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WeLight - dicembre 2025

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Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - AUT. N° LO-NO/00756/04.2025 - DCB Trento. Virginia Gambino Editore Srl - Viale Monte Ceneri 60 - 20155 Milano

dicembre 2025

Rivestimenti in microresina

Per superfici e complementi d’arredo ATTUALITÀ Osservatorio Case Green Al settimo Eae Etics Forum

COSTRUIRE & RISTRUTTURARE Rosso e blu, trama di materia, memoria e colore

PROTAGONISTI Quando i droni diventano operai

SUPERFICI STORICHE Conservazione di strutture e apparati decorativi

INNOVAZIONE IN CANTIERE ❯ Reportage dal Festival dell’Edilizia Leggera ❯ Pavimentazioni in resina ❯ Ristrutturazione dell’ambiente bagno

SALUBRITÀ INDOOR Sviluppi normativi e soluzioni tecnologiche SUI BANCHI DI SCUOLA Supporti per sanitari Dalla norma al cantiere


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Cantiere aumentato L’innovazione che diventa lavoro

LIVIA RANDACCIO Direttore editoriale

C’è un filo conduttore che attraversa questo numero di WeLight: l’evoluzione del cantiere come luogo di sintesi tra sapere artigiano, tecnologia e nuova cultura della materia. Un cambiamento che non cancella le competenze tradizionali, ma le rende più efficaci, sicure e consapevoli. Quando i droni diventano operai, come nell’esperienza di Alessandro Farina, l’innovazione smette di essere teoria e diventa pratica quotidiana. La manutenzione delle facciate con sistemi aerei non è solo una conquista tecnologica, ma una risposta concreta a temi centrali: sicurezza in quota, precisione d’intervento, riduzione dei tempi e controllo della qualità. La stessa spinta attraversa il mondo dei materiali. Dalla bio-fabbricazione di Mogu, che trasforma il micelio in pannelli acustici ad alte prestazioni, alle finiture in Ohoskin realizzate con scarti agro-industriali, emerge con forza un nuovo paradigma: la superficie non è più solo rivestimento, ma dispositivo tecnico, ambientale ed estetico. Un terreno fertile per applicatori e posatori chiamati a confrontarsi con materiali sostenibili e processi rigenerativi. La reversibilità costruttiva e la posa a secco, raccontate attraverso la microarchitettura Discrete Landscape, confermano quanto la precisione esecutiva e la logica modulare siano oggi centrali anche nei linguaggi più sperimentali. Un tema che dialoga naturalmente con il mondo dei sistemi a secco e delle finiture leggere. Accanto alla sperimentazione, resta fondamentale il rapporto con la materia e la memoria, come dimostra la trasformazione della mansarda milanese firmata studiocm20: colore, intonaci e superfici diventano racconto, valorizzando ciò che esiste anziché cancellarlo. Il microcantiere bagno, le pavimentazioni in resina, le tecnologie presentate al Festival dell’Edilizia Leggera raccontano infine un settore in fermento, dove coordinamento, specializzazione e qualità sono sempre più determinanti. WELIGHT CONTINUA A OSSERVARE QUESTO CAMBIAMENTO DAL PUNTO DI VISTA DI CHI LO REALIZZA OGNI GIORNO: PERCHÉ L’INNOVAZIONE PRENDE FORMA SOLO QUANDO INCONTRA MANI COMPETENTI.

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SOMMARIO n.4 dicembre 2025

In copertina: Interno ristrutturato di una mansarda storica su progetto dell’arch. Cecilia Morosi

ATTUALITÀ

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IMPIANTI Conto Termico e 900 milioni sotto l’albero

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CASA GREEN › CORTEXA Sistema Cappotto per affrontare la direttiva epbd

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AUTOMAZIONE In cantiere è in arrivo un androide

I PROTAGONISTI

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ALESSANDRO FARINA › DASÙ Quando i droni diventano operai

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SERENA CAMERE › MOGU › SQIM Scienza acustica e bio-fabbricazione

COSTRUIRE & RISTRUTTURARE

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PAESAGGIO ALPINO › TECNOLOGIA A SECCO Una microarchitettura Reversibile e smontabile

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RIVESTIMENTO CONTINUO RIGENERATIVO Dagli scarti agricoli alle finiture di pregio

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FINITURE CONTINUE A BASSO SPESSORE Finiture biocomposte per interni ad alte prestazioni

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INTERNI › RIVESTIMENTI IN MICRORESINA Rosso e blu, trama di materia, memoria e colore

SUPERFICI STORICHE

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RESTAURO › TORRE DEI DIAMANTI Conservazione delle strutture e degli apparati decorativi

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fassa olour


SOMMARIO n.4 dicembre 2025

Periodico trimestrale di attualità e cultura tecnica sul mondo dell’edilizia leggera

INNOVAZIONE IN CANTIERE

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FEL - MADE EXPO › RASSEGNA DELLE NOVITÀ Professionalità, green e tanta tecnologia

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PAVIMENTAZIONI IN RESINA Equilibrio tra estetica e funzionalità costante

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BOERO › GEXUM Efficienza e colore per il cartongesso

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RISTRUTTURAZIONE AMBIENTE BAGNO Il microcantiere tra impianti e finiture

Anno 1 - Numero 4 - dicembre 2025 Direzione, Redazione, Abbonamenti, Amministrazione e Pubblicità Head office, Editorial office, Subscription, Administration and Advertising Virginia Gambino Editore S.r.l. Sede legale: Viale Monte Ceneri, 60 20155 Milano - Italy Sede operativa: Via G. Camozzi, 77 24121 Bergamo - Italy Tel. +39 02 47761275 info@vgambinoeditore.it Direttore responsabile / Publisher Virginia Gambino / virginia@vgambinoeditore.it Direttore editoriale Livia Randaccio / livia@vgambinoeditore.it

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Ufficio commerciale - Vendita spazi pubblicitari Commercial department - Sale of advertising spaces Via G. Camozzi, 77 - 24121 Bergamo - Italy Tel. +39 02 47761275 - cell. +39 340 1761951 info@vgambinoeditore.it Collaboratori / Contributors Rebecca Alberti, Mirko Berizzi, Lorenza Bisbano, Matteo Cazzaniga, Alice Fugazza, Domenico Gazzana, Veronica Monaco, Daniela Pittaluga, Giuseppe Rossi Impaginazione e grafica / Layout and graphics Gaia Avallone Periodicità / Frequency of publication Trimestrale - quattro numeri /anno Poste Italiane S.p.A. - Spedizione in abbonamento postale - D.L. 353/2003 (conv. in L. 27/02/2004 n.46) art. 1, comma 1 NE/TN Registrazione / Registration: N. 124 del 11-10-2024 del Tribunale Civile e Penale di Milano Ai sensi del D. Lgs. 196/2003, informiamo che i dati personali vengono utilizzati esclusivamente per l’invio delle pubblicazioni edite da Virginia Gambino Editore Srl. Telefonando o scrivendo alla redazione è possibile esercitare tutti i diritti previsti.

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SALUBRITÀ INDOOR

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DAL PROGETTO ALLA GESTIONE Sviluppi normativi e soluzioni tecnologiche

SUI BANCHI DI SCUOLA

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SISTEMI A SECCO › INDOOR Supporti per sanitari Dalla norma al cantiere

WE NEWS

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EDILIZIA LEGGERA Edifici, Ambienti e Mercati

Come abbonarsi / How to subscribe Come abbonarsi / How to subscribe Italia annuo Abbonamento annuo Euro 22,00 Copia singola Euro 7,00 Per abbonarsi è possibile sottoscrivere l’abbonamento online al link: https://www.virginiagambinoeditore.it oppure, fare richiesta ad abbonamenti@vgambinoeditore.it o telefonando al numero +39 02 47761275 Stampa / Printing Pixartprinting S.p.A. stabilimento di Lavis (TN)

Responsabilità / Responsability: la riproduzione delle illustrazioni e articoli pubblicati dalla rivista è riservata e non può avvenire senza espressa autorizzazione della Casa Editrice. I manoscritti e le illustrazioni inviati alla redazione non saranno restituiti, anche se non pubblicati, e la Casa Editrice non si assume responsabilità per il caso che si tratti di esemplari unici. La Casa Editrice non si assume responsabilità per i casi di eventuali errori contenuti negli articoli pubblicati o di errori in cui fosse incorsa nella loro riproduzione sulla rivista.

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ATTUALITÀ › IMPIANTI

Conto Termico e 900 milioni sotto l’albero Il giorno di Natale entra in vigore il nuovo provvedimento, che sarà operativo da marzo. È destinato a privati e Pubblica amministrazione: introduce molte novità rispetto a quello precedente  di Giuseppe Rossi

Sotto l’albero a Natale gli italiani, e i distributori di pannelli fotovoltaici, troveranno un nuovo conto termico. È la nuova versione del contributo dedicato all’efficientamento energetico degli immobili per pubblica amministrazione, imprese e privati. L’attesa è terminata con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del provvedimento lo scorso 7 agosto. L’entrata in vigore del decreto è prevista curiosamente proprio per il giorno di Natale, il prossimo 25 dicembre 2025, anche se poi il Gse avrà 60 giorni di tempo per rendere disponibili le disposizioni attuative. Le domande potranno essere presentate a partire da marzo 2026. Il nuovo Conto Termico ripropone lo strumento già collaudato negli anni passati con un budget di 900 milioni all’anno. Attenzione, però: 400 sono riservati alla pubblica amministrazione. IL GIUDIZIO DI ANGAISA Dopo la pubblicazione, quindi, e non è una novità, saranno necessarie le regole applicative per l’accesso alle misure d’incentivazione. Un provvedimento, insomma, che come spesso avviene in Italia, rischia poi di tramutarsi in un annuncio strappavoti se non è seguito dalla 8


possibilità di applicazione. «La pubblicazione del decreto ministeriale è un’ottima notizia per tutti gli operatori del comparto, ma non possiamo dimenticare alcune criticità che potrebbero vanificare l’efficacia del provvedimento. Basti pensare ai mesi che ancora ci separano dalla piena operatività degli incentivi», ha commentato il presidente di Angaisa, Maurizio Lo Re. Secondo l’associazione di catego-

ria che rappresenta i distributori specializzati nel settore idrotermosanitario, è fondamentale completare al più presto il quadro normativo di riferimento per dare nuove certezze alle aziende e ai professionisti del settore, ai quali spetterà il compito di trasmettere correttamente a tutti i clienti i contenuti e le opportunità del conto termico, affiancandoli nella gestione delle procedure da seguire.

LE NOVITÀ In ogni caso, il Conto Termico è arrivato alla terza versione. La prima, vale la pena ricordarlo, è stata nel 2013, visto che il Conto è stato introdotto il 28 dicembre 2012, mentre la seconda versione è arrivata il 16 febbraio 2016. La nuova edizione è stata particolarmente attesa per diversi motivi. Il principale riguarda il ridimensionamento dei bonus casa, prorogati al 50% e al 36% per la seconda casa, ma solo per il 2026, senza distinzione per chi ristruttura o riqualifica energeticamente l’edificio o l’abitazione. Al contrario, il Conto termico non fa differenza tra prima e seconda casa e neppure guarda al reddito del proprietario dell’immobile, mentre per i bonus casa rimane la soglia dei 75 mila euro di reddito che depotenzia le detrazioni fiscali. Resta sul tavolo, per dare piena operatività alla misura, solo l’incognita delle regole applicative. Queste dovranno stabilire (eventualmente modificando le regole attuali), tra le altre cose, le modalità di presentazione delle domande; dovrebbero arrivare entro due mesi dall’entrata in vigore del provvedimento. L’auspicio dei soggetti interessati al Conto termico è che la definizione delle regole arrivi in tempi rapidi, per evitare periodi di attesa. LAVORI PREVISTI Il Conto Termico è un contributo erogato sul conto corrente a fronte di interventi per il risparmio energetico. Per i privati, per esempio, possono riguardare la sostituzione di impianti obsoleti con pompe di calore, apparecchi ibridi e impianti a biomasse, molto spesso l’installazione di solare termico, ma anche la sostituzione di scaldacqua elettrici e a gas con scaldacqua a pompa di calore, la sostituzione di sistemi esistenti con il teleriscaldamento o con unità di microcogenerazione alimentate da fonti rinnovabili. Ma il Conto Termico 3.0 non incentiva direttamente il solo fotovoltaico per i privati residenziali. L’incentivo è però concesso ai privati che installano un impianto fotovoltaico assieme a una pompa di calore. Via libera, insomma, all’abbinamento di un sistema solare per l’energia elettrica con una pompa di calore destinata a riscaldamento e raffrescamento. Per gli altri casi, ci sono altre agevolazioni, come il fotovoltaico termico per l’acqua calda sanitaria. LA PA Un capitolo a parte riguarda pubblica amministrazione, Comunità energetiche rinnovabili e imprese: in questo caso oltre agli interventi disponibili si aggiunge il miglioramento dell’efficienza energetica degli immobili esistenti, come la realizzazione di cappotti termici, la sostituzione di infissi, l’installazione di schermature solari, la realizzazione di sistemi di illuminazione efficiente o di building automation, ma anche l’installazione di colonnine 9


ATTUALITÀ › IMPIANTI

IN SINTESI Chi può accedere. Privati, come persone fisiche, condomini, imprese e soggetti del Terzo Settore, associazioni, fondazioni e cooperative sociali. Pubbliche Amministrazioni (comuni, scuole, ospedali). Per i comuni con meno di 15 mila abitanti gli incentivi possono coprire fino al 100% delle spese ammissibili in caso di interventi su edifici pubblici strategici. Che cosa prevede. Sostituzione di impianti esistenti e installazione di pompe di calore ad alta efficienza (aria, acqua e geotermiche), sistemi ibridi e caldaie a biomassa a cinque stelle. Esclusi. Niente incentivi per il solo fotovoltaico e lo storage residenziale. Pacchetti integrati. Sono premiati gli interventi che combinano l’isolamento termico dell’involucro edilizio con quelli di nuovi impianti efficienti. È possibile includere anche l’installazione di impianti fotovoltaici, sistemi di accumulo e colonnine di ricarica per veicoli elettrici, ma devono essere abbinati a un intervento principale (come l’installazione di una pompa di calore). Non incentivati. Il Conto Termico 3.0 non prevede la sostituzione di generatori a gas con nuove caldaie a

di ricarica di veicoli elettrici, oltre ai pannelli fotovoltaici con sistemi di accumulo. LE EROGAZIONI La nuova versione prevede che entro i 15 mila euro (nella versione precedente il massimo era fissato a 5 mila euro) chi ne beneficia otterrà i soldi con un’erogazione in una soluzione unica. Il contributo sarà erogato nel giro di pochi mesi senza attese. Chi oltrepassa il livello di 15 mila euro avrà invece un contributo a rate, al massimo in cinque tranche. Cìoè un’altra differenza rispetto agli incentivi fiscali per l’edilizia: per il Conto Termico non c’è un livello di sconto prefissato, una percentuale decisa in partenza. In effetti qui le cose sono un po’ più complicate, perché il contributo si ricava applicando un’equazione relativa ad alcuni parametri, dalla potenza e dall’efficienza del prodotto che viene installato fino alla collocazione geografica dell’intervento. Chi ha diritto a ottenere il contributo deve inviare una domanda al Gse. Può farlo direttamente 10

condensazione, non più incentivabili, a differenza del precedente Conto Termico 2.0. L’erogazione. Gli incentivi variano per soggetto e importo. Per i privati è previsto un rimborso unico per importi fino a 5 mila euro. Il contributo è erogato in un’unica soluzione, di solito entro 60 giorni dalla rendicontazione. Per importi superiori a 5 mila euro il contributo viene erogato in due o cinque rate annuali costanti, in base al tipo di intervento. Per la Pubblica Amministrazione è prevista la possibilità di richiedere un acconto del 40% in fase di prenotazione, con il saldo erogato a fine lavori. Come si ottiene. La domanda va presentata al Gse per via telematica, dopo che l’intervento è stato realizzato. Per facilitare la procedura, è meglio farsi seguire da un tecnico esperto per la raccolta della documentazione necessaria e la compilazione dell’istanza. È disponibile un catalogo degli Apparecchi Pre-qualificati sul sito del Gse per verificare quelli ammessi agli incentivi. Sul portale i tempi di istruttoria sono più rapidi e meno documenti richiesti rispetto alle versioni precedenti. Edifici ammessi. La nuova versione comprende anche edifici non residenziali privati come capannoni, uffici e centri commerciali.

il proprietario dell’impianto, oppure può demandare la pratica al proprio rivenditore o al progettista. In sostanza, si tratta delle stesse informazioni richieste dall’Enea per ottenere gli ecobonus. Anche in questo caso il vantaggio è quantificato in uno sconto massimo del 65% per i privati, ma fino al 100% per la pubblica amministrazione nei casi di maggiore efficienza. Questo il tetto dell’incentivo, ma più spesso si tratterà di una percentuale minore: dipende dal tipo di intervento effettuato. I DUBBI Tutto bene? Secondo Angaisa il provvedimento presenta anche dei lati oscuri. Perché, spiegano le aziende di impiantistica, è fondamentale fare definitivamente chiarezza su alcuni aspetti niente affatto secondari. Per esempio, le attuali lacune nei requisiti di ammissibilità degli interventi, soprattutto alla luce dell’introduzione di nuove tecnologie ibride, soluzioni di grande interesse per il mercato ma, al tempo stesso, ancora complesse da inquadrare sul piano tecnico e nor-

mativo. Un altro punto sono le nuove procedure di accesso agli incentivi per le imprese che, se non definite in tempi brevi, rischiano di rallentare l’applicazione effettiva dello strumento, assieme alle modalità di predisposizione della documentazione necessaria per la richiesta sul portale Gse, storico punto critico della versione 2.0, da superare attraverso istruzioni chiare e facilmente applicabili. Un esempio concreto riguarda la gestione dei documenti di corretto smaltimento dei vecchi impianti, adempimento fondamentale per la legislazione ambientale, ma spesso fonte di difficoltà operative e interpretative per molti operatori. «A livello di filiera impiantistica dobbiamo cercare di fare sistema, affinché il Conto termico 3.0 non si trasformi in una ennesima occasione perduta, per le aziende e per le famiglie italiane», sintetizza Lo Re. «Questi meccanismi di incentivazione costituiscono fondamentali leve strategiche per accompagnare i processi di riqualificazione: conoscerne obiettivi, traiettorie e contenuti è oggi imprescindibile».


ATTUALITÀ › CASA GREEN › CORTEXA

Sistema Cappotto per affrontare la direttiva epbd

■ Ralf Pasker, managing director di Eae e, a destra, Stefano Deri presidente di Cortexa.

Al settimo Eae Etics Forum di Milano analisi sull’implementazione di Case Green. Il mercato cresce, ma l’edilizia fa i conti con la riduzione dei posatori qualificati: -62% in tre anni  di Alice Fugazza

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Il cuore del dibattito sull’efficienza energetica europea ha battuto a Milano, dove Eae (European Association for External Thermal Insulation Composite Systems) e Cortexa, il progetto associativo italiano di riferimento per il sistema a cappotto, hanno accolto oltre 200 partecipanti per il Settimo Forum Europeo. La giornata si è sviluppata attraverso una serie di sessioni focalizzate sull’urgente necessità di riqualificazione energetica in Europa, con un’attenzione particolare al ruolo cruciale dei sistemi a cappotto termico (Etics) e all’implementazione della direttiva sulla prestazione energetica nell’edilizia (Epbd). Ad aprirla è stato il presidente Eae, Jacek Kulig, affiancato da Stefano Deri, presidente del Consorzio Cortexa e Cecilia Hugony di Renovate Italy, che promuove la riqualificazione energetica e profonda degli edifici esistenti.

CRESCITA E SOSTENIBILITÀ Nel 2024, il 9,2% della popolazione europea non ha potuto riscaldare adeguatamente la propria abitazione, ha spiegato Ralf Pasker, managing director di Eae. Ma l’Italia, Paese ospitante, ha mostrato un considerevole miglioramento su questo fronte, passando dal 17% di povertà energetica nel 2015 all’8,6% nel 2024, un progresso che deve molto anche agli importanti incentivi fiscali del passato. Nonostante l’assenza di misure particolarmente significative, il mercato italiano del Sistema a Cappotto nel 2025 non scenderà al di sotto dei livelli del 2020, con una stima di 26 milioni di metri quadri installati, contro i 17 milioni del 2020. Questa tenuta indica che la consapevolezza rispetto all’esigenza di ridurre consumi ed emissioni sta crescendo. Gli edifici italiani rappresentano oltre il 40%


dei consumi energetici del Paese, e ben il 69% di questi consumi è dovuto al riscaldamento e raffrescamento. Pasker ha ribadito che l’involucro dei nostri edifici deve urgentemente smettere di sprecare energia, e in questo il sistema a cappotto è un alleato fondamentale, garantendo una vita utile superiore ai 50 anni, con una necessità di manutenzione uguale o addirittura inferiore a quella delle facciate non isolate. A livello continentale, il mercato del sistema a cappotto cresce in tutti i principali paesi, passando da 184,4 a 214,6 milioni di metri quadri installati rispettivamente nel 2020 e 2024, con un incremento complessivo del 16,4%. ALLARME COMPETENZE Sono oltre 300 i progettisti italiani coinvolti nella Terza indagine sulla sostenibilità del Centro Studi Cortexa, presentata durante l’evento. L’indagine, parte del progetto Etics for -55%, un’iniziativa di Cortexa volta a valorizzare il contributo del sistema a cappotto nell’efficientamento energetico degli edifici, conferma come questa soluzione sia indispensabile per l’efficienza energetica e per il raggiungimento degli obiettivi Epbd. L’implementazione della direttiva europea richiede sistemi da costruzione efficaci e certificati, incentivi stabili, formazione dei progettisti e disponibilità di imprese qualificate. Ma emerge un dato allarmante: il numero di posatori con competenze certificate secondo la norma Uni 11716 è diminuito del 62% rispetto al 2022 (i posatori certificati sono ora 3.390, a fronte dei 8.951 del 2022 e 6.041 a ottobre 2024). I DATI L’indagine ha esplorato anche le dinamiche decisionali dei committenti. Circa il 70% dei progettisti ritiene che la disponibilità di incentivi fiscali resti determinante per gli interventi di riqualificazione, e la loro mancanza incide in modo significativo in tutte le aree geografiche, con un’incidenza cresciuta in modo significativo anche al Nord, salendo al 71,3% nel 2025 rispetto al 34% del 2024. Nonostante questo, la misura di efficientamento più proposta è il sistema a cappotto, indicato da circa l’88% dei progettisti, consolidando il concetto di Energy Efficiency First. La motivazione principale che spinge i committenti alla scelta è il miglioramento del comfort abitativo (circa il 30% delle risposte), superando il risparmio in bolletta e l’accesso agli incentivi, una tendenza legata anche alla necessità di proteggere le abitazioni dall’aumento delle temperature estive. Interessante è il calo dell’8% nella percezione del costo elevato come principale obiezione dei committenti, che scende al 36% nel 2025 rispetto al 44% del 2024. Tuttavia, il 64% dei committenti è ancora scarsamente informato sulla direttiva Epbd, e oltre il 30% non la conosce affatto, sebbene il 67% sia

EMERGENZA CASA Un dibattito sulla sfida dell’edilizia residenziale accessibile (Affordable Housing) ha visto confrontarsi Franzosi, Joyce e Stolz. Con un focus su una doppia emergenza: la povertà energetica e la povertà abitativa, o crisi della casa accessibile. Sono state definite la povertà energetica come una sfida a medio-lungo termine che richiede l’uso combinato di strumenti tecnologici, finanziari e sociali, mentre la povertà abitativa è un’emergenza che sta negando ai giovani neolaureati l’accesso alle città europee, minaccia il futuro stesso della vitalità urbana. Per rispondere a questa emergenza abitativa a breve termine, sono stati identificati tre livelli di risposta necessari. Sul piano tecnico-tecnologico, è stato suggerito di superare l’idea di un unico standard di qualità dell’abitare, ammettendo che possano esistere più livelli e standard per permettere l’uso temporaneo degli spazi e trovare soluzioni immediate. Sul piano finanziario, è stato sottolineato che, sebbene i fondi pubblici siano indispensabili per il patrimonio pubblico, è cruciale attivare il capitale privato attraverso strumenti di leva finanziaria, un compito che spetta alla politica attraverso la definizione di una missione chiara e attrattiva. Infine, sul piano sociale, è stata evidenziata una forte resistenza al cambiamento e una conseguente crisi politica, dovuta alla mancata cura della relazione con le comunità locali. Questo scollamento impedisce al mercato di cogliere le opportunità insite nel bisogno irrisolto di nuove soluzioni abitative. È stato poi posto l’accento sulla mediazione necessaria tra obiettivi pubblici e privati. L’impact investing offre una grande opportunità finanziaria, ma richiede un traduttore o mediatore culturale che sappia parlare la lingua delle persone, dei territori e, al contempo, quella degli investitori. Questo lavoro di mediazione è fondamentale per associare la necessaria remunerazione del capitale con gli obiettivi delle comunità. In un’epoca di eccesso informativo e di confusione tra le fonti, dove l’incompetenza non è superata dalla sola disponibilità di dati, è stata quindi invitata l’industria ad assumere un ruolo formativo e di responsabilità come corpo intermedio, facilitando il dialogo tra tutti gli attori coinvolti, non solo tra pubblico e privato. Il messaggio finale, rivolto idealmente ai giovani, è stato quello di innescarsi e partecipare alla costruzione del loro futuro, riconoscendo che l’attuale direttiva europea, come la celebre onda di Kanagawa del pittore giapponese Katsushika Hokusai, ha una forma e una direzione, ma la navigazione dipende dalla responsabilità collettiva di tutti i partecipanti.

ben informato sugli incentivi fiscali in vigore. Sul fronte dei progettisti, quasi il 70% si dichiara poco informato sui contenuti della direttiva europea, pur riconoscendone l’importanza, evidenziata dall’88% degli intervistati. Per l’attuazione della direttiva, il 73% dei progettisti ritiene indispensabili gli incentivi fiscali, il 50% fondamentale l’attività di informazione della cittadinanza e circa il 48% la formazione specifica. PUNTI DEBOLI I progettisti ravvisano nella mancanza di incentivi a lungo termine (76%) e nella scarsità di imprese qualificate (45%) i maggiori ostacoli all’implementazione della direttiva. Questo in un contesto in cui oltre l’80% riconosce che il sistema a cappotto è determinante per raggiungere gli obiettivi Epbd. Ancora: il 71% dei progettisti ribadisce che non è sufficiente un cappotto qualsiasi, ma un sistema a cappotto certificato, con kit unico e marcatura Ce. A riprova di ciò, il 70% identifica CasaClima

come il principale protocollo di sostenibilità, che garantisce non solo la corretta scelta, ma anche la verifica della posa. Per spingere ulteriormente la prescrizione del cappotto, il 51% dei progettisti vorrebbe poter accedere a liste di imprese esperte e certificate, il 41% richiede un supporto formativo e il 55% esige maggiore chiarezza sulle soluzioni incentivabili che garantiscano un reale risparmio energetico, evitando i cosiddetti materiali miracolosi, ma con scarse prestazioni. Infine, si consolida l’idea che la sostenibilità, per l’88% dei progettisti, sia interpretata dai committenti come riduzione dei consumi più che come utilizzo di fonti rinnovabili (che scendono al 52%), confermando che prima si devono eliminare gli sprechi dell’involucro. IL FUTURO Secondo il presidente di Cortexa Deri, l’edilizia sta vivendo una trasformazione strutturale e tecnologica non più rimandabile. L’inefficien13


ATTUALITÀ › CASA GREEN › CORTEXA

za energetica si traduce in costi elevati per le famiglie e dipendenza dalle importazioni. Il sistema a cappotto è una delle soluzioni più mature e misurabili per ridurre i consumi e portare benefici immediati ambientali, economici e sociali. L’Epbd non è solo un provvedimento europeo da rispettare, ma una chiamata a ripensare il ruolo di tutti: il settore deve garantire qualità, le aziende devono innovare e formare, e il sistema Paese deve sostenere famiglie e imprese. Cortexa, che dal 2007, anche attraverso il suo Manuale per l’Applicazione del Sistema a Cappotto, diffonde la cultura dell’isolamento termico a cappotto di qualità, continuerà a mettere a disposizione il proprio know-how per affrontare questa sfida cruciale, perché l’efficienza energetica è un investimento nel futuro che la filiera deve vincere unita. LA DIRETTIVA Il senso della direttiva Epbd è stato descritto

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da Serena Pontoglio, Research Programme Officer, Economics of climate change della Commissione Europea: gli edifici sono responsabili del consumo del 40% dell’energia e del 52% del gas naturale. La nuova direttiva introduce regole più stringenti per riqualificare gli edifici meno performanti, con un obiettivo progressivo per il residenziale di una riduzione del consumo energetico medio del 16% entro il 2030 rispetto al 2020. Per il non residenziale, gli Stati dovranno imporre la riqualificazione del 26% meno performante della loro categoria entro il 2033. Un elemento chiave è l’obbligo di redigere Piani Nazionali di Ristrutturazione degli Edifici con stime di investimento e fonti di finanziamento. La Epbd introduce anche il nuovo standard Zero Emission Building (Zeb), obbligatorio per tutti i nuovi edifici dal 2030, e rafforza il sistema dei Certificati di Prestazione Energetica (Epc) con una classificazione unica da A a G. Inoltre, c’è l’obbligo per gli Stati di garantire supporto finanziario e tecnico (in particolare per gli abitanti vulnerabili) e vanno introdotti gli Sportelli Unici (One-Stop Shops) per l’assistenza tecnica. Secondo Stefano Cera di Renovate Italy, l’efficienza edilizia è un pilastro fondamentale della sicurezza energetica: «Ogni aumento dell’1% nell’efficienza riduce le importazioni di gas del 2,6%. A livello socio-economico, il settore è un potente motore di occupazione locale, con ogni milione di euro investito in Italia che crea circa 18 posti di lavoro». Infine, va sfatato il mito secondo cui l’isolamento sia utile solo d’inverno, presentando studi che ne confermano l’efficacia contro il surriscaldamento estivo, aumentando la resilienza urbana. TAVOLO DI LAVORO Filippo Colonna, responsabile del gruppo advocacy di Cortexa, ha sottolineato l’imprescindibile necessità di un confronto tra istituzioni e categorie per ridisegnare la strategia di efficienza energetica, definendo impensabile l’attuale assenza di un canale di incentivi dedicato. Colonna ha annunciato che, attraverso il tavolo interassociativo (che include Cortexa e altre associazioni confindustriali e non), sono stati presentati due emendamenti alla prossima Legge di Bilancio (2026). Il primo mira a distinguere e potenziare il canale dedicato all’efficienza energetica, separandolo da altre detrazioni, poiché è inaccettabile che interventi di efficientamento finiscano in un’unica agevolazione indifferenziata che incentiva allo stesso modo il rifacimento di un bagno e il miglioramento delle prestazioni energetiche di un edificio: la filiera dell’efficienza, decisiva per gli obiettivi di riduzione di emissioni e consumi, necessita di un canale preferenziale. Un

secondo emendamento propone di reintrodurre, pur in un perimetro rigoroso e selettivo, i meccanismi di cessione del credito e sconto in fattura, riconoscendo che, sebbene il Governo sia meno disponibile su questo punto, non si può buttare via ciò che di buono c’era nel meccanismo del superbonus, e le riqualificazioni energetiche vanno rese applicabili su larga scala e soprattutto dotate di una visione di medio-lungo periodo. L’errore da evitare, ha concluso, è replicare misure brevi e brucianti come quelle passate, ma la soluzione non può essere la totale assenza di visione a cui si sta assistendo: occorre tornare a un tavolo con tutte le categorie e ridisegnare insieme un piano credibile e stabile. LA VISIONE STRATEGICA In linea con le preoccupazioni di Cortexa, anche Emanuele Ferraloro, presidente di Federcostruzioni, che ha evidenziato il ruolo assolutamente centrale dell’efficientamento energetico per il settore. Ferraloro ha rimarcato che la tecnologia, il buon sapere e il buon fare sono assolutamente determinanti quando si tratta di coibentare correttamente gli edifici, in quanto riscontri e studi confermano che la resa di questo tipo di interventi, in termini di risparmi e ritorni economici, è uno degli elementi cardine dell’efficientamento energetico, quello che dà i risultati migliori, rappresentando il primo passo per raggiungere gli obiettivi della direttiva Epbd. Il principio è che la forma più efficace di risparmio è il non consumo, e per questo è fondamentale intervenire sull’involucro dell’edificio secondo il principio Energy Efficiency First, un approccio supportato dal terzo sondaggio sulla sostenibilità in edilizia (Centro Studi Cortexa) che rivela come il Sistema a Cappotto sia proposto da circa l’88% dei progettisti italiani. Tuttavia, Ferraloro ha insistito sulla necessità di un cambio di passo a livello legislativo, con leggi snelle, veloci ma soprattutto attuali e di strategia, con una visione a lungo periodo. ENERGY EFFICENCY FIRST L’obiettivo è difendere il principio cardine Energy Efficiency First, secondo Christoph Stolz, Eae Board Member Public Affairs. Ma è minacciato dall’instabilità politica e dalla confusione legislativa a Bruxelles: lo testimonia l’eliminazione temporanea di un esplicito riferimento in una bozza di proposta sulla legge europea climatica. Stolz ha criticato il ritardo dell’avvio dell’Ets 2, affermando che questa incertezza rende impossibili le decisioni aziendali. Ha respinto con forza l’argomento fuorviante secondo cui sostituire un sistema di riscaldamento sia più efficace o economico rispetto al miglioramento


dell’involucro edilizio, invitando i leader del settore a intensificare gli sforzi di lobbying. BEST PRACTICE In ogni caso, sono i fattori di successo che guidano la riqualificazione. E si raggruppano in tre categorie, nella visione di Adrian Joyce, Campaign Director di Renovate Europe: legislazione e regolamentazioni (come gli standard obbligatori Meps e il target del 3% per gli edifici pubblici); Incentivi (sovvenzioni, prestiti e l’aumento del valore della proprietà, stimato nel 3-4% per ogni gradino di miglioramento energetico); e altri elementi (come la sicurezza strutturale e l’accessibilità). Per essere vincenti, i programmi devono supportare misure multiple, avere un finanziamento stabile e continuo (evitando programmi stop-and-go), garantire la consulenza tecnica attraverso sportelli qualificati e prevedere la certificazione degli installatori. Joyce ha citato diversi esempi replicabili: i Paesi Bassi, dove gli standard obbligatori hanno portato il 75% degli uffici sopra i 100 metri quadrati alla classe C o B in pochi anni; il Portogallo, con la sua rete efficace di Sportelli Unici che raccolgono dati in un learning network; e la Repubblica Ceca, con il programma di risparmio, attivo ininterrottamente dal 2009 e finanziato in gran parte dai ricavi dell’Ets. Infine, l’uso strategico dei Fondi di Coesione ha visto circa 20 miliardi di euro destinati alla riqualificazione energetica in diversi Stati membri, con l’Italia che utilizza il 26% di questi fondi per il settore residenziale. Insomma, di fronte a crisi geopolitiche, climatiche e di competitività, l’edilizia efficiente è la risposta più logica e il pilastro per la sicurezza energetica europea. La sfida ora è replicare i successi, semplificare le normative e garantire stabilità finanziaria per tradurre l’ambizione in azione immediata e di qualità. PIÙ ABITAZIONI, MA ISOLATE MEGLIO La giornata è proseguita con la sessione sul Green Deal ha avuto come momento clou il key note del Commissario europeo per l’energia e le politiche abitative Dan Jørgensen, seguito da un intervento sulle buone pratiche condivise di Adrian Joyce (Secretary General of EuroAce - Energy Efficient Buildings) e un dibattito sull’Affordable Housing con Juri Franzosi, direttore generale di Lombardini22, assieme a Joyce e Stolz. Le sessioni tecniche hanno messo gli Etics al centro: Diego Marcucci (Eae Board Member) e Sebastian van Droogenbroeck (Director Façade and Clay Pavers bij Wienerberger) ne hanno esplorato il potenziale architettonico. La cruciale discussione sulla sostenibilità e l’economia circolare ha visto l’intervento di Antonio Ra-

daelli (Marketing Director di Saint-Gobain Italia), Jesús Ocaña Corral (Team Lead Sustainability Business Development Styrenics at Basf) e Jakub Stefaniak (in rappresentanza di Eumeps, organismo promotore di soluzioni Eps) sul ruolo, tra gli altri, dell’Eps grigio. Clemens Hecht (Presidente della Commissione Tecnica di Cortexa e Chair of Technical Committee di Eae) ha introdotto esempi di riqualificazione e approfondito il tema della durabilità con Sebastian Dantz (Technical Manager at Vdpm, Ger-

■ Alcuni momenti del dibattito che si è tenuto a Milano.

mania) e Federico Tedeschi (Presidente della Commissione tecnica di Cortexa e Chair of Technical Committee di Eae). Infine, l’attenzione sui dettagli costruttivi e l’eliminazione dei ponti termici hanno coinvolto esperti come Marco Cannone (Managing Director at Rawlplug), Pawel Polak (Responsabile dello Sviluppo del Mercato Globale per gli Etics presso KLIMAS), Marco De-Lazzari (Responsabile vendite unità di Mercato Costruzioni Ejot Italia ) e Sabine Linner (Managing Director at K-Uni, Austria). 15


ATTUALITÀ › AUTOMAZIONE

In cantiere è in arrivo un androide

L’edilizia è in ritardo con la digitalizzazione. Eppure c’è chi, come la rete di imprese Edinnova, Intellimech o l’Istituto Italiano Tecnologia, studia la robotizzazione nelle fasi di costruzione  di Riccardo Sacchi

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In un prossimo futuro, nei cantieri vedremo bracci bionici che operano fori su pareti difficili da raggiungere, rasature perfette e con un minimo margine d’errore, esoscheletri bionici che aiutano gli operai a sollevare carichi pesanti, software che monitorano i progressi del cantiere, riportano ritardi e prevengono possibili infortuni. Sembra uno scenario lontano, ma queste sono alcune delle innovazioni in fase di studio dall’Istituto Italiano Tecnologia,


fondazione pubblica italiana nata a Genova nel 2003, che si occupa di ricerca scientifica e sviluppo tecnologico. Ma anche già proposte al mercato da Edinnova, rete per l’innovazione della filiera dell’edilizia, in collaborazione con Intellimech, un consorzio di aziende che promuove la ricerca interdisciplinare nel campo della meccatronica. L’obiettivo è innovare il settore dell’edilizia e in particolare la gestione e l’operatività nei cantieri, luoghi di lavoro dove storicamente la manualità e l’artigianalità erano al cuore delle aziende nel settore costruzioni. LE PROSPETTIVE Secondo l’ultimo studio intitolato 2025, le prospettive per l’edilizia di Confartigianato imprese, l’organizzazione che rappresenta l’artigianato e le piccole e medie aziende italiane, il 2024 ha segnato una fase di ripresa e vitalità per il settore delle costruzioni. Tale andamento positivo è stato favorito anche dagli interventi finanziati dal Pnrr, concentrati principalmente su fabbricati non residenziali e opere infrastrutturali. Nel corso dell’anno si è registrato un aumento della produzione, del valore aggiunto e degli investimenti, accompagnato da una crescita occupazionale del 4,8% rispetto al 2023. Nonostante ciò, permangono criticità strutturali, tra cui la carenza di personale qualificato, aggravata dalla crisi demografica. Inoltre, lo scenario è destinato a cambiare nel 2025, anno in cui si prevede una flessione degli investimenti. A pesare sul comparto sono soprattutto la riduzione delle detrazioni fiscali per l’edilizia e i nuovi obiettivi più stringenti imposti dalla direttiva europea sugli edifici sostenibili, fattori che rischiano di rallentare il raggiungimento dei target di riqualificazione abitativa.

IL RAPPORTO Se il settore dell’edilizia, dalle previsioni riportate da Confartigianato, risulta in calo nel 2025, anche l’innovazione del settore vede una difficoltà di adattamento e uno stop della domanda nel mercato. Nel Rapporto sulla digitalizzazione delle imprese Edili rilasciato dal Censis, a marzo 2025 nel settore delle costruzioni in Italia la digitalizzazione dei cantieri era ancora poco presente e diminuiscono gli investimenti nella robotizzazione. Nello specifico, Censis evidenzia che solo il 20% delle imprese edili italiane utilizza tecnologie avanzate, come software di gestione dei cantieri, mentre il 60% non ha ancora adottato soluzioni digitali e sono ancora ferme a un livello di digitalizzazione basso o assente. Il mercato della robotica industriale (non solo destinata all’edilizia), analizzato dall’istituto di ricerca, ha chiuso l’anno 2024 con un calo della domanda dell’11,1% (8.703 unità vendute), segnando il secondo anno di flessione. La manipolazione da parte delle macchine resta l’applicazione dominante, mentre la saldatura è in crescita. Le previsioni del Censis per il 2025 indicano una potenziale ripresa, ma non ci sono ancora dati a disposizione. CHE COSA CAMBIA A fronte di una componente innovativa nel settore edile ancora in fase di sviluppo, stakeholder come Edinnova, Intellimech e Istituto Italiano Tecnologia (Iit) guardano alla digitalizzazione del settore e l’utilizzo di robot nei cantieri come futuro per il settore. L’edilizia in Italia «è rimasta stagnante rispetto ad altri settori, perché i metodi costruttivi sono sostanzialmente gli stessi», racconta a WeLight Valerio Pesenti, project manager di Edinnova.

La sfida per il settore è «portare l’innovazione nella filiera edile» puntando a «disseminare un nuovo mindset imprenditoriale» e rendere l’edilizia più attrattiva anche per i giovani, «mostrando che oggi esistono tecnologie che rendono il lavoro meno gravoso, dagli esoscheletri alla robotica». La rete per l’innovazione della filiera edile, con sede a Bergamo presso Confindustria al Kilometro rosso innovation district trae ispirazione dal modello di Intellimech, nato nel 2007 nel settore manifatturiero con l’obiettivo di creare un ecosistema di Open innovation: un approccio all’innovazione che incoraggia le aziende a utilizzare idee, conoscenze e tecnologie esterne per sviluppare prodotti, servizi e soluzioni, oltre a condividere le proprie competenze interne con l’esterno. «Il territorio italiano è costellato di Pmi che non hanno risorse per una ricerca e sviluppo strutturata», spiega Pesenti. «Intellimech ha permesso loro di fare innovazione condivisa, e nel 2021 abbiamo deciso di replicare il modello nel settore edilizio». ESOSCHELETRI Tra le innovazioni più all’avanguardia, oggi in valutazione, Pesenti indica esoscheletri, robot collaborativi e la digitalizzazione del cantiere: «Oggi la gestione è spesso a occhio. L’obiettivo è dotare gli operatori di strumenti digitali per monitorare in tempo reale l’avanzamento dei lavori». Un esempio virtuoso sono i sistemi di project management con report digitali di cantiere: software gestionali che giornalmente sono aggiornati e condivisi, velocizzando la trasmissione delle informazioni e garantendo una riduzione di eventuali errori. Ma, a fronte di strumenti funzionali, Pesenti

■ Luca Muratore e Valerio Pesenti.

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ATTUALITÀ › AUTOMAZIONE

LA SICUREZZA È SEMPRE PIÙ TECH

mette in chiaro che gli ostacoli restano principalmente culturali: «Molti imprenditori pensano solo a produrre, non a innovare, e non si rendono conto che il mondo evolve velocemente». Questo perché vi è la carenza di conoscenza e competenze. «Gli imprenditori sentono parlare di Ai o robotica, ma non sanno come applicarle», aggiunge il manager. Per questo uno dei passaggi chiave per l’innovazione del settore edile su cui Edinnova ha puntato è la formazione di figure ibride «capaci di unire competenze di cantiere e di innovazione tecnologica». Un percorso che si lega con l’Università di Bergamo come attori principali nella preparazione delle figure professionali per il futuro. NODO NORMATIVE A quadro delle iniziative messe in campo da Edinnova, il nodo cruciale sono le normative attuali. Pesenti cita l’introduzione del Bim (Building information modeling, un processo di lavoro digitale che ha l’obiettivo di standardizzare la gestione delle informazioni nell’edilizia): «Si impone per legge senza creare consapevolezza del suo valore. Così diventa burocrazia, un costo senza benefici». Servono invece incentivi e una cultura che «riconosca il valore monetario dell’innovazione». Anche se il progetto di Edinnova è ancora nelle fasi iniziali, Pesenti si immagina per il futuro un cantiere centrato sull’uomo ma supportato dalla tecnologia: «L’uomo resterà al centro, ma sarà attorniato da strumenti digitali, realtà aumentata e robot collaborativi». Un immaginario per il cantiere del futuro condiviso anche dall’Istituto italiano tecnologia: per Luca Muratore, technologis presso l’Iit ed esperto di umanoidi e meccatronica centrata sull’uomo, l’innovazione nei cantieri passa per la robotica modulare e la collaborazione uomo-macchina. «Il nostro obiettivo è sviluppare 18

tecnologie che fungano da ponte tra ricerca e industria, rendendo la robotica sempre più utile e accessibile anche nei settori tradizionali come l’edilizia», spiega Muratore a WeLight. UMANOIDI Muratore lavora da oltre 11 anni nel team guidato da Nikos Tsagarakis, con cui ha contribuito a realizzare umanoidi come Walkman e Centauro. «Ogni due o tre anni siamo riusciti a sviluppare un nuovo robot, dalle gambe robotiche agli umanoidi completi. Con Walkman abbiamo partecipato alla Darpa robotics challenge (sfida robotica organizzata dal Dipartimento della difesa degli Stati Uniti) nel 2015, l’unico team europeo invitato direttamente». Negli ultimi anni l’attenzione si è spostata verso l’autonomia e la flessibilità: «Abbiamo creato robot capaci non solo di essere teleoperati, ma anche di comprendere l’ambiente e agire autonomamente grazie a sistemi di visione e algoritmi cognitivi», racconta. Il progetto Concert, da lui coordinato, rappresenta il punto più avanzato di questa ricerca: una piattaforma modulare e riconfigurabile pensata per il mondo delle costruzioni. «L’idea è quella di moduli robot che si assemblano come gli elementi di un Lego, per creare macchine di forma e funzione diverse a seconda del compito», spiega Muratore. I test sono stati condotti in un cantiere reale a Cracovia, grazie alla collaborazione con la ditta polacca Gutimex. «Il robot ha affrontato terreni fangosi e spazi ristretti. È stata una validazione importante, ci ha mostrato che poteva davvero lavorare in un cantiere», aggiunge il manager. INNOVAZIONE CONDIVISA Sia Muratore che Pesenti puntano a un’innovazione capace di rilanciare il settore edile verso il futuro. Da un lato, reti come Edinnova lavorano per diffondere una cultura dell’in-

Secondo Pesenti, «la sicurezza è ormai parte integrante del processo innovativo nel settore dell’edilizia. Per essere attrattivo, il settore deve dimostrare che andare in cantiere è un lavoro sicuro», afferma. Le tecnologie digitali e l’intelligenza artificiale sono strumenti chiave: «I droni potranno riconoscere in tempo reale anomalie, come un operaio senza casco o Dpi (dispositivi di protezione individuale), mentre sistemi intelligenti su smartphone possono guidare l’operatore passo dopo passo, impedendogli di procedere se non rispetta le procedure di sicurezza». Non un controllo repressivo, precisa, ma un supporto tecnologico che aiuta a prevenire errori umani. Muratore condivide l’impostazione e vede nei robot uno strumento fondamentale: «La sicurezza è il punto cardine di quello che stiamo facendo. Robotizzare i compiti più pericolosi può cambiare completamente il modo in cui viene pensato il cantiere». Per il ricercatore, l’obiettivo non è sostituire l’uomo, bensì proteggerlo: «L’idea è affidare ai robot le operazioni più usuranti o rischiose, come sabbiatura e trapanatura, lasciando agli operatori compiti di controllo e supervisione». L’Iit, in particolare sta lavorando anche a progetti con Inail per ridurre l’esposizione a materiali pericolosi e migliorare l’ergonomia delle mansioni. «Un robot che lavora e un operatore che controlla a distanza può davvero cambiare l’andamento di infortuni e morti nei cantieri», conclude Muratore.

novazione condivisa, in grado di connettere Pmi, università e nuove competenze; dall’altro, l’Istituto italiano di tecnologia porta sul campo risultati concreti della ricerca, dai robot modulari ai sistemi di supporto intelligente per gli operatori. Due percorsi allineati che si incontrano in un obiettivo comune: costruire un’edilizia più digitale, sicura e attrattiva. In questo scenario, ricerca e impresa stanno convergendo per ridisegnare il cantiere del futuro.


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EDILIZIA LEGGERA

I PROTAGONISTI

DASÙ SERVIZI CON DRONI UTILIZZIAMO UN DRONE DOVE È PERICOLOSO MANDARE UNA PERSONA

PRODUCT MANAGER MOGU ACUSTICA, IL PANNELLO FONOASSORBENTE IN MICELIO

Serena Camere

Alessandro Farina

Cecilia Morosi STUDIOCM20 UNA STORIA DI MATERIA, MEMORIA E COLORE

Marco Imperadori

CURATORE ARTE SELLA L’OPERA DI MARIO CUCINELLA ACCOGLIE NATURA E PERSONE

Stefano Mazzetti OHOSKIN DAGLI SCARTI AGRICOLI ALLE FINITURE DI PREGIO

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I PROTAGONISTI › ALESSANDRO FARINA › DASÙ

Quando i droni diventano operai L’eccellenza in quota. Ecco come Alessandro Farina ha reinventato i servizi dell’edilizia aerea passando dai pavimenti e rivestimenti alla tecnologia dei droni assicurando precisione, qualità e sicurezza

A

 di Alice Fugazza

lessandro Farina, fondatore di Dasù, ha trasformato un’eredità di nicchia in un’innovazione radicale nei servizi per l’edilizia. Il suo percorso inizia con Solemur (Suolo e Muro), l’azienda di famiglia gestita fino al 2020. «Nata negli anni ’60 a Milano per volontà di mio padre, Solemur operava come agenzia in tutta Italia, offrendo pavimenti e rivestimenti di altissimo livello, dall’artigianato del cotto spagnolo fatto a mano ai primi parquet a larghezza mista dal Belgio, servendo una ristretta rete di vere e proprie boutique specializzate. Era un lavoro di eccellenza pura, concentrato esclusivamente su prodotti di altissimo profilo, mai su grès effetto legno o pietra. Tuttavia, dal 2013 al 2020 il settore ha subito profondi cambiamenti: il mercato si è evoluto e mancava un ricambio generazionale tra i rivenditori. Erano realtà familiari di nicchia, che operavano nella costruzione e ristrutturazione di pregio. Ho lavorato in questo segmento di mercato dalla fine degli anni ’90 fino alla chiusura nel 2020. La decisione di fermarmi è stata dettata da due motivi: non c’era alcun ricambio generazionale capace di 22


«Con Dasù mandiamo un drone dove è pericoloso mandare una persona» alessandro farina

garantire continuità e il mercato si stava spostando verso prodotti standardizzati, come il grès effetto legno o pietra, una direzione che non riuscivo ad accettare». Da questa esperienza, Farina ha fatto proprio un principio chiave: un servizio funziona solo se punta all’eccellenza assoluta. «Negli anni 2000 vendevo legno certificato PEFC e, già 25 anni fa, lavoravamo con foreste controllate, applicando cera o olio piallato a mano direttamente in cantiere. Era un settore di nicchia, artigianale e di alto profilo, ma il mercato è cambiato: prima i rivenditori, poi i clienti, e non c’è stato un ricambio degno di questo standard. Già nel 2013 avevo capito che non mi avrebbe garantito un futuro. Credo fermamente che un mercato, qualunque servizio o prodotto, possa funzionare solo agli estremi: o molto economico e di massa, o molto costoso e di altissimo livello. Dopo vent’anni di esperienza al top, non potevo accettare né il grès standard né usare un drone da amatore. Ho così deciso di creare una struttura nuova, con l’obiettivo di salvare vite facendo volare un drone dove sarebbe pericoloso mandare una persona». DALLA SICUREZZA IN COPERTURA ALL’ALTA TECNOLOGIA L’idea di Dasù, oggi concentrata quasi esclusivamente sull’edilizia (pur mantenendo il codice Ateco di servizi con droni), nasce nel 2017 quasi per caso, ma anche per passione. «L’acquisto iniziale era un hobby, poi volevo un giocattolo che avevo già utilizzato dieci anni prima per un’associazione benefica. Poi, quasi per caso, è diventato un’opportunità: durante un incontro con un amministratore di condominio, ho capito che il drone poteva essere impiegato per la sicurezza e il controllo della manutenzione degli edifici. Il controllo dei tetti con drone, ad esempio, è fondamentale, soprattutto in assenza di protezioni o linee vita. Ho realizzato che la tecnologia poteva salvare vite: se un drone cade, si ripara o si sostituisce, cosa impossibile con una persona. Dopo che la pandemia aveva compromesso il mio vecchio patrimonio imprenditoriale, ho deciso di ripartire da zero concentrando gli investimenti sui rilievi di edifici e coperture, dove la marginalità e il valore percepito erano immediati, piuttosto che sulle ispezioni condominiali di base, per le quali la consapevolezza del servizio è ancora limitata».

Alessandro Farina, fondatore e amministratore Dasù, mostra alla redazione di WeLight il funzionamento del drone.

RILIEVI CENTIMETRICI E TERMOGRAFIA Dasù offre tre principali servizi B2B, tutti orientati a fornire dati di qualità superiore. «La prima e più redditizia area riguarda i rilievi in 3D. Grazie alla fotogrammetria, una tecnica nata negli anni ’40 e oggi miniaturizzata sui droni, e all’integrazione con strumenti topografici a terra (dai ricevitori satellitari in aree aperte ai laser scanner in città 23


I PROTAGONISTI › ALESSANDRO FARINA › DASÙ

■ Officina di progettazione di un drone. Perché quando il drone che serve non esiste, Alessandro lo progetta. Nel caso specifico, si tratta del drone Gronda progettato per le ispezioni e la pulizia delle grondaie.

dove il Gps è debole) il drone genera una nuvola di punti 3D georeferenziata con precisione centimetrica, circa un errore di 2-3 centimetri. Questi dati vengono poi elaborati in formati compatibili con AutoCad o Bim, offrendo ai progettisti (architetti, ingegneri, geometri e uffici tecnici di imprese di costruzione) un modello completo, più sicuro (senza mettere a rischio operatori) ed economicamente vantaggioso. La tecnologia permette di analizzare ogni centimetro, se non millimetro, di un edificio. La seconda area riguarda le ispezioni termografiche. La termocamera montata sul drone è utilizzata principalmente nel B2B dai facility manager per due applicazioni principali: il controllo degli impianti fotovoltaici, per individuare hotspot dovu24

ti a usura o guasti (un controllo obbligatorio secondo le normative antincendio), e la rilevazione non invasiva dei distacchi di clinker sulle facciate, punti critici e soggetti a corrosione. Tradizionalmente queste ispezioni vengono effettuate manualmente, spesso troppo tardi, quando i danni sono già gravi. Con le nostre tecnologie, il problema viene individuato subito, senza l’intervento umano. I nostri servizi sono disponibili in tutta Italia, in Svizzera e in Francia». PULIZIA INNOVATIVA DI FACCIATE E GRONDAIE Il servizio più innovativo e con il maggior potenziale di crescita offerto da Dasù è la manutenzione di facciate e grondaie. «Siamo stati tra i primi in Italia a far volare un drone


■ Alessandro nella sede aziendale ci mostra i dettagli di molte commesse di particolare rilievo.

L’idea di Dasù È nata per passione, ma anche per beneficenza. Ora l’obiettivo è sensibilizzare la committenza sulla bontà delle nuove frontiere tecnologiche 25


I PROTAGONISTI › ALESSANDRO FARINA › DASÙ

■ Analisi termografica con drone di un impianto fotovoltaico. ■ Ispezione di una canna fumaria di un condominio.

■ Ispezione di una copertura con drone dopo un violento temporale a Milano.

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per il lavaggio degli edifici. Il funzionamento è semplice ma tecnologicamente avanzato: l’acqua viene preparata nel furgone (demineralizzata e riscaldata) e trasportata al drone tramite un tubo, per essere spruzzata attraverso un’idropulitrice a media pressione. L’acqua demineralizzata evita di lasciare aloni, come negli autolavaggi. Il servizio è rivolto principalmente a clienti aziendali (B2B). Nella Pianura Padana, il problema principale è l’unto del PM 2.5, che richiede detergenti specifici e potenza adeguata. Non possiamo rendere perfettamente pulito un palazzo trascurato da anni, ma possiamo garantire una manutenzione regolare. Per esigenze più complesse, Dasù non adatta semplicemente droni standard, ma sviluppa mezzi dedicati. “Il Lavandee” è un drone progettato ad hoc, con otto eliche protette e ottimizzato per il lavaggio. Per erogare i due kW necessari all’idropulitrice, il drone è spesso alimentato tramite cavo collegato a un generatore a terra. L’approccio è integrato: collaboriamo con aziende leader nei lavori in quota, e utilizziamo detergenti biocompatibili su misura. Il servizio ha costi significativamente inferiori rispetto alle piattaforme aeree tradizionali, con risparmi tra il 10% e il 50%, soprattutto con il “cugino” de Il Lavandee, “Il Gronda”, pensato per la pulizia delle grondaie, rimuovendo guano e foglie con un getto d’aria compressa. Anche questo servizio di manutenzione è rivolto agli amministratori di condominio, garantendo efficienza e sicurezza anche nelle periferie».


■ Pulizia facciata con Drone a Milano.

■ Rilievo con drone di un condominio.

Servizi per edilizia e infrastrutture Rilievi architettonici, rilievi topografici, pulizia in facciata, ispezioni aeree, pulizia di pannelli fotovoltaici, termografie, energia

■ Rilievo topografico.

PROSPETTIVE, COMPETENZE E NORMATIVA L’obiettivo di crescita di Dasù per i prossimi tre anni è ambizioso. «Una volta ottenuti i finanziamenti necessari puntiamo a raggiungere mezzo milione di fatturato e successivamente scalare il modello attraverso partnership in altre città», spiega Farina. La sfida principale non è la tecnologia, ma la formazione del personale. «Non esistono piloti di droni già pronti per operare otto ore al giorno nel settore edilizio. Per questo Dasù sta sviluppando protocolli di addestramento interni, formando operatori capaci di gestire sia le operazioni complesse sia la manutenzione dei mezzi. Per accelerare l’adozione del servizio, investiamo nella consapevolezza, formando professionisti come amministratori di condominio e sfruttando la logica del subappalto, in cui i facility manager cercano specialisti come noi. Il principio fondamentale rimane la sicurezza e il rispetto delle norme: il riferimento è il Codice della Navigazione Aerea. Molti operatori ignorano che il drone è considerato un aeromobile e che volare senza permessi può comportare multe fino a 30.000 euro, e, in caso di incidente, il pilota rischia conseguenze penali per invasione dello spazio aereo. Sono rischi che devono essere affrontati con attenzione. Noi rappresentiamo un valore aggiunto per il mondo dell’edilizia: un metodo nuovo per lavorare sempre in sicurezza, con qualità superiore, e siamo pionieri nell’ottimizzazione e nell’efficacia dei servizi in quota». 27


I PROTAGONISTI › SERENA CAMERE › MOGU › SQIM

Scienza acustica e bio-fabbricazione Dallo scarto agro-industriale al design d’eccellenza: con il pannello Pluma, la coltivazione dei materiali sostituisce la fabbricazione tradizionale, unendo bio-estetica e performance acustiche superiori

N

 di Alice Fugazza

el design contemporaneo, Mogu ha trasformato il micelio in rivestimenti sostenibili. Tra questi, Pluma coniuga bio-fabbricazione e ingegneria acustica avanzata: dal prototipo alla produzione certificata, è un esempio di innovazione estetica, funzionale e sostenibile. Per approfondire la sua genesi e le prestazioni, abbiamo intervistato Serena Camere, Director della Business Unit Mogu - Sqim Srl incaricata della produzione e registrato il parere di Ezio Rendina, ingegnere acustico responsabile dello sviluppo tecnico del pannello.

Serena, cosa accadrebbe se, invece di fabbricare gli spazi in cui viviamo, imparassimo a coltivarli?

Di fronte alla crisi climatica, Mogu (business unit di interior design di Sqim) trasforma il micelio in una tecnologia industriale avanzata per creare materiali sostenibili. Attraverso processi di upcycling, scarti agro-industriali diventano soluzioni acustiche e pavimentazioni dal design evoluto, dimostrando che lusso, prestazioni e neutralità carbonica possono coesistere in una vera simbiosi tra industria e natura.

Mogu è la Business Unit dedicata all’interior design di Sqim srl. Sqim è un’azienda che si focalizza sul portare il micelio come tecnologia per la produzione di nuovi materiali sostenibili in diversi settori e su scala industriale. Con Mogu, ci dedichiamo specificamente all’interior design, producendo materiali come pavimenti e pannelli 28

Serena Camere, Director della Business Unit Mogu - Sqim Srl.

©SQIM

Cominciamo dalle presentazioni: cos’è Mogu e qual è la sua missione?


IL RUOLO DI EZIO RENDINA, INGEGNERE ACUSTICO «Pluma nasce dalla visione di Mogu di creare un prodotto sostenibile che unisca estetica e prestazioni acustiche, progettato per ambienti pubblici e conforme alle normative di sicurezza. Realizzato con micelio, l’apparato radicale del fungo cresciuto su substrati naturali, il materiale si consolida in una struttura solida con una pelle superiore che lo rende stabile e resistente. Questa pelle naturale viene valorizzata sia in capi di lusso sia nei pannelli fonoassorbenti. Il mio intervento è iniziato quando Mogu ha deciso di approfondire le prestazioni acustiche di un pannello in micelio inizialmente pensato come rivestimento decorativo. Sono stato coinvolto per trasformare i prototipi in un prodotto ingegnerizzato e producibile in serie. Il lavoro, durato circa 14 mesi, ha richiesto un’intensa attività di ricerca per bilanciare performance acustiche, fattibilità industriale e controllo dei costi. Un ruolo chiave è stato svolto dalla sinergia con Sqim del gruppo Kering, che ha consentito l’utilizzo di scarti industriali come materie prime. Il pannello viene infine stabilizzato tramite cottura ad alte temperature, che ne interrompe la crescita biologica e lo rende pronto per il mercato. Abbiamo svolto una ricerca approfondita, avviata nella camera riverberante di Mogu a Varese e conclusa con le certificazioni ufficiali presso Eurofins a Torino. I test hanno coinvolto tre serie di pannelli (Pluma, Kiwi e Kana) analizzate sia singolarmente sia in abbinamento alla lana minerale. I risultati hanno evidenziato prestazioni acustiche eccellenti, in particolare sulle basse frequenze del parlato, un ambito in cui i prodotti tradizionali

Mogu ha trasformato i funghi in pannelli acustici da Compasso d’Oro. Dalla scienza alla bellezza: ecco come si coltiva l’architettura di domani

risultano meno efficaci. Senza lana minerale, i pannelli mostrano picchi di assorbimento tra 315–500 Hz e 1000–2500 Ezio Rendina, Hz; con l’aggiunta della lana, il ingegnere picco principale scende fino a acustico, che 160 Hz, correggendo in modo ha progettato efficace il rimbombo tipico di uffici il pannello e ristoranti. Questa capacità di Pluma. agire su frequenze diverse dagli standard di mercato rappresenta il principale valore aggiunto del prodotto. I materiali biologici offrono grandi potenzialità ma pongono il tema della durabilità nel tempo. Uno degli obiettivi principali del progetto era garantire elevate prestazioni senza necessità di manutenzione. Il lavoro è stato quindi guidato da criteri molto rigorosi: sono stati esclusi materiali privi di garanzie di durata, anche se naturali, e sono state sviluppate colle ignifughe specifiche per mantenere il prodotto sicuro e completamente biologico. Anche l’estetica ha rappresentato un vincolo progettuale, poiché soluzioni acusticamente più performanti avrebbero compromesso il design tridimensionale. Il risultato è Pluma, un successo industriale che integra scienza acustica e bio-fabbricazione, offrendo agli architetti un materiale 100% riciclabile e dalle prestazioni distintive».

■ Pluma, pannello fonoassorbente in micelio, unisce estetica organica, sostenibilità e prestazioni acustiche avanzate, pronto per ambienti pubblici e commerciali.

acustici a partire da tecnologie circolari basate, appunto, sul micelio.

Recentemente avete ottenuto la Menzione d’Onore al Compasso d’Oro per il pannello Pluma. Cosa significa per il mercato passare dal concetto di fabbricazione a quello di coltivazione?

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È un cambio di prospettiva che ridefinisce il rapporto tra uomo e natura, normalmente considerati separati. I nostri materiali rendono questa riflessione concreta, traducendola in un’estetica e in prestazioni diverse dagli standard, e portano il dialogo tra naturale e artificiale negli spazi della vita quotidiana. 29


I PROTAGONISTI › SERENA CAMERE › MOGU › SQIM

Il segreto acustico di Pluma. Mentre i pannelli tradizionali faticano sulle basse frequenze, l’innovazione di Mogu eccelle proprio tra i 315 e i 500 Hz

micelio e lavorazioni del legno, è possibile coprire ampie superfici, superando i limiti dei pannelli 3D e rendendo il prodotto industrializzabile e personalizzabile.

Come si è evoluto Pluma dal 2022 a oggi?

Da allora Pluma è evoluto in una versione multistrato che unisce micelio e materiali bio-based come la canapa, migliorando le performance tecniche. Sono state inoltre introdotte nuove finiture, tra cui la verniciata ignifuga e la tattile “Kiwi”, potenziando estetica e resistenza.

Perché Kiwi? Cosa la rende speciale?

Come dice Ezio Rendina, è “pelosina” come un kiwi. La finitura “Kiwi” è realizzata con lana di riciclo floccata, conferendo al pannello un aspetto tattile e familiare, aumentando al contempo resistenza a urti, graffi e sfregamenti, ideale per ambienti commerciali.

Quali sono i vantaggi tecnici di Pluma?

È fonoassorbente (e fono-isolante a seconda del sistema costruttivo), resistente al fuoco in Classe B-s1, d0 e offre un’estetica architettonica con tratti organici naturali unici. ©SQIM

Rispetto ai pannelli tradizionali, come si comporta a livello acustico? ■ Integrato in un contesto abitativo moderno, Pluma migliora la qualità acustica senza compromettere l’eleganza e il design degli spazi.

Come siete riusciti a rendere un materiale vivo e naturale come il micelio adatto agli standard tecnici ed estetici del settore Contract?

Il risultato è frutto dei 10 anni di ricerca di Sqim e di un forte approccio R&D, che utilizza il micelio come tecnologia di riciclo. Integrando competenze e processi provenienti da diversi settori industriali, l’azienda sviluppa soluzioni innovative guidate dal mercato, confermandosi una realtà fortemente innovation-driven.

Parliamo di Pluma, quando è nato e quali vantaggi offre? Pluma, nato nel 2022, risponde alla richiesta di pannelli acustici più leggeri, regolari e architettonici. Combinando 30

Pluma eccelle alle basse e medie frequenze, cruciali per la voce umana, offrendo maggiore chiarezza nel parlato rispetto ai pannelli tradizionali, che performano soprattutto sopra i 1000 Hz.

Parliamo di durabilità: quanto dura Pluma e cosa succede a fine vita?

Pluma è estremamente durevole, resistente a sole, acqua e umidità, con garanzia estesa a 10 anni. Grazie al programma Regrow, a fine vita o se danneggiato può essere riciclato nel ciclo di crescita del micelio per rigenerare un nuovo pannello identico in tre settimane.

C’è chi pensa che i materiali bio siano esteticamente poveri. Cosa rispondi?

Il micelio trasforma scarti diversi in pannelli dal design uni-


forme e quasi di lusso, con pigmenti minerali e finiture a base acqua senza Voc. Pluma 120 è quasi carbon neutral, con meno di 1 kg di CO2 equivalente per m².

Come avviene l’installazione?

L’installazione è semplice: i pannelli possono essere fissati su sottostrutture in legno, con colla o tramite il sistema Z-Clip in alluminio, e possono essere incollati o sospesi anche a soffitto grazie alla loro leggerezza.

C’è scetticismo verso questi materiali o la domanda sta crescendo? La domanda di materiali sostenibili cresce, soprattutto all’estero grazie a incentivi fiscali e certificazioni Green Building. La sostenibilità sta diventando uno standard, guidata da architetti, designer e settori come la moda.

Quali sono le prossime frontiere per Mogu?

Stiamo sviluppando la custom circularity per permettere alle aziende di riciclare i propri scarti in pannelli acustici, continuando a innovare lavorazioni, combinazioni con legno e durabilità delle superfici.

Chi c’è dietro le quinte dei vostri laboratori?

Abbiamo un laboratorio micotecnologico con biotecnologi, micologi e chimici, e un workshop per progetti speciali con product designer e ingegneri di produzione. Qual è stata la sfida tecnica più difficile? La sfida principale è stata bilanciare resistenza al fuoco e prestazioni acustiche senza chimica nociva, accettando l’imperfezione naturale di ogni pannello, unico perché cresciuto da un organismo vivente.

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Un’ultima battuta: come convinceresti un facility manager o un buyer a scegliere Pluma? Pluma è resistente, riparabile e facile da mantenere. Rappresenta una scelta etica e sostenibile per ridurre l’impatto dell’edilizia, pronta a rispondere alle sfide contemporanee.

■ Dal micelio cresciuto su scarti naturali alla struttura solida del pannello, Pluma nasce da un processo di bio-fabbricazione che unisce innovazione, sostenibilità e performance certificate.

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Zero urti, zero emissioni, 100% circolarità. Dal programma Regrow alla neutralità carbonica: ecco perché i grandi brand internazionali scelgono il micelio per i loro spazi, dove lo scarto industriale diventa un oggetto di lusso rigenerabile 31


COSTRUIRE & RISTRUTTURARE › PAESAGGIO ALPINO › TECNOLOGIA A SECCO

Una microarchitettura Reversibile e smontabile

Microarchitettura site-specific di Mario Cucinella ad Arte Sella: 415 blocchi modulari stampati in 3D, costruzione a secco, materiali locali e scarti valorizzati. Un rifugio integrato nel paesaggio alpino che unisce innovazione, sostenibilità e Land Art

 di Lorenza Bisbano

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Arte Sella The Contemporary Mountain è un progetto artistico che si svolge in Val di Sella nel comune di Borgo Valsugana in provincia di Trento. Fondato nel 1986 con lo scopo di creare un connubio tra Arte e Natura attraverso dialoghi e relazioni tra le istituzioni culturali locali e gli artisti. Il museo a cielo aperto nasce e cresce grazie al coinvolgimento e al contributo di oltre trecento artisti e architetti di calibro internazionale che, con le loro opere hanno dato forma a tre percorsi espositivi immersi nella natura: Malga Costa, Villa Strobele e il Sentiero Montura. I principi fondamentali della manifestazione si basano sulla corrente artistica contemporanea chiamata Land Art, dove l’artista non è il prota-


Mario Cucinella, fondatore di Mca, è un promotore di architettura sostenibile e biocompatibile.

LA SCHEDA › Committente: Arte Sella Giacomo Bianchi › Progetto: MCA - Mario Cucinella Architects, Mario Cucinella - Architect & Founder, Lori Zillante - R&D Unit Manager, Lapo Naldoni - Senior R&D Specialist › Materiali: Politecnico di Milano - Marco Imperadori, Graziano Salvalai, Grazia Marrone, Calchèra San Giorgio - Gianni Nerobutto, Anna Stefani Graniti Pedretti - Daniele Pedretti › Stampa 3D: Erratic

©Julius Hirtzberger

Costruzione a secco Una microarchitettura che si auto-sostiene senza malte: leggera, reversibile e rispettosa del paesaggio alpino gonista assoluto ma è colui che ha il compito di interpretare e difendere la natura, traendo da essa ispirazione e stimolo con un intervento che si basa prima di ogni cosa sul suo rispetto. Le opere sono generalmente in materiali naturali e organici e la loro collocazione all’aperto le fa interagire con il paesaggio in maniera simbiotica. Il visitatore ha l’occasione di vedere le installazioni e allo stesso tempo godere delle particolarità ambientali del luogo e del suo variare al variare delle stagioni e degli anni. Le opere d’arte si inseriscono nel ciclo vitale della natura e sono quindi destinate a subire i processi di trasformazione e degrado, fino alla definitiva scomparsa.

PRIMITIVO E AVANZATO Proprio da questa volontà di trovare una nuova forma di amicizia tra l’uomo e la natura nasce Discrete Lanscape, la nuova installazione site-specific firmata Mario Cucinella Architects, inaugurata a settembre 2025 presso gli spazi espositivi dei giardini di Villa Strobele. “Il progetto nasce dalla terra di Villa Strobele, dai suoi colori e dalla sua forza. È tettonico, primitivo in un certo senso e però assolutamente innovativo e tecnologicamente avanzato. Per Arte Sella, di cui curo la sezione architettura da 10 anni, l’opera di Mario Cucinella è straordinaria e accoglie al suo interno la natura e le persone”, dichiara Marco Imperadori, responsabile

Marco Imperadori: “Il progetto nasce dalla terra di Villa Strobele, dai suoi colori e dalla sua forza. È tettonico, primitivo in un certo senso e però assolutamente innovativo e tecnologicamente avanzato. Per Arte Sella, di cui curo la sezione architettura da 10 anni, l’opera di Mario Cucinella è straordinaria e accoglie al suo interno la natura e le persone”. 33


COSTRUIRE & RISTRUTTURARE › PAESAGGIO ALPINO › TECNOLOGIA A SECCO

scientifico Arte Sella Architettura e docente del Politecnico di Milano. L’opera si colloca a valle del parco in prossimità del torrente, e prende forma da un gesto primordiale, quello di modellare la terra per accogliere il visitatore all’interno di un percorso sinuoso che conduce a una cavità contemplativa. Un piccolo rifugio all’aperto che incornicia scorci di bosco, cielo e acqua, definendo uno spazio intimo pur rimanendo permeabile al paesaggio. Qui la costruzione non invade, ma accompagna, non sovrasta, ma asseconda il ritmo naturale del luogo. TECNOLOGIE DIGITALI Discrete Landscape è una microarchitettura costruita interamente a secco, secondo una tradizione antica reinterpretata con tecnologie digitali. L’installazione è composta da 415 blocchi modulari stampati in 3D, suddivisi in 58 tipologie che evocano colonne basaltiche: elementi irregolari, talvolta pieni, talvolta cavi, che diventano sedute, tasche di terra per piccole essenze autoctone o superfici modellate per riflettere la luce. Ogni modulo si auto-incastra senza malte o leganti, generando una struttura autoportante in cui geometria e peso trovano un equilibrio preciso, frutto di uno sviluppo parametrico raffinato e portatore di innovazione. STAMPA 3D La tecnologia di stampa 3D in-house è stata sviluppata da Erratic, laboratorio specializzato nella robotica applicata ai materiali naturali. Un braccio robotico stratifica impasti a base di calce naturale e aggregati locali, formulati grazie alla collaborazione tra Calchèra San Giorgio e il Politecnico di Milano. Al centro del lavoro vi è una ricerca sulle filiere simbiotiche e sul riuso degli scarti. Per l’opera si è scelto di utilizzare la frazione residua della Tonalite dell’Adamello fornito dall’azienda trentina Graniti Pedretti. Si tratta di una roccia granitica la cui frazione residuale, scarto commerciale, viene frantumata in particelle finissime fino a diventare la componente inerte della mescola. Alla mescola sono state aggiunte calce e cenere di lolla di riso, scarto della filiera alimentare che conferisce proprietà pozzolaniche e riduce la permeabilità all’acqua. TEXTURE POROSA E MATERICA Il risultato è una texture porosa e materica. In linea con la necessità di mantenere un dialogo gentile con la natura, si è ottenuto un risultato cromatico dei pezzi che compongono l’installazione molto affine a quello dei calcari presenti nella valle. Una superficie che muta con l’umidità, con le stagioni, con la luce che filtra attraverso gli alberi: un materiale vivo, sensibile ai 34


Stampa 3D Blocchi modulari 3D realizzati con materiali locali e scarti, trasformano la terra in geometrie vive e sostenibili

cambiamenti atmosferici, capace di dialogare poeticamente con l’ambiente. La stampa additiva riduce inoltre gli sprechi, ottimizza i consumi e permette di ottenere forme modulari, quasi impossibili da ottenere con tecniche tradizionali. La costruzione a secco rende l’opera completamente reversibile e smontabile, in accordo con il principio di non permanenza della land art. Il visitatore, entrando nella cavità, si trova avvolto da una geometria che sembra scavata nella terra ma è allo stesso tempo frutto di un gesto architettonico contemporaneo. Un luogo dove sedersi, sostare, osservare la natura circostante. In Discrete Landscape la costruzione a secco, la stampa 3D e i materiali locali non sono semplicemente una scelta tecnica, ma un modo per ribadire che l’architettura, soprattutto in contesti naturali, può essere al tempo stesso innovativa, leggera e profondamente rispettosa del paesaggio.

■ Il processo di stampa 3D a cura di Erratic con mescole speciali di Calchera San Giorgio, sviluppate dal team di Marco Imperadori del Politecnico di Milano, facendo uso di scarti di Tonalite dell’Adamello di Pedretti Graniti.

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COSTRUIRE & RISTRUTTURARE › RIVESTIMENTO CONTINUO RIGENERATIVO

Dagli scarti agricoli alle finiture di pregio

A Barcellona il ristorante Relleno unisce design minimale e sostenibile con pannelli imbottiti in Ohoskin, pelle alternativa da scarti agricoli. Superfici performanti, acustica ottimizzata e identità visiva coerente definiscono lo spazio  di Lorenza Bisbano

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■ Ristorante Relleno Barcellona, Isern Serra. ©David Zarzoso

Nel panorama delle finiture contemporanee, il ristorante Relleno, progettato dal designer Isern Serra, rappresenta un caso di studio che coniuga sperimentazione materica, coerenza concettuale e attenzione alla sostenibilità. Il locale è stato inaugurato quest’estate e si trova nel quartiere Eixample di Barcellona, tra i più di tendenza e dinamici della metropoli, che ospita boutique e ristoranti di lusso, gallerie d’arte e architetture moderne. All’interno di questo contesto il concept progettuale è stato quello di creare uno spazio in cui il minimalismo futuristico incontra la raffinatezza metropolitana. L’identità visiva si allinea perfettamente al carattere di Relleno,


STEFANO MAZZETTI Co-founder & Coo Ohoskin «La metamorfosi delle bucce d’arancia siciliane in una superficie raffinata è, prima di tutto, un atto d’amore: per il design, per il territorio, per gli animali. In Ohoskin non lavoriamo uno scarto, ma una risorsa. Il risultato di una filiera agricola che fa parte della nostra identità. La trasformazione nasce da una tecnologia proprietaria che combina questi sottoprodotti con polimeri avanzati di nuova generazione, per ottenere una superficie che non solo quasi eguaglia la pelle tradizionale in performance, ma porta con sé una storia autentica, leggibile e sensoriale».

format di ristorazione nato in Spagna, dedicato alla pasta fresca ripiena italiana. Con un riferimento al ripieno della pasta, che dà il nome al ristorante Relleno, il cuore del progetto è un sistema di pannellature imbottite che riveste integralmente lo spazio. Si tratta di elementi modulari, una serie di quadrati composti da una base in schiuma strutturale e un rivestimento continuo in Ohoskin: un materiale alternativo alla pelle animale, realizzato con gli scarti delle industrie agro-alimentari e cosmetiche siciliane. ECONOMIA CIRCOLARE PER IL LUSSO L’azienda italiana Ohoskin opera in un’ottica che si sposa perfettamente con i principi dell’economia circolare e del design rigenerativo. Recupera sottoprodotti derivanti dalla lavorazione di arance e fichi d’india delle industrie siciliane per arrivare a un materiale che è al contempo sostenibile, performante e in grado di soddisfare le necessità estetiche di settori quali moda, automotive, nautica e arredamento. Le fibre vegetali di scarto vengono mescolate con biopolimeri e resine bio-attributed, così da creare un composto dalla consistenza adatta per subire un processo di spalmatura su un tessuto. Attraverso questo procedimento, che avviene in stabilimenti parzialmente alimentati da pannelli solari, è possibile creare il prodotto alternativo alla pelle animale avendo a disposizione le più svariate combinazioni di colori e texture, al variare delle esigenze estetiche e di performance del materiale. Nel progetto del ristorante Relleno a Barcellona è estremamente potente e attuale il tema della trasformazione di uno scarto agricolo in una superficie elegante, performante e con un forte carattere esteti-

ADRIANA SANTANOCITO Co-founder & Coo Ohoskin «Il progetto del ristorante Relleno a Barcellona dimostra come materiali rigenerati possano trasformare gli spazi: Ohoskin, pelle alternativa da scarti agricoli, coniuga estetica, sostenibilità e performance acustica, creando un ambiente identitario, raffinato e sensoriale, dove design e responsabilità ambientale si incontrano».

Gli elementi modulari rivestiti in Ohoskin creano un effetto morbido ■ I materiali co. Stefano Mazzetti, Co-founder & COO di e riflettente, Ohoskin, spiega e racconta la metamorfosi riflettenti uniti all’illuminazione da scarto a superficie raffinata per l’interior valorizzando luce, design in questo modo: “La metamorfosi del- immersiva con colori le bucce d’arancia siciliane in una superficie texture e atmosfera raffinata è, prima di tutto, un atto d’amore. mutevoli creano un’atmosfera Per il design, per il territorio, per gli anima- in continua del ristorante li. In Ohoskin non lavoriamo uno scarto, ma evoluzione. una risorsa: il risultato di una filiera agricola ©David Zarzoso Relleno che fa parte della nostra identità. La trasfor37


COSTRUIRE & RISTRUTTURARE › RIVESTIMENTO CONTINUO RIGENERATIVO

■ Lavorazione della buccia di arancia.

■ Biopolimero Ohoskin in impianto di spalmatura

■ Biopolimero Ohoskin.

Il progetto integra estetica e funzionalità: materiali rigenerati migliorano l’acustica, definiscono l’identità dello spazio e raccontano una storia di sostenibilità

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mazione nasce da una tecnologia proprietaria che combina questi sottoprodotti con polimeri avanzati di nuova generazione, per ottenere una superficie che non solo quasi eguaglia la pelle tradizionale in performance, ma porta con sé una storia autentica, leggibile e sensoriale”. IDENTITÀ VISIVA COERENTE CON LA FUNZIONE La scelta dei colori è molto forte e identitaria, per la pelle alternativa che riveste i moduli è stato scelto il modello Panarea Ohoskin di colorazione Silver, caratterizzata da una finitura satinata metallica, in grado di valorizzare gli spazi tramite la riflessione della luce. Il rivestimento è applicato a ogni modulo in modo da creare un effetto di leggera tensione superficiale, valorizzandone la lucentezza metallica e la capacità di dialogare con la luce. Gli elementi modulari rivestono quasi interamente la superficie del ristorante, dando una forte identità allo spazio, operando come una sorta di camera morbida riflettente. L’illuminazione, distribuita in modo uniforme e senza contrasti eccessivi, accentua la lettura omogenea delle pareti, permettendo al rivestimento di comportarsi come una vera infrastruttura dell’identità del locale e non come semplice

finitura decorativa. Il rivestimento dialoga in modo molto coerente anche con gli arredi che sono stati scelti. I banconi in acciaio e le superfici a specchio sono altri elementi riflettenti che entrano nel gioco di luci e riflessi insieme al rivestimento in Ohoskin argentato. Infine, come tocco identitario di colore, lo spazio accoglie una serie di sgabelli tondi e arancioni di Mlk Furniture, colore identitario del marchio che rappresenta il ristorante ma allo stesso tempo rimando alle arance, materia prima seconda da cui deriva la pelle che riveste lo spazio. SENZA DIMENTICARE L’ACUSTICA L’adozione di superfici morbide non risponde soltanto a un obiettivo estetico: il comportamento acustico dell’ambiente risulta infatti migliorato dalla presenza di materiali assorbenti, contribuendo a una maggiore qualità di fruizione. Inoltre l’integrazione con pannelli imbottiti permette un miglior comportamento acustico, elemento sempre più rilevante nelle progettazioni destinate all’ambito ristorativo. Nel suo insieme, il progetto racconta come un materiale rigenerato possa dare vita a una resa estetica sofisticata, in cui il colore e la matericità non sono semplici scelte cromatiche, ma strumenti progettuali capaci di definire in modo identitario lo spazio.


COSTRUIRE & RISTRUTTURARE › FINITURE CONTINUE A BASSO SPESSORE

Finiture biocomposte per interni ad alte prestazioni ■ Appartamento ristrutturato a Portoverde, località turistica della Romagna.

La ristrutturazione di un appartamento a Portoverde ha puntato su finiture continue a basso spessore ad alte prestazioni. Superfici durevoli, igieniche e sostenibili che migliorano comfort, continuità materica e qualità complessiva degli spazi abitativi  di Lorenza Bisbano

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Portoverde, località balneare e porto turistico della Romagna, rappresenta un contesto in cui il mare costituisce un elemento imprescindibile dell’identità del luogo. Questo intervento di ristrutturazione residenziale ha puntato sulla valorizzazione del rapporto con l’ambiente circostante attraverso scelte materiche coerenti con il contesto. Il progetto ha introdotto per pavimenti e rivestimenti le Oleomalte della collezione A Mare dell’azienda italiana Oltremateria. Si tratta di una superficie di rivestimento continua a basso spessore basata su un biocomposito che al suo interno contiene oltre il 60% di gusci di conchiglie marine provenienti da riciclo certificato italiano. Il riciclo certificato di conchiglie marine è un processo industriale e tracciato che trasforma gli scarti


di conchiglie (come cozze, ostriche, vongole, capesante) in nuove materie prime sicure. Gli scarti della filiera ittica vengono raccolti, trattati, mineralizzati e trasformati in una materia prima seconda dalle elevate prestazioni tecniche con certificazione di tracciabilità e qualità del materiale, assicurando un ciclo di vita sostenibile e conforme alle normative. Si tratta di un’applicazione esemplare dei principi dell’economia circolare, capace di creare un sistema virtuoso tra filiera ittica, industria dei materiali e settore creativo, riducendo la quantità di rifiuti organici destinati alla discarica e generando benefici ambientali tangibili. IL CANTIERE L’intervento riguarda la completa ristrutturazione di un appartamento degli anni Settanta situato al primo piano, nel cuore della darsena di Portoverde. Il progetto ha previsto una rivisitazione integrale della distribuzione interna, con la demolizione di alcune pareti per migliorare la fruibilità degli spazi e la realizzazione di un secondo bagno a servizio della camera padronale. Sono state progettate nuove nicchie sia nella zona living, destinate alle

librerie, sia nei bagni, per ottimizzare funzioni e volumi contenitivi. Gli impianti tecnologici sono stati integralmente rinnovati, con un nuovo sistema di riscaldamento con tecnologia radiante a infrarossi Fir integrato a soffitto, in sostituzione del tradizionale impianto a gas, per garantire massimo comfort termico ed efficienza energetica. Contestualmente, è stato installato un nuovo impianto di illuminazione completamente domotizzato, così come il sistema di videocontrollo, l’antifurto e la gestione degli apparecchi elettrici dell’abitazione. L’intervento si completa con la progettazione e posa dei nuovi impianti idrici, la sostituzione degli infissi con modelli ad alte prestazioni, la realizzazione delle controsoffittature in tutti gli ambienti e la revisione totale delle rasature e delle tinteggiature interne.

Una ristrutturazione valorizza il rapporto con il mare attraverso finiture continue a basso spessore, realizzate con biocompositi ricavati da gusci marini riciclati

LE FINITURE Per tutti gli ambienti della casa è stata posta una grande attenzione alla scelta delle finiture interne, sia dal punto di vista estetico sia tecnico, sotto la supervisione dell’interior designer Jessica Casalboni. Per la pavimentazione dell’intero appartamento, compresi bal-

■ Bagno con nicchia nella doccia.

■ Soggiorno con nicchie per libreria. ■ Continuità interni-esterno.

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COSTRUIRE & RISTRUTTURARE › FINITURE CONTINUE A BASSO SPESSORE

■ Processo di posa della superficie di rivestimento continua A Mare di Oltremateria.

coni e terrazzi, e per i rivestimenti dei bagni, è stata applicata la superficie di rivestimento continua A Mare di Oltremateria. L’intervento di finitura delle superfici ha previsto un processo accurato. Dopo la preparazione e livellatura dei fondi di posa con prodotti specifici, l’Oleomalta è stata applicata tramite spatole in acciaio, seguendo un ciclo tecnico preciso che prevede la semina manuale dei frammenti di gusci di conchiglia durante la lavorazione, così da uniformare la distribuzione della componente minerale naturale all’interno della superficie. Una volta stabilizzato il materiale, si è proceduto alla levigatura fino al raggiungi42


■ Cucina con piano dell’isola circolare realizzato con la collezione A Mare Maxi in tonalità antracite.

■ Portone d’ingresso e porte filomuro rivestite con Oleomalta decorata con texture personalizzate.

Le finiture con Oleomalta uniscono estetica e performance: superfici durevoli, facili da pulire e trattate con resina ionizzata Ecopur per igiene e comfort ottimali

■ Dettaglio della pavimentazione con texture che ricordano la sabbia.

mento della texture e della finitura desiderata, ottenendo un risultato continuo, omogeneo e perfettamente calibrato sul concept estetico del progetto. Le superfici sono state infine trattate con la tecnologia Ecopur, eco-resina ionizzata ad alte prestazioni che ha la funzione di rendere le superfici più durature, facili da pulire e manutenere, creare una barriera fisica contro batteri e virus ed allo stesso tempo di depurare l’aria senza consumare energia. LA CONTINUITÀ MATERICA La ricerca di coerenza materica ha guidato

anche la progettazione degli arredi e degli elementi su misura. Le porte filo muro e il portoncino d’ingresso sono stati rivestiti con Oleomalta decorata, sviluppata in varianti cromatiche e tattili personalizzate. Le finiture in Oleomalta sono state utilizzate anche nell’ambiente cucina, dove un’anta centrale è stata trattata per ottenere un effetto materico corteccia, mentre il piano dell’isola circolare è stato realizzato con la collezione A Mare Maxi in tonalità antracite, diventando un elemento distintivo e di caratterizzazione dello spazio. Il risultato dell’intero intervento è uno spazio

essenziale, luminoso e con elementi materici che si legano perfettamente al contesto esterno. L’adozione di un materiale derivato direttamente dall’ambiente marino conferisce alle superfici una specifica qualità tattile e cromatica che richiama il contesto naturale ispirato al colore ed alla granulosità della sabbia, senza ricorrere a soluzioni decorative artificiali. Il progetto ottiene così una sintesi tra esigenze funzionali, performance tecniche e continuità con il paesaggio, delineando un approccio progettuale che integra sostenibilità, innovazione e coerenza ambientale. 43


COSTRUIRE & RISTRUTTURARE › INTERNI › RIVESTIMENTI IN MICRORESINA

Rosso e blu, trama di materia, memoria e colore ■ Nel reportage fotografico i diversi ambienti dell’appartamento dopo la ristrutturazione, tra superfici in microresina, cromie rosso e blu, elementi storici conservati e nuovi volumi che ridefiniscono lo spazio interno.

Ristrutturazione di una mansarda milanese di 55 mq firmata da Cecilia Morosi: conservazione degli elementi storici, fusione dei due livelli e uso espressivo della microresina. Rosso e blu guidano un progetto che unisce memoria, materia e design contemporaneo  di Matteo Cazzaniga

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La ristrutturazione d’interni è un’attività a volte sorprendente: sembra incredibile la trasformazione a cui può essere sottoposto uno spazio abitato, tanto da renderlo pressoché irriconoscibile nel confronto tra prima e dopo. Questo perché nell’intervento edilizio entra in gioco il design d’interni, disciplina molto più affine alla creatività dell’artista più che alla rigorosità del tecnico. Il designer è da sempre una figura votata alla creazione ispirata da emozioni e sensazioni, piuttosto che dal rigido rispetto di una normativa, in un insieme di materia e colori che mira a


CECILIA MOROSI Studiocm20 Valorizzazione di una mansarda storica

Arch. Cecilia Morosi

Nel cuore di un palazzo dei primi del Novecento, studiocm20 di Cecilia Morosi firma la trasformazione poetica di una piccola mansarda milanese, 55 metri quadrati che raccontano una storia di materia, memoria e colore. Il progetto nasce dall’incontro con due elementi preesistenti dal carattere deciso: un soffitto ligneo originale e una scala a chiocciola in ferro, presenze forti che hanno guidato l’intervento. Durante i lavori, un frammento d’intonaco caduto ha svelato un tesoro nascosto: strati e strati di pitture accumulate negli anni, testimonianza silenziosa di chi, negli anni, aveva abitato lo spazio. Invece di cancellarla, Morosi l’ha riportata alla luce, autentica e vibrante come un affresco involontario. L’intervento ha aperto parzialmente il soffitto per regalare maggiore altezza e luce alla zona pranzo, creando un nuovo dialogo verticale con l’area notte. Due colori primari, intensi e drammatici, definiscono gli ambienti: un rosso profondo avvolge il piano inferiore, mentre un blu notte silenzioso segna la camera. Al centro della scena, un monolite in marmo Rosso Francia diventa isola cucina e cuore materico della casa. Mobili di modernariato scelti con cura e una collezione di arte africana completano il racconto visivo, in un equilibrio tra memoria e contemporaneità che è la cifra stilistica di studiocm20.

rendere la propria opera il più possibile assimilabile a un’installazione artistica. Negli interventi di ristrutturazione edilizia tutto ciò si traduce in un approccio progettuale molto improntato su di una cura accurata del dettaglio, nonché su una particolare attenzione nella scelta dei materiali da applicare. Abbiamo detto che il risultato può essere sorprendente: è questo il caso dell’appartamento che stiamo per analizzare. MILANO, INIZIO NOVECENTO Dislocato in zona centrale nella città di Mila-

no, ai piani quinto e sottotetto di uno stabile di inizio Novecento: di quelli che costituiscono la storia materiale della città lombarda, grazie al linguaggio architettonico di un insieme di facciate in cortina che diviene l’elemento caratterizzante per un intero quartiere. Palazzi che, se analizzati un po’ più in profondità, lasciano emergere gravi limiti funzionali e innumerevoli stratificazioni determinate dalla successione temporale di utenze differenti per provenienze e culture nel corso degli anni, ognuna portatrice di specifiche esigenze e gusti. La bravura dell’architetto 45


COSTRUIRE & RISTRUTTURARE › INTERNI › RIVESTIMENTI IN MICRORESINA

d’interni sta proprio nel sapere riconoscere queste sovrapposizioni e nell’individuare quali è necessario eliminare e quali, invece, sono meritevoli di conservazione o addirittura di valorizzazione. 55 METRI SU DUE LIVELLI Nel caso specifico, stiamo parlando di un’unità abitativa dalla metratura ridotta (circa 55 mq) suddivisa oltretutto su due livelli: piano d’ingresso e piano sottotetto, collegati tra loro da una scala a chiocciola. L’utilizzo saltuario e non particolarmente attento degli ultimi anni aveva portato a una condizione di conservazione abbastanza discutibile, con un generale stato di abbandono che si poteva percepire all’atto dell’ingresso nell’appartamento. Volontà dell’architetto Cecilia Morosi è di creare una fruibilità nuova dello spazio interno, mediante il ricorso a un’architettura essenziale nelle linee ma in grado di trasmettere emozioni mediante l’uso della materia e del colore. IL CANTIERE Conservazione e rimozione Questo tentativo è messo in atto mediante una misurata alternanza tra elementi oggetto di conservazione e rimozione di altri ritenuti

poco adatti all’obiettivo finale. Tra i valori da conservare, tre sono i punti fissi che fin da subito vengono individuati: ▸ la scala interna a chiocciola in ferro battuto: elemento di pregio in sé assume ancor più significato in quanto punto di unione tra i due livelli dell’appartamento, in un contesto particolarmente angusto. Gli interventi su di essa sono minimi: carpenteria metallica per irrobustirne la stabilità e una riverniciatura in ferro micaceo; ▸ le pitture murali esistenti sui muri di confine e perimetrali: l’evidente presenza di più strati e differenti cromie è considerata un valore aggiunto da mettere in risalto. Si procede pertanto a una pulizia leggera e 46

successiva posa di fissativo trasparente, così da proteggere le parti incoerenti senza alterarne il contrasto cromatico; ▸ il solaio ligneo di separazione tra i due piani. L’intradosso del solaio di pavimento piano sottotetto è stato infatti oggetto, da un lato, di una pulizia materiale e visiva mediante la rimozione di listellature funzionalmente non necessarie e di una carteggiatura accurata, dall’altro, di una riverniciatura con prodotti a base calce, con il preciso scopo di mettere in risalto il vissuto del legno, senza alterarne l’aspetto naturale. Il resto dell’appartamento è stato oggetto di un profondo rinnovamento, sia estetico sia funzionale.


Nuova concezione dello spazio interno L’intuizione fondamentale è stata quella di fondere gli spazi dei due piani in un unico volume. Il solaio ligneo che separa i due ambienti è costituito da un assito grezzo e da travature irregolari originarie del periodo di costruzione del fabbricato. Mediante la rimozione parziale del solo assito nella parte più bassa del sottotetto, quest’ultimo si è trasformato in un soppalco in cui trova posto la zona notte generando un affaccio sul piano inferiore, con le travature lignee a fare da testimonianza storica del vecchio assetto strutturale. Da un punto di vista logistico la lavorazione è stata alquanto complessa, essendo l’appartamento raggiungibile unicamente tramite il vano scala condominiale. Al tempo stesso, il mediocre stato di conservazione di alcune porzioni del solaio ligneo rimanente ha determinato la necessità di intervenire mediante un consolidamento strutturale: grazie all’impiego del microcalcestruzzo fibrorinforzato Hpfrc Micro Gold Steel di Ruregold è stato possibile eseguire l’operazione nono47


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stante uno spessore disponibile molto risicato di soli 2/3 cm. La difficoltà esecutiva è stata però ampiamente ripagata da un risultato finale che ha decisamente cambiato la fruibilità dello spazio interno, regalando maggiori luminosità e profondità. Impianti tecnologici Il completo riadeguamento funzionale previsto in progetto ha implicato il rifacimento di tutti gli impianti tecnologici: idrico-sanitario, riscaldamento/raffrescamento ed elettrico. Per quanto riguarda la climatizzazione invernale, si è deciso di proseguire sulla linea dei radiatori ad acqua, modificandone numero e posizionamento e, soprattutto, ricorrendo a elementi di design particolarmente evocativi da un punto di vista architettonico. La scelta è ricaduta sui modelli Milano e Montecarlo by Tubes, azienda veneta che produce una vasta gamma di elementi riscaldanti particolarmente ricercati da un punto di vista estetico. La regolazione della temperatura viene gestita mediante due termostati ambiente situati uno in ogni piano abitato. La climatizzazione estiva, originariamente non presente, è stata realizzata mediante un impianto Daikin con pompa di calore e split a parete, anche in questo caso dando la possibilità di una gestione della temperatura indipendente tra

piano d’ingresso e piano sottotetto. L’impianto elettrico, ormai non più rispondente alle vigenti normative, è stato completamente rifatto: sebbene la distribuzione sia di tipo tradizionale, con un limitato ricorso alla gestione domotica da remoto, particolare cura è stata riservata alla scelta dei frutti e delle placche mediante l’utilizzo di interruttori serie Slim di Plh Italia. La scelta estetica I rivestimenti in microresina La scelta estetica fondamentale che caratterizza l’intero progetto in ogni suo dettaglio è però il ricorso alla microresina per il trattamento di superfici e complementi d’arredo. Partendo dalla netta divisione cromatica tra piano d’ingresso (rosso) e sottotetto (blu), l’applicazione della resina in microcemento Kerakoll domina praticamente in ogni angolo dell’appartamento. È, infatti, un prodotto che permette il rivestimento integrale di svariate superfici, mediante la creazione di un microfilm opaco resistente al calpestio e all’usura in generale. Ne è un esempio la pavimentazione ceramica esistente sia nella zona giorno che nella zona notte: senza 48

doverne procedere alla rimozione, è stato sufficiente sottoporre la parte superficiale ad una levigatura per poi procedere all’applicazione della microresina. È un procedimento quest’ultimo abbastanza laborioso, che richiede una manodopera molto specializzata e un ciclo di stesura-levigatura ripetuto almeno 4 o 5 volte, ogni volta ottimizzato fino a ottenere la finitura desiderata. Lo stesso principio è stato seguito per le pareti nuove (cartongesso) e vecchie (muratura) del locale bagno, incluso il piatto doccia, fino alla pannellatura interna dei portoncini d’ingresso ai due piani, uno tamburato in legno e l’altro metallico. Un procedimento che ha donato una veste nuova all’appartamento, grazie anche ad alcuni elementi d’arredo importanti in parte volutamente contrastanti in quanto dal gusto classico (tavolo, credenza, letto) in parte in pieno stile contemporaneo, come il volume in marmo del piano cottura o le armadiature su misura del locale cucina e della camera da letto. Ultima chicca, l’utilizzo del vetro satinato U-Glass, tipico degli ambienti industriali, nel box doccia e come elemento di protezione dello sbalzo verso il piano inferiore sul soppalco.


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SUPERFICI STORICHE › RESTAURO › TORRE DEI DIAMANTI

Conservazione delle strutture e degli apparati decorativi Il restauro dei dipinti murali della Torre dei Diamanti di Castel Gavone a Finale Ligure ha avuto carattere conservativo, mirato al consolidamento strutturale, alla messa in sicurezza degli intonaci e alla rimozione dei degradi, rispettando l’immagine storica e ruderale del complesso  di Domenico Gazzana*, Daniela Pittaluga** *Restauratore e direttore tecnico di Gazzana Restauri srl di Acqui Terme. **Prof. associato di Restauro Architettonico, Dipartimento Architettura e Design, Università di Genova

La Torre dei Diamanti a Castel Gavone costituisce uno dei più prestigiosi esempi di edificio rinascimentale europeo con funzioni militari e residenziali. Questa splendida architettura del potere deve il suo nome al paramento a bugnato piramidale lavorato a punta di diamante, che riveste i suoi fianchi. Nei vani interni alla torre si conservano affreschi cinquecenteschi, con scene mitologiche e motivi rinascimentali, riconducibili agli ambienti residenziali della famiglia marchionale, i Del Carretto, signori del Finale. Dal 2006 al 2011 il Castello è stato oggetto di importanti restauri che hanno interessato l’intero complesso. Di seguito vengono illustrati, in particolare, gli interventi di restauro eseguiti sui dipinti presenti all’interno della Torre. Il restauro ha avuto come obiettivo primario la conservazione delle strutture esistenti nella loro essenza di ruderi, il recupero degli apparati decorativi pittorici e plastici superstiti e il consolidamento statico delle strutture murarie. LA TORRE DEI DIAMANTI La Torre dei Diamanti ha un suggestivo impianto planimetrico impostato su triangoli a lati curvilinei. È così chiamata per il caratte-

■ Castel Gavone, Finale Ligure. 50


ristico bugnato che la riveste a pietre squadrate lavorate: è presente, infatti, un basamento a blocchi rettangolari posti in opera a corsi regolari e una parte in elevato a corsi regolari e blocchi quadrangolari lavorati a punta di diamante. Prima del restauro il castello si presentava come un’enorme struttura in rovina, la parziale assenza di sistemi di copertura aveva contribuito al degrado dei dipinti murali della volta e delle pareti degli ambienti interni alla Torre; essi, infatti, erano stati per lungo tempo sottoposti all’azione costante degli agenti atmosferici (pioggia e vento) e alle infiltrazioni d’acqua provenienti anche dalle pareti laterali, interessate da numerose mancanze, fessurazioni e discontinuità murarie. I sistemi voltati in corrispondenza dei singoli livelli della Torre erano andati completamente perduti ad eccezione della volta dell’ultimo piano, di alcuni apparecchi murari costitutivi degli impianti voltati del livello intermedio (pennacchi e lunette) e della piccola volta di un locale centrale della torre. Dall’indagine stratigrafica è stato possibile appurare che l’estensione dei dipinti murali era limitata alle zone voltate degli ambienti

fino a livello dell’imposta. In corrispondenza della parete nord sulla volta erano conservati lacerti di decorazione con scene equestri e grottesche ancora leggibili; una decorazione simile era visibile anche sulla volta del piccolo ambiente laterale collocato nella zona centrale della torre, chiuso su tre lati, dove le decorazioni erano ricoperte in parte da uno scialbo rosa ed in parte da uno scialbo bianco carbonatato sulla superficie.

STATO DI CONSERVAZIONE Delle otto lunette presenti, quelle in corrispondenza della parete sud si presentavano in discreto stato conservazione, benché coperte da numerosi schizzi di malta, mentre le altre risultavano fortemente degradate o prive di apparati decorativi. Lo stato di conservazione dei dipinti murali variava a seconda dell’esposizione agli agenti di degrado. Nella volta dell’ultimo livello, le ripetute in-

■ Particolare delle decorazioni pittoriche di una delle stanze all’interno della torre dei Diamanti. ©Domenico Gazzana 2009

■ Particolare del paramento esterno della Torre dei Diamanti.

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SUPERFICI STORICHE › RESTAURO › TORRE DEI DIAMANTI

■ Saggi di pulitura. Attraverso un’operazione di descialbo è stato rimosso lo strato di colore rosa che ricopriva i dipinti. ©Domenico Gazzana, 2009

formati da solfati di calcio e solfati di magnesio con nitrati e cloruri. Si è inoltre evidenziata un’elevata presenza di carbonati (carbonato di magnesio e carbonato di calcio) riconducibili in parte allo strato di calce e in parte ai fenomeni di ricarbonatazione favoriti dalla presenza di abbondante acqua. L’intervento di restauro dei dipinti murali è stato articolato in fasi successive, provvedendo anzitutto alla messa in sicurezza di tutti gli intonaci dipinti in pericolo di caduta con tela calicò e resina Paraloid B72 in acetone, al fine di permettere le operazioni di pre-consolidamento. Dopo avere individuato tramite percussione tutti i punti in cui l’intonaco era distaccato (dall’arriccio o dal supporto murario), sono state eseguite delle stuccature

PER SAPERNE DI PIÙ ❯ Domenico Gazzana, Castel Gavone a Finale Ligure (Sv): valutazioni sull’intervento degli apparati decorativi pittorici e dei diamanti lapidei della Torre dei Diamanti, in Progetto Restauro, ed. Il Prato, n.51, 2009, pp. 16-24.

filtrazioni di acqua e il costante ruscellamento delle acque meteoriche avevano gravemente compromesso il livello di adesione tra gli strati di intonaco e provocato, in molti casi, la perdita pressoché totale di ampie porzioni di intonaco dipinto. Erano anche presenti diffuse solfatazioni, incrostazioni saline e incrostazioni inorganiche che, insieme a una ridipintura di colore rosa chiaro presente su quasi tutte le superfici dipinte, offuscavano e appiattivano le cromie originarie. Su ampie zone della volta e sulla parete ovest le infiltrazioni avevano anche favorito la comparsa di patina biologica. IL RESTAURO La campagna diagnostica Come prima fase del restauro è stata avviata un’accurata campagna diagnostica (le indagi52

ni chimiche sono state eseguite dal prof. Luigi Soroldoni) tesa all’analisi delle diverse tecniche pittoriche e alle relative forme di degrado, alla caratterizzazione degli intonaci delle pitture murali e allo studio delle formazioni saline con valutazione del grado di solfatazione degli strati pittorici. Le indagini hanno permesso di appurare la composizione degli intonaci a base di calce aerea e sabbia silicea di media granulometria, le campiture più grandi sono state realizzate con tecnica ad affresco mentre la maggior parte degli altri pigmenti sono stati applicati a secco o solo con un legante proteico (azzurrite) o con un legante carbonatico-proteico (tipo latte di calce, simile alla calce aerea dell’intonaco probabilmente con aggiunta di latte e colla animale). È stata anche riscontrata un’abbondanza di sali solubili


■ Interno Torre dei Diamanti. Intervento di descialbo a bisturi.

■ Integrazione di malta per iniezione ©Domenico Gazzana, 2009.

salva bordo al fine di creare delle sacche chiuse tra intonaco e supporto e successivamente nelle zone voltate sono state iniettate maltine a basso peso specifico (Plm-Al) mentre sulle pareti sono state utilizzate malte da iniezione (Plm-A). In questa prima fase conoscitiva si è anche provveduto alla mappatura dello stato di conservazione dei dipinti murali e all’esecuzione di alcuni saggi stratigrafici per comprendere la successione delle stratificazioni sia degli intonaci sia delle coloriture. Le indagini stratigrafiche Le indagini stratigrafiche, eseguite su tutte le superfici interne della torre ricoperte da uno scialbo chiaro, non hanno rivelato la presenza di altri impianti decorativi, a eccezione di una decorazione monocromatica di colore rosso, rinvenuta sulla parete nord dell’ultimo livello,

realizzata su un intonaco a tessitura liscia di colore grigio chiaro; questa decorazione reca un’iscrizione e la data del 4 aprile 1615 e potrebbe essere riconducibile a una fase successiva rispetto a quella degli impianti decorativi cinquecenteschi. Sulle lunette sono visibili le fasi preparatorie dell’esecuzione di questa decorazione: sono evidenti, infatti, le incisioni a chiodo che trasferivano sull’intonaco ancora fresco le linee essenziali di quello che poi sarebbe divenuto il disegno finale. L’utilizzo di questa procedura (ancora ben leggibile unicamente su quattro lunette) ha consentito la conservazione della traccia grafica permettendo la restituzione del disegno anche dove la pellicola pittorica era stata completamente dilavata. I trattamenti Le patine biologiche, presenti in maniera

localizzata, sono state trattate con nebulizzazione di prodotto biocida a base di sali quaternari di ammonio e successivamente rimosse con spazzolini di setola dura. I residui della pulitura sono stati successivamente asportati mediante tamponature con spugne di cellulosa e acqua deionizzata. Le polveri incoerenti sono state eliminate con pennelli di setola morbida facendo attenzione ai pigmenti decoesi che sono stati preventivamente fissati con resina Acryl 33 in soluzione acquosa (5%), interponendo fogli di carta giapponese (preconsolidamento puntuale). Le porzioni d’intonaco pittorico rialzate dal supporto murario sono state riadagiate in sede tramite iniezioni sull’interfaccia frammento-supporto di resina Acryl 33, opportunamente diluita e caricata con carbonato di calcio,

■ Integrazione materica sulle lacune presenti nella volta dipinta con iniezione di maltina a basso peso specifico. ©Domenico Gazzana, 2009

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SUPERFICI STORICHE › RESTAURO › TORRE DEI DIAMANTI

■ Stato finale dell’ambiente voltato dipinto, al termine delle integrazioni. ©Domenico Gazzana, 2009

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per permettere una migliore riadesione. I depositi di sporco di natura organica sono stati rimossi con impacchi di polpa di cellulosa e acqua satura di carbonato ammonio, previa interposizione di carta giapponese con tempi di contatto che hanno variato tra i dieci e i trenta minuti, evitando il contatto con i pigmenti a base di rame (azzurrite e malachite). I residui della pulitura sono stati, infine, rimossi tramite tamponamento con spugne di cellulosa e acqua deionizzata. Le efflorescenze saline, che si presentavano sedimentate in spessori consistenti, sono state rimosse meccanicamente con l’ausilio di un ablatore a ultrasuoni, provvedendo alla successiva estrazione con impacchi ripetuti di polpa di cellulosa e acqua deionizzata. Le incrostazioni inorganiche, presenti in ampie zone della volta dell’ultimo livello, sono state ridotte di spessore mediante l’ausilio di mezzi meccanici (ablatore a ultrasuoni e microfrese) e successivamente trattate con impacchi di resina a scambio ionico (cationica) e tempi di contatto che hanno variato tra i cinque e i

venticinque minuti. Successivamente si è provveduto al lavaggio delle superfici mediante tamponature con spugne di cellulosa e acqua deionizzata. Le risarciture e le integrazioni delle lacune d’intonaco sono state effettuate solo dove queste risultavano veramente indispensabili per un arresto delle cause di degrado e sono state eseguite con malta a base di grassello di calce e sabbia silicea di varia granulometria (rapporto 1:3) in base agli spessori e agli strati da risarcire, cercando di imitare il più possibile la tessitura originale e mantenendola sottolivello. Gli schizzi di malta che ricoprivano buona parte delle due lunette della parete sud sono stati rimossi con ablatore a ultrasuoni e bisturi. Le ridipinture localizzate sono state rimosse con tamponature di cotone e acqua deionizzata, prestando attenzione ai pigmenti decoesi che sono stati preventivamente fissati con resina Acryl33 in soluzione acquosa (5%). CONCLUSIONI L’intervento di restauro eseguito sui dipinti mura-

li interni e sui manufatti lapidei, in accordo con la direzione dei lavori1 e gli enti di vigilanza preposti2, ha avuto un carattere essenzialmente conservativo anche in ragione dell’immagine ruderale che il complesso architettonico ha assunto nel corso dei secoli. Le tecniche di restauro utilizzate hanno mirato, laddove possibile, alla rimozione degli agenti di degrado cercando di attenuarne gli effetti. Si è provveduto a limitate risarciture e integrazioni solo dove queste risultavano indispensabili ad arrestare le cause di degrado. La scelta di non integrare, in modo particolare sui dipinti murali, le ampie lacune di intonaco e di pellicola pittorica è stata motivata dall’impossibilità di ricreare un’immagine omogenea che sarebbe inevitabilmente entrata in contrasto con l’aspetto di “rudere” che il Castello ha ormai assunto da anni. Architetto Gianfranco Gritella. Soprintendenza per i Beni Architettonici e Paesaggistici della Liguria, Arch. Rossella Scunza e Soprintendenza per i Beni Storici Artistici ed Etnoantropologici della Liguria, dott. Massimo Bartoletti. 1. 2.


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INNOVAZIONE IN CANTIERE › FEL › RASSEGNA DELLE NOVITÀ

Professionalità, green e tanta tecnologia

L’ottava edizione di Fel (Festival Edilizia Leggera) è cresciuta in spazi espositivi e partecipazione. Tra le tendenze emergenti, la carta da parati tecnologica. Cresce anche l’attenzione ai contenuti green, con numerosi e consistenti investimenti da parte delle aziende, sempre più orientate a seguire l’evoluzione del settore 56

 di Alice Fugazza

L’edizione 2025 di FEL, il Festival dell’Edilizia Leggera ospitato all’interno di MADE Expo a Rho Fiera Milano, si è chiusa con grande partecipazione e un bilancio molto positivo. Nonostante la contrazione del mercato post-Superbonus 110%, l’evento ha mostrato segnali di crescita, con oltre 85 espositori e 2.500 mq di spazio espositivo. La crescita dei metri quadri non riflette solo quantità, ma anche qualità: le aziende hanno investito in stand più ampi e curati, con una comunicazione più raffinata e d’impatto. NUMERI E TARGET I visitatori di FEL si sono confermati un pubblico altamente qualificato: tra i 85.000 visitatori del format MIBA, circa 4.300–4.400 erano professionisti registrati con il codice dedicato, a testimonianza del ruolo strategico della manifestazione nel favorire connessio-

ni tra operatori della filiera. Le aziende hanno adottato strategie differenziate: i grandi marchi, come PPG Sigma Coatings, hanno puntato sul mercato nazionale e sulla rete di rivendite; altri, soprattutto nel settore decorativo (Spever, Valpaint, La visitazione di FEL ha confermato un pubblico altamente qualificato: tra i 85.000 visitatori del format MIBA, circa 4.300–4.400 erano professionisti registrati con il codice dedicato, a testimonianza del ruolo strategico della manifestazione nel favorire connessioni tra operatori della filiera. Le aziende hanno adottato strategie differenziate: i grandi marchi, come PPG Sigma Coatings, hanno puntato sul mercato nazionale e sulla rete di rivendite; altri, soprattutto nel settore decorativo (Spever, Valpaint…), hanno valorizzato la visibilità internazionale offerta da Milano per sostenere l’export; mentre marchi emergenti hanno focalizzato gli sforzi


sull’espansione della rete di rivendite e applicatori sul territorio SOSTENIBILITÀ, TECNOLOGIA E FORMAZIONE Quattro filoni hanno guidato FEL 2025: sostenibilità, transizione energetica, digitale e formazione, tracciando la roadmap del cambiamento per le nostre città. La sostenibilità è stata al centro, con prodotti conformi ai Cam e alle direttive europee per l’efficienza energetica, finiture a basso contenuto di Voc, materiali riciclati e sistemi evoluti. In parallelo, la digitalizzazione ha caratterizzato i trend principali, tra gestione digitale del colore, simulazioni virtuali, configuratori, piattaforme di supporto alla distribuzione e implementazione di processi basati sull’Intelligenza Artificiale. Sul fronte dei materiali, cresce l’attenzione a soluzioni certificate e green, mentre la carta da parati è emersa come trend di maggior rilievo, ripensata come elemento di design tecnologico con prestazioni elevate, valorizzando singole superfici anziché rivestire interamente gli ambienti. FEL ha così confermato il valore estetico e qualitativo del Made in Italy nella decorazione contemporanea.

DISTRIBUZIONE E FORMAZIONE Distribuzione e formazione sono stati tra i momenti più significativi di FEL 2025. La tavola rotonda organizzata da Adiver ha visto una sala gremita, evidenziando l’interesse di produttori e rivendite verso l’evoluzione del mercato e la concorrenza delle catene internazionali. Il visitatore tipo è il titolare del centro del colore o il piccolo artigiano, alla ricerca di formazione concreta attraverso talk, dimostrazioni e incontri con esperti. Rimane centrale la sfida della professione: la mancanza di percorsi scolastici mirati e di certificazioni obbligatorie penalizza la qualità del lavoro e il valore del mercato. DIREZIONE SUD FEL ora punta a evolversi come piattaforma di comunicazione attiva tutto l’anno, con una novità importante: l’espansione territoriale. La nona edizione si terrà a Bari il 18-19 novembre 2026, con l’obiettivo di diventare un punto di riferimento per il Mezzogiorno, attirando anche professionisti dal Nord. Il Festival tornerà poi a Milano dal 17 al 20 novembre 2027, sempre all’interno di MADE Expo, con nuovi contenuti, innovazione e opportunità di business.

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INNOVAZIONE IN CANTIERE › FEL › RASSEGNA DELLE NOVITÀ

❯ FACET L’architettura decorativa che arricchisce l’abitare Texture naturali e soluzioni costumizzate rivoluzionano il concetto di parete, rendendo l’ambiente accogliente e personalizzato «Al Festival dell’Edilizia Leggera portiamo il nostro approccio ai decorativi, che è decisamente rivoluzionario e innovativo e che ha come obiettivo ultimo lo scopo di arricchire e definire la parete, rendendo l’ambiente più accogliente, caldo e, soprattutto, customizzato. Facet, oltre a creare colori e soluzioni per spazi unici, è leader per quanto riguarda la personalizzazione: utilizziamo esclusivamente materiali naturali come l'argilla, la pietra calcarea e la roccia, seguendo l’odierna tendenza che vuole un ritorno alle origini, alla terra, valorizzando la texture del materiale, che deve avere una consistenza interessante e piacevole al tatto, mi riferisco soprattutto agli interni. Le novità delle nostre collezioni si concentrano sul materiale roccioso,

una pasta malleabile che offre grande libertà creativa, e sulla Pietra Calcarea, che consente di ottenere un ricercato effetto terrazzo. Incastoniamo piccole pietre di diversi colori in una base di pietra d'argilla, con la possibilità di finiture più o meno lisce. Assolutamente in crescita sono anche i nostri stencil personalizzati, poiché la richiesta del mercato è chiaramente orientata verso effetti unici e meno neutri. Anche se il Superbonus ha spostato l'attenzione, ci collochiamo in un segmento di nicchia e particolare. I clienti si rivolgono a noi perché riconoscono il valore e la qualità del nostro prodotto, per questo il 2025 è andato bene, stiamo aprendo diversi nuovi showroom e speriamo che il 2026 segua un trend positivo, magari anche migliore».

«IL NOSTRO APPROCCIO HA COME SCOPO ARRICCHIRE E DEFINIRE LA PARETE».

■ Enrica Guadagno, architetto.

❯ PENNELLI REX Attrezzature sintetiche di precisione per il professionista Fibre di ultima generazione per un rilascio del colore uniforme e senza sbavature «Abbiamo introdotto sul mercato pennelli e rulli con fibre sintetiche di ultima generazione, progettate per garantire un rilascio uniforme del colore e una chiusura perfetta del prodotto, fondamentale per profilature precise senza sbavature o colature. I rulli impiegano tessuti innovativi, mentre le nuove protezioni per pavimenti offrono traspirabilità, idrorepellenza e resistenza agli urti. Il mercato delle setole è in trasformazione: esistono prodotti economici per entrylevel, ma il nostro focus è sui sintetici professionali, rielaborati internamente secondo le specifiche applicative. Seguiamo inoltre la tendenza ecologica, integrando materiali riciclati nonostante la complessità del disassemblaggio a fine vita. ■ Oscar Galli, amministratore delegato.

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Il target professionale richiede materiali tecnologici e performanti, in un mercato polarizzato tra prodotti di massa e nicchie di eccellenza. Il 2025 è stato più complesso del 2024: il bonus 110% ha sottratto manodopera specializzata al settore interno, ma il fatturato è comunque cresciuto. Il mercato resta caratterizzato da picchi di domanda alternati a fermi prolungati, e prevediamo dinamiche simili nel 2026. La nostra strategia per contrastare l’instabilità punta sull’innovazione: investiamo costantemente in macchinari, produzioni e nuovi prodotti. Operiamo indirettamente tramite rivenditori e grossisti, fornendo strumenti, novità, prove in loco e supporto tecnico per attrarre e fidelizzare l’utilizzatore finale».

«ABBIAMO MATERIALI TECNOLOGICAMENTE AVANZATI E DI ALTA QUALITÀ PER RISOLVERE LE PROBLEMATICHE OPERATIVE QUOTIDIANE».


❯ ICORIP Cam e digitalizzazione, i driver indispensabili della nostra epoca Supporto ai rivenditori piattaforma Click Paint, è così che si offrono soluzioni digitali chiavi in mano «A questa fiera abbiamo deciso di puntare su temi strategici, valorizzando materiali già in produzione anziché solo novità assolute. La nostra proposta si articola su tre pilastri: pitture termoisolanti per il risanamento delle murature; un prodotto esterno anticarbonatazione disponibile anche in tinte intense, rispondendo alle tendenze estetiche; e una soluzione all’acqua per pavimenti industriali Haccp, adatta ad ambienti alimentari. Abbiamo presentato anche una nuova cartella colori per esterni e dedicato attenzione ai requisiti Cam, istituendo un “angolo formazione” per spiegare criteri e prodotti certificati, che coprono i cataloghi Edilizia, Industria e Decorativo. Le certificazioni stanno diventando lo standard di settore, incluse

nei capitolati, e la gamma Cam è la più richiesta in Italia. Un altro tema centrale è la piattaforma digitale “Click Paint”, sviluppata per i rivenditori: consente di creare e aggiornare siti vetrina con gestione autonoma di e-commerce, trasporto e pagamento, mantenendo il rivenditore protagonista e il nostro marchio invisibile. Per chi ha difficoltà a gestire la vetrina, offriamo pacchetti di assistenza dedicati. Il 2025 si chiuderà in linea con il 2024, ma il 2026 rimane imprevedibile. La sfida principale è la contrazione del numero di clienti, dovuta all’anzianità della clientela e agli accorpamenti in gruppi più grandi, riducendo le opportunità numeriche. Se il mercato resta stabile, non prevediamo cambi drastici».

«LE CERTIFICAZIONI STANNO DIVENTANDO LO STANDARD DI SETTORE, INCLUSE NEI CAPITOLATI DI COMMITTENZA».

■ Renato Colliva, responsabile commerciale.

«IL NOSTRO APPROCCIO NON SI RIDUCE SOLO A FORNIRE SISTEMI, MA A OFFRIRE SOLUZIONI CONCRETE».

■ Raffaele Giovanazzi, amministratore delegato.

❯ GIOVANAZZI Soluzioni minerali e bio-based mirate Con prodotti a base di silicato e Dolomia a chilometro zero, l’azienda offre risposte a problemi sempre più complessi, come l’umidità di risalita «Il Colorificio Giovanazzi di Trento produce colori da oltre 60 anni, servendo l’intero Nord Italia. A questa edizione di Fel e Made presentiamo prodotti innovativi, sostenibili e certificati, con un focus su bio-based, riciclati e, soprattutto, prodotti minerali a base di silicato. Offriamo soluzioni concrete ai problemi del settore, come l’umidità di risalita, risolta con un sistema minerale internoesterno traspirante, antimuffa e anticondensa. Un elemento distintivo è il legame con il territorio: inseriamo Dolomia e materie prime a chilometro zero per ridurre l’impatto ambientale. Per la sostenibilità ci concentriamo sull’Epd, certificazione top level per operare efficacemente anche all’estero, e sull’efficienza energetica interna tramite macchinari rinnovati e risorse sostenibili. Il mercato richiede soluzioni mirate: ci

differenziamo dai prodotti vernicianti tradizionali, puntando su formulazioni performanti per progettisti. Il 2025 ha mostrato segnali di ripresa post-Superbonus, e la diversificazione settoriale mantiene l’equilibrio. Il nuovo brand Giovanazzi Color affianca quello tradizionale, permettendoci di proporre linee innovative. Precursori della sostenibilità, già dieci anni fa lanciavamo sistemi coibentati con lana di pecora e pitture naturali. Il Pnrr interessa solo in parte, poiché le iniziative privilegiano certificazioni standard. Il rapporto con l’applicatore è diretto a livello locale, mentre a livello nazionale operiamo tramite rivenditori, offrendo prodotti personalizzati per utilizzi specifici. La formazione continua, supportata dall’esperienza familiare, è strategica, così come l’espansione verso l’estero». 59


INNOVAZIONE IN CANTIERE › FEL › RASSEGNA DELLE NOVITÀ

❯ GONZINI Sistemi antimuffa e pure Voc-Free per preservare l’isolamento termico «La linea Jolly Cid risolve la proliferazione di muffe e batteri causata dalla scarsa ventilazione degli immobili post isolamento termico» «Al Festival dell’Edilizia Leggera abbiamo portato la nostra nuova linea centralizzata sui prodotti antimuffa, la linea Jolly Cid. Si tratta di un sistema completo per sconfiggere la muffa, composto da battericidi e pitture specifiche. Questa linea è nata da una precisa esigenza di mercato: dopo il Superbonus e l'installazione massiva di cappotti termici e serramenti in vetrocamera, molti immobili fanno fatica a traspirare. La condensa rimane all'interno e, in assenza di adeguata ventilazione, favorisce la proliferazione di muffe e batteri. I prodotti Jolly Cid sono stati sviluppati per contrastare efficacemente questo fenomeno, ritardando la formazione della muffa e aiutando la parete a traspirare al meglio. In termini di sostenibilità, tutti i nostri prodotti di questa linea sono Voc-free, ovvero con un bassissimo livello di composti organici volatili.

Non superano le normative europee in merito e non rilasciano sostanze tossiche nell'aria durante l'asciugatura. Al momento i prodotti Jolly Cid (nella variante lavabile e traspirante) non sono ancora certificati Cam, ma stiamo investendo nello studio e nelle garanzie di laboratorio per completare l'iter di certificazione. Il nostro target di clienti è diversificato: dalla piccola rivendita (ferramenta, colorificio) all'impresa edile e al pittore professionista. Oltre alla linea specifica, noi siamo veri e propri produttori di vernici con una gamma completa che include linee industria, edilizia e pitture, sia a solvente sia all'acqua, per interni ed esterni. Il nostro approccio si basa sulla fidelizzazione del cliente, sviluppando le zone e creando collegamenti solidi con pittori e imprese locali, affiancandoli e gestendo le loro esigenze al meglio».

«LA CONDENSA RIMANE ALL’INTERNO E, IN ASSENZA DI ADEGUATA VENTILAZIONE, FAVORISCE LA PROLIFERAZIONE DI MUFFE E BATTERI».

■ Vincenzo Fusari, area manager. 60

■ Alberto Sineoli, agente.

❯ DECORATION Le tendenze dell’interior design seguono lo stile campano Pannelli effetto marmo, boiserie in doghe e cornici con illuminazione Led per creare ambienti personalizzati «La nostra azienda ha sede in Campania, a Scafati (Salerno), specializzata in prodotti per la decorazione di interni. Le nostre principali novità in fiera includono i pannelli in Pvc effetto marmo lucido e diverse tipologie di boiserie in doghe, che sono prodotti di forte tendenza. Le doghe sono disponibili con supporto in feltro o completamente in Mdf, sia in versione flessibile che rigida, comprese le versioni ondulate. Offriamo anche prodotti personalizzati e cornici in polimero, alcune con alloggio per l'illuminazione a Led. Sono tutti elementi molto richiesti per creare boiserie o pareti divisorie. Nonostante non l'abbiamo esposta direttamente, il nostro core business resta la carta da parati. Il nostro target è

esclusivamente il rivenditore: colorifici, ferramenta, ceramisti e l'edilizia in generale. Il rapporto con loro è basato sulla fidelizzazione: forniamo assistenza sia in fase prevendita che post-vendita e organizziamo periodicamente corsi di formazione sui decorativi e sull'applicazione della carta da parati. In termini di tecnologia, abbiamo investito nel digitale e nella comunicazione, con agenzie di marketing dedicate e un sito B2B. I nostri prodotti vengono decorano le case private e gli ambienti industriali di tutta Italia. Oggi il cliente privato richiede una vasta gamma di soluzioni: c'è chi preferisce la carta da parati, chi il decorativo, chi soluzioni a parete con boiserie, spaziando in base al gusto».

«EFFETTO MARMO LUCIDO E DIVERSE TIPOLOGIE DI BOISERIE IN DOGHE, SONO I PRODOTTI DI FORTE TENDENZA CHE FORNIAMO».


❯ RIGO Le attrezzature ad alta pressione e l’evoluzione continua delle gamme Airless e pistole a spruzzo per la verniciatura professionale. Obiettivo strategico, convertire l’acquisto in opportunità di lavoro «La nostra è un'azienda storica, attiva dal 1944, da sempre di proprietà della stessa famiglia. Nata come colorificio, si è evoluta come produttore di attrezzature professionali per l'alta pressione, le pistole a spruzzo e la verniciatura. Successivamente abbiamo diversificato il business con l'erogazione della schiuma poliuretanica, nell'83: i tre inventori della schiuma cercavano un partner europeo per costruire l'erogatore. Fu in provincia di Varese che la pistola per la schiuma poliuretanica vide la luce, adattando le nostre pistole per la verniciatura. Da lì, l'evoluzione è stata continua, portando a prodotti specifici e personalizzati per i grandi produttori e distributori internazionali. In fiera mettiamo in evidenza la nostra linea per la verniciatura, in particolare gli airless ad

alta pressione, che sono le nostre macchine di punta. Per il settore meno industriale, presentiamo il nostro aerografo elettrico a batteria e tutta la gamma di pistole per il silicone, che rappresentano una novità di quest'anno. A questi si aggiungono i nostri best seller storici per offrire un concept del nostro top di gamma. Oggi il mercato è saturo di prodotti, e la vera sfida è stimolare l'acquisto: richiede la possibilità di convertire l'acquisto in un valore, ovvero in lavoro. Se l'edilizia rallenta, il nostro mercato ne risente. Noi operiamo principalmente nel settore edile, dalle finiture interne ed esterne, alla carpenteria, alla nautica. Abbiamo anche diversificato inserendoci nel beauty care, con attrezzature specifiche utilizzate per l'abbronzatura spray».

«VOGLIAMO LAVORARE SULLE POSSIBILITÀ DI CONVERTIRE L’ACQUISTO IN VALORE, OVVERO LAVORO».

■ Vincenzo Cattaneo, direttore commerciale.

❯ COLORIFICIO FAI Dal private label alla sostenibilità, facendo sempre meglio Guaine liquide impermeabilizzanti e un impegno costante per portare oltre il 50% dei prodotti alle certificazioni A+ e Cam

■ Davide Guidi, responsabile commerciale.

«Storicamente l'80% del nostro core business è focalizzato sulla produzione private label, ma oggi puntiamo a una distribuzione nazionale con marchio proprio. La novità in fiera è Scudo Flex, guaina liquida impermeabilizzante con un bassissimo livello di permeabilità all'acqua. I nostri clienti principali sono i colorifici che cercano un private label di alta qualità. Abbiamo anche avviato sinergie produttive con altre fabbriche per le quali produciamo in grandi formati (cisterne) e che poi si occupano del riconfezionamento. Il nostro modello di business si basa sulla produzione e distribuzione attraverso i canali consolidati. Nel 2023 abbiamo avviato un processo di certificazione dei prodotti, sostituendo molte materie prime. Già nel 2024, e ancor

più nel 2025, almeno il 50% dei nostri prodotti ha ottenuto la certificazione A+ e/o Cam. Stiamo investendo nell'utilizzo di contenitori in plastica seconda vita (riciclo) e il nostro laboratorio sta lavorando intensamente per selezionare materie prime più ecocompatibili. L'obiettivo è abbassare le emissioni della produzione. Oltre alla sostenibilità, il mercato postCovid si è polarizzato: da un lato ci sono richieste di prodotti molto economici, e dall'altro prodotti altamente performanti per la gestione di problematiche specifiche. Il 2025 è stato un anno di lieve crescita per il Colorificio Fai rispetto all'anno precedente. In un contesto di mercato non particolarmente roseo, siamo riusciti a tenere bene».

«IL 50% DEI NOSTRI PRODOTTI È CERTIFICATO, VOGLIAMO FARE MOLTO DI PIÙ». 61


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❯ FERRARA DESIGN – GFC CHIMICA L’innovazione tecnica parte dalla certificazione Stucchi Murano con nanoparticelle e formulazioni per applicazioni impeccabili e salubri «GFC Chimica, nata 25 anni fa per la certificazione di prodotti vernicianti, è specializzata in test e report secondo le norme Iso: eseguiamo oltre 120 prove sulle pitture, attestando qualità e performance. Oltre alla certificazione, disponiamo di un centro R&S per sviluppare nuovi prodotti e di una piccola unità produttiva di coloranti e paste concentrate per sistemi colorimetrici e decorativi. Il nostro punto di forza è l’approccio tecnico: anche nel decorativo, puntiamo alla formulazione perfetta per garantire applicazioni impeccabili. L’innovazione è al centro della nostra strategia, con prodotti a rapida applicazione e costeffective, come lo stucco veneziano Murano additivato con nanoparticelle per maggiore fluidità e resistenza ai ritocchi, o Incantesimo, che rivela il colore durante l’applicazione senza

ulteriori interventi. In tema di sostenibilità, analizziamo il Life Cycle Assessment di ogni siamo sempre molto attenti, specialmente a valutare la carbon foot print della nostra organizzazione. Abbiamo installato un impianto fotovoltaico coprendo il 70% dei consumi e riutilizziamo scarti e prodotti invenduti, come nel decorativo a fiocco realizzato dall’acqua di lavaggio dei macchinari. Dal 2016 produciamo con il nostro marchio, inizialmente focalizzato sull’export: oggi siamo presenti in Europa, Cina e Nord America. Stiamo esplorando l’Intelligenza Artificiale per ottimizzare le formulazioni in laboratorio. Il 2025 chiuderà in linea con il 2024: la diversificazione tra decorativi, colorimetria e paste per flooring bilancia cali e crescite sui diversi mercati. Le previsioni 2026 restano incerte, ma siamo ottimisti».

«PER NOI È FONDAMENTALE CHE IL PRODOTTO VENGA FORMULATO ALLA PERFEZIONE, PER GARANTIRE UN’APPLICAZIONE IMPECCABILE».

■ Dario Cervellati, amministratore unico GFC Chimica, proprietario del marchio Ferrara Design.

❯ TECNOSTUK Cicli termoisolanti brevettati, stop a freddo, umidità e muffa Freddo Stop e l’additivo Termica Mix risolvono il problema della muffa e del ponte termico con una linea super certificata Cam

■ Thomas D’amore, direttore commerciale.

«Tecnostuk, nata oltre 40 anni fa, produce stucchi e colle per il rifacimento delle pareti interne. Oltre 20 anni fa il fondatore Antonio D’Amore ha sviluppato una linea antimuffa e termoisolante che risolve il 99% dei problemi di muffa. La nostra visione è sempre stata orientata al futuro, con prodotti certificati, green e facili da applicare. Tra i principali spiccano Freddo Stop, fondo termico traspirante ad alte prestazioni, che riduce ponte termico e condensa aumentando il comfort, e Muffa K.O., fondo diretto sulla muffa che la isola e sbianca. Il prodotto innovativo Termica Mix trasforma qualsiasi pittura in termoisolante, strategico per rivenditori con poco spazio. Il cliente tipo è il colorificio specializzato, ma serviamo anche ferramenta e centri edili.

Dopo il Superbonus, la ridotta ventilazione interna ha fatto emergere la muffa su larga scala, spingendo l’apertura di oltre 60 nuovi negozi in Italia solo nel 2025. Il mercato oggi richiede cicli completi di prodotti, garantendo risultati duraturi senza spruzzini costanti; la nostra alternativa d’emergenza è inodore e non tossica. Supportiamo i rivenditori con formazione, dimostrazioni, open day e strumenti espositivi personalizzati. Nel 2025, nonostante la concorrenza, la crescita è stata significativa: il rebranding e l’investimento in un impianto produttivo automatizzato (800 pezzi/ora) ci preparano a un 2026 positivo. Utilizziamo l’Intelligenza Artificiale nel marketing e nello sviluppo dei Pdf, valorizzando sempre l’intelligenza naturale delle persone».

«IL NOSTRO PRODOTTO DI PUNTA OGGI È TERMICA MIX, UN ADDITIVO BREVETTATO CHE CONSENTE DI TRASFORMARE UNA NORMALE PITTURA IN UNA PITTURA TERMOISOLANTE». 62


❯ DECORAL L’alluminio veste bio: dal brevetto del 1995 al Coil Green

«CONTINUIAMO A INNOVARE PUNTANDO SU QUALITÀ, SOSTENIBILITÀ E DIGITALE, AMPLIANDO LA GAMMA SULLE ESIGENZE DEGLI APPLICATORI».

L’azienda è pioniera nella sublimazione e ha introdotto una nuova verniciatura bio su Pvc perfettamente abbinabile all’alluminio «Decoral è un gruppo industriale italiano fondato nel 1974 da Ivana Giacomello, oggi presidente, specializzato nei trattamenti di superficie dell’alluminio. L’azienda nasce con l’ossidazione anodica, amplia l’offerta con la verniciatura a polvere e nel 1995 diventa pioniera della sublimazione, tecnologia brevettata che consente di riprodurre sull’alluminio effetti come legno e marmo in modo permanente. L’innovazione è sostenuta da un laboratorio interno di Ricerca e Sviluppo. Al Made 2024 Decoral ha presentato una nuova linea di verniciatura bio su Pvc, a base acqua e perfettamente abbinabile alle finiture su alluminio. Il gruppo opera in ambito B2B ed è un anello chiave per architettura e design, servendo settori che vanno dall’edilizia all’illuminotecnica, dai trasporti all’automotive. I clienti includono serramentisti, architetti e istituzioni pubbliche,

attratti dalla versatilità e durabilità delle finiture. La sede principale è ad Arcole di Cologna Veneta (Verona), con altre sedi in Italia e una forte presenza internazionale: Decoral Usa a Miami per il mercato americano e una filiale a Florianópolis, in Brasile. La sostenibilità è un pilastro strategico: verniciature a polvere senza solventi, energia prodotta da impianti fotovoltaici, obiettivo di scarico zero e riduzione delle emissioni grazie a processi altamente internalizzati. L’azienda ha inoltre avviato azioni di compensazione ambientale e sta lavorando al primo bilancio di sostenibilità. Il 2025 è stato positivo e le prospettive per il 2026 sono molto buone, soprattutto grazie alla verniciatura bio su Pvc e al nuovo impianto coil per la verniciatura in continuo, tra i più grandi d’Europa, entrato pienamente in funzione quest’anno».

«LA SOSTENIBILITÀ È UN PILASTRO FONDAMENTALE, LA NOSTRA VERNICIATURA IN POLVERE È PRIVA DI SOLVENTI».

■ Sara Migliorini, social media manager & marketing specialis.

■ Jean Pol, ceo.

❯ PENNELLIFICIO POL I sistemi di tinteggiatura e l’e-commerce hanno caratterizzato il 2025 Sostenibilità e shop online sono stati fondamentali per la storica azienda, arrivata alla terza generazione «L’azienda, fondata da mio nonno nel 1923, è oggi gestita da me e mia sorella, rappresentando la terza generazione al timone. Siamo specializzati nella produzione e commercializzazione di sistemi professionali per la tinteggiatura e presentiamo in fiera la nostra gamma completa di pennelli, rulli e attrezzature da lavoro destinate al professionista. Il settore ha assistito a una significativa evoluzione: i pennelli, un tempo realizzati in pura setola e pelo di maiale, sono ora prodotti con filamenti sintetici di alta qualità (Pet puro o Pet misto Pbt), garantendo maggiore durabilità e possibilità di riutilizzo. La sostenibilità è centrale: adottiamo pratiche rigorose di riciclo interno e commercializziamo anche sistemi innovativi per il riciclo delle acque sporche, una tecnologia tedesca che, separando l'acqua dai materiali di scarto in una vasca di

recupero, li trasforma in un sedimento solido. Il nostro mercato si divide tra utenti professionali, che ricercano prodotti di massima qualità, e utenti fai da te. Negli ultimi quattro anni, abbiamo potenziato in modo significativo la nostra presenza online, un canale che ci consente di ottimizzare i processi produttivi e di completare la nostra offerta, commercializzando sia i prodotti di nostra produzione che articoli complementari come spatole e abbigliamento professionale. L’anno 2025 è stato molto positivo, grazie alla qualità intrinseca del prodotto, alla tempestività degli acquisti online e all'introduzione dell'opzione di rateizzazione. Il nostro prodotto più richiesto di recente è il pennello per radiatori. Per il 2026, i nostri obiettivi principali sono l'ampliamento della gamma di prodotti e il potenziamento strategico del nostro shop online». 63


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❯ GIOVANARDI Tessile tecnico e vernice fotocatalitica per la protezione solare sostenibile Il progetto Rent è l’iniziativa di economica circolare che ricicla meccanicamente lo scarto di lavorazione per farne una nuova fibra «In fiera l’azienda ha presentato soluzioni innovative e sostenibili per il tessile tecnico dedicato alla protezione solare indoor e outdoor, sviluppate a partire da un’attenta analisi del mercato. Centrale è il progetto Rent, iniziativa di economia circolare che punta al riciclo degli scarti di lavorazione delle tende da sole. Attraverso una filiera interamente italiana, gli scarti dei tessuti immessi sul mercato vengono recuperati con un processo meccanico, non chimico, che consente di riportare l’acrilico tinto in massa a fibra, rigenerare il filo e creare nuovi tessuti destinati anche ad arredamento e architettura. Un approccio che riduce

l’impatto ambientale. Un’altra innovazione chiave è Giopuretex, una vernice fotocatalitica che, attivata dalla luce naturale o artificiale, contribuisce a migliorare la salubrità degli ambienti rendendo i tessuti autopulenti e capaci di disgregare smog, muffe e batteri, aumentando così la durabilità del prodotto. I principali interlocutori sono confezionisti di tende da sole e pergole, ma anche architetti, progettisti e rivenditori, che richiedono elevate performance. Il 2025 ha registrato un andamento discreto, influenzato dal quadro normativo. Per il 2026 l’obiettivo è rafforzare ulteriormente il percorso».

■ Sara Selmin, marketing e sostenibilità.

«IL NOSTRO TESSUTO TECNICO NON È SOLO PROTEZIONE SOLARE, È UNA PROMESSA: TRASFORMIAMO GLI SCARTI IN FUTURO, RENDENDO L'ARIA PIÙ SALUBRE». 64

■ Maurizio Persano, titolare Wallprinters

❯ WALLPRINTERS Una stampante da pavimento orizzontale In Europa la stampa inkjet UV orizzontale, permettendo decorazioni protette e ignifughe su pavimenti e superfici calpestabili di pregio «Abbiamo lanciato in anteprima esclusiva per l'Europa la prima stampante da pavimento orizzontale, affiancandola alla già nota tecnologia di stampa verticale per pareti. Basata sulla tecnologia a getto di inchiostro UV, questa innovazione utilizza inchiostri lavabili, ignifughi e privi di spessore, garantendo un'altissima resa estetica su diversi supporti, inclusi parquet e resine. La durabilità del decoro sui pavimenti è assicurata dall'applicazione di una finitura protettiva specifica per ogni superficie. L'azienda, forte di un'esperienza quarantennale nel settore della stampa e pioniera della stampa verticale da otto anni, ha intercettato l'interesse

di professionisti e decoratori alla ricerca di un vantaggio competitivo unico. Tra le realizzazioni di maggior prestigio spicca l'intervento notturno per Gucci a Firenze sulle scale del museo interattivo, un lavoro complesso che ha richiesto una livellazione costante della macchina. Il 2025 si è confermato un anno molto positivo e per il 2026 l'obiettivo è l'espansione della rete di partner in tutta Europa. Wallprinters opera sia attraverso servizi di stampa diretti sia vendendo la strumentazione a decoratori e posatori, garantendo loro formazione tecnica e consulenza post-vendita continuativa».

«MOLTI PROFESSIONISTI HANNO INTRAVISO LA POSSIBILITÀ DI UN BUSINESS DIVERSO, UN VANTAGGIO COMPETITIVO RISPETTO A CHI NON HA QUESTA TIPOLOGIA DI STRUMENTAZIONI».


❯ FIXLINE Nuovi sistemi green per cartongesso ed efficienza airless Profili in alluminio porta Led per cartongesso, il sistema di stuccatura Bazooka e la gamma completa green spostano l’azienda su un altro livello «Al Fel portiamo prodotti nuovi, tra cui una linea specifica di profili in alluminio porta Led per cartongesso, il sistema di stuccatura Bazooka e tutto il sistema accessoristico, botole a misura e standard, sparachiodi (gas e batteria), la linea Airless completa e il prodotto di pittura Pura, un prodotto ecologico vegetale, senza additivi chimici, naturale e antimuffa, sviluppato anche per la salute del pittore. I nostri clienti sono rivenditori specializzati sul cartongesso e pittura. Cerchiamo anche di accontentare gli imbianchini in aree dove non abbiamo

rivendite. Noi istruiamo i rivenditori e i clienti: non facciamo corsi di formazione specifici con un'organizzazione complessa, ma, come titolare, vado personalmente a tenere corsi di stuccatura e presentazioni Airless presso le rivendite organizzate, sempre molto richiesti. Il 2025 è andato in linea con lo standard del lavoro normale post 110%. Pensiamo di sviluppare il lavoro nel 2026 proprio con questi nuovi prodotti per la luce LED sul cartongesso e con i sistemi Airless e sparachiodi, nonché concentrandoci sulla nuova gamma green».

«LA NOSTRA PITTURA PURA È L'IMPEGNO PER LA SALUTE DEL PITTORE E DELL'AMBIENTE. INTEGRIAMO LA LUCE SUL CARTONGESSO PER UN'EDILIZIA PIÙ EFFICIENTE E GREEN».

■ Carlone Spega, titolare.

❯ COLORI DECORA Nuova palette neutra e calce sabbia per l’architettura L’azienda è impegnata nella sostenibilità con l'uso di imballaggi in plastica seconda vita e la valorizzazione della calce naturale. Il focus strategico si sta ampliando verso il tecnico, mantenendo la sinergia con i rivenditori

■ Giulia Brunori, ufficio marketing.

«Qui a Fel abbiamo presentato Interior Collection, il nostro progetto con 185 nuove tinte neutre e naturali ispirate ai colori della terra, ideali per rispondere alle tendenze contemporanee. Le finiture sono versatili: applicabili su diversi supporti come pareti, legno e metallo, e disponibili anche con prodotti a calce in sei varianti, dallo stucco tradizionale alla novità calce sabbia con effetto puntinato nero. La nostra storia nasce dall’esperienza dell’applicatore e si è evoluta in una rete di quasi 100 punti vendita, ampliando oggi il target verso architetti e interior designer. Per supportare questa evoluzione, abbiamo rinnovato l’immagine coordinata, mantenendo forte sinergia con i rivenditori e offrendo supporto tecnico, formazione e assistenza pre e post-

vendita. La nuova palette permette progetti monocromatici coerenti su superfici diverse, senza resine o pavimentazioni. La sostenibilità è un pilastro strategico: imballaggi in plastica riciclata, calce naturale e un impianto fotovoltaico alimentano i nostri processi. Il sistema produttivo è all’avanguardia, con impianti per rivestimenti a spessore e macchine tintometriche sempre aggiornate. La rete vendita di 10-15 funzionari garantisce un contatto diretto con la proprietà e risposte rapide alle esigenze dei clienti. Nonostante il rallentamento del 2025 post-Ecobonus, abbiamo mantenuto i risultati in linea con il budget. Guardiamo al 2026 con fiducia: le nuove collezioni colori e calce rappresentano il punto di partenza per ulteriori sviluppi e performance positive».

«DALL’ESPERIENZA DELL'IMBIANCHINO ALLA RICHIESTA DELL’ARCHITETTO: LA NOSTRA INTERIOR COLLECTION E LA CALCE NATURALE VESTONO L'EDILIZIA CON LA COERENZA DI UN PROGETTO MONOCROMATICO E SOSTENIBILE». 65


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❯ MANIFATTURA DEL SEVESO Tessuto tecnico rivoluzionario e certificato BCorp Nata dall'esperienza centenaria nel non tessuto, l’azienda offre un prodotto brevettato e disruptive: una membrana poliedrica per il rivestimento e l'efficientamento. «Dalla nostra esperienza centenaria nel mondo del tessuto non tessuto per fashion e packaging, circa 12 anni fa è nata Isobel, un prodotto brevettato: un tessuto tecnico concepito per il rivestimento e il recupero edilizio e per l'efficientamento energetico. Il nostro target include imprese di costruzione, contractor e rivendite. La struttura commerciale è capillare, organizzata con circa 18 agenti su tutto il territorio nazionale. Offriamo assistenza e supporto tecnico diretto, affiancando i nostri clienti. Siamo in costante aggiornamento tecnologico, proiettati verso l'Industria 5.0. In termini di ecosostenibilità, abbiamo ricevuto la BCorp Certification e siamo già certificati Fsc e Uni. I prodotti sono a base minerale o naturale, e Isobel è un prodotto intrinsecamente

sostenibile, essendo realizzato con il 100% di plastiche riciclate. Stiamo procedendo con la certificazione Lca e Epd del prodotto per garantirne ulteriormente la sostenibilità. Sebbene il mercato italiano sia stabile, l'estero è in forte espansione, specialmente in paesi come Inghilterra e Olanda. Per il 2026, ci stiamo espandendo su nuovi mercati come l'Africa e l'Arabia Saudita (in ottica Vision 2030), oltre al Giappone, che apprezza la nostra soluzione anche per le sue valenze estetiche. Il nostro prodotto è disruptive perché, essendo un'unica membrana poliedrica e innovativa, sostituisce diverse soluzioni tradizionali, semplificando notevolmente non solo l'applicazione ma anche la logistica e il concetto costruttivo».

«SIAMO BCORP CON IL 100% DI PLASTICA RICICLATA: IL NOSTRO TESSUTO ISOBEL È UNA MEMBRANA POLIEDRICA CHE NON SOLO EFFICIENTA L'EDIFICIO, MA SEMPLIFICA L'INTERO CONCETTO COSTRUTTIVO».

■ Zlatan Tupekovic, division manager e direttore commerciale.

❯ ISOLRESINE Impermeabilizzanti e pavimenti drenanti ad alte performance L’azienda è focalizzata su applicatori e imprese specializzate e mira a ottenere la certificazione Cam per il 70% della gamma entro il prossimo anno

■ Stefano Mignozzi, responsabile commerciale Isorresina Edilizia.

«Isolresina Edilizia ha 40 anni di storia e totale produzione interna: il core business è sulle impermeabilizzazioni (resine poliuretaniche, poliureiche e metacrilati) e sui rivestimenti civili (monocomponenti e bicomponenti) per rivestimenti drenanti, oltre al recupero e restauro. Il nostro target sono gli applicatori e le imprese specializzate: il rapporto si articola attraverso una rete commerciale nazionale fatta da tecnici, responsabili tecnici e agenti formati. Siamo diffusi a livello nazionale (con minore rilevanza nel Triveneto) e dall'anno scorso ci siamo espansi in Spagna, Portogallo, Germania ed Emirati Arabi. Il mercato chiede prodotti veloci ed economici, ma anche articoli

da top di gamma. I più richiesti sono gli impermeabilizzanti, i rivestimenti da interno e, in particolare, quelli drenanti (Stone). Il 2025 ha segnato un +22% di fatturato, in controtendenza rispetto allo stallo del mercato di rivenditori, grazie al forte apprezzamento da parte di applicatori e imprese specializzate. Per il 2026 prevediamo un ulteriore +15%. Il nostro cavallo di battaglia in fiera è il Resistance, il pavimento drenante che vanta certificazioni importanti, tra cui una carrabilità con solo 1,5 cm di spessore e un drenaggio di 2000 l/mq. Presentiamo anche il Decoras, monocomponente studiato per essere gestibile anche da chi ha minore esperienza nel mondo delle resine da interno».

«MENTRE IL MERCATO È IN STALLO, NOI CRESCIAMO A DOPPIA CIFRA: IL NOSTRO PAVIMENTO RESISTANCE DRENA 2000 LITRI AL METRO QUADRO E GARANTISCE CARRABILITÀ CON SOLO 1,5 CM DI SPESSORE». 66


❯ GRIGOLIN Dal cantiere al colore: l’integrazione della filiera L’acquisizione di una quota di Colorificio Sanmarinese è strategica per la crescita nel colore. Il Gruppo sta lavorando intensamente sul Pnrr e continua a cercare opportunità di acquisizione nelle finiture

«Il Gruppo Grigolin è una realtà industriale con un fatturato di un miliardo e 2000 dipendenti, attiva in tutti i settori della costruzione, dal calcestruzzo all’asfalto, dai prefabbricati industriali alla calce. L’acquisizione di Canzian ha completato la filiera con tubi e canalizzazioni in calcestruzzo. Il Gruppo si articola in due aree principali: Superbeton, dedicata al settore pesante, e Grigolin, focalizzata sulle finiture. L’acquisizione del 45% di Colorificio Sanmarinese amplia la gamma nel colore e nei solventi, con forti sinergie nel settore della segnaletica orizzontale, rilevante per Superbeton, primo produttore di asfalto. Al Made, con il brand Artemuri, che celebra 20 anni nel 2026, il Gruppo presenta una nuova collezione di interni con 162 tinte e lo strumento Take Away, espositore che permette a rivenditori e progettisti di portare a casa etichette adesive per

verificare il colore sul muro. Dopo il Superbonus, Grigolin prevede fermento nel settore e opportunità di acquisizioni, continuando a crescere anche nel Pnrr, con appalti pubblici e rapporti consolidati con le imprese locali. Il Gruppo supporta concretamente gli applicatori, offrendo consulenza tecnica e visite in cantiere. I prodotti, come l’intonachino, sono apprezzati per lavorabilità e facilità d’uso e certificati da enti internazionali, garantendo qualità e conformità. Il futuro vede investimenti nel Sud Italia, consolidando il ruolo nel mercato privato e sfruttando le sinergie con le imprese interne per cogliere esigenze e creare valore nei progetti immobiliari».

«DAL CALCESTRUZZO ALL'ASFALTO, ORA COMPLETIAMO LA FILIERA NEL COLORE: CON L'ACQUISIZIONE STRATEGICA E L'IMPEGNO NEL PNRR, GRIGOLIN È UN PUNTO DI RIFERIMENTO PER L'EDILIZIA IN ITALIA».

■ Francesca Grigolin, presidente.

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❯ PV COLOR La chimica specializzata tra sostenibilità e private label L’azienda investe in sostenibilità e internazionalizzazione. Forte enfasi sulla formazione one-to-one per i prodotti specialistici «PV Color, industria chimica fondata a Pianengo nel 1986, celebrerà il prossimo anno i 60 anni di attività. Con un fatturato di circa 8 milioni di euro e una presenza in 13 paesi esteri, l’azienda opera attraverso sei divisioni: Stucca Tutto per stucchi in pasta e polvere, PV Color per vernici e idropitture architettoniche e industriali, Tecnored per prodotti chimici specializzati nell’edilizia, Segnal per idropitture da segnaletica sportiva e PV in Cantiere come General Contractor per la posa dei prodotti. La competenza chiave è la produzione in Private Label, con circa 55 progetti attivi, offrendo supporto tecnico e marketing ai clienti meno strutturati. La sostenibilità è centrale: il laboratorio interno sviluppa formulazioni con materie prime da riciclo postindustriale e post-consumo,

integrando le certificazioni Cam. L’azienda impiega 25 dipendenti, ma garantisce elasticità produttiva e formazione mirata, con sopralluoghi e seminari one-to-one per rivenditori e applicatori. PV Color possiede certificazioni Iso 9001, 14001 e 45001, e la Ccc per esportare in Cina rivolgendosi al mercato di fascia alta. L’impegno territoriale include un impianto fotovoltaico da 400 kW come produttore nella Comunità Energetica Rinnovabile Pubblica, il finanziamento agli apicoltori nel progetto Pid per la tutela delle api e la partecipazione al programma Whp di Regione Lombardia. L’azienda sostiene anche lo sport locale, con l’associazione Pianinghese, garantendo un impatto sociale significativo e consolidando il valore del Made in Italy senza delocalizzare».

«DAL PRIVATE LABEL DI SUCCESSO ALLA SOLUZIONE RADICALE PER L'UMIDITÀ, TUTTO CON IL VALORE E LA CERTIFICAZIONE DEL MADE IN ITALY».

■ Cristian Saronni, amministratore delegato. 68

■ Dottor Paolo Mariani, brand ambassador.

❯ TECNORED Trasformare il know-how specializzato in kit industriali Tecnored, marchio PV Color, trasforma know-how in prodotti industrializzati per deumidificazione, restauro e adeguamento antisismico «Tecnored, oggi marchio di PV Color, continua a offrire prodotti e servizi specialistici a imprese, anche non esperte in edilizia avanzata. Fondata nel 1982, inizialmente operava nella posa di sistemi complessi come deumidificazioni, consolidamenti e restauri, collaborando con enti pubblici, ferrovie e soprintendenze, soprattutto nel Nord Italia. Negli anni '90, con l’avvento delle gare al massimo ribasso, Tecnored trasformò il knowhow in prodotti industrializzati, come attrezzature usa e getta e formulati semplificati (A+B) per rendere accessibili operazioni complesse, corredati da manuali di istruzione. Il primo kit fu il Dry Kit per la deumidificazione di murature tradizionali o affrescate, ancora oggi supportato da assistenza tecnica. Con l’integrazione in PV Color, Tecnored ha

ampliato il proprio mercato, mettendo in contatto architetti e imprese con tecnologie consolidate, garantendo risultati certificati. L’esperienza si estende anche all’edilizia monumentale e vincolata, dove il ruolo di intermediario è cruciale per dialogare con le soprintendenze. A livello internazionale, Tecnored ha collaborato con grandi realtà, come la spagnola Barco, sui principali monumenti reali, e ha sviluppato soluzioni specifiche per Venezia, con doppia barriera di deumidificazione post-Mose. Oltre alla deumidificazione, le tecnologie coprono anche l’adeguamento antisismico, con kit applicabili da qualsiasi impresa. Un Prontuario specifico supporta tecnici e progettisti nella redazione di capitolati conformi alle soprintendenze, descrivendo stato di fatto e interventi proposti».

«ABBIAMO BREVETTATO LA SEMPLIFICAZIONE: CON I NOSTRI KIT E L'ASSISTENZA CONTINUA, RENDIAMO LA DEUMIDIFICAZIONE MONUMENTALE E L'ADEGUAMENTO ANTISISMICO ACCESSIBILI A QUALSIASI IMPRESA».


ITW SPIT

Fissaggio diretto e chiodatrici Pulsa per il cartongesso Il valore aggiunto è la velocità e il comfort del fissaggio diretto senza pre-foratura, fondamentale per i posatori di sistemi a secco. La gamma Pulsa vanta un sistema di regolazione automatica della potenza per prevenire la rottura del supporto «Esponiamo prodotti innovativi per il settore edile, in particolare le chiodatrici a gas Pulsa e a impulsi per legno, i sistemi di fissaggio come tasselli plastici e metallici, sistemi antisfondellamento e di consolidamento, oltre a elettroutensili come il P1 per viti in banda su cartongesso. Ci rivolgiamo a posatori di sistemi a secco e imprese edili, offrendo soluzioni che semplificano e velocizzano il lavoro, garantendo comfort e riduzione dei costi di cantiere. La chiodatura diretta Pulsa permette un fissaggio rapido senza forare, eliminando operazioni di inserimento dei tasselli e ottimizzando tempi e manodopera. Il mercato italiano dei sistemi a secco è in forte crescita, grazie alla rapidità di posa e alle performance di isolamento termico e acustico delle lastre, sia

interne sia esterne. Per supportare applicatori e rivenditori, forniamo formazione e assistenza tecnica in cantiere, test di trazione dei tasselli e consulenza completa sulle soluzioni ottimali. La gamma Pulsa, come la compatta Pulsa 27, si distingue per ergonomia, leggerezza, compattezza e sistema di regolazione automatica della potenza, adattandosi a diversi materiali come calcestruzzo pieno o forato, mattoni intonacati e guide in cartongesso da 0,6 a 2,5 mm. La tecnologia gas-batteria, utilizzata da oltre trent’anni, garantisce affidabilità e differenziazione: HC6 arancione per calcestruzzo duro, UP6 blu per calcestruzzo precompresso e C6 nero per materiali più teneri. Questo approccio combina innovazione, efficienza e praticità per l’applicatore professionale».

■ Francesco Rossi, product manager fissaggio diretto e sistemi a secco.

«LE NOSTRE CHIODATRICI PULSA NON SOLO FISSANO: CON LA REGOLAZIONE AUTOMATICA DELLA POTENZA E IL COMFORT DEL GASBATTERIA, SONO IL SEGRETO PER QUADRUPLICARE LA VELOCITÀ E SEMPLIFICARE LA POSA DEL CARTONGESSO». 69


INNOVAZIONE IN CANTIERE › FEL › RASSEGNA DELLE NOVITÀ

❯ CERVUS Dalla tradizione della setola naturale alla distribuzione di soluzioni antiruggine specialistiche Cervus, dal 1951, produce pennelli e rulli di alta qualità per professionisti, distribuisce Rust-Oleum e Zinsser in Italia e punta a crescere nel Nord Est e Sud, valorizzando setole naturali e performance «Cervus, produttore di pennelli e rulli fondato nel 1951 a Cicognara (Mantova), si rivolge principalmente alla rivendita professionale, escludendo la grande distribuzione. Oggi l’azienda è guidata dalla terza generazione e distribuisce in Italia e all’estero, con il 20% del fatturato derivante dai mercati esteri, soprattutto Medio Oriente, Europa e in minima parte Usa. La concorrenza proviene da paesi a basso costo della manodopera come Cina, Turchia, Serbia e Egitto, mentre con i produttori europei la competizione è equilibrata. Cervus si distingue per la qualità delle materie prime, setole naturali e sintetiche selezionate, rulli performanti e accessori come frattoni, spatole e articoli per mascheratura. Da un anno e mezzo è distributore ufficiale per l’Italia dei marchi RustOleum e Zinsser, leader nella

«SIAMO TRA I POCHI A USARE LA SETOLA NATURALE PER LA FINITURA: MA È IL NOSTRO PRIMER ANTIRUGGINE CHE SI APPLICA SUL FERRO BAGNATO CHE RENDE L'ATTREZZO E LA SOLUZIONE IRRINUNCIABILE». 70

protezione antiruggine, primer antimacchia e fondi di adesione su superfici complesse. L’azienda offre strumenti essenziali al professionista, come pennelli radiatore e plafoncini 3x7 o 3x10, e rulli differenziati per superfici lisce, semiruvide e ruvide, studiati per garantire finiture ottimali e durabilità. Cervus continua a valorizzare l’uso di setole naturali, in via di estinzione, mescolando filamenti per ottenere performance elevate. Il fatturato è in crescita, intorno ai 4 milioni di euro, con il nuovo accordo strategico con Rust-Oleum e Zinsser destinato a incrementare la presenza nei colorifici specializzati. Il marchio è consolidato nel Nord Ovest Italia, con 1500-2000 clienti attivi, ma con margini di crescita significativi nel Sud e nel Nord Est, rafforzando così il posizionamento nel mercato professionale di nicchia».

■ Enrico Bacchi, responsabile commerciale.


❯ GRAESAN Sarti in Parete: carte da parati personalizzabili con pitture decorative L’obiettivo futuro è sviluppare ulteriormente la relazione con il mondo dell'interior design di alto livello per co-progettazioni «Quest’anno abbiamo lanciato Sarti in Parete, una carta da parati in Tnt (tessuto non tessuto) personalizzabile con le nostre pitture decorative, che combina produzione industriale e intervento artigianale, permettendo al posatore di rendere ogni parete unica. La nostra azienda, Giorgio Graesan and Friends, fondata da mio padre nel 1974, ha quasi cinquant'anni di esperienza nel mondo della carta da parati e delle pitture decorative. Sarti in Parete rappresenta un ritorno alle origini, reinterpretate con tecniche attuali. Prepariamo gli applicatori con cataloghi, attività di branding e corsi specifici, tenuti anche da professionisti esterni come Andrea Sansone e Massimo

Gallo, che insegnano tecniche avanzate come il “ricamo” su Tnt o il finto marmo. La filosofia dell’azienda, riassunta nello slogan Make Art Not War, promuove il divertimento e la creatività in cantiere. Contrariamente a quanto si potrebbe pensare, il nostro mercato non è solo di lusso: circa l’80% della clientela è rappresentata dalla casa di tutti i giorni, grazie alla cultura italiana di valorizzare gli ambienti domestici. Guardiamo anche al segmento alto di interior design, con l’obiettivo di sviluppare coprogettazioni e nuove soluzioni. Nonostante le complessità attuali, l’attenzione alla casa resta forte e la nostra strategia punta a coniugare qualità, creatività e innovazione».

«NON SOLO UN PRODOTTO, MA UNA FILOSOFIA: CON SARTI IN PARETE TRASFORMIAMO LA CARTA DA PARATI IN UN PARETI GIOIELLO PERSONALIZZABILI, ISPIRANDO L'APPLICATORE A MAKE ART NOT WAR».

■ Sheila Graesan, titolare.

❯ SPIVER I decorativi Made in Italy verso l’espansione globale Il core business è rafforzato dalla Training Academy e dal club Master Arte, che seleziona applicatori qualificati per progetti di architettura

■ Dario Spinelli, amministratore delegato.

«Spiver è un’azienda italiana leader nella produzione di pitture decorative per interni ed esterni, con la collezione più completa sul mercato in questo segmento. Esportiamo in oltre 70 paesi, lavorando sia con i nostri brand sia in private label per rivenditori, distributori e produttori di pitture tradizionali che esternalizzano la produzione di finiture speciali. Uno dei nostri punti di forza è la Training Academy, presente anche in fiera, dove formiamo applicatori attraverso i corsi Master Arte. I partecipanti diventano parte del club e possono essere selezionati da architetti e progettisti per lavori qualificati. Il mercato dei decorativi per l’utente finale è attualmente in calo, soprattutto in Europa e in Italia, con una tendenza alla semplicità: prevalgono colori neutri come grigi e tortora

e finiture opache, evitando effetti brillanti o metallizzati. Per seguire le tendenze, stiamo lanciando pitture opache con texture riconoscibile. I nostri prodotti sono ecofriendly, a base di resine acriliche o viniliche, a basso contenuto di Voc, ben al di sotto dei limiti Ue, grazie al lavoro continuo del nostro laboratorio R&S. Il 70% del nostro fatturato deriva dall’estero. L’Asia è oggi il nostro primo mercato, seguita da Europa dell’Est, Medio Oriente e Nord Africa; anche il Nord e Sud America mostrano interesse per i decorativi. La produzione avviene a Calatanissetta, in Sicilia, e il network distributivo nazionale include colorifici e distributori di materiali edili, con un’attenzione particolare alla formazione e al supporto tecnico degli applicatori».

«IL MERCATO DEI DECORATIVI SI EVOLVE, NON MUORE: ESPORTIAMO LA NOSTRA CULTURA IN 70 PAESI E CON LA NOSTRA MASTER ARTE ACADEMY GARANTIAMO L'APPLICAZIONE PERFETTA IN TUTTO IL MONDO». 71


INNOVAZIONE IN CANTIERE › FEL › RASSEGNA DELLE NOVITÀ

❯ PENNELLIFICIO BULOVA L’ecosistema del professionista tra pennelli e strumenti automatici Dalla linea XPAINTS alla distribuzione esclusiva di stucchi e utensili «Pennellificio Bulova, nato negli anni ’60 a Mantova, produce pennelli e rulli professionali per rivendite di colori e materiali edili, rivolgendosi a clienti professionali in Italia ed estero (quota export circa 15%). L’azienda distribuisce in esclusiva quattro marchi internazionali: Baixens, stucchi in pasta e polvere per la preparazione di superfici interne ed esterne; Owatrol, primer e oli antiruggine per ferro e legno; Nela Tools, spatole e frattoni professionali; TapeTech, strumenti automatici per stuccatura e preparazione cartongesso. Bulova propone la sua miglior linea di pennelli XPAINTS, realizzati con un filamento sintetico universale con elevate performance di stesura di qualsiasi prodotto verniciante ed una completa gamma di rulli, tra cui il Perfetto, ideale per la

verniciatura di supporti in cartongesso. I prodotti più richiesti dei brand distribuiti includono l’Owatrol Oil antiruggine trasparente, il Polytrol ravvivante di superfici, Baixens Air Man in pasta e UNICO stucco in polvere, e le spatole per la rasatura Nela Edge, completando un ciclo professionale integrato. Il supporto agli applicatori avviene tramite rivenditori, con interventi diretti in cantiere, se necessario. La produzione Bulova è rimasta a Viadana, Mantova, e il fatturato complessivo si attesta a circa 11 milioni di euro tra Italia ed estero. L’azienda punta a espandere la presenza nelle aree italiane meno presidiate e a sviluppare nuovi mercati esteri, confermandosi leader nel settore professionale e nella capacità di supportare il cliente a 360 gradi». ■ Martina Biacchi, responsabile commerciale.

«NON SIAMO SOLO UN PENNELLIFICIO LEADER: GRAZIE AI NOSTRI BRAND DISTRIBUITI, SIAMO IL PARTNER A 360 GRADI CHE FORNISCE AL PROFESSIONISTA L'ATTREZZATURA E I PRODOTTI PER LA PREPARAZIONE E LA FINITURA DI TUTTI I TIPI DI SUPPORTO». 72


«SONO PRODOTTI PRONTI ALL’USO, CON IMPORTANTI CERTIFICAZIONI A LIVELLO AMBIENTALE E CON PERFORMANCE APPREZZABILI».

❯ ARD RACCANNELLO Tra decorazione ed edilizia pura 2025 stabile post-bonus, con forte crescita export a doppia cifra; la partecipazione al Fel tesa a rafforzare i rapporti con i distributori internazionali «L’azienda chiude il 2025 con risultati stabili, confermando la solidità raggiunta anche dopo la conclusione degli incentivi legati al Superbonus. Nonostante un mercato domestico più contenuto, si è registrata una crescita significativa a doppia cifra nei mercati esteri, a testimonianza dell’efficacia degli investimenti in sviluppo commerciale e del rafforzamento del brand a livello internazionale. Questo incremento è stato favorito dalla strategia di espansione sui mercati esteri, con un’attenzione particolare a partner e distributori qualificati, capaci di valorizzare le caratteristiche dei prodotti e garantire la continuità del servizio. La partecipazione al Fel (fiera internazionale di riferimento per il settore) ha giocato un ruolo cruciale, permettendo di

consolidare relazioni già avviate e di creare nuove opportunità con distributori internazionali, rafforzando il posizionamento dell’azienda come fornitore affidabile e innovativo nel panorama globale. Il bilancio complessivo dell’anno evidenzia come l’attenzione costante alla qualità, alla comunicazione e al supporto ai partner abbia prodotto un ritorno concreto in termini di fatturato e visibilità, confermando la validità delle strategie adottate e tracciando un percorso di crescita sostenibile anche per gli anni a venire. L’azienda guarda quindi al futuro con ottimismo, pronta a consolidare ulteriormente le proprie quote di mercato all’estero e a sviluppare nuovi rapporti con distributori e clienti professionali, continuando a puntare su innovazione, affidabilità e qualità dei prodotti».

«A FEL LE NOSTRE SOLUZIONI INNOVATIVE HANNO RICEVUTO FEEDBACK PREZIOSI DAI DISTRIBUTORI INTERNAZIONALI E DAGLI APPLICATORI».

■ Marco Canciani, responsabile marketing ed export.

■ Giacomo Ferrazzin, export manager.

❯ LOGGIA INDUSTRIA VERNICI Resine da pavimento certificate Dalle resine certificate alle soluzioni waterproofing. L'innovazione pronta all'uso e l'impegno sostenibile di Loggia «Per noi, il 2025 è stato un anno davvero molto importante, che ha visto una crescita significativa. In fiera, non presentiamo solo la nostra ormai consolidata offerta di decorativi; abbiamo deciso di fare un passo avanti introducendo un brand più tecnico focalizzato su soluzioni di waterproofing per terrazzi e pavimentazioni pensato per i professionisti del settore. Una domanda che ricorre spesso è se richiedano una formazione specifica; la risposta è che sono formulazioni studiate per non avere particolari differenze applicative rispetto ai prodotti che i professionisti sono abituati a usare. L'obiettivo è offrire soluzioni tecniche avanzate che si integrino facilmente nel loro lavoro quotidiano. Tra i prodotti che stanno suscitando il maggiore interesse da parte dei visitatori, spiccano senza dubbio le nostre resine da pavimento. È un momento

in cui la richiesta è altissima, e Loggia si distingue per originalità. La chiave del loro successo? Sono prodotti pronti all'uso che vantano importanti certificazioni ambientali e performance apprezzabili. I veri plus delle nostre resine risiedono proprio nelle certificazioni che abbiamo conseguito nell'ultimo anno. Parlo di riconoscimenti come Cam, Classe A+ ed Emicode EC1 Plus. Questi traguardi rappresentano una significativa innovazione sostenibile, tema su cui Loggia è fortemente impegnata. Guardando al futuro, dopo un 2025 così positivo, le aspettative per il 2026 sono ambiziose. Ci aspettiamo di consolidare la nostra crescita e aprirci concretamente a nuovi mercati esteri già nei primi mesi dell'anno. La qualità e l'attenzione all'ambiente delle nostre resine sono il passaporto con cui intendiamo presentarci al mondo». 73


INNOVAZIONE IN CANTIERE › MADE EXPO › RASSEGNA DELLE NOVITÀ

❯ LATERLITE Nuove opportunità con Betonguaina Grazie all'acquisizione di Nord Resine, si amplia l’offerta nei sistemi di impermeabilizzazione primaria e resine decorative «Abbiamo presentato MADE expo l'integrazione derivante dall'acquisizione di Nord Resine, focalizzandoci sul sistema Betonguaina, un'impermeabilizzazione primaria che si integra con i massetti leggeri Lecamix su terrazzi e balconi, oltre che novità per l’integrazione di sistemi e soluzioni tecniche, sempre per il mondo dell’impermeabilizzazione. Questa soluzione per noi è molto importante perché si tratta di un’impermeabilizzazione anche primaria che ben si sposa con i sistemi tecnici Laterlite, per esempio, i nostri massetti leggeri Lecamix on balconi e terrazzi. Ma non solo: Betonguaina presenta una gamma di soluzioni impermeabilizzanti anche per applicazioni su superfici di grandi dimensioni, come i prodotti a base di poliurea. Il valore aggiunto di Nord Resine, inoltre, riguarda anche il settore delle resine per rivestimenti industriali e per pavimentazioni decorative, con il brand Nativus, che ha destato molto interesse proprio per la qualità, la naturalezza, i colori e le texture che offre. Con questo tipo di prodotti in resina abbiamo raggiunto un nuovo segmento di mercato: architetti e interior designer per quanto riguarda il marchio Nativus, oltre a imprese e aziende, da quelle vitivinicole a quelle produttive, che hanno bisogno di resine tecniche per le loro pavimentazioni. Betonguaina, perché non è una semplice impermeabilizzazione sottopiastrella, ma una vera e propria impermeabilizzazione primaria (Betonguaina.S) che

si può sostituire a una guaina prefabbricata bituminosa. Questa caratteristica è molto importante quando si vanno a realizzare interventi di ristrutturazione su terrazze e balconi, perché non è più necessario rimuovere l’esistente, ma è possibile eseguire l’applicazione direttamente sulla pavimentazione, con un risparmio di tempo notevole. Oltretutto, il prodotto può essere applicato anche su supporto bagnato, con un grado di umidità del sottofondo fino al 12%. Il mercato anche quest’anno è stato positivo, con incremento a una cifra, un risultato comunque positivo dopo anni di crescita importante, di cui siamo molto contenti. Il mercato dell’impermeabilizzazione sta aumentando tantissimo e, guardando anche alle vendite di Nord Resine, è il settore che quest’anno sta crescendo di più. Il mercato anche quest’anno è stato positivo, con incremento a una cifra, di cui siamo molto contenti. Il mercato dell’impermeabilizzazione sta aumentando tantissimo e, guardando anche alle vendite di Nord Resine, è il settore che quest’anno sta crescendo di più. L’anno prossimo presenta qualche punto interrogativo. Ci aspettiamo una flessione, dopo molti anni di crescita. Tuttavia, ci sono forti investimenti nel mondo delle infrastrutture, e anche il settore del residenziale e della ristrutturazione mostra segnali interessanti. Le aspettative sono positive».

«QUESTA SOLUZIONE PER NOI È MOLTO IMPORTANTE PERCHÉ SI TRATTA DI UN’IMPERMEABILIZZAZIONE ANCHE PRIMARIA CHE BEN SI SPOSA CON I SISTEMI TECNICI LATERLITE». 74

■ Luca Beligni, direttore marketing, assistenza tecnica, R&S Laterlite.


❯ FERRARI BK Lolla di riso superstar Collaborazioni strategiche e sull'economia circolare, presentando pavimentazioni di design e blocchi innovativi in lolla di riso «Quest’anno alla manifestazione abbiamo introdotto diverse novità, tra cui il formato di pavimentazione Pentago, sviluppato con il Politecnico di Milano, e un blocco innovativo realizzato con lolla di riso in collaborazione con Ricehouse. È stato presentato anche il pannello Piz Real Print per rivestimenti, nato dalla sinergia con il Gruppo Zecca Prefabbricati, oltre a soluzioni per superfici drenanti e filtranti. Abbiamo una consolidata tradizione di collaborazione

con partner nazionali e internazionali per sviluppare prodotti d'avanguardia. L'interesse maggiore dei visitatori, principalmente studi tecnici, si è concentrato proprio sul blocco in lolla di riso e sul design del pavimento Pentago. Il 2025 si chiude in linea con le previsioni e le aspettative per l'inizio del 2026 sono positive, con la speranza che il trend prosegua per tutto l'anno. Numerose novità sono in fase di sviluppo, sebbene non di immediato rilascio».

«L’AZIENDA È SEMPRE STATA APERTA ALLE COLLABORAZIONI: NEGLI ANNI ABBIAMO CONTATTATO, O SIAMO STATI CONTATTATI DA AZIENDE CON CUI ABBIAMO INCROCIATO IL NOSTRO CAMMINO».

■ Ivano Ferrari, titolare Ferrari BK.

■ Mirko Andali, amministratore delegato Andal System.

❯ ANDAL SYSTEM Da rivendita a produttore Da centro edile a produttore specializzato, offrendo una gamma completa di attrezzature e sistemi avanzati per il mondo della posa «Abbiamo presenziato a MADE expo per consolidare la propria presenza nel Nord Italia dopo il recente rebranding, collezionando un ottimo numero di contatti, lavorando alacremente per chiudere nuovi accordi. L'azienda, nata 50 anni fa come centro edile a Crotone, ci siamo evoluti in produttore specializzato nel settore della posa, partendo dall'introduzione in Italia del distanziatore livellante nel 2008, preso in esclusiva dal mercato americano. Oggi l'azienda, fondata da mio padre e sempre a conduzione familiare, opera con due sedi (Crotone e Fiorano Modenese) per coprire Nord ed estero, ed esporta il 30% del fatturato come accessoristica per la posa, che è il nostro principale focus. L'offerta si divide in tre brand: Bihui per le attrezzature per la posa, Sap per i sistemi avanzati di posa e Ireos per i profili estetici, canalette doccia e led. In fiera

sono stati molto apprezzati i tagliapiastrelle, gli utensili, i dischi per il taglio e i sistemi di movimentazione per le lastre. Per quanto riguarda il mercato italiano c’è ancora molto da fare: i fornitori devono sensibilizzare i posatori, con nuove tecnologie e grandi formati non è sufficiente la professionalità, sono necessarie le giuste strumentazioni per prodotti d’alta gamma. Per questo promuoviamo attivamente la formazione dei posatori per gestire le sfide poste dai grandi formati, collaborando con rivendite partner come Gruppo Made e organizzando open day tecnici, in tutto il territorio nazionale. Nonostante la flessione del mercato nel 2025 dovuta allo stop agli incentivi, abbiamo registrato una leggera crescita di fatturato, puntiamo a un 2026 di forte espansione, lavorando sulla completezza di gamma e sull'attrattività per nuovi agenti e rivendite».

«CON LE NUOVE TECNOLOGIE E LE PIASTRELLE DI GRANDE FORMATO NON BASTA PIÙ SOLO LA PROFESSIONALITÀ, MA SONO NECESSARIE LE GIUSTE STRUMENTAZIONI PER LA MOVIMENTAZIONE E LA POSA». 75


INNOVAZIONE IN CANTIERE › MADE EXPO › RASSEGNA DELLE NOVITÀ

■ Gian Piero Marchetti, country manager Italia Stabila.

STABILA

Due nuovi tracciatori laser Potenziare la precisione in cantiere con nuovi sistemi di livellamento laser a lungo raggio e una riorganizzazione commerciale per crescere «Specializzati in strumenti di misura e livellamento manuali ed elettronici, abbiamo presentato a MADE expo due nuovi tracciatori laser progettati specificamente per l'installazione di cartongesso e le ristrutturazioni d'interni. Grazie a un ricevitore a impulsi opzionale, questi strumenti estendono la loro operatività anche ad ambienti esterni o di grandi dimensioni. Tra le novità di rilievo figura un misuratore di distanza laser capace di raggiungere i 200 metri in esterno, integrando una telecamera ad alta definizione e funzioni software avanzate. La partecipazione fieristica ha permesso all'azienda di interfacciarsi direttamente con imprese e 76

artigiani, un target finale che solitamente non raggiunge attraverso i suoi canali tradizionali di rivendite e grossisti. Oltre ai nuovi misuratori, ha destato grande interesse la livella elettronica, una soluzione che combina la precisione della bolla classica con un modulo tecnologico evoluto. Dopo un 2025 di consolidamento, segnato da un rallentamento della crescita a doppia cifra a causa della fine del Superbonus 110%, l'azienda punta a un 2026 di forte espansione. Questa prospettiva è sostenuta da un significativo rafforzamento dell'organico e da una ristrutturazione della rete commerciale, che include nuovi funzionari diretti e area manager».

«LA FIERA È STATA MOLTO UTILE PERCHÉ CI HA PERMESSO DI MOSTRARE AL PUBBLICO I NOSTRI PRODOTTI E FARLI TOCCARE CON MANO».


❯ SENINI Mattoni di canapa e sassi luce Rivoluzionare la bioedilizia con prodotti fotocatalitici, pavimentazioni fotoluminescenti e biomattoni in canapa «Abbiamo focalizzato la nostra missione sul benessere ambientale con prodotti innovativi come i pavimenti autobloccanti fotocatalitici a base di biossido di titanio e pavimentazioni filtranti con finitura in quarzo. L'azienda è leader nei biomattoni in canapa e calce, pluripremiati per la sostenibilità. La novità assoluta è Noai, la linea di pavimentazioni a base di terra cruda, ossidi minerali naturali, quarzi pregiati e fibre di canapa. Anche questa soluzione è fotocatalitica e può essere realizzata con il nostro brevetto Sassi di Luce. I Sassi di Luce sono masselli con ciottoli fotoluminescenti che catturano la luce diurna per rilasciarla di notte, e possono essere utilizzati nei pavimenti, nelle murature e nei cordoli. Queste novità, unite agli intonaci materici con canapa, canapulo, canaposo, canapa fine, calce aerea, presentano le migliori soluzioni nel campo della bioedilizia sostenibile. Inoltre, tengo a precisare che Senini più produce, più elimina CO2 dall’atmosfera, tanto che può vendere crediti di carbonio. Questo è possibile grazie alla fotocatalisi, all’utilizzo della canapa e all’installazione

sui suoi capannoni aziendali di un impianto fotovoltaico da 1,5 MW. I prodotti in canapa hanno suscitato molto interesse da parte dei visitatori, già abbastanza conosciuti, e la linea Noai con i Sassi di Luce, che ha incuriosito e lasciato sorpresi i visitatori. A MADE expo abbiamo poi realizzato una stanza con i Sassi di Luce in cui i visitatori hanno potuto vivere un’esperienza emozionale. Il nostro target sono stati ovviamente i progettisti, ma abbiamo registrato l’interesse anche di immobiliaristi e rivenditori, raggiungendo il bilancio di un’ottima affluenza. Il 2025 è andato bene, abbiamo superato le aspettative sul budget: chiuderemo con una crescita del 12-13%. Le previsioni per il 2026 sono buone: puntiamo a crescere ancora, anche oltre i confini nazionali dove i mattoni in canapa stanno spopolando. Molto bene le vendite in Giappone, Australia, Colorado, Svezia e Inghilterra, nonostante il nostro sia un mercato di nicchia. Abbiamo realizzato finora oltre mille edifici, con piena soddisfazione dei clienti».

■ Massimo Senini, titolare Senini. ■ Sassi di luce.

■ Sassi di luce.

«SENINI PIÙ PRODUCE, PIÙ ELIMINA CO2 DALL’ATMOSFERA, TANTO CHE PUÒ VENDERE CREDITI DI CARBONIO». 77


INNOVAZIONE IN CANTIERE › BOERO › GEXUM

Efficienza e colore per il cartongesso La crescente domanda di spazi abitativi flessibili e modulari spinge il mercato del cartongesso. Boero risponde con Gexum, idropittura extra opaca ad alte prestazioni, ideale per uniformare, proteggere e personalizzare strutture in cartongesso anche in ambienti umidi  di Rebecca Alberti

■ Elementi architettonici in cartongesso dipinti con Gexum di Boero.

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GEXUM, PERFORMANCE ELEVATE E TEMPI DI POSA RIDOTTI

■ Struttura realizzata in cartongesso e dipinta con Gexum di Boero.

Alcune tra le principali tendenze che riguardano il mercato della ristrutturazione d’interni hanno in comune l’esigenza di una gestione flessibile e modulare degli spazi. Da un lato, un nuovo concetto dell’abitare, che vede la casa come un ambiente multifunzionale, idoneo a svolgere le attività di routine e di lavoro, ma anche luogo dove coltivare le proprie passioni e la socialità. Dall’altro, specialmente nei centri urbani e nelle città a vocazione turistica, un incremento degli spazi residenziali destinati agli affitti brevi, che richiedono una revisione degli spazi interni facilmente realizzabile con il cartongesso . CARTONGESSO UN MERCATO IN EVOLUZIONE Si tratta di un settore, quello della posa in opera di cartongesso, che ha generato un volume di fatturato di oltre 630 milioni di euro nel 2023, con un incremento del 25% rispetto al 2022 e del 62,2% sul 2021. I produttori di cartongesso hanno saputo rispondere alle richieste sempre più esigenti di progettisti, posatori e committenti, introducendo diverse tipologie di pannelli, in grado, ad esempio, di resistere a muffa e umidità o

al fuoco, oppure specifici per l’isolamento termoacustico. Tra i numerosi vantaggi del cartongesso rientra anche la possibilità di personalizzare le opere – come pareti divisorie, scaffali, mensole – tinteggiandole con colori in linea con le scelte progettuali e di arredo. Per rispondere a queste esigenze, Boero, il colore italiano dal 1831, punto di riferimento per il mondo del design, dell’architettura e dell’edilizia in tema di colore e sistemi vernicianti, ha sviluppato Gexum, l'idropittura lavabile acrilica ad alte prestazioni extra opaca, specifica per la decorazione e protezione di strutture in cartongesso, applicabile anche su lastre con funzionalità specifiche (ad esempio ignifughe o ad alta resistenza), nonché in ambienti umidi come cucine e bagni. VARIETÀ CROMATICA ANCHE PER LE OPERE IN CARTONGESSO Gexum è realizzabile in migliaia di colori con il sistema tintometrico Boero ColorStream, tra tinte pastello e tinte medio-intense, consentendo al progettista la massima personalizzazione degli spazi. La flessibilità delle strutture in cartongesso si coniuga alla

Un’idropittura studiata per mascherare giunture, stuccature e assorbimenti irregolari, garantendo un bianco uniforme e una finitura extra opaca di livello professionale

Le lastre di cartongesso, un materiale di per sé poroso, presentano spesso irregolarità sulla superficie dovute a discromie, giunture e stuccature. L’idropittura extra opaca Gexum di Boero, grazie alla sua formulazione specifica, è in grado di uniformare e mascherare le imperfezioni e gli assorbimenti disomogenei tipici di questo materiale, offrendo un’elevata copertura del supporto. Gexum è l’idropittura per cartongessisti e imprese che cercano performance elevate e tempi di lavorazione ridotti, anche in caso di grandi superfici, grazie alla resa elevata e alla rapidità di essiccazione. Con Gexum, infatti, la copertura della superficie risulta ottimale già dopo la prima mano, e, in molti casi, può essere applicata anche senza pretrattare il supporto con un fissativo o una maschera. Nel caso fosse necessaria una seconda mano, è possibile applicarla già dopo solo un’ora dalla precedente. Il suo ottimo punto di bianco permette di ottenere una finitura professionale anche su lastre in cartongesso colorate o molto assorbenti. Gexum possiede basso VOC (max 1g/L) ed è formaldeide free.

■ Gexum di Boero.

Elevata resa, rapida essiccazione e possibilità di applicazione senza fissativo rendono la posa più veloce ed efficiente, anche su superfici estese versatilità cromatica proposta dal sistema colore Boero 1831 – Il colore italiano, per progettare ogni ambiente con personalità e stile. Composta da 1391 colori, 1831 – Il colore italiano è uno strumento ispirazionale e propositivo studiato per guidare i progettisti e i professionisti e trasformare le idee in corrette selezioni cromatiche. Una collezione con cui creare molteplici soluzioni di accostamento, come abbinamenti a chiaroscuro, in saturazione o tra due tinte complementari, per esaltare ogni tipo di ambiente. 79


INNOVAZIONE IN CANTIERE › PAVIMENTAZIONI IN RESINA

Equilibrio tra estetica e funzionalità costante Le pavimentazioni in resina combinano estetica e prestazioni nel tempo. La scelta del tipo di resina, la qualità del massetto e la posa manuale determinano durata e finitura. Adatte a contesti residenziali, commerciali e industriali, richiedono cura e competenza esecutiva  di Matteo Cazzaniga

Durabilità ed estetica sono valori non sempre facili da coniugare: ciò che è effimero, infatti, tende generalmente a risultare più accattivante all’occhio comune. Quando si parla di un edificio, il mantenimento delle sue prestazioni nel tempo è un aspetto che non è possibile trascurare, in quanto l’investimento economico in gioco è mediamente troppo importante per poterne accettare un decadimento funzionale in tempi brevi. Il raggiungimento di un buon bilanciamento tra durabilità ed estetica è l’obbiettivo primario delle attività di progettazione e si traduce nella capacità di saper scegliere materiali e tecnologie idonei in grado di fornire garanzie in termini di alta prestazionalità nel tempo, senza snaturare l’idea architettonica originaria. APPEAL ARCHITETTONICO Nel campo delle pavimentazioni, l’offerta tipologica presente sul mercato è a dir poco vasta, sia per materiali (ceramica, legno, pvc) sia per formati (dal mosaico alle grandi lastre). Una soluzione, particolarmente apprezzata dal gusto architettonico contemporaneo, che si distacca in maniera netta da tutte le altre, sia per estetica sia per caratteristiche funzionali, sono le pavimentazioni in resina. Il primo aspetto che contraddistingue questo tipo di finitura e che lo fa scegliere sia per il suo valore estetico che per la sua funzionalità è l’omogeneità delle superfici che si vengono a creare mediante l’applicazione di materiali resinosi. Ciò che da sempre accomuna tutte le pavimentazioni, indipendentemente dalla loro composizione materiale è infatti la modularità degli elementi che le costituiscono, che ne rappresenta l’aspetto distintivo e maggiormente caratterizzante: il formato di una piastrella o di un listone di parquet è l’opzione primaria 80

La resina è versatile In casa punta su estetica e comfort, negli uffici e ospedali su igiene e continuità, nei laboratori e nell’industria su APPLICAZIONI Le pavimentazioni in resina trovano larga applicazione sia in ambito domestico che resistenza chimica e meccanica che il cliente o il progettista sono chiamati a scegliere spesso già in fase preliminare, con una notevole influenza sull’impatto visivo e la percezione dello spazio abitato. La possibilità di creare una piastra uniforme, per colore e texture, su superfici anche molto ampie, affascina notevolmente utenti ed addetti ai lavori, specialmente del comparto residenziale.

nei settori industriali e commerciali. Proprio la facile lavabilità del supporto costituisce un


richiede un grande ricorso alla manualità, che si concretizza in più passate in giorni successivi nelle quali i affina progressivamente la finitura. Come già accennato, le pavimentazioni in resina, storicamente utilizzate in maniera preponderante in ambito industriale e commerciale, stanno progressivamente ampliando il proprio mercato al settore residenziale, in quanto particolarmente affini al gusto essenziale dell’architettura contemporanea.

valore aggiunto in ambienti sanitari e ospedalieri. A livello esecutivo, la realizzazione di una pavimentazione in resina è un procedimento abbastanza standardizzato: passaggio fondamentale per la buona riuscita della lavorazione è la realizzazione di un massetto di sottofondo cementizio adeguatamente compatto e con minimi margini di tolleranza sulla planarità. Esso, infatti, rappresenta la base su cui viene applicata la resina: sia che si tratti di tipologie a spessore ridotto o di tipologie multistrato (cioè applicate a più riprese), una pavimentazione in resina risente per sua natura profondamente della qualità del supporto su cui viene applicata. Il mercato offre anche prodotti autolivellanti, in grado di compensare eventuali sconnessioni presenti sul fondo di posa: data l’incidenza di costo del materiale, il tutto è comunque limitato a piccole irregolarità. PERIZIA NELLA POSA L’altro fattore fondamentale è dato dalla perizia in fase di posa: molto più che per i pavimenti in ceramica o in legno, la resina necessita di una manualità molto marcata specie in ambito residenziale, che può fare realmente la differenza tra un intervento di elevata o scarsa qualità. Tra le principali tipologie di resine impiegate per la realizzazione di una pavimentazione troviamo: • la resina epossidica, caratterizzata da un alto livello di resistenza all’usura, dalla resistenza agli sbalzi termici e da ottime pro-

prietà idrorepellenti. È particolarmente utilizzata in ambito industriale e commerciale. La resina epossidica è costituita da due componenti (resina stessa e indurente) da miscelare al momento della posa; • la resina poliuretanica, maggiormente elastica di quella epossidica, quindi più resistente alle vibrazioni e agli urti, oltre che ai raggi Uv e agli sbalzi termici, è adatta in interni domestici e nei complessi scolastici e sportivi; • la resina acrilica è caratterizzata da una grande traspirabilità e ha il pregio di non permettere la formazione di muffe. Presenta una grande resistenza al calore ed è un’ottima soluzione per il rivestimento delle superfici esterne. È altresì economica e semplice da applicare, poiché monocomponente e veloce da essiccare, ideale per spessori elevati; • la resina cementizia o microcemento è resina caricata con polvere di cemento (o con granuli di pietra naturale o sintetica) e con pigmenti minerali. L’aspetto superficiale è molto simile a quello del calcestruzzo industriale battuto, più o meno grezzo, ma in pochi millimetri di spessore. Ha recentemente avuto un importante incremento di diffusione in ambito residenziale proprio grazie all’effetto estremamente materico che è possibile raggiungere se lavorata manualmente a più riprese con la spatola. Con il microcemento è possibile rivestire non solo pavimentazioni ma anche porte e complementi d’arredo. Il procedimento di posa

RACCOMANDAZIONI Due aspetti di cui tenere conto nella valutazione della resina per un uso domestico: • il costo sicuramente maggiore rispetto alla maggior parte delle alternative disponibili sul mercato, dovuto in larga parte proprio alla spiccata manualità necessaria per l’esecuzione dell’opera; • la delicatezza della finitura. Se in ambito industriale, infatti, graffi o scalfitture superficiali sono fattori assolutamente tollerabili, differente è la situazione in una cucina, bagno o camera da letto, laddove il livello di usura accettabile è sicuramente più basso, almeno nel breve termine. Sono aspetti questi da non sottovalutare, sempre nell’ottica di quel binomio durabilità - estetica di cui abbiamo parlato all’inizio, che deve costituire un punto fisso negli standard progettuali sia per piccole che per grandi opere.

■ Nelle foto esempi di pavimentazione in resina nei diversi ambiti costruttivi. Soluzioni continue e materiche che coniugano estetica e prestazioni tecniche elevate.

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INNOVAZIONE IN CANTIERE › RISTRUTTURAZIONE AMBIENTE BAGNO

Il microcantiere tra impianti e finiture Il rifacimento del bagno è oggi un intervento complesso che unisce impianti, finiture e arredo. Un vero microcantiere, che coinvolge più figure professionali, richiede iter autorizzativi adeguati e una progettazione attenta per garantire qualità e sicurezza complessive  di Matteo Cazzaniga

■ Il mondo dell’arredobagno ha vissuto uno sviluppo notevole negli ultimi decenni e con un livello di specializzazione molto elevato.

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Il concetto di abitazione racchiude in sé una molteplicità di spazi, a cui si legano differenti sensibilità, emozioni e sensazioni del vivere quotidiano che rendono un edificio ciò che ognuno di noi chiama comunemente casa. La necessità di personalizzare in maniera netta gli spazi che abitiamo, non solo per plasmarli secondo il nostro stile di vita o per ottemperare ad ammodernamenti funzionali, ma soprattutto per rinnovare lo scambio emozionale che un luogo da noi vissuto in


■ Molto spesso è proprio l’arredo a determinare la progettualità generale dell’intervento.

modo continuativo è in grado di fornirci, è diventato oggi un bisogno sempre più diffuso. Questo processo di personalizzazione passa spesso attraverso progetti di restyling periodici, che talvolta uniscono anche una finalità di mantenimento prestazionale complessivo dell’immobile. MICROCANTIERE BAGNO TRA FINITURE E IMPIANTI Un esempio tipico riguarda l’ambiente bagno: da sempre spazio soggetto a particolari condizioni di usura, è passato da ambiente di servizio a locale di cura della persona e del suo corpo, con una conseguente drastica evoluzione delle soluzioni estetiche e funzionali che il mercato è in grado di offrire. A questo si aggiunge un’altra caratteristica fondamentale dell’ambiente bagno: è l’unico spazio casalingo che unisce in maniera indissolubile estetica (finiture) e funzionalità (impiantistica). Un mix che fa sì che un elemento funga da traino all’altro e che si arrivi molto spesso alla scelta di un intervento radicale di rifacimento dell’intera stanza: nel caso di edifici datati, infatti, è la vetustà impiantistica

a fungere da prima leva nei confronti della ristrutturazione, portando poi però con sé velleità di finiture ricercate e dall’alto valore aggiunto che difficilmente si riscontrano in altri ambienti di un’abitazione. Il mercato della ristrutturazione dell’ambiente bagno costituisce oggi un’importante fetta di mercato per piccole realtà imprenditoriali e artigianali diffuse su tutto il territorio nazionale, così come per il mondo dell’arredamento e degli elettrodomestici. Realtà che in taluni casi hanno sviluppato una vera e propria specializzazione sul tema. Proprio la marcata funzionalità dell’ambiente bagno e la stretta connessione con il mondo impiantistico configurano il rifacimento di un bagno come un vero e proprio microcantiere: in esso cioè sono racchiuse una molteplicità di attività e di professionalità che necessitano di un coordinamento tipico di un cantiere in miniatura. RISTRUTTURAZIONE ITER AUTORIZZATIVI Da un punto di vista autorizzativo l’iter può essere anche sufficientemente snello, rimanendo nell’alveo della manutenzione ordi-

Impianti, finiture e arredo si intrecciano in uno spazio ridotto ma ad alta complessità tecnica, dove ogni scelta progettuale incide su comfort, qualità e durata nel tempo

naria (Cil– Comunicazione inizio lavori) qualora ci si limiti al rifacimento funzionale di quanto esistente, senza modifica delle superfici o delle aperture perimetrali. Nella maggior parte dei casi però, la mutata sensibilità nei confronti dell’ambiente bagno che abbiamo sopra descritto, si concretizza nella necessità di uno spazio più ampio e maggiormente articolato, più consono insomma a un locale in cui la permanenza delle persone è maggiormente continuativa piuttosto che di un locale di puro servizio. In tale casistica l’ampliamento della superficie utile interna (spesso a discapito di una camera adiacente, magari sovradimensionata) determina lo spostamento nel campo della manutenzione straordinaria (Cila – Comunicazione di inizio lavori asseverata) per la quale è indispensabile rivolgersi a un professionista abilitato. OPERATORI IN CAMPO Da un punto di vista esecutivo l’attività coinvolge sempre per lo meno tre soggetti distinti: ❯ Impresa edile: a cui sono demandate le opere di demolizione, ricostruzione e assistenza muraria; ❯ Idraulico: responsabile del rifacimento dell’impianto idrico-sanitario (adduzione acqua calda/fredda) e talvolta di modifiche o integrazioni all’impianto di riscaldamento, mediante l’installazione di termoarredi a parete; ❯ Elettricista: a cui è in capo il rifacimento e/o adeguamento degli impianti elettrici di illuminazione e forza motrice, nonché laddove necessario di ventilazione forzata. A essi si aggiunge molto spesso la figura di un posatore piastrellista specializzato: i livelli di finitura richiesti e i materiali adottati, infatti, si pensi a mosaici o piastrelle di grande formato, resine o carte da parati fanno sì che tali attività non possano più essere eseguite dal muratore tuttofare di una volta. E con tre/quattro soggetti diversi presenti in cantiere, ben sappiamo che la normativa vigente in tema di sicurezza impone l’individuazione di un soggetto incaricato alla sorveglianza e al coordinamento: il Cse (Coordinatore per la sicurezza in fase esecutiva), con tanto di notifica agli organi preposti e Psc (Piano di sicurezza e coordinamento). Tutto ciò non deve spaventare la committenza, bensì renderla consapevole della complessità pure nelle piccole dimensioni, dell’attività intrapresa e 83


INNOVAZIONE IN CANTIERE › RISTRUTTURAZIONE AMBIENTE BAGNO

■ L’ambiente bagno è un perfetto esempio di stretta interazione tra edilizia e impiantistica. Nell’immagine i supporti per sanitari sospesi su controparete da realizzarsi in cartongesso.

Un intervento apparentemente semplice racchiude più professionalità, iter autorizzativi e soluzioni specialistiche, configurandosi come un vero cantiere in miniatura

del livello di controllo necessario per fornire un’opera finita di adeguata qualità. L’ARREDO Non da ultimo va dimenticato l’arredo: il mondo dell’arredobagno ha vissuto uno sviluppo notevole negli ultimi decenni, divenendo completamente indipendente e con un livello di specializzazione molto elevato. In ambienti dalle superfici comunque ridotte, molto spesso è proprio l’arredo a determinare la progettualità generale dell’intervento, partendo dalla scelta dei sanitari: ❯ per wc e bidet a farla da padrone sono ormai le serie sospese, di gran lunga preferite per estetica e facilità di pulizia. Buon apprezzamento è dedicato anche alle serie filomuro, mentre la soluzione con cassetta esterna è generalmente riservata a situazioni 84

più specifiche, come i bagni per utenti con ridotta capacità motoria; ❯ per le vasche c’è un forte ritorno alla tipologia free-standing, naturale conseguente di un ambiente bagno più confortevole e di dimensioni più generose rispetto al passato, laddove le soluzioni a incasso rappresentavano la maggioranza dei casi. Più variegata è la scelta del lavabo, molto spesso strettamente legata all’arredo; ❯ riguardo alle docce oltre al tradizionale piatto rialzato si sono largamente diffusi quelli a filo pavimento o le tipologie ultraflat in pietra rigenerata, in grado di essere adattate anche a cabine doccia dalle forme irregolari. Un mondo di soluzioni, all’interno del quale vi è un ulteriore settore estremamente specialistico (le rubinetterie) che rendono l’ambien-

te bagno probabilmente lo spazio in assoluto più personalizzabile di un’abitazione. Certamente quello che ha beneficiato delle maggiori trasformazioni a livello di offerta qualitativa nel mercato attuale.

■ Predisposizione muraria per incasso rubinetteria doccia.


SALUBRITÀ INDOOR › DAL PROGETTO ALLA GESTIONE

Sviluppi normativi e soluzioni tecnologiche ■ Questa villa combina un’estetica moderna con i principi di architettura sostenibile e ambienti interni salubri, grazie a luce naturale, ventilazione, materiali sicuri e contatto diretto con la natura circostante.

La qualità dell’aria indoor è cruciale per salute e comfort. Norme aggiornate, tecnologie di monitoraggio e materiali a basse emissioni guidano progettazione e gestione degli edifici, integrando efficienza energetica, salubrità e benessere degli occupanti  di Rebecca Alberti

La qualità dell’aria indoor (Indoor Air Quality – Iaq) rappresenta oggi un parametro tecnico fondamentale nella progettazione e gestione degli edifici. L’evoluzione normativa, l’incremento delle prestazioni energetiche dell’involucro edilizio e le nuove evidenze scientifiche sugli effetti sanitari degli inquinanti indoor impongono un approccio integrato tra architettura, impiantistica e gestione. Qui analizziamo le più recenti novità normative, le tecnologie emergenti e le prospettive applicative in edilizia. 85


SALUBRITÀ INDOOR › DAL PROGETTO ALLA GESTIONE

AMBIENTI CONFINATI, IMPATTI SUL BENESSERE La crescente attenzione alla salubrità degli ambienti confinati è il risultato di diversi fattori concomitanti: l’ermeticità degli edifici ad alta efficienza energetica, l’introduzione di nuovi materiali e finiture, nonché la maggiore permanenza delle persone in ambienti indoor. Secondo dati consolidati, gli occupanti trascorrono oltre il 90% del tempo in spazi chiusi, rendendo la qualità dell’aria interna un elemento determinante per il benessere psico-fisico e le prestazioni cognitive. INQUINANTI INDOOR E PARAMETRI DI RIFERIMENTO Dal punto di vista tecnico, la valutazione della Iaq si basa sul monitoraggio di specifici contaminanti, tra cui: ❯ CO₂, utilizzata come indicatore indiretto dell’efficacia del ricambio d’aria; ❯ PM10 e PM2.5, provenienti sia da fonti esterne sia da attività interne; 86

❯ Voc e formaldeide, associati a materiali edili, arredi e prodotti di finitura; ❯ Radon, gas radioattivo di origine naturale; ❯ Umidità relativa, correlata a fenomeni di condensazione e proliferazione microbica. Il controllo simultaneo di questi parametri è essenziale per garantire condizioni indoor conformi ai requisiti di comfort e sicurezza. EVOLUZIONE DELLE NORME La norma Uni 11976 Una delle principali novità nel panorama normativo nazionale è l’introduzione della Uni 11976, che definisce criteri e metodologie per la valutazione e il monitoraggio della qualità dell’aria interna negli edifici civili. La norma fornisce: indicazioni operative sui parametri da misurare; modalità di monitoraggio continuo e periodico; integrazione tra qualità dell’aria, comfort termo-igrometrico ed efficienza energetica. Si tratta di un riferimento tecnico rilevante per progettisti, impiantisti e gestori di edifici.

Cam Edilizia 2025 L’aggiornamento dei Criteri Ambientali Minimi per l’edilizia introduce requisiti più stringenti in materia di sostenibilità e salubrità, con impatti diretti sulla Iaq. In particolare: selezione di materiali a basse emissioni; attenzione alla progettazione dei sistemi di ventilazione; controllo delle condizioni ambientali interne negli appalti pubblici. La qualità dell’aria indoor assume così un ruolo centrale anche nelle procedure di gara e nella progettazione pubblica. IMPATTI SULLA SALUTE E PRESTAZIONI DEGLI OCCUPANTI Studi scientifici recenti evidenziano una correlazione significativa tra Iaq e riduzione dei sintomi riconducibili alla Sick Building Syndrome; al miglioramento delle prestazioni cognitive in ambienti scolastici e lavorativi; alla diminuzione dei rischi respiratori a lungo termine. È inoltre emersa una forte interdipendenza tra qualità dell’aria esterna e interna, che

■ Gli ambienti interni di quest’edificio scolastico sono progettati per garantire un’alta qualità dell’aria interna, luce naturale e comfort, tutti elementi chiave per la salute e il benessere dei bambini.


SOLUZIONI IMPIANTISTICHE E TECNOLOGIE EMERGENTI 1. Ventilazione Meccanica Controllata La Ventilazione Meccanica Controllata (Vmc), soprattutto con recupero di calore ad alta efficienza, rappresenta oggi una soluzione consolidata per garantire ricambi d’aria costanti, limitando le perdite energetiche. La Vmc risulta particolarmente efficace negli edifici ad alte prestazioni energetiche e nelle ristrutturazioni profonde. 2. Sensori intelligenti e sistemi di controllo L’evoluzione dei sistemi di monitoraggio Iaq ha portato allo sviluppo di sensori multiparametrici in grado di rilevare in tempo reale CO2, Voc, particolato e umidità. L’integrazione con sistemi di building automation consente una gestione adattiva della ventilazione in funzione dell’occupazione reale e delle condizioni ambientali. 3. Filtrazione e trattamento dell’aria In contesti urbani o ad alta esposizione a inquinanti esterni, assumono crescente importanza sistemi di filtrazione avanzata (per esempio, filtri Hepa) e soluzioni ibride che combinano ventilazione, filtrazione e trattamento dell’aria.

■ Il sistema di ventilazione meccanica controllata Helty FlowPlus favorisce il ricambio d’aria efficiente e, attraverso il sensore igrometrico integrato, il controllo dell’umidità indoor, permettendo di prevenire la formazione di muffe e innalzare il comfort abitativo dei locali senza lavori invasivi.

rafforza la necessità di strategie progettuali integrate. Nel paradigma del green building, la qualità dell’aria indoor è ormai considerata un indicatore chiave della qualità complessiva dell’edificio. I protocolli di certificazione ambientale (Leed, Well, ...) attribuiscono crescente importanza alla salubrità degli ambienti interni, influenzando sia il valore immobiliare sia la percezione dell’utente finale. CONCLUSIONI La qualità dell’aria indoor rappresenta oggi una sfida tecnica e progettuale di primaria importanza per il settore edilizio. L’evoluzione normativa, le nuove tecnologie di monitoraggio e ventilazione e le evidenze scientifiche sugli effetti sanitari impongono un approccio multidisciplinare. Integrare la Iaq sin dalle fasi preliminari di progetto significa realizzare edifici più salubri, efficienti e sostenibili, in linea con le esigenze attuali e future del costruito. 87


SUI BANCHI DI SCUOLA › SISTEMI A SECCO › INDOOR

Supporti per sanitari Dalla norma al cantiere La norma Uni 11424 disciplina la posa dei sistemi a secco e i supporti per carichi pesanti, ma l’esperienza evidenzia limiti applicativi. In particolare, per i sanitari sospesi, solo l’adozione di sottostrutture rigide dedicate garantisce adeguata portanza, rigidità e protezione dei rivestimenti

Le modalità di corretta posa in opera dei sistemi a secco indoor a supporto della qualità finale sono descritte in un’unica norma tecnica – la Norma Uni 11424: marzo 2015, che in poco meno di 60 pagine approfondisce le modalità di posa in opera dei sistemi costruttivi non portanti in lastre di gesso rivestito su orditure metalliche per ambienti interni. La nostra consueta rubrica oggi approfondisce un tema basilare per la qualità finale e l’utilizzo quotidiano della tecnologia costruttiva a secco ovvero l’integrazione dei sistemi di supporto per la sospensione di carichi pesanti all’interno dei pacchetti stratificati a secco che nella maggior parte dei casi coincide con i sistemi di supporto dei sanitari sospesi. Tema importante e delicato perché riguarda allo stesso tempo non solo gli installatori specialisti dei sistemi costruttivi a secco ma anche gli installatori idraulici che s’interfacciano e operano sui manufatti a secco e i progettisti che progettano e verificano il corretto assemblaggio delle soluzioni sul campo.

Ing. Mirko Berizzi CONSIGLIO PRATICO

■ Soluzione di sottostruttura combinata per sanitari sospesi.

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PER CARICHI PESANTI E SANITARI SOSPESI NON LIMITARTI ALLA NORMA. INTEGRA UNA SOTTOSTRUTTURA RIGIDA ANCORATA AI SOLAI, COINVOLGI L'ORDITURA, SVINCOLA LE LASTRE, RIDUCI LE DEFORMAZIONI E PROTEGGI I RIVESTIMENTI CERAMICI


■ Supporto per sanitario sospeso in opera.

COSA DICE LA NORMA Partiamo dalle uniche indicazioni in merito riportate dalla norma Uni 11424. Il paragrafo 5.1.3.7 di pag. 25 dal titolo Supporti per la sospensione di carichi pesanti raccomanda l’utilizzo di dispositivi di rimando all’orditura nel caso di fissaggio di carichi maggiori di 300 N (30 kg); dispositivi che possono essere costituiti da una traversa di distribuzione dei carichi solidale con i montanti adiacenti; nello specifico rimanda ai supporti per i carichi sospesi come ad esempio i sanitari riportati negli esempi grafici di pag. 26. Nel proseguo del capitolo la norma segnala alcune accortezze che riportiamo di seguito, quali: ❯ L’orditura dev’essere opportunamente rinforzata nel caso di carichi eccentrici che producano un momento maggiore di 300 Nm se concentrati, oppure maggiore di 150 Nm, se distribuiti. ❯ I supporti integrati nella struttura metallica delle pareti o delle contropareti sono posti tra due montanti a interasse di 60 cm, in perfetta aderenza alla lastra di rivestimento. ❯ Determinati carichi richiedono supporti di sostegno ancorati a pavimento, per l’eliminazione di eventuali instabilità flessionali e torsionali dovute alle sollecitazioni sulla struttura. ❯ Tali supporti consentono di fissare, a parete ultimata, tutti i tipi di apparecchi sospesi come sanitari, scaldabagni, radiatori, pensili (…). A questo punto sorge spontanea la domanda: queste indicazioni sono sufficienti a garantire un adeguato sostegno dei carichi pesanti in cantiere? In particolare, l’ultima riga

delle considerazioni della norma, ovvero la libertà di fissare qualsiasi apparecchio sospeso, è affidabile? COSA DICE L’ESPERIENZA Purtroppo, la mia esperienza ventennale sul campo sommata a quella “over 40” della

azienda Vanoncini spa specialista dei sistemi a secco - che rappresento tecnicamente - insegna che il corretto funzionamento dei sistemi di supporto di carichi pesanti e le relative garanzie di efficacia richiedono ulteriori e precisi accorgimenti rispetto a quanto indicato dalla norma.

■ Dettaglio di sottostruttura di sostegno del sanitario sospeso per Wc.

■ Supporto per lavabo sospeso in opera.

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SUI BANCHI DI SCUOLA › SISTEMI A SECCO › INDOOR

■ Dettaglio di staffaggio della sottostruttura alla base.

■ Dettaglio del fissaggio delle spalle in sommità.

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CASO PRATICO SUPPORTO PER SANITARIO WC SOSPESO Approfondiamo il caso più frequente in cantiere che genera un carico “eccentrico” critico: Il supporto per sanitario wc (o bidet) sospeso che genera un carico “dinamico” significativo. Carico di cui la norma Uni 11424:2015 non riporta alcun riferimento. Allora per poter definire un valore numerico sul quale effettuare le opportune considerazioni e definire le adeguate soluzioni di montaggio in cantiere approfondiamo la norma Uni En 997 relativa agli Apparecchi sanitari – Vasi indipendenti e vasi abbinati a cassetta con sifone integrato e nello specifico il capitolo 5.7.4 Prova di carico. Qui la norma stabilisce il valore di carico che sollecita i vasi sanitari pari a una forza di circa 4 kN (400 kg) applicata - per un periodo di 1 ora - per mezzo di una trave (con sezione trasversale di 100x100 mm) posizionata al centro dell’apertura del vaso. Valore di 400 kg, guarda caso, adottato dai maggiori produttori dei sistemi costruttivi a secco per testare i propri sistemi di supporto sanitari in laboratorio. Laboratorio nel quale i supporti per sanitari sospesi di ogni produttore vengo testati ancorandoli in luce ai profili montanti di orditura ancorati a telai rigidi (di laboratorio) con sessioni di carico che appunto raggiungono il sovraccarico massimo di 400 kg soddisfacendo la funzionalità del sistema.

■ Dettaglio sottostruttura in profilato a U di spessore 2 mm.


CANTIERE E LABORATORIO LE CONDIZIONI DI POSA SONO DAVVERO EQUIVALENTI? Ma a questo punto sorge spontanea un'altra importante domanda: le indicazioni di posa dei supporti per sanitari sospesi in cantiere e le rispettive condizioni al contorno riprendono esattamente quelle dei test di laboratorio? Ovvero, i supporti fissati in cantiere a terra e ai due semplici montanti a C inscatolati a interasse 60 cm (senza ulteriori specifiche di dettaglio) di una parete godono delle stessa rigidità di funzionamento presente nella prova di laboratorio? Le prove di carico e i test svolti in cantiere negli ultimi 20 anni dimostrano che la rigidità necessaria richiede il coinvolgimento non solo del supporto sanitario e dell’orditura metallica di parete adiacente ma anche del rivestimento in lastre generando una componente di inevitabile deformazione della parete stessa. Deformazione che in alcuni casi potrebbe coinvolgere i rivestimenti ceramici applicati in parete (o controparete) portandoli alla cavillatura! Rivestimenti ceramici che,ahimè, non vengono testati nelle prove di laboratorio dei supporti per sanitari. SOTTOSTRUTTURA RIGIDA LA RISPOSTA ALLE DEFORMAZIONI IN PARETE Ecco perché sin dal lontano 2010 in Vanoncini abbiamo testato sul campo e di seguito brevettato e adottato una specifica Sottostruttura rigida di sostegno compatibile con ogni marca e/o sistema di supporto per sanitario, in grado di garantire la rigidità necessaria al manufatto parete/controparete che integra il sanitario sospeso. Sottostruttura che ha il compito principale di evitare il trasferimento di ten-

sioni e deformazioni al manto di rivestimento in lastre dotato di eventuali finiture ceramiche. La soluzione prevede due spalle verticali costituite da profili a U di spessore 2 mm staffati ai solai strutturali estremi con squadrette a L del medesimo spessore. Profili a U con dimensione delle ali pari a 40 mm e con profondità dell’anima variabile in base all’altezza interpiano tra i solai (anima compresa tra i 50 e i 150 mm). Questa soluzione adottata in tutti i principali

grandi cantieri stratificati a secco del nord Italia si è dimostrata affidabile di fronte alle differenti casistiche di geometria del manufatto a secco e di variabilità del rivestimento ceramico. Inoltre, sottoposta a numerose prove di carico di cantiere, richieste dalle rispettive direzioni lavoro, mostra evidenti vantaggi di rigidità ed efficacia a confronto con la soluzione standard e diffusa sprovvista di sottostruttura che, al contrario, presenta elevate deformazioni al sovraccarico.

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■ Dettaglio del fissaggio della sottostruttura alla base.


WE NEWS › EDILIZIA LEGGERA

Edifici, Ambienti e Mercati Il mondo dell’edilizia leggera che crea, colora, investe, innova Le finiture Novacolor per SuonareStella Cap X

Novacolor e l’influencer e autore Paolo Stella inaugurano un nuovo capitolo del format creativo @suonarestella dedicato all’interior design e all’arredo, declinato attraverso un canale Instagram che a oggi conta 65,4 mila follower. In collaborazione con Trussardi Casa e il creative director Massimo Lorusso, il progetto approfondisce questa volta la relazione tra colore, luce e materia. SuonareStella Cap X ha visto la partecipazione anche di Novacolor con le sue pitture flat MATmotion Royale Eggshell e MATmotion Supreme Matt, con cui sono stati decorati le pareti e i soffitti di casa Stella. La palette, che intreccia cioccolato vellutato e rosa polverosi, dà vita a un equilibrio cromatico caldo e raffinato. A completare il rivestimento Swahili Opaco a resa metallizzata opaca, della capsule collection Tessuto Liquido, applicato con un effetto Shantung. Entrambe le linee sono certificate Indoor Air Comfort Gold (IACG) e REDcert², garantendo basse emissioni e qualità dell’aria indoor. L’applicazione delle finiture porta la firma di Davide Palma, Novacolor Ambassador e interprete dell’artigianalità Made in Italy. 92

Drytop, la nuova pittura Attiva per l’applicazione diretta su cartongesso

La finitura del cartongesso richiede prodotti specifici in grado di affrontare le sfide legate alle giunture, alle stuccature e alla diversa capacità di assorbimento tra le lastre. Per supportare i professionisti, Attiva (Gruppo Boero) presenta la nuova pittura Drytop che, grazie alla sua formulazione, aderisce direttamente al cartongesso senza la necessità di un fondo fissativo, garantendo una finitura extra opaca, un elevato potere mascherante e un’ottima resistenza al lavaggio. Ideale per la decorazione e la protezione di pareti, controsoffitti e strutture in cartongesso, anche in ambienti umidi, Drytop assicura rapidità di applicazione e uniformità della superficie, riducendo i tempi di lavorazione e mantenendo un’elevata resa estetica. Disponibile in oltre 2000 colori, tra tinte pastello e medio-intense realizzabili con il sistema tintometrico ATS, cuore della proposta cromatica del brand che si concretizza nella mazzetta ATS - I Colori dei Professionisti con 1295 colori e ATS - I Colori degli Esterni, specifica per le facciate e i cicli esterni.


WE NEWS › EDILIZIA LEGGERA

Le novità Boero a Klimahouse 2026

Idropitture Siliard di ARD Raccanello per il restauro della chiesetta Sant’Antonio

ARD Raccanello ha contribuito al restauro della storica chiesetta di Sant’Antonio da Padova a Peseggia di Scorzè, in provincia di Venezia, edificata nel 1931. Per la riqualificazione esterna, sono state utilizzate le idropitture della Linea Siliard, terza generazione della tecnologia silossanica che beneficia dell’utilizzo di composti nanometrici per creare una struttura capillare in grado di mantenere un'elevata porosità, riducendo al contempo il diametro medio dei capillari. Le idropitture Siliard si distinguono per l’elevata idrorepellenza e permeabilità al vapore acqueo, rendendole ideali per la finitura di intonaci di risanamento, e la capacità di inglobare in modo duraturo pigmenti difficili, ampliando la gamma cromatica disponibile. 94

Dal 28 gennaio al 31 gennaio 2026, Boero sarà presente a Klimahouse con le sue soluzioni in ambito colore, efficienza energetica e manutenzione del costruito (Stand A05/18 - Settore AB, area ANIT). Presso lo stand sarà possibile scoprire le ultime evoluzioni dei sistemi a cappotto Boerotherm e i sistemi di isolamento a secco Isolareflex, colori e finiture ad alte prestazioni per esterni e le soluzioni per la manutenzione e protezione delle facciate, sviluppate per garantire maggiore durabilità, resistenza meccanica e protezione dalle manifestazioni atmosferiche estreme, come le violente grandinate. L’azienda è coinvolta anche sul fronte normativo partecipando, insieme ad altri produttori e agli enti di categoria Cortexa e CTI, al tavolo tecnico per la creazione di una normativa specifica per la resistenza agli urti dovuti alla grandine su sistemi a cappotto (ETICS). Durante la manifestazione, Boero sarà coinvolta anche in eventi e momenti di approfondimento tecnico organizzati dall’Agenzia per l’Energia Alto Adige – CasaClima, di cui l’azienda è partner, oltre a partecipare a webinar e incontri dedicati ai professionisti del settore.


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Precisione e controllo con il nuovo misuratore laser Fatmax 60M

Stanley presenta il nuovo misuratore laser Fatmax da 60 metri progettato per offrire misurazioni estremamente precise in pochi istanti (±1,5 millimetri a 10 metri), dal calcolo di area e volume, alla misurazione continua, fino alle funzioni di altezza indiretta e Pitagora. La funzione di picchettamento (stake-out) permette inoltre di marcare distanze ripetute con velocità e precisione. Pensato per cartongessisti, imprese edili, falegnami, serramentisti e tecnici di cantiere, è ideale anche per geometri, architetti, interior designer, installatori elettrici e idraulici. Il misuratore 60M è immediato: basta accendere e inquadrare per misurare senza tempi morti e complessità. Il pulsante laterale dedicato alla misurazione migliora la presa, il comfort e la naturalezza dei movimenti. La struttura presenta una revelin pubblicità 2025 270x165.pdf 1 18/02/25 11:57

protezione IP54 contro polvere e spruzzi; le batterie alcaline AA, semplici da sostituire, assicurano fino a otto ore di utilizzo continuo. L’attacco filettato per treppiede aggiunge stabilità nelle misurazioni più lunghe o nelle attività che richiedono massima precisione.

PROGETTAZIONE, COSTRUZIONE E VENDITA DI MACCHINE PER L’EDILIZIA

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YEARS 1982-2025

dal 1982

dal 1987

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Settef per la riqualificazione di un condominio a Brescia

Settef, brand di Cromology Italia, ha collaborato con ZENX, società specializzata nelle riqualificazioni chiavi in mano, al ripristino della facciata della Palazzina Ambrosiana a Brescia, che in alcune aree presentava fenomeni di muffa e sbollamenti. Il supporto è stato bonificato con l’utilizzo della Soluzione Risanante Settef; successivamente, il ciclo di preparazione è stato ultimato con l’applicazione di una malta da intonaco in alcune zone della facciata per compensare la planarità. L’edificio ha inoltre installato un sistema di isolamento termico a cappotto

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per migliorare le prestazioni energetiche. La scelta è ricaduta su Thermophon PV, sistema con pannelli isolanti in EPS grigio, conformi ai CAM. La facciata è stata ultimata con Sylancoat 1,2, rivestimento acrilsilossanico fibrorinforzato con granulometria 1,2 millimetri, idoneo come rivestimento di finitura su Thermophon, che possiede una speciale protezione antialga e antimuffa. Inoltre, il tipo di legante impiegato conferisce al prodotto alta resistenza agli alcali e agli agenti atmosferici. Per conferire all’edificio un carattere più deciso rispetto al passato, è stato selezionato un nuovo colore per la facciata dalla collezione Cromology – I nostri colori esterni.


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tre stucchi, un solo standard: l’eccellenza.

P35 per la massima lavorabilità, P25 per la precisione, EASY per la semplicità d’applicazione. Qualunque sia la sfida, ti offriamo lo stucco giusto per farcela bene, subito. Per chi sa che ogni finitura racconta la qualità di tutto il progetto.


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