5° Convegno Medico Nazionale - BEMER 2015

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5° Convegno Medico Nazionale BEMER - ABSTRACT Trento, OTTOBRE 2015 Trascrizione ed editing a cura di: BEMER Italia Srl - Via Maccani, 195 - 38121 Trento Fotografie di: Lorenzo Rui le immagini, le slide ed i contenuti dei singoli interventi sono stati gentilmente forniti dai relatori.


Abstract & Relatori: ▸ la terapia fisica vasale nella prevenzione e nel trattamento del piede diabetico prof. dott. piergiorgio pastore - Specialista in Chirurgia Generale. Docente di Chirurgia, Vulnologia e Chirurgia Toracica - Clinica Universitaria Umberto I° - Roma. LINK AL VIDEO: vimeo.com/144476827

▸ terapia bemer, campi di applicazione in podologia dott.ssa greta meccoli - Specialista in Podologia - Roma. LINK AL VIDEO: vimeo.com/146095111

▸ seconda puntata del viaggio oculare: bemer versus uveite dott.ssa raffaella bertoglio - Medicina Generale, specialista in Oftalmologia e Oftalmo-omotossicologia biologica, in Omeopatia e discipline integrate. In collaborazione con: Giorgio Maria Nicotera - Massoterapista, collaboratore di studio. LINK AL VIDEO: vimeo.com/156270741

▸ la terapia bemer come trattamento adiuvante nella terapia della sindrome fibromialgica dott.ssa emy brunello - Medico Chirurgo, specialista in Medicina Fisica e Riabilitazione. Direttore Sanitario Centro Medico Regenesis - Bovolone (VR). LINK AL VIDEO: vimeo.com/158453025

▸ la terapia bemer nelle patologie del ginocchio, in ortopedia e traumatologia dott. davide bertolini - Specialista in Ortopedia del ginocchio e Traumatologia - Padova. LINK AL VIDEO: vimeo.com/152700514

▸ la terapia bemer nelle patologie del piede e della caviglia in ortopedia dott. andrea valcarenghi - Specialista in Ortopedia del piede e Traumatologia - Padova. LINK AL VIDEO: vimeo.com/159178656

▸ bemer in fisioterapia: casistiche ed esperienze cliniche mft dott. patrizio sala - Massofisioterapista - Studio professionale massofisioterapico Massofisiospecialist - Fara Gera d’A dda (BG). LINK AL VIDEO: vimeo.com/158148238

▸ l'utilità della terapia bemer in fisioterapia: alcuni casi clinici ft dott.ssa Katia libardi - Fisioterapista - Pergine Valsugana (TN). LINK AL VIDEO: vimeo.com/158494703

▸ terapia bemer: aggiornamento casistica e nuovi casi clinici dott. giuliano zanni campioli - Specialista in Medicina Interna, Ematologia Clinica e di Laboratorio, in Oncologia e in Scienza dell'Alimentazione. LINK AL VIDEO: vimeo.com/159196935

▸ la terapia bemer in veterinaria equina dott. vet. piermario giongo - Direttore Sanitario Clinica veterinaria S.Siro - Milano. Direttore Scuola Equestre S.Siro - Milano. In collaborazione con Dott.ssa Grazia Pagnozzi - Ippiatra e tecnica specializzata in termografie LINK AL VIDEO: vimeo.com/174484179

bemer italia CASTELNUOVO DEL GARDA 10 OTTOBRE 2015 5° convegno medico nazionale

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Data 10 ottobre 2015 Location Parc Hotel - Castelnuovo del Garda (VR) Organizzazione BEMER Italia Srl | Trento - Italia

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Prof. Dott. Piergiorgio Pastore specialista in chirurgia generale - docente di chirurgia, vulnologia e chirurgia toracica - clinica universitaria umberto i° - roma Georgios Pietris** - Erkand Barbullushi** - Greta Meccoli*** - Vittoria Minitti** - Andrea Veltri° - Sara Palazzetti*** ** laurea magistrale , *** podologo, ° tecnico ortopedico

La Terapia BEMER nella prevenzione e nel trattamento del piede diabetico InTROduzIOnE: Il diabete provoca patologie micro e macro vascolari combinate con neuropatie che possono essere sensibili, motorie e/o autonome. Le complicazioni, derivanti da questo dismetabolismo (anche chiamato la "peste degli anni 2000"), in espansione nel mondo occidentale, sono conseguenza del danno al microcircolo, raramente curabile con la sola terapia farmacologica. OBIETTIVO: Questo studio, randomizzato e comparato con un gruppo di controllo, ha l’obiettivo di confermare l'efficacia della terapia fisica vascolare nella sindrome del piede diabetico. Dati e considerazioni preliminari della nostra esperienza dal maggio 2015 ad oggi. paRaMETRI dI cOnTROLLO: Dimensioni dell’ulcera, profondità della lesione, condizioni della pelle circostante, infezioni, controllo dell'umidità, tempo necessario per la guarigione, numero di accessi ambulatoriali, valutazione del dolore, controllo della PO2 sia nel letto della ferita che nell'area circostante la lesione stessa (Periflux 6000 dispositivo), compliance del paziente, tessuto di granulazione e crescita dei vasi (capillaroscopia). Calcolo dell’Indice di Massa Corporea.

pERIfLux 6000: pTcO2, pTccO2

capILLaROScOpIO

WOund-chEcK

MOWa WOund-caRE ScaLa dI VaLuTazIOnE dEL dOLORE VaS SOLuTIOn app.

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MaTERIaLI E METOdI: Due gruppi di pazienti il più possibile omogenei per età, sesso, patologie concomitanti, storia del diabete (conferma della diagnosi superiore a 10 anni), dimensioni e profondità dell'ulcera, pelle circostante la ferita, infezioni, amputazioni minori o maggiori pregresse, compliance. L'obiettivo è la comparazione dei risultati del primo gruppo con quelli del secondo gruppo non trattato con la terapia fisica vascolare. Ogni paziente sarà classificato sia in forma numerica che con le iniziali del nome, per rispetto della privacy. Verrà richiesto il consenso spontaneo dei pazienti, dopo averli accuratamente informati sulle procedure della terapia. La durata dello studio, correlato al numero pazienti trattati, è di 7 mesi. Tre specialisti avranno la responsabilità di raccogliere ed elaborare i dati. RISuLTaTI aTTESI: Questo studio è stato avviato con l'aspettativa di ottenere una riduzione della superficie e del diametro dell'ulcera, la riduzione del numero di accessi ambulatoriali con conseguente riduzione dei costi diretti e indiretti. RISuLTaTI OTTEnuTI:

gruppo I • • • • • • • • • •

nr. 33 età 41- 89 anni sesso: 17 m / 16 f patologie conc.: cardiopatia, broncopatia, diabete, insuf. renale vasculopatia: si (periferica) abi 0,7- 0,4 ptco2 da 37% > 82% // ptcco2 da 65% > 20% capillaroscopio da seminagativo a positivo infezione: 30 casi dolore: 9 in 33 casi / 8-7 in 7 casi / 6-5 in 6 casi (sec scala di vas) terapia fisica vasale bemer: 2 applicazioni/die a p4

gruppo II • omogeneo al gruppo i • meno bemer

Risultati del gruppo I rispetto al gruppo II < diametro longitudinale < aerea (in cm2 ) (sistema moWa) > ptco2 periflux 6000 < ptcco2 periflux 6000 < dolore (scala vas) > crescita cellulare (esame istopatologico) < metalloproteasi ( Wound - check) < infezione: normalizzazione antibiogra miglioramento neuropatia sensitiva ed autonomica (con filo di semmens – Weinstein, biotensiometro ecc.)

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cREScITa cELLuLaRE In 40 gg dI TRaTTaMEnTO:

SITuazIOnE aLLa pRESa In caRIcO

dOpO 40 gIORnI dI TRaTTaMEnTO

a livello clinico si riscontrano inoltre i seguenti miglioramenti: • aumento dell'effetto di antibiotici sistemici • riduzione della immunosoppressione e conseguente riduzione della carica batteria • controllo dell'acidosi • aumento dei fattori di crescita • riduzione della metalloproteasi aLcunI caSI cLInIcI TRaTTaTI:

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> caso clinico nr. 1 - Studio policlinico umberto I - Roma

presa in carico

dopo 30 gg. di trattamento

dopo 60 gg. di trattamento

> caso clinico nr. 2 - Studio policlinico umberto I - Roma

presa in carico

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dopo 60 gg. di trattamento


> caso clinico nr. 3 - Studio policlinico umberto I - Roma

presa in carico

dopo 28 gg. di trattamento

dopo 40 gg con applicazione BEMER con il programma “p4” per 20’ due volte al die > caso clinico nr. 4 - Studio policlinico umberto I - Roma

presa in carico

dopo 45 gg. di trattamento

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> caso clinico nr. 5 - Studio policlinico umberto I - Roma

presa in carico

In trattamento: dopo 8 gg. sempre con due applicazioni giornaliere

RISuLTaTI

gruppo I gruppo II

3,4

dolore

4,2 3,1

carica batterica

3,7 3,5

crescita tessuto granulazione Immunodepressione

2,8 1,3 4,1

cOncLuSIOnI: La Terapia fisica vasale Bemer agendo sul microcircolo permette un’azione “disintossicante”, energetica e vasomotoria che contrasta il danno provocato dall’iperglicemia sui vasi sanguigni, specie, in quelli di calibro minore. Gli effetti vasomotori sono evidenti e ci hanno permesso di ridurre i tempi di guarigione delle ferite nei pazienti “non healing”. Dallo studio in via di esecuzione appare utile nella prevenzione in presenza di lesioni a rischio.

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Dott.ssa Greta Meccoli specialista in podologia - roma

Terapia BEMER campi di applicazione in podologia casi clinici di pazienti diabetici con ''foot syndrome'' trattati con la Terapia BEMER Autori: Dott.ssa Greta Meccoli - Podologa, Prof. Piergiorgio Pastore, Dott. Erkand Barbullushi, Dott. Georgios Petris InTROduzIOnE: Gli autori riportano alcuni casi selezionati di pazienti trattati presso l'Ambulatorio di Vulnologia del Dipartimento di Scienze Chirurgiche del Policlinico Umberto I°. Tutti i pazienti trattati erano portatori di diabete mellito con alterazioni del microcircolo e neuropatia periferica e sono stati trattati con la Terapia Fisica Vasale Bemer. Le applicazioni sono state effettuate con il programma P1 per la prima settimana a P4 in seguito per due mesi. MaTERIaLI E METOdI: Nel corso della visita preliminare che prevede la redazione di una cartella podologica con i risultati di: ispezione, palpazione, polsi arteriosi, esame con podoscopio in statica e dinamica, di vari testi (monofilamento di Semmens Weinstein sui punti previsti, Diapason a 128Hz, Biotensiometro, test neurologici quali riflesso achilleo e rotuleo, calcolo dell'ABI o indice di Winsor) e l'esame di alcuni parametri essenziali, tra cui, il diametro dell'ulcera, profondità, tempi di guarigione e miglioramento e della neuropatia si determina la tipologia patologica (neuropatia sensitiva, motoria, autonomica). Tutti i casi sono stati sottoposti a sbrigliamento chirurgico e/o enzimatico; la perdita di sostanza è stata ricoperta con medicazioni bioattive (medicazioni che interagiscono direttamente con la faccia e i margini dell'ulcera). OBBIETTIVI: Lo studio è stato condotto per dimostrare la reale efficacia dell'utilizzo della terapia Bemer nella perdita di sostanza in pazienti diabetici.

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aLcunI caSI cLInIcI TRaTTaTI:

presa in carico

Spina calcaneare

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dopo 31 gg di trattamento con p4 per 20 min.

neuropatia


presa in carico

dopo 30 gg di trattamento con p3 per 20 min.

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dopo 60 gg di trattamento con p4 per 20 min. 2 volte al di

RISuLTaTI: L'utilizzo dello stimolo delle vasomozioni con campi elettrostatici ha permesso sia il controllo dell'infezione, sia una più efficace e valida riduzione dell'area dell'ulcera con conseguente risparmio di tempo e impegno economico per il paziente. Si sono ridotti i tempi di medicazione, il numero degli accessi ambulatoriali, delle spese di gestione ed anche delle spese sostenute dal paziente per giungere in ambulatorio e di chi lo accompagna (là dove il soggetto non era autonomo). cOncLuSIOnI: A nostro avviso l'utilizzo della Terapia Fisica Vasale BEMER insieme con le normali metodiche di medicazione (debridment, detersione, antibioticoterapia e utilizzo di medicazioni avanzate) può essere utile specie nei pazienti non healing.

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Dott.ssa Raffaella Bertoglio MEDICINA GENERALE, SPECIALISTA IN OFTALMOLOGIA E OFTALMO-OMOTOSSICOLOGIA BIOLOGICA, IN OMEOPATIA E DISCIPLINE INTEGRATE IN COLLABORAZIONE CON: GIORGIO MARIA NICOTERA - MASSOTERAPISTA

Seconda puntata del viaggio oculare: BEMER versus uveite PREMESSA: Lo studio si è servito dell’Oftalmo-Omotossicologia che, dall’anno scorso, si è legata, in maniera quasi esclusiva, alla Terapia Fisica Vascolare BEMER anche in contrapposizione alla situazione attuale dell'oculistica diventata prettamente chirurgica creando problemi a tutte le patologie che, di fatto, non richiedono l'intervento chirurgico. INTRODUZIONE: L’uvea è la tonaca intermedia dell’occhio che deve il suo nome alla somiglianza con un acino d'uva per il fatto che l’intera struttura interna dell’occhio è ricoperta da ramificazioni di vasi sanguigni traslucidi che ricordano le venature osservabili attraverso un chicco d’uva sbucciato.

Con il termine uveite si definisce il processo infiammatorio intraoculare dell’uvea, ovvero della tonaca vascolare dell’occhio che comprende iride, corpo ciliare, coroide, non specifico e a varia eziologia. La sede è ubiquitaria.

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OBIETTIVO: Nel nostro lavoro l’attenzione è stata posta sull’obiettività e sulla progressione della patologia. L’obiettivo “principe” era risolvere la sintomatologia del caso clinico trattato (calo visus con annebbiamento) e risolvere, dove possibile, la presenza di infiammazione a livello retinico. caSO cLInIcO TRaTTaTO: Maschio, nato nel 1975, costituzione sulfurica, professione fiscalista, single (al momento della prima visita), abita e lavora a Salerno. Arriva alla nostra attenzione nel maggio 2010 con diagnosi di Corioretinite OS . Sintomatologia prima visita: fotofobia, calo del visus OS (6-7/10 cc), miodesopsie, riferita una macchia sfumata che interessa soprattutto la visione centrale e che impedisce una visione da lontano corretta (il paziente non guida e arriva in treno accompagnato dai genitori). La visione è compromessa anche durante il lavoro al computer e durante la lettura. Il paziente nel corso del tempo è stato visitato da molti oculisti e sono stati effettuati alcuni importanti esami, tra i quali l'OCT (tomografia ottica computerizzata) e molte iniezioni intravitreali a base di cortisone senza ottenere, tuttavia, risultati soddisfacenti nel suo caso. Tale approfondimento si è rivelato utile anche se il nostro campo di attività riguarda l'oculistica "alternativa". Le immagini relative al caso del paziente trattato sono qui di seguito riportate.

MaTERIaLI E METOdI: Il paziente alla prima visita presso il nostro Studio è stato sottoposto a iniezione pericheratica (vasodilatazione dei vasi profondi congiuntivali e corneali) che ha permesso di constatare: ➤ Effetto Tyndal (segni infiammatori proteici in CA) ➤ Chiazze giallastre sottoretiniche a margini netti (Coroidite) ➤ Area biancastra a margini non regolari associati a vasculite, coinvolte sia le vene che le arterie a livello retinico. La terapia medica non convenzionale di oftalmo-omotossicologia si basa sul principio dell'irripetibilità dell'individuo e ritiene il soggetto una tessera indispensabile del mosaico globale del più ampio Tutto. Si decide pertanto per il trattamento con i rimedi

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omotossicologici (Galium Heel gcc 20x2, Apis Homaccord gcc 20x1, Retina Suis Forte Injeel fiale al lunedì, Leniflex compresse dopo pranzo e cena, Citogenex compresse dopo colazione. Visite di contro ogni 3/4 mesi fino a quanto il paziente ci vede perfettamente e successiva terapia di mantenimento che prevede Retina Suis Injeel fiale al lunedì, Leniflex compresse dopo pranzo e cena) Nel caso specifico l’elemento innovativo per la problematica oftalmica è stato la “residenzialità” del paziente, trattato ogni giorno presso lo studio con un protocollo personalizzato BEMER. Il paziente veniva regolarmente ogni 3-4 mesi per il controllo presentando un miglioramento sintomatologico e obiettivo graduale. I risultati sono stati ottimi e il paziente vedeva perfettamente ed è stata prescritta una terapia di mantenimento prevedeva: Retina Suis Injeel fiale al lunedì, Leniflex compresse dopo pranzo e cena. Dopo qualche tempo il paziente presenta una riacutizzazione importante a seguito di stress lavorativo e familiare. Effettua il trattamento "residenziale" con il Sistema BEMER per una settimana (trattamento quotidiano, 7 giorni su 7) Body 8 (intensità da 2 a 6) e B. Spot 9 (intensità da 4 a 9) posizionato a giorni alterni sull'occhio destro e sull'occhio sinistro. Questa modalità è stata adottata in quanto gli occhi sono organi gemelli e, pertanto, strettamente correlati tra loro sotto vari aspetti. Durata di ogni trattamento: venti minuti.

RISuLTaTI OTTEnuTI: Sintomatologia post-BEMER: visus OD 10/10 cc, visus OS 10/10 cc, non presenza di miodesopsie, Non presenza di fase acuta, non iperemia congiuntivo-corneale, area biancastra a livello retinico OS, non edema, non vasculite. Il paziente è stabile. Ai quattro controlli seguenti mantenuta l’obiettività ad eccezione del controllo luglio 2015 dove si ripresenta edema retinico. Deciso con il paziente un'altra serie di trattamenti «BEMER residenziale» nel prossimo mese di novembre 2015. Si tratterà di intervenire semplicemente su un sintomo, non su un peggioramento vero e proprio della patologia. cOncLuSIOnE: Con BEMER è possibile incrementare l'irrorazione sanguigna anche nelle zone scarsamente irrorate. Questo significa anche apportare una quantità maggiore di ossigeno che a sua volta permette un miglioramento del ciclo di Krebs e della conseguente produzione di ATP. L’utilizzo della Terapia fisica vascolare BEMER sta, perciò diventando una certezza nella terapia delle patologie oculari. È entrata a pieno titolo nella pratica dell’Oftalmo-Omotossicologia aumentando i risultati e prolungando l’efficacia in tutte quelle patologie oculari, e non solo, in cui Oftalmologia classica sembra non apportare i risultati sperati.

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Dott.ssa Emy Brunello medico chirurgo, spec. in medicina fisica e riabilitazione, direttore sanitario centro medico regenesis bovolone (vr)

La terapia BEMER come trattamento adiuvante nella terapia della sindrome fibromialgica. pREMESSa A seguito dei risultati incoraggianti della prima parte del lavoro su pazienti di ambo i sessi affetti dalla sindrome fibromialgica presso il Centro Regenesis di Bovolone presentato in occasione del Convegno BEMER 2014 e constatato il trend positivo dei risultati anche sui successivi 25 pazienti, si è voluto proseguire l'applicazione del protocollo sperimentale a suo tempo definito. InTROduzIOnE Il termine fibromialgia (FM) deriva dall'unione delle parole fibrosi e mialgia, perché alla base di questa patologia vi è la presenza di tessuto fibroso a livello di muscoli e delle giunzioni muscolo-tendinee in quantità superiore alla norma che provoca nei pazienti un dolore muscolare cronico. La patologia continua ancora oggi ad essere ampiamente sottostimata e raramente diagnosticata e qui di seguito riportiamo i dati epidemiologici di cui disponiamo ✓ Studi su popolazione sana, di cui alcuni recentissimi, documentano una prevalenza compresa tra il 2 e il 4% (con valori notevolmente più elevati se si scorporano i dati per la sola popolazione femminile: 8-10% circa). ✓ Studi su pazienti ricoverati in ambiente internistico evidenziano prevalenze nell'ordine del 10%. ✓ Studi su pazienti valutati in ambiente reumatologico mostrano una prevalenza che raggiunge il 25% La Fibromialgia viene definita una malattia multifattoriale con influenze ambientali e familiari che giustificano tutto il corteo sintomatologico ✓ Alterazioni del sistema immunitario e del tono nervoso del sistema nervoso simpatico (IL e risposta al dolore ed allo stress) ✓ Alterazioni del microcircolo (alterazioni del ciclo contrazione/rilassamento con compromissione della microcircolazione (Elert JE. Scand J Rheumatol 1989) ✓ Flusso ematico muscolare ridotto (Bennett A. Arthritis Rheum 1989) ✓ Riduzione di flusso ed aumento dei globuli rossi nei tender points ✓ Ipertono simpatico ✓ Coattivazione muscolare diffusa (Donaldson C.C.S NeuroRehabilitation 2004)

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La fibromialgia può regredire spontaneamente con la riduzione dello stress, ma può diventare cronica o recidivare a intervalli regolari. Le diffuse e continuative contratture muscolari causano numerosi disturbi, tra i quali dolore, rigidità, facile affaticabilità, stanchezza cronica, disturbi del sonno, tendinopatie inserzionali (alla base dei famosi “tender points”) e molti altri. La diagnosi di FM è a tutt'oggi basata sui criteri dell'American College of Rheumatology (ACR) del 1990 che prevedono la presenza di dolore muscolo-scheletrico diffuso da almeno 3 mesi associato a dolorabilità di almeno 11 dei 18 tender points ”tipizzati” e connesso in maniera variabile ad uno o più dei suddetti sintomi OBIETTIVO Osservazione dei risultati nella prosecuzione dello studio già iniziato a fine 2013 su che prevede l'applica-zione del protocollo messo a punto nello Studio Regenesis anche in considerazione che i trattamenti farmacologici sono scarsamente efficaci in questa patologia. MaTERIaLI E METOdI: Il nostro studio ha riguardato 25 pazienti di entrambi i sessi con diagnosi di FM secondo i criteri ACR del 1990. Tali pazienti sono stati valutati pre- e post- trattamento mediante la scala FIQ (Fibromyalgia Impact Questionnaire) che comprende 13 domande che indagano la difficoltà nell'attendere alle comuni attività della vita quotidiana, la salute in generale, l'attività lavorativa e 7 items che valutano l'intensità/gravità dei sintomi su una scala analogica visiva (VAS) compresa tra 0 e 10. Il punteggio finale può variare da un minimo di 0 ad un massimo di 100 (il totale raggiunto va adattato alle aspettative per età). Tutti i pazienti trattati rientravano in una valutazione tra 7 e 10 perciò di livelli medio-grave. Il trattamento ha previsto 10 sedute, a cadenza settimanale o quindicinale, di un protocollo comprendente THoP (Transdermal Holistic Phytotherapy) e Terapia Bemer, rispettivamente della durata di 50 e di 10 minuti. ✓ Colloquio preliminare, visita medica specialistica, FIQ, trattamento. ✓ Trattamento manuale fitoceutico* total body comprensivo di sonoforesi (90 minuti). ✓ A seguire BEMER Terapia, trattamento statico su stuoia elettromagnetica BEMER (8 min. B-BODY + 8 min B-PAD). Durata della terapia: ✓ fase di attacco (2 tp/sett per 3 settimane), ✓ fase di primo mantenimento (1tp/sett per 4 settimane), ✓ fase di secondo mantenimento (1 tp/2 sett per 4 settimane), ✓ fase di non regressione (1 tp/mese). *Specifica del trattamento fitoceutico (il cui assorbimento è stato supportato dalla sonoforesi e non sono stati utilizzati farmaci): localizzazione e primo trattamento aree iperalgesiche, trattamento miorilassante con prodotti di tipo cosmeceutico regolarmente comunicati al MdS e prodotti in stabilimenti autorizzati (imbi-bizione tissutale con i cosmetici funzionali, sonoforesi mirata e ad ampio raggio, seconda imbibizione con tecniche manuali di sfioramento ed impastamento) – MSM, arginina, glucosamina, collagene, magnesio, Boswelia

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RISuLTaTI OTTEnuTI Età media 50 anni. La paziente più giovane aveva 21 e quella più vecchia 75 anni. Da sottolineare che in pazienti giovani la diagnosi della malattia è più precisa ed il dolore ha una valenza diversa rispetto a soggetti più anziani nei quali esiste la sovrapposizione di altre patologie.

Media FIQ da pt 52.9 a pt 83.2 (valore desiderabile 89 per media età)

Le pazienti al numero 18,19: scarsa compliance La paziente al numero 22: importante poliartrosi concomitante Pz 1 : carrozzina – bastone – autonoma nelle ADL Pz 4 : S/E prolungata (pizzeria), passeggiate Pz 6: ripreso ADL e attività motoria libera autogestita

Pz 14: ripreso dopo anni il nordic-walking e lo sci Pz 20: ottimizzata qualità del sonno e ripreso ballo Pz 21: ripreso ADL e trekking

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cOncLuSIOnE ✓ La risposta positiva al trattamento si è verificata, con vari gradi di miglioramento nei diversi ambiti, in tutti i casi trattati ed i valori raggiunti nonché quelli mantenuti sono per la maggior parte statisticamente significativi.

✓ La qualità del sonno è stata tra le prime condizioni a migliorare, svezzando anche alcune pazienti dall’utilizzo di farmaci ipnoinducenti.

✓ Numerose pazienti hanno ripreso una normale attività socio-lavorativa, hanno aderito a nuovi hobby ed in alcuni casi iniziato o ripreso la pratica dello sport.

I risultati di questo studio preliminare in pazienti sino ad ora refrattari ai più comuni trattamenti per la FM, farma- cologici e non, a nostro parere incoraggia nuovi studi sul possibile utilizzo di questa metodica I risultati di questo studio preliminare in pazienti sino ad allora refrattari ai più comuni trattamenti standard per tale patologia, farmacologici e non, a nostro parere incoraggia nuovi studi sul possibile utilizzo di questa metodica.

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Dott. Davide Bertolini specialista in ortopedia del ginocchio e traumatologia presso il policlinico di abano terme

La Terapia BEMER nelle patologie del ginocchio, in ortopedia e traumatologia pREMESSa: Il fulcro della tecnologia BEMER è la stimolazione della microcircolazione che negli stati patologici risulta inefficiente o disturbata; in tal modo la BEMER terapia contribuisce ai processi di prevenzione, guarigione, recupero e rigenerazione tessutale. Il trattamento BEMER stimola le attività di riparazione (processo di guarigione) nel nostro corpo attraverso il miglioramento delle funzionalità delle cellule coinvolte. Una migliore microcircolazione è presupposto fondamentale perché questo possa avvenire e il trattamento BEMER garantisce una microcircolazione ottimale e supporta quindi il lavoro delle cellule. InTROduzIOnE: Nel campo specialistico delle patologie del ginocchio quotidianamente si trattano problematiche acute quali sinoviti, algodistrofia e problemi di origine traumatica quali fratture-lesioni legamentose e patologie croniche/croniche degenerative quali le artrosi e in particolare la gonartrosi. MaTERIaLI E METOdI uTILIzzaTI: per l’artrosi: - Trattamento Conservativo con terapia medica Paracetamolo, Ibuprofene, Ketoprofene, Nimesulide, Diclofenac etc e terapia fisica Laser, correnti interferenziali, magneto e ultrasuono terapia, Tecar-terapia e, regolarmente, la Terapia fisica vascolare BEMER. - Trattamento infiltrativo con acido ialuronico, cortisonici, PRGF, fitoterapici, omeopatici. - Trattamento chirurgico per mezzo di ostetomie correttive, shaving artroscopici, impianto di protesi monocompartimentali o totali con tecnica Robotica Mako in grado di pianificare e guidare con la massima precisione ed efficacia, attraverso un sistema di telecamere e un braccio robotico, l'esecuzione dell'intervento. per l'algodistrofia: Solo trattamento conservativo con difosfonati-magnetoterapia-O.T.I. e con la Terapia fisica vascolare BEMER.

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per le rotture legamentose: - Trattamento conservativo con fisioterapia e Terapia fisica vascolare BEMER. - Trattamento chirurgico : ricostruzione legamento con tecnica di prelievo ed innesto del tendine gracile e semitendinoso. La Terapia BEMER viene utilizzata PRIMA dell'intervento chirurgico per il trattamento degli stati edemigeni dell’osso ed ematomi periarticolari e DOPO per il potenziamento delle capacità cicatrizzanti e trattamenti dell’edema post-operatorio. Modalità di applicazione della Terapia fisica vascolare BEMER: 1 Fase attivante con trattamento su tutto il corpo (B.Body) 2 Fase concentrante con i moduli applicativi B.PAD o B.SPOT sull'area da trattare Protocollo d'uso personalizzato in base alle esigenze del paziente. caSI cLInIcI TRaTTaTI gonartrosi: È l’artrosi che colpisce il ginocchio. E' di natura degenerativa e coinvolge cartilagine, osso e strutture circostanti. Considerando l'inclinazione a tenere la chirurgia come soluzione ultima nelle varie problematiche, inizio sempre con un trattamento conservativo e non invasivo. Il trattamento conservativo d'eccellenza è la terapia medica con i vari farmaci a disposizione, associato alle terapie fisiche con particolare attenzione alla Terapia fisica vascolare BEMER. Al trattamento conservativo può essere associato anche il trattamento infiltrativo. Se, nonostante gli interventi effettuati, non riusciamo a risolvere il problema, si ricorre alla chirurgia. La Terapia BEMER trova largo impiego sia nella cura pre-chirurgica che postchirurgica ed è molto indicata quando è presente una congestione tissutale conseguente ad uno stato infiammatorio. algodistrofia: Oltre ai casi cronici ed agli interventi chirurgici, sono molto frequenti le patologie acute tra le quali la sindrome dell’edema transitorio o algodistrofia. Le alterazioni anatomo-patologiche dell’algodistrofia sono date dal caratteristico edema dell’osso spugnoso ed il problema rappresenta un'entita ̀ clinico-radiografica ben identificata. La conseguenza più grave è la necrosi delle cellule ossee, adipose e delle cellule del midollo emopoietico. Il sintomo più importante per il paziente è il dolore che, generalmente, non è trattabile con i farmaci tradizionali disponibili. Questo implica necessariamente un trattamento puramente conservativo integrato dalla Terapia BEMER. IMMagInI RadIOgRafIchE dI un gInOcchIO aLgOdISTROfIcO

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Rotture di legamenti del ginocchio: Un altro ambito ricorrente con cui ci dobbiamo confrontare sono le rotture dei legamenti del ginocchio.

ROTTuRa dEL LEgaMEnTO cROcIaTO anTERIORE (Lca) In questi casi, raramente è possibile vedere il paziente entro le 24 ore dal trauma mentre, di norma, arrivano alla nostra attenzione dopo 5 o 6 giorni. A questo punto il trattamento chirurgico è sconsigliabile a causa della reazione infiammatoria dei tessuti che renderebbe molto più lungo il recupero post-operatorio. Inizialmente si opta perciò per la terapia conservativa e solo successivamente si interverrà chirurgicamente per la ricostruzione del legamento. La Terapia BEMER si rivela preziosa PRIMA (trattamento degli stati edemigeni dell’osso ed ematomi peri-articolari) e DOPO (potenziamento delle capacità cicatrizzanti - trattamenti dell’edema post-operatorio) cOncLuSIOnE Ritengo la Terapia BEMER un ottimo sistema di supporto in campo ortopedico di facile impiego in quanto abbina efficacemente la stimolazione generale della microcircolazione per mezzo del trattamento su tutto il corpo con il B.BODY e localmente con gli applicatori, con ottimi risultati e risposta positiva da parte dei pazienti. Consiglio nella maggior parte dei casi un periodo di trattamento domiciliare per velocizzare la ripresa dopo gli interventi chirurgici e nelle altre situazioni nelle quali un miglioramento della microcircolazione può influenzare favorevolmente la guarigione. MOdaLITà dI uTILIzzO dEL SISTEMa BEMER: Fase attivante con il B.Body (trattamento su tutto il corpo), fase successiva concentrante con gli applicatori B.SPOT o B.PAD per una stimolazione localizzata intensiva. Conclusione: la Terapia BEMER si è rivelata un ottimo strumento ed un valido aiuto nella pratica quotidiana della mia professione. I risultati sono ottimi, l'impiego è facile, i campi d'azione molto ampi e la ripetibilità permette trattamenti a lungo termine. Da incrementare certamente la diffusione del dispositivo e, possibilmente, rivedere i costi per il paziente.

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Dott. Andrea Valcarenghi ortopedico - specialista in ortopedia del piede e caviglia presso il policlinico di abano terme

La Terapia BEMER nelle patologie del piede e della caviglia in ortopedia: casi clinici ed esperienze InTROduzIOnE Caratteristica fondamentale della Terapia fisica vascolare BEMER è la stimolazione della microcircolazione particolarmente importante, perché buona parte dei disturbi citati nella presente relazione sono strettamente legati all'inefficienza o a disturbi microcircolatori. La microcircolazione è pertanto da considerare il presupposto fondamentale affinché possano avvenire i processi di guarigione nel corpo e il trattamento BEMER contribuisce concretamente in quanto stimola i processi di prevenzione, recupero e rigenerazione tessutale attraverso il miglioramento delle funzionalità delle cellule coinvolte e supportando il lavoro delle cellule stesse.

Nelle patologie del piede e della caviglia la Terapia BEMER trova largo impiego soprattutto in campo traumatologico e nel postintervento chirurgico. OBIETTIVO Migliorare e rendere più efficace l'offerta terapeutica per il cliente con problematiche ortopediche a livello del piede e della caviglia. caSI cLInIcI TRaTTaTI Diversi stati patologici possono beneficiare dell’effetto BEMER quali e tra esse le sindromi algodistrofiche, gli edemi post-

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traumatici (risoluzione dell’edema tissutale), le distorsioni, le fratture (per favorire la formazione del callo osseo) e le lesioni tendinee quali quelle del tendine d'Achille la cui genesi viene ricondotta a problemi vascolari. Inoltre è interessante l'effetto BEMER nel post-chirurgico degli interventi di traumatologia per supportare la risoluzione dell’edema tissutale, per favorire la formazione del callo osseo, come effetto antalgico, importante per i pazienti. Sindrome algodistrofica di Sudek, o cpRS È una patologia del piede molto diffusa, colpisce per lo più individui tra i 40 e i 60 anni, maschi e femmine in proporzione 1/1. L'incidenza non è conosciuta per l'imprecisione diagnostica, infatti spesso questa patologia viene sottovalutata oltre che non riconosciuta. E' la manifestazione clinica di un "dolore distrofico" e si caratterizza dal punto di vista diagnostico per la presenza di dolore persistente di intensità sproporzionata rispetto alla noxa patogena, urente, associato ad allodinia e/o iperalgesia, presenza per un certo periodo di edema, modificazioni del flusso ematico e alterata sudorazione dell'area interessata dal dolore. Nel 50% dei casi sembra imputabile ad eventi traumatici di gravità variabile (dalla frattura ai microtraumatismi ripetuti) a carico di strutture scheletriche, articolari, rami nervosi o tessuti molli, Le forme ideopatiche rappresentano circa 1/3 dei casi: 27% per gli arti superiori e 43% per gli arti inferiori). Si presenta con osteoporosi a chiazze molto marcata in sede subcondrale predominante nella regione epifisaria ed edema osseo midollare ben visibile nelle radiografie.

La terapia tradizionale prevede la somministrazione di analgesici, corticosteroidi, calcitonina, bifosfonati, il blocco del simpatico e riabilitazione funzionale. Con la Terapia fisica vascolare BEMER possiamo ottenere ottimi risultati, tra i quali la risoluzione dell'edema midollare e la riduzione del dolore in tempi anche molto brevi. La terapia tradizionale prevede la somministrazione di analgesici, corticosteroidi, calcitonina, bifosfonati, il blocco del simpatico e riabilitazione funzionale. Con la Terapia fisica vascolare BEMER possiamo ottenere ottimi risultati, tra i quali la risoluzione dell'edema midollare e la riduzione del dolore in tempi anche molto brevi.

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Rottura del tendine d'achille E' il tendine più lungo del nostro corpo e non ha una vera e propria guaina ma un foglietto, il paratenonio, tessuto molto vascolarizzato, che consente lo scivolamento del tendine stesso di ca. 1,5 cm. L’area invece relativamente più ipovascolarizzata è la porzione intermedia (2-6 cm dall'inserzione) dove più frequentemente avvengono le lesioni. Proprio per il fatto che la BEMER Terapia stimola la microcircolazione e pertanto una più efficace irrorazione sanguigna, si rivela molto utile in questi casi. La diagnosi di rottura del tendine d'Achille è una diagnosi clinica che si basa sulla depressione visibile sul tendine, la perdita dell’equinismo fisiologico ed il caratteristico "Segno di ompson".

Il trattamento ortopedico per le rotture del tendine d'Achille prevede l'applicazione di gesso cruro-pedidio con il piede in equino (4 – 6 settimane). Successivamente un gesso da carico a 90°oppure l'intervento chirurgico con sutura con o senza rinforzo, quindi l'applicazione del gesso per 6 settimane di cui 3 in equino con i vantaggi che è possibile avere una visione diretta della qualità della sutura, una tensione adeguata e un numero ridotto di rotture iterative (≈ 2%). Gli inconvenienti da menzionare sono i rischi cutanei (15%) di cui 2-3% gravi. Il trattamento post-operatorio prevede, invece, un apparecchio gessato in equinismo per 30 gg, tutore tipo Walker per 30 gg in carico progressivo, la rieducazione in acqua e Terapia fisica vascolare BEMER per 40 gg che aumenta la vascolarizzazione tendinea favorendo la guarigione tendinea. Inoltre produce un effetto antalgico e antiinfiammatorio. Le fratture del piede e della caviglia Sono molto frequenti e la maggior parte di esse sono trattate chirurgicamente per ristabilire un'articolazione quanto più perfetta possibile. Le fratture stabili e congruenti possono essere trattate anche con modalità conservative. Sia nella fase post-chirurgica sia nella terapia conservativa il trattamento BEMER è utile per favorire una maggior formazione di callo osseo supportato da un maggiore apporto di sangue, per ridurre l'edema tissutale e il dolore.

cOncLuSIOnE La Terapia fisica vascolare BEMER con i suoi effetti positivi a livello microcircolatorio è uno strumento integrativo molto utile anche in campo ortopedico e traumatologico.

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MFT Dott. Patrizio Sala massofisioterapista - studio professionale massofisioterapico massofisiospecialist - fara gera d'adda (bg)

BEMER in fisioterapia: casistiche ed esperienze cliniche pREMESSa Utilizzare la Terapia BEMER prima e dopo la terapia manuale riabilitativa costituisce un grande vantaggio ai fini terapeutici, in quanto il sistema BEMER è in grado di vascolarizzare al meglio i tessuti in breve tempo e pertanto rende più efficace e veloce il lavoro del Massofisioterapista riducendo anche i tempi di recupero dei clienti. Inoltre rende possibile l'intervento anche quando sono presenti processi infiammatori per i quali i clienti generalmente rifiutano il trattamento manuale del terapista. InTROduzIOnE In ambito massofisioterapico i risultati dei casi trattati più spesso sono difficilmente dimostrabili fotograficamente e/o attraverso referti di esami diagnostici specifici. Rientrano tra questi le contratture muscolari, le sofferenze muscolari da acido lattico, le cervicalgie, le lombalgie, le nevralgie in generale, i dolori articolari da sovraccarico funzionale ecc. Tutte queste problematiche facilmente trattabili e risolvibili con l'utilizzo della Terapia BEMER che, tra l'altro, rende i tessuti da trattare più elastici, permettendo un più efficace drenaggio dei processi infiammatori e una migliore riparazione dei tessuti. OBIETTIVO Presentazione di alcuni casi clinici rappresentativi e dimostrabili con l'ausilio di immagini trattati con la Terapia BEMER. MaTERIaLI E METOdI Fisioterapia manuale integrata con la Terapia fisica vascolare BEMER. caSI cLInIcI TRaTTaTI Caso 1: Leonardo; 17 anni. Frattura scomposta di radio e ulna porzione distale a seguito di una caduta occorsa il 28 ottobre 2013. Dopo una ri-allineatura dei capi articolari viene immobilizzato per 40 giorni con gesso. La frattura dopo questo periodo non si era ancora consolidata e persiste il distacco dello stiloide ulnare e radiale (immagine sotto a destra). Il paziente, di corporatura esile, accusa forte dolore (quanto il primo giorno dell'incidente) e importante ipotonia muscolare. Sia la flessione

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che l'estensione del braccio era impossibile ed, esclusa un'altra ingessatura, necessitava quanto prima di chinesiterapia. I primi trattamenti di mobilizzazione sono stati effettuati con un tutore rigido per salvaguardare il polso integrati fin dall'inizio con la Terapia BEMER al fine di ottenere una rapida callificazione ossea. Nelle immagini la situazione alla presa in carico.

Trattamento effettuato in 10 sedute in 20 gg: B.Pad sotto avambraccio interessato P3, B.Body P4*, B.Spot su frattura programma P3

Dopo 10 sedute (da 20 min.) di Terapia BEMER è evidente una callificazione con quasi completo consolidamento della frattura del radio distale oltre al recupero funzionale dell'arto superiore. Seguono, su consiglio medico, altre 10 sedute di BEMER e terapia in 15 gg.

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Dopo un ciclo di 20 sedute (da 20 min.) di Terapia BEMER risulta evidente il completo consolidamento della precedente frattura radiale e ulnare con recupero funzionale totale.

RISuLTaTI OTTEnuTI: Dopo 40 giorni di gesso la frattura non era ancora consolidata. Dopo 6 ore di Terapia BEMER (somministrata in un periodo di 35 giorni) la frattura è perfettamente consolidata. Caso 2: Luca 29 anni. Frattura articolare pluri-frammentata e scomposta della base della falange ungueale dell'alluce sinistro. La foto è stata scattata il giorno successivo all'incidente perché il ragazzo si era presentato in studio per i trattamenti dopo essere passato al pronto soccorso dove non era stato previsto alcun intervento. L'edema era esteso a tutto il piede.

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Fin dal primo giorno dopo il trauma il paziente viene trattato con la Terapia BEMER: B.Body P4, B.Pad P4 (intensità 1,2,3,4) per 20 minuti. Alla quinta seduta il piede si presenta come risulta dall'immagine a destra:

Prima seduta

Quinta seduta

Dopo 13 giorni dal trauma e grazie all'ottimo assorbimento dell'edema e dell'ematoma è stato possibile effettuare un intervento di riduzione cruenta ed osteosintesi con fili in k alla falange ungeale dell'alluce sinistro.

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Comparazione prima - dopo

21/04/2015

05/05/2015

17/06/2015

RISuLTaTI OTTEnuTI: È stato positivo iniziare la Terapia BEMER subito dopo l'infortunio perché questo ha permesso l'assorbimento dell'edema e la diminuzione del dolore e, di conseguenza, ha avvantaggiato l'operazione con buona riuscita. Caso 3: Ermanno 5 anni. Trauma contusivo di 2° grado da caduta dalle scale con coinvolgimento di piccoli capillari e fibre muscolari. Conseguenza: impotenza funzionale e dolore al tatto. Sono stati iniziati subito dopo l'incidente 6 trattamenti quotidiani per 6 giorni con BEMER. Utilizzo di B.Body (20 minuti programma P4) e B.Spot 20 minuti programma P4. Qui di seguito chiaramente visibile il progressivo riassorbimento dell'ematoma nei 6 giorni di trattamento.

Primo giorno

Terzo giorno

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Quarto giorno

Sesto giorno

Dopo 6 giorni l'edema era quasi completamente riassorbito.

Caso 4: Simona 33 anni. Soffre di psoriasi da 20 anni. Arrivata in studio per un problema di cervicalgia e durante il colloquio iniziale racconta che da 20 anni la zone retro-auricolare e la fronte erano interessate da una fastidiosa psoriasi con un ispessimento di 1 mm. Il problema non era solo di natura estetica ma, a causa dei frequenti grattamenti, le zone sanguinavano spesso e dolevano. Cerca di trattare da 20 anni il suo problema di psoriasi senza tuttavia trovare una soddisfacente soluzione. Mentre effettuo la fisioterapia per il problema primario, decido di effettuare un trattamento per due settimane per la psoriasi con la Terapia BEMER (B.Pad e B.Light).

Primo della terapia

Nell'immagine a sinistra la situazione all'inizio della Terapia. B.Pad intensità 1 e intensità 2 B.Light L4 (8 minuti) intensità 10 10 sedute in 2 settimane

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Dopo seconda settimana di terapia

Nell'immagine a sinistra la situazione dopo complessive 10 sedute di Terapia BEMER in due settimane. Sparito il prurito e l'ispesspimento. Chiaramente una psoriasi non è risolvibile solo con queste modalità e sarebbe necessario la terapia a lungo termina, tuttavia con dei cicli regolari di trattamento BEMER è possibile tenere sotto controllo il problema.

cOncLuSIOnE La Terapia BEMER risulta uno strumento prezioso non solo per i trattamenti specificatamente massofisioterapici, ma anche per molte altre problematiche e per un efficace prevenzione a 360°.

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FT Dott.ssa Katia Libardi fisioterapista - pergine valsugana (tn)

L'utilita ̀ della Terapia BEMER in fisioterapia: alcuni casi clinici. pREMESSa Utilizzo la Terapia BEMER da poco più di un anno e mezzo nel mio studio di fisioterapia e ne ho apprezzato fin da subito le potenzialità soprattutto in alcuni ambiti. caSI cLInIcI TRaTTaTI Caso 1: V.L. anni 28. Disturbi del sistema linfatico: edema alla gamba, caviglia e piede sx da circa 11 anni è comparso in modo apparentemente inspiegabile. Diagnosi del PS: distorsione della cavaglia. Viene applicato un gambaletto gessato e alla rimozione dopo 10 giorni l'edema è raddoppiato. Da quel giorno non è mai più scomparso. La paziente ha consultato vari specialisti nel nord Italia ma senza trovare una soluzione soddisfacente. Usa solo una calza compressiva. Quando è arrivata alla mia attenzione prova dolore al carico alla caviglia, ipotesi di diagnosi: linfedema primario. Prima seduta (giugno 2014) marcato edema a livello dita. Misure inizio e fine trattamento.

Prima seduta

Dopo la prima seduta

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pROTOcOLLO TRaTTaMEnTI: - Linfodrenaggio - Sistema BEMER con B-BODY programma 1 per 20 minuti; - B-PAD intensità 10 (8 minuti) con maggiore risultato se si applica B- PAD a metà trattamento; - Applicazione linfatica di kinesio-tape RISuLTaTI OTTEnuTI: Misure rilevate alla prima seduta nel Giugno 2014: marcato edema a livello dita.

Misure rilevate in Novembre 2015: riduzione dell'edema a livello delle dita.

Metatarso

22 cm (21)

Metatarso

21 cm (21) – 1 cm

Malleolo

27 cm (24)

Malleolo

26 cm (24) – 1 cm

Interlinea ginocchio

34 cm (34)

Interlinea ginocchio

34 cm (34)

+5

35 cm (34)

+5

34 cm (34) – 1 cm

+10

36 cm (34)

+10

34 cm (34) – 2 cm

+15

34 cm (32)

+15

32 cm (32) – 2 cm

SITuazIOnE aTTuaLE La paziente utilizza la Terapia fisica vascolare BEMER a domicilio per il mantenimento dei risultati; utilizzo della calza compressiva; trattamento drenante 1-2 volte al mese. Ha recuperato un normale stile di vita.

Caso 2: C.M. anni 82. Linfedema primario arti inferiori da circa 40 anni (non trattato)

Misurazioni rilevate ad inizio ciclo terapeutico: DX

SX

Interlinea ginocchio

44 cm

45 cm

+5

44 cm

41 cm

+ 10

46 cm

42 cm

+ 15

46 cm

42 cm

Malleolo

35 cm

35 cm

Lamenta dolore a livello della caviglia sinistra durante il cammino e prurito nella zona anteriore delle gambe.

pROTOcOLLO TRaTTaMEnTI Su entrambe le caviglie durante il linfodrenaggio, trattamento con Terapia fisica vascolare BEMER B.BODY intensità 2 (8 minuti) B.PAD intensità 10 (8 minuti).

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Misurazioni rilevate dopo 6 sedute: DX

SX

Interlinea ginocchio

43 (-1)

cm

42 (-3)

cm

+5

41 (-3)

cm

40 (-1)

cm

+ 10

45 (-1)

cm

40 (-2)

cm

+ 15

44 (-2)

cm

40 (-2)

cm

Malleolo

34 (-1)

cm

33 (-2)

cm

RISuLTaTI OTTEnuTI Dalla terza seduta scomparso il dolore alla caviglia. Dopo 6 sedute è scomparso il dolore e il prurito. Migliorato molto il colorito della pelle e la consistenza del tessuto, diventato più morbido e più malleabile. Calo del gonfiore da -1 a -5 cm a seconda dell'altezza di misurazione.

Caso 3: R.V. anni 76. Difficoltà di consolidamento osseo. Il 29/7/2014, intervento di artrodesi della tibiotarsica sx dopo rimozione della protesi di caviglia per cedimento. Subito dopo l’intervento frattura della tibia che fatica a consolidare dopo due mesi di tutore rigido e scarico. Vedo il paziente per la rieducazione ai trasferimenti senza carico e propongo utilizzo a domicilio del Sistema Bemer.

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pROTOcOLLO TRaTTaMEnTI 30 gg terapia domiciliare, due volte al giorno B.BODY a partire da intensità 1 aumentando ogni settimana e B.Pad intensità 10. RISuLTaTO OTTEnuTI Il controllo radiografico evidenzia il completo consolidamento della frattura e l’ortopedico concede il carico progressivo al paziente. Controllo radiografico e ortopedico effettuato il 14/05/2015 «Bene clinicamente e radiograficamente ...» .

cOncLuSIOnI Il sistema BEMER è un ottimo metodo di supporto per la fisioterapia e rappresenta uno strumento prezioso per le APSP con particolare efficacia su pazienti con lesioni da decubito. Auspico pertanto che le RSA adottino il Sistema BEMER dato che i benefici a livello antalgico e su molte altre problematiche tipiche di questo tipo di struttura interessano una grande utenza e potrebbero essere molto importanti. Da sottolineare inoltre la facile applicabilità da parte di tutti gli operatori

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Dott. Giuliano Zanni Campioli specialista in medicina interna, ematologia, oncologia e scienza dell’alimentazione - modena

Revisione ed aggiornamento casisitica e nuovi casi clinici. aBSTRacT. Vengono rivalutati a distanza di tempo tre casi già presentati ed in trattamento continua con Terapia fisica vascolare BEMER e due nuovi casi giunti alla nostra osservazione nel corso dell'ultimo anno. - c.a. Micosi fungoide (testimonianza filmata) - T.V. Grave lesione al calcagno in terremotato (testimonianza filmata) - M.R. Ischemia periferica in infartuato - p.V. Estesa e voluminosa calcificazione a colata delle parti molli anterolaterali della gamba dx al terzo medio – distale – artralgia tibio tarsica piede dx – non responsiva a terapia infiltrativa – invalidante e compromettente l’attività lavorativa - R.a. Spina bifida ulcera persistente al tallone da tutore InTROduzIOnE. Vengono presentati complessivamente 5 casi, due dei quali sono già stati esposti nelle loro fasi iniziali al Convegno 2014 ed oggi ne viene spiegata l'evoluzione a distanza di un anno. Due dei pazienti hanno accettato di rilasciare una testimonianza videoregistrata. OBIETTIVO. Mostrare l'applicabilità e l'efficacia di BEMER nella pratica quotidiana di uno studio medico che tratta problematiche di vario genere. caSI cLInIcI TRaTTaTI caso 1. G.A. Donna, 54 anni - Micosi fungoide Diagnosi: Micosi fungoide F - Linfoma cutaneo a cellule T. La micosi fungoide si presenta generalmente in età adulta compresa tra i 55 e i 60 anni ed un rapporto maschio/femmina di 2:1. Si presenta con placche o noduli multipli a livello cutaneo o con eritroderma. cuTE

LInfOnOdI

VIScERI

T1 le lesioni ricoprono meno del 10% della pelle T2 le lesioni ricoprono più del 10% della pelle

n0 non vi sono adenopatie periferiche n1 adenopatie periferiche istologicamente negative n2 adenopatie periferiche istologicamente positive n3 adenomegalie istologicamente positive

M0 i visceri non risultano interessati

T3 tumefazioni cutanee T4 eritrodermia

SanguE

B0 assenza di cellule atipiche nel sangue periferico B1 presenza di cellule M1coinvolgimento viscerale atipiche nel sangue periferico T estensione del tumore M presenza di metastasi n coinvolgimento linfonodale B coinvolgimento ematico

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anaMnESI 2001 gennaio - Diagnosi da Punch di cm 0,6 coscia dx. 2001 febbraio - PUVA terapia degenza in Clinica Dermatologica Policlinico di Modena. Scomparsa delle manifestazioni cutanee. 2002 - 2003 - Ricomparsa graduale delle manifestazioni cutanee in alcune sedi pregresse oltre a localizzazioni diverse leggermente infiltrate, arrossate, leggermente pruriginose con tendenza desquamante. Stadiazione invariata T1 N0 M0 B0. 2014 - La paziente arriva allo studio a seguito di un determinato rifiuto a sottoporsi a nuovi trattamenti dermatologici. Inizia il trattamento con B.Body e B.Light con più applicazioni alla settimana (diodi luminosi nr 52 SMD con lente speciale, lunghezza d’onda 660 nm; Intensità 4000 mcd/40mW per singolo diodo).

IMMagInI RELaTIVE aLLa SITuazIOnE InIzIaLE

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a fInE SETTEMBRE 2015 LE MacchIE SI SOnO RIdOTTE fInO a quaSI cOMpLETa ScOMpaRSa. aTTuaLMEnTE STa pROSEguEndO IL TRaTTaMEnTO dI ManTEnIMEnTO.

caso 2. P.V. Uomo, 49 anni - Esiti di incidente stradale Storia Clinica: grave incidente stradale a 17 anni con frattura femore-tibia-perone a dx. Bendaggio gessato (ospedale Caltagirone) per tre mesi con complicazione infettiva in sede di trazione oltre ad imponente edema. Ricovero presso CTO di Firenze per grave deficit di funzione. Diagnosi di «Paralisi ischemica di Volkmann» (da importante alterazione della circolazione sanguigna e atrofia, contrattura muscolare). Successiva trasposizione del peroneo breve (riferita non reperibile documentazione. Voluminosa calcificazione a «colata» coinvolgente il ventre muscolare del tibiale anteriore dell’estensore lungo delle dita ed alluce; calcificazioni del soleo (miosite ossificante post-trauma). Riduzione di spessore e numero delle fibre muscolari di tutti i muscoli della gamba in particolare i flessori.

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Sintomatologia alla prima osservazione: impotenza funzionale – dolore importante, limitante e scarsamente responsivo a vari tentativi terapeutici. Difficoltà alla deambulazione, uso di stampella, impossibilità a mantenere la postura eretta prolungata con condizionamento dall’attività lavorativa.

Evidente la differenza di volume muscolare tra i due polpacci e la calcificazione che coinvolge anche il piede con presenza di esteso edema. Presenti forte dolore e importante impotenza funzionale. Il paziente ha importanti problemi di deambulazione tanto che doveva muoversi con una stampella, non può mantenere la stazione eretta per molto tempo e questo fatto condiziona fortemente a sua attività lavorativa all'interno di un macello. Al termine della Terapia BEMER risulta chiaro dal filmato presentato che il paziente sta decisamente meglio, deambula senza ausili ed ha ripreso la regolare attività lavorativa. Commenta soddisfatto sottolineando, tra l'altro, che BEMER gli ha fatto anche ricrescere i peli della gamba.

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caso 3. T.V. Uomo, 64 anni Storia Clinica: il paziente è un artigiano terremotato al quale era crollato addosso il capannone della sua azienda nella quale lavorava al momento della scossa. Il caso era stato presentato nelle prime fasi del trattamento nel 2014 quando aveva da poco iniziato la Terapia BEMER. Nelle immagini la progressione del miglioramento.

Dopo l'incidente gli era stato proposto un intervento chirurgico correttivo che lui ha rifiutato preferendo aspettare. L'attesa è stata premiata e si vede chiaramente nell'ultima immagine che il piede è pressoché guarito totalmente. Il suo commento "ho ripreso l'attività lavorativa senza problemi (prima non riusciva ad andare a cercarsi lavoro). Non ho più dolore né fastidi. Non ho più secrezioni da alcuni mesi e non ho più problemi ad indossare le scarpe (doveva portare delle scarpe speciali per via delle ferite). Non si parla più di intervento chirurgico, sto bene".

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caso 4. R.A. Uomo, 45 anni - Affetto da spina bifida. Storia Clinica: arriva in settembre alla nostra osservazione con l'impegnativo tutore che gli era stato cambiato nel dicembre 2014. A causa del nuovo ausilio, si crea un' importante piaga da decubito tanto da non poter più camminare per lesione.

Nelle immagini qui di seguito riportate si evidenzia l'evoluzione della Terapia BEMER da settembre 2015 all'8 ottobre 2015, due giorni prima del Convegno BEMER con grande soddisfazione del paziente che riesce finalmente a muoversi e ha ripreso il lavoro.

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caso 5. S.B. Donna, 51 anni. Professione direttrice bancaria - Adenocarcinoma sieroso dell’Ovaio ad alto grado di replicatività - Metastatizzato - Neuropatia. Secondaria a massiva chemioterapia. Storia Clinica: in tarda primavera è stata operata di adenocarcinoma sieroso all'ovaio. Alto grado di replicatività. Reduce da chemioterapia molto aggressiva a seguito della quale si manifesta una neuropatia secondaria più importante sulla gamba destra che le impedisce di stare in piedi più di tre minuti tempo dopo il quale è costretta a sedersi. Non riesce a guidare la macchine e opta per la bicicletta. Tuttavia alla prima fermata appoggia il piede privo di sensibilità e cade.

Arriva allo studio dopo aver fatto la terapia farmacologica per la neuropatia comprese infiltrazioni paravertebrali e riferisce anche di uno stimolatore vertebrale, ma manca documentazione. Applicazioni quotidiane (11 in due settimane) ha avuto un netto miglioramento delle condizioni con una risposta sorprendentemente positiva alla terapia. Queste la sue parole: "Sono arrivata praticamente disperata. Dopo poche applicazioni ho avuto un miglioramento ormai inatteso. Non cammino più come una paperetta e sono riuscita ad usare le scarpe al posto di quelle orribili sostitutive, Spero proprio di continuare così." cOncLuSIOnI É ormai un dato di fatto che BEMER rappresenta un valido supporto per il medico che si trova a dover trattare le più svariate patologie, in quanto la stimolazione vasomotoria alla quale consegue un miglioramento generale della microcircolazione ha un effetto benefico in senso lato.

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Dott. Vet. Piermario Giongo direttore sanitario clinica veterinaria s.siro - milano // direttore scuola equestre s.siro – milano in collaborazione con dOTT.SSa gRazIa pagnOzzI - ippiatra e tecnica specializzata in termografie

La Terapia BEMER in Veterinaria Equina aBSTRacT A fronte dei risultati positivi ottenuti in campo medico sportivo con gli atleti sottoposti a Terapia fisica vascolare BEMER, abbiamo voluto trattare alcuni cavalli impegnati quotidianamente in ambito sportivo ,impiegando la tecnologia BEMER Vet sia immediatamente prima dello sforzo muscolare , sia dopo il lavoro allenante. Nella prima fase abbiamo ottenuto una stimolazione utile alla preparazione delle masse muscolari aumentandone la perfusione e rendendole più reattive allo sforzo. Nella seconda fase è stato incrementato il drenaggio diminuendo i tempi di recupero funzionale del soggetto e minimizzando il pericolo di acidosi. InTROduzIOnE Si calcola che i cavalli allo stato naturale si muovano per circa 18 ore su 24. Nelle moderne scuderie, invece, i cavalli si trovano rinchiusi nei loro box mediamente per 23 ore al giorno, una situazione agli antipodi della condizione naturale, salvo poi richiedere durante l'ora in cui decidiamo di "utilizzarli" delle prestazioni sportive al limite delle loro potenzialità. Nelle situazioni di allenamento e prima delle gare è, di norma, prevista una fase di pre-riscaldamento che, tuttavia, tiene poco conto della necessità di sfogo dell'animale. Sono perciò all'ordine del giorno, dopo aver disarcionato il cavaliere, fughe a velocità che sfiorano gli 80 km orari e innumerevoli movimenti inconsulti con conseguenti strappi muscolari, lesioni tendinee, dei legamenti e ferite di ogni genere. Quale erbivoro, il cavallo allo stato naturale è una preda e la sua sopravvivenza è strettamente legata alla capacità di ossigenazione e di aumento della circolazione muscolare che rendono possibile la fuga vanificando gli attacchi dei predatori. E' l'animale che ha, in assoluto, la gabbia toracica più ampia ed è un microcitemico con un volume dei globuli rossi molto limitato. E' una condizione fisiologica perfetta dato che l'enorme quantità di globuli rossi di piccole dimensioni presenti nel sangue consentono un ottimale scambio gassoso nell'organismo.

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OBIETTIVO Per preparare al meglio la condizione del sistema muscolare dei cavalli sportivi della nostra struttura utilizziamo da qualche anno prima e dopo le gare, il Sistema BEMER Vet secondo i protocolli indicati. L'applicazione prima della competizione aiuta il riscaldamento delle strutture del sistema locomotorio e pertanto previene incidenti a muscoli, tendini e legamenti. Dopo le performances i trattamenti sono, invece, efficaci sia per un generale rilassamento e smaltimento delle sostanze prodotte durante lo sforzo sia, nelle gare che prevedono più riprese, per tenere calda la muscolatura del soggetto preparandolo allo sforzo successivo e, durante le pause, per mettere in condizione l'organismo di drenare al meglio l'acido lattico e i metaboliti formatisi Aspetto fondamentale di BEMER Vet è la semplicità d'uso e il fatto che non infastidisce l'animale. L'applicatore è simile ad una copertina sottosella e perciò viene ben tollerato. L'apparecchio di comando portatile è piccolo e viene fissato per mezzo di una comoda cinghia elastica.

MaTERIaLI E METOdI Per documentare l'efficacia di BEMER Vet abbiamo utilizzato un termografo, apparecchiatura che rileva la temperatura superficiale del soggetto misurato. La termografia è utilizzata in veterinaria equina dal Dr. Giongo con il supporto della Dott.ssa Pagnozzi a fini diagnostici in quanto visualizzando sui cavalli le aree più calde e pertanto potenzialmente infiammate, permette una diagnosi molto più rapida e più precisa a livello di localizzazione. Da sottolineare il fatto, che più le zone sono di colore rosso intenso, più la temperatura è alta e più si evidenzia l'attivazione del microcircolo. Se le aree invece tendono al blu scuro/nero, sono fredde. Dalle termografie effettuate diventa anche evidente che con il passare del tempo, l'area riscaldata si amplia ed anche le zone più lontane dall'esposizione diretta dell'applicatore BEMER si riscaldano.

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caSI cLInIcI TRaTTaTI E RISuLTaTI OTTEnuTI Ecco l'mmagine e la scheda relative all'inizio del trattamento:

Dopo appena 6 minuti di terapia BEMER 3000 vet:

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Ottimo anche l'effetto dell'applicatore luce.

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BEMER è efficace e consigliabile per animali grandi e piccoli, sportivi e non ed è un'utile terapia integrativa per accelerare la guarigione e/o per la prevenzione negli animali da competizione. Ricordiamo che anche in campo cinofilo sempre più spesso gli animali sono impiegati in gare o in situazioni di estremo sforzo con ripercussioni a livello fisico di varia entità. BEMER Vet è un ottimo supporto in campo veterinario che permette, tra l'altro, la velocizzazione del ripristino e il mantenimento di una condizione fisica ottimale.

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