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capitolo3

oggi negli USA (ma Shazam è disponibile in oltre 200 paesi, Italia inclusa, e conta già su oltre 250 milioni di utenti) comprende l’intera programmazione televisiva nazionale. In pratica, per ogni programma è disponibile una ‘second screen experience’ con informazioni aggiuntive (dal cast ai trivia, dal gossip sulle celebrity alla condivisibilità attraverso i social network) realizzate e predisposte con la collaborazione dei broadcaster, e sincronizzate con quanto è in onda. Questo vale anche per la pubblicità, opzione che fino a oggi è stata usata soprattutto in occasione di particolari eventi come il HjeZg7dla e 6bZg^XVc>Yda negli Stati Uniti, o 7g^iV^c¼h<di IVaZciin Gran Bretagna: in quest’ultimo caso, lo scorso maggio, Pepsi MAX e Cadbury sponsor del programma hanno riservato agli utenti di Shazam che avessero ‘taggato’ in diretta i loro spot alcune promozioni esclusive, con il risultato di ottenere 50.000 tag nell’arco di un solo minuto. “La risposta ricevuta da quando abbiamo lanciato il servizio H]VoVb[dgIk6YkZgi^h^c\ è stata straordinaria – ha dichiarato il ceo di Shazam, Andrew Fisher –. Abbiamo reso possibile per qualsiasi brand amplificare il proprio messaggio e approfondire l’engagement con gli spettatori trasformando i 30 secondi di uno spot in 3 minuti di interazione. E questo dimostra che le persone apprezzano ormai pienamente il second screen anche nell’area dell’advertising, e che il nostro lavoro con le agenzie sta dando i suoi frutti”. Non è un caso, allora, che proprio Shazam abbia appena cambiato payoff: se fino all’estate si definiva infatti una bZY^VY^hXdkZgnXdbeVcn, dallo

scorso settembre si è trasformata in una bZY^V Zc\V\ZbZciXdbeVcn. Qualcuno sta provando a lavorare su un modello di questo genere anche in Italia, costruendo un ‘sistema’ abbastanza vicino a quello appena descritto. Knowmark ha infatti ideato un personal media meter digitale, brevettato, che opera sia in modalità passiva che attiva attraverso smartphone e tablet (con sistema operativo Android e iOS) e che si appoggia a BAS (Broadcasting Airplay System), piattaforma proprietaria di monitoraggio dei media che può riconoscere qualsiasi contenuto abbia origine da Dtt, Satellite o Web (programmi radio e Tv, pubblicità, promozioni e sponsorizzazioni, trasmissioni live e/o registrate). “In un sistema di media digitalizzato – spiega Dario Amata, ceo di Knowmark –, l’interattività non è più un sogno ma un’opportunità reale e concreta. Ci saranno sempre quelli che si siederanno in poltrona per rilassarsi un paio d’ore davanti allo schermo televisivo per un film o un talk show. Ma al tempo stesso cresce sempre di più il numero di coloro che non considera neppure più questo ‘relax’ una forma di intrattenimento. Il gradino che separa gli uni dagli altri è di natura generazionale: ai primi, più anziani, si contrappongono infatti i giovani che stanno guidando la rivoluzione del consumo mediale”. Sono proprio i giovani, infatti, a esigere e imporre una svolta reale verso la crossmedialità e l’interattività: ed è proprio per loro che il Second Screen rappresenta qualcosa di più, un arricchimento dell’esperienza televisiva, sia in termini di contenuti che di servizi aggiuntivi. Per essere davvero efficaci, mette però in guardia Amata, i processi di interazione attraverso Second Screen hanno bisogno di coinvolgere a monte gli editori e di collaborare con i creatori e i produttori di contenuti – per esempio, per integrare nelle applicazioni aspetti di product

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I Quaderni della Comunicazione 2012 - Tv Tematiche e Digitali  

I Quaderni della Comunicazione sono pubblicazioni monotematiche annuali dedicate all'approfondimento. I contenuti sono studiati per fornire...

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