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PERIODICO DEL VICARIATO DI ANGHIARI E MONTERCHI N. 1

FEBBRAIO - MARZO 2001

Sped. in A.P. - art.2 comma 20c legge 662/96 Filiale E.P.T. 52100 AREZZO aut. Nr. 909 del 29/9/1997-Anno XXXV-Per. del Vic. di Anghiari e Monterchi Con approvazione della Curia di Arezzo - Aut. Tribunale di Arezzo n. 5 del 28 aprile 1967 - Dir. Resp. Renato Bertini - Stampa Grafiche Borgo, Sansepolcro

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La vita della parrocchia e del paese e l’Oratorio

Per l’amico Loris di Turiddo Guerri

Ogni volta che muore un Anghiarese dell’età mia, già troppo avanzata, mi viene meno un po’ di questo mondo. Se poi è un vecchio amico assai cortese, la tristezza si allarga, si dilata e il vuoto che rimane è più profondo. Ma resta, Loris, la memoria tua in questo “nostro caro vecchio Anghiari” di cui sapevi tutte le vicende. Memoria che il paese farà sua nella mente dei colti e degli ignari sui quali pur l’opera tua discende. Però ci manchi e Anghiari se ne duole restando attonito, senza parole.

Vogliamo rendere testimonianza al gruppo di persone che lavora per la puntuale pubblicazione del nostro giornale. Come altre volte abbiamo detto, cerchiamo di fissare nella carta la vita e le iniziative della parrocchia e del paese di Anghiari. Tutto ciò è possibile grazie al contributo di voi lettori che, anche in questo inizio di anno, dimostrate attaccamento a questa iniziativa. I vostri contributi, oltre che permetterci la stampa del giornale ci denotano il vostro apprezzamento per il nostro lavoro. Ancora una volta, grazie! Un particolare ringraziamento va alla Banca di Anghiari e Stia che ha creduto e crede nel nostro impegno. In altra pagina troverete l’elenco di coloro che ci hanno fatto pervenire il loro contributo. Per coloro che non hanno avuto la voglia o l’occasione per farlo finora, ricordiamo che il nostro C/C postale è:

11802527 Parrocchia di Anghiari Come sempre vi preghiamo di segnalarci eventuali omissioni o inesattezze, ve ne saremo grati. Ricordiamo infine che è possibile effettuare i versamenti presso i C/C intestati alla Parrocchia di Anghiari presso le seguenti Banche: Banca di Anghiari e Stia C/C n. 5053 Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio C/C n. 3389 Monte di Paschi di Siena C/C n. 264346

Sommario Per l'amico Loris di Turiddo Guerri pag.2 Autunno, tempo di semina di Cmr " 3 Calendario Liturgico " 4 Sante Messe festive e avvisi delle parrocchie " 5 Il Palterre Sanità! Ovvero Salute e Speranza di S. Lombardi " 6 Concerto alla Badia di Giulio '86 " 6 Una visione da far avverare? di Beppe del piano " 6 Auguri a Laura... e Francesca " 6 Verso il cielo di Cmr " 7 Luci e alberi di Francesca " 7 La chiusura della Porta Santa di don Q. Giorgini " 8 La vignetta: L'obbedienza primo dovere del marito " 9 Un anno è passato " 9 Note dalla Misericordia a cura di Adriano Baccanelli Dedicato a Loris Babbini " 10 Assemblea ordinaria dei Confratelli " 10 Moscerini di Maria Pia Fabiani " 11 Ricordi insigni di Gino " 11 Leonardo Casal di Fausto Franscella " 12 Il paese dei materassi di Civis " 12 Angolo della Missione a cura di Franco Cristini Lettere dalla Tanzania " 13 IL FATTO: Un funerale del 1956 " 13 LE LOGGE: I Presepi di Clèto " 13 Gruppo Donatori di Sangue Fratres di P. Ganganelli Pieno successo della Giornata del Donatore " 14 Un po' più di collaborazione di Francesca " 14 Un generoso duemila " 15 La prima viola di Vera Cuccini " 16

I presepi nel comune di Anghiari di Giulio '86 pag. Mandati ad annunziare di Laura Taddei " La Battaglia e le armi fantastiche di W. Del Sere " La vignetta: Quando il medico ha bisogno del medico! " Questo è Natale? di Civis " Dalle nostre parrocchie " Nebbia di Vera Cuccini " Società multirazziali di Civis " La Madonna del Conforto " I Soci della Pia Società del Gesù Morto " Io clikko " Da Tavernelle a cura di A. Bivignani Una esperienza di unione e catechesi " Tavernelle al concorso di Presepi " Il Presepe di Tavernelle " Notte fantastica " Loris Babbini non sarà dimenticato di M. Senesi " Un Anghiarese da non dimenticare di F. Talozzi " Sul nonno di Giorgia " Un ricordo di Loris di Lorenzo Baldelli " Al grande Loris Babbini di Armando Zanchi " Breve ricordo di Loris Babbini di G. Bianchini " Lettori che ci hanno fatto pervenire il loro contributo " Alla cara Vincenza e figli di A. Zanchi " I nonni ringraziano di Cmr " Luci di Natale " Tre appuntamenti a Natale di Walter Del Sere " La festa toscana di Walter Del Sere " Funghi, un bene dei nostri boschi? di W. Del Sere " Cronachetta dei fatti... "

In copertina disegno by Luca Pucci

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TEMPO PER ANNVM Con la domenica del Battesimo di nostro Signore Gesù Cristo è iniziato il TEMPO ORDINARIO che è il Tempo Ordinario della Chiesa che prepara ed è intermezzo ai tempi forti come Quaresima, Pasqua, Avvento. Il colore liturgico è il verde. Questo tempo è importante perché fa scendere il Mistero di Cristo attraverso la Liturgia nella ferialità (quotidianità) della vita. Non come un fatto eclatante e solo per i tempi forti, ma anche per i tempi normali della vita.

TEMPO DI QUARESIMA La Quaresima ricorda il ritiro di Gesù in luogo solitario per prepararsi alla sua vita pubblica. Questo tempo della Chiesa ci prepara, con un impegno di maggiore penitenza, al periodo della Pasqua. Il colore liturgico è il viola.

Autunno, tempo di semina di Cmr

Semina il Sacerdote dall’alto dell’ambone. Sa, che più in basso c’è buon terreno per accogliere il suo prezioso seme. Qualche chicco andrà sulla strada, altro sui sassi, altro ancora tra gli spini e crescerà pure la zizzania, ma lì, tra i suoi fedeli che l’ascoltano in silenzio, lì in abbondanza attecchirà il buon seme della parola di Dio. ILLUSIONE! Nel cuore delle pecorelle il chicco di grano non raggiunge in profondità la calda e soffice zolla, dove possa germinare, crescere e dare buon frutto. Se così fosse vedremmo le pecorelle trasformate in formichine, correre in tutte le direzioni, trascinare, trasportare, costruire, aiutare, pulire e chi più ne ha più ne metta! Un formicaio lo abbiamo visto tutti; è una meraviglia della natura, un esempio di organizzazione e di funzionalità. Invece tutto rimane come prima. Noi pecorelle riceviamo (e volentieri) il chicco di grano, ma così com’è lo riponiamo nel nostro piccolo silos. Quanto ne abbiamo collezionato? Forse un bel sacchetto che ci porteremo dietro il giorno del rendiconto. Lo mostreremo timidamente al Giudice e Lui aprirà il sacchetto. Tutti quei semini si spargeranno per terra e le bianche colombe, che da quelle parti debbono essere in abbondanza, li mangeranno avidamente, mentre noi guarderemo le nostre mani vuote. E il Sacerdote continua a seminare, mentre noi, sempre a mani vuote, intirizziti come fusi, oltre ad inutili granelli collezioniamo anche una serie interminabile di Pater, Ave e Gloria recitati con la bocca e non col cuore. Non usciremo dalla chiesa per onorare Dio con la nostra vita, ma ancora prima di varcarne la soglia ci scambiano il racconto delle nostre piccole miserie, se non addirittura evidenziamo il male e non il bene del prossimo che dovremmo amare come noi stessi. Che dire poi di quei silenzi, di quella reticenza, di quella chiusura nel partecipare alla liturgia? Mi sembra che il gelo cada su tutta l’assemblea, mentre ognuno dovrebbe essere lieto di dare qualcosa di sé come servizio alla comunità. Via i rancori, via i protagonismi, via i presunti diritti acquisiti, via la riservatezza se sfocia in freddo egoismo. Sentiamoci veramente una comunità e per essa lavoriamo con le mani e con la mente, con la sola preghiera se non abbiamo altro da offrire, perché non ci è possibile. Ha ragione il Dott. Cristini quando scrive nel suo “Angolo della missione” che terreno di missione sono le nostre famiglie, perché la famiglia, a parte i problemi specifici, è legata ai giovani, la nostra speranza e l’ipoteca che abbiamo sul futuro. Trasformiamoci davvero in operose formiche e allora nel nostro cuore il chicco di grano darà frutti copiosi per la gioia nostra e del Seminatore. Spero presto di sentire o di leggere la priorità delle scelte, cosa sarà fatto o progettato con il comune impegno. ANCORA UN’ILLUSIONE?

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CALENDARIO LITURGICO INIZIO DELLA QUARESIMA

Mese di febbraio

28 febbraio mercoledì – Le CENERI. Alle ore 18 in Propositura ad Anghiari ed alle ore 21 a Tavernelle, siamo tutti invitati alla Messa durante la quale potremo ricevere, quale gesto simbolico di penitenza, l’applicazione delle Ceneri. Inizia quindi la Quaresima (quaranta giorni) tempo di penitenza e di rinnovamento per la Chiesa intera. Non basta impegnarsi singolarmente: bisogna sentirsi solidali con tutto il corpo mistico di Cristo. I mezzi concreti che la Chiesa ci raccomanda per questa grande opera sono riassunti nel trinomio: digiuno (per chi può farlo secondo il suo stato di salute) – preghiera – opere di carità. Tutti i venerdì di Quaresima alle ore 16 a Tavernelle e alle ore 17,30 nella chiesa di Propositura, pia pratica della Via Crucis.

1° febbraio. Primo giovedì del mese. Si invitano i fedeli alla preghiera per le vocazioni. 2 febbraio venerdì . Presentazione del Signore “Candelora”. Maria e Giuseppe portarono Gesù al Tempio per offrirlo al Signore ed è qui che appaiono due figure fedeli e giuste: il vecchio Simeone e la profetessa Anna. Magnifico è il Cantico di Simeone: “Ora lascia, o Signore, che il tuo servo vada in pace secondo la tua parola, perché i miei occhi hanno visto la tua salvezza, preparata da te davanti a tutti i popoli, luce per illuminare le genti e gloria del tuo popolo Israele.” (Lc 2-29-32) Primo Venerdì del mese. Nella Pieve di Micciano, alle ore 20, Santa Messa per il Gruppo Uomini dei Ritiri di Perseveranza. Al Santuario del Carmine alle ore 21 recita del Santo Rosario.

Mese di marzo 1° marzo - Primo giovedì del mese. Si invitano i fedeli alla preghiera per le vocazioni.

4 febbraio - Domenica V del Tempo Ordinario. Sante Messe secondo l’orario festivo. Giornata per la vita.

2 marzo - Primo Venerdì del mese. Nella Pieve di Micciano, alle ore 20, Santa Messa per il Gruppo Uomini dei Ritiri di Perseveranza. Al Santuario del Carmine alle ore 21 recita del Santo Rosario.

6 febbraio - Primo Martedì del mese. In Propositura alle ore 17 “Ora di Guardia” con recita del Santo Rosario. 11 febbraio - Domenica VI del Tempo Ordinario. Beata Vergine di Lourdes - Giornata dell’ammalato. Sante Messe secondo l’orario festivo. Nel 1858 l’Immacolata Vergine apparve a Bernardette Soubirous, presso Lourdes in Francia dentro la grotta di Massabielle. Servendosi di questa umile fanciulla, Maria chiamò i peccatori alla conversione e suscitò nella chiesa un movimento intenso di preghiera e di carità, la quale produsse una sollecitudine speciale per i malati.

4 marzo - Domenica I di Quaresima. Sante Messe secondo l’orario festivo. 6 marzo - Primo Martedì del mese. In Propositura alle ore 17 “Ora di Guardia” con recita del Santo Rosario. 11 marzo - Domenica II di Quaresima. Sante Messe secondo l’orario festivo. 18 marzo - Domenica III di Quaresima. Sante Messe secondo l’orario festivo.

14 febbraio mercoledì – Santi Cirillo e Metodio, patroni d’Europa. 18 febbraio - Domenica VII del Tempo Ordinario. Sante Messe secondo l’orario festivo.

19 marzo lunedì – San Giuseppe sposo della Beata Vergine Maria. “Servo fedele e saggio! Il Signore gli ha affidato la sua famiglia.

22 febbraio giovedì – Cattedra di San Pietro Apostolo. Santa Margherita da Cortona. La festa della Cattedra di Pietro fu celebrata in questo giorno a Roma fin dal secolo IV, per significare il fondamento e l’unità della dottrina che poggia sopra l’apostolo Pietro.

25 marzo - Domenica VI di Quaresima. Annunciazione del Signore. Sante Messe secondo l’orario festivo. “L’Angelo del Signore portò l’annuncio a Maria: E concepì dallo Spirito Santo.”

25 febbraio - Domenica VIII del Tempo Ordinario. Sante Messe secondo l’orario festivo.

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I sacerdoti del Vicariato

SANTE MESSE FESTIVE CELEBRATE NELLE CHIESE DEL VICARIATO DI ANGHIARI...

Il 29 dicembre si è tenuta la riunione dei parroci del vicariato foraneo di Anghiari e Monterchi nella saletta parrocchiale della Propositura di Anghiari. Erano presenti don Pietro Galastri, don Fabio Bartolomei, Mons. Fabio Comanducci, don Vasco Donati Sarti, don Marco Salvi, don Juan Carlos Ardila Rios, don Quinto Giorgini. Sono risultati assenti don Romano Manfredi e don Mario Montini. Fra gli altri argomenti si sono fissate le date e le località delle prossime stazioni quaresimali (vedi orari più sotto).

Ore 8,00 Ore 8,30 Ore 8,40 Ore 9,00

MERCOLEDÌ 28 FEBBRAIO

SACRE CENERI

Ore 9,30 Ore 10,00

In Propositura ore 18 A Tavernelle ore 21

Ore 10,30 Ore 11,00 Ore 11,30 Ore 12,00 Ore 18,00

AVVISO

-PIEVE DI MICCIANO -CHIESA DI SAN LEO -ANGHIARI: Chiesa di S. Stefano -PIEVE DI SOVARA -CHIESA DEL PONTE ALLA PIERA -CHIESA DI TUBBIANO -CHIESA DI CATIGLIANO -ANGHIARI: Chiesa di Propositura -SANTUARIO DEL CARMINE -CENACOLO DI MONTAUTO -CHIESA DI SAN LEO -ANGHIARI: Chiesa di Propositura -PIEVE DI MICCIANO -CHIESA DI TAVERNELLE -CHIESA DI VIAIO -CHIESA DI TOPPOLE -ANGHIARI: Chiesa della Croce

... E DI MONTERCHI

BENEDIZIONE DELLE FAMIGLIE

Ore 8,30 Ore 8,45 Ore 9,30 Ore 10 Ore 11 Ore 11,15 Ore 16,30 (ore

L'orario della benedizione delle famiglie, che seguirà in linea di massima quello dell'anno passato, verrà affisso per tempo nelle chiese.

S. Maria della Pace Le Ville San Michele Arc.lo a Padonchia CHIESA delle monache Monterchi CHIESA della Madonna Bella Pocaia S. Maria della Pace Le Ville San Simeone profeta a Monterchi 18 estivo) San Simeone a Monterchi

Ultima domenica del mese chiesa di San Michele Arc.lo a Pianezze ore 15 (ore 17 estivo).

STAZIONI QUARESIMALI 2001 ANNUNCIARE CRISTO SPERANZA DELL’UOMO D’OGGI Giovedì 8 marzo alle ore 21 Propositura di Anghiari Giovedì 15 marzo ore 21 Chiesa delle Ville Giovedì 22 marzo ore 21 Chiesa di San Leo Giovedì 29 marzo ore 21 Chiesa di Tavernelle Giovedì 5 aprile ore 21 Arcipretura di Monterchi Lunedì 9 aprile ore 21 Santuario del Carmine: confessioni pasquali 5


IL PALTERRE: dove gli anghiaresi parlano di Anghiari, e non solo Sanità! Ovvero Salute e Speranza

CONCERTO ALLA BADIA

di Sergio Lombardi

Servizio di Giulio '86 - Sabato 16 dicembre si è svolto alla Badia il concerto della corale “Tourdion“ composto da otto elementi, tutte donne. Il concerto è stato organizzato in onore di Loris Babbini, cittadino onorario di Anghiari che ha dato tanto al nostro paese. Nel concerto sono stati eseguiti pezzi di vari periodi: dal 1500 fino ad arrivare ai giorni d’oggi. Alla fine sono stati eseguiti i due pezzi natalizi più famosi: “Astro del ciel” e “Adeste fideles”.

Montagne di parole e oceani di inchiostro sono stati versati per disquisire di questo atavico problema. A livello Nazionale la situazione da drammatica è divenuta tragica per cui teniamoci caro il nostro ospedale di S. Sepolcro perché fra i tanti è uno dei pochi rimasti a misura d’uomo. Quando vi è la presenza del male ritengo molto importante anche il fattore psicologico e nell’ospedale di S. Sepolcro prima sei una persona poi un paziente e infine un numero. Intendo dire che il comportamento del personale paramedico è importante e a volte determinante per l’esito positivo della patologia. Infatti la medicina offre una grande spinta alle più svariate patologie, ma risulta del tutto inefficiente se è presente uno stato depressivo generale il quale porta inevitabilmente al rifiuto totale di qualsiasi aiuto perché vengono inibite le funzioni immunitarie. Infatti è per questo che insisto sul fatto che è importantissimo il fattore morale, e l’ospedale di S. Sepolcro è come una grande famiglia. A questo proposito devo fare un personale ringraziamento alla signora Mirella Cortellazzi e alle sue colleghe, infatti le stesse riescono a rendere meno traumatico il fatto di essere in un luogo poco consono alla vita reale. In definitiva l’ammalato è colui che vive in guerra mentre tutti gli altri sono in pace. Riuscendo a capire questa realtà è chiaro come sia importante un supporto etico per la soluzione di un qualsiasi problema fisico. Voglio ricordare che ciò non è un’invenzione ma molto tempo addietro un certo Ippocrate affermò quanto sopra detto, inoltre aggiunse che la professione medica prima era una missione poi una situazione lavorativa. Per concludere occorre prendere atto che la grande famiglia, cioè l’ospedale di S. Sepolcro, è un patrimonio territoriale non indifferente e che ognuno di noi è latore della sua piccola parte affinché come tutte le cose belle, non diventi una dolce chimera. È importantissimo sdrammatizzare momenti poco edificanti e questo può succedere solo in presenza di volti amici o di chi si pone come tale, a questo proposito è doveroso parlare di Massimo di Anghiari, assistente in sala operatoria, al quale ricordo sempre che in caso di serrata dei negozi per alimenti canini, basta che prelevi qualche ossicino e la cena per il suo cagnolino è assicurata ! Vedete questo serve a rendere più vivibile un momento drammatico. Concludo dicendo che non dobbiamo permettere a nessuno di toglierci tutto questo, qualunque siano le ragioni addotte, perché questo è il patrimonio della nostra cultura e perdere ciò significherebbe massificare noi stessi. Detto in una sola parola sarebbe come volere correre prima di avere imparato a camminare. Meditiamo, meditiamoci sopra!!

Una visione da far avverare? di Beppe del pian d'Anghiari

Racconto queste cose perché a dire il vero mi hanno colpito. Non so che giorno era, di sicuro era sabato (forse il 2 dicembre). Non ricordo il perché, fatto sta che sono venuto ad Anghiari. Quando ho girato in cima alla Croce per scendere verso piazza, ho creduto di avere sbagliato paese. Ho visto una bella strada con dei marciapiedi che non mi ero mai accorto di quanto sono belli così liberi. Mi sono sembrate più belle anche le case. Finalmente, ho detto, c’è qualcuno che ha voce in capitolo che la pensa come me. Stanno togliendo le famose fioriere! Solo che, successivamente, ripassando dalla Croce, le fioriere erano al loro posto a far “bella” mostra di sé. Ci sono rimasto male. Mi ero illuso a credere che qualcuno vedesse le cose come me e, ancora una volta, mi sono sbagliato. A me queste fioriere non piacciono. Lo so che sono di pietra, ma al primo colpo d’occhio sembrano cubi di cemento svuotati e non abbelliscono un meraviglioso stradone che dopo avere attraversato tutto il paese si distende come per rilassarsi per tutta la vallata sino al Tevere. Lo spettacolo è ancora più bello in estate quando, vicino al tramonto, i raggi del sole si riflettono sui catarifrangenti della strada e danno l’illusione di un viale illuminato da tante lampadine.

Auguri a Laura... Il 7 dicembre scorso si è laureata in Giurisprudenza, ottenendo la bella votazione di 105, LAURA COLESCHI, di Anghiari, discutendo la tesi: Il lavoro interinale: flessibilità e organizzazione aziendale . Alla neo-dottoressa le più vive felicitazioni dagli amici del coro parrocchiale di cui fa parte nonché dalla redazione de “l’Oratorio”.

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... Il Palterre

scaldare la Sua solitudine (che noi anziani dovremo ben comprendere), a dirGli grazie per quel Suo aspettarci lì a quell’altare dove ogni giorno noi dovremmo credere che è vivo e vero e si rende agnello sacrificale che toglie i peccati del mondo. Il Dio Trino ed Unico, che tanto ha amato la Vergine Maria, riceve da Lei le nostre suppliche affidate alle piccole luci tremule, accetta e gradisce l’intercessione dei Santi, Santi del cielo e della terra, ma noi non dobbiamo dimenticare che Lui è il, Re e che tutto da Lui proviene. Accenderò con fede la mia piccola luce per dire a Maria di spingere la nostra comunità verso un maggiore, doveroso culto, della Eucarestia, in sintonia anche con alcune parole di Sant’Agostino: “Tu eri dentro di me e io Ti cercavo fuori, gettandomi miseramente sopra forme di bellezza che sono creature Tue.” Pace e bene a tutti.

Beatitudini della sera di Cmr

Verso il cielo Hai in mano una fiaccola accesa: se la tieni ben dritta, la fiamma sale verso il cielo; se la inclini, la fiamma sale sempre verso il cielo; se la rovesci, si volgerà forse la fiamma verso terra? In qualunque posizione tu la metta La fiamma non conosce altra via: va verso il cielo. (Sant’Agostino)

Fiamma: massa di gas nella quale è in corso un processo di combustione, con sviluppo di calore ed emissione di luce. Essendo questo gas più leggero dell’aria che ci circonda, ecco che la fiamma sale costantemente verso il cielo. Molto sommariamente, da persona non addetta ai lavori, mi sembra di aver dato una spiegazione “logica” del fenomeno fiamma. Agostino guarda la fiamma con gli occhi della fede; io l’ho guardata con gli occhi della ragione. La fede è la stupenda alchimia che può cambiare una fiamma in un anelito di speranza, il dolore in gioia, la morte in vita. Le innumerevoli piccole luci che in tutte le chiese del mondo vanno verso il cielo, accese da mani pietose, dicono i bisogni dell’umanità, le attese, le speranze, la gratitudine. Chi non ha mai affidato ad una candela la propria richiesta? Da studenti si accendeva perché andasse bene un compito, un’interrogazione, un esame (magari non ben preparati), più avanti per risolvere pene amorose, poi per la vita dei figli, poi per la salute delle persone care. Oggi noi, popolo della terza e quarta età, accendiamo la nostra fiammella perché il Padre ci dia la forza e la saggezza per vivere bene la nostra ultima stagione, per dare ed avere comprensione e solidarietà, per amare ed essere amati. Piccole luci rivolte verso il cielo che dicono la nostra partecipazione alla vita degli altri, dei nostri cari e familiari, della comunità, del mondo che soffre, della Chiesa, delle famiglie e dei giovani in difficoltà. Ogni fiammella una preghiera. Quando tutto è vuoto, silenzio e penombra nella casa del Signore, le fiammelle-preghiera sembrano brillare ancora di più e io mi avvicino all’altare in punta di piedi perché i miei passi sembrano tuoni in quella pace. Mi avvicino e chiedo umilmente perdono, perché Gesù, prigioniero del Tabernacolo, è tutto solo e nessuna luce brilla davanti a Lui. Speriamo che fuori, nel mondo, siano i cuori dei Suoi fedeli a tenerGli compagnia, a

Luci e alberi Sicuramente tutti noi abbiamo ammirato il bell’albero di Natale sopra le mura e il Presepe stilizzato sulle mura stesse. Bello anche il Presepe nella Piazza. Il nostro paese è veramente vestito a festa scintillante. Per l’illuminazione e il presepe sulle mura dobbiamo ringraziare i commercianti, i quali si sono autotassati e hanno fatto una pesca per San Martino per trovare i tanti soldini necessari per il montaggio delle luci. Ciò che invece non mi è piaciuto (mi scuso fin d’ora per la polemica) sono stati i troppi alberi che si sono creati. Alla Stazione, al Giardinetto, alla Croce, al Campo della Fiera. Non vi sembrano troppi? Anghiari è il paese di tutti noi, sia di chi abita alla Stazione e di chi al Campo della Fiera. Non capisco quindi la necessità di addobbare cinque alberi (a costi abbastanza elevati per l’amministrazione). Pensiamo allora anche ai cittadini delle frazioni ,anch’essi Anghiaresi. Cosa dovrebbero dire? Anche loro avrebbero diritto ad un po’ di illuminazione natalizia? Io penso che sempre, ma specialmente a Natale, dovremmo cercare di impiegare meglio le risorse che si hanno, aiutando chi ha molto meno di noi. Cercare di lavorare tutti insieme per uno scopo unico, cioè quello di fare qualcosa di più costruttivo per il nostro paese, indipendentemente da dove abitiamo o a quale associazione apparteniamo. Francesca

...e a Francesca Il 13 dicembre scorso si è laureata con la bellissima votazione di 110 e lode FRANCESCA ROSSI, di Tavernelle, nella facoltà di Lingue. Alla neo-dottoressa, fervente animatrice nell’ambito della Pastorale Giovanile della nostra Diocesi, vanno tanti complimenti dagli amici della Parrocchia di Tavernelle e dalla redazione de “l’Oratorio”.

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IL GRANDE GIUBILEO DEL DUEMILA

di don Quinto Giorgini

La chiusura della Porta Santa Con il simbolico rito della chiusura della Porta Santa della Basilica di S. Pietro da parte di Giovanni Paolo Secondo è terminato il Grande Giubileo de Duemila. Quella Porta, rimasta aperta, spalancata per 379 giorni, è stata attraversata da una fiumana composta da oltre 25 milioni di pellegrini venuti a Roma per ottenere la grazia giubilare del perdono e della indulgenza delle proprie colpe e per lodare e ringraziare insieme al papa, DioTrinità, per il dono dell’Incarnazione e della Redenzione operata da Cristo-Gesù Unico Salvatore del Mondo. Anch’io, il 6 maggio scorso, insieme ai pellegrini delle mie parrocchie e della mia Diocesi, ho varcato la soglia di quella Porta ormai chiusa, con trepidazione e speranza in Gesù Misericordioso. Altre volte avevo compiuto quel gesto negli Anni Santi del 1983, del 1975 e la prima volta nel 1950. Ricordo ancora la gioia e l’emozione che provai quando, alunno della prima media nel Seminario biturgense, fui sollevato in alto da una guardia svizzera perché non riuscivo a vedere l’esile e bianca figura di Pio XII chiamato “Pastore Angelico”. Non so se mi sarà concesso di varcarla ancora nel prossimo Giubileo del 2025: grato al Signore per il passato, lo supplico di farmi entrare per la Porta del Cielo. Ritornando al nostro argomento che vuole essere un sommario bilancio dell’Anno Santo. Come prima riflessione è la sorpresa della intensa attività del papa, vero protagonista di questo Giubileo. Sostenuto da una particolare “forza dall’Alto” nonostante la cagionevole salute e l’avanzata età ha affrontato caldo, freddo, pioggia... pur di essere sempre presente alle numerose e faticose udienze, celebrazioni, pellegrinaggi, programmati dall’apposito comitato. Seguendo il calendario giubilare elenco in ordine sparso i Giubilei delle varie categorie: dei bambini, dei giovani, degli anziani, dei malati, dei disabili. Proseguiamo con quello del laicato, dei diaconi, dei preti, dei vescovi e dei religiosi... Ricordiamo inoltre i Giubilei delle varie professioni: degli universitari, degli scienziati, dei giornalisti, degli artisti, sportivi, politici, governanti, parlamentari... Non possiamo dimenticare il Giubileo delle Famiglie, dei carcerati, dei migranti, dei lavoratori, artigiani, agricoltori, militari, vigili, polizia... Il Grande Giubileo del Duemila è stato inoltre caratterizzato dai pellegrinaggi papali nei paesi biblici. Costretto a rinunciare a quello in Iraq sulle orme di Abramo, realizza quello sul Sinai. Da quel luogo, come novello Mosè, il papa ricorda al mondo l’importanza della Legge naturale-divina del Decalogo. Prosegue il suo tanto desiderato e preparato pellegrinaggio in Terra Santa:

Betlemme, Gerusalemme (Cenacolo e Calvario), Nazareth, il Monte delle Beatitudini da dove proclama la Nuova Legge Evangelica a numerosi giovani accorsi per ascoltarlo. Il papa aveva tanto pregato, parlato e agito perché l’anno bimillenario della natività di Cristo, segnasse l’accordo di pace tra palestinesi ed ebrei. Purtroppo non è stato così: ma il seme della pace, seminato dal papa pellegrino in quella terra, germoglierà presto. Non può passare inosservato il pellegrinaggio mariano a Fatima il 13 maggio, dove viene svelato il “terzo segreto” rivelato dalla Vergine a Suor Lucia. Si tratta dell’attentato al papa, delle sofferenze inflitte alla Chiesa e ai suoi pastori da parte dei regimi atei del ventesimo secolo. Momenti di particolare importanza sono state le celebrazioni ecumeniche dei nuovi martiri e testimoni della Fede (vittime del comunismo, nazismo e genocidi) fatte presso il Colosseo, luogo dei primi martiri cristiani. Memorabile la giornata del Perdono e della Purificazione della Memoria per liberare la coscienza collettiva dalle colpe passate commesse da alcuni membri della Chiesa. Altri gesti importanti di questo Giubileo sono stati la richiesta della remissione, almeno parziale, dei debiti dei paesi più poveri da parte di quelli più ricchi ed un gesto di clemenza verso i carcerati che non hanno avuto purtroppo ascolto. Cuore del Giubileo del Duemila è stata l’EUCARISTIA celebrata solennemente nel XLVII Congresso Eucaristico Internazionale che ha avuto per tema “Cristo Unico Salvatore del mondo, Pane per la nuova vita”. L’evento ha visto la partecipazione di 300 mila fedeli, 30 cardinali, 60 vescovi e mille preti. Non possiamo concludere senza accennare alle canonizzazioni fatte dal papa in questo anno: quelle dei Martiri cinesi, dei due pastorelli di Fatima e quelle dei due grandi papi: Pio IX (1846-1878) e Giovanni XXIII (1958-1963). Il primo ha servito la Chiesa per 32 anni in tempi politicamente difficili: “molto amato” dai fedeli perché Pontefice dell’Immacolata, del Concilio Vaticano Primo, dell’Infallibilità pontificia... “molto odiato” dai suoi avversari politici, per le vicende risorgimentali dell’unità d’Italia realizzata, non con le trattative, ma con la forza e l’invasione del millenario Stato Pontificio da parte di un governo autoritario, massone ed anticlericale. Papa Giovanni servì la Chiesa per appena 5 anni, in tempo di pace e di coesistenza, fu molto amato per la sua bontà e popolarità, per la “carezza ai bambini” e per aver convocato il Concilio Vaticano Secondo, per l’aggiornamento dell’azione liturgico-pastorale della Chie-

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sa, nel mondo contemporaneo. Non dobbiamo dimenticare che il Giubileo del Duemila non si è svolto solo a Roma intorno al papa, ma anche in tutte le chiese diocesane intorno ai vescovi e ai parroci. Chi potrà conoscere la storia intima e segreta di tante anime in tutto il mondo che hanno ritrovato o intensificato in Cristo e nei suoi sacramenti, la grazia e la pace dei cuori? Solo il Signore, che scruta le menti ed i cuori, conosce i frutti di conversione e di progresso spirituale operati dal Grande Giubileo. Abbiamo iniziato queste personali riflessioni giubilari con l’immagine di una porta “aperta” per terminarle con quella meno stimolante di una porta “chiusa” che può rappresentare quella del nostro cuore che troppo spesso rimane chiuso o socchiuso all’amore di Dio e dei fratelli più bisognosi. Questa porta che si è chiusa deve essere uno stimolo a decidere in tempo la nostra conversione, considerata la precarietà e la brevità della nostra esistenza. Presto, Cristo-Sposo verrà per chiudere definitivamente la Porta dell’eterno Convito. Ma non perdiamo la speranza, se almeno nell’ultimo istante della vita faremo in tempo a bussare a quella Porta, ci sarà aperto, perché possiamo entrare e cenare con Cristo Glorioso e tutti gli eletti alla divina mensa del Regno dei Cieli.

La vignetta: L'obbedienza è il primo dovere del marito!

In una chiesa di Innsbruck

IN MEDIO CIVITATIS ECCLESIA ILLIBATA Una Chiesa pura in mezzo alla comunità

Un anno è passato Quando al cimitero trovo la tomba del mio tesoro in un tripudio di colori, di fiori e di ninnoli lasciati per lo più da ignote mani amiche, mi sento un po’ consolata da tanta partecipazione al mio soffrire. Spesso le stesse piccole cose lasciate a Roberto sono anche accanto a Stefano: sembrano rappresentare così la loro amicizia che continua attraverso gli amici comuni e così li posso pensare insieme. Fino ad ora non avevo avuto la forza, o il pensiero, di approfittare di un po’ di spazio sull’ “Oratorio”, per ringraziare tutti coloro che continuano a ricordare con rimpianto il “Pocchio”, ma penso che, in occasione delle feste natalizie mi sia forse venuta proprio da lui l’ispirazione a ricorrere a questo simpatico giornale per esprimere al paese tutto, la mia gratitudine. Voglio però in primo luogo ringraziare, e non mi stancherò mai di farlo, quelle persone che hanno avuto sempre il coraggio di schierarsi dalla parte di Roberto, anche quando era in vita, come Gianfranco e Fernando. Ringrazio anche chi ha scritto la poesia “Uomo e donna li creò” perché ha saputo esprimere in chiare, semplici e sentite parole un concetto profondo e sublime interpretando e traducendo così l’angoscia di tanti genitori stravolti dalla disperazione. E grazie poi a tutti quei giovani che lasciano commoventi biglietti. Il vento e la pioggia hanno sempre pensato poi a spazzarli via o a cancellarne le scritte. Ne ho salvati due. Non conosco gli autori ma so che dovevano apprezzare e amare Roberto e io li abbraccio con tanta riconoscenza, come abbraccio tutti quelli che hanno voluto e vogliono ancora bene e non dimenticano il mio passero. La mamma “Sei sempre nei miei pensieri” Sara (Arezzo)

“Caro Roby, perdonami, il mio non capire o non voler capire la tua sofferenza, i nostri incontri brevi non potevano farmi supporre questa tua sofferenza, questo mondo corre troppo, noi corriamo troppo e non ci accorgiamo delle persone che ci stanno intorno, e nel tuo caso soffrono. Perdonami caro Roby. Avrei voluto essere tuo amico, perché eri una persona d’oro, buona, gentile, e simpatica. Averti perso così mi fa star male, non ti dimenticherò mai. Massimo

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NOTE DALLA MISERICORDIA a cura di Adriano Baccanelli

Dedicato a Loris Babbini Il 12 novembre 2000 rimarrà impresso nella mente degli anghiaresi, per il ritorno di Loris Babbini alla Casa del Padre. Proboviro della Misericordia, il Babbini è stato sicuramente il personaggio, che nei nostri tempi, più si è adoperato per dare impulso alla vita e allo sviluppo di tutto il paese: aveva 88 anni, 71 dei quali fattivamente dedicati alla “sua” Misericordia, ma non c’è Istituzione Anghiarese, che non si sia avvalsa della sua collaborazione. Il gravissimo lutto oltre al dolore soffocante che provocava alla famiglia, gettava turbamento nell’intera comunità, e privava l’Opera Pia del rappresentante più significativo: l’immagine vivente dell’anima del Confratello della Misericordia, testimone presente del passato. La cappa con cui ha vestito l’intera, giusta vita, era l’anello di congiunzione che, in perfetta armonia, ci univa saldamente allo spirito dei Fratelli fondatori del 1564. Si iscrisse alla Misericordia nel 1929 quando aveva appena 17 anni. Nel 1945 entrò nel Direttivo, dove con zelo, abnegazione e attaccamento esemplare all’Istituzione, ricoprì le più importanti e delicate mansioni. Per la sua opera silenziosa, costante, disinteressata, capace, piena d’altruismo e generosità, il Magistrato gli conferì la suprema nomina di Confratello Benemerito. Nel 1975 sull’idea di raccogliere e custodire tutto ciò che documentasse la vita dell’Opera Pia, fin dai tempi più remoti, diede inizio al lavoro che concretizzò nella nascita del Museo della Misericordia, con degna sede nell’antico edificio di Badia: residenza storica della Secolare Istituzione. Esso appare in tutte le guide più importanti della Toscana, menzionato per la particolarità

dell’oggettistica e gli antichi carteggi dell’archivio storico; per questo, con delibera n° 6 del 17 febbraio 1983, venne ancora una volta proclamato Benemerito. Altro bellissimo dono di cui ci ha corredato, fu la pubblicazione nel 1987 del libro sulla plurisecolare benefica attività della “Misericordia di Anghiari”. Soltanto lui poteva essere qualificato per tracciare il percorso più dritto dell’Opera Pia, dalle origini ai giorni nostri. Cultore delle più radicate tradizioni della nostra terra e profondo conoscitore della storia di queste contrade, con serietà, competenza e ammirevole costanza, riordinò sapientemente i numerosi archivi storici del territorio. Valente sostenitore della Fede Cristiana, con spirito perseverante ha dedicato con passione moltissimo del tempo libero, dal suo quotidiano lavoro, alla causa dell’Opera Pia: fin dai tempi difficili dell’immediato dopoguerra, per lasciare a noi i ricordi tangibili degli avvenimenti vissuti dalla nostra Istituzione. Il suo comportamento e il grande spirito di sacrificio, è stato l’alimento che ha saputo dare sprone ai Confratelli per profondere l’Obolo Cristiano, inderogabile in ogni tempo e così, fino agli ultimi giorni della sua vita. Addio Loris! La Fratellanza della Misericordia in riconoscimento delle Benemerite Opere svolte per l’Istituzione e come risposta a tanta generosità, nella seduta Magistrale straordinaria del 30/11/u.s., ha deliberato di dedicarti il Museo che con tanta cura, passione e competenza, hai allestito. “Dio ne renda merito”, è il compenso che premia le anime che silenziosamente e beneficamente tramano per l’Opera Pia, ed è l’augurio che tutta la Fratellanza ti rivolge, come ringraziamento, per l’impronta terrena lasciata indossando la cappa.

ASSEMBLEA ORDINARIA DEI CONFRATELLI Il 17 dicembre u.s. presso la sede della Misericordia in Via Matteotti, si è tenuta l’Assemblea Generale dei Confratelli della Misericordia. La riunione era stata preceduta dalla S. Messa celebrata da Don Marco Salvi Correttore dell’Opera Pia. Gli argomenti all’O.d.G. comprendevano: la relazione del Governatore sull’andamento dell’Istituzione, l’approvazione del bilancio consuntivo relativo l’anno 1999, quello di previsione riferito al 2000/1 e il rinnovo parziale del Magistrato. Riguardo al primo argomento, i Confratelli presenti, tra le altre cose, venivano documentati sui lavori eseguiti alla sede con relativo impegno economico sostenuto per l’adeguamento dell’impianto elettrico, alle normative di

sicurezza previste dalla legge, più quelli strutturali, con interventi mirati alla coibentazione del tetto, alla sostituzione delle gronde e alla controparete, con la quale, veniva eliminata l’umidità nella Cappella di S. Marco, attigua alla sede. L’assemblea successivamente concedeva piena autonomia al Direttivo per i prossimi impegni, riconoscendogli autorità e competenza per gli interventi da effettuare al Museo, dove incombono il rifacimento del portone principale e lavori di manutenzione alla struttura dell’immobile, a tal proposito, pertinenti e graditi gli interventi di Massimo Redenti, Fedele Boncompagni e Mario Del Pia. Si passava così all’approvazione unanime dei bilanci 10 continua a lato


Moscerini di Maria Pia Fabiani

Sei appena visibile minuscolo alcolista ma ti rendi noioso pur se sfuggi alla vista. Girelli intorno all’uva specialmente appassita e presto ti moltiplichi in una squadra ardita. Ma ciò che mi stupisce, mi sfugge alla ragione, è una prontezza magica, davvero da campione! Sei lì sulla piastrella vicino alla vinaccia. Mi accosto per schiacciarti: senti questa minaccia e silenzioso e rapido voli poco lontano come a prendere in giro la mia lontana mano. Mi leggi nel pensiero bruscolo impertinente? Anche tu, meraviglia per l’ammirata mente! In quale infinitesima parte del tuo sistema c’è questo radar magico? La mia ragione trema! E tutto volge al Culmine di qualsiasi vita: a Chi seppe donarcela con sapienza infinita.

Ricordi insigni

7 dicembre 2000

Ancora una volta la mesta cronaca paesana annuncia la perdita di cari amici concittadini. Fra questi: ricordiamo con molto cordoglio l’amico Giuseppe Magrini (il Professore) per la larga schiera di amici e conoscenti. Egli, cresciuto con la madre (vedova di guerra) e i fratelli nei limiti ristretti della vivenza, seppe giungere alla qualificata professione, con la quale s’introdusse in primo piano nelle alte cariche educative tra cui l’Accademia Petrarca. Non occorre fare l’elogio postumo a questo nostro amico e concittadino, perché questo era già nella autorità ancor prima della sua prematura scomparsa. Noi che gli vivemmo vicino fin dalla prima età, lo ricorderemo con il meritato affetto Ricordiamo pure “Cecchino” (Francesco Leonardi) l’amico di tutti quelli di cui aveva conoscenza, meritandone la più larga stima. Fu egli quale archivista, degno successore del collega “Loris Babbini” del quale vogliamo in sintesi riproporne la statura e i meriti. Loris: fu l’uomo che si era posto ai vertici delle attività culturali pubbliche, senza tuttavia rivestire le relative cariche, rifuggendo quel blasone decorativo che talvolta ammanta la nullità. Egli si sottraeva ai meriti per connaturale vocazione, e ciò ne accresceva la stima da parte di tutti quelli che lo conobbero e gli furono vicini. Con lui l’Anghiari Culturale ha perduto un esponente che ora si pone a grata memoria fra i più validi concittadini contemporanei. I “Canti Sacri” sono di Don Vittorio ricordo e testimonianza indelebile della sua essenza cristiana e umana, dedita e consacrata al suo popolo. I suoi “Quaderni di Musica” come altre sue composizioni, rimarranno ai posteri ricordo e testimonianza di un Sacerdozio vissuto nella fede e per la fede, con estrema umiltà. Noi: per il fatto ch’egli fosse schivo nel suo valore culturale, in ossequio alla modestia suggerita dalla spiritualità cristiana, ci rammarichiamo di non averlo vissuto a pieno, anche se abbiamo avuto con lui un continuo e facile incontro. Ora restiamo coscienti che la Chiesa anghiarese lo annoveri tra i suoi operatori più insigni, per la Fede e per la Società. Gino

Assemblea... continua da pag 10 e all’elezione della Commissione di Seggio in relazione al rinnovo parziale del Direttivo. Precedentemente il Governatore faceva presente all’Assemblea quanto concordato con l’Ordine dei Probiviri relativamente ai nuovi eletti, con riferimento allo Statuto, affermando, tra l’altro, l’indisponibilità a partecipare alle riunioni di un membro ancora in carica e l’opportunità di sostituirlo attualmente, anziché con il primo dei non eletti della passata legislatura. Gli uscenti quindi erano quattro, gli entranti, cinque. Quelli a fine mandato erano: Adriano Baccanelli, Angiolo Pari, Catia Buzzichini, Domenico Bartolini. Alle ore tredici come previsto si dava inizio allo scrutinio, dove le 93 schede votate, davano il seguente

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risultato: Adriano Baccanelli 81 voti, Federico Boriosi 77, Massimo Redenti 74, Buzzichini Catia e Pari Angiolo 56, Bartolini Domenico 40, Vellati Veniero 4. Baccanelli, Boriosi, Redenti, Buzzichini, Pari, entrano nel Direttivo con mandato di 4 anni. Doverosamente concludo menzionando tre personaggi che da molti anni collaborano con l’Opera Pia in assoluta abnegazione, il loro contributo è stato sempre prezioso e inderogabile, nonostante la non più giovanissima età. L’attaccamento all’Istituzione, tuttora esemplare e costruttivo, è di esempio per i giovani che desiderano indossare la cappa. “Dio ne renda merito” a Cancellieri Vadero, Bartolini Domenico e Pari Angiolo.


Leonardo Casal di Fausto Franscella*

Il paese dei materassi

di Civis

Questo paese non è chissà dove. È il nostro. È Anghiari. Mi capita infatti di vedere vicino ai cassonetti della spazzatura materassi di tutte le specie e dimensioni accantonati (a volte anche con cura) perché qualcuno se li porti via. I cittadini però dovrebbero sapere che tutto ciò che non è “spazzatura”, messa dentro sacchetti di plastica e quindi dentro il cassonetto deve essere fatta recapitare presso il punto di raccolta di San Leo che è aperto il martedì ed il sabato dalle 9 alle 12. E quindi materassi, mobili usati, lavatrici, ferro, biciclette, legni vari, plastica vanno portati a San Leo. Ora passando dalla Fossa, poco dopo il ponte sulla Sovara ho potuto notare che lì ci hanno creato una piccola, ma non

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*Da “La Regione” del 21 dicembre 2000

Nella foto (1928/30) un gruppo di ragazzi della Cresima davanti alla Villa Miravalle. Leonardo è alla sinistra del bambino a cui si appoggia don Vito. Si possono poi riconoscere: il Proposto don Ernesto Severi, suor Chiara, suor Teresa, Ermini Giuseppina, Corsi Gaetano, Bonarini Francesco, Ciabatti Giuliano, Boncompagni Aldo, Cuccini Fabio, Giannini Giorgio, Leonardi Rino, Falsetti Brunero, Catacchini Vilmo, Giorni Verdiana, Lapini Fausta, Cambi Idoria, Giovagnini Teresa, Busatti Giuseppina, Inci Libera, Andreini Teresa, Falsetti Rita, Magrini Albertina, Leonardi Giuseppina, Ricceri Valentina, Fastacchini Vallì, Cacioli Adele.

tanto, discarica. Non mi sembra questa una bella iniziativa di quei cittadini. Ieri sera poi passando dal cassonetto vicino all’Ospedale ho visto che ci avevano lasciato addirittura una rete per il letto. Complimenti! Per rimanere in tema. Cestino è il piccolo recipiente per carte o piccole cose, dislocato in vari punti delle strade in cui sarebbe bene gettare carte o altro anziché gettarle in terra. Cassonetto invece è quel recipiente (di solito abbastanza grande) in cui si mettono i rifiuti domestici. Ora qualcuno ha scambiato il cestino vicino alla chiesa della Maddalena per un piccolo cassonetto. Anche se chi lo fa può essere una persona anziana, quattro passi non fanno male a nessuno!!

foto Studio F10 di Boldrini

“Il viaggio da Arezzo a Borgo San Sepolcro era a quei tempi assai disagioso, e tale sarebbe rimasto senza l’automobilismo. Il trenino, come lo chiamano, della ferrovia a scartamento ridotto Arezzo-Fossato partiva ad ore scomode, arrivava a piacere; le vetture poi erano tali da assicurare preventivamente il mal di mare. Ma, superato il valico dello Scopetone, era compenso adeguato lo splendido panorama della fertilissima vallata, coi paesi e le ville appollaiati su le colline ‘siccome falchi a meditar la caccia’ e la distesa ampia del Tevere, ricca di coltivazioni e di viti, colle varie sfumature di verde dei granturcai, delle saggine e delle scure piantate di tabacco. Ove si aggiunga poi la bellezza della cittadina biturgense, orgogliosa pe’ ricordi artistici lasciati dai suoi sommi pittori, e segnatamente da Pier della Francesca, e l’ospitalità patriarcalmente, ma signorilmente esercitata dai padroni di casa, si comprenderà subito qual dovesse essere la mia impressione della prima visita.” Il brano è tolto dalla prefazione a “Caccie e cacciatori di Toscana” di M. Puccioni, Ed. Olimpia, e narra di vicende venatorie in anni che vanno dalla fine del secolo scorso alla prima guerra mondiale. Lo ripropongo omaggio alla memoria dell’amico Leo Casal che, in tempi di carestia venatoria su territori sempre più soffocati dagli insediamenti umani, seppe tener viva quella “passionaccia”, e che quei paesaggi e quell’atmosfera si portò sempre nel cuore quando, sposata la signora Neva, toscana di Anghiari, se ne venne a Zurigo con la famiglia per ragioni di lavoro. Lui svizzero, originario di Schiers, Grigioni. E da Zurigo ad Anghiari, in motocicletta, ogni anno, fedele all’appuntamento con l’apertura della caccia. Poi da Minusio e in macchina, ogni anno, puntuale uccello di passo presente al rito dell’apertura tra colorite storie di ...hani e cacciatori. Storie che poi, rientrato in Ticino, ci raccontava con quella sua favella toscana che suonava però stramba alle orecchie di qual-

che nostrano villico, compagno di interminabili partite a scopa a Rivapiana. E quella volta tanto disse e tanto fece, ma fu impresa invero non difficile, che in cinque amici suoi e cacciatori fummo suoi ospiti all’apertura ad Anghiari. Vissi quei giorni come trasognato: come esploratori alla ricerca delle misteriose sorgenti dai grandi fiumi, così noi, a nostra insaputa, eravamo giunti alle sorgenti della gran passione venatoria di Nardo: Anghiari. Di quei momenti ricordo soprattutto la sera, sulla piazza che sta a un capo dell’allucinante nastro stradale che in linea retta precipita da Anghiari verso San Sepolcro, giù nella Valle Tiberina. Piazza alla quale convenivano i cacciatori: ne ricordo uno, col fucile e il cane al guinzaglio, ciondolante di stanchezza. Annottava e tra le mura dell’antico borgo trascorrevano i fantasmi di Renato Fucini, di Giacomo Puccini e del brigante Tiburzi e la “favella toscana... soave discendea” a ristoro del mio orecchio e del mio cuore. Grazie per quei momenti, amico Nardo.


Angolo della Missione Rubrica a cura di Franco Cristini Lettere dalla Tanzania Per la missione di Kibakwe in Tanzania sono state donate in questo periodo lire settecentomila. Per cui attualmente viene raggiunta in cassa la cifra di due milioni. La dottoressa Bartolomei è ritornata dalla Tanzania e ha riportato le lettere di ringraziamento da parte dei frati cappuccini che sotto pubblichiamo in stralcio. Tarehe: 24-11-2000 Carissimo Padre, la missione di Kibakwe Le è molto riconoscente per il continuo interessamento ai problemi della nostra Missione di Kibakwe, in modo particolare del nostro Dispensario. La ringrazio vivamente per l’offerta di dollari 2.500 che mi sono stati consegnati dalla carissima Annamaria Bartolomei per materiale di laboratorio. Di nuovo grazie P. Leonardo Amadori O.F.M. Cap Parroco

10-12-2000

24-11-2000

AUGURI DI BUON E SANTO NATALE Molto Reverendo Don Marco, Le invio i miei migliori Auguri di Buon Natale, con i miei ringraziamenti per la sua offerta, mandatami tramite la Dott.ssa Anna Maria. In questa nuova Parrocchia, iniziata da più di un anno fa, sono tante le esigenze, ma speriamo sempre nella Divina Provvidenza che si serve di Persone sensibili e disponibili nei nostri confronti; tutto per alleviare le miserie di questa popolazione, provata in tanti modi. Attualmente stiamo costruendo l’Asilo per più di cento bambini e la Casa per le Suore. Grazie di nuova e riceva anche i miei Saluti e l’Augurio di ogni bene. Una preghiera Con affetto P. Fabiano Cutini

Carissimo Don Marco Salvi Cristo ieri, oggi, sempre! Sono passato dalla Missione di Kibakwe e ho incontrato la Dott. Anna Maria che mi ha consegnato la graditissima offerta che mi servirà a tappare qualche debito più grosso. Sono dietro a costruire una Chiesetta a S. Francesco e Santa Chiara… P. Egidio Guidi 12-12-00 Carissimo Don Marco Salvi Ringrazio vivamente dell’offerta recapitata tramite la Signora Dott. Bartolomei Annamaria. Il Signore la ricompensi assai meglio di me. Pace e Bene in S. Francesco P. Stanislao

LE LOGGE di Clèto

I Presepi Beppe – Cecco, ma perché se’ vinuto su da la Fonte. Cecco - C’è la mi’ vicina che ‘gni volta che passo me chièma per famme fère qualcosa. Cià ‘na voce cusì sgodevole! E alora passo sempre de sotto. B – È fatto bene Cecco ma l’è visti quest’anno i presepi? C – A di’ la verità noe. C’è ito la mi’ nora Il funerale nella foto risale al 1956, era un'afosa giornata estivo. cun qui citti ch’era vinuto la su’ mama e A presiedere la Processione funebre verso il cimitero di Galbino è il vecchio parroco di Tavernelle, don Gino Lazzerini, morto nel 1984, e ancora presente han fatto tutto ‘l giro. Han ditto che son nel ricordo di molte persone che lo hanno conosciuto. Nella bara, portata a tanto belli! spalla da alcuni uomini, vi era il figliolo di Aurelio, personaggio molto noto B – Ah, è vero. Nguanno han lavorèto a Tavernelle. Suo figlio morì affogato mentre era militare. Prima del funerale bene. Anche queli de la Stazione han venne anche il picchetto militare d’onore a rendere l’ultimo omaggio al misso su un meccanismo da fèr giovane tragicamente scomparso. La salma sostò nell’attuale Bar della rincugliunire! Bravi, bravi. Doretta per tre giorni, fino al giorno della sepoltura. In quel giorno Tavernelle partecipò anche ad un altro funerale, quello della nonna di Clemente Camaiti, C – Ascolta Beppe ora ‘gna che vèda via che viveva nella vecchia scuola di Tavernelle. Grazie alla famiglia Antonelli anche perché me sa che è finita la pagina. Ci s’arvedi ‘st’altra volta! Ciao Beppe. (in particolare la Nerella) per averci consegnato questa significativa foto.

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Dal Gruppo Donatori di Sangue “Fratres” Anghiari PIENO SUCCESSO DELLA GIORNATA DEL DONATORE DI SANGUE Domenica sicuramente importante quella del 03 dicembre scorso, per il gruppo “FRATRES” di Anghiari, durante la quale è stata celebrata l’annualeGiornata del Donatore di Sangue , appuntamento tanto atteso non solo da iscritti e simpatizzanti ma anche da tutta la popolazione. Questi i momenti significativi che hanno caratterizzato l’evento: la Celebrazione Eucaristica delle ore undici, presso l’Insigne Propositura, chiesa parrocchiale del paese, alla quale erano presenti, oltre ai numerosissimi fedeli, anche le autorità politiche e militari di Anghiari ed i rappresentanti degli omonimi Gruppi “FRATRES” della provincia, con i loro rispettivi labari; l’assemblea ordinaria dei soci, durante la quale è stato fatto il bilancio delle attività svolte nell’anno 2000 e discusso il programma di quelle relative al 2001; il pranzo sociale, presso un noto ristorante locale, significativo momento di fraterna aggregazione sociale e di simpatica allegria, al quale hanno partecipato oltre centosessanta persone, tra donatori attivi, simpatizzanti ed ospiti, conclusosi con alcune riflessioni sul tema della donazione, da parte del Sindaco di Anghiari, Maddalena Senesi, della dott.ssa Paola Vannini, responsabile del Centro Trasfusionale dell’Ospedale di zona. Il Gruppo Donatori di Sangue “FRATRES” di Anghiari, emanazione diretta della locale Confraternita di Misericordia, rappresenta da quasi venticinque anni una significativa realtà, nel campo dell’associazionismo anghiarese. Impegnato quotidianamente nella promozione tra la sua gente non solo della donazione del sangue ma anche, più in generale, della “cultura della solidarietà e

del volontariato”, il Gruppo ha consolidato nel tempo la sua presenza ed i suoi risultati, grazie all’encomiabile spirito di umana solidarietà e di cristiano servizio dei propri associati, che oggi raggiungono la ragguardevole cifra di oltre trecento donatori attivi e di duecentoquaranta soci-sostenitori. Il prolungamento della vita media, le nuove esigenze terapeutiche e chirurgiche, le terapie intensive contro i tumori e quelle di urgenza ed emergenza, il rilevante trend positivo assunto dall’attività di trapianto di organi, concorrono a far crescere ogni anno la domanda di sangue ed a rendere difficoltoso il raggiungimento dell’autosufficienza in campo nazionale, nonostante la presenza capillare nel territorio di associazioni, come questa, impegnate da sempre nella promozione della donazione volontaria, periodica e gratuita del sangue e degli altri emocomponenti, in stretta collaborazione con i Centri Trasfusionali dei vari ospedali. Per ridurre al minimo il ricorso alle rischiose forniture internazionali, c’è tuttora quindi la necessità di nuovi generosi “volontari del sangue”, che periodicamente donino “il meglio di se stessi”, per le necessità vitali di chi è malato. Che la Giornata del Donatore di Sangue “FRATRES” di Anghiari abbia contribuito con il suo pieno successo, a promuovere tutto questo, con l’intento di garantire non solo il soddisfacimento del bisogno di questo bene prezioso per la salute di tutti noi, ma anche un sistema trasfusionale nazionale sempre più efficiente, sicuro ed affidabile!! Pietro

UN PO’ PIÙ DI COLLABORAZIONE!!! La Giornata del Donatore di Sangue 2000 è stata, anche secondo me, sicuramente un successo in generale, ma sento il bisogno di osservare come altrettanto non si possa dire della presenza degli iscritti alla pur importante ASSEMBLEA ORDINARIA delle 11.45; troppi di loro hanno evidentemente dimenticato di farsi vivi e di apportare il proprio contributo di riflessione e di idee relativamente alle problematiche lì affrontate, riguardanti l’attività ed il funzionamento generale del Gruppo. C’è bisogno di aiuto e di partecipazione non solo in occasioni particolari come quella della Giornata del Donatore, ma durante tutto l’arco dei dodici mesi. L’Associazione ha bisogno, per raggiungere i suoi obiettivi, di un poco ma costante lavoro di qualcuno, viste le continue cose da fare (programmare e sollecitare i nostri donatori, ritirare settimanalmente e recapitare agli interessati le analisi, organizzare le gite, preparare le feste….). Si tratta, insomma, di una ventina di ore all’anno per ciascuno che, sicuramente, potrebbero ulteriormente diminuire se fossimo di più !!!! Non posso credere che nessun altro, oltre ai pochi di oggi, sia disposto a sacrificare un po’ del suo tempo libero per il bene dell’intera collettività. FRANCESCA

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UN GENEROSO DUEMILA L’anno appena concluso, eccezionale per tanti aspetti (ultimo del secolo, ultimo del millennio, anno giubilare per la chiesa cattolica….) e per questo tanto celebrato da tutti, sia al suo “nascere” che al suo “tramonto”, con fiumi di spumante e di… inchiostro, ha rappresentato per il Gruppo Donatori di Sangue “FRATRES” di Anghiari una tappa importante della propria vita, essendo stato caratterizzato dal conseguimento di un importante e, lasciatecelo dire, “storico” obiettivo: il raggiungimento di oltre 450 donazioni (455 per la precisione!!!). Confrontando questo dato con quello del precedente anno, si rileva un aumento numerico di ben 44 donazioni, con un marcato incremento percentuale del 10,7%, che pone il nostro gruppo al 2° posto tra le 18 associazioni “FRATRES” della provincia di Arezzo. Questo risultato rappresenta per tutti noi (membri del direttivo, donatori, sostenitori, simpatizzanti) un motivo di soddisfazione non tanto per il significato puramente “statistico” di questi numeri, quanto per la certezza di aver “fatto il proprio dovere” nell’anno appena trascorso, contribuendo come non mai al miglioramento della quantità di sangue donato, non solo a livello valtiberino, ma anche a quello provinciale e regionale ed al raggiungimento della necessaria autosufficienza.

Protagonisti di questo successo sono sicuramente stati i circa trecento donatori attivi che rispondendo fedelmente ai periodici inviti del Gruppo, si sono recati all’ospedale di zona per sottoporsi generosamente ad una trasfusione di sangue intero o di solo plasma. Tra questi meritano un riconoscimento particolare i 17 nuovi giovani donatori: il loro graditissimo arrivo è servito per consolidare ulteriormente le file del Gruppo, assicurando quel fisiologico ricambio generazionale con quanti di noi che per motivi di età o di salute hanno dovuto, seppur a malincuore, abbandonare. Un nuovo anno è appena cominciato e con esso un nuovo millennio. Per la nostra associazione non sarà un anno come tutti gli altri: sarà infatti quello del “venticinquesimo compleanno”. Questa importante scadenza verrà celebrata da un lato, con iniziative particolari che coinvolgeranno tutta la popolazione e che saranno dettagliatamente presentate nel prossimo numero dell’ Oratorio, dall’altro proponendo a tutti gli associati questo preciso impegno: fare di tutto per incrementare ulteriormente il numero delle donazioni ed arrivare alla fatidica soglia delle cinquecento. Quale miglior modo per festeggiare il proprio venticinquesimo, per una associazione che ha fatto della donazione del sangue la principale ragione divita!!!!!!!!!! IL PRESIDENTE

VEGLIONE MASCHERATO DEL DONATORE con cena e ballo *** SABATO 17 FEBBRAIO 2001 CASTELLO DI SORCI * ORE 20 Informazioni e prenotazioni presso la Sig.ra Vesta Vellati Ufficio Turistico (Tel. 0575/749279) Anghiari N.B. Anche se consigliato, non è obbligatorio mascherarsi

Il primo passo: una telefonata

CHI È SANO, DONA È tanto che dici: “Come si fa a donare il sangue?” Ma poi con una scusa o un’altra non ti sei mai deciso. Per dare un calcio alla pigrizia basta alzare il telefono. C’è il Gruppo “FRATRES” che ti aspetta. Telefona e uno di noi ti informerà personalmente (Franca: 723219, Pietro: 788114, Confraternita Misericordia: 789577). Potrai fissare il tuo primo appuntamento con il dono più prezioso che esista . ORA LO SAI !!!

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La prima viola

I Presepi nel comune di Anghiari

di Giulio '86

Nel periodo festivo sono andato a visitare vari presepi ad Anghiari. Il più di Vera Cuccini bello è secondo me quello della stazione: è progettato in un asse rotante che comprende due scenari di cui uno sul deserto, e l’altro è lo scenario tradizioHo trovato la prima viola, nale. Bello è l’impianto elettrico che riproduce il giorno e la notte e l’acqua foriera della nuova primavera. che scorre dalla fontana. Ma soprattutto è rappresentato in un paesaggio in Era lì, davanti alla porta cui si rispettano le proporzioni. Bello anche il presepe nella chiesa della della vecchia cantina. croce che con le sue belle statue si guadagna il secondo posto. Il terzo posto Il vento ancora freddo del Nord lo assegno al presepe alla chiesa di Sovara per la sua estrema semplicità che la teneva nascosta tra fili d’erba, non toglie niente alla bellezza del paesaggio, un po’ trascurate le proporziod’intorno le facean corona ni. Mi hanno deluso i presepi del Carmine e della Propositura. Nel presepe altre piccole viole del Carmine non si rispettano assolutamente le proporzioni e traspare un po’ chiuse nel boccio. di trascuratezza. Il presepe della Propositura non essendo il presepe tradiMentre l’occhio si posava su di loro, zionale è il più discusso. Ho sentito da molta gente giudizi negativi per queil mio animo ha sussultato di gioia sto presepe. Secondo me è un presepe che non ci sta bene in chiesa. Apprezdinnanzi all’eterno miracolo zo il grande impegno con cui i ragazzi della scuola dell’arte lo hanno realizdella natura che, ineluttabilmente, zato ma a me non piace. Non ho visitato i presepi di Tavernelle, Toppole ogni anno si rinnova ecc. Io non sono assolutamente un intenditore ed è ovvio che le mie idee non alla luce del Creato. saranno condivise da tutti e proprio per questo vorrei lanciare una proposta: il prossimo anno potremmo organizzare una “gara” di presepi così da coinvolgere più persone e di conseguenza migliorare il prodotto.

La canonica Sono già iniziati i lavori di restauro della nostra canonica. Presto sarà rimessa in funzione per i servizi della parrocchia. Sugli architravi delle porte, nel 1950, in occasione di un altro intervento di restauro, furono fatte delle scritte. Eccole! Porta della canonica: DIC DOMINO REFUGIVM MEVM – Dì al Signore che Egli è il mio rifugio. Porta che va alla Sacrestia: IN PRAESIDIO ALTISSIMI – Sotto la protezione dell’Altissimo. Porta laterale della chiesa: SVB VMBRA OMNIPOTENTIS – Sotto l'influsso dell’Onnipotente.

Mandati ad annunziare di Laura Taddei

Sabato 14 ottobre si è svolto presso il Centro Parrocchiale di San Leo (Arezzo) il Congresso diocesano per catechisti sul tema “Dire Gesù Cristo speranza dell’uomo d’oggi”. Dopo il saluto del Vescovo, il teologo veronese fratel Enzo, dehoniano, ha svolto una interessante relazione che ha suscitato interesse e consenso fra i partecipanti. Come è stato notato dal vicario, anche molte grandi parrocchie erano assenti e purtroppo molti non hanno potuto usufruire di questa occasione di approfondimento e sostegno al nostro lavoro di catechesi. Comunque a noi presenti è stato rivolto il compito di riportare nella nostra realtà locale il messaggio ricevuto e per questo siamo in attesa degli Atti del convegno. Credo comunque di esprimere i sentimenti di tutti noi ringraziando l’Ufficio Catechistico nella persona di Don Francesco Sensini che si impegna da tempo a formare i catechisti laici raggiungendoci anche nelle più piccole parrocchie ai margini della diocesi. Incontri aperti a catechisti, educatori e genitori sono stati organizzati nella nostra zona presso l’Oratorio della Madonna delle Grazie a Sansepolcro nei giorni 9, 16, 23 febbraio e 2 e 9 marzo dalle ore 21 alle ore 22,30. Il programma è disponibile in parrocchia. Il 3 febbraio è fissato il Convegno Diocesano in preparazione alla Pasqua. Ricordo ancora con emozione la consegna del mandato catechistico che si è svolta nel pomeriggio in cattedrale; accomunata a quella del lettorato ai seminaristi, ci ha fatto maggiormente percepire la natura di vocazione anche del nostro se pur piccolo impegno in seno alla Chiesa. Positivo è stato anche l’incontro con altri catechisti che operano nelle diverse zone della diocesi per ognuna delle quali è stato scelto un rappresentante per ricevere il mandato dalle mani del vescovo. La liturgia, densa di significato, è abbraccio affettuoso del Vescovo accompagnato da parole di incoraggiamento e benedizione, simbolicamente esteso a tutti quanti sperano nella trasmissione della fede, ha alimentato il nostro slancio missionario e ha rinnovato il nostro senso di appartenenza filiale alla Chiesa che in questo giorno più che mai abbiamo sperimentato essere Madre e Maestra.

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La Battaglia e le armi fantastiche di Walter Del Sere

Leonardo da Vinci è noto universalmente per due opere di pittura che ancora esistono: il Cenacolo dipinto a Milano e la Gioconda. Fra questi due dipinti si colloca “La Battaglia di Anghiari”, una pittura murale che se non fosse andata perduta sarebbe stata tre volte le dimensioni del Cenacolo. Oggi è possibile possedere una raccolta completa delle copie parziali, stampe e soprattutto di disegni realizzati dal Genio del Rinascimento grazie all’elegante pubblicazione di “La Battaglia di Anghiari e le armi fantastiche”. Dodici tavole contenenti gli schizzi di Leonardo da Vinci, prodotte nella tiratura limitata e numerata di 500 copie, a cura del Prof. Carlo Pedretti, leonardista di chiara fama internazionale e Direttore dell’Armand Hammer Center dell’Università di Los Angeles. E’ questo il primo risultato scaturito dal progetto “Anghiari: la Battaglia e Leonardo”, iniziato il 29 giugno 2000 con il Convegno Internazionale di studi “Una Battaglia nel Mito”, coordinato dal Prof. Franco Polcri ed organizzato dal Comune di Anghiari e dalla Pro Loco. Nelle 12 tavole de “La Battaglia di Anghiari e le armi fantastiche” si può seguire Leonardo nella sua entusiasmante ricerca di artifici “fuori de l’usato”: dispositivi che recano terrore ancor prima di recare distruzione, e raggiungono lo scopo di porre il nemico in fuga aprendo un varco nell’avanzata trionfale. O ancora disegni di armi per feste e teatri, a evocare visioni della vita primitiva dell’uomo quando la mandibola di un mitico animale può trasformarsi in lama di spada. Campionari di cancellate fatte di lance, picche, spade e spuntoni (di cui l’opera presenta per la prima volta la serie completa). Armi dunque da cerimonia, di gusto fortemente esotico, fra il gotico e il moresco, mirabili per il virtuosismo artigianale che richiedono e per la loro incredibile impraticità. E anche quando la guerra è una farsa- conclude Carlo Pedretti- una bell’arma ci sta bene, e va studiata nei minimi particolari d’ornato a nodi e intrecci come Leonardo fa col magnifico disegno che conclude la raccolta di facsimili. E poiché l’arma fantastica è inutile, tanto vale lasciarla nel suo fodero. I disegni originali di Leonardo sono custoditi alle Gallerie dell’Accademia di Venezia, presso la Biblioteca Reale di Windsor e di Torino, al Museo Nazionale di Budapest e al Louvre di Parigi. La Battaglia d’Anghiari è conosciuta, oltre che per il suo valore storico-politico, per l’affresco, purtroppo perduto, di Leonardo. Quell’affresco scomparso rappresenta il “giallo” più appassionante della storia dell’arte. Ecco perché l’interesse di studiosi e storici di tutto il mondo ed ecco spiegato il senso della stampa de “La Battaglia di Anghiari e le armi fantastiche”. Alcune copie sono disponibili all’ufficio turistico della Pro Loco e presso il Museo della Battaglia di Palazzo Marzocco. La presentazione ufficiale dell’opera avverrà entro il prossimo mese di marzo quando il Prof. Carlo Pedretti tornerà dalla California.

CARNEVALE DELLA GIOVENTÙ Martedì 27 febbraio 2001 "Sfilatina in piazza" Al mattino, per le scuole materne ed elementari

Sfilate del Carnevale 2001 domenica 25 febbraio e domenica 4 marzo

Gruppi folcloristici di Savignano sul Rubicone, di Torrita di Siena e la Filarmonica di Anghiari La vignetta: Quando il medico ha bisogno del medico!

Questo è Natale? di Civis Siamo solo ai primi di dicembre e già sento lamentele perché ancora le luci non sono state messe o in questo o in quell'altro posto. Io d’altra parte ho mangiato già due panettoni. Quando arriverò a Natale il desiderio del panettone o di altro sarà già esaurito. Ma evidentemente l’errore è quello di confondere il Natale con le luci, i panettoni e i regali. Questo può essere il contorno ma l’essenza è tutt’altro. Speriamo che ognuno di noi, e io in prima linea, avrà saputo dare un senso a questa importante festa dell'anno.

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Dalle nostre Parrocchie Da Monterchi

Da San Leo Le Ceneri sono ricavate da alcuni rami benedetti nella domenica delle Palme dell’anno precedente, fatti essiccare e bruciati. Durante l’imposizione si dicono due frasi: Memento homo quia pulvis es et in pulvere reverteris (Ricordati uomo che sei polvere e polvere ritornerai) e oggi generalmente si dice : Convertitevi e credete al Vangelo. Nel giorno delle Ceneri è vigilia e digiuno. Oggi la Chiesa lascia molta libertà nella scelta della penitenza ed è preferibile che ognuna decida, fra le tante occasioni, con un impegno personale. Si può quindi fare un’opera di misericordia e di carità. Privarsi di un pacchetto di sigarette, di un profumo, andare a trovare una persona sola, portare qualcosa a qualcuno che si trova in condizione di bisogno. In marzo vengono fatte le Stazioni Quaresimali e la benedizione delle case che è soprattutto l’incontro del parroco con i fedeli. Questa usanza si conserva anche perché è accettata volentieri dalle famiglie.

Da Micciano Lo scorso ottobre sono iniziati i lavori di consolidamento della antica Pieve di Micciano a seguito dei danni subiti nel terremoto. È un intervento della Regione; naturalmente ci sarà bisogno di un contributo sostanzio-

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Il nuovo portone della arcipretura di Monterchi Inaugurato il 16 luglio scorso Un nuovo e artistico portone arricchisce la chiesa arcipretale di san Simeone a Monterchi. Il portone è abbellito da varie immagini in bassorilievo. Le formelle centrali rappresentano la Madonna e Gesù Bambino con San Simeone. Vi sono gli stemmi del Comune con Ercole e la clava che uccide l’Idra e lo stemma del commit- Un momento della inaugurazione con tente con la corona il don Quinto, insegnanti e preside dell'ISA di Anghiari e la Ditta Puleri. giglio e l’aquila. Un plauso va alla ditta Fratelli Puleri di Monterchi, al preside e ai professori dell’Istituto d’Arte di Anghiari che si sono avvalsi dell’aiuto delle quinte classi, che hanno realizzato l’opera.

foto Archivio parrocchia Monterchi

In Quaresima come in tutte le parrocchie il giorno delle Ceneri è un giorno importante perché inizia la Quaresima. Durante la messa vespertina ci sarà l’imposizione delle Ceneri. Tutti i venerdì di Quaresima, presso la chiesa delle monache, dopo cena , facciamo un incontro di preghiera che viene ripetuto ormai da diversi anni. Ci si ritrova per un'ora di adorazione o di riflessione, a volte viene fatta la Via Crucis, a volte meditiamo sulla parola di Dio. Questo tutti i venerdì di Quaresima per terminare il Venerdì Santo in cui verrà fatta la Via Crucis dalla chiesa delle Monache alla chiesa arcipretale. Le Stazioni Quaresimali sono un momento per pregare in questo tempo forte della Quaresima ed è anche un tentativo di catechesi per gli adulti, cosa molto importante ma molto difficile a realizzarsi perché o per un motivo o per l’altro troppe persone sono poco disponibili a venire alla catechesi del venerdì. Nell’ultimo periodo della Quaresima noi parroci svolgeremo la benedizione delle case o meglio delle famiglie. È un lavoro molto impegnativo perché siamo rimasti in pochi ed è richiesto un notevole impegno di fatica anche se questo incontro annuale è importante per la vita della parrocchia.

so da parte della Parrocchia. Su una spesa di 400 milioni, alla parrocchia rimarrà un carico di circa 80 milioni. Ad ogni modo è un intervento particolarmente provvidenziale perché le fondamenta dalla parete di nord-est sono carenti e quindi si tratta di fare un consolidamento generale delle fondamenta dalla facciata fino all’abside e alla sacrestia.Il lavoro si protrarrà fino all’aprile e ora dopo i lavori svolti esternamente dovremo anche sospendere l’uso della chiesa perché verranno eseguiti internamente. Per questo motivo quest’anno la parrocchia di Micciano non potrà ospitare la Stazione Quaresimale. Auguriamoci che le cose vadano bene. Certo c’è un po’ di disagio. Finora la domenica abbiamo sempre celebrato le Sacre funzioni, anche se con un po’ di disordine. Prossimamente dovremo celebrare in sacrestia o in qualche altra stanza. È un disagio ma che viene affrontato volentieri perché la chiesa verrà sistemata, anche se non possiamo dire definitivamente, in maniera che da una certa sicurezza. La benedizione della famiglie avverrà nella settimana precedente la Settimana Santa La festa di Sant’Antonio che è stata celebrata domenica 21 gennaio, ha avuto una forma ridotta per quanto riguarda la parte ricreativa della festa che però faremo al momento della riapertura della chiesa. Un’altra bella notizia è che la Villa Buitoni è stata acquistata da una Cooperativa di Sansepolcro che hanno in programma di restaurare e riattivare la cappella della villa dedicata a Santa Maria Egiziaca per volontà del Signor Marco Buitoni che volle onorare la madre che portava appunto questo nome. Quindi, quando sarà pronta, faremo la ribenedizione. Fra l’altro quest’anno ricorre il cinquantesimo della sua inaugurazione.


S. Stefano 2000-2001

Nebbia

foto G. Venturini

di Vera Cuccini

Nella chiesa di S. Stefano anche quest’anno ha trovato posto un bel Presepio, ideato e realizzato da un gruppo di giovani della nostra comunità. Tutti assieme, con sacrificio ma con determinazione, lavorando per molte ore notturne sono riusciti a portare a termine la loro opera. Sempre un omaggio alla natività. È stato realizzato un Presepe degno di elogi e congratulazioni per l’impegno ed il significato espresso con l’effetto luci e il sistema rotativo. Molte persone hanno fatto visita esprimendo soddisfazione e incoraggiamento a chi lo ha realizzato. Questi ragazzi oltre al Presepe hanno piazzato pure le luci natalizie nel viale della vecchia Stazione e dintorni. La comunità di S. Stefano vi deve ringraziare tutti quanti per quello che fate. Ringraziando voi e tutte quelle persone che danno il loro contributo per ricoprire le spese, Buon anno 2001 Gastone

La Madonna del Conforto Il 15 febbraio è la festa della Madonna del Conforto che ci ricorda il fatto miracoloso avvenuto ad Arezzo nel 1796. Non dimentichiamo che la Madonna del Conforto, assieme a San Donato, è la patrona della nostra diocesi. La cappella della Madonna del Conforto è stata realizzata dopo il fatto miracoloso avvenuto al convento di San Domenico vicino a porta San Clemente, in una bettola che era collocata sotto il convento. C’erano alcuni operai che stavano facendo una partita a carte. Domitilla, la padrona, al sopraggiungere della nuova scossa di terremoto si inginocchiò davanti all’immagine, ora nella Cappella del Duomo ma allora nel muro della bettola, e recitò la litania alla Madonna. Erano le tre del pomeriggio. A quanto riferirono le persone presenti e a quanto apparve al vescovo Marcacci che subito si recò per un sopralluogo, la piccola immagine annerita dal fumo acquistò uno splendore nuovo che non aveva mai avuto. Ci fu gran fermento. Il vescovo subito intervenuto la fece portare in Duomo. Successivamente fu deciso di costruire una apposita cappella con il contributo di tutte le

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Un manto grigio, diafano, s’è posato su di noi. Lo sguardo smarrito si perde in un mondo magico, quasi sconosciuto. Sono spariti i monti, il piano, i casolari, solo ombre inafferrabili evanescenti suoni indistinti, pallidi raggi di fari penetrano il mare grigio, immobile, senz’onde, della nebbia invernale.

Società multirazziali Si sente dire che ormai molte città e paesi sono diventati multirazziali per la presenza di persone provenienti da vari paesi del mondo. È una cosa senz’altro positiva ma noi ad Anghiari siamo più avanti. Infatti abbiamo anche un Marziano! L’ho incontrato stamattina davanti al forno che veniva giù dal Comune.

parrocchie della Diocesi. In alcune pietre ancora oggi si vedono scolpiti i nomi delle parrocchie che le hanno portate. In occasione della ricorrenza le campane di Arezzo suonano tutte assieme. Si registra in quel giorno una grandissima affluenza di fedeli. Anche dalle parrocchie della Valtiberina molti vanno ad Arezzo per questa festa. Ricordiamo infine che la bella cancellata in ferro battuto della Cappella è stata realizzata nel 1805 dai fratelli Miccioni, fabbri in Anghiari.


PIA SOCIETÀ DEL GESÙ MORTO ELENCO SOCI ANNO 2000 ACQUISTI ANDREA ACQUISTI BRUNO ACQUISTI GIUSEPPE ALBERTI ALBA ALBERTI ROSALIA ALESSANDRINI ELISABETTA ALESSANDRINI FRANCESCO ALESSANDRINI LUIGI ARRIGHI ANNA ARRIVABENE MIRELLA BALDELLI LUIGI BALDI MAURO BARTOLOMEI BERNARDO BARTOLOMEI DON FABIO BARTOLOMEI GIACOMO BARTOLOMEI P:GEROLAMO BERGHI BELLUCCI ROSALBA BERGHI SETTIMIA BIANCHI ELIDA BIGIOLI KATIUSCIA BIVIGNANI VITTORIO BONARINI FRANCESCO BONARINI ILDA BONCOMPAGNI RINA BORIOSI CECILIA BOZZI DANTE BRIZZI ANNA MARIA BURICCHI GIOVANNI BURICCHI GIUSEPPA BURICCHI MARIA BURRONI CLETO CALLI MARA CAMAITI CELESTE CAMAITI CLEMENTE CAMAITI GIULIA CAMAITI PALMIRO CAMBI CLAUDIO CANGI ATTILIO CANGI GINO CANGI GIUSTINA CANICCHI ANNA CARDINALI FOSCO CATACCHINI CLELIA CATACCHINI SENESI MARIA CEPPODOMO NOVELLA CESARI EGISTO CESARI FRANCESCO CESARI VELSO CESARINI PAOLO CHIELI FERNANDA CHIELI FRANCESCO CHIRIBINI ANTERO CITERNESI MIRANDA COMANDUCCI VITTORIO COMPARINI MARISA COMPARINI SAUL CONTI ADALGISA CORAZZINI MARIO CRISTINI FRANCO CROCIANI ALESSANDRO CROCIANI GINO CROCIANI GIUSEPPE CROCIANI PAOLO CUCCINI ELSA CUCCINI VERA DEL BARBA ELIDO DEL BARBA ELISABETTA DEL BARBA MAURIZIO DEL BARBA NARA DEL BARNA ANDREA

DEL PIA ARCHIMEDE DEL PIA GIUSEPPE DEL PIA MARINO DEL PIA MARIO DEL SERE PEDRA DELL’OMARINO VALERIO DONATI FRANCO DONATI LUCIA DONATI PRIMO DONATI SARTI ADRIANO DONATI SARTI ELENA DONATI SARTI GIUSEPPA DONATI SARTI LUIGI DONNINI ALFREDINA DORI IRENE ELISEI TAMARA FERRI MIRELLA FLAMINI VERONICA FONI ANGIOLO FONI DUILIO FONI FRANCESCO FONI SANDRO FORNACINI VITTORIA FRANCESCHETTI SERGIO FROSINA VINCENZO GAETANI ASSUNTINA GALLI GABRIELLA GAMBERONCI GIOVANNA GAMBERONCI PAOLA GANAVELLI ORIANA GANAVELLI TERESA GENNAIOLI CARLA GHIGNONI GIOVANNI GHIGNONI MARIO GIABBANELLI EVA GIORNI GILBERTA GIORNI ROSA GIOVAGNINI ALFREDO GIOVAGNINI GIUSEPPE GIROLIMONI FAUSTO GIROLIMONI MAURIZIO GUADAGNI VITTORIA GUELFI GIUSEPPINA GUERRIERI FERNANDO GUERRINI PIERO GUIDUCCI ALBERTI ROSITA GUIDUCCI BARBARA GUIDUCCI GIUSEPPE GUIDUCCI STEFANIA IACOPUCCI SANTINA LAZZERELLI NEVIA LAZZERINI FABRIZIO LAZZERONI LINO LEONARDI BRUNO LEONARDI GRAZIA LEONARDI PATRIZIA LIGI GIUSEPPINA LIGI ROSINA LOCCI EDOARDO LUZZI GIORGINA

LUZZI LEONARDO MACCHIAVELLI A. MARIA MAFUCCI ANGELO MAFUCCI GASTONE MAGI LODOVICO MAGRINI DOMENICO MAGRINI GABRIELLA MAGRINI GILIANA MAGRINI GIUSEPPE MAMMOLI ALFREDO MANENTI ALBERTO MANENTI ALFIERO MANENTI ELIA MANENTI STELLA MANFRONI MARIO MARIOTTI PAOLO MARIOTTI PIETRO MARTINI GRAZIELLA MARTINI MALVINA MATTEUCCI BRUNO MATTEUCCI FERNANDO MATTEUCCI GIUSEPPE MATUSALI LUIGI MAURIZI FEDERICO MAURIZI UMBERTO MAZZI ANGIOLO MAZZONI QUINTO MEARINI MARIO MEAZZINI VANNA MELANI EVA MENCARONI PASQUALE MERENDELLI SERGIO METOZZI CATERINA MINELLI TERSILIA MONDANI ALESSANDRO MONDANI COSTANTINO MONDANI ERMELINDA MONDANI ISOLINA MONDANI LUIGI MONDANI LUISA MONDANI MILENA MONDANI OTELLO MONDANI PIETRO MUGELLI ADAMO MUZZI ALBERTI LAURA NATALINI GIANNI NATALINI LIDIA NATALINI SIRIA NOFERI COLOMBA P. A. PALLINI CARMELA PANICHI CARLA PANICHI LUISA PANICHI MARGHERITA PANICHI OLIVIERO PAPINI ADA PAPINI ANDREA PAPINI ELVIO PARI ANGIOLO PERICCHI ANNA

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PERNICI ERMINDO PERNICI MARCO PIERANTONI SILVANA PLINI PAOLA PODERINI FIDELFO PODERINI GIULIANA PODERINI SPERANZA POGGINI FRANCA POGGINI FRANCESCO POGGINI GIO:BATTA POGGINI GIOVANNI POGGINI GIUSEPPE POLCRI DUILIO POLVERINI ANNA POLVERINI LIANA POMPEO GIUSEPPE POZZOLI AGOSTINO PRIMAVERI FERNANDO PROCELLI GIOVANNI PROCELLI SILVERIO PULERI ANTONIO PULERI ROSSI ROSA REDENTI SARA RICCERI IRIDE RICCI ROSA ROMANI ROMANA ROMOLINI EMOLA RONDONI CESARINA ROSELLI BIANCA ROSSI ADRIANO ROSSI ANDREA ROSSI LALA ROSSI PASQUALE ROSSI STEFANO RUGGERI ALFIDEO RUGGERI MARIO SALVI GIOVANNI SANTI GILDA SANTI NELLY SANTI SETTIMIO SASSOLINI ALFONSO SASSOLINI ELENA SBRAGI BRUNA SERAFINI GIOVANNI SPAGNA ALESSANDRA TACCONI GIANFRANCO TARCHIANI GIOVANNI TAVANTI MARIO TAVANTI PAOLO TAVERNELLI ELEONORA TAVERNELLI FRANCESCO TAVERNELLI MARCELLA TAVERNELLI TIZIANA TRICCA NATIVO TUTI VERDIANA VALBONETTI ANDREA VALBONETTI GIOVANNI VALBONETTI NAZZARENA VALBONETTI PIERO VECCHI LUCIANA VENTURINI ROSA VICHI APOLLONIA VICHI FRANCA VICHI GIUSEPPE VICHI MARIO ZANCHI MARIS ZANCHI SONIA ZAZZI GIUSEPPINA ZAZZI MARIANGELA ZOI LUCIA


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Da Tavernelle

Rubrica a cura di Alessandro Bivignani

Natale 2000 Una esperienza di unione e catechesi attraverso il canto. Il coro di Anghiari unito con quello di Tavernelle “Stamattina il mio stupore è simile proprio a quello dei pastori di fronte alla grotta di Gesù bambino…” “Che questo gesto rappresenti per tutte le nostre comunità, per i giovani, per gli adulti, per gli anziani, per le famiglie, una luce, un segno di speranza per continuare a vivere la gioia della nostra vita…” Questi i commenti semplici, ma allo stesso tempo chiaramente esplicativi della sorpresa e della gioia di don Marco e don Juan Carlos di fronte ai ragazzi ed ai giovani delle due parrocchie di Tavernelle e di Anghiari uniti per festeggiare insieme l’Eucaristia del Natale. In effetti il coro ha partecipato unitariamente solo alla Celebrazione Natalizia della Notte, svoltasi al Cenacolo di Montauto, perché la mattina ognuno doveva animare la Celebrazione del Giorno nella propria parrocchia. Ma, anche se solo per pochi istanti, siamo potuti sembrare un coro veramente unito, o meglio, IL CORO della comunità di Tavernelle e Anghiari, e non due cori uniti. L’idea nata assieme alla Norma e a Walter, che a parole sembrava bella ed entusiasmante, ha incontrato fin dall’inizio dei piccoli e grossi ostacoli, abbastanza forti per decidere di abbandonare l’idea e continuare a festeggiare la nascita del Salvatore come tutti gli anni. In verità non so chi devo ringraziare per avermi dato la forza per tirare avanti il progetto, anche se mi rendo conto che è grazie alla Norma e a Walter se abbiamo potuto cominciare una esperienza di unità di questo tipo, e grazie a loro ma anche ad altre persone come Pietro, è nato un barlume di speranza per poter proseguire la cosa, per il fatto stesso che questa sembra positiva. Essendo la prima volta che ci siamo uniti e quindi provato una cosa del genere, dobbiamo ancora sicuramente mettere a posto alcune cose; si sa, cominciare è difficile, ma grazie alla nostra gioia, scaturita dallo Spirito del Vivente, riusciremo a proseguire nel cammino, che è soprattutto un cammino di crescita per tutti noi. Devo dire la verità, la gioia pronunciata dalle labbra dei nostri due parroci mi ha fatto enormemente gioire il cuore, e non per un vanto personale, ma perché mi sono accorto che dal semplice impegno di più persone, unite nel nome di Dio, può veramente e realmente riaccadere l’evento accaduto 2000 anni fa, ma che in maniera impressionante ed imprevedibile riaccade oggi: la nascita di Gesù. Così la prova del coro è stata per me, e spero che continui ad esserlo, un momento di catechesi solamente

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per il fatto di stare insieme, ed emerge il fatto che se fosse per la nostra bravura e per il nostro impegno di quello che abbiamo fatto non sarebbe stato fatto niente, perché non saremmo riusciti a convivere e lavorare insieme neppure qualche minuto. Anche tecnicamente abbiamo scelto la strada più faticosa e chi è del mestiere lo sa: più persone siamo e più è difficile imparare un brano, spiegare alcune cose, ma se ci fossimo fermati a questo… Ritrovandoci poi con l’amico Walter, conosciuto grazie a questa esperienza, a alla nostra insuperabile Norma abbiamo parlato del futuro e quindi anche del futuro repertorio di canti. Il nostro non sarà un repertorio con un solo genere di canti, o meglio un genere unico ci sarà: cercheremo infatti di vagliare il più possibile tutte le raccolte di musica sacra esistenti per trovare quei pezzi che possano essere chiamati LITURGICI, alla luce del Concilio e delle indicazioni dell’Ufficio Nazionale per la Liturgia e la Musica Sacra, nonché di quello Diocesano. Non ci sarà quindi differenza alcuna tra il canto polifonico classico e tradizionale accompagnato con l’organo come abbiamo fatto per Natale, e tra il canto semplice e gioioso accompagnato dalla chitarra. Anche il Coro infatti riveste all’interno dell’Assemblea Liturgica un importante Ministero. Esso deve infatti, attraverso il canto, favorire la preghiera dell’assemblea in modo che la preghiera nascente dalla Comunità riunita arrivi a Dio veramente in “un cuor solo ed un’anima sola”. La cosa che ho sempre ripetuto e sempre ripeterò, che ha visto anche piccoli dibattiti la sera dopo le prove, è stata lo spiegare che durante la Celebrazione, per il fatto che è una Celebrazione e non una Cerimonia, il coro non deve assolutamente esibirsi come in un concerto ma prestare servizio per l’intera Comunità. Non voglio annoiarvi più, e spero di non averlo fatto fino ad ora, mentre ho cercato di spiegare semplicemente questa eccezionale esperienza che lo Spirito Vivificante ci ha aiutato a vivere. Vi ringrazio veramente tutti ragazzi, anche se qualche volta è stato difficile proseguire (è stato necessario alzare la voce qualche volta), ma qualcosa è venuto fuori; la gioia è grande ma non ci fermiamo qui. Io considero questo un frutto del Giubileo, e come tale non finisce qui, anzi, è proprio ora che inizia, come con la nascita del Cristo inizia un cammino nuovo per tutti noi, consapevoli di passare anche per il Calvario, ma grazie a voi ragazzi, speranzosi nella luce della Pasqua che dà senso e significato alle cose che facciamo. Grazie di cuore

Alessandro


Tavernelle al Concorso di Presepi a Laterina

Il Presepio di Tavernelle

Verso la metà di novembre arrivò in Parrocchia una lettera proveniente dalla parrocchia di Laterina che invitava a partecipare ad un concorso di Presepi che si sarebbe svolto dall’8 al 10 dicembre 2000. La proposta, vagliata con Massimo Fragai, è stata subito accolta con grande entusiasmo da alcuni ragazzi di Tavernelle che si sono subito adoperati per realizzare un’opera bella ma nello stesso tempo non troppo ingombrante visto che doveva essere trasportata fino a Laterina e viceversa. Il presepio realizzato su un tronco secco raccolto nel bosco ha veramente spopolato in quel di Laterina, primeggiando i vari presepi, benché più originali, fatti con pasta, viti, o altro, e assicurandosi il 1° premio della giuria. Non una cifra esorbitante ma giusta per andare tutti insieme, come conclusione della giornata della premiazione, a mangiare una pizza festeggiando l’accaduto. Il presepio è stato poi sistemato nella chiesa di Tavernelle in occasione del Natale, ma con una particolarità: nella nicchia dove si trovava la S. famiglia non c’era niente, se non un cartello che diceva: “Grazie al 1° premio del concorso di presepi di Laterina la Sacra Famiglia si è trasferita in un luogo più adatto.” La Natività era infatti stata spostata al di sotto del tronco. Sullo sfondo non poteva non mancare il logo del Giubileo “Christus heri, hodie, semper” che riportava alla mente il bimillenario della nascita del Salvatore, resa attuale anche oggi. Veramente complimenti ai ragazzi che hanno realizzato questo presepio: Elena Ferrini, Chiara Natalizi, Linda Bartolomei, Laura Giuliattini, Giuliano Piomboni, Alessandro Fragai, Giuliano Piomboni. Per ultimo, ma non per importanza, ricordiamo l’opera di Massimo Fragai che non esagero a definire Artista, che sa sempre farci rimanere a bocca aperta nel vedere il suo operato.

Quest’anno il presepio nella Parrocchia di Tavernelle è stato effettuato con anticipo rispetto alla prassi; era infatti pronto per l’8 dicembre. In realtà esso doveva servire per partecipare al Concorso di Presepi svolto a Laterina di Arezzo. Il Presepio è stato poi sistemato con sapiente maestria da Massimo Fragai in chiesa, per le feste del Natale. Il presepio è stato ricavato da un tronco secco trovato nel bosco, scavato per fare piccole case, mentre un sentiero di scalette e luci portava alla grotta della Natività, posta in cima al tronco ma anch’essa scavata dentro di esso. È stato interessante anche percepire il significato Teologico e Liturgico dell’opera; il primo perché un presepe di questa forma riporta alla mente una importante definizione biblica: la Radice di Jesse. La stirpe di Jesse sarebbe la discendenza di Davide di cui fa parte anche Gesù. Essa rappresenta la storia della Salvezza del popolo d’Israele e così anche della salvezza nostra operata, appunto, grazie alla venuta in mezzo a noi del Salvatore. L’altro significato che ho colto è del faticoso cammino che i personaggi del Presepio debbono compiere per raggiungere la grotta. Situazione demografica Parrocchia di Tavernelle Nell’anno 2000, si è registrato un forte calo delle nascite nella Parrocchia di Tavernelle, rispetto alla situazione degli anni precedenti. Cercando infatti tra i registri parrocchiali, risulta quanto segue: Battesimi n. 2 Funerali 4 la situazione non è delle più rosee, e si comincia già a vedere i primi risultati all’interno del settore giovanile della Parrocchia. Speriamo che il III millennio porti in sé qualcosa di meglio. Buon anno 2001

Notte fantastica foto A. Cagnacci

La sera della vigilia dell’Epifania i bambini del Catechismo della parrocchia di Tavernelle, aiutati dai ragazzi più grandi, hanno presentato un recital che si intitolava appunto “Notte fantastica”. Un recital diverso, non con il solito presepio vivente, sempre carino ma ormai divenuto un po’ ripetitivo, ma lo studio di un Telegiornale. Ebbene si, era infatti il cronista del TG che tirava avanti il filo dello spettacolo, collegandosi di volta in volta con i suoi colleghi giornalisti in Palestina. E raccontavano quel grande fatto che fu il Censimento voluto dall’imperatore di Roma, con tutti i vari disagi per la popolazione, e via dicendo. Al termine dell’avventura tutta l’importanza non era più verso le inefficienze dell’impero, al TG o ad altro, ma semplicemente a dei giovani pastorelli che raccontavano cosa era loro accaduto, ovvero la manifestazione angelica di annuncio della nascita del Messia. Ed è stato interessante notare la correlazione con il mondo di oggi: anche in questi giorni non mancano i collegamenti con la Palestina, purtroppo per causa della guerra, e il nostro recital ha voluto essere anche una speranza di pace per quei popoli che stanno soffrendo. Dopo lo spettacolo sono intervenute anche due befane che hanno distribuito le calze con i dolci ai bambini che avevano fatto la recita. Un grazie di cuore a: Elena Ferrini, Linda Bartolomei, Chiara Natalini, Laura Giuliattini, Elisa Camaiti, Giuliano Piomboni.

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Pubblichiamo alcune testimonianze su Loris Babbini. Lo facciamo volentieri per la stima che abbiamo sempre avuto per lui e per il grande aiuto che egli ha dato ad ogni associazione anghiarese. Dalla Baldaccio al Carnevale, dalla Misericordia alla Filarmonica alla Pro Loco. La nostra stessa parrocchia ha potuto usufruire delle sue doti di disegnatore. Forse è stato l’ultimo amanuense che Anghiari ha avuto. Quando c’era bisogno di scrivere un testo per una pergamena o per un manifesto, Loris interveniva con la sua arte. Sono tantissimi i manifesti che egli ha ideato e realizzato. Da quello della Mostra delle Armi, a quello della Mostra dell’Artigianato e del Carnevale. Suo anche il bozzetto della nuova “divisa” del “Sambudellaio”. Se della Filarmonica è stato membro attivo come suonatore di… per la Filodrammatica ha realizzato dei fondali inimitabili! mente: un patrimonio di documenti che rappresentano linfa vitale per comprendere lo sviluppo, la storia, la vita della nostra cittadina. Possiamo affermare che Loris Babbini ha salvato un patrimonio nazionale del quale Anghiari se ne farà vanto per gli anni a venire. Basta questo per dare senso alla vita di un uomo che ha dedicato larga parte della sua esistenza al servizio del suo paese, della sua gente, delle sue radici. Un esempio da indicare alle nuove generazioni. Quando viene a mancare una personalità come Loris Babbini è tutta la comunità che si sente orfana. La speranza e l’auspicio del Sindaco è che l’infaticabile lavoro di una vita venga ripreso dai più giovani e non vada perduto. Così Anghiari non scorderà un grande anghiarese. Grazie Loris. La tua dedizione e il tuo attaccamento ad Anghiari non saranno mai dimenticati.

Loris Babbini non sarà dimenticato Il 13 dicembre 1986 il consiglio comunale di Anghiari assegnava solennemente a Loris Babbini la cittadinanza onoraria e l’onorificenza rappresentata dal “Catorcio d’Anghiari”, simbolo della nostra identità. Mai riconoscimento fu più giusto ed appropriato. Non dico questo perché Loris Babbini ha concluso la sua esistenza terrena ma perché sento di interpretare l’unanime giudizio della cittadinanza nel riconoscere gli altissimi meriti che Loris ha acquisito in tanti anni durante i quali ha instancabilmente lavorato per Anghiari. Babbini è stato “un uomo d’altri tempi”. Egli ha operato spinto dall’amore per Anghiari e in silenzio, virtù in disuso nel frastuono che accompagna questi frenetici anni dove pare non esserci più un momento per fermarsi e riflettere, per “essere” e non “apparire”. Cosa ha lasciato ai posteri Loris Babbini? Un archivio storico che costituisce un vanto della nostra comunità, consultato e studiato quotidiana-

Maddalena Senesi Sindaco di Anghiari

Un Anghiarese da non dimenticare Era l’estate del 1976, eletto Sindaco da pochissimo tempo, passavo molte ore nell’ufficio, che allora era ubicato in fondo al corridoio del palazzo Pretorio. Ricordo quei primi giorni pieni di lavoro, soprattutto per conoscere e capire i tanti problemi che dovevano essere risolti. In primo luogo incominciai con l’apprendere tutte le notizie riguardanti la storia passata e recente di Anghiari, della sua gente, dei Sindaci che mi avevano preceduto nell’incarico; insomma cercavo di immergermi in una realtà che per me era ancora più difficile, in quanto non sono nato ad Anghiari. Furono quelle circostanze che mi permisero di conoscere ed apprezzare le doti umane ed intellettuali di Loris Babbini. Ricordo quella mattina che timidamente bussò alla porta dell’ufficio e appena entrato si scusò per il distur-

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bo che mi avrebbe arrecato e con voce pacata mi chiese se ero disposto ad ascoltarlo. Lo feci accomodare e gli dissi di parlare liberamente. Fu quello un lungo e proficuo colloquio che mai dimenticherò. Loris mi informò sullo stato di precarietà dei beni culturali e storici di Anghiari ed in particolare quelli che si trovavano all’interno del Palazzo Pretorio. L’archivio sparso qua e là un po’ dappertutto, senza essere catalogato e con il rischio che qualcosa d’importante potesse andare disperso; locali con segni tangibili delle passate generazioni, abbandonati a sé stessi e peggio, usati per ripostigli e legnaia, come le prigioni che si trovano al piano terra del Palazzo, o la cappelletta posta alla destra dell’atrio ridotta a deposito di carta e materiale di scarto. Oltre a tant’altre segnalazioni che per me furono di grande interesse per gli sviluppi e le decisioni che in seguito avrebbe preso l’amministrazione. Trovai sconcertante che un dipendente comunale sol-


lecitasse il Sindaco a prendere iniziative valide a difesa e a tutela della storia del proprio paese e per conservare i segni delle passate generazioni. Gli risposi che avrei fatto tutto il possibile e rimasi sorpreso che ciò non fosse stato fatto prima! Da quel giorno Loris Babbini fu il mio Angelo custode per tutto quello che riguardava la storia e la conservazione dei nostri beni culturali. Con la sua preziosa collaborazione preparai una relazione per il Consiglio Comunale per censire e meglio conoscere i nostri beni culturali, sparsi su tutto il territorio del nostro comune. Riordinammo l’archivio storico, assegnandogli i locali nel Palazzo Corsi; organizzammo la Biblioteca del comune -che in quel tempo funzionava soltanto poche ore alla settimana- e la spostammo dal Palazzo Della Comunità al Palazzo Corsi, nei locali che erano allora adibiti a circolo ricreativo, ossia al gioco delle carte! Le vecchie prigioni di Palazzo pretorio furono liberate di tutto quel materiale improprio ed aperte alla visita dei cittadini. Con il fattivo contributo di un’associazione privata, la FIDALPA, fu restaurata ed aperta al pubblico la cappelletta. Un giorno Loris mi chiese quasi sottovoce e con fare di chi dice una cosa impossibile: < Sindaco, io ritengo che sulla parete del corridoio, sotto l’intonaco si trovi un affresco di grande interesse; ciò lo desumo dai documenti che riportano le spese per l’olio d’una lampada votiva, bisognerebbe fare degli assaggi ma…>. Come, gli rispondo, quali problemi ci sono? Subito facciamo quello che Lei ritiene più idoneo a riportare alla luce l’affresco. Chiamai immediatamente il responsabile dell’Ufficio Tecnico ed impartii gli ordini per quello

che si doveva fare. L’affresco venne ritrovato e restaurato. Non posso dimenticare quel giorno che il lavoro fu compiuto: Loris sprizzava gioia, era come avesse ritrovato un figlio, una cosa preziosa da tanto tempo agognata. Meritoria è stata per Anghiari l’opera di Loris Babbini, nessuno lo deve dimenticare! Grazie a lui abbiamo un archivio storico tra i più preziosi, dove si possono consultare codici del 1200; senza le sue raccomandazioni e segnalazioni tante cose non si sarebbero realizzate, e tutto ciò l’ha fatto lavorando gratuitamente. Uomo semplice e schivo, non voleva mai apparire in prima persona; su mia iniziativa il Consiglio Comunale di Anghiari gli assegnò il “Catorcino D’oro” quale atto di riconoscenza per il suo contributo alla conservazione dei nostri beni culturali”, con la seguente motivazione: “ Il Consiglio Comunale d’Anghiari, all’unanimità conferisce l’onorificenza “Catorcino d’Anghiari” al Cav. Loris Babbini, quale doveroso riconoscimento dei meriti conseguiti per avere operato con intelligenza, costanza, dedizione e personale sacrificio in favore di Anghiari e della Cultura, ha redatto l’inventario principale e supplettivo del nostro Archivio storico, rendendolo così accessibile a tutti gli studiosi e amanti della storia di Anghiari” Mi piace oggi ricordare Loris Babbini, perché in questo particolare periodo della nostra storia, dove il livello culturale e morale è in sensibile declino e che le cose colte ed intelligenti hanno lasciato il posto alla futilità, alla faciloneria, all’apparire e non all’essere! Speriamo che i nostri giovani tornino ad emulare quanti nel passato hanno lavorato con dedizione e in silenzio, per accrescere la cultura e per tramandare la storia vera delle nostra gente. Loris Babbini è un esempio per tutti! Anghiari 18/12/00

Franco Talozzi

Sul nonno 22 novembre 2000 - La cosa più difficile per me ora è entrare in questo studio e sedere a questa scrivania; il nonno lo rivedo soprattutto qui ed è in mezzo alle sue cose, ai suoi oggetti, che la sua mancanza, o forse la sua presenza, è più forte. È da tutta la mia vita che questa stanza è il regno di Loris; è piena dei suoi disegni, i suoi oli, le riviste e tutto il materiale cartaceo che lui raccoglieva e catalogava con tanta cura e precisione. Ci sono le cartoline che noi Babbini gli abbiamo mandato da tutti i nostri viaggi, miste ed esposte insieme alle immagini dei quadri e delle sculture anghiaresi, gli scorci e le immagini sacre. Ovunque intorno vedo il tocco lento delle sue mani, quel suo modo di esplorare tutto con la punta delle dita per aiutare una vista ormai così ridotta. Mi sono immersa nel suo mondo per ricordarlo; qui fa un po’ più male ma è tutto più vivido. Non so perché sento il bisogno di scrivere; forse perché il nonno sollecitava spesso a scrivere qualcosa per l’Oratorio e credo che gli piacerebbe vedermi adesso; forse perché come

Un momento della cerimonia di consegna del "Catorcino d'oro" a Loris Babbini. (Foto Archivio BC Anghiari

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lui amo sporcare la carta con ciò che più mi muove dentro e che più amo. Il nonno me lo ricordo in mille momenti diversi lungo tutto il corso dei miei 24 anni; risento la sua presenza rassicurante e dolce quando accompagnava me, mio fratello e i miei cugini a scuola; la sua casa era un punto di riferimento. Lui ci preparava la merenda e il “cartoccino” dove metteva quotidianamente noccioline e zuccherini colorati. Quel piccolo segno prolungava la sua presenza e sembrava che mi volesse testimoniare l’affetto di un nonno che si voleva superare nelle sue attenzioni; io lo percepivo come un incoraggiamento sottile, discreto. Lo ricordo immerso nei suoi manoscritti, fra le filze dell’archivio dove andavo a curiosare spesso e dove lo trovavo preso dal suo grande amore per la storia anghiarese. Lo ricordo a rimettere insieme i tasselli di storia e di cultura per l’Oratorio, per professori o laureandi che gli si rivolgevano per un aiuto. Ricordo la sua grande pazienza nel soddisfare le mie curiosità di bambina e il suo incoraggiamento verso noi nipoti a prendere in mano colori, tempere, creta, legno e pasticciare con le nostre mani nella sua soffitta e in terrazza. Se ci ripenso oggi colgo quel senso di complicità che c’era quando noi bimbi insistevamo a prendere in mano fogli, penne e colori e ci mettevamo accanto a lui a concretizzare le nostre idee infantili. E non ricordo un vero gesto di impazienza e di fastidio verso la gente che gli si rivolgeva; di lui mi sento di affermare con tutta sicurezza che era una persona buona; ma di una bontà e di una gentilezza d’animo che irradiava intorno, comunicandola con quel suo modo di accogliere tutti. Quando dovevo scegliere la facoltà universitaria era perplesso al sentir dire che volevo fare medicina perché ancora era legato ad un’idea della donna come angelo del focolare in senso tradizionale. Eppure, intrapresa questa strada, era orgoglioso e felice di pensare di avere una nipote medico e per ogni piccola tappa raggiunta era partecipe e festoso. In realtà era molto aperto e conciliante e soprattutto incoraggiante. Negli ultimi anni in cui aveva dovuto ridurre le sue attività a causa della vista, nella quale era gravemente menomato, passavamo il tempo insieme parlando. Io gli raccontavo di Firenze e ricordo che si infervorava soprattutto quando mi riallacciavo alla storia anghiarese parlandogli della tonaca di San Francesco trafugata da Montauto ad opera dei fiorentini; di Baldaccio che riposa a Santo Spirito; della battaglia di Anghiari in Palazzo Vecchio e del bassorilievo nella chiesa del Carmine; delle opere del Sogliani a San Marco e della Misericordia fiorentina, riferimento regionale storico di quella del nostro paese. Da parte sua lui aggiungeva storie di aneddoti ma tutto per lui era pieno di amorevole interesse se parlava di Anghiari; a questo paese lui ha davvero dedicato la sua vita, per questo aver visto i manifesti delle varie Associazioni anghiaresi che riportavano il suo nome e incollavano pezzetti della sua vita mi ha riempito di gioia e di orgoglio. Anche per questo il dolore del distacco è misto ad un sentimento di gioia e quasi di esultanza per una vita pienamente compiuta ed espressa nelle tante attività, nei suoi interessi personali artistici e culturali e negli affetti familiari.

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A me ha lasciato una ricchezza umana preziosa e non disperdibile che la morte fa maturare nella consapevolezza. Sento che il nonno è parte della mia identità; lo vedo emergere nel babbo e fare capolino in me e negli altri nipoti. Mi accompagna la ferma fiducia nel significato della vita, per il quale niente viene disperso fino in fondo ma sarà raccolto nel Signore. Non so credere diversamente (sono un’ottimista che non ha il beneficio del dubbio, come dice il babbo) e già sento il vuoto che diviene presenza, come lo è diventato quello del mio nonno Lazzaro, presenza amorevole che mi accompagna. Il nonno Loris lo ricordo anche sofferente come era negli ultimi tempi, quando gli prendevo la mano e me la teneva stretta con gratitudine, comunicando con la stretta quello che la bocca faceva fatica ad esprimere; cercando calore, vicinanza. Due giorni prima di morire quando l’ho salutato chinandomi, per dargli un bacio mi ha salutato con una frase che era diventata consuetudine fra me e lui e che mi rivolgeva sempre con un tono che era come una carezza: “che Dio ti benedica, ora e sempre, soprattutto nei momenti più difficili…” ed è così che lo serbo nella memoria, presenza benedicente nella mia vita. Giorgia

Un ricordo di Loris di Lorenzo Baldelli

In genere nei rapporti che si hanno con persone molto più vecchie, la differenza di età si fa spesso sentire. Al rispetto che naturalmente si leva in noi verso chi ha attraversato tutti i periodi della vita e ne ha solcato in lungo e in largo i sentieri, non succede quasi mai un rapporto più intimo che permetta di scambiarsi opinioni, sensazioni e pensieri con la stessa facilità che si verifica tra coetanei. Così non è stato per me, con Loris. Ricordo l'amore per il suo paese, Anghiari, per la famiglia, per la vita e, sterminato, per la cultura. Sentimenti vissuti in maniera autentica che l’avevano spinto, più di una volta, a mostrare a me e ai giovani nipoti che lo circondavano, tutto ciò che per il piacere della conoscenza e dell’arte aveva prodotto in passato. Un tessuto fatto di una trama fitta e piena di colori che avrebbe voluto farci continuare a tessere in futuro. La luce soffusa del suo studio ci rimanda infinite filze di articoli sui temi più svariati raccolti con ordine certosino, manifesti e dipinti che hanno fatto la storia degli ultimi 50 anni del nostro piccolo paese, ma anche quelli che erano stati i suoi strumenti, i suoi pennelli, le chine, la lente che ingrandiva la sua voglia di continuare a scoprire... Tutto ci parla del suo lavoro paziente e del piacere che può indurre una vita vissuta pienamente. Ricordo la stima che mi dimostrava per il mio lavoro da studente prima e da professionista poi; la sua attenzione verso i piccoli problemi degli altri; il suo amore per le persone. Nei momenti più critici per la sua salute bastava che unammano amica sfiorasse la sua pwer strappargli un lieve sorriso. Un gesto che valeva più di mille parole. Una di quelle mani è stata la mia, anche se il mio è stato solo un piccolo contributo. Ma sono sicuro che è stato percepito e accettato come il gesto di un amico.


Al grande Loris Babbini di Armando Zanchi

Grande Anghiarese portando in gloria del suo paese tutta antica la storia

L’ultima volta in piena Estate le nostri voci di nuovo incontrate

Con questo ritardo da sprovveduto la morte di Loris saperlo lo escludo

Quanti disegni da lui assemblati delle operette da lui tracciati

Lui con saggezza ed intelligenza nell’Oratorio la sua presenza

Sempre il Saluto a lui e alla moglie che passeggiando salute raccoglie

Sull’Oratorio la triste notizia un altro amico che fine mi rattrista

Nel palcoscenico appesi attaccati tanti i disegni da Loris sfornati

Fu del Comune molto apprezzato lì dei Babbini il loro operato

Questo grande uomo di grande talento per il paese ancora non è spento

Tanto del tempo in sua compagnia dentro al Teatro tracciammo la via

La Filodrammatica a questo Anghiarese solo con lui grande le imprese

Prima il Padre poi il figlio sempre lì pronti a darti consiglio

Ai cari figli io stringo la mano il loro Padre fu Anghiarese nostrano:

Breve ricordo di Loris Babbini Ho conosciuto Loris Babbini, per la prima volta, nel 1981 quando le mie ricerche sull’allora quasi sconosciuto Federigo Nomi, mi portarono a cercare manoscritti e quant’altro nell’Archivio Storico Comunale di Anghiari. Con quanta attenzione e capacità mi introdusse in quel luogo che si riprometteva di ordinare e che magnificava, giustamente, per la ricchezza dei manoscritti esistenti, un “patrimonio”, precisava, non solo per la storia della Comunità di Anghiari. Con sicurezza, da perfetto archivista, mi sottopose alcune filze, non disdegnando un certo compiacimento per quella contrassegnata dal n. 1631: si trattava dell’autografo Nomiano, Buda liberata, poema eroico, rilegato e ben conservato, completo rispetto a quello presente e da me già consultato nella Biblioteca della Città di Arezzo. Furono giornate di ricerca e di studio intense, sotto il suo sguardo discreto ma molto interessato: poco dopo, per lettera, mi giunsero ritagli di vecchi giornali del 1955 con numerosi articoli sul Catorcio, utili per la rassegna bibliografica che stavo preparando in vista della mia prima pubblicazione. II nome di Loris Babbini apparve ovviamente tra coloro ai quali dovevo il reperimento delle oltre 1000 fonti manoscritte Nomiane rinvenute, come apparirà, doverosamente, anche negli studi successivi.

Ancora un altro ricordo: la sua sorpresa quando nel 1990 giunsi ad Anghiari come capo di istituto. Potevo, secondo lui, avere più tempo per cercare ancora, magari in filze insospettabili, come effettivamente accadde, dietro ancora i suoi mirati suggerimenti. Si, perché, il nostro Loris, nel corso degli anni, aveva tenuto fede all’impegno di sistemare il vasto patrimonio cartaceo dell’Archivio storico, divenuto un vero e proprio “museo”, per usare un termine caro ai bibliofili del Seicento. La mia permanenza ad Anghiari per 5 anni mi permise di apprezzare ancora di più la sua cultura, profonda e vasta, che spaziava con eguale vivacità dal ’500 all’ ’800-900, fino ai giorni nostri: un’autentica “memoria storica”, costruita sulle carte antiche, su testi di difficile lettura, che “offriva” e metteva a disposizione degli altri, come ha fatto, per esempio, negli ultimi anni, con l’Oratorio, come dire verso l’intera Comunità di Anghiari e non solo (e non sfugga il titolo della sua periodica rubrica, “II mio caro, vecchio Anghiari”, parole di un grande e reciproco affetto). Nelle frequentazioni, rare purtroppo, presso l’Archivio, due i crucci, ricorrenti, nelle sue parole: la vista che si faceva sempre più precaria (terribile privazione per chi è abituato a “scoprire” le carte e fa di questo “passatempo” una ragione di vita) e la poca attenzione degli Enti preposti (di allora come di oggi) alla cultura e alle sue manifestazioni (a quando, mi diceva più volte, in Anghiari, un convegno sul Taglieschi, sui Testi, sul Nomi e sul Seicento in genere?). Un primo esempio di attenzione culturale deve riguardare proprio la figura di Loris Babbini, archivista, ricercatore, studioso: a lui spetta un attestato per quanto ha fatto per la sua terra e la sua gente. Almeno che la sede attuale di via Matteotti, porti il suo nome: un semplice, ma doveroso, doverosissimo riconoscimento. Giovanni Bianchini

Il classico panorama di Anghiari disegnato da Loris Babbini

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LETTORI CHE CI HANNO FATTO PERVENIRE IL LORO CONTRIBUTO Un particolare saluto a Verdiana Menzogni di Meleto, a Bruno Bianchini di Viamaggio, a Palombini Ilio di Napoli che ci ha inviato un saluto nel bollettino postale. Un benvenuto a Carla dalla Città del Vaticano ed alla giovanissima Federica da Chiusi della Verna. Un ringraziamento per l'offerta di una persona in memoria di Roberto Giabbanelli. Contraccambiamo ancora i saluti di Mirna Guelfi, Benito Raffaelli, Angiolina Leonardi e l'apprezzamento di Marta Bonaccini. Ma un saluto va a tutti voi partecipi e sostenitori della nostra iniziativa. Di un bolettino in data 4 dicembre non abbiamo potuto leggere il cognome ma solo il nome Emilia. Proprio per rendere tangibile il nostro ringraziamento stiamo preparando una sorpresa, che ci auguriamo gradita, per il prossimo numero. Arrivederci a tutti voi. Acquisti Bruno, Catorcio Acquisti Fabiano Acquisti Ines Acquisti Pierangelo, Firenze Alberti Maria Laura Alfonsi Angiolo Antonelli Talete, Ponte Eleonora Antonucci Paola Arrighi Anna Balsimelli Ada, Tavernelle Barfucci Assunta Bartolomei Giovan Battista Bergamaschi Alfredo, Libbiano Bianchi Alfiero Bianchi Giovanni, Tavernelle Bianchini Bruno, Viamaggio Bidossi Renato, Arezzo Bonaccini Marta, Caprile Boncompagni Luigi e Simona Brizzi Fanny Bruschi Domenico Bruschi Franco Bruschi Ivano Bruschi Leone Buscosi Leoniero Calli Vincenzo Camaiani Alberto Camaiti Maurizio Cangi Ottavio Cangi Paolo, Bagnolo Canicchi Werther Capaccini Attilio Catacchini Elena, Le Ville Catacchini Vilmo Cecconi Loretta Cestelli Cosetta, Vignacce Motina Checcaglini Dott Maurizio Checcaglini Enzo Checcaglini Renata, Monterchi Cherici Silvana Chieli Eugenia Chieli Tito Cioni Lia Cipriani Gino Comanducci Domenico Comanducci Giuseppe Comanducci Nevio Comparini Federica, C. d. Verna Conti Adalgisa Conti Adriana Cristini Gianrico Crociani Francesco, Viaio Crocioni Amneris Cuccini Fabio

Del Pia Giuseppe Del Pia Luca, Milano Del Sere Santi Donati Sarti Carla Donati Sarti Vittorio, Serafino Draghi Assuero Dragonetti Vladimiro, San Remo Fantoni Donato Ferrini Santino Fontana Giuseppe Fornacini Raoul Fragai Massimo Franceschi Ilva Franchini G:Battista, Tavernelle Fratini Dante Arezzo Gaggiottini Emilia Gallai Pierluigi, Città di Castello Gattari Gianpaolo Ghignoni e Lazzerini Giabbanelli Fabiano Giabbanelli Grazia Giabbanelli M° Igino Giglini Renato Giorgi Giorgio Giorni Roberto Giovagnini Carla, Città del Vaticano Giovagnini Costantino, Argentina Giovagnini Teresa Giovagnoli Carboni Elisabetta Giuliattini Palmiro, Tavernelle Goti Maruia Luisa Grazi Adamo, Mezzavia Guadagni Eugenio, Tavernelle Guadagni Lucia, Le Ville Guadagni Luigi Guelfi Mirna, Roma Guelfi Paolino Guiducci Rosita Leonardi Angiolina, Potenza Leonardi Orazio, Sansepolcro Leonessi Maria, Viareggio Leucalitti G, Firenze Lodovici Gastone Lombardi Sergio Madiai G. Battista, San Leo Mafucci Teresa Magi Cesarina Magrini Acquisto (Cilio) Manfroni Mario, Motina Mangoni Bruno Mangoni Ena Maranesi Liliana, Roma Mari Dino Mari Marcella

Mariani Mario, Bagnolo Marsupini Giacomo Martini Athos Martini Claudio Marzi Remo Marzi Vito, Ponte alla Piera Meazzini Vanna, Tavernelle Menzogni Verdiana, Meleto Meoni Ginetta Meozzi Lotta Mercati Franco, Mercati Gastone Merendelli Faliero Merendelli Rosanna Merendelli Virus Miano Marinella Minelli Terzilia Mondanelli Ovidio Mondani Costantino, Sansepolcro Mondani Francesco, La Stazione Mondani Luigi, Tavernelle Mondani Pietro, La Calla Mondani Primo, Ponte alla Piera Monini Luigi Monteneri Giuseppina, Arezzo N.N. Nevistrelli Angiolo, Tavernelle Nocentini Maria Noferi Colomba Omarini Mario, Tavernelle Pacini Ernesto, Milano Palombini Ilio, Napoli Pancioni Maria Rosa Panichi Carla Panichi Enzo, Tavernelle Panichi Rossella Pannilunghi Ventura, Pieve S.S. Papini Gianni Parente Ernesto, Monterchi Pari Ricci Maria Peluzzi Giuseppe, Motina Pernici Domenica, San Cipriano Pernici Ermindo Pernici Mario Piccini Mario Pierantoni Valentina Poggini Mario Polcri Duilio, Maraville Polverini Anna Polverini Elda, Sansepolcro Pozzoli Agostino Primaveri Fernando Primitivi Elena Raffaelli Benito

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Ricceri Irdie Ricceri Mariotti Nada Romani Romano, Svizzera Romiti Dina Romiti Giuseppina, Monterchi Rosadi Loriano, Ponte alla Piera Rosadi Osvaldo, Ponte alla Piera Rossi Andrea Rossi Ave Rossi Domenico Rossi Gino Rossi Stefano Ruggeri Agostino Ruggeri Maria C., Argentina Ruggeri Sirio Ruti Magda Salvi Amalia Salvi Giovanni, Motina Santi Assunto Santi Nelly SassoliniLivio, Città di Castello Selvi Olga Senesi Mario Senza nome Severi Rosa Tanfi Maria Faliera Torelli Dario, Viaio Una persona Valentini Giorgio Valentini Mario Verdini Ugo, Mezzavia Veri Paolino Vichi Angiolo, Calla Vichi Gaspero Zanchi Armando, Arezzo Zanchi Bruno Zanchi Mario, Viciomaggio Zineddu Antonio

AVVISO La ricerca del maestro Flavio Mercati su "Balli, orchestre e complessi, luoghi e tempi del ballo, costumi ed usanze in Anghiari dall’inizio del ‘900 ai nostri giorni" riprenderà regolarmente con il prossimo


Alla cara Vincenza e figli di Armando Zanchi Arezzo 30/12/2000

Del suo lavoro onesto e guadagnato con la fatica il mezzo solo usato

Lavoratore grande è sempre stato alla sua famiglia l’amore suo adorato

Siamo alla conta nel giorno di Natale anche Altero a noi va a lasciare

Nella lontana terra di Francia io e Altero facemmo fratellanza

Per lunghi tre anni fra cielo neve ed acqua per guadagnarsi un po’ della vitaccia

Alla sua Vincenza che è stata a lui vicino ora troncata da questo brutto destino

Altra figura di grande compaesano sempre amico con tutti alla mano

Nei Pirenei nel duro nostro lavoro nella mia mensa veniva fare ristoro

Vita randagia quella del Boscaiolo nidi di aquile di cui prendevano il volo

Ai cari figlioli che lui à tanto amato nel suo dolore lassù è involato

Fin da ragazzi insieme siamo cresciuti i nostri giorni passati e posseduti

Sempre insieme tra vittorie e sconfitte le nostre anime mai vennero trafitte

Ora il suo volo è quello dell’Eterno si perde la vicinanza di un amico fraterno

Suoi cari figli rivolgo il mio cuore lui vostro padre vi amava con amore:

I nonni ringraziano di Cmr Il 30 dicembre scorso si è tenuta in parrocchia la prima edizione del “Natale dei nonni” e i nonni ringraziano sentitamente, in primis i parroci e poi tutti coloro che con la loro dedizione e la loro partecipazione hanno reso possibile l’incontro. Ringraziamo chi ha offerto i doni per la tombola, chi ha contribuito, in qualsiasi modo, con spirito di fraterna amicizia. La serata è stata lieta (ottimo e ricco il buffet) e ha fatto scoprire alcune cose: le doti poliglottiche di Don Juan Carlos nel bandire i numeri delle tombole, con vivo disappunto della Romana che, tra inglese, spagnolo, italiano rimaneggiato e confusione generale, temeva di capire fischi per fiaschi perdendosi ricchi bocconi, ma la fortuna l’ha poi baciata ugualmente, regalandole due orecchini pendenti che molto la valorizzavano. Non è mancata la scoperta scientifica: abbiamo appurato che il progredire dell’età, come avviene per vista e udito che vanno giù, non diminuisce invece, in chi la possiede, la dote positiva della parte anatomica con cui sediamo…; infatti alcune persone, sempre le stesse, han mietuto cinquine e tombole senza soluzione di continuità. Chi ha orecchie intenda! Grazie ancora a tutti. NONNO È BELLO!

Luci di natale

foto emmedipì

Quando si avvicina il Natale ogni paese, grande o piccolo, si anima di nuova vita. Anche nel nostro Anghiari le cose non cambiano, ci si avvicina a questa festa con frenetici preparativi. Si allestiscono i presepi, nelle scuole i bambini imparano le canzoni Natalizie, ci si arrovella il cervello per trovare idee per i regali da fare ad amici e parenti e i commercianti abbelliscono i propri negozi e il paese. Come il paese? direte voi. A questo punto è doveroso fare delle precisazioni: ogni anno avrete notato, spero, che la bellezza del nostro centro storico viene esaltata dal calore delle luci natali-

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zie. Tutto ciò è possibile grazie ad un impegno che richiede mesi di preparazione per decidere, raccogliere i fondi necessari per coprire la spesa del montaggiosmontaggio, per appaltare il lavoro e per l’eventuale acquisto di nuovo materiale. Tutto questo, consentiteci la modestia, si realizza per merito dei commercianti del centro storico che si auto tassano, allestiscono una pesca il cui ricavato contribuisce al budget, supportati anche dagli istituiti di credito e dall’amministrazione. Detto questo è doveroso ringraziare il Comitato della pesca di S. Martino nelle persone di Alessandra, Barbara, Carla, Loredana e Stefania che sfidando il freddo del giorno della festa dei bringoli hanno raccolto una considerevole cifra vendendo tutti gli oggetti della pesca; la Banca di Anghiari e Stia, la Banca Popolare dell’Etruria e del Lazio, il Monte dei Paschi di Siena e l’Amministrazione nella persona del Sindaco Maddalena Senesi sempre sensibile e disponibile alle nostre richieste. In conclusione ci auguriamo che il nostro impegno venga apprezzato dai nostri concittadini. A nome dei commercianti di Anghiari vi porgiamo i più sentiti auguri di Buone feste. I commerciati del centro storico


Fatti di casa nostra ovvero la pagina di Walter Del Sere

Tre appuntamenti a Natale - A cura di alcune associazioni paesane sono stati 3 gli appuntamenti pubblici consecutivi che si sono tenuti ad Anghiari nelle giornate che hanno preceduto il Natale. La sera di venerdì 22 dicembre nella Chiesa della Propositura i bambini del Catechismo hanno messo in scena lo spettacolo “La neve di Natale”. È questa la storia dei fiocchi di neve che, scesi sulla terra la notte di Natale, dopo tante avventure giungono alla grotta di Gesù Bambino. Dopo la applaudita rappresentazione la festa è proseguita con un buffet offerto dai genitori dei giovanissimi attori. La sera successiva è stata la Filarmonica “Pietro Mascagni” ad invitare la cittadinanza al Concerto di Natale che si è tenuto anche questo nella Chiesa della Propositura. Diretta dal Maestro Galliano Cerrini la banda di Anghiari ha proposto un classico repertorio intermezzato dal coro di voci bianche della scuola media Leonardo da Vinci. I giovani studenti erano stati preparati dalla Prof.ssa Tina Marconi in collaborazione con il prof. Roberto Bianchi. Anche in questo caso, dopo il concerto, un buffet offerto dalla Filarmonica ha concluso in allegria la manifestazione. Ed alla Vigilia di Natale, dal Viale Gramsci fin sotto “le Logge”, è arrivato il calesse con Babbo Natale accompagnato da festosi suonatori vestiti anch’essi con il classico vestito rosso e la finta barba bianca, per il tradizionale “Ceppo in Piazza”. Tra canti e musiche natalizie dirette da Alessandro Bevignani ed Alessio Umani, l’Elena, la Vesta, il “Griccia” ed altri volontari della Pro Loco hanno distribuito in regalo libri di racconti e favole ai tanti bambini presenti al riparo della Galleria Girolamo Magi mentre “due tenores” intonavano Happy Xmas di John Lennon. Tutto molto bene. Grazie alle Logge, dove hanno trovato riparo centinaia di persone, è stata sconfitta anche la pioggia.

La festa toscana - Giovedì 30 novembre, il consiglio comunale si è riunito in seduta straordinaria in occasione della prima Festa della Toscana alla quale anche il Comune di Anghiari ha partecipato attivamente.“Il 30 novembre 1786 nel Granducato di Toscana, per la prima volta al mondo, viene abolita la pena di morte. A partire dal 30 novembre 2000, per ricordare quello straordinario evento, si celebrerà la Festa della Toscana”. È quello che scriveva il Sindaco di Anghiari invitando i cittadini a prendere parte ai festeggiamenti in programma. “Nel tempo del federalismo, questa è l’originale identità che la Toscana mette in comune con le altre regioni dell’Italia e dell’Europa; una identità per unire e non per dividere, per accogliere e non per escludere, secondo uno stile di vita che da sempre caratterizza i cittadini di questa terra”. La Festa della Toscana di Anghiari si è aperta con il suono delle campane del Municipio e delle Chiese. Poi, dopo la seduta del Consiglio Comunale e la lettura dell’Impegno solenne contro la pena di morte, la Banda di Anghiari ha suonato l’Inno di Mameli. La festa si è quindi conclusa con castagne, dolci tradizionali e vino novello offerto ai tanti cittadini intervenuti.

Funghi, un bene dei nostri boschi? - Sono trascorsi poco meno di due anni da quando è entrata in vigore la legge regionale toscana che disciplina la raccolta dei funghi. A parte i cittadini residenti che per andare a funghi nei rispettivi territori comunali non devono versare alcunché, quelli che non hanno domicilio o residenza nel Comune di raccolta devono pagare un minimo importo per dedicarsi a questo, chiamiamolo, passatempo. Alla fine, se non altro, almeno qualcosa rimane alla comunità visto che fino a pochi mesi fa tutti potevano indistintamente entrare nei boschi e raccogliere funghi senza spendere una lira. Il Comune di Anghiari, in virtù della sua posizione territoriale strategica che lo vede confinare con altri 6 comuni aretini nei quali è valido il tesserino turistico, ha chiuso l’anno 2000 con un ricavo di £ 35.000.000 derivanti dalle relative autorizzazioni. Di questi soltanto 5 milioni sono stati incassati tramite versamento su conto corrente postale mentre ben 30 milioni provengono dalla vendita diretta dei tesserini affidata ad alcuni pubblici esercizi. C’è poi da aggiungere la somma di £ 2.500.000 introitata grazie alle multe comminate dagli agenti di vigilanza (Corpo Forestale dello Stato e Comunità Montana) che, seppure in numero esiguo, hanno cercato di contenere e disciplinare per quanto hanno potuto il corretto prelievo di funghi. Certo che è proprio lo stato di salute dei boschi che preoccupa visto che ogni giorno gli stessi vengono setacciati centimetro dopo centimetro dall’alba al tramonto da centinaia di fungaioli. Specialmente nei mesi di ottobre e novembre un vero e proprio esercito di persone provenienti fin da Senigallia, Pesaro, Ravenna e da tutta la riviera romagnola, si riversa quotidianamente a perlustrare i nostri querceti e faggeti portando via di tutto. Quindi, se da una parte sono arrivati alcuni milioni a rimpinguare le casse comunali, dall’altra parte c’è la consapevolezza che tutto questo “bailamme” non può durare a lungo. Se non interverrà qualcosa (ma cosa?) si corre il rischio che fra qualche anno il bosco non darà più niente visto il drenaggio che migliaia di persone sottopongono la macchia 365 giorni all’anno.

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C R O N AC H E T T A dei fatti più strani, più importanti o più semplici, avvenuti ad Anghiari e narrati da me Anghiarino Anghiarese.

Martedì 31 ottobre . Oggi è morto Giovacchino Albiani di anni 75. Giovacchino abitava al Chiavaretto, al confine con il comune di Subbiano.

Martedì 28. Oggi è nata Sofia Montini di Enrico e Giuseppina Lo Iacono. La sua famiglia abita alla Vigna del Poggio e il suo babbo lavora in Comune. Mercoledì 29. Oggi è nato Michele Massaro di Enrico e Sonia Leprai. La sua famiglia abita a San Leo. - Oggi è morto Rinaldo Chiarini di anni 77. Rinaldo abitava a Pietto. Giovedì 30. Oggi c’è stata la prima festa della Toscana e le campane delle chiese hanno suonato tutte assieme.

Mese di dicembre

Mese di novembre Giovedì 2. Oggi è nato Mattia Cestelli di Stefano e Alessandra Vecchi. La sua famiglia abita alla Motina. - Oggi è morto Gino Guadagni di anni 79. Gino abitava a Bagnaia. Venerdì 3. Oggi è morto Odoardo Bruschi di anni 82. Odoardo abitava verso Pietto ed aveva abitato anche a Tortigliano. Domenica 5 . Stamattina quando sono uscito, a parte che pioveva un po’, tirava un’aria freschina come quando nevica a Viamaggio. Lunedì 6. Oggi è morta Antonietta Bruschi vedova Giorni di anni 86. Antonietta abitava alle Cascine ed era stata insegnante di scuola elementare. Mercoledì 8. Oggi è nato Michele Pernici di Marco e Rosangela Ardanese. La sua famiglia abita a Pietto. Auguri Marco! - Oggi è morta Maria Andreini vedova Poggini di anni 88. Maria abitava nella via che va alla Misericordia. Venerdì 10. Oggi è nata Novka Popovic di Zoran e Radojka Milacic. La sua famiglia abita a San Leo. Sabato 11. Stamani mi sono affacciato alla finestra e c’era la nebbia. Sono andato al Borgo e per la via la nebbia non c’era, ma al Borgo sì. Domenica 12. Oggi è nata Erblina Makoli di Femi e Basrie Obrazda. La sua famiglia abita per il Borgo della Croce. - Oggi è morto Loris Babbini di anni 88. Loris che abitava per la via del Terrato era l’amico cui mi rivolgevo per notizie sul nostro Anghiari. Lunedì 20. Oggi con don Marco abbiamo rimontato il quadro della Crocifissione nella chiesa della Croce. Mercoledì 22. Oggi è stata ricollocata in Propositura la panca restaurata dall’Istituto d’Arte. Si pensa che possa essere del Brugoni. Giovedì 23. Anche stamani nebbia. - Al Ponte dei sospiri ho visto la Sestilia che con un bastone faceva cadere le foglie da una pianta. Domenica 26. Oggi era la festa della Misericordia alla Badia. - Oggi è nata Elisa Mencarini di Giorgio e Simona Biccheri. La sua famiglia abita alla Motina e nel ’95 il suo babbo montò sul carretto della Scampanata. - Oggi è nata anche Lucrezia Pittino di Danilo e Giuseppina Gaudio. La sua famiglia abita a Montebello.

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Sabato 2. Stasera, intanto che andavo dal Parati, ho visto sulle mura una albero di Natale illuminato Venerdì 8. Oggi con mia moglie sono andato a Milano per la festa di Sant’Ambrogio alla fiera degli “Oh bei, oh bei!” Domenica 10. Stamani la Filarmonica ha festeggiato Santa Cecilia con l’esecuzione di alcuni brani anche in Piazza. Tantissimi fedeli la sera alla processione della Madonna di Loreto. Brave le donne di Anghiari vecchio che hanno preparato i “Quadri viventi”. Mercoledì 13. Scendendo dal Belvedere del Vignarolo verso buio ho potuto vedere il bellissimo spettacolo della Piazza e di altre strade illuminate per le feste natalizie. Sabato 16. Oggi era una bellissima giornata e mi è venuto in mente che le rondini se ne sono andate via senza che me ne accorgessi. Lunedì 18. Oggi è morta suor Eugenia Viti di anni 89. Suor Eugenia era originaria di Castiglion Fiorentino. Domenica 24. Oggi era il “Ceppo” e oltre ai tradizionali ceci abbiamo mangiato la “minestra di pomodoro” che abbiamo imparato a casa di Antoni a Krakovia. - Oggi è morta Italia Cappietti vedova Innocentini di anni 85 che abitava a Catigliano. Lunedì 25. Oggi è morto Altero Scimia di anni 75. Altero abitava in via Taglieschi. Mercoledì 27. Oggi è nato Diego Bartolomei di Pietro ed Emanuela Locci. La sua famiglia abita per la via di San Leo. Venerdì 29. Oggi a Innsbruck nevicava. Lo so perché ero proprio lì con mia moglie. Domenica 31. Stamani mi sono affacciato alla finestra di casa e ho visto la neve sopra i monti del Borgo. Quando sono uscito mi sono reso conto che tirava un forte vento freddo. - Oggi, ultimo dell'anno, al Te Deum di ringraziamento, nella chiesa della Croce, la voce della Romana si faceva sentire molto bene. Al 31 dicembre 2000 gli abitanti di Anghiari sono

5894 2880 maschi e 3014 femmine; nati 43 e morti 67


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2001-1 Oratorio di Anghiari  

PERIODICO DEL VICARIATO DI ANGHIARI E MONTERCHI 1 Sped. in A.P. - art.2 comma 20c legge 662/96 Filiale E.P.T. 52100 AREZZO aut. Nr. 909 del...

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