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CRONOLOGIA 24 aprile: presidio ai Giardini di Via Bronzino nella data iniziale del concerto nazirock, poi spostato al 2 maggio . 24

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18 aprile: messa in memoria di Mussolini

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21 aprile: prima assemblea cittadina indetta da Milano Antifascista e Antirazzista (MAA)

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23 aprile: presidio a MilanoSport di MAA

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25 aprile: manifestazione per la Liberazione. Sera concerto di Partigiani in Ogni Quartiere, Gratosoglio

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28 aprile: fiori al duce

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corteo MAA in San Siro

1 maggio: presidio permanente di MAA a San Siro . 55

18 maggio: presidio in prefettura di MAA 20 maggio: conferenza stampa di MAA in Piazza Fontana

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1 maggio: nazi-torneo di calcetto al Lido (poi posticipato al 2 maggio per mancata autorizzazione)

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22 maggio: corteo di MAA da Piazza XXIV maggio

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2 maggio: nazi-torneo al Lido

1 maggio: Mayday Parade

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30 aprile: conferenza stampa. Presidio in Prefettura e a MilanoSport

29 aprile: corteo per Ramelli

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13 maggio: assemblea cittadina di MAA

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22 maggio: corteo FN limitato a presidio

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25 maggio: commemorazione di Brasili 28 e 29 maggio: incontro internazionale Hammerskin

indice dei box Roberto Jonghi Lavarini................................................. pg. 6 MO.D.A.V.I. .......................................................................... pg. 9 Carlo Fidanza .................................................................... pg. 15 Massimo Turci ................................................................... pg. 22 Roberta Capotosti ........................................................... pg. 23 Associazione culturale di Area ................................... pg. 23 La rivista Area ................................................................. pg. 23 Azione Giovani .................................................................. pg. 34 Azione Universitaria ...................................................... pg. 34 Galassia Bonehead .................................................. pg. 34/36 ANPdl .................................................................................. pg. 36 Lealtà Azione .................................................................... pg. 37 CasaPound .......................................................................... pg. 37 Monza Militante ............................................................... pg. 37 Forza Nuova ...................................................................... pg. 38 Lotta Studentesca ........................................................... pg. 39 Cobra .................................................................................... pg. 39 Leo Siegel ............................................................................ pg. 40 Paolo Pisanò ...................................................................... pg. 40 Guido Giraudo .................................................................. pg. 41 Skoll ...................................................................................... pg. 48 Duilio Canu ........................................................................ pg. 49 Paola Frassinetti .............................................................. pg. 58 Jobbik – Ungheria .......................................................... pg. 61 Krisi Augi – Grecia ......................................................... pg. 61 NDP – Germania ............................................................ pg. 61 Front National – Francia ............................................ pg. 61 Falange – Spagna .......................................................... pg. 62 FPO – Austria ................................................................. pg. 62 Noua Dreapta – Romania .......................................... pg. 62

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Nell'aprile-maggio 2010 la città di Milano è stata capace di unire le forze per rispondere alle provocazioni. A un anno di distanza è comunque necessario uscire dall'emergenzialità delle mobilitazioni e rielaborare quell'esperienza, nelle sue potenzialità e nei suoi limiti, entrando in una logica più progettuale in vista delle necessità presenti e future. La prima partecipatissima assemblea cittadina della Milano Antifascista e Antirazzista si svolge dopo l'annuncio di Jonghi Lavarini - esponente della Destra per Milano, corrente interna al PDL - del calendario di appuntamenti organizzati in memoria di Ramelli, Pedenovi e Borsani. Un annuncio in grande stile che ostenta la "ritrovata" unità di tutto l'arco della destra cittadina, da Hammerskin ad Azione Giovani. Una provocazione consacrata e legittimata dalle istituzioni attraverso patrocini e finanziamenti da parte di Comune e Provincia. Le stesse istituzioni che, nei medesimi giorni, hanno tolto spazi e patrocini a diverse sezioni dell'ANPI per le commemorazioni del 65° anniversario della Liberazione. L'iniziativa centrale del calendario nero è il corteo del 29 aprile per ricordare Ramelli, Pedenovi e Borsani. Qui troviamo, schierati tra le fila della parata squadrista, i consiglieri provinciali Massimo Turci (capogruppo PDL alla Provincia di Milano e membro della Consulta della regione Lombardia per i diritti degli animali ) e Roberta Capotosti. Quest'ultima, eletta madrina del programma nero, non mancherà di essere presente a ogni iniziativa e rivendicare la croce celtica, come da sempre un simbolo giovanile. Emerge così una figura ponte, capace di mettere insieme le diverse anime del neofascismo milanese, istituzionale e non. È significativo anche il suo legame matrimoniale con Marco Clemente, attualmente candidato nella lista della Moratti "Milano al centro", sostenuto da diversi ex An, vecchi monarchici, settori neofascisti del tifo organizzato, rimasugli di Cuore nero e Casa Pound. Da non tralasciare che un altro personaggio, tra gli organizzatori del torneo di calcetto del 2 maggio, è oggi candidato alle elezioni, sempre nella lista della Moratti. Si tratta di Anton Luca Romano, già nominato come sostenitore di Ideopolis, esponente di Giovane Italia (PDL), sostenuto da Paola Frassinetti e Carlo Fidanza. Quest'ultimo, braccio destro di Alemanno, rappresenta un riferimento importante all'interno del Comune di Milano, nel quale svolge il ruolo di Vice Presidente della Commissione Consiliare Sport, Giovani e Tempo Libero. Tra i fondatori dell'Associazione Cactus che ha sponsorizzato alcune delle iniziative nere, la cui prerogativa è creare delle alternative ai centri sociali. Da sempre interno agli ambienti del tifo organizzato interista, Fidanza viene anche ritratto nel novembre 2007 insieme ai fratelli Todisco, ex leader di Cuore Nero, durante il corteo dopo la morte del tifoso laziale Gabriele Sandri. Attraverso la ricostruzione di questi eventi abbiamo incontrato una buona parte del panorama della destra milanese. Manca completamente la Lega Nord, partito che riveste un ruolo politico e istituzionale importantissimo a Milano e in Lombardia. Anch'essa in rapporti con gli ambienti dell'estrema destra, attraverso figure come Siegel, presente alla conferenza stampa in ricordo di Ramelli e Pedenovi, indetta da Forza Nuova presso l'Avamposto, con un lungo passato di militanza nell'MSI e oggi approdato alla Lega; o come anche Francesco Cappuccio, detto "Doppio Malto", militante di Cuore Nero, che ha attraversato il Centro Identitario di Mario Borghezio, prima di arrivare allo spazio Ritter (ex Bottega del Fantastico), libreria di riferimento del neofascismo milanese. La risposta antifascista, in diversi modi, è riuscita, non a impedire, ma ad arginare e ostacolare il programma dei fasci. Quello che rimane è la ferita inflitta alla città dalla destra istituzionale, con lo sdoganamento dei settori più radicali e l'esplicitazione dei legami tra il governo locale e la destra razzista e xenofoba. Un precedente grave che sembra aver spianato la strada alla concessione di una sempre maggiore agibilità politica, anche attraverso l'assegnazione di spazi di proprietà pubblica, come l'Avamposto in viale Brianza n°20, sede del gruppo Lealtà e Azione. Questo locale, gestito e frequentato dagli Hammerskin, è stato assegnato loro, con dubbia regolarità, dall'Aler. Difficile sorprendersi quando tra gli amministratori dell'Aler troviamo il consigliere comunale Marco Osnato, parente acquisito dei La Russa e amico di Lavarini, attualmente candidato nella lista Moratti "Milano al Centro", sostenuto dall'ex Nar Lino Guaglianone e dall'avvocato, da sempre difensore di nazisti e sbirri, Piero Porciani, ex Fiamma Tricolore. Il nome di Osnato, insieme a quelli di Carlo Fidanza e Ignazio La Russa, compare anche in una serie d'intercettazioni telefoniche con esponenti dell'ndrangheta, in relazione alla compravendita di voti per le elezioni europee del 2009. Qui non affrontiamo il capitolo relativo ai legami tra destra di governo, mafie ed edilizia. Gli approfondimenti contenuti all'interno possono comunque servire da elementi di riflessione. Questo lavoro si limita a raccogliere la memoria di fatti specifici, andando a conoscere più da vicino personaggi ed organizzazioni protagonisti di questo oltraggio alla Milano medaglia d'oro alla Resistenza. Questo dossier è un patrimonio collettivo che contribuisce a un lavoro di monitoraggio e inchiesta, che andrebbe condotto in maniera costante e strutturata. Al di là di segnalare gli appoggi istituzionali, l'azione di contrasto dovrebbe concentrarsi soprattutto nei territori. Nelle scuole, nei quartieri, nello stadio i fascisti tentano d'inserirsi attraverso tematiche populiste, seminando razzismo ed intolleranza. Si presentano come alternativa, quando continuano a essere solo servi del capitalismo, fomentando la guerra tra poveri, sempre più necessaria alla "gestione della crisi" e al mantenimento del consenso intorno alla deriva autoritaria. Aprile 2011

Milano, aprile 2010: La destra cittadina si unisce nel promuovere un fitto calendario d’iniziative, utilizzando pretestuosamente l’anniversario della morte di Ramelli, Pedenovi e Borsani come trampolino di lancio per garantirsi agibilità e legittimazione politica. Un livello di provocazione mai tentato e neppure immaginabile fino a poco tempo fa. Sono così emerse coperture politiche e sponsorizzazioni istituzionali che uniscono la destra di governo (Pdl e Lega Nord) e quella “radicale” (da Hammerskin a Forza Nuova).

MILANO ONORA SERGIO RAMELLI: PROGRAMMA UFFICIALE. “CARI CAMERATI, FINALMENTE POSSIAMO GIRARVI I VOLANTINI CON LE INFORMAZIONI DEFINITIVE DELLA SETTIMANA ORGANIZZATA IN RICORDO DI SERGIO RAMELLI. GRAZIE A UN PROGETTO DI COLLABORAZIONE TRA TUTTE LE REALTA’ MILITANTI INIZIATO LO SCORSO ANNO, ABBIAMO POTUTO OTTENERE QUESTI GRANDI RISULTATI CHE RENDONO ONORE ALLA MEMORIA DEI NOSTRI CAMERATI CADUTI. LA SETTIMANA INIZIERA’ MERCOLEDI’ 28 APRILE QUANDO PRESSO IL PRESIDIO DI MILANO SI TERRA’ LO SPETTACOLO TEATRALE “LA LIBERTÀ” DI VERTEX TEATRO, A SEGUIRE,COME OGNI ANNO, LA VEGLIA SILENZIOSA E COMPOSTA SOTTO CASA RAMELLI. GIOVEDI 29 APRILE CONCENTRAMENTO IN P.LE SUSA ORE 20.00 PER IL CORTEO IN RICORDO DI SERGIO RAMELLI, ENRICO PEDENOVI E CARLO BORSANI. SABATO 1 MAGGIO II EDIZIONE DEL “TORNEO SERGIO RAMELLI” PRESSO IL LIDO DI MILANO DALLE ORE 10.00. NEL TORNEO SI SFIDERANNO LE SQUADRE RAPPRESENTATIVE DI TUTTE LE REALTA’ CHE HANNO RESO POSSIBILE LO SVOLGERSI DELLA SETTIMANA, A SEGUIRE PREMIAZIONE,CENA E CONCERTO DDT. SEMPRE PRESSO IL LIDO DI P.LE LOTTO DALLE ORE 21.30 CONCERTO LIVE DEGLI AMICI DEL VENTO. LA SETTIMANA INFINE SI CONCLUDERÀ DOMENICA 2 MAGGIO DALLE ORE 17.00 PRESSO I GIARDINI SERGIO RAMELLI DI MILANO CON UN CONCERTO ACUSTICO DI SKOLL. INVITIAMO TUTTI I CAMERATI A PRESENZIARE A TUTTI GLI APPUNTAMENTI CON LO SPIRITO CHE HA ANIMATO GLI ORGANIZZATORI, UNO SPIRITO DI SERENITA’ E UNITA’. I CAMERATI” WWW.FACEBOOK.COM/ ROBERTOJONGHILAVARINI

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16 AprIle 2010 da UNOPERCENTO

“(...) tutte le realtà militanti per la prima volta (l’anno scorso Cuore Nero/Casa Pound non avevano partecipato all’organizzazione) si riuniscono nell’organizzare una settimana di appuntamenti tra cui un concerto ai giardini Ramelli, uno spettacolo teatrale, la veglia, il corteo, per chiudere con un torneo di calcio per rilanciare un messaggio di ritrovata armonia, un concerto dei DDT, il ritorno degli Amici del Vento (…) Il lavoro fatto dalle realtà Hammerskins, Forza Nuova, Azione Giovani, Casa Pound e Compagnia Militante Monza è stato enorme ed è un segno di grande vitalità.” www.forzanuovaforum.it

LANCIO E INIZIATIV NERE

INTRODUZIONE Questo lavoro ricostruisce le iniziative di matrice neofascista organizzate tra aprile e maggio 2010 a Milano. L'esigenza di realizzare questo dossier nasce circa un anno fa, mentre la Milano Antifascista e Antirazzista era mobilitata per impedire e contrastare il programma della settimana nera, prolungatasi poi per oltre un mese con il corteo di Forza Nuova e il raduno internazionale di Hammerskin. Il dossier è strutturato in ordine cronologico, documentando le cronache delle giornate, sintetizzate da una voce narrante. Oltre alla raccolta di articoli, comunicati e foto, sono presenti dei box relativi a organizzazioni e figure di rilievo. Un lavoro che andrebbe approfondito e aggiornato nel tempo, con un monitoraggio costante, soprattutto a fronte dell'intensificarsi della presenza neofascista sui territori, spesso mascherata da associazioni giovanili, sportive, di volontariato, animaliste o con finalità sociali. Proprio attraverso un'associazione di questo tipo, la Mo.D.A.V.I. (Movimento delle associazioni del volontariato Italiane), sono stati chiesti e ottenuti i finanziamenti e i patrocini alla settimana nera. Il caso della Mo.D.A.V.I. è particolarmente inquietante perché questo movimento opera in sinergia con strutture istituzionali, come la protezione civile. Ottiene sistematicamente riconoscimenti e finanziamenti pubblici a sostegno delle loro attività che consiste in un lavoro sociale ed educativo a largo spettro, con servizi rivolti a giovani, immigrati, soggetti marginali, eccetera. Apparentemente questa organizzazione non è riconducibile a nessun tipo d'ideologia, solo andando a vedere il curriculum del presidente e leggendo la mission emerge con chiarezza il carattere politico ed il legame con Azione Giovani e, più in generale, l'area alla destra sociale. In questo senso - seppur non paragonabile in termini di forza e progettualità opera anche Ideopolis, comparsa in via Console Flaminio al 2, zona Lambrate, nell'inverno 2010, legata ad Azione Studentesca e figure come Anton Luca Romano, ex-esponente di AN, ora candidato nel PDL.

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ROBERTO JONGHI LAVARINI Nel 2007 è tra i fondatori, insieme al capo degli Irriducibili è noto estremista di destra Alessandro Todisco, della Associazione Culturale Aurora Boreale. Nell’aprile di quell’anno in viale Certosa 311 è prevista l’apertura di Cuore nero, centro di aggregazione della destra radicale milanese, ma, come è noto, il locale va a fuoco due giorni prima dell’inaugurazione e aprirà con scarso successo solo nel settembre 2008 in via Pareto, per chiudere nel gennaio 2010. Tra il 2008 e il 2010 è promotore di un progetto di riunificazione e rilancio della destra e coordina la campagna elettorale a Milano per la lista Destra-Fiamma Tricolore di Daniela Santanchè. Fallito anche questo progetto il Comitato Destra per Milano decide di aderire al Progetto Area Identitaria e al Popolo delle Libertà di Silvio Berlusconi, del quale Jonghi diventa un accanito sostenitore. Nell’ottobre 2009 nell’ambito degli screzi anche violenti fra le componenti del neofascismo milanese, subisce un’aggressione, la sera, fuori della sede del circolo Destrafuturo di Città Studi. Un episodio subito smentito dallo stesso, con tanto di minaccia di querela a chi l’avesse ---> RELAZIONI POLITICHE ripreso. La notizia si diffonde su Indymedia Lombardia Nel 1986, a 14 anni, aderisce al Movimento Sociale attraverso un post anonimo, raccontando come «un Italiano e comincia una carriera politica che dura ormai gruppo di skin di Forza nuova» avesse «teso un agguato» da 24 anni tra alti e bassi . Nell’MSI Jonghi Lavarini si mette a Jonghi Lavarini a causa delle sue critiche al gruppo «per in luce, e, tra il 1988 e il 1994 ricopre aver invitato l’infame calunniatore, il numerosi incarichi nel Fronte della giornalista di Repubblica, Paolo Berizzi, Gioventù (responsabile F.d.G. della III a presentare il suo libro Bande nere». Sezione di Milano-città (1988-1990), Nel novembre 2008 fonda segretario Provinciale F.d.G. di Milano l’associazione Sinergie 2015 con nel 1992) e nel partito (Segretario l’obiettivo di informare su Expo della III Sezione Msi-Dn di Milano-città Milano 2015 (aggiornamento 1990-1992). Nel 1992, Riccardo de costante su progetti, finanziamenti Corato lo nomina dirigente Provinciale ed opportunità) e organizzare Msi-Dn (1992-1995). A vent’anni, nel “iniziative culturali ed elaborazione 1993 diventa consigliere di zona 3 di progetti nel solco della migliore (Porta Venezia), che lo vedrà diventare tradizione italiana”. Nell’ottobre 2010 presidente nel 1997. Esplicitamente Sinergie Milano si trasforma in Milano fascista, fin dall’inizio del suo mandato capitale per l’Europa, presentata come presidente, si distingue per da Mario Borghezio e Stefano di le sue continue provocazioni: “un Martino (vicepresidente del consiglio calendario di Mussolini in ufficio (poi comunale di Milano, Pdl) l’ha tolto “su consiglio della mamma”), a Palazzo Marino. la proposta di una lapide del 25 aprile  Romano La Russa e Roberto Jonghi Lavarini Alle ultime elezioni regionali Jonghi “per tutti i morti della guerra civile Lavarini (marzo 2010) ha sostenuto la italiana”, la citazione di testi del duce candidatura di Romano La Russa. durante un matrimonio di amici a Villa Reale. Un atteggiamento che ha provocato una rivolta in ---> RELAZIONI INTERNAZIONALI Forza italia tanto che, il sindaco ha cominciato a tenerlo Il suo iperattivsmo politico, lo porta a coltivare contatti con d’occhio, Alleanza nazionale ha aperto “un procedimento i partiti delle destre xenofobe europee. disciplinare”. Alle provinciali del 1998 si candida alla Viene invitato al Congresso dei giovani del Front National presidenza della Provincia di Milano per una coalizione francese di Marine Le Pen, Congresso dei giovani del “alternativa di destra” (Fiamma+Lega Nazionale Istria-FiumeFrente Nacional spagnolo di Blas Pinar, mantiene rapporti Dalmazia+Lega d’Azione Meridionale-Lista Cito). con le destre germaniche (Republikaner, DVU e NPD), ha Nel 2000 fonda Destra per Milano-Comitato degli contatti ufficiali con i Governi del Cile (presieduto dal Gen. Indipendenti e aderisce alla Casa delle Libertà promossa Augusto Pinochet) e del Paraguay (presieduto dal Gen. da Silvio Berlusconi sostenendo attivamente la candidatura Alfredo Stroesner) e con le “destre sudamericane”, di Roberto Formigoni alla Presidenza della Lombardia. Nel in particolare in Cile con il Fronte Nazionalista 2001 si candida come indipendente di Destra nella lista di “Patria y Libertad” e la “Colonia Dignidad” An e viene eletto consigliere in zona 2. Nel 2006 è di nuovo e in Argentina con l’Alleanza Anticomunista Argentina. candidato al consiglio comunale di Milano nella lista di Non si fa mancare nulla, nemmeno uno stretto rapporto Alleanza Nazionale come indipendente, senza essere eletto. con la destra sudafricana boera AWB di Eughen Terreblanche.

RADUNO NAZIFASCISTA DEL 24 APRILE NON C’E’ PIÙ. E’ STATO SPOSTATO AL 2 MAGGIO, MA CDZ CONFERMA PATROCINIO E FINANZIAMENTO Il concerto-raduno nazifascista del 24 aprile non c’è più. Il Consiglio di Zona 3 di Milano, chiamato stasera a discuterne, l’ha spostato al 2 maggio, confermando purtroppo a maggioranza sia il patrocinio, che il finanziamento di 1.000 euro. Un’importante vittoria, dunque, per quanti, singoli o organizzazioni, si sono mossi in queste ultime 24 ore per denunciare pubblicamente quanto si stava preparando e per esigere che il raduno venisse bloccato. Perché una cosa appariva evidente stasera in CdZ 3: se il tutto si fosse svolto nel silenzio e nella disattenzione pubblica si sarebbe ripetuto quanto già avvenuto in precedenza in Commissione Cultura, la quale infatti aveva dato il via libera al raduno del 24 aprile. Ma è anche una vittoria a metà, perché rimane purtroppo il fatto che un’istituzione pubblica

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Roberto Jonghi Lavarini von Urnavas, nobile Decurione di Ornavasso e Patrizio Ossolano, Uradel von Naters e Freiherr von Urnavas, Cavaliere dell’Ordine della Corona Ferrea e Commendatore dell’Ordine dell’Aquila Romana, Guardia d’Onore al Reale Pantheon e Guardia Nobile ai Sacrari di Guerra, nasce a Novara il 10 giugno 1972. Laureato in Sociologia della Comunicazione presso la Facoltà di Scienze Politiche dell’Università Statale di Milano con la Tesi “Araldica e Comunicazione”. Vice-Presidente del Centro Studi Storici e Politici Internazionali “Patria e Libertà” è fondatore, nel 2000, del comitato “Destra per Milano”. Ha aderito alla fondazione Augusto Pinochet. In passato ha lavorato per l’agenzia investigativa Tom Ponzi e attualmente è immobiliarista. Cultore della propria piccola personalità ha aperto alcuni siti e blog dove ama farsi ritrarre con moglie e figlie sotto una bandiera della repubblica di Salò. Nel web partecipa a forum e gruppi di discussione con il nickname Barone nero.

Insomma, si intendeva usare concede incredibilmente il patrocinio e un strumentalmente l’anniversario finanziamento a un’iniziativa di carattere dell’omicidio di Ramelli, che neofascista. Ma veniamo alla cronaca viene abitualmente commemorato della serata, alquanto illuminante. il 29 aprile, per ovvi motivi, All’ordine del giorno del CdZ, tra le altre per piazzare invece un raduno cose, c’era anche il “Concerto in ricordo nazifascista il 24 aprile, cioè il di Sergio Ramelli” e la relativa delibera, giorno prima dell’anniversario predisposta dalla Commissione Cultura, della Liberazione. Anzi, la che recitava testualmente: “In occasione primissima proposta arrivata in del 35° anniversario della morte di Sergio Commissione Cultura, com’è stato Ramelli giovane militante del Fronte ufficialmente confermato stasera, della Gioventù (MSI) avvenuta il 29 era di fare il concerto addirittura aprile 1975 per mano di un commando il 25 aprile (sic!). Ma questa ipotesi del movimento di estrema sinistra era sembrata evidentemente un “Avanguardia Operaia”, l’Associazione po’ eccessiva anche ai padrini MO.D.A.V.I onlus attiva dal 1995 intende istituzionali dei neofascisti e quindi realizzare un concerto presso i Giardini avevano deciso di metterlo il Ramelli di via Bronzino nel pomeriggio di giorno prima. La Commissione sabato 24 aprile. Cultura non aveva nemmeno da Il concerto vedrà la partecipazione del ridire sul fatto che a presentare cantautore Federico Goglio in arte “Skoll”. la richiesta di patrocinio fosse A fronte di una richiesta di 1500 euro (150 un’associazione, la MO.D.A.V.I. euro di rimborso cantante, 950 euro per il service audio, 400 euro per l’allestimento) onlus, che palesemente fungeva da prestanome, considerato che a la Commissione propone di stanziare Milano e in Lombardia non esiste un contributo di 1000 euro. Si chiede nemmeno. [segue a pag. 6] inoltre la concessione del Patrocinio”.

25 APRILE, VIETATE LA PIAZZA ALL’ ULTRADESTRA Provocazioni «inaccettabili» da respingere con forza. Fra una settimana si aprono le celebrazioni del 65esimo anniversario della Liberazione. E nonostante l’ arrivo del presidente della Repubblica Giorgio Napolitano il clima non è proprio disteso, tra manifestazioni della destra estrema e polemiche su quali istituzioni e sindacati saranno in piazza Duomo il pomeriggio del 25. Gruppi di destra annunciano tre date dal sapore di controprogrammazione rispetto a quella dell’ associazione partigiani, l’ Anpi. Domenica al cimitero Maggiore don Giulio Tam (già candidato con Forza Nuova) celebrerà una messa in suffragio di Mussolini e dei caduti della Rsi. Il 29 ci sarà un corteo per ricordare Sergio Ramelli, il militante del Fronte della gioventù ucciso da Avanguardia operaia nel ‘ 75. Per sabato 24 si stava organizzando, invece, un concerto nei giardini dedicati a Ramelli. Il 24: il giorno in cui a Milano arriva il presidente della Repubblica per partecipare alla celebrazione alla Scala, con Barenboim che dirige l’ Inno di Mameli e filmati della riapertura del Teatro nel ‘ 47 con Toscanini direttore. dicendo: «Sarò alla Scala, invitato personalmente dal Capo dello Stato, ma per il corteo non ho ricevuto l’ invito come neppure le altre istituzioni milanesi». Da qui le nette prese di posizione come quella di Antonio Pizzinato, segretario lombardo dell’ Anpi: «La messa per Mussolini e il concerto sono provocazioni, tentativi di negare la storia». [segue a pag. 6]

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Numerose voci denunciano la gravità del programma, annunciato da questi rigurgiti neofascisti, foraggiati dal potere costituito. Nonostante ciò, il Consiglio di Zona 3 concede a larga maggioranza il patrocinio del concerto previsto per il 24 aprile ai giardini di via Bronzino. Le pressioni da parte dell’Anpi e di altri settori istituzionali riescono a far slittare l’iniziativa al 2 maggio, per non risultare a ridosso del 25 aprile, festa della Liberazione, come se un semplice posticipo potesse risolvere il problema relativo alla matrice neofascista dell’iniziativa.

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[da pag. 5] E per questo si rivolge a questore e prefetto: «Salvaguardino il 25 Aprile vietando queste manifestazioni». Posizione condivisa da Onorio Rosati, segretario della Camera del lavoro: «Sono preoccupato, c’ è aria di revisionismo nella città medaglia d’ oro per la Resistenza». E Antonello Patta, segretario provinciale di Rifondazione, chiede un incontro urgente con prefetto e questore. Ieri sera una sofferta seduta del Consiglio di zona 3 ha portato alla decisione (coni voti di maggioranza e parte del Pd) di concedere il patrocinio solo spostando il concerto al 2 maggio, ora bisognerà capire se gli organizzatori accetteranno il rinvio. Ma l’ altro fronte caldo di queste celebrazioni riguarda istituzioni e sindacati, tra paure di contestazioni e liti su chi ha la patente di “resistente”. Perché da giorni va in scena il balletto di chi ci sarà e chi no. I sindacati, per esempio: a turno ogni anno un segretario confederale o un suo delegato nazionale fa l’ intervento dal palco, quest’ anno tocca a Bonanni della Cisl che non ha ancora deciso se ci sarà (con il rischio che, pur essendo sul palco, i rappresentanti locali delle tre sigle nessuno parli). Il sindaco Moratti ufficialmente non ha ancora sciolto la riserva, ma si profila una rinuncia. In più ieri il governatore Formigoni ha spiazzato tutti dicendo: «Sarò alla Scala, invitato personalmente dal Capo dello Stato, ma per il corteo non ho ricevuto l’ invito come neppure le altre istituzioni milanesi». Replica Pizzinato: «Sono stupito, gli inviti per i tre giorni di manifestazione sono stati mandati a tutti, tanto che la Provincia ha risposto con la lista degli assessori che saranno presenti».

[da pag. 5] Infatti, la MO.D.A.V.I. onlus ha sede legale a Roma, non dispone di alcun associato in tutta la Lombardia e, come se non bastasse, è presieduta da Irma Casula, dirigente di Azione Giovani (organizzazione giovanile degli ex-An) del Friuli Venezia Giulia. In altre parole, era evidente sin dall’inizio che fossimo di fronte a un’operazione politica che poco c’entrava con la commemorazione dell’anniversario dell’omicidio di Ramelli e che aveva, invece, come obiettivo, tutto politico e contemporaneo, una provocazione in vista del 25 aprile (stanno già pensando alla campagna elettorale per le comunali…?!) e uno sdoganamento dei gruppi e del pensiero neofascisti. Infatti, stasera in CdZ l’imbarazzo era palpabile, visto che il tutto era finito sulla pubblica piazza. Dopo pochissimi interventi è arrivata la prima sospensione ed è stata convocata la riunione dei capigruppo. Conclusione: la data del 24 improvvisamente non era più “opportuna” e il tutto andava spostato al 2 maggio (cioè, lontano dal 25 aprile e, per i non addetti ai lavori, fuori dalla settimana di iniziativa dal 24 aprile al 1° maggio, annunciata dalla galassia nera). Tuttavia, essendo ormai tutta la faccenda di pubblico dominio, qualcuno nel centrodestra voleva andare anche oltre. E così, l’emendamento che chiedeva l’eliminazione del patrocinio e la riduzione del contributo economico a 700 euro (cioè, la stessa cifra stanziata a suo tempo per un’iniziativa in ricordo di Fausto e Iaio, per citare un consigliere di zona) è stato sostenuto anche dal capogruppo della Lega e dall’Udc, che quindi hanno votato insieme a sinistre e Pd. Ma purtroppo non è stato sufficiente, poiché il Presidente del CdZ, l’ex-An Pietro Viola, ha letteralmente militarizzato la truppa del Pdl e il patrocinio e i 1.000 euro per i camerati sono stati salvati, sebbene di misura. Infine, ultima annotazione di cronaca, la deliberazione che sposta tutto al 2 maggio, ma che conferma la copertura istituzionale del concerto neofascista, è stata approvata con 27 voti a favore e 11 voti contrari. Cioè, il Pd si è incredibilmente diviso e metà gruppo ha votato a favore, insieme alle destre… Morale? Primo, che il tutto fosse un’operazione politica, concordata tra estremismo neofascista/neonazista e settori del centrodestra istituzionale, in primis di provenienza ex-An, è rimasto ampiamente confermato dal CdZ di stasera. Secondo, vigilare attentamente ed essere pronti a prendere parola e iniziativa in prima persona è una necessità imprescindibile, perché non oso immaginare cosa sarebbe successo in CdZ stasera se nessuno avesse denunciato, chiesto, detto ecc. Terzo, il 25 aprile in piazza a Milano, al corteo, prima, e a Partigiani in ogni quartiere, poi, dobbiamo essere in tanti e tante.

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MO.D.A.V.I (Movimento delle Associazioni Volontariato Italiane)

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i tratta di una onlus nata nel 1995, diffusa su parte del territorio nazionale e con sede legale a Roma. La presidente è Irma Casuli, già coordinatrice regionale di Azione Giovani per il Friuli Venezia Giulia. Tra le finalità dichiarate troviamo la promozione di un “volontariato attivo che miri, attraverso la rimozione delle cause del disagio, al raggiungimento di un nuovo modello di società (...) promuovere il valore della cittadinanza, attiva e partecipativa tramite l’azione volontaria (...) attraverso iniziative concrete di solidarietà e promozione umana”. Particolarmente interessante è la lettura della mission, in cui si definiscono i capisaldi e “l’identità più profonda del movimento.” Si tratta di un lungo documento in cui, con toni antimoderni e antiglobalizzazione, viene analizzata la condizione dell’uomo moderno nella società occidentale, con un ripetuto richiamo ai valori della tradizione, della cultura e dell’identità dei popoli. “L’industrializzazione, lo sviluppo della tecnologia e la rivoluzione informatica hanno racchiuso il mondo in un solo possibile destino (...) in cui le diversità degli uomini, delle culture, delle scelte storiche, si annullano, sullo sfondo di un modello di sviluppo e di società uguale per tutti”. Tra gli autori citati Alain De Benoist, fondatore del movimento denominato Nouvelle Droite, teorico di quello che è stato definito “razzismo differenzialista” che , esasperando e naturalizzando le differenze culturali tra i popoli, ne sancisce la separazione, la chiusura identitaria e l’apartheid culturale. La mission ripercorre poi la storia della legislazione sociale dall’italia post-unitaria a quella repubblicana. Del periodo fascista si dice “Fu in qualche misura il fascismo che attualizzò il messaggio cattolico di conciliazione delle classi, stemperando le differenze sociali, economiche e culturali attraverso un processo di socializzazione delle masse in precisi ambiti generazionali, professionali, corporativi, pedagogici ed educativi: una nazionalizzazione degli italiani per la riscoperta della propria identità comunitaria. (...) la retorica della Patria assumeva tutti i connotati di identità dai destini superiori, una Patria che veniva costruita con i sacrifici di tutti: dal più grande al più piccino e favoriva un processo di assimilazione in un’entità superiore e onnicomprensiva. A seguire vengono elencate le politiche sociali di Mussolini.

Infine, della Repubblica Sociale si ricorda che “Il nuovo regime era repubblicano, si dichiarava socialista e rivoluzionario. Per tale motivo si cercò di attuare, e in alcuni casi vi riuscì nonostante le resistenze degli industriali, la socializzazione delle imprese, ovvero la partecipazione dei lavoratori agli utili dell’impresa.” Il documento prosegue riportando la riflessione sull’attualità e definendo il proprio ruolo: “Di fronte alla crisi strutturale del welfare state (...) e alla parallela offensiva neo-liberista, sono evidenti le difficoltà di una parte della sinistra nell’elaborare una strategia politico-programmatica che vada oltre il riformismo minimalista e allo stesso tempo di rispondere significativamente all’emergere sulla scena politica di nuovi bisogni post-materialistici. Chi più di una associazione radicata nel tessuto sociale, può farsi oggi interprete di tali bisogni? (...) Ciò che vogliamo opporre all’egoismo e all’utilitarismo imperanti è, nè più nè meno, una nuova cavalleria nel significato più alto, ed estremamente pratico, di schiera di uomini che si battono disinteressatamente in difesa dei deboli e per l’affermazione di un codice di comportamento estraneo e superiore a qualsivoglia logica di mercato e di sfruttamento. Quale definizione migliore di questa potremmo dare del volontariato? (...) Il fenomeno del Volontariato nasce quindi superando per ampiezza di contenuti e per significato sociale le due matrici originarie del solidarismo; quella del Cattolicesimo che sovente declina il proprio agire come semplice beneficenza e quella di stampo socialista e laico che si riduce a solidarietà di classe” Il MO.D.A.V.I. riceve finanziamenti pubblici e, in diversi campi, opera in sinergia con le istituzioni. La Onlus si occupa di diversi progetti: dal reclutamento per la protezione civile ed il servizio civile, ai servizi socio-educativi, come centri di recupero per ragazzi e bambini con disagio socio-economico, progetti di educazione alla legalità, formazione per operatori di servizi all’immigrazione e alla cooperazione internazionale o per operatori socio-sanitari, sportelli per famiglie o di orientamento al lavoro, iniziative di solidarietà, artiterapie, etc. .. Tra le varietà delle iniziative promosse si segnala un convegno dal titolo “Memoria tradizione e comunità”, tenutosi in luglio a Napoli. Tra i relatori troviamo Marcello De Angelis, deputato nel gruppo del PdL,

direttore della rivista “Area” organo di riferimento della destra sociale di AN. De Angelis è inoltre il leader dei 270bis, gruppo della scena musicale neonazista.

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11 I settori del movimento antifascista, già impegnati in diverse iniziative tra il 25 aprile e il primo maggio, si mobilitano subito promuovendo una prima assemblea cittadina, alla quale parteciperanno oltre un centinaio di compagni e compagne. L’assemblea sarà poi promotrice delle iniziative di contrasto alla “settimana nera”.

Siamo rimasti sconcertati nell’apprendere che l’estrema destra milanese, magicamente unita sotto l’icona di Sergio Ramelli ma soprattutto nella rivendicazione del diritto alla commemorazione dei caduti della repubblica di Salò e degli aguzzini nazifascisti, ha in programma una settimana di mobilitazioni e iniziative pubbliche a partire dal 24 aprile fino al 1° maggio (compresa una messa al cimitero Maggiore in onore di Mussolini domenica 18 aprile). Ancora più allibiti siamo rimasti nel sapere che in consiglio di zona 3, dove si discuteva sulla richiesta di uno spazio pubblico per un concerto nazirock per sabato 24 aprile, sia passata (anche con i voti dei rappresentanti del PD) la mozione che posticipa tale evento al 2 maggio ma ne garantisce la legittimità politica e il finanziamento con soldi pubblici. Il coacervo di realtà neofasciste che promuovono l’iniziativa, che vanno da Forza Nuova agli Hammerskin, da Fiamma Tricolore a Casapound, spalleggiate e foraggiate dalla destra parlamentare, crede che sia venuto il momento per alzare la testa e, fregandosene della Costituzione e degli ideali che l’hanno ispirata, attuare quella strategia di sdoganamento del pensiero e della storia del fascismo attraverso un’operazione di revisionismo e di equiparazione tra vittime e carnefici (in un paese che sembra aver perso la memoria), facendo leva sul razzismo dilagante attestato dai risultati elettorali e spacciando per nuova quell’ideologia di potenza e sfruttamento che portò ai più efferati crimini della storia. La sinistra istituzionale di fronte a questa arroganza non trova di meglio che appellarsi alla pacificazione e alla par-condicio, rendendosi complice dell’accettazione passiva da parte dei cittadini di questa propaganda totalitaria e xenofoba e magari interrogandosi sulle motivazioni della sconfitta elettorale. Oltre al fatto che reputiamo una grave e inaudita provocazione indire iniziative dichiaratamente fasciste alla vigilia della festa della Liberazione dal nazifascismo del 25 aprile e a ridosso della giornata di lotta del 1° maggio, sentiamo la necessità di lanciare un appello alla mobilitazione generale perché tutto ciò non possa accadere, né in questi giorni né mai. Indiciamo quindi un’assemblea pubblica cittadina mercoledì sera 21 aprile alla cascina autogestita Torchiera per confrontarsi attraverso analisi politiche e per arrivare a proposte concrete di azione e mobilitazione che riescano a coinvolgere tutti quei cittadini che credono ancora nei valori della Resistenza e che, come noi, sono indignati. poq.noblogs.org

COMUNICATO DEL COMITATO ANTIFASCISTA DI ZONA 8 IN MERITO AL RADUNO NAZIFASCISTA DEL 24 APRILE A MILANO Milano, 15 aprile 2010 In queste ore giornali e siti internet lanciano la notizia che dal 24 aprile al 1 maggio a Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, i movimenti della destra estrema fiancheggiati da personaggi di spicco del Pdl e della Lega Nord organizzano una serie di iniziative pubbliche. Non si tratta solo dell’annuale commemorazione di Sergio Ramelli da parte di sparuti gruppi d’area ma di un evento di portata maggiore che vede riunite le varie sigle del neofascismo I (Forza Nuova, M I R P I Hammerskin, Fiamma CATI Tricolore, Casapound) COMUNI A L proprio durante CONTRO A i giorni in cui si N commemora la festa SETTIMA della Liberazione. NERA Il 24 aprile presso i giardini pubblici Sergio Ramelli è infatti indetto un concerto nazirock, una vera e propria provocazione inaccettabile per tutti coloro che credono nei valori della democrazia e che ripudiano razzismo e fascismo in ogni loro forma. A Milano in questa data sarà inoltre presente alla Scala il presidente Giorgio Napolitano. Crediamo che oltre alle motivazioni per noi ovvie, che ci portano a ritenere oltraggiosa la presenza di eventi e manifestazioni di chiara matrice nazifascista alla vigilia del 25 aprile sia opportuno, anche per la presenza della massima autorità dello Stato, garante del rispetto della Costituzione, che i rappresentanti delle istituzioni e chi deve garantire l’ordine pubblico non autorizzino né patrocinino tali iniziative. Chiediamo inoltre all’Anpi provinciale di esprimersi e spendersi in tal senso. Comitato Antifascista di zona 8 ottozona.noblogs.org

Immagina una città dove i neonazisti organizzano concerti in una piazza pubblica. Immagina una città dove le organizzazioni neofasciste hanno rapporti strutturali con la destra istituzionale al governo. Immagina una città dove un consiglio di zona appoggia le iniziative dei neonazisti. Dove pensi che sia questa città? In Polonia, in Ungheria, in uno dei Paesi dell’est che hanno visto le destre radicali occupare grande spazio nella vita pubblica. No ti sbagli questa città è Milano. La Milano della grande tradizione democratica e antifascista. Tradizione perché oramai il governo della città è nelle mani di una coalizione che in molte sue componenti scavalca la destra radicale sul terreno dei razzismi, dell’omofobia e della xenofobia. Crediamo però che esista ancora una città che non può tollerare che si tengano raduni neonazisti, specialmente quando sono supportati anche da loschi figuri istituzionali. Una città che rigetta sia chi pratica il razzismo nelle strade ma anche chi lo impone come legge dello stato dall’alto delle proprie cariche governative e parlamentari. La Milano che amiamo è stanca di vedere scorrazzare a braccetto i vari La Russa Bros., i Borghezio, gli Jonghi-Lavarini, i Prosperini, i De Corato, i Guaglianone, i Fidanza con i “fascisti del III millennio” (così simili a quelli del millennio passato da essere indistinguibili) di Casa Pound (fu Cuore Nero) e con i nazi-catto integralisti di Forza Nuova. Milano non può tollerare che venga usata come laboratorio per le relazioni pericolose fra la destra perbenista law & order di Lega e Pdl e lo “squadrismo del nuovo millennio”. Milano non accetta che, specialmente a poche ore dalla festa della liberazione dal nazifascismo, si possa tenere, con l’autorizzazione del Consiglio di Zona 3, un concerto organizzato dai peggiori razzisti e neonazisti all’interno di un giardino pubblico. Né qui né altrove…. Per fascisti e razzisti non c’è posto! Milano odia razzisti e fascisti. corsari-milano.noblogs.org

Fuori neo-fascisti e razzisti dalla nostra città e dal nostro quartiere! Oggi ennesima intollerabile offesa alla memoria e storia di Milano. Tra fine Aprile e i primi di Maggio, gruppi di diversa specie ma uguale matrice neo-fascista hanno indetto diverse iniziative in diversi luoghi della città. Iniziative vergognose che non avrebbero alcuna forza di essere senza il bene placito dei poteri forti della città, il patrocinio e supporto di diversi consigli di zona, la erogazione di nostri soldi pubblici. Iniziative che se confermate mostreranno tutta la responsabilità di una vera e propria rete di protezione politica orientata a preservare dalla scomparsa definitiva dalla storia le teste rasate, la odiosa violenza xenofoba delle loro pratiche, la tristezza dei loro simboli nostalgici e saluti romani. Una rete di sostegno e protezione politica che condivide con tali gruppi e con poteri criminali della città forti interessi economici e di potere : dal business dell’industria del divertimento così come negli affari delle speculazioni dell’Expo. Oggi una nuova iniziativa si aggiunge a quelle preannunciate, gruppi neofascisti annunciano infatti un 1 Maggio neo-fascista in piazzale Lotto, con tanto di loghi della Provincia e del Comune di Milano e il placet di Milano Sport, società che gestisce il Lido così come molti altri spazi pubblici ed impianti sportivi della città. La giornata sembrerebbe svolgersi “innocentemente” tra un torneo di calcio e un concerto finale. E in effetti basta dare uno sguardo alle squadre per capire la “innocua simpatia” e “sportività” dei giocatori : hammer skin, &C. Oppure un approfondimento sui gruppi protagonisti del concerto, per fortuna ai più sconosciuti ma da anni intenti in operazione revisioniste di ogni tipo, compresa quella per gli stragisti neri di Ordine Nuovo. La risposta concreta a determinate operazioni di infiltrazione da parte di corpi estranei al cuore della città nasce dal basso, attraverso la costruzione di territori di liberazione, quartieri che ogni giorno, prima e dopo il 25 Aprile, siano resi vivi attraverso relazioni solidali ed antirazziste, e pratiche di liberazione di diritti e liberazione dai bisogni. Continueremo a costruire una forte presenza di movimento nel corteo del 25 Aprile a Milano. Continueremo anche a partecipare ai percorsi e reti, dall’iniziativa POQ/Partigiani in ogni Quartiere della sera del 25 Aprile alle iniziative antifasciste del 2 Maggio. Ma una risposta a questa ennesima provocazione è dovuta e ci vuole. Proponiamo quindi una nuova iniziativa di mobilitazione perchè da Lotto a Selinunte, San Siro è antirazzista e non tollera speculazioni da parte di personaggi xenofobi e amici di chi gestisce il potere della città, la speculazione sui nostri quartieri, gli sgomberi nei nostri quartieri. Con i centri sociali, comitati, associazioni, collettivi e scuole di zona 7 e zona 8 mostreremo di che relazioni è fatto il nostro territorio. Sabato 1 Maggio saremo noi i protagonisti di una mobilitazione nelle strade e piazze del nostro quartiere, e invitiamo molte e molti ad essere protagonisti di questa giornata di mobilitazione e liberazione. Una giornata che tra l’altro coincide con il 1 Maggio e quindi non può che farci indignare per una provocazione mirata a revisionare totalmente il senso e la storia di questa data per cui non nascondiamo l’intento di trovare sinergie con la mobilitazione del primo maggio dei precari, poichè oltretutto proprio sui bisogni della precarietà si gioca la retorica razzista di questi personaggi, che indicano come responsabili della mancanza di reddito, casa e diritti gli immigrati anzi che i potenti, ieri come oggi quindi come sempre asserviti, dalla parte del potere. Saremo nei luoghi di movimento e nelle reti della città per condividere questa proposta, a presto anche aggiornamenti sul nostro sito cantiere.org

NESSUNO SPAZIO A VECCHI E NUOVI FASCISMI Apprendiamo con molta preoccupazione che diverse componenti neofasciste stanno organizzando una intera settimana di iniziative dal 24 Aprile al 1 Maggio, in un giardino pubblico, quello di Via Bronzino, dedicato a Sergio Ramelli nel 2005 con il beneplacit dell’allora sindaco Albertini e di componenti diessine. Al momento pare che il Consiglio di Zona 3 abbia semplicemente fatto slittare ai primi di Maggio la loro iniziativa, per le pressioni avute negli ultimi giorni, vista la data di vigilia rispetto al glorioso appuntamento di memoria nazionale qual è il 25 Aprile. Ma questo non ci basta! Preoccupante è leggere i comunicati di questi fascisti, che descrivono come una vittoria l’aver ottenuto la partecipazione trasversale con diverse sigle (Forza Nuova, Casa Pound, Blocco studentesco, Fiamma Tricolore, i bonehead di Lealtà ed Azione - Skinhouse, il movimento della Santanché, qualche esponente milanese del Pdl, tra cui Fidanza, Frassinetti e Jonghi Lavarini e qualche altro della Lega vicino a Borghezio), fino a ieri in aperto contrasto tra di loro, grazie ad un anno di lavori “di successo”. E’ ormai evidente, per chi forse aveva ancora dei dubbi, che non solo il CdZ 3 oggi, nelle sue componenti di destra e sinistra, sta permettendo un raduno-concerto fascista in uno spazio pubblico, ma che negli ultimi anni, nei

diversi territori, nei distinti livelli di militanza politica, gli viene data quella agibiità politica che dovrebbe essere loro negata in quanto apologia di fascismo, in quanto razzista, omofoba e criminale. Il dilagare del pensiero neonazista ha un orizzonte non solo nazionale, ma europeo per non dire mondiale. I raduni, i partiti di chiaro stampo nazista, i campi di addestramento, le iniziative fasciste internazionali ormai hanno un’eco che non si può e non si deve far finta di non sentire, come non si può non accorgersi delle sempre più numerose vittime di questa gentaglia, che negli ultimi anni hanno subito una escalation rovinosa, in Italia e ancora di più all’estero, in particolare nei paesi est europei. Non si può stare a guardare quello che sta succedendo. Non si tratta di fragili castelli in aria, costruiti da piccoli gruppi autoreferenziali in qualche città qua e là, ma di una organizzazione ideologica forte di vaste reti di finanziamento che da una parte vuole governare le strade attraverso le aggressioni squadriste e gli omicidi dei “diversi” sotto una copertura istituzionale e militare, e dall’altra si sente sdoganata nei suoi pensieri più beceri perché contigua ai partiti al potere. Non accettiamo nessuna agibilità per i neofascisti, né qui né altrove! www.daxresiste.org

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La mobilitazione dell’estrema destra a Milano e in Italia contro il 25 aprile. Le coperture della destra istituzionale e la confluenza nel Pdl e nella Lega di consistenti spezzoni del neofascismo. L’escalation delle aggressioni. Poche decine, soprattutto anziani, con i labari dell’Uncrsi (Unione nazionale dei combattenti della repubblica sociale italiana) e dell’Anai (Associazione nazionale arditi d’Italia), hanno sfilato in fila per cinque, la mattina di domenica scorsa, 18 aprile, per i vialetti del cimitero maggiore di Milano, fino al campo X, dove sono raccolte le spoglie di alcune centinaia di repubblichini caduti tra il 1943 e il 1945. A rimpolpare la compagnia anche qualche reduce della Legione Muti. Altri, in divisa delle Brigate nere, quasi si confondevano con il drappello dei carabinieri chiamati a sorvegliare la cerimonia. Alla fine, officiante “padre” Giulio Maria Tam, un prete lefebvriano vicino a Forza nuova, è stata celebrata una messa in onore di Benito Mussolini, presente un pronipote del duce. L’iniziativa, ripresa da qualche giornale locale, rientrava in un fitto calendario di appuntamenti programmati dall’estrema destra milanese. Solo la settimana precedente, infatti, quasi in incognito, ornizzato trasvesalmente da esponenti sia del neofascismo milanese sia della Lega, era stato invece pubblicizzato il proposito di comporre con fiaccole in piazza Duomo una croce di dodici metri “proprio dove due anni fa i musulmani hanno pregato provocatoriamente”. L’intervento della questura aveva evitato che la manifestazione avesse luogo. Ma ancor prima, il 23 marzo, in occasione del 91° anniversario della fondazione dei Fasci di combattimento, al cimitero Monumentale si era svolta un’altra commemorazione presso una sorta di mausoleo fatto erigere nel 1925 dal regime fascista per gli squadristi milanesi caduti nel corso dei loro assalti alle camere del lavoro e alle sedi dei partiti di sinistra. Sempre identico il nucleo promotore: ancora l’Anai e Roberto Jonghi Lavarini, fondatore di Cuore nero ora nel Popolo della libertà. (...)

Il Comune di Milano con una mano finanzia la destra unita nella “settimana nera” e con l’altra tenta di cancellare il ricordo della Liberazione togliendo spazi e patrocini previsti per le celebrazioni del 25 Aprile.

SAVERIO FERRARI Liberazione 26.4.10

A 32 anni dagli omicidi di Claudio Varalli e Giannino Zibecchi, una rete di realtà antifasciste del nord ovest Milano, organizza una due giorni per ricordare tutte le vittime del neofascismo contro vecchi e nuovi revisionismi che vogliono riscrivere un passato fatto di lotte per i diritti e la democrazia, nel tentativo di legittimare un presente di politiche razziste e autoritarie.

Domenica 18 aprile a Milano Santa Messa al Campo X in Suffragio ed Onore di Benito Mussolini e dei Combattenti della Repubblica Sociale Italiana Ritrovo alle ore 9.45 al Cimitero Maggiore. La manifestazione militare e religiosa è organizzata da: Unione Nazionale Combattenti della R.S.I. di Milano e Associazione Nazionale Arditi d’Italia (A.N.A.I.). Interverranno i rispettivi Presidenti: Armando Santoro e Pierpaolo Silvestri Servono sempre giovani volontari per pulire, sistemare e mantenere adeguatamente in ordine le Tombe dei nostri Caduti. Informazioni ed adesioni: Donna Marisa Garbini 339.4523048 Guido Giraudo 335.6361865

patriaeliberta.myblog.it aprile ‘10 scritto da eretico4

il 16 aprile la Milano antifascista ricorda Varalli e Zibecchi. Il primo ucciso nel 1978 dalla violenza fascista ed il secondo investito da una camionetta delle forze dell’ordine. Indisturbata, il 18 aprile, si celebra la messa in onore di Mussolini al cimitero Maggiore.

NUOVE POLEMICHE SUL 25 APRILE ZONA 6, SALTA IL PATROCINIO ALL’ ANPI Polemiche sulle celebrazioni del 25 Aprile. Non solo, tra forfait di istituzioni e leader sindacali e provocazioni dell’ ultradestra, su quelle che coinvolgono tutta la città nel ricordo del 65esimo della Liberazione, ma anche sugli appuntamenti dei singoli quartieri. L’ ultimo caso è scoppiato nel consiglio di zona 6 che raccoglie quartieri molto legati alla Resistenza: dal Giambellino a Porta Genova. Il consiglio, guidato dal centrodestra, non ha concesso il patrocinio alle celebrazioni organizzate dall’ Anpi, l’ associazione nazionale partigiani che il 3 marzo, come ogni anno, aveva inviato la richiesta di sostenere iniziative come la deposizione delle corone sulle lapidi. Dal consiglio, solo silenzio. «Siamo perplessi e amareggiati - scrive il coordinatore Anpi Ivano Tajetti - dal comportamento di un consiglio di zona che vuole una strada per Giorgio Almirante e non considera noi degni di risposta. È una mancanza di memoria che ci preoccupae ci fa riflettere». Tenta una replica Massimo Girtanner, presidente (in quota ex An) del consiglio di zona: «Vero, la richiesta è arrivata per tempo: ma non c’ è stata la possibilità di discuterne in commissione né inconsiglio, e ormai è tardi». Alla domanda se

sia stata una scelta o una “dimenticanza”, Girtanner scatta: «In piazza Miani sarà deposta una nostra corona, mi secca aver prestato il fianco alle polemiche». Fine della storia, per lui. Ma non per Luciano Muhlbauer di Rifondazione: «Gli ex An sono impegnati in inquietanti operazioni di revisionismo storico: ci mobiliteremo per contrastarle, e la Moratti ha il dovere di intervenire». Stessa posizione del segretario provinciale del Pd Roberto Cornelli, che si rivolge a sindaco e maggioranza «affinché non dimentichino che il 25 Aprile è festa nazionale». Proprio il sindaco Moratti è uno dei nomi ancora in forse (ma più orientati al forfait) per il corteo del 25 pomeriggio. L’ unico ad aver fatto capire con chiarezza che non ci sarà è il governatore Formigoni, mentre resta il dubbio anche sul segretario confederale della Cisl Bonanni. Si è sciolto, invece, il nodo su un’ altra situazione che nei giorni scorsi aveva provocato più di una polemica: il consiglio di zona 3 aveva concesso il patrocinio al concerto in memoria di Sergio Ramelli, militante di estrema destra ucciso da autonomia operaia nel ‘ 75, a patto che fosse spostato dal 24 aprile al 2 maggio, e gli organizzatori hanno accettato.

La Repubblica 22.4.10 A.N.P.I. (ASSOCIAZIONE NAZIONALE PARTIGIANI D’ITALIA) Sezioni: Barona – Giambellino – Lorenteggio – Porta Genova NO al 25 Aprile. Niente PATROCINIO ai Partigiani Come tutti gli anni il coordinamento ANPI Milano zona 6 inviava in data 3 marzo c.a. richiesta di patrocinio per le manifestazioni locali, “25 APRILE – 65° ANNIVERSARIO DELLA LIBERAZIONE” al proprio Consiglio di Zona che da sempre aderiva, patrocinava, e sosteneva le manifestazioni di questa importante ricorrenza “FESTA NAZIONALE”. Purtroppo quest’anno, nessuna risposta. Negazione alla richiesta. No al patrocinio. Nella nostra zona dal 1946, l’ANPI e tutti i cittadini celebrano e festeggiano questa data fondamentale. Tante, troppe lapidi sui muri della nostra zona, sui muri di una Milano città medaglia d’oro alla Resistenza, ricordano che i Partigiani si sentono Istituzione e chiedono da sempre che le Istituzioni da loro create, sorte da quella fulgida pagina della guerra di Liberazione, base fondante della Costituzione e della nostra Repubblica, siano senza remore e perplessità parte fondamentale della ricorrenza, dell’anniversario di una giornata di Festa Nazionale. Siamo perplessi, siamo amareggiati, un CDZ che vuole una strada per Giorgio Almirante. Un CDZ che continua a non rispondere alle richieste dell’ANPI, che per voce del suo presidente considera l’ANPI e la sua storia come una semplice associazione non degna di una risposta, perché non interessa le commissioni, non interessa i consiglieri, non interessa chi decide, gestisce e governa. Un CDZ che dimentica un Decreto Legge che certifica l’ANPI “ente morale”. Un CDZ senza memoria... ci preoccupa e ci fa riflettere. Denunciamo con tutta la nostra forza questa negazione, questa estrema posizione. Le nostre manifestazioni nella zona ci saranno, anche senza la maggioranza di centrodestra che governa il CDZ; chiediamo dunque sostegno e la diffusione di questo nostro comunicato, chiediamo adesione e partecipazione a tutte le manifestazioni per il 25 aprile in tutta Italia, a Milano e soprattutto nella nostra zona.

ORIANA LISO www.repubblica.it sez. Milano 20.4.10

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15 Mercoledi’ 21 Aprile diventa pubblica un’altra delle iniziative fasciste: un torneo di calcetto previsto per l’1 maggio al Lido di Milano, struttura gestita dall’ azienda municipalizzata, Milano Sport. Sulle prime locandine compaiono i loghi del Comune e della Provincia di Milano. Nel corso della giornata l’assessore Alan Rizzi e Carlo Fidanza, intervistati da alcune testate giornalistiche e da Radio Popolare, rilasciano dichiarazioni a proposito. Alan Rizzi conferma che chiederà alla giunta di concedere il patrocinio per l’iniziativa al Lido e Carlo Fidanza rivendica la legittimità di queste iniziative e le fa proprie dichiarando “lasciateci ricordare in pace”. Vigilia con Napolitano e Berlusconi. Scontro sul patrocinio al torneo in memoria di Ramelli. Moratti e Anpi, corone per i partigiani. La cerimonia del 25 Aprile. Il Pd: non basta, il sindaco snobba il corteo. Negozi aperti (…) Venticinque aprile e primo maggio. Feste «di sinistra» e negozi aperti. In mezzo alla settimana delle bandiere rosse c’è un appuntamento cerchiato di nero. L’anniversario della morte di Sergio Ramelli, il giovane missino ucciso a sprangate il 29 aprile del 1975 da un commando dell’ultrasinistra. Tra le varie iniziative, anche un torneo di calcetto. L’appuntamento «in ricordo di Sergio» è al Palalido il primo maggio. In campo, tra gli altri, gli Hammerskins, Forza Nuova Milano, Casa Pound, Lotta studentesca. L’iniziativa avrà anche il patrocinio del Comune di Milano. L’assessore allo sport Alan Rizzi porterà la proposta in giunta settimana prossima. «È un evento organizzato dall’Asi, un ente di promozione sportiva legalmente riconosciuto. E soprattutto è in ricordo di Sergio Ramelli, vittima innocente di un periodo ignobile». (…) milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_aprile_23/ moratti-e-anpi-corone-per-partigiani-1602889995747.shtml

i svolge La sera s ina lea cittad b m e s s a l’ ta Antifascis o n a il M i d ui si zista, in c z a r ti n A e meranno program ve di le iniziati Milano: risposta. soffiando

ASSEMBLEA CITTADINA Siamo di fronte alla vergogna che vorrebbero imporre a una settimana nera di agibilità e spazi di visibilità a nazisti e fascisti che, sul fuoco delle paure cercano, come sempre utili al potere, di indicare nei migranti, nel mondo lgbtq, nei soggetti sociali più deboli facili capri espiatori di fronte alla crisi. Una crisi provocata da chi (in doppio petto) siede al governo di questa città e di questo paese, gestisce speculazioni e affari e decide, oggi, di legittimare fascisti e nazisti come suo braccio armato contro chiunque si ribelli e alzi la voce, seguendo uno schema già drammaticamente sperimentato a Roma. Non possiamo accettare nulla di tutto ciò! Invitiamo dunque soggetti collettivi, associazioni, centri sociali, compagni, cittadini e chiunque sinceramente indignato perchè affezionato alla democrazia e alla libertà a partecipare ed essere protagonista di una mobilitazione permanente contro questa vergogna, denunciando e sanzionando gli interessi di tutti coloro che, privati o enti pubblici, stanno di fatto cercando di rendere possibile questo raduno. APPUNTAMENTI 23 Iniziativa Anpi in zona 6 24 Aprile il pomeriggio presidio pubblico al parco Ramelli 26 Ore 21.30 riconvocata Assemblea della Milano antifascista e antirazzista al Torchiera 1 Maggio tutto il giorno appuntamento in Piazzale Lotto 2 Maggio appuntamento in Zona 3 a partire dalle 18.00* Tutte le iniziative inerenti al 25 Aprile, in particolare il corteo e il concerto organizzato da Partigiani in ogni quartiere, e tutte le iniziative organizzate attorno al 1 maggio, in particolare la May Day dei precari, sono occasione di denuncia e mobilitazione antifascista e antirazzista. Il 1 di maggio la May Day e l’iniziativa di Piazzale Lotto si coordineranno politicamente e concretamente in tutte le forme che saranno possibili.

CARLO FIDANZA Nasce a San Benedetto del Tronto (AP) nel 1976 e si sposta a Milano con la famiglia all’età di 10 anni. ---> Carriera politica Durante gli studi superiori si avvicina al Fronte della Gioventù, organizzazione giovanile del MSI-DN, divenendone presto responsabile del settore Scuola e nel 1995 Reggente Provinciale, anno in cui nasce ufficialmente Alleanza Nazionale. Vi aderisce fin dal suo congresso di fondazione e partecipa fin da subito all’Associazione culturale “Area”, fondata da Gianni Alemanno per promuovere i valori di una Destra sociale “Militanti per la vita”, a favore dell’astensione attiva al e popolare. Per anni ne è responsabile milanese. referendum sulla fecondazione assistita e orientata al Nel 1996 viene nominato primo Commissario sostegno della famiglia e del diritto alla vita. Provinciale della neonata organizzazione giovanile di Il 10 Febbraio 2005, in occasione della celebrazione An, Azione Giovani di cui l’anno successivo ne diventa del “Giorno del Ricordo” per i martiri delle Foibe e gli Presidente Provinciale e nel 2004 Vicepresidente esuli giuliano-dalmati, svoltasi per la prima volta e nazionale. riconosciuta dalla Repubblica, coordina le iniziative Da questo anno inizia la sua carriera nel comune di milanesi. Milano: eletto nel nuovo Consiglio di Zona 5 (Vigentino Nel dicembre del 2006 è tra i sostenitori esterni – Gratosoglio – Chiaravalle) ci rimane fino al 2001 dell’Associazione Culturale “Città Movimento”, centro svolgendo il ruolo di Capogruppo di Alleanza Nazionale. di produzione e di aggregazione culturale per la destra Nel 2006 viene eletto al Consiglio Comunale di Milano milanese. nella lista di Alleanza Nell’agosto 2007, Nazionale e, poco dopo, unitamente ad altri Presidente del Gruppo dirigenti storici Consiliare di Alleanza delle organizzazioni Nazionale. Dal marzo giovanili, promuove 2009 a gennaio 2010 l’ “Associazione ricopre il ruolo di Vice Campobase”, che Presidente Vicario del nasce dall’esperienza Gruppo Il Popolo della dell’omonimo campo di Libertà a Palazzo Marino. formazione dei giovani Frequenta da sempre di destra con alle spalle gli ambienti del tifo la tradizione dei Campi organizzato sia interista Hobbit e ha il compito che del basket e hockey di sviluppare la cultura su ghiaccio. Al comune di comunitaria e identitaria Milano è Vice Presidente delle giovani generazioni. della Commissione Nel 2009 da queste Consiliare Sport, esperienze nasce Campo Giovani e Tempo Libero Plus Ultra, che riunisce e membro di altre 12 anche i giovani militanti Commissioni Consiliari, del PDL. tra cui quelle che si Nella foto al centro, con Massimo Corsaro Nelle elezioni europee occupano di sicurezza, (vice coordinatore regionale PDL) e il Cavaliere De Simone del 6-7 Giugno 2009 sport, aggregazione (co-fondatore di Destrafuturo) viene eletto Parlamentare giovanile, politiche sociali Europeo del Popolo nei confronti degli anziani, delle famiglie e dei portatori della Libertà. Poco dopo viene eletto Presidente della di handicap. Commissione Consiliare "Expo 2015", che ha il compito Nel 2002 il Ministro delle Politiche Agricole Gianni di seguire il percorso di avvicinamento al grande Alemanno lo nomina suo Consigliere per le relazioni appuntamento dell'esposizione in stretto contatto istituzionali e la cooperazione internazionale. Nello con i vertici della Società di Gestione e il Sindaco stesso anno lascia la presidenza milanese di Azione Commissario. Giovani per diventarne Dirigente Nazionale. Sempre grazie alla sua amicizia e fedeltà verso Alemanno, ---> Associazione CACTUS nell’autunno del 2004 assume il ruolo di coordinatore E’ tra i fondatori dell’Associazione culturale “Cactus”, milanese della Fondazione “Nuova Italia”, fortemente che vuole creare un’alternativa ai centri sociali voluta dal Ministro per mettere in rete le migliori energie occupati. Il logo di questa associazione è presente culturali, imprenditoriali e sociali vicine all’area politica sulle locandine del concerto de Gli Amici del Vento del centrodestra. inizialmente previsto per il 1 Maggio. Nella primavera del 2005 fonda a Milano il Comitato

finanziano i fascisti.” è invece il messaggio scelto per le due istituzioni di zona 3 e 6, che si sono tristemente distinte per aver rispettivamente patrocinato le prossime iniziative neofasciste ai giardini Ramelli e aver invece negato il finanziamento a quelle in vista del giorno della Liberazione promosse dall’Anpi. Il revisionismo e l’oscurantismo sono d’altra parte il cuore del tentativo di riabilitare certi personaggi e soffocare sul nascere ogni forma di ribellione e affermazione di diritti e libertà. Un’ignoranza che si tenta di diffondere a partire dai luoghi del sapere, fino a quelli simbolo della città: per questo sul provveditorato di via Ripamonti è stato affisso uno striscione contro l’attacco al sapere sferrato a partire dai banchi di scuola. Vicino a San Babila, invece, sono stati appesi striscioni per denunciare lo sgombero dell’Anpi e il tentativo di aprire una Casa della Memoria che equipari di fatto i morti della Resistenza e i repubblichini. Un pensiero forte, infine, è stato dedicata alla piccola Rachel, bambina di 13 mesi morta all’ospedale di Cernusco perchè sprovvista della tessera sanitaria: vittima diretta, dopo Emil Enea, Dax e Abba, del razzismo e delle politiche scellerate che strangolano ogni giorno la città e, che sempre più frequentemente, uccidono. Una serie di messaggi, dunque, che vogliono ribadire in modo sempre più forte e urgente il grido di liberazione da portare in piazza il 25 aprile a Palestro, “Que se vayan todos”, e per dare vita a un percorso che, a partire da questa data, sappia opporsi con determinazione a ogni rigurgito neofascista nelle nostre città, denunciare gli appoggi spudorati di un potere sempre più arrogante e connivente e moltiplicare iniziative e messaggi in ogni piazza, strada e quartiere ben oltre il 2 maggio. cantiere.org

Le mobilitazioni contro la “settimana nera” iniziano venerdì 23 aprile. Nel pomeriggio si occupano gli uffici di Milano Sport per far ritirare la concessione del Lido e la sera, in via Tibaldi al CdZ 5, si occupa la sala negata per il ricordo della Liberazione. Nel frattempo, si moltiplicano le voci di dissenso contro la “settimana nera”.

“ Siamo stati nella sede centrale di Milano Sport SPA, presso la piscina Cozzi di viale Tunisia. Abbiamo organizzato dentro e fuori la Cozzi un presidio per portare ai vertici di Milano Sport Spa 10 domande circa il raduno nazi-fascista organizzato il prossimo 1 Maggio presso il Lido di Milano. Con striscioni locandine, volantini e fumogeni abbiamo denunciato che “Milano Sport spa deve favorire lo sport per tutti e non i raduni nazi-fascisti” e che “Il Lido deve essere uno spazio libero da razzismo, odio e paura : il raduno del 1 maggio va cancellato subito”. Dopo un paio di ore siamo riusciti a parlare con il presidente di Milano Sport, Mirko Paletti, per porre a lui pubblicamente le 10 domande che inoltriamo anche di seguito. Mentre eravamo lì è arrivata la notizia della marcia indietro del Comune di Milano che avrebbe quindi, secondo le ultime dichiarazioni dell’assessore Rizzi, tolto il patrocinio alla iniziativa. Abbiamo quindi fatto presente al presidente di Milano Sport come la scelta di consentire o meno il raduno nazi-fascista al Lido è a questo punto una responsabilità della sola Milano Sport, azienda di cui il Comune di Milano è azionista assoluto. Abbiamo infine fatto presente la richiesta di ritirare la concessione di campi e impianti a questa iniziativa prevista il 1 Maggio al Lido di piazzale Lotto, e in qualsiasi altri impianto sportivo gestito da Milano Sport. Visto che il presidente ha asserito di avere dato la concessione degli spazi ad una società sportiva (ASI/ Alleanza Sportiva Italiana) iscritta al Coni senza avere idea di cosa poi c’era davvero sotto l’iniziativa, abbiamo dato appuntamento ai vertici di Milano Sport per il prossimo martedi in modo da avere per quel giorno una risposta alla richiesta di negare il Lido al raduno e anche in merito a domande che facciamo circa la prossimità, i rapporti di favore o protezione tra Milano Sport e gruppi di estrema destra. Al fine di favorire una adeguata informazione della azienda circa il fatto e i personaggi di cui parliamo, abbiamo consegnato adeguato materiale informativo al presidente Paletti, onde facilitarlo in una veloce verifica e relativa celere risposta, che speriamo sia ovviamente nel senso di annullare al più presto possibile la disponibilità di Milano Sport a prestarsi ai raduni nazi-fascisti.

Alcuni militanti del centro sociale il Cantiere hanno occupato gli uffici della Milano Sport alla piscina Cozzi, in viale Tunisia, per protestare contro le iniziative organizzate per commemorare Sergio Ramelli. Ferma condanna espressa dal vicesindaco, Riccardo De Corato: “fino a quando - ha chiesto retoricamente - dovremo sopportare che una minoranza di aderenti ai centri sociali tenga periodicamente in ostaggio Milano?”. “Che la questione del patrocinio a un torneo di calcetto in memoria di Sergio Ramelli - ha proseguito De Corato -, che non e’ mai stato dato, diventi un casus belli la dice lunga sulla valenza antidemocratica dell’area antagonista, che agisce solo in termini strumentali”. Piu’ in generale, il vicesindaco ha tuonato contro i centri sociali, sottoliando come a Milano ci siano “una decina di edifici pubblici e privati occupati da decenni dai centri sociali, che fanno il bello e cattivo tempo. E si permettono pure il lusso di chiamarvi a raccolta vecchi e nuovi terroristi, da Curcio, ospitato al Cox, a Irmgard Moeller, un’ex militante della Banda Baader-Meinhof che ha recentemente pontificato alla Panetteria Okkupata di via Conte Rosso. Ma nessuno - ha concluso - muove foglia”. www.agi.it/milano 23.4.10

Il Giorno 24.4.10

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uesta notte decine di striscioni sono stati appesi nella metropoli, per smascherare e rendere noto a tutti il vero volto delle istituzioni di questa città che, ogni giorno, attuano, sostengono e a addirittura finanziano politiche xenofobe e razziste. Quegli stessi poteri forti che coincidono con chi, seduto in consigli d’amministrazione e di zona, arriva addirittura a patrocinare gruppi nazifascisti che, attraverso il revisionismo storico più becero e ipocrita, tentano di insinuarsi nei nostri territori con iniziative inaccettabili. Tra queste, il correo di eventi annunciati tra il 29 e il 2 maggio, quale ad esempio il torneo di calcetto di vari gruppi dell’estrema destra milanese con tanto di patrocinio comunale al Lido di piazzale Lotto, seguito da un concerto di gruppi musicali dichiaratamente neonazisti. Un atto provocatorio intollerabile in un quartiere meticcio e ricco di realtà che, ogni giorno, diffondono pratiche antirazziste e antifasciste e sono luoghi della memoria della barbarie del ventennio. E proprio sui muri dell’impianto di Milano Sport è apparsa infatti la rivendicazione “Lido: spazio libero da razzismo odio e paura, NO AL RADUNO NAZIFASCISTA! San siro antirazzista”, per ribadire il rifuto del quartiere a ogni presenza di questi personaggi. Sui consigli di zona 7 e 8 campeggia invece la richiesta “Opponetevi al raduno nazifascista”, così come su Villa Triste, luogo simbolo della barbarie nazifascista, che oggi si tenta di violare con atti come la proposta di una targa per Luisa Ferida, attrice fascista e connivente della Banda Koch. “Questo consiglio di zona è vergognoso: tagliano la cultura,

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www.cantiere.org/art-02389/occupazione-milano-sport.html

tte la Nella no mpie di città si rie i contro striscion azisti i raduni n ppoggi e i loro a politici.

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18 Milano Sport: occupazione della sede. Le 10 Domande pubbliche portate a Milano Sport e poste e consegnate a Mirko Paletti. 10 DOMANDE PUBBLICHE A MILANO SPORT SPA: 1. IL 1 MAGGIO 2010 IL LIDO DI MILANO E’ APERTO PER LA FESTIVITA’ DEL PRIMO MAGGIO. NELLA STESSA GIORNATA DALLE 10 ALLA SERA PRESSO IL LIDO 10 “SQUADRE” DI PARTITI E ORGANIZZAZIONI NEO-FASCISTE SI SFIDERANNO IN UN “TORNEO” PER POI CONCLUDERE CON UN CONCERTO. MILANO SPORT SPA E’ INFORMATA DI QUESTA MANIFESTAZIONE POLITICA ORGANIZZATA DA ESPONENTI DI ESTREMA DESTRA? 2. LE SQUADRE ISCRITTE AL “TORNEO” SVELANO, SE MAI CI FOSSE DUBBIO, LA NATURA DEI PERSONAGGI IN QUESTIONE : ANPDI, AZIONE GIOVANI, AZIONE UNIVERSITARIA, CASA POUND. COBRA, FORZA NUOVA, HAMMERSKINS, LEALTA’ AZIONE, LOTTA STUDENTESCA, MONZA MILITANTE. BASTA DARE UNO SGUARDO AI SITI PER CAPIRE LA “INNOCUA” SPORTIVITA’ DELLA PRATICHE E SLOGAN CHE CARATTERIZZANO LA MAGGIORPARTE DI QUESTE ORGANIZZAZIONI : SALUTI ROMANI, CROCI CELTICHE, ATTI DI VIOLENZA XENOFOBA, LA “LIBERAZIONE DI ITALIA” VISTA COME MOMENTO “TRISTE” E IL CONTINUO TENTATIVO DI RIABILITARE IL PERIODO FASCISTA COSì COME LE STRAGI NERE DEGLI ANNI 70. CHE SINERGIA C’E’ TRA LE PRATICHE E I VALORI PROFESSATI DA QUESTI PERSONAGGI E L’AZIENDA MILANO SPORT SPA? 3. I GRUPPI CHE DOVREBBERO TENERE IL CONCERTO SONO DDT E AMICI DEL VENTO SEDICENTI ESPONENTI DELLA “MUSICA ALTERNATIVA”. IN EFFETTI BASTA DARE UNA OCCHIATA AI TESTI DELLE CANZONI PER CAPIRE DI CHI PARLIAMO. I DODICESIMA DISPOSIZIONE TRANSITORIA/DDT INNEGGIANO AI CAMERATI A BENITO MUSSOLINI . I MULINI DEL VENTO INVECE, PIU’ ANZIANI, VENGONO DAGLI ANNI 70 E INNEGGIANO ALLA RIABILITAZIONE DI ORGANIZZAZIONI FASCISTE E STRAGISTE COME ORDINE NUOVO. I LORO CONCERTI SONO UN TRIPUDIO DI SALUTI ROMANI, CELTICHE, SLOGAN NEO-FASCISTI, E PRATICHE “SPORTIVE” COME LA CINGHIA MATTANZA. MILANO SPORT SPA CONDIVIDE I SIMBOLI, GLI SLOGAN, I MESSAGGI PROFESSATI DA QUESTI GRUPPI E I LORO FANS ? 4. CHI HA CONTATTATO MILANO SPORT SPA IN QUALITA’ DI RESPONSABILE DELL’INIZIATIVA ? I RSEPONSABILI DI QUESTA GIORNATA DI INIZIATIVA HANNO PAGATO ? SE SI QUANTO ? 5. QUALE AUTORITA’, VERTICE AZIENDALE HA LA RESPONSABILITA’ DI CONSENTIRE O VICEVERSA ANNULLARE LE INIZIATIVE PRESSO GLI IMPIANTI SPORTIVI DI MILANO SPORT SPA ? 6. CI SONO STATE O SONO IN CORSO PRESSIONI POLITICHE DA PARTE DELLE ISTITUZIONI DELLA CITTA’ COMUNE DI MILANO IN PRIMIS O DA PARTE DI SINGOLI ESPONENTI POLITCI TESE A INFLUENZARE MILANO SPORT SPA AL FAVORIRE IL RADUNO NAZI-FASCISTA PRESSO I PROPRI IMPIANTI ? QUANTO IL COMUNE DI MILANO HA INFLUITO NELL’AUTORIZZARE QUESTA INIZIATIVA ATTRAVERSO LA CONCESSIONE DI “PATROCINIO E CONTRIBUTO” ? A QUANTO AMMONTA LA NATURA DEL CONTRIBUTO PER QUANTO CONCERNE CONTRIBUTI DIRETTI O INDIRETTI LEGATI AGLI IMPIANTI DI MILANO SPORT SPA ? 7. OLTRE CHE PER IL LIDO IL 1 MAGGIO, MILANO SPORT E’ STATA CONTATTATA PER CHIEDERE LA DISPONIBILITA’ DI ALTRI EVENTUALI SPAZI ED IMPIANTI SPORTIVI PER INIZIATIVE AFFINI NEL PERIODO COMPRESO TRA IL 25 APRILE E IL 1 MAGGIO ? E IN CASO AFFERMATIVO PER QUALE ALTRO IMPIANTO E PERIODO HA CONCESSO AUTORIZZAZIONE COME PER IL LIDO ? 8. LA MISSIONE DI MILANO SPORT SPA DOVREBBE ESSERE QUELLA DI FAVORIRE LO SPORT PER TUTTI E NON I RADUNI NAZI-FASCISTI. CI SONO LEGAMI DI QUALSIASI TIPO TRA MILANO SPORT SPA IN QUANTO SOCIETA’ O SINGOLI DIRIGENTI DELL’AZIENDA E QUESTI GRUPPI E ORGANIZZAZIONI POLITICHE CHE SPIEGHINO IL TRATTAMENTO DI FAVORE PER UN RADUNO NAZI-FASCISTA ? 9. NELLA NOTTE DELLA SCORSA ESTATE 2009 CITTADINI DEL QUARTIERE NOTARONO IL LIDO IN TEORIA CHIUSO MA STRANAMENTE ANIMATO DA TESTE RASATE PROTAGONISTE DI UN FESTINO PRIVATO NEO-FASCISTA IN PISCINA E ANNESSA GRIGLIATA NOTTURNA. GLI ARTICOLI SUI GIORNALI PARLARONO DI GRUPPI DI ESTREMA DESTRA PROBABILMENTE IN POSSESSO DELLE CHIAVI DELL’IMPIANTO. CHE LEGAMI CI SONO TRA LA DISPONIBILITA’ A DARE SPAZIO A QUESTI GRUPPI ED ORGANIZZAZIONI E IL FESTINO PRIVATO NEO-FASCISTA IN PISCINA SVOLTOSI AL LIDO DI MILANO NELLA NOTTE DELLA SCORSA ESTATE 2009 ? 10. NOI OGGI SIAMO QUI PER INFORMARE PUBBLICAMENTE MILANO SPORT SPA DI QUESTO FATTO QUALORA LA SOCIETA’ NON AVESSE NOTATO I DIVERSI COMUNICATI STAMPA E ARTICOLI DI GIORNALE CHE HANNO RESA PUBBLICA QUESTA INIZIATIVA NELLE ULTIME 48 ORE, INIZIATIVA CHE RISULTA TUTT’OGGI CONFERMATA SUI SITI WEB DI DIVERSI PARTITI ED ORGANIZZAZIONI DI ESTREMA DESTRA, CON TANTO DI LOCANDINE E POST DI INVITO AI “CAMERATI”. ORA CHE MILANO SPORT SPA NON PUO’ PIU’ NEGARE DI ESSERE INFORMATA COME AGIRA’ LA SOCIETA’ NEI CONFRONTI DI QUESTA INIZIATIVA ? PS: CHE INTERESSI O RUOLO DIRETTO O INDIRETTO HA LA FAMIGLIA LA RUSSA NELLA GESTIONE DEGLI IMPIANTI SPORTIVI DI MILANO SPORT SPA? NOI, GLI ABITANTI DI SAN SIRO E DELLE ZONE 7 E ZONA 8 E TUTTA LA CITTA’ ASPETTIAMO RISPOSTA A QUESTE DOMANDE SIA DA PARTE DEI VERTICI DI MILANO SPA SIA DA PARTE DEL COMUNE AZIONISTA PRIMO DI MILANO SPORT SPA SOCIETA’ UN TEMPO PUBBLICA ED OGGI SOCIETA’ PER AZIONI PARTECIPATA

La Repubblica 24.4.10

Appello al mondo della cultura a prendere parola e a mobilitarsi contro il raduno nazifascista del 1° Maggio a Milano. 22.4.10 A Milano tra il 1 e il 2 maggio si terrà un raduno nazifascista organizzato dai gruppi di estrema destra con il patrocinio della provincia di Milano, all’interno di una settimana di iniziative a vari livelli patrocinate o sostenute da istituzioni di questa città. Milano, medaglia d’oro alla resistenza, città dei libri e dell’editoria ma anche del giornalismo, dell’arte, del teatro e della musica, ha una responsabilità culturale e civile nei confronti di quanti vivono dentro, ma anche fuori, questa città. Una responsabilità che deriva dal peso e dalla rilevanza della sua storia fatta anche di scrittori, intellettuali e artisti che hanno fatto di Milano un centro propulsivo di nuove idee e nuove correnti, una città partigiana per gli ideali di libertà, conoscenza e antirazzismo contro paura e ignoranza, e già messa a dura prova da decenni di politiche securitarie e xenofobe che cancellano la cultura e gli spazi di libertà. Un concerto nazifascista a Milano vuol dire proprio promuovere ignoranza, odio e razzismo, vuol dire svilire e rinnegare la fatica e la passione di quanti contro fascismo e razzismo hanno affermato azioni, parole e idee di libertà, spesso a costo di gravi sacrifici. Le istituzioni di Milano, a partire dai consigli di zona ad arrivare agli assessori alla cultura di Milano e della provincia che decidono di non vietare e addirittura di patrocinare e finanziare le varie iniziative di fascisti e nazisti, stanno compiendo un’operazione inaccettabile che la città rifiuta perchè assolutamente estranea alla sua natura e al suo ruolo di promotrice di saperi liberi e antirazzisti. Rifiutiamo di legittimare la presenza pubblica di chi fomenta odio e razzismo e di chi vuole resuscitare posizioni nostalgiche di un passato che non deve più ritornare. Oggi le vittime da ricordare sono Rachel, bambina nigeriana di 13 mesi morta a Cernusco nell’ospedale che inizialmente le aveva negato le cure per la tessera sanitaria scaduta;

Emil Enea, ragazzo rom di 13 anni morto nell’incendio della tenda dove viveva da quando era stato sgomberato; Abba e Dax, vittime della violenza e del razzismo di fascisti esattamente uguali a quelli che questa settimana vorrebbero mobilitarsi e avere agibilità politica con la benedizione e i finanziamenti di provincia e comune. E’ di Abba, di Rachel, di Emil e di Dax che vogliamo parlare, è di loro che vogliamo raccontare alle nuove generazioni perchè da una cultura antirazzista e antifascista si seminino gli anticorpi contro i nuovi autoritarismi e i vecchi ritorni. Chiediamo a quanti oggi continuano a seminare quegli stessi ideali di libertà, a quanti con la stessa fatica e passione di ieri fanno cultura in questa straordinaria città meticcia, ricca di differenze e di culture diverse che si incontrano, di rivolgersi alle istituzioni e chiedere loro di non legittimare questa o altre iniziative simili a Milano e a spese dei milanesi. Ci appelliamo a quanti hanno la responsabilità di seminare la cultura di domani di far sentire la propria voce, di esporsi ed opporsi all’ennesimo ma gravissimo tentativo di affossare cultura e libertà in un colpo solo e di rendersi disponibili a contattarci e a partecipare alle iniziative che da qui al due maggio verranno messe in campo. Dario Fo, Pap Khouma, Nanni Balestrini, Erri De Luca, Vauro, Moni Ovadia, Bebo Storti, Renato Sarti, Sandro Ruotolo, Daniele Luttazzi, Trio Medusa, Antonio Cornacchione, Roberto Vecchioni, Aldo Giannuli, Marco Bascetta, Luca Fazio, Giorgio Salvetti, Sandro Dazieri, Piotta, Vallanzaska, Maria Pace Ottieri, Carla Benedetti, Roberto Escobar, Achille Mauri, Diana Mauri, Silvana La Spina, Mimesis edizioni, Be press, Marcos y Marcos, Deriveapprodi, Verdenero-Edizioni Ambiente, Nda, Teatro della Cooperativa, Antonio Caronia, Max Roccaforte, Max Guareschi, Chiara Bertola, Mohamed Ba, Antonio Martino, Gabriella Kuruvilla, Michel Koffi, Kento, Turi, Kiave, Dj Reda, Medda Lamaislam, Mic Meskin e Nunzio, Mc Casaoui, Inoki, Los Fastidios, Killacat, Jr Sprea, Dreama, Nico Royale, Marcone, Spazio Petardo, Dj Gruff, Linea, Suzy Shammah, Sabina Loriga, Andrea Jacchia, Giuseppe Giolitti, Stefano Guadagni, Roberta Mazzanti, Adele Prosdocimi, Associazione De Martino, Clara Gallini, Jacques Reynaud, Tiziana De Pace, Carla Peirolero, Festival Suq

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La Repubblica 24.4.10

Mentre all’Ist. Tecnico Molinari viene inaugurata una targa in memoria di Sergio Ramelli, in alcune scuole della città si presentano Hammerskin e militanti di Forza Nuova, accompagnati da alcuni personaggi di Azione Universitaria, organizzazione giovanile interna ad Alleanza Nazionale. Oggi, la maggioranza di AU ha seguito Gianfranco Fini, aderendo a Futuro e Libertà e costituendo i circoli giovanili Generazione Italia. COMUNICATO DEL COORDINAMENTO DEI COLLETTIVI STUDENTESCHI DI MILANO E PROVINCIA: Questa mattina, alla vigilia del 25 Aprile, festa della Liberazione dal nazifascismo, alcuni personaggi impresentabili appartenenti alle frange più becere e violente della destra neofascista si sono presentati alle uscite degli studenti di Vittorio Veneto, Conti, Parini e Manzoni e all’ingresso del Molinari e Maxwell. Il pretesto era distribuire volantini con croci celtiche e che portavano la firma “Camerati”. Una chiara provocazione rispetto alla quale gli studenti di tutte queste scuole hanno saputo reagire senza lasciargli gli spazi di agibilità politica che cercavano. Gli studenti hanno formanto presidi, esposto striscioni e intonanto cori e canzoni partigiane, nonostante l’età media tra i 20 e i 30 anni e l’aspetto e l’atteggiamento intimidatorio dei naziskin, con i saluti romani e le minacce esplicite davanti al Conti e al Vittorio Veneto e con affermazioni sessiste davanti al Parini, fino alle minacce di violenza. I professori e il personale delle scuole hanno dato il loro contributo alle azioni degli studenti, alcuni presidi hanno richiesto l’intervento delle forze dell’ordine. Il loro intervento, tardivo o del tutto assente, ha messo in luce la copertura delle istituzioni nei confronti di chi compie il lavoro sporco nei loro stessi interessi, tentando di inculcare con la paura le loro ideologie demagogiche razziste, autoritarie e reazionarie. Queste comparsate si inseriscono in un quadro generale preoccupante. Al Parini sono arrivati solo mezzora dopo una cerimonia dell’Anpi davanti alla scuola in memoria delle vittime partigiane. Al Molinari ieri il consiglio di istituto della scuola e un’assemblea studentesca hanno dichiarato che il 29 Aprile la scuola sarà chiusa per impedire che diventi teatro di un raduno nazifascista spalleggiato dalle istituzioni locali, regione Lombardia in primis. Al Manzoni durante questa settimana avevano provato a fare lo stesso gli altrettanto razzisti e neofascisti giovani padani, in questo caso addirittura scortati e protetti dalle pattuglie della polizia. Il contesto è quello che vede tutte le frange di estrema destra con l’appoggio di comune, provincia e regione, tentare di organizzare i raduni della prossima settimana previsti a Milano. Le scuole ripudiano vecchio e nuovo fascismo, seminando anticorpi di una cultura che si arricchisce a partire dalle differenze ci prepariamo tutti a scendere in piazza domani nel corteo nazionale e a non lasciare nessun tipo di spazio di agibilità a chi professa razzismo e neofascismo. “Se ad uno studente verrà torto anche un solo capello, le istituzioni sappiano che sono responsabili, per i continui spalleggiamenti e le protezioni politiche ed economiche che assicurano a questi pericolosi personaggi!” Le primissime firme, seguiranno aggiornamenti: Collettivo Roberto Franceschi Vittorio Veneto, Collettivo Rebelde Parini, Collettivo R18 Boccioni, Collettivo Cardano, Collettivo Severi, Collettivo Itsos, Collettivo Politico Manzoni , Collettivo Giordano Bruno (Melzo), Studenti di: Conti, Maxwell, Molinari, Benini (Melegnano)

La Repubblica 24.4.10

Le iniziative principali annunciate da Jonghi Lavarini subiscono variazioni di data e ora e il 23 Aprile, il Comune decide di togliere il patrocinio. Rimangono le sponsorizzazioni del cdz3 e della Provincia, dove siedono personaggi come Roberta Capotosti, definita la “madrina dell’evento” e Massimo Turci, entrambi presenti alla fiaccolata del 29 Aprile. Un torneo di calcio per non dimenticare Comunicato ufficiale di Alan Rizzi dal sito del Comune (…) Milano, 23 aprile 2010 – “Non firmerò la delibera di patrocinio al torneo di calcio in memoria di Sergio Ramelli. L’ho deciso dopo aver intercettato il volantino che riportava, insieme al logo del Comune e dell’Alleanza sportiva italiana, il nome delle squadre partecipanti. Ovviamente, nulla vieta loro di svolgere la manifestazione, ma questo accadrà senza patrocinio e contributo del Comune che, per sua prassi, non dà patrocinî politici”. (...) http://www.comune.milano.it/portale/wps/portal/CDM?WCM_ GLOBAL_CONTEXT=/wps/wcm/connect/contentlibrary/Giornale/ Giornale/Tutte+le+notizie/Sport+e+Tempo+Libero/SPORT_ ramelli+torneo+commemorativo

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SAVERIO FERRARI Liberazione 26.4.10 La mobilitazione dell’estrema destra a Milano e in Italia contro il 25 aprile Le coperture della destra istituzionale e la confluenza nel Pdl e nella Lega di consistenti spezzoni del neofascismo. L’escalation delle aggressioni (…) Il tutto con il patrocinio e il sostegno economico del consiglio di zona, a maggioranza guidato da Pdl e Lega. Alle spalle, come madrina dell’evento, la consigliera provinciale del Pdl Roberta Capotosti, con un passato tra Forza nuova e Alleanza nazionale. Il clou di questa vera e propria campagna di mobilitazione dovrebbe essere rappresentato dalla fiaccolata di giovedì 29 aprile per le vie del quartiere di Città studi “in ricordo di Sergio Ramelli, Enrico Pedenovi e Carlo Borsani, caduti per mano dell’odio comunista”. Vale solo la pena di ricordare che Carlo Borsani, un importante gerarca fascista, firmatario del “Manifesto della razza”, fu attivo fino all’ultimo, a fianco dei tedeschi, nel reclutare giovani per la Rsi. È necessario, a questo punto, domandarsi cosa stia accadendo. Questa ripresa dell’estrema destra segna un indubbio salto di qualità. Riguarda Milano, ma non solo. Il taglio delle iniziative promosse dalle diverse sigle a

scadenza ravvicinata, ha via via assunto un profilo sempre più aggressivo, che esalta il fascismo repubblichino come lo squadrismo degli anni Venti, puntando a condurre un attacco aperto e frontale al 25 aprile. In questi termini non era mai accaduto. Ma soprattutto mai così esplicite erano state le coperture politiche da parte dei partiti della destra istituzionale, una delle conseguenze dell’apertura del Pdl milanese come della Lega, al reclutamento di consistenti spezzoni organizzati del neofascismo. Un fenomeno in corso, assai sottovalutato. Prima l’ingresso nel Pdl del gruppo di Destra per Milano, poi di Area identitaria (una scheggia fuoriuscita da Cuore nero) infine di Comunità in movimento. Ma a collocarsi sotto lo stesso ombrello, sponda Comunione e liberazione, ci avevano già pensato anche i principali gruppi della destra integralista, da Alleanza cattolica al Circolo La Rocca di Benedetto Tusa. In orbita Lega, invece, si sono ultimamente posti, dopo la chiusura

ROBERTA CAPOTOSTI

della sede, i rimasugli di Cuore nero, ora Casa Pound Milano, rifugiandosi in uno dei locali a disposizione di Mario Borghezio, presso il Centro identitario padano. Nel giro di un paio d’anni si è dunque realizzata una confluenza sostanziale. A rimanerne fuori solo quelli di Forza nuova, la setta neonazista degli Hammer e poco più. Un laboratorio che sta facendo scuola anche a livello nazionale, complice il bipolarismo. Già la Fiamma tricolore, non a caso, sta valutando di approdare nel suo insieme al Pdl. (...)

MASSIMO TURCI Provincia di Milano Via Vivaio, 1 - Tel. 02.77402780 ---> CARRIERA POLITICA Nasce a Milano nel 1953. In modo altalenante frequenta scuole ed università. Comincia presto a far politica: la prima tessera è del 1968 alla Giovane Italia; farà quindi politica giovanile nel Fronte della Gioventù, di cui sarà Segretario provinciale di Milano. In parallelo entra nel MSI, nel quale riveste numerosi incarichi, in particolare nel 1977 entra nel Comitato Centrale, rimarrà Dirigente Nazionale fino allo scioglimento del partito. In Alleanza Nazionale mantiene incarichi a livello centrale (Assemblea Nazionale) e locale (membro Coordinamento Regionale). Impegnato nelle Istituzioni, negli anni è eletto Consigliere Comunale di Peschiera Borromeo e di Rodano, Vice Sindaco ed Assessore di Rodano, per tre volte eletto Consigliere Provinciale, con il MSI, con AN e, dal 2009, con il PdL, di cui è capogruppo. E’ anche membro della Consulta Regionale sui diritti degli animali.

per non o c i r a m a… uo ram toAntif s t l u i T o t s n Vi e i resent p e r qua! e ess eccolo

Ha alternato l’attività nelle istituzioni politiche con incarichi in Enti e Società: è membro del CDA di IDRA S.p.A. (che, insieme ad altre aziende, costituisce la Brianzacque S.p.A, che gestisce dal 2009 l’erogazione del servizio idrico della Brianza) ed è Vice Presidente dell’autostrada Milano Serravalle. Inoltre, lavora nel gruppo Fiera di Milano di cui è dirigente. ---> COSA HA DETTO “Il 25 aprile potrebbe diventare la giornata nazionale contro le violenze sui bambini. Sarebbe sbagliato aggiungere nuove date al calendario dei ricordi (…) Non la sento (la festa della Liberazione, ndr), non ho mai festeggiato”. All’interno del mese nero, organizza allo Spazio Oberdan “IL RICORDO TRA PAROLE E NOTE”, letture a scelta tratte da “La morte dei fascisti”, con il patrocinio della Provincia. Tra gli invitati Ignazio La Russa che commemora Ramelli e Pedenovi.

roberta.capotosti@virgilio.it - roberta@carlofidanza.eu cell. 334.6946250 ---> PERCORSO POLITICO Nata e cresciuta a Milano nel 1971, svolge la professione di assistente parlamentare. Si occupa di politica fin da giovanissima: militante del Movimento Sociale Italiano, dirigente provinciale del Fronte della Gioventù, dirigente nazionale del FUAN (l’organizzazione universitaria del MSI-DN) e di Azione Giovani (l’organizzazione giovanile di AN). Aderisce ad Alleanza Nazionale fin dalla sua costituzione e ne diviene dirigente provinciale con la delega alle pari opportunità ed è presidentessa del Circolo “Paolo Cossu”. E’ tra i soci fondatori dell’Associazione Culturale di Area, unitamente all’attuale Sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ed è presidente del Circolo Culturale “Rivoluzione Italiana”. Il suo percorso politico la porta ad aderire al Popolo della Libertà fin dalla sua costituzione. E’ stata eletta al Consiglio di Zona 10 nel 1997, al Consiglio di Zona 2 nel 1999 e nel 2006. Nel 2009 è stata eletta alla Provincia di Milano, nel collegio 4 Romana-Vittoria. All’inizio del 2009, organizza, come Presidente della Commissione Cultura, un convegno dal titolo “Foibe ed Esodo: Martiri dimenticati”, in memoria delle vittime delle foibe e dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati, con una mostra sul tema, in esposizione nella sede del CdZ 2 di Viale Zara, 98/100. Dal mese di marzo 2010 fa parte della Consulta Pari Opportunità dell’UPI (Unione Province d’Italia). E’ Vice Presidente del CISEM, il Centro Innovazione e Sperimentazione Milano, che si occupa di ricerca educativa e didattica orientativa, in particolar modo relativa all’istruzione secondaria di secondo grado. Tale centro collabora con enti e istituzioni come il Ministero della Pubblica Istruzione, le Università,

ASSOCIAZIONE CULTURALE DI AREA areasabaudia.splinder.com areasabaudia@yahoo.it Dallo statuto: “L’Associazione Culturale di Area nasce dall’ambiente politico e culturale che si è raccolto intorno all’iniziativa editoriale della rivista AREA, politica, comunità, economia. Motivo ispiratore (…) è la volontà di tradurre la cultura popolare, comunitaria, tradizionale e nazionale, in studi, elaborazioni e manifestazioni, in modo da attualizzare e far conoscere al più vasto pubblico i principi ispiratori di questa cultura e di individuare le soluzioni ai problemi civili, sociali e politici italiani, nel più vasto contesto mediterraneo ed europeo. L’Associazione è una comunità di cittadini che, con l’esempio e la concreta progettualità, aspira a socializzare i valori comunitari in tutti gli strati popolari, in contrapposizione con la disgregazione individualistica indotta dal modello di sviluppo oggi dominante (…)”. Tra i soci fondatori troviamo Roberta Capotosti, Gianni Alemanno e Francesco Storace. Aderisce subito anche Carlo Fidanza.

le regioni Lombardia e Campania e l’Ufficio Scolastico Regionale della Lombardia. E’ Vice Presidente dell’istituto di ricerca della Provincia di Milano e dell’UPI. Ricopre, anche, il ruolo di Presidente della Commissione Sport, Tempo Libero, Politiche Giovanili e Idroscalo della Provincia di Milano. Attualmente, ricopre il ruolo di Capogruppo e di Presidente della Commissione Cultura del Consiglio di Zona 2 2. In linea con la strategia del resto della destra sociale milanese, anche la Capotosti rimane al PdL in prospettiva delle prossime elezioni comunali. ---> COSA HA DETTO “Ho due motti che mi accompagno da sempre: “ESSERE ESEMPIO” e “BOIA CHI MOLLA” e, fino ad ora, credo di non esserne mai venuta meno.” La Capotosti è la moglie di MARCO CLEMENTE, imprenditore e noto esponente della destra a Milano, già dirigente di Alleanza Nazionale ed ora del Popolo della Libertà. In qualità di rappresentante di Archè, Associazione di Cultura Politica presieduta da Angelo Gianmario, Consigliere della Regione Lombardia con delega all’Area Metropolitana, in un’amichevole incontro con Roberto Jonghi Lavarini a Settembre 2010, ha confermato l’intenzione di collaborare fattivamente, nell’ambito del PDL e del centro-destra, anche con il Centro Studi Storici e Politici Internazionali Patria e Libertà (presieduto dal Conte Prof. Fernando Crociani Baglioni), con l’Associazione Culturale Sinergie Milano 2015 (presieduta dall’architetto Barbara Delitala e dal geologo Massimo Grecchi, ideatore del Progetto futurista Milano AltaVia) e con il Comitato Destra per Milano-LiberaMente nel PDL (nuovamente in primo piano come suo presidente è Jonghi Lavarini)

LA RIVISTA “AREA” www.area-online.it redazione@redazionearea.it E’ la rivista mensile della casa editrice Area Editoriale Soc. Cooperativa, con sede in Via Trebbia, 3 a Roma. Il nome fu al centro di un vivace dibattito, tra “Ezra”, “Vox”, alla fine prevalse Vincenzo Centorame, che propose “Area”. Direttore della testata è Marcello De Angelis ed il presidente è Cristiano Carocci, direttore generale delle Ministero delle Politiche Agricole. Marcello De Angelis

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25 Sabato 24 Aprile, la Milano Antifascista e Antirazzista prosegue nelle iniziative contro la “settimana nera” con un corteo di più di 200 persone. Il corteo, accompagnato dalle intimidazioni dalla Questura, ha sfilato in zona 3 proprio nelle ore in cui si sarebbe dovuto tenere il concerto fascista. Come emerso mercoledì all’interno dell’assemblea antifascista, domani si svolgerà un presidio informativo alle ore 15.00 c/o i Giardini che il Comune di Milano ha intitolato a Sergio Ramelli nel 2005. Nella giornata di oggi la Questura ha fatto sapere che non intende permettere “l’ingresso di nessuno nei giardini”. Noi crediamo sia fondamentale confermare assolutamente l’iniziativa perchè riteniamo importante comunicare con il quartiere circa la gravità della situazione. Non deve in alcun modo passare la logica per cui addirittura un volantinaggio informativo rivolto al quartiere possa rischiare di essere impedito a causa delle pressioni delle organizzazioni neofasciste sulla questura. Crediamo sia fondamentale, per poter svolgere l’iniziativa a carattere informativo al meglio, che tutte e tutti si attivino per garantire la massima partecipazione sin dall’inizio (ore 15.00) e dare il maggior risalto possibile all’appuntamento, facendo circolare queste informazioni il più diffusamente possibile su mailing list, social network, web ecc Milano Antifascista e Antirazzista

poq.noblogs.org - corsari-milano.noblogs.org 23.4.10

A MILANO C’È IL SOLE PER GLI ANTIFASCISTI Le previsioni erano terribili. La questura minacciava: “Non sarà permessa nessuna manifestazione a ridosso dei Giardini intitolati e Sergio Ramelli”. I fascisti abbaiavano: “Non intendiamo abbassare il livello dello scontro, se gli antifà si presenteranno anche solo nelle vicinanze se la vedranno con noi”. LE COSE SONO ANDATE DIVERSAMENTE. Nella mattinata di oggi gruppi di neofascisti (trentenni del circuito Hammerskin, un po’ attempati per spacciarsi da studenti medi) si sono presentati in diverse scuole superiori (Manzoni classico, Virgilio, Carducci, Vittorio Veneto, Molinari e altre) provocando pesantemente gli studenti e aggredendone alcuni in almeno tre casi (Virgilio, Manzoni e Molinari). Proprio un’azione da coraggiosi, non c’è che dire! Nel pomeriggio però circa duecento antifascisti si sono presentati, come previsto e preannunciato, in piazza Carlo Erba, di fronte ai giardini che Albertini intitolò a Sergio Ramelli nel 2005. Lo schieramento di Polizia, ingente quanto inutile, impediva l’accesso ad un piccolo parco che non interessava a nessuno: intenzione degli antifascisti era difatti informare il quartiere delle adunate neonazi previste in quella zona prossimamente, con l’appoggio e la collaborazione della destra istituzionale, Pdl e Lega innanzi tutto. E questo è ciò che abbiamo fatto: in un quartiere militarizzato da Polizia e Carabinieri, a poche centinaia di metri dalla sede di Forza Nuova, dallo Spazio Ritter (“pensatoio” della destra radicale milanese), con un continuo passare di auto e moto di “camerati” intenti a controllare ogni nostra mossa, siamo stati per più di un’ora in presidio per poi muoverci per oltre due ore in corteo lungo le vie della zona. A testimoniare essenzialmente una cosa: non c’è luogo in questa città precluso agli antifascisti, non c’è spazio per le organizzazione di destra quando il movimento antifascista decide di prendere la parola. A conclusione della giornata, ai camerati di forza nuova e Hammerskin non rimane altro da fare che gli spazzini: in una trentina (gli stessi che scorrazzavano baldanzosi davanti alle scuole in mattinata...ma siete così pochi? Un po’ di ricambio, suvvia!), solo dopo che il corteo antifascista si scioglie, pattugliano le vie che ci hanno visto sfilare staccando manifesti e raccattando volantini per terra. Chi si accontenta gode, si usa dire...ed evidentemente ramazzare in coda alle nostre manifestazioni è ormai l’unica soddisfazione che gli resta. Lo Sceriffo Pagliaccio Riccardo De Corato invece, tanto per cambiare, non perde l’occasione per rendersi ridicolo farneticando, in un comunicato già pronto e preconfezionato prima del corteo antifa, di nuove Br e amenità varie. Patetico, come sempre. Per quanti ci riguarda siamo solo all’inizio: le mobilitazioni antifa proseguono nei prossimi giorni...stay tuned! Milano Antifascista e Antirazzista poq.noblogs.org - corsari-milano.noblogs.org 24.4.10

Si comincia. La “Settimana Nera”, come è stata da molti definita qui a Milano e’ iniziata ufficialmente oggi. Fuori le scuole, fin dalla mattina presto, loschi individui si aggiravano con volantinacci in mano e teste rasate che brillano al sole come palle da bowling. Spintoni fuori il Manzoni con studenti antifascisti, provocazioni che Blocco Studentesco e Lotta Studentesca hanno messo in scena li e in altre zone di Milano. Ore 14. Alla spicciolata si comincia a riempire il parcheggio di Lambrate. In tanti e tante arrivano all’appuntamento lanciato dall’Assemblea Antifascista del 21 Aprile. Arriva anche una delegazione di compagni tedeschi presenti in citta’ per visitare i luoghi della resistenza milanese. Da qui si decide di convergere tutti in piazza Erba, in zona Piola, proprio vicini ai Giardini Ramelli. Si parte. E solo cosi’ ci si accorge che siamo in tanti, tanti davvero. La zona e’ militarizzata, completamente militarizzata.Camionette e decine di sgherri in antisommossa ci osservano da vicino. Il nostro intento e’ pero’ un altro. Facci vedere, comunicare col quartiere, avvertire a tutti e tutte che in questa settimana, nei nostri quartieri, ci saranno fascisti e politici in doppiopetto con le loro idee xenofobe e razziste,tutti uniti sotto la protezione del Comune e della sua Giunta. Volantini ovunque, manifesti e striscione, per ribadire che il 25 Aprile non e’ una giornata commemorativa, ma un azione quotidiana, un qualcosa che noi viviamo tutti i giorni, nelle strade, nelle scuole, nelle universita’ e in tutti i posti di lavoro. Ci sono tutti al presidio, tante realta’ diverse, una mobilitazione molto eterogenea unita sotto la bandiera del rifiuto al fascismo e al razzismo. ore 16. Si parte. Un Corteo non autorizzato ha la voglia e la pretesa di prendersi la strada. E cosi’ fa. Ci si allunga, aumentano i solidali, i passanti ci chiedono, si domandano, si avvicinano, qualcuno entra nel corteo e decide di percorrerlo con noi. Si urla. Dalla testa alla coda del corteo risuonano le voci di una Milano Antifascista che esiste e resiste ancora.Le vie del quartiere che gravitano attorno ai giardini Ramelli sono nostre. Oggi, esattamente in queste ore, dovevano esserci i fascisti. E oggi non ci sono. Si nascondono e non si fanno vedere. Ma noi si, noi siamo qui, presenti e compatti con la gente, le famiglie, i bambini. A dire loro, che noi amiamo talmente tanto questa citta’, le sue piazze, le sue strade e i suoi parchi, che non potremmo mai tollerare la presenza di fascisti, xenofobi e razzisti qui.Mai. Il corteo prosegue dritto, determinato a comunicare con il quartiere, cosi’ che nel suo percorso c’e’ che distribuisce volantini, che attacca manifesti, che piu’ semplicemente si ferma a chiacchierrare con i passanti e a spiegare a tutti per quale motivo noi percorriamo queste strade . ore 17. Arriviamo davanti la scuola Virgilio, una di quelle tante scuole dove fasci e leghisti da giorni volantinano. Vengono Fatte scritte e un grande stencil antifascista. La determinazione e’ tanta. La voglia di impedire l’agibilita’ politica e fisica di questi nazi-fascisti e’ tanta. E questa giornata non e’ che l’inizio. Domani e’ il 25 Aprile, una giornata di lotta, di antifascismo pure, una giornata che ricorda a tutti e a tutte che c’e’ un solo modo di impedire a vecchi e nuovi fascismi di prendere piede. Ed e’ quello di Bloccarli. Milano e’ e sempre sara’ Antifascista. Blocchiamo il raduno dei nazi-fascisti. Block It! PARTIGIANI IN OGNI QUARTIERE. APPELLO PER LA COSTRUZIONE DEL 25 APRILE 2010 Partigiani in Ogni Quartiere è una rete costituita da associazioni, realtà autogestite e singoli cittadini che insieme collaborano per contrastare la preoccupante deriva che non solo sta prendendo l’Italia, ma la stessa città che abitiamo, una Milano testimone di un appoggio sempre più fermo e deciso alle pratiche e politiche di gruppi di estrema destra da parte della Giunta comunale e della Regione Lombardia.La rete nasce all’indomani di un primo tentativo nel 2007 e di una successiva apertura nel 2008 del circolo neofascista Cuore Nero, oggi fortunatamente chiuso grazie anche all’impegno delle realtà antifasciste del territorio.Obiettivo di Partigiani in Ogni Quartiere è combattere il diffondersi e l’affermarsi di principi di matrice fascista spendendosi sulla difesa e proclamazione di un sincero antifascismo attraverso il confronto e la pratica di gruppo per portare messaggi di libertà dall’oppressione e di antirazzismo in tutta la città, in primo luogo le periferie, dove il disagio sociale viene usato da chi esercita il potere come terreno fertile per trasformare i bisogni, le paure e il malcontento diffuso in odio contro un presunto capro espiatorio.Esercitare il dominio nel ventennio fascista significava demonizzare quelle categorie che si volevano emarginare per poi sfruttarle agli scopi dell’Impero con il tacito consenso della popolazione intera. Le leggi razziali del ’38 servivano a questo scopo: creare un nemico comune in nome di principi quali la purezza della razza per preservare lo status quo dei “veri italiani”, bianchi, borghesi e cattolici, e accrescere così il sentire della patria.Oggi il nemico comune dell’italiano bianco medio è l’immigrato. L’immigrato che “ruba”, “spaccia”, “stupra”, o , nella migliore delle ipotesi “ci toglie il lavoro”.Essere antifascisti oggi significa sfatare i falsi stereotipi e svelare la verità, una realtà fatta di ignobili leggi che arrivano a negare il diritto all’esistenza stessa, come dimostra l’introduzione del reato di clandestinità.Gli eventi organizzati da Partigiani in Ogni Quartiere dal 2007 ad oggi, l’appuntamento di piazza presso il Cimitero Maggiore del 25 Aprile 2008, l’evento a Quarto Oggiaro del 20 Settembre 2008 in risposta all’effettiva apertura di Cuore Nero, la manifestazione del 5 aprile 2009 contro il raduno delle destre europee a Milano voluto da Forza nuova, la giornata del 25 Aprile 2009 nel Quartiere Gallaratese e il lavoro di sensibilizzazione nelle scuole superiori rispetto al tema delle stragi di Stato in occasione, per l’appunto, dell’anniversario strage di piazza Fontana nel Dicembre 2009, dimostrano come questa rete s’impegni costantemente nella lotta contro fascismo e razzismo per riportare gli emarginati/e alla dignità che tutti/e meritiamo, per distruggere i margini, per portare le periferie al centro.Per questo, in occasione del 25 Aprile 2010 Partigiani in ogni Quartiere ha ritenuto fondamentale tracciare quel filo conduttore che lega il ventennio fascista alla realtà odierna che si basa sulla continua denigrazione dell’immigrato/a.Non si può essere antifascisti senza essere antirazzisti, internazionalisti e solidali con chi viene sfruttato senza riserve, perseguitato dalla polizia o internato in moderni campi di concentramento, i CIE, pedinato dalle ronde, bruciato nelle proprie abitazioni o per strada.Essere antifascisti oggi significa scandalizzarsi davanti alle parole d’ordine di Lega ed estrema destra, significa ribellarsi al concetto di classi speciali dove la segregazione inizia fin dai più piccoli. Il tentativo è quello di connettere sempre più realtà e soggettività attive sui territori valorizzandone le risorse, di non delegare bisogni e risposte ai problemi collettivi alle istituzioni e di far emergere lecontraddizioni presenti nelle nostre periferie, sviluppando la forza del lavoro di rete che, attraverso modalità orizzontali e libertarie, sia sempre più capace di prendersi in carico la propria città. Nella continuità del percorso intrapreso di valorizzazione delle periferie e di riappropriazione degli spazi pubblici conferendogli un alto valore sociale, con l’ambizione di lasciare una traccia nel territorio che possa continuare nel quotidiano il suo impegno sociale e antifascista, proponiamo, quest’anno, l’iniziativa del 25 aprile nel quartiere Stadera dove già operano realtà attive nell’aggregazione, nella difesa della costituzione e nell’attuazione dei valori antifascisti.Come Partigiani in ogni Quartiere desideriamo continuare a ribadire la volontà di celebrare, attualizzare a attuare concretamente l’Antifascismo e l’Antirazzismo come pratica e stile di vita.Ci piacerebbe quindi che costruiste insieme a noi un 25 aprile 2010 che ricordi l’attualità dei principi della Resistenza perché gli scopi del fascismo di ieri sono gli stessi di oggi.

27 Ramelli, militanti cantiere occupano uffici Milano Sport; De Corato: “A Milano una minoranza di abusivi dei centri sociali scorrazza impunemente per Milano. Ministro Maroni disattivi le centrali d’odio” Riccardo De Corato - Vice Sindaco “Mi chiedo fino a quando dovremo sopportare che una minoranza di aderenti ai centri sociali tenga periodicamente in ostaggio Milano, scorrazzando per la città impunemente a compiere reati, occupazioni abusive, affissione di striscioni d’odio, insulti e petardi nei cortei, vandalismi e imbrattamenti. Quando poi questa sparuta minoranza occupa abusivamente stabili pubblici e privati da 9 anni come il Cantiere di via Monterosa. Mi chiedo cosa aspetti il ministro Maroni a disattivare queste centrali”. Lo dichiara il vice Sindaco e assessore alla Sicurezza Riccardo De Corato dopo che militanti del centro sociale il Cantiere hanno occupato gli uffici della Milano Sport alla piscina Cozzi, in viale Tunisia. “Che la questione del patrocinio a un torneo di calcetto, in memoria di Sergio Ramelli – sottolinea De Corato –, che non è mai stato dato, diventi un casus belli la dice lunga sulla valenza antidemocratica dell’area antagonista, che agisce solo in termini strumentali. Solo ieri c’è stata la condanna di Valerio Ferrandi accusato di rapina e lesioni commesse a studenti della Statale, un altro episodio emblematico. Il figlio dell’ex terrorista di Prima Linea è stato poi arrestato il 13 novembre 2009 in via di Ripa Ticinese 83, in uno stabile comunale tuttora occupato abusivamente da una trentina di soggetti legati all’area anarco-insurrezionalista e vicini al centro sociale Cox, da oltre un anno rioccupato”. “A Milano – sottolinea De Corato – ci sono una decina di edifici pubblici e privati occupati da decenni dai centri sociali, che fanno il bello e cattivo tempo. E si permettono pure il lusso di chiamarvi a raccolta vecchi e nuovi terroristi, da Curcio, ospitato al Cox, a Irmgard Moeller, un’ex militante della Banda Baader-Meinhof che ha recentemente pontificato alla Panetteria Okkupata di via Conte Rosso. Ma nessuno muove foglia”.

www.comune.mi.it/dseserver/webcity/comunicati.nsf/weball/9064A8ECFCAD2EEEC125770E00598624

26 La sera alla Scala si svolge la celebrazione ufficiale dell’anniversario della Liberazione, con la partecipazione del Presidente della Repubblica, Napolitano e del Presidente del Consiglio, Berlusconi. All’esterno le proteste dei lavoratori della Scala trovano la pronta risposta della polizia.

Momenti di tensione e qualche manganellata in via Filodrammatici, a Milano, fra un gruppo di lavoratori della Scala e il cordone di agenti di polizia in tenuta antisommossa per la visita del presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, alla presenza del premier Silvio Berlusconi. I lavoratori, che protestano contro il taglio dei finanziamenti allo spettacolo, hanno tentato di sfondare il cordone a pochi metri da piazza della Scala, dove era in corso la cerimonia di celebrazione del 25 Aprile organizzata dall’Anpi, l’Associazione nazionale partigiani. I dimostranti, un piccolo gruppo che si è staccato da quello più numeroso di fronte a Palazzo Marino, dove è stato esposto lo striscione con la scritta “no al decreto infame, via i banditi”, sventolavano spartiti di musica in segno di protesta. La tensione è durata pochi minuti.

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repubblica.it Cronaca Milano 24.4.10

Urla di protesta si sono sentite dalle quinte del Teatro alla Scala mentre Napolitano stava leggendo il suo discorso all’interno del Teatro: «Non firmare, non firmare», hanno gridato i lavoratori della Scala, subito dopo avergli dedicato un lungo applauso, alludendo al decreto sulle Fondazioni liriche contro il quale protestano da mesi. Tensioni in piazza Scala, dove nel pomeriggio si sono fronteggiati un centinaio di lavoratori del teatro e gli agenti della polizia. Inizialmente i manifestanti hanno provato a mostrare uno striscione a pochi passi dal teatro milanese, poi sono stati invitati dagli agenti ad allontanarsi e si sono spostati dal lato di Palazzo Marino, sede del Comune, dove sono stati bloccati da altri agenti in tenuta antisommossa. Diversi gli spintoni tra poliziotti e lavoratori, ai quali è stato impedito di raggiungere il centro della piazza. Tra i manifestanti anche alcuni orchestrali che hanno abbozzato un’aria di Astor Piazzolla, mentre alcuni componenti del coro hanno cantato il «Va pensiero». In piazza anche Piero Ricca, a cui è stato sequestrato il megafono.

Il 25 Aprile è un’intera giornata di contestazioni e polemiche: a Roma contro la neo-eletta Governatrice del Lazio, Polverini, a Milano contro la Sindaca Moratti e il Presidente della Provincia Podestà. 25 aprile, contestazioni a Roma e Milano contro la Polverini e la Moratti. La neopresidente della Regione contestata a Roma al grido di ‘via i fascisti’. A Milano fischi per il sindaco e per Podestà La neo presidente della Regione Lazio Renata Polverini è stata contestata mentre partecipava alla manifestazione di celebrazione del 25 aprile a Porta San Paolo, a Roma. Mentre si accingeva, con il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti e il presidente dell’Anpi Massimo Rendina, a salire sul palco qualcuno ha urlato ‘’Polverini vattene’’ e ‘’via i fascisti’’. Rendina ha quindi cercato di placare gli animi invitando al rispetto delle istituzioni: ‘’Noi rispettiamo le istituzioni libere e democratiche, le abbiamo volute noi’’. Appello rimasto però inascoltato. Ai fischi è quindi seguito il lancio di monetine, uova, frutta e fumogeni. Anche il presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, che le era accanto, è stato colpito da un frutto vicino a un occhio. Vista l’impossibilità di proseguire la presidente ha deciso di lasciare il palco. Stessa decisione ha preso il presidente della Provincia Zingaretti. Dal palco Rendina, colpito anche lui di striscio, ha invitato la folla alla calma. Dai contestatori l’Anpi ha preso le distanze: “Che antifascisti siete” ha detto Ernesto Nassi dell’Anpi. ‘’Un gruppo di violenti non può macchiare una celebrazione cui il capo dello Stato, Giorgio Napolitano, ha giustamente [segue a pag 26] [da pag 25] conferito il senso ed il valore dell’unità nazionale’’,

Berlusconi: «Bisogna costruire insieme l’Italia del futuro» Il premier: «Scriviamo una nuova pagina della nostra storia». Contestate Polverini e Moratti (...) «I nostri padri - ricorda il presidente del Consiglio - seppero accantonare le differenze politiche più profonde e sancirono nella Costituzione repubblicana il miglior compromesso possibile per tutti». «Dopo 65 anni - prosegue - la nostra missione è ora andare oltre quel compromesso e di costruire l’Italia del futuro sempre nel rispetto assoluto dei principi di democrazia e di libertà». «La sfida, ora, è nei fatti - ribadisce Berlusconi - dobbiamo scrivere insieme una nuova, condivisa pagina di storia della nostra democrazia e della nostra Italia». «Il nostro obiettivo - afferma il premier - è quello di rinnovare la seconda parte della Costituzione del 1948, che è già stata in parte modificata, per definire l’architettura di uno Stato moderno, più vicino al popolo, sulla base del federalismo. Uno Stato moderno più efficiente nelle Istituzioni e nell’azione di Governo, uno Stato più equo nell’amministrazione di una giustizia veramente giusta». (...) LA CONTESTAZIONE A ROMA- La presidente della Regione Lazio Renata Polverini è stata contestata con fischi e lanci di oggetti mentre partecipava alla manifestazione a Porta San Paolo a Roma in occasione dell’anniversario della Liberazione. La presidente è stata bersagliata da urla «buu, buu» e dal lancio di uova, frutta e alcuni fumogeni. Un limone ha colpito all’occhio il Presidente della Provincia di Roma Nicola Zingaretti, che le era accanto. [segue a pag 26]

ha commentato la Polverini. ‘’Si poteva rischiare il peggio aggiunge - sono stati lanciati oggetti pericolosi, tra cui fumogeni che fortunatamente hanno danneggiato solo la pavimentazione del palco’’. ‘’Ringrazio il presidente Zingaretti - afferma - al quale esprimo la mia solidarietà, per il gesto importante che ha compiuto sotto il profilo istituzionale e personale, lasciando la manifestazione di fronte alla prepotenza di chi non è nemmeno degno di pronunciare la parola democrazia. La violenza conclude - non può e non deve essere tollerata in nessuna circostanza’’. Contestazioni anche a Milano. Nel mirino il sindaco Moratti e il presidente della Provincia Podestà. All’arrivo del sindaco lungo il percorso del corteo che contava 50mila persone, all’altezza di piazza San Carlo, la protesta è stata rumorosa e continua. Stessa sorte per il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, contestato durante la lettura del suo discorso dal palco allestito in piazza Duomo. I fischi e le urla hanno più volte coperto la sua voce, poi l’arrivo di un furgone del centro sociale Cantiere ha sovrastato, con la musica, i discorsi ufficiali. Un ingresso con tanto di spintoni e qualche manganellata, ma alla fine i manifestanti dei centri sociali hanno avuto acceso al sagrato e dal furgone, parcheggiato a un lato della piazza, hanno cominciato a contestare i relatori al grido di “fascisti, fascisti” o “vergogna”. Un cordone di carabinieri e polizia, in tenuta antisommossa, ha tenuto sotto controllo i manifestanti che, dietro alle transenne , hanno continuato a urlare all’indirizzo della Moratti e di Podesta’. Tanti gli applausi, invece, per i partigiani in corteo, cosi’ come per i volontari di Emergency guidati da Gino Strada e da Matteo Dell’Aira, arrestato e liberato dopo otto giorni in Afghanistan. Applausi anche per Carlo Smuraglia, presidente dell’Anpi provinciale di Milano. “Contro ogni Cassandra -ha detto concludendo gli interventi dal palco- siamo qui”.

www.corriere.it/politica/10_aprile_25/napolitano-25-aprile-polverini-contestata_53c5fa0c-504a-11df-a78b-00144f02aabe.shtml

corriere.it Cronaca Milano 24.4.10

www.adnkronos.com/IGN/News/Cronaca/25-aprile-contestazioni-a-Roma-e-Milano-contro-la-Polverini-e-la-Moratti_301498709.html

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[da pag 25] La Polverini è stata contestata già mentre saliva sul palco per tenere il suo discorso; ha rinunciato a parlare e ha lasciato la manifestazione immediatamente tra i fischi dei presenti. Tra le frasi rivoltele «Polverini vattene a Casa Pound, fascista e ipocrita». Anche Zingaretti, che portava visibile il segno del limone che l’ha colpito in volto, ha lasciato Porta San Paolo. La Digos ha poi indentificato i due giovani autori della contestazione, appartenenti ai centri sociali. I due, spiega la Questura, saranno deferiti alla competente autorità giudiziaria. LA CONTESTAZIONE A MILANO - E’ partita con urla e contestazioni contro il presidente della Provincia di Milano, Guido Podestà, la manifestazione nazionale del 25 aprile a Milano. Dal corteo blindato dalle forze dell’ordine al grido di «mafiosi», «vergogna», i manifestanti si sono avvicinati al presidente della Provincia scortato dagli uomini della polizia. Il corteo, partito da Porta Venezia, ha raggiunto intanto piazza San Babila e si sta dirigendo verso piazza del Duomo dove si terranno i discorsi conclusivi intorno alle 16. Il sindaco di Milano, Letizia Moratti, si è unita al corteo in piazza San Babila accolta al suon di «Vattene via petroliera di m...», «Fuori da Milano», «Via i fascisti dal corteo», «La resistenza è partigiana, Moratti te ne devi andare».

E-Polis Milano 25.4.10

Il Giorno Milano 25.4.10

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MILANO 25 APRILE CONTESTAZIONI A MORATTI E PODESTÀ: BASTA COMPLICITÀ CON I NAZIFASCISTI Piazza Duomo intona “Bella ciao portalo via”: come il 12 Dicembre in piazza Fontana Milano sommerge di fischi l’intervento del presidente della Provincia che patrocina i raduni nazi-fascisti Guido Podestà. Sin dal’inizio giovani e anziani, una trasversale indignazione ha denunciato l’ipocrisia delle istituzioni con slogan e alzando cartelli che recitavano: “No al raduno Nazifascista il 1 maggio e il 2 maggio a milano: Formigoni Moratti Podesta, regione provincia comune consigli di zona, milano sport: la vostra celebrazione e’ una vergogna basta complicità”. La contestazione ha accompagnato dall’inizio alla fine la assurda presenza di Moratti e Podestà nel corteo. Ben prima che il corteo arrivasse in Duomo le istituzioni sono state scortate a tutta velocità fin sul palco del Duomo, con un nutrito guppo di persone che ha seguito le autorità fin sotto il palco, portando la contestazione fino oltre le transenne. Nel frattempo mentre i primi spezzoni del corteo iniziavano ad arrivare nella piazza forze dell’ordine in antisommossa hanno violentemente cercato di fermare l’avanzata dello spezzone piu’ colorato allegro e comunicativo del corteo, formato da centro sociali, studenti e precari delle scuole, comitati per il diritto alla casa, comitati migranti e collettivi antirazzisti. La risposta determinata e indignata di migliaia di persone ha costretto le forze dell’ordine a dileguarsi velocemente, una operazione di esclusione già tentata il 12 dicembre scorso e già in quell’occasione rifiutata dalla città di Milano. cantiere.org

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25 APRILE A MILANO - BUFERA IN DUOMO : FISCHIA LA PIAZZA INFURIA LA BUFERA Buon 25 aprile e buon Primo maggio. Avviso al popolo (bue). Berlusconi a reti unificate annuncia che cambierà la Costituzione nata dalla Resistenza. Ma tranquilli, sarà una bella controriforma condivisa. Da chi? Dall’opposizione (parola grossa per dire Pd) che tra una débacle elettorale e l’altra non vede l’ora di dialogare con quel diavolo di Silvio. L’unico al mondo che ancora può dare a Bersani e compagni un ruolo “istituzionale”, visto che un ruolo politico da anni ormai non ce l’hanno più. Se lo sono venduto. O meglio, glien’è rimasto solo uno: rincorrere la destra e dare addosso a chiunque dissente pur di continuare a far parte, da perenni perdenti, dell’oligarchia politica. Anche a costo di umiliare il proprio popolo. A Milano, città medaglia d’oro della Resistenza, ci sono una sindaco e un vicesindaco che danno allegramente la caccia ai bambini rom, ordinano incursioni dei vigili nelle case degli immigrati di via Padova per deportare i clandestini. C’è un presidente della Provincia, Guido Podestà, che permette alle organizzazioni neofasciste di radunarsi il Primo maggio per un concerto uncinato al Palalido. Ci sono consigli di zona che negano la sala ai partigiani. Ma per la dialogante “opposizione”, vabbè, il problema è comunque un altro: ci sono dei teppisti che osano fischiare Guido Podestà che parla sul palco di piazza Duomo alla festa della Liberazione. E poco importa se il 25 aprile a fischiare la Moratti prima e Podestà poi siano stati migliaia di cittadini di tutte le età. I teppisti sono sempre gli stessi, quelli dei centri sociali che si sarebbero scagliati contro i vecchi partigiani, addirittura con la bava alla bocca, sputandogli addosso vino e birra. Ma dov’era la polizia?, chiedono gli uomini del Pd che addirittura preparano

un’interrogazione parlamentare firmata da Erminio Quartiani ed Emanuele Fiano. Proprio come Onorio Rosati, segretario della Camera del Lavoro, lo stesso che qualche 25 aprile fa se l’era presa con alcune insegnanti che osarono fischiare donna Letizia. Anche il quotidiano ‘Repubblica’, il giorno dopo confeziona l’immagine logora della festa rovinata dai soliti balordi dei centri sociali. E così tutto il resto sparisce. Spariscono i centomila milanesi che tutti gli anni sfilano da Porta Venezia al Duomo e danno vita alla più bella manifestazione che esiste e resiste nel nostro paese. Spariscono Gino Strada ed Emergency, come sempre i più applauditi. Spariscono tutti quegli uomini e donne che dei centri sociali non sono e che all’unisono hanno fischiato Podestà. Spariscono il motivo della contestazione e la notizia del raduno fascista del primo maggio. Sparisce il contesto “istituzionale”, agghiacciante. Resta solo il coro indignato contro i ragazzi del Cantiere e il rimbrotto alle forze dell’ordine che non li hanno manganellati abbastanza. Spariscono i fatti. Il carro del Cantiere, determinato ad arrivare in Duomo in tempo per contestare Podestà (non è ancora un reato), dopo una discussione con il servizio d’ordine della Cgil si era posizionato subito dietro lo spezzone della Fiom. Il corteo s’è mosso tranquillamente fino all’imbocco di piazza Duomo. A quel punto sono spuntati poliziotti, carabinieri e guardia di finanza in tenuta antisommossa, che a freddo hanno caricato colpendo anche l’ex consigliere regionale del Prc, Luciano Muhlbauer: “Sono andato come sempre in questi casi per tentare di mantenere la calma, non ho fatto in tempo a dire una parola che sono stato colpito alla testa da un carabiniere”. Poi le forze dell’ordine si sono dileguate. Il carro del Cantiere è arrivato vicino al palco e ha contestato Podestà insieme al resto della piazza. E’ volata qualche parola anche con gli uomini dell’Anpi che volevano bloccare la contestazione. Quando ha parlato dal palco un lavoratore dell’Eutelia, il Cantiere ha abbassato l’impianto. Tutto qui. Tanto basta per bollare la piazza come un raduno di facinorosi. La stessa dinamica si era già vista lo scorso 12 dicembre. Cittadini comuni hanno sonoramente fischiato Moratti e Formigoni sul palco del 40esimo anniversario di piazza Fontana. Anche allora, la ‘Repubblica’ e il Pd si sono scagliati contro i centri sociali. E la stessa indignazione ha colpito le contestazioni romane alla Polverini. Anche lì tutta colpa dei centri sociali, anche se persino in televisione si è visto benissimo che a fischiare erano tutti, comprese delle tranquille signore di mezza età. Che bella Liberazione. Ma non deprimiamoci, c’è un’altra bella novità. Berlusconi prima del pippotto televisivo, per la prima volta è venuto a festeggiare il 25 aprile a Milano. “Radioso”, si è chiuso alla Scala ospite del presidente Napolitano che ha parlato di unità nazionale e di riforme condivise e che alla fine gli ha stretto la mano. Fuori la polizia caricava i lavoratori del teatro che stavano cantando per protestare contro i tagli di Tremonti. Ma chissenefrega, questa non è alta politica. Napolitano il giorno dopo, mentre Berlusconi parlava in tv, ha celebrato la Liberazione al Quirinale con l’(ex) fascista Ignazio La Russa e l’(ex) secessionista Roberto Maroni. Insieme hanno esaltato il ruolo dell’esercito nella guerra di Liberazione. Lo stesso esercito che ha combattuto al fianco dei nazisti. Lo stesso esercito che ora combatte in Afghanistan, dove vengono sequestrati i medici di Emergency. Ultima notizia. Il primo maggio a Milano saranno aperti anche i mercati. Il Comune voleva tenere aperti anche i negozi, tanto che il Corriere della Sera ha titolato con esultanza: “E’ la fine di un tabù”. Giorgio Salvetti - MilanoX

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Il Giorno 27.4.10

Nei giorni seguenti la protesta viene prontamente criminalizzata. La sindaca Moratti e il segretario della Camera del Lavoro Rosati invocano all’unisono l’intervento della polizia. Si riduce così il problema politico alzatosi fragorosamente dalla piazza a una questione di ordine pubblico.

Il ricordo della Liberazione della Milano Antifascista e Antirazzista prosegue la sera del 25 Aprile con una grande iniziativa nel quartiere Stadera MANIFESTO POQ PER COSTRUZIONE GIORNATA 25 APRILE Essere antifascisti nel 2010 sta iniziando ad essere un qualcosa di urgentemente necessario, non è solo la memoria ad essere in pericolo e non è solo la storia ad essere minacciata, ma l’autoritarismo la xenofobia e l’arbitrio diventano protagonisti di questa politica. Tutto comincia col sonno della ragione e della memoria a cui vent’anni di egemonia delle destre ci hanno ben abituato, ma sotto questa cappa di mediocrita striscia un odio pungente che assume le forme di una bambina morta per una tessera sanitaria scaduta, di interi quartieri ostaggio dei deliri securitari di un amministrazione che non ha più nulla di democratico parificando memoria dei torturati e dei torturatori, che spesso si trasforma in lapidi, vie, commemorazioni vergognose come se il trascorrere degli anni potesse cancellare la vergogna della dominazione nazifascista. Bisogna avere gli occhi bene aperti, ora più che mai, per riconoscere le camicie nere sotto i blazer, sotto quelle verdi e anche dietro certi discorsi “democratici”; non si tratta di semplice vigilanza ma di riconoscere che esiste un antecedente storico rispetto all’emergenza democratica che stiamo vivendo, una progettualità politica ben precisa che anima la furia xenofoba e legalitaria tanto di moda, e che questo disegno politco va affrontato nelle piazze e nella vita di tutti i giorni, senza tregua. Proprio per questo, per il terzo anno di fila, il percorso di Partigiani in ogni quartiere decide di ripartire dalle periferie, bistrattate dall amministrazione comunale e oggetto delle scomode attenzioni della feccia leghista, perche i diritti civili e sociali che oggi sono ostaggio della retorica xenofoba e securitaria sono esattamente figli degli ideali che hanno mosso la resistenza e, proprio per questo, allora come ora, è importante non concedere nemmeno un quartiere, nemmeno un metro, a chi vorrebbe cancellarli.

Il Messaggero 26.4.10

Il giorno successivo, 26 Aprile, l’Assessore della Cultura, Maerna, conferma il patrocinio della Provincia al torneo di calcetto. Sulla locandina, i nomi originali delle squadre originali vengono sostituiti con i nomi dei quartieri di Milano.

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AZIONE GIOVANI Federico Iadicicco, presidente di AG a Roma e consigliere provinciale PDL scriveva sul suo sito: “Ce l’ho messa tutta per trovare un motivo valido per essere antifascista ma non l’ho proprio trovato anzi ne ho trovati molti per non esserlo. A questo punto ti prego di capirmi e con me tutti i ragazzi di Azione Giovani. Prego Dio affinché ci dia la forza di perdonare chi in nome dell’antifascismo ha ucciso giovani vite innocenti; ma cerca di comprenderci noi non possiamo essere, non vogliamo essere e non saremo mai antifascisti”. AG è il movimento per i giovani dai 14 ai 30 anni, che si riconoscono nel partito di AN. Nasce a Rieti nel 1996 e converge nella Giovane Italia (PDL) nel 2009. L’ inno di AG era la canzone Il domani appartiene a noi de La Compagnia dell’ Anello. Loro organo ufficiale è “La Testata – Idee che colpiscono”, quotidiano web. Nel Luglio 2010, con la nascita di Futuro e Libertà di Fini, la maggior parte di loro segue il vecchio missino, aderendo nel mese di Novembre al nuovo movimento Generazione Italia Giovani.

AZIONE UNIVERSITARIA AU è l’associazione studentesca universitaria di Azione Giovani. AU mantiene un’ organizzazione autonoma rispetto ad ANPDL; ha propri rappresentanti nazionali, regionali e locali eletti negli organi accademici di tutti gli atenei d’Italia. AU è presente nel Consiglio Nazionale degli Studenti Universitari e nel Consiglio Universitario Nazionale. Come AG, anche AU si è ricostituita in Generazione Italia Università. La sua rivista digitale è “Sfida”.

GALASSIA BONEHEAD ---> Cosa dicono: “Hitler un eroe” - “Lo Skinhead non è maschilista, ma credendo nei valori tradizionali della comunità organica ritiene che uomini e donne abbiano compiti ben precisi” - “Gli ebrei sono coloro che vogliono arrivare a detenere il potere assoluto sul mondo anche a costo di cancellare tutte le altre identità di popoli e nazioni” ---> Nascita ed organizzazione Il movimento Hammerskins nasce negli U.S.A. verso la fine degli anni ’80 per mano di alcuni fuoriusciti dal Ku Klux Klan Klan. Il simbolo del gruppo sono due martelli incrociati con le punte rivolte verso destra con sullo sfondo il “dente di Lupo” (uguale al simbolo di Terza Posizione), già adottato da alcune divisioni delle Waffen-SS. Nella nuova iconografia della destra europea e americana, i martelli marciano contro ogni intruso etnicamente scorretto, contro ogni extracomunitario inquinante la nazione bianca, contro il mondialismo degli usurai (cioè banchieri) ebrei internazionali. I numeri che compaiono spesso nella nuova iconografia nazi (ripresi dalle parole e dai precetti del profeta americano David Lane, in carcere con una pena di 150 anni per omicidi, rapine, ...), sono il 14 che si riferisce ad una frase razzista di Lane composta da 14 parole e l’88, composto dalla ripetizione dell’ ottava lettera dell’alfabeto, la H, significando, quindi, HH, ossia «Hail Hitler». Scopo di “Hammerskinheads“ è “l’incitamento alla discriminazione e alla violenza per motivi razziali ,etnici, nazionali e religiosi,

con riferimento a soggetti extracomunitari di colore e ai soggetti di religione o comunque di discendenza ebraica”. Per questo si procede all’ ”indottrinamento dei più giovani sulle teorie inneggianti alla purezza della razza ariana e su altri principi propri del nazismo”. Infatti tra i simboli più utilizzati ci sono quelli delle SS naziste. Rapidamente gli Hammerskins si sono diffusi in Europa con varie sezioni (che collaborano tra di loro), ma senza crescere vistosamente di numero, tenuto volontariamente basso. È loro intenzione, infatti, costruire un’ elite di militanti, una sorta di fratellanza quasi segreta, senza legami partitici e le cui caratteristiche sono spesso ispirate alla religione pagana ed ai miti nordici, anche se in Italia rimane forte il tradizionalismo cattolico. Hammerskinheads si articolava in diverse formazioni, particolarmente a Roma (SPQR, SKINS, TIBUR SKINHEADS).

BASE AUTONOMA E AZIONE SKINHEAD ---> L’operazione Runa – Maggio 1993 Per la prima volta viene applicata la legge Mancino, approvata proprio nel 1993, che condanna gesti, azioni e slogan legati all’ideologia nazifascista e all’odio razziale. L’ operazione Runa scaturisce da decine di rapporti della Digos contenenti nomi e cognomi di “teste rasate”. A Roma sono, infatti, una quarantina i giovani indagati per ricostituzione del Partito Nazionale Fascista, apologia di atti di genocidio e violazione della legge 654 del 1975, che punisce i comportamenti e gli odi razziali, a cui la Mancino si riferisce. Con questa operazione vengono chiusi i gruppi che costituiscono Base Autonoma, almeno a livello ufficiale, perchè il grosso del movimento mantine rapporti sotterranei, di cui i numerosi episodi di violenza del periodo successivo ne sono testimonianza. Le più

importanti formazioni di italiani degli anni Settanta. Il 6 febbraio 1992 un passante BA sono: il MOVIMENTO POLITICO, nato dalla fusione nel nordafricano aggredito nei pressi di S. Siro ha 30 giorni 1989 della Divisione Artistica del Fronte della Gioventù di prognosi. Il 14 marzo è accoltellato un giovane di 23 con il Movimento Politico Occidentale, quest’ultimo di anni. Per l’anniversario di Hitler è organizzato il tradizionale matrice nazional-popolare, fondato nel 1985 da Maurizio concerto nazirock, mentre il 15 aprile violenti scontri sono Boccacci con dei reduci di Avanguardia Nazionale e innescati da un assalto al Centro Sociale Anarchico di via della sezione romana del FUAN; il VENETO FRONTE de Amicis. Il 14 gennaio 1993 scritte antisemite sulle mura SKINHEAD, fondato nell’85 dai fratelli Puschiavo e AZIONE della scuola ebraica di via Cellini innescano la repressione. SKINHEAD a Milano capeggiato Il 23 gennaio scattano le perquisizioni da Duilio Canu insieme agli Ultras nelle case dei leader ed è chiusa la dell'Inter appartenenti al gruppo sede di via Carabelli con 24 denunce, "Skins". Da un’intervista a Boccacci: per il ritrovamento di armi improprie. Tra il 16 e il 18 aprile si prepara la “Abbiamo dato vita al Veneto Fronte celebrazione dell’anniversario di Hitler Skinhead e ad Azione Skinhead per con un’ondata di aggressioni xenofobe: contrastare il pensiero corrente di contro due senegalesi, un nordafricano skin uguale teppista, ma entrambi in autobus e un altro nordafricano. Il 25 sono associazioni culturali, mentre la aprile si svolge una commemorazione linea politica è decisa dal Movimento con altri gruppi neonazisti alle tombe Politico a Roma”. Nei primi anni ’90, sono numerose le aggressioni legate dei caduti della RSI e a Usmate agli ambienti ultrà ed i tentati omicidi di Velate sono lanciati sassi contro gli stranieri, ebrei e compagni, in varie città extracomunitari e fatte scritte contro italiane. la legge Mancino. In questi primi anni ---> Milano e gli ultrà. ‘90 si verificano altri atti violenti contro Paolo Coliva, detto l’armiere, è arrestato immigrati, non direttamente imputabili Jonghi Lavarini e Todo nel marzo 1990 insieme ad altri due ultras ad AS, ma significativi del terreno dell'Inter, Massimiliano Bergomi e Adone Gagliardi, per culturale xenofobo, base per il loro operare. Il 4 maggio ‘93 Azione Skinhead è la più colpita dall’operazione Runa, il pestaggio di due extracomunitari a Varese. Nove mesi con decine di misure di sicurezza applicate anche alla dopo i primi due tornano in galera per aver accoltellato, redazione dell’Uomo Libero, che è trasformata in una sorte durante un attacchinaggio, un leoncavallino. Era formato di direzione strategica del movimento skin. da skin duri e puri il manipolo di interisti responsabili della Il principale teorico era Sergio Gozzoli con la rivista morte di un tifoso ascolano nel novembre 1988, Nazareno Filippini, ucciso da un calcio alla nuca. All’epoca dei fatti la milanese L’uomo libero. Gozzoli è di origini pisane e fu volontario della RSI a soli 14 anni; sarà candidato di Forza stampa dà gran risalto alla figura imponente di Metallica, Nuova nel 2004 per le elezioni europee, provinciali e come muscoli ipertrofici e testa pelata, considerato il capo della sindaco di Bergamo nel 2001. banda. Poi, con l’ingrossarsi del fascicolo di polizia, ha In realtà l’operazione Runa si dimostra un fallimento perchè preso rilievo la figura del più giovane del commando. Nino Ceccarelli, nato a Pescara nel 1969 e cresciuto a negli anni successivi continuano aggressioni, tentati omicidi, propaganda razzista, iniziative della stessa matrice Quarto Oggiaro. Primo arresto a 19 anni, a Como, per armi e, soprattutto, i leader continuano ad essere attivi. Per improprie. Incarcerato per l’omicidio di Ascoli, se la cava esempio, Boccacci si distingue nel 1994 per la campagna con una condanna per rissa. Leader dei Viking, un’altra banda di estrema destra, Nino manifesta un temperamento “Pribke libero”, guida dei bonneheade romanisti contro gli violento anche fuori degli stadi. Nel febbraio 1990 è ultras bresciani, in cui verrà accoltellato il vice questore di arrestato per il tentato omicidio di un “pusher” libanese di Roma; nel 1996 pone una corona in via Rasella in ricordo hascisc: gli ha bucato un polmone. Nel novembre 1997, dei fascisti morti, con telefonata di rivendicazione da parte mentre è già detenuto per altri reati, gli arriva un ordine di del Movimento Politico. Anche Canu non rimane inattivoe già nel 1994 partecipa alle prime riunioni con Morsello e cattura per lo spaccio di hashish sulle gradinate di San Fiore, a Londra. Siro. A tirare le fila un boss calabrese, Vittorio Boiocchi, ---> L’ operazione Thor – 1998 arrestato in un blitz antindrangheta. Al suo servizio altri Nel dicembre 1996, a partire dalla profanazione di ultrà: Metallica, ovvero Marcello Ferrazzi, e un altro leader dei Boys, Mario Serafini, 28 anni, titolare di un’agenzia alcune tombe ebraiche nel cimitero Flaminio di Roma di servizi di sicurezza per manifestazioni sportive e e continuando con una escalation di aggressioni e artistiche. Saranno tutti assolti al processo dopo una lunga tentati omicidi nei confronti di giovani di sinistra, migranti carcerazione preventiva. e studenti ebrei, un attentato a una sede del PDS e ---> Squadrismo di Azione Skinhead. l’imbrattamento di una stele dedicata alle donne martiri Il 15 maggio 1990 sono lanciate bottiglie molotov contro della Resistenza, la Digos ha aperto un’indagine sugli uno stabile occupato da immigrati. Il 30 settembre ambienti di destra e mette sotto controllo le frange vengono pestati 4 giovani esponenti dei centri sociali. Il più estreme, soprattutto gli hammer. Al termine dell’ “Operazione Thor”, si sono individuate reti con fitti 6 ottobre la Polizia vieta il concerto In difesa della razza, collegamenti internazionali neonazisti. Così nel maggio del organizzato da AS. Il 19 ottobre e il 14 maggio 1991 - sulla 1998, per la legge Mancino, avvengono 90 perquisizioni, falsariga dei roghi xenofobi in Germania - sono incendiati 150 denunciati, 9 provvedimenti di arresti domiciliari e punti di raccolta di extracomunitari. Il 20 aprile 1991, 5 sedi chiuse a Roma. Tra gli arrestati ci sono Roberto anniversario di Hitler, è organizzato a Milano un concerto Fiore (ai tempi latitante, con l’accusa di essere l’ispiratore nazi-rock. Nell’estate del 1991 Azione Skinhead partecipa e finanziatore del movimento hammer in Italia) e Duilio in Veneto al raduno unitario Ritorno a Camelot che dà Canu. Anche l’ operazione Thor serve a poco o nulla. vita al coordinamento nazionale delle Basi Autonome. Boccacci nel 1999 si candida sindaco a Frascati. Il 28 Il 18 dicembre ha luogo un corteo anti immigrazione Ottobre 2002 riappare pubblicamente, con un radicamento alla Barona, quartiere periferico che ospita gli immigrati

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esclusivamente romano, Base Autonoma con l’indizione di una sfilata nel quartiere multietnico romano Esquilino per “riprendere le strade” e “liberare gli italiani progionieri in territorio straniero”. Di lì a poco organizzerà un presidio sotto Regina Coeli, un assalto contro Mc Donald’s e aderirà al corteo nazionale a Acca Laurentia. Maurizio Boccacci e Giuliano Castellino (in stretto quanto occulto rapporto con Fiore e Forza Nuova). ---> Milano. Tra gli hammer milanesi, i più conosciuti sono i fratelli Todisco, Alessandro detto “Todo” (nella foto a fianco con Lavarini) e Franco detto “Lotar”, indagati e condannati per diversi reati oltre che amici della malavita di Quarto Oggiaro. Nel 2007, insieme a personaggi della destra istituzionale (Jonghi Lavarini e Fidanza) , sotto le spoglie dell’Ass. culturale Aurora Boreale (A.C.A.B., Ente di Assistenza Sociale e Promozione Sportiva riconosciuto dal Ministero dal Ministero degli Interni, dal C.O.N.I. e dalla Regione Lombardia, con sede legale c/o Studio Avv.Carlo Rasini, Viale Montenero 11, 20135 Milano), tenteranno di dar vita al Circolo “Cuore Nero”, che chiuderà definitivamente nel 2009. L’area coagulatasi intorno a Cuore Nero va dai gruppi ultras di Milan e Inter, dai partiti della destra radicale, alle esperienze di Area, come la Comunità Giovanile di Busto Arsizio e la comunità militante di Monza, ambienti che tendono a rinsaldare la continuità della presenza neofascista, sia dai reduci RSI che di personaggi degli anni ‘70. Se, inizialmente, l'esperienza di Cuore Nero ha riunito diverse componenti, nel tempo divisioni interne hanno dato luogo alla fuoriuscita degli hammer. Le loro sedi attuali sono: la “nuova Skinhouse” a Bollate inaugurata nell’ Ottobre del 2006 (che riunisce Ambrosiana skinheads e Brianza skin ora federati agli Hammer, proveniente dal vecchio “Spazio Libero” in zona Maciachini, gestito da Azione Skinhead per 12 anni, ma mai fatto chiudere, e trasferitosi per i lavori della metro) e il recentissimo “Avamposto”, aperto a Settembre 2010 in viale Brianza 20, presso un locale ALER. ---> Musica Muovendosi da sempre in ambito giovanile, questi gruppi assegnano alla presenza nelle curve degli stadi, e soprattutto alla musica, attraverso propri gruppi, una funzione essenziale sia aggregativa che di veicolo di contenuti razzisti. Dopo lo scioglimento della rete di Base Autonoma, infatti, è proprio la

musica che mantiene collegati i boneheades a livello sia nazionale che internazionale, oltre che essere uno strumento di finanziamento. Il circuito nazi-rock per eccellenza è Rock against comunism (RAC) che si occupa di organizzare concerti e produrre fanzine. La webzine italiana del RAC è odiatiefieri.com. Il RAC nasce in contrapposizione della Rock Against Racism, sorta nella prima metà degli anni ‘80 in Gran Bretagna per contrastare la deriva razzista che stava investendo il genere punk e oi!. In Italia: Tuono Records (inserita nel più vasto progetto della cooperativa romana Perimetro, che si occupa di video, grafica, audio di ispirazione nazional-rivoluzionaria e della loro diffusione) , Barracuda Rec., Assalto Sonoro Records, Rupe Tarpea Production (che spazia dall’ Oi! al rock e musica celtica). Band: i tedeschi Endstufe (Soluzione finale), gli svedesi Ultima Thule e Division S (nome della divisione delle Waffen-SS formata da volontari svedesi), gli spagnoli 14 , Estirpe Imperial e Zyclon B (uno dei gas utilizzati dai nazisti nei campi di sterminio), gli inglesi Condamned 84 e i No Remorse,che hanno intitolato un proprio cd Barbecue in Rostock, con riferimento a roghi degli ostelli dell’agosto 1992, gli (Vittoria finale); gli scandinavi Pluton Svea, gli sloveni Leibach etc. etc. In Italia: Peggiore Amico, A.D.L.122, Assalto Sonoro, Groarrr, Dente di Lupo, Block11, ZetaZeroAlfa, Delenda Carthago, Imperium, Razza Fuorilegge, il cantautore milanese Federico G., Legittima Offesa, Antica Tradizione, i 270bis, Hobbit, Ultima Ratio, Legion Of St. George, Ultimo Stadio, Injustice Side, Gesta Bellica, Malnatt, Fraktion, Fronte82, Tabula Rasa, Camerata Mediolanum, Ain Soph, Foresta di Ferro, Rommel Skin, Warsaw Pact, che concorreranno a formare i Plastic Surgey, Compagnia dell’Anello, i Topi Neri, i Coprifuoco, gli ZPM di Verona, ove la P sta per il nome di un dei fondatori, tal Paolo Scaravelli, chitarrista e cantante (prima dello scioglimento di AN, capogruppo AN nel consiglio regionale del Veneto). A sostenere i gruppi c’è la rete delle organizzazioni politiche neonaziste e numerose riviste internet e cartacee, tra cui spiccano per il messaggio apertamente nazista Offensiva, Fuorilegge, Usginewslettar. Anche in riviste come Area, del circuito di Fini, si legge la pubblicità di gruppi musicali dell’area nazi-rock.

ANPdI L’ Associazione Nazionale Paracadutisti d’Italia nasce negli anni ‘50 sulle ceneri dell’ANP (Ass. Nazionale Paracadutisti), costretta a chiudere per insufficienza di fondi, ed in contrapposizione alla Federazione Italiana Paracadutismo Sportivo, di stampo civile e sportivo. L’ ANPdI è propriamente Associazione d’Arma. Lo stampo fascista è chiarissimo fin dalle sue vere origini del 1946, tant’è che anche nella sede di Milano non mancano effigi e souvenir del ventennio. Il presidente della sezione meneghina è Dario Macchi, noto militante di estrema destra ed anello di congiunzione con l’Alleanza sportiva italiana che ha organizzato e permesso lo svolgimento del torneo di calcetto al Lido. Storicamente questa associazione è nata per arruolare mercenari e molte sezioni sono state aperte da reduci delle “guerre per l’impero d’Italia”, per esempio da chi è tornato da El Alamein.

LEALTA’ AZIONE “Associazione culturale” degli Hammer, nata nel 2008 che collabora con Onlus, come La Caramella Buona contro la pedofilia e Una Zampa per la Spagna contro le perreras. La nuova sede, l’ Avamposto, è in Viale Brianza 20, in uno stabile ALER. Tra i fondatori ricordiamo Norberto Scordo e l'attuale portavoce Stefano del Miglio. Dal loro manifesto, pubblicato sul loro sito, si legge: “Lealtà Azione” rivendica l’attualità del principio affermato dal Fascismo della parità fra Capitale e Lavoro, che, unico e solo, se riconosciuto, è in grado di porre fine alla plurisecolare oppressione del primo sul secondo, e pone alla base della battaglia politica un’affermazione di giustizia sociale che dia ai lavoratori quella dignità che gli è stata sempre negata in nome di una lotta antifascista e sul piano storico non intende uniformarsi alla nefasta pretesa di coloro che vedono nella storia italiana un “male assoluto” rappresentato dal Fascismo che fu e rimane patrimonio di tutto il popolo italiano che per oltre vent’ anni in esso si riconobbe come interprete e tutore dei propri interessi e della propria grandezza.”. Si definisce

anticapitalista, indipendente, autonoma, antistatunitense, antiglobalizzazione, federalista, anticlericale, legalista e contro il controllo attraverso le telecamere, intercettazioni. Presso la sede si svolgono iniziative “culturali”, come il ricordo di Leon Degrelle, generale belga delle SS e iniziatore del negazionismo, ma anche iniziative a favore dei diritti dei padri separati. Norberto Scordo, classe 1975, ex giocatore nei Rhinos Milano, squadra di football americano, militante di Base Autonoma, fu capo degli Hammerskin e triunviro di Cuore Nero. Nel 1992 fu condannato, insieme ai fratelli Todisco, per l’ aggressione con martelli e bastoni a due militanti del Leoncavallo e nel 2008 condannato, sempre in compagnia dei due fratelli, per l’aggressione a dei punk a Milano. Stefano del Miglio, il nuovo capo degli Hammer, è stato protagonista con altri dieci naziskin, il 7 agosto 2004, di un accoltellamento di sei frequentatori di Conchetta, ferendone due molto gravemente e di due tentati omicidi a compagni, sempre tra il 2004 e il 2005, sui Navigli e a Bergamo Alta. Le foto scattate in occasione del piccolo corteo fascista che si recava all’interno del Lido il 2 maggio lo ritraevano, fianco a fianco, con Anton Luca Romano, il segretario provinciale di Azione giovani, braccio destro di Carlo Fidanza, nonché futuro candidato nel Pdl al consiglio comunale di Milano, e Duilio Canu, il capo lombardo di Forza nuova.

CASAPOUND CASA POUND ITALIA si autodefinisce come una associazione che si propone di sviluppare in maniera organica un progetto ed una struttura politica nuova, che proietti nel futuro il patrimonio ideale ed umano che il Fascismo italiano ha costruito con immenso sacrificio. Casa Pound nasce a Roma a metà anni ‘90, per lo più forte solo nella capitale, anche grazie al gruppo degli ZetaZeroAlfa di Gianluca Iannone, mentore del movimento. Nel 2002 occupano il primo stabile ONC, occupazione non conforme; nel 2003 fanno la prima OSA, occupazione a scopo abitativo. Un loro cavallo di battaglia è la campagna per il mutuo sociale. Si contraddistinguono per le azioni eclatanti che colpiscono i media, lo “squadrismo mediatico” e, negli ultimi tempi, per i tentativi in giro per l’ Italia di

aprire sedi con rispettive aggressioni armate ai danni di coloro che provano ad impedirlo, come a Bologna, Napoli, Reggio Emilia e Torino. CASA POUND MILANO è guidata da Francesco Cappuccio, detto “Doppio Malto”, membro della segreteria personale di Daniela Santanchè e in stretti rapporti con lo Spazio Ritter, l’ex libreria La Bottega del Fantastico di Maurizio Murelli (condannato per aver ucciso a Milano un poliziotto con una bomba a mano, il 12 aprile 1973, lanciata nel corso di una manifestazione dell’Msi), che ha riaperto sotto questa nuova denominazione in via Maiocchi. E’ chiara anche la prossimità con la Lega Nord e il Centro Identitario Padano di via Bassano del Grappa, visto che la sede dei volontari verdi ospita le iniziative di CPMilano. In più Cappuccio collabora alla rivista mensile di Mario Borghezio, Il borghese del nord. Le loro riviste sono il mensile Occidentale ed il trimestrale Fare quadrato. La fanzine di riferimento romana è Disturbo 451, diretta da Carlomanno Adinolfi, figlio di Gabriele Adinolfi (già fondatore di Terza Posizione).

MONZA MILITANTE Deriva dalla Compagnia Militante di Monza, ora sciolta e sparpagliata in tre gruppi: Monza Militante, Casa Pound Monza e chi è entrato nell’associazione “culturale” Lorien che si occupa di raccogliere, divulgare e promuovare la “musica alternativa”, ossia la musica che

fa riferimento alla destra politica italiana . Il presidente è Guido Giraudo (vedi box a pag. 38), ex-leader della Compagnia, chitarrista degli Amici del Vento e presente all’inaugurazione di Cuore Nero.

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Fiore e Morsello, da Londra, indicano la data di nascita di FN: il 29 settembre 1997, San Michele Arcangelo, protettore della Guardia di Ferro di Codreanu. --- > Ideologia e organizzazione. Nel 1998 si consolida come vero e proprio movimento e partito neofascista con articolazioni territoriali dette CUIB, cellule composte da 3-4 militanti. Tale sigla e’ direttamente mutuata dal movimento ultracattolico, fascista ed antisemita rumeno della “Guardia di Ferro”, attivo negli anni ‘30, guidato da Cornelius Codreanu, riferimento di tutta la destra europea (vedi box SKOLL a pag. 48). Fin da subito dichiara di puntare alla “ricostruzione nazionale” mediante il raggiungimento di otto obiettivi tra i quali: l’abrogazione delle leggi abortiste, il blocco dell’immigrazione ed il rimpatrio degli immigrati giunti da poco tempo in Italia. Forza nuova ha da sempre una base che racchiude skinhead e appartenenti alle curve degli stadi. Al suo interno, però, ci sono anche piccoli imprenditori che ne garantiscono il sostentamento finanziario e i luoghi dove fare conferenze e ritrovi. La nascita di Forza Nuova permette in primo luogo la ricostituzione di quella che era stata BASE AUTONOMA, ma con caratteristiche meno “movimentiste” e più “di partito”; infatti, fin dall’inizio vi ritroviamo gli stessi personaggi e gli stessi gruppi facenti parte di Base Autonoma, compresa una parte del Veneto Fronte Skinhead. A questi si aggregano gli aderenti vicentini di ALTERNATIVA D’AZIONE e pezzi, più o meno organizzati, di Fiamma Tricolore. Nel 1999 Fiore e Morsello possono tornare in Italia (uno per decorrenza dei termini delle indagini e l'altro grazie ai benefici della legge Simeone) e all’aeroporto di Fiumicino li accolgono Francesco Storace, Teodoro Buontempo, Enzo Fragalà e Alberto Simeone di Alleanza Nazionale, Ernesto Caccavale di Forza Italia e due avvocati (Carlo Taormina e Paolo Giachini, già difensore di Erich Priebke). Per cominciare a realizzare il suo programma, Forza Nuova ha promosso manifestazioni antiabortiste, ha raccolto le firme per il referendum anti-immigrati della Lega di Bossi, con cui è in collegamento attraverso la mediazione del deputato leghista (ed ex fascista di Ordine Nuovo), Mario Borghezio: «A Roma e al Sud loro non sono presenti, le firme le abbiamo raccolte solo noi», dice Canu. Il partito è attivo anche sul fronte delle iniziative antiamericane, vuole un’ Europa cristiana, forte e indipendente dagli USA. Il tradizionalismo cristiano e il nazionalismo sono le componenti più forti. Il primo permette anche a FN di avere credibilità e rapporti con la galassia politica e sociale cattolica, Comunione e Liberazione in primis. FN difende la struttura tradizionale della famiglia, patriarcale, autoritaria e gerarchica, in cui la donna ha il suo posto naturale in casa per dedicarsi al marito e alla prole. In questo quadro l’omosessualità è condannata come mina del progresso sociale in quanto destabilizzante la famiglia. Vorrebbero bloccare l’immigrazione e, nel caso di necessità di manodopera al nord, reclutarla dal sud del paese o dall’europa; non sono contrari al colonialismo che favorisca l’emigrazione italiana nel mondo. Le loro campagne più importanti sono “compra italiano”, la “Befana tricolore” e “Italica”, campeggi estivi per famiglie bisognose. Un’altra caratteristica di “Forza Nuova” è il peso e l’importanza data ai rapporti internazionali (vedi scheda a pag. 62).

COBRA Squadra di cani sciolti.

LOTTA STUDENTESCA Lotta Studentesca è l’organizzazione ufficiale studentesca di Forza Nuova che diffonde la pubblicazione editoriale nazionale “Vecchia Scuola”. Cercano di camuffarsi portando avanti le tematiche del diritto allo studio (per esempio il caro libro o le scuole in dissesto pericolanti), ma si smascherano e velocemente pretendendo una corsia preferenziale per i giovani italiani e per avere tra i “punti fermi” la lotta contro la faziosità antifascista. Si lamentano dei contenuti didattici offerti dalle scuole, con poca religione e moralità e troppo ‘900. Sono contro l’aborto e fortemente maschilisti, con la donna costretta in casa a procreare ed occuparsi dei figli.

Mercoledì 28 Aprile, durante il Comitato per l’ordine e la sicurezza, il Prefetto di Milano diffida MilanoSport dall’organizzazione dell’iniziativa al Lido. Verso le 20.00 l’AGI batte la notizia che il torneo sarà spostato al 2 Maggio. RAMELLI: MILANO, TORNEO ESTREMA DESTRA SPOSTATO AL 2 MAGGIO E’ arrivata una richiesta di spostamento dal primo al due maggio per il torneo di calcetto organizzato dall’estrema destra milanese all’interno del Lido di Milano. Lo riferisce Mirko Paletti, presidente di Milano Sport. “Ho ricevuto una richiesta da parte dell’ASI riferisce Paletti - che chiede di spostare il torneo al due maggio. Stiamo verificando la disponibilita’ dei campi ma non ci dovrebbero essere problemi”. L’ASI e’ la societa’ che ha chiesto i campi per conto di diversi gruppi di estrema destra milanese che intendono commemorare Sergio Ramelli, giovane di estrema destra ucciso nel 1975 , con un torneo. In questi giorni c’erano state polemiche sollevate da alcuni centri sociali della citta’ che hanno attaccato il Comune: “Milano sport deve favorire lo sport - hanno scritto in uno dei loro comunicati - non i raduni nazifascisti”. Questa mattina il prefetto di Milano Gian Valerio Lombardi, dopo una richiesta da parte di Milano Sport che chiedeva una valutazione sull’opportunita’ di concedere i campi, ha mandato una lettera in cui “sconsiglia” di concedere i campi all’estrema destra per tre motivi: la presenza lo stesso giorno di una semifinale di volley femminile all’interno dello stesso Lido, lo svolgimento della partita Milan Fiorentina nel vicino stadio di San Siro e la May Day parade, organizzata dai centri sociali per la festa dei lavoratori. Perplessi i centri sociali. “Lo spostamento per noi non cambia molto - fanno sapere - e’ una manifestazione nazifascista e per questo va vietata”. Un divieto pero’ che non puo’ arrivare ne’ dal Questore, ne’ dal Prefetto perche’ non si tratta di una manifestazione in luogo pubblico (come puo’ essere ad esempio una piazza) ma bensi’ aperto al pubblico e quindi non soggetto ad obbligo di preavviso.

LA RISPOSTA DAI MOVIMENTI DI ESTREMA SINISTRA: «QUESTI SONO RADUNI NAZIFASCISTI MASCHERATI» - PERICOLO DI SCONTRI CON I CENTRI SOCIALI - SLITTA IL TORNEO IN RICORDO DI RAMELLI CERIMONIA AL MOLINARI, DOVE STUDIAVA IL GIOVANE DI DESTRA UCCISO NEL ’75. C’È CHI PUNTA A SCENDERE IN PIAZZA LO STESSO. Le certezze, oramai, sono poche. A cominciare che il torneo di calcetto organizzato al Lido dalla destra radicale in memoria di Sergio Ramelli, non si terrà il 1˚ Maggio. E che oggi, oltre alla fiaccolata, ci sarà la commemorazione per il giovane missino ucciso 35 anni fa all’istituto «Ettore Molinari». Il resto sono voci che si rincorrono, si smentiscono, si riconfermano. Una giornata caotica per i movimenti milanesi, cominciata con l’annuncio dello stop della Prefettura alla manifestazione sportiva e il concerto in serata degli Amici del vento. Una notizia che ha colto un po’ tutti di sorpresa. La motivazione è di «ordine pubblico». Perché sabato da una parte sui campetti a giocare ci sarebbe stata la destra, e al di là del piazzale il presidio contro «il raduno nazifascista» organizzato dai centri sociali. «Senza contare la Mayday parade, la partita Milan-Fiorentina al Meazza e la semifinale della serie A1 di pallavolo al Palalido», spiega Mirko Paletti, presidente di MilanoSport che gestisce l’impianto in piazzale Lotto. È stato lui a «far notare la concomitanza di eventi che avrebbe potuto portare problemi». Poi si sono mossi l’amministrazione e gli uffici di corso Monforte. Così, si è deciso di far slittare l’evento di un giorno. O almeno questa è stata la richiesta, poi accolta, dell’Asi (Alleanza per lo sport che ha fatto la prima domanda), perché «si possono superare gli steccati ideologici», sottolinea Dario Macchi a capo dell’associazione. Ma c’è chi già storce il naso. Perché oltre al cambio di data c’è anche la richiesta di modificare i nomi delle squadre con quelli di quartieri della città. In campo dovevano scendere, tra gli altri, Forza Nuova, Casa Pound, Skinhouse, Azione Giovani e Monza Militante. Cioè gli organizzatori degli eventi di questa settimana. Per la prima volta uniti nel ricordo di Sergio Ramelli. E appunto c’è chi all’idea di dover snaturare i programmi non è proprio d’accordo e punta a scendere in piazza in ogni caso per far valere le proprie ragioni. Sta di fatto che ogni decisione verrà presa nella notte. Ma con ogni probabilità si dovrà arrivare al compromesso e giocare la domenica. Lo stesso giorno in cui si doveva tenere un altro concerto ai Giardini Ramelli, a data da destinarsi. «Rimane l’amarezza per chi cerca di strumentalizzare un ricordo, perché nessuno si è mai messo di traverso per gli eventi organizzati dalla sinistra», dice Roberta Capotosti, consigliere provinciale in quota Pdl e tra i promotori. Ma la risposta dai movimenti di estrema sinistra è la stessa: «Questi sono raduni nazifascisti mascherati». Loro hanno un’unica certezza: «Non ci fermeremo fino a quando questi appuntamenti non saranno cancellati».

BENEDETTA ARGENTIERI - milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_aprile_29/pericolo_di_scontri_con_i_centri_sociali_argentieri-1602926124671.shtml

---> Nascita e fondatori. Inizialmente movimento di base all’interno della Fiamma Tricolore, si stacca da questa Tricolore nel 1997 quando Rauti vieta la diffusione del bollettino “Foglio di lotta”, redatto da una componente del partito. Ufficialmente, però, FN sarà presentato solo nel 1998 1998. I fondatori e principali finanziatori sono due personaggi già conosciuti per la loro passata militanza in movimenti della destra radicale italiana. Il primo è Roberto Fiore, ex Terza Posizione. L’altro è Massimo Morsello, che si autodefinisce fascista, cattolico, latitante e cantautore politicamente scorretto. Alle spalle ha una storia di militanza in gruppi armati neofascisti (NAR), una fuga in Libano nel 1981 dopo la strage di Bologna, e una più che decennale latitanza a Londra, finita nell’aprile 1999, perchè gravemente ammalato, rientra a Roma grazie alla legge Simeone. I due fanno coppia fissa dal 1981: insieme sono fuggiti a Beirut dove sono stati ospiti in campi della Falange cristiano-maronita e, secondo un’inchiesta del quotidiano The Guardian, sono stati avvicinati da agenti del Mi6, il servizio segreto britannico, con cui non è dato sapere che tipo di rapporti intessono, certo è che dal Libano sono volati a Londra, dove hanno impiantato una florida attività economica (investendo la cassa di “terza Posizione”), al riparo dal pericolo che il Regno Unito concedesse all’Italia la loro estradizione. Nel 1987 sono condannati per associazione sovversiva e banda armata, Fiore a 5 anni e 6 mesi per il ruolo svolto in Terza Posizione e Morsello a 8 anni e 10 mesi per il ruolo svolto nei Nar. Grazie ad evidenti sostegni internazionali e alla copertura britannica, questi due personaggi nell’ultimo trentennio si sono costruiti un impero finanziario che, tra l’altro, comprende la società “Meeting Point” (collegata all’agenzia di viaggio e di collocamento “Easy London” con 15 filiali in Italia) che conta solo in Inghilterra su circa 1300 appartamenti-ostello, una catena di ristoranti, negozi con merce rigorosamente made in Italy, una casa discografica, un’agenzia che organizza concerti e alcune scuole di lingua, per un giro di affari stimato in diverse decine di miliardi l’anno. Tra i fondatori di Easy London ci sono Andrea Rufino e Giovanni Marion, condannati a sei e cinque anni per detenzione illegale negli anni ‘80 di armi comuni e da guerra. Successivamente è stata anche aperta una catena di negozi , i “Charity Shop” , specializzati nella vendita di abiti usati e oggettistica varia, soprattutto di tipo religioso, gestita da associazioni come la “Trust of St. Michael the Arcangel “ o la “St Gorge Educational Trust” (Ente per la promozione degli insegnamenti della Chiesa Cattolica) di cui lo stesso Fiore è amministratore insieme a Colin Todd, una delle figure più note del neonazimo inglese, esponente oggi di “Third Position”. Secondo la polizia inglese, queste associazioni organizzano aste di beneficenza per fondare un villaggio fascista in Spagna. Fiore smentisce, ma nel novembre del 1999, il gruppo neonazista britannico “Terza posizione internazionale” compra ed inizia a ricostruire un villaggio abbandonato vicino a Valencia, Los Pedricios.

www.sport-oggi.it/archives/00020309.html

FORZA NUOVA

La sede di Milano di FN è "Il Presidio" in P.zza Aspromonte. Nel Dicembre 2010 tentano di aprire un nuovo spazio, assegnato dal Comune, in C.so Buones Aires. L'apertura è stata poi annullata grazie alla mobilitazione antifascista.

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40 La sera del 28 aprile, le iniziative nere entrano nel vivo con una conferenza stampa per Ramelli e Pedenovi.

LEO SIEGEL posta@leosiegel.it - www.leosiegel.it Nasce a Torino. Si trasferisce con la famiglia a Milano dove ha studiato all’Istituto Gonzaga ed al Liceo Classico Carducci. Nel 1975 viene eletto in Consiglio Comunale nella lista del MSI. Ha fatto parte delle Commissioni Ambiente e Territorio, Servizi Sociali, Sicurezza, Sport e Tempo libero. Dal 1990 è passato alla Lega Nord, ricoprendo incarichi nei media: attualmente è conduttore di Radio Padania Libera e Tele Padania, nonchè firma del settimanale “Il Federalismo” Federalismo”. Nel 1999 viene eletto in Consiglio di Zona 3 (Lambrate, Città Studi, Porta Venezia); rieletto nel 2002 come capogruppo della Lega Nord, presiede le Commissioni Lavori Pubblici - Territorio - Traffico - Viabilità e la Commissione Sicurezza. Collabora con testate nazionali ed internazionali, scrive libri, è addetto stampa della Federazione Italiana Sport Ghiaccio, fondatore e direttore della rivista Top Hockey, selezionatore della “nazionale di calcio Padania”, Presidente della Lega Hockey Europea, e riconfermato per la quarta volta Presidente della Lega Italiana Hockey. E’ stato direttore della Tazzinetta Benefica (onlus lombarda per anziani indigenti), portavoce del Comitato Piccoli Martiri di Gorla e, di recente, promotore della dedica del Parco Lambro alla Memoria delle Vittime Civili dell’ultima Guerra Mondiale. Viene condannato nel 2010 per diffamazione a mezzo stampa aggravato dall’odio razziale per aver definito la comunità rom “banda di ladri, mascalzoni, delinquenti, farabutti che ci intossicano dalla mattina alla sera” durante una trasmissione tv del 2007.

PAOLO PISANO’ Nasce a Macerata nel 1939. Giornalista inviato del «Candido», diretto dal fratello Giorgio, e dell’«Indipendente» di Vittorio Feltri, ha collaborato alle opere storiche del fratello, ha edito e diretto il mensile «Marker» e ha realizzato per sette anni un programma televisivo settimanale, per le emittenti Rete Mia, Telecampione e Sei Milano, intitolato «Terzo Grado». Il fratello, ufficiale della flottiglai X-Mas, gli ha insegnato la fede nel fascismo, tanto che le loro pubblicazioni storiche si incentrano sul tema degli eccidi, assassini e violenze eseguiti da membri delle forze partigiane contro militari e civili fascisti.

GUIDO GIRAUDO lorien@lorien.it – guidogiraudo@libero.it – www.lorien.it Nasce nel 1954 a Torino ed ora risiede a Monza. E’ militante di destra dagli anni Settanta, aderendo innanzitutto al FAUN (Fronte Universitario di Azione Nazionale) e divenendone presto dirigente nazionale. ---> GLI AMICI DEL VENTO Nel 1975 a Milano, si associa al circolo culturale Alternativa Nazionale (fondato dal profugo rumeno e guardia di ferro Nicola Constantinescu) in cui conosce Carlo Venturino: il fondatore primo degli Amici del Vento. Il gruppo vero e proprio nasce nel 1976 con il fratello Marco e la fidanzata Cristina Constantinescu. Giraudo ne è il presentatore, commentatore e coordinatore logistico. Si genera così quel fenomeno culturale noto come “musica alternativa”, che ebbe il suo ufficiale riconoscimento nel Campo Hobbit del 1978 tenuto a Montesarchio, Benevento. Nel 1977 incomincia a fare il giornalista. Nel 1978 era vice-direttore del “Candido” un settimanale nazionale di destra fondato da Giovanni Guareschi e a direzione di Giorgio Pisanò e che dava ampio spazio alla musica. Da allora è molto operativo: organizza concerti, scrive il libro ”Sergio Ramelli: una storia che fa ancora paura”, crea gruppi e circoli... ---> LORIEN Nel 1997 Marzio Tremaglia, di AN, diventa assessore alla cultura della Regione Lombardia e fino al 2002 tutta la cultura identitaria e non conforme si è sviluppata ed ha avuto la possibilità di essere conosciuta all’esterno grazie ai fondi pubblici stanziati e ai riconoscimenti comuni. Fu Tremaglia a suggerire a Giraudo di fare un’associazione per dare forma giuridica al lavoro di “collezionismo” che stavano facendo. Così nel 1997 è nata l’associazione culturale Lorien, che nel suo statuto si propone due filoni operativi: l’uno prettamente storico-documentale, l’altro promozionale e divulgativo della “musica alternativa” e della cultura identitaria e comunitaria ad essa collegata. Il 1997 è anche l’anno in cui Giraudo organizzò a Monza, con il fondamentale sostegno di Marzio Tremaglia, il Concerto del Ventennale per festeggiare i primi 20 anni della Compagnia dell’Anello e degli Amici del Vento. Importante ricordare che il concerto ha avuto il patrocinio di due Assessorati alla Cultura, quello del Comune di Monza e quello della Regione Lombardia.

E' sempre Tremaglia a far finanziare dalla Regione due anni di lavoro, durante i quali nei locali di Via Teodosio a Milano, hanno catalogato, rimasterizzato, e archiviato la musica alternativa italiana dagli anni settanta al 2001, cioè fino a quando Tremaglia morì e fu eletto un assessore della Lega a cui interessavano solo le musiche folkloriche lombarde. Hanno così chiuso decidendo di rendere il loro archivio fruibile da Internet, minimamente allargato alla musica alternativa europea. Per Giraudo solo gli skinhead, con la loro musica Oï, possono avere un “circuito” europeo perché, in realtà, non c’è differenza tra italiani, tedeschi, inglesi. Lui, invece, con gli Amici del Vento fa politica, parla di storia, con differenze ideologiche e nazionaliste con il resto d’Europa. Una sua idea è stata di avvicinarsi alle destre del Parlamento Europeo per trovare forme di collaborazione con quei partiti che potevano aprire loro nuovi spazi per concerti, divulgazione e quindi crescita. Solo per cronaca, fino al dissolvimento nel 2009 dell’ UEN (Unione per l’Europa delle Nazioni), ben 11 parlamentari europei avevano sottoscritto l’abbonamento alla Lorien. Oggi la Lorien, quindi, ha solo la veste digitale, portata avanti dal vice-presidente Antonio Masina e della sua società (la Alphard di Milano) con la collaborazione militante di Aurelio Atzori che, oltre ad essere un programmatore Html, è anche il cantante di un gruppo di “musica alternativa”: gli Indole. ---> DEFINZIONI Musica alternativa è il nome coniato nel 1977 per identificare le canzoni prodotte dall’area di destra. Rock identitario è arrivato alla fine degli anni 80/inizi 90 e identificava le produzioni rock rispetto a quelle melodiche. RAC (Rock against comunism) è una definizione anglosassone. RIF (rock identitair francais) fa riferimento alle destre d’Oltralpe. “Non conforme” è, invece, un termine coniato da Marzio Tremaglia per identificare la loro cultura, alternativa al conformismo e all’anti-conformismo di maniera, adattandosi anche alla musica. GUIDO GIRAUDO e MONZA FASCISTA vedi box squadra di calcetto a pag. 35

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43 La mattina di giovedì 29 aprile degli studenti dell’ITS Molinari depongono dei fiori sotto la targa dedicata a Ramelli, inaugurata lo scorso 2009 nella biblioteca della scuola. La sera si svolge invece il corteo in memoria di Ramelli. Tra i “camerati” erano presenti anche esponenti istituzionali, come Roberta Capotosti e Massimo Turci (box a p. 19 e 20), entrambi rappresentanti della Provincia di Milano.

Venerdì 30 aprile la Milano Antifascista e Antirazzista organizza una prima conferenza stampa sotto la targa dell’Hotel Regina. Nel frattempo alcuni compagni si staccano dal corteo studentesco (organizzato contro le presenze fasciste e razziste dei giorni precedenti) per raggiungere il presidio indetto dagli Antifascisti sotto la prefettura. La giornata prosegue nel pomeriggio con la seconda occupazione di Milano Sport. LO SCARICA BARILE: CHI AUTORIZZA I RADUNI NEOFASCISTI A MILANO?? Questa mattina si è svolta la conferenza stampa indetta dalla Milano antifascista e antirazzista per ribadire l’opposizione al raduno dei nazi-fascisti del 2 maggio e rilanciare gli appuntamenti del weekend. In seguito un gruppo di 50 compagni/e si sono presentati in Prefettura per chiedere spiegazioni in riferimento all’ambiguità del divieto dell’1 e della concessione dello spazio al Lido del 2 maggio. Il torneo con squadre nazi-fasciste e il concerto del gruppo “Amici del vento” con le innocue canzoni inneggianti ad Ordine Nuovo si concentra il 2 maggio sempre al Lido di piazzale Lotto e sempre con il sostegno e patrocinio della Provincia di Milano. Una delegazione è stata ricevuta dal Prefetto, il quale ha ribadito il parere negativo, espresso in precedenza, rispetto all’iniziativa neofascista, indipendentemente dalle date (e non come sostenuto dagli organizzatori che facevano ricadere il cambio di data dall’1 al 2 per motivi di ordine pubblico in vista della partita di calcio e delle manifestazioni del 1 maggio). Ci si chiede di chi sia la responsabilità di questa iniziativa. Il dato certo è che le iniziative neofasciste si svolgono all’interno del Palalido, gestito dall’azienda Milano Sport s.p.a. di cui il Comune di Milano è l’unico azionista. Per fermare questo continuo scarica barile fra le varie autorità milanesi coinvolte, la Milano antifascista e antirazzista indice oggi un presidio dalle ore 16 davanti alla sede di Milano Sport per far uscire allo scoperto le reali responsabilità. Saremo comunque tutti in piazza sabato 1 e domenica 2 maggio per ribadire con forza che Milano ama la libertà e non tollera i fascisti!! Calendario iniziative: Venerdì 30 aprile si terrà alle ore 16 in viale Tunisia 35 un presidio davanti alla sede di Milano Sport s.p.a. Sabato 1 maggio si terrà un presidio in piazzale Lotto dalle 8 del mattino e dalle ore 15 (Porta Ticinese) si parteciperà alla Mayday Parade, il corteo dei lavoratori/trici precari/e. Domenica 2 maggio l’appuntamento sarà alle 14.30 in via Monterosa /p.le Lotto, per muoverci in un corteo nelle vie di uno dei quartieri più popolari e multietnici della città, dove le pratiche antifasciste sono quotidiane e partono dai comitati per la casa, dalle associazioni di zona, dai centri sociali, dai lavoratori. La Milano antifascista e antirazzista

LA MANIFESTAZIONE. Corteo di destra nelle vie di Milano in centinaia con croci celtiche e tricolori. La destra ha ricordato Sergio Ramelli, giovane missino ucciso 35 anni fa, Carlo Borsani e Enrico Pedenovi Con le fiaccole, le bandiere con le croci celtiche e i tricolori italiani alcune centinaia di militanti di estrema destra (800 per la questura, oltre 1.000 per gli organizzatori) hanno sfilato per le vie di Milano in ricordo di Sergio Ramelli, giovane missino ucciso 35 anni fa, e di altri due camerati, Carlo Borsani e Enrico Pedenovi, uccisi anche loro il 29 aprile. La lenta parata, in puro stile militare, con i passi scanditi dai tamburi, si è aperta con una adunata in piazzale Susa, dove al grido di “presente” e col saluto romano è stata omaggiata la memoria di Carlo Borsani, sottotenente della Rsi, Rsi,  lì ucciso dai partigiani 65 anni fa. Al corteo, aperto dallo striscione “onore ai camerati caduti”, hanno partecipatp tutte le sigle dell’estrema destra, da Forza Nuova agli Hammerskin e a Casa Pound e alcuni esponenti politici milanesi del Pdl come la consigliera provinciale Roberta Capotosti.Il Capotosti. corteo ha sfilato lungo le strade del quartiere Città Studi, raggiungendo i luoghi dove furono uccisi anche gli altri due “martiri”: Sergio Ramelli, militante del Fronte della gioventù, ucciso a 19 anni nel 1975 da un commando di Avanguardia operaia, e il consigliere provinciale Enrico Pedenovi, massacrato esattamente un anno dopo da Prima linea. Durante il tragitto alcuni residenti del quartiere hanno rivolto improperi contro i militanti di estrema destra intonando anche Bella ciao. milano.repubblica.it/cronaca/2010/04/29/news/corteo_fascista_nelle_vie_di_milano_in_centinaia_con_croci_celtiche_e_tricolori-3715482

CONDANNA DEGLI EX DEPORTATI CONTRO LA MANIFESTAZIONE DEL 29 APRILE. I SUPERSTITI DEI LAGER: CORTEO NAZISTA, UNA VERGOGNA «Un corteo vergognoso, di puro stampo nazista: 200 ragazzi con tamburi e passo di marcia, con croci celtiche e saluti romani. Solo dieci anni fa Milano non avrebbe permesso un insulto simile alla nostra memoria». Dario Venegoni, presidente milanese dell’ Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti (Aned), non usa giri di parole. Davanti a lui c’ è un gruppo di reduci e familiari che ogni anno nell’ indifferenza dei milanesi si assottiglia sempre di più, alle sue spalle il monumento ai deportati del cimitero Monumentale dove ieri mattina s’ è celebrata la liberazione dei lager. Sono vive le contestazioni del 25 Aprile subite da un gruppo di ragazzi dei centri sociali, ma soprattutto c’è l’ immagine del corteo di quattro giorni dopo in piazzale Susa, il concentramento di Forza Nuova in memoria di Ramelli, Borsani e Pedenovi: «Solo dieci anni fa - insiste Venegoni - la polizia avrebbe sequestrato le bandiere e vietato il corteo. Oggi in nome del ricordo di tutti i caduti, si consente ogni cosa. E la politica? Nessuno s’ è indignato, nessun intellettuale s’ è sentito in dovere di intervenire. Ci sono gruppi nazifascisti che reclutano fuori dalle scuole, i centri sociali che urlano slogan antisemiti». Durante la cerimonia, nell’ area ebraica del cimitero, è stato il presidente Gianfranco Maris ed ex deportato di Mauthausen, a denunciare il «revisionismo» sulla Liberazione: «C’ è chi vorrebbe ribattezzarla festa della Libertà: si fa di tutto per cancellare la memoria». CESARE GIUZZI archiviostorico.corriere.it/2010/maggio/03/superstiti_dei_lager_corteo_nazista_co_7_100503016.shtml

repubblica.it Milano 28.4.10

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rimo maggio, il prefetto di Milano dice no al raduno dell’estrema destra Bocciato il raduno organizzato per commemorare Sergio Ramelli, l giovane missino ucciso nel capoluogo lombardo il 29 aprile del 1975 da una pattuglia armata di Avanguardia operaia. Il Primo di maggio non si terrà al Lido di Milano il previsto raduno sportivo e musicale organizzato dai gruppi dell’estrema destra per commemorare la morte di Sergio Ramelli, il giovane missino ucciso nel capoluogo lombardo il 29 aprile del 1975 da una pattuglia armata di Avanguardia operaia. La notizia è trapelata dopo la riunione del Comitato per l’ordine pubblico e la sicurezza che si è tenuta in prefettura. Il prefetto Gian Valerio Lombardi ha trasmesso a Milano Sport una missiva per dissuadere la società che gestisce gli impianti sportivi comunali dall’autorizzazione dell’evento. “Si ritiene vivamente sconsigliato - si legge nella lettera - lo svolgimento” di un torneo di calcetto alla quale avrebbero partecipato le squadre di tutte le anime della destra radicale milanese, dagli Hammerskin a Forza Nuova. Valutazioni di ordine

pubblico sono quindi alla base dell’annullamento dell’iniziativa sportiva in ricordo di Ramelli, che si sarebbe dovuta concludere con il concerto della storica band neofascista Amici del Vento. I gruppi dell’antifascismo militante avevano già annunciato un concentramento in piazzale Lotto, di fronte al Lido, in concomitanza con il raduno della destra radicale. Sempre sabato sono in programma la partita di calcio MilanFiorentina nel vicino stadio Meazza e la semifinale di volley femminile A1 Villa Cortese-Bergamo al Palalido.

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45 Sabato 1 maggio. Mentre nel centro della città sfila numeroso il corteo della Mayday Parade, nei pressi del Lido di Milano si svolge, dalla mattina fino a tarda notte, il presidio permanente della Milano Antifascista e Antirazzista. In questa giornata si vuole mantenere alta l’attenzione sull’iniziativa neofascista, posticipata al giorno seguente, e sensibilizzare il quartiere di San Siro sulla necessità di una mobilitazione forte indetta per il giorno seguente. APPELLO ANTIFASCISTA_NETWORK MAYDAY 2010

La Repubblica 1.4.10

A pochi passi da Piazza del Duomo, nell’Albergo Regina dal 13 settembre 1943 al 30 aprile 1945, ebbe sede il quartiere generale nazista di Milano, con i comandi provinciale e interregionale della Polizia di Sicurezza (SIPO), del Servizio di Sicurezza (SD) tedeschi e dell’Ufficio IV B4 incaricato della persecuzione antiebraica. Lì agiva il colonnello delle SS Rauff, collega di Eichmann, e il capitano Theodor Saevecke, capo della Gestapo a Milano, condannato all’ergastolo il 9 giugno 1999 dal Tribunale Militare di Torino come responsabile dell’eccidio dei Quindici Martiri di Piazzale Loreto del 10 agosto 1944. A lui era affidato il comando avanzato della città. L’Albergo Regina fu di grande importanza per il lavoro di ricerca poliziesca che nazisti e fascisti vi svolgevano. Un posto terribile, luogo in cui la tortura e l’assassinio erano le regole di comportamento. Dall’Albergo Regina i catturati (ebrei, partigiani, antifascisti, sospettati, ecc.) venivano avviati al carcere di San Vittore, in alcuni casi direttamente ai trasporti partiti dal Binario 21 della Stazione Centrale di Milano per essere deportati.

Diverse organizzazioni neofasciste, manifestamente appoggiate e patrocinate dalle istituzioni comunali e provinciali di Milano (anche se poi negano) e dal Pdl e dalla Lega, stanno mettendo in campo una serie di iniziative a cavallo del 25 aprile e del primo maggio. Queste due ricorrenze, come tutti sanno, costituiscono il patrimonio culturale simbolico della repubblica antifascista nata dalla resistenza popolare, espressione della ribellione di operai e contadini al dominio nazifascista. Sappiamo benissimo come, nell’Italia di Berlusconi, questi valori, che una volta costituivano la base di legittimazione repubblicana, siano diventati invece oggetto di denigrazione e revisione. Ancor più sconcertante è un appoggio cosi smaccatamente palese alle provocazioni evidenti di organizzazioni politiche ultraminoritarie e nostalgiche che sovrappongono iniziative e concerti proprio in occasione di queste ricorrenze. L’attacco al 25 aprile è come s’è detto un attacco ai valori antifascisti della resistenza. L’attacco al primo maggio riveste un significato addirittura più fosco. La festa dei lavoratori non è semplicemente la festa del lavoro in quanto bene costituzionale come qualcuno ci vorrebbe far intendere. Essa costituisce la celebrazione (la sacralizzazione) dei lavoratori in quanto produttori di ricchezza. Da questo punto di vista, il significato assume un aspetto radicale di fortissima attualità. Dire che sono i lavoratori (precari e non), i disoccupati, i poveri, gli ultimi della terra a produrre il mondo che ci (li circonda) serve a dire due cose: 1) che quella ricchezza spetta a loro essendo frutto delle loro menti e delle loro braccia. 2) e questo è l’aspetto più importante, che il senso di quella ricchezza può anche assumere una declinazione sociale, utile alla vita dei più e non alle brame di potere e di lusso dei pochi. Quindi il primo maggio è un inno alla trasformazione egualitaria, sostenibile della società. Al giorno d’oggi, queste tematiche sono impellenti: la crisi, la criminalizzazione dei migranti, la precarizzazione, l’esaltazione della cultura del profitto, sono emergenze sociali contro le quali il primo maggio gioca un ruolo simbolico fortissimo. In questo senso la MayDay recepisce totalmente quest’aspetto tradizionale rinnovandone i linguaggi e le prospettive, adattandosi alle nuove figure sociali del lavoro materiale ed immateriale. Non a caso il primo maggio precario verrà aperto dallo spezzone no-oil e dalle fabbriche in lotta, seguita dai teatri, dai lavoratori della conoscenza, dai migranti, dagli studenti, dal Comitato No Expo, ed è agitato dalle tematiche rivendicative legate al welfare, ai diritti, ai salari, unite a quella della sostenibilità ambientale, alla critica della proprietà dei saperi e alle questioni di genere, alla richiesta di spazi e libertà per la produzione artistica contro-culturale. Queste sono le tematiche che rappresentano perfettamente la ricchezza di ciò che noi consideriamo i veri creatori sociali: lavoratori, precarie, operai, cognitari, donne o uomini, nativi e migranti. Da questo punto di vista, il concerto del primo maggio al Lido è una provocazione da un lato inaccettabile, dall’altro velleitaria, perché su queste tematiche a destra, all’estrema destra (ci riferiamo a Pdl e Lega, visto che le micro-organizzazioni fasciste sono così a destra da essere fuori dal quadro della storia) non sanno proprio cosa farne, visto che rappresentano l’elemento parassitario della cooperazione sociale produttiva, giorno dopo giorno espropriata a vantaggio di pochi. E’ per questo, lo ricordiamo, che uno dei primi provvedimenti adottato dai governi nazisti e fascisti è stato proprio l’abolizione del 1 maggio. Contemporaneamente però pensiamo che il primo maggio debba continuare a rimanere un simbolo, un

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1 E 2 MAGGIO 2010: MILANO NON VUOLE SUBIRE LA VERGOGNA DEI RADUNI NAZI-FASCISTI, PATROCINATI E SOSTENUTI DALLE ISTITUZIONI DI QUESTA CITTÀ Fuori neo-fascisti e razzisti dalla nostra città e dal nostro quartiere! A pochi giorni dal 65* della Liberazione ennesima intollerabile offesa alla memoria e storia di Milano. Tra fine Aprile e i primi di Maggio, gruppi di diversa specie ma uguale matrice neo-fascista hanno indetto diverse iniziative in diversi luoghi della città. Iniziative vergognose che non avrebbero alcuna forza di essere senza il bene placito dei poteri forti della città, il patrocinio e supporto di diversi consigli di zona, il sostegno a queste frange di estrema destra attraverso la erogazione di nostri soldi pubblici. Iniziative che se confermate mostreranno tutta la responsabilità di una vera e propria rete di protezione politica orientata a preservare dalla scomparsa definitiva dalla storia le teste rasate, la odiosa violenza xenofoba delle loro pratiche, la tristezza dei loro simboli, saluti e slogan nostalgici di un tempo senza liberta‛. Questi gruppi privi di radicamento nella citta‛ di Milano sono pero‛ ricchi di relazioni con una rete di sostegno e protezione politica, potere politico e spesso affine potere criminale che condividono con queste frange forti interessi economici e di governo : dal business dell‛industria del divertimento così come negli affari delle speculazioni dell‛Expo. Oggi una nuova iniziativa si aggiunge a quelle preannunciate, gruppi neo-fascisti annunciano infatti un 1 Maggio neo-fascista in piazzale Lotto, con tanto di loghi della Provincia e del Comune di Milano e il placet di Milano Sport, società che gestisce il Lido così come molti altri spazi pubblici ed impianti sportivi della città. La giornata sembrerebbe svolgersi “innocentemente” tra un torneo di calcio e un concerto finale. E in effetti basta dare uno sguardo alle squadre per capire la “innocua simpatia” e “sportività” dei giocatori : hammer skin, &C. Oppure un approfondimento sui gruppi protagonisti del concerto, per fortuna ai più sconosciuti ma da anni intenti in operazione revisioniste di ogni tipo, compresa quella per gli stragisti neri di Ordine Nuovo. La risposta concreta a determinate operazioni di infiltrazione da parte di corpi estranei al cuore della città nasce dal basso, attraverso la costruzione di territori di liberazione, quartieri che ogni giorno, prima e dopo il 25 Aprile, siano resi vivi attraverso relazioni solidali ed antirazziste, e pratiche di liberazione di diritti e liberazione dai bisogni. Continueremo a costruire una forte presenza di movimento nel corteo del 25 Aprile a Milano. Continueremo anche a partecipare ai percorsi e reti, dall‛iniziativa POQ/Partigiani in ogni Quartiere della sera del 25 Aprile alle iniziative antifasciste del 2 Maggio. Ma una risposta a questa ennesima provocazione è dovuta e ci vuole. Proponiamo quindi una nuova iniziativa di mobilitazione perchè da Lotto a Selinunte, San Siro è antirazzista e non tollera speculazioni da parte di personaggi xenofobi e amici di chi gestisce il potere della città, la speculazione sui nostri quartieri, gli sgomberi delle nostre case. Con i centri sociali, comitati, associazioni, collettivi e scuole di zona 7 e zona 8 mostreremo di che relazioni è fatto il nostro territorio. Sabato 1 Maggio saremo noi i protagonisti di una mobilitazione nelle strade e piazze del nostro quartiere, e invitiamo molte e molti ad essere protagonisti di questa giornata di mobilitazione e liberazione. Una giornata che tra l‛altro coincide con il 1 Maggio e quindi non può che farci indignare per una provocazione mirata a revisionare totalmente il senso e la storia di questa data per cui non nascondiamo l‛intento di trovare sinergie con la mobilitazione del primo maggio dei precari, poichè oltretutto proprio sui bisogni della precarietà si gioca la retorica razzista di questi personaggi, che indicano come responsabili della mancanza di reddito, casa e diritti gli immigrati anzi che i potenti, ieri come oggi quindi come sempre asserviti, dalla parte del potere. Quindi oggi come ieri sempre piu‛ odiosi ed intollerabili. Saremo nei luoghi di movimento e nelle reti della città per condividere questa proposta, a presto anche aggiornamenti sul nostro sito Cantiere Milano.

Domenica 2 Maggio alle 11.00, presso i giardini di via Bronzino, si svolge il concerto di Skoll, a cui partecipano meno di un centinaio di soggetti. Nel pomeriggio al Lido, invece, si tiene il raduno fascista patrocinato dalla Provincia di Milano. Protetto da un ingente schieramento delle forze dell’ordine, tra croci celtiche e saluti romani, ancora con la presenza di alcuni consiglieri del Pdl (tra cui la loro paladina Roberta Capotosti), si gioca il torneo di calcetto. Nella mattinata, Ignazio La Russa fonda la sua “Area” di riferimento, radunando deputati e consiglieri lombardi.

OSTI LA CAPOT L E D E L O PAR è stato un ragazzo che e ar rd co ri r pe ori rneo di calcetto degli organizzat to e rt un i pa d a a d , att ra e tr “Si . Non c’ el resto ciso 35 anni fa di festa, come d ta na or gi a barbaramente uc un olo provocatorio, s corso. nizzata l’anno s ,nessun intento ga or comue ch an o m l’aveva appartiene alle , ia s ue q un m e, co rneo. Non è è un simbolo ch rdare questo to co ri l ne La croce celtica gi og anile si riconoscono una realtà giov e ad ch ili ro an ca ov ue gi q nità comun e. E’ un simbolo così.” una provocazion a ed è da sempre id=9098 che sta a destr ask=view&

esempio delle costruzione di alternative, relazioni e sinergie sociali e che la MayDay si collochi esattamente nello spirito e nelle intenzioni questi obiettivi. E che l’importanza primaria di tutti sia quella di ribadire, che malgrado la provocazione inaccettabile e inaccettata il centro della giornata rimane la lotta per i diritti, reddito e cittadinanza per tutti. Solidarizziamo quindi con le realtà di quartiere che vedranno calare le squadre nazifasciste nei propri territori; come MayDay ci prendiamo l’impegno di sviluppare forme di coordinamento, sostegno e visibilità alle mobilitazioni antifasciste.

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www.c6.tv/

Torneo blindato per Ramelli ma tanto rumore per nulla Si fa. No, non si fa più. Si fa ma senza il patrocinio del Comune. Non si fa per niente. Si fa ma un altro giorno. Alla fine, il torneo di calcetto della destra più o meno estrema per ricordare Sergio Ramelli - assassinato a sprangate nel 1975 da quelli di Avanguardia Operaia - si è fatto, in un Lido blindato, e con un migliaio di militanti dell’ultrasinistra a protestare, poche centinaia di metri più in là, guardati a vista dai carabinieri e dalla polizia per evitare un contatto ravvicinato che non c’è stato: e con i timori della vigilia che - proprio come il cielo plumbeo che ha accompagnato la giornata non si sono trasformati in temporale. Il Comune non ha dato patrocinio nè quattrini: «Tutta colpa delle pressioni della sinistra», brontolano gli organizzatori. La Provincia e il consiglio di zona invece hanno detto di sì. Milanosport ha concesso l’utilizzo (a pagamento) dell’impianto di piazzale Lotto, e per questo è stata a sua volta contestata dai centri sociali. Per cercare di smussare le polemiche, gli organizzatori avevano offerto di far giocare le squadre con i nomi dei quartieri di Milano. Invece ieri, al momento del fischio d’inizio, si scopre che sui due campetti di sintetico del Lido si affrontano formazioni dai nomi espliciti: Hammerskin e Azione Giovani, Casa Pound e Azione Studentesca, Forza Nuova e Lealtà & Azione, insomma un catalogo delle organizzazioni della destra in versione braghette corte e scarpini da gioco. Il calcetto - si sa - non è uno sport particolarmente marziale, le maglie a volte evidenziano qualche chilo di troppo. Ma tant’è, l’importante per loro è esserci, alla luce del sole, ormai sdoganati e fuori dalla clandestinità. E tutti insieme, il che non era affatto scontato, perché tra le tante sigle di questo universo non sempre corre buon sangue, e in passato si è sfiorato lo scontro fisico. Gli Hammerskin, per esempio, considerano i camerati di Forza Nuova quasi dei mollaccioni, e tutti e due pensano che a Casa Pound si facciano troppe menate intellettuali. Ma a premere perché una volta all’anno mettessero da parte le rivalità ci si è messa anche la mamma di Ramelli, e così è stato. Al punto che al torneo di ieri partecipano con due squadre anche i ragazzi di Azione Giovani, che fa parte del Popolo delle libertà e che in genere non è molto benvista dai «duri e puri» del neofascismo. Ma siccome la fedeltà agli ideali non sempre si traduce in precisione di tiro, è proprio Azione Giovani a vincere il torneo, battendo in finale Forza Nuova, e gli Hammersikin si devono accontentare del quarto posto dietro Monza Militante. «L’anno scorso di questo torneo non si era accorto nessuno - ghigna un portavoce di Forza Nuova - ringraziamo i centri sociali per la pubblicità gratuita». LUCA FAZZO www.ilgiornale.it 3.5.10

Al centro Duilio Canu e alla sua sinistra Stefano del Miglio

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SKOLL fedeskoll@libero.it Federico Goglio nasce a Milano.

DUILIO CANU

---> Gli Ispiratori

---> La Musica Il suo esordio musicale avviene tra il 2000 e il 2001. Un anno più tardi, dà vita ad un nuovo lavoro chiamato "Evita" che ha come scopo quello di raccogliere fondi per le fasce deboli della popolazione dell'Argentina, colpita da una grave crisi economica. Il quotidiano "Il Giornale", domenica 7 Aprile 2002 pubblica un ampio articolo con una foto di Skoll e una didascalia: "Il cantante di un mito. A Evita è dedicato il cd di Skoll venduto pro "cacerolados" dell'Argentina". Nel 2003 il tour di promozione del suo cd lo vede impegnato in moltissime località in Italia e all'estero. Il 6 marzo 2004, al Vittoriale degli Italiani e insieme a Fabio Constantinescu (con il quale collabora stabilmente), tiene un concerto-evento riprendendo ben trenta successi della Musica Alternativa italiana. Verso la fine di giugno 2005, pubblica un album attesissimo, un concept rock dedicato quasi interamente al grande scrittore giapponese Yukio Mishima e al Giappone tradizionale. Tra le sue canzoni “In una notte”, contro l’aborto; “Monsieru Henry”, brano controrivoluzionario; “Notturno Futurista” e “Marzo”, dedicate all’intimo amico e suo primo ispiratore musicale, Massimo Morsello. ---> Cosa ha detto Da un’intervista (it.novopress.info/1356/intervista-askoll-2 ) “AN rappresenta splendidamente gli ultimi giorni dell'Impero: nani e ballerine senza dignità, cervello e buon gusto dimenano le loro inutilissime esistenze personali in cerca di un "posto al sole". Peccato che il sole sia tramontato da un pezzo. Quando ho cominciato io, a 14 anni, in fondo non c'era poi molta scelta: il MSI stava scomparendo sotto il passo delineato a Fiuggi, "l'altrove" non era poi così allettante e allora finii per iscrivermi al moribondo Fronte della Gioventù. A seguito delle successive svolte abbandonai partiti e partitini. Ma la politica è una di quelle cose che se hai dentro non ti lascia dormire la notte fino a che non l'hai appagata e allora mi gettai verso quella dimensione "altra" proprio della politica: la cultura identitaria. Verso quelli che chiami buoni e cattivi maestri. Mishima, Evola, Degrelle, Codreanu.” FABIO CONSTANTINESCU Collabora alternativamente dal 1978 con gli Amici del Vento, insieme alla sorella Cristina, che fu fidanzata di Carlo Venturino. E' figlio di Nicola, guardia di ferro, profugo rumeno e fondatore del circolo Alternativa Nazionale.

JULIUS EVOLA (1898-1974), pseudonimo di Giulio Cesare Andrea Evola è stato filosofo, traduttore e appassionato di esoterismo, arte, politica, studi sulla razza, costume…. La sua cultura è assimilabile al fascismo, in particolare al nazionalsocialismo. Mussolini ne apprezza il ritorno alla romanità, la teoria della razza in chiave spirituale, e da parte sua, Evola, ha una vera e propria ammirazione per il Duce. La sua influenza sul fascismo è innegabile e molto variegata. La complessità del suo pensiero gli procura, anche dopo la fine della guerra, un grande seguito negli ambienti conservatori italiani ed europei, da quelli più tradizionalisti del neofascismo (Pino Rauti ed Enzo Erra del Centro studi Ordine Nuovo) fino a quelli rappresentati da esponenti della destra più moderata (Giano Accame, Marcello Veneziani). LÉON JOSEPH MARIE IGNACE DEGRELLE (1906–1994) è stato scrittore, giornalista e politico belga. Fonda il rexismo, movimento nazionalista belga di ispirazione cattolica, per poi indirizzarsi ideologicamente al fascismo. Collabora con Hitler e Mussolini combattendo nella seconda guerra mondiale nel contingente vallone delle Waffen-SS. Esiliato in Spagna, nel 1945, e lì naturalizzato nel 1954, difende ed esalta il suo operato erigendosi a paladino del nazismo e delle tesi negazioniste. È stato una delle principali figure del neonazismo e referente di alcuni movimenti dell'estrema destra europea. CORNELIO ZELEA CODREANU (1899-1938) fonda in Romania, nel 1930, la Guardia di Ferro, movimento nazionalista, anticapitalista, antibolscevico e antiebraico. Negli anni ’30 Codreanu sparò ad un Prefetto che si era reso responsabile del massacro degli appartenenti alla Legione dell'Arcangelo Michele e poi si costituì in tribunale venendo assolto per legittima difesa. Le Guardie di Ferro riuscirono ad attirare un forte consenso che spinse il governo conservatore ad attuare una feroce repressione e ad assassinare Codreanu. In Romania, dopo la caduta del regime di Ceau�escu il movimento è considerato alla stregua del fascismo e la sua ricostituzione è proibita dalla Costituzione romena. YUKIO MISHIMA (1925-1970), poeta, drammaturgo e romanziere giapponese. E’ un personaggio difficile e complesso, spesso in Europa travisato ed etichettato genericamente come "fascista": in realtà un nazionalista nostalgico, un conservatore decadente come lo definì Alberto Moravia che lo aveva incontrato nella sua casa di Tokyo. Mishima stesso non dichiarò mai di essere di destra, e ,anzi, si identificò sempre come apolitico, soprattutto visto il suo astio nei confronti dei politici a lui contemporanei. Sicuramente uno dei suoi ideali più forti è il patriottismo, che ha ispirato anche numerosi personaggi delle sue opere, oltre al culto per l'Imperatore, non come personaggio storico o figura autoritaria, ma come ideale astratto dell'essenza del Giappone tradizionale.

Nasce a Milano nel 1969, da madre friulana e padre sardo e comincia a prendere contatto con il movimento skinheads intorno ai 14 anni. Dopo aver concluso il servizio militare ad Aviano entra in contatto con il Veneto fronte skinheads di Piero Puschiavo e decide di dedicarsi a replicare il modello veneto a Milano, dove nel 1990 fonda Azione skinheads, gruppo che raccoglie i Boys san dell'Inter e salda in maniera organica i settori fascisti della tifoseria nerazzurra. Preoccupati per l'eccessiva politicizzazione della curva però, i capi storici pongono un freno alle invasive iniziative di Canu e del suo gruppuscolo. A questo punto decide di percorrere la strada dell'impegno politico diretto, con il nazi milanese partecipando alla fondazione di Forza Nuova e venendo poi coinvolto nelle diverse vicissitudini giudiziarie di Fiore. IL 24 maggio del 1998 viene arrestato il nell'ambito dell'operazione Thor della DIGOS contro gli Hammerskins: Canu era responsabile della «fazione madre» italiana degli Hammerskin, quella di Milano, e ufficiale di collegamento con le altre «fazioni» della «Nazione Hammerskin. Nell’ambito di alcune inchieste dei giudici sulle attività del Veneto fronte skinheads e di Azione skinheads è stato condannato a 13 mesi di reclusione. Attualmente è il capo milanese di Forza nuova e nel 2009 si è presentato alle elezioni amministrative come candidato presidente alla Provincia di Milano raccogliendo un numero scarso di voti.

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milano.corriere.it/notizie/cronaca/10_maggio_3/raduno-ramelli-tensione-argentieri-1602945888927.shtml

La Milano Antifascista e Antirazzista dà vita ad una manifestazione per le strade di San Siro a cui partecipano oltre un migliaio di persone. Gli abitanti del quartiere solidarizzano ed ingrossano le fila della manifestazione. La polizia militarizza Piazza Selinunte tentando di impedire al corteo di proseguire verso il Cantiere, luogo del concentramento. Dopo un breve fronteggiamento, la determinazione della piazza a non farsi bloccare costringe la polizia a ritirarsi, lasciando proseguire senza scontri la manifestazione. «FUORI I FASCISTI DA MILANO». «NON COMUNICATO POST POTETE PROIBIRCI DI MANIFESTARE» CORTEO DELLA MILANO TORNEO PER RAMELLI, CITTÀ BLINDATA ANTIFASCISTA E TENSIONE ESTREMA DESTRA-SINISTRA. ANTIRAZZISTA. 2 MAGGIO FORZE DELL’ORDINE PER EVITARE AI DUE 2010, QUARTIERE DI SAN GRUPPI DI ENTRARE IN CONTATTO SIRO: MILANO AMA LA «Per adesso il tempo ha tenuto: le divinità LIBERTÀ E NON TOLLERA I FASCISTI sono dalla nostra parte». Quello di Federico Oggi una manifestazione di Goglio, in arte Skoll, ieri mattina a fine più di un migliaio di persone concerto, organizzato dalla destra radicale ai ha attraversato il quartiere Giardini Ramelli, era più che altro un augurio. di San Siro per gridare con Cupo, invece, il clima nei pressi di piazzale forza che Milano ama la Lotto, blindata da un ingente numero di libertà e non tollera i fascisti. forze dell’ordine per evitare ogni contatto: da Mentre poche decine di una parte le varie anime dell’estrema destra, nazifascisti si riunivano riunite al Lido per un torneo di calcetto blindati dentro il Lido, spazio in memoria del missino ucciso 35 anni fa; di proprietà del comune dall’altra il movimento Antifa, che si era gestito da MilanoSport, dato appuntamento davanti al centro sociale chiusi e protetti da polizia e Cantiere, in via Monte Rosa. Guardando al carabinieri. di là delle camionette di polizia e carabinieri MilanoSport, società che quasi un migliaio di militanti hanno gridato: dovrebbe garantire Sport «Fuori i fascisti dalla nostra città», per poi per tutti, ma invece autorizza partire in un corteo non autorizzato nel e supporta questi raduni vergognosi, è solo la punta dell’Iceberg di quartiere. Ieri è stata la giornata conclusiva una rete di connivenze e complicità garantite a nazifascisti e mafiosi di una settimana all’insegna delle polemiche. da tutte le Istituzioni della città (Consigli di Zona, Comune, Province, Fatta da manifestazioni, presidi, cortei. Regione), grazie al sostegno esplicito di alcuni settori del Pdl di cui di Tutto per cercare di impedire una serie di fatto sono ormai parte. appuntamenti indetti in ricordo di Ramelli. Il torneo di calcetto si è potuto svolgere solo camuffato - su «Non si possono tollerare raduni nazisuggerimento dei politici che gli fanno da padrini - i nomi delle squadre fascisti nei quartieri», dicono i centri sociali. sono diventati nomi dei quartieri di Milano, che hanno però dimostrato La risposta: «Ogni volta che organizziamo di rifiutare la loro presenza al Lido come altrove. qualcosa si cerca di impedircelo». Ma La manifestazione è sfilata per tutto il quartiere San Siro, attraversato la partita si è conclusa, appunto, ieri. In da lotte per la casa e per i diritti. La gente ha accolto il corteo e lo ha mattinata il concerto ai giardini Ramelli, poi condiviso, partecipando dalle finestre oppure scendendo in piazza il torneo (vinto da Azione Giovani) e quindi e nelle strade. Dimostrando che nei quartieri meticci e popolari l’esibizione degli Amici del vento in serata attraversati da conflitti sociali contro la speculazione e la precarietà sempre al Lido. A pochi metri lo striscione non c’è alcuno spazio per razzisti e fascisti, nè ora nè mai. Per questo «Il nuovo millennio ha bisogno di nuovi ci siamo ripresi le strade anche quando hanno tentato di fermarci, partigiani» ha aperto il corteo. Gli abitanti riscontrando attorno a noi partecipazione e solidarietà. del quartiere si sono uniti al gruppo. Tra loro Ci chiediamo come mai l’Anpi, il Pd e la Cgil, così solerti ad invocare anche immigrati, bambini, anziani. Tensione la polizia per impedire agli antifascisti di contestare Podestà e in piazza Selinunte, quando la polizia ha la Moratti, durante la loro ipocrita passerella del 25 Aprile, non si siano preoccupati invece dell’affronto alla città e dei pericoli per la cercato di bloccarli. Poi tutti di nuovo libertà e per l’incolumità di chi Milano la vive, rappresentato dallo verso il Cantiere, dove si è conclusa la sdoganamento dei gruppi nazifascisti presenti oggi al Lido. manifestazione tra poche gocce di pioggia. Milano Antifascista e Antirazzista Benedetta Argentieri

2 MAGGIO 2010, MILANO È ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA. FUORI I NAZI-FASCISTI DAI NOSTRI QUARTIERI E DALLA NOSTRA CITTÀ! In migliaia in corteo dal Cantiere, attraverso il quartiere di San Siro, una mobilitazione meticcia, antirazzista e antifascista per dire no ai raduni nazi-fascisti e denunciare le connivenze tra gruppi dell’estrema destra e il PDL, ed in particolare il vergognoso supporto al raduno nazi-fascista da parte del Comune di Milano, e quindi di Letizia Moratti, attraverso la concessione degli impianti del Lido, controllati dall’azienda municipalizzata MilanoSport Spa di cui il Comune è unico azionista e rispetto a cui il presidente Mirko Paletti sembra essere solo un presidente fantoccio. E per denunciare il vergognoso spazio e supporto a questo raduno e alle iniziative della “settimana nera di Milano” da parte della Provincia di Milano e quindi del presidente della provincia Guido Podestà e del suo assessore a Cultura e Sport Umberto Maerna che attraverso il suo assessorato ha addirittura dato patrocinio, e quindi logo della Provincia e sostegno economico, al raduno. Il corteo colorato e comunicativo, composto da tante diverse persone, di cui molte del quartiere, ha espresso nettamente il ripudio per questi personaggi pericolosi e per le loro idee xenofobe ed intolleranti ed anche rivendicato diritti, per la casa e contro gli sgomberi, per i diritti di cittadinanza contro il razzismo xenofobo ma anche quello istituzionale delle leggi razziste che sia a livello locale che nazionale stanno contraddistinguendo l’Italia. Il corteo ha anche denunciato l’immobilismo e l’incapacità di presa di parola di una certa sinistra e in particolare dei vertici locali di Pd, Cgil e Anpi che dal 25 Aprile non hanno cessato una guerra contro i movimenti che rivendicano libertà e diritti, antirazzismo ed antifascismo. cantiere.org Quando arrivo in Via Monterosa, sono le 14:30. Piazzale Lotto è completamente circondato da polizia e carabinieri. Blindati, gipponi, caschi e scudi hanno trasformato l’intera zona in un’area di guerra, pur di imporre la presenza di un centinaio di nostalgici del nazismo e del fascismo di una volta, la cui funzione rimane utile anche nella gestione del fascismo quotidiano, tipico dei giorni nostri. Davanti la Centro sociale Cantiere si comincia a formare il corteo. Alla spicciolata arrivano un po’ tutte le realtà milanesi. Ore 15:15 Si formano i primi cordoni ed il corteo parte, per dirigersi verso le case popolari del quartiere. San Siro è famoso per lo stadio, ma lì vivono migliaia di persone, italiani e migranti, nei grossi palazzoni di case popolari. “Case diritti dignità, fuori i fascisti dalle città” urla il corteo. La gente si affaccia dai balconi, incuriosita, sia per il corteo, sia per quel piccolo esercito di autoblindo che lo segue. Qualcuno saluta, una donna applaude alla finestra e riceve un reciproco applauso dal corteo. “La casa è un diritto l’affitto è una rapina, mandiamo De Corato a vivere in cantina” urla il corteo. Uno slogan che in questi ultimi mesi di lotte per il diritto alla casa ha echeggiato più volte proprio tra i muri di quelle case popolari. Molti scendono da casa, ci si consoce e ci si riconosce. E’ sempre più difficile distinguere il quartiere dal corteo, che sembrano abbracciarsi l’un l’altro. Un abbraccio fatto di sorrisi, di sguardi che si incontrano e che non hanno nessuna necessità di parlare la stessa lingua per comunicare. Ora il corteo si è ingrossato molto, nutrito dal quartiere e non solo da qualche militante ritardatario. Alcuni ragazzi scendono in strada e si uniscono al corteo, e nel tragitto invitano altri loro amici a fare lo stesso (spesso in lingue a me incomprensibili). Lo stesso accade anche con chi ragazzo/a non è più, ed è così che diventiamo un migliaio! L’Antirazzismo di quel corteo non ha bisogno di essere declinato, è la sua stessa composizione multietnica a tradurre in pratica tale declinazione! Ai lati del corteo, i locali, molti gestiti da migranti, sono aperti, con la gente fuori a lambire la manifestazione. Nonostante i tentativi di criminalizzazione del centrodestra e del cosiddetto centrosinistra (con tanto di interpellanza parlamentare del PD che invoca i manganelli per impedire qualunque voce di dissenso e con ripetute richieste bipartisan di dimissioni di prefetto e questore per scarso uso del manganello), nonostante l’enorme schieramento di PS e CC, non c’è spazio per la paura, anzi questo corteo libera tutti, libera tutte, dalla paure. Quella stessa paura che viene utilizzata in simbiosi con la sicurezza, per stritolare qualunque libertà . Di questo evidentemente se ne sono accorti anche ai piani alti ed a Piazzale Selinunte viene inscenata l’ultima provocazione. Dovete sciogliervi qui intima la questura, sfoderando i loro nuovi blindatoni (una specie di ibrido tra un pullman e un blindato). Ma il corteo non ha alcuna intenzione di disperdersi e non se ne vanno nemmeno i migranti davanti al loro bar, né i passanti a spasso con il cagnolino. La piazza viene circondata, ma nessuno se ne và. Così, la polizia fa dietro front ed il corteo può tornare fino a Via Monterosa dove, dopo alcuni interventi, il corteo si scioglie. Bella questa giornata, in cui alla paura si è contrapposto l’amore per la libertà. Bella questa giornata perché ha cominciato a svelare l’essenza del fascismo della società del controllo, che è cosa diversa da quello della società disciplinare. Un fascismo, pervasivo, che si nutre di paure per legittimare ed incrementare i dispositivi di controllo, che racconta al povero che se vuole cavarsela deve prendersela con cui è più povero di lui. Balle, balle e balle!

TO RACCON DEL 2 A MAGGIO O SAN SIR

Oggi è sufficiente che un magnate della finanza si metta d’accordo con altri suoi colleghi per disintegrare l’economia di uno Stato, come è appena accaduto con la Grecia. Tanto, alla fine, pagano i più poveri, come al solito.. vero cari centrosinistri! Il 10% delle famiglie italiane detiene il 50% della ricchezza, ma ovviamente se uno non ha casa o non ha reddito la colpa è di quelli che hanno meno di lui. Bella, quindi, l’idea di muoversi nella periferia, dove purtroppo spesso le balle fanno breccia ed il controllo impera e dove quindi occorrerebbe intervenire quotidianamente. Ieri, così come settimana scorsa in Via Padova, qualcosa si è rotto, mostrandoci e svelando una possibile diversa strada, da percorrere quotidianamente! Una strada in cui i poveri sanno riconoscersi tra loro ed hanno il coraggio di prendersela con chi è più forte. Ieri hanno dovuto schierare un esercito in assetto di guerra per imporre la presenza di un centinaio di mentecatti, utili solo per svolgere i lavori sporchi che i loro potenti alleati istituzionali ancora non possono permettersi di gestire direttamente. I supereroi dei fifoni, spaventati da tutto (xenofobia, omofobia, ecc.), capaci di prendersela solo con chi è più debole ed ossequiosi nei confronti dei loro padroncini, erano lì rintanati al Lido, per l’occasione trasformato in una fogna, circondati da un pungente odore di merda che nemmeno la presunta amicizia con il vento è riuscita a camuffare. Ieri, il loro unico compito ieri era quello di fare il formaggio della classica trappola per topi , ma si sa il formaggio si può magiare in qualunque momento, e spesso si trova in giro a prezzi assai minori! Uno dei tant@ lombardia.indymedia.org

Il 4 maggio esce un nuovo calendario di iniziative: l a settimana nera si prolunga ad un mese di provocazione neofascista. Tra le prime decise reazioni arriva quella della FIOM di Milano e, nel frattempo, viene recapitata a Luciano Muhlbauer una lettera minatoria firmata dai camerati.

IL LEADER FIORE: IN PIAZZA CONTRO LO STRAPOTERE DELLE BANCHE. IL PD: IL SINDACO SI RIBELLI. MILANO «CAPITALE» NAZISKIN, È POLEMICA. RADUNO DELL’ESTREMA DESTRA IL 22 E 29 MAGGIO. LA QUESTURA NON HA ANCORA AUTORIZZATO IL CORTEO. Dopo il torneo dedicato a Sergio Ramelli, destra estrema e centri sociali sono pronti a contendersi di nuovo la città. L’ennesima data a rischio tensioni è il 22 maggio. Forza Nuova ha scelto Milano (e il pomeriggio della finale di Champions) per una manifestazione contro il sistema finanziario. I centri sociali sono in allerta. E rivendicano: «Non si offende così la città medaglia d’oro della resistenza». Gli organizzatori spiegano che il corteo sarà in centro, partenza alle 15. Alla questura è già stata richiesta la possibilità di seguire un certo percorso. Ma, per ora, Forza Nuova preferisce non entrare nei dettagli del tragitto. «Sarebbe prematuro, non è escluso che ci venga chiesta qualche variazione », fa il punto il coordinatore milanese, Angelo Balletta. Che aggiunge: «Ci aspettiamo almeno un migliaio di persone da diversi paesi d’Europa». Di certo ci saranno gli ungheresi dell’Hvmi, movimento giovanile del partito nazionalista Jobbik. Al termine della sfilata, infatti, il loro leader, Laszlo Toroczkai, parlerà dal palco insieme con l’anima di Forza Nuova, Roberto Fiore. «Eccoci alle solite speculazioni— contesta Fiore —. Un modo per distogliere l’attenzione dal tema forte della nostra iniziativa: lo strapotere del sistema finanziario. L’Europa è attaccata da poteri forti, era giusto attirare l’attenzione su questo problema». Ma i centri sociali non vogliono sentir parlare di contenuti. «Per assurdo, potremmo persino essere d’accordo sul fatto che lo strapotere delle banche mette in ginocchio i cittadini, ma la verità è che con certi movimenti non si può ragionare di merito—taglia corto Luca Corradini del Cantiere —. Semplicemente la destra prende questioni largamente condivise come scudo per fare proselitismo. E offendere per l’ennesima volta la città medaglia d’oro della resistenza con le sue croci celtiche ».

Di città Medaglia d’oro della resistenza parla anche Filippo Penati. «Mi piacerebbe che, una volta tanto, il sindaco, Letizia Moratti, dicesse la sua e rappresentasse i sentimenti di Milano medaglia d’oro della resistenza », si augura il vicepresidente Pd del consiglio regionale. Dal canto suo la Questura fa sapere che il via libera non è ancora stato dato. Nel dubbio il centro sociale Il Cantiere già oggi è in assemblea per decidere il da farsi. Una volta passata la buriana, Milano potrebbe trovarsi nel giro di pochi giorni a essere ancora, suo malgrado, lo scenario di una prova di forza. Il gruppo di estrema destra «Hammerskins» ha organizzato per il 29 maggio un grande concerto per festeggiare «20 anni di fratellanza europea». Soliti attori, solito copione.

milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_maggio_4/querze_naziskin-1602953463729.shtml

COMUNICATO FIOM MILANO 5 MAGGIO 2010 PASSATO E PRESENTE ESTREMA DESTRA A MILANO: NON E’ FOLKLORE NON VOGLIAMO RIVEDERE IL FILM DEGLI ANNI’30: CI RIBELLIAMO. In questo paese esiste ancora una legge secondo la quale l’apologia di fascismo è un reato e c’è una Costituzione nata dalla Resistenza. E allora chi si richiama ai simboli e all’ideologia violenta che abbiamo ripudiato non ha alcun diritto di manifestare. Non ha alcun diritto di manifestare chi sventola vessilli con la croce uncinata, chi inneggia alla superiorità della razza, chi fomenta l’odio, chi invoca “l’uomo forte”, chi ci vorrebbe riportare ai tempi bui della democrazia negata, della guerra e dei campi di sterminio.Adesso basta con la riscrittura della storia: o si commemora il 25 aprile o si consente ai gruppi neonazisti di offendere la Milano medaglia d’oro della Resistenza.Adesso basta con la sottovalutazione: ciò che sta accadendo in questa città e in questo paese non si può ridurre al tentativo di qualche centinaio di nostalgici di “riconquistare le piazze” o banalizzare nel conflitto tra giovani dei centri sociali e dell’estrema destra. Siamo ben oltre il folklore. Nell’epicentro di una crisi economica e sociale segnata dalla perdita di migliaia di posti di lavoro, dall’insicurezza e dalla paura, non può essere letto come un caso il fatto che le frange più fanatiche dell’estrema destra europea tentino di cavalcare la situazione drammatica con le medesime parole d’ordine (contro lo strapotere banche e per l’Europa “fortezza”) che negli anni ’30 hanno preceduto l’avvento del nazismo e della guerra e trovino sponda anche nelle istituzioni. Siamo di fronte a una operazione politica pericolosa che evoca la repubblica di Weimar e ciò che è venuto dopo. Noi non vogliamo rivedere quel film: ci ribelliamo. Chiediamo alle istituzioni di questa città di decidere chi vogliono rappresentare: chi ha lottato per la democrazia, chi continua a considerarla la conquista più preziosa, oppure chi la vorrebbe cancellare. Noi, che rivendichiamo la democrazia dentro ai luoghi di lavoro, oltre che nel paese, chiediamo alle lavoratrici e ai lavoratori, ai cittadini di Milano, di far sentire la propria voce perché i raduni programmati per il 22 e il 29 maggio dalle frange più fanatiche dell’estrema destra europea – con tutto quello che rappresentano e richiamano - non vengano autorizzati. PARTIGIANI IN OGNI QUARTIERE: COMUNICATO SUL CORTEO DI FORZA NUOVA DIRITTI, DIGNITÀ E LIBERTÀ, FUORI I FASCISTI DALLE CITTÀ LA MILANO ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA NELLE PIAZZE E NELLE STRADE IL 22 MAGGIO! Milano Antifascista Maggio 2010: Nel mese di maggio diverse forze di matrice nazi-fascista hanno previsto una serie di iniziative a Milano. Le loro idee sono vecchie, gli slogan sempre uguali. Un misto di nazional-socialismo e populismo che non risponde ai veri problemi della gente, ma fomenta razzismo e odio. Un film già visto che non ha mai garantito diritti, reddito o libertà, ma invece alimenta guerre fra poveri per annullare il conflitto sociale e la solidarietà. La Milano Antifascista e Antirazzista ha risposto con due settimane di mobilitazione, passando per il 25 aprile, 1-2 maggio, attraversando i quartieri della città. Quartieri meticci e in trasformazione che sono attraversati da lotte per riconquistare diritti (come quello alla casa), libertà (ad esempio dalle leggi razziste) e dignità: per questo antifascisti. Il 2 maggio San Siro ha ripudiato i nazi-fascisti costringendoli a una kermesse blindata e protetta dalla polizia, così accadrà in ogni zona di Milano – città medaglia d’oro alla Resistenza. Queste giornate hanno dimostrato come i fascisti non siano radicati a Milano e dunque abbiano spazio soltanto in virtù dei legami con segmenti delle istituzioni di questa città (ricordiamo il patrocinio della Provincia, la concessione di spazi da parte della municipalizzata MilanoSport). L’arroganza e la spudoratezza di questi gruppi esplicitamente neonazisti e le mobilitazioni antifasciste che sono state messe in campo stanno allargando sempre più il dissenso nei confronti dell’offesa alla memoria della città rappresentata da queste parate, spacciate per libertà di pensiero. Il 22 maggio è prevista una parata nazionale di Forza Nuova, accompagnata dai suoi amici ungheresi di Jobbik, partito che utilizza in modo ancora più esplicito parole d’ordine che richiamano alla memoria una triste storia fatta di sterminio di ebrei, zingari, omosessuali e più in generale persone ritenute “diverse”. Non permetteremo che la storia si ripeta! Non vogliamo nessun corteo di Forza Nuova per le nostre città! Perciò il 22 maggio saremo ancora nelle strade e nelle piazze! Protagoniste quel giorno saranno le iniziative di tutti gli antifascisti e antirazzisti che vivono i quartieri, sarà la Milano che ama la libertà e rifiuta il fascismo! Invitiamo tutti/e, la Milano Antifascista ed Antirazzista, ad una assemblea cittadina in preparazione delle mobilitazioni presso la Cascina Autogestita Torchiera, Giovedì 13 maggio 2010 alle ore 21.30 poq.noblogs.org 7.4.10

ANTIFASCISTI ATTENTI: MINACCE A RIFONDAZIONE LETTERA di minacce al consigliere regionale uscente di Rifondazione comunista, Luciano Muhlbauer: all’ indirizzo del gruppo in Regione è arrivata una missiva firmata “i camerati”, con il disegno di due forche con sopra la falce e il martello, uno scudo con il fascio littorio, e la frase “Sergio Ramelli ed Enrico Pedenovi presenti! Antifa attento!”. «Riconfermo il mio impegno nel contrastare il restaurarsi di pratiche nazifasciste», commenta Muhlbauer. Che poi attacca: «Oggi è in atto, e non solo a Milano, un’ operazione pericolosa che ha come protagonisti gruppi dell’ estrema destra con l’ obiettivo di ridare voce a un’ ideologia che questo Paese ha ripudiato. È un’ azione politica da non sottovalutare». Una lettera dai contenuti simili era stata recapitata lo scorso aprile alla sede della federazione milanese del Prc.

COMUNICATO DELLA CAMERA DEL LAVORO DI MILANO CONTRO IL RADUNO DI FORZA NUOVA DEL 22 MAGGIO La Camera del Lavoro di Milano lancia un appello affinchè le forze democratiche a partire dalle istituzioni pubbliche comunali, regionali e provinciali, impediscano senza indugi l’ennesimo tentativo delle forze della destra radicale di offendere la memoria della nostra città e la storia della Repubblica nata dalla Resistenza. Le stesse tematiche che convocano la manifestazione di Forza Nuova, della finanza speculativa e della fortezza Europa da difendere contro altri popoli, riprendono vergognosame concetti e parole d’ordine tristemente note negli anni trenta, fondanti il nazifascismo e la seconda guerra mondiale. Chiediamo un intervento immediato da parte della Questura e della Prefettura affinchè vietino da subito la manifestazione ricordando che l’apologia di fascismo è ancora un reato nel nostro Paese e che la città, già pesantemente colpita dalla crisi, non ha bisogno di ulteriori motivi di tensione.

www.fiom.milano.it/showPost.php?id=418

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Il Comitato Antifascista per la difesa della Democrazia di zona 6, chiama la cittadinanza affinché partecipi a tutte le manifestazioni antifasciste in programma. Il Comitato Antifascista per la difesa della Democrazia di zona 6 si adopererà in azioni di contrasto verso quelle manifestazioni che richiamano ideologie già viste, che sono sostanziate in politiche di odio,sterminio, aggressioni coloniali e guerre. Milano, 09 Maggio 2010 Comitato Antifascista per la difesa della Democrazia Milano zona 6.

Il 13 maggio si riunisce l’assemblea di Milano Antifascista e Antirazzista. Il giorni dopo esce il comunicato con il calendario delle iniziative organizzate. LA MILANO ANTIFASCISTA IN MOBILITAZIONE PERMANENTE CONTRO IL CORTEO DI FORZA NUOVA IL 22 MAGGIO 2010. FUORI FASCISTI E RAZZISTI DALLE NOSTRE CITTÀ!! Nel mese di maggio diverse forze di matrice nazi-fascista hanno previsto una serie di iniziative a Milano. Le loro idee sono vecchie, gli slogan sempre uguali: un misto di nazional-socialismo e populismo che non risponde alla precarietà dilagante, che non impensierisce certo le banche, ma fomenta razzismo e odio, alimentando guerre fra poveri per annullare il conflitto sociale e la solidarietà. La Milano Antifascista e Antirazzista ha risposto con diverse mobilitazione, passando per il 25 aprile, l’1-2 maggio, attraversando i quartieri della città. I quartieri meticci sono antifascisti perché attraversati da lotte per riconquistare diritti, libertà e dignità, lotte solidali e antirazziste. L’azione territoriale nei quartieri è un lavoro che continueremo a mettere in campo da San Siro a Via Padova, da Quarto Oggiaro a Ticinese, con molte iniziative che ogni realtà sociale costruirà nei propri territori. Un percorso di mobilitazione e denuncia che passerà anche per il centro della città, a partire da martedì in Prefettura, e giovedì in Piazza Fontana. La Milano Antifascista e Antirazzista non permetterà che la storia si ripeta, non permetterà che, grazie a connivenze o compiacenze delle istituzioni, si lasci spazio ai nazi-fascisti e rigurgiti del ventennio che si proclamano avversari delle banche, ma sono invece utili idioti ad uso del potere. Così ci insegna anche la storia di Piazza Fontana, luogo simbolo della violenza fascista (e di Stato) e delle stragi nere, in cui i nazi-fascisti hanno addirittura annunciato di voler passare. Non accetteremo nessun corteo di Forza Nuova per le nostre città! Perciò il 22 maggio la Milano che ama la libertà e rifiuta il fascismo e il razzismo sarà in Piazza XXIV Maggio dalle 14.00, per un corteo e una mobilitazione di lotta, un momento in cui concretamente far vivere l’antifascismo dentro a piazze e strade della città attraverso racconti, cultura e musica. INIZIATIVE: martedì 18 maggio, ore 18.00 PRESIDIO IN PREFETTURA martedì 18 maggio, ore 21.00 ASSEMBLEA CITTADINA in Transiti giovedì 20 maggio, ore 11.00 CONFERENZA STAMPA davanti alla Banca dell’Agricoltura in Piazza Fontana sabato 22 maggio, la mattina e la sera attraverseremo la piazza di Via Padova, piazza antirazzista e dunque antifascista. sabato 22 maggio, ore 14.00 CONCENTRAMENTO in Piazza XXIV Maggio per un corteo e una mobilitazione cittadina, per riprendersi con la lotta, la musica, la cultura, la città.

Il 18 maggio si concentra il presidio davanti alla Prefettura. Poco prima dell’orario stabilito Saverio Ferrari viene aggredito da un gruppo di Forza Nuova nei pressi di un bar vicino alla Prefettura. Il Prefetto, “non potendo risultare di parte”, vieta per motivi di ordine pubblico qualsiasi corteo sabato 22. Così, tutte le iniziative neonaziste proposte da FN vengono vietate, tranne il presidio nella loro sede in piazza Aspromonte. Anche agli antifascisti viene autorizzato solo un presidio.

COMUNICATO DELLA MILANO ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA DEL 18.05.2010 PER IL PRESIDIO IN PREFETTURA Ci siamo! La nostra città ancora una volta rischia di veder sfilare per le sue strade i simboli del fascismo e del nazismo – talvolta “riveduti e corretti” e nascosti dietro simboli come la croce celtica, altre volte ben riconoscibili – sabato 22 maggio quando Forza Nuova intende manifestare nel centro città. Questa volta non ci sono più infingimenti: è un’evidente dimostrazione politica di un gruppo che si richiama esplicitamente al fascismo italiano e alle destre europee eredi del nazismo (e che vuole far intervenire al comizio anche un’esponente di queste destre, il segretario del partito ungherese Jobbik). Questo non dovrebbe essere permesso sulla base della nostra Costituzione antifascista, ma invece lo è anche grazie all’appoggio che viene garantito da parte di settori della destra di governo. Non dovrebbe essere autorizzata alcuna manifestazione dell’estrema destra neofascista per evitare alla nostra città la vergogna e il rischio comportato dalla sfilata delle nuove camicie nere. Un rischio effettivo di aggressioni e violenze che puntualmente si verificano durante o a margine delle loro iniziative pubbliche, tra le altre ricordiamo soltanto gli esplicativi fatti avvenuti a Massa pochi giorni fa, quando militanti di Forza Nuova hanno invitato a stuprare alcune ragazze e l’aggressione omofoba al locale Toilet avvenuta l’anno scorso la notte precedente al raduno europeo organizzato da questi stessi soggetti presso l’Hotel Cavalieri. Noi - che consideriamo l’antifascismo un carattere fondamentale e costitutivo della nostra identità politica e culturale, e che operiamo ogni giorno perché termini ogni discriminazione, ogni razzismo, ogni violenza contro i più deboli – manifesteremo anche in questa settimana la nostra volontà di impedire la rinascita e il consolidamento di ogni forma di fascismo per ribadire che la dialettica politica e il conflitto sociale non possono tollerare l’esistenza di organizzazioni neofasciste e che queste devono essere sconfitte politicamente e culturalmente – come lo furono storicamente grazie alla Resistenza – e isolate socialmente da lavoratrici e lavoratori e nei quartieri popolari dove vorrebbero portare il loro inganno di un potere mascherato da sostegno ai più deboli. Ugualmente con la stessa determinazione ed indignazione guardiamo all’annuncio del raduno della setta neonazista degli Hammerskin, per molti versi ancora più pericolosa, che si dovrebbe tenere il 28/29 maggio nei dintorni di MIlano. Questo diremo pubblicamente martedì 18 con il nostro presidio davanti alla sede della Prefettura.

PARTIGIANI IN OGNI QUARTIERE, ASSOCIAZIONE DAX 16 MARZO2003, F.O.A. BOCCACCIO, CANTIERE, C.A. TORCHIERA, COMITATO ABITANTI DI S.SIRO, COMITATO PER NON DIMENTICARE ABBA E PER FERMARE IL RAZZISMO, C.O.A. T28, COMITATO DI LOTTA CASE E TERRITORIO, COMITATO DI ZONA 3 PER UNA SCUOLA DI QUALITA’, MOVIMENTO SCUOLA PRECARIA, COORDINAMENTO COLLETTIVI STUDENTESCHI MILANO E PROVINCIA, CORSARI MILANO, C.S.A. BARAONDA SEGRATE, S.O.S. FORNACE, RETE STUDENTI MILANO, ZONA RISK, PARTITO DELLA RIFONDAZIONE COMUNISTA, SINISTRA CRITICA

SAVERIO FERRARI PESTATO DA FORZA NUOVA L’esponente di Rifondazione aggredito da una squadraccia Un vero e proprio pestaggio in piena regola. Non si può che descrivere così quanto accaduto ieri l’altro a Saverio Ferrari, responsabile dell’osservatorio democratico sulle nuove destre (www.osservatoriodemocratico.org), nonché esponente di Rifondazione. In quindici, armati di bastoni, con teste rasate, magliette nere e caschi gli hanno teso un vero e proprio agguato di fronte la Prefettura di Milano in corso Monforte. «Sì - racconta - fortunatamente non ho subìto danni gravi ma un bel po’ di calci li ho presi. E fortunatamente sono intervenuti i funzionari della prefettura a frapporsi tra me e loro, altrimenti non so come sarebbe andata a finire». L’altro ieri a Milano era in corso un presidio di Rifondazione, Sinistra critica, i movimenti, i centri sociali e proprio per protestare contro la manifestazione di Forza Nuova che si sarebbe

dovuta tenere sabato. «Non solo - continua Saverio - aveva anche un percorso molto particolare perché partendo da Porta Venezia sarebbe dovuta arrivare fino a Piazza Fontana, insomma una vera e propria provocazione». Inoltre, erano previste presenze dall’estero, dalla Francia, dalla Spagna ma, soprattutto, rappresentanti di Jobbik il partito di estrema destra ungherese ben noto per essere non solo nazionalconservatore ma anche populista, nazionalista e i cui esponenti non nascondono affatto di essere fascisti ed antisemiti. E che, purtroppo, detiene ora 3 dei 22 seggi dei deputati europei ungheresi al parlamento europeo. «Io - continua Saverio - ero lì proprio perché ero stato convocato dal Prefetto per sentire il suo parere sulla manifestazione, poi fortunatamente vietata. Il fatto è che, quando ho visto quei quindici ragazzi sulla parte opposta del marciapiede con tanto di teste rasate, bastoni e caschi non nego di essermi abbastanza preoccupato, tanto da chiedere ai funzionari della Prefettura:”Ma

quelli chi sono?”. Non ho fatto neppure in tempo ad ascoltare la risposta che mi sono piombati addosso colpendomi con calci e pugni. Solo la presenza dei funzionari della prefettura ha evitato il peggio, perché si sono frapposti tra me e loro trascinandomi via. Ma è l’evento in sé ad essere davvero preoccupante. Di ferite in effetti non ne ho riportate. E so - aggiunge - che la polizia è riuscita ad identificarne tre, ed adesso dovrò effettuare la denuncia formale contro di loro. Ho saputo solo dopo il motivo di questa aggressione. Anche loro - spiega - erano stati convocati dal Prefetto che gli aveva appena comunicato di aver negato l’autorizzazione per la manifestazione». Sabato dunque si terrà solo un’iniziativa in piazza Aspromonte nella sede di Forza Nuova. «Il corteo non ci sarà - conclude Saverio - e noi comunque quel giorno effettueremo una presidio antifascista contro Forza Nuova. Certo - ammette - il nostro sit in è stato un successo. Non pensavo, però, che potesse finire a calci». >>

Liberazione 19.5.10

Contro le manifestazioni nazifasciste a Milano, città medaglia d’oro alla Resistenza Il 22 Maggio è prevista una manifestazione nazionale di Forza Nuova, gruppo che si richiama inequivocabilmente ad una tradizione nazista e fascista. Tale parata non può essere svolta perché contrasta palesemente con la Carta Costituzionale. Le aggressioni simboliche, avvenute nei giorni scorsi a Milano, con una serie di manifestazioni fasciste e razziste hanno infangato la città medaglia d’oro alla Resistenza e rappresentano una regressione rispetto ai valori nati dalla Resistenza e fatti propri dalla nostra carta costituzionale, ancora in vigore. Uno sfregio a tutti coloro hanno contribuito alla nascita di uno stato democratico pagando anche con la vita. Uno schiaffo alla memoria di chi s’impegnò nella fattiva costruzione di una società più giusta e solidale tra cui Umberto Terracini, Alcide De Gasperi, Piero Calamandrei. L’esatto contrario di ciò che ha caratterizzato il ventennio fascista: Chi autorizza tale raduno e s’adopera ad un becero e deleterio revisionismo, si assume un’enorme responsabilità di fronte a tutti i cittadini democratici. Per queste ragioni, il Comitato Antifascista per la difesa della Democrazia di zona 6. Chiede: Al Sindaco Moratti di non ospitare tale manifestazione Ai Consiglieri Comunali d’adoperarsi affinché la città di Milano non sia teatro di tale inciviltà. Al Presidente del Consiglio di Zona 6 Girtanner, in rappresentanza di tutto il consiglio, di assumere una ferma presa di posizione contro tale raduno. A tutti i Consiglieri di zona 6 di essere portavoce di tali istanze.

anpibarona.blogspot.com/2010/05/comitato-antifascista-per-la-difesa.html

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Il 20 maggio alle 11.30 si tiene la conferenza stampa di Milano Antifascista e Antirazzista in Piazza Fontana. La conferenza è indetta per presentare le proprie iniziative di mobilitazione in opposizione alle continue richieste dell’estrema destra di avere legittimazione politica e spazio pubblico. A fronte di una tale gravità si è scelto di illustrare le iniziative in un luogo storico di Milano: Piazza Fontana, scelta anche da Forza Nuova come passaggio del corteo di sabato 22 maggio contro le banche (poi negato dalla Prefettura). Una scelta a nostro parere offensiva, visto che è storicamente risaputo come i fascisti si occupano delle banche, soprattutto a Milano, soprattutto in Piazza Fontana.

COMUNICATO STAMPA_19 MAGGIO 2010 MILANO ANTIFASCISTA E ANTIRAZZISTA

PIAZZA FONTANA

Da più di un mese la Milano Antifascista e Antirazzista è in mobilitazione permanente, contro il tentativo di sdoganare gruppi di estrema destra portato avanti con la collaborazione di settori del Popolo delle Libertà e la connivenza delle istituzioni. E’ grazie alla denuncia pubblica e alla determinazione della Milano Antifascista che il corteo di Forza Nuova non si svolgerà. Un corteo che avrebbe rappresentato un affronto alla memoria della città, ma soprattutto un via libera a personaggi pericolosi (come dimostra l’aggressione a Saverio Ferrari di ieri) ed estranei al tessuto sociale della città. Il nostro antifascismo tuttavia non nasce e non si ferma nella contrapposizione a questi rigurgiti del ventennio. Respingiamo dunque l’ennesimo tentativo di ricondurre tutto ciò ad una questione di “opposti estremismi” e conseguenti “opposti divieti”. Sabato 22 maggio la Milano Antifascista e Antirazzista sarà in XXIV maio. Una mobilitazione in un territorio ricco di spazi sociali e attraversato da lotte per la casa, di giovani precari e migranti, in una piazza che è spesso luogo di riferimento per manifestazioni, cortei e presidi del quartiere Ticinese e della città tutta. La Milano Antifascista e Antirazzista convoca una conferenza stampa in piazza Fontana, altro luogo simbolico della città per la memoria antifascista di questa città, per ribadire con forza che Milano non tollera fascismo e razzismo, né ieri né oggi né mai! CLENDARIO INIZIATIVE: -sabato 22 e domenica 23 maggio, ore 10: via Padova è meglio di Milano (due giorni di festa del quartiere) -sabato 22 ore 14.00: mobilitazione da piazza 24 maggio della Milano Antifascista e Antirazzista - martedì 25: ricordo di Brasili ore 14.30 proiezione film “San Babila ore 20. Un delitto inutile” presso la Facoltà di Scienze Politiche (via Conservatorio 7) ore 17.30 deposizione di una corona e presidio davanti alla lapide dedicata a Brasili (via Ma scagni)

La strage di piazza Fontana fu conseguenza di un grave attentato terroristico avvenuto il 12 dicembre 1969 nel centro di Milano, quando, alle 16:37, una bomba esplose nella sede della Banca Nazionale dell’Agricoltura in piazza Fontana, provocando la morte di diciassette persone ed il ferimento di altre ottantotto. Per la sua gravità e rilevanza politica, tale strage ha assunto un rilievo storico primario venendo convenzionalmente indicata quale primo atto della strategia della tensione. Una seconda bomba fu rinvenuta inesplosa nella sede milanese della Banca Commerciale Italiana, in piazza della Scala, furono fatti i rilievi previsti, e successivamente fu fatta brillare distruggendo in tal modo elementi probatori di possibile importanza per risalire all’origine dell’esplosivo e a chi avesse preparato gli ordigni. Una terza bomba esplose a Roma alle 16:55 dello stesso giorno nel passaggio sotterraneo che collegava l’entrata di via Veneto con quella di via di San Basilio della Banca Nazionale del Lavoro, facendo tredici feriti. Altre due bombe esplosero a Roma tra le 17:20 e le 17:30, una davanti all’Altare della Patria e l’altra all’ingresso del museo del Risorgimento, in piazza Venezia, facendo quattro feriti. Si contarono dunque cinque attentati terroristici nel pomeriggio dello stesso giorno, concentrati, tra il primo e l’ultimo, in un lasso di tempo di soli 53 minuti, a colpire contemporaneamente le due maggiori città d’Italia, Roma e Milano. Sebbene la vicenda sia tuttora oggetto di controversie, le responsabilità di questi attacchi sono ricondotte a gruppi eversivi di estrema destra, che miravano a un inasprimento di politiche repressive e autoritarie tramite l’instaurazione di un clima di tensione nel paese. DESTRA IN PIAZZA A MILANO, HAARETZ DENUNCIA “IL FASCISMO TORNA DI MODA GRAZIE ALLA LEGA”. L’ANALISI DEL QUOTIDIANO ISRAELIANO SULLE MANIFESTAZIONI DELL’ESTREMA DESTRA IN CITTÀ.. “IL SUCCESSO DEL CARROCCIO STA SPIANANDO LA STRADA AL RITORNO DI QUESTI MOVIMENTI” Una manifestazione di Forza Nuova a Bergamo. Il quotidiano israeliano Haaretz pubblica una lunga e preoccupata analisi di fenomeni politici in atto nel Nord d’Italia - come il successo della Lega Nord - e avverte che “il fascismo torna di moda”. A suscitare l’interesse del giornale sono stati recenti episodi di cronaca verificatisi a Milano: “Una città nota nel mondo come capitale della eleganza europea” che pure di recente ha ospitato un torneo di calcio dedicato alla memoria di Sergio Ramelli, un attivista del Fronte della gioventù ucciso da rivali politici nel 1975. Il torneo, nota Haaretz, è stato patrocinato dal Comune di Milano (che ha poi preso la distanze) e vi hanno aderito dieci organizzazioni di estrema destra. Per sabato inoltre è stata indetta, sempre a Milano, una manifestazione di Fronte Nuovo (con la partecipazione di attivisti di estrema destra dall’Ungheria e dalla Francia), mentre la settimana seguente è in programma un concerto organizzato dagli Hammerskin, un’altra formazione di estrema destra, che presumibilmente attirerà sostenitori da tutta l’Europa. Un attivista di sinistra ha detto al giornale che anche se le forze della destra radicale sono ancora marginali “sarebbe sbagliato sottovalutarle”. Le due giornaliste che firmano l’inchiesta collegano questi episodi alla forte crescita della Lega Nord: un partito - spiegano - che lotta per un’entità politica autonoma nel Nord dell’Italia e “per un’Europa cristiana”. Di recente, scrivono, un attivista della Lega Nord ha detto alla televisione: “L’Italia agli italiani, africani ed ebrei fuori”. Nell’analisi di Haaretz, “nel clima politico attuale i sostenitori della destra non si vergognano più di esprimere posizioni razziste”. Il successo della Lega Nord, conclude il giornale, consente dunque anche alle forze dell’estrema destra - che pure hanno un’agenda politica diversa - di tornare egualmente alla ribalta: come confermano secondo Haaretz le manifestazioni indette a Milano.

milano.repubblica.it/cronaca/2010/05/21/news/ eventi_fascisti_a_milano_la_denuncia_di_haaretz_il_fascismo_torna_di_moda_grazie_alla_lega_nord_-4234308/ index.html?ref=search

PAOLA FRASSINETTI Nata a Genova il 2 maggio 1956. tra i capilista del Popolo della Libertà per la Camera dei ---> Carriera politica: Deputati nella circoscrizione Lombardia 1. Responsabile negli anni ‘70 del Dipartimento Cultura Ad inizio della XVI Legislatura viene eletta Vice Presidente del Fronte della Gioventù, poi Dirigente Nazionale del della Commissione Cultura della Camera dei Deputati. Movimento Sociale Italiano. Dal 5 Agosto 2008 è Presidente della Commissione Nel 1994 aderisce al progetto politico di Alleanza Giurisdizionale per il Personale della Camera dei Deputati. Nazionale e poco dopo, insieme a Gianni Alemanno, Nella sua agenda politica non mancano come anche Roberta Capotosti, fonda l’Associazione iniziative di poco celato stampo fascista, come Culturale “Area” che si prefigge il compito di diffondere la commemorazione di Giorgio Almirante o la le tematiche identitarie e sociali della Destra italiana. presentazione di libri scritti da repubblichini nostalgici Ricopre attualmente la carica di componente della come Accame, o di altri giovani autori della Giovane Direzione Nazionale di Alleanza Nazionale. Italia accompagnata dalla Capotosti e dall’hammer Francesco Cappuccio “Doppio Entra a far parte del Consiglio Malto”. Provinciale di Milano nel giugno 1997; riconfermata ---> Cosa ha detto: Consigliere Provinciale nel Nel suo impegno per una nuova giugno del ‘99 viene poco istruzione libera e nazionale, dopo eletta Vice Presidente per esempio a riguardo delle Vicario del Consiglio. Nel 2001 foibe, ""nelle scuole parlano viene nominata Assessore solo testimoni diretti di quei all’Istruzione e all’Edilizia fatti, nonché studiosi che scolastica e ricopre la abbiano approfondito il tema funzione di Coordinatore con serenità e rigore rigore“; la verità degli Assessori all’Istruzione è di Stato e gli insegnanti dell’Unione delle Province faranno bene a ricordarlo. C’è Lombarde. Negli anni di governo a Palazzo una versione ufficiale e politica. Isimbardi si distingue per la L’unica. Ne sono depositari i valorizzazione della cultura “testimoni diretti” – nuovi, viventi Paoal Frassinetti e Gianni Alemanno classica e nazionale e per e inconfutabili documenti su cui l’obiettivo di ricostruire la memoria fondare d’ora in avanti la ricerca storica del popolo italiano, soprattutto relativamente al ‘900. storica – e non c’è possibilità di contraddittorio, verifica Nelle Elezioni Provinciali del giugno 2004 Paola Frassinetti e valutazione critica. La verità è una, fissa, immutabile, porta il suo collegio (Milano 2 - Greco, Zara, Garibaldi, eterna e, per certi aspetti, “rivelata“. Verità di fede. Lo Gioia) ad essere il più votato nella lista di Alleanza stabilisce una risoluzione del Pdl (la prima firma è proprio Nazionale. Dopo la sconfitta del centrodestra alle la sua). Provinciali, è Capogruppo in Consiglio Provinciale. ---> dal comunicato di Cuore Nero, dopo Nelle Elezioni Politiche 2006 Paola Frassinetti viene l'esplosione alla sede che mai aprì nel 2009: eletta tra i capilista di Alleanza Nazionale per la (...)in particolare, è giusto e doveroso Camera dei Deputati nella circoscrizione Lombardia ringraziare le tre coraggiose donne parlamentari 1 (Milano e provincia - Monza e Brianza). Nel corso (On. Paola FRASSINETTI di AN, On. Maria Stella della XV Legislatura è componente dei seguenti organi GELMINI di Forza Italia ed On. Alessandra MUSSOLINI) parlamentari: giunta per le autorizzazioni, comitato per le interrogazioni parlamentari subito presentate permanente per i procedimenti di accusa, commissione ed il Capogruppo di Alleanza Nazionale al Comune di giurisdizionale per il personale e VII commissione cultura, Milano, Carlo FIDANZA che si è impegnato a trovare una scienza ed istruzione. adeguata sede comunale alla nostra associazione. Nelle Elezioni Politiche 2008 Paola Frassinetti viene rieletta

Il 22 maggio in pazza Aspromonte il presidio davanti alla sede di Forza Nuova, tenta di muoversi in corteo e viene bloccato dalle forze dell'ordine. Durante il comizio Roberto Fiore annuncia di voler denunciare il Questore per aver violato il diritto legittimo a manifestare e che "Forza Nuova si è dimostrata una forza di pace".

FORZA NUOVA ha scelto Milano per chiudere la mobilitazione nazionale contro le banche, manifestando nel cuore stesso dell’ Italia produttiva oggi abbandonata dalla finanza parassitaria. La protesta sarà anche contro il governo dimostratosi incapace di porre freno agli appetiti delle banche e di proteggere piccole imprese e famiglie di reddito medio o basso che oggi conoscono una crisi senza precedenti e senza vie d’uscita. Troppo spesso gli italiani hanno ingoiato senza fiatare bocconi amari. Troppo spesso le promesse fatte prima delle elezioni sono state poi platealmente disattese. Alla manifestazione parteciperà Laszlo Toroczkai leader del HVIM, che salì agli onori della storia nazionale ungherese capeggiando la rivolta popolare del 2006, quando decine di migliaia di cittadini si riversarano per le strade, occuparono la televsione e circondarono il Parlamento perché l’ allora primo ministro fu registrato e ascoltato da milioni di ungheresi mentre ammetteva di aver ingannato il popolo volutamente e cinicamente. Risultato politico di quella rivolta è oggi la grande affermazione di Jobbik che ha raccolto poco al di sotto del 20% dei voti ungheresi. Oltre a rappresentanze di Jobbik saranno presenti alla manifestazione delegazioni spagnole, francesi ed di altre nazioni europee. Roberto Fiore e Laszlo Toroczkai concluderanno con un comizio la giornata di lotta che sarà ricordata come pietra miliare del radicalismo patriottico e popolare europeo in lotta contro i poteri forti. Esempio per gli onesti. Monito per i corrotti. Forza Nuova. Milano, 22 maggio: e aallllooora…! Sabato 22 maggio eravamo tanti, decisi e determinati. 100, 300, 500, 1000? … Decine di video e infinite immagini sul web parlano al posto delle veline della Questura e dei media. Centinaia i camerati bloccati ai caselli autostradali e nelle stazioni. Una piazza militarizzata. Un intero quartiere militarizzato da un imponente dispositivo di uomini delle Forze dell’Ordine in assetto antisommossa, non ha consentito a nessuno di arrivare in piazza Aspromonte. Avevamo promesso una manifestazione e nonostante divieti dell’ultima ora, minacce, pressioni di ogni genere l’abbiamo fatta. Siamo stati caricati senza alcun motivo, avevamo forze preparate e preponderanti che ci avrebbero consentito di rispondere militarmente e di sfondare il cordone delle FdO. Abbiamo deciso, responsabilmente e per il rispetto che abbiamo delle istituzioni, di NON proseguire oltre. Avremmo potuto farlo. Lo sanno i responsabili della piazza, come lo sanno le decine di giornalisti presenti. Noi sappiamo cosa è successo e cosa avrebbe potuto succedere. Sabato 22 maggio Forza Nuova ha ribadito, attraverso l’azione responsabile, che non è disposta a rinunciare alla propria agibilità politica. Questo se lo mettano bene in testa le istituzioni, i nemici della Patria ed i loro squallidi lacchè.  Non consentiremo a NESSUNO di toglierci l’agibilità politica che ci siamo guadagnati sul campo con coraggio, volontà e determinazione. Nonostante il boicottaggio delle istituzioni e la patetica levata di scudi degli epigoni dell’antifascismo militante – sempre pronti a reagire quando FN attacca pubblicamente i pilastri del mondialismo (è ancora vivo il ricordo dell’attacco di cui è stata oggetto FN, da parte dei centri sociali, quando nel novembre del 2000 organizzò un contro-convegno volto a denunciare le pratiche sovversive della cosiddetta Commissione Trilaterale, in quei giorni riunita a Milano) – il nostro movimento ha gridato in faccia all’oligarchia ed ai suoi servi che, in tutta Europa, esistono donne e uomini non disposti ad accettare supinamente la loro perversa volontà. Gianni Correggiari, Nikolaos Michloliakos (di Alba d’Oro – Grecia), Manolo Canduela (di Democracia Nacional – Spagna), Laszlo Toroczkai (HVIM – Ungheria) e Roberto Fiore hanno spiegato chiaramente le ragioni dei popoli e denunciato l’enorme azione sovversiva, condotta ai danni delle nazioni europee dai parassiti dell’alta finanza e dai politicanti loro camerieri. Noi non ci fermeremo. Nessuno potrà farlo. Grazie Laszlo, grazie Manuel, grazie Nikolaos! Un ringraziamento anche ai camerati rumeni di Nuova Drepta presenti alla manifestazione.

www.milano.forzanuova.info/blog/2010/05/23/e-aallllooora

MILANO, 22 MAGGIO: CONCENTRAMENTO IN ASPROMONTE DALLE 13.00 ATTENZIONE: IL CONCENTRAMENTO PER LA MANIFESTAZIONE E' SPOSTATO IN PIAZZA ASPROMONTE DALLE 13 ALLE 14

www.vivamafarka.com/forum/index.php?topic=86091.0

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61 FORZA NUOVA SFILA MILANO. IL CENTRO AD ALTA TENSIONE Momenti di tensione durante la manifestazione organizzata dagli esponenti di Forza Nuova il 22 maggio a Milano. I militanti del partito guidato da Stefano Fiore sono stati fermati dagli agenti in tenuta antisommossa quando, non autorizzati, hanno tentato di muovere in corteo da Piazza Aspromonte, in zona città studi, dove c'è la sede del partito, verso Piazza Bernini. La manifestazione neofascista è stata organizzata in risposta alla grave recessione mondiale che ha portato interi paesi a sprofondare nella crisi come accaduto alla Grecia. Alla dimostrazione di Forza Nuova sono stati invitati anche rappresentati di altri paesi come Ungheria, Spagna e la stessa Grecia.In un'altra zona di Milano, intanto, si sono ritrovati alcuni giovani dei centri sociali per dar vita a un corteo antifascista ma l'iniziativa è stata tenuta sotto controllo dalle forze dell'ordine senza particolari preoccupazioni. Tuttavia, Fiore ha dichiarato di voler denunciare il Questore di Milano per abuso d'ufficio dopo il divieto di sfilare imposto ai suoi sostenitori.

MENTRE IN PIAZZA DUOMO SI SONO RADUNATI 60MILA TIFOSI INTERISTI, FORZA NUOVA E ANTIFASCISTI IN PIAZZA. NESSUNA COLLISIONE TRA I DUE GRUPPI, BLOCCATI DALLA POLIZIA I TENTATIVI DI DAR VITA A CORTEI. FIORE: DENUNCIO IL QUESTORE. I MILITANTI DI FORZA NUOVA BLOCCATI DALLA POLIZIA È stato un sabato pomeriggio movimentato quello di Milano. Oltre alle decine di migliaia di tifosi interisti che si sono man mano radunati in piazza Duomo per assistere alla finale di Champions dai maxischermi, ci sono stati due cortei di segno opposto, organizzati da Forza Nuova e dai centri sociali. Si temeva che i tre gruppi potessero in qualche modo entrare in contatto scatenando tensioni, ma così non è stato. FORZA NUOVA - Il comizio di Forza Nuova si è tenuto senza incidenti in piazza Aspromonte, a pochi metri dalla sede del movimento di Roberto Fiore. Unico momento di tensione quando i militanti, oltre un centinaio con lo striscione "Popoli d'Europa in piedi", hanno cercato di andare in gruppo verso piazza Bernini dove la questura aveva autorizzato un presidio, senza però dare il permesso per il corteo. Gli agenti - in tenuta antisommossa - li hanno fermati a pochi metri dalla sede, anche con qualche manganellata, mentre i manifestanti scandivano slogan come "l'articolo 21 della Costituzione è diritto non opzione", "contro la società multirazziale Forza Nuova orgoglio nazionale" e "dove sono gli antifascisti". Diverse braccia si sono alzate per il saluto romano. Un ragazzo straniero si è avvicinato al gruppo gridando "Antifascismo sempre" e poi è scappato mentre il servizio d'ordine di Forza Nuova ha bloccato i militanti che volevano raggiungerlo e la polizia lo ha fermato. Il comizio è stato organizzato direttamente in piazza Aspromonte dove hanno parlato il greco Nikos Michaloliakos di Chrisi Augi, l'austriaco Laszlo Toroczkai di Jobbik e lo spagnolo Manolo Conduela di Democracia Nacional prima di Fiore che - fra gli applausi - ha annunciato che lunedì incaricherà i suoi legali di studiare una denuncia contro il questore di Milano Vincenzo Indolfi che «era disposto a trasformare questa piazza in un campo di battaglia per un puntiglio». Già prima della manifestazione Fiore aveva spiegato di valutare l'ipotesi di una denuncia per abuso d'ufficio verso il questore che aveva detto no al corteo. L'iniziativa è stata organizzata, con ospiti di partiti greci, spagnoli e ungheresi, perché «le banche e la finanza stritolano famiglie, imprese e nazioni intere». ANTIFASCISTI - Il presidio antifascista è stato invece organizzato in piazza XXIV Maggio, con lo striscione "Milano non tollera razzisti e fascisti": inutilmente i partecipanti hanno tentato di dar vita a un corteo spontaneo nel quartiere Ticinese, tassativamente vietato per la presenza dei tifosi interisti. Gli agenti antisommossa, schierati a bloccare corso San Gottardo, hanno bloccato i circa 200 militanti dei centri sociali che abbozzavano una sfilata. Del resto - è stata la ragione che infine ha prevalso - ai militanti di Forza Nuova è stato vietato sfilare per le vie della città e proprio per scongiurare questa evenienza era stato organizzato il presidio antifascista. «È un fatto positivo che Forza Nuova non sia riuscita a fare un corteo a Milano - ha osservato il coordinatore cittadino del Prc Luciano Mulhbauer - e questo è merito anche degli antifascisti scesi oggi in piazza. L'ombra che però resta su questa giornata è che anche a noi sia stato impedito di sfilare pacificamente in un quartiere di Milano come se valesse l'equazione tra le forze democratiche e chi rappresenta invece una evidente negazione della nostra Costituzione: questa è la testimonianza che i neofascisti godono di una copertura politica sia a Roma, sia nel governo della città di Milano».

JOBBIK - Ungheria

milano.corriere.it/milano/notizie/cronaca/10_maggio_22/cortei-forza-nuova-centri-sociali-1703065848676.shtml

www.lastampa.it/multimedia/multimedia.asp?IDmsezione=9&IDalbum=26776&tipo=VIDEO

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Partito di estrema destra, apertamente antisemita e antirom, nato nell'ottobre 2003. Nell'agosto 2007 dà vita alla Guardia Nazionale Ungherese, una milizia paramilitare, i cui membri sfilano in uniformi che ricordano quelle delle Croci frecciate indossate dai fascisti ungheresi degli anni Quaranta. La GNU è messa al bando alla fine del 2009 ed accusata di numerose aggressioni a cittadini rom, nonchè sotto processo per alcuni casi di omicidio. Nel suo materiale propagandistico usa la cartina dell'Ungheria precedente alla prima guerra mondiale e pone come obiettivo la revisione dei confini del paese, come per esempio l'annessione della Transilvania. Il partito esalta l'identità nazionale ungherese, sostenendo teorie grottesche, riti pagani degli antichi magiari ma nello stesso tempo si dichiara anche difensore della fede cristiana. Nel 2009 Krisztina Morvai, neoeletta di Jobbik a Strasburgo, che aveva parlato in campagna elettorale di «soluzione finale del problema degli zingari», ha dichiarato in un messaggio diretto agli ebrei ungheresi: sarebbe ”contenta se coloro che si definiscono fieri ebrei ungheresi se ne andassero a giocherellare con i loro piccoli cazzi circoncisi, invece di insultare me … La gente come voi è abituata a vedere la gente come noi mettersi sull’attenti ogni volta che date sfogo alle vostre flatulenze. Dovreste per cortesia rendervi conto che tutto questo è finito. Abbiamo rialzato la testa e non tollereremo più il vostro tipo di terrore. Ci riprenderemo il nostro Paese».

KRISI AUGI - Grecia Chrysi Avyi si descrive come “Movimento Nazionalista Popolare”, che si oppone al “cosiddetto Illuminismo” e alla Rivoluzione Industriale, pur sostenendo il nazionalsocialismo. Secondo il suo statuto solo gli ariani di sangue e greci di discendenza possono esere membri del movimento, in cui il leader ha il controllo totale ed è formalizzato il saluto romano. Organizzati con una struttura paramilitare parallela, la Guardia Volontaria Greca (GVG) si è resa responsabile di numerose aggressioni in Grecia e nei paesi confinanti, ed alcuni dei suoi membri hanno partecipato alla guerra in Bosnia come volontari, attivi a Srebrenica durante i massacri, e vennero addirittura decorati da Radovan Karadži�, attualmente a processo per crimini di guerra. Nel febbraio del 1995 una quarantina di suoi aderenti fu accusata per l’aggressione ad un gruppo di curdi intento ad affiggere manifesti nella centralissima piazza Omonia ad Atene. Sempre nel 1995, in aprile, un altro esponente dell'organizzazione fu invece incriminato per l'accoltellamento, nuovamente ad Atene, di un barbone poi ricoverato in gravi condizioni. Nel novembre del 2002, tre militanti di Krisi Avghi furono invece arrestati per aver ferito, ancora a coltellate, un giovane di sinistra che aveva partecipato alla manifestazione in ricordo della rivolta degli studenti universitari del 1973 contro il regime dei colonnelli.

NPD - Germania Partito Nazionaldemocratico Tedesco Il è un partito di estrema destra nazionalpopolare, che ha come sogno la ricostituzione di una grande Germania fondata su principi nazionalisti e gerarchici. Nel 2006 alcuni suoi deputati uscirono dall’aula mentre l’Assemblea osservava un minuto di silenzio in memoria delle vittime di Auschwitz. In occasione del 60° anniversario della fine delle seconda guerra mondiale, pretendeva invece di poter andare a sventolare bandiere uncinate nei pressi della Porta di Brandeburgo, a pochi metri dal Memoriale della Shoah. Secondo un sondaggio della televisione pubblica tedesca ARD la maggior parte della popolazione tedesca considera il NPD un partito non democratico e dannoso per l'immagine del paese. Il NPD è considerato un partito filo-nazista, data la sua opposizione ideologica nei confronti dei neri, degli ebrei e dei musulmani. Ciò viene portato anche attraverso la propaganda ai bambini, con un fumetto intriso di razzismo e neonazismo.

FRONT NATIONAL - Francia E' stato fondato nel 1972 da Jean-Marie Le Pen , per iniziativa degli esponenti del movimento Ordine Nuovo. Alle elezioni regionali del 2010 ha conquistato il 12% su media nazionale. Il 16 gennaio 2011, dopo le dimissioni del padre, Marine Le Pen è eletta Presidente del partito con il 67,65% dei voti. Questo partito propone il ritorno a valori tradizionali, la messa fuorilegge dell'aborto, vuole favorire il lavoro in casa per le donne e rifiuta le culture “aberranti” come l'arte moderna o l'omosessualità, cerca l'indipendenza dall'Europa ed il reinserimento della pena di morte. Il suo leader storico, Jean-Marie Le Pen, ha dichiarato che l'occupazione nazi-tedesca in Francia “non è stata poi così inumana”, arrivando addirittua a metter in dubbio l'esistenza delle camere a gas, come avevano fatto anche altri eurodeputati del FN.

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FALANGE - Spagna La Falange è un partito politico che si richiama apertamente alla Falange Spagnola de la JONS, partito fascista nato negli anni 30, che appoggiò la dittatura franchista e che continuò le sue attività anche dopo la caduta della dittatura, di cui utilizza anche il simbolo. La Falange Española y de las J.O.N.S era un partito d'incontro tra la Falange Espanola di Primo de Riveira e la JONS di Ortega e Ramos. L'attuale partito riprende il programma degli anni '30: di origine nazional-sindacalista, si ispira ai movimenti fascisti europei, coniugando il rispetto dei tradizionali valori storici spagnoli con punti dottrinali fissati sulla giustizia sociale, con forte contestazione del capitalismo e del marxismo, contro l'individualismo e la lotta di classe, grazie soprattutto alle istanze portate in dote dalle JONS. Sono apertamente contrari all'omosessualità e alle famiglie diverse da quelle tradizionali, nonchè all'aborto. In nome di una Spagna unita e forte, accettano le autonomie, ma non il separatismo.

FPO - Austria Il

Il Partito della Libertà Austriaco è un partito considerato nazionalista e populista. È spesso associato al nome di Jörg Haider, che, però, ne è uscito nel 2005, per fondare l'Alleanza per il futuro dell'Austria.Al suo interno trovano cittadinanza conservatori, liberali di destra, nazionalisti, ma anche ex nazisti. La candidata alle ultime elezioni presidenziali, Barbara Rosenkranz, ha espresso in più d'una occasione, le proprie simpatie filonaziste. Ha inventato il videogioco il cui scopo è la distruzione, a colpi di bombe, minareti e moschee che spuntano come funghi all'ombra dell'inconfondibile torre dell'orologio di Graz, capitale della Stiria, iscritta al patrimonio mondiale dell'Unesco e senza nessuna moschea. Al game over, un messaggio riempie lo schermo: "Ora la Stiria è piena di minareti e moschee! Perchè questo non accada, vota anche tu Gerhard Kurzmann e l'FPO alle prossime elezioni regionali" (settembre 2010). Nei mesi precedenti ha presentato il suo candidato Alois Nussbaumer qualificandolo nei manifesti come "razza pura e autentica".

NOUA DREAPTA - Romania Gruppo ultra nazionalista romeno, con il dichiarato obiettivo politico di ripristinare la Grande Romania, che ha rappresentato la Romania alla sua massima estensione geografica prima della seconda guerra mondiale. Il gruppo afferma inoltre che è fortemente contrario ai principi della democrazia rappresentativa ed alcuni membri sono monarchici. Indicano come priorità l'opposizione alle minoranze sessuali, Rom, all'aborto, alla globalizzazione, all'Unione Europea, alla NATO, e ai gruppi religiosi diversi dalla Chiesa ortodossa orientale. I militanti della “Noua Dreapta” hanno come modello e padre spirituale il capo della Guardia di Ferro romena del periodo tra le due guerre mondiali, Corneliu Zelea Codreanu. Quest'ultimo è autore anche dei loro libri di riferimento: “Il libro del capo del nido” e “Per i legionari”. Libri di marcato carattere antisemita in cui Codreanu sosteneva che gli ebrei erano i principali responsabili dello stato di caos indescrivibile in quale si trovava la Romania in quel periodo. La “Noua Dreapta” ha come obiettivo fondamentale nella sua dottrina “la creazione dell'uomo nuovo in mezzo alla comunità romena, punto di partenza di una nuova trasformazione spirituale nella vita del popolo”. Cioè la formazione di un uomoeroe che dovrà “svegliare le energie” del suo popolo. I loro attivisti, si circondano di simboli come la Croce Celtica o l'icona dell'Arcangelo Michele.

Contemporaneamente, il 22 maggio, in piazza XXIV Maggio anche alla Milano Antifascista e Antirazzista verrà impedito di muoversi con una manifestazione. La linea del questore è chiara: nè i fascisti nè gli antifascisti devono aver agibilità quel giorno a Milano. Un atteggiamento di equidistanza tra due "opposti estremismi", verso i quali lo Stato si vuole dimostrare irremovibile.

Oggi in piazza 24 maggio c'è stata una mobilitazione antifascista e antirazzista, una giornata di lotta, musica e cultura. Più di un migliaio di persone tra le 14.00 e le 18.00 sono passate dalla piazza attraversata da reading letterari, musica hip hop, note migranti e meticcie; riempita da striscioni dei collettivi studenteschi e dei comitati per la casa, dei centri sociali o dalle bandiere dei circoli Anpi. Innanzitutto una giornata che segue ad un mese di mobilitazione che ha fatto emergere le collusioni (che sono balzate addirittura agli occhi della stampa internazionale), tra chi governa una città da decenni e cerca di utilizzare personaggi pericolosi, ma evidentemente utili idioti, denunciando il tentativo di forze nazifasciste di conquistare uno spazio di agibilità politica che a Milano non hanno mai avuto e non avranno mai. Tentativo appoggiato da ampi settori del Popolo delle Libertà sin dalla settimana dedicata a Ramelli che è stata organizzata da un arco trasversale che comprendeva Hammerskin e Azione Universitaria. Tentativo fallito, visto che ogni volta che hanno provato a mobilitarsi la città li ha evidentemente rifiutati: a San Siro con un corteo in zona, che ha seguito una festa in piazza cioinvolgendo il quartiere, oggi con un presidio partecipato e antifascista, tutti gli altri giorni con azioni di denuncia, mobilitazioni alla sede di MIlanoSport (municipalizzata che gli ha donato gli spazi), alla Provincia, alla Prefettura. Mentre loro, rinchiusi nelle loro sedi, o in quelle gentilmente concesse dall'amministrazione comunale, non hanno potuto, fortunatamente, attraversare la città. Una giornata che segna dunque la vittoria degli antifascisti che hanno imposto che Milano non accettasse l'insulto alla sua memoria rappresentato da manifestazioni inequivocabilmente inneggianti al ventennio e soprattutto che alimentano oggi un clima di guerra tra poveri che, soprattutto in tempi di crisi, è il contrario quelle lotte sociali di cui c'è bisogno per conquistare diritti e reddito. Una giornata in cui le Istituzioni della città non hanno smesso di mostrare il loro volto, quando hanno stabilito (questura, prefettura e i centrodestri sempre pronti a prendere posizione per i loro amici neonazisti) che per "par condicio" il corteo antifascista non si doveva muovere. Ridicolo impedire a centinaia di persone di attraversare il quartiere ticinese, un quartiere in cui esiste un tessuto di comitati di case popolari e spazi sociali, un quartiere da cui siamo venuti, un quartiere in cui eravamo ieri sera con una festa in piazza 24 maggio e in cui sono tornati subito dopo il presidio i molti compagni che fanno vivere gli spazi sociali che lo caratterizzano. Respingiamo dunque con i fatti l'equiparazione tra i movimenti antirazzisti ed i pericolosi personaggi a cui hanno voluto dare spazio i La Russa, le Frassinetti o Capotosti, i Buscemi: i molti esponenti del Pdl che li hanno sostenuti in cambio di qualche voto e soprattutto la fedeltà di un bieco esercito di picchiatori. Salvo accorgersi magari un giorno che nemmeno molto nascosti dietro a questi simboli (svastiche, celtiche, saluti romani), stanno i pestaggi razzisti contro ebrei, musulmani, arabi, rom. cantiere.org

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65 NEONAZI IN SALSA ROCK

Inneggiano alla superiorità della 'razza bianca', ostentano muscoli e tatuaggi e si definiscono un gruppo senza leader. Sono gli Hammerskin, una vera e propria rete di skinheads. Che sabato 29 si raduna a Milano "E sarò me stesso finché ci sarò. Con il braccio teso ti saluterò! Son della resistenza bianca, il mio domani so qual è, non posso più tornare indietro, il mio destino seguirò!". È il ritornello di Resistenza Bianca, l'inno dei milanesi Malnatt, una delle band che animerà il raduno europeo degli Hammerskin organizzato a Milano sabato 29 maggio. Sono il fronte legale della destra più estrema, quella che raccoglie il consenso dei giovani neonazisti. E a Milano ci saranno tutti: nel 2010 ricorrono infatti i vent'anni di "reale e fedele fratellanza" e a Milano, dove c'è la sezione madre per l'Italia, sono attesi migliaia di partecipanti da tutta Europa. La città si prepara a vivere un sabato di tensione, con la sinistra antagonista mobilitata e il rischio di provocazioni reciproche. Solo su Facebook, gli iscritti all'evento sono più di cinquecento, ma la locandina del grande concerto è ben visibile sui siti ufficiali dei Blood Honour inglesi o dei blog spagnoli o francesi simpatizzanti con l'estrema destra. Oltre ai Malnatt, i cui cd sono prodotti dalla Skinhouse stessa e che probabilmente saranno la colonna sonora del raduno con il loro ultimo album "La parola suona, l'esempio tuona", sul palco saliranno i White Resistance, band di formazione tedesca tra le cui hit troviamo una canzone dedicata ad Ian Stuart, considerato un "eroe della razza bianca" morto nel 1993, gli italiani Bullets, autori di brani come "Born to kill" e "Adunata", gli ungheresi Vérszerzodés, la cui "Spandau Mártírja" è ispirata alla figura del gerarca nazista Rudolf Hess e i veterani Frontalkraft, ormai sulle scene da parecchi anni e sostenitori delle organizzazioni nazionaliste tedesche. Gli Hammerskin, il cui simbolo sono due martelli incrociati tra loro (secondo qualcuno rappresentano l'arma per abbattere i muri che proteggerebbero le minoranze etniche e religiose), nascono negli Stati Uniti, dove sono apparsi per la prima volta negli anni Ottanta. Da Dallas a Detroit passando per Chicago e l'Oklahoma, hanno dato vita ad una vera e propria rete di skinheads, esportata poi in giro per il mondo Sul loro sito si definiscono un gruppo senza leader di donne e uomini, operai, studenti, imprenditori, padri e madri di famiglia che hanno adottato uno stile di vita incentrato sul potere dei bianchi. Il contagio in Europa è stato rapido: sono bastati pochi anni per far sì che dalla Svezia al Portogallo spuntassero numerosi gruppi. Con in testa il mito e la simbologia nazista o fascista, tatuaggi e muscoli a volontà, gli Hammerskin inneggiano alla superiorità della razza bianca e sono uniti da un motto di poche parole: "Dobbiamo assicurare l'esistenza del nostro popolo e il futuro per i Bambini Bianchi". Un'élite ariana, formata da pochi eletti rispettati da tutti gli altri skinheads che, per entrare, devono dimostrare di credere e di vivere secondo valori e regole ben prestabilite. Feste, concerti e barbecue sono momenti collettivi indispensabili per fare "gruppo", per cementare amicizie e rapporti la cui solidità è alla base della sopravvivenza stessa di queste formazioni. Il cameratismo è messo in mostra sui siti foto e video esplicite: braccia tese, tatuaggi esibiti, birra in mano, anfibi in bella vista, bambini che corrono qua e là, anche se, forse per non esporsi troppo, il più delle volte le espressioni felici ed estasiate dei visi degli Hammerskin sono coperte e irriconoscibili. E, di sottofondo, la musica delle numerosissime band rock o metal legate al movimento, i cui testi sono un inno alla supremazia bianca nei confronti di ebrei, neri o musulmani. A Milano gli Hammerskin sono direttamente collegati alla Skinhouse, il loro punto di ritrovo a Bollate alla periferia nord del capoluogo. L'European Hammerfest non si terrà nella Skinhouse, tengono a precisare i promotori, ma ad oggi, almeno ufficialmente, il luogo esatto di ritrovo non è ancora stato comunicato alle decine di simpatizzanti che richiedono informazioni su Facebook o sui blog. Perché si sa, i loro raduni non passano certo inosservati, e anche a Milano si sono levate parecchie voci di protesta per il concerto del 29 maggio: meglio dunque mantenere il tutto segreto, almeno finché è possibile, soprattutto visto le tensioni nate durante il corteo di Forza Nuova del 22 maggio scorso.

espresso.repubblica.it/dettaglio/neonazi-in-salsa-rock%3Cbr-%3E/2128025

Il 25 maggio si ricorda Alberto Brasili, accoltellato nel 1975 da cinque militanti dell'Msi in via Mascagni, davanti alla sede dell'Anpi.Fu aggredito insieme alla fidanzata, non solo perché “vestiti da comunisti”, ma soprattutto per aver osato strappare un manifesto del partito di Giorgio Almirante. Tutto questo poco più di un mese dopo che erano stati uccisi Claudio Varalli e Giannino Zibecchi.

Il 29 maggio a Cinisello Balsamo si tiene l'European Hammerfest, un raduno internazionale di neonazisti organizzato in occasione del ventennale dalla fondazione del movimento Hammerskin. L'iniziativa era stata annunciata da tempo, mentre il luogo è stato comunicato all'ultimo minuto. Il concerto si svolge al Novovillage, una struttura comunale gestita da un privato, che ha concesso l'area a pagamento, dichiarandosi ignaro della matrice politica dell'evento che ha raccolto tra i 400 e i 500 neonazisti da tutta Europa.

COMUNICATO STAMPA DEL CIRCOLO PRC “CHE GUEVARA” DI CINISELLO B. SUL RADUNO EUROPEO DEGLI HAMMERSKINS CHE SI TERRÀ STASERA IN CITTÀ. Oggi pomeriggio (29/05/2010) siamo venuti a conoscenza di un fatto gravissimo che avverrà questa sera sul territorio di Cinisello Balsamo. Si tratta del raduno europeo degli Hammerskins, organizzazione che riunisce vari gruppi neonazisti presenti in Italia e in Europa. Nell‛ultimo mese, a Milano, vari gruppi neofascisti hanno cercato di fare iniziative analoghe che sono state fermate solo grazie alla mobilitazione democratica. E‛ intollerabile che ciò avvenga in una città come Cinisello da sempre caratterizzata da un forte sentimento anti-fascista. Il fatto che, inoltre, tutto ciò sia stato organizzato in gran segreto pone degli interrogativi inquietanti sulle responsabilità di questo evento. Perchè il gestore del Novovillage ha concesso l‛area a delle organizzazioni naziste? Perchè la Questura e la Prefettura non hanno avvertito le autorità cittadine di quanto stava per avvenire sul loro territorio? Si tratta di comportamenti gravi, che sfregiano la storia della nostra città, della Resistenza e della Costituzione Repubblicana. Cinisello subisce oggi questo sopruso ma è assolutamente necessario che un fatto del genere non resti senza conseguenze. Invitiamo tutte le forze democratiche della città a dar vita , la prossima settimana, a una mobilitazione antifascista che ribadisca il rifiuto della città per i valori di odio, violenza e razzismo che queste organizzazioni rappresentano e portano avanti e che chieda a gran voce che vengano acclarate e sanzionate le responsabilità di chi ha permesso che questo evento si verificasse. PRC – Cinisello Balsamo

Estratto da un articolo di Saverio Ferrari del 19 gennaio 2009

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THE HAMMERSKIN NATION

AD ANIMARE LA NUOVA REALTÀ DI BOLLATE, COME LA PRECEDENTE, LA SETTA DEGLI HAMMER (...).

Gli Hammerskins sono da sempre uno dei più pericolosi e violenti gruppi dediti al perseguimento della “supremazia della razza bianca”, i cui militanti negli Stati Uniti sono stati più volte accusati e condannati non solo per aver assaltato sinagoghe ebraiche o per aver compiuto brutali pestaggi, ma anche per l’assassinio di alcuni ragazzi di colore. Così è stato nel giugno 1991 ad Arlington nel Texas, dove tre aderenti alla

Hammerskin nation (Hsn) uccisero a fucilate un ragazzino che aveva avuto il solo torto di incrociarli, e a Natale dello stesso anno, a Birmingham in Alabama, quando un senzatetto nero fu finito a colpi di mazza da baseball e di stivali ferrati. Dopo l’ennesimo accoltellamento di un giovane afroamericano nel 1999 in California un tribunale penale li definì “una gang di strada”. Ma l’elenco dei delitti da citare sarebbe molto più lungo.

IL DOPPIO MARTELLO

IN ITALIA LA “FAZIONE MADRE” DEGLI HAMMERSKIN È DA SEMPRE QUELLA MILANESE. Ora

ha anche riaperto la sede. Una cinquantina i militanti, compresi gli aderenti ad Ambrosiana skinheads e a Brianza skin, due gruppi locali ora federati agli Hammer. Agli Ambrosiana skinheads fa ancora riferimento quel Riccardo Colato, detto “Riki”, già condannato per un raid a Bari, il 3 gennaio 2006, dove si trovava in vacanza, contro un pub frequentato da gay. Denunciato per discriminazione razziale e danneggiamenti, assieme ad altri cinque, ebbe il foglio di via con l’ordine di non tornare più nel capoluogo pugliese per tre anni.

Ogni “fazione” deve essere composta da almeno sei membri, ma per diventare Hammerskin, e cioè entrare in quella che i suoi promotori considerano “l’élite dell’élite” del movimento naziskin, è necessario seguire una lunga trafila: essere presentato da un altro membro e prestarsi a un periodo di prova che dura almeno quattro anni. Successivamente si è sottoposti a riti iniziatici. Si parla di pestaggi ai danni di immigrati e di lotte con il coltello contro cani da combattimento. Solo alla fine si potrà ricevere la toppa e tatuarsi su una parte visibile del corpo, collo o avambraccio, il simbolo con i due martelli in marcia mutuato dal film, di cui si rovesciano il senso e le intenzioni, di Alan Parker, The Wall, del 1982, basato sulle musiche dell’omonimo album dei Pink Floyd. Il doppio martello nell’immaginario degli Hammerskin rappresenterebbe l’arma per abbattere i muri che proteggerebbero le minoranze etniche e religiose. Surreali, in questo contesto, le dichiarazioni di alcuni esponenti della Skinhouse rilasciate a un giornale locale: “Noi non siamo assolutamente nazisti e nessuno di noi ha mai avuto denunce per aggressioni”. Ma è sufficiente entrare nella sezione eventi del loro sito per imbattersi subito nell’effige di un manifesto del 1944 utilizzato per il reclutamento nelle Ss italiane, seguito da una locandina dedicata agli “Eroi della Rsi” che invita a un pellegrinaggio al Campo X del Cimitero Maggiore a Milano, dove sono stati sepolti alcuni dei più importanti gerarchi del fascismo, tra gli altri Alessandro Pavolini e Francesco Maria Barracu. È possibile poi visionare un poster a firma “Italia Hammer Skinheads” con tanto di saluti romani, ma anche una foto scattata in occasione dell’Hammerfest del 2007, il più importante raduno internazionale del gruppo, con la bandiera di guerra del Terzo Reich con il doppio martello al posto della svastica. Fino a qualche tempo fa compariva anche l’istantanea di uno striscione esposto allo stadio di San Siro in favore della liberazione di “Norberto”, cioè Norberto Scordo. La storia è questa: la scorsa estate, essendo rimasta ancora vacante la carica di capo degli Hammer, dopo la scelta del vecchio leader Alessandro Todisco di impegnarsi a tempo pieno in Cuore nero, si era deciso di affidare temporaneamente le redini del gruppo a un triumvirato. Tra loro anche Norberto Scordo, già condannato insieme ai due fratelli Todisco, Alessandro e Franco, per aver aggredito a martellate nel 1992 due giovani, un ragazzo e una ragazza di 18 anni, usciti dal Centro sociale Leoncavallo. Neanche il tempo di insediarsi che Scordo, a seguito di un’altra aggressione ai danni di alcuni punkabbestia, il 19 luglio, alle colonne di San Lorenzo, è finito dietro le sbarre, processato e condannato a sei mesi per direttissima. È uscito solo qualche settimana fa.

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Dossier sul mese nero di Milano (aprile maggio 2010)