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Onde d’urto temporizzate per:

AZIONE PULENTE SULLE PARETI INTERNE DEL SILOS



RIMUOVERE LE OSTRUZIONI DI MATERIALE
AZIONE DIRETTA CONTRO I BLOCCHI DI MATERIALE
FLUIDIFICARE MATERIALI INSILATI









cover: BIGonDRY S.R.L.
Viale Giovanni Falcone, 30 - 31037 Castione di Loria (Treviso) – Italy t. +39/0423 078273 info@bigondry.com - www.bigondry.com


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Registro degli operatori di comunicazione roc 23567
Registro mondiale delle pubblicazioni
ISSN 0024 - 0532
International standard serial number
BIGonDRY s.r.l. è un’azienda con esperienza e passione nella progettazione e realizzazione di impianti e sistemi per l’essiccazione, la vaporizzazione e il trattamento termico del legno.
Tecnologie Made in Italy unite a sistemi di controllo completamente automatici, permettono di realizzare impianti studiati anche alla luce di un’economia di esercizio, con importanti risparmi energetici.
BIGonDRY s.r.l. is a company with experience and passion in the design and construction of plants and systems for drying, steaming and heat treatment of wood. Made in Italy technologies combined with fully automatic control systems, create systems designed also in the light of an operating economy, with important energy savings.
Saremo presenti a Xylexpo Milano al padiglione 14, stand D20
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SOMMARIO
www.webandmagazine.media 06
Il Legno, rivista di riferimento per il settore, riscuotendo una puntuale attenzione tra operatori commerciali, trasformatori e utilizzatori della materia prima legno e dei suoi derivati, di semilavorati e di prodotti finiti in tutti i settori di impiego. Tratta argomenti quali la produzione forestale, l’importazione e il commercio di legname, la trasformazione e la produzione di semilavorati, le macchine e le tecnologie per la prima lavorazione del legno, per l’essiccazione e per la trasformazione e l’utilizzo delle biomasse















02 COLOPHON
www.webandmagazine.media
09 EDITORIALE
di Sonia Maritan
LE PIANTAGIONI COME RISORSA PLANTATIONS AS A RESOURCE
12 FORMA ORGANICA
di Thomas Allocca
YGGDRASILL ARCHITETTURA RUNICA YGGDRASILL | RUNIC ARCHITECTURE www.whiteoak.it
14 INNOVAZIONI
RIGAWOOD
di Ari Laakso
L’ESTRATTO DEL LEGNO DI BETULLA BIRCH WOOD EXTRACT www.finieris.com
16 EVENTI
RILEGNO di Iacopo Lena
L’ITALIA SUPERA I TARGET UE NEL RICICLO DEL LEGNO ITALY ABOVE EU TARGETS IN WOOD RECYCLING www.rilegno.org
20 NORMATIVA
AIEL


22
OSSERVATORIO PALLET
di Pietro Ferrari IL MERCATO ITALIANO DEI PALLET THE ITALIAN PALLET MARKET www.conlegno.eu www.epal-pallets.org www.rilegno.org
26 FOCUS LEGNO LOCALE ANTEPRIMA BOSTER
di Devis Guiguet COSTRUIRE CON IL TERRITORIO BUILDING WITH THE TERRITORY www.fieraboster.it
32 FOCUS LEGNO LOCALE FEDERLEGNOARREDO
di Iacopo Lena LA SFIDA DI RICOSTRUIRE CON IL LEGNO DELL’APPENNINO THE CHALLENGE OF REBUILDING WITH THE APPENNINO’S WOOD www.federlegnoarredo.it
38 SCENARI PLANTVOICE
di Sonia Maritan LA VOCE DEGLI ALBERI ANTICHI THE VOICE OF ANCIENT TREES www.plantvoice.farm www.fao.org www.europarc.org
di Pietro Ferrari SCENDE L’UMIDITÀ DELLA LEGNA DA ARDERE MOISTURE CONTENT OF FIREWOOD DECREASES www.aielenergia.it
42
SPECIALE TECNOLOGIE ANTEPRIMA BIGonDRY a cura della Redazione NOBILITARE IL LEGNO, VALORIZZARE IL FUTURO ENHANCING WOOD, EMPOWERING THE FUTURE www.bigondry.com
48



SPECIALE TECNOLOGIE ANTEPRIMA FREUD
di Iacopo Lena CONTROLLO TOTALE, INNOVAZIONE CONTINUA TOTAL CONTROL, CONTINUOUS INNOVATION www.freudtools.com
52 SPECIALE TECNOLOGIE INAUGURAZIONE GDA
di Mauro Zamberlan ALTA TECNOLOGIA, METODO ARTIGIANALE HIGH TECHNOLOGY, ARTISAN METHOD www.gdatools.com
56 SPECIALE TECNOLOGIE AZIENDE SARMAX
di Iacopo Lena LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DI MANUFATTI PREZIOSI TECHNOLOGY AT THE SERVICE OF PRECIOUS MANUFACTURED GOODS www.sarmax.it
58 SPECIALE TECNOLOGIE ANTEPRIMA SCM
di Pietro Ferrari MODERNE TECNOLOGIE PER UN MATERIALE ANTICO MODERN TECHNOLOGIES FOR A TRADITIONAL MATERIAL www.scmgroup.com
62 ANNIVERSARIO JOHANN PABST HOLZINDUSTRIE di Iacopo Lena STORICO PARTNER DELL’EDILIZIA IN LEGNO ITALIANA A LONG-STANDING PARTNER OF ITALIAN TIMBER CONSTRUCTION www.pabst-holz.com
66 ARTIS SERVARE di Gianfranco Magri LE SENTINELLE DEL LEGNO - 2° PARTE THE WOOD SENTINELS - PART 2 www.artecontrolconsulting.it
70 ARTE IN LEGNO PIETRO ARNOLDI www.pietroarnoldi.com www.facebook.com/pietro.arnoldi

ESSENZE EUROPEE
Abete Austria, Abete Vaporato, Acacia, Acero, Carpino, Castagno, Cedro, Ciliegio, Cirmolo, Faggio, Faggio Vaporato, Frassino, Larice Austria, Larice Vaporato, Larice Siberiano, Melo, Noce Nazionale, Olivo, Olmo, Ontano, Pero, Pioppo, Pino Austria, Rovere, Tiglio.
ESSENZE AMERICANE
72 INDIRIZZI UTILI www.webandmagazine.media/rubrica-aziende
Black Walnut, Cedro Canadese, Cherry, Cipresso, Douglas, Red Elm, Tulipier, Yellow Pine.
ESSENZE TROPICALI
Afromosia, Bubinga, Doussié, Iroko, Mogano Sapelli, Okoumè, Palma Nera, Teak, Wengé, Zebrano.
PANNELLI E SEMILAVORATI
Lamellari di Rovere, Lamellari di Castagno, Lamellari di Frassino, Lamellari di Rovere Rosso, Multistrati di Okoumè.








«Il legno proveniente dalle piantagioni sta silenziosamente rivoluzionando il mercato dei pannelli – scriveva lo scorso 11 febbraio Panu Anttila –. Con la domanda debole, i conflitti e le politiche commerciali sotto i riflettori, un fattore continua a plasmare il settore: le materie prime.
Se la domanda globale di pannelli in legno continuerà a crescere al ritmo lento ma costante previsto, il settore avrà solo due fonti per procurarsi materia prima aggiuntiva: un aumento del prelievo dalle foreste naturali o un maggiore utilizzo delle foreste di piantagione.
È improbabile che il raccolto dalle foreste naturali aumenti in modo significativo in molte regioni a causa delle politiche ambientali e delle restrizioni sull'uso del suolo.
Le foreste di piantagione, d'altra parte, si sono espanse costantemente. Secondo le statistiche della FAO, le foreste piantate sono aumentate di circa il 75% tra il 1990 e il 2020, passando da circa 167 milioni di ettari a circa 290 milioni di ettari in tutto il mondo. Ciò suggerisce che una quota crescente dell'approvvigionamento di legno industriale proverrà sempre più dalle piantagioni.
La silvicoltura da piantagione si basa in gran parte su specie a crescita rapida come l'Eucalipto, il Pioppo, il Pino radiata e il Pino del sud. Queste specie sono particolarmente adatte alla lavorazione industriale e stanno gradualmente plasmando i mercati dei pannelli. Il Pioppo e l'Eucalipto
sono ampiamente utilizzati nella produzione di compensato, mentre il Pino da piantagione fornisce la fibra per prodotti strutturali come LVL, OSB e compensato di conifere.
I tronchi provenienti dalle piantagioni hanno in genere un diametro inferiore e sono più uniformi rispetto al legname proveniente dalle foreste naturali. Ciò favorisce i processi di lavorazione in grado di utilizzare in modo efficiente materie prime più piccole e omogenee, come dimostra l’ascesa dell’OSB negli ultimi decenni.
Per le segherie, la comprensione della base fibrosa rimane un elemento centrale della competitività. Le aziende che allineano l’approvvigionamento di materie prime, l’assetto produttivo e il mix di prodotti spesso trovano opportunità per migliorare l’efficienza e sviluppare pannelli competitivi.
Un'altra competenza chiave per i produttori di pannelli avanzati è la comprensione dei propri clienti e dell'uso finale dei loro pannelli. Poiché le risorse delle piantagioni continuano a espandersi in molte regioni, sarà interessante osservare come i diversi attori adatteranno le loro strategie e come ciò influenzerà gradualmente i mercati dei pannelli in legno».
https://plywoodthisweek.com/plywoodblog/?utm_source=mailpoet&utm_medium=email&utm_source_platform=mail poet
EDITORIALE di Sonia
Maritan


Sonia Maritan alla Mostra di Interni dell'Università degli Studi di Milano (la Statale) in occasione del FuoriSalone del Mobile lo scorso 20 aprile.
Uno spaccato che sarà interessante approfondire al CIB 2026, essendo in partenza per Nantes il 2 giugno e conoscendo il Carrefour International Du Bois: storico Salone dedicato al commercio della materia prima (abbiamo pubblicato l’intervista alla Responsabile Commerciale Internazionale di CIB Samantha Padden su IL 396/2026 che distribuiremo in occasione della fiera francese), ma anche in merito al legno locale che riguarda il nostro Stivale e a cui abbiamo dedicato un focus su questo numero de IL LEGNO.






UN PROGETTO CHE NASCE DALLA MEMORIA DEL TERREMOTO DELL’IRPINIA DEL 1980, IN CUI LA QUERCIA DIVENTA CASA INTESA COME SPAZIO ABITATIVO CHE PROTEGGE E CURA E CHE, SE BENE COSTRUITA, PERMETTE AI TERREMOTI DI INVITARLA A BALLARE…


Yggdrasill è un progetto lanciato nel marzo 2026, per la progettazione e la costruzione di spazi abitativi, caratterizzati da massicce strutture in Rovere (Quercus petraea nord euro-
pea) e Quercia bianca (Quercus alba nord americana) – che richiamano la teoria secondo cui l'Albero Cosmico norreno fosse una Quercia – e da una simbologia runica sviluppata
sia nelle geometrie architettoniche sia strutturali.
Yggdrasill è il progetto più avanzato di White Oak Arkitecture, in termini di integrazione sistemica e armonica di esigenze funzionali, estetiche, strutturali e spirituali-energetiche, che, a mio avviso, fa la differenza tra uno spazio abitativo che si limita a proteggere, rispetto a uno che protegge e guarisce.
CON LA TERRA
Nel 1980, il terremoto dell'Irpinia danneggiò la casa della mia famiglia. Fu uno dei terremoti più terribili della storia d'Italia.
Centinaia di migliaia di case crollarono come castelli di sabbia in un giorno di pioggia. Anche gli edifici in cemento furono gravemente danneggiati, infrangendo la loro comune e mitica convinzione di materiale eterno.
Potemmo tornare a casa dopo due anni.
Avevo nove anni e da quell'espe-
rienza sono ossessionato dai sistemi antisismici.
Non dimenticherò mai il suono orribile della casa che crepava intorno a noi nell'oscurità della notte, mentre io, mio fratello e i miei genitori, stretti in un unico abbraccio, ci proteggevamo a vicenda, in attesa della fine del terremoto. Anni dopo, ricordando quell'esperienza, quando dovetti scegliere quale scuola superiore frequentare, avevo ben chiaro che volevo diventare un progettista e costruttore di case sicure. Solo le case costruite male possono uccidere. Quelle ben costruite possono solo permettere ai terremoti di danzare.
Yggdrasill ha anche la missione di
integrare le soluzioni antisismiche più efficaci per contribuire a case più sicure, impedendo ad altri bambini di vivere i terremoti nello stesso triste modo in cui l’ho vissuto io.
COSA TI HA ISPIRATO?
I nostri archetipi sono ispirati dal medioevo nordico, quello scandinavo.

A PROJECT INSPIRED BY THE MEMORY OF THE 1980 IRPINIA EARTHQUAKE, IN WHICH THE OAK TREE BECOMES A HOME – UNDERSTOOD AS A LIVING SPACE THAT PROTECTS AND NURTURES – AND WHICH, IF WELL-BUILT, ALLOWS EARTHQUAKES TO INVITE IT TO DANCE…
Yggdrasill is a project launched in March 2026, for living spaces design and construction, characterized by massive oak frames - referring to the theory that the Norse Cosmic Tree was an Oak – and by runic symbolism developed in both architectural and structural geometries.
Yggdrasill is the most advanced project by White Oak Arkitecture, in terms of systemic and harmonic integration of functional, aesthetic, structural, and spiritual-energetic needs that we consider what makes the difference between a living space that simply protects, and another one that protects and heals.
In 1980, the Irpinia earthquake damaged my family's house. It was one of the most terrific earthquakes in the history of Italy. Hundreds of thousands of houses collapsed like sand castles on a rainy day. Even concrete buildings were severely damaged, shattering their common mythical consideration as the eternal material. We could go back home after two years. I was nine years old, and since
Terre del ghiaccio e del fuoco che fecero del legno la tecnologia costruttiva più avanzata del medioevo europeo.
Ho vissuto in Irlanda e in Islanda, e faccio ricerca sull'architettura norrena come fonte primaria delle soluzioni antisismiche di White Oak Arkitecture.
A fine 2026 sarà pronto il libro “Norður. Archetypes and Symbolism of the Architecture of the People of Yggdrasill”, un progetto di ricerca sull'architettura norrena di MWA (Medieval Wooden Architecture) di cui sono fondatore e direttore, nato a marzo 2024 e da marzo 2026 diventato internazionale.
that experience I have been obsessed with antiseismic systems. I will never forget the horrific sound of the house cracking all around us in the darkness of the night, while my brother, my parents, and I, all together in just one hug, were protecting each other, waiting for the end of the earthquake. Years later, remembering that experience, when I needed to decide which high-school to start, I had clear I wanted to become a good-houses designer and builder. Only bad-built houses can kill people. The well-built can only allow to earthquakes to invite them to dance.
Yggdrasill has also the mission of integrating the most effective antiseismic solutions for contributing to safer houses, preventing other children from experiencing earthquakes in the same sad way I did.
Our archetypes are inspired by the Nordic Middle Ages, specifically the Scandinavian era. Lands of ice and fire that made wood the most advanced building technology of the European Middle Ages. I have lived in Ireland and Iceland, and I conduct research on Norse architecture as the primary source for White Oak Architecture’s seismic-resistant solutions. By the end of 2026, the book "Norður: Archetypes and Symbolism of the Architecture of the People of Yggdrasill" will be ready. This is a research project on Norse architecture by MWA (Medieval Wooden Architecture), of which I am the founder and director. The project was launched in March 2024 and became international in March 2026.


Il Gruppo Latvijas Finieris ha avviato presso il suo laboratorio Betulin Lab la fase di test di produzione su larga scala di un innovativo estratto di legno di Betulla denominato oleogel
Il passaggio dalla ricerca di laboratorio alla produzione industriale su piccola scala è reso possibile da un reattore da 50 litri di recente acquisizione, che rappresenta una fase cruciale nello sviluppo e nella potenziale commercializzazione del prodotto.
RIGAWOOD, PARTE DEL GRUPPO LATVIJAS FINIERIS, CHE PROPONE SOLUZIONI IN COMPENSATO DI BETULLA HA AVVIATO PRESSO IL SUO LABORATORIO LA FASE DI TEST DI PRODUZIONE SU LARGA SCALA DI UN INNOVATIVO ESTRATTO DI LEGNO DI BETULLA DENOMINATO OLEOGEL.

Questo progresso è stato confermato
da Māris Būmanis, membro del Consiglio di Amministrazione di Latvijas Finieris. Il team di sviluppo si sta ora
RIGAWOOD, PART OF THE LATVIJAS FINIERIS GROUP, WHICH OFFERS BIRCH PLYWOOD SOLUTIONS, HAS BEGUN LARGE-SCALE PRODUCTION TESTING OF AN INNOVATIVE BIRCH WOOD EXTRACT CALLED OLEOGEL AT ITS LABORATORY.
The Latvijas Finieris Group has begun large-scale production testing of an innovative birch wood extract called oleogel at its Betulin Lab. The transition from laboratory research to small-scale industrial production is made possible by a recently acquired 50-liter reactor, which
concentrando sulla garanzia di una produzione stabile e riproducibile, sul completamento dei necessari test di qualità e sicurezza e sulla preparazione della documentazione per l'integrazione dell'oleogel nei prodotti cosmetici.
L'innovazione è sviluppata in collaborazione con l'Istituto Statale Lettone di Chimica del Legno e l'azienda cosmetica Labrains
L'oleogel è prodotto utilizzando estratto di legno di Betulla contenente composti triterpenici biologicamente attivi.
represents a crucial step in the product's development and potential commercialization. This progress was confirmed by Mris Bmanis, a member of the Board of Directors of Latvijas Finieris.
The development team is now focusing on ensuring stable and reproducible production, completing the necessary quality and safety tests, and preparing documentation for the integration of the oleogel into cosmetic products. The innovation was developed in collaboration with the Latvian State Institute of Wood Chemistry and the cosmetics company Labrains. The oleogel is produced using birch wood extract containing biologically active triterpene compounds.
Sistemi progettati per ridurre i consumi, le emissioni e valorizzare LA BIOMASSA.
ANCHE DA RESIDUI DI LAVORAZIONE NON CONVENZIONALI




• Polverino
Oltre ai materiali standard, i nostri impianti permettono di utilizzare come combustibile anche materiali speciali.
• MDF
• Truccioli
• Residui legnosi








Alla Triennale di Milano, il convegno
“Il valore del legno” promosso da Rilegno ha messo al centro una domanda che oggi riguarda insieme industria, sostenibilità e progetto: quanto pesa davvero il legno dentro un modello di economia circolare maturo. La risposta, almeno guardando ai numeri presentati, è già molto concreta, nel 2025 il riciclo degli imballaggi in legno in Italia ha raggiunto il 69,86%, ben oltre i target europei,
mentre la rigenerazione dei pallet ha superato i 70 milioni di unità reimmesse sul mercato. L’evento è andato oltre ai dati: attraverso il confronto tra imprese, mondo accademico e protagonisti del design, “Il valore del legno” ha provato a mostrare come riciclo, riutilizzo e cultura del progetto possano oggi convergere in una stessa visione, in cui il legno non è solo una materia da recuperare, ma una risorsa strategica per il futuro del Paese.
NUMERI DA PRIMATO PER LA FILIERA DEL RECUPERO
Il primo dato che emerge dal Rapporto 2026 di Rilegno è quello di una filiera che nel 2025 ha continuato a rafforzarsi, fino a portare il tasso di riciclo degli imballaggi in legno al 69,86%

in crescita di due punti percentuali rispetto all’anno precedente e ben al di sopra del target europeo fissato al 30% per il 2030. Nello stesso arco di tempo, l’immesso al consumo ha superato i 3,5 milioni di tonnellate (+3,7%), mentre i volumi di legno avviato a recupero hanno sfiorato 1,8 milioni di tonnellate. A sostenere questo risultato è stata anche una rete sempre più estesa, fatta di 412 piattaforme di raccolta, 15 impianti di riciclo e 1.904 consorziati, oltre a più di 98mila trasporti gestiti lungo l’anno. Ma il dato forse più significativo riguarda la rigenerazione: nel 2025 sono state recuperate oltre un milione di tonnellate di pallet, equivalenti a più di 70 milioni di unità reimmesse sul mercato. Rilegno tiene a sottolineare l’importanza di questo, legando il tema del riciclo a quello più ampio della disponibilità di risorse e della tenuta industriale della filiera.



«Il nostro Consorzio continua a rappresentare un punto di riferimento nel panorama italiano e internazionale del recupero e del riciclo: grazie alla collaborazione tra imprese, istituzioni e cittadini, riusciamo a restituire nuova vita al legno, contribuendo in modo concreto alla riduzione delle emissioni di CO 2 , al contenimento dell’uso di materie prime vergini e alla diffusione di un modello di sviluppo più responsabile» ha dichiarato il presidente Nicola Semeraro. Nella sua lettura, i numeri del 2025 «confermano il valore strategico della gestione del riuti-
lizzo e del fine vita del legno, con effetti positivi tangibili sia sul piano ambientale sia su quello economico» soprattutto in un contesto segnato da una crescente pressione sulle risorse e da mercati del legno in continua evoluzione.
IL LEGNO PIACE, MA NON È ANCORA
UNA LEVA STRATEGICA
La ricerca realizzata da Rilegno con SDA Bocconi – a discapito dei numeri incoraggianti legati al riciclo – apre un fronte diverso: quello del valore per-


cepito del legno dentro le imprese L’indagine, condotta su un campione di 40 aziende di settori e dimensioni differenti, mostra infatti un quadro positivo ma non del tutto compiuto. Da un lato il legno gode di una reputazione molto forte: il 70% delle imprese lo considera più sostenibile rispetto ad altri materiali e ne apprezza soprattutto l’impatto ambientale, l’estetica, il contributo all’immagine aziendale e la facilità di smaltimento. Dall’altro, però, il suo valore legato al ciclo di vita e alla sostenibilità non è ancora pienamente interiorizzato, e continua a restare in parte implicito più che tradotto in una scelta strategica consapevole. In questo caso emerge un forte divario tra percezione e comunicazione. Sebbene il 75% delle aziende consideri la sostenibilità un tema strategico , solo il 13% utilizza davvero il legno come leva comunicativa. Secondo lo studio, questo limite dipende soprattutto dalla mancanza di strumenti di misurazione delle performance am-

bientali, che rende più difficile costruire una comunicazione credibile ed efficace. Anche sul piano operativo restano alcune criticità, come costi, complessità normative e logistiche, oltre a peso e ingombro, che continuano a incidere sulle scelte delle imprese. Non a caso, la selezione dei materiali è ancora guidata soprattutto da criteri funzionali ed economici, mentre l’impatto ambientale viene considerato prioritario solo da una minoranza, pari al 22% del campione. Il legno è diffuso, riconosciuto e in molti casi apprezzato, ma il suo potenziale non è ancora pienamente trasformato in vantaggio competitivo Gli imballaggi in legno, per esempio, sono utilizzati dal 70% del campione, ma il pallet viene ancora percepito spesso più come elemento logistico che come imballaggio vero e proprio, e questo ne riduce la valorizzazione


anche all’interno delle strategie ESG. Allo stesso tempo, però, il 77% delle imprese si dice interessato a strumenti di supporto come linee guida, etichette o format dedicati: un segnale che il limite, più che culturale, appare ancora operativo. Trasformare una percezione positiva già consolidata in una cultura industriale più misurabile, comunicabile e strategica rimane dunque il principale ostacolo e la più grande sfida per il settore.
I panel che hanno riunito imprese, associazioni di categoria, mondo accademico e protagonisti del design hanno allargato il campo oltre la dimensione strettamente industriale, mettendo in evidenza come riciclo e riutilizzo non rappresentino solo una scelta ambientale, ma anche un’opportunità economica e creativa per il Paese.
Rilegno ha voluto ribadire il proprio messaggio, affidandolo alle parole del presidente Nicola Semeraro: «Promuovere il recupero del legno e restituirgli valore è il principio che guida da sempre Rilegno. Il legno è un materiale vivo, che ci accompagna da millenni. Da scarto diventa risorsa.
Da problema diventa soluzione». L’obiettivo è spostare il tema del recupero dal solo piano tecnico a quello di una vera cultura materiale, dove sostenibilità e sviluppo possono procedere insieme.
Questa idea ha trovato una traduzione molto concreta nella sfida Rilegno–Masterwood, uno dei momenti più significativi della giornata. Otto giovani
designer si sono misurati nella realizzazione dal vivo di uno sgabello in legno riciclato, utilizzando materiali di recupero e la falegnameria mobile messa a disposizione da Rilegno. Più che un semplice esercizio dimostrativo, l’iniziativa ha messo al centro il saper fare: creatività, competenze tecniche e abilità manuali portate sullo stesso piano, sotto la guida di mentor
AT THE MILAN TRIENNALE, RILEGNO AND BOCCONI PRESENTED NEW DATA ON THE WOOD SUPPLY CHAIN: INTERNATIONAL RECORDS, THE BUSINESS PERSPECTIVE AND THE MASTERWOOD CHALLENGE.
At the Milan Triennale, the conference The Value of Wood, promoted by Rilegno, focused on a question that today concerns industry, sustainability and design: how much does wood really matter within a mature circular economy model? The answer, at least looking at the figures presented, is already very concrete: in 2025, wood packaging recycling in Italy reached 69.86%, well above European targets, while pallet regeneration exceeded 70 million units placed back on the market. The first figure emerging from Rilegno’s 2026 Report is that of a supply chain that continued to strengthen in 2025, bringing the wood packaging recycling rate to 69.86%, up two percentage points from the previous year and well above the European target of 30% set for 2030. Over the same period, total volumes placed on the market exceeded 3.5 million tonnes (+3.7%), while wood volumes sent for recovery came close to 1.8 million tonnes. Supporting this result was an increasingly extensive network made up of 412 collection platforms, 15 recycling plants and 1,904 consortium members, in addition to more than 98,000 transport operations managed over the year. But perhaps the most significant figure concerns regeneration: in 2025, more than one million tonnes of pallets were recovered, equivalent to over 70 million units returned to the market.
Rilegno is keen to underline the importance of this, linking the theme of recycling to the broader issue of resource availability and the industrial resilience of the supply chain. «Our Consortium continues to represent a point of reference in the Italian and international landscape of recovery and recycling: thanks to the collaboration between businesses, institutions and citizens, we are able to give wood new life, contributing concretely to the reduction of CO2 emissions, the containment of virgin raw material use, and the spread of a more responsible development model» said President Nicola Semeraro.
e professionisti del settore. La chiusura dell’evento, con la premiazione finale e il lancio del contest internazionale Rilegno 2026-2027 dedicato a oggetti in legno riciclato pensati per persone con fragilità, ha rafforzato l’idea del recupero del legno come materia capace di attivare nuove visioni dei progetti, di come anche il design abbia una responsabilità sociale.
In his view, the 2025 figures «confirm the strategic value of managing the reuse and end-of-life of wood, with tangible positive effects both environmentally and economically» especially in a context marked by growing pressure on resources and constantly evolving wood markets. The research carried out by Rilegno with SDA Bocconi, despite the encouraging recycling figures, opens up a different front: the perceived value of wood within companies. The survey, conducted on a sample of 40 companies of different sizes and sectors, in fact shows a positive but still incomplete picture. On the one hand, wood enjoys a very strong reputation: 70% of companies consider it more sustainable than other materials and particularly appreciate its environmental impact, aesthetics, contribution to corporate image and ease of disposal. On the other hand its value in terms of life cycle and sustainability has not yet been fully internalized, and still tends to remain implicit rather than translated into a conscious strategic choice.
In this case, a strong gap emerges between perception and communication. Although 75% of companies consider sustainability a strategic issue, only 13% actually use wood as a communication lever. According to the study, this limitation depends above all on the lack of tools for measuring environmental performance, which makes it more difficult to build credible and effective communication. On the operational side, some critical issues also remain, such as costs, regulatory and logistical complexity, as well as weight and bulk, which continue to influence companies’ choices. Not surprisingly, material selection is still driven mainly by functional and economic criteria, while environmental impact is considered a priority by only a minority, equal to 22% of the sample. Wood is widespread, recognized and in many cases appreciated, but its potential has not yet been fully transformed into a competitive advantage. Wooden packaging, for example, is used by 70% of the sample, but the pallet is still often perceived more as a logistics element than as actual packaging, and this reduces its value even within ESG strategies. At the same time, however, 77% of companies say they are interested in support tools such as guidelines, labels or dedicated formats: a sign that the limit appears to be operational rather than cultural.


PER LA LEGNA DA ARDERE CAMBIA LA NORMA ISO: IL LIMITE MINIMO DI UMIDITÀ SCENDE ALL’8%. ACCOLTA LA PROPOSTA DI AIEL: SUPERATO UN PARAMETRO CHE NON RISPECCHIAVA LE REALI CONDIZIONI PRODUTTIVE E COMMERCIALI DEL SETTORE.






È stata pubblicata la nuova edizione della norma internazionale ISO 17225-5 sulla classificazione della legna da ardere, che introduce un aggiornamento importante per il settore: il limite minimo di umidità passa ufficialmente dal 10% all’8%.
La revisione della norma recepisce la proposta tecnica presentata da AIEL –Associazione Italiana Energie Agroforestali nell’ambito dei lavori della commissione internazionale ISO dedicata ai biocombustibili solidi. L’aggiornamento nasce dalla necessità di correggere una criticità tecnica che negli ultimi anni aveva finito per penalizzare parte del settore. In molti contesti produttivi e commerciali, infatti, valori di umidità inferiori al 10% rappresentano una condizione normale. È il caso dell’essiccazione na-
THE ISO STANDARD FOR FIREWOOD HAS CHANGED: THE MINIMUM MOISTURE CONTENT LIMIT HAS BEEN LOWERED TO 8%.
AIEL’S PROPOSAL HAS BEEN ACCEPTED, OVERTURNING A STANDARD THAT DID NOT REFLECT THE SECTOR’S ACTUAL PRODUCTION AND COMMERCIAL CONDITIONS.
turale in aree calde e ventilate, per esempio nel Centro-Sud Italia, della vendita nella grande distribuzione organizzata – dove una legna più secca aiuta a preservare gli imballaggi – e dei trasporti marittimi di lunga durata, nei quali un contenuto idrico più basso riduce il rischio di muffe durante la movimentazione.
La precedente soglia minima del 10%, quindi, rischiava di escludere dalla corretta classificazione prodotti che presentavano caratteristiche qualitative elevate, creando un disallineamento tra norma tecnica e realtà del mercato. Con il nuovo limite fissato all’8%, la norma risulta oggi più coerente con le effettive condizioni produttive e commerciali del settore, valorizzando le aziende che investono nella qualità della legna da ardere.
L’aggiornamento rappresenta inoltre un passo avanti anche per la trasparenza commerciale e per i sistemi di certificazione di qualità, come BiomassPlus®, consentendo una classificazione più corretta dei prodotti e una comunicazione più chiara lungo tutta la filiera.
«Questo risultato dimostra l’importanza di portare ai tavoli internazionali l’esperienza concreta delle imprese e dei sistemi di certificazione – commenta Matteo Favero, responsabile Area biocombustibili e certificazioni di AIEL –. «La precedente soglia del 10% non rappresentava una parte crescente del mercato. Con questa modifica la norma diventa più aderente alla realtà del settore e valorizza maggiormente la qualità del combustibile legnoso».

The new edition of the international standard ISO 17225-5 on firewood classification has been published, introducing a significant update for the industry: the minimum moisture limit officially increases from 10% to 8%.
The revised standard incorporates the technical proposal presented by AIEL – Italian Agroforestry Energy Association – as part of the work of the international ISO commission on solid biofuels. The update stems from the need to correct a technical issue that had penalized part of the industry in recent years. In many production and commercial contexts, moisture levels below 10% are normal. This is the case for natural drying in warm, well-ventilated areas, such as in Central and Southern Italy, for sale in large-scale retail outlets—where drier wood helps preserve packaging—and for long-distance maritime
transport, where a lower moisture content reduces the risk of mold during handling. The previous minimum threshold of 10%, therefore, risked excluding products with high-quality characteristics from proper classification, creating a misalignment between technical standards and market reality. With the new limit set at 8%, the standard is now more consistent with the actual production and commercial conditions of the sector, enhancing the value of companies that invest in the quality of firewood.
The update also represents a step forward for commercial transparency and quality certification systems, such as BiomassPlus®, enabling more accurate product classification and clearer communication throughout the supply chain.
«This result demonstrates the importance of bringing the concrete experience of companies and certification systems to international discussions – comments Matteo Favero, head of AIEL's Biofuels and Certification Area –. The previous 10% threshold did not represent a growing portion of the market. With this change, the regulation becomes more in line with the reality of the sector and better values the quality of wood fuel».


Un quadro complesso è quello del contesto di mercato in Italia nel mondo del pallet in legno così come viene efficacemente delineato dal rapporto di mercato commissionato da Conlegno insieme al Politecnico di Milano e diffuso all’evento “Le Radici del Gioco” svoltosi all’Allianz Cloud a Milano lo scorso 5 marzo. L’Osservatorio pallet - Report 2025 è stato realizzato in collaborazione con Rilegno e promosso da CNA (Artigiani Imprenditori d’Italia), CONFAPI, Confartigianato e Filiera Legno. Negli ultimi anni – esordisce il rapporto – i profondi mutamenti emersi sul piano economico e geopolitico hanno inciso in misura rilevante sull’economia e sul sistema logistico italiano, influenzando l’evoluzione del mercato e della filiera produttiva del pallet in legno. La ripresa post-pandemica ha prodotto una significativa espansione delle attività produttive e commerciali a livello globale, come evidenziato nel nostro Paese dalla crescita del PIL dell’8,9% e del 4,8% rispettivamente nel 2021 e nel 2022. Di conseguenza, e per l’effetto congiunto di eventi che hanno messo sotto stress le supply chain internazionali – si pensi alla guerra tra Russia e Ucraina – si sono registrati problemi rilevanti di carenza di capacità logi-

stica e produttive a livello internazionale, determinando forti pressioni sulle imprese manifatturiere, incluse le aziende produttrici di pallet in legno.
In questo contesto – prosegue il rapporto – l’incremento della domanda di imballaggi, elemento chiave per sostenere l’aumento dei flussi logistici, ha determinato una consistente crescita sia delle vendite sia delle importazioni di pallet in Italia. Parallelamente, la scarsità e il conseguente aumento dei prezzi del legno e dei semilavorati destinati alla produzione di pallet si sono riflessi in incrementi significativi dei prezzi di produzione.

A fronte di questa evoluzione del contesto, i manager del settore sono stati chiamati a reagire, implementando talvolta strategie innovative, come testimonia la diffusione del fenomeno dei pallet ricostruiti.
Il mercato italiano dei pallet in legno nel suo complesso conta circa 160 milioni di pezzi immessi annualmente, suddivisi tra 100 milioni di pallet nuovi e 60 milioni di pallet usati. Con riferimento ai soli pallet nuovi, la produzione nazionale ammonta a circa 84 milioni di pezzi: di questi, la quota prevalente (circa 77 milioni) è destinata al mercato interno, mentre i restanti sette milioni sono destinati all'export. L'offerta complessiva di pallet sul mercato italiano comprende inoltre una componente di import pari a circa 22,9 milioni di pezzi. Tale stima comprende i pallet introdotti da aziende di produzione di pallet, dai fornitori di servizi di noleggio (pallet pooling) e dalle imprese utilizzatrici operanti sul territorio nazionale, includendo i pallet impiegati sia nella gestione dei flussi domestici sia a

supporto delle esportazioni di merci. Spostando l'attenzione dai valori puntuali all'andamento della produzione di pallet nuovi negli ultimi anni, si osserva un calo nel 2023 dopo il record raggiunto nel 2022 (-9,3%), seguito dal ritorno a un trend di leggera crescita nel 2024 (+2,1%), che si prevede continuerà anche nel 2025 (+0,3%) e nel 2026 (+2,2%).

Rivolgendo l'attenzione all'andamento dei pallet usati, si registra un incremento nel 2024 (+3,6%), che segue una lieve flessione rilevata tra il 2022 e il 2023 (-0,7%). Le stime indicano una prosecuzione del trend di crescita anche per il 2025 (+0,2%) e 2026 (+4,8%).
Analizzando più nel dettaglio la composizione del mercato dei pallet usati in base alla tipologia si rileva che il 69% è costituito da pallet "selezionati" classificati come riutilizzabili senza necessità di ulteriori interventi, mentre il restante 30% richiede un intervento di riparazione al fine di ripristinarne la funzionalità. All'interno del segmento del pallet fuori standard, si segnala una quota residuale (1%) rappresentata da pellet ricostruiti mediante l'impiego di componenti recuperati da esemplari danneggiati. Tale fenomeno, sviluppatosi in risposta alla severa carenza di legno e materie prime verificatasi negli ultimi anni, seppur residuale numericamente, si sta progressivamente consolidato come prassi operativa nel settore. Un ulteriore elemento di analisi riguarda la quota di pallet EPAL sul mercato. Nel segmento del nuovo questa tipologia rappresenta circa il 10% del totale immesso, mentre nel comparto dell'usato la percentuale si avvicina al 30% in virtù della maggiore propensione al riutilizzo riconducibile all'elevato valore e alla natura standardizzata del pallet EPAL. Da evidenziare, inoltre le performance positive registrate dalla produzione di
In queste pagine alcuni momenti dell’evento “Le Radici del Gioco” all'Allianz Cloud a Milano il 5 marzo 2026, moderato dal Segretario generale di Conlegno Sebastiano Cerullo, nella foto in alto.



pallet EPAL nei primi mesi del 2025, con un incremento di circa il 2% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Queste osservazioni evidenziano la complessità insita nell'analisi del mercato del pallet in legno, caratterizzata dalla compresenza di molteplici prospettive.
Negli ultimi anni, anche per la filiera
dei pallet si è manifestata la necessità di adottare soluzioni orientate al contenimento e alla riduzione dell'impatto ambientale. Un ambito che ha registrato particolare attenzione riguarda le certificazioni applicate al legname utilizzato (PEFC e FSC).
Attualmente circa il 63% degli operatori del settore possiede almeno una certificazione legata al legno impiegato, con il 51% delle aziende in possesso esclusivo delle certificazioni
PEFC e il 12% dotato di entrambe le certificazioni PEFC e FSC, a conferma di un approccio multi-certificato tra i player maggiormente impegnati nelle politiche green.
Alcune aziende del settore hanno inoltre ottenuto certificazioni ambientali di carattere più generale, quali le certificazioni ISO (ad esempio la ISO14001 relativa ai sistemi di gestone ambientale), attestando così un impegno sistematico nella riduzione dell'impatto ambientale complessivo delle proprie attività.
Un ulteriore indicatore dell'attenzione alla sostenibilità è rappresentato dal ricorso diffuso all'autoproduzione energetica: in media, il 34% dell'energia utilizzata dalle aziende produttrici deriva da fonti di generazione interna, come impianti fotovoltaici o altre soluzioni tecnologiche. Questo dato testimonia sia una crescente sensibilità verso la riduzione dell'impatto ambientale anche sotto il profilo energetico sia una strategia di mitigazione rispetto alla crescita e all'elevata volatilità del costo dell'energia osservati negli ultimi anni. Il rapporto del Politecnico di Milano è molto ampio e articolato, via via aggiornato anno per anno e può essere richiesto a Conlegno.

The market context for wooden pallets in Italy presents a complex picture, as effectively outlined in the market report commissioned by Conlegno from the Polytechnic University of Milan and released at the event held at the Allianz Cloud in Milan on March 5th of this year. In recent years, the report begins, profound economic and geopolitical changes have significantly impacted the Italian economy and logistics system, influencing the evolution of the wooden pallet market and production chain. The post-pandemic recovery has led to a significant expansion of global manufacturing and trade, as evidenced in Italy by GDP growth of 8.9% and 4.8% in 2021 and 2022, respectively. Consequently, and due to the combined effect of events that have stressed international supply chains—think of the war between Russia and Ukraine—significant shortages of logistics and production capacity have arisen internationally, placing severe pressure on manufacturing companies, including wooden pallet producers. In this context, the report continues, the increased demand for packaging, a key factor in supporting increased logistics flows, has led to significant growth in both pallet sales and imports in Italy. At the same time, the scarcity and resulting price increases of wood and semi-finished products for pallet production have resulted in significant increases in production prices. Faced with this changing context, industry managers have been called upon to react, sometimes implementing innovative strategies, as evidenced by the widespread phenomenon of remanufactured pallets.
The Italian wooden pallet market as a whole accounts for approximately 160 million units released annually, divided between 100 million new pallets and 60 million used pallets. National production of new pallets alone amounts to approximately 84 million units: of these, the majority (approximately 77 million) is destined for the domestic market, while the remaining sixty-seven million are exported. The overall supply of pallets on the Italian market also includes an import component of approximately 22.9 million units. This estimate includes pallets introduced by pallet manufacturing companies, rental service providers (pallet pooling), and user companies operating domestically, including pallets used both to manage domestic flows and to support exports of goods. Shifting attention from specific figures to the trend in new pallet production in recent years, a decline is observed in 2023 following the record reached in 2022 (-9.3%), followed by a return to a slight growth trend in 2024 (+2.1%), which is expected to continue in 2025 (+0.3%) and 2026 (+2.2%).
Turning attention to the trend in used pallets, an increase is recorded in 2024 (+3.6%), following a slight decline between 2022 and 2023 (-
0.7%). Estimates indicate a continuation of the growth trend for 2025 (+0.2%) and 2026 (+4.8%).
A more detailed analysis of the used pallet market by type reveals that 69% consists of "selected" pallets classified as reusable without the need for further intervention, while the remaining 30% require repair to restore their functionality. Within the non-standard pallet segment, a residual share (1%) consists of pellets rebuilt using components recovered from damaged pallets. This phenomenon, which developed in response to the severe shortage of wood and raw materials experienced in recent years, although numerically residual, is gradually becoming established as an operating practice in the sector.
An additional element of analysis concerns the share of EPAL pallets on the market. In the new segment, this type represents approximately 10% of the total market, while in the used segment, the percentage approaches 30% due to the greater propensity for reuse due to the high value and standardized nature of EPAL pallets. Also noteworthy is the positive performance recorded by EPAL pallet production in the first months of 2025, with an increase of approximately 2% compared to the same period of the previous year. These observations highlight the complexity inherent in analyzing the wooden pallet market, characterized by the simultaneous presence of multiple perspectives.
In recent years, the pallet supply chain has also seen a need to adopt solutions aimed at containing and reducing environmental impact. One area that has attracted particular attention concerns the certifications applied to the wood used (PEFC and FSC).
Currently, approximately 63% of operators in the sector hold at least one certification related to the wood used, with 51% of companies holding only PEFC certification and 12% holding both PEFC and FSC certifications, confirming a multi-certificate approach among the players most committed to green policies. Some companies in the sector have also obtained more general environmental certifications, such as ISO certifications (for example, ISO14001 for environmental management systems), thus demonstrating a systematic commitment to reducing the overall environmental impact of their operations.
A further indicator of sustainability concerns is the widespread use of self-generated energy: on average, 34% of the energy used by manufacturing companies comes from internal generation sources, such as photovoltaic systems or other technological solutions.
This data demonstrates both a growing awareness of reducing environmental impact, including energy, and a mitigation strategy for the growth and high volatility of energy costs observed in recent years.
The Politecnico di Milano report is extensive and detailed, updated annually, and can be requested from Conlegno.


COSTRUIRE CON IL TERRITORIO È IL TITOLO DEL CONVEGNO DEL PROSSIMO 26 GIUGNO: IL LEGNO LOCALE COME INFRASTRUTTURA
CULTURALE E RISORSA GENERATIVA.
IL CONVEGNO TROVA CORNICE NEL CONTESTO DI FIERA BOSTER –DAL 26 AL 28 GIUGNO IN ALTA VAL DI SUSA A BEAULARD DI OULX IN PROVINCIA DI TORINO – ARRICCHITO DAL DOCUFILM “IL TEMPO
DELLA MONTAGNA” E UN WORKSHOP FORMATIVO LA MATTINA DEL GIORNO SUCCESSIVO.

IL RUOLO DEL LEGNO
DI PROSSIMITÀ
NELLE POLITICHE
DI SVILUPPO LOCALE
Il legno locale rappresenta una risorsa strategica per i territori montani e per le aree interne, non solo come materiale da costruzione, ma come strumento di sviluppo economico, ambientale e sociale.
La valorizzazione del legno di prossimità consente infatti di mettere in relazione la gestione attiva del bosco,
la manutenzione del territorio, la prevenzione del dissesto, il sostegno alle economie locali e la qualità del costruire
In questa prospettiva, la filiera corta bosco-legno può diventare un elemento centrale delle politiche di sviluppo locale, favorendo nuove opportunità occupazionali, rafforzando le competenze presenti sul territorio e promuovendo un uso più consapevole e sostenibile delle risorse forestali.
L'intervento intende quindi approfondire il ruolo delle istituzioni pubbliche, degli enti territoriali e delle comunità locali nella costruzione di strategie capaci di trasformare il legno locale in una leva concreta per il presidio, la cura e lo sviluppo dei territori montani.
QUALIFICARE IL LEGNO LOCALE: STRUMENTI, PRESTAZIONI E POLITICHE PUBBLICHE
L’approfondimento affronta le condizioni tecniche, ambientali e amministrative

necessarie per rendere il legno locale una risorsa concretamente utilizzabile nella progettazione, nella costruzione e nelle politiche pubbliche.
Saranno trattati i temi della caratterizzazione del materiale, della classificazione degli assortimenti, delle prestazioni meccaniche e fisiche, delle possibili destinazioni d’uso e della certificazione per l’impiego strutturale.
Particolare attenzione sarà dedicata agli strumenti di valutazione ambientale, quali impronta di carbonio, analisi del ciclo di vita, Criteri Ambientali Minimi e protocolli di sostenibilità, utili a evidenziare il valore del legno di prossimità nella riduzione degli impatti ambientali.
L’incontro approfondirà inoltre il ruolo degli enti locali nella valorizzazione della filiera, attraverso la formazione dei RUP, l’applicazione dei CAM negli appalti pubblici, l’adeguamento dei regolamenti edilizi e la promozione di una domanda pubblica più consapevole e orientata alla qualità territoriale.
L’approfondimento propone un confronto operativo tra i diversi soggetti coinvolti nella filiera, con l’obiettivo di

dell’uso a cascata del legno, evidenziando la necessità di valorizzare gli assortimenti di qualità per impieghi a maggiore valore aggiunto, prima della destinazione energetica. In questa prospettiva assumono rilievo la capacità di selezionare le piante di qualità in bosco, l’organizzazione della raccolta, la commercializzazione e gli strumenti di pianificazione e sostegno alla filiera, sia a livello regionale sia locale.
AL COSTRUIRE: IL LEGNO LOCALE COME OPPORTUNITÀ PER

mettere in relazione progettazione, gestione forestale, trasformazione del materiale e realizzazione degli interventi edilizi.
Saranno affrontati i temi della progettazione mirata su prodotti e capacità di lavorazione locali, delle soluzioni tecnologiche coerenti con il materiale disponibile e dell’integrazione tra progettisti, operatori forestali, segherie e imprese di costruzione.
Particolare attenzione sarà dedicata alla conoscenza dei legnami effettivamente disponibili sul territorio, alle loro caratteristiche, alle modalità di approvvigionamento, ai tipi di lavorazione possibili e alle condizioni organizzative necessarie per rendere concreta la filiera corta bosco-legno. Il confronto toccherà inoltre il tema
Nell’ambito di BOSTER –Bosco e Territorio, in programma dal 26 al 28 giugno 2026 in Alta Val Susa, a Beaulard di Oulx, il convegno propone una riflessione sul ruolo del legno locale come risorsa concreta per lo sviluppo dei territori montani.
BOSTER rappresenta un contesto particolarmente significativo per affrontare questo tema: una fiera dedicata al bosco, al territorio, alle imprese, alle tecnologie e alle filiere forestali. All’interno di questa cornice, il convegno intende mettere al centro il ruolo delle politiche pubbliche, degli enti locali e delle strategie di sviluppo territoriale, collegandole alla gestione forestale, alla qualificazione del materiale, alla progettazione, alla costruzione e alla valorizzazione economica delle comunità montane.
Le fotografie a corredo sono di Devis Guiguet e della “sua” Val di Susa.


www.fieraboster.it
Il legno di prossimità può infatti diventare molto più di un materiale da costruzione. Può rappresentare una leva per integrare gestione attiva del bosco, manutenzione del paesaggio, presidio del territorio, sostenibilità ambientale, economia locale e qualità del costruire.
In questa prospettiva, la filiera corta bosco-legno assume un valore strategico: non solo come modello produttivo, ma come strumento per generare ricadute economiche, ambientali e sociali nei territori.
L’iniziativa si rivolge ad amministratori pubblici, tecnici comunali, funzionari, progettisti, operatori forestali, imprese della filiera legno e imprese di costruzione, con l’obiettivo di promuovere un confronto tra i soggetti che possono contribuire alla costruzione di una filiera territoriale realmente operativa Il convegno affronterà le condizioni necessarie per rendere il legno locale una risorsa utilizzabile nei processi edilizi e nelle



strategie pubbliche.
Saranno approfonditi gli aspetti legati alla conoscenza e qualificazione del materiale, alla classificazione degli assortimenti, alle prestazioni meccaniche, fisiche e ambientali, alla certificazione per l’uso strutturale e alla tracciabilità della risorsa.
Accanto agli aspetti tecnici, particolare attenzione sarà dedicata agli strumenti di valutazione ambientale e agli indirizzi normativi che possono favorire l’impiego del legno locale nella progettazione e negli appalti pubblici.
Impronta di carbonio, analisi del ciclo di vita, Criteri Ambientali Minimi e protocolli di sostenibilità consentono infatti di riconoscere il valore ambientale del legno di prossimità e di orientare scelte progettuali più coerenti con gli obiettivi della transizione ecologica.
Un tema centrale sarà il ruolo degli enti locali. La valorizzazione del legno del territorio richiede una domanda pubblica
consapevole, capacità amministrativa, formazione dei responsabili del procedimento, applicazione dei CAM, aggiornamento dei regolamenti edilizi e indirizzi progettuali capaci di favorire l’utilizzo delle risorse locali. Le amministrazioni possono diventare soggetti attivi nel promuovere sperimentazione, coordinamento e sviluppo della filiera. Il confronto entrerà poi nel rapporto tra bosco, progetto e cantiere, affrontando il passaggio dalla disponibilità della risorsa alla sua trasformazione e al suo impiego nell’edilizia. Utilizzare legno locale significa progettare in modo coerente con le specie disponibili, le caratteristiche degli assortimenti, le capacità delle segherie, le tecnologie di lavorazione e le competenze presenti sul territorio.
In questa prospettiva, il dialogo tra progettisti, operatori forestali, imprese di trasformazione, imprese di costruzione ed enti pubblici diventa essenziale per costruire una filiera corta efficace. L’incontro approfondirà anche il principio dell’uso a cascata del legno, orientato a valorizzare prioritariamente gli assortimenti di qualità per impieghi a maggiore valore aggiunto, destinando solo successivamente il materiale agli usi energetici.
Il convegno si propone quindi come un momento di confronto operativo e istituzionale per ragionare su come trasformare una risorsa presente nei boschi montani in una filiera capace di produrre valore economico, ambientale e sociale.
Costruire con il legno locale significa costruire anche nuove relazioni tra politiche pubbliche, territorio, bosco, imprese, progetto e comunità. Significa riconoscere nel materiale di prossimità non solo una scelta tecnica e sostenibile, ma una concreta strategia di sviluppo per le aree montane.

Venerdì 26 giugno 2026, ore 18.30
Proiezione docufilm: Il tempo della montagna – ArchitetturAlpinA in dieci storie
Nell’ambito delle iniziative culturali della Fiera BOSTER, è prevista la proiezione del docufilm: “Il tempo della montagna”, Promosso da Architetti Arco Alpino, dedicato all’architettura contemporanea nei territori alpini italiani. Il film propone un viaggio attraverso diverse realtà dell’arco alpino, raccontando esperienze progettuali, interventi architettonici e trasformazioni territoriali che mettono in relazione paesaggio, comunità e nuove forme dell’abitare in montagna. Attraverso una narrazione che intreccia progetti e storie di vita, il docufilm affronta temi centrali quali la rigenerazione dei territori montani, il rapporto tra tradizione e innovazione, la sostenibilità ambientale, l’uso delle risorse locali e il ruolo dell’architettura come strumento di sviluppo culturale e sociale.
La proiezione rappresenta un momento di riflessione e approfondimento che si colloca tra il convegno e il workshop, contribuendo a costruire un quadro culturale condiviso sui temi del progetto nei contesti alpini.
Sabato 27 giugno 2026, ore 9.30–12.30
Workshop operativo: Costruire con il legno: materiali, lavorazioni e applicazioni in fiera
Il giorno successivo al convegno si svolgerà un workshop operativo organizzato dall’Ordine degli Architetti, Pianificatori Paesaggisti e Conservatori di Torino e Ordine Interprovinciale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali del Piemonte, all’interno degli spazi espositivi della Fiera BOSTER. L’iniziativa sarà concepita come corso formativo pratico e itinerante, rivolto ad architetti, agronomi e forestali, con l’obiettivo di approfondire in modo concreto i temi della filiera del legno locale: dalla materia prima alle lavorazioni, fino alle applicazioni in edilizia, bioedilizia, arredo, falegnameria, arredo urbano, microarchitetture e usi energetici.
Il percorso si svolgerà tra stand selezionati del settore legno, edilizia, bioedilizia, componenti edilizi, falegnameria, arredo e legno-energia.
Il workshop non avrà carattere commerciale, ma formativo e tecnico-divulgativo, valorizzando il confronto diretto tra professionisti, operatori, produttori, artigiani ed esperti del settore. Il valore dell’attività risiederà nel suo carattere operativo e sul campo: i partecipanti potranno osservare da vicino materiali, semilavorati, prodotti, lavorazioni, dettagli costruttivi e soluzioni applicative, toccando con mano le diverse possibilità di impiego del legno lungo la filiera.

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L’obiettivo sarà mettere in relazione la risorsa forestale locale con i successivi passaggi di trasformazione e utilizzo: gestione e provenienza del materiale, prima lavorazione, produzione di componenti, sistemi costruttivi, arredi, applicazioni esterne, piccole
Alla Fiera BOSTER il LEGNO COME RISORSA STRATEGICA
PER I TERRITORI MONTANI IN TRE PANEL
• Convegno formativo 26/6 ore 14.30 - 17.30
• Proiezione docufilm 26/6 ore 18.30
• Workshop operativo 27/6 ore 9.30–12.30
BUILDING WITH THE TERRITORY
"BUILDING WITH THE TERRITORY" IS THE TITLE OF THE CONFERENCE ON JUNE 26TH: LOCAL WOOD AS A CULTURAL INFRASTRUCTURE AND GENERATIVE RESOURCE.
THE CONFERENCE WILL TAKE PLACE WITHIN THE BOSTER FAIR – JUNE 26TH TO 28TH IN THE ALTA VAL DI SUSA AREA OF BEAULARD DI OULX, IN THE PROVINCE OF TURIN—ENRICHED BY THE DOCUMENTARY FILM "MOUNTAIN TIME" AND A TRAINING WORKSHOP THE FOLLOWING MORNING.
Local wood represents a strategic resource for mountainous and inland areas, not only as a building material, but also as a tool for economic, environmental, and social development.
The valorization of local wood allows for the connection between active forest management, land maintenance, prevention of landslides, support for local economies, and quality construction.
From this perspective, the short forest-wood supply chain can become a central element of local development policies, fostering new employment opportunities, strengthening local skills, and promoting a more informed and sustainable use of forest resources.
This project therefore aims to explore the role of public institutions, local authorities, and local communities in developing strategies capable of transforming local wood into a concrete lever for the protection, care, and development of mountain areas.
The workshop will address the technical, environmental, and administrative requirements needed to make local wood a truly usable resource in design, construction, and public policy.
strutture e valorizzazione energetica Il workshop si configurerà pertanto come momento complementare al convegno del giorno precedente, con un’impostazione orientata alla verifica concreta, all’approfondimento tecnico e al dialogo diretto con la filiera.
The topics covered will include material characterization, assortment classification, mechanical and physical performance, potential uses, and certification for structural use.
Particular attention will be paid to environmental assessment tools, such as carbon footprint, life cycle analysis, Minimum Environmental Criteria, and sustainability protocols, which are useful for highlighting the value of local wood in reducing environmental impacts.
The meeting will also explore the role of local authorities in enhancing the supply chain, through the training of RUPs, the application of CAMs in public procurement, the adaptation of building regulations, and the promotion of a more informed public demand focused on territorial quality.
As part of BOSTER – Forests and Territory, scheduled for June 26–28, 2026, in the Upper Susa Valley, in Beaulard di Oulx, the conference offers a reflection on the role of local wood as a concrete resource for the development of mountain areas.
BOSTER represents a particularly significant context for addressing this topic: a trade fair dedicated to forests, the territory, businesses, technologies, and forestry supply chains. Within this framework, the conference aims to highlight the role of public policies, local authorities, and territorial development strategies, connecting them to forest management, material qualification, design, construction, and the economic development of mountain communities.
Local wood can, in fact, become much more than a building material. It can be a lever for integrating active forest management, landscape maintenance, territorial protection, environmental sustainability, the local economy, and building quality.

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A quasi dieci anni dal sisma del 2016, il tema della ricostruzione nel Centro Italia si sta misurando sempre più con una domanda che va oltre il cantiere: come trasformare una necessità edilizia in un’occasione di rilancio economico, sociale e produttivo per i territori colpiti. È su questo terreno che si è sviluppato il confronto promosso da FederlegnoArredo durante il Salone del Mobile, che ha riunito istituzioni, rappresentanti della filiera, ricerca e imprese attorno a un’idea precisa: il legno locale non come semplice ma-
teriale, ma come leva per ricostruire comunità, riattivare competenze e dare forma a una filiera radicata nell’Appennino centrale Il dibattito ha messo in relazione piani diversi ma strettamente connessi. Da una parte la visione politica e strategica della ricostruzione, con il richiamo alla necessità di sostenere non solo gli edifici ma anche le economie locali; dall’altra il tema della gestione forestale sostenibile, della conoscenza del patrimonio boschivo e della responsabilità pubblica nel go-

vernarlo. A questo si sono aggiunti i passaggi più concreti: la costruzione di una filiera che parte dalla pianificazione e dalla certificazione dei boschi, arriva alla logistica e alla trasformazione industriale del legno e si apre, infine, anche a lavorazioni capaci di generare valore aggiunto sul piano del design e della manifattura. Al tavolo sono intervenuti il senatore Giorgio Salvitti, consigliere del Ministero MASAF, il commissario straordinario Guido Castelli, il presidente di FederlegnoArredo Claudio Feltrin, la

presidente del Cluster Italia Foresta Legno Alessandra Stefani, il segretario generale di Fondazione Symbola
Fabio Renzi, il presidente di Assolegno
Claudio Giust, Stefano Panichi di Laga Legno, l’imprenditore Graziano Giordani e il presidente BIM Tronto Luigi Contisciani
LA RICOSTRUZIONE
ATTRAVERSO IL LEGNO
L’intervento del Senatore Guido Castelli – commissario straordinario del Governo per la riparazione e la ricostruzione – parte da un presupposto preciso: la ricostruzione non può limitarsi agli edifici. «Il sisma del 2016, con migliaia di scosse e un’area colpita di circa 8.000 chilometri quadrati, ha imposto sì la necessità di ricostruire i fabbricati, ma ha anche aperto una questione più ampia, che riguarda la tenuta delle comunità e il futuro economico dei territori dell’Appennino centrale. Ci siamo posti il problema di curare anche la popolazione colpita» ha spiegato il commissario, chiarendo che non avrebbe avuto senso intervenire sugli immobili senza «mantenere in vita quelle comunità». In questo quadro, il bosco non è stato letto come semplice presenza naturale, ma come
una risorsa da riportare al centro, soprattutto in un contesto in cui l’abbandono del territorio lo rende più fragile e, allo stesso tempo, lascia inutilizzata una materia prima disponibile. «Da qui è nata l’idea di usare la ricostruzione anche per recuperare la cultura del legno, la gestione del legno, la lavorazione del legno, per riattivare una filiera che in passato aveva rappresentato una componente importante dell’economia appenninica». Il dato che porta a sostegno di questo indirizzo riguarda proprio l’impiego del legno negli interventi di ricostruzione: «da una media dell’8% della ricostruzione in legno di un anno fa, ora stiamo sfiorando il 25%. Partiamo da numeri molto bassi, quindi la crescita è alta, ma sono comunque cifre confortanti su cui bisogna continuare a lavorare. Il progetto va oltre l’aumento di una quota costruttiva: punta a rafforzare la filiera locale, a incentivare l’estrazione e la lavorazione del legno in prossimità dei territori colpiti e a fare della ricostruzione una leva di sviluppo. Abbiamo cominciato a comprendere l’importanza di utilizzare la ricostruzione anche come una spinta per rimettere in moto competenze, lavorazioni e investimenti» ha osser-


vato, richiamando anche il ruolo di NextAppennino nel sostenere questo percorso.
Alessandra Stefani – presidente del Cluster Nazionale Italia Foresta Legno – ha allargato il discorso dalla ricostruzione al patrimonio forestale, riportando il legno dentro una prospettiva più ampia, che tiene insieme storia, territorio, sostenibilità e capacità produttiva.
«Mi sono occupata per quarant’anni di foresta e legno in diversi luoghi, e continuo a perorare la causa di questa materia straordinaria che non finiamo di scoprire nelle sue qualità, nelle sue potenzialità, nella sua storia e nel suo futuro. Il legno non è soltanto una materia prima da utilizzare meglio, ma un elemento capace di raccontare l’Italia e di proiettarla verso una sostenibilità concreta. Non c’è materiale migliore per raccontare la storia della nostra terra e immaginare un futuro di sostenibilità vera e non raccontata, non millantata.

Con il legno il greenwashing non si può fare. Se ben ricavato dalle foreste, se ben importato secondo regole corrette e se inserito in una logica di filiera, il legno consente davvero di immaginare un futuro di buona economia, di economia circolare vera e sostanziale con la possibilità di riutilizzare la materia in più cicli e, alla fine del percorso, di produrre anche energia senza tradire la sostenibilità del sistema».
Il punto, però, non è usare di più il bosco in modo indiscriminato, ma conoscerlo e gestirlo meglio. Stefani ha insistito a lungo su questo passaggio, anche per smontare letture superficiali: «Nessuno dice di tagliare di più e di disboscare senza raziocinio. Nessuno che si occupa di boschi si segherebbe i piedi: quella è la nostra ricchezza, quella dobbiamo mantenere e migliorare. La vera sfida è produrre meglio, non di più». Il quadro che ha tracciato è molto concreto: «nel 1936 i boschi italiani coprivano circa 5 milioni di ettari, mentre oggi si arriva a 12 milioni, tanto che abbiamo superato la superficie agricola». Non si tratta quindi di una risorsa marginale, ma del patrimonio forestale più alto in Italia dal Medioevo in avanti.

«Abbiamo i territori per fare tutto. I boschi italiani sono molto diversi, perché le Italie sono tante e sono diverse, in ciascuna regione bisogna lavorare in maniera peculiare, ma va sfruttato ciò che si trova sul posto».
Il Centro Appennino diventa quindi uno dei luoghi in cui questa impostazione può tradursi in opportunità reali: un’area “sfortunata ma benedetta”, che proprio attraverso una migliore conoscenza del bosco e una gestione più consapevole può ritrovare futuro economico e produttivo
Fabio Renzi – segretario generale di Fondazione Symbola – ha riportato il confronto su un nodo meno visibile ma fondamentale: per valorizzare davvero il legno locale, prima ancora di tagliare, lavorare o investire, bisogna sapere con precisione quanto bosco c’è, di chi è e che caratteristiche ha. «Il lavoro avviato insieme alla struttura commissariale punta proprio a ricostruire la consistenza sia quantitativa sia qualitativa del patrimonio forestale. In particolare per quanto riguarda i boschi di proprietà pubblica o collettiva, così da capire non solo l’estensione complessiva, ma anche la distribuzione, le specie arboree presenti e le relative potenzialità economiche e occupazionali».
Il tema, nelle sue parole, è quasi paradossale: molti comuni montani convivono con vaste superfici boscate senza conoscerle davvero come patrimonio strategico. Renzi lo ha detto in modo molto diretto, con una battuta che riassume bene il problema: «non è possibile che un sindaco di un comune di montagna sappia quante biciclette elettriche siano passate in una
stagione e non sappia il bosco che ha, la sua consistenza, le sue caratteristiche. Il punto, quindi, non è solo produrre una mappatura, ma far crescere una vera consapevolezza nei proprietari pubblici, mettendo ogni amministrazione nella condizione di sapere quanto bosco ha in termini assoluti, in termini relativi rispetto al proprio territorio, che tipo di bosco ha e quali potenzialità esprime. Si tratta di un passaggio fondamentale per far crescere la coscienza nei proprietari pubblici, perché senza questa base conoscitiva qualsiasi discorso su filiera, pianificazione o valorizzazione rischia di restare astratto».
Da qui discende anche una seconda questione, più politica e amministrativa: il patrimonio boschivo spesso non compare neppure in modo adeguato nella percezione patrimoniale dei comuni, nonostante in molti territori rappresenti una quota enorme della superficie disponibile. «Ci sono amministrazioni con percentuali di bosco molto elevate che però, di fatto, non considerano ancora quella risorsa come un asset da governare. Ciò che facciamo con Symbola non è solo conoscere il mosaico delle proprietà pubbliche, ma anche spingere i comuni verso strumenti di pianificazione più maturi, come i piani forestali, e verso una relazione più consapevole con il proprio territorio. Prima ancora di immaginare una filiera, bisogna restituire ai territori la capacità di leggere e riconoscere il valore dei propri boschi».
A dare forma concreta a questo disegno di filiera è stato l’intervento di Stefano Panichi, che ha raccontato il

progetto Lega Legno come passaggio dall’idea alla realizzazione industriale. Il suo racconto parte da un’intuizione maturata alcuni anni fa, quando «da uno studio sull’utilizzo del Faggio nel territorio marchigiano è nato “un primo spunto” che, passo dopo passo, si è trasformato in un progetto molto più ampio. Da lì si è cominciato a costruire una vera filiera del legno locale, mettendo insieme pianificazione forestale, certificazione, logistica, trasformazione e valorizzazione industriale della materia prima. Oggi siamo arrivati al punto di inaugurazione di questa attività. Non si tratta di una singola iniziativa isolata, ma di un sistema che prova a tenere insieme tutti i passaggi necessari perché il legno del territorio non resti una risorsa potenziale, ma diventi davvero prodotto, lavoro e impresa».
Panichi ha insistito soprattutto sul fatto che la filiera comincia molto prima della segheria. «La prima società nata all’interno del progetto si occupa di pianificazione e certificazione dei boschi, anche attraverso forme di associazionismo fondiario pensate per
superare il grande frazionamento delle proprietà. Ogni singolo proprietario non è mai stimolato a fare qualcosa di importante. Il lavoro di coordinamento serve proprio a cogliere l’interesse comune di tutti i proprietari e a preparare in modo costruttivo quello che può essere il bosco da tagliare». Solo dopo viene la seconda parte della filiera, dedicata a estrazione e logistica, che accompagna il legname certificato fino al luogo della trasformazione. È qui che entra in gioco il cuore industriale del progetto: il recupero, nell’area di Ascoli, di un sito da 100.000 metri quadrati – di cui al momento 24.000 occupati direttamente – dove è in corso l’installazione di una grande segheria e di una linea per la produzione di pellet. «Questo diventerà il nostro hub di trasformazione».
La segheria non viene presentata come punto d’arrivo, ma come base per un ecosistema più ampio. «C’è la volontà di valorizzare anche gli scarti di lavorazione, trasformandoli in pellet destinato ad alimentare una linea di teleriscaldamento di quinta genera-

zione. Noi alla fine prenderemo dai territori del “cratere” il legname e arriveremo a restituire calore ed energia agli stessi. Il progetto punta a chiudere il ciclo sul territorio stesso. L’ambizione è che quel sito possa attirare, nel tempo, anche altre aziende interessate a lavorare a partire da quella stessa materia prima, così da far nascere intorno alla segheria un piccolo polo produttivo».
Graziano Giordani – artigiano e imprenditore di Graziano Ricami – ha in-
fine portato un punto di vista diverso da quello meramente politico: il legno non come semplice materia da recuperare e trasformare, ma come base per lavorazioni ad alto contenuto creativo e manifatturiero. Il suo intervento ha spostato infatti l’attenzione dalla sola dimensione industriale a quella del valore aggiunto, mostrando come il rilancio del legno locale possa passare anche attraverso applicazioni capaci di dialogare con design, interior e alta lavorazione.
Ricamare il legno significa trasferire su questo materiale una logica sartoriale, fatta di precisione, ricerca e identità, anziché limitarlo a un uso strutturale o standardizzato. Giordani ha richiamato un primo esperimento già realizzato a Milano, dove il legno è stato
Nearly ten years after the 2016 earthquake, the discussion promoted by FederlegnoArredo at Salone del Mobile brought back into focus a question that goes far beyond the rebuilding of damaged structures: timber from the Apennines as a possible driver of economic, social and productive recovery for the affected territories. That was the real core of the meeting: not simply how to reconstruct houses and buildings, but how to rebuild communities, reactivate skills and create a local supply chain capable of restoring an economic function to a fragile yet resource-rich area. In this perspective, wood is no longer seen as a simple building material, but as the meeting point between public policy, forest management, business and manufacturing.
Guido Castelli, Extraordinary Commissioner for Reconstruction, clearly summed up the political dimension of the project, stressing that reconstruction cannot stop at the construction site.
«We asked ourselves how to care for the affected population as well» making it clear that intervening on buildings alone would make little sense without «keeping those communities alive». From this came the idea of using reconstruction not only to rebuild, but also to «recover the culture of wood, the management of wood, the processing of wood» in other words to reactivate a supply chain that once played an impor-
trattato come superficie da reinterpretare in chiave decorativa e progettuale, fino a immaginare una vera e propria “sartoria del legno”. È un passaggio importante perché amplia il significato della filiera raccontata durante l’evento; non solo bosco, segheria e trasformazione, ma anche la possibilità che da quel materiale nascano lavorazioni evolute, rivolte a mondi come hospitality, retail e arredo di fascia alta. In questo senso, il legno del territorio non viene presentato soltanto come risorsa disponibile, ma come materia capace di sostenere una manifattura riconoscibile e contemporanea, in grado di riportare nei luoghi della ricostruzione non solo produzione, ma anche ricerca e progetto.
tant role in the Apennine economy. In this framework, the forest is no longer a passive natural backdrop, but a resource that abandonment has made both more fragile and less valued. According to Castelli, the first signs of a change can already be seen in the numbers: «From an average of 8% of reconstruction in timber a year ago, we are now approaching 25%». It is still an early figure, but one that points to a broader ambition: to make local timber not a marginal option, but an increasingly central component of reconstruction.
Alessandra Stefani widened the discussion by moving from the building site to Italy’s forest heritage as a whole. Her argument rested on a precise point: wood can become a real resource only if it is placed within a serious, concrete and non-rhetorical approach to forest management.
«With wood, greenwashing is not possible» underlining that this material truly allows us to imagine «a future of good economy, of real and substantial circular economy». At the same time, she warned against overly simplistic readings: the issue is not to cut more, but to know more and manage better.
«The real challenge is to produce better, not more» recalling the striking expansion of Italy’s forest heritage, from 5 million hectares in 1936 to 12 million today. In this context, forests can no longer be treated as a marginal presence: they are now a structural resource for the country,
but one that must be governed with attention to territorial differences, available species and local specificities.
Fabio Renzi added another crucial element by focusing on a less visible but decisive issue: knowledge. Before one can even begin to talk about cutting, processing or investing, it is necessary to know exactly how much forest there is, who owns it and what characteristics it has. «The work launched together with the commissioner’s structure is aimed precisely at reconstructing the quantitative and qualitative consistency of forest heritage» he explained, especially in relation to publicly or collectively owned forests. In his view, the situation is almost paradoxical: many mountain municipalities live alongside vast forested areas without truly understanding them as a strategic asset. «It is not possible for a mayor of a mountain municipality to know how many electric bicycles passed through in a season and not know the forest they have» in a line that captured the problem very effectively. Without that basic layer of knowledge, any discussion of supply chains, planning or development risks remaining purely abstract.
The most concrete part of the meeting came from the entrepreneurs involved in building the supply chain itself. Stefano Panichi described the sawmill and processing hub project in the Ascoli area as an attempt to turn an industrial intuition into a real system. The process, he explained, begins long before the sawmill: with forest planning and certification, with forms of landowner association needed to overcome fragmented ownership, and then with logistics and industrial timber processing. «This is not a single isolated initiative, but a system that tries to hold together all the steps needed for timber from the territory not to remain a potential resource, but to truly become product, work and enterprise». The project also aims to close the cycle locally, by enhancing production scraps through pellet manufacturing and returning energy to the same territories within the earthquake crater. The ambition, in his words, is that this structure may become the seed of a small industrial hub capable of attracting other companies interested in working with that same raw material. Finally, Graziano Giordani opened up a further dimension: added value. If Panichi represents the industrial construction of the supply chain, Giordani shows how local timber can also move toward high-end processing. His contribution shifted the discussion toward design, interiors and creative manufacturing, even to the point of “embroidering wood,” that is, applying to the material a sartorial logic of precision, research and identity. This significantly broadens the meaning of the project that emerged during the meeting: not only forest, sawmill and transformation, but also the possibility that from this timber may come more advanced forms of craftsmanship, capable of bringing back to the affected territories not only production, but also design, research and manufacturing quality. In that sense, timber from the Apennines presents itself not just as a resource for material reconstruction, but as the basis for a new model of development, rooted in place and oriented toward the future.


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IN OCCASIONE DELLA GIORNATA EUROPEA DEI PARCHI IL 24 MAGGIO, IL PARCO REGIONALE DELL’APPIA ANTICA E PLANTVOICE
HANNO AVVIATO UN PROGETTO DI MONITORAGGIO SCIENTIFICO
DEGLI ALBERI STORICI DEL BOSCO SACRO CON L’OBIETTIVO DI MISURARE VIGORIA, ASSORBIMENTO DI CO2 E IMPRONTA CARBONICA
DELLE PIANTE STORICHE, FORNENDO DATI OGGETTIVI CONTRO DECISIONI DISTRUTTIVE.

Il Parco dell’Appia Antica “dà voce” agli alberi storici: arrivano i sensori linfatici Plantvoice nel Bosco Sacro della “Regina Viarum”, patrimonio UNESCO. In occasione della Giornata Europea dei Parchi, il 18 maggio, il Parco Regionale dell’Appia Antica e la startup altoatesina Plantvoice – che ha sviluppato una tecnologia brevettata per
l’analisi in tempo reale della linfa delle piante – avviano un progetto di monitoraggio scientifico degli alberi storici del Bosco Sacro, cuore verde della “Regina Viarum” dal 2024 riconosciuta Patrimonio UNESCO.
L’installazione dei sensori linfatici Plantvoice, prevista per il 24 maggio 2026, rientra nel cartellone ufficiale
delle iniziative culturali e ambientali promosse dal Parco.
IL BOSCO SACRO: UN PATRIMONIO DA PRESERVARE
Il Bosco Sacro si estende lungo la Via Appia Antica, la "Regina Viarum" che dal 2024 è Patrimonio UNESCO, nel
cuore di un Parco Regionale che tutela oltre 4.500 ettari tra Roma e la Valle della Caffarella, dove natura, storia e archeologia si intrecciano da duemila anni. Prati, corsi d’acqua, ruderi antichi e alberature storiche compongono un paesaggio unico, custodito da esemplari di eccezionale valore : Pioppi centenari sulle rive dell’Almone, roverelle vetuste, un oliveto con oltre duecento Ulivi — alcuni di 250 - 300 anni —, Lecci secolari nel Bosco Sacro, e ancora Olmi, Bagolari, Fichi monumentali e filliree aggrappate alle antiche cisterne romane.
Il Bosco Sacro , in particolare, è un luogo dove la densità della vegetazione e la qualità del silenzio creano un’atmosfera sospesa: un nucleo di circa 120 Lecci, alcuni dei quali con oltre 250 anni di vita , che trovano continuità naturale nel vicino Ninfeo di Egeria, dove paesaggio, mito e archeologia si fondono in modo indissolubile. È qui che Plantvoice installa i propri sensori.
L’installazione si inserisce nel più ampio cartellone di eventi culturali promosso dal Parco Regionale dell'Appia Antica, presentato a gennaio 2026 dall'Assessore regionale Giancarlo Righini, che ha definito l'iniziativa "il primo cartellone strutturato di eventi culturali diffusi" dalla costituzione del Parco.
«Abbiamo scelto di investire in questo progetto perché crediamo che la salvaguardia dell’ambiente debba fondarsi su conoscenza, responsabilità e capacità di ascolto.
I sensori installati sugli alberi ci permetteranno di monitorarne lo stato di salute in modo continuo e scientificamente rigoroso, trasformando la prevenzione in uno strumento concreto di tutela.

Il coinvolgimento di Plantvoice nasce proprio da questa visione: dare una “voce” agli alberi significa renderli protagonisti attivi del processo di conservazione. Attraverso la loro tecnologia, possiamo interpretare segnali che altrimenti resterebbero invisibili, intervenendo tempestivamente e in maniera mirata», dichiara Fabrizio Molina, Commissario Straordinario Parco Regionale dell'Appia Antica.
NELLA GIORNATA EUROPEA
DEI PARCHI
La scelta del 24 maggio non è casuale. La Giornata Europea dei Parchi – istituita dalla Federazione Europea dei Parchi (EUROPARC) per celebrare il giorno in cui, nel 1909, venne istituito in Svezia il primo parco nazionale in Europa – ricorda ogni anno l’importanza del patrimonio arboreo anche nei contesti urbani, riconoscendone il ruolo fondamentale per la qualità della
vita, la salute delle persone e l’equilibrio ambientale delle città. Secondo i dati FAO, le aree urbane hanno perso negli ultimi dieci anni oltre 290.000 ettari di verde pubblico in Europa, con l'Italia tra i Paesi più colpiti
Solo nel 2024, diverse città italiane hanno visto mobilitazioni cittadine contro progetti di riduzione drastica del verde: dalla polemica sul Parco Bassini a Milano, sacrificato per un parcheggio interrato, agli alberi secolari abbattuti per l'ampliamento della tangenziale di Mestre, fino ai giardini storici di Torino ridimensionati per progetti edilizi. In questo contesto, l'Appia Antica rappresenta un'eccezione virtuosa: un'area protetta che, proprio grazie al suo status di Parco Regionale, ha resistito alle pressioni edificatorie. L'installazione di Plantvoice diventa così non solo uno strumento tecnico, ma un simbolo di come tecnologia e tutela ambientale possano lavorare insieme.


www.plantvoice.farm
www.fao.org
www.europarc.org

AL VERDE URBANO: L'EVOLUZIONE
DI UNA TECNOLOGIA
Quella dell’Appia Antica è la seconda esperienza di Plantvoice nel monitoraggio del verde pubblico e delle aree di pregio paesaggistico, dopo la partecipazione a Orticolario 2025, dove i sensori sono stati installati su piante monumentali nell’ambito dell’installazione artistica “The Secret Garden” di Alessandro Puccia a Villa Erba.
Un percorso che porta la startup altoatesina a compiere un passo strategico decisivo: l’applicazione della propria tecnologia al monitoraggio del verde pubblico e delle aree protette. «Abbiamo sempre immaginato la tecnologia come un ponte tra esseri umani e mondo vegetale – sottolinea Matteo Beccatelli, CEO e co-founder di Plantvoice –. A Roma, lungo la Via Appia che per duemila anni ha connesso culture e civiltà, i nostri sensori contribuiranno a connettere presente e futuro, dati e bellezza, scienza e cura ambientale. Ascoltare le piante del Bosco Sacro non è solo un gesto scientifico, ma un atto di responsabilità verso le generazioni future e un argine contro la miopia di chi vorrebbe
sacrificare il verde pubblico a interessi di breve termine».
DELL'AMBIENTE URBANO
I sensori Plantvoice, innesti intelligenti che analizzano la linfa delle piante senza danneggiarle, raccolgono dati fisiologici in tempo reale inviandoli a una piattaforma cloud dotata di algoritmi di intelligenza artificiale personalizzati.
Nel contesto urbano, questa tecnologia permette di: monitorare la vigoria delle piante, identificando precocemente situazioni di stress idrico, nutrizionale o patologico; misurare l'assorbimento di CO2, quantificando il contributo reale di ogni albero alla qualità dell'aria; calcolare l'impronta carbonica dell'area verde, fornendo dati oggettivi per le politiche ambientali locali e per ottimizzare le risorse idriche ed energetiche dedicate alla manutenzione del verde pubblico.
In un'epoca in cui molte città italiane hanno visto polemiche e mobilitazioni cittadine contro progetti di riduzione o distruzione di aree verdi urbane, il mo-
nitoraggio scientifico del verde diventa uno strumento di tutela democratica. «Quando un albero viene definito ‘malato’ o ‘pericoloso’ senza dati oggettivi verificabili, si apre la strada a scelte arbitrarie.
I nostri sensori forniscono invece una fotografia fisiologica precisa: possiamo dire se una pianta è realmente in sofferenza o se invece è vitale e produttiva. Questo trasforma il dibattito pubblico da emotivo a razionale, dando ai cittadini e alle amministrazioni strumenti concreti per prendere decisioni informate», conclude Beccatelli Il monitoraggio tecnologico diventa così uno strumento aggiuntivo di tutela, capace di documentare scientificamente il valore ecologico del patrimonio arboreo e di fornire argomenti solidi contro interventi distruttivi
L’installazione del 24 maggio segnerà l'inizio di un monitoraggio continuativo che fornirà dati preziosi per la gestione sostenibile del Parco, aprendo la strada a future collaborazioni con altre aree protette e amministrazioni pubbliche interessate a coniugare innovazione tecnologica, tutela del patrimonio naturale e trasparenza decisionale verso i cittadini.


VOICE OF ANCIENT TREES ON THE OCCASION OF EUROPEAN PARKS DAY, THE APPIA ANTICA REGIONAL PARK AND PLANTVOICE HAVE LAUNCHED A SCIENTIFIC MONITORING PROJECT OF THE HISTORIC TREES OF THE BOSCO SACRO. THE AIM IS TO MEASURE THE VIGOR, CO2 ABSORPTION, AND CARBON FOOTPRINT OF THESE HISTORIC TREES, PROVIDING OBJECTIVE DATA TO SUPPORT DESTRUCTIVE DECISIONS.
The Appia Antica Regional Park gives voice to historic trees: Plantvoice lymphatic sensors arrive in the Sacred Woods of the "Queen
IDENTIKIT PLANTVOICE
of Roads," a UNESCO World Heritage Site. On the occasion of European Parks Day, May 18, the Appia Antica Regional Park and the South Tyrolean startup Plantvoice—which has developed a patented technology for real-time analysis of plant sap—are launching a scientific monitoring project for the historic trees of the Sacred Woods, the green heart of the "Queen of Roads," recognized as a UNESCO World Heritage Site in 2024.
The installation of the Plantvoice lymphatic sensors, scheduled for May 24, 2026, is part of the official program of cultural and environmental initiatives promoted by the Park.
Plantvoice è una Società Benefit con sede a Bolzano che ha ideato una tecnologia innovativa che permette di analizzare la linfa delle piante in tempo reale e valutarne lo stato di stress, consentendo così alle aziende agricole di migliorare la produttività e la qualità delle coltivazioni, uniti a un risparmio economico diretto, in termini di riduzione dell’irrigazione, di fertilizzanti e di fitofarmaci. A co-fondare la società Matteo Beccatelli – chimico, inventore specializzato nella realizzazione di tecnologie brevettate, con esperienza in diversi progetti di ricerca e sviluppo tra l’Italia e gli Stati Uniti nell’ambito della sensoristica – e il fratello, Tommaso Beccatelli – tecnico elettronico, imprenditore agricolo, ed esperto di tecnologie di additive manufacturing. L'azienda ha la titolarità di un brevetto per cui ha ricevuto un rapporto di ricerca positivo sia a livello nazionale sia internazionale tramite il Patent Cooperation Treaty (PCT), confermando l'originalità e l'innovazione della tecnologia. Tra i clienti early adopter: Sant'Orsola, l’organizzazione di produttori trentini specializzati nella coltivazione di piccoli frutti, fragole e ciliegie; Salvi Vivai società ferrarese che da cinquant’anni produce e vende piante di fragole, melo, pero, ciliegio, kiwi e portinnesti di melo e pero; Martino Rossi, azienda con sede a Cremona e il Consorzio innovazione frutta del Trentino.


IL LEGNO NON È SEMPLICEMENTE UNA MATERIA PRIMA; È IL FULCRO DI UNA NUOVA ECONOMIA RIGENERATIVA. IN UN MONDO CHE CORRE VERSO LA DECARBONIZZAZIONE, IL SETTORE BOSCHIVO SI RIAFFERMA COME IL POLMONE INDUSTRIALE DEL FUTURO. TUTTAVIA, LA VERA SFIDA ETICA E PRODUTTIVA RISIEDE NELLA VALORIZZAZIONE CONSAPEVOLE DELLA RISORSA.
Valorizzare il legno oggi significa, prima di tutto, evitare lo spreco, preservando ogni fibra attraverso processi che ne elevino le prestazioni naturali.
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king e facciate) e del design di lusso, offrendo varianti cromatiche naturali senza l'uso di reagenti chimici.
Se l'essiccazione garantisce la stabilità, la termomodificazione ad alta temperatura (THW) rappresenta il salto di qualità definitivo verso la durabilità.
La linea THW di BIGonDRY, con capacità da 10m³ a 30m³, offre un sistema di gestione straordinariamente preciso che garantisce la ripetibilità del risultato, sinonimo di qualità, permettendo anche alle piccole realtà di posizionarsi in un segmento premium ad


alta marginalità; il mercato del legno termotrattato è, di fatto, uno dei segmenti a più alta crescita nel panorama globale, come ampiamente dimostrato dai risultati dell’indagine di mercato recentemente condotta sul tema specifico della termomodificazione e le sue applicazioni.
La volontà di BIGonDRY di non fermarsi alla superficie ha portato alla nascita di “STYL+WOOD”, marchio registrato e sintesi finale di un progetto di ricerca d'avanguardia volto a perfezionare la lavorabilità e la durabilità del legno termomodificato.
Per validare queste tecnologie, l'azienda ha collaborato con istituzioni di prestigio mondiale:
• L’Università di Uppsala (Svezia) ha testato la durabilità biologica.
• Il CNR-IBE (Consiglio Nazionale delle Ricerche - Istituto per la Bioeconomia) ha curato la caratterizzazione fisica e meccanica.
Attraverso test rigorosi su oltre 5000 provini appartenenti a 9 specie arboree (tra cui Abete, Pino, Frassino e Rovere), è stato dimostrato che il trat-
tamento STYL+WOOD permette al materiale di mantenere una lavorabilità d'eccellenza, migliorando drasticamente la resistenza alla compressione, alla flessione e all'umidità ambientale, senza incorrere in deformazioni o fessurazioni.
Nonostante l’alto tasso di automazione, BIGonDRY sceglie di preservare la propria identità di azienda familiare In un mercato che corre verso l'automazione impersonale, BIGonDRY sceglie di mantenere la propria impronta familiare, sinonimo di qua-
lità autentica e responsabilità diretta Per l’azienda, ogni impianto venduto è l'inizio di una partnership strategica basata sull'ascolto e sul tempo dedicato a recepire anche la più piccola esigenza del Cliente. Un’impresa che mette la passione di sempre nel comprendere le sfide quotidiane dei suoi Clienti, offrendo un’assistenza che non è solo tecnica, ma umana. Dare fiducia a BIGonDRY significa scegliere un partner che valorizza il legno con la stessa cura con cui ascolta chi lo lavora, garantendo che la tecnologia più avanzata sia sempre al servizio di un rapporto di fiducia duraturo.

WOOD IS NOT MERELY A RAW MATERIAL; IT IS THE CORNERSTONE OF A NEW REGENERATIVE ECONOMY. IN A WORLD STRIVING FOR DECARBO NIZATION, THE FORESTRY SECTOR REAFFIRMS ITSELF AS THE INDUSTRIAL LUNG OF THE FUTURE. HOWEVER, THE TRUE ETHICAL AND PRODUCTIVE CHALLENGE LIES IN THE CONSCIOUS VALORIZATION OF THIS RESOURCE.
Today, adding value to wood means, above all, avoiding waste and preserving every fiber through processes that elevate its natural per formance.
The value of wood is determined during the first, delicate stages of transformation. Impeccable drying is a prerequisite for structural in tegrity.


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If drying ensures stability, high-temperature thermal modification (THW) represents the definitive leap toward durability. BIGonDRY’s THW line, with capacities ranging from 4 m³ to 30 m³, offers an extraordinarily precise management system that guarantees repeatability— a synonym for quality. This allows even small businesses to position themselves in a high-margin premium segment. The thermo-modified wood market is, in fact, one of the fastest-growing segments globally, as proven by recent market research on thermal modification and its applications.
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tion of "STYL+WOOD" a registered trademark and the ultimate synthesis of a cutting-edge research project aimed at perfecting the workability and durability of thermo-modified wood.
To validate these technologies, the company collaborated with worldrenowned institutions:
• Uppsala University (Sweden): Tested biological durability.
• CNR-IBE (National Research Council - Institute for BioEconomy): Managed physical and mechanical characterization. Through rigorous testing on over 5,000 samples from 9 tree species (including Spruce, Pine, Ash, and Oak), it has been proven that the STYL+WOOD treatment allows the material to maintain excellent workability while drastically improving resistance to compression, bending, and environmental humidity, without warping or cracking.
Despite the high rate of automation, BIGonDRY chooses to preserve its identity as a family-run business.

In a market racing toward impersonal automation, BIGonDRY maintains its family imprint —a synonym for authentic quality and direct responsibility.
For us, every plant sold is the beginning of a strategic partnership based on listening and taking the time to address even the smallest customer need. We put our lifelong passion into understanding our customers' daily challenges, offering assistance that is not just technical, but human. Trusting BIGonDRY means choosing a partner that values wood with the same care it listens to those who work it, ensuring that the most advanced technology is always at the service of a lasting relationship of trust.




Progettazione, costruzione, montaggio e assistenza macchine e impianti per la lavorazione del legno


Designing and supplying machinery and equipment for woodworking
Gestaltung und Lieferung von Maschinen und Anlegen für die Holzbearbeitung

La conception et la forniture de machines et d’équipements pour le travail du bois








A XYLEXPO 2026 FREUD PORTERÀ NUOVE LAME PER ALLUMINIO E PVC, SISTEMI SERRAMENTO AGGIORNATI E UN PORTAFOGLIO SEMPRE PIÙ AMPIO DI SOLUZIONI PER IL LEGNO E IL MOBILE.

Freud arriva a Xylexpo 2026 con un profilo industriale che tiene insieme storia, specializzazione e innovazione.
L’azienda italiana, attiva da oltre sessant’anni nel mercato industriale e riconosciuta a livello internazionale come uno dei maggiori produttori di lame circolari, presenterà a Milano le novità del proprio portafoglio di utensili da taglio, confermando una presenza che va ben oltre il solo comparto delle lame circolari: frese per macchine CNC e portatili, teste portacoltelli, frese saldobrasate, sistemi serramento e inserti, tutto in una filiera 100% Made in Italy. A distinguere Freud, inoltre, è il controllo interno della produzione del metallo duro, che consente all’azienda di presidiare direttamente l’intero processo produttivo e di trasferire questa continuità in termini di durata e prestazioni degli utensili.
AMPIA GAMMA DI NOVITÀ
Tra le novità che Freud porterà in fiera spicca la nuova famiglia di lame LU5H, sviluppata per il taglio di profili in alluminio e PVC. Il focus, in questo caso, è su qualità, precisione e durata, ottenute attraverso una combina-
zione di geometria ottimizzata dei denti, intagli laser pensati per ridurre le vibrazioni e rivestimento protettivo ultrasottile. Accanto a questa nuova gamma, sarà presente anche una selezione della serie LU per macchine squadratrici, una delle famiglie più apprezzate del marchio, destinata alla lavorazione di legno massello, pannelli a base di legno e MDF bilaminato. È un modo per mostrare non solo le novità, ma anche la continuità di una proposta che guarda sia alla specializzazione sia alla versatilità applicativa.
La presenza a Xylexpo sarà anche l’occasione per ribadire il ruolo di Freud come “sistemista” certificato. Il marchio ha infatti sviluppato un Sistema Cascading completo per la produzione di serramenti certificati CE, mettendo a disposizione dei clienti soluzioni che comprendono componenti e cicli di lavoro. In fiera verranno presentati tre nuovi sistemi serramento e un upgrade degli utensili CNC destinati alla loro produzione, a conferma di un approccio che non si limita al singolo utensile ma lavora sempre più in chiave di sistema. A completare il quadro ci saranno poi la gamma di lame circolari per macchine portatili e i nuovi set misti di frese saldobrasate, disponibili in nuovi assortimenti e in un imballo brevettato, progettato per facilitare la rimozione della fresa grazie a un sistema di bloccaggio rivoluzionario. Un insieme di proposte con cui Freud si presenterà a Xylexpo 2026 come interlocutore strutturato per i professionisti del settore, tra aggiornamento di gamma, soluzioni integrate e presidio diretto della qualità produttiva.



AT XYLEXPO 2026, FREUD WILL SHOWCASE NEW BLADES FOR ALUMINIUM AND PVC, NEW WINDOW SYSTEMS AND AN INCREASINGLY BROAD PORTFOLIO OF SOLUTIONS FOR THE WOOD AND FURNITURE INDUSTRY.
Freud arrives at Xylexpo 2026 with an industrial profile that combines history, specialization and innovation. The Italian company, active in the industrial market for more than sixty years and internationally recognized as one of the leading manufacturers of circular saw blades, will present in Milan the latest additions to its cutting-tool portfolio, confirming a presence that goes well beyond the sawing sector alone: router bits for CNC and portable machines, cutterheads, brazed router bits, window systems and inserts, all within a 100% Made in Italy supply chain.
What also sets Freud apart is its in-house control of carbide production, which allows the company to oversee the entire manufacturing process
directly and to translate this continuity into the durability and performance of its tools.
Among the new products Freud will bring to the fair, the new LU5H blade family stands out, developed for aluminium and PVC cutting. The focus here is on quality, precision and durability, achieved through a combination of optimized tooth geometry, laser-cut slots designed to reduce vibrations and an ultra-thin protective coating. Alongside this new range, there will also be a selection from the LU series for squaring machines, one of the brand’s most appreciated families, intended for processing solid wood, wood-based panels and bilaminated MDF. It is a way of showing not only the latest innovations, but also the continuity of an offering that embraces both specialization and application versatility.
Freud’s presence at Xylexpo will also be an opportunity to reaffirm its role as a certified “system provider.” The brand has in fact developed a complete Cascading System for the production of CE-certified window frames, offering customers solutions that include both components and working cycles. At the fair, three new window tooling systems and an upgrade of the CNC tools used to produce them will be presented, confirming an approach that no longer focuses only on the individual tool but increasingly works in terms of integrated systems. Completing the picture will be the range of circular saw blades for portable machines and the new mixed sets of brazed router bits, available in new assortments and in a patented packaging designed to make the bit removal easier thanks to a revolutionary locking system. Through this set of proposals, Freud will present itself at Xylexpo 2026 as a structured partner for industry professionals, combining portfolio updates, integrated solutions and direct control over production quality.







GDA HA INAUGURATO LA NUOVA SEDE DI BESENELLO: 7.000 M2 DI TECNOLOGIA E VISIONE INDUSTRIALE. LO SCORSO 8 MAGGIO ABBIAMO VISITATO L’AZIENDA TRENTINA ATTRAVERSO UN TOUR GUIDATO NEL REPARTO PRODUTTIVO DELLE LAME CIRCOLARI IN METALLO DURO.

GDA s.r.l. ha aperto le porte della nuova sede produttiva di Besenello (Trento) a clienti, rivenditori, partner e fornitori, segnando una tappa fondamentale del proprio percorso di crescita. L’azienda, tra i principali produttori italiani di lame circolari in metallo duro per la lavorazione di legno, pannelli e alluminio, ha articolato la giornata in tre momenti: tour guidato, meeting tecnici e cena conviviale.
Il nuovo stabilimento si estende su oltre 7.000 m2, in un’area comples-

siva di 52.000 m2. La superficie produttiva supera i 6.000 mq, alimentata da un impianto fotovoltaico da 400 kW, sistemi di recupero acque e climatizzazione integrale.
TOUR GUIDATO: IL PROCESSO
PRODUTTIVO PASSO DOPO PASSO Accompagnati dal contitolare Gianluca Adami e dal Sales & Marketing Manager Nicola Pedrotti, gli ospiti hanno percorso le 14 stazioni del tour, supportati da un’audioguida multilingua attivabile via QR code.
Il percorso ha attraversato l’intero ciclo produttivo: dalla selezione delle materie prime europee certificate – acciai tedeschi, dentelli in metallo duro Ceratizit, saldante tri-metallico con foglio di rame antivibrazione – per poi passare attraverso il taglio al laser dei corpi lama fino ad arrivare al confezionamento finale e alla spedizione ai vari rivenditori distribuiti sul territorio nazionale e nei mercati europeo e internazionale.
Tra i momenti più apprezzati, le aree dedicate ai sistemi automatizzati pro-
prietari: il reparto multilama con rasanti completamente robotizzato (due linee di brasatura, due di affilatura a olio, una di pulizia dei rasanti), l’impianto di lavaggio-oliatura servito da due robot antropomorfi in entrata e in uscita del processo di lavorazione, e il sistema brevettato di controllo planarità con martellamento correttivo, sviluppato internamente e in collaborazione con aziende del territorio e l’Università di Trento e dotato di software auto-apprendente. Il magazzino di prodotto finito ospita tra 40.000 e 45.000 lame standard pronte alla spedizione.
PRODUTTIVA E VOCI DEI
I meeting tecnici si sono svolti in parallelo nella palazzina uffici: in italiano al primo piano, in inglese al secondo piano. Le presentazioni di apertura di Gianluca Adami e Nicola Pedrotti hanno illustrato storia, valori e filosofia aziendale, articolate intorno al principio «alta tecnologia, metodo artigianale»: partnership pluridecennali con i fornitori, controllo qualità su ogni singola lama prodotta, attenzione concreta alle persone e all’ambiente di lavoro. Sul fronte commerciale, sono stati condivisi gli obiettivi di sviluppo del marchio GDA attraverso una rete di distributori fidelizzati e l’apertura progressiva a nuovi mercati strategici.
A seguire, due presentazioni dei partner industriali. Per Ceratizit – fornitore dei dentelli in metallo duro di cui è specializzato a livello mondiale nel settore – sono intervenuti Andrea De Mitri (SEMEA Regional Sales Manager) e Grégory Pierce (Segment Account Manager, CERATIZIT Hard Material Solutions).
I due relatori hanno sottolineato il valore strategico della partnership con


GDA, fondata su una visione condivisa di lungo periodo e su una mentalità famigliare comune alle due realtà, illustrando le scelte del Gruppo per garantire ai propri partner una filiera europea sicura, tracciabile e China-independent in un momento di forte criticità sul mercato del tungsteno, oltre allo sviluppo di nuovi gradi metallurgici dedicati alle lame di alta gamma.
All’inaugurazione della nuova sede trentina di GDA lo scorso 8 maggio era presente anche Sonia Maritan, ripresa davanti alla facciata principale che si specchia sulle alpi, che è rimasta ammaliata dal reparto produttivo dove le lame prendono forma, riflesso di una realtà che oggi si presenta come industria 5.0, con sostenibilità, persone, ambiente e territorio al centro della strategia.

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Manuel Todesco, CEO di Novotic, ha quindi raccontato quattro anni di cosviluppo tecnologico con GDA, una collaborazione che ha portato all’integrazione di soluzioni di intelligenza artificiale direttamente in linea produttiva, trasformando il controllo qualità delle lame in un processo automatizzato e a zero difetti. Todesco ha sottolineato come la relazione con GDA sia andata ben oltre il classico rapporto fornitore-cliente, evolvendo in un vero percorso di co-innovazione, e ha concluso il proprio intervento con un au-
gurio sentito: continuare a crescere e innovare insieme, verso nuovi traguardi di successo e soddisfazione condivisi.
L’evento si è chiuso con una cena allestita all’interno del reparto produzione, durante la quale è stato proiettato il nuovo video istituzionale. Il filmato, sobrio ma di forte impatto emotivo, ha celebrato il percorso aziendale e l’identità GDA: una realtà che, partita nel garage di casa Adami nel 1982, oggi si presenta come industria 5.0, con sostenibilità, persone, ambiente e territorio al centro della strategia.
Una giornata che ha tradotto in esperienza concreta il claim aziendale: qualità e precisione come scelta quo-
tidiana, personalizzazione come metodo, affidabilità come firma.
Il giorno successivo, sabato 9 maggio, GDA ha dedicato una seconda giornata di inaugurazione ai propri collaboratori con le rispettive famiglie, agli amici dell'azienda e alle autorità locali. Un momento dal tono più informale e familiare, conclusosi con un pranzo-grigliata in azienda, all'insegna della convivialità e dello stare insieme.
Una scelta coerente con l'identità di GDA, che continua a interpretare la crescita industriale senza rinunciare alla dimensione umana e relazionale che la caratterizza fin dalla sua fondazione.

Le tre generazioni della famiglia Adami al completo: da sinistra a destra
Oliviero Adami, Zita Zanetti, Francesco e Mattia
(figli di Donatella Adami), Donatella Adami, Nicolò e Stefano
(figli di Gianluca Adami), Gianluca Adami
GDA HAS INAUGURATED ITS NEW BESENELLO FACILITY: 7,000 SQUARE METERS OF TECHNOLOGY AND INDUSTRIAL VISION. ON MAY 8TH, WE VISITED THE TRENTINO-BASED COMPANY WITH A GUIDED TOUR OF THE CARBIDE CIRCULAR SAW BLADE PRODUCTION DEPARTMENT.
GDA s.r.l. opened the doors of its new production facility in Besenello (Trento) to customers, retailers, partners, and suppliers, marking a key milestone in its growth. The company, one of Italy's leading manufacturers of carbide circular saw blades for wood, panels, and aluminum, organized the day into three parts: a guided tour, a technical meeting, and a convivial dinner.
The new facility extends over 7,000 square meters, within a total area of 52,000 square meters. The production area exceeds 6,000 square meters, powered by a 400 kW photovoltaic system, water recovery systems, and full air conditioning.
GUIDED TOUR: THE PRODUCTION PROCESS STEP BY STEP
Accompanied by co-owner Gianluca Adami and Sales & Marketing Manager Nicola Pedrotti, guests walked through the 14 stages of the tour, supported by a multilingual audio guide activated via QR code. The tour covered the entire production cycle: from the selection of certified European raw materials – German steels, Ceratizit carbide teeth, tri-metallic solder with anti-vibration copper foil—to the laser cutting of the blade bodies, all the way to final packaging and shipping to various retailers throughout Italy and the European and international markets. Among the most popular moments were the areas dedicated to proprietary automated systems: the fully robotic multi-blade department with shaving tools (two brazing lines, two oil sharpening lines, and one shaving tool cleaning line), the washing and oiling system served by two anthropomorphic robots at the entry and exit points of the manufacturing process, and the patented flatness control system with corrective hammering, developed internally and in collaboration with local companies and the University of Trento, and equipped with self-learning software. The finished product warehouse houses between 40,000 and 45,000 standard blades ready for shipment.
The technical meetings were held in parallel in the office building: in Italian on the first floor, in English on the second floor. The opening presentations by Gianluca Adami and Nicola Pedrotti illustrated the company's history, values, and philosophy, which are based on the principle of "high technology, artisanal method": decades-long partnerships with suppliers, quality control on every single blade produced,
and a genuine focus on people and the work environment. On the commercial front, the development objectives of the GDA brand through a network of loyal distributors and the gradual expansion into new strategic markets were shared.
This was followed by two presentations by industrial partners. For Ceratizit, a global supplier of carbide tips specializing in this sector, Andrea De Mitri (SEMEA Regional Sales Manager) and Grégory Pierce (Segment Account Manager, CERATIZIT Hard Material Solutions) spoke.
The two speakers emphasized the strategic value of the partnership with GDA, founded on a shared long-term vision and a family mentality common to both companies. They illustrated the Group's decisions to guarantee its partners a safe, traceable, and China-independent European supply chain at a time of significant crisis in the tungsten market, as well as the development of new metallurgical grades dedicated to high-end blades.
Manuel Todesco, CEO of Novotic, then described four years of technological co-development with GDA, a collaboration that led to the integration of artificial intelligence solutions directly into the production line, transforming blade quality control into an automated, zero-defect process. Todesco emphasized how the relationship with GDA has gone far beyond the traditional supplier-customer relationship, evolving into a true path of co-innovation. He concluded his speech with a heartfelt wish: to continue growing and innovating together, towards new goals of shared success and satisfaction.
The event concluded with a dinner held inside the production department, during which the new corporate video was screened. The film, understated yet emotionally impactful, celebrated the company's journey and GDA's identity: a company that, starting in the Adami family garage in 1982, today presents itself as Industry 5.0, with sustainability, people, the environment, and the local area at the heart of its strategy. A day that translated the company's claim: quality and precision as a daily choice, customization as a method, reliability as a signature.
The following day, Saturday, May 9th, GDA dedicated a second inauguration day to its employees and their families, friends of the company, and local authorities. The event had a more informal and family-friendly tone, concluding with a barbecue lunch at the company, a celebration of conviviality and togetherness. This choice is consistent with GDA's identity, which continues to embrace industrial growth without sacrificing the human and relational dimension that has characterized it since its founding.


MOLTEPLICI I BREVETTI DEPOSITATI NELLE TECNOLOGIE DELL’IMPREGNATURA, DELLA SPAZZOLATURA E DELLA LEVIGATURA DELLE MACCHINE PER LA LAVORAZIONE DEL LEGNO CHE DIMOSTRANO LO SPIRITO PIONIERISTICO DI SARMAX SPECIALIZZATA NELLA PRODUZIONE DI MACCHINARI E IMPIANTI PER LA LAVORAZIONE DI ELEMENTI IN LEGNO PER CARPENTERIA, PAVIMENTI E SERRAMENTI.
Nonostante il boom iniziale registrato alcuni anni fa, la richiesta di spazzolatura e levigatura del legno rimane oggi più che mai attuale e strategica. Il legno continua a essere uno dei materiali più apprezzati dal mercato per la sua versatilità, sostenibilità ambientale ed elevato valore estetico.
La spazzolatura, in particolare, ne esalta le caratteristiche, evidenziando il naturale disegno del legno, rendendo il manufatto prezioso con un sapore antico e simulando al meglio la mano dell’artigiano esperto appassionato della propria arte. Oltre a questo, abbiamo il vantaggio che il risultato è ripetibile e mai uguale.
L’esperienza maturata sul campo conferma chiaramente questa evoluzione. Molti clienti Sarmax hanno avviato la produzione con macchine compatte e monolato, per poi orientarsi verso soluzioni più performanti e automatizzate, in grado di lavorare simultaneamente su tre o quattro lati, anche su sezioni di dimensioni rile-
vanti. Un percorso di crescita che riflette non solo l’ampliamento delle gamme prodotto, ma anche la necessità di incrementare produttività, efficienza e standard qualitativi, mantenendo al contempo flessibilità operativa.
In questo contesto dinamico, Sarmax si distingue per una visione tecnologica solida e per l’attenzione costante alle reali esigenze delle imprese del settore.
L’azienda progetta e realizza mac-

chine di elevata qualità costruttiva, caratterizzate da robustezza strutturale, precisione di lavorazione e affidabilità nel tempo. Ogni soluzione nasce da un’approfondita competenza tecnica e da un dialogo continuo con il cliente, con l’obiettivo di garantire performance elevate e continuità produttiva. La gamma proposta copre l’intero spettro delle applicazioni: dalle configurazioni dedicate alla piccola falegnameria artigianale fino agli impianti industriali ad alta capacità, studiati per lavorazioni complesse e cicli intensivi. Sarmax non fornisce semplicemente macchine, ma soluzioni complete che possono adattarsi all’evoluzione delle esigenze produttive.
Grazie a un approccio orientato all’innovazione e alla qualità senza compromessi, l’azienda si conferma partner tecnologico di riferimento per
chi desidera investire in impianti affidabili, performanti e pronti a sostenere la crescita futura.

SARMAX HAS FILED NUMEROUS PATENTS FOR TECHNOLOGIES RELATED TO IMPREGNATION, BRUSHING, AND SANDING IN WOODWORKING MACHINERY, DEMONSTRATING THE COMPANY’S PIONEERING SPIRIT. SARMAX SPECIALIZES IN THE PRODUCTION OF MACHINERY AND SYSTEMS FOR PROCESSING WOODEN COMPONENTS USED IN CARPENTRY, FLOORING, AND DOORS AND WINDOWS.
Despite the initial boom recorded a few years ago, the demand for wood brushing and sanding remains more relevant and strategic than ever.
Wood continues to be one of the most popular materials on the market due to its versatility, environmental sustainability and high aesthetic value.
Brushing, in particular, enhances its characteristics, highlighting the natural grain of the wood, giving the product a precious antique look and simulating the hand of an expert craftsman passionate about his art. In addition to this, we have the advantage that the result is repeatable and never the same.
Experience in the field clearly confirms this evolution. Many Sarmax customers started production with compact, single-sided machines, then
moved on to more powerful and automated solutions capable of working simultaneously on three or four sides, even on large sections. This growth path reflects not only the expansion of product ranges, but also the need to increase productivity, efficiency and quality standards while maintaining operational flexibility.
In this dynamic context, Sarmax stands out for its solid technological vision and constant attention to the real needs of companies in the sector.
The company designs and manufactures high-quality machines characterised by structural robustness, precision machining and long-term reliability. Each solution is the result of in-depth technical expertise and continuous dialogue with the customer, with the aim of ensuring high performance and production continuity.
The range covers the entire spectrum of applications: from configurations dedicated to small artisan carpentry workshops to high-capacity industrial plants designed for complex machining and intensive cycles. Sarmax does not simply supply machines, but complete solutions that can adapt to changing production needs.
Thanks to an approach focused on innovation and uncompromising quality, the company has established itself as a leading technology partner for those who want to invest in reliable, high-performance systems that are ready to support future growth.


LA PROPOSTA PIÙ RECENTE DI SCM PER LA LAVORAZIONE DEL MASSELLO CAMBIA LE PROSPETTIVE DELL'ARTIGIANALITÀ: IL GRUPPO ITALIANO TORNA A XYLEXPO PER PRESENTARE LE SUE ESCLUSIVE SOLUZIONI INTEGRATE DI TECNOLOGIE, SOFTWARE E SERVIZI DIGITALI A SUPPORTO DI OGNI FASE DEL PROCESSO PRODUTTIVO.
Nell’ambito della lavorazione del legno massello, fari puntati su topset xxl, scorniciatrice automatica che amplia la proposta di SCM per il settore, per soddisfare le nuove esigenze dei clienti: ottenere una qualità del pezzo lavorato sempre più elevata e garantire al tempo stesso maggiore flessibilità nella gestione di piccoli lotti produttivi, grazie alla riduzione dei
In alto a destra: topset xxl, scorniciatrice automatica che amplia la proposta di SCM per il settore.
In basso a destra: per superset nt, sezioni di lavoro maggiorate, velocità di rotazione dei mandrini fino a 12.000 rpm, composizioni personalizzabili e piani di lavoro con regolazione micrometrica, sono solo alcune delle caratteristiche innovative di questo modello.
Nella pagina a destra: la gestione di topset xxl è resa amichevole da un'interfaccia semplice e intuitiva ma in grado di consentire un'effettiva automazione del lavoro.





tempi di setup e di cambio lavorazione.
Sezioni di lavoro maggiorate, velocità di rotazione dei mandrini fino a 12.000 rpm, composizioni personalizzabili e piani di lavoro con regolazione micrometrica, sono solo alcune delle caratteristiche innovative di questo modello che per prestazioni e soluzioni adottate, si posiziona al di

foto al centro a sinistra: il software Maestro active 4-side, disponibile a bordo di superset nt. permette di realizzare profili per finestre, porte, scale, perline, cornici ed elementi di arredo.
Sopra: il modello connexus fj, tenonatrice-mortasatrice a controllo numerico bifronte è dedicata alla realizzazione di giunzioni "Miter Door", "Face Frame" e "French Joint", tipiche di antine da cucina e bagno, antine a persiana e frontali per cassetti.
Si tratta di una new entry, in rappresentanza della nuova gamma di tenonatrici e mortasatrici automatiche connexus.

sopra di superset nt, l’iconica scorniciatrice SCM da oggi disponibile con il nuovo controllo elettronico con console "eye-S" completa di monitor touch-screen a colori da 15” e software Maestro active 4-side, per rea-
TECHNOLOGIES FOR A TRADITIONAL MATERIAL
lizzare profili per finestre, porte, scale, perline, cornici ed elementi di arredo. Tra le new entry, in rappresentanza della nuova gamma di tenonatrici e mortasatrici automatiche connexus, il modello connexus fj, tenonatrice-mor-
SCM'S LATEST PROPOSAL FOR SOLID WOOD PROCESSING CHANGES THE PERSPECTIVES OF CRAFTSMANSHIP: THE ITALIAN GROUP RETURNS TO XYLEXPO TO PRESENT ITS EXCLUSIVE INTEGRATED SOLUTIONS COMBINING TECHNOLOGY, SOFTWARE, AND DIGITAL SERVICES TO SUPPORT EVERY STAGE OF THE PRODUCTION PROCESS.
Concerning solid wood processing, the spotlight is on topset xxl, the automatic throughfeed moulder designed with the aim to expand the range of planning-moulding machines to meet new customers’ requirements: gain top finish quality, at the same time, ensure high flexibility for the management of small production batches, thanks to the reduction of set up times and working changes.
tasatrice a controllo numerico bifronte dedicata alla realizzazione di giunzioni "Miter Door", "Face Frame" e "French Joint", tipiche di antine da cucina e bagno, antine a persiana e frontali per cassetti.
Increased working sections, spindle speeds of up to 12.000 rpm, customisable compositions and worktables with micrometric settings, are just some of the innovative features of this machine that, in terms of performance and solutions adopted, is positioned above superset nt model, the iconic SCM throughfeed moulder. This one now available with the new electronic control including the "eye-S" console fitted with 15” colour touch-screen display and the Maestro active 4-side software, for the machining of profiles for windows, doors, stairs, beads, frames and furnishings.
Among the new entries, representing the new range of connexus automatic tenoners and mortisers, is the connexus fj CNC tenoning-mortising machine with double-sided frame dedicated to the execution of "Miter Door", "Face Frame" and "French Joint" joints, typical used in cabinet door manufacturing.
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ANNIVERSARIO JOHANN PABST

STRUTTURA FAMILIARE, CAPILLARITÀ SUL TERRITORIO ED ECCELLENZA NELLA QUALITÀ DEL LEGNO: JOHANN PABST HOLZINDUSTRIE GMBH COMPIE L’INVESTIMENTO PIÙ GRANDE DELLA SUA LUNGA STORIA.

Johann Pabst Holzindustrie ha vissuto il suo 2025 festeggiando i suoi 85 anni di attività e regalandosi il più grande investimento nella storia
dell’azienda, con la completa ricostruzione della segheria di Kathal bei Obdach grazie a un piano da circa 40 milioni di euro.
Un intervento che celebra un traguardo importante e che va a consolidare il ruolo dell’azienda austriaca nel comparto del legno strutturale e del lamellare. Il mercato italiano continua a rappresentare uno sbocco centrale, mercato nel quale Pabst si propone non solo con la forza dei numeri e degli investimenti, ma come interlocu-

tore capace di tenere insieme qualità del legno, precisione produttiva e continuità nel rapporto commerciale.
Johann Pabst Holzindustrie si presenta oggi come una realtà produttiva strutturata su due siti in Stiria, pensati per funzionare come un sistema integrato.
A Zeltweg si concentrano la sede centrale, i due stabilimenti dedicati al legno lamellare, la produzione di pellet e quella di AlpenSpan, mentre a Kathal bei Obdach trovano spazio la nuova segheria e le linee di piallatura Nel complesso, l’azienda opera su un’area di circa 62 ettari e impiega circa 280 collaboratori, con un volume d’affari che si attesta sui 140 milioni di euro. Numeri che restituiscono il profilo di una struttura solida, ma soprattutto l’idea di una filiera interna organizzata: un’impostazione inte-


grata che si delinea come uno dei tratti più rilevanti del gruppo.
L’azienda ama definirsi e operare come impresa familiare : la crescita viene presentata non come semplice espansione, ma come sviluppo coerente con una visione di lungo periodo fondata su continuità, affidabilità e partnership.
La struttura societaria sottolinea questa continuità: gli amministratori Reinhard Pabst e Johann Pabst guidano l’azienda insieme a Reinhard Christoph Pabst e Florian Pabst
Un asse fondamentale su cui Pabst costruisce il proprio posizionamento riguarda il legno lamellare e, più in generale, la capacità di rispondere alle esigenze dell’ingegneria del legno con prodotti di grandi dimensioni, lavora-
zioni speciali e servizi ad alto contenuto tecnico. Nel comparto del Brettschichtholz, l’azienda si colloca tra i principali produttori europei, con una produzione giornaliera che può arrivare fino a 500 m³ e con la possibilità di realizzare elementi fino a 36 metri di lunghezza e 2,56 metri di altezza. A questo si aggiunge la lavorazione di componenti speciali, sia dritti sia curvi, e la recente introduzione della produzione di elementi BSH incollati a blocco fino a 560 mm di larghezza. Il servizio di lavorazione CNC si articola su tre diversi centri di produzione: si tratta di due impianti Hundegger (K2i 625 e K2i 1300) che consentono la lavorazione precisa di elementi lineari e un centro di lavorazione a portale CMS-PMT che permette invece la lavorazione di tutti i componenti speciali fuori misura fino a 36 metri di lunghezza.


E MERCATO ITALIANO
Pabst si distingue per puntualità, flessibilità nel rapporto con il cliente e capacità di reagire in modo individuale alle esigenze specifiche. Le forniture miste – composte da legno lamellare, segati e piallati – sono rese possibili grazie a una grande capacità di stoccaggio e una logistica sofisticata
Un’azienda che ha nella selezione del miglior legno possibile uno dei propri tratti distintivi e che fa del legno di Abete rosso – particolarmente fine e omogeneo – il suo prodotto premium di maggior qualità
L’Italia continua a essere il principale sbocco economico dell’azienda, seguita attraverso una rete di referenti presenti sul territorio e un’organizza-
zione commerciale che punta sulla vicinanza al cliente, sulla logistica e sulla possibilità di offrire anche forniture miste tra lamellare, segati e piallati. Dal 2023 Reinhard Christoph Pabst è infatti responsabile delle vendite dei prodotti e, insieme ad Antonino Platania, forma un team affiatato che segue personalmente i clienti in tutta Italia – con il supporto di un team ad hoc completato dalla figura di Wolfgang Pirker.
La ricostruzione della segheria di Kathal bei Obdach per festeggiare i suoi 85 anni di attività, quelli di un’impresa familiare capace di sottolineare questo valore rendendolo parte della sua strategia che la porta a rispondere alle esigenze dell’ingegneria del legno con prodotti di grandi dimensioni. La struttura societaria è composta dagli amministratori Reinhard Pabst e Johann Pabst che guidano l’azienda insieme a Reinhard Christoph Pabst e Florian Pabst.

FAMILY STRUCTURE, STRONG TERRITORIAL PRESENCE AND EXCELLENCE IN WOOD QUALITY: JOHANN PABST HOLZINDUSTRIE GMBH MAKES THE LARGEST INVESTMENT IN ITS LONG HISTORY.
Johann Pabst Holzindustrie marked 2025 by celebrating its 85th anniversary and, at the same time, making the largest investment in the company’s history, with the complete reconstruction of the sawmill in Kathal bei Obdach through a plan worth around 40 million euros. This intervention celebrates an important milestone while also strengthening the role of the Austrian company in the field of structural timber and glued laminated timber. The Italian market continues to represent a key outlet, a market in which Pabst presents itself not only with the strength of its figures and investments, but also as a partner capable of combining wood quality, production precision and continuity in its commercial relationships.
Johann Pabst Holzindustrie today presents itself as a manufacturing company structured around two sites in Styria, designed to function as an integrated system. In Zeltweg are concentrated the company headquarters, the two plants dedicated to glued laminated timber, pellet production and AlpenSpan production, while Kathal bei Obdach is home

to the new sawmill and the planing lines. Overall, the company operates on an area of about 62 hectares and employs around 280 staff, with a turnover of approximately 140 million euros. These figures convey the profile of a solid structure, but above all the idea of an organised internal supply chain: an integrated set-up that stands out as one of the group’s most significant features. The company likes to define itself and operate as a family business: growth is presented not as simple expansion, but as development consistent with a long-term vision based on continuity, reliability and partnership. The shareholder structure underlines this continuity: Reinhard Pabst and Johann Pabst run the company together with Reinhard Christoph Pabst and Florian Pabst.
One of the fundamental pillars on which Pabst builds its positioning concerns glued laminated timber and, more broadly, its ability to respond to the needs of timber engineering with large-scale products, special processing and highly technical services. In the Brettschichtholz sector, the company ranks among Europe’s main producers, with daily output reaching up to 500 m³ and with the capacity to manufacture elements up to 36 metres in length and 2.56 metres in height. Added to this is the processing of special components, both straight and curved, as well as the recent introduction of the production of block-glued BSH elements up to 560 mm in width.
The CNC processing service is organised across three different production centres: two Hundegger systems (K2i 625 and K2i 1300), which enable the precise processing of linear elements, and a CMS-PMT portal machining centre, which allows the processing of all oversized special components up to 36 metres in length.
Pabst stands out for punctuality, flexibility in customer relations and the ability to respond individually to specific needs. Mixed deliveries — consisting of glued laminated timber, sawn timber and planed timber — are made possible thanks to a large storage capacity and sophisticated logistics. The company has made the selection of the best possible wood one of its distinctive features, with finely grown and homogeneous spruce representing its highest-quality premium product. Italy continues to be the company’s main market outlet, served through a network of local representatives and a sales organisation that focuses on customer proximity, logistics and the possibility of offering mixed deliveries of laminated timber, sawn timber and planed timber. Since 2023, Reinhard Christoph Pabst has been responsible for product sales and, together with Antonino Platania, forms a close-knit team that personally supports customers throughout Italy, with the backing of a dedicated in-house team completed by Wolfgang Pirker.


2° PARTE
GIANFRANCO MAGRI , PERITO ESPERTO PER DANNI CAUSATI DA TARLI, TÈRMITI, UMIDITÀ NEI BENI CULTURALI E CIVILI, CON LA SUA
RUBRICA ARTIS SERVARE PROPONE LA TEMATICA DEL MONITORAGGIO ENTOMOLOGICO DIVISA IN DUE PARTI, IN QUESTO CONTRIBUTO
PUBBLICHIAMO LA SECONDA PARTE DEDICATA ALLA CONSERVAZIONE PREVENTIVA E ALLA TUTELA INTEGRATA PER LA DURABILITÀ.
LA CONSERVAZIONE PREVENTIVA E LA TUTELA INTEGRATA PER LA DURABILITÀ
Premessa
Nel numero precedente abbiamo analizzato il funzionamento e gli scopi delle trappole UVA per gli insetti volanti e quelle cartacee collanti per gli insetti striscianti (le Sentinelle).
Le sentinelle operano la disinfestazione permanente con la cattura degli insetti adulti, impediscono nuove riproduzioni e ovideposizioni e proteggono legno e carta; il monitoraggio analizza le catture e funge da staffetta verso la consapevolezza dei tutori.
Tuttavia, le sole catture non bastano a salvaguardare manufatti lignei, opere d'arte e beni cartacei; la Conservazione Preventiva, per garantire durabilità e valore del manufatto, richiede una tutela integrata che agisca tramite gli scudi delle barriere fisiche e dei trattamenti profondi, rendendo il manufatto inattaccabile. La tutela stabile nel corso degli anni evita i picchi di spesa dei restauri straordinari dovuti all'incuria (Figura 1).

Descrizione delle funzioni: Il bio-deterrente antitarlo agisce creando una barriera protettiva nello strato superiore del legno, rendendolo inospitale per gli xilofagi, prevenendo future infestazioni e re-infestazioni crociate.
La percentuale di imbibizione del bio-deterrente antitarlo varia in base ai trattamenti superficiali presenti (vernice, ceratura, filmogeno, laccatura, ecc.) e alla possibilità di rimuovere gli strati impermeabili; solo sulle superfici grezze e non trattate l'imbibizione raggiunge il 100% (Figura 2).
Per questo motivo, l'applicazione del
Strategie applicative : l'efficacia di questo presidio dipende dalla sua corretta applicazione, che si articola in alcune strategie fondamentali; prevenzione e protezione, barriere intercettive, contenimento programmato, manutenzione ordinaria.


Tipologie di minacce bloccate
• Insetti volanti (Tarli): viene impedito l'ingresso degli adulti, pronti a deporre uova nel legname.
• Insetti striscianti (Lepismatidipesciolini d'argento): si contrasta la distruzione di supporti cartacei.
rente antitarlo compensa la criticità (Figura 4).

solo bio-deterrente non basta a proteggere il legno dagli attacchi xilofagi, ma rappresenta uno dei tasselli del sistema integrato di Conservazione Preventiva (per dettagli, vedasi la rubrica “Lignum Servare” di Struttura Legno n 40 pag. 28).
Manutenzione ordinaria
• Replica applicazione bio-deterrente antitarlo : i principi attivi del bio-deterrente si ossidano dopo 24 mesi; per garantire la protezione del legno nel tempo, l'applicazione deve essere replicata con cadenza biennale.
• Perché è necessario: le sostanze chimiche protettive nel tempo degradano; rinnovare l'impregnazione ogni due anni mantiene costante la soglia di protezione (vedasi la rubrica “Lignum Servare” di Struttura Legno n 40 pag. 28).
Zanzariere alle finestre
• Protezione fisica integrata : le aperture verso l'esterno sono le principali vie di accesso per gli infestanti; le zanzariere sono una barriera fisica di importanza primaria.
• Muridi (Roditori): applicate alle finestre degli scantinati a livello del piano terra per impedire l'ingresso di animali che danneggiano le opere.
Barriere estrusive per le fessure di porte e finestre
• Sigillatura dei varchi critici : le aperture e le micro-fessure nei serramenti sono responsabili di dispersioni termiche che creano corridoi per il passaggio di parassiti e polveri.
Barriere estrusive per le travi che si aggettano all’esterno dei muri perimetrali
Duplice funzionalità delle barriere
• Isolamento delle strutture: i punti in cui le travi portanti attraversano la muratura sono i più vulnerabili e spesso fungono da ponte biologico tra l'esterno (o i locali adiacenti) e gli spazi interni; le barriere estrusive bloccano il transito delle larve dall’esterno, verso l’interno.
Potenziamento abbattente : nelle porzioni di travi annegate nei muri, non sempre si raggiungono le temperature necessarie all’abbattimento delle larve xilofaghe; l’immissione forzata in profondità del bio-deter-
Alvei di aerazione dei tratti di trave annegate nei muri
• Carpenterie e muri sono due materiali a differente conduzione termica ; il loro contatto diretto all’interno degli alvei di alloggiamento nei muri perimetrali crea condensa , che si somma a quella determinata dalle escursioni termiche notte-giorno.
• Cosa accade: per tale ragione, le teste delle travi alloggiate nei muri perimetrali sono, se non vengono previste adeguate misure preventive, le più soggette, sia a fenomeni di marcescenza, sia all’attacco da parte di insetti xilofagi (Figura 5).




Rimedi: per evitare che nel tempo si verifichino queste situazioni di degrado è importante che, in fase di progettazione, vengano previste due misure di tutela:
• creare, nicchie di alloggiamento, spazi di areazione attorno alle teste delle travi, per consentire loro la naturale traspirabilità;
• approntare tavolette di sacrificio attorno alle teste delle travi, da sostituire quando dovessero marcire, avendo ottenuto la salvaguardia delle travi dal degrado (Figura 6).
Filtri trasparenti per bloccare i raggi UV
• Salvaguardia delle opere d'arte: i raggi ultravioletti e la luce solare diretta scoloriscono le opere, in parti-

colare i dipinti e le carte.
• Applicazione : l'applicazione di pellicole o filtri trasparenti alle finestre esposte al sole permette il passaggio della luce visibile bloccando le componenti dannose (Figura 7).
Monitoraggio microclimatico
• Complementarietà: Il monitoraggio microclimatico lavora in sinergia con quello entomologico: misura i parametri ambientali (temperatura, umidità relativa) che rendono l'ambiente adatto o meno allo sviluppo di xilofagi, parassiti e spore fungine.
Lotta all'umidità (risalita, condensa, versamenti)
• Importanza del controllo igrometrico: l'umidità eccessiva è il principale alleato del degrado del legno; favorisce il formarsi di muffe e crea le condizioni ottimali per l'attacco degli xilofagi (Figura 8).
L’argomento del contrasto all’umidità verrà approfondito in una prossima edizione di “Lignum Servare”, sulla rivista Struttura Legno.
WOOD SENTINELS - PART 2
GIANFRANCO MAGRI, AN EXPERT EXPERT FOR DAMAGE CAUSED BY WOODWORMS, TERMITES, AND MOISTURE TO CULTURAL AND CIVIL PROPERTY, IN HIS COLUMN "ARTIS SERVARE" PROPOSES THE THEME OF ENTOMOLOGICAL MONITORING, DIVIDED INTO TWO PARTS. IN THIS CONTRIBUTION, WE PUBLISH THE SECOND PART, DEDICATED TO PREVENTIVE CONSERVATION AND INTEGRATED PROTECTION FOR DURABILITY.
Preface
In the previous issue, we analyzed the function and purpose of UVA traps for flying insects and glue-based paper traps for crawling insects (Sentinels). Sentinels provide permanent disinfestation by capturing adult insects, preventing further reproduction and egg-laying, and protecting wood and paper. Monitoring analyzes the captures and acts as a relay for raising awareness among conservationists.
However, captures alone are not enough to safeguard wooden artifacts, works of art, and paper assets; to ensure the artifact's durability and value, Preventive Conservation requires integrated protection that works through the shields of physical barriers and deep treatments, making the artifact unassailable.
"Consistent protection over the years prevents cost spikes for extraordinary restorations due to neglect.
BIO-DETERRENT
Description of functions: The bio-deterrent works by creating a protective barrier in the top layer of the wood, making it inhospitable to woodworms, preventing future infestations and re-infestations.
Application strategies: The effectiveness of this product depends on its correct application, which is divided into five fundamental strategies: prevention and protection, interceptive barriers, scheduled containment, and routine maintenance.
Differentiated Imbibition
The percentage of imbibition of the bio-deterrent varies based on the surface treatments (varnish, wax, film-forming, lacquer, etc.) and the possibility of removing the waterproof layers; only on rough, untreated surfaces does imbibition reach 100%.
For this reason, the application A biodeterrent alone is not enough to protect wood from woodworm attacks, but it represents one of the components of an integrated Preventive Conservation system.
Routine maintenance
• Repeat application of woodworm biodeterrent: the biodeterrent's active ingredients oxidize after 24 months; to ensure long-lasting wood
protection, the application must be repeated every two years.
• Why it's necessary: Protective chemicals degrade over time; re-impregnating every two years maintains the protection level.
Reinforced knockdown : In the sections of beams embedded in the walls, the temperatures necessary to kill woodworm larvae are not always reached; the forced infusion of a bio-deterrent into the depths compensates for this criticality.
AERATION CHANNELS FOR BEAM SECTIONS EMBEDDED IN THE WALLS
• Carpentry and walls are two materials with different thermal conductivity; their direct contact within the channels in the perimeter walls creates condensation, which adds to that caused by temperature variations between day and night.
• What happens: For this reason, the heads of beams embedded in the perimeter walls are, if adequate preventive measures are not implemented, the most susceptible to both rotting and attack by woodworm.
Remedies: To prevent these deterioration situations from occurring over time, it is important to consider two protective measures during the design phase:
• Create niches for housing, ventilation spaces around the heads of the beams, to allow them to breathe naturally;
• prepare sacrificial boards around the heads of the beams, to be placed Replace them if they rot, thus protecting the beams from deterioration.
Transparent filters to block UV rays
• Protecting works of art : Ultraviolet rays and direct sunlight discolor works of art, especially paintings and papers.
• Application: Applying transparent films or filters to windows exposed to the sun allows visible light to pass through while blocking harmful components.
Microclimatic monitoring
• Complementarity: Microclimatic monitoring works in synergy with entomological monitoring: it measures environmental parameters (temperature, relative humidity) that make the environment suitable or unsuitable for the development of woodworms, parasites, and fungal spores.
Combating humidity (rising, condensation, spills)
• Importance of humidity control: excessive humidity is the main ally of wood decay; It promotes the growth of mold and creates optimal conditions for woodworm attack.
The topic of moisture control will be explored in a future edition of "Lignum Servare" in the magazine Struttura Legno.


pietroarnoldi.artist@gmail.com www.pietroarnoldi.com www.facebook.com/pietro.arnoldi @pietroarnoldiartist
Olivo, legno di vita, legno che accompagna l’umanità da sempre dando sostegno e amore, vita. Ho voluto utilizzarlo per simboleggiare un bacio universale di un legame che partendo dalle radici avvinghia l’essere umano in un abbraccio eterno.
Poesia di Enzo Samaritani


Pietro Arnoldi è nato a Taleggio (Bergamo), nel 1955, allievo di Rovello, l’assistente di Funi, vive e lavora a Milano in via Teramo, 13. Artista estremamente versatile è in grado di esprimersi in molte forme artistiche dalla pittura alla scultura, alla scenografia, al design. Utilizza diversi materiali per realizzare oggetti e complementi d’arredo, dal ferro battuto al vetro. Ma è nella scultura e nel legno che ha trovato la sua ispirazione più profonda. Il suo maggiore interesse è oggi recuperare legni antichi,
Il Bacio di legno
Tocco d’intesa dalla testa ai piedi. Stringhe di anni di silenziosa attesa. Nessuna violenza o passione.
Quel legno vivrà sempre
Nel bacio, del silenzio intergalattico, di millenaria natura.
Poesia di Enzo Samaritani

salvarli dall’abbandono e trasformarli in opere d’arte. Vasto il suo percorso artistico che lo ha portato a esporre in molte città d’Europa e nel resto del mondo. Sue opere sono presenti in musei e case private. Va citato in particolar modo l’apertura del museo del legno ”Lignorama” di Ridau avvenuta con una sua esposizione. La sua produzione sconfina ultimamente nel design per l’arredamento con la realizzazione di tavoli, sedie e altro, che possano personalizzare una casa esigente e colta.






Ricerca della pace
Legno di pino marino
Linee che partendo dalla base si intrecciano e si sovrappongono come gli eventi della vita, evitando i contrasti, ma cercando una pace quieta.

Pietro Arnoldi sarà presente con le sue opere dal 9 al 12 giugno all’interno della fiera di Milano in occasione di Xylexpo al padiglione 18 stand H31.




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35121 PADOVA – Via della Pieve, 19 T. +39/049 8754720 - mob. +39/335 7556114 commerciale@concrete.it - www.concrete.it

Sismicad Legno
Il software semplice e completo per il calcolo sismico di strutture in legno con le norme italiane. Gestisce pareti in legno X-LAM, Platform-Frame nonché con altre tecnologie e pannelli dotati anche di fogli di controvento in OSB, gessofibra etc. Prevede collegamenti tipo Hold-down e particolari condizioni di vincolo non-lineari. Tratta anche verifiche di colonne, travi, arcarecci e delle loro giunzioni con piastre in acciaio o alluminio e viti, chiodi o bulloni. Tutte le verifiche prevedono relazioni tecniche e disegni. Il software per i moderni professionisti del calcolo strutturale proposto da chi tratta questi strumenti da venticinque anni.

20138 MILANO – Via Monte Popera, 16/43 T. +39/02 54100818 r.a. controllogic@controllogic.it - www.controllogic.it
Sistemi di rivelazione e spegnimento automatico delle scintille nelle condotte di aspirazione a protezione antincendio del silo.

Sistemi s.r.l.
37056 SALIZZOLE (Verona) – Via dell’Artigianato, 421 T. +39/045 6900919
gmsistemi@gmsistemi.it - www.gmsistemi.it Azienda con esperienza trentennale nella ricerca, sviluppo e distribuzione di apparati elettronici volti alla prevenzione incendi industriale e al controllo dei processi per l'industria. Presenti in tutto il mondo e dotati di certificazione CE - UKCA - Atex - FM Approvals e TUV Nord. GM SISTEMI - Igniting Prevention, Extinguishing Risks.

39042 BRESSANONE (Bolzano) – Via Julius-Durst, 98 T. +39/0472 273 611 info@microtec.eu - www.microtec.eu
Perché MiCROTEC? Perché è leader mondiale della tecnologia e del mercato nel campo del rilevamento intelligente delle proprietà del legno per l'ottimizzazione del suo utilizzo nell'industria della lavorazione del legno e stabilisce gli standard in questo mercato dal 1980. Non c'è processo che non sia razionalizzato, ottimizzato e accelerato da tecnologie e sistemi MiCROTEC. Sempre con l'impegno di fornire al cliente l'utilizzo economicamente ed ecologicamente più sostenibile del legno.


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ARCO INTERNATIONAL s.r.l. Macchine per la lavorazione del legno 06 NOVAPELLET
ARDUINI
B.F.B. di Bortoluzzi G. & C. s.n.c. Macchine per la lavorazione del legno 06
BIANCHI dott. FRANCESCO s.n.c. Commercianti 03
BIGonDRY s.r.l. Impianti di aspirazione essiccazione e verniciatura 05
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