Voce del Borgo Dicembre 2021

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SANREMO ANNO II numero 4 Dicembre 2021

v oce del Borgo Rivista Parrocchiale della Chiesa di Nostra Signora dell'Annunciazione

prepariamoci

al Santo Natale

In questo numero 4

I messaggi dei nostri Pastori

8

Eventi Natale 2021

9

Inserto Ragazzi

12

La Storia delle nostre Campane

14

Aspettando la stella cometa

18

Piccola Anagrafe

19

Calendario

O OV NU ATO E RM FO PAGIN 20

Direttore e Responsabile don Massimo Crotta - Vicedirettore Roberto Franza Parrocchia dell’Annunciazione strada Borgo Tinasso 5 18038 Sanremo (IM) tel. 0184 53 35 06 parrocchiaborgosanremo@gmail.com


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 2

Auguri dalla redazione

don Massimo Crotta Direttore 0184 53 35 06 parrocchiaborgosanremo@gmail.com

Roberto Franza Vice Direttore graca & composizione 333 23 89 291 bobofranz@gmail.com

Giovanna Dolzan Redattrice 333 19 21 215 giovanna.dolzan@gmail.com

Stefania Motta Redattrice 0184 53 35 06 parrocchiaborgosanremo@gmail.com

Alberto Locatelli Fotografo 333 78 38 461 albertolocatelli51@gmail.com

In copertina: «Natività Mistica» Sandro Botticelli 1501 National Gallery Londra

composizione e graca

freelancebobo

freelancebobo@gmail.com


EDITORIALE

ANNO II numero Dicembre 2021 pagina 3

Gente del Borgo

Tania il carisma dell’amore

Ciao Tania, siamo contenti di scambiare due parole con te su questo numero natalizio, due parole per spiegare alla nostra gente del Borgo chi sei… Parlaci un pò di te, della tua vita, del tuo impegno nel movimento del Rinnovamento, ma anche della tua presenza all’interno della comunità del Borgo, delle tue sensazioni...

Anzitutto grazie caro don per l'opportunità che mi dai di scrivere qualche riga su questa nostra rivista per far sì che la comunità possa sapere chi sono e quali doni Dio mi abbia dato da condividere con questa porzione di chiesa che è la parrocchia del Borgo. Io sono Tania, sposa di Lucio, abbiamo due gli, Lorenzo e Teresa e da due anni sono anche nonna. Nel 2000 dopo un sogno profetico ho avuto una fortissima conversione, ero appena venuta a vivere qui al Borgo e subito sentii il bisogno di recarmi in chiesa. Qui feci la conoscenza di don Antonio al quale raccontai il mio sogno. La parola di Dio giorno dopo giorno iniziava ad illuminare la mia vita e in me nasceva il desiderio di fare qualcosa per gli altri e mettere in atto quella parola del Signore di cui mi nutrivo quotidianamente. Sentivo che se non mi fossi avvicinata a quell'uomo che soffriva, se non avessi ascoltato quella donna bisognosa non mi sarei avvicinata Dio. Fu forte il desiderio del servizio al prossimo, dissi a don Antonio quanto mi stava a cuore fare qualcosa di utile per gli altri e lui mi disse: «Tania se vuoi qui in parrocchia facciamo un servizio ai poveri con la Caritas» così mi presento Marilla e insieme a lei ho svolto questo servizio, che allora era settimanale, per più di 10 anni. Durante la settimana, sempre nella nostra parrocchia, ho fatto parte del gruppo CVS casa di Maria Grazia Tavella. Dal 2010 appartengo al movimento del Rinnovamento nello Spirito del quale da tre anni sono stata scelta come coordinatrice diocesana di Ventimiglia Sanremo. I gruppi del Rinnovamento presenti nella nostra diocesi sono Maria Ausiliatrice (San Rocco Vallecrosia), il gruppo San Michele Arcangelo (Cappuccini Sanremo) e il gruppo del Magnica che è nato da poco proprio nella nostra parrocchia. Questo cammino nel Rinnovamento mi ha aiutato molto nella mia crescita spirituale. Il Signore mi chiamava a un nuovo progetto e mi afdava dei fratelli con cui crescere insieme, un esserci e un sentirci trasformati nell'Unione dello Spirito Santo per comunicare l'amore di Dio. Sono stata anche volontaria al centro ascolto Caritas per alcuni anni e a seguire con alcune sorelle del gruppo San Michele con Anna La Milia, che molti di voi conoscono, insieme anche a mio marito Lucio la domenica ci siamo presi cura di loro facendoli sentire in famiglia (la domenica dell'amore gratuito). Ancora con il gruppo San Michele per alcuni anni ci siamo presi cura dei senza tetto ogni sabato sera portando loro da mangiare da vestire in stazione ma con il lockdown abbiamo dovuto sospendere questa attività, sempre come gruppo ci prendiamo cura quotidianamente da cinque anni delle persone più disagiate che vengono a chiedere un pasto dai cappuccini e ai quali per Pasqua e Natale offriamo il pranzo di solito sono anche più di 50 e tutto questo arricchisce la mia vita portandomi tanta gioia. Nel 2017 mi venne fatta la proposta di diventare ministro straordinario dell'Eucaristia, questo desiderio io lo avevo già nel cuore e subito ho accolto con gioia questo invito. Mi chiedi le mie sensazioni, non si può denire l'emozione, la gioia e l'amore che provo perché sono così grandi che il cuore mi scoppia, per me è una grazia poter donare amore ai fratelli, vedere nei loro occhi con quanta gioia lo ricevono, è una grazia grande che il Signore mi fa e della quale forse io non sono nemmeno meritevole; ma Lui mi ha fatto il dono di poterlo fare, desidero dire che fare l'esperienza del dono di sé stessi è qualcosa che arricchisce la nostra vita in un modo grandioso e arricchisce l'anima, ti fa entrare nel cuore delle persone che sono nel bisogno. Quando ami Dio comprendi che dare amore arricchisce l'anima.

Tania Annaloro


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 4

la Nota Pastorale

di don Massimo E’ Natale... ancora una volta?

Carissima comunità, siamo quasi alla vigilia della festa più bella dell’anno: il Natale! Anche se sappiamo tutti, che dal punto di vista liturgico, la Pasqua rimane sempre l’evento cardine della vita cristiana, il Natale ha un posto speciale nei nostri cuori. Mano a mano che la data si avvicina, si sentono sempre più persone pronunciare la frase: ”Sta arrivando ancora il Natale?“ Come fosse una novità… Mi rendo sempre più conto però che dobbiamo suddividere la festa natalizia in due parti completamente diverse tra loro: un Natale vissuto con lo spirito cristiano, fatto di eventi e celebrazioni sull’Incarnazione del Figlio di Dio, e un Natale “consumistico” (che poco ha a che fare con quello di Gesù), ben conosciuto da grandi e piccoli e di cui non serve dare altre spiegazioni. Io qui vorrei parlarvi della prima, portandovi una semplice ma significativa riflessione sul suo vero profondo significato cristiano L’annuale ricorrenza della solennità del Natale porta sempre un clima di luce e di festa, è la gioia che si avverte sempre all’annuncio di una nascita, qui poi si tratta di un Bambino davvero speciale che è nato per noi, “ci è stato dato un figlio” (Is 9,5). Come ormai da diversi anni, sempre grazie a Papa Francesco, il mistero del Natale ci invita a riscoprire in modo tutto particolare, l’immagine di Dio impressa in ogni uomo, nell’Esortazione Apostolica Evangelii Gaudium ci viene ricordato che “L’autentica fede nel Figlio di Dio fatto carne è inseparabile dal dono di sé dall’appartenenza alla comunità, dal servizio, dalla riconciliazione con la carne degli altri. Il Figlio di Dio nella sua Incarnazione, ci ha invitato alla rivoluzione della tenerezza (EG 88 ), ecco perché un’autentica festa del Natale dovrà trovare i modi e il linguaggio per annunciare la nascita del Figlio di Dio, lasciando da parte l’aspetto effimero e superficiale delle cose materiali, purificando il linguaggio da parole inutili per trasformare la gioia della festa in un autentica esperienza di comunione e di solidarietà. Per fare questo è necessario riscoprire il dono di rinascere ed avere pensieri, cuore, mentalità nuovi in piena sintonia con il messaggio del Bambino di Betlemme, la famiglia di Nazareth che contempliamo nel Presepe ci invita a riscoprire sempre più il mistero del Natale dentro le nostre mura domestiche dove molte volte, troppe volte, troviamo segni del Natale certamente poco cristiani ed invece molto laici, non sono certo queste le attese di Gesù in mezzo a noi. L’augurio che viene dal mio cuore, in questi giorni ormai prossimi al Natale, è quello che tutta la mia comunità del Borgo possa veramente sentire dal dentro la forza che viene dal Vangelo che ci ricorda il mistero della nascita di Dio che per noi è una vera rinascita nella fede! Buon Natale e felice anno nuovo! don Massimo Crotta


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 5

Il nostro Vescovo Omelia per l’’Apertura della fase diocesana del Sinodo Universale parte prima

Carissimi Confratelli Presbiteri e Diaconi, Catechisti ed Educatori, Carissimi Fedeli, su invito del Santo Padre Francesco, siamo qui convenuti per celebrare la divina Eucaristia in occasione dell’apertura della fase diocesana del Sinodo universale, che vuole raccogliere l’intera famiglia ecclesiale in un percorso di preghiera, di ascolto della Parola, di discernimento e di rinnovato impegno missionario. Domenica scorsa il Papa ha opportunamente ricordato che non si tratta di un congresso ecclesiale e ha messo in guardia dai rischi dell’intellettualismo e dell’immobilismo, esortando ad ascoltare, discernere e incontrare. Anche la nostra Chiesa di Ventimiglia – San Remo si incammina sulla via indicata dal Papa e, con impegno e semplicità, vuole concorrere al rinnovamento della Chiesa secondo la volontà di Dio in obbedienza e ascolto della sua Parola. Le Parrocchie, le Associazioni, i Gruppi, i Movimenti, i vari ambiti pastorali insieme ai Presbiteri e ai Diaconi si ritroveranno insieme per condividere il frutto della preghiera e della riflessione come contributo al Sinodo dei Vescovi, e tutti, clero e fedeli, siamo invitati a sostenere con la preghiera fervente questo momento di grazia e di impegno. Un rischio potrebbe essere quello di aggiungere incombenza ad incombenza e così incrementare la fatica sperimentando le tentazioni dell’efficientismo mondano e dello scoraggiamento. Accanto alla preghiera, all’ascolto orante della Parola del Signore, desidero invitare tutta la nostra Diocesi ad un cambiamento di passo suggerendo non l’accelerazione, che rincorre le molteplici urgenze, spesso indotte e false, ma piuttosto la lentezza, che appunto ascolta, discerne e incontra: “Nella conversione e nella calma sta la vostra salvezza, nell’abbandono confidente sta la vostra forza” (Is 30, 15). Non si tratta di aggiungere attività, iniziative e compiti, ma piuttosto di riconoscere l’essenziale necessario per metterlo al cuore della nostra appartenenza ecclesiale. Lo scrittore Chesterton, convertito alla fede cattolica, metteva in guardia dalle influenze della cultura moderna, come scriveva schiettamente nell’opera L’uomo comune: “Il problema maggiore di quella che si autodefinisce mentalità moderna sono i binari, la nostra abitudine a essere soddisfatti di stare nei binari perché ci viene detto che sono binari di cambiamento”. In ciò consiste una doppia insidia, riferita sia ai binari come alla pretesa di cambiamento. Sempre con l’immagine dei binari, Chesterton scriveva: “se cominciassimo seriamente a pensare all’idea di uscire dai binari, scopriremmo che ciò che vale per il treno vale anche per la verità. Scopriremmo che è effettivamente più difficile uscire dai binari quando il treno procede velocemente che quando avanza lentamente. Scopriremmo che la rapidità è rigidità… e alla fine nessuno farà il salto verso la vera libertà intellettuale, proprio come nessuno salterebbe giù da un treno in corsa … questo mi pare il segno distintivo di ciò che nel mondo moderno chiamiamo pensiero progressista”.

Antonio Suetta, vescovo di Ventimiglia – San Remo continua nel prossimo numero


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 6

La parola del

Santo Padre

Leggiamo e capiamo il messaggio del Santo Padre

Enciclica «Fratelli Tutti»

quinta parte

Capitolo quarto UN CUORE APERTO AL MONDO INTERO 128. L’affermazione che come esseri umani siamo tutti fratelli e sorelle, se non è solo un’astrazione ma prende carne e diventa concreta, ci pone una serie di sde che ci smuovono, ci obbligano ad assumere nuove prospettive e a sviluppare nuove risposte. 129. Quando il prossimo è una persona migrante si aggiungono sde complesse. Certo, l’ideale sarebbe evitare le migrazioni non necessarie e a tale scopo la strada è creare nei Paesi di origine la possibilità concreta di vivere e di crescere con dignità, così che si possano trovare lì le condizioni per il proprio sviluppo integrale. Ma, nché non ci sono seri progressi in questa direzione, è nostro dovere rispettare il diritto di ogni essere umano di trovare un luogo dove poter non solo soddisfare i suoi bisogni primari e quelli della sua famiglia, ma anche realizzarsi pienamente come persona. I nostri sforzi nei confronti delle persone migranti che arrivano si possono riassumere in quattro verbi: accogliere, proteggere, promuovere e integrare. Infatti, «non si tratta di calare dall’alto programmi assistenziali, ma di fare insieme un cammino attraverso queste quattro azioni, per costruire città e Paesi che, pur conservando le rispettive identità culturali e religiose, siano aperti alle differenze e sappiano valorizzarle nel segno della fratellanza umana». 130. Ciò implica alcune risposte indispensabili, soprattutto nei confronti di coloro che fuggono da gravi crisi umanitarie. [...] Aprire corridoi umanitari per i rifugiati più vulnerabili; offrire un alloggio adeguato e decoroso; garantire la sicurezza personale e l’accesso ai servizi essenziali; assicurare un’adeguata assistenza consolare, il diritto ad avere sempre con sé i documenti personali di identità, un accesso imparziale alla giustizia, la possibilità di aprire conti bancari e la garanzia del necessario per la sussistenza vitale; dare loro libertà di movimento e possibilità di lavorare; proteggere i minorenni e assicurare ad essi l’accesso regolare all’educazione; prevedere programmi di custodia temporanea o di accoglienza; garantire la libertà religiosa; promuovere il loro inserimento sociale; favorire il ricongiungimento familiare e preparare le comunità ai processi di integrazione. 131. Per quanti sono arrivati già da tempo e sono inseriti nel tessuto sociale, è importante applicare il concetto di “cittadinanza”, che «si basa sull’eguaglianza dei diritti e dei doveri sotto la cui ombra tutti godono della giustizia. Per questo è necessario impegnarsi per stabilire nelle nostre società il concetto della piena cittadinanza e rinunciare all’uso discriminatorio del termine minoranze, che porta con sé i semi del sentirsi isolati e dell’inferiorità; esso prepara il terreno alle ostilità e alla discordia e sottrae le conquiste e i diritti religiosi e civili di alcuni cittadini discriminandoli». [...] 133. L’arrivo di persone diverse, che provengono da un contesto vitale e culturale differente, si trasforma in un dono, perché «quelle dei migranti sono anche storie di incontro tra persone e tra culture: per le comunità e le società in cui arrivano sono una opportunità di arricchimento e di sviluppo umano integrale di tutti». Perciò «chiedo in particolare ai giovani di non cadere nelle reti di coloro che vogliono metterli contro altri giovani che arrivano nei loro Paesi, descrivendoli come soggetti pericolosi e come se non avessero la stessa inalienabile dignità di ogni essere umano».[...] 136. Allargando lo sguardo, con il Grande Imam Ahmad Al-Tayyeb abbiamo ricordato che «il rapporto tra Occidente e Oriente è un’indiscutibile reciproca necessità, che non può essere sostituita e nemmeno trascurata, afnché entrambi possano arricchirsi a vicenda della civiltà dell’altro, attraverso lo scambio e il dialogo delle culture. L’Occidente potrebbe trovare nella civiltà dell’Oriente rimedi per alcune sue malattie spirituali e religiose causate dal dominio del materialismo. E l’Oriente potrebbe trovare nella civiltà dell’Occidente tanti elementi che possono aiutarlo a salvarsi dalla debolezza, dalla divisione, dal conitto e dal declino scientico, tecnico e culturale. È importante prestare attenzione alle differenze religiose, culturali e storiche che sono una componente essenziale nella formazione della personalità, della cultura e della civiltà orientale; ed è importante consolidare i diritti umani generali e comuni, per contribuire a garantire una vita dignitosa per tutti gli uomini in Oriente e in Occidente, evitando l’uso della politica della doppia misura». 137. L’aiuto reciproco tra Paesi in denitiva va a benecio di tutti. Un Paese che progredisce sulla base del proprio originale substrato culturale è un tesoro per tutta l’umanità. Abbiamo bisogno di far crescere la consapevolezza che oggi o ci salviamo tutti o nessuno si salva. La povertà, il degrado, le sofferenze di una zona della terra sono un tacito terreno di coltura di problemi che alla ne toccheranno tutto il pianeta. Se ci preoccupa l’estinzione di alcune specie, dovrebbe assillarci il pensiero che dovunque ci sono persone e popoli che non sviluppano il loro potenziale e la loro bellezza a causa della povertà o di altri limiti strutturali. Perché questo nisce per impoverirci tutti. [...] 140. Chi non vive la gratuità fraterna fa della propria esistenza un commercio affannoso, sempre misurando quello che dà e quello che riceve in cambio. Dio, invece, dà gratis, no al punto che aiuta persino quelli che non sono fedeli, e «fa sorgere il suo sole sui cattivi e sui buoni» (Mt 5,45). Per questo Gesù raccomanda: «Mentre tu fai l’elemosina, non sappia la tua sinistra ciò che fa la tua destra, perché la tua elemosina resti nel segreto» (Mt 6,3-4). Abbiamo ricevuto la vita gratis, non abbiamo pagato per essa. Dunque tutti possiamo dare senza aspettare qualcosa, fare il bene senza pretendere altrettanto dalla persona che aiutiamo. È quello che Gesù diceva ai suoi discepoli: «Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date» (Mt 10,8).


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 7

Una riessione In questo quarto capitolo Papa Francesco affronta in maniera diretta il tema dei «migranti», l’accoglienza e le responsabilità di tutti i paesi ma anche le nostre come cristiani. Un invito ai giovani a non farsi mettere contro altri giovani da chi vede i migranti come un pericolo e incita all’odio. L’integrazione può portare arricchimento per tutti! Roberto Franza

Staino per AVVENIRE

141. La vera qualità dei diversi Paesi del mondo si misura da questa capacità di pensare non solo come Paese, ma anche come famiglia umana, e questo si dimostra specialmente nei periodi critici. I nazionalismi chiusi manifestano in denitiva questa incapacità di gratuità, l’errata persuasione di potersi sviluppare a margine della rovina altrui e che chiudendosi agli altri saranno più protetti. L’immigrato è visto come un usurpatore che non offre nulla. Così, si arriva a pensare ingenuamente che i poveri sono pericolosi o inutili e che i potenti sono generosi benefattori. Solo una cultura sociale e politica che comprenda l’accoglienza gratuita potrà avere futuro. [...] 147. Riscontriamo che una persona, quanto minore ampiezza ha nella mente e nel cuore, tanto meno potrà interpretare la realtà vicina in cui è immersa. Senza il rapporto e il confronto con chi è diverso, è difcile avere una conoscenza chiara e completa di sé stessi e della propria terra, poiché le altre culture non sono nemici da cui bisogna difendersi, ma sono riessi differenti della ricchezza inesauribile della vita umana. Guardando sé stessi dal punto di vista dell’altro, di chi è diverso, ciascuno può riconoscere meglio le peculiarità della propria persona e della propria cultura: le ricchezze, le possibilità e i limiti. L’esperienza che si realizza in un luogo si deve sviluppare “in contrasto” e “in sintonia” con le esperienze di altri che vivono in contesti culturali differenti. 148. In realtà, una sana apertura non si pone mai in contrasto con l’identità. Infatti, arricchendosi con elementi di diversa provenienza, una cultura viva non ne realizza una copia o una mera ripetizione, bensì integra le novità secondo modalità proprie. Questo provoca la nascita di una nuova sintesi che alla ne va a benecio di tutti [...] 149. Per stimolare un rapporto sano tra l’amore alla patria e la partecipazione cordiale all’umanità intera, conviene ricordare che la società mondiale non è il risultato della somma dei vari Paesi, ma piuttosto è la comunione stessa che esiste tra essi, è la reciproca inclusione, precedente rispetto al sorgere di ogni gruppo particolare. In tale intreccio della comunione universale si integra ciascun gruppo umano e lì trova la propria bellezza. Dunque, ogni persona che nasce in un determinato contesto sa di appartenere a una famiglia più grande, senza la quale non è possibile avere una piena comprensione di sé. 150. Questo approccio, in denitiva, richiede di accettare con gioia che nessun popolo, nessuna cultura o persona può ottenere tutto da sé. Gli altri sono costitutivamente necessari per la costruzione di una vita piena. La consapevolezza del limite o della parzialità, lungi dall’essere una minaccia, diventa la chiave secondo la quale sognare ed elaborare un progetto comune. Perché «l’uomo è l’essere-limite che non ha limite». [...] 152. In alcuni quartieri popolari si vive ancora lo spirito del “vicinato”, dove ognuno sente spontaneamente il dovere di accompagnare e aiutare il vicino. In questi luoghi che conservano tali valori comunitari, si vivono i rapporti di prossimità con tratti di gratuità, solidarietà e reciprocità, a partire dal senso di un “noi” di quartiere.[131] Sarebbe auspicabile che ciò si potesse vivere anche tra Paesi vicini, con la capacità di costruire una vicinanza cordiale tra i loro popoli. Ma le visioni individualistiche si traducono nelle relazioni tra Paesi. Il rischio di vivere proteggendoci gli uni dagli altri, vedendo gli altri come concorrenti o nemici pericolosi, si trasferisce al rapporto con i popoli della regione. Forse siamo stati educati in questa paura e in questa difdenza. 153. Ci sono Paesi potenti e grandi imprese che traggono protto da questo isolamento e preferiscono trattare con ciascun Paese separatamente. Al contrario, per i Paesi piccoli o poveri si apre la possibilità di raggiungere accordi regionali con i vicini, che permettano loro di trattare in blocco ed evitare di diventare segmenti marginali e dipendenti dalle grandi potenze. Oggi nessuno Stato nazionale isolato è in grado di assicurare il bene comune della propria popolazione


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 8

Eventi di Natale al Borgo Martedi 21 Dicembre

Cantando il Natale per le strade del Borgo dalle 15.00 alle 17.00 e dalle 19.30 alle 21.30 Canti natalizi animati dal coro Santa Cecilia

Mercoledi 22 Dicembre Il Natale della Caritas San Vincenzo 15,00 Incontro di preghiera in Chiesa con gli auguri a tutte le famiglie assistite dalla Parrocchia

a seguire cioccolata calda per tutti e cesto natalizio

Venerdi 24 Dicembre

23,30 Veglia Natalizia Al termine della Santa Messa di mezzanotte Panettone e Brindisi

Da Lunedi 27 a Giovedi 30 Dicembre Benedizione dei Presepi dalle 15,00 alle 17,00

Giovedi 6 Gennaio 2022

16,30 Meditazione canora Natalizia animata dall’ Happy Chorus


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 9

Jerry e Nerina nel Paese dell’Arcobaleno Tra le verdi colline c’era il paese dei «Sette Quartieri», il cui nome derivava dai sette quartieri che lo componevano e e ognuno aveva per nome uno dei colori dell’arcobaleno. Due quartieri, il Giallo e il Rosso erano molto ricchi e lussuosi, mentre gli altri, Verde, Arancione, Indaco, Violetto e Blu erano piccoli e molto poveri perché coltivavano solo prodotti che avevano il loro stesso colore: il Viola solo le viole, il Verde solo la lattuga, il Blu l’inchiostro, l’Indaco il gelato al puffo, l’Arancione le arance ma solo d’inverno. Invece il Giallo aveva banane, limoni, grano, zafferano e il Rosso mele, pomodori, fragole e ciliegie, gli abitanti di questi due quartieri erano molto ricchi. Un giorno in quel paese andarono in vacanza due super-bambini, Jerry e Nerina che venivano dal paese di Buon Vicino. Si accorsero subito che gli abitanti dei quartieri di diversi colori non si parlavano e non si aiutavano tra di loro. Un giorno ci fu un terribile terremoto che distrusse tutto il paese, erano tutti molto tristi, allora arrivarono Jerry e Nerina che con i loro superpoteri della bontà insegnarono a tutti gli abitanti del Paese dell’Arcobaleno a lavorare tutti insieme e ad aiutarsi sempre, chi ha di più deve condividere con chi ha di meno.

I redattori Fede - Carlotta - Martina - Tiffany - Federica - Diego - Emma - Greta Soa - Jeremia - Greta - Giulia - Diego - Mattia - Alessandro - Nicolò


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 10

Le storie di


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 11

Jerry & Nerina


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 12

La storia della nostra Chiesa Le campane del Borgo parte seconda Continuiamo a curiosare negli annali della parrocchia, siamo nel 1968, è il giorno della Consacrazione delle campane nel racconto originale di don Vittorio Marteletti...

7 Luglio 1968 ore 17.30 pronte le madrine e pronto l’animo dei Fedeli che vedevano dopo tanto coronato un lungo sogno! Giungono il Vescovo e il Sindaco della Città fatti segno a un sincero battimani e in breve si forma il corteo diretto al luogo della cerimonia. S. Ecc. Mons. Angelo Verrando insieme al Sindaco di Sanremo Avv. Francesco Viale Ognuno prende posto sul palco che per maggiore comodità e centralità era stato eretto nell’uliveto prospiciente la chiesa.

Il Parroco che funge da commentatore, inizia coll’inquadrare il Rito nello spirito della Liturgia fra l’attenzione e l’interesse dei Presenti che, in massima parte, non vi avevano mai assistito


ANNO 2021 pagina ANNO IIII numero numero 41 Dicembre Marzo 2021 pagina 1313

Il Vescovo inizia con la benedizione delle campane, benedizione che ha significato di lavanda di purificazione... Segue poi la vera benedizione con la mano intendente a trasferire dal regno di Satana a quello di Dio la materia con cui sono state fuse le campane... Il Vescovo poi consacra le campane con l’’olio del crisma... Al termine le incensa. La gente segue sempre attentamente e sorride quando, al termine della consacrazione di ogni campana la Madrina dà alcuni tocchi con un apposito martello di legno! Il Rito è terminato: prima di lasciare il palco, il commentatore invita i Presenti ad una fervida preghiera secondo le intenzioni delle donatrici che col loro gesto benefico hanno dotato la nuova chiesa di un’opera d’arte molto funzionale nel senso sacro e sociale. Chiude un festoso scampanio che il capo cantiere improvvisa, cui il Vescovo e i Presenti assistono sorridendo. Si ricompone il corteo per fare ritorno in chiesa. Don Vittorio Marteletti Continua sul prossimo numero a Marzo


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 14

La Stella Cometa

nascita del Re dei re

“Gesù nacque a Betlemme di Giudea, al tempo del re Erode. Alcuni Magi giunsero da oriente a Gerusalemme e domandavano: «Dov'è il re dei Giudei che è nato? Abbiamo visto sorgere la sua stella, e siamo venuti per adorarlo». All'udire queste parole, il re Erode restò turbato e con lui tutta Gerusalemme. Riuniti tutti i sommi sacerdoti e gli scribi del popolo, s'informava da loro sul luogo in cui doveva nascere il Messia. Gli risposero: «A Betlemme di Giudea, perché così è scritto per mezzo del profeta: E tu, Betlemme, terra di Giuda, non sei davvero il più piccolo capoluogo di Giuda:da te uscirà infatti un capo che pascerà il mio popolo, Israele».Allora Erode, chiamati segretamente i Magi, si fece dire con esattezza da loro il tempo in cui era apparsa la stella e li inviò a Betlemme esortandoli: «Andate e informatevi accuratamente del bambino e, quando l'avrete trovato, fatemelo sapere, perché anch'io venga ad adorarlo». Udite le parole del re, essi partirono. Ed ecco la stella, che avevano visto nel suo sorgere, li precedeva, nché giunse e si fermò sopra il luogo dove si trovava il bambino. Al vedere la stella, essi provarono una grandissima gioia. Entrati nella casa, videro il bambino con Maria sua madre, e prostratisi lo adorarono. Poi aprirono i loro scrigni e gli offrirono in dono oro, incenso e mirra”. Mt.2, 1:10. Il racconto di S. Matteo, che in questa circostanza appare come un documento di cronaca, può ancora interrogare l'uomo di oggi? Quali signicati immutabili il testo evangelico porta a tutti noi? In questo breve scritto proviamo a proporre qualche considerazione nella speranza di invitare il lettore all'approfondimento.Molto si è scritto su questa stella ma per iniziare dobbiamo accettare di essere di fronte ad un evento straordinario: la stella vista in Oriente si presentava con caratteristiche eccezionali. L'evangelista ci descrive il suo apparire ed il suo moto: sorge, appare ai magi, li precede, giunge e si ferma sopra a Betlemme. Ciò non si può spiegare in nessun modo come fenomeno comune ed ordinario; resta pertanto esclusa ogni interpretazione puramente razionale e naturalistica. Non era la cometa di Halley, non era una supernova e neppure si era trattato di una particolare congiunzione astrale tra Giove e Saturno. L'abate Ricciotti commenta: "In questi tentativi, fuori della buona intenzione, non c'è altro da apprezzare, giacché scelgono una strada totalmente falsa: basta fermarsi un istante sulle particolarità del racconto evangelico per comprendere che quel racconto vuole presentare un fenomeno assolutamente miracoloso, il quale non si può in nessun modo far rientrare nelle leggi stabili di una meteora naturale sebbene rara". I Magi compresero bene che si trattava di qualcosa al di sopra dell'ordine naturale. E allora un miracolo: una stella straordinaria, formata da Dio espressamente per dare ai popoli il lieto annunzio della nascita del Salvatore. La prima considerazione da farsi è allora sul miracolo. Il miracolo come parte integrante ed ineludibile della nostra fede e della nostra vita. Nella società iperscientica, robotica, articiale, gestita attraverso il controllo algoritmico delle produzioni e dell'individuo esiste tuttavia l'imponderabile: il miracolo, la mano salvica e benevola di Dio che interviene nella storia di ciascuno di noi e nella storia dell'umanità intera. Andando avanti con la lettura del testo evangelico apprendiamo che quella stella guidò i re magi, i quali, nalmente giunti alla grotta di Betlemme, si prostrarono, adorarono e offrirono al bimbo Gesù oro, incenso e mirra. Da qui la seconda considerazione che anche in questo caso parte dalla cronaca del testo evangelico. I magi, non ebrei ma provenienti dal lontano oriente riconoscono Gesù come il re dei giudei? No. Essi sono certi che in quel bimbo non vi sia il liberatore dei Giudei. Essi, sentono, avvertono, sanno che il bimbo a cui si prostrano è il Re dei re. E allora anche noi oggi, più che mai, riassumiamo la consapevolezza che Gesù Cristo, insieme al Padre e allo Spirito Santo, è l'unico padrone della nostra vita, l'unico padrone della storia, l'unico re a cui ci sottomettiamo. Per farlo dobbiamo riconoscere innanzitutto il peccato di averLo estromesso dalla nostra esistenza individuale e dalla nostra storia. Riaffermare la Sua regalità, almeno sul piano personale e familiare, è ancora oggi possibile. Sul piano storico provvederà Dio stesso.

Sergio Spina


ANNO 2021 pagina ANNO IIII numero numero 41 Dicembre Marzo 2021 pagina 1315

Adotta una Stazione della nuova Via Crucis Nella nostra Chiesa Parrocchiale è apparsa, alla vigilia della Settimana Santa, la nuova Via Crucis rivisitata con gli occhi della fede attraverso le Mani di Gesù. L’idea e proposta nata da alcuni parrocchiani è quella di poter adottare una (o più) stazioni dedicandole alla memoria di persone care che non sono più tra noi o anche come ricordo e testimonianza d’amore, per esempio da coniugi che desiderano avere un ricordo della loro vita insieme all’interno della Comunità. Appronteremo un adesivo da applicare dietro la stazione da voi scelta dove verranno inseriti i vostri nomi e i nomi delle persone da ricordare.

Via Crucis con le Mani di Gesù

Riguardo all’offerta, ognuno sarà libero di dare un contributo basato sulle proprie possibilità, anche se, su richiesta di tante persone, vi diamo indicazione della cifra simbolica di 50 euro. Già da ora tutta la nostra gratitudine per la vostra generosità. La Redazione

Nome .......................... Cognome ............................. in favore di ............................................................... in memoria di ............................................................ offerta euro ..................... data ..............................


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 16

QUEST’ANNO DONATI UN SORRISO OFFRI IL PRANZO DI NATALE AD UNA FAMIGLIA

TU FAI LA SPESA E NOI CON LA CARITAS POTREMO AIUTARE I MENO FORTUNATI

Cinzia Siccardi

329 207 9319

siccardicinzia@libero.it

Adotta una Stazione della nuova Via Crucis


ANNO ANNO II II numero numero 41 Dicembre Marzo 2021 2021 pagina pagina 1317

Caritas Parrocchiale Natale 2021, sostieni la tua parrocchia e la tua comunità Carissimo/a avvicinandosi le festività natalizie, come lo scorso anno, vengo in punta di piedi nella vostra casa per portarvi gli auguri più belli assieme alla Benedizione che troverete all’interno della busta. Abbiamo un grande progetto che sta veramente a cuore alla nostra comunità e cioè la ristrutturazione del salone parrocchiale (bagni, tinteggiatura ed impianto elettrico) così da poter dare ai nostri ragazzi uno spazio più vivibile che sia anche a disposizione di tutti coloro che desidereranno utilizzarlo: riunioni di genitori, condomini, gruppi... Inoltre vorremmo sistemare i due campetti da calcio e parco giochi per bambini presso San Giuseppe che il Vescovo gentilmente ci ha dato in comodato d’uso gratuito per i prossimi 20 anni, sono davvero belli con una vista incantevole, tutto questo ed altro ancora lo potremmo affrontare grazie anche alla vostra sensibilità e generosità che non è mai venuta meno in questi anni. Ecco allora l’invito a lasciare la vostra offerta durante le Sante Messe nelle settimane di Natale oppure consegnandole in segreteria parrocchiale o direttamente al parroco. Per chi volesse c’è anche la possibilità del bonico sul conto corrente della parrocchia indicando la causale «PER IL SALONE E PER LE OPERE DEL BORGO» utilizzando il seguente IBAN IT14D0538722700000042180511 Ricordo anche, per tutti coloro che posseggono partita IVA, che è possibile fare un’offerta e detrarla (no al 2%) dal reddito imponibile Mi afdo alla vostra generosità, il Signore ama chi dona con gioia !

Don Massimo vostro parroco

Caritas Parrocchiale: don Massimo Crotta, responsabile Cinzia Siccardi alcuni dei volontari: Angela Giannasca - Anna Cavalcante - Maria Oliva - Sacha Carlo Mancini Mazzucchelli - Salvatore Spina - Ilda Fittipaldi - Maria Gina Pallini


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 18

Anagrafe Parrocchiale Rinati nel Battesimo CAPUANO CECILIA LAMURA MATTEO DUCCESCHI BEATRICE LORENZO MANUELE DOMENICHINI KATIA BALLA CARLOTTA

nata nato nata nato nata nata

il il il il il il

29.04.2021 09.07.2021 24.01.2021 16.09.2019 08.05.2021 04.02.2020

battezzata battezzato battezzata battezzato battezzata battezzata

il il il il il il

05.09.2021 05.09.2021 11.09.2021 16.09.2021 26.09.2021 26.09.2021

Matrimoni e Anniversari CAPPELLARI BRUNO E VEZZOSO ANNA

50 ANNI INSIEME NEL SIGNORE

MONARI UMBERTO E MINCHELLA MIRANDA

40 ANNI INSIEME NEL SIGNORE

Tornati alla casa del Padre LUPINETTI ROBERTO CRAVASCHINO GIUSEPPE ROMILDO CARLO PASSARO LUIGI GARELLI PETRONILLA NICOTERA AMALIA

58 84 76 85 94 84

anni anni anni anni anni anni

tornato tornato tornato tornato tornata tornata

al al al al al al

Padre Padre Padre Padre Padre Padre

il il il il il il

14.09.2021 02.10.2021 12.10.2021 11.10.2021 27.10.2021 08.11.2021


ANNO II numero 4 Dicembre 2021 pagina 19

Il Calendario Parrocchiale Dicembre 2021- Febbraio 2022 mercoledì 8 dicembre

festa del'Immacolata Concezione

09.00 S.Messe secondo oraio festivo 10.30 18.00

dal 17 al 24 dicembre

Novena di Natale

venerdì 24 dicembre

Vigilia di Natale

sabato 25 dicembre

Natale del Signore

10.30 S. Messa Solenne 18.00 S. Messa Vespertina

domenica 26 dicembre

Festa della Sacra Famiglia di Nazareth

10.30 Sante Messe 18.00

venerdì 31 dicembre

Fine anno

18.00 S. Messa Solenne di Ringraziamento canto del "TeDeum"

sabato 1 gennaio

giornata mondiale della Pace, Solennità di Santa Maria Madre di Dio

10.30 Sante Messe 18.00

domenica 2 gennaio

II Domenica del tempo natalizio

10.30 S.Messe secondo oraio festivo 18.00

giovedì 6 gennaio

Festa dell'Epifania

10.30 S.Messa Solenne con presenza dei Re Magi

domenica 9 gennaio

Festa del Battesimo del Signore

10.30 S.Messe secondo oraio festivo 18.00

martedì 25 gennaio

Festa della Conversione di San Paolo

mercoledì 2 febbraio

Festa della Madonna Candelora

18.00 S.Messa Solenne benedizione delle candele

giovedì 3 febbraio

San Biagio Vescovo

17.00 Benedizione della gola per i ragazzi 20.30 Benedizione della gola per gli adulti

martedì 22 febbraio

Festa della Cattedrale di S.Pietro

18.00 S. Messa Vespertina

mercoledì 2 marzo

Le Ceneri

17.00 Imposizione delle ceneri per i ragazzi 20.30 Imposizione delle ceneri per gli adulti

09.30-12.00 15.00-17.30 18.00 23.30 24.00

Celebrazioni all'interno della S.Messa Vespertina Confessioni Confessioni S.Messa della Vigilia Veglia Natalizia S.Messa Solenne della notte di Natale


ANNO II numero 4 Dicembre 2021

Le Prime Comunioni