Poste Italiane SpA - Sped. in a.p. - D.L. 353/2003 conv. in L. 46/2004, art. 1, c.1 - DCB Trento. Virginia Gambino Editore Srl - Viale Monte Ceneri 60 - 20155 Milano - Contiene I.R. e I.P.
MARZO 2020 - N°107
ISSN 2532 - 5671
T E NDE N Z E E AT T UA L I TÀ DE L L A DIS T RIBUZ IONE E DIL E
YOUTRADE ACADEMY SONDAGGIO ESCLUSIVO: COME FIDELIZZARE IL CLIENTE
DISTRIBUZIONE TORNA IN PRIMO PIANO IL NEGOZIO DI PROSSIMITÀ
EDILIZIA LE PREVISIONI POST CORONAVIRUS
Cugini IL VALORE DI UN AMBIENTE GREEN
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ANNO 13 - NUMERO 107 MARZO 2020
Direzione, Redazione, Abbonamenti, Amministrazione e Pubblicità Head office, Editorial office, Subscription, Administration and Advertising Virginia Gambino Editore Srl Viale Monte Ceneri, 60 - 20155 Milano - Italy Tel. +039 02 47761275 r.a. info@vgambinoeditore.it Direttore responsabile / Publisher Virginia Gambino virginia@vgambinoeditore.it Collaboratori / Contributors Roberto Anghinoni, Valentina Anghinoni, Roberto Bolici, Alberto Bubbio, Marco Buschi, Giacomo Casarin, Federico Della Puppa, Palmiro Fronte, Dario Imparato (fotografo), Ludovico Lucchi, Selene Maestri (fotografa), Federico Mombarone, Veronica Monaco, Brunella Orsini, Andrea Payaro, Giuseppe Rossi, Franco Saro Impaginazione e grafica Layout and graphics Raffaella Sesia Youtrade è media partner esclusivo per il settore rivendita e materiali per l’edilizia di
Supporto Tecnico / Technical Support Enrico Adinolfi • Dec Luca Berardo • Casa Oikos Massimo Bussola • BigMat Claudio Cammi • Cammi Stefano Colombino • Gruppo Uniedil Andrea Cammi • Centredil Franco Nessi • Eternedile Claudio Troni • Gruppo Made Cristian Zanni • Gruppo Edilcom Ufficio commerciale - Vendita Spazi pubblicitari Commercial department - Sale of advertising Spaces Viale Monte Ceneri 60 - Milano Tel. +039 02 47761275 - cell. 340 1761951 info@vgambinoeditore.it Come abbonarsi / How to subscribe Italia annuo € 48,00 - Estero annuo € 70,00 (compresi numeri speciali) Copia singola € 5,00. Numeri speciali copia singola €15,00. Per abbonarsi è possibile sottoscrivere l’abbonamento online al link youtradeweb.com/category/abbonati/ oppure, fare richiesta a abbonamenti@vgambinoeditore.it o telefonando al numero 02 47761275 Stampa / Printing ALCIONE Lavis - Trento
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XIII convegno nazionale youtrade
UN RUOLO DA REGISTA PER LA DISTRIBUZIONE EDILE Distributori di materiali edili al centro della filiera delle costruzioni. Ruoterà attorno a questo concetto il prossimo Convegno nazionale YouTrade, in programma il 15 ottobre al Palexpo di Verona, nell’ambito della Fiera del Condominio. Le rivendite specializzate nel settore dell’edilizia, infatti, continueranno anche nei prossimi anni a ricoprire un ruolo fondamentale tra produttori e utilizzatori. Le analisi di mercato, infatti, hanno riscoperto il ruolo fondamentale del punto vendita di prossimità. Ma l’evoluzione della tecnologia e la necessità anche di agire su un mercato omnicanale hanno spostato gli equilibri, con il rischio di marginalizzare la tradizionale attività commerciale. Per questo le imprese della distribuzione devono imparare a ricoprire meglio il ruolo da registi di centrocampo. Non solo, insomma, semplici espositori-rivenditori di materiali, ma partner consapevoli e adeguati alle nuove richieste dei clienti, in una logica che vede assottigliarsi sempre di più la differenza tra utente professionale e semplice privato. Stretti tra grande distribuzione e necessità di confrontarsi con il fenomeno e-commerce, le imprese della distribuzione dovranno quindi dotarsi degli strumenti adeguati per agire come protagonisti e non solo da semplici intermediari. Durante il prossimo Convegno nazionale YouTrade queste tematiche saranno approfondite da esperti, con l’ausilio di una ricerca statistica condotta in esclusiva tra gli operatori del settore.
APPUNTAMENTO IL 15 OTTOBRE 2020, ORE 9.30 Fiera di Verona - Palaexpo Viale del lavoro, 8 - ingresso A1
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Dal 1982
progettazione, costruzione e vendita di macchine per l’edilizia
Revelin Diego Srl - Via Europa 45 Isola Vicentina (VI) www.fratazzatricirev.com
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Sommariomarzo Rubriche 9 Editoriale Che cosa fare terminata l’emergenza coronavirus 10 Econauta Mercato immobiliare e demografia 10 Chiacchiere di condominio Chi paga un nuovo ascensore 11 L'avvocato Lavori urgenti senza assemblea 12 I fatti nostri Chiuso per virus 14 Facciamo i conti Mix di vendita e marginalità d’impresa 16 Digital News 18 Seggiole & Poltrone 22 36 40
Dossier YouTrade Academy Fidelizzazione Che cosa vuole davvero il cliente Fidelizzazione Le strategie della distribuzione Edilizia Le prospettive sono positive se...
Attualità 46 Economia Rischio virus per l’edilizia? 50 Unicmi Niente crisi per gli infissi 56 Distribuzione Piccolo è bello quando è vicino
50 40 Unicmi, i numeri del settore
Congiuntura, bilancio e previsioni
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Rivendite Felc Dal ferro al design Centro edile Antonini Servizi ad hoc nella Ideoteca Gruppo E Esperti di casa non per caso Eurobaustoff Tutti i segreti del più grande I ferri del mestiere Coronavirus, c’è anche un effetto positivo
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Imprese Strategie Nuova veste, sempre più vicini al mercato Montini L’innovazione fatta di ghisa Gruppo Poron Il sottofondo è in primo piano Fassi Gru Versatilità con efficienza Muoviamoci I 4 parametri per misurare un condominio efficiente Come si fa Cavalcare le ristrutturazioni
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Speciale tetto
Speciale malte 98 Mapei Murature risanate con un unico prodotto 102 Miniera San Romedio Sostenibilità con puro comfort 104 108 110 114 116 118 120
Speciale tetto e accessori Edilizia Sempre meglio puntare in alto Xt insulation Differenti per mille motivi Fibrotubi Tetto a prova di condensa Brianza Plastica I mille usi di Isotec Alpewa State sicuri per 50 anni Pica Le tante facce del silenzio Ediltec
123 YouTrade Casa Comfort, l’edilizia per stare bene 124 Comfort Cari rivenditori, mettetevi comodi 126 Jesolo Al mare, ma a secco 140 Luxurygoods 142 Zapping 144 Hi-tech
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L’edilizia che aiuta il comfort
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Che cosa fare terminata l’emergenza coronavirus
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nevitabile che l’editoriale di YouTrade si occupi delle conseguenze per l’economia e, soprattutto, per l’edilizia e la distribuzione, nel post coronavirus. Perché un post, per fortuna, ci sarà. Ma l’economia sarà sopravvissuta? Vivrà in convalescenza? Oppure, come le imprese sperano, recupererà in breve tempo i mesi di quarantena da consumi? Dubbi che solo il tempo chiarirà. Ma questo non significa che non possiamo agire per recuperare, quanto si può, quello che è stato perduto a causa dell’emergenza sanitaria. Purtroppo (sfatiamo un mito ripetuto troppo spesso) una crisi non è detto che sia un’opportunità e, in ogni caso, l’ideogramma cinese e giapponese al quale è riferita questa teoria è stato interpretato in maniera del tutto errata. Insomma, una crisi non è un’occasione per creare nuovo business, anzi, potrebbe tramutarsi facilmente in una crisi peggiore. Ma è proprio per questo che bisogna agire subito per contrastarla. Se, poi, dal baratro si riesce a uscire con vantaggio, tanto meglio. Bisogna darsi da fare per tempo. Le idee, per fortuna, ci sono. Una è quella lanciata dal ministro allo Sviluppo, Stefano Patuanelli: ecobonus al 100%. Per riqualificare una casa, insomma, basterebbe anticipare i soldi, restituiti in comode dieci rate. C’è solo da sperare che il rappresentare del governo non abbia parlato solo per ingannare il tempo, ma che sia deciso a dare seguito alla proposta, magari dopo aver avuto il via libera dal ministro dell’Economia. In ogni caso, Patuanelli ha anche ventilato la reintroduzione dello sconto in fattura, ma in questo caso tornerebbe il gap per le piccole imprese, che non possono fare da banche ai proprietari di immobili anticipando, in sostanza, i soldi per il lavoro. Ah, già, le banche. Ci sono anche loro nella partita del rilancio dell’economia e dell’edilizia. Non a caso l’Abi ha promosso un Tavolo tecnico per favorire la riqualificazione degli immobili, assieme ad Ance, Aniza, Confedilizia, Cdp, Enea. Questo Tavolo tecnico ha messo a punto un documento che indica sette mosse per promuovere interventi per sviluppare la domanda e agevolare l’offerta di investimenti in riqualificazione energetica e per il contenimento dei rischi sismici e idrogeologici degli edifici. Queste azioni comprendono la creazione di un Fondo di garanzia pubblico per i finanziamenti per la riqualificazione degli edifici, che servirebbe a favorire l’accesso al credito, soprattutto ai condomini. Altra idea è la stabilizzazione delle agevolazioni fiscali per sisma bonus ed ecobonus (che ogni anno sono prorogate creando incertezza). Poi seguono la fiscalità agevolata per gli immobili con alti standard di sicurezza ed efficienza, la revisione dei sistemi sintetici di rappresentazione delle prestazioni energetiche (per rendere semplice la valutazione), una ponderazione di favore per i mutui ipotecari garantiti da immobili ad alta efficienza energetica (così si otterrebbero finanziamenti agevolati), l’individuazione di metodologie di valutazione immobiliare per sottolineare l’efficienza energetica di un edificio e, infine, l’incremento della consapevolezza dell’importanza della riqualificazione degli immobili attraverso iniziative di informazione. Cioè, in pratica, quello che fa costantemente YouTrade. È il nostro contributo al rilancio dell’edilizia.
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Mercato immobiliare e demografia
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hiedo perdono: è un argomento di cui abbiamo già parlato. Ma non per questo è meno importante di altri. Anzi, per l’economia e, in particolare, per l’edilizia, è il punto fondamentale: la popolazione italiana continua a diminuire. Non occorre essere degli scienziati per comprendere che meno abitanti equivale a più case vuote, anche se, per la verità, aumenta il numero di single, specialmente nelle grandi città. Il calo demografico significa anche meno consumi, quindi imprese che vendono meno, o a prezzi più bassi. Significano meno ristrutturazioni di appartamenti usati e, di sicuro, meno spinta a costruirne di nuovi. I numeri che riguardano la popolazione residente in Italia sono impietosi: a gennaio indicavano un saldo negativo di 116 mila persone su base annua, con un progressivo ampliamento del divario tra numero di nascite e di decessi. Nel 2019 sono nati 67 bambini ogni cento deceduti. È un dato allarmante, se si pensa che solo dieci anni fa, in era precrisi, eravamo quasi alla pari: nascevano 97 bambini a fronte di cento persone morte. E a costo di far sollevare più di un sopracciglio (o una reazione peggiore), vale la pena di ricordare che, numeri Istat alla mano, la situazione sarebbe ancora più negativa se il flusso di migranti fosse azzerato. Non è questa la sede per dibattere sulla controversa visione riguardo alle immigrazioni, che peraltro interessano tutto il mondo (vedi il muro voluto da Donald Trump al confine con il Messico). Ma
sta di fatto che il numero di nascite così esiguo è già comprensivo dei bambini nati da donne di origine non italiana. Unico dato positivo, si fa per dire: lo scorso anno non è stato toccato il picco negativo peggiore. La media, infatti, indica 1,26 figli per donna, ma nel 1995 era ancora peggio, a 1,2. Le cause di questa sterilità popolare sono molte. La precaria situazione economica, la diffusione di rapporti di lavoro temporanei e saltuari, che ha aumentato il numero di donne che non hanno accesso all’indennità di maternità, che vi hanno diritto solo in misura irrisoria o che, comunque, non guadagnano abbastanza per potersi permettere un figlio. Mancano anche strutture sociali adeguate: il livello di copertura dei nidi, pubblici e privati, arriva al 25%, con enorme divario tra Centro-Nord e Sud. Infatti, i dati dell’Ispettorato del lavoro indicano che il 70% delle donne che lasciano volontariamente il lavoro sono spinte dalla difficoltà a conciliarlo con il ruolo materno. Una faccenda, insomma, che andrebbe affrontata seriamente. E invece... Federico Mombarone Giornalista
CHIACCHIERE DI CONDOMINIO
Chi paga un nuovo ascensore
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installazione dell’ascensore mira ad assicurare l’accessibilità, adattabilità e vivibilità degli edifici, eliminando ogni ostacolo e barriere, indipendentemente dalla presenza nello stabile di persone con disabilità motorie. Ma come sono ripartite le spese dell’installazione dell’ascensore? È possibile scegliere di non parteciparvi? L’installazione ex novo, spesso osteggiata da parte della compagine condominiale, prevede costi importanti, che vanno ripartiti tra tutti i condòmini per millesimi, secondo quanto previsto dall’articolo 1123 del Codice civile. Tuttavia, la legge permette che qualora l’innovazione comporti una spesa gravosa e l’installazione dell’ascensore sia ritenuta voluttuaria, non indispensabile né utile, il condòmino dissenziente può decidere di non partecipare alla spesa e, di conseguenza, non utilizzare l’elevatore, salvo subentro successivo. Nel caso in cui non sia raggiunto il quorum legale previsto (la maggioranza degli intervenuti e 500/1000), le stesse norme del Codice civile consentono che l’ascensore possa essere installato da un singolo condòmino (o gruppo di condòmini) senza passare attraverso l’assemblea. L’articolo 1102 consente a ciascun condòmino di utilizzare e modificare le parti comuni per installare, a sue esclusive spese, ascensori, servoscala e altri apparecchi simili nella tromba delle scale, a condizione che non ne alteri la destinazione e non impedisca agli altri condòmini di farne uguale uso secondo il loro diritto. Di conseguenza il singolo condòmino ha la facoltà di fare installare nella tromba delle scale a propria cura e spese un ascensore, ponendolo a disposizione degli altri che in qualunque tempo possono partecipare ai vantaggi dell’innovazione contribuendo nelle spese di esecuzione e di manutenzione dell’opera. Le spese di installazione di un ascensore non vanno confuse con le spese di manutenzione e ricostruzione di un ascensore già esistente: queste andranno suddivise alla luce dell’articolo 1124 del Codice civile. Palmiro Fronte Coordinatore scientifico Safoa
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L’AV V O C ATO
Lavori urgenti senza assemblea
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ronunciandosi sul reclamo avverso al provvedimento con il quale il Tribunale di Roma aveva rigettato la richiesta di autorizzare l’amministratore di un condominio a provvedere ai lavori di messa in sicurezza e di manutenzione straordinaria e/o restauro conservativo della facciata del complesso edilizio condominiale, la Corte d’appello di Roma (con decreto di ottobre 2019), confermando il provvedimento di primo grado, ha affermato che il giudice non può sostituirsi all’assemblea condominiale nel caso in cui si preferisca intervenire con la messa in sicurezza dell’edificio e non procedere alla manutenzione straordinaria e al restauro conservativo del fabbricato. Nelle more del giudizio veniva dato atto del fatto che nonostante fosse stata più volte convocata l’assemblea condominiale per deliberare in ordine agli interventi necessari di messa in sicurezza e di manutenzione straordinaria della facciata, in nessuna occasione si era raggiunta una decisione a causa della mancanza di quorum. Nonostante tale inerzia, si riusciva comunque a deliberare ed eseguire i lavori di messa in sicurezza del fabbricato. La Corte d’Appello di Roma, riconosciuta l’insussistenza dei profili di urgenza in ordine alla possibilità di adire l’autorità giudiziaria, ha rigettato il reclamo atteso che l’accoglimento del ricorso avrebbe determinato un’indebita interferenza nella sfera di competenza esclusiva dell’assemblea condominiale. L’intervento dell’autorità giudiziaria costituisce una deroga al generale principio per il quale tutti i partecipanti hanno il diritto di concorrere all’amministrazione della cosa comune ed è ammesso in due sole ipotesi: nel caso di inerzia dell’assemblea («se non si prendono i provvedimenti necessari per l’amministrazione della cosa comune o non si forma una maggioranza») ovvero qualora non si esegua la volontà assembleare («se la deliberazione adottata non viene eseguita»). In tema di condominio negli edifici, infatti, spetta solamente all’assemblea condominiale la facoltà di esprimere la volontà dell’intero condomi-
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nio e decidere dei problemi relativi alla sua gestione secondo le precise attribuzioni elencate dall’articolo 1135 del Codice civile. Secondo il contenuto della decisione da assumere, poi, l’articolo 1136 individua diversi quorum per la validità della deliberazione. Tale ampia discrezionalità viene meno solamente nel caso in cui si renda necessaria l’adozione di provvedimenti urgenti per la gestione condominiale. La nozione di urgenza caratterizza anche l’articolo 1134 del Codice civile, secondo cui è consentito al singolo condomino di sostituirsi all’inerzia dell’assemblea al fine di provvedere alla miglior gestione della cosa comune, qualora gli interventi siano, appunto, urgenti. Secondo consolidata giurisprudenza, deve essere considerata urgente non solo la spesa che sia giustificata dall’esigenza di manutenzione, quanto quella la cui erogazione non possa essere differita, senza danno o pericolo, fino a quando l’amministratore o l’assemblea dei condomini possano utilmente provvedere. Distinguendo tra mera necessità e urgenza, quest’ultima ricorre solamente nel caso in cui, sempre in tema di amministrazione condominiale, gli interventi appaiano indifferibili allo scopo di evitare un possibile, anche se non certo, nocumento alla cosa. In definitiva, non è possibile sollecitare l’intervento dell’autorità giudiziaria in assenza del requisito dell’urgenza poiché, altrimenti, l’intervento risulterebbe lesivo delle competenze che il legislatore riserva, in via esclusiva, all’assemblea in merito a tutte le determinazioni da adottare sulle spese, necessarie o meno. Ludovico Lucchi del Foro di Milano, lucchi@studiolucchi.eu
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I FAT T I N O S T R I
Chiuso per virus
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a recente e ancora purtroppo irrisolta epidemia battezzata “Coronavirus”, oltre alle tristissime e letali conseguenze che sta avendo in diverse parti del mondo, sta anche mettendo in ginocchio la nostra economia, nella sua più ampia accezione, e naturalmente anche quella che ci riguarda più da vicino. Ciò che sta avvenendo nei punti vendita di materiali edili della “zona rossa” prima e in tutta Italia poi, è certamente la situazione più drammatica: rivendite forzatamente chiuse (a metà marzo più del 50% dei punti vendita nazionali è chiuso, soprattutto al nord) imprese che in moltissime zone non possono lavorare, ipotetici rifornimenti che non arrivano anche se i trasporti sono più o meno assicurati. Verso la fine di febbraio l’emergenza pareva interessare solo il nord: Milano, che negli ultimi anni ha vissuto un periodo piuttosto florido, è più o meno ferma. Le zone a nord del capoluogo lombardo avvertono in modo limitato i disagi di questa situazione, ma lo stesso non possono dire province come Lodi e Piacenza. Bergamo e Brescia, con il passare dei giorni, hanno iniziato a vivere momenti davvero drammatici. Oggi, il nord Italia ha chiuso circa il 70% dei punti vendita. Man mano che si viaggia verso il Centro e il Sud la situazione sembra al momento meno catastrofica, ma le disposizioni del governo dicono di chiudere, non è il caso di andare troppo per il sottile, l’epidemia la dobbiamo combattere tutti insieme con comportamenti responsabili. L’industria è a sua volta pesantemente colpita dagli effetti del virus, specialmen-
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te nelle zone più a rischio contagio. Soprattutto nel caso delle multinazionali, dove i protocolli sulla sicurezza sono più rigidi, ma le misure stringenti riguardano un po’ tutte le aziende, l’attività è confinata all’interno delle sedi. Sospese la maggior parte delle visite ai clienti, porte chiuse ai visitatori... una specie di quarantena industriale che di fatto blocca
Aziende chiuse, personale a casa o a fare una coda irrazionale davanti ai supermercati. Dobbiamo ancora una volta fare i conti con la nostra fragilità, ma il problema è serio sotto tutti i punti di vista la maggior parte delle attività. Al di là delle conseguenze economiche, delle ripercussioni sul PIL, e delle azioni ci auguriamo efficaci che il governo saprà (potrà) mettere a disposizione dell’imprenditoria più colpita dall’epidemia, rimane la considerazione che non siamo preparati a niente e la nostra fragilità emotiva deve farci ancora più paura del virus. I continui dibattiti che costituiscono l’ossatura della comunicazione di questi ultimi mesi, su tutti i media possibili e immaginabili, non aiutano certamente a tranquillizzare
la gente. Ho avuto modo di assistere a un episodio che possiamo tranquillamente definire emblematico, in una panetteria di Melzo (MI): un signore è entrato e ha chiesto con cattiveria mista a panico 200 (duecento) baguette. E se il fornaio si fosse rifiutato di vendergliele, avrebbe chiamato i Carabinieri. Meno male che le baguette si sono materializzate, perché i Carabinieri li stavo chiamando io. Una storia che fa rima con l’assalto ai supermercati, con il timore di stringere la mano a un conoscente per strada, e con una serie pressoché infinita di incongruenze che iniziano dal “siamo tutti runner” e non finiscono con i demenziali “picnic nei parchi pubblici”, oggi forzatamente chiusi. Tiriamo avanti lavorando da casa quando è possibile, con un orecchio ai notiziari sperando in buone nuove. La storia ci insegna che passerà anche questa, ma la stessa storia conferma ancora una volta l’imprevedibilità degli eventi che, come tali, possono trovare impreparato il tessuto sociale e produttivo di qualsiasi paese. Come non mai, remare tutti nella stessa direzione verso la soluzione dei problemi dovrebbe essere una priorità nazionale. La distribuzione edile sta soffrendo e tutti sperano che il governo le dia una mano. Forse il problema è che lo sperano tutti e alla fine probabilmente ci sarà poco da spartire. I magazzini edili, in questi giorni hanno l’opportunità di organizzarsi per la riapertura, lavorando sull’organizzazione interna e sulla qualità globale dell’offerta. Coraggio, riapriremo presto. di Roberto Anghinoni Giornalista M a r z o
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FA C C I A M O I C O N T I
Mix di vendita e marginalità di impresa
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uando il mercato non consente una libertà di azione sui prezzi di vendita, per salvaguardare la redditività c’è un’altra leva molto importante da manovrare: il mix di vendita. Manovrare questa leva per migliorare la redditività, significa, a livello di vendite cercare di vendere in quantità maggiori i prodotti che hanno una maggior marginalità. Si tratta di far in modo che questi prodotti nel mix delle vendite pesino di più. Questa leva, spesso è un po’ dimenticata; quasi fosse molto difficile da manovrare. Poi, alla prova dei fatti, è che non ci si pensa. Il mix di vendita potrebbe essere, in un semplice esempio numerico di un’impresa di distribuzione commerciale grossista dato da un fatturato complessivo di 5.000.000 euro dove tre linee di prodotto compongono nel loro insieme tale fatturato: Linea A. 2.000.000 euro Linea B 1.650.000 euro
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Linea C 1.350.000 euro In questo caso il mix di vendita dato il fatturato complessivo di 5.000.000 euro è il seguente: Linea A pesa il 40% del totale Linea B pesa il 33% del totale Linea C pesa il 27% del totale Ma a questo livello di analisi si sa solo qual è la linea di prodotti che vende di più e, ovviamente, si deve sperare che sia quella più interessante sotto un profilo strategicoprospettico e poi anche quella economicamente più conveniente. Per misurare la convenienza economica di un prodotto o di una linea di prodotti (o anche di un cliente) si può ricorrere al margine di intermediazione commerciale del prodotto in % sul prezzo di vendita. Tale margine può essere calcolato deducendo dal prezzo di vendita il costo della merce venduta (al netto anche di eventuali sconti quantità praticati dai fornitori) e rapportando questa differenza al prezzo di vendita.
Si ipotizzi che nel caso delle tre linee di prodotto dell’impresa di distribuzione i valori siano i seguenti: Linea A: prezzo medio 110 euro - costo della merce 88 euro = margine di intermediazione 22 euro (in % sul prezzo di vendita è 22 euro /110 euro = 20%) Linea B: prezzo medio 150 euro- costo della merce 129= margine di intermediazione 21 euro (in % sul prezzo di vendita è 21 euro /150 euro = 14%) Linea C: prezzo medio 90 euro - costo della merce 65 euro = margine di intermediazione 25 euro (in % sul prezzo di vendita è 26 euro /90 euro = 28,9%) Il margine di intermediazione complessivo è di 1.021.150 così composto:
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Linea A: margine di intermediazione 20% di un fatturato di 2.000.000 euro e quindi 400.000 euro Linea B: margine di intermediazione 14% di un fatturato di 1.650.000 e quindi 231.000 euro Linea C: margine di intermediazione 28,9% di un fatturato di 1.350.000 euro e quindi 390.150 euro In base a queste ultime cifre relative al margine di intermediazione complessivo si possono effettuare alcune riflessioni: a. La linea di prodotto con il maggior fatturato (Linea A:2.000.000 euro) in realtà genera un margine di poco superiore a quello della Linea C che è in termini di fatturato il fanalino di coda; b. Il margine di contribuzione complessivo aziendale è in termini percentuali sul Fatturato il seguente: 1.021.150 euro /5.000.000 euro = 20,45% piuttosto basso; c. E questo per il semplice fatto che il mix di vendita è il seguente: Linea A: fatturato 2.000.000 euro rappresenta nel mix il 40% del fatturato totale di 5 milioni; Linea B: fatturato 1.650.000 euro rappresenta nel mix il 33% del fatturato totale di 5 milioni ed è la linea di prodotti con il margine di intermediazione più basso (14%); Linea C: fatturato 1.350.000 euro rappresenta nel mix solo il 27% del fatturato totale pur essendo la linea di prodotti con il mar-
gine di intermediazione più alto (28,9%). Ne consegue che in questa realtà aziendale basterebbe riuscire a spostare una parte delle vendite dalla Linea B alla Linea C per vedere «magicamente» e sensibilmente migliorare il margine aziendale. Se, infatti, il mix di vendita fosse stato a parità di fatturato (5 milioni): Linea A sempre il 40% 2.000.000 euro di fatturato. Linea B che scende al 20% è quindi con un fatturato di 1.000.000 euro Linea C che sale al 40% realizzando un fatturato di 2.000.000 euro A parità di margini di contribuzione in % sulle vendite: • Il margine complessivo aziendale sarebbe passato per il solo effetto del diverso mix di vendita da 1.021.150 euro a 1.118.000 euro (circa +100.000 euro); • con questo contributo dalle diverse linee di prodotto: Linea A sempre 400.000 euro di margine, Linea B con un margine complessivo di 140.000 euro (così ottenuto:1.000.000* 14% = 140.000 euro ) Linea C il margine complessivo di questa linea, grazie al maggior fatturato, sarebbe salito a 578.000 euro; • e soprattutto il margine di intermediazione % medio aziendale sarebbe salito al 22,4% con un miglioramento di due punti percentuali rispetto all’ipotesi di partenza. Se poi si ipotizzasse un leggero incremento del fatturato si potrebbe ulteriormen-
te evidenziare il benefico effetto di aver modificato il mix di vendita, cercando di spostare il fatturato complessivo sulle linee di prodotto a maggior margine di intermediazione. I pochi numeri presentati si spera diano evidenza a quanto sia importante ragionare sul mix di vendita e cercare nel concreto di manovrarlo.
di Alberto Bubbio Alberto Bubbio è senior professor di Economia Aziendale presso l’Università Cattaneo Liuc di Castellanza (Va), dove è titolare di due insegnamenti: Programmazione e Controllo e Sistemi di contabilità direzionale (Misurazione delle performance aziendali). Per più di quindici anni è stato docente nel corso di laurea in Economia Aziendale presso l’università Bocconi, dove ha anche svolto attività di coordinamento e di didattica presso La Scuola di Direzione Aziendale (Sda). È socio fondatore e partner di Dimensione Controllo Srl, società di consulenza direzionale che da più di 30 anni è al servizio delle imprese clienti per assisterle nella progettazione e realizzazione di efficaci sistemi di pianificazione e controllo. Da due anni è Principal Editor di Manage-mind, una piattaforma per manager attraverso la quale trovare idee e suggerimenti per una più efficace gestione di impresa.
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È Trento la città italiana più smart. La città, infatti, è quella che risulta con le infrastrutture più sostenibili nella classifica dello Smart City Index della società di consulenza EY. Al secondo posto nel renking c’è Torino, seguita da Bologna. Lo Smart City Index analizza le 109 città capoluogo italiane, classificando il loro sviluppo in termini di reti e infrastrutture e misurando la loro capacità di innovare e offrire servizi di qualità ai propri cittadini. In particolare, i primi dati del rapporto 2020 analizzano il tema della sostenibilità urbana. (youtradeweb.com)
2 TUTTE LE NOVITÀ SUI BONUS CASA Bonus facciate, atto secondo: sconto del 90% anche per il cappotto. La legge di Bilancio proposta dal governo e poi approvata (con modifiche) a fine dicembre, comprende il bonus facciate: un super sconto del 90% disponibile per chi rimette a nuovo la superficie esterna della propria singola unità immobiliare o condominio. Senza limitazioni di spesa. Ma, subito dopo l’approvazione, sono sorti i dubbi sulla reale applicazione dello sconto. Quindi, come da copione, per fare chiarezza è entrata in scena l’Agenzia delle Entrate con due successivi documenti. (www.casacondominio.net)
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A DUE DONNE IL PREMIO PRITZKER
Per la quarta volta nella storia del Pritzker vengono premiate le donne. Era già successo con Zaha Hadid nel 2004, Kazuyo Sejima (Sanaa) nel 2010 e Carme Pigem (Rcr Arquitectes) nel 2017. Ora è il tempo di Yvonne Farrell & Shelley McNamara dello studio Grafton Architects, già curatrici della Biennale di Architettura di Venezia nel 2018. Sono le quarantasettesime a ricevere il premio, e le prime irlandesi. Lo studio Grafton Architects prende il nome dalla via più caratteristica di Dublino, la Grafton Street (www.youbuildweb.it)
I Professionisti dell’isolamento termico
I nostri sistemi consentono di realizzare coperture isolate e ventilate, sono adatti ad ogni tipologia di tetto e compatibili con qualsiasi rivestimento come tegole, coppi e soluzioni in metallo. Facilitano la posa in opera e garantiscono la massima efficienza energetica...
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seggiole & poltrone BALESTRINI GLOBAL MANAGER DI NAVA DESIGN
litecnico di Milano e le successive esperienze nella progettazione preliminare di layout per i negozi firmati Giorgio Armani hanno acuito la sua sensibilità verso il design e la perfezione d’insieme. Il successivo Mba, conseguito sempre presso il Politecnico di Milano, ha infine posto l’accento sugli aspetti più operativi-gestionali, completando il quadro.
DOSSENA IN GOAL CON GRUPPO PROGETTO CMR Achille Balestrini, negli ultimi sei anni Global Brand Manager del marchio KWay in BasicNet, è stato nominato Global Brand Manager di Nava Design Milano e MH Way, due realtà milanesi che da decenni legano la loro storia e i loro prodotti alle collaborazioni con designer di fama internazionale come Max Huber, Enzo Mari, Bob Noorda, Ettore Sotsass, Naoto Fukasawa, Makio Hasuike. A Balestrini è stato affidato il compito di guidare lo sviluppo e il rilancio dei due brand in Italia e all’estero, coordinandoli nella ricerca e nello sviluppo del prodotto, nella gestione della produzione, nelle iniziative di marketing strategico e, non ultimo, nella distribuzione e nelle reti di vendita worldwide. Il manager ha conseguito la laurea in architettura al Po-
Beppe Dossena, ex calciatore (Bologna, Torino, Sampdoria) diventa responsabile delle relazioni istituzionali di Sportium, società del Gruppo Progetto Cmr. Dossena è laureato in Scienze Politiche e, come allenatore, ha girato mezzo mondo: Ghana, Libia, Etiopia, Arabia Saudita, Albania, Paraguay, Cina. «Una nuova sfida che accolgo come un’estensione di un percorso professionale, allineato
alla passione per lo sport e per le attività di comunicazione e relazione in un ambito che mi rappresenta. Una nuova soglia, quella della progettazione integrata, funzionale anche alla gestione di grandi progetti per impianti sportivi che sono una opportunità di crescita e innovazione, soprattutto a livello nazionale», commenta Dossena. «Sono convinto che il ruolo dell’architetto sia quello di progettare per migliorare la qualità della vita: sia che si stia pensando ad un singolo oggetto o ad uno stadio da migliaia di posti, il punto di partenza e di arrivo deve essere l’Uomo per un’architettura realmente sostenibile, attenta e vincente», aggiunge Massimo Roj, architetto e fondatore di Progetto Cmr- Sportium, società specializzata nella progettazione integrata, nata nel 1994 con l’obiettivo di realizzare un’architettura flessibile, efficiente ed ecosostenibile applicando un metodo che parte dall’analisi delle esigenze del cliente.
BARBARA ARRÒ SALES MANAGER IN ALPAC
Barbara Arrò è diventata Area Sales Manager Nord Ovest di Alpac. Arrò lavorerà alle dipendenze della direzione vendite, attraverso un team di funzionari e agenti, con l’obiettivo di raggiungere i target aziendali secondo le strategie aziendali. La manager si occuperà di analisi del mercato, pianificazione commerciale e gestione delle risorse commerciali, oltre alla ricerca e selezione di nuove figure. Prima di approdare in Alpac, Barbara Arrò ha lavorato come area manger di Saint-Gobain Gyproc e Isover Building Nord Ovest.
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FIDELIZZARE I CLIENTI E SUPERARE IL VIRUS CHE HA COLPITO L'ECONOMIA ITALIANA • Che cosa vuole davvero il cliente • Le strategie della distribuzione • Le prospettive sono positive se... M a r z o
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FIDELIZZAZIONE
CHE COSA VUOLE DAVVERO IL CLIENTE Il Centro Studi YouTrade ha condotto una ricerca tra imprese della distribuzione, produttori e consumatori finali per capire quali sono le esigenze e come mettere in atto strategie per instaurare un rapporto commerciale duraturo. Risultato: luci e ombre per le rivendite A cura del Centro Studi YouTrade
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Molto alta la soddisfazione dei consumatori nei confronti del loro punto vendita di riferimento: per il 64% è la Grande distribuzione specializzata
Il punto vendita ideale in grado di fidelizzare il consumatore
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Il punto vendita ideale in grado di fidelizzare i professionisti
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I fattori importanti per la fidelizzazione, confronto ideale - reale
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I fattori mediamente importanti per la fidelizzazione, confronto ideale - reale
I fattori poco importanti per la fidelizzazione, confronto ideale - reale
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I fattori importanti per la fidelizzazione, confronto ideale - reale
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Il profilo delle aziende
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Le azioni di fidelizzazione dei produttori: spontaneamente vengono indicate formazione e scontistica
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Le azioni di fidelizzazione delle rivendite edili: spontaneamente indicano attenzione al cliente e scontistica per i privati
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Le azioni di fidelizzazione delle rivendite edili: tra quelle proposte per i privati tutti puntano su assistenza in pv e servizio consegna
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Le azioni di fidelizzazione delle rivendite edili: spontaneamente indicano scontistica e formazione per i professionisti
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Le azioni di fidelizzazione delle rivendite edili: piĂš attente ai professionisti. PiĂš azioni anche concrete
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LE STRATEGIE DELLA DISTRIBUZIONE
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Conquistare il cliente è un’operazione complessa, composta da tante azioni differenti. E al centro va collocata la customer experience, come ha capito da tempo la Gdo. Ma, attenzione: è necessario anche saper scegliere gli acquirenti più remunerativi e meno rischiosi di Alberto Bubbio
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I clienti che in media sono responsabili dell'80% di fatturato
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I clienti chiedono sempre più «informazioni» e non solo prodotti nella loro fisicità
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LE PROSPETTIVE SONO POSITIVE SE...
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La prima rilevazione dell’anno tra produttori e distributori di materiali edili conferma il buon andamento congiunturale di fine 2019 e un avvio promettente del 2020, con la metà delle imprese che aumenta di fatturato. Il coronavirus potrà invertire la tendenza? a cura del Centro Studi YouTrade
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Andamento del fatturato nel IV° trimestre 2019
Andamento del fatturato nel IV° trimestre 2019 per tipologia di prodotto venduto dalle rivendite edili
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Andamento dei prezzi alla produzione nel IV° trimestre 2019
Fonte: indagine diretta Centro Studi YouTrade
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FUORI DAL GUADO SE FATE COME YODA
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Andamento degli ordini nel IV째 trimestre 2019
Andamento atteso del fatturato nel I째 trimestre 2020
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Andamento atteso degli ordini nel I째 trimestre 2020
Fonte: indagine diretta Centro Studi YouTrade
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Andamento atteso delle opere pubbliche
Fonte: indagine diretta Centro Studi YouTrade
ome va l’edilizia e, soprattutto, come vanno i settori delle costruzioni? Se Istat con le indagini congiunturali mette in luce i trend della produzione e le aspettative delle imprese, e se le Camere di commercio con alcune indagini specifiche ogni tre mesi indicano i trend globali del settore, l’attuale situazione congiunturale necessita, per essere interpretata e dunque affrontata con cognizione di causa, di un apparato informativo e M a r z o
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conoscitivo più approfondito. In questo contesto le indagini congiunturali che a livello sperimentale il Centro Studi YouTrade ha proposto in questi ultimi anni hanno sempre rappresentato, in particolare durante gli eventi dell’Academy (evento rinviato a causa del coronavirus), un importante momento di confronto e riflessione. È sulla base di questa convinzione che presentiamo qui i risultati di una analisi sull’andamento congiunturale del quarto trimestre 2019. Il campione di imprese ha risposto a una serie di domande relative all’andamento
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ECONOMIA
RISCHIO VIRUS PER L’EDILIZIA? Gli effetti del Covid-19 sul sistema produttivo saranno pesanti. Dai trasporti al commercio, dal turismo al manifatturiero: il blocco imposto dal contagio avrà un impatto negativo. Ma per le costruzioni e il settore immobiliare le conseguenze non sono così scontate
di Federico Della Puppa
È
indubbio che gli effetti del Covid-19, il coronavirus che in queste settimane sta flagellando l’Italia e si sta espandendo in Europa attraverso un contagio iniziato in Cina, sono e saranno ben più ampi di quelli, già gravi, che stanno impegnando i nostri ospedali e in particolare le terapie intensive, mai messe così sotto pressione dal punto di vista del numero di ricoveri, ma anche di tipologia di cure. La mancanza di un vaccino associata alla limitatezza del numero di letti a disposizione sono i fattori che più preoccupano chi deve amministrare la sanità e garantire supporto medico a tutti i pazienti. L’emergenza che in questi giorni ha portato il Governo ad attivare le misure eccezionali contenute nel decreto dell’8 marzo, poi esteso a tutta la superficie nazionale il 9 marzo, è una emergenza in primo luogo sanitaria, legata alla necessità di rallentare i casi di contagio e dunque permettere alle strutture ospedaliere di rispondere in modo adeguato alle necessità di cura, ma è diventata anche una emergenza sociale ed economica nel momento in cui sono state individuate le zone rosse, ovvero i territori entro i quali i residenti devono restare confinati fino alla scadenza del decreto.
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I TREND Dapprima singoli luoghi, poi intere province e regioni, Lombardia, Veneto ed Emilia Romagna in primis, perché le più colpite dall’escalation del contagio e dei ricoveri, infine tutta la nazione. Ma non ci sono solo le zone rosse per la prevenzione sanitaria. Gli effetti e gli impatti di questo virus globale hanno e avranno ripercussioni per lungo tempo sui nostri sistemi economici, i quali muovono poi trasformazioni e cambiamenti sociali di non poca rilevanza. Lasciando ai sociologi l’analisi di come possono cambiare radicalmente le nostre abitudini personali e sociali in seguito alle esigenze di contenimento della diffusione del virus, che sono abitudini fortemente radicate nel nostro comportamento e dunque difficili da modificare, ma urgenti e necessarie, val la pena di riflettere su quali potranno essere gli scenari e le ripercussioni che si possono già oggi delineare per il futuro. LE PREVISIONI A oggi non vi sono ancora stime ufficiali sul rallentamento dell’economia, ma non con le stesse dinamiche e tempistiche nei diversi settori. Se è evidente che il «prodotto Italia» nel mondo ha già subito un duro colpo, a causa dell’immagine di un Paese che ha comunicato troppo, ha comunicato male e soprattutto non ha preso, come la Cina, immediatamente forti misure di contenimento, dobbiamo essere consapevoli che viviamo in un’epoca social e la comunicazione va ben gestita, cosa che non è avvenuta nella prima fase di contagio. Il made in Italy ha quindi perso immediatamente appeal, con le conseguenze negative sui mercati internazionali già in forte evidenza, al punto che la società di rating Cerved Rating Agency, nel suo studio Impact of the Coronavirus on the italian non-financial corporates ha preconizzato che entro il 2020 una impresa su dieci in Italia, in settori industriali strategici come il manifatturiero tessile, i trasporti e il turismo, sarà a rischio fallimento. Il prezzo della crisi, che sta iniziando a colpire con forza anche tutte le Borse mondiali e, dunque, anche il sistema finanziario, per l’Italia sarà in primo luogo una riduzione del Pil e dunque della capacità di creare ricchezza a livello nazionale, con un impatto a oggi stimabile tra i 10 e i 30 miliardi di euro, secondo delle ipotesi di durata dello stop alle attività. Se, infatti, si ipotizza che l’impatto nell’immediato sia stato grave in un’area che vale quasi un terzo del
Pil nazionale (Lombardia e le province emilianoromagnole e venete colpite dalle restrizioni), bisogna considerare che un rallentamento di un trimestre di attività si può tradurre in una dinamica di decrescita che può appunto arrivare a colpire il 10% dell’economia. E -10% in un’area che vale il 33% del Pil significa incidere almeno per -3% ma, negli scenari peggiori, fino a -5% del Prodotto interno lordo. I SETTORI Gli scenari di crisi non devono spaventare, tuttavia, perché vanno analizzati nelle loro componenti, esattamente come qualsiasi grande azienda studia le crisi potenziali per prepararsi e fronteggiare, per esempio, possibili cali di materie prime o di forniture. Dunque, il sistema Italia, segmentato per comparti, presenta sicuramente alcuni settori che prima di altri sono entrati ed entreranno in difficoltà. Il turismo si è già fermato e con esso rallenteranno gli investimenti che nel 2019 lo hanno proiettato tra i settori più attivi, assieme a commercio e retail, che vedrà certamente sommarsi alla maggiore incertezza una contrazione dei consumi. Il turismo in alcune aree ha già raggiunto il livello massimo di disdette, praticamente totali, come nel caso di alcune aree che nel 2020 potevano beneficiare di trend positivi, come ad esempio Parma Capitale Italiana della Cultura. In Veneto le prenotazioni cancellate hanno picchi del 90%, in Friuli dell’80%, Roma stessa, area fuori dalla zona rossa fino al decreto del 9 marzo, aveva un calo (su dati Federalberghi) del 40%. A Torino la riduzione è del 60%. Il turismo è un settore che vale il 12% del Pil nazionale, per cui un calo difficile da recuperare nei prossimi mesi rischia di trasformarsi in una riduzione di alcuni punti percentuali del Prodotto interno lordo. FABBRICHE FERME Un secondo ambito produttivo che verrà colpito, e in alcune aree ha già avuto grossi contraccolpi, è quello del manifatturiero, che potrà subire contraccolpi rilevanti in ragione dell’organizzazione delle catene produttive e delle conseguenti catene del valore. Fermare la produzione in aree come quelle lombarde, venete e emiliane, già avvenuta nelle prime settimane, produrrà effetti rilevanti nel medio lungo periodo, a seconda della durata dell’emergenza. Altro settore che subirà contraccolpi rilevanti è quello dell’agroalimentare, soprattutto per le
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100% Il credito fiscale allo studio per l'ecobonus
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speculazioni che a livello mondiale subiranno i prodotti italiani, e per le difficoltà di lavoro per aziende che occupano molti addetti stranieri che, dall’inizio del contagio, sono ritornati nei paesi di origine. Basti considerare che solo dalla Romania ogni anno 100 mila lavoratori giungono in Italia per le attività stagionali nelle campagne. Terzo settore produttivo colpito dall’emergenza è quello dei trasporti. La riduzione iniziale dei traffici aerei è stimata da Barclays intorno al 15%, ma le recenti chiusure di intere tratte di volo per compagnie aeree come Ryanair sono allarmanti soprattutto per il periodo di ritorno alla normalità, che sarà lungo e non scevro da riorganizzazioni rilevanti in base proprio alle dinamiche di cambiamento indotte dall’emergenza. SEI MESI NERI Cerved Rating Agency ipotizza che nel migliore dei casi gli effetti della crisi, a patto che il 3 di aprile si
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chiuda la fase acuta, possa perdurare fino a metà anno, con un’eco non trascurabile sulla solidità finanziaria delle nostre aziende. Nel caso peggiore l’ipotesi è che gli effetti siano globali, duraturi e deleteri fino alla fine dell’anno. La previsione è non solo della riduzione della produzione, e dunque del Pil, ma anche degli asset finanziari che governano la solidità dell’economia, con un peggioramento generalizzato del capitale circolante netto e un aumento dei debiti finanziari a breve. Gli interventi del Governo con misure di aiuto e contenimento sono dunque fondamentali già in questa fase. Le uniche stime rilevabili sullo scenario attuale dell’economia nazionale sono state pubblicate dall’Ocsem, che vede la dinamica mondiale fermarsi nel 2020 all’1,5%, correggendo al ribasso le stime fatte nella prima fase acuta della crisi cinese. Ocse vede per il 2020 il Pil dell’Italia fondamentalmente a zero nello scenario migliore, con un taglio di 0,4 punti percentuali rispetto alle stime di novembre. M a r z o
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LE COSTRUZIONI E per il settore delle costruzioni? Certamente il mercato immobiliare, che aveva iniziato a riavviarsi e a ritrovare un certo dinamismo, dovrà contare con uno scenario socioeconomico di incertezza al quale non basta il taglio di qualche punto percentuale dei tassi di interesse. Secondo Standard&Poor’s non si può pensare che si esca indenni da una situazione così grave di emergenza sanitaria, perché essa si somma a «una sempre minore possibilità di accedere all’investimento immobiliare e alla crescita economica a tassi contenuti, che sono chiavi decisive nel processo di riduzione della crescita dei prezzi delle case». Se da un lato il Governo ha annunciato la possibilità di aumentare la defiscalizzazione degli interventi di ristrutturazione fino al 100% del costo, proposta certamente utile a tranquillizzare l’opinione pubblica, in quanto dimostra la volontà del Governo di introdurre incentivi concreti alla ripresa, ma tutta da verificare nella sua applicabilità, da un altro lato il sistema stesso della produzione edilizia, che da sempre ha tempi di reazione lenti, sia nel bene che nel male, si tradurrà in una riduzione degli investimenti non nell’immediato ma nel medio periodo. Significa che se l’emergenza rientrasse e si chiudesse nel mese di aprile, probabilmente la seconda metà dell’anno potrebbe vedere una ripresa, soprattutto in alcuni settori oggi in difficoltà, primo fra tutti quello turistico. Va ricordato che il settore delle costruzioni ha un peso meno rilevante oggi nell’economia, rispetto a settori come il turismo e il commercio, e dunque la grande dipendenza della nostra nazione dai trend globali e dalle dinamiche degli scambi commerciali è anche una dipendenza da fattori esterni che fino ad oggi, tuttavia, eravamo in grado di dominare perché fattori materiali, conosciuti e gestibili. Di fronte a una emergenza sanitaria, che è anche una emergenza del sistema di difese sanitarie e immunitarie, l’Italia si trova più esposta di altri Paesi. Ma in queste ultime settimane ha anche dato un segnale importante di reazione, un segnale sociale che non va sottovalutato. È dalle grandi crisi che nascono i grandi cambiamenti. Questa crisi non è economica, ma potrà aiutarci a capire meglio come oggi tutto sia connesso e come sia fondamentale, per le nostre imprese, confrontarsi sempre di più con l’imprevedibilità, vera zona rossa della nostra economia. M a r z o
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NIENTE CRISI PER GLI INFISSI La congiuntura del settore sotto la lente dell’associazione delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell’Involucro e dei serramenti. Dopo un triennio positivo, la crescita dovrebbe proseguire. Anche se l’emergenza sanitaria potrebbe ridurre i margini delle imprese di Giuseppe Rossi
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e il settore delle costruzioni ha conosciuto una crescita negli ultimi tre anni, qual è la prospettiva dei prossimi due per serramenti e facciate? Un bilancio del settore e una previsione per il prossimo futuro, anche se il coronavirus ha scombinato parecchio le carte, è il frutto del lavoro di Unicmi (Unione Nazionale delle Industrie delle Costruzioni Metalliche dell’Involucro e dei serramenti), che ha pubblicato il Rapporto sul mercato italiano dell’involucro edilizio, serramenti e facciate continue, lavoro che riassume lo stato di salute del settore. Secondo l’analisi, infatti, dal 2016 gli investimenti nelle costruzioni hanno ripreso a crescere a ritmi superiori al Pil con un picco significativo nel 2018 (+3,3%). E la crescita è proseguita nel 2019, anche se a ritmi inferiori. Per fortuna gli investimenti nelle costruzioni, prevede lo studio, si protrarranno anche per il prossimo biennio, nonostante le difficoltà della
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situazione economica generale. Da notare, però, che secondo l’analisi gli incentivi fiscali per gli interventi di riqualificazione energetica degli edifici hanno contribuito anche nel 2019 a sostenere parecchio la domanda di serramenti, nonostante siano stati ridotti al 50% negli ultimi due anni. Nel 2019, infatti, sono state vendute circa 1,4 miliardi di euro di finestre (di tutti i materiali) con il contributo degli incentivi fiscali. E, di questo ammontare, 212 milioni sono da ascrivere al fattore bonus casa. In altre parole, gli incentivi fiscali, nel 2019, hanno determinato
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Confronto crescita PIL e investimenti nelle costruzioni (2013 - 2021)
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il 39% del fatturato dei costruttori di serramenti metallici, per cui l’intero fatturato realizzato nel comparto residenziale rinnovo è supportato dagli incentivi fiscali. Dato che gli incentivi continuano anche quest’anno, si può ben sperare. LENTE D’INGRANDIMENTO Il rapporto Unicmi, però, è centrato soprattutto su involucro e serramenti. Nel 2019, conferma lo studio, è continuata la ripresa della domanda di serramenti e facciate iniziata nel 2016, anche se il tasso di crescita ha risentito della situazione economica generale ed è sceso dal 3,7% del 2018 al 2,7% del 2019. La domanda complessiva ha superato i 4,8 miliardi, di cui 3 miliardi nel segmento residenziale e 1,8 miliardi nel segmento non residenziale. Per il prossimo si prevede un'ulteriore crescita che porterà la domanda totale di serramenti a oltre 5 miliardi di euro nel 2021. Nel segmento residenziale, continua il rapporto, la maggior parte della domanda di serramenti è generata dal mercato del rinnovo, che ha assorbito, nel 2019, 4,27 milioni di finestre contro 1,17 nel segmento del nuovo. E le previsioni sono positive: nei prossimi due anni entrambi i mercati continueranno a crescere, in particolare il segmento del nuovo registrerà un tasso leggermente superiore. Tuttavia, il suo contributo in valore assoluto alla crescita del mercato sarà relativamente modesto. FINESTRE Nel 2014, secondo Unicmi, è iniziato un processo di radicale cambiamento delle quote di mercato (in valore) dei tre principali materiali utilizzati per produrre serramenti (alluminio, legno e Pvc) sia nel segmento residenziale sia in quello non residenziale (escludendo dal calcolo le facciate continue). I serramenti in Pvc sono stati caratterizzati da una significativa crescita: dal 28% del mercato nel 2014 sono saliti al 32,2% nel 2019. A subirne le conseguenze sono stati i serramenti in legno, mentre le quote di mercato dei serramenti in alluminio sono relativamente stabili, con lieve diminuzione prevista nei prossimi due anni a vantaggio del Pvc. In termini di unità finestre vendute, il Pvc ha una quota 40% in volume, l’alluminio il 33% e il legno il 27%. I principali paesi da cui provengono le importazioni sono Germania, Austria, Polonia e Romania. In particolare, le importazioni dalla Polonia e in misura minore quelle dalla Germania, continuano a crescere a ritmi molto significativi grazie alla forte competitività di diversi player di grandi dimensioni, ben radicati sul territorio nazionale grazie a capillari reti di vendita. Sembrano arrestate invece, le importazioni di prodotti rumeno di fascia medio-bassa. M a r z o
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SERRAMENTI METALLICI Nel 2019 la crescita del mercato è stata del 2,9% e le prospettive per il 2020 e il 2021 sono moderatamente positive: dipenderanno in gran parte dal mercato del rinnovo. I produttori di serramenti metallici sono aziende di piccole e medie dimensioni (nel mercato italiano operano circa 2 mila società di capitali, di cui solo 500 con oltre 1 milione di euro di ricavi). Le aziende hanno adottato un modello di business basato su un’offerta ampia e diversificata, in grado di raggiungere diversi segmenti di mercato e sono relativamente strutturate. Circa 250 sono le imprese con ricavi medi di circa 3 milioni di euro. Nel 2019 le vendite di finestre in alluminio hanno rappresentato il 54% del totale. Le vendite di facciate hanno superato il 13% del totale, quelle in Pvc il 9,8%. La maggior parte della produzione è destinata al segmento residenziale, con particolare riferimento al rimpiazzo. Negli ultimi anni si assiste anche a un lieve aumento delle vendite nel segmento industriale (10%) e del terziario (18%). Il mercato del nuovo ha assunto un’importanza significativa e contribuisce al 20% dei ricavi. Il cliente di riferimento resta il privato (51,1%) seppure si rileva una significativa presenza di imprese e sviluppatori immobiliari impegnati nella realizzazione di nuove costruzioni.
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FACCIATE CONTINUE Secondo il Rapporto, dal 2014 il mercato italiano delle facciate continue ha ripreso a crescere e il 2019 è stato un anno particolarmente positivo con una progressione del 4,5%, questo dato dovrebbe essere confermato anche nel M a r z o
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Tasso di crescita dei ricavi nel settore dei serramenti e delle facciate continue
Ripartizione delle vendite per prodotti
Domanda di serramenti e facciate continue (milioni di Euro) Ripartizione delle vendite per tipologie di prodotti
Evoluzione delle quote di mercato in valore nel mercato dei serramenti in Italia
Ripartizione delle vendite per tipologie di clienti
2020 con una variazione del 4%. I costruttori di facciate continue sono aziende di medie e grandi dimensioni (18 milioni di euro di ricavi medi) che adottano un modello di business specializzato e realizzano oltre il 60% dei ricavi con questa tipologia di prodotto. Sul totale delle vendite, le facciate ventilate rappresentano il 13,7%. La maggior parte dei lavori si indirizzano al segmento del
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non residenziale (69%), con predominanza del terziario e del commerciale e circa il 70% delle commesse è generato da lavori di nuova costruzione. Il mercato del recupero terziario e commerciale (recladding) ha visto diminuire la sua incidenza rispetto agli anni precedenti al 10%, questo per effetto di un aumento significativo del peso delle nuove costruzioni. M a r z o
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BILANCI E REDDITIVITÀ Con l’inizio della crisi il margine commerciale (Ros=Ebit/fatturato) delle aziende del settore dei produttori di serramenti si è drasticamente ridotto, toccando il valore minimo dell’1,8% nel 2016. La caduta della redditività commerciale è stata determinata dalla forte pressione sui prezzi. Dal 2017 in poi si assiste a un assestamento del margine commerciale dei serramentisti attorno al 4%, nel contempo cresce significativamente la redditività dei costruttori di facciate, per l’uscita dal mercato di aziende in forte crisi finanziaria. La redditività del capitale investito per serramentisti ha registrato performance in netto miglioramento nel periodo 2017-2019 grazie all’aumento della redditività operativa. Sempre secondo Unicmi, permane una situazione di sostanziale difficoltà per i facciatisti determinata dall’aumento del capitale investito (che deprime l’indice Roic, Return on invested capital) legato ai lavori in corso di realizzazione (rimanenze) e ai crediti verso i clienti. Su questo risultato pesano comunque le performance significativamente negative di alcuni grandi player operanti nel settore delle facciate continue. PREVISIONI Le previsioni di Unicmi pre-coronavirus indicano una ripresa che continuerà anche nel 2020 e, probabilmente, anche nel 2021. I numeri sono rosei: per i serramenti metallici la crescita sarà nell’ordine del 3%, per le facciate continue del 4.5%. Ma queste, appunto, sono le previsioni prima del disastro coronavirus. Un’emergenza che, avverte l’associazione, può cambiare sensibilmente lo scenario. L’impatto delle misure di contenimento dell’epidemia sull’anno in corso, in ogni caso, dipenderà anche dalla loro durata: il clima di incertezza potrebbe portare alla contrazione delle spese per i consumi delle famiglie. Anche se, per fortuna, questo tipo di spese non ha effetti diretti sugli investimenti nelle costruzioni se la crisi si protrae per un periodo relativamente limitato, meno di tre mesi. Se, invece, l’emergenza dovesse prolungarsi, la contrazione della spesa per consumi può compromettere la crescita economica generale. E questo potrebbe generare una contrazione della spesa per gli investimenti, che, con un ritardo di quattro-sei mesi, porterebbe al rallentamento anche nel settore delle costruzioni. Unicmi, poi, si spinge oltre e ipotizza che se le misure di contenimento interesseranno solo il primo trimestre dell’anno (gennaio-marzo) l’impatto sulla contrazione della crescita sarà tra il 10% e il 15% in termini annuali. Per cui la crescita nominale attesa degli investimenti nel settore delle costruzioni potrebbe passare dal 2,4% al 2,1% nel 2020, così come la crescita del mercato delle finestre metalliche scenderebbe dall’1,6% all’1,36% e quelle delle facciate dal 4% al 3,4%. M a r z o
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Importazioni di serramenti in PVC (milioni di euro)
Valore del mercato dei serramenti metallici in Italia (milioni di euro)
Valore del mercato delle facciate continue in Italia (milioni di euro)
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COMMERCIO
PICCOLO È BELLO QUANDO È VICINO Una ricerca dell’Osservatorio del Politecnico di Milano indica il grande ritorno al negozio di prossimità. I suoi vantaggi? Essere vicino ai clienti e meno impersonali. Ma a condizione di un forte utilizzo delle nuove tecnologie e senza dimenticare la necessaria omnicanalità di Giuseppe Rossi
Corner del nuovo punto vendita Zanutta Spa
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leggere i numeri di Confcommercio sembra che i punti vendita in Italia siano stati vittime, con largo anticipo, del coronavirus. Tra il 2008 e il 2019, recita l’ultima analisi dell’associazione, hanno chiuso 70 mila attività, con una discesa del 12,1%, su un totale di quasi 980 mila negozi. La decimazione è stata causata da molti fattori: grande distribuzione, commercio online, disaffezione dei clienti, crisi dell’economia. Ma, attenzione: la percentuale citata è solo una media. Per quanto riguarda la vendita di beni, e non di servizi, va molto peggio. Lo testimonia il fatto che il crollo del 12,1% è compensato in realtà dall’aumento del numero di alberghi, bar e ristoranti, lievitati del 16,5%. Insomma, dati sconsolanti per chi gestisce un’attività commerciale. È giunto il momento di rassegnarsi e tirare giù le saracinesche? CONTROTENDENZA Per niente. A sorpresa, infatti, il trend indica la resurrezione dei negozi di prossimità. Quei cari, vecchi punti vendita vicino casa o, nel caso delle rivendite di materiali edili, a portata di cantiere. La rivalutazione della distribuzione su spazi più contenuti rispetto ai grandi centri commerciali arriva da un centro di analisi di tutto rispetto: l’Osservatorio Innovazione Digitale nel Retail del Politecnico, curato dal direttore scientifico Alessandro Perego. Con una premessa: la densità delle imprese commerciali in Italia è comunque superiore a quella degli altri Paesi. In media, nel nostro Paese ci sono 1,4 negozi per chilometro quadro e ogni punto vendita ha tre dipendenti, contro i quattro in Francia, dieci in Germania e 13 in Gran Bretagna. Peggio ancora il confronto con il fatturato: in Italia siamo a 0,6 milioni
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La percentuale di esercizi commerciali chiusi in 10 anni
A fianco, Alessandro Perego. Sotto, Valentina Pontiggia
di euro, mentre in Francia a 0,8, e in Germania a 1,25. Insomma, l’Italia è il Paese della pizza, dell’arte, ma anche dei nani. Commercialmente parlando, s’intende. L’EVOLUZIONE Una selezione, insomma, non è per forza un dato negativo (se non per chi chiude l’attività). In ogni caso, sempre secondo l’analisi del Politecnico, il negozio del
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Emilio Bellini, responsabile scientifico dell’Osservatorio del Politecnico di Milano
A t t u a l it à futuro, in un certo senso, c’è già: «Il prossimo decennio per il retail italiano sarà caratterizzato dal ritorno alla prossimità», prevede Valentina Pontiggia, direttore dell’Osservatorio. «Nelle grandi città avremo un numero più ampio di punti vendita di superficie ridotta, diversi da quelli attuali per focalizzazione sull’aspetto relazionale e sul supporto alle operatività di e-commerce. E questo processo di trasformazione è già avviato: molti retailer sono impegnati sui fronti della diversificazione dei formati di vendita e dell’avvicinamento al consumatore. Mentre le grandi superfici in zone extra urbane sembrano destinate a ridursi, anche in risposta ai grandi cambiamenti culturali, si riscopre il modello di commercio urbano, calibrato su piccole dimensioni per via dell’ingente costo degli spazi». Il discorso, naturalmente, non è per forza centrato sulle rivendite di materiali edili ma, più in generale, sul mondo della distribuzione. Però dovrebbe far riflettere. DO UT DES Il ritorno ai negozi di prossimità, in ogni caso, non è gratis. Cioè non avverrà spontaneamente e senza uno sforzo da parte del commerciante: «Competenza del
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personale e accesso a un’esperienza personalizzata e di valore sembrano essere gli elementi vincenti di questo nuovo paradigma. Ma resta centrale il ruolo del digitale: permette, infatti, di ridurre lo stock di prodotto, di approfondire la conoscenza dell’offerta e di liberare personale da attività più ripetitive, come la gestione dell’inventario o il monitoraggio delle scorte», aggiunge Pontiggia. In sostanza, i clienti che sceglieranno il negozio di prossimità non si troveranno nello stesso punto vendita nel quale sono entrati anni fa. E, cattiva notizia, non è detto che i negozi di prossimità siano per forza terreno esclusivo della distribuzione tradizionale. La Gdo, infatti, si è accorta del nuovo trend e provvede ad adeguarsi con retail adeguati. Catene come Pam o Esselunga hanno studiato format su superfici mini da inserire nel tessuto urbano e persino Ikea sta sperimentando negozi più piccoli, come il pop-up store a Roma specializzato sull’ambiente cucina, già aperto con successo. Anche Leroy Merlin ha aperto uno showroom omnicanale a Roma, dove i punti di forza sono personale dedicato per consigliare il cliente e offrirgli soluzioni su misura, a cui si aggiungono corsi aperti per il fai-da-te. CI VUOLE INTELLIGENCE Il ritorno a superfici piccole e più vicine al cliente, insomma, deve essere accompagnato con intelligenza e innovazione. Paradossalmente, l’aspetto per il quale le rivendite di materiali edili si sono sempre vantate, cioè la conoscenza del prodotto e del cliente, saranno rese adeguate solo grazie a investimenti in tecnologie e con l’adozione di soluzioni sperimentate dalla grande distribuzione. La conoscenza personale non basta più. Ma oggi, per fortuna, la tecnologia non è più un costo insormontabile, a patto di sapere che cosa si vuole e come gestire i processi. Anche il rapporto tra commerciante e cliente, infatti si trasforma. Anzi, si è già trasformato a causa (o per fortuna, secondo i punti di vista) di quell’aggeggio che tutti hanno in tasca: lo smartphone. Forse neppure Steve Jobs, che nei fatti ha inventato il telefono-fa-tutto giusto dieci anni fa, sospettava quanto impatto avrebbero avuto l’iPhone e i suoi fratelli. Ma, nei fatti, internet e questo dispositivo sempre a portata di mano, hanno rivoluzionato non solo il modo di distribuire i prodotti, ma anche la stessa percezione di acquisto. La omnicanalità, cioè la necessità per il distributore di mettere a disposizione piattaforme diverse, digitali e tradizionali, che offrano allo stesso tempo la stessa facilità di acquisto, è una strada dalla quale nessuno può più tornare indietro. Chi non dà un’occhiata sullo smartphone prima di entrare a fare acquisti in un negozio? A meno che, ovviamente, non si stia cercando qualcosa che si conosce già e con scarso valore aggiunto. Per questo genere di prodotti, però, il margine di valore aggiunto è molto basso. M a r z o
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Bisogna pensare, invece, a quello che rende di più, ad alzare i margini. E qui entra in gioco quella che Emilio Bellini, responsabile scientifico dell’Osservatorio del Polimi, chiama omni-experience. «Il mondo del retail è definitivamente condizionato da una serie di modelli socio-culturali profondamente legati alla trasformazione digitale», chiarisce Bellini. «In particolare, i mutamenti sono stati ricondotti alla cosiddetta post-verità, ovvero alla tendenza dei cittadini a far prevalere l’emotività e le convinzioni personali e ritenere la verità un criterio decisionale secondario». Insomma, non importa tanto il prezzo e (ahinoi) la competenza, quanto la capacità di presentarsi bene e fare colpo sul cliente. I tempi sono questi, lamentarsi non serve. «Il visitatore dello store non usa lo smartphone come un medium, ma lo sente come una naturale estensione del proprio corpo e del proprio modo di stare al mondo. Di conseguenza, il valore della visita in negozio è sempre più legato al ritmo con il quale emozioni e sensazioni si succedono rapide, innescate dall’accostamento di input diversi e da collegamenti immediati, e dalla possibilità di sovrapporre più stimoli sensoriali, cognitivi e ludici», aggiunge Bellini. Si tratta, probabilmente, di un processo che coinvolge di sicuro punti vendita di prodotti come abbigliamento o elettronica. Ma siamo sicuri che non sia anche quello che il cliente (sia privato o architetto) si attende quando deve scegliere i rubinetti della cucina, le maniglie della porta, le piastrelle, le ceramiche del bagno? INSTANEGOZI Secondo Bellini, per esempio, emerge il fenomeno del negozio Instagrammable, parola che si riferisce al social basato sulla pubblicazione di immagini stimolanti. In questi negozi «ogni prodotto è presente come pure e semplice pretesto e allestimento di una scena che ospita dinamiche tipiche dei contesti di vita reali. Tutto è disposto intorno a un cliente che può muoversi fluidamente, trascinando con sé canali di connessione e generando un’esperienza che punta sull’intensità e alla negazione di qualsiasi intoppo, discontinuità e distrazione dal momento vissuto». Non solo. L’analisi dell’Osservatorio lo spiega bene: l’esperienza che cerca il cliente non è più solo seduttiva, emozionante e coinvolgente, ma anche educativa.
rischia di essere marginalizzato se non rispetta l’aggiornamento hi-tech obbligatorio. Un esempio? Quello di Leroy Merlin, che sulla tecnologia spinge l’acceleratore: «Un driver aziendale riguarda l’utilizzo di algoritmi predittivi», spiega Leo Tiso, marketing manager per i pagamenti digitali del gruppo francese. «Lavoriamo su un mix di analisi dei dati acquisiti sul web e in negozio, per individuare quali sono i clienti che acquisteranno i prodotti e quali. Inoltre, abbiamo introdotto servizi come click and collect, l’acquisto online e il ritiro in negozio, l’eventuale reso di quello che si è acquistato online sempre sul punto vendita. Prossimo passo: usare la tecnologia per aiutare i clienti a trovare quello che stanno cercando in store. È questa, infatti, la richiesta più frequente ai nostri addetti». TECNOESPERIENZE Peraltro, anche una organizzazione tradizionale, come Confesercenti, si prepara a offrire ai suoi iscritti una app per digitalizzare anche i negozi più piccoli: «La bottega deve essere digitale, un punto dove si offrono anche servizi acquistati sul web come il click and collect», spiega il segretario dell’organizzazione, Mauro Bussoni, che si appresta a fornire una apposita app ai suoi iscritti. Aggiunge Marco Geraci, project manager di Cds, azienda che in Sicilia distribuisce prodotti anche per Carrefour: «La omnicanalità deve essere parte integrante nel punto vendita, ma va utilizzata anche per creare campagne di marketing ad hoc, studiate grazie all’utilizzo della business intelligence». E questo apre a un altro problema: è vero che il negozio di prossimità ha futuro, ma deve avere anche le spalle abbastanza larghe per poter investire nelle nuove tecnologie che, non bisogna dimenticarlo, sono in continua evoluzione. Di strada da fare, insomma, ce n’è ancora parecchia.
LE MOSSE DELLA GDO Ok, ma se il punto vendita vuole essere al centro, piccolo o grande che sia, non può quindi tralasciare una imponente iniezione di tecnologia. Tornare al centro del villaggio, insomma, non significa un cammino a ritroso nel tempo e riesumare un’archeologia commerciale che i clienti non vogliono più. Anche perché la concorrenza della Gdo non sta a guardare. È vero che il negozio di prossimità è un modello che funziona, ma M a r z o
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FELC
DAL FERRO AL DESIGN L’azienda umbra è partita dai materiali base fino ad aprire uno showroom di 1000 metri quadri con prodotti di qualità medio-alta, alle spalle di un ampio magazzino. E dopo il terremoto ha puntato su prodotti tecnici e tecnologie legate a ripristino e riqualificazione di Veronica Monaco
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alle fondamenta all’interior design. Così Felc, azienda di distribuzione di materiali edili, con sede a Trevi e un secondo magazzino a Norcia (Perugia), si è attrezzata per rispondere a un mercato delle costruzioni sempre più sfaccettato e variegato. Felc, che è l’acronimo di Ferro, edilizia, legname e cementi, opera dal 1960 in Umbria, territorio dal fascino antico ferito qualche anno fa da violenti scosse sismiche. A distanza di quattro anni la macchina della ricostruzione nella regione continua a operare, anche grazie al contributo di aziende locali, proprio come Felc che, oltre a Elia ed Elisa Menghini
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essere un punto di riferimento per la fornitura di materiale alle imprese che operano sul territorio, partecipa anche attivamente a progetti di ripristino solidale, come quello del campanile del borgo di San Michele Arcangelo. YouTrade ha incontrato Elia Menghini, terza generazione alla guida della rivendita umbra, assieme alla sorella Elisa. Domanda. Quali sono state le principali tappe della storia di Felc? Risposta. Felc è stata fondata a Trevi nel 1960 da mio nonno Gesulio Menghini, che oggi ha 92 anni. L’azienda, il cui nome è un acronimo di Ferro, edilizia, legno e cementi, è poi passata a mio padre Maurizio e, oggi, a me e mia sorella Elisa. Siamo partiti da zero come rivenditori di materiali edili, poi abbiamo ampliato la gamma dei prodotti fino a comprendere la termoidraulica, il ferro per carpenteria, legno, vernici e pitture, cartongesso, isolamento, piastrelle e sanitari. Insomma, dalle fondamenta fino all’interior design di un’abitazione. Oltre al magazzino che, tra aree coperte e scoperte, arriva a misurare circa 1 ettaro e mezzo, sempre a Trevi abbiamo anche uno showroom di 1000 metri quadri. Nel 2017, dopo aver vinto un bando per le Soluzioni Abitative di Emergenza (SAE), abbiamo aperto un secondo magazzino a Norcia, anche per essere più vicini al territorio colpito dal sisma. D. Alla luce della vostra esperienza, quali prodotti per edilizia crescono di più e quali, invece, sono in calo? R. Sicuramente i laterizi sono in calo, sostituiti da nuove tecnologie come i sistemi a secco, cioè cartongesso e legno. Oltre ai sistemi a secco, stanno crescendo molto i cappotti con i vari tipi di isolante. D. Oltre ai materiali edili, Felc offre anche un’interessante proposta per l’interior design: quando avete deciso di ampliarvi a questo mercato e cosa offrite? R. Negli anni Novanta avevamo un piccolo showroom di 100 metri quadri, che nel 2001 abbiamo deciso di ampliare. Nel 2003 M a r z o
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Interni e magazzino di Felc, azienda di distribuzione di materiali edili di Norcia
abbiamo inaugurato la sala mostra attuale, uno spazio di 1000 metri quadri, che offre una vasta gamma di prodotti di qualità medio-alta: sanitari di ultima generazione, piastrelle in grande formato, arredobagno, cucine, porte d’interno. In più, da circa sei anni nello showroom è impiegata una persona dedicata che cura la proposta per l’interior design. D. Qual è la principale sfida che avete dovuto affrontare con lo showroom? R. Abbiamo fin da subito deciso di proporre materiali e finiture di medio-alto livello per distinguerci dalla grande distribuzione. La sfida è stata proprio questa: cercare di cambiare rotta rispetto alla Gdo e guardare a un altro tipo di clientela. D. In percentuale sul fatturato pesano di più i prodotti di edilizia o quelli di arredo? R. Per ora sul fatturato pesa di più il magazzino edile. La nostra clientela è ancora composta principalmente da imprese, anche se serviamo pure privati e professionisti, come progettisti, architetti, ingegneri. D. Quali servizi offrite ai vostri clienti? R. Per i nostri clienti organizziamo corsi di aggiornamento tecnico sia presso le aziende che in sede. A livello logistico effettuiamo consegne con i nostri camion, coprendo tutta la regione dell’Umbria. In più per le spedizioni ci avvaliamo anche di corrieri. D. Felc è presente anche a Norcia, territorio pesantemente colpito dal terremoto: qual è oggi la situazione? R. Dopo la prima emergenza, che è durata quasi un anno con la messa in sicurezza dei fabbricati, nel 2019 si è passati alla seconda fase con l’avvio degli interventi di riqualificazione sugli edifici in classe B, cioè quelli che necessitano di piccoli lavori di recupero. A breve si sarebbe dovuti partire con la terza fase sugli edifici in classe E, cioè quelli più danneggiati, con interventi di vario tipo, dalla demolizione completa alla ristrutturazione delle parti lesionate. Ora, con l’emergenza sanitaria legata al coronavirus si è un po’ fermato tutto. D. Il terremoto ha cambiato il mercato? R. Rispetto a prima è cresciuta la domanda di prodotti tecnici e nuove tecnologie legate al ripristino e alla riqualificazione. Felc M a r z o
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CENTRO EDILE ANTONINI
SERVIZI AD HOC NELLA IDEOTECA L’azienda milanese di distribuzione, che fa parte di Gruppo Made, ha aperto uno showroom Livingmade: 100 metri quadri e tre vetrine su strada, per guidare il cliente nelle sue scelte di acquisto. Con un’attenzione in più alle persone con mobilità limitata. Ed è già un successo di Veronica Monaco
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iò che non si vede non esiste», affermava il filosofo spagnolo Baltasar Graciàn nel lontano 1600, ribadendo un concetto che San Tommaso aveva saputo rimarcare molto bene tanti anni prima. Insomma, dagli albori della storia moderna l’occhio ha sempre voluto la sua parte, ancora di più quando si parla di casa. Lo sa bene Centro Edile Antonini che a Milano, in Corso Lodi, ha aperto Ideoteca - idee per abitare la bellezza, un nuovo showroom Livingmade di 100 metri quadri e tre vetrine su strada, per guidare il cliente nelle sue scelte di acquisto, con la garanzia di una consulenza tecnica specializzata. APRIAMO AL PRIVATO «Con questo showroom Livingmade ci rivolgiamo a un mercato diverso: il privato innanzitutto, ma anche di riflesso l’impresa e il progettista», spiega il titolare, Simone Brambilla. In un mercato in cui i margini continuano a essere deboli e la concorrenza sempre più aggressiva, la scelta di aprire uno showroom indipendente diventa il punto di approdo di una rivendita al passo con i tempi. Non più appendice del magazzino, ma un vero e proprio punto vendita, con personale dedicato e formato per rispondere appieno alle esigenze dei clienti. «La nostra idea è che chi decide di ristrutturare la sua casa deve essere coinvolto al 100%,
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Simone Brambilla, titolare Centro Edile Antonini
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Interni di Ideoteca Livingmade. Sotto, due allestimenti per le zone a comfort aumentato
Antonella Empironi, architetto, responsabile area Livingmade per Ideoteca di Centro Edile Antonini
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Più sicurezza per le persone perché si tratta della sua abitazione», sottolinea Brambilla. Per questo l’Ideoteca Livingmade dispone di una struttura di consulenza e di vendita in grado di fare da tramite fra cliente privato e impresa, consigliando le migliori soluzioni sia a livello di gusto che di fattibilità tecnica. Per esempio, nella scelta delle finiture, nella progettazione del bagno e della cucina. Nel caso di interventi di ristrutturazione, il punto di riferimento dell’impresa rimane invece il magazzino edile. Ideoteca si propone anche come supporto tecnico per i progettisti, con consulenze mirate sia a livello di idee che di prodotti. «Già dal giorno dell’inaugurazione abbiamo avuto numerose richieste di appuntamento, e devo aggiungere con ottimi risultati, perché il cliente è soddisfatto del servizio. Il valore aggiunto è molto percepibile e il cliente di queste cose si accorge subito», afferma Brambilla. ZONE A COMFORT AUMENTATO Un’attenzione in più è riservata alle persone con mobilità limitata che, all’interno dello showroom, possono usufruire di zone a comfort aumentato con servizi su misura per la progettazione dei bagni e altri ambienti della casa. «Negli ultimi tempi abbiamo avuto diverse sollecitazioni per la soluzione di alcune problematiche che riguardano le persone anziane o con limitata mobilità, affinché zone della casa fossero adatte alle loro necessità», spiega Antonella Empironi, architetto, responsabile dell’area Livingmade per Ideoteca di Centro Edile Antonini. «Non è un problema nuovo, ma di solito zone come il bagno, fra i locali più pericolosi per l’incolumità di queste persone, vengono trasformati in una sorta di spazi ospedalieri, anche se si trovano all’interno di un normale appartamento. La nostra proposta è quella di offrire un ambiente bagno non solo adatto alle particolari necessità degli anziani, ma anche di valore estetico. Abbiamo quindi selezionato alcuni fornitori e fatto loro disegnare soluzioni di arredo tanto belle quanto sicure, e nella nostra nuova showroom abbiamo dedicato alcuni allestimenti a questo particolare tema». Un aspetto che apre a un mercato importante, e nuovo, per la distribuzione edile. M a r z o
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GRUPPOE
ESPERTI DI CASA NON PER CASO L’azienda attiva nel Centro Italia rinnova il brand e sceglie di sottolineare la capacità di seguire i clienti dalla scelta del materiale fino alla conclusione dei lavori. Senza dimenticare uno dei punti di forza: il sistema logistico. Il futuro? È positivo, perché finita l’emergenza sanitaria gli italiani avranno rivalutato la casa di Franco Saro
Cristiana Giansanti Ufficio Comunicazione & Marketing
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na realtà di assoluto riferimento nel Centro Italia per la distribuzione di materiali per l’architettura, pavimenti, rivestimenti e arredo bagno: GruppoE conta oggi 15 punti vendita, dieci a Roma (dei quali uno si è appena aggiunto), uno in partecipazione con una rivendita che si occupa di fornitura e posa in opera a Milano, e quattro nelle province di Pescara e Ascoli Piceno. Fondata nel 1982 con un’unica sala mostra, «oggi l’azienda ha saputo diventare un distributore capace di soddisfare le richieste di architetti, privati e imprese», racconta a YouTrade Cristiana Giansanti, dell'ufficio Comunicazione & Marketing del Gruppo E. M a r z o
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Domanda. Nel corso degli anni come si è trasformato il Gruppo E? Risposta. Dalla sua nascita, quasi 40 anni fa, l’azienda ha ampliato l’offerta merceologica. Oggi è possibile completare la ristrutturazione di un immobile con la migliore selezione di cucine, porte, finestre, impianti di condizionamento, termoidraulica: tutto ciò che occorre. Ma i valori del gruppo non sono cambiati con lo sviluppo dell’attività: rimane la massima attenzione alle esigenze del cliente, assistenza in ogni fase della vendita e qualità certificata made in Italy dei materiali. Nel 2016, per esempio, l’azienda ha ricevuto il prestigioso premio di Confindustria Ceramica come Distributor Award, ossia come rivenditore che si è distinto per competenza, professionalità, trasparenza commerciale. E i consulenti GruppoE sono gli unici a essere veri «esperti di casa»: M a r z o
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l’azienda ogni anno investe nella preparazione del personale con oltre 10 mila ore di formazione su prodotti, stili dell’arredare e tendenze. D. Qual è la filosofia dell’azienda? R. GruppoE non solo è da sempre attento ai bisogni della sua clientela, dal privato al progettista, ma è anche al passo coi tempi. Gli spazi interni sono costantemente rinnovati per offrire i prodotti più interessanti delle migliori aziende italiane, leader del settore cucine, della ceramica e dell’arredo. Ma non sono solo gli spazi espositivi a rinnovarsi: l’azienda ha ripensato anche il layout del suo caratteristico marchio in virtù di un rinnovamento anche della sua identità. Rinnovare lo stile e i contenuti è, infatti, essenziale per confermarsi alla guida nel mercato dell’Italia centrale: ecco, dunque, il pittogramma nuovo, dalle forme più fluide e moderne proprio come l’azienda, dai toni distintivi e dalla forte personalità: il rosso e l’ottanio (sfumatura del turchese ndr), per sottolineare come GruppoE spicchi per eleganza e modernità, rafforzando l’immagine anche a livello visivo, attraverso una maggior riconoscibilità del marchio e, con una forma circolare, comunicare solidità e potenza. A questo nuovo logo si associa un nuovo pezzo nella brand identity: «esperti di casa». +D. Ponete quindi l’accento sulla consulenza al cliente. R. Sì, perché abbiamo un’esperienza pluriennale nel consigliare e seguire i clienti, grande cura per i dettagli, per la funzionalità e al contempo l’aspetto estetico, che deve essere raccontata e messa in luce. L’esperienza M a r z o
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è un valore fondamentale, che pochi possiedono, e che i veri «esperti di casa» sanno come sfruttare per accompagnare il cliente non solo nel momento della vendita, ma anche durante i lavori e anche dopo che giungono al termine. Per dare maggior visibilità a questo nuovo look si è pensato anche al rinnovamento del sito internet: un vero portale ricco di contenuti su prodotti, normative, stili, consigli e proposte per tutti gli appassionati dell’arredamento, che riconosceranno GruppoE come unico riferimento per la conoscenza del mondo della ristrutturazione. Questo è anche il modo con cui il GruppoE mostra la sua attenzione alle realtà di Lazio e Abruzzo, territori presidiati con i 13 punti vendita che, con i nostri esperti di casa, sono pronti a mettere a disposizione la propria esperienza in fatto di progettazione e design. D. Lo scorso anno il Gruppo E ha ricevuto dal Centro Studi YouTrade il premio Best Logistic. Com’è organizzata la vostra logistica? R. Il premio ricevuto è il riconoscimento di anni di lavoro volti a migliorare il servizio centrale della nostra proposta: la consegna. L’efficienza del servizio di logistica della nostra azienda è fondamentale per garantire alla nostra clientela un servizio il più possibile vicino alla perfezione. La nostra organizzazione prevede un magazzino centrale e un sistema di gestione per l’approvvigionamento delle merce, l’acquisto e lo stoccaggio. Un grande sforzo quello sopportato dalla nostra azienda che ci ha però permesso di avere grandi vantaggi e non solo dal punto di vista economico.
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D. Quali sono le principali categorie di prodotti presenti nei vostri punti vendita e quali i principali marchi? R. I punti vendita del nostro gruppo sono strutturati per soddisfare le esigenze di tutti, dal privato all’installatore, al professionista e alla grande impresa. Nei nostri showroom il cliente può scegliere tra i migliori brand del settore grazie alla partnership con oltre 300 aziende di produzione. La scelta dei partner commerciali è seguita con attenzione, Marazzi, Ragno, Florim, Cristina rubinetterie, Gessi, Ideal Standard, Catalano, Geberit, Irsap, Mapei, Kerakoll, Ytong, Cromology… D. Come è composta la vostra clientela?
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R. Circa il 40% dei nostri clienti è utente privato, mentre possiamo sostenere che il restante 60% è composto da imprese edili di ogni dimensione, artigiani e progettisti. D. Sentite ripercussioni sul business per l’emergenza coronavirus? R. Adesso, nel pieno dell’emergenza, più che alle ripercussioni economiche sul nostro business, che ci saranno e pure pesantissime, crediamo si debba cercare di non perdere la lucidità e soprattutto la fiducia nel futuro. La casa dopo questo momento sarà «rivalutata» e concepita veramente come rifugio e noi saremo pronti per renderlo ancora più confortevole!
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EUROBAUSTOFF
TUTTI I SEGRETI DEL PIÙ GRANDE
La logistica come fattore strategico di competitività per gli affiliati
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La sede centrale di Bad Nauheim
Un fatturato di 6,6 miliardi. Punti vendita soprattutto in Germania (ma anche in Italia) in 1.745 location. E 475 rivenditori indipendenti come soci. Il colosso della distribuzione di materiali è diventato la maggiore realtà europea. La sua ricetta? Eccola: «La forza viene dalla comunità» di Federico Della Puppa
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tedeschi ci sanno decisamente fare, non solo dal punto di vista produttivo grazie al loro livello tecnologico e alla loro specializzazione, ma anche in quello distributivo. Per esempio, per i materiali per costruzioni. Se facessimo una classifica dei gruppi di vendita a livello europeo, Eurobaustoff avrebbe il primo posto. In realtà una classifica reale non è possibile farla, per molti motivi. In primo luogo, perché le realtà imprenditoriali non sono tutte uguali e un conto è essere una azienda multinazionale, oppure essere familiare evoluta o, ancora, un gruppo o consorzio che agisce sotto lo stesso o diversi marchi, ma con una centrale di acquisto unica. In secondo luogo, perché i mercati non sono tutti uguali e certamente il posizionamento territoriale è un punto di forza dove i mercati delle costruzioni hanno vivacità e vitalità che superano la congiuntura economica generale, come in Germania e nei Paesi del Nord Europa, aree di riferimento per il posizionamento strategico di Eurobaustoff. Dunque, non è facile poter fare una classifica europea omogenea,
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come si può invece in alcuni casi fare a livello di singoli Paesi. Ma, certamente, se non si considerano tutte queste variabili e si guarda esclusivamente alla capacità finale di attivare vendite sotto la stessa insegna, producendo dunque fatturato, Eurobaustoff sarebbe certamente la prima insegna nella classifica, dato che con un volume di vendite pari a 6,6 miliardi di euro supera Hagebau, che peraltro con la sua catena di rivenditori è attiva anche in settori nei quali Eurobaustoff non è presente e, dunque, può contare su una platea merceologica più allargata.
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LE RADICI Eurobaustoff ha una storia recente e lunga al tempo stesso. Recente perché la nascita del marchio è del 2004. Ma in realtà la storia è lunga, perché ha radici profonde che provengono dai primi anni Sessanta, con la creazione delle collaborazioni commerciali specializzate tra due storiche aziende, Interpares e Mobau, e la rete di servizi Ibs. Nel 1994 la fusione di Interpares e Mobau ha dato vita a un marchio specializzato, i & M Bauzentrum e, nel 1995, la rete di servizi Ibs si trasforma e diventa Interbaustoff. Viene così a formarsi sotto il marchio i & M Bauzentrum una rete di 150 Uno dei punti vendita rivendite di materiali da costruzione. a marchio I&M. Nel 2000 le aziende iniziano a parlare Sopra, esempio di studio per di una collaborazione tra Interpares l'accessibilità al punto vendita Mobau e Interbaustoff che nel 2004 porta alla nascita del marchio i & M Interbaustoff e nel 2006 viene assunto il nome definitivo di Eurobaustoff – Die Kooperation, perché il tratto più rilevante comunicato dall’insegna è quello della cooperazione e della volontà di essere leader nella cooperazione commerciale specializzata in Europa per materiali da costruzione, legno e piastrelle. Una volontà che si ritrova nei claim che l’azienda utilizza e comunica non solo ai suoi dipendenti e partner, ma soprattutto M a r z o
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La presenza territoriale di EuroBaustoff. Sopra, uno dei nuovi punti vendita affiliati in Svezia
ai clienti, che in questo modo percepiscono la qualità dell’offerta mettendo in relazione l’elevato standard professionale offerto con la vision che questi payoff rappresentano. Alcuni di questi («visioni chiare e obiettivi fissi richiedono nuovi modi di pensare», «puoi andare avanti solo se cambi», «lo sviluppo ti rende forte», «la forza viene dalla comunità») sono perfettamente esemplificativi di questa visione complessiva del sistema di offerta e del modo stesso di pensare di tutti gli addetti, a tutti i livelli, dai proprietari, ai quadri, ai dipendenti.
UNA LUNGA CATENA Alla fine del 2018 i soci accomandanti di Eurobaustoff erano 475 rivenditori indipendenti di medie dimensioni, con 1.745 sedi dislocate per la maggior parte in Germania, ma anche in Austria, Svizzera, Paesi Bassi, Liechtenstein, Francia, Lussemburgo e con le aggiunte di affiliati in Repubblica Ceca, Svezia e, di recente, anche in Italia. L’associazione ha sede a Karlsruhe e il socio accomandatario Eurobaustoff Verwaltungsgesellschaft mbH ha sede a Bad Nauheim: è strutturata con sei magazzini centralizzati che
nformi Prodotti co tive della alle norma Europea. Comunità
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L’azienda è specializzata nella produzione e commercializzazione di manufatti in cemento per l’edilizia; pozzetti, coperchi, vasche biologiche e imhoff, blocchi, articoli per l’arredo urbano e per il giardino. Ampliando continuamente la gamma dei prodotti con soluzioni innovative, soddisfa le diverse esigenze dei clienti.
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La filiera organizzativa di EuroBaustoff
consentono ai membri associati di ottimizzare la logistica connessa allo stoccaggio e alla consegna, nonché di poter contare su prezzi competitivi in acquisto anche per piccoli quantitativi attraverso l’acquisto di gruppo. L’associazione è organizzata logisticamente anche con il sistema del cross docking, attraverso il quale i prodotti possono essere resi disponibili non solo dal magazzino centrale o dal fornitore, ma anche da altre aziende del gruppo. Il gruppo è specializzato in materiali da costruzione, legno e piastrelle e ogni rivenditore agisce in modo indipendente, con il proprio nome, ma secondo le logiche di gruppo, che si attengono a principi di qualità del servizio, di relazioni dirette con i clienti, di innovazione e soprattutto di affidabilità delle proposte. I tre valori comuni sui quali il gruppo fonda la politica commerciale sono la competenza, l’affidabilità e l’orientamento al futuro. La rete può contare su una forza vendita complessiva di 42 mila addetti che il gruppo chiama specialisti, perché le attività formative in termini di consulenza, capacità di relazione e supporto alla vendita sono fondamentali per gli standard di qualità che Eurobaustoff si è data. Uno dei maggiori investimenti, infatti, è nella competenza della forza vendita e nel puntare in particolare sui giovani. Il gruppo impiega circa 3.100 tirocinanti. La superficie di vendita complessiva della rete è pari a 22 milioni di metri quadri, con 312 mila metri quadri di show
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room e spazi espositivi e un catalogo costantemente disponibile di 1,5 milioni di articoli nei magazzini, che complessivamente dispongono di 85 mila posti pallet. Essendo una rete di medi punti vendita, la produttività media per addetto è in linea con quelle del settore, pari a circa 160 mila euro per addetto. IN CRESCITA I risultati economici e finanziari del gruppo sono stati positivi nell’ultimo anno, con una crescita del 3% rispetto al 2018 e prospettive di crescita ulteriori nel 2020, nonostante una congiuntura economica non positiva, ma che nel settore delle costruzioni si presenta migliore, soprattutto in alcune aree merceologiche. Il segmento delle piastrelle, per esempio, ha registrato una crescita forte nel 2019, con più 7,7%, ma con un ottimo risultato anche per l’edilizia (+4,3%) dovuto alla crescita dei prodotti chimici per le costruzioni, degli intonaci e dei materiali per pareti strutturali. Anche in Germania, come negli altri Paesi dove è presente Eurobaustoff, e come avviene in Italia, il mercato dei prodotti a secco è in crescita e i risultati del gruppo evidenziano +3,5%, così come nei prodotti isolanti. Meno performanti i dati 2019, ma pur sempre positivi, sul sistema tetto e accessori (+2,6%) e del legno (+1%). In base a quanto riportato nelle comunicazioni ufficiali del gruppo, M a r z o
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lo sviluppo positivo delle vendite nel 2019 deriva principalmente dai prezzi dei prodotti che sono stati più elevati, dunque con una migliore marginalità, legata al sistema dei servizi e all’orientamento all’uso da parte dei clienti, professionali e privati, di prodotti di qualità superiore. Tuttavia, l’aumento dei prezzi delle materie prime sta portando il gruppo a una scelta molto significativa proprio nelle strategie dell’anno in corso, ovvero all’avvio di prodotti con il marchio del distributore. Altre strategie in atto sono l’aumento della gamma già presente, in particolare nel settore dei sistemi a parete e delle ceramiche per esterni. GRUPPI DI LAVORO La presenza sul web è una delle strategie centrali dell’attività di Eurobaustoff, che utilizza gli strumenti digitali soprattutto in funzione di collegamento e costruzione di relazioni tra le aziende affiliate, attraverso i gruppi di lavoro, otto in tutto, specializzati nei diversi segmenti di mercato, con riunioni periodiche per definire problemi, strategie, soluzioni e azioni da mettere in atto, compresi gli investimenti in formazione continua, che sono uno dei punti di forza del gruppo. Altro elemento centrale è il supporto che il gruppo, attraverso i suoi uffici centrali, fornisce alle aziende affiliate in termini di pianificazione della posizione (luogo di vendita) e organizzazione degli spazi (dai parcheggi, all’accoglienza, ai reparti self service e fino ai magazzini). Il motto che il gruppo utilizza in questo caso è «rendi le aziende a prova di futuro», attraverso un servizio di accompagnamento nella pianificazione degli spazi di vendita, impostando un design innovativo e moderno. I servizi forniti in questo ambito vanno dalla analisi del mercato e della concorrenza alla pianificazione della costruzione stessa del punto vendita, alle riqualificazioni e alle espansioni. Sulla base di analisi della posizione attuale del punto vendita e di simulazioni future, il servizio propone soluzioni basate sull’individuazione del potenziale della posizione logistica, sulla valutazione realistica futura dell’attività, al fine di garantire una pianificazione dell’espansione commerciale dell’affiliato in tutta sicurezza, con l’obiettivo finale di aiutare ad aumentare la redditività degli affiliati. LE SINERGIE Allo stesso modo la direzione centrale aiuta gli affiliati nella definizione degli spazi destinati alle show room, in particolare attraverso lo sviluppo di punti vendita sempre più modulari. In sostanza, Eurobaustoff pianifica la standardizzazione dell’organizzazione nella differenziazione dei mercati, con il ricorso, per esempio, anche al digitale mediante innovativi sistemi di uso della realtà aumentata, dando all’affiliato dunque tutte le carte per poter soddisfare il cliente fin dalle prime fasi della scelta dei prodotti e delle soluzioni. Conclude il sistema personalizzato di servizi la gestione degli ordini online attraverso il portale web, con particolare attenzione alle spedizioni, che avvengono attraverso condizioni standardizzate basate su uno sviluppo potente della rete logistica e un sistema di fatturazione centralizzata che agevola l’attività di vendita e spedizione. La rete dei servizi comuni è il vero punto di forza del gruppo, che con i suoi risultati evidenzia ancora una volta che l’unione, se vera e profonda, fa veramente la forza. M a r z o
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I FERRI DEL MESTIERE
Coronavirus, c’è anche un effetto positivo
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l marketing all ’epoca del coronavirus: potrebbe essere il titolo di un libro in un futuro non troppo lontano. Il coronavirus è un cigno nero, un evento raro e imponderabile, del quale ci rendiamo conto solo quando ci sbattiamo il naso e che ha un forte impatto sulla nostra vita, come teorizzato da Nassim Taleb nel suo libro Il Cigno Nero. Dopo ogni cigno nero niente è più come prima, come quando eravamo convinti che una grande banca non sarebbe mai fallita, oppure che il valore degli immobili sarebbe cresciuto all’infinito. Oggi è il virus dell’influenza a trasformarsi in un cigno nero. Ma dal pantano dell’emergenza sanitaria, in cui lottiamo per combattere un nemico sconosciuto, stanno prendendo forma nuovi modelli di vita. Sono gli anticorpi che sconfiggeranno il virus, cambiando il modo di lavorare, studiare, vendere e fare marketing. Le aziende stanno adottando su larga scala lo smart working, dopo averne tanto parlato e averlo sperimentato solo per poter dire di essere all’avanguardia. Le scuole stanno utilizzando maggiormente l’è-learning e lo streeming per lezioni e colloqui con i professori, come hanno fatto gli insegnanti di una scuola elementare di Vó, il comune veneto della «zona rossa». Il marketing sta intensificando l’uso di strumenti e servizi già noti, finora ritenuti non indispensabili, soprattutto dalla rivendita edile. Tutti sanno della sfilata a porte chiuse di Armani, trasmessa in streaming. Pochi sapranno della cinese Geely, il colosso dell’auto che annovera tra i suoi brand Lotus e Volvo. In poche settimane ha avviato la vendita online delle automobili, con servizio di consegna a domicilio gratuito e con buona pace dei concessionari.
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Nel marketing vale sempre la regola che per portare i clienti dove vogliamo dobbiamo andare a incontrarli dove loro sono adesso. Soprattutto in momenti come questo. Ma dove si trovano adesso i clienti? Qualcuno per forza, molti per paura, passano più tempo a casa, anche negli orari di lavoro. Perennemente connessi, in perfetta simbiosi con i loro device. Viaggiano meno e fanno meno shopping nei negozi. Si trovano nella condizione ideale per essere avvicinati sui social, per un convegno in streaming o per una trattativa in video. Ecco perché anche il rivenditore edile dovrebbe vestire i panni di Armani e cominciare a vedere la modalità di vendita online, non come un
progetto futuro, ma come uno strumento attuale, per incontrare le persone dove si trovano, e accompagnarle dove vuole che vadano. Per la rivendita edile è arrivato il momento di rompere gli indugi e adottare un e-commerce strutturato, per far sentire i clienti come a casa loro, dove possano comprare in sicurezza, con le mascherine abbassate, in pratica un estore a misura d’uomo. Le conseguenze economiche e sociali del coronavirus sono ancora tutte da scoprire. Le prime ripercussioni su Borse, valute e aziende, sono serie e da non sottovalutare. Non sappiamo quale portata avrà la crisi, ma sappiamo che a ogni crisi seguono dei cambiamenti.
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Quella del 2008 ha cambiato radicalmente il mercato dell’edilizia e il mondo della rivendita edile. Le vecchie abitudini hanno cessato di esistere in maniera repentina, mentre acquisirne di nuove ha richiesto molto tempo e ingenti risorse. Ma se abbiamo imparato la lezione, oggi possiamo reagire in anticipo. Un dato interessante è che la casa è la protezione più efficace contro il virus, non importa se siamo in quarantena oppure no. Vivendo di più tra le mura di casa, sarà sempre più importante la qualità della vita al suo interno. Probabilmente, sarà più importante spendere per la casa, piuttosto che per l’automobile o i viaggi. Anche se le persone non ne sono ancora consapevoli, è su questi aspetti che il settore edile dovrebbe spingere nella sua comunicazione, per disegnare lo scenario futuro e avviare nuovi progetti. Sta a noi scegliere se riconoscere e accettare il cigno nero, oppure disquisire sul fatto che i cigni possono essere solo bianchi.
marco@marketingcommerciale.com Su Linkedin: Marco Buschi Marketing Commerciale.
di Marco Buschi Marco Buschi si occupa di marketing e copywriting a risposta diretta in edilizia.
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NUOVA VESTE, SEMPRE PIÙ VICINI AL MERCATO Saint-Gobain ppc Italia cambia denominazione sociale e diventa Saint-Gobain Italia, per valorizzare ancora di più il marchio del Gruppo. In programma anche il rafforzamento del sistema di formazione Academy e il consolidamento del rapporto storico con la distribuzione di materiali edili e i progettisti
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di Veronica Monaco
Gaetano Terrasini
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aint-Gobain ppc Italia cambia denominazione sociale e diviene Saint-Gobain Italia: un nuovo nome che rafforza l’univocità di Saint-Gobain sul mercato, grazie al riconoscimento di cui godono i suoi marchi commerciali Gyproc, Isover, Weber e Ecophon. La denominazione rafforza anche il legame con i professionisti del settore e i consumatori finali. «Recentemente il Gruppo ha cambiato approccio e i business sono gestiti a livello regionale», spiega Gaetano Terrasini, amministratore delegato della società. «In Italia abbiamo deciso di raggruppare tutti i marchi e da inizio febbraio abbiamo cambiato denominazione sociale. La volontà è quella di valorizzare il marchio Saint-Gobain e il suo grande portafoglio di materiali da costruzione. Siamo convinti che i marchi insieme abbiano più forza, e intendiamo investirci sempre di più». Domanda. Saint-Gobain è un’azienda con radici antiche. Ma non smette di rinnovarsi: quali sono le ultime novità? Risposta. Saint-Gobain è presente in Italia da 130 anni con lo stabilimento di Pisa per la produzione del vetro. Nel 2018 il fatturato del Gruppo in Italia è stato di 712 milioni di euro, di cui la maggior parte è rappresentato dai materiali per la costruzione con Saint-Gobain Italia, che produce nel nostro Paese il 90% di quanto vende grazie ai suoi siti localizzati in maniera capillare sul territorio. Recentemente, proprio per tenere conto delle specificità dei business locali delle costruzioni, il Gruppo ha cambiato approccio e i business vengono gestiti a livello regionale. Quindi, in Italia abbiamo raggruppato tutti i marchi, Gyproc, Isover, Weber e Ecophon, e dal 4 febbraio 2020 abbiamo cambiato denominazione sociale da Saint-Gobain ppc Italia Spa a Saint-Gobain Italia Spa. D. Oltre all’organizzazione societaria si è rinnovata anche la struttura manageriale. Come? R. Saint-Gobain Italia ingloba tutte le attività della costruzione con un’unica direzione commerciale composta da cinque divisioni, con circa 230 persone distribuite in maniera capillare sul territoM a r z o
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webercol UltraGres 400
Gyproc Habito Forte e Isover PAR 4+
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rio. C’è la divisione Walls&Ceilings che si occupa di soluzioni per l’isolamento termo-acustico in edilizia di pareti perimetrali e interne, canalizzazioni, facciata e controsoffitti. La divisione Roofing, invece, è concentrata sulle soluzioni per l’isolamento termoacustico e l’impermeabilizzazione di coperture, solai, pavimenti e fondazioni. Poi, abbiamo la divisione Marina e Applicazioni tecniche, come l’isolamento tecnico, quella dedicata alle malte premiscelate e altri prodotti a marchio Weber e, infine, quella dedicata ai controsoffitti fonoassorbenti a marchio Ecophon e soluzioni estetiche per l’isolamento acustico. D. Ecophon è ora una divisione di Saint-Gobain? R. Ecophon è sempre stato un marchio di Saint-Gobain, ma fino poco tempo fa era una business unit gestita con una politica di marketing globale. Oggi fa parte integrante di Saint-Gobain Italia e rappresenta uno dei marchi chiave dell’organizzazione italiana. D. Quali sono le prossime strategie di comunicazione? R. A seguito del cambio di denominazione sociale, abbiamo recentemente adottato una nuova identità grafica, con il marchio Saint-Gobain in primo piano, per promuovere e valorizzare sempre più l’immagine corporate. Alla luce di questo obiettivo, nel corso del 2020 lanceremo una comunicazione digitale ancora più spinta, anche sui social network. D. Continuerete a proporre guide come quella sulla protezione dal fuoco? R. Sempre di più. Il nostro obiettivo è fornire una documentazione completa, sempre più tecnica e specialistica, che possa essere di aiuto agli operatori del mercato per tutte le parti dell’edificio e le applicazioni. Questo ci permetterà di valorizzare la nostra forza, che è quella di avere un portafoglio tra i più ampi dell’edilizia ed essere uno dei player di riferimento dell’involucro nel suo insieme, e non solo. D. Avete in progetto anche iniziative che coinvolgono i vostri clienti, cioè applicatori, progettisti e rivendite?
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Isover Climaver, isolamento canali di ventilazione
R. Abbiamo vari progetti in corso. In particolare stiamo rafforzando il nostro sistema di formazione Academy, sfruttando sempre di più le sinergie tra i nostri marchi e la nostra immagine, in modo da diffondere le nostre tecnologie su tutto il territorio nazionale. Stiamo anche lavorando sul fronte dei processi per rispondere meglio alle esigenze dei diversi player del mercato delle costruzioni. Sfruttando le nuove tecnologie digitali vogliamo migliorare il rapporto con i clienti e i distributori, e stiamo lavorando anche
UN MANAGER CON TANTA ESPERIENZA NEL GRUPPO Nato a Palermo nel 1971, Gaetano Terrasini si è laureato nel 1994 in Ingegneria Chimica al Politecnico di Milano. Con un Mba Escp-Eap a Parigi, entra a far parte del Gruppo Saint-Gobain nel 1996. Dopo avere occupato diverse posizioni all’interno del settore Abrasivi, ne viene nominato direttore generale per Spagna, Marocco e Portogallo nel 2003. Poi, direttore generale dell’Attività Distribuzione in Italia nel 2006, e in seguito direttore generale di Saint-Gobain Solar System, prima a livello regionale (Sud Europa) nel 2008, e poi a livello mondiale nel 2012. Nel 2013 ricopre il ruolo di direttore della comunicazione finanziaria e investor relation del Gruppo SaintGobain. Rientrato in Italia nel marzo 2017, oggi è amministratore delegato di Saint-Gobain Italia, società che raggruppa tutti i marchi di materiali per la costruzione del Gruppo presenti sul territorio nazionale. Gyproc, Isover, Weber e Ecophon fanno parte infatti, insieme ad altri brand satellite, della società del Gruppo francese, con 800 professionisti, collocandosi oggi fra i principali produttori di materiali per l’edilizia sostenibile in Italia.
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sull’elaborazione di strumenti che possano facilitare il lavoro dei progettisti. D. In particolare come si articola oggi il vostro rapporto con i rivenditori italiani? R. A differenza di altri Paesi, in Italia Saint-Gobain ha deciso di non giocare il ruolo del distributore, limitandosi a essere un produttore di materiali da costruzione. La distribuzione resta per noi un partner fondamentale con cui lavorare. Il settore sta evolvendo, c’è un fenomeno di consolidamento progressivo, anche se rimane estremamente frammentato, molto più che altrove. Credo che però questo dipenda dalla peculiarità del mercato delle costruzioni italiane, a livello territoriale e finanziario. D. Il vostro gruppo abbraccia molti settori diversi dell’edilizia. Quali sono le novità per le costruzioni a secco? R. I sistemi a secco oggi sono l’edilizia. Finalmente si stanno diffondendo in modo significativo anche in Italia. Addirittura sono disponibili sul mercato sistemi molto specifici, come i due prodotti di punta di Gyproc, che hanno riscosso un grande successo. Gyproc Habito Forte, per esempio, è dotato di una resistenza meccanica e agli urti che nulla ha da invidiare ai sistemi tradizionali, oppure la lastra Gyproc Glasroc X in gesso fibrorinforzato, lanciata un anno fa, che consente di realizzare pareti esterne, cosa impensabile fino a pochi anni fa. Un successo, quello dei sistemi a secco, dovuto anche al fatto che rispondono a tutti i requisiti oggi richiesti dall’edilizia: sono più flessibili, sia nell’applicazione che nella movimentazione, occupano spazi ridotti, sono riciclabili. Criteri sempre più significativi in particolar modo nelle aree urbane, in grande espansione. Certo è che in Italia il consumo di cartongesso pro capite resta ancora ben lontano da quello degli altri Paesi europei, ma oggi la muratura non è più l’unico sistema di riferimento. D. Per quanto riguarda sigillanti e colle il marchio di riferimento è Weber: che cosa propone oggi l’azienda? R. In questo specifico settore siamo consapevoli di essere chalM a r z o
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riduzione della dispersione energetica? R. Credo che sia uno dei temi più importanti per il settore delle costruzioni, su cui anche noi concentriamo i nostri sforzi. Il tema dell’efficienza energetica ci sta molto a cuore ed è al centro delle nostre soluzioni. La nostra forza è la capacità di proporre pacchetti multimateriali per tutte le parti dell’edificio, dall’esterno alle compartimentazioni interne, fino alle canalizzazioni per la ventilazione. Da qualche anno inoltre il tema dell’efficienza energetica è anche al centro delle scelte politiche ed economiche, con una serie di incentivi fiscali mirati, migliorabili ma comunque valide. D. C’è anche la necessità di isolamento acustico. Qual è la vostra proposta? R. Contrariamente alla riqualificazione energetica, in Italia purtroppo la normativa sull’acustica presenta grosse lacune. Le norme non sono adeguate, abbiamo un margine di miglioramento enorme. Senza dubbio l’acustica sarà il tema del futuro, data l’importanza che Cappotto, webertherm robusto comunque riveste per il comfort e il benessere delle persone. Vivere universal + Isover Clima34 G3 in ambienti con un buon comfort acustico è infatti fondamentale e Saint-Gobain è costantemente al lavoro per proporre soluzioni in grado di bloccare i rumori indesiderati e migliorare l’intelligibilità lenger. Nonostante ciò, siamo sempre al lavoro e abbiamo redella parola e dei suoni. Ad esempio, offriamo controsoffitti acustici e isole fonoassorbenti Ecophon da installare sia a soffitto sia centemente lanciato una colla sensorial, webercol UltraGres 400, caratterizzata da un’eccellente facilità di posa, che è molto a parete, come Ecophon Solo, che riducono i tempi di riverbero e migliorano l’intelligibilità del parlato all’interno dell’edificio. Oppure apprezzata e ci sta permettendo una importante crescita in questo segmento di mercato. proponiamo sistemi a secco per l’isolamento delle compartimentaD. Uno dei settori in maggior fermento è quello dell’isolamento. zioni interne ed esterne, sistemi a cappotto per l’isolamento termico ma anche acustico. Ad esempio in facciata hanno caratteristiche Quali sono le soluzioni che proponete? R. L’isolamento è una delle attività chiave acustiche significative webertherm robusto universal con isolante in lana di vetro Isover del nostro portafoglio, basti pensare che Isover è uno dei marchi di riferimento nel Clima34 G3 e il sistema per esterno Gyproc I sistemi a secco settore. Abbiamo veramente una gamma Glasroc X, mentre per l’isolamento delle oggi sono l’edilizia. intercapedini proponiamo Isover par 4+ e molto ampia, con tante soluzioni per le Finalmente si stanno differenti applicazioni, che al di là della Isover Arena. Soluzione interessante per performance allo stesso tempo hanno un le condotte di ventilazione è invece Isover diffondendo in modo costo più contenuto. Nell’ambito dell’isoClimaver, un canale autoportante che elisignificativo anche lamento termico-acustico, per esempio, le mina completamente il rumore nei sistemi in Italia. Addirittura di canalizzazione dell’aria. gamme di lana minerale Isover Arena o sono a disponibili Isover par 4+ per l’isolamento degli amD. In che misura è tenuto in considerabienti interni hanno avuto grande successo zione l’aspetto del design? sistemi molto specifici, R. Il comfort visivo è uno dei quattro pilanegli ultimi anni. Per l’isolamento delle come i due prodotti coperture menzionerei Isover T e Isover stri del programma Multi Comfort, insieme di punta di Gyproc SuperBac. Finalmente, negli ultimi tempi a termica, acustica e qualità dell’aria. Va da le fibre minerali sono sempre più diffuse, sé che per Saint-Gobain il design rappresenta un tema di grande rilievo. In Italia grazie non solo alle ottime prestazioni termo-acustiche, ma anche all'economicità, ininfiammabilità e fino a poco tempo fa non rivestiva un ruolo particolare, ma negli inattacabilità da umidità, microrganismi e agenti chimici. ultimi anni sta assumendo sempre maggiore importanza, anche alla D. Il mercato italiano è abbastanza ricettivo sull’aspetto della luce del fenomeno dell’urbanizzazione e delle condizioni delle zone Nuova immagine Saint-Gobain Italia
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nel settore della costruzione sostenibile e il punto di riferimento globale nell’utilizzo efficiente delle risorse. La forte domanda di edifici ad elevate prestazioni ambientali certificate, con la diffusione crescente di strumenti quali Lca, Epd, Leed, Breeam e Itaca, sta favorendo l’implementazione di un processo edilizio controllato e di qualità. L’utilizzo dei prodotti Saint-Gobain contribuisce ad ottenere la certificazione globale dell’edificio. Inoltre, la maggior parte dei nostri prodotti hanno un alto contenuto di riciclato al loro interno, rispondendo pertanto ai Criteri Ambientali Minimi, entrati in vigore con il nuovo Codice appalti, e molti prodotti hanno ottenuto il marchio Epd Verified. In termini di sostenibilità sono poi numerose le iniziative messe in campo dall’azienda per dare un positivo contributo al benessere delle comunità nelle quali è inserita. Tramite la Fondazione Saint-Gobain Initiatives, costituita nel 2008, abbiamo sostenuto iniziative di solidarietà in tutto il mondo e anche in Italia, come il progetto Linguetta con la Lega del Filo d’Oro per la costruzione del nuovo centro ad alta specializzazione di Osimo (Ancona) destinato all’assistenza dei bambini sordo-ciechi e dei loro genitori, oppure il progetto “Liberi bimbi” con il quale abbiamo formato sedici detenuti per la ristrutturazione e riqualificazione energetica del centro di accoglienza dedicato alle madri carcerate nella Casa Circondariale Lorusso e Cotugno di Torino. Recentemente abbiamo inoltre aderito, attraverso la Fondazione Sodalitas, alla Call to Action dei leader delle imprese più impegnate nella sostenibilità periferiche. Oggi si cerca sempre di più l’estetica nelle soluzioni per affrontare le nuove sfide climatiche e sociali e contribuire alla edilizie. Nella nostra offerta annoveriamo soluzioni estetiche come definizione del New Green Deal della Commissione Europea. ad esempio i controsoffitti Ecophon, Eurocoustic e anche in gesso D. Di recente Saint-Gobain ha anche ottenuto la certificazione Gyproc Gyptone Activ’Air, con vari fori e decori e disponibili antra i Top Employers 2020 per l’eccellenza delle condizioni di che nella versione Curve. Non solo, abbiamo in gamma weberfloor lavoro riservate ai propri dipendenti. Qual è la vostra formula? design, pavimenti materici cementizi decorativi. R. Il valore delle persone è da sempre fonD. La riqualificazione è il trend degli damentale all’interno della nostra organizultimi anni. Quali sono le famiglie di Tramite la Fondazione zazione. La formula risiede senza dubbio prodotto più interessanti per questo finei nostri valori storici e nei principi di lone dell’edilizia? Saint-Gobain Initiatives, comportamento e di azione che trovano R. Il 90% del nostro portafoglio prodotti costituita nel 2008, condivisione e applicazione ovunque all’inè costituito da soluzioni per la riqualificaabbiamo sostenuto terno del Gruppo. zione. Ci sono tanti temi che prendiamo in iniziative di solidarietà D. Il Gruppo è stato anche inserito nella considerazione: i sistemi a secco, gli isolanti, classifica delle aziende più innovative al i prodotti tecnici per l’antisismica, l’antiin tutto il mondo mondo. Quali sono le risorse impiegate sfondellamento, la protezione dal fuoco. e anche in Italia, per ricerca e sviluppo? Per quanto riguarda l’antisimica e l’anticome il progetto Linguetta R. Al di là degli sforzi a livello locale e gli sfondellamento, ad esempio, le soluzioni con la Lega del Filo d’Oro webertec per il ripristino e consolidamenaccordi con enti e università per lo sviluppo di progetti congiunti, la ricerca e sviluppo to strutturale sono un nostro fiore all’ocavviene a livello internazionale e rapprechiello. Per quanto riguarda l’antincendio senta il cuore della strategia Saint-Gobain. Il Gruppo vanta offriamo soluzioni per la protezione dal fuoco strutturale con gli otto centri di ricerca internazionali, con quasi 3.400 impiegati e intonaci Gyproc Igniver e Gyproc Sigmatic Ignifugo M120 e la una media di 400 brevetti depositati all’anno. Una percentuale compartimentazione con sistemi a secco - come le lastre Gyproc significativa del fatturato Saint-Gobain è realizzata con i prodotti Fireline - e la protezione di impianti e condotte di ventilazione nuovi e ogni anno investiamo più di 450 milioni di euro in ricerca con gli isolanti Isover U Protect. e sviluppo, su un fatturato totale di 41 miliardi. D. Parliamo di sostenibilità, un argomento sempre più imporD. Quali sono le vostre aspettative per il 2020? tante anche per l’edilizia. Qual è il vostro approccio al tema? R. Dopo un 2019 molto positivo, ci auguriamo che il 2020 sia R. La sostenibilità è un tema insito nel Dna del Gruppo, che ha un anno che ci consentirà di affermare il valore di Saint-Gobain come strategia quella di creare spazi abitativi d’eccellenza e misul mercato delle costruzioni. gliorare la qualità della vita quotidiana per diventare il riferimento RM Istituto Moda e Design, Milano
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MONTINI
L’INNOVAZIONE FATTA DI GHISA L’azienda ha investito nella progettazione e produzione di chiusini e caditoie. Risultato: i prodotti delle fonderie bresciane sono esportati in tutto il mondo. Merito della tecnologia utilizzata per ottenere il prodotto migliore assieme a una esclusiva attenzione al design di Veronica Monaco
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hiusini e griglie stradali possono diventare prodotti di design? Sì, se a realizzarli sono le Fonderie Montini di Roncadelle (Brescia) che, con cento anni all’attivo nella progettazione e produzione di chiusini e caditoie, si confermano tra i maggiori produttori europei in grado di offrire innovazione tecnologica, design e qualità made in Italy in tutto il mondo. Ne parliamo con il direttore commerciale, Medien Kessair. Domanda. Come si fa a esportare un prodotto del genere a così ampio raggio? Risposta. Dieci anni fa, in un momento difficilissimo per l’edilizia, Montini in controtendenza ha deciso di investire negli impianti produttivi e nella formazione per poter produrre chiusini in ghisa sferoidale che rappresenta oggi una fetta predominante del mercato nazionale ed internazionale. Siamo quindi riusciti a cogliere nuove opportunità di mercato, come il mondo della telefonia, dove prima non eravamo presenti. Anche all’estero: oggi siamo presenti in 22 Paesi, dal Nordafrica al Sud America. Quindi, è stata una decisone di investimento molto azzeccata per l’azienda. D. L’innovazione tecnologica è riuscita a darvi un valore aggiunto importante? R. Sicuramente la ricerca e sviluppo e l’innovazione tecnologica sono un valore aggiunto important,e in effetti integriamo sempre di più soluzioni tecniche ed accessori come l’assistenza all’apertura, dispositivi di sicurezza, guarnizioni in gomma. In più, i clienti che scelgono i nostri prodotti sono fidelizzati alla qualità che possiamo garantire loro, e il made in Italy è sicuramente un plus. Come il design: ogni Paese ha le sue peculiarità e, quindi, cerchiamo di sviluppare con i nostri distributori soluzioni ad hoc per ogni tipologia di mercato. D. Com’è cambiata l’offerta Montini dal periodo pre-crisi a oggi?
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R. Lo spartiacque è stata la decisione di investimento per la produzione della ghisa sferoidale. Questo ci ha portato a sviluppare una gamma nuova e completa di prodotti che ci ha aperto a nuove opportunità. Qualche anno fa abbiamo anche vinto il Compasso d’Oro con la collezione di chiusini Sfera, disegnati dai designer Giulio Iacchetti e Matteo Ragni. Un premio importante per un prodotto semplice come un chiusino, dove mettiamo ricerca, sviluppo e design. D. Come si è chiuso il 2019 per Montini e quali sono le vostre aspettative a fine anno? R. Montini opera in due settori principali: i getti grezzi per l’industria automotive e i sistemi di chiusura in ghisa lamellare e sferoidale. Mentre nel primo abbiamo resistito sebbene il comparto sia in una situazione un po’ difficile, nel secondo abbiamo mantenuto i nostri ritmi. Nel 2017 e 2018 siamo cresciuti a doppia cifra. Nonostante un trend di mercato globale piuttosto stabile, il 2019 per noi è stato un anno positivo. Siamo passati da uno a due turni per quanto riguarda la produzione, e i risultati si vedranno nei prossimi due anni. L’avvicinamento dell’azienda a nuovi mercati, come quello della telefonia e delle infrastrutture, e l’apertura ai mercati esteri ci ha permesso di migliorare il nostro focus anche per il 2020. D. Avete qualche novità nel cassetto? R. Entro giugno lanceremo un complemento di gamma della linea Pluvia, le griglie per il deflusso dell’acqua a bordo strada. Finora concave, queste griglie vedranno anche una versione piana e nuove dimensioni. D. Quali sono, in generale, i plus dei prodotti Montini rispetto alla concorrenza? R. Innanzitutto la qualità e l’affidabilità dei nostri prodotti. Inoltre, le nostre soluzioni tecnologiche sono sempre in linea con le richieste del mercato per rispondere a quelle applicative dei clienti. E un tocco di design che non guasta mai. D. Esistono certificazioni per questo tipo di prodotti? R. Secondo la nuova normativa non è più obbligatorio avere un ente terzo di certificazione. Tuttavia, l’azienda ha deciso di continuare a far certificare i suoi prodotti da un ente terzo, non solo in Italia, ma anche con gli enti locali nei vari mercati esteri. D. Come si articola il rapporto di Montini con i rivenditori?
AI PRIMI POSTI IN EUROPA I prodotti Montini, interamente progettati nei centri di ricerca e sviluppo dell’azienda, sono realizzati negli stabilimenti di Roncadelle (250 mila metri quadri), e Travagliato (50 mila metri quadri), entrambi in provincia di Brescia. Con i suoi stabilimenti e una capacità annua installata di oltre 130 mila tonnellate all’anno, Montini è diventata una delle più importanti aziende fusorie in Europa. Il parco materie prime, diviso per tipologie e per lotti di consegna, è composto da ghisa in pani, coke, castina, rottame di ferro, rottame di ghisa, ferro correttivi. Dosate e
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R. L’azienda è molto vicina ai rivenditori grazie alla presenza costante dei suoi agenti e funzionari commerciali sul territorio. Offriamo inoltre assistenza continua, sia commerciale che tecnica. Siamo in ascolto continuo dei clienti e questo rapporto di prossimità, soprattutto in Lombardia, Piemonte e Veneto, è molto positivo. D. Fate anche corsi di formazione? R. Non nello specifico. Abbiamo però realizzato materiale informativo molto esauriente e dettagliato, e i nostri tecnici sono a disposizione per spiegare i prodotti e le modalità di installazione e rispondere ad eventuali domande. Organizziamo delle visite formative informative dello stabilimento a favore degli operatori del settore dove cogliamo l’occasione per fare delle mini sessioni di divulgazione della conoscenza della Norma di Riferimento EN124-1 2015 e sulla conoscenza dei prodotti.
mescolate automaticamente, le materie prime vengono introdotte nel forno per la rifusione. La ghisa fusa viene poi raccolta in un forno elettrico di attesa per essere spillata per il successivo trattamento di sferoidizzazione e inoculazione. La colata della ghisa fusa è effettuata con forni di colata automatici a tampone, con controllo laser del livello; si passa poi al raffreddamento e alla sabbiatura direttamente in linea. A campione per ciascun lotto viene effettuato il collaudo con una macchina prove completamente automatizzata e il materiale viene depositato in un magazzino coperto di circa 8mila metri quadri, che garantisce la disponibilità continua di tutti i prodotti a catalogo.
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GRUPPO PORON
IL SOTTOFONDO È IN PRIMO PIANO L’azienda presenta Neodurcem, un sottofondo alleggerito termoisolante a base di leganti idraulici e perle di Neopor®. Ma «i professionisti dell’isolamento» hanno in serbo altre sorprese, come la nuova linea Neodur Eco, che aggiunge alla gamma Polar 4 nuovi prodotti
di Veronica Monaco
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professionisti dell’isolamento termico». Con questo nuovo payoff il Gruppo Poron ha aperto il 2020 per rimarcare il suo impegno sul fronte dell’innovazione in edilizia, con soluzioni ad alte prestazioni e materiali certificati. Specializzato da quasi 60 anni nell’isolamento civile e industriale, il gruppo di Nettuno (Roma) ha anche in serbo numerose novità di prodotto, che verranno presentate al mercato nei prossimi mesi. Tra queste il nuovo Neodurcem, come anticipa a YouTrade Giancarlo Spina, direttore vendite Italia per la divisione edilizia. Domanda. Qual è la novità che avete presentato al mercato? Risposta. È Neodurcem, un sottofondo alleggerito termoisolante a base
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di leganti idraulici e perle di Neopor®. È una vera novità per il nostro mercato e una grande sfida per il gruppo. Esiste qualche sottofondo in Eps, ma Poron è la prima azienda a presentare il prodotto con le sfere in grafite di Neopor®. D. Avete già avuto qualche riscontro? R. Abbiamo presentato il prodotto a Klimahouse 2020, ma sarà disponibile sul mercato da aprile. Sicuramente Neodurcem sta già suscitando molta curiosità tra gli operatori, ci stanno arrivando continuamente richieste di schede tecniche e quotazioni, quindi ci auguriamo che sia un successo. D. Avete altre novità nel cassetto? R. Ne abbiamo davvero molte e tutte vanno nella direzione della sosteni-
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bilità e del rafforzamento del marchio. Da quest’anno abbiamo anche il nuovo payoff aziendale, «I professionisti dell’isolamento termico», con cui vogliamo affermarci con forza. E, poi, continueremo a puntare sulle certificazioni di prodotto. Tra le novità possiamo citare la nuova linea Neodur Eco, che aggiunge alla gamma Polar quattro nuovi prodotti in Neodur, e prevede soluzioni per l’isolamento termico orizzontale e a cappotto. D. Quali sono gli altri prodotti di punta dell’azienda? R. Il nostro fiore all’occhiello per quanto concerne il sistema a cappotto è il Neodur Wtrx, una lastra stampata goffrata con tagli rompitratta. Per i sistemi in copertura abbiamo la gamma Winpor, sistema che consente l’isolamento termico ventilato di coperture a falde composto da un pannello stampato in Neopor® accoppiato a un pannello in Osb. In alternativa la gamma Porontek offre una soluzione isolante per l’isolamento termico in copertura con una nuova versione ventilata ed il Thermacop Plus, studiato come sistema ideale per il coppo. D. Come si è aperto il 2020 per il gruppo? R. Abbastanza bene, il trend di mercato è sicuramente in crescita. Vediamo un maggiore interesse da parte del pubblico nel ricercare il giusto comfort abitativo, identificando nei prodotti a marchio Poron la soluzione ideale per raggiungere questo obiettivo, sia per quanto riguarda l’isolamento in facciata che in copertura. D. Che cosa vi aspettate per il futuro? R. Le aspettative sono sicuramente alte. Ci auguriamo di vivere un 2020 come l’ultimo triennio, e vedere i clienti sempre più soddisfatti. Continuiamo a lavorare affinché il marchio Poron sia riconosciuto a livello nazionale come azienda leader per l’isolamento termico. D. Il mercato però è piuttosto frammentato: quali sono le zone più attive e quelle che stanno facendo più fatica? R. Sicuramente il Sud Italia fa più fatica. La difficoltà maggiore è quella di far comprendere bene ai clienti che non basta semplicemente fare il cappotto per risolvere il problema dell’isolamento, ma per avere i giusti benefici è indispensabile realizzare spessori idonei. Se serve un cappotto da 10 centimetri, non posso farlo da 6. Con pochi centimetri in più, e un costo al metro quadro di soli 2-3 euro più alto, si può raggiungere l’obiettivo del comfort abitativo. D. È una carenza di cultura tecnica o un modo per risparmiare sul materiale? R. Entrambe le cose. Per agevolare la divulgazione di una cultura tecnica Poron ha messo a punto ThermoPoron, un software realizzato in collaborazione con Anit, in cui abbiamo inserito i nostri prodotti. Con questo software vogliamo far comprendere l’importanza dei giusti spessori a seconda delle zone climatiche. D. Avete raggiunto risultati positivi con questo software? R. Assolutamente sì e nel 2020 continueremo a divulgare il software ThermoPoron. Vorremmo fare passare questo messaggio: se devi realizzare il cappotto, non importa quale prodotto utilizzi, l’importante è farlo con i giusti spessori. M a r z o
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D. Fate anche corsi di formazione? R. Da quest’anno abbiamo allestito all’interno del Gruppo Poron una sala dedicata alla formazione, una academy con cui contiamo di coinvolgere i rivenditori edili con un percorso completamente gratuito dedicato alla gamma dei nostri prodotti per l’isolamento termico. Lavoriamo a 360 gradi, dalla fondazione fino al colmo del tetto, con diverse soluzioni per l’interno e l’esterno, e prodotti più tecnici rispetto alla semplice lastra. Se richiesto organizziamo questi corsi di formazione anche presso la sede del rivenditore. D. E il Centro-Nord, invece, come sta andando? R. Il Centro-Nord, che per noi è un mercato nuovo, sta andando molto bene. L’ultimo stabilimento aperto in Piemonte inizia a essere uno dei nostri fiori all’occhiello con una capacità produttiva importante. L’azienda ha fatto numerosi investimenti per aprire diversi stabilimenti in tutta Italia, proprio perché riteniamo che gli isolanti hanno bisogno di muoversi a chilometro zero. Questa politica ci sta premiando con risultati positivi, a conferma che la strada percorsa è quella giusta. D. Quanti stabilimenti avete oggi in Italia? R. Abbiamo otto stabilimenti produttivi: in Piemonte la Polimer; nelle Marche la Marchespansi; nel Lazio, che è la regione dove nasce il Gruppo ne abbiamo tre: Poron Italiana Sud a Nettuno, Multipack ad Anagni e Imballaggi Poron a Formia. Poi abbiamo lo stabilimento Poron Molise in provincia di Campobasso, lo stabilimento Pugliespansi a Bari e la S.P. Isolanti in provincia di Messina. D. Che cosa offre Poron per supportare il rivenditore edile nelle vendite? R. A disposizione dei rivenditori abbiamo una fitta rete di agenti sparsi su tutto il territorio nazionale. Una rete capillare in grado di offrire supporto e consulenza sulle soluzioni dell’azienda. Dall’anno scorso ci stiamo impegnando ancora di più per dare la giusta visibilità sia all’azienda che ai prodotti di maggior consumo presso i rivenditori con iniziative dedicate. Da quest’anno, inoltre, partiremo con dei corner dedicati, degli espositori da banco con un opuscolo fotografico. Amplieremo poi anche alla campionatura dei materiali per far sì che il cliente finale possa toccare con mano il materiale. D. Che consigli darebbe al rivenditore per migliorare il suo modus operandi? R. Suggerirei di abbracciare con più sollecitudine le innovazioni che le aziende offrono al mercato. Al momento noto ancora molta reticenza. Ovviamente avere a che fare con le innovazioni di prodotto comporta un maggiore impegno in termini di tempo, studio, divulgazione, e non tutti i rivenditori hanno questa predisposizione. Il futuro delle rivendite però passa da questa propensione all’innovazione, anche per incrementare i margini. L’alternativa è continuare a recuperare le briciole della Gdo, che la fa da padrone col prezzo. D. Esiste un gap tra i rivenditore del Nord, del Centro e del Sud? R. Credo che esistano delle differenze tra i rivenditori, ma non in termini geografici. Esistono rivenditori innovativi, visionari o statici, al Nord come al Sud.
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FASSI GRU
VERSATILITÀ CON EFFICIENZA La nuova F345RB della serie XEdynamic ha un migliore rapporto peso-potenza e tara, a vantaggio della versatilità, caratteristica importante nella distribuzione dei materiali edili. È adatta anche per utilizzi in cantiere, carico-scarico e per interventi di ristrutturazione di Veronica Monaco
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n linea con i più moderni trend del mercato delle macchine da cantiere - come abbiamo descritto nello Speciale Macchine pubblicato su YouTrade 106 - Fassi Gru, gruppo industriale bergamasco specializzato in gru articolate, ha presentato una nuova soluzione destinata a fare la differenza grazie alle sue caratteristiche di versatilità, compattezza e peso contenuto. La nuova gru si chiama F345RB ed è inserita nella categoria di sollevamento di 33,2 metri. La macchina si presta particolarmente per utilizzi in
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cantiere, per il carico-scarico di materiali edili, per le manutenzioni in quota e, in generale, per tutti i lavori legati a interventi di ristrutturazione. CARATTERISTICHE TECNICHE Rispetto ai modelli precedenti, la nuova F345RB della serie XEdynamic ha un migliore rapporto tra pesopotenza e tara, a vantaggio della versatilità, caratteristica molto importante nella distribuzione dei materiali edili dove questa categoria di gru trova il suo ambito di impiego più significativo. Dotata di
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La nuova gru si chiama F345RB ed è inserita nella categoria di sollevamento di 33,2 metri. A fianco, il meccanismo di sollevamento chiuso
TECNOLOGIA AL TOP Fassi applica alle proprie gru una serie di tecnologie innovative in campo meccanico, idraulico ed elettronico. La dotazione elettroidraulica della nuova gru F345RB comprende: -
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rotazione continua con ralla, la gru F345RB è disponibile nelle versioni da due a otto sfili e con tutti gli abbinamenti con jib, come nei modelli Fassi di pari categoria. La velocità di chiusura dei bracci principale e secondario nell’operazione di messa a riposo della gru è migliorata a vantaggio della sua efficienza operativa. Di particolare interesse la nuova sezione decagonale dei bracci sfilabili telescopici, che, grazie alla diminuzione degli spessori, permette una riduzione dei pesi di circa il 15% rispetto alla soluzione esagonale utilizzata su altri modelli. Questa soluzione permette inoltre la manutenzione dei pattini senza lo smontaggio dei bracci sfilabili e la regolazione dei pattini laterali. I pattini sono realizzati in materiale ad elevato grado di scorrimento e con bassa necessità di ingrassaggio, in modo da permettere una regolazione micrometrica per ridurre i giochi verticali e laterali. Il serbatoio è in materiale plastico particolarmente resistente ai colpi e all’azione corrosiva di qualsiasi elemento esterno. TUBAZIONI SUPPLEMENTARI INTERNE Anche la dotazione elettroidraulica della nuova gru F345RB si presenta particolarmente completa (vedi box). Per gli abbinamenti con benna-rotatore, in punta alla gru, per le versioni dalla .22 alla .26, è inoltre disponibile una predisposizione della gru con tubazioni supplementari interne che risultano così raccolte e protette all’interno del pacco sfili del braccio secondario (non abbinabile all’utilizzo del verricello e della prolunga idraulica).
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sistemi ADC (Automatic Dynamic Control): dispositivi di controllo automatico della dinamica che massimizza la velocità di movimento in funzione del carico manovrato, realizzando movimentazioni sempre ben controllate e riducendo al minimo le sollecitazioni strutturali; distributore idraulico multifunzione digitale D850 (D900 opzionale): con sistema antisaturazione “flow sharing”; unità di comando radio RCH/RCS (V7RRC opzionale): radiocomando digitale di nuova generazione con ampio display grafico, per il controllo a distanza delle funzioni della gru e su richiesta anche delle opzioni sul veicolo e degli stabilizzatori; unità di controllo elettronico FX500: esclusivo sistema di controllo delle condizioni di carico della gru, delle prolunghe idrauliche e manuali e del verricello. Gestisce il momento di sollevamento dando la possibilità di attivare diverse zone di lavoro rispetto alle condizioni di stabilità; FSC (Fassi Stability Control): sistema a controllo continuo per assicurare le condizioni ideali di utilizzo della gru nel pieno rispetto della stabilità del veicolo, in dipendenza della fuoriuscita dei supporti allargamento laterale stabilizzatori; CPM (Crane Position Monitoring): sistema di controllo che verifica il completo rientro dei supporti di estensione laterale degli stabilizzatori, sia nella versione manuale che idraulica; FS (Flow Sharing): sistema digitale antisaturazione che, tramite un software dedicato, fa confluire l’olio inviato dalla pompa in modo esattamente proporzionale a tutte le funzioni della gru attivate tramite comando radio; XF (Extra Fast): tramite valvole di blocco idropilotate dedicate per l’accoppiamento a distributori multifunzione, il sistema permette azionamenti fluidi,progressivi e precisi, ottima sensibilità d’azionamento, minore riscaldamento dell’olio idraulico e velocità operative superiori; MPES (Multi Power Extension System): sistema per ottenere una eccezionale velocità in uscita e rientro dei bracci sfilabili, costituito da una serie di martinetti indipendenti di uguale potenza, collegati idraulicamente tra loro in serie; XP (Extra Power): sistema che attiva un surplus di potenza nelle situazioni più impegnative e gravose, riducendo proporzionalmente la velocità dei movimenti della gru soggetti alla dinamica, ma incrementando contemporaneamente le capacità di sollevamento; ProLink (Progressive Link): esclusivo sistema Fassi realizzato tramite l’utilizzo di un martinetto secondario più lungo abbinato ad un particolare sistema di biellismo che permette di aumentare l’angolo di lavoro sopra la linea orizzontale da 10 a 15 gradi.
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MUOVIAMOCI
I 4 parametri per misurare un magazzino efficiente
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l magazzino non deve essere considerato un centro di costo, bensì come un centro di profitto. La corretta gestione delle operazioni di magazzino consente di aumentare il livello di soddisfazione del cliente e la competitività. Per questo è necessario tenere sotto osservazione tutto ciò che succede in questi ambienti. Il controllo avviene attraverso la misura di alcuni parametri prestazionali. Si può affermare che le quattro macro aree di misura sono: • La sicurezza: da mettere sempre al primo posto al fine di creare degli ambienti in cui gli operatori possono eseguire tutte le loro operazioni con il minore dei rischi. • I costi: la conoscenza di quanto vengono usate le risorse a disposizione. • I tempi: per rispondere a un mercato sempre più sensibile ai lead time è necessario fornire massima attenzione alla durata delle attività e delle azioni. • La qualità: rappresenta la capacità di soddisfare quanto il mercato desidera senza creare non conformità o errori. Per costruire un cruscotto destinato a tenere sotto controllo le prestazioni del magazzino è necessario selezionare per ciascun macro parametro alcuni indicatori chiave. Tra i vari parametri che possono essere utilizzati
di seguito si vuole presentare una selezione solo a scopo informativo. 1 Sicurezza • Ore di malattia medie per uomo. Questo parametro racchiude tutte quelle patologie che non dipendono solo da un ambiente di lavoro ideale, ma somma anche altri fattori, come l’età media dei lavoratori. A livello teorico, ambienti ergonomici e condizioni di lavoro prive di stress portano a una riduzione del parametro nel tempo. A un livello più dettagliato, se vengono rilevate le ore di infortunio medie per uomo si ha un riscontro più immediato della sicurezza nel posto di lavoro. Questi parametri devono puntare a zero. 2 Costi • Costo di movimentazione (euro/kg, euro/ pallet, euro/collo...). Rappresenta il valore economico di qualsiasi movimentazione che avviene nel magazzino. Risulta essere utile definire il tipo di movimentazione considerato (scarico, stoccaggio, carico, prelievo) così da essere in grado di rendere più efficienti i processi. Il valore è il prodotto tra la durata dell’attività e il costo orario delle risorse usate (uomo e mezzi). • Costo di occupazione spazio (euro/m2
anno, euro/postopallet anno). Il dato può essere rilevato semplicemente considerando i costi di stoccaggio merce che un operatore logistico richiede per un servizio di mantenimento materiale presso i sui spazi. Un migliore uso degli spazi a disposizione riduce il valore per unità di carico (UdC). 3 Tempo • N. UdC movimentate/ora (ubicazione, abbassamento). Il parametro, associato alle varie movimentazioni (scarico/carico, prelievo, stoccaggio) consente di indicare la produttività e di pianificare il lavoro delle persone nel magazzino. Tale rilievo permette di valutare se necessario il ricorso a personale esterno o a straordinari per fare fronte agli ordini da evadere. 4 Qualità • Percentuale di errori per inversione (prelevato codice A anziché B) o per quantità. Indica una situazione che può portare a confondere gli articoli in prelievo. Una migliore collocazione del materiale nel magazzino può migliorare tali parametri. Un altro parametro qualitativo da rilevare è il numero di rettifiche inventariali che sono state eseguite in un periodo di tempo. La rettifica è la manifestazione di qualche processo non corretto. I parametri da rilevare devono essere di immediato recupero e facilmente interpretabili. Un monitoraggio periodico unito a delle azioni di miglioramento porta a rendere il magazzino molto più produttivo. di Andrea Payaro docente, esperto del ministero dello Sviluppo Economico (Ice)
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COME SI FA (ad aumentare il business)
di Roberto Bolici*
Cavalcare le ristrutturazioni Bonus fiscali che si moltipolicano, l’Europa che vara il Green Deal, richiesta di maggiore comfort: occasioni da non perdere
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trainare il comparto è sempre la riqualificazione degli immobili residenziali e del terziario», evidenzia Federcostruzioni, immaginando un 2020 stimolato nuovamente da incentivi e detrazioni previsti dal Governo per la riqualificazione degli immobili (bonus facciate, ecobonus, sismabonus). Quello del bonus non è un tema nuovo. Introdotto oltre dieci anni fa, lo strumento del bonus è stato arricchito negli anni, incoraggiando ulteriormente l’impegno dei cittadini al risparmio energetico, alla sicurezza antisismica e al rinnovamento estetico dei centri urbani. Tutto questo è reso possibile da una reale convenienza a carico dello Stato. Tuttavia, quello che dovrebbe stimolarci in maggior misura, proiettandoci un po’ più in là dell’anno in corso, è il via libe-
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ra dal Parlamento europeo al piano Ue per la neutralità climatica entro il 2050, il Green Deal della Commissione Europea approvato il 14 gennaio scorso. Un piano d’investimenti per i prossimi dieci anni, che mobiliterà almeno mille miliardi di euro per rendere l’economia più rispettosa dell’ambiente. Miliardi che potranno andare a tutti i Paesi, non solo a quelli chiamati a maggiori sforzi per uscire dal carbone. «Per l’Italia si parlerà di centinaia di milioni», ha puntualizzato il commissario agli affari economici, invitando a non concentrarsi sulla singola posta in palio, ma sul potenziale di questa sfida «che cambierà nei prossimi dieci anni il modo di consumare, di abitare e il modo di alimentarsi se davvero vogliamo arrivare all’obiettivo della neutralità climatica». Si tratta di un
programma che interesserà tutti gli aspetti della vita economica e sociale, dai trasporti all’agricoltura, dall’industria all’edilizia, e che trasformerà le abitudini dei cittadini, nonché le strategie delle imprese. Il Green Deal va inteso come una risposta politica alla richiesta dei cittadini di maggiore attenzione al clima e all’ambiente, ma anche una proposta per una nuova economia. Non è un caso che sempre più consumatori hanno a cuore il tema della sostenibilità. Tant’è che il mercato sembra registrare uno spostamento delle preferenze di acquisto a favore di aziende sostenibili e questo orientamento potrebbe influenzare positivamente il processo di sostenibilità già avviato da molte imprese. Filiera delle costruzioni, distribuzione di materiali per l’edilizia compresa, sarà chiamata a svolgere la sua parte. M a r z o
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di prestazione energetica. Parallelamente, si vogliono «organizzare gli sforzi di ristrutturazione in blocchi di dimensioni maggiori affinché possano beneficiare di condizioni di finanziamento più vantaggiose e di economie di scala». Il riferimento è chiaro, edilizia residenziale pubblica, scuole e ospedali. E il modesto condominio? Un ambito da non trascurare, tenuto conto che il potenziale di efficientamento esistente rende la riqualificazione energetica degli edifici una assoluta priorità sia per diminuire l’impatto ambientale del semplice abitare, sia per ridurre significativamente i consumi delle famiglie.
Diverse leve Costruire e ristrutturare in modo efficiente sotto il profilo energetico e delle risorse: la costruzione, l’utilizzo e la ristrutturazione degli edifici, ricorda il piano, assorbono ingenti quantità di energia e risorse minerarie. Inoltre, è evidenziato come gli edifici siano responsabili del 40% del consumo energetico. Sostanzialmente, una Europa più sostenibile passa altresì dall’abbattimento dell’energia consumata dagli edifici. Per procedere in questa direzione, la Commissione europea identifica un percorso chiaro, «un’ondata di ristrutturazioni» sia per gli edifici pubblici sia per quelli privati. Considerato il tasso annuo di ristrutturazione del parco immobiliare negli Stati membri dell’U-
nione Europea, variabile dallo 0,4 all’1,2%, quest’ultimo dovrà almeno raddoppiare per raggiungere l’efficienza energetica e gli obiettivi climatici dell’Unione Europea. Concretamente, sono diverse le leve che il Green Deal ipotizza di muovere per tentare questa difficile impresa. Da una parte si vuole mettere mano al regolamento sui prodotti da costruzione, laddove quest’ultima dovrebbe assicurare che tutte le fasi della progettazione di edifici nuovi e ristrutturati siano in linea con le esigenze dell’economia circolare. Dall’altra, vi è l’idea di lanciare «regimi di finanziamento innovativi» per le associazioni edilizie e le società di servizi energetici, che potrebbero attuare interventi di ristrutturazione anche attraverso contratti
Muoversi con i piedi per terra Comportamenti errati, edifici costruiti con tecniche superate, impianti datati e apparecchiature elettriche ed elettroniche desuete, concorrono a incrementare i costi energetici delle famiglie. Direttamente o indirettamente contribuiscono pure alle emissioni di gas serra e di inquinanti atmosferici associate alla combustione delle fonti fossili. Pertanto, un intervento di efficientamento energetico, che ricordiamo avere come obiettivo quello di aumentare il comfort abitativo di un edificio diminuendone al contempo i consumi energetici, è necessario…anzi, dovuto. Le leve su cui agire sono molteplici, mentre le opzioni tecnologiche in grado di rendere più efficiente un edificio dal punto di vista energetico, possono suddividersi, come peraltro suggerisce Enea (Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile), in quattro categorie: la prima, tecnologie per l’isolamento termico dell’involucro edilizio; la seconda, impianti per la produzione di energia (sia termica che elettrica); la terza, dispositivi più efficienti; la quarta, tecnologie per il monitoraggio dei consumi e l’automazione del funzionamento dei dispositivi. Queste le categorie che i distributori di materiali edili conoscono molto bene e che dovranno rafforzare ulteriormente, per stare in scia, in termini di prodotto e tecniche di vendita. Un’azione molto più decisa rispetto a quella delineata finora, sarà funzionale sia a realizzare la nuova strategia europea, sia a farsi spazio nel mercato che verrà.
*Professore associato in Tecnologia dell'Architettura, Politecnico di Milano
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CON UN UNICO PRODOTTO L’umidità di risalita capillare e l’azione disgregante dei sali solubili sono tra le cause di degrado più frequenti. La Ricerca Mapei ha sviluppato un intonaco innovativo, PoroMap Deumidificante, basato su precise caratteristiche fondamentali quali la macroporosità e la resistenza ai sali
di Brunella Orsini
Applicazione di PoroMap Deumidificante
L’
umidità di risalita è un fenomeno fisico molto diffuso nelle murature di edifici, sia di recente costruzione sia di interesse storico, causato dalla presenza di acqua alla base di una costruzione sprovvista degli adeguati sistemi di impermeabilizzazione. La mancanza o l’interruzione di una barriera di “protezione” innesca la maggior parte dei fenomeni di degrado del sistema costruttivo che si concretizzano con la comparsa di macchie sulle pareti, con la disgregazione degli intonaci o dei materiali da costruzione, o con il distacco degli strati pittorici o, più in generale, con lo sfogliamento delle tinteggiature. La risalita capillare si verifica quando l’acqua e i sali presenti nel terreno su cui poggiano i paramenti murari salgono all’interno delle pareti grazie al fenomeno fisico della capillarità, la cui velocità di diffusione è governata da molteplici parametri che riguardano i materiali usati e le condizioni di esercizio, come la quantità di umidità, la temperatura, l’evaporazione superficiale e la concentrazione salina dell’acqua che li attraversa. L’alterazione dello stato igrometrico dei materiali porta, oltre che al degrado fisico, anche a quello chimico e biologico (azioni biologiche come attacchi da muffe, funghi o vegetali in generale).
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Sopra, subflorescenze - cristallizzazione dei sali all'interno di un intonaco tradizionale. A destra, rimozione dell'intonaco degradato e livellamento di PoroMap Deumidificante
DEGRADO FISICO Il degrado fisico delle murature manifesta la sua presenza essenzialmente sugli intonaci. La principale forma di tale degrado è ascrivibile alla cristallizzazione dei sali. Nei materiali da costruzione e nell'acqua che risale per capillarità dal terreno, possono essere presenti anche grandi quantità di sali. La loro alta solubilità e igroscopicità, li rendono estremamente mobili facilitando il loro trasporto all'interno delle murature. L’acqua in risalita tende a spostarsi verso gli strati più esterni delle murature dove, evaporando, rilascia i sali in essa disciolti, quindi liberi di cristallizzare formando efflorescenze (deposito di cristalli di sale sulla superficie degli intonaci) e subflorescenze (cristallizzazione dei sali all’interno delle porosità dell’intonaco). Col passare del tempo, se questo fenomeno non viene interrotto, il processo risulta continuativo e cumulativo, portando i prodotti salini inglobati a riempire completamente i pori e a creare, un aumento delle pressioni interne. Il conseguente stress meccanico, a cui sono sottoposti i materiali da costruzione, può produrre il distacco degli strati più esterni delle murature o portare al loro “sbriciolamento”. DEGRADO CHIMICO Le reazioni chimiche interne ai materiali da costruzione, provocate dalla presenza di sali, sono anch’esse causa di degrado. Queste interazioni avvengono sia fra le componenti stesse delle murature sia per semplice contaminazione da sali solubili e igroscopici. Tra le principali cause di degrado di tipo chimico annoveriamo l’attacco solfatico.Nei vecchi muri, in cui sono state utilizzate malte a base di calce idraulica, o di cocciopesto, ma anche nelle nuove costruzioni in cemento, l'umidità di risalita può reagire con gli alluminati e/o silicati M a r z o
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SAPORE DI SALI I principali gruppi di sali che producono efflorescenze e subflorescenze nelle murature •
Solfati, contenuti nei terreni, nei leganti idraulici ed aerei, nelle rocce, nelle atmosfere inquinate e in quelle marine
•
Nitrati, presenti nelle zone rurali, normalmente attaccano strutture dove si utilizzano concimi animali o in edifici ecclesiastici dove si trovano luoghi di sepoltura
•
Cloruri, trasportati dal vento, presenti di norma nell’atmosfera di aree costiere e nei terreni di tipo lagunare, che mantengono umide le superfici e creano i presupposti per la formazione di muffe
•
Carbonati, responsabili della formazione di stalattiti e stalagmiti
di origine argillosa, producendo due sali complessi particolarmente dannosi denominati ettringite e thaumasite, con successive espansioni, fessurazioni e sfaldamenti degli intonaci. Queste reazioni, che richiedono, oltre all'acqua, anche un ambiente alcalino e la presenza di solfato di calcio, si possono verificare in qualsiasi parte della muratura che presenta le condizioni adatte. LE SOLUZIONI TECNICHE Attualmente, nella pratica edilizia ci sono vari tipi di sistemi che vengono utilizzati per interrompere o limitare al massimo i processi di degrado degli intonaci dovuti alla presenza di acqua nelle murature. I principali sono i sistemi di allontanamento delle acque (interventi di impermeabilizzazione), gli intonaci deumidificanti e le barriere
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COME INTERVENIRE Rimuovere manualmente o con attrezzi meccanici tutti gli e delle condizioni ambientali. Nel caso in cui si desideri intonaci degradati, per un’altezza di circa 50 cm al di sopra avere una superficie con una tessitura più fine rispetto a della zona in cui si è manifestato il degrado. quella ottenuta frattazzando PoroMap Deumidificante, si Al contempo rimuovere tutto il materiale incoerente, friabile, può procedere alla stesura di PoroMap Finitura Civile o polvere, muffe e quant’altro possa pregiudicare l’adesione in alternativa PoroMap Finitura Granello, da scegliersi in di PoroMap Deumidificante, fino ad ottenere un supporto funzione dell’effetto estetico desiderato. Per la pitturazione pulito, sano e compatto. Procedere al lavaggio con acqua a impiegare prodotti a base di silicati (Linea Silexcolor) o a base bassa pressione della muratura, al fine di eliminare eventuali silossanica (Linea Silancolor). efflorescenze e sali solubili nella muratura. All’occorrenza, ripetere più volte Risanamento della muratura con ciclo quest’ultima operazione. Procedere alla deumidificante PoroMap saturazione con acqua del supporto, al fine di impedire che il substrato possa sottrarre acqua alla malta, pregiudicandone le caratteristiche prestazionali finali. L’acqua libera in eccesso dovrà essere eliminata. Per facilitare e accelerare tale operazione può essere utilizzata aria compressa. Quindi, applicare PoroMap Deumidificante in uno spessore non inferiore a 20 mm, partendo dalla parte bassa della muratura. Dopo l’applicazione attendere alcuni minuti prima di procedere alla livellatura dell’intonaco, mediante apposito attrezzo, sino ad ottenere una superficie piana. Rifinire la superficie dell’intonaco mediante frattazzo di plastica, di legno o di spugna già dopo alcune ore dall’applicazione e, comunque, in funzione della temperatura
chimiche. Lo studio delle cause delle tipologie di degrado (fisico e chimico) e dei fenomeni che si verificano nelle murature poste in ambienti “aggressivi”, ha portato Mapei , attraverso i suoi laboratori di ricerca, a sviluppare un innovativo intonaco per il risanamento di murature degradate denominato PoroMap Deumidificante, basato su tre caratteristiche fondamentali: macroporosità, resistenza ai sali e compatibilità con i materiali esistenti. POROMAP DEUMIDIFICANTE Monoprodotto e monostrato, PoroMap Deumidificante è composto da leganti idraulici speciali a reattività pozzolanica e resistenti ai sali solubili, sabbie naturali, aggregati leggeri, speciali additivi, a bassissima emissione di sostanze organiche volatili (Emicode EC1 Plus). Gli intonaci realizzati con PoroMap Deumidificante, possiedono caratteristiche molto simili in termini di resistenza meccanica, modulo elastico, traspirabilità e porosità, a quelle delle malte a base di calce, calce-pozzolana o calce idraulica, impiegate originariamente nella costruzione degli edifici, anche di quelli di interesse storico. PoroMap Deumidificante, però, rispetto a tali malte, presenta delle proprietà che rendono il prodotto
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resistente alle piogge acide, all’azione dilavante delle acque piovane, ma soprattutto ai sali solubili, spesso presenti nelle murature e nei terreni su cui poggiano. I macropori presenti nel PoroMap Deumidificante garantiscono un’elevatissima porosità, quindi, attraverso l’assorbimento da parte dei capillari, facilitano il trasporto dell’acqua allo stato liquido, dall’interno della struttura verso l’esterno, favorendone l’evaporazione senza apprezzabili variazioni di temperatura o umidità relativa. Un altro importante vantaggio che comporta l’utilizzo di malte per intonaci macroporose è la loro capacità di contenere la cristallizzazione dei sali al proprio interno. Infatti i macropori, che possono avere anche una grandezza superiore a 1 mm, riescono a contenere l’aumento di volume dei sali cristallizzati senza subire stress meccanici e quindi evitano la rottura degli strati più esterni dell’intonaco, rendendo così più durabile l’intervento. La macroporosità fornisce al prodotto anche una eccellente resistenza ai cicli gelo-disgelo, in quanto la dilatazione dell’acqua nel passaggio da liquido a solido viene contenuta all’interno dei macropori. Un altro aspetto che caratterizza il PoroMap Deumidificante è l’elevata resistenza ai sali. Questa proprietà è data dall’aggiunta di materiale a reattività pozzolanica. M a r z o
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uro come le montagne da cui nasce, le Dolomiti del Trentino, come gli elementi che compongono le sue materie prime: la dolomia e la scaglia rossa. E come le sue formulazioni destinate a un’edilizia naturale e biocompatibile. Parliamo di Puro Comfort, il marchio del Gruppo Miniera San Romedio specializzato in prodotti a basso impatto ambientale, pensati per coprire tutte le necessità di cantiere, dalla malta alla finitura. Una novità che ha suscitato anche l’attenzione degli specialisti di Klimahouse Trend, l’iniziativa che premia le aziende che si sono distinte per le innovazioni e la ricerca industriale/tecnologica nel campo dell’edilizia sostenibile ed energeticamente efficiente, che hanno inserito i prodotti Puro Comfort tra i finalisti dell’edizione 2020. INTONACO NATURALE Tra le novità c’è l’intonaco Latemar, pronto all’uso, studiato per il miglioramento della salubrità e del comfort abitativo, grazie alla sua particolare composizione di soli elementi naturali: la calce idraulica naturale Nhl5, ricavata dalla cottura della scaglia rossa trentina, che permette una traspirabilità e alcalinità elevata, ostacolando la formazione delle
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muffe, e l’inerte di dolomia bianca, ricavata in ipogeo e quindi esente da inquinanti di superficie. Il prodotto, inoltre, è esente da cemento e additivi chimici e per questo privo di Voc nocivi. Applicabile su qualsiasi superficie omogenea e asciutta, Latemar consente di realizzare intonaci su pareti verticali e soffittature in strati di 10-15 millimetri, in interno ed esterno. Si miscela solo con acqua e può essere rifinito con staggia, frattazzo o spugna. Una volta asciugato può sopportare qualsiasi tipo di rifinitura civile e finitura colorata, pittura ai silicati, piastrelle di ceramica o pietra naturale. FILOSOFIA GREEN Latemar contribuisce alla filosofia Puro basata su prodotti innovativi a basso impatto ambientale certificato dal Life Cycle Assessment. Con un impatto il 60% più basso della media del mercato anche Latemar aiuta a ridurre l’impatto ambientale grazie al riuso dei vuoti minerari nelle cave d’estrazione, che vengono destinati a nuovi usi produttivi, come lo stoccaggio di prodotti agricoli. I materiali Puro sono inoltre 100% riciclabili come inerti e tutti validati dal protocollo BioSafe, che attesta la qualità dell’aria all’interno degli edifici. M a r z o
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uante facciate ha un edificio? La doe l’efficienza delle loro funzioni, sia per la quantità di superfici a manda potrebbe sembrare banale e disposizione che ogni anno entrano nel mercato degli interventi la risposta corretta potrebbe essere di manutenzione ordinaria e straordinaria. In misura ormai meno «dipende da come è disegnato, qual rilevante del passato, ogni anno questi interventi si riferiscono alle è la sua architettura». Se un edificio nuove superfici da produrre. Complessivamente, secondo indagini fosse un cilindro potremmo dire che Fivra, in Italia lo stock totale delle coperture è quantificabile in 2,2 la facciata in realtà è unica e continua, miliardi di metri quadrati, dei quali 1,5 circa di coperture residenmentre un ediziali e altri 700 milioni di metri quadrati non ficio con una pianta a X avrebbe almeno 12 residenziali. Di questo stock complessivo di In Italia lo stock facciate. Ciò che tutti questi edifici hanno 2.200 chilometri quadri, secondo una indain comune è la facciata in più, quella che in gine di qualche anno fa dell’International totale delle coperture ogni caso è presente e che chiamiamo semEnergy Agency il potenziale utilizzabile è quantificabile plicemente tetto. La copertura è in effetti la per installazioni fotovoltaiche, dunque con in 2,2 miliardi cosiddetta quinta facciata del classico edificaratteristiche adatte a essere utilizzato in tal di metri quadrati, dei quali cio a quattro lati, dalla casa monofamiliare senso, è pari a circa 760 chilometri quadri, alla torre più alta. Ed è un elemento spesso dei quali 410 circa relativamente agli edifici 1,5 circa residenziali. non visibile, ma tra i più importanti della residenziali e i restanti 350 in edifici agricoli, Di questo stock, 760 costruzione, per le sue indubbie caratteriindustriali e commerciali. Considerando il chilometri quadri stiche legate alla protezione dell’edificio totale delle superfici a tetto, vi sarebbe una è utilizzabile per il dalle intemperie. Ma nel tempo l’evoluripartizione pro capite pari a circa 36 metri zione tecnologica e soprattutto le mutate quadrati, un valore coerente e in linea con fotovoltaico esigenze hanno introdotto nuove funzioni quello relativo al consumo di suolo, per il che il sistema di copertura può svolgere, da quale l’attacco a terra degli edifici rapprequello produttivo legato alla presenza e installazione di sistemi di senta circa il 10% circa di tutta la superficie consumata. produzione energetica sostenibile, fino a quello estetico legato alla presenza di coperture verdi che, in alcuni casi speciali, possono QUANTIFICAZIONE addirittura diventare veri e propri sistemi di coltivazione agricola Rispetto a questo stock veramente rilevante, il mercato relativo in città, come dimostrano ad esempio i più noti casi francesi e le alle coperture può essere quantificato attraverso due diversi metodi di stima. Il primo fa riferimento ai dati della nuova costruzione, recenti normative a supporto emanate dalla città di Parigi. relativamente al numero di edifici e superfici realizzate, così come indicati dai permessi di costruire. Secondo i dati Istat, si può stiMERCATO INTERESSANTE Ma che siano verdi e coltivati oppure tradizionalmente ricoperti di mare mediamente negli ultimi anni un mercato annuo di 8 milioni tegole o coppi, oppure piani, i tetti in Italia rappresentano uno dei di metri quadrati per il residenziale e di altri 4 milioni per il non residenziale. Per il mercato delle ristrutturazioni e del recupero, mercati più interessanti sia per le dinamiche relative alle soluzioni invece, i dati possono fare riferimento ai valori indicati per gli ine ai prodotti che possono essere utilizzati per migliorare l’efficacia
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terventi defiscalizzati, ai quali aggiungere gli altri valori in termini di intervento sullo stock, che sono desumibili incrociando i dati sulla produzione totale italiana di membrane in bitume polimero, ovvero di impermeabilizzanti utilizzati sui tetti (circa 150 milioni di metri quadri all’anno negli ultimi anni, dei quali 83 milioni venduti in Italia, e di questi 25 milioni destinati alle coperture), con i dati sull’utilizzazione di questi prodotti nel mercato del recupero, che è pari al 55% del totale (secondo stime Ingenio). Secondo queste
analisi, si può quantificare il mercato nazionale annuo delle coperture tra 60 e 70 milioni di metri quadrati: decisamente interessante. Se rapportato ai valori della popolazione residente indicherebbero un consumo procapite di 1 metro quadro circa per abitante, con un buon tasso di rinnovo dell'esistente. Al di là delle cifre e dei valori di stima, che sono difficili da misurare e rappresentano solo una proxy del mercato potenziale, i dati presentano un mercato delle coperture di indubbio interesse. Si pensi che se il mercato ha un tasso di intervento del 3% circa sull’esistente, significa che ogni cento edifici ogni anno almeno tre necessitano di interventi di rifacimento, riqualificazione, impermeabilizzazione. LE SCELTE Come intervenire su questo compendio di edifici tra loro molto diversi e con molte differenze tipologiche nelle diverse aree e regioni italiane? Certamente non esiste un’unica soluzione. Il tetto e le coperture, per loro natura, necessitano di scelte su interventi, materiali, sistemi e soluzioni che, in realtà, più si analizzano e più fanno comprendere che, forse più di altre parti del fabbricato, la copertura è in realtà un sistema, un prodotto di prodotti o, meglio, di soluzioni. Perché un sistema di copertura ha la necessità di rispondere a diverse e molteplici esigenze in termini di isolamento, di impermeabilizzazione, di ventilazione, di resistenza. Infatti, per poter adempiere ai suoi compiti, un sistema tetto si compone di quattro elementi funzionali essenziali: lo strato di copertura, la ventilazione, lo strato isolante e l’impermeabilizzazione. Ma oltre a queste funzioni se ne possono sommare altre, come l’evacuazione dei fumi, il deflusso e convogliamento dell’acqua piovana per la raccolta delle acque da riutilizzare nei circuiti di scarico. Ma anche i sistemi illuminanti o quelli più complessi di produzione fotovol-
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taica o solare, fino alle coperture destinate a usi collettivi e comunitari, come il verde sui tetti e le piccole produzioni orticole, oggi presenti sperimentalmente in alcuni edifici nelle grandi città, ma che in futuro avranno certamente un maggiore sviluppo.
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UN INSIEME DI COSE Parlare di sistema tetto dunque è parlare * appunto di un insieme di soluzioni e mo194 mm dalità di intervento che devono fare i conti non solo con la tecnologia e le soluzioni ANCORAGGIO a disposizione, ma anche con le esigenze SICURO COPPO Coibentato da 13 mm specifiche che il mercato richiede e che 194 mm spesso non sono ben conosciute dai clienti, 4 Efficienza termica migliorata; ma che possono portare a notevoli benefici, 5 Riduzione di rumore e condensa. soprattutto nel caso degli interventi di Coibentato da 13 IMPERMEABILE mm rigenerazione energetica e riqualificazione * VENTILATO 4 Efficienza termica migliorata; edilizia, in particolare quelli defiscaliz5 Riduzione di rumore e condensa. zati dagli incentivi governativi. Il tetto 100% è sempre più un sistema tecnologico che ANCORAGGIO Min. 15% SICURO COPPO IMPERMEABILE non svolge più solo la funzione di riparo COPERTURA PENDENZA dalle intemperie, ma può svolgere altre e LEGGERA MINIMA PEDONABILE RESISTENTE più importanti funzioni, prima fra tutte quella del contenimento della dispersione Sottocoppo ANCORAGGIO Metallico + Correntini termica. Come noto il calore che si pro* VENTILATO IMPERMEABILE SICURO duce all’interno dell’edificio infatti tende per ancorare i coppi; 1 Sistema brevettato COPPO a salire e, se non trova resistenza verso il 2 Innovativo, impermeabile e pedonabile; 100% tetto, rischia di produrre dispersioni ele3 Soluzione leggera e resistente; Min. Tel. +39 0522 956911 - fibrotubi@fibrotubi. vatissime, fino al 45%. Un tetto coibentato 15% è in grado di trattenere parte del calore, ANCORAGGIO COPERTURA PENDENZA * SICURO COPPO * VENTILATO PEDONABILE RESISTENTE LEGGERA MINIMA un tetto ben isolato è in grado di tratteTel. +39 0522 956911 - fibrotubi@fibrotubi. nere tutto il calore e di essere una efficace 100% Sottocoppo Metallico + Correntini barriera al calore esterno. Le modalità di Min. intervento sono varie, in base alle tipolo15% 1 Sistema brevettato per ancorare i coppi; 194 mm PENDENZA gie di tetti, siano esse aCOPERTURA falda e piane, e 2 Innovativo, impermeabile e pedonabile; *RESISTENTE VENTILATO LEGGERA PEDONABILE MINIMA soprattutto se si tratta di nuove costruSottocoppo Metallico Coibentato 3 Soluzione leggera e resistente; zioni, laddove il tetto isolato, ventilato Sottocoppo Coibentato da 13 mm 100% + Correntini o di altro genere nasceSottocoppo contestualmente Metallico 4 EfficienzaMin. termica migliorata; La rivoluzione continua, Sottocoppo Metallico * all’edificio, o di ristrutturazioni. Oggi 15% ancoraredi i coppi; 1 Sistema brevettato5per il sistema brevettato di Fibrotubi che ancora i Riduzione rumore e condensa. COPERTURA PENDENZA intervenire sui tetti consente, per esem2 Innovativo, impermeabile e pedonabile; coppi nel tempo si evolve in Sottocoppo MetalLEGGERA MINIMA PEDONABILE RESISTENTE pio, la sostituzione delle vecchie guaine 3 Soluzione leggera e resistente; lico Coibentato che aggiunge nuovi vantaggi a impermeabili, in passato applicate in molti 194 mm quelli già in essere grazie allo strato isolante: edifici, Sottocoppo con prodotti e sistemiMetallico più efficienti + Correntini
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DIFFERENTI PER MILLE MOTIVI Le ragioni del successo della lana di roccia e di vetro secondo l’azienda: proteggono dal caldo e dal freddo, dal rumore, dal fuoco grazie alla loro incombustibilità certificata, sono traspiranti, hanno origine naturale e un ciclo vita rispettoso dei requisiti ambientali di Veronica Monaco
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ed efficiente. Le differenze tra Nord, Centro e na squadra votata all’efSud sono legate principalmente alla diversità di ficienza per un’edilizia spessori utilizzati tra le tre aree citate. Questo di qualità, innovativa e impatta, ovviamente, sui volumi totali. ad alte performance: «Le persone sono la nostra D. Quali soluzioni offre XT insulation per questo specifico campo di applicazione? forza. L’alta specializzazione del personale è la nostra risorsa più R. Il materiale isolante che è corretto utilizzare differisce a seconda della tipologia importante, poiché ci permette di offrire un di copertura da realizzare: il tetto in legno servizio eccellente ai nostri clienti, garana falde di una villetta unifamiliare necessita tendo la corretta scelta di prodotti isolanti di un isolante con caratteristiche diverse ad alte prestazioni, per ogni necessità». Andrea Baldo, direttore commerciale di XT rispetto a quello per una grande copertura insulation, presenta l’azienda di Bibbiano industriale e XT insulation è in grado di offrire il prodotto più indicato per ciascuna. (Reggio Emilia), tra le più rappresentative Facciamo la differenza grazie alla grande per la fornitura di prodotti isolanti in fibre quantità di materiale disponibile nei nominerali in lana di roccia e lana di vetro stri magazzini, consegnabile velocemente per l'isolamento termico acustico e la propresso le sedi o i cantieri dei nostri clienti tezione al fuoco. Anche in copertura, dove attraverso un servizio di logistica organizè essenziale ottenere soluzioni che siano efficienti energeticamente e dal punto di zato e ben collaudato. Andrea Baldo, direttore commerciale di XT insulation D. Perché scegliere i prodotti XT invista del comfort. Domanda. Dal vostro punto di vista, sulation? come sta andando il settore delle coperture? R. Non è facile trovare sul mercato prodotti isolanti, diversi dalle lane minerali, in grado di soddisfare una così ampia gamma di Risposta. Quello delle coperture, civili e industriali, è uno dei settori dove siamo maggiormente presenti, grazie alle proprietà dei esigenze. I prodotti isolanti in lana di roccia e lana di vetro, infatti, offrono protezione dal caldo e dal freddo, dal rumore, dal fuoco materiali che proponiamo e al servizio che la nostra logistica è in grazie alla loro incombustibilità certificata, sono traspiranti, hanno grado di fornire alla clientela. In questa prima fase dell’anno abbiamo un sostanziale mantenimento delle richieste rispetto al 2019. origine naturale e un ciclo vita rispettoso dei requisiti ambientali. D. Avete presentato o state lavorando a novità di prodotto per il tetto? D. Ci sono delle differenze tra Nord, Centro e Sud? R. La partnership con i più grandi produttori di lana minerale a livello R. XT insulation distribuisce isolanti in lana minerale, lana di roccia e mondiale ci consente di lavorare con i leader di settore che costantelana di vetro, e offre su tutto il territorio nazionale un servizio puntuale
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I pannelli e i feltri in lana di roccia e lana di vetro non rivestiti sono incombustibili in Euroclasse A1
mente studiano e propongono al mercato nuove soluzioni. Il nostro compito è quello di selezionarle e renderle disponibili al mercato. D. Quali sono i plus delle lane minerali per l’isolamento in copertura? R. Partiamo dal presupposto che, per ogni applicazione, XT insulation offre ai propri clienti la migliore soluzione di isolamento presente sul mercato. Gli isolanti in lana minerale - lana di roccia e lana M a r z o
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di vetro - che proponiamo soddisfano tutti i requisiti dell’edilizia moderna: isolamento termico, isolamento acustico, protezione dal fuoco e ecosostenibilità. Quale altro materiale isolante fa altrettanto? D. Quali garanzie offrono i vostri prodotti dal punto di vista della protezione al fuoco? R. I pannelli e i feltri in lana di roccia e lana di vetro non rivestiti sono incombustibili in Euroclasse A1. Questo significa che in caso di incendio non contribuiscono in maniera significativa né all’aumento del calore né all’emissione di fumi tossici. In particolare, la lana di roccia, grazie alla sua resistenza a temperature superiori ai mille gradi centigradi, è in grado di svolgere un’azione di contenimento del fuoco, limitandone la propagazione e aumentando il tempo a disposizione per l’evacuazione e l’intervento dei soccorsi. D. Quali servizi offre l’azienda? Come si articola il vostro rapporto con i rivenditori di materiali edili? R. Le persone sono la nostra forza. Il team di XT insulation è composto da professionisti costantemente aggiornati sulle ultime novità nel settore. L’alta specializzazione del personale è la nostra risorsa più importante, poiché ci permette di offrire un servizio eccellente ai nostri clienti, garantendo la corretta scelta di prodotti isolanti ad alte prestazioni, per ogni necessità. I nostri tecnici sono a disposizione per sopralluoghi in modo da poter studiare, analizzare e valutare il miglior prodotto in base alle diverse esigenze di ogni cliente. D. Avete in programma iniziative dedicate ai rivenditori? R. L’obiettivo per il 2020 è di fidelizzare ulteriormente, attraverso i servizi spiegati in precedenza, il rapporto con la nostra clientela e ampliarlo a quella parte che ancora non ha usufruito dei nostri servizi nel migliore dei modi. D. Com’è andato il 2019 per XT insulation e che cosa vi aspettate da quest’anno? R. Nel 2019 siamo riusciti a raggiungere tutti gli obbiettivi che ci eravamo prefissati. Di conseguenza non possiamo che essere soddisfatti. La partenza del 2020 sembrava essere positiva, ma l’emergenza sanitaria delle ultime settimane rischia di compromettere quanto di buono si sta facendo. In ogni caso noi continuiamo con grande fiducia e impegno.
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TETTO A PROVA DI CONDENSA Il Sistema Sottocoppo Metallico Coibentato unisce i vantaggi dell'isolante alla lastra grecata completa di correntini per l’ancoraggio dei coppi. È modulare, calpestabile e può essere installato anche con pendenze ridotte. Inoltre, garantisce la tenuta nel tempo
di Veronica Monaco
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l mondo delle coperture metalliche da oggi è ancora più evoluto grazie alla novità firmata Fibrotubi, azienda specializzata in prodotti per l’edilizia civile e industriale come lastre e pannelli per tetti, controtelai e sistemi fumari. L’impresa di Bagnolo in Piano (Reggio Emilia) ha messo a punto, infatti, la versione coibentata del Sistema Sottocoppo Metallico, un’evoluzione che unisce i vantaggi dello strato isolante alla lastra grecata completa di correntini per l’ancoraggio dei coppi. Grazie a uno strato di circa 13 millimetri di poliuretano espanso inserito sotto la lastra, il nuovo Sottocoppo Metallico Coibentato presenta caratteristiche migliorate, rendendo la copertura leggera, impermeabile, pedonabile, anche con pendenze fino al 15%. Come spiega Fabio Carretti, area manager per il Centro-Sud Italia di Fibrotubi. Domanda. Quando avete presentato questa novità di prodotto? Risposta. Il nuovo Sottocoppo Metallico Coibentato è stato presentato a fine 2019. D. Quali sono i plus rispetto alla versione precedente? R. Grazie allo strato coibente, la lastra diventa più rigida consentendo una maggiore semplicità di movimentazione e montaggio. Il plus principale però è quello di eliminare completamente l’ef-
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fetto condensa all’intradosso della lastra, un problema classico delle lastre metalliche nude. In questo caso, anche in presenza di coperture non ventilate, non si crea nessun tipo di problema. D. Esistono prodotti simili sul mercato? R. Ci sono solamente due varianti sul mercato alla lastra sottocoppo, ma in entrambi i casi si tratta di prodotti tecnicamente secondari se consideriamo la tenuta meccanica e l’ermeticità all’acqua. Sto parlando delle lastre in fibrocemento, che anche noi produciamo dagli anni Sessanta, e della variante conosciuta come Ondulina in cartone bitumato. Con il Sottocoppo Metallico, inoltre, è possibile dare un vestito in laterizio alla copertura, andando anche a bassa pendenza. Normalmente i coppi hanno infatti bisogno di una pendenza di almeno il 30% per garantire la tenuta all’acqua della copertura. Con il Sottocoppo Metallico, invece, l’acqua può scendere tranquillamente anche con una pendenza del 15-12% poiché il coppo non è più un elemento funzionale, ma un rivestimento estetico. D. Quindi il Sistema Sottocoppo Metallico e la sua versione coibentata coesisteranno? R. Sì, i due prodotti non sono in alternativa l'uno all’altro, ma vanno in parallelo. M a r z o
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Fabio Carretti, funzionario commerciale responsabile area Centro- Sud. Sotto, installazione con ganci
D. La lastra è disponibile nel colore rosso coppo. Esistono altre varianti? R. No, è una scelta che abbiamo intrapreso proprio grazie alle esperienze dei nostri clienti installatori. Sopra ogni lastra grecata, i coppi rimangono distanziati di 1-2 centimetri, l’unico punto in cui si vede il colore della lastra metallica. Come ci hanno fatto notare i nostri clienti, nel giro di qualche mese, a causa dell’accumulo dei detriti, della polvere e dello sporco, questa parte diventa scura. Quindi a livello di colore non ci sarebbero differenze sostanziali, perché diverebbero tutte grige nel giro di poco tempo. D. Ci sono altri particolari tecnici da conoscere? R. Sì, a prima vista il Sottocoppo Metallico Fibrotubi sembra una normale lastra metallica tradizionale. In realtà la vernice superficiale che viene a contatto con il coppo ha una speciale formula anticorrosiva, capace di resistere ai sali dilavati dai laterizi con l’acqua piovana. Sali che a lungo termine potrebbero intaccare la vernice e il metallo sottostante, rendendo la copertura meno durevole. D. Qual è la durata di queste lastre? R. La garanzia di durata è quella di legge, non diversa dalle altre M a r z o
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lastre che produciamo. Tuttavia, alla luce della nostra esperienza trentennale possiamo affermare che una lastra metallica correttamente installata dopo 20 anni non mostra neanche un punto di ruggine. Molto importante però è la modalità di posa, che se non effettuata allo stato dell’arte, può creare qualche problema. D. Quali sono gli accorgimenti per la posa? R. I professionisti delle coperture metalliche sanno perfettamente che il metallo, fintanto che è protetto dalla zincatura sotto la vernice, è pressoché inattaccabile. Però nel momento in cui si effettuano lavorazioni come perforazioni o tagli, si creano dei punti di ferro nudo che, se lasciati scoperti, a contatto con l’acqua possono formare velocemente ruggine. Quindi, il ferro nudo deve sempre essere protetto dalle lattonerie. Ma, ancora più importante, il truciolo che si forma con la lavorazione del metallo deve essere sempre lavato via. Alla fine del montaggio la copertura deve essere sempre lavata e spazzata con la scopa, al fine di eliminare tutti i residui metallici che, se lasciati qualche giorno in presenza di umidità, possono formare ruggine. D. Gli installatori sono tutti al passo con queste informazioni? R. Gli installatori specializzati in coperture metalliche sanno perfettamente tutto ciò, anzi sono proprio loro i nostri primi
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COME FUNZIONA Più leggera rispetto ai classici sottocoppi, la lastra metallica grecata Sottocoppo Metallico di Fibrotubi è un sistema completo di correntino metallico sagomato che permette il facile e stabile ancoraggio di coppi tradizionali. Grazie alla possibilità di installare lastre a tutta lunghezza, i tempi di posa vengono radicalmente ridotti e viene garantita un'assoluta impermeabilità del manto di copertura. Il sistema è impermeabile anche a bassa pendenza (minimo 15%), pedonabile e resistente senza rischi di rottura. Nella versione coibentata, la presenza di uno strato di poliuretano di 13 mm all’intradosso riduce la trasmissione del calore della lastra all’interno, incrementando e potenziando le prestazioni dell’isolante. Inoltre, riduce l’effetto condensa, il rumore e ammette carichi più elevati.
Il profilo metallico sagomato installato sulla greca alta delle lastre è un’innovazione brevettata Fibrotubi. Sotto, fissaggio su metallo e fissaggio su legno
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insegnanti. Per gli altri operatori siamo costantemente in prima linea per offrire il nostro supporto sul campo. Oltre a occuparci della parte commerciale e tecnica, seguiamo costantemente i lavori in opera, soprattutto nelle fasi inziali di posa, affinché l’installazione sia eseguita a regola d'arte. D. Ci sono già stati ordini e referenze per il Sottocoppo Metallico Coibentato? R. Sì, qualche lavoro è già stato fatto, nonostante sia un prodotto nuovissimo. Anche perché è un materiale che mostra tutto il suo potenziale soprattutto sulle coperture medio-piccole che, nella nostra percezione, rappresentano l’80% del mercato della ristrutturazione. Inoltre, questo prodotto è perfetto per il rivenditore edile, che può tenerlo in magazzino in moduli standard e, in base alle richieste, creare qualsiasi tipo di lunghezza e superficie andando semplicemente a sormontare le lastre. Qualora non avesse disponibilità di tutti i pezzi necessari, li può ricevere in pochi giorni, poiché li abbiamo tutti in stock in azienda. D. Come stanno rispondendo i rivenditori a questo tipo di soluzioni? R. I rivenditori comprendono molto bene la qualità e le prestazioni tecniche del nostro Sottocoppo Metallico, ma hanno qualche difficoltà a diventare promotori delle novità. Diversamente dai progettisti e dagli installatori, che capiscono subito le qualità tecniche e la velocità di posa, oltre al risparmio in termini di tempo e di manutenzione futura, i rivenditori tendono ad arenarsi sul prezzo. D. Come pensate di presentare il prodotto in rivendita? R. Abbiamo un furgone espositivo che stiamo già utilizzando nelle fiere locali per promuovere il Sottocoppo Metallico presso gli utenti finali, che indirizziamo poi alle rivendite. Questo furgone sarà poi a disposizione durante gli eventi all’interno delle rivendite. Abbiamo in programma una serie di iniziative frazionate durante la primavera con i nostri clienti fidelizzati. D. Offrite anche supporto tecnico? R. Tutto il materiale tecnico è sul nostro sito www.fibrotubi. it, anche se si tratta di un prodotto abbastanza semplice, ogni lastra è già predisposta per il sormonto. Il nostro ufficio tecnico è comunque a disposizione nel caso in cui al rivenditore occorra sviluppare una copertura e capire quali e quante lastre acquistare. D. Parliamo in generale del mercato delle coperture metalliche: come sta andando? R. Sia in termini di volumi che di fatturato, c’è stato un incremento. La sensazione è che il metallo stia andando a intaccare sempre di più le quote di mercato delle coperture tradizionali in laterizio, che tendono ad avere qualche limite sotto l’aspetto tecnico. Soprattutto se consideriamo che il clima si sta tropicalizzando sempre più, con frequenti scrosci d’acqua improvvisi, piogge di stravento e rovesci molto forti, tutte situazioni che stressano molto le coperture. Per questo il mercato tende ultimamente a favorire le coperture metalliche, sia come lastre finite sia come sottocoppi metallici, caratterizzate da prestazioni che rispondono meglio a queste situazioni. In più si tratta di sistemi più leggeri, veloci e facili da installare, caratteristiche che rispondono meglio al mercato della ristrutturazione. M a r z o
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BRIANZA PLASTICA
I MOLTI USI DI ISOTEC Il sistema di isolamento termico in poliuretano, dotato di correntino asolato integrato, si adatta a differenti esigenze. Il segreto? La sua versatilità, che rende il pannello utilizzabile con qualsiasi tipologia di copertura, continua e discontinua, anche con basse pendenze di Veronica Monaco
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ella moda si dice che il nero stia bene con tutto, come amava sottolineare Coco Chanel, ambassador di questo colore-non colore un tempo associato solo al lutto. Una scelta che ha rivoluzionato lo stile, portando una ventata di novità e libertà nel mondo della moda femminile. Innovazione e libertà progettuale sono anche i capisaldi di Brianza Plastica che, con il suo pannello Isotec, ha rivoluzionato il mondo delle coperture. Un po’ come il colore nero, infatti, anche Isotec sta bene con tutto: grazie alla sua estrema versatilità il pannello è utilizzabile con qualsiasi tipologia di manto di copertura, assicurando isolamento e ventilazione. Lastre metalliche, ondulate, lamiere aggraffate, lastre in fibrocemento, o tegole, Isotec offre una compatibilità universale, adattandosi ai passi degli specifici rivestimenti, sia continui che discontinui. ISOLAMENTO E VENTILAZIONE Isotec di Brianza Plastica è un sistema di isolamento termico in poliuretano a elevate prestazioni, dotato di correntino asolato integrato in produzione nel pannello. Disponibile in vari spessori, da 60 a 160 millimetri, mentre la lunghezza è di 3.900 millimetri (la larghezza è disponibile in misure diverse per l’adeguamento a qualsiasi manto di copertura). Adatto per essere installato su tutti i tipi di strutture portanti, offre la sottostruttura ideale al supporto e fissaggio delle più svariate tipologie di lastre continue o di elementi di copertura discontinui, con la massima semplicità e velocità di posa. Ideale sia per le ristrutturazioni sia per le nuove costruzioni, il sistema Isotec - disponibile anche nella versione Isotec Parete - offre una soluzione completa per l'isolamento di tetti e facciate.
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COPERTURE METALLICHE Ampiamente conosciuto nel mercato dell'isolamento delle coperture per l'applicazione sottotegola, il sistema Isotec in realtà si fa apprezzare per la sua estrema versatilità di impiego, con tutte le soluzioni di rivestimento a partire dalle pendenze più basse in abbinamento alle lastre metalliche continue (in alluminio, rame, zinco e altri) di differenti tipologie: lastre con aggancio a scatto, con aggraffatura, grecate o ondulate. Ognuno di questi rivestimenti richiede un’apposita metodologia di fissaggio al correntino di Isotec: con staffe o morsetti per le lastre a scatto, con staffe su tavolato continuo (a sua volta avvitato al correntino metallico) per le lastre aggraffate, diretto con viti in corrispondenza della parte alta dell’onda o della greca. In questi particolari impieghi, l'ampio piatto del correntino di Isotec Parete offre una comoda superficie per l’appoggio o il vincolo dei diversi elementi. Nel caso di posa con lastre metalliche continue è possibile realizzare coperture a partire da pendenze molto basse, a partire dall’1% per lastre metalliche a scatto. LASTRE IN FIBROCEMENTO Fra le lastre continue, in copertura è possibile scegliere anche le lastre in fibrocemento o lastre fibro-bituminose, che si fissano anch’esse con apposite viti direttamente al correntino del pannello Isotec, Isotec XL o Isotec Parete, in corrispondenza della parte alta dell’onda. Per questo tipo di composizione è consigliata una pendenza a partire dal 15%. COPPI, TEGOLE E BASSE PENDENZE Con un’esperienza di più di 40 anni, Isotec è uno dei prodotti di riferimento per le coperture in tegole tradizionali, coppi, embrici in cotto, cemento, latero-cemento e ceramica, ma anche per tetti rivestiti con tegole speciali come le pietre naturali, le tegole in ardesia, ecc. Per le tegole tradizionali si consiglia l’installazione su copertura con pendenza superiore al 30%, mentre per le tegole studiate per le basse pendenze, si consiglia di non scendere sotto il 10%, e comunque rispettando sempre le indicazioni del produttore delle tegole.
Isotec Parete con lastre metalliche a scatto Pendenza a partire da 1%
Isotec Parete con lamiere aggraffate Pendenza a partire da 5%
Isotec XL con lastre metalliche grecate o ondulate - Pendenza a partire da 7%
Isotec XL con tegole per basse pendenze - Pendenza a partire da 10%
Isotec XL con lastre in fibrocemento Pendenza a partire da 15%
Isotec XL con tegole tradizionali Pendenza a partire da 30%
ISOLAMENTO TERMICO E RESISTENZA TERMICA Isotec è formato da un anima in poliuretano espanso dalle elevatissime prestazioni termoisolanti isolanti (conduttività termica dichiarata λD 0,022 W/mK), con correntino metallico integrato direttamente in produzione e rivestimento in lamina di alluminio goffrato su entrambe le facce, che offre prestazioni di seconda impermeabilizzazione sottocopertura. Con la sua ampia gamma di spessori, Isotec offre un’ottimale resistenza termica, adeguandola alledifferenti richieste di miglior comfort abitativo e di maggiore risparmio energetico. Il correntino in acciaio, integrato nel pannello, presenta delle asolature che consentono lo smaltimento di eventuali infiltrazioni accidentali e la ventilazione naturale dalla gronda al colmo in copertura e dell’intera parete in facciata. Tale movimento d’aria consente, nella stagione estiva, un miglioramento delle prestazioni termiche dell’involucro e, nell stagione invernale, lo smaltimento della condensa che si forma nella camera d’aria creatasi tra l’estradosso dell’isolante e l’intradosso del rivestimento, contribuendo in maniera determinante alla durata nel tempo dell’intera stratigrafia. M a r z o
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STATE SICURI PER 50 ANNI L’azienda di rivestimenti metallici propone anche le membrane Firestone in Epdm per tetti piani, ecofriendly con una durabilità di almeno mezzo secolo, oltre ai relativi sistemi anticaduta per le coperture realizzate in cemento armato, laterocemento e legno di Veronica Monaco
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uando si parla di coperture sicurezza e innovazione sono due parole chiave. E proprio queste due parole sono al centro delle proposte Alpewa, azienda specializzata nell’industria delle costruzioni metalliche, che distribuisce sul mercato italiano due soluzioni ad alte prestazioni per tetti di qualità: le membrane Firestone in Epdm per tetti piani, ecofriendly e dalla durabilità estrema, e i relativi sistemi anticaduta Alpewa.
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SEMPLICE INSTALLAZIONE Studiato per le coperture piane residenziali, il sistema monostrato in gomma Epdm Firestone RubberCover, distribuito in esclusiva per l’Italia da Alpewa, è in grado di offrire una soluzione impermeabile e priva di manutenzione, con un’aspettativa di durata di oltre 50 anni. «La gomma è la stessa utilizzata per le camere ad aria delle auto. I prodotti che distribuiamo sono realizzati della Firestone Building Products, una divisione del gruppo Bridgestone, marchio molto conosciuto in ambito automobilistico, meno per le applicazioni in edilizia», spiega il responsabile tecnico Armando Il sistema monostrato in gomma Epdm Firestone RubberCover utilizzato per Euroscoop, in Belgio
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La copertura della Wacker Neuson, in Germania
Minoliti. «Le membrane in Epdm sono molto diffuse in altri Paesi, poco invece in Italia, dove storicamente si sono preferite le guaine bituminose. Non è detto però che quest’ultima sia la soluzione migliore. Innanzitutto, le membrane in Epdm, grazie alla loro composizione chimica stabile e alle caratteristiche di resistenza eccezionali, non rilasciano nell’ambiente nessuna sostanza nociva e hanno un maggiore durabilità nel tempo, superiore ai 50 anni. Poi l’installazione risulta molto più semplice, senza l’utilizzo di fiamme libere, e limitando al minimo il numero di giunzioni. I teli infatti sono disponibili in misure molto grandi, fino a 930 metri quadri,
Ancoraggi di tipo A e C su guaina Epdm Firestone
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facilitando così le operazioni di posa». Per soddisfare i requisiti di varie tipologie di coperture e finiture, inoltre, il sistema dispone di una gamma completa di accessori Epdm. CONSULENZA PROGETTUALE Un tetto a regola d’arte deve essere anche sicuro. Per questo Alpewa offre dispositivi e sistemi anticaduta adatti a tutti i tipi di coperture. In particolare per le coperture piane, dove vengono applicate le membrane Epdm, l’azienda si avvale della collaborazione di Sicur Delta, tra i principali player nazionali del settore che ha sviluppato alcune novità specifiche. «Si tratta di sistemi di tipo strutturale, completamente in acciaio inox, che prevedono due tipologie di ancoraggi: puntuale di tipo A, certificato fino a due operatori, e le classiche linee vita di tipo C, certificate fino a cinque operatori», spiega il responsabile tecnico Oscar Sandonini. «Entrambi i sistemi presentano pali deformabili dello spessore di circa 20 millimetri e altezze variabili, tutti con testa svitabile. Una volta fissati i supporti strutturali, non si fa altro che svitare la testa, posare la guaina e riavvitarla sul palo, e il sistema è pronto per essere utilizzato». I sistemi rispondono alle normative Uni En 795/2012, la Cen TS 16415/2013 e la Uni En 11578/2015, sono utilizzabili sia per le coperture in cemento armato, laterocemento e legno. «Alpewa offre consulenza progettuale presso gli studi per individuare il sistema più adatto alle diverse tipologie di copertura, oltre a una consulenza dedicata all’installazione e al dimensionamento dei fissaggi. Purtroppo in Italia non tutte le regioni presentano l’obbligatorietà dei sistemi anticaduta, ma fortunatamente gran parte dei nostri clienti hanno iniziato a installarli di propria iniziativa e in accordo con i committenti. Ma è sempre bene fare attenzione: sul mercato ci sono molti prodotti, con una gamma di prezzo variegata. Bene risparmiare, ma con un occhio sempre attento alle certificazioni e alla qualità dei prodotti».
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LE TANTE FACCE DEL LATERIZIO Il brand del gruppo Terreal Italia propone un vasto numero di elementi per le coperture. Come la tegola portoghese, che nasce dall’evoluzione del coppo tradizionale, o le marsigliesi, che sono utilizzate in particolare per tetti ad elevata pendenza o con grandi superfici di Veronica Monaco
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sperienza, selezione accurata delle materie prime e tecnologie produttive all’avanguardia fanno di Pica, brand di Terreal Italia, uno dei punti di riferimento del mercato italiano delle coperture. Specialista in tetti da oltre 60 anni, con la sua ampia gamma di prodotti offre la soluzione migliore per qualsiasi tipologia abitativa. Oltre alle numerose varietà di tegole, la gamma Pica si completa di vari accessori di falda in cotto come aeratori, colmi e fermaneve e accessori funzionali come ganci, guaine e linee vita, per un tetto in laterizio funzionale e di fascino. PER OGNI STILE Pica offre una vasta gamma di tegole di varia natura, a partire dalla più diffusa in Italia: la tegola portoghese. Grazie alle sue doti estetiche e funzionali, questa tegola nasce dall’evoluzione del coppo tradizionale e la sua colorazione naturale si inserisce in maniera coerente nel contesto paesaggistico-architettonico italiano. La gamma delle tegole portoghesi si completa ulteriormente con la colorazione a ingobbio, una speciale tecnica che garantisce un’aderenza eccezionale del colorante e una maggiore resistenza agli agenti atmosferici. Pica propone anche un’ampia varietà di tegole marsigliesi, largamente diffuse in tutta Europa, in particolare su tetti ad elevata pendenza o con grandi superfici. La sua peculiare linearità esalta i valori e le forme dell’ambiente costruito e la varietà geometrica dei tetti. Si distingue per la sua forma leggermente ondulata, invece, la tegola olandese, che conserva inalterate le sue caratteristiche estetiche classiche, sposandosi perfettamente anche con architetture moderne. Tra le tegole strategiche il Novocoppo con dodici pezzi al metro quadrato è particolarmente performante non solo per le caratteristiche tecniche
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e di resistenza, ma anche per le sue undici colorazioni, che spaziano dai colori tenui come il giallo, agli antichizzati come Pieve Toscana, a quelli più moderni come nero, grigio e Testa di Moro. PEZZI SPECIALI Pica assicura e garantisce la continuità estetica e funzionale delle coperture, proponendo anche una ricca gamma di pezzi speciali e colmi che rispondono ad alcune esigenze pratiche in copertura, assecondando le più diverse esigenze architettoniche. Tra questi fermaneve, aeratori e camini, varie tipologie di colmi e tegole speciali, come portantenna, tegole di bordo e tegole portoghesi a doppia onda. Una copertura realizzata con Tegola Portoghese Antica, nel colore Montefeltro. In alto, un tetto con Tegola Marsigliese Valenza di colore rosso
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ARMONIE DI PANNELLI Poliiso wr lc di Ediltec è un composito preassemblato, in cui ogni strato ha funzioni diverse, che concorrono in un’unica soluzione a garantire un tetto efficiente. Oltre alle performance isolanti, offre caratteristiche meccaniche e resistenza alla compressione di Veronica Monaco
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vantaggi dei sistemi compositi, prestazioni d’eccellenza e una posa veloce e interamente a secco, in grado di agevolare una più facile disassemblabilità delle strutture, fanno del pannello composito Poliiso wr lc di Ediltec, specializzata nel campo dell’isolamento termico per edilizia abitativa e industriale, una soluzione di primo piano per coperture a falde. SISTEMA COMPOSITO Poliiso wr lc è un pannello sandwich composito preassemblato, in cui ogni strato ha funzioni e caratteristiche diverse, che concorrono in un’unica soluzione a garantire un tetto sicuro ed efficiente. Con l’applicazione di un solo pannello è infatti possibile soddisfare diverse esigenze dell’elemento di copertura. La resistenza termica, per esempio, è risolta grazie all’impiego del pannello in schiuma poliuretanica POLIISO Plus, dotato di rivestimenti in carta metallizzata, che offre eccellente conducibilità termica (λD= 0,022
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W/mK). Oltre alle prestazioni isolanti, il sistema offre ottime caratteristiche meccaniche, resistenza alla compressione ≥ 150 kPa e prestazioni acustiche di particolare interesse. Il pannello in legnocemento è classificato al fuoco Euroclasse B s1 d0. GLI STRATI Tramite procedimenti industriali che garantiscono la stabilità dei legami, sulle superfici del pannello Poliiso Plus vengono incollati i diversi strati che compongono il sistema: sul lato all’intradosso una lastra di OSB di 10 millimetri, che funziona da supporto al pannello prefinito in legno multistrato di abete di 12 millimetri. Sul lato all’estradosso, si trova un pannello in legnocemento di 75 millimetri e una lastra in OSB da 10 millimetri, utilizzata come piano di posa del manto di copertura in coppi, tegole, o lastre metalliche. I pannelli hanno dimensioni standard pari a 1200 x 2000 millimetri e finitura a bordi dritti. M a r z o
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Comfort
Casa
L’EDILIZIA CHE AIUTA A STARE BENE IN CASA
MILANO PACE E SILENZIO CON ISOLMANT COSTIERA AMALFITANA TRA PAESAGGIO E SOSTENIBILITÀ JESOLO PARETI A SECCO VISTA MARE 123
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CARI RIVENDITORI, METTETEVI COMODI Il coronavirus ha avuto un unico aspetto positivo: ha ricordato agli italiani quanto sia importante la propria casa. E siccome il covid-19 ha depresso quasi tutti, ha sottolineato anche che l’abitazione non deve essere solo un rifugio dove dormire e mangiare, ma anche un luogo confortevole. E questa è proprio la definizione giusta, dato che comfort (o confort: si può scrivere in tutti e due i modi), deriva dalla parola conforto. Insomma, un’area piacevole più che un dormitorio. Ma, assodato che un’abitazione deve essere gradevole, che cosa è, davvero, il comfort? L’Enciclopedia Treccani offre questa definizione: «Comodità, agio, e in particolare, con significato concreto, le comodità materiali, il complesso di impianti, installazioni e arredi accessorî, occorrenti a rendere agevole e organizzata la vita quotidiana». Insomma, è
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qualcosa che collega l’arredamento alla home automation e a edilizia, isolamento termico, impiantistica e termoidraulica. Ma non pensiate che il comfort sia solo una sensazione vaga, un concetto astratto. Al contrario, ci sono delle precise misurazioni che stabiliscono il livello di comfort. Per esempio, per quanto riguarda il comfort termo-igrometrico dal quale dipende la soddisfazione psicofisica di una persona nei confronti dell’ambiente in cui vive. Ed è un aspetto che è diventato fondamentale nella valutazione delle prestazioni degli edifici. Il comfort termo-igrometrico è, appunto, misurato tradizionalmente considerando gli indici Pmv (Predicted mean vote) e Ppd (Predicted percentage of dissatisfied), che sono definiti da standard di riferimento (Uni En Iso 7730:2006).
Le misurazioni hanno stabilito che le persone scambiano passivamente calore con l’ambiente circostante attraverso una equazione di bilancio termico. Inoltre, un livello soddisfacente di comfort termico può essere influenzato non soltanto dal modello fisico di scambio termico, ma si basa anche su un concetto più generale, che comprende aspetti comportamentali, fisiologici, psicologici e culturali dell’individuo. Insomma, il confort è un concetto vasto, che comprende diversi aspetti. Lo conferma una ricerca condotta tempo fa da Instapro sotto il nome di Barometro dei servizi per la casa. Secondo l’indagine, comodità e benessere sono i valori più importanti per il 64% degli italiani. Solo il 7% degli intervistati predilige stile e trend di design da mostrare ai propri ospiti. D’altra parte, chi vorrebbe abitare in YO U T R A D E
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una casa poco comfortevole? Un obiettivo, quello della casa piacevole da abitare, che per il 29% degli intervistati si raggiunge grazie a tecnologia e funzionalità, in pratica con la home automation, quella che un tempo era classificata come domotica. Per i rivenditori e gli addetti al marketing, va segnalato che il 70% di chi punta sul comfort è rappresentato da donne, in genere più attente alla qualità della vita tra le mura domestiche. Più in generale, la casa è vissuta dal 63% delle persone come il luogo migliore per rilassarsi o divertirsi: il mondo può anche starsene fuori. Per qualcuno (il 21%), inoltre, la parola comfort è sinonimo di protezione, rifugio: segno che anche la sicurezza rende una casa comfortevole. Infine, i più social (il 35%) aggiungono anche che l’abitazione deve M a r z o
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essere piena di comfort per rendere piacevole l’esperienza ad amici e familiari. Sarebbe interessante sapere (ma la ricerca non lo indica) se questi ultimi sono nella stessa proporzione al Nord come al Sud. Premesso questo, gli italiani come pensano di intervenire per rendere la propria casa un Eden dove passare il tempo? La stessa indagine tenta di rispondere: le persone pensano a una casa sia più comfortevole partendo dalla tinteggiatura delle pareti, da un migliore sistema di idraulica e da infissi e serramenti che non fanno passare spifferi e rumori. Altri interventi riguardano, invece, il giardinaggio e la sicurezza, con l’installazione di antifurto o dispositivi di videosorveglianza. Un’altra indagine, questa volta condotta da booking.com, mette in luce anche altre variabili,
che in questo caso riguardano il comfort che un turista cerca quando va in un alloggio che non è casa sua. Ed è un risultato interessante perché, in questo caso, l’intervistato non frappone quell’indulgenza che di solito ammorbidisce il giudizio verso la propria abitazione. Anche in questa ricerca, in ogni caso, gli intervistati per il 70% hanno risposto che l’aspetto più importante in un alloggio è il comfort, mentre il 47% ha indicato luce naturale in abbondanza e il 32% un aspetto moderno. E questo coinvolge anche gli arredi: un letto deve essere comodo (67%). Senza dimenticare che il comfort significa anche una cucina ben attrezzata e dotata di tutto il necessario: il 47% predilige i pasti in casa anziché andare a cena fuori.
di Franco Saro
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Al mare, ma a secco
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L’edificio, Nember Sea Houses a Jesolo (Venezia) è stato realizzato senza perdere di vista il comfort, l’impatto ambientale e la praticità di esecuzione costruttiva, grazie alla scelta delle soluzioni di Saint-Gobain Italia. Per esempio, per i tamponamenti perimetrali con elevate prestazioni termo-acustiche 12 6
secco, ma vista mare. Nella realizzazione di Nember Sea Houses, situato in posizione strategica nella zona ovest di Jesolo, si è scelto di impiegare la tecnologia costruttiva e le soluzioni di Saint-Gobain Italia per raggiungere il livello di comfort desiderato. L’edificio è a uso residenziale ed è nato sulle ceneri del vecchio Hotel Garden nei pressi di piazza Nember, vicino al campo di golf, al parco acquatico Aqualandia e al nuovo porto turistico di Jesolo. Il nuovo complesso si affaccia direttamente sul mare (dista soli 50 metri dalla spiaggia) e si sviluppa su nove piani residenziali per un totale di 36 appartamenti in classe A, con il piano terra dedicato a vari servizi per le residenze e un’autorimessa per 36 posti auto e cinque per le moto, posta al piano interrato. ATTENZIONE ALL’AMBIENTE L’impatto ambientale della nuova costruzione è mitigato grazie alla realizzazione del parcheggio interrato, all’installazione di pannelli fotovoltaici per il risparmio energetico e alla presenza di ampi giardini pensili per la regimazione del deflusso delle acque meteoriche e la riduzione dell’impatto idraulico. L’intervento rientra in un M a r z o
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più ampio progetto di riqualificazione urbanistica che ha previsto la riorganizzazione dei percorsi stradali e delle piste ciclabili, l’ampliamento e la ristrutturazione degli accessi al mare e dei marciapiedi, l’aumento del verde pubblico e la piantumazione di nuovi alberi, la sostituzione dell’illuminazione pubblica con punti luce a basso consumo Led. SOLUZIONE A SECCO Per la ristrutturazione dell’edificio sono stati scelti tamponamenti perimetrali con elevate prestazioni termo-acustiche e di resistenza agli agenti atmosferici. Per questo obiettivo sono state utilizzate facciate di tamponamento a secco altamente prestazionali, realizzate con il sistema Gyproc Aquaroc e costituite, a partire dall’interno, da una lastra Gyproc Vapor abbinata ad una lastra Gyproc Habito Forte, struttura metallica da 100 millimetri con pannello isolante in lana di vetro Isover Par 4+, una lastra Gyproc Wallboard, seconda struttura metallica da 100 millimetri con pannello isolante in lana di vetro Isover Par Gold 4+, tessuto idrorepellente traspirante Tyvek e due lastre in cemento alleggerito Gyproc Aquaroc, tutti prodotti forniti da Saint-Gobain Italia. M a r z o
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Le facciate di tamponamento a secco realizzate con il sistema Gyproc Aquaroc
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La cucina-living. Sotto, il bagno con rubinetterie Noken
Gyproc Habito Forte
Gyproc Wallboard
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Gyproc Aquaroc
LA SCHEDA DESTINAZIONE: torre residenziale LUOGO: Jesolo (VE) COMMITTENTE: Immobiliare Anna Sas PROGETTO E DIREZIONE LAVORI: Arch. Marco Bottosso - Studio Bplan IMPRESA ESECUTRICE: Dema Costruzioni Srl INSTALLATORE: Maser Group Srl FOTO: Lorenzo Bartoli per Saint-Gobain Italia
Sulle lastre Gyproc Aquaroc è stato eseguito il ciclo di finitura costituito dal rasante ad alte prestazioni webertherm AP60 Top G, applicato in due mani con interposta rete in fibra di vetro, e dal rivestimento colorato ai silossani weber.cote siloxcover F-R-M. FLESSIBILITÀ Anche per realizzare divisori tra appartamenti, contropareti, tramezzi interni e controsoffitti in lastre in grado di assicurare leggerezza, flessibilità e prestazioni acustiche sono state scelte le soluzioni di SaintGobain Italia. In particolare, la realizzazione di una «scatola» interna a secco estremamente performante, è stata ottenuta tramite l’utilizzo di sistemi di ultima generazione specifici per l’edilizia residenziale, basati sull’assemblaggio di strutture metalliche, pannelli isolanti in lana di vetro Isover Par 4+ e lastre Gyproc Wallboard e Gyproc Habito Forte. Quest’ultimo, in particolare, è una lastra contraddistinta da un eccezionale grado di durezza superficiale, resistenza meccanica e portata ai carichi. La speciale carta particolarmente bianca e l’utilizzo dello stucco Gyproc Habito Premium contribuiscono ad agevolarne notevolmente le operazioni di finitura e di tinteggiatura. Nember Sea Houses, nella zona ovest di Jesolo, realizzato con l'utilizzo del sistema Gyproc Aquaroc
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Il piacere del silenzio La soluzione per il comfort di un nuovo complesso di residenze di Opera (Milano) passa dall'applicazione sottomassetto di Isolmant UnderSpecial, che garantisce un elevato isolamento acustico ai rumori di calpestio
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inquinamento acustico è sottovalutato, ma può causare nel tempo problemi di salute alle persone che ne sono continuamente sottoposte. A maggior ragione non può essere considerata confortevole una abitazione dove i rumori indesiderati disturbano la tranquillità di chi vi dimora. Per fortuna il mercato dell’edilizia mette a disposizione soluzioni adeguate per creare un’oasi di pace, confortevole. Una delle strade per l’isolamento acustico è quella firmata da Isolmant per gli ospiti di un nuovo complesso di residenze di Opera, quartiere satellite di Milano. L’edificio, situato in un quartiere periferico in via di riqualificazione, si sviluppa su quattro piani ed è composto da una quarantina di unità abitative destinate all’affitto a medio e lungo termine.
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SOFFICE BENESSERE Le residenze, monolocali di circa 25 metri quadri, sono dotate di tutti i comfort per garantire una permanenza piacevole agli ospiti, immersi in un’atmosfera che sa di casa. Un benessere quotidiano che è stato garantito dall’applicazione delle soluzioni Isolmant, scelte dai progettisti per le loro eccellenti caratteristiche tecniche e prestazioni per il massimo comfort acustico e abitativo. In particolare, in tutti gli appartamenti si è proceduto con l’applicazione sottomassetto (realizzato in sabbia e cemento e con uno spessore di 5 centimetri) di Isolmant UnderSpecial spessore 8 mm, studiato ad hoc per garantire un elevato abbattimento acustico in tutti gli interventi in cui sia richiesto anche un aumento del potere fonoisolante del solaio. La scelta di Isolmant UnderSpecial soddisfa anche esigenze di sostenibilità: il prodotto infatti è Voc M a r z o
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Posa di Isolmant UnderSpecial 8 mm e della fascia perimetrale
Posa di Isolmant UnderSpecial 8mm. A sinistra, la facciata esterna del nuovo edificio di Opera
free e rispetta i requisiti richiesti dai Criteri ambientali minimi. Composto da Isolmant Special 5 millimetri, accoppiato sul lato inferiore alla speciale fibra agugliata Fibtec XF1, Isolmant UnderSpecial è stato scelto sia per le sue prestazioni acustiche, che hanno portato al raggiungimento di un indice di isolamento a rumore da calpestio L’n,w di 42 (- 5) dB, sia per la sua rigidità dinamica sia per il suo scorrimento viscoso a compressione, elementi fondamentali per la realizzazione di un massetto f lottante a regola d’arte. Il sistema acustico è stato poi completato con l’applicazione della fascia perimetrale per isolare le superfici verticali del massetto di sottofondo, garantendo il buon funzionamento del massetto galleggiante ed evitando al contempo la formazione di ponti acustici che possono compromettere la qualità dell’isolamento stesso. M a r z o
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Posa sotto massetto di Isolmant UnderSpecial 8 mm
Per ottenere una posa a regola d'arte rifilare la fascia perimetrale solo dopo aver posato la pavimentazione
LA SCHEDA DESTINAZIONE: residenziale LUOGO: Opera (MI) COMMITTENTE: Gruppo Di Falco Srl PROGETTO: arch. Giovanni Alberello PROGETTO ACUSTICO: Fabio Pezzoni, Ambiente & Sicurezza Consulting Snc FINE LAVORI: 2019
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Il meglio in costiera
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Paesaggio, design, comfort, sostenibilità : sono le parole chiave per definire l’intervento residenziale Parco Bellaria a Salerno realizzato con i sistemi a secco Siniat. Soluzioni certificate, 100% riciclabili, ai massimi livelli di isolamento termico e acustico
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Render del progetto Parco Bellaria, complesso residenziale sulla collina di Sala Abbagnano, sul golfo di Salerno
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arco Bellaria è un intervento di grande pregio residenziale realizzato dalla Ads Costruzioni e incastonato nella collina di Sala Abbagnano, da cui domina l’intero golfo di Salerno. Il risultato è una vista mozzafiato che spazia dalla Costiera Amalfitana fino a Punta Licosa. L’esigenza di mitigazione dell’impatto paesaggistico dell’intero complesso ha condotto la committenza non solo alla realizzazione di specifiche scelte architettoniche, caratterizzate da ampie finestrature e integrazione di verde su ogni livello dell’edificio, ma anche a scelte di alto profilo in termini di compatibilità ambientale e comfort abitativo. Per questo la scelta di sistemi costruttivi a secco Siniat e di isolanti in lana di legno è divenuta indispensabile per realizzare un intervento totalmente green, caratterizzato da prodotti interamente riciclabili e con un contenuto di riciclato superiore a qualunque altra soluzione oggi disponibile sul mercato (superiore al 30% per ciascun componente del sistema).
ISOLAMENTO A PROVA D’ACQUA Le pareti perimetrali a secco, realizzate con sistema Siniat AquaBoard+Solidtex, hanno consentito il raggiungimento dei massimi livelli di termoisolamento e fonoisolamento attualmente disponibili sul mercato. Un fattore enfatizzato dall’integrazione di sistemi di ventilazione e ricambio dell’aria. AquaBoard di Siniat è il primo sistema a secco da esterno validato e proposto al mercato italiano con lastre a base gesso, che offre una vasta gamma di vantaggi prestazionali, di gestione del cantiere e ambientali, consentendo di soddisfare anche le più esigenti specifiche di progetto. Il punto di forza consiste nell’eccezionale resistenza all’acqua della lastra, che vanta un assorbimento <3% dopo due ore di immersione. MASSIMA RESISTENZA All’interno, invece, è stato utilizzato Solidtex, sistema innovativo proposto da Siniat per l’ambito residenziale. La soluzione coniuga i vantaggi dei sistemi a secco (leggerezza, minimo ingombro, velocità di realizzazione, estetica, pulizia e facilità di gestione in fase di cantiere, prestazioni termiche ed acustiche, sismiche, ecc.) con la solidità comunemente attribuita ai sistemi costruttivi tradizionali. M a r z o
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Applicazione del sistema Solidtex ideale per ottenere la massima resistenza meccanica insieme a un elevato isolamento acustico in ingombro ridotto
Grazie all’esclusiva tecnologia Hdc (High Density Crystallisation), e alla densità superiore ai 1200 kg/m3, Solidtex è una lastra di gesso rivestito che combina le massime prestazioni di resistenza meccanica, isolamento acustico, resistenza al fuoco e all’umidità all’interno di un sistema di ingombro ridotto che soddisfa i più esigenti requisiti progettuali. Nello specifico, è stata realizzata una separazione tra alloggi con una soluzione Solidtex antieffrazione Rc2 a cinque lastre con potere fonoisolante Rw=71 dB e un ingombro inferiore ai 22 centimetri, oltre a una soluzione divisoria tra ambienti con due lastre per lato, che offre la massima libertà nella sospensione di carichi: è infatti testata per la sospensione fino a 620 kg per punto di fissaggio. IL COMFORT È CERTIFICATO Oltre a essere 100% riciclabili, tutte le soluzioni Siniat contengono più del 30% di contenuto di riciclato all’interno della stessa lastra, sono complete di Epd, possono essere riciclate grazie al PregyGreenService (il servizio di recupero e riciclo scarti a base gesso) e sono le uniche
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lastre certificate livello Bronze Cradle to Cradle in Italia: un poker d’assi vincente per il progettista. Un percorso facile e concreto per il raggiungimento del punteggio o della percentuale massima negli eventuali protocolli ambientali da seguire. Scegliendo Siniat, quindi, il progettista ha la certezza di perseguire il progetto di sostenibilità ai più alti livelli.
LA SCHEDA DESTINAZIONE: complesso residenziale LUOGO: Salerno, Sala Abbagnano PROGETTO: Ghelos Studio PRODOTTI: Siniat AquaBoard e Siniat Solidtex DISTRIBUTORE: Mas Srl APPALTATORE: Ads Costruzioni Srl SUB-APPALTATORE: Coop Edil RG
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IL RISCALDAMENTO È ECO
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idea implementa gli scaldasalviette di design elettrici appartenenti alla Bath Collection, ovvero Round-Al Bath, Ov-Al Bath e Cube-Al Bath. Una messa a punto in linea sia con le nuove normative Eco Design previste nel Regolamento Ue 2015/1188 sia con la nuova strategia del Gruppo, volta a una maggior attenzione verso il riscaldamento elettrico. Il fil rouge che accomuna questi tre prodotti è la garanzia di un’elevata efficienza e la massima attenzione per il risparmio energetico, nel rispetto delle nuove direttive Eco Design. L’obiettivo è fornire anche al mercato italiano la soluzione ideale per edifici all’avanguardia e per progetti di ristrutturazione che vedono sempre più protagonista dell’ambiente bagno un prodotto elettrico, impostabile secondo le proprie esigenze. Round-Al Bath, Ov-Al Bath e Cube-Al Bath sono modelli dal design essenziale, rivisitati nello stile e nelle performance
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con una maggiore attenzione ai dettagli. Ideato da Selmo Electronics, il cronotermostato elettronico One permette una veloce interazione con lo scaldasalviette: attraverso l’apposita App, disponibile per sistemi iOS e Android, si può facilmente stabilire la temperatura di comfort, quella per la notte e la programmazione settimanale scegliendo tra sei programmi preimpostati e due programmabili. Con un solo click è possibile determinare quello preferito e controllarlo da remoto. Round-Al Bath, Ov-Al Bath e Cube-Al Bath sono disponibili in versione elettrica con potenze di 300, 400, 600 o 800 Watt, e anche nella versione ad acqua e mista. Ampia, infine, è la gamma finiture: bianco sablè, nero sablè, tutte le colorazioni Ral a catalogo anodizzato, la cui Il volume d'angolo è sospeso sueseialluminio pilastri inclinati, che intendono richiamare i tronchi secolari dei tigli peculiarità, a differenza del cromato, è la resa termica invariata del parco prospiciente. rispetto alleuna versioni colorate. Sotto, delle terrazze adibite a verde
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Più belli al caldo
I radiatori Cordivari hanno arredato un attico a Roma, caratterizzato da un’ampia scelta di materiali e colori. La varietà è stata modulata tra gli ambienti, coniugando un design minimal e una resa termica ottimale
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ll’interno di un palazzo anni Cinquanta, nel quartiere romano Appio Tuscolano, a Roma, un attico è stato rinnovato per diventare l’abitazione di una giovane famiglia e soddisfare le esigenze sia dei genitori sia delle bambine. L’armonia della pianta è garantita dalla suddivisione dello spazio in due aree: il più conviviale ospita la cucina, il soggiorno e la dispensa, mentre il più intimo ospita servizi e camere da letto. Gli interni si arricchiscono grazie alla presenza del marmo, del legno e del blu che domina la cucina, dove i materiali interagiscono con il
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Il radiatore Arianna di Cordivari su uno sfondo con giochi geometrici
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Nella camera delle bambine il rosso del modello Arianna vivacizza l’ambiente
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Il modello Alice per il bagno. A sinistra, il blu che domina la cucina interagisce con il vecchio muro di mattoni e con gli schermi di vetro ramati
vecchio muro di mattoni e con gli schermi di vetro ramati. La predominanza del bianco enfatizza i singoli colori e gli arredi dei diversi ambienti, i quali sono caratterizzati dal variare della pavimentazione.
LA SCHEDA DESTINAZIONE: attico residenziale LUOGO: Roma PROGETTO: DFR Architecture TEAM: Gaetano De Francesco, Giulia Capozi PRODOTTI: radiatori Cordivari Arianna e Alice DISTRIBUTORE: Manieri & Ceccarelli FINE LAVORI: 2019 FOTO: Fabio Bascetta
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MASSIMA ADATTABILITÀ I termoarredi Cordivari caratterizzano le pareti dell’abitazione. Nella camera delle bambine il rosso del modello Arianna vivacizza l’ambiente in cui gioco e intimità si alternano per crescere insieme, mentre nella zona living il termoarredo viene proposto su uno sfondo con giochi geometrici. I radiatori Arianna rappresentano le soluzioni Cordivari dal design minimal che cerca l’essenzialità della forma, così da potersi adattare a ogni ambiente, arredando con stile e coniugando estetica e funzionalità, grazie a una resa termica ottimale. Per gli ambienti bathroom dell’attico, invece, sono stati scelti i modelli Alice. Sia Arianna che Alice si presentano in molteplici altezze e larghezze per adattarsi a qualsiasi ambiente. Nella versione Stf, poi, sono disponibili interassi specifici per sostituzioni, rendendoli perfetti in caso di ristrutturazioni e posizionamento sottofinestra. Un modello personalizzabile in oltre 80 colori, tra tinte lucide, opache e materiche. M a r z o
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L’IMPIANTO ELETTRICO DIVENTA CONNESSO
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a oggi Eikon, Arké e Plana di Vimar diventano connesse. Le tre serie civili sfruttano le infinite potenzialità che la Rete offre, mantenendo inalterata la loro personalità, l’eleganza del design e il pregio delle varie finiture, che consentono un perfetto coordinamento estetico con qualsiasi contesto abitativo. Tramite app o un comando vocale si può accedere all’impianto anche da remoto: è possibile quindi comandare l’illuminazione degli ambienti, alzare e abbassare tapparelle o tende motorizzate, controllare i consumi elettrici sia dell’intera casa che dei singoli elettrodomestici, creando e gestendo nella massima semplicità fino a sedici scenari. Trasformare la casa in un edificio connesso è semplice, veloce e non servono opere murarie: basta sostituire nell’impianto esistente alcuni interruttori tradizionali con i nuovi dispositivi connessi, e alimentarli. L’impianto mantiene la stessa estetica ma si aggiungono innovative funzionalità digitali che garantiscono maggior comfort, efficienza e sicurezza, aumentando al contempo il valore dell’immobile e migliorando lo stile di vita di chi lo abita. Oltre che per le nuove costruzioni, i prodotti connessi View Wireless sono l’ideale in caso di ristrutturazioni (anche di una sola zona dell’edificio) o di potenziamento delle funzioni di un impianto esistente. Rappresentano anche un utile supporto per gli anziani e le persone con difficoltà motorie. Infine, l’impianto connesso può essere esteso, senza opere murarie, aggiungendo ulteriori comandi in radiofrequenza, che non necessitano di fili o batterie, e che possono essere applicati su qualsiasi superficie.
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1. Meghan è la nuova stufa a pellet Ecofire di Palazzetti che permette di orientare il flusso d’aria di riscaldamento grazie al nuovo sistema Flex Air. Scenografica e minimalista, i fianchi possono essere personalizzati in pietra, ceramica o metallo curvato. 2. Dal Tubone agli iconici Oreste & Emma fino ai prodotti più recenti, Antrax raccoglie quasi vent’anni di radiatori e termoarredi utilizzabili in ogni contesto. 3. Oggetto riscaldante ed elemento d’arredo allo stesso tempo, Origami di Tubes è la proposta di design per garantire calore e comfort negli uffici open space. Elemento freestanding mobile è estensibile e ripiegabile come un paravento. Disponibile in più di 260 colori. 4. Ispirate alle stube nordiche, Costanza e Regina sono le due novità Sergio Leoni disegnate da Emo design. Ideale per corridoi e spazi ristretti, Costanza ha una profondità di soli 28 centimetri. Per piccoli spazi o abitazioni ben isolate invece Regina ha rivestimento in ceramica artigianale e potenza ridotta. 5. Boxes di Deltacalor coniuga corpo radiante e libreria. Il corpo riscaldante è celato da una cornice suddivisa internamente in tre box trasparenti realizzati in polimero-metacrilato, utilizzabili come ripiani. Il dettaglio tecnico delle valvole è lasciato a vista. 6. Una lampada da terra associata alla funzione di riscaldamento per Stilus di Caleido, disegnata da Giuseppe Bavuso. La forma incurvata aumenta la
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stufe e termoarredo
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superficie e favorisce l’irraggiamento del calore. Personalizzabile con doppia finitura: all’interno argentata e riflettente, all’esterno in colori morbidi e avvolgenti. 7. Groove di MCZ Group è la stufa a pellet con tecnologia Core, che offre una fiamma unica e naturale e un effetto visivo paragonabile a quello della legna. La stufa canalizzata riscalda contemporaneamente più ambienti della casa, anche non comunicanti. 8. Bryce e Beams, i radiatori di design di Vasco, sono disponibili anche in versione ultraminimalista con un’unica sezione larga 150 mm. Ogni sezione può essere fissata alla parete separatamente, in un unico colore o in tinte diverse. 9. Disegnate da Ludovica+Roberto Palomba per Ravelli, le stufe Square e Hrv 160 Design presentano linee sobrie e minimali che donano alla fiamma un valore iconico. 10. Colore dell’anno il Pantone Classic Blue è stato scelto da Scirocco H per alcuni dei suoi radiatori della Design e Style&Soul Collection: Aria che coniuga estetica industrial e anima domestica, Donut dalla forma geometrica perfetta; Graffe elegante e raffinato; l’ultraslim Sunshine e il termoarredo iconico dal gusto retrò in ghisa Tiffany.
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ZAPPING DIERRE FESTEGGIA I PRIMI 45 ANNI
Fondata nel 1975 dai fratelli Alessandro e Vincenzo De Robertis, Dierre festeggia 45 anni di attività nelle chiusure di sicurezza. Con 710 dipendenti divisi tra quattro stabilimenti, una capacità produttiva di oltre 1.500 porte al giorno, oltre 50 brevetti depositati e un fatturato che nel 2019 ha raggiunto i 148 milioni di euro, Dierre è una delle aziende di riferimento in Italia e nel mondo. Dal 1975 continua a mantenere un legame indissolubile con il territorio di
Villanova d’Asti dove mantiene il suo quartier generale e la produzione. «Dall’epoca dei grandi volumi siamo passati alla personalizzazione estrema di ogni prodotto. Si moltiplicano gli accessori e le finiture, per consentire a ogni cliente di avere una porta unica, quasi disegnata su misura per le sue esigenze. La sfida dunque è quella di mettere insieme una produzione di tipo industriale con un prodotto di qualità artigianale», sottolinea il presidente Vincenzo De Robertis, che ancora oggi guida l’azienda e disegna le prospettive strategiche del gruppo che negli anni ha contribuito a rinnovare il concetto di sicurezza: all’antieffrazione si è aggiunto un mix di caratteristiche che vanno dall’isolamento termico a quello acustico, dalla tenuta all’acqua a nuove modalità di installazione filo-muro.
CERAMICHE KEOPE IN VIAGGIO A MILANO
BABILA, DOVE LO SFONDO BIANCO CREMA SI INTRECCIA A ELEGANTI VENATURE ROSA E GRIGIE; CARNICO BRERA, CON VENATURE BIANCHE SU SFONDO GRIGIO; RENOIR ISOLA, SEMPRE SUL TEMA DEL GRIGIO; BRECCIA TORTONA, IN CUI IL BIANCO CONTRASTA CON LE GRADAZIONI POLICROME DI VERDE, ORO E BORDEAUX. QUATTRO FINITURE ADATTE A PROGETTI DI DESIGN CLASSICI E MODERNI, INTERNO4 SI DECLINA IN SETTE FORMATI E DUE SPESSORI. IN PIÙ, DUE PALLADIANE SEGNANO LO SPAZIO DI NUOVE GEOMETRIE E PROSPETTIVE.
GATTONI RUBINETTERIA CON NUOVE FINITURE
UN VIAGGIO TRA I MATERIALI E LE PIETRE LAVORATE DEI PALAZZI PIÙ BELLI DI MILANO. QUESTO IL CONCEPT DI INTERNO4, LA NUOVA SERIE DI MARMI CERAMICHE KEOPE: CALACATTA SAN
Pensata per gli showroom, Gattoni Rubinetteria mette a punto una pratica cartella finiture dedicata ai suoi miscelatori, tradotta in cinque lingue. All’interno sono raccolte le differenti nuance per valorizzare la resa estetica delle serie di design Color, Color Cube, Ely, Soffio, Circle One e Circle Two. Oltre all’intramon-
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CHIUSURA NON UTILIZZA FERRAMENTA STANDARD, MA LA TECNOLOGIA I-TEC SECURE CHE OFFRE UNA MAGGIORE RESISTENZA ALLE EFFRAZIONI (CLASSI RC2 ED RC3). LA FINESTRA KF520 È DISPONIBILE IN NUMEROSE FINITURE CHE PERMETTONO DI CREARE CON LA FINESTRA SOLUZIONI ARCHITETTONICHE DI GRANDE PREGIO.
LAVENE SMARTOP CON PANCHE, PENSILI, MENSOLE E BARRE APPENDIABITI. GLI ELEMENTI SMARTOP SONO DISPONIBILI NELLE FINITURE BIANCO MATT, ROVERE CHIARO, ROVERE PRIMITIVO E LAVA. LE ANTE A CONTRASTO, IN QUATTRO COLORI LUCIDI: BIANCO, CELESTE, MELANZANA E ANTRACITE.
ROOFPRO, SERVIZIO PER LA CASA
tabile versione total cromo, è possibile personalizzare la leva del miscelatore con tonalità lucide e opache. Anche il corpo è declinabile in diverse finiture: bianco o nero, oro oppure oro rosa, nichel spazzolato o dark nichel, nelle raffinate versioni in tinta unita. Lo spazio alla personalizzazione è infine riservato anche alle serie classiche con la possibilità di scegliere tra varianti dal fascino vintage.
Il tetto rappresenta una componente indispensabile del sistema casa. Per avere la sicurezza di una copertura a regola d’arte, Bmi mette a disposizione RoofPro, il servizio per individuare i migliori prodotti e le soluzioni, certificate e garantite, per ristrutturare o realizzare il tetto, assicurando un supporto continuo in tutte le fasi, dal sopralluogo al post vendita. Grazie a una formazione mirata, gli installatori BMI RoofPro sono in grado di assicurare elevati
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NUOVE FINESTRE DA INTERNORM INTERNORM LANCIA KF520, LA NUOVA GENERAZIONE DI FINESTRE IN PVC E PVC/ALLUMINIO DALLE CARATTERISTICHE UNICHE DI DESIGN, SICUREZZA E RISPARMIO ENERGETICO. GRAZIE AL TELAIO MOLTO SOTTILE E AL MODERNO EFFETTO TUTTO VETRO, KF520 PERMETTE L'INGRESSO DI PIÙ LUCE, ANCHE GRAZIE AL VETRO DI ALTA QUALITÀ ECLAZ CHE PERMETTE INOLTRE UNA MIGLIORE RESA CROMATICA, VISIVA ED ENERGETICA (CON ADEGUATO VETRAGGIO SI POSSONO RAGGIUNGERE UW = 0,63 W/M2K) E DI COMFORT ACUSTICO. IL SISTEMA DI
standard qualitativi e una posa in opera specializzata, sia per tetti a falde che piani, pianificando ogni singola attività e rispettando le specifiche esigenze del committente. Il servizio offre inoltre una Garanzia di Sistema di 15 anni, con un programma esclusivo di manutenzione periodica per verificare e assicurare la durata nel tempo della copertura.
Marazzi firma la nuova tecnologia StepWise per superfici in gres morbide al tatto e antiscivolo. La nuova tecnologia è stata sperimentata su prodotti high performance come Terratech, i nuovi gres effetto pietra della collezione Mystone e il piccolo formato decorativo come Crogiolo D_Segni Blend. Grazie al nuovo processo produttivo StepWise, i prodotti sono dotati di un elevato coefficiente di attrito dinamico per una elevata resistenza allo scivolamento. Le proprietà antiscivolo si combinano a un'eccezionalemanutenibilità rendendo le superfici facilmente lavabili: si igienizzano, infatti, con la sola acqua e un detergente delicato, diventando la soluzione ideale per spazi ad elevata frequenza.
LINEA SMARTOP DI COLAVENE UNA LINEA MODULARE PER ARREDARE LA LAVANDERIA DI CASA. LA LINEA SMARTOP DI COLAVENE COMPRENDE DIVERSI ELEMENTI QUALI LAVATOIO, RIPIANI, CASSETTI, CESTO PORTABIANCHERIA E STENDINO ESTRAIBILE. È POSSIBILE COMPLETARE LA SOLUZIONE D'ARREDO CO-
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quella di far risparmiare tempo e carburante a chi adotta questa tecnologia.
NUOVE REGOLE PER L’E-COMMERCE OLTREFRONTIERA comunicazione sfruttati, i collegamenti e i tipi di connettori usati, differenze nelle configurazioni hardware/software e il setup in generale di sistema, tutti elementi che, nel complesso possono scoraggiare l’utente.
NUOVO BREVETTO APPLE PER LA CASA SMART Apple ha depositato un nuovo brevetto che mostra una casa davvero smart: nell’abitazione sono presenti pareti attrezzate con spine e interruttori in grado di configurarsi automaticamente per connettersi attraverso la tecnologia Home Kit. Installazione e configurazione dei dispositivi di home automation, infatti, possono risultare molto complessi quando si ha a che fare con prodotti di marchi diversi. Il nuovo brevetto di Apple ha come obiettivo la configurazione di una Smart Home dribblando i problemi più comuni: la differenziazione dei marchi e le loro incompatibilità, le diverse modalità di connessione, i protocolli di
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LOGISTICA, SEMAFORI SEMPRE CON IL VERDE
Dopo quelli di Ingolstadt, città della Baviera, anche i semafori di Düsseldorf diventano intelligenti. Audi e il progetto Traffic Light Information utilizzano, infatti, la tecnologia Vehicle-to-infrastructure (V2I), che connette le auto con l’infrastruttura, incrementando efficienza e sicurezza. Dalla fine di gennaio, chi guida un’Audi a Düsseldorf può ricevere informazioni direttamente sulla strumentazione di bordo da circa 150 semafori sparsi per la città, aumentando le possibilità di prendere la cosiddetta «onda verde» e ridurre i tempi di percorrenza. Entro l’anno i semafori abilitati saliranno a 450 sui circa 600 totali. Le funzioni principali di Audi Traffic Light Information sono due: Green Light Optimized Speed Advisory e Time-to-Green: servono per calcolare la velocità ideale per prendere i semafori con il verde, ma rispettando i limiti. L’idea è
Attenzione per chi vuole utilizzare l’e-commerce per vendere oltre i confini dell’Italia. Sono entrate in vigore, infatti, nuove norme per la raccolta armonizzata da parte degli Stati membri della Ue della documentazione elettronica per individuare le frodi fiscali nelle operazioni trasfrontaliere di commercio elettronico. Sono norme adottate dal Consiglio europeo che hanno l’obiettivo di creare un nuovo sistema elettronico centrale per l’archiviazione delle informazioni sui pagamenti e per l’ulteriore trattamento di queste informazioni da parte dei funzionari nazionali antifrode. Le nuove norme, però, si applicheranno solo a partire da gennaio 2024. Le regole sono comprese in due testi legislativi. Il primo prevede le modifiche della direttiva Iva che introducono l’obbligo, per i prestatori di servizi di pagamento, di conservare la documentazione sui pagamenti transfrontalieri relativi al commercio elettronico. Tali dati saranno poi messi a disposizione delle autorità fiscali nazionali a condizioni rigorose, comprese quelle relative alla privacy.
MONDO ROBOTICO Dal 2020 al 2022 verranno installati quasi 2 milioni di nuovi robot industriali nelle fabbriche di tutto il mondo. Le stime sono dell’Ifr (International Federation of Robotics), che in uno studio ha evidenziato anche le nuove tendenze tecnologiche e gli sviluppi di mercato. Secondo l’istituto di ricerca, la robotica e l’automazione intelligente sono fondamentali per rispondere alle nuove esigenze dei consumatori e garantire la varietà di prodotti. YO U T R A D E
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