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Tutta Casa e cortile

Simbolo universale dell’amore eterno, della gioventù e dell’innocenza, Giulietta è rivoluzionaria, rompe gli schemi, sfida il mondo, di chi le ha imposto i colori per il suo disegno di vita, di chi l’ha rinchiusa in una gabbia di vetro priva di cambiamenti.

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Giulietta è libera e quando incontra Romeo rivela il vero di se stessa, ovvero il suo carattere deciso, coraggioso, forte, ribelle. Andrà incontro alla morte pur di perseverare nel tendere la mano, pur di rispettare le sue corde più intime e i giri immensi dei suoi sentimenti, pur di dormire continuando a sognare, evitando il silenzio della notte, perché quello fa troppo rumore.

Nell’intensità dei suoi occhi, nella sua chiarezza della vita che vuole e di quella che non vuole, ci sono le vite di tante ragazze che non vogliono subire le decisioni altrui, non accettano le volontà di combinazioni prestabilite e prive di anima. E per questo vengono punite, anche con la morte.

Saman Abbas, diciottenne di origine pakistane, nata in Pakistan ma cresciuta in Italia, uccisa dalla sua stessa famiglia perché non voleva sposare un cugino in Pakistan, come diversamente avevano stabilito i suoi genitori.

Hina Saleem e Sana Cheema, anch’esse ammazzate per aver rifiutato matrimoni combinati.

Ribelli senza velo.

La lista è purtroppo lunga. Ogni settimana, una voce femminile smette di vibrare, perché la violenza non guarda in faccia, è padrona, è spietata, è costante, è trasversale. Troppo dolore, troppa impotenza, troppa razionale crudeltà. Troppo di tutto.

Giulietta travalica così il simbolo universale dell’amore eterno ed è esempio bellissimo, pulito, antico e moderno di un sapore senza tempo, di libertà, così vera e trasparente che ispira tante giovani donne, libere nel pensare, libere nel decidere cosa e come vivere la loro vita, il loro lavoro e i loro amori. Qualunque essi siano.

Le donne libere sono forti, determinate, coraggiose, intelligenti e possono ispirare quelle che invece lo sono meno, per paura o per condizionamenti sociali o religiosi.

Potrebbero contagiare anche gli uomini, quelli veri, che non temono la donna libera, piuttosto la rispettano, evitando così di nascondere la propria fragilità e solitudine. Imparando a vivere di brividi, di infinito e di quelle stelle che spesso cadono giù, proprio per tutti.

Non tutte, per fortuna, debbono necessariamente morire per confermare le loro scelte, il loro essere come sono. Molte, ancora oggi, debbono combattere contro ipocrisie, stereotipi, persone stupide, gelose o incapaci di accettare la loro forza e la loro determinazione positiva.

La speranza è che ci siano tante Giuliette.

Il mondo ha bisogno di loro e della forza del loro amore per contribuire a una società migliore, per continuare ad abbracciare gli sguardi, i gesti e tutti gli attimi, troppo veloci da poterli perdere per sempre. •

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