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Rapporto di SostenibilitĂ 2008


Rapporto di SostenibilitĂ 2008

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BARILLA G. e R. Fratelli – Società per Azioni con Socio Unico Sede Legale: Via Mantova 166 – 43122 Parma Capitale Sociale Euro 180.639.990,00= i.v. Codice fiscale e numero d’iscrizione al Registro Imprese di Parma 01654010345 R.E.A. (Repertorio Economico Amministrativo) di Parma n. 169.146 PARTITA IVA 01654010345 Tel. +39 (0) 521 2621 Fax +39 (0) 521 262083 e-mail relazioniesterne@barilla.it www.gruppobarilla.it www.barillagroup.com

A cura di Direzione Comunicazione Barilla in collaborazione con Fondaca

Gruppo Operativo Sostenibilità Barilla Lamberto Prati - Comunicazione Federica Avanzini - Business Development Italia Giorgio Beltrami - Ricerca, Sviluppo e Qualità Enrico Cademartiri - Ricerca, Sviluppo e Qualità Emanuela Isi - Number 1 Lucio Moschella - Human Capital Umberto Panizzi - Internal Auditing Filippo Romanini - Human Capital Luca Ruini - Supply Chain Julia Schwoerer - Marketing Roberto Soresini - Amministrazione Alessandra Stasi - Human Capital Coordinamento editoriale MS&L Italia Progetto Grafico Armando Chitolina Fotografie Archivio Barilla Luca Rossi Marco Vasini Stefano Zardini Corbis Fotolitografia e Stampa Grafiche Step, Parma


Sommario 4 - Lettera della Presidenza 5 - Lettera dell’Amministratore Delegato 6 - Profilo dell’Azienda 9 - Il nostro approccio alla rendicontazione 11 - Nutrizione 12 - Benessere di tutti i giorni 14 - Prodotti per le esigenze specifiche delle persone 16 - Timeline e Obiettivi 19 - Filiera 20 - Partnership con i fornitori 22 - Standard 24 - Timeline e Obiettivi 27 - Ambiente 28 - Riduzione dell’ “Impronta Ecologica” 30 - Efficienza energetica 32 - Gestione delle risorse idriche 34 - Timeline e Obiettivi 37 - Risorse Umane 38 - Cura e sviluppo delle persone 42 - Responsabilità individuale e diffusa 44 - Timeline e Obiettivi 47 - Persone 48 - Sicurezza e qualità 50 - Comunicazione 52 - Timeline e Obiettivi 55 - Comunità 56 - Sviluppo 58 - Educazione 60 - Timeline e Obiettivi 63 - Stakeholder 64 - Mappa degli stakeholder Barilla 66 - Rapporto con gli stakeholder 69 - Approccio innovativo alla rendicontazione 71 - Timeline e Obiettivi 73 - Il lavoro continua 75 - Barilla Center for Food & Nutrition 77 - Gioia di stare insieme e gesti d’amore 79 - Barilla per l’Abruzzo 80 - Appendice: Tavola delle sfide e degli impegni, Input forniti dagli stakeholder - 2˚ forum, Input forniti dagli stakeholder - 1˚ forum, Tavola degli indicatori di performance 88 - Bibliografia


Lettera della Presidenza

Date da mangiare alla gente quello che dareste ai vostri figli Questo ripeteva nostro padre Pietro Barilla per esprimere con semplicità inequivocabile la sua aspirazione ad aiutare le persone a vivere meglio, ad accrescere il loro benessere e la loro gioia di mangiare bene. Il concetto di sostenibilità di Pietro Barilla era legato al dovere di far coincidere lo sviluppo dell’impresa con il miglioramento continuo dei prodotti. Le imprese incarnano i valori delle persone che le dirigono, la loro personalità, le loro emozioni, la loro leadership. Anche per Barilla è da sempre così. La propensione ad agire in modo responsabile e sostenibile veniva direttamente dalle persone che la gestivano.

I valori e la cultura d’impresa si trasmettevano semplicemente attraverso l’esempio. Oggi la nostra missione non è cambiata, anche se i significati della sostenibilità e della responsabilità si estendono a temi di coscienza e consapevolezza delle sfide che l’impresa, proiettata verso il futuro, deve sostenere, e di qualità e quantità di sapere e conoscenza che devono essere sviluppati e conservati. Barilla è un’azienda italiana e familiare che interpreta l’alimentazione come un momento conviviale di gioia, ricco di gusto, affetto e condivisione, con un’offerta di qualità fatta da prodotti buoni e sicuri. Proprio per questo la sostenibilità e la responsabilità sociale orientano le nostre strategie verso lo sviluppo di prodotti e processi che si focalizzano sul benessere delle persone e dell’ambiente. Il modello italiano e mediterraneo, di cui Barilla incarna i valori più autentici, è il punto di riferimento fondamentale per sane abitudini alimentari, per il rispetto e la tutela delle risorse naturali del nostro pianeta, e per la salvaguardia dei diritti delle future generazioni. Questo primo Rapporto di Sostenibilità, che ha per noi una valenza sperimentale, arriva dopo un percorso di studio e riflessione molto profondo. È solo un punto di partenza. Uno stimolo a continuare con entusiasmo un percorso che ci permetterà sempre di più di legare le attività sul campo con i nostri valori e la nostra cultura.

Guido Barilla, Presidente Luca Barilla, Vicepresidente Paolo Barilla, Vicepresidente

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Lettera dell’Amministratore Delegato Il nostro primo Rapporto di Sostenibilità viene pubblicato subito dopo il documento “Sfide, impegni, azioni per una crescita sostenibile”, con cui avevamo illustrato il nostro specifico e peculiare modello di sostenibilità e gli impegni che intendiamo assumerci nei confronti delle persone, delle comunità e dell’ambiente. Questo Rapporto si inserisce con coerenza nello stesso percorso: individua e descrive i valori, la cultura, le strategie e le azioni che, partendo dal nostro passato, ci proiettano verso il futuro. I sette fattori principali della nostra crescita sostenibile sono associati a una serie di indicatori di performance caratteristici, che spiegano i risultati ottenuti. Ma il vero valore aggiunto di questo documento è dato dalla enunciazione, in sede preventiva, degli obiettivi a cinque anni, concreti e misurabili, sui quali vogliamo lavorare e farci giudicare. Quindi, le nostre idee e le nostre azioni per un futuro più sostenibile escono da una logica di mera rendicontazione, per comunicare in modo trasparente i risultati che ci prefiggiamo di ottenere. Siamo convinti di essere già sulla strada giusta. Da sempre Barilla è focalizzata sulla dieta mediterranea, il modello e la prassi alimentare riconosciuta dalla ricerca scientifica a livello mondiale come la più equilibrata: buona per la salute delle persone, per le comunità, per la tutela delle risorse ambientali. Essere sostenibili significa anche saper interpretare con impegno ed efficacia il nostro ruolo, il nostro mestiere. Barilla intensificherà sempre di più il suo lavoro sugli ingredienti, sulle filiere, sui prodotti chiave della dieta mediterranea.

Il nostro obiettivo più generale, la nostra mission, è aiutare le persone a vivere meglio, più a lungo e in un contesto ambientale più salubre. Per questo lavoriamo senza tregua per sviluppare competenze e capacità professionali, per gestire e trasmettere con responsabilità la conoscenza, soprattutto quella innovativa e immediatamente applicabile. Il cibo oggi ha un ruolo centrale e di primaria importanza all’interno dell’agenda politica, economica e sociale internazionale. L’intera filiera alimentare dovrà strutturarsi ed essere governata verso obiettivi di accessibilità, sostenibilità e valore nutrizionale, assicurando quantità e qualità del cibo prodotto e distribuito. È necessario un approccio multidimensionale e trasversale che coinvolga diversi attori, pubblici e privati. Desideriamo fortemente essere parte di questo impegno, raccogliendo le sfide di nostra pertinenza, dimostrandoci competitivi e sostenibili.

Massimo Potenza, Amministratore Delegato

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È il marchio storico del Gruppo, che lo identifica come leader della pasta in Italia e nel mondo. Grazie a selezionati grani duri e tecnologie d’avanguardia, garantisce pasta al dente e sughi pronti a milioni di persone in tutto il mondo.

Fondata nel 1879 a Torre Annunziata, presenta i formati tipici della tradizione napoletana, con la caratteristica ruvidezza conferita dalla trafilatura al bronzo.

Fondata nel 1927, è leader della pasta in Grecia e incarna i valori della tradizione pastaia ellenica.

Dal 1977 è uno dei maggiori produttori di pasta in Turchia.

Nati nel 1952 e nel 1966, sono marchi leader nel mercato messicano della pasta.

Nato nel 2007, il marchio copre un’ampia gamma di prodotti funzionali (pane morbido, barrette, crackers e bevande). È pensato per le persone che vogliono prendersi cura della propria salute in maniera attiva.

Nato nel 1975, offre diverse categorie di prodotti da forno semplici e genuini, adatti al consumo in casa e fuori casa. È parte della cultura alimentare italiana nella vita quotidiana delle famiglie.

Nato nel 1937, il classico marchio di pasticceria novarese offre una vasta gamma di prodotti da forno e di pasticceria.

Nato nel 1925, pioniere della produzione di pane confezionato, è il marchio leader del pane in Germania.

Dalla sua creazione nel 1963 Golden Toast rappresenta per il mercato tedesco il pane per toast. E oggi si sta espandendo anche nel segmento dei pani surgelati.

Fondato in Svezia nel 1919, è il più grande produttore mondiale di pani croccanti con una vasta offerta di prodotti a base di segale e frumento. Attualmente è distribuito in più di 40 paesi.

Nato nel 1970 in Francia, è leader nel settore del pane ed è protagonista nel mercato della prima colazione e dei “morning goods”.

Nata nel 1997, Number 1 è una società all’avanguardia per competere nel mercato della logistica.

Nata nel 2004, è un progetto internazionale destinato a sviluppare e promuovere la cultura gastronomica italiana come patrimonio unico al mondo.

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Profilo dell’Azienda

Barilla nasce a Parma nel 1877

Barilla è leader del mercato della pasta, dei sughi pronti in Europa, dei prodotti da forno in Italia e dei pani croccanti in Scandinavia

Barilla opera nei mercati dei prodotti da forno, della pasta e dei sughi pronti

Barilla impiega 16.000 dipendenti

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Barilla possiede Barilla offre oltre 1.000 prodotti per tutti i momenti di consumo quotidiano, venduti in 125 paesi

54 siti produttivi in 10 paesi diversi, in cui vengono prodotti 3 milioni di tonnellate di prodotto all’anno

Fatturato 2008: 4,5 miliardi di euro

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Il nostro approccio alla rendicontazione I temi della responsabilità sociale sono da sempre parte integrante della nostra cultura. Nonostante ciò, il nostro approccio alla sostenibilità e le iniziative che ne sono derivate sono sempre rimaste vincolate alla dimensione operativa. Gli stakeholder hanno diritto a essere informati nella maniera più trasparente possibile e, quindi, sentiamo l’esigenza di comunicare pubblicamente quali sono i nostri impegni e le attività che svolgiamo nell’ambito della sostenibilità. Lo strumento che vogliamo utilizzare è un rendiconto, costruito in base a un sistema di indicatori che misurino gli impatti in campo sociale e ambientale del nostro operato. L’insoddisfazione per le modalità esistenti di rendicontazione e l’ambizione di sperimentare un metodo innovativo ci hanno indotto ad attivare un rapporto di partnership con FONDACA - Fondazione per la cittadinanza attiva (ente di ricerca e formazione specializzato sui temi della responsabilità di impresa). Con il supporto scientifico di FONDACA abbiamo analizzato gli strumenti utilizzati da alcune altre aziende per la rendicontazione e abbiamo, quindi, delineato alcuni limiti dei bilanci sociali. I più rilevanti sono il carattere consuntivo e non preventivo, la circolarità, la deduttività, lo scarso coinvolgimento degli stakeholder, la priorità data alla conformità a norme e standard a scapito delle iniziative a sostegno dello sviluppo sociale e ambientale, la penalizzazione delle aziende eccellenti a causa dell’elementarità degli standard utilizzati e l’assenza di informazione sulle criticità. Per andare oltre tali limiti, vogliamo sperimentare un approccio innovativo alla rendicontazione delle attività di cittadinanza di impresa. Il nostro percorso è iniziato con una fase di assessment. La fase di analisi più qualificante e innovativa è stata realizzata grazie a una serie di incontri con le più importanti categorie di stakeholder. Attraverso la creazione di un processo di consultazione organico e sistemico li abbiamo resi partecipi della creazione del modello di sostenibilità dell’azienda. Questo modello è stato presentato nella pubblicazione “Sfide, impegni, azioni per una crescita sostenibile” e comprende sette fattori primari e quindici impegni. Nel presente Rapporto fissiamo una serie di indicatori per misurare le nostre performance, ma soprattutto gli obiettivi che ci prefiggiamo di raggiungere nel prossimo quinquennio. Il nostro Rapporto è uno strumento chiave del processo di riorientamento dell’azienda, che può contribuire in maniera effettiva al rinnovamento della cultura aziendale e del nostro approccio al business. Il nostro obiettivo di lungo periodo è rendere tutte le aree aziendali parti attive del processo di rendicontazione, facendo in modo che i temi di sostenibilità siano ricompresi nei piani strategici. Il Rapporto 2008 riguarda le società che fanno capo a Barilla G. e R. Fratelli e non include la società Lieken, leader in Germania nel business del pane fresco di giornata. La decisione è stata presa in relazione ai processi di cambiamento in corso e all’assoluta particolarità del business, che presenta caratteristiche e specificità che lo rendono diverso e non comparabile con le altre attività del gruppo, in termini di filiere produttive, logistiche e di vendita.

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Nutrizione La consapevolezza di quanto sia stretto il legame tra salute e dieta alimentare risale all’antichità, ma la scienza che ne studia il rapporto, ossia la nutrizione, solo adesso sta acquisendo la giusta rilevanza nel mondo della ricerca. I motivi del crescente interesse sono facilmente riconducibili, nei paesi sviluppati, al rafforzarsi di tre tendenze: • crescita dell’età media della popolazione (per il calo della natalità e l’incremento della longevità); • notevole aumento dell’incidenza di sindrome metabolica e di obesità, quest’ultima a partire dall’infanzia: si parla di una vera a propria epidemia e l’Italia è ai primi posti in Europa per il numero di bambini di età scolare in sovrappeso (una situazione che non accenna a migliorare); • esplosione della spesa sanitaria che induce le istituzioni a dare massima priorità alle iniziative di prevenzione delle malattie attraverso politiche e attività di educazione alimentare. Alla luce di questa situazione appare evidente che sia giunto il momento di promuovere a livello globale un consumo alimentare responsabile. In questa ottica, si devono avviare una serie di azioni volte a consolidare e diffondere l’adozione del modello che si ispira alla dieta mediterranea, universalmente riconosciuta come uno degli stili alimentari più salutari, capace di contribuire alla prevenzione delle principali malattie croniche. Finora il tema dei legami tra alimentazione e salute è stato oggetto di studi scientifici ampi e approfonditi, che hanno consentito l’acquisizione di numerose evidenze sugli effetti positivi di una corretta nutrizione. Oggi è giunto il momento di dedicare maggiori risorse a uno sviluppo applicativo, quanto mai necessario per mettere in pratica le conoscenze e perseguire concreti benefici per la collettività. Sono pertanto necessari da parte delle aziende e delle istituzioni ulteriori investimenti sia nello sviluppo di prodotti alimentari eccellenti in termini di qualità, prestazioni organolettiche, convenienza e profilo nutrizionale, sia nella progettazione e attuazione di campagne di educazione alimentare che, attraverso tutti i possibili canali, aiutino le persone ad adottare stili di vita più sani.

Per affrontare le malattie che derivano da errate abitudini alimentari è necessario supportare attività informative e culturali per la diffusione di maggiore consapevolezza e di comportamenti adeguati. Leone Arsenio

Responsabile Malattie del Ricambio e Diabetologia dell’Azienda Ospedaliero-Universitaria di Parma Secondo forum degli stakeholder

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Benessere di tutti i giorni Contribuire ogni giorno alla salute e al benessere delle persone attraverso i propri prodotti, trasformando ingredienti di alta qualità in prodotti sani e sicuri che rispondano a esigenze nutrizionali sia basilari sia specifiche, e offrendo soluzioni d’uso quotidiano che si ispirano alla dieta mediterranea.

75%

Negli ultimi decenni gli stili di vita sono molto cambiati. I principali errori nell’alimentazione nascono da un disallineamento tra stile di vita e stile alimentare. È, quindi, necessario un diverso approccio all’alimentazione per coprire in modo equilibrato il fabbisogno nutrizionale dei singoli individui. Il nostro modello alimentare Barilla è attenta a rispondere a queste nuove necessità proponendo prodotti coerenti con le rinnovate esigenze delle persone. La pasta, per la sua composizione e il suo equilibrato bilanciamento tra amidi e proteine, è uno dei pilastri di questo modello alimentare. Altri prodotti, come sughi, pani, bevande, vengono pensati e realizzati rispettando le ricette della tradizione italiana per rispondere correttamente al fabbisogno energetico delle persone.

prodotti raccomandati per un consumo quotidiano dalle linee guida nutrizionali

Il modello alimentare ispirato alla dieta mediterranea > è il nostro riferimento costante Le materie prime Da sempre utilizziamo solo materie prime di elevata qualità, che la tradizione e la scienza dimostrano di comprovata sicurezza per le persone e per l’ambiente. Nella selezione e impiego di materie prime adottiamo il principio di precauzione: ove non ci sia un chiaro consenso scientifico relativo alla sicurezza e salubrità di un ingrediente, preferiamo non utilizzarlo. Inoltre abbiamo definito delle linee guida per la selezione degli ingredienti e per il disegno del profilo nutrizionale dei prodotti: • scegliere e utilizzare ingredienti sicuri, integri e di eccellente qualità; • privilegiare l’uso di estratti naturali e di ingredienti ricchi di principi nutritivi, per migliorare le caratteristiche nutrizionali dei prodotti; • adottare processi produttivi che preservino al meglio le caratteristiche qualitative dei prodotti; • non impiegare grassi idrogenati; • non utilizzare ingredienti contenenti OGM (Organismi Geneticamente Modificati).

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Il nostro portafoglio prodotti Dall’analisi del nostro portafoglio prodotti 2008 si evidenzia come la grande parte rientri negli alimenti raccomandati per un consumo quotidiano dalle più recenti linee guida nutrizionali. Infatti, oltre il 75% dei prodotti che commercializziamo a livello globale appartiene alle categorie pasta, pani morbidi e secchi, cereali e fette biscottate, salse e sughi a base vegetale.

Circa 400 prodotti (pari a oltre il 30% del totale) > riportano claim nutrizionali o salutisticI Miglioriamo continuamente i profili nutrizionali dei nostri prodotti, riducendo il contenuto di sale, zuccheri e grassi saturi e aumentando, ad esempio, il contenuto in cereali integrali, naturalmente ricchi di fibre e micronutrienti. Nel 2008 abbiamo svolto un accurato lavoro di riprogettazione per ridurre la quantità di grassi saturi della linea Saccottini: sfoglie da colazione con crema al cioccolato, crema pasticciera e confettura di albicocca. Nessun nostro prodotto viene realizzato con ingredienti contenenti OGM, in ottemperanza al principio di precauzione. Da anni abbiamo bandito l’impiego di grassi idrogenati. Inoltre applichiamo una precisa politica di limitazione dell’utilizzo di additivi chimici, in particolare di coloranti artificiali. In seguito alle acquisizioni di altre società abbiamo, di volta in volta, approntato piani di riformulazione per quei prodotti che non corrispondono alle nostre direttive. Attualmente tali iniziative sono volte alla riformulazione di alcuni prodotti di Harry’s, azienda leader del mercato francese nella produzione di pani e brioche. Il risultato di questo continuo lavoro di miglioramento è testimoniato dal dato di fatto che, già oggi, oltre il 99% dei prodotti in portafoglio non contiene coloranti artificiali e che in nessun prodotto sono impiegati grassi od oli idrogenati. Programmi per la buona nutrizione Dal 2007 aderiamo al programma “Guadagnare in salute”, promosso dal Ministero della Salute italiano. Si tratta di un’iniziativa volta, da un lato, a rendere più facili scelte salutari promuovendo il miglioramento dei profili nutrizionali dei prodotti alimentari, e dall’altro a sostenere campagne informative che mirino a modificare comportamenti scorretti. Attraverso l’Associazione Italiana Industrie Prodotti Alimentari ci siamo assunti l’impegno di identificare delle aree di miglioramento nutrizionale, con particolare riferimento al contenuto in sale nei pani.

99%

prodotti senza coloranti artificiali

L’educazione alimentare Oltre all’investimento diretto sui prodotti, riteniamo che per contribuire al benessere quotidiano delle persone sia indispensabile un’informazione più completa e incisiva. Quindi, comunichiamo in modo trasparente e responsabile le caratteristiche della nostra offerta, in particolare per quanto riguarda gli ingredienti e i valori nutrizionali. Inoltre ci impegniamo a illustrarne il miglior impiego in termini di porzioni, ricette, momenti e modalità di consumo, al fine di facilitarne l’utilizzo secondo stili alimentari salutari. Promuoviamo iniziative educative in collaborazione con le istituzioni pubbliche preposte, con l’obiettivo di illustrare ai bambini in età scolare i temi della sana alimentazione e della corretta attività fisica: negli ultimi 3 anni abbiamo sostenuto 7 iniziative.

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Nutrizione


Prodotti per le esigenze specifiche delle persone Contribuire al benessere delle persone proponendo prodotti rispondenti a specifici bisogni alimentari.

Considerato che i cambiamenti di stile di vita e consumo alimentare sono oggi molto radicali, in alcuni casi si rende necessaria un’alimentazione nutrizionalmente progettata. Infatti, per alcune persone non è sempre possibile mangiare le quantità raccomandate di alcuni cibi facilmente deperibili e non sempre disponibili, come pesce fresco, verdura, frutta, o che spesso richiedono tempi di preparazione più lunghi di quanto è consentito dai ritmi quotidiani.

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I prodotti Alixir Per chi desidera mantenere o arricchire il livello di elementi nutritivi della propria alimentazione quotidiana, abbiamo creato la linea Alixir. Si tratta di prodotti funzionali appositamente formulati, che permettono alle persone di ottenere benefici che vanno al di là del normale soddisfacimento dei fabbisogni quotidiani. La linea Alixir apporta svariati benefici attraverso prodotti di diverse tipologie, che si inseriscono nella normale alimentazione. Le aree di beneficio sono comunicate attraverso “claim sulla salute”: aiuta a controllare il colesterolo, migliora le funzioni intestinali, aiuta a rallentare l’invecchiamento cellulare contrastando i radicali liberi in eccesso, aiuta a rinforzare le difese immunitarie. Per ogni beneficio nutrizionale offriamo prodotti che si adattano a diverse necessità (ad esempio bevande, biscotti, crackers, barrette di cereali).

NUOVI PRODOTTI lanciati

In futuro intendiamo impegnarci sempre di più a lavorare > sugli aspetti di progettazione nutrizionale Questo vale sia per i prodotti dedicati all’alimentazione quotidiana, sia per quelli che rispondono a specifiche esigenze. Prodotti per esigenze nutrizionali specifiche Già oggi offriamo altri prodotti con caratteristiche nutrizionali specifiche: • la linea di pasta Integrale, ricca in fibre del grano; • la linea Orizzonti, con il gusto e il nutrimento di legumi e cereali; • la linea di pasta Plus ad alto contenuto proteico e con Omega-3; • la linea di prodotti da forno Mulino Bianco Liberi per Natura con contenuto ridotto di grassi, zucchero e sale; • la linea di prodotti da forno Mulino Bianco Grancereale, ricchi in fibre e cereali integrali di diversa tipologia; • la linea di pani croccanti Wasa, ricchi in fibre e cereali integrali. Nell’ambito di queste linee, negli ultimi anni abbiamo lanciato 49 nuovi prodotti caratterizzati da un elevato contenuto di cereali e farine integrali, di cui 8 nel corso del 2008. È nota a livello epidemiologico la correlazione fra il consumo di cereali integrali e la prevenzione di una serie di malattie croniche molto diffuse nel nostro tempo (Jacobs e altri, 2007; Sahyoun

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e altri, 2006; Jensen e altri, 2004). Tutte le linee guida nutrizionali internazionali suggeriscono l’aumento del consumo di cereali integrali. Per dare maggiore possibilità di scelta alle persone, abbiamo deciso di aumentare la nostra offerta di questo tipo di prodotti. Nutrition Advisory Board Nell’identificazione delle direzioni strategiche da prendere nell’ambito di salute e benessere, ci avvaliamo di un gruppo di esperti: il Nutrition Advisory Board. Il Board ha la funzione di individuare gli scenari emergenti aiutandoci ad anticipare i bisogni delle persone. Inoltre ci mantiene aggiornati sull’evoluzione della scienza nutrizionale, sugli ultimi studi e sulle scoperte più importanti.

Continuiamo ad approfondire la ricerca nutrizionale > sui prodotti che costituiscono il cuore della nostra

offerta: pasta e pane

Nutrition Network Per ottenere evidenze scientifiche dirette sugli effetti metabolici dei nostri prodotti, collaboriamo con università e centri di ricerca, sia italiani che esteri. Con molti di questi enti realizziamo test clinici, sia su prodotti già presenti sul mercato, sia per la progettazione di nuove proposte. Negli ultimi tre anni ci siamo concentrati soprattutto sui prodotti della gamma Alixir, investendo globalmente per la nutrizione 4,6 milioni di euro. Abbiamo condotto oltre 60 nuovi studi sperimentali e approfondimenti nutrizionali, per consolidare la base scientifica dei risultati già ottenuti, per esplorare il mantenimento dei nutrienti con nuovi processi tecnologici di produzione e per verificare le ricette dei prodotti in fase di sviluppo. Gli alimenti funzionali, però, non sono il nostro unico ambito di innovazione. Durante il 2008 abbiamo condotto ricerche sulle varianti integrali di prodotti da forno e pasta per valutarne i benefici sulla salute, osservando una riduzione significativa nel colesterolo totale e LDL in persone sane dopo tre settimane di dieta a base di prodotti integrali.

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NUOVI STUDI SPERIMENTALI

Prestiamo costante attenzione all’evoluzione e alla > promozione delle conoscenze scientifiche Pubblicazioni e convegni Molte delle nostre ricerche vengono pubblicate su riviste scientifiche accreditate a livello internazionale e sono, quindi, disponibili per la consultazione (Jenkins e altri, 2008; Candela e altri, 2008; Mengheri e altri, 2008). Ci stiamo impegnando in maniera progressiva a partecipare a eventi per la diffusione del sapere scientifico, sia per comunicare nostri progetti e iniziative, sia tramite sponsorizzazioni. A titolo esemplificativo si possono citare i convegni nazionali della Società Italiana di Nutrizione Umana e diversi appuntamenti sull’alimentazione dei bambini. I nostri ricercatori partecipano attivamente ai lavori di ILSI (International Life Science Institute), organismo costituito da aziende leader a livello mondiale per il confronto scientifico precompetitivo con accademici ed esperti indipendenti su temi nutrizionali e di sicurezza degli alimenti. Inoltre facciamo parte: • della piattaforma italiana del progetto europeo “Food for Life”, in cui si sono definite, congiuntamente alle istituzioni governative, le aree prioritarie di ricerca e investimento in diversi comparti del settore agroalimentare; • del progetto di ricerca europeo “Healthgrain”, finanziato dalla UE, in cui per la prima volta vengono studiate in modo ampio e approfondito tutte le componenti costitutive nutrizionali dei più importanti cereali, i loro effetti sulla salute delle persone e le possibilità applicative in matrici alimentari. Tale progetto si attua grazie al lavoro congiunto di prestigiosi centri di ricerca europei e alle competenze di Barilla nella trasformazione dei cereali in alimenti.

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Nutrizione


Timeline degli eventi rilevanti 2008 2007 2006 2006 2005 2003 1995 1989 1985 1975 1960 1938 1937

Lancio della seconda generazione di pasta integrale Lancio di Alixir Lancio della linea Orizzonti Lancio dei prodotti da forno Liberi per Natura Lancio della pasta Plus Eliminazione completa dei grassi idrogenati dai prodotti Mulino Bianco Lancio della linea di prodotti da forno Essere Lancio di Grancereale Lancio della prima generazione di pasta integrale Lancio dei primi prodotti da forno integrali: grissini e biscotti Lancio della gamma DIEBA (Dietetici Barilla) Lancio della pasta glutinata (arricchita in proteine) Lancio della pasta Fosfina (arricchita al fosforo)

Obiettivi da raggiungere entro il 2014 BENESSERE DI TUTTI I GIORNI

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Attuare un piano di miglioramento continuo dei profili nutrizionali dei nostri prodotti, coerentemente con le più recenti linee guida internazionali. In particolare, riformulare 80 prodotti esistenti intervenendo per: riduzione contenuto in sale, riduzione contenuto in zuccheri, riduzione contenuto in grassi saturi, aumento di cereali integrali e fibre.

2

Progettare prodotti con ingredienti sicuri e di alta qualità, privilegiando naturalità e genuinità. In particolare, azzerare per tutti i prodotti e IN tutti i mercati l’IMPIEGO di coloranti artificiali, grassi od oli idrogenati.

PRODOTTI PER LE ESIGENZE SPECIFICHE DELLE PERSONE

3

Lanciare a livello globale 60 nuovi prodotti, disegnati per rispondere a specifiche esigenze nutrizionali. In particolare, prodotti con specifici claim nutrizionali, prodotti salutistici, prodotti contenenti cereali integrali (in misura superiore al 25%), prodotti contenenti verdura o frutta (in misura superiore al 20%).

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Filiera La crescente scarsità di risorse rinnovabili, quali i terreni agricoli, l’acqua dolce e le foreste, è in buona misura la causa della povertà, delle migrazioni e più in generale dell’instabilità sociale e politica. Tale situazione problematica è riconducibile al degrado ambientale, al cambiamento climatico e all’eccessivo sfruttamento delle risorse dovuto alla crescente domanda delle stesse e a una loro non equa distribuzione. Ogni possibile soluzione non può prescindere da un uso più efficiente delle risorse agricole e da un investimento teso a massimizzarne l’accessibilità. Per le aziende alimentari quello della sostenibilità della supply chain rappresenta quindi un ambito prioritario di azione, rispetto al quale occorre avviare un adattamento ai nuovi scenari. Solo così è possibile evitare di mettere a repentaglio la propria sopravvivenza sul mercato. In particolare, la sostenibilità di lungo periodo dipende in gran parte dalla capacità di assicurarsi l’approvvigionamento delle materie prime, con modalità che non ne compromettano la futura disponibilità nonostante la loro scarsità e le sempre più evidenti situazioni di oligopolio nella fornitura. Questo implica la necessità da parte delle aziende alimentari di creare un sistema indipendente e integrato che connetta a sé e qualifichi tutti i partner della filiera; soprattutto nell’interesse dei clienti, dei consumatori e di tutti gli altri stakeholder interessati alla sostenibilità economica, sociale e ambientale delle filiere in cui operano. Il governo di un processo così complesso richiede la messa a punto di un sistema di controllo, basato sulla selezione dei fornitori migliori e più affidabili, ai quali l’azienda si affianca con sistemi capaci di garantire un continuo miglioramento delle forniture. Solo così è possibile assicurarsi sia le materie prime sicure e di qualità, sia la sostenibilità dell’intera filiera.

Il percorso fatto di trasparenza, creazione di legami di fiducia reciproca e assegnazione del giusto valore aggiunto, getta le basi perché la filiera possa continuare a esistere in futuro. Costantino Vaia

Direttore Generale Consorzio Casalasco del Pomodoro Primo forum degli stakeholder

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Partnership con i fornitori Incentivare la creazione di rapporti di partnership, o comunque di stretta collaborazione, con i fornitori nelle filiere strategiche.

Barilla acquista in tutto il mondo 2.030 materie prime e 1.880 materiali di confezionamento da 980 fornitori. Controlliamo un totale di 80 filiere di approvvigionamento per le materie prime e 5 filiere per i materiali di confezionamento.

30%

Relazione con i fornitori Per noi è fondamentale la relazione con i nostri fornitori di beni e servizi. Attraverso la collaborazione reciproca possiamo aspirare alla realizzazione di prodotti buoni e sicuri e tendere a un loro miglioramento continuo. Il rapporto tra noi e i nostri fornitori assume, poi, una particolare rilevanza in quelle filiere d’approvvigionamento che risultano critiche in termini economici, qualitativi, di sicurezza del prodotto e della fornitura o per specifiche problematiche connesse, ad esempio, a temi ambientali e sociali.

grano duro acquistato in Italia proveniente da filiera integrata

Filiere a maggiore rilevanza Le filiere più importanti sono quelle del grano duro, del grano tenero e del pomodoro da industria. Si tratta di materie prime strategiche, in quanto i rispettivi sfarinati (semola e farina) e semilavorati sono gli ingredienti principali di pasta, prodotti da forno e sughi. In queste filiere giochiamo un ruolo preminente a livello mondiale nel caso del grano duro, europeo nel caso del grano tenero, e italiano nel caso del pomodoro. Filiera integrata Si può parlare, quindi, di un modello di “filiera integrata”, nel quale abbiamo instaurato relazioni di partnership con i diversi attori che operano ai vari stadi della filiera stessa, a partire dallo svolgimento di programmi di ricerca in collaborazione con le aziende specializzate nella selezione delle sementi. Il nostro obiettivo è creare e selezionare, con metodi tradizionali, varietà dedicate, adatte a specifici ambienti pedo-climatici, che contemperino le esigenze produttive degli agricoltori e quelle qualitative di Barilla (es. Zenit, Svevo, Normanno e Aureo per il grano duro negli ambienti mediterranei e Scarpariello per il pomodoro da industria in Emilia Romagna). Le sementi sviluppate vengono successivamente moltiplicate e, quindi, fornite ad aziende agricole (singole o riunite in consorzi/cooperative) che s’impegnano con un contratto di coltivazione con Barilla. Tre sono gli esempi: l’accordo che abbiamo stretto con la Regione Emilia Romagna, le organizzazioni dei produttori, i consorzi agrari e le cooperative agricole per la produzione di grano duro di alta qualità in Emilia Romagna, il Consorzio SIGRAD (Società Interprofessionale Grano Duro) per la produzione e la sperimentazione nella filiera del grano duro di qualità in Puglia, nelle Marche e in Toscana, e infine quello relativo all’Associazione Interprovinciale Produttori Ortofrutticoli (AINPO) per il pomodoro nelle province di Parma e

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Piacenza. Altri risultati derivanti dalla ricerca sulla filiera sono quelli legati ad alcuni progetti, recentemente portati a termine, come quello di previsione delle rese agronomiche e della qualità prima del raccolto (DELPHI) e quello relativo alla sicurezza alimentare (Sistema Integrato per la gestione della sicurezza alimentare della filiera del frumento duro – SINSIAF – Progetto MIUR n. 12792 Piano Operativo Nazionale 2000-2006). Con il primo, in collaborazione con il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR-IBIMET di Firenze) è possibile sfruttare un modello deterministico per conoscere le rese e il tenore proteico nelle principali aree italiane in cui si coltiva il grano duro, alcune settimane prima del raccolto. Il secondo ha permesso di anticipare molte delle problematiche di sicurezza alimentare diventate successivamente oggetto di normativa comunitaria mediante l’adozione di tecnologie innovative nel settore della prevenzione, dell’analisi e della gestione dei contaminanti ai diversi livelli della filiera. I risultati delle partnership Secondo queste modalità di partnership a filiera integrata, nel 2008 il nostro fabbisogno di grano duro in Italia è stato soddisfatto per il 30%. Questa percentuale si attesta a oltre il 20% in Grecia e al 10% in Turchia, ove tale approccio è stato introdotto solo recentemente. Invece, per il pomodoro, il modello di filiera integrata in Italia ha interessato il 20% circa dei fabbisogni, poiché la varietà Scarpariello, per ora, viene utilizzata solamente in alcuni sughi.

70%

Olio di Palma provENIente da piantagioni della Malesia e Papua-Nuova Guinea

Filiere critiche Vi sono alcune filiere che consideriamo critiche, perché presentano problematiche connesse a temi di sostenibilità ambientale e sociale. Tra queste meritano particolare attenzione le filiere dell’olio di palma e dei derivati del cacao. Si tratta di mercati complessi, dove la materia prima di base è prodotta in paesi in via di sviluppo: Indonesia, Malesia e Papua-Nuova Guinea (nel caso delle palme, dai cui frutti si estrae l’olio) e Costa d’Avorio, Ghana e Camerun (per le piantagioni di alberi del cacao). Nella coltivazione delle palme da olio i rischi maggiori dipendono da pratiche di deforestazione, con gravi danni connessi al tema del riscaldamento globale (considerato il ciclo della CO²) e alla perdita di biodiversità. Nel caso del cacao sono invece predominanti i temi sociali connessi alle condizioni di lavoro nelle piantagioni e nei processi di prima trasformazione in loco (es. retribuzioni, sicurezza e lavoro minorile). La nostra risposta In queste situazioni perseguiamo il nostro impegno di responsabilità sociale attraverso l’individuazione di fornitori di profilo elevato, che siano in grado di garantire (grazie alla condivisione degli obiettivi e a un’adeguata organizzazione presente nei luoghi d’origine) modalità di approvvigionamento coerenti con i principi della sostenibilità. Dal 2008 il 90% del nostro fabbisogno di olio di palma viene soddisfatto da fornitori che aderiscono alla RSPO (Roundtable for Sustainable Palm Oil), un organismo internazionale che ha definito le regole per la tutela ambientale nelle zone di produzione e ne certifica l’applicazione. Inoltre, il 70% di tale fabbisogno è assicurato da olio prodotto in Malesia e PapuaNuova Guinea. Questi paesi offrono maggiori garanzie di rispetto di tali regole. Sempre dal 2008, l’80% del nostro fabbisogno di ingredienti a base di cacao viene soddisfatto da fornitori che aderiscono sia all’ICCO (International Cocoa Organization) che alla WCF (World Cocoa Foundation). La prima organizzazione, formata sia dai paesi produttori che da quelli utilizzatori, definisce e verifica in modo condiviso i diversi standard (compresi quelli a garanzia delle condizioni di lavoro), mentre la seconda promuove progetti di sviluppo economico-sociale nelle aree di produzione. Nel 2008 abbiamo sottoposto a verifica il 50% delle strutture africane di trasformazione dei nostri fornitori di cacao: tutte le strutture visitate sono risultate conformi al Codice di Condotta Barilla redatto in accordo ai principali requisiti della certificazione SA8000.

80%

cacao acquistato da fornitori che aderiscono all’ICCO

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Filiera


Standard Migliorare continuamente la sicurezza e la qualità delle forniture e completare la definizione di standard di sostenibilità, affinché tali requisiti siano alla base dei rapporti con tutti i fornitori.

Gli standard, nei rapporti con i fornitori, sono il linguaggio base dei prodotti di qualità: linguaggio che consente di intendersi in modo univoco e di perseguire una logica di miglioramento continuo. Per governare e garantire la sostenibilità del processo di approvvigionamento abbiamo messo a punto un sistema di gestione e controllo di cui gli standard sono uno degli elementi fondamentali. Qualità e sicurezza delle forniture Il nostro sistema di garanzia di qualità e sicurezza delle forniture già da molto tempo si avvale di strumenti come: • le Specifiche Tecniche, che stabiliscono le caratteristiche igienico-sanitarie, chimico-fisiche e organolettiche che le materie prime o i prodotti finiti acquistati devono rispettare; • il Capitolato di Qualità della Fornitura, che contiene requisiti aggiuntivi su aspetti qualitativi e igienico-sanitari; • i Disciplinari per la Coltivazione e la Conservazione, che non si limitano a definire le specifiche della fornitura, ma per materie prime di grande rilevanza come il grano duro entrano nel merito dei processi produttivi propri del fornitore, mediante una logica di co-progettazione della qualità. Il sistema degli standard è in continuo miglioramento e consente di evolvere con i fornitori i concetti di qualità dei prodotti finiti e delle rispettive forniture.

1,35

milioni di tonnellate di grano duro utilizzate

Scelta e valutazione dei fornitori Anche i protocolli e i criteri per la scelta, la qualificazione e la valutazione degli stessi fornitori fanno parte per noi di una lunga tradizione. La selezione dei fornitori avviene su una base rigorosa, che prevede l’applicazione di strumenti messi a punto al nostro interno, come il Processo di Qualificazione e Valutazione dei Fornitori, e di metodi internazionali quali BRC (British Retail Consortium) e IFS (International Food Standard). BRC e IFS sono tra i più diffusi sistemi a livello internazionale, attraverso i quali gli operatori della filiera alimentare verificano la qualità dei propri fornitori, per garantire la sicurezza dei consumatori.

Monitoriamo e valutiamo costantemente > l’operato dei nostri fornitori attraverso il sistema

di Processo di Qualificazione E VALUTAZIONE DEI Fornitori

In base a questo sistema viene costantemente valutata la qualità delle forniture e del livello di servizio offerto. In questo modo siamo in grado di indirizzare meglio le attività di acquisto di materie prime e materiali di imballo.

Barilla Rapporto di Sostenibilità

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Sostenibilità delle forniture In tempi più recenti abbiamo avviato il processo di definizione degli standard espressamente dedicati ai temi della sostenibilità. Fin dal 2006 abbiamo iniziato a chiedere ai nostri fornitori un’autocertificazione sui principali temi di responsabilità sociale e d’impatto ambientale. Dal 2001 abbiamo messo a punto un Codice di Condotta (che comprende i requisiti della certificazione SA8000), che regola dal punto di vista etico e sociale gli acquisti di oggetti promozionali. Dal 2008 operiamo con obiettivi mirati sulle filiere più critiche per i temi di sostenibilità (olio di palma e prodotti a base cacao). Siamo, inoltre, convinti che un approccio sostenibile richieda un nostro presidio anche sulle fasi più a monte della filiera. Per produrre, ad esempio, i quasi 1.000 differenti prodotti che commercializziamo, nel 2008 abbiamo utilizzato 1,35 milioni di tonnellate di grano duro e 750 mila tonnellate di grano tenero e segale. Per verificare i nostri impatti in termini di sostenibilità ambientale, abbiamo verificato quali siano i più importanti elementi alla base della produzione agricola. Come mostrato nella figura, sono stati considerati 7 fattori: terra coltivabile, acqua, anidride carbonica, luce solare, componenti chimici (azoto, fosforo e potassio), lavoro e risorse genetiche (sementi). Input della produzione agricola

DNA (risorse genetiche/sementi)

terra coltivabile

Risorse scarse

H²O

Risorse eccessive Risorse concentrate Risorse abbondanti Risorse costose

lavoro

fertilizzanti N-P-K

CO²

energia solare

Alcuni di questi, come terreno coltivabile e acqua, stanno diventando risorse scarse a livello mondiale; altri, come l’anidride carbonica, pongono, al contrario, problemi di eccesso. Altri ancora, come i fertilizzanti e le risorse genetiche, pur non ponendo problemi di scarsità, tendono a concentrarsi nelle mani di un numero molto ridotto di fornitori.

Riteniamo che le filiere sulle quali dobbiamo agire siano > quelle dei cereali I nostri interventi Siamo consci di non poter intervenire in maniera diretta su tutti i fattori elencati. Ciò nonostante abbiamo individuato delle attività che ci permetteranno di rendere più sostenibili le nostre filiere. La prima azione sarà quella di rivedere i Disciplinari di Coltivazione del grano duro, aggiornando sia le linee guida sulla fertilizzazione che quelle sulle modalità di produzione. In futuro intendiamo misurare l’impatto ambientale delle principali filiere di materie prime impiegate, migliorare gli standard e avviare progetti condivisi con i fornitori ai vari stadi delle filiere.

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Filiera


Timeline degli eventi rilevanti 2008 Inizio azione strategica sulla filiera dell’olio di palma 2007 Inizio del processo di autocertificazione dei fornitori su temi ambientali, etici e sociali 2006 Accordo con la Regione Emilia Romagna e il mondo agricolo per lo sviluppo della coltivazione del grano duro nella regione 2005 Accordo di coltivazione esclusiva con l’Associazione Interprovinciale Produttori Ortofrutticoli per il pomodoro nelle province di Parma e Piacenza 2005 Implementata la nuova varietà di pomodoro Scarpariello 2004 Inizio azione strategica sulla filiera del cacao 2002 Realizzata la nuova varietà di grano duro Normanno 1996 Realizzata la nuova varietà di grano duro Svevo 1994 Primo Disciplinare della Coltivazione e Conservazione del Grano 1994 Primo Capitolato della Qualità della Fornitura della Materia Prima 1993 Realizzata la nuova varietà di grano duro Zenit

Obiettivi da raggiungere entro il 2014 Partnership con i fornitori Estendere il presidio delle filiere delle materie prime agricole più rilevanti includendo la disponibilità e la qualità dei terreni coltivabili, i fabbisogni idrici, i fertilizzanti e l’impatto sui cambiamenti climatici.

1 2

Reindirizzare i programmi di miglioramento genetico e sviluppare pratiche colturali affiancando ai tradizionali obiettivi produttivi, qualitativi e di “food safety”, target mirati al miglioramento dell’impatto ambientale, quali la salvaguardia della fertilità dei suoli, la riduzione dell’eutrofizzazione, dei consumi idrici e delle emissioni di anidride carbonica.

3

Aumentare del 20% i fabbisogni di grano duro approvvigionati attraverso i contratti di coltivazione. Estendere il modello Previsionale delle rese agronomiche del raccolto del grano duro (DELPHI) al bacino del mediterraneo.

4

STANDARD

5

Misurare l’impatto ambientale delle filiere rilevanti in termini di carbon Footprint, Water Footprint ed Ecological Footprint (“Impronta Ecologica”).

6

Definire standard di impatto ambientale e avviare progetti di miglioramento condivisi con i fornitori ai vari stadi dellA filiera.

7

Soddisfare il 100% dei fabbisogni di olio di palma attraverso fornitori che aderiscono alla RSPO, con origine prevalente da Malesia o Papua-Nuova Guinea.

8

Acquistare cacao da fornitori aderenti sia all’ICCO che alla WCF che abbiano solo strutture in Africa in linea con il Codice di Condotta e sottoposte, con esito positivo, a verifica.

Barilla Rapporto di Sostenibilità

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Ambiente Di emergenza ambientale si parla con toni sempre più drammatici. Superata la fase in cui i media davano ancora spazio a chi minimizzava il problema, oggi è molto più difficile essere ottimisti. Si sta diffondendo la consapevolezza che esiste un limite alla capacità della terra di offrire alla sua popolazione standard di vita dignitosi, se non si modifica drasticamente il nostro modello di sviluppo. I dati più recenti sono davvero allarmanti: da un lato si intravede l’esaurimento delle risorse naturali non rinnovabili (tra cui i combustibili fossili); dall’altro le produzioni agricole destinate ad alimentazione (umana e animale) e a usi energetici sono costrette a contendersi risorse sempre più limitate, quali la terra coltivabile (in rapida diminuzione) e l’acqua, il cui fabbisogno nell’ultimo secolo è più che raddoppiato. Ciò che oggi preoccupa di più sono le emissioni di CO² in atmosfera prodotte dall’attività umana, che contribuiscono in modo determinante al cambiamento climatico: secondo gli esperti dovremmo ridurle del 90% entro il 2050, mentre al momento ne produciamo il 3% in più all’anno. I modelli previsionali indicano che, se non si effettua una drastica riduzione, la temperatura media del pianeta rischia di aumentare di quattro gradi entro 50 anni. Questo avrebbe effetti catastrofici sull’agricoltura (e quindi sulla sicurezza alimentare) e sulla disponibilità di acqua, alterando il nostro mondo al punto da renderlo incapace di sostenere la vita, così come noi la intendiamo oggi. La soluzione a un problema talmente complesso implica un impegno collettivo, che comprende non solo le istituzioni, globali e nazionali, ma anche i cittadini e le imprese. In particolare, per quanto riguarda queste ultime, è indispensabile che trovino nuove modalità di operare che siano realmente sostenibili, soprattutto in termini di emissioni e consumi (sia energetici che idrici): pena la sopravvivenza del loro stesso business.

La responsabilità sociale e la responsabilità ambientale sono due facce della stessa medaglia. Non bisogna chiedersi “quanto costa”, ma “quanto costerebbe non farlo”. E soprattutto quali nuove opportunità si aprono partecipando alla costruzione della green economy. Marco Fratoddi

Direttore Responsabile de “La Nuova Ecologia” Secondo forum degli stakeholder

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Riduzione dell’ “Impronta Ecologica” Ridurre l’ “Impronta Ecologica” attraverso due impegni prioritari: • diminuzione delle emissioni di gas serra (GHG) generate nell’intera filiera in coerenza con gli obiettivi del Protocollo di Kyoto; • minimizzazione degli altri impatti ambientali lungo la filiera, con particolare attenzione ai materiali da imballaggio in termini di riduzione e riciclo. Nella valutazione della nostra “Impronta Ecologica” (Ecological Footprint) – quantità di superficie di terra e acqua di cui Barilla ha bisogno per produrre le risorse che consuma e per smaltire i rifiuti che genera – ci siamo concentrati su due aspetti: diminuzione delle emissioni di gas serra generate nell’intera filiera (con particolare attenzione alle emissioni di anidride carbonica CO² – Carbon Footprint – ritenuta il maggiore responsabile del riscaldamento globale) e minimizzazione degli impatti ambientali dei materiali da imballaggio.

Carbon Footprint della pasta Barilla di sola semola di grano duro

Diminuzione delle emissioni di gas serra A partire dal 2000, per valutare il nostro impatto in termini di CO² equivalente (Global Warming Potential) e definire obiettivi, abbiamo utilizzato la metodologia LCA (Life Cycle Assessment), che quantifica l’utilizzo delle risorse impiegate e le emissioni nell’ambiente di un prodotto o di un processo dalla sua origine al suo smaltimento. Attraverso gli studi LCA abbiamo misurato le emissioni generate nelle diverse fasi della filiera di produzione: dalla coltivazione delle materie prime al consumo finale del prodotto.

Grammi di CO² Biologica Fossile 166 67

a

b

c

41

54

d

e

f

-1 -78

Life Cycle Assessment della pasta di semola In particolare abbiamo condotto uno studio sulla pasta di sola semola di grano duro, per valutare le emissioni generate dalle fasi di coltivazione e macinazione del grano, produzione della pasta, trasporto, produzione degli imballaggi e cottura del prodotto per il suo consumo. Nella valutazione delle emissioni sono state prese in considerazione sia quelle emesse direttamente (CO² fossile), che quelle naturalmente assorbite dai cereali e dalle piante durante la crescita (CO² biologica). Dallo studio emerge che la fase di coltivazione del grano duro è significativa in termini di emissioni. D’altra parte è bene notare che la quantità di anidride carbonica sequestrata dalla pianta durante la crescita è analoga a quella emessa durante tutte le altre fasi di produzione. La fase di cottura della pasta è la più rilevante, anche se condizionata dalle abitudini del consumatore (in funzione della quantità di acqua utilizzata e del tempo di cottura). La produzione degli imballaggi e il trasporto sono le fasi caratterizzate dal minor contributo di emissioni di gas serra (meno del 5% ciascuna). Sulla base di questi dati abbiamo deciso di sviluppare progetti per aggiornare i disciplinari di coltivazione del grano duro, tenendo conto dell’impatto sui cambiamenti climatici, e di verificare in che modo è possibile modificare le raccomandazioni per la cottura ottimale del prodotto.

Barilla Rapporto di Sostenibilità

500

454

-654

Dati relativi a 500g di pasta Barilla di semola prodotta in Italia e confezionata in astuccio cartoncino: a. coltivazione b. macinazione c. produzione della pasta d. trasporto e. confezionamento f. cottura domestica

Maggiori informazioni su www.environdec.com (“search for EPDs” + “Food products and beverages”)

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Ecological Footprint della pasta Barilla di sola semola di grano duro

6,2 m²

75% Crop Land

Analisi dell’ “Impronta Ecologica” Per valutare appieno tutti i nostri impatti ambientali, in quanto azienda che utilizza i cereali come materie prime principali, abbiamo deciso di analizzare non solo le emissioni di anidride carbonica (Carbon Footprint), ma anche di utilizzare l’indicatore “Impronta Ecologica” (www.ecologicalfootprint.org). Il primo esercizio è stato fatto sulla produzione della pasta Barilla di sola semola di grano duro prodotta in Italia e ha dato come risultato un’ “Impronta Ecologica” pari a 6,2 m² globali per confezione da 500g: • 75% Crop Land, parte di suolo necessario alla fase di coltivazione del grano duro; • 24% Energy Land, per l’assorbimento della CO² generata lungo la filiera; • 1% Forest, per la produzione della carta vergine usata per il packaging primario. Risultati analoghi valgono per tutti i formati di pasta di sola semola di grano duro. I Pastifici, le Fornerie e l’ambiente Dal 2003 abbiamo sviluppato presso gli stabilimenti un Sistema di Gestione Ambientale (SGA), che ha come riferimento la norma più utilizzata (UNI EN ISO 14001:2004). Questo ha consentito di controllare e ridurre gli impatti ambientali legati alla produzione. Nel 2008 gli stabilimenti con un Sistema di Gestione Ambientale certificato da un ente terzo (Det Norske Veritas) sono il 57% del totale e coprono il 73% della produzione totale del Gruppo. Inoltre, i nostri stabilimenti adottano come riferimento le Migliori Tecniche Ambientali Disponibili (BAT-Best Available Techniques), modalità di progettazione, costruzione e manutenzione efficienti e sostenibili ai fini della protezione dell’ambiente.

24% Energy Land 1% Forest Dati espressi in m² globali di terreno e relativi a 500g di pasta Barilla di semola di grano duro prodotta in Italia e confezionata in astuccio cartoncino

Impatto dell’ISOmodularità Esempio dei cracker Da 18 a 21 pacchi per ogni collo da retail

Imballaggi Gli imballi rivestono un ruolo molto importante: proteggono il prodotto durante i trasporti e ne garantiscono la conservazione. L’incidenza degli imballaggi sul prodotto è aumentata per la diffusione di nuove abitudini alimentari (più pranzi fuori casa, maggiore richiesta di servizio, etc.) e per l’evoluzione demografica delle famiglie, caratterizzate da nuclei sempre più piccoli. Consapevoli del fatto che quando si parla di impatto ambientale dei prodotti di largo consumo si pensa subito agli imballaggi e al loro smaltimento, da molti anni investiamo nella progettazione degli imballaggi caratterizzati dalla massima efficienza e dal minimo impatto ambientale. Abbiamo inoltre vinto due Oscar dell’Imballaggio: per Gocciole Pavesi nel 2004 e per Saccottino Mulino Bianco nel 2006. Riduzione degli impatti ambientali degli imballaggi Se nel 1997 l’obiettivo era massimizzare il numero di chili trasportati attraverso la saturazione dei pallet, riducendo al contempo la quantità di materiale impiegata per realizzare l’involucro, dal 2007, grazie a un apposito Tool LCA, siamo in grado di tener conto dell’impatto ambientale già durante la fase di ideazione e sviluppo. Prodotto e packaging vengono, quindi, concepiti simultaneamente per ottenere la maggiore efficienza in termini sia funzionali che di sostenibilità. Inoltre, abbiamo avviato la progressiva eliminazione dei componenti non eco-compatibili (inchiostri, coadiuvanti stampa e altri materiali) e privilegiamo l’uso di materiali d’imballaggio omogenei, più facili da riciclare. Per la pasta sono stati fatti confronti tra l’astuccio in cartoncino riciclato e vergine e il film in polipropilene; per le Campagnole, tra il film a base di carta e il film a base di propilene. Si è scoperto, tra l’altro, che gli imballaggi a base di carta hanno un impatto minore in termini di CO², qualora si consideri anche la CO² biologica. Per le Gocciole Pavesi gli studi di LCA hanno portato a diminuire del 17% il peso dell’imballaggio. Prima tra le aziende di marca, Barilla ha introdotto sugli imballi icone e diciture che facilitano i consumatori nello scegliere in quali contenitori per la raccolta differenziata gettare i rifiuti.

Risultati (su base annua) 27 tonnellate in meno di cartone ondulato utilizzate 141 camion in meno per la distribuzione della stessa quantità di prodotto

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Ambiente


Efficienza energetica Sviluppare prodotti e processi quanto più possibile energeticamente efficienti lungo tutta la filiera, perseguendo, ove se ne presenti l’opportunità, la riduzione della dipendenza da combustibili fossili, quali petrolio e carbone.

Il nostro impegno è di sviluppare prodotti e processi quanto più possibile efficienti in termini energetici lungo tutta la filiera, perseguendo, ove se ne presenti l’opportunità, la riduzione della dipendenza da combustibili fossili, quali petrolio e carbone. Al fine di raggiungere una sempre maggiore efficienza energetica abbiamo realizzato negli anni diversi progetti, in particolare l’Energy Saving Project, la progressiva riduzione dei combustibili fossili in Svezia e la costruzione di impianti di cogenerazione. Barilla Energy Saving Project (ESP) Si tratta di un progetto sviluppato all’interno delle fornerie italiane per migliorare l’efficienza della gestione degli impianti negli stabilimenti per la produzione di prodotti da forno. Il progetto Energy Saving in un biennio ha comportato una riduzione del 9% di consumo di elettricità e del 3% di energia termica. Alcuni interventi realizzati all’interno del progetto ESP: • installazione di compressori ad aria a velocità variabile; • installazione di gruppi frigo condensati ad acqua ad alto rendimento; • installazione di recuperatori di calore dai fumi delle caldaie e dei forni; • scelta di motori elettrici ad alto rendimento; • installazione di pompe e ventilatori azionati a inverter; • adozione di lampade a basso consumo. Progressiva riduzione dei combustibili fossili in svezia La progressiva riduzione di combustibili fossili nello stabilimento svedese di Filipstad ci ha permesso di ottenere un taglio dei consumi del 65% per unità di prodotto finito e un ancor più consistente calo delle emissioni di CO² nello stabilimento. Impianti di cogenerazione Alla fine del 2008 è entrato in funzione l’impianto di cogenerazione di Pedrignano (PR) per la produzione combinata di energia elettrica e calore. Utilizzando il gas metano, produce elettricità ed energia termica, che viene integralmente riutilizzata nel ciclo di lavorazione. Questo consente una significativa riduzione delle emissioni di CO² equivalente. Inoltre nel 2008 è iniziata la costruzione di un impianto di trigenerazione (produzione di energia elettrica, calore e freddo) presso lo stabilimento di Caserta.

Consumi energetici per unità di prodotto finito (GJ/ton) 3,38

2006

Andamento dei consumi energetici Questi progetti hanno consentito di ridurre i consumi energetici di fornerie e pastifici. Il grafico mostra i consumi energetici (energia elettrica e gas naturale) dei nostri stabilimenti nel mondo nel triennio 2006-2008. A fronte di un incremento del 4% della produzione,

Barilla Rapporto di Sostenibilità

30

3,24

3,22

2007

2008

Anno

Consumi energetici totali (Mln di GJ)

2006

4,8

2007

4,7

2008

4,7


Carburanti per la produzione di elettricità

1,46

0,451

0,450

0,461

2006

2007

2008

Impianto Barilla

GHG

CO ²

GHG

CO ²

GHG

Produzione di elettricità

Produzione di gas naturale

Il GWP utilizzato per il calcolo misura le emissioni di CO² equivalente generate dall’intera filiera energetica, dall’estrazione dei combustibili al loro trasporto, fino al loro utilizzo diretto o per la produzione di energia elettrica. Questo indicatore differisce da quello normalmente impiegato per i calcoli dell’Emissions Trading che considera solo ed esclusivamente le emissioni di CO², e non di CO² equivalente, generate direttamente dagli stabilimenti produttivi e dagli impianti di produzione di energia elettrica. Il vantaggio di utilizzare questo indicatore è di poter valorizzare al meglio la scelta di Barilla di acquistare energia da produttori che sfruttano tecnologie a ridotto impatto ambientale.

GWP (milioni ton CO² eq) e prodotto finito (milioni ton) 1,43

CO ²

Global Warming Potential (GWP) della filiera energetica L’indicatore che utilizziamo per esprimere le emissioni di CO² è il GWP-Global Warming Potential. Il GWP si misura in massa di CO² equivalente, convertendo le emissioni dei vari gas in emissione di CO² sulla base dei fattori definiti dall’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change).

GHG

I coefficienti utilizzati per determinare le emissioni di CO² equivalente associate al consumo di energia elettrica, sono stati calcolati attraverso la banca dati Ecoinvent e i report dell’International Energy Agency (IEA). Da Ecoinvent provengono i dati di emissione per ogni singola tecnologia di conversione elettrica nei vari paesi, mentre dai report IEA derivano i mix energetici, ovvero la ripartizione tra le varie tecnologie per paese. I dati Ecoinvent sono riferiti alla produzione energetica del 2004, quelli IEA alla produzione 2008. I coefficienti di conversione utilizzati per il calcolo sono quelli definiti dall’Intergovernmental Panel on Climate Change (IPCC) nel 2007 (fonte PAS 2050).

i consumi energetici si sono mantenuti pressoché costanti, permettendo una riduzione del 5% dei consumi energetici per singola tonnellata di prodotto finito. Abbiamo, quindi, ottenuto un disaccoppiamento (decoupling) tra la crescita dei volumi e i consumi energetici. La riduzione dei consumi energetici consente anche di diminuire le emissioni di anidride carbonica, uno dei principali gas responsabili dell’effetto serra.

CO ²

CO² equivalente

1,40

Emissioni di CO² Il grafico mostra le emissioni di anidride carbonica misurate in GWP degli stabilimenti Barilla nel mondo nel triennio 2006-2008. Anche in questo caso si conferma un disaccoppiamento (decoupling) tra la crescita dei volumi e le emissioni di CO² equivalente. Infatti, a fronte di un incremento del 4% della produzione, le emissioni di CO² sono aumentate solo del 2%.

—— CO² eq (Mln ton) —— —— PF (Mln ton) ——

Riduzione dei consumi energetici Gli obiettivi di riduzione dei consumi energetici che intendiamo perseguire nel prossimo quinquennio saranno ottenuti attraverso le seguenti iniziative: • evoluzione ed estensione dell’Energy Saving Project a tutti gli stabilimenti del Gruppo; • messa a regime degli impianti di cogenerazione e valutazione dell’introduzione in altri stabilimenti. Accanto a questi interventi, poiché il mix energetico influenza significativamente le emissioni di anidride carbonica, Barilla ha deciso di valutare forniture di energia che riducano la dipendenza da combustibili fossili; in particolare, per il futuro tutta l’energia elettrica necessaria per la produzione di Mulino Bianco verrà coperta da speciali certificati (RECS) che attestano la produzione da fonti rinnovabili.

Cosa sono i RECS Il sistema RECS (Renewable Energy Certificate System) è uno strumento internazionale creato al fine di stimolare l’uso delle energie rinnovabili, che funziona su base volontaria. Per ogni MWh di energia elettrica prodotta da fonti rinnovabili viene emesso un certificato. Acquistando i certificati le imprese possono attestare che l’energia da loro utilizzata proviene da fonti rinnovabili. Per maggiori informazioni: www.recs.org

31

Ambiente


Gestione delle risorse idriche Razionalizzare l’uso delle risorse idriche impiegate lungo l’intera filiera.

-20%

Il fabbisogno mondiale di acqua è aumentato nell’ultimo secolo a un tasso più che doppio rispetto a quello di crescita della popolazione. Per il 70% la richiesta proviene dall’agricoltura e dall’allevamento. La coltivazione di grano duro, presente da secoli nel bacino del Mediterraneo, è una delle meno esigenti in termini di consumo di acqua e, non a caso, si è diffusa proprio nelle aree dove tale risorsa era meno abbondante e quindi più preziosa. Oggi Barilla è il principale utilizzatore mondiale di grano duro. Nel rispetto della tradizione di questa coltivazione e delle moderne esigenze di mercato, ci impegniamo a ridurre i consumi idrici legati ai nostri processi produttivi e lungo le filiere strategiche.

Riduzione dei consumi di acqua nelle fornerie e nei pastifici nel mondo

La riduzione dei consumi d’acqua in Italia In passato ci siamo concentrati su progetti di razionalizzazione dell’uso della risorsa idrica all’interno dei nostri pastifici e delle nostre fornerie. In particolare, gli stabilimenti italiani di produzione di pasta e di prodotti da forno hanno raggiunto nel periodo 2005-2008 una riduzione complessiva del 30% del consumo di acqua. I principali interventi sono stati: • recupero delle acque provenienti dall’impianto di depurazione (Cremona); • recupero delle acque di raffreddamento a circuito aperto (Castiglione delle Stiviere e Parma); • interventi di riduzione delle perdite della rete idrica (Novara).

Consumi totali di acqua (milioni di m³) 3,7 3,3

2006

2007

2008

Consumi di acqua su prodotto finito (m³/ton)

La riduzione dei consumi di acqua nel mondo Il primo grafico mostra l’andamento dei consumi idrici negli stabilimenti Barilla nel mondo negli anni 2006-2008, dove si è registrata una riduzione dei consumi idrici del 17%. Il secondo grafico mostra i consumi idrici rapportati al prodotto finito (m³/ton) degli stabilimenti Barilla nel mondo: negli anni 2006-2008 si è registrata una riduzione ancora maggiore, pari al 20%, dovuta al fatto che in quel periodo i volumi di produzione sono aumentati del 4%.

2,61

2,32 2,10

2006

2007

ci impegniamo a ridurre i consumi idrici legati ai nostri > processi produttivi e lungo le filiere strategiche

Barilla Rapporto di Sostenibilità

3,0

32

2008


Cos’è il Water Footprint Per analogia con il concetto di Ecological Footprint, esprime l’incidenza di una popolazione, di un paese o di un’azienda sulle risorse idriche rinnovabili. L’unità di misura con cui si rappresenta è il volume (m³) di acqua utilizzata. Abbiamo calcolato il Water Footprint dei nostri prodotti sommando l’acqua di superficie o sotterranea (blue water) con quella persa per evapotraspirazione dalle piante (green water). Quest’ultima è l’acqua piovana che le coltivazioni Barilla hanno rimandato direttamente in atmosfera, senza che abbia rifornito i serbatoi naturali costituiti dalle falde. Per ulteriori informazioni: www.waterfootprint.org, www.waterneutral.org.

Razionalizzazione dei consumi di acqua LUNGO LA filiera Nel corso del 2008, Barilla ha iniziato a valutare l’impatto relativo al consumo di risorse idriche lungo tutta la filiera di produzione: dalla produzione delle materie prime fino al consumo dei prodotti. Si è partiti dalla materia prima principale, il grano duro, calcolando il Water Footprint della pasta di semola.

Water Footprint Litri di acqua su chili di prodotto 5.000

4.000

3.000

2.000

1.000

15.500

3.400

1.800

1.400

700

carne rossa

riso

legumi

PASTA

frutta

Il grafico mette a confronto il Water Footprint di alcuni prodotti: carne rossa, riso, legumi, pasta di semola di grano duro e frutta.

La pasta risulta essere il prodotto per la cui produzione > è richiesto un limitato consumo di acqua Gli obiettivi di breve-medio termine che Barilla si impegna a perseguire per razionalizzare l’uso delle risorse idriche impiegate lungo l’intera filiera sono: • misurare l’impatto dei processi aziendali sulle risorse idriche, utilizzando la metodologia del Water Footprint; • reindirizzare il miglioramento genetico basato su tecniche convenzionali considerando anche la resistenza a condizioni di stress idrico; • riconsiderare le aree di approvvigionamento delle materie prime tenendo conto anche dell’impatto sulle risorse idriche; • continuare a operare per ridurre l’utilizzo di acqua nei processi industriali; • considerare anche il concetto di Water Footprint nella progettazione del packaging; • ottimizzare l’utilizzo di acqua per la cottura della pasta a livello di consumo finale.

33

Ambiente


Timeline degli eventi rilevanti 2008 Primi studi per calcolare l’Ecological Footprint e la Water Footprint della pasta 2008 Certificazione del Sistema di Gestione Ambientale del pastificio di Bolu (Turchia) 2007 Realizzazione tool LCA per la progettazione del packaging sostenibile 2007 Avvio impianto di cogenerazione di Pedrignano (Italia) 2006 Completamento della certificazione del Sistema di Gestione Ambientale su tutti gli stabilimenti produttivi Barilla in Italia 2006 Oscar dell’Imballaggio attribuito al Saccottino Mulino Bianco 2005 Avvio Energy Saving Project 2004 Oscar dell’Imballaggio attribuito alle Gocciole Pavesi 2004 Studio LCA sugli imballaggi, sui trasporti e sui primi prodotti da forno (Campagnole) 2003 Certificazione del Sistema di Gestione Ambientale del primo stabilimento italiano (Ascoli Piceno) 2002 Formalizzazione della Politica Ambientale Barilla 2000 Certificazione del Sistema di Gestione Ambientale dello stabilimento di Filipstad (Svezia) 2000 Primo studio LCA (Life Cycle Assessment) sulla pasta di semola 1997 Formalizzazione della politica del packaging sostenibile 1996 Primo intervento di riduzione degli impatti ambientali legati agli imballaggi delle fette biscottate 1994 Primi progetti di razionalizzazione dell’imballaggio

Obiettivi da raggiungere entro il 2014 Riduzione dell’ “Impronta Ecologica” (Ecological Footprint) Sviluppare e applicare il metodo per il calcolo dell’Ecological Footprint a tutti i prodotti Barilla, fissando target globali.

1

2

Ridurre il Carbon Footprint per i prodotti Barilla del 15% (rispetto al valore 2008).

3

Ridurre del 30% (rispetto al valore 2008) l’Energy Global Warming Potential (GWP) diretto e indiretto.

4

Incrementare la percentuale di packaging riciclabile immesso sul mercato fino al 95% del packaging totale (rispetto al valore 2008).

Efficienza energetica

5

Ridurre il consumo totale di energia per prodotto finito del 10% (rispetto al valore 2008).

Gestione delle risorse idriche

6

Sviluppare e applicare il metodo per il calcolo del Water Footprint sui prodotti Barilla, fissando i target.

7

Ridurre i consumi di acqua per prodotto finito del 30% (rispetto al valore 2008).

Barilla Rapporto di Sostenibilità

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Risorse Umane È difficile parlare di responsabilità sociale d’impresa senza prima dimostrare di aver applicato gli stessi principi alle risorse umane interne come prerequisito di tutto il percorso di sostenibilità. Oggi, qualunque azienda interessata a manifestare all’esterno il proprio orientamento alla responsabilità deve – prima di tutto – garantire il massimo impegno nella gestione delle risorse umane, mostrando una sensibilità elevata sia nei confronti di chi già opera al suo interno, sia di chi potenzialmente potrebbe entrarne a far parte. La gestione etica delle persone non riguarda naturalmente solo il problema del lavoro minorile o delle condizioni di vita nelle unità produttive del terzo mondo, su cui in genere si focalizzano i riflettori dei mass media e le polemiche, ma più in generale la cura e lo sviluppo delle persone. Ciò evidentemente richiede un grande investimento economico e manageriale. Prima ancora dei prodotti, dei marchi e degli stabilimenti, prima ancora della pubblicità e delle promozioni, della finanza e del marketing, il successo di una qualunque azienda dipende dalle capacità, dalla motivazione e dall’impegno delle sue persone. Se vengono a mancare questi prerequisiti si rischia di vanificare tutti gli altri sforzi, mettendo a repentaglio la sopravvivenza stessa dell’organizzazione. Essere responsabili nel creare un ambiente di lavoro “sostenibile” implica un impegno continuo, da una parte nel garantire condizioni di cura e rafforzamento del capitale sociale offrendo sistemi che incontrino i bisogni delle persone nei diversi momenti della loro vita aziendale, dall’altra nello sviluppare un capitale intellettuale commisurato alla continua evoluzione delle competenze.

Le persone (sia dipendenti che consumatori) devono essere considerate al primo posto, perché sono l’elemento di responsabilità più importante dell’azienda. Luca Pieroni

Barilla Primo forum degli stakeholder

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Cura e sviluppo delle persone Promuovere l’integrazione e la crescita di competenze delle persone garantendo, oltre alla salute e alla sicurezza sul lavoro, lo sviluppo di programmi nazionali e internazionali rivolti all’identificazione delle migliori soluzioni per il benessere organizzativo delle persone.

La “Gente Barilla” rappresenta la nostra risorsa più importante. Nelle nostre sedi nel mondo lavorano ogni giorno più di 9.500 persone (non sono compresi i 6.500 dipendenti di Lieken in quanto, al momento, questa società non è inclusa nel perimetro di rendicontazione). Distribuzione delle persone all’interno di Barilla G. e R. Fratelli 4.715

1.545 545 356 229 69

No rv eg ia

M es sic o

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121

47

16

13

10

10

19

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262

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361

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389

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882

È dalle persone che dipende lo sviluppo e il successo della nostra impresa. Ancora oggi ci piace citare la frase di Pietro Barilla: “Gli Uomini prevalgono su tutto. Senza di loro non si può pensare di realizzare un programma, qualunque esso sia. Insieme agli Uomini - specialisti in ogni campo - si realizza e si conclude un progetto”. Dire che la Gente Barilla è la risorsa centrale rappresenta per noi un forte impegno e una responsabilità. Infatti, significa che investiamo costantemente sulla cura e lo sviluppo delle persone. Da sempre puntiamo sull’eccellenza delle persone, a ogni livello di responsabilità. Siamo convinti che solo attraverso il miglioramento continuo delle competenze funzionali e delle competenze di leadership della Gente Barilla possiamo acquisire reali elementi di forza e distintività e ottenere il successo nel business a livello internazionale. Lo sviluppo della leadership, la ricerca dei talenti, la formazione, la valutazione e lo sviluppo della prestazione lavorativa sono un impegno sistematico e integrato, attraverso il quale la funzione Risorse Umane supporta l’organizzazione nel perseguire l’obiettivo di massimizzare questo patrimonio.

Barilla Rapporto di Sostenibilità

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Il modello di leadership Barilla Nel 2008 abbiamo definito il nuovo Modello di Leadership Barilla. Siamo consci di avere un grande patrimonio culturale e umano, che si manifesta attraverso i comportamenti della Gente Barilla, da cui dipendono il nostro successo e la nostra crescita nel tempo. I nostri valori distintivi sono curiosità intellettuale, passione, fiducia, integrità e coraggio. Il Modello di Leadership, ancorato alla cultura e ai valori di Barilla e ispirato dalla strategia dell’azienda, definisce l’insieme dei comportamenti organizzativi distintivi della Gente Barilla. Tenendo conto dei diversi ruoli organizzativi che compongono l’azienda, abbiamo diviso questi comportamenti in tre gruppi: Groupwide, Management e Visionary. Il modello è incrementale. Nel Groupwide sono contenute le competenze di leadership di base per neoassunti e professional. Nel raggruppamento Management sono contenute competenze di leadership richieste per coloro che ricoprono ruoli di media complessità, che gestiscono uno o più collaboratori, oppure ruoli fortemente specialistici. Nel raggruppamento Visionary sono contenute competenze di leadership per coloro che ricoprono ruoli a elevata complessità organizzativa. Prendendo spunto dal nuovo Modello di Leadership Barilla abbiamo creato uno strumento per facilitare lo sviluppo individuale delle competenze. Si tratta di un manuale indirizzato a tutte le persone, che contiene suggerimenti utili e innovativi: spunti cinematografici, letture, siti web da consultare, riflessioni guidate e azioni da mettere in pratica per continuare a migliorarsi. La ricerca di talenti Il nostro obiettivo è di attrarre e sviluppare persone con doti di leadership capaci di fare la differenza e guidare il cambiamento. Crediamo nella crescita dall’interno delle persone. Il principale strumento di ingresso in azienda è lo stage, un percorso formativo della durata di 6 mesi con l’obiettivo di far vivere un’esperienza significativa in una determinata area aziendale.

Nel 2008 abbiamo assunto a tempo indeterminato > il 47% di coloro che avevano un contratto di stage Performance management Tutta la nostra popolazione manageriale è esposta a un sistema di Performance Management annuale, che prende come punto di partenza gli obiettivi del business complessivo e li traduce in obiettivi individuali a cascata, a partire dall’Amministratore Delegato, sulla base degli obiettivi strategici dell’anno. Durante l’anno, poi, capo e collaboratore si incontrano per confrontarsi rispetto a obiettivi, competenze di leadership e competenze funzionali. Su tale base formuliamo piani di formazione sia tecnici che manageriali, che accompagnano la crescita delle persone nei diversi ruoli, rendendole capaci di assumere responsabilità sempre maggiori. Con l’obiettivo di privilegiare la crescita interna, gestiamo la carriera in base a un iter di sviluppo, coordinato dalla funzione Risorse Umane e guidato dal team di vertice dell’azienda. Il percorso professionale prevede il progressivo sviluppo delle competenze necessarie alla crescita nell’area aziendale di riferimento, incoraggiando l’interfunzionalità e, in virtù della crescente espansione del Gruppo, le esperienze internazionali. Formazione Nel 2006 all’interno dell’area Risorse Umane è stato integrato il LAB, il Barilla Laboratory for Food Culture, con l’obiettivo di gestire tutte le attività formative dell’azienda coerentemente con il sistema di costruzione delle competenze aziendali. Il LAB nasce come centro formativo con un approccio fortemente multidisciplinare con l’obiettivo di migliorare i profili tecnici e di leadership delle persone, ma anche di aiutare a interpretare in modo critico e innovativo il mondo del food. Nel 2008 ogni mese esperti autorevoli delle più diversificate aree, anche apparentemente lontane dal mondo del food, hanno condotto seminari e incontri aperti a tutti i dipendenti sui temi più disparati.

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Risorse Umane


Aggiorniamo costantemente i nostri programmi di formazione nazionali e internazionali, che sono rivolti a tutti i livelli e articolati sia sul piano tecnico che manageriale. È previsto un percorso conoscitivo dell’azienda, con una particolare attenzione all’identità aziendale, ai processi, alle principali funzioni specialistiche e allo sviluppo della leadership individuale. Nel 2008, in Italia, il 32% dei manager e il 42% dei quadri hanno partecipato ad almeno un programma di formazione. Inoltre, vengono realizzati percorsi e iniziative ad hoc per sviluppare le competenze necessarie a guidare l’azienda verso gli obiettivi presenti e futuri. A ottobre 2008 Barilla America ha ricevuto il premio Corporate University Best in Class (CUBIC), classificandosi al terzo posto tra i più promettenti Learning Centre. L’investimento in attività di formazione in Italia è stato pari a 1,7 milioni di euro. Cura delle persone Da sempre ci impegniamo nella cura delle persone che lavorano con noi. Nel 1947, presso la sede di Parma, è stato istituito un Fondo Sanitario Integrativo interno. Si tratta di un fondo a ripartizione, finanziato congiuntamente da azienda e dipendenti, che copre le spese mediche dei dipendenti e delle loro famiglie. Il Fondo è governato da un Consiglio di Amministrazione, di cui fanno parte sia dipendenti che persone designate dai vertici aziendali. Nel 2008 abbiamo iniziato a estendere la copertura a tutti i dipendenti Italia, sulla base di quanto stabilito tramite l’accordo integrativo di Gruppo del 2007. Il numero di persone che potranno beneficiare del fondo passerà da 2.000 a 4.800. Si tratta del primo, importante passo di un più ampio programma di rilancio del welfare che abbiamo impostato per i prossimi anni. Nel 2008 la spesa in queste attività è stata pari a circa il 4% dell’intero costo del lavoro. Inoltre, la percentuale delle persone coperte da polizza previdenziale integrativa in Italia (Alifond) è pari al 67%.

70

audit per sicurezza e ambiente

Diversità L’inclusione della diversità di genere, cultura, idee ed età è e sarà sempre più un’esigenza aziendale e nel futuro diverrà una filosofia di gestione. Il Codice Etico aziendale, messo a punto nel 2005 e distribuito a tutti i dipendenti, tratta e sottolinea il tema della diversità e delle pari opportunità. Sempre più le donne assumono ruoli di responsabilità. In Italia, a oggi il 25% dei nostri manager sono donne. Un maggior numero di donne significa anche dover far fronte a esigenze diverse. Per questo abbiamo introdotto strumenti di flessibilità, che agevolino la conciliazione dei tempi di lavoro e di vita privata. Primi fra tutti il contratto part time e l’orario flessibile che applichiamo nella maggior parte dei paesi. In Italia, ad esempio, abbiamo introdotto il part time prima che esistesse una legge a regolamentarlo, e la percentuale di part time sul totale dei dipendenti è pari al 4%. Negli Stati Uniti, invece, diamo la possibilità di avere mezza giornata libera alla settimana, lavorando 9 ore al giorno nei 4 giorni restanti. In Svezia i genitori che hanno figli piccoli hanno la possibilità di entrare più tardi e uscire in anticipo, completando il loro orario lavorativo attraverso il telelavoro.

cERCHIAMO DI SUPPORTARE LE PERSONE CHE LAVORANO PER NOI > E CHE HANNO UNA FAMIGLIA In Italia, contribuiamo alla spesa per la retta di scuola materna e asilo nido. Per favorire l’istruzione, mettiamo a disposizione dei figli dei dipendenti italiani borse di studio per soggiorni all’estero della durata di un intero anno scolastico. Anche le diversità culturali stanno acquisendo crescente importanza all’interno del Gruppo. Ad esempio, nel nostro stabilimento di Castiglione delle Stiviere lavorano insieme persone di 35 nazionalità diverse. Lavoreremo sempre di più per trovare nuove forme di diversity management.

Barilla Rapporto di Sostenibilità

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Rapporti con le Organizzazioni Sindacali Abbiamo costruito, nel corso degli anni, un articolato sistema di relazioni con le Organizzazioni Sindacali, a livello nazionale e locale, basato sul dialogo e il confronto, con l’obiettivo di assicurare e mantenere la crescita e la competitività aziendale attraverso il giusto bilanciamento tra le esigenze dell’organizzazione e il benessere delle persone che lavorano in Barilla. A livello europeo abbiamo costantemente sviluppato l’organo CAE (Comitato Aziendale Europeo) che, attraverso incontri annuali, realizza un importante momento di informazione e consultazione tra l’azienda e i rappresentanti dei lavoratori dei diversi paesi in cui abbiamo strutture produttive. In Italia, nell’anno 2008, anche in virtù delle considerazioni su esposte, erano attivi 40 contenziosi di natura lavoristica (con una popolazione aziendale di riferimento costituita da 4.715 persone). I dipendenti iscritti al sindacato in Italia sono pari al 39% del totale. Sicurezza sul lavoro Qualunque sia la sua dinamica, ogni evento infortunistico evidenzia il fallimento di uno o più processi organizzativi funzionali alla sicurezza sul lavoro. In questa ottica abbiamo posto in essere tre interventi specifici: • diagnosi della cultura di prevenzione, per capire il significato dato dai capi alla prevenzione, le cause attribuite agli infortuni, la dinamica degli infortuni, il supporto organizzativo dato alla prevenzione, la reciprocità e l’integrazione fra la prevenzione e le altre funzioni aziendali; • formazione dei formatori, per renderli capaci di condurre corsi sulla sicurezza agli operatori sulle più efficaci misure preventive; • formazione agli operatori, in cui tutti i preposti italiani sono stati coinvolti per discutere del loro ruolo attivo nel garantire che i lavoratori operino in piena sicurezza. Il Sistema Barilla di Gestione Sicurezza e Ambiente Nel 2008 abbiamo realizzato il Modello Integrato di Sistema Barilla di Gestione Sicurezza e Ambiente, in linea sia con la norma tecnica ISO 14001 (Ambiente) che con il British Standard Occupational Health and Safety Management System 18001 (Salute & Sicurezza). Nel sistema abbiamo introdotto tutti gli strumenti gestionali e organizzativi che avevamo sviluppato negli ultimi anni, per garantire la corretta e continua applicazione dei programmi di prevenzione e per garantire la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro.

Indice di Frequenza degli infortuni 29

28

24 2006

2007

Numero Infortuni Ore lavorate dai dipendenti

2008

Certificazioni Alla fine del 2008 quattro delle nostre unità produttive sono state certificate da Det Norske Veritas in accordo con il British Standard 18001. Si tratta del biscottificio di Castiglione delle Stiviere (Italia) e di tre pastifici: Foggia (Italia), Thiva (Grecia) e Bolu (Turchia). Nei prossimi anni estenderemo la certificazione a tutte le fornerie e i pastifici. Ogni anno svolgiamo attività di audit presso le strutture produttive sui temi di sicurezza e ambiente. Nel 2008 ne abbiamo realizzate più di 70 in Italia e all’estero.

* 1.000.000

Indice di Gravità degli infortuni 0,97

0,97

2007

2008

0,87 2006

Giornate assenza per infortunio Ore lavorate dai dipendenti

I risultati della prevenzione Il numero degli infortuni dei nostri dipendenti, già nella seconda parte del 2008, si è ridotto del 17% rispetto all’anno precedente, con un -15% dell’Indice di Frequenza (IF). L’Indice di Gravità è rimasto pressoché stabile. Anche per questo indicatore si è registrata una riduzione significativa già nel corso del 2009.

* 1.000

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Risorse Umane


Responsabilità individuale e diffusa Favorire e rafforzare una cultura della responsabilità individuale che riporti le persone a essere protagoniste del proprio ruolo.

Dire che la Gente Barilla è “la” nostra risorsa centrale è una responsabilità non solo per noi, ma anche per le persone che lavorano per noi. Infatti le persone sono chiamate a dare il massimo contributo a livello individuale per essere davvero protagoniste del proprio ruolo. Le persone e i valori Essere responsabili ha molte implicazioni e, tra queste, vi è anche il rispetto dei Valori aziendali. Alla guida del nostro Gruppo vi è da quattro generazioni la stessa famiglia. Questo ci garantisce un forte senso di identità, basato su uno stile umano e professionale fatto di correttezza dei comportamenti e di equilibrio tra rispetto per le persone e interesse per l’azienda. In seguito alla crescita degli anni novanta e alle numerose acquisizioni di altre aziende ci siamo accorti di non poter più fare affidamento solo sulla tacita trasmissione dell’etica del lavoro. Nel 2005 abbiamo stilato e comunicato alla Gente Barilla il Codice Etico (http://www.barillagroup.com/corporate/it/home/chisiamo/gruppo-Barilla/corporate-governance.html). Per noi è un documento fondamentale. Ogni persona che entra a far parte della nostra azienda deve aderire a questo documento. È stato inoltre istituito un Organismo di Vigilanza, che ha il compito di monitorare il rispetto del Codice Etico. In Italia questo organismo è incaricato anche di vigilare sul rispetto del Decreto Legislativo n. 231/2001, che introduce nelle aziende la cultura dei controlli interni come strumento di prevenzione dei reati. Nel 2008, l’intervento dell’Organismo di Vigilanza è stato necessario in pochissimi casi: 3 di violazione del Codice Etico e 2 di conflitto di interesse. La riorganizzazione Nel febbraio 2008 abbiamo iniziato una riorganizzazione per rispondere alle difficoltà del contesto esterno e alle sfide future che ci si prospettano. Abbiamo, infatti, deciso di darci un nuovo assetto organizzativo e operativo. L’azienda è stata riorganizzata su tre pilastri organizzativi: le Business Unit, le Market Unit e le Process Unit. Le Business Unit sono responsabili di sviluppare strategicamente il brand portfolio e le categorie di prodotto all’interno dei momenti di consumo, definendo gli obiettivi di crescita e profittabilità del business. Le Market Unit veicolano nei diversi mercati il portfolio aziendale di brand e categorie di prodotto e assicurano lo sviluppo e la marginalità dei clienti e dei canali di vendita, definendo obiettivi di crescita e profittabilità dei mercati. Le Process Unit sono responsabili dei processi trasversali a mercati e Business Unit garantendone l’efficacia e le efficienze, definendone a livello globale gli obiettivi, i goal e le strategie. La nuova struttura ha evidenziato la necessità di ridefinizione dei ruoli. Questo significa un profondo ripensamento del ruolo che ciascuno è chiamato a ricoprire e, spesso, una nuova definizione di compiti e priorità.

Barilla Rapporto di Sostenibilità

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Corporate Governance Nel 2008, anno di riferimento del presente Rapporto di Sostenibilità, la struttura di corporate governance di Barilla Holding S.p.A., società che consolidava il bilancio di tutte le società del Gruppo da essa direttamente o indirettamente controllate, si basava sui seguenti organi sociali: Consiglio di Amministrazione, Comitato Esecutivo, Collegio Sindacale e Soggetto incaricato del controllo contabile. Completavano la struttura di governance il sistema di controllo interno e il Modello di organizzazione, gestione e controllo della Società di cui al D. Lgs. 231/2001 (di seguito “Modello”). Il Modello comprende il Codice Etico, che esprime l’insieme di principi e valori in cui Barilla si identifica e dei quali chiede l’osservanza da parte di amministratori, sindaci, dipendenti, collaboratori esterni, consulenti, fornitori e clienti. Il Consiglio di Amministrazione è l’organo investito dei più ampi poteri cui spetta l’indirizzo della gestione, la valutazione dell’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile. Il Consiglio di Amministrazione era composto da sei amministratori di cui 4 esecutivi, 1 non esecutivo e 1 indipendente. Il Consiglio aveva istituito al proprio interno un Comitato Esecutivo, composto da quattro membri, al quale erano delegate funzioni di gestione strategica e finanziaria. La società esercitava la direzione e il coordinamento delle società del Gruppo Barilla Iniziative e Barilla G. e R. Fratelli ex. Art. 2497 c.c.. Per verificare l’efficace e corretto funzionamento del Modello di Barilla Holding, il Consiglio di Amministrazione ha nominato l’Organismo di Vigilanza (OdV), composto dai responsabili delle direzioni Group Legal and Corporate Affairs e Group Internal Audit, nonché da un membro esterno e libero professionista. Il Collegio Sindacale vigila sull’osservanza della legge e dello statuto, e sul rispetto dei principi di corretta amministrazione. I suoi componenti sono nominati per un periodo di tre esercizi e sono rieleggibili. Il Soggetto incaricato del controllo contabile era la società di revisione PriceWaterhouseCoopers S.p.A.. La struttura organizzativa del Gruppo si basava su due sub-holding operative: Barilla G. e R. Fratelli Società per Azioni e Lieken AG. Inoltre vi era la sub-holding operativa GranMilano fino a fine luglio 2008, quando la società fu ceduta a terzi. Per quanto riguarda Barilla G. e R. Fratelli Società per Azioni la struttura di governance era speculare a quella appena descritta relativamente a Barilla Holding S.p.A. ossia la società aveva un Consiglio di Amministrazione, un Comitato Esecutivo, il Collegio Sindacale e il Soggetto incaricato del controllo contabile. Il Consiglio di Amministrazione era composto da dieci amministratori di cui 5 esecutivi, 3 non esecutivi e 2 indipendenti. I due Amministratori indipendenti erano rappresentanti della minority (Gafina S.p.A.), alleato della Famiglia Barilla da decenni. Il Comitato Esecutivo era composto da 7 membri di cui 4 esecutivi, 1 non esecutivo e 2 indipendenti. Per quanto riguarda i meccanismi a disposizione degli azionisti e dei dipendenti per fornire raccomandazioni al più alto organo di governo, gli azionisti dell’azienda, sia di maggioranza che di minoranza, potevano interagire direttamente con il Consiglio di Amministrazione in quanto erano rappresentati al suo interno. Nell’ambito della struttura di governo dell’organizzazione, e in particolare con riferimento all’attuazione di quanto previsto nel Codice Etico, i dipendenti potevano inviare segnalazioni e suggerimenti all’Organismo di Vigilanza. L’OdV relaziona periodicamente il CdA riguardo alla sua attività. La struttura di corporate governance di Barilla Iniziative S.r.l. (già Finba Iniziative S.r.l.) si basava sui seguenti organi sociali: Consiglio di Amministrazione e Collegio Sindacale. Il Consiglio di Amministrazione era l’organo investito dei più ampi poteri, cui spetta l’indirizzo della gestione, la valutazione dell’adeguatezza dell’assetto organizzativo, amministrativo e contabile. Il Consiglio di Amministrazione era composto da cinque amministratori di cui 4 esecutivi e 1 non esecutivo.

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Risorse Umane


Timeline degli eventi rilevanti 2008 Nuovo Modello di Leadership 2006 Inizio progetto WAVE di mappatura e sviluppo delle carriere 2006 Istituzione del Barilla LAB (Barilla Laboratory for Food Culture) 2004 Seconda indagine Best Employee Survey 2001 Creazione di un sistema integrato di Gestione delle RU (Excellence Contribution Model) 2001 Prima indagine Best Employee Survey 2000 Primi interventi per introdurre la cultura di prevenzione 1998 Creazione del catalogo di formazione 1995 Introduzione MBO (Management By Objectives) collegato a valutazione comportamenti e risultati 1991 Nascita di “Gente Barilla”, organo di comunicazione interna 1989 Introduzione di un sistema variabile di retribuzione a obiettivi (PPO) prima ancora che venisse recepito dalla contrattazione nazionale di settore 1980 Valutazione del potenziale, definizione alti potenziali e formazione continua sul management 1973 Introduzione di rimborsi spese per iscrizione università e per iscrizione scuole medie superiori e scuole medie. Premio in caso di conseguimento laurea o diploma di scuola superiore o inferiore 1971 Istituzione del contributo per la retta di asilo nido e scuola materna 1962 Creazione del Fondo di Solidarietà interno in sostituzione della Cassa 1955 Nascita dei comitati di sicurezza sul lavoro 1947 Istituzione della “Cassa di Mutuo Soccorso”

Obiettivi da raggiungere entro il 2014 CURA E SVILUPPO DELLE PERSONE

1

Incrementare del 20% l’investimento nelle attuali attività di People Care.

2

Incrementare il numero di giorni di formazione, passando dagli attuali due medi per dipendente a cinque.

3

Ridurre del 50% le giornate di assenza per infortuni sul lavoro (con l’obiettivo di lungo termine di arrivare a zero incidenti gravi).

RESPONSABILITà INDIVIDUALE E DIFFUSA Accrescere il sentimento di responsabilità diffusa attraverso la formazione sul Codice Etico e sulla responsabilità di impresa.

4

Barilla Rapporto di Sostenibilità

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Persone L’attuale scenario economico nel settore dei prodotti di largo consumo è caratterizzato da bassi tassi di sviluppo, forte pressione sui prezzi, crescente potere contrattuale delle imprese di distribuzione e calo di efficacia della pubblicità tradizionale. Tutto ciò genera nelle imprese un orientamento di fondo sostanzialmente focalizzato al breve e brevissimo periodo (che le porta inevitabilmente a prediligere le leve di marketing degli sconti e delle promozioni) e, sul lato della domanda, comporta una forte frammentazione dei consumi e un generale senso di smarrimento nelle famiglie. In questa prospettiva, il ruolo delle imprese responsabili è quello di generare fiducia, non solo attraverso i propri prodotti, ma anche con impegni concreti volti a migliorare la qualità della vita, soprattutto attraverso la proposta di stili di vita e di consumo sostenibili. Il proposito di essere comunicatori di cultura e comportamenti alimentari significa considerare l’azienda al servizio della persona. I consumatori devono quindi essere considerati persone nel senso pieno e organico della parola. Considerato che le persone sono sempre più alla ricerca di uno scambio leale con i grandi marchi, fondato sul rispetto delle loro legittime aspirazioni, per costruire la fiducia le aziende devono investire prima di tutto sull’ascolto, con l’obiettivo ultimo di ridurre la distanza con il mercato e favorire una maggiore serenità. Senza ascolto, del resto, non possono neanche cogliere e interpretare correttamente le emozioni, le esigenze e i desideri sulla cui soddisfazione fondano lo sviluppo dei propri prodotti. Appare quindi sempre più necessario che nella comunicazione venga fatto un uso appropriato dei nuovi media i quali, se da un lato consentono alle persone di conoscere meglio l’offerta riducendo fortemente le asimmetrie informative nel momento dell’acquisto e del consumo, dall’altro lato stimolano la partecipazione al processo di progettazione dei prodotti e, più in generale, alla gestione dei marchi. Poiché la fiducia non nasce solo grazie all’esperienza di consumo (che comunque ne rappresenta il prerequisito), ma tutte le volte che si determina una interazione con il prodotto, il marchio o una persona dell’azienda, la massima trasparenza e il rispetto devono essere alla base del rapporto con il mercato. In definitiva, è solo dimostrando costantemente il proprio impegno nel fare del pianeta un posto migliore per tutti che le aziende mantengono le loro promesse. I consumatori dovrebbero ricevere un’informazione di tipo educativo, che permetta la loro crescita culturale e che li metta nelle condizioni di consumare meno, ma meglio. Paolo Gazza

Direttore Associazione Interprovinciale Produttori Ortofrutticoli Primo forum degli stakeholder

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Sicurezza e qualità Produrre alimenti caratterizzati da una sempre maggiore qualità e salubrità, informando il consumatore sulla sicurezza delle materie prime utilizzate e sui sistemi di lavorazione adottati.

La qualità e la sicurezza del prodotto rappresentano per ogni azienda alimentare il principale prerequisito del proprio impegno in termini di sostenibilità. In questa ottica garantiamo ai milioni di persone che ogni giorno decidono di alimentarsi con i nostri prodotti, un impegno speciale, che va ben al di là dei vincoli imposti dalla normativa. Questo impegno è volto alla soddisfazione delle loro attese e alla prevenzione e gestione dei rischi connessi ai processi di approvvigionamento di materie prime e materiali di confezionamento, e alla realizzazione e distribuzione dei prodotti. Le materie prime Riteniamo che sia possibile garantire la massima sicurezza e qualità del prodotto solo se si utilizzano materie prime caratterizzate da elevati standard di qualità e sicurezza, e se si adottano processi produttivi e distributivi con alti livelli tecnologici e sanitari. Alla stipula del contratto di acquisto di ogni risorsa utilizzata definiamo un Capitolato della Qualità della Fornitura, che stabilisce le caratteristiche organolettiche, chimico-fisiche e igieniche e l’area di provenienza di ciascuno dei 300 tipi di materie prime e dei 50 tipi di materiali di confezionamento che utilizziamo. I requisiti fissati da noi, molto spesso, sono più restrittivi di quelli di legge. Il rispetto delle specifiche, da parte dei fornitori, è garantito dal lavoro di 200 persone, che si occupano sia di effettuare ispezioni periodiche presso i fornitori per verificarne l’operato, sia di controllarne le forniture. Al momento della consegna di ciascun lotto allo stabilimento produttivo o al mulino, preleviamo e analizziamo un campione. L’accettazione è subordinata al risultato dell’analisi. Nel 2008 abbiamo analizzato 47.500 lotti, dei quali il 96% sono risultati pienamente conformi ai nostri standard. Per i lotti non conformi mettiamo in atto con il fornitore un meccanismo di analisi e miglioramento per risolvere insieme il problema e per evitare che si ripeta.

Progetto Food Safety di Filiera Il progetto Food Safety di Filiera serve a migliorare il livello di sicurezza degli approvvigionamenti (materie prime e materiali di confezionamento). Considerata l’elevata complessità che dobbiamo gestire, abbiamo individuato strategie diverse a seconda della rilevanza e dei volumi delle materie prime utilizzate. Il progetto mira a sviluppare al massimo le competenze specifiche di sicurezza alimentare, definire nuove regole per la gestione delle filiere e costruire una rete di esperti e laboratori di analisi a livello internazionale. Nel 2008 abbiamo svolto 450 giornate di formazione (training on the job), che hanno coinvolto 12 persone. L’investimento per il progetto è stato pari a 1 milione di Euro.

> PER BARILLA LAVORANO IN ESCLUSIVA 2.300.000 GALLINE Per materie prime che hanno una gestione complessa quali le uova, abbiamo implementato una filiera totalmente progettata e controllata. Negli allevamenti di fornitori dedicati, le galline sono allevate in ambienti con temperatura, luce e aerazione controllate e stabilizzate, con possibilità di movimento senza traumi, e vengono nutrite con alimentazione vegetale priva di additivi, gestita tramite capitolati di fornitura molto severi. Le uova, sgusciate entro 48 ore dalla deposizione, vengono consegnate ai nostri centri produttivi entro 16 ore dalla pastorizzazione. Tra la deposizione e l’utilizzo nei centri produttivi passano meno di tre giorni. I nostri stabilimenti Barilla opera attraverso 25 stabilimenti e 9 mulini dislocati in 10 paesi. Ognuno di essi è stato progettato e realizzato e oggi viene mantenuto seguendo le nostre regole GMP (Good Manu-

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facturing Practices): più di 600 norme operative di tipo igienico-sanitario, la cui corretta e completa applicazione viene sistematicamente garantita. Per ogni unità produttiva aggiorniamo costantemente l’analisi dei rischi e dei punti critici di controllo (HACCP, Hazard Analysis Critical Control Point), al fine di evitare contaminazioni.

IL GRANO ACQUISTATO DA BARILLA IN UN ANNO CORRISPONDE > A UN TRENO LUNGO 1.400 KM

La pulizia La pulizia dei locali e degli impianti è uno dei requisiti igienico-sanitari fondamentali per la sicurezza del prodotto. Nonostante sia affidata in prevalenza a ditte esterne specializzate, è un’area fortemente presidiata. Le ditte esterne, dopo aver superato il processo di selezione, ricevono un’adeguata formazione e, quindi, adottano le nostre rigide procedure. Verifichiamo puntualmente il loro operato prima di rimettere in funzione ciascuna delle nostre 179 linee di produzione. Certificazioni Ogni anno, in tutti i nostri stabilimenti e mulini, certifichiamo l’allineamento del nostro Sistema di Gestione Qualità e Sicurezza Alimentare con i più avanzati standard di riferimento internazionali attraverso le verifiche degli enti più accreditati (ISO 9001 per il Sistema Qualità e BRC/ IFS per la Sicurezza Alimentare).

Consumer Contact Per noi è fondamentale rispondere alle richieste delle persone. Durante il 2008 i contatti sono stati così distribuiti: 38% richieste relative a iniziative promozionali, 16% domande su prodotti, 8% questioni nutrizionali e 38% motivi di insoddisfazione. Ancora non disponiamo, però, di un numero verde in tutti i 125 paesi in cui vendiamo i nostri prodotti. Uno dei nostri obiettivi futuri è quello di estendere adeguate modalità di ascolto e risposta alle persone di tutti i paesi in cui operiamo.

Controlli sui prodotti Sottoponiamo tutti i prodotti finiti, prima di commercializzarli, a una serie di controlli organolettici (tra cui gli assaggi), microbiologici e chimico-fisici, per verificarne qualità e sicurezza. Nel 2008 abbiamo analizzato 87.400 lotti, e il 92% sono risultati pienamente conformi. I lotti che non superano la selezione sono caratterizzati da piccoli difetti. Si tratta perlopiù di prodotti il cui aspetto viene giudicato imperfetto e che, quindi, non rientrano nei canoni di eccellenza di Barilla. I casi più comuni sono quelli di problemi di forma, cottura o confezionamento. Controlli sulla distribuzione Per consegnare ai nostri clienti i prodotti nelle stesse condizioni qualitative e igieniche nelle quali sono usciti dagli stabilimenti, gestiamo anche le fasi di distribuzione in oltre 125 paesi. A tal fine richiediamo l’applicazione delle nostre GDP (Good Distribution Practices) ed effettuiamo verifiche ispettive periodiche, tramite esperti interni ed esterni all’azienda. Sottoponiamo tutti i magazzini (di stabilimento e dei distributori) all’analisi delle caratteristiche strutturali e gestionali. Presso le strutture dei distributori verifichiamo che le condizioni di pulizia, umidità e temperatura siano quelle ottimali per la conservazione del prodotto, e che non vi siano rischi di contaminazioni con altre merci presenti nello stesso magazzino.

> OGNI 15 SECONDI VIENE EFFETTUATO UN CONTROLLO Tracciabilità e rintracciabilità Abbiamo sviluppato un sistema di tracciabilità e rintracciabilità, informatizzato e presente in modo capillare in tutte le strutture, che serve a: • correlare i lotti di materie prime e i materiali di confezionamento utilizzati con i fornitori da cui provengono e con i prodotti finiti con essi realizzati; • risalire ai clienti ai quali è stato consegnato ciascun lotto di prodotto finito. In caso di problemi, siamo in grado di intervenire tempestivamente, sia per individuarne l’origine e risolverli, sia per tutelare i consumatori in caso di gravi difettosità. Nel complesso, per lo svolgimento delle attività di prevenzione e controllo necessarie a garantire la qualità e la sicurezza dei nostri prodotti, nel 2008 abbiamo investito 28 milioni di euro. Inoltre abbiamo coinvolto l’intera organizzazione per sviluppare competenze adeguate in tutta la popolazione aziendale. 49

Persone


Comunicazione Comunicare in modo completo e trasparente evitando, in particolar modo nella comunicazione diretta ai bambini, di sollecitare un consumo eccessivo o inappropriato dei nostri prodotti rispetto alle necessità alimentari di base riconosciute dai principi della buona alimentazione.

I nostri principi Nella comunicazione pubblicitaria Barilla adotta da sempre principi che vanno di gran lunga oltre il semplice rispetto delle norme di legge. Infatti, oltre a rispettare le linee guida vigenti a livello nazionale, abbiamo stabilito una serie di principi ai quali ci ispiriamo con coerenza e continuità. I due capisaldi sono: • le qualità attribuite ai prodotti devono sempre essere verificate scientificamente; • la comunicazione pubblicitaria, quando lo consente il tipo di mezzo utilizzato, deve venire accompagnata da indicazioni relative a piccole e semplici regole di stile di vita sano, a cui il consumo del prodotto dovrebbe associarsi. Cerchiamo, inoltre, di usare strumenti comunicativi diversi e complementari che ci permettano non solo di informare le persone, ma di stimolare un’interazione con il pubblico fornendo spiegazioni e chiedendo feedback.

BARILLA COMMERCIALIZZA ATTRAVERSO 12 MARCHI OLTRE > 1.000 REFERENZE, DEDICATE A OGNI MOMENTO DI CONSUMO La confezione In questo senso è fondamentale il ruolo che gioca la confezione, che va oltre i consueti utilizzi in chiave di marketing. Il pacco riveste un ruolo primario: è lo strumento con il quale le persone si confrontano quotidianamente in maniera diretta e che deve aiutarle al momento della scelta. Il pacco deve rispondere contemporaneamente a esigenze di chiarezza, trasparenza e informazione. Il nostro obiettivo, quindi, è offrire ogni possibile supporto, a partire da consigli di tipo nutrizionale, fino alle indicazioni su come realizzare il prodotto a casa e ai suggerimenti per lo smaltimento. In particolare, riteniamo importante indurre le persone ad adottare uno stile alimentare bilanciato. La tabella nutrizionale (nel rispetto delle normative nazionali di ciascun paese) esplicita apporto calorico e proteico, di carboidrati e zuccheri. Nel 41% dei casi indichiamo la quantità ideale di consumo, nel 25% dei casi diamo consigli per uno stile di vita salutare o una dieta bilanciata, e nell’84% dei casi forniamo suggerimenti di preparazione o di consumo.

Sull’85% dei nostri pacchi è riportata una tabella > nutrizionale dettagliata

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La pubblicità classica Il secondo strumento è la comunicazione pubblicitaria classica, fatta attraverso televisione, radio e stampa. Particolare attenzione è dedicata ai bambini. Quando ci rivolgiamo a loro lo facciamo sempre invitandoli a un consumo moderato e, se possibile, ambientando i nostri spot in situazioni di gioco o attività all’aperto. Inoltre cerchiamo di sottolineare il ruolo materno nella regolamentazione dell’alimentazione e nella somministrazione dei prodotti. Internet Naturalmente anche Internet sta acquisendo sempre più importanza, perché ci permette di fornire quelle informazioni che possono essere necessarie alle persone ma che, per ragioni di spazio o di tempo, non possiamo trasmettere con la pubblicità tradizionale o sul pacco. Abbiamo raccolto i dati relativi a 9 dei nostri 12 marchi: Barilla, Voiello, Mulino Bianco, Harry’s, Alixir, Misko, Filiz, Pavesi e Wasa. È possibile accedere a tali siti da www.barillagroup.com. 8 marchi su 9 hanno almeno un sito web. Di questi, 6 riportano sui siti loro collegati tabelle nutrizionali dettagliate, 7 danno suggerimenti per uno stile di vita sano o una dieta bilanciata, 3 suggeriscono quantità massime di consumo, e 5 danno indicazioni su come preparare il prodotto. Per Barilla uno dei diritti fondamentali del consumatore è di essere ascoltato. Attraverso il web stiamo cercando di creare degli spazi interattivi, nei quali le persone possano esprimersi, porre domande, evidenziare punti critici o avanzare proposte. Nel 2008 abbiamo sperimentato il primo sito davvero interattivo, chiedendo ai consumatori di partecipare all’iniziativa “Il frollino in cerca di autore” per scegliere il nome di un nuovo tipo di biscotti: i Girotondi. L’iniziativa poi è proseguita attraverso “I Diari del Mulino”, che ha visto 10 consumatori diventare blogger ed esprimere commenti e suggerimenti sui Girotondi. Sono esempi di una fase poco più che sperimentale, ma che stiamo cercando di sviluppare sempre più. Al fine di individuare tempestivamente possibili problematiche o richieste da parte delle persone e delle famiglie, sono state approntate anche modalità di monitoraggio continuo sulla rete Internet che registrano i commenti e i suggerimenti relativi ai nostri prodotti, marchi, attività e iniziative. il caso alixir Alixir è una linea di alimenti funzionali composta di 10 prodotti suddivisi in 4 aree di beneficio. I prodotti di ogni area contengono ingredienti attivi che sostanziano i benefici dichiarati. Le aree di beneficio sono comunicate attraverso i “claim sulla salute”: • aiuta a controllare il colesterolo; • migliora le funzioni intestinali; • aiuta a rallentare l’invecchiamento cellulare contrastando i radicali liberi in eccesso; • aiuta a rinforzare le difese immunitarie. Secondo il Regolamento 1924 del 2006, in Italia tali claim possono essere utilizzati solamente se sussiste un’accreditata letteratura scientifica a riprova dei benefici pubblicizzati. Non esiste ancora normativa europea per la definizione dei claim accettati: la Commissione Europea, con il supporto scientifico di EFSA, sta elaborando una lista ufficiale di claim salutistici. Prima del lancio di Alixir, non solo abbiamo raccolto i dossier scientifici fondati sulla più aggiornata bibliografia internazionale, ma, in aggiunta, abbiamo eseguito test clinici per ciascuna tipologia di beneficio presso 4 cliniche universitarie nazionali di primaria importanza. Il progetto è stato affrontato con la massima serietà di approccio scientifico. L’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato (AGCM) ha avviato nel febbraio 2008 un procedimento per accertare l’ingannevolezza di alcuni dei messaggi pubblicitari comunicati attraverso gli imballi dei prodotti Alixir. Nell’agosto 2008 ha censurato parti della comunicazione pubblicitaria, nonostante la documentazione a supporto dei 4 claim sulla salute. Abbiamo contestato la decisione e l’abbiamo impugnata presso il TAR del Lazio. Il TAR si è pronunciato e ha confermato il giudizio di ingannevolezza dell’Autorità Garante, ma ha ritenuto sproporzionata l’entità della sanzione irrogata (2009). Tuttavia, continuiamo a ritenere che gli addebiti rivolti alla nostra azienda dall’Autorità Garante siano sostanzialmente inconsistenti. Ad alcune imprecisioni in sede di comunicazione pubblicitaria è stato posto rimedio prontamente dopo i rilievi del Ministero della Salute. Anche per questo riteniamo di avere ampiamente dimostrato di non avere nessuna volontà di inganno ai danni dei consumatori. In ultima analisi si è trattato di imperfezioni non gravi completamente rimediate con le nuove confezioni adottate.

Alixir “Food Lounge” 2008 È un esempio di spazio temporaneo (Roma e Milano), esperienziale e interattivo, dove educare a un’alimentazione qualitativamente selezionata e innovativa. I visitatori seguivano un percorso multimediale incentrato sulle regole della buona alimentazione. Quindi, potevano rispondere a domande sul proprio stile alimentare per rilevare lo stato di salute tendenziale (cuore, difese immunitarie, invecchiamento cellulare e funzioni intestinali) e ricevere suggerimenti. Vi era poi la possibilità di provare menù personalizzati, preparati da cuochi Barilla con prodotti Alixir. Venivano inoltre organizzate conferenze e seminari per sensibilizzare sul ruolo dell’alimentazione nel benessere psicofisico

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Persone


Timeline degli eventi rilevanti

Sicurezza e qualità

Comunicazione

2008 2007 2003 2000 1998 1997 1996 1995 1993 1993 1985 1984

Inizio integrazione di Harry’s Francia e Harry’s Russia nel Sistema di Qualità Inizio del progetto Food Safety di Filiera Inizia l’integrazione di Wasa nel Sistema Qualità Prima certificazione del Sistema di Qualità (ISO9001) Prima edizione delle GDP (Good Distribution Practices) Inizio della progettazione dell’attuale Sistema di Qualità e Sicurezza Alimentare Prima edizione delle GMP (Good Manufacturing Practices) Si smette di usare il bromuro di metile (dannoso per l’ozono) per la disinfestazione degli stabilimenti (in anticipo di 10 anni sulla legge) e si introducono tecniche etologiche per il controllo degli infestanti Prima edizione del modello HACCP (in anticipo di 5 anni sulla legge) Istituzione in Italia del Numero Verde destinato ai consumatori Inizio del processo di valutazione e omologazione dei fornitori Viene costituita l’area Assicurazione Qualità, alla quale fanno capo i controlli qualità di stabilimento, e si passa da una politica di solo controllo a una di prevenzione

2008 2002 1996 1993 1992 1992 1991 1991 1990 1985 1985 1983 1976 1957 1952 1910

Campagna interattiva “Il frollino in cerca d’autore” Spot istituzionale per i 125 anni di Barilla di Wim Wenders Primo spot negli Stati Uniti Campagna in Francia: Gerard Depardieu Primo spot in Svezia con Stefan Edberg Campagna “La Piramide del mangiar sano” Primo spot Barilla in Germania: Steffi Graf Campagna “Colazione all’italiana” Spot Giuseppe Tornatore: la famiglia va a vivere nel Mulino Spot “Rigatoni” di Federico Fellini Inizio della campagna televisiva “Dove c’è Barilla c’è casa” Primo spot Barilla in Francia Primo spot del Mulino Bianco e inizio della campagna “Mangia sano, torna alla natura” Primo film pubblicitario di Barilla Erberto Carboni disegna il nuovo marchio Barilla Primo logo Barilla

Obiettivi da raggiungere entro il 2014 SICUREZZA E QUALITà

1

Estendere agli stabilimenti Harry’s Francia e Harry’s Russia gli standard Barilla relativi ai controlli sulle materie prime e sui prodotti finiti, procedendo verso la loro completa integrazione. Sviluppare piani che consentano di conseguire un incremento annuo del 10% del grado di conformità.

COMUNICAZIONE

2

Migliorare significativamente la completezza e la qualità delle informazioni nutrizionali disponibili sulle confezioni e sui siti web di Barilla e dei marchi, garantendo per tutti i prodotti e a livello globale: • la presenza di un’etichetta nutrizionale dettagliata; • i consigli per una dieta bilanciata e uno stile di vita sano; • i suggerimenti di consumo (in particolare, quantità ideali da consumare ed eventuali indicazioni su come combinare i prodotti).

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Comunità La società attuale è caratterizzata da complessità e diversità. Il cambiamento dei modelli di stato sociale ha potenziato il ruolo di sussidiarietà di una pluralità di soggetti. Nel contempo, le aziende si sono affermate non solo per la presenza capillare nella vita delle persone attraverso i prodotti, ma anche per la capacità di influenza sulle istituzioni. Sempre di più la società civile chiede loro il supporto nella prestazione di servizi per il bene comune, che non fanno parte della normale attività di business. Inoltre le investe del ruolo di portavoce all’interno del dibattito istituzionale. Per questo, le imprese che operano su una pluralità di mercati internazionali devono trovare strategie e azioni che, pur tenendo conto di peculiarità e specificità delle diverse situazioni, siano coerenti con il loro sistema di valori e con le loro competenze distintive, sviluppando una capacità di interazione con le comunità di riferimento, ovunque esse si trovino. Inoltre le imprese devono tenere conto della coesistenza di un duplice sistema di relazioni tra le persone. Il primo è fatto di convivialità, intensità emotiva e cognitiva e incontri reali nei tradizionali luoghi fisici. Le imprese che realizzano prodotti di larga diffusione tra le persone e le famiglie devono tenere in particolare conto tale dimensione, perché coerente con la propria missione specifica. Accanto a questa, tuttavia, stanno crescendo in modo esponenziale reti di scambio e relazione (i cosiddetti Social Network). Queste nuove interconnessioni apportano, insieme al soddisfacimento di una dimensione collettiva, il bisogno di una crescita autonoma e individuale. Nel complesso, la richiesta che oggi fanno le comunità è quella di poter attingere dagli enti e dalle organizzazioni che agiscono nel loro territorio (siano essi pubblici o privati, istituzioni, imprese o associazioni) le risorse utili allo sviluppo sostenibile. In particolare alle imprese, attori sociali a cui è richiesto da tempo di operare in modo trasparente e aperto, si richiede di mettere a disposizione competenze distintive in modo sussidiario, che compensino e integrino quelle di origine pubblica e associativa.

Sostenibilità di un’impresa significa anche la capacità di incentivare il suo rapporto con il territorio, valutando qual è la strategia comune per il futuro. Furio Brighenti Professore ordinario di alimentazione e nutrizione umana, Dipartimento di Sanità Pubblica, Università degli Studi di Parma Primo forum degli stakeholder

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Sviluppo Essere partecipe dei processi di sviluppo di tutte le comunità in cui operiamo, sia con interventi diretti che attraverso il dialogo e la cooperazione con le istituzioni.

Pur considerando che Barilla offre alle persone prodotti di utilizzo quotidiano che hanno profonde relazioni con il loro benessere, la massima influenza sulle comunità si registra dove la nostra impresa opera con strutture produttive o di servizio. Barilla è proprietaria di 25 impianti di produzione e di 9 mulini per la macinazione del grano in 10 paesi. Inoltre ha 8 piattaforme logistiche in Italia.

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1

1

1

2

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8

2

PIATTAFORME LOGISTICHE IN ITALIA

1

6 Pasta Prodotti da forno

6 3

8 1

Mulini Magazzini e depositi

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1

1

1

Gli impatti reciproci Operare sul territorio, impiegando risorse e restituendo beni e servizi, significa essere parte integrante delle comunità locali. Siamo consapevoli del valore che queste comunità ci trasferiscono ogni giorno. Con questo primo Rapporto di Sostenibilità abbiamo, quindi, deciso di provare a misurare l’impatto che a nostra volta abbiamo su di loro. Posti di lavoro Per quantificare le ricadute dobbiamo considerare in primo luogo i posti di lavoro determinati dalla nostra presenza. Nel 2008, a livello di gruppo, il numero di persone direttamente impiegate nei nostri siti produttivi, molitori e distributivi era di 7.450. Gli occupati indiretti nella produzione erano oltre 750. Solo in Italia la forza vendite conta 225 dipendenti e 399 esterni, dislocati su tutto il territorio. Nel settore logistico lavorano indirettamente per noi

Barilla Rapporto di Sostenibilità

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1.375 persone. Per contestualizzare questi dati è necessario precisare che, spesso, siamo l’impresa di più grandi dimensioni presente sul territorio. Da questo, più che dal numero assoluto di dipendenti, dipende il nostro peso nelle singole economie locali. Donazioni di prodotto Poiché siamo un’azienda che produce alimenti, il mezzo più semplice a nostra disposizione per contribuire alla promozione di attività su base locale è la donazione di prodotti. Nel 2008 quasi tutti i nostri centri produttivi hanno devoluto parte della produzione a sostegno di organizzazioni o attività, per un totale di 359 tonnellate. Una parte delle donazioni, inoltre, è stata gestita dalla sede di Parma. Nel 2008 attraverso le donazioni abbiamo sostenuto anche le attività di Feeding America (Stati Uniti) e Banco Alimentare (Italia), rispettivamente con 334 e 1.414 tonnellate di prodotti. Altre attività a sostegno dello sviluppo locale Poiché vogliamo esserne membri a pieno titolo, per noi è fondamentale contribuire allo sviluppo e alla crescita delle comunità presso le quali si trovano le nostre strutture. Siamo consci, però, che ogni comunità ha esigenze particolari e diverse. I nostri stabilimenti, quindi, hanno un buon grado di autonomia nella scelta delle iniziative da promuovere a favore del territorio. La selezione dei progetti avviene in seguito all’ascolto delle esigenze locali. Perciò nel 2008 la maggior parte dei nostri stabilimenti ha supportato, sponsorizzato o finanziato una serie di attività molto diverse tra loro (gare sportive, iniziative culturali e sociali, etc.). In America diamo la possibilità alle persone che lavorano con noi di utilizzare una giornata lavorativa all’anno per sostenere iniziative di beneficenza promosse da enti e organizzazioni terze. Tutte queste attività hanno lo stesso denominatore: creare valore sociale promuovendo fattori di aggregazione e solidarietà. Salute delle comunità locali In Italia è ormai prassi consolidata che ogni anno, a rotazione, uno dei centri produttivi localizzati in varie parti del territorio, doni infrastrutture o apparecchiature medico-sanitarie alla comunità locale di riferimento. Nel 2008, in aggiunta a questa iniziativa periodica e ricorrente, è stato deciso di sostenere la realizzazione dell’Ospedale dei Bambini di Parma, un polo scientifico e di cura di eccellenza, in collaborazione con enti pubblici e privati del territorio. Il valore complessivo del contributo ammonta a circa 8 milioni di euro in cinque anni. In futuro vogliamo rafforzare il nostro impegno a supporto delle comunità locali e puntiamo a consolidare, per ciascuna di esse, un ruolo di punto di riferimento nel dialogo tra imprese, pubbliche amministrazioni e società civile. Un esempio di collaborazione con il territorio Barilla possiede a Castiglione delle Stiviere (provincia di Mantova) il polo produttivo per prodotti da forno più grande in Europa. È un centro all’avanguardia per tecnologie, qualità dei prodotti, professionalità. Negli anni ‘90 erano iniziati i lavori per la realizzazione di una cava di ghiaia nei pressi dello stabilimento. Il sito, rimasto inutilizzato per anni, ha visto poi la presentazione da parte di un’azienda di un progetto di riutilizzo con la realizzazione di una discarica. Dopo una serie di accese discussioni che hanno visto la ferma presa di posizione di comitati locali, associazioni ambientaliste e imprese, il progetto era stato accantonato. Il progetto era, in effetti, del tutto incompatibile sul piano ambientale. La discarica sarebbe stata realizzata su di un terreno estremamente vulnerabile sotto il profilo idro-geologico. Questo avrebbe comportato il rischio di contaminazione della falda acquifera, sottostante a un’area di grandi dimensioni, facente parte della provincia di Mantova. Malgrado queste evidenze, nel 2008 il progetto è stato ripresentato ma ha visto una reazione determinata delle comunità locali. Si è creato un coordinamento tra Comuni, associazioni agricole e commerciali, comitati di cittadini, associazioni ambientaliste e imprese. Barilla ha fornito un contributo scientifico significativo grazie ai suoi esperti in materia ambientale. Il pool di enti pubblici e privati ha lavorato con successo alla promozione di una nuova regolamentazione legislativa per la localizzazione delle discariche, valida per tutta la provincia di Mantova. La Delibera Regionale 8/890 del 20/01/2009 ha definitivamente escluso la possibilità di realizzare una discarica presso la ex cava.

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Comunità


Educazione Favorire e supportare un approccio educativo, al fine di promuovere uno stile di vita responsabile di giovani e adulti (salute, attività motorie, nutrizione, tutela ambientale) e di contribuire alla salute delle comunità in cui operiamo.

Nel 2008 abbiamo realizzato 3 progetti educativi nelle comunità, in partnership con le istituzioni locali, orientati a favorire l’adozione di corretti stili di vita. giocampus Per promuovere tra i giovani l’attività motoria e stili di vita corretti, per il settimo anno consecutivo, in collaborazione con il CUS Parma e l’Università degli Studi di Parma, abbiamo realizzato il progetto Giocampus.

15.000 RAGAZZI COINVOLTI IN 7 ANNI

Nel 2008 hanno partecipato a Giocampus 2.800 ragazzi > di età compresa fra i 5 e i 14 anni Il progetto ha preso il via da un’analisi sul territorio svolta nel 2001, che ha messo in luce una carenza di fonti autorevoli ed esperienze formative in ambito di educazione motoria, alimentare e ambientale. Il nostro obiettivo è offrire un’esperienza multidisciplinare, costruita attorno a un intenso calendario di attività sportive, ludiche e di formazione. Giocampus permette ai più giovani e alle loro famiglie di acquisire i principi fondamentali di una corretta cultura del benessere. In particolare, il programma favorisce l’avviamento di pratiche motorie continuative e corrette prassi nutrizionali, in linea con le raccomandazioni espresse e riconosciute dalla comunità scientifica internazionale. All’attuazione del progetto hanno partecipato 150 educatori professionisti e abilitati dalle normative vigenti (diplomati ISEF e/o laureati in Scienze Motorie, medici pediatri, psicologi, naturalisti ed esperti in educazione ambientale). Le presenze dei ragazzi nel campus estivo sono cresciute costantemente, coinvolgendo complessivamente, in 7 anni, 15.000 partecipanti e registrando indici di gradimento tra “ottimo” e “buono” (giudizi espressi dalle famiglie su parametri vari tra cui Qualità Organizzazione 98%, Educazione Sportiva 98%, Educazione Alimentare 94%). I RISULTATI DI GIOCAMPUS Negli anni passati, durante lo svolgimento di Giocampus è stata condotta un’indagine sulle abitudini alimentari dei bambini. Dallo studio è emerso che il 22% dei bambini per 5 volte la settimana non consuma la prima colazione. Inoltre, abbiamo monitorato lungo il corso della giornata il bilanciamento tra la quantità di calorie assunte dai bambini e quelle consumate. I risultati dell’indagine hanno mostrato che durante la mattinata, a Giocampus, i bambini subivano un calo accentuato delle energie a disposizione, la cui causa è stata attribuita alla

Barilla Rapporto di Sostenibilità

I passi successivi Sulla base dell’esperienza fatta abbiamo promosso una versione “permanente” di Giocampus. A partire dall’anno scolastico 2009-2010 svolgiamo il programma presso le scuole elementari di Parma, integrandolo con la normale attività didattica. Lo scopo della collaborazione con tutti i nostri partner (Comune di Parma, Università degli Studi di Parma, CONI, Ufficio Scolastico Regionale per l’Emilia Romagna e CUS Parma) è di proporre Giocampus come modello educativo di riferimento in ambito nazionale. Gli obiettivi del programma sono condivisi da tutti i partner tenendo conto delle evidenze emerse ogni anno, monitorate mediante questionari quali/quantitativi, focus group con i genitori dei ragazzi che partecipano all’iniziativa, e indagini scientifiche mirate condotte dall’Università di Parma.

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Difficoltà nella misurazione dei risultati La misurazione dei risultati delle nostre attività è per ora principalmente qualitativa. Se per i dati fisiologici e auxologici è possibile una misurazione quantitativa, non è altrettanto semplice la rilevazione degli effetti prodotti sulla consapevolezza e il comportamento adottato dai ragazzi nell’arco dell’intera giornata. La misurazione dei risultati sul cambiamento delle abitudini è per ora stata possibile solo in riferimento ai comportamenti assunti durante le attività nell’ambito dei progetti. L’ambiente che maggiormente incide sulle abitudini alimentari dei bambini è, però, quello famigliare, dove può venire a mancare il consolidamento dell’intervento educativo offerto nelle scuole e da Giocampus. Per consolidare al meglio l’intervento educativo abbiamo previsto momenti di coinvolgimento sia dei genitori che degli insegnanti, attraverso azioni mirate.

scarsa o mancata colazione. In seguito a queste rilevazioni abbiamo modificato i menù dei pasti e abbiamo organizzato delle attività educative, sia per i bambini che per i genitori, per incentivare l’adozione di un più corretto stile alimentare a partire dalla prima colazione. I risultati di queste iniziative hanno indotto nei bambini il riequilibrio del rapporto tra le energie a disposizione e quelle consumate durante la giornata. “Barilla 1…2…3…Via!” “Barilla 1…2…3…Via!”, giunto nel 2008 alla sua seconda edizione, è un progetto che si sviluppa intorno al concetto di continuità e sinergia tra attività motoria e principi di sana e corretta alimentazione, andando a potenziare l’azione delle istituzioni didattiche in collaborazione con gli enti locali e territoriali e con il mondo dello sport. Al progetto hanno collaborato il CONI regionale Puglia, l’Assessorato allo Sport e l’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Bari, l’ANDID Puglia e l’Ufficio Scolastico Provinciale di Bari. “Barilla 1…2…3…Via!” si rivolge ai bambini delle classi terze, quarte e quinte della scuola primaria, offrendo loro percorsi educativi basati su movimento e sana alimentazione. Nel programma coinvolgiamo gli insegnanti svolgendo incontri formativi su temi relativi alla corretta alimentazione, e i genitori tramite workshop tematici sulla corretta educazione alimentare e sportiva. Gli insegnanti sono stati affiancati da personale specializzato: 20 consulenti di educazione motoria e 9 dietisti dell’ANDID Puglia. Dal 2002 attuiamo “Barilla 1…2…3…Via!” anche a Parma. Il progetto è caratterizzato dal potenziamento dell’attività motoria nelle scuole primarie offrendo agli alunni, da ottobre a maggio, due ore la settimana di educazione motoria svolta nelle palestre delle scuole. Anche in questo caso il progetto ha visto la collaborazione delle istituzioni locali: il Comune di Parma, il CONI provinciale e l’Università degli Studi di Parma. Hanno preso parte al programma 7.000 bambini di età compresa tra i 6 e gli 11 anni, e ognuno ha potuto usufruire di 60 ore di educazione motoria. I 680 insegnanti titolari sono stati affiancati in palestra da 70 esperti, diplomati ISEF o laureati in Scienze Motorie.

Nel 2008, 8.600 alunni delle scuole primarie di Bari > hanno potuto usufruire di 15 ore di educazione

motoria ciascuno

I risultati di “Barilla 1…2…3…Via!” Per valutare se le attività implementate durante il progetto hanno avuto effetti positivi sulla salute dei ragazzi abbiamo eseguito, all’inizio e alla fine dell’anno scolastico, misurazioni sui seguenti parametri: il rapporto peso/altezza, la velocità nella corsa, la flessibilità articolare, la capacità di coordinazione del corpo. I dati relativi all’anno scolastico 2007-2008 non sono ancora disponibili. Sono invece stati elaborati e pubblicati sulla rivista scientifica “Scandinavian Journal of Medicine & Science in Sports” quelli relativi all’anno scolastico 2006-2007. Le evidenze emerse indicano che si registrano netti miglioramenti della velocità nella corsa, della capacità di coordinazione del corpo e del rapporto peso/altezza (solo nel caso degli alunni maschi; per le ragazze non sono state registrate variazioni significative). Nel caso della flessibilità articolare, invece, nelle alunne non sono stati rilevati miglioramenti, mentre negli alunni sono stati riscontrati peggioramenti. La causa di questo risultato si individua nella tipologia degli esercizi, la cui esecuzione richiede contemporaneamente più capacità: motorie ma anche di coordinamento. Questo parametro sarà meglio analizzato in futuro.

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Comunità


Timeline degli eventi rilevanti 2007-2008 Pubblicazione delle guide didattiche di educazione alimentare e motoria 2006 Nasce “Scegli il benessere” in collaborazione con la Federazione Medico Sportiva Italiana 2002 Viene inaugurato Giocampus 2002 Nasce “Barilla 1...2...3... Via!” 1999 Collaborazione al progetto di Legambiente “Nontiscordardime” (progetto di educazione civica nella scuola dell’obbligo italiana) 1996-1999 “Qualità della vita”, progetto di educazione alla salute per le scuole dell’obbligo, in collaborazione con Legambiente 1996 Pubblicazione del volume “Percorsi Educativi”, primo atto del progetto “Qualità della vita” 1994-1995 “Natura in Città”, iniziativa in collaborazione con autorità municipali e Legambiente 1994-1995 Pubblicazione per gli insegnanti del poster della piramide del mangiar sano 1993 Pubblicazione, in collaborazione con Legambiente, de “Il manuale per il verde urbano” 1992-1995 “Alimentazione Sana, Natura Amica”, progetto di educazione alimentare e ambientale in partnership con Legambiente, rivolto agli studenti e agli insegnanti delle scuole medie inferiori 1992 Pubblicazione del volume “Percorsi di Educazione Alimentare e Ambientale”, primo atto del progetto “Alimentazione Sana, Natura Amica” 1989-1995 Progetto Giunti - Barilla: “La cultura dell’alimentazione”, progetto di educazione alimentare per le scuole elementari italiane 1989 Pubblicazione de “Il tempo dei cereali: dal mito, alla storia, alla tavola” per fornire agli insegnanti un sussidio sul tema dell’alimentazione 1987-2000 Scuola di Sport Barilla: centro estivo di educazione fisica e alimentare per giovani tra i 7 e 17 anni

Obiettivi da raggiungere entro il 2014 SVILUPPO

1

Realizzare un progetto di lungo termine nelle comunità in cui Barilla opera, sia in Italia che all’estero, per supportarne lo sviluppo. A tal fine destinare adeguate risorse, da impiegare in stretta collaborazione con gli stakeholder e in sintonia con le priorità da loro espresse, fino ad assumere un ruolo primario nello sviluppo delle comunità che ospitano gli stabilimenti.

EDUCAZIONE

2

Far sì che il progetto Giocampus venga riconosciuto a livello istituzionale come modello eccellente di progetto educativo e metterlo a disposizione degli enti locali e nazionali e di chiunque sia interessato alle stesse finalità sociali.

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Stakeholder Per troppi anni si è pensato che la responsabilità sociale delle aziende andasse dimostrata mettendo in atto attività utili per la collettività, scelte in modo del tutto autonomo (spesso autoreferenziale), grazie alle quali controbilanciare gli eventuali effetti dannosi del proprio agire irresponsabile. La crisi economica scoppiata nel 2008, e ancora prima gli scandali finanziari e le emergenze ambientali, hanno dimostrato invece quanto sia superficiale parlare di responsabilità senza prima valutare se, da parte dell’impresa, vi sia reale consapevolezza di essere parte di un sistema più ampio, con il quale si è disposti a interagire su un piano effettivamente paritario. Senza questa consapevolezza è difficile che le scelte aziendali, e quindi le azioni, possano avere impatto sociale ed essere testimonianza di un impegno. Questo cambio copernicano di prospettiva, che inevitabilmente toglie centralità all’azienda e la riconduce all’interno di un sistema più complesso, non solo comporta una rivisitazione radicale di molti processi e strutture dell’organizzazione, ma determina anche una radicale evoluzione culturale del management. Uno sforzo di tale importanza deve necessariamente basarsi su uno scambio e un aiuto reciproco tra l’azienda e tutte le altri parti che con essa interagiscono (stakeholder), perché senza un processo dialogico fondato sull’ascolto è impossibile individuare le soluzioni migliori e trovare le motivazioni sufficienti a porle in essere. L’impegno è rilevante e richiede forti investimenti organizzativi, ma non c’è altra strada per travalicare i confini angusti delle tradizionali funzioni aziendali e traguardare obiettivi di lungo periodo, che concilino gli obiettivi aziendali con uno sviluppo sostenibile. In questa prospettiva, definire in modo puntale i propri stakeholder e organizzare i canali più efficaci a favorire lo scambio di informazioni, finiscono per essere i prerequisiti della responsabilità sociale.

Il documento dovrebbe contenere al suo interno l’indicazione di obiettivi di ampio respiro, non solo relativi all’ambiente, ma anche a nutrizione, innovazione e filiera e, nel futuro, anche dei corrispondenti risultati. Andrea Poggio Vicedirettore Generale di Legambiente Primo forum degli stakeholder

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Mappa degli stakeholder Barilla

SISTEMA DI GOVERNANCE

DIPENDENTI

FORNITORI

ASSOCIAZIONI DI CATEGORIA

COMUNITÀ SCIENTIFICA

CLIENTI

MOVIMENTI D’OPINIONE, ONG, REALTÀ ASSOCIATIVE

Presidenza Consiglio di Amministrazione Organismo di Vigilanza Azionisti di maggioranza

Executive (dipendenti italiani e stranieri) Middle manager (dipendenti italiani e stranieri) Worker (dipendenti italiani e stranieri) Nuovi dipendenti (in azienda da 3 anni) Diversamente abili

Fornitori delle materie prime Imprenditori agricoli Fornitori di imballaggi Fornitori di impianti Fornitori di energie Fornitori di prodotti finiti Copacker Agenti di vendita Consulenti legali Fornitori di servizi Agenzie di advertising, packaging e comunicazione

Confindustria Ass. della distribuzione tradizionale

Conferenza dei Rettori (CRUI) Società scientifiche di nutrizione e alimentazione Ass. mediche

Distribuzione moderna Distribuzione tradizionale Nuovi canali di distribuzione Ristorazione commerciale e collettiva

Ass. di consumatori

Azionisti di minoranza

Dipendenti a fine carriera (5 anni prima della pensione) Rappresentanti sindacali Realtà associative interne all’azienda

Consulenti Broker assicurativi Media buying stampa, TV, Internet

AIDI (industria dolciaria-IT) CAOBISCO (industria dolciaria-EU) UNIPI (pastai-IT) UNAFPA (pastai-EU) Trasversali (europei e nazionali) ITALMOPA (industria molitoria-IT) Semouliers (industria molitoria-EU) Ass. produttori agricoli Ass. interprofessionali Ass. datoriali Ass. che promuovono il Prodotto dell’Anno Ass. di categoria, comitati professionali Ass. nazionali di rappresentanza delle imprese di autotrasporto Sindacati

Università le cui facoltà sono attinenti alle attività di Barilla (nazionali e internazionali) Fondazioni scientifiche Centri di ricerca pubblici Centri di ricerca privati

RAPPORTI significativi e FREQUENTI

RAPPORTI molto significativi e continui

La mappa che viene presentata di seguito è il frutto del lavoro di tutte le aree dell’azienda. Sono stati individuati gruppi specifici di stakeholder al fine di permettere un approccio strategico, sistemico e consapevole nella gestione dei rapporti nei loro confronti tramite il coinvolgimento, il dialogo e l’informazione. Inoltre, per permettere di implementare adeguate attività e iniziati-

RAPPORTI significativi MA SPORADICI

Collegio sindacale

Fornitori di materiali e attrezzature Proprietari di immobili

Ass. per i diritti dei minori Ass. educative e sportive Siti Internet dedicati ai consumatori e all’ambiente/Blog Consumo critico (Consumo responsabile, equosolidale)

Altre università (nazionali e internazionali)

Barilla Rapporto di Sostenibilità

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ve di relazione, sono stati analizzati i tipi di rapporti intrattenuti con i singoli gruppi di stakeholder, e classificati in tre tipologie. Nella tabella sottostante vengono disposti, a partire dall’alto, in corrispondenza di ogni categoria, i gruppi di stakeholder che con l’azienda intrattengono rapporti: molto significativi e continui, significativi e frequenti, significativi ma sporadici. MEDIA

ISTITUZIONI NAZIONALI, EUROPEE E INTERNAZIONALI

Bambini Adulti Senior Persone attente alla salute e al benessere Persone con problemi di salute specifici

Investor (US PP noteholders) Banche (partecipanti al sindacato) Agenzia delle Entrate Personale (enti previdenziali e assicurativi)

Rappresentanze di categoria (Confindustria, Confcommercio, Unioncamere) ASL NAS

Stampa - Quotidiani nazionali Televisione Internet Relazioni Media (stampa, quotidiani nazionali, TV, Internet) Stampa specializzata trade

Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali Ministero della Salute Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato EFSA

Revisori contabili esterni

Comuni Province Vigili del Fuoco Uffici del Lavoro Regioni

Stampa - Quotidiani locali Stampa - Periodici economici Stampa internazionale Stampa specializzata

Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca e istituzioni scolastiche Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti Ministero dell’Ambiente Garante per la Protezione dei dati personali Commissione Europea FAO, ONU, UNICEF EFFAT

Scuole Altri enti locali Enti destinatari della beneficenza

Stampa - altro

Presidenza del Consiglio dei Ministri Ministero dello Sviluppo Economico (area commercio estero) /ICE Agenzia europea per l’ambiente Agenzia europea per la salute e sicurezza nei luoghi di lavoro

Persone con allergie Persone che scelgono, per motivi religiosi o altri, un certo tipo di alimentazione

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Stakeholder

AMBIENTE E GENERAZIONI FUTURE

Concorrenti

Concorrenti diretti di categoria (pasta, bakery, sughi) Concorrenti diretti industria alimentare

Ambientalisti

Concorrenti indiretti (food ma non della grande distribuzione)

RAPPORTI significativi MA SPORADICI

COMUNITà LOCALI

RAPPORTI significativi e FREQUENTI

ENTI FINANZIARI E DI CONTROLLO FISCALE/ CONTABILE

RAPPORTI molto significativi e continui

CONSUMATORI


Rapporto con gli stakeholder Coinvolgere il più possibile gli stakeholder nelle pratiche aziendali e creare con essi un rapporto dialettico che produca il massimo valore per loro e per l’azienda stessa.

116

Siamo consapevoli che la crescita durevole ed economicamente sostenibile di Barilla non può prescindere dall’esistenza di uno stretto legame tra gli obiettivi dell’azienda e le esigenze della società. A questa consapevolezza corrispondono l’attenzione e la collaborazione che l’azienda ha avuto nel corso della sua storia con comunità locali, mondo accademico, organizzazioni di cittadini, sindacati, realtà della società civile, etc. Questo orientamento ha spinto ora Barilla verso un impegno ulteriore: consolidare una pratica di relazioni con gli stakeholder che prevede il loro coinvolgimento nella definizione di linee di azione dell’azienda, il dialogo e un’informazione trasparente. Questo nuovo approccio, tuttavia, non era praticabile in assenza di una chiara identificazione dei soggetti che sono in un rapporto di influenza reciproca con l’azienda stessa. è per questa ragione che è stato di recente avviato un processo di mappatura dei nostri stakeholder. La mappa Per costruire una mappa che non fosse la usuale lista di 7-8 categorie generali, ma uno strumento da utilizzare per l’impostazione, la valutazione e il miglioramento continuo dei rapporti con gli stakeholder, sono state coinvolte tutte le direzioni e le unità dell’azienda, chiedendo loro di fornire il proprio contributo. Per evitare di individuare categorie così generali da risultare in pratica inutili, è stato chiesto di identificare gruppi ristretti e omogenei di stakeholder che avessero un rapporto di relazione diretta con l’azienda. Per rendere la mappa utile a costruire una strategia articolata di rapporto con tali gruppi, è stato inoltre chiesto ai responsabili delle unità dell’azienda di effettuare una classificazione in base al tipo di rapporti intrattenuti con i diversi stakeholder: molto significativi e continui, significativi e frequenti, significativi ma sporadici. Il risultato di questo processo è stato la produzione di una mappa che individua 116 categorie specifiche di stakeholder classificate per tipo di rapporto intrattenuto con l’azienda. La mappa degli stakeholder così costruita viene presentata nelle due pagine precedenti. Coinvolgimento Come è già stato detto, il processo di mappatura ha coinvolto l’intera azienda, area per area. Questo ha comportato tempi lunghi e l’impossibilità di giungere alla produzione della mappa prima dell’inizio del processo di rendicontazione. Per non far mancare il coinvolgimento degli stakeholder fin dalle prime fasi del processo di rendicontazione si è pertanto stabilito di convocare due forum con rappresentanti delle principali categorie di stakeholder, in attesa di poter costituire un panel pienamente rappresentativo sulla base dell’operazione di mappatura che era in corso. Il primo forum è stato convocato a luglio 2008, presso lo stabilimento di Pedrignano (Parma). Agli intervenuti (rappresentanti delle categorie di consumatori, comunità scientifica, realtà as-

Barilla Rapporto di Sostenibilità

CATEGORIE SPECIFICHE DI STAKEHOLDER CLASSIFICATE

Livello di applicazione delle linee guida GRI Lo standard internazionale GRI, oltre a definire una serie di indicatori e parametri a cui si deve attenere la rendicontazione, richiede di dichiarare il grado di applicazione delle linee guida. L’autovalutazione prevede tre livelli (partendo dal più elevato: A, B e C). Per questo primo nostro rapporto il livello di applicazione è stato C. Ci impegniamo, nella redazione dei prossimi rapporti, a raggiungere un grado più elevato di conformità.

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sociative, fornitori, dipendenti) è stato chiesto di valutare le aree che definiscono il perimetro di responsabilità di Barilla e di esprimere un giudizio su come il modello risultante corrispondesse alle loro priorità. Il secondo forum si è tenuto nel novembre 2008 presso lo stabilimento di Castiglione delle Stiviere (Mantova). In questa occasione sono stati inclusi tra i partecipanti anche i sindacati, la distribuzione, i media, le associazioni di categoria e la comunità locale. In questo caso l’obiettivo era quello di validare le sfide individuate per ogni area di responsabilità e contribuire alla definizione dei conseguenti impegni.

Il nostro impegno nel coinvolgere gli stakeholder > riguarderà non solo il processo di rendicontazione,

ma anche le altre attività dell’azienda

Caso: Accusa di cartello Il 25 febbraio 2009 l’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato ha sanzionato l’Unione Industriali Pastai Italiani e 26 delle maggiori industrie produttrici di pasta, tra cui Barilla, con l’accusa di aver posto in essere un cartello sui prezzi della pasta. La multa prevista nel suo insieme è di 12.496.333 euro distribuita secondo le responsabilità attribuite dall’Antitrust ai diversi soggetti. La nostra risposta all’accusa dell’AGCM è di assoluta estraneità a qualsiasi azione di cartello ai fini della determinazione di un aumento dei prezzi della pasta. Sosteniamo di aver agito, come sempre, con la massima libertà nel determinare la nostra politica commerciale. Il mercato della pasta è sempre stato caratterizzato da piena concorrenzialità come lo è stato nel periodo oggetto d’indagine. Gli aumenti di prezzo effettivamente praticati dai pastai sono stati assolutamente necessitati, e per di più hanno consentito agli industriali pastai di recuperare solo una parte degli aumenti di costo dei principali fattori produttivi, a partire dalla materia prima. Al fine di informare gli stakeholder sulla nostra posizione riguardo alla decisione dell’Authority sono stati inviati comunicati ai nostri fornitori, alla stampa, alla distribuzione e a tutti i dipendenti tramite comunicazioni interne. Attualmente Barilla ha contestato la sanzione dell’Autorità e al momento il procedimento è giunto al secondo grado di appello.

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Nei confronti degli interlocutori ci impegniamo a un approccio strategico ma anche nell’attivazione di prassi che ci consentono di rispondere a esigenze e aspettative che hanno impatto sul business. La collaborazione col Cliente (Distribuzione) tende ad aumentare l’efficienza della filiera e il servizio alle persone e alle famiglie. Desideriamo rafforzare il loro coinvolgimento in tutte le iniziative in cui siano attori fondamentali della filiera, per perseguire insieme un sempre più elevato livello di sostenibilità; a tal fine riteniamo importante attivare un canale d’ascolto costante e strutturato (Forum degli Stakeholder) al quale saranno sempre invitati a partecipare. Il confronto avverrà anche attraverso i canali consueti. I nostri collaboratori responsabili del rapporto col Cliente promuoveranno la valutazione e lo sviluppo di aree di collaborazione sui temi della sostenibilità. Per quanto riguarda la Comunità Scientifica riteniamo che sia un riferimento per la progettazione, la realizzazione e il controllo di tutti i nostri prodotti e processi. Per questo nel corso degli anni abbiamo sviluppato rapporti stabili con diversi centri di ricerca incentrati su progetti che spaziano in diversi campi del sapere. Riteniamo che il sapere scientifico sia un reale motore per il cambiamento e lo sviluppo sostenibile del settore agro-alimentare ed è questo uno dei motivi che ha portato alla creazione del Barilla Center for Food & Nutrition. Nei confronti dei Fornitori Barilla persegue una politica di creazione di un sistema integrato che lega a sé tutti i partner della filiera di fornitura. Per il futuro, intendiamo consolidare il presidio delle filiere delle materie prime agricole su rilevanti fattori critici: terreni coltivabili, fabbisogni idrici, Carbon Footprint. Questo anche grazie all’indirizzo dei programmi di miglioramento genetico e pratiche colturali su specifici obiettivi di miglioramento dell’impatto ambientale che verrà misurato come Ecological Footprint. Il presidio del territorio implica, tuttavia, non solo la progettazione e il reperimento delle materie prime o la gestione dei cicli produttivi. Grazie alla conoscenza capillare dei territori in cui operiamo, intensificheremo i rapporti con le Comunità, promuovendo un dialogo continuo che porti a unire in modo sinergico risorse e intelligenze, entro una logica di valorizzazione dei differenti interlocutori e con la prospettiva di fornire risposte integrate a bisogni presenti, anticipando quelli futuri e potenziali. In relazione alla partecipazione ai processi di sviluppo delle comunità e al perseguimento della propria sostenibilità Barilla riconosce l’importanza della collaborazione con organizzazioni che operano per lo sviluppo della società civile. Barilla continuerà a svolgere progetti che mirano a contribuire al benessere della società attivando partnership con ONG e Associazioni che possano affiancarci nel perseguimento di queste finalità.

Stakeholder


Dialogo e informazione Nel 2008, anche se al di fuori di un approccio organico, abbiamo realizzato alcuni eventi che ci hanno permesso di dialogare con gli stakeholder. Tra il 6 e il 20 giugno, in occasione dell’entrata in vigore del nuovo regolamento europeo sulle buone pratiche di fabbricazione, abbiamo organizzato nella sede di Pedrignano (Parma) gli incontri di formazione e dialogo con i fornitori di packaging; il 10 ottobre, sempre a Pedrignano, per l’evento annuale in conclusione della campagna agricola in Emilia Romagna, abbiamo riunito i nostri partner (fornitori di grano, fornitori di sementi e Regione Emilia Romagna) per commentare i dati agronomici e commerciali della campagna conclusa e anticipare quelli della campagna successiva; a dicembre, abbiamo promosso il meeting annuale con i fornitori di prodotti finiti; il 20 e 21 maggio abbiamo ospitato a Pedrignano un gruppo di consumatori vincitori di un concorso organizzato dal settimanale Oggi. In questa occasione i partecipanti hanno avuto la possibilità di visitare lo stabilimento e rivolgere domande al Vicepresidente Paolo Barilla. Inoltre, abbiamo collaborato all’organizzazione e partecipato a momenti di dialogo come il Simposio internazionale del grano duro, svolto dal 30 giugno al 3 luglio a Bologna; l’Expo Senior (6 e 7 novembre 2008), forum dedicato alla salute delle persone che hanno superato i 50 anni, in cui i nostri esperti sono intervenuti su temi legati alla nutrizione; la conferenza internazionale sulle produzioni mediterranee che si è tenuta a Parma il 14 e il 15 novembre. Infine, con l’obiettivo di confrontarci con la comunità scientifica internazionale, abbiamo partecipato a due eventi negli Stati Uniti: la conferenza internazionale sulla nutrizione “American Dietetic Association Food & Nutrition Conference Expo”, che si è tenuta a Chicago dal 26 al 28 ottobre, e la conferenza internazionale sulla dieta mediterranea, che si è tenuta a Boston dal 16 al 18 novembre. Inoltre, è ormai nostra consuetudine dare la possibilità a gruppi di persone di visitare gli stabilimenti, in modo da offrire loro un’informazione completa riguardo alla qualità e alla sicurezza dei processi produttivi che adottiamo. Nella seguente tabella vengono riportati alcuni dati sul numero di visite agli stabilimenti avvenute nel 2008. Numero di visite agli stabilimenti nel 2008 120

80

Ru ss ia

Fr an ce

Ha rry ’s

(U SA )

Ha rry ’s

Av on

Ca sti gli on e Bo lu (T ur ch ia) Te be (G re cia ) Am es (U SA )

Cr em on a

M elfi

Pe dr (P igna ar n m o a)

Fo gg ia

Ru (P bbia ar n m o a)

No va ra

40

In totale le attività orientate alla gestione dei rapporti con gli stakeholder nel 2008 hanno visto partecipe il 66% di tutti i gruppi individuati dalla mappa. In particolare il 25% è stato coinvolto nella definizione di programmi e attività dell’azienda, il 32% ha partecipato a momenti di dialogo e il 65% è stato destinatario di informazione diretta sulle nostre attività.

Barilla Rapporto di Sostenibilità

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Approccio innovativo alla rendicontazione Implementare un modello permanente e innovativo di rendicontazione che favorisca una comunicazione trasparente e completa delle informazioni ai nostri stakeholder.

Consideriamo il Rapporto di Sostenibilità come uno strumento strategico indispensabile per il cambiamento del nostro approccio al business. Da qui la decisione di elaborare un modello innovativo e di individuare sfide, impegni e obiettivi anche nei confronti della modalità di rendicontazione. La partecipazione dell’intera azienda Uno dei più importanti elementi di innovazione introdotti è l’utilizzo della rendicontazione come mezzo di cambiamento dell’azienda: per questo è stato deciso che l’intera azienda dovesse essere coinvolta in tutto il processo. Lavorando direttamente al progetto ogni area si è confrontata con i temi della cittadinanza d’impresa integrandoli alle attività svolte quotidianamente. A questo scopo sono stati creati tre team: il primo formato dall’Amministratore Delegato e dai Direttori delle aree aziendali, con il ruolo di fornire l’indirizzo strategico, il secondo composto dal Direttore Comunicazione, dal coordinatore del progetto e dal team di FONDACA, che ha fornito il proprio supporto scientifico e metodologico a tutto il processo, il terzo formato dai responsabili diretti delle aree aziendali che hanno offerto il proprio contributo operativo.

2

Il coinvolgimento degli stakeholder Altro fondamentale elemento innovativo è il coinvolgimento degli stakeholder fino dalle prime fasi del processo. L’obiettivo perseguito è stato fare in modo che gli stakeholder potessero effettivamente fornire il proprio contributo nelle fasi decisionali del processo. Al fine di evitare circolarità e deduttività, e ottenere risultati il più possibile confrontabili con quelli di altre aziende, abbiamo deciso di far riferimento a standard internazionali e ai principi alla base delle linee guida proposte dal GRI (Global Reporting Initiative). Inoltre abbiamo analizzato gli indicatori utilizzati dai nostri competitor, selezionando quelli che ci sembravano buoni esempi. Il nostro impegno proseguirà con la rendicontazione dell’intera supply chain dell’azienda e con l’integrazione del conto economico con gli impatti sociali e ambientali.

forum DEGLI STAKEHOLDER CONVOCATI

Partecipazione di tutte le aree dell’azienda

Modello di responsabilità Matrice sfide-impegni Documento “Il percorso verso la sostenibilità” Selezione dei KPI rilevanti Raccolta dati e informazioni per KPI Individuazione degli obiettivi Rapporto di responsabilità, numero zero

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Stakeholder

Coinvolgimento degli stakeholder: primo forum Coinvolgimento degli stakeholder: secondo forum


Il processo attuato Il primo passo è stato elaborare il modello di responsabilità: un documento in cui sono stati elencati gli ambiti di responsabilità di Barilla e tutti gli indicatori che, in maniera più analitica possibile, descrivessero le relative attività. Ogni unità operativa ha fornito il proprio contributo elaborando gli indicatori più adeguati alla misurazione delle attività che svolge. Raggiunta una lista di 450 KPI (Key Performance Indicator), il passo successivo è stato coinvolgere gli stakeholder. Al primo forum hanno partecipato 27 stakeholder di 5 categorie (dipendenti, fornitori, consumatori, comunità scientifica, realtà associative); dall’incontro sono emersi 35 suggerimenti. Questi sono stati tenuti in conto ed è stato possibile accoglierne 25 (in appendice viene riportata la tabella “Tavola degli input forniti dagli stakeholder – primo forum”). Il nostro fine era far sì che la rendicontazione non fosse solo una descrizione delle attività legate alla sostenibilità dell’azienda, ma che potesse permettere di individuare e perseguire obiettivi di miglioramento. Per questo abbiamo scelto di ridurre il numero di indicatori mantenendo quelli che giudicavamo più rilevanti. Per effettuare questa selezione abbiamo individuato le “sfide” globali della sostenibilità e gli impegni che è necessario perseguire per fronteggiare queste sfide. Ancora una volta sono state coinvolte tutte le aree dell’azienda e un panel di stakeholder. Al secondo forum hanno partecipato 35 stakeholder appartenenti a 9 categorie (realtà associative, sindacati, associazioni di categoria, media, comunità scientifica, comunità locale, clienti, fornitori, dipendenti). I contributi raccolti durante il forum sono stati 29 ed è stato possibile accogliere 21 di questi (in appendice viene riportata la tabella “Tavola degli input forniti dagli stakeholder – secondo forum”). Le sfide e gli impegni individuati sono stati inseriti in una matrice e resi pubblici all’interno del documento intitolato “Sfide, impegni e azioni per una crescita sostenibile”. Considerando che alcuni stakeholder hanno partecipato a entrambi i forum, nell’intero processo sono stati coinvolti 55 stakeholder. Un altro importante elemento, che ha orientato la selezione degli indicatori, è la volontà di tendere a rendere conto dei risultati e degli effetti, più che delle attività svolte o delle risorse impiegate. In seguito è cominciata la raccolta dei dati per il calcolo degli indicatori selezionati. Presentando i dati in questo Rapporto ci prendiamo conseguentemente l’impegno di migliorarli nel futuro, focalizzandoci non sul mero rispetto di requisiti elementari, ma piuttosto sulle soluzioni di eccellenza date ai problemi individuati. In particolare, per ribadire in maniera più categorica la nostra volontà abbiamo individuato un obiettivo relativo a ogni impegno preso. L’arco temporale degli obiettivi è stato scelto a 5 anni, per avere a disposizione il tempo necessario al perseguimento di obiettivi sfidanti ma concretamente raggiungibili, e per integrarli con il piano strategico aziendale. Infine ci impegniamo a rendere noti i feedback relativi al giudizio degli stakeholder coinvolti durante il processo, riguardo alla qualità del percorso di rendicontazione seguito e sul documento prodotto.

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input raccolti durante i forum

Criticità Nell’individuazione del perimetro di rendicontazione la nostra volontà ci spingeva a considerare tutte le filiali di Barilla nel mondo. Purtroppo, nell’ambito di questo primo Rapporto di Sostenibilità, che ha per noi una valenza sperimentale, non è stato possibile recepire talune specificità relative a tutti i mercati e i marchi del Gruppo, e di conseguenza non in tutte le filiali è stato possibile utilizzare l’intera lista degli indicatori scelti. In particolare, a fianco viene presentata una tabella in cui vengono riportate le percentuali di indicatori utilizzati per ogni filiale rispetto all’intera lista. In appendice, nella tavola degli indicatori, è possibile verificare il perimetro di rendicontazione di ogni singolo indicatore. Non è stato possibile far rientrare nel perimetro di rendicontazione l’azienda controllata Lieken, in quanto l’impresa è attualmente soggetta a processi di cambiamento e riorganizzazione. Inoltre le sue attività si differenziano fortemente dal business caratteristico di Barilla. Nonostante ciò l’obiettivo che ci poniamo è di giungere in breve tempo all’inclusione di tutte le filiali Barilla utilizzando un modello unico di rendicontazione. Per fornire al lettore informazioni il più possibile trasparenti, è stato riportato per ogni dato che non riguarda tutte le filiali, il perimetro a cui si riferisce.

Barilla Rapporto di Sostenibilità

Società del gruppo e percentuali di indicatori utilizzati

70

Harry’s (Francia)

52%

Harry’s (Russia)

29%

Barilla (USA)

56%

Yemina e Vesta (Messico)

38%

Wasa (Germania e paesi scandinavi)

56%

Wasa (Norvegia)

40%

Filiz (Turchia)

56%

Misko (Grecia)

56%

Number 1 (Italia)

60%


Timeline degli eventi rilevanti 2008 2008 2007 2004 2003

Secondo forum per il coinvolgimento degli stakeholder nel processo di rendicontazione Primo forum per il coinvolgimento degli stakeholder nel processo di rendicontazione Assessment delle attività legate alla sostenibilità dell’azienda condotto da FONDACA Progetto AFIS (Agri-Food Industry Sustainability), primo approccio alla rendicontazione in cui viene analizzato il quadro della sostenibilità dei business della pasta e dei sughi pronti “Libro verde”, documento che pone le basi dell’approccio alla sostenibilità in Barilla

Obiettivi da raggiungere entro il 2014 RAPPORTO CON GLI STAKEHOLDER

1

Consolidare una prassi che consenta l’effettivo coinvolgimento di tutti gli stakeholder nei processi che li riguardano. In questa ottica organizzare almeno due panel annuali connessi al processo di rendicontazione, e altri incontri relativi a fatti, progetti, attività che, implicando ricadute dirette o indirette su una o più categorie di stakeholder, ne suggeriscano il coinvolgimento preventivo al fine di ottenere la loro effettiva partecipazione al processo.

2

Rendere noto, a seguito di ogni incontro, il modo in cui si è tenuto conto dei diversi contributi, nonché le eventuali azioni che ne saranno conseguite.

Approccio innovativo alla rendicontazione

3

Giungere all’adozione di un modello di rendicontazione unico da parte di tutto il gruppo Barilla (comprese le sussidiarie all’estero) che faccia riferimento agli stessi KPI, coinvolgendo sistematicamente gli stakeholder e cercando di accogliere il maggior numero possibile dei suggerimenti migliorativi ricevuti.

71

Stakeholder


Il lavoro continua Questo Rapporto riassume e descrive le azioni connesse ai temi della sostenibilità che hanno avuto luogo nel 2008. Tuttavia, la nostra impresa vive con concretezza e determinazione il suo presente, e nel 2009 il percorso verso la sostenibilità è andato avanti con coerenza, producendo una serie di risultati importanti. La sostenibilità, infatti, per essere reale e credibile deve possedere anche una forte dimensione realizzativa. E se è vero che per Barilla significa soprattutto fare bene il proprio mestiere offrendo prodotti sicuri e buoni, di grande valore, desideriamo mettere in evidenza anche altre esperienze che fanno parte di un paniere di attività che svolgiamo sul territorio, correlate al nostro modello di sostenibilità caratteristico e unico. Barilla coltiva una forte dimensione del “fare” e la consapevolezza di dovere promuovere pratiche di sostenibilità che producono risultati concreti e tangibili, da cui le comunità e le persone possono trarre beneficio immediato. Vogliamo testimoniare la coesistenza di nessi strategici e attività concrete. Di alcune di queste diamo conto nelle pagine seguenti.

73

Il lavoro continua


Barilla Center for Food & Nutrition Il Barilla Center for Food & Nutrition (BCFN) è un centro di pensiero e di cambiamento che ha l’obiettivo di raccogliere le migliori conoscenze presenti a livello mondiale sulle tematiche legate al mondo dell’alimentazione e della nutrizione in relazione a persone, ambiente, scienza ed economia, di analizzarle e proporre soluzioni per affrontare le sfide alimentari del prossimo futuro. Le sue aree di interesse e di lavoro sono quattro: • Food for Sustainable Growth, implicazioni di impatto ambientale per il settore agro-industriale; • Food for All, implicazioni legate alla gestione delle filiere alimentari per favorire a livello globale l’accesso al cibo; • Food for Health, implicazioni che connettono l’alimentazione allo stato di salute e benessere delle persone; • Food for Culture, implicazioni che legano il cibo alle tradizioni, alle abitudini alimentari, alle religioni delle varie popolazioni. Gli obiettivi In tutti i suoi ambiti di intervento il Barilla Center for Food & Nutrition si basa su un rigoroso approccio multidisciplinare, con l’obiettivo di: • dare ascolto alle esigenze attuali ed emergenti della società sui grandi temi legati al mondo della nutrizione e dell’alimentazione; • individuare le tematiche fondamentali in relazione a persone, ambiente, scienza ed economia; • raccogliere e analizzare le esperienze così come le conoscenze e le competenze più avanzate oggi disponibili a livello mondiale; • sviluppare e rendere disponibili a tutti i maggiori opinion e decision maker proposte e raccomandazioni sul mondo dell’alimentazione e della nutrizione. Advisory Board A garanzia del lavoro svolto dal BCFN è stato costituito l’Advisory Board, un organismo composto da esperti dal background professionale diverso (economia, medicina, nutrizione, sociologia e ambiente) che, attraverso un approccio multidisciplinare, identificano i temi di interesse, elaborano contenuti distintivi e scientificamente validi e avanzano raccomandazioni e proposte secondo principi di indipendenza, condivisione ed eccellenza. L’Advisory Board è attualmente composto da: Barbara Buchner (International Energy Agency), Mario Monti (Università Bocconi), Gabriele Riccardi (Società Italiana di Diabetologia), Camillo Ricordi (Università di Miami), Joseph Sassoon (Alphabet Research), Umberto Veronesi (Istituto Europeo di Oncologia). I risultati del nostro lavoro Nel suo primo anno di attività il BCFN ha realizzato e distribuito cinque position paper: • gestione delle risorse idriche; • cambiamento climatico, agricoltura e alimentazione; • alimentazione e salute; • le sfide della sicurezza alimentare; • la dimensione culturale del cibo. Inoltre, ha organizzato a Roma il primo “Forum internazionale sull’alimentazione e la nutrizione” (3 dicembre 2009), in cui numerosi relatori di fama internazionale (Vandana Shiva, Lester Brown, Martin Bloem, Alexander Sarris, William Haseltine, Shimon Peres) hanno discusso sui quattro temi di interesse del Barilla Center for Food & Nutrition. Nel sito www.barillacfn.it sono raccolte informazioni e notizie sul tema dell’alimentazione, numerose interviste a esperti (come Amartya Sen, Jeremy Rifkin, Luc Montagner, Kathleen Kennedy) e la registrazione totale del Forum di Roma.

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Il lavoro continua


Gioia di stare insieme e gesti d’amore La comunicazione verso le persone, quando si prefigge l’obiettivo di instaurare forme di interazione diretta, deve necessariamente integrare e arricchire i meccanismi tradizionali proposti dalla pubblicità classica. Nuove forme di coinvolgimento Riteniamo che un approccio innovativo sia necessario per la comunicazione relativa ai prodotti di uso quotidiano. Infatti, ci sembra fondamentale spiegare il vero valore di questi prodotti, a conforto e conferma della fiducia che persone e famiglie ci accordano al momento dell’acquisto. Nel 2009 abbiamo sperimentato nuove forme di coinvolgimento, proponendo iniziative che hanno riguardato le aree della prima colazione e del primo piatto. Colazione all’italiana e “tour del risveglio” “Colazione all’italiana: un gesto d’amore” è un progetto che Mulino Bianco dedica al primo e più importante pasto della giornata, per spiegarne il valore non solo nutrizionale ma anche sociale e psicologico. Un gruppo multidisciplinare di esperti, sia interni che esterni, ha elaborato un “Modello della colazione all’italiana”, che prende spunto dalla piramide alimentare allargandone gli ambiti agli aspetti simbolici e psicologici che la rendono un momento unico e prezioso per tutte le persone. Per noi è un modo di riaffermare l’importanza nutrizionale della colazione e le sue implicazioni affettive e relazionali. Il modello si basa su una serie di regole relative a: • contenuto energetico (il 20% del totale complessivo giornaliero); • varietà (prodotti da forno, latte o yogurt, caffé o tè e frutta); • tempo da dedicare; • modalità di interazione con le persone con cui si condivide questo momento. Abbiamo divulgato il modello in Italia attraverso un vero e proprio tour, che ha toccato 30 città da nord a sud. Attraverso i nostri eventi abbiamo così coinvolto più di 150.000 persone, tra cui 30.000 bambini. In questo “Tour del Risveglio” abbiamo portato nelle piazze uno spazio ideale per la prima colazione: un piccolo Mulino all’interno del quale si svolgevano le attività di informazione, educazione e coinvolgimento delle persone. I Pasta Party I Pasta Party sono manifestazioni dedicate alla pasta che si sono svolte in Italia, Germania e Stati Uniti e sono state organizzate per celebrare la “Giornata Mondiale della Pasta” che, come tradizione consolidata, si svolge ogni anno in paesi diversi. Sono eventi che hanno visto la partecipazione di decine di migliaia di persone. Basati sull’assaggio di svariate ricette, si sono svolti direttamente nelle piazze e nelle strade delle città per coinvolgere gli appassionati del primo piatto all’italiana per eccellenza. Gli eventi hanno segnato un’innovazione nelle strategie di comunicazione di Barilla. L’obiettivo fondamentale è rafforzare i valori chiave della nostra marca - famiglia, convivialità, condivisione - creando un modello di esperienza partecipativo, a contatto diretto con le persone, che si aggiunga alle consuete modalità comunicative tramite i media tradizionali quali televisione e giornali. In questo modo il rito “sacro” del pranzo della domenica ha assunto una dimensione pubblica, che ha messo in evidenza i valori che da sempre accompagnano la gioia del mangiare insieme. In Italia i Pasta Party hanno permesso un’informazione diretta alle persone riguardo alle nuove confezioni di pasta e l’architettura completa della gamma. In Germania e Stati Uniti pasta e sughi hanno permesso di far vivere alle persone un’esperienza di concreta “italianità” facendo apprezzare i colori, i sapori, i profumi della gastronomia italiana, garanzia, fra l’altro, di un corretto modello di alimentazione e nutrizione in linea con i moderni stili di vita e le esigenze di benessere delle persone.

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Il lavoro continua


Barilla per l’Abruzzo A un anno dal sisma che ha causato numerose vittime e danni ingenti, la provincia de L’Aquila sta riprendendo i normali ritmi di vita quotidiana anche grazie all’impegno di Barilla, scesa in campo per portare un contributo di aiuto e assistenza alle popolazioni colpite. Sui luoghi del terremoto Per comprendere a fondo ciò che era realmente accaduto e per capire quanto si sarebbe potuto concretamente fare, una nostra delegazione, guidata dal Vicepresidente Paolo Barilla, si è recata in agosto nei paesi maggiormente danneggiati dal terremoto. La visita è stata di fondamentale importanza, in quanto ci ha permesso di confrontarci con le istituzioni locali e capire in profondità i bisogni e le aspettative della comunità e del territorio, verificando nello specifico i progetti già avviati e ciò che invece risultava ancora da programmare e sostenere. Il momento di programmazione In questa prima fase di analisi e di comprensione dei bisogni e delle necessità abbiamo ascoltato i dirigenti locali e nazionali della Protezione Civile, i primi a essersi attivati all’inizio dell’emergenza e in condizione di conoscere la situazione in modo approfondito. Da loro è venuta la proposta di intervenire nella ricostruzione di un comprensorio scolastico situato nel comune di San Demetrio Ne’ Vestini. Abbiamo intuito immediatamente l’urgenza e la necessità del progetto: restituire alla comunità il complesso scolastico sarebbe stata un’azione importante per tutta la popolazione. Attraverso la scuola avremmo contribuito a ricostruire la quotidianità dei bambini aquilani. La fase di ricostruzione Il progetto ha avuto così ufficialmente inizio il 5 agosto con la firma del protocollo d’intesa tra Barilla e il Comune di San Demetrio Ne’ Vestini ed è divenuto reale grazie a una fattiva collaborazione tra pubblico e privato. La volontà di coinvolgere diverse responsabilità, ruoli e competenze in un progetto comune ha prevalso sulle priorità dei singoli ed ha dato vita a un percorso veloce di rinascita. Grazie a un sostegno di circa 1 milione di euro, Barilla ha contribuito alla ricostruzione del plesso scolastico di San Demetrio garantendo, in collaborazione con la dirigenza dell’Istituto, il puntuale ritorno in classe di circa 300 studenti a inizio anno scolastico. Si è trattato del primo polo scolastico completato in meno di 100 giorni in Abruzzo. Il progetto ha compreso, nello specifico, la ristrutturazione della scuola elementare e media e la ricostruzione ex-novo della scuola materna. L’inaugurazione della Cittadella Scolastica Il 19 settembre, in concomitanza con l’inizio dell’anno scolastico e dopo soli tre mesi dall’inizio del progetto, è stato possibile condividere con le comunità abruzzesi i nuovi spazi realizzati e cogliere insieme il frutto di un complesso e articolato lavoro di coordinamento. I progetti futuri Con la realizzazione della Cittadella Scolastica il primo e importante traguardo è stato raggiunto ma, rispondendo a una logica più ampia, il progetto non si esaurisce qui. La finalità didattica sarà anche completata da una dimensione ludica e sportiva con la realizzazione nel 2010 di un’area di gioco e di una palestra.

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Il lavoro continua


Appendice: tavola delle sfide e degli impegni Nella tabella sottostante sono riportati le sfide e gli impegni per la sostenibilità della nostra azienda.

BENESSERE DI TUTTI I GIORNI

NUTRIZIONE

Contribuire ogni giorno alla salute e al benessere delle persone attraverso i propri prodotti, trasformando ingredienti di alta qualità in prodotti sani e sicuri che rispondano a esigenze nutrizionali sia basilari sia specifiche e offrendo soluzioni d’uso quotidiano che si ispirano alla dieta mediterranea.

PRODOTTI PER LE ESIGENZE SPECIFICHE DELLE PERSONE

Contribuire al benessere delle persone proponendo prodotti rispondenti a specifici bisogni alimentari.

I consumatori chiedono alle aziende, e in particolare alle aziende alimentari, di farsi garanti della qualità e sicurezza dei prodotti offerti, della sostenibilità economica, sociale e ambientale delle filiere in cui operano, che tendono a diventare più complesse in relazione alla globalizzazione dei mercati.

Partnership con i fornitori

Incentivare la creazione di rapporti di partnership, o comunque di stretta collaborazione, con i fornitori nelle filiere strategiche.

STANDARD

Migliorare continuamente la sicurezza e la qualità delle forniture e completare la definizione di standard di sostenibilità, affinché tali requisiti siano alla base dei rapporti con tutti i fornitori.

Viviamo in un contesto problematico: - le emissioni in atmosfera prodotte dall’attività umana generano cambiamenti climatici - si intravede l’esaurimento delle risorse naturali non rinnovabili, tra cui i combustibili fossili - produzioni agricole destinate ad alimentazione umana e animale e a usi energetici si contendono risorse sempre più limitate quali la terra coltivabile e l’acqua - i fabbisogni di acqua dolce dell’umanità nell’ultimo secolo sono più che raddoppiati. È indispensabile che le imprese adottino modalità sostenibili di operare, anche per la sopravvivenza del loro stesso business.

RIDUZIONE DELL’ “IMPRONTA ECOLOGICA”

Ridurre l’ “Impronta Ecologica” attraverso due impegni prioritari: diminuzione delle emissioni di gas serra (GHG) generate nell’intera filiera in coerenza con gli obiettivi del protocollo di Kyoto e minimizzazione degli altri impatti ambientali lungo la filiera, con particolare attenzione ai materiali da imballaggio in termini di riduzione e riciclo.

EFFICIENZA ENERGETICA

Sviluppare prodotti e processi quanto più possibile energeticamente efficienti lungo tutta la filiera, perseguendo, ove se ne presenti l’opportunità, la riduzione della dipendenza da combustibili fossili quali petrolio e carbone.

GESTIONE DELLE RISORSE IDRICHE

Razionalizzare l’uso delle risorse idriche impiegate lungo l’intera filiera.

La trasformazione internazionale delle aziende genera la necessità di riformulare i loro valori distintivi per adeguarli a contesti globali e multiculturali.

CURA E SVILUPPO DELLE PERSONE

Promuovere l’integrazione e la crescita di competenze delle persone garantendo, oltre alla salute e alla sicurezza sul lavoro, lo sviluppo di programmi nazionali e internazionali rivolti all’identificazione delle migliori soluzioni per il benessere organizzativo delle persone.

RESPONSABILITÀ INDIVIDUALE E DIFFUSA

Favorire e rafforzare una cultura della responsabilità individuale che riporti le persone a essere protagoniste del proprio ruolo.

In un mondo veloce e complesso: - le persone vivono in un clima di grande insicurezza - il consumatore è sommerso da un mare di prodotti, pubblicità e messaggi - le informazioni contraddittorie lo rendono diffidente nei confronti dell’offerta e della comunicazione delle imprese. Le aziende alimentari devono riuscire a conciliare la legittima aspirazione alla crescita con il doveroso e proattivo rispetto delle regole della buona alimentazione, improntando la comunicazione con le persone a una grande chiarezza e alla promozione di un corretto stile di vita.

SICUREZZA E QUALITÀ

Produrre alimenti caratterizzati da una sempre maggiore qualità e salubrità, informando il consumatore sulla sicurezza delle materie prime utilizzate e sui sistemi di lavorazione adottati.

COMUNICAZIONE

Comunicare in modo completo e trasparente evitando, in particolar modo nella comunicazione diretta ai bambini, di sollecitare un consumo eccessivo o inappropriato dei nostri prodotti rispetto alle necessità alimentari di base riconosciute dai principi della buona alimentazione.

Le aziende internazionali sono chiamate dalle molteplici comunità in cui operano ad assumere il ruolo di attori sussidiari e, quindi, a essere corresponsabili della soddisfazione di interessi di carattere generale.

SVILUPPO

Essere partecipe dei processi di sviluppo di tutte le comunità in cui operiamo, sia con interventi diretti che attraverso il dialogo e la cooperazione con le istituzioni.

EDUCAZIONE

Favorire e supportare un approccio educativo al fine di promuovere uno stile di vita responsabile di giovani e adulti (salute, attività motorie, nutrizione, tutela ambientale) e contribuire alla salute delle comunità in cui operiamo.

Le aziende: - in passato si sono dimostrate inadempienti nei confronti dei propri stakeholder (scandali finanziari, bancarotta fraudolenta, disastri ambientali, incidenti sul lavoro) - così facendo si sono attirate la sfiducia della società civile. Le aziende sono ora chiamate a raccogliere quelle sfide che hanno a lungo rimandato e per le quali è necessario il supporto degli stakeholder.

RAPPORTO CON GLI STAKEHOLDER

Coinvolgere il più possibile gli stakeholder nelle pratiche aziendali e creare con essi un rapporto dialettico che produca il massimo valore per loro e per l’azienda stessa.

Approccio innovativo alla rendicontazione

Implementare un modello permanente e innovativo di rendicontazione che favorisca una comunicazione trasparente e completa delle informazioni ai nostri stakeholder

STAKEHOLDER

COMUNITÀ

PERSONE

RISORSE UMANE

Nei paesi sviluppati si presenta uno scenario complesso: - incremento della longevità e crescita dell’età media della popolazione - enorme aumento dell’incidenza di obesità e sindromi metaboliche a partire dall’infanzia nelle ultime generazioni - crescente pressione delle istituzioni per attuare iniziative di prevenzione delle malattie dovute a scorretta alimentazione. Le aziende alimentari sono chiamate a proporre cibi e modelli nutrizionali più favorevoli alla salute delle persone.

FILIERA

IMPEGNO

AMBIENTE

SFIDA


Appendice: input forniti dagli stakeholder - 2˚ forum Nella tabella sono elencati gli input degli stakeholder relativi al secondo forum e il modo in cui sono stati utilizzati nell’individuazione delle sfide e degli impegni.

Input degli stakeholder

Come sono stati accolti gli input a. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Benessere di tutti i giorni”. b. In seguito a una discussione non si è ritenuto, per il momento, possibile accogliere la proposta.

a. Garantire la tracciabilità e metodi di produzione sostenibili per tutta la filiera a partire dagli agricoltori. b. Comunicare su qualità, sostenibilità e sicurezza della filiera. c. Ottenere la certificazione SA8000 della filiera. d. Rendicontare la sostenibilità dell’intera filiera con particolare attenzione alle filiere critiche riguardo ai temi dei diritti dei lavoratori.

a. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Partnership”. b. La proposta è stata integrata all’interno degli impegni “Partnership” e “Sicurezza e qualità”. c. Riteniamo prioritario raggiungere prima risultati che dimostrano la sostenibilità della filiera rispetto all’ottenimento di una certificazione. d. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Partnership”.

FILIERA

a. Migliorare la gestione degli scarti di produzione e degli invenduti. b. Considerare prioritario il controllo delle emissioni. c. Investire sulle fonti energetiche rinnovabili. d. Considerare il tema della biodiversità. e. Minimizzare gli impatti ambientali negativi e i costi di smaltimento dei rifiuti dell’azienda.

a. Non è stato possibile inserire il tema negli impegni, ma l’azienda è attenta a migliorare la gestione degli scarti di produzione e degli invenduti. b. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Riduzione dell’Impronta Ecologica”. c. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Efficienza energetica”. d. Non è stato possibile inserire il tema negli impegni, ma l’azienda reputa un valore la biodiversità e tutela, in particolare, la sopravvivenza della molteplicità delle specie di grano. e. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Riduzione dell’Impronta Ecologica”.

AMBIENTE

a. Sviluppare programmi per il benessere delle persone all’interno dell’azienda. b. Garantire la salute e la sicurezza dei lavoratori. c. Tenere presente l’importanza di investire sulla sostenibilità soprattutto in temi legati alle risorse umane, in quanto questi si possono trasformare in vantaggio competitivo. d. Sviluppare la capacità di integrazione e di far diventare le differenze un punto di forza.

a. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Cura e sviluppo delle risorse umane”. b. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Cura e sviluppo delle risorse umane”. c. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Cura e sviluppo delle risorse umane”. d. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Cura e sviluppo delle risorse umane”.

RISORSE UMANE

a. Fornire informazione sulla provenienza delle materie prime. b. Comunicare in maniera più trasparente per spiegare ai consumatori come e se i costi dei progetti di sostenibilità si riflettono sui prezzi. c. Offrire prezzi accessibili ed effettuare interventi a favore delle fasce “deboli” dei consumatori (anziani). d. Pulizia e sterilizzazione delle linee. e. Eliminare il rischio di contaminazione sugli impianti.

a. Non è stato possibile integrare la proposta negli impegni, ma all’interno del testo sono riportate le informazioni richieste. b. Nell’impegno “Comunicazione” ci siamo sfidati a comunicare in modo trasparente. Pensiamo che le attività relative alla sostenibilità debbano far parte della normale gestione dell’azienda: non è possibile scindere dalla struttura dei costi quelli allocati nelle attività per la sostenibilità. c. Non è stato possibile integrare la proposta negli impegni, ma Barilla si impegna e si è sempre impegnata a offrire il migliore rapporto qualità/prezzo. d. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Sicurezza e qualità”. e. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Sicurezza e qualità”.

PERSONE

a. Considerare la politica di decentralizzazione delle attività di produzione come una ricchezza per le singole comunità. b. Rivolgere azioni formative per la promozione di uno stile di vita sano e per l’educazione non solo dei ragazzi, ma anche degli adulti. c. Sviluppare progetti atti alla diffusione dell’attività motoria. d. Cambiare il titolo dell’impegno sullo sviluppo locale in “partecipazione a processi di cooperazione decentrata”. e. Attuare iniziative per aumentare il benessere delle persone. f. Intraprendere iniziative di educazione alimentare del consumatore. g. Supportare attività informative e culturali per la diffusione di maggiore consapevolezza e migliore nutrizione. h. Mettere a disposizione dei territori afflitti dalla fame le proprie competenze.

a. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Sviluppo”. b. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Educazione”. c. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Educazione”. d. Dopo una discussione è stato deciso di mantenere il titolo “Sviluppo” per ragioni di maggiore chiarezza. e. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Educazione”. f. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Educazione”. g. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Educazione”. h. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Sviluppo”.

a. Riporre particolare attenzione al gruppo di stakeholder “Consumatori” in quanto è quello più numeroso.

a. La proposta è stata integrata all’interno dell’impegno “Rapporto con gli stakeholder”; ulteriori informazioni sugli impegni presi sono riportate nel capitolo relativo.

NUTRIZIONE

a. Barilla dovrebbe proporsi come ambasciatrice della cultura gastronomica all’estero. b. Inserire il tema dei prodotti biologici all’interno degli impegni.

COMUNITÀ STAKEHOLDER


Appendice: input forniti dagli stakeholder - 1˚ forum Nelle seguenti tabelle vengono riportati gli input che sono stati raccolti durante il primo forum degli stakeholder e per ognuno è indicato come, e se, è stato integrato nell’elaborazione degli indicatori.

NUTRIZIONE

Input forniti dagli stakeholder

Come sono stati utilizzati gli input forniti dagli stakeholder

Inserire indicatori che possano dare conto del grado di ottimizzazione nutrizionale dei prodotti.

La proposta è stata accolta e integrata negli indicatori riportati in questa tabella.

Esplicitare se la rendicontazione relativa al tema nutrizione si riferisce alla policy dell’azienda o ad azioni concordate con il Ministero della Salute.

Non è stato possibile sviluppare indicatori specifici, ma le risposte a queste sollecitazioni sono trattate all’interno del capitolo “Nutrizione”.

FILIERA

Input forniti dagli stakeholder

Come sono stati utilizzati gli input forniti dagli stakeholder

Riconoscere la propria responsabilità nei confronti della filiera.

La proposta è stata tenuta in conto nell’elaborazione degli indicatori e degli impegni.

Inserire un indice di valore aggiunto distribuito e di rafforzamento della filiera.

Non è stato possibile sviluppare indicatori specifici, ma la proposta è stata integrata negli impegni.

è importante una collaborazione che porti a capire come migliorare i processi di tutte le aziende della filiera.

Non è stato possibile sviluppare indicatori specifici, ma la proposta è stata integrata negli impegni.

Considerare l’importanza della trasparenza, della creazione di legami di fiducia reciproca e dell’assegnazione del giusto valore aggiunto.

Non è stato possibile sviluppare indicatori specifici, ma la proposta è stata integrata negli impegni.

Inserire indicatori di sostenibilità della filiera in termini ambientali e di qualità.

La proposta è stata accolta e integrata negli indicatori riportati nelle tavole seguenti.

Inserire indicatori di consumo energetico legato alla produzione delle materie prime.

La proposta è stata accolta e integrata negli indicatori riportati nelle tavole seguenti.

Continuare a esercitare il proprio potere contrattuale sui fornitori in maniera non aggressiva e instaurare con loro collaborazioni.

La proposta è stata integrata negli impegni.

Considerare l’importanza della gestione coerente dei rapporti con la filiera e di una regolamentazione precisa e scritta.

La proposta è stata integrata negli impegni.

Inserire indicatori di continuità e stabilità dei rapporti con i fornitori nel tempo.

Non è stato possibile sviluppare indicatori specifici, ma la proposta è stata integrata negli impegni.

Inserire indicatori di spinta al miglioramento operata da Barilla sui fornitori: certificazioni, sicurezza della produzione e di smaltimento degli scarti.

La proposta è stata integrata negli impegni.

Inserire indicatori che rendicontino sulle materie prime a monte della lavorazione.

La proposta è stata accolta e integrata negli indicatori riportati nelle tavole seguenti.

AMBIENTE

Input forniti dagli stakeholder

Come sono stati utilizzati gli input forniti dagli stakeholder

Precisare meglio quali sono gli obiettivi e le sfide di Barilla in campo ambientale, in particolar modo per quello che concerne l’efficienza dei processi produttivi in termini di consumi energetici e idrici.

La proposta è stata accolta e integrata nella matrice “Sfide, impegni e azioni” e negli obiettivi individuati.

Utilizzo da parte di Barilla di dichiarazioni ambientali di prodotto legate alle emissioni di anidride carbonica.

La proposta è stata accolta e integrata negli indicatori riportati nelle tavole seguenti.

Includere nel modello indicatori relativi allo smaltimento del packaging che misurino l’impatto sull’ambiente.

La proposta è stata accolta e integrata negli indicatori riportati nelle tavole seguenti.

Operare nell’ambito del packaging sostenibile e cercare di accrescere la componente culturale che porta al riciclo; informare il consumatore sulla categoria di rifiuti alla quale il packaging appartiene.

Non è stato possibile sviluppare indicatori specifici, ma sul packaging dei nostri prodotti vengono fornite indicazioni su come trattare la confezione dopo l’utilizzo.

Il sito Internet dovrebbe essere impiegato per informare il consumatore su come inserire i packaging utilizzati all’interno della raccolta differenziata.

Verrà valutata la possibilità di inserire nel sito un’area adeguata a fornire al consumatore tutte le informazioni a riguardo.

Dare maggiore importanza all’argomento packaging.

La proposta è stata accolta e integrata negli indicatori riportati nelle tavole seguenti.

Valutare l’impatto ambientale dell’intero ciclo di vita del packaging, considerando anche i trasporti.

La proposta è stata accolta e integrata negli indicatori riportati nelle tavole seguenti.

Barilla Rapporto di Sostenibilità

82


RISORSE UMANE

Input forniti dagli stakeholder Evidenziare maggiormente le voci relative agli interventi per la sicurezza sul posto di lavoro.

La proposta è stata accolta e integrata negli indicatori riportati nelle tavole seguenti.

Inserire indicatori che misurino l’impatto sociale di Barilla al suo interno.

La proposta è stata accolta e integrata negli indicatori riportati nelle tavole seguenti.

Sottolineare l’importanza delle forme associative dei dipendenti come strumento che incentiva la radicazione del senso di appartenenza e di un’etica condivisa.

Non è stato possibile sviluppare indicatori specifici, ma si riconosce il valore per l’azienda costituito dalle forme associative dei dipendenti.

Le persone (sia dipendenti che consumatori) devono essere considerate al primo posto, perché sono l’elemento di responsabilità più importante dell’azienda.

La proposta è stata accolta e integrata negli indicatori riportati nelle tavole seguenti.

COMUNITÀ

PERSONE

Input forniti dagli stakeholder

STAKEHOLDER

Come sono stati utilizzati gli input forniti dagli stakeholder

Come sono stati utilizzati gli input forniti dagli stakeholder

Dare maggiore rilevanza alla comunità virtuale formata dagli opinion leader.

Non è stato possibile sviluppare indicatori specifici, ma all’interno del testo sono riportate le relative attività svolte.

Il tema dei blog che si occupano di Barilla dovrebbe essere tenuto in considerazione.

Non è stato possibile sviluppare indicatori specifici, ma all’interno del testo sono riportate le relative attività svolte.

Fornire informazioni sul tasso di aumento dei prezzi e le ragioni.

Non è stato possibile elaborare un indicatore, ma ci impegniamo a fornire tutte le informazioni necessarie a garantire trasparenza ai nostri interlocutori nel caso di aumento dei prezzi.

L’attenzione dell’azienda ai consumatori deve essere trasversale a tutte le sue aree. In particolare sono aree cruciali anche la sicurezza del prodotto e la trasparenza della filiera.

La proposta è stata integrata negli indicatori e nella matrice “Sfide, impegni e azioni”.

Dare alle persone maggiori indicazioni su dove trovare le informazioni di cui hanno bisogno.

Per quanto concerne l’informazione su temi nutrizionali la proposta è stata integrata negli indicatori riportati nelle tavole seguenti; nel caso di altre tematiche i siti Internet offrono tutte le informazioni necessarie.

Far percepire alle persone il rapporto tra il prezzo pagato e il valore del bene, e favorire l’acquisto di cibo che possa garantire loro un’alimentazione corretta.

La proposta è stato accolta e integrata nella matrice “Sfide, impegni e azioni”.

Le persone dovrebbero ricevere un tipo di informazione che permetta la loro crescita culturale e che li metta nelle condizioni di consumare meno, ma meglio.

La proposta è stata integrata negli indicatori e nella matrice “Sfide, impegni e azioni”.

Input forniti dagli stakeholder

Come sono stati utilizzati gli input forniti dagli stakeholder

Incentivare il rapporto dell’azienda con il territorio, valutando qual è la strategia comune per il futuro.

La proposta è stata accolta e integrata nella matrice “Sfide, impegni e azioni” e negli obiettivi individuati.

Barilla dovrebbe farsi carico di rielaborare un nuovo pensiero che sia utile alle comunità sia dal punto di vista educativo che culturale.

La proposta è stata integrata negli indicatori, nella matrice “Sfide, impegni e azioni” e negli obiettivi individuati.

Input forniti dagli stakeholder

Come sono stati utilizzati gli input forniti dagli stakeholder

Il confronto e la collaborazione con le associazioni dei diabetici potrebbero essere un obiettivo futuro.

La proposta non è stata inserita direttamente nel testo degli impegni. Sarà però considerata in caso di iniziative legate alla nutrizione e all’educazione.

Le tematiche centrali su cui si dovrebbe concentrare la rendicontazione sono ambiente, nutrizione, sicurezza e informazione.

Le tematiche proposte sono state considerate centrali nella redazione di questo Rapporto.

83

Appendici


Appendice: tavola degli indicatori di performance

NUTRIZIONE

Benessere di tutti i giorni

Prodotti per le esigenze specifiche delle persone

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

Numero di iniziative per la buona nutrizione

Pg 13

Barilla GeR Fratelli esclusa Harry’s Russia

GRI

Risorse economiche dedicate alla ricerca nutrizionale, a studi scientifici nutrizionali e a convegni e divulgazione dei risultati scientifici

Pg 15

Barilla GeR Fratelli esclusa Harry’s Russia

Numero di prodotti riformulati per migliorarne il profilo nutrizionale

Pg 13

Barilla GeR Fratelli esclusa Harry’s Russia

Numero di nuovi prodotti lanciati, disegnati per rispondere a specifiche esigenze nutrizionali

Pg 14

Barilla GeR Fratelli esclusa Harry’s Russia

% dei prodotti in portafoglio che non contengono coloranti artificiali, conservanti chimici

Pg 13

Barilla GeR Fratelli esclusa Harry’s Russia

FILIERA

Partnership con i fornitori

Standard

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

GRI

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

GRI

Numero delle filiere critiche

Pg 21

Barilla GeR Fratelli

HR5 HR6 HR7

% audit effettuati su filiere critiche

Pg 21

Barilla GeR Fratelli

HR2

Elenco filiere critiche

Pg 21

Barilla GeR Fratelli

HR5 HR6 HR7

% di materie prime garantite “sostenibili” sul totale della singola filiera critica per temi di sostenibilità

Pg 21

Barilla GeR Fratelli

HR2

% di materie prime strategiche acquistate da filiera integrata su totale per paese

Pg 20

Barilla GeR Fratelli

Motivo per il quale la filiera è considerata critica

Pg 21

Barilla GeR Fratelli

HR5 HR6 HR7

Riduzione dell’ “Impronta Ecologica” (Ecological Footprint)

Gestione delle risorse idriche

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

GRI

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

GRI

Ecological Footprint (con suddivisione in Crop Land, Energy Land e Forest)

Pg 29

Filiera pasta di sola semola (Italia)

EN26 EN29 d.p.

Consumo totale di acqua

Pg 32

Barilla GeR Fratelli esclusi Wasa (N), Harry’s Russia, Yemina, Vesta, mulini, Number1

EN8

Stabilimenti certificati ISO 14001: % stabilimenti certificati sul totale degli stabilimenti

Pg 29

Barilla GeR Fratelli esclusi Wasa (N), Harry’s Russia, Yemina, Vesta, mulini, Number1

Riduzione del consumo totale di acqua

Pg 32

Barilla GeR Fratelli esclusi Wasa (N), Harry’s Russia, Yemina, Vesta, mulini, Number1

Consumo di acqua su tonnellata di prodotto finito

Pg 32

Barilla GeR Fratelli esclusi Wasa (N), Harry’s Russia, Yemina, Vesta, mulini, Number1

Riduzione consumo di acqua su prodotto finito

Pg 32

Barilla GeR Fratelli esclusi Wasa (N), Harry’s Russia, Yemina, Vesta, mulini, Number1

Consumo delle risorse idriche lungo tutta la filiera (Water Footprint)

Pg 33

Filiera pasta di sola semola (Italia)

Efficienza Energetica

AMBIENTE

GRI

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

GRI

Consumo Totale di Energia (EE+ET)

Pg 30 Pg 31

Barilla GeR Fratelli esclusi Wasa (N), Harry’s Russia, Yemina, Vesta, mulini, Number1

EN3 d.p. EN4 d.p. EN5 EN6 d.p.

Consumo Energetico su tonnellata di prodotto finito

Pg 30

Barilla GeR Fratelli esclusi Wasa (N), Harry’s Russia, Yemina, Vesta, mulini, Number1

Emissioni di CO² in GWP - Global Warming Potential

Pg 31

Barilla GeR Fratelli esclusi Wasa (N), Harry’s Russia, Yemina, Vesta, mulini, Number1

EN7 EN16 EN18


Nelle tabelle da pag. 84 a pag. 87 sono riportati gli indicatori utilizzati. Per ognuno di essi vengono segnalati le pagine in cui è possibile trovare il relativo dato, il perimetro di rendicontazione e l’indicatore GRI da cui è stato declinato.

RISORSE UMANE

Cura e sviluppo delle persone INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

Incidenza del costo delle attività di people care sul costo del lavoro

Pg 40

Italia

Numero di dipendenti e loro distribuzione territoriale per paese

Pg 38

Barilla Holding

Tipologia e diffusione contratti innovativi in essere

Pg 40

Italia

Responsabilità individuale e diffusa GRI

LA1 d.p.

Numero di contenziosi registrati

Pg 41

Italia

Tasso trasformazione contratti di ingresso

Pg 39

Italia

% di manager donne su totale manager

Pg 40

Italia

% persone coperte da polizza previdenziale integrativa

Pg 40

Italia

Numero persone coperte da polizza sanitaria integrativa

Pg 40

Italia

Distribuzione delle attività formative

Pg 40

Italia

Investimento in formazione

Pg 40

Italia

% dipendenti iscritti al sindacato

Pg 41

Italia

Stabilimenti con sistema di gestione certificato OHSAS 18001

Pg 41

Barilla GeR Fratelli esclusi Wasa (N), Harry’s Russia, Yemina, Vesta e Number 1

Indice di frequenza degli infortuni

Pg 41

Barilla GeR Fratelli esclusi Wasa (N), Harry’s Russia, Yemina, Vesta e Number 1

LA7 d.p.

Indice di gravità degli incidenti

Pg 41

Barilla GeR Fratelli esclusi Wasa (N), Harry’s Russia, Yemina, Vesta e Number 1

LA7 d.p.

Programmi formativi funzionali alla sicurezza sul lavoro

Pg 41

Barilla GeR Fratelli esclusi Wasa (N), Harry’s Russia, Yemina, Vesta e Number 1

LA8 d.p.

% di dipendenti coperti da un sistema di performance management annuale

Pg 39

Barilla GeR Fratelli esclusi, Harry’s, Yemina e Vesta

LA12

85

Appendici

LA13 d.p.

LA10 d.p.

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

Numero di violazioni del codice etico

Pg 42

Barilla GeR Fratelli

Numero conflitti di interesse

Pg 42

Barilla GeR Fratelli

GRI


PERSONE

Sicurezza e qualità

Comunicazione

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

GRI

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

GRI

Numero di lotti di materie prime analizzati e % di lotti pienamente conformi

Pg 48

Barilla GeR Fratelli escluse Harry’s Russia e Harry’s Francia

PR1 d.p. PR2 d.p.

Numero di procedimenti legali e/o multe assegnateci in seguito a casi di informazione non corretta, mancato rispetto di regolamenti riguardo a comunicazione ed etichette sui prodotti

Pg 51

Barilla GeR Fratelli

PR4 PR7

Numero di lotti di prodotto finito analizzati e % di lotti pienamente conformi

Pg 49

Barilla GeR Fratelli escluse Harry’s Russia e Harry’s Francia

PR1 d.p. PR2 d.p.

Numero di prodotti con dettagliate indicazioni nutrizionali (sulla confezione e sul sito Internet coerentemente alle norme vigenti) e % sul totale dei prodotti commercializzati

Pg 50 Pg 51

Barilla GeR Fratelli

PR3

Suddivisione % dei motivi di contatto dei consumatori (richieste per info su iniziative promozionali, richieste nutrizionali, informazione sui prodotti, motivi di insoddisfazione)

Pg 49

Italia

PR5

Numero di prodotti che riportano indicazioni per uno stile di vita salutare/dieta bilanciata, sulla confezione e sul sito Internet

Pg 50 Pg 51

Barilla GeR Fratelli

PR3

Risorse economiche (inclusi pulizie, sanificazioni e Integrated Pest Management) investite per iniziative relative alla qualità e alla sicurezza del prodotto

Pg 49

Barilla GeR Fratelli

Numero di prodotti che riportano indicazioni di consumo (quantità da consumare ideale o massima), sulla confezione e sul sito Internet

Pg 50 Pg 51

Barilla GeR Fratelli

PR3

GRI

COMUNITÀ

Sviluppo

Educazione

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

GRI

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

Posti di lavoro, numero impianti e loro localizzazione

Pg 56

Barilla GeR Fratelli

EC7 d.p. SO1

Progetti educativi orientati all’adozione di corretti stili di vita (corretta educazione alimentare e pratica motoria) implementati in partnership con le istituzioni locali

Pg 58 Pg 59

Italia

Analisi e descrizione dei principali impatti indiretti considerando le esternalità generate (occupazione indiretta e fornitori locali in relazione alle sedi operative più significative)

Pg 56

Barilla GeR Fratelli

EC6 d.p. EC9 SO1

Indagini qualitative su base annuale del grado di soddisfazione dell’utenza dei progetti educativi e degli altri stakeholder presenti sul territorio

Pg 58 Pg 59

Italia

Impatti del business sulle infrastrutture e sui servizi

N.R.

Italia

SO1

Risultati di studi epidemiologici e/o altre indagini su protocolli scientifici relativi ai progetti implementati

Pg 58 Pg 59

Italia

Impatti sulla comunità dei progetti di dialogo, collaborazione e partnership (tipo, numero, risorse dedicate, effetti) comprese le liberalità

Pg 57

Barilla GeR Fratelli

EC1 d.p. EC8 d.p.

Principali evidenze o miglioramenti dei comportamenti che i progetti implementati hanno indotto sull’utenza

Pg 59

Italia

Contestazioni contro decisioni prese dall’azienda

N.R.

Barilla GeR Fratelli

HR9 d.p.

Numero di persone coinvolte nei programmi educativi

Pg 58 Pg 59

Italia

Pubblicazioni e testimonianze all’interno di convegni scientifici su studi epidemiologici e/o altri studi e indagini

Pg 59

Italia

Barilla Rapporto di Sostenibilità

86


STAKEHOLDER

Rapporto con gli stakeholder

Approccio innovativo alla rendicontazione

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

GRI

INDICATORI DI PERFORMANCE

RIF.

PERIMETRO

Criteri e procedure di analisi utilizzati per l’identificazione degli stakeholder e risultati (strumenti prodotti)

Pg 66

Italia

4.15

Numero e % di suggerimenti migliorativi provenienti dal coinvolgimento degli stakeholder che sono stati accolti /totale suggerimenti espressi

Pg 70

Italia

Presenza di una metodologia formalizzata e consolidata per la gestione degli stakeholder

Pg 66 Pg 67 Pg 68

Italia

4.16

Sistema di rendicontazione di riferimento utilizzato

Pg 69

Barilla GeR Fratelli

Numero, contenuti (temi, argomenti, contenuti critici), tipologia (informazione, dialogo, coinvolgimento) delle attività per la gestione dei rapporti con gli stakeholder e gruppi di stakeholder che vi hanno partecipato

Pg 66 Pg 67 Pg 68

Italia

4.16

Numero e descrizione tipologie di stakeholder coinvolti nel processo

Pg 70

Italia

Azioni intraprese a seguito del coinvolgimento

Pg 80 Pg 81 Pg 82 Pg 83

Italia

4.17

Numero e descrizione momenti di coinvolgimento degli stakeholder nel processo di rendicontazione

Pg 70

Italia

Gruppi di stakeholder coinvolti dalle attività /totale gruppi di stakeholder individuati

Pg 66 Pg 67 Pg 68

Italia

4.14

Numero filiali (perimetro) incluse nella rendicontazione /totale filiali

Pg 70

Barilla GeR Fratelli

Numero di conflitti e tipo (attacchi di opinion leader, campagne di boicottaggio, asimmetrie, etc.)

Pg 67 Pg 51

Italia

% di indicatori utilizzati da ogni società del gruppo /totale indicatori utilizzati per la rendicontazione

Pg 70

Barilla GeR Fratelli

Strumenti utilizzati e numero di attività effettuate per la soluzione dei conflitti e risultati ottenuti

Pg 67 Pg 51

Italia

% di feedback positivi degli stakeholder coinvolti riguardo al processo di rendicontazione seguito e al documento prodotto

N.D.

Italia

Numero conflitti non risolti / numero di conflitti

Pg 67 Pg 51

Italia

GRI

Indicatori GRI non declinati e rispettive pagine in cui è riportata l’informazione: 1.1 - pag 4, 5; 1.2 - pag 9, 80; 2.1 - copertina; 2.2 - pag 6; 2.3 - pag 43, 87; 2.4 - pag 2; 2.5 - pag 7, 56; 2.6 - pag 2, 43; 2.7 - pag 7; 2.8 - pag 7; 3.1 - questo rapporto si riferisce al 2008 (anno solare); 3.3 - frequenza annuale dal 2012; 3.4 - pag 2; 3.5 - pag 64, 65, 69, 70; 3.6 - pag 9, 70, 84, 85, 86, 87; 3.7 - pag 9, 70, 84, 85, 86; 3.8 - pag 70, 86; 3.9 - pag 69, 70; 3.12 - pag 84, 85, 86; 4.1 - pag 43; 4.3 - pag 43; 4.4 - pag 43; 4.6 - pag 43; 4.7 - pag 43; 4.8 - pag 5, 43, 80, 81; 4.9 - pag 43; 4.11 - pag 13; 4.12 - pag 21, 22, 28, 29, 31, 33; 4.17 - pag 80, 81, 82, 83; LA11 - pag 39; SO7, SO8 - pag 51, 67. Indicatori N.R.: 2.10, 3.2, 3.10, 3.11, 4.2, EC4, SO6, EN11, EN12, EN24, SO3, HR4, PR6, PR8, PR9. Indicatori N.D.: 2.9, 3.13, 4.5, 4.10, 4.13, EC2, EC3, EC5, EN1, EN2, EN9, EN10, EN13, EN14, EN15, EN17, EN19, EN20, EN21, EN22, EN23, EN25, EN27, EN28, EN30, HR1, HR3, HR8, SO2, SO4, SO5, PR9, LA3, LA4, LA5, LA6, LA9, LA14. Legenda Barilla Holding - azienda capogruppo che controlla Barilla GeR Fratelli e Lieken (Germania). Barilla GeR Fratelli - raggruppa i seguenti marchi e società: Mulino Bianco (Italia), Pavesi (Italia), Voiello (Italia), Academia Barilla (Italia), Alixir (Italia), Harry’s (Francia), Harry’s (Russia), Barilla (USA), Yemina e Vesta (Messico), Wasa (paesi scandinavi, Germania), Number1 (Italia), Filiz (Turchia), Misko (Grecia). Italia - Barilla GeR Fratelli escluse Harry’s, Barilla (USA), Yemina e Vesta, Wasa, Filiz, Misko. N.R. - Indicatori utilizzati, ma per cui non sono stati registrati dati rilevanti. Wasa Norvegia (Wasa N). N.D. - Non Disponibile: i dati relativi a questo indicatore non sono disponibili. d.p. - declinato parzialmente: è stata presa come riferimento solo una parte dell’indicatore. Note Il Rapporto 2008 non include la società Lieken. Per le aree di sostenibilità Nutrizione, Filiera e Comunicazione il perimetro di rendicontazione non include Number 1 essendo gli indicatori non pertinenti alle attività caratteristiche (Logistica distributiva) di questa società. Number 1 è inclusa nel perimetro di rendicontazione relativamente all’area Qualità e Sicurezza alimentare per quanto riguarda il cliente Barilla.

87

Appendici


Bibliografia 1. Jacobs DR, Andersen LF, Blomhoff R. Whole grain consumption is associated with a reduced risk of noncardiovascular, noncancer death attributed to inflammatory diseases in the Iowa Women’s Health Study. American Journal of Clinical Nutrition 2007, 85 (6): 1606 -1614. 2. Jensen MK, Koh-Banarjee P, Hu FB, Franz MJ, Sampson L, Gronbaek M, Rimm EB. Intake of whole grains, bran, and germ risk of coronary heart disease among men. American Journal of Clinical Nutrition 2004 Dec, 80 (6):1492 - 9. 3. Priebe MG, van Binsbergen JJ, de Vos R, Vonk RJ. Whole grain foods for the prevention of type 2 diabetes mellitus. Cochrane Database Systematic Reviews 2008, 23: CD006061 4. Sahyoun NR, Jacques PF, Zhang XL, Juan W, McKeown NM. Whole-grain intake is inversely associated with metabolic syndrome and mortality in older adults. American Journal Clinical Nutrition 2006, (83): 124 -131. 5. Slavin J. Whole grains and human health. Nutrition Research Review 2004, 17: 99 -110. 6. Giacco R, Clemente G, Cipriano D, Luongo D, Viscovo D, Patti L, Di Marino L, Giacco A, Naviglio D, Bianchi MA, Ciati R, Brighenti F, Rivellese AA, Riccardi G. Effects of the regular consumption of wholemeal wheat foods on cardiovascular risk factors in healthy people. Nutrition, Metabolism & Cardiovascular Disease 2009 (Epub ahead of print). 7. Jenkins DJA, Kendall CWC, McKeown-Eyssen G. Effect of a low glycemic index or a high cereal fiber diet on type 2 diabetes: a randomized trial. Journal of the American Medical Association 2008, 300 (23): 2742 - 2753. 8. Maffeis C, Surano MG, Cordioli S, Gasperotti S, Corradi M, Pinelli L. A high-fat vs. a moderate-fat meal in obese boys: nutrient balance, appetite, and gastrointestinal hormone changes. Obesity 2010, 18 (3): 449 - 55. 9. Scazzina F, Del Rio D, Benini L, Melegari C, Pellegrini N, Marcazzan E, Brighenti F. The effect of breakfasts varying in glycemic index and glycemic load on dietary induced thermogenesis and respiratory quotient. Nutrition Metabolism and Cardiovascular Disease. 2009 Oct 14. [Epub ahead of print] 10. Candela M, Perna F, Carnevali P, Vitali B, Ciati R, Gionchetti P, Rizzello F, Campieri M, Brigidi P. Interaction of probiotic Lactobacillus and Bifidobacterium strains with human intestinal epithelial cells: adhesion properties, competition against enteropathogens and modulation of IL-8 production. International Journal of Food Microbiology 2008, (125): 286 - 292. 11. Roselli M, Finamore A, Nuccitelli S, Carnevali P, Brigidi P, Vitali B, Nobili F, Rami R, Garaguso I, Mengheri E. Prevention of TNBSinduced colitis by different Lactobacillus and Bifidobacterium strains is associated with an expansion of gammadeltaT and regulatory T cells of intestinal intraepithelial lymphocytes. Inflammatory Bowel Diseases 2009, (15): 1526 -1536J. 12. Mengheri E. Health, probiotics and inflammation’. Journal of Clinical Gastroenterology 2008, (42): S177 -178. Nonostante le pubblicazioni siano posteriori al 2008, gli studi citati nella bibliografia sono stati condotti entro dicembre 2008. Bibliografia relativa al capitolo Nutrizione.

Barilla Rapporto di Sostenibilità

88


Prodotto realizzato con carta patinata di pura cellulosa ecologica ECF (Elemental Chlorine Free), senza legno, prodotta in ambiente neutro, senza acidi e riciclabile.


Sostenibilita2008  

Rapporto sostenibilita 2008

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