dal 1 maggio al 15 settembre

un cacciatore, la cui caccia ad oggi è praticata sempre meno di frequente.

Caccia alla starna

un amore antico ormai quasi dimenticato

SOMMARIO Anno I - Nr. 05

www.cacciapassione.com

20

Pg 6 A CURA DELLA REDAZIONE

il germano reale e le sue astuzie Pg 12

A CURA DELLA REDAZIONE

26 34

Pg 20 : caccia di selezione allo stambecco sulle alpi Pg 26 : rinnovare il porto d’armi in scadenza

: Il Germano reale e le sue astuzie FILIPPO MELONI

Caccia di selezione allo Stambecco sulle alpi KALARIS

Pg 32

Rinnovare il porto d’armi in scadenza DIEGO MASTROBERARDINO

Caccia Passione 2


Pg 66 un amore antico ormai quasi dimenticato

Borra-proiettile della Gualandi, velocità, precisione e potenza per la caccia al cinghiale A CURA DELLA REDAZIONE

Pg 70

Binocolo Leica Geovid telemetro laser incorporato per DIEGO MASTROBERARDINO

Pg 76

Pg 38

mista in Uruguay

:

Caccia

DIEGO MASTROBERARDINO

Pg 44

38

Due cani su dieci

: caccia mista in Uruguay

L’Espagneul Breton e lo Spinone italiano A CURA DELLA REDAZIONE

Pg 48

L’importanza dell’allenamento primaverile ed estivo CLAUDIA ZEDDA

Pg 54

48

: l’importanza dell’allenamento primaverile ed estivo

A caccia con il falco KALARIS

Pg 60 DIEGO MASTROBERARDINO

60

: ritorno al passato con l’Express Kodiak Mark IV Caccia Passione 3


1, 2, 3... semplicemente geniale

IL SISTEMA PERFETTO IN 3 MODULI MODULO 1) La Canna contiene il Vinci Inertia System, il sistema inerziale, unico al mondo, che lavora perfettamente in asse per un equilibrio senza eguali. MODULO 2) La Carcassa sostiene l’esclusivo sistema Free Floating Barrell, in cui la canna è libera, non vincolata, per una precisione balistica straordinaria. MODULO 3) Il Calcio è dotato del Comfortech plus System, il sistema più efficiente di full comfort che riduce al minimo il rinculo, le vibrazioni e l’impennamento dello sparo.

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Editoriale Salta il referendum piemontese

Una volta tanto ha vinto la ragione, anche se i più accaniti animalisti con in testa il Comitato promotore del referendum, stanno cercando tutti gli appigli possibili per annullare la decisione della giunta Cota. In fondo è stato semplice è bastato abrogare la Legge regionale sulla caccia n.70/1996 la cui conseguenza è stata il decadimento della consulta referendaria. Adesso c’è da domandarsi se una cosa così semplice non poteva essere fatta prima, in 25 anni nessuna giunta di qualsiasi colore è riuscita ad abrogare la Legge regionale e a ema-

narne un’altra che non fosse riconducibile ai quesiti referendari, c’era bisogna d’arrivare alla vigilia del referendum? Sicuramente l’Italia, o una singola regione, in questo momento non può permettersi di sperperare 22 milioni di euro per un referendum che al 99% non avrebbe raggiunto il quorum, risultando così solo un inutile spreco di denaro pubblico. Una considerazione che viene spontanea, a prescindere dalla giusta decisione finalizzata anche al risparmio in questo difficile momento economico del nostro paese, poteva rappresentare l’occasione per affossare definitivamente qualsiasi velleità di nuove consultazioni referendarie, il non raggiungimento del quorum sarebbe stato l’ennesima sconfitta e un boomerang per i movimenti pseudo animalisti oltranzisti. Per la 25a volta un referendum contro la caccia non avrebbe raggiunto il numero necessario di votanti, sicuramente un’ennesima vittoria e una ghiotta occasione da sfruttare politicamente. Tant’è in un paese dove sembra più importante la vita di un’animale, rispetto a quella di un essere umano, dove gli anticaccia organizzano una trasferta a Bruxelles, per ringraziare il commissario all’ambiente Potronic per l’attenzione con cui l’Europa segue le vicende italiane collegate alle deroghe, senza considerare che è una pratica seguita da parecchi paesi della Comunità e che da tempo le rappresentanze dei cacciatori chiedono chiarimenti su questo tema. Dove i TG ci annunciano che negli ultimi tre mesi sono fallite o hanno chiuso 3.000 aziende, con buona pace dei lavoratori e dei sindacati e che quasi ogni giorno qualche onesto cittadino sceglie la via del suicidio per risolvere i gravi problemi che lo attanagliano, per qualcuno sembra che la Caccia sia l’origine di tutti i mali e che va combattuta senza risparmio di energie e denari. Mi auguro che il buon senso della Giunta Cota porti a riflettere su come risolvere i pur importanti problemi ambientali, senza criminalizzare l’attività venatoria, ma con equilibrio e moderazione, come si addice ad un paese civile e sviluppato del terzo millennio.

Saverio Patrizi


Bracconaggio: Ancona, la Forestale trova trappole, armi e munizioni illegali Due bracconieri sono stati denunciati, a seguito di indagini del Corpo Forestale dello Stato del Comando Provinciale di Ancona, per bracconaggio, possesso illegale di armi e possesso di mezzi di cattura vietati. denunciati due bracconieri, un allevatore di 55 anni di Castelleone di Suasa (AN) ed un pensionato ex artigiano di 65 anni di Genga, per illecita attività venatoria nei parchi naturali praticata con mezzi vietati ed in periodo di divieto generale, el corso di una operazione che uccisione di specie animali ed inha avuto inizio lo scorso mese troduzione di mezzi di cattura ildi aprile e che ha visto coinvolti gli legali nonché alterazione di armi, agenti dei Comandi Stazione Fore- omessa custodia di armi, detenziostale di Sassoferrato, Genga, Fabria- ne di armi e munizioni a palla non no, Arcevia e Jesi nonché del Nucleo denunciate all’autorità di Pubblica Investigativo di Polizia Ambientale Sicurezza. Tutto il materiale rinvee Forestale di Ancona e con la colla- nuto in possesso e nella disponibiborazione del personale di vigilan- lità dei due bracconieri a seguito za dell’Ente Parco Regionale Gola di perquisizione è stato sequestradella Rossa e di Frasassi sono stati to a loro carico dalla Forestale.

N

Caccia e Fauna: Salento, Beccaccia in buona salute

Buono l’esito del seminario sulla Beccaccia che si è svolto a Cutrofiano (LE) dal quale è emerso l’ottimo stato di salute del selvatico nel Salento

I

l Seminario di studio sulla Beccaccia si è svolto nei giorni scorsi nella sala consiliare del Comune di Cutrofiano (LE), organizzato dal Centro Studi Beccaccia – Sud Italia, dall’associazione Beccacciai d’Ita-

Caccia Passione 6

lia, in collaborazione con l’ATC di Lecce e con la Provincia di Lecce. Dalla presentazione dell’analisi di tutti i dati raccolti quest’anno nel Salento, si è evidenziato un buono stato di salute della Beccaccia.


News venatorie

Lucca, braccata straordinaria al cinghiale

P

er fronteggiare l’emergenza cinghiali che causano sempre più danni alle coltivazioni, la Provincia di Lucca ha autorizzato una battuta di caccia con le modalità della “braccata” con più di cinquanta cacciatori e cani da svolgersi entro il 20 maggio. La zona individuata per effettuare l’intervento di controllo straordinario del cinghiale si trova in località

la Provincia di Lucca ha autorizzato una battuta di caccia con le modalità della “braccata” San Quirico di Moriano (LU) in prossimità del fiume Serchio. Alla braccata dovrà presenziare un agente di vigilanza e l’autorizzazione per la battuta dovrà essere comunicata normalmente alla Polizia Provinciale ed al Comitato di gestione dell’Ambito Territoriale di Caccia come anche gli abbattimenti dovranno essere comunicati all’Ufficio Risorse Faunistiche. Tutti i capi abbattuti verranno suddivisi tra i proprietari e conduttori dei fondi vittime di danni da parte dei cinghiali

www.ziemer-tuors.de Impotante agenzia di viaggi Tedesca, organizza in Ungheria caccia di gruppo o individuale. Sarete accompagnati da professionisti della caccia del luogo. Tante prede diverse, alloggi di lusso ed ospitalità ungherese che non conosce l’impossibile. Non perdete tempo, visitate il nostro sito, vi risponderà la mia collega in italiano, perchè noi pensiamo a tutto.

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Viterbo, incontri di categoria per il nuovo Piano Faunistico Venatorio L’assessore all’Agricoltura per la Provincia di Viterbo, Franco Simeone, incontra cacciatori ed agricoltori per la definizione del nuovo Piano Faunistico Venatorio scopo di instaurare un rapporto di grande unità e condivisione nella stesura del nuovo strumento di gestione affrontando il tema dei danni prodotti alle coltivazioni agricole da parte dei cinghiali.

Nell’ambio della preparazione del nuovo Piano Faunistico Venatorio, l’assessore all’Agricoltura per la Provincia di Viterbo, Franco Simeone, ha tenuto due importanti incontri con i rappresentati del mondo venatorio e del mondo agricolo. L’assessore ha incontrato per primi i rappresentanti delle associazioni di categoria del mondo agricolo, Coldiretti, Confagricoltura e Cia, con lo Caccia Passione 8

Nel secondo incontro l’assessore Simeone ha coinvolto i concessionari delle aziende faunistico venatorie che hanno presentato i piani di assestamento e di abbattimento da attuare all’interno delle aree interessate. Sugli incontri con cacciatori e agricoltori l’assessore Simeone ha dichiarato: “Il 17 maggio incontrerò i presidenti provinciali delle associazioni venatorie per completare il quadro, raccogliere suggerimenti e proposte e definire un progetto largamente condiviso, come avvenuto per il nuovo Regolamento sulla Caccia al Cinghiale”.


“II Torneo Nazionale “Club Italia 28/.410”, a S. Angelo in Formis (CE) il 20 maggio 2012 Si svolgerà domenica 20 maggio prossimo la II edizione del torneo regionale H24 del “Club Italia 28/.410” sede della regione Campania tecipare con una squadra di 6 persone, la gara sarà impostata su 25 piattelli ogni serie e le grammature saranno per il cal. 28 max 28 gr. e per il cal. .410 max 21/22 gr.. Inoltre chi partecipa alla gara in cal.28 non può partecipare a quella del .410 salvo pagamento di iscrizione a parte, chi partecipa ad entrambe le categorie ha diritto ad entrambi i premi. Il tiratore che toOrganizzata dalla “vulcanica” signo- talizzerà più punti con entrambi i ra Maria Piccirillo della omonima calibri vincerà una coppa di merito. armeria situata a Sparanise (CE) la manifestazione che si svolgerà pres- I primi 6 classificati (3 del cal. 28 e so il TAV “Falco” di S. Angelo in For- 3 del cal. .410) formeranno la squamis (CE) consiste in una gara arti- dra della regione Campania e parcolata su percorso caccia con fucili teciperanno al “II Gran Prix Nazioesclusivamente di calibro 28 e .410. nale 28/.410” di Montecatini Terme gara valevole quale “I Campionato A questa gara si può partecipare Italiano Sperimentali Piccoli Calibri singolarmente o a squadre e nell’oc- FITAV” e avranno vitto e alloggio casione lo staff metterà a disposi- gratuito, per gli altri classificati ci zione quattro semiautomatici Be- saranno week end venatori in Spanelli cal. 28 e quattro sovrapposti gna offerti da Madrugar e.v., cartucFair calibro .410; ogni campo TAV ce e buffetteria varia. A tutti i pardella regione Campania potrà par- tecipanti saranno distribuiti gadget. Caccia Passione 9


Soddisfazione del Comitato per il

NO al Referendum

Con grande soddisfazione dei cacciatori piemontesi e del Comitato per il NO al Referendum, la Regione Piemonte ferma il Referendum contro la caccia

Il Referendum in Piemonte

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ITA TO

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CO M

L’astensione nel caso dei referendum vale come una espressione di voto!

CACCIATORE E FIERO DI ESSERLO DU

NON SERVE, NON LO VOTO!

N O AL REFERE

N

Il referendum sulla caccia in Piemonte che si terrà il prossimo 3 giugno sarà solo un inutile spreco di soldi pubblici che andrà a colpire ancora una volta le tasche di tutti i cittadini.

iemonte, la regione cancella il rischio estinzione. Ora il nostro imNon serve, NON lo voto!rivolto ad ottenere una referendum caccia. pegno • Non andare a votare econtro fai sapere ala quante più persone possibilesarà come stanno veramente le cose, ovvero quanto questa consultazione sia ideologicamente viziata e storicamente superata oltre che dannosa per tutticon Secondo il Comitato per il nuova legge, moderna e in linea i cittadini piemontesi. Non andare a votare ad un referendum inutile, costoso, frutto di motivazioni NO,• composto dalle maggiori Assoi principi dellaideologiche, cacciadi compromessostenibile. so politico e che non risponde a nessuna reale preoccupazione ambientale. ciazioni Venatorie Armiere nonIl coraggiose Comitato perdella il speculazione No al Referendum • Non andare a votare eed indica così la strada delle scelte al posto ideologica agli amministratori e ai politicanti mascherati da ambientalisti chè Federazioni sportive, si tratta di – composto da Federcaccia, Enalreferendum è inutile e dannoso perché: “unQuesto passo avanti nella giusta dire- caccia, Libera Caccia Anuu Migra• È vecchio di 25 anni e ha già nella attuale legge sulla caccia le risposte ai suoi quesiti zione”. Importante aver • Non porterà alcun vantaggio realecompreso alla fauna selvaticatoristi, Arci Caccia, Italcaccia, Cic, spreco! Il costo del referendum e i mancati introiti dovuti a una riduzione dell’attività venatoria equiche•valgono siÈ uno trattava diRegione un grave CNCN, Assoarmieri, ConArmi, Fia quanto la Piemontespreco ha previstodi di investire per arginare il dissesto del territorio • Vuolepubblico cambiare unae parte regole creando solo ulteriori problemi di denaro di delle un voto inutile tav, Fidasc –interpretazione apprezza elocomplicando sforzo lafatto gestione della fauna e dell’ambiente • Daràla un consultazione ulteriore duro colpo allesitante famiglie che vivono e del suoPiemonte indotto, con riflessi perché rivolgeva dalladi caccia Regione di pesanti non dar sull’occupazione e l’economia regionale al passato elenon riguardava specie a una luogo al referendum parzialmen• Finora con tasse dei cacciatori il Piemonte ha avuto disponibilità economica importante per gli interventi sul territorio a favore di tutta la collettività e per evitare altre catastrofi ambientali.

Caccia Passione 10

Abbiamo cercato con tutti i mezzi di far prevalere presso le Istituzioni regionali la ragionevolezza, ma non


Eventi

Il referendum, lo ricordiamo ancora una volta, avrebbe comportato la spesa di oltre 20 milioni di euro per una consultazione inutile, anacronistica, che difficilmente avrebbe raggiunto il quorum e in ogni caso priva di reale significato, basata su motivazioni ideologiche e che non rispondeva a nessuna reale preoccupazione ambientale. Basti pensare che nessuna delle 25 specie di cui si voleva chiudere la caccia rientra nell’elenco di quelle a rischio estinzione. Augurandosi che nulla intervenga a modificare la decisione della Re-

Il Referendum in Piemonte

ITA TO

M

L’astensione nel caso dei referendum vale come una espressione di voto!

CACCIATORE E FIERO DI ESSERLO DU

NON SERVE, NON LO VOTO! CO M

te abrogativo della legge regionale sulla caccia 70/96 previsto per il prossimo 3 giugno, evitando così l’enorme spreco di denaro pubblico voluto dal comitato promotore. Auspica che ora prevalga il buon senso nel mondo ambientalista, ovvero una linea moderata di confronto, e che vengano evitati inutili e altrettanto dispendiosi ricorsi. Deve essere chiaro per tutti che da questo momento chi vorrà perseguire la via del referendum si prenderà la responsabilità dei costi diretti e indiretti che ricadranno sui cittadini piemontesi.

gione, il Comitato per il No al Referendum ringrazia le Istituzioni piemontesi per la loro scelta coraggiosa e si rende da subito disponibile per collaborare con loro nel formulare la nuova legge regionale, che in linea con i principi della Legge nazionale sulla caccia 157/92 consentirà agli appassionati pie-

N O AL REFERE

N

Il referendum sulla caccia in Piemonte che si terrà il prossimo 3 giugno sarà solo un inutile spreco di soldi pubblici che andrà a colpire ancora una volta le tasche di tutti i cittadini.

Non serve, NON lo voto!

• Non andare a votare e fai sapere a quante più persone possibile come stanno veramente le cose, ovvero quanto questa consultazione sia ideologicamente viziata e storicamente superata oltre che dannosa per tutti i cittadini piemontesi. • Non andare a votare ad un referendum inutile, costoso, frutto di motivazioni ideologiche, di compromesso politico e che non risponde a nessuna reale preoccupazione ambientale. • Non andare a votare e indica così la strada delle scelte coraggiose al posto della speculazione ideologica agli amministratori e ai politicanti mascherati da ambientalisti Questo referendum è inutile e dannoso perché: • È vecchio di 25 anni e ha già nella attuale legge sulla caccia le risposte ai suoi quesiti • Non porterà alcun vantaggio reale alla fauna selvatica • È uno spreco! Il costo del referendum e i mancati introiti dovuti a una riduzione dell’attività venatoria equivalgono a quanto la Regione Piemonte ha previsto di investire per arginare il dissesto del territorio • Vuole cambiare una parte delle regole creando solo ulteriori problemi di interpretazione e complicando la gestione della fauna e dell’ambiente • Darà un ulteriore duro colpo alle tante famiglie che vivono di caccia e del suo indotto, con riflessi pesanti sull’occupazione e l’economia regionale • Finora con le tasse dei cacciatori il Piemonte ha avuto una disponibilità economica importante per gli interventi sul territorio a favore di tutta la collettività e per evitare altre catastrofi ambientali. Abbiamo cercato con tutti i mezzi di far prevalere presso le Istituzioni regionali la ragionevolezza, ma non siamo stati ascoltati. Ora scongiuriamo scelte inutilmente penalizzanti per i cittadini piemontesi facendo fallire la consultazione. Adesso fai sentire anche tu la tua voce:

NON SERVE, NON LO VOTO!

montesi una pratica venatoria in linea con i moderni criteri di caccia sostenibile e nel rispetto di quanto previsto dall’Unione Europea. Il Comitato per il NO al Referendum Caccia Passione 11


Conto alla rovescia per la terza edizione di CAPETAV, la Fiera della caccia, della pesca e del tiro a volo a Bastia Umbra. Il luogo sempre quello, UmbriaFiere a Bastia Umbra, l’impegno sempre più grande, l’entusiasmo immutato, le novità in cantiere molte. Con queste premesse ha inizio il count down che ci porterà da oggi al 18 maggio a tagliare il nastro della terza edizione di CAPETAV che si protrarrà fino al 20. Una fiera, quella di Bastia, che è riuscita nell’arco di un biennio a collocarsi fra le più importanti del settore superando la fatidica soglia dei 20.000 visitatori. A tutt’oggi hanno confermato la loro partecipazione i più imCaccia Passione 12

portanti produttori del settore e le più importanti botteghe artigiane, vera spina dorsale della nostra economia; cinofilia, falconeria, collezionismo venatorio, prove pratiche di tiro sportivo e di pesca, tartuficoltura, modellistica, saranno solo alcune delle possibilità che avranno i visitatori per non annoiarsi. Come gli anni passati non mancheranno convegni a tema sulle


Eventi

attualità e le problematiche che ruotano intorno alla caccia, alla pesca ed al tiro a sportivo. L’enogastronomia nelle sue sfaccettature avrà un posto di rilievo, come la tradizione dell’Umbria impone. Incominciamo dunque a sottolineare sul calendario queste tre date: 18, 19 e 20 maggio. Count down visibile anche nel nuovissimo sito internet che gli organizzatori hanno progettato per questo 2012. Un sito ricco di foto e video della scorsa edizione realizzato con nuove tecnologie che rendono sempre più visibile l’evento umbro

nel mondo globale di internet con un sistema di condivisioni dei contenuti con più importanti social network mondiali. Il sito, ottimizzato anche per le versioni mobile (dagli smartphone ai tablet), è tutto da esplorare come del resto il mondo della caccia e della pesca ci insegnano. Vi invitiamo a visitarlo per entrare già da subito nel clima gioioso della mostra mercato più grande del centro Italia. Nella sezione “visitatori” è possibile anche scaricare la riduzione sul biglietto d’ingresso.

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Caccia alla Starna:

un amore antico oramai quasi dimenticato

Astuta e attenta, la starna è selvatico che ha dato filo da torcere a più di un cacciatore, la cui caccia ad oggi è praticata sempre meno di frequente. di Claudia Zedda

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Caccia Passion 15


La Starna predilige ambienti di campagna piuttosto strutturati, in cui i coltivi siano inframmezzati da siepi e filari, piccole aree boscate e fitti cespuglieti.

A

ppartenente alla famiglia delle Phasianadae, la strana è selvatico dell’ordine dei Galliformi, le cui dimensioni medie e l’intelligenza ne hanno da sempre stimolato gli appetiti di capaci cacciatori. Grigia nella colorazione, tendente al marrone e striata di nero in alcune zone del piumaggio, il petto è inconfondibilmente spruzzato da un caratteristico rosso color della ruggine. La fronte, le guance e la gola invece schiariscono fino a raggiungere un bel colore arancio rugginoso. Diffidente e rapida, la starna non appena disturbata scatta e s’invola: Caccia Passione 16

il suo volo è stato detto in più di una circostanza disordinato ed eseguito tramite ripetuti e rapidi movimenti d’ala, particolarmente rumorosi. Ama la vita comunitaria e per buona parte dell’anno vive in gruppi di almeno 8-12 individui. Il gruppo si scioglie solamente durante la primavera, quando vengono formate le coppie. Il maschio partecipa alla fase di nidificazione e di cova in maniera attiva, e alla nascita dei nuovi venuti si viene di norma a formare una brigata con tanto di generale e secondo in comando. A questi due il gruppo presta la massima attenzione, senza


Fauna stanziale alcun accenno di insubordinazione. in Gran Bretagna, in Scandinavia, Non di rado si può incontrare il selva- per lo meno nelle località meridiotico in campi coltivati, poco distanti nali, nella penisola Iberica, in Turda piccole aree boscose e cespuglio- chia e ovviamente anche in Italia. se, per quanto non disdegni nemme- Nella penisola il selvatico è presente no le pianure coltivate ricche di ve- specie nelle zone settentrionali, per getazione e nei pressi di aree incolte. quanto ad opera delle notevoli imA giustificare le sue preferenze so- missioni a scopo venatorio avvenute fin dai primi prattutto la tipologia di ali- In Italia la Starna è presen- anni sessanta, m e n t a z i o n e te soprattutto nelle re- difficilmente si cui è dedita: gioni settentrionali al di possa parlare di gemme, semi, sotto dei 1700 m di quota un patrimonio genetico delbacche e invertebrati. I movimenti della starna, le popolazioni peninsulari. In ogni sedentaria e abitudinaria sono di- caso la sua diffusione è comune nelspersivi e limitati, depone su nido la Valle Padana, e nell’Appennino. dalle 10 fino alle 20 uova nelle cir- Ad oggi è comunque ritenuta specie costanze più fortunate e grosso vulnerabile visto la drastica riduziomodo è conosciuta in tutta l’Europa ne della sua distribuzione in Italia e centrale e nord Orientale, ma anche altrove.

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Cambiamenti climatici e soprattut- cata ancora da pochi cacciatori che to cambiamenti paesaggistici delle il più delle volte praticano questa zone agricole hanno in diversi luo- tipologia di caccia lontani dal terrighi, e in brevi tempi, limitato la pre- torio italiano. Sono proprio questi senza delle volatile in diverse loca- estimatori della starna a consigliare lità. Se alla diminuzione delle aree per la sua cattura armi di buona poidonee alla tenza. La scelta Il peso della starna si aggira su nidificazione di norma è indella starna si 350-400 gr. Il suo becco è robu- centrata sul casomma anche sto ed incurvato verso il bas- libro 12, ottimo la forte pres- so. La coda e le ali della star- compromesso sione venatoria na sono corti e arrotondati maneggevolezcui è stata sotza e potenza. toposta, ben si comprende la rarefat- Che si tratti di fucile, doppietta o sota diffusione del selvatico per questo vrapposto è consigliabile che l’arma una efficace politica di gestione del abbia strozzature a tre e una stella. volatile sarebbe più che auspicabile. Capitolo a parte è quello delTutte queste motivazioni hanno reso le cartucce, potenti e pure equilila caccia alla starna una rarità, prati- brate. Ideali quelle con 34 grammi e piombo sei in una canna e 36 grammi e numero 5 nell’altra. Per il resto, la fortuna della caccia è tutta nelle mani del cacciatore.

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Fauna stanziale

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Il Germano Reale e le sue Astuzie

Il Germano Reale appartiene all’ordine Anseriformes, famiglia Anatidae, uccelli acquatici conosciuti come anatre. È anch’essa inclusa nel gruppo delle “anatre di superficie”. Il Germano Reale è l’anatra di superficie più comune (e conosciuta) e più grande, con una lunghezza corporea totale compresa tra 50 e 65 cm e un’apertura alare di 81-95 cm; ha una sagoma piuttosto tozza, con becco e testa piuttosto lunghi. a cura della Redazione

Caccia Passione 20


M

aestoso uccello, dai colori smaglianti, caratterizzato dal piumaggio verde metallico del collo e collare bianco, talvolta imperfetto nella parte posteriore, la parte bassa del collo e del petto sono bruno-porporini; il dorso e il ventre grigi; lo specchio dell’ala, può essere grigia o violetto

Migratoria nato superiormente e inferiormente da una striscia nera e da una bianca. Il sottocoda è nero-bluastro e le timoniere mediane sono violaceenero, ripiegate a ricciolo. Le zampe e i palmi sono rosso-aranciati, il becco è giallo-verde, con la punta e la parte superiore tendenti al nero.

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Il germano reale (Anas platyrhynchos) è un uccello della famiglia delle Anatidae, di gradevole aspetto e noto in Italia anche come capoverde. Viene considerato il capostipite di tutte le razze domestiche dell’anatra.

Da parecchi anni nella nostra penisola, il germano, se non molestato nidifica anche più di una volta per stagione e riesce a portare a termine una considerevole progenie che, salvo casi avversi del destino, raggiunge la maturità entro l’apertura di caccia dello stesso anno. Il germano fa parte della categoria d’anatidi cosiddetti di “superficie”, che immergono il collo nell’acqua bassa, rimanendo con la coda al di fuori, per ricercare del cibo. Molti Caccia Passione 22

sono i modi di cacciare le anatre, i metodi oggi in uso sono: la caccia generica, vagante o all’aspetto; la caccia d’appostamento, al capanno o in botte; la caccia con il fucile. In tutti questi tipi di caccia si deve tenere presente che i germani dedicano la ricerca del cibo prevalentemente le primissime ore del mattino e le ore dopo il tramonto. Durante la notte rimangono quieti sulle acque e durante il giorno si trasferiscono lontano dalle rive.


Migratoria La caccia vagante si può esercitare con il cane da ferma, specialmente con lo spinone, che è adatto alle zone acquitrinose, camminando sugli argini o sui bordi della palude e mandando il cane nei canneti e tra le alte erbe. Talvolta i germani si lasciano fermare: spesso però si alzano quando il cane e il cacciatore si avvicinano. In ogni modo l’utilità di un buon cane in palude è indiscussa, perché serve per far alzare a volo gli uccelli e, se sono stati colpiti, per riportarli. La caccia all’aspetto si pratica senza cane o con un cane molto tranquillo che stia nascosto e fermo insieme al cacciatore e che si muove solo per il riporto. Poiché il germano è guardingo e sospettoso, l’’appostamento può essere costituito da un capanno in muratura, di legno, di frasche, di canne, ecc. costruito al margine dello specchio d’acqua, ben mascherato dalla vegetazione spontanea del luogo, oppure da botti ancorate su isolette o vicino alla riva, esse pure mascherate dalla vegetazione palustre. Perciò, per insidiare questi astuti acquatici è

consigliabile allestire un capanno e la relativa tesa nei “chiari”, ossia in quegli specchi d’acqua di varia dimensione situati nel bel mezzo del padule, dove è stato notato preventivamente un certo - movimento. - Negli specchi d’acqua anti- stanti l’appostamento si disp ongono i richiami, costituiti da stampi, cioè da sagome d’anatre costruite con sughero , legno o plastica e da anatre vive, ottenute general-

Caccia Passione 23


Migratoria mente mediante incroci di anatre domestiche con germani reali. Non si avvicina mai “alato” al capanno, come fanno gli altri palmipedi, ma sempre sbattendo le ali, pronto a riprendere, in ogni momento il volo, qualora avverta il pericolo. Gli stampi debbono galleggiare sull’acqua ed essere ancorati al fondo in modo da simulare il movimento, senza rovesciarsi. Il momento migliore per questa caccia è l’alba: ma specialmente nelle giornate di burrasca, vi sono uccelli che si muovono anche nelle altre ore e si può con-

Caccia Passione 24

ci del mattino e anche più tardi. Nelle riserve di caccia nelle valli , fuori da queste, per chi non può permettersi tale caccia, si ottengono più vantaggi, dato che in queste si esercita la caccia in una sola giornata della settimana, e si ottengono così i vantaggi di costringerle, nel giorno destinato alla caccia , a vagare continuamente da uno specchio all’altro, dal dentro e fuori e quindi a divenire più facile preda. Per le cacce la legge vigente proibisce di avvalersi d’imbarcazioni a motore.


Caccia di selezione allo stambecco sulle Alpi di Kalaris

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Caccia di selezione

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Elegante, altero, agile e fascinoso. Parliamo dello stambecco e della sua presenza sul territorio alpino, della protezione garantita alla specie e della necessaria caccia di selezione per abbattere il rischio di malattie e di epidemie.

Q

uella dello stambecco è una storia antica, antichissima. Fin da tempo immemorabile animale particolarmente ambito, la sua scomparsa dalla regione alpina avvenne già dal sedicesimo – diciottesimo secolo. La motivazione principale fu sicuramente quella del prelievo eccessivo e incondizionato. Cacciare lo stambecco d’altronde si dimostrava cosa davvero semplice dato che abituato a vivere su terreni aperti, si dimostrava facilmente individuabile dai cacciatori sempre più esperti e sagaci. Inoltre non solo la carne veniva utilizzata per un comune consumo, ma molte delle sue parti venivano impiegate nella cura di diversi mali. Dunque un animale utile da molteplici punti di vista, che riuscì a sopravvivere, in gruppi isolati e sporadici, esclusivamente nelle impervie regioni del Gran Para-

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Perfettamente adattato risulta particolarmente diso, meravigliosa riserva di caccia dei regnanti italiani che fin dal 1821, visto la drastica situazione vissuta dallo stambecco, imposero una forte protezione all’animale. Nelle Alpi svizzere invece la rein-


Caccia di selezione

all'orizzonte alpino e alto-alpino, lo stambecco legato agli ambienti rocciosi e alle praterie di alta quota troduzione dello stambecco, scomparso per le medesime motivazioni, risale al 1906, anno nel quale furono illegalmente importati 100 stambecchi d’Italia, contrabbandati dal Parco del Gran Paradiso

e trasportati nel parco naturale di Pietro e Paolo ed in seguito all’Harder in località Interlaken. Questi 100 stambecchi furono i genitori delle nuove popolazioni a tutt’oggi presenti nelle Alpi Svizzere. Caccia Passione 29


Ad oggi, grazie soprattutto ad una politica di protezione attenta ed intelligente, lo stambecco sta lentamente ripopolando la zona alpina prediligendo come habitat le altezze fra i 1600 ed i 3200 metri di altitudine. Immancabili sono i versanti ripidi, rocciosi e ben articolati. Insomma andar alla scoperta di questo elegante ed altero animale non solo accenderà lo spirito d’avventura, ma consentirà al cacciatore di ammirare la meraviglia dei luoghi e la suggestione del paesaggio alpino. Solo durante la primavera lo stambecco abbandona le alture innevate e vive in zone a bassa quota, caratCaccia Passione 30

terizzate da dolci pendii erbosi che lo accolgono per l’intera stagione. Impossibile non riconoscere uno stambecco: a caratterizzarlo principalmente è il suo corpo massiccio sorretto da arti corti e forti. La differenza di stazza fra maschio e femmina è notevole, e per distinguere l’uno dall’altra si potrà osservare anche la conformazione delle corna. Basti pensare che se il maschio riesce a raggiungere anche i 100 kg di peso, la femmina difficilmente supera i 50 kg. Entrambi comunque possiedono un fitto e irto pelo, ideale per sopportare le rigide temperature invernali, e quel colore chiaro che tanto


Caccia di selezione li caratterizza è un dono della natura per rendere l’animale simbiotico con le rocce che lo circondano. Esattamente come accade con il cervo, anche per lo stambecco l’analisi delle corna ci potrà dire qualcosa di più sulla sua età. Sono gli anelli, nel maschio ben visibili, a consentirne la definizione più o meno precisa dell’età. Anche i nodi frontali, danno indicazione sulla maturità dello stambecco: si pensi che se ne forma uno ogni anno circa. Le corna possono raggiungere i 90 cm e un peso di 5 kg. Proporzionate alla stazza, e dunque molto più piccole

sono invece le corna della femmina, che non superano i 30 cm. Quel che il cacciatore deve tenere particolarmente a mente durante la caccia allo stambecco, è a parte la sua capacità mimetica davvero spiccata, anche la sua agilità: è dotato infatti di zoccoli larghi e articolarti in maniera indipendente. Questo rende l’animale particolarmente adatto agli spostamenti su pareti rocciose scoscese e in zone di difficile accesso. Possiede inoltre una vista e soprattutto un odorato davvero molto sviluppate, eppure si lasciano avvicinare anche a brevissima distanza.

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Solamente nelle regioni in cui è consentita l’attività venatoria, l’animale si dimostra a ragione particolarmente difficile da avvicinare. Il cacciatore inoltre dovrà ben conoscere le abitudini comportamentali dell’ungulato che durante l’estate si dimostra particolarmente attivo fin dalla mattina, mentre in inverno l’attività dell’animale comincia più tardi e si conclude nel tardissimo pomeriggio. I ripari ideali sono fra le rocce, in luoghi praticamente impossibili da trovare e raggiungere. La drastica protezione di cui sono stati oggetto ha consentito alle popolazioni degli stambecchi di Caccia Passione 32

rimpinguarsi notevolmente durante il secolo scorso, tanto che solo in Svizzera negli anni novanta del novecento si sono superate le 14000 unità. Ecco perché in diverse località alpine la caccia selettiva allo stambecco, con ovvie limitazioni è stata reintrodotta. Nel Canton Grigioni si parla di caccia selettiva fin dal 1977, nel Canton Berna fin dal 1980. Nel Ticino la caccia selettiva allo stambecco è stata riaperta dal 1995. A rendere necessaria la riapertura della caccia di selezione allo stambecco è stato principalmente l’incremento esponenziale della specie, degli animali vecchi, ma-


Caccia di selezione landati e malati che necessitavano d’essere selezionati. E’ stato questo a rendere per lo meno auspicabile in alcune località il prelievo venatori controllato ed intelligente, per la protezione della stessa specie da malattie e indebolimenti inesorabili. Località nelle quali la presenza dello stambecco aumenta esponenzialmente di anno in anno sono soprattutto la Val Verzasca e la Valmaggia in Bavona dove di recente è stata consentita la caccia di selezione dell’ungulato. Tutto questo allo scopo di stabilizzare il numero di capi che compongono le colonie, e con il fine ultimo di limitare i rischi di

malattie e di epidemie quali la rogna sarcoptica che è stata capace di decimare la popolazione di stambecchi nel Trentino. Inoltre è bene sottolineare che le zone nelle quali la caccia di selezione allo stambecco sono consentite sono località marginali, particolarmente distanti dagli itinerari più battuti dagli escursionisti. Insomma ad oggi la caccia allo stambecco si dimostra altamente regolamentata, di selezione e volta in special modo a rinforzare la presenza dello stambecco sul territorio alpino italiano e non. Da ricordare inoltre che la specie è regolarmente cacciata in Svizzera, in Austria, ed in Slovenia.

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Rinnovare il Porto d’Armi Il Porto d’Armi: Un vademecum su come richiedere il rilascio o il rinnovo del porto d’armi, la documentazione necessaria e le istituzioni alle quali presentare la domanda

L

di Diego Mastroberardino

a licenza di porto di armi, co- Il titolare di porto d’armi può così munemente chiamata “porto portare, acquistare e trasportare sia d’armi”, consente ai cittadini armi che munizioni entro i limiti italiani che ne sono titolari di porta- prescritti dalla legge. La legge italiare o trasportare un’arma al di fuori na distingue 3 tipologie di licenza della propria abitazione. I cittadini di porto d’arma: per “uso sportivo” della Repubblica Italiana che sono (Licenza di porto di fucile per il tiro a volo), per “uso in possesso dei La licenza in porto di fucile venatorio” (Licenrequisiti per per uso caccia è rilasciato dalza di porto di fucilegge prescritti, la Questura a tutti i cittadini le anche per uso di possono otteche ne facciano richiesta, che caccia) e per “difenere l’autorizabbiano compiuto il 18° anno di sa personale” (Lizazione a portaetà e che abbiano superato l’ecenza di porto di re o trasportare same di abilitazione all’eserpistola o rivoltella armi al di fuori cizio dell’attività venatoria per difesa persodella propria a b i t a z i o n e . nale, Licenza di porto di fucile per diIl controllo di adeguatezza ai requisi- fesa personale). Ogni cittadino può ti da parte del cittadino ed il rilascio ottenere una licenza di porto d’arma, di questa licenza spetta all’Ufficio a patto che non sia soggetto a senArmi della Questura o alla Prefettu- tenza restrittiva dei diritti civili da ra, sotto la cui giurisdizione possie- parte di un tribunale e sia in possesde la residenza legale il richiedente. so dei requisiti psicofisici richiesti. Caccia Passione 34


in Scadenza

La vendita o la cessione di armi a privati senza il porto d’armi è possibile ai soli maggiori di anni 18, i quali ottengono il nulla osta dal questore all’acquisto e alla detenzione. Il nullaosta ha validità di 30 giorni e autorizza un solo acquisto di armi e munizioni nelle quantità specificate ed il trasporto fino al luogo di detenzione. La legge attualmente in vigore stabilisce che la durata di questa licenza sia di 6 anni per le licenze di porto di fucile e di 5 anni per le licenze di porto di pistola. Il questore o il prefetto possono rifiutare la richiesta di rilascio del porto d’armi oltre che alle persone condannate per delitti non colposi contro le per-

Armi

sone commessi con violenza, per reati contro la persona o il patrimonio, contro lo Stato e l’ordine pubblico, o condannate per diserzione in tempo di guerra o porto abusivo di armi, anche per coloro che siano stati condannati per delitti diversi, o non siano di buona condotta, ossia non dimostrano sufficiente affidamento di non abusare delle armi. Per ottenere il porto d’armi sono indispensabili due certificati medici, un attestato di idoneità al maneggio delle armi (se non si è prestato servizio nelle Forze Armate nei dieci anni precedenti l’istanza di rilascio), non avere gravi precedenti penali e non esser affetti da problemi psichici. Caccia Passione 35


Fino al 1969 non esisteva la licenza di porto di fucile per Tiro a Volo o uso sportivo, e per praticare attività come il tiro a segno senza dover pagare le tasse di Concessione Governativa per la caccia si ricorreva alla “licenza di trasporto di armi sportive”. Essa consentiva esclusivamente

Per il rinnovo del porto d’armi ad uso sportivo (o caccia) sono necessari i seguenti documenti: deve essere compilata la domanda al rilascio o rinnovo del porto fucile (reperibile anche su internet), che deve essere consegnata con allegata la dichiarazione sostitutiva di cer-

il trasporto di armi classificate sportive fino ad un poligono prescelto, e solo per un percorso prefissato, entrambi annotati nella licenza. La licenza di porto di fucile per uso di caccia autorizza al porto di fucile per uso di caccia nei periodi di apertura della stagione venatoria.

tificazione dello stato di famiglia, presso la Questura o la stazione dei Carabinieri di zona. La consegna della domanda può avvenire a mano o per posta tramite raccomandata con avviso di ricevimento. A tale richiesta si devono allegare due marche da bollo da € 14,62

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Armi che andranno applicate una sulla richiesta e una sulla licenza, e la certificazione, con bollo da € 14,62, con la quale si comprova l’idoneità psico-fisica, rilasciata dalla U.S.L. di residenza, ossia ovvero dagli Uffici medico-legali e dalle strutture sanitarie militari e della Polizia di Stato. Per ottenere quest’ultima certificazione bisogna andare dal proprio medico di base, ottenere il certificato anamnestico, e col certificato in mano andare del medio legale di cui sopra; infine occorrono la ricevuta di versamento di euro 1,27 per il costo del libretto valido 6 anni (il costo del libretto è di euro 1,48 per la versione bilingue), la ricevuta di versamento di euro 173,16 se il rinnovo è per uso caccia; due foto recenti, formato tessera ed il vecchio libretto in scadenza. Il tempo previsto per il rinnovo della licenza può essere quantificato in un mese circa. La licenza di porto di fucile uso caccia ha una scadenza annuale, corrispondente alla data di rilascio, e una durata complessiva del libretto di 6 anni. E’ molto importante non lasciare scadere i 6 anni, ma bisogna rinnovare il libretto di porto d’armi prima del-

la scadenza, tenendo presente che una volta presentata la domanda di rinnovo, il Questore ha tempo massimo 120 giorni per il rilascio del nuovo libretto di porto d’armi. Per maggiori informazioni e per un riscontro oggettivo su quanto scritto, i lettori possono consultare il sito internet della Polizia di Stato o recarsi presso le Prefetture, le Questure, i commissariati di Polizia o le caserme dei Carabinieri.

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Caccia mista in dal 1 MAGGIO al 15 SETTEMBRE

pernici, beccaccini, tortore, colombacci, lepri e anatre. Abbondanza di prede, alto grado di professionalitĂ delle guide ed accoglienza sono il biglietto da visita di questo paese che presenta ai cacciatori desiderosi di compiere un viaggio venatorio in Sud America. di Diego Mastroberardino

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Uruguay

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L’Uruguay offre la possibilità di effettuare battute di caccia alle tortore, alle pernici, alle anatre, grazie anche all’ausilio di esperte guide che accompagnano i cacciatori nelle aree riservate, garantendo ottimi risultati. In particolare, la legislazione di questo paese consente la caccia alle tortore durante tutto l’anno.

O

gni cacciatore che pratica turismo venatorio a livello internazionale conosce l’Uruguay e le opportunità che offre. L’habitat di questo paese e la salvaguardia dello stesso da parte del Governo, ha determinato la proliferazione della selvaggina autoctona, in particolare delle pernici, beccaccini, tortore, colombacci, lepri e anatre. Le politiche in tema di ambiente hanno dato buoni risultati, al punto che da alcuni anni a questa Caccia Passione 40

parte molti cacciatori considerano l’Uruguay una meta “obbligata”, per chi desidera compiere un viaggio venatorio ricco di soddisfazioni. Oltre alla fauna cacciabile, questo paese si distingue anche per la calorosa accoglienza della popolazione e la buona disponibilità di strutture che ospitano i visitatori, ognuna delle quali spesso offre anche la consulenza di guide esperte che accompagnano i cacciatori nelle riserve di caccia


Caccia all’estero

Molte testimonianze che si possono La specie cacciabile per la quatrovare nelle rete, asseriscono che le molte strutture organizzative compiere un viaggio in Uruguay dell’Uruguay si sono specializzate, da molte soddisfazioni per quanto è sicuramente la pernice che può riguarda le prede catturate, grazie essere cacciata dal 1 maggio al 31 all’abbondanza L’Uruguay è un paese rico- luglio. Le guidi quest’ultime. nosciuto a livello mondia- de hanno infatti acquisito una Le specie cacciale, come un vero e proprio notevole speciabili in Uruguay, paradiso per la caccia lizzazione ed un come già accennato poche righe fa, sono perni- alto grado di professionalità verci, beccaccini, tortore, colombacci, so la caccia alla pernice, con otlepri e anatre, per le quali occorre time garanzie di successo in terfare una distinzione per i periodi mini di carniere a fine giornata. in cui è possibile il loro prelievo. Sempre dal 1 maggio e fino al 15 Le tortore in Uruguay compiono settembre, sono le anatre le proun copioso passaggio durante tutto tagoniste delle battute di caccia. l’anno, sia nel nord del paese che al sud. Per questi volatili, la legislazione dell’Uruguay non prevede limiti di cattura, di conseguenza esiste un considerevole margine di sicurezza in fatto di numero di prede che si possono abbattere. Le zone ad alta concentrazione di pernici sono situate nel nord dell’Uruguay, in prossimità delle grandi piantagioni di girasole soia e delle pampas, le quali si estendono lungo la costa ed i fiumi. Stando ad alcuni dati ufficiali, ogni battuta di caccia alle tortore in Uruguay prevede l’uso di più di mille cartucce, un numero che può rendere l’idea di quanto possa essere divertente insediare questi volatili. Caccia Passione 41


Quest’ultime si svolgono prevalen- viaggio venatorio in questo paese temente nelle lagune e nelle zone hanno anche la possibilità di insepaludose, in diverse modalità: in ap- diare anche beccaccini, colombacci postamento in prossimità della riva; e lepri, sempre con ottimi risultati in postazioni edificate sfruttando per numero di esemplari abbattuti. la vegetazione naturale ed usando Il Sud America è un continente che anatre artificiali e con cani labra- attrae molti cacciatori da tutto il mondor da ripor- La calda accoglienza da parte do, ed in partito. La presenza della popolazione locale, of- colare l’Uruguay delle guide che sta conoscendo frirà un soggiorno molto piaa c c o mp a g n a un notevole aucevole a coloro che compiranno il cacciatore, mento di prenoinfine, avendo no un viaggio in questo paese. tazioni per viaguna profonda conoscenza delle zone gi a scopo venatorio. L’abbondanza di di caccia, aumenta sensibilmente prede da cacciare, l’ospitalità e la proil numero di esemplari abbattuti a fessionalità delle guide che accomfine giornata. In Uruguay le anatre pagnano i cacciatori nelle riserve, sono presenti nelle sottospecie Pi- fanno si che l’Uruguay stia diventancazo, Malcero Siriri e Facia Blanca. do la meta preferita da molti cacciaColoro che desiderano compiere un tori che si recano in Sud America Caccia Passione 42


expogeo

presenta

Caccia all’estero

Tarquinia VT www.gamefairitalia.it

1-3 giugno 2012 22a edizione

GAME FAIR in contemporanea con

outdoor Country

Media partner:

GAME FAIR

Passione ed emozione Con il patrocinio di:

Comune di Tarquinia

Provincia di Viterbo

UniversitĂ Agraria di Tarquinia

Comitato Nazionale Caccia e Natura


L’Epagneul Breton e messi a confronto con le razze inglesi

Cani continentali e cani inglesi da ferma a confronto. Diverso stile e comportamento durante le battute di caccia.

L

’ Epagneul Breton è una razza originaria della Spagna, da cui il nome “Epagneul”, che poi in Inghilterra si è trasformato in “Spaniel”. A differenza degli Spaniel, i quali vengono utilizzati per far alzare in volo la selvaggina ed i Pointer ed i SetCaccia Passione 44

ter la localizzano e la riportano, l’Epagneul compie tutto da solo. L’Epagneul è un cane vivace e molto intelligente, con una grande capacità di adattamento, sensibile e riservato ma anche espansivo e facile da addestrare, docile ed obbediente, calmo ma anche giocoso; sa


Cani da caccia

lo Spinone italiano

essere inoltre paziente con i bam- drone : generosità e intelligenza bini ed affettuoso con i padroni. regnano sovrane nel suo animo. Veniamo ora al confronto tra le Per quanto riguarda lo Spino- razze inglesi e quelle continentane italiano, quest’ultimo vie- li nella caccia con il cane da ferne utilizzato dai cacciatori che lo ma, gruppo al quale appartenimpiegano per la ferma della sel- gono sia Epagneul Breton, sia lo vaggina su terreni molto difficol- Spinone italiano. Il cane da ferma tosi. Lo spinone è un trottatore, viene utilizzato, come tutti sanLa sua indole é paziente ed è una no, per scovare le pernici, i fasicurezza assoluta per il suo pa- giani e le quaglie, anche se negli Caccia Passione 45


ultimi anni quest’ultime hanno subito una sensibile di munizione. Le razze inglesi lavorano in coppia ed hanno un movimento ad incrocio molto ampio, caratteristica che li porta a valutare una porzione più ampia di terreno fino ad apprendere il fluvio odoroso della selvaggina. Da quel momento inizia la parte più difficile ed interessante, poiché il cane deve risalire al fluvio fino ad arrivare al selvatico, arrivando al punto topico che è la ferma. Durante la ferma l’altro soggetto deve acconsentire per non disturbare l’altro cane che è Caccia Passione 46

arrivato sulla selvaggina. Si compie quindi la scena ultima, ossia il congiungimento del cane con il padrone e il volo della selvaggina. Diversamente le razze continentali, come lo spinone e l’Epagneul Breton, lavorano vicino al conduttore in un raggio d’azione più limitato, verificando in maniera più minuziosa il terreno. Capita spesso che entrambe le razze mettano il muso quasi dentro al terreno per cercare il fluvio odoroso della selvaggina, atteggiamento che dimostra l’assoluta preparazione e accuratezza con il quale svolgo-


Cani da caccia no il lavoro per il quale sono stati selezionati nel tempo. Anche se la tecnica delle razze continentali potrebbe richiedere un tempo maggiore nella ricerca della sel-

vaggina rispetto a quelle inglesi, sia lo Spinone Italiano che l’Epagneul Breton offrono gli stessi risultati dei “cugini� inglesi. Due stili diversi per arrivare allo stesso scopo.

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L’importanza dell’ primaverile ed estivo

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allenamento

Cani da caccia

Allenare costantemente il proprio cane da caccia durante il periodo di chiusura della stagione di caccia è di fondamentale importanza. di Claudia Zedda

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Addestramento ed allenamento sono, senza dubbio, la base di partenza per far emergere le doti e le qualità cinofile del cane

E

’ importante tenere allenati i propri cani da caccia anche dopo la chiusura dell’attività venatoria. Impossibile dimenticare che l’amico a quattro zampe è un atleta e come tale dovrà sempre essere stimolato e addestrato. L’errore è comune e si ripete ogni anno, per disattenzione, per mancanza di tempo, per improvviso disinteresse e calo del desiderio. Parliamo dei nostri cani da caccia e della fondamentale im-

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portanza di tenerli allenati ed addestrati anche durante i periodi di chiusura della caccia. Purtroppo è una situazione che si ripete di continuo: alcuni si ricordano di portar fuori il proprio cane, per allenarlo o per addestrarlo solo qualche giorno prima della riapertura della caccia, notando sul campo un segugio stanco, affaticato, distratto. Lo sarebbe anche il cacciatore se per tanti mesi fosse stato messo da parte ad impigrire no? Inutile adirarsi con il cane che


Cani da caccia dopo qualche ora di attività (nel gliodromi presenti nei dintorni, caso di cani particolarmente dove il cane potrà allenarsi alla resistenti) va a cercare ombra caccia senza alcun problema. e un luogo nel quale riposarsi. L’amico a quattro zampe poLa colpa ahimè è esclusiva- trà correre, soddisfare la propria voglia mente del L’addestramento alla ferma di libertà e proprietario che non l’ha del cane da caccia è un’avventu- naturalmenstimolato al ra che cane e cacciatore devono te mantenermoto durante vivere insieme. Consoliderà il si allenato ed la primave- rapporto fra i due e renderà l’e- in forma, in ra e soprat- sperienza venatoria ancora più attesa che la tutto l’estate. appassionante ed affascinante caccia riapra. Come risolvere il problema? In questa maniera non solaLa prima cosa da fare è sicu- mente il fisico sarà allenato, ma ramente quella di trovare le anche il benessere psichico del Z.A.C., zone di addestramen- cane verrà tenuto alto ed inolto cani più vicine alla propria tre si potranno esaminare con zona d’azione o i migliori qua- un certo anticipo fastidiose pa-

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tologie che potrebbero limitare, se non prese in tempo, le capacità del nostro amico a quattro zampe durante la riapertura della caccia.

mentari: durante la primavera e soprattutto l’estate al cane non dovrà mai mancare dell’acqua fresca e soprattutto si dovrà avere un occhio di riguardo per l’alimentazione. Anch’essa doImpossibile pensare di poter vrà essere più leggera e fresca. mettere il cane nell’armadio e riutilizzarlo solamente ad attività venatoria ripresa; il cane è un atleta, e come ogni atleta e sportivo va stimolato anche durante i periodi di inattività, i migliori d’altronde per l’allenamento e addestramento. Soprattutto d’estate comunque, quando si trasporterà il cane verso una meritata giornata di corse all’aria aperta, si dovrà prestare una certa attenzione al sole cocente: il pericolo più reale è quello del colpo di calore che potrebbe dimostrarsi davvero pericoloso per la sua salute. Gli orari migliori manco a dirlo sono quelli del primo mattino o del tardo pomeriggio, che in fondo sono i momenti migliori per muoversi anche per il proprietario, che mantenendo allenato il proprio cane, eviterà egli stesso di perdere forma fisica e di prendere pancetta. Infine pochissimi consigli aliCaccia Passione 52


Caccia all’estero

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A caccia con il

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falco

Caccia e cacciatori Antica ed affascinante, suggestiva e leggendaria la caccia col falco richiama alla mente ricordi d’infanzia, di fiaba e d’avventure mozzafiato. Sorprende scoprire che pur essendo una forma di caccia di nicchia, riservata a pochi, ancora questa nobile arte sia praticata in buona parte del territorio europeo

P

di Kalaris

arlare di falconeria significa parlare dell’arte che addestra i rapaci con lo scopo d’insegnare loro la caccia di prede selvatiche, direttamente all’interno dell’habitat naturale. La tecnica regala soddisfazioni davvero notevoli eppure addestrare un rapace richiede tempo, impegno e spese non da poco. Questo e le numerose restrizioni legislative non consentono a questa tipologia di caccia una diffusione di massa, eppure non sono pochi i cacciatori professionisti che affascinati da quest’arte ripongono il fucile e si votano ad un’arma letale e intelligente quale sa essere il falco. Come ogni disciplina antica che si rispetti conosce notevoli varianti e tipologie che si distinguono specialmente in base alla preda, in base al rapace che viene utilizzato, o soprattutto in relazione all’ambiente nel quale il rapace si trova ad operare. Caccia Passione 55


Detto questo possiamo in linea di massima distinguere fra: • caccia d’alto volo durante la quale vengono impiegati i falchi di taglia grossa come ad esempio i pellegrini, i lanari, i sacri o girfalchi; • caccia di basso volo che praticata specialmente con gli accipiter; • caccia con poiane • caccia con falchi di piccola taglia come ad esempio il gheppio comune, l’americano o lo smeriglio. Si potrà anche decidere di impiegare per la caccia aquile o gufi reali che ben si prestano all’addestramento, seppure Caccia Passione 56

oggi ci interesseremo principalmente del falco. Da ricordare inoltre che per lo meno per quanto riguarda le aquile il loro utilizzo venatorio è oggetto di numerose restrizioni legislative da conoscere a menadito. Le prede a cui più spesso viene data la caccia sono i fagiani e le starne, le anatre, i corvidi, le lepri e i conigli ed i piccoli passeriformi. La tecnica di caccia più utilizzata in generale è quella di basso volo, in quanto è capace di regalare maggiori emozioni e battute ricche d’avventura. In questo caso il rapace ben addestrato viene usato come proiettile che conosce il suo ruolo e che insegue intelligentemente la preda ovunque essa si diriga. Normalmente per questo genere di caccia vengono impiegati rapaci tipici dei boschi, principalmente gli accipiter dotati di ali corte e coda lunga che sanno muoversi con grande agilità fra la vegetazione. Non di rado comunque si impiega il gheppio americano, quello comune o lo smeriglio. In generale l’astore è usato per prede più grosse come ad esempio fagiani, lepri e conigli, mentre per quaglie e passeriformi si preferisce lo


Caccia e cacciatori smeriglio o lo sparviere. La caccia di basso volo è comunque definibile una caccia all’inseguimento, la preda viene scovata grazie all’indispensabile aiuto del cane e una volta individuata la preda da cane e cacciatore, le verrà lanciato contro il rapace in volo. Decisamente differente è la caccia di alto volo. Il cacciatore in questo caso libererà il falco come prima mossa e solo successivamente si dedicherà alla ricerca della preda. L’unico vincolo da rispettare è quello di tempo: il rapace infatti non potrà normalmente rimanere in volo per più di mezz’ora. Questa caccia è dunque consigliata in zone particolarmente ricche di selvaggina, che permettano al cacciatore in

breve tempo di scovare la propria preda. Ad essere impiegati per la maggiore in questo tipo di caccia sono i falchi che vista la struttura fisica, possono volteggiare per lungo tempo in aria rispetto ai cugini. Fra le forme di caccia con il falco maggiormente praticata di questi tempi impossibile non ricordare la caccia ai corvidi (tra cui cornacchie e gazze). Viene praticata normalmente con falchi ibridi o con astore e conosce un largo uso soprattutto perché a livello legislativo esistono davvero poche restrizioni. Tre sono le particolarità relative alla caccia con rapace da non sottovalutare: • porto d’armi; • cane; • rapporto con il rapace. Caccia Passione 57


Il falco è considerato a tutti gli effetti dalla legge italiana un mezzo di caccia consentito e dunque per praticare questo genere di caccia è necessario disporre del porto d’armi, così come è fondamentale essere assistito da un cane capace, che si dimostri in grado di scovare la selvaggina.

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Il rispetto per il falco è fondamentale; tra falconiere e falco si instaura un rapporto di amicizia e stima reciproca che consente un’affiatata collaborazione durante le lunghe battute di caccia, esattamente come accade fra cacciatore e cane. Non sono pochi i falconieri che parlano di una forte partecipazione del


proprio rapace durante la battuta e del legame stretto che con questo si instaura. Certo è necessario impiegare quotidianamente del tempo: il falco ha necessità di volare regolarmente, meglio se tutti i giorni, di rispetto e di numerose cure. Solo in questo modo il rapporto si fa incondizionato, di pura amicizia e fiducia

Caccia e cacciatori

Caccia Passione

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ÂŽ


Ritorno al

l’express

Questo express prodotto dalla Davide Pedersoli, nota azienda per la produzione di repliche, propone un ritorno al passato al cacciatore che desidera assaporare le emozioni che si provavano con la Colt alla fine del 1800. Un amarcord destinato alla caccia al cinghiale

I

l cacciatore che desidera cacciare le prede europee con calibri più che adeguati, senza spendere troppi soldi, ed assaporare il gusto degli express di fine Ottocento, ha la soluzione a portata di mano chiamata Davide Pedersoli. Si tratta di un’azienda famosa per la produzione di repliche a polvere nera. Una delle armi che risponde alle Caccia Passione 60

esigenze sopra descritte è il Kodiak Mark IV, un express con il quale vengono riproposte le linee fondamentali del fucile a canne rigate prodotto dalla Colt alla fine del 1800. Questa’arma è disponibile in tre calibri, due europei ed uno americano, quest’ultimo più rispondente alla struttura dei vecchi express. I calibri europei sono 8x57Jrs e


Fucili da caccia

passato con

Kodiak Mark IV di Diego Mastroberardino

9,3x74R, mentre il calibro “americano” è il .45-70 Government, poco affine al concetto di express ma che conferisce alla Kodiak il fascino dei grossi calibri inglesi, grazie alle sue dimensioni. Il Pedersoli Kodiak non è una “normale” doppietta a canne rigate, ma un vero express classico, con i tubi grossi e compatti, le pareti delle canne di rilevante spessore ed un peso due volte superiore, rispetto a quello di un giustapposto rigato camerato in un moderno calibro da carabina. La volata con i due fori di .45 fa

una certa impressione ed una volta montata trasporta il cacciatore indietro nel tempo, precisamente ai tempi delle cacce coloniali, per la linea classica conferita dagli eleganti cani esterni ed alla finitura tartarugata della bascula. Le canne montate a monobloc e le chiusure risultano molto classiche, con due giri di compasso, mentre i tasselli, guidati dalla chiavetta di apertura, vanno ad incastrarsi in due sedi nei ramponi. Siamo di fronte ad una duplice Purdey, fino ad oggi considerata inadeguata per Caccia Passione 61


grosse armi a canna rigata, ma che con i materiali e le lavorazioni odierne ha ottenuto notevoli successi. I cani esterni sono scultorei ed eleganti e vanno a picchiare le teste dei percussori avvolte da un cappellotto a vite, molto complesso sotto il profilo estetico. Sulla Kodiak sono stati installati acciarini molto precisi, attraverso un disegno originale, basato su molle a lamina. Le due piastre laterali sono incastrate alla bascula tramire un dente anteriore e due viti, di cui una passante. Non sono presenti sicure manuali, poiché l’impianto dei cani è a rimbalzo e, in posizione di riposo, quest’ultimi sono arrestati dalCaccia Passione 62

la stessa leva di scatto e possono avanzare solo premendo il grilletto. Gli scatti di ottima qualità denotano un’assenza di strappi all’atto dello sparo. L’unico “neo” è il grilletto anteriore fisso e non snodato: con le cariche normali/commerciali non si riscontra nessun problema, ma con quelle più pesanti la nocca del dito che spara la seconda canna potrebbe risentire di qualche fastidio. Rimanendo in ambito degli express, la tacca di mira è del tipo a foglietta con “V” molto aperta, che può essere abbinata da un mirino puntiforme. Questo è un sistema ampiamente sperimentato nelle armi da safari e sul Kodiak, in particolare,


Fucili da caccia consente uno sfruttamento maggiore della potenza della munizione sulle distanze medio brevi, quest’ultime tipiche dei tiri di stoccata. Le fogliette sono tre, crescenti in altezza, tutte abbattibili e permettono di regolare il punto di mira a seconda della distanza e della cartuccia. Per gli eventuali spostamenti laterali c’è la possibilità di agire sul mirino anteriore, quest’ultimo a coda di rondine e provvisto del classico grano di ottone. La bindella, installata superiormente tra le due canne, è piana ed ha andamento conico verso la volata, poiché le canne convergono. Infatti, così come su tutte le armi a due canne affiancate, i tubi

non sono paralleli poiché i due colpi tendono a convergere in un punto solo, oltre il quale, al contrario, divergono. Qui entrano in gioco elasticità e vibrazioni delle canne: all’atto dello sparo con una canna, considerato che questa è vincolata alla vicina e non è in grado di vibrare liberamente, il colpo può seguire una strada diversa da quella della linea retta che segue l’asse della canna. La Pedersoli, però, garantisce la perfetta collimazione dei tubi per tiri a cinquanta metri. La prova del fucile ha dimostrato che ciò avviene con le cartucce di 300 grani, mentre la rosata dei due colpi si allarga con le 405 grani, più pesanti e più lente.

Caccia Passione 63


Dal punto di vista estetico le finiture esterne risaltano molto, soprattutto nel modello Standard con canne brunite e le superfici della bascula con una ricca tartarugatura. Per coloro che desiderano modelli più preziosi esiste, per tutti i calibri, la versione Deluxe, quest’ultima arricchita da incisioni su bascula e parti in acciaio color argento vecchio. Inoltre, su richiesta, tutti i modelli sono disponibili con canne intercambiabili in calibro 20. Anche nella versione standard i legni sono di elevata qualità. Le zone di presa presentano pannelli zigrinati ma-

Caccia Passione 64

nualmente che assicurano un ottimo grip dell’arma. Il calcio presenta un piccolo appoggiaguancia sul lato sinistro, pensato per migliorare l’assetto nel tiro mirato e che non risulta fastidioso neanche nel tiro da imbracciata. Sicuramente questo aspetto classifica la Kodiak come arma adatta a tiratori destrorsi. Imbracciando il fucile non si resta indifferenti al suo peso, anche perché il Kodiak ha il centro di gravità piuttosto spostato in avanti. Nonostante ciò, il comportamento del fucile è ben diverso dalle aspettative viste tali premesse. L’arma si maneg-


Fucili da caccia gia con naturalezza, viene su alla spalla abbastanza velocemente e riesce a puntare in maniera istintiva, anche con il bersaglio in movimento.

destinata alla caccia al cinghiale, considerata la sua potenza e predisposizione verso le prede più coriacee. Quello che abbiamo descritto

Il rinculo piuttosto mite e l’impennamento ben controllabile, danno la possibilità al cacciatore, partendo con tutti e due i cani armati, di sparare un bruciante secondo colpo restando in mira sul bersaglio. Le cartucce Remington nelle canne Kodiak arrivano alla velocità di 380385 metri al secondo, cui corrispondono circa 200 kgm. Questa cartuccia da impiegare sulle brevi distanza assicura una letalità non modesta, causata dalla profonda penetrazione della sua grossa e pesante palla calibro .45. Le cartucce Winchester Super X con proiettile Jhp di 300 grani hanno raggiunto i 535-555 metri al secondo, con energie cinetiche intorno ai 300 kgm, andando a costituire un apprezzabile miglioramento rispetto alle più tranquille cartucce con proiettile di 405 grani. La Kodiak Mark IV nel nostro paese è

può essere considerato una sorta di ritorno al passato, per cercare di vivere le stesse emozioni che si provavano un tempo, quando la tecnologia era molto più semplice di quella attuale, ma che garantiva comunque prestazioni da urlo. La Davide Pedersoli si propone come l’azienda che soddisfa le esigenze degli intenditori, dei nostalgici, degli appassionati di storia delle armi. L’autonomia produttiva della Pedersoli su tutti i componenti necessari per l’assemblaggio delle armi, è un’altra garanzia di successo di questa azienda. La filosofia della Davide Pedersoli è quella di ripercorrere la storia delle armi con prodotti di qualità superiore anche nelle riproduzioni. D’altronde, la storia è maestra della vita. Caccia Passione 65


Borra-Proiettile della Gualandi:

velocità, precisione e potenza per la caccia al cinghiale La Gualandi, pioniera nel settore delle munizioni da caccia a livello mondiale, offre sul mercato la borra-proiettile per la caccia la cinghiale. Questo munizionamento assume stabilità giroscopica in traiettoria che va a garantire precisione alle grandi distanze, assicurando efficacia all’impatto.

N

el 1948 Elio Gualandi fonda l’Azienda grafica Arti Grafiche Elio Gualandi, ma a partire dal 1950 inizia ad inserire il suo marchio nel settore produttivo delle munizioni, essendo appassionato per la caccia. Nel 1955, su richiesta di alcune importanti Aziende, progetta un dischetto di cartone destinato alla chiuCaccia Passione 66

sura delle cartucce attraverso una macchina automatica. La novità di questo cartoncino di chiusura consta nel ritrovato della numerazione del piombo su ambedue le parti, da cui prende la denominazione “Bistampato”. Questo prodotto è richiesto ancora oggi in tutto il mondo, differenziandosi sul mercato per la qualità, la calibratura, lo spessore e per la stam-


Munizioni pa nitida e centratissima. Sempre negli anni ‘50 progetta, per i caricatori di cartucce, una Borra in plastica che può essere caricata indifferentemente da ambo le parti, funzionante aggiungendo uno spessore di sughero o feltro di altezza voluta, quest’ultimo a contatto con i pallini, che successivamente verrà dotata di un elemento autoregolabile nella parte centrale: nasce così la borra “Biorientabile”. All’inizio degli anni ’60, Gualandi mette sul mercato una Borra-Contenitore in plastica, unica al mondo poiché è caratterizzata da un sistema ammortizzante incluso tra il contenitore e la coppetta: si tratta di un anello facilmente schiacciabile, modificato successivamente negli anni in tubo passante definito “tubolare”. Questa novità di Gualandi viene accolta piuttosto freddamente dagli esperti del settore, poiché vigeva la mentalità ed il pregiudizio su un borraggio assolutamente rigido, ma la validità della creazione Gualandi non impiega troppo tempo a convincere i più scettici, al punto che in seguito si riscontra un progressivo orientamento del sistema a questo tipo di Borra. L’incessante creatività di Gualandi lascia il segno nei mercati internazionali, al punto che molti prodotti che si trovano oggi in commercio sono il risultato di esperimenti

di imitazione dei Brevetti Gualandi. Attraverso l’ideazione del sistema tubolare nasce l’inimitabile Borra “Super G”, disponibile oggi in 12 versioni fra altezze e calibri. Nel 1977 Gualandi inizia i primi esperimenti che porteranno in seguito alla realizzazione della Borra-Proiettile. Nel 1982 viene costituita l’attuale Società Elio Gualandi & C. e , grazie all’esperienza acquisita ed all’alta tecnologia impiegata, il figlio Roberto Gualandi progetta e realizza un nuovo proiettile per canne lisce con caratteristiche che lo rendono il più preciso in assoluto. Dopo innumerevoli prove e prototipi, oggi la Borra – Proiettile si presenta con test che consentono di classificarla prima al mondo. Dopo questa doverosa presentazione di un’azienda tutta italiana, ricca di stoCaccia Passione 67


ria e tradizione, descriveremo in questo articolo la borra-proiettile per la caccia al cinghiale. La linea elicoidale progressiva consente alla borra-proiettile di ottenere una stabilità giroscopica in traiettoria molto efficace, la quale assicura notevole precisione a distanza. La Borra-Proiettile può essere impiegata sia per fucili con canne strozzate, sia con fucili con canne rigate. la borra-proiettile della Gualandi è autoregolabile in chiusura ed autoriducibile in strozzatura. Caricare un facile con questi tipi di borre, considerando le loro caratteristiche tecniche, vedrà essere indispensabile svasare lievemente l’imboccatura del bossolo, attraverso un attrezzo conico, al fine da salvaguardare la parte destinata al contatto con la polvere. Le caratteristiche che contraddiCaccia Passione 68

stinguono la borra-proiettile della Gualandi sono le seguenti. E’ caratterizzata da rilievi autoriducibili, per cui non provoca danni alle canne: questa innovazione permette di spararla anche con fucili con canne strozzate e rigate. L’altezza è unica, poiché è formata dal proiettile in coesione con la borra di lancio ad azione timoniera, ammortizzante tramite tubolare (combinazione brevettata), la quale permette in fase di orlatura di risolvere tutte le altezze combinate derivate dai volumi delle polveri. La parte esterna ad ogiva aerodinamica con solchi elicoidali progressivi e con bassorilievi laterali per avvitamento, assicurano una notevole stabilità in traiettoria, mentre la parte interna vede due fratture predisposte che nell’impatto, in zona colpita, deformano il proiettile tramite la percussione della spina centrale. La borra-proiettile della Gualandi è disponibile per il calibro 12 magnum con grammatura da 40 gr circa, per il calibro 12 con grammatura da 32 gr circa, per calibro 16 con grammatura da 28.5 gr circa e per calibro 20 con grammatura da 25.5 gr circa. Se è la precisione e la stabilità che si cerca, entrambe connesse all’efficacia nell’impatto, la borra-proiettile della Gualandi è l’unica che possa soddisfare tali esigenze.


Munizioni


Ricordi di caccia in botte

La caccia in botte è un’esperienza che consiglio a tutti i cacciatori di vivere. Nessuno prima di ammirarla, ha idea di cosa sia la natura al risveglio in una palude.

P

ersonalmente non amo la caccia in luoghi angusti, sono piuttosto uno che ama la montagna, le lunghe passeggiate in compagnia del proprio cane da ferma, la natura che ti avvolge quasi soffocandoti con la sua bellezza, ma qualche mese fa, quando mio cognato a bruciapelo mi ha domandato se volessi provare la caccia in botte, davvero non ho resistito alla tentazione. Ho detto di sì senza pensarci sopra poi tanto, alla faccia di mia sorella che mi descrive come l’abitudine fatta persona. La caccia in palude d’altronde non mi è mai dispiaciuta, per quanto oggi praticarla sia appannaggio di pochi, di pochissimi fortunati. La caccia prometteva d’essere buo-

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na: le prime giornate relativamente tiepide avevano spinto le oche lombardelle, le oche selvatiche e qualche branco di cigni reali a farci nuovamente visita. Non mancavano nemmeno le prime cicogne, e quando vedi le cicogne sai che gli acquatici si sono messi in moto. La mattina faceva comunque ancora molto freddo, e all’umidità del lago proprio ci dovevo fare l’abitudine, e non di rado ho ripensato al comodo mio lettuccio ancora caldo. Arrivati sul luogo l’esperto del gruppo, Simone, dando uno sguardo al vento decide immediatamente che per quella giornata le botti buone sono quelle di destra, e tutti ci dirigiamo verso quelle con una certa fretta, eppure io non so ancora bene che devo fare: mio cognato se ne accorge e decide di tenermi d’occhio. Per raggiungere le botti dobbiamo attraversare un piccolo ponticello fatiscente e salire su una sorta di piroga che a tutta prima da l’idea di un relitto. Per attraversare il lago ci abbiamo messo non più di una decina di minuti e presto ho scorto una sorta di blocco


Racconti venatori scuro e verdastro: siamo arrivati. I motori vengono spenti e l’imbarcazione si accosta alla botte. Ci salto dentro con un’agilità che non sapevo d’avere con mio cognato sempre affianco. Lentamente albeggia e i miei compagni di caccia non stanno nella pelle con l’effetto di contagiarmi quell’eccitazione che precede sempre la caccia. Sembra assurdo con quanta rapidità la natura delle palude si risvegli. Al primo raggio di sole che si insinua fra le canne risponde un oca, un germano, alcune folaghe, un beccaccino e in lontananza sentiamo delle pavoncelle, il chiurlo, e la gallinella, sgraziata come al solito. E’ un’orchestra tutta al naturale che risveglia in noi l’istinto primordiale. Il primo colpo è di mio cognato che con occhio lesto distingue fra le sagome ondeggianti un’anatra silenziosa. E’ un tiro da manuale, con una strizzatina d’occhio mi complimento con lui e punto il mio sguardo a cercare fra canne e palude. La caccia è tutta questione di allenamento e presto scorgo anche io un branco di anatre lontane alla ricerca di pastura. Richiamate virano verso di noi che restiamo accucciati dentro la botte, per paura d’essere visiti. Seguiamo la scena dalla cannicciata frastagliata della botte e prima che si fermino ce ne vuole di tempo

ma presto sono a tiro e ne approfitto subito mettendomi in piedi. Ho fortuna, il tiro è ben ripagato. In lontananza sentiamo spari provenire da qualche altra botte: deve essere giornata di passo, una bella occasione non c’è che dire. La caccia in botte inizia a non dispiacermi.

Il tono della giornata non cambia, e io ho la possibilità di ammirare il fascino della natura che si risveglia e la palude che riprende colore: è uno scenario da sogno. Gli arrivi sono stati davvero vari e a fine giornata abbiamo potuto raccontare dell’incontro con gli agilissimi moriglioni, con le marzaiole, con le alzavole, i codoni , i fischioni e le canapiglie. Anche questo è uno dei motivi che mi ha fatto apprezzare questo genere di caccia, la varietà. Sono ancora in attesa che si liberi nuovamente un posto in botte: d’altronde una volta provata l’esperienza non se ne può proprio far a meno. di Salvatore

M.

Caccia Passione 71


Binocolo Leica Geovid:

telemetro Laser incorporato per osservazioni fino a 1300 metri

L

a Leica è stata la prima azienda al mondo, specializzata in ottiche, a combinare un binocolo ad alte prestazioni ed un telemetro laser in un binocolo dalle dimensioni particolarmente compatte. Questo binocolo offre anche la possibilità all’utilizzatore di passare ad una modalità di scansione che consente il tracciamento continuo di un oggetto in movimento con la funzione telemetrica.

Geovid HD, perfetti per osservare e misurare, erano già una leggenda, ora sono ancora migliori

Stiamo parlando del nuovo binocolo Leica Geovid, versione 8x56 HD e 15 x 56 HD. Con il Geovid è possibile la messa a fuoco interno regolata a vite ed impermeabile fino a 5 m di profondità. I binocoli, si sa, trovano applicazione non solo in ambito venaCaccia Passione 72

torio nella caccia di posta, nelle veglie al crepuscolo o di notte, ai ritrovi di caccia, ma anche nella vita normale. I binocoli delle case produttrice più famose, si distinguono traloro per imateriali di cuisono composti, la risoluzione e la nitidezza delle immagini e la robustezza agli urti. Con il Leica Geovid si va oltre tutto ciò, poiché rappresenta una combinazione di ottica notturna a elevata

luminosità con otto ingrandimenti e di un distanziometro integrato. Con il Geovid HD si apre chiaramente una nuova fase per quanto riguarda la brillantezza dei colori e la definizione. Attivando infatti il telemetro, compare un piccolo quadra-


Ottiche Binocoli Leica: La Leica stupisce ancora presentando il binocolo Geovid 15x56 HD e 8x56 HD, con telemetro incorporato, con il quale si osserva e si misura la distanza tra il cacciatore ed il bersaglio, fino ad un massimo di 1300 metri. to con il quale si concretizza la mira, con il numero sottostante che va a d indicare la distanza dall’oggetto fino a 1300 m. Questo binocolo trova la sua completa applicazione nella caccia in motagna, quando occorre conoscere la distanza esatta che separa il cacciatore dal bersaglio posto molto lontano. Visibilità e leggerezza sono le due doti del Leica Geovid 8x56 HD. Questo binocolo, disponibile sia nelle versioni 8 x 56 HD che 15 x 56 HD, grazie alle sue lenti da 56 mm è ottimizzato per l’osservazione al crepuscolo ed in condizioni di luce scarsa. Ciò consente una visione con un contrasto estremamente ricco, colori neutrali ed una nitidezza sull’in-

tero campo inquadrato. Il Geovid consente di entrare in una nuova dimensione della visione e dell’identificazione dei dettagli più minuti, anche e soprattutto alle lunghe distanze. Il Leica Geovid, con la cinghia ergonomica in neoprene in dotazione e

la batteria per l’esposimetro, pesa appena 1190 g. Le differenza sostanziali tra le due versioni sono le seguenti: il Geovid 8 x 56 HD ha un‘uscita pupillare da 7 mm per ottenere immagini più stabili con minori oscil-

lazioni grazie all’ingrandimento 8x. Lungo solo 182 mm, il Geovid 8 x 56 HD è stata espressamente progettato per la caccia su altana. Il Geovid 15 x 56 HD, invece, consente un ingrandimento 15x per l’identificazione degli animali a lunghe distanze. Con un peso di 1.300 g di peso, è l‘ideale per l’osservazione a lunga distanza e la pratica del bench rest. Entrambi i modelli sono disponibili con rivestimento antiurto in gomma nera. La Leica segna di nuovo un nuovo corso nelle ottiche e binocoli di precisone, portando la migliore tecnologia dentro i suoi prodotti, con i quali l’osservazione dell’ambiente è praticamente completa in tutti i suoi aspetti. Caccia Passione 73


Accessori caccia Pattadese, Coltelli di Sardegna per Tradizione... Pattadese: ecco come sapienti mani artigiane plasmano la pattada sarda. Un viaggio intorno ad una delle tradizioni più nobili e antiche della Sardegna. Le fasi della lavorazione del Coltello: I coltelli sardi sono realizzati con due materiali: il corno e l’acciaio.

Armadi Blindati Portafucili: Silmec mette le Armi in Sicurezza... Armadi Blindati Portafucili Silmec: L’art. 20 della legge n. 110 del 18 aprile 1975 ha imposto ai legali detentori di armi di adottare ogni diligenza necessaria a garantire la sicurezza pubblica. Silmec, dal proprio stabilimento di Sona – Verona – propone una selezione di armadi blindati portafucili che rispondono alle direttive contenute nella normativa. Il parco di soluzioni comprende tre linee di portafucili ideate per la corretta custodia delle armi lunghe e corte.

Navigatore GPS Foretrex 401 della Garmin: Posizione esatta a portata di mano... La Garmin mette sul mercato il nuovo navigatore GPS Foretrex 401, destinato a coloro che desiderano avere sempre le mani libere. Imbracciare un fucile e visualizzare la proquesto motivo il Foretrex 401 può essere comodamente allacciato, tramite di conoscere sempre la propria posizione senza dover maneggiare il GPS. Caccia Passione 74


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Salute del cane da caccia: due su dieci soffrono di difficoltà digestive.

Uno dei disturbi più frequenti che può avere un cane da caccia è legato alle difficoltà digestive.

I

problemi di digestione possono essere dovuti ai continui spostamenti ai quali l’animale è sottoposto durante le battute di caccia e all’allenamento intensivo. Come deve intervenire allora, in questi casi, il cacciatore nei confronti del suo cane da caccia? Sicuramente non deve far nulla senza il consiglio del veterinario, magari scegliendo, erroneamente, di somministrare al Caccia Passione 76

cane da caccia dei farmaci umani. Questi, infatti, «possono essere pericolosi se usati nei cani e devono essere sconsigliati; – afferma Giorgia della Rocca, professoressa di Farmacologia e tossicologia veterinaria presso il dipartimento di Patologia, diagnostica e clinica veterinaria, della facoltà di Medicina veterinaria, dell’Università di Perugia – anche se si tratta, infatti, di


Veterinaria farmaci la cui efficacia e sicurezza sono state scientificamente dimostrate sull’uomo, non è detto che sia la stessa cosa negli animali. Per la prevenzione e il trattamento dei disordini gastrointestinali, caratterizzati da squilibri della normale flora intestinale del cane da caccia, è utile avvalersi di probiotici e sali che bilancino i liquidi persi. È importante prestare attenzione a tutti i sintomi e chiedere sempre consiglio al veterinario, soprattutto in caso di diarrea acuta o cronica. Così come n e l l ’e s s e r e umano, è possibile ricorrere ai probiotici per prevenire gli effetti collaterali del trattamento antibiotico o dello stress legato a trasferimenti e viaggi, allenamento intensivo o cambio dell’alimentazione». E allora ecco un piccolo suggerimento affinché il cacciatore più attento possa intervenire sui disturbi intestinali del proprio cane da caccia: si chiama Canikur

Pro ed è il nuovo prodotto studiato appositamente per il cane. E’ un medicinale ad uso orale ed è valido e sicuro perché, in un solo prodotto, sono uniti tre elementi attivi utili a ripristinare lo stato di salute dell’intestino del cane da caccia: i probiotici (citati da Giorgia della Rocca), che aiutano a diminuire la diarrea acuta e la diarrea determinata dall’uso di antibiotici; i prebiotici BioMos-C, i quali sono carboidrati simili alla fibra alimentare, (questi favoriscono la moltiplicazione dei batteri buoni Bifidobacteri e Lactobacilli, che, in questo modo, creano un ambiente acido che riduce progressivamente la crescita dei batteri patogeni; e poi la montmorillonite, la quale è un’argilla minerale che stimola l’eliminazione delle tossine e combatte i virus favorendo, così, la guarigione dalle infezioni e prevenendo le varie intossicazioni al cane da caccia. Caccia Passione 77


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Magnifici Labrador Ben e Boghy durante una battuta di Caccia con

Le migliori immagini verranno pubblicate, a discrezione della redazione, all’interno del portale, della rivista o in altre pubblicazioni curate da Caccia Passione. Caccia Passione avrà diritto d’uso e pubblicazione gratuita dei materiali inviateci spontaneamente.Ogni autore dichiara di detenere i diritti di Copyright delle foto inviate e dei manoscritti e sarà responsabile personalmente per l’oggetto ritratto nella foto presentata sollevando già da ora Caccia Passione da qualsiasi responsabilità. In ogni caso il materiale trasmesso non verrà restituito


La foto del mese

al riporto di un germano reale il nostro Amico Antonio B.

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