

Ricerca avanzata, efficienza e sostenibilità al centro delle soluzioni HERZ ENERGIA.
Sistemi progettati per ridurre i consumi, le emissioni e valorizzare LA BIOMASSA.





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Ricerca avanzata, efficienza e sostenibilità al centro delle soluzioni HERZ ENERGIA.
Sistemi progettati per ridurre i consumi, le emissioni e valorizzare LA BIOMASSA.





Florian ha iniziato a pensare a un Ecosistema di Qualità molto tempo fa.
All’origine di tutto c’era la necessità di avere un maggiore controllo sulle fasi produttive dalla foresta fino al prodotto finito per garantirne la qualità.
Il Gruppo Florian è certificato FSC® (Forest Stewardship Council®) un’organizzazione internazionale non governativa che promuove una gestione delle foreste mondiali appropriata dal punto di vista ambientale, socialmente vantaggiosa ed economicamente sostenibile.












SOMMARIO
www.webandmagazine.media 02
Il Legno, rivista di riferimento per il settore, riscuotendo una puntuale attenzione tra operatori commerciali, trasformatori e utilizzatori della materia prima legno e dei suoi derivati, di semilavorati e di prodotti finiti in tutti i settori di impiego. Tratta argomenti quali la produzione forestale, l’importazione e il commercio di legname, la trasformazione e la produzione di semilavorati, le macchine e le tecnologie per la prima lavorazione del legno, per l’essiccazione e per la trasformazione e l’utilizzo delle biomasse





















02 COLOPHON
www.webandmagazine.media
05 EDITORIALE
di Sonia Maritan
NODI NODI
06 CONFERENZA
EDILEGNOARREDO di FEDERLEGNOARREDO
di Sonia Maritan
DIAMO FORMA AL FUTURO
SHAPE THE FUTURE
www.federlegnoarredo.it
12 SCENARI
ASSOPANNELLI - EPF
di Pietro Ferrari
EFFETTO BOOMERANG PER IL CBAM
CBAM BOOMERANG EFFECT: EPF MEETING IN MILAN www.federlegnoarredo.it/associazioni/assopannelli https://europanels.org
14 PROGETTARE CON LA NATURA
di Alessandro Bianchi
SUPERFICI BLU E VERDI A SISTEMA BLUE AND GREEN SURFACES SYSTEM www.polimi.it
16 INCONTRI CIB
(CARREFOUR DU BOIS) SAMANTHA PADDEN
di Sonia Maritan
22 FOCUS UTENSILI
AZIENDE GDA
di Mauro Zamberlan LO STILE DELL’AFFILATURA THE STYLE OF SHARPENING www.gdatools.com
26 FOCUS UTENSILI
AZIENDE FREUD
di Iacopo Lena QUALITÀ E STORIA, GUARDANDO AL FUTURO THE STYLE OF SHARPENING www.freudtools.com
30
34
SPECIALE PROGETTO FUOCO INCONTRI D’ALESSANDRO ANTONELLA
di Sonia Maritan
CINQUANT’ANNI DI ECCELLENZA FIFTY YEARS OF INNOVATION: THE INTERNATIONAL RISE OF D’ALESSANDRO TERMOMECCANICA www.caldaiedalessandro.it
SPECIALE PROGETTO FUOCO INCONTRI EDILKAMIN
di Sonia Maritan LA FIAMMA DIVENTA ESTETICA THE FLAME BECOMES AESTHETIC www.edilkamin.com
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SPECIALE PROGETTO FUOCO INCONTRI WOODTECH ITALIA

LEGNO COME ESPRESSIONE DI UN ECOSISTEMA VIVENTE WOOD AS AN EXPRESSION OF A LIVING ECOSYSTEM www.timbershow.com www.fibois-paysdelaloire.fr


di Pietro Ferrari ECCELLENZA NEL PELLET GREEN ALLIANCE, A WINNING MODEL SERVING QUALITY IN THE PELLET WORLD www.woodtechitalia.it
42




ESSENZE EUROPEE
SPECIALE PROGETTO FUOCO INCONTRI HERZ ENERGIA
di Pietro Ferrari LA COMBUSTIONE DEL FUTURO: DALL'ABITAZIONE ALLO SPAZIO INDUSTRIALE THE FUTURE OF COMBUSTION: FROM RESIDENTIAL TO INDUSTRIAL APPLICATIONS https://herz.eco
46 ARTIS SERVARE
di Gianfranco Magri
LE SENTINELLE DEL LEGNO - 1° PARTE THE WOOD SENTINELS - PART 1 www.artecontrolconsulting.it
50 FOCUS TRENTINO-ALTO ADIGE RASSEGNA NODI
di Sonia Maritan CULTURA, IMPRESA E DESIGN DEL LEGNO KNOTS. TRENTINO WOOD CULTURE, BUSINESS, AND DESIGN www.trentinosviluppo.it www.trentinomarketing.org
64 AZIENDE EGGER
di Laura Gregorutti AVVIATA LA NOBILITAZIONE NELLO STABILIMENTO EGGER DI MARKT BIBART LAMINATION HAS STARTED AT THE EGGER PLANT IN MARKT BIBART www.egger.com
68 AZIENDE PGS GROUP
di Sonia Maritan IL PALLET IN LEGNO “AD ALTO POTENZIALE” THE "HIGH-POTENTIAL" WOODEN PALLETS www.pgsgroup.com
72 INDIRIZZI UTILI www.webandmagazine.media/rubrica-aziende
Abete Austria, Abete Vaporato, Acacia, Acero, Carpino, Castagno, Cedro, Ciliegio, Cirmolo, Faggio, Faggio Vaporato, Frassino, Larice Austria, Larice Vaporato, Larice Siberiano, Melo, Noce Nazionale, Olivo, Olmo, Ontano, Pero, Pioppo, Pino Austria, Rovere, Tiglio.
ESSENZE AMERICANE
Black Walnut, Cedro Canadese, Cherry, Cipresso, Douglas, Red Elm, Tulipier, Yellow Pine.
ESSENZE TROPICALI
Afromosia, Bubinga, Doussié, Iroko, Mogano Sapelli, Okoumè, Palma Nera, Teak, Wengé, Zebrano.
PANNELLI E SEMILAVORATI
Lamellari di Rovere, Lamellari di Castagno, Lamellari di Frassino, Lamellari di Rovere Rosso, Multistrati di Okoumè.










cover: HERZ ENERGIA s.r.l.
Sant’Urbano, 116 - 31010 Pianzano (Treviso) – Italy


t. +39/0438 1840362
info@herz.eco - https://herz.eco
L'azienda Herz venne fondata nel 1896; sin dall’inizio Herz Energia s.r.l. si è distinta quale principale produttore austriaco nel settore del riscaldamento e dell'impiantistica riuscendo ad accrescere la sua presenza fino a consolidarsi anche come produttore primario a livello internazionale.
The Herz company was founded in 1896. From the very beginning, Herz Energia s.r.l. has distinguished itself as Austria's leading manufacturer of heating and plumbing products, successfully expanding its presence to the point of establishing itself as a leading international manufacturer.




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“NODI. Cultura, impresa e design del legno trentino” è il titolo del volume di un progetto nato dal frutto di un lavoro condiviso tra quindici imprese del territorio e altrettanti designer e culminato in una mostra all’ADI Design Museum.
Il volume stesso è concepito come oggetto di design con art direction di Gianluigi Colin, negli Anni Ottanta art director anche del Corriere della Sera. I suoi occhi sempre alla ricerca di un linguaggio riconoscibile, questa volta hanno guardato al patrimonio boschivo, dall’albero alla trasformazione dei tronchi per arrivare a una serie di semilavorati custoditi nel laboratorio straordinario de ‘La Magnifica Comunità di Fiemme’, dove il ‘viaggio’ ha avuto inizio creando il percorso progettuale proprio a partire dalle sue tavole impresse sulle pagine: impronte che hanno guidato la nascita dei prodotti.
Il legno non è solo un materiale resistente e versatile, ma un asset strategico che conferisce ai prodotti un’identità unica: profumo, calore naturale e una durabilità che sfida il tempo in tutte le sue applicazioni: edilizia, artigianato, arredo, sino alla produzione di energia. Il progetto è nato dall’incontro tra la tradizione boschiva delle aziende del trentino, la loro conoscenza della materia prima e della sua lavorabilità, e la visione della generazione dei “giovani maestri” capaci di creare prodotti per un fruitore più consapevole valorizzando l’Abete rosso della Val di Fiemme o il Larice delle alte quote attribuendogli un valore etico oltre che funzionale. Come il marchio territoriale dell’Alto

Adige è un sigillo di qualità riconosciuto dal consumatore di tutto il mondo, il legno locale permette di differenziarsi sul mercato globale attraverso un brand di territorio sinonimo di eccellenza e rispetto ambientale. Saperi diversi nel rispetto dell’identità del legno, dove il nodo è uno degli elementi distintivi che la natura mette a disposizione: il segno del legame fra il ramo e il tronco che troviamo sulla tavola.
Sul social ‘quelchenonsapevi’, il Segretario generale di Conlegno Sebastiano Cerullo ha messo in evidenza un messaggio riguardo un Larice nato nell'anno 1007 in Valmalenco, in provincia di Sondrio, nascosto a 2.200 metri sulle Alpi lombarde. I ricercatori delle Università di Pavia, Padova e Torino hanno carotato il tronco e contato gli anelli di accrescimento
EDITORIALE
di Sonia Maritan

Sonia Maritan con il Maestro Mario Botta, lo scorso 27 marzo a Milano, all’interno dell’Icosaedro esposto all’ADI Design Museum. 05
uno per uno. I suoi 16 metri di altezza e 85 centimetri di diametro ci dicono che l'ambiente – gelo, vento, quota – lo ha tenuto piccolo, eppure è l'albero più antico, prezioso e straordinario d'Italia.
Un Albero raro e inestimabile per introdurre il mio breve incontro con il Maestro Mario Botta che ha realizzato una sorta di diamante di legno con ‘20’ facce e alcune fessure per dialogare con il paesaggio delle montagne intorno: una piccola architettura a forma di icosaedro, che i Curatori del progetto Paolo Baldessari e Aldo Colonetti, prendendo spunto dal celebre “Cabanon”, hanno voluto omaggiare al territorio trentino e che dopo il Salone del Mobile 2026 è stato collocato a Pieve Tesino: luogo di pensiero nel Giardino d’Europa a forma di anfiteatro dedicato ad Alcide De Gasperi.
Nodo, in senso figurato, rimanda anche a un punto cruciale, per me rappresentato dall’istante nell’Icosaedro con il rinomato Architetto e Scultore Mario Botta – che in gioventù ha frequentato lo studio di Le Corbusier – che vale più di qualunque diamante e mi collega alla Storia dell’Architettura e ai viaggi in Svizzera (della mia di gioventù) per ammirare lo stile geometrico delle sue architetture!


NELLA SALA AGORÀ DELLA TRIENNALE DI MILANO LO SCORSO 4 MARZO SI È TENUTO IL CONVEGNO DI EDILEGNOARREDO INCENTRATO SUL BENESSERE ABITATIVO. UN’ANALISI DELL’ESISTENTE E UN INVITO A COSTRUIRE INSIEME IL FUTURO DEI COMPARTI PRODUTTIVI RAPPRESENTATI: FINITURE LEGNO-ARREDO, PAVIMENTAZIONI DI LEGNO, PORTE E FINESTRE, E IN GENERALE IL VALORE ESPERIENZIALE DELL’ABITARE NELLA PROSPETTIVA DI UN ARCHITETTO RIGENERATORE COME ALESSANDRO LONGO. SI È TRATTATO POI DEI NUOVI REGOLAMENTI EUROPEI ED È STATO PRESENTATO ANCHE IL NUOVO MANUALE TECNICO DEI PAVIMENTI DI LEGNO.
Lo scorso 4 marzo la Sala Agorà della Triennale di Milano ha ospitato il convegno “Diamo forma al futuro”, promosso da EdilegnoArredo di FederlegnoArredo, che ha riunito imprese, progettisti e operatori della filiera per discutere le prospettive del settore delle finiture in legno tra innovazione, sostenibilità e cultura dell’abitare.
Progettare il futuro dell’abitare significa oggi tenere insieme impresa, ma-

teria, cultura del progetto e capacità di fare sistema. Questo è stato il filo conduttore dell’incontro, che ha messo a confronto imprese, associazioni e professionisti in un contesto segnato da evoluzione dei mercati, nuove normative europee e crescente attenzione al benessere abitativo.
Il Direttore Generale di FederlegnoArredo Carlo Piemonte ha aperto i lavori del primo panel “Le prospettive delle pavimentazioni di legno” – moderato
da Federica Fiorellini, Direttrice e Fondatrice di “I love parquet” – sottolineando come per affrontare gli attuali scenari internazionali serva il coraggio di valorizzare qualità, competenze e saper fare del made in Italy. I lavori sono entrati nel vivo con l’intervento del Consigliere Incaricato del Gruppo Pavimenti di Legno di EdilegnoArredo Renza Altoè che introducendo i dati del comparto elaborati dal Centro Studi FederlegnoArredo ha eviden-

ziato come nel 2025 il sistema delle finiture per l’edilizia abbia superato 4,3 miliardi di euro di fatturato (+0,4%), con un mercato interno stabile attorno ai 3,9 miliardi e un export in crescita dell’11%, pari a 455 milioni di euro. Tra i mercati più dinamici emergono Francia, Stati Uniti e Corea del Sud.
All’interno di questo scenario, il segmento dei pavimenti in legno ha registrato una ripresa dopo il rallentamento degli ultimi anni, raggiungendo circa 570 milioni di euro di fatturato (+7%), sostenuto soprattutto dalla crescita delle esportazioni Non mancano tuttavia alcune criticità legate alla concorrenza internazionale, in particolare asiatica, che continua a mantenere prezzi molto competitivi nonostante i dazi antidumping sui prodotti cinesi.
Il Presidente della FEP – Federazione Europea del Parquet Lorenzo Onofri ha illustrato le iniziative europee a tutela del settore, tra cui la campagna “Real Wood”, volta a sensibilizzare i consumatori sui vantaggi del vero legno rispetto ai materiali sintetici. Il Presidente aziende Storiche parquet Alfiero Bulgarelli ha evidenziato il

ruolo strategico delle rivendite specializzate, chiamate sempre più a diventare veri consulenti di autenticità per il consumatore, l’Amministratore Delegato e Direttore dello Sviluppo Globale del Gruppo Mapei Veronica Squinzi ha sottolineato l’importanza della durabilità dei sistemi e della sostenibilità dei prodotti, ricordando l’impegno dell’azienda nella riduzione delle emissioni VOC e nella trasparenza ambientale garantita dalle certificazioni EPD
In questa prospettiva si inserisce anche il "Manuale di progettazione e posa dei pavimenti di legno, a cura di

In queste pagine, alcuni momenti della conferenza stampa di presentazione del convegno “DIAMO FORMA AL FUTURO”, svoltasi lo scorso 4 marzo in Triennale a Milano, con la moderazione del primo panel “LE PROSPETTIVE DELLE PAVIMENTAZIONI DI LEGNO” di Federica Fiorellini, Direttrice e Fondatrice di “I love parquet” e del secondo panel “PROGETTARE IL DOMANI – LE SFIDE
DELL’ABITARE” condotto dalla Responsabile Editoriale di Showroom Porte & Finestre Olga Munini, sessione nella quale Alessandro Longo trattando de “IL LEGNO TRA MATERIA ED EMOZIONE” si è definito un architetto rigeneratore.
EdilegnoArredo, pubblicato da Maggioli e presentato durante il convegno, che rafforza competenze e standard qualitativi della filiera. «Non è solo una raccolta di indicazioni operative, ma uno strumento che consolida la cultura della qualità e della corretta posa – ha sottolineato Renza Altoè –. La qualità del prodotto non può prescindere dalla qualità della sua installazione: vogliamo offrire alla filiera un riferimento condiviso, capace di accompagnarne la crescita e la competitività anche sui mercati internazionali».

Accanto alla dimensione produttiva ed economica, è stata approfondita anche l’evoluzione delle normative tecniche di riferimento, in ambito nazionale e internazionale, illustrata dalla Responsabile Ufficio Normative EdilegnoArredo ing. Rita D’Alessandro con la relazione “Regolamenti e Norme – Novità e scenari futuri”. È emersa inoltre una riflessione culturale sul rapporto tra materia ed emozioni proposta dall’architetto Alessandro Longo, che ha riportato al centro il valore esperienziale del costruire e dell’abitare con la sua relazione “Materia ed emozioni”.
Tra il primo e il secondo panel è intervenuta Rita D’Alessandro, dell’Ufficio Normative di EdilegnoArredo, offrendo una panoramica sul complesso quadro regolatorio europeo che nei prossimi anni interesserà il settore.
Tra i principali provvedimenti citati:
• Il Regolamento europeo sulla sicurezza generale dei prodotti (GPSR), applicabile dal dicembre 2024, che introduce nuovi obblighi per i produttori in termini di valutazione della sicurezza, tracciabilità e documentazione tecnica;
• Il nuovo Regolamento sui prodotti da costruzione, destinato a sostituire quello attuale con requisiti più stringenti su sostenibilità, emissioni e uso delle risorse;
• Il Regolamento europeo sulla deforestazione (EUDR), che entrerà in vigore il 30 dicembre 2026 e richiederà alle aziende dichiarazioni di dovuta diligenza per garantire la tracciabilità delle filiere.
Il secondo panel “ Progettare il domani - le sfide dell’abitare” moderato dalla Responsabile Editoriale di Showroom Porte & Finestre Olga Munini è stato aperto dal Presidente di EdilegnoArredo Andrea Bazzichetto e ha poi lasciato spazio alla presentazione della direttrice d’Interni Gilda Bojardi che ha illustrato i contenuti del convegno inaugurale del Fuorisalone 2026 dello scorso 20 aprile all’Università degli Studi di Milano Statale e all’Head of Building & Industrial Exbition Fiera Milano, Amministratore Delegato MADE Eventi Paola Sarco
Nel secondo momento di approfondimento, l’architetto Alessandro Longo ha offerto una riflessione sul valore sensoriale della materia in architet-
tura, richiamando il lavoro di maestri come Peter Zumthor e Carlo Scarpa Secondo Longo, in un’epoca dominata da render e simulazioni digitali, è fondamentale recuperare il rapporto diretto con la materia reale. Il legno, in particolare, rappresenta una materia viva, capace di attivare una relazione fisica e sensoriale con lo spazio: superficie che si lascia toccare, annusare, ascoltare, portando con sé la memoria del tempo e del lavoro umano.
Il secondo panel ha ampliato lo sguardo anche alle strategie di posizionamento internazionale del comparto.
Gilda Bojardi, direttrice di “Interni”, ha sottolineato l’importanza di costruire una narrazione più forte e coordinata del made in Italy, capace di mettere in relazione architettura, design e industria.
Paola Sarco, Head of Building & Industrial Exhibition di Fiera Milano e

Amministratore Delegato di MADE Eventi, ha invece illustrato l’evoluzione del mondo fieristico, sempre più orientato a diventare piattaforma di relazione, contenuti e networking, integrando eventi fisici e strumenti digitali.
A chiudere i lavori è stato Andrea Bazzichetto, Presidente di EdilegnoArredo, che ha richiamato l’importanza di rafforzare il lavoro di sistema tra le imprese della filiera.
Il comparto delle finiture in legno rappresenta oggi una realtà produttiva composta da circa 7.000 aziende, che esprimono competenze industriali e manifatturiere riconosciute a livello internazionale. In un contesto economico e normativo in continua evoluzione, tuttavia, diventa sempre più necessario rafforzare la dimensione di filiera, coinvolgendo fornitori, progettisti, installatori, rivenditori e utenti finali.
«In un mercato sempre più competitivo – ha sottolineato – sostenibilità,
qualità e benessere abitativo devono diventare elementi centrali della nostra identità industriale. Solo attraverso una visione condivisa e una maggiore collaborazione tra imprese, progettisti e istituzioni sarà possibile dare forma al futuro del settore».
Il convegno si è concluso con un momento di networking tra aziende, professionisti e stampa specializzata, confermando il ruolo di EdilegnoArredo come punto di riferimento per il dialogo e lo sviluppo della filiera delle finiture in legno.
(Fonte: Centro Studi FederlegnoArredo)
Qualità sartoriale ed export +11% rafforzano un settore sempre più protagonista dell’abitare contemporaneo «Grazie a creazioni sempre più sartoriali e all’altissima qualità dei materiali, le finiture si stanno affermando come veri e propri elementi di arredo,

protagonisti di abitazioni private così come di progetti coordinati per il contract e l’hôtellerie – ha dichiarato Andrea Bazzichetto, presidente di EdilegnoArredo –. La crescita dell’export conferma che questa qualità viene riconosciuta anche a livello internazionale: nei mercati esteri si scelgono i prodotti italiani, non solo per il design e l’affidabilità tecnica, ma per il valore che apportano in termini di benessere abitativo. È una sensibilità che abbiamo voluto mettere al centro del confronto, per rafforzare una cultura dell’abitare fondata su qualità, sostenibilità e consapevolezza. Naturale, rinnovabile, efficiente dal punto di vista energetico, versatile e identitario, il legno si conferma tra i principali protagonisti del mondo del design e della progettazione responsabile. Investire negli ambienti in cui viviamo non è solo una scelta estetica o progettuale, ma incide direttamente sulla salute e sulla qualità della vita. Comfort termico, regolazione dell’umidità, qualità dell’aria e luminosità, oltre a sicurezza e durabilità dei materiali, contribuiscono a creare ambienti più salubri, equilibrati e accoglienti».
Nel 2025 il fatturato alla produzione del Sistema Finiture per edilizia si attesta complessivamente a oltre 4,3 miliardi di euro (+0,4% sul 2024). Il mercato nazionale, che rappresenta il 90% del totale, si mantiene sostanzialmente stabile (-0,6%) per un va-
In evidenza anche le infografiche che evidenziano i dati dei tre comparti principali: finiture legno-arredo, pavimentazioni di legno, porte e finestre


lore di circa 3,9 miliardi di euro, nonostante il ridimensionamento degli incentivi fiscali. In aumento le esportazioni, che raggiungono i 455 milioni di euro (+11%), con performance positive in tutti i comparti e particolare dinamismo per porte interne e pavimenti in legno. La Francia si conferma primo mercato estero per le finiture per edilizia (52 milioni di euro nel periodo gennaio-novembre
2025). Crescono gli Stati Uniti, che diventano la seconda destinazione, mentre la Corea del Sud si conferma primo mercato per i pavimenti in legno. In forte calo le esportazioni verso la Cina, che esce dalla top ten, sostituita dagli Emirati Arabi Uniti.
FINITURE LEGNO-ARREDO
PAVIMENTI DI LEGNO
Dopo il picco del 2022 e il succes-
sivo ridimensionamento, nel 2025 il fatturato dei pavimenti in legno torna a crescere: +7% rispetto al 2024, superando i 570 milioni di euro. Il risultato è trainato dall’export (196 milioni di euro), con Corea del Sud e Stati Uniti tra i principali mercati di riferimento. In crescita anche il mercato interno (+3,7%), che raggiunge i 382 milioni di euro.
FINITURE LEGNO-ARREDO PORTE E FINESTRE
Stabile il fatturato (-0,5) alla produzione delle imprese di Finestre di legno e legno-alluminio, Porte interne e porte d’ingresso che chiude il 2025 a poco meno di 3,8 miliardi di euro. Il mercato di riferimento è l’Italia, in lieve flessione (-1,1%) cui viene destinato il 93% della produzione. In crescita anche le esportazioni (+8%) che sfiorano i 260 milioni di euro.
La Francia, nonostante la flessione più marcata, si conferma la prima destinazione dei prodotti italiani, seguita da Svizzera e Stati Uniti.
SHAPE THE FUTURE
ON MARCH 4TH, THE EDILEGNOARREDO CONFERENCE FOCUSED ON LIVING WELL-BEING IN THE AGORÀ HALL OF THE MILAN TRIENNALE. IT ANALYZED EXISTING PRACTICES AND OFFERED AN INVITATION TO JOINTLY BUILD THE FUTURE OF THE PRODUCTION SECTORS REPRESENTED: WOOD AND FURNITURE FINISHES, WOOD FLOORING, DOORS AND WINDOWS, AND, MORE GENERALLY, THE EXPERIENTIAL VALUE OF LIVING, FROM THE PERSPECTIVE OF ALESSANDRO LONGO, A REGENERATIVE ARCHITECT. NEW EUROPEAN REGULATIONS WERE ALSO DISCUSSED, AND THE NEW TECHNICAL MANUAL FOR WOOD FLOORING WAS ALSO PRESENTED.
On March 4th, the Agorà Hall of the Milan Triennale hosted the conference "Shape the Future," promoted by EdilegnoArredo of FederlegnoArredo.
The conference brought together companies, designers, and industry professionals to discuss the prospects for the wood finishing sector, focusing on innovation, sustainability, and the culture of living. Designing the future of living today means bringing together business, materials, design culture, and the ability to work collaboratively. This was the underlying theme of the meeting, which brought together businesses, associations, and professionals in a context marked by evolving markets, new European regulations, and growing attention to living standards. FederlegnoArredo General Manager Carlo Piemonte opened the first panel, "The Perspectives on Wood Flooring," moderated by Federica Fiorellini, Director and Founder of "I Love Parquet," emphasizing how addressing the current international scenario requires the courage to promote the quality, expertise, and know-how of Made in Italy.






SCENARI ASSOPANNELLI - EPF www.federlegnoarredo.it/associazioni/assopannelli https://europanels.org

Assopannelli , l’associazione di FederlegnoArredo che riunisce i produttori di pannelli e semilavorati, e la European Panel Federation ( EPF ) lanciano l’allarme sul Cbam, il Meccanismo di Adeguamento del Carbonio alle Frontiere (Carbon Border Adjustment Mechanism)
Una normativa europea, pensata per proteggere i produttori locali da concorrenti extra-UE, che rischia di avere effetti inattesi sull’industria dei pannelli in legno e dei mobili, aumentando i costi di produzione con ricadute sull’intera filiera del mobile europeo.
Assopannelli ed EPF, riunitesi il 23 gennaio presso la sede di FederlegnoArredo, chiedono la sospensione del Cbam sull’urea industriale, materia prima essenziale per colle, resine e produzione di pannelli in legno per edilizia e arredamento. Dal 1° gennaio 2026 il Cbam applica un costo alle emissioni di carbonio contenute in alcune merci importate, inclusa l’urea. Secondo le stime di Assopannelli, il Cbam potrebbe aumentare i costi di produzione dei pannelli in legno di circa il 10%/12% in 4 anni essendoci un incremento pari a 40–
.
60 euro per tonnellata dell’urea dal 1 gennaio 2026 ripetuto per 4 anni, con ripercussioni sull’intera filiera del mobile europeo. Tali incrementi si tradurrebbero in una perdita di competitività dei manufatti europei rispetto ai prodotti finiti importati da Paesi extraUE, anche alla luce del fatto che la produzione europea di urea copre oggi solo il 20% del fabbisogno industriale, rendendo strutturale il ricorso alle importazioni.
«L’applicazione del Cbam all’urea industriale, senza adeguati correttivi, rischia di penalizzare le imprese europee», ha dichiarato il direttore di EPF Matti Rantanen. «L’urea è una sostanza utilizzata sia
come fertilizzante in agricoltura sia come materia prima per colle e resine industriali. Abbiamo chiesto a novembre alla Commissione europea di escludere l’urea a uso industriale, ma la proposta è stata respinta. Per questo chiediamo una sospensione dell’applicazione, alla luce dei suoi impatti sul mercato interno e sulle filiere a valle.
Ribadiamo inoltre che la sospensione dei dazi sui fertilizzanti, annunciata dalla Commissione europea il 14 gennaio, non è sufficiente: l’urea importata dalle nostre imprese proviene in larga parte da Paesi già esenti. L’incontro del 23 gennaio 2026 che anticipa l’assemblea annuale di EPF

in programma a Milano dal 10 al 12 giugno su invito di FederlegnoArredo – conferma la volontà di EPF e Assopannelli di lavorare insieme, per sensibilizzare le istituzioni europee e tutelare la competitività dell’intero settore del pannello e del mobile europeo».
«È fondamentale che le politiche europee tengano conto delle specificità dell’industria del pannello, a partire dall’utilizzo dell’urea a uso industriale. Trasformando il legno in semilavorati, rappresentiamo l’anello di collegamento tra la filiera del legno e quella dell’arredo», ha dichiarato Paolo Fantoni, presidente di Assopannelli di FederlegnoArredo.
«Comprendiamo e apprezziamo i passi positivi intrapresi dal Go-
CBAM BOOMERANG
EFFECT: EPF MEETING IN MILAN
ASSOPANNELLI, THE FEDERLEGNOARREDO ASSOCIATION OF PANEL AND SEMI-FINISHED PRODUCT MANUFACTURERS, AND THE EUROPEAN PANEL FEDERATION (EPF) ARE RAISING THE ALARM OVER THE CARBON BORDER ADJUSTMENT MECHANISM (CBAM).
This European regulation, designed to protect local producers from nonEU competitors, risks having unexpected effects on the wood panel and furniture industry, increasing production costs with repercussions for the entire European furniture supply chain.
Assopannelli and EPF, meeting
verno a tutela del settore agricolo sul tema dell’urea, ma allo stesso tempo raccogliamo con grande attenzione le preoccupazioni espresse dalla European Panel Federation. Inoltre il Cbam si applica alle materie prime e ai semilavorati, ma non ai prodotti finiti: questo rischia di favorire mobili realizzati fuori dall’UE che, pur contenendo urea, entrano nel mercato europeo senza oneri aggiuntivi.
È paradossale che una norma pensata per evitare fenomeni di carbon leakage e tutelare la produzione europea, rischi di avere effetti opposti per un settore che è altamente sostenibile. Tanto più se consideriamo che oggi oltre il 60% dei pannelli prodotti in Europa utilizza legno riciclato».

Siamo specializzati nella Carperenteria in Legno e nella produzione di Perline. Disponiamo di un ampio magazzino di Travi lavellari e di un impianto automatizzato per il taglio delle barre. Vogliamo aiutarvi ad essere rapidi ed efficienti, vogliamo continuare a crescere con Voi.
January the 23th at the FederlegnoArredo headquarters, are calling for the suspension of the CBAM on industrial urea, a key raw material for glues, resins, and the production of wood panels for construction and furniture. Starting January 1, 2026, the CBAM will apply a price to the carbon emissions contained in certain imported goods, including urea.
According to Assopannelli estimates, the CBAM could increase the production costs of wood panels by approximately 10%–12% over four years, with a €40–60 increase per ton of urea starting January 1, 2026, repeated for four years, with repercussions for the entire European furniture supply chain.


- Travi lamellari, Travi K.v.h.
- Listelli Essiccati
- Tavole e Morali per Edilizia
- Pannelli O.s.b.
- Finestre Velux
- Produzione Perline
- Centro Taglio C.N.C.






Il Garante del Verde, del Suolo e degli Alberi del Comune di Milano (composto da Alessandro Bianchi, Nicola Noè e Ilda Vagge) chiama l’attenzione sull’importanza del ciclo dell’acqua urbana e sul ruolo del suolo e della vegetazione nella regolazione microclimatica della città. Negli ultimi anni Milano è stata interessata da dinamiche metereologiche che confermano la necessità di rafforzare la capacità urbana di gestire l’acqua, riducendo la vulnerabilità del territorio e migliorando la qualità della vita negli spazi pubblici. In questo quadro, l’acqua meteorica non deve essere considerata soltanto un flusso da smaltire rapidamente, ma una risorsa da governare attraverso sistemi capaci di rallentare, trattenere e reimpiegare. Una gestione più integrata può contribuire a ridurre i carichi sulla rete fognaria, migliorare il mi-
https://www.comune.milano.it/w/ambiente.-il-comunicato-del-garante-del-verde-del-suolo-e-degli-alberi
ACQUA, SUOLO E OMBRA NATURALE PER IL BENESSERE URBANO. LA REGOLAZIONE DELLE TEMPERATURE URBANE E LA QUALITÀ DEL MICROCLIMA SONO STRETTAMENTE CONNESSE ALLA DISPONIBILITÀ DI SUOLO PERMEABILE E ALLA PRESENZA DI VEGETAZIONE E DI SUPERFICI BLU, E L’OMBRA NATURALE PRODOTTA DAGLI ALBERI, GRAZIE AL PROCESSO DI EVAPOTRASPIRAZIONE, RIDUCE LA TEMPERATURA IMMEDIATA E CONTRIBUISCE A MANTENERE UN AMBIENTE PIÙ FRESCO E UMIDO, MIGLIORANDO IL COMFORT TERMICO E LA VIVIBILITÀ DEGLI SPAZI PUBBLICI, SOPRATTUTTO NELLE AREE PIÙ ESPOSTE ALLE ISOLE DI CALORE.

croclima estivo e rafforzare il funzionamento ecologico della città
Il Garante del Verde del Comune di Milano richiama l’attenzione anche sull’attuale utilizzo di acqua potabile per l’irrigazione delle aree verdi pubbliche; è auspicabile, infatti, che la città possa orientarsi verso soluzioni più efficienti, riducendo il ricorso all’acqua da acquedotto per l’irrigazione e favorendo l'uso di acque reflue depurate o sistemi di raccolta dell’acqua PROGETTARE
Il maestoso Ginkgo Biloba alto 10 metri messo a dimora a maggio 2025 in Piazza Eleonora Duse a Milano, zona Porta Venezia, come regalo alla città. Simbolo di resilienza e "fossile vivente", l'albero è stato donato dall'avvocato Antonio Belvedere per i 50 anni del suo studio, arricchendo il restyling della piazza con una spirale di marmo dedicata alle ere geologiche. (Foto di Sonia Maritan).
piovana. In questo senso, l’integrazione di sistemi alternativi di approvvigionamento idrico sarebbe un passo fondamentale per ottimizzare le risorse disponibili e ridurre gli sprechi. Un ulteriore elemento da considerare riguarda la promozione dell’utilizzo dell’acqua di prima falda per l’irrigazione delle aree verdi, pubbliche e private. La disponibilità di questa risorsa, accessibile tramite pozzi dedicati nei parchi e nei giardini, rappresenta un’opportunità per ridurre il prelievo di acqua potabile, migliorare l’efficienza idrica e rafforzare la resilienza del sistema urbano in un contesto di crescente pressione climatica Integrare questa prospettiva nella pianificazione e nella contabilità ambientale contribuirebbe a una gestione più sostenibile e misurabile del patrimonio naturale cittadino. Il tema riguarda anche l’organizzazione delle competenze e della gestione.
MM, che ha in carico la gestione del sistema idrico, rappresenta un interlocutore centrale per costruire un dialogo che non separa le questioni del verde da quelle dell’acqua, ma le affronta come parti di un unico sistema urbano
Il Garante esprime apprezzamento per gli interventi di drenaggio urbano sostenibile (SUDS) e di depavimenta-
zione e de-impermeabilizzazione dei suoli già diffusi in città, le azioni di riqualificazione dei parterre alberati che contribuiscono a liberare suoli costipati a causa della sosta abusiva, cosi come per le aree a sfalcio ridotto che tra le altre cose aumentano la capacità di assorbimento delle acque reflue e per i progetti di riqualificazione degli ambiti fluviali lungo il Lambro sviluppati dall’Amministrazione, che dimostrano come la gestione dell’acqua possa rappresentare un’opportunità di rigenerazione ambientale e urbana, con ricadute positive anche sulla qualità paesaggistica e la fruibilità degli spazi, sollecitando al contempo un rapido consolidamento di tali prassi che coinvolgano in maniera estesa tutto il territorio comunale e metropolitano. A questo proposito, il Garante richiama l’attenzione sul fatto che la città eredita scelte urbanistiche del passato che hanno spesso trascurato corsi d’acqua e fasce fluviali, includendo anche interventi di tombinatura e artificializzazione del reticolo idrografico.
In tale prospettiva, si ritiene utile mantenere aperta una riflessione sulla possibile riapertura selettiva di canali tombinati e sulla valorizzazione del reticolo idrico minore, laddove le condizioni tecniche e urbane lo consen-
THE REGULATION OF URBAN TEMPERATURES AND THE QUALITY OF THE MICROCLIMATE ARE CLOSELY LINKED TO THE AVAILABILITY OF PERMEABLE SOIL AND THE PRESENCE OF VEGETATION AND BLUE SURFACES. THE NATURAL SHADE PROVIDED BY TREES, THANKS TO THE PROCESS OF EVAPOTRANSPIRATION, REDUCES THE IMMEDIATE TEMPERATURE AND HELPS MAINTAIN A COOLER AND MORE HUMID ENVIRONMENT, IMPROVING THERMAL COMFORT AND THE LIVABILITY OF PUBLIC SPACES, ESPECIALLY IN AREAS MOST EXPOSED TO HEAT ISLANDS.
The City of Milan's Guarantor for Green Spaces, Soil, and Trees draws
tano, anche per i benefici in termini di qualità dello spazio pubblico, equilibrio ecologico e microclima
In merito a ciò, si ricorda che la regolazione delle temperature urbane e la qualità del microclima sono strettamente connesse alla disponibilità di suolo permeabile e alla presenza di vegetazione e di superfici blu. Inoltre, la distinzione tra ombra artificiale e ombra naturale resta rilevante: mentre l’ombra artificiale blocca semplicemente la radiazione solare, l’ombra prodotta dagli alberi, grazie al processo di evapotraspirazione, riduce la temperatura immediata e contribuisce a mantenere un ambiente più fresco e umido, migliorando il comfort termico e la vivibilità degli spazi pubblici, soprattutto nelle aree più esposte alle isole di calore.
Il Garante continuerà a seguire con attenzione l’evoluzione degli strumenti in corso – inclusi il Piano del Verde (PdV) e del Paesaggio e del Piano di Governo del Territorio (PGT) – e le trasformazioni che interessano il sistema idrico e gli ambiti fluviali, offrendo il proprio contributo tecnico-scientifico affinché l’acqua, nelle sue diverse forme, sia riconosciuta come infrastruttura urbana essenziale e come risorsa da integrare stabilmente nella progettazione della città.
attention to the importance of the urban water cycle and the role of soil and vegetation in regulating the city's microclimate. In recent years, Milan has been affected by meteorological dynamics that confirm the need to strengthen the city's capacity to manage water, reducing the vulnerability of the area and improving the quality of life in public spaces. In this context, rainwater must not be considered simply a flow to be rapidly disposed of, but a resource to be managed through systems capable of slowing, retaining, and reusing it. More integrated management can help reduce loads on the sewer system, improve the summer microclimate, and strengthen the city's ecological functioning.

INCONTRI CIB (CARREFOUR DU BOIS) SAMANTHA PADDEN

www.timbershow.com - www.fibois-paysdelaloire.fr
DAL 2 AL 4 GIUGNO PROSSIMI, IL CARREFOUR INTERNATIONAL DU BOIS TORNERÀ IN SCENA. QUESTA FIERA SI SVOLGE OGNI DUE ANNI A NANTES, IN FRANCIA, ED È ORGANIZZATA DA PROFESSIONISTI PER PROFESSIONISTI. UN EVENTO DI RIFERIMENTO PER IL SETTORE CHE RIUNISCE ESPOSITORI E VISITATORI INTERNAZIONALI PER TRE GIORNI. LEGNAME SEGATO, PANNELLI, PAVIMENTI, PRODOTTI SPECIALIZZATI, SOLUZIONI PER L'EDILIZIA IN LEGNO... TUTTI I PRODOTTI E LE INNOVAZIONI SONO DISPONIBILI IN UN UNICO LUOGO.
Come nel 2024, per migliorare la visibilità dei prodotti e l'esperienza dei visitatori, l'edizione 2026 sarà organizzata per settori principali in 5 padiglioni espositivi dove scoprire i molteplici usi del legno nei nuovi spazi di quest'anno.
L'organizzazione di eventi durante la fiera (conferenze, assemblee generali, meeting, ecc.) la renderà un appuntamento imprescindibile per i decisori. Luogo di incontro d'affari, polo per il networking e le vendite, il Carrefour è anche un eccellente barometro del settore
Ne abbiamo parlato con la Responsabile Commerciale Internazionale Samantha Padden.
Le chiediamo innanzitutto da quanto tempo operi nel settore e in particolare per il Carrefour du Bois.
«Sono arrivata dal Sud Africa nel 1992, con la mia laurea in tasca. Ho in seguito conseguito un master in

commercio internazionale a Nantes, Francia. Al mio arrivo, non parlavo francese, questo ha reso i miei esordi lavorativi un po’ più complessi, ma anche estremamente formativi.
Dopo qualche anno di esperienza, sono entrata nell’associazione Fibois Pays de la Loire dedicata al settore forestale e del legno (riunisce gli operatori del settore del legno per
sviluppare tutti gli usi di questo materiale – nell'edilizia e nell'energia – in un quadro di transizione, gestione forestale sostenibile e rinnovamento delle competenze), dove lavoro per il Carrefour International du Bois. Sono ormai 25 anni che mi muovo all’interno della filiera foresta-legno e che

In queste pagine, un ritratto della Responsabile Commerciale Internazionale Samantha Padden e alcune immagini dell’ultima edizione del Carrefour International du Bois tenutosi nel 2024.
accompagno lo sviluppo del salone in Francia e sulla scena internazionale».
Sei stata testimone dell’evoluzione di questa fiera che è stata capace di rimanere nel lungo periodo un punto di riferimento internazionale!
«Di edizione in edizione, il salone è cresciuto sia per numero di espositori sia di visitatori, ma anche per la qualità dell’offerta.
Nel 2014, contavamo 530 espositori, di cui il 30% di provenienza internazionale, e 10.200 visitatori, di cui il 22% dall’estero. Nel 2024, abbiamo raggiunto 630 espositori, di cui il 39% internazionali e 13.500 visitatori, con anche in questo caso il 39% d’internazionali. Questa evoluzione illustra chiaramente il rafforzamento del posizionamento mondiale del salone.



Parallelamente, i prodotti presentati sono considerevolmente evoluti. Agli inizi del Carrefour, l’offerta era più centrata sul legno grezzo e i prodotti poco trasformati. Oggi, le imprese innovano e progettano soluzioni sempre più elaborate, a forte valore aggiunto, specialmente per la costruzione, l’arredamento e il design
Anche il mercato evolve in continuazione e il legno si impone sempre più come un materiale del futuro, allo stesso tempo performante e virtuoso
dal punto di vista ambientale. Il salone riflette questa trasformazione».
Uno dei punti di forza del CIB è infatti quello di essere un crocevia strategico, come cambierà l’affluenza al salone? Sarà particolarmente condizionato dalle dinamiche geopolitiche?
«Prevediamo un’edizione 2026 in continuità con quella del 2024, con un numero di espositori simile. Non apriremo padiglioni ulteriori: l’apertura


del Pad. XXL e la nuova settorizzazione ci hanno permesso una bella espansione e desideriamo consolidare questa organizzazione. La nostra priorità resta invariata: permettere ai visitatori di trovare buoni espositori e partner e ovviamente anche l’inverso. Manteniamo una dimensione massima degli stand di 54 m² per preservare una dimensione umana, conviviale ed efficace in termini di business – è il DNA del salone.
Essendo un salone internazionale, siamo certamente sensibili alle dinamiche geopolitiche e alle evoluzioni dei mercati mondiali. Tutto ciò può influenzare la presenza di alcuni Paesi o modificare i flussi dei visitatori. A volte, i visitatori vengono in fiera per cercare nuovi partner in quanto i loro canali tradizionali di approvvigionamento diventano più complessi. In questo caso il salone svolge appieno il proprio ruolo di piattaforma strategica».
Quando è nato il CIB, le categorie merceologiche legate al mondo del legno erano piuttosto ristrette (penso alla crescita delle costruzioni in legno) e maggiormente legate al commercio della materia prima? «Sì, in origine l’identità del salone era più rivolta alla parte a monte dell’industria e al commercio della materia prima. Il Carrefour è stato inizialmente creato come un programma di conferenze e di networking da parte di Fibois Pays de la Loire e dal Porto di Nantes Saint-Nazaire (primo porto della costa atlantica francese che collega la regione a 400 porti in tutto il mondo).
All’epoca, le importazioni di legname erano molto importanti per l’industria locale e le segherie francesi non disponevano ancora del livello d’industrializzazione che conosciamo oggi. Con lo sviluppo della costruzione in legno – prima nelle ville indipendenti, poi nei condomini e nel terziario –sono stati realizzati investimenti indu-
striali molto importanti in Francia e sulla scena internazionale. Il salone è il riflesso di questo mutamento globale della filiera».
A quale direttrice sta guardando il CIB per l’edizione 2026 ma anche per quelle che verranno? Diventerà la vetrina del legno dalla A alla Z abbracciando ogni categoria di manufatto (“dal cucchiaio alla città” citando un aforisma famoso).
«Sì, certamente. Il Carrefour International du Bois è già oggi uno dei pochi saloni in grado di presentare una gamma completa di prodotti in legno nel panorama mondiale. Il salone presenta specie legnose provenienti da diverse foreste mondiali, legno grezzo ma anche prodotti trasformati per la costruzione e l’arredamento, pannelli, parquet con una varietà impressionane di finiture.
Ed è quello che rende il salone unico:

in un solo luogo si può scoprire tutta la ricchezza e la diversità del materiale legno».
Quando è nato il CIB l’educazione forestale era ai suoi primordi, cosa è cambiato oggi? Se in Europa la normativa forestale è molto stringente e il rischio di deforestazione è scongiurato (o abbastanza basso), in altre parti del mondo la normativa è molto più labile e il rischio di perdere grandi superfici forestali è estremamente elevato. Quali strategie può mettere in atto una piattaforma di riferimento come il CIB?
«Quando il Carrefour ha visto la luce, l’educazione forestale era ancora principalmente incentrata sulla produzione e l’utilizzo. Oggi, essa integra pienamente la gestione multifunzionale, la biodiversità, la cattura e sequestro del carbonio, la resilienza climatica e la tracciabilità.


In Europa, grazie a quadri normativi esigenti – in particolare il regolamento europeo contro la deforestazione (EUDR) – la gestione forestale è tra le più disciplinate al mondo e la superfice forestale continua ad aumentare. Ma su scala mondiale, le situazioni sono contrastanti. Una piattaforma internazionale come il salone ha una funzione da svolgere: pedagogica, grazie alle conferenze; economica, favorendo gli scambi responsabili tra Paesi produttori e trasformatori; prospettica, grazie alle conferenze dedicate alla rigenerazione forestale, all’adattamento climatico e alla gestione delle risorse. Il salone non è un organo di regolamentazione ma è un luogo di influenza e di diffusione delle buone pratiche».
Secondo l’osservatorio FAO (The global forest sector outlook 2050) si stima che il consumo di legno a livello mondiale passerà da circa 2.2
miliardi di metri cubi di equivalenti a legno tondo del 2025 ai 3,1 - 3,2 miliardi di metri cubi entro il 2050 e questo porterà a cercare risposte nella selvicoltura sostenibile e quindi nella gestione di vita del bosco in modo ancor più stringente. Come CIB credete sarà importante ampliare l’orizzonte agli ecosistemi (usando gli strumenti di rilevazione digitale)?
«Le proiezioni dell’ Organizzazione delle Nazioni Unite per l’alimentazione e l’agricoltura (FAO) sono chiare: la domanda mondiale di legno dovrebbe aumentare fortemente da qui al 2050. Avremo tra l’altro il piacere di accoglierla in occasione di una conferenza sulla tematica “Evoluzione della risorsa legno e dei flussi mondiali”.
La questione non è più solo di produrre di più, ma di produrre meglio. La gestione forestale entra in un’era di precisione, grazie al telerilevamento satellitare, al LiDAR, alla modella-

zione crescente o anche ai gemelli digitali forestali.
Storicamente incentrato sui prodotti, il salone si apre progressivamente alla parte forestale a monte e alle sfide ambientali, grazie alla presenza di attori come FSC, PEFC e alle organizzazioni della filiera foresta-legno francese.
Integriamo inoltre alcune tematiche legate ai servizi degli ecosistemi, al carbonio e all’innovazione. Il legno non è solo un materiale: è l’espressione di un ecosistema vivente».
In che misura è cresciuto il CIB (in termini qualitativi e quantitativi) e insieme il valore di un materiale unico come il legno? Espressione di un ecosistema vivente!
«Il salone è cresciuto in volume e in qualità.
Quantitativamente, grazie a una forte crescita a livello internazionale e a una diversificazione dei profili professionali: operatori delle segherie, distri-
butori, industriali, architetti, costruttori, designer.
Qualitativamente, grazie a un riposizionamento verso l’alto molto evidente: legno ingegnerizzato, soluzioni costruttive performanti, industrializzazione dei prefabbricati, innovazione tecnica, design.
Il salone è diventato un autentico barometro del mercato europeo del legno e un luogo in cui si discute dei grandi mutamenti del settore: edilizia a basso tenore di carbonio, riutilizzo, ibridazione dei materiali».
Nell’era digitale la tecnologia corre veloce, da un lato questo è uno strumento straordinario se pensiamo ai cantieri gestiti dal BIM e alla possibilità di mettere in relazione tutte le figure di una costruzione in tempo reale, ma dall’altro si acuisce la capacità di imitare i materiali naturali come il legno: il CIB come difende l’autenticità del legno?
«Il digitale trasforma profondamente la filiera: BIM, modellazione parametrica, prefabbricazione, robotizzazione. Questi strumenti rafforzano la competitività del legno. È vero che la tecnologia permette di imitare a livello visivo il legno. Ma
WOOD AS AN EXPRESSION OF A LIVING ECOSYSTEM FROM JUNE 2ND TO 4TH, THE CARREFOUR INTERNATIONAL DU BOIS WILL RETURN. THIS TRADE SHOW TAKES PLACE EVERY TWO YEARS IN NANTES, FRANCE, AND IS ORGANIZED BY PROFESSIONALS FOR PROFESSIONALS. IT'S A LEADING EVENT FOR THE INDUSTRY, BRINGING TOGETHER INTERNATIONAL EXHIBITORS AND VISITORS FOR THREE DAYS. SAWN TIMBER, PANELS, FLOORING, SPECIALIZED PRODUCTS, AND WOOD BUILDING SOLUTIONS OFFER ALL THE PRODUCTS AND INNOVATIONS YOU COULD WANT IN ONE PLACE.
l’autenticità del materiale non si limita alla sua apparenza. Riposa sul suo stoccaggio del carbonio, la sua leggerezza strutturale, le sue performance termiche, la sua riciclabilità e il suo radicamento territoriale.
Il salone mette sotto i riflettori questa autenticità valorizzando la tracciabilità, la certificazione e le innovazioni del legno massello e del legno ingegnerizzato, dando la parola agli architetti che ne utilizzano le qualità intrinseche.
Le tecnologie digitali non sono un avversario ma un amplificatore».
E il CIB sta assumendo una connotazione più “liquida” come avviene per alcuni eventi nell’era digitale (nel senso di ampliare le sue propaggini spazio temporali fuori dagli spazi fieristici)?
«No. Il Carrefour International du Bois rimane un salone B2B basato sull’incontro fisico.
In un mondo estremamente digitalizzato, il faccia a faccia, la materia, il contatto umano e la fiducia rimangono essenziali, in particolar modo in una filiera come la nostra. Ed è questa dimensione umana che fa la forza e l’unicità del salone».
As in 2024, to improve product visibility and the visitor experience, the 2026 edition will be organized by main sectors in five exhibition halls, where visitors can discover the many uses of wood in this year's new spaces.
The organization of events during the trade show (conferences, general assemblies, meetings, etc.) will make it an essential event for decisionmakers.
A business meeting place, networking hub, and sales hub, Carrefour is also an excellent barometer of the industry.






di Mauro Zamberlan
GDA PRESENTA LA SERIE LM PER LA PRIMA LAVORAZIONE DEL LEGNO: STABILITÀ, RESA E CONTINUITÀ IN SEGHERIA. CON LA SERIE LM, GDA PORTA NELLE SEGHERIE LAME MULTILAMA CON RASANTI PROGETTATE PER MIGLIORARE STABILITÀ DI TAGLIO, DURATA DELL’UTENSILE E RESA DEL MATERIALE, RIDUCENDO SFRIDI, FERMI MACCHINA E COSTI OPERATIVI.
Nella prima filiera del legno, ogni millimetro conta. La qualità della lama incide sulla precisione del taglio, sulla resa del materiale, sulla continuità produttiva e sulla marginalità dell’impianto. Da questa consapevolezza nasce la serie LM di GDA, una gamma di lame multilama con rasanti sviluppata per segherie, produttori di pallet e linee industriali del legno.
Il progetto nasce da un approccio concreto: rendere la lama più stabile, più durevole e più coerente nelle prestazioni. Per questo le multilama GDA combinano geometrie del dente ottimizzate, rasanti in HW, foro rettificato, tensionatura controllata, acciai europei selezionati e carburo Ceratizit scelto per bilanciare qualità di taglio e resistenza all’usura. Un ruolo centrale è affidato ai rasanti
in HW, progettati per mantenere la corretta distanza tra corpo lama e legno, riducendo attrito, surriscaldamento e deformazioni. La loro realizzazione su linee automatiche CNC contribuisce a garantire uniformità, stabilità e ripetibilità: tre fattori decisivi quando la lama lavora sotto carico e per cicli prolungati. La stabilità dinamica è sostenuta dalla tensionatura controllata, che migliora la rigidità del

corpo lama e la resistenza alla flessione. Il risultato è una rotazione più regolare, un taglio più controllato e una qualità più costante, con benefici diretti sulla produttività della linea. La serie LM guarda anche al costo complessivo di utilizzo. Altezza e lunghezza dei denti sono ottimizzate in funzione dello spessore di taglio per favorire più riaffilature e allungare la vita utile dell’utensile. Lo studio degli


spessori consente di contenere il tasso di taglio, ridurre gli sfridi e aumentare il reso di prodotto finito: un vantaggio importante dove la materia prima è una voce economica determinante. Accanto alla gamma standard, GDA sviluppa soluzioni personalizzate in base a macchina, tipo di legno, velocità operative ed esigenze produttive. Diametro, spessore, geometria, dentatura e altri parametri
possono essere adattati alle condizioni di utilizzo, trasformando la lama in uno strumento progettato per il processo, non semplicemente per il catalogo. Con la serie LM , GDA conferma il proprio posizionamento nella tecnologia del taglio per la prima lavorazione del legno: processo controllato, materie prime selezionate e soluzioni pensate per offrire più stabilità, più durata e più resa.

THE STYLE OF SHARPENING
GDA PRESENTS THE LM SERIES FOR PRIMARY WOOD PROCESSING: STABILITY, YIELD AND CONTINUITY IN THE SAWMILL. WITH ITS LM SERIES, GDA BRINGS MULTI-RIP SAW BLADES WITH WIPERS TO SAWMILLS, DESIGNED TO IMPROVE CUTTING STABILITY, TOOL LIFE AND MATERIAL YIELD, REDUCING WASTE, MACHINE DOWNTIME AND OPERATING COSTS. In the primary wood processing sector, every millimetre counts. The quality of the blade affects cutting precision, material yield, production continuity and the plant’s profit margin. This awareness has given rise to GDA’s LM series, a range of multi-blade saws with raker teeth developed for sawmills, pallet manufacturers and industrial timber processing lines.
The design stems from a practical approach: to make the blade more stable, more durable and more consistent in performance. This is why
GDA multi-blade saws combine optimised tooth geometries, HW backrings, ground bores, controlled tensioning, selected European steels and Ceratizit carbide chosen to balance cutting quality and wear resistance.
A central role is played by the HW backrings, designed to maintain the correct distance between the blade body and the wood, reducing friction, overheating and deformation. Their manufacture on automatic CNC lines helps to ensure uniformity, stability and repeatability: three decisive factors when the blade is working under load and for prolonged cycles.
Dynamic stability is supported by controlled tensioning, which improves the blade body’s rigidity and resistance to bending. The result is smoother rotation, a more controlled cut and more consistent quality, with direct benefits for line productivity.
The LM series also takes the total cost of ownership into account. Tooth height and length are optimised according to the cutting thickness to facilitate more re-sharpening and extend the tool’s service life. The study of thicknesses allows for a lower cutting rate, reduced waste and increased yield of finished product: a significant advantage where raw material is a key cost factor.
Alongside the standard range, GDA develops customised solutions based on the machine, type of wood, operating speeds and production requirements. Diameter, thickness, geometry, tooth configuration and other parameters can be adapted to the conditions of use, transforming the blade into a tool designed for the process, not simply for the catalogue.
With the LM series, GDA reaffirms its position in cutting technology for primary wood processing: a controlled process, selected raw materials and solutions designed to offer greater stability, longer life and higher yield.




Freud è una realtà italiana che da oltre sessant’anni opera nel settore degli utensili per la lavorazione del legno e dei materiali compositi, costruendo nel tempo una posizione di rilievo internazionale. Fondata nel 1962, l’azienda ha affiancato alla crescita di gamma un lavoro costante su ricerca, sviluppo e controllo qualità, fino a diventare un riferimento consolidato nel comparto. Tra gli elementi che ne definiscono il posizionamento, uno dei più rilevanti è il controllo diretto dell’intero processo produttivo del metallo duro utilizzato per i taglienti, dalla formulazione delle polveri fino alla sinterizzazione. Un’impostazione che consente di sviluppare soluzioni mirate per le diverse applicazioni e

che rappresenta uno degli aspetti più distintivi dell’approccio industriale dell’azienda.
Su questa base si innesta il resto dell’offerta Freud, costruita per coprire un ampio spettro di lavorazioni, dai tagli più semplici alle applicazioni più complesse, con una gamma che comprende lame circolari, frese per macchine CNC e portatili, teste portacoltelli, inserti, sistemi serramento e accessori. Il punto, però, non è soltanto l’ampiezza del catalogo, ma il modo in cui ogni utensile viene sviluppato. La qualità del risultato nasce infatti da una combinazione di fattori: materie prime selezionate, know-how ingegneristico e progettazione di geometrie specifiche per le diverse applicazioni. Ogni utensile è pensato per massimizzare l’efficienza di taglio e prolungarne il ciclo di vita, mentre i rivestimenti applicati al corpo contribuiscono a migliorarne la protezione, la resistenza alla corrosione e la precisione nel tempo.
È in questo equilibrio tra tecnologia, design e controllo del processo che Freud costruisce il proprio posizionamento: non soltanto come produttore di utensili, ma come realtà che punta a tradurre la specializzazione industriale in affidabilità operativa, qualità costante e durata delle prestazioni.


CONTROL OF THE ENTIRE PRODUCTION CHAIN SETS FREUD APART IN THE WOOD PROCESSING TOOL SECTOR.
Freud is an Italian company that has been operating in the field of tools for woodworking and composite materials for more than sixty years, building a position of internatio-
nal importance over time. Founded in 1962, the company has combined the expansion of its product range with constant work in research, development and quality control, becoming a well-established point of reference in the sector. Among the elements that define its positioning, one of the most significant is the direct control of the entire production process of the carbide used for cutting edges, from powder formulation through to sintering.


This approach makes it possible to develop targeted solutions for different applications and represents one of the most distinctive aspects of the company’s industrial model. On this basis, the rest of Freud’s offering is built, covering a wide range of operations, from the simplest cuts to the most complex applications, with a range that includes circular saw blades, router bits for CNC and portable machines, cutter heads, inserts, window system solutions and accessories. The point, however, is not only the breadth of the catalogue, but the way each tool is developed. The quality of the result stems from a combination of factors: selected raw materials, engineering know-how and the design of geometries tailored to different applications. Each tool is designed to maximise cutting efficiency and extend its service life, while the coatings applied to the tool body help improve protection, corrosion resistance and longterm precision.
It is in this balance between technology, design and process control that Freud builds its positioning: not simply as a tool manufacturer, but as a company that aims to translate industrial specialization into operational reliability, consistent quality and long-lasting performance.
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DA MEZZO SECOLO D’ALESSANDRO TERMOMECCANICA SCRIVE
UNA STORIA DI INNOVAZIONE E RADICAMENTO TERRITORIALE, IL CUORE DELLA LORO VISIONE RISIEDE NELL’ECONOMIA CIRCOLARE: TRASFORMARE SCARTI AGRICOLI E BIOMASSE FORESTALI IN ENERGIA TERMICA AD ALTISSIMO RENDIMENTO, NOBILITANDO RISORSE CHE ALTRIMENTI ANDREBBERO PERDUTE. QUESTA COSTANTE SPINTA VERSO L’EFFICIENZA PORTA L’AZIENDA ABRUZZESE A ESSERE UNA PRESENZA FISSA TRA I PROTAGONISTI DI PROGETTO FUOCO, VETRINA D’ECCEZIONE DOVE ABBIAMO INCONTRATO ANTONELLA D’ALESSANDRO PER FARCI RACCONTARE IL FUTURO DEL CALORE SOSTENIBILE.
In occasione di Progetto Fuoco, presso la fiera di Verona, lo scorso 25 febbraio allo stand espositivo di D’Alessandro Termomeccanica incontriamo la dott.ssa Antonella D’Alessandro, alla quale chiediamo quale sia il polso del mercato dal suo osservatorio. Quelle di un’azienda nata come realtà locale, a Maglianico, nel cuore della provincia di Chieti, che ha saputo varcare i confini nazionali, affermendosi come realtà internazionale di riferimento nella progettazione di sistemi per il riscaldamento a biomassa.
«Lo scenario attuale è favorevole, i segnali di crescita sono tangibili –esordisce Antonella D’Alessandro –. Nonostante l'attuale scenario domestico sia caratterizzato da una maggiore complessità e da una revisione del sistema degli incentivi, interpretiamo questa fase come un’opportunità di consolidamento. La transizione verso normative più rigorose non è un ostacolo, ma il catalizzatore che eleva gli standard

Sonia Maritan al centro con la dottoressa Antonella D’Alessandro a sinistra e Rajae a destra. In queste pagine una panoramica della produzione della D’Alessandro Termomeccanica
tecnologici del settore, premiando le soluzioni con il più alto profilo ecologico e qualitativo».
E comunque vi rivolgete a diverse fasce di target!
«Certamente. La nostra gamma di prodotti è tra le più complete sul mercato proprio perché risponde a tre settori ben distinti.
C’è il residenziale, dove offriamo riscaldamento ad alta tecnologia per abitazioni, strutture ricettive e impiantistica sportiva. Segue il settore agricolo, con soluzioni efficienti ad acqua e aria calda progettate per ottimizzare il microclima di serre e allevamenti. Infine, quello industriale, con impianti ad alta potenza che generano acqua calda, acqua surriscaldata e vapore per i processi produttivi più complessi».
Un’offerta davvero completa!
«In sostanza, possiamo soddisfare ogni necessità: dal pubblico residenziale – con una gamma che va
dai 30 kW ai 100 kW – al mercato industriale, che oggi rappresenta il nostro core business. In quest'ultimo ambito le nostre soluzioni spaziano dai 130 kW ai 5 MW. Un'offerta così ampia ci permette una straordinaria capacità di diversificazione».
E l’internazionalizzazione?
«Rappresenta un altro aspetto fondamentale. Abbiamo una struttura di Servizi internazionali dedicata a esportare l’eccellenza D’Alessandro in tutto il mondo. Con migliaia di impianti installati, siamo oggi il partner di riferimento per chi crede nell’economia circolare e in uno sviluppo che rispetti il futuro delle nuove generazioni.
Ci impegniamo costantemente nella ricerca e nella sperimentazione di nuovi biocombustibili locali: adattiamo la nostra tecnologia alle risorse specifiche di ogni territorio, realizzando soluzioni che trasformano il modo di produrre e gestire l’energia.


Questo, per noi, significa generare vera innovazione energetica a livello globale».
E fornite consulenza specialistica alla vostra clientela?
«Certamente! Attraverso la nostra consulenza, l’accesso agli incentivi statali diventa un’opportunità concreta per ridurre i costi e valorizzare le risorse
naturali del territorio. D’altronde, la nostra mission è chiara: “D’Alessandro Italian Boilers: tecnologie e competenza che trasformano il calore della natura in valore per le persone, un valore destinato a durare nel tempo”.
A Progetto Fuoco, infine, abbiamo con noi allo stand Rajae, che rappresenta proprio il mercato Africano e del Medio Oriente».

Rajae è lieta di portare la sua testimonianza.
«Abbiamo iniziato a sviluppare il mercato in Marocco nel 2012 – racconta Rajae –. Oggi stiamo entrando in altre realtà africane e mediorientali, come
ad esempio la Giordania che sta diversificando le proprie fonti, investendo in progetti di energia rinnovabile. In Africa Centrale, inoltre, abbiamo attualmente in corso un importante progetto da 40 MW».
Ritenete alcuni mercati più interessanti di altri?
«Abbiamo aperto mercati in tutto il mondo – riprende la titolare della D’Alessandro Termomeccanica –, ma la presenza di Rajae qui, dimostra come il Marocco rappresenti per noi,

in questo momento, una vera punta di diamante. Per noi è fondamentale contare su persone che credano nell’azienda e nel prodotto, spendendosi in prima persona per divulgare il nostro know-how a livello globale».
Un valore che parte dal vostro reparto produttivo!
«Assolutamente. Ogni caldaia è interamente progettata e costruita nei nostri stabilimenti in Italia. È qui che l’esperienza manifatturiera incontra la ricerca avanzata.
Il risultato? Realizziamo sistemi di riscaldamento capaci di garantire alte prestazioni, sostenibilità reale e un’affidabilità certificata».
Quel made in Italy che spesso appartiene ad aziende storiche e radicate al proprio territorio, autentico fiore all’occhiello del tessuto imprenditoriale italiano!
«Fondata nel 1978, l’azienda ha saputo evolversi da realtà locale a player internazionale nella progettazione di generatori di calore a biomassa. La sua storia è intessuta di competenza tecnica e di una visione limpida: produrre energia in modo efficiente, affidabile e responsabile. Partendo dal cuore della natura, D’Alessandro valorizza i residui agricoli e le biomasse forestali per trasformarli in energia termica ad alto rendimento; una scelta sostenibile e concreta che offre una reale alternativa ai combustibili fossili, riducendo drasticamente l’impatto ambientale sia dei processi produttivi sia del riscaldamento civile»
Un percorso di cui essere orgogliosi! «Crediamo profondamente nel valore
dell’ingegno italiano – conclude Antonella –. Ogni nostra caldaia nasce nei nostri stabilimenti, in provincia di Chieti, dove seguiamo standard rigorosi per assicurare il massimo risparmio energetico e la piena conformità ai più rigorosi standard europei di sicurezza e qualità».
Qual è lo sguardo sul futuro dell’azienda?
«Puntiamo a una crescita costante, cercando di superare ogni giorno i nostri traguardi. la solida reputazione dei nostri brand – dalla storica D’alessandro Termomeccanica all’attuale
D’alessandro Italian Boilers – unita al profondo legame con il territorio, alla proiezione internazionale e alla capacità di diversificare, costituisce il pilastro su cui fondiamo il nostro lavoro e, soèrattutto, il nostro futuro».

FIFTY YEARS OF INNOVATION: THE INTERNATIONAL RISE OF D’ALESSANDRO TERMOMECCANICA FOR HALF A CENTURY, D’ALESSANDRO TERMOMECCANICA — HEADQUARTERED IN MIGLIANICO, CHIETI—HAS MASTERFULLY NAVIGATED THE TRANSITION FROM A LOCAL ENTERPRISE TO A GLOBAL LEADER. SPECIALIZING IN THE DESIGN OF ADVANCED BIOMASS HEAT GENERATORS, THE COMPANY HAS DEFINED ITSELF THROUGH A COMMITMENT TO SUSTAINABILITY: TRANSFORMING AGRICULTURAL RESIDUES AND FORESTRY BIOMASS INTO HIGH-EFFICIENCY THERMAL ENERGY.
A MAINSTAY OF THE INDUSTRY’S MOST PRESTIGIOUS STAGES, THIS ABRUZZO-BASED POWERHOUSE IS A REGULAR FIXTURE AT PROGETTO FUOCO. IT IS HERE, AMIDST THE LATEST INNOVATIONS IN BIOENERGY, THAT WE CAUGHT UP WITH ANTONELLA D’ALESSANDRO TO DISCUSS THE COMPANY’S ENDURING LEGACY AND ITS VISION FOR THE FUTURE.
At the D'Alessandro Termomeccanica stand during Progetto Fuoco, an interview with Dr. Antonella D'Alessandro offers a window into the future of sustainable energy.
Despite a domestic landscape made complex by the revision of incentives, the owner embraces the challenge with optimism, viewing stricter
regulations not as an obstacle, but as a catalyst for technological excellence and ecological quality.
During the discussion, the company's extraordinary capacity for diversification clearly emerges: from the residential sector, with solutions ranging from 30 to 100 kW; to the agricultural field, dedicated to the climate optimization of greenhouses and livestock farms; up to the industrial sector, which is now the group's true core business, capable of reaching 5 MW plants for the most complex production processes.
The narrative then shifts to the international horizon, where the company acts as a global partner for the circular economy. The strategy described by D'Alessandro is not simple exportation, but a technological adaptation to the local biofuels of each territory.
Testifying to this global vocation is Rajae, who illustrates the expansion into the markets of Africa and the Middle East.
While Morocco currently represents the "crown jewel" of this journey, the focus is already on Jordan and major infrastructure projects, such as the significant 40 MW plant currently under development in Central Africa. The meeting concludes with the confirmation of a precise mission: to offer specialized consultancy to transform natural resources into technological value destined to last over time."


IN OCCASIONE DELL’EDIZIONE 2026 DI PROGETTO FUOCO, IL 25 FEBBRAIO SCORSO EDILKAMIN HA PRESENTATO UNA SERIE DI NOVITÀ DI PRODOTTO ALLA STAMPA TECNICA DI SETTORE, SVELATE SIA IN FIERA SIA ALL’INTERNO DELLA SPECIALE “EDILKAMIN EXHIBITION”, OSPITATA PRESSO LA CAMERA DI COMMERCIO DI VERONA. UN DOPPIO APPUNTAMENTO PENSATO PER RACCONTARE LA VISIONE DELL’AZIENDA: INNOVAZIONE DI PRODOTTO, RICERCA TECNOLOGICA E UNA NUOVA VISIONE DEL BENESSERE.
Un doppio appuntamento quello di Edilkamin a Progetto Fuoco 2026 per raccontare la visione dell’azienda e il valore che da oltre 60 anni guida la progettazione Edilkamin: il benessere, inteso come equilibrio tra comfort delle persone, qualità dell’abitare e rispetto per l’ambiente e per confermare il proprio ruolo di riferimento nel settore del riscaldamento domestico a biomassa presentando una serie di significative novità di prodotto, che sono state svelate sia in fiera sia all’interno della speciale “Edilkamin Exhibition”, ospitata presso la Camera di Commercio di Verona.
Al centro di questa visione c’è la fiamma che per Edilkamin non è solo una fonte di calore, ma il simbolo stesso dello stare bene: un elemento capace di generare emozione, atmosfera e relazione, diventando parte integrante del progetto d’interni. È design, è esperienza sensoriale, è presenza viva nello spazio domestico. Proprio a partire da questo valore, Edilkamin ha sviluppato nel tempo tecnologie avanzate in grado di trasformare il combustibile in una fiamma viva, stabile e affascinante,

In queste pagine alcune immagini dei prodotti Edilkamin fra cui la novità assoluta dei caminetti elettrici “Gamma Ardente” e una foto durante il pranzo con la stampa organizzato da Edilkamin presso la Camera di Commercio di Verona il 25 febbraio scorso, da sinistra a destra: Laura Murgia (Infobuild), Silvia Sala (Casabella), Sonia Maritan (Il Legno), Anna Maggi (Edilkamin), Danilo Signorello (Interni) e l’Amministratore Delegato di Edilkamin Giorgio Fortini
capace di coniugare elevate prestazioni tecniche con una forte valenza estetica.
Questa filosofia trova oggi espressione in una nuova generazione di prodotti a pellet e a legna, caratterizzati da sistemi evoluti di combustione, progettati per ridurre ulteriormente le emissioni, aumentare l’efficienza e valorizzare la visione della fiamma. Soluzioni che interpretano in modo concreto le sfide poste dal nuovo scenario normativo europeo e dal progressivo orientamento del mercato verso la sostituzione degli apparecchi esistenti con prodotti ad alte prestazioni ambientali.

Accanto alle soluzioni a biomassa, Edilkamin amplia inoltre la propria proposta con una gamma di caminetti elettrici , pensati per portare l’esperienza visiva della fiamma anche in contesti in cui non è possibile installare sistemi tradizionali, estendendo così le possibilità applicative e progettuali.
«Per Edilkamin il benessere è un obiettivo concreto che guida ogni scelta progettuale – affermano dai vertici di Edilkamin –. Investiamo costantemente in ricerca e sviluppo per offrire
una gamma di prodotti sempre più evoluta, affidabile e vicina alle reali esigenze delle persone. Ascolto del mercato, reattività e attenzione ai più alti standard tecnici e qualitativi sono i principi che ci permettono di sviluppare soluzioni capaci di coniugare comfort, prestazioni e responsabilità ambientale, valorizzando al tempo stesso la fiamma come elemento centrale dell’esperienza abitativa».
5 stelle (contro le 2 stelle di 10 anni fa quando si dava più importanza al rendimento rispetto alle emissioni, oggi prioritarie).
Le novità a pellet mettono l’accento sull’innovazione tecnologica, con soluzioni progettate per migliorare le performance sia in termini di consumi ed efficienza, sia di utilizzo e manutenzione del prodotto.

Dall’ingegner Anna Maggi viene ricordata la Direttiva RED III (Renewable Energy Directive III) che è stata recepita in Italia con il Decreto Legislativo 9 gennaio 2026, n. 5, che modifica il D.Lgs. 199/2021. Questo decreto stabilisce nuovi obiettivi per l'integrazione delle fonti rinnovabili negli edifici, con l'obiettivo di raggiungere almeno il 39,4% dei consumi finali lordi di energia da fonti rinnovabili entro il 2030. Fra queste la biomassa dei prodotti legnosi: in Italia abbiamo 9 milioni di prodotti domestici installati a biomassa di cui la metà ha più di 10 anni e quindi usa delle tecnologie non più performanti, quelli di oggi hanno
• Air Staging: la fiamma iconica, ancora più ampia e sostenibile Il mondo pellet continua a rappresentare il cuore dell’innovazione per Edilkamin. La nuova famiglia di stufe a pellet Lyris integra il sistema di combustione “ Air Staging ” che riduce le emissioni e le polveri migliorando al contempo la stabilità e l’ampiezza della fiamma. Il design contribuisce a valorizzare l’esperienza visiva del fuoco grazie a una visione su tre lati, ottenuta attraverso un ampio vetro e al sistema di caricamento dal basso, più pratico nell’utilizzo quotidiano e più armonioso dal punto di vista estetico. Questo innovativo sistema di combustione verrà applicato anche ad alcuni modelli di stufe miste legnapellet con caricamento a batch.
• Sistema di Combustione Dinamica (DCS): efficienza e pulizia Si amplia la linea di prodotti a pellet dotati della tecnologia DCS – Dynamic Combustion System. Oltre a Libra, ora disponibile con un’ampia gamma di finiture, le nuove stufe Rise e Cover integrano questo sistema sviluppato da Edilkamin, che coordina in modo intelligente l’azione di tre tecnologie proprietarie. Il “Sistema Leonardo” regola automaticamente i parametri di combustione in funzione delle condizioni ambientali, della


canna fumaria e delle caratteristiche del pellet, ottimizzando la resa e correggendo in tempo reale eventuali squilibri. “Fire Control” dosa con precisione la quantità di pellet necessaria



per raggiungere la temperatura ideale in camera di combustione, evitando sprechi.
“AshKontrol2”, infine, è il sistema di
pulizia automatica del crogiolo di nuova generazione, progettato per prevenire accumuli di cenere, incrostazioni e garantire una manutenzione estremamente semplice nel tempo.
• Collezioni Slim: la bellezza salvaspazio
Con la sua caratteristica silhouette a clessidra, Cherie è oggi una delle collezioni più rappresentative del design Edilkamin.
La gamma si amplia con il nuovo modello Cherie Slim, estremamente elegante, con rivestimento in vetro, profili sciancrati e una profondità di soli 32 cm. Una stufa compatta, pensata per abitazioni di dimensioni contenute o per spazi di passaggio come corridoi, senza rinunciare all’impatto estetico. La collezione di stufe “salvaspazio” si arricchisce anche con Tratto, disponibile anche nella versione a convezione naturale, come altri modelli proposti, per la massima silenziosità.
Le novità della gamma legna mettono al centro il design, con soluzioni che rappresentano un’evoluzione e un ampliamento di alcuni dei prodotti più iconici di Edilkamin.
• Fiamma protagonista degli inserti
Dall’esperienza di Firebox Evo, riconosciuto dal mercato come riferimento per tecnologia e performance nel mondo degli inserti a legna, nasce Firepocket, disponibile nelle versioni 60, 80 e 100. Il design rinnovato prevede una superficie vetrata ancora più generosa, che amplia la visione della fiamma e ne rafforza il ruolo centrale nello spazio. Il fuoco diventa così protagonista non solo della funzione, ma anche del progetto d’interni.
Anteprima assoluta di Progetto Fuoco, la proposta di Edilkamin di caminetti elettrici.
• Gamma Ardente: la fiamma estetica
La nuova gamma Ardente si compone di caminetti elettrici disponibili in quattro misure: sono la soluzione ideale per chi non vuole rinunciare alla bellezza della fiamma anche in abitazioni o ambienti della casa che non consentono l’installazione di camini a legna. Minimalisti nel design, con dettagli curati negli interni e gestibili anche da remoto tramite App, questi prodotti aggiungono fascino e calore ai progetti d’arredo contemporanei.
Con la partecipazione a Progetto Fuoco, Edilkamin rinnova il proprio impegno nel promuovere una cultura del riscaldamento consapevole, in cui la fiamma continua a essere protagonista: non solo come soluzione tecnica, ma come esperienza di benessere e qualità dell’abitare.

FLAME
AESTHETIC ON FEBRUARY 25TH, DURING THE 2026 EDITION OF PROGETTO FUOCO, EDILKAMIN PRESENTED A SERIES OF NEW PRODUCTS TO THE TRADE PRESS. THESE WERE UNVEILED BOTH AT THE TRADE FAIR AND AT THE SPECIAL "EDILKAMIN EXHIBITION" HOSTED BY THE VERONA CHAMBER OF COMMERCE. THIS TWO-DAY EVENT SHOWCASED THE COMPANY'S VISION: PRODUCT INNOVATION, TECHNOLOGICAL RESEARCH, AND A NEW VISION OF WELL-BEING. Edilkamin will be presenting a double event at Progetto Fuoco 2026, showcasing the company's vision and the value that has guided Edilkamin design for over 60 years: well-being, understood as a balance between personal comfort, quality of living, and respect for the environment. Edilkamin will also be reaffirming its leading role in the biomass home heating sector by presenting a series of significant product innovations, which were unveiled both at the fair and during the special "Edilkamin Exhibition," hosted by the Verona Chamber of Commerce.

At the heart of this vision is the flame, which for Edilkamin is not just a source of heat, but the very symbol of well-being: an element capable of generating emotion, atmosphere, and connection, becoming an integral part of the interior design project. It is design, it is a sensorial experience, it is a living presence in the domestic space. Starting from this value, Edilkamin has developed advanced technologies capable of transforming fuel into a living, stable, and captivating
Fondato nel 1963, Edilkamin è un’azienda specializzata nel settore dei sistemi di riscaldamento domestico a biomassa che vanta oltre 60 anni d’esperienza nella produzione di caldaie, caminetti, inserti, stufe termostufe e termocamini a legna e pellet. L’azienda è presente sul mercato con i brand Edilkamin, dedicato a un target top-level, consapevole ed esigente, ed EK63, pensato per le generazioni più tecnologiche che senza rinunciare alla qualità, sono più attente al budget.
Presente con una tta rete di rivenditori e centri assistenza distribuiti su tutto il territorio nazionale, esporta con successo, in oltre 40 paesi, tecnologie, design e soluzioni all’avanguardia, in linea con le mutate esigenze del vivere contemporaneo. Edilkamin conta oggi un team di oltre 250 collaboratori, più di 1.500 rivenditori, oltre 60 agenti e oltre 450 centri di assistenza nel mondo. In Europa con la storica Sede Centrale di Lainate, alle porte di Milano, alla quale si aggiungono sei stabilimenti tra sedi
flame, combining high technical performance with a strong aesthetic value.
This philosophy is now expressed in a new generation of pellet and wood-burning products, featuring advanced combustion systems designed to further reduce emissions, increase efficiency, and enhance the visual impact of the flame. These solutions concretely address the challenges posed by the new European regulatory landscape and the market's progressive shift toward replacing existing appliances with products with high environmental performance.
In addition to biomass solutions, Edilkamin is also expanding its offering with a range of electric fireplaces, designed to bring the visual experience of the flame even in contexts where traditional systems cannot be installed, thus expanding application and design possibilities.
"For Edilkamin, well-being is a concrete objective that guides every design choice," says Giorgio Fortini, CEO of Edilkamin. We constantly invest in research and development to offer an increasingly advanced, reliable, and responsive product range that meets people's real needs.
Listening to the market, being responsive, and focusing on the highest technical and quality standards are the principles that allow us to develop solutions that combine comfort, performance, and environmental responsibility, while simultaneously enhancing the flame as a central element of the living experience.
e liali, tra cui un polo tecnico, laboratori di ricerca e sviluppo, unità produttive, centri di formazione e commercializzazione, show-room è presente con sei sedi: una struttura rami cata, efciente e solida, che ha portato alla trasformazione di un’impresa familiare italiana in un’azienda a gestione manageriale e in un brand riconosciuto internazionalmente.
Standard qualitativi elevati, associati a una politica di riduzione dei costi raggiunta grazie alla produzione in scala industriale su tutto il territorio europeo, hanno consentito all’azienda di presentarsi sul mercato con un’offerta competitiva in grado di soddisfare le richieste di una clientela sempre più esigente e attenta alla scelta di prodotti accessibili, solidi, innovativi e sicuri. Af dabilità e sicurezza costituiscono infatti i requisiti imprescindibili per tutti i prodotti Edilkamin, che oltre alla marcatura CE sono certi cati in base alle norme in vigore nei rispettivi Paesi. Edilkamin ha ottenuto la Certi cazione ISO 9001:2015 da TÜV ITALIA – Gruppo TÜV SÜD, un riconoscimento di qualità e af dabilità.


Lo stand di Green Alliance cattura immediatamente l’attenzione per la sua elegante imponenza nei padiglioni di Progetto Fuoco a Verona, nel febbraio 2026. Qui incontriamo Alessandra Paparoni, Event & Communication Manager del Gruppo Woodtech Italia, che ci racconta il percorso di crescita e la visione strategica di un gruppo che negli
GREEN ALLIANCE, UN MODELLO VINCENTE AL SERVIZIO DELLA QUALITÀ NEL MONDO DEL PELLET.
ultimi anni si è affermato come protagonista nel settore del pellet.
Di cosa stiamo parlando?
«Parliamo inizialmente di Woodtech Italia, una realtà di primo piano nel settore del pellet.
La nostra storia nasce in Svizzera, dove abbiamo realizzato la prima fab-
brica del gruppo, che all’epoca rappresentava il secondo impianto per dimensioni in Europa. Da lì abbiamo iniziato a operare sul mercato svizzero per poi espanderci rapidamente in Italia, sviluppando una rete di distribuzione capillare. Successivamente abbiamo aperto una sede in Francia, che oggi ci permette di ser-

vire anche Belgio, Olanda e Croazia. Parallelamente abbiamo avviato partnership con aziende industriali che producono pellet con il nostro marchio. La fabbrica svizzera rappresentava infatti una base produttiva importante, ma non sufficiente a sostenere la crescita dei mercati che stavamo raggiungendo.
In Italia erano già presenti realtà complementari all’interno della nostra filiera: aziende legate alla distribuzione, come My Fire, derivata da Intergroup, attiva nella movimentazione navale nei porti, e come Ricci Pietro, che vanta oltre trent’anni di esperienza nella lavorazione del legno. Due anni fa è emersa con chiarezza la necessità di unire queste competenze di Woodtech Italia, My Fire e Ricci Pietro, in una struttura più solida e integrata. Questo processo è stato favorito anche dal supporto di Harcos Capital Partners, una holding di investimento indipendente, specializzata in operazioni di club deal e nel supporto strategico a PMI italiane eccellenti. È così che è nata Green Alliance. Fin dalla sua costituzione, il gruppo ha avviato una strategia di crescita basata anche su nuove acquisizioni. Tra queste Bio Eco Green Project e BioEnergy Europe , realtà più contenute ma fortemente radicate nei rispettivi territori. Oggi possiamo contare su una rete distributiva capillare su tutto il territorio italiano e su un sistema logistico altamente efficiente. La missione di Green Alliance è stata chiara sin dall’inizio: costruire un punto di riferimento affidabile in un mercato spesso frammentato e instabile. L’obiettivo è garantire sicurezza negli approvvigionamenti di un combustibile completamente ecologico e contribuire alla stabilizzazione dei prezzi del mercato del pellet.

Vogliamo proteggere i consumatori finali dalle forti oscillazioni di prezzo, spesso legate alla stagionalità, alle difficoltà di approvvigionamento o a dinamiche geopolitiche. Per questo abbiamo sviluppato una rete logistica capillare ed efficiente, in grado di rifornire l’intero territorio italiano, isole comprese».
Dunque presidi regionali che permettono una distribuzione più puntuale su mercati circoscritti. «Esattamente. In quest’ottica si inserisce anche una nostra recente acquisizione: Fochista, azienda complementare alle altre del gruppo che si occupa dei prodotti tipicamente estivi, come carbonella, accendifuoco e tutto ciò che è legato al mondo del grill. Questa attività ci consente di ampliare e diversificare il mercato attraverso un’offerta di prodotti in grado di coprire tutte le stagioni».
Cosa significa qualità nel mondo del pellet?
«Il pellet è un combustibile naturale e per noi la qualità è un elemento imprescindibile. Tutti i nostri prodotti rispettano le principali certificazioni internazionali: ENplus, la più riconosciuta dal mercato, DINplus, oltre agli standard PEFC e FSC, fondamentali per garantire la sostenibilità della filiera. Da sempre siamo allineati agli obiettivi di decarbonizzazione previsti dal Green Deal europeo al 2030. Naturalmente anche il nostro settore risente delle turbolenze del contesto internazionale: guerre, tensioni geopolitiche e dazi commerciali generano inevitabilmente effetti a catena sui mercati globali.
Per quanto riguarda il mercato italiano, purtroppo non hanno avuto successo i tentativi di abbassare stabilmente l’IVA sul pellet. Solo in un anno siamo riusciti a ottenere la riduzione al 10%. Eppure il pellet rappresenta una soluzione importante per molte famiglie, soprattutto in un contesto in cui il costo del gas è diventato proibitivo. Il pellet infatti è una risorsa fondamentale che può contribuire a contrastare il fenomeno della povertà energetica, che interessa una parte significativa della popolazione italiana».
Dal punto di vista organizzativo siete quindi un cluster di aziende. «Esatto. In prospettiva il nostro obiettivo è arrivare a un’unica entità integrata. In questo primo anno e mezzo di vita di Green Alliance abbiamo lavorato soprattutto alla razionalizzazione della struttura, valorizzando il capitale umano, composto da professionisti altamente qualificati. Va detto che tutte le aziende del gruppo funzionavano molto bene anche prima

dell’aggregazione.
Il nostro obiettivo è creare un marchio unico capace di rappresentare al meglio l’insieme di queste competenze».
Come è organizzata la vostra logistica?
«Il pellet arriva in Italia già insacchettato dai nostri partners produttivi tramite ferrovia, su gomma o via nave. Abbiamo inoltre, nei principali porti di riferimento, tra cui Gaeta, Oristano e Catania impianti di insacchettamento
The Green Alliance stand immediately captures attention with its elegant grandeur in the Progetto Fuoco pavilions in Verona, in February 2026. Here we meet Alessandra Paparoni , Event & Communication Manager of the Woodtech Italia Group, who tells us about the growth path and strategic vision of a group that in recent years has established itself as a leading player in the pellet sector.
PIETRO FERRARI – What are we talking about?
italiani: una scelta che ci consente di contenere i costi e controllare in modo diretto le diverse fasi del processo».
Questo implica una gestione logistica complessa, che potrebbe avvalersi sempre di più anche dell’intelligenza artificiale.
«Assolutamente. Il team della logistica sta diventando sempre più centrale nella nostra organizzazione e si sta strutturando con competenze sempre più specializzate».
Dal punto di vista del mercato, come si articolano i vostri prodotti?
«Tutti i nostri pellet sono certificati EN-
plus A1, il livello qualitativo più alto. All’interno di questa categoria proponiamo tre diverse linee di prodotto, differenziate principalmente per fascia di prezzo e posizionamento sul mercato.
La qualità di base resta comunque molto elevata: basso contenuto di ceneri, assenza totale di additivi e standard produttivi rigorosi. Offriamo quindi un prodotto premium, uno intermedio e uno di primo prezzo. Anche quest’ultimo mantiene la certificazione A1, consentendo ai consumatori di accedere agli incentivi per l’acquisto delle stufe senza rinunciare a standard qualitativi elevati».

ALESSANDRA PAPARONI – Let's start by talking about Woodtech Italia, a leading company in the pellet sector. Our story began in Switzerland, where we built the group's first factory, which at the time was the second largest plant in Europe. From there, we began operating in the Swiss market and then rapidly expanded in Italy, developing a wide-
spread distribution network. We subsequently opened an office in France, which today also allows us to serve Belgium, the Netherlands, and Croatia. At the same time, we launched partnerships with industrial companies that produce pellets under our brand. The Swiss factory represented an important production base, but it was insufficient to support the growth of the markets we were reaching.
In Italy, complementary businesses were already present within our supply chain: companies linked to distribution, such as My Fire, a spin-off of Intergroup, active in ship handling in ports, and Ricci Pietro, which boasts over thirty years of experience in woodworking.
Two years ago, the need to combine the expertise of Woodtech Italia, My Fire, and Ricci Pietro into a more solid and integrated structure became clear. This process was also facilitated by the support of Harcos Capital Partners, an independent investment holding company specializing in club deals and strategic support for excellent Italian SMEs.
This is how Green Alliance was born. Since its inception, the group has implemented a growth strategy based also on new acquisitions. Among these are Bio Eco Green Project and BioEnergy Europe, smaller entities but deeply rooted in their respective regions. Today, we can count on a widespread distribution network throughout Italy and a highly efficient logistics system.
Green Alliance's mission has been clear from the beginning: to build a reliable point of reference in an often fragmented and unstable market. The goal is to ensure supply security of a completely eco-friendly fuel and contribute to price stabilization in the pellet market. We want to protect end consumers from strong price fluctuations, often linked to seasonality, supply difficulties, or geopolitical dynamics. For this reason, we have developed a widespread and efficient logistics network, capable of supplying the entire Italian territory, including the islands.


PIETRO FERRARI – So, regional presences allow for more timely distribution to limited markets.
ALESSANDRA PAPARONI – Exactly. This is also the context for our recent acquisition: Fochista, a company complementary to the other group companies that specializes in typical summer products, such as charcoal, firelighters, and everything related to the world of grilling. This business allows us to expand and diversify the market through a range of products capable of covering all seasons.
PIETRO FERRARI – What does quality mean in the world of pellets?
ALESSANDRA PAPARONI – Pellets are a natural fuel, and for us, quality is essential. All our products comply with the main international certifications: ENplus, the most recognized on the market, DINplus, as well as PEFC and FSC standards, which are essential for ensuring the sustainability of the supply chain. We have always been aligned with the decarbonization objectives set forth in the European Green Deal for 2030. Naturally, our sector is also affected by the turbulence of the international context: wars, geopolitical tensions, and trade tariffs inevitably generate knock-on effects on global markets.
As for the Italian market, unfortunately, attempts to permanently lower the VAT on pellets have been unsuccessful. Only in one year did we manage to achieve a reduction to 10%.
Yet pellets represent an important solution for many families, especially in a context where the cost of gas has become prohibitive. Pellets are, in fact, a fundamental resource that can help combat energy poverty, which affects a significant portion of the Italian population.
PIETRO FERRARI – From an organizational standpoint, you are therefore a cluster of companies.
ALESSANDRA PAPARONI – Exactly. Looking ahead, our goal is to achieve a single integrated entity. In this first year and a half of Green Alliance, we have worked primarily on streamlining the structure, enhancing our human capital, made up of highly qualified professionals. It must be said that all the companies in the group were functioning very well, even before the merger. Our goal is to create a single brand capable of best representing all these skills.
PIETRO FERRARI – How is your logistics organized?
ALESSANDRA PAPARONI – The pellets arrive in Italy already bagged by our production partners by rail, road, or sea.We also have,in the main ports of reference, including Gaeta, Oristano, and Catania, bagging plants in Italy: a choice that allows us to contain costs anddirectly control the various phases of the process.
PIETRO FERRARI – This requires complex logistics management, which could increasingly rely on artificial intelligence.
ALESSANDRA PAPARONI – Absolutely. The logistics team is becoming increasingly central to our organization and is being structured with increasingly specialized skills.
PIETRO FERRARI – From a market perspective, how do your products compare?
ALESSANDRA PAPARONI – All our pellets are ENplus A1 certified, the highest quality level. Within this category, we offer three different product lines, differentiated primarily by price range and market positioning.
The basic quality remains very high: low ash content, total absence of additives, and rigorous production standards. We therefore offer a premium product, an intermediate product, and an entry-level product. The latter also maintains A1 certification, allowing consumers to access incentives for purchasing stoves without compromising high quality standards.


HERZ ENERGIA TRA NUOVE APPLICAZIONI, EFFICIENZA E INTEGRAZIONE ENERGETICA.
Allo stand di Herz Energia a Progetto Fuoco incontriamo Davide Capraro, figura di riferimento della rete commerciale italiana, per fare il punto sulle principali direttrici di sviluppo del gruppo nel settore della biomassa. Dalle opportunità legate al Conto Termico 3.0 all’integrazione con le pompe di calore, fino al ruolo sempre più centrale dei grandi impianti industriali, emerge un quadro in cui tecnologia, progettazione e gestione dell’energia si intrecciano. Sullo sfondo, un mercato in evoluzione, tra nuove possibilità applicative e un contesto normativo che continua a rappresentare una variabile decisiva per le aziende del settore.

Per questo interveniamo come supporto ai nostri partner – installatori, progettisti, rivenditori – affiancandoli nelle diverse fasi, dalla progettazione alla realizzazione fino al completamento dell’impianto. Operiamo in particolare su applicazioni industriali, alberghiere e produttive. Anche in questo caso il Conto Termico 3.0 introduce un elemento nuovo: oggi è possibile intervenire
Quali sono i temi centrali della presenza a Progetto Fuoco quest’anno?
«Ci siamo concentrati su due direttrici principali. Da un lato abbiamo portato sul mercato prodotti già allineati al Conto Termico 3.0, quindi soluzioni a 5 stelle e 5 stelle plus che permettono non solo la sostituzione biomassa su biomassa, ma anche il
passaggio da impianti a gas a sistemi a biomassa – pellet, cippato o legna – sia da metano sia da GPL. È una novità importante, che amplia le possibilità applicative della tecnologia. Dall’altro abbiamo lavorato sull’integrazione con le pompe di calore, in particolare con la nuova gamma a R290, che ci consente di estendere ulteriormente l’utilizzo delle soluzioni a biomassa in configurazione ibrida. Un altro ambito su cui siamo molto attivi è quello dei grandi impianti. Il mercato italiano è ancora indietro su questo fronte, soprattutto nella gestione completa dei progetti.

In queste foto, Pietro Ferrari e Davide Capraro
non solo sulla climatizzazione, ma anche direttamente sui processi produttivi. Abbiamo già diversi esempi attivi, come un impianto industriale nel cuneese con undici chilometri di teleriscaldamento, alimentato da una caldaia a cippato in grado di utilizzare materiale con contenuto idrico del 4045%, proveniente da scarti e residui forestali. È un modello che apre prospettive interessanti per l’utilizzo degli scarti di lavorazione in diversi settori, dal legno al food, anche in logica di integrazione tra materiali».
Come si gestisce il mix a livello di emissioni?
«Per garantire l’efficienza complessiva dell’impianto partiamo sempre da due elementi: il materiale disponibile – o reperibile sul territorio – e il suo utilizzo finale. Da qui definiamo la tecnologia più adatta e i sistemi di controllo necessari per ottimizzare sia le prestazioni sia le emissioni. I risultati oggi sono molto diversi rispetto al passato: in alcuni impianti recenti siamo passati da valori che un tempo si misuravano in centinaia di metri cubi di polveri a livelli inferiori ai due milligrammi per metro cubo, arrivando in alcuni casi anche sotto l’unità. Un dato che testimonia il salto tecnologico fatto negli ultimi anni».
La normativa vi ha aiutati o resta un elemento di difficoltà?
«La normativa resta uno degli aspetti più complessi. È giusto che al centro ci siano la salute e il benessere delle persone, dall’ambito industriale al territorio circostante, e che le regole siano chiare e rigorose. Negli ultimi vent’anni circa, però, siamo passati da una fase molto permissiva dove “tutto va bene” a una molto restrittiva del “non va bene


nulla”, con continui cambi normativi. Questo ha creato difficoltà alle aziende, che spesso avevano già investito in tecnologie adeguate e si sono trovate a dover rincorrere aggior-
namenti successivi. Negli ultimi anni abbiamo dovuto sostenere investimenti importanti proprio per adeguarci a questo contesto. Oggi sarebbe utile poter contare su una maggiore stabilità normativa, che permetta alle imprese di pianificare con più continuità».
A livello di consumi e ottimizzazione, come avete lavorato?
«Abbiamo lavorato in modo molto intenso sull’efficienza. Oggi tutta la nostra gamma – dalla legna al pellet, fino al cippato e alle soluzioni industriali – supera il 90% di rendimento. In alcuni casi, come per le caldaie a condensazione, si arriva anche a valori superiori al 100%: è un dato legato a criteri di calcolo normativi, ma rende l’idea del livello di efficienza raggiunto. Parliamo di prestazioni ormai distanti da molte soluzioni presenti sul mercato, che spesso si fermano tra il 75 e l’80%. Oggi l’efficienza è uno degli elementi su cui si gioca la vera differenza tecnologica».

La pompa di calore è spesso percepita come una soluzione “miracolosa”. Qual è il vostro approccio?
«Abbiamo naturalmente in gamma pompe di calore con gas R290, ma è importante chiarire un punto: ogni tecnologia rinnovabile è efficace solo se viene scelta e applicata correttamente. Conta il contesto in cui viene installata e l’utilizzo che se ne deve fare, perché si tratta di sistemi che devono funzionare in modo
coerente per anni, non per un periodo limitato.
La pompa di calore può essere un’ottima soluzione, ma oggi sul mercato – soprattutto in Italia – c’è molta confusione.
Si trovano prodotti che sulla carta promettono prestazioni elevate ma che nella realtà non le mantengono, oppure comunicazioni che lasciano intendere che sia possibile azzerare i costi energetici semplicemente combinando pompa di calore e fotovoltaico. In realtà le due tecnologie hanno logiche diverse: il fotovoltaico produce energia principalmente di
THE FUTURE OF COMBUSTION: FROM RESIDENTIAL TO INDUSTRIAL APPLICATIONS
HERZ ENERGIA BETWEEN NEW APPLICATIONS, EFFICIENCY AND ENERGY INTEGRATION.
At the Herz Energia stand at Progetto Fuoco, we met Davide Capraro, a key figure in the Italian sales network, to take stock of the group’s main development directions in the biomass sector. From the opportunities linked to the Conto Termico 3.0 to integration with heat pumps, up to the increasingly central role of large-scale industrial plants, a picture emerges in which technology, design and energy management are closely intertwined.
In the background, a market in evolution, with new application possibilities and a regulatory framework that continues to represent a decisive variable for companies in the sector.
What are the key themes of your presence at Progetto Fuoco this year?
“We focused on two main directions. On the one hand, we brought to market products already aligned with Conto Termico 3.0, namely 5star and 5-star plus solutions that allow not only biomass-to-biomass replacement, but also the transition from gas systems to biomass systems – pellet, wood chips or logs – whether from methane or LPG. This is an important development, as it expands the application possibilities of the technology. On the other hand, we worked on integration with heat pumps, particularly with the new R290 range, which allows us to further extend the use of biomass solutions in hybrid configura-
giorno e nei mesi estivi, mentre la pompa di calore lavora soprattutto in inverno e spesso nelle ore notturne. Questo non significa che non possano essere integrate, ma che è scorretto presentarle come una soluzione automatica a costo zero. Per funzionare davvero, una pompa di calore deve essere progettata, installata e gestita correttamente, con sistemi di accumulo adeguati, come fosse una caldaia a legna o a pellet. Se trattata come una semplice caldaia murale a gas, il rischio è di ottenere costi e prestazioni del tutto simili a quelli delle tecnologie tradizionali»
tions. Another area where we are very active is large-scale systems. The Italian market is still behind in this respect, especially in the complete management of projects. For this reason, we support our partners – installers, designers and distributors – by assisting them in all phases, from design to implementation and final completion of the system. We mainly operate in industrial, hospitality and production applications. In this case as well, Conto Termico 3.0 introduces a new element: today it is possible to intervene not only in climate control, but also directly in production processes.
We already have several active examples, such as an industrial plant in the Cuneo area with eleven kilometres of district heating, powered by a wood chip boiler capable of using material with a 40–45% moisture content, derived from waste and forestry residues. It is a model that opens up interesting prospects for the use of processing waste in various sectors, from wood to food, also in terms of material integration.”
“To ensure overall system efficiency, we always start from two elements: the available material – or what can reasonably be sourced locally – and its final use. From there, we define the most suitable technology and the control systems needed to optimise both performance and emissions. Today’s results are very different from the past: in some recent plants, we have moved from values once measured in hundreds of milligrams per cubic metre of dust to levels below two milligrams per cubic metre, in some cases even below one. This clearly demonstrates the technological progress achieved in recent years.”
Has regulation helped you, or does it remain a challenge?
“Regulation remains one of the most complex aspects. It is right that the health and well-being of people – from industrial operators to the surrounding area and communities – are placed at the centre, and that rules are clear and strict. However, over the past twenty years or so, we have moved from a very permissive phase, where ‘everything was acceptable’, to a highly restrictive one, where ‘nothing is acceptable’, with continuous regulatory changes.
This has created difficulties for companies, which had often already invested in compliant technologies and then had to chase further updates. In recent years, we have had to make significant investments precisely to adapt to this context.
Today, it would be useful to be able to rely on greater regulatory stability, allowing companies to plan with more continuity.”
How have you worked on consumption and optimisation?
“We have worked very intensively on efficiency. Today, our entire product range – from wood to pellet, up to wood chips and industrial solutions – exceeds 90% efficiency. In some cases, such as condensing boilers, values even exceed 100%: this is linked to regulatory calculation methods, but it gives an idea of the level of efficiency achieved. We are talking about performance levels that are now far removed from many solutions on the market, which often stop at 75–80%. Today, efficiency is one of the key elements that define real technological differentiation.”

Heat pumps are often perceived as a ‘miraculous’ solution. What is your approach?
“We naturally offer heat pumps using R290 gas, but one point needs to be clarified: any renewable technology is only effective if it is chosen and applied correctly. What matters is the context in which it is installed and how it is used, because these are systems that must operate consistently for years, not just for a short period. A heat pump can certainly be an excellent solution, but today the market – especially in Italy – is very confused. There are products that promise high performance on paper but fail to deliver in reality, or communications suggesting that energy costs can be eliminated simply by combining a heat pump with photovoltaic systems. In reality, the two technologies operate differently: photovoltaic systems produce energy mainly during the day and in summer, while heat pumps work primarily in winter and often at night. This does not mean they cannot be integrated, but it is misleading to present them as a zero-cost automatic solution. To work properly, a heat pump must be correctly designed, installed and managed, with appropriate storage systems, much like a wood or pellet boiler. If it is installed as if it were a simple wallmounted gas boiler, the risk is ending up with costs and performance very similar to traditional technologies.”


IL MONITORAGGIO ENTOMOLOGICO
COME STRATEGIA DI CONSERVAZIONE PREVENTIVA: UN IMPERATIVO ETICO
Il monitoraggio non è una diagnosi tardiva, ma una "sentinella" attiva e, soprattutto, una scelta di responsabilità. Il mercato richiede sempre più garanzie su durabilità di opere e manufatti; capire cosa accade prima che il danno divenga irreparabile è l’unica via per preservare il valore economico, funzionale e storico del legno.
LA DEONTOLOGIA
DELLA PREVENZIONE:
OLTRE IL "PRONTO INTERVENTO"
Spesso si opera in regime di emergenza. Si interviene quando i fori di sfarfallamento aumentano a dismisura, o quando la struttura cede: questo approccio è fallimentare. La vera etica di restauratori, produttori, architetti, ingegneri, costruttori, risiede nella prevenzione. La "sentinella entomologica" eleva il monitoraggio a pilastro della conservazione preventiva
Monitorare non significa solo contare gli insetti catturati da una trappola; significa stabilire un patto di onestà con il manufatto e con la committenza.
1° PARTE
GIANFRANCO MAGRI , PERITO ESPERTO PER DANNI CAUSATI DA TARLI, TÈRMITI, UMIDITÀ NEI BENI CULTURALI E CIVILI, CON LA SUA
RUBRICA ARTIS SERVARE PROPONE LA TEMATICA DEL MONITORAGGIO ENTOMOLOGICO COME DIAGNOSI PREVENTIVA, IN QUESTO CONTRIBUTO DIVISA IN DUE PARTI, PUBBLICHIAMO LA PRIMA PARTE.
Fornire dati in tempo reale su focolai interni attivi, prima che si trasformino in danni irreparabili, è un atto di trasparenza che garantisce la durabilità. Il professionista "sentinella" non aspetta il disastro per giustificare una parcella, ma lavora per evitare che il valore strutturale ed estetico del legno si svaluti, tutelando investimento economico e memoria storica.
IL SENSO DEL MONITORAGGIO: PREVENIRE, INFORMARE, PROTEGGERE
Il monitoraggio entomologico moderno agisce come una barriera invisibile.
La sua funzione è duplice: da un
lato, funge da sistema di allerta precoce per le infestazioni in corso, dall'altro protegge il manufatto dalle minacce esterne (Figura 1). L'informazione diventa il bene più prezioso; sapere quale specie sta attaccando, dove è localizzata, quale sia l'intensità dei focolai e quali siano i tempi dei cicli biologici, permette di passare, da interventi a tappeto (spesso invasivi e costosi), a interventi mirati, "chirurgici" (Figura 2).
Questo approccio non parcellizza l'intervento, che deve rimanere globale per neutralizzare ogni forma biologica, ma ne razionalizza la tipologia e la frequenza.
Il monitoraggio, vera "sentinella",


permette di validare l'efficacia dei trattamenti eseguiti.
La sentinella legge l'ambiente e lo mette in sicurezza.
Ciò consente una pianificazione strategica di lungo termine, poiché le aree bonificate vengono mantenute in sicurezza fino al completamento dell'intero piano di intervento.
Il monitoraggio non serve a "fare meno", ma a "fare meglio", trasformando un'azione episodica in una strategia gestionale
GLI STRUMENTI DELLA SENTINELLA: LA TECNOLOGIA AL SERVIZIO DELLA TRASPARENZA
I mezzi di monitoraggio devono essere scelti con rigore scientifico; non esiste una soluzione universale e proporre "soluzioni magiche" è un errore deontologico grave.
Un sistema integrato deve prevedere:
• Trappole UVA per insetti volanti: sono fondamentali per la cattura degli Anobidi (i comuni tarli del legno); attuano anche una disinfestazione permanente; catturando gli adulti durante lo sfarfallamento, si impedisce l'accoppiamento e la deposizione di nuove uova.
È un presidio attivo che lavora 24 ore su 24 (Figura 3).

• La distinzione tra specie: un dovere di competenza: perché le trappole UVA funzionano con gli Anobidi ma risultano inefficaci con Cerambi-
cidi e Lictidi? (Figura 4). Questi ultimi mostrano risposte differenti agli stimoli luminosi; le trappole UVA sono una soluzione parziale, da integrare con il monitoraggio incrementale designando segmenti da controllare periodicamente, per misurare l'incremento numerico dei fori e la freschezza della rosura espulsa da Cerambicidi e Lictidi, chiara all’inizio e tendente a scurirsi nel tempo. È un lavoro di pazienza e competenza che non ammette approssimazioni.
• Trappole collanti per insetti striscianti : La cattura di Lepismatidi (pesciolini d’argento) è un indicatore ambientale critico. Non degradano il legno, ma la carta e segnalano condizioni microclimatiche che mettono a rischio i supporti cartacei e creano l'habitat ideale per altri parassiti e per le spore fungine che degradano il legno (Figura 5).
Il rischio entomologico è una variabile che agisce nello spazio; deontologicamente, il consulente deve valutare il contesto prima del manufatto:


Qui la sentinella deve essere onnipresente: aumentare il numero di trappole non è un costo superfluo, ma una necessità per "saturare" l'ambiente e bloccare i corridoi di volo (Figura 6).


• Grandi volumi - Navate : In ambienti aperti come le chiese, il rischio di reinfestazioni crociate è altissimo; gli insetti sfarfallati possono volare facilmente da un altare a una trave, o da una capriata a un organo ligneo.
• Spazi delimitati - Musei: La possibilità di compartimentare i locali offre un vantaggio enorme. Quando tutti i manufatti di una sala sono stati disinfestati, il monitoraggio permette di "sigillare" virtualmente l'area.
In questo caso, la sentinella garantisce che la spesa sostenuta per la disinfestazione non venga vanificata da un nuovo attacco xilofago dall’esterno
L'adozione di "sentinelle" trasforma la gestione economica dei beni culturali. Mettere in sicurezza un locale dopo la bonifica permette di distribuire nel tempo gli interventi sugli altri lotti, seguendo le reali disponibilità di cassa. Qui l'etica si sposta sul piano gestionale: il monitoraggio costante permette agli Enti di evitare le "gare d'appalto globali" dell'ultimo minuto
Queste gare, spesso indette sotto la pressione dell'urgenza, costringono a ribassi eccessivi e al rischio di subappalti a ditte non specializzate. Scegliere la via del monitoraggio e della manutenzione programmata significa scegliere la qualità, affidandosi a professionisti seri che garantiscono risultati duraturi anziché interventi-tampone destinati al fallimento. È una forma di rispetto verso il denaro pubblico e verso le opere (Figura 7).
In conclusione di questa prima parte, appare chiaro che la sentinella entomologica non è solo un dispositivo tecnico, ma un cambio di paradigma. Significa accettare che il legno, in quanto materiale vivo e organico, richiede un'attenzione costante. La durabilità non è un dato acquisito


una volta per tutte all'atto dell'acquisto o del restauro, ma un valore che va difeso giorno dopo giorno con competenza, onestà intellettuale e
strumenti adeguati. Solo così il legno può continuare a testimoniare il suo valore, libero dall'assedio silenzioso dei suoi predatori naturali (Figura 8).
Often, we operate in an emergency setting. We intervene when the exit holes increase dramatically, or when the structure collapses: this approach is doomed. The true ethics of restorers, manufacturers, architects, engineers, and builders lies in prevention. The "entomological sentinel" elevates monitoring to a cornerstone of preventative conservation.
Monitoring is not just counting the insects caught in a trap; it means establishing a pact of honesty with the artifact and with the client. Providing real-time data on active internal outbreaks, before they cause irreparable damage, is an act of transparency that ensures durability. The professional "sentinel" doesn't wait for disaster to justify a fee, but works to prevent the structural and aesthetic value of the wood from devaluing, safeguarding both financial investment and historical memory.
Modern entomological monitoring acts as an invisible barrier. Its function is twofold: on the one hand, it serves as an early warning system for ongoing infestations, and on the other, it protects the structure from external threats (Fi Information becomes the most valuable asset; knowing which species is attacking, where it is located, the intensity of the outbreaks, and the timing of the biological cycles allows us to move from blanket interventions (often invasive and costly) to targeted, "surgical" interventions. This approach does not fragment the intervention, which must remain comprehensive to neutralize every biological form, but rationalizes its type and frequency.
THE WOOD SENTINELS - PART 1
GIANFRANCO MAGRI, AN EXPERT EXPERT FOR DAMAGE CAUSED BY WOODWORMS, TERMITES, AND MOISTURE TO CULTURAL AND CIVIL PROPERTIES, IN HIS COLUMN "ARTIS SERVARE" PROPOSES THE THEME OF ENTOMOLOGICAL MONITORING, DIVIDED INTO TWO PARTS AS A PREVENTIVE DIAGNOSIS. WE PUBLISH THE FIRST PART IN THIS CONTRIBUTION.
Monitoring is not a late diagnosis, but an active "sentinel" and, above all, a responsible choice. The market increasingly demands guarantees regarding the durability of works and artifacts; understanding what is happening before the damage becomes irreparable is the only way to preserve the economic, functional, and historical value of wood.
Monitoring, a true "sentinel," allows us to validate the effectiveness of the treatments performed. The sentinel reads the environment and secures it.
This enables long-term strategic planning, as the remediated areas are maintained safe until the entire intervention plan is completed. Monitoring does not serve to "do less," but to "do better," transforming an episodic action into a management strategy.

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IL 27 MARZO SCORSO È STATO PRESENTATO ALL’ADI DESIGN MUSEUM DI MILANO “NODI. CULTURA, IMPRESA E DESIGN DEL LEGNO TRENTINO”, IL PROGETTO CHE FA DIALOGARE LE IMPRESE TRENTINE DEL LEGNO CON DESIGNER DI FAMA INTERNAZIONALE. IN MOSTRA ANCHE UNA NUOVA ARCHITETTURA DI MARIO BOTTA , L’ICOSAEDRO. LE LORO OPERE IN MOSTRA DAL 28 MARZO AL 12 APRILE.

Si è svolta lo scorso 27 marzo all’ADI Design Museum la conferenza stampa di presentazione del progetto “NODI. Cultura, impresa e design del legno trentino”, promosso dalla Provincia autonoma di Trento e coordinato da Trentino Sviluppo in collaborazione con Trentino Marketing, con la curatela di Paolo Baldessari e Aldo Colonetti. Un percorso della durata di un anno avviato nel 2025 e sviluppato attraverso un lavoro condiviso tra quindici imprese artigiane e industriali del territorio e
altrettanti designer di rilievo nazionale e internazionale, presentazione che è culminata a fine giornata con l’inaugurazione della mostra dedicata alle loro creazioni. Le aziende coinvolte rappresentano la pluralità della filiera – dagli arredi per interni ed esterni agli strumenti musicali, dall’edilizia ai materiali per la didattica – e provengono da tutto il territorio provinciale. L’esposizione, visitabile dal pubblico dal 28 marzo al 12 aprile, è accompagnata dall’opera Icosaedro di Mario Botta
(all’ADI Design Museum fino al 26 aprile), realizzata in legno del Trentino e ispirata al celebre Cabanon di Le Corbusier. Durante la mattinata è stato presentato anche un volume realizzato nell’ambito del progetto e concepito come oggetto di design, con art direction di Gianluigi Colin e grafica e design di Luciano Barberi.

In occasione della Milano Design Week, l’esposizione si è trasferita nello showroom di Fiemme Tremila nel Brera Design District, il più iconico distretto del Fuorisalone.
In Trentino il legno non è soltanto una risorsa produttiva, ma paesaggio, cultura e memoria condivisa, profondamente intrecciata alla tradizione manifatturiera del territorio. “NODI. Cultura, impresa e design del legno trentino” nasce proprio da questa consapevolezza, mettendo in relazione le competenze della filiera con il design contemporaneo. Il progetto si sviluppa come un sistema aperto di connessioni, in cui imprese trentine e designer si incontrano, si confrontano e condividono
• SCHEDA DEL PROGETTO


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DESIGNER - DESIGNERS
IMPRESE - COMPANIES
linguaggi e competenze, dando vita a un laboratorio pragmatico di ricerca e sviluppo. Il dialogo diretto con progettisti di alto profilo ha consentito alle aziende di sperimentare nuove soluzioni tecniche e costruttive, ampliare il proprio vocabolario formale e rafforzare il posizionamento culturale e competitivo sui mercati internazionali, consolidando al tempo stesso una visione di filiera capace di integrare artigianalità e innovazione industriale. Il percorso si inserisce in una continuità più ampia, quella delle ricerche sui materiali identitari del Trentino. Dopo il progetto sulla pietra trentina realizzato tra il 2003 e il 2004, oggi è il legno a diventare protagonista. Il “nodo”, che dà il nome al progetto, diventa così chiave di lettura e principio progettuale. È punto di connessione tra esperienze diverse, ma anche segno naturale del legno, traccia della sua crescita, memoria visibile del tempo. In questa doppia dimensione – simbolica e materica –si condensa il senso dell’intero progetto.
«Questa iniziativa – raccontano Achille Spinelli, vicepresidente e assessore allo sviluppo economico, lavoro, famiglia, università e ricerca della Provincia autonoma di Trento, e Roberto Failoni, assessore all’artigianato, commercio, turismo, foreste,
In queste pagine le fotografie dei 15 progetti di altrettanti designer e architetti, appartenenti alla generazione dei “giovani maestri”, alcuni momenti della conferenza stampa di presentazione del progetto “NODI. Cultura, impresa e design del legno trentino”, svoltasi lo scorso 27 marzo all’ADI Design Museum, promosso dalla Provincia autonoma di Trento e coordinato da Trentino Sviluppo in collaborazione con Trentino Marketing, con la curatela di Aldo Colonetti e Paolo Baldessari. All’inaugurazione della mostra erano presenti anche LDDL Le Donne Del Legno (da sinistra a destra: Roberta Rizzi Mengon, Cristina Rizzi Mengon, Sonia Maritan, Elena Lippi e Beatrice Spirandelli, nella fotografia della pagina accanto). L’esposizione all’ADI Design Museum è accompagnata dall’opera Icosaedro di Mario Botta realizzata in legno del Trentino e ispirata al celebre Cabanon di Le Corbusier. In occasione della Milano Design Week, l’esposizione si è trasferita nello showroom di Fiemme Tremila nel Brera Design District, uno dei distretti del Fuorisalone. Nella foto a destra l’arch. Paolo Baldessari è insieme a Sonia Maritan all’interno dell’installazione “SUPERTIMBER: Nature, Engineered” – progettata da MM Design – all’Università degli Studi di Milano in uno scatto al Fuorisalone di Milano il 23 aprile scorso. Questa installazione, come l’Icosaedro, è stata realizzata da XLAM Dolomiti
caccia e pesca – nasce con l’obiettivo di stimolare l’internazionalizzazione del legno trentino, in un contesto di forte dialogo tra la tradizione e le visioni contemporanee dell’arredo per interni ed esterni. Ciò che abbiamo voluto costruire non è una vetrina celebrativa, ma un percorso imprenditoriale concreto: ogni oggetto esposto è stato concepito per inserirsi con successo nel mercato. Quindici imprese hanno lavorato fianco a fianco con al-


trettanti designer di caratura nazionale e internazionale, generando un ecosistema di competenze, collaborazioni, relazioni, prodotti ed esperienze che amplificano la capacità delle imprese di dialogare con il mercato globale a partire da un’identità di territorio precisa e riconoscibile».
Le collaborazioni tra aziende e designer si sviluppano attorno al tema della casa e dell’ospitalità, intese come spazi in continua trasforma-
zione. Interno ed esterno, dimensione privata e collettiva, relazione con il paesaggio: ogni progetto attraversa questi ambiti, restituendo una visione dell’abitare contemporaneo che trova nel legno una lingua comune. Accanto alla dimensione progettuale, il percorso è stato arricchito da momenti di confronto con imprenditori, progettisti e aziende di riferimento del settore arredo. Occasioni di scambio che hanno ampliato le prospettive,



portando nel progetto esperienze e visioni legate ai mercati nazionali e internazionali.
«Abbiamo lavorato – sottolineano i due curatori, Aldo Colonetti e Paolo Baldessari – come un’impresa collettiva in dialogo con le strutture e i saperi produttivi locali, intrecciando visioni diverse senza mai perdere le nostre radici.
È lì che risiede l’identità, ciò che ci allontana dal rischio di diventare anonimi esecutori».
“ NODI. Cultura, impresa e design del legno trentino” si configura così come un laboratorio in continua evoluzione, un dispositivo capace di generare conoscenza, relazioni e nuove possibilità per la filiera del legno trentino. Un progetto che rafforza il suo posizionamento culturale e competitivo, costruendo un equilibrio tra artigianalità e innovazione industriale
In questo racconto si inserisce anche un intervento speciale firmato da Mario Botta, con la sua installazione “Icosaedro” esposta in Piazza Compasso d’Oro, all’ingresso dell’ADI Design Museum – anche durante il periodo della Design Week milanese. Ispirato al Cabanon, il celebre rifugio

• BEPO - SGABELLO
Michela Baldessari - TM Arredamenti

realizzato da Le Corbusier sulla Costa Azzurra, il progetto si configura come una piccola dimora realizzata in legno trentino e pensata per dialogare con il paesaggio alpino. La mostra, allestita da David Dolcini, accompagna il visitatore dentro questo intreccio di storie e progetti, interpretando il legno come materia narrativa oltre che costruttiva.
A completare il percorso, un volume concepito come oggetto di design –con art direction di Gianluigi Colin e progetto grafico e design di Luciano Barberi – che raccoglie contributi, immagini, testimonianze e opere grafiche originali dello stesso Colin, offrendo una visione trasversale e stratificata dell’intero progetto.
BEPO è uno sgabello che rilegge in chiave contemporanea il morsetto da falegnameria. Realizzato in Castagno massello, utilizza giunti a coda di rondine che permettono assemblaggio e disassemblaggio a secco. Questa soluzione, oltre a rendere il prodotto sostenibile, consente di ridurne l’ingombro per il trasporto.
La struttura diventa linguaggio estetico, coniugando tradizione costruttiva e design contemporaneo.
Michela Baldessari si forma allo IED di Milano e collabora con diversi studi tra cui Aroldi e Isao Hosoe Design. Nel 1983 fonda lo studio Baldessari e Baldessari insieme a Giulio e Paolo Baldessari. Lo studio opera nei campi dell’architettura, interior e industrial design collaborando con numerose aziende nel mondo dell’arredo. Riceve premi e menzioni in numerosi concorsi internazionali.
Da oltre 25 anni, TM lavora sugli spazi della convivialità, immaginando e costruendo ambienti su misura per hotel, bar e ristoranti. Il progetto prende forma dal concept al cantiere, intrecciando visione e mestiere con un’attenzione costante alla qualità artigianale. Rendering 3D e realtà virtuale anticipano l’esperienza, permettendo di abitare gli spazi prima ancora che prendano corpo.

Patrizia Bertolini - Falegnameria Segata

L’incastro diventa metafora di rigenerazione e resilienza della natura. La forma slanciata esprime leggerezza e forza, mentre il materiale conserva le tracce della propria storia.
Patrizia Bertolini si occupa di progettazione e sviluppo di mobili e complementi collaborando con aziende dell’arredo e dell’illuminazione. Predilige materiali naturali e il dialogo tra design contemporaneo e tecniche artigianali. I suoi lavori sono stati presentati in numerose mostre e manifestazioni culturali e hanno ricevuto diversi riconoscimenti, tra cui due Menzioni d’Onore al Compasso d’Oro. Parallelamente all'attività professionale si dedica alla didattica del design.
L’Alex, dedicato ad Alex Langer, ambientalista e pacifista, nasce dall’osservazione del paesaggio alpino colpito dalla tempesta Vaia e dal parassita bostrico. Il progetto trasforma questa ferita in gesto simbolico: un attaccapanni in cui il legno sano si innesta con quello segnato dal parassita.
Segata è una falegnameria artigiana di quarta generazione. La sua storia è iniziata nel 1927 sulle pendici del Monte Bondone, la stessa montagna che Vaia ha attraversato. Divenuta nel tempo un punto di riferimento per architetti di scala internazionale, oggi è guidata da Giulia e Dimitri, che in ogni arredo coniugano la tecnica tramandata a uno sguardo contemporaneo.


• STREET BED UNIT
MICRO-ARCHITETTURA MOBILE
Lorenzo Damiani - Falegnameria Scaiarol
Street Bed Unit è una micro-architettura mobile pensata per offrire un riparo temporaneo alle persone senza fissa dimora.
Il modulo rialzato e coibentato ospita uno spazio minimo ma protetto con
letto, mensole e illuminazione alimentata da pannello fotovoltaico. Un contenitore esterno consente di riporre oggetti personali. Realizzato in legno di Larice e dotato di rivestimento metallico protettivo, il progetto unisce design e responsabilità sociale.
• LORENZO DAMIANI
Lorenzo Damiani (1972) si laurea in Architettura al Politecnico di Milano. Ha collaborato con aziende come Cappellini, Ceramica Flaminia, Campeggi e Ikea. Il suo lavoro esplora il rapporto tra invenzione e funzione. Il Triennale Design Museum e la Fondazione Achille Castiglioni gli hanno dedicato mostre personali.
Fa finestre e porte da quando il bisnonno Alcide aprì la falegnameria a Grumes di Altavalle, nel 1903. Più di un secolo dopo, Scaiarol realizza ancora serramenti su misura, progettati per tenere il caldo dentro e il freddo fuori, certificati Arca Gold, PosaClima e PEFC. Con Street Bed Unit quella competenza cambia scala: non più un serramento, ma un’intera unità ridotta al minimo necessario.


Francesco Faccin - Falegnameria Decrestina

tenda montabile che, sfruttando la struttura stessa della panca, si trasforma in un piccolo rifugio d’emergenza. Il progetto nasce dalla crescente presenza di visitatori inesperti in montagna e dalla necessità di ripensare gli arredi del paesaggio alpino.
Francesco Faccin fonda il proprio studio a Milano nel 2007 dopo esperienze con Enzo Mari e il liutaio Francesco Rivolta. Ha collaborato con Michele De Lucchi e con diverse istituzioni e ONG. Il suo lavoro indaga il rapporto tra artigianato, industria e responsabilità sociale. Insegna alla Libera Università di Bolzano e in altre università in Italia e all’estero.
Falegnameria Decrestina è l’impresa artigiana di Pierluigi Decrestina, specializzata nella realizzazione di scale in legno. Nata nel cuore della Val di Fassa, porta con sé una cultura costruttiva tramandata nel tempo e una reputazione che va ben oltre i confini locali.
Pancalpina è un oggetto ibrido pensato per chi frequenta l’ambiente alpino. All’interno della struttura sono integrati un kit di sopravvivenza e una
Con Pancalpina, ha cercato il confronto con un designer per guardare il proprio lavoro con occhi nuovi.


• SCANDOLA
FAMIGLIA DI LAMPADE
Alessandra Fumagalli Romario - Arteam
Scandola è una collezione di lampade ispirata alle tegole in Larice dei tetti trentini e combina l’estetica del territorio con una conoscenza tecnica del legno. Il progetto rielabora questo elemento costruttivo trasformandolo
in un sistema luminoso che modula la luce e definisce percorsi e soglie nello spazio reinterpretando l’archetipo del riparo come gesto luminoso.
Alessandra Fumagalli Romario (1995) è una designer laureata al Politecnico di Milano e al Royal College of Art di Londra. Lavora tra Milano e Barcellona occupandosi di design partecipativo, installazioni interattive e allestimenti. I suoi lavori sono stati esposti al Design Museum e al Young V&A Museum di Londra e all’ADI Design Museum di Milano.
Fondata a Trento come laboratorio di mobili, Arteam è una realtà artigianale specializzata in arredi e soluzioni d’interni in legno. Nel corso di oltre due decenni ha unito competenza, attenzione al dettaglio e cura costruttiva per rispondere alle esigenze di spazi residenziali e progettuali. La produzione va da elementi puntuali a sistemi complessi, con una visione che salda mestiere e progetto in ogni intervento.


Monica Graffeo - Falegnameria Bosetti
Restel nasce dall’esigenza di introdurre un filtro di accoglienza all’ingresso della casa, in particolare nelle abitazioni alpine. Il progetto prende spunto dall’osservazione del rastrello da fieno, reinterpretato come appendiabiti e sistema d’ingresso.
• VERTIGO
DOGA RIVESTIMENTO
Giulio Iacchetti - Fiemme Tremila
Vertigo nasce dall’idea di liberare la doga del pavimento dalla sua orizzontalità. La tavola si solleva e si curva diventando elemento architettonico che genera una nicchia nello spazio domestico. Il sistema modulare trasforma un elemento costruttivo in un gesto progettuale che ridefinisce il rapporto tra superficie e spazio.
• GIULIO IACCHETTI
La struttura verticale accoglie giacche e cappotti, mentre una cassapanca integrata funge sia da seduta sia da contenitore. Realizzato in Larice del Trentino, traduce un attrezzo agricolo della tradizione in un arredo contemporaneo.
Monica Graffeo avvia la propria attività nel 1998 e fonda lo Studio Monica Graffeo con Eleonora Castellarin, cui successivamente si aggiunge Francesca Veratelli. Lo studio opera tra product design, interior e creative direction, integrando ricerca sui materiali e attenzione agli aspetti sociali dell’abitare.
•
A pochi chilometri dal Lago di Molveno, Bosetti lavora specie legnose locali con precisione artigianale. La cura del dettaglio, l’attenzione alla materia e alla durata nel tempo definiscono da oltre un secolo un metodo radicato nel territorio trentino. Il Larice, lavorato con rispetto, è al centro di una pratica che unisce continuità familiare e capacità progettuale.


Giulio Iacchetti è industrial designer dal 1992. Attento al rapporto tra artigianato e design, è fondatore del marchio Internoitaliano e con Alberto Alessi del marchio Il Tornitore Matto. Due volte premiato con il Compasso d’Oro, ha ricevuto il Premio dei Premi per l’innovazione.
• FIEMME TREMILA
Fiemme Tremila nasce nel 1993 a Predazzo, dove ancora oggi produce superfici pensate per durare e fare del pavimento una presenza viva nell’abitare. Il nome dice tutto: accanto alla radice territoriale, Tremila come quota che rinvia al legno di montagna e a standard elevati. Dal 2023 è Società Benefit: il benessere delle persone e il rispetto del territorio guidano materiali, processi e finiture.

FOCUS TRENTINO-ALTO ADIGE RASSEGNA NODI
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Raffaella Mangiarotti - Barozzi Dimension
È una famiglia di arredi dal design essenziale composta da tavolo, panca e sgabello generata da un unico principio costruttivo. Il tenone inclinato a 45° resta visibile diventando elemento grafico che definisce l’identità

del progetto. Un design essenziale che mette in evidenza la struttura come linguaggio progettuale.
Raffaella Mangiarotti è architetto e designer milanese, ricercatrice al Politecnico di Milano. Dopo la collaborazione con Marco Zanuso fonda lo studio Deepdesign, con Matteo Bazzicalupo, e successivamente il proprio studio. I suoi progetti sono presenti in musei e collezioni internazionali.
Barozzi Dimension è una storica falegnameria di Rovereto, in Vallagarina, fortemente specializzata nella lavorazione del legno massello. Unisce competenza artigianale e precisione industriale, con una particolare attenzione agli incastri strutturali e alla qualità materica: il legno non viene mai mascherato, ma valorizzato nella struttura, nelle fibre e nella capacità portante.
Al centro del sistema la tavola armonica in Abete rosso della Val di Fiemme, lasciata vibrare secondo il proprio comportamento naturale. Un progetto che unisce sapere liutario e precisione tecnica, affidando al legno il ruolo di membrana viva capace di diffondere il suono nello spazio.
• LORENZO PALMERI

• VOCE - DIFFUSORE NATURALE
Lorenzo Palmeri - Ciresa
Voce è un diffusore acustico progettato a partire da una sintesi radicale, in cui ogni elemento è al servizio della qualità del suono.
Lorenzo Palmeri è architetto, designer e musicista. Laureato al Politecnico di Milano e successivamente in Psicologia, ha collaborato con Bruno Munari e Isao Hosoe. Dirige uno studio multidisciplinare attivo tra architettura, design e composizione musicale.
• CIRESA
Ciresa nasce e opera in Val di Fiemme, dove seleziona, stagiona e trasforma il legno di risonanza in tavole armoniche per strumenti musicali. Unica in Italia – una sola concorrente in Europa – esporta in tutto il mondo dai primi Anni Novanta, rifornendo costruttori di pianoforti, arpe da concerto, violini e chitarre.
Due brevetti la distinguono nel campo della diffusione acustica senza altoparlanti.
• ENTRÉE
MOBILE PER L’INGRESSO
Donata Paruccini - Falegnameria Zeni
Entrée è un mobile pensato per organizzare lo spazio tra esterno e interno. Una struttura di assi inclinate che ricorda frangivento e steccati, genera ca vità dove appoggiare oggetti e indumenti. Il sistema include accessori mobili come scarpiera e sgabello. Realizzato in Abete di recupero valorizza la memoria del materiale.
• DONATA PARUCCINI

Donata Paruccini studia all’ISIA di Firenze con Jonathan De Pas e lavora con Andrea Branzi. Ha insegnato allo IED, all’ISIA e alla NABA. Attualmente insegna all’Accademia di Brera e collabora con aziende del design italiano. La Triennale di Milano le ha dedicato una mostra personale.
• FALEGNAMERIA ZENI

Fondata nel 1927 a Spormaggiore da Giovanni Battista Zeni, l’azienda è nata come laboratorio artigiano e si è evoluta nel tempo fino a specializzarsi nell’arredo su misura. Oggi l’attività è portata avanti dai figli Sandro e Livio, insieme a un team di artigiani che unisce esperienza tecnica e tradizione familiare, in una continuità che attraversa quasi un secolo di lavoro sul legno.


• RADURA SGABELLO PORTA GIOCHI
Matteo Ragni - Falegnameria Faustini
Radura è un oggetto che celebra l’essenza dei boschi e unisce seduta, contenitore e luce. I listelli in Cirmolo richiamano la forma di un tronco cavo dove riporre giochi o libri. Quando vuoto si trasforma in una lanterna grazie a una lampada ricaricabile posta sul fondo.
• MATTEO RAGNI
Matteo Ragni (1972) è architetto e designer milanese. Vincitore di due Compassi d’Oro ha ricevuto numerosi riconoscimenti internazionali tra cui Wallpaper Design Award, Premio dei Premi per l’Innovazione e Good Design Award.
Alle pendici della Paganella, nella Valle dell’Adige, Faustini nasce come falegnameria generica. Il metodo Montessori è arrivato per caso: un ragazzo che frequentava la bottega, il favore chiesto per sua madre insegnante. Da quella casualità è nato un catalogo di quattrocento articoli e una leadership europea. In azienda lavora Irene Faustini, designer di formazione – uno sguardo interno capace di guardare oltre..

Nicolò Spinelli - Corazzolla Arredamenti

Madeleine interpreta il territorio come stratificazione tra natura e cultura. La forma prende ispirazione dalla roccia dolomitica: una base ampia e solida sostiene un volume scultoreo lavorato in Abete blu della Val di Fiemme. Le lavorazioni manuali evocano l’erosione della pietra mentre il sistema costruttivo Blockbau richiama la tradizione alpina. Il pannello multistrato ha un cuore in Cirmolo massello che diffonde il suo profumo naturale, attivando una dimensione sensoriale legata alla memoria.
Nicolò Spinelli (1985) si laurea in Architettura degli Interni al Politecnico di Milano e consegue un Master in Museografia. Nel 2014 fonda il proprio studio a Monza. La sua attività spazia tra architettura, interior design e collectible design, con progetti presentati in contesti internazionali. La sua ricerca indaga il rapporto tra materia, memoria e identità dei luoghi.

Realizza arredo su misura nella Val di Non. Fondata nel 1986, lavora il legno massello con la sicurezza di chi conosce il materiale a fondo, ne prevede i movimenti e ne accetta la vita. Una competenza costruita in quarant’anni e tramandata internamente, che si esprime nella precisione del dettaglio e nel dialogo con chi commissiona il lavoro.


Ludovico Spataro - Falegnameria Pojer
Scaglia nasce dall’osservazione delle scandole dei tetti trentini. Il progetto reinterpreta questo elemento vernacolare trasformandolo in una panca
pensata per lo spazio pubblico. Realizzata in Larice, mantiene un equilibrio tra memoria costruttiva e linguaggio contemporaneo.
• LUDOVICO SPATARO
Ludovico Spataro si forma al MADE Program di Siracusa con una ricerca sul legno e consegue un Master in Strategic Design e Art Direction. Trasferitosi a Milano collabora con Giacomo Moor e con lo studio Odo Fioravanti. Indaga il dialogo tra cultura progettuale contemporanea e tradizione artigianale, forte della sua cultura familiare nell’ebanisteria. I suoi progetti sono stati presentati all’ADI Design Museum.
Falegnameria Pojer nasce nell’Alta Val di Cembra nel 1903 e conta oggi cinque generazioni. Specializzata nella realizzazione di portoni sezionali in legno, porte interne, portoncini d’ingresso e serramenti, lavora esclusivamente su misura. Il Larice è il suo materiale d’elezione: duro, resinoso, locale, capace di durare all’esterno senza chiedere protezione.

Alex Terzariol con Maria Elisabetta Ripamonti
- Xlam Dolomiti

Alex Terzariol collabora con Rodolfo Bonetto e avvia nel 1991 a Bolzano MM Design, oggi presente anche a Milano, São Paulo e Singapore. Con Ripamonti sviluppa progetti di design strategico e di prodotto per aziende internazionali. Compasso d’Oro nel 2014, Best of the Best e Red Dot nel 2011, iF Gold Award nel 2022. È docente presso IED, IUAV e Academy of Design.
Kirizuna è un sistema di sedute che unisce design e innovazione tecnologica. Realizzato con legno di Kiri e tecnologia XLam Dolomiti, combina leggerezza e alte prestazioni strutturali. La struttura sottile consente stabilità con spessori ridotti e configurazioni flessibili per spazi collettivi.
Xlam Dolomiti lavora il legno in Valsugana, nel cuore di un territorio che con il bosco ha una relazione millenaria. Eredita quella conoscenza e la porta dentro un processo industriale di precisione, nel quale ogni elemento viene lavorato a controllo numerico e progettato con software di ultima generazione.
Produce, progetta, costruisce dalla materia prima al servizio “chiavi in mano”.
JoeVelluto - Silvelox Group
Il cielo in un garage nasce dalla suggestione della canzone “Il cielo in una stanza” di Gino Paoli e rilegge la porta del garage come un elemento architettonico. La melle mobili modulano l’ingresso della luce trasformando la chiusura in un filtro sensibile tra interno ed esterno e restituendo qualità spaziale a un ambiente solitamente tecnico.
• JOEVELLUTO


•
JoeVelluto è uno studio di design multidisciplinare attivo dal 2002 che opera tra product design, art direction, ricerca, progetti editoriali e comunicazione integrata. Collabora con aziende e istituzioni internazionali sviluppando progetti che uniscono design, cultura visiva ed editoria. Ha collaborato con grandi Maestri, tra i quali Alessandro Mendini e Oliviero Toscani.
Silvelox progetta e realizza porte per garage, ingressi blindati e sistemi architettonici di alta gamma che fondono tecnologia e design in architetture su misura. Già prima del progetto desiderava lavorare a porte che lasciassero passare la luce. La collaborazione ha dato forma a quell’esigenza, compiendo ciò che da sola nessuna parte avrebbe raggiunto.

www.trentinosviluppo.it - www.trentinomarketing.org
ON MARCH 27TH, THE PROJECT "NODI. CULTURE, BUSINESS AND WOOD DESIGN FROM TRENTINO" WAS PRESENTED AT THE ADI DESIGN MUSEUM IN MILAN, A PROJECT THAT BRINGS TRENTINO WOOD COMPANIES INTO DIALOGUE WITH INTERNATIONALLY FAMOUS DESIGNERS. ALSO ON DISPLAY IS A NEW ARCHITECTURE BY MARIO BOTTA, THE ICOSAHEDRON. THEIR WORKS WILL BE ON SHOW FROM MARCH 28 TO APRIL 12.
NODI. Cultura, impresa e design del legno trentino is a project promoted by the Provincia Autonma (Autonomous Province) of Trento and coordinated by Trentino Sviluppo in collaboration with Trentino Marketing agencies, curated by Paolo Baldessari and Aldo Colonetti. Its aim is to promote and stimulate the internationalisation of Trentino wood. A year-long initiative launched in 2025 and developed through a collaborative effort between fifteen local craft and industrial companies and an equal number of Italian renowned designers, culminating in an exhibition of projects at the ADI Design Museum in Milan, open to the public from 28 March to 12 April 2026.
The project stems from one of Trentino’s key areas of manufacturing excellence: wood, a material deeply rooted in the local culture and manufacturing tradition. It brings together the expertise of companies within the sector with contemporary design, showcasing a widespread heritage of craftsmanship and manufacturing skills deeply rooted in the region. The initiative follows in the footsteps of previous projects dedicated to materials that define Trentino’s identity, such as the project on Trentino stone carried out between 2003 and 2004 and develops through dialogue between companies and designers active on the international scene, enriched by opportunities for discussion with leading designers and firms in the furniture sector.
“Knots, then. Bringing together different forms of knowledge whilst respecting the identity of the wood, where the knot is one of the defining features that nature offers to designers.”
Paolo Baldessari and Aldo Colonetti, curators
The knot thus becomes both a metaphor and a design principle: a point of connection between skills, corporate cultures and the designers’ visions, but also a distinctive mark that preserves the material’s inherent memory and attests to its authenticity.
The proposed theme – the home and hospitality, the inhabited space in its many forms – has guided every design collaboration in a reflection suspended between interior and exterior, between the private sphere and collective life, between landscape and community. A dialogue that has placed the identity of Trentino wood at the centre, interpreted as a natural material capable of expressing a common language that is both contemporary and rooted in the local area.
NODI. Cultura, impresa e design del legno trentino is a practical workshop of research and development. Direct collaboration with high-profile designers has enabled the participating companies to experiment with new technical and construction solutions, expand their formal vocabulary, strengthen their cultural and competitive positioning in international markets, and consolidate a vision for the sector that successfully integrates craftsmanship and industrial innovation.
Alongside the fifteen projects is a special installation by renowned architect Mario Botta, featuring his work “Icosaedro”, on display in Piazza Compasso d’Oro, at the entrance to the ADI Design Museum – including during Milan Design Week. Inspired by the Cabanon, the famous retreat designed by Le Corbusier on the French Riviera, the project takes the form of a small dwelling made of Trentino timber and designed to interact with the Alpine landscape – March 28-April 26.
The exhibition design is by David Dolcini, whose work has long been centred on the use of wood as a design material.
The project is accompanied by a book conceived as a design object, with visual coordination and art direction by Gianluigi Colin, graphic design Luciano Barberi. The book brings together critical essays, accounts from key figures and original graphic works by Colin himself, offering a comprehensive overview of the entire project.




Il Gruppo EGGER, con sede a St. Johann in Tirol (Austria), investe oltre 200 milioni di euro nel suo ventiduesimo stabilimento a Markt Bibart (Germania), realizzando così uno dei
più grandi progetti di investimento del settore. Il produttore di materiali a base di legno sta implementando ingenti investimenti in più fasi, il cui completamento è previsto per l'au-
tunno del 2026. Un'altra pietra miliare è stata raggiunta nello stabilimento di Markt Bibart: la prima pressa a ciclo breve è entrata in funzione. Dopo la cerimonia di posa della prima pietra ad agosto e la perfetta installazione dell'impianto, inizia ora la laminazione di pannelli decorativi, una novità assoluta per lo stabilimento, che in precedenza produceva solo pannelli truciolari grezzi. Anche i proprietari Michael e Fritz Egger si sono recati a Markt Bibart per la prima storica nobilitazione dei pannelli.
«L'avvio della prima pressa a ciclo breve segna l'inizio di una nuova era per il nostro stabilimento di Markt Bibart. Un ulteriore passo avanti per diventare un moderno stabilimento di produzione di materiali a base di legno.
La velocità con cui stiamo sviluppando il nostro impianto è incredibile e lo stiamo facendo senza interruzioni.
Un grande risultato per il team di progetto, per tutti i nostri colleghi in loco e per i nostri partner», sottolinea Markus Scheran, Plant Director Technical/Production.
L'ampliamento della capacità produttiva rappresenta un'importante innovazione per lo stabilimento.
In precedenza, lo stabilimento produceva pannelli truciolari grezzi con una capacità annua fino a 650.000 metri cubi. I clienti esistenti continueranno a ricevere in modo affidabile pannelli truciolari grezzi di altissima qualità. D'ora in poi, parte della produzione sarà costituita da pannelli nobilitati. Questo investimento garantirà un utilizzo sostenibile della capacità produttiva e offrirà ai clienti l'accesso all'ampia gamma EGGER di pannelli truciolari nobilitati con decori di tendenza e diverse finiture.
La nuova pressa a ciclo breve produce fino a 8 milioni di m² di pannelli truciolari nobilitati all'anno.
PROSSIMI PASSI
DI QUESTO IMPORTANTE PROGETTO
Lo stabilimento di Markt Bibart è stato rilevato da EGGER nell'autunno del 2023 e da allora è stato integrato con successo nel Gruppo. Subito dopo l'acquisizione, l'azienda a conduzione familiare ha avviato ingenti investimenti.
I progetti vengono implementati a un ritmo impressionante. Il nuovo impianto di lavorazione del legno riciclato, che ne consente l'utilizzo nella produzione in loco di pannelli truciolari di alta qualità, è stato gradualmente potenziato da settembre. Anche la prima pressa a ciclo breve è stata ora messa in funzione. Le fasi successive dell'innovativo progetto sono previste entro l'autunno del 2026: la creazione di ulteriori opzioni


In apertura : i volti soddisfatti durante la produzione del primo pannello nobilitato.
Da sinistra: Manuel Aigner (Project Team Representative), Markus Scheran (Plant Director Technical/Production), Fritz Egger, Michael Egger, Björn Brem (Plant Director Logistics), Klaus Nölp (Mayor of Markt Bibart), Gerhard Riedmann (Plant Director Finance/Administration).
Nella prima foto in alto: l'assemblaggio della prima pressa a ciclo breve a Markt Bibart si è svolto a velocità record.
Nella seconda foto: la pressa a ciclo breve soddisfa gli standard più recenti e quelli di Markus Scheran, Plant Director Technical/Production.

di nobilitazione con una seconda pressa a ciclo breve, la costruzione di un magazzino verticale altamente automatizzato e di un capannone di carico, nonché l'ottimizzazione degli impianti esistenti. Come di consueto per EGGER, l'azienda a conduzione familiare utilizza tecnologie di sistema all'avanguardia anche nello stabilimento di Markt Bibart.
L'investimento creerà circa 70 nuovi posti di lavoro a Markt Bibart
Come secondo tradizione EGGER, il primo pannello nobilitato è stato firmato ufficialmente da dipendenti e partner del progetto.

The EGGER Group, headquartered in St. Johann in Tirol (AT), is investing more than EUR 200 million in its 22nd plant in Markt Bibart (DE), thereby realising one of the largest investment projects in the industry. The wood-based material manufacturer is implementing extensive, multi-stage investment steps, which are due to be completed in autumn 2026. Another milestone has been reached at the Markt Bibart plant: the first short-cycle press has started production. Following the roofing ceremony for its production hall in August and the smooth installation of the facility, the lamination of decorative boards now starts – a first for the location, which previously only produced raw particleboard. The owners Michael and Fritz Egger also travelled to Markt Bibart for the historic first laminated board.
”The start of the first short-cycle press marks the beginning of a new era for our plant in Markt Bibart. It brings us a big step closer to our goal of becoming a modern wood-based material plant. The speed at which we are developing our plant is unbelievable, and we are doing it during ongoing operation. A great achievement by the project team, all our colleagues on site and our partners”, underlines Markus Scheran , Plant Director Technical/Production.
The creation of upgrading capacities is a major innovation at the
plant. The site previously produced raw particleboard with an annual capacity of up to 650,000 m3. Existing customers will continue to be reliably supplied with raw particleboard of the highest quality. Part of the production quantity will be laminated from now on. This investment will ensure sustainable utilisation of production capacity and give customers access to EGGER's comprehensive product portfolio of laminated particleboard with trendy decors and diverse textures. The new short-cycle press produces up to 8 million m² of laminated particleboard per year.
Next steps in this major project - The Markt Bibart plant was taken over by EGGER in autumn 2023 and has since been successfully integrated into the Group. Immediately after the takeover, the family company began extensive investments. The projects are being implemented at an impressive pace. The new recycled wood processing facility, which enables the use of recycled wood in the production of high-quality particleboard on site, has been gradually ramped up since September. The first short-cycle press has now also been put into operation. Additional pioneering project steps are planned until autumn 2026: the creation of other lamination options with a second short-cycle press, the construction of a highly automated high-bay warehouse and a loading hall as well as optimisation of existing facilities. As is usual for Egger, the family company is also using state-of-the-art system technology at the Markt Bibart site. The investment will create around 70 new jobs in Markt Bibart.

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PGS GROUP SBARCA IN ITALIA E ACQUISISCE L’AZIENDA BERGAMASCA BERETTA PALLETS. SI TRATTA DI UN’OPERAZIONE STRATEGICA
IN LOMBARDIA PER RAFFORZARE LA RETE EUROPEA DELLA MULTINAZIONALE FRANCESE, SPECIALIZZATA A LIVELLO EUROPEO NELLA PRODUZIONE DI PALLET IN LEGNO NUOVI E RICONDIZIONATI.

Il Gruppo PGS, specializzato a livello europeo nella produzione di pallet in
In queste immagini alcune fotografie della sede di Beretta Pallets a Mapello, in posizione strategica tra Milano e Brescia, che si estende su un’area di 23.500 m², di cui 6.000 m² coperti.
Nella foto di gruppo, la famiglia Beretta e al centro Luc Grauwet, CEO del Gruppo PGS
legno nuovi e ricondizionati, annuncia il suo ingresso in Italia attraverso l’acquisizione di Beretta Pallets, storica azienda familiare situata a Mapello, in provincia di Bergamo.
Questa operazione rappresenta una nuova tappa fondamentale nello sviluppo internazionale di PGS Group, che nel 2025 ha raggiunto i 400 milioni di euro di fatturato, e conferma la sua ambizione di rafforzare la presenza nei principali distretti industriali europei.
Gli obiettivi del Gruppo:
• 5 milioni di euro di investimenti per ottimizzare il sito;
• capacità produttiva triplicata fino a 1,5 milioni di pallet all’anno;
• raddoppio numero di dipendenti, da 15 a 30 del sito di Mapello.
UN SECOLO DI KNOW-HOW INDUSTRIALE CHE DIVENTA PARTE INTEGRANTE DEL GRUPPO PGS
Fondata nel 1920 a Bergamo da Luigi Beretta, Beretta Pallets si è affermata come un attore riconosciuto dell’industria italiana del legno. Negli anni ’60 l’azienda è stata pioniera nella produzione di pallet, ponendo le basi della sua attività attuale. Dal 2011 la società ha sede a Mapello, in posizione strategica tra Milano e Brescia, su un’area di 23.500 m², di cui 6.000 m² coperti da edifici industriali.
PER TRIPLICARE LA PRODUZIONE
Con questa acquisizione, PGS Group integra un’unità che combina la produzione di pallet nuovi e il ricondizionamento di pallet usati, con un’offerta standard e su misura
Il Gruppo PGS ha già avviato importanti progetti industriali e proseguirà con l’ottimizzazione del sito produttivo
investendo 5 milioni di euro: due nuove linee di produzione, forni di es siccazione e una cabina di vernicia tura saranno già operativi da marzo 2026, aumentando significativa mente le capacità del sito, che ver ranno triplicate fino a raggiungere una produzione annua di 1,5 milioni di pallet.
Il sito di Mapello dispone inoltre di ri serve di terreno per futuri sviluppi.
Valerio Ruspino, direttore di Beretta Pallets, sarà responsabile dello svi luppo del gruppo sul mercato italiano, mentre l’attuale team di 15 collabora tori è destinato a raddoppiare nel medio termine.

IN UN MERCATO AD ALTO POTENZIALE
«L’Italia era una tappa logica e strategica per PGS Group. La Lombardia è uno dei cuori industriali d’Europa e
molti dei nostri clienti internazionali sono già presenti in questa regione –sottolinea Luc Grauwet, CEO del Gruppo PGS –. Beretta Pallets si di-
stingue per la sua competenza, la fedeltà dei clienti e il suo DNA familiare, valori perfettamente in linea con quelli di PGS».




THE "HIGH-POTENTIAL" WOODEN PALLETS
PGS GROUP ENTERS ITALY AND ACQUIRES THE BERGAMO-BASED COMPANY BERETTA PALLETS. THIS STRATEGIC MOVE IN LOMBARDY STRENGTHENS THE EUROPEAN NETWORK OF THE FRENCH MULTINATIONAL, A EUROPEAN LEADER IN THE PRODUCTION OF NEW AND RECONDITIONED WOODEN PALLETS.
PGS Group, a European specialist in the production of new and reconditioned wooden pallets, announces its entry into Italy through the acquisition of Beretta Pallets, a historic family-owned company located in Mapello, in the
province of Bergamo. This transaction represents a new milestone in the international development of PGS Group, which reached €400 million in revenue in 2025, and confirms its ambition to strengthen its presence in Europe's main industrial districts.
The Group's objectives:
• €5 million investment to optimize the site;
• Production capacity tripled to 1.5 million pallets per year;
• Doubled the number of employees, from 15 to 30.
Founded in 1920 in Bergamo by Luigi Beretta, Beretta Pallets has established itself as a recognized player in the Italian wood industry. In the 1960s, the company pioneered pallet production, laying the foundation for its current business. Since 2011, the company has been headquartered in Mapello, strategically located between Milan and Brescia, on a 23,500 m² site, including 6,000 m² of industrial buildings.
With this acquisition, PGS Group integrates a unit that combines the production of new pallets and the reconditioning of used pallets, offering both standard and customized solutions.
The PGS Group has already launched major industrial projects and will continue to optimize its production site, investing €5 million. Two new production lines, drying ovens, and a paint booth will be operational by March 2026, significantly increasing the site's capacity, which will triple to an annual production of 1.5 million pallets.
The Mapello site also has land reserves for future development. Valerio Ruspino, Director of Beretta Pallets, will be responsible for the group's development in the Italian market, while the current team of 15 employees is expected to double in the medium term.
"Italy was a logical and strategic step for PGS Group. Lombardy is one of the industrial heartlands of Europe, and many of our international customers are already present in this region," emphasizes Luc Grauwet, CEO of the PGS Group. "Beretta Pallets stands out for its expertise, customer loyalty, and family DNA—values perfectly aligned with those of PGS."






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Una realtà nata tra i faggi del bosco del Cansiglio che si è innamorata del profumo, delle venature e dei nodi del legno: COMPAGNIA DEL LEGNO si caratterizza sul territorio come agenzia d’importazione legname proveniente da varie parti del mondo. È possibile trovare il legno più adatto al settore di applicazione: segati di conifera europei, segati nord e sud americani, lamellari per serramenti, pannelli multistrato, mdf, nonchè LVL e pavimenti prefiniti.



30030 MARTELLAGO (Venezia) – Via Fornace, 2 T. +39/041 5400521 - T. +39/041 5401942 fabio.coin@derwood.it - www.derwood.it Siamo specializzati in tavolame di latifoglie e resinosi, pannelli per falegnamerie e lamellari per serramenti.


di BRUGNARA & CHISTÈ s.r.l.
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Latifoglie europee ed americane – Esotici – Legni pregiati – Tronchi – Tavolame refilato – Boules –Pavimenti in legno – Decking. European and international hardwoods – Tropical and precious species – Logs – Lumber – Wood flooring – Decking.
Azienda certificata FSC® dal 2003 e PEFC dal 2005.
Azienda con sistema di gestione per la qualità certficato da ICILA UNI EN ISO 9001:2008


31010 MASER (Treviso) – Via G. Marconi 30 T. +39/0423 923170 - F. +39/0423 546170 mart.legno@libero.it - www.martignagolegno.it Latifoglie europee ed americane.
Legnami Esotici. Resinosi. Tronchi e boules. Lamellari per serramenti.

83022 BAIANO (Avellino) – Via Malta, 76 T. +39/081 8243027 - F. +39/081 8243227 info@legnamipicciocchi.it - www.legnamipicciocchi.it
La nostra esperienza per offrire le migliori selezioni di latifoglie europee e tropicali. Attenta alla corretta catena di custodia di approvvigionamento, l’azienda è certificata FSC e CATAS per la produzione di lamellari per finestre a lista intera e finger-joint.




Sede Legale e Stabilimento: 24126 BERGAMO – Via Canovine, 29 T. +39/035 325611 - F. +39/035 325699 info@legnamipaganoni.it - www.legnamipaganoni.it Importazione e commercio pannelli e legnami. Materiali per l’edilizia, tetti e strutture in legno.

Sede legale: 20124 MILANO – Via Vittor Pisani, 20
Sede operativa: 43125 PARMA – Via Po, 134/A T. +39/0521 257347 - M. +39/339 7689510 paolo@rigawood.net - www.finieris.com
Compensati di betulla (certificato FSC o PEFC su richiesta) con incollaggio fenolico, grezzi, filmati, sezionati, semilavorati.

s.r.l.
31037 CASTIONE DI LORIA (Treviso)
Viale Giovanni Falcone, 30 T. +39/0423 078273 info@bigondry.com - www.bigondry.com
Tecnologie per l’essiccazione e vaporizzazione del legno, macchine speciali e “Chiavi in mano”
BIGonDRY s.r.l. progetta e realizza: Impianti di essiccazione tradizionale ad acqua calda, Impianti di essiccazione del legno a generatore diretto, con bruciatore a gas , Impianti di vaporizzazione del legno, con distribuzione del vapore di tipo diretto o nascente; impianti di trattamento termico HT conformi alla normativa ISPM15 FAO.
Impianti per il Thermo-trattamento ad altissima temperatura (fino a 230 °C). Impianti di pre-essiccazione del legno e tunnel; impianti completi chiavi in mano dotati di sistema termico per la produzione del calore, circuito idraulico ed elettrico, sistemi di controllo e di misura. Assistenza tecnica su impianti BIGonDRY e non.
di Romanutti Mario s.r.l.
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Da oltre novant’anni fornisce il migliore servizio di essiccazione ed evaporazione del legno per clienti nazionali ed europei.

31023 RESANA (Treviso)
Via della Fornace, 81/83 – Località Castelminio T. +39/0423 784248 - F. +39/0423 784252 info@secalsrl.com - www.secalsrl.com
Impianti di essiccazione ad acqua calda, surriscaldata, vapore ed olio diatermico per l’essiccazione del legno e non solo; impianti d’essiccazione funzionanti con bruciatore diretto a gas metano o GPL; impianti per il trattamento termico HT degli imballaggi in legno e dei pallet conformi alla normativa IPPC/FAO ISPM15; impianti di vaporizzazione con sistema diretto, indiretto e misto; pre-essiccatoi; tunnel di essiccazione per essiccazioni rapide; impianti per l’essiccazione della legna da ardere; impianti “chiavi in mano” completi di centrale termica e di ogni accessorio; impianti speciali per l’essiccazione di materiali igroscopici diversi dal legno. Moderni sistemi di controllo e strumenti di misura. Assistenza tecnica, teleassistenza e telecontrollo
33095 Rauscedo (Pordenone) - Via del Sile, 4 T. +39/0427 94190
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Termolegno offre ai propri clienti la progettazione, produzione e installazione di macchine per l’essiccazione, la vaporizzazione e il trattamento termico HT (ISPM-15) del legno. Ogni tipologia di sistema Termolegno può essere allestita nella versione green con numerosi vantaggi a livello di risparmio energetico e di qualità di essiccazione e del prodotto. I nostri prodotti: essiccatoi convenzionali, essiccatoi tunnel, pre-essiccatoi, essiccatoi HT per il trattamento termico del legno ISPM-15, impianti combinati, essiccatoi in continuo ed essiccatoi ad alta efficienza energetica.

Gallo Legnami s.r.l.
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Via Dei Ronchi, 4 – Zona Industriale T. +39/049 7622511
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Legname refilato nord americano, resinosi europei, lamellari per serramenti, legname per l’edilizia.

Segna Legnami Sas di Segna Claudio e C.
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B.F.B. di Bortoluzzi G. & C. s.n.c.
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Progettazione, costruzione, montaggio e assistenza macchine e impianti per la lavorazione del legno


Designing and supplying machinery and equipment for woodworking
Gestaltung und Lieferung von Maschinen und Anlegen für die Holzbearbeitung

La conception et la forniture de machines et d’équipements pour le travail du bois







GREEN ALLIANCE è un operatore di primo piano nella distribuzione di combustibili da biomassa per il riscaldamento domestico e industriale, con una presenza consolidata in Italia e un posizionamento in progressivo rafforzamento a livello europeo. Il gruppo nasce dall’alleanza strategica tra
Woodtech Italia, MyFire e Ricci Pietro, realtà industriali con competenze complementari lungo la fliera della biomassa, e con il supporto di Harcos Capital Partners, con l’obiettivo di creare una piattaforma integrata e scalabile dedicata allo sviluppo delle energie rinnovabili per il settore del riscaldamento.