ZABAIONE NUMERO 5 ANNO Xi
GIORNALISMO INDIPENDENTE AL PARINI DAL 2006
ATTACCO AL POTERE
MARZO MMXVII
EDITORIALE
CARO GASPARE, TI SCRIVO
di GUGLIELMO PENSABENE
“S
i potrebbe anche citare l’articolo di settimana scorsa comparso sul giornalino dell’istituto, in cui gli studenti dicevano fosse bellissimo il nuovo registro (...), mossa subdola del Dottor Soddu (...) che ha fatto pressione sulla redazione del giornalino”. Quello che avete appena letto è un estratto da una delle tante lettere anonime inviate al preside e al Provveditorato a proposito della nostra scuola allo scopo di screditare lo stesso preside (un obiettivo in parte raggiunto, dal momento che il Provveditorato ha deciso di inviare un’ispettrice). Le lettere contengono falsità di vario genere, ma preferisco parlare solo di quella che ci riguarda direttamente. Tengo a dire subito una cosa, in quanto direttore responsabile del giornale citato nella lettera che potete leggere qui a fianco: nessun insegnante, e neppure il preside o il vicepreside, hanno letto l’ultimo numero prima che andasse in stampa, né sapevano cosa vi fosse scritto, e sicuramente non abbiamo subito pressioni da parte di nessuno per scrivere, disegnare e pubblicare alcunché. Siamo molto contenti, però, che il signor (mi rifiuto di scrivere “dottor” per-
ché scrive come uno che la quarta elementare non l’ha mai vissuta) “Gaspare Della Casa”, firmatario della lettera anonima e potente delegato dell’“Associazione per i diritti nella scuola”, ci legga con questa attenzione, e, soprattutto, sappia così tanto di ciò che ci succede. Ovviamente questo nome è falso, così come non esiste “via Gorani 33”, dove avrebbe sede l’associazione che rappresenta - la quale, a sua volta, non è mai esistita; e tuttavia è palese, caro Gaspare, che tu sappia più cose sulle persone di quanto le persone in questione sappiano su se stesse, e, in particolare, sembri davvero ferratissimo su tutto ciò che accade a scuola. La curiosità, perciò, è davvero tanta, quindi lasciami fare una proposta: fatti intervistare da noi. La nostra mail è di dominio pubblico, è scritta sul retro del giornale: tu createne una falsa (gaspare.dellacasa@anonimo. it) e ti prometto che pubblicheremo tutti i segreti che il “subdolo Dottor Soddu” non vorrebbe mai nessuno leggesse. Tornando all’articolo cui Gaspare fa riferimento nella coraggiosa lettera anonima, qualcosa da spiegare effettivamente c’è. Avevamo deciso di intervistare il profes-
sor Landi, responsabile del registro elettronico, per capire le ragioni di una scelta così discussa, e così abbiamo fatto, dimenticandoci però di specificare, nell’articolo, che le parole riportate erano del prof Landi e non nostre. Da qui a dire che abbiamo pubblicato quell’articolo a causa di pressioni, però, ce ne passa, e vi posso garantire che da quando sono direttore e fin quando lo sarò (e spero anche dopo) ogni volta che abbiamo pubblicato o non abbiamo pubblicato qualcosa lo abbiamo fatto di testa nostra. Mi assumo pienamente la responsabilità per l’errore, ma il signor Gaspare, cui tanto piace accusare, potrebbe provare a trovare il tempo di scusarsi, tra una lettera anonima e l’altra, per la menzogna che ha riferito su Zabaione.
SOMMARIO AUTO/COGESTIONE pag. 4
IL SALONE DEL MOBILE PAG. 5 AL PARINI LA FAVOLA DELL’ORTO pag. 6
Palazzo Gorani, sede dell’Associazione per i diritti della scuola, in tutto il suo splendore
IL PARINI PAG. 8 ALLE NAZIONI UNITE cronache indiane pag. 9 intervista a PAG. 10 fabio caressa recensioni LIBRI pag. 11 RECENSIONI CINEMA PAG. 12 ZABAOROSCOPIO pag. 13 CACCIA ALLO STUDENTE: PAG. 13 LA COPPIA ZABAENIGMISTICA pag. 15
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AUTO/COGESTIONE
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di DAVIDE ROSSI n moltissimi avranno sentito parlare della fantomatica cogestione di quest’anno. Molti si saranno chiesti quando e come sarebbe stata. E quindi eccomi qui a parlarvene. Va detto che si è trattato di un processo lungo e travagliato e ancora nulla è definitivo, ma vi posso dire quello che se ne sa per ora. I rappresentanti degli studenti hanno proposto al preside una cogestione in concomitanza col Salone del Mobile, ovvero per il 4, 5 e 6 di aprile, date che, però, non sono state approvate dal collegio docenti. Nonostante questo, i rappresentanti hanno deciso di non accettare la controproposta degli insegnanti di posticipare il tutto ai due giorni prima delle vacanze di Pasqua, e hanno preferito optare per un’autogestione che mantenesse le date originali. Il preside, però, non si è arreso, e ha deciso di convocare un consiglio straordinario degli insegnanti - si terrà martedì - per prendere una decisione in materia. Comunque, qualora non si dovesse giungere a un comune accordo, si è detto disponibile a concedere agli studenti gli spazi necessari per ospitare le assemblee. Di conseguenza, fino a martedì non si avrà una risposta certa; tuttavia i rappresentanti, nel dubbio, stanno lavorando all’organizzazione di svariate attività di didattica alternativa per i giorni del Salone, siano essi di cogestione o di autogestione. E a questo punto della storia credo che urga, soprattutto per l’ingente massa di quartini che posso immaginare non conosca le differenze tra le due modalità di didattica alterna4
tiva, una parentesi. Innanzitutto, la didattica alternativa è un periodo di alcuni giorni in cui a scuola vengono organizzate assemblee a tematica variabile cui gli studenti possono partecipare liberamente. Si parla di cogestione quando la scuola e gli studenti arrivano a un patto per cui le lezioni si fermano per il numero di giorni stabilito e negli spazi messi a disposizione dal preside hanno luogo incontri tenuti o dai professori su richiesta degli studenti, o dagli studenti stessi, o da esterni che trattano argomenti proposti dagli studenti e concordati con gli insegnanti. Questa modalità ha molti vantaggi, come il fatto che le lezioni si fermano e gli studenti possono partecipare liberamente alle assemblee, ma è altresì vero che, essendo concordati con la scuola anche i temi trattati, i docenti possono impedire che si svolgano certi eventi o interventi. L’autogestione, invece, si ha quando il collegio docenti e i rappresentanti degli studenti non riescono ad accordarsi, e gli studenti si organizzano in autonomia chiedendo alla scuola gli spazi in cui tenere le assemblee. Durante un’autogestione, però, le lezioni procedono, e spetta agli alunni decidere se partecipare agli incontri
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o rimanere in classe. I professori, infatti, non hanno il diritto di trattenere in classe uno studente che desideri partecipare alla cogestione, né di punirlo in alcun modo. E non solo non possono rinchiudervi nelle classi, ma non siete nemmeno tenuti a giustificare le ore che non passate a lezione. Dopo questo chiarimento credo sia doveroso parlare anche di quella che sarà la didattica alternativa di quest’anno. Sebbene, come già detto, non vi siano certezze sulle modalità, è anche vero che molti eventi sono già in corso d’organizzazione, tra corsi di disegno, lezioni di politica ed economia e dibattiti su temi come eutanasia, immigrazione, parità di genere e populismo. Ma la vera novità di quest’anno è che, proprio perché in concomitanza col Salone del Mobile, oltre l’orario scolastico l’edificio sarà aperto anche agli esterni: si pensava così di organizzare pomeriggi di writing - ospite, forse, il noto vignettista Rouge - e musicali. Qualunque modalità venga scelta, comunque, credo ci aspettino giorni forse contraddistinti da un’organizzazione opinabile, ma sicuramente pieni di novità e interessanti.
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IL SALONE DEL MOBILE AL PARINI
Di FILIPPO SAVIO
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urante l’edizione di quest’anno del Fuorisalone il nostro Liceo accoglierà un innovativo progetto denominato Intersezioni. L’ideatore dell’opera è l’architetto Lorenzo Longo, con l’appoggio di un gruppo di aziende, professionisti e consulenti operanti nel mondo del design e della comunicazione. Chiedendo all’ideatore del progetto cosa lo avesse spinto a scegliere la nostra scuola come location, mi ha spiegato che il Liceo Parini è posizionato al crocevia di importanti vie del design: San Marco, Solferino e Pontaccio; costituenti un contenitore che, data la sua posizione strategica, non poteva continuare a essere escluso dai circuiti del design e non diventarne esso stesso protagonista. Il progetto ha come obiettivo quello di far conoscere ad architetti, designer, aziende e a tutti coloro che si interessano al design questo luogo in un percorso emozionale legato al mondo del vivere all’aperto, dei materiali per l’architettura e dell’innovazione. Le aree occupate
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da Intersezioni saranno quelle del cortile di Via San Marco, della Palestra e del cortile di Via Goito. L’idea è quella di ricreare un piccolo polmone verde in cui potersi catapultare per una settimana in riva al mare o in collina. L’intervento sarà scenografico ma allo stesso tempo sobrio ed elegante, e certamente non la solita esposizione aziendale: i prodotti e i materiali di aziende diverse comunicheranno tra loro, appunto, “intersecandosi”. Alla mia domanda all’autore su come un progetto di questo tipo possa interessare gli studenti del Liceo Classico, la risposta è stata la seguente: “I percorsi della vita non sono sempre delle rette pretracciate, possono intersecarsi e prendere direzioni inaspettate ed altrettanto interessanti. Il termine design indica l’attività progettuale con cui l’uomo per millenni ha cercato la soluzione ai problemi della quotidianità, dalla pietra focaia alla ruota fino alle Nike air, dalle pitture rupestri all’interno delle caverne sino ai mosaici di Sant’Apollinare, i disegnatori di interni ci sono
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sempre stati. Il design trova le sue radici nel passato, le sedie di oggi sono evoluzioni del triclinio romano, i motivi ornamentali delle domus sono estremamente attuali. Il lavoro del designer è meticoloso: attento osservatore della quotidianità come un critico o un giornalista, egli non è mai un tecnico, anzi dai tecnicismi sfugge attingendo al genius loci”. L’architetto Longo, inoltre, ha sottolineato quanto gli farebbe piacere incontrare noi studenti di persona per spiegarci cosa accadrà all’interno del Parini durante la Design Week: sarà quindi possibile partecipare a un momento di presentazione e confronto. Tutto questo, ovviamente, con l’obiettivo di accrescere il coinvolgimento e far sì che il progetto si sviluppi in maniera positiva. Le aspettative sono alte e questo evento potrà essere senza dubbio l’inizio di una collaborazione artisticamente e culturalmente proficua, così da far divenire il Parini non un contenitore della cultura del design ma un promotore e un protagonista. Riguardo alle aspettative di cui sopra, il Fuorisalone è certamente un evento di livello globale: in poco meno di una settimana Milano viene invasa da decine di migliaia di visitatori provenienti da tutto il mondo. Tenendo conto che il nostro liceo si avvicina al mondo del design per la prima volta, l’obiettivo che ci si augura di raggiungere si avvicina ai 1200 visitatori al giorno, un obiettivo senza dubbio ambizioso ma raggiungibile. D’altronde, se è vero che la bellezza è universale, un luogo come il Liceo Parini è una scelta interessante e con grandi potenzialità dove sviluppare un progetto come Intersezioni. 5
ATTUALITÀ
LA FAVOLA DELL’ORTO
OVVERO: COME PROMETTERE L’IMPOSSIBILE E VIVERE FELICI
di GIULIO PISTOLESI
L’orto del Parini in una veduta d’autore. Quest’immagine rende solo marginalmente la ricchezza e la vitalità di questo ambiente, una vera e propria oasi a due passi dalle nostre aule.
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iversi mesi fa, il 18 di novembre, alla prima assemblea d’istituto per l’elezione dei rappresentanti, Ettore Violante prendeva la parola presentando al pubblico quello che era forse il più sorprendente dei progetti proposti quel giorno: trasformare il cortile dietro l’aula magna, ora utile più che altro a raccogliere cartacce e palloni da calcio sgonfi, in un “orto urbano”, per trasformare quella parte della scuola in un luogo che, oltre alla maggior piacevolezza estetica, ci avrebbe permesso di fare la nostra parte in un’ottica di impegno ambientale. E, magari, di rimediare pure qualche ortaggio per le grigliate di fine anno. Una bella idea che, al di là delle stucchevoli ironie sulle specie vegetali da coltivare, sono convinto abbia contribuito a determinare il grande successo del Collettivo Rebelde alle elezioni; e io stesso ammetto di essermi lasciato 6
conquistare dall’idea di affacciarmi alla finestra e trovare un quadratino di verde in una scuola che, con tutto il bene che le si vuole, troppo spesso tende ad assomigliare a un penitenziario. A questo punto, tuttavia, deve arrivare il “però”. E il però è che, come chiunque butti l’occhio da quelle parti può facilmente notare, l’orto del Parini è rimasto, a oggi, un bellissimo punto sul volantino elettorale del Collettivo, e dietro l’aula magna gli unici colori sono quelli dei pacchetti di sigarette tra i sampietrini graffitati. Come mai? Sono andato a chiederlo a Ettore Violante in persona, e lui mi ha spiegato che i lavori sarebbero partiti non appena il tempo lo avesse permesso. A gennaio. Sono tornato a domandarglielo a febbraio, e mi ha risposto nello stesso modo. Adesso, che il benevolo sole di marzo ha cominciato a portare finalmente un po’ di caldo nelle noMARZO 2017
stre aule, la risposta è cambiata. Il tempo è buono, dice Violante, ma mancano i soldi. Un problema piccolo così, i soldi. E dove sono andati ad arenarsi i mirabolanti piani di teli, terriccio e damigiane sventolati in assemblea sotto il naso degli elettori? Nessuno aveva pensato che sarebbe servito del denaro? A sentire Violante, in realtà sì. L’idea - avallata, dice lui, dall’assicurazione verbale del preside - era quella di destinare alla creazione dell’orto una parte dei 25.000 euro che la scuola incasserà in occasione del Salone del Mobile (4-9 aprile), quando svariate iniziative del FuoriSalone saranno ospitate tra le nostre mura. Peccato che il preside, interpellato sull’argomento, sia categorico: non solo non ha mai assicurato niente a nessuno, ma è anche piuttosto scettico sull’opportunità di destinare il denaro del FuoriSa-
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ATTUALITÀ ne di trasformare l’idea dell’orto in realtà ci fosse tutta. Eppure, guardando a questa vicenda, mi torna alla mente una raccomandazione che quando ero più piccino mi faceva spesso mia mamma: Non fare promesse che non sei sicuro di poter mantenere. Ecco, mi sentirei di girare questo consiglio ai ragazzi del Collettivo, non fosse altro che per evitare, in futuro, che qualche invidioso possa abbandonarsi a insinuazioni maligne sulla concretezza del loro programma. Certo, lo so anch’io che fin troppo spesso, a scuola come in politica, le proposte migliori finiscono per infrangersi contro la dura realtà dei fatti; ma solitamente, per una semplice questione di serietà, si usa accomOltre alle specie vegetali più comuni, l’orto accoglie diversi esemplari di piante rare e pagnare queste stesse proposte con tropicali. Nella foto una Bottilia Birrensis, radice endemica del Sudest asiatico riconoscibile qualche idea circa le modalità di per il caratteristico frutto dalla forma affusolata. realizzazione. lone all’orto invece che alle miglio- per farlo. E, attenzione, lo dico anche rie strutturali che diverse aree della Bene, qual è lo scopo di tutto per voi: perché, se passa questo nostra scuola necessitano. questo? Di certo non presentare andazzo, le possibilità che l’anno Bene, io non so chi abbia ra- il Collettivo, Ettore Violante o il prossimo qualcuno si presenti alle gione e chi torto, né cosa sia acca- preside come cattivi e mentitori, elezioni promettendo una pisciduto negli ultimi mesi tra le sacre né accusare nessuno di aver abbinna sul tetto rischiano di diventare pareti della presidenza; ma il punto dolato i Pariniani, anche perché, molto alte. è che non ha importanza. Perché, parlando con Ettore, mi è sempre anche se il preside avesse giurato e parso che, da parte sua, l’intenziospergiurato di dedicare la totalità di quei soldi alla creazione dell’orto, per poi rimangiarsi inspiegabilmente la parola, difficilmente avrebbe potuto farlo a novembre, quando la collaborazione con il Salone - annunciata in via ufficiale al consiglio d’istituto del 16 dicembre - non era che una possibilità, un progetto in potenza tra i tanti che passano dalla presidenza. Insomma, quando la parola “orto” è stata pronunciata per la prima volta, è stato fatto senza una precisa idea di come trasformare Per via della sua atmosfera idilliaca, l’orto è anche meta di numerosi artisti, che con i loro quel progetto in realtà. O meglio, colori celebrano la joie de vivre trasmessa dal magico luogo. di come reperire i mezzi necessari ZABAIONE
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AL PAR L ’E I N ST IAN ER I O
ATTUALITÀ
IL PARINI ALLE NAZIONI UNITE
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I CWMUN (Change the World Model United Nations) è una simulazione durante la quale studenti provenienti da tutto il mondo si riuniscono all’interno del Palazzo di Vetro di New York e per tre giorni diventano veri e propri delegati delle Nazioni Unite. L’obiettivo è proporre e fare approvare una risoluzione riguardo un determinato topic legato alla geopolitica. Quest’esperienza è stata una vera e propria rivelazione. Quella che dovrebbe essere l’organizzazione impeccabile di un’associazione partner ufficiale delle Nazioni Unite è in realtà una serie di sfortunati contrattempi. Il primo giorno a New York, più che delegati delle Nazioni Unite, siamo tutti sembrati dei pinguini falliti, con le borse al posto degli occhi e i geloni al posto dell’entusiasmo: sveglia alle 7, ritrovo in Hall alle 7:30, un’ora di bus nel traffico newyorkese per arrivare a Battery Park dove l’eccitazione all’idea di iniziare finalmente questo progetto è stato spezzata dalle due ore di attesa in mezzo ai ventosi -4° dell’inverno di New York. L’illustre “Associazione Diplomatici”, infatti, era convintissima che, visti i severi con-
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trolli di sicurezza degli Stati Uniti d’America, la biglietteria di Battery Park rilasciasse 100 biglietti a una sola persona (la group leader) senza prima vedere in faccia uno per gli studenti. Questo approccio da parte dei Diplomatici sembrerebbe nella norma; ma non siamo in Italia, tanto che il progetto si chiama CWMUN in New York. Fortunatamente, però, eravamo nella città che non dorme mai, la Grande Mela… Le luci di Times Square sono riuscite a tenerci svegli la prima sera e i negozi della Fifth Avenue la sera seguente (soprattutto per noi donne), la vista dall’Empire State Building e uno scorcio del ponte di Brooklyn hanno rivitalizzato il gruppo permettendo agli instagramers professionisti di scattare foto ricordo da 100 likes ciascuna. Anche la compagnia si è rivelata eccellente e perfetta per intrattenere il gruppo durante le lunghe e gelide attese - il ricordo principale di questo viaggio. Le fisse opposte dei due esponenti del giornalino presenti - il direttore Guglielmo Pensabene e il caporedattore Giorgio Colombo - hanno divertito molto la compagnia, soprattutto quando si è parlato di telefoni e radiazioni cancerogene:
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Per vedere il video!
di SARA TROIAN
durante la notte il primo si isola da ogni dispositivo elettronico per un raggio minimo di 10 metri, mentre l’altro non riesce a separarsene per più di qualche millimetro; hanno dormito insieme per tutto il soggiorno a New York. Questo viaggio mi ha impartito anche grandi lezioni di vita. Per esempio, ho imparato ad apprezzare le scale, in seguito alla lentezza e al malfunzionamento degli ascensori del Grand Hyatt Hotel di New York: qui le scale non esistono e per raggiungere il proprio piano con gli ascensori bisogna calcolare circa 30 minuti di coda. Due giorni di faticosi e sfidanti lavori di simulazione si sono conclusi in bellezza e nel modo più leggero: alla cerimonia di chiusura tenutasi nella General Assembly Hall del Palazzo delle United Nations il direttore Guglielmo, seduto a uno dei desk professionali delle UN, incravattato e incamiciato, ha iniziato a giocare con il proprio microfono senza accorgersi di star colpendo in testa la distinta e composta signora seduta di fronte a lui. Solo dopo essere stata colpita circa dieci volta la signora gli ha fatto notare il disturbo facendo sprofondare lui nell’imbarazzo e noi compagni nelle risate.
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CRONACHE INDIANE
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AVVENTURE DI UN EX PARINIANO AL COLLEGIO DEL MONDO UNITO di RAFFAELE DI TRIA
ari Pariniani, saluti dall’India! Vi racconterò qui la mia avventura nel Collegio del Mondo Unito (MUWCI), dove studio e vivo da agosto. L’anno scorso, mentre cercavo su Google borse di studio per fare il Baccellierato Internazionale, un programma di studio di cui parlerò più avanti, ho scoperto il movimento UWC e mi si è aperto un mondo. Per farla breve, dopo due round di selezioni sono stato uno dei 47 fortunati selezionati per partire per i collegi, che sono 17 in tutto il mondo, e mi è stata assegnata l’India. Un particolare: contrariamente alle storie che avete letto finora, io non tornerò più al Parini, ma farò qui gli ultimi due anni di liceo.
LA VITA IN COLLEGIO
3 a livello Standard (la differenza è la vastità del programma), scelte dallo studente. Le lezioni sono da 50 minuti e non ci si annoia mai: nessuna lezione frontale, i professori chiedono sempre le opinioni dei ragazzi e i banchi sono disposti a ferro di cavallo per favorire il dialogo. Le differenze con l’Italia sono molte. I compiti ci sono e sono tanti, ma il massimo dei voti, un sogno in Italia, si può raggiungere: nell’IB i voti sono da 1 a 7, con la differenza che per prendere 7, il massimo, non serve il 100% delle risposte esatte ma basta, tendenzialmente, l’80%. Questo perché nell’IB si sa che l’essere umano (e lo studente) non è perfetto, e, di conseguenza, si ritiene che per dimostrare una conoscenza eccellente non serva la perfezione. Un’altra differenza è che le interrogazioni non esistono. Questo perché gli studenti vengono trattati come adulti, e si crede che studiare di volta in volta fino alla verifica sia una loro responsabilità. È anche diverso, generalmente, il comportamento degli studenti: nessuno arriva in ritardo, e addio alle chiacchiere col compagno di banco (Carlotta mi manchi).
MUWCI è su una collina a quattro ore da Mumbai, ed è stato un completo cambio di vita. Abituato a vivere in città e da figlio unico, mi sono trovato a condividere la stanza con altri tre (brillanti) ragazzi, a mangiare cibo non molto buono (ed essere italiano in questo non aiuta) e, soprattutto, a non essere mai solo. Però tutto questo è magnifico. E’ incredibile quanto si possa imparare e crescere EXTRA-CURRICULARI grazie a tutte le splendide persone Le attività extracurriculari, un che vivono qui, che diventano la po’ come la scuola-lavoro in Italia, tua seconda famiglia. sono richieste per il raggiungimento del diploma IB. Questo perché si LA VITA ACCADEMICA In tutti i collegi il programma crede che l’educazione non sia solo accademico è il Baccellierato In- accademica, ma sia necessario un ternazionale: 6 materie di cui 3 ad apprendimento a 360 gradi. BisoAlto Livello, quasi universitario, e gna fare almeno un’attività di beZABAIONE
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neficenza, una creativa e uno sport, ma qui tutti ne fanno di più. Tutte queste iniziative sono coordinate da studenti, che, in questo modo, acquisiscono anche capacità organizzative.
INDIA
Che ci faccio qui, a volte, me lo chiedo anche io. L’India è un paese in via di sviluppo, e a volte è molto difficile viverci. Comunque, MUWCI è disperso in campagna, per cui non posso dire di vivere effettivamente nella società indiana. Ogni anno ci sono due settimane di gita: nella prima sono andato in Himalaya, nella seconda a Varanasi e Lucknow, e mentre scrivo questo articolo sto tornando in collegio con un viaggio di ventisei ore di treno (sì, 26). Purtroppo non ho molto spazio qui per parlare di come sto vivendo questo paese, ma se siete curiosi sul mio blog (link in basso) potete scoprirne di più.
UN APPELLO
Cari ginnasiali, questo appello è per voi. Se vi piace viaggiare, se siete curiosi, se volete conoscere persone da tutto il mondo, prendete in considerazione di applicare (preside mi scusi l’inglesismo) per i Collegi del Mondo Unito. Non servono voti alti, e ci sono borse di studio anche totali. Il bando aprirà intorno a ottobre. Se volete saperne di più, il mio blog è uwcitasia. wordpress.org Non esitate a scrivermi su Facebook per qualsiasi altra domanda!
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COME DIVENTARE TELECRONISTI INTERVISTA A FABIO CARESSA
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di LUIGI LORENZONI E GUGLIELMO PENSABENE ome si diventa un telecronista? Per diventare telecronista serve una base naturale: il colpo d’occhio e una rapidità di pensiero che si tramuta in lessicale sono caratteristiche fondamentali, spesso innate. Un esercizio che spesso consiglio è quello di guardare un film senza osservare i protagonisti ma ciò che fanno le comparse: un buon telecronista dev’essere in grado di osservare ciò che è in secondo piano. Un altro consiglio è quello di leggere molto, in modo da avere un buon lessico che permetta di scegliere molto velocemente la parola più adatta. Lei come è diventato telecronista? Io sono diventato telecronista iniziando a lavorare a diciotto anni e mezzo in una televisione che si chiamava TeleRoma 56, prima conducendo una trasmissione e poi come reporter, e infine Sandro Piccinini mi ha fatto fare le prime prove di telecronaca. Nel ’91 sono venuto a Milano e ho iniziato seriamente a fare telecronaca. Sono molto orgoglioso di dire che ho fatto tutti i gradini della scala: dal calcio a 5 alla Coppa del Mondo: non ho mai fatto due gra10
dini in uno.
lità. Lo sport coinvolge l’80% delle famiglie italiane, poiché almeno un membro di ogni famiglia italiana è coinvolto in un ambiente sportivo. Negli anni ’70 lo sport è stato molto sottovalutato per dare spazio alle cose “serie” come la politica e l’economia. Tuttavia l’Italia, paese classico, ha inserito lo sport come profondo valore culturale; e penso che se lo approfondissimo sotto questo aspetto potrebbe insegnarci molte cose.
Quali caratteristiche deve avere un giornalista sportivo? Un giornalista sportivo dev’essere abituato a trattare nell’immediatezza la cronaca, deve essere rapido. Inoltre deve mantenere l’quidistanza e convincerne il pubblico. Bisogna quindi fare un grande lavoro su sé stessi, sul lessico. Nello sport si toccano i sentimenti, e quando si toccano i sentimenti si toccano corde molto profonde che risuonano molto di più. Esse posIn che cosa consiste il lavoro sono generare reazioni esagerate, di telecronista oltre ai fatidici 90 quindi un giornalista sportivo deve minuti? mantenere l’imparziaÈ un lavoro di grandissima preparazione e studio: io, per esempio, sono sicuro di aver letto tutti gli articoli calcistici dal 1991 a oggi. Inoltre studio ogni statistica sull’incontro. Delle informazioni che ho uso solo l’1%, ma è quello che fa la differenza. Ad esempio, se un giocatore si tocca il ginocchio destro e dico che quel ginocchio è stato operato tre volte, questo fa la differenza. Lo studio porta via dalle dieci alle trenta ore alla settimana. Ci sono alcuni che non studiano e semplicemente prendono la formazione e dicono il nome dei giocatori, ma un vero telecronista deve sapere tutto: questa è la differenza fra uno che lo fa di mestiere e un appassionato che segue il calcio da casa. MARZO 2017
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dI LUIGI LORENZONI E GUGLIELMO PENSABENE
“QUELLA NOTTE SONO IO” DI GIOVANNI FLORIS
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uella notte sono io è un libro che tratta di una storia a tratti surreale, ma con due tematiche di fondo molto attuali: la diversità e il bullismo. Silvia, Margherita, Lucio, Germano e Stefano sono un gruppo di amici che al liceo si diverte a umiliare Mirko, un ragazzo “diverso”, che prova sempre ad entrare nel loro gruppo e a farsi accettare. Così, nel corso della gita di fine liceo, i cinque amici commettono un atto gravissimo nei confronti di Mirko, il quale finisce addirittura in coma. Passati trent’anni da quell’episodio, i ragazzi ormai cresciuti vengono convocati in una villa in campagna dalla madre di Mirko, dopo che per tutti questi anni, presi dalla vergogna e dal rimorso, non si erano più parlati e non avevano saputo più nulla su Mirko. Di qui in avanti il libro si evolve interamente all’inter-
RECENSIONI LIBRI
no della villa, dove i vecchi amici ripercorrono prima il loro liceo e poi la terribile serata dello scherzo a Mirko, fino al gran finale in cui un’orribile verità viene svelata a Stefano, voce narrante di questo libro e uno di quei cinque amici, che si era tormentato per tutti quegli anni per ciò a cui aveva assistito e di cui aveva riso. Il libro tratta una tematica come quella del bullismo mantenendo un ritmo da thriller e colpendo il lettore con una spettacolare caratterizzazione dei cinque amici, in cui è impossibile non immedesimarsi almeno una volta. Floris sveste quindi i panni di presentatore con successo, anche se forse nel finale la china ultra buonista che scoprirete poteva essere tranquillamente evitata. (Guglielmo Pensabene)
“LA LINGUA GENIALE: 9 MOTIVI PER AMARE IL GRECO DI ANDREA MARCOLONGO
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ndrea Marcolongo, ex classicista, laureata in lettere classiche ed ex discorsista dell’emerito premier Renzi, prova l’impossibile con il suo libro “La lingua geniale”: farci piacere il greco. Ma come tentare l’ardua impresa? Attraverso una grammatica non convenzionale: partendo dal presupposto che una lingua, attraverso una profonda analisi, ci permetta di capire la visione che un popolo ha della vita e del mondo - i Greci, infatti, come
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si sostiene nel primo capitolo, guardavano all’aspetto delle cose, non alla loro temporalità - l’autrice passa in rassegna i principali pilastri della lingua ellenica, che a noi appaiono così strambi, come il duale, l’ottativo, o i maledetti paradigmi. Per noialtri grecisti è una lettura profondamente illuminante, che, soprattutto per un povero quartino come me, apre nuove strade nello studio di ciò che all’inizio appare poco più che un geroglifico incomprensibile ma, una volta decifrato l’enigma, rivelerà grandi meraviglie. Ragionandovi sopra si possono apprezzare le migliori sfumature della lingua e comprendere al meglio le regole di questi Greci, che, studiando le accentazioni dei vocaboli o i paradigmi a memoria, talvolta ci possono sembrare sotto pesante effetto di allucinogeni. Non si garantisce che vi buttiate sul vostro amabile ellenismythogrammatà e iniziate a tradurre come dei forsennati, ma tentar non nuoce. (Luigi Lorenzoni) 11
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RECENSIONI CINEMA
di CECILIA ALBANESE E CAMILLA PIOVANI
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“LOGAN”
n questo film della Marvel, ricco di effetti speciali e colpi di scena, vediamo per l’ultima volta sul grande schermo Hugh Jackman nei panni di Wolverine. Il nostro amato mutante ci appare decisamente invecchiato per un problema che inibisce il suo potere rigenerante e si è ridotto a fare il tassista in Messico. Nel film, ambientato in un Centroamerica che richiama lo stile western, si susseguono le vicende di Logan, affiancato dal mutante Calibano e dal professor Xavier, ormai novantenne. I nostri eroi, giunti sul viale del tramonto, vivono al confine del Messico impegnati in una missione per salvare bambini il cui DNA è stato modificato con materiale genetico di vari mutanti del progetto X-24. Tra le vittime da proteggere troviamo una bambina di 11 anni di nome Laura. Gabriela, una infermiera del progetto, ha affidato a Logan il compito di accompagnarla in un luogo chiamato Eden dove incontreranno altri ragazzi da aiutare. Durante il viaggio vedranno morire molte altre persone, tra le quali il professor Xavier. Il film, ricco di sorprese, ci riserva un finale inaspettato che chiarirà i rapporti tra la piccola Laura e Logan. La storia descrive il declino degli X-men, ma è allo stesso tempo presagio di future avventure che avranno come nuovi protagonisti i ragazzini mutanti. (Cecilia Albanese)
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“ROSSO ISTANBUL”
erzan Özpetek, regista e scrittore turco italiano d’adozione, per il suo undicesimo film ha scelto di raccontare la propria terra attraverso una storia dai chiari richiami autobiografici. Rosso Istanbul racconta di un affermato regista turco, Deniz Soysal, che chiede a un editor di origini turche ma da tanti anni residente in Inghilterra, Orhan Sahin, di affiancarlo nella revisione di un romanzo. Dopo una notte di alcool e feste Orhan, al risveglio, scopre che Deniz è scomparso. Questo evento permette a Orhan di tornare veramente a casa per cercare l’amico e confrontarsi con il proprio passato: si trasferisce a casa di Deniz, crea un legame con la sua famiglia, instaura rapporti con i suoi amici, vive la città di Istanbul con i suoi colori, i suoi rumori e con le sue atmosfere a volte cariche di tensioni e di inquietudine. Özpetek ci offre un film fatto di immagini, suoni e ambientazioni, incentrato sul lato estetico e figurativo; i paesaggi, le luci ed i rumori della città, utilizzati anche in sostituzione della colonna sonora musicale, mettono in secondo piano una trama narrativa che nel suo complesso allo spettatore appare contorta, dai risvolti poco chiari e con un finale di non univoca lettura. Sicuramente piacevole e malinconico, il film affascina per le mille sfaccettature di Istanbul, città moderna e allo stesso tempo tradizionale e che trova nell’uso del colore rosso il vero protagonista del film. Rosso come la bandiera turca, rosso come il tramonto sul Bosforo, rosso come i mille dettagli disseminati in ogni scena del film. (Camilla Piovani)
MARZO 2017
Anno XI
Numero V
ZABAIONE
SVAGO
dI GUGLIELMO PENSABENE e GIULIO PISTOLESI ARIETE
Potrebbe essere il momento di introdurre un cambiamento radicale nella tua vita, Ariete. Come, non so, il bruco che diventa farfalla, o Francesco Forgione che diventa Padre Pio.
TORO
Attento alle spese, Toro. Devi darti una regolata, o la gente penserà che tu abbia le mani più bucate di quelle di Padre Pio.
GEMELLI
Dal momento che il tuo segno è lo stesso di Padre Pio, l’oroscopo prevede per te manie di protagonismo oltre ogni limite e la tendenza schizoide a praticarti lesioni, ma anche un’incredibile fortuna in campo finanziario.
CANCRO
Rafael Merry Del Val, cardinale di Santa Romana Chiesa, dubitò della santità di Padre Pio. Ora lo conosce qualcuno? No. Impara a pensare con la tua testa, Cancro, chi ha il potere non ha sempre ragione.
ZABAOROSCOPIO LEONE
Esistono momenti nella vita in cui ti sembra che tutto vada male, ma la fantasia ti salva in corner. Quando accusarono Padre Pio di aver acquistato sostanze chimiche per praticarsi da solo le stigmate, lui si giustificò dicendo di averlo fatto per giocare uno scherzo ai confratelli facendoli starnutire con l’acido. E gli hanno creduto! Impara, Leone, impara.
VERGINE
Puoi impegnarti quanto vuoi, Vergine. Puoi spendere migliaia di euro in regali, e fare di tutto per farti notare. Ma l’amore della tua vita non ti degnerà di uno sguardo senza quel pellegrinaggio a Pietrelcina.
Padre Pio si scriveva con il Duce e ce l’ha fatta comunque, ma tu potresti non avere la sua stessa fortuna.
SAGITTARIO
Chi vuoi prendere in giro, Sagittario? Quella giustifica è più falsa delle stigmate di Padre Pio.
CAPRICORNO
Un altro due in greco? Non buttarti giù. Guarda Padre Pio: lui aveva la terza elementare - a esser gentili - e ora è il santo più venerato di tutti. L’istruzione non è tutto.
ACQUARIO
BILANCIA
La verifica di latino è andata male nonostante i tuoi voti a Padre Pio? Cambia santo. Magari, questo volta, cerca di sceglierne uno vero.
SCORPIONE
Oh, Pesci, ancora ti preoccupi di ciò che pensa la gente? Padre Pio era francescano e ha accumulato più ricchezze della tua famiglia in dieci generazioni, e senza mostrare il benché minimo imbarazzo. Impara da lui.
Inventiva: questa dev’essere la tua parola d’ordine per il mese prossimo. Padre Pio, con un po’ di acido fenico e una grande, grandissima faccia tosta, è arrivato dove è arrivato, e non era certo una cima. Dove arriverai tu? Occhio alle persone di cui ti circondi. È vero,
PESCI
CACCIA ALLO STUDENTE: LA COPPIA di ALICE ALESSANDRI e isotta manfrin
CIAO PARINIANI! DOPO CHE OLIMPIA CASTELBARCO DI IIE HA RICONOSCIUTO FRANCESCO MARCHETTI DI IIA E FRANCESCO MARCHETTI DI IIID, “CACCIA ALLO STUDENTE” TORNA CON IL FORMAT “LA COPPIA”. INOLTRE, COME SEMPRE, IL PRIMO A INVIARE LA SOLUZIONE GIUSTA ALLA MAIL PARINI.ZABAIONE@GMAIL.COM RICEVERÀ UN BUONO DI CINQUE EURO AL BAR.
CHE LA CACCIA ABBIA INIZIO!
ZABAIONE
Numero V
Anno Xi
MARZO 2017
13
SVAGO
ZABAENIGMISTICA CRUCIVERBA
ORIZZONTALI 1. Pattuglia la costa. 11. L’indigeno col boomerang. 12. Aprì Roma ai Sabini. 13. Il Castellitto di In Treatment (iniziali). 16. Iniziali di Mentana. 17. Quella X è il momento buono. 18. Un gioco poco leale. 20. Ratto d’oltremanica. 23. Il Man di Robert Downey Jr. 24. Un po’ di rumore. 26. Un concittadino di San Benedetto. 28. Gioco sleale. 31. Il Cassio storico romano. 32. Ballo brasiliano. 33. Catena di supermercati inglobata da Carrefour. 34. Iniziali di Ancelotti. 35. Cieca. 36. Apre il periodo ipotetico. 37. Granturco. 39. Il compagno di Chewbacca (nome italiano). 40. Iniziali dello Scola del cinema. VERTICALI 1. Il prodotto principale della Eminflex. 2. Promise la chiusura di Guantánamo. 3. A Roma accomuna Sapienza, Vergata e Bella Monaca. 4. Esclamazione del nordest d’Italia. 5. Un Bobo. 6. Pregiato senza limiti. 7. Una come Atena. 8. In fondo ai siti inglesi. 9. Gas che uccidono. 10. Iniziali dello Scola arcivescovo. 14. Appellativo per i Brasiliani. 15. Si spingono con la pagaia. 19. Moneta in francese. 21. Lo strumento di Louis Armstrong. 22. Adesso a Napoli. 25. …Outfitters, marca di vestiti. 26. ou. 27. La radio di “100% Grandi Successi”. 29. …e patta. 30. La fine della Manica. 33. Preserva il ciuffo. 36. Affermazione di conoscenza. 38. Le comandava Himmler.
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di GIÒ PINOLO 5
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SUDOKU
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di ALTHEA BARRESE
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Anno XI
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ZABAIONE
SVAGO LA VIGNETTA
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DOV’È SODDU?
di ALTHEA BARRESE
Nella foto è presente cinque volte il nostro Preside, riuscite a trovarlo?
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M O A B T A E M R A A S P S A O R I
MARZO 2017
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T R O M B A
T O V E D E T O R I G E N O R P E I A S O R A O S I M I U N O R C R C O D I B A G S A S E M N S O L O
Anno Xi
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C A R I O C A
M O N N A I E
S S C A N O E
T A S
Numero V
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ZABAIONE
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LE ALTRE SOLUZIONI SONO IN QUARTA DI COPERTINA
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