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FINISHING_ANTHOLOGY_2019

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A CURA DI ADELLO NEGRINI AND collana web magazine book

INISHING ANTHOLOG

ANNUARIO SULLO STATO DELL’ARTE DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI


FINISHING ANTHOLOGY


WEB AND MAGAZINE AND collana web magazine book

A CURA DI ADELLO NEGRINI

ANNUARIO SULLO STATO DELL’ARTE DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI

FINISHING ANTHOLOGY


FINISHING ANTHOLOGY


PROPRIETÀ LETTERARIA RISERVATA © EDITRICE WEBANDMAGAZINE S.R.L., MILANO ISBN 978-88-943192-1-7 PRIMA EDIZIONE: MAGGIO 2019

© COPYRIGHT TESTI DELL’AUTORE TUTTI I DIRITTI DI COPYRIGHT E DI UTILIZZO DEI TESTI PRESENTI IN QUESTA RACCOLTA RESTANO INTERAMENTE DI PROPRIETÀ DELL’AUTORE ADELLO NEGRINI

© COPYRIGHT FORMAT EDITORIALE TUTTI I DIRITTI DI COPYRIGHT E DI UTILIZZO DEL FORMAT DEL VOLUME RESTANO INTERAMENTE DI PROPRIETÀ DEL CREATORE DEL PROGETTO EDITORIALE E GRAFICO. TALE CREATIVITÀ IMPLICA IL LIBERO UTILIZZO DEL FORMAT DA PARTE DI STEFANO CERVINI


FINISHING ANTHOLOGY

GUIDA ALLA CONSULTAZIONE DELL’ANTOLOGIA “Finishing Anthology”, aperta dalla Prefazione e dalla Introduzione, inizia con due Capitoli di interesse generale, il Vocabolario e la Normativa ambientale, per poi svilupparsi in cinque Sezioni. Di seguito le pagine di questo percorso: Prefazione Introduzione Vocabolario Normativa ambientale Prodotti Vernicianti Gli impianti, i sistemi e le macchine per la verniciatura La finitura in massa delle superfici metalliche Histories, i Reportage esclusivi I Contributi degli Esperti Le Aziende Main Sponsor di Finishing Anthology Le Aziende Contributors di Finishing Anthology

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Prefazione di Pietro Ferrari

UNO STRUMENTO DI GRANDE EFFICACIA

I

l settore della finitura vede un dispiego di cultura tecnologica e un costante dinamismo di proposta che merita un impegno specifico da parte della nostra casa editrice, da sempre focalizzata sulla cronaca delle tecnologie dei diversi universi in cui si declina il mondo del produrre nei settori che spaziano dai materiali all'arredamento fino all'edilizia. Dai decenni di prevalenza della materia prima come commodity ai tempi odierni in cui la "pelle" dei prodotti diventa (a ragione o a torto) determinante nella percezione dell'utente finale, dai tempi della produzione seriale alla personalizzazione assoluta del prodotto contenuta e veicolata da industria 4.0, le ricerche sulla finitura hanno giocato a una rincorsa continua con le materie prime e le tecnologie di applicazione. Questa dialettica merita di essere documentata e raccontata nei suoi dettagli e nella sua applicazione pratica nei multiformi settori in cui si applica. Per questo quando Adello Negrini, specialista in questo campo, ha proposto alla nostra casa editrice di realizzare uno strumento multimediale di grande approfondimento nel quale parlare delle e alle aziende del settore, la nostra risposta è stata immediata. Un team si è formato rapidamente e ha visto Pietro Ferrari e Sonia Maritan affiancare nel lavoro giornalistico Adello Negrini, Silvia Maestri occuparsi degli aspetti commerciali e Stefano Cervini creare un vestito grafico di grande efficacia. Last but not least, Franco Riccardi che ha lavorato sulle bozze e sull’editing con la consueta diligenza. Speriamo che il nostro lavoro sia in grado di suscitare interesse e desiderio di approfondimento nei lettori e nei protagonisti del grande e complesso mondo delle finiture.

Adello Negrini

Pietro Ferrari

Sonia Maritan

Silvia Maestri

Franco Riccardi

Stefano Cervini


Introduzione di Adello Negrini

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L

’Antologia è aperta da un Glossario, perché è importante fissare alcune definizioni, che spesso vengono usate con accezioni diverse. Particolare è il caso della “Finitura”, essa stessa intesa a volte come la verniciatura nel suo complesso, altre volte come l’applicazione della vernice finale. Qui per “Finitura” s’intende il trattamento, unico oppure conclusivo di più interventi, della superficie di ogni manufatto, trattamento che non necessariamente consiste nella verniciatura, oppure in una fase di essa: intendiamo qui per “Finitura”, infatti, anche la lucidatura di un metallo e l’acidatura di un vetro, per esempio. L’Antologia, ciò premesso, vuole quindi essere un Trattato pratico sulla “Finitura” globalmente intesa, a disposizione di quanti desiderano aggiornarsi sui temi di questo assai vasto settore, sviluppati da specialisti di ogni specifica branca e organizzati in un panorama inedito e per quanto possibile completo. Si ringraziano gli imprenditori, i tecnici e i funzionari, che con professionalità hanno aderito alla iniziativa, nobilitandola con i loro contributi di anni di esperienza alla ricerca della qualità dei risultati e della sostenibilità degli stessi. Un grazie va anche ai Colleghi del Team, che con capacità e passione hanno reso possibile la realizzazione dell’Antologia. Il Glossario, qui pubblicato con il suo titolo originale ("Vocabolario"), è il documento esclusivo e inedito dovuto alla competenza professionale e all'impegno nella ricerca a tutto campo degli Specialisti di Sherwin - Williams Italy, che ringraziamo per la cortesia.

Adello Negrini

STATO DELL’ARTE DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI

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ANNUARIO SULLO STATO DELL’ARTE DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI


FINISHING ANTHOLOGY

IL VOCABOLARIO

! FINISHING ANTHOLOGY: IL VOCABOLARIO. Si tratta di un documento di eccezionale valore, che la competenza e l’esperienza di Sayerlack (storico Brand di Sherwin-Williams Italy), hanno compilato e offerto, prima che a noi, a tutti gli operatori del settore, che spesso si trovano a fare i conti con espressioni non omogenee, che rischiano di confondere il corretto apprendimento di notizie tecniche, bisognose invece della massima precisione. In questo senso, il Vocabolario è anche un prezioso strumento a disposizione di chi, come noi, fa informazione e vuole che essa sia per il lettore immediatamente comprensibile, per una fruizione dei contenuti costruttiva e indubitabile, come “Finishing Anthology” si è imposta che sia. Importante è anche l’elenco, contenuto nel Vocabolario, delle norme europee UNI EN, che definiscono le caratteristiche di un prodotto verniciante e indicano le procedure per valutarne i risultati applicativi. Buona consultazione, quindi, un’operazione che è facilitata dalla perfetta struttura del Vocabolario, che, in un ordine alfabetico rigoroso, non tralascia nessuna espressione legata alla verniciatura, il trattamento delle superfici sicuramente più diffuso.

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FINISHING ANTHOLOGY


OCABOLARIO

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!

Abrasione Capacità di una pellicola di vernice di resistere all'impatto e all'attrito di particelle e corpi abrasivi.

! Abrasivo

Materiale atto per la durezza e forma delle particelle a incidere ed erodere. Usato per la preparazione del legno grezzo e la levigatura del fondo.

! Accatastabilità

Tempo di essiccazione indispensabile per accatastare manufatti verniciati, senza il rischio che leghino fra loro.

! Adesione

Resistenza che una vernice oppone all'azione di distacco dal supporto o da un sottostante strato di vernice.

! Affioramento

Si ha quando in fase di essiccazione, uno o più componenti si portano verso la superficie.

! Aggiramento del poro

Difetto della vernice che non penetra nel poro, ma si ferma lungo i bordi del medesimo, compromettendo la distensione.

! Airmix Vedi Pistola Airmix. ! Airless Vedi Pistola Airless. !Ancoraggio

Capacità di aderenza tra supporto e mano di fondo o tra quest'ultima e le mani successive.

Vocabolario

! Anticatura

Lavorazione attraverso la quale, applicando una patina o glaze sul fondo già essiccato, e asportandone l'eccesso mediante straccio o Scotch-Brite, si riproducono rigature o solchi creando un effetto "antico".

! Applicabilità Adattabilità di una vernice a un determinato sistema di verniciatura. ! Argentatura

Difetto della vernice (provocato quasi sempre da un distacco del film di supporto) che appare come un insieme di macchie bianco-argento poste tra legno e vernice.

! Assorbitori UV

Sostanze chimiche che, solitamente introdotte nelle vernici di finitura, bloccano le radiazioni ultraviolette contenute nello spettro solare, prima che queste giungano sul legno. L'addizione di assorbitori UV aumenta la protezione del legno e la durata della pellicola all'esterno.

! Autocombustione

È la capacità dello sfiuto che si forma nell'applicazione di vernici sintetiche, di autoincendiarsi. Tale fenomeno è favorito da temperatura ambiente superiore a 25-30°C e grossi accumuli di sfiuto. Evitare sempre l'impiego di cabine a secco e portare, al termine di ogni giornata lavorativa, lo sfiuto all'esterno raccogliendolo in fusti a cielo aperto riempiti con acqua.

! Battericida Sostanza che protegge la vernice, in latta o in vasca, e il legno dall'azione demolitiva dei microrganismi.

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OCABOLARIO

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! Blocking Incollamento tra due superfici verniciate, che si verifica quando le stesse vengono a contatto a temperature e pressioni elevate. ! Bolle

Vocabolario

! Capocchie Si formano in fase di essiccazione, quando il solvente e l'aria non riescono a uscire dal film, che ha generato in superficie una sottile pellicola già indurita.

(Formazione di) Difetto che si presenta con la formazione di piccole bolle o vesciche nel film di vernice; questo avviene se durante l'essiccazione solventi o aria rimangono intrappolati sotto la superficie del film, o se l'essiccazione chimica è inibita da sostanze contenute nel substrato.

! Cariche Sostanze utilizzate per modificare le caratteristiche di resistenza chimicomeccanica delle vernici. Insolubili nel legante come i pigmenti sono però al contrario di questi, caratterizzate dall'avere un effetto coprente e colorante nullo.

! Brillantezza

! Carosello di essiccazione

Vedi Gloss. Potere riflettente del film di vernice nei confronti della luce incidente.

Tragitto guidato di carrelli contenitori, in tunnel ad aria calda, fino a 60 gradi centigradi massimo.

! Buccia d’arancia

! Carta abrasiva

Difetto superficiale del film essiccato che, non ben dilatato, ha il tipico aspetto della buccia d'arancia.

! Cabina di verniciatura

Impianto in cui si applica a spruzzo la vernice. Può essere aperta (se priva di tetto e pareti) o chiusa (se con le sole aperture per il passaggio dei pezzi). In relazione alla direzione di eventuali flussi di aria può essere a ventilazione verticale, obliqua od orizzontale. Può inoltre essere climatizzata (se fornita di condizionamento d'aria) o pressurizzata (vedi Pressurizzazione). In relazione all'abbattimento delle particelle di vernice in eccedenza, può ancora essere a umido (es. velo d'acqua) o a secco (es. mediante filtri).

È il veicolo, solitamente in carta o tela, per il materiale abrasivo usato per la carteggiatura del supporto da verniciare, o di mani precedentemente applicate di prodotti vernicianti. Detto materiale è allo stato di granelli a diversa dimensione, definita da un numero che indica quante maglie sono contenute in un pollice quadrato (6,45 cm) del setaccio, attraverso il quale sono passati i granelli abrasivi della carta che tale numero individua. Nello schema seguente sono indicate le più comuni carte abrasive: Numero della carta Definizione della grana 40 - 60 - 80 Grossissima 100 - 120 - 150 Grossa 180 - 200 - 240 Media


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Vocabolario

280 - 320 - 360 Fine 400 - 500 - 600 Finissima 700 - 800 - 900 Ultrafine

! Carte impregnate Trattasi di impiallacciature artificiali costituite da una pellicola di carta, impregnata con resina. Possono essere in tinta unita, fantasiosamente disegnate o imitanti colori e venature del legno. ! Carteggiatura Operazione che attraverso l'uso di carte o altri mezzi abrasivi, prepara o il supporto grezzo a ricevere la prima mano di prodotto verniciante o il fondo destinato a ricevere la mano di finitura. In alcuni cicli di verniciatura possono essere eseguite operazioni di carteggiatura anche sulla tinta o sull'impregnante o su applicazioni intermedie di mani di fondo. ! Catalisi Processo attraverso il quale due o più componenti di prodotti vernicianti, opportunamente mescolati, iniziano a reticolare, cioè a indurire per formare il film solido. Della catalisi è essenziale rispettare le dosi prescritte per i vari componenti e il tempo di lavorabilità della parte catalizzata (vedi Pot-life).

! Catturatori di radicali Sostanze chimiche che, solitamente introdotte nelle vernici di finitura, bloccano le radiazioni ultraviolette contenute nello spettro solare prima che queste giungano sul legno. L'addizione di assorbitori UV aumenta la protezione del legno e la durata della pellicola all'esterno. ! Ciclo di verniciatura Insieme di operazioni necessarie per la verniciatura di manufatti in legno, che può essere così esemplificata: 1) Tinteggiatura/impregnazione (o nobilitazione) del supporto mediante coloranti/impregnanti che lo portino alla tonalità desiderata e nel caso di impregnazione lo proteggono dall'attacco di funghi. 2) Applicazione della (o delle) mano di fondo o turapori. 3) Carteggiatura 4) Applicazione della finitura, che può essere trasparente o pigmentata, lucida od opaca, con vari gradi di opacità tra l'una o l'altra versione. ! Coalescente

È un solvente per il polimero disperso in acqua appartenente alla famiglia dei glicoli-eteri. Vengono introdotti nelle vernici all'acqua al fine di favorire, alla temperatura ambiente, la formazione della pellicola. La percentuale di coalescente contenuta mediamente in una vernice all'acqua è del 2-5%.

! Colatura

Formazione di accumuli durante l'applicazione della vernice, come gocce, bordature, festoni ecc.. È causata, in genere, da eccesso di quantità applicata, prodotto troppo liquido, prodotto non tixotropico.

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VOCABOLARIO

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! Cold-check Attitudine di una pellicola di vernice a resistere a determinati cicli di basse e alte temperature senza screpolarsi. Viene espressa con il numero dei cicli sopportati. ! Coloranti a solvente Trattasi di coloranti solubili in solventi, che essiccano in tempi molto brevi rispetto alle tinte all'acqua. A differenza di queste ultime, provocano variazioni di tonalità in relazione alle quantità applicate al supporto. ! Coloranti all’acqua Trattasi di coloranti il cui diluente è l'acqua che, avendo grande affinità con il legno, ne esalta le venature e la tonalità, per la grande capacità di penetrazione. Applicabili a immersione, pennello, straccio, spruzzo e flow-coating. Nell'applicazione a pennello l'eccesso di colorante deve essere tolto mediante un pennello asciutto, una spugna, o un semplice straccio, seguendo il senso delle venature. ! Compatibilità

Vocabolario

La catalisi (nei prodotti a due o più componenti) deve essere fatta nelle proporzioni indicate dal produttore di vernice. I manufatti devono essere ben preparati (carteggiati, puliti e calibrati se destinati a lavorazioni in linea). Il tunnel di essiccazione, ove esistente, deve essere alla temperatura prevista. L'apparato applicativo (pistole, pompe, condutture, velatrici, ecc.) deve essere perfettamente pulito, in particolare l'aria del compressore deve essere disidratata ed esente da olio. La vernice deve sempre essere ben agitata e mescolata prima dell'uso.

! Conducibilità È il potere di veicolare cariche elettriche, inversamente proporzionale alla resistività. È una dote utilizzata nella applicazione elettrostatica dei prodotti vernicianti. ! Copertura

Caratteristica del prodotto verniciante di coprire le irregolarità del supporto e in particolare i pori e i solchi della carteggiatura.

Possibilità di mescolanza tra due o più prodotti vernicianti.

! Cratere Vedi Schivatura.

! Condizione per ben verniciare

! Densità

L'ambiente, esente da polvere e da sostanze inquinanti, deve avere una temperatura tra i 18 e i 24 gradi centigradi e la sua umidità relativa deve essere tra il 40% e il 75%. Il supporto legnoso deve avere una temperatura compresa tra i 18 e i 22 gradi centigradi e un'umidità relativa tra l'8% e il 14%. Il ciclo di verniciatura deve essere quello ideale al tipo di manufatto. La viscosità deve essere quella indicata per il sistema applicativo.

Massa dell'unità di volume di un materiale, normalmente definito in grammi per cm oppure in kilogrammi per dm. Nel linguaggio corrente il termine peso specifico è usato spesso impropriamente come sinonimo.

! Diluente Liquido che variando la viscosità e il tempo di essiccazione delle vernici, ne migliora l'applicazione e ne facilita la distensione filmogena.


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Vocabolario

Per ragioni di compatibilità si raccomanda l'impiego di diluenti specifici per ogni tipo di prodotto. I diluenti si caratterizzano per potere solvente (capacità di abbassare la viscosità della vernice), velocità di evaporazione, resistività, e capacità di allungare il pot-life. Ogni tipo di vernice necessita dello specifico diluente (le vernici poliuretaniche richiedono solventi esenti da alcooli e contenenti meno dello 0,5% di acqua). La scelta del diluente, che dipende anche dal sistema applicativo, è molto importante per ottenere un risultato senza alcun difetto.

! Essiccazione Fase di evaporazione delle componenti volatili (diluenti, solventi, acqua, coalescenti) e polimerizzazione delle resine, che può avvenire: ad aria ambiente, ad aria calda (30°C-60°C), a lampada UV, a raggi infrarossi IR.

! Diluizione (Rapporto di) è la quantità di diluente espressa in parti (peso e volume) che si aggiunge a 100 parti di un prodotto verniciante per portarlo alla viscosità di applicazione.

! Flow-coating Applicazione di prodotti vernicianti mediante "getti a pioggia", con lo stesso risultato del sistema a immersione in vasca, ma con i vantaggi di impegnare minor quantità di materiale e di rendere più agevole il cambio-colore (vedi Verniciatura).

! Durezza superficiale

Capacità di un film di vernice di resistere alle sollecitazioni meccaniche (graffi, urti, sfregamenti, pressioni, ecc.).

! Elasticità Potere di una vernice di riprendere la forma che aveva prima di essere sottoposta a sollecitazioni deformanti, senza screpolarsi. ! Emulsione

Sospensione stabile di particelle fini di un liquido o di un polimero in un altro liquido, che in condizioni normali non è miscibile con essi. Tipico esempio le vernici acriliche in emulsione acquosa.

! Film

Sinonimo di "pellicola".

! Finitura

Costituisce l'ultima mano di applicazione del ciclo di verniciatura. Può essere trasparente o pigmentata e per entrambe, lucida od opaca.

! Fondo

È un prodotto tradizionalmente chiamato anche turapori, che ha le seguenti funzioni: 1) otturare i pori dei legno 2) consentire la carteggiatura, preservando la coloritura del supporto 3) realizzare un buon ancoraggio di eventuali altre mani di fondo o della mano di finitura, grazie alle "microsolcature", in esso provocate dalla carteggiatura. Il fondo correttamente scelto e applicato, è di fondamentale importanza per il risultato finale dell'intero ciclo di verniciatura. In relazione alle esigenze dell'utilizzatore e al risultato desiderato possono essere applicate una o più mani di fondo.

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Un fondo può essere monocomponente (come nel caso dei fondi alla nitro e all'acqua), bicomponente (come nel caso dei fondi poliuretanici) o a più componenti (come nel caso dei fondi poliesteri).

! Fori di spillo Inconveniente di una pellicola di vernice in cui si generano piccole cavità, più o meno superficiali. ! Forno Impianto per l'essiccazione forzata di prodotti vernicianti. Vedi la voce Essiccazione, che costituisce l'elemento base per la distinzione dei principali tipi di forno. !

Fotoiniziatore Composto che, in seguito all'esposizione alla luce ultravioletta, rilascia sostanze che attivano le reazioni di polimerizzazione delle vernici UV poliesteri e acriliche.

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Fotostabilità Capacità di una vernice di conservare inalterato il suo colore se esposta alla luce.

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Fragilità Tendenza a spaccarsi o scagliarsi di un film di vernice già essiccato, quando è sottoposto a scalfittura o a curvatura. È il contrario dell'elasticità.

! Fungicida Sostanza generalmente contenuta nell'impregnante che difende il legno dall'azione degradante delle muffe e dei funghi.

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! Fuori impronta Tempo di essiccazione oltre il quale, esercitando una lieve pressione sulla pellicola di vernice, non si rileva più appiccicosità. !

Fuori polvere Stadio dell'essiccazione nel quale la polvere non viene più catturata dalla pellicola.

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Gloss È un parametro di misura del grado di opacità di un prodotto verniciante che indica percentualmente la luce incidente riflessa specularmente dalla superficie verniciata. Varia da 0 (massima opacità = nessuna riflessione speculare della luce incidente) a 100 (massima brillantezza = riflessione speculare di tutta la luce incidente), è bene rammentare che i valori estremi sono puramente teorici. Normalmente il valore di opacità di un prodotto viene indicato con termini di uso commerciale, secondo la seguente scala: Opaco intenso = da 1 a 10 gradi gloss Opaco = da 11 a 30 gradi gloss Medio opaco = da 31 a 40 gradi gloss Semi opaco = da 41 a 50 gradi gloss Semilucido = da 51 a 80 gradi gloss Brillante = oltre 80 gradi gloss

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Grammatura Quantità di prodotto verniciante da applicare, espressa in grammi per metro quadrato (g/m).

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Imbianchimento Difetto di una vernice provocato dall'inglobamento di umidità e/o di aria durante l'essiccazione, o da parziale distacco dal supporto, oppure dalla separazione di uno o più componenti della vernice.


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Vocabolario

Immersione Vedi Verniciatura.

ha nelle normali condizioni di utilizzo di un manufatto. Per testare la durata del film di vernice nel caso di manufatti destinati all'esposizione all'esterno, si riproducono luce solare e pioggia mediante sofisticati apparecchi che possono simulare in pochi giorni/ore di test le condizioni di esposizione agli agenti atmosferici di lunghi periodi di tempo.

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Impregnante Prodotto verniciante liquido che penetra nelle porosità del legno, modificando le caratteristiche della superficie senza formare pellicola. Ha la duplice funzione di proteggere il legno dall'attacco di muffe e funghi e, nelle versioni colorate, ridurre l'azione demolitiva operata dalla radiazione solare.

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Isolante Fondo o impregnante applicato al supporto per impedire migrazione di sostanze ai successivi strati di vernice. Indica inoltre un prodotto da applicare a supporti difficili da verniciare (ad esempio carte melamminiche, laminati plastici, legni particolari, ecc..), come preparazione per un normale ciclo.

! Incompatibilità Vernici, prodotti, sostanze che non è possibile miscelare tra loro in maniera stabile. Normalmente il fenomeno si può presentare con separazione di particelle o torbidezza della miscela. Si ha quando un prodotto verniciante non è miscelabile con un altro. Durante e dopo l'applicazione, quindi, si avranno difetti di vario tipo.

! Lampade IR Lampade il cui calore viene sfruttato per fare evaporare i solventi e quindi per favorire l'essiccazione di vernici e in particolare delle tinte a solvente.

Può essere provocato dal calore e da agenti chimici e/o atmosferici.

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Imbotti Trattasi dei telai di tamponamento dei vani-porta, sui quali sono incernierati gli infissi.

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Infissi Denominazione alquanto generica riferita a tutti i tipi di serramenti e parti a essi accessorie. Una fondamentale distinzione va fatta tra infissi installati all'interno di un'abitazione e quelli installati all'esterno, per ovvie differenze di esigenza di protezione dagli agenti atmosferici.

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Invecchiamento artificiale Procedimenti che riproducono in maniera artificiale e accelerata il processo di invecchiamento che si

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Lampade UV Lampade le cui radiazioni hanno la capacità di fare indurire alcuni tipi di vernici a base di resine come le poliesteri insature, le acriliche insature, ecc.

! Lucido diretto Procedimento che consente di ottenere una superficie lucida senza il ricorso alla spazzolatura. Consente una riduzione dei tempi di lavorazione, ma richiede apparecchiature costose (cabine pressurizzate, adeguati sistemi di filtrazione ecc.) e controlli molto accurati sulla temperatura, sull'umidità dell'aria, ecc.

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! MDF (Medium Density Fiberboard) Agglomerato di piccole particelle di legno, legate tra loro da speciali collanti e pressate per l’ottenimento di superfici piane. Rispetto al truciolare (vedi), il Medium Density Fiberboard è più facile da verniciare e possiede una maggiore resistenza chimico-fisica. ! Morbidezza Senso di piacevolezza che si prova passando il dorso della mano su un prodotto verniciato. ! Neutro (Colore) Un colore è neutro quando non è trasparente, né pigmentato. Una vernice neutra applicata su una superficie legnosa forma un film con un effetto opalescente che lascia intravedere il legno come se fosse appannato. Le vernici neutre normalmente sono utilizzate come basi per la realizzazione di laccati pigmentati. ! Norme UNI Vedi UNI. ! Opacità Situazione di non riflessione della luce incidente da parte del film di vernice. Vedi Gloss. ! Overspray È la quantità di vernice che nelle applicazioni a spruzzo, non depositandosi sul pezzo da verniciare, viene dispersa con conseguenti danni ambientali ed economici. ! Pagliettatura Procedimento tendente alla eliminazione di asperità su una superficie, mediante materiali abrasivi fibrosi, metallici o sintetici.

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! Pennello Attrezzo per l'applicazione manuale di prodotti vernicianti, idonei a essere "distesi" con tale sussidio. È costituito da un supporto munito di manico, cui sono fissate setole o fibre di diversa natura (animale o sintetica). !

Peso specifico Peso dell'unità di volume di un materiale. Essendo il peso di un materiale dato dalla sua massa moltiplicata per l'accelerazione, il peso specifico a differenza della densità, cambia al variare dell'accelerazione. Quindi, mentre la densità è una grandezza comparabile, il peso specifico lo è solo a parità di accelerazione (l'accelerazione di gravità varia con l'altitudine e la latitudine).

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Pigmenti Sostanze colorate che conferiscono al film secco l'effetto cromatico voluto (possono essere organici o inorganici e sono insolubili nei solventi). In pratica, aggiunti a una vernice trasparente, le conferiscono tonalità di colore e potere coprente.

! Pistola Attrezzatura per verniciare "a spruzzo", disponibile in versioni anche molto differenti tra loro, non solo per le caratteristiche costruttive, ma anche per le diverse modalità di nebulizzazione del prodotto verniciante. Possono essere manuali e di uso individuale o installate su supporti, fisse o soggette a movimentazioni programmate e sistemi robotizzati. I tipi fondamentali di pistola sono: - Pistola tradizionale ad aria con tazza. • Pistola ad aria con serbatoio sottopressione. • Pistola Airless, per spruzzare senza


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Vocabolario

aria la miscela nebulizzata, a pressioni variabili medio-alte e alte (da 120 a 250 atm. circa). • Pistola Airmix (misto aria): per spruzzare in condizioni intermedie di nebulizzazione, tra quella ad aria e l'airless. • Pistola elettrostatica, ad aria o misto aria che sfrutta l'attrazione del supporto nei confronti della vernice, alla quale viene data una carica elettrica di segno opposto a quella dei supporto medesimo. • Pistole HVPL (High Volume Low Pressure): per atomizzare il prodotto utilizzano un alto volume d'aria a bassa pressione; ciò comporta tutta una serie di vantaggi, collegati sia all'aumento dell'efficienza di trasferimento che al miglioramento della qualità della finitura.

! Pittura Termine con cui si indica generalmente una vernice pigmentata che, applicata su un supporto, forma una pellicola coprente. !

Poro aperto Con verniciatura a poro aperto si intende definire un ciclo di applicazione di prodotti vernicianti che non provoca l'otturazione dei pori del supporto, mantenendone il disegno anche a ciclo ultimato.

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Poro chiuso Con verniciatura a poro chiuso, si intende definire un ciclo di applicazione di prodotti verniciati che provoca la completa otturazione dei pori del supporto.

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Porosità della vernice Difetto di una pellicola di vernice consistente nella presenza di fori microscopici che raggiungono il supporto.

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Potere coprente Capacità del prodotto verniciante di conferire al supporto il proprio colore mascherando quello originale.

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Pot-life È un indice di reazione chimica che denota il tempo entro il quale è possibile applicare la vernice, prima che il processo di polimerizzazione e il conseguente aumento di viscosità renda ciò impossibile.

! Precomposto Trattasi di un'impiallacciatura di legni naturali, ottenuta incollando sfogliati tra loro. Con piani di taglio variamente angolati si ottengono differenti venature. !

Pressurizzazione Trattamento dell'aria ambiente in un locale di verniciatura, con filtraggio dell'aria di immissione, la cui pressione è prevalente su quella dell'ambiente. Serve per depurare l'aria dalle particelle di polvere e da impurità grossolane.

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Pretinto È un tipo di impiallacciatura già tinta dal fabbricante della stessa.

! Primer Termine con il quale generalmente si indica un prodotto pigmentato utilizzato come prima mano e caratterizzato da un'ottima adesione sul supporto. !

Profili Termine con il quale si indica genericamente un manufatto a predominante dimensione lineare, variamente sagomato.

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! Puntinatura Difetto della pellicola di una vernice dovuto alla presenza di granuli nella superficie. ! Raggrinzatura Difetto che si ha quando un film essicca in superficie molto più rapidamente che in profondità, assumendo un aspetto corrugato. !

Rapporto di catalisi Termine improprio che indica quanto induritore deve essere aggiunto a 100 parti di prodotto verniciante di base, per ottenere la reticolazione nei prodotti a due componenti.

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Resa Numero di metri quadri che possono essere verniciati con 1 Kg di vernice pronta all'uso.

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Residuo secco È la percentuale non volatile di prodotto verniciante che resta nel film ad avvenuta essiccazione. Con oltre il 40% di residuo secco si ha copertura alta; con il 35%-40% si ha copertura medio-alta; con meno del 35% si ha copertura medio-bassa. Il residuo secco è generalmente basso per i cicli di verniciatura a poro aperto, alto per quelli a poro chiuso o semichiuso.

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Resistenza agli agenti atmosferici Capacità del film di vernice di opporsi all'azione di erosione e di corrosione degli agenti atmosferici. E' una caratteristica che, per sua stessa definizione varia, a parità del supporto e della vernice usata, in relazione al luogo di installazione dei manufatti.

Vocabolario

! Resistenza alla luce Capacità di una vernice o di un legno tinto di conservare il colore originale se esposto alla luce. La luce del sole, e in particolare i suoi raggi UV, possono alterare il colore naturale del legno, produrne l'ingiallimento, scolorire la tinta e ingiallire la vernice. La presenza di antiossidanti e assorbitori UV ritardano l'ingiallimento e lo scolorimento. Anche le vernici pigmentate (specialmente il bianco) sono sensibili all'ingiallimento nel tempo. Nel caso di forte esposizione alla luce è favorita la scelta di catalizzatori appropriati, o di speciali famiglie di vernici (come le vernici acriliche-poliuretaniche). ! Reticolante Additivo da introdurre in percentuali dello 0.5-1.5% in vernici all'acqua per migliorare la resistenza chimica (es. all'acqua, all'alcol, al caffè, all'olio, ecc.). Funziona creando ponti di legame tra le varie catene del polimero. !

Reverse È una macchina in cui due accoppiate di rulli (rullo spalmatore più rullo di tenuta) funzionano rotativamente in senso opposto, consentendo maggiore omogeneità di stenditura del prodotto spalmato.

! Rigonfiamento lterazione di una pellicola di vernice in seguito all'assorbimento di liquidi e vapori. ! Rimozione È il fenomeno che si verifica quando il solvente della finitura, penetrato attraverso il fondo nei pori del supporto, intacca eccessivamente il fondo me-


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Vocabolario

desimo e lo solleva provocando rigonfiamenti.

male o sintetico che ruota sul perno centrale fissato al manico.

! Rinvenimento del legno Difetto che si riscontra in legni non adeguatamente stagionati, consistente nel sollevamento delle fibre in seguito all'azione di prodotti acquosi.

! Sanguinamento Fenomeno che si verifica quando, applicando un fondo su un legno tinto, la tinta viene ridisciolta lasciando il legno macchiato in modo anomalo. Per evitare il sanguinamento della tinta occorre utilizzare tinte resistenti ai solventi della successiva mano di fondo.

!

Ritardante Additivo, generalmente un solvente altobollente, che rallenta il processo di formazione della pellicola e favorisce la distensione della vernice.

!

Ritiro Difetto di una vernice che, durante la formazione della pellicola (o film) si ritira dai bordi del supporto o subisce contrazioni.

! Ritocco tinta Operazione attraverso la quale, applicando una tinta apposita sul fondo già carteggiato, si colorano i punti "sfondati", dove una carteggiatura eccessiva ha asportato tutto il fondo e parte della tinta sottostante. Questo procedimento viene utilizzato anche per equalizzare differenze di tonalità riscontrate dopo l'applicazione del fondo. ! Rullo Esistono due tipi di applicazioni a rullo. Macchina spalmatrice in linee automatiche di verniciatura, costituita da una coppia di due rulli, uno spalmatore e l'altro di tenuta. Variando la pressione del rullo spalmatore sul supporto nonché la sua velocità, si provoca una variazione di grammatura del prodotto applicato. Tipo di pennello rotante per l'applicazione manuale di vernici, idoneo all'utilizzo su superfici piane. Realizzato con un cilindro ricoperto di pelo ani-

! Sbiancamento (del legno) Trattamento, solitamente effettuato con acqua ossigenata e ammoniaca, per togliere chiazze e macchie scure e rendere uniformemente più chiaro il legno. !

Sbiancamento (della vernice) Vedi Imbianchimento.

! Schivatura Difetto del film di vernice che si verifica quando il substrato è contaminato da sostanze incompatibili, attorno alle quali la vernice ''schiva'', lasciando scoperto il supporto o lo strato di vernice sottostante. Questo difetto è generalmente indicato anche coi termini ''crateri'' od ''occhi''. !

Scotch-Brite Trattasi di una mola abrasiva usata per operazioni di carteggiatura, generalmente su profili.

!

Screpolatura Difetto del film di vernice che presenta spaccature sulla superficie e/o in profondità. Può essere causato da: • movimenti del substrato che il film verniciante non è in grado di compensare; • eccesso di agenti induritori che

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provocano essiccazione troppo veloce e/o film secco troppo fragile; • solventi ancora presenti nelle vernici UV dopo che queste sono passate sotto le lampade UV per l'indurimento immediato; • esecuzione impropria del ciclo di verniciatura (mancato rispetto dei tempi di essiccazione o impiego di vernici diverse da quelle consigliate).

! Sfarinamento Avviene quando si forma una polvere sulla superficie del film secco di vernice. È causata dal deterioramento del legante e si verifica normalmente dopo lunghe esposizioni all'esterno. !

Sfogliamento Distacco di una pellicola di vernice dal supporto o da una pellicola sottostante in forma di foglie o squame.

!

Sfumatura Vedi Ritocco tinta.

!

Sollevamento del pelo Fenomeno prodotto dal contatto tra l'acqua o il solvente contenuto nella vernice e le fibre del legno, che così tendono a rialzarsi.

! Solvente Liquido avente la funzione di sciogliere e tenere in soluzione le resine nei prodotti verniciati a solvente. Abbassa la viscosità, facilita l'applicazione e la distensione della vernice. Evapora completamente in fase di essiccazione. !

Sottovuoto Tecnica di impregnazione soprattutto indicata per infissi, così articolata: 1) Depressione in autoclave che toglie gran parte dell'aria dagli spazi intercellulari del legno.

Vocabolario

2) Immissione del prodotto impregnante nell'autoclave, che gradatamente arriva alla pressione atmosferica, favorendo la penetrazione dell'impregnante, per la differenza di pressione creatasi con il precedente trattamento di depressione (trattamento sottovuoto). La depressione degli spazi intercellulari favorisce la penetrazione in profondità. 3) Svuotamento dell'autoclave e depressione finale, che essendo superiore a quella del primo stadio, favorisce la fuoriuscita dell'impregnante in eccesso. 4) Ritorno del manufatto alla pressione atmosferica, che provoca un rientro dell'impregnante ancora in superficie, con conseguente asciugatura della stessa.

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Spazzolatura Operazione avente lo scopo di togliere, mediante spazzola di fibra o tessuto, residui di polvere dalle superfici.

! Spazzoloni Corpi cilindrici ad asse centrale sui quali sono inseriti filamenti di varia natura. Quelli in crine animale o tampico (fibra vegetale) si usano per togliere la tinta in eccesso (non ancora essiccata) e per ottenere il cosiddetto "effetto straccio". Quelli abrasivi in nylon servono per carteggiare a secco tinte o mani di fondo. Quelli per la lucidatura di vernici poliuretaniche o poliestere, sono costituiti da cilindri muniti di anelli di tela molto pressati e consistenti. La lucidatura avviene con l'ausilio di paste o cere abrasive.


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Spessimetro Strumento dal semplice uso, atto a misurare lo spessore umido della vernice applicata.

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Squamatura Distacco della pellicola di una vernice dal supporto, sotto forma di scaglie di varia natura, a seguito di screpolatura.

! Stratificazione Difetto dovuto a non perfetta adesione e compenetrazione tra più applicazioni del medesimo prodotto verniciante. !

Stucco Prodotto usato per colmare irregolarità del supporto da verniciare, con elevato potere riempitivo e buona carteggiabilità.

! Substrato Sinonimo di Supporto; altro nome per indicare una superficie da verniciare. !

Supporto Qualunque superficie solida destinata a ricevere un ciclo di verniciatura.

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Tampone Fazzoletto di tela che racchiude una massa di lana o cotone in fili e che, opportunamente imbevuto, viene adoperato per verniciare, con vernici idonee, mobili antichi, mobili in stile, ecc.

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Termoigrometro È uno strumento costituito dall'abbinamento di un termometro e di un igrometro, per misurare rispettivamente la temperatura e l'umidità relativa dell'ambiente di verniciatura, detti anche fattori ambientali (vedi Condizioni per ben verniciare).

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Tixotropia Proprietà di una vernice che consente la sua applicazione su superfici verticali senza colature.

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TLV Valore limite di soglia delle sostanze, indicato al punto 8 della scheda di sicurezza Sayerlack. Indica le concentrazioni in p.p.m. (parti per milione) oppure in milligrammi al m delle sostanze disperse nell'aria alle quali si ritiene che la maggior parte dei lavoratori possa rimanere esposta ripetutamente senza effetti negativi per la salute: più il TLV è basso e più una sostanza è pericolosa. TLV-TWA: valore limite di soglia media ponderata nel tempo. TLV-STEL: valore limite di soglia - limite per breve tempo di esposizione.

! Trasparenza Qualità di una vernice che non maschera l'aspetto e il colore del supporto. ! Truciolare Agglomerato di particelle in legno, legato da collanti e pressato, per l'ottenimento di superfici piane comunemente chiamate pannelli truciolari. !

Turapori Vedi Fondo.

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! Umidità dell’ambiente Umidità relativa dell'ambiente di verniciatura, che non dovrebbe essere superiore all'85%. ! Umidità del legno Tasso di umidità del supporto legnoso da verniciare, che dovrebbe restare tra il 10% e il 14% massimo, per consentire una perfetta filmazione di prodotti vernicianti e la stabilità degli infissi. !

UNI Norme tra le quali ne esistono diverse relative alle prove per determinare la qualità della superficie finita dei manufatti verniciati. Le norme UNI EN sono quelle riconosciute a livello europeo. Per maggiori informazioni www.uni.com. UNI EN 12720 Valutazione della resistenza delle superfici ai liquidi freddi. UNI EN 12721 Valutazione della resistenza delle superfici al calore umido. UNI EN 12722 Valutazione della resistenza al calore secco. UNI 9115 Comportamento delle superfici all'usura per abrasione. UNI 9149 Determinazione della riflessione speculare delle superfici. UNI 9241 Determinazione della resistenza delle superfici all'azione della sigaretta. UNI 9300 Determinazione della tendenza delle superfici a ritenere lo sporco. UNI 9427 Determinazione della resistenza delle superfici alla luce. UNI 9428 Determinazione della resistenza alla graffiatura. UNI 9429 Determinazione della resistenza delle superfici agli sbalzi di temperatura. UNI EN 71-3 Sicurezza dei giocattoli. Migrazione di alcuni elementi.

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! Veicolo Soluzione o dispersione di resina in un solvente o in acqua. Normalmente addizionato alle tinte, per migliorare talune caratteristiche (es. marcamento del poro), per prevenire il sovrassorbimento e per evitare il sanguinamento. !

Velatrice È una macchina che realizza un velo a caduta continua di prodotto verniciante, sotto il quale scorrono, a velocità programmate, i manufatti da verniciare, solitamente a sviluppo piano.

! Velocità di essiccazione Velocità di indurimento del film di vernice. !

Vernice Termine con cui vengono usualmente chiamati i prodotti vernicianti non pigmentati. Attualmente si suddividono in varie classi, di cui le principali sono: • Prodotti vernicianti all'acqua; • Prodotti vernicianti alla nitro; • Prodotti vernicianti poliuretanici; • Prodotti vernicianti poliesteri; • Prodotti vernicianti sintetici; • Prodotti vernicianti a catalisi acida; • Prodotti vernicianti acrilici; • Prodotti vernicianti UV.

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Vernice ignifuga Termine con cui si definisce un prodotto verniciante atto a ritardare la combustione del supporto sul quale è applicato, formando uno strato isolante che limita e ritarda il riscaldamento del supporto stesso.


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! Verniciatura Operazione di applicazione di una vernice. In relazione al procedimento di applicazione adottato si hanno diversi tipi di verniciatura. A flow-coating: irrorazione a getti di un prodotto verniciante, in eccesso rispetto al dovuto, per cui viene fatto gocciolare, recuperato e rimesso in circolazione. A immersione: applicazione mediante immersione in una vasca dell'oggetto da verniciare, sua estrazione a velocità controllata, per ottenere un rivestimento uniforme. A pennello: applicazione manuale con pennello. A rullo: vedi Rullo. A spruzzo: applicazione di vernice nebulizzata con pistola o analoghi dispositivi. A spruzzo senz'aria o Airless, vedi Pistola. A straccio: applicazione manuale con un panno imbevuto di prodotto. A tampone: vedi Tampone. A trafila: applicazione realizzata facendo passare un profilo in legno attraverso un bagno di vernice contenuta in un'apposita vaschetta; la quantità applicata deriva dalla precisione di una sagoma, attraverso la quale passa il profilo in uscita. A trafila sottovuoto: a differenza della trafila tradizionale, sfrutta un sottovuoto per determinare lo spessore applicato, specifica per vernici UV. A tuffo: verniciatura manuale a immersione che si differenzia dalla verniciatura a immersione per l'assenza di controllo della velocità di estrazione. A velo: applicazione mediante velo di vernice che scende sull'oggetto da verniciare (disposto su un nastro trasportatore) da una testata di ca-

duta trasversale al nastro. Con reverse: vedi Reverse. Elettrostatica: applicazione realizzata mediante un campo elettrico creato fra il sistema nebulizzante e il supporto da verniciare (vedi Pistola).

!

Verticalità Vedi Tixotropia.

!

Viscosità È il grado di fluidità di un prodotto verniciante, che nel caso dei prodotti a solvente può essere opportunamente variato dall'addizione di diluenti. È molto importante ai fini della lavorabilità di una vernice anche in relazione alla tecnica applicativa adottata: è in genere molto bassa per la verniciatura a spruzzo in piano, immersione o flow-coating, media per applicazioni con velatrice e alta per applicazioni a spruzzo in verticale, con spalmatrice a Rullo e Reverse. Viene solitamente misurata con il viscosimetro tipo "TAZZA DIN". Trattasi di un contenitore cilindrico da 100 cm con parte inferiore conica munita di un foro il cui diametro può essere di mm 2, 4, 8. Con il foro di mm 4 (per esempio) la tazza viene denominata "TAZZA DIN n. 4". Una volta riempita la tazza di vernice, la viscosità è data dal tempo totale di uscita del contenuto, espresso in secondi. Il tempo di deflusso (= viscosità) deve essere misurato con un cronometro. Poiché la viscosità è influenzata dalla temperatura di prova, in genere i valori di viscosità riportati nelle schede tecniche si riferiscono a una temperatura standard di rilevamento di 20°C.

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Vita utile Vedi Pot-life.

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! ABRASION RESISTANCE Ability of a coating film to resist the impact and friction caused by abrasives. ! ABRASIVE

Substance suitable for carving and eroding, due to its hardness and shape. Used to smooth bare wood or basecoat before coating.

! STACKABILITY Drying time required for stacking coated items without marking or sticking. ! ADHESION Resistance exhibited by a dry coating film to the action of detaching it from the wood surface or from an underlying coat of coating. ! FLOATING

Defect that occurs when during drying, one or more components rise to the surface.

! PORE BYPASSING

Defect of a coating that does not penetrate into the pores but remains along its edges, thereby impairing its flow.

! AIRLESS See Airless spray guns ! AIRMIX See Airmix spray guns ! BONDING

Adherence between a coating film and the underlying material to which it is applied.

! ANTIQUE STAIN Stains applied onto basecoats and rubbed away with Scotch-Brite or wire wool to produce special effects of shading into moulded or grooved areas, giving an antique appearance to the piece of furniture. ! APPLICATION METHODS Adaptability of a coating to a given coating system. ! WHITE PORES Defect of a coating (nearly always due to the detachment of the film from the substrate) causing white-silver spots between wood and coating.

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! SELF-PRIMING This is the ability of the waste formed in the application of synthetic coatings of selfpriming. This phenomenon is favoured by an ambient temperature of more than 25-30°C. Always avoid using dry booths and at the end of a working day, move the waste outdoors, collecting it into open-air drums filled with water. ! UV ABSORBER

Chemical usually added to topcoats that block the ultra-violet rays of the solar spectrum before they reach the substrate. Addition of UV absorbers enhances wood protection and provides longer service life of the coating film.

! BACTERICIDE

Chemicals that protect coating and wood from the action of micro-organisms.

! BLOCKING

Phenomenon that occurs when two coated surfaces in direct contact at high temperatures and pressure stick together.

! BLISTERING

A defect that occurs when small blisters appear during drying if solvent or air are trapped in the film, or if chemical drying is inhibited by substances contained in the substrate.

! GLOSS

Reflecting power of the coating towards the incident light. See Gloss degree.

! ORANGE PEEL

Surface defect consisting in the dimpled appearance of the dry coating film resembling the peel of an orange.

! SPRAY BOOTH Plant in which coating is sprayed. It can be open (if without roof and walls) or closed (if provided only with opening for the passage of work pieces). According to the direction of airflows, it may have vertical, oblique or horizontal ventilation. Moreover, it can be air-conditioned or pressurised (see Pressurisation). Based on the removal of excess paint particles, it can be humid (e.g. water screen) or dry (e.g. filters). ! HEADS

They form during the drying stage, when solvent and air cannot come out of the film that has generated an already hardened film on the surface.

! CHARGE Substances used to change the chemical-mechanical resistance features of coatings. Insoluble in binders like pigments, on the other hand they exhibit no covering and colouring effect.

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! DRYING CAROUSEL A driven course of coated panel bearing trucks in a hot air tunnel, up to 60°C. ! SANDPAPER

This is used for sanding timber to be coated or to sand previously applied coats of paint. This material is in the form of grains of different size, defined by a number that denotes the number of meshes in a square inch (6.45 cmď Š) of the sieve, through which abrasive grains identified by such number have passed. The following table shows the most common sand paper types: Paper grit Definition 40 - 60 - 80 Very coarse 100 - 120 - 150 Coarse 180 - 200 - 240 Medium 280 - 320 - 360 Fine 400 - 500 - 600 Very fine 700 - 800 - 900 Ultra fine

! SANDING Operation carried out using sandpaper or other abrasive to prepare the bare timber for the first coat of paint or the base coat for the topcoat. In some coating systems it is possible to carry out sanding operations also on the impregnant or on intermediate applications of base coats. ! IMPREGNATED PAPER

Artificial veneer consisting of a paper film, impregnated with resin. They can be of one colour, or copy wood grains and colours.

! MIXING A process through which two or more components of coating products, suitably blended, start to cross-link, that is, to become hard to form the solid film. In mixing it is important to observe the prescribed doses for the various components and the process time of the mixed part (see Pot life). ! RADICAL CATCHERS

Chemical usually added to topcoats that block the ultra-violet rays of the solar spectrum before they reach the substrate. Addition of UV absorbers enhances wood protection and provides longer service life of the coating film.

! COATING SYSTEM

All the operations required to paint timber, which could be exemplified as follows: 1) Staining/priming (or finishing) of the timber by stains/primers to make it of the desired colour and, in case of priming, to protect it from fungi. 2) Application of the basecoat(s) or sealer. 3) Sanding. 4) Application of the topcoat, which may be clear or pigmented, gloss or matt, with various level of opacity according to the version.

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! COALESCENT This is a solvent for the water-dispersed polymer belonging to the glycol-ether family. It is added to water-based coatings to help the film formation at ambient temperature. The average coalescent percentage contained in a water-based coating is 2-5%. ! RUNNING

Drips occurring during coating application on vertical items. It is usually due to excess coating, too fluid product, or lack of thixotropy.

! COLD-CHECK Ability of a coating film to resist to high and low temperature cycles without cracking. It is expressed with the number of cycles it can undergo. ! WATER-BASED COATINGS

These coatings are thinned in water, which has a high affinity with wood and therefore enhances its grain and hues, thanks to its deep penetration. They can be applied by dipping, cloth, spray, and flow-coating. In the brush application, the excess of coating must be removed by a dry brush, a sponge or a cloth, according to the grain direction.

! SOLVENT-BASED COATINGS

These coatings are soluble in solvents, and dry up very quickly compared to waterbased coatings. Unlike the latter, they cause colour changes based on the amounts applied on the support.

! COMPATIBILITY

Ability of two or more coating products to mix with each other.

! CONDITIONS FOR GOOD COATING

The environment must be free from dust and contaminants, with a temperature between 18 and 24°C and relative humidity from 40% to 75%. The wooden item must have a temperature between 18°C and 22°C and relative humidity from 8% to 14%. The coating system must be chosen in accordance with the type of item. The viscosity must be suitable for the application system. The mixing (in two or more-component products) must be done according to the proportions indicated by the coating manufacturer. The items must be well prepared (sanded, cleaned and reduced, if intended to be worked on line). The drying tunnel, when available, must be at the required temperature. The application equipment (guns, pumps, pipes, fog coating devices) must be perfectly clean, in particular the compressor air must be dehydrated and oil-free. The coating must be well stirred before application.

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! CONDUCTIVITY Ability of a coating to conduct electric charges, inversely proportional to resistivity. This characteristic is used in the electrostatic application of coatings. ! COVERING

Feature of the coating to cover the support’s irregularities and especially the sanding pores and streaks.

! CRATERING

See Cissing.

! DENSITY

Weight of a unit volume of a matter, normally expressed in grams/cm or in kg/dm. In everyday language, the term specific weight is often wrongly used as synonym.

! THINNER Fluid that changes the coat viscosity and drying time to improve its application and help the film flow. Specific thinners should be used for each type of product due to compatibility reasons. Thinners are characterised by solvency (ability to decrease viscosity of the coating), speed of evaporation, resistance and ability to increase the pot life. Each type of coating requires specific thinners (polyurethane coatings require alcohol-free thinners with less than 0.5% water). The choice of a proper thinner, which also depends on the application method, is very important to obtain a perfect result. ! THINNING RATIO Quantity of thinner expressed in parts (by weight and volume) that is added to 100 parts of a coating to bring it to the desired application viscosity. ! SURFACE HARDNESS

Resistance exhibited by a coating to mechanical stresses (scratches, impacts, friction, pressures, etc.).

! ELASTICITY

Ability of a coating to return to the shape it had before being subject to deforming stresses, without cracking.

! EMULSION A stable suspension of fine particles of a fluid or a polymer in another fluid, which is not normally miscible with the first one. Typical examples are acrylic coatings in aqueous emulsion. ! DRYING Phase during which volatile components (thinners, solvents, water, coalescent) evaporate and the the resin starts to polymerise; it may occur: at room temperature, with hot air (30°C - 60°C), with UV lamp or IR rays.

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! FILM Thin layer of coating. ! TOPCOAT

Final coat applied in the coating cycle. It can be clear or pigmented and gloss or matt.

! FLOW-COATING Application of coatings by jet sprinkling, with the same results as dipping, but with the advantage of using less material and facilitating the colour change (see Coating). ! BASECOAT This is also called sealer and has the following functions: 1) filling the wood pores; 2) allowing sanding, preserving the item colour; 3) realising a good bonding of any other basecoats or of the topcoat, thanks to "micro-streaks" caused by sanding. A properly chosen and applied basecoat is critical for the final result of the entire coating system. Based on the user’s needs and on the desired result, it is possible to apply one or more basecoats. A basecoat may be single-component (as with nitrocellulose and waterborne ones), two-component (as with polyurethane ones) and multi-component (as with polyester ones). ! PIN HOLES

Defects of a dried film, which results in small holes in the film.

! OVEN Plant for forced drying of coatings. See Drying, which is the most important element for distinguishing the main types of ovens. ! PHOTOINITIATOR

Compound that following the exposure to ultraviolet light is capable of releasing substances that activate polyester and acrylic UV coating polymerisation reactions.

! PHOTOSTABILITY

Ability of a coating to preserve its colour if exposed to light.

! BRITTLENESS

Tendency of a dried film to crack or flake when bent or scratched. It is the opposite of elasticity.

! FUNGICIDE

A substance generally contained in the primer that protects the wood from the action of moulds and fungi.

ossary

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! PRINT- FREE Drying time after which when a light pressure is exerted on the coating film, no stickiness is felt. ! DUST FREE

Stage of the drying process when dust does not stick to the film anymore.

! GLOSS DEGREE It indicates, in percentage, the ratio of incident light specularly reflected by the painted surface. It ranges between 0 (minimum gloss = no specular reflection of the incident light) and 100 (maximum gloss = specular reflection of the incident light); it should be noted that these values are purely indicative. Normally, the gloss degree of a coating is indicated with commercial terms, as follows: Deep matt = 1 to 10 gloss degrees Matt = 11 to 30 gloss degrees Medium matt = 31 to 40 gloss degrees Semi matt = 41 to 50 gloss degrees Semi gloss = 51 to 80 gloss degrees High gloss = from 81 gloss degrees on ! BASIC WEIGHT Quantity of coating to be applied, expressed in grams/m2 (g/mď •). ! BLEACHING

Defect of a coating caused by the incorporation of dampness and/or air while drying, or by a partial detachment from the support, or by the separation of one or more components of the coating. It can be caused by heat or by atmospheric agents.

! INTRADOS

The door frames to which the casings are hinged.

! DIPPING See Coating. ! IMPREGNANT Liquid coating product that penetrates in the wood pores, changing the characteristics of the surface without forming a film. It is used to protect the wood from moulds and fungi and in the coloured versions, to reduce the destructive action of solar radiations. ! INCOMPATIBILITY

Coatings, products or substances that cannot be mixed. Usually results in the separation of solid particles or turbidity of the mixture. It occurs when a product cannot be mixed with another one. Various defects occur during and after the application.

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! CASINGS General term used to denote all types of frames and relevant accessories. A distinction must be made between casings installed in a house and those installed outdoors, for obvious different requirements as regards weathering protection. ! ACCELERATED WEATHERING Artificial and accelerated aging of the coated item. Special equipment that reproduces the conditions of natural outdoor exposure, such as sun and rain, is used to test the life of the coating film. This equipment can simulate long-term conditions in few days/hours. ! SEALER

Basecoat or primer applied to the item to prevent substances from passing to the following coating layers. It also denotes a product to apply to difficult items, such as melamine papers, plastic sections, special woods, etc., as preparation for a normal coating system.

! IR LAMPS Lamps whose heat is used to speed up solvent evaporation and favour the drying of coats, and in particular of solvent coatings. ! UV LAMPS

Lamps emitting radiations that are capable of hardening some types of resinbased coatings such as unsaturated polyester and acrylic coatings, etc.

! DIRECT GLOSS Procedure that allows obtaining a glossy surface without polishing. This reduces the processing time but requires expensive equipment (pressurised booths, suitable filtering systems, etc.) and very accurate control of temperature, air humidity, etc. ! MDF (MEDIUM DENSITY FIBERBOARD)

Agglomerate of fine wood particles bonded by special glue and pressed to obtain flat surfaces. Compared to chipboard (see) Medium Density Fiberboard is easier to coat and exhibits a higher chemical-physical resistance.

! SMOOTHNESS

Pleasant touch of a coated surface felt by passing the hand’s back on it.

! NEUTRAL

A colour is neutral when it is neither clear not pigmented. A neutral coating applied on a wooden surface forms a film with an opalescent effect that lets you catch a glimpse of the wood as if it were dimmed. Neutral coatings are normally used as bases for pigmented lacquers.

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! UNI STANDARDS See UNI. ! OPACITY

Non-reflection of the incident light by the coat film. See Gloss.

! OVERSPRAY

In spray applications, quantity of coating that does not fall onto the item to be coated and is therefore wasted, with ensuing environmental and economical disadvantages.

! ABRASIVE SPONGING

Procedure for removing defects of a surface by fibrous, metal or synthetic abrasive materials.

! BRUSH Tool for the manual application of coatings suitable for this method. It consists of a support provided with a handle on which bristles or fibres (either animal or synthetic) are set. ! SPECIFIC WEIGHT Weight of the volume unit of a material. Since the weight of a material is given by its mass multiplied by acceleration, unlike density, the specific weight changes with the acceleration. So, while density is a comparable value, specific weight is only acceleration being equal (gravity acceleration varies according to altitude and latitude). ! PIGMENTS Coloured substances that give the dried film the desired chromatic effect (they can be both organic or inorganic and are not soluble in solvents). In the practice, when added to a clear coating, they give it both colour and hiding power. ! SPRAY GUN Tool used to spray the coating. It is available in several versions differing in their construction features and in the type of atomization used. They can be manual and for individual use, or mounted on supports, fixed or program-operated, or robot-controlled. The main types of guns are: • Traditional air spray with cup; • Air gun with under-pressure nozzle; • Airless, for airless spraying of the atomized moisture at medium-high and high variable pressures (about 120 to 250 atm.); • Airmix: to spray at intermediate atomization conditions, between air and airless; • Electrostatic, air, or air-mix spray gun that uses the attraction between the item to be coated and the coating, which is given an electric charge opposite to that of the item itself of;

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• HVPL (High Volume Low Pressure): they use a large low-pressure air volume to atomise the product. This allows several advantages related to both the enhanced efficiency of transfer and to the improved finish quality.

! PAINT

A term that generally denotes a pigmented coating that is applied to a support and forms a covering film.

! OPEN PORE

Open pore coating denotes an application of coatings that does not completely fill the wood pores, keeping their outline also at the end of the system.

! CLOSED PORE Closed pore coating denotes an application of coatings that completely fills the wood pores. ! COATING POROSITY

Defect of a coating film consisting in the presence of microscopic pores that reach the wood.

! COVERING POWER Ability of the coating to impart its colour to the wood, hiding the original colour. ! POT-LIFE

Period of time within which it is possible to apply the coating, before polymerisation causes a viscosity increase which makes application impossible.

! PRESSURISATION Treatment of the air of a coating workshop, with filtering of the inlet air, whose pressure is higher than ambient one. This is performed to purify the air from dust particles. ! PRE-COMPOUND A veneer of natural woods obtained by gluing rotary-cut veneers to one another. Different grains are obtained with differently angled cutting surfaces. ! PRE-STAINED

A veneer already stained by the manufacturer.

! PRIMER

Term that generally indicates a pigmented product used as basecoat and featuring a high adhesion to the support.

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! COATING PRODUCT

Liquid or powder product that when applied on a support forms a film exhibiting protective, decorative and/or special technique qualities. It can be single or twocomponent (if a cross-linking or hardening agent is required for hardening).

! PROFILES

Term that generally refers to an item with a prevailing linear dimension, variedly shaped.

! PRICKS MARKING

Defect of a coating film caused by the presence of granules on the surface.

! WRINKLING

Defect of a coating occurring when a film dries on the surface more quickly than below a surface.

! DRYING TIME Coating film drying time. ! CATALYSIS RATIO

Incorrect term indicating how much hardener must be added to 100 parts of coating to obtain the cross-linking in two-component products.

! SPREADING RATE Number of square metres that may be coated with 1 kg of ready to use coating. ! SOLID CONTENT This is the percentage of non-volatile matter of the coating that remains on the film after drying. A high covering is obtained with more than 40% of solid content; 35%-40% gives a medium-high covering, while less than 35% gives a medium-low covering. The solid content is generally low for open-pore coating systems, high for closed and semi-closed pore ones. ! REVERSE ROLLER COATER This machine is made up of two rollers (spreading roller and gripping roller) that rotate in opposite direction, thereby allowing more spreading evenness. ! WEATHERING RESISTANCE

Resistance of the coating film towards the erosion and corrosion of atmospheric agents. This characteristic varies according to the wood and coating used, based on the item installation place.

! LIGHT FASTNESS

Ability of a coating or of a coated timber to retain its original colour when exposed to light. Sunlight, and particularly its UV part, can alter the colour of natural wood and stains, producing yellowing of timber, and discoloration of stains. The presence of anti-oxidants and UV absorbers slow down yellowing and discoloration.

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G


Glossary

FINISHING ANTHOLOGY

Also pigmented coatings (especially white) are sensitive to yellowing over time. Light fastness can be further increased by choosing appropriate hardeners, or special coating families (such as acrylic-polyurethane coatings).

! YELLOWING RESISTANCE

Ability of the coating film to retain its colour under the action of light. Yellowing usually refers to white lacquered coatings.

! CROSS-LINKER Additive to be added in percentages of 0.5-1.5% to waterborne coatings to improve their chemical resistance (e.g. to water, alcohol, coffee, oil, etc.). It acts by creating bonding bridges between the various chains of the polymer. ! SWELLING Alteration of a coating film following the absorption of liquids and vapours. ! REMOVAL This phenomenon occurs when the topcoat solvent penetrated through the basecoat into the wood pores, damages the basecoat and raises it, thus producing swelling. ! PULLING UP Defect that is found on not perfectly seasoned woods, consisting in the raising of the fibres following the action of aqueous products. ! RETARDANT

Generally a high-boiling solvent that delays the film forming process and helps the film flow.

! SHRINKAGE

Contraction of a coating film during the drying process.

! STAIN RETOUCH

Operation that colours spots where an excessive sanding has removed the basecoat, by applying a specific stain on an already sanded basecoat. This process is used to balance any differences of colours found after the basecoat application.

! ROLLER

There are two roller applications: 1) Roller coater in automatic coating lines, made up of a pair of two rollers, a spreading and a gripping one. By changing the pressure of the spreading roller on the wood, as well as its speed, the basic weight of the product applied changes as well. 2) Revolving brush for the manual application of coatings, suitable to be used on flat surfaces. Consisting of a cylinder covered with synthetic or natural bristles rotating on the central pin fixed to the handle.

Glossary

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FINISHING ANTHOLOGY

Glossary

! BLEEDING Phenomenon that occurs when the dyes of a stain are re-dissolved by the basecoat applied on it, leaving dark spots on the surface. To prevent bleeding, the colours used over the basecoat should be resistant to its solvents. ! WHITENING (Of a coating) See Bleaching. ! BLEACHING

(Of wood)Treatment usually carried out with hydrogen peroxide and ammonia to remove dark stains and spots and lighten the colour of wood.

! CISSING Defect of a coating film that occurs when the substrate is contaminated by incompatible chemicals around which the coating "withdraws" leaving some parts of the underlying substrate uncoated. This defect is generally referred to also as “cratering” or “fish eye”. ! SCOTCH-BRITE

Abrasive lapping wheel used to sand profiles.

! CRACKING

Defect of a coating film resulting in breaks on its surface and/or in depth. It may be caused by: • movements of the substrate that the coating film cannot stand; • excess of hardening agents resulting in too fast drying and/or too brittle dry film; • solvents still present in UV coatings when they are passed under UV lamps for immediate curing; • improper coating system (failure to observe the drying times or use of coatings other than those recommended).

! CHALKING

Condition that occurs when loose powder forms on the surface of a dried film. It is caused by the deterioration of the binder and is usually observed on outdoor exposure.

! FLAKING

Detachment of a coating film from wood or from an underlying film in the shape of flakes.

! SHADING See Stain retouch. ! FIBRE RAISING

Phenomenon caused by the contact between the water or solvent contained in the coating and the wood fibres that therefore tend to raise.

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Glossary


y

Glossary

FINISHING ANTHOLOGY

! SOLVENT Liquid that dissolves and keeps the resins in solvent coated products in solution. It reduces viscosity and helps application and flow of the coating. It completely evaporates during drying. ! VACUUM Priming method especially suitable for casings, consisting of the following steps: 1) Negative pressure in autoclave to remove most of the air from the wood intercellular gaps. 2) Inlet of the priming product in the autoclave, which gradually reaches the atmospheric pressure, thereby helping the primer penetration, due to the difference of pressure produced by the previous vacuum treatment. The intercellular gap vacuum helps a deep penetration. 3) Emptying of the autoclave and final vacuum, which is higher than the first stage and therefore helps the exit of excess primer. 4) The item is returned to atmospheric pressure, which causes a return of the primer still on the surface, with consequent drying of the same. ! POLISHING

Operation intended to remove dust particles from the surfaces using fabric or fibre brushes.

! BRUSH ROLLERS Cylinders with a central axis to which filaments of different nature are fixed. Those made of natural or vegetal fibre bristles are used to remove excess stain (not dried yet) and obtain the so-called “tear effect�. Nylon abrasive ones are used for drysanding basecoats. Those for polishing polyurethane or polyester coatings are made up of cylinders covered with tightly tied cloth rings. Polishing is carried out using abrasive waxes or pastes. ! THICKNESS GAUGE Easy to use instrument that measures the wet thickness of coating when applied. ! SCALING

Detachment of the coating film from wood, in the shape of scales, following cracking.

! STRATIFICATION Lack of adhesion between different applications of the same coating product. ! FILLER Product used for filling irregularities of the wood to be coated, with a high filling power and good sandability. ! SUBSTRATE

Synonym of Support; another term to indicate a surface to be coated.

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FINISHING ANTHOLOGY

Glossary

! SUPPORT Any solid surface intended to be coated. ! PAD

Cloth containing a mass of wool or cotton threads which, conveniently soaked, is used to coat antique furniture with proper coating.

! THERMO-HYGROMETER Instrument consisting of a thermometer and a hygrometer to respectively measure the temperature and the relative humidity of the coating environment, also called environmental factors (see conditions for good painting). ! THIXOTROPY Property of a coating to be applied on vertical items without running. ! TLV Threshold limit value of the substances, indicated at item 8 of the Sayerlack Material Safety Data Sheet. It indicates the concentrations in p.p.m. (parts per million) or mg/mď ‹ of the substances dispersed in the air at which most workers can be exposed repeatedly without negative effects on health: the higher the TLV, the more hazardous a substance. TLV-TWA: threshold limit value - time weighted average. TLV-STEL: threshold limit value - short time exposure limit. ! TRANSPARENCY

Ability of a coating not to hide the appearance and the colour of a substrate.

! SEALER See Basecoat. ! CHIP BOARD Agglomerate of wood particles bonded by special glue and pressed to obtain flat surfaces (commonly called chip board panels). ! HUMIDITY

Humidity rate of the wooden item to be coated, which should range between 10% and 14% maximum, to allow a perfect filming of coating products.

! AMBIENT HUMIDITY

Relative humidity of the coating environment, which should not exceed 85%.

! UNI

Standards among which several relate to the tests for assessing the quality of the finished surface of coated products. UNI EN standards are acknowledged at a European level. For further information, see www.uni.com. UNI EN 12720 Evaluation of surface resistance to cold fluids.

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Glossary

FINISHING ANTHOLOGY

UNI EN 12721 Evaluation of surface resistance to damp heat. UNI EN 12722 Evaluation of resistance to dry heat. UNI 9115 Surface behaviour to abrasion wear. UNI 9149 Determination of the surface specular reflection. UNI 9241 Determination of surface resistance to cigarette action. UNI 9300 Determination of surface tendency to retain dirt. UNI 9427 Determination of surface resistance to light. UNI 9428 Determination of surface resistance to scratching. UNI 9429 Determination of surface resistance to sudden changes of temperature. UNI EN 71-3 Safety of toys. Migration of some elements.

! BINDER Solution or dispersion of resin in a solvent or water. This is usually added to stains to enhance certain features (e.g. pore marking) to prevent over-absorption and bleeding. ! FOG COATING MACHINE This machine emits a continuous fog of coating below which the items to be coated pass at programmed speeds. ! COATING

Term used to denote non-pigmented coatings. They are divided into various families, of which the main ones are: • Waterborne coatings; • Nitrocellulose coatings; • Polyurethane coatings; • Polyester coatings; • Synthetic coatings; • Acid cured coatings; • Acrylic coatings; • UV coatings.

! FIRE RETARDANT

Term defining a coating suitable for delaying combustion of the substrate on which it is applied, forming an insulating layer that restricts and delays the substrate’s heating.

! COATING SYSTEM

Coating application. There are different types of coating based on the application method used. Flow-coating: jet spraying of a coating, in a larger quantity than what required, which is made to drip, recovered and put into production again. Dipping: application by dipping the item to be coated into a tank, extracting it at a controlled speed to obtain an even coating. By brush: manual application by brush. By roller: See Roller.

Glossa 41


FINISHING ANTHOLOGY

Glossary

Spray: application of coating sprayed by gun or similar tool. Airless, see Spray guns. By cloth: manual application with a cloth soaked with product. By pad: see Pad. By extrusion: a wooden profile is made to pass in a coating bath contained in a special tank, the amount depends of the accuracy of an outline through which the outcoming profile passes. By vacuum extrusion: unlike the conventional extrusion, this uses a vacuum to determine the thickness, specific for UV coatings By plunging: manual coating that differs from the dipping coating in that the extraction speed is not controlled. By fog coating: application of a coating fog that lays onto the item to be coated (arranged on a conveyor belt) falling from a head transversal to the belt. With reverse: see Reverse roller coater. Electrostatic: application performed by an electric field created between the spraying system and the item to be coated (see Spray gun).

! VERTICALITY See Thixotropy. ! VISCOSITY

Fluidity degree of a coating that can be modified by adding solvents. It is very important for coating workability, according to the application method used: it is usually low for spraying, immersion or flow coating, medium for curtain coating and high for vertical spraying and roller coating. It is usually measured by DIN CUP viscometers. These viscometers are 100 cmď ‹ cylindrical containers with a conic bottom provided with a 2, 4 or 8 mm hole. For example, if the diameter is 4 mm, the cup is called DIN no. 4. The cup is filled with coating and its discharge time expressed in seconds is the measure of viscosity. The discharge time (= viscosity) must be measured by a chronometer. Since viscosity is affected by test temperature, viscosity values in technical data sheets usually refer to a standard measurement temperature of 20°C.

! LIFE

See Spray gun.

Glossary 42


ANNUARIO SULLO STATO DELL’ARTE DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI


FINISHING ANTHOLOGY

Normativa ambientale

ARIA E ACQUA: LE NORME CHE LE PROTEGGONO NELL’AMBITO DELLE ATTIVITÀ PRODUTTIVE

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ONSIDERAZIONI

L’Ambiente è come la Libertà: quanti delitti si commettono in loro nome! L’utilizzo di energie particolari, così come la produzione industriale di prodotti particolari, anche se potenzialmente inquinanti, non devono essere oggetto di demonizzazione: è la loro “mala gestio” il vero pericolo. La tragedia di Cernobyl e la questione Ilva vanno lette con razionalità: l’energia nucleare è devastante se incontrollata, la produzione dell’acciaio, altamente inquinante, è letale se non organizzata nel rispetto della qualità della vita di operatori e abitanti dei territori che ne ospitano gli insediamenti produttivi. Ogni energia è potenziale fonte di pericolo: la tragedia del Vajont, protagonista l’acqua, fu dovuta alla follia di chi non provvide a ingabbiare la montagna, che, precipitando nell’invaso, ne provocò lo straripamento che uccise migliaia di persone. Da decenni è in atto in Italia (e non solo in Italia), la diatriba sull’utilizzo dei solventi: un altro

falso problema. Le vernici utilizzate nel nostro Paese sono nel 90% dei casi vernici al solvente. È fuorviante non prenderne atto: il “Green” consiste ancora una volta nel regolamentarne l’impiego. Ma non come fece la Svizzera, che tassava la produzione pro/Kilo dei solventi: un liberismo controproducente. Migliore è la procedura statunitense, che proibisce certi solventi, e ne indica, degli altri, le quantità utilizzabili: un pragmatismo efficace. Ciò detto, grazie a chi produce e a chi utilizza tipologie alternative di vernici: una scelta encomiabile, che richiede sicuramente la volontà di farla, ma che deve anche essere supportata dalla ricerca di laboratorio e applicativa, attività che esigono investimenti non sempre possibili. Pragmatico è anche il Documento dell’Arpa qui di seguito pubblicato, proprio perché regolamenta, per Aria e Acqua, gli utilizzi consentiti. ! NOTE INTRODUTTIVE

AL DOCUMENTO

1. Il Documento contiene anche, a fini esemplificativi, riferimenti specifici al settore legno, utili peraltro ai numerosi industriali delle Aree Mobiliere Italiane, rappresentative di una im-

! DALLA REGIONE PIÙ INDUSTRIALIZZATA D’ITALIA, LA LOMBARDIA, UN DOCUMENTO-BASE, “MODELLO” DI DISPOSIZIONI AMBIENTALI SOSTANZIALMENTE ESTENDIBILI, FATTE SALVE EVENTUALI E FORMALI DIFFERENZE LOCALI, A TUTTO IL TERRITORIO NAZIONALE.

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Normativa ambientale

FINISHING ANTHOLOGY

! Dottor Fabio Colonna (Arpa Centrale Lombardia, Responsabile controllo emissioni in atmosfera e scarichi in acqua da attività industriali). In esclusiva per “Finishing Anthology”.

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FINISHING ANTHOLOGY

Normativa ambientale

! Dottor Fabio Colonna (Arpa Centrale Lombardia, Responsabile controllo emissioni in atmosfera e scarichi in acqua da attività industriali). In esclusiva per “Finishing Anthology” 2018.

prenditorialità di alto livello, internazionalmente riconosciuta (Brianza, Triveneto, Friuli, Marche, Toscana e altre). 2. Gli Allegati citati nel Documento sono disponibili per chi fosse interessato a conoscerli. 3. La parte in lingua inglese, peraltro facilmente comprensibile, non è tradotta, perché è la componente “originale” di un intervento

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presentato dall’Autore di questo stesso Documento in un incontro internazionale avvenuto in Cina, in cui l’Italia, e per essa la Regione Lombardia, è stata invitata a portare la sua esperienza relativa alla Protezione dell’Ambiente.


ANNUARIO SULLO STATO DELL’ARTE DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI


Le Vernici Vernici in Polvere Vernici Naturali Vernici per vetro Vernici Liquide per interni Vernice X-Matt Vernici Liquide per esterni Le vernici “virtuose” Il Terzismo di Verniciatura Prodotti per la manutenzione domestica Pretrattamento Nanotecnologico

INTERVISTA ESCLUSIVA Dottor Marco Buttafava, Italy Wood Coatings Director di IVM Group, rilasciata a “Finishing Anthology”. Fonti: Documentazioni Tecniche redatte per “Finishing Anthology” a cura dei Servizi Ricerca & Sviluppo di ICA Group – Milesi – Sherwin - Williams Italy (Brands Sayerlack, Oece e Linea Blu) – Durga – Arsonsisi -DNC (Dollmar Noxor Chemicals).

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FINISHING ANTHOLOGY

PRODOTTI VERNICIANTI

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www.arsonsisi.com

Vernici in Polvere: Mercato Italia - Tipologie - Manufatti trattabili con queste vernici

Cristoforo Brendas Business Manager Polveri Italia, Arsonsisi

Dopo aver occupato tutto lo spazio possibile nella verniciatura di componenti in metallo, le vernici in polvere sono alla ricerca di nuove opportunità di sviluppo e di mercato in Italia, in Europa e a livello internazionale. Colgo quindi volentieri l'importante occasione di Finishing Anthology per fare un'analisi sulla situazione attuale e sugli sviluppi delle vernici in polvere partendo da alcuni brevi cenni storici e spiegando poi brevemente la nostra tecnologia, per chi ancora non la conoscesse, dando anche alcuni cenni sul ciclo produttivo e sull’applicazione. 1) Storia: le vernici in polvere sono nate nei tardi anni ’50 come rivestimenti per tubazioni per l’industria petrolchimica, dove venivano prodotte in un dry-blend solido, disperso mediante mulini a sfere. I primi prodotti estrusi apparvero nel periodo 1962-1964 ed erano tutti di natura epossidica. Arsonsisi - dove oggi presto la mia professionalità - fu una delle prime aziende in Italia che partì con la produzione di questa tecnologia nel 1972. Da allora, le vernici in polvere hanno avuto un grande sviluppo in tutto il mondo e oggi occupano una quota

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PRODOTTI VERNICIANTI FINISHING ANTHOLOGY


! Vernici in polvere

considerevole del mercato dell’industria, che ha quasi raggiunto i due milioni di tonnellate di produzione e utilizzo all’anno. I mercati principali sono Europa e Asia, che si spartiscono in egual misura il 70% del totale del mercato, poi le due Americhe con il 20%, mentre il restante 10% è utilizzato in Middle East e Africa. L’Italia da sola produce circa 90.000 tonnellate e ne consuma internamente circa 60.000 tonnellate, giocando da sempre un ruolo molto importante. 2) La tecnologia produttiva comprende le seguenti fasi: a) - miscelazione a freddo delle resine solide con pigmenti e cariche; b) - fusione in trafila a caldo delle resine solide con pigmenti e cariche; c) - raffreddamento della massa e scagliettatura del solido ottenuto; d) - micronizzazione con mulini delle scaglie e formazione di polvere molto sottile. 3) Per l’applicazione ci si avvale di pistole elettrostatiche che danno la carica alle polveri all’estremità del dispositivo di spruzzo; un campo elettrostatico ha poi la funzione di attirare le particelle nella direzione dell’oggetto da verniciare e di farle conFINISHING ANTHOLOGY

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Cristoforo Brendas Vernici in Polvere, Arsonsisi

vergere sulla sua superficie. Il manufatto così ricoperto entrerà poi in un forno dove la polvere rifonderà e per successivo raffreddamento darà luogo a un film solido e continuo. Paragonato all’uso di vernici liquide, il sistema a polveri presenta molti vantaggi: si lavora in assenza di solventi, si riducono gli sfridi (attraverso il recupero e riciclaggio delle polveri over-spray), i consumi energetici sono ridotti, si possono raggiungere spessori molto elevati e le prestazioni protettive sono eccellenti. Tutto ciò ha determinato il successo di questa tecnologia a partire dagli anni ’70 a oggi, tuttavia la verniciatura con polveri, per le temperature di reticolazione richieste è limitata quasi esclusivamente a manufatti di metallo. Parliamo ora delle tendenze attuali e del futuro di questa affascinante tecnologia. Sarà riduttivo, ma la principale sfida per i produttori di vernici in polvere al momento è trovare le risorse necessarie per proseguire lo sviluppo tecnologico che un mercato ormai maturo come il nostro richiede. Inoltre, il continuo aumentare del costo delle materie prime complica ulteriormente le cose, poiché - unito alla sovraccapacità produttiva delle polveri nel mercato europeo - fa mantenere i prezzi bassi e conseguentemente i margini necessari per poter garantire la copertura dei costi della ricerca e dello sviluppo che servono per fare un ulteriore salto qualitativo nel breve periodo.

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PRODOTTI VERNICIANTI FINISHING ANTHOLOGY


! Vernici in polvere Ciò nonostante, i rivestimenti in polvere sono sulla soglia di nuove interessanti evoluzioni, non solo spostando vecchie tecnologie ma aprendo nuove frontiere nei seguenti segmenti: • SISTEMI AD ALTA ANTI – CORROSIVITÀ CON PRIMER A POLVERE Zn-free • SISTEMA A POLVERE A DUE STRATI CON ALTA ANTI-CORROSIVITÀ (> 1.000 h N Salt Spray) CON PRIMER A POLVERE Zn-free E UNICA COTTURA • SUBSTRATI NON-METALLICI (legno, MDF, plastiche etc.) • SISTEMI DI RETICOLAZIONE ALTERNATIVI (UV, NIR, low-temperature etc.) • VERNICIATURA GRANDI DIMENSIONI (navi, strutture cantieristiche, etc.) • NUOVE FINITURE METALLIZZATE E/O A STRUTTURA CON FINITURE “ALLUMINIO” PER OUTDOOR, FINITURE “ALLUMINIO” RESISTENTI ALLE SOSTANZE CHIMICHE, FINITURE “ALLUMINIO” RESISTENTI A UMIDITÀ “FINGER-PRINT” (IMPRONTA) Oltre a questi aspetti strettamente tecnico/formulativi, anche nel settore delle vernici in polvere è oggi visibile il processo di digitalizzazione. I nuovi strumenti digitali avvicinano le vernici in polvere agli utenti finali, rendendole di più facile accesso. Ad esempio, le vendite on-line sono ormai una realtà in Arsonsisi con un e-commerce semplice e moderno. La digitalizzazione del colore è un’altra area chiave di sviluppo. Ormai troviamo sul mercato diverse app, che facilitano il percorso decisionale di designer e addetti ai lavori in tutti i diversi segmenti di mercato, questo fa si che le richieste siano sempre più frammentate e varie. Un'altra esigenza del mercato che percepisco dal mio osservatorio è la necessità di riuscire a fornire direttamente ai nostri clienti un sistema tintometrico a polveri che sia simile a quello delle vernici liquide per agevolare la realizzazione di piccole produzioni, rese oggi difficoltose dalle nostre tempistiche produttive, ma più facilmente gestibili direttamente dai clienti se dotati di questo innovativo sistema per il nostro settore. Quanto sopra descritto rende ancora oggi il nostro mercato molto affascinante nonostante la staticità della domanda. Gli argomenti per poter operare con eccellenza in questo ambito sono molteplici e sono convinto permetteranno alle vernici in polvere di dominare il mercato dei prodotti vernicianti industriali per ancora molti decenni. FINISHING ANTHOLOGY

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www.arsonisi.com/assovernici.it

! Vernici in polvere

A CARLO JUNGHANNS, PRESIDENTE DI ARSONSISI E DI ASSOVERNICI, ABBIAMO RIVOLTO QUESTA DOMANDA: “Presidente, Arsonsisi iniziò a produrre polvere nel 1972. Lei l’acquistò nel 1989, e negli anni l’evoluzione della produzione consegnò al mercato varie tipologie di polvere. Si trattò di un pionierismo che vantava anche una valenza ambientale: le Vernici in Polvere sono infatti praticamente a impatto zero. Come si sviluppò questa idea imprenditoriale e in più “virtuosa”? Questa la risposta di Carlo Junghanns: Sono convinto che tra le qualità necessarie per essere un buon imprenditore ci siano la serietà e la curiosità. Un imprenditore che va in giro con il para-occhi sarà sempre un professionista mediocre. La curiosità deve affinarsi di continuo e deve rendere “l’imprenditore” culturalmente valido e ricco di conoscenza. Così ricco da rendersi indispensabile non solo per le finanze ma soprattutto per l’apporto di idee… Un buon imprenditore non può nemmeno solo affidarsi alla fantasia anche se è particolarmente fervida, deve sapere e conoscere bene quello che lo circonda. Con queste prerogative alla fine degli anni ’80 l’iniziale curiosità per il settore polveri si è trasformata in interesse e: 1) affascinato dalla tecnologia 2) dal beneficio che ne traeva l’ambiente 3) non trascurando il fatto che in quegli anni questa tecnologia cresceva con percentuali superiori al 30% anno 4) i produttori in quegli anni erano solo 7, decisi quindi di investirci con l’obiettivo primario di diversificare visto che, allora, le società di famiglia si occupavano quasi esclusivamente di vernici per edilizia. Forse esagero ma con gli anni questo settore è entrato nel mio cuore, e nonostante i produttori siano oggi 17, nel 2009 ho investito nuovamente e acquisito il ramo vernici in polvere di BASF Coatings, l’intento era d’aumentare ulteriormente il nostro Knowhow e portarlo ai livelli delle tante multinazionali che operano nel settore.

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PRODOTTI VERNICIANTI FINISHING ANTHOLOGY


www.durga.it

Le “Vernici Naturali” secondo Durga: un contributo al rispetto del Pianeta Terra Dottor Marco Susini Responsabile ricerca e sviluppo Prodotti Naturali Durga s.r.l. – Pisa Terrapura natural paints Ltd. Nagpur India

La mission di Marco Susini, Imprenditore e “Poeta dell’Ambiente” ! FACCIAMO CHIAREZZA Che cosa sono le vernici naturali? I prodotti vernicianti realizzati con materie prime naturali rappresentano una classe di prodotti che vanno oltre l'accezione comune di prodotto ecologico impropriamente assimilato alla classe dei migliorati, basati in larga misura sulla tecnologia di emulsione in acqua di leganti di sintesi petrolchimica, biocidi a basso rilascio di formaldeide, pigmenti e coloranti spesso difficili da classificare. Direi subito che, a mio avviso, i prodotti naturali si fondano su un nuovo approccio all'idea stessa di produzione, poiché la motivazione fondamentale del loro utilizzo è rappresentata non solo dalla esigenza di creare un comfort abitativo migliore negli ambienti indoor, con basse emissioni e con trattamenti realmente traspiranti, ma soprattutto, e questa deve essere la principale motivazione, dalla volontà di partecipare a un tipo di economia rispettosa del nostro pianeta. !"INVECE DEL PETROLIO Produrre utilizzando materie prime naturali derivate da fonti rinnovabili o da crescita spontanea, significa escludere dalla filiera produttiva tutta la catena che parte dall'estrazione petrolifera. Questo sarebbe un contributo essenziale per eliminare alla radice tutti quei problemi che derivano dall'utilizzo del petrolio. L’uso e la trasformazione di questa materia prima ha portato agli effetti devastanti sull'ambiente che solo oggi iniziamo a percepire. Se le conseguenze dell'effetto serra e l'inquinamento degli oceani appaiono ancora eventi lontani, è poco noto come l'inquinamento indoor superi di molto quello outdoor a causa dei materiali e dei prodotti presenti nelle abitazioni e nei luoghi pubblici, come ad esempio vernici,

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PRODOTTI VERNICIANTI FINISHING ANTHOLOGY


! Vernici naturali

pitture, collanti. Lo sviluppo delle energie alternative indica come sia possibile abbandonare la logica malsana della filiera del petrolio, in realtà profondamente illogica nella sua struttura. Infatti quale razionalità, quale intelligenza possiamo attribuire al sistema che a conti fatti estrae materiale alieno dal sottosuolo (il petrolio) per creare con tecnologie indubbiamente sofisticate, spazzatura e inquinamento in atmosfera, negli oceani, nei terreni e nelle nostre case? Se questo sistema obbedisce alle ragioni del business e del potere, non soddisfa il buon senso, non garantisce l’aspirazione alla salute e a uno sviluppo sostenibile. In base alla logica che il nostro pianeta ci mostra ogni momento, quella di un sistema perfettamente funzionante fatto di cicli chiusi in cui grazie all'energia solare, la materia si trasforma continuamente: acqua, ossigeno, anidride carbonica, minerali danzano, danno vita alle forme animali e vegetali mantenendo pressoché costanti i livelli dei componenti base, senza creare mai “immondizia”. Questa logica giudicata spesso banale, in qualche modo retrograda e poco funzionale, è in realtà l'unica che finora FINISHING ANTHOLOGY

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Dottor Marco Susini Responsabile ricerca e sviluppo Prodotti Naturali Durga s.r.l. – Pisa Terrapura natural paints Ltd. Nagpur India

abbia funzionato e verso la quale è obbligatorio riconnettersi per mantenere sano e vitale l'ecosistema. !"CARATTERISTICHE TECNICHE Spiegato il motivo principale per cui è necessario spostare l’attività umana verso un uso intelligente delle risorse, e quindi sulla ragione di produzione di materiali vernicianti naturali, per i quali l'impatto ambientale, nel ciclo di produzione e utilizzo, fino allo smaltimento, è il minimo possibile, vediamo le caratteristiche tecniche di questi prodotti, con brevi cenni, a scopo esplicativo, sulle proprietà specifiche di alcuni di essi. !"TRASPIRABILITÀ La maggior parte dei leganti naturali, come in particolare gli oli siccativi (un esempio classico è quello dell'olio di Lino), le resine vegetali e alcuni prodotti di derivazione animale, hanno un’elevata capacità di permeabilità al vapor d'acqua. In particolare gli oli siccativi sviluppano patine resistenti, estremamente elastiche e capaci di veicolare le piccole molecole del vapor d'acqua senza particolari problemi. Una pittura base olio come ad esempio la Pittura Luminosa n.275, è caratterizzata da un sd = 0,0031m, cioè dalla capacità di lasciare traspirare 6.774 grammi di vapor d'acqua per mq al giorno. Come raffronto dobbiamo considerare che prodotti convenzionali definiti traspiranti, sono caratterizzati da valori che oscillano tra 400 e 100 gr/mq al giorno di vapor d'acqua, cioè si tratta di una traspirabilità che nella migliore ipotesi è 16 volte inferiore a quella della nostra Pittura Luminosa. L'esempio della traspirabilità dei prodotti naturali nel confronto con i prodotti sintetici come gli acrilici (meglio conosciuti in modo improprio come prodotti ad acqua), è alquanto significativo. Se andiamo a vedere altre caratteristiche, come la capacità di aderire ai supporti e l'elasticità, vediamo che queste sono insite nei prodotti a base di leganti naturali. Per questo i protettivi naturali e in particolare quelli a base di oli siccativi, hanno la peculiarità di rimanere sempre aderenti al supporto senza distacchi inestetici e disfunzionali.

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PRODOTTI VERNICIANTI FINISHING ANTHOLOGY


! Vernici naturali !"PROTEZIONE Queste caratteristiche sono particolarmente importanti nella protezione del legno, poiché questo materiale è particolarmente soggetto alle condizioni ambientali assorbendo e rilasciando acqua a seconda dell’umidità e della temperatura con conseguenti variazioni del suo volume. Un prodotto naturale seguirà i movimenti del substrato e rimarrà sempre elastico anche in condizioni di forte esposizione ai raggi solari senza produrre inestetismi, cioè senza distacchi di pellicola protettiva, senza formazione sottostante di marcescenza, e senza variazione di colore. Infatti il nostro impregnante del legno Nutripiù, costituito da emulsione acquosa di oli, resine naturali e pigmenti capaci di schermare l'azione dei raggi solari e contemporaneamente ridurre gli attacchi batterici sulla superfice trattata, consente di ottenere protezioni esteticamente molto apprezzate e tecnicamente performanti. Di conseguenza il grande vantaggio di un prodotto naturale sarà dato anche da costi complessivamente più bassi, grazie alla sua maggiore durata e alla facilità di manutenzione. Nella nostra gamma di protettivi per legno, abbiamo infatti un unico prodotto di manutenzione che si applica semplicemente con un tampone per ripristinare lo spessore e il corpo della patina protettiva. Potrà sorprendere come l'uso dei prodotti vernicianti naturali sia particolarmente semplice, tuttavia questo fatto può creare perplessità da parte di applicatori abituati al prodotto convenzionale. Nei fatti è sufficiente tenere conto dei tempi indicati per i vari prodotti e delle rese prodotto che sono talvolta più che doppie rispetto agli analoghi di origine sintetica. Il prodotto verniciante naturale oggi è sempre più utilizzato nella cantieristica, nel restauro e nella produzione industriale, a dimostrazione del fatto che una via naturale e sostenibile nella società è possibile e sta divenendo sempre più una realtà.

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www.oece.it

Oece: effetti speciali e vernici per vetro

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PRODOTTI VERNICIANTI FINISHING ANTHOLOGY


! Vernici per vetro La linea di vernici per vetro OECE propone soluzioni innovative ad alto contenuto estetico, dedicate al settore dell’arredamento e del design. I cicli di verniciatura consentono di applicare su vetro un prodotto laccato coprente. Sono principalmente finiture pigmentate all’acqua, realizzate con l’obiettivo di sviluppare applicazioni innovative e di alta qualità, che esprimono specifiche caratteristiche di sostenibilità e rispetto dell’ambiente. In grado di soddisfare le più sofisticate esigenze in termini di performance – l’eccellente adesione e l’inalterabilità delle proprietà chimico – fisiche sono frutto di tecnologie produttive all’avanguardia - garantiscono risultati cromatici originali e innovativi. OECE produce una linea di effetti speciali per vetro appositamente creata per offrire nuove soluzioni estetiche ad artigiani, architetti e produttori industriali di mobili. La semplicità di applicazione, la vasta gamma di soluzioni disponibili e la possibilità di personalizzazione rendono gli effetti speciali OECE un valido strumento a disposizione di tutti coloro che operano a contatto con il mondo del design e dell’innovazione. Creare soluzioni su misura, che permettano alle idee dei clienti di realizzarsi, è infatti uno dei punti cardine della filosofia OECE. I cicli, composti principalmente da prodotti all’acqua, consentono di ottenere diversi effetti speciali. Tra questi il Metallizzato, il Luminare con glitter Stardust, il Sabbiato, il Satinato, il Gocciolato Novecento, l’Iridescente e il Fluorescente Fluolac. Una serie di cicli possono essere realizzati sia su vetro che su legno, con differenti modalità, per ottenere lo stesso risultato estetico finale. Sono spesso sistemi misti acqua-solvente. Tra questi il Craquelè, il Filamentoso Marmo, il Granito, il Metallizzato Argento-Cromo.

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La Ricerca e Sviluppo di ICA è Ricerca della protezione ambientale e Sviluppo di prodotti sempre più innovativi Claudio Grandoni R&D - Water-Based Exterior Coatings Co-ordinator

!"VERNICI LIQUIDE PER INTERNI Quando si parla di prodotti vernicianti liquidi per interni, si parla di un mondo con un importante futuro, un mondo in continua evoluzione, che ha visto nella sua storia molti passaggi decisivi. Protagoniste di questo sviluppo sono da sempre tutte le aziende impegnate nello studio di prodotti vernicianti che possano al contempo essere ambientalmente sostenibili. Nel passato, infatti, sono state registrate delle innovazioni rilevanti, in particolare per quel che riguarda le performance del prodotto. Si è passati da formulati realizzati con un fine prettamente estetico, verso altri orientati alla protezione e alla valorizzazione del manufatto. Questo studio ha affiancato e sostenuto lo sviluppo del design dei componenti di arredo interno, e ha aperto nuove prospettive di stile all’intera filiera del mobile. !"L’EVOLUZIONE Dai prodotti basati su nitrocellulosa a quelli poliestere, fino ai prodotti poliuretanici, le formulazioni a base solvente hanno accompagnato lo sviluppo dell’industria del mobile dal livello artigianale a quello industriale. La successiva introduzione dei prodotti a reticolazione ultravioletta ha permesso un’accelerazione nella produzione di mobili e componenti per interni, rendendo possibile l’affermarsi del design italiano nel mondo.

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! Vernici Liquide per interni

Più recentemente lo studio e la commercializzazione di formulazioni a base acqua, con la conseguente diminuzione delle emissioni in atmosfera, ha consentito di rendere molto più salubre e sicuro il mondo della verniciatura. Tutto questo è stato affiancato dall’automazione delle linee di verniciatura, e ha richiesto un forte coordinamento nella ricerca delle migliori condizioni di produzione, con riduzione dei tempi e sempre più attenzione all’intero ciclo di lavorazione. La verniciatura di un manufatto per interni è infatti sempre da considerare come un ciclo complesso in cui dei materiali sensibili come il legno, debbono essere lavorati per step successivi, ognuno dei quali ha un impatto fondamentale sul risultato finale. !"VARIABILI E MATERIALI Le variabili in gioco sono sempre molte e solo una specializzazione sempre più profonda da parte di tutti gli operatori del settore può dare risultati di eccellenza. Anche i materiali utilizzati sono mutati nel tempo e dal solo legno, sono entrati nel sistema di produzione anche plastiche, vetro, metallo e quant’altro. Questo ha imposto una rivalutazione delle formulazioni tradizionali e un ulteriore sviluppo della ricerca. La qualità è oggi un segno distintivo per tutte le aziende che vogliano proporsi come leader nel settore dell’arredamento, e la verniciatura è la parte che più si percepisce nell’utilizzo quotidiano del manufatto. È quindi una componente fondamentale

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Frediano Fuscà Product Technical Manager

! Vernici Liquide per interni

nella proposta di un’idea di design. La qualità è una delle caratteristiche che la vernice stessa deve possedere e la si può percepire solo considerando tutto lo studio, l’impegno e la dedizione che le aziende produttrici debbono dedicare al suo sviluppo per poter proporre soluzioni complete, all’avanguardia, che rispettino e valorizzino tutti gli aspetti finora descritti e che garantiscano allo stesso tempo il rispetto dei più alti standard ambientali. !"L’IMPEGNO DEL GRUPPO È in quest’ottica che il Gruppo ICA, a oggi, continua a credere nelle potenzialità di un mercato innovativo, con prodotti rivoluzionari e biocompatibili; non a caso anticipa le tendenze dello stesso, contribuendo alla salvaguardia dell’ambiente e alla crescita di un’economia circolare. È infatti in corso un’ulteriore rivoluzione nello studio e nella formulazione dei prodotti vernicianti; l’introduzione dei prodotti IRIDEA BIO che, utilizzando nella propria filiera materiali provenienti da fonti rinnovabili e sostenibili (non competitive con l’alimentazione umana), contribuiscono alla riduzione della CO2 emessa in atmosfera nel processo di produzione e riducono il fabbisogno di materiali da origine fossile.

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! Vernice X-Matt

Un altro fiore all’occhiello ICA Group vince il secondo premio di “XYLEXPO 2018” con la sua X-MATT. Riconosciuta l’innovazione di una vernice antigraffio, anti impronta e autoriparante

Un nuovo prodotto si affaccia sul mercato e ICA Group fa già parlare di sé. Arriva la nuova vernice per superfici ultra opache, che non si graffia e con potere autoriparante. Si chiama X- MATT ed è stata premiata a Xylexpo, fiera biennale mondiale delle tecnologie per la lavorazione del legno e dei componenti per l'industria del mobile, che si svolge a Milano, giungendo seconda classificata per la categoria Finitura. Il nuovo prodotto dell’azienda civitanovese sorprende tutti per la resistenza estrema. Grazie al calore riesce a “cancellare” i graffi superficiali in pochi secondi. Questa innovativa linea di vernici per arredi interni è adatta per qualsiasi tipo di superficie, inoltre permette di ottenere delle ultra opacità con elevate caratteristiche prestazionali dal punto di vista chimico-fisico, mantenendo un livello di emissioni di VOC in applicazione, al di sotto di quanto ottenibile con i prodotti UV tradizionali.

X-MATT è resistente alle macchie di caffè, anti-impronta, resistente ai liquidi freddi (UNI EN 12720) e resistente al graffio (UNI EN 15186). È disponibile in infiniti colori ed effetti tridimensionali, morbida al tatto, con ridotte emissioni VOC. Dopo aver introdotto sul mercato le rivoluzionarie vernici BIO, prodotte senza petrolio ma con materiali organici di scarto, un nuovo riconoscimento per la costante attività di ricerca e innovazione di ICA Group segna un altro traguardo. La società della famiglia Paniccia da sempre investe nella Ricerca e Sviluppo dei prodotti e dei processi, con significativi risultati che la confermano tra i leader di mercato a livello internazionale. FINISHING ANTHOLOGY

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Vernici Liquide Frediano Fuscà Product Technical Manager

Le vernici, com’è noto, svolgono una funzione sia decorativa che protettiva, ma sicuramente la seconda è quella che è stata sviluppata per prima nel corso della storia. Se si escludono le pitture per finalità artistiche, vedi ad esempio le grotte di Lascaux in Francia, l’impiego di un prodotto protettivo per il legno esposto all’esterno, viene già citato in quello che potremmo definire il primo “capitolato” di cui si ha traccia, in Genesi 6,14 infatti troviamo questa disposizione che dovrà seguire Noè: “Fatti un’arca di legno di cipresso; dividerai l'arca in scompartimenti e la spalmerai di bitume dentro e fuori”. Dal bitume si è poi senz’altro passati a materiali esteticamente più gradevoli, come l’olio di lino ad esempio, un prodotto usato sin dall’antichità e che tutt’ora svolge un ruolo importante nella protezione a basso spessore. !"I prodotti di largo impiego Sotto il profilo della performance i prodotti sicuramente di più largo impiego sono quelli di natura alchidica, che possiamo pensare come evoluzione degli oli naturali, e quelli di natura acrilica. Anche le vernici a reticolazione UV, soprattutto impiegate per interni, trovano utilizzo nel settore esterni, ma la necessità di impianti costosi ne hanno fino a ora limitato l’impiego. !"Il “Problema UV” C’è comunque un denominatore comune che lega tutte le tipologie di vernici per esterno, ed è la capacità di filtrare la luce ultravioletta. Speciali additivi trasparenti alla luce visibile, e quindi impercettibili per l’occhio umano, sono in grado infatti di assorbire quella parte molto dannosa della radiazione solare e di proteggere il legno. Questo straordinario materiale naturale è molto sensibile al sole, e se vogliamo proteggerlo a lungo dobbiamo ricorrere, oltre che agli additivi citati, anche a coloranti o pigmenti che possano schermarlo. Non a caso si associa molto spesso a una verniciatura per esterno, il classico impregnante color noce.

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! Vernici Liquide per esterni

!"L’impregnante L’impregnante, che costituisce normalmente il primo essenziale step della verniciatura per esterno, svolge la sua funzione protettiva grazie ai coloranti di natura inorganica ma anche grazie a principi attivi che limitano il degrado di tipo biologico. In questo settore un regolamento europeo ha imposto una razionalizzazione delle molecole biocide, che da un lato ha uniformato molto l’offerta dei vari prodotti sul mercato, ma dall’altro ha migliorato l’aspetto della sicurezza dei lavoratori e dell’impatto ambientale. Dopo l’impregnante il ciclo standard prevede l’applicazione di un fondo e poi di una finitura. !"Due cicli Riguardo la protezione per esterno, però, bisogna ricordare la doppia scuola di pensiero; una propende per il ciclo a basso spessore, con durata limitata ma di facile manutenzione, l’altra sceglie il ciclo ad alto spessore con durata maggiore, ma più impegnativo per quanto riguarda la manutenzione. Non c’è una soluzione definitiva ed è, se vogliamo, solo una questione di gusti. !"Le nuove resine In entrambi i casi il Gruppo ICA si è sempre impegnato nella ricerca di nuove soluzioni, e ultimamente l’impiego di resine provenienti da fonti rinnovabili rappresenta un grande passo in avanti. Come ricordato inizialmente, gli oli naturali, ovviamente di origine vegetale, sono impiegati da molto tempo, ma le loro prestazioni non possono essere considerate eccezionali. Le resine che il gruppo ICA impiega nella nuova linea ARBOREA BIO, invece, garantiscono le elevate prestazioni delle resine di provenienza petrolchimica, ma contengono una rilevante percentuale di materie prime provenienti da prodotti vegetali non in competizione con l’alimentazione umana, ovvero che non sottraggono prodotti alimentari né terreno destinato a coltivazione per scopo alimentare. FINISHING ANTHOLOGY

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!"L’Articolo qui di seguito pubblicato, redatto in collaborazione con la Dottoressa Valentina Cesari, Communications Department Manager di ICA Group, che ringraziamo, conferma in modo oggettivo e documentato, che allorchè un’azienda che considera la sicurezza l’obiettivo primario dei suoi manufatti, utilizza coerentemente anche vernici atossiche innovative, aggiungendo alla sua mission un plus-valore riconosciuto perfino dall’utilizzatore finale (un buon segnale, non frequente, segno di una maturazione salutistica in atto).

Marketing consapevole

LE CAMERETTE CHE ACCOMPAGNANO LA CRESCITA DEL BAMBINO, CON I VALORI DELLA SICUREZZA TOTALE. !"Le scelte di Faer Le aziende specializzate in beni d’uso e di consumo per il bambino, scelgono frequentemente di offrirgli prodotti che seguano la sua crescita, consapevoli delle mutevoli esigenze del loro piccolo cliente finale. L’abbigliamento, l’alimentazione, i giocattoli, i libri, sono gli ambiti nei quali i produttori trovano spazi evolutivi ricchi di offerte. Faer del Gruppo Lube (nelle fotografie la Sede originaria e la veduta aerea dell’attuale complesso produttivo), nel settore Ambienti ha fatto una scelta analoga del tutto particolare, privilegiando la valenza della sostenibilità, realizzando cioè camerette per i più piccoli, per gli adolescenti e per i giovani (la scelta di marketing – nelle pagine successive le tre soluzioni), nobilitate con il plus-valore della sicurezza totale certificata (la scelta virtuosa): una mission di elevato significato imprenditoriale e sociale. !"La tutela imprescindibile I cinque sensi dei piccoli, degli adolescenti e dei giovani (nel caso in questione soprattutto il

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! Le vernici “virtuose”

Valentina Cesari Communications Department Manager di ICA Group

tatto e l’olfatto), vanno rigorosamente tutelati fin dalla nascita e durante la crescita, perché è in questo lasso di tempo (della durata di 18 anni), che la loro evoluzione necessita della massima attenzione, per la qualità della loro futura vita di relazione. !"Faer lo sa Faer lo sa, tanto che realizza tutti gli elementi delle proprie camerette con pannelli ecologici a basse emissioni di formaldeide (certificati F4star), finiti con prodotti privi di sostanze che potrebbero nuocere alla salute. !"Sicurezza strutturale, fin dalla progettazione Nella progettazione dei propri prodotti, la Faer ha inoltre sempre operato per individuare ed escludere possibili pericoli quali l’intrappolamento delle mani o di altre parti del corpo, gli “schiacciamenti” delle dita in relazione all’uso prevedibile e a un possibile abuso dei mobili e dei loro accessori quali cassetti, maniglie, meccanismi e dispositivi. FINISHING ANTHOLOGY

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! Le vernici “virtuose” Sono di ICA, azienda tra le prime a fare ricerca sulle vernici idrosolubili, fino ad arrivare alla massima evoluzione innovativa oggi disponibile sul mercato: le Vernici “Bio”. Ci parla in dettaglio delle vernici utilizzate da Faer Lorenzo Paniccia, R&D Technical Manager ed esponente della terza generazione della famiglia proprietaria del Gruppo Marchigiano che le produce. «Dopo tre anni di ricerche e sperimentazioni, abbiamo realizzato una linea “Bio” composta da vernici per legno a base acqua, formulate con materiali rinnovabili generati da innovativi processi di raffinazione di sostanze vegetali “di scarto”, non competitive con l’alimentazione umana. Sono prodotti studiati per un utilizzo industriale, che puntano alla sostenibilità ambientale anche nel loro ciclo di produzione, e che permettono un taglio drastico di emissioni di anidride carbonica. Infatti la nostra linea “Bio” per interni - Iridea Bio -, ad esempio, utilizzata per verniciare una superficie di 100 m2, permette di risparmiare le emissioni per l’equivalente di 400 km percorsi da una macchina, come la distanza tra Roma e Reggio Emilia. Un passo importante che fa bene all’ambiente e alla salute delle persone, che, dall’ambiente di lavoro alla casa, evitano l’esposizione alle sostanze chimiche di sintesi».

! L’intervista a Faer Perché la scelta di ICA? «Operando nel settore dell’arredo di camere per bambini, Faer è da sempre alla ricerca delle migliori soluzioni per offrire un prodotto di eccellenza nel design, qualitativamente elevato, ma allo stesso tempo rispettoso delle

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! Le vernici “virtuose”

problematiche specifiche per la sicurezza e la salute dei piccoli utilizzatori. Nella progettazione dei propri prodotti, l’azienda ha sempre operato per ridurre la tossicità di materiali e rivestimenti: va in tale direzione la scelta di utilizzare le vernici all’acqua di ICA, che riducono l’emissione di sostanze nocive fino al 95% rispetto alle vernici tradizionali a solvente, tutelando in questo modo l’ambiente di lavoro e la salute degli utilizzatori, e soprattutto migliorando sensibilmente la qualità dell’ambiente interno. Percorrendo la strada del miglioramento continuo, oggi realizziamo tutti i colori della nostra gamma con la nuova tecnologia “Bio”, garantendo le stesse prestazioni, senza alcuna modifica di impianti, tecniche di applicazione e supporti». L’utilizzatore finale è consapevole del plus-valore delle vostre camerette? «I consumatori dimostrano di essere sempre più sensibili ai temi dell’ecologia e della salvaguardia dell’ambiente, nonché sempre più interessati a conoscere le caratteristiche chimicofisiche dei prodotti acquistati e del relativo impatto sulla salute propria e dei figli in particolar modo». Avete altri progetti innovativi? «Avendo sempre come obiettivo il miglioramento continuo, la Faer sta inserendo nella propria gamma di finiture una serie di colori e texture realizzate su pannelli nobilitati con materiali in-

novativi quali il PET, che soddisfano i piu severi requisiti igienici e presentano un’alta stabilita chimica, tanto che questo polimero e ideale come materiale da imballaggio per gli alimenti, cosi come per i medicinali e i cosmetici. Le proprieta principali del materiale, che ne determinano il grande successo, sono la resistenza e la duttilità e modellabilità, che permettono ai manufatti con esso realizzati di essere più resistenti agli urti, graffi e strisci, ma nello stesso tempo, utilizzando il calore e specifici accorgimenti, di essere ripristinati in caso di danneggiamento fino a specifiche entità. Inoltre, per le sue caratteristiche questo materiale risulta completamente riciclabile, sebbene non all’infinito, ma per un elevato numero di cicli. È quindi con lo stesso spirito innovativo che siamo alla ricerca di una soluzione per la verniciatura, necessaria per le personalizzazioni dei nostri prodotti date da elementi non realizzabili dai pannelli nobilitati, che abbia caratteristiche similari. A tal fine abbiamo individuato una possibile risposta nella nuova proposta di ICA denominata X-MATT, la cui peculiarità è quella di ottenere delle superfici ultra opache con elevate caratteristiche prestazionali dal punto di vista chimico-fisico e con proprietà auto-riparanti, mantenendo un livello di emissioni di VOC in applicazione, al di sotto di quanto ottenibile con i prodotti UV tradizionali». FINISHING ANTHOLOGY

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!"TERZISMO DI AVANGUARDIA Il Terzismo di Verniciatura occupa, soprattutto nel settore legno, una posizione della massima importanza, un ruolo che non è esagerato definire “necessario”. Senza di esso, molte imprese che producono componenti e complementi di arredo non sarebbero in grado di garantire una produttività puntuale, omogenea, continua. Questo ruolo ha fatto crescere qualitativamente il Terzismo di Verniciatura, fino a livelli che, anche grazie alle più innovative tipologie di Vernici e alle più avanzate tecnologie applicative, hanno trasformato attività complementari di servizio, in modelli di autentica imprenditorialità. “Finishing Anthology” dedica a questo singolare fenomeno industriale, non comune a molti altri settori, il servizio qui di seguito pubblicato sul Terzismo di Verniciatura dei Serramenti (Fonte: Case Study ICA), e, sempre nell’Antologia, più oltre, un analogo pezzo sul Terzismo di Verniciatura dei Pannelli (in due reportage esclusivi di “IDM-L’Industria del Mobile” - Edizioni Web and Magazine, eseguiti presso RCS ).

Il “Caso Cortevesio”, ben più di una verniciatura: l’innovazione fino alla “Bio-rivoluzione” Roberto Cortevesio vernicia in Piemonte, a Guarene, in Provincia di Cuneo, i serramenti in legno che i suoi Clienti ad alta e diffusa fidelizzazione affidano da quasi mezzo secolo alla sua azienda.

!"La sua regola: la passione per l’innovazione Roberto tratta i serramenti dei suoi Committenti, come se fossero i serramenti di casa sua. La sua regola di vita professionale è la passione per tutto ciò che è innovativo, sia Rinaldo Guagnoni e Roberto Cortevesio. in termini di impiantistica (la verniciatura automatica robotizzata con un sistema di ultima generazione, non comune nel settore, ne è un esempio. Il suo impiego è dedicato alla esecuzione dell’ultima mano di finitura laccata e dei cicli speciali: il rifiuto della generalizzazione), sia in termini di utilizzo di vernici di eccellenza, le vernici del futuro, un futuro che in casa Cortevesio è già un presente: una passione, la sua, a cui abbina una straordinaria attitudine alla partnership, così innata, così spontanea, “fisiologica” diremmo, che quasi non lo rende consapevole del suo ruolo di “attore co-protagonista” nei confronti dei propri Clienti e del produttore di vernici, della cui Ricerca e Sviluppo sa cogliere i ri-

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! Il Terzismo di Verniciatura

sultati più straordinari, anche grazie alla consulenza con cui Rinaldo Guagnoni, Direttore Commerciale di ICA Group con una decennale preparazione tecnica, lo assiste in continuo nella definizione dei cicli di verniciatura: entrambi sanno che, se il ruolo dei prodotti vernicianti è fondamentale, altrettanto determinante per un risultato di eccellenza, è il loro processo applicativo, che si sviluppa nelle fasi della deposizione del film, della essiccazione e della carteggiatura, per citarne le principali. !"Terzista illuminato, ma soprattutto imprenditore di rilievo Una considerazione è d’obbligo: Roberto Cortevesio arriva addirittura ad adottare scelte che non gli vengono richieste dai suoi clienti, quasi fossero scelte per lui sufficienti a premiare la sua voglia di essere comunque e sempre, inconsapevolmente per sua natura, fuori dal coro: questo, se da una parte ci fa dire “onore al merito”, per altri versi merita di avere una visibilità che porti una ricompensa non richiesta alla sua non comune capacità industriale. Ci prendiamo il compito di comunicare ai suoi clienti, e perché no a tutti i produttori di serramenti, una notizia dal significato fondamentale, e cioè che “da lui ricevono e possono ricevere manufatti finiti con prodotti al top mondiale della Ricerca sulle Vernici”. FINISHING ANTHOLOGY

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!"Le Vernici “Iridea Bio” di ICA Group Sono la più recente scelta innovativa di Roberto Cortevesio, determinato a estenderla a tutta la sua attività di verniciatura. Figuriamoci se potevano “bastargli” le “normali”, se pur ottime, vernici all’acqua di ICA… Le Vernici “Iridea Bio” di ICA Group derivano da innovativi processi di raffinazione di materiali vegetali “di scarto” (espressione non negativa, anzi efficace in questo caso), materiali rinnovabili non compatibili con l’alimentazione umana (siamo quindi anche nell’ambito dell’economia circolare), che assicurano, oltre alla lavorabilità industriale, durezze, resistenze chimiche e resistenza alla luce, della massima affidabilità. !"Un omaggio al “caro vecchio legno” In un convegno (“La Grande Bellezza”, condotto da Sonia Maritan, direttore di “Sistema

Al tavolo dei relatori, da sinistra a destra: Samuele Broglio, Roberto Cortevesio, Sonia Maritan e Rinaldo Gaugnoni. A destra la platea il 9 febbraio 2017 presso il Roero Park Hotel a Sommariva Perno in provincia di Cuneo.

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! Il Terzismo di Verniciatura Da sinistra a destra: Pietro Ferrari, Adello Negrini e Rinaldo Gaugnoni. presso la Verniciatura Cortevesio s.r.l..

Serramento” della casa editrice Web and Magazine), di cui Roberto Cortevesio è stato co-organizzatore e protagonista (fu in quell’occasione che Lorenzo Paniccia, Ricercatore della Famiglia proprietaria di ICA Group, presentò il Progetto “Iridea Bio”), l’Imprenditore piemontese ha fatto anche del marketing operativo di grande efficacia: al mercato del serramento in legno (un “mercato d’ autore” il suo), ha dato valore, più che con la consueta improduttiva competizione con alluminio e PVC, evidenziando con la sua “passionale” rappresentazione la differenza che corre, e sempre correrà, tra un manufatto di natura artigianale (anche se innovata dalle attuali tecnologie), e un manufatto, sicuramente valido, ma frutto di una produzione industriale seriale, di grandi numeri, che non può suo malgrado lasciare spazio ai plus-valori della innovazione personale e personalizzante. !"Il primo amore Non è un caso che, quando l’utilizzatore finale di una finestra, per esempio in PVC, chiede di verniciarla, chieda di farlo “con l’effetto legno”. Una richiesta comprensibile, ma alibistica, che la dice lunga sull’intramontabile affetto per il materiale più usato al mondo, dei cui pregi Roberto Cortevesio è uno straordinario custode, un appassionato tutore e un esperto valorizzatore.

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Lunga vita al legno, grazie alla “Linea Blu Sayerlack” Nota introduttiva: Questo documento è una guida ragionata al corretto utilizzo di prodotti specializzati nella cura del legno. Per sua natura, quindi, deve, come avviene, non solo indicare, operazione per operazione, il modo di eseguirla, ma corredare l’informazione con le indicazioni dei preparati specifici da impiegare. Ne consegue la raccomandazione, implicita ma da sottolineare, di considerare lo scritto come un insieme di vere e proprie “Istruzioni per l’Uso”. !"COME FARE MANUTENZIONE AL LEGNO Linea Blu Sayerlack comprende una gamma completa di prodotti professionali destinati all’hobbista e all’artigiano per la protezione, la decorazione e la manutenzione del legno. All’interno della Gamma Linea Blu Sayerlack sono presenti prodotti specifici per la pulizia e la manutenzione di tutti i manufatti in legno, in particolare serramenti, mobili da giardino, gazebo e cottage. L’attività di manutenzione è fondamentale per la durata nel tempo e la funzionalità di manufatti in legno esposti all’esterno; che richiedono controllo e cura periodici, in quanto il legno è sottoposto a un lento, ma continuo attacco da parte degli

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! Prodotti per la manutenzione domestica agenti atmosferici, che la verniciatura da sola non può arrestare definitivamente. Per questo motivo, una volta l’anno (generalmente prima dell’estate) va fatto un attento controllo per valutare lo stato di conservazione della pellicola di vernice ed eventualmente intervenire ripristinandone le perfette condizioni. Non bisogna attendere che il film superficiale di vernice sia completamente rovinato, prima di iniziare qualsiasi trattamento. Le schede tecniche proposte, sono dedicate a: La pulizia del serramento - La cura del serramento - Il ritocco del serramento - Il rinnovo del serramento - Il ripristino del serramento. !"LA PULIZIA DEL SERRAMENTO La semplice pulizia di un serramento esposto all’esterno rappresenta la prima importante operazione da eseguire per una corretta manutenzione. Fenomeni quali piogge acide e inquinamento atmosferico, sotto forma di polveri che si depositano sul serramento, mettono a dura prova la resistenza al degrado di un film di vernice. La pulizia annuale consente di asportare tutto ciò che si è depositato sul serramento. Questa facile operazione permette al film di vernice di mantenersi a lungo, ed equivale a un ottimo trattamento estetico anti-invecchiamento. Inoltre, durante questa periodica operazione si può controllare se il film di vernice è stato danneggiato accidentalmente, intervenendo nei punti rovinati con un’operazione di ritocco. FINISHING ANTHOLOGY

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I Manuali tecnici

IL RINNOVO DEL SERRAMENTO Il rinnovo è un intervento facile da eseguire, che non richiede molto tempo ma ha un‘importanza rilevante per mantenere a lungo l’aspetto originale del film di vernice. Va V a eseguito su film di vernice in buono stato, non danneggiati da graffi, ammaccature e fessurazioni. Ha i seguenti scopi: UÊ riportare lo strato protettivo esterno all’aspetto originale UÊ mantenere l’idrorepellenza UÊ mantenere l’elasticità

Procedura Eseguire un’accurata pulizia dell’infisso con il detergente neutro Sayerlack Linea Blu HH 8011. 8011. L’intervento L’intervento non necessita di alcuna carteggiatura e si esegue in maniera molto semplice, applicando con un panno morbido che non lasci peli, indistintamente sia l’olio ritonificante Linea Blu KK 1112 che il prodotto a base acqua Linea Blu HH 8012 8012.. Applicare il prodotto con movimento circolare della mano, avendo cura di togliere l’eventuale eccesso. Lasciare quindi asciugare per alcune ore prima di maneggiare il serramento. Attenzione: l’olio ritonificante Linea Blu KK 1112 1112,, applicato su pigmentati bianchi tende ad ingiallirli. Non applicare spessori elevati e non lasciare accumuli: il prodotto deve essere assorbito dal film di vernice come una crema sulla pelle.

Frequenza Suggerita una volta all’anno, dopo la pulizia.

Prodotti Detergente neutro Linea Blu HH 8011 8011,, prodotto ritonificante all’acqua Linea Blu HH 8012 oppure a solvente KK 1112 1112..


! Prodotti per la manutenzione domestica Per la pulizia non si devono utilizzare detergenti aggressivi come quelli a base alcolica o ammoniacale. Tali prodotti, aggredendo la pellicola di vernice, la danneggerebbero, riducendone la durata nel tempo. Usando detergenti neutri, come il prodotto Sayerlack Linea Blu HH 8011 o HT 8011, si ottiene un’ottima pulizia della superficie senza intaccare il film di vernice. Utilizzare un panno morbido sia per distribuire che per asciugare il prodotto. Frequenza, almeno una volta all’anno. !"LA CURA DEL SERRAMENTO Il serramento in legno è diventato un importante componente estetico delle nostre case. Una finestra, oltre a vantare importanti proprietà prestazionali quali la tenuta termica e acustica, se impreziosita da un materiale pregiato come il legno diventa un elegante componente d’arredo. Per questo Sayerlack ha studiato vernici molto resistenti e protettive dagli agenti atmosferici che salvaguardano la naturale bellezza del legno. La cura di un serramento passa anche attraverso un controllo periodico che mantenga inalterate le sue proprietà nel tempo. Un attento controllo eseguito almeno una volta all’anno - meglio se prima dell’estate - al fine di valutare lo stato di conservazione della pellicola di vernice, permette di prevenire un precoce deterioramento del manufatto, mantenendolo costantemente in perfette condizioni. Non attendere che il film superficiale sia completamente rovinato prima di iniziare qualsiasi trattamento. Prevenire è meglio che curare! !"IL RITOCCO DEL SERRAMENTO Possiamo paragonare il ritocco a un lavoro di revisione del serramento. Mentre si effettua il lavaggio del serramento, si può controllare se il film di vernice è stato danneggiato accidentalmente. Graffi o rotture del film di vernice possono essere riparati facilmente con una semplice operazione di ritocco, che consente di evitare danni maggiori alla struttura lignea del serramento, causati da infiltrazione d’acqua. ! Procedura

Va eseguita solo sulla parte da riparare. Una volta individuate le parti danneggiate, e dopo aver pulito la superficie con HH 8011, si applica a pennello la vernice all’acqua Sayerlack Linea Blu HF 204X trasparente o HL 206X pigmentata, nel colore desiderato. Quando la vernice è asciutta, verificare se il danno è stato riparato efficacemente e, nel caso, procedere con una seconda applicazione di vernice. Se il danneggiamento della superficie è tale da non poter essere riparato con un piccolo intervento, si consiglia di eseguire, seguendo le indicazioni riportate, un ripristino.

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I Manuali tecnici

IL RIPRISTINO DEL SERRAMENTO Il serramento in legno ha un pregio importante: può essere ripristinato in ogni momento della sua vita. Il lavoro di ripristino è paragonabile ad un restauro. L’obiettivo L’obiettivo del ripristino e quello di rinnovare il film di vernice che nel corso degli anni ha perso smalto ma non è stato ancora danneggiato irreparabilmente (niente fessurazioni o screpolature, rotture) rotture).. Occorre quindi evitare che il film di vernice perda completamente le proprietà di protezione del legno, come l’assorbimento delle radiazioni UV o l’impermeabilità dall’acqua o dal vapore acqueo, in quanto ciò causerebbe un rapido ed improvviso degrado del manufatto con distacchi della vernice ed ingrigimento del legno.

Procedura La superficie va pulita accuratamente e sgrassata. Dopo aver eseguito una carteggiatura con carta abrasiva di grana 220, si applica sull’intero manufatto, a pennello o a spruzzo, una mano di vernice all’acqua della Linea Blu HF 204X o HL 206X del colore desiderato. Se con l’operazione di carteggiatura si dovesse arrivare al legno grezzo, applicare localmente prima della della finitura, finitura, l’impregnante HI 201X del colore desiderato.

Frequenza In funzione del grado di conservazione del film di vernice.

Materiali da utilizzare Carta abrasiva grana 220, pennello con setole miste animali/sintetiche o aerografo con ugello di dimensioni 2,5 o 3, finitur finituraa trtrasparente asparente all all’acqua ’acqua Linea Blu HF 204X e impr impregnante egnante Linea Blu HI 201X del ccolore olore desider desiderato, ato, oppur oppuree finitur finituraa colore desider desiderato. ato. pigmen pigmentata tata all all’acqua ’acqua Linea Blu HL 206X del colore


! Prodotti per la manutenzione domestica

! Frequenza

In funzione del grado di conservazione del film di vernice. ! Materiali da utilizzare

Pennello con setole miste animali/sintetiche, finitura trasparente all’acqua Linea Blu HF 204X, oppure finitura pigmentata all’acqua Linea Blu HL 206X, del colore desiderato. !"IL RINNOVO DEL SERRAMENTO Il rinnovo è un intervento facile da eseguire, che non richiede molto tempo, ma ha un’importanza rilevante per mantenere a lungo l’aspetto originale del film di vernice. Va eseguito su film di vernice in buono stato, non danneggiati da graffi, ammaccature e fessurazioni. Ha i seguenti scopi: • riportare lo strato protettivo esterno all’aspetto originale • mantenere l’idrorepellenza • mantenere l’elasticità. ! Procedura Eseguire un’accurata pulizia dell’infisso con il detergente neutro Sayerlack Linea Blu HH 8011.

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I Manuali tecnici

IL RITOCCO DEL SERRAMENTO Possiamo paragonare il ritocco ad un lavoro di revisione del serramento. Mentre si effettua il lavaggio del serramento si può controllare se il film di vernice è stato danneggiato accidentalmente. Graffi o rotture del film di vernice possono essere riparati facilmente con una semplice operazione di ritocco, che consente di evitare danni maggiori alla struttura lignea del serramento, causati da infiltrazione d’acqua.

Procedura Va V a eseguito solo sulla parte da riparare. Una volta individuate le parti danneggiate, e dopo aver pulito la superficie con HH 8011, 8011, si applica a pennello la vernice all’acqua Sayerlack Linea Blu HF 204X trasparente trasparente oo HL 206X pigmentata, nel colore desiderato. Quando la vernice è asciutta, verificare se il danno è stato riparato efficacemente e, nel caso, procedere con un seconda applicazione di vernice. Se il danneggiamento della superficie è tale da non poter essere riparato con un piccolo intervento si consiglia di eseguire, seguendo le indicazioni riportate, un ripristino.

Frequenza In funzione del grado di conservazione del film di vernice.

Materiali da utilizzare Pennello con setole miste animali/sintetiche, finitura trasparente all’acqua Linea Blu HF 204X oppure finitura pigmentata all’acqua Linea Blu HL 206X 206X,, del colore desiderato.


I Manuali tecnici

LA CURA DEL SERRAMENTO Il serramento in legno è diventato un importante componente estetico delle nostre case. Una finestra, oltre a vantare importanti proprietà prestazionali quali la tenuta termica e acustica, se impreziosita da un materiale pregiato come il legno diventa un elegante componente d’arredo. Per questo abbiamo studiato vernici molto resistenti e protettive dagli agenti atmosferici che salvaguardano la naturale bellezza del legno. La cura di un serramento passa anche attraverso un controllo periodico che mantenga inalterate le sue proprieta nel tempo. Un attento controllo eseguito almeno una volta all’anno - meglio se prima dell’estate - al fine di valutare lo stato di conservazione della pellicola di vernice, permette di prevenire un precoce deterioramento del manufatto, mantenendolo costantemente in perfette condizioni.

Non attendere che il film superficiale sia completamente rovinato prima di iniziare qualsiasi trattamento. Prevenire è meglio che curare!


I Manuali tecnici

LA PULIZIA DEL SERRAMENTO La semplice pulizia di un serramento esposto all’esterno rappresenta la prima importante operazione da eseguire per una corretta cura. Fenomeni quali piogge acide e inquinamento atmosferico, sotto forma di polveri che si depositano sul serramento, mettono a dura prova la resistenza al degrado di un film di vernice. La pulizia annuale consente di asportare tutto ciò che si è depositato sul serramento. Questa facile operazione permette al film di vernice di mantenersi a lungo ed equivale ad un ottimo trattamento estetico anti-invecchiamento. Inoltre durante questa periodica operazione si puo controllare se il film di vernice è stato danneggiato accidentalmente, intervenendo nei punti rovinati con un’operazione di ritocco. Per la pulizia non si devono utilizzare detergenti aggressivi come quelli a base alcolica o ammoniacale. T ali prodotti, aggredendo la pellicola di vernice la danneggerebbero, riducendo la durata nel tempo. Tali Usando detergenti neutri, come il prodotto Sayerlack Linea Blu HH 8011 o HT 8011, 8011, si ottiene un’ottima pulizia della superficie senza intaccare il film di vernice. Utilizzare un panno morbido sia per distribuire che per asciugare il prodotto.

Frequenza Almeno una volta all’anno.

Prodotto Detergente neutro della Linea B lu HH 8011 o HT 8011. 8011. Blu


! Prodotti per la manutenzione domestica L’intervento non necessita di alcuna carteggiatura e si esegue in maniera molto semplice, applicando con un panno morbido che non lasci peli, indistintamente sia l’olio ritonificante Linea Blu KK 1112 che il prodotto a base acqua Linea Blu HH 8012. Applicare il prodotto con movimento circolare della mano, avendo cura di togliere l’eventuale eccesso. Lasciare quindi asciugare per alcune ore prima di maneggiare il serramento. Attenzione: l’olio ritonificante Linea Blu KK 1112, applicato su pigmentati bianchi tende a ingiallirli. Non applicare spessori elevati e non lasciare accumuli: il prodotto deve essere assorbito dal film di vernice come una crema sulla pelle. ! Frequenza

Suggerita una volta all’anno, dopo la pulizia. !"IL RIPRISTINO DEL SERRAMENTO Il serramento in legno ha un pregio importante: può essere ripristinato in ogni momento della sua vita. Il lavoro di ripristino è paragonabile a un restauro. L’obiettivo del ripristino e quello di rinnovare il film di vernice che nel corso degli anni ha perso smalto, ma non è stato ancora danneggiato irreparabilmente (niente fessurazioni, screpolature e rotture). Occorre quindi evitare che il film di vernice perda completamente le proprietà di protezione del legno, come l’assorbimento delle radiazioni UV o l’impermeabilità all’acqua o al vapore acqueo, in quanto ciò causerebbe un rapido e improvviso degrado del manufatto, con distacchi della vernice e ingrigimento del legno. ! Procedura

La superficie va pulita accuratamente e sgrassata. Dopo aver eseguito una carteggiatura con carta abrasiva di grana 220, si applica sull’intero manufatto, a pennello o a spruzzo, una mano di vernice all’acqua della Linea Blu HF 204X o HL 206X del colore desiderato. Se con l’operazione di carteggiatura si dovesse arrivare al legno grezzo, applicare localmente prima della finitura, l’impregnante HI 201X del colore desiderato. ! Frequenza In funzione del grado di conservazione del film di vernice. ! Materiali da utilizzare Carta abrasiva grana 220, pennello con setole miste animali/sintetiche o aerografo con ugello di dimensioni 2,5 o 3, finitura trasparente all’acqua Linea Blu HF 204X e impregnante Linea Blu HI 201X del colore desiderato, oppure finitura pigmentata all’acqua Linea Blu HL 206X del colore prescelto.

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Marco Buttafava, Italy Wood Coatings Director di IVM Group, ha rilasciato a “Finishing Anthology” una intervista esclusiva su alcuni dei punti più significativi che riguardano i Prodotti Vernicianti di utilizzo industriale del Gruppo. L’intervista è la premessa introduttiva a quanto pubblicato in questa stessa Sezione sulle caratteristiche specifiche delle Vernici a Marchio Ilva e Milesi. Qui di seguito le risposte del nostro Interlocutore alle domande che gli abbiamo rivolto.

IVM Group: un sodalizio con il legno che dura da 70 anni

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! IVM Group intervista al Dottor Marco Buttafava

! INTERVISTA A MARCO BUTTAFAVA, ITALY WOOD COATINGS DIRECTOR DI IVM GROUP Adello Negrini - Dottor Buttafava, “fiore all’occhiello” di IVM Group è l’impegno dedicato alla Ricerca. Si tratta di un’attività a 360 gradi, oppure organizzata su binari precisi? Marco Buttafava - «Tra i principali fattori di successo che ha portato IVM Group a imporsi sul mercato tra i leader europei e mondiali del settore è sicuramente la continua attività di R&D in cui l’azienda investe costantemente oltre l’8% del proprio fatturato globale. La presenza di un laboratorio di R&D in Italia ci permette di ottenere un time to market estremamente contenuto, nell’attuale scenario competitivo, ricopre un’importanza strategica in quanto ci garantisce di essere reattivi e di trasformare rapidamente i fabbisogni dei clienti in prodotti finiti. La nostra ricerca ha linee guida molto precise: sviluppare prodotti sempre più eco-compatibili, da realizzare con materie prime di origine BIO, a basso impatto ambientale e ridotte emissioni in atmosfera e nelle due declinazioni principali all’acqua o a solvente alto solido. Questo indirizzo generale coinvolge a 360° tutti i prodotti (PUR, UV, ecc.) salvaguardandone sempre al massimo le qualità essenziali che ci hanno consentito di raggiungere il successo nei nostri mercati di riferimento: caratteristiche funzionali, produttività ed estetica».

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Adello Negrini - È “storica” la scelta del Gruppo di puntare su prodotti che alla qualità dei risultati uniscano il rispetto dell’ambiente. Questa “Chimica Responsabile” ci autorizza a immaginare di arrivare a formulazioni di eccezionale valore ecologico? Marco Buttafava - «Una delle principali sfide quotidiane per le aziende è quella di favorire lo sviluppo di una maggiore consapevolezza rispetto all'impatto che si ha sull’intero ecosistema. IVM Group è da sempre impegnata a sviluppare la propria attività nel massimo rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo in linea con la sua politica di Corporate Social Responsability: tutti i processi, dall’arrivo delle materie prime al confezionamento, avvengono senza rilascio di sostanze inquinanti, grazie a sofisticati sistemi a circuito chiuso e a impianti criogenici che ripuliscono l’aria prima di rilasciarla nell’ambiente. Sebbene IVM abbia già oggi numerosi prodotti dall’eccezionale valore ecologico, tutti i nostri sforzi sono mirati a sviluppare intere gamme dall’analogo contenuto innovativo per poter rispondere tempestivamente alle nuove esigenze del mercato». Adello Negrini - In una scala ideale, ma anche pratica, quale importanza il verniciatore attribuisce a: Qualità delle Vernici – Facilità di applicazione – Non tossicità – Costanza delle caratteristiche del prodotto? Che classifica lei potrebbe indicarci? Marco Buttafava - «In un passato nemmeno tanto remoto ritengo che “Qualità delle vernici” e “Costanza delle caratteristiche del prodotto” ab-

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! IVM Group intervista al Dottor Marco Buttafava biano condiviso il podio in questa ideale classifica, seguite da “Facilità di applicazione” e “Non tossicità”. Oggi penso che tutti e quattro i fattori siano parimenti importanti e imprescindibili per il verniciatore. “Facilità di applicazione”, traducibile anche in “Versatilità”, è diventata una caratteristica molto richiesta dai nostri clienti. Mentre è assolutamente indiscutibile la maggior sensibilità di tutti verso i temi della salute e della sicurezza negli ambienti di lavoro, entrambi fattori che hanno promosso la “Non tossicità” sul podio». Adello Negrini - Sempre di più, ci sembra, si attribuisce al Ciclo di Verniciatura una importanza maggiore di quella che per anni è stata affidata al numero delle mani di vernice applicata. Questo comporta anche una coesione sempre più stretta tra Produttore di Vernici e Impiantista. Ne conviene? E, se sì, quali sono i vantaggi? Marco Buttafava - «Soprattutto in ambito industriale dove le esigenze di qualità sono legate indissolubilmente a quelle di elevata produttività trovo assolutamente necessaria la stretta collaborazione tra Produttore di Vernice e Impiantista in quanto può diventare il fattore critico di successo».

Il Dottor Marco Buttafava, Relatore in un incontro del 2018 presso la Sede IVM di Parona.

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Ilva Vernici (IVM Group): soluzioni per tutte le esigenze !"LA NASCITA E I MERCATI Fondata nel 1946, Ilva Vernici per Legno è un Marchio del Gruppo Multinazionale IVM, tra i più grandi e importanti in Europa e nel mondo, specializzato in Vernici per Legno. Oggi, le vernici Ilva vengono prodotte e distribuite da IVM Chemicals, un’altra Azienda del Gruppo IVM, che dalla sua sede di Parona, in Provincia di Pavia (Lombardia), si concentra sul mercato italiano con una presenza anche in Europa, Africa, Middle East, Asia e Pacifico, nelle Aree estere, cioè, dove non sono presenti direttamente altre Società del Gruppo. !"IL GRUPPO Nel Comparto delle Vernici per Legno, il Gruppo IVM è tra i principali produttori mondiali e il più grande in Italia: controlla e gestisce direttamente alcune tra le più importanti Aziende in Europa, con marchi storici come Milesi, Ilva e Croma Lacke, e commercializza i suoi prodotti in tutto il mondo attraverso distributori specializzati. IVM Group è oggi presente in 100 Paesi. Le sue vernici soddisfano sia le esigenze di chi lavora con grandi impianti automatizzati, sia quelle di raffinati artigiani dei settori legno, casa, navale e artistico. Le Aziende del Gruppo dispongono di una capillare Rete Distributiva e di Assistenza Tecnica altamente specializzata, così da garantire ai clienti un servizio completo anche nella messa a punto delle soluzioni più adatte per rispondere alle più peculiari esigenze tecniche ed estetiche, oltre che per specifici cicli produttivi. Con il Marchio Intercoating, IVM Group produce resine per la produzione di prodotti vernicianti ed elastomeri rivolti al settore delle pelli sintetiche. La solida proprietà familiare, unitamente alla scelta di un Management capace di massimizzare l'utilizzo delle risorse e la costante attività di R&D (oltre l’8% del fatturato viene investito ogni anno in Ricerca), sono tra i fattori di successo che hanno portato IVM a imporsi sul mercato tra i leader europei e mondiali del settore. !"POLITICA AMBIENTALE IVM è da sempre impegnata a sviluppare la propria attività nella costante attenzione al miglioramento della sicurezza e alla riduzione dell'impatto ambientale dei propri processi, prodotti e servizi, con la precisa volontà di assicurare il massimo rispetto dell’ambiente e della salute dell’uomo, in fase sia di produzione, sia di utilizzo.

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! Vernici Ivm Tutti i processi, dall’arrivo delle materie prime al confezionamento dei prodotti finiti, avvengono senza rilascio di sostanze inquinanti, grazie a sofisticati sistemi a circuito chiuso e a impianti criogenici che ripuliscono l’aria prima di rilasciarla nell’ambiente. Il Gruppo produce direttamente le resine utilizzate nei propri prodotti, impiegando materie prime rinnovabili fino al 60%. !"DA ILVA LE INNOVATIVE VERNICI PER LEGNO “EFFETTI SPECIALI” Soluzioni materiche dal forte impatto estetico, atte a esaltare e dare nuovi caratteri al legno. llva, marchio di riferimento per la verniciatura del legno e dei materiali per il mondo dell’arredamento, presenta i nuovi Effetti Speciali. Proposte capaci di anticipare le tendenze più attuali del design, fornendo a progettisti e aziende soluzioni idonee a conferire nuovi caratteri alle superfici lignee. Alla base la profonda attitudine all’indagine progettuale, che permette al legno di "trasformarsi" in metallo, ghiaccio, seta, marmo o pelle, attraverso semplici operazioni di verniciatura, offrendo quindi al mercato soluzioni facili, ripetibili, economiche, applicabili anche per piccole superfici e altamente personalizzabili. Nuovi “racconti” della profonda attività di ricerca da sempre alla base della mission di Ilva. Nella gamma degli Effetti Speciali Ilva, il colore, proposto in molteplici combinazioni di cromatismi e texture, conferisce organicità e volume per inediti effetti materici. Dal sofisticato carattere contemporaneo, queste proposte sono pensate sia per l’industria, sia per gli artigiani, e studiate per rispondere alle esigenze del mondo dell’arredo e del progetto. Tutti gli Effetti Speciali sono ideali per la finitura superficiale di pannellature, boiserie, arredi e complementi, che grazie ad essi assumono nuove identità estetiche pur mantenendo i plus del legno, materiale duttile, leggero, ecocompatibile ed ecosostenibile. Di seguito una selezione delle proposte: ! Effetti metallici Il legno assume un carattere metallico, riprendendo le caratteristiche estetiche di materiali come l’acciaio spazzolato, l’ottone spazzolato e l’ottone brunito, tutti proposti in un caleidoscopio di sfumature. FINISHING ANTHOLOGY

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! Effetto Galuchat

Originale finitura personalizzabile nel disegno e nel colore, che riprende le caratteristiche estetiche della pelle di squalo, materiale di grande pregio utilizzato in Asia fin dall’VIII secolo, caratterizzato dal lungo e complicato processo di lavorazione. Il termine “Galuchat” deriva dal nome di Jean-Claude Galuchat, sarto francese che per primo in Europa utilizzò questo tipo di pellame per realizzare il mantello di Luigi XV. ! Effetto Cemento - Bèton Brut A ispirare questa finitura è il fascino del Brutalismo, movimento architettonico del XX secolo, che impiega molto spesso la rudezza del cemento a vista. Ilva plasma il legno che assume texture e colori tipici di questo materiale. ! Effetto Cemento di Ilva Può essere personalizzabile in tutte le sfumature del cemento, con texture lisce o lavorate.

!"AUTOMAZIONE E RESPONSABILITÀ Come tutte le vernici Ilva, anche le soluzioni della gamma Effetti Speciali sono realizzate nello stabilimento di Parona, in provincia di Pavia, unico per dimensioni e innovazione. Sviluppato su un’area di oltre 15 ettari, è stato progettato per garantire standard di produzione tra i più elevati al mondo, sia in termini quantitativi che qualitativi, aspetti fondamentali in un settore, come quello chimico, fortemente condizionato dalle problematiche legate alla sicurezza e all’igiene ambientale. I processi produttivi sono largamente automatizzati con il preciso obbiettivo di migliorare la qualità delle lavorazioni e dei prodotti finiti, nel pieno rispetto della legislazione sulla sicurezza personale e ambientale. !"LE SOLUZIONI ILVA PER ESALTARE IL LEGNO NATURALE Ilva, marchio di riferimento per la verniciatura del legno e dei materiali per il mondo dell’arredamento, offre una vasta gamma di soluzioni e finiture naturali. “Legno” di Ilva è una Linea di prodotti per proteggere le essenze naturali senza modificarne l’aspetto originale: il colore e la marcatura della vena rimangono inalterati, mentre la superficie acquisisce ottime resistenze all’abrasione e ai liquidi. Pensata per rispondere alle diverse esigenze progettuali, sia dell’industria sia degli

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! Vernici Ivm artigiani, tutta la gamma è disponibile nella versione per interni ed esterni. Soluzioni ideali per arredi, complementi, parquet e serramenti. !"LE FINITURE NATURALI SONO DISPONIBILI ANCHE IN VERSIONE “SOFT TOUCH UV” Si tratta della Prima Finitura UV che trasforma il legno in una morbida superficie, dall’effetto vellutato e antiscivolo, e dalla perfetta resistenza al graffio. La Finitura a “Effetto Soft Touch” si distingue per le caratteristiche estetiche, tattili e di durezza superficiale. Ideale per arredi e complementi. !"FRUTTO DELLA COSTANTE E PROFONDA ATTIVITÀ DI R&D Tutte le Vernici Ilva sono realizzate nello stabilimento di Parona, unico per dimensioni e innovazione. Sviluppato su un’area di oltre 15 ettari, è stato progettato per garantire standard di produzione tra i più elevati al mondo, sia in termini quantitativi che qualitativi, aspetti fondamentali in un settore, come quello chimico, fortemente condizionato dalle problematiche legate alla sicurezza e all’igiene ambientale. !"ANCORA UNA NOVITÀ: LE NUOVE VERNICI PER LEGNO “SCRATCH “Resistance”, per superfici dalla perfetta resistenza al graffio e alla lucidatura. Ilva presenta le nuove esclusive vernici Scratch Resistance. Una gamma di finiture poliuretaniche trasparenti e pigmentate, disponibili in tutti i colori desiderati, pensate anch’esse sia per l’industria, sia per gli artigiani, studiate per garantire superfici dall’eccellente resistenza al graffio e alla lucidatura, paragonabili a quelle di materiali come i laminati. Una nuova perfetta testimonianza dell’attitudine alla innovazione, che da sempre contraddistingue Ilva. Anche queste nuove vernici, come tutti i prodotti Ilva, nascono in Italia - Paese storicamente all’avanguardia nel comparto arredo - grazie anche al costante rapporto con l’industria del legno e dell’arredo del Distretto Brianzolo, eccellenza italiana riconosciuta in tutto il mondo. Costante è l’attività di Ricerca e Sviluppo, da sempre alla base della mission del Gruppo. La divisione R&D di Ilva conta oggi circa 200 Ricercatori e Tecnici che lavorano a livello mondiale, con gli strumenti tecnologicamente più avanzati, allo sviluppo di nuove proposte specifiche in grado di soddisfare ogni esigenza produttiva. Ultima novità presentata, le vernici Scratch Resistance offrono come detto un’alternativa all’utilizzo di materiali laminati. Rispetto ai quali, l’uso di una vernice permette di trattare sia parti piane che sagomate, offrendo una versatilità senza paragoni. I Laboratori Ilva hanno messo a punto formulazioni innovative, che permettono di assicurare una opacità perfetta su tutta la superficie, che rimane inalterata anche in caso di elevate sollecitazioni.

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www.milesi.it

Milesi lancia “BCA (Block Chain Addition)”: la nuova rivoluzionaria tecnologia nelle vernici per legno Il Gruppo IVM, rappresentativo dell’eccellenza italiana, standard di riferimento globale nelle vernici per legno, con il marchio Milesi lancia per primo al mondo “Block Chain Addition”, rivoluzionario paradigma tecnologico capace di segnare un capitolo tutto nuovo nel settore, definendone inediti equilibri competitivi. !"PRIMI NEL MONDO Un’innovazione di forte rottura, paragonabile solo a quella registrata con l’introduzione delle vernici all’acqua che risale agli anni ‘80. Perfetto esempio della flessibilità e della capacità di innovazione tipica del Sistema Italia, rappresenta un importante risultato per IVM, e più in generale per l’industria italiana, che si riconferma così ai vertici mondiali del settore. !"DUE ANNI DI RICERCA Frutto di ingenti investimenti e di due anni di intensa attività della divisione R&D che impiega oltre 200 ricercatori, divisi tra l’Headquarter italiano e le filiali distribuite in tutto il mondo, “BCA” rappresenta la frontiera più avanzata della sperimentazione di un Gruppo che vede nell’innovazione un importante driver strategico. L’attitudine alla ricerca è infatti uno dei fattori vincenti di IVM, multinazionale tascabile con un fatturato superiore ai 300 milioni di euro annui – di cui l’8% è investito in ricerca - che da Parona, in provincia di Pavia, ha conquistato la leadership mondiale proprio grazie alla capacità di rispondere e anticipare le esigenze tecniche, funzionali ed estetiche di un mercato estremamente ampio e variegato. L’attenzione ai processi produttivi e alle esigenze dei clienti è alla base di un comparto come quello delle vernici per legno che entrano in una grande varietà di processi produttivi, svolgendo un ruolo strategico nella costruzione del vantaggio competitivo del nostro tessuto industriale.

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! Ivm - Milesi

La leadership di IVM è stata resa possibile anche grazie alla profonda sinergia con la radicata cultura manifatturiera della filiera legno-arredo nazionale, con cui il Gruppo si interfaccia fin dalla sua fondazione. !"UNA CATEGORIA INEDITA “BCA” è un’inedita categoria di vernici per legno capace di concentrare per la prima volta in un’unica tecnologia le migliori caratteristiche delle vernici poliuretaniche, acriliche, ureiche precatalizzate e postcatalizzate, amplificandone le prestazioni e offrendo al mercato potenzialità funzionali inaspettate fino a oggi. Superando i massimi standard attuali, “BCA” si caratterizza per performance funzionali oltre ogni aspettativa in termini di durezza superficiale, resistenza all’abrasione, all’ingiallimento provocato dalla luce, alla macchiatura lasciata dai liquidi. Assicura tempi di essiccazione molto rapidi e un lungo pot life – vita utile del prodotto pronto all’uso – che garantiscono un’estrema facilità d’uso, senza prescindere dall’ottima resa estetica. Tutto ciò con una profonda connotazione green, caratteristica del marchio Milesi. I prodotti “BCA” non contengono infatti composti aromatici, isocianati e formaldeide, che non viene sviluppata neppure durante l’utilizzo di queste vernici. Un nuovo importante risultato per IVM, modello italiano in fatto di tecnologie per la produzione sostenibile di vernici per legno. Alla base di “BCA” – il cui nome nasce dal processo che permette la filmazione della vernice – la scelta vincente del Gruppo di adottare per primi al mondo una resina mai utilizzata per il comparto delle vernici per legno, identificata grazie alla costante attività di indagine su nuove materie prime che IVM conduce in un’ottica di continua innovazione. !"NO ISOCIANATI L’idea nasce nel 2016 dalla volontà di introdurre sul mercato statunitense, caratterizzato da specificità tecnologiche e normative, un nuovo prodotto in grado di unire le eccellenti performance funzionali ed estetiche delle soluzioni poliuretaniche, all’assenza di isocianati caratteristici della loro formulazione. I ricercatori IVM con la tecnologia “BCA” hanno sviluppato una proposta capace di andare ben oltre le iniziali aspettative, tale da non poter essere assimilata a nessuna categoria esistente.

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www.dollmar.com

I TEMI E I CONTRIBUTI DI ANDRE’ BERNASCONI 1. IL PRETRATTAMENTO NANOTECNOLOGICO ALLA VERNICIATURA: UNA RIVOLUZIONE CON AL CENTRO DOLLMAR. Da oltre 15 anni Dollmar propone processi di pretrattamento alternativi utilizzando conversioni superficiali basate su oligomeri di sintesi ottenuti da silani. Cerchiamo di spiegare di cosa si tratta, senza annoiare troppo il lettore.

Il Gruppo di Lavoro di “Finishing Anthology” ha visitato due volte la Sede Lombarda della DNC (acronimo di Dollmar Noxor Chemicals), la nuova realtà nata nel 2017 dall’unione di due prestigiose aziende storiche del settore chimico, Dollmar e Noxor. Nel corso delle visite, negli incontri con André Bernasconi, sono stati affrontati i temi più importanti dell’attività della nuova azienda, con particolare riguardo ai Pretrattamenti Nanotecnologici alla Verniciatura, argomento che il nostro interlocutore conosce fin nei minimi particolari, da promotore e “diffusore” di questa tecnologia. Ne è scaturito il documento che lo stesso Bernasconi ci ha fatto pervenire in esclusiva, e che qui di seguito è pubblicato.

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! Pretrattamento Nanoteconlogico André Bernasconi mentre parla con i giornalisti di Web and Magazine, nel suo ufficio della DNC a Settala in provincia di Milano, in particolare con Sonia Maritan, Adello Negrini (al centro) e Pietro Ferrari (in basso a destra).

Questi oligomeri “ereditano” le principali caratteristiche dei silani come, ad esempio, la capacità di creare dei legami con le superfici metalliche e, contemporaneamente, con le vernici con le quali vengono a contatto. Questo determina dunque un sensibile incremento dell’adesione delle vernici che, unito alle proprietà anticorrosive degli oligomeri, porta a una qualità elevata del processo di Pretrattamento Nanotecnologico. I metodi di sintesi di questi oligomeri sono stati progettati nel laboratorio R&D di Dollmar, e si basano su tecnologie proprietarie, in parte anche brevettate. In questi anni questi processi sono stati adottati in molti settori tra cui ricordiamo l’elettrodomestico, i componenti auto, i mezzi agricoli, le macchine movimento terra e l’alluminio per applicazioni architettoniche (coil e profili). Una ulteriore importante innovazione che si è imposta nell’ultimo decennio è stato il metodo di applicazione di queste nanotecnologie: non più per immersione o aspersione, ma tramite nebulizzazione. Infatti, qualsiasi prodotto di conversione nanotecnologica ha un punto debole: l’estrema sensibilità agli inquinanti provenienti dagli stadi precedenti (calcio, fosfati, solfati, ioni metallici e quant’altro). FINISHING ANTHOLOGY

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Questi inquinanti causano un rapido e irreversibile decadimento delle soluzioni nanotecnologiche utilizzate per il pretrattamento. In altre parole, la qualità del processo non è costante e questo è evidentemente un problema. Utilizzando particolari moduli di nebulizzazione si riesce nel contempo a risolvere questo problema, poiché si utilizza una soluzione preparata in continuo in un serbatoio esterno e poi nebulizzata a perdere sulla superficie. La nebulizzazione consente di contenere i costi di processo, pur assicurando una eccellente qualità finale. Il risultato è stato che anche questa tecnologia di applicazione si è rapidamente diffusa nell’ultimo decennio in Europa e in Nord America. Inizialmente questi moduli di nebulizzazione furono guardati con qualche sospetto, talvolta ironia. Oggi sono numerose le aziende che propongono questo tipo di moduli e crediamo che questa possa essere una dimostrazione eloquente di quanto sia valida ed economica questa tecnica. 2. LA POSSIBILITÀ DI UN GRANDE MERCATO, ORA CHE L’ALLUMINIO STA GUADAGNANDO QUOTE SIGNIFICATIVE. Come accennato precedentemente, abbiamo da qualche anno applicazioni nel settore dell’alluminio architettonico. Dollmar propone due prodotti con omologazioni “Qualicoat”: il Dollcoat SA 121 e il Dollcoat TZ73, ambedue esenti cromo. Il Dollcoat SA 121 fu omologato nel 2009 e lo scorso anno fu fatta una riomologazione specifica per applicazioni tramite nebulizzazione. Questo perché abbiamo clienti nel settore coil con i quali abbiamo fatto nel 2017 numerose prove industriali utilizzando moduli di nebulizzazione. La qualità ottenuta è stata sempre ai massimi livelli per tutte le prove meccaniche eseguite (quadrettature, piegature T0 multiple, impact test e quant’altro), e per i test di resistenza in nebbia salino-acetica. Questi test sono stati particolarmente importanti, poiché sono stati eseguiti su più impianti, usando leghe diverse e arrivando a velocità del coil fino a 65 m/min. I vantaggi principali sono stati quelli previsti: • Qualità del pretrattamento costante senza decadimento delle soluzioni; • Conversione superficiale omogenea in qualsiasi area del coil, indipendentemente dalla faccia superiore o inferiore; • Il problema della gestione dell’alluminio in soluzione è definitivamente risolto utilizzando una soluzione preparata in continuo e non riutilizzata a ricircolo; • Riduzione sostanziale dei consumi e dunque un costo di processo molto competitivo. Questi primi successi, ci auguriamo, potranno essere utili per lo sviluppo di queste tecnologie anche nel pretrattamento dell’alluminio architettonico, che costituisce senza dubbio uno dei più seri banchi di prova. 3. I COMPARTI PRODUTTIVI INDUSTRIALI PIÙ RICETTIVI NEI CONFRONTI DI QUESTA TECNOLOGIA DI TRATTAMENTO DELLE SUPERFICI Nei primi anni di sviluppo di queste tecnologie, Dollmar aveva come interlocutori principali i verniciatori conto terzi. Questo per certi versi è stata una fortuna, poiché queste tecnologie sono state valutate da aziende che, per loro natura, hanno una enorme variabilità di materiali da trattare, e nel contempo esigono processi flessibili

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! Pretrattamento Nanoteconlogico e dai costi contenuti. Insomma, la situazione più difficile per poter sviluppare tecnologie davvero innovative. Per certi versi, proprio queste condizioni hanno favorito la progettazione e la diffusione dei moduli di nebulizzazione che, tra l’altro, aiutano il cliente nella gestione del processo chimico, altrimenti davvero complesso. Poco dopo però alcuni produttori di elettrodomestici hanno iniziato a valutare questi processi, apprezzandone velocemente le qualità tanto che, sempre più spesso, ci è stato chiesto di installarli in stabilimenti esteri anche quando il cliente non è italiano. In pratica, gli stabilimenti italiani sono in qualche caso divenuti un modello da imitare e questo è stato davvero un importante riconoscimento per la qualità dei prodotti e l’impegno di Dollmar. Iniziamo ora ad avere anche clienti in alcuni settori più “conservativi”, come, ad esempio, il settore automotive, dove comprensibili ragioni di sicurezza impongono tempi di valutazione ben più lunghi rispetto ad altri settori. 4. LE OPPORTUNITÀ CHE SI PRESENTANO NEI MERCATI ESTERI Oramai è impensabile approcciare aziende nel settore appliances, automotive e altri, senza essere effettivamente in grado di fornire le medesime tecnologie in stabilimenti installati in altri Paesi europei o Continenti. La difficoltà iniziale nello sviluppo di queste tecnologie in impianti “italiani” viene per certi versi ora ripagata dalle richieste che arrivano dalle strutture estere dei medesimi clienti. Questo sta iniziando davvero a costituire una quota importante del nostro lavoro quotidiano. Le opportunità sono dunque enormi e hanno imposto la trasformazione delle nostre attività anche tramite nuove partnership con la creazione di DN Chemicals, una Joint Venture che costituirà il primo passo di un progetto ambizioso che guarda sempre di più ai mercati esteri. 5. POSSIBILI SVILUPPI DI QUESTA TECNOLOGIA Le nostre attività di R&S sono concentrate sempre di più sullo sviluppo di nuovi oligomeri di sintesi con migliori proprietà anticorrosive e di promozione dell’adesione delle vernici. Stiamo utilizzando nuove tecniche di indagine (ad esempio il metodo elettrochimico “ACET”) per lo sviluppo di questi prodotti, verificando le potenzialità di nuovi componenti. Il risultato è che, rispetto a un decennio fa, esistono prodotti sempre più specifici per determinate applicazioni. Sarebbe davvero lungo entrare nei dettagli, ma, giusto per fare un esempio, stiamo verificando industrialmente le potenzialità di nuovi oligomeri applicati sulle lamelle in alluminio di giganteschi condizionatori. Lo scopo è quello di proteggere l’alluminio e conferire anche proprietà “autopulenti”. Altre prove riguardano prodotti sperimentali da applicarsi su superfici vetrose usate, ad esempio, nei grandi banchi frigo dei supermercati, e lo scopo in questo caso è di ridurre o eliminare la condensa che poi può brinare. Non manca la ricerca per migliorare anche l’hardware, vale a dire i moduli di nebulizzazione che sono ora sempre più efficienti, affidabili, interagenti con le altre componenti dell’impianto e monitorabili in remoto tramite un servizio di teleassistenza non solo sulle componenti dell’impianto, ma anche su tutti i parametri di processo. FINISHING ANTHOLOGY

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Impianti automatici robotizzati con varie tipologie di robot

•

Impianto “A Carosello”

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Sistema di movimentazione con trasporto aereo e navetta

•

Cabine di verniciatura manuale a spruzzo

Fonti: Documentazioni Tecniche per “Finishing Anthology” a cura dei Servizi Progettazione e Ingegnerizzazione di CMA Robotics – Elmag Superfici (Gruppo SCM) – Finiture – New Finishing – Vidali Impianti – Azzurra Impianti.

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GLI IMPIANTI DI VERNICIATURA

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! CMA Robotics

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“PAINTING YOUR FUTURE”: QUESTO IL MOTTO DELLA CMA ROBOTICS. SIGNIFICA RICERCA CONTINUA DI NUOVE SOLUZIONI AVANZATE PER LA VERNICIATURA ROBOTIZZATA


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www.cmarobot.it

Marco Zanor

Sergio Della Mea

Direttore Tecnico CMA Robotics (Italia); Direttore Responsabile CMA Roboter (Germania).

CEO CMA Robotics s.p.a. CMA Robotics China Ltd

!"LA NASCITA La storia della CMA inizia con la realizzazione di un robot antropomorfo con “Autoapprendimento Diretto”, sistema necessario per poter presentare e rendere facile l’introduzione nel mercato di un robot di verniciatura. Per i primi anni la ricerca, con le potenzialità finanziarie di allora, si concentrò sul miglioramento del sistema ad autoapprendimento, concentrandosi soprattutto sulle prestazioni dinamiche della

macchina, in maniera tale da renderne anche più facile l’uso. !"IL PROSIEGUO Successivamente è stato implementato il sistema “Punto a Punto”, introducendo alcune funzioni specifiche per la verniciatura, perché - non va mai dimenticato - la CMA produce robot per la verniciatura. Negli anni a seguire è stata sviluppata l’intera gamma dei robot, con la proget-

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! CMA Robotics

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tazione e la fabbricazione di macchine di “taglia” maggiore, fino ad arrivare a raggi di azione di 3.700 mm, per impieghi su pezzi di grandi dimensioni (si tratta della Serie “GR 6100”). Ultimo in termini di tempo è arrivato il

robot “GR 6150 HW”, macchina dotata di grande area di lavoro, con 15 Kg di portata, predisposta per il montaggio a bordo braccio di pompe a ingranaggi, con cambio colore e testa di miscelazione “2K”.


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!"UNO SVILUPPO INARRESTABILE Lo sviluppo non si ferma però alle macchine, anzi avanza e si concentra prevalentemente sui software di programmazione e sulle funzionalità di gestione del processo, per un si-

stema sempre all’avanguardia e sempre più all-in-one. !"2008: ALTRE NASCITE Dieci anni fa circa, sono nati i primi Software di Visione e di Programmazione Of-

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! CMA Robotics

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fline, progettati e sviluppati internamente in CMA. Entrambe le tipologie rispondono alle esigenze di velocizzazione della programmazione e di aumento della produttivitĂ dei nostri clienti, grazie alla eliminazione dei fermi di produzione per la programmazione dei robot. Questi due progetti, nonostante rimangano due prodotti unici nel panorama della robotica a livello globale, sono a oggi separati e focalizzati su esigenze diverse dei clienti: i sistemi di visione e autogenerazione programmi rimangono la soluzione ideale, anche se finora possono essere applicati solo a produzioni di oggetti "semplici", la programmazione offline invece si applica a oggetti piĂš complessi, ma richiede un tempo di programmazione simile a quello della programmazione del robot fisico. !"IL PROSSIMO OBBIETTIVO La CMA nei prossimi anni vuole creare un sistema in cui i due progetti vengano fusi insieme: questo nuovo soft-


FINISHING ANTHOLOGY

ware permetterà l'applicazione degli algoritmi di autogenerazione a oggetti tridimensionali complessi provenienti dai CAD o dai sistemi di scansione robotizzati, e permetterà inoltre la simulazione del processo di verniciatura virtuale e la modifica da parte dell'operatore delle traiettorie più complesse, con l'aiuto della programmazione offline. !"SEGNO PARTICOLARE LA FLESSIBILITÀ La caratteristica che distingue CMA Robotics non è solo di investire in ricerca sulla programmazione, ma anche quella di essere un’azienda flessibile, pronta a realizzare ogni genere di customizzazione per l’asservimento dei robot, oppure di configurazione particolare per la soluzione della verniciatura automatica. I robot CMA in questo senso sono ineguagliabili, vengono realizzati anche su misura, se necessario, oppure in configurazioni molto particolari, che richiedono velocità e spirito di adattamento da parte dei progettisti, per soddisfare la problematica del cliente.

Le fotografie sono state scattate in occasione della inaugurazione della Nuova Grande Sede di Pavia di Udine (avvenuta all'inizio del 2018), alla presenza di tutte le Maestranze e dei Rappresentanti della Consociata Cinese.

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! Finiture

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SISTEMA DI SPRUZZATURA AUTOMATICO CON ROBOT ANTROPOMORFO


www.finiture.it

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Giovanni Sedino Contitolare di Finiture di Giovanni e Margherita Sedino

!"RAS: COS’ È? RAS è un sistema di spruzzatura automatico con robot antropomorfo per la verniciatura di serramenti esterni e interni che garantisce precisione e qualità al processo di verniciatura di finestre ed elementi bidimensionali sul piano verticale e, all’occorrenza, anche su quello orizzontale. Pensato come un’integrazione al più utilizzato sistema in verticale, l’orizzontale consente di trattare una maggiore varietà di manufatti, come ad esempio i pannelli, anche con prodotti vernicianti non necessariamente tixotropici. Finiture realizza pertanto un impianto mirato all’allargamento produttivo, che consente maggiore versatilità al settore impiantistico e proposte operative altamente customizzate.

grato da un sistema scanner 3D. Grazie a dei sensori infrarossi viene creata un’immagine bidimensionale e, misurando il piano z con dei sensori laser, viene generata un’immagine tridimensionale. Il software WINPAINT è in grado di elaborare i dati di profondità, permettendo alla pistola di verniciatura di garantire la qualità di finitura nel dettaglio.

!"COME FUNZIONA? Il software WINPAINT elabora automaticamente il programma di verniciatura grazie a un sistema di lettura dimensionale a mezzo di barriere ottiche. Grazie ai dati inviati dallo scanner, il software WINPAINT elabora in tempo reale il programma di movimento degli assi del robot RAS senza alcun intervento dell’operatore. Per le forme più complesse e per i serramenti dotati di significative profondità, il robot RAS può essere inte-

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! Finiture

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Grazie al software, i pezzi da verniciare possono presentare quindi una grande varietà di forme e dimensioni, e possono essere appesi in qualsiasi modo. È inoltre possibile integrare dei sistemi di supervisione che permettono il controllo centralizzato dello stato di funzionamento dell’impianto, nonché la programmazione di sequenze prestabilite di programmi, come i cambi automatici di vernice.

Infine, RAS può essere dotato di sistema di spruzzatura anche in versione elettrostatica per prodotti a base acqua e può essere adattato a vari tipi di vernici come tinte fondi o finiture. Il robot RAS a 6 assi può essere montato su un carro mobile controllato come un 7° asse. Ciò permette potenzialmente di non avere limiti nella lunghezza utile di verniciatura.


FINISHING ANTHOLOGY porti del trasportatore attraverso un sistema di carico facilitato. Una volta appeso, il pezzo passa attraverso una cabina di flow-coating a rampe calibrate dove hanno luogo uno o più passaggi di prodotto a seconda delle esigenze del cliente. La pompa pneumatica minimizza lo scuotimento del prodotto per evitare disomogeneità nell’erogazione, mentre la geometria degli interni e le paratie ne impediscono la fuoriuscita. Il circuito idraulico è studiato per consentire il completo svuotamento della macchina per facilitare le operazioni di lavaggio e di cambio del prodotto. Dopo l’impregnazione, il profilo passa attraverso un tunnel di essiccazione a deumidificazione, in cui l’eliminazione dell’acqua dalla superficie del pezzo avviene direttamente dal generatore !"L’IMPIANTO d’aria secca. Il robot RAS può essere integrato a Si tratta di un circuito chiuso ad alto completamento di un ciclo di lavoro al- rendimento energetico, poiché la deutamente automatizzato sia nella realiz- midificazione non richiede l’espulsione zazione di impianti completi progettati d’aria all’esterno. Rispetto a un sistema in base alle necessità del cliente che in di essiccazione ad aria calda tradizioimpianti esistenti. nale, i pezzi si asciugano più in fretta e Finiture realizza impianti flessibili in cui a minore temperatura. L’eliminazione all’operatore spetta il solo compito di dei camini rende l’installazione molto appendere o posizionare i pezzi ai sup- più semplice ed economica, oltre che adattabile a spazi relativamente limitati. Per quanto riguarda il trasporto, l’impianto conta su sistemi di movimentazione verticali e orizzontali che garantiscono l’avanzamento regolare dei pezzi da trattare. La possibilità di svincolare i supporti porta-pezzo dalla catena di traino permette l’accumulo di più pezzi in spazi ridotti. Il quadro elettrico è dotato di PLC per il controllo di tutte le funzioni del trasportatore e di inverter per la regolazione della velocità di catena. Tutti gli impianti robotizzati installati da Finiture sono collegati in teleassistenza per un rapido ed efficiente service post vendita.

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! Vidali Impianti

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L’AUTOMAZIONE SECONDO VIDALI FINISHING: UN ESEMPIO L’IMPIANTO A CAROSELLO


www.vidalifinishing.com

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!"UNA FILOSOFIA INDUSTRIALE La produzione impiantistica di Vidali Finishing di Motta di Livenza, in Provincia di Treviso, è caratterizzata dall’automatismo e dall’obbiettivo di progettare Sistemi di Verniciatura che consentano la unificazione di più operazioni, in modo che ne risulti la possibilità di avere a disposizione processi assai prestazionali in termini logistici, di tempo e di ridotti interventi manuali, in grado inoltre di trattare varie tipologie di manufatti. L’impianto a Carosello di Verniciatura in Orizzontale (nella chiara descrizione che segue fatta da Giulio Vidali), è un bell’esempio della filosofia industriale dell’azienda veneta. !"L’IMPIANTO Si tratta di un Sistema di Verniciatura, immagazzinamento e trasporto aereo sopraelevato rispetto al piano di lavoro. In esso i materiali da verniciare vengono appoggiati su dei telai rettangolari aventi dimensioni a richiesta.

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! Vidali Impianti

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I telai sono movimentati mediante catenarie, e vengono opportunamente fatti stazionare nei punti di lavoro (carico - scarico - spolveratura

- verniciatura), e poi spostati su piani sopraelevati delimitati e ventilati, necessari per dare il tempo di asciugare ai pezzi verniciati.


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!"I VANTAGGI OFFERTI di conseguenza il loro spostamento maDALL’IMPIANTO nuale e le zone di stazionamento, utiliz• Elimina i carrelli tradizionali su ruote, ne- zando lo spazio verticalmente. cessari per appoggiare i pezzi verniciati,

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! Vidali Impianti

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• È ideale per la verniciatura di un’ampia varietà di manufatti, quali porte in legno, pannelli piani e/o bugnati, elementi di mobili smontati, antine, profili, parquet, pannelli in termopannel e quant’altro.

Gli schemi tecnici qui riprodotti e la vasta documentazione fotografica a corredo di questo servizio, danno dell’impianto sopra descritto una visione completa e dettagliata delle operazioni che ne descrivono il funzionamento.

• Consente la personalizzazione delle dimensioni e delle postazioni di lavoro, a seconda delle esigenze del !"VIDALI FINISHING PRESENTA: “FLEXY”. cliente. IL NUOVO TRASPORTATORE • Il Carosello si presta meccanica- AEREO VERTICALE mente a essere dotato di dispositivi di PER LA VERNICIATURA verniciatura automatici, con varie DI ELEMENTI IN LEGNO, PLASTICA E METALLO. capacità produttive. MODELLO BREVETTATO. • È possibile delimitare le zone per la Vidali Finishing è lieta di presentarvi il verniciatura, pressurizzandole, così da nuovo sistema di movimentazione barre con navetta modello: FLEXY. ottimizzare la verniciatura stessa.


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Il trasportatore FLEXY risponde alle esigenze di flessibilità di duttilità e velocità che caratterizzano il mercato attuale. Nei normali trasportatori ad anello tutte le barre sono tra loro vincolate e il percorso ad anello obbliga ogni barra a percorrere tutte le stazioni di lavoro in un ordine predeterminato passando per il tunnel di accumulo. Il trasportatore mod. FLEXY grazie alla navetta di movimentazione delle barre

consente di lavorare le barre desiderate in modo autonomo, personalizzando il ciclo di verniciatura in tutti i suoi molteplici aspetti e diminuendo i tempi impiegati per le movimentazioni inutili. Si possono movimentare solo le barre desiderate e non dover necessariamente muovere tutte le barre dell’impianto. L’impianto di movimentazione FLEXY consente di effettuare la verniciatura con cicliche differenti di ogni barra, di la-

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! Vidali Impianti

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vorare contemporaneamente in diverse aree di lavoro ottimizzando i tempi. !"CARATTERISTICHE PRINCIPALI • Flessibilità massima di movimenta-

zione della barre, ogni barra può essere movimentata in modo indipendente, senza dover effettuare lo spostamento di altre barre. • Ogni barra può avere un ciclo di verniciatura personalizzato e differente rispetto a quello delle altre barre.


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nazione automatica delle barre post flow-coating per non dover cambiare ganci tra l’impregnazione e la verniciatura. • L’impianto FLEXY è modulabile, partendo da un investimento contenuto con movimentazione delle barre manuale fino a impianti completamente automatici e privi di presidio. • La composizione degli impianti è personalizzabile ed espandibile.

• Le postazioni di lavoro possono essere molteplici, e consentono di lavorare su di esse in contemporaneità anche quando i tempi di lavoro nelle diverse postazioni sono differenti. • L’area adibita all’impregnazione è dotata di un piccolo magazzino con l’incli-

Nelle foto, a sinistra il magazzino di accumulo realizzato su misura e facilmente espandibile. La distanza tra le barre nel magazzino di accumulo è personalizzabile, in funzione dello spessore dei pezzi da verniciare.

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! Superfici - SCM Group

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SUPERFICI: DA OLTRE SETTANT’ANNI PROTAGONISTA, IN ITALIA E NEL MONDO, DELLA VERNICIATURA INDUSTRIALE DI LEGNO, MA ANCHE DI VETRO, PLASTICA, METALLO E MATERIALI COMPOSITI !"INTRODUZIONE 1946: nasce Superfici-elmag, azienda storica di riferimento nella progettazione, sviluppo e fabbricazione di macchine e impianti completi di verniciatura. Superfici, la cui nuova e vasta sede produttiva è a Villasanta, in Provincia di Monza e Brianza, a tre chilometri dal Capoluogo, fa oggi parte di SCM, il gruppo industriale di Rimini presente nei cinque Continenti, leader nella creazione, produzione e distribuzione di soluzioni tecnologicamente avan-

zate per la lavorazione di una vasta gamma di materiali, titolare di marchi che contraddistinguono tecnologie specifiche, e dotato di centri di eccellenza qualificati per la componentistica industriale. Di SCM, Superfici condivide i segni caratteristici del Gruppo: Passione, Tecnologia e Performance. Del Gruppo fa parte anche Dmc, leader mondiale nella produzione di tecnologie di levigatura, operazione di fondamentale importanza nei cicli di verniciatura. La coesione con Super-


www.scmgroup.com/it/superfici

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fici, all’interno del Gruppo SCM, è significativa al fine dell’ottenimento di risultati di alta qualità nei processi di finitura. Specialmente se verniciati con prodotti all’acqua, i manufatti in legno esigono una levigatura del grezzo perfetta, per evitare difetti finali. Dmc e Superfici lo sanno bene. !"LE SOLUZIONI PROPOSTE DA SUPERFICI Nell’ampio e completo panorama di offerta di macchine, linee, impianti completi e quant’altro, non si contano le proposte progettate e realizzate da Superfici per la verniciatura di ogni tipo di supporto. Al servizio dei clienti, Superfici dispone di superdotati Laboratori-Prove, annessi alla fabbrica, attrezzati con le principali tipologie di macchine in scala industriale (una “fabbrica nella fabbrica”), soprattutto allo scopo di studiare con l’utilizzatore il ciclo di verniciatura più idoneo alle esigenze di finitura richieste, e individuare soluzioni specifiche relative a prodotti particolari, che richiedano un maggior grado di personalizzazione. Si tratta di una opportunità della massima importanza, che Superfici offre da anni al settore, dovuta alla radicata consapevolezza, pionieristica, che non esistono cicli di verniciatura di eccellenza standardizzati, ma dedicati, soprattutto per produzioni di alto livello qualitativo, quali sono quelle che compongono il mercato servito dall’azienda. Vediamo ora le principali realizzazioni di Superfici. !"VERNICIATRICI A RULLO Frutto di cinquant’anni di esperienza e di continua innovazione, sono indicate per l’applicazione di prodotti vernicianti su manufatti piani quali parquet, porte, pannelli per mobili.

!"VERNICIATRICI A VELO ll sistema di velatura permette di applicare qualsiasi tipo di vernice (con viscosità adeguata) su superfici lisce con bordi diritti o leggermente arrotondati (non spigolosi, secondo certe norme, e come raccomandato dal Professor Felice Ragazzo dell’Università Sapienza di Roma).

!"VERNICIATRICI A SPRUZZO Lo spruzzo consente di applicare in modo rapido e uniforme vernici finemente nebulizzate. Si tratta di un sistema di verniciatura estremamente versatile, che permette di trattare supporti piani e sagomati sulle facce e sui bordi, con grammature e tipologie di prodotti tra le più varie. !"VALTORTA “BRAVOROBOT” È un sistema di spruzzatura robotizzato, caratterizzato da massima flessibilità e facilità d’uso, che consente l’esecuzione di sequenze di verniciatura pre-

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! Superfici - SCM Group

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definite su pannelli dalle più svariate sagome. Si rivolge a una clientela che privilegia la possibilità di poter variare frequentemente il tipo di finitura e la tipologia dei pezzi da trattare, e si rivela ideale

per soddisfare le esigenze di finiture particolari o di altissimo livello. !"LE LINEE DI VERNICIATURA Ne citiamo qui due tra le più significative:


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• La Linea di verniciatura a spruzzo con essiccatoio lineare; • La Linea di verniciatura a spruzzo con essiccatoio verticale. Questa la panoramica della impiantistica di verniciatura di Superfici. Altre macchine fanno parte dell’ampio catalogo generale dell’azienda, che in Italia e all’estero (dalla Svizzera agli Stati

Uniti d’America) ha interpretato da protagonista un pezzo di storia della verniciatura, grazie alla capacità di innovare sistemi tradizionali, e nel contempo di individuarne altri, anche fortemente automatizzati, in grado di soddisfare le richieste di un’industria sempre più esigente in termini di qualità, produttività e flessibilità.

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! Superfici - SCM Group

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NELLA PATRIA DEL MOBILE PIÙ BELLO DEL MONDO, IL “CENTER” CHE È MOLTO PIÙ DI UN LABORATORIO

!"INTRODUZIONE Quale sede potrebbe essere più indicata per parlare di Tecnologie Avanzate di Finitura dei manufatti in legno, se non una fiammante nuova area produttiva nel cuore di un contesto mobiliero famoso in campo internazionale? La sede è quella nuova di Superfici,

storica azienda impiantistica, oggi “braccio” di SCM Group specializzato nella Finitura, la sua mission in continua evoluzione e portatrice di importanti successi in Italia e all’Estero (negli Stati Uniti è attiva una Sede impegnata nella traduzione del talento italiano del settore in soluzioni di verniciatura di assoluta avanguardia).


www.scmgroup.com/it/superfici

!"IL “GIOIELLO” Fiore all’occhiello del nuovo insediamento (aperto l’8 Gennaio 2019), è il “Tehnology Center”, una fabbrica nell’azienda, una installazione con più ob-

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biettivi: uno ”interno”, per la prova pratica, industriale, delle proposte impiantistiche innovative che in continuo nascono dalla progettazione dello Staff Ingegneristico e Tecnico di Superfici, e

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! Superfici - SCM Group

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uno “esterno”, con la messa a disposizione degli addetti ai lavori, che hanno la possibilità di testare nel Center prodotti vernicianti e tecnologie di applicazione su ogni tipo di sistema impiantistico: una straordinaria dimostra-

zione di sensibilità e di servizio nei confronti dell’utilizzatore, oltre che di sicurezza prestazionale della impiantistica di Superfici. Le fotografie riguardano, oltre alla facciata del Center situato nella nuova


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sede, alcune immagini delle dotazioni dello stesso presentate a “Xylexpo 2018”. !"VEDERE PER INFORMARE Anche la stampa tecnica specializzata ha nel Center un riferimento prezioso per

potere fare informazione con cognizione di causa e contenuti documentati: una opportunità di eccellenza che solo un grande Gruppo come SCM e una sua grande componente specialistica potevano offrire al settore.

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! Azzurra Impianti

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www.azzurraimpianti.com

LE CABINE DI VERNICIATURA MANUALE A SPRUZZO Alfio Urbinati, titolare Azzurra Impianti

Anche a fronte del fatto che le aziende italiane sono nel più del 90% dei casi rappresentate da piccole medie industrie, si capisce perché le cabine di verniciatura manuale a spruzzo rappresentino tuttora una struttura impiantistica assai diffusa, in alternativa alle linee automatiche anche robotizzate, adottate dalle industrie di maggiore entità. Sono utilizzate soprattutto dalle aziende che verniciano piccoli lotti di manufatti di vari colori, ma anche dalle aziende dotate di impianti in linea automatici, che in cabina verniciano pochi pezzi e manufatti bisognosi di “riprese”, che altrimenti complicherebbero la logistica produttiva dei “grandi numeri”. Anche manufatti con geometrie particolarmente complesse, trovano nelle cabine l’impianto più adatto alla loro verniciatura.

Le cabine, ”a secco” o “a velo d’acqua”, hanno conosciuto negli anni evoluzioni tecnologiche che ne hanno consentito la facilità gestionale garantendo in più una eccellente qualità dei risultati finali. Citiamo al riguardo la pressurizzazione e l’essiccazione a temperatura controllata, ma anche la possibilità di adottare, nelle versioni “a secco”, pareti filtranti autoavvolgenti (per la loro facile sostituzione, una volta esauste).


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Nelle altre versioni, la vernice spruzzata è catturata dal “velo d’acqua” che scende sulla parete di fondo. Pubblichiamo qui a titolo di esempio alcune immagini di cabine progettate e costruite da Azzurra Impianti di Rimini, un’azienda specializzata nella produzione di cabine aspiranti (per l’abbattimento dell’overspray), concepite “a misura di cliente” per la verniciatura del

legno con prodotti liquidi tradizionali o idrosolubili, che in Italia e all’Estero ha realizzato strutture impiantistiche anche di notevole complessità, tanto da vantare, in grandi aziende (una delle quali attiva negli arredamenti di hotel e navi di prestigio), così come nella cantieristica nautica di alto livello, installazioni con più aree (per ospitare anche banchi di carteggiatura), che possono essere a buon diritto definite “linee di cabine”.

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IMPIANTI DI VERNICIATURA E VIBROFINITURA

! New Finishing

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www.cmlfinishing.it

“GHOST-C” DI NEW FINISHING: IL ROBOT PER UN FUTURO COMPETITIVO DEI SERRAMENTI IN LEGNO La nuova frontiera della finitura dei serramenti in legno è caratterizzata da una forte automazione e da un’ampia spinta innovatrice, evidente in impianti come “Ghost-C”, presentato a Xylexpo 2018 da New Finishing, e vincitore del primo premio nella Sezione Finitura degli Xia Xylexpo Innovation Awards. “Padre” dell’impianto è Gianluca Toppi, uno Specialista con una pluridecennale esperienza nelle Tecnologie di Verniciatura del Legno, oggi impegnato soprattutto nella progettazione di sistemi di finitura di manufatti del settore serramentistico (porte e finestre). “Ghost-C” è un robot che coniuga la minuta precisione alla capacità di adattamento. Due caratteristiche, queste, indispensabili a garantire ai serramenti in legno un futuro competitivo, in un momento di mercato in cui a prevalere sembra essere ormai il prodotto in PVC. !"SEI ASSI E UN SISTEMA DI LETTURA “Ghost-C,” grazie ai suoi sei assi cartesiani e al suo sistema di lettura in colle-

gamento con un CNC di notevoli potenzialità, è in grado di riconoscere forme e dimensioni dei serramenti sui quali deve operare. Le informazioni così ottenute vengono rielaborate dal CNC e trasmesse al robot, che in questo modo adatta la sua attività al tipo di prodotto sottoposto alla finitura. Le conseguenze sono evidenti: il robot si adatta al serramento, garantendo una lavorazione su misura e uno spessore del film verniciante tale da accrescerne la garanzia di durata. D’altra parte, il motivo per cui il PVC ha negli ultimi anni superato il valore di mercato del legno, è legato proprio alla necessità di manutenzione che il legno richiede, e ai costi inferiori del PVC stesso. Occorre quindi migliorare le prestazioni del materiale per garantire un futuro ai serramenti in legno, che costituiscono un prodotto di gran lunga più elegante ed esteticamente più attraente di quello in PVC: e questo è l’obiettivo di New Finishing. !"GLI ALTRI VANTAGGI I vantaggi di “Ghost-C” tuttavia non finiscono qui, ma anzi si dispiegano su


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Gianluca Toppi, Finishing Systems Specialist, con Marilena Colombo, Sales Department, al ritiro del Premio a Xylexpo 2018.

un piano più tecnico-specialistico. Il robot è infatti un impianto lotto 1 (forma, dimensione, colore), caratterizzato dalla continuità del flusso dati e dalle soluzioni tecniche dei suoi componenti. Infatti, grazie al suo percorso di auto-apprendimento, il robot è in grado di verniciare porte, telai e finestre in un processo continuo e personalizzato. Chi lavora con “Ghost-C” può in questo modo coniugare una soluzione hightech altamente automatizzata, con un notevole risparmio in termini di tempo, elasticità ed economia.

pale – asse x – permettono infatti di eseguire il processo di rifinitura anche sui serramenti di maggiori dimensioni, la cui rotazione non è mai ostacolata dal robot, che può comodamente essere sistemato in un’area di parcheggio. È importante sottolineare quest’ultima caratteristica di “Ghost-C”, estranea ad altre tipologie di impianti di verniciatura, fissi.

!"RIDOTTA QUANTITÀ DI VERNICI Tocchiamo infine il tasto dell’economia, in termini di risparmio in prodotti vernicianti utilizzati: l’alta precisione dell’impianto richiede l’utilizzo di ugelli di spruzzatura con angoli ridotti, che riducono di gran lunga l’over-spray. !"MENO TEMPO “Ghost-C” significa in sintesi automaE PIÙ ELASTICITÀ zione, innovazione tecnologica, risparIl risparmio di tempo è legato all’azione mio di tempo e di prodotto, elasticità e di tracking del serramento sottoposto adattabilità. Il tutto in vista di un ampliaalla finitura, che “Ghost-C” è in grado di mento delle garanzie e delle innovazioni attuare. Il robot infatti può iniziare la ver- tecnologiche offerte al mercato del serniciatura senza dover aspettare che il ramento in legno. Serramento in legno il serramento abbia terminato il processo cui futuro è ancora tutto da costruire, e di traslazione dall’esterno all’interno non certo da dimenticare: tornare alla della cabina, grazie a una lavorazione promozione di prodotti in legno sul merin continuo. Per quanto riguarda invece cato dei serramenti non è oscurantismo l’elasticità di “Ghost-C”, si deve parlare o tradizionalismo, ma significa tornare di illimitate capacità dimensionali: il sugli errori per correggerli e migliorarli e robot infatti è idoneo a rifinire serramenti guardare al futuro. Significa, in poche di qualsiasi forma e dimensione, adat- parole, “tornare al futuro”. tando le proprie operazioni alle loro caratteristiche. Una guida a terra e lo Fonte: Documento a cura slittamento dell’asse cartesiano princi- di Martina Toppi, che ringraziamo.

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La Vibrofinitura come “sistema” Autore: Paolo Redaelli, CEO di Rollwasch Italiana, Ricercatore e Sviluppatore della Tecnologia qui presentata, e Maestro della Meccanica (titolo assegnato dalla Confindustria di Monza e Brianza). Si ringrazia per la collaborazione la Signora Natasja Salvi, Segretaria di Direzione, che ha curato i rapporti che hanno reso possibile l’acquisizione e la pubblicazione di questo documento.

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LA FINITURA IN MASSA DELLE SUPERFICI METALLICHE

FINISHING ANTHOLOGY

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FINITURE IN MASSA DELLE SUPERFICI METALLICHE

! Rollwasch Italiana

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www.rollwasch.it

ROLLWASCH ITALIANA: CULTURA DELLA VIBROFINITURA E RICERCA DELLA SUA EVOLUZIONE A “SISTEMA”

Paolo Redaelli CEO Rollwasch Italiana

!"LA TECNOLOGIA MICROFLUID Dal 2010 una nuova tecnologia, chiamata “Microfluid” (patent pending – I), è disponibile per la finitura superficiale di molti particolari realizzati in diversi tipi di materiali come: metallo, ceramica, polimeri e molti altri. Tra le varie potenziali applicazioni ci sono tutte quelle che hanno bisogno di più passaggi di finitura. Per capire meglio i vantaggi di questa tecnologia innovativa proponiamo questo esempio pratico di finitura superficiale classica, con macchina a disco centrifugo. Piccoli particolari, come componenti protesici in titanio, vengono lavorati con un primo processo in tre unità di finitura a disco centrifugo, dove nella prima sono caricati in un batch di media ceramici in combinazione con un composto chimico per attivare l’azione pulente – durante questa


FINISHING ANTHOLOGY prima fase la superficie è grezza e l’azione di questo media è abrasiva di alto livello; poi i pezzi vengono scaricati dalla prima unità, separati e caricati nella seconda unità dove vi sono media plastici con taglio medio/fine, formulazione specificatamente formulata per leghe di titanio. Ultimata la finitura, le parti vengono scaricate dalla seconda unità, separate e caricate nella terza dove la rugosità della superficie verrà ridotta a un livello fine. La superficie che ne risulta è pulita e morbida, questo terzo processo tiene conto della lucidatura finale e in questa unità sono stati utilizzati media di porcellana di piccole dimensioni mischiati con un detergente liquido. Al termine di questo processo di lucidatura finale, le parti vengono scaricate una terza volta, separate e riposte in una basket speciale, a maglia fine e in acciaio inossidabile, per poi essere immerse nel processo di lavaggio a ultrasuoni. Per concludere, il processo sopra descritto, indipendentemente dalla durata dei singoli processi richiede per tre volte l’intervento dell’operatore per scaricare e separare i componenti in titanio dai media di finitura. Questi interventi devono essere il più possibile sincronizzati in modo da mantenere un ruolo efficiente del flusso di lavoro.

opera esattamente come nella fase uno (sbavatura medio alta), nella fase due (levigatura media/fine) e terza fase lucidatura utilizzando sempre lo stesso “media”. Questo tipo di “media” denominato “QF” (Patent pending – I) è il moderno sostituto di diversi media classici (come una combinazione di chips ceramici e plastici). Come è possibile? È possibile grazie alla così detta tecnologia “vettoriale” di questo tipo di media. In altre parole, il media QF non ha (in questo particolare tipo di applicazione) un azione abrasiva sulla superficie che deve essere lavorata. Perché? Perché in questo modo è possibile agire come un “vettore” per un particolare tipo di composto di finitura, tipico della tecnologia di processo “Microfluid”, su base GEL. Questo innovativo GEL può essere con abrasivi molto aggressivi, come anche abrasivi fini o micro-cristallini, in modo da aderire alla superficie del media “vettoriale” e trasferire la sua azione abrasiva e/o azione di finitura su tutta la superficie del pezzo da lavorare. È importante dire che, a causa della sua particolare metodologia di produzione, i media QF hanno una durata superiore di circa 10/20 volte rispetto al comune media plastico o ceramico, permettendo nuovi scenari nella riduzione dei costi dell’inquinamento. La peculiarità dei composti di finitura “microfluid” è, invece, che devono esESEMPIO DI FINITURA SUPER- sere utilizzati con un gel, il quale garanFICIALE MICROFLUID, CON tisce un livello di umidità duratura al MACCHINA A DISCO CEN- processo di finitura, quindi evitando di TRIFUGO dover aggiungere acqua al ciclo di processo da fonti esterne. Grazie a questa A differenza del processo classico sopra idea, il processo di finitura “microfluid” descritto, la macchina impiegata per la permette di salvare un considerevole finitura microfluid è solo una. Una sola volume di acqua. Quest’ultima viene vasca di processo con un solo media. In- utilizzata solo nei cicli molto lunghi dove fatti, per effettuare le tre fasi di finitura verrà prevista un’aggiunta “gocciasugli stessi pezzi, come componenti pro- goccia” per assicurare il giusto grado di tesici in titanio, la macchina Microfluid umidità.

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FINITURE IN MASSA DELLE SUPERFICI METALLICHE

! Rollwasch Italiana

FINISHING ANTHOLOGY La comparazione tra il ciclo classico e in processo di finitura “microfluid” ottiene una differenza nell’ordine di almeno 10 volte inferiore, se non di più, nei consumi idrici. Un ulteriore passo in avanti nell’automazione del processo è stato raggiunto grazie alla tecnologia “microfluid”, in quanto il composto in gel è estremamente facile da pompare all’interno della vasca di processo, non è rilevante se l’unità di finitura è una macchina a disco rotante, a vibrazione o a trascinamento “drag finishing”. Quindi, durante il processo di finitura “microfluid” il PLC del quadro elettrico darà l’impulso alla pompa di dosare il composto gel abrasivo che simula l’azione del media ceramico in combinazione con il media QF, poi la pompa 2 doserà il composto gel abrasivo medio/fine che simula l’azione dei media plastici e infine il composto gel di lucidatura che simula l’azione dei media in porcellana. Per continuare, il processo di cui sopra, indipendentemente dalla durata di ogni singola fase, non richiede per tre volte l’intervento dell’operatore per scaricare e separare i pezzi lavorati in titanio dai media di finitura, ma solo l’operazione iniziale di carico e quella finale di scarico e separazione. Questo processo, inoltre, assicura standard migliorativi per riduzione del consumo d’acqua e costi ambientali. Ultimo, ma non meno importante, i media QF assicurano una durata dei media di circa 10 volte superiore rispetto ai media plastici o ceramici classici, con conseguente contenimento dei fanghi e delle acque reflue e consumi in generale.

ESEMPIO DI FINITURA SUPERFICIALE CLASSICA CON MACCHINA A VIBRAZIONE CLASSICA

In questo esempio, le parti da lavorare sono realizzate in ottone, molto delicate e con una preparazione di smerigliatura a nastro. Questo tipo di pezzi devono essere scaricati a mano, per evitare urti, e poi vengono fissati ai telai in modo da procedere con la galvanizzazione (cromatura). Esempio di macchina con capacità 50 litri a disco rotante, completa di stazione di dosaggio e vaglio finale, con ricaricamento automatico dei media di finitura.


FINISHING ANTHOLOGY

Esempio delle quattro fasi, che implicano quattro macchine a vibrazione e otto volte un operatore, per ogni macchina, infatti, vi è un carico e uno scarico da fare.

Esempio delle quattro fasi di processo automatiche realizzate con la nuova tecnologia “microfluid” (Patent pending –I), che richiede una sola macchina a vibrazione e due volte la presenza dell’operatore, rispettivamente per il carico iniziale, e per lo scarico finale.

Il processo sopra descritto è simile anche per parti in titanio, ma in questo caso prevede un ulteriore step all’interno del vibratore, cioè di asciugare le parti. Chiaramente, per effettuare anche l’asciugatura finale, le macchine a vibrazione necessarie saranno 4, rispettivamente: 1. Unità 1 per sbavatura veloce con media ceramico; 2. Unità 2 per levigatura fine con media plastici; 3. Unità 3 per lucidatura con media di porcellana; 4. Unità 4 per asciugatura con granuli vegetali in tutolo di mais.

rando un eccellente risciacquo e asciugatura. L’operatore che effettuerà la separazione manuale delle parti in ottone sentirà le parti e i media ancora caldi e asciutti. Naturalmente, la stessa tecnologia è anche applicata alle macchine a vibrazione con separazione automatica.

ESEMPIO DI FINITURA “MICROFLUID” CON L’UTILIZZO DI UNA SOLA MACCHINA A VIBRAZIONE La macchina a vibrazione con finitura “microfluid” necessita, per eseguire tutte le quattro fasi, di una sola macchina con sequenza automatica, bisogna solo caricarla, chiudere il coperchio e premere il tasto “START”. La macchina procede automaticamente a eseguire le quattro fasi assicu-

Vista superiore della vasca di processo di una macchina a vibrazione con capacità di 300 l, con all’interno i media QF, si vedono le tubazioni per il dosaggio automatico del compost in gel “microfluid”.

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FINITURE IN MASSA DELLE SUPERFICI METALLICHE

! Rollwasch Italiana

FINISHING ANTHOLOGY

Una videata del pannello PLC durante il processo “microfluid”, diverse variabili possono essere pre-impostate.

media in porcellana, in modo che l’ultima fase sia avvantaggiata, non dimenticandosi che la stessa capacità detergente aiuta le due fasi precedenti, tenendo attivi i media di finitura e detergendo la superficie delle parti per essere accuratamente finiti. Seguendo questo principio, per tutte e tre le macchine, sebbene con diversi flussi, è possibile utilizzare la stessa soluzione di finitura basata su acqua di rubinetto e solo un composto liquido comune. Di conseguenza, la depurazione acque può essere effettuata attraverso un filtro centrifugo che in parte ricicla l’acqua filtrata e, per troppo pieno, una certa percentuale di reflui sono continuamente evacuati dal sistema per permettere una continua rigenerazione. Analizziamo cosa avviene con questo sistema:

Un esempio di stazione di dosaggio realizzata per i processi di finitura “microfluid”.

ESEMPIO DI DEPURAZIONE ACQUE CLASSICO CON I SISTEMI ABITUALI In questo esempio, consideriamo il caso precedente con tre macchine a vibrazione che effettuano processi a umido con asciugatura finale. Per semplificare i tre processi, il fornitore opterà per la strategia di offrire un composto di finitura comune a tutte e tre le fasi. La scelta cadrà su un composto chimico universale con capacità estremamente detergenti, con un buon livello di finitura in combinazione con

1. Unità 1 per sbavatura veloce con media ceramici – tempo di finitura 4 ore – alimentazione acqua composto con flusso a 60l/h – volume effluenti necessari 4x60= 240l; 2. Unità 2 per levigatura fine con media plastici – tempo di finitura 3 ore – alimentazione acqua/composto con flusso a 60l/h – volume effluenti necessari 3x60= 180l; 3. Unità 3 per lucidatura con media di porcellana – tempo di finitura 2 ore - alimentazione acqua/composto con flusso a 60l/h – volume effluenti necessari 2x40=80l (questa è acqua corrente e composto per rigenerare il volume in ri-circolazione, da una parte e dall’altra per evitare micro residui contenuti nell’acqua di ri-circolazione per effettuare la fase di lucidatura).


FINISHING ANTHOLOGY

Solidi sospesi trattenuti nel cesto di una centrifuga a filtro per fanghi.

La soluzione acqua/composto necessaria dal sistema di finitura per ogni ciclo è di 500l. I reflui rilasciati per “troppo pieno dal filtro centrifugo per ogni ciclo sono solo 80l (16%). I reflui contengono particelle di metallo, inquinanti in soluzione, i parametri BOD e COD sono normalmente fuori dai limiti, per questo motivo vi è anche la necessità di un trattamento fisico chimico da effettuare prima di un eventuale scarico nella rete fognaria industriale. Alternativamente, questo materiale deve essere smaltito da una società specializzata nei reflui. I solidi sospesi, in maggior parte (se non quasi totalmente) sono filtrati dal cestello centrifugo dell’unità di filtrazione e rilasciati come reflui di fango umido che devono essere smaltiti da società specializzate nei reflui.

ESEMPIO DI TRATTAMENTO ACQUE SEMPLIFICATO, DOPO UN PROCESSO MICROFLUID In questo esempio, consideriamo il caso precedente con una singola macchina per vibrofinitura operante il nuovo processo microfluid. La situazione in questo caso, è completamente differente in quanto il principio di funzionamento del processo microfluid è, come dicono le parole stesse, l’uso di “micro” quantità di “fluido”. Seguendo questo principio, per questa singola macchina, non è richiesto il filtro centrifugo per trattenere i solidi sospesi. Inoltre, la quantità totale dei fluidi impiegati nell’intero processo sono inferiori o uguali alla quantità in eccesso dei sistemi “classici” di filtrazione centrifuga menzionati. Conformemente, la depurazione è estremamente semplice, utilizzando un semplice sacco filtrante con una adeguata vasca di ricezione, posizionata sotto alla valvola di scarico della macchina di finitura a vibrazione. Non sono necessari investimenti (se non

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FINISHING ANTHOLOGY

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FINITURE IN MASSA DELLE SUPERFICI METALLICHE

! Rollwasch Italiana

I solidi sospesi trattenuti dal sacco filtro, poi rilasciati negli scarichi industriali

molto piccoli), è garantito un grande risparmio energetico (no motori elettrici) ed estrema facilità. Analizziamo cosa avviene utilizzando questo sistema: 1. Fase A per sbavatura veloce con media QF + Gel taglio elevato – tempo di finitura 4 ore – alimentazione acqua composto con flusso 2,5l/h + 850 gr. ABRAGEL + 10l per risciacquo finale – volume dei reflui 4x2,5=10 l +10= 20l; 2. Fase B per levigatura fine con media QF + Gel taglio medio/fine – tempo di finitura 3 ore – alimentazione acqua composto con flusso 2,5l/h – non è previsto il risciacquo – volume dei reflui 3x2,5=7,5l; 3. Fase C per lucidatura con media QF + compost liquido di lucidatura – tempo di finitura 2 ore – flusso acqua utilizzata 25l/h – volume dei reflui 2x25= 50l. Soluzione di finitura (acqua/composto) necessaria per questo sistema di finitura per ogni ciclo è di 77,5l.

I reflui filtrati dal sacco filtrante per ogni ciclo sono di circa 76 – 76,5l (una piccola percentuale rimane con fango umido) – questi reflui contengono particelle di metallo, soluzioni inquinanti, parametri BOD e COD sono normalmente fuori dai limiti, pertanto ci sono ancora dei trattamenti fisici e chimici da effettuare prima di un eventuale scarico negli scarichi industriali. Alternativamente, i reflui dovranno essere smaltiti attraverso società specializzate nel trattamento dei reflui. I solidi sospesi, la maggior parte (quasi la totalità), sono filtrati dai sacchi filtro e rilasciati come fango umido (dopo lo stoccaggio in un area calda le particelle si essiccano per naturale asciugatura con aria) devono essere poi smaltiti attraverso società specializzata nel trattamento dei reflui. Concludendo, la tecnologia microfluid (patent pending – I), unitamente all’innovativo media QF con una durata superiore (patent pending – I), offre un nuovo modo di utilizzo, nell’industria moderna con macchine a vibrazione o a disco rotante.


ANNUARIO SULLO STATO DELL’ARTE DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI


ANNUARIO SULLO STATO DELL’ARTE DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI


Selezione di Reportage esclusiva di Web and Magazine, con le Interviste effettuate presso alcune delle aziende italiane piĂš famose nel mondo, e presso terzisti-partner che hanno investito nella evoluzione tecnologica costruendo cosĂŹ il loro successo e la contestuale fidelizzazione dei committenti. Fonte: Archivio della Redazione di Web and Magazine.

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FINISHING ANTHOLOGY

HISTORIES ! AZIENDE ITALIANE FAMOSE NEL MONDO, TERZISTI-PARTNER, MODELLI DEL FARE IMPRESA CON PASSIONE AI MASSIMI LIVELLI Questa Sezione rappresenta la parte documentale di “Finishing Anthology” (frutto dei Reportage esclusivi di Web and Magazine), parte documentale selezionata per presentare ai lettori di questo Annuario le scelte di alto valore imprenditoriale fatte da alcune aziende del nostro tessuto industriale, aziende che operano con sapienza artigianale e con tecnologie impiantistiche di avanguardia, offrendo proposte che definire “spettacolari” non è una esagerazione. Perché si tratta di “pezzi unici”, che, in Italia e all’Estero, arredano ambiti domestici e di altro tipo (strutture alberghiere, museali, ricreative, sportive), “pezzi unici” che sono ambasciatori del gusto italiano e della capacità di tradurlo in creazioni senza uguali. Vediamo, nei servizi che abbiamo realizzato, cosa nasce per esempio in Foppapedretti e in Giorgetti, nomi ai primi posti della classifica internazionale del design, un design “consapevole”, che alla creatività e alla raffinatezza abbina la capacità di utilizzare per la verniciatura prodotti che sfatano la vecchia e superata “bugia”, e cioè che solo i prodotti tradizionali possano dare risultati della massima qualità. La verità è che si tratta invece di utilizzare tutte le tipologie vernicianti disponibili (peraltro attualmente ormai in gran parte sostanzialmente sicure), conoscendone le caratteristiche e i relativi cicli applicativi. Onore al merito anche per i terzisti qui presentati. RCS è un esempio lampante di come si possa mettere in

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campo un terzismo che si posiziona non come normale fornitore, ma come partner delle imprese committenti, che ricevono servizi contraddistinti dalla massima sicurezza qualitativa e funzionale. Per garantire la quale è stato installato il sistema di verniciatura automatica robotizzata dei pannelli, anch’esso un “pezzo unico” progettato anche grazie alla lunga e profonda coesione tra RCS e CMA. Ilar Verniciature lavora alla ricerca della continua innovazione, esperienza dopo esperienza, fino al robot a sette assi di Superfici (Gruppo SCM): non un punto di arrivo, ma una tappa per andare ancora oltre, convinto com’è che creazioni uniche abbiano anche bisogno di complementi di arredo altrettanto “spettacolari” (nel caso qui recensito i serramenti), verniciati con prodotti di alta qualità applicati con sistemi automatici di avanguardia, per risultati omogenei e costanti nel tempo.

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Di reportage in reportage, “Sistema Serramento”, rivista specializzata di settore edita da Web and Magazine,disegna il panorama delle aziende virtuose, che danno un’alta, costante e omogenea qualità ai sistemi di chiusura e oscuranti prodotti e verniciati in Italia e all’estero. L’ennesima innovazione di un terzista di grande capacità imprenditoriale.

Il robot antropomorfo a 7 assi IL RITORNO Siamo ritornati alla Ilar Verniciature di Chiari, in provincia di Brescia, questa volta su segnalazione di Superfici (Gruppo SCM), il noto impiantista di verniciatura di Monza, rappresentato nella visita da Alfredo Zanconi, che ci ha accompagnato nel reportage guidato dal titolare dell’azienda terzista, Angelo Ghilardi, e da sua figlia Ilaria, che ha dato il nome alla Ilar, nella quale si occupa con straordinaria perizia della gestione del tintometro per l’ottenimento dei colori di tutte le cartelle di riferimento e di quelli “a campione”. È una capacità quasi istintiva, quella di Ilaria Ghilardi, tanto che riesce a creare colori quasi perfetti, anche

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senza ricorrere alla tecnologia tintometrica: incredibile. Iniziamo da Ilaria e dai ”suoi colori” questo reportage, perché fin dall’inizio

In alto, Alfredo Zanconi con Adello Negrini, ritratto anche insieme ad Angelo Ghilardi che a sua volta appare con la figlia Ilaria, da cui prende nome l'azienda.

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! Ilar Verniciature ! Superfici (Gruppo SCM) ! www.ilarverniciature.it


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dell’intervista a lei e ad Angelo, abbiamo capito che la sinergia dei Ghilardi è una chiave di lettura molto significativa del loro successo. Avevamo già ben compreso, anni or

sono, che Angelo Ghilardi nasce imprenditore, investe e non specula, anche se dà, ovviamente, l’importanza dovuta ai “conti” della Ilar. Avevamo già anche rimarcato, da queste pagine, come sia interessante reincontrare un’azienda che ha attraversato come molte altre il percorso della crisi, uscendone indenne, anzi rafforzata, grazie alla scelta di distinguersi, proprio mentre altri si ritirano: occorre coraggio, valutazione del rischio d’impresa, e, certo, anche una storica correttezza che renda l’azienda affidabile dei confronti dei fornitori, della clientela e, all’occorrenza, dell’accesso al credito. È il caso di Ilar: «Ieri - ci ha detto Angelo Ghilardi, non senza orgoglio, in un momento particolarmente confidenziale della visita – i miei ragazzi, che accolgo e formo, sono tornati a casa con il loro stipendio: ci mancherebbe altro, si potrebbe osservare con superficialità, ma quante volte non succede così? Tante, oggi…»

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DOVE ERAVAMO RIMASTI La Ilar Verniciature nasce nel 1998. Noi l’abbiamo conosciuta qualche anno dopo, nell’anticamera della crisi. Potevamo quindi temere che la congiuntura economica negativa incidesse anche sui nostri amici di Chiari, nonostante la prima visita ci avesse fatto capire di che stoffa sia fatto Angelo Ghilardi. Però, consapevoli per somma di esperienze che il terzista, se da una

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parte ha più clienti che possono bilanciarsi, dall’altra può al contrario soffrire di una caduta collettiva, il nostro ottimismo non era alto. Era comunque soprattutto basato su ciò che avevamo visto “in diretta”: una impiantistica di tutto rispetto, già allora con un buon tasso di automazione rappresentato dai reciprocatori di verniciatura, l’utilizzo di vernici idrosolubili di una grande marca (la ICA di Civita-

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! Ilar Verniciature ! Superfici (Gruppo SCM)


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nova Marche, tuttora fornitore della Ilar), la valorizzazione delle risorse umane e quant’altro. Le premesse per ben procedere dunque non mancavano, e la seconda visita ce lo ha pienamente confermato. LA ILAR VERNICIATURE 2017 Veniamo accolti da Angelo e Ilaria Ghilardi, e subito la nostra attenzione è attratta dal robot (ha sostituito i reciprocatori), che campeggia nel reparto di verniciatura centralmente al cancello d’ingresso alla fabbrica, quasi un benvenuto e insieme il marchio di fabbrica di un’azienda proiettata in avanti. È un robot antropomorfo a 7 assi che svolge in modo completamente autonomo il trattamento delle superfici dei serramenti appesi alle novanta bilancelle dell’impianto in movimento sul trasportatore bi-rotaia. Il settimo asse del robot è quello della pistola automatica di spruzzatura, che può così raggiungere con assoluta precisione ogni più nascosto angolo del pezzo. Il sistema bi-rotaia garantisce l’assoluta stabilità del pezzo appeso, che quindi si presenta al robot senza la benché minima oscillazione, nelle condizioni migliori per ricevere il prodotto verniciante in applicazione, sia esso il fondo piuttosto che la finitura.

PERCHÉ IL ROBOT La qualità e il servizio che la Ilar offre ai committenti, sono i fattori di un successo che si esprime nella verniciatura dei serramenti affidati al nostro terzista dalla maggior parte dei falegnami della zona, un’area che ha un raggio di varie decine di chilometri. Sappiamo quanto conti per un terzista il passa-parola, e sicuramente ne basta una, di parola, per caratterizzare il lavoro dell’azienda bresciana: ”affidabilità”, con l’aggiunta di una strategia aziendale di miglioramento continuo, non richiesto, ma intelligentemente perseguito da Angelo Ghilardi, che ci ha testualmente detto: «Sì, quando ci eravamo conosciuti ero già avanti nel mio settore, lo dico senza presunzione, proprio perché l’avete rimarcato voi stessi, ma se ci si ferma altri possono colmare il distacco, quindi è vitale fare sempre un passo in più». «Il robot è un passo in più importante: completamente autonomo, lo posso gestire e controllare anche da casa in ogni momento. Mi consente di ottenere una qualità alta, omogenea e costante, con la quale da sempre “firmo” le mie verniciature, che hanno come risultato la fidelizzazione di sessanta clienti. La puntualità del servizio completa l’opera. All’occorrenza, ripristino anche serramenti ammalorati, tramite un servizio esterno di mia fidu-

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cia. Bisogna sempre osservare tutto ciò che c’è intorno a noi, e informarsi di tutto: solo così, dopo avere considerato tutte le possibili alternative, si può scegliere ciò che ritieni ideale per le tue esigenze, come ho fatto scegliendo il robot di SCM Superfici». COSA NE PENSA CHI LO UTILIZZA Ci dicono convinti Angelo e Ilaria Ghi-

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lardi: «è proprio grazie al robot di SCM Superfici che riusciamo a gestire dieci colori al giorno. Per questo abbiamo la totale sicurezza, mai venuta meno ormai da un anno, di avere fatto la scelta migliore, installando questa macchina». «E la nostra soddisfazione non deriva solamente dalle prestazioni che il robot ci offre, ma anche dalla collaborazione con cui tutto lo staff di SCM Superfici, a partire da Zanconi, segue il nostro lavoro. Gli ingegneri e i tecnici non hanno mai smesso di metterci a disposizione la loro professionalità e la loro serietà, riuscendo così a soddisfare tutte le nostre esigenze. Grazie quindi alla loro conoscenza di tutte le caratteristiche tecniche e prestazionali del robot, unita alla nostra esperienza nella verniciatura, confrontandoci, riusciamo sempre a realizzare dei miglioramenti e a ottimizzare l’utilizzo della macchina». IL CICLO DI VERNICIATURA La Ilar vernicia soprattutto serramenti laccati, anche bicolori, una tendenza attuale, gestendo anche, come detto e grazie al robot, dieci colori al giorno. Il cambio-colore automatico è affidato anch’esso al robot, che è in grado, ovviamente seguendo fedelmente il “menù” di ogni ciclo, preconfezionato al computer, di trattare contempora-

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! Ilar Verniciature ! Superfici (Gruppo SCM)


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neamente serramenti verniciati in colori diversi, lavando gli ugelli di volta in volta nel sistema di pulizia asservito alla macchina, mentre una “bilancella martire” – come l’ha efficacemente chiamata Alfredo Zanconi di SCM Superfici – divide un gruppo di pezzi di un certo colore, dal gruppo successivo di colore diverso, che sarà verniciato dopo il lavaggio degli ugelli: una “fabbrica nella fabbrica”, senza bisogno di interventi manuali di assistenza alla linea. I cicli di verniciatura sono composti da una mano di impregnante, una mano di fondo e due mani di finitura, il tutto intervallato dalle essiccazioni ad aria calda e dalla carteggiatura dei fondi. Va sottolineato che la carteggiatura è sapientemente ben separata dalla verniciatura: la consequenziale assenza di contaminazioni è apprezzabile accarezzando il serramento finito, liscio che più liscio non si può.

bina, la filtreranno e la manderanno pulita all’esterno. Un’altra grande innovazione “non richiesta” dagli Enti di controllo ambientale (Ilar è perfettamente a norma), ma richiesta dalla irrefrenabile volontà di Ghilardi di essere davvero un modello. L’investimento sarà ancora una volta importante, ma, a noi che abbiamo per ben due volte conosciuto i risultati di questo esemplare terzista, non viene il benché minimo dubbio, che il ritorno sarà pari, anzi superiore alla spesa.

ILAR VERNICIATURE: “IL FARE” Abbiamo volutamente insistito sulla storia imprenditoriale dei Ghilardi, passata, presente e futura, perché riteniamo che il miglior contributo da offrire ai lettori, consista nel porre la lente d’ingrandimento, sì su impianti di eccellenza come il robot descritto, ma anche su situazioni esclusive di imprese che operano in positivo e sono il vero UN ALTRO PASSO IN AVANTI monitor di uno scenario chiamato Ilar senza soste: è in approntamento “crisi”, che spesso ha rappresentato e uno straordinario sistema di aspirazione rappresenta invece una condizione di dell’aria che ingloba l’overspray delle lassismo, sicuramente motivato da cirvernici (povere di solvente, comunque costanze reali, ma anche “epidepresente anche nelle vernici all’ac- mico”, se non addirittura assunto a qua), e le polveri della carteggiatura. pretesto per la comodità, tutto somUn sistema a maniche che aspireranno mato, del “non fare”. tutta l’aria del capannone, che diven- Ecco: Ilar Verniciature invece è “il terà così come un’unica grande ca- fare”.

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! Giorgetti ! www.giorgettimeda.com

Quando nelle vene scorre la passione per il legno, nasce il mobile Giorgetti

Giovanni del Vecchio con Elisa Santambrogio e Adello Negrini con Sonia Maritan presso la Giorgetti.

GIORGETTI: 4.0? Ci siamo allineati per Giorgetti a questa definizione, dai mille significati, a seconda di come si interpreta l’elenco dei numeri e dei relativi contenuti. Solo che la definizione per Giorgetti ha un senso preciso, per ciò che ci ha illustrato il Dottor Giovanni del Vecchio,

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dal 2015 Amministratore Delegato, che ci ha accolti e che ci ha rilasciato l’intervista, accompagnato dalla Dottoressa Elisa Santambrogio, Direttrice Marketing. Laureato in Economia, Bocconiano, del Vecchio dice di sé: “Forse sono un Ingegnere mancato”. La sua lunga esperienza in vari campi, tutti caratterizzati dal plus-valore del design, in posizioni sempre di vertice, anche in imprese mobiliere di alto livello, può giustificare il suo dubbio.

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Giorgetti, l’impresa della Brianza, di Meda, che da oltre un secolo lavora nel rispetto del legno, dell’ambiente e della qualità di vita, anche professionale, dei suoi collaboratori.


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centi). Ma l’uso del trasparente protettivo all’acqua, è bene precisarlo, non è un fare di necessità virtù: i trasparenti protettivi al solvente, volendo, esistono da sempre, costano anche meno, ma generano emissioni dannose. Giorgetti invece rispetta l’ambiente, la casa, i suoi operatori interni: fa impresa senza inquinare. 4. Giorgetti utilizza solamente legno massello. IL “SEGNO PARTICOLARE” Giorgetti compie nel 2017 centodiciannove anni, fatti, senza soluzione di continuità, di grande, smisurato e consapevole amore per il legno: usa tuttora solo il massello, cioè (diciamolo una volta per tutte…) il “vero legno”: i derivati, per quanto possano avere La risposta all’interrogativo 4.0?: raggiunto sufficienti livelli qualitativi e 1. Giorgetti vernicia i suoi mobili in ca- prestazionali, restano comunque dei bina, e l’applicazione della vernice è a “parenti” del legno, spesso “incartati” spruzzo, manuale, eseguita da specia- nella melammina*, che li rende anche listi che trattano la superficie del mo- sufficientemente gradevoli, ma non “di bile con cura “maniacale”. vero legno”, inteso come da più di un 2. I mobili Giorgetti non vengono lac- secolo intende il legno Giorgetti, che cati. quindi non fa semplicemente mobili, 3. La non-applicazione della laccatura ma fa “mobili Giorgetti”. è importante, perché facilita l’uso di Il trattamento delle essenze selezioprodotti vernicianti all’acqua: si ap- nate, stagionate, essiccate e sezioplica solo un trasparente protettivo, ot- nate, anche con spessori fuori dal timo nella formulazione all’acqua comune, come in una rigorosa ricetta, (mentre i laccati all’acqua non hanno ha il potere di generare un rispetto, ancora raggiunto risultati soddisfa- una cura e un’attenzione per la “ma* Sulla melammina: La melammina è un materiale sintetico, in fogli di carta molto sottili, impregnati di resina melamminica (la melammina è un composto fortemente azotato). Si usa per “nobilitare” (parola impropria) i pannelli dei derivati del legno, sui quali fa da fondo, che deve comunque essere carteggiato prima dell’applicazione della finitura. È un materiale “povero”, generalmente bianco (esiste anche colorato), molto usato soprattutto nell’alta produttività, un polimero (cioè plastica), funzionale, ma non di qualità. La si applica anche a robot: ne esiste uno che la incolla e contestualmente la vernicia, a conferma che la melammina è fatta per la “velocità” produttiva. ** La sintetica carta d’identità del Pau Ferro: La colorazione varia dal rosso/arancio al viola/marrone scuro. Originario della Bolivia e del Brasile, ha un peso a secco di 865 Kg/metro cubo. Ha vari utilizzi, tra i quali quello per mobili di alta qualità.

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teria legno”, che sono poi gli ingredienti che da oltre un secolo fanno dei tecnici dell’azienda di Meda i protagonisti preparati e appassionati di un disegno d’impresa più unico che raro. Un capitale umano, la cui passione e il cui coinvolgimento nella mission aziendale assicurano progettazioni, costruzioni e finiture senza concessioni. È come se la firma Giorgetti, con cui idealmente ogni pezzo esce dalla fabbrica, fosse la somma di competenze formate, collaudate e mirate alla realizzazione di arredi d’autore, composti da pezzi unici. Giorgetti, dobbiamo osservare, fa quindi praticamente anche da “banca”, che conia e valorizza specializzazioni esclusive, non facilmente rintracciabili nel settore in cui opera. UNA RIFLESSIONE Al giornalismo non solo di cronaca, corre l’obbligo di riflettere su ciò che vede. Ebbene, la nostra riflessione è che la Brianza, la patria del mobile più bello del mondo, deve, noi riteniamo, essere grata a quest’azienda dal ma-

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nagement d’avanguardia, e nel contempo conservatrice di valori, che, quando vengono surrogati da inclusioni tecnologiche esasperate, perdono la loro originalità e concedono a un business incontrollato, di privilegiare senza remore numeri e standard che non generano eccellenze. E la perdita di leadership di mercato ne è una conseguenza inevitabile. Giorgetti, al contrario, riesce a fare numeri senza scendere di un gradino dalle tradizioni originarie. È come passare dalla carrozza all’automobile, senza cambiare “stile” di guida. Eppure, oggi che la produttività è contenuta, si potrebbe cogliere l’occasione per fare cose belle come un tempo: anche le crisi offrono opportunità, solo che occorrono profonde convinzioni originarie da riattivare per tramutarle in risorse. A PROPOSITO DI ESSENZE Tutte le volte che ci imbattiamo in qualcosa di nuovo (ci capita anche dopo anni di “militanza”, specialmente se incontriamo aziende “speciali”), de-

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! Giorgetti


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sideriamo condividere la novità con i lettori. In Giorgetti, sotto l’antico portico del “centro storico” dell’azienda, tra le cataste dei vari legni in stagionatura, abbiamo visto anche il Pau Ferro**, essenza a noi prima sconosciuta.

Giorgetti – questo il concetto di del Vecchio, un concetto fondante – la tecnologia è un contributo logistico, operativo, alla sapienza artigianale che resta e deve restare il core business ideologico di un’impresa ultracentenaria che non ignora le innovazioni evolutive (ci mancherebbe altro!...), FUORI DAL CORO ma le concepisce come aiuto integraGiovanni del Vecchio ci ha anche sor- tivo dell’arte antica dell’abilità mapresi, abituati come siamo a celebrare nuale. privilegiandola l‘innovazione tecnologica, che non rinnega però l’espe- UNA PROPOSTA DA CALIBRARE rienza artigianale, e che d’altra parte Encomiabile è la proposta di annoveè il volto praticamente di tutte le rare l’Artigianato Italiano tra i Patrimoni aziende visitate, orgogliose delle loro dell’Umanità, ma occorre calibrarla, origini come “falegnamerie di paese”, nel senso che non vanno premiati con antichi laboratori di famiglia, che face- tale riconoscimento, per apparente asvano un po’ di tutto, oggi realtà in ge- surdo, i meravigliosi prodotti che tutti nere monoprodotto (si tratta quasi ammiriamo, bensì la innata predisposisempre di serramentisti), supportate da zione a fare design per forme ecceziomacchine e impianti di avanguardia, nali, a prescindere dalla macchina, spesso automatici, e spesso robotizzati. che resta la “macchina utensile”, rivista La filosofia di Giorgetti (questa è la in versione super-aggiornata, ma sem“sorpresa”, peraltro congrua con le tra- pre strumento nelle mani di un creadizioni dell’azienda), è un’altra, oppo- tore d’immagine, protagonista del sta, per così dire, a quella diffusa: in “Patrimonio”.

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Concetto che poi è l’abito mentale con cui si lavora in Giorgetti, l’aria che vi si respira visitandola.

zati, destinati a funzioni di secondo piano, a prescindere dalla loro scolarità, oppure a lavori che non capitalizzano i loro studi (il mestiere di REPLICA, NON REGOLA cameriere, di tutto rispetto, è svolto da I sistemi a controllo numerico – per molti laureati…). esemplificare – sono indispensabili per E non si tratta di filosofia retrograda: il rispetto delle tempistiche e dei livelli valga un riferimento per tutti, quello produttivi, ma devono replicare fedel- della Formula 1. Inguardabile perché mente il pezzo fatto a mano: nessuna incomprensibile, non è più il campioconcessione quindi alla fretta, la pater- nato mondiale dei piloti, ma degli ingenità di Giorgetti e dei suoi designers gneri, delle gomme e dell’elettronica. viene concessa non ai numeri, ma ai Oggi, un modesto pilota su una macsingoli pezzi, che devono restare, in ter- china perfetta può anche vincere, un mini di perfezione, pezzi unici, perché tempo vinceva un ottimo pilota, copie fedeli di un prototipo-guida. anche su una macchina modesta. Ci sembra, nel caso di specie, azzec- Anche in nome del progresso si comcato mutuare da una frase, oggi ricor- mettono tanti delitti… rente, la filosofia di Giorgetti, perché anche per Giorgetti “l’uomo è la tec- IL ”VIVAIO”: SCELTA PROSPETTICA nologia migliore che esista”. È la scelta della formazione: Giovanni FENOMENI SIGNIFICATIVI del Vecchio, non a torto, ce ne ha parLo stesso Umberto Eco, spesso caustico lato con comprensibile orgoglio. ma anche spesso condivisibile, aveva Giorgetti considera la Scuola come il chiaramente detto che la tecnologia bacino di pesca di elezione per l’allee i suoi “derivati” (tra cui l’informatica), vamento di giovani, che, come nel se utilizzati indiscriminatamente, gene- caso del collaboratore appena trenrano milioni di impreparati, despecializ- tenne già responsabile di un’impor-

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! Giorgetti


Pietro Ferrari con Elisa Santambrogio nel laboratorio creativo e nel reparto produttivo di Giorgetti.

tante reparto (quello “dei numeri”, attrezzato con due centri di lavoro a 5 assi, i fedeli “moltiplicatori” dei modelli manuali), potranno un giorno scegliere, con cognizione di causa, di essere i continuatori di esperienze storiche, che, se non ribadite, rischiano di estinguersi. E solo un’azienda di grande intelligenza imprenditoriale e manageriale, è consapevole che nessun investimento porta un ritorno migliore di quello speso per le risorse umane. D’altra parte, il fatto che da centodiciannove anni l’unicità, la qualità, il design dei mobili Giorgetti occupino i vertici della classifica del Made in Italy, è l’indubitabile segno di una continuità, ricambio generazionale dopo ricambio, che non ha uguali: ma è soprattutto indice di una straordinaria capacità di aggregare giovani risorse a un’idea vincente, evitando altresì che si disperdano (come non di rado capita), in campi sconosciuti, a danno di tradizioni a rischio di estinzione. Giorgetti c’è, nelle Scuole Superiori, ma anche, e addirittura, nelle Elementari, dove, tra gioco e formazione, mostra

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ai giovanissimi come si crea manualmente un pezzo, che poi la macchina riprodurrà identico. Giorgetti apre anche le porte di casa sua agli studenti della Brianza, per una festa in fabbrica: la “festa del legno”, la chiameremmo. “Industria e Territorio” (questo ci sembra il disegno sociale di Giorgetti) è il concetto ispiratore di un’altra pregevole iniziativa a favore di una crescita consapevole dei giovani tecnici di domani. Onore al merito. Niente dunque viene lasciato al caso, nel presente e in prospettiva: lo stesso sofisticato look della letteratura aziendale – la differenza tra il catalogo e la guida – partecipa all’immagine dell’azienda. DESIGN & CONTRACT Anche il Contract, settore in cui Giorgetti è molto attivo, non poteva non essere, in questa azienda, che un Contract particolare (“Design & Contract”, si chiama, non a torto), in cui le firme dei più autorevoli designers caratterizzano tutti gli allestimenti, anche di tipologie strutturali molto diverse tra loro.

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! Foppapedretti ! www.foppapedretti.it

I protagonisti dell’eccellenza LA MADRE DI TUTTE LE IDEE: IL GRANDE AMORE PER IL LEGNO Nessun simbolo fu mai tanto appropriato, come quello, sicuramente a tutti noto, che contraddistingue ormai da anni la grande impresa di Grumello del Monte, in provincia di Bergamo. Un simbolo che accompagna in Italia e nel mondo l’attività dell’azienda, un marchio indelebile, altrettanto famoso dello stesso nome “Foppapedretti”, il terzo nel ricordo degli Italiani, dopo Ferrari e Parmigiano Reggiano. Parliamo dell’Albero delle Idee, che esprime e racconta tutta la storia dell’azienda: l’albero è il legno (il primo e tuttora grande amore di Foppapedretti), le idee che su di esso nascono e si sviluppano, grazie a una straordinaria coltivazione, sono i prodotti di Foppapedretti, che chiamiamo “prodotti” per convenzione (senza offesa per tutti

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– quasi - i prodotti del mondo), con un semplicismo forse perdonabile, ma che non rende giustizia alle proposte illustrate nel catalogo ufficiale (un libro di singolare valore grafico), proposte che sono creazioni frutto di “idee” esclusive, pezzi d’autore per la qualità del legno massello (non un derivato, ma il legno veramente legno, prove-

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Il migliore prodotto di Foppapedretti? L’idea. L’idea di fare cose diverse, per questo uniche. Da un colloquio-intervista con il Presidente, Ingegner Luciano Bonetti.


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Luciano Bonetti con Adello Negrini.

niente da foreste certificate), la finitura atossica (“Le mie emissioni - dice Luciano Bonetti - sono sicuramente inferiori a quelle che provengono dall’autostrada”), e soprattutto la funzionalità. distruttibile, prestazionale per la sicurezza e la facilità d’uso. E inimitabile. PRODOTTI COSTOSI? Il risultato di questo impegno creativo NO, “CARI” e costruttivo è la “Qualità FoppapeNon sembri un gioco di parole: “co- dretti”, che dura nel tempo ed è ricostoso” è un aggettivo con un’acce- nosciuta da chi ha la capacità di zione generalmente negativa, riferibile sceglierla, o meglio ancora l’opportu(peggio ancora) anche a prodotti nità di provarla, grazie alla testimosenza contenuti: emblematico al ri- nianza di un passa-parola affidabile, guardo è il prezzo di una celebre borsa frutto appunto dell’esperienza. da donna, di plastica, “costosissima” solo grazie al plus-valore del marchio, ma che resta alla fine una borsa, con le stesse identiche “performance-non performance” delle infinite imitazioni che si trovano sulle bancarelle. Eppure a Parigi, di fronte alla vetrina che la espone, i turisti giapponesi sono in fila per fotografarla: spesso il prezzo contrabbanda la qualità. L’asse da stiro Foppapedretti (forse il parto più famoso della creatività dell’azienda - ce ne sono più modelli), costa quattro volte tanto (azzardiamo questo calcolo) dell’asse del centro commerciale, ed è “caro” per la sua funzionalità, che lo rende, oltre che in-

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LA “QUALITÀ FOPPAPEDRETTI” È obbligatoria una precisazione, e cioè: anche il concetto di “Qualità Foppapedretti”, come altri di cui trattiamo in questo articolo, necessita di una lettura particolare, proprio perché niente in Foppapedretti possiede fragili valenze convenzionali, come, non a torto, non convenzionali sono sempre le “idee”. Ebbene: si è soliti definire “di qualità” un mobile o un complemento di arredo, riferendosi alla perfezione della costruzione e della finitura, che in Foppapedretti sono cose scontate: ci mancherebbe altro che le sue creazioni non fossero ben costruite e ben verniciate… Si pensi che addirittura il legno grezzo viene levigato e satinato da sembrare già un prodotto finito! No: la “Qualità Foppapedretti” è composta da ingredienti che solo l’esperienza della prova pratica e il passa-parola dell’utilizzatore finale riescono a fare apprezzare: in sintesi, l’asse da stiro non è solo bello, soprattutto “funziona” alla perfezione. E ci piace immaginare che il “caro” di Foppapedretti possa avere anche una componente “affettiva”, legata proprio alla soddisfazione dell’utilizzatrice finale: e in effetti, al di là di questa nostra fantasia, più di una volta ci è capitato di sentirlo definire il “mio” asse da stiro Foppapedretti. Lo “storico” frutto dell’Albero delle Idee. IL “DESIGN” SECONDO LUCIANO BONETTI Di cultura classica unita a una eccellente dose di formazione ingegneristica, il Presidente di Foppapedretti, nostro interlocutore nella visita all’azienda (qui fotografato durante l’intervista), ci ha tra l’altro parlato della sua interpretazione del design industriale, che deve portare a un manufatto sicuramente funzionale, come sottolineato sopra, essenziale, “senza fronzoli”, concezione di cui ha dettato

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le regole la più autorevole scuola del ventesimo secolo, che fa capo tra l’altro anche a Bruno Munari. È un’altra delle “idee”, coraggiosa e innovativa, che affida al minimalismo funzionale l’esclusività di un complemento di arredo, il suo protagonismo, la sua “autorità”. “Coraggiosa” perché non si affida a effetti speciali, “innovativa” (che non vuol dire “nuova”, ma “diversa” dalle molte in circolazione), perché non specula sulla stranezza delle forme, che forme restano, spesso a coprire la mancanza di contenuti. Bonetti non fa oggettistica, non fa soprammobili: fa legno strumentale il cui aspetto estetico non deve rubare la scena alla funzionalità. Questa è la vera bellezza del complemento di arredo di Foppapedretti. I designer amano invece, in generale, difendere il “bello”. Ma attenzione ad assegnare questa definizione: va benissimo per un vaso da fiori, meno per un appendiabiti, che ovviamente non deve rinunciare a essere gradevole, ma che trova la sua eccellenza nella sua geniale praticità. Anche noi, come Luciano Bonetti, siamo per il “bello funzionale”. Ci viene in mente il famoso “Cubo” di Brionvega, un altro brand del design funzionale: la bella radio, che, aperta, si presenta appunto in due cubi, così da separare la sintonia dall’altoparlante, offrendo un suono di alta pulizia, assolutamente privo di interferenze. L’IDEA DELLA CONTAMINAZIONE Senza il benché minimo timore di recare offesa al primo amore di Foppapedretti, il legno, Luciano Bonetti ci regala anche il concetto della “contaminazione”, da non confondere con la “mistificazione”. Mistificare significa infatti, per esempio, verniciare con effetto legno un profilo di alluminio. Contaminare, ma positivamente, significa invece regalare al

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l’azienda. Luciano Bonetti fece punto e a capo: in soli nove mesi aprì la nuova sede produttiva, con impiantistica e vernici sicuramente atossiche. «Fu l’inizio di una storia che oggi continua. Tutto oggi è addirittura molto più veloce di prima – ha concluso Luciano Bonetti – è necessario capirlo e comportarsi di conseguenza. Meno male che ci sono abituato…» Un’annotazione: corredano questo articolo alcune immagini delle “idee”, nei settori del complemento di arredo e del bambino. Tra un anno torneranno in catalogo anche i mobili da giardino, con nuove “idee” che li renderanno ancora più legno, facendolo restare protagonista, diversi ed esclusivi, dopo un’attesa voil connubio con altri materiali (acciaio, luta, per un rientro sorprendente. alluminio e quant’altro), che “collaborano” con il legno a rendere perfetti al- IL “CHI È” DI LUCIANO BONETTI cuni dettagli, come uno spigolo Imprenditore e dirigente sportivo, 69 stondato, che, in un certo materiale, anni ben portati, Luciano Bonetti nel diventa esso stesso elemento funzio- 1976 si laurea in Ingegneria Elettrotecnica al Politecnico di Milano. nale, oltre che di valore estetico. A volte (nei passeggini, per esempio), A chi gli chiede cosa voglia fare da il legno è sì presente in forma minore, grande, risponde che vuole diventare ma non da gregario: è anzi la “firma” ”grande”. Detto, fatto. Entra in Foppapedretti di un’idea tecnologica. Questo vuol dire sapere modernizzare come Responsabile di Produzione. senza rinnegare la tradizione: un com- Oggi ne è il Presidente. pito non facile, che solo chi è fuori dal Presiede inoltre: il CDA di Plastikopolis coro della standardizzazione sa svol- (stampaggio materie plastiche) – il CDA di Foppapedretti Technology (lagere con successo. vorazione legno e produzione finito) – CONSIDERAZIONI FINALI il CDA dell’Albero delle Idee (commerQuesta intervista non ha la pretesa di cio al dettaglio sul territorio nazionale) essere un’idea: vuole invece sottoli- – il CDA di Kasalinghi Italia (commercio neare i valori più esclusivi di un’impresa al dettaglio outlet sul territorio nazioe di un Presidente che conoscono nale) – il CDA di Volley Bergamo (squamolto bene il mercato in cui operano dra di pallavolo femminile che milita in e hanno la capacità di interpretarne i A1). cambiamenti. Merita di essere ricor- A questi impegni, associa la sua data l’eccezionale propensione alla ri- grande attenzione al sociale, che in cerca di soluzioni apparentemente Foppapedretti (200 collaboratori più inesistenti, che caratterizza invece, fin l’indotto), esprime nel completo ridall’inizio, la carriera industriale di Lu- spetto per le condizioni lavorative delle ciano Bonetti: anni fa gli Enti di Con- risorse umane (ed è forse una delle sue trollo delle emissioni industriali “idee” di maggior pregio, tipiche delrischiavano di creare problemi al- l’imprenditoria illuminata).

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! 2016

Finitura automatica robotizzata di “pannelli d’autore”: il “Caso RCS”

CONSIDERAZIONI È molto interessante ritornare dopo vari anni (in questo caso nove) in un’azienda già visitata, per prendere atto del percorso che la stessa ha compiuto e sta compiendo, soprattutto in un periodo come questo, in cui le precarie condizioni dell’economia industriale generano considerazioni condivisibili oppure alibistiche, quanto meno da verificare. Una realtà produttiva, al di là delle tante visioni del presente, anche di quelle in buona fede, è il monitor inconfutabile della realtà in essere, che chi fa informazione ha tra l’altro il dovere di presentare al lettore. In questa attività di ricerca della verità (la verità sull’industria del mobile), ci si può imbattere in situazioni sia negative che positive: suscita meraviglia incon-

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trare condizioni addirittura di eccellenza. Com’è nel “Caso RCS”. NELLE MARCHE Il nostro viaggio “investigativo” ci ha portato a Castelplanio, in provincia di Ancona, dove è attiva, e in ottima forma, come vedremo, la RCS della famiglia Rango (il nome dell’azienda, conservato, è l’acronimo dei cognomi dei soci inziali). Gestiscono oggi l’impresa Terzilio Rango, il fondatore, la cui radicata passione gli fa vivere e rivivere le tante opportunità raccolte fin dal 1959, in “tempi non sospetti”, e oggi addirittura ottimizzate, grazie all’impegno coeso dei due figli e della figlia.

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le “mani” non sono nel vocabolario di questi verniciatori. LE MEDAGLIE Sono molte le medaglie che ci sentiamo di assegnare all’azienda marchigiana: prima fra tutte quella di essere passati gradualmente, ma anche rapidamente, dal manualismo all’automazione, senza penalizzare l’occupazione, anzi passando da dieci a trenta collaboratori, smentendo così il fatto che la macchina eliminerebbe l’uomo: tutto sta nella corretta gestione delle risorse umane, che non si riscontra quando la filosofia produttiva non è imprenditoriale, ma speculativa. C’è dell’altro: RCS (certificata UNI EN DENTRO L’AZIENDA ISO 9001 vision 2000 dal 2002, a garanRCS vernicia in vari colori (prevale il zia della costanza nell’applicazione bianco, ma non ci sono limiti, sia per i delle procedure aziendali), adotta l’orcolori di tutte le cartelle, sia per i colori ganizzazione produttiva ispirata ai cria campione), con prodotti tradizionali teri della lean production: non ha ad alto solido (che la collocano nei ter- magazzini, né di semilavorati, né di vermini prescritti dagli Enti di Controllo per nici. Applica la finitura sui pezzi che riquanto attiene alle emissioni in atmo- ceve dai suoi fornitori abituali, pezzi che sfera), pannelli piani e componenti di “compatta” arredo per arredo, così da varia natura e dimensioni, anche cur- consegnare nel giro di una settimana al vati (questi ultimi, come i “fuori misura”, committente (soprattutto di cucine, ma sono trattati manualmente nelle ca- anche di arredi “giorno e notte”), tutto bine pressurizzate), raggiungendo risul- ciò che occorre per ogni singolo astati di alta qualità sia sull’opaco che sul semblaggio finale. lucido spazzolato (oggi di tendenza), Si posiziona insomma nel mercato intergrazie all’applicazione automatica, regionale come “centro di servizio” paranche robotizzata, e al controllo-qua- tner del cliente, cui offre qualità, lità pezzo per pezzo (a campione può tempestività e rigorosa affidabilità pronon essere sicuro), dopo la verniciatura fessionale. e addirittura anche prima della pellicolatura. Non esce un pezzo senza queste attenzioni, attenzioni che arrivano a marcare fronte e retro dei manufatti, se il retro, secondo l’esasperato parere dei Rango, presenta anche una impercettibile anomalia. Una nota che la dice lunga sulla emancipazione di RCS da certa standardizzazione generalizzata, riguarda la negazione del valore delle mani applicate: in azienda vale la “quantità” di prodotto applicato per metro quadro,

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L’ULTIMA MEDAGLIA: IL ROBOT ANTROPOMORFO È tra quelle che più abbiamo apprezzato. Tra le singolari capacità dell’azienda di essere protagonista in un settore spesso appiattito su scelte convenzionali, anche valide ma non distintive, c’è la volontà di scegliere sempre il meglio, com’è puntualmente avvenuto per l’installazione del robot antropomorfo della CMA Robotics di Pradamano, in provincia di Udine. Niente è più oggettivo del parere dell’utilizzatore: «Ho voluto CMA – ci ha detto Patrick Rango – perché è il produttore di sistemi automatici robotizzati di verniciatura che ha alle spalle una lunga tradizione nel settore, tanto che non esito a definirlo ‘unico’». E ha aggiunto, in battuta: «per questo non è stato difficile scegliere». In particolare il robot CMA, con cui è stato asservito un impianto preesi-

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stente, applica la finitura sui lotti medio-piccoli di vari colori (non ci sono limiti), assicurando, oltre ovviamente all’autonomia applicativa su piani e bordi, una qualità finale elevata, omogenea e costante, “obbligatoria” in RCS, una qualità che rappresenta uno dei piloni portanti della fidelizzazione della clientela. L’articolo che segue immediatamente questo reportage, redatto a cura di Marco Zanor di CMA Robotics, che ci ha accompagnati nella visita, presenta dettagliatamente le caratteristiche tecniche fondamentali del sistema. L’ALTRA ANIMA Non ultima in ordine d’importanza è la straordinaria abilità dei Rango nel creare pannelli di singolare valenza estetica e strutturale, dagli effetti più esclusivi, materici, metallici e di altro

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tipo, lavorati, alcuni, fino a formare dei veri e propri bassorilievi, che sono l’espressione dell’anima dell’artigiano artista che i Rango, oggi eccellenti attori dell’industria di avanguardia, non rinnegano, anzi tengono a mettere bene in evidenza, con comprensibile orgoglio, esponendone le creazioni nella mostra-showroom all’interno dell’area produttiva. CONCLUSIONI Abbiamo preso coscienza di un bell’insieme, volano di un successo annunciato: un’azienda che ha saltato a piè pari la crisi (nell’intervista non abbiamo mai per la verità nemmeno sentito pronunciare una sola volta questa parola), cogliendovi anzi le opportunità per diversificarsi e vincere con le armi della lungimiranza negli investimenti e il connubio con un partner impiantistico «che – sono ancora parole di Patrick Rango – alla competenza unisce la professionalità, di casa in RCS».

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Caratteristiche tecniche fondamentali del robot di verniciatura CMA Robotics installato in RCS ! Marco Zanor CMA Robotics

LA MACCHINA Il robot antropomorfo modello GR-6100 è una macchina a controllo elettronico, avente 6 gradi di libertà, progettata per eseguire in modo automatico operazioni di verniciatura a liquido o a polveri di superfici in legno, metallo e plastica. La versione installata in RCS è adatta per la verniciatura di pezzi appoggiati su di un sistema di trasporto a pianali, dove il trasportatore ha il movimento a passo. Un’ulteriore flessibilità di utilizzo si ottiene grazie alla particolare configurazione del polso, che, tramite la rotazione di 360° di ogni singolo asse, permette di raggiungere agevolmente qualsiasi punto degli elementi in lavorazione. Il robot è collegato a un sistema di riconoscimento automatico del pezzo: infatti, tramite delle barriere laser mobili, è possibile scannerizzare ogni pezzo posizionato sull’area del pianale, e generare automaticamente il programma per il pezzo stesso, che il robot andrà a eseguire nella massima autonomia. Il sistema è completamente automatico, ma allo stesso tempo lascia all’operatore la massima flessibilità nella scelta dei vari parametri di verniciatura.

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HARDWARE Sistema basato su PC industriale fanless (privo di ventola), dotato di processore Intel Mobile a 1 GHz. Il PC industriale provvede sia alla gestione dell’interfaccia operatore basata su Windows XP, sia al calcolo delle traiettorie del robot e alla logica PLC mediante l’utilizzo di un sottosistema Real-Time. Il controllo di posizione e velocità degli assi del robot viene effettuato da azionamenti digitali dotati di DSP interno in grado di aggiornare le quote degli assi ogni 400 microsecondi. Il PC industriale accede agli azionamenti digitali attraverso un bus basato sull’industrial ethernet, il più veloce attualmente in commercio. La comunicazione avviene attraverso ethernet utilizzando la tecnologia Thin Client.


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• Monitoraggio completo dello stato macchina, dalle quote degli assi fino alle correnti assorbite dai motori elettrici; • Diagnostica degli allarmi con l’indicazione dell’errore sul display e memorizzazione giornaliera degli errori occorsi in formato EXCEL; • Statistiche di produzione: data e ora di inizio lotto, data e ora di fine lotto, numero di pezzi lavorati, utilizzo del tempo di lavoro, quantità di vernice utilizzata (se previsto).

Per il salvataggio dei settaggi è prevista una porta USB. SOFTWARE • Fino a 8 uscite analogiche per il controllo di velocità del convogliatore e dei parametri di verniciatura; • Controllo PID della quantità di prodotto spruzzato integrato nel controllo; • Procedura automatica di lavaggio della pistola; • Modalità di esecuzione a reciprocatore; • Interfacciabilità a un terminale di carico tramite comunicazione ethernet;

CARATTERISTICHE MODIFICABILI DEI PROGRAMMI • Velocità di esecuzione 1-200%; • Correzione della distanza di spruzzo; • Parametri di verniciatura flusso, atomizzazione, ventaglio (se previsto); • Colore se interfacciato a sistema di cambio colore (se previsto). CONNESSIONI ESTERNE • Connessione a mezzo I/O con PLC remoti; • Connessione ethernet a terminale di carico; • Connessione ethernet alla rete aziendale per il backup dei programmi; • Connessione via modem alla linea telefonica a scopo di assistenza remota (se prevista).

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vece ci occupiamo di un secondo impianto CMA Robotics. Patrick Rango_Abbiamo totalmente smontato e rimosso un impianto precedente e rifatto il nuovo impianto. Questo passo successivo è stato effettuato perché era stato montato un robot antropomorfo della CMA su un carosello. Questo impianto ci dava una grande flessibilità in termini di cambio colore e Pietro Ferrari_Due anni fa, in occasione quindi di microcommessa e funzionava di un primo articolo pubblicato sulla ri- benissimo, se non per il fatto che come vista IDM-L’ Industria del Mobile, parla- tutti gli impianti, i primi pezzi che envamo come voi avevate implementato trano sono anche i primi a uscire, una capacità di servizio nei confronti quindi se io ho venti microcommesse del cliente che era un passo oltre il ter- miste tra opaco e lucido devo seguire zismo tradizionale nato qui nelle Mar- un lead time pari a quello del lucido. che e in Veneto. Naturalmente questo Quindi se ho nove ore di asciugatura passo si ripercuoteva su tutte le tecno- per un pannello lucido e se nella parlogie adottate e, nel caso della verni- tita in mezzo ho degli opachi, io devo ciatura, noi allora parlammo di un aspettare che asciughino i lucidi per primo impianto di CMA Robotics che poter tirar fuori anche gli opachi. era stato installato nel 2015, adesso in- Qui nasceva l'esigenza di interrompere Incontriamo per la seconda volta nello stabilimento RCS di Castelplanio, Patrick Rango, che con il padre Terzilio, il fratello William e la sorella Eleonora è contitolare di una realtà di grande dinamismo e di avanguardia nella tecnologia e nei processi produttivi nel campo della componentistica di qualità per il mobile e l’arredamento.

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L’impianto senza nome


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questo inconveniente che hanno tutti gli impianti: caricare all'interno dell'impianto i materiali, far fare tutto il giro, quindi aspettare di scaricare la tempistica più lunga. Quindi abbiamo pensato: perchè non fare un impianto che ragiona alla stessa maniera di una cabina di verniciatura in cui io posso prelevare i pezzi dalla rastrelliera come voglio? Di qui è nata l’idea di montare un altro braccio antropomorfo all'interno del forno che svolge la funzione dell'operatore che manipola i pezzi. Non è facile, perché la gestione più difficile è proprio il sinottico, il programma che va a gestire le commesse all'interno perché in quel caso non c'è il robot che vede il colore, bisogna che la macchina memorizzi tutto e vada a tirar fuori quello che a noi serve. Poi grazie all'implementazione del nostro software ERP con il quale noi portiamo avanti tutta la gestione della commessa all'interno del ciclo produttivo e diamo anche il lead time, viene caricato l'ordine: quindi io per ogni tipo di ordine che carico imposto una tempistica di asciugatura, il forno mi dice

anche quando il prodotto è pronto e scarica il materiale già asciutto. C'è stata quindi una grossa evoluzione all'interno del discorso impiantistico per il just in time, in questo modo noi possiamo inserire il materiale che vogliamo con lo spessore che vogliamo,con le dimensioni che vogliamo sia in piano sia in curvo, con il colore che vogliamo per poi scaricarlo quando ci serve: quindi flessibilità massima su tutto. L'impianto è dotato di un cambio colore di dodici colori 3K, che include la gestione del diluente. In sintesi credo che non sia possibile installare un impianto più flessibile di questo: questo è il massimo della flessibilità che si può ottenere con un impianto. Pietro Ferrari_In pratica questo è un impianto che sotto certi aspetti "ragiona" come un operatore? Patrick Rango_Certo le macchine sono macchine, dietro ci dev'essere una programmazione. Quando noi prendiamo l'ordine e tramite un software riusciamo a fare le liste di produzione per impianto, a seconda della metratura quadra di ogni singolo colore

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viene scelta la cabina uno, due o tre, piuttosto che l'impianto precedentemente in funzione, piuttosto che l'impianto CMA, quindi vengono fatte le liste e vengono messe all'interno del ciclo produttivo. Ogni lista è caricata sui terminali che sono una decina all'interno dell'azienda, ogni operatore, quindi, riesce a gestire le commesse in autonomia. Non c'è qualcuno che fa la programmazione vera e propria tranne chi decide di fare le liste e dove metterle e, per questo, è stata formata una persona in produzione. Noi preferiamo gestire tutto, a partire dalla produzione, alla giapponese: dal cuore dell'azienda nasce la programmazione. In ufficio si fa il controllo, si ordinano i materiali, ma l'ordine nasce in produzione. Pietro Ferrari_C'è una gerarchia tra i vari terminali, ce ne sono alcuni che hanno una priorità sugli altri o no? Patrick Rango_No, i terminali sono tutti uguali e lavorano tutti in parallelo, per cui noi abbiamo (poiché facciamo il just in time e l'ordine della commessa fornendo anche il semilavorato al nostro cliente) alcuni prodotti, come i fianchi di finitura che sono strutturali, che vengono dati in conto lavoro dal cliente. In questo caso nel momento in cui viene fatto il picking e divisa la commessa, se manca un pezzo, dalla produzione viene sparato il singolo pezzo che manca, in automatico

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viene messo su una lista di mancanza e in automatico parte una mail per l'ufficio acquisti che poi solleciterà il pezzo al cliente o al fornitore che è in ritardo, questo lista viene vista da tutti i terminali installati in azienda così tutti sanno come si devono gestire i pezzi, se mancano, se devono essere ordinati e così via, per far sì che la commessa viaggi tutta insieme. Questo è fondamentale nel just in time. Pietro Ferrari_Potete gestire dei ritmi di produzione diversi? Patrick Rango_Uno dei terminali dà la traccia a tutti gli altri: chi fa il prelievo traccia con un codice a barre il fatto che sta prelevando i materiali per una cucina, se chi fa il prelievo si dimentica di tracciare, chi fa la levigatura del piano non può levigare perché manca la spunta precedente. Questa sequenza è importantissima perché io posso rendere conto al cliente sempre di a che punto del ciclo produttivo stia il prodotto. In sintesi: la fase precedente è propedeutica alla fase successiva. Pietro Ferrari_Questa spunta viene immediatamente registrata dall'ufficio? Patrick Rango_In tempo reale. Marco Zanor_Questo è 4.0: loro ci erano arrivati ancora prima che si cominciasse a parlarne tanto. Patrick Rango_Per noi è fondamentale: noi dobbiamo gestire materiale Carb2,

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materiali normali, poi materiale FSC, materiale soggetto a una gestione specifica della qualità. In più non abbiamo per i nostri clienti nessun limite di spessore, 8, 10, 12, nessun limite di dimensione, nessun limite sulle maniglie, qualsiasi disegno, gestendo i DWG, nessun limite di foratura, nessun limite sul colore, in più facciamo il tutto in enne finiture, parliamo di trecento e passa finiture, utilizzando tutta la cartella RAL, NCS, Pantone e anche le cartelle americane, poi c'è chi vuole il materiale con la carta melamminica, chi vuole il poliestere. Oggi siamo arrivati al punto che riuscire a fare le cose che gli altri non fanno ti contraddistingue e ti dà anche un po' di marginalità, sottraendoti dalla logica del prezzo più basso.

Produttività unita al just in time

Pietro Ferrari_Marco Zanor ci racconta ora come questa filosofia si è tradotta in un impianto di verniciatura. Marco Zanor_Si partiva già da una tecnologia conosciuta da RCS dotata di uno scanner bidimensionale, in questo nuovo impianto siamo andati sul tridimensionale. La parte applicativa era abbastanza chiara, il cliente già conosceva le funzionalità, le abbiamo implementate per affrontare il discorso tridimensionale, dopodiché si è trattato di mettere su carta un'idea scaturita in uno dei tanti incontri con i fratelli Rango e con il padre Terzilio dove abbiamo detto: perché non fare qualcosa che ci sleghi dalla tradizione, dal solito forno verticale, dal solito carosello, dai soliti problemi che esponeva Pietro Ferrari_Marginalità e soddisfa- prima Patrick. Da lì il passo è stato zione del cliente devono muoversi di breve, automatizzando tutto quello pari passo... che fa un operatore oggi, nel suo laPatrick Rango_Con il just-in-time hanno voro prende i pezzi e li mette su carrelli chiuso molte aziende che erano pas- che poi gestisce con la massima flessisate dalla produzione seriale al just-in- bilità: per questo abbiamo utilizzato dei time. Noi lo facciamo da trent'anni. carrelli molto grandi, abbiamo fatto Quando noi abbiamo iniziato a ragio- una pinza con un numero elevato di nare su questo tema ci siamo resi dita che si infilano tra i rulli e prelevano conto che il just-in-time è un'opportu- un'intera bancalata da tre metri per nità se lo si sa sfruttare, perché dà un uno e trenta che viene prima verniservizio talmente alto da permettere al ciata nella stazione di verniciatura e cliente di avere una versatilità sul mer- dopo prelevata da questo manipolacato che gli permette di ottenere mar- tore che va a posizionarla nei sei magini molto più significativi, anche se gazzini di stoccaggio che sono come spesso è difficile farglielo capire. dei grandi carrelli, in questo caso fissi.

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Abbiamo in totale un'ottantina di ripiani, per la precisione 84 e al termine del tempo di essiccazione che viene impostato nella ricetta il manipolatore riposiziona il tutto sul nastro in uscita, dove viene fatto traslare fino alla posizione di carico. La navetta lo riporta a inizio linea dove l'operatore interviene manualmente: abbiamo voluto mantenere questo intervento manuale, perché contestualmente a esso viene effettuato il controllo qualità, e l'elemento umano è insostituibile in questa fase. Pietro Ferrari_Il must di questo impianto è la flessibilità? Patrick Rango_Ma non solo, alla fine è produttivo, anche rispetto al carosello dove puoi caricare un terzo della lunghezza che puoi lavorare su questo impianto. Marco Zanor_Abbiamo, rispetto alla precedente, una macchina di verniciatura dimensionalmente uguale, solo che dispone della versione con il polso cavo che ci consente di avere una pulizia maggiore e il passaggio dei tubi all'interno del braccio, abbiamo potuto così mettere un gruppo pistole con tre unità, abbiamo la copertura dell'area di lavoro di 3mila per 1300. Lo scanner 3D riesce a riconoscere anche l'altezza, pezzi curvati, sagomati o angolari. Patrick Rango_L'impianto è cresciuto anche sul discorso del piano di lavoro in carta, l'aspirazione a pavimento è

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molto superiore, è tutto sotto inverter sia la pressurizzante sia l'espulsione, tutto quello che tecnologicamente si poteva fare è stato fatto. Marco Zanor_Per quanto riguarda CMA, questa è la prima realizzazione interamente progettata in azienda, senza appoggiarci a diversi fornitori, con cui peraltro collaboriamo tuttora. Anche il "vestito" della macchina è un po' particolare, nero antracite e verde, i colori "di bandiera" di CMA Robotics. Invece degli oblò abbiamo montato una grande vetrata con una visuale altrettanto grande. Pietro Ferrari_Un risultato eccellente anche dal punto di vista estetico. Marco Zanor_Questo impianto lavora in tutte le sue funzionalità, nell'interfaccia con le altre operatività in una logica 4.0. Pietro Ferrari_Facciamo un'ultima riflessione sulla flessibilità: esistono ancora i grandi quantitativi, può accadere che un impianto come questo, nato e progettato sulla flessibilità, debba affrontare una fase di produzione di massa e come se la caverebbe? Patrick Rango_Egregiamente, abbiamo un grosso progetto di contract sugli Stati Uniti e lo finiremo su questo impianto, i numeri sono notevoli ma la macchina li affronterà con facilità. Pietro Ferrari_Quindi l'enfasi sul fattore flessibilità non impedisce a questa

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macchina di affrontare casi di produzione seriale spinta. Marco Zanor_Proprio perché, pur avendo delle caratteristiche specifiche, può lavorare in modi diversi e con funzionalità diverse.

Il commento di Adello Negrini

La vera rivoluzione nella verniciatura ha un solo nome: “Robot”. Presentiamo le nostre riflessioni a 360 gradi sullo stato dell’arte della verniciatura, e più in generale sui trattamenti superficiali, che descriveremo dicendo sostanzialmente della Impiantistica e dei Prodotti Vernicianti, premettendo che si tratta in ogni caso di tendenze in continua evoluzione, anche se già sufficientemente consolidate, e che non mancheremo di fare riferimento a due tendenze più attuali, che confermano questo progredire. Oggi la parola regina è una sola: “Robot” - L’ennesima conferma viene da Pietro Ferrari, Editore e Direttore Responsabile di Web and Magazine, che insieme a Marco Zanor, Area Manager Italy di CMA Robotics (da 25 anni maestra dell’innovazione) e Direttore Responsabile della CMA Roboter tedesca, ha visitato, primo giornalista, la RCS in Provincia di Ancona. Il riferimento più specifico è al Robot Antropomorfo, ma vengono chiamati “robot” anche i sistemi di verniciatura cartesiani, anch’essi automatici, altrimenti definiti “reciprocatori”, a più pistole (per piani e bordi), indicati soprattutto per l’alta produttività e oggi tecnologicamente assai prestazionali. Il Robot Antropomorfo per il Trattamento delle Superfici è figlio di un’alta ingegnerizzazione, e non solo nel settore legno. Pensate al Robot di Lappatura, la perfetta levigatura cioè delle superfici metalliche. “Lappare” l’interno di un cilindro è operazione deter-

minante per le prestazioni di un motore a scoppio (il pistone vi deve scorrere in modo ottimale), così come “Lappare” le camere di lancio dei cannoni sparaneve è indispensabile per la veloce fuoriuscita dell’acqua, e quindi per la tempestiva innevazione, che deve sfruttare le basse temperature (non superiori ai 3° C), prima del loro innalzamento. E niente può provvedere con la massima efficacia a queste operazioni, se non il Robot Antropomorfo progettato allo scopo (CMA Robotics è “brava” anche in questo comparto). La mano dell’uomo, per quanto esperto, non può dare risultati di levigatura del metallo paragonabili, grazie alla Lappatura, addirittura a quelli della cromatura. Esiste anche la tecnologia della Metallizzazione (la deposizione sotto vuoto, in un reattore, di micronizzazioni metalliche, in genere di composti del Silicio), non facile però da utilizzare, specialmente sui manufatti cavi, ottima invece, per esempio, sulle ruote auto: la Metallizzazione è una validissima alternativa alla galvanica, tecnologia di notevole pericolosità, soprattutto quando venivano utilizzati i bagni di Cromo Esavalente (con numero di ossidazione +6, gli atomi nocivi ceduti), cancerogeno per l’uomo (lo era già per il ratto), quindi oggi fuorilegge. Meno nocivo è il Cromo Trivalente, esso pure comunque non privo di tossicità, anche se bassa (provoca irritazioni a occhi ed epidermide). Incomprensibile, a nostro avviso, è perché, se una sostanza è cancerogena per il ratto, non lo debba essere contestualmente anche per l’uomo. I ratti non sono forse utilizzati in Farmacologia per testare i preparati per uso umano? Ma siamo fiduciosi: i controlli dei nostri Istituti (primo fra tutti l’Istituto Superiore di Sanità) preposti alla salvaguardia della salute sono sicuramente severi e affidabili.

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Docenti Universitari, Prestigiosi Architetti e uno dei maggiori conoscitori mondiali dei Prodotti Vernicianti, compongono il Team di Esperti che hanno inviato a “Finishing Anthology” i documenti che illustrano la loro attività. Gli Autori dei Contributi: Professor Alessandro Palazzo (Politecnico di Milano) – Professor Felice Ragazzo (Università La Sapienza di Roma) – Architetto Giulio Cappellini - Architetto Luca Trazzi – Angelo Arcidiacono.

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FINISHING ANTHOLOGY

I CONTRIBUTI DEGLI ESPERTI

Questa Sezione di ”Finishing Anthology”, non specificamente dedicata alla finitura in senso stretto (anche se, per estensione, un manufatto può considerarsi “finito” quando parametri come dimensione, forma e quant’altro lo fanno considerare ben fabbricato, ben verniciato e ben accessoriato), raccoglie gli scritti di alcuni tra i più quotati specialisti del settore arredo, che, in esclusiva per l’Antologia, offrono documenti inediti e sicuramente di grande interesse generale: un patrimonio di contributi che nobilitano un’opera, come “Finishing Anthology”, che vuole anche concorrere a fare cultura nel campo industriale.

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I CONTRIBUTI DEGLI ESPERTI FINISHING ANTHOLOGY Architetto Alessandro Palazzo Consulente esperto CasaClima, Docente Politecnico di Milano, Scuola del Design. POLIdesign Consortium (Direttore Generale Professor Matteo Ingaramo).

Una finestra di design è una finestra di qualità

  



            

!  Siamo spesso portati a valu- menti edilizi (opachi e trasparenti) e

tare la qualità di un serramento dalle infiltrazioni d’aria, è solo in parte  esterno dal costo e dalle sue contrastata dai guadagni solari passanti       Ci       caratteristiche estetiche. la-  attraverso le vetrature. La  restante  sciamo influenzare dal mate(gran) parte delle perdite di calore su             riale utilizzato, dal disegno e dal bite dall’involucro dell’edificio, inteso   colore dei profili e anche dalla come mediatore dei flussi energetici,               ferramenta dev’essere forzatamente integrata da      equipaggiata.               Non dovremmo scordare però che un un sistema di generazione del calore. È  serramento vetrato esterno svolge al- così che inevitabilmente si innesca la  cune tra le più importanti funzioni che in- diffusione in atmosfera di sostanze no  cidono sui consumi energetici degli cive che contribuendo all’innalzamento  edifici  e sul comfort  abitativo che per- della terrestre provocano        temperatura      cepiamo. Si sa che il fabbisogno ener- pesanti mutazioni climatiche negli eco getico di un immobile è governato dalla sistemi più sensibili.                    più semplice equazione di bilancio: per- I serramenti esterni vetrati, come nessun   dite meno ricavi. La riduzione o l’innal- altro elemento edilizio, svolgono un’im        zamento della temperatura interna, portante nonché duplice funzione nel             causata dalla dispersione degli ele- bilancio energetico. Consapevoli della 

                       In campo urbanistico partecipa, in collaborazione ALESSANDRO PALAZZO  col Dipartimento di Pianificazione del Politecnico Architetto, Consulente energetico,             di Milano,  all’elaborazione del Masterplan delDocente  Politecnico di Milano                   l'area dell'ex macello di Monza (Milano), del Piano archipalazzo@gmail.com   di Attuazione di un lotto polifunzionale a Orsenigo www.alessandropalazzo.it                     (Como) e di un Programma Integrato di Intervento Albo Architetti Milano 12420;  a Solferino (Mantova). Certificatore edifici Lombardia 6397.                   Da una decina d'anni si occupa di efficienza ener Alessandro Palazzo si laurea in architettura al Poli- getica in edilizia. Nel 2007 progetta, in associa  tecnico di Milano, dove dal 2008 è Professore a zione con lo studio di Lodi del Prof. Massimo Tadi,  la nuova sede in classe B del Municipio di Orsenigo contratto presso la Scuola del Design.  Dopo una serie di proficue collaborazioni, nel 2001 (Como). Nel 2010 consegue il titolo di Consulente                   Esperto presso l’Agenzia CasaClima di Bolzano, il costituisce il proprio studio di progettazione e si de-  dica al design d’interni principalmente a Milano, a più qualificato ente di formazione in Italia ricono                a livello europeo. Si iscrive nell’Elenco dei MonteCarlo e in provincia di Varese, ma anche a sciuto  Certificatori Energetici della Regione Lombardia e Damasco, Amburgo, Vienna e in Provenza.    

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FINISHING ANTHOLOGY

loro estrema importanza, ecco che diventa un po’ più chiaro come dovrebbe essere espresso il concetto di design e di qualità riferito a una finestra. Innanzitutto ne andrebbero valutate le caratteristiche prestazionali, leggendo attentamente la scheda tecnica che le accompagna. Possiamo così individuare la classe di permeabilità dell’aria e di resistenza al vento, dovute alla quantità e alla qualità delle battute e delle loro guarnizioni. Ma soprattutto possiamo renderci conto delle prestazioni energetiche garantite dal telaio e dalla tipologia di vetro installato. In molti oggi comprendono il concetto di trasmittanza termica, che descrive il flusso di calore che attraversa un elemento edilizio. Il mercato italiano, sospinto dalle efficaci agevolazioni fiscali prorogate di anno in anno, propone ormai quasi indistintamente prodotti

con Uw inferiore a 1,7 W/m2K. Ovviamente alcuni serramenti vetrati di ottimo livello prevedono caratteristiche migliori, puntando generalmente su telai in legno o in PVC ad alto livello di isolamento termico e acustico, che ospitano triple vetrature con trattamento basso-emissivo, riempite di gas nobili e dotate di distanziatori in PVC (il cosiddetto giunto caldo o warm edge). Probabilmente non tutti invece conoscono l'importanza di un dato presente nelle schede tecniche dei vetri. Si tratta del fattore solare "g" che descrive la frazione di radiazione solare incidente in grado di attraversare la vetrata e penetrare nei nostri locali. Il valore di "g" andrebbe attentamente valutato dal progettista sulla base delle caratteristiche climatiche del luogo d’installazione. Un alto valore di fattore solare favorisce le entrate gratuite di calore

nel corso della sua attività certifica più di 300 immobili, esegue numerose diagnosi energetiche e relazioni tecniche (Legge 10/91) relative a interventi a basso consumo energetico. Dal 2010 è consulente della Commissione Europea per la realizzazione di alcuni interventi di retrofit energetico e per la nuova edificazione dell'Istituto per la Protezione e la Sicurezza dei Cittadini (11.000 mq) all'interno del Centro Ricerche JRC di Ispra (Varese). Sempre nel 2010 partecipa con successo, in qualità di consulente energetico e ottenendo il miglior punteggio per la sua categoria, al concorso internazionale per la realizzazione della sede della Castelnuovese in provincia di Arezzo. Collabora ai corsi organizzati da Futura Europa sui

finanziamenti europei disponibili per progetti ambientali e nel 2011 e nel 2012 interviene, in occasione della Fiera internazionale MADEexpo di Milano, nell’ambito dei convegni organizzati dall’AIPE (Associazione Italiana Polistirene Espanso). Dal 2010 al 2012 è responsabile della rubrica Energia pubblicata sulla rivista Frames del Gruppo Editoriale Il Sole 24 Ore Business Media. Nel 2012, dopo una selezione promossa da Regione Lombardia, ottiene il titolo di Specialista della Certificazione Energetica degli Edifici. Nel 2013 ha partecipato, in qualità di consulente energetico e formatore professionale, al progetto "Distretto di Transizione Energetica" promosso da Agenda21Laghi con l'obiettivo di divulgare e sostenere localmente le buone pratiche legate al ri-

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I CONTRIBUTI DEGLI ESPERTI FINISHING ANTHOLOGY Architetto Alessandro Palazzo Consulente esperto CasaClima, Docente Politecnico di Milano, Scuola del Design. POLIdesign Consortium (Direttore Generale Professor Matteo Ingaramo).

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durante il regime invernale, riducendo i consumi. Mentre un "g" basso può contribuire a limitare il surriscaldamento degli ambienti durante le torride giornate estive. Inutile forse ricordare che a tal fine un efficace schermatura solare garantirebbe un ottimo comfort altrimenti difficile da raggiungere. Nei vetri singoli il fattore “g” equivale a circa il 90%, nei vetri doppi dotati di rivestimento basso-emissivo è di circa il 60% mentre può scendere fino al 40% nelle vetrate a triplo vetro dotate di coating con depositi metallici. È utile quindi tenere in considerazione che le vetrate a triplo vetro con le camere riempite di Argon o Kripton, presentano valori di trasmittanza termica decisamente ridotti, a fronte però di una scarsa attitudine a favorire i guadagni solari, preziosissimi nelle giornate invernali. Da ultimo è utile tenere presente che una finestra, per mantenere in opera le sue caratteristiche prestazio-

nali, dev’essere installata secondo un metodo di posa qualificato. Infatti, le perdite di calore per ventilazione incidono in modo rilevante sul fabbisogno energetico, soprattutto in presenza di un involucro con ottime caratteristiche termiche. Tali dispersioni sono in gran parte generate dalla necessità di rinnovare l’aria viziata dei locali ma anche dalle infiltrazioni e dalle discontinuità interstiziali causate da una cattiva messa in opera degli elementi edilizi. Tipicamente le giunzioni dei serramenti alla struttura muraria rappresentano i punti deboli in cui il calore interno può disperdersi. La scelta di serramenti a elevata tenuta, il loro posizionamento sul piano dell’isolamento termico, mediante un fissaggio a controtelaio coibentato su quattro lati e l’utilizzo di nastri di tenuta autoespandenti, insieme a una uniforme intonacatura delle superfici murarie, possono garantire un involucro pressoché ermetico.

sparmio energetico e all'utilizzo delle fonti rinnovabili. Dal 2012 al 2014 si è occupato della progettazione e della direzione dei lavori per la realizzazione di tre residenze monofamiliari in classe A+ nel comune di Angera (Varese). Dal 2014 è docente presso il corso biennale post diploma ITS "Tecnico superiore per il risparmio energetico nell'edilizia sostenibile" organizzato in collaborazione con la Fondazione Enaip Lombardia, presso l'ISISS di Varese. Dal 2015 collabora con Pronema (Comignago, Novara) che propone sistemi di schermatura solare ad alto contenuto qualitativo e tecnologico, per lo sviluppo della documentazione tecnica, per l'accesso alle detrazioni fiscali dedicate al risparmio energetico e in qualità di formatore professionale per i suoi clienti. Da aprile 2016 ricopre il ruolo di supervisione tec-

nica ed energetica dei contenuti pubblicati in relazione al progetto SMARTCIM sviluppato dalla Cimberio S.p.A. Si tratta di un sistema integrato, unico al mondo, dedicato al monitoraggio e alla regolazione da remoto degli impianti termici che distribuiscono il caldo e il freddo negli edifici. SMARTCIM, finanziato con 1.6 mln di euro dalla Commissione europea, consente di ridurre notevolmente le spese energetiche e le emissioni nocive in atmosfera adattandosi alle reti impiantistiche esistenti. Il Premier Matteo Renzi il 22 settembre 2016, in diretta streaming da Palazzo Chigi, ha simbolicamente lanciato la prima fase di testing del sistema installato presso il Centro Spaziale Norvegese sull’isola di Andøya, situata a 400 km oltre il Circolo Polare Artico. Attualmente è impegnato in diversi interventi di ristrutturazione edilizia e di riqualificazione energetica su costruzioni esistenti.


FINISHING ANTHOLOGY Professor Felice Ragazzo Università La Sapienza, Roma

Processi di finitura e continuità delle superfici ! STEREOTOMIA

E PLASMAZIONE Coi processi di finitura, nelle lavorazioni del legno si mescolano due mondi spaziali distinti: da un lato, quello delle forme squadrate relative ai pannelli, dall’altro, quello delle forme sfuggenti (organiche) relative alle sostanze coprenti. È la dicotomia tra stereotomia e plasmazione! Nel primo caso, l’essenza geometrica è data dalla presenza di spigoli (o, per meglio dire, dalla poliedricità dei pezzi tagliati), nel secondo caso, al contrario, l’essenza geometrica è data dalla mancanza di spigoli (o, per meglio dire, dalla liscezza di forma delle sostanze cosparse). Nel primo caso sono implicati i processi di taglio per mezzo di rigidi utensili; nel secondo caso, invece, sono implicati gli effetti dovuti a tensioni superficiali e viscosità tipiche di un liquido. In ordine a un preciso e formale

linguaggio, spigoli, ma soprattutto vertici e cuspidi, sono detti “singolarità”; ciò in quanto si viene a determinare una situazione speciale - rispetto all’intorno in cui qualora si volesse tracciare una sezione, proprio in quel punto, o tagliando proprio quello spigolo, le linee formerebbero un angolo, ovvero non risulterebbero armonicamente raccordate (fig.1).

! IERI

In effetti, in modo assai pratico tutta questa problematica era già ben presente ai verniciatori che lucidavano a gommalacca e spirito. Il fatto che il loro linguaggio tecnico fosse per lo più privo di sofisticata erudizione, non significa che questi maestri, nostri predecessori, non percepissero a fondo i termini della questione. Ne era prova di ciò il fatto che le cicliche roteazioni del tampone fossero caratterizzate da continue e 1.

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I CONTRIBUTI DEGLI ESPERTI FINISHING ANTHOLOGY Professor Felice Ragazzo Università La Sapienza, Roma

abili variazioni di pressione in ordine alle difformi posizioni nel pannello, onde fare in modo che lo spargimento di mistura verniciante fosse il più possibile regolare. Le zone critiche, in conseguenza delle roteazioni, guarda caso erano proprio quelle limitrofe ai bordi, con particolare riferimento agli incroci di questi, ovvero gli angoli, i quali mal si rapportano rispetto a un bombato tampone.

essenzialmente nei casi in cui gli spigoli siano rettilinei o abbiano curvature semplici, tali da rimanere nel campo delle due dimensioni. Nel caso in cui gli spigoli siano frutto di interpolazione in ordine ai tre assi cartesiani (ovvero somiglino al volo di un insetto, come per esempio un po’ sono i bordi ritorti di certe sedie di compensato curvato), la smussatura sarà certamente ancora una prerogativa manuale. A questo riguardo merita osservare che, ! OGGI non essendo in essere metodiche autoEsaminando la questione in base al- matizzate, la smussatura praticata a l’oggi, dove lo spargimento della so- mano tramite comuni scartavetratici a stanza coprente avviene oramai per nastro verticali è cosa assai faticosa e mezzo di sistemi robotizzati, la questione imprecisa, ma soprattutto dannosa per della continuità di superficie diventa la salute di chi la pratica a causa delle centrale anche per tanti altri aspetti. È polveri che inevitabilmente finisce per centrale, in primo luogo, per il fatto che respirare. Ecco dunque un’ulteriore un oggetto d’uso deve essere privo di centralità del problema smussatura. Ma “singolarità” in ragione di normative er- detta centralità mette in evidenza un gonomiche: normative volte a evitare altro aspetto che fa riferimento ai proche in caso di approccio, anche mal- cessi automatizzati di spargimento delle destro, non si vengano a produrre sostanze vernicianti: la disparità tecnotraumi od ogni altra sorta di incidente. logica tra smussatura e spruzzatura.

! CONSIDERAZIONI TECNICHE Scendendo su di un piano più tecnico, è centrale il fatto che la smussatura degli spigoli può avvenire in modo diretto o indiretto a seconda che si applichino bordi o meno. Nel caso in cui si applichino bordi, la smussatura sarà tutta a carico di essi e oggi tale processo fa riferimento a sofisticate eccellenze tecnologiche tramite CNC, essenzialmente circoscritte, tuttavia, al caso dei pannelli. Nel caso in cui non si applichino bordi, e ciò riguarda essenzialmente pezzi massicci, anche formalmente complessi (come per esempio negli infissi), la smussatura sarà per lo più frutto di lavorazioni manuali. Queste smussature potranno talvolta essere praticate in modo automatizzato, ma

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! LE SOSTANZE COPRENTI Vediamo però ora, perché il tema della continuità di superficie è centrale dal punto di vista delle sostanze coprenti. All’inizio si è fatto riferimento alla tensione superficiale e alla viscosità. Detto in parole semplici, si può assumere come un liquido voglia essere contenuto in un’unica superficie, così come avviene con una goccia d’acqua. Si può assumere il fatto che qualora si venissero a determinare delle punte (“singolarità”), le pressioni così localizzate diventerebbero insopportabili per la tensione superficiale, alterando la normalità dei rapporti tra dentro e fuori. Ma in questo contesto gioca un ruolo importante anche la viscosità, la quale, come è noto, ci fa sapere come un li-


FINISHING ANTHOLOGY quido scorra più speditamente al centro del flusso e rallenti ai lati in prossimità delle pareti dei condotti. Ecco allora in quale chiave si può interpretare il fenomeno che si osserva laddove la vernice perde spessore fino al suo annullamento proprio in prossimità delle due facce che determinano uno spigolo vivo. Con ciò si viene a determinare un vacuo attraverso il quale può passare umidità e quindi innescare vari meccanismi di degrado del legno e talvolta delle vernici stesse (fig. 2). Insomma, il rapporto smussatura-spruzzatura esprime un travaglio tecnologico che sottintende sofisticati aspetti che investono, non soltanto la chimica e la fisica, ma anche la topologia, la geometria e, in fin dei conti, l’idea generale di spazio.

! CONCLUSIONI

Agganciandomi a questi ultimi tre aspetti, vorrei chiudere con un’ultima osservazione di carattere progettuale. Il progetto è tante cose, non soltanto la già richiamata ergonomia, e tutte insieme sarebbero prive di senso se non concorressero al fine ultimo della bellezza. La bellezza è un’astrazione resa palpabile per mezzo della forma.

Spigoli e superfici sono forma per eccellenza, così come sono spazio e topologia. Tutte cose che in un progetto vanno saggiamente amministrate. In un prodotto in cui si manifesti la tendenza a privilegiare superfici continue, sinuose, armoniose, prive di discontinuità, non soltanto si favoriscono i processi di verniciatura di tenore più avanzato, ma si generano maggiori garanzie affinché anche l’estetica si elevi nella qualità.

Note:

1. È essenzialmente di forme a parallelepipedo come sono i pannelli, che si deve principalmente parlare nel fare mobili, arredi e costruzioni in genere, dove, quand’anche non si tratti di pannelli in senso stretto, ma di quadrelli o anche forme più complesse e articolate come nei manufatti antichi, compaiono sempre in qualche modo degli spigoli. 2. Sono generalmente sfuggenti e organiche tutte quelle forme scaturite da particolari sostanze liquide o pastose, che poi, a determinate condizioni, solidificano. Non rientra in questo quadro l’acqua che, invece, congelandosi produce spigolosissime cristallizzazioni.

2.

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I CONTRIBUTI DEGLI ESPERTI FINISHING ANTHOLOGY Architetto Luca Trazzi

La finitura della “Superficie Spazio”: colore, disegno, forma. Ma anche Luce ! LE INSTALLAZIONI La luce di Trazzi illumina Milano Università Statale T - Energy 2009 Il progetto vuole ricreare un’architettura moderna che combina elementi strutturali, decorativi, ed elementi che creano energia, legandosi insieme in un unico manufatto. Questa installazione vuole dimostrare come sia i pannelli solari che gli elementi strutturali e decorativi, possano combinarsi in fase di progetto e diventare elementi importanti e non accessori per l’edificio. L’istallazione è costituita da una struttura in metallo alta 15 metri realizzata da Olmi, con una base quadrata 480 cm x 480 cm, che racchiude i pannelli luminosi modulari realizzati da Martini, che si illuminano tramite pannelli solari prodotti da Pramac. L’orientamento della struttura è Sud-Ovest. L’energia ricavata durante l’assorbimento durante il giorno, tramite i pannelli solari, viene sfruttata durante la notte per illuminare i pannelli luminosi, creando un gioco di luci e ombre dato dalla struttura stessa della torre. La torre vuole dimostrare la possibilità di integrazione di tre tecnologie. La tecnologia dell’utilizzo del metallo, la tecnologia

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del fotovoltaico e la tecnologia dell’illuminazione a Led. La struttura della torre è realizzata da Olmi, azienda specializzata nella realizzazione di impianti industriali con particolare riferimento allo scambio termico, che ha una lunga esperienza nell’utilizzo di materiali metallici e nelle tecniche di saldatura. Leggerezza e resistenza e rapidità di costruzione sono le caratteristiche di questa struttura autoportante. Per quanto riguarda la creazione di energia, il progetto prevede l’utilizzo di moduli fotovoltaici di nuova generazione prodotti dalla Pramac, basati sulla tecnologia a “film sottile” Micromorph. Questa nuova soluzione tecnologica supera i tradizionali pannelli al silicio sia in termini di efficienza che di impatto architettonico. I pannelli sono costituiti da una lastra di vetro di 5 millimetri di spessore e sono integrati nella struttura di metallo. Pramac, forte della propria esperienza nel settore della produzione energetica e interessata alle nuove tecnologie, anche nel campo delle energie rinnovabili, in particolare fotovoltaica ed eolica, dimostra la capacità di produrre energia pulita e rinnovabile in modo non solo eco-compatibile, ma anche estetico-compatibile. I pannelli luminosi sono prodotti dalla Martini. Vengono utilizzati dei pannelli


FINISHING ANTHOLOGY

con sistema guidaluce opportunamente studiato per diffondere in modo uniforme la luce emessa dai led posti ai lati. I led di diverso colore (RGB), opportunamente miscelati, permettono di ottenere 16 milioni di combinazioni colore, sono controllati mediante gestione DMX512, e singolarmente indirizzati permettono di "dare vita" all'installazione. Gli elementi luminosi sono protetti da uno schermo in vetro temprato e una cornice in acciaio.

da vivere la notte, creando il “Giardino di Luce”. Il progetto è un’installazione sperimentale nel cortile della Farmacia dell’Università Statale. Il visitatore, nel meraviglioso cortile del 1469, assiste a uno spettacolo realizzato con nuove tecnologie luminose che permettono di cambiare la percezione dello spazio circostante. Attraverso l’utilizzo di tessiture di metallo e di tessuti tecnologici ed elastici, vengono "vestiti" gli elementi esistenti del cortile. L’effetto ! T - GARDEN 2010 è quello di fiori tecnologici, che, illumiUniversità Statale di Milano nandosi, creano migliaia di combinaIl Giardino è storicamente un artificio zioni cromatiche. che nasce dall’ingegno estetico, mate- Questi elementi luminosi sono applicati riali e piante atte a veicolare l’emo- su un’ellisse di rete metallica, creando zione della bellezza. Il progetto un giardino moderno e tecnologico. sovrappone al chiostro della Statale Lo spettatore, entrando, può interagire un’interpretazione moderna con tecno- e giocare con gli elementi dell’installalogie innovative, fiori luminosi dai colori zione modificandone l’aspetto ed il cocangianti, reti metalliche e rivestimenti lore. di tessuti colorati. Trasforma, per lo spa- Questa installazione vuole sperimentare zio temporale di pochi giorni, un lin- l’uso di nuovi materiali in applicazioni diguaggio antico da vivere di giorno in verse dal consueto utilizzo al quale sono una magia contemporaneo-futuribile destinati.

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I CONTRIBUTI DEGLI ESPERTI FINISHING ANTHOLOGY Architetto Luca Trazzi

! ALLE GALLERIE D’ITALIA Fili di Luce 2016 Gallerie d’Italia - Piazza Scala Fili di luce è un’installazione luminosa, che ha inondato di luce e colori il colonnato di Palazzo Anguissola. Ho ricreato, reinterpretandole, le lampade mancanti nel colonnato, trasformandole in lanterne pop multicolori con i filati di 1177 Eleven. Nel Giardino di Alessandro, casa del Manzoni, queste lampade diventano scale cromatiche, grandi geometrie semplici e rigorose, talvolta sovrapposte. Interpretando i filati, volutamente semplici e lineari e associando colori intensi a tonalità più morbide, lo spazio rigoroso che le ospita si trasforma in una allegoria di luce morbida, leggera ed elegante. ! POESIE DI NEON 2017

Gallerie d’Italia - Piazza Scala Uno sguardo illuminato, contemporaneo e reverente che, tra passato e futuro, mette in scena scritture di luce, metafore e segni urbani nel viaggio del tempo e dello spazio. Ospiti nel colonnato di Palazzo Anguissola e nel Giardino di Alessandro, casa del Manzoni, preziosi scrigni della nostra memoria e

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delle parole eterne. Le installazioni luminose realizzate con tubi di neon, sono disegnate in un gioco di vuoti e pieni, colori, luci e ombre, citazioni di forme e promesse, " dedica allegorica " di un amore perduto, e rimandano il pensiero dello spettatore all’altro storico simbolo cittadino, la facciata di Palazzo Carminati in piazza del Duomo. Dalla poesia al neon sembra rivivere il ricordo dell'epoca dei caroselli con le insegne luminose che hanno fatto la storia della grande Milano.

! DANDELION 2018 Gallerie d’Italia Piazza Scala - Milano L’installazione Dandelion è realizzata con sfere in acciaio e dischi policromi, è stata disegnata per gli spazi del colonnato di Palazzo Anguissola e il Giardino di Alessandro, in occasione del Salone del Mobile 2018. Dandelion dà continuità al tema dell’installazione dell’anno scorso dal titolo Poesie di Neon, dedica all’amore perduto, suggerendone l'antefatto, ossia il sogno dell'amato, veicolato dall'immagine del soffione. Fiore primaverile, il Tarassaco, che al


FINISHING ANTHOLOGY

momento della sfioritura si trasforma in soffice piumino, affida al soffio del vento i suoi semi, il suo futuro, spargendo i desideri di fanciulli e giovani innamorati. Al soffione quindi è legata l'idea di una giovinezza, fuggitiva, che esprime l'acerba speme, il sospiro umido di pianto per un amore ostacolato, ma anche l'anelito a una stagione solare, una rinascita. Questo aspetto vitalistico del fiore da sempre ha indotto l'uomo a riconoscervi un invito a lasciarsi andare fiduciosi al flusso della vita, al soffio di ciò che apparentemente è guidato dal caso. Lo ricorda Walt Whitman: "Semplice, fresco, gentile emergendo sul finir dell'inverno quasi mai non vi fossero stati artifici di moda, affari, politica, dall'angolo solatio, annidato nell'erba - dorato, innocente, come l'alba tranquillo, il dente di leone, il primo di questa primavera, ci mostra il suo volto fidente". Pertanto, illuminare di sera i soffioni che di giorno si animano con la luce naturale vuol dire tenere sempre attivo il flusso energetico e lasciare che i pensieri del pubblico

possano spargersi e rifiorire altrove, magari nel Giardino di Manzoni. Infatti, proprio lì vi germogliano altri soffioni, testimoni di quella che fu una passione per la botanica dell'Autore dei Promessi Sposi, assai meno nota rispetto a quella per la scrittura. L'installazione, con i suoi elementi, è quindi uno spensierato inno alla vita e alla Primavera e connota gli spazi solenni della sede di Gallerie d’Italia con una nota di leggerezza, invitando chiunque vi passi vicino a liberare i desideri in modo tale che possano volare.

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FINISHING ANTHOLOGY


FINISHING ANTHOLOGY

Le Vernici Liquide per Legno: stato dell'arte DI SEGUITO LA TABELLA CON I DATI DI CONFRONTO TRA UN FONDO POLIESTERE CON STIROLO E UN FONDO POLIESTERE ESENTE DA STIROLO:

Residuo secco parte A Angelo Arcidiacono Direttore di Laboratorio, Formulatore, Ricercatore del Settore Vernici.

Residuo secco all’uso

! I prodotti vernicianti per legno hanno raggiunto delle performance prestazionali ed estetiche elevate, che contribuiscono in modo determinante alle esportazioni verso l’estero. Il prodotto verniciante è il vestito/pelle del mobile, lo protegge e gli conferisce quelle caratteristiche estetiche e protettive che permettono una lunga durata del manufatto verniciato. Le tecnologie di prodotto più diffuse nel settore legno sono ancor oggi quelle poliuretaniche, che subiscono dei continui miglioramenti sulla riduzione della nocività. Vi sono infatti delle formulazioni esenti da composti aromatici e vi sono degli sviluppi per ridurre ulteriormente il contenuto di sostanze organiche, cioè per elevare il residuo solido mantenendo la qualità estetica.

Pe con stirolo

Pe senza stirolo

75.52

90.67

68,52

80,34

Solventi sulla parte A Quantità di stirolo sulla parte A Corpo riempimento Copertura cromatica

32.88

9.33

16.72 Buono Buona

0 Ottimo Buona

Carteggiabilità

Ottima

Ottima

Elasticità

Buona

Buona

Emissione residua di stirolo e solventi aromatici

si

no

ad alto residuo solido. In queste formulazioni sono state sviluppate delle nuove resine poliesteri in monomero acrilico eliminando cosi la presenza dello stirolo. Questi prodotti oltre a garantire un resiI laboratori di ricerca e sviluppo, negli ul- duo solido più elevato garantiscono una timi dieci anni, hanno migliorato e svilup- assenza di emissione residua da stirolo, pato le seguenti tecnologie: caratteristica richiesta in alcuni paesi • Fondi poliesteri trasparenti e pigmentati come gli USA e il Giappone.

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I CONTRIBUTI DEGLI ESPERTI FINISHING ANTHOLOGY Angelo Arcidiacono DI SEGUITO LA TABELLA DATI – CONFRONTO TRA UN LUCIDO POLIURETANICO A SOLVENTE E UN LUCIDO POLIURETANICO ALL’ACQUA

Lucido poliuretanico a solvente

Lucido poliuretanico all’acqua

Dati aspetto film Bagnabilità Copertura cromatica Corpo - riempimento Distensione

7 8 8 8

9 8 7 9

Qualità fisico-meccaniche Rigabilità all'unghia Durezza, consistenza film Pendolo di Koening - valutazione Aderenza Resistenze chimiche (uni12720) Ingiallimento Brillantezza – Gloss 20° (angolo di incidenza) Brillantezza – Gloss 60° (angolo di incidenza) Indice di velatura - Haze

8 8 8 8 9 8 96 100 3.6

9 9 10 10 8 10 90 98 3.02

• Fondi e finiture poliuretaniche esenti da aromatici; l’eliminazione dei composti aromatici riduce sensibilmente la pericolosità per gli operatori. I prodotti che contengono composti aromatici hanno come identificazione dei pericoli (sezione 2 della scheda di sicurezza) la frase “STOT RE 2, può provocare danni agli organi interni in caso di esposizione prolungata o ripetuta”. • Prodotti vernicianti all’acqua mono e bi componenti a elevate prestazioni. Gli sviluppi su queste tecnologie sono notevoli e ci permettono di proporre dei prodotti all’acqua aventi delle caratteristiche estetiche e prestazionali simili e in alcuni casi superiori ai prodotti poliuretanici a solvente. La ricerca di nuovi polimeri e la capacità formulativa ci permette oggi di proporre delle finiture laccate bi

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componenti nel settore dell’arredamento cucina. In questo settore, dove l'utilizzo del manufatto verniciato subisce notevoli sollecitazioni chimico fisiche, vi è infatti una norma di riferimento, la UNI 11216, che stabilisce i requisiti minimi per le superfici verniciate e i nuovi prodotti all’acqua bi componenti raggiungono oggi ampiamente questi requisiti. Legenda valori:

da 1 a 4 scarso da 5 a 6 sufficiente da 7 a 8 buono da 9 a 10 ottimo

Aspetti tecnico applicativi sui prodotti ad acqua: Dal punto di vista applicativo bisogna sì utilizzare apparecchiature dedicate perché ci potrebbero essere inquinamenti, ma in alcune condizioni basta


FINISHING ANTHOLOGY eseguire un adeguato lavaggio per non avere problemi qualitativi. L’essiccazione dei prodotti ad acqua richiede un maggior apporto energetico attuabile però nei normali impianti di essiccazione forzata. Per mantenere un corretto ambiente di essiccazione è perciò sufficiente aumentare la temperatura e la ventilazione, in questo modo si riduce l’umidità relativa e si favorisce l’evaporazione dell’acqua dal film di vernice. I prodotti monocomponenti all’acqua polimerizzano tramite la coalescenza e i prodotti bi componenti all’acqua polimerizzano tramite la coalescenza seguita dalla reazione chimica tra la resina e l’isocianato aggiunto al momento dell’uso. Vi è un’ulteriore tecnologia all’acqua, quella dei prodotti UV in cui il film si forma per mezzo della coalescenza e successivamente per l’esposizione alle lampade ultraviolette. • Gli effetti speciali sviluppati hanno un’elevata componente materica nelle varie tipologie di prodotto, cemento ruggine, rame, velluto, gomma, rugiada, velluto, cangiante, iridescente, anodizzato, ceramica, lavagna. Alcuni effetti sono stati formulati partendo da polimeri all’acqua contribuendo così alla riduzione delle emissioni di sostanze organiche in atmosfera. Su questi prodotti non possiamo parlare di innovazione tecnologica ma sono comunque delle nuove proposte estetiche da offrire ai produttori artigianali e industriali nel settore del mobile. Settore dove si sviluppano in modo sempre più spinto supporti diversi dal legno. • Un ulteriore filone di studio riguarda la formulazione di polimeri/vernici da fonti rinnovabili per ridurre l’impatto ambientale a livello globale. I risultati sono ad oggi positivi ma non ancora sfruttabili a livello industriale. • Le nanotecnologie fanno parte degli sviluppi o delle investigazioni che sono

state fatte negli ultimi anni, anche se non vi sono state applicazioni significative nel settore delle vernici per legno. Lo sviluppo delle nanotecnologie ha introdotto l’utilizzo dei nanomateriali all’interno di prodotti industriali. L’interesse verso le discipline che studiano tali materiali ha intensificato gli studi e le ricerche nel settore, indirizzando quindi parte del mercato verso l’impiego e l’applicazione di nanomateriali, opportunamente sviluppati, con il fine di migliorare le performances di prodotti esistenti (i.e. resistenza alle radiazioni UV), per svilupparne di nuovi con proprietà all’avanguardia (i.e. materiali fotocatalitici), resistenza all’abrasione e durezza superficiale. Insieme a questa tecnologia è cresciuto l’interesse per i possibili rischi che possono essere generati dall’utilizzo di nanomateriali e nanoparticelle. Un esempio è il progetto Nanoderm, fondato dalla Commissione Europea, durante il quale è stato dimostrato che le nanoparticelle di TiO2 non sono in grado di penetrare attraverso la pelle, se non danneggiata. Attualmente sono già stati svolti (o sono in corso d’opera) degli studi sulla sicurezza dei nanomateriali: essi saranno la base per l’iscrizione sotto il REACH, presso l’Agenzia Chimica Europea (ECHA). Si definisce nanomateriale un materiale i cui costituenti hanno le dimensioni comprese nel range 1-100nm (ISO standard 27687). Alcuni prodotti basati sull’utilizzo di nanotecnologie sono già stati sviluppati da molti anni e sono presenti saldamente nel mercato, ad esempio: SiO2 amorfa (industria della gomma e dei microchips), TiO2 (superfici autopulenti), nanoparticelle di argento (prodotti autopulenti per il settore medico), catalizzatori metallici (industria chimica di base), polimeri nanodispersi (industria degli adesivi), nano tubi di carbonio (in-

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I CONTRIBUTI DEGLI ESPERTI FINISHING ANTHOLOGY Angelo Arcidiacono Direttore di Laboratorio, Formulatore, Ricercatore del Settore Vernici.

dustria elettronica, industria meccanica), eccetera. Alcuni prodotti contenenti nanoparticelle o nanomateriali sono in corso di sviluppo: argille nanometriche basate sull’utilizzo di nanobentoniti come riempitivi per polimeri, oppure per lo sviluppo di nano compositi; nanoparticelle di ossido di ferro (tal quali o drogate con altri metalli) per adesivi speciali, ossido di allumino nanometrico per aumentare la resistenza al graffio di alcune vernici, nano tubi di carboni incorporati in polimeri con proprietà antistatiche, eccetera. Le nanotecnologie possono introdurre proprietà peculiari in numerosissimi settori: dall’elettronica all’ottica, dall’edilizia all’energetica, dalla salute all’ambiente. Con il crescente numero di applicazioni possibili per i nanomateriali, crescono, parallelamente, i possibili rischi. Per questo motivo viene, in primo luogo, valutato il possibile rischio per la salute degli esseri viventi, quindi, in seconda istanza, viene valutato con quali modalità possono essere esposti alla sostanza in con-

siderazione. Il comportamento e l’effetto dei nanomateriali e delle nanoparticelle nei confronti dell’aria, acqua e del suolo devono essere indagati, definendo parametri utili (i.e. area specifica, granulometria, attività, effetti a lungo termine, metodologie d’analisi standardizzate e armoniche, destino delle nanoparticelle immesse nell’ambiente, ciclo di vita delle nanoparticelle, effetti sugli esseri viventi, eccetera). Nel 2003, in Germania, è stato istituito un gruppo di lavoro tra DECHEMA e VCI, chiamato “Responsible Production and Use of Nanomaterials” con l’intento di discutere i risultati scientifici e gli aspetti pratici inerenti la sicurezza nell’impiego di nanomateriali e nanoparticelle. La commissione nel 2005 ha pubblicato una lista di argomenti ad alta priorità (si veda nell’articolo). A molte delle domande è stato possibile dare una risposta – o si sta dando una risposta – nel corso dello sviluppo dei gruppi di cui sopra. Per quanto riguarda il settore vernici e rivestimenti, i progetti di maggior interesse sono quelli fondati

DI SEGUITO TABELLA DATI – CONFRONTO TRA POLIURETANICO A SOLVENTE, UV SOLVENTE E DUAL CURE SOLVENTE

Pot life Residuo secco Qualità estetica Morbidezza al tatto Durezza Carteggiabilità Bagnabilità Resistenze chimiche Resistenza all'ingiallimento Taglio poro Accatastabilità

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Poliuretanico 3 ore basso ottima ottima sufficiente ottima buona ottima ottimo sufficiente

UV alto buona buona ottima buona buona ottima buona buono ottima

Dual Cure > 72 ore medio ottima ottima buona ottima ottima buona ottima ottimo ottima


FINISHING ANTHOLOGY

dalla German Paint and Printing Ink Association (pg. 49 e 50), dalla EAWAG/Empa (pg. 53) e dall’Unione Europea (pg. 53). • I prodotti Dual Cure hanno avuto uno sviluppo significativo nelle applicazioni a spruzzo di antine e profili. Questa tecnologia sfrutta un doppio metodo di reticolazione, quella ultravioletta e la reazione chimica tra una resina e un isocianato. Con questa tipologia di prodotti è possibile avere una elevata produttività mantenendo una elevata qualità estetica anche sui cicli a poro aperto. Concludendo, posso affermare che vi sono stati degli importanti sviluppi nel settore dei prodotti vernicianti e ritengo

che si debba porre una maggior attenzione all’uso dei prodotti all’acqua. La verniciatura di elementi in legno è una realtà con livelli di performance simili ai prodotti poliuretanici, il confronto costo a livello complessivo dovrebbe portare il cliente a sceglierli perché pur avendo un costo più alto sono economicamente più competitivi in termini di riduzione degli sprechi e dei costi di gestione. Come ultima considerazione, non meno importante, utilizzando i prodotti ad acqua si risolve il problema delle emissioni di sostanze organiche nell’atmosfera e si risana l’ambiente in cui vengono utilizzati i prodotti verncianti.

!"WOOD COATING ITALIAN CONSULTING

!"IL “CHI È” DI ANGELO ARCIDIACONO

Wood Coating Italian Consulting è una società di consulenza che opera nel settore dei prodotti vernicianti e delle loro applicazioni industriali. Il Team di esperti che la compone, ha una consolidata esperienza nel campo, maturata in decenni di collaborazione nella formulazione, produzione e applicazione di prodotti vernicianti per legno, prestati presso alcune delle più importanti Aziende nazionali e internazionali. Questa esperienza è oggi disponibile per soddisfare, con competenza, professionalità e in forma assolutamente confidenziale, le richieste di consulenza e collaborazione provenienti da ogni segmento del mercato del legno.

Esperienze lavorative 1973 – 1981 Tecnico di laboratorio presso la Max Meyer di Via Comasina, 121 Milano; 1981 – 1984 Capo Gruppo tinteggianti & Coloranti per legno presso la Max Meyer di Milano; 1984 – 1986 Capo Gruppo prodotti poliesteri e tinte presso la Tecnomax di Fombio (Milano); 1986 – 1992 Capo Gruppo prodotti UV presso la Ilva Polimeri di Senago (Milano); 1992 – 2005 Direttore Ricerca & Sviluppo Nuove Tecnologie e coordinatore per la parte tecnica del laboratorio ricerca e sviluppo presso la Ilva Polimeri di Senago; 2005 – 2016 Direttore Tecnico del laboratorio di Ricerca & Sviluppo Vernici presso Sirca S.p.A..

!"PRODUCT MANAGEMENT Ottimizzazione e razionalizzazione della gamma esistente dei prodotti vernicianti per legno, con l’eventuale inserimento di nuovi formulari nella gamma del committente e contribuendo ad aumentare (con l’ottimizzazione dei cicli di lavorazione, riduzione del numero di materie prime e dei relativi costi di stoccaggio, riduzione del numero degli articoli alla vendita e significativo abbattimento dei costi di smaltimento di prodotti obsoleti invenduti) i margini di profitto del proprio assortimento di prodotti.

!"

PUBBLICAZIONI - Hecorad, vernici esenti da monomeri acrili e emissioni residue; - L’odore dei mobili; - LEEDLeadership in Energy and Environmental Design.

!"

CORSI DI FORMAZIONE 2008 Contatto con gli alimenti e Hygienic Coatings, presso Politecnico di Torino; 2009 Nanotecnologie nei prodotti vernicianti, presso Politecnico di Torino; 2010 Project Management, presso Festo Consulenza & formazione.

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I CONTRIBUTI DEGLI ESPERTI FINISHING ANTHOLOGY Architetto Giulio Cappellini

Il Colore nel Design: il pensiero dell’Architetto Giulio Cappellini ! LE DOMANDE DELL’INTERVISTA ESCLUSIVA:

1. Solo un designer di eccel-

lenza può creare il "design del colore", come visto al FuoriSalone Cappellini/Ilva. La domanda è: Il ruolo del colore nel design che sviluppi potrà avere?

2. Non ritiene che oggi il design sia un

valore abusato? Persino una tavola di legno spaccata a metà viene contrabbandata come pezzo di design. Come difendere il vero design italiano, che lei, Architetto, propone con tanta creatività'?

finitura ottenuti con sofisticate tecnologie contemporanee, possono dare un nuovo aspetto a oggetti già consolidati nella nostra memoria.

2. Spesso con il termine design ven-

gono identificati alcuni oggetti senza alcun valore culturale e di contenuti. Il vero design crea oggetti destinati a durare nel tempo e non a seguire mode del momento. Il vero design deve essere promosso e raccontato, bisogna mostrare al consumatore finale la ricerca e la qualità che ci sono in un prodotto. È un problema di comunicazione e c'è ancora molta strada da fare.

3. Oggi le finiture particolari diventano 3. Come giudica gli "effetti speciali" determinanti per l'aspetto e il successo

(materico e quant'altro), che stanno ru- di un prodotto. bando la scena ai colori tradizionali? Colori più tenui e materici si sono sostituiti alle tonalità forti e gridate degli anni 4. Cosa può chiedere un Architetto "in- ottanta. contentabile" a un produttore di ver- La tattilità delle superfici è altrettanto nici? importante.

! LE RISPOSTE DELL’ARCHITETTO 4. Attualmente tutti i designer ed archi-

GIULIO CAPPELLINI: 1. Il ruolo del colore e delle textures delle superfici sarà sempre più importante nel design. Oggi é molto difficile inventare nuove forme, ma un nuovo colore, una nuova

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tetti desiderano personalizzare al massimo i propri prodotti. Quindi c’è una sempre maggiore richiesta di finiture speciali, che solo aziende con un alto grado di ricerca e sperimentazione come Ilva possono soddisfare.


ANNUARIO SULLO STATO DELL’ARTE DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI


LE AZIENDE DI FINISHING ANTHOLOGY Questa Sezione presenta le immagini delle Aziende che hanno partecipato alla realizzazione dell’Antologia, sostenendola alcune come sponsor, e tutte con la messa a disposizione di contributi documentali illustrati, esclusivi e inediti. A tutte le Aziende presenti nell’Opera, a Fabio Colonna dell’Arpa Centrale Lombardia, agli Esperti, sono rivolti l’apprezzamento per la qualità del lavoro svolto e il ringraziamento del Direttore Responsabile Pietro Ferrrari, del Curatore Adello Negrini e dell’Art Director Stefano Cervini.

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LE AZIENDE MAIN SPONSOR DI FINISHING ANTHOLOGY

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Non solo per amore dell’ambiente La bio-innovazione è oggi realtà grazie alle nostre vernici all’acqua per legno composte da bio-resine, provenienti da materie prime vegetali di scarto. Vernici che non solo abbattono drasticamente le emissioni di CO2 e VOC, ma offrono prestazioni tali da stabilire nuovi standard qualitativi per l’industria. Ecco perché puoi chiamarla bio-rivoluzione.


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Il progetto AQUA è composto da un’ampia gamma di prodotti a ridotta pericolosità, esenti da aromatici, contenenti isocianati a basso contenuto di monomeri, o basati sulla tecnologia alternativa NOT-ISO PU esente da isocianati. Sempre attenti al controllo preventivo, con l’occhio rivolto alla salute degli operatori produttivi e degli utilizzatori.

Il contributo delle aziende virtuose alla protezione dell’ambiente

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L’approccio produttivo è orientato verso le più avanzate tecnologie di abbattimento dell’impatto ambientale attraverso la tecnologia AIR, che prevede l’utilizzo di materie prime provenienti da fonti non fossili. Il fulcro innovativo poggia principalmente sul contemporaneo utilizzo di fonti biorinnovabili dedicate, contenute in grandezze definite nelle composizioni e tracciabili attraverso il metodo C14 e l’impiego di biorisorse allocate. Il progetto EARTH sviluppa prodotti ad alto residuo secco, pronti all’uso e che abbassano il carico di composti organici volatili, non prevedendo diluizione. HYDROPLUS è la gamma di prodotti all’acqua che contribuisce fortemente alla riduzione dell’impatto ambientale, riducendo drasticamente l’emissione di COV.


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BIANCA, LUCIDA, “AMBIENTALE”: UNA FINITURA TARGATA OECE

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FINISHING ANTHOLOGY


L’ANNUARIO SULLO STATO DELL’ARTE DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI FINISHING ANTHOLOGY È ANCHE CONSULTABILE ATTRAVERSO I SITI INTERNET WWW.WEBANDMAGAZINE.MEDIA WWW.ISSUU.COM/WEB-AND-MAGAZINE

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FINITO DI STAMPARE NEL MESE DI MAGGIO 2019 PRESSO CPZ s.p.a. - Costa di Mezzate (Bergamo) printed in Italy


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A CURA DI ADELLO NEGRINI AND collana web magazine book

INISHING ANTHOLOG

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Questa Sezione vuole essere il proseguo dell’Aggiornamento dell’Antologia, un’opera in continua evoluzione, che non ignora, anzi recepisce, tutte quelle informazioni che la rendono un prodotto editoriale sempre al passo coi tempi, anche grazie, in questo caso, ai contributi che le Aziende inviano alla redazione di WebandMagazine, ogniqualvolta si rendono protagoniste di una importante novità in ambito ambientale o tecnologico.

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FINISHING ANTHOLOGY

LE AZIENDE INFORMANO

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www.rollwasch.it

Introduzione alla Vibro-Sabbiatura La Tecnologia è una grande risorsa, ma senza l’apporto determinante della Tecnologia più importante del mondo, l’Uomo, rischia di essere una generalizzazione di un fenomeno evolutivo più o meno a disposizione di tutti. Non è così per la Rollwasch di Paolo Redaelli, “Maestro della Meccanica” e motore di un’azienda tutta italiana che ancora una volta sposa non tanto una macchina, sia pure straordinaria, quanto un “Sistema”: quello della Vibrofinitura senza limiti. Limiti ampiamente ancora superati con una innovazione, presentata a 3D Print di Lione, che abbiamo l’orgoglio di contribuire a tenere a battesimo: prima e unica al mondo, essa conferma la straordinaria capacità di ricerca di soluzioni inedite che nobilitano e confermano la leadership del Made in Italy anche nel settore impiantistico industriale della finitura in massa. Di questo passo, non è esagerato attenderci ancora da Rollwasch straordinarie novità che avremo il piacere e il dovere di presentare nei nostri aggiornamenti on line di “Finishing Anthology”.

Rollwasch: un Sistema unico al Mondo 04

VIBRO SABBIATURA FINISHING ANTHOLOGY


www.foppapedretti.it

Foppapedretti: un prestigioso Premio per l’Ambiente

C’è anche Foppapedretti tra i vincitori del prestigioso FSC Italia Furniture Award 2019, che premia le aziende italiane più virtuose che utilizzano legno certificato FSC nel rispetto della sostenibilità ambientale. A Milano, nello Spazio Avanzi di via Ampère, Foppapedretti si è aggiudicata il premio speciale nella categoria dedicata alla Comunicazione, grazie a una massiccia campagna pubblicitaria sul tema della sostenibilità ambientale, legata alla lavorazione del legno. Un progetto di marketing iniziato nei primi mesi del 2019, che continua a riguardare tutti i mezzi di comunicazione: dai maggiori quotidiani nazionali a prestigiosi settimanali, poi lo spot tv in onda sulle principali reti nazionali e anche uno spot radio. Comunicazione che coinvolge anche Internet, con i social ufficiali aziendali e siti web specializzati.

LE AZIENDE INFORMANO

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“Questo importante riconoscimento ci rende molto orgogliosi perché premia l’impegno ecologico che, da diversi anni, è uno dei principi fondamentali del marchio Foppapedretti – ha dichiarato il presidente Luciano Bonetti -. L’obiettivo di questa campagna pubblicitaria è comunicare il nostro impegno ambientale in modo forte e diretto, un principio che fa parte del dna di Foppapedretti da diversi anni, ma che è diventato più recepibile dal pubblico in questo momento storico. Inoltre, questa massiccia campagna pubblicitaria a tema ecologico punta a rafforzare il nostro marchio aumentandone anche il prestigio”. L’impegno di Foppapedretti per contribuire alla salvaguardia dell’ambiente non si limita all’utilizzo di legno certificato Fsc, rigorosamente lavorato in Italia. Infatti i prodotti Foppapedretti sono fatti per durare nel tempo, permettendo così al bosco di generare nuovi alberi. Poi vengono utilizzate vernici a base d’acqua, gli scarti della lavorazione del legno vengono riciclati per il riscaldamento delle unità produttive e l’impianto fotovoltaico per l’autoproduzione di energia elettrica.

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LE AZIENDE INFORMANO


www.oece.it

Oece: la Ricerca in Continuo

Il design contemporaneo si caratterizza per le linee contenute e misurate che disegnano ambienti sempre più multitasking destinati alla socialità o alla distensione e alla quiete. Alle superfici trattate si richiede di resistere alle molteplici sollecitazioni e di trasmettere eleganza e stile tangibili mediante un’eccezionale morbidezza al tatto. Questo innovativo ciclo pigmentato all’acqua è composto da prodotti monocomponenti con ottime resistenze chimiche che conferiscono un’eccezionale opposizione anche alle macchie più difficili, come ad esempio quelle di caffè, oltre ad una migliorata resistenza alla lucidatura ed al metal marking. Durezza, buona tixotropia, opacità e morbidezza: tutte assieme, pronte all’uso. Questi prodotti sono ideali per la verniciatura di pannelli in MDF o carte melamminiche per living room, camere da letto, cucine, bagni, per porte e superfici orizzontali. Il ciclo ad alte prestazioni è composto dal fondo all’acqua 435-9016/2 e dalla finitura all’acqua 415-XX36/XX disponibile nelle versioni trasparente e bianca e pigmentabile con le paste all’acqua della serie 445-XX60. Si applicano da una a due mani a seconda del supporto, a spruzzo manuale o airmix, del fondo bianco 435-9016/2, dalle eccellenti proprietà di copertura e di resistenza all’umidità. 435-9016/2 è un fondo monocomponente pigmentato bianco applicabile a spruzzo direttamente su supporti in MDF o masonite, dotato di un elevato contenuto di pigmento, di alto residuo solido, e di ottima distensione anche a basse grammature. 435-9016/2 è nato per conferire impermeabilizzazione ai supporti di MDF: data la sua particolare formulazione impedisce all’acqua di raggiungere la fibra dell’MDF evitandone così il rigonfiamento. Segue una mano, a spruzzo manuale o airmix, della finitura all’acqua opaca monocomponente 415-XX36/XX dotata di elevata durezza e ottime resistenze chimiche, in particolare al caffè, che ne permettono l’utilizzo anche per la verniciatura di manufatti per bagni e cucine.

LE AZIENDE INFORMANO

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Disponibile nelle versioni trasparente e bianco a 10 e 30 gloss, 415- XX36/XX è realizzata con resine altamente tecnologiche e presenta resistenze chimiche più elevate rispetto ai tradizionali converter all’acqua mono e bicomponenti. Grazie all’innovativo sistema opacizzante, la resistenza al graffio e al metal marking sono elevate, l’aspetto è estremamente levigato. L’applicazione può essere effettuata a spruzzo manuale o automatico, a bassa e ad alta pressione. Per ridurre i tempi di asciugatura ed incrementare ulteriormente la resistenza agli agenti chimici e agli stress meccanici è possibile aggiungere un reticolante. Per migliorare l’adesione durante l’applicazione su supporti difficili, ad esempio carta melamminica, si consiglia l’uso dell’additivo 840-25. La distensione è eccellente; l’ottima bagnabilità rende il prodotto facile da applicare, con alto livello di trasferimento e limitato over- spray. Copertura eccellente, comparabile a quella di una finitura a solvente. Un ciclo di verniciatura facile da applicare, per superfici ad effetto soft touch sempre più difficili da macchiare, scalfire o graffiare.

LE AZIENDE INFORMANO

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FINISHING ANTHOLOGY

AGGIORNAMENTO

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www.icaspa.com

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Sicurezza e Immagine L’AZIENDA CON LA VOCAZIONE DEL BELLO ASSOLUTO, CHE ESIGE DALLE “IGNIFUGHE” ALTE PRESTAZIONI ED ECCELLENTE FINITURA Succede in Serbia

Può una vernice ignifuga, deputata a bloccare l’espandersi del fuoco di un incendio (a “rubare il fuoco”, diremmo ricordando il mitologico Prometeo), avere, oltre a quella funzionale, anche una valenza di ottima finitura dei manufatti da sottrarre alle fiamme? Certo che può. Anzi, quando questa vernice è utilizzata da un’azienda che ha nella sua mission l’obbiettivo del bello assoluto, la possibilità di cui sopra diventa un obbligo: la vernice ignifuga “deve” allora svolgere anche un ruolo decorativo di alto valore estetico. Ne parliamo analizzando questo “caso”.

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Dentro l’Azienda

Si chiama “Enterirjer Jancovic” l’Azienda serba di Novi Sad che ha avuto il prestigioso incarico di realizzare a Mosca il Progetto “Concert Hall di Zaryadye”, uno dei Centri Musicali più moderni al mondo. Le due Sale (la “Grande” e la “Piccola”) possono ospitare complessivamente quasi duemila spettatori: come il Teatro alla Scala di Milano, la cui autorizzazione all’agibilità stabilisce una capienza di duemila e trenta persone. Sono due Cattedrali della Musica, la prima un modello stilistico della più avanzata architettura artistica d’interni, la seconda un altro gioiello storico di eccezionale valore strutturale. L’Azienda serba è sta chiamata a cimentarsi in quest’opera monumentale, che ha realizzato da un anno all’altro (i lavori le sono stati assegnati nel 2017), grazie alle credenziali che si è meritata nella realizzazione di strutture alberghiere altrettanto prestigiose, dove il connubio che la contraddistingue, quello tra gusto e tecnologia, trova le sue espressioni più spettacolari, quali anche uno straordinario luogo di musica supermoderno richiede.

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Nel dettaglio

La “ricetta” che l’Azienda serba ha seguito per la costruzione del luogo di musica moscovita, è ricca di ingredienti stupefacenti. Ne ricordiamo solo alcuni, emblematici di una dedizione a un impegno senza pari, anche in termini logistici: i suoi settecento collaboratori, coesi nel raggiungimento di un ambizioso traguardo, hanno movimentato lavorando 24 ore al giorno, coadiuvati da 22 Specialisti di Design Giapponesi e da 200 Esperti Installatori, quindicimila pezzi di arredo pesanti da 30 a 1.800 chilogrammi. Non ricordiamo dati analoghi.

Le vernici ignifughe

L’abito di una bella donna deve avere due caratteristiche imprescindibili, fattura e tessuto di qualità eccezionali: la regola applicata dall’Azienda serba. Il fatto poi che le vernici scelte per la realizzazione della struttura di cui abbiamo parlato finora, siano le Vernici Ignifughe di ICA Group della Linea “Prometea”, conferma due cose. La prima è la notorietà internazionale dell’Azienda di Civitanova Marche, la seconda è la sua straordinaria affidabilità di Produttore di Finiture, che non conosce “seconde linee”: è a dire che ICA offre al suo mondo, dal terzista piemontese alla grande azienda estera, prodotti vernicianti firmati da una Famiglia che da anni lavora, ricerca e sviluppa, con il preciso obbiettivo di proporre e consegnare all’utilizzatore formulazioni innovative senza differenze qualitative, non proprie di un impegno che non ammette deroghe. Vernici sicuramente rispondenti, proprio come le Ignifughe, alle prescrizioni internazionali, con un minimo comun denominatore qualitativo che è la regola professionale del Gruppo.

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www.icaspa.com

Le Vernici Ignifughe per Legno di ICA Group “PROMETEA FIRE RETARDANT” Le Vernici Ignifughe per Legno “Prometea Fire Retardant” di ICA Group rispettano le più severe Normative Italiane ed Europee sulla Prevenzione degli Incendi in edifici pubblici come Auditorium, Chiese, Cinema, Ospedali, Scuole, Teatri. Agiscono impedendo il propagarsi della combustione, grazie agli speciali componenti (frutto della Ricerca ICA) in esse presenti. A queste prestazioni di sicurezza, si accompagna il valore aggiunto dell’eccellenza estetica. Sono disponibili sia Bianche che Pigmentate, e particolarmente adatte per essere utilizzate in cicli di verniciatura che abbiano in obbiettivo l’alta qualità del risultato finale.

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FINISHING ANTHOLOGY DICONO DEL COLORE

 Il colore interagisce con le emozioni umane; ad ogni colore è legato uno stato d’animo e i colori si attivano a vicenda in molte sfaccettature che da soli non avrebbero.  Per me i colori sono degli esseri viventi, degli individui molto evoluti che si integrano con noi e con tutto il mondo. I colori sono i veri abitanti dello spazio. Yves Klein  Una mattina, siccome uno di noi era senza nero, si servì del blu: era nato l'impressionismo. Pierre-Auguste Renoir  Le leggi dei colori sono inesprimibilmente belle, proprio perché non sono dovute al caso. Vincent Van Gogh  Il colore è un potere che influenza direttamente l’anima. Wassily Kandinsky  Quando non ho più blu, metto del rosso. Pablo Picasso  I colori, come i lineamenti, seguono i cambiamenti delle emozioni. Henri-Emile Matisse


euro 50,00

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ANNUARIO SULLO STATO DELL’ARTE DEI TRATTAMENTI DELLE SUPERFICI


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