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1 Sommario 2.

Consiglio carriera

6.

Analisi Tattica 4-2-3-1

8.

Volo in 1^ classe verso il sud America

11.

Talent Scout nella realtĂ 

14.

FM&Reality

15.

Intervista ad Enrico Testa

16.

In sala stampa con lo staff

17.

Il 10 di cristallo: Roberto Baggio

19.

3° Compleanno FMIF


2 Consiglio Carriera di: Giulio Valerio Ottaviani Volete iniziare una carriera dalla Premier e non sapete che squadra scegliere? Beh, una ve la suggerisco io: il Liverpool. Una squadra ricca di storia e con un ottimo organico, che da qualche anno però fatica a vincere. Ma andiamo con ordine: perché scegliere il Liverpool? Beh, la storia della società (presente e passata) è notevole, e costituisce già di per se un grande stimolo. Se a questo aggiungiamo le grandi potenzialità della rosa e alcuni elementi delle giovanili che possono sfondare in futuro, il mix è fatto, abbiamo tutto. Partiamo subito dal fatto che la squadra non è debole, anzi è molto ben attrezzata, per vincere in Inghilterra e in Europa sin da subito, ma qualche piccolo accorgimento va fatto. In primis, il modulo: il più adatto alla rosa iniziale è un 42-3-1 con due ali esterne, così da sfruttare Suarez e Joe Cole. Ma andiamo con calma. Tra i pali c'è una certezza come Pepe Reina, un portiere affidabile ed esperto, che garantirà un'ottimo rendimento per tutta la stagione. Il problema è il vice: Brad Jones e Peter Gulacsi sono i suoi potenziali sostituti. Il primo non è giovanissimo (28 anni) e ha un buon valore, quindi consiglio di cederlo e di acquisire, in prestito con diritto di riscatto, Areloa, così da garantire il futuro anche dopo il ritiro di Reina, mentre come terzo Gulacsi va benissimo, mentre Bouzanis (in squadra riserve) vi conviene cederlo. Passiamo alla difesa: al centro abbiamo Agger e Carragher, senza dimenticarci di Skrtel, pronto sin da subito a giocare. Da cedere invece Kyrgiakos, 30 anni e con poco spazio in squadra, prima di rischiare un abbassamento del valore è bene farci qualche soldo. Possiamo inoltre contare su due elementi giovani di spicco, come Martin Kelly e Danny Wilson, due ragazzi da coltivare de da far crescere per garantire un futuro roseo a quel reparto. In difesa investimenti da fare non ce ne sono, ma se proprio vogliamo essere puntigliosi bisogna prendere Boyata dal City in prestito con diritto di riscatto. Questo ragazzo se fatto crescere bene può diventare un campione, e sarebbe utilissimo alla causa anche il primo anno. Sulle fasce invece siamo messi abbastanza male: a destra Glen Johnson è giovane e forte, ma non ha concretamente alternative, a meno che non adattiamo uno tra Kelly e Carragher a destra, il che non mi sembra conveniente. Al contrario è molto conveniente il prezzo di Sime Vrsaljko, giovanissimo terzino della Dinamo da prendere al volo, che potrà fare da rincalzo almeno all'inizio per poi surclassare Johnson in futuro. In caso il permesso di lavoro ci riservasse brutte sorprese, bisogna buttarsi a capofitto su Corchia, anche se il rapporto qualità prezzo non è lo stesso del croato. Infine sempre per la corsia di destra è molto intelligente opzionare il giovanissimo Romario, talento grezzo del Vitoria, acquistabile per l'irrisoria cifra di 275.000 euro, un investimento che ripagherà, non subito però, perché il giocatore arriverà a gennaio 2012. Sistemata la corsia di destra con giovani e talentuosi innesti, bisogna sistemare quella di sinistra, dove Konchesky e Fabio Aurelio tutto sono tranne che garanzie e giovani di talento, quindi cerchiamo di piazzarli a miglior offerente, perché fra 1 o 2 anni rischiamo di ritrovarceli in squadra riserve, e col pesante ingaggio che hanno sarebbe veramente uno spreco. Piazzare Konchesky già nella sessione estiva sarà molto difficile, essendo appena arrivato dal Fulham, al contrario Fabio Aurelio sarà di più


3 semplice sistemazione. A sinistra quindi almeno 2 innesti sono necessari. Gli identikit del titolare e del suo vice sono molto semplici: Criscito per il posto da titolare e Digne per il presente da riserva e il futuro da titolare. Per Criscito ci vorranno diversi soldi, ma non scoraggiatevi, avendo speso pochissimo fino ad ora e avendo incassato qualche milioncino dovreste farcela, almeno in parte, con il cash. Per Digne invece opteremo per un prestito con diritto di riscatto, anche per controllare la sua crescita durante la stagione, inoltre nelle giovanili abbiamo un talentino di sicuro affidamento: Jack Robinson, da coltivare e far crescere, e a fine anno bisognerà scegliere tra lui e Digne per il posto da terzino mancino di riserva. Per i due centrocampisti centrali invece non ci sono problemi: Lucas e Raul Meireles sono senza dubbio una coppia affidabile. Rispedito a casa dal prestito Poloskei (fuori per 3 mesi e comunque inguardabile), ci dobbiamo concentrare su una riserva a basso prezzo. Gira che ti rigira il nome è sempre quello: stiamo parlando di Renan Bardini Bressan, eclettico centrocampista brasiliano con passaporto bielorusso del BATE. Ha 21 anni e una grande carriera davanti a se, il prezzo è irrisorio (circa 1.5M di euro) e non vuole la luna come stipendio, da prendere subito. Altro giocatore da prendere al volo è senza dubbio Milan Badelj, centrale della Dinamo Zagabria, che costa un po' di più del compagno (3M di euro circa) ma che aiuterà molto per la lunga stagione inglese. Non dimentichiamoci che in squadra abbiamo anche Poulsen, che è la copia quasi perfetta di Lucas, da non scartare, almeno per il primo anno. Ora arriviamo al reparto migliore del Liverpool: la trequarti. Al centro abbiamo un genio come capitan Gerrard, fondamentale per la squadra, non può essere sostituito e su di lui si deve imperniare il gioco. Abbiamo già parlato di Bressan, che sarà il sostituto principalmente del fenomeno inglese, e, forse, il suo erede. A destra invece abbiamo sovrabbondanza di giocatori: sono infatti ben 3 i grandi nomi che si contendono il ruolo di titolare, Dirk Kuyt, Maxi Rodriguez e Joe Cole. Purtroppo uno esclude l'altro, e questo ci obbliga a cederne almeno uno dei 3, e per l'età io consiglierei Kuyt, il più vecchio di tutti. Se a destra siamo a posto, a sinistra invece abbiamo il solo Jovanovic, che non è adatto a una squadra della nostra caratura, e che quindi conviere retrocedere a riserva. Il problema è: chi ci metto a sinistra? Ed ecco l'ultimo intervento sul mercato da fare: prendere sempre dal BATE Pavel Niakhaichyk, un giocatore che ci darà molte soddisfazioni se sfruttato a dovere, e vista anche la sua capacità di giocare anche a destra, e al centro, potrà essere usato in situazioni di emergenza. Davanti infine ci sarà lotta tra Carroll e Suarez, con l'uruguagio lievemente favorito, vista la sua rapidità e la sua tecnica, rispetto al più statico Carroll. Passiamo anche ad una rapida analisi di alcuni elementi delle giovanili da tenere assolutamente d'occhio: ho già parlato di Kelly e Wilson, difensori molto, ma molto interessanti, e anche di Jack Robinson, ma non ho parlanto del talento più talentuoso di tutti: sto parlando dello spagnolo Suso, un ragazzo che alla lunga diventa un vero campione, un giocatore che può cambiare da solo una partita, che abbina la velocità alla tecnica e che può sfornare assist a ripetizione nel corso di una stagione. Tenetevi stretto questo ragazzo e coccolatelo, sarà lui il principale indiziato per sostituire Gerrard, non fatevelo scappare, perché, siatene certi, avrete un fenomeno in casa. Il Liverpool è una squadra che ha potenzialità enormi e una rosa fortissima, ma ha un difetto: non ha giocatori intermedi, i giocatori tra i 20 e i 25 anni sono abbastanza pochi, mentre ci sono vari ultra 30enni e diversi minorenni, il che rischia di compromettere l'equilibrio della rosa, quindi è fondamentale puntellare la squadra con giocatori giovani, ma non giovanissimi, insomma gli ingredienti per riportare il Liverpool alle vette di un tempo ci sono tutti, ma voi dovrete essere bravi a dosarli e a non sbagliare nei momenti decisivi. Il budget al primo anno sarà in base ai vostri possibili obiettivi: • Qualificazione alle coppe grazie al piazzamento 23M/81M p/a • Lotta per il titolo: 29.5M/91M p/a • Vincitore 31.5M/93M p/a


4 -Giocatori Chiave• José Manuel Reina Páez

• Daniel Agger


5 -Giocatori Chiave• Steven Gerrard

• Luis Suarez


6 Analisi Tattica 4-2-3-1 stretto di: Andrea Rocca La volta scorsa ci eravamo lasciati con l’analisi di un 4-2-3-1 mirato a sfruttare le fasce, la velocità e l’abilità al cross dei laterali alti e dei terzini. Questa volta, analizzeremo sempre un 4-2-3-1, ma che agirà per vie centrali, serviranno quindi più giocatori in grado di mandare in rete i propri compagni. Sistemazione in campo Il modulo è costituito da due centrali, due terzini fluidificanti, due centrali di centrocampo, tre trequartisti centrali ed infine l’unica punta. Anche questa volta, i due laterali bassi, dovranno essere bravi in ambo le fasi, consiglio vivamente Emiliano Papa per la fascia sinistra e il giapponesino Atsuto Uchida per la fascia destra. I due centrali dovranno avere una mentalità ultra difensiva, per colmare le mancanze dei due terzini fluidificanti, ottimi giocatori per quando riguarda il rapporto qualità – prezzo, sono il neopalermitano Matias Silvestre e il cagliaritano di scuola Milan Davide astori.Capitolo centrocampisti; i due interni di centrocampo, devono avere caratteristiche differenti, il sinistro dovrà avere qualità prettamente difensive, un buon investimento anche in chiave futura è il gioiellino brasiliano corteggiato da mezza Europa, Casemiro. L’interno destro, dovrà essere invece un puro regista, uno come D’agostino, un mix di classe ed esperienza. Ecco a voi la trequarti, il pacchetto di giocatori che più sarà utile in questo schieramento, dovranno sfornare assist e gol in abbondanza, e nei momenti più difficili, grazie alla loro tecnica e freddezza devono essere in grado di risolvere la partita, giocatori come Jadson, il trequartista tanto voluto dall’arsenal, il francese jonathan Viera, il coreano classe 1991 Nam Tae-Hee, o ancora il fenomeno del pescara Marco Verratti. L’unica punta, dovrà essere forte di testa ma allo stesso tempo dinamica, un bomber di razza, come il francesino Belfodil o lo svizzero Derdiyok. Settaggi ruolo per ruolo Per far rendere al massimo i propri giocatori, occorre settarli opportunamente per esaltarne le caratteristiche. I due terzini fluidificanti, dovranno essere impostati su compiti automatici, i due centrali, come difensori centrali a difendere. Sulla linea mediana, l’interno sinistro dovrà essere un incontrista a difendere, il destro, regista arretrato a sostenere, il trequartista centrale, dovrà essere impostato come seconda punta ad attaccare, gli altri due, come trequartisti centrali a sostenere. Istruzioni alla squadra Visti i giocatori abili in ambo le fasi, utilizzeremo una filosofia di gioco fluida, abbinata ad una mentalità molto offensiva. La squadra deve mantenere il pallone grazie ad un possesso palla basato sui passaggi corti. Il pressing deve essere a tutto campo, i contrasti normali per non incombere in troppi cartellini, una marcatura a zona ed i cross sia tesi che morbidi, visto che le scorribande sulle fasce non saranno troppe. La line difensiva, dovrà essere alta, l’ampiezza di gioco molto stretta, sfruttando la grande tecnica del reparto offensivo, il ritmo di gioco velocissimo ,sfruttando al meglio il contropiede visti i numerosi giocatori abili tecnicamente.


7 Istruzioni ai giocatori I due terzini fluidificanti crossare spesso dal fondo verso il centro dell’area in modo da premiare la punta o il trequartista di turno. I due centrali, come già accennato, devono avere una mentalità ultra difensiva. L’interno sinistro di centrocampo dovrà essere un muro, preciso nei contrasti, lasciando i movimenti col pallone ed i passaggi filtranti al ben più abile compagno di reparto. Il trequartista centrale utilizzato da seconda punta, dovrà essere il più offensivo di tutti, quello che all’occorrenza può essere anche il goleador di turno, i due che agiranno ai suoi lati, dovranno essere invece ben più tecnici, in grado tirare fuori dal cappello passaggi filtranti inimmaginabili. La punta, dovrà essere completa, deve essere in grado di crearsi da sola l’occasione per il gol, ma allo stesso tempo deve essere brava a muoversi tanto senza palla per farsi recapitare il pallone da mandare poi nel sette. Istruzioni calci piazzati Scusate per la monotonia, ma ripropongo le stesse istruzioni dello scorso numero in quanto ho notato che nonostante le diverse tattiche, con i giusti giocatori questi settaggi sanno essere molto utili. • Calci di punizione Per quanto riguarda i calci di punizione, è importante avere almeno due buoni tiratori in squadra, un destro ed un mancino, in modo tale da affidare al primo i calci piazzati da sinistra, ed al secondo quelli da destra. I saltatori della squadra, dovranno essere almeno 3, ed andranno posizionati sui due pali, ed al centro dell’area. I migliori tiratori dalla distanza, occorre piazzarli al limite dell’area, in quanto possono calciare direttamente in porta eventuali ribattute. • Corner Anche qui conviene avere almeno un tiratore per piede, tutti i saltatori, dovranno essere in area di rigore, tra il primo ed il secondo palo, uno dei due terzini(il più abile in fase difensiva), dovrà essere posto come schermo per fermare eventuali ripartenze avversarie, i tiratori da fuori dovranno essere posti al limite dell’area, ed i migliori finalizzatori nell’area piccola per segnare in caso di ribattute corte.


8 Volo in 1^ classe verso il sud America di: Michele Gallo Siete tutti pronti per un nuovo viaggio alla ricerca di talenti? L’ultima volta abbiamo visitato l’Italia, e abbiamo visto che nel nostro paese ci sono tanti giovani da poter far crescere per vincere, chissà, qualcosa di importante con la nazionale. Ma il passato è passato, e quel che cerchiamo noi oggi è il futuro, il futuro della generazione ’90. Ci sposteremo in 3 sedi diverse in poco tempo (i miracoli di scrivere invece di viaggiare), le nostre tappe saranno Brasile, Uruguay e Argentina per osservare i giovani di belle speranze per le nazioni dove si fanno più scommesse che altro. Parola d’ordine: Cercare il futuro Messi.

Andiamo prima in Uruguay per osservare un portiere dalle incredibili potenzialità, consigliato dal mio collaboratore (Luca ndr), ecco a voi Salvador Ichazo Può sembrare scarso, ma in realtà è un portiere affidabilissimo e cresce molto. A quest’età è ancora presto per farlo giocare titolare in una squadra importante, ma con qualche anno di gavetta può diventare un portiere adatto per le big. Cambiamo nazione, e voliamo in Brasile dove (forse) incontreremo giocatori già conosciuti ma che vale la pena osservare. Il primo è sicuramente Casemiro Un centrocampista molto giovane, ma dalle abilità mentali e fisiche già abbastanza sviluppate,

le sue attuali caratteristiche tecniche gli permettono di giocare sia da centrale (13 in passaggi , gioco di prima e tecnica lo fanno un futuro Pirlo) o da mediano (a supporto della difesa i suoi 13 in marcatura e contrasti possono rivelarsi utilissimi). Purtroppo però, comprarlo non sarà tanto facile, ma con abbastanza soldi, un’ottima abilità di negoziatore e tanta pazienza potrete


9 riuscire a farlo giocare nella vostra squadra. Usato garantito per 15 anni. Ancora in Brasile, vediamo una altro giocatore molto importante. Se prima abbiamo detto che Casemiro può andare a vantaggio della difesa, ora troviamo davvero un muro difensivo fuori dal comune, sto parlando di Rafael Tolòi

Ci troviamo di fronte a quello che forse è il giovane che più si avvicina all’imperioso ed elegante Thiago Silva. Tolòi è un difensore di stazza, ma che già alla sua tenera età presenta delle caratteristiche che fanno invidia a molti, le 3 caratteristiche tecniche principali di un difensori ci sono tutte e sono ben sviluppate: 14 in contrasti, marcatura e colpi di testa. Da notare anche gli 11 in passaggi, gioco di prima e tecnica! Dalle sue abilità mentali possiamo tracciare un profilo psicologico molto preciso: un vero difensore con grinta e audacia, ma anche impegno diligenza. Tutto questo ne fa un difensore che vale assolutamente la pena di acquistare. Futuro roseo… pardon, verdeoroseo. Finito il viaggio in Brasile, ci imbarchiamo per l’ultimo volo, direzione Argentina. Questa volta, andiamo ad osservare un attaccante dalle sconfinate possibilità, il cui nome è già stato accostato a tante big ma che per ora è rimasto al River Plate (per altro, in B argentina). Stiamo parlando di Rogelio Funes Mori


10 Ora come ora non sembra un grandissimo attaccante, ma Funes Mori è un -9, quindi ha tutte le possibilità di diventare il cannoniere perfetto per la vostra squadra. Quel 12 in finalizzazione potrebbe farvi tentennare un po’, ma sappiate che quel 12 crescerà vertiginosamente fino a diventare un 18 o un 19, se non un 20! Dovete solo saperlo aspettare, però se riuscite a prenderlo in una squadra di media classifica avrete fatto un colpaccio, e poi potrete rivenderlo a 30mln il prezzo in cui l’avete pagato, quindi che aspettate? Rogelio aspetta voi! Bruco in evoluzione.

VS


11 Talent Scout nella realtà di: Luca Angeli Quanti di voi, giocando a FM, si sono chiesti, chissà se questo nella realtà è forte? Chissà se FM ci ha preso con questo giovane? Beh con questa rubrica io cercherò di levarvi ogni dubbio su alcuni dei talenti più promettenti del panorama mondiale, in questa prima edizione del Sud America per la precisione, ma non perdiamoci in chiacchiere e andiamo ad analizzare il primo giocatore. Come ogni rubrica che si rispetti, analizziamo inizialmente colui che deve difendere la porta dagli attacchi avversari, forse il più delicato dei ruoli, dove appena sbagli una minima cosa sei fuori, quindi inevitabilmente il ruolo più soggetto a critiche spesso anche ingiuste. Se non si fosse capito partiremo dal portiere. Per presentarvi il primo giocatore di questa nuovissima rubrica, ci trasferiremo tutti in Uruguay per la precisione a San José de Maya piccolo paesino non molto distante da Montevideo, lì il 26 Gennaio del 1992 nasce Salvador Ichazo uno dei migliori prospetti del calcio uruguayano, ma soprattutto uno dei pochi portieri di sicura affidabilità nati in Sud America. Curiosamente il ragazzo non ha mai militato ne nel Peñarol ne tanto meno nel Nacional. Infatti fin da piccolo ha sempre tifato il Danubio, dove tutt’ora gioca e dove ha mosso i primi passi della sua brillante carriera calcistica. I suoi fan lo hanno soprannominato “Maragato” questo nomignolo viene attribuito ai giocatori provenienti dalla Maragatería (piccola cominutà spagnola da dove viene il padre ndr). Con il suo club di appartenenza non ha ancora collezionato alcuna presenza per via della sua giovanissima età,ma già dal 2009 è titolare in pianta stabile delle selezioni minori uruguayane. Infatti gioca da titolare il Campionato mondiale di calcio Under-17 disputatosi in Nigeria 2 anni fa. La sua nazionale è uscita ai quarti di finale contro la Spagna arrivata poi 3°, ma il giovanissimo portiere si è messo in mostra per la sua straordinaria agilità mista a moltre altre qualità. E’ alto 186 cm, non moltissimo per un portiere, ma è veramente un giocatore completo, a prima vista non ha punti deboli, è sempre molto concentrato, è un giocatore molto costante e raramente commette errori banali a differenza di molti sudamericani che si lasciano andare in frivolezze non consoni al ruolo del portiere. Nonostante la giovane età ha un gran carisma, capace di trascinare i suoi nei momenti di difficoltà. Ovviamente avendo solo 18 anni deve ancora acquistare l’esperienza che un posto fisso da titolare può dare, ma le qualità tecniche vanno presupporre che Ichazo raramente rimarrà sconosciuto ai più ancora per molto. Molto presto infatti entrerà a far parte della rosa di Tabarez che già lo tiene sott’occhio. L’Uruguay, che non alza trofei dal 1995 (Coppa America organizzato proprio in Uruguay), finalmente ha trovato un portiere, che amalgamato con l’alto numero di giovani talentuosi presenti in nazionale, può far tornare la Celeste ai fasti di un tempo. Dopo il viaggio in Uruguay andiamo in Brasile, patria dei più grandi attaccanti e fantasisti della storia, che da qualche tempo ha iniziato a sfornare buoni difensori, criticati molto dalla stampa per la loro propensione all’attacco, ma per questo giocatore vale la pena di spendere qualche parola. Il difensore che vi sto per presentare di critiche ne ha ricevute veramente poche, un po’ per le sua giovane età (’90 ndr), un po’ perché non si vede spesso che Rafael Toloi sbagli qualcosa. Come detto già in precedenza Rafael Tolói nasce a Glória d'Oeste il 10 Ottobre del 1990. La sua ascesa come calciatore inizia nel 2007 quando viene ingaggiato dal Goias (squadra dove


12 milita attualmente ndr). Si fa tutta la trafila delle juniores fino al 2009, quando Hélio César Pinto dos Anjos vecchia volpe del calcio brasiliano, in quel periodo allenatore del Goias, decide di promuoverlo in prima squadra, ritenendolo maturo per affrontare un campionato duro come il Brasileirão. Da subito il difensore ha un impatto straordinario sulla squadra tanto gran parte dei meriti per la vittoria finale del Campionato Goiano da parte del “suo” Goias vanno proprio attribuiti al giovane difensore che grazie alla sua forte personalità ha costituito un vero e proprio schermo impenetrabile per gli avversari. L’esplosione di Toloi non rimane inosservata, infatti iniziano le convocazioni con la rappresentative minori del Brasile con il quale vince il Campionato sudamericano di calcio Under-20 in Venezuela 2009 e arriva secondo nel Mondiale di categoria in Egitto sempre nello stesso anno, in totale le sue presenze con la maglia verdeoro sono ben 13. Ma che tipo di difensore è Toloi? Beh Toloi è un centrale, destro naturale, che si adatta bene sia con la difesa a 4 che con quella 3 dove ha già giocato nel Goias, è un brasiliano “atipico”, fa della marcatura strettissima e dell’anticipo perfetto le sue armi migliori, non si trova molto a suo agio con il pallone tra i piedi, ma è un saltatore pericolosissimo per le difese avversarie, la sua più grande mancanza però è la concentrazione, molto spesso è troppo sbadato e fatica ad avere una certa continuità, ma questo si affinerà con il tempo. Se su di lui sono puntati gli occhi di mezza Europa però un motivo ci sarà, non ci rimane che dire “se son rose fioriranno”. Proseguiamo il nostro viaggio in Sud America andando a conoscere uno dei giocatori più chiacchierati di questa estate, ma che alla fine è rimasto a casa madre un po’ per l’elevatissimo cartellino, un po’ per la poca concretezza delle offerte pervenute alla squadra che ne detiene il cartellino. Se non si fosse capito dalla foto, parleremo di Carlos Henrique Casimiro o più semplicemente Casemiro. Casemiro nasce il 2 Febbraio del 1992 a São José dos Campos grande città brasiliana ubicata nella valle del Paraiba. Casemiro inizia la sua carriera calcistica nel San Paolo dove nel corso degli anni ( è al San Paolo dal 2002 ndr) vince svariati titoli juniores con la maglia del “ tricolor “, come ad esempio la Copa São Paulo de Futebol Júnior, fino a quando nel 2010, precisamente il 25 Luglio esordisce in prima squadra contro il Santos di Neymar (suo rivale in svariate competizioni giovanili), da quel momento Casemiro giocherà altre 18 partite nel Brasilerao 2010 condite da 2 gol, l’anno seguente le sue presenze saranno 27 in totale, così suddivise: 12 nel Paulistão, 9 nel Brasileirão e 6 in Copa do Brasil, segnando un totale di 5 reti, non malaccio per uno che deve compiere ancora 20 anni. Il 15 Luglio del 2011 viene convocato da Ney Franco per il mondiale di categoria in Colombia che viene vinto dalla Seleçao stessa in finale contro il Portogallo (Già nel Gennaio 2011 aveva vinto la Copa America U-20 disputatasi in Perù). Il giovane brasiliano è un centrocampista difensivo dotato di ottimo senso tattico, di una buona visione di gioco e di una discreta tecnica di base, nasce come volante ma all’occorrenza può ricoprire ogni ruolo del centrocampo, nel mondiale U-20 è stato utilizzato anche di difensore centrale in una difesa a 3 contro l’Arabia Saudita e anche in quella occasione il ragazzo non ha assolutamente sfigurato. Il San Paolo però si è subito accorto delle potenzialità del giovane, difatti ha fissato sul suo cartellino una causola da ben 30 milioni di euro,


13 verosimilmente quindi Casemiro rimarrà almeno un altro anno al “tricolor” per approdare in Europa quando la sua crescita sarà arrivata ad uno step superiore. Piccola curiosità, diversamente da come si potrebbe pensare dato il suo ruolo, i suoi idoli sono Zinedine Zidane e Hernanes anch’esso cresciuto nelle giovanili del San Paolo. Insomma il costo di questo giovane è sicuramente elevato, (Ci vorranno almeno 15M per portarlo via dal Brasile) ma una volta maturato questo ragazzo può rappresentare insieme a qualche altro giovane l’ossatura dei pentacampeon che continuano a sfornare talenti su talenti. Concludiamo questo viaggio in questa splendida terra con un attaccante con una storia veramente particolare, che lo ha portato a girare ben tre continenti all’età di appena 19 anni, ne volete sapere di più? Beh continuate a leggere… Il ragazzo che sto per presentarvi è forse il più famoso dei 4 talenti dei quali vi ho parlato in questo articolo, ma forse non tutti sanno la vera storia di Rogelio Gabriel Funes Mori. Funes Mori nasce il 3 Maggio del 1991 a Mendoza capoluogo e una città del Departamento Capital. La prima svolta della sua vita calcistica avviene nel 2001, quando con tutta la sua famiglia (il padre fu un modesto calciatore di Primera Division Argentina ndr) si trasferì in America per esigenze paterne, così lui e suo fratello José iniziarono la trafila delle giovanili di varie squadre texane, fino a quando vennero entrambi accettati per partecipare a "Sueño MLS" reality organizzato da una famosa emittente televisiva per far emergere i migliori talenti del paese, il programma viene vinto da Gabriel ma anche José (classificatosi tra i primi 5) viene ingaggiato dall’ F.C. Dellas squadra che partecipa all’MLS. Bastano poche prestazioni nelle giovanili ad attirare l’attenzione del Chelsea sui due fratelli che vengono ingaggiati per una prova nella squadra londinese, rimangono tutti incantati dal talento dei ragazzi, sfortunatamente però Abramovich e soci si devono piegare alla burocrazia e non riescono a portare a termine l’acquisto dei due fratelli. Dopo la breve parentesi europea, la famiglia decide di ritrasferirsi in pianta stabile in Argentina dove vengono entrambi presi nelle giovanili del River Plate. Finalmente dopo un lungo girovagare nella stagione 2009-2010 avviene la tanto attesa consacrazione, difatti l’allora tecnico dei “Millionarios” Leonardo Astrada lo convoca a sorpresa in prima squadra, per sopperire alla mancanza di una punta di ruolo e lo fa esordire nel torneo di Apertura del 2009 contro il Velez, parte titolare contro il Racing di Avellaneda una settimana dopo. Chiude la sua prima stagione in “rojiblanco” con 19 presenze e 5 gol. Funes grazie al suo metro e 85 è un giocatore pericoloso anche nel gioco aereo. Sicuramente è il giocatore che serviva al River Plate: una punta di razza abile spalle alla porta e che raramente sbaglia davanti alla porta. Con le giovanili dell’Albiceleste ha già collezionato 10 presenze e due gol, che potevano essere di più se Astrada non si fosse opposto alla convocazione di Batista per fargli terminare la preparazione al meglio, ma sicuramente avrà il tempo per rifarsi. Il ragazzo ricorda per molti versi Higuain nella sua esperienza con il River prima di trasferirsi in Europa, inevitabilmente nel futuro di un prospetto di tale portata, speriamo solo che si ricordi di dove Valdanito Crespo ha costruito le sue più grandi fortune. La prima edizione di questa rubrica è finita, spero di non avervi annoiato troppo, in caso contrario avrete passato 5 minuti della vostra vita a leggere un articolo di un pazzo che cerca di farvi conoscere giocatori che forse non tutti hanno mai sentito. Alla prossima, se ci sarà…


14 FM REALITY - JAMES RODRIGUEZ di: Gabriele Galluccio e Gianluca Pazzelli Non è un fenomeno, o meglio, non ancora. Ma sicuramente è sulla buona strada per diventarlo. Stiamo parlando di James David Rodriguez Rubio, centrocampista offensivo/attaccante colombiano che con la maglia del Porto si sta mettendo in mostra per il suo grande talento. Rodriguez delizia le folle della Primera Liga portoghese dal 2010, anno in cui è approdato alla corte di Vitor Pereira. Nonostante sia giovanissimo in quanto classe ’91, è possibile considerarlo già un talento nel calcio mondiale in quanto nell’arco della sua ancora breve carriera ha dimostrato di saper fare la differenza in più di un ruolo. Rodriguez, infatti, è un giocatore molto duttile che può essere schierato come attaccante esterno, trequartista, mezzala. Il ruolo che predilige è quello di esterno in cui, con il Porto, ha segnato ben 3 gol nella finale di Coppa portoghese. Buona struttura fisica, è dotato di un’ottima progressione ed è in grado di far letteralmente impazzire i suoi marcatori con dribbling a dir poco ubriacanti. Come tanti calciatori che hanno fatto la storia del calcio, è un mancino dal piede raffinato, capace di far male anche da calcio da fermo. Il suo punto di forza sono le conclusioni dalla distanza, potenti e precise con le quali è in grado di accendere il match in qualsiasi momento. Tra i suoi (pochi) difetti ci sono la discontinuità nel fornire prestazioni di alto livello e soprattutto la disciplina tattica, in quanto è un giocatore molto offensivo che spesso si ‘dimentica’ di tornare a difendere. Comunque per essere un 20enne gioca con grande disinvoltura ed è destinato a fare grandi cose. Non a caso il Porto lo ha praticamente blindato con un contratto fino a giugno 2016 che prevede una clausola rescissoria di 45 milioni di euro. E Football Manager come tratta Rodriguez? Basta dare un’occhiata veloce alle sue stats per conoscere la risposta: benissimo. Il colombiano nel gioco, infatti, rispecchia il suo reale valore in quanto dotato di un gran dribbling (16) coadiuvato dall’agilità (17), di una tecnica raffinata (16) affiancata da un pericolosissimo tiro dalla distanza (15). Per quanto riguarda le qualità mentali pecca un po’ in carisma (9), ma compensa con la determinazione (16) e la fantasia (15). Tra la realtà ed Fm però c’è una differenza abissale: il prezzo. Per la SI games, infatti, Rodriguez ha un valore di mercato pari a 550.000 euro ed è considerato semplicemente una promessa per il futuro. Per assicurarsi le sue prestazioni quindi potrebbero bastare al massimo due milioni. Forse Fm lo

sottovaluta un po’ da questo punto di vista, dato che un 20enne che vanta nel palmares un campionato argentino, uno portoghese, una supercoppa portoghese, una coppa di Portogallo ed una Europaleague non deve essere proprio un giocatore da ‘soli’ 2 milioni.


15 FM amplia i suoi appassionati di: Emanuele Gessi Questo articolo lo scrivo, per farvi notare come il gioco Football Manager non lo usano più solo gli appassionati e gli addetti ai lavori. È un videogame (se ancora così lo possiamo chiamare) che sta ampliando il suo target di utenza. Una prova è questa: Enrico Testa (lavora in Rai ed è il creatore del famoso sito Lo Spallino) pubblica da due settimane gli highlights delle partite della Spal sul suo sito. Ma sono partite fatte con il nostro amato gioco. Quindi una simulazione fatta al computer e, chissà come mai, è stato scelto FM! Ovviamente noi lo abbiamo contattato e lo abbiamo intervistato… ___ Quando è venuta l'idea? Circa un anno fa mi ha contattato un appassionato di Football Manager che si chiama Nicola Spisani e mi ha chiesto se poteva interessarci fare qualcosa. All'inizio abbiamo messo solo un link per i lettori interessati a contribuire alla modifica del database poi, dopo che Emanuele Gessi (»*LeoMessi©*«, nda) ci ha aiutato a modificare il DB è partito questo progetto. Da chi è venuta l'idea? Come detto prima, da Nicola Spisani. Perchè avete scelto Football Manager? Ti dico sinceramente che non lo conoscevo benissimo, ma l'ho trovato subito molto divertente e realistico. Quindi non abbiamo avuto dubbi. Spiegaci il lavoro che è stato fatto dai due esperti. Sono stati impegnati circa due settimane. Hanno sistemato tutte le squadre di Serie C1 girone A, modificandole con tutti i nuovi acquisti. Poi, hanno sistemato tutti i valori dei giocatori che molti erano sballati. Avete intenzione di andare avanti per tutto il campionato? Assolutamente sì! La considero una rubrica meno giornalistica, ovviamente, ma molto divertente. È un gioco e come tale va preso considerando che i tifosi sono scaramantici, ma già dai primi riscontri credo di poter dire che dai nostri lettori sia stato apprezzato lo spirito, la grafica e la verosimiglianza. E poi non sarebbe bello interrompere a metà. Vi ha soddisfatto il risultato ottenuto o vi aspettavate di più? No, anzi ci ha meravigliato in positivo. E nelle prossime puntate miglioreremo anche qualcosa a livello di nitidezza dell'immagine. Siamo decisamente soddisfatti, insomma. Come avete letto, il giornalista sportivo è stato subito colpito dal gioco… e come dargli torto. Le partite vengono postate il sabato mattina, in modo da risultare una specie di pronostico. Gli scaramantici chissà come l’avranno presa!


16 In sala stampa con lo staff di: Fabio Della Rocca Come è nato il progetto de "FMIF Magazine" ? di Frederex L'idea del magazine è uscita dalla mente di Massy, il quale decise di proporla in staff. L'idea è subito stata accolta favorevolmente da tutti noi. C'era curiosità visto che era un progetto tanto interessante quanto complicato da realizzare, non solo per la stesura degli articoli, ma anche per curare al meglio la parte grafica, parte di cui si occupa il nostro founder AntonioC17. Visto che il Magazine ha avuto un discreto successo, direi che ne è valsa la pena. Credevi che questo forum sarebbe diventato cosi importante? di AlexDelPiero-93 Dopo aver lavorato duramente alla crescita del forum, cercando di migliorarlo sempre con idee innovative, la speranza di raggiungere le posizioni piu alte in top c'era, ma non credevamo che ci saremmo riusciti in così poco tempo. Questo soprattutto grazie a voi, che con la vostra presenza, fate crescere il forum giorno per giorno. Cosa vi ha portato a fondare questo forum? di Luca "Shinoda" Davvero una bella domanda questa! Il forum è nato dopo che il forum che frequentava il nostro founder Claudio venne chiuso dopo varie liti tra gli staffer. Football.Lord² contattò lo stesso Claudio perchè aveva in mente di far partire un grande progetto: FMIF. Il primo ad esser contattato dal founder siculo fù AntonioC17, che sposò sin da subito la causa. Successivamente si aggregò Alexinho. 1) A proposito dell'Almanacco delle Carriere(o Albo d'oro non ricordo il nome) perchè non siete più morbidi circa la selezione delle carriere, in particolare sul numero di salvataggi(in molti salvano spesso per i crash dump)? di JeremyJanot16 I limiti che sono stati imposti, se così si possono chiamare, servono per garantire una maggiore regolarità alle carriere. E' anche vero che ci sono molte persone che salvano per proteggere i loro save dai crash dump, ma in qualche modo bisogna pur fare per limitare i "truffatori". 2)Riguardo il nuovo Football Manager secondo voi è un bene prendere la demo, dato che già dal secondo anno si potranno aggiungere altre nazioni giocabili? di JeremyJanot16 La demo potrebbe essere utile per capire come sarà il gioco completo; anche se ci saranno molti ma molti bug, potrai sempre divertirti.E poi in caso non ti piaccia, è stata utile per farti risparmiare i 50 euro per comprare il gioco.Ma questo non succederà mai, perche FM è il miglior gioco del mondo. 3) Come ultima domanda riprendo la precedente chiedendovi: è davvero possibile aggiungere nazioni giocando, quando c'è bisogno di caricarle e di far caricare le statistiche dei diversi campionati? di JeremyJanot16. Si è possibile caricare i campionati una volta iniziata la partita. E' stato davvero un colpo di genio aggiungere questa opzione, perche spesso capita che qualcuno si pente della scelta di caricare solo pochi campionati. Vorrei sapere di più sul fondatore di cui non ricordo il nome che non c'è più. di Luca944 “Il progetto FMIF parte da Football Lord, Purtroppo dopo circa un anno, poco dopo averci parlato della sua volontà di spostare FMIF su un dominio *.it, sparì del tutto dal forum. Provai a contattarlo su Facebook, MSN, MP, ma non ho mai avuto una risposta.” [Primo magazine, intervista a Claudio]


17 Il 10 di cristallo di: Matteo Cosenza Michel Platini lo definì un 9 e mezzo, metà rifinitore e metà attaccante. Lui però il 10 ce l'ha tatuato sulla schiena. 22 anni di carriera con quel numero spesso coperto per metà da quel “divin” che l'ha reso famoso. Sì, perché per l'Italia intera se dici “codino” dici “Roberto Baggio”. Il Divin Codino, appunto, è stato uno dei pochi capaci di emozionare e unire tutti gli appassionati di calcio, a prescindere dalla fede individuale. Nonostante ciò, sembra che nell'arco della sua carriera abbia voluto accontentare tutti, vestendo numerose maglie e rendendo felici i tifosi di tutta Italia. Vicenza, Fiorentina, Juventus, Milan, Bologna, Inter e Brescia, queste le tappe del suo pellegrinaggio, iniziato in biancorosso nel lontano 1980, dove nelle giovanili del Lanerossi segnò 110 gol in 120 partite. Nel 1983 l'esordio in prima squadra, a 16 anni, ma è due anni dopo che nasce un campione. Con i suoi 12 gol in 29 partite trascina i vicentini in B, prima del suo primo serio infortunio: contro il Rimini (allenato da un certo Arrigo Sacchi) compromise crociato anteriore, capsula, menisco e collaterale: un anno di stop. Nonostante tutto la Fiorentina, già d'accordo col Vicenza, lo ingaggia e crede nel suo recupero. Per fortuna! 94 presenze e 39 gol in maglia viola lo resero anche un pilastro della Nazionale di quel periodo. Poi il caos. 18 maggio 1990. 25 miliardi di lire partono da Torino verso Firenze: Baggio è un giocatore della Juventus. Nella città di Dante si scatena l'inferno, e il nuovo fenomeno del calcio italiano è in preda al panico. In conferenza stampa gli viene porta una sciarpa bianconera, ma lui la getta via senza indossarla. Iniziano i primi screzi con i nuovi tifosi. Screzi che aumentano quando l'attaccamento ai viola, noti rivali dei bianconeri, si palesa in un Fiorentina-Juventus del 6 aprile 1991. Rigore per la Juve sull'1-0 e Baggio, rigorista bianconero, si rifiuta di tirare. Al dischetto va D'Agostini che sbaglia. Putiferio in curva. A fine gara il 10 juventino va sotto la curva viola e raccoglie una sciarpa della Fiorentina, tra i fischi e gli applausi del pubblico. Ma il rapporto con gli juventini è stato ottimo quando non si incrociavano con i viola: 141 presenze e 78 gol, Scudetto, Coppa Italia, Coppa UEFA, Pallone d'Oro, FIFA World Player e fascia di capitano. Nel frattempo il mondiale 1994. Stati Uniti. Roby trascina la squadra fino in finale, nonostante un avvio difficile (sconfitta contro l'Irlanda e sostituzione immediata contro la Norvegia, causa espulsione di Pagliuca). Contro Nigeria, Spagna e Bulgaria mette a segno 4 gol, fino alla finale thrilling contro il Brasile. Sotto il sole cocente di Pasadena la partita termina 0-0, e ai rigori è proprio lui, dopo Baresi e Massaro, a calciare alto il rigore decisivo. Lacrime a fiotti in tutta Italia. E alla ripresa del campionato altra sofferenza: 5 mesi di stop per infortunio. Ancora il ginocchio. La Juve scopre un sostituto all'altezza: un giovanissimo preso dal Padova, un certo Alessandro Del Piero. A fine anno la società decide di puntare sul nuovo gioiellino bianconero, e il codino magico finisce a Milano, sponda rossonera. Dopo Lippi ecco Capello, due allenatori tanto vincenti quanto burberi, cosa che non favorisce il genio del 10 di Reggiolo. Il tecnico di Pieris lo sostituisce quasi ad ogni occasione, ma a fine anno vince lo scudetto, quindi è inattaccabile. Causa screzi contrattuali con la società, il tecnico se ne va, lasciando spazio a Tabarez. Baggio parte titolare, ma l'anno buio del Milan lo relega in panchina per far spazio a Dugarry. Anno nuovo, vita nuova? No. Torna Capello. Baggio se ne va. Dopo aver sfiorato l'accordo col Parma, saltato a causa dell'allora allenatore ducale Ancelotti (c'erano già Chiesa e Crespo, non serviva Baggio) si accasa a Bologna, dove però resta solo un anno (30 presenze 22 gol), a causa di


18 alcuni screzi con l'allenatore Ulivieri, accusato di essere invidioso della sua fama, dato che spesso veniva esaltato il genio di Baggio per giustificare l'exploit della squadra rossoblu, lasciando in ombra il tecnico. A fine stagione si trasferisce all'Inter, completando il tris delle grandi squadre italiane. Primo anno martoriato: Simoni, Lucescu, Hodgson, Castellini. Troppi allenatori per trovare continuità di rendimento. Il secondo anno, la beffa: all'Inter arriva Marcello Lippi. Lo stesso Lippi che lo silurò alla Juventus. A fine stagione, dopo 41 presenze e 9 gol in nerazzurro, saluta tutti e se ne va a Brescia di Carletto Mazzone, rifiutando Real Madrid e Arsenal. Nonostante l'assenza dall'Europa e dalla Nazionale, viene candidato tra i 50 pretendenti al Pallone d'Oro 2001, arrivando 25°, gran traguardo per un giocatore del Brescia. Del resto nei suoi anni alle rondinelle ha un rendimento spaventoso, che riesce a mantenere in A la squadra per più stagioni consecutive. Si ritira dopo 95 presenze e 45 gol. San Siro è il teatro della dipartita, il 14 Maggio 2004 e gli 80.000 si affiancano a Paolo Maldini nell'abbraccio al grande campione con un applauso lunghissimo. A fine stagione il Brescia ritira la maglia numero 10, come tributo al fenomeno che l'ha indossata per quattro anni. Finisce la carriera con 643 presenze e 291 gol tra i professionisti, che lo eleggono uno dei migliori realizzatori di tutti i tempi. Una curiosità: nella sua carriera ha tirato 122 rigori, segnandone 108. Dei 14 sbagliati ne ha rimessi in rete 4, diminuendo la percentuale di errore al solo 8%. Per quanto riguarda i rigori in extra-time, ne ha tirati 4, sbagliandone solo uno, quello della finale di Pasadena. Ma del resto, come dice lui, «i rigori li sbagliano soltanto quelli che hanno il coraggio di tirarli» Che classe, che genio! Che 10...


19 3° Compleanno FMIF La storia Tutto iniziò verso metà Settembre 2008, quando il forum ( fm2008 sul circuito forumfree) che allora frequentavo insieme ad Antonio chiuse per le troppe liti tra lo staff. Il giorno seguente mi arrivò un MP da un certo -Football.Lord²-, mai sentito prima di allora, che aveva in mente un grande progetto per creare un nuovo forum e voleva che io partecipassi perchè mi aveva notato in positivo sul vecchio forum. Parlammo un po' su msn, e concordammo sul fatto che servivano almeno altre 2 persone per portare avanti il progetto: chi meglio di Antonio e °PaperoRulez°?? Così partì il progetto, in 4 cercammo di attrezzarci alla meno peggio per FM 2009, sperando che qualche nuovo utente e qualcuno del vecchio forum avesse potuto aiutarci. Dopo poche settimane °PaperoRulez° sparì dal forum, e lo sostituimmo con il caro *Alexinho*, già admin del vecchio forum e in cerca di un nuovo progetto interessante. Nei primi periodi, aiutati da Skix, Ivan, e Malaka su tutti riuscimmo a conquistarci una posizione in top 1000, un traguardo allora. Dopo qualche tempo ci fu la fusione con FMandPESlovers, con tutti gli utenti che per la prima settimana ci fecero salire di molto in top, ma che dopo un po' ci abbandonarono per rimettersi in proprio, facendoci di nuovo sprofondare in top. In seguito riuscimmo a riprenderci, grazie ai nuovi (alex), michy_n, russotto, telle, suppaman, catanzaro_luca ecc.. Il Presente 15 Settembre 2011. 3° anno di FMIF, tre anni di stagioni infinite a Football Manager, tre anni di discussioni, litigi, scherzi, chiacchierate tra amici, tre anni di confronti continui. Tre anni di NOI. E' solo per merito vostro che il forum va avanti da tre anni, e speriamo che continuerà ad andare avanti per molto tempo ancora.. Stabilità in top 100, record al 12° posto, staffer preparati e simpatici, e tanti utenti sempre attivi e pronti ad aiutare gli altri in difficoltà.

Lunga vita a FMIF! [Cit.]

I

FMIF


20 Le foto del Forum. by Blanco69


21

by _Fabio91 by AntonioC17


FMIF Magazine 3  

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