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ESPLORA L’INCANTO PERCORSI PER SCOPRIRE E CONOSCERE LA STRADA DEI VINI ETRUSCO ROMANA IN PROVINCIA DI TERNI

ROUTES TO DISCOVER AND GET ACQUAINTED WITH THE ETRUSCAN-ROMAN WINE ROAD IN THE PROVINCE OF TERNI


Copyright Associazione Strada dei Vini Etrusco Romana in Provincia di Terni Foto e testi sono riproducibili solo previa autorizzazione Testi: Mara Quadraccia in collaborazione con Danca Caccavello Traduzioni: Lingua SĂŹ Srl Coordinamento editoriale: Danca Caccavello e Chiara Valterio Foto di: Archivio STA Orvietano e Ternano Emanuele Grilli Gregorio Sgrigna Pasquale Comegna Affresco Duomo per gentile concessione OPSM Orvieto


ESPLORA L’INCANTO

U

na mappa indica luoghi che possono assumere valori diversi in base a ciò che si ricerca. La Strada dei vini Etrusco Romana in Provincia di Terni offre indicazioni per itinerari insoliti che vanno oltre la notorietà turistica. L’individuazione di due tematiche portanti, i luoghi insoliti e le vie d’acqua possono sembrare distanti dal turismo del vino ma con una più attenta lettura si scoprono le profonde connessioni. La natura del territorio, le sedimentazioni della storia, le tradizioni culturali, i saperi trasmessi tra generazioni, hanno dato forma e sostanza alla autenticità di queste terre. Queste vie sono tracciate anche grazie all’attività di una fitta rete di operatori: aziende vitivinicole con etichette tutte da gustare, produttori di olio pregiato, di salumi dei mastri norcini e di pane sciapo umbro, artigiani esperti e creativi, strutture ricettive che offrono il calore dell’accoglienza, ristoranti dove la solida tradizione si affianca alla ricercata innovazione. Ogni angolo del territorio è animato da eventi piccoli e grandi durante tutto l’anno, antichi e nuovi, momenti di festa vissuti attivamente da chi abita questi luoghi i quali invitano il visitatore a condividere l‘intensa esperienza. E nell’inebriante vagabondare, prima di riprendere la strada del ritorno, bisogna accettare il bicchiere della staffa, ultimo e augurale saluto. “Non metterti in cammino se la bocca non sa di vino.”

A

map shows places with various values based on the search criteria. The Roman Etruscan Wine Road, in the province of Terni offers indications for unusual itineraries that go beyond tourist interest. The identification of two important topics, the unusual places and the waterways, can seem far from wine tourism, but by reading more carefully the connections are discovered. The nature of the territory, sedimentations of history, cultural traditions, knowledge handed down through generations, have given shape and substance to the authenticity of this land. These routes are traced thanks to the work of the dense network of operators: wine-growing and wine-producing companies with labels that must be tasted, producers of high quality oil, salamis from the master pork-butcheries and Umbrian salt-free bread, expert creative artisans, reception structures offering a warm welcome, restaurants where solid tradition is accompanied by refined innovation. Every corner of the territory is animated by events around the year, small and large, old and new, moments of festivities actively participated by the locals who invite the visitor to share this intense experience. And in the inebriating wandering, before returning along the road home, one must accept ‘one for the road’, the last goodbye greeting. “Don’t start off on the road if your mouth doesn’t taste of wine.”


L’INCANTO DELLA SCOPERTA

THE ENCHANTMENT OF DISCOVERY

L’

T

apparente tortuosità dei percorsi nasconde luoghi, paesaggi e atmosfere che inducono ad una sosta alla scoperta di una cultura operosa.

he apparent winding of the paths hides places, landscapes and atmospheres that make one want to stop and discover a culture based on hard work.


NELL’EDEN DEL VINO

IN THE EDEN OF WINE

Un avvincente percorso ai confini dell’alto Orvietano ci porta in CASTEL VISCARDO luoghi dove appare con Castello, Museo del Cotto, forza la continuità della Monterubiaglio coltura estensiva della ALLERONA vite. Fra castelli, borghi Villa Cahen, Parco naturalistico e altipiani aleggiano di Villalba, Mostra dei Pugnaloni presenze di papi, che FABRO qui si rifugiavano Castello, Tartufo nero e bianco accolti dalle potenti MONTEGABBIONE famiglie, o di madonne Castello di Montegiove, che continuano ad La Scarzuola abitare le proprie PARRANO dimore. Le cantine dei Le Tane del Diavolo, Centro castelli difendono la documentazione Territoriale qualità dei vini con FICULLE temperature costanti e Terrecotte, Abbazia San attenti procedimenti, Niccolò, Chiesa S.Maria come nel Castello della Vecchia, Castello della Sala Sala. Gli abitanti di ORVIETO queste terre, che ancora Duomo, Musei, Orvieto presentano i tratti degli Underground, Quartiere antichi Etruschi, hanno medioevale saputo sfruttare i terreni argillosi non solo come terroir fecondo per i vini, ma anche con la produzione artigianale di mattoni essiccati al sole e cotti nelle fornaci di Castel Viscardo, preziosi per i lavori di restauro dei monumenti. La notte di San Lorenzo a Monterubiaglio le stelle piovono nei calici pieni di quel vino che ha tenuto a battesimo wine makers di fama internazionale ed ha potenziato l’economia rurale con moderne imprese. La Selva di Meana custodisce nel suo bosco incantato le aeree ed eleganti architetture liberty di Villa Cahen, che si schiudono alla vista del visitatore paziente e raffinato. Per coloro che amano i percorsi naturalistici e una giornata

A charming route along the upper borders of the Orvieto area takes us to CASTEL VISCARDO places where the Castle - Terracotta Museum, continuity of extensive Monterubiaglio grapevine cultivation ALLERONA necessarily appears. Villa Cahen, Villalba Nature Among castles, hamlets Park, Pugnaloni Exhibition and tablelands hover over FABRO the presences of popes, Castle, White and Black Truffle who took refuge here, MONTEGABBIONE welcomed by the powerful Montegiove Castle, families, or noblewomen La Scarzuola who continue living in PARRANO their homes. The castle The Dens of the Devil, Territorial cellars defend the quality documentation centre of wines with constant FICULLE temperatures and careful Terrecottas, Sala Castle procedures, as in the Sala ORVIETO Castle. The people who Duomo, Museums, Orvieto live in these areas, still Underground, Medieval Quarter bearing features of the ancient Etruscans, knew how to make the most of the clayey soils, not just as a fertile terroir for wines, but also the artisan production of bricks dried in the sun and baked in the kilns of Castel Viscardo, precious for the restoration of monuments. On San Lorenzo’s night (August 10th), in Monterubiaglio the stars shower into goblets full of the wine that baptised internationally famous wine makers and developed rural economy with modern companies. Selva di Meana holds in its enchanted wood the aerial, elegant liberty architectures of Villa Cahen that open to the visitor’s view, patient and refined. For those who love nature trails and a day in the open air among tables and fireplaces, Villalba is the ideal setting: a little lower down, where the rows of grapevines once again outline the countryside, the interesting Allerona IGT quality label wines are

PERCORSO DA ORVIETO A ORVIETO

ROUTE FROM ORVIETO TO ORVIETO

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Orvieto

VINI

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ORVIETO D.O.C. L’area di produzione dell’Orvieto bianco D.O.C. comprende i territori per lo più collinari di Orvieto, Allerona, Alviano, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Guardea, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Porano e una parte del viterbese nel Lazio. E’ tra i più rappresentativi vini umbri, conosciuto fin dall’antichità, e copre il 70% della produzione a D.O.C. della provincia di Terni. E’ prodotto con le qualifiche “Orvieto Classico”, con uve della zona ristretta della Valle del Paglia, e “Classico Superiore”, con 12° e tre mesi di affinamento. Il disciplinare prevede uve Trebbiano Toscano (Procanico) e Grechetto (min. 60%), e altri vitigni a bacca bianca, non aromatici, idonei alla coltivazione (max. 40%). Un’ulteriore distinzione riguarda le varianti secco, abboccato e dolce, tra i quali l’importante produzione di “vendemmia

tardiva” e “muffato”. La produzione del Muffato è stata recentemente regolamentata dal disciplinare della D.O.C Orvieto, unica ad averlo in Italia, questo vino è definito anche muffa nobile in quanto prodotto con uve lasciate attaccare da botrytis cinerea sulla pianta e raccolte ad autunno inoltrato. I risultato è un vino dolce di colore giallo oro tendente all’ambra, odore profumato e avvolgente che va degustato con pecorino stagionato e miele. Oggi nell’Orvieto predomina la variante secca, mentre in passato era più rinomata la versione abboccata lodata da papi, principi e pittori, dal colore giallo paglierino più o meno intenso, profumi delicati, fruttati e gradevoli, e sapore secco con lieve retrogusto amarognolo. L’abbinamento giusto è nell’aperitivo ai primi piatti senza pomodoro, adatto anche a secondi di pesce, bollito o arrosto di carni bianche.

all’aria aperta tra tavoli e caminetti Villalba è l’ambiente ideale: poco più sotto, dove i filari di vite ritornano a disegnare il paesaggio, si producono gli interessanti vini IGT Allerona. Il dominio della natura prevale su quello dell’uomo, che tuttavia ne sfrutta i prodotti: a novembre, il pregiato tartufo bianco e quello nero diventano protagonisti delle mense arricchite stagionalmente da funghi, asparagi e frutti di bosco. I terreni rocciosi e le elevate altimetrie piuttosto che scoraggiare la viticoltura alimentano gli impianti di vitigni favoriti dal particolare microclima. Alla Scarzuola la presenza spirituale di San Francesco, attirato dalla forza di sorella acqua e sorella terra, ha trovato la nuova interpretazione dell’architetto Buzzi nella realizzazione della città ideale, visionaria fusione scenografica di architetture di varie epoche. La terra madre racchiude ancora nelle grotte e nei vulcani i suoi primordiali segreti: le Tane del Diavolo, con le calde acque termali e i vulcani di San Venanzo, con rocce rare come la venanzite. Catini, brocche, pignatte di Ficulle sono terrecotte ancora prodotte per uso quotidiano insieme alla “panata”, forma tradizionale per la misura del vino nelle cantine. Inebriati dalla piacevole discesa fra i gironi dei colli a vigneto ci si sente nell’eden del vino, che ha qui le sue etichette d’eccellenza: i profumati bianchi Orvieto Classico superiore, secco, abboccato, muffato e il corposo Rosso Orvietano D.O.C. Il vero paradiso del vino lo si trova risalendo sull’altipiano tufaceo di Orvieto, l’antica Oinarea, “la città dove scorre il vino”, polo magnetico per tanti percorsi religiosi, artistici e produttivi. Gli Etruschi intuirono la magia delle grotte scavate nel Castel Viscardo


IN THE EDEN OF WINE

La Scarzuola

WINES ORVIETO D.O.C. The Orvieto white D.O.C. growing area includes the more hilly areas of Orvieto, Allerona, Alviano, Baschi, Castel Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle, Guardea, Montecchio, Montegabbione, Monteleone d’Orvieto, Porano and a part of the Viterbo area in Lazio. It is among the most typical Umbrian wines, known since ancient times, and covers 70% of the D.O.C. production in the province of Terni. It is made with the “Orvieto Classico” qualifications, from grapes of the restricted area of the Valle del Paglia, and “Classico Superiore”, with 12° and three months of refining. Regulations call for Trebbiano Toscano (Procanico) and Grechetto (min. 60%) grapes, and other white grape varieties, non aromatic, suitable for cultivation (max. 40%). A further distinction concerns the dry, smooth and sweet, among them the important

production of “late harvest” and “muffato”. Production of “muffato” wines was recently regulated by the Orvieto D.O.C. discipline, the only one in Italy that has it. This wine is also defined a noble mould since it is made with grapes left to be attacked by botrytis cinerea on the vine and harvested in late autumn. The result is a sweet wine, golden yellow tending towards amber, a perfumed, enveloping aroma that is to be tasted with sharp pecorino cheese and honey. Today the dry variation is predominant in the Orvieto area, whereas in the past the smooth version praised by popes, princes and painters was more famous, its more or less intense straw-yellow colour, delicate, fruity and pleasant aromas, and dry flavour with a light bitterish aftertaste. The right match is with a good aperitif, first courses without tomatoes, suitable even for fish courses, boiled meats or roast white meats.

produced. Nature prevails over man, who nevertheless takes advantage of its products: in November the prized white truffle along with the black truffle have a special place at the table, seasonably enriched by mushrooms, asparagus and berries. The rocky terrains and high altitudes feed the grapevines rather than discourage them, favoured by the special microclimate. At Scarzuola, the spiritual presence of St. Francis, attracted by the force of sister water and sister earth, found the new interpretation of architect Buzzi in creating the ideal city, a visionary scenographic fusion of architectures from various epochs. Mother earth still hides her primordial secrets in grottoes and volcanoes: the Dens of the Devil, with hot springs and San Venanzo volcanoes, with rare rocks such as “venanzite”. Ficulle basins, jugs, pots in terracotta still made for daily use along with the “panata”, a traditional form for measuring wine in cellars. Intoxicated by the pleasant descent around the circles of the hills planted with vineyards, you feel like you are in the Eden of wine, which has its labels of excellence here: the perfumed white of Orvieto Classico superior, dry, smooth, “muffato” and the full bodied Rosso Orvietano D.O.C. The true wine paradise is found by going up to the Orvieto tufaceous tableland, the ancient Oinarea, “the city where wine flows”, a magnetic pole for many religious, artistic and productive routes. The Etruscans sensed the magic of the grottoes dug in the tuff and the secrets for pressing, ripening and preserving wine entrusted to three underground levels, as in the cellars of the San Giovanni convent, headquarters of the Regional Enotheque, the only showcase in Umbria of the production of D.O.C.G. , D.O.C and I.G.T. wines. The symbols of vine and grape, constantly present in the imagination of the artists who worked in this city, unravel like a Ficulle e la panata

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NELL’EDEN DEL VINO raffinati merletti d’Orvieto. L’elegante gestualità del fanciullo etrusco, logo della strada dei vini tratto dagli affreschi della tomba Golini, ripropone la ritualità pagana del convivio in cui il vino rappresenta l’elemento di coesione sociale e culturale. Nella scintillante cattedrale è custodita la prova del mistero del vino che si fa sangue di Cristo, il corporale del miracolo di Bolsena: qui è l’origine dell’istituzione della Festa del Corpus Domini, celebrata dai cattolici di tutto il mondo e ricordata dalla preziosa reliquia portata in processione il giorno della celebrazione. Per i pittori rinascimentali il vino ha avuto anche valore di moneta sonante: Luca Signorelli che nel contratto per gli affreschi della Cappella di San Brizio in Duomo fece includere “che gli desse di quel vino orvietano quanto ne volesse”. Enoteca Regionale dell’Umbria

tufo e affidarono a tre livelli sotterranei i segreti per la pigiatura, la maturazione e la conservazione del vino, come nelle cantine del Convento di San Giovanni, sede dell’Enoteca Regionale, unica vetrina in Umbria della produzione di vini D.O.C.G., D.O.C e I.G.T. I simboli della vite e dell’uva, presenza costante nell’immaginario degli artisti che in questa città hanno operato, si dipanano come un filo negli affreschi, nelle sculture, negli oggetti di ceramica, fino a ricomporsi nei VINI

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ROSSO ORVIETANO O ORVIETANO ROSSO D.O.C. Si produce nella stessa area dell’Orvieto bianco, nel territorio di San Venanzo verso la valle del Tevere, in alcune ristrette aree dell’Amerino e del Viterbese. La denominazione “Rosso Orvietano”o “Orvietano Rosso” è riservata a diverse tipologie di vino rosso , con riferimento ai vitigni primari da uve: Aleatico, Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Canaiolo rosso, Ciliegiolo, Merlot, Montepulciano, Pinot Nero e Sangiovese da soli o congiuntamente per almeno il 70% e inoltre da vitigni

secondari, da soli o nella misura massima del 30%, di Barbera, Cesanese comune, Colorino e Dolcetto. Invecchiamento: fino a 2-3 anni. Il disciplinare, nello stabilire le caratteristiche al consumo indica per il “Rosso Orvietano” un colore rosso rubino vivace intenso, talvolta con riflessi violacei, profumo vinoso intenso , talvolta erbaceo, sapore morbido, elegante e vellutato. Questo vino si abbina a piatti di carne saporiti arrosto, cacciaggione e formaggi stagionati e può essere consumato fino a 4 anni dalla vendemmia.

LE CURIOSE GASTRONOMIE DELL’ORVIETANO La semplicità della cucina che ripete gesti antichi è una eredità da custodire, generata da pochi e fondamentali prodotti. Cibi poveri ma ricchi di sapori fatti talvolta anche con ingredienti di scarto ma preparati con abilità e fantasia. Un susseguirsi di originali forme e gusti: le lumachelle, usate dai contadini per la colazione, le ciambelline con l’anice lessate alla maniera medioevale, il baffo, guanciale di maiale cotto con salvia e aceto, gli umbrichelli all’arrabbiata rossi di pomodoro e peperoncino, il pecorino cenerieno, la gallina ‘ubriaca che recupera la sua tenerezza con il vino, la sandra in porchetta, pesce ripieno di finocchio selvatico e tartufo, la bistecca del curato ricoperta di una salsa di erbe segreta, le frittelle dolci di riso per la festa di San Giuseppe e, a Pasqua la Pucciarella, per il divertimento dei bambini, i maccheroni dolci per la vigilia di Natale e l’immancabile ciambellone con il vino. La tradizionale norcineria trasformata dalla fantasia diventa quasi arte e allora la Sella di San Venanzo, il salame accannato, le mazzafegate dolci e la porchetta. Un riconoscimento IGP per la carne chianina, il gigante bianco dell’Appennino, dalle carni magre e saporite e di grande pregio. Insomma un’intrigante cercare tra ristoranti, norcinerie, panetterie e pasticcerie.


IN THE EDEN OF WINE Signorelli required by contract for the frescoes in the Duomo’s San Brizio Chapel “that they pay him with as much Orvieto wine as he wants”.

GASTRONOMIC CURIOSITIES OF THE ORVIETO AREA

Duomo, Cappella di San Brizio

thread in frescoes, sculptures, ceramic objects. They eventually reassemble in Orvieto’s refined lace. The elegant gestural expressiveness of the Etruscan child, logo of the wine road taken from the frescoes in the Golini tomb, again shows the pagan rites of banqueting in which wine is the element of social and cultural cohesion. The sparkling cathedral holds proof of the mystery of wine that turns into Christ’s blood, the Corporal of the Bolsena miracle. Here is the origin of the institution of the Corpus Domini feast day, celebrated by Catholics all over the world and remembered by the precious relic taken in procession on the day of celebration. For renaissance painters, wine even had a hard cash value: Luca WINES ROSSO ORVIETANO OR ORVIETANO ROSSO D.O.C. It is produced in the same area as Orvieto Bianco, in the San Venanzo territory towards the Tiber valley, in restricted Amerino and Viterbo areas. The "Rosso Orvietano" or "Orvietano Rosso" denomination is reserved to various types of red wine, with reference to primary grapevines: Aleatico, Cabernet franc, Cabernet Sauvignon, Canaiolo red, Ciliegiolo, Merlot, Montepulciano, Pinot Nero and Sangiovese alone or together for at least 70% and

furthermore from secondary grapevines, alone or at the most 30% of Barbera, common Cesanese, Colorino and Dolcetto. Ageing: at least 2-3 years. Regulations: in establishing the characteristics for consumption, “Rosso Orvietano” should have a lively, intense, ruby red colour, at times with purplish highlights, an intense vinous aroma, at times herbal, a soft, elegant and mellow flavour. This wine is a good complement to tasty roasts, game and mature cheeses and can be drunk up to 4 years from harvest.

The simplicity of cuisine that repeats age-old gestures is an inheritance to be treasured, generated by products that are few and fundamental. Poor foods but rich in flavours, at times even with leftover ingredients prepared with skill and imagination. Original shapes and tastes follow each other: the “lumachelle” (spiral shaped bun with cheese, bacon and pepper) used by farmers for breakfast; the anise pretzels boiled as was done in the middle ages; the “baffo” lard from the pig’s cheek, cooked with sage and vinegar; umbrichelli pasta “all’arrabbiata”, tomato and chili peppers; pecorino cenerino cheese; the ”drunken hen” that becomes tender when cooked in wine; the ”sandra” (zander) in roast suckling pig, fish stuffed with wild fennel and truffles; the curate’s steak covered with a secret sauce of herbs; the sweet rice cakes fried for the St. Joseph’s feast day, and at Easter the “Pucciarella”, so children can have fun; sweet macaroni for Christmas Eve, and the usual ring cake with wine. The traditional pork processing that is imaginatively transformed becomes almost art, and then the ”Sella di San Venanzo”, the ”accannato” salami, the sweet liver sausages and roast suckling pig. An IGP recognition for Chianina meat, the white Appenine giant, with tasty lean meat, highly prized. So it is intriguing to search among restaurants, pork butchers, bakeries and pastry shops. Le lumachelle

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TRACCE NASCOSTE

HIDDEN TRACES

All’interno delle mura di Amelia i nobili palazzi racchiudono AMELIA saloni affrescati in cui il Palazzo Petrignani, Duomo, passare dei mesi è Torre Civica rappresentato dal ciclo NARNI dei lavori agricoli e dal Abbazia di San Cassiano, passaggio dei simboli Rocca Albornoz, Duomo di San astrali. Le cantine, che Giovenale, Narni Sotterranea emanano ancora il Speco di S.Urbano profumo del vino, STRONCONE celano cisterne romane Chiesa e convento di San e mosaici romani. Francesco, Palazzo del Comune Tralci di vite emergono CESI dal marmo dei Chiesa e montagna bassorilievi del Museo di Sant’Erasmo, Grotta di Eolo Archeologico e CARSULAE rammentano la tecnica Antiquarium, Area Archeologica della coltura della vite, AVIGLIANO UMBRO come ricorda Virgilio Foresta Fossile di Dunarobba nelle Georgiche “Atque MONTECASTRILLI amerina parant lentae Chiesa e Convento delle retinacula viti». Clarisse, Chiesa di San Nicolò Nella sala dello TOSCOLANO Zodiaco di Palazzo Cappella Bella Petrignani i personaggi MELEZZOLE dipinti animano scene Castello e Monte Pian dell'Ara senza tempo, fra il CIVITELLA DEL LAGO calore del camino e la Ovoteca - Area archeologica tavola imbandita con Fornace di Scoppieto - Eremo selvaggina arrosto o nei della Pasquarella lavori dei campi, dall‘aratura alla vendemmia con la pigiatura a piedi scalzi. In cima al colle, la torre maestosa, simbolo della dignità civica e oggi campanile, nasconde nella sua forma a dodici lati la sua antica funzione di orologio solare.

HIDDEN TRACES Inside the Amelia walls, the noble palaces contain AMELIA frescoed halls where the Palazzo Petrignani, Duomo, passage of months is Torre Civica shown by the cycle of NARNI farming and by the San Cassiano Abbey, Albornoz passage of astral symbols. Fortress, San Giovenale Duomo, The cellars, that still give Narni Underground Speco di off the aroma of wine, S.Urbano conceal Roman cisterns STRONCONE and Roman mosaics. Church and convent of San Grape vines emerge from Francesco, Municipal Palazzo the marble bas-reliefs in CESI the Archaeological St. Erasmus church and Museum and remind us mountain, Aeolus Cave of the technique for CARSULAE growing grapevines, as Antiquarium, Virgil remembers in his Archaeological Area Georgics “Atque Amerina AVIGLIANO UMBRO parant lentae retinacula Dunarobba Fossil Forest viti”. MONTECASTRILLI In the Zodiac hall of the Clarissa church and convent, Petrignani Palace the San Nicolò church painted characters TOSCOLANO animate scenes without Bella Chapel time, in the warmth of MELEZZOLE the fireplace and the table Pian dell'Ara castle and mount laid with roast game or CIVITELLA DEL LAGO work going on in the Ovoteca (egg museum) fields, from ploughing to Fornace di Scoppieto harvesting and pressing archaeological area grapes barefoot. Pasquarella Hermitage At the top of the hill, the majestic tower, symbol of civil dignity and a bell tower today, hides its ancient function as a sundial in its twelve-sided shape. Like the ancient Umbrians who searched for bearings in the

PERCORSO DA AMELIA A TODI

ROUTE FROM AMELIA TO TODI

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TRACCE NASCOSTE

Amelia

Come gli antichi Umbri che nella volta celeste cercavano un orientamento con lo sguardo verso il cielo cerchiamo di comprendere i suoi misteri e rintracciae la nostra stella nel Planetarium del Convento dell’ Annunziata di Amelia. VINI “COLLI AMERINI” D.O.C. La zona di produzione D.O.C. comprende il territorio collinare di Amelia, Narni, Calvi, Otricoli, Montecastrilli, Alviano, Lugnano e Penna in Teverina, Giove, e parte del Ternano. Un territorio conosciuto prevalentemente per i vini rossi, ma il disciplinare si caratterizza per diverse tipologie, bianco, rosso e rosato. Nel Rosso, Rosso Superiore, Rosato e Novello la base è costituita da uve Sangiovese (65-80%), accompagnate da Merlot, Montepulciano, Cannaiolo, Ciliegiolo e Barbera; nella tipologia “Colli Amerini Bianco” la base è di Trebbiano Toscano (70-85%),

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con Grechetto, Verdello, Garganega e Malvasia Toscana; nella tipologia “Colli Amerini Malvasia” la base è di Malvasia Toscana (85-100%), la parte rimanente è costituita da Trebbiano Toscano e altre. Un buon abbinamento con il Bianco è con i primi piatti di pesce di acqua dolce, fritture di pesce di lago. Il Rosato si associa ad antipasti saporiti, risotti o pasta con sughi leggeri e piatti a base di uova. Il Rosso si accompagna a salumi freschi, primi piatti con sughi di pomodoro, carni bianche grigliate o arrosto, formaggi poco stagionati. A breve un nuovo disciplinare cambierà le varie tipologie dei vini e il nome della D.O.C. sarà “Amelia D.O.C.

Le pietre di Narni, fanno da fondale alla ricostruzione di un medioevo che rivive nella Festa dell’Anello , quando le cantine diventano taverne e ci si passa il bicchiere colmo di vino al ritmo di “Filumé!Filumè! voglio stare insieme a te ...” in una gara di gioiosa resistenza al sopraggiungere dell’ebbrezza. Alla base della Loggia dei Priori le forme di una figura umana impresse sulla pietra testimoniano la punizione della gogna sulla pubblica piazza. Insolite tracce della presenza umana le ritroviamo nei graffiti dei sotterranei di S. Domenico, prigione del tribunale dell’inquisizione, o nelle grotte eremitiche nei pressi dell’ Abbazia di San Cassiano. I canti gregoriani, miniati nei preziosi corali di Stroncone, echeggiano nei conventi nascosti in queste terre di confine, in cui si può ritrovare se stessi nello spirito francescano del remoto Speco di Sant’Urbano. Le montagne evocano tempi di frequentazione di luoghi da sempre considerati sacri: sulla montagna di S.Erasmo Eolo ha trovato la propria dimora nelle grotte meta di appassionati speleologi. L’oblio del tempo non è riuscito a far dimenticare Carsulae: camminando sul basolato romano sembra ancora di sentire il brusio della vita della città ricordata da Plinio per la particolare abilità degli abitanti nella potatura della vite. Nel silenzio del Convento delle Clarisse di Montecastrilli un’insolita tela raffigura il mistero della trasformazione


HIDDEN TRACES

Narni lo Speco francescano

Terni Carsulae

heavenly vault with their gaze to the sky, we try to understand its mysteries and search for our star in the Planetarium of Amelia’s Annunziata Convent. The stones in Narni are the backdrop for the reconstruction of the Middle Ages that are revived in the Ring Festival, when

the cellars become taverns and a full glass of wine is passed around to the rhythm of “Filumé!Filumè! I want to be with you ...” in a contest of joyfully resisting getting drunk. At the base of the Loggia dei Priori, the shapes of a human figure impressed on the stone witness punishment in the stocks in the public square. We find unusual traces of human presence in the graffiti of the San Domenico underground, prison of the Public Office, or in the eremitic caves near the San Cassiano Abbey. The Gregorian Chants, illuminated in the precious Stroncone anthem books, echo in the convents hidden in these borderlands, where one can find oneself in the Franciscan spirit of the remote Speco of Saint Urban. The mountains evoke the days when places always considered holy were visited: on the St. Erasmus mountain, Aeolus found his home in the caves, the destination of enthusiastic speleologists. The oblivion of time didn’t succeed in letting Carsulae be forgotten: walking on the large Roman paving stones we still seem to hear the buzzing of city life remembered by Plinio for the particular ability of the inhabitants in pruning grapevines. In the silence of the Clarissa Convent in Montecastrilli, an unusual painting depicts the mystery of the transformation of Christ’s blood into wine, while not far away, in Dunarobba, nature has kept in her clay womb the logs of the three thousand year old Fossil Forest. In the shelter of vigorous chestnut groves, the village of Santa Restituta offers a living example of the medieval communities,

WINES “COLLI AMERINI” D.O.C. The area of D.O.C. production includes the hilly territory of Amelia, Narni, Calvi, Otricoli, Montecastrilli, Alviano, Lugnano and Penna in Teverina, Giove, and part of the Terni area. A territory known mainly for red wines, but by regulation it is characterised for various types: white, red and rosé. In the Rosso, Rosso Superiore, Rosato and Novello the basis is made up of Sangiovese grapes (6580%), accompanied by Merlot, Montepulciano, Cannaiolo, Ciliegiolo and Barbera; in the “Colli Amerini Bianco” type the basis is Trebbiano Toscano (70-85%), with Grechetto, Verdello, Garganega and Malvasia Toscana;

in the “Colli Amerini Malvasia” type the basis is Malvasia Toscana (85100%), the remainder is made up of Trebbiano Toscano and others. A good match with the Bianco (white) is with first courses of fresh-water fish, fried lake fish. The Rosato (rosé) is associated with flavourful antipasti, risotto or pasta with light sauces and egg dishes. The Rosso (red) accompanies fresh salamis, first courses with tomato sauces, grilled or roast white meat, slightly mature cheeses. Soon a new discipline will change the various types of wines and the DOC name will be “Amelia DOC”.

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LE CURIOSE GASTRONOMIE DELL’AMERINO

Montecastrilli il Torchio Mistico

del sangue di Cristo in vino mentre poco distante, a Dunarobba, la natura ha mantenuto nel suo grembo di argilla i tronchi della trimillenaria Foresta Fossile. Al riparo dei vigorosi castagneti, il borgo di Santa Restituta offre un esempio ancora vivo delle comunanze medioevali, proprietà collettiva di genti che con continuità hanno coniugato la cura della castagna e del legno alla produzione tradizionale di scale o botti. Sulla cima più alta la chioma maestosa del grande Acerone, patrimonio dell ‘Unesco, incorona il manto dei boschi. Nei silenzi di questi luoghi, gli affreschi rinascimentali di Pier Matteo d’Amelia e le moderne composizioni musicali del Centro Europeo di Toscolano, sono espressioni artistiche che, attraverso i tempi, interpretano la ricerca essenziale della bellezza. Un’attenta fitoterapia, unita ai principi della tradizione erboristica umbra, permette di ritrovare equilibrio del corpo con la mente nel centro benessere di Torre Errighi. Al valico della montagna lo sguardo si estende oltre i confini della regione, scoprendo un orizzonte quasi marino. Sul poggio di Civitella del Lago, il museo dell’Ovo Pinto, offre una letterale sorpresa con le uova decorate provenienti da tutta Italia. Tutto da scovare, poco sotto in un angolo incantato, l’Eremo della Pasquarella dove ogni anno si ripete la rituale processione a ricordo del battesimo collettivo del Lunedì in Albis.

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Un primordiale impasto di acqua e farina sono l’essenza dei manfricoli conditi con il “sugo pacio “, pomodoro e odori, o con funghi o asparagi e della”acciaccata“di Fornole, pizza bianca cotta a legna. Questa terra agreste dona ancora i suoi frutti migliori con la selvaggina: il cinghiale accompagna la polenta e i Palombacci all’Amerina sono arricchiti dalla “leccarda”, tipica salsa aromatica di intenso sapore. L’autunno regala il pane al mosto, una ripetuta tradizione per onorare la vendemmia; quando le foglie ingialliscono i castagni lasciano cadere il frutto con cui si preparano dolci e minestre, fino ad arrivare a Natale per gustare il baccalà con le prugne e il Torciglione, dolce propiziatorio per il nuovo anno, a forma di serpente. Una fama più che meritata che viene dal passato per i Fichi di Amelia, ripieni di frutta secca, che non hanno ancora finito di stupire il palato, accanto alle più semplici pastarelle, o alle ciambelline al vino.Un salvataggio dall’oblio per la Fava cottora, oggi presidio Slow Food, senza dimenticare cicerchie e lenticchie da gustare con il pane sciapo e l’olio DOP colli Amerino. Fichi di Amelia e fava cottora


HIDDEN TRACES

Tradizione erboristica

GASTRONOMIC CURIOSITIES IN AMERINO Castagneti secolari

collective properties of people who have continued to combine care for chestnuts and the wood with the traditional production of ladders or barrels. On the highest peak, the majestic foliage of the great maple, UNESCO heritage, crowns the mantle of the woods. In the silences of these places, the renaissance frescoes by Pier Matteo d’Amelia and the modern musical compositions of the Toscolano European Centre are artistic expressions that, throughout time, interpret the basic search for beauty. Careful phytotherapy along with the principles of the Umbrian herbal tradition enable us to regain the body’s balance with the mind in the wellbeing centre of Torre Errighi. At the mountain pass, the view goes beyond the confines of the region, discovering a nearly marine horizon. On the knoll of Civitella del Lago, the Ovo Pinto museum offers a surprise with decorated eggs coming from all over Italy. More to be discovered, a little below in an enchanted corner is the Pasquarella Hermitage where every year they repeat the ritual procession in memory of the collective baptism of the Monday in Albis.

A primordial mixture of water and flour is the essence of the “manfricoli” (hand-rolled spaghetti) with “pacio sauce”, tomatoes and herbs or with mushrooms or asparagus and the Fornole “acciaccata” (squashed) white pizza baked in a wood-fired oven. This farmland still yields best with game: wild boar accompanies polenta and the Amerina game pigeons are enriched with the “leccarda”, a typical aromatic sauce with a strong medieval flavour. Autumn brings “maritozzi” (sweet currant buns) with must, a repeated tradition to honour the harvest; when the leaves turn yellow the chestnuts let their fruit fall, to make sweets and soups, until we come to Christmas to taste dried salt-cured cod with plums and the Torciglione, a snake-shaped propitiatory sweet for the new year. A well deserved fame that comes from the past for the Amelia figs, stuffed with nuts, that still amaze the palate, along with the simplest pastries, or wine pretzels. Rescued from oblivion is the “fava cottora” (a type of broad bean), today a Slow Food Presidium, without forgetting cicerchie and lentils with the salt-free bread and DOP oil of the Amerino hills.

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COME L’ACQUA COSI’ IL VINO

WINE IS AS ESSENTIAL AS WATER

C

A

ome le vie d’acqua hanno portato le popolazioni alla stanzialità nel territorio così la coltivazione della vite ha caratterizzato il paesaggio.

s the waterways led the people to settle in the territory, thus the cultivation of grapevines has characterised the landscape.


IL PARCO THE TIBER DEL TEVERE PARK AND E I SUOI LAGHI ITS LAKES L’Umbria conserva le tracce del mare alla base delle colline, un tempo isole. Qui il CORBARA verde presenta una Area archeologica del Porto vitale esplosione di di Pagliano, Convento sfumature, alimentato Francescano di Pantanelli dalle acque che ORVIETO s’insinuano nel Pozzo di San Patrizio, sottosuolo, sgorgano Pozzo della Cava, dalle fonti e Orvieto Underground scompaiono nelle BASCHI grotte. Chiesa di San Niccolò, I primitivi abitanti Antiquarium Comunale hanno scelto questi MONTECCHIO colli e altipiani, protetti Necropoli preromana Vallone dai limiti naturali di di San Lorenzo, Tenaglie, Antiquarium Comunale fiumi o torrenti, poi vie di comunicazione e ALVIANO Oasi Naturalistica, Castello, fonte di energia. Museo della Civiltà Contadina e Il paesaggio è stato dei Condottieri di Ventura disegnato dal lavoro dell’uomo, con colture LUGNANO IN TEVERINA arrivate anche Chiesa S.Maria Assunta attraverso il mare, come e la Collegiata la vite. Nel corso dei secoli la viticoltura ha attraversato diverse sfide, fra sapienza antica e moderna tecnologia, per ottenere una produzione sempre più raffinata. Il Tevere, confine naturale fra gli Umbri e gli Etruschi, ha solcato la roccia carsica fra Todi ed Orvieto fino ad incidere una gola aspra ma attraente, fra il rosa del calcare e il verde intenso dei lecci: Il “Forello”. Lungo questo sorprendente percorso un gioco continuo di luci e di ombre ci accompagna finché la vista non si PERCORSO DA TODI A LUGNANO IN TEVERINA

Umbria preserves the traces of the sea at the foot of its hills, once islands. Here greenery CORBARA shows a vital explosion of Pagliano Port archaeological nuances, fed by the waters area, Pantanelli Franciscan that wind in and around convent the underground, gurgle ORVIETO from the springs and St. Patrick’s Well, Quarry Well, disappear in the grottoes. Orvieto Underground The primitive inhabitants BASCHI chose these hills and San Niccolò church, plateaus, protected by the Municipal Antiquarium natural limits of rivers or MONTECCHIO torrents, once routes of Vallone di San Lorenzo precommunication and Roman necropolis, Tenaglie, sources of energy. Municipal Antiquarium The countryside was ALVIANO designed by man’s work, Nature oasis, Castle, Farm Civilisation and Captains with crops coming even of Venture Museum from across the sea, such as the grapevine. Over the GUARDEA Poggio Castle, L’Arco della centuries viticulture has Coscienza Planetaria encountered various challenges, from ancient LUGNANO IN TEVERINA Santa Maria Assunta church wisdom to modern and Collegiate technology, to obtain production that has been ever more refined. The Tiber river, natural boundary between the Umbrians and the Etruscans, has furrowed the Karst rock between Todi and Orvieto to the point of carving a bitter but attractive gorge between the pink limestone and the intense green of the holm oaks: the “Forello”. Along this surprising trail, a continuous play of lights and ROUTE FROM TODI TO LUGNANO IN TEVERINA

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IL PARCO DEL TEVERE E I SUOI LAGHI placa sull’ampio specchio del lago artificiale di Corbara, dove la forza dell’acqua produce energia rinnovabile. Sulle coste assolate, alla tradizionale coltivazione dei vitigni del bianco D.O.C. Orvieto sono stati affiancati altri vigneti a bacca rossa che danno un vino corposo D.O.C. Lago di Corbara. La presenza del lago ha mutato il microclima stimolando una ricerca enologica per prodotti di qualità, frutto di esperienza e di ricercati processi produttivi che hanno la loro massima espressione nelle fine bollicine di spumante di sapore pieno ed elegante. Le nebbie autunnali che avvolgono questi scenari pieni di sorprese creano nelle uve una muffa essenziale per la produzione di un vino dolcissimo e nobile riconosciuto con una nuova D.O.C. La storia si è fermata sulle rocce e nelle gole, tra gli alberi e i verdi silenzi di boschi che nascondono eremi e luoghi di culto, riti sacri e memorie archeologiche. Lungo il percorso fluviale si sono sviluppate nuove attività sportive, come la pesca, il canottaggio, il trekking, che hanno accompagnato lo sviluppo di imprese della ricettività e della ristorazione. L’accoglienza rispecchia l’abbraccio emozionante del paesaggio dove ogni luogo parla di storia, e di arte culinaria le cui radici, di solida tradizione familiare, sono state reinterpretate dai nuovi maestri della cucina famosi oltre il livello regionale. Oltre l’imponente diga s’incontrano i resti archeologici di Pagliano, l’ultimo porto sul Tevere un tempo navigabile, Prodotti locali

Baschi lago di Corbara

VINI LA D.O.C. “LAGO DI CORBARA“ E’ una denominazione specifica per le particolari caratteristiche dei luoghi che si affacciano sull’omonimo bacino artificiale attorno al corso del Tevere tra Orvieto, Baschi e Montecchio.

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I TIPI: “Rosso”: da uve Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero, Sangiovese (min.70%); il rimanente 30% è composto da uve Aleatico, Barbera, Cabernet franc, Canaiolo, Cesanese,

Ciliegiolo, Colorino, Dolcetto e Montepulciano. 12,5°; invecchiato minimo 9 mesi fino a 8-9 anni. “Cabernet Sauvignon”: da uve Cabernet Sauvignon (85-100%). “Merlot”: da uve Merlot (85-100%). E’ un vino di colore rosso rubino con riflessi granato quando invecchia, il profumo vinoso un sapido sapore elegante e armonico molto adatto ad accompagnare piatti di carne sia rosse che bianche e la selvaggina.


THE TIBER PARK AND ITS LAKES

Orvieto

Trekking tra gli ulivi

WINES “LAGO DI CORBARA“ D.O.C. It is a specific denomination because of the particular characteristics of the places that overlook the artificial lake around the Tiber’s course between Orvieto, Baschi and Montecchio. TYPES: “Rosso”: from Cabernet Sauvignon, Merlot, Pinot Nero, Sangiovese (min.70%) grapes; the remaining 30% is made up of Aleatico, Barbera, Cabernet franc, Canaiolo, Cesanese,

Ciliegiolo, Colorino, Dolcetto and Montepulciano grapes: 12,5°; aged minimum 9 months up to 8-9 years. “Cabernet Sauvignon”: from Cabernet Sauvignon (85-100%) grapes. “Merlot”: from Merlot (85-100%) grapes. The wine is ruby red in colour with garnet reflections when it ages; vinous aroma, a sapid, elegant flavour, and harmonic, suited to accompany both red and white meat dishes and game.

shadows accompanies us until we come to the calm mirror of the Corbara lake, an artificial lake, where the force of water produces renewable energy. Other red grapevines have been planted alongside the traditional cultivation of the Orvieto D.O.C. vines on the sundrenched slopes that give a full bodied Lago di Corbara D.O.C. wine. The presence of the lake has changed the microclimate, stimulating an oenological search for quality products, the fruit of experience and refined productive processes with their maximum expression in the fine bubbles of a full, elegantly flavoured ‘spumante’. The autumn fog that covers these landscapes full of surprises, creates a mould in grapes that is essential for the production of a very sweet, noble wine, recognised with a new D.O.C . It’s history stopped on the rocks and in the gorges, among the trees and the green silence of woods that hide hermitages and places of worship, sacred rites and archaeological memories. New sports have developed along the river trail, such as fishing, canoeing and trekking that have accompanied the development of companies involved in hotel and restaurant services. Reception reflects the exciting embrace of the countryside where every place speaks of history and culinary art whose roots, embedded in a solid family tradition, have been reinvented by new master chefs, famous beyond the regional level. Beyond the imposing dam, we find the archaeological remains of Pagliano, the last port on the Tiber when it was still navigable, at its confluence with the Paglia river. Accompanied by orderly rows of vines, we climb until we see emerging, like

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IL PARCO DEL TEVERE E I SUOI LAGHI “I buchi” di Baschi, un piccolo mondo antico quello del borgo medioevale, vicoli, case, porte e finestre mignon e ancora la misteriosa e enigmatica scultura della Marroca. Come in una cartolina Montecchio emerge dal colle coperto da olivi secolari che fanno da sfondo al piccolo Museo dell’Olio, un percorso di cultura e storia che comprende anche il gusto per l’assaggio, sulla bruschetta, del delicato olio DOP Umbria Colli Orvietani. Il corso del Tevere si adagia poi nella pianura protetta dai colli e difesa dai castelli, come nella Rocca di Bartolomeo d’Alviano dove le gesta del condottiero e la raccolta degli strumenti della civiltà contadina parlano alle nuove generazioni del coraggio e della fatica del vivere. La quiete delle acque, fermate di nuovo per sfruttarne l’energia, ha favorito lo sviluppo di una palude: qui gli uccelli migratori e gli animali acquatici hanno trovato un nuovo habitat naturale nell’ Oasi di Alviano dove il WWF gestisce un centro visite per il birdwatching nei mesi di passo dei migratori e per le attività didattiche e di studio delle zone umide. Dal castello del Poggio di Guardea la difesa del territorio ha assunto la funzione di salvaguardia dei valori fondanti dell’umanità e le pietre dell’Arco della Coscienza arrivate da tutte le città del mondo, sono la testimonianza dell’impegno per la costruzione del Terzo Millennio come “Millennio di Pace”. Orvieto il Pozzo di San Patrizio

alla confluenza con il Paglia. Accompagnati da ordinati filari di viti si risale fino a vedere emergere, come un’isola nella valle, Orvieto, la città alta e strana. Una profonda contraddizione apparente, l’acqua in una, terra di fuoco: qui l’uomo si è industriato a trovare, scavando nel tufo, l’elemento della sua sopravvivenza. “Quod natura munimento inviderat industria adiecit” così è scritto sul Pozzo di San Patrizio fatto costruire dal Papa, contemporaneamente al Pozzo della Cava, per rifornire d’acqua la città in caso di assedio. Un inesauribile intreccio tra la cultura dell’acqua e del vino ha segnato la città, la storia si è stratificata nei pozzi, nelle cisterne e nei silos etruschi, nelle cantine, usate ancora oggi, dal microclima ideale per il vino, nei monumenti dove l’arte ha impresso i simboli dell’uva e della vite.

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Ceramica Bacco


THE TIBER PARK AND ITS LAKES

Olio e bruschetta

La barricaia

an island in the valley, Orvieto, the tall strange city. A profound apparent contradiction, water in a land of fire: here man has worked hard digging in the tuff to find the element of his survival. “Quod natura munimento inviderat industria adiecit” thus is written on St. Patrick’s Well, built to the orders of the Pope, and the Quarry Well was built at the same time, to supply the city with water in case of siege. The city was marked by an endless tangle between the culture of water and wine, its history has stratified in the wells, the Etruscan cisterns and silos, in the cellars, still used today, with their microclimate

ideal for wine, in the monuments where art has impressed the symbols of grapes and grapevines. “The holes“ of Baschi, a small ancient world in a medieval hamlet, alleyways, houses, tiny doors and windows and still the mysterious, enigmatic Marroca sculpture. Like a postcard, Montecchio stands out on the hill covered with centuries-old olive trees that are the background to the small Museo dell’Olio (Oil Museum), a journey through culture and history that includes enjoying a taste of the delicate DOP Umbria Colli Orvietani oil on a piece of toasted bread. The course of the Tiber river slows on the plain protected by the hills and defended by the castles, such as the Bartolomeo d’Alviano Fortress where the deeds of the leader of mercenaries and the collection of the tools of farm civilisation speak to the new generations of courage and fatigue. The calm of the waters, stopped again to take advantage of their energy, encouraged the development of a swamp: the migratory birds and the aquatic animals found a new natural habitat in the Alviano oasis where the WWF manages a visitors’ centre for bird watching during the months when the migratory birds pass by and for education and study of the swampy areas. From the Poggio di Guardea castle, defence of the territory has taken on the function of safeguarding the founding values of humanity, and the stones that have been sent from all the cities of the world, included in the Arc of Planetary Awareness, bear witness to the commitment for building the Third Millennium as the “Millennium of Peace”.

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VALLI FLUVIALI E MATRIMONI DELLE ACQUE

FLUVIAL VALLEYS WHERE WATERS JOIN

Sui pendii lungo il percorso del Tevere il paesaggio è costellato da viti e olivi di GIOVE “cultivar “che le Palazzo Ducale aziende di consolidata AMELIA tradizione trasformano Mura poligonali, Museo in vino e olio di Archeologico, Cisterne romane qualità, D.O.P. Umbria OTRICOLI dei Colli Orvietani e Antiquarium Amerini. NARNI Risalendo dalla Valle Ponte di Augusto, Rocca del Tevere verso i Albornoz, Narni sotterranea Monti Amerini, il TERNI terreno , dal grigio Cascate delle Marmore, delle argille al giallo Lago di Piediluco, Villa Lago delle sabbie SAN GEMINI alluvionali, assume la Fonte e Carsulae resti bianca durezza del della città romana calcare dove radicano i ACQUASPARTA vitigni a bacca rossa Palazzo Cesi per la produzione dei vini Colli Amerini D.O.C., dei profumati I.G.T. Umbria e del’intenso Ciliegiolo di Narni. Prima di inoltrarsi nei terreni laziali, il fiume si arricchisce delle acque stagionali del Rio Grande che scende dai Monti Amerini ed è sorvegliato da imponenti baluardi dell’antica nobiltà romana, come il Castello di Giove o il borgo di Penna in Teverina. Passeggiare lungo il Parco fluviale del Rio Grande è un’esperienza ideale per coloro che ricercano nel

On the slopes following the Tiber, the countryside is dotted with strings of grapevines and groves of GIOVE olive trees, that the Palazzo Ducale companies of consolidated AMELIA tradition turn into quality Polygonal walls, Archaeological wine and oil, D.O.P. Museum, Roman cisterns Umbria dei Colli OTRICOLI Orvietani e Amerini. Antiquarium Going upstream from the NARNI Tiber valley towards the Ponte di Augusto, Rocca Amerini Mounts, the Albornoz, Narni underground terrain turns from clay TERNI grey to the yellow of flood Marmore waterfalls, sands, and takes on a Lake Piediluco, Villa Lago hard white colour where SAN GEMINI red grapevines take root to Spring and Carsulae, remains produce the Colli Amerini of the Roman city D.O.C. wines, the ACQUASPARTA perfumed I.G.T. Umbria Palazzo Cesi and the intense Ciliegiolo di Narni. Before going on into the Lazio terrains, the river is enriched with the seasonal waters of the Rio Grande that descends from the Amerini Mounts and is overlooked by imposing bastions of Roman nobility, such as Castello di Giove or the village of Penna in Teverina. Strolling along the Rio Grande is an ideal experience for anyone who seeks images and suggestions in silence in a natural harmony with light, aromas and sounds. Here the water moved the mills to grind cereals and olives, in a

PERCORSO DA ATTIGLIANO AD ACQUASPARTA

ROUTE DA ATTIGLIANO AD ACQUASPARTA

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VALLI FLUVIALI E MATRIMONI DELLE ACQUE

Tartufo bianco

Amelia mura ciclopiche

silenzio immagini e suggestioni in una naturale armonia fra luce, profumi e suoni. Qui l’acqua muoveva i mulini per la macina dei cereali e delle olive, in un territorio che i Romani conoscevano bene per l’abbondanza di olio, vino e frutta essicata al sole, il “siccume”, come i fichi di Amelia. Sotto i boschi di lecci e querce, in un caleidoscopio di colori, ci si può addentrare alla ricerca fruttuosa di funghi, tartufi, asparagi e bacche che insieme ai castagni delle zone

montane arricchiscono il gusto della tavola in ogni stagione. Sul colle calcareo che gli Umbri avevano scelto per fondare Amelia, difesa dalla doppia cinta di mura poligonali, l’acqua, indispensabile al vivere quotidiano, ha sempre giocato il suo ruolo aggregante e simbolico. Nel II sec. d.C. i Romani s’ingegnarono raccoglierla dalle gronde dei tetti nelle grandi cisterne, oggi interessante luogo di visita sotterraneo. L’imponente statua bronzea di Germanico approdata ad Amelia del I sec. d.C. narra ancora la gloria della civiltà romana ripresa nel logo della strada dei vini. Verso i declivi di Narni il sapiente lavoro dell’uomo ha sottratto il terreno al dominio del bosco creando zone per la coltura vitivinicola che genera vini rosati e l’interessante monovitigno del Ciliegiolo I.G.T. Narni. Sotto il colle dove sorge la città del condiottero di ventura, il Gattamelata, il Nera , prima di pacificarsi nell’abbraccio con il Tevere verso Otricoli, scorre tortuoso fra le gole scavate nella roccia e assume una particolare colorazione azzurra nei pressi di Stifone. Passeggiando tra gli scavi della città di Otricoli si arriva al Porto dell’Olio da dove la VI regione augustea, l’Umbria, inoltrava anfore di pregiato olio ed altre provviste per rifornire le mense della capitale. In questo angolo verde la pastorizia offre l’opportunità di gustare ricotte e pecorini dolci e piccanti. L’unione del Nera con il Serra ha favorito la fondazione

VINI UMBRIA I.G.T. In Umbria è riconosciuta l'indicazione geografica tipica dei vini “Allerona”, “Bettona”, “Cannara”, “Narni”, “Spello”, “Umbria”. “Allerona I.G.T.” indica la zona di produzione, di vini bianchi, rossi e rosati nei comuni di Allerona, Castel Viscardo e Castel Giorgio, possono essere prodotti vini bianchi, rossi, rosati. “Narni I.G.T.” indica la zona di produzione, di vini bianchi , rossi e rosati nei comuni di Attigliano, Giove, Penna in Teverina e in parte i territori di Alviano, Amelia, Calvi dell'Umbria, Guardea,

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Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Narni, Orticoli,Sangemini e Terni, possono essere prodotti vini bianchi, rossi, rosati. La indicazione tipica “Narni”, con la specificazione del vitigno Ciliegiolo, è riservata ai vini ottenuti per almeno l'85% del detto vitigno. Il Cigliegiolo un vitigno autoctono oggi rivalutato su tutti i fronti, oggetto di sperimentazioni e ricerche, una componente essenziale per i vini dei Colli Amerini e prodotto anche in purezza.


FLUVIAL VALLEYS WHERE WATERS JOIN

Terni cascata delle Marmore

Corteo storico

WINES UMBRIA I.G.T. Umbria recognises the typical geographic indication (I.G.T.) of the following wines: “Allerona”, “Bettona”, “Cannara”, “Narni”, “Spello”, “Umbria”. “Allerona I.G.T.” indicates the production area of white, red and rosé wines in the comunes of Allerona, Castel Viscardo and Castel Giorgio; white, red and rosé wines can be produced there. “Narni I.G.T.” indicates the production area of white, red and rosé wines in the comunes of Attigliano, Giove, Penna in Teverina and partially in the territories of

Alviano, Amelia, Calvi dell'Umbria, Guardea, Lugnano in Teverina, Montecastrilli, Narni, Orticoli, Sangemini and Terni; white, red and rosé wines can be produced there. The “Narni” typical indication, with specification of the Ciliegiolo grape variety is reserved to wines obtained by at least 85% of this variety. Cigliegiolo is a local variety, today revalued on all fronts, the object of experiments and research, an essential component for the Colli Amerini wines and produced also in purity.

territory that the Romans knew well for the abundance of oil, wine and sun-dried fruit, called “siccume”, such as the Amelia figs. In the oak woods, in a kaleidoscope of colours, you can search for mushrooms, truffles, asparagus and berries that, along with the chestnuts of the mountain areas, enrich the table the year around. On the calcareous hill that the Umbrians chose for building Amelia, defended by the double ring of polygonal walls, water, which was indispensable for daily life, always played its aggregating, symbolic role. In the 2nd century AD, the Romans found a way to collect it from the eaves of the roofs in the large cisterns, today an interesting underground place to visit. The impressive bronze statue of Germanico which came to Amelia in the 1st century AD, still tells of the glory of Roman civilisation, depicted in the logo of the wine road. Towards the Narni descent, man wisely worked to take the terrain from the dominium of the forest, creating areas for growing grapes that generate rosé wines and the interesting Ciliegiolo I.G.T. single vine species in Narni. Below the hill where stands the city of the leader of mercenaries, Gattamelata, the Nera river winds its way through the gorges carved in the rock and takes on a special blue colour near Stifone, before making peace with the Tiber towards Otricoli. Strolling among the archaeological excavations of the city of Otricoli we come to the Oil Port, from which the VI Augustan region – Umbria – sent out amphorae of high quality oil and

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VALLI FLUVIALI E MATRIMONI DELLE ACQUE siti industriali sono diventati set cinematografici, per arrivare a scoprire la corona di monti che si specchia nelle calme acque del Lago di Piediluco. Le tranquille acque lacustri ospitano non solo l’attività di pesca del salmerino e dell’anguilla ma anche l’attività remiera, con annuali regate di interesse internazionale e la tradizionale festa delle acque. Verso la Forca d’Arrone si arriva al parco di Villa Lago dove la sosta per un picnic è l’occasione per una panoramica visione. Nelle fertili vallate delle Terre Arnolfe, San Gemini deve la sua fama all’acqua leggera e pura tanto da essere indicata come la prima acqua per i bambini, che possono trovare un luogo ameno nel Parco della Fonte. Le fonti dell’Amerino ad Acquasparta furono apprezzate da S. Francesco, che fece costruire nei pressi un convento, e da Galileo Galilei, ospite nel palazzo, Federico Cesi, fondatore dei Lincei e infine citate da D’Annunzio per le virtù terapeutiche.

LE CURIOSE GASTRONOMIE DEL TERNANO

Rafting sul Nera

da parte delle popolazioni preitaliche di “Interamna”, città tra i fiumi. Nel giorno di San Valentino Terni è invasa da coppie di innamorati che qui rinnovano le loro promesse d’amore davanti al santo protettore celebrato nella sua basilica. Al matrimonio naturale delle acque l’ingegno umano ha aggiunto la confluenza artificiale del Velino nel Nera, creando la spettacolare Cascata delle Marmore, meta di tanti visitatori già dall’epoca del Grand Tour. Sulla spinta delle cascate l’acqua a valle diventa vorticosa formando entusiasmanti rapide, ideali per sport acquatici come rafting, canoa e torrentismo. In un percorso inverso si risale verso Papigno, dove i

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Una singolare forma di protesta “la guerra del sale” contro il papa, che voleva alzarne il prezzo, è all’ origine del pane sciapo di Terni, cotto nei forni a legna, che esalta il gusto della raffinata norcineria. I prodotti del sottobosco, funghi asparagi e tartufi sono il condimento ideale delle ciriole alla ternana; la salsiccia e i fagioli esaltano gli gnocchetti alla collescipolana, fatti con farina e pangrattato. Dai freschi corsi d’acqua i carbonaretti, pesce persico alla griglia e la trota aromatizzata con spezie e tartufo arricchiscono la mensa. La vera magia si può trovare nel pampepato, un’alleanza tra dolce, amaro e piccante di ben 16 ingredienti per allietare le feste natalizie. E’ dell’inizio del secolo scorso che la pasticceria offre dolci di raffinata fattura e bontà in un tripudio di golosità come il panpolenta, il panfrutto e le pizze dolci o al formaggio della tradizione pasquale senza dimenticare la pizza con gli sfriccioli.


FLUVIAL VALLEYS WHERE WATERS JOIN

Panpepato

Nera river, creating the spectacular Marmore Waterfalls, the destination of many visitors as early as the Grand Tour period. From the thrust of the waterfalls, the water whirls downhill, creating incredible rapids, ideal for water sports such as rafting, canoeing and canyoning. A reverse route goes back up towards Papigno, where the industrial sites have become movie sets, and we discover the crown of mounts reflecting in the calm waters of Lake Piediluco. The calm lake waters host not only traditional fishing for lake trout and eel, but also rowing, with annual regattas at an international level, and the traditional water festival. In the Forca d’Arrone direction you come to the Villa Lago park where stopping for a picnic lunch is a chance for a panoramic view. In the fertile valleys of the Arnolfe lands, San Gemini owes its fame to the light, pure water recommended for babies, who can find a calm place in the Spring Park. The Amerino springs at Acquasparta were appreciated by Saint Francis, who had a convent built nearby; and by Galileo Galilei, guest in the palace; Federico Cesi, founder of the Lincei and lastly recommended by D’Annunzio for their therapeutic virtues.

GASTRONOMIC CURIOSITIES OF THE TERNI AREA

Terni lago di Pediluco

other provisions to restock the capital city’s tables. In this green corner, sheep farming offers a chance to taste ricottas and sheep cheeses both mild and spicy. When the Nera river joined the Serra river it favoured the foundation by the pre-Italic peoples of “Interamnia”, a city between rivers. On St. Valentine’s day, Terni is invaded by couples in love who renew their promises of love before the holy protector, celebrated in its basilica. At the natural joining of the waters, human engineering added the artificial confluence of the Velino river into the

A singular form of protest: “the salt war” against the pope who wanted to raise its price, is at the origin of Terni’s saltfree bread, baked in a wood-fired oven that exalts the taste of refined pork-butchering. Forest produce such as mushrooms, asparagus and truffles, are the ideal condiment for the Terni “ciriole”, handmade pasta; sausage and beans give taste to the Collescipolana small dumplings, made with flour and breadcrumbs. From the fresh waterways, the “carbonaretti”, grilled bass and trout flavoured with spices and truffles enrich the table. Real magic can be found in the Pampepato, an alliance of 16 sweet, bitter and sharp ingredients to enliven the Christmas table. Since the beginning of the last century pastry chefs have offered refined sweets, in a jubilation of delicacies such as the “panpolenta”, the “panfrutto” and pizza cake either sweet or with cheese in the Easter tradition, without forgetting pizza with “sfriccioli” (fried pork cubes).

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DOVE GUSTARE E ACQUISTARE WHERE TO TASTE AND BUY CANTINE 1 ANTINORI CASTELLO DELLA SALA Loc. Sala, 05016 Ficulle (TR) tel. 076386127 fax 076386491 federica.amicone@antinori.it www.antinori.it 2 ARGILLAE AZIENDA VINICOLA Voc. Pomarro 45, 05011 Allerona (TR) tel. 0763624604 fax 0763629800 info@argillae.eu – www.argillae.eu 3 BARBERANI AZIENDA AGRICOLA Loc. Cerreto, 05023 Baschi (TR) tel. 0763341820 fax. 0763340773 barberani@barberani.it www.barberani.it 4 CANTINA CARDETO S.C.A. Loc. Cardeto, 05018 Orvieto (TR) tel. 0763341286 fax 0763344123 info@cardeto.com – www.cardeto.com 5 CANTINA DEI COLLI AMERINI Loc. Fornole, 05022 Amelia (TR) tel. 0744989721 fax 0744989695 info@colliamerini.it www.colliamerini.it 6 CANTINA MONRUBIO S.C.A. Loc. Le Prese 22, 05010 Monterubiaglio Castel Viscardo (TR) tel. 0763626064 fax 0763626074 info@monrubio.it – www.monrubio.com 7 CASTELLO DELLE REGINE Str. di Castelluccio Amerino 1, 05022 Amelia (TR) tel. 0744702005 fax 0744702006 info@castellodelleregine.com – www.castellodelleregine.com

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8 CASTELLO DI CORBARA Loc. Corbara 7, 05018 Orvieto (TR) tel. 0763304035 fax 0763304055 info@castellodicorbara.it - www.castellodicorbara.it

17 PALAZZONE AZIENDA AGRICOLA Loc. Rocca Ripesena 68, 05010 Orvieto (TR) tel. 0763344921 fax 0763394833 info@palazzone.com – www.palazzone.com

9 CUSTODI AZIENDA AGRICOLA Viale Venere Loc. Canale, 05010 Orvieto (TR) tel. 076329053 fax 076329305 info@cantinacustodi.com – www.cantinacustodi.com

18 PONTEGGIA AGRARIA Loc. Belvedere 221, 05029 San Gemini (TR) tel. e fax 0744630531 agraria@agrariaponteggia.it www.agrariaponteggia.it

10 DECUGNANO DEI BARBI Loc. Fossatello, 50 05019 Orvieto (TR) tel.0763308255 fax 0763308118 info@decugnanodeibarbi.com www.decugnanodeibarbi.it

19 RUFFO DELLA SCALETTA AZIENDA AGRICOLA Via della Luna 6, 05035 Narni (TR) tel. 0744715227 fax. 0744760686 info@ruffodellascaletta.com www.ruffodellascaletta.com

11 FALESCO AZIENDA VINICOLA Loc. San Pietro, 05020 Montecchio (TR) tel. 07449556 fax 0744951219 info@falesco.it – www.falesco.it 12 FATTORIE DI TITIGNANO E SALVIANO Loc. Titignano, 05010 Orvieto (TR) tel. 0763308000 fax 0763308002 info@titignano.it – www.titignano.com 13 LA CARRAIA AZIENDA VINICOLA Loc. Tordimonte 56, 05018 Orvieto (TR) tel. 0763304013 fax 0763304048 info@lacarraia.it - www.lacarraia.it 14 14 LA PALAZZOLA AZIENDA AGRICOLA Voc. Vascigliano 45, 05039 Stroncone (TR) tel. 0744609091 fax 0744609092 info@lapalazzola.it – www.lapalazzola.it 15 LE CRETE AZIENDA VITIVINICOLA Loc. Piscicoli, 05024 Giove (TR) tel. 3287011808 fax 0744992443 az.agr.lecrete@virgilio.it – www.cantinalecrete.it 16 LE POGGETTE FATTORIA Voc. Le Poggette, 05026 Montecastrilli (TR) tel. e fax 0744940338 fattorialepoggette@libero.it www.fattorialepoggette.it

20 SASSARA AZIENDA AGRICOLA Loc. Pian del Vantaggio 43, 05019 Orvieto (TR) tel. e fax 0763215119 sassaravini@libero.it www.sassara.it 21 TENUTA CASTELLO DI MONTEGIOVE Loc. Montegiove, 05010 Montegabbione (TR) tel. e fax 0763837473 tenuta@castellomontegiove.com www.castellomontegiove.com 22 TENUTA CORINI Voc. Casino 53, 05010 Montegabbione (TR) tel. e fax 0763837535 tenutacorini@yahoo.it www.tenutacorini.it 23 TENUTA LE VELETTE Loc. Le Velette, 05019 Orvieto (TR) tel. 076329090 fax 076329114 info@levelette.it – www.levelette.it 24 TENUTA PIZZOGALLO Loc. Pizzogallo, 05022 Amelia (TR) tel. e fax 0744970094 info@pizzogallo.it – www.pizzogallo.it 25 TENUTA POGGIO DEL LUPO Voc. Buzzaghetto 100, 05011 Allerona (TR) tel. 0763628350 fax 0763628005 info@tenutapoggiodellupo.it www.tenutapoggiodellupo.it


TORDIMARO AZIENDA AGRICOLA Loc. Tordimonte 37, 05019 Orvieto (TR) tel. 0763/304227 fax 0763304085 tordimaro@tiscali.it – www.tordimaro.com

26

VALLANTICA Loc. Valle Antica 280, 05029 San Gemini (TR) tel. 0744/243454 fax. 0744/242869 info@vallantica.com – www.vallantica.com

27

VITALONGA AZIENDA AGRICOLA Loc. Montiano, 05016 Ficulle (TR), tel. 0763836722 fax 0763836723 info@vitalonga.it – www.vitalonga.it

28

ZANCHI AZIENDA AGRICOLA Via Ortana, 122 05022 Amelia (TR) tel. e fax 0744970011 info@cantinezanchi.it – www.cantinezanchi.it

29

ENOTECA REGIONALE Via Ripa Serancia I 16, 05018 Orvieto (TR) tel. 0763341818 – 0763393529 fax 0763394455, info@ilpalazzodelgusto.it www.ilpalazzodelgusto.it PRODOTTI TIPICI CASA PARRINA APICOLTURA Loc. San Giorgio 05018 Orvieto (TR) tel. 3477452382 info@casaparrina.it – www.casaparrina.it COOPERATIVA ORVIETANA DI PANIFICAZIONE Via dei Funari 1/3, 05019 Orvieto (TR) tel. 0763/315222 fax 0763316595, copan.orvieto@libero.it - www.idolcidiorvieto.it

PANETTERIA “LA NOSTRA TERRA” Largo Maurizio Ravelli, 05018 Orvieto (TR) tel. 0763305575 SALUMIFICIO ARTIGIANALE SCIANCA Via Teverina 13, 05020 Montecchio (TR) tel. 0744951040 fax 0744951715 info@scianca.it – www.scianca.it AL VECCHIO FRANTOIO F.LLI BARTOLOMEI Loc. Cagnano 6, 05020 Montecchio (TR), tel. 0744/951395 fax 0744/951655, info@oleificiobartolomei.it – www.oleificiobartolomei.it ANTICA PROFUMERIA ETRUSCA Via G. Marconi 26, 05023 Baschi (TR), tel. 3402210172, catiapetrangeli@benessereturismocosmesi.it www.benessereturismocosmesi.it ARTIGIANATO ARTISTICO CERAMICA E COTTO DEL CROCE COSTANTINO SS Cassia 53, 05016 Ficulle (TR), tel. 0763/86044, costantinodelcroce@tiscali.it web.tiscali.it/bottegadelcroce/ STUDIO ARTISTICO TUFO IN ARTE Str. Del Marchigiano, 05018 Orvieto (TR), tel. 3332706791 TERRECOTTE FATTORINI FABIO Via Roma, 40 05016 Ficulle (TR) tel. 3387142649 fax 076386511 fattorini.fabio@gmail.com

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27


COUNTRY HOUSE LA PORTA DEL TEMPO Via G. Contessa 22, 05039 Stroncone (TR) tel. 0744608190 fax 0744609034 info@portadeltempo.com – www.portadeltempo.com

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L’INCANTO DELLA SCOPERTA THE ENCHANTMENT OF DISCOVERY NELL’EDEN DEL VINO IN THE EDEN OF WINE TRACCE NASCOSTE

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HIDDEN TRACES

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COME L’ACQUA COSI’IL VINO

RISTORANTI RISTORANTE AL SAN FRANCESCO Via B. Cerretti 10, 05018 Orvieto (TR) tel. 0763343302 fax 0763340283 info@ristorantealsanfrancesco.it – www.ristorantealsanfrancesco.it RISTORANTE ANTICA CANTINA Piazza Monaldeschi 18, 05018 Orvieto (TR) tel e fax. 0763344746 info@anticacantinaorvieto.it www.anticacantinaorvieto.it RISTORANTE L’ANTICA RUPE Vicolo Sant’Antonio 2/a, 05018 Orvieto (TR) tel. e fax 0763343063 info@anticarupe.com www.anticarupe.com

28

TRATTORIA LA CERQUETTA Strada di Streppara 10, 05035 Narni (TR) tel. 0744744122 fax 0744744556 trattorialacerquetta@libero.it – www.trattorialacerquetta.com

LEGENDA ITINERARI

WINE IS AS ESSENTIAL AS WATER IL PARCO DEL TEVERE E I SUOI LAGHI THE TIBER PARK AND ITS LAKES VALLI FLUVIALI E MATRIMONI DELLE ACQUE FLUVIAL VALLEYS WHERE WATERS JOIN


STRADA DEL VINO COLLI DEL TRASIMENO

Montegabbione

21

22

S. Venanzo Fabro

Parrano Ficulle

25 28

1

Allerona

2

Todi

Monterubiaglio

STRADA DEI VINI DEL CANTICO

6 20 ara orb

4

iC

17

Fiume Tevere

12

10

ORVIETO

od

Castel Viscardo

STRADA DEL SAGRANTINO

Civitella del Lago

8 Corbara Lag

Fiume Paglia

9

23 13

Baschi 11

3 Montecchio

26

Dunarobba

Melezzole Toscolano

STRADA DEI VINI DELLA TUSCIA

Acquasparta

Avigliano Umbro Montecastrilli

16

Guardea

San Gemini

18

LEGENDA AREE VINI

Alviano Lugnano in Teverina

ROSSO ORVIETANO DOC

27

AMELIA

ORVIETO CLASSICO DOC

5

LAGO DI CORBARA DOC

24

COLLI AMERINI DOC - AMELIA DOC

7

Giove Attigliano

LEGENDA PUNTO INFORMAZIONI

TERNI

NARNI

29

19

15

Lago di Piediluco

Stroncone

Penna in Teverina Otricoliium F

ENOTECA REGIONALE

Orte EMERGENZE ARCHEOLOGICHE

e

ra Ne

14 ITINERARIO AZIENDE/CANTINE SUPERSTRADA AUTOSTRADA USCITA AUTOSTRADA A1

CASCATA DELLE MARMORE

FERROVIA PARCHI NATURALISTICI E AMBIENTALI

FIUME

Fiume Tevere

31 29


Segreteria: P.zza Duomo, 24 05018 - ORVIETO (TR) Italy Tel. +39 0763 306508 Fax +39 0763 344433 info@stradadeivinietruscoromana.com

www.stradadeivinietruscoromana.com www.stradevinoeolio.umbria.it

Realizzato con il contributo FEASER - PSR Umbria 2007-2013 MISURA 3.1.3.

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