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Comitato Manifestazioni Vercelli

CittĂ di Vercelli

Carvè

2012

con la compartecipazione del Comune di Vercelli

aVarsej www.carnevaledivercelli.it


Il saluto del Vice Presidente del Comitato Manifestazioni Vercellesi

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n questa breve introduzione, desidero esprimere tutto il mio affetto verso il Carnevale che ho il piacere di seguire ed apprezzare da diversi anni. Mentre scrivo, riaffiorano alla mente ricordi incancellabili di edizioni memorabili, di carri allegorici imponenti e coloratissimi, di allegria genuina e soprattutto di persone che non ci sono più ed è come fossero qui. Fra loro, una in particolare: Cecco Leale. Con lui ho condiviso momenti straordinari e ho imparato a entrare nell’animo profondo del Carnevale e di tanti personaggi che, con la loro cultura ed il loro amore per la nostra città, hanno scritto pagine bellissime della tradizione popolare e hanno costruito l’identità dei rioni che è alla base di tutta l’armonia carnevalesca e non solo. Quando il Cecco entrava da me in negozio era sempre festa. Mi diceva che il Carnevale è patrimonio assoluto dei bambini e degli anziani che attendono per un anno il sorriso e la carezza di una maschera. Mi diceva che la tradizione popolare, quella vera, parte dalle scuole e si basa sempre sull’esperienza dei nonni e degli avi che, con la loro semplicità, hanno reso grande Vercelli. Ringrazio Cesare Losa per avere interpretato questo spirito con grinta e con umiltà e per avere dato al Carnevale, in tanti anni, tutta la sua anima e la sua energia, organizzando eventi che sono andati ben oltre il Carnevale stesso: il Bicciolano d’oro e il Bicciolano d’oro canzone sono gli esempi più belli. Ringrazio il Sindaco Andrea Corsaro che ha il nostro Carnevale nel cuore e che, in un momento di grandi sacrifici sul piano economico, si prodiga con grande tenacia per non farci mancare nulla. L’esperienza del Cecco e l’esperienza del Cesare sono la mia eredità. L’impegno di Andrea Corsaro è la mia carica. Il mio desiderio è quello di coinvolgere le scuole ancor di più di quanto già non lo siano, portando i ragazzi nei capannoni ad ammirare i carri in costruzione e a conoscere i veri protagonisti del Carnevale. Il mio desiderio è quello di sentirli cantare le nostre canzoni dialettali e di vedere il luccichio nei loro occhi, quando si parla della storia di Vercelli. Con questo spirito affronto il Carnevale. I coriandoli intrappolati nei vestiti cadranno a terra e il vento li porterà via. Le emozioni, i sorrisi e le parole pronunciate con il cuore resteranno indelebili dentro e saranno una risorsa importante per le edizioni che verranno. Tony Bisceglia

I disegni di copertina sono di Serena Leale 1


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Il saluto del Presidente della Provincia

uando una sera, aprendo la posta di un social network, ho trovato la mail sempre cordiale del nostro Bicciolano, in cui mi chiedeva di scrivere una breve presentazione sul Grande Carnevale di Vercelli, ho piacevolmente sorriso. Un sorriso di stima profonda per il modo diretto, sempre educato e cortese di chi veste i panni della più importante maschera del Carnevale vercellese, ma anche perché mi sono tornati alla mente i molti carnevali che ho visto organizzare in tante parti della nostra provincia, ripensando al gran numero di persone che ho conosciuto e che ho visto dedicare serate, nottate al gelo, giorni di ferie ed ogni momento libero alla miglior riuscita della manifestazione. Il mio pensiero si è poi allargato per raggiungere tutti coloro che si impegnano nel mantenere viva la tradizione e per regalare il più grande momento di festa popolare del periodo invernale; un pensiero che non può che riassumersi in un semplice, ma non retorico, GRAZIE, che voglio rivolgere loro da queste pagine, certo che al mio ringraziamento si vogliano unire simbolicamente tutte le persone che il Carnevale lo vivono da spettatori. Dico questo perché il premio più grande per chi organizza è vedere la partecipazione della gente, i loro sorrisi, i bambini che con le loro maschere multicolori ravvivano le giornate invernali, indaffarati a lanciare stelle filanti e coriandoli. Così il Carnevale diventa una grande occasione di socialità, di condivisione, il momento in cui si uniscono le famiglie per passare domeniche in allegria e vivere all’interno dei Rioni l’atmosfera goliardica di amicizie che nascono e si rafforzano durante una festa danzante o cucinando insieme nella medioevale tradizione della fagiolata. E’ un gesto semplice, ma che alla base ha il dono, lo spirito più autentico di chi volontariamente si dedica agli altri e non lo fa solo preparando, organizzando e regalando un sorriso alla gente, ma anche con un gesto antico, come il preparare il piatto popolare per eccellenza. Da ultimo non dimentico il lato satirico, a volte di vera e propria denuncia sociale e che non potrebbe essere altrimenti ripensando al primo Bicciolano, Carlin Belletti, che negli anni della dominazione francese difese i diritti del popolo e per questo venne imprigionato. Da allora, con sua moglie, la Bela Majjn, ogni anno, da burattino diventa uomo in carne e ossa e in questo periodo concentra una vita intera, fatta di amore per gli altri. La sua missione è portare un sorriso, una canzone, una carezza al letto dei malati come ai bimbi delle scuole: ha sempre tempo per tutti, per lui ognuno di noi è importante. Quando dal suo carro ti guarda e ti lancia una caramella non puoi fare a meno di sorridere…. Grazie Biciulan! Carlo Riva Vercellotti Presidente della Provincia di Vercelli

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Il saluto del Sindaco di Vercelli Avvocato Andrea Corsaro

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nche quest’anno la Città di Vercelli è orgogliosa del Suo Carnevale storico che porta emozione e allegria a tutta la cittadinanza. Tale manifestazione rappresenta per la Città un gioioso momento che è oramai nella storia della Città e svolge anche una straordinaria funzione di solidarietà e collaborazione tra le persone. Le tradizioni della nostra Città sono di accoglienza e proprio nell’accogliere i turisti la Città si fa bella con un evento che è la prova della fantasia e della creatività di coloro che lavorano tutto l’anno per la buona riuscita del Carnevale. La Città è impegnata oramai da anni in una forte azione per mettere in risalto le proprie ricchezze culturali e l’Amministrazione è certa che il Carnevale possa fare da attrattore e da volano per far conoscere sempre di più la nostra bella Città. Auspico che sempre più giovani si avvicinino alle manifestazioni del Carnevale che sa trasmettere sensazioni e senso di appartenenza che è poi il motore per la buona riuscita della manifestazione stessa. Sempre grato a chi, Comitato Manifestazioni, Rioni e volontari tutti, si prodiga per questo meraviglioso evento. Il Sindaco

Andrea Corsaro

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Comitato Manifestazioni Vercellesi Via Frat. Garrone, 20 VERCELLI Enti, Rioni, Circoli ed Associazioni aderenti ASCOM ANFFAS ASSOCIAZIONE FOLKLORISTICA RIONE BILLIEMME RIONE BRUT FOND RIONE CANADA’ RIONE CAPPUCCINI RIONE CERVETTO RIONE PORTA TORINO RIONE CONCORDIA

“Mercoledì 25 maggio 2011 si è riunito il nuovo consiglio direttivo del Comitato Manifestazioni Vercellesi per la nomina degli istituzionali. Sono stati eletti: il Presidente Cesare Losa, Vicepresidente Tony Bisceglia, Segretario Giulio Pretti, Tesoriere Ketty De Angelis e Isabella Ristagno. Consiglieri: Giovanni Carena, Elisabetta Galante, Roberto Garavaglia, Stefano Leviti, Cristian Margaria, Franco Paganino. Per il Consiglio Sindacale sono stati nominati: Presidente Mauro Dellarole, Revisore dei Conti Moreno Comello e Ornella Finetti” Collaboratori: Piero Camandola, Patrizio Borgato, Alberto Le Rose, Sergio Corradino, Andrea Cherchi e Majin per Sempre Cappellano: Mons. Cristiano Bodo Membro onorario: Giuseppe Sandro Addetto Stampa: Claudio Cagnoni

Ringraziamenti

RIONE CIAFERU RIONE ISOLA

La realizzazione del libretto si è avvalsa di preziose collaborazioni che il Comitato Manifestazioni desidera ringraziare: SERENA LEALE per la bellissima immagine di copertina, Claudio Cagnoni, Renato Greppi, Fabio Lazzari di Eurofoto e Giorgio Morera per la parte iconografica. Il libretto del Carnevale contiene le firme di nomi importanti del giornalismo e della cultura locale che lo rendono una preziosa pubblicazione da collezionare e da leggere negli anni: Alessandro Ballesio, Giovanni Barberis, Stefano Fonsato, Claudio Cagnoni, Bruno Casalino, Daniele Gandolfi, Alessandro Nasi, Pino Marcone Roberta Martini, Giorgio Morera, Sergio Rigolone e Sarah Trevisan. E poi Enrico De Maria che, oltre al racconto e al pezzo, ci ha regalato con grande generosità due poesie di suo padre che mettono i brividi ed emozionano quanto basta per iniziare alla grande. Un ringraziamento particolare va, inoltre, a Giulio Pretti per l’instancabile organizzazione. Il nostro libretto è il cuore del Carnevale. E’ in bianco e nero, ma sprigiona lo spirito dei colori più belli e più intensi. Evoca momenti indelebili, scritti nella memoria storica del Carnevale e ricorda istanti più recenti ed altrettanto intensi. In ogni pagina di questa pubblicazione ci sono le persone che ci guardano da lassù che non sono più con noi e che hanno reso grande il nostro Carnevale.

IPPICA VOLA COMITATO FOLKLORISTICO ASIGLIANESE FAMIJA CUSTANSANEISA ASS. NUOVI ORIZZONTI PORTA TORINO ASS. DONNE DI PORTA TORINO CECCOMUNQUEMUSICA QUINTO VERCELLESE PEZZANA PRO LOCO CARESANABLOT PRO LOCO DESANA RONSECCO TRICERRO Casanova elvo Stroppiana ALBANO VERCELLESE

Sito web: www.carnevaledivercelli.it info@carnevaledivercelli.it 6


Il saluto dell’Assessore

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l momento storico-economico impone ristrettezze su tutti i fronti; la nostra Amministrazione vuole però mantenere costante l’impegno assunto negli anni ritenendo questo investimento non una mera spesa, ma un impegno per sostenere le attività del Comitato Manifestazioni Vercellesi al fine di portare un po’ di allegria e serenità mai così necessaria come in questo difficile periodo. Anche quest’anno, nei mesi di gennaio e febbraio, le fredde giornate invernali saranno rivitalizzate dagli attori principali del Carnevale di Vercelli. Carri colorati, divertenti e satirici, dietro ai quali si cela il duro lavoro dei costruttori, attraverseranno le vie del centro città per raccogliere applausi. Le maschere rallegreranno bambini, anziani e tutte quelle persone che le accoglieranno per scambiarsi momenti di gioia e di goliardia. Tutti beneficeranno del calore trasmesso da sorrisi e risate. Tuttavia, il Carnevale di Vercelli risentirà molto dell’assenza del suo storico Presidente. Anche la sua rigidità e la sua austerità, considerata ormai da tutti la caratteristica più genuina, mancheranno a tutti coloro che hanno da sempre “costruito” e vissuto con Lui il Carnevale che ha raggiunto un notevole livello di organizzazione e conoscibilità, apportando alla Città benefici e fama. Sfido a credere che chiunque non avrà nostalgia di Cesare Losa e mi auguro che sia sempre considerato il “Presidente” del Carnevale di Vercelli. L’Assessore Buon Carnevale a tutti! Carolina Piccioni

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Carnevale benefico. Ricordi.

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rentadue anni fa, sotto la guida del Presidente Carlo Ranghino ho iniziato come segretario l’attività burocratica delle varie manifestazioni indette dalla Famija Varsleisa e, nell’ambito del Carnevale vercellese, ho avuto l’onore di organizzare la parte benefica che, in un crescendo di anno in anno, ho portato oggi a circa 170 visite. A quei tempi, durante le visite nelle varie scuole, venivano distribuiti sacchetti di caramelle e merendine. Io dovevo scrivere a tutti i responsabili scolastici per sapere quanti alunni erano iscritti e, una volta al corrente del numero complessivo, noi del Direttivo ci riunivamo dopo cena dall’amico Cristiano Taverna che ci metteva a disposizione l’ultima sala del suo locale per confezionare i vari pacchetti, divisi per scuola. Prima di iniziare, Anselmino Guilla, dopo alcuni conti matematici, dava il responso di quante caramelle doveva contenere ogni sacchetto (non sbagliava mai e qualcuno mormorava che si faceva aiutare da qualche premio Nobel della matematica!). Mi ricordo con piacere l’allegria di quelle serate, con scambi fra di noi di battute scherzose. Al termine, Cristiano metteva a disposizione dei bicciolani e i suoi mitici amaretti (la cui ricetta trasmessa da padre in figlio è…. più di un segreto di Stato). Eravamo proprio un bel gruppetto di amici. L’attività del Carnevale Benefico iniziava dopo la consegna, da parte del Sindaco, delle chiavi della città al Bicciolano e alla Bela Maijn. In quegli anni, l’automobile era offerta dall’amico Pinot Celoria della Fiat, che tante volte faceva a sue spese il pieno di benzina, mentre il pulmino delle maijnettes al seguito del Bicciolano era offerto da Giovanni delle Acacie. Alla guida dei due veicoli venivano messi a disposizione dall’Amministrazione comunale due vigili urbani in divisa: per tantissimi anni furono Italo e Giorgio, poi Giovanni e Agostino, e ora abbiamo Sergio “il pilota” e l’amico Alberto, tutte persone squisite. Mi ricordo che, durante le varie visite nelle Case di riposo o in luoghi di sofferenza (in quel periodo si andava anche all’Ospedale psichiatrico o in Istituti dove erano ricoverati bambini con gravi problemi familiari), vedevo Bele Maijn, maijnette e maschere al seguito con gli occhi lucidi per l’emozione e, mentre cercavo di consolarle dicendo loro che quella era l’altra faccia della medaglia della vita, in cuor mio ero contento perché quella parte della manifestazione del Carnevale faceva riflettere tanti giovani sul percorso della vita. Al termine di questi miei ricordi, posso dire che anche a me tutti questi momenti hanno lasciato un valore altamente morale che porterò sempre nel mio cuore. Infine ringrazio tutti gli amici che mi hanno aiutato in questi anni e quelli che attualmente collaborano con me nel Comitato Manifestazioni Vercellesi per la buona riuscita di questo fiore all’occhiello, non solo per il Carnevale, ma anche per la stessa città di Vercelli. Giulio Pretti

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La Storia di Bicciolano

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accontare la storia di Bicciolano che, insieme alla sua amata Bela Majin, rappresenta da sempre il simbolo del Carnevale Vercellese è un’emozione che si rinnova ogni volta, ma soprattutto è una sfida. E’ uno scorrere veloce e divertente di pagine popolate da contesti storici attendibili e leggende che si perdono nella notte dei tempi, mai banali e sempre divertenti. Parlare di Bicciolano e Bela Majin è un modo semplice e toccante di esprimere la nostra identità vercellese. Il nostro orgoglio. La storia che segue, che io stesso ho imparato da bambino e nei miei studi sulla storia di Vercelli, è stata magnificamente raccontata da Valerio Fossati in un quaderno della Famija Varsleisa del 1961 e ripresa successivamente dalla celeberrima pubblicazione “ ‘L Carvè di Biciulan” di Ranghino, Nasi e Leale, sempre a cura della Famija Varsleisa. La collocazione storica è da porre alla fine del 1700 nel contesto della rivoluzione francese che sta arrivando in Piemonte. A quel tempo, Vercelli era governata da una classe agiata e intoccabile che imponeva diverse tassazioni perseguendo unicamente scopi ed obiettivi personali. In difesa del popolo, da Porta Milano, si leva il grido di una figura leggendaria di quei tempi che, con rabbia, si scagliava contro le prepotenze dei governanti: Carlin Belletti, detto il Bicciolano. La sua protesta risulta tanto gradita al popolo, quanto sgradita ai potenti che lo fanno rinchiudere per quasi un mese nel castello di Ivrea. Quando viene liberato, torna a Vercelli in trionfo e ancora oggi il suo nome evoca valori di giustizia e uguaglianza. Quando re Carlo Emanuele cede poi il Piemonte alla Francia, anche Vercelli passa in mano ai cugini d’oltralpe che non riescono tuttavia ad incontrare i favori del popolo e non diminuiscono certo le tasse. I vercellesi liquidano la nuova situazione con questa affermazione pungente e spiritosa: “Libertè - Fraternitè - Egalitè... lur an carosa e nui a pé”. Di Bicciolano si torna poi a parlare nel 1809: In una splendida giornata di sole, sull’area del mercato vecchio, i fratelli Nigra allestiscono il teatrino di marionette per il quale sono molto apprezzati in città. Si alza il sipario e appare un burattino nuovo che si presenta con il nome di Bicciolano e grida in dialetto vercellese il suo astio contro i soprusi e le prepotenze dei padroni. E’un trionfo! Un trionfo che dura poco però e si esaurisce in quel caldo pomeriggio. Di Bicciolano si torna a parlare nella metà del 1800, quando si rende protagonista (impersonato dal signor Carlo Petoletti) di una raccolta fondi a favore dei soldati feriti e in difficoltà. Infine, nel 1859, anche Bicciolano parte per la guerra insieme ai suoi coetanei vercellesi. Parte con il suo fucile dove nella canna ha posto un fiore rosso donato dalla sua Bela Majin alla quale promette di tornare presto. Ma è una promessa che non riesce a mantenere, purtroppo. Cade sotto il fuoco degli austriaci: Un solo colpo al petto che gli disegna un fiore rosso … il fiore della sua amata Majin. La storia recente è nota a tutti, come a tutti è noto il Carnevale di Vercelli, reso grande da personaggi illustri e storici che si sono ispirati ai valori genuini di Bicciolano e Bela Majin nei quali i vercellesi si identificano. Ne ricordo uno in particolare che ha avuto il Carnevale nel cuore e nell’anima: Francesco Leale. La stessa sensibilità e lo stesso altruismo della figlia Serena che, dagli archivi di famiglia, ci manda due disegni preziosi che ammirate in questa pagina. Andrea Cherchi Con disegni di Francesco Leale


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Il Carve’ che vorrei

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ono sicuro che rioni e paesi ci regaleranno un altro grande Carnevale, ma, Se posso esprimere un desiderio, vorrei che, nei prossimi anni, la nostra manifestazione più cara e popolare assumesse il carattere sempre più spiccato di una grande disfida satirica, non solo sui grandi temi nazionali (quest’anno posso prevedere un Monti tapirizzato che fronteggia un Berlusconi sempre più concentrato sul bunga bunga), ma soprattutto su argomenti locali, tutti nostri. Scrivo questa nota del tutto ignaro – amo le sorprese – dei temi trattatati dai carnevalanti, ma mi sembra che la “vergogna” della nostra differenziata, con le cosiddette aree ecologiche sommerse di rifiuti irregolari, sia un argomento forte, dal punto di vista del commento satirico e dell’analisi dei fatti di costume. Cosi come la scelta, tanto contestata delle domeniche a piedi e – vedrete che si arriverà – delle targhe alterne. Il Carnevale dovrebbe incidere su queste grandi tematiche, schierarsi, dire la sua (ovviamente a modo suo), far ridere, ma soprattutto far meditare (sorridendo). Si può satireggiare, ma anche, semplicemente, ironizzare, valorizzando contestualmente le cose. Mi sarei aspettato, in tutti questi anni, un Fossale gigante al timone di un’Arca (di Noè), ma anche un Inceneritore che ammorba il povero Cavour, costretto a turarsi il naso nella sua eponima piazza. Ogni anno una città come la nostra offre impareggiabili spunti che il Carnevale dovrebbe essere in grado di cogliere: una sfilata allegorica tutta centrata sui temi di cui, nei mesi precedenti, si è tanto discusso, farebbe la fortuna della manifestazione e, perché no?, consentirebbe ai nostri amministratori di interrogarsi sul futuro di Vercelli; l’auspicio è che le prossime edizioni puntino sempre di più sul versante della satira. Non dimentichiamo la lezione dei nostri grandi caricaturisti (da Leale a Bergamasco, da Roberto a Corradino al Vallaro) che “leggevano” le vicende nazionali, ma che sapevano interpretare mirabilmente anche le “magagne” della Terra d’acqua. Enrico De Maria giornalista de La Stampa e scrittore

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Ahi, quella pulce nell’orecchio del Pino!!!.

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Carnevaloni vercellesi del passato oltre che attraverso la loro storia ufficiale rivivono anche tramite la poesia dell’aedo che creò l’inno cittadino: quel Puvra ad ris che è una sorta di nostrana Polvere di stelle, il cui incipit recita ‘Na sera a la stasion…’. Il cantore della terra bicciolana, Pino de Maria, aveva voluto rivestire con il dialèt varsleis tanti motivi allora in voga, creando colorati ed ironici ‘quadretti’ poetici dove emergeva in mille sfaccettature un pittoresco microcosmo cittadino, attraverso le metaforiche lenti di un caleidoscopio costruito in versi. Versi che erano stati pubblicati tra gli Anni 60 e gli Anni 70 dal giornale La Nosa Varsej, e dopo la scomparsa del poeta, raccolti nel libro La puls ‘nt’l’uria dàl Pinu De Maria, ovvero: La pulce nell’orecchio del Pino De Maria… Così, ispirato da tanti motivi musicali - ‘Oh bella Ciaparrita’ di Vasini e Cram composto nel 1937 e rilanciato su disco Fonit nel dopoguerra da Bruno Canfora, era diventato Puvra ad ris - il Pinu, di cui ricorreva lo scorso anno il novantesimo anniversario della nascita (ma che peccato non averlo ricordato ufficialmente…) non si era lasciato sfuggire il ‘suo’ Carvè, con l’amarezza di quegli anni per la soppressa tradizione dei balli mascherati e la difficile ripresa delle sfilate dei carri allegorici. Oppure attraverso i ‘cantin che il Biciulan l’è tacà, sulla musica del compositore vercellese Dongilli, spiegando che era necessario piantarla di lamentarsi e che il Carnevale sarebbe stato sì buono da bruciare, ma servendosi delle scintille del fuoco dell’amore e della passione per la città! Mentre il Car Carvè Car sul motivo de Il mare in cartolina, puntava il dito su un Carnevale senza carri che si sarebbe potuto ammirare soltanto in una cartolina illustrata!!!  Senza contare che aveva dato una dritta con Ben turnà… turnavis sull’aria di Tristezza per favore va’ via, per commentare che la cancellazione dalle manifestazioni carnevalesche dello storico ballo in maschera organizzato al Civico si sarebbe potuta evitare… svitando le poltrone della platea. Questa era l’ironica vena, la verve della surreale satira del poeta Pino De Maria, i cui versi, per certe situazioni narrate, non possono non ricordare Gipo o Brassens. Sostituendo Porta Pila o les Halles con la Furia o il Covo degli Arditi che non c’erano già più. Giovanni Barberis (La Stampa)

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Le Spille di Bicciolano e Bela Majin

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’ tradizione che, ogni anno, Bicciolano e Bela Majin offrano alle Maschere e alle Autorità un piccolo omaggio che sia di buon auspicio per il Carnevale. Da anni vengono realizzate dalla gioielleria Ambrosini di Vercelli alcune spille straordinarie che luccicano sul petto di chi, con grande orgoglio, le indossa. Le spille riproducono simboli vercellesi e vengono preparati con grande cura, precisione e affetto dalla famiglia Ambrosini, Piero, Paola e Claudia. A proposito di queste spille, Paola scrive: Le spille sono il simbolo Vercellese donato dal Bicciolano e Bela Mayin,a tutti coloro che condividono il Carnevale. Nascono da un disegno che rappresenta in misura reale l’oggetto. Successivamente si realizza il modello sul metallo,traforandolo,limandolo per delineare la forma e si saldano i pezzi accessori e lo si incide con i nomi degli ideatori. La rodiatura è l’ultima fase, perchè mantenga la lucentezza nel tempo”.

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La sfida in piazza

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i svolgerà anche quest’anno e rioni, circoli e pro loco cercheranno, come sempre, di fare del loro meglio per rendere ancora più bella e spettacolare la sfilata dei carri allegorici e gruppi mascherati. Non sarà facile. Nelle ultime edizioni i carristi si sono superati. Per dimensioni, spettacolarità e movimenti delle figure. Il percorso delle sfilate non concede più spazio al desiderio di portare in piazza macchine allegoriche ancora più imponenti. Non resta che dare sfogo alla fantasia. Con idee nuove, ammiccanti. I carristi ci stanno lavorando. Qualcuno ha iniziato molto presto, già in estate. Alla fine si arriverà sempre con l’acqua alla gola. I giorni precedenti il primo corso mascherato saranno frenetici, nel tentativo di apportare le ultime modifiche, dare le finiture del caso. Qualche idea arriva sempre all’ultimo e va sfruttata, per essere il più competitivo possibile. Il momento non è facile. La crisi si fa sentire anche nel carnevale. Alcuni rioni sono stati in forse fino all’ultimo, prima di dare la propria adesione. Ma quasi tutti, alla fine, hanno risposto presente. E’ un vecchio canovaccio. Dopo la conclusione del carnevale chi è rimasto deluso dalla premiazione, annuncia propositi di disimpegno. Poi ci ripensa, trova nuovi stimoli, la voglia di rivincita ed ecco che la squadra di carristi si presenta più agguerrita che mai. Del resto, è cosa nota. Al di là del premio in denaro, che alla fine ripaga solo in parte lo sforzo organizzativo ed economico, l’obiettivo principale d’ogni carrista è di arrivare a quel gagliardetto con su scritto “primo premio”. E’ proprio con quel sogno che i carristi passano giorni interi e serate all’interno di un freddo capannone per allestire la macchina allegorica. Le squadre sono spesso le stesse, da anni. Ogni tanto si vede qualche faccia nuova. Un po’ di gioventù. Ma quello che resiste è lo zoccolo duro. I veri autentici protagonisti della più popolare manifestazione che si svolga nella nostra città sono loro: carristi con molte battaglie alle spalle e una passione che non viene meno. Fino a quella fatidica sera, quando in Piazza Pajetta, dopo l’ultimo conclusivo giro di gala si ritrovano tutti sotto il palco di Bicciolano e Bela Majin, nell’attesa del verdetto. E’ il momento più solenne dell’intera kermesse. E quando lo speaker di turno apre la busta che contiene il verdetto della giuria, come sempre bistrattata e contestata, anche questo secondo un consolidato canovaccio, sulla piazza cala un silenzio irreale. Per i carristi, figuranti e supporters è il momento più atteso. Un’emozione che solo chi ha vissuto il carnevale da dentro può comprendere fino in fondo. Bruno Casalino La Sesia

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Finalmente è Carnevale

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inalmente è carnevale! Oggi, mai come prima, c’è bisogno di un pizzico di allegria, di spensieratezza e di svago per “scacciare”, anche se solo per qualche ora o qualche giorno, i timori e le preoccupazioni per la dilagante crisi che stiamo vivendo. La grande manifestazione goliardica vercellese, quest’anno, avrà dunque una connotazione ancor più significativa e rilevante. Al “giro di boa” del suo mandato quinquennale come Bicciolano ci sarà ancora l’estroverso Andrea Cherchi che avrà il piacere di affiancare la sua terza Bela Majin, stavolta impersonata da Luisella Ferro. L’edizione 2012 del carvè varsleis vedrà anche l’avvicendamento di molte maschere, sia rionali che dei paesi limitrofi, che per le ragioni più svariate cederanno il passo (o meglio il costume) a diverse “new entries”, tra le quali molti volti giovani. Una ragione in più, dunque, per i padroni del carvè di accettare la “sfida” e di mettersi letteralmente in gioco per rappresentare e manifestare gli aspetti e i valori migliori della nostra società e del nostro amato capoluogo. Fulcro della colorata e divertente kermesse carnevalesca saranno, ovviamente, le sfilate dei grandi carri allegorici, pazientemente e diligentemente preparati per mesi e mesi da decine di volontari; le altre occasioni per “respirare” l’aria più genuina del carvè nostrano saranno poi le piacevoli serate delle veglie danzanti e le lunghe code alle fagiolate con il “raminin” per accaparrarsi un po’ della prelibata pietanza. Se il carnevale di Vercelli è tra i primi in Italia è merito soprattutto di un aspetto assai fondamentale, vale a dire le visite benefiche che il Bicciolano e la Bela Majin effettueranno sul territorio. Proprio in occasione del carnevale benefico, ogni anno, le maschere entrano in contatto con realtà spesso ai margini della società; ma per esperienza diretta dei protagonisti, è proprio la vicinanza con i malati, gli anziani, i bambini, i poveri, i carcerati e i disagiati che regala le emozioni più autentiche. A fronte di una semplice foto ricordo o di una caramella, le maschere non offrono soltanto fugaci attimi di serenità, ma regalano qualcosa di più importante (specialmente per chi non ha più nulla), ovvero la gioia del cuore. Pochi e fuggevoli istanti, ma destinati a lasciare indelebili ricordi impressi nell’animo e nelle menti delle persone “toccate” dalla visita del Bicciolano e della Bela Majin, insieme al loro gioioso ed euforico corteo di maschere. Nel grigiore dell’inverno e della recessione, il tempo del carnevale può pertanto essere davvero una “boccata d’ossigeno”, non solo per mettere in disparte le inquietudini coeve, ma per provare eventualmente a gettare lo sguardo al futuro con un briciolo di ottimismo e di speranza. Siamo certi che questi auspici saranno egregiamente interpretati da Andrea e Luisella, ai quali rivolgiamo il nostro più schietto ed amichevole augurio per rendere nuovamente indimenticabile ed unica l’esperienza del carvè varsleis. Giorgio Morera Corriere Eusebiano

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Tra i riccioli scuri …

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ra i riccioli scuri si è annidata una manciata di coriandoli. No, non sono i capelli di un bambino. E’ una parrucca, la più famosa del Carnevale. Sono gli Anni Settanta, la porta Renzo Roncarolo, un Bicciolano pittore e musicista. Che ama, canta e dipinge (in pochi quadri preziosi) il Carnevale. Pimpi è un Bicciolano tanto allegro quanto meticoloso. Quei riccioli scuri, ai lati del viso, sono tutto un lavoro di forcine. Da rifare ogni volta, perché ad ogni sfilata, ad ogni uscita, la parrucca deve essere inappuntabile. Per il codino no, c’è meno lavoro, ma è comunque da pettinare con cura. Sono capelli veri, e scuri. Perché le parrucche bianche erano solo dei primi Carnevali, quelli storici, della nobiltà incipriata in piazza Palazzo Vecchio. Bicciolano viene dal popolo. Il suo atto di nascita dice che è irriguardoso, oggi diremmo che è un uomo ironico, ma anche solare e affettuoso quando incontra anziani e bambini. Quella parrucca, che rappresenta il simbolo del Carnevale di ieri, è da lisciare, guai a spruzzarla con la lacca, che a metà degli Anni Settanta deve essere durissima. E tra i capelli, ogni volta, c’è una traccia dell’uscita, che sia una visita in un istituto, per una canzone e un brindisi, o una sfilata. Ci sono i coriandoli, le stelle filanti, la polvere delle strade. A volte il sudore, perché essere Bicciolano è anche fatica. Fatica bella, che si fa volentieri. Ma il fisico manda ugualmente un segnale. Quei riccioli scuri sono sicuramente andati perduti. Pimpi Roncarolo non c’è più. E’ però rimasto il profumo di una crema, del cartoncino, della festa. Non c’è la parrucca, è rimasto Bicciolano. E’ il suo Dna quello che si tramanda, di Carnevale in Carnevale. Anche oggi, con la sfilata che va ad incominciare. E tra i capelli di Bicciolano si annidano stelle filanti, coriandoli, un po’ di polvere... Roberta Martini Caposervizio de La Stampa di Vercelli

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Dal grande cuore dei capannoni e di chi lavora ai carri, escono capolavori che rallegrano e danno valore alla nostra città. Dietro ad ogni pennellata, ad ogni pezzo di cartapesta e ad ogni sera passata al freddo, c’è un cuore grande che batte e dà vita al Carnevale.

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Il gran

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Carnevale 2011

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I Bicciolani e le Bele Majin Emozionate, frementi, gioiose, sorridenti. Il cuore impazzito, le mani bagnate nei candidi guantini di seta, negli occhi la meraviglia e lo stupore di bimbe. Le ho viste tutte cosĂŹ. Tutte trentuno... incantevoli e bellissime... Giulio Pretti

1948 1951 1952 1953 1954 1955 1956 1957 1958 1959 1960 1961 1962 1963 1964 1965 1966 1967 1968 1969 1970 1971 1972 1973 1974 1975 1976

Pinuccio Ungaro Dino Lojacono Piero Romagnolo Piero Romagnolo Piero Romagnolo Piero Romagnolo Piero Romagnolo Renato Gadina Renato Gadina Renato Gadina Renato Gadina Guido Rossi Guido Rossi Renzo Bossola Renzo Bossola Renzo Bossola Renzo Bossola Renzo Bossola Renzo Bossola Renzo Bossola Renzo Bossola Renzo Bossola Renzo Bossola Renzo Bossola Renzo Bossola Renzo Bossola Renzo Roncarolo 26

Marisa Gaudio Marisa Gaudio Cosetta Armani Binelli Nella Borri Pronsati Mariuccia Tua Rossino Livia Erba Cesarina Cussotti Rossana Rossanigo Anna Maria Petrini Ida Bonifaccio De Bianchi Alberta Dongilli Liliana Lupo Marinella Lanino Marinella Lanino Rita Zarino Daniela Balbiano Andreana Panella Maria Teresa Oppezzo Valeria Varvello Sandra Brunetti Franca Sarasso Lilli Bigatti Tiziana Vasino Paola Rosso Tiziana Bertone Anna Donati Loretta Trada


1977 1978 1979 1980 1981 1982 1983 1984 1985 1986 1987 1988 1989 1990 1991 1992 1993 1994 1995 1996 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012

Renzo Roncarolo Renzo Roncarolo Renzo Roncarolo Renzo Roncarolo Renzo Roncarolo Enzo Grolla Franco Fornara Franco Fornara Franco Fornara Franco Fornara Franco Fornara Franco Fornara Franco Fornara Franco Fornara Franco Fornara Franco Fornara Franco Fornara Franco Fornara Enzo Grolla Enzo Grolla Enzo Grolla Enzo Grolla Enzo Grolla Roberto Mosso Roberto Mosso Roberto Mosso Roberto Mosso Roberto Mosso Ermanno Corona Ermanno Corona Ermanno Corona Ermanno Corona Ermanno Corona Andrea Cherchi Andrea Cherchi Andrea Cherchi

Gianna Giovannini Misa Ranco Barbara Luchetto Maria Teresa Ottoboni Maria Luisa Ansaldi Beatrice Baratto Giuliana Monchietto Franzi Rosy Bergamasco Garavaglia Roberta Occhi Larica Gardino Cristina Trada Antonella Ghisio Del Boca Maria Sole Pasquino Paola Ambrosini Maurizia Brusa Ciocchetti Giovanna Manca Leone Rossella Ceruti Tiziana Formaggio Sabrina Franzi Sabrina Palazzo Michela Nazario Letizia Vercellino Gessy Pierallini Alessandra Ceretto Maria Assunta del Bello Santina Panella Cristina Pasetto Elena Casalino Isabella Ristagno Simona Zarino Elisabetta Galante Linda Barbolan Sabrina Gaggion Ketty De Angelis Elena Reis Luisella Ferro

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Ti voglio bene, caro Bicciolano

(foto di Patrizia Marseglia)

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ancano pochi giorni all’inizio del Carnevale e nella mia testa ci sono centinaia di pensieri festosi, quasi fossero coriandoli coloratissimi, che cercano di uscire, di unirsi e di comporre questo breve saluto. Nell’armadio è già tutto pronto: l’abito è pulito e stirato, da un angolino sfuggito alla carta velina si intravede il maestoso cappello e da una scatola, senza coperchio, spille e coccarde sembrano salutare con allegria, impazienti di uscire. Le scarpe sono lucide e, quest’anno, mia moglie Erica ha ravvivato la vernice rossa dei tacchetti. Con la mente ripercorro tutte le emozioni che ho provato in questi anni e l’esclamazione più sincera che arriva direttamente dal cuore è: “Ti voglio bene Bicciolano!”. Ti voglio bene perché hai reso felice la mia piccola Vittoria che, durante le sfilate, fra una coccola e l’altra delle Majinettes, è così raggiante che il suo sorriso sembra un piccolo grande sole. Ti voglio bene perché sei entrato nella mia famiglia ed hai riscaldato il cuore a tutti: a mia moglie Erica, ai miei e ai suoi genitori. Ti voglio bene perché ho conosciuto persone straordinarie che mai avrei pensato di incontrare: le Maschere, i Carristi che lavorano senza sosta e al freddo per regalarci l’emozione dei carri, i rappresentanti dei Rioni, il direttivo del Comitato Manifestazioni e tutte le persone che con il loro sorriso e la loro genuinità rendono grande il nostro Carnevale. Ti voglio bene, mio caro Bicciolano, perché quando entro nelle scuole i bambini sorridono così felici che quell’allegria me la porto dentro tutto l’anno ed è sempre pronta ad uscire anche in quei giorni in cui essere allegri è meno facile. Ti voglio bene perché hai dato così importanza al mio sorriso che quando entro nelle case di riposo è addirittura in grado di asciugare una lacrima e portare conforto a chi ne ha davvero bisogno. Ti voglio bene perché mi hai fatto conoscere Cesare che ha dato vita a queste emozioni e mi hai fatto conoscere Giulio che è una persona d’altri tempi, elegante e sincero come il vero spirito del Carnevale. Ti voglio bene, caro Bicciolano, perché mi hai fatto conoscere Ketty, la mia prima splendida Majin e mi hai fatto conoscere Elena che è stata una delle persone più belle che io abbia mai incontrato. Ti voglio bene perché ho incontrato Autorità che parlano con il cuore e si emozionano di fronte alla nostra voglia di fare bene: Andrea Corsaro, Carolina Piccioni, Ketty Politi, Tony Bisceglia e tutti gli altri che non riesco a citare perché non c’è molto spazio in questa pagina, ma trovano grande spazio nel mio cuore. Ti voglio bene, caro Bicciolano, perché mi hai permesso di dare valore, ancor di più, alla mia amata Vercelli. E tu sai quanto ci tengo, quanto sia orgoglioso di essere Vercellese, quanto sia attaccato alle tradizioni e quanto io voglia bene alla mia gente. Noi Vercellesi siamo così: abbiamo la nebbia fuori ed il sole dentro. E soprattutto ti voglio bene perché mi hai avvolto di emozioni che non credevo neppure esistessero. Emozioni sincere che alimentano il vero spirito del Carnevale, capaci di farti sorridere e di farti commuovere come un sole Andrea Cherchi - Bicciolano 2012 nella pioggia. Ti voglio bene, caro Bicciolano.

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Grazie S

ono nella mia nuova casa da quasi due anni e non mi sono mai seduta alla vecchia scrivania che ho sistemato in mansarda. Eppure, questo mio pezzo di stanza è sempre stato pronto ad ospitarmi per ascoltare un po’ di musica, rilassarmi, studiare, leggere...e allora, poco fa l’ho risistemata. Ho semplicemente acceso un incenso, qualche candela lasciata alla polvere per due anni, messo la mia musica preferita e spostato la sedia dalla parte opposta alla scrivania. Pochi gesti, ma che hanno cambiato la prospettiva di calore della mia stanza. Che bello aver fatto la Bèla Majin! Mi ha cambiato la prospettiva di calore della mia vita! Non ho dovuto fare chissà che cosa per impersonarla al mio meglio: è bastato essere me stessa. Ho tirato fuori quello che ho già e forse, in un contesto così grande e speciale, ho tirato fuori me stessa all’ennesima potenza. E mi è piaciuto. Mi è piaciuto impersonare questa storica maschera che mi ha permesso di conoscere tante splendide persone, a partire da Andrea Cherchi, il mio Bicciolano. Andrea mi ha fatto sentire perfetta in questi abiti. Mi ha fatto sentire importante con la sua gentilezza, non perdendomi di vista neanche per un secondo: così fa un vero gentiluomo. Il mio grazie va a tutte quelle persone che lavorano alla realizzazione dei mastodontici carri. Faticano tutto l’anno per regalarci un Carnevale sfavillante. Le mie prime lacrime di felicità, dopo l’attesa della chiamata per l’incoronazione mano nella mano a Cesare Losa, sono state per i carri. Erano parcheggiati alla luce del sole, in Piazza Pajetta, nell’attesa di cominciare la prima sfilata, dopo tutto un anno all’ombra e al freddo. Li avvertivo fremere, li sentivo vivi, vibrare e questo mi ha a dir poco emozionata. Grazie al Comitato Manifestazioni. Mi avete fatto sentire sempre a casa quando entravo in sede. Grazie a Ketty De Angelis, a Loretta Trada e a Santina Panella. Mi avete sostenuto e rinforzato con i vostri incoraggiamenti. Grazie a Sergio Corradino. Il mio Pilota. Un signore galante e gran ballerino. Grazie alle Maschere. Belle, colorate, eleganti. Quante belle serate e sfilate...da sbellicarsi dalle risate! Grazie a Carolina Piccioni, che ha ascoltato,per prima, il mio desiderio. Grazie a Giulio Pretti. “ E’ orrrraaaa!”pronunciata con la sua inconfondibile erre moscia, quando eravamo in ritardo sulla tabella di marcia. Sempre distinto, fine e di buone parole. Grazie ai Bambini. Grazie agli Anziani. Grazie agli Enti e alle Istituzioni. Nella mia vita non ho mai provato una tenerezza, un’accoglienza, un’affettuosità, un calore e un’ospitalità così importanti. Grazie Cesare Losa. E’ da quando sono bambina che ti conosco ma è stato nel giugno scorso che ti ho stretto la mano e ci siamo parlati. Provo un affetto garndissimo per te e una forte ammirazione sia come uomo che come Presidente del Comitato Manifestazioni. Ti definisco scherzosamente “un burbero-buono”. Sei capace di far zittire tutti con un semplice “Ohhhh!” ma subito dopo i tuoi piccoli occhi diventano ridenti e dolcissimi. Tu sei l’anima, il cuore e la potenza volitiva del Carnevale. Grazie Carnevale. Mi hai regalato emozioni indimenticabili. Mi sono sentita amata e non credevo di avere così tanto da dare. Auguro alla Bèla Majin 2012, Luisella Ferro, di vivere alla grande la sua avventura e sono sicura sarà così. Un abbraccio a tutti, Elena Reis. (foto di Patrizia Marseglia) 29


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Il saluto di Luisella Ferro

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uando ero piccola non ho mai perso un Carnevale ed ora mi ritrovo da grande ad avere questa voglia di ridere e scherzare con tutta la scenografia creata dalle splendide maschere che amano danzare fra allegre note musicali e arcobaleni di coriandoli. Tutto è in festa e mentre faccio le prove del mio vestito sorrido guardandomi allo specchio, al quale faccio facce buffe perché non ci credo ancora di essere la nuova Bela Majin! Penso alla mia timidezza e mi chiedo come farò, ma di una cosa sono sicura: sarà un’esperienza meravigliosa che rimarrà impressa in modo indelebile nel mio cuore e spero anche nel vostro. Luisella Ferro Bela Majin 2012

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Le Majinettes

Le Majinettes accompagnano Bicciolano e Bela Majin durante le uscite ufficiali, le visite benefiche e le sfilate. La loro allegria è contagiosa e sono sempre pronte a regalare caramelle a grandi e bambini. Il loro cuore è grande e, durante le visite benefiche, portano un sorriso in dono a chi lo aspetta e ne ha davvero bisogno.

Vittoria è la mini Majin ufficiale del Carnevale di Vercelli. Figlia del Bicciolano Andrea, frequenta la terza elementare alla Rodari di Vercelli e sogna un futuro da Majinette. Porta nel cuore il ricordo di due straordinarie Majin: Ketty De Angelis e Elena Reis.

Vittoria

Carletto

Il piccolo Carlo Graneris è il Bicciolanino ufficiale del nostro Carvè. Figlio di Renato Graneris, sindaco di Desana, e di Daniela Montino, maschera dell’Ippica Vola, Carletto ha fatto la sua prima uscita durante l’ingresso delle maschere in città, conquistandosi subito l’affetto e la simpatia dei vercellesi. 33


Bicciolano & Bela Majin

2012

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Le Maschere del Carnevale 2011 “L ’edizione de ll’anno scorso”

BICCIOLANO e BELA MAJIN

RIONE BRUT FOND: Conte Federico Contessa Rosina

RIONE BILLIEMME: Sindaco Sindachessa 3636


RIONE CAPPUCCINI: Gioebi e Majot

RIONE CERVETTO: Lavandè e Lavanderia

RIONE CONCORDIA: Fante e Dama

RIONE CIAFERU: Granduca e Granduchessa 37


RIONE PORTA TORINO: Ingleis e Inglesina

IPPICA VOLA: Duca di Borgogna Duchessa di Borgogna

RIONE ISOLA: I Sensa Camisa

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RIONE CANADA’: Peru e Rusin

PRO LOCO CARESANABLOT: Bacan e Bacanota

TRICERRO: Conte dei Gerbidi Contessa dei Gerbidi

QUINTO VERCELLESE: Conte Casimiro del Gelso Contessa Adalgisa del Nocciolo 39


ASIGLIANO VERCELLESE: Asianot e Asianota

PEZZANA: Sucot e Sucota

BIANZE’: Pinutin e Bela Rusin

MOTTA DEI CONTI: Giuanin e Marieta 40


STROPPIANA: Giuspin Barlitera

PIAZZA CAVOUR: Barone Vicario di Sant’Agabio Baronessa Paola Carrigi

RIVE VERCELLESE: Pasarota e Damigelle

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DESANA: Avucat Avucatesa

RONSECCO: Brusatun Brusatuna

FAMIJA CUSTANSANEISA: Gabin Lissiot 42


Carnevale 2012

• Veglia di presentazione delle Maschere 4 febbraio presso la sala le Acacie alle ore 21,30 • Fagiolata SABATO 11 febbraio ORE 11,30 oratorio S.Giuseppe Via Alberti

31ª sagra dell’agnolotto • dal 6 al 10 settembre 2012...

Una grande festa!

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CARNEVALE

2011

L ’i n iz io , le v is ite , ni la g io ia e le e m o z io

la Majin”

“Bicciolano e Be

“Presentazione in comune di Bicciolano e Bela Majin”

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“Presentazione di Bicciolano e incoronazione della Bela Majin alle Acacie di Vercelli�

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“Davanti all’Arca in partenza per il comune”

“La consegna delle chiavi in comune”

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“Visita alla Regione Piemonte”

“Visita alla Camera di Commercio”

“Visita in Questura”

“Visita in vicolo Baggiolini con Serena Leale, Giovanni Barberis e Tony Bisceglia”

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“Visita ai Vigili del Fuoco”

“Visita al Mercato”

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“Visita all’Arcivescovo Padre Enrico Masseroni”

“Visita alla Guardia di Finanza” “Visita all’Associazione Culturale Chesterton ospiti della professoressa Gianna Baucero”

“Visita all’Ascom”

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“Visita ai Carabinieri”

“Visita alla Croce Rossa”

“Visita in Prefettura”

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“visita in vicolo Pino de Maria”

“visita all’AVIS”

“Visita di Bicciolano alla Pro Vercelli”

“Visita di Bicciolano all’Hockey Amatori Vercelli”

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“Visita al Circolo Sardi di Vercelli”

“Visita ad Atena”

“Visita al Museo Leone”

“Visita al Provveditorato”

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“Ospiti del Memorial Folk”

“Visita alla Tipografia Gallo”

“Visita in Provincia”

“Visita alla Farmacia Comunale”

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L’Albo d’Oro del Carnevale di Vercelli 1953 Carri allegorici Valzer Viennese (Cieli Azzurri) Gruppi mascherati Zingari (Cappuccini) 1954 Carri allegorici Piccolo Teatro della Città dei Bicciolani (Pimpineide) Gruppi mascherati Giopin e Giopina cun i so ranat (Cappuccini) 1955 Carri allegorici I trogloditi (Vegia Varsei) Gruppi mascherati Vecchio Far West (Duchi) 1957 Carri allegorici L’allegra giungla (Vegia Varsei) Gruppi mascherati Vespe in libertà (Vespa Club) 1958 Carri allegorici Ciucia ‘n ciò (Cervetto) Gruppi mascherarti Bambole (Guido De Bianchi) 1959 Carri allegorici Luna park (Club Asternova) Gruppi mascherati Sul sentiero di guerra (Vespa Club) 1960 Carri allegorici Follie del Jazz (Club Asternova) Gruppi mascherati Mexico (Vespa Club) 1961 Carri allegorici Splendori d’oriente (Club Asternova) Gruppi mascherati Cavalieri del Re di Francia (Vespa Club) 1977 Carri allegorici I nostri fiori (Bellaria) e I pescatori (Cappuccini) - ex equo 1978 Carri allegorici La crociera dei pescecani (Bellaria) e I Vichinghi (Cappuccini) - ex equo 1979 Carri allegorici Astrologia (Bellaria) Gruppi mascherati La Risaia (Nuovo Piemonte) 1980 Carri allegorici Fantasia preistorica (Bellaria) Gruppi mascherati Mondo Concordia (Villaggio Concordia)

1981 Carri allegorici L’uomo e la città (Cappuccini) Gruppi mascherati Passeggiata sul Don (Lea dal Fupon) 1982 Carri allegorici B.B. Folglor (Bellaria) Gruppi mascherati Vecchia Spagna (Lea dal Fupon) 1983 Carri allegorici La legge del menga (Cervetto) Gruppi mascherati Marco Polo (Lea dal Fupon) 1984 Carri allegorici La Famiglia pescatrice (Billiemme) Gruppi mascherati La saga infernale (Lea dal Fupon) 1985 Carri allegorici Fratello sole, sorella luna (Cervetto) Gruppi mascherati Famija Ugandeisa (Club 82) 1986 Carri allegorici Il sogno del cow boy (Cervetto) Gruppi mascherati La Lea in Ungheria (Lea dal Fupon) 1987 Carri allegorici Sansone e il suo carnevale (Porta Torino) Gruppi mascherati Martas gras a New Orleans (Club 82) 1988 Carri allegorici La carica dei 101 (Porta Torino) e Zingari (Cappuccini) - ex equo Gruppi mascherati Tutti in pista (club 82) 1989 Carri allegorici Nui dal Sarvet iu fuma buii tuti (Cervetto) Gruppi mascherati La Cina è vicina (Club 82) 1990 Carri allegorici Mundial (Cappuccini) e I matador dal Sarvet (Cervetto) - ex equo Gruppi mascherati Che can can (Club 82) 1991 Carri allegorici Lega Sud (Club 82) Gruppi mascherati I Singar dla lea (Lea dal Fupon) 1992 Carri allegorici 100 anni di gloria (Porta Torino) Gruppi mascherati Cristoforo Colombo (Lea dal Fupon) 54


2004 Carri allegorici 1ª cat. “Brasìl an Billiem” Associazione Folkloristica (Rione Billiemme) Carri allegorici 2ª cat. “L’alveare...Concordia” (Concordia) 2005 Carri allegorici 1ª cat. - ex aequo “Il grande dominatore, protettore, pacificatore” (Rione Brut Fond) “Creature” (Rione Billiemme) Carri allegorici 2ª cat. “Un giorno all’inferno” (Asigliano) 2006 Categoria unificata 1° class. “Cogli la prima mela... a” (Rione Billiemme) 2ª class. “Caput Mundi” (Rione Cappuccini) 2007 Carri allegorici 1ª cat. “Pirati” (Rione Billiemme) Carri allegorici 2ª cat. “Cecco tra supereroi e favole... sconfigge tutti i mali” (Ceccomunquemusica) Gruppi mascherati “Indulto, fuori tutti” (Associaz. Folkloristica Pezzanese) 2008 Carri allegorici 1ª cat. “Lasciate ogni speranza voi che entrate” (Rione Billiemme) Carri allegorici 2ª cat. “Hakuma Matata vita senza problemi” (Rione Concordia) Gruppi mascherati “Poveri noi” (Associaz. Folkloristica Pezzanese) 2009 Carri allegorici 1ª cat. “Non c’è nè per Nettuno” (Gruppo Carnevalesco Asigliano) Carri allegorici 2ª cat. “Dott. Jekin e la clinica degli orrori” (Quinto Vercellese) Gruppi mascherati “Stelle nella Polvere” (Associaz. Folkloristica Pezzanese) 2010 Carri allegorici 1° cat. “Cercasi lavoro … sicuro!” (Gruppo Carnevalesco Asigliano) Carri allegorici 2° cat. “Quintodromo” (Quinto Vercellese) Gruppi mascherati “Lodo Pinocchio” (Ass. Folkloristica Pezzanese) 2011 Carri allegorici 1° cat. “Cosa non si fa per vanità” (Comitato Folkloristico Asiglianese) Carri 2° cat “Balla coi topi” (Quinto Vercellese) Gruppi mascherati “La carica dei 101” (Pezzana)

1993 Carri allegorici I moschettieri del Re (Club ’82) Gruppi mascherati Carnevale d’Oriente (Lea dal Fupon) 1994 Carri allegorici Le finija par i lapagion (Bellaria) Gruppi mascherati Chi dice le bugie, Pinocchio? (Concordia) 1995 Carri allegorici Il magico sogno del cavaliere (Cervetto) Gruppi mascherati Sulle sponde del Danubio (Lea dal Fupon) 1996 Carri allegorici Il risveglio della natura in una Vercelli più pulita (Cervetto) Gruppi mascherati Operetta Ungherese (Comitato Nuova Vercelli) 1997 Carri allegorici 1ª cat. Trito-Tartassati “Per colpa di chi?” (Cappuccini) Carri allegorici 2ª cat. Tra le mura del castello (Comitato Nuova Vercelli) 1998 Carri allegorici 1ª cat. Fateci almeno ridere (Cervetto) Carri allegorici 2ª cat. In carne e ossa ma in Europa (Comitato Nuova Vercelli) 1999 Carri allegorici 1ª cat. L’impero del sole (Porta Milano) Carri allegorici 2ª cat. La mia Africa (Ippica Vola) 2000 Carri allegorici 1ª cat. Millennium-bug (Rione Cervetto) Carri allegorici 2ª cat. Komichenalotto (Ippica Vola) 2001 Carri allegorici 1ª cat. Il predatore (Rione Cervetto) Carri allegorici 2ª cat. - 1° ex equo Asterix, Obelix e i Romani (Asigliano) Grisù draghetto pompiere spegne le brutture del mondo (Rione Concordia) 2002 Carri allegorici 1ª cat. Ballata Selvaggia (Rione Billiemme) Carri allegorici 2ª cat. Non tutta la colpa è del buco (Asigliano) 2003 Carri allegorici 1ª cat. Nel mezzo del cammin di nostra vita... attenti al lupo! (Rione Cervetto) Carri allegorici 2ª cat. Ehi-oh andiamo a lavorar (Ippica Vola) 55


Concessionaria ufficiale:

Dal 1970. auto e servizi

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Via Vercelli, 6 Caresanablot (VC) Tel. 0161 33333

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56

S.P.A.


Premio Bela Majin 2011 a Nicoletta Storchio Brunetti

Premio consegnato dal Sindaco Andrea Corsaro e dalle Majin per Sempre, sabato 15 gennaio 2011 durante la cena di apertura del Carnevale al ristorante Cavalli & Stalloni, a Nicoletta Storchio Brunetti, presidente dell’associazione sportiva La Rosa Blu Onlus.

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Così andò lo scorso anno CA

Carri 1° Categoria

EVALE 201 1 RN

VER

C ELL

1° Classificato - Asigliano – Cosa non si fa per vanità

2° Classificato - Billiemme – Vercelli … le mondine ed il suo mare 58

I


3° Classificato - Ciaferu – Ri … formiamo la Squola

4° Classificato - Brut Fond – Valentino Rossi in rosso Ducati 59


5° Classificato - Cappuccini – Un viaggio da re

6° Classificato - Porta Torino – Mare nostrum

60


7° Classificato - Caresanablot – Fantasia latina

ASSOCIAZIONE POLISPORTIVA E CARNEVALESCA

“PORTA TORINO BURGH D’INGLEJIS” mail: assoburg@tin.it

PROGRAMMA MANIFESTAZIONI CARNEVALE 2012 Venerdì 27 gennaio Sabato 11 febbraio

Presentazione Maschere “Ingleijs ed Inglesina”

RIONALI

presso Centro Incontri “Luigi SERENO”, ore 21.00

GRANDIOSA FAGIOLATA (Cortile

scuola elementare Regina Pacis - Via Guilla) Inizio distribuzione ore 12.30

Domenica 5 febbraio Domenica 12 febbraio SFILATA CARRI ALLEGORICI (ingresso gratuito su Viale Garibaldi) Sabato 18 febbraio (in notturna)

Tutti possono sfilare con Noi!! Vieni anche TU! 61


CA

2° Categoria - Carri

EVALE 201 1 RN

VER

1° Classificato – Quinto Vercellese – Balla coi topi

2° Classificato - Canadà – Che cosa è rimasto a Vercelli? … I moscerini 62

C ELL

I


3° Classificato - Concordia – Kung Fu Panda … anche gli ultimi saranno???

4° Classificato - Ronsecco – In Sudafrica ci hanno fatto … neri 63


5° Classificato - Ceccomunquemusica – Febbre da gioco

6° Classificato - Isola e Ippica Vola – La prova del Cuoco 64


CA

Gruppi mascherati EVALE 201 1 RN

VER

C ELL

I

1° Classificato: Pezzana La carica dei 101

2° Classificato: Desana Le carte da Gioco

3° Classificato: Cervetto Lavori stradali … che baraonda!!!

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Galà di chiusura al Teatro Civico Martedì 15 marzo 2011 si è svolto al Teatro Civico di Vercelli il consueto ed attesissimo galà di chiusura del Carnevale di Vercelli. Numerosi i premi ed i riconoscimenti, assegnati ai vincitori e a tutti gli amici e collaboratori del Carnevale. La serata è stata presentata da Fabrizio Marinone e Ketty De Angelis, con momenti musicali di Paola Damì, Farina dal Nos Sac, il gruppo folk di Gianni Dosio e la vincitrice del Bicciolano d’oro canzone 2010, Luana Spinelli. 66


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Un Carnevale per tutti:

i bambini, gli anziani e le visite benefiche

68


Alciati

Andersen

Asigliano

Asilo Mora

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Bacchi

Bertinetti

Carducci

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Ballo dei bambini di Desana

Ballo dei bambini dei Cappuccini

Collodi

Concordia

71


Arcobaleno

De Amicis

Ferraris

Ferrari 72


Formigliana

Furno

Korzak

Gozzano

Isola 73


Regina Pacis

Pezzana

Rodari

Rosa Stampa

Mandelli

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Sacro Cuore

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Casa di riposo di Alice Castello

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Cascina Bargè 76


Casa di riposo di Moncrivello

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Casa di riposo di Villata

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Ospedale di Vercelli Centro Tre Re

Casa di Riposo di Piazza Mazzini Centro Incontri di Via Sereno

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Comitato Folkloristico Asiglianese Domenica 8 Gennaio - ore 10,30 Asianot e Asianota ricevono dal Sindaco le chiavi del Paese

DOMENICA 19 FEBBRAIO - ore 14,30

presso il Salone dell’Auditorium S. Marta di Asigliano Vercellese ci sarà il consueto “BALLO DEI BAMBINI ” con animazione e spettacoli durante il quale saranno distribuiti giochi a tutti i bambini in maschera

Sabato 11 febbraio - ore 10,15 Distribuzione Fagiolata

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Raccont i

Quest’anno abbiamo voluto regalare agli affezionati di questo libretto tre racconti scritti da Enrico De Maria, Pino Marcone e Bruno Casalino. Racconti carichi di emozione e di amore per Vercelli e per il nostro territorio.

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Il Carnevale nel cassetto di Bruno Casalino

F

are un carro non è semplice, ma nemmeno è facile affittarlo in una settimana di viaggi misteriosi, trascurando gli affari, intavolando complicate trattative con una famiglia di Viareggio proprietaria del Coppi e Bartali che si danno le sberle. Mi piacerebbe vedere voi al posto di quel carrista d’affitto. “Centocinquanta sono poche?” “E’ l’ultimo prezzo!”. “Scherza? Ma non vede che Coppi ha ancora la maglia della Bianchi?” “In due minuti gli cambio maglia, quale vuole?” “E il naso di Bartali, non vede in che stato è?” “Che ha da dire sul naso di Bartali. Altri due minuti e gli faccio la plastica con dei giornali vecchi e il naso diventa greco”. “Insomma, centodieci e me li manda a Vercelli in perfetta efficienza”. “Centotrenta e viene a prenderseli a Viareggio. Non ho nessuna voglia di fare duecento chilometri su un trattore con alla ruota questi due campioni che ad ogni giro del pedale si danno la pompa in testa”. E la trattativa continua. Voltai la pagina, continuando a sfogliare il giornalino che avevo trovato in un vecchio cassetto. Chissà come c’era finito lì. Era un numero unico, uno speciale, in occasione di un carnevale degli anni cinquanta, quando c’era stata la ripresa della popolare manifestazione in città. Su quel giornalino, c’erano la foto di Bicciolano e Bela Majin, la presentazione dei carri in concorso, racconti e testimonianze sul carvé e le caricature delle maschere rionali del tempo, i sindaci dei rioni. Dal Cicotu, sindaco di Porta Casale, al Romeo, sindaco del Viale della Rimembranza. Dall’Anacleto, sindaco del Cervetto, all’Ezio, sindaco della Furia. E poi, ancora, il Conte di San Giorgio della Bellaria e il mitico Gaiu, tipica maschera del Canadà. Di Bicciolano e Bela Majin, le due tradizionali maschere della città, si raccontava della loro rinascita. Dopo la guerra, con la rievocazione delle antiche maschere vercellesi, organizzata all’Enal, grazie alla collaborazione d’alcuni storici della città che, con le loro accurate ricerche e grazie ad antiche stampe, avevano fatto rivivere le due maschere cittadine negli antichi costumi. In mezzo a quel giornalino, trovai proprio alcuni disegni che raffiguravano Bicciolano e Bela Majin. Potevano essere le copie di quelle stampe. Bicciolano vestiva un costume settecentesco di panno colore marrone, guarnito in giallo, su cui facevano spicco alamari di pretta origine militare. Il panciotto era verde pastello, le calze a righe, bianco - rosse, le scarpe nere con una grossa fibbia ed i tacchetti rossi. Portava in testa un tricorno, con una rosetta tricolore, e la parrucca con un codino non lungo ed uncinato. La sua compagna, la Bela Majin, vestiva l’abito settecentesco indossato dalle contadine alla festa di nozze, corpetto e gonna di raso rosso e grembiule bianco, velo bianco sul capo fermato da una raggiera di spilloni dalla caratteristica filigrana in argento, orlature in pizzo, scarpette basse di stoffa nera legate da nastri rossi che salivano al polpaccio sulle calze di cotone bianche. Al braccio il “cavagnin” con dolci e caramelle da distribuire. 81


Trovai anche una bellissima fotografia che raffigurava la prima sfilata del carnevale del dopoguerra con due carri allegorici. I carri rappresentavano una rana ed un cesto. Sul “carro rana” c’erano Bicciolano e Bela Majin, sul “carro cesto” erano ospitati Gianduja e Giacometta con uno stuolo di maschere. La folla che assisteva al passaggio era imponente. C’era di tutto in quel cassetto. La mamma non buttava niente, conservava tutto. Bastava avere pazienza, cercare in fondo ai cassetti, dentro a scatoloni tenuti assieme dallo spago in cantina, nei bauli. Ci potevi trovare autentiche chicche. Come quegli album delle figurine. Diventati, con il trascorrere del tempo, veri e propri cimeli. Pezzi da collezione. Mi ero appassionato al punto che, ogni domenica mattina, giravo i mercatini di mezzo Piemonte alla ricerca della rarità, il pezzo mancante alla mia collezione. Pensare che quelle figurine erano rimaste chiuse in un baule per tanti anni. Poi, un giorno, la decisione di rimettere in ordine la cantina ed ecco spuntare quel baule. Gli album erano ottimamente conservati. Ne sfogliai uno. Più che altro per curiosità. Poi un secondo. E via, il gioco era fatto. La passione mi era tornata d’improvviso. Mi soffermai, soprattutto, su una figurina, quella di Pierluigi Pizzaballa, portiere dell’Atalanta ed anche di Roma, Verona e Milan. Il suo nome era divenuto particolarmente popolare tra gli appassionati poiché nei primi anni in cui la Panini pubblicò le sue collezioni di figurine dei calciatori, essendo Pizzaballa il portiere dell’Atalanta, cioè la prima squadra in ordine alfabetico della Serie A, la figurina del portiere orobico risultò più volte la numero uno dell’album. Per questo motivo c’era chi sosteneva che quella figurina fosse più rara delle altre e la frase “Ce l’hai Pizzaballa?” diventò un tormentone ricorrente tra i collezionisti. Un fondamento alla relativa rarità della figurina di Pizzaballa potrebbe risiedere nel fatto che il fotografo, inviato dalla Panini nel ritiro dell’Atalanta, non poté scattare la foto perché l’atleta non era presente. Così, all’inizio, non fu stampata la figurina di Pizzaballa. Alla Panini, la stamparono successivamente. Da lì, la leggenda di quell’introvabile figurina che aveva fatto la fortuna degli edicolanti. Quante bustine furono comprate e poi spacchettate con frenesia nella speranza, spesso vana, di trovarsi davanti la bella faccia del portiere. Io, comunque, la figurina di Pizzaballa l’avevo e faceva bella mostra sull’album. Ricordo che era stata una gran fatica. Mi mancava solo 82


quella. Poi l’avevo trovata, scambiandola con non so quante altre figurine che possedevo doppie e triple. Accumulate nel tentativo di arrivare al mitico Pizzaballa. Sempre su quelle pagine ingiallite dal tempo, stavo leggendo di grandi veglioni di carnevale svoltisi addirittura all’inizio del novecento. Un anno, alla vigilia della grande guerra, se ne tennero ben due. Uno al Teatro Civico sotto il titolo “Tripoli”, il secondo organizzato al Politeama Facchinetti che si chiamava “Oasi”. Chiaro il riferimento alle province africane dove l’Italia era impegnata militarmente. Il veglione al Civico s’avvaleva di una scenografia unica, sfarzosa. La facciata del teatro era stata trasformata in una casa araba con due grandi palmizi ai lati. All’interno la sala era letteralmente trasformata, con tendaggi, sete e drappeggi. Si tenne anche un concorso per le migliori maschere. Al veglionissimo “Tripoli” al Teatro Civico, rispose il Facchinetti con “Oasi”, in onore dei reduci delle nuove province italiane in Africa. Via Laviny era illuminata a giorno. Lo sfondo del teatro rappresentava un paesaggio libico. Il successo per il veglione popolare “Oasi” fu tanto che il titolare del teatro decise di replicarlo. Il Politeama Facchinetti, che di lì a pochi anni sarebbe stato trasformato in Teatro Verdi, era una creatura di Giovanni Battista Facchinetti, un genovese arrivato a Vercelli nella seconda metà dell’ottocento che, dopo aver tentato diverse vie per dar sfogo alla sua operosità, scelse la strada del teatro. Un incendio distrusse la sua vecchia arena, il teatro diurno che sorgeva tra gli scomparsi viali di Porta Torino. Costruì così un nuovo teatro in Via Laviny, allora Via dei Macelli. Il Politeama Facchinetti ebbe tre edizioni. Era dapprima un’arena scoperta del genere di quella distrutta dal fuoco pochi anni prima, con una sola galleria, il popolare palchettone. Poi mutandone la disposizione, il Facchinetti ne fece un teatro coperto. Fino a quando costruì il terzo con due ordini di galleria. Il Facchinetti tentò anche di dotare la città di un più comodo e ampio politeama, acquistando una vasta area sugli antichi bastioni che si convertirono poi nell’elegante Viale Garibaldi. Il nuovo Politeama s’innalzò dalle fondamenta per qualche metro, poi le forze finanziarie dell’impresario si rivelarono troppo impari alle sue ardite intenzioni. L’iniziativa fu così abbandonata e su quell’area sorse invece il bel palazzo Barberis. Fu allora che nacque la terza edizione del popolare Politeama di Via Laviny. Quando il Facchinetti propose il celebre veglione “Oasi”, il teatro era già nelle mani del figlio Roberto che lo aveva ricostruito in muratura all’inizio del novecento. Il signor Battista era morto da qualche anno. Una sera, mentre dalla sua barcaccia assisteva allo spettacolo “Un gobbo misterioso alla corte di Francia” che aveva richiamato nel popolare teatro la consueta straordinaria folla di spettatori domenicali, era stato colto da malore ed era spirato, pochi istanti dopo, nell’alloggio attiguo. Al Politeama Facchinetti aveva spopolato, negli anni addietro, la Compagnia Colla con il famoso Famiola Stupon. La compagnia marionettistica aveva poi spostato il suo teatro al Kolossal Cinema Ideal di Via Cavour e successivamente al Cinema Italia. Creato dal marionettista milanese Carlo Colla, Famiola Stupon era il burattino “antiaustriaci”, inventato nell’ottocento e diventata una delle maschere classiche del vercellese, prima ancora del rilancio del Bicciolano. Intanto, avevo ripiegato con cura il giornalino dedicato ai grandi carnevaloni di Vercelli e l’avevo riposto nel cassetto, con la vecchia fotografia e i disegni. Guardai l’orologio. Era tardi. Mi vestii alla svelta e m’incamminai verso il capannone. Mi aspettavano, per iniziare a costruire il nuovo carro allegorico. Cominciava un altro carnevale. 83


84


La maschera triste di Charlot (Al caro ricordo di Sergio. S.)

V

eniva da lontano, da una dura terra di sole che non aveva mai visto la nebbia e la neve. Per lui Vercelli rappresentava il lavoro, nuove amicizie, lacrime di nostalgia, ma sempre di soppiatto, da nascondere alle persone care, lunghe telefonate con il groppo che restava in gola, per non preoccupare chi c’era all’altro capo del filo, ma soprattutto un freddo che non ti aspettavi, che non si poteva in nessun modo neutralizzare. Gli sembrava impossibile che, con quel freddo, si potesse organizzare un lungo corteo mascherato, proprio nei mesi più insopportabili, spesso con la neve, quasi sempre con la nebbia. Quel Carnevale, che a Vercelli chiamavano tutti Carvè, con la “e” accentata e aperta, lo sconvolgeva. Nei primi anni vercellesi il Carvè era qualcosa di ovattato e seminascosto, quasi da carbonari. Lui vedeva le due maschere – il Bicciolano e la Bèla Majin (non sarebbe mai riuscito a pronunciare Majjjjjjiiin, con la “gei” giusta) – infilarsi quasi di soppiatto all’istituto Sant’Eusebio o alla Casa di riposo. Poi, nella metà degli Anni Settanta, qualcosa cambiò. Lui era già cambiato. Vercelli gli era entrata nel sangue, ne parlava con entusiasmo- anche al telefono, ai parenti che aveva lasciato in Meridione - , nebbia e gelo erano diventati un po’ meno infidi e, nelle chiacchiere spuntava qua e là qualche parola in dialetto: gli amici “biciulàn” (questo lo pronunciava alla perfezione) apprezzavano gli sforzi. E finalmente arrivò sulla scena il Bicciolano (ma ormai lui diceva “Biciulàn) che aveva sempre sognato, il Bicciolano con la chitarra che cantava “La bèla biciulaña l’è ciapà i ranëti…” Sotto l’impulso di quel Biccolano con la chitarra, il Carnevale aveva ricevuto una specie di scossa elettrica, la città aveva ripreso a cantare, danzare e sognare ed i rioni s’erano rimessi a costruire i carri. Sì, i grandi carri allegorici di cui gli parlavano. “Pensa – gli avevano detto – che ce n’era uno talmente grande, il Suonatore di Jazz, che s’erano dovuti sfoltire i rami degli alberi sul  viale per farlo passare”. Dai ricordi si passò in breve alla realtà. Lui osservava tutto, con trepidazione ma, anche, con coscienziosa obiettività. E osservando aveva colto uno spirito del tutto particolare del Carvè, quello malinconico, quasi leopardiano di una manifestazione che si esauriva in poche settimane e in cui, spesso, la bocca aperta al riso, al sorriso, si piegava all’ingiù.In fondo, a ben pensarci, anche il Bicciolano che cantava “La bèla biciulana...” era una figura assai più complessa di quella che appariva dietro ai discorsi aulici e al giro armonico di chitarra; con la sua sensibilità, egli, forse unico, o tra i pochi, pochissimi , si rendeva conto che il Carvè rappresentava qualcosa di assai più profondo di una maxi festa ridanciana, era un rito con cui la gente si sforzava di cancellare o rimuovere i dolori (in dialetto li chiamavo i sagrìn) quotidiani con la baraonda, il divertimento sopra le righe. Ma la nostalgia di fondo rimaneva a scandire il leit-motiv: qualche anno dopo, Pupi Avati, in un bellissimo film, avrebbe scandito la regola: “Solo un momento / dura l’incanto / poi dovrai vivere la vita /com’è...”.   Fu allora che, per “vivere la vita”, senza autoingannarsi, egli  andò ad attingere ai ricordi di bambino: nonostante avesse dovuto essere dalla parte di Totò, la maschera che forse meglio rappresentava, per lui, il vero spirito della vita (mai così semplice come sembrerebbe) era quella di Charlot, il Charlot che adorava da bambino: geniale ma pavido, appassionato ma calcolatore, icona della risata, ma anche della riflessione sull’esistenza. Incominciarono a dirgli che egli assomigliava a Charlot. E allora egli decise di sfilare,da solo, vestito da Charlot, tra carri sempre più giganteschi (come “quel” Suonatore di Jazz) e gruppi affollati. Rappresentò, per anni, la maschera triste e riflessiva di un Carnevale che si interrogava, che andava in autoanalisi. Senza saperlo. Ma lui sapeva. Poi, un giorno, il Carvè non lo vide più. Se n’era andato all’improvviso, forse volgendo lo sguardo verso la sua terra di sole che non conosceva nebbia e neve. Anche se nel cuore aveva ormai la galaverna e due baffetti neri, congelati. Enrico De Maria

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I Vecchi Veglioni

I

veglioni hanno sempre avuto, nella nostra città, un vasto pubblico e un lusinghiero successo. Sin dal ‘700, quando la stagione teatrale coincideva con il periodo carnevalesco, il teatro di piazza dei pesci, detto dei Nobili, ha ospitato allegre compagnie di maschere festanti. Nelle sale del Casino annesso al teatro si beveva e si giocava, mentre nella piazza, addossati al muro, i valletti in livrea aspettavano l’uscita dei loro padroni per accompagnarli a casa, rischiarando la strada con le lanterne. In tempi più recenti, le cronache mondane dei giornali cittadini ci permettono di conoscere nel dettaglio i protagonisti e le abitudini dei veglioni vercellesi. Nel 1849, sul giornale Vessillo della Libertà, si parla della veglia del signor Intendente Generale Cav. Boschi, a cui prese parte “un gran numero di signore ornate con particolare eleganza”. Le danze iniziarono alle otto di sera e si conclusero “con la luce del dì seguente”. Sempre in quegli anni, presso la Società Operaia di Mutuo Soccorso, allora ubicata a Porta Milano, ebbe un notevole successo la veglia dei bassi ufficiali (ossia i sottufficiali) del 2° Reggimento Granatieri di Sardegna di stanza in città. Erano presenti i sottufficiali della guarnigione del Novara cavalleria e del Genio, nonché i colonnelli dei reggimenti e della Guardia Nazionale. Un ringraziamento particolare, da parte delle signore, fu rivolto al tenente Roppolo che, qualche tempo prima al teatro alla Scala di Milano, sfidò un ufficiale austriaco, per aver costui espresso pesanti apprezzamenti sull’esercito piemontese. Nel duello ebbe la meglio il Roppolo, il quale inflisse gravi ferite all’avversario. Alla fine dell’800, un veglione che fece epoca fu quello allestito nel vecchio Teatro Civico, dal titolo Asia. Il teatro fu trasformato in stile Assiro-Babilonese dallo scultore Reffenengo. L’ingresso era completamente circondato da due sfingi dorate e il corteo dei partecipanti al veglione, preceduti dalla banda municipale, sfilò per la città, partendo da Piazza Cavour e proseguendo in Via Gioberti, Via Borgogna, Corso Libertà, Via Dante, per poi giungere in teatro. Un altro veglione, che si svolse nel 1911, fu il veglionissimo Tripoli, organizzato a favore dei richiamati alle armi e le loro famiglie. Non va dimenticato che, in quell’anno, l’Italia s’imbarcò nella guerra di Libia. Nella settimana precedente, fu posta sulla torre dell’Angelo la bandiera verde del Profeta e, all’ingresso del teatro Civico, fu costruita la facciata di una casa araba con due grandi palmizi. L’interno del teatro era decorato di stoffe, a carattere orientale, e sulla porta della platea fu ricavato un balcone in stile arabo. Sul palcoscenico scendeva un gran velario e i lati del palco erano occupati da casette arabe. In una di queste c’era l’Osteria del Cammello, dove si vendevano champagne e rinfreschi per beneficenza. Lo sfondo del palco era una grande 86


opera pittorica del pittore Bosso, non nuovo a questo genere di lavori scenografici. Tra le maschere spiccavano i Cavalieri Templari, tutti ufficiali del reggimento Lancieri Vercelli, seguivano quattro saraceni, pascià e odalische. Molti costumi erano disegnati da Caramba e realizzati nella sua sartoria teatrale. Il menu della cena, del costo di 5 lire, era il seguente: agnolotti alla cirenaica o pasta reale al consommé – trota o salmone alla maionese – roast beef o un quarto di pollo – insalata di stagione – frutta – formaggio – dolci – mezzo litro di grignolino. Numerosi furono poi i veglioni organizzati da Circoli cittadini a cavallo tra ‘800 e ‘900. Si va dal Circolo Operaio, dove il presidente signor Giordano accoglieva gli invitati al ballo, offrendo bicchieri di marsala; al Circolo Commerciale, con il fornito buffet del signor Soldano. Nella sala da ballo si facevano ammirare, per la loro eleganza, le sartine e le modiste, facenti parte dei numerosi Circoli, quali: il Miosotis, il Frou-Frou e il Punto e Virgola. Le veglie più importanti venivano, già allora, organizzate dal Circolo Ricreativo, i cui responsabili erano l’avv. Luigi Bozino, l’ing. Ettore Ara e l’avv. Ettore Furno. Tra gli ospiti: il Sottoprefetto con la moglie; la contessa Castelmagno dei conti Arborio Mella, e la baronessa Cesati. A quei tempi si ballavano valzer viennesi e mazurche, senza dimenticare il ballo figurato. Questo si svolgeva al comando di un ex sottufficiale di cavalleria che, essendo romano, pronunciava le diverse figure scrupolosamente in francese, con il suo forte accento romanesco: “formè gran scen. Ho detto formè gran scen, e che famo li giochi?” Venendo a epoche più recenti, ad esempio verso la fine degli anni cinquanta del secolo scorso, non si può dimenticare il gran ballo di carnevale, organizzato dal Circolo Addio Giovinezza. Si svolse nei locali dell’albergo Viotti e le cronache del tempo si soffermano sull’eleganza delle signore e sulle loro acconciature: “I capelli buttati asimmetricamente su un lato tipo Farh Diba”. Sempre in quegli anni, si svolse al teatro Civico uno di quei gran balli che fecero epoca. In una di quelle cronache, si riscoprono personaggi del nostro recente passato: Giulio Libano e la sua orchestra; la Pitardina, in veste di violetera; alcuni agenti della Celere e una madre, seduta a un tavolino, che sta elencando a un giovanotto i pregi della figlia. Allora si usava così, e nonostante tutto, il divertimento e la spensierata allegria del carnevale non veniva meno. Pino Marcone – Barba Paulin Scrittore e Storico

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La colonna sonora del Carnevale

H

o fatto una personalissima ricerca su Google per capire se esista un criterio nella scelta del tipo e del genere di musica da abbinare al carnevale (senza specificare se la parola chiave vada riferita all’evento in maniera generica, oppure alla sfilata, oppure ancora ad una festa). E’ stata un’indagine fatta così, per curiosità, quasi per ridere che invece mi ha rimandato ad una quantità direi “mostruosa” di risultati: si è aperto un mondo! Blog seri e semiseri, forum di discussione, innumerevoli collegamenti a filmati pubblicati su You Tube, promozione di lavori musicali originali, remix di songs sudamericane celebri e non. Insomma, già dopo qualche pagina mi girava la testa. Perché, direte, questa mia curiosità? Boh! niente di che; semplicemente mi sono immaginato a percorrere il tragitto della sfilata di uno dei corsi mascherati che si svolgono ogni anno a Vercelli superando, uno dopo l’altro, carri e gruppi in maschera. Provate a pensarci anche voi e sono certo che avrete la stessa mia sensazione di trovarvi in una mega discoteca con tantissime sale, ciascuna gestita dai vari partecipanti alla sfilata. Al di là della scelta musicale e, come già dicevo, del genere o dell’interprete, della lingua o di qualsivoglia altro criterio, c’è tuttavia un elemento che le accomuna: il ritmo. Non importa se il pezzo sia cantato in italiano, in inglese o in portoghese, o se non lo sia affatto, ciò che conta è che il numero di bpm, ovvero le “battute per minuto”, sia tale da creare in automatico il movimento di piedi e gambe (e non solo…), fare, insomma, quel che la Sunshine band di KC diceva ripetutamente nella celebre canzone, Shake your booty, o body: “lasciati andare, agita il tuo corpo…” e magari, se traduciamo alla lettere, anche qualcos’altro. Balla! Non voglio fuorviarvi da questa sequenza di affermazioni lapalissiane, ma è davvero curioso e divertente addentrarsi, per tornare al motivo della ricerca e a quel che ha prodotto, nei blog e nei forum dedicati a questo argomento. Intanto si parla di “roba tunzi tunzi” per usare l’espressione con la quale un dj dispensa consigli sul tipo di musica da usare. Oppure, se ci si addentra tra i suggerimenti, “Il fantasma e il vampiro fanno paura, I ragni della strega, Misteria, Aretta la streghetta, Pitto patto miao”, ma forse questo era per un carnevale di bambini. Un altro consiglio è ancora più stroncante: le canzoni da usare “sono quelle sceme ke ci sono anke alle giostre” (notate il modo tipico di scrivere in chat). Poi la house va alla grande! C’è anche il relativo link (http://www.youtube.com/ natomoltostanco91). L’inno del Carnevale di Sciacca, “Oh sultano innamorato remix” potrebbe essere infine un’idea, ma è roba dell’anno scorso e, forse, viene recepito meglio a quelle latitudini. C’è una canzone che, invece, non manca mai nelle varie compilation carnevalesche: il Gioca jouer di Claudio Cecchetto. Ha trent’anni di vita e continua ad imperversare (ovviamente per la gioia del suo autore che continua anche ad incassarne i diritti). Quando ho cominciato a scrivere questo pezzo non sapevo dove sarei finito. Adesso sì, mi viene in mente una cosa: ho voglia di proporre a quelli del Comitato di istituire un premio per la migliore colonna sonora. E vero che l’importante in queste occasioni è ballare ed è bello trovare anche la coreografia giusta, e ovviamente anche la musica giusta per farlo, ma di musica bella, in giro, ce n’è, non tantissima, ma ce n’è. Non so voi, ma io mi sono stufato dei soliti tunzi tunzi! Claudio Cagnoni Adetto stampa Comitato Manifestazioni Vercellesi 88


Trofeo “La Stampa”

1993 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Gruppi mascherati 1994 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Gruppi mascherati 1995 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Gruppi mascherati 1996 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Gruppi mascherati 1997 1° Classificato Carri allegorici 1998 1° Classificato Carri allegorici 1999 1° Classificato Carri allegorici 2000 1° Classificato Carri allegorici 2001 1° Classificato Carri allegorici 2002 1° Classificato Carri allegorici 2003 1° Classificato Carri allegorici 2004 1° Classificato Carri allegorici 2005 1° Classificato Carri allegorici 2006 1° Classificato Carri allegorici 2007 1° Classificato Carri allegorici

Trofeo “Celoria”

1993 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Gruppi mascherati 1994 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Gruppi mascherati 1995 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Gruppi mascherati 1996 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Gruppi mascherati 1997 1° Classificato Carri allegorici 1998 1° Classificato Carri allegorici 1999 1° Classificato Carri allegorici 2000 1° Classificato Carri allegorici - 1ª Categoria 1° Classificato Carri allegorici - 2ª Categoria 2001 1° Classificato Carri allegorici - 1ª Categoria 1° Classificato Carri allegorici - 2ª Categoria

Trofeo “Soluzione”

2002 1° Classificato Carri allegorici - 1ª Categoria 1° Classificato Carri allegorici - 2ª Categoria

– Club ’82 – Rione Canadà – Rione Cervetto – Borgosesia – Cappuccini – Asigliano – Cappuccini – Comitato Nuova Vercelli – Rione Cappuccini – Rione Cappuccini – Rione Cappuccini – Rione Cappuccini – Rione Cappuccini – Rione Cappuccini – Rione Cappuccini – Rione Billiemme – Brut Fond – Rione Concordia – Rione Cappuccini – Rione Cervetto – Asigliano – Rione Cervetto – Rione Isola – Cervetto – Asigliano – Cervetto – Asigliano – Porta Torino – Rione Cervetto – Rione Cappuccini – Rione Cappuccini – Asigliano – Rione Billiemme – Caresanablot – Porta Milano – Concordia

Trofeo “Carvè on line”offerto da www.vercellicentro.it 2002 1° Classificato Carri allegorici 2° Classificato Carri allegorici 2003 1° Classificato Carri allegorici 2° Classificato Carri allegorici 2004 1° Classificato Carri allegorici 2° Classificato Carri allegorici 2005 1° Classificato Categoria A 2° Classificato Categoria B

– Porta Milano – Ippica Vola – Ciaferu – Pezzana – Porta Milano – Nuova Vercelli – Rione Ciaferu – Nuova Vercelli

Trofeo “Città di Vercelli” 1997 1998 1999 2000 2001 2002 2003

– Cappuccini – Rione Cervetto – Porta Milano – Rione Cervetto – Rione Cervetto – Billiemme – Rione Cervetto

1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici 89


2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011

– Billiemme – Brut Fond e Billiemme – Billiemme – Billiemme – Billiemme – Gruppo Carneval. Asigliano – Gruppo Carneval. Asigliano – Gruppo Carneval. Asigliano

1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici 1° Classificato Carri allegorici

Trofeo “Enrico Dainese” 2000

– Ippica Vola

1° Classificato Carri allegorici

Trofeo “Gian Carlo Vermonti” 2001

ex aequo - Comitato Folkloristico Asiglianese Rione Concordia

Trofeo “Lorella Pernacca”

2002

1° Classificato Carri allegorici

– Gruppo Folkloristico Asiglianese

Trofeo “Franco Fornara”

2002

– Ippica Vola

1° Classificato Carri allegorici

Trofeo “Francesco Leale”

1999 2000

ANFFAS CECCOMUNQUEMUSICA

Trofeo “Francesco Leale, Renzo Roncarolo e Franco Fornara” 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008

UNIONE CIECHI DI VERCELLI GIANNI FRANCESCHINA DONNE PORTA TORINO BRUNO CASALINO TONY BISCEGLIA GIORNALE LA SESIA DOTT. ANTONIO BONOCORE PAOLO MELOTTI

1° Trofeo “Aldo Graziano” 1998

assegnato a: Comitato Nuova Vercelli (cat. B)

1° Trofeo “La Sesia” 1998

“Miglior fagiolata del Carnevale 1998” assegnato a: Rione Cappuccini

2° Trofeo “La Sesia” 1999

“Miglior fagiolata del Carnevale 1999” assegnato a: Rione Cervetto

Trofeo “Giovanni Ferrara”

1999

1° Classificato Carri allegorici assegnato a: Ippica Vola

2001

assegnato a: Rione Cappuccini e Rione Concordia

Premio Giuria Scuola Elementare “De Amicis” Premio Giuria Scuola Elementare “Carducci” 2002

assegnato a: Rione Cervetto e Ippica Vola

P remio Giuria Scuola Elementare “Gozzano”

2003

assegnato a: Rione Billiemme

Premio Giuria Scuola Elementare “R. Pacis”

2004

assegnato a: Concordia e Rione Billiemme 90


Premio Giuria Scuola Elementare

2005

assegnato a: Rione Billiemme e Asigliano

Premio Giuria Scuola Primaria “G. Ferraris”

2006

assegnato a: Concordia

Trofeo “Guido De Bianchi”

2006 2007 2008

assegnato a: Istituto di Belle Arti di Vercelli 1° premio Carri 2°Cat. “Ceccomunquemusica” 1° premio Gruppi Mascherati “Ass. Folk. Pezzanese”

Trofeo “Vercellesità”

2006 2007

assegnato a: “Ceccomunquemusica” assegnato a “Associazione Folkloristica Pezzanese”

Trofeo “Giovanni Baltaro e Giuseppe Ferrara”

2008

assegnato a: “Rione Concordia” 1° premio Carri 2°Cat.

Trofeo “Franco Anderlini”

2009 assegnato a: Gruppo Carnevalesco Asigliano 1° premio Carri Allegorici - Cat. A

Trofeo “Luigi Micheletti”

2009

assegnato a: Quinto Vercellese - 1° classificato Carri Allegorici - cat B

Trofeo “Valeria Abate”

2009

assegnato a Ass. Folkloristica Pezzanese” - 1° classificato Gruppi Mascherati

Trofeo “Roncarolo, Leale, Fornara, Ranghino, De Bianchi”

2009

Ermanno Corona “Bicciolano Quinquennio 2005/2009”

Premio “Città di Vercelli”

2010

assegnato a Gruppo Carnevalesco Asigliano - 1° Premio Carri Allegorici - cat. A

Premio “Giancarlo Seniga”

2010

assegnato a Ass. Folkloristica Pezzanese - 1° classificato Gruppi Mascherati

Premio “Sara De Rosa”

2010

assegnato a Quinto Vercellese - 1° classificato Carri Allegorici - cat. B

Trofeo “Roncarolo, Leale, Fornara, Ranghino, De Bianchi”

2010

assegnato a Enrico De Maria

Trofeo “Anferlini, De Bianchi, Fornara, Leale, Roncarolo, Ranghino” 2011

Giorgio Guala

Trofeo “Franco Anderlini” – gruppo mascherato 2011

Pezzana

Trofeo “Giuseppe Celoria” carri cat. B 2011

Quinto Vercellese

Trofeo “Lucrezia Leviti” carri cat. A 2011

Asigliano

Trofeo “Città di Vercelli” 2011

1° classificato cat. A - Asigliano Vercellese


P

Ricordi ed emozioni di Marieta

er spiegare cos’è per me il Carnevale, sono costretta a raccontarvi la storia di Cappuccetto Rosso. Avevo solo tre anni quando mia madre mi comprò quel delizioso costumino che aveva due trecce finte nere già attaccate al cappuccio. Poco consone con la mia frangetta bionda. Nonostante ciò, lo indossavo come una regina porta il suo mantello sfarzoso. Avendo i nonni paterni a Frassineto Po, tutta la famiglia assisteva con ammirazione alle sfilate dei carri allegorici. Peccato che, appena mi resi conto che la festa comprendeva anche inquietanti personaggi il cui volto era pressoché irriconoscibile, tutta la mia gioia si spense presto. Senza pensarci troppo, mi rifugiai tra le braccia di mio nonno. Se c’era qualcuno che poteva proteggermi da tutte quella confusione di “facce strane”, era di sicuro lui. Con tono pacato, mi spiegò che erano le solite persone che vedevamo girovagare per il paese durante le nostre camminate estive. Sebbene in lui riponessi la mia massima fiducia e un totale amore, mi riusciva davvero difficile credergli. Ci volle un bel po’ prima che lanciassi i primi coriandoli e accettassi le caramelle che arrivavano da quei buffi personaggi. Con l’aiuto di mio nonno, ci riuscii, ed è per questo che adesso ricordo quei tempi con un sorriso e un pizzico di malinconia. Crescendo, ho imparato ad amare il Carnevale, ma solo lasciando Casale e andando a vivere a Motta De’Conti (Vercelli) scoprii quante tradizioni si possono celare dietro semplici costumi. Quando, all’età di 16 anni, mi chiesero di interpretare “Marieta”, volto femminile del Carnevale di Motta, ne fui onorata. Le signore più anziane del paese mi raccontarono quanto era importante. Rappresentava la donna mottese: lavoratrice, dedita alla famiglia e ai figli. Con il “morosino” dell’epoca, Daniele, diventammo la coppia più amata da bambini, anziani e compaesani. Partecipammo anche ad una trasmissione televisiva, diretta proprio dal grande Andrea Cherchi (il nostro Bicciolano), durante la quale ebbi modo di conoscere le altre maschere vercellesi. Provai subito simpatia per la Bela Majin. Forse perché aveva quell’abito rosso acceso. Lo stesso colore del mio vestitino. Tutto sommato, però, credo di avere veramente “realizzato” cosa c’è dietro al Carnevale solo l’anno scorso. Come giornalista, ho seguito il Bicciolano e la Bela Majin (Andrea Cherchi ed Elena Reis) nelle loro visite all’Anffas, nelle case di riposo, tra i bambini delle scuole. Al loro passaggio, avevano il potere di cambiare le cose. Dove c’era tristezza, appariva il sorriso. Dove c’era solitudine, portavano una ventata d’amore. Il giorno in cui Elena mi regalò la loro spilla per me fu come entrare a fare parte di una verità: in questo periodo non si diffondono solo coriandoli e stelle filanti, ma anche calore, amore e allegria. Mi piace pensare di averlo sempre saputo dentro di me. Per l’amore, si usa il rosso. Come quel cappuccio. Come l’abito della Bela Majin. Sarah Trevisan Vercelli Oggi 92


Una gran voglia di far sentire la propria voce

U

n vecchio adagio ricorda che “a Carnevale ogni scherzo vale”, testimonianza di un clima di festa e gioia in cui il gioco, la battuta, la burla sono elementi imprescindibili e necessari. Ma il Carnevale non è, e non è mai stato, solo questo. E la storia lo conferma. La tradizione, all’origine della festa, di mascherarsi per prendere parte ai festeggiamenti è sinonimo di uguaglianza, di unione, di fratellanza, di desiderio e bisogno di non giudicare mai dalle apparenze, di essere tutti uguali. E’ sempre stato così, anche per uno dei Carnevali più importanti d’Italia come quello di Venezia. Secondo le prime testimonianze, datate 1094, infatti la Serenissima istituì il Carnevale per concedere alla popolazione un periodo di svago e divertimento che però molto presto, approfittando dell’anonimato dato da maschere e costumi, si trasformò in un’occasione di protesta nei confronti della Repubblica Veneziana, con la popolazione impegnata a inscenare momenti di protesta e addirittura derisione verso i potenti. Non solo. In generale tutti i Carnevali sono serviti alla gente, al popolo, come strumento per alzare la voce e ribellarsi a situazioni di disuguaglianza e ingiustizia. Una volontà che rende il Carnevale festa del popolo, com’è sempre stata nella storia. La nascita stessa del nostro Carnevale ne è testimonianza. Carlin Belletti, detto il Bicciolano, era un uomo del popolo, che decise di ribellarsi alle angherie, ai soprusi di una classe politica privilegiata, che pensava solo ai propri interessi e ad introdurre nuove tasse. La rivoluzione francese era alle porte del Piemonte e la rivolta popolare, guidata proprio dal Bicciolano, partiva da Porta Milano per coinvolgere poi tutta la città. Belletti venne anche arrestato ed imprigionato per ventotto giorni nel castello di Ivrea. E la stessa città eporediese è un altro esempio di quanto il Carnevale sia del popolo: qui la protagonista della storia è la figlia di un mugnaio che si oppose allo jus primae noctis del barone-tiranno e che accese la rivolta popolare, simboleggiata oggi dalla famosissima e sentita “Battaglia delle arance”. Il popolo, rappresentato dagli aranceri a piedi sprovvisti di qualsiasi protezione, combatte a colpi di arance contro le armate del feudatario, rappresentate da tiratori su carri trainati da cavalli, che indossano protezioni e maschere simili alle antiche armature. Il Carnevale quindi è sì festa e divertimento ma anche voglia di far sentire la propria voce. E quale strumento migliore se non l’allestimento dei carri per farlo. Proprio come successe alle origini dello storico Carnevale di Venezia, dove chi partecipava alle sfilate mascherato lo faceva per protestare contro le troppe tasse che era costretto a pagare, non è difficile oggi immaginare già qualche carro ironico sulla fine del governo Berlusconi o con un premier Monti vestito da diavolo, vittima sacrificale di una manovra economica purtroppo necessaria. Ma, proprio in un momento così difficile per la nostra storia, il Carnevale può trasmettere un messaggio positivo, di aiuto reciproco, di fratellanza. E quale leggenda può rappresentare meglio questi sentimenti di quella di Arlecchino, storica maschera bergamasca? Arlecchino era un bambino molto povero, che viveva con sua madre in una piccola casetta. Un giorno a scuola la maestra decide di organizzare una grande festa in maschera dando libertà ai bambini di vestirsi come volevano. Arlecchino però sapeva che la mamma non aveva i soldi per comprargli un costume adatto all’occasione e si mise da parte, lontano dai suoi compagni che invece parlavano di costumi coloratissimi e costosissimi. A tutti però dispiaceva vedere Arlecchino così triste e i compagni decisero di portare alla sua mamma alcuni pezzetti di stoffa avanzati dalla preparazione dei propri abiti, tutti di colori e tessuti diversi. La madre di Arlecchino lavorò tutta la notte per cucire insieme i vari pezzi e la mattina della festa fece trovare al figlio un vestito coloratissimo, pronto per la festa. Un costume che permise ad Arlecchino di partecipare alla festa e di divertirsi con i suoi compagni. Un privilegio che spetta a tutti, piccoli e grandi, ancora oggi. Alessandro Ballesio e Alessandro Nasi – La Stampa 93


DUE POESIE di Pino De Maria a cura di Enrico De Maria

Tra le più belle poesie “d’occasione” scritte da Pino De Maria, ecco “Grasie, Madama” (per vuole canticchiarla è sul motivo di “Grazie dei fior”). Riguarda la terribile notte tra il 2 e il 3 novembre 1968, quando una drammatica alluvione colpì Vercelli, anche l’acquedotto era fuori uso e potevano usufruire dell’acqua soltanto le poche famiglie che attingevano ancora a pozzi privati. Tra queste famiglie, una di via Massaua. Il giornale su cui mio padre pubblicò il ringraziamento in versi per la donna che regalò l’acqua a mezza città era “La Nosa Varsej”

Il Caffè Beccuti che, all’epoca in cui ne scriveva mio papà, era in corso Libertà accanto a quello che oggi è il negozio di ottica Avanzi, aveva l’abitudine (apprezzata da tutta la città) di esporre la bandiera della Pro Vercelli, subito dopo la partita, in caso di rispetto della cosiddetta “media inglese”: vittoria casalinga o pareggio (ma ovviamente anche successo) fuori casa. Su tale moda, mio padre scrisse questa poesia, che si può anche cantare a patto che si conosca il motivo “Siesta” di Bobby Solo. In caso contrario, gustatela come testo

Grasie, Madama

B. B. (Bandiera bianca)

Tre nuvembar, ‘na nöt pü negra che la carbuniña, barba longa, tant par cambiè discurs, ‘na séi da urs. Gràsie, ma d’ cör, Madama dàl purton d’v’sin ca’ mia, ca l’ha lasà duverta la manija fiña par qu’i che lèi ‘i’ava ‘n ghignòn. Nen basta ‘ncur, padroña d’la pompa, ‘l’è smatiàsi föra ‘l sigilìn, fand finta d’ nen, par chi ca l’era sensa recipient. Désmila e pü parsoñi, ‘n gran part masnà e doñi, i machiñi d’ pasàgi, ‘s’ dì lì ‘i’en disetàsi, léi l’è scundisi, par nen sentsi di’: grasie! Ma da ‘s’ giurnal lu ringrasiuma, d’ duver, par tüti. Anche ‘l mè canarin, ca l’è ‘n fagnàn, sa vôlta l’è tacài da fè ‘l bagn. Tant ben l’ha fat… Madama d’ via Massaua otantequat.

‘Nta ‘l Bècüti, se d’culp ja sponta ‘na bandiera, ja scatu tüti tant c’me ‘l temp pasà d’la sireña, par savéi püsè d’la scarsa telefunà e cumpania bèla c’me i’han fat a spuntèla o’püra se i’han paregià. S’ ferma fiña ‘l pullman d’i sciatùr cal ven da l’Urupa e i campu giü i di’ tra lur par vëdi ‘ chi tuca da ducè ‘nt’ la vedriña, se’ben ‘i siu ‘n pòc strac, se l’ha campani via ‘n frac. Ben sèt ani ‘l’è pià ‘l campiunà sa gran Pro Vercelli e nen basta, parché, ‘ncura ‘dès l’amnistra patèli. Se danè n’ fa la schediña, mia d’ rimpròc a’la sità: la Pro… la facia l’è salvà.

PINO DE MARIA

Pino De Maria con Edo Ciocchetti, durante la sua ultima esibizione al teatro Civico 94


A.T. Pro Loco di Caresanablot

GLI APPUNTAMENTI DEL CARNEVALE 2012

28 gennaio    veglia di presentazione Maschere Bacan e Bacanota sala Le Acacie 29 gennaio, ore 10.00 consegna chiavi c/o municipio 08 febbraio, ore 10.15 visita alla casa di riposo 11 febbraio, ore 12.00 benedizione e distribuzione fagiolata 13 febbraio, ore 15.00 visita alla scuola materna

Ass. Folkloristica Rione Billiemme Via Kufra, 49 - 13100 Vercelli

PROGRAMMA MANIFESTAZIONI CARNEVALE 2012 Sabato 28 gennaio:

presentazione Maschere rionali – Veglia Danzante – sala Le Acacie di Vercelli – ore 21.30

Domenica 29 gennaio:

Grandiosa Fagiolata al centro comunale di via Montebello, 44 – Vercelli – Distribuzione ore 11.30

Domenica 5, 12 febbraio e 18 febbraio (in notturna): SFILATA CARRI ALLEGORICI (ingresso gratuito) Carro cat. A titolo: Cappuccetto

ilate Rosso! Sf n noi! co 95


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Maschere dei Rioni, Circoli e Associazioni del Carnevale 2012 RIONE BRUT FOND RIONE BILLIEMME RIONE CAPPUCCINI RIONE CERVETTO RIONE CIAFERU RIONE CONCORDIA RIONE Isola RIONE PORTA TORINO IPPICA VOLA RIONE CANADA’ PRO LOCO CARESANABLOT QUINTO VERCELLESE

CONTE FEDERICO: Nicola Robutti CONTESSA ROSINA: Verdiana Iperico SINDACO: Fabio De Marco SINDACHESSA: Carola De Salvatore GIOEBI: Andrea Raineri MAJOT: Vittoria Baltaro LAVANDE’: Massimo Caccavo LAVANDERA: Francesca Cogo GRANDUCA: Gaspare Pasqua GRANDUCHESSA: Valentina Giunta FANTE: Mirko Ferraris DAMA: Greta Rospo I SENSA CAMISA: Daniele Natale I SENSA CAMISA: Lisa Pisu INGLEIS: Filippo Chiappa INGLESINA: Alice Mangione DUCA DI BORGOGNA: Paolo Montino DUCHESSA DI BORGOGNA: Daniela Montino PERU: Gian Luca Rosso RUSIN: Elena Ruggia BACAN: Luca Matera BACANOTA: Elisabetta Gallione CONTE CASIMIRO DEL GELSO: Mauro Dellarole CONTESSA ADALGISA DEL NOCCIOLO: Donatella Bertolotti TRICERRO CONTE DEI GERBIDI: Antonio Coppeta CONTESSA DEI GERBIDI: Veronica Nolli ASIGLIANO V.SE ASIANOT: Andrea Giordano ASIANOTA: Elena Dellarole Orecchia PEZZANA SUCOT: Jonathan Mombelli SUCOTA: Eleonora Maffei BIANZE’ PINUTIN: Luca Tonziello BELA RUSIN: Alison Prone MOTTA DEI CONTI GIUANIN: Marco Maffe’ MARIETA: Cristina Ferraris STROPPIANA GIUSPIN: Nicolò Coppo BARLITERA: Elisa Tavano PIAZZA CAVOUR BARONE VICARIO DI SANT’AGABIO: Massimiliano Alberio BARONESSA PAOLA CARRIGI: Laura Orsan RIVE V.SE PASAROTA: Margherita Pasquino DAMIGELLE: Sara Deambrogio E Alessandra Butta DESANA AVUCAT: Erminio Gatti AVUCATESA: Nicoletta Gottardo RONSECCO BRUSATUN: Mario Tonelli BRUSATUNA: Martina Riva Famija Custansaneisa GABIN: Marco Pretta LISSIOT: Chiara Maronati ALBANO VERCELLESE Mounsü Cod’züra: Massimo Margara Madamin Moja: Eleonora Catozzi 97


2012

Programma del carnevale

Domenica 29 gennaio 2012 ore 10.00 - CARESANABLOT - Consegna Chiavi presso Comune. ore 10.45 - Incontro in Via Pino De Maria ore 11.30 - BILLIEMME - Fagiolata ore 11.45 - CONCORDIA - Fagiolata ore 12.00 - PEZZANA - Consegna chiavi c/o Comune ore 15.00 - ASIGLIANO - visita al Centro Anziani ed alla Casa di Riposo ore 17.00 - CAPPUCCINI - Consegna chiavi c/o oratorio Martedì 31 gennaio 2012 ore 21.00 - CAPPUCCINI - Presentazione Maschere c/o “Terzo Tempo” Venerdì 3 febbraio 2012 ore 9.45 - San Germano visita scuola Primaria ore 10.30 - Visita Tipografia Gallo ore 11.30 - Visita Comando Vigili del Fuoco ore 15.30 - Visita agli amici Cascina Bargè ore 16.30 - CROVA- Visita Municipio e Visita Casa di riposo ore 18.00 - CASANOVA ELVO - Presentazione Maschere c/o il Castello ore 21.30 - RONSECCO - Presentazione maschere BRUSATUN e BRUSATUNA c/o salone Comunale

Giovedì 05 Gennaio 2012 ore 21.30 - Proclamazione BELA MAJIN 2012 Sala Le Acacie Domenica 08 Gennaio 2012 ore 10.30 - ASIGLIANO - Presentazione e consegna chiavi Asianot e Asianota - c/o Municipio Sabato 14 Gennaio 2012 ore 18.30 - STROPPIANA - Presentazione Maschere c/o Comune ore 21.00 - CANADA’ - Presentazione maschere c/o concessionaria “Nuova Sa-Car” ore 22.00 - TRINO - Presentazione Maschere Domenica 15 gennaio 2012 ore 11.00 - QUINTO consegna chiavi Conte Casimiro e Contessa Adalgisa presso il Castello Venerdì 20 gennaio 2012 ore 21.00 - TRICERRO - Presentazione maschere Sabato 21 gennaio 2012 ore 16.45 - Arrivo Bicciolano e Bela Majin corteo con il seguente itinerario: Arca di San Marco via Dante, via Marsala, viale Garibaldi, c.so Libertà, p.zza Cavour, via Cavour, via Lanza, p.zza Municipio ore 18.30 - Ricevimento in Municipio - consegna al Bicciolano delle chiavi simboliche della città ore 20.00 - Cena apertura Carnevale 2012

Sabato 4 febbraio 2012 ore 9.00 - Visita Istituto Sant’Eusebio ore 11.00 - Visita al Centro Estetico “R.B.V. Vercelli ore 12.00 - Visita al Questore ore 15.00 Visita S.E. Mons. Arcivescovo ore 15.30 - Visita a S.E. Prefetto ore 16.30 - CIAFERU - distribuzione gale ore 17.30 - Inaugurazione mostra Dugentesco ore 21.30 - RIONE CERVETTO presentazione maschere Lavandè e Lavandera sala “Le Acacie” Domenica 5 febbraio 2012 ore 9.15 - COSTANZANA - Presentazione Maschere oer 10.30 - CANADA’ - Fagiolata ore 11.15 - Com. Vecchia Porta Casale - fagiolata ore 14.30 - Sfilata carri allegorici ad ingresso gratuito con il seguente itinerario: p.zza Pajetta, viale Garibaldi, p.zza Roma, viale Garibaldi, p.zza Pajetta

Domenica 22 gennaio 2012 ore 9.15 - MOTTA DE’ CONTI – Consegna Chiavi presso Comune ore 10.15 - TRICERRO - Consegna chiavi c/o Comune ore 11.15 - RIVE - Consegna chiavi c/o Comune ore 15.30 - DESANA - Consegna chiavi c/o Comune Venerdì 27 gennaio 2012 ore 21.00 - PORTA TORINO - Presentazione maschere c/o Centro Anziani via Sereno Sabato 28 gennaio 2012 ore 21.30 - ASIGLIANO, CARESANABLOT, PEZZANA COSTANZANA, DESANA, QUINTO, RIVE, BILLIEMME - Presentazione Maschere sala “Le Acacie” 98


Lunedì 6 Febbraio 2012 ore 9.30 - Visita Casa Circondariale di Vercelli ore 11.30 - Visita Caserma Scalise ore 12.30 - Visita ACI ore 15.00 - ALICE CASTELLO - Visita Casa di Riposo ore 16.15 - MONCRIVELLO - Visita Casa di Riposo

Domenica 12 Febbraio 2012 ore 14.30 - Sfilata carri allegorici ad ingresso gratuito con il seguente itinerario: Partenza p.zza Pajetta, viale Garibaldi, p.zza Roma, viale Garibaldi, p.zza Pajetta Lunedì 13 Febbraio 2012 ore 9.00 - Visita Scuola Elementare Gozzano Martedì 7 febbraio 2012 ore 10.00 - Visita Scuola Materna Rione Conore 9.30 - VILLATA - Visita Scuole-Casa di Riposo cordia - Comune ore 10.45 - Visita Scuola Materna FURNO ore 11.3 - Visita scuole Sacro Cuore - C.so Italia ore 11.15 - Visita Scuola Elementare DE AMICIS ore 15.00 - Incontro con le “Donne di porta Tori- ore 12.00 - Visita C.S.A. Ministero Istruzione Via no” Goito ore 16.00 - Visita casa di riposo p.zza Mazzini ore 15.00 - CARESANABLOT - Visita Scuola Materna Mercoledì 8 Febbraio 2012 ore 15.45 - Visita Baby Parking Tata Mia ore 10.15 - CARESANABLOT visita casa di riposo ore 16.00 - Visita Centro Incontro Anziani - Via “I Roveri” G.Ferraris - ex Tre Re ore 11.15 - Visita scuola materna Korzak ore 17.15 - Visita all’ASCOM ore 15.00 - DESANA - Visita Casa di riposo ore 18.00 - Visita Croce Rossa Italiana ore 16.00 - Visita centro incontri anziani di via Sereno Martedì 14 febbraio 2012 ore 17.30 - Visita Az. Farmaceutica Comunale ore 9.00 - Visita Scuola Media Ferrari ore 10.00 - Visita Scuola Media Verga Giovedì 9 Febbraio 2012 ore 10.45 - Visita Scuola Materna Regina Pacisore 9.15 - Visita Scuola Media Avogadro Porta Torino ore 10.00 - Visita Scuola Media Lanino ore 11.15 - Visita Scuola Elementare Regina Paore 10.45 - Visita Scuola Materna T. Mora cis- Porta Torino ore 16.00 - PRAROLO - Visita Casa di Riposo ore 15.00 - Visita Scuole Cristiane - Via Frova ore 17.00 - Visita Istituto Piccola Opera Charitas ore 16.15 - Visita Soc. A.T.En.A ore 17.30 - Visita Istituto Belle Arti Mercoledì 15 febbraio 2012 ore 9.00 - Visita Scuola Elementare RODARI di Venerdì 10 Febbraio 2012 Via Borsi ore 9.15 - Visita Scuola Elementare G.Ferraris ore 10.15 - Visita Scuola Materna Andersen ore 10.00 - Visita Scuola Materna Collodi Aravecchia ore 10.30 - Visita Scuola Materna Isola ore 10.45 - Visita scuola elementare Carducci ore 11.15 - Visita Ospedale Sant’Andrea ore 12.00 - Visita BIVERBANCA di Vercelli ore 15.30 - Visita Centro Incontri Isola Via Restano ore 15.00 - Visita Comunità ANFFAS “Muni Preore 16.15 - Visita al Comando Provinciale Carastinari” binieri ore 15.45 - Visita al Centro Anziani di Via Q. ore 17.15 - Visita AVIS - Via Laviny Sella ore 16.30 - PALESTRO - Visita Casa di Riposo Sabato 11 Febbraio 2012 ore 10.15 - ASIGLIANO - Fagiolata Giovedì 16 febbraio 2012 ore 11.00 - CAPPUCCINI - Distribuzione Fagiolata ore 9.00 - Visita Scuola Elementare ROSA STAMore 11.30 - CERVETTO - Distribuzione Fagiolata PA ore 12.00 - CARESANABLOT - Fagiolata ore 9.45 - Scuola materna MANDELLI ore 12.30 - PORTA TORINO - Fagiolata ore 10.15 - PEZZANA - Visita alle scuole ore 15.15 - TRICERRO - Ballo dei bambini ore 11.15 - ASIGLIANO - Visita Scuola Materna, ore 16.00 - Palestra Bertinetti - Incontro con i ragazzi Elementare, Media ore 16.15 - CAPPUCCINI - Ballo dei bambini c/o ore 12.30 - VERCELLI - Centro Incontro “CA oratorio DAL DI’ ” - Montefibre ore 21.30 - BRUT FOND, CIAFERU, CONCORore 14.30 - Visita Camera di Commercio DIA, IPPICA VOLA, ISOLA - Presentazione maore 15.00 - Visita Scuola Materna BACCHI schere sala “Le Acacie” 99


ore 16.15 - Visita Centro d’incontro Primula di Via Trento ore 17.00 - PEZZANA - Ballo dei bambini ore 17.00 - DESANA - Ballo dei bambini Venerdì 17 febbraio 2012 ore 9.15 - Visita Scuola Elementare BERTINETTI di Via Degli Zuavi ore 10.00 - Visita Scuola Materna ALCIATI di Via Casalino ore 10.45 - Visita al Mercato ore 11.45 - Visita Amministrazione Provinciale ore 15.15 - Visita Scuola Materna S.G. Antida ore 16.00 - Visita al Vicolo Leale ex Baggiolini ore 16.30 - Visita negozi: - “Emiliano” - “Michi - Fiori” - Agenzia viaggi “Rarotonga” - Antica Caffetteria distribuzione “vin brule” - Ottica F.lli Reverchon - Shop di Via Cavour Sabato 18 febbraio 2012 ore 9.15 - Visita Comando Guardia di Finanza ore 10.30 - QUINTO - Fagiolata ore 11.00 - ISOLA - Fagiolata ore 12.00 - STROPPIANA - Fagiolata ore 20.00 - Sfilata carri allegorici in notturna ad ingresso gratuito con il seguente itinerario: Partenza P.za Pajetta, Viale Garibaldi, P.za Roma, viale Garibaldi, p.zza Pajetta PREMIAZIONE Domenica 19 febbraio 2012 ore 10.15 - CASANOVA ELVO - Fagiolata ore 11.00 - TRICERRO - Fagiolata ore 11.30 - DESANA - Fagiolata

ore 11.30 - RIVE - Fagiolata ore 12.00 - PEZZANA - Fagiolata ore 12.15 - COSTANZANA - Fagiolata ore 14.30 - Rione Isola - sfilata Carnevale dei bambini ore 14.30 - ASIGLIANO - Ballo dei bambini ore 21.30 - STROPPIANA - Veglia danzante Lunedì 20 febbraio 2012 ore 9.45 - GREGGIO - partecipazione fagiolata ore 11.15 - OLCENENGO - Partecipazione fagiolata ore 13.00 - SANTHIA’ - Partecipazione fagiolata ore 15.00 - CARESANA - Visita alla Casa di Riposo Martedì 21 febbraio 2012 ore 9.30 - RONSECCO - Consegna chiavi c/o Municipio; Visita alle Scuole, alla Casa di Riposo e partecipazione alla fagiolata ore 10.45 - COSTANZANA - Visita Casa di Riposo (e micro) Venerdì 24 febbraio 2012 ore 21.30 - BIANZE’ - Presentazione maschere “PINUTIN E BELA RUSIN” Sabato 25 febbraio 2012 ore 10.30 - ALBANO - Visita Municipio e Casa di Riposo ore 20.30 - BIANZE’ - Consegna chiavi e partecipazione alla sfilata notturna Domenica 4 marzo 2012 ore 12.00 - CAPPUCCINI - pranzo degli anziani

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Il Bicciolano alla Pro Vercelli

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n Bicciolano così non lo si era mai visto... Così cantano i tifosi della Pro Vercelli, così cantano tutti i vercellesi. Andrea Cherchi è riuscito a mettere d’accordo tutti: dagli amanti più spassionati del Carnevale a chi ha sempre guardato a questa festa con un pizzico di indifferenza. Questo per dire che il Bicciolano di oggi è il Bicciolano dei sogni. “E’ un gran Bicciolano”, aveva detto qualcuno, vedendolo scorrazzare sul prato dello stadio “Silvio Piola”, o se meglio preferite, “Leonida Robbiano”. Non si è limitato a un semplice calcio d’inizio, ha voluto fare di più: uno scatto da mezzofondista sotto la curva e ai piedi di tutti gli altri settori, insieme alla Bela Majin, acclamato come il miglior attaccante leonino: “Un Bicciolano, c’è solo un Bicciolano”. E di quei “Bicciolani” lì, evidentemente, non se ne trovano più in giro: la maschera per eccellenza del Carvè, storicamente ritenuta “portasfortuna” (diciamo pure “portasfiga”) ogni qual volta si presentasse al cospetto delle Bianche Casacche, è stata totalmente rilanciata in questo senso: nell’era Cherchi una vittoria (1-0 contro lo Spezia) nel 2010 ed un pareggio (contro la forte Tritium) nel 2011, due avversarie che poi vinsero i rispettivi campionati. Non male davvero! Ora la nostra maschera porta talmente bene che ci ritroviamo ad acclamarla anche in serie C1. E non è un caso che su Facebook gli sia stata dedicata una pagina a titolo “Quelli che vogliono Andrea Cherchi Bicciolano a vita...”. Sarà per quegli scatti da virgulto podista, sarà per tutta quella generosità “sotto la maschera”, sarà che per tutti i vercellesi... “E’ un gran Bicciolano”! Stefano Fonsato (Giornalista sportivo)

(foto di Marco Lussoso) 102


Bandissima è giunta alla 16ª edizione, il Corteo storico alla 12ª. Sei i complessi musicali invitati a sfilare: la banda “Città di Vercelli” della Vallotti, la banda di Livorno Ferraris, la Santa Cecilia di Gattinara, I Giovani, di Santhià, la banda alpina di Foresto Sesia e la banda di Saluzzo, con al seguito un folto gruppo in costume. E poi figuranti da tutto il Piemonte e dalle regioni vicine: Lombardia, Veneto, Liguria ed Emilia Romagna. Costumi bellissimi e variopinti; personaggi già ospitati a Vercelli ed altri che hanno partecipato alla sfilata per la prima volta. Tra questi i gruppi di Venaria Reale, di Crevacuore, altri dal torinese, da Saluzzo e dalla provincia di Cuneo. A far gli onori di casa Bicciolano storico e Bela Majin, Leandro Falletti ed Adriana Pavan; con loro anche quest’anno Gianduja e Giacometta, Andrea Flamini e Manuela De Faveri, presenza che dà il segno dell’importanza della manifestazione vercellese. Sfilata lungo il corso, allungata fino in via Foa, in piazza Cavour e ritorno in piazza Zumaglini per il gran filane, con tutte e sei le bande a suonare all’unisono la marcia Stoccolma e, per chiudere, l’Inno di Mameli in versione completa. Una grande emozione.

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LE MASCHERE E I GRUPPI MASCHERATI ERANO: Novara Oleggio Asti Villanova Canavese Aglie’ (To) Orbassano Torino Chieri Moncalieri Vinovo Citta’ di Asti Bosconero Candiolo Perosa Argentina S. Pietro Cambiano S. Rocco S.Caterina Rione Torretta

Re Biscottino e Regina Cunetta e Corte Perin e Majin Carlo Emanuele I Budine Bela Budinera Budinot Conte Filippo e Contessa Caterina e Seguito Polente e Polentera Perle Barocche Compagnia di Landolfo Gruppo Storico Communis Cherii 1311 Lunetta di Moncalieri Amici del Castello Spumantino e Barberina Chinot Regina dì Plaruji Marge’ e Marghera Ass.ne Culturale Poggio Oddone Cicu Pertera e La Belaa Filandera Monsu’ Asparu e Madama Tumatica Toni Desto”Pa e Maria Ggheta Falamoca e Gigin Polemica Cico Foet e Ghitin D’la Tor

PIEMONTE Biella Conte Thes e Bela Ginevra I Pasticei Magnonevolo Benna Castellano Magnano Magnina Cavaglià Il Comitato Il Marchese e la Contessa Lessona Masazza Conte e Contessa Vandorno Toni Gambet e Marieta Bornate Conte Lanternun Lun Ara Pataciola e Patacio Lebbia (Valduggia) Gat e Gata Rozzo (Borgosesia) I Tapinà di Rozzo Plello Pautulun e Pautuluna Borgosesia Lanat e Tota Tessiora

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Tronzano Valduggia Santhià Santhià Vercelli Torino Vercelli Vercelli Quinto V.se Racconigi Saluzzo Borghi di Saluzzo Envie Villanova Solaro Valle Bronda Villa di Verzuolo Monsola Villa Falletto Castagnole Scarnafigi Manta di Saluzzo Villa Stellone Brandizzo Marcorengo Chiaverano Chivasso Collegno Andezeno Bertolla Borgaro Brusasco Candia Canavese Casalborgone Castelnuovo Don Bosco Gassino Livorno Ferraris

Re Riccardino e Pinutina e seguito Re Zors e Mariin e Damigella Steulin e Majutin Lo Stato Maggiore Bicciolano e Bela Majin Gianduia e Giacometta Rione Biliemme: Sindaco e Sindachessa Rione Cappuccini: Gioebi e Majiot Conte Casimiro del Gelso e Contessa Adalgisa del Nocciolo Gianduia e Giacometta Ciaferlin e Castellana Conte e Contessa I Conti e la Marchesa Pela Verga La Marchesa ‘l Turesan Suonatore Conte De Rossi Gastaldo e la Gastalda Leunin Eciutina e Paisan Bela Ranera La Bela Cusutera e Gran Giardiniere e Corte Biru Gruppo Storico Napoleonico Gallica Marca Clavasienses Marghe e Tessioira Bela Cardera e Bel Sciulè La Lavandera, i Lavandè ‘d Bertula e i Teracin del Po ‘L Cucumrè e la Cucumrera Re e Rewgina del Fuoco Gruppo Storico e Marchesi del Monferrato Conte e Contessa Casalborgone Signori di Rivalba, Monsù Freisa e Madama Malvasia Credendari di Gassino Lolu e Lola e Comitato

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Occhieppo Inf. (BI) Il Pettirosso e la Capinera I Conti di Orio Orio Piazzo Trifulera Pollone-Biella Gruppo Storico Gruppo Storico San Martino Rivarolo Can.se Saluggia Re e Rigina dei Fagioli e Seguito San Sebastiano Po ‘L Portunè e la Marin-a dal Port Santena La Bela Sparsera ‘l Ciatarin e Rettore Vernone Conte, Contessa e Araldi di Vernone Villadeati La Marchesa Mafria Elena Arrigone Volpiano Conte Roberto e Perizia e Seguito EMILIA ROMAGNA Mirandola

Principato di Franciacorta

LOMBARDIA Gallarate

Re Risotto e Luganeghetta

LIGURIA Sestri Ponente

Gruppo Storico Sesxtum

VAL D’AOSTA

Gruppo di Nus

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Un regalo, inatteso e graditissimo

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urante la prima sfilata si è avvicinato al carro del Bicciolano e della Bela Majin il poeta e scrittore Sergio Rigolone con due pergamene. Una per il Bicciolano e una per la Bela Majin. Terminata la sfilata, Elena ed io, abbiamo srotolato la carta e letto con piacere le due poesie che trovate di seguito.

“ ‘l Biciulan “                                            “ La Bela Majin “   ‘L Biciulan,sa maschera ‘d carvè che tüti ‘n fà sugnè, quant che da i-auturità ‘l riceu i ciau dla sità, ‘l cerca da fè ‘n manera che la vita la sia menu nera e che par nui povri tapin ai dimenticu ‘n poc ai nos sagrin. Ma ‘l sò compit l’è peña ‘ncumincià a ‘l deu girè par tüta la sità, al va visitè ia scoli, ndua iè i matucin e ‘nsema la sò Majin par tüti a iè ‘n basin, ‘nt i-uspidai ‘ndua iè dulur e tristësa lüi al fà curagi cun amur e na carësa e ‘ntla cà ‘d ripos, ‘nsema i-ansian lüi a tüti ai tuca la man e par lur la voia di ‘n suris l’è tamme truesi ‘n paradis che ‘l cancela tanta noia cun si pochi uri ‘d vera gioia. E alura car Biciulan suma chì cun al cör ‘n man e ringrasieti par lonca tfè par nui e par al carvè, speranda che quant ‘s mument a l’è finì ca i resta però al carvè tüti dì e ca i regna par l’umanità tanta gioia ,pas e lealtà.

A carvè ie dui persunagi mpurtant par Varsei iun l’è ‘l Biciulan l’aut l’è la Bela Majin,si propi lei, lui cun ‘l tricornu ‘n testa e nti cavei ‘l cuìn lei suta ‘l vël ‘n bel facin, pöi cun cul diadema ‘n testa l’è già tüta na festa, e cun ‘l vistì rus e ‘l bianc scusalin l’è propi grasiusa,’n bel tipin. La Bela Majin la porta cun la sò blësa ‘n racc ‘d sul ndua iè dla tristësa e nsema i-ansian o i matucin par tüti ia na parola boña e ‘n basin. Quant ca la pasa par ia strà da tüti l’è aclamà, ai ciamu carameli o ‘n fiur e lei iu cuntenta tüti cun amur, quant che poi da nsima cul car cun ‘l Biciulan la salüta cun la man. Ormai ‘l carvè l’è beli finì a l’è ura da riturnè cula ‘d tüti dì, ma l’eperiensa l’è stata cusì meravigliusa che lei lu purtarà semp ntal cör felice e giuiusa.   POESIE DI SERGIO RIGOLONE

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"Un doveroso e sentito ringraziamento va alle maschere storiche, Bicciolano Leandro Falletti e Bela Majin Adriana Pavan, che con grande eleganza, impegno e umanita’ partecipano a diversi appuntamenti del Carnevale"

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Che voglia di distrarsi un po’

C

he voglia di Carnevale... Che voglia di sorrisi... Che voglia di colori e allegria... Che voglia di distrarsi un po’... Dopo questo allucinante 2011 che ci lascerà in ricordo solo il lavoro che non c’è e le mani di politici e politicanti che frugano nelle nostre tasche alla ricerca di soldi che non ci sono più per alimentare a suon di tasse i loro governi sgangherati, pensare al Carnevale ci apre un po’ i cuori. Certo, di voglia di ridere e divertirsi non ce ne sarà molta ma se non altro ancora una volta i vercellesi potranno capire quanto bene fanno il Biciulan e la sua Bela Majin in giro per il Vercellese. E con loro tutta la corte di maschere rionali e paesane. Quel sorriso portato nelle case di riposo, nei luoghi di sofferenza val più di mille parole. Negli anni scorsi mi sono volutamente soffermato sui ricordi, su quelle sensazioni infantili che il Carvè mi destava puntualmente ad ogni gennaio, dal campanello suonato da coloro che preparavano il carro, al fumo dei pentoloni dei fagioli cotti nel piazzale del benzinaio, fino alla musica rombante della sfilata. Questa volta preferisco pensare al bene che questi ragazzi in maschera fanno. Lo fanno in silenzio e con gioia, a differenza di altri che nel far del bene ci leggono lucro. Nell’ultimo periodo ho assistito ad una penosa corsa a quella che chiamo la “beneficenza commerciale”: faccio solidarietà promuovendo la mia attività (fa pure rima, visto...), amenità assortite di cui si può anche fare a meno. Ma si sa, il mondo è bello perché è vario... Chissà come sarà questo primo Carvè senza Cesarissimo Losa, che si è defilato per ragioni personali. Ci sarà il buon Giulio Pretti, la cui abnegazione commmovente nel portare la gioia della festa proprio a tutti deve essere esempio per le nuove leve. Ci sarà Andrea, il Biciulan forse più amato di sempre. Ci sarà Luisella, Bela Majin glamour. Ci saranno le maschere, allegre e spensierate. E ci sarete voi vercellesi ad applaudire tutti con il vostro sorriso, più forte di tutte le crisi. Buon Carnevale. Daniele Gandolfi Direttore di Notizia Oggi

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Tante piccole mani, un grande aiuto A.N.F.F.A.S Via Cristoforo Colombo, 23 VERCELLI

A. N.

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F.

F.

A. S.


Alla

Banda Osiris il Bicciolano d’oro

P

2011

er l’anno 2011, l’ambita “statuetta” del Bicciolano d’oro è andata ad una formazione vercellese famosa ed apprezzata in tutto il mondo: la Banda Osiris. Presentata da Fabrizio Marinone e Ketty De Angelis, in un tripudio di applausi, la Banda Osiris ha intrattenuto il pubblico presente, con battute travolgenti e geniali. Al termine dell’esibizione, la serata del 14 luglio scorso è proseguita con la musica di Gianni Nazzaro.

ALBO D’ORO 1996 - Francesco Leale 1997 - Carlo Ranghino 1998 - Renzo Roncarolo 1999 - Giuseppe Celoria 2000 - Giuseppe Sandro 2001 - Guido De Bianchi 2002 - mons. Cristiano Bodo 2003 - Giulio Pretti 2004 - Edda Cavalletti Mangino 2005 - Tony Bisceglia 2006 - Enrico De Maria 2007 - I Celti 2008 - Giorgio Guala 2009 - Paolo Melotti 2010 - Giovanni Pellielo 2011 - Banda Osiris 112


Bicciolano d’oro

Canzone

2011

P

er l’edizione 2011, la manifestazione canora più popolare di Vercelli e dintorni ha consacrato il talento di Joana Gjoni, applaudita dal numerosissimo pubblico intervenuto, il 14 luglio scorso, nel parco Kennedy. La serata, presentata da Lola Spigolon e Roberto Garavaglia, si è conclusa con la seguente classifica: Prima classificata: Joana Gjoni Seconda classificata: Carolina Barbero Terzo classificato: Massimo Zaccheddu

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Premiazione dei presepi C

on 446 voti, la sezione C della scuola materna Korczak di VERCELLI ha vinto la decima edizione di «Presepe nel mondo», aggiudicandosi la targa messa 10a Edizione in palio da «La Stampa» e la gita (in una localita’ che sara’ indicata dalla scuola) offerta dalla Penny Tour. Nella mostra in San Paolo, i bambini della Korczak avevano allestito un presepe con angeli in gommapiuma dal titolo: «Gli angeli volano da Gesu’». Al secondo posto (targa Ascom) si e’ classificata la scuola elementare Santa Giovanna Antida di VERCELLI (375 voti) con «L’isola del tesoro» (un presepe costruito con barchette, conchiglie e bottini); al terzo (245 voti, targa Ascom), la sezione Primavera delle Scuole Cristiane che ha proposto «Tutti insieme per Gesu’», una Nativita’ realizzata con tempere, vinavil e pasta. La premiazione, presentata da Enrico De Maria, si e’ svolta domenica pomeriggio in un affollatissimo Salone del Seminario, alla presenza del sindaco Andrea Corsaro, del parlamentare Luigi Bobba, del provveditore agli Studi Antonio Catania, del presidente del Comitato manifestazioni vercellesi Cesare Losa, del presidente dell’Ascom Antonio Bisceglia, delle maschere del Carnevale (il Bicciolano Andrea Cherchi e la Be’la Majin Elena Reis) con il loro seguito, del vice presidente del Consiglio comunale Gianni Marino e dell’assessore Ketty Politi. Quest’ultima, contitolare della Penny Tour ha consegnato il buono- gita del primo premio, mentre il Trofeo La Stampa e’ stato consegnato dal capo servizio della redazione di VERCELLI, Roberta Martini. Con i libri messi a disposizione da Stampa e Comune sono state quindi premiate le altre scuole, dal quarto al decimo posto, sempre secondo i tagliandi spediti dai lettori al nostro giornale; nell’ordine: Scuola dell’infanzia di Trino; ex aequo Scuola dell’infanzia di Desana e Scuola materna parrocchiale Regina Pacis di VERCELLI; Scuola materna di Asigliano; Scuola dell’infanzia Tommaso Mora di VERCELLI, Scuola primaria di Caresana e la 1a B delle elementari Ferraris di VERCELLI. I lettori avevano votato anche per le Nativita’ nelle chiese della provincia: ha stravinto il presepe della parrocchia di Borgo VERCELLI (689 voti, targa La Stampa), davanti a Sant’Eusebio di Pezzana

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(90) e alla parrocchia di San Germano (40). Una giuria «di qualita’» formata dal Comitato manifestazioni e presieduta dal «re» dei Carri di carnevale Pat Borgato ha quindi scelto il presepe piu’ bello, tra quelli di chiese, oratori ed istituti religiosi che avevano deciso di farsi esaminare: ha prevalso quello della parrocchia Beata Vergine Assunta dei Cappuccini. La stessa giuria ha valutato i PRESEPI nei negozi (tutti premiati dal Comitato manifestazioni): primo premio ex aequo per Il Primato e Silvio Fiori; secondo per Rarotonga, terzo per Pozzuolo Cornici. Anche quest’anno, l’Agesc, l’Associazione genitori scuole cattoliche, ha aperto la sezione riservata alle famiglie: i PRESEPI sono stati giudicate in base alle fotografie e alle relative descrizioni, ma per il prossimo anno il presidente Gianfranco Sacchi ha detto che la giuria si rechera’ nele singole case per giudicare i PRESEPI. L’Agesc ha consegnato 26 premi. Ai primi tre, scelti dalla commissione esaminatrice presieduta da Maurizio Nasi, altrettanti PRESEPI d’argento e creazioni dell’Argenteria Zucca: primo posto per il presepe costruito da Giovanni Rutigliano; secondo per quello della parrocchia San Matteo di Caresana, terzo per la Nativita’ realizzata da Vittoria e Virginia Gili. (da La Stampa dell’1.2.2011 pezzo di Piermario Ferraro)

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Parteciperanno alla sfilata dei corsi mascherati 5, 12 e 18 febbraio 2012 - Banda Musicale Città di Vercelli - Gruppi di Rappresentanza - Carro di Bicciolano e Bela Majin GRUPPI MASCHERATI 1) Ciaferu 2) Cappuccini 3) Isola - Ippica Vola 4) Cervetto 5) Pezzana CARRI CATEGORIA B 1) Concordia 2) Quinto Vercellese 3) Canadà 4) Caresanablot CARRI CATEGORIA A 1) Billiemme 2) Ronsecco 3) Brut Fond 4) Asigliano

VALENTINO e la tradizione continua Vi aspettiamo peR presentarvi le nuove collezioni uomo - donna accessori di ricerca Via Nigra, 6 - Vercelli - Tel. 0161.254900 116


Il percorso delle sfilate 5 - 12 e 18 febbraio 2012

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O S S E R G N I ATUITO GR I Corsi del Carnevale di Vercelli – Grande Carnevale Piemontese avvengono in un percorso aperto. Esso è facilmente raggiungibile da Vercellesi e non, essendo posizionato nei pressi della Stazione ferroviaria. I carri sfilano nelle seguenti vie e piazze cittadine: P.zza Pajetta (partenza) V.le Garibaldi P.zza Roma V.le Garibaldi, P.zza Pajetta.

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Domenica 5 febbraio ore 14,30 SFILATA Domenica 12 febbraio ore 14,30 SFILATA

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Sabato 18 febbraio: ore 20,00 SFILATA in NOTTURNA ore 22,30 Proclamazione vincitori

* Scioglimento corteo 117


Par a’l nos Carvè

s’mangia

Menù “Atlantic” Piatto misto di 10 assaggi di antipasti di pesce Coppetta di zuppetta di molluschi e frutti di mare Risotto alla marinara Pennette rosate con salmone, gamberi e polpa di granchio Sorbetto al limone

S.S n. 230 - CARESANABLOT (VC) tel. 0161.33.354 fax. 0161.33.391

Grigliata mista di pesce Carrello dei dessert Caffè 30,00 euro (bevande escluse)

RISTORANTE - PIZZERIA PISCINA - CALCETTO - DISCOTECA

Salumi al tagliere misti Fagottini capricciosi Peperoni in bagna caoda Agnolotti alla Monferrina Trenette al pesto e pinoli Brasato al Barolo con polenta Dolce

Menù di Carnevale a prezzo fisso euro 18,00 C.so Rigola, 128 - 13100 VERCELLI - Tel. 0161.213824 118


Menù Tagliere di salumi Panissa Bocconcini al Dolcetto Dolce di Carnevale Acqua

Via Vigone, 2 - Borgo Vercelli (VC) tel. 0161 329810

Vini: Barbera Caffé 20,00 euro

Menù Salame d’la duja Via Bassano del Grappa, 6 Rione Isola - Vercelli tel. 0161 503429

Agnolotti caserecci al sugo d’arrosto Tagliata di manzo alla rucola Acqua Caffé

20,00 euro

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Cecco vi augura buon Carnevale!

Gruppo Ceccomunquemusica Vieni a sfilare con noi!!! A.T. Proloco Desana 2000 Il Comitato vi invita a partecipare alla

Festa Patronale

che si terrà l’ultima settimana di giugno 2012

Piatti tradizionali locali, attivitĂ sportive e culturali, serate danzanti si!

Vi aspettiamo numero 120


Via Vercelli, 24 - CARESANABLOT - Tel. 0161 23 52 26


GALLO Arti Grafiche VC - www.gallovc.com

Sfilate del Carnevale di Vercelli: 5, 12 e 18 Febbraio 2012 il comitato manifestazioni vi augura

buon carnevale! vi aspettiamo www.carnevaledivercelli.it

Carvè a Varsej  

il depliant del Carnevale di Vercelli

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