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arcireport

settimanale a cura dell’Arci | anno XII | n. 15 | 24 aprile 2014 | www.arci.it | report @arci.it

Anche questo 25 aprile per l’Arci è Resist di Davide Ronzoni presidente Arci Lecco

L’Arci è antifascista per Statuto, storia e idee. Ogni anno realizziamo centinaia di iniziative in tutta Italia nei giorni del 25 aprile, giorni del grande sciopero generale insurrezionale che stese il nazifascismo, ci ridiede il diritto di votare (per la prima volta anche alle donne!), la libertà ai lavoratori e alle forze democratiche, e infine mise in mano all’assemblea parlamentare la penna per scrivere la nostra Costituzione. La Liberazione dell’Italia salì dal Sud al Nord in una lotta di popolo dal 1943 al 1945… ogni anno ricordiamo questi fatti, li raccontiamo nelle scuole, nei circoli, nelle piazze, sui sentieri delle montagne dove si combattè. Siamo alla terza edizione di Resist, dedicata quest’anno ad Arrigo Diodati, comandante partigiano, fondatore e Presidente onorario dell’Arci che ci ha lasciati pochi mesi fa (www.youtube.com/ user/Arcinazionale). Abbiamo pensato di usare questo nome, Resist, per dare un luogo e un logo, un sito www.arciresist.org dove raccogliere tutta la nostra Resistenza! Dalle iniziative emerge una grande vitalità che declina la Resistenza di quei 20 mesi di lotta partigiana riportandola ai nostri anni, alle nostre generazioni. Seppur sia

importante la memoria, la domanda è: come attualizzarla? Quali sono le esperienze vissute che possono oggi darci degli strumenti per continuare la grande richiesta di pace e giustizia sociale, quindi lavoro e diritti che si sono concretizzati con la primavera del ‘45? E quindi, al fianco delle commemorazioni e dei cortei con l’Anpi e con le Istituzioni sui luoghi (lapidi, cimiteri e monumenti) dove furono uccisi i partigiani e chi si oppose al fascismo, troviamo musicisti, attori, storici, filmaker, giornalisti, scrittori che rinarrano quelle esperienze con i linguaggi contemporanei dell’arte. È per noi un percorso naturale: riproponiamo e partecipiamo nei nostri circoli, con i nostri soci a centinaia di appuntamenti. Ci sono esperienze culinarie, pranzi e cene sociali o iniziative per i bambini, abbinate a feste in piazza. Ci sono presentazioni di libri e dibattiti che ricordano il lungo filo rosso della storia della resistenza italiana che porta fino ad oggi: quando si attaccano i principi basilari della nostra Costituzione, il diritto al lavoro e i diritti dei lavoratori nelle fabbriche (dove la democrazia non si è mai attuata!) oppure

nei diritti dimezzati per tante categorie di cittadini, o che cittadini non lo sono perché ci sono leggi razziste come la Bossi Fini ancora in vigore, oppure quando forze di polizia massacrano i manifestanti nelle piazze o si scrivono leggi come l’Italicum palesemente anticostituzionali, quando si comprano decine di cacciabombardieri ma l’articolo 11 dice che «ripudiamo la guerra come mezzo di offesa»…. in tutti questi momenti ci dobbiamo chiedere quanto con la lotta di Liberazione del ‘45 abbiamo ottenuto e quanto invece ancora resta da conquistare o semplicemente se un diritto conquistato lo sia per sempre oppure lo si debba difendere ogni giorno. Il 25 aprile diventa così una fase importante per la tutta la nostra associazione, dalla Sicilia al Trentino Alto Adige, per entrare in contatto con migliaia di persone e suscitare sentimenti, ricordi e passioni, spronare al ragionamento e all’importanza di aver scelto da che parte stare: dalla parte buona della vita! Ci sono diritti che non si barattano: Resist ci ricorda che siamo una rete nazionale che ha basi solide e che può guardare in faccia il futuro perché sappiamo da dove veniamo!


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arcireport n. 15 | 24 aprile 2014

resist

Iniziative RESIST

appuntamenti RESIST

Come ogni anno l’Arci e i suoi circoli organizzano sul territorio tante iniziative per ricordare la Resistenza contro il nazi-fascismo e festeggiare il 25 aprile. Abbiamo costruito un ‘contenitore’ di iniziative territoriali che si chiama Arci Resist. L’obiettivo è sviluppare sempre più le attività legate alle arti e alla cultura per ricordare lo straordinario movimento della nostra Resistenza e parlare delle ‘nuove resistenze’ in questo momento davvero molto complicato della nostra storia. Di seguito alcune delle iniziative che ci sono state segnalate da comitati territoriali e circoli. L’elenco completo è su www.arciresist.org SENIGALLIA (AN) - Ricco il programma promosso dal circolo Arci Vallone di Senigallia in collaborazione con l’Associazione Nazionale Partigiani Italiani di Senigallia, il Centro Sociale Vallone e con il patrocinio del Comune di Senigallia e del Consiglio Regionale delle Marche. Appuntamento alle 16.30 con l’inaugurazione di una mostra video-fotografica sulla Liberazione e sulla Resistenza a Senigallia, curata dall’associazione culturale Sena Nuova. Dalle 17.30 stand gastronomico e poi via alla musica: saranno di scena i Farewell e le Bazze. Si chiude con i Musaico, il trio acustico dell’autore dei Nomadi Marco Petrucci che riserverà una particolare attenzione al tema della Liberazione. CREMONA - Si conclude il 25 aprile la rassegna LiberArci 2014, che a Cremona da diversi anni traccia il percorso promosso da Anpi e Aci verso la festa della Liberazione del 25 aprile. La rassegna, iniziata il 4 aprile al circolo Santa Maria di Crema con Dialoghi Partigiani, termina venerdì 25 aprile con diverse iniziative in tutta la provincia: presso il circolo Arci di Ombriano alle 12 festa d’aprile, presso il circolo Arci di Soresina alle ore 17 Sei minuti all’alba (canti della Resistenza). A Cremona, in piazza Roma a partire dalle ore 16, la festa conclusiva di LiberArci con giochi, racconti, musiche, con il patrocinio del Comune di Cremona. FIRENZE - Arci e Anpi Firenze, insieme al circolo di San Niccolò, organizzano il pranzo Resistente del 25 aprile. Una giornata di riflessione, musica e socialità per tutte e tutti con En Piste!, coro Le Musiquorum e I Cantastorie, l’intervento del presidente dell’Anpi di Firenze Silvano ‘Pillo’ Sarti, letture tratte da La Resistenza a Firenze di Carlo Francovich. Saranno presenti gli operai della Seves di Firenze. SARZANA - VAL DI MAGRA - Il 25 aprile alle 21.30 all’Auditorium del liceo Parentucelli di Sarzana, Un eroe qualunque, reading in omaggio al partigiano Facio nel 70° anno dalla sua morte. La figura di Dante Castellucci, il partigiano Facio, viene presentata dalla Compagnia degli Evasi attraverso le parole di chi lo ha conosciuto, ne ha apprezzato la dirit-

tura morale e l’indole di artista. Nella convinzione che un uomo assolutamente normale, ma allo stesso tempo, per scelte e coerenza, assolutamente eccezionale, possa dare ancora motivo di riflessione anche a così grande distanza dalla sua scomparsa. FERRANDINA (MT) - Al Linea Gotica c’è Sonorità resistente, con il folk-rock di Enrico Capuano, l’indie-rock di Roberto Dell’Era & Marzia Stano aka UNA... e poi ancora una iniziativa per i bambini a cui raccontare la Resistenza attraverso i libri e i colori della bravissima Primula Jem Leeone. Alle 21, la proiezione del documentario su Arrigo Diodati, partigiano e fondatore dell’Arci. ROMA - L’Arci di Roma aderisce al corteo promosso dall’Anpi con la campagna Naturalmente Antifascista: un’apetta resistente a firma Arci Roma distribuirà gratuitamente materiale informativo e bottigliette d’acqua a kilometro zero. L’appuntamento è alle ore 9.00 al Colosseo per marciare tutti assieme fino a Porta San Paolo. Alla fine del corteo tutti nei circoli per la visione del film In Debito di Andrea Segre e Vinicio Capossela. TERNI - Amelia diventerà teatro di una serie di appuntamenti per parlare di costituzione, legalità e diritti. Si inizierà il 24 alle 17.30 con un incontro di presentazione di Terre di Musica - Viaggio tra i beni confiscati alla mafia, progetto musiculturale del Parto delle Nuvole Pesanti che vede il patrocinio di Arci e Libera. Il 25 aprile sarà protagonista l’energia musicale del gruppo del Parto delle Nuvole Pesanti che sarà in concerto alle ore 17.30 ai Giardini della Passeggiata. Alle 20 l’Arciragazzi Casa del sole ospiterà la cena siciliana della legalità. Il ricavato sarà devoluto alla cooperativa Lavoro e Non Solo di Corleone. Tutti gli eventi sono realizzati grazie al contributo del Comune di Amelia, della Unicoop Tirreno e al sostegno del Comune di Lugnano in Teverina, di Arci, del comitato Soci Coop di Amelia, dell’associazione Oltre il visibile e Agata e la Luna. PIEMONTE - Tante le iniziative in programma in Piemonte: dal 25 aprile al

2 giugno c’è Resistenza elettrica 2014, undicesima edizione del concorso musicale promosso da Arci Valle Susa e Comitato Resistenza Colle del Lys. Il 24 aprile a Torino presso il comitato Arci Homenaje Argentina con Taty Almeida, incontro sulla Resistenza; fiaccolata per la Liberazione e spettacolo teatrale Cenere, racconti partigiani in attesa di un aprile di e con Marco Rinaldi. Il 25 aprile a Castino (CN) passeggiata Il Sentiero del Partigiano Johnny, per festeggiare questa importante data attraverso le parole di Beppe Fenoglio; a Corneliano d’Alba (CN) proiezione del documentario Louis Chabas detto Lulù: una Resistenza leggendaria; a Cameri (NO) corteo e mostra Immagini e parole per non dimenticare; a Saluzzo (CN) pranzo sociale presso il circolo dei Lavoratori di Boleto, concerto e spettacolo Quel giorno di aprile al Teatro degli Scalpellini di San Maurizio d’Opaglio. LECCO - Anche quest’anno parte la rassegna ResistLecco, coordinata dal comitato provinciale Arci Lecco in collaborazione con le associazioni Risuono e Banlieue. ResistLecco è una mappa culturale che conta svariate iniziative realizzate nel territorio della provincia di Lecco con cui tenere viva la memoria storica della Resistenza Partigiana.

Resist è musica, teatro, scrittura, cinema, educazione popolare, escursionismo e turismo sociale. A Resist si parla di storia, libertà di scelta, beni comuni, altroconsumo, ambiente, diritti dei lavoratori, cittadinanza attiva e partecipazione, antimafie. I luoghi di Resist sono i circoli Arci, le sezioni Anpi, i circoli ricreativi, i Gas e le fattorie sociali, le piazze cittadine, le montagne sulle quali i Partigiani combatterono: luoghi di memoria e cittadinanza attiva, di aggregazione sociale e sperimentazione culturale, di informazione ed educazione popolare.


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resist

appuntamenti RESIST

Iniziative RESIST VITERBO - Ha inizio il 24 aprile a Viterbo il festival Resist, in programma fino al 4 maggio. Tanti gli appuntamenti in tutta la provincia che i circoli Arci hanno organizzato in collaborazione con l’Anpi. Si comincia il 24 aprile con un doppio appuntamento: alle 21 presso lo Spazio Catalano di Civita Castellana la proiezione di Indebito, un film di Andrea Segre e Vinicio Capossela. Alle 21.30 presso la Sala Gatti di Viterbo lo spettacolo Spartiti, reading sonoro con Max Collini (Offlaga Disco Pax) e Jukka Reverberi (Giardini di Mirò). Il 25 aprile si comincia al circolo Arci Centro di Civita Castellana con la colazione partigiana e il percorso in bicicletta fino a piazza della Liberazione; alle 12 nel Comune di Montefiascone inaugurazione di Memorabilia 1944, esposizione di stampa clandestina, volantini, manifesti, cartoline, fotografie e materiale propagandistico, originale dell’epoca, dedicata a Francesco Zaltron ‘Silva’ e Delio Ricci. Nel pomeriggio al circolo Arci Capranica Claudio Zilleri merenda partigiana e dalle 21 concerto dei Malpartito. Il 2 maggio alle 21.30 al Biancovolta ci sarà L’acqua di Fontamara e i canti della Resistenza, percorso musical-letterario tra storie partigiane. FAENZA (RA) - Doppio appuntamento cinefilo per le celebrazioni del 25 aprile al Cineclub Il raggio verde di Faenza. Con Laissez Passer di Tavernier si analizzeranno i diversi modi in cui si può combattere il nazifascismo, mentre con il film documentario Sperduti nel buio di Lorenzo Pezzano si scoprirà che fine hanno fatto i primi capolavori del cinema italiano (rubati dai nazisti durante la loro fuga da Roma) e come funzionava il cinema della RSI. CATANIA - All’interno del ciclo di incontri Organizzare la Resistenza, l’Arci Catania il 24 aprile alle ore 18.30 presenta Educare per resistere, una serie di incontri di riflessione su come resistiamo quotidianamente in tutte le attività che realizziamo sul territorio. Gli incontri, cominciati il 4 aprile tramite il coordinamento Cultura di Arci Catania e realizzati durante l’evento Macero No promosso da Arci, Arcigay e Catania Bene Comune, proseguono con una serie di appuntamenti fino a quello di giovedì 24 aprile organizzato dai gruppi Antimafia e Educazione

dell’Arci Catania. IMPERIA - Al circolo Arci Guernica il 26 aprile Vittorio Agnoletto si cimenta ne L’eclisse della democrazia, uno spettacolo teatrale tratto dall’ultimo saggio pubblicato dal portavoce del Genoa Social Forum al G8 genovese del 2001. Al Centro sociale Incontro di San Bartolomeo al mare il 25 aprile Festa della Liberazione con pranzo sociale, riflessioni, canti della Resistenza con il coro incontro. Il 26 aprile alle ore 10,30 commemorazione di Giuseppe Catter a cura di Arci Imperia, ad Aurigo, luogo dove all’età di 21 anni il partigiano rom è stato trucidato. VALLE D’ITRIA - Il circolo Arci di Crispiano e l’associazione Agorà insieme ad Ansi, Ass. Bersaglieri e Fanti e alla Misericordia, organizzano a Crispiano (TA) Dovere di cittadinanza, per continuare a raccontare cosa è stata per l’Italia il 25 aprile la liberazione dal nazifascismo, cosa è ed è stata la Festa di Lavoratori il 1° maggio, e cosa deve continuare ad essere la festa della Repubblica il 2 giugno. Il 25 aprile nella piazza centrale di Crispiano alle ore 19 ci sarà la Carovana Internazionale Antimafie 2014, che quest’anno ha come tema la tratta. Verrà proiettato un documento video di un soldato di Crispiano, oggi ultra novantenne, sopravvissuto al campo di concentramento di Auschwitz. La Polisportiva Arci Martina Franca per il 25 aprile, in collaborazione con il comitato UISP Valle d’Itria, organizza la 34esima edizione di Arcimarcia, la manifestazione podistica non competitiva che dal centro storico si sviluppa nelle strade della caratterista Valle d’Itria. TRENTO - Anche quest’anno l’Arci del Trentino organizza la Festa della Liberazione il prossimo 25 aprile. Dal primo pomeriggio fino alle 24 il parco dell’ex Michelin, nel quartiere Le Albere, sarà animato da diverse iniziative; nove ore ininterrotte in cui si alterneranno gruppi musicali, inter-

venti e letture sul tema della Resistenza. Oltre alla musica e a vari momenti di riflessione infatti, ci saranno sul palco workshop dal tema Europa non ancora - I diritti europei a cura del Forum Trentino per la Pace e i Diritti Umani, Arcigay, Arcilesbica, Punto Europa, JefTrento. Non mancheranno animazione per bambini e ragazzi con il circolo Arci Emus, attività sportive a cura di Uisp Trentino, cibo e bevande con i circoli Arci Café de La Paix e Chinaski. COMO - Arci Como, in collaborazione con il Teatro d’acqua dolce, presenta giovedì 24 aprile Tu non sai le colline (dove si moriva per la libertà), letture poetiche a cura di Arianna Di Nuzzo e Gabriele Penner. Alle 21 allo Spazio Gloria proiezione del documentario Bandite di Alessia Proietti e Giuditta Pellegrini; il film indaga l’esperienza delle donne che dal ‘43 al ‘45 hanno combattuto nelle formazioni partigiane, rivoluzionando il loro ruolo tradizionale e divenendo protagoniste della storia. Donne di diverse estrazioni sociali, culturali e politiche esprimono attraverso le interviste la consapevolezza di una lotta che va oltre la liberazione dal nazifascismo e che segna un momento decisivo nel percorso di emancipazione femminile. JESI-FABRIANO (AN) - Arci Jesi-Fabriano, insieme ad Arci Pesaro e ad Arci Marche aderiscono alla manifestazione In bicicletta sulla Linea Gotica – La Staffetta delle Memoria, che, dal 2011, si svolge dal 25 aprile al 1° maggio: un percorso in bicicletta arricchito da escursioni a piedi e da numerosi incontri con scuole, associazioni, musei ed enti locali, immersi nelle memorie della guerra di Liberazione e nei paesaggi dell’Appennino del centro Italia, ripercorrendo il tracciato storico della Linea Gotica, a cavallo delle province di Massa, Lucca, Pistoia, Firenze, Bologna, Ravenna, Forlì, Arezzo, Rimini, Pesaro.


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resist

appuntamenti RESIST

Iniziative RESIST MANTOVA - Numerosi gli eventi organizzati dai circoli Arci di Mantova e provincia in occasione del 25 aprile, sia in città, come nei circoli Arci Salardi, Te Brunetti, Donini, sia in provincia, grazie ai circoli Casbah di Pegognaga, Primo Maggio di San Benedetto Po e alla collaborazione fra Laghi Margonara e Gli Scarponauti nella campagna gonzaghese. All’Arci Salardi potrà essere visitata la mostra Il percorso della Memoria. La Resistenza al Nazifascismo nella Provincia di Mantova. A Gonzaga, la giornata comincia alle 10 con una passeggiata e insieme un racconto sui luoghi della Resistenza, da piazza Matteotti ai Laghi Margonara, passando per il Monumento ai Caduti, il poligono di tiro, la pista ciclabile e Cippo di Palidano. Grigliate antifasciste all’Arci Casbah Club (con concerto dei Palmares in serata), al Te Brunetti e al Donini.

ricca di appuntamenti dedicati a lavoro, cultura e Resistenza organizzati da Cgil, Arci e Anpi. Si inizia il 25 aprile con le celebrazioni di rito della giornata dedicata alla Liberazione e con animazioni che proseguiranno nel pomeriggio. Il 26 a Sant’Anna verrà ricordato Giuseppe Berti, partigiano piacentino combattente, storico e protagonista della politica del dopoguerra. Lunedì 28 aprile in mattinata visita ai cippi in ricordo dei caduti partigiani, in serata la rappresentazione Eravamo in tanti di Eros Sequi con Valerio Bongiorni e musiche di Luca Garlaschelli. Il 29 aprile alle 21, all’Auditorium della Fondazione di Piacenza e Vigevano, si terrà l’incontro La Resistenza piacentina ed i suoi protagonisti nei libri di Ermanno Mariani. E ancora concerti, manifestazioni e iniziative fino al 1 maggio.

MASSA CARRARA - Una Carovana Resistente si aggira per la provincia di Massa Carrara dal 22 al 27 aprile. Tra gli appuntamenti in programma, il 22 aprile a Merizzo la visita al Centro di Documentazione dell’Antifascismo e della Resistenza in Lunigiana intitolato ad Edoardo Bassignani, al museo informale di Vincenzo Bassignani e l’incontro con i partigiani e le partigiane della Brigata Garibaldi ‘Leone Borrini’. In serata al circolo Arci Agogo incontro Il filo rosso. La Resistenza di ieri e di oggi con l’intervento del partigiano Luigi Fiori. Il 24 aprile a Carrara iniziative a cura dei circoli Arci Nuvole rapide, Michelangelo, La canti netta e Baccanali. Il 26 aprile a Pontremoli letture partigiane, cena e musica con il circolo Arci Babel.

PALMA CAMPANIA (NA) - Il 25 aprile appuntamento alle 19 presso il Teatro Comunale per l’iniziativa Voci della Resistenza promossa da Arci Palma Campania e Anpi provinciale. Intervengono Pasquale Gerardo Santella, Giuseppe Alfano, Giovanni Luca

TAURISANO (LE) - All’Anfiteatro comunale di Taurisano (Le) il 25 aprile alle 18 animeranno la giornata I Girovaghi di Gianlebuski. A seguire reading di poesie di Luigi Seclì, proiezioni a cura del circolo Arci Zei, stands di gastronomia a km 0, stands di artigianato e Cafè Chinaski in concerto. PIACENZA - Una settimana

Montanino, Alessia Siano, Alessandra Ruggiero, Michele Ammendola, Carmine Ingenito, Andrea Rega, Nazarena Caracciolo, Michela Rega. A seguire, cena sociale e musica popolare. PESCARA - Il programma del 25 aprile sarà denso, iniziando al mattino, dalle 11.30 in Piazza Salotto, quando partirà la Biciclettata della Liberazione, con arrivo alla scuola ‘11 Febbraio 1944’; alle 12 vi saranno la cerimonia e interventi davanti al cippo che ricorda i nove partigiani fucilati dai nazifascisti e la consegna del Premio Anpi Pescara Una resistente ri-conoscenza, quest’anno assegnato a Libera e al suo fondatore don Luigi Ciotti; nel pomeriggio, appuntamento sotto il Ponte del Mare, lato nord, dalle 17 con Favole di libertà, attività laboratoriale rivolta a bambini dai 5 ai 9 anni e poi dalle 18 con il concerto dei Liberi di volare e del dj Blackbox by Qube, intervallato da interventi delle associazioni organizzatrici e proiezione di un video su Arrigo Diodati (a cura di Arci Pescara). BARI - Due le date significative e ricche di iniziative nella provincia di Bari: il 23 e il 25 aprile. Il 23 aprile a Corato c’è l’Arci La locomotiva con Storie di giù. La Resistenza in Puglia, momento di riflessione e confronto su quelli che sono stati gli episodi di resistenza al nazifascismo sul territorio; a Ruvo con l’Arci La mancha ci sarà la proiezione del film Salò o le 120 giornate di Sodoma di Pier Paolo Pasolini. Il 25 aprile ci saranno a Bari, presso la sala consiliare di Palazzo di città, l’iniziativa Resistenza è sempre - 25 aprile è domani; a Barletta con l’Arci Carlo Cafiero il concerto del gruppo operaio di Pomigliano d’Arco; a Bisceglie con l’Arci Open Source la partecipazione al corteo istituzionale organizzato dal Comune di Bisceglie; a Santeramo con l’Arci Standby la partecipazione al corteo cittadino; a Valenzano con l’Arcipelago la manifestazione con letture in piazza degli articoli della Costituzione.


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cultura

Collecting, Siae e copia privata A un passo dalla soluzione? di Carlo Testini responsabile Politiche culturali Arci

In questi giorni si riparla di Siae e di introiti derivanti dalla tutela delle opere d’ingegno. Proprio ieri, 23 aprile, si è tenuto al Ministero dei Beni Culturali un incontro importante alla presenza del Ministro Franceschini per tentare di trovare una soluzione all’annosa vicenda dell’aumento del cosiddetto ‘equo compenso’. Per chi non lo sapesse, l’equo compenso è una quota forfettaria che i produttori di congegni elettronici di ogni tipo provvisti di capacità di memorizzare dati devono pagare alla Siae quale indennizzo per la ‘presunzione’ di utilizzo degli stessi per memorizzare opere tutelate dal diritto d’autore. Questa impostazione è supportata addirittura dalla Corte di Giustizia Europea. Quindi oggi tutti noi cittadini e acquirenti di pc, smartphone, ipad, chiavette usb, etc. paghiamo questo compenso alla Siae, visto che tale importo incide sul prezzo di vendita. Non si chiama tassa ma lo è, dato che lo versiamo tutti a prescindere dall’utilizzo che facciamo di questi apparecchi. Ieri, si diceva, rappresentanti dell’industria e della discografia hanno discusso con il ministro sulla possibilità di aumentare considerevolmente questo compenso. Si tenga conto che la ripartizione analitica degli introiti agli aventi diritto, cioè gli autori ed editori, è praticamente impossibile. Quindi Siae deve definire criteri di ripartizioni a sua discrezione e decidere che fare di queste ingenti risorse che già oggi sono pari a 72,4 milioni di euro (più del 10% del totale degli incassi tra diritto d’autore e copia privata) e potrebbero raggiungere i 200 milioni se il governo accettasse le proposte di Siae. Come più volte chiesto da molti, compresa l’Arci, il 50% di questi proventi/tassa potrebbe essere utilizzato per finanziare un fondo dedicato al sostegno dei nuovi autori e alle attività volte alla loro promozione. Per inciso, la ricerca commissionata dal ex-ministro Massimo Bray sulla ‘copia privata’ diffusa ieri, smentisce i dati di Siae: solo il 5% del campione copierebbe contenuti sul suo smartphone! Inoltre «le tariffe dell’equo compenso già vigenti in Italia sono di gran lunga superiori alla media europea con le sole eccezioni di quelle relative agli smartphone e ai tablet in relazione alle quali, tuttavia, deve essere segnalato che sono una manciata i Paesi nei quali è previsto

un apposito compenso» (G.Scorza da Il Fatto Quotidiano). Anche da questa vicenda risulta chiaro come il sistema di raccolta dei proventi da diritto d’autore italiano rischia sempre di ‘ingrassare’ la monopolista Siae con dubbi effetti sulla reale congruità della ripartizione degli introiti. Proprio per trovare una soluzione definitiva che renda molto più efficiente la Siae e il sistema del diritto d’autore, anche sulla spinta della direttiva della Unione Europea che chiede più efficienza ed integrazione tra collecting di vari Paesi, alcuni partiti stanno elaborando proposte di legge. Scelta Civica vuole proporre il superamento del monopolio legale della Siae, valutando che solo in questo modo si può davvero innovare il sistema. SeL

(Sinistra ecologia e Libertà) sta invece puntando su di una riforma della Siae che la obblighi ad essere molto più trasparente, con una governance che superi l’attuale modalità di voto e rappresentanza che ha trasformato di fatto la società in una SpA, che si definiscano tempi certi e brevi nella ripartizione dei proventi agli aventi diritto. È evidente che due opzioni sono in campo: la prima prevede una legislazione che obbliga ad una incisiva riforma della Siae e della raccolta dei proventi da diritto d’autore, la seconda supera il monopolio e cerca di rendere efficiente il sistema trasformando il ruolo della Siae stessa. Se la prima opzione non si riesce a concretizzare in tempi brevi, la seconda può essere una soluzione.

Sosteniamo l’espressione musicale e artistica nel sistema dell’Istruzione Non c’è dubbio che molte delle attività più diffuse nei nostri circoli ed associazioni culturali sono legate alla formazione artistica. Tantissimi i corsi e le scuole di musica. Alcune hanno una lunga storia, frequentate da migliaia di studenti di tutte le età, con un corpo docenti spesso di ottimo livello. Nelle città dove è riconosciuto il valore dell’associazionismo di promozione sociale anche nel campo della cultura e della formazione artistica, queste esperienze collaborano con le scuole di ogni ordine e grado. Da tempo si chiedono interventi coraggiosi per rafforzare la presenza dell’insegnamento delle arti nelle scuole, anche avvalendosi delle esperienze di Terzo Settore in questo campo. Proprio perché l’Arci ritiene da sempre che il rafforzamento delle capacità creative delle persone fa parte del percorso di formazione della persona, abbiamo accolto con molto favore la richiesta di sostengo al disegno di legge in materia di “valorizzazione dell’espressione musicale ed artistica nel sistema dell’Istruzione” presentata al Senato per iniziativa della Senatrice Elena Ferrara del Partito Democratico e sottoscritto da senatrici e senatori di tutte le forze politiche. Il DDL impegna

il sistema scolastico ad introdurre la formazione artistica anche in collaborazione con soggetti terzi accreditati dal MIUR e dalle Regioni. Chiede che una parte dlle risorse del Fondo Unico per lo Spettacolo siano utilizzate per agevolare l’accesso alle attività di spettacolo e per interventi mirati alla prevenzione e al disagio sociale e psicologico. L’articolo 6 prevede la detrazione delle spese sostenute per i minori per l’iscrizione a corsi per la formazione artistica amatoriale in tutti i campi artistici presso strutture accreditate. Questo è uno dei cavalli di battaglia del mondo della promozione culturale, che da sempre chiede di essere equiparato al settore della promozione sportiva anche per quanto riguarda la fiscalità di vantaggio. L’iniziativa parlamentare è anche l’approdo del lavoro straordinario del Comitato per l’apprendimento pratico della musica istituito al MIUR dal 2008, presieduto dal prof. Luigi Berlinguer e rinnovato lo scorso anno dal governo allora in carica. È importante firmare l’appello che sostiene la proposta di legge e che potete trovare al link http://faremusicatutti.altervista.org


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frammaday

FrammaDay 2014: un momento di bilanci e di progetti di Pasquale Galeo presidente della Fondazione Angelo Frammartino Onlus

Nell’agosto 2006 la giovane vita di Angelo Frammartino veniva tragicamente spezzata a Gerusalemme. Angelo stava partecipando a una missione di pace con il desiderio di portare un sorriso ai bambini del quartiere arabo della Città Vecchia, confrontandosi direttamente con il dramma del conflitto tra i due popoli con l’obiettivo di sostenere la necessità del dialogo, della convivenza e della pace. Chi conosceva Angelo sa che il suo pensiero e la sua attenzione erano rivolti verso la sofferenza - soprattutto quella inflitta dalla guerra ai bambini e ai più deboli - senza nessuna distinzione di appartenenza religiosa, di razza o politica. Angelo non cercava notorietà né atti eroici, ma perseguiva con azioni tangibili il suo ideale di Pace e di Giustizia. Per dare continuità al suo impegno in campo sociale, nel settembre 2007 si è costituita a Monterotondo (città in cui Angelo viveva con la propria famiglia) la Fondazione Angelo Frammartino Onlus per la promozione dei valori della pace, della nonviolenza, della difesa dei diritti e della libertà. L’attività della Fondazione, coniugando i principi della Pace e della solidarietà con iniziative concrete, promuove la riflessione e il confronto finalizzati alla ricerca di strumenti reali e idonei al superamento dei numerosi conflitti esistenti, che generano sofferenza e lutti. «Fare l’Amore con la Non-Violenza per partorire la Pace dal grembo della società»: un motto di Angelo al quale - fin dall’inizio - la Fondazione che porta il suo nome si è ispirata nel mettere in campo una molteplicità di progetti. Tra questi si colloca il FrammaDay. L’evento coincide con l’anniversario della nascita di Angelo, e intende racchiudere in sé il significato della pienezza e del valore della vita che il giovane volontario di pace ci ha trasmesso. Il FrammaDay 2014 - al quale parteciperanno anche il Sindaco di Roma Ignazio Marino, il Vice Sindaco Luigi Nieri, Presidente onorario della Fondazione Angelo Frammartino, il Presidente dell’Arci di Roma Simona Sinopoli e, in rappresentanza della segreteria della Presidenza nazionale dell’Arci, Valentina Roversi - si svolgerà a Roma, nella Sala della Protomoteca in Campidoglio, il prossimo 30 aprile.

La Giornata si propone quale momento ‘istituzionale’ di presentazione dei lavori di ricerca svolti dalle vincitrici del sesto bando di borse di studio Giovani pensieri per una cultura di pace, diritti, legalità, convivenza tra i popoli - promosso dalla Fondazione con il contributo della Provincia di Roma e della Cgil - ma vuole essere anche una occasione di riflessione sulle attività svolte e sui progetti futuri. L’articolata dimensione, nazionale e internazionale, nella quale si sviluppano le iniziative che traggono impulso dai tre ‘cuori’ della Fondazione (le sedi di Monterotondo, Caulonia e Milano) è l’esito della sinergia esistente tra la Fondazione e le associazioni, gli enti, gli istituti scolastici e le istituzioni presenti sul territorio. Essa affonda le proprie radici nella condivisione dei valori dell’uguaglianza, della giustizia, della legalità, nutrendosi del sostegno di quanti offrono il proprio contributo affinché le piccole gocce di solidarietà costituiscano il grande fiume al quale attinge la Fondazione per dare concretezza attuativa ai propri progetti. Ed è proprio dal binomio ‘identità – cooperazione’ che la Fondazione trae forza per proiettarsi verso il futuro. L’identità è per noi non solo l’elemento unificante per quanti, in virtù dei principi e degli ideali, in tale identità si riconoscono, ma anche il frutto di una origine, di una genesi e di una ragion d’essere che, nel caso della Fondazione Frammartino, consiste nella volontà di conferire continuità al generoso esempio di Angelo. Né, d’altra parte, si potrebbe pensare di prescindere dall’altro elemento del binomio, la cooperazione, in quanto – oggi più che mai - la vera sfida per chi opera nell’universo del volontariato consiste nell’armonizzare la propria identità con la molteplicità dei soggetti, al fine di rafforzare la dimensione collettiva calandosi nelle realtà locali: se infatti il piano individuale si situa nella dimensione del senso della vita e il piano nel quale operano gli enti e le istituzioni in quello della valorizzazione delle risorse per il

territorio, la sintesi è rappresentata dalla mission delle associazioni che, come la nostra Fondazione, raccolgono le energie di ciascuno facendole convergere nella rete della solidarietà. Questo è l’orizzonte al quale afferiscono i progetti promossi dalla Fondazione Angelo Frammartino. Vi sono in primis i progetti ‘istituzionali’, quelli cioè che vengono attuati ogni anno - in quanto espressione più diretta dei principi che ispirano la Fondazione stessa: il FrammaDay, il bando per le borse di studio e il Premio Angelo Frammartino - che quest’anno avrà il proprio focus sulla tutela dell’ambiente e della salute e su quelle forme di criminalità che troppo spesso fanno dell’ambiente un oggetto da sfruttare depauperandolo e alterandolo in modo irreparabile. Accanto ai progetti ‘fondanti’, prendono vita le molteplici iniziative legate al territorio: i Percorsi di Pace rivolti agli studenti degli Istituti scolastici del comprensorio di Monterotondo, le iniziative educative e formative promosse a Caulonia in collaborazione con alcune associazioni di volontariato e le iniziative che la sezione milanese della Fondazione dedica alle famiglie in situazione di disagio economico e sociale nel quartiere periferico di Quarto Oggiaro. L’impegno della Fondazione, concentrato nella ricerca di una formula atta a coniugare la necessità di preservare le proprie radici e la propria identità con quella di ‘fare rete’ aprendosi alle realtà del territorio, trova espressione anche nella prospettiva di interpretare la Casa della Pace Angelo Frammartino di Monterotondo – la cui inaugurazione auspichiamo possa, a breve, avere luogo - come lo specchio della coerenza di tali obiettivi. Per dare vita a questo ‘organismo sinergico’, capace di svilupparsi mantenendo «i piedi nel borgo e la testa nel mondo», la Fondazione dovrà quindi sentirsi ‘come a casa propria’, ma nel contempo essere aperta e pronta a interpretare le istanze sociali facendo della Casa della Pace il luogo nel quale condividere ideali e finalità. Un luogo colmo di luce, di vita e di tutti i colori che Angelo, con la sua grande generosità e con la sua intensa voglia di vivere per gli Altri, avrebbe certamente voluto. www.angeloframmartino.org


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solidarietàinternazionale

Algeria, Bouteflika al quarto mandato di Giuliana Sgrena giornalista

Il candidato presidenziale e presidente uscente, Abdelaziz Bouteflika, che si presenta al seggio su una sedia a rotelle e si fa assistere in cabina è l’immagine più significativa dello stallo in cui si trova il regime algerino. Il risultato elettorale era scontato (l’81% a Bouteflika), ma la sua sconfitta è rappresentata da un’astensione che supera il 48%. Una perdita di credibilità del presidente sancita dal crollo della partecipazione al voto. In passato aveva ottenuto un appoggio popolare alla sua politica di riconciliazione nazionale che metteva fine a un decennio di massacri perpetrati dai Gruppi islamici armati. Anche questa politica però ha mostrato i suoi limiti: ha reintegrato gli islamisti responsabili dei massacri ma non ha offerto nessun risarcimento (nemmeno morale) alle vittime del terrorismo. Bouteflika, appoggiato da tutti i poteri forti, non ha posto fine al malgoverno fondato sulla corruzione e l’autoritarismo. Finora è riuscito a evitare il contagio delle primavere arabe per la paura introiettata dagli algerini di tornare agli anni del caos

e del terrore, ma il disagio sociale è sempre più forte, anche se l’Algeria non è stata investita dalla crisi economica che ha attraversato altri paesi grazie ai proventi degli idrocarburi. Bouteflika si conferma presidente, i suoi contendenti alla fine hanno solo dato credibilità a una elezione boicottata da metà della popolazione. Non è la prima volta che l’opposizione sceglie la strada del boicottaggio, senza peraltro riuscire a incidere sulla realtà. La maggiore astensione si è registrata in Kabilya dove sono forti i due partiti della sinistra, il Raggruppamento per la cultura e la democrazia e il Fronte delle forze socialiste. Una forza che tuttavia è andata diminuendo con la politica inclusiva di Bouteflika che, concedendo posti di potere, ha dissanguato l’opposizione. Ultimamente, con la malattia che l’ha tenuto lontano dal paese per alcuni mesi, Bouteflika deve aver temuto di perdere il controllo e per questo, soprattutto in vista delle elezioni, con un rimpasto di governo, ha inserito uomini fidati nei posti di potere.

La novità nel panorama algerino è la riapparizione della società civile che con Barakat (Basta!) si è riorganizzata per opporsi al quarto mandato di Bouteflika. La costituzione algerina prevede due mandati ma prima della terza candidatura, nel 2009, il presidente aveva introdotto un emendamento che gli permetteva di ricandidarsi. Barakat, che si ripromette di mettere fine in modo non violento a questo sistema corrotto, riuscirà a proseguire la sua lotta o si infrangerà sugli ostacoli che avevano posto fine alla rivolta del 2011? Probabilmente occorrerà del tempo per verificare la consistenza di questo movimento e la capacità di collegarsi alle lotte sociali che si stanno estendendo su tutto il territorio e che non si sono fermate nemmeno il giorno delle elezioni, anche se sono state regolarmente represse. Sono sempre di più gli osservatori politici in Algeria che vedono l’avvicinarsi della resa dei conti, come è avvenuto in altri paesi arabi. E anche qui la lotta per la democrazia potrà suscitare reazioni violente, indipendentemente dalla scelta non violenta di chi la porterà avanti.

F35: non si cambia verso con una riduzione dell’1% Il commento di ‘Taglia le ali alle armi’ agli annunci del Governo Riteniamo quantomeno esagerato (se non fuorviante) parlare di ‘revisione’ del progetto JSF considerando che si tratterebbe di una decurtazione che corrisponde a poco più dell’1% del costo totale del programma. Il taglio annunciato di 153 milioni di euro corrisponderebbe a poco più di un aereo, circa l’1,5% di quanto ci rimane ancora da spendere col piano di acquisto di 90 aerei. Occorre poi verificare (cosa possibile solo dopo la diffusione dei testi ufficiali del DDL) se questa decisione configuri davvero una riduzione del capitolo di bilancio destinato ai caccia F-35, oppure se si tratti solo di una semplice ripianificazione negli acquisti. In questo secondo caso si avrebbe solo uno spostamento nel tempo, con vantaggi di bilancio solo sul 2014. Chiediamo che siano esplicitate con chiarezza le modalità tecniche concrete di questa decisione. Abbiamo infatti già visto in passato come decisioni politiche e Parlamentari siano state disattese nella pratica da interpretazioni amministrative. Da una prima analisi delle cifre in gioco

(secondo le dichiarazioni del Governo) la nostra preoccupata ipotesi è che si stia parlando solo del congelamento dei contratti relativi al Lotto 10 del programma, con continuazione dei Lotti 8 e 9 già portati avanti nel recente passato con mancato rispetto delle mozioni parlamentari del 2013. Se così fosse la scelta sarebbe doppiamente sbagliata: si continuerebbe un acquisto non ‘permesso’ confermando aerei comportanti poi ulteriori costi a breve e si andrebbero a comprare velivoli dei lotti tecnicamente meno maturi (e che quindi necessiteranno di investimenti per aggiornamenti). Una scelta che dovrebbe dunque preoccupare anche chi è favorevole a comprare nuovi aerei militari… Considerando inoltre come proprio in questi giorni il Pentagono ha nuovamente rivisto al rialzo il costo complessivo del progetto JSF. Per tutti questi motivi la decisione illustrata dal Governo non si può considerare un vero ‘cambio di verso’ sulla questione dei caccia F-35. Essa si configura piuttosto come un tentativo di

recuperare fondi per coprire altri interventi economici, non l’esito di un ragionamento profondo e complessivo sulle enormi ed inutili spese militari. Ancora una volta la Campagna Taglia le ali alle armi chiede un incontro al Presidente del Consiglio in cui illustrare i motivi seri e concreti che ci portano a richiedere la cancellazione dell’acquisto dei caccia F-35. La campagna continuerà quindi la propria azione, recentemente rilanciata dall’appello ‘Cambiamo davvero verso: diamo le ali al lavoro e alla spesa sociale, teniamo a terra i caccia F-35’, sottoscritto da diversi esponenti del mondo della cultura, del cinema, dello spettacolo, della stampa italiana. La nostra posizione è chiara: cancellare il programma di acquisto degli F-35 sarebbe oggi una scelta davvero popolare ma dal Governo e dal Parlamento arrivano segnali contraddittori. Chiediamo al Governo di fare una scelta chiara: dica No agli F-35, scelga di far decollare il lavoro e di mettere le ali ai diritti sociali.


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A Reggio Calabria Carovana incontra la cooperativa Rom 1995 di Alessandro Cobianchi coordinatore Carovana Internazionale Antimafie

C’è un popolo fra i più negletti della nostra storia millenaria, escluso e invisibile, spesso dimenticato. Cosa che, in particolare ai Rom ed ai Sinti, starebbe anche bene, visto che ogni volta che la storia se ne è ricordata, ha lasciato loro ferite laceranti e profonde, si pensi allo sterminio operato dai nazisti o alle ‘crociate’ (meglio raid) di ignoranti e violenti contro i loro campi. Nei secoli, milioni di benpensanti li hanno accusati di tutto: dall’aver fabbricato i chiodi della croce di Cristo ai rapimenti dei bambini; cose fra l’altro parimenti non dimostrabili. Eppure, raccontava De Andrè, sono uno dei pochi popoli che nella storia dell’umanità non ha dichiarato mai guerra a nessuno. Su questo popolo c’è poi un pregiudizio molto italiano, tanto radicato da essere divenuto un dogma: «i Rom sono nomadi». Una teoria comoda per chi l’ha costruita, a volte mascherata da un’idea romantica che cela la voglia di allontanarli dalle nostre città. La verità sbiadisce e la storia si rischia che la scrivano solo i più furbi. A Reggio Calabria, settima tappa di Carovana Antimafie 2014, ascoltiamo una storia diversa confidando in un finale un po’ meno triste. Facciamo tappa nella sede della cooperativa sociale Rom 1995, una palazzina adibita a magazzino e uffici con una luminosissima sala conferenze. Siamo in un bene confiscato alla ‘ndrangheta, assegnato nel 2003 alla Rom 1995. Le foto alle pareti non lasciano dubbi: si trattava di una struttura fatiscente e decadente completamene ristrutturata dai soci della cooperativa. I rom nel bene confiscato, già questa sembrerebbe una buona storia. Le storie tuttavia, per essere belle davvero, devono cambiare la vita delle persone, altrimenti servono solo ai buonisti che si nutrono di belle immagini, lasciando agli altri il problema del pane. Facciamo un passo indietro per scoprire come la ‘Rom’ nel 1995 nasca come cooperativa sociale. Una scommessa impossibile, che solo i lungimiranti possono fare: trasformare coloro che raccolgono i materiali lasciati presso i cassonetti per guadagnarci qualcosa in capaci e formati professionisti del settore della raccolta differenziata. Nella città dove i Rom sono additati come coloro che rubano le auto per restituirle ai legittimi proprietari in cambio del riscatto (cd. ‘cavallo di ritorno’) e dove sono stati marginalizzati dalle ultime amministrazioni, c’è stato invece un grande sindaco,

Italo Falcomatà, che ha incoraggiato la scelta di queste persone di abbattere i pregiudizi. Il rom abile al lavoro legale nel bene confiscato che si trasforma in isola ecologica, l’unica della città. La cooperativa si occupa negli anni della rimozione del materiale dismesso dalle scuole e dei manifesti affissi abusivamente, del ritiro di vecchi elettrodomestici, conferendoli in un centro di raccolta autorizzato. Insomma si occupano del bene comune, rivendicano che «Rom diversi possono essere lavoratori uguali». Da quattro anni però la cooperativa vive in una condizione di precarietà a causa di scelte compiute dall’amministrazione, governata dall’allora Sindaco Scopelliti (di recente condannato a 6 anni di reclusione). Il 3 maggio 2010, il consiglio comunale reggino, vota (all’unanimità) una delibera con la quale si «dà mandato al Sindaco ed alla Giunta…di attivare e disporre ogni iniziativa utile per far proseguire l’esperienza della Cooperativa Rom 1995 nell’attività fino ad oggi espletata (raccolta ingombranti e isola ecologica)…» ma, come racconta il portale la Filosofia reggina e gli stessi responsabili della cooperativa riportano, per una ‘di-

sattenzione’, alla conclusione della nuova gara di appalto relativa alla gestione dei servizi di raccolta differenziata, non viene indicato alla società Leonia (‘controllata’ al 51% dal Comune) e vincitrice della gara d’appalto, di «voler esprimere il consenso di subappalto relativamente alla parte dei servizi storicamente gestiti dalla Rom 1995». L’epilogo è che nel giugno 2010 le attività della cooperativa vengono sospese e i lavoratori messi in cassa integrazione. Nel 2011 alla Rom 1995 viene affidata la gestione di due servizi, insufficienti però a dare continuità lavorativa ai soci e di conseguenza stipendi costanti e sostegno alle loro famiglie. Insomma scelte sbagliate che rischiano di affossare un’azienda davvero ‘speciale’. Una storia straordinaria che rischia di trasformarsi in ordinaria follia: quella di riportarci indietro, senza considerare che i rom sono parte integrante della società italiana, e non ‘zingari’, destinati a essere nomadi. Noi carovanieri, viaggiatori per scelta e quindi privilegiati, vorremmo proseguire il viaggio sperando che la sosta, per la Rom 1995, sia invece serena.

Le prossime tappe • 25 aprile - Martina Franca,

Santeramo in Colle, Bari, Binetto Alle 9.30 a Martina Franca in piazza Immacolata c’è l’Arcimarcia. Alle 10 a Santeramo in Colle la Carovana partecipa al corteo del 25 aprile. Alle 16 a Bari, presso il circolo Arci Zona Franka, incontro sul tema La Memoria è un ingranaggio collettivo. Sempre a Bari alle 17 nella sala consiliare del Comune testimonianze di impegno civile nell’incontro sulle nuove (r)esistenze: Resistenza è sempre, 25 aprile è domani. A Binetto in piazza Umberto alle 20.30 incontro con i carovanieri e proiezione di I sogni hanno gambe • 26 aprile - Brindisi, Bisceglie Alle 19 a Brindisi showcase di Cesare Dell’Anna e Opa Cupa e iniziativa contro lo sfruttamento dei lavoratori migranti in agricoltura. Alle 20.30 a Bisceglie, al circolo Arci Open Source, il saluto dei carovanieri. Alle 21 In ginocchio, spettacolo teatrale • 27 aprile - Salerno Alle 19 al Complesso monumentale San-

ta Sofia incontro nell’ambito del festival Resistenze – storie, sogni memorie di donne e uomini. Alle 20 spettacolo teatrale Paolo Borsellino – l’ultimo istante a cura di Teatrazione • 28 aprile - Ponticelli (Napoli) Alle 10 incontro con gli studenti al cinema Pierrot, promosso da Arcimovie con le scuole di Ponticelli. Dalle 14.30 alle 16, incontro con gli studenti all’università di Economia a Monte Sant’Angelo (Napoli). A seguire il monologo Una croce d’olio, scritto e interpretato da Marcello Colopi • 29 aprile - Avellino, Benevento Ad Avellino alle 9.30 incontro con gli studenti del liceo scientifico Mancini. Alle 11 alla Camera di Commercio incontro/formazione per i dipendenti pubblici sui temi dell’immigrazione e della corruzione, a cura di Libera Avellino, Cgil-Cisl-Uil e Comune di Avellino. A Benevento alle 17, nel salone G. Vittorio incontro con i cittadini. A seguire, monologo Una croce d’olio scritto e interpretato da Marcello Colopi


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ambiente

L’Abruzzo non vuole le trivelle L’Abruzzo non vuole ‘Ombrina mare 2’, piattaforma petrolifera che dovrebbe spuntare, a circa tre miglia dalla battigia, in una zona di straordinaria bellezza, la Costa dei Trabocchi (Chieti). Non vuole che calette che si stendono tra aranceti, macchie di ginestre, canneti e antiche macchine da pesca (i trabocchi) - diventino la cornice di un ecomostro che da tempo le associazioni ambientaliste, i Comuni, la Provincia, i comitati combattono come possono. Non vuole che uno dei lembi più suggestivi del litorale venga svenduto per un pugno di barili di greggio. Ed è un braccio di ferro quello intrapreso da anni contro la Medoilgas, la società controllata dall’inglese Mediterranean Oil & Gas, che sta portando avanti il progetto. Nei giorni scorsi il Tar del Lazio ha respinto il ricorso della multinazionale che si era opposta al ministero dell’Ambiente che disponeva un supplemento di istruttoria, ritenendo che il decreto

di compatibilità non potesse essere concesso senza l’Aia (Autorizzazione integrata ambientale). Secondo i giudici, l’Aia è necessaria perché si tratta di un progetto ritenuto invasivo e che sta in una zona che, sulla carta, è già Parco nazionale e che è sottoposta a tutela quale ‘bene culturale primario’. La sentenza del Tar al momento stoppa ‘Ombrina’. E rappresenta una battuta d’arresto per un progetto che interessa la zona tra Ortona e Vasto e che non porterà alcun vantaggio, né energetico, né alla popolazione. Il Paese ha bisogno di una strategia energetica nazionale che punti sulle energie rinnovabili, e non sulle fonti fossili e su risorse, come il petrolio presente sotto il mare che, stando ai consumi attuali, si esaurirebbero in soli due mesi mettendo a serio rischio l’ambiente, le economie dei territori interessati e le acque. È ora di fare scelte coraggiose, a partire dalla revisione del Decreto sviluppo e

Nasce la Rete appulo-lucana Salva l’acqua Nei giorni scorsi, ad Altamura, diversi gruppi e singoli cittadini pugliesi e lucani si sono incontrati per dare vita alla Rete Appulo-Lucana Salva acqua. All’appello lanciato dal Comitato Pugliese AcquaBeneComune hanno risposto in molti. Si tratta di persone che operano in diversi contesti, ma tutti hanno a cuore le sorti del diritto all’acqua potabile. L’acqua è il bene comune per eccellenza oltre che paradigma culturale e chiave di lettura di un sistema economico (e politico) che sembra impazzito. L’incontro è stato convocato dopo una serie di allarmi provenienti da diverse zone della Basilicata ed in particolare dalla zona dell’invaso del Pertusillo. Allarmi legati alle attività estrattive e di trivellazione, e al conseguente rischio di inquinamento, in relazione ai quali esistono già segnalazioni/denunce provenienti da cittadini e associazioni operanti sul territorio della Basilicata. In particolare si è discusso dei risultati delle analisi provenienti dall’invaso del Pertusillo, che hanno evidenziato la presenza nelle acque dell’invaso (da cui attingono molti comuni della Puglia) di sostanze inquinanti, tra cui idrocarburi. Sulla base di tali risultati è stata inoltrata una formale denuncia all’Ue per le vio-

lazioni di numerose norme del diritto comunitario compiute dalla Regione Basilicata. La denuncia ha messo in evidenza la mancata tutela delle acque, lo sfruttamento intensivo del territorio, la distruzione delle economie locali e di ogni forma di economia sostenibile. I gruppi provenienti dalla Basilicata hanno informato su quanto sta accadendo nella loro Regione, dove fare ricerche petrolifere costa solo 2 € per kmq. L’intero bacino imbrifero, che fornisce l’acqua potabile alla Puglia per uso civile e agricolo, rischia seriamente un definitivo e irreversibile inquinamento, le cui conseguenze potrebbero costituire una vera e propria catastrofe ambientale nel prossimo futuro. Ciò che manca è la necessaria presa di coscienza del pericolo che incombe, sia da parte dei cittadini pugliesi e lucani sia da parte degli Enti locali e, per questo, a breve, partirà una campagna di sensibilizzazione. La campagna si chiuderà con un evento che coinvolgerà le comunità pugliesi e lucane, con l’intento di portare all’attenzione dei media, degli amministratori locali e delle stesse procure quanto sta accadendo. Perché salvare l’acqua significa salvare la vita.

delle altre norme in vigore, per fermare la corsa all’oro nero nel mare italiano. Le trivelle minacciano l’Adriatico e il Mediterraneo. Oggi le aree interessate dalle attività petrolifere occupano una superficie marina di circa 24mila chilometri quadrati, una superficie grande come la Sardegna. Per quanto riguarda l’Adriatico centro meridionale - dalle Marche al sud della Puglia - in totale sono circa 10mila kmq le aree interessate da attività di ricerca o richieste delle compagnie petrolifere.

Terremoti ed estrazioni «Esistono solide evidenze scientifiche che indicano che le varie attività connesse allo sfruttamento degli idrocarburi, sia solidi che gassosi, possono provocare terremoti». Inizia così una nota del Forum Abruzzese dei Movimenti per l’Acqua che, partendo dal fatto che la Regione Emilia Romagna ha bloccato, per precauzione, trivellazioni e nuove concessioni, chiede come intenda muoversi la Regione Abruzzo, con un territorio ad altissimo rischio sismico. Dopo il terremoto del 2012 la Regione Emilia Romagna pretese dalla Protezione civile la realizzazione di uno studio specifico sulla possibilità che lo sciame sismico potesse essere correlato con l’estrazione di idrocarburi. I dati conclusivi sono stati resi noti nei giorni scorsi e indicano che l’attività sismica immediatamente precedente il 20 maggio e l’evento principale del 20 maggio sono statisticamente correlati con l’aumento dell’attività di estrazione e reiniezione di Cavone. Tornando in Abruzzo, il movimento che si batte contro la deriva petrolifera da tempo chiede alla Regione di dotarsi di un gruppo di esperti indipendenti per affrontare in maniera adeguata la deriva petrolifera, visto che il Governo vuole far diventare l’Abruzzo un distretto minerario per gli idrocarburi. I problemi di sismicità sono infatti estremamente seri e riguardano non solo il petrolio ma anche l’estrazione di gas e il suo stoccaggio.


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società

Crescono le famiglie in cui tutti i componenti attivi sono privi di lavoro Secondo l’Istat, nel 2013 è aumentata di un altro 18% l’entità dei nuclei familiari dove tutti i componenti attivi e potenzialmente presenti sul mercato del lavoro sono privi di occupazione. Si tratta di oltre un milione di famiglie prive di reddito da lavoro. Se nel 2012 si contavano 955.000 nuclei in questa condizione, soltanto un anno dopo risultano essere diventati 1.130.000, con un incremento numerico pari a 175.000 unità. Tra questi, quasi mezzo milione è relativo a famiglie che sono composte da coppie con figli. Sono invece 213.000 i nuclei privi di redditi con un monogenitore, 295.000 quelli con la presenza di single e 83.000 le famiglie composte da coppie senza figli. Ragionando in termini geografici, la situazione di maggiore difficoltà emerge ancora una volta nel Mezzogiorno, dove risultano 598mila famiglie con tutti i componenti attivi privi di un impiego. Seguono il Nord, che ha 343mila nuclei familiari in queste condizioni, e il Centro, con 189mila. Specchio fedele della situazione è la fotografia inversa, ovvero quella che riguarda le famiglie nelle

quali tutti i componenti in età lavorativa hanno un’occupazione. In questo caso il numero è pari a 13 milioni 691 mila, in calo di 281 mila unità (2%). Le situazioni più critiche nell’ambito delle famiglie prive di reddito riguardano soprattutto le coppie con figli, a cui si aggiungono quelle dei nuclei monogenitore, dove nella gran parte dei casi il solo capofamiglia è una donna, una mamma. In tutte le case dove i membri attivi sul mercato del lavoro non hanno un impiego i ‘rimedi’ per cercare di arrivare alla fine del mese possono essere di vario tipo. Per i più ‘fortunati’, ad esempio, in assenza

il libro

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Il Paese del Sole di Angelo Mastrandrea - Ediesse

di stipendi, un aiuto può arrivare, se c’è, dal componente che gode di un trattamento pensionistico, oppure da chi eventualmente percepisca un’indennità di disoccupazione. È stato poi diffuso un altro dato significativo, relativo questa volta all’andamento dei consumi. L’inizio del 2014 conferma il diffondersi della spesa ‘low cost’. Ben 5 italiani su 7 hanno provato almeno una volta i discount nel primo trimestre di quest’anno, confermando una tendenza cresciuta con la recessione e consolidatasi nel 2013. A registrarlo è un rapporto del Centro studi Unimpresa. La recessione, secondo lo studio, ha ormai radicalmente alterato le abitudini al supermercato: il 71,5% degli italiani fa economia e così rispetto al primo trimestre dello scorso anno sono più che raddoppiati, tra gennaio e marzo, gli acquisti relativi a offerte speciali. Unimpresa sottolinea che l’acquisto di prodotti scontati è la risposta fai-da-te delle persone alla crisi. Si fa incetta di prodotti a basso costo, sacrificando la qualità alla necessità di far quadrare i conti.

 Pagine 208 - euro 12,00

Lungo le strade della Pomezia Valley si affollano i Tom Joad della Grande Crisi, sulla via Pontina pedalano centinaia di Garabombo col turbante, ogni notte nella ‘piazza degli schiavi’ di Villa Literno si ripete un mercato di braccia umane analogo a quello descritto da Corrado Alvaro negli anni cinquanta, nella città delle ecoballe di Giugliano è rimasto un solo abitante e alla stazione di Sicignano si arriva come nel vecchio West. Tra deserti industriali e fabbriche recuperate, paesini terremotati senza neppure un bar e new towns abitate da zombi, stazioni ferroviarie abbandonate e periferie postmoderne, roghi tossici e insospettati focolai di resistenza, un reportage narrativo nell’Italia del Sud al tempo della Grande Depressione. Il viaggio ha inizio davanti a un cancello scorrevole che è impossibile oltrepassare, in una delle tante macchie d’asfalto che punteggiano come nei la campagna di Cisterna di Latina. Il piazzale della Hydro Aluminium Slim è denominato, con un pizzico di pomposità e scarsa fantasia, «piazza dell’alluminio». Alla Hydro Slim è in gioco l’applicazione del Piano Marchionne in una industria che non sia la Fiat. E questo, con i suoi 430 operai, è lo stabilimento più grande di un’area in cui, ai tempi d’oro dell’industrializzazione del Centro-Sud, si contavano una quarantina di fabbriche metalmeccaniche. L’autore, Angelo Mastrandrea, è stato vicedirettore del manifesto dal 2009 al 2013. Attualmente scrive per il manifesto, L’Espresso, Rassegna sindacale, il Reportage, Le Monde Diplomatique e la rivista francese XXI. Ha pubblicato Italia underground (Teti editore, 2009) e Il trombettiere di Custer e altri migranti (Ediesse, 2010).

In redazione Andreina Albano Maria Ortensia Ferrara Carlo Testini Direttore responsabile Emanuele Patti Direttore editoriale Paolo Beni Progetto grafico Avenida Impaginazione e grafica Claudia Ranzani Impaginazione newsletter online Martina Castagnini Editore Associazione Arci Redazione | Roma, via dei Monti di Pietralata n.16 Registrazione | Tribunale di Roma n. 13/2005 del 24 gennaio 2005 Chiuso in redazione alle 18 Arcireport è rilasciato nei termini della licenza Creative Commons Attribuzione | Non commerciale | Condividi allo stesso modo 2.5 Italia

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