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Il sistema di gioco 1-3-3-4 e il suo possibile sviluppo nel gioco di posizione

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TATTICA

MICHELE TOSSANI

IL SISTEMA DI GIOCO 1-3-3-4 E IL SUO POSSIBILE SVILUPPO NEL GIOCO DI POSIZIONE

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L’AUTORE

Michele Tossani Analista tattico

Michele Tossani (classe 1978), una laurea in Storia presso l’Università di Firenze e un dottorato di ricerca in Storia dell’Europa moderna presso l’Università di Bari, è allenatore di Prima, Seconda e Terza categoria e tattico. Ha compilato analisi tattiche per Alberto Cavasin, Agenore Maurizi, Loris Beoni e per diversi magazine come ”Futbol-tactico.com”, ”11 Freunde”, ”Rivista Undici”, ”MondoFutbol.com”, ”TheTacticsRoom” di Martì Perarnau (autore di Pep Confidential). È opinionista tattico per Platinum Calcio Italia 7 e Radio Blu e analista per il sito www.futbol-tactico.com. Fra i vari libri da lui pubblicati si ricordano L’altro mago. Mourinho Herrera, Modulo 4-3-2-1, Un nuovo metodo. La periodizzazione tattica e Zonal defending the italian way.

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PREFAZIONE

Quando si gioca a calcio solo per svago o divertimento, qualsiasi modo di praticarlo va bene e non è suscettibile di alcuna critica particolare, ma per essere dei calciatori di buon valore tecnico non è sufficiente la sola predisposizione al gioco, occorre bensì un bagaglio ben integrato di qualità fisiche, psichiche e tecniche. All’attenzione e all’umiltà nell’apprendere devono peraltro fare da riscontro la capacità e l’intelligenza nell’insegnare, nel cercare di accompagnare il calciatore attraverso la tecnica e la tattica, la lettura e l’analisi della partita, la valorizzazione dei principi che sono alla base del gioco nei suoi tanti elementi che danno priorità ora al lavoro di gruppo, ora alla creatività individuale, non dimenticando che il calcio ha visto svilupparsi e radicarsi stili e sistemi di gioco affascinanti e importanti in questo secolo. Il modulo 1-3-3-4 ha nel suo credo il gioco d’attacco, ma prima di applicarlo in campo si sviluppa e si interpreta nella testa dei calciatori, acquisendo una mentalità di squadra sempre pronta ad affrontare le partite con l’idea di imporsi qualitativamente sugli avversari, senza tralasciare la compattezza, il coraggio e soprattutto il sacrificio di squadra, elemento essenziale nella fase difensiva. Michele Tossani è un giovane tattico, appassionato del calcio, innovativo negli schemi e aggiornato sul moderno gioco di posizione. A tutti quelli che amano questo bellissimo gioco, che da bambini sognavano e che sognano ancora. Carlo Pascucci Allenatore UEFA Pro

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INTRODUZIONE

Cos’è un sistema di gioco? J. Castelo intende come sistema di gioco ”la dimensione estetica che rappresenta la modalità di posizionamento dei giocatori in campo. Questo posizionamento di base è fondamentale (e si traduce negli schemi 1-4-4-2, 1-4-5-1 ecc.), stabilisce l’ordine e gli equilibri in diverse zone del campo e serve come riferimento e punto di partenza per i movimenti relativi dei giocatori e per la coordinazione delle azioni individuali e collettive”. Secondo F.L. Salazar, il sistema di gioco è ”la parte della strategia che stabilisce l’insieme delle forme da disporre, come muovere e utilizzare i giocatori di una squadra di calcio che, in campo, sia armonica e coordinata, con ordine, rapidità e appoggi reciproci, tenendo conto delle caratteristiche dei giocatori della rosa”. Le tre caratteristiche essenziali dei sistemi di gioco, sempre secondo Salazar, sono disporre, muovere e usare: • disporre: trovare il modo migliore per distribuire i giocatori in campo in modo che sia tutto occupato, che i giocatori siano equidistanti fra loro, abbiano zone di azione definite, occupino il campo in modo razionale per poter iniziare azioni offensive e difensive con buone possibilità di successo e, in generale, possano seguire da tutte le posizioni i principi fondamentali di ordine, rapidità e appoggi reciproci; • muovere: si tratta delle diverse modalità in cui i giocatori si muovono in campo e dei motivi per cui lo fanno. Bisogna sapere quando muoversi, come muoversi e dove muoversi. Due sistemi inoltre sono uguali sulla carta ma differiscono per i movimenti richiesti ai giocatori nelle varie fasi e situazioni di gioco; • usare: assegnare a ogni giocatore il ruolo e la funzione più adatta alle sue caratteristiche tecniche, tattiche e morali. Le modalità in cui possono essere utilizzati i giocatori si dividono secondo tre ruoli: attaccanti, difensori e centrocampisti. Agli allenatori italiani viene inoltre insegnato che ogni sistema di gioco dev’essere equilibrato, elastico e razionale: • equilibrato: il sistema deve tener conto sia della fase offensiva che difensiva; • elastico: si deve facilmente adattare a ogni atteggiamento avversario; • razionale: deve rispettare e adattarsi alle caratteristiche fisiche, tecniche e tattiche dei propri giocatori.

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di gestire la situazione e muovere la palla in attesa di trovare lo spazio da attaccare in verticale. Idealmente la gestione del pallone avviene con i sei giocatori arretrati, tre difensori e tre centrocampisti. Con palla a un difensore, ad esempio, il pivot si abbassa per formare un rombo con i tre centrali, mentre gli interni di centrocampo si allargano per garantire un’opzione di passaggio in ampiezza (figura 1). I difensori e i centrocampisti danno quindi appoggio e sostegno. Se c’è possibilità di attaccare la profondità si cerca di guadagnare campo. Viceversa, i giocatori vicino al portatore di palla faranno corse a sostegno per dare appoggio. Questo principio vale anche nel caso in cui la palla venga gestita nella metà campo avversaria con i quattro giocatori avanzati. Con palla a uno degli attaccanti, infatti, se la giocata verticale non risulterà possibile si dovranno ricercare il mantenimento e lo spostamento del pallone da una zona all’altra. I centrocampisti e gli altri tre attaccanti si muoveranno per garantire opzioni di passaggio al portatore (figura 2). 1

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Nel caso in cui il pivot venga marcato, i tre centrocampisti centrali permettono delle rotazioni fra di loro che portano a liberare un altro centrocampista per ricevere palla dai difensori (figura 3). 3

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2.2 - LE POSIZIONI E I MOVIMENTI DEI REPARTI IN RELAZIONE ALLA POSIZIONE DELLA PALLA La palla è il punto di riferimento in questo sistema sia in fase offensiva che difensiva. In fase di gestione del pallone la squadra deve disporsi corta e larga: corta in lunghezza, larga in ampiezza. Palla ai difensori: gli attaccanti cercano di guadagnare la profondità allungando la difesa avversaria. I difensori non in controllo del pallone e i centrocampisti si dispongono in posizione diagonale rispetto alla sfera (scaglionamento offensivo) formando triangoli e dando più opzioni al portatore, il quale dovrà avere sempre tre possibilità a disposizione: • passaggio di scarico dietro; • passaggio a sostegno laterale; • passaggio in avanti per guadagnare campo o gestire palla in una zona più avanzata. Palla ai centrocampisti: gli interni di centrocampo si allargano e si muovono in coppia con gli attaccanti esterni, secondo il principio per il quale se uno si allarga l’altro stringe centralmente e viceversa. Nell’1-3-3-4 mancano tutte quelle sovrapposizioni esterne tipiche di sistemi come l’1-4-4-2 o l’1-4-3-3. Le sovrapposizioni sono dall’interno all’esterno o viceversa. Ecco quindi che gli interni di centrocampo potranno attaccare la profondità negli spazi liberati dagli attaccanti, con il pivot e i difensori che si allargano e danno opzioni di appoggio dietro. 1

Figura 1. Palla ai difensori.

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Figura 2. Palla ai centrocampisti.

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