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SEGNALI a cura di Silvia Tusi

arte indaco www.arteindaco.com

L’arte come espressione della spiritualità. Questo il messaggio che il portale Arte Indaco vuole trasmettere e sviluppare, dando la possibilità a pittori, scrittori e poeti di pubblicare gratuitamente le loro opere sul sito. In questo modo si crea uno scambio proficuo, che non ha nulla a che vedere con le leggi di mercato che ormai hanno invaso l’arte, ma attiene a una sfera più introspettiva, nella quale la condivisione dell’opera porta a nuovi sentieri da

percorrere, sia per l’artista che per chi ne fruisce. Gli ideatori di questo portale vogliono promuovere un rapporto diverso con l’arte, fatto soprattutto di libertà d’espressione e svelamento delle emozioni più recondite, superando paure, condizionamenti e bisogni che non permettono all’ispirazione di fluire oltre lo spazio e il tempo. Per capire meglio questi concetti, abbiamo posto alcune domande a uno dei fondatori del portale, Chiara Manganelli. Nel Manifesto pubblicato sul sito è scritto: «Arte Indaco è un gruppo di persone sensibili ai temi dell’arte e della spiritualità, nato sulla scia dell’esperienza del movimento artistico Bottega Indaco di Torino, del portale Stazione Celeste e della casa editrice Edizioni Stazione Celeste». Puoi spiegarci più dettagliatamente come e perché è iniziata questa avventura? Il progetto Arte Indaco nasce nel 2008, in seno all’esperienza artistica di Bottega Indaco e con la collaborazione delle case editrici Stazione Celeste e Bambini Nuovi. Bottega Indaco viene fondata nel 2007 da sei artisti torinesi, con l’obiettivo di creare un movimento artistico in cui varie arti si potessero compenetrare e intrecciare. Essa è stata la fucina di Arte Indaco: ha fornito l’humus necessario per far germogliare quest’idea e le ha donato corpo e anima. Stazione Celeste è una casa editrice con un portale che si occupa di spiritualità, e fin dall’inizio ha dato ampio sostegno e notevole diffusione al nostro progetto. In quanto artisti particolarmente sensibili a tematiche legate ai sogni, alla ricerca di una nuova consapevolezza e di un’evoluzione dell’essere umano in direzione di un profondo cambiamento ontologico e universale, sentivamo l’esigenza, sempre più crescente, di creare un vero e proprio movimento di persone che potessero esprimere in piena libertà la propria esperienza spirituale attraverso l’arte, senza limitazioni e condizionamenti di nessun genere. Così è nata l’idea di Arte Indaco.

Margherita Arkaura, Grazie alle mie radici salde nella Terra, vivo, cresco e mi muovo verso il Cielo. Non dimentico mai la Terra che mi nutre e mi sostiene, e non dimentico il Cielo che mi accoglie…

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Oltreconfine | Cronache dai mondi visibili e invisibili


dalla RETE

Akira Zakamoto, Matilda, il pesciolino oro

Chi sono i fondatori e quali sono i punti di riferimento spirituali, culturali e artistici portati avanti da Arte Indaco? I fondatori di Arte Indaco sono gli artisti che hanno dato vita a Bottega Indaco: Ciro Palumbo, Akira Zakamoto, Claudia Giraudo, Laura Giai Baudissard, Valter Fiorio e io stessa. Riferimenti specifici non ne esistono. Esiste solo la nostra passione per l’arte intesa come esperienza onirica generatrice di bellezza e capace di tessere quel filo sottile che connette gli esseri umani e consente loro di trascendere la dimensione materiale, diventando, dunque, un viaggio metafisico inesauribile. Il nostro intento è promuovere la piena libertà d’espressione di ognuno, senza imporre regole a cui doversi attenere. Vogliamo che Arte Indaco sia un movimento di individui in continua espansione, e non una cerchia ristretta e autoreferenziale di persone che si arroccano intorno a una specifica corrente artistica o a un apodittico credo religioso. L’unico punto di riferimento, dunque, è l’abbandono di ogni punto di riferimento, per compiere un viaggio alla scoperta della propria dimensione artistica e spirituale. Riteniamo che la libertà sia la condicio sine qua non per poter perlustrare i recessi della nostra anima e operare dei cambiamenti fuori e dentro di noi.

Gabriella Delfante, Sogno piccino senza cornice

Annalisa Prandi, nel testo introduttivo al catalogo della Collettiva Arte Indaco del 2011, scrive: «Indaco è il colore dell’elevazione spirituale, dell’introspezione psicologica e dell’energia cosmica che si dispiega all’interno dell’individuo». È per questo motivo che avete dato il nome Arte Indaco al portale? Sono queste le linee base con cui portate avanti il vostro lavoro? Sì, abbiamo chiamato questo progetto Arte Indaco perché l’indaco è un colore che simbolicamente, in moltissi-


segnali dalla rete

Giuseppe Berardi, Dervish

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Oltreconfine

Max Gasparini, Mnemosyne

me culture, è associato alla spiritualità e alla dimensione sottile, esoterica e misteriosa dell’esistenza umana. Arte Indaco perché il nostro intento è esprimere la spiritualità attraverso l’arte. Le linee guida, come già accennato, sono la libertà di espressione, la passione per l’arte, il desiderio di indagare dentro di sé per scoprire la propria natura profonda, la voglia di comunicare messaggi positivi e di andare oltre la superficie delle cose, oltre i paradigmi obsoleti e sterili che la nostra cultura ci impone, oltre i giudizi e i pregiudizi.

Oltreconfine, come Arte Indaco, promuove il connubio tra arte e spiritualità. Qual è secondo te la difficoltà maggiore che avete riscontrato in questo senso e quali invece gli strumenti da utilizzare per portare avanti il progetto? Una delle difficoltà incontrate è sicuramente la ritrosia delle persone a esprimersi liberamente, che comporta l’incapacità di intraprendere un autentico viaggio alla scoperta della propria originale e unica dimensione artistica e spirituale. Conseguenze di questo atteggiamento sono la paura di abbandonare schemi noti e la tendenza a emulare e rei-


segnali dalla rete

terare paradigmi privi di significanza profonda. Per esemplificare: non basta attenersi a una determinata corrente artistica o essere in grado di riprodurre un quadro di Picasso per essere degli artisti, così come non basta professarsi cattolici, andare a messa e confessarsi tutte le domeniche per essere spirituali! Ci vuole un quid in più: bisogna liberarsi da ogni sorta di condizionamento e da ogni genere di paura, bisogna essere capaci di attingere alla propria consapevolezza dando voce a forme espressive nuove e positive affinché il senso di Arte Indaco possa essere perseguito. Avete ormai più di quattrocento artisti registrati sul portale. Come avviene la loro pubblicazione sul sito? Quali sono i criteri per poter essere esposti su Arte indaco? Una volta l’anno organizzate la Collettiva Arte Indaco in spazi espositivi sempre diversi. Come avviene l’organizzazione di questi eventi? C’è una sorta di bando per poter essere inclusi nell’esposizione? In base a quanto appena detto, è pleonastico asserire che non vi sono criteri di selezione, né per far parte del portale, né per poter esporre. Le uniche condizioni, peraltro ovvie e deducibili da quanto affermato sopra, sono l’attinenza ai temi trattati e la positività dei messaggi che si intende comunicare. Viene organizzata una mostra all’anno; la partecipazione, appunto, è aperta a tutti, e in base al numero di adesioni viene scelta la sede dell’esposizione. Per le mostre cerchiamo di individuare preferibilmente realtà che si occupino dei temi da noi trattati. Inoltre ogni esposizione è accompagnata da un catalogo che raccoglie le opere degli artisti partecipanti.

Elvira Gatti, Albero cosmico

condizione materiale e transeunte e per accedere alla nostra dimensione onirica, arcana, eterna e perfetta. Friedrich Nietzsche diceva che l’arte ci serve per non morire di realtà. Io aggiungerei che ci serve anche per coltivare l’universo dei sogni, unico nutrimento che possa tenere in vita l’essere umano, e quindi unica realtà veramente possibile. Q

Un nuovo aspetto di Arte Indaco è la parte dedicata alla poesia, ai racconti e alle fiabe. Ci puoi dire di cosa si tratta e come si svilupperà in futuro? La parte di Arte Indaco dedicata alla letteratura è una novità, e vorremmo ampliarla e potenziarla affinché anch’essa si sviluppi con successo. In questa sezione raccogliamo fiabe, poesie e racconti, e i principi che ispirano questa nuova idea sono i medesimi che hanno ispirato la sezione dedicata alla pittura. Riteniamo che la scrittura sia una forma d’arte altrettanto affascinante e piena di spunti interessanti, degni di essere esplorati. Abbiamo intenzione di creare eventi e cataloghi anche in quest’ambito. Pubblicheremo sul sito letture teatrali dei brani degli artisti, e stiamo elaborando modalità efficaci per creare progetti di connubio tra la pittura e la scrittura, ammalianti muse che da sempre si alimentano l’una dell’altra. Cosa può fare secondo te l’arte per aiutarci a vivere consapevolmente questo momento energeticamente molto intenso? Quello che ha sempre fatto dalla notte dei tempi: può darci la spinta creativa indispensabile per trascendere la nostra Antonia Pozzoli, L’Ametista

www.oltre-confine.com

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Oltre confine