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Onda Verde n. 10

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Studi e Ricerche

Le colonne verdi mostrano l'incentivo erogato nei diversi Paesi se il mezzo acquistato è totalmente elettrico (BEV, verde più scuro) o se è ibrido Group nel - Politecnico di Milano (PHEV, verde più chiaro). I punti rossi sono Fonte le autoEnergy&Strategy elettriche immatricolate 2016. Fonte: Energy&Strategy Group - Politecnico di Milano

Le colonne verdi mostrano l'incentivo erogato nei diversi Paesi se il mezzo acquistato è totalmente elettrico (BEV, verde più scuro) o se è ibrido (PHEV, verde più chiaro). I punti rossi sono le auto elettriche nel 2016. entro ilimmatricolate 2020, una crescita estremamente significativa del mercato te 70.000 punti di ricarica pubblici (37%) e circa 400.000 privati europeo, e ancor più italiano” Tra le ragioni evidenziate nell’E-Mobility Report per spiegare il diverso andamento delle vendite di auto elettriche nel mondo un posto di assoluto rilievo è assegnato ai meccanismi di incentivazione, a seguito di un’attenta analisi comparativa effettuata tra 10 Paesi (Italia, Cina, Giappone, USA, Francia, Germania, Norvegia, Paesi Bassi, Svezia, UK) che ha misurato sia gli incentivi diretti all’acquisto (riduzione del prezzo del veicolo) sia quelli diretti all’uso e alla circolazione, che prevedono per l’utente specifici bonus durante tutto il ciclo di vita del veicolo. Come rileva infatti l’analisi, in Norvegia, uno dei Paesi con il maggior numero di immatricolazioni di veicoli elettrici, sono disponibili incentivi giudicati “estremamente generosi”, pari a circa 20.000 euro per i BEV e 13.000 per i PHEV, e anche in Olanda si incentiva l’acquisto, soprattutto dei PHEV (9.500 euro), e questo spiega almeno in parte il boom di questo tipo di veicoli nei due Paesi. Cina e Stati Uniti, a loro volta, prevedono incentivi simili, rispettivamente di 8.500 e 9.000 euro per i BEV e di 5.000 e 5.500 per i PHEV. L’Italia, anche in questo caso, si conferma inesorabilmente indietro, facendo segnare i controvalori più bassi: circa 3.000 euro per un BEV e 2.000 per un PHEV.

(30%), con un rapporto medio di circa 0,86 veicoli elettrici in circolazione per ogni singola colonnina. “In un mercato maturo”, sottolinea la nota stampa di presentazione dello studio, “tale rapporto si dovrebbe attestare attorno a 1 veicolo per punto di ricarica. A tale valore si avvicinano non a caso Paesi come la Cina (1,05 veicolo/punto di ricarica) e la Svezia (0,99)”. In questo contesto l’Italia, con circa 9.000 punti di ricarica stimati, di cui 7.000-7.500 privati (circa l’80%) e 1.750 pubblici (20%) - cresciuti nell’ultimo anno di 2.500 unità (+28%, contro lo stallo dal 2013 al 2015) - e con un indice di 0,66 veicoli elettici/punti di ricarica si conferma dunque ancora una volta in serio ritardo.

PUNTI DI RICARICA: IL QUADRO GLOBALE Sono 1,45 milioni i punti di ricarica censiti nel mondo a fine 2016, in forte crescita (+81%) rispetto agli oltre 800.000 punti del 2015 e 73 volte di più rispetto ai soli 20.000 del 2010. La crescita, sottolinea lo studio dell’ Energy&Strategy Group, è stata tuttavia a due velocità: le colonnine pubbliche rappresentano oggi circa il 13% del totale (190.000 unità), con un incremento del 72% rispetto alle 110.000 del 2015, mentre quelle private hanno registrato una crescita di oltre 600.000 punti di ricarica nel corso del 2016, trainando indubbiamente il settore. Prendendo in considerazione la distribuzione geografica, proseguono gli esperti del Politecnico di Milano, nel segmento delle colonnine private guidano la classifica mondiale gli Stati Uniti , con oltre il 32% del totale delle installazioni a fine 2016, seguiti dalla Cina e dal Giappone. Nel segmento delle colonnine pubbliche, al contrario, il leader indiscusso è la Cina (31%), seguita da Stati Uniti e Giappone. In Europa risultano installati complessivamen-

marzo-aprile 2017

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