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Zabaione_Marzo'22

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ZABAIONE NUMERO 6 ANNO XVI GIORNALISMO INDIPENDENTE AL PARINI DAL 2006 MARZO MMXXII

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EDITORIALE

UNA VECCHIA MELODIA

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ome non parlare della guerra? L’Europa per la prima volta dal ’45 si è resa conto che i libri di storia continuano a essere scritti e lo spavento che si sono presi i cittadini e gli stati probabilmente andrà a modificare la politica estera e difensiva del prossimo secolo. L’intellighenzia occidentale si è fiondata sui più prevedibili luoghi comuni e si è sbizzarrita nel dare analisi più profetiche che geopolitiche. Noi, che siamo del classico dovremmo chiederci come non parlare della guerra. Innanzitutto (e questa è una battaglia persa in partenza, ma ci provo lo stesso) non bisogna cadere in tentazione e va evitata la massima “la Russia è fatta così”. Per quanto sia vero che la zona attualmente occupata dalla Federazione Russa ha una propensione secolare per l’autocrazia, attribuirlo alla mentalità della popolazione risulta semplicistico. In primo luogo perché le azioni dell’esecutivo di Putin non rispecchiano necessariamente l’opinione pubblica (non si spiegherebbe altrimenti l’altrettanto secolare repressione delle proteste della popolazione), ma soprattutto perché la distribuzione del potere nella regione è tanto conseguenza dell’ideologia quanto delle strutture socioeconomiche che si susseguono in Russia dalla liberazione dal dominio mongolo (nel 1480, per intenderci). Il secondo aspetto da evitare è definire Putin o la Russia tutta come “il Male”. Per quanto sarebbe molto più facile attribuire al presidente russo lo status di 2

di daniele musatti

“cattivo”, bisogna rendersi conto che alla base del conflitto c’è una rilevantissima differenza filosofica su cosa sia giustificabile in geopolitica. Il conflitto attuale, ma come anche l’annessione della Crimea nel 2014, ha per questione centrale il rapporto degli stati dell’ex blocco sovietico con la Russia di oggi e l’occidente: se per un occidentale la violazione della sovranità di una nazione è inammissibile, per Putin la questione è di riportare in salvo i fratelli russi corrotti dall’occidente. Questo però non vuole dire che ci si debba abbandonare a un relativismo acritico: il fatto che Putin la pensi in un certo modo non lo giustifica. A dimostrazione di questo sono il migliaio di soltati ucraini morti, che hanno dimostrato piuttosto chiaramente di non ritenersi i fratelli abbandonati da tempo, e anche le migliaia di protestanti russi che sono stati arrestati. Perfino qualche oligarca russo si è dimostrato contrario all’invasione. L’ultima cosa che mi preme dire è che non dobbiamo attribuire alla Russia di Putin tutte le colpe, quello che ci ha portati fino a questo punto è senza dubbio un certo tipo di approccio occidentale non dissimile da quello britannico e francese nel ’38, le potenze della NATO non hanno preso seriamente le minacce di Putin, pagando un prezzo altissimo per l’errore di calcolo commesso. L’idea che non ci sarebbe mai più stata una guerra in Europa (dimenticandosi peraltro dei dieci anni di combattimenti quasi continui nell’ex Jugoslavia) ha fatto credere che le minacce di Putin fossero solo quello, minacce, e che non avrebbe mai osato inva-

dere per davvero. La Crimea era forse un caso a parte? Molto chiaramente no, ma dalla storia non si impara mai. D’altra parte non bisogna nemmeno dare la colpa solo all’occidente: aver commesso errori di calcolo non vuole dire che l’azione di Putin sia giustificata o giustificabile, l’aggressione a una potenza sovrana resta sempre un’aggressione e l’ordine di invadere partito da Mosca poteva benissimo non partire. La guerra non è ancora finita e anche quando lo sarà il precario equilibrio dell’Ucraina e dell’Europa rimarrà un punto interrogativo. Bisognerà affrontare la dura questione della cultura slava: quanto a est va l’Europa? “Siamo tutti europei” ci diciamo. Non lo è forse anche la Russia? Gli equilibri degli accordi di Helsinki sono infranti e il futuro del continente è nuovamente messo in dubbio. Per la prima volta dal ’45 l’Europa si sta riarmando, ma a che prezzo? Lo status quo non può più funzionare, riparte ostinato il Concerto europeo, comincia un nuovo movimento. Verso dove non si sa ancora, ma tornare indietro è impossibile.

SOMMARIO la guerra delle sanzioniPAG. 3 l'aborto nel mondoPAG. 4 aja città della giustiziaPAG. 6 Cancelli chiusiPAG. 8 l'anniversarioPAG. 9 zabarecensioniPAG. 10 zabaoroscopoPAG. 12 zabaoracoloPAG. 12 zaba in cittàPAG. 13 zabaricettePAG. 13 zabaenigmisticaPAG. 14

Marzo 2022 Anno XVI

Numero 6 ZABAIONE


ATTUALITÀ

LA GUERRA DELLE SANZIONI

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UN0 SGUARDO AL CONFLITTO ECONOMICO di filippo marchesini

anzioni: ne abbiamo parecchio sentito parlare durante le ultime settimane a causa del conflitto in Ucraina, ma cosa sono e che effetti avranno? In principio bisogna distinguere tre principali tipi di sanzioni: quelle commerciali, quelle finanziarie, entrambe nel campo delle sanzioni economiche, e quelle che si potrebbero definire “culturali”. Queste ultime non si possono definire propriamente sanzioni ma si tratta principalmente di organizzazioni o singoli che, in protesta con il governo di Putin, cessano ogni tipo di rapporto con la cultura russa. Tuttavia le sanzioni che indeboliranno maggiormente il governo di Mosca sono quelle riguardanti il campo dell’economia studiate da USA e UE. Le sanzioni di tipo commerciale prevedono un calo delle trattative di import e export con le aziende russe. Il settore più colpito è quello energetico: Stati Uniti e Inghilterra hanno annunciato il blocco di ogni importazione di petrolio russo e l'Unione Europea ha affermato di voler diminuire la dipendenza dei propri stati membri dal gas russo. Questo è uno degli aspetti più critici delle sanzioni in quanto il blocco di tali importazioni si traduce sia in indebolimento dell’economia di Mosca, che si basa sull'esportazione di energia verso tutto l’Occidente e si trova costretta a dover ampliare le ZABAIONE

proprie rotte di commercio verso Est, ma anche in un indebolimento dell’economia europea. L’Unione Europea è infatti da sempre dipendente, per quanto riguarda il settore energetico, dalla Russia. È per questo motivo che la Comunità Europea sta procedendo con molta calma su questo fronte, si prevede infatti un'indipendenza energetica europea soltanto entro il 2027. Infine troviamo le sanzioni finanziarie attuate principalmente dalle banche e gestite da BCE e istituzioni. Come dice Alessandro Berutti (economist trainee presso la BCE che ho intervistato a riguardo) a livello finanziario vi è stato innanzitutto il congelamento dei beni di vari oligarchi russi, ovvero il blocco legale di proprietà possedute all’estero da coloro che sono nella cerchia ristretta di Putin. Tuttavia, congelamento non significa confisca, il bene infatti continua ad essere in mano al suo proprietario il quale però non ne può più disporre legalmente. Alcune banche sono state inoltre escluse dal sistema Swift, un sistema di comunicazione tra banche usato per le transazioni internazionali. Swift è da considerare come un sistema di messaggistica tra banche; esistono però altri sistemi per le transazioni internazionali e non si può prevedere che la Russia non ne faccia uso. E’ come se venisse bloccato whatsapp: ciò non implica che non possa avvenire una comunicazione tramite posta

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elettronica. Sta all'Europa decidere se bloccare ogni transazione o bloccare solo quelle Swift. Un’ultima sanzione degna di menzione è quella nei confronti della Banca Centrale Russa alla quale sono stati congelati i beni esteri. La Russia, esportando energia, è riuscita ad accumulare un capitale in moneta estera il quale funge da “cuscinetto” in caso di svalutazione del rublo. In pratica, quando il rublo perde valore, la Banca Centrale Russa può permettersi di cambiare il rublo in valuta estera a tutte le persone che, vedendo cadere il valore della propria moneta, vogliono disfarsene. Continuando a permettere questo cambio di valuta la Russia può difendere la svalutazione del rublo. Tuttavia, in seguito al congelamento di tali beni esteri, la Banca Centrale Russa non dispone più del capitale in valuta straniera perciò non può più proteggere la propria moneta. Ciò ha portato alla recente svalutazione del rublo e al conseguente collasso dell’economia Russa. L’effetto di tali sanzioni ricade dunque in maniera più violenta non sulla classe dirigente, probabilmente preparata a tali sanzioni, bensì sulla popolazione, la quale vivrà e sta vivendo sulla propria pelle un drammatico momento di difficoltà economica. 3


ATTUALITÀ

L'ABORTO NEL MONDO

UN DIRITTO MOLTO DISCUSSO

di monica contini e francesca gianni

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ell’ultimo periodo, in alcuni Stati, le leggi riguardanti l’aborto sono state riviste e talvolta riconsiderate, causando manifestazioni e proteste nei vari Paesi. Notevole è anche l’aumento del numero delle donne che rischiano la vita perché costrette all’aborto illegale in mancanza dell’alternativa regolata dalla legge. In Italia la norma è rimasta quella decisa nel 1978: Il diritto di richiedere l’interruzione volontaria di gravidanza è entro i primi 90 giorni (12 settimane) di gestazione per motivi di salute, economici, sociali o familiari. Ma se in Italia questa legge è rimasta intatta, in Polonia, come in altri Paesi, sono state inserite ulteriori restrizioni o liberalizzazioni. Di fatto l’aborto in Polonia è ormai legale solo se la gravidanza è il risultato di una violenza o nei casi in cui la salute della donna incinta è a rischio; questo dal gennaio 2021, quando una sentenza della Corte Costituzionale ha approvato la legge che vieta l’aborto, anche in caso di malformazione del feto. Tutto ciò ha provocato molte proteste da parte di studenti, movimenti femministi, organizzazioni per i diritti LGBTQ+ e gran parte della società civile; proteste che non si sono mai spente, soprattutto negli ultimi mesi, dopo determinati avvenimenti. Difatti il 25 gennaio in un ospedale a Częstochowa, città non molto distante da Cracovia, in Po4

lonia, è morta Agnieszka T., una donna di 37 anni. Agnieszka era incinta di due gemelli e, da quanto affermato da parte della famiglia, il primo trimestre della gravidanza stava procedendo nel modo corretto, poi la salute della donna aveva riscontrato progressivi peggioramenti. Intorno ai tre mesi il battito cardiaco del primo feto era cessato, ciononostante i medici si erano rifiutati di praticare l’aborto, per poi interrompere la gravidanza di Agnieszka il 31 dicembre, in seguito alla cessazione del battito cardiaco del secondo feto. La famiglia sosteneva, inoltre, che la causa del decesso della donna fosse stata la setticemia e aveva accusato l’ospedale di negligenza, per essersi rifiutato di operare Agnieszka, nonostante ci fossero state evidenti complicanze riguardo alla gravidanza. Tuttavia l’ospedale si è difeso affermando di “aver fatto di tutto per salvarla”; così la Procura aveva aperto un’inchiesta. Purtroppo, Agnieszka non è l’unica vittima della legge anti-aborto: infatti, a settembre del 2021 Izabela, una donna di trent’anni a cui si erano rotte le acque alla ventiduesima settimana di gravidanza, è morta in un ospedale a Pszczyna, città nel Sud-Ovest della Polonia, a causa del rifiuto da parte dei medici di interropere la gravidanza, appellandosi alla nuova legge anti-aborto, nonostante il feto fosse gravemente malformato e destinato comunque a morire. In seguito a questi avvenimenti, un uomo di

Świdnica ha riaperto il dibattito rendendo nota la morte di sua moglie avvenuta in circostanze simili. In seguito alla morte di Agnieszka e alla legge anti-aborto, ci sono state diverse proteste pacifiche a difesa dei diritti delle donne; il più importante movimento di protesta è “Strajk Kobiet”, ossia “lo sciopero delle donne”, composto per la maggior parte da donne, è nato nel 2016 in Polonia per tutelare i diritti e le libertà delle donne e battersi contro il divieto di aborto. La co-fondatrice del movimento, Marta Lempart, in sede di manifestazione ha denunciato: “La legge anti-aborto uccide. Un’altra persona è morta perché le necessarie procedure mediche non sono state eseguite in tempo”. È inoltre necessario affermare che la legge anti-aborto, oltre ad andare contro e limitare i diritti e le libertà delle donne, implica anche forti conseguenze per la salute della donna incinta: in un Paese dove è vietato abortire per malformazioni del feto, le donne in gravidanza che desidereranno intraprendere questa operazione, non potendolo fare liberamente, decideranno di andare in un altro Stato per farlo o, peggio ancora, ricorreranno all’utilizzo di metodi illegali. Da uno studio delle Nazioni Unite risulta che 100.000 donne all’anno si spostano all’estero per abortire, soprattutto in Paesi come la Repubblica Ceca e la Germania, mentre tra le 80.000 e le 180.000 donne abortiscono clandestinamente in Polonia. La Polonia ha una delle leggi

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ATTUALITÀ sull’aborto più restrittive d’Europa, ma non è la sola: insieme a Malta è uno dei pochi Stati dell’UE che non ha legalizzato l’aborto. Infatti a Malta l'interruzione della gravidanza non è concessa in nessuna circostanza. Chi intraprende pratiche illegali per abortire rischia dai 18 mesi fino ai 3 anni di carcere e il medico che assiste alla pratica può essere bandito per sempre dalla professione e finire in carcere per 4 anni. Anche a Cipro la pratica dell'aborto è vietata, tranne nel caso in cui la donna sia in pericolo di vita, quando ci sono severi rischi per la sua salute fisica o mentale o in caso di stupro. Un altro Stato in Europa che ha attuato considerevoli limitazioni all’aborto è il Regno Unito: qui è consentito solo dopo il parere positivo di due medici e fino ad un massimo di 24 settimane di gravidanza. Invece in Irlanda del Nord la pratica è completamente vietata, senza eccezioni come stupro o malformazioni del feto. Questo accade nonostante nel novembre del 2015 la Corte Suprema di Belfast abbia dichiarato la legge sull’aborto una violazione dei diritti umani, chiedendo di estendere questo diritto violato almeno per episodi di stupro o malformazioni del feto, ottenendo un rifiuto. Le donne in Irlanda del Nord sono solite andare in Gran Bretagna per compiere un'interruzione di gravidanza o addirittura in alcuni casi comprare pillole abortive illegali online, atto la cui pericolosità si esplicita da sé. Ci sono altri Stati in Europa che non consentono l’aborto, con l’eccezione del caso in cui la donna è in pericolo di vita o ha subito uno stupro: il Liechtenstein, San Marino, il Principato di Andorra e Monaco. Nello Stato Vaticano invece, come a Malta, non è consentito in nessuna ZABAIONE

circostanza. Lo Stato più liberale da questo punto di vista è la Danimarca, dove l’aborto è consentito fino al secondo trimestre di gravidanza e anche per motivi socio-economici, dopo il rilascio di una particolare autorizzazione. In Florida è stata da poco approvata dal Parlamento una legge che vieta alle donne incinte di intraprendere un aborto dopo la 15 settimana, anche in caso di stupro o incesto. Questa legge entrerà in vigore in Florida il primo luglio ed è probabilmente la misura più severa contro l’interruzione della gravidanza mai approvata dallo Stato guidato dai repubblicani, dove adesso l’aborto è vietato dopo la ventiquattresima settimana. In Texas una legge vieta gli aborti dopo la rilevazione del battito cardiaco del feto, cosa che in genere si verifica intorno alle 6 settimane di gravidanza, quando molte donne non sanno nemmeno di essere incinte. Un altro Stato ha recentemente seguito l’esempio del Texas: l’Idaho. Qui la Camera dell'Idaho ha approvato la legge che non permette di abortire se viene accertato il battito cardiaco del feto, dopo che il Senato dello Stato aveva già

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dato il suo consenso al provvedimento, che ora necessita della firma del governatore. Da quando è stata emessa la sentenza Roe vs Wade, nel 1973, che legalizzava l’aborto per qualsiasi causa fino alla ventottesima settimana, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha proibito agli Stati il divieto di aborto; perciò, l’Idaho non potrà mettere in vigore la legge finché non verrà rovesciata la sentenza. Spostandosi nel Sud America, in Colombia è stata decisa la depenalizzazione parziale dell’aborto, rendendo possibile l’interruzione volontaria della gravidanza entro le prime 24 settimane. È considerata una decisione storica per il Paese, dopo che nel 2006 era stato consentito in determinate circostanze: stupro, gravi malformazioni del feto e serio pericolo per la vita della donna. Se la donna avesse deciso di abortire da sola o con l’aiuto di qualcuno, entrambi avrebbero rischiato 4 anni e mezzo di carcere. Ora, invece, è possibile richiedere l’interruzione della gravidanza fino al sesto mese, senza dover fornire alcuna motivazione, mentre passato il 6 mese continueranno a sussistere restrizioni.

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ATTUALITÀ

AJA CITTÀ DELLA GIUSTIZIA

TRIBUNALI INTERNAZIONALI ALLA RIBALTA PER VIA DELLA GUERRA Di Alessia petrera e lorenzo vinelli

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na guerra nel cuore dell’Occidente ha riportato alla ribalta la Corte Internazionale di Giustizia – nota ai più come Tribunale Internazionale dell’Aja -, chiamata dall’Ucraina ad adottare misure provvisorie nel caso relativo alle accuse di genocidio. Dal 1945, nel neorinascimentale Palazzo della Pace a l’Aja, la Corte è il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite e funge da tribunale mondiale, ma non è un vero tribunale penale, dato che non ha un pubblico ministero in grado di avviare il procedimento. Tutti gli Stati membri delle Nazioni Unite sono, quindi, automaticamente parti dello Statuto della Corte, che si occupa della soluzione di controversie internazionali e formula pareri: dopo il primo ricorso, presentato dal Regno Unito contro l’Albania nel 1947, ha affrontato più di 180 casi, nei quali solo gli Stati possono essere parti. Curioso e foriero di dibattito il procedimento che nel 2014 ha condannato il “barbaro” Giappone a sospendere la caccia alle balene. Tuttavia, non si tratta della sola istituzione di giustizia internazionale presente nella cittadina olandese. Sempre la vicenda in Ucraina, con le sanzioni e la controversa no-fly zone, ha portato alla luce i fatti riguardanti la ICC (International Criminal Court), o CPI (Cour pénale internationale). Ma cos’è di preciso la ICC? E quali sono i suoi compiti? 6

La Corte Penale Internazionale dell’Aja, è un tribunale con sede nei Paesi Bassi che si occupa, per l’appunto, di perseguire gli individui – e non gli interi Stati – che si siano macchiati di genocidio, crimini di guerra, crimini contro l’umanità e ultimamente anche crimini di aggressione. La corte, oggi composta da ben 123 stati, diventò operativa l’1 Luglio 2002, grazie alla ratifica e alla conseguente entrata in vigore dello Statuto di Roma del 1998, che ne costituisce la base legale e può essere considerata l’evoluzione dei tribunali militari istituiti per i processi di Norimberga e Tokyo. Questo tribunale, che non è un organo delle Nazioni Unite, non sostituisce la giurisdizione nazionale, ma interviene solamente se le autorità locali non vogliono o non possono perseguire i crimini commessi sul loro territorio o dai loro cittadini. La Corte, infatti, può intervenire solo nel caso in cui i crimini sopra citati avvengano in uno dei territori degli Stati membri, o per mano di uno dei cittadini degli Stati membri. Se uno di questi reati dovesse essere commesso in un territorio sotto la giurisdizione del tribunale, ma da un cittadino che ne è esterno, questo potrebbe essere processato anche se la sua estradizione sarebbe nelle mani del suo stato di provenienza. Oltre ai 123 Stati menzionati in precedenza si contano altri 32 Paesi che hanno firmato lo Statuto nel 2000 senza poi ratificarlo. Tra

questi si trova, al di fuori di Russia, Cina, Stati Uniti e Israele, anche l’Ucraina, la quale ha attivato una procedura speciale a seguito dei fatti avvenuti nei primi mesi del 2014, quando i cittadini protestarono in Piazza Maidan a Kiev. È proprio grazie a questa procedura se dal 28 febbraio scorso è stato possibile includere gli ultimi avvenimenti nell’indagine già in corso. Nel caso dell’odierna guerra in Ucraina però, non sarebbe possibile accusare Putin di aggressione ma solo di genocidio e crimini di guerra, in quanto la prima è tale solo se l’aggressore è a sua volta uno Stato membro. Un altro dei casi più recenti trattati dalla Corte Internazionale di Giustizia è quello che riguarda il genocidio dell’etnia dei Rohingya in Bangladesh operato dal Myanmar. Di preciso l’indagine si è occupata dagli avvenimenti del 2017, quando alcuni ufficiali del Myanmar rivolsero attacchi di massa contro la minoranza musulmana con l’intento di sterminarla. La Corte si pronunciò attribuendosi piena giurisdizione in merito alle presunte deportazioni dei cittadini Rohingya in Bangladesh, in quanto avvenuti nel territorio di uno Stato membro – il Bangladesh – anche se da parte di un Paese esterno – il Myanmar. Ciononostante il verdetto fu respinto proprio da quest’ultimo, con la scusa che, non essendo uno Stato membro non era vincolato a riconoscere l’autorità del tribunale.

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ATTUALITÀ Nel 2013, la Corte Penale Internazionale ha messo sul banco degli imputati il presidente del Kenya, Uhuru Kenyatta, accusato di crimini contro l’umanità per aver provocato oltre mille morti e seicento mila sfollati nelle violenze post-elettorali che travolsero il Paese nel 2007. È stata la prima volta assoluta di un capo di Stato in carica posto a giudizio della Corte. Il presidente ha affrontato spavaldamente il processo che, grazie allo sgretolamento progressivo delle imputazioni e alle defezioni dei testimoni, si è concluso con il ritiro delle accuse a suo carico. Tuttavia i giudici non hanno assolto Kenyatta, che potrà essere di nuovo incriminato se nuove prove dimostreranno le sue responsabilità criminali. La Corte ha un precedente nel Tribunale per la ex Jugoslavia, il primo organismo internazionale a perseguire i crimini di guerra dopo i processi di

Norimberga e Tokyo, alla fine della Seconda Guerra Mondiale. È un tribunale creato ad hoc dalle Nazioni Unite per giudicare quanti si siano macchiati di genocidio e crimini contro l’umanità durante i conflitti nei Balcani negli anni Novanta. Quello, per intenderci, dove il generale croato Slobodan Praljak ha bevuto in diretta televisiva una bottiglietta di veleno durante la lettura della sentenza. La ICC, tuttavia, non è vista di buon occhio in tutto il mondo e soprattutto negli Stati Uniti, che fanno appunto parte di quei paesi che hanno deciso di non ratificare lo Statuto di Roma. Gli Americani hanno timore che venga meno la loro giurisdizione autonoma nei territori degli stati alleati e di venire loro stessi indagati. L’ex presidente Trump, successivamente all’avvio formale di un’indagine sui crimini di guerra commessi in Afghanistan riguardante tutti

gli schieramenti del conflitto, ha imposto un divieto di viaggio sul procuratore dell’Aja e sui membri del suo staff, impedendo ai cittadini statunitensi di prestare consulenza alle indagini. Divieto poi revocato dal presidente attualmente in carica probabilmente data la mancata prosecuzione dell’inchiesta dovuta alla mancanza di aiuti, devolvendo gli sforzi della Corte a indagini con maggiori probabilità di successo. Quindi, tirando le somme di questo lungo discorso, è la Corte Penale Internazionale davvero un organo utile capace di punire i “peggiori crimini conosciuti al genere umano”? Riuscirà davvero ad essere parte importante nella lotta contro il presidente Russo? Almeno uno tra i 32 Stati non membri cambierà mai idea? Con la presidenza Biden miglioreranno i suoi rapporti con gli USA? Questo lo potremo scoprire solo col tempo.

UN Photo/Rick Bajornas

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ATTUALITÀ

CANCELLI CHIUSI

NUOVE LIMITAZIONI ALL'ISTRUZIONE IN INGHILTERRA Di Federico savorani

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gni tanto a noi italiani farebbe molto bene tirare fuori la testa dall’argilla nella quale ristagna il dibattito pubblico; dopo due anni di discussioni monotematiche, con la guerra in Ucraina si pensava che gli orizzonti dell’informazione si sarebbero ampliati. Purtroppo, la situazione non è cambiata drammaticamente, la parola d’ordine da Green-Pass è diventata Putin, si è passati da citare Manzoni a Dostoevskij, e i virologi hanno semplicemente fatto spazio a strateghi militari ed esperti di geopolitica, ma tra le spire della “Crisi del Mese” che attanaglia le prime pagine si vedono pochi scorci di notizie internazionali. Tra queste ha trovato spazio tra le pagine del Sole 24 Ore perfino un avvenimento apparentemente insignificante: l’annuncio del governo inglese di una serie di misure volte a ridurre i costi statali dell’educazione superiore (ossia delle università e dei college), che risulteranno in sicure discriminazioni contro gli studenti meno agiati. Non mi prenderò la responsabilità di analizzare le conseguenze economiche a lungo termine ma cercherò comunque di spiegare l’importanza di questi cambiamenti, e di metterne in luce le criticità. Perché queste misure? Nel 2018 fu pubblicato un report, chiamato Augar review, che evidenziò le falle nel sistema universitario 8

inglese, in particolare un significativo aumento delle spese da parte del Tesoro (Ministero economico-finanziario, ndr.). Le soluzioni trovate quattro anni dopo sono nel migliore dei casi poco ragionate, nel peggiore intenzionalmente volte ad avvantaggiare chi già privilegiato. In entrambi i casi, a guadagnarci è il Tesoro stesso, non certamente gli studenti. Nel mondo anglosassone è pratica comune per chi vuole accedere a un’educazione superiore indebitarsi con lo stato per coprire tutti quei costi che lo studio universitario richiede (tasse, iscrizioni, libri, vitto e alloggio se fuori sede, etc.), per poi ripagare questi debiti una volta entrati nel mondo del lavoro in diverse rate a seconda del proprio reddito. Una pratica che costituisce inevitabilmente una tassa aggiuntiva, che fino a quest’anno però si estingueva automaticamente, indipendentemente dal fatto che il pagamento fosse completato o no, una volta raggiunti i 30 anni dalla contrazione. Con la riforma in atto, questo limite verrà esteso a 40 anni, facendo sì che chi dopo la laurea (o dopo aver abbandonato gli studi) svolgerà mansioni meno remunerative continuerà a pagare fino all’età di 60 anni. Ma la novità peggiore è sicuramente l’introduzione di requisiti minimi per accedere alle università stesse. Infatti verrà richiesto agli studenti di passare gli esami GCSE di quarto grado (esami statali in-

glesi, ndr.) almeno in matematica e inglese. Questo comporta non solo una spesa economica, per accedere agli esami e per la preparazione necessaria a superare questi difficili test, ma anche un grande costo in tempo nello studio di materie che probabilmente non verranno utilizzate. C’è da chiedersi che senso abbia avere un altissimo livello di inglese per un ingegnere informatico o una grande conoscenza matematica per un filosofo. Sono introduzioni che vanno a contraddire in parte il modello scolastico anglosassone per cui è lo studente a scegliere il proprio percorso accademico, e che svantaggiano in grande misura gli studenti provenienti da ambienti più poveri o marginalizzati (secondo l’analista Hillary Gyebi-Ababio), che già ora sono la percentuale minore degli studenti degli atenei. Lo scopo di queste misure sarebbe di “scremare” i meno studiosi per evitare di dover anticipare soldi a persone ritenute immeritevoli, immeritevoli per motivi arbitrari e per questo esclusi dal proseguimento degli studi, che magari li avrebbe portati a conseguire il successo, e grazie al quale avrebbero potuto contribuire alla società, ripagando quello che lo Stato aveva anticipato. Ma anche se così non fosse, viene da porsi una domanda fondamentale: è necessario (non si può certo dire che sia giusto) limitare l’accesso all’istruzione in nome del risparmio?

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SVAGO

L'ANNIVERSARIO I 50 ANNI DEL PADRINO

“I

o credo nell’America. L’America fece la mia fortuna”. Con questa battuta diventata di culto ha inizio “Il padrino”, adattamento cinematografico dell’omonimo romanzo di Mario Puzo, diretto da Francis Ford Coppola nel 1972, e che a marzo ha festeggiato i 50 anni dalla sua prima uscita tornando nelle sale dopo un lungo e scrupoloso restauro. La storia è incentrata sulla famiglia Corleone, importante clan della malavita newyorkese guidato da Don Vito, chiamato da tutti Padrino. Il potere dei Corleone sembra indiscusso, ma quando scoppia una guerra tra boss per una questione di affari la famiglia è travolta dalla violenza. Sarà il figlio Michael, fino a quel momento tenuto lontano dall’attività criminale, a succedere all’anziano Don Vito e a diventare il nuovo Padrino. Grande ammiratore della Nouvelle Vague e del Neorealismo italiano, Coppola ha inserito nel film gli elementi estetici che caratterizzavano il cinema europeo degli anni Cinquanta e Sessanta per adattarli al formato americano. Ancora oggi la pellicola è l’esempio perfetto di come il cinema di impronta commerciale possa diventare un vero e proprio film d’autore e, nonostante le quasi tre ore di durata, scorre con un ritmo incalzante, soprattutto nella prima parte. La fotografia di Gordon Willis, fatta di toni caldi, si avvale del contrasto pittorico tra luci e ZABAIONE

di francesco sciarrino

ombre per evidenziare la progressiva corruzione morale di Michael, mentre il commento musicale di Nino Rota aggiunge pathos e folclore alla vicenda. Il film fu un grande successo: vinse 3 premi Oscar e conquistò subito le vette al botteghino, nonostante le scarse aspettative iniziali. Coppola era infatti alle prime esperienze come regista cinematografico e la società di produzione si era rivolta a lui solo dopo il rifiuto da parte di ben sette cineasti, inoltre i suoi frequenti contrasti con la dirigenza lo avevano portato spesso ad un passo dal licenziamento. In particolare il regista dovette lottare per affidare la parte di Don Vito a Marlon Brando, che in quegli anni attraversava una profonda crisi professionale ed era ritenuto un personaggio scomodo per il suo istrionismo e la poca disciplina sul set. I produttori erano anche fortemente contrari a scritturare Diane Keaton e Al Pacino, che doveva interpretare il ruolo chiave di Michael Corleone, futuro Padrino, ma che fino a quel momento aveva avuto pochi ruoli importanti. L’esito positivo del primo film fece approvare la realizzazione di un sequel, uscito nel 1974, nel quale viene raccontata l’ascesa di Don Vito (un giovane Robert De Niro), e in parallelo la vicenda del figlio Michael, impegnato a consolidare il potere della famiglia, in una messinscena virtuosistica dove il continuum spazio-temporale è alterato per costruire un

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racconto complesso, per alcuni aspetti ancora più riuscito del primo. Nel 1989 venne realizzato un terzo capitolo con cui si concludeva la parabola di Don Corleone, il quale non ottenne la stessa fortuna dei due titoli precedenti per una serie di scelte considerate di livello inferiore. Già negli anni Settanta alcuni critici avevano intuito la portata, divenuta storica, di questa saga, che oltre a far conoscere a una grande parte di pubblico il mondo segreto della mafia, racconta una vicenda che, partendo dalla dimensione privata di una famiglia di immigrati italiani, arriva ad analizzare il mito fondativo degli Stati Uniti (la riunione dei capi delle cinque famiglie malavitose di New York ricorda per composizione spaziale il celebre quadro della Dichiarazione d’Indipendenza), sconfinando nella tragedia greca e nell’epos moderno. “Il padrino” è una grande metafora della fine del sogno americano e mostra l’ambiguità dei politici e del popolo verso la mafia, che nasconde le sue efferatezze per mostrarsi come l’unica alternativa capace di garantire protezione e senso d’identità ad una minoranza sconfitta, in quella che era ancora vista come una terra di frontiera. Sono passati 50 anni, ma “Il padrino” sconvolge e affascina ancora moltissimi cinefili. 9


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ZABARECENSIONI THE BATMAN

Con oltre quarant’anni d’esperienza, Batman rimane uno dei supereroi più famosi e simbolici della DC: dai fumetti alle serie TV e ai film, tanti sono stati gli attori che hanno indossato i panni del cavaliere oscuro. Il più canonico rimane sicuramente il Batman interpretato da Christian Bale in Batman Begins, ma questo nuovo film non è da meno: Robert Pattinson dà una perfetta interpretazione del protettore di Gotham City. Nonostante i suoi 176 minuti riesce a mantenere sempre viva l’attenzione grazie a continui colpi di scena e a lasciare con il fiato sospeso grazie all’atmosfera noir che solo Gotham City può dare, dai bassifondi ai tetti dei palazzi, che rimane una delle più amate nel mondo dei supereroi. In questo film Batman è alle prese con l’Enigmista, storico nemico, che cerca di svelare il vero volto della città e di conseguenza anche nuovi aspetti del passato di Bruce Wayne o Batman, che cercherà di risalire a lui tramite indizi lasciati dallo stesso Enigmista: questo lo porterà nei bassifondi di Gotham City e anche a confrontarsi con i boss mafiosi più importanti, come il controverso Carmine Falcone e il Pinguino, gestore di uno dei club più famosi della città. Particolarità del film sono di certo le inquadrature originale e la figura dell’Enigmista, che assume un volto nuovo, senza dimenticare la figura originale e i suoi macabri enigmi, che non a caso ricordano un altro enigmista famoso nel mondo del cinema. (Giosuè Inzoli)

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UNCHARTED

onoscete la saga di videogiochi di Uncharted? Se la risposta è no, allora dovete subito rimediare e riempire questa vostra enorme lacuna; se invece è sì, amerete senza dubbio questo film, basato proprio sul videogioco. Nathan Drake non ha mai dimenticato suo fratello, scomparso dopo esser scappato dall’orfanotrofio, e non ha nemmeno scordato le leggende sul tesoro perduto che suo fratello gli raccontava da piccolo. Così, quando nella sua vita arriva Victor Sullivan, cacciatore di tesori e vecchio socio del fratello, che lo convince a unirsi a lui nella ricerca del misterioso tesoro di Magellano, Nate si inoltra in questa emozionante avventura con lo scopo di ritrovare il fratello perduto. Una situazione tutta nuova per lui, dove la sua semplice ironia unita ai suoi originali combattimenti darà vita a due ore di divertimento e non permetterà al pubblico di staccare gli occhi dallo schermo. Durante il viaggio Nate incontrerà anche Chloe Frazer, “socia” di Sully, abile e dal fascino misterioso. I tre avventurieri dovranno imparare e fidarsi l’uno dell’altro contro un nemico comune, Santiago Moncada e la sua assistente Jo Baddrock, anche loro in cerca dell’oro. Nate è interpretato da Tom Holland, giovane attore oggi molto apprezzato, accompagnato da Mark Wahlberg (Sully), Sophia Taylor Alì (Chloe), Antonio Banderas e Tati Gabrielle (Moncada e il suo braccio destro). Siamo tutti curiosi di scoprire come proseguirà questa nuova saga cinematografica. Perché ci sarà un seguito, vero? (Monica Contini) Marzo 2022 Anno XVI

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NOTRE DAME DE PARIS

opo aver girato più di 150 teatri in più di 10 paesi, il cast originale di Notre Dame torna in occasione del ventesimo anniversario ad esibirsi sulle scene. Notre Dame de Paris è una storia di intrighi, contese e passioni ambientata nella Parigi del 1482. I personaggi principali entrano in competizione tra loro per vincere l'amore della bella Esmeralda, arrivando ad architettare sotterfugi e compiere atti sempre più subdoli, fino ad incastrare la stessa donna per omicidio. L'accoppiata del libretto di Pasquale Pannella e delle musiche originali di Riccardo Cocciante risultano ancora una volta vincenti e rinnovano l'antico splendore che aveva conquistato più di 10 milioni di spettatori intorno al globo. Rivediamo sul palco grandi nomi della scena musical italiana quali Lola Ponce (Esmeralda), Gio' Di Tonno (Quasimodo) o Vittorio Matteucci (Frollo) che nonostante il passare degli anni, sono ancora in splendida forma sia per vocalità che presenza scenica. Menzione speciale va necessariamente all'ensemble, un gruppo estremamente variegato di ballerini e acrobati provenienti da tutto il mondo, che per tutta la durata dello spettacolo accompagna perfettamente la storia con coreografie e acrobazie mozzafiato, conquistando la meraviglia di grandi e piccoli nel pubblico. Il momento conclusivo dello spettacolo, la ripresa della celebre "Il tempo delle cattedrali", si impregna di densa commozione: il cast invita il pubblico a unirsi a loro sollevando in sala un canto all'unisono, e veramente tutto sale su verso le stelle. (Victoria Lucarelli)

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IL SOGNO DI UN UOMO RIDICOLO

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l sogno di un uomo ridicolo è un racconto di Dostoevskij, pubblicato nel 1877 all’interno del Diario di uno scrittore. Oggi viene pubblicato separatamente, in brevissime copie di una decina di pagine in cui è contenuta una di quelle storie che cambiano la vita. “Io sono un uomo ridicolo. Ora mi chiamano pazzo. Questo sarebbe un avanzamento di grado se io, per loro, non rimanessi ridicolo come prima. Ma ormai non mi ci arrabbio più, adesso tutti mi sono cari, persino quando ridono di me”. Questo l’incipit con cui facciamo conoscenza del protagonista, voce narrante che guida il lettore in una profonda riflessione ed esplorazione della sua interiorità, un po’ cosciente e un po’ onirica. Le frasi, le parole, i pensieri con cui ci si confronta hanno il potere di stravolgere la superficialità dell’animo umano e di costringerci a meditare. In poche righe si passa da un sentimento di amara apatia ad un caleidoscopio di emozioni. Attraverso il sogno il protagonista esce da un mondo che crede di conoscere, e al risveglio lo ritrova radicalmente mutato; o forse è più corretto dire che il mondo rimane lo stesso, è l’anima dell’uomo che è cambiata irreversibilmente. Il lettore è trasportato da un paragrafo all’altro, ora cullato da splendide parole, ora sconvolto dalle più crude verità sull’essere umano. Le pagine sono scorrevoli e ogni parola è estremamente puntuale; il linguaggio risulta essenziale e coinvolgente, intelligente e immenso in tutti i passaggi ma mai verboso o pesante. Reperibile anche online gratuitamente in formato pdf, ne consiglio la lettura a chiunque si senta pronto ad affrontare una riflessione sull’individuo e sull’umanità, in cui il colpo di scena non riguarda un avvenimento ma una cruciale presa di coscienza su ciò che siamo. Da leggere almeno una volta nella vita. (Maria Cattano) 11


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ZABAOROSCOPO ARIETE

di caterina borello e Rocco soravia

tori insomma!

Cari ariete, sappiamo tutLEONE ti che avete un animo passionaIl vostro essere coraggiosi le, impulsivo e talvolta collerico; spinge il pedale dell’adrenalina come, dunque, non associarvi permettendovi di buttarvi a caalla danza… pofitto giù per le piste di scii o TORO fare salti mozzafiato con lo snowTori, il vostro spirito deter- board. minato, speranzoso e riservato VERGINE non può che ricordare il tennis, Siete identici alla ginnastica punto per punto raggiungete artistica: precisissimi, non riuscisempre l’obbiettivo. te a staccarvi dall’ideale di perGEMELLI fezione che vi siete costruiti, ma Il vostro animo mutevole e rilassatevi un attimo! testardo è paragonabile all’atletiBILANCIA ca. Non riuscite mai a decidervi Care bilance, diciamo che lo e spesso vi ritrovate ad allenarvi sport non è nelle vostre corde, ma non disperatevi, sarà comunque per mille discipline. CANCRO divertentissimo giocare a bocce. Cancri, per colpa della voSCORPIONE stra impulsività e passione, non Scorpioni, il vostro essere riuscite mai a stare fermi, vi ritrovate spesso in litigi e scontri con aggressivi e determinati ci ha rile autorità, proprio come i calcia- cordato subito il rugby… come

biasimarci!

SAGITTARIO

Siete proprio amici delle bilance; per voi, invece, la strada del bowling è spianata, non disperatevi.

CAPRICORNO

Il basket potrebbe essere il vostro futuro. Siete scattanti, forti e sempre desiderosi di mettervi in gioco e di eccellere.

AQUARIO

Amici dell’acquario, il surf è nelle vostre corde. Siete coraggiosi e pronti a correre il rischio, amate l’avventura, ma senza mai rischiare troppo.

PESCI

Il vostro essere solitari e taciturni ci ricorda il nuoto, disciplina che potrebbe davvero aiutarvi a sfogare il vostro malessere interiore.

ZABAORACOLO

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a vera domanda è: qualcuno è mai stato in torretta? In alcuni miti antichi si narra che la torretta apra un giorno all’anno, con un particolare allineamento degli astri che coincide con l’open day del Parini. Mossa astuta per conquistare i piccoli sprovveduti di terza media, a cui conviene godersi il tour, poiché non avranno più occasione di rivedere gran parte degli spazi più belli della scuola. Già, la torretta non è il solo tesoro nascosto ed inutilizzato del liceo: ce ne sono a bizzeffe e, ahimè, non sono valorizzati come potrebbero! 12

La soluzione è supplicare ed esasperare un professore finché non lo si convince a recuperare le chiavi ed organizzare un esaltante giro in torretta, o iscriversi a uno di quei fantastici faber di astronomia, occasione d’oro per accedere all’osservatorio. Ma perchè facciamo fisica al classico? Non è la prima e sicuramente non sarà l’ultima volta che orde di classicisti disperati, arrivati al terzo anno e dunque costretti a scontrarsi con la fisica, si pongono questa difficile domanda. Ti garantisco che nemmeno scavando nei più re-

conditi angoli della mia saggezza di oracolo millenario ti so rispondere. Si dice che a qualche creatura misteriosa (niente paura, si tratta di pochi esemplari) la fisica piaccia; effettivamente non è così incomprensibile, se non altro per capire il mondo dal punto di vista scientifico. Il vero pericolo sono coloro a cui piace la matematica: quella sì che è proprio ingiustificabile… Comunque fatti forza, mio giovane amico: sono solo due ore alla settimana, e se riesci a farti portare in laboratorio dal/la prof anche la fisica potrà sembrare divertente!

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domeniche alterne, ospite del giardino del Tempio Del Futuro Perduto, vicino alla Fabbrica del Vapore si trova il Remira Market, anche chiamato il tempio del Vintage. Un luogo particolare per passare una domenica pomeriggio lontano dalla solita frenesia di Milano, circondati da persone che hanno molta voglia di mettersi in gioco. Si trova all’aperto, all’entrata del giardino viene controllato il green pass ed è possibile lasciare un'offerta libera per le or-

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ZABA IN CITTÀ

ganizzatrici, persone veramente in gamba, che non tralasciano nessun dettaglio. Queste bancarelle sono un'esplosione di colori e si occupano di ridar vita a capi di seconda mano o accessori artigianali. A vendere sono piccole realtà indipendenti o gruppi di amici che hanno fatto un decluttering estremo del proprio armadio, quindi se volete sbarazzarvi di vestiti che ormai non ritenete più adatti a voi potete mandare una richiesta di partecipazione attraverso il loro sito, o pagina Instagram, che consiglio vivamente di seguire

LA COLOMBA

i sono molte storie sull'origine della colomba, alcune che la farebbero risalire ai longobardi. Sono solo leggende: il dolce fu inventato dalla Motta negli anni '30. Ingredienti: • 350 g di farina • 70 ml di acqua • 30 ml di latte • 10 g di lievito • 60 g di burro • 90 g di zucchero • 2 uova • 35 g di canditi • 70 g di uvette • 1 baccello di vaniglia • 25 g di granella di zucchero • Mandorle, q.b. • Sale, q.b. Mescolare con una frusta 100 grammi di farina, il lievito, l’acqua e il latte, tutti a temperatura ambiente. Una volta che il composto sarà liscio lasciatelo lievitare per due ore. Trasferite l’impasto in una planetaria col ZABAIONE

di Elena covini

ZABARICETTE

gancio impastatore e aggiungetevi 15 grammi di zucchero. Incorporate altri 100 grammi di farina, aggiungendoli poco per volta. Impastate a lungo, finché la farina non sarà interamente assorbita. Aggiungete un uovo e impastate finché non sarà assorbito anch’esso. Aggiungete 15 grammi di burro ammorbidito poco per volta, aspettando che si assorba completamente prima di aggiungerne di altro. Togliete l’impasto dalla ciotola e lavoratelo su un piano da lavoro in modo da dargli una forma sferica. Attenzione: non aggiungete farina! Lasciate che l’impasto lieviti per altre 2 ore. Rimettete nella planetaria l’impasto e unite il resto dello zucchero, il resto della farina, l’altro uovo e il sale, tutti poco per volta e aspettando sempre che siano ben incorporati prima di aggiungere il resto. Aggiungete anche il burro, con la stessa procedura di prima. Aggiungete i semi di una bacca di vaniglia, i canditi e l’uvetta ammorbidita in acqua per

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visti i frequenti cambiamenti che il mercato apporta. Gli articoli esposti sono in buono stato e puliti, pronti per essere provati in camerini di legno improvvisati ma comunque confortevoli. Alla fine degli stand si trova un bellissimo bar con tavoli sia all’aperto che al chiuso che offre dolci fatti a mano, anche per vegani e celiaci. Oltretutto il posto è facilmente raggiungibile, tram 12 o 14 e fermata Cenisio o Monumentale della Lilla. Se siete curiosi e volete rivoluzionare il vostro stile questo mercatino fa per voi.

almeno dieci minuti. Continuate a impastare finché il tutto non sarà ben incorporato. Trasferite l’impasto su un piano infarinato e dategli una forma sferica. Lasciate lievitare per un’ora. Una volta fatto lievitare l’impasto mettetelo in frigo e fatelo lievitare per ulteriori 16 ore. Tirate fuori dal frigo l’impasto e lasciate che torni a temperatura ambiente (non dovrebbero volerci più di 2 ore). Dividete l’impasto in due parti non del tutto uguali e prendete quella più grande. Fatela diventare un rettangolo e arrotolatela lungo il lato corto. Disponete il filone a “U”, in modo da occupare la zona delle ali. Ripetete il passaggio con l’altra parte, disponendola lungo il corpo della colomba. Fate riposare per 3 ore. Ricoprite la colomba con i granelli di zucchero e le mandorle. Cuocete in un forno preriscaldato a 170° per 55 minuti. Aspettate che si raffreddi prima di mangiarla. Oppure andate a comprarla, evitando le due giornate di lavoro... 13


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ZABAENIGMISTICA

CRUCIVERBA di matteo morellini

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ORIZZONTALI 1. Lievi contrasti - 6. Comunità Europea - 8. Se tolgo la pelle all'arancia - 14. C'è sia a Verona che a Milano - 15. Lenta maratona - 17. Formaggio tipico delle Prealpi lombarde e piemontesi - 18. Il fiore dell'oblio - 19. La rappresenta Achille Lauro all'Eurofestival - 21. Burger King - 22. Non sono mie né sue - 23. Un cinema con più schermi - 24. Agli estremi delle bolle - 25. Sono pari nel tempo - 26. Il gruppo di Max Casacci - 27. Il dio del vento - 29. Gli abitanti della Liberia - 31. Persona di umore incostante e mutevole - 33. Ghiottoneria - 34. Inquinamento atmosferico delle aree urbane - 35. Realtà aumentata - 36. La provincia della Valle D'Aosta - 37. Piazza ... Aulenti - 38. Original - 41. Associazione Nazionale Infermieri in Neuroscienze - 43. Il gas delle lampade - 45. Ha scritto la volpe e l'uva - 47. Il Po per Clistene - 49. Uno dei cinque elementi - 51. Usato Los Angeles - 52. Quello di lavoro ti paga - 54. Cellule sessuali - 56. Parassita della polvere - 58. Content and Language Integrated Learning - 60. Osservatore Romano - 61. Macchia scura sulla pelle - 62. La fine della Siria - 63. Agghiacciante a Liverpool - 65. Abbreviazione di senior - 66. Il Don del Manzoni - 67. Non credente - 68. Esercito Italiano. 14

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TROVA BARRELLA di daniele musatti IN QUEST'IMMAGINE COMPARE IL NOSTRO PRESIDE 8 VOLTE, RIESCI A TROVARLO?

VERTICALI 1. Fare piccoli balzi - 2. Chi gestisce il gioco nei casinò - 3. Goal - 4. Prefisso del vino - 5. In fondo alla piazza - 6. Le regioni della Svizzera - 7. La compagna di Tancredi - 8. Abitanti di Siracusa - 9. Baraonda, confusione - 10. Centro Traumatologico Ortopedico - 11. Como - 12. Incapace, inetto - 13. Fa le ghiande a Sherwood - 15. Nocivo alla salute - 16. Alcuni sono fortuiti - 19. Subiscono in futuro - 20. Sodio - 23. Tecnica fondamentale della pallavolo - 24. Galleggia sempre - 26. Non è primario - 27. Cogito ... - 28. Vocali della voce - 30. Avanti Cristo in inglese - 32. Entrambi gli occhi in oculistica - 37. Grande primate africano - 39. Nuovo calciatore dell'Inter in prestito dall'Atalanta - 40. Contenuto nelle pillole contro le radiazioni - 41. Opera di Verdi - 42. Vocali vicine ma separate dalle sillabe - 44. Casa videoludica - 46. Chiedere per avere a Mediolanum - 48. Shrek e Fiona - 50. Competizione teatrale di Eschilo - 53. Cantante di storie tese - 55. Il cane di Ulisse - 56. Associazione Italiana Arbitri - 57. Codice di Avviamento Bancario - 59. Dizionario di latino 63. Compact Disk - 64. Pagliaccio diabolico. ZABAIONE

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